ULTRAZOOM
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31Giovedì 26 gennaio 2012SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Fede in roulotte, Fiorello nel deserto La pagella dei famosi di ALESSANDRA MENZANI 10 Rita Rusic in costume. A 51 anni ha un fisico migliore della maggior parte delle ventenni. 9L'uscita di scena di Emilio Fede. Perde il Tg4 ma non l'ironia: «Tengo il mio ufficio, questo è già importante perché con l'aria che tira potrei finire in una roulotte». 8Fiorello da quando ha finito il programma è quasi sparito da Twitter. Ci pensa Jovanotti ad aggiornarci: «L'ho sentito, è nel deserto del Taklamaken a raccogliere fossili, sta bene e vi pensa». 7 Il Mago Forest (Michele Foresta) da Chiambretti: una garanzia. 6Andrea Pezzi su Twitter: «Jovanotti produce uno strano effetto sulla Bignardi. Non l'ho mai vista così rabbiosa nel cercare di fare del male...». 5Lilli Gruber chiede all'ospite Massimo D'Ale ma: «Lei che idea si è fatto di questo naufragio?» (La7, Otto e mezzo). 4Pierdavide Carone: ha pubblicato su Facebook la foto di gruppo di Sanremo bruciando l'esclusiva diSorrisi. 3 L'abitino (per mancanza di prove) di Alessia Marcuzzi nell'ultima puntata del Grande Fratello. Nero, microscopico e dall'aspetto acrilico: più che altro un copricostume. 2 Alessandro Rostagno che litiga con se stesso a Mattino 5. 1 I conduttoriche si lagnano se gli ospiti la buttano in rissa quando in realtà li invitano apposta. 0La tizia che va a Sanremo (Ivana Mrazova) ma dice che le canzoni italiane le fanno schifo. Twitter@AMenzani Celentano e Sanremo CHIAGNE E FOTTE La Rai lo strapaga e lui fa il martire della libertà IN OSPEDALE Demi Moore esaurimento da corna Il tradimento, il divorzio dal baby marito, l'improvviso dimagrimento. Anche una star come Demi Moore è una donna come tutte, e dopo un periodo disastroso dal punto di vista sentimentale è crollata. La Moore è stata ricoverata in un ospedale di Los Angeles per un «abuso di sostanze» non meglio specificate. Secondo quanto ha riferito il sito di gossip Tmz.com, la 49enne attrice americana è stata prelevata lunedì notte da un'ambulanza nella sua casa dopo una chiamata ai servizi di emergenza. L'agente di Demi Moore, Carrie Gordon, ha attribuito il ricovero a un «esaurimento» dell'attrice, che a novembre ha chiesto il divorzio dall'attore 33enne Ashton Kutcher dopo sei anni di matrimonio. La rottura era stata addebitata dai media ai tradimenti di Kutcher dopo che una donna di San Diego (poco più che ventenne) aveva raccontato di aver avuto un flirt con l'attore. «Per le tensioni che sta subendo nella sua vita, Demi ha deciso di farsi curare per migliorare la sua salute, vuole sentirsi meglio ed è grata per il sostegno ricevuto da familiari e amici», ha spiegato la sua agente. La Moore rinuncia ad interpretare il ruolo della femminista Gloria Steinem per potersi concentrare solo sulla sua guarigione. La protagonista di Ghost e Soldato Jane aveva chiesto recentemente di rispettare la sua privacy riguardo i «momenti difficili» che stava vivendo dopo la rottura con il secondo marito. Demi Moore era stata sposata per 13 anni con Bruce Willis. Dal 30 gennaio su Premium Crime Isola, fuga e mistero: «Alcatraz» sulla scia di «Lost» ::: ALESSANDRA MORI  Un'isola. Una fuga impossibile. Un mistero. Elementi che fanno subito pensare a Lost. E che invece dal 30 gennaio faranno pensare anche ad altro, ovvero ad Alcatraz, l'atteso nuovo serial-mistery firmato da J.J. Abrams, l'ideatore di Lost ap punto, in onda in anteprima su Premium Crime (Mediaset Premium) quasi in contemporanea con gli Usa (appena una settimana dopo). Lunedì prossimo alle 21.15 saranno trasmessi i primi due episodi doppiati (13 in tutto) e un terzo in lingua originale con i sottotitoli. In occasione del debutto, questi due episodi saranno visibili anche in chiaro sul canale 309 del digitale terrestre (Premium Anteprima). Non solo, il pilot della serie sarà visibile ai non abbonati su Premium Play dal giorno successivo per due settimane. Ma veniamo alla trama. Alcatraz, dal nome del carcere più famoso della storia, racconta la misteriosa scomparsa di 256 detenuti e 46 agenti di custodia dell'omo nima prigione della Baia di San Francisco, chiusa il 21 marzo 1963 per i crescenti costi. Tra i protagonisti, Sarah Jones (Rebecca Madsen, detective della polizia di San Francisco), Jorge Garcia (Dr. Diego Soto, esperto del penitenziario californiano), Sam Neill (l'agente di polizia Emerson Hauser) e Parminder Nagra (Lucy Banerjee, collaboratrice di Hauser). Nel primo episodio il detective Rebecca Madsen, indagando su un caso di omicidio, scopre che le impronte digitali ritrovate sulla scena del delitto appartengono a Jack Sylvane (Jeffrey Pierce), un detenuto di Alcatraz dichiarato morto molti anni prima. La Madsen, legata al carcere da una storia personale, comincia le sue ricerche affiancata dal Dr. Diego Soto. Con loro indagano l'agente Emerson Hauser e la sua collaboratrice Lucy Banerjee. Ben presto si scopre che l'assassino Jack Sylvane è ancora vivo, ha incredibilmente mantenuto l'aspetto giovane di quando era detenuto, ed è solo uno degli ex prigionieri di Alcatraz, riapparsi misteriosamente 40 anni dopo. «Sull'aspetto investigativo prevarrà l'emozione dei personaggi», ha detto J.J. Abrams, «non si può pretendere che il pubblico stia seduto davanti alla tv a farsi domande fondamentali per anni. D'altro canto, rispondere a tutti i misteri al termine della prima stagione non è mai consigliabile per una serie tv». Oltre ad Alcatraz, su Mediaset Premium arriveranno anchealtre serie come Person of Interest, sempre di J.J.Abrams, Smash di Steven Spielberg dal 19 febbraio, la celebrata sit-com rivelazione 2 Broke Girlse lo spin-off di The Closer. Sarah Jones, Sam Neill e Jorge Garcia (...) sarebbe l'azienda più fiorente del Paese. E uno dei maggiori finanziatori sarebbe Adriano Celentano, specialista nell'arte della lamentazione e del ricattino morale. Il Tiraemolleggiato sta dando spettacolo anche in questi giorni: l'hanno invitato al Festival di Sanremo, e lui ha minacciato di disertare l'Ariston a meno di non essere accontentato in tutti i capriccetti da stella della canzone. Una serie interminabile di condizioni e paletti, di fronte ai quali ci sono solo due possibilità: o chinare la testa o rinunciare all'imperatore Adriano. Ieri, finalmente, la bozza del suo contratto è arrivata a Viale Mazzini e sembra proprio che Celentano sia stato soddisfatto in tutto e per tutto. Dunque la firma si avvicina. L'accordo dovrebbe essere questo (come rivelato da Carlo Tecce sul Fatto e confermato da altre fonti): 300mila euro a puntata, con un tetto massimo di 750mila euro. Che significa? Semplice: può darsi che Celentano faccia più di una apparizione. Dunque, se sarà all'Ari ston per due sere, guadagnerà 600mila euro. Se lo vedremo cinque volte, guadagnerà comunque 750mila euro invece di superare il milione. Comunque sia, le cifre non sono basse. Egli avrà poi la possibilità di parlare liberamente, pur nel «rispetto del codice etico». Infine, almeno durante la prima comparsata, non sarà interrotto da spot pubblicitari. Nelle serate successive gli spot appariranno solo se Adriano supererà con i ::: I NUMERI 300.000 Gli euro a cui ammonterebbe il cachet del Molleggiato per una puntata. La sua presenza potrebbe riguardare più di una serata. 750.000 La cifra massima che la Rai sborserebbe per Celentano. 40 I minuti di ogni performance di Celentano a Sanremo. 0 Gli spot pubblicitari. Celentano ha chiesto che la sua esibizione non venga interrotta. suoi monologhi gli spazi previsti tra un blocco e l'altro (circa 25 minuti). Per farla breve: il Tiraemolleggiato potrà disquisire anche per quaranta minuti (la durata prevista per il suo primo intervento) senza che venga mandata la pubblicità e senza che nessuno metta il naso nei suoi testi (dicono che sia un po' meno disponibile quando lo intervistano: il testo delle domande vuole vederlo eccome). Qualora lo desiderasse, potrebbe tornare anche nei giorni successivi, parlando per 25 minuti alla volta di ciò che gradisce e diventando - come auspicato da Gianni Morandi - una sorta di «conduttore ombra» del Festival. A questo punto sorgono un po' di domande a cui sarebbe bello avere una risposta. Mettiamo che Celentano, come al solito, faccia il pieno di ascolti. Come fa la Rai a guadagnare se non può vendere la pubblicità? Poi, quanto guadagna davvero Adriano? Nei giorni scorsi si è affannato a smentire sul suo sito le voci che gli attribuivano un incasso di un milione e duecentomila euro. Vuole mettere a tacere le polemiche? Bene, dichiari una volta per tutte quanto si mette in tasca, visto che a foraggiarlo sono i contribuenti tramite il canone. Circola anche la voce che donerà il cachet in beneficenza. Lo speriamo per lui: gli farà comodo al momento di compilare la dichiarazione dei redditi. Infine: perché gli italiani dovrebbero anche mollare un solo euro a Celentano? Da poche settimane è uscito il suo nuovo disco: Sanremo gli darà la possibilità di promuoverlo di fronte a un pubblico immenso. Dovrebbe bastargli, no? Però il Tiraemolleggiato pretende che la tivù pubblica gli paghi il Clanone e gli confezioni uno spottone su misura. La verità è che Adriano fa il martire ma va solo dove gli conviene. Mesi fa, Michele Santoro si è lamentato che Celentano dopo averlo chiamato ripetutamente in diretta quando Anno zero era sulla cresta dell'onda non si era degnato di aiutarlo nemmeno un po' a reclamizzare la sua nuova trasmissione: non aveva più da guadagnarci. Adesso a Santoro preferisce Sanremo, patrono della visibilità mediatica. TIRAEMOLLEGGIATO Adriano Celentano. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, Rai e Molleggiato sembrano aver raggiunto un accordo sulla partecipazione al Festival dell'artista. Il compenso sarebbe di 300mila euro a puntata ::: segue dalla prima MALABARBA .
