ULTRAZOOM
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35Venerdì 27 gennaio 2012SPORT @ commenta su www.liberoquotidiano.it Dopo il 2-2 col Barça Mou aspetta l'arbitro nel garage dello stadio e lo ricopre d'insulti ::: MADRID  Mourinho non si smentisce mai. Nel post Clasico (2-2 al Camp Nou), lo show del tecnico del Real Madrid inizia nella conferenza stampa, e prosegue nel garage dello stadio del Barcellona. Alle domande dei giornalisti lui zittisce tutti precisando come «è impossibile vincere a Barcellona», ma non si ferma: «Nello spogliatoio ho sentito dire che è impossibile vincere qui, io lo sapevo già, ho giocato qui con il Chelsea, con l'Inter, con il Real, in campionato, Coppa, Champions. Non c'è nulla di nuovo per me», e se la stampa prova a collegare il suo discorso all'arbitro (prova discutibile del fischietto Teixeira tra il gol annullato a Sergio Ramos e altre decisioni disciplinari), Mou divaga: «Non parlo dell'arbitro, io non dico nulla. Siete voi quelli che capiscono di calcio, voglio vedere quale sarà la vostra analisi». Il bello, però deve ancora venire: lo Special One, infatti, scende nel garage dello stadio, si appoggia all'auto dell'arbi tro (foto) e lo aspetta per poi rivolgergli le seguenti frasi, pubblicate da Mundo Deportivo: «Vaya artista, como te gusta joder a los profesionales», tradotto: «Vai, artista, come ti piace fottere i professionisti». Mou ci va giù pesante, e non fa altro che riflettere la rabbia e il nervosismo che imperversa nel club merengue. OVALE SGONFIO Cocaina negli spogliatoi Crolla il mito del rugby pulito E durante il 6 Nazioni si vendeva droga in tribuna al Flaminio: 37 arresti ::: TOMMASO LORENZINI  Certo, il mito dei rugbisti duri e puri spesso traballa. Fra mesi di squalifica per dita negli occhi in mischia, risse (vedi Chabal e Castro dopo il Sei Nazioni), sbronze colossali (il gallese Andy Powell che si impadronisce di una golf car e scorrazza in autostrada), problemi di alcolismo e lanci di nani, il mondo del rugby ha sempre offerto umanità varia. Ma il fango che stavolta si appiccica all'ovale non è quello sollevato in una mischia. Si tratta di una storiaccia di droga, che se con lo sport insenso strettoha pocoa chefare, lambisce comunque un ambiente che ha sempre fatto dell'integrità morale un dogma. E a far più male è che il marcio viene da dentro. Tutto nasce dall'operazione antidroga dei carabinieri di Piacenza: smantellato un consistente giro di cocaina, hashish e marijuana, smerciate durante partite di rugby e concerti di nomi molto noti della musica italiana (dall'Heineken Jammin Festival, a Coldplay, Muse, Zucchero e Vasco). L'operazione si chiama “flanker”, dal ruolo di uno degli arrestati, Filippo Nereo Maserati, 41 anni, lo scorso anno al Piacenza rugby, e ritenuto al centro del traffico. Piacenza, Parma, Varese, Pavia, Lodi e Milano le zone coinvolte, ma l'or ganizzazione lavorava in grande. Maserati, oltre a giocare, era buttafuori in alcuni locali insieme ad altri rugbisti; molti di loro erano acquirenti di cocaina e grazie a questo doppio ruolo avevano a disposizione un enorme numero di clienti. La droga veniva nascosta in cantieri edili o lungo piste ciclabili e poi smerciata nelle discoteche, durante gli allenamenti o poco prima delle partite. I carabinieri stessi, mimetizzati tra il pubblico, hanno assistito allo spaccio durante il derby del 10 aprile fra Piacenza e Lyons. Dunque arrestati in 35 (17 ordinanze di custodia cautelare e 18 arresti in flagranza di reato), altri 40 indagati, segnalati 184 assuntori e sequestrati circa 10 kg di sostanza stupefacenti di alta qualità. Nell'inchiesta sono coinvolti tanti sportivi, da 13 rugbisti a tifosi del Piacenza calcio. E poi c'è la fidanzata di Maserati, Mariachiara Borella, 25 anni, campionessa di body building nella categoria over 52 kg. Stando alle indagini sarebbero loro il fulcro della banda (insieme a Patrizia Alberici, 39enne tifosa del Piacenza, che smerciava durante le partite della serie B di calcio e sui pullman delle trasferte), che “colpiva” fi no ai massimi livelli: documentata la vendita di droga ad alcune partite del Sei Nazioni dello scorso anno, durante Italia-Australia a Firenze, e perfino durante la coppa del Mondo in Nuova Zelanda. Increduli molti giocatori azzurri, infuriata la Federugby per i riflessi negativi della faccenda: il presidente Dondi ha preso le distanze dal tutto, «siamo uno sport pulito». Che però qualcuno ha fatto rotolare nella polvere. SMASCHERATI Il flanker (terza linea) del Piacenza Filippo Nereo Maserati, 41, al momento dell'arresto Ansa IL PROGRAMMA DEL 6 NAZIONI Il 4 febbraio l'Italia esordisce in Francia All'Olimpico arrivano Inghilterra e Scozia ROMA L'edizione 2012 del Sei Nazioni inizierà il 4 febbraio e, per la prima volta, avrà come teatro delle gare interne dell'Italia lo stadio Olimpico di Roma (Italia-Inghilterra l'11 febbraio, Italia-Scozia il 17 marzo), visti i lavori di ammodernamento del Flaminio. «Siamo convinti che all'Olimpico sarà battuto il record di spettatori», ha detto il presidente del Coni Petrucci. Tutti i match del torneo saranno coperti da Sky (Sky Sport 2 HD), con il debutto del rugby in 3D per Italia-Inghilterra. Niente rivoluzioni per gli az zurri del nuovo ct Brunel, che esordirà proprio in casa della Francia, battuta a sorpresa lo scorso anno: «Continueremo con l'ossatura della Coppa del Mondo, poi da giugno punteremo sui giovanissimi». [Loto]
Sul sito di Mursia i nomi dei deportati italiani nei lager Da oggi la casa editrice Mursia mette on line sul proprio sito i nomi e i dati anagrafici di 23.826 italiani (22.204 uomini e 1.514 donne) che furono deportati nei lager nazisti. Di questi 10.129 non tornarono. I nomi sono contenuti nel primo volume (in tre tomi) de Il libro dei deportati, pubblicato dalla casa editrice milanese, che è il risultato di una ricerca promossa dall'Aned, Associazione Nazionale Ex Deportati. A Barcellona il primo convegno internazionale sullo «Zibaldone» Sarà la Spagna ad ospitare il primo convegno internazionale di studi sullo Zibaldone di Giacomo Leopardi. Lo ha annunciato l'Università di Barcellona, dove insegna la professoressa Maria de las Nieves Muniz Muniz, una delle maggiori specialiste straniere dell'opera del grande poeta. Il simposio dal titolo «Lo Zibaldone di Leopardi come ipertesto», il 26 e 27 ottobre di quest'anno. La grande mostra sul fascismo censura la dimora dei Mussolini L'anno prossimo a Forlì si terrà una storica esposizione sul «consenso» in epoca fascista. Ma il Comune (di sinistra) esclude Villa Carpena, dove visse donna Rachele, perché «elogiativa» MUSSOLINI::: Pillole di storia E Longanesi scoprì quel geniaccio di Ricciardetto ::: SERGIO DE BENEDETTI  Nel marzo del 1937 Leo Longanesi, scrittore-giornalista-editore-pittore, fondò il primo settimanale italiano di attualità chiamandolo Omnibus. Ironico, corrosivo ed anticonformista, il periodico dava largo spazio alla critica di costume ed all'immagine fotografica e raccolse, fino alla sua soppressione avvenuta a fine gennaio del 1939, giornalisti e scrittori quali Elio Vittorini, Arrigo Benedetti, Vitaliano Brancati, Mario Pannunzio, Mario Soldati e Augusto Guerriero. Il settimanale, edito da Angelo Rizzoli, arrivò a vendere fino a 70 mila copie, ospitava una significativa rubrica di «Lettere al Direttore» gestita direttamente da Longanesi ed aveva quale responsabile della sezione teatrale Alberto Savinio (Andrea De Chirico) mentre la linea della letteratura era affidata ad Emilio Cecchi. Proprio a Guerriero, magistrato della Corte dei Conti e giornalista a tempo perso, Leo dette il suggerimento di firmare gli articoli con lo pseudonimo «Ricciardetto», riprendendo il titolo di un poema burlesco del '700 del poeta pistoiese Niccolò Forteguerri dove allusioni satiriche e bizzarre parodie epico-cavalleresche si intrecciano con continui capovolgimenti di fronte. Augusto era nato ad Avellino il 16 agosto 1893. Figlio di un medico, aveva frequentato il liceo nella sua città e successivamente si era brillantemente laureato in giurisprudenza presso l'Università di Napoli. Alcuni suoi articoli vennero pubblicati nel maggiore quotidiano partenopeo, Il Mattino, diretto da Edoardo Scarfoglio che subito intuì le potenzialità del giovane ed instaurò con lui un rapporto continuativo che dovette interrompersi con il richiamo alle armi dello stesso Augusto, inviato sul fronte della prima guerra mondiale come ufficiale. Nel 1920 vinse diversi concorsi pubblici ed entrò nella amministrazione statale lavorando in Libia ed in Italia. Vinto un ulteriore concorso alla Corte dei Conti, iniziò l'attività nel 1933 per restarvi fino al 1957 quando sarà posto in pensione con il grado di presidente Onorario. Ma nel frattempo, la sua voglia di giornalismo si era ancor più rinsaldata, continuando a collaborare con Il Mattino e con La Stampa di Torino. Chiamato in seguito al Corriere della Sera, iniziò l'attività principale di abile commentatore di politica estera mentre nel 1950, attraverso una rubrica di posta con i lettori, consoliderà sul settimanale Epoca dell'editore Mondadori quella sfolgorante carriera di opinionista a tutto tondo che lo porterà ad essere definito il «Walter Lippmann italiano». Perfetto conoscitore di tre lingue (inglese, francese e tedesco), studioso di russo e cinese, arguto, chiaro nelle esposizioni, irriverente con i potenti e dotato di straordinario senso dell'humour, Ricciardetto ebbe certezze assolute nell'Alleanza Atlantica e nel Mercato Comune Europeo, con un debole per le sorti di Israele. Negli anni '60 si avvicinò con sempre maggiore insistenza alla ricerca teologica, pubblicando nel 1973 un libro che diventò un autentico best-seller di allora: «Quaesivi et non inveni» (si cerca perché non si è trovato). Colpito agli inizi degli anni '70 da una grave forma di aracnoidite spinale e da progressiva sordità, trascorse gli ultimi anni in assoluto riserbo, «esercitandosi a morire» come scrisse all'amico Indro Montanelli. Cosa che gli «riuscì» il 31 dicembre 1981. . STORIE DA CAMERA Qui sopra, la camera del Duce a Villa Carpena a Forlì. In alto a destra, l'amante di Benito, Claretta Petacci Lapresse ::: NICHOLAS FARRELL  I tecnici sono al comando dell'Italia, ma anche del Comune di Forlì. Il sindaco, Roberto Balzani, è un prof , così come il suo assessore alla Cultura, Patrick Leech, un prof inglese addirittura. E così via. Meglio i prof dei politici, eh? Che gente meravigliosa. Squisita, sobria e seria. Così ben documentata. E come il superprof detto Rigor Monti (ma non da me), anche i prof di provincia non sbagliano mai. Per un motivo: un prof, come il Duce (prof pure lui prima di fare il dittatore) ha sempre ragione, no? Ma ai cari professori vorrei porre una domanda: come mai non avete coinvolto in nessun modo la casa rurale dei Mussolini, Villa Carpena, nel ricco programma di eventi collegati alla mostra sul Ventennio fascista, di importanza non solo nazionale ma internazionale, che si terrà a Forlì dal gennaio al giugno del 2013? Secondo voi, questa villa in stile Liberty, questa dimora della prima famiglia fascista, ora museo colmo di ricordi, libri, sculture, quadri e oggettistica affascinante del periodo, non c'entra col tema dell'esposizione? La mostra, allestita al prestigiosissimo San Domenico nel centro storico ed elaborata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì, si intitola: DUX, L'arte in Italia negli anni del consenso. ESCLUSIONE ASSURDA E attirerà, secondo le stime, un flusso di 150-200 mila persone in quei sei mesi nella «città del Duce» e nella provincia di Forlì-Cesena. Perciò i vari Comuni, in collaborazione con la Fondazione, hanno organizzato un itinerario turistico non solo a Forlì ma in tutta la Romagna. Siamo in piena crisi non solo economica ma esistenziale, ma qui esiste la possibilità di lucrare alla grande. Di conseguenza, qualsiasi cosa con un rapporto, debole che sia non importa, col Duce e il fascismo sarà inclusa nel programma e pubblicizzata come si deve. Ma la povera Villa Carpena no. Hanno provato in tanti a convincere il prof Leech (Pd) - che quando non fa la politica insegna l'inglese - a fare almeno un salto alla villa per fare un sopralluogo. Niente. Fino a lunedì scorso quando finalmente ci è andato di persona. Clandestinamente magari, cioè senza giornalisti e di pomeriggio prima che facesse buio. Col fascismo non si sa mai... E poi? Niente. Dopo la sua visita, e libero dal rischio di malefici mussoliniani, ha detto alla stampa locale: spiace ma non c'è nessuna «documentazione particolarmente originale» e in ogni caso lo stile del luogo è «chiaramente elogiativo». Per Leech (che in inglese vuol dire sanguisuga!) non è «ipotizzabile» coinvolgere il museo perché i «progetti» del Comune collegati alla mostra «necessitano un atteggiamento critico-storico solido e articolato, e non elogiativo». Chiedo: ma come sono messi i tanti altri edifici mussoliniani in giro per la provincia di Forlì non solo «ipotizzabili» ma coinvolti sul serio da Leech&Co. nei loro «progetti»? Dal punto di vista della «documentazione originale», diciamo? La casa natale di Mussolini a Predappio, ad esempio, ne sarebbe piena zeppa per caso? Non scherziamo. Sparito tutto da un mezzo secolo. Le terme di Castrocaro, invece, come sono messe? Ma va' là! Sì, of course, Villa Carpena è elogiativa del Ventennio fascista perché, a differenza di tutte le altre proprietà di Mussolini, non è stata sequestrata dal nuovo Stato italiano dopo la Seconda guerra mondiale per poi essere abbandonata alla rovina. E lì ha abitato la vedova di Mussolini, Rachele, fino alla morte nel 1979 e in seguito il primogenito Vittorio, morto nel 1997. Una decina di anni fa l'ha comprata un imprenditore di Lodi, Domenico Morosini, che l'ha trasformata in un museo conservandola più o meno com'era. Ma è proprio per questo motivo che la Villa dei Mussolini, «elogiativa», dovrebbe per forza fare parte dei «progetti» collegati alla mostra sul Ventennio. Nel titolo della mostra appaiono le parole «anni del consenso», no? Questa dovrebbe essere un'altra prova del recente sdoganamento (fino a un certo punto) da parte di coloro che hanno gestito la storia di Mussolini e del fascismo. Mi riferisco, naturalmente, alla sinistra. LA VULGATA DI SINISTRA Secondo la loro vulgata, quella insegnata nelle scuole, il fascismo fu imposto, e non voluto dal popolo italiano. Non c'era - appunto - consenso. Ma, come dimostro nella mia biografia di Mussolini (pubblicata nel 2003 dal grande editore inglese Wiedenfeld&Nicolson), la verità è diversa: la maggioranza degli italiani sosteneva il fascismo. Quindi c'era - appunto consenso. E non solo in Italia. Il Duce era osannato all'estero perché aveva salvato l'Italia dalla sua democrazia impotente e dalla minaccia comunista e anche perché si rendeva conto, da ex socialista rivoluzionario, che la gente è fedele alla propria classe sociale ma è ancora più fedele alla propria Patria e perché il fascismo rappresentava una Terza Via (espressione coniata dai fascisti) fra il capitalismo e il comunismo. La verità su Mussolini e il fascismo in Italia fa male, si vede. E si vede che i prof, quelli della giunta di Forlì compresi, non hanno tanta dimestichezza con (nelle parole di Leech) «un atteggiamento critico-storico solido» nei confronti del Ventennio fascista. Anche il loro atteggiamento è «elogiativo», ma in senso contrario. Il tema della mostra è il «consenso». A Villa Carpena si comincia a capire perché tal consenso c'è stato. Chiedo ai prof: ma secondo voi quale sarebbe la parola giusta per descrivere l'atmosfera dentro la cripta di Mussolini a Predappio dove il Duce è seppellito come un santo e dove vanno decine di migliaia di pellegrini ogni anno e che sarà un punto chiave del vostro itinerario turistico? Critico-storico solido e articolato per caso? Non sono fascista, sono inglese. I miei hanno combattuto il fascismo in nome della libertà. Ma a me interessa la verità, a differenza di certi prof di questa parrocchia. Il mio libro è in vendita a Villa Carpena. Morosini ne ha offerto una copia in omaggio a Leech. Ma il prof , critico-storico solido e articolato, l'ha rifiutata.
24 Venerdì 27 gennaio 2012 Lavoro “ .  Apprendistato, mancano ancora dei tasselli. Entro aprile il percorso normativo del Testo Unico va ultimato. ew non è detto che le norme riviste e riapprovate lo scorso anno non rientrino nel pacchetto di riforma del mercato del lavoro che il ministro Elsa Fornero ha pr3esentato nelle gfrandi linee alle parti sociali lunedì scorso. Guglielmo Loy, segretario confederale con la delega al mercato del Lavoro, è «ottimista». Gli chiediamo quale previsione di riuscita ci sia, e ci spiega che «dipende anche dalla volontà del Governo. E le Regioni devono mettere il piede sull'accelera tore per regolare l'offerta formativa. Il Sud è lento e arretrato da questo punto di vista, ma siamo in pressing sulla Conferenza delle Regioni perché il lavoro svolto fin qui non sia inefficace». Claudio Treves, coordinatore dell'area politiche del lavoro della Cgil, non sa fare previsioni: «Non so quali siano le intenzioni del governo, so bene però che le tre sigle sindacali convergono su un punto fondamentale, e cioè che l'apprendistato sia lo strumento ideale per il rilancio del lavoro giovanile». «Non è vero che in questi anni ci si è fermati», aggiunge Loy, «e se ritardi ci sono stati sono dovuti al conflitto scatenato dalla competenza regionale sulla formazione. Ma se anche si può fare di più in ogni caso l'apprendistato è stato avviato e lo stiamo migliorando tutti insieme, parte datoriale e parte sindacale«. Nel frattempo, continua il sindacalista Uil, «sono nate modalità di lavoro che da molte aziende sono state ritenute più convenienti. Tirocini e contratti a progetto sono stati “spremuti” fino all'abuso. Il Testo Unico promosso con il ministro Sacconi vuole combattere questi abusi, semplificando lo strumento, passando dalla forma alla sostanza». Affianca questa semplificazione la normativa sui tirocini varata la scorsa estate, «perché eravamo arrivati all'assur do», denuncia Loy, «di ragazzi di 35 anni assunti in stage a 200 euro al mese: uno sfruttamento legalizzato». Loy denuncia queste situazioni, ma parla di flessibilità: «Nel percorso di definizione del Testo Unico, e mi riferisco soprattutto all'apprendistato professionalizzante, abbiamo convenuto: la flessibilità per le imprese è utile, un datore di lavoro non assume se non conosce la persona, ma abbiamo ribadito come sia importante che uno strumento così prezioso sia trasparente, abbia come esito una certificazione precisa, per combattere il precariato». Per la Uil, infatti, il punto su cui non si può scendere a patti è quello di una «formazione vera ed efficace. Che migliori la professionalità, che abbia un numero di ore ben definite e che assista il ragazzo in azienda tramite la figura del tutor». Rivolgiamo la stessa domanda a Treves, che alla parola flessibilità, però, ci interrompe: «La flessibilità è una strada purtroppo obbligata, che comporta per il lavoratore periodi di disoccupazione. Si è esagerato, in questi anni». Per la Cgil, quindi, il vero scopo dell'apprendistato è incentivare la trasformazione del lavoro da temporaneo a «tempo indeterminato»: «E' uno strumento», afferma Treves, «che è sì garanzia d'ac cesso a un percorso formativo ma che deve anche portare a un'occupazione stabile». «Speriamo», conclude Loy «che il governo non abbia voglia di ricominciare da capo, spingendo per il contratto unico. La riforma è fatta, ora lavoriamo per portarla ai giovani e nelle aziende. Il periodo è di crisi, ma è giusto offrire alle aziende “sconti” fi scali per le assunzioni. Pochi incentivi, sì, è il momento ti tirare la cinghia. Ma solo rimettendo in moto l'occupa zione e dando strumenti ai giovani per afferrarla, potremo ripartire». G.C.  Non so quali siano le intenzioni del governo, so bene però che le tre sigle sindacali convergono su un punto: l'apprendistato è lo strumento ideale per il rilancio del lavoro giovanile GUGLIELMO LOY (UIL)  Ma serve una formazione vera ed efficace che migliori la professionalità e abbia un numero di ore ben definito, capace di assistere i ragazzi in azienda attraverso la figura del tutor CLAUDIO TREVES (CGIL) Stipendi leggeri ma più formazione in azienda (...) di poter valorizzare al massimo le esigenze sia delle persone che delle aziende. Se invece lo scopo è prettamente formativo, mi sembra allora fondamentale migliorare l'attuale contratto di apprendistato attraverso un ingente investimento, anche temporale, nella formazione, con il contributo di scuole ed università e l'appli cazione di forti ed efficaci obblighi formativi. Ancora una volta risulta necessaria la presenza di un “soggetto terzo” che tuteli il percorso della persona. Si configurerebbe così un contratto utile per i giovanissimi, che consenta loro di andare a scuola e lavorare; oppure che permetta ai neolaureati di frequentare master di specializzazione resi possibili da una forte riduzione della retribuzione a favore di un cospicuo investimento formativo. Condizione necessaria per il miglior funzionamento dell'apprendistato è in ogni caso una importante riduzione del minimo salariale: solo in questo caso e con queste modifiche potremo disporre di un efficace strumento per imprese e persone, capace di contribuire alla crescita che tutti ci attendiamo. *Amm. delegato Gi Group e presidente Gi Group Academy www.scolliniamo.it LA MARCEGAGLIA AL GOVERNO . «Tratteremo su tutto» «Abbiamo espresso le nostre prime indicazioni al ministro Fornero. Per esempio abbiamo detto che è bene non toccare il sistema degli ammortizzatori sociali e verificare se in termini di costi è meglio il sistema attuale o quello proposto dal ministro del Lavoro». Così il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia [foto Oly], dal Forum di Davos. continua da pagina 23 Bonanni (Cisl): «Ora un patto sociale» «Per alzare i salari e far ripartire i consumi, che come sottolinea l'Istat sono fermi, occorre un patto sociale per la crescita, il lavoro e l'equi tà». Lo ha sottolineato il segretario Generale della Cisl Raffaele Bonanni aprendo ieri i lavori del comitato esecutivo del sindacato. «Le previsioni per l'Italia, sia della Banca d'Italia sia quelle del Fondo monetario internazionale, rilevano una situazione di recessione con pesanti implicazioni in termini di redditi delle famiglie e di occupazione», ha aggiunto Bonanni: « Nel nostro documento unitario, abbiamo posto al governo, ed a tutte le forze politiche, l'esigenza di un vero negoziato sulla crescita che metta al primo punto la riforma organica del fisco, cominciando con una riduzione del carico fiscale a beneficio dei salari, delle pensioni, delle famiglie» Fornero: «A giorni le linee della riforma» Il documento del governo con le linee guida della riforma del mercato del lavoro sarà pronto tra qualche giorno. Lo ha riferito ieri il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, a margine del convegno «Questione femminile, questione nazionale» a palazzo Giustiniani. In merito alla data del prossimo incontro tra governo e parti sociali sulla riforma, la Fornero ha detto: «Spero che sia la prossima settimana, ma non lunedì». Sulla questione delle donne, ha poi aggiunto: «Per raggiungere le pari opportunità nel campo del lavoro tra uomo e donna occorre rompere gli schemi del passato. Nel mercato del lavoro il segmento femminile, insieme ai giovani e a quello dei lavoratori più anziani, è il più penalizzato» Intesa su una riforma già fatta Disco verde dei sindacati ai contratti d'inserimento Loy (Uil): «Le Regioni però non devono più sollevare il conflitto di competenza sulla formazione per gli apprendisti». Treves (Cgil): «Ai giovani serve un vero tutor»
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3Venerdì 27 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it (...) era ancora attribuito un 26 per cento. Poi, una volta arrivato Monti e uscito di scena Berlusconi, l'inesorabile erosione è cominciata. Il segnale d'allarme è scattato anche all'interno del Pdl, i cui vertici cominciano a domandarsi quanto costerà in termini di consenso il sostegno, senza se e senza ma, al governo dei tecnici. Soprattutto, c'è chi si chiede se l'appoggio incondizionato a un esecutivo che sta facendo l'esatto opposto di quanto previsto dal programma del Pdl non sia un suicidio annunciato. Infatti, come spiegare agli elettori il voto favorevole a una manovra fatta al novanta per cento di tasse, quando tra i punti di forza del partito di Berlusconi c'era il solenne giuramento di non mettere le mani in tasca agli italiani? Come giustificare una serie di liberalizzazioni che lasciano intatti i grandi privilegi e colpiscono solo quelli piccoli, quasi sempre di categorie assai vicine allo stesso elettorato del Popolo della libertà? Possibile che le licenze dei tassisti siano più importanti dell'articolo 18? Ma davvero l'economia può ripartire con 500 notai in più e senza neanche un meno tra i capitoli di spreco? Ogni giorno che passa, gli effetti delle scelte di Monti si fanno sentire e nel Pdl c'è chi prefigura il peggio. Alle prossime elezioni di primavera, quando si rinnoveranno i consigli di 28 capoluoghi di provincia e voteranno 10 milioni di italiani, il centrodestra potrebbe uscirne con le ossa rotte. Diviso a causa del divorzio dalla Lega, il Popolo della Libertà potrebbe perdere 12 città, conservandone solo sei o sette tra le 19 oggi amministrate. «Che facciamo se dalle urne usciamo ridimensionati con un 15 per cento?», si chiedono alcuni autorevoli esponenti del partito. La risposta è faTRE OPZIONI L'ex premier può decidere lasciare il timone ad Alfano. Può puntare a una nuova alleanza con Casini. Oppure scommettere su uno degli attuali ministri centrodestra in crisi Addio Pdl. A meno che Silvio... Malumori interni, sondaggi negativi, elettori sconcertati per l'appoggio al governo delle tasse. Alle prossime amministrative il partito degli azzurri rischia grosso. Ma forse il Cav ha in serbo qualcosa ::: ROMA  Grandi movimenti in Rai per mettere all'angolo il Pdl. Nessuno lo dice apertamente, anzi Bersani si è affrettato a smentire attaccando «i giochetti del centrodestra su una presunta tornata di nomine nel prossimo Cda», ma l'asse Pd-Terzo Polo esiste e si sta dando da fare per piazzare i propri uomini nei posti di comando. In ballo non c'è solo la partita per la direzione del Tg1 con l'interim di Alberto Maccari che scade il 31 gennaio, ma per il quale sarebbe pronto il rinnovo di un anno. Ci sono anche le guerre meno note che si combattono nei tg regionali e nei giornali radio, magari con l'aiutino della stampa amica. Eppure i numeri veri dell'Osservato rio di Pavia disegnano un'altra realtà, peccato che in pochi la riescano a comunicare. Giorgio Lainati, vicepresidente pidiellino della Vigilanza Rai, ha fatto un comunicato su questo, ma si è sentito rispondere dalle principali agenzie che non lo mettevano in rete: non copriamo la notizia. E per Marcello De Angelis, altro membro della Vigilanza, «nel giorno in cui si parla di libertà di stampa questo non è un bel segnale...». Repubblica di ieri attacca il sindaco Alemanno: è la “superstar” del Tg Lazio, stacca Renata Polverini, presidente della Regione, e Nicola Zingaretti, a capo della Provincia di Roma. «Riesplode il caso tg Lazio, come denunciato dal Pd che parlò di deriva destrorsa, sbilanciata sul sindaco», scrive il quotidiano di Largo Fochetti già in campagna elettorale. E il nome sul banco degli imputati, guarda caso, è quello di Nicola Rao, direttore del tg Lazio, la cui colpa è quella di non essere iscritto al Pd o all'Idv. L'Osservatorio di Pavia fotografa invece con criterio aritmetico le presenze dei politici. E da giugno a settembre 2011 la voce del sindaco si è sentita per 13,05 minuti: molto meno di quella di Matteo Renzi, sindaco Pd di Firenze (23,07 minuti), meno di Luigi De Magistris sulla Rai di Napoli (17,04) e pure di Giuliano Pisapia (18,18). Più visibilità anche per il governatore della Puglia Nichi Vendola (19,20) sul tg locale. A volere poi analizzare la situazione degli anni passati, si scopre che il sindaco di Roma è sempre stato più esposto rispetto al presidente della Regione e a quello della Provincia. Dal 1 gennaio all'11 aprile 2007, infatti, Veltroni in voce ha parlato per 13 minuti, Marrazzo per 6 minuti e il presidente della provincia Gasbarra per poco più di 2 minuti. Repubblica, allora, non scrisse niente. Chissà perché. Rai Nei tg regionali spadroneggia ma il Pd attacca gli azzurri Integrazione Asse Fini-Riccardi-Colle per il voto agli immigrati ::: CATERINA MANIACI ROMA  Cittadinanza più rapida e possibile - con la prospettiva del voto politico - per gli immigrati: la linea del sì parte dal presidente Giorgio Napolitano, passa per il presidente della Camera, Gianfranco Fini e per il ministro per la Cooperazione e l'Integrazione. Con conseguente “isolamento” della politica sull'immigrazione portata avanti dal Pdl e dalla Lega. Le ultime dichiarazioni, in ordine temporale, lo confermano, sia pure con sfumature diverse. Ieri, convegno alla Camera sul tema: «L'immigrazione e l'inte grazione: una sfida da vincere per l'Europa». Apre i lavori Fini e, tra le altre cose, dichiara che appare ormai di «primaria importanza l'at tenzione da riservare ai giovani immigrati». Per la terza carica dello Stato «chi è nato in Italia, o chi vi ha compiuto un ciclo di studi, deve poter diventare cittadino italiano molto prima di compiere diciotto anni». Interviene Rachida Dati, ex consigliera del presidente francese Nicolas Sarkozy ed ex ministro della Giustizia francese, diventata un personaggio di spicco grazie alla sua carica, ma anche grazie al proprio carisma e alle sue origini maghrebine. La quale spiega che «il presidente Fini è persino più avanti di me, riguardo alle politiche sull'immigrazione e sull'inte grazione», anche perché la Dati si dichiara contraria al voto agli immigrati. Vicino alle posizioni di Fini il ministro Riccardi, secondo il quale in Italia bisogna «uscire da una concezione emergenziale nell'approccio con la questione dell'immigrazione». Il ministro sottolinea che «le risorse economiche impiegate per le misure di contrasto sono quattro volte superiori rispetto a quelle utilizzate per le attività di sostegno e di integrazione. Indubbiamente bisogna far rispettare la legge, ma soprattutto bisogna uscire culturalmente e politicamente dalla fase dell'emergenza». Tutto questo mentre il capo dello Stato spende parole di grande elogio per quel che succede a Pesaro, dove si anticipa ogni legge futura e si annuncia che i figli di immigrati saranno cittadini onorari, grazie all'iniziativa del presidente della Provincia, il pidiessino Matteo Ricci. Per Napolitano si tratta di «un atto di grande valore simbolico. C'è da augurarsi che questo esempio possa essere seguito anche da altre realtà territoriali». Operai smontano un palco del Pdl [Ansa] ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO . cile. Da una batosta del genere sarebbe difficile rialzarsi. Fuori dal governo e senza molte amministrazioni locali, il destino della forza politica che ha guidato il Paese negli ultimi anni sarebbe segnato. Lo sanno bene i colonnelli, che infatti nelle ultime settimane manifestano nervosismo. Lo sa sicuramente anche Berlusconi. Ma se non si fatica a capire quel che succederebbe a un Pdl ridimensionato a partitino, più complesso è immaginare quale sia la strategia del Cavaliere se il Popolo della libertà precipita. Cosa vuole fare l'ex premier? Ritirarsi a vita privata e lasciare ad altri il compito di ricostruire il centrodestra? Se così fosse potrebbe farlo ora, abbandonando il timone nelle mani di Angelino Alfano. Il sospetto è che Berlusconi abbia in serbo altro. Forse una sorpresa. C'è chi ipotizza un'al leanza con Casini che dia vita a una nuova formazione. Chi invece pensa che il futuro sia uno dei ministri che oggi fanno parte del governo tecnico. In ogni caso, non ci resta che lanciare l'sos: Silvio, risali a bordo, cazzo. maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it SEGRETARIO Angelino Alfano Olycom
9Venerdì 27 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it L'eterno spauracchio Sparito il nemico Berlusconi spuntano i fascisti immaginari Per rimpiazzare l'ossessione anti Cav, i giornali riesumano gli uomini neri (...) chiodati. Ieri Sette, il settimanale del Corriere della Sera, sparava in copertina un titolo inquietante: «L'orda nera», illustrato da una foto di due neonazisti americani a braccio teso e bandierona con la svastica. Che c'entrassero non si capisce bene, visto che il servizio - firmato da Ferruccio Pinotti - si riferiva al Vecchio Continente, ma tant'è. L'importante era comunicare al popolo italico che «l'internazionale di destra, complice la crisi dell'Euro, sta crescendo» e «si appoggia a una misteriosa struttura europea». Le ginocchia già tremano al pensiero della Spectre cameratesca, di cui Sette sunteggia il programma, il quale «spazia dal rifiuto dell'im migrazione alla lotta contro l'espansione dell'islam; dal recupero della tradizione cattolica (...) fino alla lotta contro le liberalizzazioni del governo Monti, facendosi carico delle istanze popolari». Se l'Internazionale nera si presentasse con un programma del genere probabilmente farebbe il pieno di voti. L'articolo tuttavia veleggiava su toni ansiogeni, mischiando in un unico calderone legami tra post fascisti e camorra, «intrecci tra estremismo nero, banda della Magliana e finanza sporca». Seguiva un profluvio di nomi e cognomi, cioè il solito elenco di ex estremisti neri (da Delfo Zorzi a Roberto Fiore), un bel rimpastone di ciò che da anni si legge sull'argomento «rigurgito fascista». Spuntava perfino Licio Gelli. A completare il quadretto, ecco la foto dell'ennesimo ciccione americano in tenuta nazistoide e un articolo su Casa Pound in cui il cronista scrive terrorizzato: «Non mi capita spesso, ma lo confesso: ho paura», perché ha visto due militanti stringersi gli avambracci nel saluto del legionario. LE ARMATE DEL FASCIO Da due giorni a questa parte, poi, il Fatto quotidiano mette in guardia a proposito del ritorno delle «Ombre nere», riesumando una vicenda del 2009 in cui sarebbe coinvolto il figlio di Gianni Alemanno (allora 14enne). Il giornale travagliesco dedica pagine intere a una spaventevole «aggressione fascista», in cui furono coinvolti «13enni e 14enni» e forse un paio di quasi maggiorenni. Insomma, ci sono armate del fascio ovunque. C'erano, scriveva ieri Vito Mancuso su Repubblica, fuori dal teatro Franco Parenti di Milano a manifestare contro lo spettacolo di Romeo Castellucci Sul concetto di volto nel Figlio di Dio. Ci sono «dietro» il movimento dei Forconi. Secondo l'Unità «a cavalcare la rabbia sono anche esponenti di Forza Nuova»; per il solito Fatto «dietro» la protesta ci sono «estrema destra, mafia e massoneria». Con tutta 'sta gente dietro i tir, sfido che si creano le code. Tutto fa brodo per sostenere che il fascismo è alle porte: dai saluti romani a un concerto del console Mario Vattani alle lamentele dei tassisti romani (di cui si ricordano le braccia tese a favore di Alemanno). A che pro sventolare lo spauracchio dei camerati? Semplice, caduto Silvio e sepolto - almeno per ora - l'anti berlusconismo, è indispensabile costruire un nuovo nemico. Con poca fantasia, si va dunque a pescare nella galassia destroide italiana e non, senza distinguo alcuno. Si leggono, per esempio, cose orribili sulla destra ungherese: beh, ne abbiamo lette di peggiori a proposito di Berlusconi. La creazione del nemico procede così: per stereotipi e sentito dire. È curioso notare, poi, come il Cavaliere venisse accusato di aver resuscitato il fascismo, sdoganando i «neri» (come sostiene un libro appena uscito: Ri puliti, di Davide Nalbone e Giacomo Russo Spena). Ma se il fascismo era già risorto con lui, come fa a risorgere pure oggi a causa del governo Monti? Misteri della dietrologia. Attenti, dunque, i camerati sono ovunque: sul camion, in taxi, per strada, ovunque c'è caos. E se i vostri figlioletti mettono a soqquadro la camera, occhio: potrebbero essere fasci pure loro. ANNO GIUDIZIARIO L'addio di Silvio fa gioire la Cassazione ROMA «Nubi diradate», «cambiamento di clima», «mutamento dell'atmosfera politica». “Magie atmosferiche” del governo Monti. Almeno stando alla relazione con cui il presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, ha aperto l'Anno giudiziario ieri a Roma. Davanti alle toghe in assise Lupo ha espresso la condivisione della magistratura nei riguardi delle priorità del governo Monti. Poi, non troppo velatamente, ha fatto capire che, grazie all'addio di Silvio, «si sono diradate «le dense nubi che si erano addensate sul nostro impianto costituzionale» il che «fa ben sperare sui principi fondamentali affermati nella nostra Costituzione». Non manca il rituale ringraziamento al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a cui si deve «il mutamento dell'atmosfera politica, istituzionale e culturale». Infine i numeri. «La Cassazione penale» , ha detto Lupo, «si riconferma un'oasi di efficienza per i tempi medi di definizione dei procedimenti (7 mesi). Alla Corte nel 2011 sono stati presentati 50.922 nuovi ricorsi, un numero enorme rispetto a quello delle Corti supreme della Francia e della Spagna». In sede civile invece Lupo denuncia una gravissima situazione di vacanze nell'organico. «A fronte di circa 126.000 procedimenti pendenti, la scopertura della pianta organica della Corte ammonta a 118 vacanze, in misura pari al 29,72%». Intanto a viale Mazzini, davanti agli uffici Rai, gli avvocati, che hanno disertato l'anno giudiziario, protestavano contro le iniziative del governo in merito alle liberalizzazioni. CH.PEL. ::: MEDIA E POLITICA A sinistra, il «Fatto quotidiano» di ieri con l'ar ticolo su un pestaggio che avrebbe in qualche modo coinvolto il figlio (allora quattordicenne) di Gianni Alemanno. Nell'occhiello le misteriose «ombre nere». A destra, la copertina di «Sette», settimanale del «Corriere» con l'inchiesta sulla «internazionale nera» in Italia e in Europa. . GLI ARTICOLI DI «DENUNCIA» ::: segue dalla prima FRANCESCO BORGONOVO .
10 Venerdì 27 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LA GRANDE CRISI Economia soffocata Il «tesoretto» degli evasori? Restituitelo a chi paga le tasse La pressione fiscale è insostenibile. Per evitare che cresca ancora l'unica strada è destinare i soldi recuperati dall'Erario ai contribuenti e non alla spesa pubblica A MILANO Polvere sospetta in due buste per Equitalia ::: DAVIDE GIACALONE  La pressione fiscale è troppo alta. Se volessimo reagire alla recessione dovrebbe scendere. Siccome non è aria e, anzi, spira un vento fetido, che sollecita vendetta fiscale, faccio una proposta: per evitare che cresca, per lasciarla almeno ferma al suo attuale peso insopportabile, ogni tallero raccolto dall'evasione sia restituito ai cittadini che pagano le tasse. Attenti: non assegnato alla spesa pubblica, ma riconsegnato direttamente a chi ha sempre pagato, di modo che il maggior gettito non si traduca in più tasse per tutti. Si otterrebbero due risultati: a. si eviterebbe che la lotta all'evasione sia dominata dalla voglia di far cassa, il che distrugge il diritto e l'econo mia; b. ricevendo ciascuno quota parte del raccolto avrà concreta contezza di quante minchionerie si proclamano in materia. Obama si propone di portare al 30% le tasse per chi guadagna più di un milione di dollari, assicurando che nessun aumento è previsto per i redditi fino a 250mila. Lo attaccano perché troppo esoso. Io ci metteri la firma, traverserei l'Atlantico a nuoto: dalle nostre parti i suoi aumenti significherebbero un dimezzamento delle tasse. Il che si traduce in uno svantaggio per tutti gli italiani. Infatti, anche durante la crisi, loro crescono e noi recediamo. Qui va di moda il moralismo, per sostenere il quale si sobilla la rabbia e si sollecita la vendetta. Salvo accorgersi, però, che ci si vendica contro sé stessi. I rapporti della Guardia di Finanza divengono occasioni per sbraitare contro i «supertruffatori», che «rubano» alla collettività. Poi leggi con più attenzione e ci trovi l'ovvio: fra gli evasori ci sono tanti lavoratori dipendenti, che pagano alla fonte, ma non dichiarano altri introiti. La caccia, quindi, è aperta sia sul pianerottolo che in ufficio. Naturalmente si devono trovare complicità e coperture politiche. Dice Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate: l'evasione, per anni, non è stata combattuta. Si trova in quel posto dal 2008, dal 2006, era alla guida di Equitalia, dopo essere stato ispettore tributario, al Secit, già dal 1995, facendo rapida carriera. Ha ragione, l'evasione la si è tollerata. Magari, ecco, non è a noi che deve dirlo. Posto ciò, le tasse vanno pagate, ma se si pagano al livello cui sono arrivate escono dal mercato vagonate d'aziende e finiscono in miseria eserciti di famiglie. A quel punto che si fa? Vedo che il governo è corso a dire che si farà lo sconto sui pedaggi, per i Tir. Ai pescatori s'assicura attenzione. In questo modo ci sarà la fila di quelli che vanno fuori dal Parlamento a sfasciare tutto. Occhio, perché indurre l'impressione che l'arma fiscale ripiana i torti e l'arma della protesta irregolare conquista privilegi è come chiamare tutti alla violenza. I mezzi di comunicazione alimentano la rabbia. pubblicando acriticamente la radiografia degli evasori. Un po' perché ignoranti, un po' perché fascistelli, un po' per prudenza autoprottetiva (e della proprietà) fanno sempre confusione fra accusa e giustizia. Fra gli evasori, dunque, ci sono anche tanti Claudio Garella, la cui storia è stata qui raccontata ieri. Solo che non sono evasori, sono vittime del giustizialismo fiscale. Apprendo che a Luca Laurenti sono stati sequestrati degli appartamenti, per evasione. Ben gli sta, disgraziato supertruffatore, ladro ai danni altrui. Poi leggi sotto e scopri che aveva fatto ricorso nel 2007. Si attende ancora il secondo grado, quindi il ricorso è pendente, ma la sua foto finisce a corredo dell'infamia. Infame, invece, è uno Stato che persegue e punisce chi osa rivolgersi al giudice. Agisce così la mafia, non uno Stato di diritto. (Anche io ho un contenzioso con Equitalia, ma se qualcuno osa mettermi fra gli evasori, versando ogni anno ben più della metà di quel che guadagno, lo invito a discuterne giù in cortile). Da ultimo è giunto il Vaticano, che dopo anni di reclamata esenzione fiscale proclama essere peccato il non dichiarare tutto al fisco. A me dispiace per Enrico De Pedis, devoto assassino della Magliana, seppellito nella basilica di Sant'Apol linare per le montagne di denaro sporco che diede ai tonacati. Ma se lo merita: da quando gli hanno sparato non versa più. La via dello sviluppo passa dall'abbattimento del debito mediante dismissioni e dalla diminuzione delle tasse. Le altre strade portano all'impoverimento. Siccome la via maestra non la si vuole imboccare, e siccome il ragionamento che svolgo non voglio sia un alibi per gli evasori, ribadisco: i soldi recuperati siano restituiti, pari pari, ai contribuenti. www.davidegiacalone.it Due buste con polvere sospetta sono state recapitate ieri agli uffici milanesi di Equitalia. Le ennesime missive minatorie inviate nell'ultimo mese alla società di riscossione tributi, letteralmente bombardata da attacchi anonimi. La prima lettera è arrivata alle 11.15 nella sede in via San Gregorio. Poi, a distanza di un'ora, un altro plico è stato consegnato alla sede in via dell'Innovazione, nel quartiere Bicocca. I due portieri, insospettiti dalle confezioni, hanno immediatamente lanciato l'allarme chiamando il 113. Sul posto sono arrivati gli artificieri della polizia che hanno scongiurato il pericolo esplosivo del contenuto. Le lettere sono state affidate al nucleo dei vigili del fuoco che si occupa di minacce batteriologiche che sta effettuando gli accertamenti per stabilire la natura della polvere. Per i due custodi, invece, è stato necessario il ricovero all'ospedale Sacco di Milano a causa del contatto con la sostanza contenuta nei pacchetti. Una misura precauzionale, visto che nessuno dei due ha lamentato sintomi particolari. Sui plichi non c'erano firme o scritte con rivendicazioni, mentre sulle serrande degli uffici di San Gregorio, ignoti hanno lasciato nella notte due messaggi con vernice rossa: «Infami esattori» e «Attaccare gli strozzini». S. GAR. CON IL CONTENZIOSO ANCORA IN CORSO . Il Fisco pignora le case di Laurenti Iniziativa popolare su Facebook Due gruppi per cambiare la Costituzione La lettera In Lombardia ho cancellato i vitalizi  Costituzione all'ameri cana. Questo in nuce il contenuto della proposta di “legge di iniziativa popolare per una nuova Costituzione italiana”, lanciata da due gruppi di Facebook: “Il convivio” e “Amici di Gulliver Nemo”. L'iniziativa, portata avanti da Guglielmo Fedeli e Francesco Russo, intende promuovere una legge di iniziativa popolare di rango costituzionale, per rilanciare dal basso un processo di riforma radicale della Costituzione, «mille volte arenatosi nella palude dei negoziati fra le oligarchie partitiche». Il Manifesto per l'Italia che è stato presentato ieri dai promotori e dai costituzionalisti Stefano Ceccanti (Pd) , Giovanni Guzzetta, Maurizio Lupi (Pdl) , Luciano Violante (Pd) e Nicolò Zanon - prevede: un rafforzamento delle funzioni di governo, un ridimensionamento dei poteri di veto delle corporazioni e un'ampliamen to della sovranità popolare. Passaggi che, stando a sentire Fedeli e Russo, le forze parlamentari non hanno la forza di intraprendere. Ecco dunque la necessità di «una riforma costituzionale e non elettorale», che possa «dare un senso alle politiche emergenziali anticrisi che non riescono a raggiungere gli effetti ricercati non per difetto di rigore, quanto per difetto di credibilità del complessivo contesto istituzionale italiano». CH.PEL. ::: ROBERTO FORMIGONI*  Egregio Direttore, non so i miei colleghi, ma io non rientro nella casistica descritta da Franco Bechis sulsuo giornale. Infatti, insieme ai colleghi consiglieri abbiamo cancellato tutti i vitalizi a partire dalla prossima legislatura e abolito il trattamento di fine mandato. Non solo, a partire dal 2012 abbiamo tagliato il 10% delle indennità e i consiglieri “assentei sti” si vedranno decurtare la diaria. Allo studio altri tagli. La riforma voluta dalla Regione sulle comunità montane, invece, è stata moltoincisiva:da 30sonopassate a 23 e le indennità sono state azzerate. Sulle Unioni dei Comuni, abbiamo armonizzato la normativa nazionale con la nostra, già sperimentata per un decennio sul campo e perfettamente incisiva. A volte le Regioni promuovono ricorsi alla Corte costituzionale non tanto e non solo perché in disaccordo con gli obiettivi di una legge nazionale ma piuttosto perché tali finalità trovano già piena attuazione nelle leggi regionali senza invasioni di competenze. E, mi preme ricordare, l'associazioni smo comunale è una competenza esclusiva delle Regioni. *Governatore Lombardia I tagli che operavano sull'at tuale consiglio e sullo staff del presidente sono stati impugnati davanti alla Corte costituzionale. Non c'è altro da aggiungere. F.B. Luca Laurenti nel mirino di Equitalia che gli ha pignorato sei appartamenti a Milano, zona Buenos Aires, per un valore di cinque milioni. La decisione è stata presa per il mancato pagamento delle imposte Irap tra 2000 e 2005, per due milioni di euro. Le tasse erano state dichiarate ma non versate per un contenzioso aperto nel 2007 da Laurenti e la moglie. I legali dell'attore sostengono che l'Irap non deve essere pagata in quanto il mestiere di comico non necessita di un'organiz zazione professionale. [Foto Olycom] S. GAR.
