VENERDÌ 30 MARZO 2012 DIRETTORE EMANUELE MACALUSO www.ilriformista.it ANNO XVII N. 76 SPED. IN ABB. POST - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1 COMMA 1, DCB - ROMA Non ce l'abbiamo fatta DI EMANUELE MACALUSO Alla fine l'ha spuntata Marcello Dell'Utri. Proprio lui, il senatore-bibliofilo, ha acquistato all'asta per 17mila euro i 17 volantini stampati dalle Brigate Rosse tra il 1974 e il 1978, incluso quello datato 15 aprile 1978 con il quale veniva annunciata la condanna a morte di Aldo Moro. Una brutta storia, diceva ieri più d'uno. Strano destino, però, strano destino davvero, quello di questi documenti. E non soltanto perché l'acquirente è Dell'Utri, co-fondatore di Forza Italia e sodale di Silvio Berlusconi. Il fatto è che quei 17 pezzi di carta finiranno in archivio accanto ai presunti diari di Mussolini, per non dire del capitolo scomparso del Petrolio di Pier Paolo Pasolini che Dell'Utri disse di avere avuto tra le mani per qualche istante. «Vidi che spiccavano i nomi di Mattei e di Cefis», raccontò. Quello, però, come spiegò al Corriere della Sera non lo acquistò. Una storia curiosa, anche questa. Una storia italiana. Un'altra. Si riaffaccia l'incubo spread CRISI INFINITA. Per il superministro dello Sviluppo, «manca liquidità e aumentano le sofferenze». Il differenziale Btp-Bund sale a 340 punti base e Piazza Affari chiude a -3,3 per cento. DI GIANMARIA PICA La crisi non è finita. Anzi, chi credeva che il 2012 sarebbe stato l'anno della svolta dovrà ricredersi. Ieri Corrado Passera, superministro dello Sviluppo economico, ha sentenziato: «Da tempo non cresciamo in modo adeguato e ora siamo nel pieno di una seconda recessione, che durerà per tutto l'anno in corso». E lo spread sale. SEGUE A PAGINA 5 USA, RUBIO NEI GUAI L'astro nascente del Partito repubblicano non sfugge allo scandagliamento della sua storia. E così si scopre che i suoi genitori sarebbero fuggiti da Cuba prima della rivoluzione castrista. Lui risponde lanciando l'autobiografia. D. FABBRI A PAGINA 6 ww w .il riformista.i tedizione chiusa alle 21.2 5 IL RACCONTO. L'EMILIO LASCIA IL TG4. IL CAVALIERE GLI CERCA UN PROGRAMMA SU CANALE 5 IN ATTESA DEL 2013 Caccia allo strapuntino per Fede DI TOMMASO LABATE uando ieri sera saluta per l'ultima volta i telespettatori del Tg4, e sì che «dopo tanti anni c'è emozione nel fare un intervento che è un saluto e non un addio», le lacrime che ha dentro sono quasi di gioia. Anche se in pochi lo sanno. Nemmeno ventiquattr'ore prima, infatti, nel corso di una riunione drammatica che va in scena nella stanza dei bottoni del Biscione, Emilio Fede ha appena sbattuto la porta. Altro che commozione. «L'hanno fatto mentre Silvio era allo stadio. Questo è un colpo di mano di Fedele Confalonieri», dice in un'intervista (poi smentita) a Repubblica mentre il Cavaliere è a San Siro per Milan-Barcellona. Ce l'ha con “Fidel”, è ovvio. E anche con il numero uno dell'informazione Mediaset, Mauro Crippa. Ma Berlusconi, mercoledì sera, lo sa oppure no che hanno appena “segato” Emilio? E, soprattutto, perché il Giornale di famiglia, nel dare la notizia del licenziamento, si limita a un corsivetto in prima pagina - titolo: «Fede lascia il Tg4 e Mesiaset» - e nulla più? La risposta è in quello che il Cavaliere confessa ai fedelissimi ieri mattina. «Non posso permettermi di scaricare Fede. Bisogna trovare una soluzione». E la soluzione prende forma: un bel programma tutto per «Emilio». Ma non su Rete4. No. Sulla rete ammiraglia, Canale 5. Giusto per ingannare l'attesa che lo separa dal 2013, quando l'ex direttore del Tg4 sarà catapultato in Parlamento al posto della moglie Diana de Feo. Magari in corner. Forse con le ossa rotte, visto la procura di Roma pensa a una rogatoria per far luce sui soldi che nega di aver portato a Lugano. Sta di fatto che si salva, forse, Fede. E tutto “grazie” alla sua innata, irruducibile, indomita, accademica arte di attaccare il ciuccio proprio lì, dove vuole il padrone. Che «Emilio» non sviluppa nel suo incontro col Cavaliere. Ma prima. Molto prima. SEGUE A PAGINA 3 Q PASSERA: SIAMO IN PIENA RECESSIONE EURO 1,20 storie all'italiana Dell'Utri sborsa 17 mila euro per i volantini delle br DI ALESSANDRO CALVI Bufera sul voto a Palermo Lombardo imputato per mafia il Gip respinge l'archiviazione DI ETTORE MARIA COLOMBO Borse in picchiata, spread che risale, recessione che - dice Corrado Passera - «durerà tutto l'anno». Polemiche tra il premier e la sua maggioranza. Partiti