21Giovedì 26 gennaio 2012ATTUALITÀ @ commenta su www.liberoquotidiano.it Oltre 100 vip si confessano in un libro FAMOSI CONTRO LA SFIGA Serena Dandini e Isabella Ferrari spargono sale nelle stanze La Pellegrini si tocca il seno, la Falchi invece il sedere ::: Stile & stiletto L'alta moda a Parigi tra Armani «serpente» e Valentino bucolico di DANIELA MASTROMATTEI  La davano per spacciata. Invece l'alta moda a Parigi ritrova una nuova giovinezza: poche griffe, meno frizzi , lustrini e paillettes (per quanto è possibile). Dedicata a un mercato che apprezza l'eccellenza del fatto a mano, ma non si fa incantare dalle follie. Meno spettacolare: sembra una naturale evoluzione e insieme la conseguenza della crisi economica. Perché se così fosse ora si attende un naturale e sensibile calo dei prezzi. Anchese il romanoGianbattistaValli allievodella scuola di Roberto Capucci e di Emanuel Ungaro alla domanda: l'alta moda la comprano i ricchi che spendono troppo, quindi da bollare come volgari? Risponde: «No, volgari sono i ricchi che non spendono affatto». Valli è ormai è ufficialmente nella lista della camera francese. Amato dai cugini d'oltralpe più di Armani. Re Giorgio si sente snobbato ma anche convinto dell'importanza degli stilisti italiani a Parigi, senza forse l'alta moda francese chiuderebbe. Se andassero via maison come Versace (che è appena tornata), Valli, Armani e Valentino, le importanti firme resterebbero Dior, Chanel, Gaultier e Givenchy peraltro disegnata dall'italiano Riccardo Tisci . «Non credo di avere grande accoglienza da parte delle istituzioni francesi», dice Armani. «In pratica Chanel si è presa tutta la mattinata con le sue due sfilate, capisco, sono a casa loro, non voglio fare polemica, l'ho solo trovato un po'scorte se. Bastava che iniziassero un po' prima per dare a me una mezz'ora in più di tempo, per preparare le modelle! Diciamo che non è stato carino, tutto qui!». Ma di sfilare a Roma Armani - che ha Parigi ha presentato una donna serpente tra abiti dai decori con effetto liana intorno al corpo - non ci pensa proprio. A cancellare ogni polemica l'uscita, che chiude la rassegna, di un Valentino « dei miracoli» che fa diventare lussuosi i materiali più poveri. Una collezione bucolica dove la maison scopre i pantaloni, di taglio maschile, grande novità. Sono bianchi, indossati con una preziosissima blusa di tulle dipinto di nero e rilavorato, oppure diventano un candido tuxedo con la giacca a ricami annodati di cotone, portata sopra un reggiseno di pizzo a fascia velata dalla blusa di tulle. ::: DANIELA MASTROMATTEI  C'è chi potrebbe aspettare per ore pur di non passare per primo su una strada attraversata da un gatto nero, chi urla tre volte parole volgari prima di entrare in scena, chi afferma «non ci credo, però funziona». Come Serena Dandini («non credo in nulla»), ma poi ammette di aver cosparso di sale grosso tutti gli angoli dello studio. E aggiunge, «quando non si è amati dal poterebisogna ricorrerea questimezzi scaramantici». Anche Isabella Ferrari non può fare a meno del sale contro la sfiga: lo tiene in un bicchiere sotto il letto. Mentre Valeria Marini ci fa il bagno: «Il mio rito, una volta a settimana riempio la vasca d'acqua e ci verso dentro due pacchi di sale grosso da cucina e mi immergo per mezzora. Il sale scaccia tutte le negatività accumulate». Anna Falchi confessa che quando faceva Buona la prima con Ale e Franz: «Prima della diretta ci si doveva toccare tutti il sedere». Ma in Finlandia «facciamo anche di più, nascondiamo uno gnomo nel giardino, perché si dice che protegga la casa e porti fortuna. Gli gnomi sono timidi e non vogliono essere visti, per questo vanno seppelliti». Sono solo alcuni dei cento vip che hanno confessato le loro superstizioni e i loro rituali portafortuna che Gian Maria Aliberti Gerbotto ha raccolto in un libro dal titolo Il metodo antisfiga (Aliberti editore, 15 euro) i cui diritti d'autore sono interamente devoluti alla ricerca sul cancro. La prefazione è di Lino Banfi che porta in tasca il rosario e la medaglietta di Padre Pio: «Se è scaramanzia è quella positiva che ti fa stare bene con te stesso». Anche Matteo Marzotto cerca di pensare positivo ma poi si lascia suggestionare dal gatto nero («se mi attraversa la strada, accosto la macchina e aspetto che passi qualcun altro); non mette mai una cruccia sul letto, né soldi, fiorio cappelli. Se regala una spilla o un fazzoletto si fa sempre dare scaramanticamente dieci centesimi. E scende dal letto sempre col piede sinistro. Il gatto nero fa paura anche a Emanuele Filiberto di Savoia, il Principe è capace d'aspettare delle ore, fermo sul ciglio della carreggiata. E se Federica Pellegrini prima di una gara si dà una toccatina al seno come portafortuna, Antonella Clerici prima di andare in onda prende un caffé macchiato con tanto zucchero. «La volta in cui non ho avuto la battuta pronta è stata colpa del caffè, non preso, ormai è il mio rito», dice la Clerici. Alessandro Meluzzi, ipocondriaco, per scaramanzia si è iscritto a medicina. Della serie non si sa mai, Vittorio Sgarbi poggia sempre il sale sul tavolo, non siede a tavola con 13 persone e non passa sotto le scale. Gigi Proietti ha il camerino pieno di amuleti: dal ferro di cavallo al corno con sopra pulcinella con la gobba. Nel mondo dello spettacolo i colori sono importanti. Mai vestirsi di viola in un programma di Carlo Conti, o di verde da Paola Perego. Inseparabili portafortuna sono la collanina della nonna per Milly Carlucci, le farfalle di Lola Ponce, il chiodo storto di Giulio Scarpati, le tartarughe di Maurizio Costanzo. Fabrizio Frizzi condusse parecchie puntate su Rai 1, indossando sempre le stesse mutande fortunate. Ma c'è anche qualcuno che ha rifiutato l'intervista. Leonardo Pieraccioni ha declinato l'invito con la sua proverbiale simpatia: «La mia migliore scaramanzia è quella di non farmi intervistare per i libri sulla scaramanzia». Giorgio Armani La campionessa di nuoto Federica Pellegrini prima di gareggiare si tocca il seno
16 Giovedì 26 gennaio 2012 ESTERI @ commenta su www.liberoquotidiano.it La pupilla del dittatore La figlia di Chavez coi dollari sfotte i poveri venezuelani Rosines, 14 anni, mette su Twitter una sua foto con un mazzo di banconote americane. Che per i connazionali sono razionate. E parte la protesta ::: MAURIZIO STEFANINI  Una foto su Twitter della figlia quattordicenne di Chavez ha provocato un'on data di ira in tutto il Venezuela. In un Paese dove il possesso di valuta straniera è duramente contingentato, la quattordicenne Rosines Chavez Rodriguez si è esibita su Twitter con una foto in cui mostrava davanti alla faccia un ventaglio di dollari. E subito Twitter e Facebook si sono riempiti di foto irridenti e commenti irati. Sulle foto, venezuelani che nella stessa posa mostravano davanti al volto foglie di lattuga, banane, portafogli voti, soldi del Monopoli, monetine, banconote disegnate, contenuti di borse della spesa, libretti di risparmio, bancomat, e qualunque altra cosa la fantasia suggerisse. VALUTA DEL NEMICO Sui commenti, osservazioni tipo: «Eccone una a cui non hanno bloccato la quota della Cadivi». Che sarebbe poi quella Comision de Administracion de Divisas cui nel 2003 Chavez diede l'incarico di contingentare i cambi, al fine dichiarato di «non lasciare neanche un dollaro ai nemici della nazione». Varie volte emendata, in pratica questa normativa concede la valuta solo a imprese di import e a viaggiatori, a parte una possibilità di fare «operazioni elettroniche» che è stata introdotta solo nel 2007, e che attualmente è limitata a 400 dollari ogni anno. In pratica, il venezuelano che volesse venire in Italia oggi si vede assegnare 500 dollari in contanti. Inoltre può prelevare su bancomat 500 dollari al mese e può spendere con carta di credito 3000 dollari all'anno. Ma non spendere in quello che gli pare: ci sono apposite disposizioni continuamente aggiornate e su cui ha l'obbligo di tenersi informato, che stabiliscono in che e quanto. Ad esempio, ristoranti o hotel sono consentiti. Ma guai a fare shopping di vestiti! Alla fine, il viaggiatore di ritorno deve presentare documentazione su tutti gli acquisti che ha fatto: quasi come un dipendente in missione che deve giustificare con l'azienda le spese sostenute. La stessa richiesta di valuta, d'altronde, impone macchinose procedure di registrazione abbastanza simili a quelle che in Italia ci sono per i detentori di partite Iva. Si può capire dunque l'in dignazione per questa ostentazione. Nell'anno, oltretutto, in cui papà Chavez sta tenendo la sua campagna per le presidenziali del 7 ottobre anche riprendendo i suoi abituali slogan contro il capitale e l'«Impero del Dollaro». Senza contare che Chavez fa anche da anni campagna per far sostituire il dollaro come valuta internazionale di riferimento. RAGAZZINA VIZIATA Figlia del presidente venezuelano e della sua seconda moglie Marisabel Rodriguez, Rosines è una ragazzina che per la verità ha dato guai al padre fin dal momento di nascere, dal momento che con la sua gravidanza non programmata la giornalista radiofonica “incastrò letteralmente” il candidato alla Presidenza, che poi la fece anche eleggere all'Assemblea Costituente. Ma poi i due litigarono, Marisabel sfilò alle marce dell'opposizione con la ragazzina che reggeva cartelli invitanti il padre a dimettersi, e i due finirono anche in tribunale, per l'accusa di lui a lei di impedirle di vedere la bambina. Rosines è stata poi accusata di aver chiesto al padre di cambiare l'angolazione del cavallo di Bolívar nella bandiera nazionale: una modifica che gli oppositori considerano particolarmente irritante proprio perché gratuita. E, alla faccia del padre, si è pure fatta vedere con una maglietta con la scritta «love America». Stavolta però Marisabel è scesa in difesa della figlia: «L'errore non è stato farsi la foto, ma mostrarla su un media dove c'è gente ignorante che non rispetta il prossimo». Presidente ipocrita Sarkò fa la legge pro-armeni poi censura le stragi algerine . IRONIA CONTRO IL TIRANNO Il fondatore di Wikileaks Julian Assangecondurrà da metà marzo un talk show su Russia Today (Rt), la tv filo Cremlino che trasmette in inglese, arabo e spagnolo. Lo ha reso noto la stessa emittente dopo che ieri Assange aveva dato il medesimo annuncio sul sito di Wikileaks senza tuttavia precisare su quale tv sarebbe apparso. Pudore tardivo? Fatto sta che il sedicente paladino dell'informazione libera si trova a libro paga di Vladimir Putin, ex del KGB, uno che di libertà dei media se ne intende. Basti pensare ad Anna Politkovskaja. D'altronde, fra spie ci si intende. il graffio E Assange ringraziò il KGB LA RIVOLTA Sacerdote cattolico ucciso in Siria Un sacerdote cattolico è rimasto ucciso ieri in uno scontro a fuoco alla periferia di Hama in Siria. Si chiamava Basilious Nassar e prestava servizio nel villaggio di Kafrbuhum. Il religioso è stato ucciso mentre soccorreva un uomo rimasto ferito nel quartiere di al-Jarajmeh. Sempre in Siria nelle stesse ore è stato ammazzato anche un funzionario della Mezzaluna Rossa locale mentre era in viaggio sulla sua auto da Damasco a Idlib, capoluogo dell'omonima provincia nella Siria nordoccidentale, a ridosso del confine con la Turchia. La vittima, Abdulrazak Jbero, era il rappresentante della Mazzaluna Rossa siriana nella città che stava cercando di raggiungere; in passato fu primo presidente della branca dell'organizzazione umanitaria nel Paese arabo. Sono solo gli ultimi due episodi della repressione messa in atto in Sira dal governo di Assad e che stanno spingendo perfino l'Unesco ad espellere il Paese islamico dalla sua commissione per i diritti umani. Sarebbe la prima volta, fa sapere lo Human Rights Whatch: «Un'azione senza precedenti - ha detto il il direttore esecutivo di HRW, Hillel Neuer - non credo sia mai capitato che l'Unesco abbia espulso uno Stato membro da uno dei suoi comitati o approvato una risoluzione di condanna». La Siria era stata rieletta come rappresentante dei Paesi islamici della commissione solo il dicembre scorso.  