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Lui, che il 15 gennaio è passato con un Suv sul corpo di Niccolò Savarino, vigile urbano, strisciandolo sull'asfalto insieme con la sua bicicletta, è abituato a cambiar nome e faccia. E chissà come, l'ha sempre fatta franca. In questo millennio, dove ti tracciano ogni volta che comperi qualcosa, ogni volta che alzi il telefono, ogni volta che vai in bagno, c'è chi può svignarsela tra le maglie dei controlli e vivere fuori dalla galera. Delinquendo in continuazione, con qualsiasi generalità. Un gioco da ragazzi, fregare gli altri. Un gioco retto dai buonisti che ben pensano, per cui “poveretti, lasciamoli stare”. Svicolare la vita, tra identità multiple e ruberie, potrebbe venir utile al nomade una volta di più. L'ergastolo per un diciottenne si trasforma in una manciata di anni di galera e qualche tempo ai lavori utili, per chi delinque prima della maggiore età. Stai a vedere che ora il non fornire una generalità certa sarà il terno al lotto di uno che è passato sul corpo di un vigile, strisciandolo sull'asfalto senza pietà. Il suo difensore lo ha già annunciato: oggi farà presente che il nomade preferisce essere Reni il diciassettenne francese, piuttosto che Goico, per cortesia. Si tenga conto della minore età e si passino le carte al Tribunale dei minori, grazie. Non sappiamo se gli daranno retta, ma c'è la possibilità. Il processo al come-si-chiama potrebbe già arenarsi qua: con una lite sulla competenza su chi lo deve giudicare. E se poi vincesse la linea “minore” -che non significa bambino, ma di qualche mese sotto i diciotto- potrebbe andare a finire a tarallucci, e come-si-chiama fuori, come per una marachella venuta male. Questa è la giustizia a Milano, dove non si sfrattano gli abusivi, e si viene a patti coi rom che occupano. Dove i soldati vengono rimandati a Roma, e in stazione Centrale si finisce per terra, in coma, scippate alle ore diciannove. Pisapia aveva detto che si sarebbe preso cura personalmente del caso Savarino. Mantenga la promessa: difenda, per una volta, chi è debole davvero. E già che c'è: richiami i soldati.  Qualcuno avrà pensato di essersi svegliato da un incubo, altri di esserci appena entrati nell'aprire la lettera con dentro i pass per sostare negli spazi riservati ai residenti, quelli con le strisce gialle. Le novemila lettere inviate ai milanesi portano, infatti, la firma di Riccardo De Corato e Stefano Pillitteri, rispettivamente vicesindaco e assessore ai Servizi Civici, ma con la giunta guidata da Letizia Moratti. Adesso è caccia all'errore: chi ha sbagliato? Il Comune di Milano potrebbe aver inviato un file sbagliato alla tipografia che si occupa di stampare i pass con tanto di lettera di accompagnamento da inviare ai residenti. Se così fosse, sarebbe un errore imperdonabile per il governo di centrosinistra. Ma potrebbe ave sbagliato anche la tipografia, e questa è la tesi di palazzo Marino, che avrebbe allegato vecchie lettere a pass nuovi. Una cosa è certa: il sindaco Giuliano Pisapia, e la maggioranza che lo sostiene, non ci hanno fatto una bella figura. TIZ. LAP. Il buco del centrodestra Albertini non paga il Pdl «Il mio partito è ingiusto» L'ex sindaco contro il contributo volontario. Il Pdl nazionale: meno fondi in Lombardia DOPO IL TERREMOTO DI MERCOLEDÌ DANNI ANCHE A SAN VITTORE . La scuola di via Pisa chiude per sempre  La scuola di via Ugo Pisa chiude per sempre. Dopo il terremoto, i vigili del fuoco l'hanno dichiarata inagibile e una perizia del Politecnico ha confermato che la struttura degradata non sopravviverebbe alla neve o ad un'altro terremoto. Per questo va demolita. Così il Comune l'ha chiusa e ha trasferito i 343 alunni delle elementari e i 156 della media nelle strutture di via Anemoni. [Ftg.] A pagina 41 In coma dopo lo scippo «La giunta snobba la sicurezza»  «Sì, ammetto di non pagare le quote mensili al Popolo della Libertà. È una questione di principio, faccio obiezione di coscienza». Vedere nella lista dei «morosi» il nome di Gabriele Albertini, sindaco di Milano per nove anni e attualmente europarlamentare azzurro, lasciaperplessi. L'icona milanese del popolo di centrodestra, di fronte all'accusa di essere corresponsabile del «buco» di 300mila eurodi quotenon pagate,rivendica la sua scelta: «Il Pdl è iniquo. Io ho pagato 400mila euro di tasca mia per la campagna elettorali. Paghi chi è entrato nel listino senza preferenze». MARZIO BRUSINI pagina 39 SCIOPERO DEI MEZZI Precettati gli autisti della linea rossa di DINO BONDAVALLI Per garantire il servizio alla Fiera il Prefetto ha precettato gli autisti della linea 1. Sospesa Area C. a pagina 40  Lo scippo che ha mandato in coma Alessandra Galdabini, manager di 54 caduta dalla bici dopo essere stata aggredita da due giovani, riaccende lo scontro sulla «Milano nera». Dall'episodio alla gestione della sicurezza il salto è breve: basti pensare che in sei mesi è stata disattivata la rete dei presidi sul territorio, compresi quelli militari. COSTA E GARZILLO a pagina 38 Fuori dal vaso «Vorrei l'iPad della Regione solo se esistesse qualche irrinunciabile applicazione finalizzata alla cosiddetta “dematerializza zione degli atti”. Altrimenti no. Molto meglio Sola di nome che sòla di fatto». GABRIELE SOLA (IDV) Le firme sbagliate Il pass per residenti è sbagliato La lettera di Pisapia? La firma la giunta Moratti PROMOZIONI www.cadoroarredamenti.it ARREDA CON IL MASSELLOVia De Amicis, 29/31 MILANO Tel. 02.8321130
38 Venerdì 27 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LO SCONTRO AGGRESSIONE Mercoledì alle 19 Alessandra Galdabini stava attraversando piazza della Repubblica in bicicletta quando due uomini a bordo di uno scooter hanno cercato di scipparle la borsa dal cestino. La donna è in coma dopo aver sbattuto la testa per terra. LE ACCUSE Il centrodestra attacca la giunta sulla sicurezza. Riccardo De Corato: «In sei mesi Pisapia ha disattivato tutti i presìdi di sicurezza». Stefano Bolognini: «Gli unici vigili in strada finora sono quelli ai varchi di Area C». LA REPLICA L'assessore alla Sicurezza Marco Granelli va al contrattacco: «Dal centrodestra indegna strumentalizzazione dell'episodio». L'emergenza In coma dopo uno scippo «Pisapia snobba la sicurezza» Pdl e Lega: tolti troppi presìdi. Slittano ad aprile i ghisa di quartiere La retata contro i No Tav Centri sociali in corteo dopo gli arresti  In corteo per dare solidarietà ai «compagni» arrestati. Un centinaio di antagonisti ha improvvisato ieri pomeriggio una manifestazione non autorizzata dall'università Statale a piazza Fontana: una marcia contro le forze dell'ordine, prima del ritrovo serale davanti al carcere di San Vittore. Le indagini sugli scontri dei No Tav, infatto, non hanno risparmiato Milano: otto i provvedimenti disposti dalla Procura di Torino, di cui cinque misure cautelari e tre obblighi di dimora. Tra gli arrestati c'è anche Maurizio Paolo Ferrari, 67 anni, ex operaio della Pirelli divenuto terrorista delle Brigate rosse, accusato di aver preso parte al sequestro del sindacalista Cisnal, Bruno Labate, del dirigente Fiat Ettore Amerio e del giudice Mario Sossi nel 1974. Per quest'ultimo è stato condannato a trent'anni di carcere. Quando è uscito nel 2004, l'irriducibile si è ributtato subito nella mischia sovversiva unendosi ai collettivi milanesi e in particolare agli spazi della “Panetteria Occupata”di viaConteRosso. Èquichegli agentidella Digos lo hanno arrestato con l'accusa di associazione per delinquere legata ai No Tav, ed è qui che hanno trovato anche Lorenzo Minani, 28 anni, conosciuto come frequentatore del collettivo studentesco di Scienze Politiche. In manette anche Nicolò Garufi, 34enne legato al gruppo anarchico dei “Corsari”, mentre altri due soggetti che orbitano attorno alla ex “Botti glieria occupata” non sono stati ancora rintracciati. Per tutti, i reati contestati vanno dalla violenza e resistenza a pubblico ufficiale, alle lesioni aggravate e danneggiamento aggravato durante i disordini registrati il 27 giugno e il 3 luglio scorsi davanti ai cantieri dell'alta velocità. Obbligo di dimora, invece, per un minorenne mai identificato, per Mirko Lavezzoli e Clara Sistili, rispettivamente di 26 e 21 anni, noti alle forze dell'ordine come occupanti di case di via Borsi. Stesso provvedimento anche per Stefano Latino, 19 anni, figlio del più famoso Claudio, condannato per terrorismo nel processo sulle Nuove Br. Alla notizia dell'operazione della Digos, l'area degli antagonisti milanesi ha organizzato la protesta. «Il governo tecnico della pacificazione sociale non si è fatto attendere - scrivono i compagni degli arrestati - lanciando il chiaro segnale che non sono ammesseforme didissenso».Giàalle 7delmattino il vento degli arresti ha cominciato a soffiare sui canali Internet con messaggi che annunciavano la presenza di “camionette in Ticinese”. Durante 4 perquisizioni negli appartamenti di altrettanti soggetti che non rientrano nei provvedimenti giudiziari, gli agenti hanno rinvenuto alcuni oggetti e indumenti (passamontagna, volantini) utilizzati durante gli scontri in Val di Susa. S. GAR. Palazzo Marino azzera gli sgomberi Salvini: In via Bonfadini i rom sono aumentati ::: MASSIMO COSTA SALVATORE GARZILLO  Lo scippo che ha mandato in coma Alessandra Galdabini, manager di 54 anni caduta dalla bici dopo essere stata aggredita da due giovani in sella a uno scooter, riaccende lo scontro sulla «Milano nera». Dall'episodio alla gestione della sicurezza il salto è breve. Tuona Riccardo De Corato (Pdl): «Pisapia in sei mesi ha disattivato la rete dei presidi sul territorio, compresi i militari. Abbiamo chiesto un consiglio comunale straordinario sul tema, la città è in emergenza». Immagini e polemiche rilanciate a una settimana dall'uc cisione del vigile Nicolò Savarino. La Lega Nord, con l'assessore provinciale alla Sicurezza Stefano Bolognini, critica la gestione degli uomini: «Pisapia ha messo i vigili in strada solo sui varchi, è un concetto di sicurezza partecipata quantomeno originale». Anche il presidente della Provincia Guido Podestà chiede che la sicurezza «resti ai primi posti nei livelli di attenzione». Mercoledì pomeriggio, a Palazzo Marino, i sindacati dei vigili avevano criticato aspramente la riorganizzazione «arancione» dei vigili. Meno nuclei specialistici, più sosta. Cancellato anche il nucelo investigativo. Contesta il Sulpm: «Vogliamo più sicurezza, i caschi e gli scudi che oggi fanno le ragnatele li abbiamo voluti perché negli sgomberi ci arrivavano i mattoni in testa. Non si distrugga il corpo». I nuovi vigili di quartiere, promessi in campagna elettorale, continuano ad allontanarsi: dovevano partire a fine anno, poi a febbraio; se va bene, compariranno in primavera. «Probabilmente li vedremo ad aprile» conferma Mirko Mazzali, presidente della commissione Sicurezza (Sel). «È sbagliato strumentalizzare l'episodio di piazza della Repubblica. Gli scippi c'erano anche prima con la Moratti e De Corato».Ele polemichesulla«conversione» del corpo? «Gli agenti devono operare in sicurezza, ma i compiti di ordine pubblico devono essere svolti da polizia e carabinieri». Duro anche l'asses sore alla Sicurezza Marco Granelli: «Dal centrodestra arriva un'indegna strumentalizzazione, noi rafforzeremo l'azione della polizia locale con uomini e mezzi». Alessandra Galdabini è ancora in coma e dei suoi aggressori non c'è traccia. Per la vicepresidente della Microsys, moglie e madre di tre figlie, la prognosi è riservata e il quadro clinico resta gravissimo. Erano le 19, quando dopo il lavoro è partita in bici verso Porta Venezia: il marito che lavora con lei spiega di averla «salutata qualche minuto prima e stava bene». I due testimoni che hanno assistito alla scena – una donna di 44 anni e uno studente di 17 –raccontano di aver visto affiancarsi alla donna uno scooter grigio con a bordo due uomini con un casco. Il passeggero ha allungato il braccio verso il cestello della bici, dove Alessandra teneva una delle tre borse che aveva, e nel tentativo di schivarlo la ciclista è caduta battendo la faccia sull'asfalto. Nell'impatto si è rotta il naso e ha riportato un'emorragia celebrale. Il ragazzo dietro di lei ha prestato i primi soccorsi; all'arrivo della polizia era già sul posto il 118. Portata in codice rosso al Policlinico, la Galdabini è ricoverata in neurorianimazione. I due aggressori sono in libertà, gli uomini della squadra mobile stanno cercando di individuare targa e volti dalle telecamere in zona. OGGI L'INTERROGATORIO DEL GIP Ha ucciso l'agente Nicolò Savarino A San Vittore il rom alla guida del Suv Goico Jovanovic è a San Vittore. Il giovane rom di 24 anni che il 12 gennaio scorso ha ucciso con il suo suv il vigile Niccolò Savarino, è arrivato a Malpensa ieri mattina dall'Ungheria, dove è stato fermato tre giorni dopo l'omicidio. Secondo i famigliari, il giovane si chiamerebbe Remi Nikolic e avrebbe solo 17 anni. La polizia sta verificando un documento arrivato dall'anagrafe di Parigi su cui sarebbero riportati dati corrispondenti alle loro parole. Questa mattina è previsto l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Giuseppe Vanore. La difesa, con il legale David Russo, chiede il trasferimento al tribunale dei minori. L'accusa è di omicidio volontario pluriaggravato, reato per cui rischia all'ergastolo. S. GAR. ::: DANIELA UVA  Il 22 novembre scorso il Comune lo aveva promesso: entro tre settimane tutta l'area occupata dal campo rom di via Bonfadini sarà liberata. Il tempo è passato ma l'insediamento è rimasto lì, anzi gli zingari che lo abitano abusivamente sono aumentati. Continuando a tirare su baracche di legno fatiscenti, riscaldate con metodi di fortuna e collegate da viottoli ricoperti di fango. Qui, a due passi dall'Ortomercato e dalle abitazioni, vivono più di 150 rom, molti dei quali sono bambini. Con il blocco degli sgomberi deciso da Palazzo Marino, la situazione è peggiorata. «La gente non ne può più di questa situazione disgustosa», tuona il capogruppo in Comune della Lega Nord, Matteo Salvini, che ieri ha organizzato un sopralluogo nel campo. «Siamo di fronte a un insediamento enorme, stile Triboniano di sette o otto anni fa – prosegue -. Le condizioni igieniche e di sicurezza sono terribili. Senza contare che i bambini sono costretti a vivere nel fango». E sono proprio i più piccoli a preoccupare. Tanto che lo stesso eurodeputato ha deciso di scrivere al Tribunale dei minori perché si faccia carico di decine di bambini costretti a vivere in condizioni disumane. Un'altra missiva è stata spedita al sindaco, Giuliano Pisapia, affinché l'insediamento sia sgomberato immediatamente, “nell'interesse di chi ci abita e dei residenti della zona, ormai giunti alla disperazione”. «Ci chiediamo che fine abbiano fatto Comune, polizia locale, vigili del fuoco e gli stessi magistrati, di fronte a queste scene – prosegue Salvini – e che seguito verrà dato al piano Maroni, che per il momento di fatto è fermo». La tabella di marcia prevedeva lo sgombero, entro il 2011, di quattro grandi campi della città: via Idro, via Novara, via Negrotto e via Bonfadini, appunto. «Nulla di tutto questo è stato fatto - conclude Salvini. Per questo continueremo la nostra battaglia. Visiterò un insediamento ogni settimana. Vediamo chi si stanca prima». Matteo Salvini Fotogr. . POLEMICHE Lo scippo che ha mandato in coma Alessandra Galdabini, la manager della Microsys, riaccende le polemiche sulla sicurezza. Pdl e Lega: «La giunta Pisapia ha disattivato i presidi sul territorio»[Fotogramma]
47Venerdì 27 gennaio 2012 MILANO ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 - TEL. 026597732 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 The Artist 14.40-16.35-18.30-20.30-22.30 E ora dove andiamo? 16.35-18.30-20.30-22.30 The Iron Lady 15.30-17.50-20.15-22.30 APOLLO SPAZIOCINEMA GALL. DE CRISTOFORIS 3 - TEL. 02780390 The Artist 12.40-14.40-16.35-18.30-20.30-22.30 The Help 15.30-18.15-21.00 L'industriale 12.30-14.30 Shame 16.30-18.30-20.30-22.30 Le Idi di marzo 12.30-14.30-16.30-22.30 The Iron Lady 12.30-18.30-20.30-22.30 Almanya 14.30-16.30-18.30-20.30 ARCOBALENO FILMCENTER VIALE TUNISIA 11 - TEL. 899399816 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Shame 15.00-17.30-20.00-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.45-17.20-19.55-22.30 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 - TEL. 0248003901 Miracolo a Le Havre 15.30-17.30-19.30-21.30 ARLECCHINO VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 - TEL. 0276001214-199445668 Midnight in Paris 16.00-18.10-20.20-22.30 CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 - TEL. 02874826 Sette opere di misericordia 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30 Il sentiero 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30 COLOSSEO V.LE MONTE NERO, 84 - TEL. 0259901361-199445668 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 The Iron Lady 15.15-17.40-20.05-22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 15.15-17.40-20.05-22.30 L'arte di vincere 15.00-17.30-20.00-22.30 DUCALE MULTISALA PIAZZA NAPOLI 27 - TEL. 899399816 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.45-17.20-19.55-22.30 La chiave di Sara 15.00-17.30-20.00-22.30 The Iron Lady 15.00-17.30-20.00-22.30 ELISEO MULTISALA VIA TORINO 64 - TEL. 0272008219-199445668 La chiave di Sara 15.30-17.50-20.10 Immaturi - Il viaggio 22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 E ora dove andiamo? 15.30-17.50-20.20-22.30 Shame 15.30-17.50-20.20-22.30 GLORIA MULTISALA CORSO VERCELLI 18 - TEL. 0248008908 Benvenuti al Nord 15.10-17.40-20.10-22.30 J. Edgar 15.00-17.30-20.00-22.30 MEXICO VIA SAVONA, 57 - TEL. 0248951802 The Help 16.00 The Rocky Horror Pictures Show 22.00 ODEON - THE SPACE CINEMA VIA SANTA RADEGONDA, 8 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 12.10-14.45-17.20-19.55-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 13.35-16.30-19.25-22.20 The Iron Lady 12.00-14.30-17.00-19.35-22.15 Benvenuti al Nord 13.45-16.20-18.55-21.30 ACAB - All Cops Are Bastards 12.00-14.40-17.15-19.50-22.25 Underworld - Il risveglio 3D 13.20-15.30-17.45-20.00-22.10 ACAB - All Cops Are Bastards 13.40-16.15-18.50-21.25 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 12.15-14.25 L'incredibile storia di Winter il delfino 16.35 La talpa 19.15-22.15 Midnight in Paris 22.20 Immaturi - Il viaggio 12.05-14.35-17.05-19.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 22.00 ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 - TEL. 0289403039 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 14,30-16,15 La talpa 18.00-20.15-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.45-17.20-19.55-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-17.25-19.55-22.30 PALESTRINA VIA PALESTRINA, 7 - TEL. 026702700 Le nevi del Kilimangiaro 16.30-18.45 Sala riservata 21.00 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 - TEL. 0229531103 Benvenuti al Nord 15.30-17.50-20.20-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.10-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 15.00-18.00-21.00 The Iron Lady 15.30-17.50-20.20-22.30 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 15.00-16.50-18.40 Le Idi di marzo 20.30 Immaturi - Il viaggio 22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 15.30 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 - TEL. 892960 Benvenuti al Nord 15.10-17.50-20.35-23.40 Benvenuti al Nord 14.40-17.25-20.00-22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 16.10-19.20-22.15 Benvenuti al Nord 15.40-18.35-21.40-00.20 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 14.00-16.10-18.15 Non avere paura del buio 22.50-01.10 The Iron Lady 20.30 L'arte di vincere 14.00-16.50-19.40-22.35 Il gatto con gli stivali 14.50-17.15 The Help 19.20-22.20 Immaturi - Il viaggio 14.25-17.05-20.00-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 01.00 J. Edgar 13.50-16.45-19.45-22.40 La talpa 14.15-17.00-19.50-22.35 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 00.35 Underworld - Il risveglio 3D 14.00-16.10-18.20-20.25-22.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.25 L'incredibile storia di Winter il delfino 14.10 Il sentiero 15.10-17.40-20.05-22.20-00.40 L'ora nera 20.00 The Iron Lady 14.50-17.35-22.25-00.50 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.45-17.40-20.40-23.35 Benvenuti al Nord 14.05-16.45-19.40-22.15-01.00 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.10-17.00-19.50-22.40 ACAB - All Cops Are Bastards 14.25-17.15-20.00-22.30-01.00 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 - TEL. 892960 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.20 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 19.40-22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 18.00-21.00 Benvenuti al Nord 17.30-20.10-22.50 Underworld - Il risveglio 3D 17.40-19.50-22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 17.30-20.00-22.30 Benvenuti al Nord 17.00-19.40-22.20 The Iron Lady 17.20-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 17.20-19.50-22.20 SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 - TEL. 0277406300 Decalogo - Episodi 3 e 4 17.00 Tre colori - Film bianco 19.00 Decalogo - Episodi 5 e 6 21.15 ASSAGO UCI CINEMAS FIORI VIALE FIORI - TEL. 892960 Benvenuti al Nord 19.00-21.45 Underworld - Il risveglio 3D 20.20-22.25 The Iron Lady 17.15-19.45-22.10 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.00-22.30 Benvenuti al Nord 17.00-19.40-22.20 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 18.30-21.30 ACAB - All Cops Are Bastards 17.10-19.40-22.15 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.30 La talpa 19.50-22.35 J. Edgar 22.30 The Help 19.20 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.15-19.50-22.30 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 ACAB - All Cops Are Bastards 17.40-20.20-22.45 Benvenuti al Nord 17.30-18.30-20.10-21.10-22.00-22.30-23.30 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.15 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.00-18.15-19.50-21.00-22.40 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.05 J. Edgar 19.30-22.20 The Iron Lady 17.20-20.05-22.25 La talpa 19.55 Immaturi - Il viaggio 17.10-22.35 The Help 20.45 The Artist 17.50 BUSNAGO MOVIE PLANET CENTRO COMM. GLOBO C/O CENTRO COMMERCIALE IL GLOBO - TEL. 039 695182 (PREN.) 039 6956516 (PROGRAMMAZIONE) L'incredibile storia di Winter il delfino in 3D 17.15 Underworld - Il risveglio 3D 19.55-22.20 ACAB - All Cops Are Bastards 17.15-19.45-22.20 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.05-19.40-22.20 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 18.15-21.15 Benvenuti al Nord 17.15-19.45-22.20 Benvenuti al Nord 18.15-21.15 CERRO MAGGIORE THE SPACE CERRO MAGGIORE VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 17.30-20.00-22.30 La chiave di Sara 16.30-18.50-21.15-23.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 18.10-21.00-23.50 Benvenuti al Nord 16.30-19.00-21.30-0.00 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.15 J. Edgar 21.55 Il gatto con gli stivali 16.40 La talpa 18.45-19.15 The Help 21.25 Underworld - Il risveglio 3D 18.00-20.10-22.20-0.30 The Iron Lady 17.00-19.20-21.45-0.10 Immaturi - Il viaggio 16.35-19.10-21.40 Benvenuti al Nord 19.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 16.35-22.00 ACAB - All Cops Are Bastards 16.50-19.20-21.50-0.15 LEGNANO SALA RATTI C.SO MAGENTA, 9 - TEL. 0331546291 The Iron Lady 21.00 LISSONE EXCELSIOR VIA DON CARLO COLNAGHI, 3 - TEL. 0392457233 Benvenuti al Nord 21.15 LISSONE UCI CINEMAS LISSONE VIA MADRE TERESA - TEL. 039 484767 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.25 The Iron Lady 17.10-19.50-22.20 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.40 The Help 19.45-22.45 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.10-20.00-22.45 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.10 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 18.00-21.30 Underworld - Il risveglio 3D 17.50-20.20-22.30 Non avere paura del buio 20.10-22.30 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.30 ACAB - All Cops Are Bastards 17.20-20.00-22.25 MAGENTA CINEMATEATRO NUOVO VIA SAN MARTINO 19 - TEL. 0297291337 Benvenuti al Nord 21.15 MELZO ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA `- TEL. 0295416444 The Iron Lady 17.20-20.50 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.00 Underworld - Il risveglio 3D 17.20-23.00 Benvenuti al Nord 17.30-18.30-19.50-20.10-21.00-22.20-22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.10-20.00-22.50 MONZA MULTISALA CAPITOL VIA A. PENNATI 10 - TEL. 039324272 The Iron Lady 15.30-17.50-20.10-22.30 The Help 15.15-18.00 J. Edgar 21.00 MONZA MULTISALA METROPOL VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.30-17.10-19.50-22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 15.30-17.50-20.20-22.30 E ora dove andiamo? 15.00 La talpa 17.30-20.00 Immaturi - Il viaggio 22.30 MONZA MULTISALA TEODOLINDA VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788 Benvenuti al Nord 15.30-17.50-20.10-22.30 L'arte di vincere 15.30-18.15-21.00 MONZA TRIANTE VIA DUCA D`AOSTA, 8 - TEL. 039748081 Carnage 21.15 PADERNO DUGNANO AREA METROPOLIS VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181 The Iron Lady 15.15-21.15 Benvenuti al Nord 21.00 PADERNO DUGNANO LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.00-19.30-22.00 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.15 The Help 19.15 J. Edgar 22.10 Underworld - Il risveglio 3D 17.30-19.30-21.30 ACAB - All Cops Are Bastards 17.30-20.15-22.45 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.00 L'arte di vincere 17.50-21.00 Benvenuti al Nord 18.00-21.00 Benvenuti al Nord 16.50-19.45-22.15 Il gatto con gli stivali 17.00-19.00 La talpa 21.00 The Iron Lady 17.40-20.00-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.30-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 17.40-20.20-22.50 Benvenuti al Nord 17.30-20.10-22.40 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 La talpa 17.05-19.50-22.35 The Iron Lady 17.40-20.00-22.20 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.45-20.40 L'ultimo ultras 17.00-19.50-22.40 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 ACAB - All Cops Are Bastards 17.15-19.45-22.10 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 19.00-22.00 Underworld - Il risveglio 3D 17.50-20.15-22.15 The Help 19.40-22.45 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.40 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.30-20.00 Non avere paura del buio 22.20 Il gatto con gli stivali 17.40 J. Edgar 19.45-22.35 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.20-20.00-22.40 ROZZANO THE SPACE CINEMA ROZZANO C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.00-16.50-19.40-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 15.50-18.40-21.30 Underworld - Il risveglio 3D14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 15.15-17.40-20.10-22.40 The Iron Lady 15.00-17.30-20.00-22.25 Immaturi - Il viaggio 14.30-17.00-19.30-22.00 L'incredibile storia di Winter il delfino 14.15 Succhiami 16.45 J. Edgar 19.00-22.00 Benvenuti al Nord 14.40-19.50 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.05-22.10 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 14.30 Immaturi - Il viaggio 19.00-21.30 Non avere paura del buio 16.40 Benvenuti al Nord 14.15-19.30 La talpa 16.45-22.00 Benvenuti al Nord 14.00-16.40-19.20-22.00 La chiave di Sara 14.20-16.55-19.30-22.10 Benvenuti al Nord 14.30-17.10-19.50-22.30 SESTO S. G. CINELANDIA - SKYLINE MULTIPLEX C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547 La chiave di Sara 15.10-17.30-20.00-22.15 The Iron Lady 15.15-17.30-20.15-22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 15.45-18.00-20.15-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-16.00-17.15-18.15-19.30-20.30-21.45-22.45 Train de vie - Un treno per vivere 15.30-17.20-19.45-21.50 Underworld - Il risveglio 3D15.10-17.00-18.50-20.40-22.30 L'arte di vincere 15.20-18.15-21.45 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 15.00-16.00-17.35-19.00-20.10-21.40-22.45 VIMERCATE THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.50-20.35 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 16.50 Benvenuti al Nord 19.05-21.35 Il gatto con gli stivali 16.45 J. Edgar 18.50-21.40 L'arte di vincere 16.40-19.25-22.10 Benvenuti al Nord 15.40-18.10-20.40 The Iron Lady 17.15-19.35-21.55 Benvenuti al Nord 19.45 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 16.55-22.20 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.00 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.40 Immaturi - Il viaggio 19.40-22.05 Underworld - Il risveglio 3D 17.20-19.35-21.45 ACAB - All Cops Are Bastards 17.00-19.25-21.50 La talpa 16.20-19.00-21.40 Immaturi - Il viaggio 18.20 La chiave di Sara 16.55-19.10-21.25 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 16.00-18.45-21.30 Benvenuti al Nord 16.10-18.40-21.10 A dangerous Method V.O. 21.15 BERGAMO CONCA VERDE VIA MATTIOLI, 1 - LOC. LONGUELO - TEL. 035251339 J. Edgar 20.00-22.30 The Help 20.00-22.40 DEL BORGO PIAZZA S. ANNA 51 - TEL. 035270760 L'arte di vincere 21.00 MULTISALA SAN MARCO P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.00-22.30 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 STUDIO CAPITOL VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330 Shame 20.15 La talpa 22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 20.30-22.30 The Iron Lady 20.15-22.30 CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244 Benvenuti al Nord 21.20 ACAB - All Cops Are Bastards 20.20-22.30 Benvenuti al Nord 20.20-22.35 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.10-22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 21.00 CURNO UCI CINEMAS CURNO VIA LEGA LOMBARDA, 39 - TEL. 892960 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 16.50-19.50-22.45 The Iron Lady 17.20-19.50-22.20 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.10-22.45 Underworld - Il risveglio 3D 17.50-20.10-22.30 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 ACAB - All Cops Are Bastards 17.30-20.00-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.45-21.00 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.20 La talpa 19.40 Non avere paura del buio 22.30 Benvenuti al Nord 17.00-19.45-22.30 ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO S.S. SONCINESE - TEL. 0363903816 Benvenuti al Nord 20.30-22.40 La chiave di Sara 20.30-22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 20.30-22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.30-23.00 Immaturi - Il viaggio 20.30-22.40 TREVIGLIO ARISTON MULTISALA VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503 The Iron Lady 17.40-20.00-22.20 Underworld - Il risveglio 3D 20.10-22.20 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.30 ACAB - All Cops Are Bastards 17.50-20.10-22.40 Benvenuti al Nord 17.40-20.10-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.30-20.00-22.40-22.40 La talpa 19.50 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.30 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.50 BRESCIA METROPOL VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828 Shame 20.35-22.35 MORETTO VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383 E ora dove andiamo? 20.35-22.35 MULTISALA WIZ VIALE ITALIA ANG. VIA F.LLI UGONI C/O C. COMM. FRECCIA ROSSA TEL. 0302889211 Benvenuti al Nord 15.20-17.35-20.20-22.35 L'arte di vincere 14.40-17.15-20.00-22.35 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.50-17.25-20.00-22.35 The Help 14.15-17.00-19.50-22.40 J. Edgar 14.40-17.20-20.00-22.40 La talpa 15.10-17.40-20.10-22.40 NUOVO EDEN VIA NINO BIXIO 9 - TEL. 0308379404 The Artist 17.00-21.00 OZ IL REGNO DEL CINEMA VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911 ACAB - All Cops Are Bastards 15.20-17.35-20-30-22.45 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 15.00-17.35-20.15-22.50 Underworld - Il risveglio 3D15.30-17.20-19.10-21.00-22.50 Immaturi - Il viaggio 15.20-17.35-20.25-22.40 Benvenuti al Nord 15.20-17.35-20.35-22.50 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 15.00-17.35-20.15-22.50 L'incredibile storia di Winter il delfino 14.40-17.00 La talpa 20.20* Non avere paura del buio 22.50* Benvenuti al Nord 14.45-17.00-19.15-21.30 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 14.50-16.40-18.30 ACAB - All Cops Are Bastards 19.15-21.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 16.25-19.00-21-35 Il gatto con gli stivali 14.30 PICCOLO CINEMA PARADISO VIA FRANCESCO LANA, 15 - TEL. 030280010 La montagna sacra 20.00 Nel piu' alto dei cieli 22.00 SOCIALE VIA CAVALLOTTI, 20 - TEL. 03041140 The Iron Lady 20.35-22.40 CAPRIOLO GEMINI VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.10-22.30 La talpa 20.10-22.30 CORTE FRANCA MULTIPLEX NEXUS VIA ROMA 78 - TEL. 030986060 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.10-21.30-22.50 ACAB - All Cops Are Bastards 20.20-22.40 Benvenuti al Nord 20.10-20.30-22.30-22.50 Underworld - Il risveglio 3D 20.40-22.50 Immaturi - Il viaggio 20.00 La talpa 22.30 The Help 21.00 DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 20.00-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.00-22.30 The Iron Lady 20.00-22.30 ERBUSCO MULTIPLEX PORTE FRANCHE VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644 Benvenuti al Nord 17.20-18.20-19.50-20.40-22.20-23.00 ACAB - All Cops Are Bastards 17.40-20.10-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.40-20.10 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.30 Underworld - Il risveglio 17.30-20.30-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.10-18.10-20.00-21.00-22.50 LONATO MULTISALA KING VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.05-22.45 ACAB - All Cops Are Bastards 20.00-22.40 Benvenuti al Nord 20.20-22.45 Underworld - Il risveglio 3D 20.25-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.05-22.35 ORZINUOVI STARPLEX ORZINUOVI VIA LOMBARDIA 26/28 - TEL. 030943605 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 20.20-22.35 ACAB - All Cops Are Bastards 20.20-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.35 L'ora nera 22.35 La talpa 20.10 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 21.00 Benvenuti al Nord 21.20COMO ASTRA V.LE GIULIO CESARE, 3 - TEL. 031261234 Benvenuti al Nord 21.00 GLORIA VIA VARESINA, 72 - TEL. 0314491080 Concerto CANTU' CINELANDIA MULT. CANTU' 2000 CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.40 CANTU' LUX VIA MANZONI, 8 - TEL. 031714759 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 MONTANO LUCINO UCI MONTANO LUCINO VIA VARESINA - TEL. 892960 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 18.40-21.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 19.45-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 20.05-22.25 The Iron Lady 17.30-20.10-22.40 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 ACAB - All Cops Are Bastards 17.35-20.10-22.35 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.20 J. Edgar 22.30 Benvenuti al Nord 17.15-19.45-18.40-21.40-22.20 Il gatto con gli stivali 17.30 La talpa 22.35 The Help 19.40CREMONA CINEMA CHAPLIN VIA ANTICHE FORNACI 58 - TEL. 0372453005 The Iron Lady 21.15 FILO P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 - TEL. 0372411252 Il sentiero 21.15 SPAZIOCINEMA CREMONA PO VIA CASTELLEONE, 108 - TEL. Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.40-17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 15.30-17.45-20.00-22.30 La talpa 15.00-17.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.00-22.40 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 14.20-16.05 E ora dove andiamo? 17.45 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 15.30-17.50-20.10-22.30 Underworld - Il risveglio 3D14.40-16.40-18.40-20.30-22.30 The Help 15.00 Immaturi - Il viaggio 17.50-20.10-22.30 CREMA MULTISALA PORTA NOVA VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411 ACAB - All Cops Are Bastards 20.20-22.30 Underworld - Il risveglio 20.40-22.30 Benvenuti al Nord 21.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.00-22.40 Benvenuti al Nord 20.25-22.40 LECCO NUOVO MIGNON V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 19.50-22.30 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 PALLADIUM VIA FIUMICELLA 12 - TEL. 0341361533 L'incredibile storia di Winter il delfino 21.00 LODI DEL VIALE VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028 Benvenuti al Nord 20,00-22,30 FANFULLA V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.15-22.40 MODERNO MULTISALA CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017 ACAB - All Cops Are Bastards 20.20-22.30 The Help 20.00 Underworld - Il risveglio 22.30 PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE S.S. N 235 - TEL. 0371237012 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.00-22.45 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 20.20-22.40 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 20.20 Immaturi - Il viaggio 22.40 MANTOVA ARISTON MULTISALA VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139 La chiave di Sara 20.10 La talpa 22.30 L'arte di vincere 19.50-22.30 The Help 21.20 CINECITY MULTIPLEX PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 19.45-21.20-22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 20.10-22.30 Benvenuti al Nord 20.00-21.15-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.40 Underworld - Il risveglio 20.30-22.40 MIGNON VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233 Shame 18.00-20.00-22.00 CURTATONE STARPLEX CURTATONE VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395 Benvenuti al Nord 20.10-22.35 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.00-22.30 Benvenuti al Nord 21.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 21.00 Immaturi 20.30-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 20.35-22.25 ACAB - All Cops Are Bastards 20.45-22.45 PAVIA CORALLO VIA BOSSOLARO, 15 - TEL. 0382539224 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 19.45-22.30 Le Idi di marzo 20.15 La talpa 22.30 POLITEAMA C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 PARONA MOVIE PLANET STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728 Benvenuti al Nord 20.10-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.00-22.40 Benvenuti al Nord 21.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 21.30 Underworld - Il risveglio 20.10-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 20.10-22.30 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA THE SPACE CINEMA MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 17.20-19.55-22.30 The Iron Lady 17.25-19.50-22.15 Benvenuti al Nord 16.30-19.05-21.40 Non avere paura del buio 17.15 La talpa 19.40 J. Edgar 22.25 Benvenuti al Nord 16.00 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 18.30-21.15 Underworld - Il risveglio 3D 16.10-18.15-20.20-22.25 ACAB - All Cops Are Bastards 17.10-19.40-22.10 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 16.20-19.30-22.20 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.05-22.40 SONDRIO EXCELSIOR VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368 The Artist 21.00 STARPLEX SONDRIO VIA VANONI, ANGOLO VIA TONALE - TEL. 0342214709 Benvenuti al Nord 21.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 21.15 ACAB - All Cops Are Bastards 21.20 VARESE MULTISALA IMPERO VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004 Benvenuti al Nord 17.40-20.10-22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.45-21.30 Il gatto con gli stivali 3D 17.20 J. Edgar 19.45-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 17.40-20.10-22.40 ACAB - All Cops Are Bastards 17.30-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.00-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 19.45-22.30 La talpa 17.00-19.55-22.35 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.40 The Help 19.00-22.00 NUOVO VIA DEI MILLE, 39 - TEL. 0332237325 The Iron Lady 20.00-22.30 SALA FILMSTUDIO 90 VIA DE CRISTOFORIS 5 - TEL. 0332830053 Adam Resurrected 18.30-21.00 GALLARATE CINELANDIA MULTIPLEX VIALE LOMBARDIA, 51 - TEL. 0331268017 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.40 The Help 19.50 La talpa 22.45 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.00-22.45 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.10-22.50 ACAB - All Cops Are Bastards 20.20-22.40 :::LOMBARDIA
36 Venerdì 27 gennaio 2012
12 Venerdì 27 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LA GRANDE CRISI Oggi al Consiglio dei ministri Pane fresco di domenica e disco sempre aperte Nel decreto semplificazione anche certificati online e meno leggi. Tutte cose già avviate dall'ex ministro Brunetta I mercati tengono Il Btp torna sotto il 6%, rally in Borsa Le aste Ctz e i buoni dati Usa fanno volare i bancari a Piazza Affari (+1,71%). Lo spread chiude a 418  Ancora una giornata nel segno dell'ottimismo sui mercati. A suonare la carica è stato l'annuncio forte arrivato da Washington. La Federal Reserve si è impegnata a tenere bassi i tassi di interesse. Era il segnale atteso dai lisini azionari. A Piazza Affari l'indice ha guadagnato l'1,7%, Londra è salita dell'1,2%, Parigi +1,5%, Francoforte +1,8%. Le notizie migliori sono venute dal fronte dei titoli di Stato. In mattinata il Tesoro aveva piazzato tutto l'ammontare previsto. Ctz e Btp per 4,5 miliardi di euro sono stati collocati con rendimenti in forte calo al 3,76% (sui livelli dello scorso agosto). A fine seduta il rendimento del Btp decennale risulta al 6,01%, in calo di 9 punti base, ma per buona parte della giornata è stato sotto il 6%. Spread con il Bund a 414 punti. Ormai la soglia dei 400 punti si avvicina. Nei due mesi di vita del governo Monti il differenziale è sceso di circa cento punti. Una bella boccata d'ossigeno per i conti pubblici. Ma soprattutto un segnale di grande forza per le Borse. Il consdolidamento delle quotazioni sui Btp ha datto spessore ai bilanci delle banche. Non c'è più il rischio di possibili svalutazioni e anche la necessità di nuovo capitale potrebbe diventare meno stringente. Non è un caso che le migliori performance siano arrivate da Mps. La banca senese ha guadagnato, alla fine il 5,1% dopo aver toccato punte vicine al 9%. Il rialzo dei Btp in portafoglio potrebbe rendere meno urgente il rafforzamento del patrimonio. Il nuovo direttore generale, Fabrizio Viola, sta lavorando di cesello per irrobustire la banca senza chiedere aiuto ai soci. Sarebbe molto difficile per la Fondazione sostenere lo sforzo. Il debito di un miliardo contratto l'anno scorso per finanziare il precedente aumento di capitale rende la gestione molto pesante. Bene anche Bpm e Ubi. Le ragioni sono sempre la stesse. Più migliora il mercato dei Btp e più cresce la possibilità che non serva un nuovo aumento di capitale. Ora tutti gli occhi sono puntati su Atene. Nella notte sono ricominciati i colloqui tra il governo Papademos e le banche creditrici. Settimana scorsa sembrava che l'intesa fosse stata trovata: i creditori rinunciavano a circa metà del capitale e incassavano un interesse del 4%. Il governo, però, non vuol pagare più del 3%. Oltre, infatti, il debito pubblico, nonostante il taglio in conto capitale risulterebbe ancora troppo alto. A puntare i piedi sono soprattutto gli hedge fund. Hanno rastrellato a quotazioni molto basse il debito greco sperando di poterlo incassare a valore pieno. Il taglio del 50% sarebbe una delusione e una perdita. N.SUN. ::: SANDRO IACOMETTI  La Pa si procurerà i documenti da sola, i cittadini potranno ottenere i certificati on line, 333 leggi finiranno al macero. Il rischio di un altro provvedimento spot, dopo quello sulle liberalizzazioni, c'è. Molte delle misure contenute nel decreto sulle semplificazioni che finirà oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri non sembrano infatti proprio nuove di zecca. A sbandierare le principali novità del decreto è stato ieri lo stesso ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, il quale ha spiegato che lo scambio dei dati tra le amministrazioni per via telematica «consentirà di avere in tempo reale alcuni importanti atti: dal cambio di residenza alle trascrizioni degli atti di stato civile come il matrimonio e la nascita». Ben venga qualsiasi accelerazione su riforme che semplificano la nostra vita, ma va detto che le norme rientrano nel piano e-government dell'ex ministro Renato Brunetta, alcune delle quali già operative. Grazie alla Posta elettronica certificata (Pec) introdotta nel 2010, ad esempio, alcuni comuni già inviano tranquillamente una serie di atti. Il Comune di Roma, per dirne uno, spedisce per posta certificata di nascita e matrimonio. Quanto alla Pa che si trova da sola i documenti di cui è in possesso, il principio non solo è stabilito in due leggi (241/1990 e 445/2000), ma quando Brunetta provò, lo scorso ottobre, a chiederne l'effettiva applicazione fu sommerso dalle critiche per la questione dei certificati antimafia. Vedremo se Patroni Griffi sarà più fortunato. Di sicuro sarà difficile battere il record di leggi già tagliate dall'ex ministro Roberto Calderoli, che ha fatto scomparire dall'ordinamento italiano ben 375mila norme. Il neo ministro della Funzione pubblica, comunque, promette rivoluzioni non solo sui rapporti con la Pa, su cui qualsiasi passo avanti sarà ben gradito, ma su tutta una serie di aspetti che dovrebbero rendere la vita più facile a famiglie, imprese e consumatori. Spiccano, tra le novità più curiose, quelle relative al pane e alle discoteche. Nel primo caso, il decreto farà saltare l'obbligo di chiusura domenicale per i panificatori, che potranno dunque sfornare pizza e filoni anche nei giorni festivi. Per quanto riguarda il ballo, il testo prevede che le autorizzazioni di polizia durino 3 anni e che le feste danzanti, i circoli e le discoteche non dovranno più chiedere autorizzazioni al questore. Ecco gli altri punti principali del provvedimento: Social card. Torna con una dotazione di 50 milioni. Bonus assunzioni al Sud. La misura viene prorogata al 2013. Inps. La spesa per l'assistenza sociale verrà monitorata dall'Inps che invierà segnalazioni in caso di discordanza dei dati. Gravidanza. Si semplifica la procedura per l'astensione anticipata dal lavoro in caso di gravidanze più complesse. Carta d'identità.Le nuove scadranno il giorno del compleanno. Tir. Viene eliminata la norma che prevedeva il divieto di circolazione nei giorni precedenti o successivi ai giorni festivi. Titoli studio. Equiparazione dei titoli di studio per i concorsi pubblici. Bollino blu. Il controllo sui gas di scarico dell'auto si farà solo con la revisione, non ogni anno. Scuola.Arrivano per le scuole le reti territoriali. E l'iscrizione all'Università si farà solo via web così come le valutazioni per gli studenti. PA. La pubblica amministrazione dovrà pareggiare gli oneri amministrativi: cioè il saldo tra oneri aggiunti e oneri eliminati dovrà essere pari a zero a fine anno. Le comunicazioni e le trasmissioni tra le amministrazioni di atti e documenti saranno effettuate solo in modalità telematica. Burocrazia.Arriva un commissario ad hoc al quale il privato potrà rivolgersi in caso di lungaggini dell'amministrazione. Disabili. Un'unica certificazione per attestare lo status di diversamente abile ed aver diritto a tutte le agevolazioni. Imprese.Si prevede un periodo di un anno per attivare percorsi sperimentali di semplificazione amministrativa per gli impianti produttivi. Le amministrazioni dovranno pubblicare la lista dei controlli a cui sono assoggettate le imprese. Contratti pubblici. È istituita, presso l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici la 'Banca dati nazionale dei contratti pubblicì. Appalti.Arriva la responsabilità solidale negli appalti tra datore di lavoro, appaltatore ed eventuali subappaltatori. Pmi. Arriva la dichiarazione unica ambientale per le piccole e medie imprese. Terreni. La vendita dei terreni agricoli pubblici non sarà una tantum, ma annuale. twitter@sandroiacometti.it IL CONVEGNO DI CLASS EDITORI «Un maxi prestito forzoso per abbattere il debito pubblico» Un prestito forzoso da 300 miliardi garantito dal patrimonio immobiliare dello Stato. Questa la proposta emersa dal “Tagliade bito day” organizzato a Milano dal Class Editore. Al dibattito sono intervenuti politici, ministri, esperti. «L'obiettivo -ha spiegato Paolo Panerai, fondatore del gruppo - è quello di portare rapidamente il rapporto fra debito e pil al 100%». Per questo andrebbe costituito un gigantesco fondo immobiliare sottoscritto forzosamente da tutti gli italiani. La valorizzazione del patrimonio consentirebbe la restituzione, nell'arco di dieci anni, del finanziamento. Una strada certamente ardita ma non facile da percorrere: «Ancora una volta gli italiani sarebbero chiamati a donare l'oro alla Patria» ha commentato ironicamente Maurizio Belpietro, direttore di Libero. Soprattutto un problema: «Chi gestisce il fondo?» si è chiesto Belpietro. «Non certo la politica che non sarebbe capace. Servirebbero dei manager». Ma dove trovarli? Una domanda cui servirebbero risposte molto coraggiose.
6 Venerdì 27 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LE GRANE DI MONTI Via libera al Milleproroghe Monti perde 100 voti in due mesi di governo Da 556 è passato a 469. Il premier ai suoi: «Non facciamo implodere il Pdl» Stile tecnico I due SuperMario Catastrofista in Italia e ottimista all'estero ::: FRANCESCO DE DOMINICIS ROMA  Catastrofista e allarmista dentro i nostri confini. Rassicurante e ottimista all'estero. Un po' simile alla Grecia e, allo stesso tempo, meglio della Francia e tutto sommato non troppo distante dalla Germania: quando dipinge l'Italia e il suo stato di salute, Mario Monti riesce a cambiare versione rapidamente e con una certa disinvoltura. Così, mentre agli italiani - forse per far digerire la manovra da 81 miliardi di euro di tasse varata prima di Natale - continua a parlare di emergenza e paventa rischi di enorme portata, agli investitori stranieri il premier del nostro Paese, proprio in questi giorni, dà ben altre informazioni. Si tratta, in buona sostanza, di marketing, non c'è dubbio. E, visto che in ballo c'è la salvezza del Paese, tutto sommato la strategia del presidente del consiglio è comprensibile. Tuttavia, il doppio stile «tecnico» del professore della Bocconi è lampante. Nelle dichiarazioni «interne», rilasciate in concomitanza con il varo della stangata fiscale di dicembre, Monti lanciò un vero e proprio allarme rosso, dicendo che l'Italia si trovava in «una situazione simile alla Grecia» e che «lo Stato entro breve non avrebbe potuto più pagare né stipendi né pensioni». Come dire che eravamo sull'orlo del fallimento e che, quindi, la manovra ribattezzata «salva Italia» era davvero inevitabile. Parole, quelle pronunciate dal capo del Governo nei primi giorni di dicembre, che vanno confrontate con i ragionamenti sviluppati in casa dei banchieri d'affari. Sia Monti sia il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, hanno incontrato gli investitori istituzionali a Londra. Prima tappa del roadshow programmato dal Tesoro per convincere i colossi finanziari internazionali a scommettere ancora sul nostro debito pubblico. Nel 2012 scadono circa 400 miliardi di euro di bot e btp, circa 200 entro la primavera. Di qui la necessità di evitare fughe dai titoli di via Venti Settembre. Insomma, bisogna rinnovare la fiducia. Nel faccia a faccia con la City, mercoledì scorso, Grilli ha squadernato un poderoso rapporto curato dagli esperti McKinsey. I consulenti americani, fra gli addetti ai lavori, vengono considerati molto vicini a diversi esponenti dell'Esecutivo. Tant'è che proprio da McKinsey, secondo indiscrezioni, palazzo Chigi avrebbe ricevuto una sfilza di suggerimenti nel campo delle liberalizzazioni varate la scorsa settimana. Rapporti stretti, insomma. Uno studio realizzato in questi giorni dalla società Usa, mette in luce alcuni elementi positivi del nostro Paese. Una sorpresa: in particolare, nella classifica sui bilanci (pubblici e privati) dei paesi del G20, l'Ita lia si piazza meglio di francesi, spagnoli e inglesi. E non troppo lontano da tedeschi e americani. McKinsey, nel dettaglio, ha messo insieme quattro tipi di debito: stato, famiglie, imprese, banche. Rispetto al pil, il Giappone ha unlivello di indebitamento pari al 512%, poco distante dalla Gran Bretagna (507). Poi ci sono Spagna (363), Francia (346) e quindi l'Italia (314), a un livello poco superiore a Stati Uniti (279) e Germania (278). Una raffica di numeri che, in qualche modo, sono serviti a Monti e Grilli per tracciare un quadro non catastrofico del nostro Paese. Silvio Berlusconi, prima delle dimissioni, parlava di «ristoranti sempre pieni». Ma il succo era lo stesso. twitter@DeDominicisF ::: PAOLO EMILIO RUSSO ROMA  Ora se n'è accorto pure Mario Monti: «Dobbiamo aiutare il Pdl a non implodere». Perché ben prima dei canonici cento giorni di governo è già finita la “luna di miele”tra il premier e la sua maggioranza. Una precipitazione di rapporti che, non a torto, il presidente del consiglio teme possa mettere a repentaglio l'operatività del governo e, di conseguenza, l'efficacia della sua azione. Monti, dal 18 novembre a ieri, ha perso quasi cento voti alla Camera dei deputati. Al primo voto di fiducia, i “pro fessori”, come venivano chiamati pomposamente, i favorevoli erano stati 556; sulla manovra, il 16 dicembre, solo 495. Ieri, per la fiducia sul Milleproroghe, i “sì” erano solamente 469. A non votare la fiducia sono stati deputati di tutti i partiti, ma, in particolare, del Pdl. È il partito del Cavaliere, infatti, quello dove sta emergendo in maniera più netta il dissenso sull'operato del governo. Cinque, capitanati da Antonio Martino, gli astenuti. «Ho votato solo la prima fiducia per disciplina di partito», spiega Giuseppe Moles, Pdl. «Il governo Monti è nato solo grazie alla decisione di Berlusconi di farsi da parte e, siccome i governi sono legittimi solo se legittimamente eletti e questo non lo è, giudichiamo i singoli provvedimenti e poi decidiamo», aggiunge. «Se arrivassero le riforme che ci hanno promesso, voterei, ma, finora, ho visto solo tasse, lacrime e sangue...», conclude Moles. Tra gli economisti astenuti anche Guido Crosetto. Hanno voluto far venir meno il loro appoggio non partecipando al voto ben 24 deputati pdl. Tra questi Gaetano Pecorella, Claudio Scajola, gli ex ministri Paolo Romani e Giulio Tremonti. Spiega Marcello De Angelis, ex an: «Partecipo a tutte le votazioni “normali”, ma non ai voti di fiducia: con questo governo non ho un vincolo di mandato politico, ma un vincolo di mandato morale verso i miei elettori». I suoi elettori, dice, non l'hanno mandato lì per aumentare le tasse o colpire singole categorie. Altri sei deputati del partito di Berlusconi erano in ”missione”, cioè altrove, quindi non hanno votato. Tra loro Debora Bergamini. Un malessere a “macchia di leopardo”, che rischia di estendersi e di mettere, di qui a qualche tempo, seriamente a rischio la sopravvivenza del governo. Anche tra i tanti ex azzurri ed ex an che hanno votato la fiducia, infatti, serpeggia il desiderio se non proprio di “stac care la spina”, almeno di trovare il modo di distinguersi. «Io ho votato la fiducia e continuerò a votarla», dice Paola Pelino, deputata PdL. «Ma non è facile andarlo a spiegare nei territori, ai nostri elettori», aggiunge. «La maggioranza è ampia, nessuno di noi farà cadere il governo», assicura Michaela Biancofiore, PdL, che ha votato sì. Defezioni ci sono state anche tra le fila di Popolo e Territorio, gli ex Responsabili, gruppo “satelli te” dei berlusconiani. Non ha votato, per dire, Domenico Scilipoti. Berlusconi continua a ripetere ai deputati che «Monti va sostenuto». Lo ha fatto anche ieri alla Camera. Ma, in privato, dice: «Dovremo valutare ogni singolo provvedimento». La paura del governo è che questa linea porti al “liberi tutti” sulle liberalizzazioni e che, a furia di sfidarsi sugli emendamenti, i partiti della maggioranza finiscano per cambiare il provvedimento originario e vanificarne gli effetti. Una paura, questa, che si sta traducendo in una maggiore cautela dell'esecutivo sulla riforma del mercato del lavoro della quale si sta occupando il ministro del Welfare Elsa Fornero. Per quello, come sa bene Monti, passa la possibilità di ricucire col centrodestra e la sua base elettorale. Così, ieri sera, dopo la fiducia-flop della Camera, il ministro è stata convocata a Palazzo a Chigi per un lungo incontro col premier. Il doppio incarico del ministro Profumo fa sponda con l'Antitrust per non mollare la presidenza del Cnr Il sottosegretario alla Giustizia Mazzamuto presenta il patrimonio: «Sono proprietario di 5 immobili» ::: ROMA  Del doppio incarico di Francesco Profumo avevamo dato notizia l'11 dicembre scorso: titolare della Pubblica Istruzione e presidente del Cnr (consiglio nazionale delle Ricerche). Nessuna voglia di mollare la poltrona dell'ente pubblico dipendente dal suo stesso ministero, cioè un evidente caso di “ministro vigilante” vigilato da se stesso. Ci avevano spiegato, allora, che per risolvere il conflitto d'interesse l'ex rettore del Politecnico di Torino aveva affidato la pratica all'Antitrust, autorità garante della concorrenza, prima guidata dall'attuale sottosegretario Catricalà. «Entro Natale l'Antitrust decide». Le ultime parole famose. A parte che una legge del 2004 stabilisce che le due poltrone sono incompatibili, a rendere più imbarazzante la posizione del tecnico ci sono le scadenze non rispettate. Secondo la legge entro 30 giorni dal giuramento come ministro, il titolare avrebbe dovuto lasciare il Cnr. Invece niente. Il bel gesto, per dirla conGian Antonio Stella, non c'è stato.  Illustre direttore, desidero rassicurarLa di aver già provveduto, in qualità di sottosegretario di Stato alla Giustizia, a depositare la «dichiarazione per la pubblicità della situazione patrimoniale» al Senato della Repubblica nella quale sono debitamente inclusi i 14 immobili menzionati nell'articolo di Libe ro del 12 gennaio e che consistono prevalentemente di pertinenze ovvero di parti di unità abitative solo catastalmente distinte ma in realtà uniche, o ancora di frazioni di proprietà pervenutemi per via successoria o acquistati in comproprietà con mia moglie. In sintesi, il mio patrimonio immobiliare, formalmente, composto da «14 fabbricati di proprietà», sostanzialmente, consiste in 5 unità immobiliari: a) Una casa familiare a Roma in comproprietà con mia moglie; b) Uno studio professionale a Roma in proprietà esclusiva; c) Una casa vacanze a Leonessa in comproprietà con mia moglie; d) Una casa familiare a Palermo in proprietà esclusiva e in uso a mio figlio; e) Una casa a Palermo in comproprietà con mia madre ed i miei fratelli. Francesco Profumo Ansa Salvatore Mazzamuto
21 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Venerdì 27 gennaio 2012 AleniaAermacchi celebra le gondole motore del futuro Il primo evento a Venegono Superiore della “nuova” AleniaAermacchi. Due studenti universitari sono stati premiati con relative borse di studio intitolate all'ingegnere Livio Visintini, grande esperto di aerodinamica e aeroacustica per Aermacchi il cui Dna ha caratterizzato la nascita e lo sviluppo del progetto, finanziato dal Miur, sulle gondole motore (in inglese, nacelle) di nuova generazione. Il progetto innovativo ideato nel 2005 e terminato lo scorso anno ha permesso non solo già l'applicazione concreta di novità in termini di acustica e riduzione dei costi, ma ha anche celebrato l'unione tra la grande impresa e le Pmi del distretto aerospaziale della Lombardia. Il convegno organizzato presso la sede di Venegono con la presenza attiva della Regione Lombardia nella sua componente dedicata all'industria e alla ricerca si è svolto attorno all'idea e alla necessità di fare innovazione. «Non è solo una questione di progetto ma anche di metodo», ha spiegato Carmelo Cosentino senior advisor strategia di Alenia Aermacchi, presidente di Superjet 100 e membro del Consiglio del distretto aerospaziale, «bisogna sempre infatti arrivare prima dei cambiamenti. La globalizzazione accorcia i tempi e s la capacità di creare sistemi come la Lean Enterprise ma anche network utili a far sposare sempre di più industria e ricerca». Presente alla tavola rotonda anche Fabio Filocamo, dirigente per la ricerca industriale del Miur, il quale si augura nel breve termine di «applicare nuovi criteri performanti per i budget e finestre di valutazione più brevi. Con l'obiettivo di rispondere alle aziende che più corrono». Durante i saluti di Giorgio Brazzelli, presidente Augusta Westland e del distretto anche l'annuncio della creazione di un centro di formazione continua. Dimissioni dal cda Caltagirone via da Mps per correre da Unicredit Grazie alla legge Monti il costruttore lascia Siena e mantiene il posto alle Generali. Intanto compra Piazza Cordusio SVOLTA STORICA Caltagirone scende al 2% di Mps (era al 4,9) e lascia l'incarico anche da vice presidente del consiglio ::: FRANCESCO DE DOMINICIS  Chiude un'era e ne apre subito un'altra. Francesco Gaetano Caltagirone sbatte la porta di Mps e piazza una bandiera in Unicredit. Dopo quasi 10 anni, l'impren ditore romano mette la parola fine alla sua storia col Monte dei Paschi di Siena: da ieri la sua partecipazione è crollata addirittura sotto il 2% e più o meno a quel livello si attesta il pacchetto di piazza Cordusio già nelle sue mani. Con Siena è un addio sostanzialmente definitivo, quello del costruttore ed editore romano. Sancito, tra altro, dalle dimissioni dalla carica di vicepresidente. Carica conquistata nel 2006 quando ancora comprava azioni fino a toccare la vetta del 4,9%, quota poi progressivamente asciugata di pari passo con i risultati di Rocca Salimbeni. Per giustificare l'uscita dal board, Caltagirone - che ora dovrebbe avere appena l'1,33% si è appeso a una norma contenuta nella manovra salva Italia del governo Monti. Che vieta doppi incarichi nei big della finanza (l'al tra poltrona è alle Generali ). Brutto colpo per Mps. Il vertice della banca si è limitato a «prendere atto» della decisione. La storia di Caltagirone con Rocca Salimbeni era cominciata nel 2002, con il 2,4% di banca Toscana poi fusa in Mps. Un rapporto lungo, nel quale l'imprenditore non ha mai fatto mancare il suo sostegno. Nel 2003 dichiarò che Mps «era la realtà bancaria italiana con maggiori possibilità di sviluppo» e più tardi disse sì ai 9 miliardi di euro spesi per comprare Antonveneta. Ora il cambio di strategia. Siena è già il passato. E con Mps alla ricerca di un nuovo assetto, ma con la Borsa che continua a dare fiducia (ieri +5%), si fa intrigante la faccenda attorno a Unicredit (ieri +0,58%). Caltagirone, infatti, si aggiunge alla lunga lista di imprenditori che negli ultimi giorni hanno comprato azioni, proprio nell'ultima settimana dell'au mento di capitale da 7,5 miliardi di euro. Le manovre si chiudono oggi e non è da escludere qualche altra new entry. Sta di fatto che si va formando un nuovo nocciolo duro di investitori italiani che si affianca alle Fondazioni: Della Valle, De Agostini, Falciai, Del Vecchio, Maramotti, Pesenti, Malacalza. Con Caltagirone si chiude il cerchio e, forse, si esauriscono i posti nel nuovo salotto della finanza italiana, destinato a fare da barriera ai soci stranieri. Tra libici, arabi e americani le partecipazioni “este re” di Unicredit sono superiori al 15%. Meglio arginare l'avanzata. twitter@DeDominicisF MERCATINO Tesoro, l'ex banca di Passera in pole position su bot e btp INTESASANPAOLO Corsia perferenziale per IntesaSanpaolo sui bot e i btp. Banca Imi, che fa capo al gruppo di Ca de' Sass fino a novembre guidato dal ministro Corrado Passera, è salita al secondo posto nella classifica del Tesoro sui cosiddetti specialisti in titoli di Stato. Solo una coincidenza, ovviamente, l'attuale ruolo di Passera nel governo. Sta di fatto che Intesa, adesso, è nella ristretta cerchia dei cinque operatori che saranno più attivi nelle aste di via Venti Settembre. Nella top five entra pure l'altra italiana Unicredit, mentre escono Citigroup e Société Générale. La raccolta gestita perde quasi 10 miliardi FINANZA Secondo i dati preliminari sull'andamento del settore diffusi da Assogestioni, a fine 2012 l'industria del risparmio gestito ha registrato disinvestimenti per 9,5 miliardi di euro: 5,9 miliardi in uscita dalle Gestioni Collettive e 3,6 miliardi dalle Gestioni di Portafoglio. Alla fine dell'anno gli asset totali superavano abbondantemente i 937 miliardi di euro. Nell'ambito delle gestioni Collettive, è positiva e pari a 641 milioni di euro la raccolta dei Fondi Chiusi. I Fondi Aperti riportano flussi in uscita per 6,5 miliardi e un patrimonio di 419 miliardi di euro, il 64% dei quali (267 miliardi di euro) è investito in Fondi di diritto estero.