che si fanno gli sgambetti, se non la guerra, su tutto: riforme, giustizia, Rai, lavoro. E una crisi sociale ed economica che corre sempre di più. SEGUE A PAGINA 4 sgambetti fra i partiti DI SONIA ORANGES I riflettori delle inchieste giudiziarie si accendono nuovamente sul governatore siciliano, dopo che un gip di Catania ha disposto l'imputazione coatta per i fratelli Lombardo, facendo esplodere una vera e propria bomba durante la campagna per le amministrative palermitane. SEGUE A PAGINA 3 n queste ultime settimane abbiamo reso noto ai nostri lettori le difficoltà che incontravamo per continuare a pubblicare il Riformista. Oggi con grande amarezza vi diciamo che tutti i tentativi fatti per salvare il salvabile, non hanno avuto esito positivo. L'assemblea dei soci, quindi, ha deciso di affidare a un liquidatore l'amministrazione della cooperativa e di sospendere la pubblicazione del giornale. Dico sospendere perché, a norma di legge, se c'è un editore che mostra con i fatti di essere in grado di riprendere la pubblicazione,la liquidazione può essere revocata. A chi nei giorni scorsi si è fatto avanti gli amministratori della cooperativa hanno mostrato carte e conti, che sono in perfetto ordine e alla luce del sole, e la disponibilità a sostituire soci e direttore. Ad oggi nessuno ancora ha deciso di fare il passo decisivo, spero che ci sia chi lo faccia in questi giorni in cui opera solo il liquidatore. Tuttavia, comunque vadano le cose, da oggi non sarò più il direttore di questo giornale. Avevamo accettato l'offerta dei vecchi editori (sempre incombenti) di provare a resuscitare il giornale già chiuso, entro un anno, solo se si realizzavano tutti gli impegni contrattuali e se il contributo pubblico non fosse stato decurtato. Non è stato così. L'anno che ormai è alle nostre spalle è stato denso di avvenimenti politici e sociali che abbiamo commentato quotidianamente con un nostro punto di vista. E l'abbiamo fatto con ragionamenti pacati anche in momenti in cui lo scontro politico e mediatico era furibondo tra berlusconiani e antiberlusconiani. Abbiamo scelto una linea, il riformismo socialista ed europeista, come punto di riferimento essenziale alle forze conservatrici in Italia e in Europa. Abbiamo sollecitato l'unità del movimento sindacale come condizione ineludibile per fronteggiare i marosi della crisi che investe l'Europa e particolarmente il nostro paese, per non fare pagare il conto solo al mondo del lavoro. L'abbiamo fatto ponendo con forza l'esigenza di un'opera – anche da parte del sindacato – che metta al centro l'interesse generale e salvezza del paese. Questo anche per evitare che lo scontro sociale si verifichi nelle condizioni in cui l'abbiamo visto in Grecia e ora in Portogallo e Spagna. Abbiamo messo al centro del nostro impegno la battaglia per i diritti civili e un garantismo alternativo a quello peloso di chi, con il suo agire e le sue leggi, ha mortificato la giustizia. Le pagine del giornale sui temi internazionali e della cultura hanno dato un esempio di informazione puntale e di scelte in sintonia con tutte le forze che si battono per la pace, contro ogni razzismo ed egemonismo per la libertà della cultura in Italia e in ogni parte del mondo. Avevamo messo in orbita anche un domenicale, curato da Paolo Franchi, Ragioni, per dare più senso alla nostra battaglia politico culturale. Come è noto in passato ho diretto un grande quotidiano e riviste della sinistra e ho collaborato a tanti giornali, ho conosciuto il mondo dell'informazione sin dalla rinascita della stampa libera in Italia. Il Riformista è un piccolo ma significativo quotidiano con redattori giovani e di qualità che spero possano continuare a scrivere e lavorare in questo giornale; e un personale “tecnico” di eccezionale professionalità e disponibilità. SEGUE A PAGINA 2 I DI CHIARA PRIVITERA I contribuenti onesti potranno dormire sonni tranquilli. Per tutti gli altri, invece, continueranno i blitz in stile Cortina che nel 2011 hanno fatto incassare 12,7 miliardi di euro al Fisco. SEGUE A PAGINA 5 Befera: «13 miliardi da lotta a evasione» La calamita del centrodestra e le mosse di Monti “asiatico”
Sistema di consultazione Digitale del quotidiano "Il Riformista". Il Sistema VirtualNEWSPAPER permette di effettuare ricerche in tutto l'archivio, scaricare le singole pagine, acquistare con cellulare o carta di credito avere sempre a disposizione su qualsiasi dispositivo elettronico le copie acqistate.