L'ipocrisia di Nicolas Sarkozy ha superato nuovi limiti. Il presidente francese si proclama paladino dei diritti dei popoli quando si tratta di criticare altri Paesi, come la Siria, la Libia, l'Iran o la Turchia. Nei giorni scorsi è stata approvata dal Parlamento francese una legge contro la negazione del genocidio armeno che ha mandato su tutte le furie le autorità di Ankara (ma anche Amnesty l'ha criticata). Non si possono censurare massacri e stragi in nessuna parte del mondo, tranne che per quelli a cui hanno preso parte i francesi. Ancor di più se la responsabilità ricade in parte sul più grande idolo di Sarkozy, il generale Charles de Gaulle. Ed ecco che in un libro commissionato dal governo per celebrare le ricorrenze più importanti dell'anno sono state eliminate le parti più scomode per Parigi riguardanti la guerra di Algeria, di cui ricorre a luglio il 50° anniversario dall'indipendenza. Lo storico Guy Pervillé, docente all'univer sità di Tolosa, accusa il ministero della Cultura di aver tagliato alcuni passaggi del suo scritto, in particolare le parti sul ruolo di de Gaulle (presidente dal 1959 al 1969) o del massacro e dell'abbandono degli harkis, gli algerini che hanno combattuto al fianco dei francesi. Delle molte righe della versione originale che parlavano delle violenze commesse dalle due parti durante la guerra civile ne è rimasta solamente una, come se si fosse trattato di un piccolo conflitto. «Ho scelto di tagliarle perché questa guerra è vicina e suscita ancora la passione», ha spiegato Hervé Lemoine, direttore degli Archives de France, che si occupa dell'edizione del volume. Una scusa imbarazzante che potrebbe essere applicata a tutti i tragici eventi della storia recente. Basta guardare ai fatti di cinquant'anni fa per capire tutto questo desiderio di occultamento. La guerra d'Algeria oppose tra il 1954 e il 1962 l'esercito francese e gli indipendentisti algerini guidati dal Fronte di liberazione nazionale (Fln). Parigi cercò in tutti i modi di evitare la perdita della sua colonia, dopo che aveva dovuto cedere l'Indocina. Le ricerche più recenti ritengono verosimile una cifra compresa tra i 200 e i 400 mila morti algerini, civili e militari. Dall'eser cito e dai paramilitari venne usato di tutto: torture, terrorismo e perfino il napalm. I francesi adottarono una nuova strategia, detta «guerra contro-sovversiva», che consisteva nel controllo totale della popolazione. Ma fu tutto inutile. L'indipendenza venne proclamata il 5 luglio del 1962 dopo gli accordi di Evian. ALE.CARL. Nicolas Sarkozy LaPresse A sinistra, Chavez con le tre figlie; Rosines è la prima a sinistra. Dall'alto: la ragazza ostenta il denaro e una delle prese in giro con dei dollari «fatti a mano»
13Giovedì 26 gennaio 2012
24 Giovedì 26 gennaio 2012 A ACEA 4,55 0,84 4,523 4,288 4,986 -6,91 19/12/11 969 ACEGAS-APS 3,75 1,46 3,7035 3,294 3,75 14,4 11/07/11 206,2 ACOTEL GROUP 19,2 1,11 19,0082 17 19,4 -1,54 26/05/03 80,1 ACQUE POTABILI 0,685 0,74 0,6833 0,64 0,732 -4,2 02/05/06 24,7 ACSM 0,635 0,79 0,642 0,619 0,657 -2,38 04/07/11 48,7 AEDES 0,0589 2,97 0,0585 0,0554 0,0652 -3,6 07/05/07 43 AEDES 09-2014 W 0,007 6,06 0,0068 0,0065 0,01 -21,35 07/05/07 43 AEFFE 0,584 -1,68 0,5905 0,568 0,64 -0,6 18/05/09 62,7 AEGON 3,718 -1,95 3,7604 3,074 3,882 18,63 25/04/08 586,8 AEROPORTO DI FIRENZE 8,905 -1,22 8,9222 8,45 10 -10,86 09/05/11 80,5 AGEAS 1,448 2,04 1,4426 1,201 1,462 20,97 02/05/08 3.405,2 AHOLD KON 10,33 - 10,3043 9,65 10,33 7,05 26/04/11 1.231,2 AICON 0,122 - 0,122 0,122 0,122 - 13,3 ALCATEL-LUCENT 1,381 -7,56 1,3686 1,228 1,56 14,13 04/06/07 3.200,5 ALERION 3,932 0,25 3,9275 3,858 4,29 -4,79 18/04/11 173,1 ALLIANZ 84,6 -0,47 84,3575 72,3 85,4 15,26 05/05/11 38.399,9 AMBROMOBIL 14 W - - - - - - 05/05/11 38.399,9 AMPLIFON 3,414 0,89 3,4037 3,096 3,47 4,34 09/05/11 754,8 ANSALDO STS 7,325 0,62 7,2442 7,275 7,53 -0,41 23/05/11 1.025,5 ANTICHI PELLETTIERI 0,1571 -4,67 0,158 0,1571 0,2055 -22,34 26/05/08 7,1 APULIA PRONTOP 0,298 0,07 0,2979 0,2952 0,299 0,74 27/04/09 70,3 ARENA 0,0056 -1,75 0,0056 0,005 0,0059 - 24/07/00 9,9 ARKIMEDICA 0,0902 -1,1 0,0905 0,079 0,105 10 7,8 ASCOPIAVE 1,428 0,49 1,4151 1,365 1,432 5,7 09/05/11 334,7 ASTALDI 5,15 2,39 5,1184 4,876 5,22 4,04 02/05/11 506,9 ATLANTIA 12,17 -0,65 12,1566 11,53 12,82 -1,62 21/11/11 7.670,9 AUTOGRILL 8,125 -1,52 8,1553 7,465 8,305 7,76 23/05/11 2.067 AUTOS MERIDIONALI 15,78 -0,06 15,5017 15,39 16,63 -4,54 18/04/11 69 AUTOSTR TO-MI 7,175 -0,69 7,2363 6,805 7,78 -4,14 14/11/11 631,4 AXA 11,96 -2,45 11,8557 9,58 12,26 18,42 29/04/11 24.986,3 AZIMUT 6,47 0,94 6,4604 5,5 6,47 4,44 23/05/11 926,9 A2A 0,7015 -0,99 0,7093 0,6935 0,7655 -3,44 21/11/11 2.197,7 B B CARIGE 1,54 -0,96 1,5339 1,412 1,555 4,05 23/05/11 2.753,3 B CARIGE RSP 1,9 -2,56 1,883 1,9 1,99 -2,06 23/05/11 331,2 B DESIO BRIA RSP 2,626 -1,06 2,5387 2,4 2,66 12,22 02/05/11 34,7 B DESIO E BRIANZA 2,828 -0,77 2,8 2,76 2,998 -4,78 02/05/11 330,9 B IFIS 3,91 0,05 3,9027 3,678 4,01 -2,25 09/05/11 210,4 B INTERMOBILIARE 2,848 - 2,8695 2,75 2,89 2,08 05/05/08 444,9 B M.PASCHI SIENA 0,2932 7,83 0,2816 0,197 0,2932 16,4 18/05/09 3.179,5 B P DI SONDRIO 6,73 1,2 6,655 6,045 6,795 8,37 18/04/11 2.073,8 B P EMILIA ROMAGNA 6,12 0,49 6,0511 4,898 6,12 10,67 26/04/11 2.036,3 B POP ETRURIA E LAZIO 1,235 2,92 1,1927 0,961 1,235 9,97 11/05/09 92,9 B POP MILANO 0,3996 2,2 0,3989 0,253 0,3996 30,33 23/05/11 1.290,6 B POP SPOLETO 1,75 3,55 1,7498 1,678 1,84 -1,8 09/05/11 52,1 B PROFILO 0,2859 4,73 0,2809 0,24 0,2859 16,69 09/05/11 193,6 B SANTANDER 6,015 0,42 5,9608 5,425 6,025 3 16/01/12 53.587,9 B SARDEGNA RSP 6,23 1,22 6,2478 5,685 7,455 -15,81 02/05/11 41,1 BANCA GENERALI 8,35 -0,18 8,348 6,54 8,365 15,97 16/05/11 932,5 BANCO POPOLARE 1,185 11,69 1,1283 0,8295 1,185 18,5 23/05/11 2.090 BASF 59,25 1,46 59,0962 55,15 59,25 10,64 09/05/11 54.695,4 BASICNET 1,99 0,25 1,9948 1,892 2,14 -6,31 13/06/11 121,4 BASTOGI 0,9095 4,3 0,87 0,861 0,98 -5,21 16,2 BAYER 52,6 -1,03 52,5232 50,7 54,9 7,79 02/05/11 40.204,4 BB BIOTECH 57,45 1,32 56,8629 50,8 57,45 12,65 23/03/11 942,3 B&C SPEAKERS 2,848 0,21 2,7818 2,766 2,906 -2 03/05/10 31,3 BCA FINNAT 0,2971 -0,27 0,2987 0,2741 0,3 3,2 23/05/11 107,8 BEE TEAM 0,2886 -1,84 0,2903 0,2726 0,31 -3,8 06/05/02 20 BEGHELLI 0,442 -0,58 0,4396 0,4306 0,458 -1,56 23/05/11 88,4 BENETTON 3,16 -3,42 3,1789 2,84 3,322 6,97 23/05/11 577,3 BENI STABILI 0,3704 2,32 0,3718 0,305 0,3704 7,11 09/05/11 709,8 BEST UNION COMPANY 0,95 -18,8 0,95 0,95 1,18 -15,18 8,9 BIALETTI INDUSTRIE 0,2799 2,38 0,277 0,2407 0,291 9,76 21 BIANCAMANO 1,332 -1,33 1,3519 1,267 1,375 -0,97 04/07/11 45,3 BIESSE 3,48 -0,97 3,4905 2,75 3,54 21,85 12/05/08 95,3 BIOERA 0,408 - 0,4065 0,39 0,4349 -6,21 26/05/08 14,7 BMW 63,5 0,79 62,916 53,2 63,85 23,42 13/05/11 38.226,7 BNP PARIBAS 35,96 1,84 35,2292 27,77 36,2 18,68 20/05/11 32.799 BOERO 21 0,48 20,91 20 21 - 26/04/10 91,1 BOLZONI 1,899 0,48 1,8957 1,87 1,919 -0,58 18/05/09 49,4 BON FERRARESI 19,4 0,47 19,3645 19,02 19,73 -1,02 23/05/11 109,1 BORGOSESIA 0,87 - 0,87 0,82 0,898 - 19/08/81 39,1 BORGOSESIA RSP 1,36 - 1,358 1,318 1,36 3,19 04/02/08 1,2 BPM 09-13 W 0,2 8,17 0,1938 0,135 0,2 41,84 04/02/08 1,2 BREMBO 8,19 1,61 8,1128 6,835 8,29 23,72 09/05/11 547 BRIOSCHI 0,0787 -1,63 0,0782 0,0787 0,0921 -5,18 19/05/03 62 BUONGIORNO 1,1 -0,54 1,0891 0,976 1,11 7,42 117,1 BUZZI UNICEM 8,315 -0,18 8,2706 6,875 8,33 23 24/05/10 1.374,9 BUZZI UNICEM RSP 4,026 -1,13 4,0523 3,378 4,138 18,41 23/05/11 163,9 C CAD IT 3,3 -1,49 3,2893 2,962 3,412 2,48 10/05/10 29,6 CAIRO COMMUNICATION 2,9 -0,34 2,9064 2,794 2,93 3,35 19/12/11 227,2 CALEFFI 1,65 3,25 1,6084 1,481 1,65 4,56 17/05/10 20,6 CALTAGIRONE 1,3 -0,54 1,2925 1,27 1,397 -6,47 23/05/11 156,2 CALTAGIRONE EDITORE 0,8405 -2,27 0,8457 0,8195 0,935 -12,45 23/05/11 105,1 CAMFIN 0,242 -1,83 0,2429 0,215 0,2521 7,32 19/05/08 189,7 CAMPARI 5,09 -0,78 5,1057 5,085 5,365 -1,07 23/05/11 2.956,3 CAPE LIVE 0,074 -2,63 0,076 0,0697 0,09 13,85 3,8 CARRARO 1,81 1,23 1,813 1,386 1,81 22,46 05/05/08 83,2 CARREFOUR 17,5 - 17,0025 16,31 18,08 0,57 07/05/10 12.335,8 CATTOLICA ASSICURAZIONI 14,87 0,88 14,6207 14,09 14,87 2,98 09/05/11 804,3 CDC 0,887 -1,44 0,8894 0,887 0,96 -4,67 25/07/11 10,9 CELL THERAPEUTICS 1,09 3,32 1,0898 0,84 1,133 28,16 247 CEMBRE 6,335 1,69 6,3338 5,395 6,335 16,24 16/05/11 107,7 CEMENTIR HOLDING 1,719 -1,6 1,7618 1,499 1,747 8,11 23/05/11 273,5 CENTRALE DEL LATTE TO 1,65 -1,2 1,65 1,64 1,764 -4,9 05/05/08 16,5 CHL 0,0804 -0,74 0,0801 0,074 0,0825 2,29 13,1 CIA 0,2428 0,71 0,2322 0,24 0,2578 -5,34 11/05/09 22,4 CICCOLELLA 0,259 1,17 0,2589 0,2406 0,3099 -16,42 21/05/01 46,8 CIR 1,23 0,33 1,2133 1,175 1,295 -0,49 23/05/11 975,8 CLASS EDITORI 0,22 -0,45 0,2229 0,217 0,26 -13,73 10/05/10 23,2 COBRA 0,315 -2,36 0,3228 0,2976 0,36 2,27 12,7 COFIDE 0,553 0,55 0,5469 0,53 0,608 -0,72 23/05/11 397,7 COGEME SET 0,0481 - 0,0487 0,044 0,0512 -3,8 3 CONAFI PRESTITO' 0,5865 - 0,5886 0,566 0,604 -2,9 10/05/11 27,3 CR ARTIGIANO 0,8645 1,71 0,8628 0,7995 0,866 4,92 26/04/11 337,3 CR BERGAMASCO 19,4 0,52 19,3674 18,91 19,65 -0,97 02/05/11 1.197,5 CR VALTELLINESE 1,99 2,47 1,9526 1,688 1,99 13,71 26/04/11 537,7 CREDEM 3,238 2,47 3,1581 2,316 3,238 17,75 16/05/11 1.076,3 CREDIT AGRICOLE 4,922 -0,77 4,8994 4,04 5,255 14,89 20/06/11 10.958,1 CRESPI 0,0297 -0,67 0,0306 0,0275 0,038 5,69 19/05/03 4,8 CREVAL 2014 W 0,08 8,25 0,0728 0,061 0,08 7,38 19/05/03 4,8 CSP INTERNATIONAL 0,75 - 0,7456 0,7105 0,77 1,42 06/06/11 24,9 D DADA 2,396 3,72 2,3383 2,08 2,418 12,59 38,8 DAIMLER 41,78 1,53 41,4476 35,13 42,27 24,27 14/04/11 40.300 DAMIANI 0,81 - 0,7899 0,7735 0,9395 -11,91 66,9 D'AMICO 0,485 -2,57 0,4834 0,4375 0,4978 9,23 27/04/09 72,7 DANIELI & C 19,13 1,97 19,1779 16,19 19,13 17,29 07/11/11 782 DANIELI & C RSP 9,75 1,4 9,7822 8,35 9,75 18,25 07/11/11 394,1 DANONE 47,46 -0,17 46,8517 47,04 49,5 1,39 10/05/11 24.385 DATALOGIC 5,795 0,35 5,7915 5,65 5,83 0,78 02/05/11 338,7 DEA CAPITAL 1,35 - 1,3511 1,299 1,4 1,5 413,9 DELCLIMA 0,59 0,94 0,5992 0,44 0,975 - 88,3 DE'LONGHI 7,415 1,58 7,3111 6,26 7,415 19,98 26/04/11 1.108,5 DEUTSCHE BANK 32,97 0,49 32,8696 26,16 33,64 12,6 27/05/11 18.821,2 DEUTSCHE TELEKOM 8,67 -0,57 8,6812 8,67 9,23 -2,53 13/05/11 37.812,6 DIASORIN 23,02 7,07 22,6147 18,56 23,02 18,11 20/06/11 1.282,2 DIGITAL BROS 1,38 1,47 1,3695 1,28 1,38 9 08/12/08 19,5 DMAIL GROUP 3 7,14 2,9879 1,304 3 127,27 19/05/08 23 E EDISON 0,8265 -0,48 0,8293 0,812 0,8305 0,79 12/04/10 4.282,2 EDISON RSP 0,805 0,12 0,7956 0,78 0,816 -0,25 12/04/10 89 EEMS 0,59 - 0,5929 0,5585 0,64 -5,45 25,7 EI TOWERS 17,25 0,82 17,0448 15,46 18,75 -8,24 487,5 EL EN 10,26 -0,77 10,158 9,93 10,93 2,6 23/05/11 49,5 ELICA 0,731 -0,48 0,7318 0,691 0,802 -5,86 23/05/11 46,3 EMAK 0,547 2,24 0,5413 0,49 0,547 11,41 06/06/11 89,7 ENEL 3,048 -1,36 3,0655 3,042 3,248 -3,05 21/11/11 28.661,4 ENEL GREEN POWER 1,528 -0,26 1,5225 1,526 1,657 -5,33 23/05/11 7.640 ENERVIT 1,861 -0,21 1,8617 1,861 1,98 -2,05 23/05/11 33,1 ENGINEERING 22,74 1,07 22,6595 22,11 22,85 2,57 13/06/11 284,3 ENI 16,83 -2,6 16,9285 16,2 17,28 5,12 19/09/11 67.410,2 E.ON 15,79 -1,07 15,8396 15,79 