22 Venerdì 27 gennaio 2012 A ACEA 4,782 5,1 4,7074 4,288 4,986 -2,17 19/12/11 1.018,4 ACEGAS-APS 3,704 -1,23 3,669 3,294 3,75 13 11/07/11 203,6 ACOTEL GROUP 19,5 1,56 19,4425 17 19,5 - 26/05/03 81,3 ACQUE POTABILI 0,6895 0,66 0,6797 0,64 0,732 -3,57 02/05/06 24,8 ACSM 0,656 3,31 0,6374 0,619 0,657 0,85 04/07/11 50,3 AEDES 0,061 3,57 0,0595 0,0554 0,0652 -0,16 07/05/07 44,5 AEDES 09-2014 W 0,0077 10 0,0073 0,0065 0,01 -13,48 07/05/07 44,5 AEFFE 0,589 0,86 0,5865 0,568 0,64 0,26 18/05/09 63,2 AEGON 3,798 2,15 3,7413 3,074 3,882 21,19 25/04/08 599,4 AEROPORTO DI FIRENZE 8,96 0,62 9,0006 8,45 10 -10,31 09/05/11 81 AGEAS 1,66 14,64 1,6003 1,201 1,66 38,68 02/05/08 3.903,8 AHOLD KON 10,33 - 10,3043 9,65 10,33 7,05 26/04/11 1.231,2 AICON 0,122 - 0,122 0,122 0,122 - 13,3 ALCATEL-LUCENT 1,4 1,38 1,398 1,228 1,56 15,7 04/06/07 3.244,5 ALERION 3,98 1,22 3,9857 3,858 4,29 -3,63 18/04/11 175,2 ALLIANZ 85,35 0,89 85,6964 72,3 85,4 16,28 05/05/11 38.740,4 AMBROMOBIL 14 W - - - - - - 05/05/11 38.740,4 AMPLIFON 3,48 1,93 3,4399 3,096 3,48 6,36 09/05/11 769,4 ANSALDO STS 7,425 1,37 7,4242 7,275 7,53 0,95 23/05/11 1.039,5 ANTICHI PELLETTIERI 0,152 -3,25 0,1511 0,152 0,2055 -24,86 26/05/08 6,9 APULIA PRONTOP 0,2982 0,07 0,2985 0,2952 0,299 0,81 27/04/09 70,4 ARENA 0,0054 -3,57 0,0054 0,005 0,0059 -3,57 24/07/00 9,5 ARKIMEDICA 0,0898 -0,44 0,0912 0,079 0,105 9,51 7,8 ASCOPIAVE 1,42 -0,56 1,4106 1,365 1,432 5,11 09/05/11 332,9 ASTALDI 5,26 2,14 5,242 4,876 5,26 6,26 02/05/11 517,7 ATLANTIA 12,2 0,25 12,1489 11,53 12,82 -1,37 21/11/11 7.689,8 AUTOGRILL 8,175 0,62 8,1823 7,465 8,305 8,42 23/05/11 2.079,7 AUTOS MERIDIONALI 15,95 1,08 15,8555 15,39 16,63 -3,51 18/04/11 69,8 AUTOSTR TO-MI 7,2 0,35 7,2028 6,805 7,78 -3,81 14/11/11 633,6 AXA 12,01 0,42 12,0776 9,58 12,26 18,91 29/04/11 25.090,8 AZIMUT 6,505 0,54 6,503 5,5 6,505 5 23/05/11 931,9 A2A 0,728 3,78 0,72 0,6935 0,7655 0,21 21/11/11 2.280,8 B B CARIGE 1,56 1,3 1,5591 1,412 1,56 5,41 23/05/11 2.789 B CARIGE RSP 1,927 1,42 1,927 1,9 1,99 -0,67 23/05/11 335,9 B DESIO BRIA RSP 2,736 4,19 2,6988 2,4 2,736 16,92 02/05/11 36,1 B DESIO E BRIANZA 2,91 2,9 2,8813 2,76 2,998 -2,02 02/05/11 340,5 B IFIS 3,98 1,79 3,9003 3,678 4,01 -0,5 09/05/11 214,2 B INTERMOBILIARE 2,89 1,47 2,8756 2,75 2,89 3,58 05/05/08 451,4 B M.PASCHI SIENA 0,3084 5,18 0,31 0,197 0,3084 22,43 18/05/09 3.344,3 B P DI SONDRIO 6,745 0,22 6,761 6,045 6,795 8,62 18/04/11 2.078,5 B P EMILIA ROMAGNA 6,14 0,33 6,15 4,898 6,14 11,03 26/04/11 2.042,9 B POP ETRURIA E LAZIO 1,272 3 1,2686 0,961 1,272 13,27 11/05/09 95,7 B POP MILANO 0,42 5,11 0,4195 0,253 0,42 36,99 23/05/11 1.356,4 B POP SPOLETO 1,76 0,57 1,7974 1,678 1,84 -1,23 09/05/11 52,4 B PROFILO 0,3 4,93 0,2985 0,24 0,3 22,45 09/05/11 203,1 B SANTANDER 6,175 2,66 6,1126 5,425 6,175 5,74 16/01/12 55.013,3 B SARDEGNA RSP 6,22 -0,16 6,2272 5,685 7,455 -15,95 02/05/11 41,1 BANCA GENERALI 8,48 1,56 8,3351 6,54 8,48 17,78 16/05/11 947 BANCO POPOLARE 1,219 2,87 1,2305 0,8295 1,219 21,9 23/05/11 2.150 BASF 59,85 1,01 59,7201 55,15 59,85 11,76 09/05/11 55.249,2 BASICNET 2,008 0,9 2,0043 1,892 2,14 -5,46 13/06/11 122,5 BASTOGI 0,9065 -0,33 0,9064 0,861 0,98 -5,52 16,1 BAYER 54,05 2,76 54,022 50,7 54,9 10,76 02/05/11 41.312,7 BB BIOTECH 58,25 1,39 58,3011 50,8 58,25 14,22 23/03/11 955,4 B&C SPEAKERS 2,866 0,63 2,7955 2,766 2,906 -1,38 03/05/10 31,5 BCA FINNAT 0,3019 1,62 0,307 0,2741 0,3019 4,86 23/05/11 109,6 BEE TEAM 0,2826 -2,08 0,2828 0,2726 0,31 -5,8 06/05/02 19,5 BEGHELLI 0,4499 1,79 0,4465 0,4306 0,458 0,2 23/05/11 90 BENETTON 3,194 1,08 3,1742 2,84 3,322 8,12 23/05/11 583,5 BENI STABILI 0,37 -0,11 0,3741 0,305 0,3704 7 09/05/11 709 BEST UNION COMPANY 0,952 0,21 0,9783 0,95 1,18 -15 8,9 BIALETTI INDUSTRIE 0,2729 -2,5 0,2758 0,2407 0,291 7,02 20,5 BIANCAMANO 1,345 0,98 1,3589 1,267 1,375 - 04/07/11 45,7 BIESSE 3,64 4,6 3,6095 2,75 3,64 27,45 12/05/08 99,7 BIOERA 0,4065 -0,37 0,4065 0,39 0,4349 -6,55 26/05/08 14,6 BMW 65,4 2,99 64,5438 53,2 65,4 27,11 13/05/11 39.370,5 BNP PARIBAS 35,9 -0,17 36,3023 27,77 36,2 18,48 20/05/11 32.744,3 BOERO 20,7 -1,43 20,0048 20 21 -1,43 26/04/10 89,8 BOLZONI 1,88 -1 1,88 1,87 1,919 -1,57 18/05/09 48,9 BON FERRARESI 19,4 - 19,5899 19,02 19,73 -1,02 23/05/11 109,1 BORGOSESIA 0,8695 -0,06 0,8401 0,82 0,898 -0,06 19/08/81 39,1 BORGOSESIA RSP 1,36 - 1,358 1,318 1,36 3,19 04/02/08 1,2 BPM 09-13 W 0,35 75 0,3018 0,135 0,35 148,23 04/02/08 1,2 BREMBO 8,38 2,32 8,3308 6,835 8,38 26,59 09/05/11 559,7 BRIOSCHI 0,0775 -1,52 0,0774 0,0775 0,0921 -6,63 19/05/03 61 BUONGIORNO 1,081 -1,73 1,096 0,976 1,11 5,57 115 BUZZI UNICEM 8,495 2,16 8,4862 6,875 8,495 25,67 24/05/10 1.404,6 BUZZI UNICEM RSP 4,042 0,4 4,1265 3,378 4,138 18,88 23/05/11 164,6 C CAD IT 3,29 -0,3 3,2979 2,962 3,412 2,17 10/05/10 29,5 CAIRO COMMUNICATION 2,85 -1,72 2,8638 2,794 2,93 1,57 19/12/11 223,3 CALEFFI 1,69 2,42 1,6487 1,481 1,69 7,1 17/05/10 21,1 CALTAGIRONE 1,33 2,31 1,3177 1,27 1,397 -4,32 23/05/11 159,8 CALTAGIRONE EDITORE 0,92 9,46 0,8826 0,8195 0,935 -4,17 23/05/11 115 CAMFIN 0,2489 2,85 0,2456 0,215 0,2521 10,38 19/05/08 195,1 CAMPARI 5,13 0,79 5,1204 5,085 5,365 -0,29 23/05/11 2.979,5 CAPE LIVE 0,0752 1,62 0,0739 0,0697 0,09 15,69 3,8 CARRARO 1,876 3,65 1,8625 1,386 1,876 26,93 05/05/08 86,3 CARREFOUR 17,99 2,8 17,7324 16,31 18,08 3,39 07/05/10 12.681,2 CATTOLICA ASSICURAZIONI 14,91 0,27 14,9268 14,09 14,91 3,25 09/05/11 806,5 CDC 0,9045 1,97 0,8916 0,887 0,96 -2,79 25/07/11 11,1 CELL THERAPEUTICS 1,05 -3,67 1,0522 0,84 1,133 23,46 237,9 CEMBRE 6,33 -0,08 6,3273 5,395 6,335 16,15 16/05/11 107,6 CEMENTIR HOLDING 1,738 1,11 1,7147 1,499 1,747 9,31 23/05/11 276,6 CENTRALE DEL LATTE TO 1,67 1,21 1,67 1,64 1,764 -3,75 05/05/08 16,7 CHL 0,0812 1 0,0818 0,074 0,0825 3,31 13,2 CIA 0,2423 -0,21 0,2423 0,24 0,2578 -5,54 11/05/09 22,4 CICCOLELLA 0,261 0,77 0,2669 0,2406 0,3099 -15,78 21/05/01 47,1 CIR 1,255 2,03 1,2381 1,175 1,295 1,54 23/05/11 995,6 CLASS EDITORI 0,225 2,27 0,2268 0,217 0,26 -11,76 10/05/10 23,7 COBRA 0,3209 1,87 0,3273 0,2976 0,36 4,19 13 COFIDE 0,56 1,27 0,5542 0,53 0,608 0,54 23/05/11 402,8 COGEME SET 0,0481 - 0,0487 0,044 0,0512 -3,8 3 CONAFI PRESTITO' 0,597 1,79 0,585 0,566 0,604 -1,16 10/05/11 27,8 CR ARTIGIANO 0,945 9,31 0,8954 0,7995 0,945 14,68 26/04/11 368,7 CR BERGAMASCO 19,45 0,26 19,4456 18,91 19,65 -0,71 02/05/11 1.200,6 CR VALTELLINESE 2,128 6,93 2,0853 1,688 2,128 21,6 26/04/11 575 CREDEM 3,226 -0,37 3,2707 2,316 3,238 17,31 16/05/11 1.072,3 CREDIT AGRICOLE 5 1,58 5,0445 4,04 5,255 16,71 20/06/11 11.131,7 CRESPI 0,0305 2,69 0,0306 0,0275 0,038 8,54 19/05/03 4,9 CREVAL 2014 W 0,095 18,75 0,0855 0,061 0,095 27,52 19/05/03 4,9 CSP INTERNATIONAL 0,71 -5,33 0,7091 0,71 0,77 -3,99 06/06/11 23,6 D DADA 2,388 -0,33 2,4374 2,08 2,418 12,22 38,7 DAIMLER 43,3 3,64 43,0781 35,13 43,3 28,79 14/04/11 41.766,2 DAMIANI 0,8135 0,43 0,8032 0,7735 0,9395 -11,53 67,2 D'AMICO 0,4963 2,33 0,4934 0,4375 0,4978 11,78 27/04/09 74,4 DANIELI & C 19,37 1,25 19,3239 16,19 19,37 18,76 07/11/11 791,8 DANIELI & C RSP 9,96 2,15 9,9166 8,35 9,96 20,8 07/11/11 402,6 DANONE 47,54 0,17 47,5321 47,04 49,5 1,56 10/05/11 24.426,2 DATALOGIC 5,765 -0,52 5,7143 5,65 5,83 0,26 02/05/11 336,9 DEA CAPITAL 1,36 0,74 1,3515 1,299 1,4 2,26 417 DELCLIMA 0,5865 -0,59 0,5928 0,44 0,975 - 87,7 DE'LONGHI 7,4 -0,2 7,3756 6,26 7,415 19,74 26/04/11 1.106,3 DEUTSCHE BANK 33,45 1,46 33,5322 26,16 33,64 14,24 27/05/11 19.095,2 DEUTSCHE TELEKOM 8,85 2,08 8,7336 8,67 9,23 -0,51 13/05/11 38.597,7 DIASORIN 23,44 1,82 23,3299 18,56 23,44 20,27 20/06/11 1.305,6 DIGITAL BROS 1,444 4,64 1,4282 1,28 1,444 14,06 08/12/08 20,4 DMAIL GROUP 2,85 -5 2,9198 1,304 3 115,91 19/05/08 21,8 E EDISON 0,8265 - 0,827 0,812 0,8305 0,79 12/04/10 4.282,2 EDISON RSP 0,795 -1,24 0,795 0,78 0,816 -1,49 12/04/10 87,9 EEMS 0,5955 0,93 0,5969 0,5585 0,64 -4,57 26 EI TOWERS 17,2 -0,29 17,1537 15,46 18,75 -8,51 486,1 EL EN 10,29 0,29 10,2082 9,93 10,93 2,9 23/05/11 49,6 ELICA 0,7285 -0,34 0,7289 0,691 0,802 -6,18 23/05/11 46,1 EMAK 0,5625 2,83 0,5598 0,49 0,5625 14,56 06/06/11 92,2 ENEL 3,134 2,82 3,1028 3,042 3,248 -0,32 21/11/11 29.470,1 ENEL GREEN POWER 1,544 1,05 1,5364 1,526 1,657 -4,34 23/05/11 7.720 ENERVIT 1,884 1,24 1,8686 1,861 1,98 -0,84 23/05/11 33,5 ENGINEERING 22,75 0,04 22,6884 22,11 22,85 2,62 13/06/11 284,4 ENI 17,02 1,13 16,9161 16,2 17,28 6,31 19/09/11 68.171,2 E.ON 16,38 3,74 16,3064 15,79 17,55 1,68 07/05/09 32.776,4 ERG 8,475 0,12 8,5187 8,16 8,81 -3,47 23/05/11 1.274 ERGYCAPIT 16 W 0,065 -2,99 0,0667 0,0602 0,092 -31,58 23/05/11 1.274 ERGYCAPITAL 0,191 -1,04 0,1934 0,1875 0,2747 -29,62 18,1 ESPRESSO 1,114 0,54 1,1108 0,977 1,116 2,3 23/05/11 457 ESPRINET 3,43 4,26 3,3644 2,708 3,43 31,02 02/05/11 179,7 EUROTECH 1,308 -0,08 1,3196 1,167 1,36 -0,15 46,5 EXOR 18,01 3,51 17,7889 15,27 18,01 15,82 23/05/11 2.886,3 EXOR PRV 16,35 3,74 16,2276 14,14 16,35 16,29 23/05/11 1.255,7 EXOR RSP 15,12 0,8 15,2524 13,15 15,12 17,12 23/05/11 138,6 EXPRIVIA 0,651 0,7 0,6476 0,641 0,695 -1,51 02/05/11 33,8 F FALCK RENEWABLES 0,7675 4 0,7437 0,721 0,8715 -9,65 23/05/11 223,7 FIAT 4,7 2,98 4,6513 3,71 4,7 32,39 18/04/11 5.135,6 FIAT INDUSTRIAL 8,135 2,46 8,0981 6,8 8,135 22,79 8.886,1 FIAT INDUSTRIAL PRV 5,69 3,17 5,618 4,672 5,69 24,51 587,7 FIAT INDUSTRIAL RSP 5,875 2,35 5,8745 4,87 5,875 24,15 469,5 FIAT P 4,066 2,26 4,0584 3,23 4,066 32,36 18/04/11 420 FIAT RSP 4,328 2,08 4,2976 3,39 4,328 33,01 18/04/11 345,9 FIDIA 2,76 0,95 2,753 2,58 2,8 -1,08 20/05/02 14,1 FIERA MILANO 3,732 - 3,7359 3,426 3,732 4,6 04/05/09 157,3 FINMECCANICA 3,582 1,19 3,5773 2,76 3,582 25,33 23/05/11 2.070,9 FIRST CAPITAL 2013 W - - - - - - 23/05/11 2.070,9 FNM 0,285 5,36 0,2821 0,27 0,3 -1,72 70,8 FONDIARIA SAI 0,7365 2,43 0,7434 0,5885 0,7915 18,79 24/05/10 270,3 FONDIARIA SAI RSP 0,515 2,39 0,5191 0,3595 0,515 50,85 24/05/10 65,8 FRANCE TELECOM SA 11,51 2,77 11,3228 11,2 12,26 -3,03 10/06/11 30.091,2 FULLSIX 2,18 - 2,1696 2,142 2,228 -1,27 24,4 G GABETTI 0,0478 5,99 0,0489 0,0411 0,0527 -4,78 15/05/06 12,2 GABETTI 13 W 0,013 - 0,013 0,012 0,016 -18,75 15/05/06 12,2 GAS PLUS 4,64 -2,93 4,6995 4,64 5,1 -6,26 24/05/10 208,4 GDF SUEZ 20,86 2,05 20,7665 20,39 21,96 -0,62 04/05/11 45.759,4 GEFRAN 3,704 1,76 3,7474 2,802 3,704 31,07 16/05/11 53,3 GEMINA 0,63 -0,55 0,6353 0,539 0,6335 5,62 18/06/07 925,6 GEMINA RSP 0,805 - 0,805 0,8 0,815 -1,23 18/05/09 3 GENERALI 12,55 1,62 12,5695 11,5 12,55 7,91 23/05/11 19.538,8 GEOX 2,41 2,12 2,4125 2,024 2,444 11,16 23/05/11 624,7 GREENVISION 5,705 -0,78 5,74 5,615 5,89 2,06 25/05/09 33,4 GRUPPO MINERALI MAFFEI 4,088 0,2 4,088 4,04 4,1 1,04 24,5 H HERA 1,057 3,02 1,0541 0,9925 1,143 -4,17 06/06/11 1.178,6 I I GRANDI VIAGGI 0,699 - 0,699 0,614 0,715 2,04 07/04/08 31,5 IGD 0,813 2,91 0,7983 0,67 0,813 9,94 23/05/11 251,4 IKF 10-14 W - - - - - - 23/05/11 251,4 IL SOLE 24 ORE 0,693 0,43 0,6964 0,651 0,726 -1,56 28/04/08 30 IMA 14,08 -0,42 14,1282 13,17 14,15 6,51 23/05/11 518,5 IMMSI 0,6155 2,58 0,6074 0,547 0,619 9,91 24/05/11 211,2 IMPREGILO 2,68 - 2,6809 2,35 2,68 12,13 18/07/11 1.078,6 IMPREGILO RSP 7,7 - 7,7 7,105 7,7 5,91 18/07/11 12,4 INDESIT 4,362 1,11 4,3729 3,81 4,394 17,45 17/05/11 495,8 INDESIT RSP 3,77 2,72 3,77 3,62 4,176 -2,48 17/05/11 1,9 INDUSTRIA E INNOVAZIONE 1,57 -4,85 1,57 1,5 1,8 -12,78 36,8 ING GROEP 7,02 1,67 7,055 5,45 7,11 27,87 14/08/08 14.470,3 INTEK 0,373 1,61 0,3717 0,3615 0,39 5,82 20/06/11 48,6 INTEK R 0,684 -0,22 0,6815 0,684 0,71 -3,66 20/06/11 3,9 INTERPUMP 5,695 0,44 5,7104 5,3 5,695 9,62 09/05/11 556,2 INTERPUMP 12 W 0,4799 6,64 0,4679 0,41 0,4828 6,64 09/05/11 556,2 INTESA SANPAOLO 1,458 0,69 1,4853 1,101 1,458 12,67 23/05/11 22.600,9 INTESA SANPAOLO RSP 1,15 2,95 1,1495 0,864 1,15 19,36 23/05/11 1.072,4 INV E SVIL 2012 W 0,0014 - 0,0014 0,0014 0,0028 -30 23/05/11 1.072,4 INVEST E SVILUPPO 0,3348 2,23 0,3194 0,3079 0,3856 -14,11 18/06/01 4,2 IRCE 1,886 -0,58 1,8753 1,88 2,038 1,95 09/05/11 53 IREN 0,701 2,26 0,6967 0,661 0,7685 -3,64 23/05/11 828,4 ISAGRO 2,466 3,18 2,4769 2,226 2,53 -1,2 16/05/11 43,3 IT WAY 1,199 3,27 1,1533 1,022 1,24 1,61 02/02/09 9,5 ITALCEMENTI 5,68 3,37 5,6709 4,458 5,68 24,62 23/05/11 1.006 ITALCEMENTI RSP 2,222 1,93 2,2336 1,847 2,222 13,95 23/05/11 234,3 ITALMOBILIARE 19,82 3,99 19,2825 14,86 19,82 36,13 06/06/11 439,7 ITALMOBILIARE RSP 11,69 2,45 11,402 9,57 11,69 18,68 06/06/11 191,1 ITALY1 INVESTMENT 9,62 -0,82 9,518 9,62 9,8 -1,84 144,3 ITALY1 W 0,59 - 0,5859 0,4699 0,61 22,92 144,3 J JUVENTUS FC 0,1494 0,07 0,1494 0,1493 0,3073 -50,64 04/11/02 30,1 K KERSELF 1,519 2,22 1,5122 1,475 1,671 -4,35 24/05/10 26,5 KINEXIA 1,103 23,79 1,0303 0,855 1,103 7,61 17/07/91 23,5 KME GROUP 0,3134 -0,98 0,3086 0,3001 0,323 3,3 09/05/11 140,2 KME GROUP RSP 0,509 -2,12 0,5059 0,475 0,53 6,31 09/05/11 22,2 KRE 09-12 W 0,002 - 0,002 0,002 0,0036 -20 09/05/11 22,2 K.R.ENERGY 0,022 5,77 0,0224 0,0187 0,023 15,79 69,6 L LA DORIA 1,671 -0,18 1,671 1,624 1,709 1,27 23/05/11 51,8 LANDI RENZO 1,507 1,89 1,4996 1,228 1,57 23,42 23/05/11 169,5 LAZIO S.S. 0,4412 1,89 0,4325 0,41 0,4715 -5,32 29,9 LE BUONE SOCIETA' 0,215 3,86 0,2159 0,2002 0,26 -14 29/04/02 2,3 L'OREAL 81,9 - 81,1174 79,5 82 1,24 29/04/11 49.337,6 LOTTOMATICA 12,57 -1,41 12,6785 11,28 12,75 8,27 24/05/10 2.163,8 LUXOTTICA GROUP 25,15 1,86 24,9559 21,76 25,15 15,9 23/05/11 11.753,9 LVMH 123,1 2,07 122,5078 109 123,1 13,77 29/11/10 60.311,3 M MADE IN ITALY 1 W - - - - - - 29/11/10 60.311,3 MAIRE TECNIMONT 0,816 5,49 0,8052 0,7735 1,102 -17,7 16/05/11 263,2 MARCOLIN 3,398 -2,3 3,4595 3,062 3,478 7,12 09/05/11 211,1 MARR 7,67 1,12 7,6441 6,395 7,785 18,27 23/05/11 510,2 M&C 0,201 1,52 0,1986 0,1975 0,208 0,3 95,3 MEDIACONTECH 1,43 4,38 1,43 1,37 1,478 -1,31 22/04/02 26,5 MEDIASET 2,262 0,71 2,2692 2,028 2,316 5,8 23/05/11 2.671,9 MEDIOBANCA 5,01 1,95 4,9979 3,824 5,01 12,69 21/11/11 4.314,3 MEDIOLANUM 3,37 3,25 3,3729 2,768 3,37 12,03 21/11/11 2.473 MERIDIANA FLY 4,98 26,08 4,98 3,1 5,565 -2,35 27,8 MERIDIE 0,075 -2,6 0,077 0,0729 0,0963 -19,35 3,8 MID INDUSTRY CAPITAL 9,145 1,05 9,145 8,85 9,445 -1,14 11/05/09 34,8 MILANO ASS 0,251 3,89 0,2499 0,2118 0,251 11,7 26/04/10 462,4 MILANO ASS RSP 0,2751 1,89 0,273 0,183 0,2751 51,57 26/04/10 28,2 MITTEL 1,593 -2,15 1,6125 1,52 1,741 -5,18 28/02/11 140 MOLMED 0,4665 -1,37 0,4711 0,4381 0,504 -2,12 98,2 MONDADORI 1,371 2,24 1,3675 1,322 1,397 1,33 23/05/11 337,9 MONDO TV 2,35 -1,26 2,35 2,29 2,8 -13,79 28/02/05 10,3 MONRIF 0,285 - 0,2896 0,284 0,305 -1,18 22/05/06 42,8 MONTEFIBRE 0,0982 -0,41 0,0993 0,094 0,1065 -9,99 20/05/02 12,8 MONTEFIBRE RSP 0,175 2,94 0,175 0,16 0,1954 -10,03 19/05/03 4,6 MOVIEMAX 0,5095 0,2 0,5051 0,4955 0,588 4,36 10,5 MUNICH RE 99,85 1,32 99,425 94,55 99,85 7,02 21/04/11 20.609,4 MUTUIONLINE 3,3 0,18 3,2844 3,288 3,45 -3,17 02/05/11 130,4 N NICE 2,51 -0,08 2,4892 2,334 2,538 5,02 23/05/11 291,2 NOEMALIFE 5 1,01 5 4,9 5,3 -5,66 21,7 NOKIA CORPORATION 4,166 3,17 4,1822 3,89 4,408 11,09 04/05/11 15.834,8 NOVA RE 1,09 - 1,09 1,09 1,09 - 04/06/07 14,7 O OLIDATA 0,335 20,94 0,2989 0,2722 0,335 15,92 10/05/04 11,4 P PANARIAGROUP 0,933 -0,74 0,9253 0,933 0,98 -4,41 11/05/09 42,3 PARMALAT 1,482 2,42 1,4619 1,332 1,482 11,43 18/04/11 2.601,6 PARMALAT 2015 W 0,475 5,6 0,4523 0,3271 0,475 40,53 18/04/11 2.601,6 PHILIPS 15,73 2,28 15,7299 14,31 16,49 -2,96 04/04/11 15.296 PIAGGIO 2,05 3,43 2,0353 1,77 2,05 12,76 16/05/11 762,2 PIERREL 0,738 1,1 0,7376 0,6985 0,916 -18 12,1 PIERREL 08-12 W 0,0565 - 0,0494 0,036 0,057 -0,88 12,1 PININFARINA 3,07 -1,22 3,0917 3,068 3,298 -4,06 23/05/05 92,6 PIQUADRO 1,35 3,05 1,3398 1,226 1,623 -12,45 25/07/11 67,5 PIRELLI E C. 7,27 1,61 7,2369 6,59 7,28 11,76 23/05/11 3.458,6 PIRELLI E C. RSP 4,722 2,21 4,6831 4,362 4,722 6,83 23/05/11 57,9 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 4,3 2,33 4,3013 4 4,35 7,66 08/05/00 5,1 POLIGRAFICI EDITORIALE 0,2809 0,32 0,2768 0,28 0,3176 -7,99 21/05/07 37,1 POLTRONA FRAU 0,8705 0,93 0,8637 0,855 0,8995 -0,68 26/05/08 122,1 PPR 117,2 - 117,2 111,9 118 4,09 21/05/10 14.832,3 PRAMAC 0,742 -0,07 0,7384 0,72 0,8115 -8,73 30/06/08 22,6 PRELIOS 0,0929 1,98 0,0924 0,0705 0,0929 12,74 21/04/08 78,1 PREMAFIN 0,3185 0,79 0,318 0,2 0,339 127,5 26/05/08 130,7 PREMUDA 0,505 -0,39 0,5019 0,505 0,57 -9,9 20/06/11 94,8 PRIMA IND 2013 W 1,3 52,94 1,1616 0,84 1,34 35,42 20/06/11 94,8 PRIMA INDUSTRIE 7,28 1,32 7,4334 6,735 7,47 9,47 26/05/08 62,9 PRYSMIAN 11,69 2,19 11,6646 9,77 11,69 21,83 18/04/11 2.506,3 R R GINORI 2013 W 0,008 - 0,008 0,005 0,008 60 18/04/11 2.506,3 RATTI 1,643 - 1,6386 1,603 1,736 -0,48 18/05/98 44,9 RCF GROUP 0,6285 3,03 0,6285 0,58 0,6695 -2,86 09/05/11 20,1 RCS MEDIAGROUP 0,708 0,5 0,7049 0,685 0,747 4,73 19/05/08 518,7 RCS MEDIAGROUP RSP 0,471 1,2 0,4708 0,446 0,52 -3,88 13,8 RDB 0,308 1,02 0,2986 0,29 0,4229 -31,14 12/05/08 14,1 RECORDATI 5,865 - 5,8603 5,59 6,025 5,01 21/11/11 1.226,5 RENAULT 34,99 2,97 33,9701 28,94 34,99 19,42 11/05/11 9.969,9 RENO DE MEDICI 0,1396 2,27 0,1382 0,1283 0,146 -0,99 13/05/02 52,7 REPLY 16,55 -0,24 16,5118 15,89 16,7 3,24 30/05/11 152,6 RETELIT 0,316 -0,06 0,3184 0,3049 0,3448 -9,59 50,5 RETELIT 08-11 W 0,0775 - 0,076 0,0676 0,081 -3,13 50,5 RICCHETTI 0,169 -0,47 0,1685 0,165 0,1735 1,2 19/05/08 13,8 RICHARD GINORI 1735 0,193 -1,28 0,195 0,1881 0,2367 -17,73 27/05/02 8,9 RISANAMENTO 0,0805 0,63 0,0807 0,0783 0,089 -7,47 19/06/06 65,3 ROMA A.S. 0,5175 -1,43 0,5171 0,485 0,5595 -3,09 68,6 ROSSS 0,81 - 0,8 0,75 0,828 2,79 9,4 RWE 28,45 5,68 28,0639 26,33 29 5,76 21/04/11 14.890,9 S SABAF 12,67 -0,08 12,6787 11,06 12,69 13,23 23/05/11 146,1 SADI SERVIZI INDUSTR 0,3501 0,03 0,3537 0,314 0,352 11,85 06/06/11 32,5 SAES GETTERS 7,195 -2,7 7,3485 6,425 7,395 8,11 26/04/11 105,6 SAES GETTERS RSP 4,306 2,28 4,2916 3,85 4,306 7,76 26/04/11 31,8 SAFILO GROUP 5,425 -1,36 5,4695 4,524 5,5 11,08 12/05/08 308,3 SAIPEM 35,75 1,05 35,6468 33,54 35,88 8,83 23/05/11 15.775,6 SAIPEM RCV 30 - 30 30 30 - 23/05/11 4,1 SALVATORE FERRAGAMO 11,69 1,65 11,6768 9,9 11,69 14,83 1.968,7 SANOFI 56 0,54 56 55,1 57,35 -0,71 16/05/11 73.669,4 SAP 45,39 2 45,34 41,34 45,39 11,17 26/05/11 55.637,4 SARAS 1,09 3,91 1,0928 0,987 1,146 12,78 18/05/09 1.036,6 SAT 8,35 0,42 8,2442 8,2 9,35 -8,64 23/05/11 82,3 SAVE 6,73 -1,9 6,7268 6,31 6,86 7,25 02/05/11 372,4 SCREEN SERVICE 0,3929 -0,88 0,3914 0,37 0,473 -19,69 28/02/11 54,4 SEAT PAGINE GIALLE 0,0267 8,98 0,0265 0,0239 0,0267 7,23 21/05/07 51,5 SEAT PAGINE GIALLE RSP 0,95 - 0,95 0,93 1,015 -6,4 19/05/08 0,6 SERVIZI ITALIA 3,192 -2,68 3,2097 3,116 3,88 -12,79 02/05/11 51,7 SETECO INTERNATIONAL 0,299 - 0,299 0,299 0,299 - 7,8 SIAS 5,525 0,45 5,5017 5,26 6,07 -5,07 31/10/11 1.256,9 SIEMENS 73,15 0,07 73,5017 72,6 78,45 -0,75 25/01/12 66.874 SINTESI 1,075 2,87 1,0581 0,94 1,075 5,39 18/03/93 1,1 SNAI 1,9 3,54 1,8391 1,662 1,96 -4,04 24/07/00 222 SNAM 3,446 1,65 3,4511 3,23 3,482 1,17 24/10/11 12.306,3 SOCIETE GENERALE 21,3 1,43 21,3446 14,96 22,76 23,77 31/05/11 12.369,5 SOGEFI 2,05 1,08 2,051 1,84 2,11 5,24 26/04/11 239,2 SOL 4,01 0,25 4,0401 3,788 4,064 -2,2 23/05/11 363,7 SOPAF 0,0289 18,93 0,0263 0,0193 0,0289 50,52 25/05/08 12,2 SORIN 1,362 1,26 1,3586 1,208 1,378 14,94 652 STEFANEL 0,299 8,65 0,2871 0,2726 0,314 -1,22 08/05/06 25,3 STEFANEL RSP 167,5 - 167,5 167,5 167,5 - 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 5,3 2,42 5,2534 4,7 5,63 14,97 20/02/12 4.826 T TAMBURI 1,48 - 1,4722 1,443 1,51 -1,66 09/03/11 201,3 TAMBURI 2013 W 0,087 1,16 0,0876 0,086 0,0939 -4,4 09/03/11 201,3 TAS 0,4999 -0,81 0,4956 0,4592 0,52 4,15 05/05/03 20,9 TELECOM ITALIA 0,788 2,47 0,78 0,769 0,862 -5,17 18/04/11 10.572,5 TELECOM ITALIA RSP 0,65 0,31 0,6481 0,648 0,729 -6,07 18/04/11 3.917 TELECOM ITALIA MEDIA 0,168 1,88 0,1679 0,152 0,168 4,22 24/04/06 243 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,1661 -0,6 0,1661 0,1645 0,1731 -4,04 24/04/06 0,9 TELEFONICA 13,23 1,61 13,2614 12,8 13,77 -0,82 08/11/10 62.247,1 TENARIS 15,28 1,26 15,031 14,91 15,7 7 21/11/11 18.038,6 TERNA 2,784 1,31 2,7726 2,646 2,784 6,91 21/11/11 5.595,8 TERNIENERGIA 2,366 -0,25 2,379 2,366 2,53 -3,03 09/05/11 65,8 TESMEC 0,382 0,26 0,3811 0,355 0,3949 0,92 23/05/11 40,9 TISCALI 0,036 7,78 0,0364 0,032 0,0368 6,19 67 TISCALI 14 W 0,0011 - 0,0012 0,001 0,0012 - 67 TOD'S 67,8 1,95 67,5191 62,05 69,8 7,53 23/05/11 2.075,3 TOTAL 40,39 0,25 40,296 38,69 40,5 2,93 23/05/11 95.797,3 TREVI 5,985 1,44 6,0191 4,964 5,985 21,75 11/07/11 420,1 TXT E-SOLUTIONS 8,44 3,37 8,4195 7,955 8,76 -0,71 08/05/06 23,1 U UAI 2011-2015 W - - - - - - 08/05/06 23,1 UBI BANCA 3,64 5,14 3,6443 2,774 3,64 14,97 23/05/11 3.282,4 UNI LAND 0,504 - 0,504 0,504 0,504 - 12/05/08 80,5 UNICREDIT 3,822 0,58 3,8723 2,286 4,2734 -9,59 23/05/11 7.366,6 UNICREDIT RSP 9,95 7,45 9,708 4,63 9,95 40,06 23/05/11 24,1 UNILEVER 25,57 1,27 25,5682 25,22 27,03 -2,44 09/02/11 43.845,6 UNIPOL 0,2049 3,28 0,2061 0,1719 0,2649 -17,88 24/05/10 433,2 UNIPOL P 0,1344 5,41 0,1338 0,1132 0,1817 -21,54 24/05/10 175 UNIPOL P 2013 W 0,0091 9,64 0,0089 0,0038 0,0091 13,75 24/05/10 175 UNIPOL 2013 W 0,0096 4,35 0,0095 0,004 0,0098 28 24/05/10 175 V VALSOIA 3,866 0,68 3,9049 3,396 4,04 -3,35 09/05/11 40,4 VIANINI INDUSTRIA 1,233 -1,36 1,2171 1,233 1,285 -2,14 23/05/11 37,1 VIANINI LAVORI 3,21 1,9 3,1989 3,15 3,534 -2,67 23/05/11 140,6 VITTORIA ASS 3,48 3,26 3,4475 2,97 3,48 16 16/05/11 234,5 VIVENDI 15,95 0,95 15,945 15,8 17,25 -3,68 05/05/11 18.664,8 Y YOOX 8,995 0,28 8,9854 7,32 9,255 7,85 477,4 Z ZIGNAGO VETRO 4,642 0,91 4,6517 4,404 4,75 2,97 09/05/11 371,4 ZUCCHI 0,0978 -1,41 0,0983 0,0937 0,1133 -12,29 01/08/05 17,1 ZUCCHI RSP 0,228 -1,08 0,2225 0,228 0,274 -8,06 19/05/08 0,8 ZUCCHI 11-14 W 0,0095 1,06 0,0091 0,009 0,0118 -20,83 19/05/08 0,8 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario ANSALDO STS 7,425 1,37 ATLANTIA 12,2 0,25 AUTOGRILL 8,175 0,62 AZIMUT 6,505 0,54 A2A 0,728 3,78 B M.PASCHI SIENA 0,3084 5,18 B P EMILIA ROMAGNA 6,14 0,33 B POP MILANO 0,42 5,11 BANCO POPOLARE 1,219 2,87 BUZZI UNICEM 8,495 2,16 CAMPARI 5,13 0,79 DIASORIN 23,44 1,82 ENEL 3,134 2,82 ENEL GREEN POWER 1,544 1,05 ENI 17,02 1,13 EXOR 18,01 3,51 FIAT 4,7 2,98 FIAT INDUSTRIAL 8,135 2,46 FINMECCANICA 3,582 1,19 GENERALI 12,55 1,62 IMPREGILO 2,68 INTESA SANPAOLO 1,458 0,69 LOTTOMATICA 12,57 -1,41 LUXOTTICA GROUP 25,15 1,86 MEDIASET 2,262 0,71 MEDIOBANCA 5,01 1,95 MEDIOLANUM 3,37 3,25 PARMALAT 1,482 2,42 PIRELLI E C. 7,27 1,61 PRYSMIAN 11,69 2,19 SAIPEM 35,75 1,05 SALVATORE FERRAGAMO 11,69 1,65 SNAM 3,446 1,65 STMICROELECTRONICS 5,3 2,42 TELECOM ITALIA 0,788 2,47 TENARIS 15,28 1,26 TERNA 2,784 1,31 TOD'S 67,8 1,95 UBI BANCA 3,64 5,14 UNICREDIT 3,822 0,58 BOT BOT 31.01.2012 (186) 99,994 1,28 BOT 15.02.2012 (365) 99,91 1,54 BOT 29.02.2011 (182) 99,845 1,57 BOT 15.03.2012 (366) 99,8 1,53 BOT 30.03.2012 (182) 99,7 1,48 BOT 15.04.2012 (367) 99,68 1,53 BOT 30.04.2012 (182) 99,55 1,55 BOT 15.05.2012 99,45 1,75 BOT 31.05.2012 (183) 99,33 1,78 BOT 31.05.2012 (136) 99,257 1,78 BOT 15.06.2012 99,15 1,9 BOT 29.06.2012 (180) 99,02 2,12 BOT 16.07.2012 (367) 99,128 2,02 BOT 15.08.2012 (366) 98,856 2,06 BOT 14.09.2012 (365) 98,456 2,2 BOT 15.10.2012 (367) 98,308 2,23 BOT 15.11.2012 (366) 98,1 2,28 BOT 14.12.2012 (365) 97,88 2,29 BOT 14.01.2013 (364) 97,679 2,4 BTP BTP 01.02.2012 5% 100,007 BTP 01.03.2012 3% 100,09 BTP 15.04.2012 4% 100,44 1,7 BTP 01.07.2012 2,5% 100,15 2,28 BTP 15.10.2012 4,25% 101,26 2,34 BTP 15.12.2012 2% 99,636 2,33 BTP 01.02.2013 4,75% 101,882 2,78 BTP 15.04.2013 4,25% 101,3 3 BTP 01.06.2013 2% 98,32 3,18 BTP 1.8.2013 4,25% 101,184 3,41 BTP 01.11.2013 2,25% 97,63 3,59 BTP 15.12.2013 3,75% 100,1 3,59 BTP 01.04.2014 3% 98,25 3,8 BTP 01.06.2014 3,5% 99,03 3,88 BTP 01.07.2014 4,25% 100,44 3,99 BTP 1.8.2014 4,25% 100,68 3,91 BTP 15.11.2014 6% 104,14 4,35 BTP 1.2.2015 4,25% 100,14 4,14 BTP 15.04.2015 3% 96,18 4,23 BTP 15.06.2015 3% 95,64 4,35 BTP 1.8.2015 3,75% 97,92 4,36 BTP 01.11.2015 3% 94,92 4,42 BTP 15.04.2016 3,75% 96,69 4,64 BTP 1.08.2016 3,75% 95,94 4,67 BTP 15.09.2016 4,75% 99,33 4,84 BTP 01.02.2017 4% 96,04 4,84 BTP 1.8.2017 5,25% 100,2 5,17 BTP 01.02.2018 4,5% 96,15 5,2 BTP 01.08.2018 4,5% 95,76 5,24 BTP 1.2.2019 4,25% 93,13 5,41 BTP 01.03.2019 4,5% 93,87 5,47 BTP 01.09.2019 4,25% 91,85 5,55 BTP 1.2.2020 4,5% 92,76 5,63 BTP 01.03.2020 4,25% 91,11 5,61 BTP 01.09.2020 4% 88,39 5,66 BTP 01.03.2021 3,75% 86,46 5,67 BTP 1.8.2021 3,75% 85 5,81 BTP 01.09.2021 4,75% 91,77 5,86 BTP 1,3,2022 5% 91,99 6,08 BTP 01.08.2023 4,75% 88,23 6,22 BTP 15.09.2023 2,6% 74,89 5,59 BTP 1.11.2023 9% 115,8 7,03 BTP 01.03.2025 5% 87,75 6,39 BTP 01.03.2026 4,5% 82,56 6,4 BTP 1.11.2026 7,25% 106,15 6,6 BTP 1.11.2027 6,5% 97,99 6,74 BTP 1.11.2029 5,25 85,51 6,65 BTP 01.05.2031 6% 91,5 6,81 BTP 1.2.2033 5,75% 88,46 6,81 BTP 01.08.2034 5% 80,4 6,7 BTP 1.2.37 4% 71,01 6,34 BTP 01.08.2039 5% 80,3 6,61 BTP 01.09.2040 5% EUR 79,74 6,62 BTP 15.09.2041 2,55% 65,72 4,75 CCT CCT 1.3.2005-2012 100,08 CCT 1.11.2012 100,105 3,59 CCT 1.7.2006-2013 98,51 4,78 CCT 1.3.2014 IND 95,5 6,09 CCT 1.12.2014 95,54 5,94 CCT 01.09.2015 90,93 6,68 CCT-EU 15.12.2015 90,23 5,55 CCT 01.07.2016 IND 88,5 6,9 CCT 1.03.2017 86,4 7,12 CCT-EU 15.10.2017 84,2 6,04 CCT-EU 15.04.2018 83 6,23 CTZ CTZ 29.02.2012 99,86 1,52 CTZ 30.04.2012 99,7 1,71 CTZ 31.08.2012 98,75 2,33 CTZ 31.12.2012 98 2,43 CTZ 31.12.2012 97,86 2,35 CTZ 30.04.2013 96,36 3,03 CTZ 30.09.2013 94,2 3,54 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2012 1,85% 100,16 1,43 BTPI 15.9.2014 2,15% 96,8 3,33 BTPI 15.09.2016 2,1% 89,55 4,58 BTPI 15.9.2017 2,10% 85,98 4,92 BTPI 15.09.2019 2,35% 82,64 5,12 BTPI 15.9.2021 2,1% 74,79 5,47 BTPI 15.9.2026 3,1% 75,45 5,59 BTPI 15.9.2035 2,35% 66,1 4,83 ORO FINO (EURO/GR) 39.56 42.16 ARGENTO (EURO/KG) 668.76 819.11 LONDRA ($/ONCIA) 1726.49 1726.94 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 33.72 33.74 STERLINA V.C. 312.46 340.86 STERLINA N.C. (ANT.73) 313.49 343.76 STERLINA (POST.74) 313.49 343.76 KRUGERRAND 1232.73 1352.60 MARENGO ITALIANO 231.37 253.84 MARENGO SVIZZERO 230.29 251.54 MARENGO FRANCESE 229.82 251.54 MARENGO BELGA 229.82 251.54 MARENGO AUSTRIACO 229.82 251.54 20 MARCHI 257.72 309.67 1 SETT. 0.411 0.417 2 SETT. 0.502 0.509 3 SETT. 0.594 0.602 1 MESE 0.734 0.744 2 MESI 0.939 0.952 3 MESI 1.142 1.158 4 MESI 1.24 1.257 5 MESI 1.333 1.352 6 MESI 1.439 1.459 7 MESI 1.503 1.524 8 MESI 1.561 1.583 9 MESI 1.621 1.644 10 MESI 1.672 1.695 11 MESI 1.721 1.745 12 MESI 1.773 1.798 Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA Titolo Rif. in Var.% FTSE Mib Titolo Denaro Lettera Oro e monete Cross rates Titolo 360 365 Euribor Titolo Ultima rilev. Ren. Titolo Ultima rilev. Ren. Titolo Ultima rilev. Ren. Titoli di stato Euro 1,000 1,193 0,981 0,828 0,135 0,760 0,131 0,113 0,761 G. Bretagna 0,838 1,000 0,822 0,694 0,113 0,636 0,110 0,094 0,638 Giappone 101,980 121,694 100,000 0,845 0,137 0,775 0,133 0,115 77,581 Svizzera 1,207 1,440 1,184 1,000 0,162 0,917 0,158 0,136 0,918 Danimarca 7,434 8,872 7,290 6,159 10,000 5,647 0,972 0,837 5,655 Canada 1,317 1,571 1,291 1,091 0,177 1,000 0,172 0,148 1,002 Norvegia 7,647 9,125 7,498 6,335 1,029 5,808 10,000 0,861 5,817 Svezia 8,878 10,593 8,705 7,355 1,194 6,743 1,161 10,000 6,754 Usa 1,315 1,569 1,289 1,089 0,177 0,998 0,172 0,148 1,000 su www.liberoquotidiano.it l'aggiornamento delle borse ogni venti minuti
40 Venerdì 27 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Croci: nessuna ingerenza Pdl all'attacco: «Il Comune tolga Area C all'Amat» ::: MASSIMO COSTA  Palazzo Marino tolga il monitoraggio dell'Area C all'Amat, l'agenzia comunale della mobilità finita nella bufera per i costi e i rapporti con l'amministrazione. La richiesta arriva dal capogruppo Pdl Carlo Masseroli: «Amat è controllata dal Comune ed è guidata da membri scelti anche per la loro appartenenza politica. Sostiene apertamente il progetto del ticket, è inopportuno che gestiscail controllo sui risultati».Palazzo Marino, in cambio dei report del centro studi su trasporti e territorio, versa ad Amat 3,7 milioni l'an no. Tra i compiti della struttura «tecnica», ci sono anche l'elaborazionedei risultatidelnuovoticket d'ingresso e la misurazione del «black carbon». Masseroli chiede che i compiti vengano trasferiti a un ente terzo: «Se si vuole misurare il black carbon, lo si faccia con dati veri e indipendenti». Polemiche nuove e antiche ruggini. L'ex presidente di Amat, l'ingegner Adolfo Colombo, ha denunciato due giorni fa i tentativi della politica di trasformare il centro studi in un supporto diretto degli assessorati. Edoardo Croci, ex assessore alla Mobilità, nega: «Da parte mia non c'è stata nessuna ingerenza né alcun tentativo di orientare i dati. Forse Colombo ha scarsa memoria». Secondo Croci, «il lavoro di Amat è necessario ed è eccellente. Piuttosto la sua attività si è affievolita dopo il 2009, quando ho lasciato la giunta. Successivamente non si pubblicavano più i rapporti su Ecopass». E la commistioni tra controllore e controllato? «I dati devono essere trasparenti. Il Comune, però, ha il diritto e il dovere di chiedere ad Amat una pianificazione». Nessuno spreco, insomma. Le ombre, semmai, per Croci riguardano l'assunzione nel 2010 di 33 consulenti al lavoro sul Pgt. «Amat doveva concentrarsi sulla mobilità, il distaccamento di funzionari comunali non giova alla sua autonomia». Ieri sera, intanto, nuova assemblea Pdl contro l'Area C. «Avanti con la raccolta firme per il referendum» dice Carlo Fidanza. «Chiediamo a tutti di contattarci per organizzare incontri nei quartieri per spiegare gli effetti nefasti di area C»». Città paralizzata Precettati gli autisti della linea 1 Dovranno garantire il servizio alla Fiera. Sciopero per gli altri mezzi, sospesa Area C ::: DINO BONDAVALLI  Gli operatori che dovranno raggiungere la fiera per la novantaduesima edizione del Macef, il Salone internazionale della casa in scena fino a domenica nei padiglioni di Fieramilano, potranno contare quantomeno sul funzionamento della linea rossa del metrò, ilcui personale èstato precettato dal prefetto, Gian Valerio Lombardi, in modo da garantire il servizio fino alle 18. Ma per chi dovrà utilizzare anche il resto della rete metropolitana o i mezzi di superficie, e per i tanti pendolari che raggiungono Milano con i treni regionali, lo sciopero del trasporto pubblico indetto per oggi a livello nazionale dai sindacati di base promette di essere tutt'altro che indolore. La giornata di astensione dal lavoro proclamata da Usb, Orsa, SlaiCobas, Cib-Unicobas, Snater, SiCobas e Usi, contro le politiche del governo Monti, promette infatti di dar vita all'ennesi mo venerdì nero per la mobilità cittadina. E anche se la precettazione dei lavoratori Atm in servizio sulla M1 garantirà il funzionamento della linea del metrò normalmente più utilizzata, il fatto che dalle 18 in poi anche questa potrà venire chiusa convincerà molti lavoratori a raggiungere l'ufficio in auto anziché con i mezzi pubblici. D'altra parte, per chi arriva da fuori Milano il mezzo privato sembra l'unica opzione percorribile. Di fronte al consueto puzzle delle fasce di garanzia del servizio, che sembrano pensate apposta per rendere la vita impossibile a chi si muove utilizzando sia i mezzi di Atm sia i treni di Trenord, anche il semplice tragitto di andata e ritorno da casa al lavoro rischia di trasformarsi in un incubo. Se sui mezzi Atm il servizio sarà garantito dall'apertura alle 8.45 e dalle 15 alle 18, sui treni di Trenord, dove i primi disagi si sono giàregistrati ieri sera, dopo l'inizio (alle 21) dello sciopero di 24 ore del personale ferroviario, la garanzia di mezzi circolanti ci sarà dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 sulla rete Rfi e dalle 6 alle 9 e dalle 16.30 alle 19.30 su quella di Ferrovienord. Per il resto, il solo servizio garantito sarà il collegamento con Malpensa, per il quale è stato previsto un autobus sostitutivo in partenza dalla stazione di Cadorna con gli stessi orari del Malpensa Express. Così, se da un lato Fiera Milano può tirare un sospiro di sollievo, come ha confermato l'amministratore delegato, Enrico Pazzali, ringraziando il prefetto Lombardi, il presidente di Atm, Bruno Rota, e i lavoratori del trasporto «a nome delle 1.900 aziende che espongono a Macef e delle decine di migliaia di operatori provenienti da tutto il mondo che frequentano questa importante mostra», per i milanesi la giornata rischia di essere davvero nera. Unica consolazione è la sospensione per un giorno di Area C. E la possibilità per tutte le auto, diesel Euro 0, 1, 2 e 3, e benzina euro 0 di circolare, in seguito alla sospensione delle ordinanze antismog applicate in 37 comuni dell'hinterland e del provvedimento del Pirellone che blocca i mezzi più inquinanti fino al 15 aprile. LA PROTESTA DEI TIR . Scorte al limite C'è il surgelato Resta alta la crisi sul fronte verdura. Ieri sono arrivati più camion rispetto a due giorni fa, ma non abbastanza da rifornire il mercato dopo la penuria degli ultimi giorni. Per molti prodotti l'unica opzione disponibile sul mercato è il surgelato. Da quando si tornerà alla normalità con le consegne, ci vorranno comunque almeno quattro-cinque giorni per arrivare a regime e rifornire i negozi dopo il caos degli ultimi giorni. (D. Bon.) Fotogramma
11Venerdì 27 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LA GRANDE CRISI Italia bloccata Tir, metro, treni, aerei: prove di paralisi Oggi sciopero nei trasporti e cortei a Roma. Milano precetta i dipendenti Atm. Per i camion chiuse Barilla e Coca Cola Commento Il progetto di Monti è cancellare il ceto medio ::: RENATO BESANA  I pescatori che davanti a Montecitorio tirano bombe carta e si fanno caricare dalla polizia, manco fossero usciti da un centro sociale; la rivolta dei Forconi in Sicilia, che vede uniti contadini, studenti e autotrasportatori; i tir che da Nord a Sud bloccano le strade e non consegnano le merci, costringendo anche la Fiat a chiudere gli stabilimenti; i tassisti riuniti in assemblea, pronti a nuove agitazioni, lo sciopero degli avvocati e dei benzinai, l'imminente serrata delle farmacie: sono le prime e più evidenti conseguenze di una catastrofe politica. Dopo l'euta nasia del Pdl, la cui ossequiosa condiscendenza al governo dei professori equivale aun suicidio assistito, interi ceti e categorie sono rimasti senza rappresentanza; di fronte a provvedimenti che minacciano la loro stessa sopravvivenza, non hanno altro modo per far sentire la propria voce che scendere in piazza. Chi non riesce a parlare grida: in mancanza di un'efficace mediazione capace d'interpretarne le ragioni, la protesta dilaga in forme che possono sembrare eccessive; la lotta di popolo non conosce le eleganze delle rivoluzioni da salotto. Una propaganda ben orchestrata cerca di convincere gli italiani che le intemperanze di questi giorni altro non siano se non resistenze corporative al cambiamento, reazioni rabbiose alla perdita d'ingiustificati privilegi. Non è vero. I tassisti non sono nababbi, raddoppiare le licenze li ridurrebbe al lumicino, i piccoli imprenditori agricoli patiscono la recessione da anni e chi vive di pesca difficilmente si arricchisce. Ma alla grande distribuzione non interessa quale sia la nazionalità dei prodotti esposti sui banconi, e ben venga il camionista romeno che li trasporta, accontentandosi di 80 centesimi al chilometro contro l'euro e venti che al camionista italiano consente a malapena di non fallire. La campagna di liberalizzazioni, velenosa estensione delle “lenzuolate” di bersaniana memoria, piace da matti a Confindustria, o meglio alla sua classe dirigente: a trarne vantaggio saranno infatti i potentati economici, mentre le piccole imprese faticheranno a non portare i libri in tribunale. Nel tritacarne è finita la piccola borghesia dei mestieri e delle professioni, la sola finora sopravvissuta dopo la proletarizzazione dei colletti bianchi che si è consumata dagli anni Novanta in poi. Monti, con tutto il suo sussiego, si appresta a ridisegnare la società italiana, cancellando i ceti medi: è questo che intende con il richiamo alla sobrietà, tanto cara al pauperismo catto-marxista, come dimostra l'entusiastica adesione al progetto della sinistra e del centro postdemocristiano. ::: ANTONIO CASTRO  Venerdì nero per i trasporti: bus, treni, aerei. A Milano il prefetto - visto lo sciopero del trasporto pubblico - ha disposto la precettazione del personale dell'Atm e sospeso l'Area C (centro a pagamento). Una precettazione che consentirà la puntuale inaugurazione in Fiera del Macef . Non andrà bene a Roma dove è previsto lo svolgimento dei cortei che paralizzeranno la città. E fatte salve le fasce di garanzia l'agitazione riguarderà tutte le categorie. A Roma gli autisti si fermeranno dalle 8.30 alle 17 per poi riprendere alle 20 fino a fine servizio. A Milano lo sciopero dalle8.45alle15e dalle18finoafine servizio. Per i treni i ferrovieri Orsa non hanno preso servizio dalle 21 di ieri fino alle 21 di oggi. A Roma sarà bene evitare piazza della Repubblica, da dove partirà il corteo, e piazza San Giovanni per i comizi finali. Alla mobilitazione generale aderiscono FiltCgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, che chiedono al governo «profonde correzioni» al decreto “Cresci-Ita lia”. Disagi anche per poste, pubblico impiego e scuola. Infatti al blocco del trasporto si salda lo sciopero proclamato da sette sigle sindacali di base (Usb, Orsa, SlaiCobas, Cib-Unicobas, Snater, SiCobas e Usi) «contro Monti e le sue politiche che penalizzano lavoratori, pensionati, precari e disoccupati». Come se non bastasse i piloti di Meridiana Fly hanno proclamato lo stop di 24 ore (Unione piloti e Apm), mentre è stato revocato lo sciopero di 4 ore degli assistenti di volo di Alitalia. Bloccati anche i servizi a Fiumicino e Ciampino. Sommando poi la difficoltà di fare il pieno - per l'onda lunga del blocco dei camionisti - c'è da pensarci bene a muoversi. Ieri sono stati rimossi alcuni presidi degli autotrasportatori (come a Cassino), ma la tensione resta alta con inseguimenti di camionisti ultrà (Campania) e mezzi danneggiati (Carrara). I prefetti e la polizia hanno invitato i camionisti a sciogliere i picchetti. Nelle ultime 48 ore sono stati arrestati una decina di violenti e altri 5 sono stati denunciati. Mentre la catena di supermercati Despar denuncia danni per centinaia di milioni, iniziano a bloccarsi le fabbriche. La Barilla di Foggia e Caserta - che non riceve più materie prime e non riesce a spedire i prodotti finiti - ha avviato le procedure per la cassintegrazione. Linee di produzione ferme anche alla Coca Cola. E così dopo le catene di montaggio della Fiat ieri anche la multinazionale americana si è arresa allo sciopero dei Tir. Fermi gli impianti di Marcianise (CE) e Rionero in Vulture (PZ)». Blocco della produzione anche alla Sibeg di Catania. Come se non bastasse da Bruxelles è arrivato il monito del commissario all'Industria, Antonio Tajani, che sintetizza: «Tutte le interruzioni della libera circolazione delle merci sono proibite fra gli Stati dell'Ue». Tajani ieri ha telefonato al ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri. E sei i Tir resteranno fermi potrebbe partire una procedura di infrazione con allegata sanzione. Sempre l'Ue chiede all'Italia di applicare la legislazione sulle procedure di autorizzazione alla commercializzazione dei farmaci generici. L'Italia ha ora due mesi per mettersi in regola, altrimenti sarà deferita alla Corte europea di Giustizia. Buon week end... Dice Carmelo Briguglio di Fli: «Il Pdl pagherà il prezzo di una stagione politica fallimentare. Non si tratta di staccare o meno la spina a Monti, perché gli italiani sono molto più intelligenti di quanto alcuni protagonisti dell'epoca berlusconiana credano. La maggioranza degli italiani non ha alcuna nostalgia dell'ancien regime. Nessuno si illuda di impossibili ritorni». Già, gli italiani sono intelligenti. Anche Fli, quindi, non deve farsi illusioni. il graffio Senza speranza ANCORA TENSIONE Denunce e sgomberi contro i bisonti che stanno bloccando il Paese: la polizia chiede di sciogliere i picchetti (Milestone)
17Venerdì 27 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it I GUAI DEL CLERO Nel tondo, monsignor Carlo Maria Viganò; qui sopra piazza San Pietro ::: I SEGRETI DEL VATICANO La difesa Svelo il malaffare e la Chiesa mi punisce Il Vaticano vuol querelare La 7 e Nuzzi per l'inchiesta sui corrotti d'Oltretevere ma così ostacola la verità Il documento La Santa Sede contro il giornalista: «Informazione faziosa e banale» (...) degli «Intoccabili» di mercoledì sera su La7. Una posizione di assoluta fedeltà al principio di trovare notizie, verificarle e renderle pubbliche per una puntata con notizie senza precedenti. Per la prima volta un vescovo, per decenni al lavoro nei Sacri Palazzi, scrive al papa denunciando casi di «corruzione» Oltretevere. Ancora, sostiene di esser stato «boicottato» parole sue - nell'opera di pulizia che aveva avviato sui conti, gli appalti e le forniture dello Stato Città del Vaticano. Nero su bianco in lettere riservate, report, documenti consegnati al pontefice e al segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone. Decine di fogli per un carteggio comprensivo di ricostruzioni certosine, giorno dopo giorno, nome dopo nome, di quanto avvenuto. È un fatto insolito per quanto veniamo abitualmente a conoscere di quanto accade oltre il colonnato di San Pietro, soprattutto quando riguarda il denaro. È altrettanto insolito che di quanto accaduto si abbia oggi l'opportu nità di conoscere tramite documenti ufficiali seppur riservati. Così, in televisione, abbiamo raccontato un'inchie sta (anticipata su queste colonne), sentendo testimoni come monsignor Corbellini o chi era preposto su tutti ai controlli come il cardinale Velasio De Paolis. Ed è un'in chiesta che lascia smarriti. Chi rivolgeva queste segnalazioni al cardinale Bertone, entrando con lui in manifesta rotta di collisione, è stato in pochi mesi mandato a Washington. Ecco perchè Reuters e Associated Press, le prime agenzie di stampa nel mondo rilanciano la vicenda con titoli netti: «Lo scandalo della corruzione scuote il Vaticano, dopo la rivelazione di lettere interne» ha scritto la Reuters. Poi l'Associated Press ha anche aggiunto: «Un funzionario avverte il Papa della corruzione». Dopo la puntata arriva una lunga nota della Santa Sede di precisazioni e distinguo, di difesa del comitato di banchieri criticato da monsignor Carlo Maria Viganò per le scelte finanziarie operate. E noi qui in redazione agli Intoccabili la riprendiamo subito sul nostro blog. Inviteremo padre Federico Lombardi in trasmissione se e quando vorrà tornare su questo argomento. Perché la nostra cronaca, aldilà di tentativi maldestri di strumentalizzare il nostro mestiere e di porci da taluni in forzate e irreali conflittualità, è aperta a ogni prospetti::: segue dalla prima GIANLUIGI NUZZI . ::: ROMA  Non succede di frequente, anzi si tratta di un'iniziativa con pochissimi precedenti. Il Vaticano minaccia di «intraprendere vie legali» contro un giornalista e una trasmissione televisiva, ossia contro «Gli intoccabili» di Gianluigi Nuzzi, ondata in onda mercoledì sera, sugli affari della Chiesa. La Santa Sede non ha gradito, al punto che il portavoce Federico Lombardi, in una nota ufficiale, parla di una possibile iniziativa legale «per garantire l'onorabilità di persone moralmente integre e di riconosciuta professionalità, che servono lealmente la Chiesa, il Papa e il bene comune». Che cosa è successo? Nella trasmissione si è parlato del caso di monsignor Carlo Maria Viganò, segretario generale del Governatorato vaticano, che è stato trasferito a Washington in qualità di nunzio negli Stati Uniti. Nuzzi ha mostrato una serie di lettere dell'arcivescovo a Papa Benedetto XVI e al segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, in cui il prelato pregava di non essere trasferito dopo aver denunciato episodi di corruzione che sarebbero costati alla Santa Sede milioni di euro e attribuiva il suo trasferimento a Washington ad una campagna per discreditarlo da chi fino ad allora aveva profittato di sprechi e budget gonfiati. Le «accuse» rivolte sono state «molto gravi», si sottolinea nella nota vaticana. La trasmissione ha presentato il Governatorato del Vaticano «in modo parziale e banale, esaltando evidentemente gli aspetti negativi», attraverso informazioni confuse e improprie persino sulle strutture vaticane, con il «facile risultato» di presentarle «come caratterizzate in profondità da liti, divisioni e lotte di interessi». Lombardi definisce tutto questo come «disinformazione» e «informazione faziosa nei confronti del Vaticano e della Chiesa», ravvisando gli estremi della diffamazione. Lombardi difende inoltre lo stesso monsignor Viganò e «i criteri positivi e chiari di corretta e sana amministrazione e di trasparenza a cui si è ispirato», criteri che «continuano certamente ad essere quelli che guidano anche gli attuali responsabili del Governatorato, nella loro provata competenza e rettitudine». Nuzzi, dal canto suo, commenta la dura presa di posizione dichiarando che «noi abbiamo fatto il nostro dovere di cronisti e ci siamo trovati di fronte, per la prima volta forse nella storia della Chiesa, a un vescovo che denuncia fatti di corruzione che, stando proprio alle sue parole, sono stati portati all'attenzione direttamente del Santo Padre». C. MA. va. In studio per una lunga intervista avevamo infatti il direttore dell'Osservatore Romano, il professor Giovanni Maria Vian. «Il Vaticano ha diffuso una nota» analizza la Reuters, che critica i metodi usati nell'in chiesta giornalistica. Ma ha confermato che lettere erano autentiche esprimendo «amarezza per la pubblicazione di documenti riservati». I documenti riservati in mano a un giornalista hanno due uniche destinazioni: o i giornali, le televisioni per le quali si lavora o il cassetto da chiudere a chiave. Ma in quest'ultimo caso si farebbe un altro mestiere. Non il nostro. gianluigi.nuzzi@libero-news.eu Papa Benedetto XVI Lapresse::: LA SCHEDA LA PUNTATA DE LA7 L'ira del Vaticano si scaglia contro La7. E in particolare contro «Gli intoccabili» di Gianluigi Nuzzi, ondata in onda mercoledì sera, sugli affari della Chiesa. Il portavoce Federico Lombardi, in una nota ufficiale, parla di intraprende vie legali «per garantire l'onorabilità di persone moralmente integre e di riconosciuta professionalità, che servono lealmente la Chiesa, il Papa e il bene comune». LA DURA CRITICA Le accuse sono molto gravi. La trasmissione presenta il Governatorato del Vaticano «in modo parziale e banale, esaltando evidentemente gli aspetti negativi con il facile risultato di presentarlo come caratterizzate in profondità da liti, divisioni e lotte di interessi». Lombardi definisce queste come «disinformazione» e «informazione faziosa nei confronti del Vaticano e della Chiesa» L'ULTIMA SFIDA Corsi islamici nell'università di Ratzinger TUBINGA È uno degli atenei più antichi e prestigiosi della Germania, uno dei più importanti centri di studio e diffusione della teologia cristiana tanto da vantare tra i suoi ex professori persino papa Ratzinger. Perciò fa effetto sapere che all'Università di Tubinga è stato appena inaugurato un Dipartimento di teologia islamica, il primo dei quattro che sorgeranno sul suolo tedesco. Una decisione pianificata dal governo con l'obiettivo di formare «in casa» i nuovi leader religiosi che nei prossimi anni guideranno la comunità musulmana tedesca, che conta oltre 4 milioni di fedeli, circa il 5% della popolazione. L'ini ziativa, trattandosi di soldi pubblici, è stata molto criticata: nella polemica ovviamente è finita anche la Cdu della cancelliera Angela Merkel. I corsi si svolgono in tedesco, anche se un ruolo di primo piano spetta all'arabo. Sei i campi di studio, tra cui gli «hadit» (i detti del profeta Maometto) e il «fiqh» (la giurisprudenza islamica). I detrattori del progetto rimproverano alle istituzioni d'aver scelto, per il progetto, proprio uno dei più importanti centri della teologia cristiana. Fondata nel 1477 con solo un'ottantina di alunni, oggi l'ateneo ne conta oltre 24mila e vanta tra i suoi professori, attuali ed ex, numerosi premi Nobel e persino un Papa. Joseph Ratzinger, che vi insegnò tra il 1966 e il 1969. ELISA VENTURA orario 10.00 - 19.30 chiuso lunedì mattina Informazioni 0583 - 957660 info@artscristoforolucca.com www.artscristoforolucca.com CHAGALL'S SPIRITUAL UNIVERSE 8 Gennaio 11 Marzo 2012 Progetto ideato e curato da Lalla's Join di Stefania Trolli Promosso e organizzato da Associazione San Cristoforo Coordinamento generale di Arturo Nardini Con la partecipazione di SEM-ART Gallery ASSOCIATION ART - PHILOSOPHY - SCIENCE - SPIRITUALITY SanCristoforo Con il contributo Media partnerCon il patrocinio © Chagall® (detail) C S C - L
18 Venerdì 27 gennaio 2012 ATTUALITÀ @ commenta su www.liberoquotidiano.it Il disastro del Giglio «Allarme subito e non sarebbe morto nessuno» L'ammiraglio Brusco in Senato rincara la dose sulle accuse a Schettino. Identificata un'altra vittima La trattativa Offerta beffa di Costa Novemila euro a ogni passeggero  Diecimila euro di risarcimento più le spese legali in favore di ogni passeggero coinvolto nel naufragio della Costa Concordia. Questa la proposta, secondo quanto riporta il Codacons, giunta da Astoi e Costa Crociere nel corso della riunione di ieri a Roma. L'ac cordo si dovrebbe chiudere entro oggi. Le parti sono lontane. Alla cifra offerta dalal Costa le associazioni rispondono con il doppio. Ma dalle indiscrezioni filtrate dall'incontro di ieri, sembra che si possa trovare un accordo intorno ad una cifra che superi i 12mila euro. Le associazioni dei consumatori sono state categoriche in tal senso, sulla cifra offerta da Astoi e la Costa. «Si tratta di una elemosina offerta alle vittime del naufragio - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - è assurdo pensare di risarcire con una cifra così misera quei cittadini che a causa dell'incidente hanno rischiato la vita, subendo danni psicologici che si ripercuoteranno per la loro intera esistenza». «Non capiamo come si sia potuti arrivare ad un indennizzo così assurdo, che sembra rappresentare addirittura una ingiuria nei confronti dei passeggeri della Concordia, e siamo contenti di non essere stati invitati a questo incontro, perchè di fronte a tale elemosina lo avremmo abbandonato immediatamente». Il Codacons invita pertanto tutti i passeggeri della Concordia a non accettare «la miserabile offerta giunta e ad aderire alla class action avviata dall'associazione, che rappresenta al momento l'unica strada per giungere a risarcimenti proporzionati alla gravità dell'incidente e ai danni realmente subiti dai naufraghi». Anche Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori ha parlato della trattativa «Ovviamente quella che stiamo affrontando è una questione complessa ed estremamente delicata, che proseguirà assicura - fino a quando non avremo raggiunto un accordo positivo e soddisfacente per i passeggeri». I numeri su cui si lavora riguardano l'assicurazione forfeittaria per i passeggeri che non hanno subito incidenti. Si tratta di chi ha perso bagagli e le spese di viaggio per arrivare a bordo della nave. Si sta lavorando come se fosse il rimborso di una vacanza rovinata. Questo è l'obiettivo della Costa Crociere. Sono 17 le associazioni dei consumatori al tavolo della trattativa che, come detto, riprenderà oggi con ottime possibilità di chiusura, nonostante il parere contrario di Codacons. Parlando di classi action, come fa il Codacons è arrivata la notizia che lo studio legale statunitense Arthur Eaves ha assunto la rappresentanza di passeggeri e famiglie delle vittime della nave da crociera Costa Concordia. La consulenza legale comprende non solo la rappresentanza presso i tribunali negli Usa e in Italia, ma anche la difesa degli interessi presso altre istituzioni governative sia negli Stati Uniti che in Europa. «Quando avviene una tragedia come quella accaduta sulla Costa Concordia i nostri clienti, che provengono da Paesi diversi, si aspettano che noi li rappresentiamo come individui. La nostra esperienza ci dice, infatti, che il modo migliore per aiutarli consiste nell'esporre le loro rivendicazioni in quanto persone invece di depositare una class action nella quale tutti finiscono per essere trattati allo stesso modo: ogni persona, infatti, ha subito un suo proprio personalissimo danno e merita pertanto un trattamento a livello individuale», ha detto Arthur John Eaves Jr., che ha rappresentato in cause analoghe clienti negli Stati Uniti e in altri Paesi come Italia, Inghilterra, Canada, Germania, Ucraina, Messico, Thailandia, Venezuela, Colombia e Repubblica Dominicana. La figuraccia Il prete che faceva la morale al Cav pizzicato in crociera anziché in ritiro (...) nei comportamenti di chi «democraticamente» ci governa e ci rappresenta, una costante doppiezza fra vita pubblica e vita privata, fra impegni istituzionali e vizi domestici...». A metà gennaio don Massimo ha chiesto le vacanze a scuola e si è assentato anche dalla parrocchia, spiegando: «vado agli esercizi spirituali». Due sere dopo era accampato nella chiesa dell'isola del Giglio avvolto da una coperta che lo riscaldava, travolto dal naufragio della Costa Concordia. Don Massimo, il prete indignato per la doppiezza di Silvio Berlusconi fra vita pubblica e vita privata, in pubblico aveva suscitato ammirazione per le vacanze impegnate in faticosi esercizi spirituali, mentre nella assai più vera e reale vita privata e in gran segreto se ne era andato in crociera nel Mediterraneo insieme a mamma Imelda, al diacono Renato Corbetta con gentile signora Alice e a una amica di cui non si conosce l'identità. L'innocente vizio privato sarebbe restato segreto - confuso fra le migliaia di storie di naufraghi - se don Massimo non fosse stato tradito dall'ingenua nipote Elisabetta, che ebbra di felicità per lo scampato pericolo dei parenti, l'ha resa pubblica dandone notizia sulla sua bacheca Facebook: «Zio Massimo e nonna Imelda si sono salvati sulla prima scialuppa calata in mare». La notizia ha fatto subito il giro della Brianza, e passato il primo sollievo per l'incolumità del prelato, fra i fedeli è iniziata a montare una certa rabbia per quella presa per i fondelli degli esercizi spirituali. Don Max non si è scomposto. Domenica ha detto Messa alle 11 e ha giocato subito di rimessa, con una ramanzina ai fedeli per i troppi «pettegolezzi e mormorii» nella navata. Poi non ha voluto parlare con nessuno. E anche questo ha stupito. Don Max il censore finito censurato non disdegnava un po' di pubblicità oltre il pulpito. Impegnato e non poco politicamente, era finito spesso sulla stampa locale sia per la sua avversione verso Berlusconi, sia per la sua vera e propria campagna costante contro la Lega Nord, attaccata più di una volta perfino dal pulpito (tutti si ricordano un sermone contro l'ex ministro Roberto Calderoli). Nell'aprile scorso si era perfino messo di traverso al suo consiglio pastorale per in paletti che erano stati messi alla costruzione di una Moschea, che secondo lui invece doveva essere realizzata. Quasi in contemporanea don Massimo aveva lanciato dalla propria pagina Facebook (sì, ha anche quella) una campagna per Rosy Bindi a palazzo Chigi: «Una donna un domani a guida del nostro Paese? Perché no? A me farebbe davvero molto piacere e soprattutto darebbe onore alla nostra storia e ai nostri valori». Ultima sua campagna- serrata- fra maggio e giugno scorso, guidando un comitato sulla rete per il sì al referendum contro la privatizzazione dell'acqua. Quell'acqua gli stava così tanto a cuore che alla fine ci è caduto dentro, scivolando dalla sua cabina segreta sulla Costa Concordia. Fra i fedeli - oltre alla bugia che sconcerta - fa discutere anche quella corsa di don Massimo verso la salvezza sulla prima scialuppa, mentre sulla nave c'erano ancora centinaia di donne, bambini e anziani... CAPITAN CODARDO Il comandante Schettino al timone di una nave della Costa Crociere. Per lui ieri nuove accuse di non essere stato all'altezza del ruolo Olycom ::: SALVATORE GARZILLO GROSSETO  «Schettino ha perso tempo prezioso, avrebbe potuto salvare molte vite. Le responsabilità sono sicuramente sue». Con queste parole l'ammiraglio Marco Brusco, comandante generale delle Capitanerie di Porto, colpisce e affonda definitivamente il capitano sorrentino. «Se il comandante Schettino non avesse fatto perdere un'ora preziosa sarebbe andata di lusso. Si sarebbero potute calare le scialuppe con calma, mettere a loro agio le persone. Invece la prima ora importante è stata persa, si è lavorato in angoscia, lui se ne è andato e ci sono stati ordini contraddittori». Ma durante l'audizione al Senato convocata dalla commissione Lavori pubblici, Brusco ne ha per tutti: «Perché gli ufficiali che erano con lui, gli stessi che poi sono scivolati con il comandante sulla scialuppa, sono rimasti zitti?». E perché, chiedono tutti gli altri, non l'hanno fermato? Forse la risposta a queste domanda la fornirà la scatola nera recuperata pochi giorni fa dai sommozzatori. Brusco è convinto che con la lettura dei dati contenuti si potrà verificare «se è stato realmente un atto di perizia del comandante dopo aver fatto la sciocchezza oppure se sia avvenuta casualmente. C'è anche quest'ipotesi. Sarà interessante vedere la tempistica delle ancore». In attesa dei riscontri tecnici, una cosa è sicura: la distanza ravvicinata della Concordia alla costa ha evitato una strage. Brusco ne è convinto, e all'im mancabile domanda sull'inchi no risponde sicuro: «Non sapevamo assolutamente nulla, ma neanche in altre occasioni la Capitaneria è stata avvertita, perché è una manovra che rientra nella responsabilità del comandante». L'ammi raglio ha chiarito che ufficialmente gli inchini della Concordia sono stati due, non 52 come annunciato nei giorni scorsi. E a proposito dello svuotamento del carburante ha spiegato che «è stato posizionato il pontone con le relative attrezzature per la predisposizione delle ulteriori fasi preliminari». La società olandese Smit Salvage sta valutando con i propri sommozzatori specializzati «i punti della nave dove posizionare le attrezzature per l'aspirazione del carburante che dovrà essere preriscaldato per renderlo più fluido». L'operazione si annuncia molto complessa: per conservare la stabilità della nave, durante l'aspirazione verrà pompata acqua calda per riempire lo spazio liberato dal combustibile. Per quanto riguarda il pericolo inquinamento dei detersivi di bordo, il responsabile di Arpat rassicura che «è stato un fenomeno locale nel tempo. Ora non ci sono problemi, anche se avevano creato allarme all'inizio». Proseguono intanto le ricerche. Nel giorno in cui Franco Gabrielli ha dichiarato: «Credo che responsabilmente dovremmo entrare nella consapevolezza che speranze di ritrovare qualcuno ancora in vita non ce ne sono» (mercoledì aveva parlato di «miracolo»), è stato identificato il corpo di una donna berlinese di 52 anni, Gabriele Grube. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri della Germania, ricordando che ora il numero delle vittime tedesche sale a quattro e che i connazionali dispersi sono otto. Su 16 vittime accertate, due non hanno ancora un nome. Intanto il ministro dell'Am biente Clini spiega che, «il lavoro da fare è anche per recuperare il danno di immagine che l'Italia sta subendo». Don Massimo Donghi Ansa ::: segue dalla prima FOSCA BINCHER .
::: le lettere 46 Venerdì 27 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it TuttoMilano Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@liberoquotidiano.it sottolineando nell'oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. APPUNTAMENTI MERCATI Oggi BENACO - Via Benaco - zona 4 BONOLA - Via Cechov - zona 8 CANALETTO - Via Canaletto - zona 3 CATONE - Via Catone - zona 9 CITTADINI-ARSIA - V. Cittadini-V. Arsia - zona 8 CREMA - Via Crema - zona 5 CURIEL - Via Curiel - zona 6 DEI GUARNIERI - Via Dei Guarnieri - zona 5 FRATELLI DI DIO - Via Fratelli di Dio - zona 7 GRATOSOGLIO NORD - Via Baroni - zona 5 MARCO AURELIO - Via Marco Aurelio - zona 2 NEERA - Via Neera - zona 5 PAGANO - Largo V Alpini - zona 1 PISTOIA - Via Pistoia - zona 7 STRESA - Via Stresa - zona 2 Domani ARCANGELI - Via Arcangeli - zona 7 ARDISSONE - Via Ardissone - zona 8 ASMARA - Via Asmara - zona 9 BENEDETTO M. - Via Benedetto M. - zona 3 BORDIGHERA - Via Bordighera - zona 5 CICCOTTI - Via Ciccotti - zona 9 DARSENA - Zona Darsena - zona 1 DELLA RONDINE - Via Della Rondine - zona 6 FALCK - Via Falck - zona 8 FAUCHE' - Via Fauchè - zona 8 GARIGLIANO - Piazzale Minniti - zona 9 MARTESANA - Piazzale Martesana - zona 2 OGLIO - Largo Oglio - zona 4 OLMI - Via degli Ulivi - zona 7 OSOPPO - Via Osoppo - zona 7 PAPINIANO - Piazza S. Agostino - zona 1 P. NUOVA - Bastioni di Porta Nuova - zona 1 ROGOREDO - Via Rogoredo - zona 4 TABACCHI - Via Tabacchi - zona 5 TRASIMENO - Via Trasimeno - zona 2 V. PERONI - Via Pascal - zona 3 Chiusura al traffico: Via Arona (tratto da Giovanni da Procida a p.le Carlo Magno): per lavori di approntamento cantiere logistico per la metropolitana linea 5. Termine lavori previsto: 2015. Via Correggio: divieto di transito causa lavori tra Via Carlo Ravizza e Via Federico Faruffini in entrambe le direzioni termine lavori previsto 29 gennaio 2012. Via Messina divieto di transito causa lavori tra Via Cenisio e Piazza Giovanni Perego Metro-5. Via Filippo Corridoni: strada chiusa al traffico tra Via Gaetano Donizetti e Viale Bianca Maria causa lavori Teleriscaldamento. Traffico difficoltoso in: Via Luigi Nono difficoltà di circolazione causa lavori Via Luigi Nono, Piazza Coriolano, Via Cenisio Metro-5. Via Cenisio: possibili rallentamenti causa lavori tra Via Messina e Piazza Carlo Caneva via Cenisio e via Luigi Nono: traffico difficoltoso in direzione di P.za Coriolano per modifica della viabilità in corrispondenza del cantiere di Metro 5. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via B. Colleoni. Termine previsto per il 2015. Via Andrea Solari e Piazza del Rosario: dalle 06:00 del 26 ottobre 2011 per lavori di riqualificazione stradale. Termine lavori previsto 28 febbraio 2012. Viale Monte Ceneri: difficoltà di circolazione causa restringimento di carreggiata tra Via Lorenzo Bartolini e Via Mac Mahon in entrambe le direzioni Lavori di manutenzione del cavalcavia. Termine previsto 31/03/2012. Via Giuseppe Ripamonti: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Giuseppe Ripamonti e Via Bernardo Quaranta Via Filippo Brunelleschi: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Filippo Brunelleschi e Via Giambellino. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via Bartolomeo Colleoni. Termine lavori previsto: 2015. LAVORI IN CORSO MILANO E LOMBARDIA FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magen ta): V. Bassano Porrone, 4; p.za Lega Lombarda, 5; l.go Augusto, 8; Corso Porta Tici ne se, 24. NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Ga ribaldi): v. Cogne, 9; v. Varesi na, 121; p.za Bausan, 3; p.le Ar chinto, 1; v. Murat, 85 ang. p.za Niz za. SUD (Ticinese, Vigentina, Rogo redo, Barona, Gratosoglio): v. Bel lezza, 2; v. Rogoredo, 113; v. Bon ghi, 22; v. Mazzolari Primo, 35. EST (Venezia, Vittoria, Romana, Lo reto, Città Studi, Lambrate, Or ti ca, Forlanini, Mecenate): v. P. Ca staldi, 29; v.le Brianza, 23; v. Ponte Nuovo, 40; v. Stradella, 1; v.le Ri membranze di Lambrate, 18; p.za Tricolore, 2; c.so XXII Marzo, 37; v.le Ungheria, 4; v. Venosa, 4, v.le Corsica, 42. OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sem pione, S. Siro): v.le Coni Zu gna, 56; v.le Caterina da Forlì, 3; p.za Velasquez, 7; v. delle Betulle, 10; v. Mascheroni, 16; p.za Zavat tari, ang. v.le Murillo, 33; v. Ugo Betti, 159/b; p.za Caneva, 3. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; v. Larga, 16; p.za Clotilde, 1; v.le Zara, 38; v.le Testi, 74; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v.le Corsica, 42; v.le Lucania, 10; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Sordomuti DTS. .........................02.48204247 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga.......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali ................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità A2A....................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda Commenta anche sulla pagina Facebook di Libero Milano POLITICA Per politici e signori sanzioni minime Tra la miriade di pessime notizie dell'ultimo periodo una in particolare mi ha lasciato letteralmente basito ed é quella dalla riduzione ai minimi termini delle sanzioni che erano state irrogate ai candidati alle ultime elezioni amministrative a seguito delle ripetute affissioni abusive messe in opera dai loro rispettivi comitati elettorali. Come é possibile che Pisapia che piange sulle casse esangui del comune poi goda dell'azzeramento o quasi di una sanzione comminata dal comune stesso? Per quale ragione queste sanzioni non erano ancora state incassate prima di questo bel provvedimento? In base a quale norma questi signori violano in lungo e in largo la legge e poi se la cavano con un oblazione da quattro soldi? Alberto Nava e.mail CONSUMI Pisapia va all'attacco dei mercatini La giunta ha approvato il nuovo regolamento che si applicherà ai mercatini dell'usato che si svolgono a Milano. Aumenterà la tassa per gli espositori e verranno introdotte regole restrittive, per fare un solo esempio: chi vende dovrà esporre il prezzo al pubblico di tutta la merce esposta come se si trattasse di un supermercato, invece di un mercatino alla buona. Pisapia con l'introduzione dell'area C ha già messo in gravi difficoltà i negozianti del centro; non soddisfatto del risultato ottenuto, ora ha deciso di rendere la vita dura anche agli operatori dei mercatini delle pulci. Giacomo Sempioni e.mail La sinistra si indigna per il Parenti ma tollera i centri sociali Caro Besana, vorrei fare una breve riflessione sul diritto a manifestare dissenso e a esprimere le proprie opinioni, tutelato dall'art 21 della nostra Costituzione. Faccio riferimento, nello specifico, ai presidi che si sono tenuti a Milano in questi giorni: un gruppo di militanti del centro sociale Il Cantiere hanno protestato, martedì scorso, davanti alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires dove era in corso la presentazione del film ACAB, che narra le vicende di un gruppo di poliziotti agguerriti e violenti. Violenta però è stata anche la protesta in questione: blocco del traffico, scoppio di petardi. Il mondo della sinistra tace e si indigna però di fronte alle contestazioni dei gruppi cattolici che sono contrari alla messa in scena, al teatro Franco Parenti, dello spettacolo "Sul concetto del volto di Dio", giudicato osceno e blasfemo. Contestazioni in questo caso pacifiche: preghiere, messe, rosari, nulla di più. Qualcosa non quadra: si accetta un modo di contestare violento e irrispettoso e si contesta invece chi esprime il proprio parere in maniera pacifica. Bruno Perteghella e.mail Risponde Renato Besana Caro Perteghella,la celebrazione di una messa, forse perché officiata da un seguace di Lefebvre, desta scandalo, la violenza dei centri sociali no: questa è Milano, e forse l'intero Occidente del terzo millennio. Sullo spettacolo al Parenti si può discutere, così come sul film di Sollima (ACAB è un acronimo che sta per All cops are bastards), ma la sinistra antagonista è accettata dalla cultura dominante; i cattolici ne sono esclusi, salvo quando servono a confermare i pregiudizi del politicamente corretto, vedi gli immigrati. Gli uni possono trascendere, gli altri sono malamente tollerati. Il rispetto delle opinioni altrui è un bene prezioso, che purtroppo scarseggia. A Febbraio al Forum torna Van Der Sfroos CONCERTO Davide Van Der Sfroos torna a suonare dal vivo, sul palco del Mediolanum Forum, il 25 febbraio. L'artista interpreta i brani del suo primo «Best Of» che raccoglie le hit di successo dal 1999 ad oggi, con due inediti. Van de Sfroos è un cognome fittizio che sta a significare, , nel dialetto comasco, letteralmente «vanno di contrabbando». Nel 2010, alla sessantunesima edizione del Festival di Sanremo, che lo ha consacrato come la nuova stella del folk all'italiana, il cantautore milanese si classifica al quarto posto con il singolo «Yanez»: l'omonimo album ha venduto più di 70.000 copie. Sesto album da solista, e è stato premiato con il disco d'oro nel 2011 dalla classifica Fimi. Quest'anno al Festival di Sanremo, Irene Fornaciari presenterà un pezzo scritto proprio da Van Der Sfroos: «Il mio grande mistero». ___________________________ 25 febbraio, Mediolanum Forum, Assago, ingresso 35 euro. «Passione India» Scatti in mostra MOSTRA In mostra alla Casa delle Culture del Mondo sessanta fotografie realizzate dal reporter milanese Massimo Allegro, che in 10 anni ha documentato gli aspetti della cultura e della società indiana: dai momenti di preghiera nei templi Moghul del Rajasthan alla fatica sui volti dei portatori di Chandi Chawk, dal mercato delle spezie nel cuore di Old Delhi alle antiche scalinate sulle rive del Gange. ___________________________ Fino al 12/02, Casa delle Culture, via Natta 11, ingresso libero. One night for La festa è alle Officine FESTA Sabato nasce “One Night For”, connubio tra evento e festa privata. La serata è articolata con un dj set a cura di radio 105 e a seguire lo showcase live del “menestrello d'Italia”Guido Lembo e la sua band. Le Officine del Volo sono state selezionate con l'intento di trasmettere l'esclusività di un appuntamento unico nel panorama notturno. E' il primo di una serie di appuntamenti. Il team è composto da Carlotta Quadri, Francesco Salvatori, Carlotta Benigni e Christian Montinari in partnership con l'agenzia di eventi e comunicazione Antaresway di Alessia Gadolla e Enrica Profumo. ___________________________ 28/01, Officine del Volo, via Mecenate 76 www.onenightfor.it. Una mostra per i piccoli al Museo della Scienza MOSTRA Debutta il 2 febbraio, al Museo della Scienza e della Tecnica la mostra «Esplorando il corpo umano»: dai primi disegni di Albert Barillé ai volumi illustrati, fino al cartone animato e alle applicazioni per IPhone e Ipad. Un viaggio alla scoperta della storia dell'opera ideata dalla DeAgostini per spiegare ai più piccoli i segreti del corpo umano. ___________________________ Dal 2 febbraio, Museo della Scienza e della Tecnica, ingresso libero.
39Venerdì 27 gennaio 2012CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it L'«obiezione di coscienza» di Gabriele Anche Albertini non paga: «Il Pdl è iniquo» L'ex sindaco contro il contributo volontario al partito: «Lo versi chi viene eletto nel listino, serve un codice etico» SFORBICIATA Tagli alla sanità Ora il ticket costerà di più Ancora tagli. E il settore sanitario è uno dei più tartassati dalla nuova linea governativa. Se in tutta Italia la sforbiciata è valutata in oltre 17 milioni di euro nei prossimi tre anni, la Lombardia subirà un taglio di 1,2 milioni di euro. In Conferenza Stato-Regioni a Roma si sta discutendo una bozza di proposte avanzate dalle amministrazioni locali, per definire e ridimensionare il salasso. «Ci diano gli strumenti per sostenere costi inferiori o non capisco come si possano fare i tagli», sbotta l'assessore regionale alla sanità Luciano Bresciani. Sul tavolo ora un documento solo in parte condiviso con gli altri rappresentanti delle regioni, «la parte tecnica è ancora da valutare con gli uffici». Ma già si intravedono delle modifiche che potrebbero avere ricadute su tutti i cittadini lombardi. Innanzitutto il ticket. La soglia per le esenzioni potrebbe essere alzata da 65 a 70 anni. Però, contando anche il reddito, che non deve superare i 38,5 mila euro annui (già più alto rispetto a quello indicato a livello nazionale, pari a 36mila euro). «Grazie a questi interventi – si legge nella bozza - si punta a innalzare del 30% le prestazioni soggette a compartecipazione garantendo maggiore equità attraverso diversi livelli di contribuzione». I nuovi ticket dovrebbero riguardare in particolare i farmaci, la specialistica, il pronto soccorso, senza toccare i ricoveri. Allo studio anche la limitazione delle esenzioni che adesso coinvolgono il 69,5% dei lombardi. Sempre il reddito sarà la discriminante per ogni altra categoria di paganti. La logica è semplice: chi ha più soldi, ha più possibilità di sborsare quattrini anche per la propria salute. «In sostituzione all'attuale franchigia pari a 36,15 euro per ricetta vengono introdotte franchigie differenziate per situazione economica e per età dell'assi stito». Ma un'opzione è anche usare come metro di giudizio l'Isee (l'indicatore di situazione economica equivalente), come «criterio che individui la situazione economica degli assistiti». Allo studio anche l'abolizione della «quota fissa di 10 euro a ricetta». SARA BIONDINI Oil for food, riesumata l'inchiesta L'Espresso: l'amico del presidente ha conti svizzeri ::: MARZIO BRUSINI  «Sì, ammetto di non pagare le quote mensili al Popolo della Libertà. È una questione di principio, per così dire faccio obiezione di coscienza. E voglio spiegare il perché». Vedere nella lista dei «morosi» il nome di Gabriele Albertini, sindaco di Milano per nove anni e attualmente europarlamentare azzurro, lascia perplessi. L'icona milanese del popolo di centrodestra, di fronte all'accusa di essere corresponsabile del «buco» di 300mila euro di quote non pagate, non si scompone. Anzi, rivendica la sua precisa scelta. «Mi risulta che si tratti di un contributo volontario, non obbligatorio come lo è invece il tesseramento al partito» sottolinea Albertini. «Ho fatto il sindaco di Milano senza alcuna tessera di partito e nel 2004, per la prima volta al parlamento europeo come indipendente nelle liste di Forza Italia, dopo aver ricevuto l'offerta di candidatura sia da An sia dall'Udc. Nel 2009 mi sono iscritto al Pdl e da allora verso 1000 euro annualmente come previsto dallo statuto. La questione della quota mensile è del tutto differente». Un conto è l'iscrizione - puntualmente versata; altra cosa il contributo volontario chiesto agli eletti in misura diversa a seconda della carica. «Sono stato candidato al Parlamento Europeo, in una competizione elettorale dove l'elettore era chiamato a scegliere tra una lista di nomi. Il partito era impegnato a sostenere alcuni candidati alla prima esperienza, scelti dai vertici e dal presidente Berlusconi. Ho partecipato solamente a tre incontri elettorali collettivi, organizzati dal Pdl nel collegio Nordovest. Mi sono dovuto impegnare direttamente per promuovere la mia candidatura. E l'impegno finanziario è stato pari a circa 400mila euro. Di cui un centinaio regalatomi da mia moglie, un'ottantina da amici e sostenitori, il resto di tasca mia. È come se mi fossi comprato due Ferrari». Fin qui le spese sostenute. Ma perché non pagare? «Non trovo corretto che a fronte di una spesa di questa misura, io debba versare al partito una quota mensile, circa 500 euro, che invece dovrebbe essere versata esclusivamente da chi è stato nominato in un collegio o inserito in un listino bloccato. La differenza è sostanziale. Per la Camera dei deputati o per il Senato le candidature sono blindate. Quelli sono i nomi e quelli sono gli eletti. In fondo, lo stesso Verdini ha detto che il partito è il collegamento tra Berlusconi e gli elettori. Gli eletti di questa categoria devono tutto al Pdl quindi sono soprattutto loro che dovrebbero contribuire mensilmente». I consiglieri regionali, però, paradossalmente versano al Pdl di più rispetto ad un europarlamentare. La richiesta, per loro, tocca quota 800 euro dopo un'elezione per scelta nominale degli elettori. Secondo Albertini, «sono diverse le proporzioni. Il mio collegio conta più di 14 milioni di elettori, poco meno del doppio degli abitanti della Svezia. Sono risultato il quarto degli eletti nel collegio e il terzo a Milano dopo Berlusconi e Ignazio La Russa» aggiunge l'ex sindaco. «Le spese ::: IL BUCO L'ANNUNCIO Lunedì Mario Mantovani ha svelato che nelle casse del Pdl lombardo «mancano 300mila euro», riguardanti il contributo volontario chiesto agli eletti del partito. CONTRIBUTI A ministri, europarlamentari e assessori regionali si chiede una quota mensile dello stipendio. In base alle cariche, si va dai 300 ai 1.000 euro. I NOMI Tra i nomi dei «morosi», ci sarebbero anche Angelo Giammario, Massimo Buscemi, Giorgio Pozzi e Massimo Ponzoni. «Per colpa di chi non paga» sottolinea il vicecoordinatore Viviana Beccalossi, «la segreteria nazionale ha ridotto del 50% il contributo ai coordinamenti provinciali». EUROPARLAMENTARE Gabriele Albertini definisce i suoi mancati pagamenti una forma di «obiezione di coscienza» e parla di «iniquità fiscale» del Pdl. «Il contributo lo versi chi è stato eletto nel listino senza spendere un euro. Io ho pagato di tasca mia 400mila euro per pagare la campagna elettorale per l'europarlamento». LITE PDL-LEGA Formigoni: «Ultimatum inaccettabile ma Bossi non tradirà l'alleanza» Ultimatum «inaccettabili». Roberto Formigoni critica l'ulti mo affondo del leader della Lega Umberto Bossi, che si è detto pronto a far cadere il governo lombardo se il Pdl non mollerà Monti. «La Lega non commetterà l'errore esiziale per lei stessa di uscire da un governo che sta funzionando bene da 12 anni» sostiene Formigoni. «È chiaro che se si rompe l'alleanza è difficile che poi si possa ricomporre, ma io credo non capiterà nulla». Secondo il governatore, «la giunta regionale non ha inquisiti, nessuno ha sollevato accuse nei confronti del governo regionale. Ci sono, è vero, delle inchieste nei confronti di consiglieri regionali di diversi partiti». ::: TIZIANA LAPELOSA  Roberto Formigoni non è mai stato indagato né inquisito per Oil for food. Secca la replica della portavoce del presidente della Regione Lombardia, Gaia Carretta, all'at tacco al numero uno del Pirellone. Attacco che porta la firma de L'Espresso, il settimanale che, agli scandali che hanno riguardato alcuni esponenti del Pdl lombardo, ha aggiunto un tassello in più. Si tratta di un complicato sistema di conti correnti esteri che «per almeno un decennio, quello dell'ascesa e consacrazione del governatore lombardo, ha nascosto e custodito un fiume sotterraneo di finanziamenti che irrorava una specie di cupola di Cl», si legge sul sito Dagospia che cita L'Espresso. «Soldi versati segretamente da aziende del gruppo Finmeccanica, e dai petrolieri italiani coinvolti nello scandalo Oil for food», il programma alimentare che avrebbe dovuto permettere all'Iraq di vendere petrolio in cambio di forniture umanitarie, ma che invece ha generato una serie di speculazioni sulle quali ancora oggi si indaga. Ad inviare qualche giorno fa ai pm milanesi una fitta documentazione sui soldi all'estero sono stati i giudici elvetici. Dai documenti si evince che il compito di gestire il conto più importante era affidato a due tesorieri ciellini, che vivevano con Formigoni in via Villani 4, una villa appartenuta prima a Salvatore Ligresti e poi alla casa comunità dei Memores Domini, ovvero i ciellini più devoti. Qui ha vissuto anche il fiscalista Alberto Perego, al quale il pm «chiede se per caso è lui a essersi intestato, per conto dei Memores, un deposito svizzero chiamato Paiolo: è il forziere dove tra il 1994 e il 2004 sono finiti 829 mila dollari versati dalle industrie militari del gruppo Finmeccanica», come riporta L'Espresso. Ma lui smentisce. D'altra parte, l'accusa è debole: il legame tra il ciellino e il presidente è di amicizia. Ma non ci sono prove di affari comuni. Formigoni, pur non essendo indagato, non vive mesi tranquilli. Troppi gli scandali intorno a lui: dall'ex assessore Ponzoni, arrestato per tangenti e bancarotta, a Nicoli Cristiani, vice al consiglio regionale accusato di aver intascato 100mila euro, per finire alla Lega che minaccia di far cadere la sua giunta. Ma questa volta a tenere duro è il presidente della Regione. Roberto Formigoni Ftg. CONTRARIO Gabriele Albertini ha scelto di non pagare il contributo volontario chiesto dal Pdl agli eletti: «Il Pdl è iniquo, paghi chi è stato eletto nel listino senza preferenze». Fotogramma per la campagna elettorale sono di gran lunga superiori a quelle sostenute da un candidato alle regionali. Anche qui, per certi versi, possiamo parlare di iniquità fiscale da parte del Pdl. Chi è stato inserito nel listino bloccato ha goduto di un'ele zione offerta dal partito, senza spendere un euro». Una tesi che contrasta con quella di molti consiglieri regionali lombardi del Pdl, che considerano il contributo volontario la “cartina di tornasole” della fiducia nel partito e nei suoi valori. Su questo punto, Albertini sgancia un altro siluto: «Beh, io sono sempre qui, in questo schieramento. Sono stato per ben due volte il sindaco di centrodestra a Milano. Non posso essere di certo accusato di trasformismo né opportunismo. Certo vorrei un Pdl in cui ci fosse più democrazia nella scelta della linea politica, un codice etico, congressi e dirigenti eletti e non nominati dall'alto. Magari senza condanne in giudicato».