17,55 -1,99 07/05/09 31.595,8 ERG 8,465 -0,06 8,4312 8,16 8,81 -3,59 23/05/11 1.272,5 ERGYCAPIT 16 W 0,067 11,3 0,0665 0,0602 0,092 -29,47 23/05/11 1.272,5 ERGYCAPITAL 0,193 2,93 0,1965 0,1875 0,2747 -28,89 18,3 ESPRESSO 1,108 5,73 1,0977 0,977 1,116 1,74 23/05/11 454,5 ESPRINET 3,29 2,56 3,2446 2,708 3,29 25,67 02/05/11 172,4 EUROTECH 1,309 -0,53 1,3047 1,167 1,36 -0,08 46,5 EXOR 17,4 -0,74 17,4102 15,27 17,69 11,9 23/05/11 2.788,5 EXOR PRV 15,76 -0,57 15,6533 14,14 16 12,09 23/05/11 1.210,4 EXOR RSP 15 0,07 15,0069 13,15 15 16,19 23/05/11 137,5 EXPRIVIA 0,6465 0,86 0,6395 0,641 0,695 -2,19 02/05/11 33,5 F FALCK RENEWABLES 0,738 -5,69 0,7548 0,721 0,8715 -13,13 23/05/11 215,1 FIAT 4,564 -0,22 4,5388 3,71 4,574 28,56 18/04/11 4.987 FIAT INDUSTRIAL 7,94 -0,13 7,9257 6,8 8,1 19,85 8.673,1 FIAT INDUSTRIAL PRV 5,515 0,27 5,4996 4,672 5,585 20,68 569,7 FIAT INDUSTRIAL RSP 5,74 0,61 5,7472 4,87 5,815 21,3 458,7 FIAT P 3,976 -0,35 3,9682 3,23 3,99 29,43 18/04/11 410,7 FIAT RSP 4,24 -0,05 4,2174 3,39 4,242 30,3 18/04/11 338,8 FIDIA 2,734 - 2,6914 2,58 2,8 -2,01 20/05/02 14 FIERA MILANO 3,732 1,8 3,7251 3,426 3,732 4,6 04/05/09 157,3 FINMECCANICA 3,54 - 3,5402 2,76 3,54 23,86 23/05/11 2.046,7 FIRST CAPITAL 2013 W - - - - - - 23/05/11 2.046,7 FNM 0,2705 0,19 0,2718 0,27 0,3 -6,72 67,2 FONDIARIA SAI 0,719 4,2 0,7109 0,5885 0,7915 15,97 24/05/10 263,9 FONDIARIA SAI RSP 0,503 6,25 0,5017 0,3595 0,503 47,33 24/05/10 64,2 FRANCE TELECOM SA 11,2 -0,36 11,1899 11,2 12,26 -5,64 10/06/11 29.280,7 FULLSIX 2,18 -0,37 2,1765 2,142 2,228 -1,27 24,4 G GABETTI 0,0451 -0,66 0,0454 0,0411 0,0527 -10,16 15/05/06 11,5 GABETTI 13 W 0,013 - 0,013 0,012 0,016 -18,75 15/05/06 11,5 GAS PLUS 4,78 -1,04 4,7978 4,67 5,1 -3,43 24/05/10 214,7 GDF SUEZ 20,44 -0,58 20,2293 20,39 21,96 -2,62 04/05/11 44.838,1 GEFRAN 3,64 1,68 3,6272 2,802 3,64 28,8 16/05/11 52,4 GEMINA 0,6335 5,32 0,6287 0,539 0,6335 6,2 18/06/07 930,7 GEMINA RSP 0,805 0,19 0,805 0,8 0,815 -1,23 18/05/09 3 GENERALI 12,35 -0,56 12,3316 11,5 12,42 6,19 23/05/11 19.227,4 GEOX 2,36 -1,67 2,3768 2,024 2,444 8,86 23/05/11 611,7 GREENVISION 5,75 0,26 5,659 5,615 5,89 2,86 25/05/09 33,7 GRUPPO MINERALI MAFFEI 4,08 - 4,079 4,04 4,1 0,84 24,5 H HERA 1,026 -1,06 1,0322 0,9925 1,143 -6,98 06/06/11 1.144 I I GRANDI VIAGGI 0,699 -2,24 0,6997 0,614 0,715 2,04 07/04/08 31,5 IGD 0,79 1,8 0,7983 0,67 0,79 6,83 23/05/11 244,3 IKF 10-14 W - - - - - - 23/05/11 244,3 IL SOLE 24 ORE 0,69 - 0,6895 0,651 0,726 -1,99 28/04/08 29,9 IMA 14,14 -0,07 14,2441 13,17 14,15 6,96 23/05/11 520,7 IMMSI 0,6 0,25 0,5948 0,547 0,619 7,14 24/05/11 205,9 IMPREGILO 2,68 0,75 2,6833 2,35 2,68 12,13 18/07/11 1.078,6 IMPREGILO RSP 7,7 - 7,773 7,105 7,7 5,91 18/07/11 12,4 INDESIT 4,314 0,37 4,2885 3,81 4,394 16,16 17/05/11 490,4 INDESIT RSP 3,67 -3,42 3,6729 3,62 4,176 -5,07 17/05/11 1,9 INDUSTRIA E INNOVAZIONE 1,65 3,13 1,5798 1,5 1,8 -8,33 38,7 ING GROEP 6,905 -1,64 6,9355 5,45 7,11 25,77 14/08/08 14.233,3 INTEK 0,3671 0,38 0,3705 0,3615 0,39 4,14 20/06/11 47,9 INTEK R 0,6855 -0,65 0,68 0,6845 0,71 -3,45 20/06/11 3,9 INTERPUMP 5,67 0,18 5,6635 5,3 5,67 9,14 09/05/11 553,8 INTERPUMP 12 W 0,45 1,12 0,4499 0,41 0,4828 - 09/05/11 553,8 INTESA SANPAOLO 1,448 -0,34 1,4487 1,101 1,456 11,9 23/05/11 22.445,9 INTESA SANPAOLO RSP 1,117 -1,24 1,1234 0,864 1,131 15,93 23/05/11 1.041,6 INV E SVIL 2012 W 0,0014 - 0,0014 0,0014 0,0028 -30 23/05/11 1.041,6 INVEST E SVILUPPO 0,3275 0,21 0,3296 0,3079 0,3856 -15,98 18/06/01 4,1 IRCE 1,897 0,9 1,8492 1,88 2,038 2,54 09/05/11 53,4 IREN 0,6855 -2,07 0,6951 0,661 0,7685 -5,77 23/05/11 810,1 ISAGRO 2,39 - 2,3737 2,226 2,53 -4,25 16/05/11 41,9 IT WAY 1,161 -6,37 1,2219 1,022 1,24 -1,61 02/02/09 9,2 ITALCEMENTI 5,495 1,95 5,4575 4,458 5,495 20,56 23/05/11 973,3 ITALCEMENTI RSP 2,18 1,4 2,1554 1,847 2,196 11,79 23/05/11 229,8 ITALMOBILIARE 19,06 -1,85 19,1307 14,86 19,42 30,91 06/06/11 422,8 ITALMOBILIARE RSP 11,41 -0,17 11,402 9,57 11,43 15,84 06/06/11 186,5 ITALY1 INVESTMENT 9,7 - 9,5219 9,65 9,8 -1,02 145,5 ITALY1 W 0,59 - 0,5859 0,4699 0,61 22,92 145,5 J JUVENTUS FC 0,1493 -0,4 0,1498 0,1493 0,3073 -50,68 04/11/02 30,1 K KERSELF 1,486 -0,93 1,508 1,475 1,671 -6,42 24/05/10 25,9 KINEXIA 0,891 - 0,8904 0,855 1,075 -13,07 17/07/91 19 KME GROUP 0,3165 0,83 0,3147 0,3001 0,323 4,32 09/05/11 141,6 KME GROUP RSP 0,52 -1,89 0,5341 0,475 0,53 8,6 09/05/11 22,7 KRE 09-12 W 0,002 - 0,0021 0,002 0,0036 -20 09/05/11 22,7 K.R.ENERGY 0,0208 -0,48 0,021 0,0187 0,023 9,47 65,8 L LA DORIA 1,674 2,14 1,6352 1,624 1,709 1,45 23/05/11 51,9 LANDI RENZO 1,479 -5,8 1,5789 1,228 1,57 21,13 23/05/11 166,4 LAZIO S.S. 0,433 2,12 0,4262 0,41 0,4715 -7,08 29,3 LE BUONE SOCIETA' 0,207 -6,55 0,2078 0,2002 0,26 -17,2 29/04/02 2,2 L'OREAL 81,9 - 81,9 79,5 82 1,24 29/04/11 49.337,6 LOTTOMATICA 12,75 2,49 12,6239 11,28 12,75 9,82 24/05/10 2.194,8 LUXOTTICA GROUP 24,69 3 24,9083 21,76 24,69 13,78 23/05/11 11.538,9 LVMH 120,6 0,33 120,9058 109 120,6 11,46 29/11/10 59.086,5 M MADE IN ITALY 1 W - - - - - - 29/11/10 59.086,5 MAIRE TECNIMONT 0,7735 -2,46 0,7831 0,7735 1,102 -21,99 16/05/11 249,5 MARCOLIN 3,478 3,82 3,4523 3,062 3,478 9,65 09/05/11 216,1 MARR 7,585 0,66 7,5726 6,395 7,785 16,96 23/05/11 504,6 M&C 0,198 -1 0,1987 0,1975 0,208 -1,2 93,9 MEDIACONTECH 1,37 - 1,3632 1,37 1,478 -5,45 22/04/02 25,4 MEDIASET 2,246 -1,75 2,2465 2,028 2,316 5,05 23/05/11 2.653 MEDIOBANCA 4,914 -1,82 4,9563 3,824 5,005 10,53 21/11/11 4.231,6 MEDIOLANUM 3,264 0,31 3,2616 2,768 3,264 8,51 21/11/11 2.395,2 MERIDIANA FLY 3,95 13,44 3,778 3,1 5,565 -22,55 22 MERIDIE 0,077 -3,75 0,078 0,0729 0,0963 -17,2 3,9 MID INDUSTRY CAPITAL 9,05 - 9,049 8,85 9,445 -2,16 11/05/09 34,4 MILANO ASS 0,2416 0,67 0,24 0,2118 0,251 7,52 26/04/10 445,1 MILANO ASS RSP 0,27 2,66 0,2628 0,183 0,27 48,76 26/04/10 27,7 MITTEL 1,628 0,49 1,6289 1,52 1,741 -3,1 28/02/11 143,1 MOLMED 0,473 -0,69 0,4769 0,4381 0,504 -0,76 99,6 MONDADORI 1,341 -2,54 1,3506 1,322 1,397 -0,89 23/05/11 330,5 MONDO TV 2,38 0,93 2,3795 2,29 2,8 -12,69 28/02/05 10,5 MONRIF 0,285 0,35 0,2858 0,284 0,305 -1,18 22/05/06 42,8 MONTEFIBRE 0,0986 0,1 0,1001 0,094 0,1065 -9,62 20/05/02 12,8 MONTEFIBRE RSP 0,17 1,8 0,1672 0,16 0,1954 -12,6 19/05/03 4,4 MOVIEMAX 0,5085 1,99 0,5017 0,4955 0,588 4,16 10,5 MUNICH RE 98,55 0,05 99,8363 94,55 98,9 5,63 21/04/11 20.341,1 MUTUIONLINE 3,294 0,18 3,2894 3,288 3,45 -3,35 02/05/11 130,2 N NICE 2,512 -0,48 2,5111 2,334 2,538 5,1 23/05/11 291,4 NOEMALIFE 4,95 0,61 4,95 4,9 5,3 -6,6 21,4 NOKIA CORPORATION 4,038 -1,51 3,9935 3,89 4,408 7,68 04/05/11 15.348,2 NOVA RE 1,09 - 1,09 1,09 1,09 - 04/06/07 14,7 O OLIDATA 0,277 0,73 0,2752 0,2722 0,2998 -4,15 10/05/04 9,4 P PANARIAGROUP 0,94 -2,08 0,9446 0,94 0,98 -3,69 11/05/09 42,6 PARMALAT 1,447 - 1,4417 1,332 1,447 8,8 18/04/11 2.540,1 PARMALAT 2015 W 0,4498 1,67 0,4386 0,3271 0,4498 33,08 18/04/11 2.540,1 PHILIPS 15,38 1,79 15,371 14,31 16,49 -5,12 04/04/11 14.955,7 PIAGGIO 1,982 1,64 1,9626 1,77 1,982 9,02 16/05/11 736,9 PIERREL 0,73 4,29 0,7263 0,6985 0,916 -18,89 12 PIERREL 08-12 W 0,0565 - 0,0494 0,036 0,057 -0,88 12 PININFARINA 3,108 -0,38 3,1077 3,068 3,298 -2,88 23/05/05 93,8 PIQUADRO 1,31 0,77 1,2974 1,226 1,623 -15,05 25/07/11 65,5 PIRELLI E C. 7,155 0,21 7,1383 6,59 7,28 9,99 23/05/11 3.403,9 PIRELLI E C. RSP 4,62 -0,94 4,6328 4,362 4,664 4,52 23/05/11 56,6 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 4,202 0,24 4,279 4 4,35 5,21 08/05/00 5 POLIGRAFICI EDITORIALE 0,28 -0,32 0,2809 0,28 0,3176 -8,29 21/05/07 37 POLTRONA FRAU 0,8625 -0,98 0,8606 0,855 0,8995 -1,6 26/05/08 121 PPR 117,2 - 117,2 111,9 118 4,09 21/05/10 14.832,3 PRAMAC 0,7425 -0,07 0,7411 0,72 0,8115 -8,67 30/06/08 22,6 PRELIOS 0,0911 -1,83 0,0926 0,0705 0,0928 10,56 21/04/08 76,6 PREMAFIN 0,316 0,96 0,3157 0,2 0,339 125,71 26/05/08 129,7 PREMUDA 0,507 -6,97 0,5157 0,507 0,57 -9,55 20/06/11 95,2 PRIMA IND 2013 W 0,85 1,19 0,85 0,84 1,34 -11,46 20/06/11 95,2 PRIMA INDUSTRIE 7,185 -0,83 7,261 6,735 7,47 8,05 26/05/08 62,1 PRYSMIAN 11,44 1,24 11,4353 9,77 11,67 19,23 18/04/11 2.452,7 R R GINORI 2013 W 0,008 - 0,008 0,005 0,008 60 18/04/11 2.452,7 RATTI 1,643 -0,06 1,6047 1,603 1,736 -0,48 18/05/98 44,9 RCF GROUP 0,61 - 0,61 0,58 0,6695 -5,72 09/05/11 19,5 RCS MEDIAGROUP 0,7045 0,57 0,6915 0,685 0,747 4,22 19/05/08 516,2 RCS MEDIAGROUP RSP 0,4654 -2,8 0,4694 0,446 0,52 -5,02 13,7 RDB 0,3049 -1,65 0,3049 0,29 0,4229 -31,84 12/05/08 14 RECORDATI 5,865 -0,26 5,8669 5,59 6,025 5,01 21/11/11 1.226,5 RENAULT 33,98 1,74 33,98 28,94 33,98 15,97 11/05/11 9.682,2 RENO DE MEDICI 0,1365 -2,5 0,1374 0,1283 0,146 -3,19 13/05/02 51,5 REPLY 16,59 -0,66 16,608 15,89 16,7 3,49 30/05/11 153 RETELIT 0,3162 2,7 0,3169 0,3049 0,3448 -9,53 50,5 RETELIT 08-11 W 0,0775 -4,2 0,076 0,0676 0,081 -3,13 50,5 RICCHETTI 0,1698 -0,7 0,1667 0,165 0,1735 1,68 19/05/08 13,9 RICHARD GINORI 1735 0,1955 1,35 0,1926 0,1881 0,2367 -16,67 27/05/02 9 RISANAMENTO 0,08 -1,23 0,0794 0,0783 0,089 -8,05 19/06/06 64,9 ROMA A.S. 0,525 - 0,52 0,485 0,5595 -1,69 69,6 ROSSS 0,81 - 0,79 0,75 0,828 2,79 9,4 RWE 26,92 0,56 26,9289 26,33 29 0,07 21/04/11 14.090,1 S SABAF 12,68 2,18 12,6748 11,06 12,69 13,32 23/05/11 146,2 SADI SERVIZI INDUSTR 0,35 -0,11 0,3477 0,314 0,352 11,82 06/06/11 32,4 SAES GETTERS 7,395 2,14 7,2448 6,425 7,395 11,12 26/04/11 108,5 SAES GETTERS RSP 4,21 0,72 4,1604 3,85 4,21 5,36 26/04/11 31,1 SAFILO GROUP 5,5 1,48 5,5307 4,524 5,5 12,61 12/05/08 312,5 SAIPEM 35,38 -0,51 35,4131 33,54 35,88 7,7 23/05/11 15.612,3 SAIPEM RCV 30 - 30 30 30 - 23/05/11 4,1 SALVATORE FERRAGAMO 11,5 0,44 11,4584 9,9 11,5 12,97 1.936,7 SANOFI 55,7 0,18 55,7919 55,1 57,35 -1,24 16/05/11 73.274,8 SAP 44,5 -0,11 44,3256 41,34 44,55 8,99 26/05/11 54.546,4 SARAS 1,049 -0,1 1,0444 0,987 1,146 8,54 18/05/09 997,6 SAT 8,315 0,06 8,3139 8,2 9,35 -9,03 23/05/11 82 SAVE 6,86 1,18 6,8593 6,31 6,86 9,32 02/05/11 379,6 SCREEN SERVICE 0,3964 -5,12 0,4078 0,37 0,473 -18,97 28/02/11 54,9 SEAT PAGINE GIALLE 0,0245 1,24 0,0244 0,0239 0,0267 -1,61 21/05/07 47,2 SEAT PAGINE GIALLE RSP 0,95 - 0,95 0,93 1,015 -6,4 19/05/08 0,6 SERVIZI ITALIA 3,28 -1,56 3,1772 3,116 3,88 -10,38 02/05/11 53,1 SETECO INTERNATIONAL 0,299 - 0,299 0,299 0,299 - 7,8 SIAS 5,5 -1,26 5,5143 5,26 6,07 -5,5 31/10/11 1.251,3 SIEMENS 73,1 -4,32 73,7997 72,6 78,45 -0,81 25/01/12 66.828,3 SINTESI 1,045 6,63 1,0634 0,94 1,07 2,45 18/03/93 1 SNAI 1,835 5,46 1,7906 1,662 1,96 -7,32 24/07/00 214,4 SNAM 3,39 0,95 3,3802 3,23 3,482 -0,47 24/10/11 12.106,3 SOCIETE GENERALE 21 -4,11 21,0808 14,96 22,76 22,02 31/05/11 12.195,3 SOGEFI 2,028 -2,87 2,0361 1,84 2,11 4,11 26/04/11 236,6 SOL 4 -1,57 4,0313 3,788 4,064 -2,44 23/05/11 362,8 SOPAF 0,0243 11,47 0,0232 0,0193 0,0243 26,56 25/05/08 10,3 SORIN 1,345 2,44 1,3328 1,208 1,378 13,5 643,9 STEFANEL 0,2752 -0,4 0,2791 0,2726 0,314 -9,08 08/05/06 23,3 STEFANEL RSP 167,5 - 167,5 167,5 167,5 - 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 5,175 -2,82 5,1904 4,7 5,63 12,26 20/02/12 4.712,1 T TAMBURI 1,48 0,68 1,4699 1,443 1,51 -1,66 09/03/11 201,3 TAMBURI 2013 W 0,086 - 0,086 0,086 0,0939 -5,49 09/03/11 201,3 TAS 0,504 1,84 0,501 0,4592 0,52 5 05/05/03 21,1 TELECOM ITALIA 0,769 -2,47 0,7739 0,769 0,862 -7,46 18/04/11 10.317,5 TELECOM ITALIA RSP 0,648 -4,35 0,6571 0,648 0,729 -6,36 18/04/11 3.904,9 TELECOM ITALIA MEDIA 0,1649 -0,48 0,1652 0,152 0,1672 2,3 24/04/06 238,5 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,1671 -1,12 0,1671 0,1645 0,1731 -3,47 24/04/06 0,9 TELEFONICA 13,02 -2,54 13,02 12,8 13,77 -2,4 08/11/10 61.259,1 TENARIS 15,09 -1,95 15,1859 14,91 15,7 5,67 21/11/11 17.814,3 TERNA 2,748 0,29 2,7434 2,646 2,77 5,53 21/11/11 5.523,5 TERNIENERGIA 2,372 -1,5 2,4123 