4 Venerdì 27 gennaio 2012 Executive Dual Time Carica automatica. Impostazione veloce del fuso orario. Lunetta in ceramica nera e cassa in oro rosa 18 ct. Impermeabile fino a 100 m. Cinturino in caucciù. U LY S S E N A R D I N I TA L I A S R L - C o m o - I t a l i a T. + 3 9 0 3 1 2 7 3 8 9 8 - i t a l i a @ u l y s s e - n a r d i n . c o m W W W. U LY S S E - N A R D I N . C O M
44 Venerdì 27 gennaio 2012
5Venerdì 27 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it LA POLEMICA Silvio furioso per la cancellazione delle testimonianze del processo Mills. Il capo leghista: fosse furbo, avrebbe chiesto un salvacondotto centrodestra in crisi Bossi insulta il Cav: «Mezza cartuccia» Gli azzurri approvano il Milleproroghe e Berlusconi spiega: «Il premier deve rimanere lì, se votiamo adesso perdiamo». In Aula vede il Senatur che poi lo attacca: ha paura di far cadere il governo. Uno studio: se il Pdl si divide in due recupera consensi ::: SALVATORE DAMA ROMA  Silvio Berlusconi ha appena votato la fiducia al decreto Milleproroghe. Fa per riprendere la porta d'uscita. Non può. Attorno al Cavaliere si è formato il consueto capannello di deputati. Strette di mano e facce con la forma del punto interrogativo: «Che faremo? Non possiamo rompere con la Lega», illustra la linea ai suoi, «al momento opportuno rimetteremo in piedi l'alleanza. A Umberto voglio un gran bene». Stesso frangente, oltre l'uscio, in Transatlantico: il Senatur si offre ai taccuini dei cronisti. Ha l'aria di volerla sparare grossa. E infatti: «Berlusconi è una mezza cartuccia, ha paura di mandare via Monti. C'è un intero Paese che vuole strozzarlo e Silvio ha paura di mandarlo via». Quindi il dito nella piaga: «Non è stato furbo e non ha chiesto neanche una buonauscita dopo che ha lasciato il governo», alludendo al salvacondotto giudiziario per il processo Mills. Bell'amico, Bossi. E dire che qualche minuto prima, in Aula, Silvio e Umberto si erano abbracciati e avevano parlato per qualche minuto. Il Senatur, ai giornalisti, nega anche questa circostanza. Nega di averlo visto e sentito: «No, e che lo sento a fare?». La strategia padana è chiara: provocare la reazione dell'ex alleato sperando che faccia cascare il governo e, in subordine, rubacchiargli un po'di voti al Nord. Ma Berlusconi non reagisce. Una sfinge. Parla Alfano, lui no. «Non facciamo e non accettiamo provocazioni né ultimatum», replica secco il segretario del Pdl. Per il momento la polemica padana non fa cambiare idea all'ex premier: «Non ci tiriamo indietro, siamo resposabili». Il governo «sta operando con prudenza ed è difficile avanzare critiche fondate». A tutt'oggi «sussistono ancora le ragioni» che hanno portato alla formazione dell'esecutivo dei tecnici. Sono i discorsi che Silvio fa anche in privato ricevendo i vertici del Pdl in serata a Palazzo Grazioli: «Monti deve rimanere lì dov'è, la situazione è drammatica, non ci sono spazi per altre iniziative». Il Cavaliere non nega l'imbarazzo («Se votiamo adesso perdiamo, ma se arriviamo al 2013 con questo governo rischiamo la stessa sorte») eppure continua a voler giocare in difesa: «La gente non capirebbe se togliessimo la fiducia al governo proprio adesso». E poi ci sono i sondaggi. Danno il Pdl soccombente e non fanno scattare la molla: con questi numeri Silvio non si sente pronto a dare battaglia elettorale. I colonnelli hanno sottoposto al leader un altro studio: se alle elezioni si presentassero due partiti gemelli (uno berlusconiano doc e uno di destra con gli ex An) la somma andrebbe oltre gli attuali consensi del Pdl, intonto al 30 per cento. In più la scissione pilotata avrebbe il pregio di recuperare voti al Nord, alla faccia della Lega. Berlusconi però, nonostante i falchi azzurri chiedano di accelerare il Monticidio, non dà soddisfazioni. È attendista. Ma, nel contempo, lascia liberi i parlamentari di votare come credono. Nessuna sanzione per gli onorevoli che non votano la fiducia al professore: «Un po' di dissenso interno», ha spiegato il Cav, «mi fa gioco». Tanto che nel Pdl è pronta anche una nuova opzione strategica: un sostegno ai tecnici meno vincolante, «le mani libere». Ma tra i pidiellini c'è anche chi lavora a iniziative bipartisan. Ci sono contatti in corso per una mozione comune sulle riforme. Potrebbe esserci un vertice tra capigruppo Pdl-Pd-Terzo Polo per la scrittura del testo: sarebbe la seconda testimonianza di vita della maggioranza trasversale dopo la mozione sull'Europa. I problemi di Silvio sono altri. Riguardano la giustizia. In mattinata Berlusconi si mostra stanco e rassegnato: «Vorrei venire alla Camera tutti i giorni», spiega ai deputati, «ma faccio l'imputato a tempo pieno. Ho dieci udienze da qui al 14 febbraio. Ma vi pare possibile?». Poi l'ex premier mostra l'agenda: «Ho 41 deputati che hanno chiesto di vedermi, ma come faccio?». Poi trova anche la forza di sorridere: «Oggi (ieri, ndr) festeggio i diciotto anni in politica, la maggiore età...». Ilarità che in serata svanisce. Berlusconi apprende che il tribunale di Milano ha cancellato le tre testimonianze della difesa. È furioso: «Questo non è più un processo, è una gogna. Mi vogliono condannare per forza, non si è mai vista una giustizia così veloce in Italia e nel mondo...». Retroscena Quelle grida servono a tenersi la Lega Il piano di Umberto: via Monti e voto anticipato per fare fuori i maroniani. Ma deve convincere il Cav “ .  Berlusconi è un po' una mezza cartuccia, ha paura di mandare a casa Monti. Sui processi doveva chiedere una buonuscita UMBERTO BOSSI  La situazione è difficile e il governo sta operando con grande prudenza ed è difficile avanzare critiche fondate SILVIO BERLUSCONI ::: MATTEO PANDINI  Umberto Bossi è un attore consumato. Attacca Silvio Berlusconi, gli dà della «mezza cartuccia», insiste a minacciare la giunta lombarda di Formigoni se il Pdl non staccherà la spina a Monti. Parrebbe che tra Lega e Pdl sia davvero finita, ma basta ricordare la cena di lunedì tra il capo padano e il Cavaliere in via Rovani, a Milano, per sospettare che così non è. Il Senatur cerca di prosciugare i serbatoi elettorali del Pdl (e, sondaggi alla mano, ci sta riuscendo) e manda messaggi bellicosi che scaldano una base delusa dai litigi interni. La verità, però, è che dietro le quinte sta brigando con l'ex premier per capire quando - e come - sfiduciare il professore bocconiano e correre alle urne. È ovvio che la palla è nel campo degli azzurri, visto che a differenza dei lumbard sostengono l'esecutivo. Berlusconi sta prendendo tempo, anche buttando un occhio al destino delle sue aziende (vedi la partita delle frequenze televisive). Negli ambienti del centrodestra si sussurra che l'obiettivo sia votare in primavera. Da via Bellerio, però, nessuno fa pronostici sui tempi perché c'è tanta carne al fuoco. In cima alle priorità di Bossi e Berlusconi c'è anche la legge elettorale. Il Carroccio punta a disinnescare un patto Pdl-Pd che potrebbe sfavorirlo. In attesa del momento giusto per affondare Monti, Bossi recita da oppositore duro e puro mentre il Cavaliere è costretto a difendere un esecutivo che non piace né a lui né ai suoi elettori. Detto questo, le parole hanno un peso. E le uscite bossiane sulla giunta Formigoni stanno creando fibrillazione nel centrodestra del Nord. Non solo a Milano, ma anche in Piemonte e Veneto dove il governatore è leghista e il Pdl sta già minacciando ritorsioni in caso di ribaltoni al Pirellone. Con tutta probabilità è fatica sprecata: alcuni dirigenti leghisti hanno già rassicurato Formigoni, spiegandogli che prima del 2013 (scadenza naturale della legislatura a Roma) può stare tranquillo. Tutto potrebbe cambiare in caso di voto anticipato, ma proprio il presidente lombardo potrebbe sfruttare l'occasione per ritagliarsi un ruolo di primo piano nella Capitale, liberando la sua attuale poltrona. In questo quadro non va dimenticata la situazione interna alla Lega. Entro 90 giorni, ha stabilito il consiglio federale di domenica scorsa, vanno celebrati tutti i congressi provinciali per scegliere i delegati, che poi rinnoveranno i vertici del movimento in Piemone, Lombardia e Veneto. L'operazione dovrebbe concludersi entro giugno, ma è evidente che la campagna elettorale bloccherebbe il progetto rimandandolo alle calende greche, con la possibilità che - in caso di Porcellum ancora in vigore - i maroniani vengano tagliati fuori dalle liste. In Transatlantico gira anche una voce maliziosa, secondo cui Bossi vorrebbe spedire l'ex ministro dell'Interno al posto di Formigoni per levarselo dai piedi. Ma con queste condizioni Maroni non ci penserebbe nemmeno. A proposito di equilibri interni. Ieri Giampaolo Dozzo è stato votato per alzata di mano (e all'unanimità) nuovo capogruppo al posto del cerchista Marco Reguzzoni. Il Senatur ha spiegato che l'aveva deciso nell'ultima segreteria politica, in accordo con Maroni. Ma tra Umberto e Bobo c'è ancora freddezza. twitter @padanians INCONTRO ALLA CAMERA Il Carroccio vede gli autotrasportatori I vertici della Lega hanno incontrato alla Camera una delegazione di autotrasportatori di Trasporto Unito composta anche dal presidente Franco Pensiero e dal segretario Maurizio Longo. All'incontro erano presenti Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Roberto Maroni e Marco Desiderati, capogruppo del Carroccio in commissione Trasporti. La prossima settimana verrà avviato un tavolo tecnico tra gli autotrasportatori e la Lega, che ha poi annunciato alcuni emendamenti. «La Lega - sottolinea Pensiero - ha condiviso le nostre preoccupazioni. Sono disponibili ad aprire un tavolo tecnico per arrivare ad alcune proposte». Silvio Berlusconi con il leader della Lega ed ex ministro, Umberto Bossi Olycom
41Venerdì 27 gennaio 2012LOMBARDIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Progetto dell'ospedale San Paolo Nuova sede addio Il Comune scarica il Centro autismo Della struttura di via Ovada data dalla Moratti non c'è traccia. Anche se i fondi sono a disposizione Danni anche a San Vittore Dopo il terremoto chiusa per sempre la scuola di via Pisa ::: ANTONIO BELLINI  Chiusa definitivamente la scuola di via Pisa causa terremoto. La decisione è stata presa ieri mattina (durante l'incontro fra la vicesindaco e assessore all'Educazione Maria Grazia Guida, l'assessore ai Lavori pubblici Lucia Castellano, il direttore dell'Ufficio scolastico territoriale Giuseppe Petralia, il dirigente scolastico dell'istituto Maria Grazia Vinciguerra e i tecnici comunali del settore Edilizia scolastica) dopo che i vigili del fuoco hanno decretato l'inagibilità dell'istituto scolastico che comprende elementare e media perun totaledi499alunni. (elementare343alunni, media 156). Per di più gli esperti del Politecnico, incaricati di un'ulteriore perizia hanno suggerito di di «provvedere in breve tempo alla demolizione» perché «eventi meteorologici (neve) o sismici possono portare grave nocumento all'at tuale struttura degradata». I 343 alunni della elementare e i 156 della media saranno quindi trasferiti negli edifici di via dei Narcisi 2 e via Anemoni 8 i primi e di via Anemoni 10 i secondi. «A dicembre - spiega la Guida - l'Amministrazione comunale aveva comunicato ai componenti del Consiglio di istituto e alle famiglie l'intenzione di dar via, a partire da giugno, ai lavori di demolizione e ricostruzione della scuola. La scossa di terremoto ha reso indispensabile anticipare i tempi. Le decisioni che abbiamo preso con l'Ufficio scolastico e la Direzione scolastica vanno nella direzione di tutelare l'incolumità degli studenti e di tutto il personale». «Da parte dell'assessorato ai Lavori pubblici - aggiunge l'assessore Lucia Castellano - c'è l'impegno per una rapida demolizione e ricostruzione della scuola. I fondi sono sufficienti per ricostruire la scuola primaria; per la secondaria stiamo lavorando per reperire le risorse necessarie. Ci rendiamo conto dell'esigenza di garantire ai cittadini del quartiere la scuola primaria e secondaria. Il Comune è da oggi impegnato per assicurare il pieno svolgimento dell'at tività scolastica». Danni anche al carcere di San Vittore, dove secondo la Castellano «sono caduti alcuni cornicioni. Si sta provvedendo». ::: DINO BONDAVALLI  Nelle intenzioni delle associazioni e medici che si occupano dei bambini affetti da autismo, sarebbe dovuta essere pronta entro la fine del 2011. Invece, della nuova sede del Centro per l'autismo e i disturbi generalizzati dello sviluppo dell'Azienda ospedaliera San Paolo, che avrebbe già dovuto trovare posto in una struttura comunale in via Ovada, messa a disposizione dall'amministrazione Moratti alla fine del 2010, non c'è ancora nessuna traccia. Nonostante la gara per la ristrutturazione degli spazi, 1.150 metri quadrati di superficie attualmente a rustico, sia stata bandita dall'ospedale ormai più di un anno fa, e nonostante il Pirellone abbia già stanziato la somma (poco più di un milione di euro) necessaria per l'intervento, il procedimento è infatti tuttora aperto. E così i 150 minori da 2 a 17 anni che sono in carico al centro, gli operatori sanitari e i volontari dell'associazione Koala che collaborano con loro, sono ancora costretti a lavorare nella vecchia sede fatiscente di via Vallarsa (in zona piazzale Lodi), ormai inadeguata rispetto alle necessità del centro. Questo nel totale disinteresse di Palazzo Marino, che con il passaggio di consegne dall'amministrazione Moratti a quella Pisapia, sembra essere completamente dimenticato del Centro per l'autismo e dei suoi ospiti. «Il progetto di via Ovada è fermo da mesi - conferma Giambattista Lomartire, delegato Angsa Lombardia onlus (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) - e se prima, con l'assessore Landi di Chiavenna, avevamo frequenti consultazioni e un forte interessamento dell'am ministrazione nei confronti del nuovo centro, dopo il cambio di giunta, con il Comune non abbiamo più avuto alcun contatto». Nonostante la struttura di via Ovada sia di proprietà comunale, «né io, né Domenica Di Benedetto, altra delegata dell'Angsa, né Cesare Reale, presidente dell'associa zione Koala, abbiamo avuto rapporti di sorta con l'amministrazione. - prosegue Lomartire - Così, nel totale disinteresse dell'assessore alle Politiche sociali, siamo fermi alla stessa situazione di un anno fa, nonostante i fondi per effettuare l'inter vento siano già stati stanziati e nonostante tra i genitori dei bambini e lo staff medico ci siano totale accordo rispetto al futuro funzionamento del centro». Un vero peccato, considerato che la nuova struttura promette di diventare centro di riferimento a livello nazionale per la cura dell'autismo e dei disturbi dello sviluppo. Ma anche che, in attesa che la situazione si sblocchi, i bambini sono costretti a fare riabilitazioni in una sede piccola e in condizioni di forte degrado. UNA PIANTAGIONE IN CASA . Studente coltiva marijuana «È per la mia tesi in farmacia» (s. gar.) «Studio gli effetti clinici della marijuana». Così David De Castro, studente di Farmacia di 24 anni, ha spiegato ai poliziotti la presenza in casa sua di nove piante di canapa indiana alte un metro e mezzo. In via Bramante gli agenti hanno trovato lampade alogene, deumidificatori e fertilizzanti. La storia della coltivazione «per verificare gli effetti delle cure palliative» non è bastata a salvarlo dalle manette. Processato per direttissima, è in libertà con l'obbligo di firma. [Fotogr.]
45Venerdì 27 gennaio 2012
8 Venerdì 27 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: NUOVI EQUILIBRI Pace a sinistra? Sorrisi e minacce Vendola e Tonino incastrano il Pd I leader di Sel e Idv avvisano: al voto uniti, ma pronti a fare il quarto polo da soli. E Bersani cede al ricatto Verso le amministrative Casini lascia Fini col cerino in mano E riapre al Cav L'Udc frena sulla nascita di un partitone di centro con Fli. E Bocchino chiede ai suoi di superare il 5% ::: ELISA CALESSI ROMA  La foto è ancora monca. Nel senso che ieri,nella salaconferenze diMontecitorio, accanto ad Antonio Di Pietro e a Nichi Vendola, mancava Pier Luigi Bersani. Ma il segretario del Pd, come perfidamente ha fatto notare “Tonino”, era presente in spirito, visto che proprio lo stesso giorno della conferenza stampa di Sel e Idv ha rilasciato un'intervista all'Unità in cui rilancia il centrosinistra tradizionale. Si torna a Vasto? Nichi e Tonino ci sperano. E, forse, qualche ragione ce l'hanno. «Io e Di Pietro», comincia Vendola, «sentiamo la responsabilità di riaprire in forma simbolica e poi operativa un cantiere». Segue captatio benevolentiae: «E speriamo ci sia anche il Partito democratico, che è il più grande partito del centrosinistra». Non importa, aggiunge, se ora sembra dividerli il sostegno al governo Monti. «Anche chi gli dà la fiducia sa qual è il limite culturale e politico: non è il governo Monti che ha confidenza con i diritti dei lavoratori». Il giudizio sull'esecutivo resta critico. «Siamo compiaciuti che la scena sia occupata non dalle olgettine, ma dai professori. Ma non si può smantellare il welfare: essere onestamente feroci non ci conforta». In ogni caso, a prescindere da come si vota in Parlamento, «l'Italia chiede al centrosinistra di indicare una prospettiva». Diversamente, vinceranno i «populismi». Leggi Grillo. Si dice quindi certo che «non è difficile trovare punti di intesa» con il Pd: su lavoro, articolo 18, precarietà, costi della politica. E l'intervi sta di Bersani «è la riapertura di un dialogo importante».Quantoal terzopolo,concede che la foto di Vasto «non è compiuta», altri possono aggiungersi. Ma senza veti. Di Pietro, meno diplomatico, evoca già le elezioni, sapendo di sfrugugliare una tentazione che nel Pd c'è: «È tempo di ripartire e di dare al Paese un governo politico». E non pensa al 2013: «Mese più mese meno, bisogna dare al Paese la possibilità di scegliere». Anche lui dice di concordare «appieno» con l'intervista di Bersani, che riapre ad un'al leanza di centrosinistra sia pure aperta alle forze moderate. E chiede di riprendere i tavoli programmatici Pd-Sel-Idv, interrotti dopo la nascita del governo Monti. Non parlerà più «inciucio», come gli ha chiesto Bersani? «No», promette. Sul governo Monti, come si diceva, restano grandi differenze. «La competenza, a volte, può essere un'ag gravante», affonda Di Pietro. Mentre Vendola critica «l'insopportabile conformismo» che circonda l'esecutivo. Entrambi, però, guardano al dopo. Il tema vero sono le alleanze. Chi sceglierà il Pd? Vendola avverte che trasformare in coalizione la maggioranza che ora sostiene il governo sarebbe «insensato, contro natura, volgare». Se, però, si punta a questo, sappia il Pd che lui e Di Pietro sono «pronti a costruire un polo alternativo e di governo, non una forza minoritaria, di pura testimonianza». Di Pietro parla di un «patto» tra lui e Vendola, che resisterà a eventuali accordi per cambiare la legge elettorale e farli fuori: «Abbiamo la forza di resistere a qualsiasi soluzione bipolare». Bersani dice di «apprezzare i buoni propositi». Metà Pd, però, apprezza molto meno. Marco Follini chiede al segretario del Pd di lasciar perdere «la foto ingiallita di Vasto». Il veltroniano Walter Verini ricorda che «il Pd sta sostenendo un governo che sta cercando di salvare e cambiare l'Italia, un'ope razione che non si esaurisce domani», dunque «questa è la bussola su cui può essere impostato ogni dialogo». Ancora più chiaro è Andrea Martella, altro veltroniano: «Dopo il governo Monti non ci si potrà presentare con una coalizione che rappresenti questa maggioranza, ma nemmeno si potrà tornare alla foto di Vasto. Serve un'alleanza nuova, che metta insieme i riformisti». Ma non sono solo i veltroniani a frenare. Se Di Pietro «cambia atteggiamento e diventa ragionevole rispetto al governo Monti», dice il franceschiniano Antonello Giacomelli, «ben venga. Ma altri cantieri, oggi, proprio non ne vedo». ::: GIULIANO ZULIN  Come è messo male Gianfranco Fini... Cacciato dal Pdl, insultato dalla Lega e ora inascoltato da Pier Ferdinando Casini. Il presidente della Camera ha mandato avanti il suo braccio destro Italo Bocchino per chiedere più spazio all'interno del Terzo Polo. Ma la risposta è stata picche. Se ne riparla, con tanto di preoccupazione all'interno dei futuristi. Prima vediamo come vanno le amministrative, ci contiamo hanno fatto sapere dall'Udc - e poi si vede. Ovviamente i centristi hanno gioco facile a fare la voce grossa: sono già più strutturati e, soprattutto, incassano mediamente più del 6% alle elezioni. Mentre Futuro e Libertà non si è mai contata: i sondaggi la danno intorno al 3%, ma la realtà potrebbe essere molto diversa. Ecco perché i dirigenti del partito di Fini hanno pensato bene di spronare i coordinatori regionali con una specie di ultimatum: se userete il simbolo di Fli non potete non arrivare al 5%, pena la rimozione. Detto così, dicono i militanti e dirigenti locali futuristi, può essere anche un buon incentivo per darsi da fare e aumentare i consensi. Certo è che, se venisse applicato alla lettera il diktat, Bocchino rischierebbe una rivolta dentro il neonato partito. Anche perché - sostengono sempre i tesserati - «non potremmo accettare l'ipotesi B, ovvero lista civica se si pensa di prendere poco per non “sporcare” il simbolo». Ma come - spiegano - «noi ci autofinanziamo e viviamo di ideali, praticamente. E solo l'utilizzo del marchio inventato da Fini può permetterci di guadagnare qualche voto in più, perché siamo quasi tutti neofitidella politica, nonabbiamo un passato da spendere per convincere gli elettori a votarci». Ricapitolando, Fini vorrebbe presentarsi da Casini col 5% in mano e battere i pugni sul tavolo del Terzo Polo. Una tattica che il leader centrista ha già subodorato e astutamente dribblato. I fatti, secondo la ricostruzione dell'agenzia TmNews, sono questi: venerdì scorso il presidente della Camera ha “inviato” Bocchino da Casini e Lorenzo Cesa per discutere della grana Lombardo in Sicilia, delle prospettive del Terzo Polo, delle amministrative e in vista delle prossime Politiche. Il messaggio recapitato dal vicepresidente di Fli, riferiscono fonti centriste, suona più o meno così: fateci capire se credete ancora nella prospettiva del Terzo Polo, se avete intenzione di dar vita fin da subito a un percorso unitario, oppure ciascuna forza prenderà atto della situazione. La riunione, riferiscono le stesse fonti all'agenzia TmNews, si è conclusa con una tregua. Restano le divisioni: Fini vorrebbe da subito creare un unico soggetto, da testare già dalle amministrative. Un «partito della Nazione» che, fra l'altro, eviti a Fli, Udc, Api di correre separatamente e quindi di contarsi. Casini però preferirebbe attendere le elezioni, pesare i voti e, solo dopo, pensare di dar vita a un unico soggetto politico. Futuro e libertà, se la trattativa con l'Udc non dovesse decollare, avrebbe davanti due strade. Il primo scenario prevede una scelta “minimalista”, quella di correre alle amministrative facendo leva su molte liste civiche, evitando la presentazione del simbolo in ogni centro chiamato alle urne. Per questo il vertice del partito ha già invitato i responsabili regionali a far richiesta formale nel caso in cui si intenda presentare il simbolo. Con una clausola pesante: Chi non ottiene il 5% dei voti rimette il mandato di coordinatore. L'altra strada prevede che sia Fini a forzare la mano entro marzo. Lanciando la sfida all'Udc, pubblicamente, magari nel corso di un evento organizzato proprio per “in castrare”Casini. Peccato che il leader centrista - da maestro dei “due forni”- stia anche trattando addirittura con Berlusconi per la nascita di un Ppe italiano. E senza Fini. Insomma, l'effetto Monti è arrivato anche al Terzo Polo. Niente resterà come prima dopo i Professori. Pisanu entra in Futuro e Libertà. Non Beppe, però, bensì il figlio, Angelo. Ex azzurro, dal 2005 stava in disparte: «Mi sono dedicato al lavoro», dice. Ora si ricomincia e dentro Fli: da ieri è vicecoordinatore per gli Enti locali. «Credo in Fini e nel Terzo Polo», spiega. Si vociferava di un avvicinamento di Beppe, per ora Fli ha fatto presa sul figlio: «Non è una mossa contro il Pdl , anzi stimo Alfano». EX AZZURRO Pisanu junior entra in Fli Italia Oggi, pagina 5. Titolo: «C'è Montezemolo nella scatola nera». Catenaccio: «È sua la Octo Telematics. A darle battaglia sarà il gruppo Cobra». Occhiello: «La società in corsa per il business degli apparecchi per auto incentivati dal decreto Monti». Chiaro, no? Il governo tecnico rischia di favorire i soliti noti. Italia futura, cattive abitudini del passato. il graffio Italia futura vecchi vizi CASA DEMOCRATICA DA 24 MILIONI . Soru vende la sua villa Sotheby's mette in vendita la villa di Villasimius di Renato Soru. Una casa «con 103 ettari» di giardino e «una bellissima spiaggia privata». Si apprende così che Soru, autore della legge “salvaco ste” con cui nel 2004 vietò l'edificazione entro i 2.000 metri dalla battigia, fino ad oggi aveva una villa con spiaggia privata. Molto democratico. Come il prezzo: 24 milioni.
15Venerdì 27 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: GLI ANTAGONISTI DELL'ALTA VELOCITÀ ::: CHI SONO MAURIZIO “IL ROSSO” Paolo Maurizio Ferrari ha un pedigree criminale di tutto rispetto. Ha fatto parte del gruppo fondatore delle Brigate Rosse con Renato Curcio, Alberto Franceschini e Mara Cagol. Operaio Pirelli a Milano, nel 1972 era stato licenziato per le pericolose tendenze extraparlamentari: un profilo scomodo, di quelli che in fabbrica è meglio non avercene. E infatti, due anni più tardi, scattano le manette a Firenze, con l'accusa di aver partecipato ai sequestri del sindacalista della Bruno Labate e del dirigente Fiat Ettore Amerio. ANTONIO GINETTI Militante storico di Prima Linea, tra gli imputati nel processo storico di Firenze del 1983 al movimento, è stato successivamente arrestato in riferimento alla costituzione di un nuovo movimento armato “figliato” dall'ala Br vicina a Giovanni Senzani: smantellato il gruppo dal nome “Brigata Luca Mantini”, Ginetti all'epoca impiegato delle Poste - venne condannato a un anno di carcere. Figli e figliastri Cgil e sinistra difendono i nuovi terroristi I due pesi di Camusso & C: se guidi i Tir non puoi scioperare, se devasti una valle è tutto ok (...) non bisogna cedere «a frammentazioni e corporazioni». Quella giunta ieri dal palco del Forum di Assago, dove ieri era riunito lo stato maggiore della Cgil del nord Italia, è una condanna senza appello contro le manifestazioni dei “forconi”, definite «non solo spontanee sollevazioni, ma operazioni politiche» che generano «preoccupazione per le persone che ci sono dietro e che le strumentalizzano». Suonerebbe come un richiamo al senso di responsabilità e alla cultura della legalità, se non fosse per le contemporanee dichiarazioni di Giorgio Cremaschi, presidente del comitato centrale della Fiom-Cgil, a favore degli indagati dalla Procura di Torino per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento. Nell'ondata di arresti eseguiti ieri, il capo dei metalmeccanici vede sia «un'opera zione politica e repressiva» che «un segnale di intimidazione», diretto «non solo verso il movimento ma nei confronti di tutte le proteste che sono in atto in questo momento nel Paese che dimostra che dall'altra parte non c'è alcuna voglia di dialogare e di discutere». Che la Camusso e Cremaschi non siano perfettamente allineati, è arcinoto. E sarebbero anche esclusivamente fatti loro, se le posizioni discrepanti non riguardassero una questione rilevante di ordine pubblico. Viene spontaneo interrogarsi sull'at teggiamento reale del sindacato in una situazione socio-economica sempre più simile a quella già vissuta dalla Grecia, dove si apprestano a scendere in piazza agricoltori, pescatori, commercianti, notai, avvocati, benzinai, autoferrotranvieri, tassisti, farmacisti e camionisti. Non sarebbe sorprendente se i rappresentanti dei lavoratori tutelassero soltanto i propri iscritti. In fondo, non farebbero altro che dimostrare di appartenere alle «frammentazioni e corporazioni» condannate dalla Camusso. In questo caso, non c'è soltanto da sottolineare l'incoerenza politica, ma una mancanza di prudenza. C'è un serio rischio per la sicurezza, tanto più grave in quanto gli scontri della Val di Susa hanno visto la concentrazione di terroristi mai pentiti né dissociati delle Brigate Rosse e di Prima Linea, come Paolo Maurizio Ferrari e Antonio Ginetti, insieme a Giuseppe Tiano, «un prestigioso dirigente sindacale della Filctem e della Cgil calabrese», come lo definiva ieri il suo segretario Mario Sinopoli. In quella stessa prospettiva insurrezionalista, i protagonisti della guerriglia urbana che aveva devastato Roma il 15 ottobre scorso si erano subito diretti verso la Val di Susa per trovare rifugio presso i “compagni”e magari tornare a colpire le forze dell'or dine. Non è la prima volta che la Cgil si vede costretta a espellere suoi iscritti sospettati di far parte di una banda armata. Era accaduto anche nel febbraio del 2007, in coincidenza con l'operazione Tramonto. In carcere, quella volta, erano finiti i nuovi brigatisti che intendevano bruciare la redazione di Libero. Fra loro, c'era anche Claudio Latino, ora condannato a undici anni di detenzione e padre del diciannovenne Stefano, coinvolto nell'inchiesta torinese. Dovrebbero ripensare alle loro anche il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero, che ha accusato le forze dell'or dine di averlo «abbondantemente gasato» durante le manifestazioni no-Tav e Beppe Grillo, che sul suo blog ha definito gli arresti «un'operazione di geometrica potenza», paragonandola implicitamente all'azione militare con cui le Brigate Rosse rapirono Aldo Moro. Per la sinistra italiana è difficile se non addirittura doloroso prendere le distanze dai rivoluzionari di professione. Significherebbe sconfessare le radici ideologiche comuni, ma l'indul genza è ancora più pericolosa e ha causato troppi morti e troppo sangue nella storia italiana degli ultimi decenni. Reazione a catena Vendetta no global: occupiamo Torino A Roma occupata Trenitalia. Grillo cita Potere Operaio: «Operazione di geometrica potenza»  Torino, Milano, Genova, Bologna, Roma. La geografia delle proteste (fortunatamente pacifiche) scatenatesi dopo gli arresti dei 26 casseurs corri sponde con i centri nevralgici dell'antagonismo made in Italy, con le città dove ribolle il brodo di coltura fatto di centri sociali, occupazioni abusive e politica extraparlamentare. Sotto la Mole Antonelliana domani si svolgerà la manifestazione prevista da tempo del movimento anti Tav: «L'inizia tiva che abbiamo previsto per le vie del centro di Torino non è minimamente in discussione» ha assicurato Francesco Richetto, uno dei leader del movimento. Anche Beppe Grillo ha ovviamente voluto dire la sua: «Contro gli arrestatai un'opera zione di geometrica potenza» ha detto il comico citando l'espressione con cui Franco Piperno, di Potere Operaio, usò per compiacersi dell'eccidio di via Fani in cui fu sterminata la scorta di Moro. «Sono valsusino!» ha poi chiosato Grillo. A Torino qualche centinaio di studenti ed esponenti dei centri sociali ha sfilato in serata per le strade del centro bloccando il traffico prima di fermarsi in piazza Castello senza provocare incidenti. A Milano il corteo di solidarietà è partito dall'Università Statale: un centinaio di persone tra studenti e antagonisti è sfilato in centro scortato da un grande cordone di polizia e forze dell'ordine. In serata un'al tro presidio fuori dal carcere di San Vittore. “La valle non si arresta, Milano No Tav” era lo striscione sbandierato dai giovani che si sono spostati in piazza Fontana per poi venire dispersi dalla polizia vista la sproporzione delle forze in campo. Nella Capitale le proteste si sono concentrate nell'assalto alla sede centrale di Trenitalia, a Castro Pretorio. Decine di studenti ed esponenti di centri sociali sono saliti per un paio d'ore sul tetto dell'edificio che ospita gli uffici della compagnia chiedendo l'immediata scarcerazione dei 26 arrestati, tra cui due romani, uno studente della Sapienza e un esponente dei movimenti per il diritto all'abitare. Una cinquantina di rappresentanti del Movimento No Tav e del circolo “Aut Aut”sono invece scesi in piazza De Ferrari, a Genova: i manifestanti, che hanno acceso alcuni lacrimogeni, chiedevano la liberazione di Gabriele Filippi, il genovese di 28 anni fermato stamani e detenuto nel carcere di Marassi. Anche a Bologna universitari e centri sociali sono scesi in nelle strade per manifestare contro la polizia e gli arresti dei No Tav. Una cinquantina di giovani si sono radunati in Piazza Nettuno, mostrando striscioni e volantini, poi verso le 18 hanno improvvisato un corteo lungo via Rizzoli, bloccando per circa 20 minuti il traffico nei pressi delle Due Torri. Mentre tutto questo accadeva, il padre delle manifestazioni contro la Torino-Lione, Alberto Perino, arringava qualche decina di irriducibili nel presidio permanente di Vaie: «Questa operazione poliziesca di marchio fascista - ha urlato - è stata fatta non tanto per il movimento No Tav ma per l'Italia, per tutti quelli che in questo momento alzano la testa: per i camionisti, per i tassisti, per i pescatori, per i sardi e per tutti gli altri». Perino ha ribadito l'ap puntamento di domani a Torino, in cui verranno portati in città i «simboli» delle battaglie dei mesi scorsi: pezzi di alberi, bossoli di lacrimogeni, frammenti di recinzioni. Prova generale di una manifestazione Anti- Tav nazionale da organizzare a breve. E. CAV. Cortei di protesta degli autonomi a Torino ieri sera [Ansa] ::: segue dalla prima ANDREA MORIGI . Piero Baroni - “Quelli” della Uno Bianca Non è una fredda ricostruzione della sanguinosa “saga” della banda criminale imperversanti in Emilia-Romagna, seminando terrore e morte. Piuttosto una rivisitazione critica da parte di un inviato che ne raccontò le macabre vicende nei notiziari del Giornale Radio. Uno scenario, cupo, soocante, dove aleggiano inquietanti interrogativi alimentati dai disinvolti inquisitori: un'atmosfera scaturita dalle sorprendenti valutazioni e dagli incredibili, provvedimenti attuati da alcuni magistrati inquirenti. Tel. 02.58.31.28.11 www.grecoegrecoeditori.it pag. 236 € 12,00
Italia-Francia il 14 novembre 2012 Tra le amichevoli della Nazionale italiana di mister Parandelli, c'è anche la super sfida con la Francia. Ieri l'ufficializzazione della gara che si disputerà il 14 novembre 2012 in Italia. Già programmato il match amichevole con l'Olanda il 6 febbraio 2013 ad Amsterdam. Due turni a Mazzarri, salta il Chelsea Due giornate di squalifica ed ammenda di 3.000 euro per Walter Mazzarri in Champions. Lo ha deciso la commissione disciplinare dell'Uefa a seguito dell'espulsione del mister il 7 dicembre scorso, nel corso di Villarreal-Napoli, per comportamento antisportivo. Europei pallanuoto, Setterosa in finale Il Setterosa ha battuto la Russia, detentrice del titolo dal 2006, per 13-12 e si è qualificato per la finale degli Europei di Eindhoven (Olanda), che giocherà domani contro la Grecia campione del mondo in carica. Mercato Roma c'è Marquinho, il Bologna tenta Inzaghi ::: Il pallone di Luciano Diavolo e Signora, sfida continua Un flop la Roma in stile-Barça ::: LUCIANO MOGGI Clarence Seedorf, 35 anni, capitano di serata del Milan, festeggiata con lo splendido gol del 2-1 [Ansa]  Abitualmente bistrattata in passato dalle nostre parti, quest'anno la Coppa Italia si fa più bella. Quarti di finale combattuti, grandi protagoniste, Juve su tutte, Roma assai meno, gol capolavoro di Del Piero (chi aveva detto che non ne aveva più?). Ora tutti ad applaudire, miserie di una critica miope. Tra tanti potentati l'eccezione di due outsider, Chievo e Siena, la squadra della città del Palio in semifinale (storica) con il Napoli. Inter frantumata dagli azzurri e dal suo allenatore: tattica maldestra, Ranieri troppo preoccupato di concedere il contropiede agli avversari se n'è stato ad attendere, come la guarnigione in attesa del nemico nel deserto dei tartari. L'Inter ha quasi rinunciato a giocare per tutto il primo tempo in attesa della luce che l'av versario avrebbe potuto offrirgli, ma Mazzarri aveva già spento quella di Maicon sulla fascia, opponendogli Zuniga, e Sneijder era teso come una corda di violino, certamente non in sintonia con la tattica adottata dal suo allenatore. Il rigore ha schiodato il risultato e quando Ranieri ha capito che doveva invertire, era già troppo tardi. Poteva esserci ed anzi c'era un rigore per parte nerazzurra ma Celi non ha visto, s'è lamentata l'Inter, giusto, ma il Napoli ha rimbeccato duro: Sneijder meritava il rosso. Memoria corta Ognuno dimentica i favori ricevuti, tre giorni prima l'In ter aveva battuto la Lazio in campionato con un gol di Pazzini in fuorigioco e un mani da rigore di Lucio ignorato. Napoli splende e canta (e chi se non “o surdato 'nnammu rato”), De Laurentiis non si frena, ce l'ha con chi dopo Siena ha criticato la squadra: «Ma che volete?» Il patron azzurro sente ormai profumo di Coppa, si sente un Re Mida. Anche Ranieri sentiva profumo di Coppa (dopo otto vittorie consecutive), ora non più: il Napoli ha fatto di sicuro un'impresa, come dice Mazzarri, ma ha trovato una strada in discesa. La stagione dunque si veste ancora del dualismo MilanJuve. Anche in Coppa Italia sarà confronto fra le due favorite per lo scudetto, una sorta di finale anticipata. Il Milan pur rimaneggiato ha gestito al meglio la sfida con la Lazio: complimenti a Seedorf per l'eterna classe. Signora invece che ha ridimensionato la Roma. Luis Enrique l'ha vista egualmente bene: avrà visto forse un'altra partita. Capita a chi s'infervora di un progetto e ritiene di vederlo in progresso anche quando ci sono brutte cadute, come questa. La Juve non si nasconde più, brilla con la forza di un ritmo che stronca gli avversari. La Roma pensava di farlo in proprio, imitando il Barça, l'ha visto però interpretato dalla squadra di Conte, ma non se ne accorta e l'umiliazione è stata grande quando i bianconeri hanno tenuto palla con una fitta serie di passaggi, senza che i giallorossi riuscissero a interrompere la trama. Una squadra, la Roma, senza personalità, forte con le piccole, debole con le grandi. Totti era già uscito, o meglio non era mai entrato; Franco Baldini stava invece in tribuna d'onore; è l'uomo che, assieme al suo amico Auricchio, ha dato il via a Calciopoli, o meglio al ribaltone, come lui stesso l'ha definito in una intercettazione: sarebbe stata una cosa carina impedirgli di sedere tra i vip e magari mandarlo in curva tra gli ultras della Juve. «Orizzontal» Hector Cuper è quello che il 5 maggio 2002, perse con la Lazio all'Olimpico e la Juve sorpassò così l'Inter al fotofinish. Per coprire le sue incapacità, il cosiddetto “hombre vertical” alluse a «strane sensazioni». Ovviamente sfruttò a suo uso e consumo la vicenda Calciopoli ed arrivò fino al 20 settembre scorso a ripetere la stessa canzone, rilanciata dalla rosea nel settimanale “Extra time”. «Data fatidica, partita inspiegabile, come certe sensazioni». Di inspiegabile c'era stato solo il suo suicidio tattico. Cuper avrebbe fatto meglio a pensare a se stesso. Poco più di un mese dopo si allungano su di lui le prime voci di un giro di partite vendute e del suo pieno coinvolgimento, 200.000 euro in cambio di dritte sui risultati di due partite del campionato spagnolo e argentino. Cuper nega ma offre spiegazioni giudicate «penose». Non so come finirà, ma di sicuro, come hanno osservato altri, l' hom bre vertical è diventato “oriz zontal”. luciano.moggi@liberoquotidiano.it MILAN (4-4-2) ::: AMELIA 6: poche colpe sul gol; salva il risultato sventando di pugno una punizione di Hernanes. ::: ABATE 6.5: attento in difesa, riesce a spingere e ad inserirsi sulla fascia. ::: MEXÈS 5.5: sta ancora cercando Cissè. Sul gol del vantaggio laziale ha più di una colpa. ::: BONERA 5.5: troppi svarioni anche per lui. Quando la Lazio ci prova seriamente va sempre in affanno. ::: MESBAH 6.5: all'esordio in rossonero fa il suo dovere. Bravo anche quando spinge. ::: MERKEL 6.5: sempre presente nelle azioni che contano. Gioca la palla ed è lesto a rompere le trame del Milan. Poi si fa male e deve lasciare il campo. (dal 25'st Ibrahimovic 6.5: preferito a Inzaghi scatta sul filo del fuorigioco e segna il 3-1). ::: VAN BOMMEL 6: dà geometrie al centrocampo del Milan. ::: NOCERINO 6: partita di sostanza. Nel finale si fa ammonire e salterà la Juventus. ::: SEEDORF 7: se le ginocchia danno tregua è ancora un giocatore immenso. Se poi gioca da trequartista... Bellissimo il dribling che fa secco Dias con conseguente gol del il 2-1. (dal 28'st Emanuelson sv). ::: ROBINHO 6.5: segna il gol del pari e si muove bene. (dal 44'st Calvano sv). ::: EL SHAARAWY 7: ma quale Tevez, il vero fuori classe è l'italoegiziano. I gol rossoneri partono tutti dai suoi piedi. LAZIO (4-4-2) ::: MARCHETTI 6: non ha colpe sui gol. Poi è poco impegnato. ::: DIAKITE 5.5:subisce per tutto il tempo le incursioni degli attaccanti rossoneri. (dal 1'st Ledesma 6: con lui la difesa della Lazio si fa un po'più solida). ::: STANKEVICIUS 5.5: non è nella serata migliore. Come tutta la retroguardia laziale. ::: DIAS 5.5: si fa saltare da Seedorf in occasione del 2-1. ::: KONKO 6: nel finale di primo tempo toglie la palla dai piedi di El Shaarawy. ::: GONZALEZ 5.5: qualche spunto interessante in una giornata non brillantissima. ::: MATUZALEM 6: lì in mezzo fa quello che può, ma il centrocampo del Milan lo sovrasta. (dal 33'st Del Nero sv). ::: LUCIC 6: qualche spunto interessante, se la cava anche quando si trova a giocare da terzino. ::: HERNANES 5: dorme per 44', poi impegna Amelia su punizione. Poi torna a dormire. ::: CISSÉ 6: al 5'approfitta di una dormita della difesa per segnare. Ma è un fuoco di paglia. ::: ROCCHI 5: non la vede mai. (dal 18'st Klose sv). Lazio battuta 3-1, rossoneri in semifinale di Coppa Italia con la Juve. Cissé spaventa Allegri, poi si svegliano El Shaarawy, Robinho e l'eterno Seedorf. Chiude Ibra, Inzaghi ignorato ::: GAIA FRIGERIO MILANO  Manca ancora l'offerta ufficiale del Psg per Thiago Motta, (29 anni), ma il club parigino ha pronto un contratto a 4,5 milioni di euro che il centrocampista interista sarebbe deciso ad accettare. Il Psg deve mandare la proposta ufficiale all'Inter entro due giorni. In casa nerazzurra il difensore romeno Christian Chivu (30) ha smentito qualsiasi possibilità di trasferimento al Milan: «È stata una sparata dei media, guarda caso prima del derby: una scorrettezza. Nessuno ha parlato con la società, con me, o chissà con chi. E non accadrà». Salta anche lo scambio in mezzo al campo Muntari (27)-Kucka (24) con il Genoa. Oggi ci saranno le visite mediche di Caceres(24), nel frattempo la Juve vuole sistemare il centrocampo con Nainggolan (23) o Behrami (26). L'Udinese entro fine settimana chiuderà per Maxi Perez (25) del Penarol, e per Michele Pazienza (29) della Juve. A Roma ieri mattina è sbarcato Marquinho (25), e manca ormai solo la firma con la società giallorossa: il centrocampista del Fluminense, in prestito con diritto di riscatto, firmerà un contratto per i prossimi sei mesi. Il caso De Rossi (28) -Roma sta per concludersi con l'happy ending che vede il romanista restare nella capitale. Il ds Baldini è deciso: «Le cose sono delineate, non credo ci sarà da aspettare molto». Per Capitan Futuro è pronto un contratto quinquennale da 6 milioni di euro a stagione, inclusa una clausola rescissoria tra i 10 e i 15 milioni di euro, che l'eventuale società acquirente dovrebbe esercitare a un mese dal termine della stagione, in modo da lasciare ai giallorossi il tempo necessario per cercare il sostituto. Filippo Inzaghi (38) è rincorso dal Bologna e dal Siena, come confessa il presidente bianconero Valentina Mezzaroma: «Mi piace tantissimo, perché gonfia la rete. È una delle ipotesi, io ci spero tanto». ::: FABIO RUBINI Bastano tre minuti al Milan per far secca la Lazio e andare in semifinale di Coppa Italia (c'è la Juve). In vantaggio la Lazio al 5' con Cissé, la reazione rossonera è rabbiosa e prima Robinho (15') poi Seedorf (18') chiudono i conti. Ibra all'84' aggiunge la ciliegina. Bene El Shaarawy, Inzaghi si scalda mezz'ora ma non entra. MILAN-LAZIO 3-1 RETI: 5'pt Cissè; 15'pt Robinho, 18'pt Seedorf, 39'st Ibrahimovic. MILAN (4-4-2) Amelia; Abate, Mexès, Bonera, Mesbah; Merkel (25'st Ibrahimovic), Van Bommel, Nocerino, Seedorf (28'st Emanuelson); Robinho (44'st Calvano), El Shaarawi. All. Allegri. LAZIO (4-4-2): Marchetti; Diakite (1'st Ledesma), Stankevicius, Dias, Konko; Gonzalez, Matuzalem (33'st Del Nero), Lucic, Hernanes; Cissé, Rocchi (18'st Klose). All. Reja. ARBITRO: Gervasoni. NOTE: ammoniti Bonera, Nocerino. Troppo Milan
23Venerdì 27 gennaio 2012 G I O VA N I «La soluzione c'è: l'apprendistato» Il professor Bertagna: «È il contratto migliore per rilanciare l'occupazione e diventare un po' tedeschi» mercato, tendenze e offerte Ichino: «La Fiom rifletta sul flop a Pomigliano» Lavoro email: lavoro@libero-news.it  «Nello stabilimento di Pomigliano ci sono relativamente pochi iscritti alla Fiom rispetto alle proporzioni precedenti, perché molti iscritti alla Cgil assunti a Pomigliano, non si sono ri-iscritti perché se fosse per la Fiom oggi quello stabilimento non esisterebbe più». Così dai microfoni di Radio 24 il senatore del Pd, Pietro Ichino [foto Oly], ha risposto alla lettera della Fiom pubblicata ieri sul Corriere della Sera. «La Fiom - ha aggiunto Ichino - aveva dato indicazioni a tutti i lavoratori di votare no al referendum. Se avesse prevalso il no, quello stabilimento oggi non sarebbe più aperto. Poichè i fatti hanno una loro durezza, oggi i lavoratori vedono che cos'è Pomigliano e ne sperimentano i caratteri che non sono quelli della spremitura, come se i lavoratori fossero dei limoni o del lavoro più pesante di prima, perchè non è così! Lo stabilimento di Pomigliano è un gioiello anche dal punto di vista dell'organizzazione del lavoro e per le persone che vi lavorano. La Fiom ha di che riflettere». ::: GIULIA CAZZANIGA  ««Politica e burocrazia sindacale e amministrativa hanno impedito al Paese di superare quel che da 10 anni doveva esser superato. Partiamo da qui, con Giuseppe Bertagna, oggi direttore della Scuola di dottorato su “Formazione della persona e mercato del lavoro” dell'uni versità di Bergamo e dell'Adapt, già consulente di Letizia Moratti ai tempi del suo ministero all'Istruzione. Partiamo da qui per capire con lui quale sarà l'iter dell'apprendistato. Entro aprile dovranno essere messi a punto i regolamenti del Testo unico già approvato con il governo precedente. Ma il tempo è poco. E secondo Bertagna, «il rischio è perdere per l'ennesima volta l'occasione per rilanciare politiche non retoriche per la creazione di lavoro davvero qualificato e per diminuire il gap formativo che separa i nostri giovani da quelli degli altri più avanzati paesi Ocse». Apprendistato come sfida formativa ed economica del Paese, professor Bertagna? «Certo. Pensiamo forse di poter abbattere la distanza con Paesi come la Germania continuando strategie di 40 anni fa? Non è più possibile». E già 10 anni fa ne avremmo potuto avere gli strumenti? «Le leggi 30 e 53 del 2003, pur con i vincoli posti dalla politica, avevano evidenziato come, per rilanciare le imprese, la competitività e il lavoro in un mercato globalizzato, la chiave fosse la qualificazione in ingresso e continua. Con l'apprendistato in posizione centrale, sia per acquisire titoli di studio secondari e superiori sia per riqualificare professionalità adulte obsolete. Come accade in paesi come la Germania che oggi non a caso ha molti meno problemi di noi. Un apprendistato che funzioni in sinergia con il sistema dell'istruzione tecnico-professionale. Il nostro alto tasso di dispersione scolastica indica chiaramente che il problema non sono i giovani inadatti agli studi quanto la scuola inadatta a promuovere apprendimento in chi non si adegua al proprio paradigma teorico». E da allora ad oggi? «L'apprendistato è stato a poco a poco ridimensionato. Il Testo unico promosso dall'ex ministro Sacconi è l'occasione per rilanciarlo. Ma purtroppo in quasi tutte le Regioni italiane non può ancora contare sulla sinergia di un adeguato sistema dell'istruzione e formazione professionale». E se fossero le aziende a essere restie a questo tipo di contratto? C'è chi già invoca il contratto unico. «In realtà, l'apprendistato è il vero contratto unico. Formula non solo della vera flessibilità, ma anche della learning organization aziendale. Infatti, se il giovane impara in azienda, l'azienda impara a imparare. E a crescere. Prendiamo l'apprendista to in diritto-dovere, quello che consente ai giovanissimi di prendere una qualifica. Ebbene, è un servizio all'impresa stessa perché la irrobustisce, la fa riflessiva, innovativa; perfino, nelle piccole imprese, ripara al grave problema della successione imprenditoriale a cui purtroppo in Italia nessuno pensa». Questo fino a una certa età, perché se come ha detto il viceministro Martone se non si è laureati entro i 28 anni... «Era solo una battuta, non vale la pena di commentarla. Certo è che se obbligo a stare a scuola e in università un giovane che non apprende affatto, né con serenità, adoperando metodi astratti, ma ci sta solo per pressione familiare, mi aspetto per forza che arrivi in forte ritardo alla laurea, senza essere davvero cresciuto. Un percorso di apprendimento ben impostato basato sulla “pratica professionale” può essere invece una formidabile occasione formativa. A maggior ragione se questo percorso consente al giovane di ottenere, non solo qualifiche professionali, ma subito dopo anche diplomi, lauree e dottorati». Scolliniamo La vera sfida Stipendi leggeri ma più formazione per gli under 24  Le incredibili dimensioni raggiunte dalla disoccupazione giovanile e l'inadeguatezza di un sistema che penalizza i giovani sono sotto gli occhi di tutti e costituiscono una grave preoccupazione, anche in prospettiva, per lo sviluppo del nostro Paese. Parte del problema è costituito dal fatto che non si riconosce più l'importanza del lavoro manuale e che sia il sistema scolastico che la mentalità delle famiglie conducono i ragazzi a considerare negativamente queste tipologie di occupazione, di cui invece c'è grande bisogno in Italia. In questo contesto apprendere lavorando può risultare una grande opportunità per un cambiamento resosi ormai necessario e da realizzarsi anche attraverso l'utilizzo di strumenti contrattuali idonei allo scopo. Da qui nasce la mia riflessione sull'istituto dell'apprendistato, che ritengo possa essere considerato attualmente secondo due accezioni. Può innanzitutto intendersi come uno strumento in grado di sviluppare la formazione che la scuola non svolge, ponendosi come indispensabile punto di integrazione tra scuola e lavoro e contribuendo a favorire una rivalutazione ed un corretto apprendimento del lavoro manuale. Oppure può intendersi come un contratto di inserimento, meno rigido e meno costoso di altre forme contrattuali e da applicarsi nella prima fase della vita lavorativa delle persone. L'attuale impostazione non riesce però a rispondere compiutamente a nessuno dei due obiettivi, pur prevalendo la funzione di inserimento lavorativo. Il problema è che un contratto d'inseri mento con obblighi formativi, per essere efficace deve potersi applicare più semplicemente, garantendo inoltre una maggiore qualità della formazione. Non dev'essere ad esempio vincolato a tipologie di formazione svolte dal pubblico senza effettivi riferimenti ai contenuti necessari, deve godere di forti sgravi contributivi, di minimi contrattuali bassi e dev'essere pensato per una durata di tre anni, senza obbligo di conseguente assunzione a tempo indeterminato. Fondamentale è inoltre l'apertura che la normativa potrà dare alle Agenzie per il Lavoro, che sono in grado di farsi carico dello sviluppo professionale della persona riducendo il rischio che l'azienda pensi più al proprio interesse diretto che a quello della risorsa impiegata. Le Apl, in quanto “terze parti” compe tenti, sono nella condizione (...) di STEFANO COLLI LANZI* Giuseppe Bertagna segue a pagina 24