2,368 2,53 -2,79 09/05/11 66 TESMEC 0,381 3,7 0,3871 0,355 0,3949 0,66 23/05/11 40,8 TISCALI 0,0334 - 0,0334 0,032 0,0368 -1,47 62,2 TISCALI 14 W 0,0011 10 0,001 0,001 0,0012 - 62,2 TOD'S 66,5 -4,73 68,139 62,05 69,8 5,47 23/05/11 2.035,5 TOTAL 40,29 -0,15 40,1405 38,69 40,5 2,68 23/05/11 95.560,1 TREVI 5,9 -0,67 5,8803 4,964 5,94 20,02 11/07/11 414,1 TXT E-SOLUTIONS 8,165 0,68 8,1287 7,955 8,76 -3,94 08/05/06 22,3 U UAI 2011-2015 W - - - - - - 08/05/06 22,3 UBI BANCA 3,462 3,34 3,3822 2,774 3,462 9,35 23/05/11 3.121,8 UNI LAND 0,504 - 0,504 0,504 0,504 - 12/05/08 80,5 UNICREDIT 3,8 1,28 3,8003 2,286 4,2734 -10,11 23/05/11 7.324,2 UNICREDIT RSP 9,26 9,2 9,1156 4,63 9,26 30,35 23/05/11 22,4 UNILEVER 25,25 0,04 25,25 25,22 27,03 -3,66 09/02/11 43.296,9 UNIPOL 0,1984 2,59 0,1959 0,1719 0,2649 -20,48 24/05/10 419,5 UNIPOL P 0,1275 1,03 0,1279 0,1132 0,1817 -25,57 24/05/10 166 UNIPOL P 2013 W 0,0083 -6,74 0,0084 0,0038 0,0089 3,75 24/05/10 166 UNIPOL 2013 W 0,0092 -6,12 0,0098 0,004 0,0098 22,67 24/05/10 166 V VALSOIA 3,84 3,5 3,7971 3,396 4,04 -4 09/05/11 40,2 VIANINI INDUSTRIA 1,25 0,08 1,2483 1,249 1,285 -0,79 23/05/11 37,6 VIANINI LAVORI 3,15 -3,37 3,1694 3,15 3,534 -4,49 23/05/11 138 VITTORIA ASS 3,37 0,96 3,2317 2,97 3,37 12,33 16/05/11 227,1 VIVENDI 15,8 - 15,872 15,8 17,25 -4,59 05/05/11 18.489,3 Y YOOX 8,97 -0,33 9,0088 7,32 9,255 7,55 476,1 Z ZIGNAGO VETRO 4,6 -0,86 4,6203 4,404 4,75 2,04 09/05/11 368 ZUCCHI 0,0992 -0,9 0,0981 0,0937 0,1133 -11,03 01/08/05 17,3 ZUCCHI RSP 0,2305 -6,11 0,2325 0,2305 0,274 -7,06 19/05/08 0,8 ZUCCHI 11-14 W 0,0094 - 0,0094 0,009 0,0118 -21,67 19/05/08 0,8 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario ANSALDO STS 7,325 0,62 ATLANTIA 12,17 -0,65 AUTOGRILL 8,125 -1,52 AZIMUT 6,47 0,94 A2A 0,7015 -0,99 B M.PASCHI SIENA 0,2932 7,83 B P EMILIA ROMAGNA 6,12 0,49 B POP MILANO 0,3996 2,2 BANCO POPOLARE 1,185 11,69 BUZZI UNICEM 8,315 -0,18 CAMPARI 5,09 -0,78 DIASORIN 23,02 7,07 ENEL 3,048 -1,36 ENEL GREEN POWER 1,528 -0,26 ENI 16,83 -2,6 EXOR 17,4 -0,74 FIAT 4,564 -0,22 FIAT INDUSTRIAL 7,94 -0,13 FINMECCANICA 3,54 GENERALI 12,35 -0,56 IMPREGILO 2,68 0,75 INTESA SANPAOLO 1,448 -0,34 LOTTOMATICA 12,75 2,49 LUXOTTICA GROUP 24,69 3 MEDIASET 2,246 -1,75 MEDIOBANCA 4,914 -1,82 MEDIOLANUM 3,264 0,31 PARMALAT 1,447 PIRELLI E C. 7,155 0,21 PRYSMIAN 11,44 1,24 SAIPEM 35,38 -0,51 SALVATORE FERRAGAMO 11,5 0,44 SNAM 3,39 0,95 STMICROELECTRONICS 5,175 -2,82 TELECOM ITALIA 0,769 -2,47 TENARIS 15,09 -1,95 TERNA 2,748 0,29 TOD'S 66,5 -4,73 UBI BANCA 3,462 3,34 UNICREDIT 3,8 1,28 BOT BOT 31.01.2012 (186) 99,986 1,36 BOT 15.02.2012 (365) 99,917 1,5 BOT 29.02.2011 (182) 99,873 1,47 BOT 15.03.2012 (366) 99,86 1,37 BOT 30.03.2012 (182) 99,746 1,58 BOT 15.04.2012 (367) 99,69 1,6 BOT 30.04.2012 (182) 99,62 1,64 BOT 15.05.2012 99,5 1,64 BOT 31.05.2012 (183) 99,385 1,86 BOT 31.05.2012 (136) 99,367 1,88 BOT 15.06.2012 99,223 1,92 BOT 29.06.2012 (180) 99,091 2,11 BOT 16.07.2012 (367) 99 2,23 BOT 15.08.2012 (366) 98,752 2,25 BOT 14.09.2012 (365) 98,535 2,2 BOT 15.10.2012 (367) 98,286 2,43 BOT 15.11.2012 (366) 98,124 2,4 BOT 14.12.2012 (365) 97,88 2,43 BOT 14.01.2013 (364) 97,72 2,51 BTP BTP 01.02.2012 5% 100,02 BTP 01.03.2012 3% 100,02 1,72 BTP 15.04.2012 4% 100,421 1,87 BTP 01.07.2012 2,5% 100,129 2,29 BTP 15.10.2012 4,25% 101,281 2,42 BTP 15.12.2012 2% 99,652 2,46 BTP 01.02.2013 4,75% 101,901 2,87 BTP 15.04.2013 4,25% 101,36 3,17 BTP 01.06.2013 2% 98,45 3,38 BTP 1.8.2013 4,25% 101,25 3,56 BTP 01.11.2013 2,25% 97,64 3,71 BTP 15.12.2013 3,75% 100,14 3,73 BTP 01.04.2014 3% 98,3 3,94 BTP 01.06.2014 3,5% 99,08 4,04 BTP 01.07.2014 4,25% 100,49 4,15 BTP 1.8.2014 4,25% 100,68 4,07 BTP 15.11.2014 6% 104,1 4,48 BTP 1.2.2015 4,25% 100,26 4,28 BTP 15.04.2015 3% 96,03 4,38 BTP 15.06.2015 3% 95,78 4,5 BTP 1.8.2015 3,75% 97,94 4,52 BTP 01.11.2015 3% 95 4,6 BTP 15.04.2016 3,75% 96,83 4,72 BTP 1.08.2016 3,75% 96 4,89 BTP 15.09.2016 4,75% 99,33 5,04 BTP 01.02.2017 4% 96 5,04 BTP 1.8.2017 5,25% 100,2 5,34 BTP 01.02.2018 4,5% 96,18 5,37 BTP 01.08.2018 4,5% 95,58 5,44 BTP 1.2.2019 4,25% 93,24 5,58 BTP 01.03.2019 4,5% 94 5,7 BTP 01.09.2019 4,25% 91,8 5,75 BTP 1.2.2020 4,5% 92,7 5,8 BTP 01.03.2020 4,25% 91,11 5,8 BTP 01.09.2020 4% 88,65 5,87 BTP 01.03.2021 3,75% 86,73 5,8 BTP 1.8.2021 3,75% 85,1 5,98 BTP 01.09.2021 4,75% 91,86 6,02 BTP 1,3,2022 5% 91,98 6,23 BTP 01.08.2023 4,75% 88,2 6,36 BTP 15.09.2023 2,6% 74,6 5,73 BTP 1.11.2023 9% 116,19 7,17 BTP 01.03.2025 5% 87,68 6,56 BTP 01.03.2026 4,5% 82,52 6,55 BTP 1.11.2026 7,25% 105,99 6,75 BTP 1.11.2027 6,5% 97,55 6,9 BTP 1.11.2029 5,25 85,26 6,81 BTP 01.05.2031 6% 91,2 6,96 BTP 1.2.2033 5,75% 88,32 6,95 BTP 01.08.2034 5% 80,4 6,83 BTP 1.2.37 4% 71,04 6,45 BTP 01.08.2039 5% 79,85 6,73 BTP 01.09.2040 5% EUR 79,38 6,73 BTP 15.09.2041 2,55% 66,85 4,76 CCT CCT 1.3.2005-2012 100,064 1,72 CCT 1.11.2012 100,18 3,64 CCT 1.7.2006-2013 98,5 4,94 CCT 1.3.2014 IND 95,59 6,18 CCT 1.12.2014 95,29 6,11 CCT 01.09.2015 91,17 6,8 CCT-EU 15.12.2015 90,15 5,75 CCT 01.07.2016 IND 88,22 7,02 CCT 1.03.2017 86,25 7,21 CCT-EU 15.10.2017 83,84 6,24 CCT-EU 15.04.2018 83,35 6,41 CTZ CTZ 29.02.2012 99,856 1,74 CTZ 30.04.2012 99,525 1,81 CTZ 31.08.2012 98,66 2,33 CTZ 31.12.2012 97,7 2,31 CTZ 31.12.2012 97,72 2,46 CTZ 30.04.2013 96,18 3,14 CTZ 30.09.2013 94,22 3,73 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2012 1,85% 100,15 1,59 BTPI 15.9.2014 2,15% 96,8 3,54 BTPI 15.09.2016 2,1% 89,87 4,83 BTPI 15.9.2017 2,10% 85,29 5,17 BTPI 15.09.2019 2,35% 81,9 5,34 BTPI 15.9.2021 2,1% 74,55 5,66 BTPI 15.9.2026 3,1% 76,2 5,64 BTPI 15.9.2035 2,35% 65,6 4,82 ORO FINO (EURO/GR) 38.53 41.16 ARGENTO (EURO/KG) 640.41 796.38 LONDRA ($/ONCIA) 1693.27 1693.43 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 32.97 32.99 STERLINA V.C. 312.46 340.86 STERLINA N.C. (ANT.73) 314.01 343.76 STERLINA (POST.74) 314.01 343.76 KRUGERRAND 1217.24 1342.27 MARENGO ITALIANO 231.37 253.84 MARENGO SVIZZERO 230.29 251.54 MARENGO FRANCESE 229.82 251.54 MARENGO BELGA 229.82 251.54 MARENGO AUSTRIACO 229.82 251.54 20 MARCHI 257.72 309.67 1 SETT. 0.416 0.422 2 SETT. 0.507 0.514 3 SETT. 0.601 0.609 1 MESE 0.743 0.753 2 MESI 0.949 0.962 3 MESI 1.149 1.165 4 MESI 1.249 1.266 5 MESI 1.34 1.359 6 MESI 1.446 1.466 7 MESI 1.51 1.531 8 MESI 1.568 1.59 9 MESI 1.628 1.651 10 MESI 1.678 1.701 11 MESI 1.728 1.752 12 MESI 1.779 1.804 Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA Titolo Rif. in Var.% FTSE Mib Titolo Denaro Lettera Oro e monete Cross rates Titolo 360 365 Euribor Titolo Ultima rilev. Ren. Titolo Ultima rilev. Ren. Titolo Ultima rilev. Ren. Titoli di stato Euro 1,000 1,202 0,990 0,828 0,135 0,763 0,130 0,113 0,773 G. Bretagna 0,832 1,000 0,824 0,689 0,112 0,634 0,108 0,094 0,643 Giappone 101,020 121,411 100,000 0,837 0,136 0,770 0,131 0,114 78,056 Svizzera 1,208 1,451 1,195 1,000 0,162 0,921 0,157 0,136 0,933 Danimarca 7,434 8,935 7,359 6,157 10,000 5,669 0,968 0,840 5,744 Canada 1,311 1,576 1,298 1,086 0,176 1,000 0,171 0,148 1,013 Norvegia 7,683 9,234 7,605 6,362 1,033 5,858 10,000 0,868 5,936 Svezia 8,851 10,637 8,761 7,330 1,191 6,749 1,152 10,000 6,839 Usa 1,294 1,555 1,281 1,072 0,174 0,987 0,168 0,146 1,000 su www.liberoquotidiano.it l'aggiornamento delle borse ogni venti minuti
23 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Giovedì 26 gennaio 2012 Liberalizzazioni fino a un certo punto Alitalia torna a essere compagnia di bandiera L'azienda guidata da Sabelli gestirà Bluepanorama e Windjet. E potrebbe tornare alla carica su Meridiana Visco fa il test ai top manager Bankitalia Al via l'assalto alla nuova Confindustria  Qual è il clima interno? Che livello ha raggiunto il senso di appartenenza? Qual è la conoscenza degli obiettivi aziendali? Sono alcune delle domande che, in sostanza, si sono visti rivolgere i top manager della Banca d'Italia nel sondaggio condotto dopo l'uscita dell'ex governatore Mario Draghi, rimpiazzato da Ignazio Visco. L'indagine rientra nell'ambito di un complesso programma di formazione professionale ed è volto a far crescere la preparazione dell'alta dirigenza. Non solo: tra gli altri obiettivi, la motivazione dei collaboratori, la gestione dei cambiamenti, la cultura aziendale. Tuttavia, non mancano i malumori. In particolare, i condirettori lamentano l'esclusione dal programma che sarebbe aperto ai solo direttori: siamo «offesi e amareggiati» scrivono.  Parte la corsa al dopo Marcegaglia. La giunta di Confindustria ha nominato ieri i 3 saggi che porteranno avanti le consultazioni per l'indicazione dei candidati da portare alla Giunta che, il 22 marzo, designerà la nuova guida di viale dell'Astronomia: sono Luigi Attanasio, Antonio Bulgheroni e Catervo Cangiotti. Per ora i candidati sono 3, ma si profila un testa a testa fra Alberto Bombassei (Brembo), e Giorgio Squinzi (Mapei), con il prpbabile passo indietro di Andrea Riello, l'unico a essere stato candidato da una territoriale, quella del Veneto il 7 ottobre scorso. Tre nomi, comunque, di cui Emma Marcegaglia si è detta «contenta», pur precisando di «non avere un auspicio da fare» perché «si attiene alle regole», che suggeriscono al presidente uscente di tenersi fuori dalla contesa. ::: Commento Il padrone di Impregilo si decide in Brasile ::: CLAUDIO ANTONELLI  A breve Beniamino Gavio e Gilberto Benetton si incontreranno. Atlantia entro il 2 marzo dovrà decidere se esercitare i diritti sulla quota di Ligresti o vendere. Ciò che in realtà vuole l'erede di Marcellino per prendere le redini di Impregilo. Cosa fattibile per due motivi. La cassaforte di Tortona è abbastanza piena e l'accordo tra Benetton e Gavio tornerebbe utile su altre partite. La spina resta però il costruttore Salini, che a sua volta vorrebbe diventare padrone di Impregilo e ora detiene il 15% (contro il 29 del patto). «Vedremo se Salini ha la forza finanziaria e, nel caso l'abbia, che consenso raccoglierebbe tra gli azionisti», ha commentato a Reuters una fonte vicina a Igli. Qui infatti sta il busillis. Ovvero Ecorodovias. La controllata brasiliana, che si occupa di concessioni, vale più di Impregilo. E Salini potrebbe valutare una conquista a debito per poi cedere Ecorodovias e fare cassa. Operazione a costo zero. Con due incognite, però. Primo, chi finanzia. Secondo, c'è un patto in Brasile e la società è quotata. Restano i dubbi industriali. Un piano che tenda a concentrarsi solo sulle costruzioni, eliminando le concessioni, sarebbe antistorico. Anche i competitori di Impregilo i soldi veri li fanno con i collaterali. Tanto più che l'azienda guarda alle concessioni come una costola integrata dei progetti stessi. E a far questo è stata la prima italiana a farlo. Insomma si verrebbero a perdere «skill» fondamentali. Per incamminarsi su strade incerte. ::: NINO SUNSERI  Alitalia torna ad essere la compagnia di bandiera. Ieri ha annunciato l'unione con Bluepanorama e Windjet. Vuol dire che, a questo punto, solo Meridiana resta, fra le compagnie nazionali, fuori dal perimetro della società guidata da Rocco Sabelli. Non è da escludere, però che la trattativa possa tornare d'attualità. L'annuncio è giunto a sorpresa e segna un passo importante nel consolidamento del mercato aereo dopo anni di competizione molto accesa. L'unione con Windjet, compagnia catanese nata nel 2003, permetterà ad Alitalia di rafforzare la sua presenza sui cieli siciliani. L'integrazione con Blu Panorama aprirà la strada al mercato dei charter. Bisognerà vedere adesso quale sarà la risposta dell'Anti trust che, a suo tempo, aveva bloccato la fusione di Alitalia e Meridiana. Certo nel frattempo molte cose sono cambiate. L'Alitalia è risorta ma i suoi bilanci non sono riusciti a riprendere quota. Secondo le previsioni doveva arrivare al pareggio quest'anno e, fino a settembre Sabelli era convinto di farcela. L'aggravarsi della crisi economica negli ultimi tre mesi d ha imposto la revisione dei budget. Il calo del traffico (in alcuni momenti compreso fra il 30 e il 35%) ha colpito tutto il settore. Lufthansa ha abbandonato i programmi di espansione sull'Italia. Windjet e Blu panorama, per sopravvivere, si sono rifugiate sotto il cappello di Alitalia. La compagnia siciliana porterà in dote dodici aerei e 2,8 milioni di passeggeri. Non molto diverso il bagaglio di Bluepanorama (che sulle rotte interne utilizza il marchio Blu Express): due milioni di passeggeri e dodici velivoli. L'integrazione apre scenari inattesi per il futuro di Alitalia. E' scaduto il consiglio d'ammi nistrazione eletto nel 2009 al momento della resurrezione. Vuol dire che all'assemblea di aprile il mandato del presidente Colaninno e di Rocco Sabelli dovrà essere rinnovato. Ma soprattutto scade il lock-up sui soci. Vuol dire che la cordata dei “cavalieri coraggiosi” che aveva salvato la compagnia potrà sciogliersi. Air France avrà il disco verde per prendere il controllo? Oppure l'integrazione annunciata ieri cambierà anche la geografia azionaria? La partita è appena aperta.
Giovedì 26 gennaio 2012 OPINIONI NUOVE Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all'estero: CH Fr. 3.00 / MC & F 2.00 / SLO 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR ( FONDATORE VITTORIO FELTRI DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO ANNO XLVII NUMERO 22 EURO 1,20 IL SONDAGGIO CHOC MONTI SI FUMA IL PDL Il Prof mette una tassa anche sul tabacco. Il popolo di sinistra lo indica come suo vero leader, lui ricambia cassando le riforme sgradite al Pd. Che aspetta il centrodestra a mandarlo a casa? Pescatori contro il governo con le bombe carta: scontri e feriti. Sette arresti per i blocchi dei Tir di MAURIZIO BELPIETRO Avendo tassato tutto, ma dimenticato di aggravare le imposte sul fumo, ieri la maggioranza che sostiene il governo ha deciso di colmare la lacuna. Per compensare il mancato incremento dei contributi a carico dei lavoratori autonomi, i relatori del decreto Milleproroghe hanno deciso di fare una bella sorpresa ai fumatori. La cosa in sé non sorprende. Anzi, semmai fino ad oggi ci eravamo stupiti del contrario. E cioè che il governo dei tecnici fosse stato di mano pesante con tutti, automobilisti e professionisti, evitando però di toccare gli acquirenti delle «bionde». Credo che negli ultimi vent'anni, cioè da quando è in voga l'abitudine di fare ogni dodici mesi una manovra correttiva dei conti pubblici, non ci sia stata stangata sul contribuente che non abbia incluso anche una botta contro i fumatori. Tassare la benzina, le case e le sigarette è la cosa più facile del mondo perché nessuno può evadere il Fisco. Basta decidere che le accise sul tabacco sono più alte e il gioco è fatto. Essendo dunque nel solco della tradizione, l'imposta sul fumo conferma una cosa e cioè che a differenza di quanto si vuol dare a intendere, questo governo non sta facendo nessuna rivoluzione. Non c'è un cambiamento di politiche fiscali né vi è l'unica cosa necessaria in un momento di grave tensione finanziaria. Intendo dire che questo esecutivo non sta attuando i grandi cambiamenti che mi sarei atteso sul fronte della spesa pubblica. Non ci sono tagli agli sprechi né un vero piano per snellire la macchina burocratica. Visto che non c'è intenzione di risparmiare - come sarebbe tenuta a fare una famiglia troppo indebitata - a Monti e compagni non resta che la strada dell'aumento della pressione fiscale, sulla casa come sui consumi, che si tratti di benzina o sigarette. Per fare tutto ciò (...) segue a pagina 3 C. BUONCRISTIANI e C. PELLEGRINI alle pagine 6-7 300mila euro per ogni serata a Sanremo di MALABARBA Il primo passo per risanare la Rai dovrebbe esser quello di brevettare la strategia del martirio. Vuoi lamentarti sui giornali che l'emittente pubblica ti censura? Bene, allora sgancia a Viale Mazzini un tributo per la pubblicità gratuita. Se qualcuno ci avesse pensato anni fa, ora il carrozzone catodico (...) segue a pagina 31 La Casta regionale I governatori rifiutano i tagli e fanno ricorso di FRANCO BECHIS Vogliono mantenere i loro stipendi d'oro. Vogliono viaggiare quando e come gli pare all'estero senza nessuno che vada lì a fargli le pulci. Vogliono dividersi la torta così come la stanno mangiando ora. Non uno di più, non uno di meno. Magari davanti a una telecamera sostengono il contrario, e perfino si mettono a capo delle campagne contro i costi della politica. Ma quando è toccato a loro, non hanno tagliato un euro. Non un governatore, (...) segue a pagina 11 Bersaglio sbagliato La vera sfigata è l'università non gli studenti di GIANLUIGI PARAGONE Chi davvero crede che il problema dell'Università sia l'età dei laureati alzi la mano. Per quanti l'avessero alzata mi permetto di dire due, tre cosette. Cominciamo dalla più banale, quella che poi è stata la risposta che tanti giovani hanno rinfacciato al sottosegretario Michel Martone. Se laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati, allora laurearsi a 23 per essere disoccupato a 24 è da pirla. Non fosse altro per i soldi (...) segue a pagina 10 La terra trema al Nord Allarmismo dopo il terremoto: i pm fan più paura delle scosse di FRANCESCO SPECCHIA L'Italia è un paese dove tutti si scoprono allenatori di calcio, poliziotti alla Csi e - ultimamente - paleosismologi. Ieri mattina la terra s'è stiracchiata. Una scossa di terremoto ha attraversato il nord Italia: un brivido sotto la pelle della Padania di magnitudo 4,9 durato 10 secondi, che non ha provocato danni (...) segue a pagina 15 La pièce più brutta dell'anno Lo spettacolo blasfemo è solo osceno di FRANCESCO BORGONOVO Lo abbiamo visto. Siamo stati alla prima dello spettacolo di Romeo Castellucci Sul concetto di volto nel Figlio di Dio, al teatro Franco Parenti di Milano per l'occasione circondato dalla polizia. Eravamo curiosi, dopo il bell'articolo di Antonio Socci uscito su queste pagine, di assistere alla pièce «blasfema». Ora possiamo dire in tutta sincerità che siamo delusi. Inizia lo show. La scenografia è semplice e interamente bianca. Un divano, una tv, un tavolino con un paio di sedie e poco distante un letto con due comodini. In secondo piano troneggia il volto di Cristo dipinto da Antonello da Messina. Due gli attori: il padre, vecchio e malato, che fatica a muoversi e riesce (...) segue a pagina 28 Magistrati persi dietro a un drogato Scarantino, la tomba della giustizia di FILIPPO FACCI È vero, sì, forse il processo per la strage di via D'Amelio è il più spaventoso fallimento della storia giudiziaria siciliana. E ora la novità - secondo Re pubblica di lunedì - è che il pentito Vincenzo Scarantino venne pure torturato perché lanciasse false accuse sulla strage di via d'Amelio, quella che uccise Paolo Borsellino. Non era noto, in effetti, il verbale del settembre 2009 in cui Scarantino racconta di sevizie forse auspicate dal superpoliziotto Arnaldo La Barbera, morto dieci anni fa. Non si conoscevano neppure le conferme verbalizzate da Salvatore Candura e Francesco Andriotta, amici di Scarantino e pure loro minacciati perché accusassero tizio e caio. Sono testimonianze importanti, e ci sono tre poliziotti che in caso di riscontri (...) segue a pagina 12 Celentano fa i capricci, la Rai lo copre d'oro +$!"!=!?!. SISTEMA Mai più cambio pila
30 Giovedì 26 gennaio 2012 SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it CECCHETTO «Quando Berlusconi mi disse: non spendere tutto nella radio» Fiorello, Linus, il successo: il fondatore racconta i 30 anni di Radio Deejay ::: FABIO SANTINI  «Era la mezzanotte del 1° febbraio '82. Realizzavo un sogno: aprire una radio tutta mia». Claudio Cecchetto parla alla vigilia dei 30 anni di Radio Deejay, per quasi tre decenni l'emittente radiofonica più ascoltata e imitata d'Italia. Il compleanno verrà celebrato con una mega festa al Forum di Assago martedì prossimo. Come fu quella notte di 30 anni fa? «Avevo appena condotto il mio terzo Sanremo, una media ascolti di quasi 20milioni di telespettatori. Ma già dalla serata di sabato pensavo al varo di Radio Deejay. Mezzanotte: pronti, via. Un mare di problemi tecnici. Poi è andata come sapete. Così sarà martedì prossimo. Saluterò la folla del Forum e piomberò nel mio studio dove varerò Face Skin , la mia ultima scoperta su Internet. È un “so cial search network” che ti consente di organizzare una ricerca su un tema e di condividerla in rete. Il suo slogan è: ricerca-organizzacondividi. Chissà, magari i computer si incepperanno. Penserò che porterà bene». Ricorda la sua prima volta al microfono? «1975: feci un provino a Radio Milano International. Mi piazzarono per due ore e mezzo di fronte a un registratore di quelli con le bobine grandi come piatti di portata. Mi catapultarono in onda perché chi era al mio posto se ne era andato: non lo pagavano. Venni presentato come il nuovo disc jockey Marco. Misi un pezzo di Hamilton Bohannon. Durava 12 minuti, mentre andava, preparavo l'inter vento parlato e il nuovo disco». Poi arrivò Radio 105. «Già. Milano International era pionierismo puro. 105 la prima radio organizzata. Dopo poco, mi stava stretta. Un giorno mi dissero: se vuoi fare la radio come vuoi tu, te la devi pagare, non puoi lavorare con qualcuno pensando che sia a disposizione delle tue idee». Finalmente Radio Deejay. «Una leggenda metropolitana racconta che la aprii con i soldi del Gioca Jouer. La verità è che stipulai il mio primo contratto con Canale 5, una cifra importante che reinvestii. Silvio Berlusconi mi disse: mi raccomando, non spenderli tutti nella radio. Gli risposi: e tu nella televisione. Abbiamo tutti e due ceduto alle nostre passioni». Deejay, un marchio, un'officina di grandi talenti. «Il primo fu Gerry Scotti. Era a Ra “ . dio Milano International. Mi piaceva lo stile “parla come magna”. Lo chiamai che stava salendo sull'aereo per gli Usa. Stava andando a un master di pubblicità». Dovette convincere Berlusconi a fargli fare televisione. «Dissi a Silvio che uno così che mi aveva risolto tanti problemi era l'ideale perDeejay Televisione che un domani avrebbe risolto molti problemi televisivi anche a lui…». Poi? «Fiorello lo conobbi in un villaggio vacanze dove ero andato a registrare la sigla del “Telegattone”. Andammo a pranzo: era un mattatore. Gli dissi: sembri invadente, tipo quelli che ti piombano in casa e la gente pensa cosa vuole questo. Quando il pubblico si fiderà di te, potrai fare ciò che vuoi». Lei dice che può dare di più. «È un complimento. È al top, ma è talmente forte che può andare ben oltre». Leonardo Pieraccioni. «Non feci altro che portarlo da Firenze a Milano. Lo piazzai a Radio Capital e gli inventai un ruolo a Deejay Television. Era Zeba, l'assi stente di studio che entra in scena facendo finta di non sapere che le telecamere sono accese. Faceva morire dal ridere. Mi piacciono i suoi film. Hanno lo spirito del nostro gruppo». Luca Laurenti. «La sua filosofia da “Pietro De Vico” del Duemila nacque col programma Baldini-Ama-Laurenti. Ama stava per Amadeus, Luca giocò sul doppio senso. È una forza della natura e una persona corretta. Amadeus me lo segnalò Vittorio Salvetti. Gli dissi: hai una voce di piombo. Come ti chiami? Amedeo Sebastiani. Ti chiamerai Amadeus. Falco avevaappena lanciato Rock Me Amadeus. Avevamo già la sigla pronta». Fabio Volo. «Anche lui per