31Venerdì 27 gennaio 2012SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Lo spettacolo «Eretici e Corsari» Gioè, dalla fiction a Pasolini L'attore in scena con Neri Marcorè: «Amo il teatro, ma la tv dà più visibilità» ::: GIOVANNI LUCA MONTANINO  È reduce dal successo della fiction di Canale 5 Il tredicesimo apostolo: volto noto della tv, ha recitato in serie come Paolo Borsellino,Squadra AntimafiaeCo dice Rosso; al cinema, invece, è stato coinvolto in progetti importanti, come I cento passieLa meglio gioventù. Quello che non tutti sanno, però, di Claudio Gioè - palermitano, classe 1975 - è che il suo primo amore è il teatro: ogni volta che può torna sul palcoscenico. Come in questo periodo: è di scena fino al 28 gennaio allo Strehler di Milano insieme a Neri Marcorè, in Eretici e Corsari. Claudio, ci parli di questo spettacolo. «Il regista Giorgio Gallione ha voluto raccontare i rapporti tra due intellettuali non allineati, Pier Paolo Pasolini e Giorgio Gaber. Evidentemente, l'opera di Pasolini ha influenzato la produzione musicale di Gaber, soprattutto per quanto riguarda l'impegno civile e la contestazione. Entrambi non hanno mai avuto paura di compromettersi, dicendo quello che pensavano. Lo spettacolo è un'indagine filologica, che spiega come le parole di Pasolini si trasformano grazie alla musica di Gaber. A me è toccato dar voce al pensiero pasoliniano: interpreto le sue poesie e i suoi scritti. Neri Marcorè, invece, suona e canta Gaber. Il pubblico sente la mancanza di questi due intellettuali, secondo me, non vuole che siano dimenticati e si stupisce dell'attualità dei loro testi». Lei è molto legato al teatro. Ora, però, anche grazie al successo de Il tredicesimo apostolo, è diventato un volto noto della tv. Come vive questa popolarità? «Amo moltissimo il teatro: è da lì che ho iniziato, prima con l'accademia Silvio D'Amico a Roma, poi scrivendo e dirigendo alcuni spettacoli in una piccola compagnia. Ma il cinema e la tv danno una visibilità maggiore, è ovvio. Magari la gente ora viene a vedermi a teatro perché mi associa ai personaggi che interpreto nelle fiction: non mi dà fastidio, anzi. Se parliamo de Il tredicesimo apostolo, si tratta di una scommessa vinta: ho accettato subito di farlo, perché sapevo che il pubblico italiano aveva bisogno di novità e di cambiare genere. Abbiamo avuto il coraggio di osare, aprendoci a un tipo diverso di racconto. Non so ancora se la serie avrà un seguito il prossimo anno, ma per me è stata una bella esperienza». Claudio, lei ha recitato in molti film “im pegnati”. A quale di essi è più legato? «Credo a I cento passi, perché sviluppa tematiche che mi appartengono: la resistenza alla criminalità organizzata e la voglia di riscatto del meridione. Io vengo da Palermo, ho lasciato orgogliosamente lì la residenza e ci ritorno ogni volta che posso. I cento passi per me rappresenta anche la voglia di non abbandonare una terra al suo destino». Cos'altro le piacerebbe fare? Ha un sogno nel cassetto? «Non sono uno che vive di sogni! Mi piace lavorare, mi ritengo fortunato ogni volta che ho un lavoro e spero di continuare a esprimermi. Mi basterebbe questo. Devo dire che in Italia la situazione di noi attori è complessa: gli spazi sono ristretti e l'orga nizzazione delle arti, in generale, non funziona bene. Mancano il rispetto e la cultura: un artista subisce tutto questo, perché nonsisentepiù libero.All'estero, chi fa lavori legati all'arte gode di una considerazione diversa da parte dello Stato e della collettività; in Italia, invece, se sei un attore o un musicista, resti uno strambo o un fannullone, senza alcuna prospettiva». FILIBERTO «Farei Sanremo anche come sguattero» La rivelazione è il Mago Otelma L'ISOLA DEI RIFATTI Non c'è una tetta vera ma Savino batte la Ventura «C'era un volta un principe chiuso nella sua casa, che vedeva il lavoro da lontano. Un giorno si sveglia e dice al suo maggiordomo che vuole fare le cose da solo. Ci prova ma non ci riesce. Allora fa un appello ai suoi concittadini: fatemi lavorare, voglio scoprire la vita vera. Riceve un sacco di messaggi e con spirito combattivo ogni settimana affronta nuove avventure». Così il Principe Emanuele Filiberto racconta la sua favola, quella che lo vede ideatore (con Raffaele Bruscella e Andrea Boin) e protagonista del programma Il principiante. Il lavoro nobilita, in onda dal 31 gennaio in prima serata su Cielo (canale 26 del digitale e 126 di Sky) per 10 puntate. Il Principe si troverà a mungere mucche e pulire stalle a Rumo, in Trentino, a fare il muratore a Barletta, lo spurgatore di fogne a Jesolo e il toelettatore di cani a Milano. Ma sarà anche alle prese con altri mestieri, sempre suggeriti dai telespettatori. Il tutto con una buona dose di autoironia, senso dell'umorismo e l'intenzione di mettere in luce lavori spesso dimenticati: «È un periodo di crisi, ma ci sono persone che lavorano con anima e corpo e noi abbiamo voluto farlo vedere». Nei 45 minuti di programma Filiberto affronta un giorno di colloquio, uno di apprendistato e uno di lavoro effettivo e «anche se un mestiere non si impara in tre giorni» lui si mette in gioco davvero e alla fine viene giudicato. «Finora ho fatto la spalla, ora vorrei essere protagonista dei miei spettacoli», dice poi pensando al suo futuro, «ho firmato un contratto con una tv Usa per un format sul matrimonio che ho scritto io». E infine lancia un appello a Morandi: «Rifarei Sanremo domani, Morandi fammi tornare come velina, no, chiama Cielo e fammi venire a pulire il palco del Festival». ALESSANDRA MORI (...) siano rimasti sintonizzati su Raidue tratti in inganno dal primo piano di quel pezzo da museo di Carmen Russo, è forte, ma non vogliamo togliere meriti al conduttore. Conduttore nella cui forza mediatica la Rai credeva a tal punto da costringerlo al passaggio di testimone con Simona Ventura con tanto di videomessaggio benaugurale, manco fosse il bambino a cui il padre sul letto di morte dice “Prenditi cura di mamma e studia”. Comunque, visto che la prima puntata è più una carrellata sui personaggi che una soap, vado ad analizzare le prime folgoranti impressioni su ogni singolo protagonista, opinionista e inviato. Nicola Savino. Dopo cinque minuti è stato chiaro a tutti quale fosse l'eredità che Simona Ventura lasciava al programma: il botox. Questo povero uomo era convinto di avere una gatta da pelare e invece s'è ritrovato sette donne gatto da gestire. Tra Carmen Russo e Nina Moric, sembrava di stare nella colonia felina di Torre argentina piuttosto che negli studi di Via Mecenate. Va aggiunto che è ufficialmente la prima edizione di un programma in cui non c'è una tetta vera, compresa quella dell'in viato, per cui l'arrivo delle concorrenti nell'arcipelago honduregno ha più le sembianze di un disastro ecologico che dello sbarco di naufraghi. Premesso questo, va detto che Savino ne esce con onore. Diciamo che non ha il carisma della rockstar, ma se l'è cavata con un certo decoro. Unico consiglio: sappiamo che ha una dipendenza da Twitter pari solo a quella della Panicucci per le ciglia finte, però dovrebbe evitare di leggere i tweet degli spettatori perché il più interessante era su per giù: “Che bello il pareo di Flavia Vento! È puro cotone o misto acrilico?”. Vladimir Luxuria. Il fatto che Vladimir sia stata insindacabilmente la primadonna dell'Isola, la dice lunga sulla situazione del maschio italico. Certo è che a sentirla urlare “Taglia la corda, sposta il tronco, passa sotto, scava, pancia in su, corri, non inciampare!”, viene da pensare che piuttosto che star lì preferirebbe andare a svuotare i serbatoi del Concordia con la cannuccia del mojto, ma dissimula bene. Ci si chiede solo il perché si sia vestita da venditore di cocco col pantalone di lino bianco e una specie di mezzo caftano, ma confidiamo nel rinsavimento della stylist. Le tre opinioniste BarrialesAgosti-Moric sono il più grande mistero. Un autentico tripudio di neuroni. Una ola di sinapsi. Un florilegio di eloquenza. In tre non riescono a partorire un pensiero più elaborato del “metterà un po' di pepe nel programma”. Enzo Paolo Turchi e Carmen Russo. A parte il buon gusto della clip su Enzo Paolo in cui si rammenta al telespettatore distratto il IMPEGNATO Claudio Gioè. L'attore, in tv nella serie «Il tredicesimo apostolo» in onda su Canale 5, è anche in scena a teatro nello spettacolo «Eretici e Corsari» con Neri Marcorè [Oly] ::: segue dalla prima SELVAGGIA LUCARELLI . GLI «EROI» DELL'HONDURAS La prima puntata dell'«Isola», condotto da Nicola Savino ha intrattenuto 3.311.000 telespettatori, share 13.43%. Superata Simona Ventura (12.36% con 3.100.000 nel 2011). [LaPresse] suo antico problema di emorroidi, la visione dei due provoca confusione mentale con sporadici episodi di labirintite acuta. Tu li guardi e non sai più chi sia chi. Lei somiglia a lui che somiglia a lei che somiglia aun gattosiamese uscito dallo studio di Roy De Vita. Pare che per riconoscerli, gli autori ricorrano al test della ciambella: chi ci si siede sopra anziché buttarla in acqua, è Enzo Paolo Turchi. Den Harrow. Il dubbio è che qualcuno gli abbia dato il consiglio di ispirarsi al naufrago più famoso dell'Isola, Adriano Pappalardo, e lui si sia presentato conciato come Pappalardo versione sergente Scherone in Classe di Ferro. Fossi stato un autore, l'avrei invitato a rimanere nel boschetto di Viareggio a giocare a guerra simulata coi pallini di vernice. Cristiano Malgioglio non smentisce la sua vocazione di ruffiano da competizione. Ma non è tanto la t-shirt col faccione della Ventura a lasciare basiti, quanto il fatto che ha infilato due visibilissime spalline sotto la fruit, spalline che nella speciale classifica delle cose utili alla sopravvivenza su un atollo vengono subito dopo i sottobicchieri in madreperla. E sempre a proposito di materiale occultato sotto gli abiti, dedicherei una profonda riflessione a quello che si avvia a diventare il vero personaggio: il Mago Otelma. Se quello che si intravede negli slip non è un libro di magia nera in sei volumi, quest'uomo è sempre stato clamorosamente sottovalutato. E dai paramenti smessi dal mago Otelma, passerei ai quattro menti messi su da Flavia Vento. L'ex coniglietta di Playboy è convinta di essere Leopardi in pareo, per cui è probabile che gli altri naufraghi, al sesto componimento poetico declamato all'ombra dei palmizi, la tumulino sotto la sabbia, coperta da un nido dicormorano. Sugli altri c'è poco da dire: Rossano Rubicondi sembra doppiato da Galeazzi e si guadagna due minuti di primo piano mentre si pulisce i denti con l'unghia del mignolo manco avesse appena mangiato una pannocchia al sale, Arianna David si conferma simpatica quanto Claudia Mori col dito nella portiera della macchina, sulla testa di Cecchi Paone, inquadrata da dietro, ci sono meno capelli che su quella di William d'Inghilterra, infine Aida Yespica. Che sarebbe un personaggio trascurabile, se non fosse che con lei, Savino e Luxuria, sono riusciti a inanellare unaboiatadopo l'altra: dal gratuito “Aida, la maternità t'ha dato una luce straordinaria!” (sì, certo, quella pulsata per le smagliature), pronunciato da Savino, al commento di Valdimir: “Bella senza trucco e senza inganno!”(come se a lei il silicone sgorgasse naturalmente come l'acqua dalle rocce di montagna) e infine, sempre detto dal conduttore, un clamoroso: “Aida, mamma MA sempre bella!”. Come a dire: sopravvissuta a un'esplosione in un oleificio, ma ancora guardabile.
26 Venerdì 27 gennaio 2012 ::: le lettere lettere@liberoquotidiano.it @ commenta su www.liberoquotidiano.it Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell'oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. DISTRIBUTORE PER L'ITALIA E L'ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl - Via Aldo Moro, 2 - Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl - Via Carlo Pesenti, 130 - Roma S.t.s. S.p.A. - Strada V zona industriale, 35 - Catania L'UNIONE EDITORIALE S.p.A. - Viale Regina Elena, 12 - Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. - Viale delle Magnolie - Modugno (BA) CENTRO SERVIZI EDITORIALI Srl - Via del Lavoro, 18 - Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 23 anno XLVII Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH - Fr. 3.00; MC & F - 2.00. EDITORIALE LIBERO s.r.l. 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Si regolarizzino il diritto e le forme di sciopero, non è possibile che per più di 40 anni tutto sia stato ammesso, con l'avallo dei sindacati si occupavano strade, autostrade ferrovie ed aeroporti. Oggi improvvisamente gli autonomi diventano la causa dei danni d'Italia. Fulvio Bellani Gradisca d'Isonzo (Go) STRADE BLOCCATE/2 Concorrenza sleale dalle altre nazioni I “padroncini” protestano non solo per il caro-carburante ma anche per la concorrenza sleale che farebbero i camionisti stranieri. In Romania, il gasolio costava 1,20 al litro (non ho dati aggiornati): di bassa qualità finché volete ma il motore gira lo stesso. La cosa che fa impressione è che, sempre in Romania, la pressione fiscale è dell'8% e scaricano tutte le spese dal reddito: tutto significa tutto. In Romania non anticipano il 90% del reddito ma versano solo il tassabile reale. Da noi si versa il 90% del reddito dell'anno precedente e poi la differenza. Ed allora, cari Professori, non c'è storia quando ci dite che dobbiamo fare sacrifici per l'Europa. Diamoci le stesse regole e ne riparliamo. Francesco Montagner Treviso STRADE BLOCCATE/3 Camionisti figli di un Dio minore? Singolare che la protesta degli autotrasportatori sia capitata proprio nei giorni in cui i vertici del sindacato si sono seduti al tavolo del ministro Fornero, per discutere di flessibilità e di articolo 18. E vedere i sindacati impuntarsi per tutelare i diritti di migliaia di operai, ma non spendere una parola per quelli di altri lavoratori, macchiati dall'i nfamia di aver preso la partita Iva. Cosicchè, se il blocco delle fabbriche è giudicato legittimo, non altrettanto lo sono i blocchi stradali degli autisti in proprio, colpevoli forse di non aver scelto il mestiere della subordinazione come i loro colleghi della Fiat. Sono figli di un Dio minore. Angelo Cennamo e.mail LA STANGATA/1 Più tasse significano maggiore evasione Il governo Monti esagera. E quando la Casta esagera la gente non paga più le tasse, i servizi e le imposte. Aumentando la pressione fiscale (siamo ben oltre il 50% tra tasse dirette ed indirette) e lo sanno anche le pietre, aumenta necessariamente pure l'e v a s i one. I tagli che l'Europa, a suo tempo, aveva richiesto, Monti li ha fatti? Alla diminuzione del debito pubblico, al dimezzamento dei parlamentari, al taglio di tanti dirigenti pubblici che costano un occhio, all'annullamento di altrettanti Enti inutili, al funzionamento della giustizia, ecc… Monti ci ha mai pensato? Mauro Briganti e.mail LA STANGATA/2 La vera iniquità: gli sprechi di Stato Tasse: evaderle o non evaderle? Questo dilemma non esisterebbe se fossimo tutti onesti. Io, pensionato, non ho alternativa e quindi devo solo sottostare. Ma se fossi evasore per necessità (ad esempio per sopravvivere) non mi sentirei troppo disonesto perché avrei la certezza che lo Stato continuerebbe comunque ad essere iniquo: sprecherebbe, come sempre, buona parte delle mie “fatiche” perché impersonato da politici (quasi tutti) incapaci di distinguere il fattibile dall'impossibile fosse anche a danno della collettività più debole. Sergio Burani e.mail SONDAGGI Monti amato dal Pd? È l'uomo del Colle... Pongo una domanda retorica: ma davvero qualcuno è sorpreso di vedere il gradimento riscosso nei sondaggi da Monti e dal suo governo da parte degli elettori di sinistra? Io non lo sono minimamente, memore di chi è l'ideatore ed il regista di questa farsa, nonché il “suggeritore” di scelte politiche adottate sotto dettatura: Giorgio Napolitano, unico vero uomo politico di sinistra rimasto in Italia. Paolo Emilio Testa Roma QUIRINALE/1 Mandato da ridurre da 7 anni a 4 Una delle tante modifiche da fare alla costituzione sarebbe quella di portare a soli 4 anni il mandato del presidente della Repubblica impedendo a lui di allargarsi troppo ed a noi di sopportarlo meno. Paolo Ragazzi e.mail QUIRINALE/2 Caro presidente mandi tutti a casa Una supplica al “premier” Napolitano: per favore presidente, faccia cadere il suo governo di tecnici banchieri e ci aiuti a trovare altri tecnici, vanno bene anche se hanno studiato alla Radio Elettra di Torino e non alla Bocconi. I tecnici devono essere come piacciono a noi, che pensano a tagliare i costi non solo della Casta, banche e assicurazioni, ma anche dei tanti fannulloni che riempiono gli uffici dello Stato, Camera e Senato. Se permette anche dove Lei alloggia, il Quirinale appunto. Grazie “premier” presidente della sua Repubblica. Marco Scopetani Lastra a Signa (Fi) TECNICI DELUDENTI Speravo nel Prof Mi devo ricredere Quando ho saputo dell'arrivo dei professori della Bocconi, ho accolto la notizia con molta fiducia, ora però, dopo la tassazione sugli immobili e le altre gabelle, mi chiedo: siamo proprio sicuri che al governo siano arrivati i docenti? Non è che per un disguido a dirigere il paese ci ritroviamo i bidelli? Ovviamente con tutto il rispetto per questa categoria di lavoratori. Elio Cataldo e.mail OPPOSIZIONI Sullo «ius soli» Grillo ha ragione Mi fa piacere che la Lega sia entrata nel ruolo di partito di lotta. Mi sento abbastanza d'accordo anche con le idee del Beppe Grillo più avveduto degli ultimi tempi, il Grillo ora odiato dai suoi soci del Movimento 5 Stelle. Il motivo? Semplicemente Grillo non è schierato né a destra né a sinistra ma è un uomo che ragiona con la propria testa e quando parla di ius soli difende indirettamente le posizioni della Lega sul non essere d'accordo di dare la cittadinanza ai figli degli immigrati. Roberta Bartolini Genova RIFORMA ELETTORALE Sempre più urgente il voto di preferenza Da spettatori degli avvenimenti politici che stanno accadendo in questi giorni nella nostra Nazione e dopo i provvedimenti del Governo Monti per cercare di salvare l'Italia dal debito pubblico, noi elettori vogliamo essere protagonisti. Potremo diventarlo solo quando si avrà la possibilità di andare a votare ed eleggere i nostri rappresentanti con un voto di preferenza e non con elenchi preparati dai segretari di partito. Antonio Guarnieri e.mail COSTA CROCIERE Sugli «inchini» versioni discordanti L'amministratore delegato della Costa Crociere ha dichiarato che la società non era al corrente degli «inchini», ma segui la rubrica anche su www. A tu per tu di MATTIAS MAINIERO Facciamo un monumento ai muli Gentile Mainiero, ho visto solo oggi la sua risposta. Lei non ha commentato il punto fondamentale della mia mail: è un dovere pagare le tasse a uno Stato che pretende il 70% di ciò che si guadagna e si consuma? Il suo atteggiamento è quello dei muli: prendere le bastonate e lavorare. Lei, dato che è giornalista e scrive su Libero, che si professa liberista, deve scegliere che Stato vuole: socialista-keynesiano o liberista-scuola di Vienna. Con il primo, vuole uno Stato-mamma. Con il secondo, l'uomo libero di scegliere e uno Stato leggero che gli consente di scegliere, nel qual caso dovrebbe riconsiderare il suo principio “mulesco” secondo cui “le tasse si pagano e basta”. Massimiliano Vono e.mail Voglio uno Stato libero. Dai truffatori, dagli evasori, da chi inventa scuse per non pagare le tasse. Libero da minuscoli politici considerati statisti. Non so se questo significhi essere keynesiani o liberisti. So, però, che quel 70% di tassazione di cui lei parla non è solo frutto di modelli economici sbagliati. E' frutto, in gran parte, di un Paese che si rifiuta di fare il proprio dovere. I politici (destra e sinistra) hanno sbagliato. Ma hanno sbagliato perché glielo abbiamo permesso, perché molti di noi li hanno scelti sapendo che avrebbero sbagliato, avrebbero allargato i cordoni della borsa e permesso di sbagliare anche a tutti gli altri. Quando li abbiamo votati, non abbiamo pensato se erano keynesiani o liberisti. Abbiamo solo tentato di capire se le loro strampalate politiche ci potevano fare comodo. Ciò detto, non ho difficoltà ad ammettere che lei ha ragione sull'ecces sivo peso fiscale. Sbaglia, se permette, in una sola cosa: la tassazione eccessiva è come la febbre alta. E' un sintomo della malattia. La causa è questo Paese (politici in testa) che se ne è sempre strafottuto di keynesiani e liberisti e ha sempre pensato al personale tornaconto riuscendo a realizzare un record mondiale: 120 miliardi di euro di evasione annuale. E comunque, non disprezzi i muli: sono loro, con la loro ostinazione, che hanno portato avanti il Paese, tirando la carretta, pagando le tasse e permettendo agli altri di evadere. Io gli farei un monumento. Anche perché saranno loro a salvarci, non i cavalli di razza che galoppano lontano da quel rispetto delle regole senza il quale tutto è destinato al fallimento. Come la nostra storia spiega, come i 120 miliardi di euro evasi confermano e come in troppi si ostinano a non voler comprendere. mattias.mainiero@liberoquotidiano.it
42 Venerdì 27 gennaio 2012 LOMBARDIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Pavia Lite nonna-nipote su 500mila euro vinti I giudici combattuti ::: LIDIA BARATTA PAVIA  L'odore dei soldi, a volte, inebria più dei legami di sangue. Tanto che a Pavia una nonna e una nipote da quasi tre anni si contendono nelle aule di tribunale un biglietto Gratta e vinci da 500 mila euro. In un primo momento, Maria Luigia Prina, 82 anni, era stata accusata del furto del tagliando, e per lei era stata chiesta una condanna a 13 mesi. Ma dopo che il giudice Cesare Beretta ha trasmesso gli atti alla procura ritenendo l'ac cusa inammissibile, il processo è ripartito davanti al gip Luigi Riganti. Il reato contestato, ora, è di appropriazione indebita. Nei prossimi mesi verranno sentite di nuovo le parti e i testimoni. E il pubblico ministero farà la sua richiesta. Il biglietto conteso è stato acquistato il 16 maggio 2009 in un supermercato lungo la via Vigentina. Dopo aver fatto la spesa, la nipote di Maria Prina, Isabella Montemezzani, di 21 anni, e il fidanzato Nicolas Gaffuri avrebbero comprato il tagliando. Quello che ancora resta da chiarire è chi decise di comprarlo e soprattutto chi pagò. Perché dopo aver grattato con la monetina la patina argentata, la nonnina 82enne ha subito reclamato i 500 mila euro, sostenendo di aver sborsato i soldi per comprare il coupon. I due giovani, al contrario, assicurano di averlo pagato con i propri soldi. Isabella, insieme alla madre, al fidanzato e al padre di lui, si è costituita parte civile nel processo. Uno scontro nelle aule giudiziarie che dura ormai da più di due anni. E rischia di continuare ancora a lungo. Con una novità: il biglietto, che era stato posto sotto sequestro a disposizione del tribunale di Pavia, è stato finalmente incassato. E i 500 mila euro sono stati depositati su un conto corrente per il quale è stato anche nominato un custode, il commercialista Lucio Aricò. «Il gip ha accolto la nostra richiesta - spiega l'av vocato di Maria Prina, Giancarlo Cei -. Comunque vada, è stato così scongiurato il rischio che il concorso potesse scadere, con conseguente perdita del denaro». Lago di Lecco Mangiano i pesci rari Caccia ai cormorani Già uccisi 21 esemplari perché mettono a rischio le alborelle ::: PAOLA SANDIONIGI LECCO  Colpi di fucile contro i cormorani, rei di mangiare a sbafo le alborelle, sempre più rare in quel ramo lecchese del lago di Como. Ben 611 cormorani che si ingrassano alle spalle degli altri rovinando l'eco sistema, e dando un colpo basso alle specie autoctone, già in parte compromesse dagli stranieri, come il pesce siluro. Detto fatto l'Amministrazione provinciale ha mandato i suoi uomini a sistemare le cose. Armati di fucile hanno già sparato alla grande. Dal 5 dicembre scorso al 19 gennaio le doppiette autorizzate da villa Locatelli hanno sparato 67 colpi in aria per disperdere i branchi di cormorani che si stavano avventando sulle alborelle, e 65 colpi di abbattimento di cui 21 andati a segno. La questione è finita sui tavoli del consiglio provinciale. Tutti contro i cormorani, che sembra siano proprio antipatici a molti: ai pescatori, ai cacciatori e agli ambientalisti che vogliono mantenere le specie autoctone. L'assessore all'Ambiente Carlo Signorelli ha spiegato, che l'obietti vo è quello di ridurre la presenza dei cormorani, ma che l'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, non ha ancora alzato le quote di abbattimento consentito, in quanto i cormorani sono protetti. Si parla di passare da un 10 per cento di abbattimento consentito a più del doppio, al 25 per cento. I pescatori non vedono l'ora che questi pennuti spariscano: mangiano le alborelle e non solo, lasciando loro a mani vuote. I cacciatori li odiano perché rubano spazio a specie cacciabili che non riescono a proliferare. Alla fine sono stati censiti 611 cormorani nel lecchese. Un numero tutt'altro che ridotto. A difendere i cormorani c'è Gaia, l'associazione a sostegno degli animali. Il residente Edgar Meier è schietto. «Siamo al limite della legalità. Potremmo stare a discutere all'infinito, ma sparare in questo caso è legale. E' assurdo che ancor'og gi si utilizzino questi metodi - puntualizza Meier -. Ci sarebbero altre possibilità meno invasive, come la pillola per contenere lo sviluppo di questi pennuti: lo fanno anche coi piccioni». Ma non solo. «Si potrebbe spaventarli e dirottarli in zone dove non possono mangiare i pesci continua Meier -, magari con le grida attraverso dei megafoni. Purtroppo li abbattono in provincia di Lecco e in tante altre zone, quando si potrebbero trovare soluzioni alternative». Basterebbe un confetto nel cibo per contenere le nascite. Basterebbe spaventarli e mandarli lontani dal lago, però in montagna ci sono i cacciatori che non li vogliono, e così alla fine gli sparano. Dei 65 colpi di abbattimento già 21 sono andati a segno. E non è che l'inizio, a meno che l'Ispra non corra ai ripari e blocchi i limiti, anzi che non passi dal 10 al 25% come in previsione. ANIMALISTI FURIOSI I cormorani sul lago di Lecco pescano le alborelle, specie sempre più rara. Così la Provincia ha deciso di aprire la caccia ai cormorani per cercare di limitare i danni. Peccato che, come sostengono gli animalisti, per contenere il proliferare dei cormorani basterebbe dare loro la pillola come si fa con i piccioni Olycom
Moody's nel 2012: -12% di immatricolazioni Il governo ringrazia Fiat: sì agli incentivi Il mercato dell'auto è in recessione e Catricalà spiega che al più presto «servono aiuti non selettivi» che piacciano anche alla Ue. Da finanziare col gettito Iva. Forse un premio dopo l'accordo su Termini Made in Italy Simest si difende: non abbiamo violato le leggi europee ::: NINO SUNSERI  Il piano degli incentivi all'auto prende consistenza. Dopo i primi cenni del ministro dell'Ambiente, Clini, interviene distrattamente il sottosegretario Antonio Catricalà. Il gran ciambellano di Palazzo Chigi spiega che il mercato dell'auto «ha bisogno di un sostegno». Tuttavia «non selettivo». Insomma deve essere spalmato su tutta l'offerta e non privilegiare un costruttore in particolare. Dunque non sarà una rottamazione fatta su misura per la Fiat come accaduto spesso in passato (basterà ricordare la prima della serie fatta da Prodi nel '97). «Tanto più -aggiunge Catricalà- che la Ue non lo consentirebbe». In ogni caso queste semplici affermazioni hanno messo le ali al titolo del Lingotto che ha guadagnato il 3%. Non è nemmeno da escludere che qualche promessa su futuri incentivi abbia ammorbidito il Lingotto nella trattativa su Termini Imerese. Alla fine, infatti, l'azienda ha allargato i cordoni della borsa per agevolare l'esodo degli esuberi. In questa maniera l'opera zione è andata a posto spianando la strada alla Dr Motors di Massimo De Risio. Di corsa anche Fiat Industrial (+2,5%) ma per motivi diversi. I risultati di Caterpillar sono stati estremamente interessanti lasciando immaginare una stagione dorata per tutto per il mercato dei trattori. Sull'auto, invece, incombe la recessione. Per questo insiste Catricalà, è necessario intervenire il più in fretta possibile (marzo?). Ma come ? «Non è un tema di mia stretta competenza -si schermisce il sottosegretario alla Presidenza- anche perchè c'è un problema di copertura finanziaria». In realtà quello delle risorse è una difficoltà non insuperabile. E' vero che lo Stato dovrebbe mettere a disposizione risorse fresche. Tuttavia avrebbe dei guadagni in termini di Iva e, più in generale, di tasse sugli utili di fabbricanti, concessiocia (-10%). Un rallentamento cui si contrappone il boom nel resto del mondo. L'auto, trainata dai Paesi di nuova industrializzazione, dovrebbe crescere del 4,4% nel 2012 e del 4,5% l'anno successivo. Per far ripartire l'Italia c'è solo la rottamazione. Spiega Gian Primo Quagliano, direttore del centro Studi Promotor: «C'è una domanda di sostituzione arretrata che proviene in particolare dalle flotte aziendali, che rappresentano il 25% del parco auto» Nel 2009 il duplice effetto degli incentivi ecologici (1.550 euro per gpl e metano) e rottamazione (1.550 euro) aveva portato le immatricolazioni di auto ecologiche dal 5% del totale al 20% (640mila vetture). Nel 2011 la quota di mercato è tornata ai livelli pre-incentivi (210mila). Infine, i costi del carburante: «La differenza tra benzina, metano e gpl non è mai stata così elevata». Il 16 gennaio il prezzo medio della prima era pari a 1,709 euro al litro, contro il gpl a 0,754 euro al litro e il metano a 0,940 al chilo (0,622 al litro). Si tratta di un elemento da non sottovalutare, volendo immaginare un vera strategia «cresci-Italia». IN EUROPA MEGLIO CHE IN ASIA . Ferragamo chiude con +26% di ricavi Ferragamo chiude il 2011 con 986 milioni di ricavi, in aumento del 26,2%, con crescite significative in tutte le aree geografiche, linee di prodotto e canali distributivi. Nel solo quarto trimestre, la crescita dei ricavi, rispetto al 2010, è stata pari al 23% a cambi correnti (+19,7% a cambi costanti) passando da 231,8 milioni a 285,2 milioni di euro. L'incremento dei ricavi del gruppo «è stato fortemente supportato dalla crescita organica registrata nel canale Retail (il like-for-like è infatti aumentato del 16,4% rispetto all'esercizio precedente) e conferma la strategia di Ferragamo, che puntando su un'altissima qualità di prodotto e sul «Made in Italy», soddisfa pienamente le aspettative della clientela globale, dice il comunicato. Nel 2011 tutte le aree geografiche, ad eccezione del Giappone (+0,8%, pari a un -4,4% in valuta locale), hanno registrato crescite prossime o superiori al 30% sia a cambi correnti che a cambi costanti. L'area Europa ha registrato nel 2011 una crescita dei ricavi pari al 30,8%, con un incremento del 35,7% confermando la «capacità di intercettare i flussi turistici globali». [Olycom]  In relazione all'articolo apparso su Libero il 22 gennaio 2012, a firma di Attilio Barbieri, sui prodotti agroalimentari taroccati del Made in Italy finanziati da Simest, ci corre l'obbligo di alcune doverose precisazioni in rettifica alle inesattezze contenute nell'articolo. L'intero sistema di supporto all'internazionaliz zazione italiana e in particolare Simest, si muove in maniera virtuosa e secondo regole ben codificate. Va sempre ricordato che per Simest vige il divieto assoluto di finanziare aziende che delocalizzano e ciò ai sensi dell'articolo 1, comma 12, della legge n. 80 del 2005 e che mail e iniziative della Società hanno generato crisi occupazionali o contenziosi legali e sindacali, come sostenuto erroneamente nell'articolo. Anzi, al contrario di quanto scritto, senza le opportune verifiche, dal 1991 ad oggi, Simest ha affiancato 7000 aziende italiane in oltre 90 Paesi con effetti positivi per la competizione delle aziende e l'occupazio ne in Italia. La nostra è una società solida, profittevole e in crescita che non costa nulla allo Stato, ma anzi distribuisce dividendi. Il problema del «taroccamento» del Made in Italy, soprattutto nel settore agroalimentare, non può certamente coinvolgere l'at tività di supporto finanziario alle aziende italiane che competono sui mercati internazionali. Supporto puramente finanziario e non di gestione delle aziende citate. La Simest opera per il rafforzamento, lo sviluppo e il potenziamento delle imprese italiane in tutti i settori, rispettando in maniera rigorosa tutte le regole. In particolare nel settore agroalimentare i progetti di investimento acquisiti ad oggi sono 44, per un impegno Simest pari a 68 milioni di euro su un capitale sociale di 373 milioni a fronte di investimenti complessivi pari a 615 milioni, il tutto realizzato con impianti di provenienza italiana per l'elevato know how delle nostre imprese. Nei casi di specie va ribadito che per quanto riguarda Lactitalia non è stata riscontrata - dalle varie autorità - alcuna violazione delle leggi e delle norme che regolano il Made in Italy, così come accertato in data 21 ottobre 2010 dalla verifica ispettiva interministeriale presso lo stabilimento Lactitalia Srl in Romania dai rappresentanti della Direzione generale prevenzioni e repressione frodi del Ministero delle Politiche Agricole e dalla Direzione generale lotta alla contraffazione nonché dalla Direzione generale politiche di internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico. Mentre l'intervento nella società Parmacotto Italia attiene al potenziamento della struttura industriale nazionale. La strategia industriale del nostro Paese e la difesa del brand Made in Italy nel mondo meriterebbero invece un discorso molto più articolato ed approfondito di quello di cui all'articolo, discorso al quale volentieri daremmo il contributo di chi opera da anni nel settore. Avv. Giancarlo Lanna presidente Simest Spa Ing. Massimo D'Aiuto, ad Simest Spa Personalmente accetto volentieri di essere corretto. Mi dispiace però per l'avv. Lanna e l'ing. D'Aiuto: non ho mai scritto che Simest finanzia aziende che «hanno generato crisi occupazionali o contenziosi». Prendo atto che per l'even tuale «taroccamento» di prodotti Made in Italy da parte di società partecipate, Simest si autoassolve visto che fornisce un «supporto puramente finanziario di minoranza». Sulla verifica degli ispettori ministeriali mi riservo di fare un supplemento d'indagine. Il materiale fotografico in mio possesso dimostra che Lactitalia produce in Romania con latte locale e ungherese formaggi con denominazioni italiane. Non sarà un reato, ma è concorrenza sleale. A.BAR. nari, officine. La situazione attuale molto tesa. Scese a 1,680 milioni nel 2011, le immatricolazioni in Italia potrebbero tornare a quota 1,748 milioni nel 2012 grazie agli incentivi e a 2 milioni nel 2013, poco sotto la soglia minima di sopravvivenza per il settore valutata in 2,250 milioni di unità. In assenza di interventi, invece, il mercato potrebbe tracollare. Moody's ha diffuso le previsioni sul 2012. Risulta un calo generalizzato delle immatricolazioni in Europa (-6,2% a 13,4 milioni). Male Italia e Gran Bretagna (-7%). Malissimo la FranBuste paga Retribuzioni giù, sale l'inflazione Siamo tornati al '95  Nel 2011 l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie è cresciuto dell'1,8% rispetto all'anno precedente. Lo rende noto l'Istat. A dicembre l'indice ha registrato una variazione nulla rispetto a novembre e un incremento dell'1,4% rispetto a dicembre 2010. Con riferimento ai principali macrosettori, rileva Istat, a dicembre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a dicembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1%). Per tutti i comparti della pubblica amministrazione, a eccezione dei vigili del fuoco, come pure per quello del credito e assicurazione si registrano, invece, variazioni nulle. Nel mese di dicembre, per l'insieme dei contratti monitorati dall'indagine, non è stato ratificato alcun accordo. Alla fine di dicembre 2011 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 68,6% degli occupati dipendenti e al 63,1% del monte retributivo osservato. La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 31,4% nel totale dell'economia e del 10,7% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di 24,9 mesi nel totale e di 27,6 mesi nell'insieme dei settori privati. Nel 2011 la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,8%) e l'inflazione (+2,8%) ha raggiunto un divario pari a 1 punto percentuale, il più alto dal 1995. A dicembre il divario tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,4%) e l'inflazione (+3,3%) su base annua, ha toccato una differenza pari a 1,9 punti percentuali. Si tratta del divario - comunica l'Istat - più alto dall'agosto del 1995, quando aveva toccato 2,4 punti percentuali. Gli indici Borsa Milano-FTSE Mib Borsa Londra-FTSE 100 Borsa Parigi-CAC 40 Petrolio - al barile Euro/Dollaro +0,35% 16.111,04 3.363,23 111,16 $ 1,31455.795,20 +1,53%+1,26%+1,71% +1,57%
19Venerdì 27 gennaio 2012ESTERI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Scandalo sul colosso dei pc La Apple schiavizza i bimbi cinesi Se la gente sapesse addio iPhone Incidenti mortali e suicidi: un'inchiesta del «New York Times» accusa il marchio di Jobs ::: ALESSANDRO CARLINI  Il grande successo di fatturato della Apple ha un prezzo terribile che viene pagato dagli operai cinesi che producono i gioielli della tecnologia Usa, come gli iPad e gli iPhone. Un'inchiesta del New York Times svela i retroscena e i numeri agghiaccianti di una sorta di schiavitù a cui sono condannate migliaia di persone che rischiano la vita ogni giorno e si accontentano di un magro salario. Questo mentre il mondo occidentale identifica da anni la casa di Cupertino come faro dell'anticonformismo e del libero pensiero. Per non parlare del defunto fondatore della Mela, Steve Jobs, a cui sono state dedicate statue e scuole in diversi Paesi. Ma dietro l'apparenza e il mito c'è ben altro: incidenti mortali, centinaia di infortuni, suicidi nelle fabbriche della Cina in cui si realizzano le prodigiose invenzioni di Jobs e dei suoi eredi. I lavoratori sono costretti a turni massacranti, sette giorni su sette, e vivono in dormitori superaffollati. Alcuni hanno raccontato di aver passato talmente tanto tempo in fabbrica da non riuscire a camminare per il gonfiore alle gambe. Per costruire i prodotti della Apple, sono stati utilizzati anche minorenni e i fornitori della compagnia hanno smaltito rifiuti pericolosi illegalmente e falsificato documenti. Secondo un rapporto del 2011, redatto da alcune organizzazioni ecologiste cinesi, che hanno studiato 29 imprese che producono nel Paese orientale, la Apple è agli ultimi posti per rispetto dell'ambiente, in compagnia, tra gli altri, della Nokia e della Sony. Non solo, in certi casi la collaborazione della società americana è stata minima, mantenendo il riserbo sulle strutture in cui vengono realizzati i suoi prodotti. La violazione delle regole per inseguire i bassi costi contribuisce a spiegare gli ultimi straordinari successi della società californiana. Il primo trimestre dell'anno fiscale si è concluso con un utile netto più che raddoppiato a 13,6 miliardi di dollari, a fronte dei 6 miliardi di dollari dello stesso periodo dell'anno scorso, e con ricavi in aumento del 73% a 46,33 miliardi di dollari. Sono stati venduti 37,4 milioni di iPhone, il 128% in più rispetto all'anno precedente, e 15,43 milioni di iPad con una crescita del 111%. Il costo in termini umani dovrebbe però far riflettere ancora di più. Due anni fa, 137 dipendenti di un fornitore di Apple in Cina orientale sono rimasti feriti dopo che era stato loro ordinato di usare una sostanza chimica velenosa per pulire gli schermi degli iPhone. Sempre nel 2010 diversi lavoratori della Foxconn, gigante dell'elettronica, si suicidarono a causa dei salari da fame. Negli ultimi sette mesi dello scorso anno si sono verificate due esplosioni nella fabbriche degli iPad, inclusa quella a Chengdu, che ha causato quattro morti e 77 feriti. Prima di questi incidenti, la Apple era stata informata da un gruppo di dipendenti dei rischi che si correvano all'interno degli impianti. «Quello che è moralmente ripugnante in un Paese viene accettato come pratica normale in un altro, e le compagnie se ne approfittano», ha detto al New York Times Ni cholas Ashford, ex presidente della Commissione nazionale americana per la sicurezza sul lavoro. I dirigenti del colosso Usa sostengono che negli ultimi anni sono stati fatti progressi notevoli grazie al codice di condotta imposto ai fornitori cinesi. Ma basta leggere i rapporti della società per accorgersi di ripetute violazioni di queste regole. Nelle scorse settimane poi un centinaio di dipendenti dell'impianto nella città cinese di Wuhan, capoluogo della provincia centrale dell'Hubei, erano saliti sul tetto dello stabilimento e avevano minacciato il suicidio in caso di mancato versamento del sussidio per la disoccupazione promesso da tempo. Sembra che però questo poco importi ai clienti-fan della Mela, che anche se conoscono tutti questi soprusi continuano a fare la fila per acquistare un nuovo modello. Già tutti pensano all'iPhone 5, che dovrebbe uscire la prossima estate. Nei blog non si parla d'altro, di come sarà fatto - sarà di forma più lunga e più larga degli ultimi due gioielli? - e quali funzioni avrà. Non certo dichi lo dovrà costruire. Arrestato il francese delle protesi killer È stato arrestato Jean-Claude Mas, il fondatore della ditta Poly Implant Prothese (Pip) accusata di aver usato silicone industriale e più economico nella fabbricazione delle protesi mammarie. Mas è stato arrestato nella sua villa nel sud della Francia perchè indagato per omicidio involontario e per aver provocato un enorme allarme sanitario. Non solo in Francia, dove si ritiene che siano state impiantate 30mila protesi difettose, a rischio di rottura ed infezione, ma in molti altri paesi è stato consigliato alle donne di rimuovere le protesi. Si stima che siano state vendute circa 400 mila protesi mammarie Pip in tutto il mondo. Pakistan, farmaco uccide 100 persone È salito a cento il bilancio delle vittime di un avvelenamento prodotto da un farmaco low-cost somministrato a malati di cuore in diversi ospedali di Lahore, nella provincia centrale pachistana del Punjab. Secondo una commissione di inchiesta, il bilancio potrebbe ancora salire dato che circa 20-25 mila pazienti hanno ingerito il farmaco killer distribuito gratuitamente. A Rio de Janeiro crollano due palazzi Due palazzi sono crollati a Rio de Janeiro, in Brasile. Almeno due morti e undici feriti. Ma il bilancio di sangue potrebbe salire perché vi sono ancora almeno 16 persone intrappolate nelle macerie. Erano passate da poco le 20.30 di mercoledì sera quando i 18 piani dell'edificio Liberdade, nella Rua Treze de Maio, in pieno centro finanziario della città, sono improvvisamente franati. Il cedimento, forse avvenuto a seguito di un'esplosione di gas, ha prodotto il crollo anche di un edificio adiacente, di nove piani. In tutto, sarebbero undici le persone coinvolte nel crollo, tra morti e feriti. ::: FATTURATI Denuncia dei Medici senza Frontiere I liberatori della Libia torturano i detenuti RIMPATRIATO DALL'UCRAINA DOPO UN MALORE . Aereo di Stato per il figlio di Sarkò Il grattacielo della Apple a New York Oly ::: CARLO PANELLA  «Il nostro compito è curare feriti in guerra e detenuti malati, non di curarli per potere essere nuovamente torturati». Questa, l'agghiacciante denuncia di Medécins sans Frontiéres (Msf) che ha annunciato la sospensione delle sue attività nelle prigioni di Misurata «perché ai detenuti vengono inflitte torture e negato l'accesso a cure mediche d'urgen za». Questo, non in casi isolati ma su ben 115 detenuti curati da Msf nel solo carcere di Misurata con ferite da tortura «molti dei quali, sono poi stati di nuovo sottoposti a interrogatori con nuove torture». Terribile anche la denuncia di Amnesty International: «Molti prigionieri sono morti sotto la custodia di milizie armate e nei dintorni di Tripoli e Misurata, in circostanze che lasciano presupporre torture. Avevano ferite alla testa, ai testicoli, sulla schiena e su altre parti del corpo. Le torture sono inflitte da soldati e organismi di sicurezza riconosciuti ufficialmente dal governo e anche da milizie armate che operano nella totale illegalità». La barbarie delle carceri libiche è tale che lo stesso alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, ha denunciato davanti al Consiglio di sicurezza: «In Libia c'è una totale mancanza di controlli da parte delle autorità che creano un clima favorevole alle torture e ai maltrattamenti». Dunque conferma ufficiale delle torture in Libia, anche se con la abituale attitudine cerchiobottista, la Pillay attribuisce le torture alla «mancanza di controlli», mentre Msf e Amnesty accusano apertamente delle torture anche autorità e milizie legali. Lo scandalo di Abu Ghraib, il carcere di Baghdad di cui vedemmo immagini di detenuti umiliati disumanamente – ma mai torturati fisicamente - è oggi superato da quanto i “liberatori” della Libia fanno nelle loro prigioni. Con l'ag gravante che lo scempio di Abu Ghraib fu denunciato e punito dalle stesse autorità militari Usa, mentre in Libia torture di massa sono organizzate dai nuovi dirigenti. Nulla di strano: quasi tutti dirigenti del Cnt sono stati corresponsabili delle torture nelle prigioni di Gheddafi, a partire da Abdel Jalil che del Raìs era il ministro della Giustizia. Di fronte a questo scempio l'Europa e l'Italia non possono più limitarsi ad esortare i libici a provvedere; l'hanno fatto mesi fa e il risultato è stato l'opposto. Monti e Terzi sono stati giorni fa in Libia senza minimamente affrontare il tema. Ora sanno: le denunce vengono da organizzazioni attendibili, e non possono ignorarle: devono intervenire, con forza, subito. Non possono fare da palo. Quando si tratta di organizzare il rimpatrio di un parente stretto, Nicolas Sarkozy usa la flotta degli aerei di Stato come se fosse privata. È successo anche con suo figlio Pierre, 26 anni (qui fotografato con il padre), dj e playboy, che era stato ricoverato in Ucraina per una misteriosa «intossicazione alimentare». Pochi i particolari sulla vicenda, avvenuta ad Odessa, dove Dj Mosey, questo è il nome d'arte del rampollo, si doveva esibire. «Ha ingerito qualcosa che gli ha fatto male», ha detto la polizia locale. Ed ecco che però il presidente francese si è subito prodigato per portare a casa il figlio, ricoverato in ospedale e poi dimesso. Ha mobilitato i diplomatici francesi sul posto, che hanno scortato il giovane all'aeroporto dove lo aspettava un velivolo di Stato. Questo ha suscitato qualche polemica sulla stampa francese e quella britannica. In passato l'inquilino dell'Eliseo era stato accusato di nepotismo per aver favorito la carriera musicale di Pierre. [Ale.Car.] PRIMO TRIMESTRE Il primo trimestre dell'anno fiscale si è concluso con un utile netto più che raddoppiato a 13,6 miliardi di dollari, a fronte dei 6 miliardi di dollari dello stesso periodo dell'anno scorso, e con ricavi in aumento del 73% a 46,33 miliardi di dollari. Sono state così battute le stime del mercato che si aspettava un giro d'af fari di 38,85 miliardi. Nel 2011 sono stati venduti 37,4 milioni di iPhone, il 128% in più rispetto all'anno precedente, e 15,43 milioni di iPad con una crescita del 111%. VOLA IN BORSA Apple ha superato Exxon per capitalizzazione di mercato, diventando la prima società degli Stati Uniti per valore. All'avvio degli scambi a Wall Street le azioni Apple hanno guadagnato circa il 7% portando il valore del gruppo a 448,79 miliardi di dollari, contro un ribasso dell'1% di Exxon la cui capitalizzazione di mercato si aggira intorno a 413 miliardi di dollari. È la seconda volta che Apple sorpassa Exxon, in testa dal 2005. Il primo sorpasso era avvenuto ad agosto, ma poi Apple era tornata in seconda posizione.