Radio Capital. Mi portò un suo mix intitolato “Volo”. Mi colpirono le citazioni dai libri che divorava, una rarità nel nostro ambiente. Gli dissi: il disco te lo promuovo se vieni a lavorare con me. Ma ti chiamerai Fabio Volo che non è il suo vero cognome». Jovanotti. Di lui, dice: è il più riconoscente. «Lorenzo un giorno se ne stava seduto davanti al centralino della radio. Gli dissi: ricordati la teoria della pianta. Forse stai pensando che non stai facendo nulla. E invece stai facendo una cosa importante: osservi. Ci sarà un giorno in cui non riusciremo nemmeno a parlarci. Sì, è di una riconoscenza strepitosa perché non ha paura di manifestarla». Linus e Albertino. «Due fuoriclasse, fratelli, diversi tra loro. Linus è più intrattenitore, Albertino più disc jockey». Claudio, perché la vendette? «Nell'88 capii che per continuare a svilupparsi, il marchio avrebbe avuto bisogno di un grande gruppo. Se avessi continuato da solo, la radio sarebbe sparita». La Deejay di oggi che cos'ha da spartire con la sua? «Disc jockey non omologati, un'emittente dove si può parlare di più rispetto alle altre. C'è ancora una scelta musicale che va oltre le classifiche». DIRETTO DA PAYNE Clooney amaro in un film sull'eutanasia ROMA Semplice e diretto, il premio Oscar Alexander Payne è l'altra faccia di Hollywood, quella che evita il gossip e mette in scena l'attualità più sconcertante. Giunto nella Capitale, ha parlato del suo nuovo film Paradiso amaro (The Descendants), tratto dal romanzo di Kaui Hart Hemmings (in uscita dal 17 febbraio) che dopo aver vinto il Golden Globe è in gara per gli Oscar (che si terranno il 26 febbraio) con 5 nomination tra cui quella di migliore attore al protagonista George Clooney: «È inutile dire che sono onorato di essere in pole position con maestri come Martin Scorsese, Woody Allen e Terence Malick», ha dichiarato il regista, «ma se dovessi scegliere chi tifare, punterei all'ira niano Farhadi che ha diretto Una separazione, presente agli Oscar come Miglior Film straniero». Tornando a Para diso amaro, ha ammesso: «La condizione dell'essere umano a volte si trova ad affrontare situazioni difficili, e come ho già dimostrato nei miei film precedenti, non amo il glamour di certe produzioni americane. Il cinema classico hollywoodiano mi è piaciuto solo fino agli anni '80 e nei miei racconti cerco l'umanità. La scelta di affidare a Clooney un ruolo così diverso è stata ben calibrata. Sapevo che con lui sul set ci sarebbe stato anche l'aspetto del gossip, ma George ha bloccato ogni tipo di pettegolezzo dichiarando: non mi sposerò mai. Ed è finita lì. In lui ho cercato l'attore capace di immedesimarsi con la realtà ed è stato fantastico dando il volto giusto a Matt King». Girato alle Hawaii, il film racconta le vicende di una famiglia americana che si trova ad un bivio. La moglie di Matt a causa di un incidente entra in coma e lui è costretto a confrontarsi con le due figlie e con l'argomento eutanasia. «Non sapevo che in Italia ci fosse stato un dibattito sull'eutanasia, né sapevo della storia di Eluana» ha concluso Payne «in America si accetta. Almeno una volta al mese ho qualcuno che mi dice: se mi trovassi in questa situazione... sparami». ANNAMARIA PIACENTINI FIORELLO E LORENZO  Fiorello lo conobbi in un villaggio vacanze. Era un mattatore. Gli dissi: sembri invadente. Jovanotti è di una riconoscenza strepitosa LAURENTI E VOLO  Luca è una forza della natura. Di Volo mi colpirono le citazioni dai libri che divorava, una rarità nel nostro ambiente L'attore Adrien Brody «Per colpa del Pianista ho perso la fidanzata» ::: MASSIMO DE ANGELIS  Ha ricevuto l'ambita statuetta degli Oscar a soli 29 anni per la sua magistrale interpretazione ne Il Pianista, struggente film diretto da Roman Polanski. Adrien Brody, attore newyorchese, classe 1973, è così, camaleontico, meticoloso e combattivo. Non si è perso d'animo nonostante il suo primo ruolo importante nella pellicola di Malick, La sottile linea rossa, sia stato vittima di tagli impietosi, riuscendo egualmente a farsi notare e scritturare dal guru Spike Lee. Da quel momento la sua carriera spicca il volo fino. L'artista, di passaggio in Italia, ha faticato prima di giungere alla consacrazione globale. E da bambino non pensava ad Hollywood: «Sono cresciuto in uno dei quartieri più difficili della Grande Mela, il Queens, e frequentavo la classica banda giovanile: passavamo il tempo a vagabondare e a fare i bulli. Molti miei coetanei si sono persi per strada, divenendo teppisti a tempo pieno. Io fortunatamente ho scoperto la recitazione, che mi ha tolto da pericolose grane». Le prime esperienze le deve a sua madre: «Spesso mi costringeva a seguirla negli spostamenti lavorativi. Lei è una fotoreporter e un giorno andammo a fare un servizio in una scuola d'arte. Fu la mia salvezza, scoprii che l'ambiente mi attraeva e iniziai a frequentare corsi e lezioni. Feci il primo provino a 13 anni, ma solo mesi più tardi debuttai in una sit-com televisiva di successo. A quel punto presi la decisione di trasferirmi nella mecca di Los Angeles». Da lì ne ha fatta di strada. «Tanta gavetta, con alterna fortuna. A 25 anni durante le riprese, mi sono fratturato il setto nasale, ma al momento dell'operazione ho cambiato idea rinunciando alla chirurgia plastica. Col senno di poi, non è stata una idea così malvagia. Ora vengo subito riconosciuto». E il cinema gli ha dato tante soddisfazioni: «Inutile negarlo. Ma anch'io ritengo di aver dato un buon contributo, conferendo sempre il meglio di me stesso. Per recitare ne Il Pianista ho perso 15 kg: è stato il ruolo in assoluto più difficile. Dovevo immedesimarmi nella solitudine di un profugo ebreo, e, così, prima di iniziare a girare ho smesso di vedere i miei familiari e amici, ho venduto casa e macchina. Mi sono isolato, distaccandomi dalla realtà e perdendo anche la fidanzata. Al contrario per entrare nella parte di The Predator ero obbligato ad acquisire una notevole massa muscolare. Palestra e cibo fino a sembrare un credibile guerriero». Dopo l'attrazione per la moda («Per anni sono passato per la reincarnazione di un dandy») e qualche film deludente («Due o tre esperienze non eclatanti negli anni scorsi»), l'incontro con Woody Allen: «Sono onorato del mio cammeo in Mid night in Paris». Per il futuro «ho accettato con entusiasmo la parte di un professore in Detachment, presto nelle sale Usa. La vicenda si svolge in un liceo e mi trovo coinvolto nei rapporti, spesso difficili, tra scuola, studenti e genitori». LE ORIGINI Claudio Cecchetto tra Lorenzo Cherubini (Jovanotti) e Linus. Radio Deejay nasce nel febbraio del 1981. L'attore Adrien Brody
6 Giovedì 26 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Effetto-Tir: prezzi su E col carburante c'è chi ne approfitta La protesta degli autotrasportatori si fa sentire: i prodotti scarseggiano e verdura e pesce costano il doppio. A Napoli pizzicato un benzinaio che chiedeva quasi 2 euro al litro ALLARME Secondo la Coldiretti, 50mila tonnellate di prodotti deperibili rischiano di essere buttate via ogni giorno. Danni per decine di milioni le grane di Monti ::: CHIARA BUONCRISTIANI ROMA  Effetto tir. Zucchine e pesce costano il doppio, la benzina è stabile solo in teoria. Più di un furbo ha già inaugurato lacorsa ai rincari: come il benzinaio di Ercolano (in provincia di Napoli) pizzicato dalla Finanza mentre applicava un prezzo alla colonnina di 1,999 al litro, venticinque centesimi in più rispetto a quello raccomandato dopo la “tregua” concordata dalla rete carburanti. E quando la Federazione italiana benzinai lancia l'allarme segnalando che «l'au tonomia degli impianti è breve perché c'è una vera e propria corsa al pieno», l'associazione di consumatori Codacons la denuncia in quanto «colpevole di minacciare uno sciopero senza proclamarlo ufficialmente, sfruttando così l'ef fetto annuncio e causando code interminabili ai distributori e aumenti indiscriminati». BANCHI VUOTI La situazione è particolarmente difficile nei supermercati, fa sapereColdiretti, dovesi è interrotta la catena per l'approvvigiona mento, mentre è migliore nei mercati rionali e nei mercati degli agricoltori dove sono gli stessi produttori agricoli a rifornire i banchi. In diversi negozi sono spariti dagli scaffali prodotti di largo consumo come uova e farina e per tutti gli altri non ci sono garanzie di rimpiazzi a breve. Banchi di frutta e verdura, in alcuni esercizi commerciali di Napoli, sono vuoti. Scarseggia anche il latte fresco. A Roma si teme per il weekend denunciano diversi gestori di supermarket - dove i generi deperibili cominciano a scarseggiare. Va meglio a Milano centro, in Emilia Romagna e nelle Marche, dove le grandi catene di supermercati da ieri notte sono riuscite a ripristinare rifornimenti regolari. Parla di «panico d'acquisto delle provviste alimentari», la Confederazione italiana agricoltori (Cia), che denuncia come la speculazione si stia facendo largo, con prezzi che rispetto a sabato ieri erano «aumentati anche del 200% sopratutto per ortaggi, verdure e frutta». Un danno ingente per le famiglie italiane, che oltre a spendere di più corrono «rischio di comprare prodotti scaduti». Frutta e verdura i principali prodotti presi d'assalto dagli speculatori. Le zucchine, che poco meno di una settimana fa venivano vendute al dettaglio a 3 euro al chilo, hanno toccato quota 7,50. Stesso discorso per le insalate, passate da 2 a 4,30 euro, le melanzane (da 2,50 a 3,5 euro) e i cavolfiori (da 1,50 a 2,50 euro). Arance, mele e pere sono rincarate del cento per cento. DANNI PER 50 MILIONI Secondo la Coldiretti, «cinquantamila tonnellate di prodotti alimentari deperibili al giorno tra latte, fiori, frutta e verdura rischiano di essere buttati». Con danno per 50 milioni al giorno. E così ieri l'associazione di agricolotori ha organizzato distribuzioni gratuite di frutta e verdura e uova a Roma, Lodi, Milano e Napoli. A Roma centinaia di persone, soprattutto pensionati, hanno fatto la fila ai banchetti di piazzale Flaminio e Ponte Lungo. «Abbiamo deciso di regalare», spiega il presidente di Coldiretti Lazio Massimo Gargano, «ad anziani e famiglie, oggi più che mai in difficoltà, per interrompere il paradosso che la frutta e la verdura sono bloccate nei magazzini mentre gli scaffali sono vuoti ed i prezzi alti». Bastone e carota Passera apre: sconto sui pedaggi Nel Sud primi sette arresti Per dare l'ordine di bloccare l'Italia non servono Facebook, twitter e tutte le social supercazzole cheormai vengonotirate in ballo ogniqualvolta chicchessia organizzi qualsivoglia mobilitazione. Per dare l'ordine di bloccare l'Italia basta e avanza un baracchino da radioamatore. Roba non esattamente hi tech, eppure, il tam tam via etere dei camionisti si è rivelato di sorprendente efficacia. Perché alla fine l'usa to sicuro vince sempre. il graffio Camionisti d'altri tempi La provocazione La sinistra che se la prende coi Bisonti non la racconta giusta su Pinochet ::: NICHOLAS FARRELL  Tanti compagni ex e non, nostalgici della Guerra fredda quando il comunismo bussava alla porta ovunque, hanno scritto in questi giorni: occhio, camionisti in sciopero, dittatura in arrivo. Do you remember il Cile di Pinochet? Yes, lo ricordo benissimo, e dico: allora, evviva lo sciopero dei camionisti! Buon sciopero, ragazzi! Ecco la verità: il generale Augusto Pinochet ha mandato a quel Paese il darling dei salottieri della sinistra internazionale Salvador Allende nel golpe militare del 1973 e così ha salvato il Cile dalla dittatura comunista e dalla rovina economica e così la Guerra