32 Venerdì 27 gennaio 2012
29Venerdì 27 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it CULTURA Edizione commentata Vietato pubblicare il «Mein Kampf» nelle edicole Niente da fare. Alcuni estratti dal Mein Kampf di Hitler sarebbero dovuti uscire ieri, accompagnati da commento critico, nelle edicole tedesche per volontà dell'inglese Peter McGee e della sua casa editrice Albertas, ma il tribunale di Monaco I, dietro istanza del libero stato della Baviera, detentore dei titoli sul libro fino al 31 dicembre 2015, alla fine glielo ha impedito. McGee aveva già fatto discutere in Germania nel 2009 per aver messo in circolazione ristampe commentate di giornali nazisti come Der Angriff e Völkischer Bobachter, tanto che la polizia era intervenuta sequestrando le copie distribuite nelle edicole. Ne Il libro illeggibile (questo il titolo della prevista brochure di 15 pagine), gli estratti dal Mein Kampf sarebbero stati accompagnati da una prefazione di Wolfgang Benz, studioso dell'antisemiti smo, e dal commento critico di Horst Pöttker, storico del giornalismo. «Si tratta di una bizzarra mistificazione», ha commentato McGee. «La posizione restrittiva della Baviera è incomprensibile», ha scritto ieri Timo Stein sul mensile liberal Cicero, «impedisce un confronto critico e segnala la sfiducia nel fatto che questa democrazia possa sostenere quel testo. Tanto più che chiunque voglia acquistare e leggere testi di Hitler può farlo senza grosse difficoltà». VITO PUNZI ::: Il libro di Eva Gabrielsson La donna che amava Larsson e custodisce i suoi libri inediti ::: PAOLO BIANCHI  Autore della trilogia di romanzi polizieschi Millen nium, lo scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson ha goduto di una fama e un successo postumi enormi, diventando uno degli scrittori più venduti nel mondo dal 2005 a oggi. Femminista, antirazzista, esperto di organizzazioni di estrema destra, era consulente del ministero della giustizia svedese, ma anche di Scotland Yard. È morto all'improvviso per un infarto, nel 2004, a cinquant'anni, dopo aver salito a piedi le scale che portavano alla redazione del suo giornale Expo, a Stoccolma. Avendo spesso ricevuto minacce di morte, aveva lasciato un testamento. Incredibilmente, il documento non è stato considerato valido e tutti i proventi dei suoi diritti d'autore sono andati al padre e al fratello. Esclusa dall'eredità anche la compagna storica, Eva Gabrielsson, architetto, che conviveva con lui da ben 32 anni. Perché i due non avevano mai trovato il tempo di sposarsi. Eva non è stata solo la donna della sua vita. Lo ha anche aiutato nel lavoro, lo ha sostenuto mentre scriveva articoli e saggi, e poi nella stesura della famosa trilogia, composta dai titoli: Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco,La regina dei castelli di carta. La testimonianza di Eva, dal titolo Stieg e io, scritta con la giornalista francese MarieFrançoise Colombani (Marsi lio, pp. 170, euro 16, trad. dal francese di Raffaella Fontana), pubblicata dalla stessa casa editrice italiana che ha diffuso la trilogia, è un libro denso di ricordi, di aneddoti, di curiosità. Due cose accomunavano Stieg ed Eva: il luogo dov'erano cresciuti, presso Umeå, una cittadina della Svezia del Nord dove d'inverno c'è solo mezz'ora di luce al giorno. E l'impegno politico. Ecco come Eva descrive il loro incontro, a una riunione del Fronte di liberazione del Vietnam: «All'ingresso della sala c'era un tizio alto, magro, scuro di capelli, con uno sguardo caloroso e un sorriso allegro. (...) Era Stieg. Aveva solo diciotto anni, e io quasi diciannove. Ha sommerso Britt e me di domande e quando ha saputo che abitavamo a Haga, un quartiere di Umeå, ci ha immediatamente reclutate per il gruppo che dirigeva in prima persona». Così ho iniziato a militare con lui: attaccavamo manifesti, vendevamo giornali porta a porta, raccoglievamo fondi e discutevamo moltissimo. (...) Stieg era un chiacchierone, dotato di una curiosità onnivora, generoso, onesto... Un intellettuale un po'indolente ma assolutamente irresistibile e pieno di fascino. I suoi discorsi non avevano nulla di astratto (...). Fare politica con lui non era un peso, come mi ero immaginata, ma un vero piacere, cosa piuttosto rara in quel contesto sociale tanto austero. Spesso ci trovavamo d'accordo. Chi sosteneva l'Fln di solito era maoista e aveva idee piuttosto autoritarie e utopiche, mentre noi la vedevamo diversamente». Allo stesso modo, Stieg prenderà le distanze dalla Lega comunista dei lavoratori, per protesta contro la scarsa democratizzazione dei Paesi del socialismo reale. A proposito del femminismo di Larsson, Eva spiega: «Millennium è un campionario di tutte le forme di violenza e discriminazione subite dalle donne. Durante la sua adolescenza a Umeå, Stieg in un campeggio ha assistito allo stupro di una ragazzina da parte di un gruppo di ragazzi, alcuni dei quali erano suoi amici che in seguito ha rifiutato di rivedere. Non ha mai smesso di sentirsi in colpa per non essere intervenuto. Un po' di tempo dopo si è imbattuto nella ragazzina e ha cercato di scusarsi, ma lei non ha voluto ascoltarlo». I rapporti tra Stieg e la sua famiglia non furono sempre idilliaci. Era stato cresciuto dai nonni, aveva pochi e radi rapporti con il fratello. La battaglia di Eva si concentra ora sul tentativo di vedersi riconosciuta in eredità i diritti morali sugli scritti del suo compagno. L'enorme commercializzazione dell'opera, compresi i film e un remake hollywoodiano, sarebbero secondo lei ben lontani dallo spirito dell'autore. In più Eva è in possesso della bozze del quarto volume, La vendetta divina. Non è escluso che un giorno lo dia alle stampe, né che concluda anche il quinto romanzo, di cui l'autore svedese ha lasciato un abbozzo. La copertina Una biondona tedesca per sostituire la Petacci Un documento inglese sostiene che il Duce ebbe un'amante teutonica, finora ignota Il Vaticano si prodigò perché lasciasse Claretta, considerata troppo snervante e ossessiva ::: ROBERTO FESTORAZZI  Mussolini ebbe una giovane amante tedesca. La notizia che il Duce possa aver stretto tra le sue possenti e maschie braccia una valchiria bionda balzada una corrispondenza diplomatica inedita trovata al Public Record Office di Londra, sede degli archivi nazionali britannici. Si tratta di una nota riservata che, il 5 gennaio 1939, l'ambascia tore inglese a Parigi, sir Eric Phipps, manda a Edward Ingram, funzionario del Foreign Office. Il succo della comunicazione è questo: l'amante fissa di Mussolini, l'assil lante Clara Petacci, è troppo stressante per il dittatore, che ha deciso di passare a una più riposante ragazza teutonica. Signora ostinata Phipps, che fino all'inizio del 1938 era stato ambasciatore a Berlino, afferma di aver raccolto l'indiscrezione da Alexis Léger, segretario permanente del Quai d'Orsay, il ministero degli Esteri francese. Questi gli avrebbe spiegato che «l'ostinata signora» (in inglese «Pertinacious Lady», definizione in assonanza con il nome Petacci) sarebbe stata «accantonata dal Duce in favore di una placida tedesca». La Pertinace Signora, prosegue la missiva diplomatica, avrebbe infatti generato ansietà tra i medici di Mussolini, avendo messo a dura prova i nervi già molto tesi del dittatore. Phipps registra inoltre che tale preoccupazione è condivisa dallo stesso Vaticano, che si sarebbe «messo all'opera per rimpiazzarla [la Petacci, ndr] con l'attuale donna, più rilassante sia da un punto di vista fisico che mentale». Il diplomatico chiosa con ironia: «Il che è divertente in quanto la Numero Uno [la Petacci, ndr] è figlia di un medico del Vaticano, e avrebbe dovuto essere meglio istruita». Il nodo del contendere è tutto politico: si teme infatti, tanto a Londra quanto a Parigi, che una donna con le caratteristiche di Claretta Petacci, emotivamente instabile, possa far degenerare l'equilibrio di Mussolini, inducendolo a compiere colpi di testa, in un momento assai impegnativo e delicato per le sorti del mondo. Siamo infatti nel 1939, anno che vedrà incrinarsi la pace europea, con lo scoppio di un nuovo conflitto. Che una donna tedesca potesse distendere i nervi scossi del Duce, sollevandolo dalle influenze nefaste della Petacci, suona abbastanza curioso, perché dal carteggio diplomatico non emerge l'ipotesi che la bionda teutonica potesse essere una spia nazista. Senza per questo indulgere alla tentazione di fare della fantastoria, il gioco di Hitler potrebbe essere stato quello di irretire Benito sfruttando la sua ben nota bulimia sessuale. Ignoriamo se la valchiria del Duce sia veramente esistita o meno. L'indiscrezione, rimbalzata nei dispacci diplomatici, era tuttavia basata su una fonte estremamente affidabile, svelata dagli stessi documenti degli Archivi britannici, e tale da non poter essere ignorata. La gola profonda era Hubert Lagardelle. Questi, teorico del socialismo francese e discepolo di Georges Sorel, non era un personaggio qualunque: era un amico personale di Mussolini, e negli anni Trenta svolse a Roma, dalla sede dell'ambasciata di Francia a Palazzo Farnese, una sorta di missione diplomatica permanente per spianare la strada a un'intesa tra il governo di Parigi e il Duce. Lagardelle fu poi condannato ai lavori forzati a vita per aver ricoperto, a partire dal 1942, la carica di ministro del Lavoro nel governo di Vichy. L'articolo francese Quindi, non era possibile trascurare una tale notizia, giunta da una personalità in stretto contatto con il Duce e da questi costantemente consultato. La storia dell'amante germanica di Mussolini è emersa, seppure indirettamente, nelle carte intime della Petacci, pubblicate recentemente da Rizzoli. Dai racconti di Claretta, apprendiamo che, il 24 gennaio 1939, ossia tre settimane dopo il dispaccio di Phipps al Foreign Office, Mussolini lesse a Claretta l'articolo di un giornale francese che sostanzialmente riprendeva le notizie diffuse per canali diplomatici. Nel pezzo, si forniva l'identikit della rivale della Petacci: una bionda diciannovenne, «fortemente piazzata», e meno impegnativa per la salute del Duce. Insomma, una specie di infermierona, una sinecura sentimentale. Incalzato dalla gelosia di Clara, Benito (che aveva una gran coda di paglia in proposito) si protestò del tutto innocente e senza macchia: «Questa tedesca è inesistente!», le giurò. Certo, se Mussolini fosse stato fedifrago, probabilmente non le avrebbe letto il trafiletto del giornale francese. Ma, se di leggenda si tratta, certo è tale da lasciarci più di un dubbio in proposito. Marco Antonini, 86 anni, è figlio di Hetty Marx, un'olandese che ebbe una lunga relazione con Lagardelle, dalla fine del 1932 alla tarda primavera del '40, quando l'amico francese del Duce fu costretto a lasciare l'Italia. A lui ho domandato se conoscesse il retroscena dell'amante germanica di Benito: «Questa storia io non l'ho mai sentita prima. Ma non mi sorprenderebbe se fosse vera. Anzitutto, perché Lagardelle frequentava Mussolini e lo seguiva molto da vicino. In secondo luogo, perché i tedeschi erano maestri nell'arte di piazzare donne nel letto di chi volevano sorvegliare e condizionare. Lo fecero con Ciano e probabilmente anche con D'Annunzio».
27Venerdì 27 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Filo diretto con Maurizio Belpietro vai su www.liberoquotidiano.it e clicca Numero SuperStar: 37 Numero verde 800 - 984824CERTIFICATO N. 7184 DEL 14/12/2011 ISSN 1591-0423 La tiratura di venerdì 27 gennaio 2012 è di 172.762 copie WebSystem - Gruppo24Ore Concessionaria esclusiva per la pubblicità Direzione Milano 20146, Via Winckelmann 1 Tel. 02.24424611 Fax 02.24424490 Filiale di Roma 00196, Via C. Beccaria 16 Tel. 06.69548111 Fax 06.69548125 Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Pisacane,1 - 20016 Pero (MI) Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 e-mail: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l'attivazione si prega di inviare i dati precisi dell'intestatario dell'abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 e-mail: abbonamenti@liberoquotidiano.it Orario: 10.00-12.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell'ultimo anno. 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall'importo in valori bollati, indirizzata a Libero - Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano Abbonamenti nazionali  12 mesi: 6 giorni .................................. 290  6 mesi: 6 giorni .................................. 155  3 mesi: 6 giorni .................................. 85  12 mesi: 5 giorni .................................. 250  6 mesi: 5 giorni .................................. 130  3 mesi: 5 giorni .................................. 70  12 mesi: 4 giorni .................................. 205  6 mesi: 4 giorni .................................. 105  3 mesi: 4 giorni .................................. 60 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano Modalità di pagamento:  versamento su C/C Postale n. 41953050  Bonifico banc. Unicredit s.p.a. 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QUOTE SUPERSTAR • Nessun “5 stella” • Ai 6 “4 stella” vanno 33.353,00 • Ai 187 “3 stella” vanno 1.778,00 • Ai 3.149 “2 stella” vanno 10 0,0 0 • Ai 19.432 “1 stella” vanno 10,00 • Ai 43.654 “0 stella” vanno 5,0 0. • Montepremi: 2.452.585,36 75 19 53 26 86 37 26 21 18 43 26 23 90 42 83 55 64 1 75 86 7 27 35 6 14 15 78 88 33 83 86 36 54 52 39 46 72 65 31 75 61 51 85 53 24 35 76 17 33 21 42 69 89 58 15 10 e LOTTO Numero jolly: 42 il direttore generale Onorato il primo giorno dopo il disastro dichiarò che l'«inchino» era prassi consolidata da ben 52 passaggi annuali. Allora come la mettiamo? A chi dobbbiamo credere? Bruno Gargani e.mail PROCESSO MILLS Toghe giustizialiste all'ultimo atto In un Paese dove regna il giustizialismo, si confonde l'attuale anarchia della magistratura con la sua indipendenza. In America o qui in Inghilterra il processo Mills non si sarebbe mai svolto per «ovvi motivi». Solo in Italia, per colpa di istituzioni deboli, i magistrati politicizzati possono fare il bello e cattivo tempo. A Berlusconi suggerisco di rivolgersi alla Corte europea per i diritti umani. Gianpaolo Corrias Coventry (Uk) LAUREATI IN RITARDO Più che «sfigati» sono bamboccioni È evidente che il viceministro Martone, definendo «sfigato» chi si laurea verso i 28 anni, intendeva riferirsi ai cosiddetti «bamboccioni». Pare, tuttavia, che il viceministro, anche se lureato a 23 anni, sia piuttosto carente in tema di semantica lessicale con particolare riferimento al gergale: sfigato, infatti, è sinonimo di «sfortunato», qualifica che non si adatta ai bamboccioni che tutto sono tranne che sfortunati visto che possono, senza merito, permettersi certi privilegi. Al contrario, il termine è adatto allo studente lavoratore che, in una contingenza non certo fortunata della sua vita, con fatica si dedica anche allo studio, conseguendo un titolo sia pure in tempi lunghi: onore e merito a questo tipo di sfigato. Bruno Maffioli Milano FONDI E STATISTICHE Verificare gli effetti delle agevolazioni Esiste uno straccio di statistica su quanta occupazione è effettivamente derivata dalle continue facilitazioni sia verso i giovani, le donne, le aree disagiate e quanti, degli stanziamenti, sono stati realmente ed efficacemente utilizzati, oppure sprecati o tornati al mittente? O non ci si preoccupa neppure di vedere l'effetto che fa? Moreno Sgarallino e.mail OLIMPIADI Il passo indietro a Roma conviene Prima di lanciarsi nella candidatura di Roma ad ospitare le prossime edizioni delle Olimpiadi sarebbe opportuno vedere cosa è accaduto in passato. Ad Atene temevano che gli elevati costi dei giochi avrebbero portato il bilancio pubblico pericolosamente oltre il limite, era il 2004 e pochi pensavano che cinque anni dopo la situazione sarebbe precipitata. Torino ha ospitato le olimpiadi invernali e TV PUBBLICA Prima serata Rai: il trionfo del trash Ho avuto l'ardire di assistere per qualche minuto alla trasmissione televisiva «L'isola dei famosi». Credo che il termine più azzeccato per definirla sia l'inglese trash (tradotto: robaccia, ciarpame, paccottiglia, scarti). Com'è possibile che la tv nazionale, soggetta a canone, sia caduta così in basso, pur di inseguire le tv commerciali? Attilio Lucchini e.mail COMUNICAZIONE La stessa parola e i contesti diversi Le parole non hanno mai lo stesso peso. La bilancia che fa la differenza è il contesto. Il comandante della Capitaneria di Livorno che impartisce l'o rdine di ritornare a bordo al comandante della Concordia usa l'epiteto «cazzo». Nel nostro comune sentimento, quell'epiteto si usa o in privato o allo stadio. La telefonata è diventata di dominio pubblico. Ma a nessuno ha dato fastidio. Ha sintetizzato la voce di milioni di persone che a quell'epiteto si sono ancorate. Con la forza della disperazione. Fabio Sìcari Bergamo GIARDINO DEGLI ANGELI Un luogo di ricordo per i bimbi non nati A Roma è nato il Giardino degli Angeli, dedicato ai bimbi mai nati per aborti spontanei o terapeutici. È un gesto di grande sensibilità per queste creature e per i genitori. Spesso si pensa che un esserino di pochi mesi che vive nel grembo materno non sia ancora un individuo e così i genitori, che affrontano il dolore immenso per quella perdita, devono scontrarsi con l'indifferenza di molti. Offrire un luogo in cui potersi raccogliere in intimità significa riconoscere la realtà di quella perdita. Un figlio è tale per i genitori quando scoprono che esiste. Rita Muscardin e.mail ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 5 4 8 1 8 5 4 9 2 3 11 11 3 1 4 7 2 2 8 3 14 7 16 10 17 9 13 14 10 6 14 17 9 11 13 14 6 4 9 7 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: peggiora con piogge, a tratti moderate su Prealpi e Triveneto; nevicate sulle Alpi oltre 900-1300m; migliora in serata sul Nordovest. Temperature in calo, massime tra 6 e 11. CENTRO: nuvoloso sulle Tirreniche, con rovesci sparsi in intensificazione serale ed estensione alle interne Adriatiche. Temperature in ascesa sulle Adriatiche, massime tra 10 e 15. SUD: nubi in aumento sulle Tirreniche con locali pioviggini, in ulteriore peggioramento serale; bello altrove. Temperature in ascesa, massime tra 13 e 18. NORD: bel tempo salvo nubi e ultimi fenomeni su Romagna e alto Adriatico, in esaurimento. Nella notte peggiora su centro-ovest Alpi con nevicate oltre 800-1300m. Temperature in ascesa, massime tra 9 e 14. CENTRO: deboli piogge in esaurimento su Adriatiche e dorsale; neve da 900-1400m; aperture sulle Tirreniche, fino a cieli sgombri. Temperature in calo, massime tra 9 e 14. SUD: instabile con piogge e qualche temporale da Nordovest a Sudest, in attenuazione dalla sera. Temperature in calo, massime tra 11 e 16. NORD: nevicate sulle Alpi di confine oltre 1000-1400m, in esaurimento fin dal mattino, velato in pianura. Nubi in transito tra Est Liguria ed Emilia Romagna con qualche pioggia. Temperature stabili, massime tra 8 e 13. CENTRO: nubi in aumento dall'alta Toscana con deboli piogge sparse in estensione altrove. Poche nubi in Sardegna. Temperature senza variazioni, massime tra 9 e 14. SUD: variabilità con ulteriore peggioramento serale su Tirreniche ed alta Puglia. Temperature in lieve aumento, massime tra 12 e 17. Su ora i torinesi hanno il debito comunale per persona più alto d'Italia. Sandro Lone e.mail SOVRAFFOLLAMENTO Carceri vuote? Meglio più carceri Per risolvere il sovraffollamento carcerario sembra che le uniche soluzioni si chiamino indulto, amnistia, depenalizzazione di taluni reati e pene alternative. Mi permetto di osservare che - anziché rimettere i delinquenti in circolazione - si potrebbe rimettere mano all'edilizia carceraria, così agevolando l'occupazione e creando nuovi posti di lavoro. Patrizio Pesce Livorno SANREMO/1 Il Molleggiato canti ma non concioni Ho apprezzato Celentano come cantante e ancora oggi lo giudico come uno dei migliori interpetri della canzone degli anni passati, ma non accetto le altre pagliacciate che si è permesso di propinarci. Personaggi come lui e Vecchioni devono limitarsi a fare il loro mestiere: cantare e basta! Non devono abusare della loro popolarità per fare politica. Fabio Dominicini Trieste SANREMO/2 Non voglio pagare il Celentano politico Domanda: ma noi Italiani dobbiamo forse pagare il canone Rai affinché la stessa possa corrispondere a quel furbetto di Celentano ben 300.000 euro a puntata per Sanremo? Anche a Benigni sono stati dati 400.000 euro. Tanti sperperi a tanti furbetti che fanno della pseudo politica (ma non dovrebbe essere intrattenimento?), si professano di sinistra, impartiscono pseudo lezioni di ecologia (però nei loro villoni-bunker sono protetti e super tecnologici) e noi, beoti, continuiamo a pagare. Olga Colombi e.mail
30 Venerdì 27 gennaio 2012 SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Il sentiero Regia: Jasmila Zbanic Cast: Leon Lucev, Miriana Karanovic e Ermin Bravo Genere: drammatico - Durata: ore 1.40  LA TRAMA Amore nella Sarajevo di oggi. Lei è hostess, lui controllore di volo. Ma non controlla neppure se stesso. Beve, si fa licenziare. Trova lavoro in un campo dove si allevano futuri terroristi musulmani. E lei non lo abbandona anche se spaventata per il comune futuro. PIACERÀ A chi ricorda il nome della regista, premiata con l'Orso d'Oro a Berlino cinque anni or sono (per “Il segreto di Esma”). La Zbanic dirige splendidamente, ma come sceneggiatrice non è il massimo. Anche se sa farsi capire (si esce dal cinema con la distinzione netta che islamismo non vuol dire per forza fanatismo e men che meno terrorismo). Acab Regia: Stefano Sollima Cast: Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini Genere: poliziesco - Durata: ore 1.30  LA TRAMA Acab sta per “all the cops are bastards” (tutti i poliziotti sono bastardi), motto coniato dagli skin heads inglesi. Certo, i tre celerini protagonisti, bastardi e picchiatori lo sono. Le loro vittime preferite sono i Black Block e gli ultrà, ma non si fanno pregare quando si tratta di andar giù pesante con gli extracomunitari. Uno dei tre ci va giù un po' troppo. E viene messo sotto inchiesta.. PIACERÀ A patto che autore della pellicola sia considerato Stefano Sollima che ha diretto, e non Carlo Bovini che ha scritto il libro originale e che ci ha voluto metter dentro il G8 di Genova e il caso Sandri. Sollima è quello di “Ro manzo criminale 2” (lo sceneggiato tv) e i bastardi li sa raccontare come pochi, da un lato e dall'altro della barricata, e a caricarli di malcelata simpatia (chi non simpatizza per quella carogna di Favino?). Da vedere Mission impossible 4: protocollo fantasma Regia: Brad Bird Cast: Tom Cruise, Simon Pegg, Jeremy Renner, Michael Nykvist Genere: azione - Durata: ore 2.13  LA TRAMA Attacco terroristico su scala mondiale, condotto principalmente dal terribile Hendricks (Michael Nykvist, l'eroe di “Uomi ni che odiano le donne”). Terribile anche a confondere le acque. Neutralizza persino l'agenzia di “Mission impossible” insinuando un'accusa di doppio gioco. Ethan Hunt (Cruise) sarà allora costretto ad agire in incognito, privo di ogni copertura.. PIACERÀ Ai fan della serie che non erano accorsi precisamente compatti al secondo e terzo episodio. Questo invece li riporta in sala tutti. E magari con nuovi adepti (il film è tra i grandi incassi americani d'inizio anno). L'arte di vincere Regia: Bennett Miller Cast: Brad Pitt, Robin Wright, Philip Seymour Hoffman Genere: sportivo - Durata: ore 2.12  LA TRAMA Brad Pitt è stato un giocatore di baseball bravino ma sfigato. E le cose non sono cambiate quando è diventato manager. Stufo di perdere e di allevare futuri campioni che poi gli vengono puntualmente sottratti dalle grandi squadre, mette su una squadra composta di scarti, però espertissimi, compatti decisi a tutto. E i risultati gli danno per un pò ragione. PIACERÀ A chi ama vedere le storie di “sogno americano” (mancato o raggiunto) specie se proposte con dialoghi fulminanti e con un grosso cast, attorno al quasi Oscar Brad Pitt. Garberà anche agli spettatori che non hanno mai capito nulla di baseball, ma rimpiangono certe nostre leggendarie squadre di provincia (il Padova di Nereo Rocco). Da vedere ::: Criticando di GIACOMO FERRARI Addio a Blockbuster e a diciassette anni di belle serate CINEPRIME/«Iron lady» DURA MA BELLA Meryl Streep prenota l'Oscar 2012 e consacra alla grande la figura di Margaret Thatcher ::: GIORGIO CARBONE LA TRAMA La prima sequenza è collocata all'incirca nei primi anni del secolo. Margaret Thatcher, anziana e ormai un po'fuori di testa, fa la spesa come una comune massaia e nessuno la riconosce. Torna a casa. Una vecchia sola che parla da sola con un'immagina rio interlocutore (che poi è il defunto marito). Parla ovviamente del passato (che fa fatica a distinguere dal presente). E via coi flash back. Facciamo la conoscenza con la giovane Margaret (l'at trice Alexandra Roach) che lavora da commessa nel negozio col padre, ma già si gasa solo a sentir parlare di politica. Appena può si butta nell'agone. Ma la strada non è facile. È una borghese medio bassa e pretende di farsi valere nel Partito Conservatore. Che certo di “quote rosa” non ne vuole (e non ne vorrà) sentir parlare. Non importa. È l'unica ad avere le palle tra le tante mezze calzette in pantaloni che fanno politica tra i tories. Come imparano a loro spese i parlamentari dei banchi di destra. Come impara il marito, il ricco uomo d'af fari Denis Thatcher, che mai aveva pensato sposando la bionda volitiva ragazza di Grantham che lo aspettasse una vita da principe consorte. Avanti coi flash backs: Maggie diviene capo del partito, poi primo ministro (il primo e finora ultimo in gonnella della storia inglese). Il suo regno dura 11 anni. Durante i quali è la donna più potente d'Europa. E anche la più odiata. La sua politica del taglio dei rami secchi (quindi chiusura di fabbriche e di miniere, quindi disoccupazione) le mette contro quasi mezza Inghilterra. Nel 1981 assistiamo alla rivolta di Brixton, nel 1984 a un prolungato sciopero dei minatori nonché alle bombe alla convention dei Conservatori a Brighton (Margaret e Denis non ci lasciano la pelle per un pelo). Ma intanto sotto il suo comando la Gran Bretagna conosce il boom economico, e la guerra (vinta) alle Falklands le ridà il prestigio della grande potenza mondiale. L'ultima immagine del film riprende però Maggie di nuovo vecchia, sola, aggredita dall'Al zheimer. Pulisce una tazza di tè in cucina (cosa che s'era rifiutata di fare tutta la vita). PIACERÀ A noi sì, ma fino a un certo punto. Nella sua struttura a flash back, nel suo procedere narrativo dignitoso ma prevedibile, Iron lady non vale più di tante biografie televisive che l'Inghilterra dedica ai suoi personaggi famosi. Certo ha la marcia in più di una protagonista, Meryl Streep. Bella (mai stata così bella, nemmeno da giovane, e certo come non è mai stata la Thatcher), quasi priva delle solite caccole, e soprattutto convinta, convintissima di recitare un grande personaggio. E il bello è che negli anni '80 Meryl non era affatto per sua ammissione un'ammiratrice della Iron Lady (ma chi l'ammirava nel mondo dello spettacolo?). Ma il bellissimo è che il copione potrebbe essere pari pari quello di uno “script” del 1990, quando il cinema scriveva di Maggie solo per dirne male. Cos'è successo, perché, proposto oggi, funziona a rovescio, ai limiti dell'agiogra fia? Il fatto è che la storia ha riabilitato la Thatcher. Ha riconosciuto che fu la politica della “strega di Grantham”a propiziare la rinascita dell'economia inglese e le vacche grasse dell'era del laburista Tony Blair. E comincia a riconoscere che sugli inconvenienti dell'unificazione europea molte delle sue perplessità erano arcifondate. Prendete la scena in cui umilia in una riunione di gabinetto il suo vice europeista Geoffrey Howe. Filmata 15 anni fa, veniva la sparata di una tirannica arpia a spese di una brava persona progressista. Ma chi vede Meryl in azione dà ragione a lei e torto a quella mezza cartuccia di vice. L'ottica su Maggie s'è talmente rovesciata che c'è pericolo che qualche politico la prenda fin troppo a esempio, che la sua frase “La medicina è amara, ma bisogna prenderla se si vuol guarire” sia interpretata come licenza di tassare a ruota libera. Meryl Streep in una scena del film «Iron lady» [Webphoto] IRON LADY REGIA Phyllida Lloyd CAST Meryl Streep, Jim Broadbent, Richard E. Grant, Anthony Head GENERE biografico VOTO ••• Il prossimo 10 marzo si spengono tutte le insegne del Blockbuster, un colosso internazionale che da 17 anni ci salvava tante serate sennò condannate al grigiore dei programmi offerti (ma sarebbe il caso di dire imposti) dalla tv. Certo col Blockbuster non muore l'homevideo. I negozi rimangono. Ma vuoi mettere l'insegna che si vedeva da lontano e nelle strade più trafficate, e l'offerta, completa totale di ogni novità? Per il drogato di cinema il 20 marzo sarà giorno di lutto. Perché se la sala non offriva quel tal giorno niente di appetitoso e la tv men che mai, uno aveva sempre il Blockbuster ad attenderlo sulla strada di casa e la serata non era perduta. Ma non era il cinedrogato il solo beneficiario. Per le famiglie, per le coppie il dvd era diventato rito, da consumarsi la sera tra il pasto e il sonno, o alla domenica pomeriggio, per chi non ama il calcio e nemmeno Massimo Giletti. Il rito era così generalizzato che ai primi tempi di “Libero” proposi una rubrica intitolata appunto “Blockbuster” con le indicazioni del film “di giornata” (o di serata). Abitudine irrinunciabile per gli italiani delle grandi città, il Blockbuster era addirittura un faro per gli amanti del cinema di provincia (che altro modo c'era per arrivare a certi titoli che le sale di Voghera o di Novi Ligure sistematicamente trascuravano?). Impostosi come abitudine (almeno settimanale) oltre tre lustri or sono, il “buster”sembrava destinato a durare fino alla fine del secolo. Almeno così credevamo. Il sospetto ci aggredì circa due mesi fa quando scoprimmo che tanti film importanti tardavano ad arrivare. Dopo il sospetto la certezza. Dopo la certezza la vaga speranza che l'offerta, magari sotto altro marchio ritorni e rimanga. Perché la domanda è rimasta. E pressante. E quotidiana.
25Venerdì 27 gennaio 2012 Il punto Non dimentichiamoci delle agenzie per il lavoro «Un grave errore azzerare la Biagi» Castro (Pdl): «Il contratto unico è una scelta giacobina, ideologica. Togliamo convenienza ai contratti a tempo» ::: ALESSANDRO GIORGIUTTI  Sulla riforma del mercato del lavoro in gestazione il Pdl sembra essere spettatore e non protagonista. «La nostra posizione è chiara e omogenea», dice però Maurizio Castro, senatore Pdl membro della Commissione Lavoro: «È il Pd a esser lacerato tra neo-illuministi e vetero-antagonisti, sono le parti sociali a dover fare i conti con un Esecutivo poco attento per la sua natura alle dinamiche del consenso sociale, sono la Fornero e Monti a dover fare una proposta conclusiva che tenga conto delle sollecitazioni europee. Noi, per ora, assistiamo da bordo campo alle turbolenze altrui: ma con la nostra cultura riformista e comunitaria risulteremo decisivi». Il cosiddetto contratto unico a tutela crescente nel tempo fa proseliti. Ma non si pone in contraddizione con i processi degli ultimi anni: maggiore varietà delle forme contrattuali (leggi Treu-Biagi) e valorizzazione della contrattazione decentrata? «Il “contratto unico” corrisponde a una cultura giacobina, astratta e ideologica: dunque, ci convince assai poco. Siamo d'accor do nel rendere meno convenienti alcune forme anomale d'ingresso nel mondo del lavoro come co.co.co. e partite Iva, e più conveniente ancora l'apprendistato. Ma se qualcuno pensa di mutilare la pluralità contrattuale della Biagi, magari sottraendo alla disponibilità delle imprese strumenti competitivi cruciali come il lavoro a chiamata nel commercio o il voucher nell'agricoltura, ebbene, la nostra opposizione sarà dura. E spero che gli industriali si avvedano, dopo un'iniziale infatuazione, di quanto costi il contratto unico, laddove cancella il tradizionale modello italiano del licenziamento collettivo, che rappresenta una “best practice”a livello europeo per efficacia e costi». Riformare gli ammortizzatori sociali è opportuno? E finanziariamente sostenibile? «Partiamo dall'esperienza positiva nella gestione occupazionale della crisi, che a fronte di cadute del Pil tre volte superiori a quelle degli anni '70 ha contenuto la disoccupazione a livelli tre volte inferiori. I vettori della riforma devono essere l'estensione alle aziende di ogni settore e dimensione dell'ammortizzazione sociale, ma confermando la sua natura assicurativa e rafforzandola attraverso la sussidiarietà contrattuale come nelle migliori esperienze dell'ar tigianato. E, per carità, nessuna goffa scimmiottatura del modello baltico: il reddito minimo garantito qui da noi equivarrebbe a curare l'acidità di stomaco con l'oppio!» Articolo 18: la sensazione è che il governo non andrà fino in fondo e che nemmeno voi siate disposti a impegnarvi in una battaglia su un tema elettoralmente controverso... «Noi l'articolo 18 l'abbiamo liberalizzato, rendendolo derogabile attraverso intese dirette fra le parti a ogni livello. Incaute dichiarazioni sindacali hanno convinto l'Europa a pretendere interventi più cogenti. Vedremo come se la caverà il governo. Noi pensiamo che una maggiore celerità e affidabilità nei casi di licenziamento economico, compensata da risarcimenti più elevati e misure di ricollocazione professionale serie, aumenti la propensione, oggi scarsa, delle aziende a crescere in dimensione». Ma se la via è quella dell'in tesa con le parti sociali, come Monti ha precisato, la sede più appropriata per riforme non ideologiche non è quella locale e aziendale? In altre parole: non è che alla fine si rivaluterà il vostro famigerato articolo 8? «Di sicuro! Le leve competitive stanno nelle imprese e nei territori. L'algido centralismo che sembra tanto piacere a questo governo ha fiato corto. Fiat, Luxottica, Treviso indicano la via per il successo: specificità, responsabilità, internazionalità, coralità» «Non abbandoniamo la cassa integrazione» Nerozzi (Pd): «Gli ammortizzatori sociali finora hanno retto, cambiarli in piena emergenza è troppo rischioso» ::: TOBIA DESEFANO  Paolo Nerozzi, senatore del Pd, non ha dimenticato le sue origini da sindacalista. Ha fatto parte a lungo della segreteria nazionale confederale della Cgil e i temi del welfare erano il suo pane quotidiano. Così quando si è fatto promotore di un progetto di riforma (vicino alle idee dell'economista Tito Boeri) del mercato del lavoro che prevedeva un contratto unico di inserimento a tempo indeterminato (Cui) che sarebbe andato a sostituire gran parte dei contratti a termine per i neoassunti nessuno si è meravigliato. Il sistema, in soldoni, funziona così: chi viene assunto non dispone per i primi tre anni di tutte le garanzie previste dall'articolo 18 (che anche oggi i tempi determinati non hanno). L'obbligo di reintegro scatta soltanto dopo 3 anni, mentre se il dipendente viene lasciato ingiustamente a casa nei primi 36 mesi riceve una indennità di licenziamento che cresce progressivamente e varia tra 1 e 6 mesi di stipendio. Una via di mezzo. Un punto di incontro apprezzato da molti, non solo nel centrosinistra, che però adesso Nerozzi è disposto a mettere da parte. «Questo è il momento della concertazione – sottoli nea - ora tocca alle parti sociali e noi dobbiamo evitare qualsiasi elemento di disturbo». Certo senatore, però sembra che la trattativa non sia iniziata nel migliore dei modi. La riforma degli ammortizzatori avanzata e poi smentita dalla Fornero non piace a sindacati e Confindustria... «Io penso che in una situazione di emergenza rappresentino una priorità. Dobbiamo pensare a chi perde il posto di lavoro». Certo ma come? «Il primo obiettivo è rifinanziare la cassa in deroga per assicurare un reddito a chi non è tutelato da quella ordinaria e straordinaria. Il sistema fino a oggi ha funzionato». Quindi nessun ridimensionamento della Cig così come sembra volere il governo? «Le ripeto, questo è il momento dell'emergenza, poi si può pensare a riformare». Sembra ci siano invece dei punti di intesa sul rafforzamento dell'apprendistato. Lei cosa ne pensa? «Guardi io credo che la cosa più importante sia remare verso l'unità sindacale. Dopo anni Cgil, Cisl e Uil remano di nuovo dalla stessa parte. È una grande ricchezza che non dobbiamo perdere...». Sì, ma l'apprendistato cosa c'entra? «C'entra. Mi sembra fosse uno dei pochi temi sui quali nei tavoli con il governo Berlusconi ci fosse una certa unità di vedute». Quindi è d'accordo? «Credo possa essere uno strumento utile ma non esaustivo anche perché un cinquantenne non può far ricorso all'ap prendistato». Non posso non chiederle dell'articolo 18, anche se immagino la sua risposta. Si può riformare o è un tabù? «Guardi non è una questione di tabù, ma di civiltà. Sono d'accordo con la Camusso: negli anni si sono stratificati troppi luoghi comuni sul fatto che l'articolo 18 impedisca le assunzioni. Non è vero e anche gli industriali più accorti lo hanno ammesso. Sarebbe interessante fare uno studio sui mille casi all'anno nei quali viene utilizzato e poi ne potremmo ridiscutere». E cosa ne emergerebbe? «Che non c'è stato nessun abuso. Viene usato sempre per motivi di discriminazione». ::: GIANNI BOCCHIERI  Partito il tavolo sulla riforma del mercato del lavoro, non siamo ancora in grado di capire in quale direzione si orienteranno gli interventi. Negli ultimi mesi il dibattito sul lavoro è andato di pari passo con gli andamenti dei titoli di borsa. Ci sono stati giorni incui il governo sembrava orientarsi sul contratto unico e giorni in cui andava in direzione diversa. Nel frattempo i sindacati sono riusciti a trovare una posizione comune: niente contratto unico o contratto a tutele crescenti, che prevedono la disapplicazione temporanea dell'articolo 18. I sindacati propongono di sfoltire i contratti temporanei, facendone assorbire alcuni dal contratto di somministrazione, che ritengono il migliore per bilanciare le esigenze di flessibilità delle imprese, con quelle di tutela dei lavoratori. Sempre i sindacati individuano nell'apprendistato il contratto di primo impiego dei giovani. A fronte di una posizione sindacale così convincente, stupirebbe se l'esecutivo volesse avventurarsi in sperimentazioni inedite e rischiose. Peraltro, anche le organizzazioni datoriali sembrano orientate a privilegiare sistemi già consolidati nel mercato del lavoro. Stupisce che nel dibattito non ci sia alcun riferimento ai sistemi della bilateralità e ai fondi interprofessionali, come se si disconoscesse il ruolo che essi possono avere nella costruzione di un sistema di welfare a tutela dei lavoratori. Eppure non molto tempo fa l'intervento della bilateralità ha aiutato a sostenere l'occu pazione nel momento in cui è arrivata la grande crisi economica. E proprio nella somministrazione di lavoro è prevista una robusta bilateralità che può intervenire anche nel caso di fine lavori. Con il loro contratto collettivo le agenzie sono anche riuscite a costruire una procedura che accompagna il lavoratore al momento della conclusione del rapporto, attraverso sostegno al reddito e ricollocazione. Questa esperienza dimostra che anche la flessibilità in uscita potrebbe essere risolta con buoni sistemi di relazioni sindacali e con il coinvolgimento della bilateralità. twitter@gbocchieri Maurizio Castro Paolo Nerozzi COSA DICONO I PARTITI
2 Venerdì 27 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it BANDIERA BIANCA Poca la fiducia in Berlusconi: «Purtroppo non cambierà linea». Ma nessuna velleità di ribellarsi: «Al massimo tra un mese me ne vado» centrodestra in crisi Deputati rassegnati «Destinati a scomparire» Confessioni dei parlamentari dell'ex maggioranza alla Camera: «Se non ci inventiamo qualcosa entro giugno per noi è finita. Non possiamo attaccare la Lega per stare con Monti»  Il Pdl non condivide i tempi e i modi con cui il governo, d'intesa con il Pd, sta approntando la riforma del lavoro. Sintetizza bene questi contrasti il capogruppo dei senatori PdL, Maurizio Gasparri: «La vera liberalizzazione è nel mercato del lavoro. Chiederemo delle modifiche importanti e profonde». Insomma, spiega Gasparri intervenendo alla “Telefonata” su Canale 5, sul riassetto complessivo del mercato del lavoro, il Pdl avrebbe voluto che il governo procedesse con un decreto. E invece siamo ancora agli inviti (mai definitivi), ai tavoli di concertazione, alle modifiche annunciate a mezzo stampa e rimesse nel cassetto. Tra le tante incertezze non fa eccezione neppure il ministro del Welfare, Elsa Fornero, che giusto ieri ha timidamente confidato: «Spero che la prossima settimana ci sarà l'incontro, non lunedi». L'incontro è quello tanto atteso con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. Incertezza che coinvolge anche il documento che il ministro aveva presentato al tavolo. Vaga la risposta se il testo sarà pronto per quel giorno - non fissato - dell'incon tro: «Diciamo di sì». Nella famosa lettera d'impe gno consegnata dall'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a Bruxelles la riforma del lavoro e la licenziabilità rappresentavano i punti cardine. E da tempo i partner dell'Ue ci chiedono di dare seguito alla promessa. Nelle fila del centrodestra matura la consapevolezza che bisogna passare dalle promesse ai fatti, dagli incontri ai decreti. È di questo avviso anche l'ex sottosegretario Guido Crosetto: «Così come è scritto», spiega ad AffarItaliani, «l'articolo 18 ha creato un confine profondissimo tra aziende sopra e sotto i 15 dipendenti, creando un muro psicologicamente insormontabile per la crescita potenziale delle piccole aziende. Proprio per questo motivo è evidente che anche un innalzamento minimo di questa soglia di 15, con molta probabilità, potrebbe dare l'opportunità di creare centinaia di migliaia di posti di lavoro a tempo indeterminato». Resta lo spettro della minaccia del sindacato. Primo fra tutti quella formalizzata dalla Fiom: «Nel caso in cui il governo decidesse di toccare l'articolo 18», avverte il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, «i sindacati dovrebbero proclamare un'iniziativa di mobilitazione generale. Compreso lo sciopero generale». Lavoro Centrodestra isolato sulla riforma dell'articolo 18 Spaccatura Lite La Russa-Cicchitto L'ex ministro minaccia di uscire dal gruppo ::: SALVATORE DAMA ROMA  Le assenze? «Il voto sul Milleproroghe è ordinaria amministrazione, non c'era un segnale politico da mandare all'esterno». Angelino Alfano minimizza quei banchi vuoti nel settore del Pdl: 30 onorevoli (24 assenti e 6 in missione) che non hanno risposto alla chiama negando il proprio sostegno al governo Monti. C'è poca dietrologia da fare, secondo il segretario azzurro. Inutile paragonare questi numeri (469 sì totali) a quelli della prima fiducia ottenuta dai professori (556), perché il 18 novembre scorso «ciascun partito si è fisiologicamente contato». Il Milleproroghe è secondario. È routine. E va bene. In effetti non si può parlare di ammunitamento coordinato, anche se nella lista degli assenti ci sono nomi illustri, ex ministri come Tremonti, Romani, Scajola (ma gli scajoliani erano presenti). Alcuni hanno scoperto, dopo quattro anni, che ci si può astenere sulla fiducia. E l'hanno fatto. Poi la presenza improvvisa di Berlusconi alla Camera ha motivato molti indecisi a farsi vedere dal capo mentre votavano disciplinatamente. Ma negare la tensione nel gruppo parlamentare azzurro non si può, significa nascondere la polvere sotto al tappeto. Basta farsi un giro in Transatlantico, lato destro, per percepire l'elet tricità nell'aria. Un motivo? Almeno dieci. Il sostegno al governo Monti (che su immigrazione e tasse fa perdere voti al partito) è la madre di tutti i problemi. Ma non è solo questo: la serenità del gruppoPdl allaCamera è minacciata da fattori esterni: i congressi provinciali del partito, il tesseramento, la scelta delle candidature per le elezioni amministrative di primavera, la selezione delle alleanze. E la mai risolta concorrenza interna tra ex Forza Italia ed ex Alleanza nazionale. A questa voce va rubricato il diverbio di ieri tra Fabrizio Cicchitto e Ignazio La Russa. Con l'ex ministro della Difesa che ha imputato al capogruppo di essersi fatto passare sotto al naso il condono delle multe ai partiti per i manifesti abusivi. Era nel Milleproroghe ed è stato stralciato. E adesso saranno dolori: solo per le ultime Amministrative di Milano, il Pdl deve quasi 400mila euro all'erario. Poi c'è tutto il resto. Una tombola. Roba che ha fatto infuriare La Russa. La lite tra i due, successa a Montecitorio davanti a decine di deputati, è trascesa: entrambi sono famosi per aver un caratterino molto spigoloso. Il culmine, quando Ignazio ha accusato Fabrizio di essere un presidente «di parte», quella forzista, con la minaccia di «andarsene via dal Gruppo» con i deputati ex An. E poi? Poi le acque si sono un po'calmate, assicurano gli staff. Cicchitto ha negato, era tutto sotto controllo: «Non abbiamo condiviso la scelta del governo», ma bisognava trovare la copertura per pensioni e contributi ai lavoratori autonomi. A quel punto, «pur di non sacrificare i commercianti», si è scelto il male minore. Episodio chiarito. D'altronde l'ultima cosa che vogliono fare i postmissini è mollare la casa comune. Il perché lo spiega Marcello De Angelis, deputato e direttore del Secolo d'Italia: «In tempi in cui è ripartita la caccia al fascista, non solo a sinistra ma in alcuni ambienti pidiellini che vorrebbero spostarsi più al centro, gli ex An rimangono fortemente ancorati al partito. E chi si muove». ::: FRANCO BECHIS  La buvette di Montecitorio è quasi deserta. E non è per i prezzi aumentati. Manca ancora qualche ora all'arrivo di Mario Monti in aula, e da qualche tempo i deputati dell'uno e dell'altro fronte se possono restano a palazzo il meno possibile. Quasi che poltrone, uffici, divani da Transatlantico, fossero improvvisamente venuti a noia a troppi. E un po' fanno tristezza. Come quel deputato - di primo piano - del Pdl che a mezzogiorno fa una sorta di colazione tardiva e raminga. Lo vedi che bagna tutto solo il cornetto in una tazza di caffè macchiato e nemmeno si accorge del cronista che gli arriva alle spalle. Poi alza gli occhi e quasi si scusa: «No, non mi sono svegliato tardi. Questo da sempre è il mio pranzo. Tiro così fino a sera con gli zuccheri necessari». Non cito il suo nome - come non farò con gli altri - perché questo è il patto a cui mi costringono per dire qualcosa di più vicino alla verità. Altrimenti tutti in silenzio. Ha letto Liberoe le considerazioni sul Pdl che sta spegnendosi come una candela nel tunnel Monti in cui il partito è stato costretto ad infilarsi. «Sì, è così. Se non facciamo qualcosa entro giugno, rischiamo davvero di sparire. L'unica è fare passare questo provvedimento sulle liberalizzazioni, non illuderci sul lavoro perché tanto non passerà mai e staccare la spina. Mica per vincere le elezioni! Solo per tornare alla normalità e ritrovare gli elettori che altrimenti fuggiranno come gli eletti… Altrimenti rischiamo davvero la diaspora. C'è chi si è fatto ipnotizzare da Monti e pensa che il rifugio più sicuro sia quello di Pier Ferdinando Casini. E chi invece capisce e vede tutto immobile ed è disposto a fare gruppi suoi…». Il quadro finale dipinto dall'autorevo le dirigente del Pdl è proprio quello. E si trova nelle parole e nei pensieri in libertà di molti suoi colleghi che incontro. Ecco una deputata del centrodestra che è stata anche al governo. Racconta di avere provato ad astenersi su una mozione presentata dalla Lega, e di avere ricevuto uno shampoo dai vertici del suo gruppo, perché in questo momento anche questo piccolo dissenso non è permesso: «Ma io non posso resistere ancora a lungo su questa strada. Stiamo prendendo a mazzolate i nostri elettori. E su molte cose la Lega ha ragione da vendere: fino a un minuto fa erano nostri alleati e ora dovremmo prenderli a calci schiacciandoci su Monti?». Il maldipancia c'è. Ecco un altro deputato di lungo corso, del Nord, anche lui faceva parte del governo precedente. Seduto sul divano di Montecitorio con alcuni colleghi della stessa regione, allarga le braccia: «Non serve che ti dica cosa penso, perché non conta nulla. E non capisco il nervosismo dei miei colleghi. Il nostro è un partito proprietario. Conta solo cosa pensa Lui. E cosa pensi si capisce: per qualche settimana è restato comprensibilmente sotto choc. Poi il presidente Silvio Berlusconi si è ripreso anche fisicamente. Ma non ha alcuna intenzione di cambiare linea. Seguiremo Monti fino alla fine. E furbetti quelli hanno il fatto il gioco del beauty contest che ci paralizza: prendono tempo sulle frequenze, riflettono un po' di mesi, poi i mesi raddoppieranno non decidendo nulla e noi resteremo attaccati al carro». Il collega che siede a fianco aggiunge: «Sì, siamo un partito proprietario. Come tutti. Antonio Di Pietro è proprietario del suo partito. Nichi Vendola è proprietario del suo. E così Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini. Lo è anche la Lega, che sta affrontando il tema di un passaggio di proprietà. Va a finire che l'unico partito a struttura liberaldemocratica è il Pd…». «No», lo corregge il terzo pidiellino sul divano, «anche il Pd ha un proprietario: Giorgio Napolitano. E la riunione di condominio ha deciso che Monti è e Monti dobbiamo tenerci fino alla fine». Altro pidiellino di lungo corso in corridoio sente e assente. Lui è passato più volte da un partito all'altro. E da un po' sta nel Pdl: «Da Monti molti di noi vorrebbero liberarci. Ma Berlusconi non vuole e chi dirige il partito non indica altro che la volontà del Capo. Certo almeno facessimo dei congressi veri, potremmo cercare di esistere…». Beh, i congressi si stanno facendo… «No, quelli regionali no. Solo provinciali. Ma sai a che servono! Sono quelli regionali che poi incidono sulla compilazione delle liste alle politiche e sul gruppo dirigente del partito». Nel cortile di Montecitorio c'è il solito deputato ribelle insofferente alla linea: «Io tra un mese al massimo la spina la stacco, e alla peggio me ne vado. Tanto a restare faremmo comunque la fine dei topi, ed è meglio andarsene con un po'di dignità. Se te la riconoscono in politica prima o poi ci torni». Ma è difficile che gente così possa trascinare le truppe. I più sono rassegnati al lentissimo e letale giro di valzer con Mario Monti. “ . ILLUSIONI  C'è chi si è fatto ipnotizzare da Monti e pensa che il rifugio più sicuro sia quello di Pier Ferdinando Casini FRUSTRAZIONE  Da Monti molti di noi vorrebbero liberarci. Ma Berlusconi non vuole FUGA  Io tra un mese al massimo me ne vado. Tanto, a restare faremmo comunque la fine dei topi La Russa Olycom
16 Venerdì 27 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it euro del 2009 (nel 2008 il rosso era di 15,3) a un attivo di 21 milioni di euro nel 2010, ma dall'altro lato ha alimentato malumori, diffidenze, proteste e infine anche veleni. Fra i suggerimenti di Mc Kinsey messi in pratica che spiegano il miglioramento dei conti, una rimodulazione del piano di investimenti da venti milioni di euro e un piano di salvataggio di costi da 10-12 milioni di euro. Sul fronte delle entrate ha aiutato il Vaticano la riorganizzazione dei Musei Vaticani, che hanno sensibilmente aumentato gli incassi dei biglietti sia prolungando gli orari di apertura sia tagliando il cordone ombelicale con le agenzie che avevano in mano il 70% della biglietteria con alte commissioni. I Musei sono anche riusciti ad esternalizzare parte del personale a una società che ::: I SEGRETI DEL VATICANO Conti disastrosi Il prete anticorruzione costretto dal Vaticano a vivere in povertà La nunziatura Usa in rosso e Monsignor Viganò deve vendere il suo appartamento. Il «Sacro scandalo» nato da un rapporto della McKinsey ::: CHRIS BONFACE  È un rapporto di una cinquantina di pagine, conservato gelosamente negli archivi del Governatorato della Città del Vaticano, la miccia che ha fatto esplodere il braccio di ferro fra monsignor Carlo Maria Viganò e i vertici della segreteria di Stato guidati dal cardinale Tarcisio Bertone, poi sfociato nella clamorosa lettera al Papa di monsignor Viganò rivelata su Libero e su La7 da Gianluigi Nuzzi. LA CONSULENZA Il rapporto ha in calce una delle firme più prestigiose della consulenza aziendale e della governante di impresa: quella di McKinsey. Per tre settimane, proprio quando Viganò fu chiamato a mettere ordine nei conti del Governatorato, uno staff scelto dal direttore di McKinsey Italia, Vittorio E. Terzi, a titolo del tutto gratuito e per amicizia con banchiere consulente della Santa Sede, ha ridisegnato tutti i centri di costo e le procedure di spesa trasformando il Vaticano in una sorta di holding modello. Monsignor Viganò ha preso alla lettera consigli e procedure di McKinsey e le ha applicate per la prima volta al Governatorato del Vaticano, suscitando il comprensibile ::: LA VICENDA CONTI DA SISTEMARE Nel luglio 2006, monsignor Carlo Maria Viganò accetta l'incarico al Governatorato. Il prelato riesce a migliorare, in un anno, i conti del Vaticano passando da un rosso di 8 milioni a un attivo 34 milioni. Un risanamento che, all'interno della Santa Sede, non è piaciuto a tutti IL TRASFERIMENTO L'opera di tagli epulizia portata avantida Viganònon èstata gradita a tal punto che il monsignore è stato rimosso dall'in carico. Oggi è diventato nunzio apostolico a Washington LETTERA AL PAPA Sulla vicenda contabile monsignor Viganò ha scritto al Papa denunciando privilegi, corrutele e zone opache Oltretevere sconcerto dei collaboratori nell'amministrazione e trovando ostacoli di ogni tipo sul suo percorso. Lettere e contro-lettere di anonimi corvi (diffuse sia le une che le altre) sono dunque state originate dall'applica zione modello di regole di governance amministrativa che probabilmente avrebbero provocato reazioni analoghe se qualsiasi ministero italiano avesse provato ad applicare alla propria struttura il modello McKinsey. GOVERNATORATO IN ROSSO La determinazione di Monsignor Viganò nel seguire quella sorta di manuale da un lato ha portato al rapido risanamento del bilancio del Governatorato, passato da una perdita di 7,8 milioni di aveva vinto la gara per i servizi museali con un minimo garantito di 6-7 milioni di euro all'anno. IL JE ACCUSE DI VIGANÒ Il je accuse di monsignor Viganò sugli ostacoli trovati per strada nella lettera confidenziale al Papa rivelata da Nuzzi hanno già causato un processo canonico in cui sono stati ascoltati tutti i protagonisti. A conclusione lo stesso Viganò è stato promosso ad altro incarico - che ha accettato - dove oggi si trova: è nunzio a Washington. Ieri il Vaticano ha replicato ufficialmente all'inchiesta di Nuzzi con un clamoroso comunicato del portavoce padre Federico Lombardi in cui, per al prima volta, si minacciano perfino azioni legali nei confronti di La7. Padre Lombardi non ha negato la genuinità della lettera di monsignor Viganò, dolendosi solo della pubblicazione di materiale confidenziale (anche se la colpa naturalmente non può essere di chi pubblica). Ha contestato però la lettura del caso, sostenendo che la promozione a Washington di monsignor Viganò nella sede forse più prestigiosa per la diplomazia vaticana, è avvenuta in perfetto accordo con la segreteria di Stato. Vero che Washington è sede prestigiosa, vero anche che a Libero risulta come ormai la sede americana sia forse quella che vive le maggiori difficoltà economiche: campagne e cause sulla pedofilia l'hanno ormai spogliata completamente di qualsiasi risorsa finanziaria. Lo stesso nunzio monsignor Viganò qualche settimana fa ha dovuto mettere in vendita la sede dove c'era il suo appartamento, trasferendosi in affitto in una ben più modesta residenza. I nuovi mali da combattere La violenza sugli anziani? Sconfitta della società ::: ANTONIO MAZZOCCHI*  La cronaca ci incalza. Prima la casa di cura autorizzata e trasformata in lager per anziani a Sanremo, subito dopo, il 21 gennaio, la scoperta di un ospizio abusivo a Roma, dove gli anziani venivano imbottiti di farmaci senza alcuna prescrizione medica, e due di loro erano rinchiusi in due ripostigli: non dobbiamo ignorare questi segnali dii mbarbarimento. Qualcuno una volta ha detto che la fine della vita è l'inizio della sopravvivenza. È questo che si verifica quando le condizioni della nostra esistenza diventano talmente miserabili da annullare il senso stesso del nostro vivere nel mondo. Un tempo la sacralità della vita era riconosciuta come principio etico insormontabile e ogni tappa dell'esistenza di un essere umano era riconosciuta e vissuta come un percorso unico e intoccabile. Nell'epoca in cui viviamo, sorretta da un forte laicismo, questa visione è venuta meno, tanto che la qualità si è contrapposta alla sacralità stessa della vita. Mi spiego meglio. Invecchiare è diventato nella società odierna un cammino impervio che racchiude in sé la paura di essere abbandonati e di essere spogliati del diritto di vivere. Bisogna sperare che l'avanzare degli anni non metta in pericolo la propria autosufficienza poiché sempre meno famiglie sono disposte a tenere in casa un anziano disabile che non riesce a deambulare e a provvedere ai propri bisogni fisiologici. Sicuramente è un'esperienza non facile per nessuno ma prima o poi, che ci piaccia o no, saremo costretti ad affrontarla sulla nostra pelle. Invecchiare è l'unico modo che conosciamo per poter vivere più a lungo e la perdita delle nostre funzioni vitali, molto spesso, fa parte di questo percorso. Sperare di morire prima di trovarsi in una tale situazione, per non dover subire maltrattamenti e violenze o essere abbandonati in una casa di riposo, rappresenta la più grande sconfitta della nostra società che ha smesso di interrogarsi sul senso e il valore dell'esistenza. Si potrebbe dire molto su come sono gestite le case di cura, su quanti soldi pubblici vengono a queste cooperative sociali elargiti senza adeguati controlli, ma ciò che rimane più impresso in questa squallida vicenda è la gratuita disumanità di chi ha smesso di vedere l'altro come un proprio simile. Questo fenomeno non si può arginare con qualche legge o qualche commissione d'inchie sta sugli standard di qualità delle strutture per anziani. Il problema riguarda la coscienza umana e il senso che attribuiamo alla vita dal suo inizio fino al suo termine. Se è questo ciò che ci aspetta allora forse è vero che quando si smette di vivere e si comincia a sopravvivere alle sventure, in quel preciso momento, si comincia a morire, anche prima che il corpo esaurisca il suo vigore. La popolazione mondiale sta inesorabilmente invecchiando perché si vive meglio e quindi si vive di più. Tuttavia, le condizioni di vita di milioni di anziani, non soltanto nel nostro Paese, sono a dir poco desolanti. Dove non c'è violenza c'è abbandono, dove non c'è abbandono c'è, invece, miseria. Il nostro primo e imperativo obiettivo deve essere ritrovare quel legame alla vita che riconosce l'inviolabi lità della stessa in tutte le sue forme. Se perdiamo questa sfida, lasciamo svanire principi fondamentali che hanno permesso all'esistenza stessa di evolversi. Il 2012 ha inaugurato l'anno europeo per l'in vecchiamento attivo, al fine di promuovere un'esistenza serena e dignitosa per le persone che hanno superato la soglia dei 65 anni e si avviano ad una fase diversa della vita. Morire bene è importante tanto quanto poter nascere bene, poiché il valore della vita sta nella sua interezza e dobbiamo avere il coraggio di riconoscere in ogni tappa l'inesorabile evolversi della vita stessa, così come lo spirito cristiano ci ha insegnato. Purtroppo, se esiste tanta malvagità è segno che questi valori, che il senso caritatevole della vita come Gesù ci ha insegnato, si è andato perdendo, e chi si macchia di tali atti ha smesso di comprendere quella linea di confine tra il bene ed il male, necessaria per poter vivere in armonia in comunità. La giustizia farà il suo corso e chi ha sbagliato, per fortuna, sarà messo in condizione di non commettere più quei reati. Rimane, tuttavia, il problema di come curare le ferite fisiche e morali di un essere umano che a causa della sua fragilità ha visto calpestare la sua dignità. Probabilmente non riusciremo a riparare il danno sofferto da queste persone ma è nostro dovere ritrovare la volontà di difendere quei valori fondamentali della vita, affinché questi episodi non vengano oscurati dall'indifferenza. *Deputato PdL e Presidente Cristiano Riformisti
7Venerdì 27 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LE GRANE DI MONTI Lotta per le poltrone I tecnici si incartano pure sui farmaci Balduzzi vuole Garattini, titolare di diversi centri di ricerca, nel cda dell'authority delle medicine . PENSIEROSO La Camera conferma la fiducia al governo sul decreto Milleproroghe con 469 sì, 74 no e cinque astenuti. ::: CHIARA BUONCRISTIANI  Si allunga l'ombra di un nuovo conflitto di interessi sul governo Monti. Questa volta all'interno del consiglio d'amministrazione dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). La nomina di Claudio De Vincenti a sottosegretario per lo Sviluppo economico ha infatti lasciato una poltrona vacante. Sulla quale ora il ministro per la Salute, Renato Balduzzi, vorrebbe per far sedere Silvio Garattini, cioè il direttore dell'istituto ricerche farmacologiche Mario Negri. Di qui l'odore di conflitto: visto che una della funzioni fondamentali dell'Aifa è gestire risorse per centinaia di milioni di euro, attribuendo ogni anno ai diversi centri di sperimentazione, privati e pubblici, i fondi statali per la ricerca sui nuovi farmaci. Garattini ha già avuto un'esperienza controversa alla guida della commissione Ricerca & Sviluppo (Crs) dell'Aifa. Nominato nel 2005 dall'allora direttore generale, Nello Martini - l'ex dg è stato rinviato a giudizio nel dicembre 2011 con l'accusa di disastro colposo per le omissioni nella vigilanza su ventidue farmaci a rischio dei quali non erano segnalati i gravi effetti collaterali - nei seguenti tre anni di attività come presidente della Crs Garattini ha potuto contare su un budget di 78 milioni di euro da investire fra i progetti delle più prestigiose istituzioni sanitarie italiane. E però “coincidenza” ha voluto che una grossa fetta di quei fondi siano stati investiti proprio nei tre centri di ricerca che facevano – e fanno – capo a Garattini. Tabelle dei bandi 2005-2007 alla mano, ben 9 milioni e 327mila euro sono finiti al Consorzio Mario Negri Sud (il 12 per cento dei fondi complessivi) per 4 ricerche, all'Istituto Mario Negri sono andati 5 milioni e 851mila euro (il 7,5 per cento del budget totale) con 9 progetti finanziati e, per finire, per 5 progetti altri 3 milioni e 329mila euro (4,3 per cento del budget) all'Azienda ospedali riuniti di Bergamo, il cui direttore del dipartimento Immunologia e clinica dei trapianti altri non è che Giuseppe Remuzzi, direttore scientifico dell'Istituto Mario Negri nonché braccio destro e allievo di Garattini. «Su 42 progetti 17 sono di strutture dove lavorano le stesse persone che le devono giudicare», osservò appena insediatosi nel luglio 2008 Guido Rasi, direttore dell'Aifa fino al novembre scorso. E a domanda su quale fosse la causa della stortura fece nomi e cognomi: «La commissione che sceglie i progetti è presieduta da Silvio Garattini e circa il 20 per cento dei fondi è andato al Mario Negri». L'attacco non andò giù al direttore della Crs che si difese: «Quando ci troviamo a giudicare progetti per i quali si configura un potenziale conflitto di interessi io mi alzo e esco dall'au la». E ricordò come alla Commissione ricerca & sviluppo competa solo la preselezione della graduatoria da sottoporre al Cda. Dove però adesso Garattini rischia di finire. CH.B. Ironie dei colleghi sulla carriera-lampo La vera storia del viceministro «sfigato» Dubbi sul concorso da ordinario di Martone: «Per promuoverlo si sono arrampicati sugli specchi» ::: TOBIA DE STEFANO  Se dai dello sfigato agli altri che arrivano a 28 anni senza lo straccio di una laurea, allora dovresti avere un pedigree talmente immacolato da specchiartici dentro. E al viceministro del Lavoro, Michel Martone, curriculum alla mano, di appunti se ne potrebbero muovere davvero pochi. A 23 anni si laurea in giurisprudenza e vince il dottorato a Modena (pare facesse anche il dog sitter per integrare il suo magro assegno), a 26 diventa ricercatore a Teramo, a 27 professore associato e a 29 ottiene l'idoneità da ordinario all'uni versità di Siena. Piccolo intoppo, perché l'idoneità non significa poter insegnare e per «consumare» l'agognata cattedra di diritto del lavoro il nostro dovrà aspettare due anni, fino al 2005 quando torna a Teramo. L'INTOPPO Ed è proprio su quell'intop po che si scorgono le prime macchie del fustigatore dei laureandi. I maligni sottolineano che al concorso di Siena, tra gennaio e luglio del 2003, Martone sia arrivato secondo su due candidati. E a guardare una mail, partita dalla ricostruzione del professor Piero Graglia dell'università di Milano e divulgata da Michele Ciavarella (Politecnico di Bari) a circa 1200 colleghi sulla mailing list Unilex, pare avessero proprio ragione. Anzi di più. Succede che degli otto candidati, sei si ritirino, lasciando su un piatto d'argento il posto a Martone. La sua «rivale», Franca Borgogelli, fa l'en plein: cinque voti su cinque commissari. Il prossimo viceministro del Lavoro, invece, lascia alquanto a desiderare. Non lo scriviamo noi, che potremmo essere annoverati tra i maligni, ma la maggior parte dei suoi giudici di otto anni fa. Silvana Sciarra evidenzia a proposito della sua monografia principale: «I numerosi riferimenti a fatti e a metodologie di analisi sono caratterizzati talvolta da passaggi argomentativi non del tutto esaustivi...permane la difficoltà di individuare una chiara ipotesi di lavoro». In soldoni: «M. Martone dimostra di trattare con spigliatezza gli argomenti prescelti e di adoperare correttamente il linguaggio giuridico ma di dover ulteriormente affinare il ricorso al metodo storico ed interdisciplinare». E ancora: «È auspicabile che la già acquisita maturità scientifica si consolidi ulteriormente in futuro in una produzione più diversificata». A noi, che non siamo esperti di diritto del lavoro, sembra una bocciatura e invece nella coda c'è la sorpresa: «Il candidato, nel complesso, risulta idoneo ai fini della valutazione comparativa». Amen. Il professor Pedrazzoli scrive più o meno le stesse cose e poi argomenta: «Nonostante questi elementi di discutibilità...il candidato appare visibilmente dotato di forte propensione alla riflessione giuridica. Le notevoli qualità su cui può contare avranno occasione di manifestarsi appieno, quando sarà trascorso il tempo occorrente per la loro sedimentazione...». Un auspicio futuro, più che una promozione nell'immediato. Ma alla fine pure Pedrazzoli tira le somme e «grazia» Martone. RACCOMANDAZIONE? Poi c'è la motivazione di Francesco Liso, il più tranchant: «Il candidato...merita di vedere riconosciute le sue indubbie qualità in un'occasio ne in cui la dichiarazione della sua piena maturità costituisca frutto più di una certificazione che di una aspettativa, per quanto seriamente fondata». Che fuor dal linguaggio professorale vuol dire: torni un'al tra volta quando avrà ripassato la lezione. Certo, Martone ottiene il lascipassare incondizionato degli altri due superprofessori. Sono Roberto Pessi e Mattia Persiani, presidente della commissione, nonchè «maestro» (parole dello stesso Martone) del futuro viceministro. E allora riassumiamo il tutto: concorso da professore ordinario, ci sono otto candidati e tra questi Michel Martone, figlio di Antonio, noto magistrato (ex presidente dell'Anm) con buoni contatti politici e presidente della Commissione per la Valutazione, l'integrità e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche (Civit). Sei si ritirano. Che fortuna. Restano in due. Una, Franca Borgogelli, è la più qualificata e infatti passa in scioltezza, l'altro è Martone, appunto, che nonostante i tanti dubbi ottiene quattro voti su cinque. Uno di quei commissari (preferisce restare anonimo) - sentito dal «Secolo XIX» - dice che «Michel Martone è un raccomandato di ferro iper-spinto da tutto il mondo... Non è il peggio che mi sia capitato ma è stata un'esagerazione spingerlo avanti così». Il professor Ciavarella che ha divulgato la mail arriva a paragonarlo «al ministro tedesco Zu Guttemberg che per molto meno (era accusato di aver copiato la tesi di dottorato ndr) si era dimesso». Noi non ci pronunciamo, ma ne usciamo con una piccola certezza: Martone è tutto eccetto che uno «sfigato». Sergio Pecorelli (presidente dell'Aifa) L'agenzia annuncia la svolta «Nuova norma sul conflitto di interessi»  «Conflitto di interessi? L'attuale Cda ha appena deliberato oggi (ieri n.d.r.) sul nuovo regolamento in materia». Interpellato da Libero Ser gio Pecorelli, presidente dell'Aifa ha la risposta pronta. Come mai questa decisione? «C'è una richiesta dell'Ema (Agenzia europea del farmaco) e ora siamo il primo stato membro ad adempiere agli obblighi». Cosa cambia rispetto a ieri? «Il ministro della Salute e quello dell'Economia devono validare la nostra delibera. Se lo faranno, chi ha un conflitto finanziario, cioè è in possesso di azioni di società farmaceutiche o da questa prende compensi anche come consulente non potrà sedere in alcuno dei nostri organi, dalCda alle commissioni scientifiche». Ci sono consulenti sia di aziende sia dell'Aifa? «Come Aifa abbiamo chiesto a 1935 aziende l'elenco dei loro consulenti. Ci hanno risposto in 113, ma con questo regolamento chi è consulente dovrà dichiararlo, e se i conflitti sono generali, non potrà più lavorare con noi». CH.B. Sergio Pecorelli “ .  Alcune analisi sono caratterizzate talvolta da passaggi non del tutto esaustivi...permane la difficoltà di individuare una chiara ipotesi di lavoro IL COMMISSARIO SILVANA SCARRA Il viceministro del Welfare Michel Martone Imago
Venerdì 27 gennaio 2012 nuova fiat panda. WWW.FIATpanda.ITvenite a scoprirla sabato 28 e domenica 29. Questa è l'italia che piace. Interni più confortevoli più spaziosa Consumi ciclo combinato: da 3,9 a 5,2 (l/100km). Emissioni CO2: da 99 a 120 (g/km). SEDILI RICONFIGURABILI, 14 VANI E TASCONE PORTAOGGETTI più versatile Nuovi motori TwinAir e Multijet II, start&stop più ecologica BLUE&ME, TOMTOM LIVE 2, DUALDRIVE più tecnologica
43Venerdì 27 gennaio 2012
Venerdì 27 gennaio 2012 OPINIONI NUOVE Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all'estero: CH Fr. 3.00 / MC & F 2.00 / SLO 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR ( FONDATORE VITTORIO FELTRI DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO ANNO XLVII NUMERO 23 EURO 1,20 CAVALIERE, TORNI A BORDO ADDIO PDL Sondaggi impietosi, elettori sconcertati per l'appoggio al governo: le prossime amministrative rischiano di dare il colpo di grazia alla casa del centrodestra Bossi attacca Berlusconi: «Sta con Monti, è una mezza cartuccia» APPUNTO iChina di FILIPPO FACCI Ogni tanto la grande informazione «scopre» degli scandali che altri denunciavano da una vita, e li fa esplodere presso un'opinione pubblica che pareva fregarsene. E' un po' quello che si dice di Apple, l'azienda dell'iPhone e dell'iPad: che si limiti a «scoprire» l'esistente e a reinventarlo rendendolo popolare. Bene: chissà che a mettere insieme i due soggetti (grande informazione + Apple) non si riesca finalmente a far «scoprire» la Cina e i suoi terrificanti metodi di produzione. Il New York Times, infatti, ha «scoperto» che nelle fabbriche cinesi della Apple gli operai sono schiavizzati, spesso minorenni, lavorano sette giorni su sette, ci sono incidenti, insomma tutto il campionario che da decenni in realtà riguarda tutta la produzione cinese per tutti i prodotti del mondo. Ma chissà, forse il New York Times ha trovato la chiave di volta: «La gente», ha scritto, «sarebbe molto turbata se vedesse da dove viene il suo iPhone». Apriti Sesamo. Sarebbe l'ultimo miracolo di Steve Jobs: far scoprire la Cina dove fallirono le Olimpiadi e il Dalai Lama. Il trend - come per le imitazioni dell'iPhone - poi sarebbe inarrestabile: magari scopriremmo come la Cina fabbrica certi cachemire «made in Italy», o come estrae dagli aborti (praticati sino al nono mese) il collagene che serve a produrre cosmetici destinati anche all'Europa. Sarebbe un'applicazione pazzesca. Il reality riparte col botto Benvenuti all'Isola dei rifatti segue a pagina 31 Bisogno di un nemico Non c'è più Silvio Giornali a caccia di fascisti immaginari di FRANCESCO BORGONOVO Avanti di questo passo e finirà che qualcuno, al ristorante, si metterà a gridare: «Cameriere, presto, c'è un fascista nella mia minestra». Pare infatti - leggendo i giornali - che negli ultimi tempi spuntino uomini neri un po'dap pertutto: l'Europa intera e l'Italia soprattutto sembrano colpite da un'epidemia antidemocratica, con contorno di scarponi (...) segue a pagina 9 Minacce «sacre» Fulmini vaticani perché ho svelato la corruzione oltre San Pietro di GIANLUIGI NUZZI «Fuori e dentro la Chiesa c'è chi è contro e chi è a favore di Papa Benedetto XVI. Noi abbiamo una posizione diversa. Pensiamo che l'opera di cambiamento del pontefice sia innegabile, ma incontri resistenze e sia osteggiata proprio in Vaticano». Inizia così il copione della puntata (...) segue a pagina 17 Punizione divina Tra i naufraghi il prete anti Cav: era in crociera anziché in ritiro di FOSCA BINCHER Poco più di un anno fa - era il 10 novembre 2010- don Massi mo Donghi, coadiutore della parrocchia di Besate Brianza e insegnante di religione nella stessa cittadina, aveva preso carta e penna e scritto a Famiglia Cristiana grondando la sua indignazione. «Vivo», diceva, «una profonda insofferenza nel constatare (...) segue a pagina 18 di MAURIZIO BELPIETRO Ieri abbiamo chiesto al Pdl cosa aspettasse a mandare a casa Monti e il suo decreto mille tasse. La risposta è arrivata a stretto giro di posta a firma del leader maximo Silvio Berlusconi: «Chi è stato responsabile dando il suo sostegno al governo non può tirarsi indietro». Un po' come dire che al professore della Bocconi non c'è alternativa e per ora bisogna rassegnarci a tenerlo dove sta. Può darsi che il Cavaliere abbia ragione e che l'esecutivo dei professori sia una medicina indispensabile per guarire l'Italia. Nel nostro piccolo ne dubitiamo, in quanto certe cure da cavallo spesso hanno effetti controproducenti e più che rimettere in piedi il paziente rischiano di spedirlo dritto al camposanto. Ciò detto, sulla manovra non vogliamo aggiungere altro. Noi continuiamo a pensare che la malattia che ci ha colpiti vada affrontata riducendo le spese e non aumentando le tasse, ma avendolo detto fino alla noia in questi mesi non vogliamo ripeterci. Ciò che ci preme sottolineare è lo stato di salute di quello che un tempo è stato il partito di maggioranza del Paese, ovvero il Popolo della Libertà. Mentre Berlusconi respinge gli inviti a liquidare Monti, qui chi rischia di essere messa in liquidazione è la sua creatura, ovvero quella che avrebbe dovuto essere la casa dei moderati. Per capire che il pericolo è concreto non servono grandi capacità di predire il futuro, basta dare un occhio agli ultimi sondaggi. Settimana dopo settimana, le ricerche testimoniano che il Pdl si assottiglia. Sono lontani i tempi in cui la somma di Forza Italia, An e di una serie di micro sigle centriste fece sfiorare al partito del predellino il 40 per cento dei voti. Oggi, se si andasse alle urne, le previsioni attribuiscono al Popolo della Libertà uno scarso 22 per cento. Eppure qualche mese fa, nonostante la crisi e l'incertezza politica, al movimento del Cavaliere (...) segue a pagina 3 SALVATORE DAMA a pagina 5 La vera storia del viceministro «sfigato» Dubbi sul suo concorso da ordinario Ventisei arresti per gli scontri in Val di Susa Terroristi tra i No Tav, la sinistra li difende di ANDREA MORIGI Contro i camionisti che scioperano, ma a favore dei no-tav indagati per le violenze in Val di Susa. Pare che dietro il sindacato rosso si vada delineando un complesso fronte di lotta che esclude alcune categorie ma ne coccola altre. Ufficialmente, la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, lancia un appello al governo, affinché «fermi lo sciopero dei tir». Provocano disagi e, a suo giudizio, fanno addirittura «aumentare l'inflazione», perciò, se è doveroso «ascoltare le ragioni» degli autotrasportatori, (...) segue a pagina 15 La fulminea carriera di Martone scatena l'ironia dei colleghi di TOBIA DE STEFANO a pagina 7 Il viceministro del Lavoro Michel Martone [Imago] di SELVAGGIA LUCARELLI E finì che dopo mesi di gufate a suon di “Povero Savino”, “Sa vino raccoglie un'eredità pesante” , “Chissà che isola sarà senza la Ventura” e “Sarà dura”- manco Nicola Savino avesse ricevuto l'incarico di ritoccare l'articolo otto - la nuova edizione dell'Isola dei famosi fece un punto in più di share rispetto alla precedente edizione. Certo, il sospetto che molti telespettatori che volevano vedere “Notte al museo”alla stessa ora su Italia uno (...) +$!z!#!$!_ SISTEMA Mai più cambio pila
33Venerdì 27 gennaio 2012TV E SKY @ commenta su www.liberoquotidiano.it Rete 4 ore 16.05 Il grinta Raitre ore 21.05 The reader Cinema Hits ore 21.10 Omicidio in diretta Cinema Hits ore 22.55 Braveheart I CONSIGLI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone 6.45 Unomattina. Condotto da Elisa Isoardi e Georgia Luzi 10.55 Che tempo fa 11.00 TG1 11.05 Occhio alla spesa “Minestre naturali o industriali?”. Con Alessandro Di Pietro 12.00 La prova del cuoco. Con Antonella Clerici 13.30 TG1 14.00 TG1 Economia 14.10 Verdetto Finale “Famiglie allargate”. Con Tiberio Timperi 15.15 La vita in diretta. Condotto da Marco Liorni e Mara Venier 18.50 L'eredità 20.00 TG1 20.30 Qui Radio Londra. Con Giuliano Ferrara 20.35 Soliti ignoti 21.10 Attenti a quei due La sfida “3a puntata: protagonisti Albano e Pupo”. Condotto da Paola Perego, con la partecipazione di Biagio Izzo 23.25 TV7 presenta Le non persone (Docl, 2012) Regia di Roberto Olla. 0.40 L'Appuntamento “Scrittori in tv” 1.10 TG1 Notte - TG1 Focus 1.40 Che tempo fa 1.45 Qui Radio Londra. Condotto da Giuliano Ferrara (Replica) 1.55 Sottovoce RAI UNO 7.00 Cartoon Flakes 9.30 TGR - Montagne 10.00 TG2punto.it 11.00 I Fatti Vostri. Con Giancarlo Magalli e Adriana Volpe 13.00 TG2 Giorno 13.30 TG2 Costume e Società 13.50 TG2 Eat Parade 14.00 Italia sul Due. Con Lorena Bianchetti e Milo Infante 16.15 Ghost Whisperer “L'apprendista fantasma” con Jennifer Love Hewitt 17.00 Desperate Housewives “Mostri e altri mostri” con Teri Hatcher 17.50 Rai TG Sport 18.15 TG2 18.45 Numb3rs “Il dirottamento” con David Krumholtz 19.35 L'isola dei Famosi 9. Con Vladimir Luxuria 20.30 TG2 - 20.30 21.05 La Storia siamo noi “Auschwitz: L'ultimo segreto”. Condotto da Giovanni Minoli 23.10 TG2 23.25 L'ultima parola. Condotto da Gianluigi Paragone 1.00 TG Parlamento 1.20 L'isola dei Famosi 9. Con Vladimir Luxuria 2.10 Italia sul Due. Condotto da Lorena Bianchetti e Milo Infante (Replica) RAI DUE 7.30 TGR Buongiorno Regione 8.00 Agorà 10.00 La Storia siamo noi “Il Ghetto. Il filmato perduto” 11.00 Celebrazione del Giorno della Memoria (Diretta) 12.00 TG3 - Rai Sport Notizie 12.25 TG3 Fuori TG 12.45 Le storie - Diario italiano “Giornata della memoria” 13.10 Prima tv Julia - La strada per la felicità con Susanne Gartner 14.00 TG Regione - Meteo 14.20 TG3 - Meteo 3 15.05 Lassie con Susan Almgren 15.55 Cose dell'altro Geo 17.40 Geo & Geo 19.00 TG3 19.30 TG Regione - Meteo 20.00 Blob 20.15 Questione d'onore (Comico, 1935) 20.35 Un posto al sole 21.05 The Reader (Drammatico, 2008) con Kate Winslet, David Kross. Regia di Stephen Daldry. 23.15 E se domani short Quando l'uomo immagina il futuro “Il Pianeta rosso Ospite Margherita Hack”. Condotto da Alex Zanardi 0.00 TG3 Linea notte RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico - Meteo 5 Borsa e Monete 8.00 TG5 Mattina 8.40 La telefonata di Belpietro 8.50 Mattino Cinque. Con Federica Panicucci e Paolo Del Debbio Grande Fratello 11.00 Forum 13.00 TG5 - Meteo 5 13.40 Beautiful 14.10 CentoVetrine 14.45 Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi 16.15 Amici 16.55 Pomeriggio Cinque. Condotto da Barbara D'Urso 18.45 The Money Drop 20.00 TG5 - Meteo 5 20.30 Striscia la notizia La voce della contingenza. 21.10 Zelig “Terza puntata Bisio e Cortellesi si cimentano nel brano “Gallipoli”“. Condotto da Claudio Bisio e Paola Cortellesi 23.30 Tutta la vita davanti (Commedia, 2008) con Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli. Regia di Paolo Virzì. 1.45 TG5 - Meteo 5 2.20 Striscia la notizia - La voce della contingenza (Repl.) 3.00 Uomini e Donne. (R) CANALE 5 6.50 Cartoni animati 8.40 Una mamma per amica 10.35 Everwood 12.25 Studio Aperto - Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 Cartoni animati 15.30 Prima tv Camera Cafè Ristretto 15.40 Prima tv Camera Cafè 16.10 The Middle “Non urlare mamma!” “Una serata romantica” 16.55 La vita secondo Jim 17.45 Trasformat 18.30 Studio Aperto - Meteo 19.00 Studio Sport 19.20 Prima tv Mediaset Provaci ancora Gary “Gary tra ex moglie e fidanzata” 19.50 Prima tv I Simpson “Lisa Simpson, questa non è la tua vita” 20.20 C.S.I. “Squadre da strada” 21.10 True Justice Guerriglia urbana (Azione, 2011) con Steven Seagal, William ‚Big Sleeps‚ Stewart. Regia di Wayne Rose. 23.00 Prima tv Nikita “I gioielli della corona” con Maggie Q 23.50 Nuova edizione Prima puntata Le Iene. Condotto da Ilary Blasi, Enrico Brignano e Alessandro Gassman 1.20 The Shield "Il treno dei soldi" Con Michael Chiklis ITALIA UNO RETE QUATTRO LA 7 6.00 TGLa7 - Meteo - Oroscopo - Traffico Informazione 7.00 Omnibus 9.45 Coffee Break. Con Tiziana Panella 11.10 L'aria che tira. Con Myrta Merlino 12.30 I menù di Benedetta “Ospite: lo chef Davide Oldani” 13.30 TG La7 14.05 L'ultimo treno (Drammatico, 2001) con Haley Joel Osment, Willem Dafoe. Regia di Yurek Bogayevicz. 15.55 Non vi ho dimenticato (Documentario, 2007) con Frederick Forsyth, Marvin Hier. Regia di Richard Trank. 17.30 L'ispettore Barnaby “La mela marcia” con John Nettles 19.20 G' Day “Ospite: Paola Saluzzi”. Condotto da Geppi Cucciari 20.00 TG La7 20.30 Otto e mezzo. Con Lilli Gruber 21.10 Le invasioni barbariche “Ospiti: Roberto Maroni, Pierfrancesco Favino, Luca e Paolo”. Condotto da Daria Bignardi (Diretta) 0.00 Sotto canestro 0.30 TG La7 0.40 (ah)iPiroso. Condotto da Antonello Piroso Rai 4 21.10 L'ora del licantropo (Horror, 2007) con Kevin Sorbo. Regia di David Winning. 22.40 Wonderland 23.00 La regina dei dannati (Horror, 2002) con Aaliyah. Regia di Michael Rymer. Rai Storia 21.00 Dixit “Frassati/Tiberio” 23.00 Non stop per tutta la notte Speciale “Una giornata particolare - Il giorno della memoria - ultima parte” Rai Movie 21.00 Blue Sky (Drammatico, 1994) con Jessica Lange, Tommy Lee Jones. Regia di Tony Richardson. 22.45 Amen (Drammatico, 2002) con Ulrich Tukur. Regia di Costa-Gavras. Rai 5 20.45 Passepartout “Arte in vendita” 21.15 Novità Paul Merton in Europe “Germania”. Condotto da Paul Merton 22.15 Posso venire a dormire da voi? “Arabia” 23.10 David Letterman Show. Con David Letterman Cielo 20.00 Top Chef - All Star 21.00 Perfect Stranger (Thriller, 2007) con Halle Berry, Bruce Willis. Regia di James Foley. 23.00 Sgommati Show - Apocalisse 2012 Canale Italia 20.30 TG Canale Italia 21.00 Cantando e Ballando 23.45 C'era una volta La 5 21.10 28 Giorni (Drammatico, 2000) con Sandra Bullock, Viggo Mortensen. Regia di Betty Thomas. 23.15 Grande Fratello Live Iris 21.05 Donnie Brasco (Drammatico, 1997) con Al Pacino, Johnny Depp. Regia di Mike Newell. 23.20 Perdita Durango (Azione, 1997) con Rosie Perez, Javier Bardem. Regia di Alex De la Iglesia. Real Time 21.10 Prima tv Matrimonio all'italiana “1a puntata” 22.10 Abito da sposa cercasi “Spose in fiera” 22.35 Abito da sposa cercasi “Ogni sposa è sacra” CANALI FREE DIGITALE TERRESTRE 7.25 Nash Bridges “La spedizione del decennio” 8.20 Hunter “Tutti quei soldi in più” 9.40 R.I.S. Roma - Delitti imperfetti “L'uomo a pezzi” 10.50 Benessere - Il ritratto della salute 11.30 TG4 - Meteo 12.00 Un detective in corsia “La pillola fatale” 13.00 La signora in giallo “Chi ha ucciso Jessica Fletcher?” 13.50 Sessione pomeridiana: il tribunale di Forum 15.35 Sentieri 16.05 Il Grinta (Western, 1969) con John Wayne, Dennis Hopper. Regia di Henry Hathaway. 18.55 TG4 - Meteo 19.35 Tempesta d'amore 20.30 Walker Texas Ranger “Il figlio del boss” 21.10 Quarto Grado “Il naufragio della Concordia e la scomparsa delle gemelline Schepp”. Con Salvo Sottile e Sabrina Scampini 23.55 I bellissimi di R4 0.00 The vanishing Scomparsa (Thriller, 1992) con Kiefer Sutherland, Jeff Bridges. Regia di George Sluizer. CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE Joi 21.15 Supernatural “Lazzaro risorge” con Jared Padalecki 22.00 Supernatural “Sei lì Dio? Sono io, Dean Winchester” con Jared Padalecki 22.50 Hypercube: Il Cubo 2 (Fantascienza, 2002) con Geraint Wyn Davies. Regia di Andrzej Sekula. 20.20 One Tree Hill “Realtà e apparenza” con James Lafferty 21.15 Ugly Betty “Taglia zero” con America Ferrera 22.10 Ugly Betty “Il profumo” con America Ferrera 22.55 Fine di un amore 23.10 Nip/Tuck “Sophia Lopez - seconda parte” con Dylan Walsh 21.15 Prima tv Psych “Una coppia di supereroi” con James Roday 22.05 Prima tv Parks and Recreation “Amore tra pinguini” “L'appostamento” 23.00 Linea d'ombra “La forza del riscatto” 23.15 Parenthood “Fuggire dalla relatà” Steel Mya FILM SPORT TELEFILM 10.15 Golf, PGA European Tour 2012 The Abu Dhabi Golf Championship: 2a giornata (Diretta) SP2 17.00 Calcio, Coppa d'Africa 2012 Gruppo C, Nigeria - Tunisia (Diretta) ES 19.30 Calcio, Coppa d'Africa 2012 Gruppo C, Gabon Marocco (Diretta) ES 20.30 Rubr. sportiva Prepartita Serie B (Diretta) SP1 20.45 Calcio, FA Cup 2011/2012 Quarto turno Watford - Tottenham Hotspur (Diretta) SP3 21.00 Calcio, Serie B Anticipo 24a giornata Pescara Modena (Diretta) SP1 21.00 Wrestling WWE Domestic Smackdown Ep. 31 SP2 22.00 Pattinaggio su ghiaccio, ISU European Championships 2012 Da Sheffield Free Dance (Differita) ES 23.15 Tennis, Grande Slam Australian Open semifinali maschili: Andy Murray - Novak Djokovic (Replica) ES 20.15 So Random! DY 20.30 Tre cuori in affitto “Scappa Larry” FR 20.40 Coppia di Re DY 21.00 Top Secret “Cameriere un po' speciale” FR 21.00 N.C.I.S. “Ossessione” FC 21.00 Scrubs “La nostra nuova sorella” F 21.10 Prima tv Boardwalk Empire “A Dangerous Maid” SC1 21.25 Scrubs “I nostri camici bianchi” F 21.50 N.C.I.S. “Terra di confine” FC 21.50 Scrubs “Le nostre coppie” F 21.55 Cybergirl DY 22.00 Top Secret “Il sosia” FR 22.05 Prima tv Boardwalk Empire “What does the Bee do?” SC1 22.25 The Sleepover Club DY 22.25 Teen Wolf “Lunatico” F 22.45 Criminal Minds “Memoria da elefante” FC 22.55 Le sorelle fantasma DY 23.00 I Jefferson “Sorry, wrong Meeting” FR 19.30 La leggenda di Johnny Lingo Con George Henare MGM 21.00 Puzzole alla riscossa Con Brendan Fraser SCF 21.00 Blade Runner: The Final Cut Con Harrison Ford C 21.00 I tre della Croce del Sud Con John Wayne MGM 21.00 Mordimi Con Jenn Proske SCC 21.00 Prima tv Riflessi di paura 2 Con Nick Stahl SCM 21.00 Quasi... quasi Con M. Massironi SCP 21.10 Omicidio in diretta Con Nicolas Cage SCH 22.30 Un povero ricco Con Renato Pozzetto SCC 22.30 Un calendario molto speciale Con K. Chenoweth SCP 22.35 xXx Con Vin Diesel SCM 22.40 Pretty Princess Con Julie Andrews SCF 22.55 Lady Jane Con H. B. Carter MGM 22.55 Braveheart Con Mel Gibson SCH 23.00 Draquila - L'italia che trema C 23.05 The Box Con Cameron Diaz SC1 0.00 Torchwood: Children of Earth Seconda parte Con John Barrowman F 0.05 Big trouble - Una valigia piena di guai Con Tim Allen SCC 0.05 Il bacio del serpente Con Greta Scacchi SCP DOCUMENTARI 20.55 Prima Tv L'impero della droga “Ketamina” NGC 21.00 Fantasmi del Reich “L'orrore della Shoah” THC 21.00 Dual Survival D 21.00 Prima tv S.O.S. Tata “Famiglia Biancardi” FL 21.10 Junior Masterchef Australia “14a p.” SKU 21.55 Deportati e sterminati “La supremazia ariana“THC 21.55 Prima Tv I guardiani dell'inferno “Sommersi e salvati” NGC RAGAZZI 18.20 Leone il cane fifone CN 18.45 Ben 10: Ultimate Alien CN 19.30 Spongebob NCK 19.35 Nuovi episodi Generator Rex CN 20.10 I Simpson “Il padre che sapeva troppo poco” F 20.30 Adventure Time CN 20.30 Spongebob NCK 20.35 I Simpson “Le forti braccia della mamma” F 20.55 Regular Show CN 21.00 I pinguini di Madagascar NCK 21.05 Phineas & Ferb DY 21.20 Nuovi episodi Hero 108 CN 21.25 Spongebob NCK 21.30 Phineas & Ferb DY 21.45 Virus Attack CN SATELLITI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Chan. HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geo.HD SC1 Cinema 1 HD SCC Cinema Comedy HD SCF Cinema Family HD SCH Cinema Hits HD SCM Cinema Max HD SCP Cinema Passion HD SP1 Sky Sport 1 HD SP2-3 Sky Sport 2-3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione
14 Venerdì 27 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: GLI ANTAGONISTI DELL'ALTA VELOCITÀ ALLARME ROSSO In manette 26 No tav Fra loro due ex Br Operazione Digos per la rivolta estiva: addestrati alla guerra. In manette il brigatista rosso Ferrari e Ginetti di Prima Linea Cattivi maestri in azione Autori di rapimenti erano amici di Curcio  Dalla protesta pacifica delle origini, il movimento no-tav sta scivolando sulla china del terrorismo. Prima che la trasformazione si completi, scattano gli arresti, eseguiti ieri mattina in tutta Italia dalla Digos di Torino per i disordini avvenuti durante le manifestazioni di questa estate, il 27 giugno e il 3 luglio scorso in Valle di Susa. Il bilancio del blitz è di venticinque provvedimenti di custodia cautelare in carcere e uno di custodia cautelare ai domiciliari, oltre a quindici misure dell'obbligo di dimora e a una misura di divieto di dimora nella provincia di Torino. Negli scontri erano rimasti feriti oltre 220 componenti delle forze dell'ordine. Dall'altra parte della trincea, c'erano anche personaggi di spicco della lotta armata. Tra le persone fermate a Milano figura anche l'ex brigatista rosso Paolo Maurizio Ferrari, mai “pentito”né dissociato, ma uscito dal carcere nel 2004 dopo aver scontato 30 anni di carcere per sequestro e rapina e per la rivolta al carcere dell'Asinara nel 1979. A Pistoia, invece, è stato arrestato Antonio Ginetti, già terrorista di Prima Linea, per aver preso parte agli scontri al cantiere di Chiomonte. Era già stato condannato nel 1985 per partecipazione a banda armata, nel 2001 per invasione di terreni e nel 2005 per deturpamento o imbrattamento di edifici pubblici. Era stato riconosciuto «nelle immagini videoriprese a volto scoperto, o con un passamontagna», fra coloro che hanno usato «minaccia e violenza nei confronti delle forze dell'ordi ne» e «per aver lanciato contro di loro pietre, bombe carta, e razzi di segnalazione, oggetti contundenti, essendosi organizzati in gruppi formati da una quarantina di persone che si alternavano, uscendo dalla boscaglia, per attaccare le posizioni difese dalle forze dell'ordine». Tra gli altri arrestati, figurano il consigliere comunale di Villarfocchiardo, Guido Fissore, Giorgio Rossetto, leader del centro sociale Askatasuna e Tobia Imperato, anarcoinsurrezionalista torinese. A nessuno degli indagati tuttavia viene contestato un reato associativo come la banda armata né tanto meno l'aggravante della finalità di terrorismo. Anzi, «il terrorismo non ha nulla a che vedere con i fatti di cui ci stiamo occupando», ha voluto precisare il procuratore capo Gian Carlo Caselli a proposito dell'arresto di due ex terroristi tra i militanti No Tav fermati. Per Caselli si è trattato di «un'operazione di cesello: le verifiche sono state rigorosamente individuali e personali». Perciò, il procuratore ha sottolineato le parole del Gip, che nell'ordinanza scrive della «linearità e completezza della ricostruzione». Ciò non toglie che «in alcuni frangenti è stato maggiormente evidente che l'azione violenta era stata concertata, organizzata e, sul posto, addirittura coordinata», scrive il gip di Torino, Federica Bompieri, nell'ordinanza. Tanto che «il 3 luglio nell'area archeologica e della zona attigua il viadotto Clarea, i gruppi si sono alternati nello sferrare l'attacco alle Forze dell'ordine, così da consentire a “forze fresche” di dare il cambio a chi era stato in prima linea». Secondo il giudice «anche laddove simile organizzazione “militare” non è stata accertata, è, comunque, individuabile un'unica strategia: forzare la protezione del cantiere e dell'area circostante». E che gli scontri con le forze dell'or dine non siano stati estemporanei è chiaro, «lo evidenzia oltre all'or ganizzazione in loco, anche l'equipaggiamento che non è, certamente, frutto dell'improvvisa zione». Li hanno fermati quando oramai il livello delle piccole comunità locali era stato fagocitato da una formazione che ha raggiunto una rilevanza internazionale. Anche se il gip sottolinea che «l'assoluta maggioranza degli indagati appartiene a movimenti dell'ala anarchica o antagonista di Torino o di altre città, da tempo impegnati in azioni di protesta contro le istituzioni, e più volte denunciati», gli arresti sono stati compiuti in tutt'Italia, ma in carcere sono finiti anche una francese, uno spagnolo, un albanese e un ecuadoriano. Segno che la Val di Susa stava diventando il punto di raccolta di tutti i sovversivi d'Europa e del mondo. A. M.  I capelli bianchi, i segni del tempo sul viso e sul corpo, e un passato di violenza terrorista che non si vuole dimenticare e che - in un caso - nemmeno trent'anni di gattabuia sono riusciti a sbiadire. Tra i 26 fermati in tutta Italia dalla Digos per i disastri al cantiere di Chiomonte dell'estate scorsa ci sono anche due “padri nobili” della storia politico-criminale del nostro Paese. Si tratta del modenese Paolo Maurizio Ferrari, detto “il rosso”, di 66 anni, e il sessantenne pistoiese Antonio Ginetti. Il primo ha fatto parte del gruppo fondatore delle Brigate Rosse, con Renato Curcio, Alberto Franceschini e Mara Cagol. Il secondo ha militato nelle fila di Prima Linea, risultando una delle colonne del movimento fiorentino. Idealmente, a fianco di questi due, c'era anche Claudio Latino, arrestato 4 anni fa assieme a un manipolo di personaggi appartenenti alle cosiddette Nuove Br. Idealmente perchè tra i fermati non c'era lui, ma il figlio 18enne Stefano, che evidentemente non ha voluto sfigurare davanti al padre. Tra di loro, quello che vanta il curriculum criminale più spesso è senz'altro Ferrari. Il quale si è intestato anche un primato: è stato il primo brigatista, nel 1974, a finire dietro le sbarre. Un primato che ha voluto onorare mantenendo serrata la bocca con i giudici per 30 anni, il tempo che ha passato in cella. Mai una parola, mai una soffiata, mai un cedimento. Fedele alla linea fino all'ultimo, e zero benefici. Condanna scontata fino all'ultimo minuto. Operaio Pirelli a Milano, nel 1972 era stato licenziato per le pericolose tendenze extraparlamentari: un profilo scomodo, di quelli che in fabbrica è meglio non avercene. E infatti, due anni più tardi, scattano le manette a Firenze, con l'accusa di aver partecipato ai sequestri del sindacalista della Bruno Labate e del dirigente Fiat Ettore Amerio. Ginetti è stato un' acqua cheta a confronto. Militante storico di Prima Linea, tra gli imputati nel processo storico di Firenze del 1983 al movimento, è stato successivamente arrestato in riferimento alla costituzione di un nuovo movimento armato “fi gliato”dall'ala Br vicina a Giovanni Senzani: smantellato il gruppo dal nome “Brigata Luca Mantini”, Ginetti - all'epoca impiegato delle Poste - venne condannato a un anno di carcere. Infine il figliol prodigo Stefano Latino, sbarbatello 18enne, il cui papà Claudio venne arrestato nel 2007 per la costituzione delle Nuove Br, dopo esser già stato arrestato a Bologna nel 1984 e condannato nel '91 per banda armata e per altri reati legati ad alcuni attentati e toccato anche dalle indagini sull'omicidio di Marco Biagi. E. CAV. ASSALTO AL CANTIERE Gli scontri al cantiere Tav di Chiomonte la scorsa estate. [MIlestone]
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