calda nella Sudamerica intera l'hanno persa i comunisti. Che bello! Di conseguenza, per la sinistra Pinochet rimane una figura satanica. Ecco ad esempio la compagna Lucia Annunziata su La Stampa d'ieri a osannare il marxista-leninista Allende «il primo governo di sinistra cha va al potere regolarmente eletto in un pianeta in cui la sinistra tutta pensa ancora che il potere si ottenga con la rivoluzione». Di “sinistra”? Allende? Fantastico. Finalmente, uno di sinistra lo confessa. Cioè: “sinistra”vuol dire “comunista”. Altrimenti, la frase non sta in piedi perché la sinistra, quella democratica, è stata eletta in Inghilterra per la prima volta nel 1924. La Annunziata definisce le riforme di Allende «impressionanti per audacia» e fa un elenco: mezzo litro di latte gratuito al giorno ai bambini, distribuzione gratuita di libri nelle scuole, e poi certo tutte le meravigliose nazionalizzazioni di tutto praticamente con un risultato secondo la giornalista «straordinario». Giù la disoccupazione, su il Pil. E poi la ricaduta ma non per colpa del compagno Allende. Figuriamoci. Per colpa, sì, dei soliti grandi multinazionali e gli americani. Lo dicono «tutte le carte declassificate della Cia». Balle! Allende è diventato Presidente del Cile nel 1970 con solo il 36,5% del voto contro il 63% in totale dei suoi due avversari, il democristiano (35%) e l'indipen dente (28%) e grazie solo all'ap poggio dei democristiani nel Parlamento. Come ha commentato, poco dopo il golpe di Pinochet del settembre 1973, il leader democristiano: «L'Esecutivo e la Magistratura, il Parlamento e il Corte supremo, avevano tutti pubblicaContinuano le proteste degli autotrasportatori: salgono i prezzi e scarseggiano i prodotti [Ansa] ::: ROMA  Corrado Passera prova a sedare la rivolta degli autotrasportatori, nel giorno in cui sette camionisti vengono arrestati dalla polizia per aver preso parte ai blocchi. La polizia stradale di Caserta ha arrestato cinque persone che nei giorni scorsi hanno preso parte ai blocchi stradali lungo la rete autostradale, mentre a Taranto a finire in manette sono stati due camionisti accusati di avere malmenato un collega. Intervenendo alla Camera durante il question time, il ministro dello Sviluppo economico ha ricordato le misure prese a favore del settore, «destinatario di una riduzione compensata dei pedaggi autostradali che sarà pari, per il 2012, a 170 milioni di euro». Non solo. A Montecitorio, Passera ha anche annunciato la firma, «in tempi brevissimi», del decreto di ripartizione dei fondi a favore dell'autotrasporto. Importo: 400 milioni di euro. Nel provvedimento saranno garantite anche «le risorse per la proroga degli incentivi agli autotrasportatori per l'utilizzo delle vie del mare», il cosiddetto Ecobonus, «per un importo pari a 30 milioni di euro». Altre misure compariranno nel decreto sulle semplificazioni cui l'esecutivo sta lavorando. I Tir continueranno a non circolare nei giorni festivi, ma sarà eliminata la norma che prevedeva il divieto di circolazione nell'«eventuale o eventuali giorni precedenti o successivi ai giorni festivi». Novità in arrivo anche per i corsi di formazione preliminari, cui saranno «dispensate dalla frequenza le persone che hanno assolto all'obbligo scolastico e superato un corso di istruzione secondaria di secondo grado». Agevolazioni pure sul fronte dell'esame per la dimostrazione dell'idoneità professionale, cui saranno esentati coloro che dimostreranno di aver diretto, «in maniera continuativa, l'attività in una o più imprese di trasporto italiane o comunitarie da almeno dieci anni». I blocchi, intanto, proseguono. Se in Lombardia e nelle Marche la situazione agli svincoli dell'auto strada A4 Milano-Venezia e lungo la A14 è tornata regolare, nel resto della Penisola i disagi restano. La situazione resta critica in Emilia-Romagna (sulla A14, dove però è intervenuto il prefetto di Ravenna), in Calabria (autostrada Salerno-Reggio Calabria) e in Campania (nei tratti dell'A30 e dell'A16). E per il secondo giorno consecutivo a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone, i 3.900 lavoratori dello stabilimento Fiat sono rimasti a casa. Il blocco degli autotrasportatori ha impedito la consegna dei componenti provocando il fermo delle linee di produzione. La stessa cosa è accaduta a Suzzara, in provincia di Mantova, per i 1.560 dipendenti di Fiat Iveco: il mancato arrivo dei camion con i materiali necessari per la produzione del furgone Daily ha obbligato la direzione a chiudere lo stabilimento a tempo indeterminato. Le proteste stanno facendo sentire i loro effetti, inevitabilmente, sui rifornimenti alimentari. Nei negozi e nei supermercati iniziano a scarseggiare prodotti di largo consumo come uova, farina, frutta, verdura e latte. La situazione più critica è a Napoli e Roma. Secondo il Centro servizi ortofrutticoli, lo sciopero dei Tir sta infliggendo al settore un danno da 50 milioni di euro al giorno. Per non parlare delle derrate alimentari: per la Coldiretti 50mila tonnellate di prodotti deperibili rischiano di essere buttati. E il Codacons torna a lanciare l'allarme sul «forte rischio di speculazioni sui prezzi». Poi ci sono gli incidenti e i sabotaggi. A Carmagnola (Torino) e a Livorno, due manifestanti sono rimasti feriti. Mentre a Termoli (Campobasso) un austista di Brescia che voleva aggirare il blocco è stato malmenato. A Massa, invece, sono stati squarciati 24 pneumatici dei mezzi di chi non voleva scioperare. Mentre nell'hinterland napoletano una cinquantina di manifestanti ha assaltato, senza esito, dieci autocisterne cariche di carburante. T.M.
Tifoso Barça denuncia Pepe per lesioni Un socio del Barça ha denunciato Pepe, difensore del Real Madrid, dopo il pestone alla mano di Messi nel Clasico di settimana scorsa. Per Stefan Froreich, tedesco tessera numero 91.099 dei blaugrana, Pepe avrebbe commesso un reato secondo l'art. 147 del codice penale. Buffon miglior portiere degli ultimi 25 anni Secondo l'Iffhs, Gianluigi Buffon è il miglior portiere al mondo degli ultimi 25 anni. Dietro il numero uno della Juve e della nazionale ci sono Iker Casillas e Edwin van der Sar, che ha lasciato il calcio alla fine della scorsa stagione. Nella top 10 appare anche Walter Zenga, 8°. Triestina: annunciato il fallimento La Triestina calcio è fallita (2ª volta in 20 anni). A deciderlo è stato il Tribunale civile di Trieste. La società, che ha più di 6 milioni di euro di debiti, Prima Divisione di Lega Pro, sarà ora gestita da un commissario fallimentare che dovrebbe garantire il proseguio del campionato. Mercato Marotta chiude per Caceres. Parma: El Shaarawy o Inzaghi ::: GAIA FRIGERIO MILANO  Finalmente è arrivata la conferenza di presentazione di Amauri (30 anni) alla Fiorentina. Il nuovo attaccante viola, ha firmato martedì e ieri l'incontro con i media. Come facile immaginare, per l'italo brasiliano l'esperienza i Toscana sarà una rivincita, un riscatto: «Voglio dimostrare a me stesso, e non alla Juve o ad altri, che sono sempre un giocatore importante, voglio aiutare la Fiorentina, diventare un punto di riferimento, fare tanti gol, e continuare a sognare di tornare in Nazionale. Io voglio riscattarmi per me, non per gli altri». L'ex bianconero è stato acquistato a titolo definitivo per 500 mila euro e resterà in viola fino a giugno. (il ds Corvino ha aggiunto la presenza di un'opzio ne sul giocatore»). Proprio la sua ex squadra, festeggia l'arrivo di Martin Caceres (24), centrocampista del Siviglia. Il ds del club spagnolo, Victor Horta ha confermato: «È un'opera zione impressionante, moltiplichiamo di quasi il 250% l'opzione di riscatto esercitata 6 mesi fa. Era un'offerta irrinunciabile». Caceres va alla Juve in prestito oneroso di 1,5 milioni di euro fino al 30 giugno con obbligo di riscatto fissato a 8 milioni pagabili in due rate: i primi 4 milioni già il primo di luglio, mentre gli altri quattro potrà spalmarli nel corso degli otto mesi successivi. Dopo l'uruguaiano il club bianconero dovrebbe portare a termine anche l'acquisto dal Cagliari (che ha preso Pi nilla, 27 anni, in prestito oneroso dal Palermo) di Radja Nainggolan, 23 (che in ogni caso arriverà a giugno). Sulla sponda rossonera, due attaccanti del Milan risultano ricercatissimi dal Parma: Stephan El Shaarawy (19), e Filippo Inzaghi (38). Si sta per chiudere la trattativa Honda-Lazio. Il Cska ha accettato l'offerta di 12,5 milioni più il portiere Carrizo. Il Bologna ha ceduto in prestito il giovane attaccante uruguaiano Fe derico Rodriguez (21) al Piacenza, dove giocherà fino al termine della stagione. Il Genoa ha rinnovato il contratto con il nazionale serbo Bo sko Jankovic (inseguito da molte squadre italiane), prolungando fino al 30 giugno 2014. I rossoblu vuole concludere l'affare Luca Rossettini (26) del Siena: chiede un prestito con diritto di riscatto, che non soddisfa i toscani. A Cagliari prosegue il pressing sul Palermo per Mauricio Pinilla (27) che libera i rosanero verso Graziano Pellé (26) del Parma. Zamparini e Cellino devono scegliere la formula del trasferimento che potrebbe essere il prestito oneroso (500mila euro) con diritto di riscatto dell'intero cartellino. Il club siciliano ha ceduto anche il difensore Mauro Cetto (29) al Lilla, in Francia: il trasferimento avviene tramite la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 1,5 milioni. Il difensore brasiliano Ilsinho (26), inseguito dal Catania, ha scelto l'Ucraina e di tornare quindi allo Shakthar Donetsk. Giaccherini, 27 anni (a sinistra) e Estigarribia, 25 [Ansa] LA SIGNORA AI RAGGI X Favole in bianconero Lo stadio sempre pieno, il legame tifosi-società, un mister che sa resuscitare i giocatori. L'alchimia-Juve è il modello per far ripartire il calcio italiano Martin Caceres, 24 (LaPresse) bene. Del resto - da allenatore - ha fatto le serali (Arezzo, Bari, Siena) dove ha capito che soltanto riuscendo ad abbinare la qualità all'energia della corsa avrebbe ottenuto la squadra perfetta. Sacrificio, impegno, rinuncia. Termini dei quali spesso si abusa ma che Conte ha il diritto di pronunciare. Del resto a qualcosa anche lui ha rinunciato: ai top che la società non poteva e non può permettersi. A Aguero, a Tevez. Gente forte, rapace. Dimenticavo i tagli: fuori chi non ci sta o non ne ha più. Con una spietatezza assai prossima al valore. Molti si domandano se la favola Juve finirà presto o se al contrario durerà almeno fino a maggio. Conte sta facendo il possibile per evitare pause e interruzioni, conclusioni rapide. Anche per questo ha chiesto un giocatore per reparto («in difesa e a centrocampo siamo numericamente in pochi, in avanti avevamo di bisogno di un alternativa a Matri»), ha fatto i nomi di Borriello - proprio perché l'Apache era inavvicinabile - Nainggolan, Behrami. Gli hanno proposto anche Guarin, Pizarro, Palombo. Lui li preferirebbe già pronti all'uso, solo da mettere a regime. Perché non ha tempo, né obiettivi, da abbandonare per strada. La “bolgia” non glielo perdonerebbe. Dimenticavo Del Piero, il cui unico torto non è avere trentasette anni, quasi trentotto, ma quello di aver sbagliato squadra: nella Juve di Conte il piede e il cervello vengono dopo i polmoni e le gambe. Nella Juve di Conte di genio ne basta uno. Due, nelle occasioni mondane. un calcio che non è quello italiano; un calcio nel quale niente si trascura e tutto funziona alla perfezione, perfino il rapporto tra la società e la sua gente che in fondo è il più importante: avete presente i vuoti di Milano, Roma, Firenze, Genova, Bologna, Verona, Udine, Cagliari? - ripeto ciò che ho scritto su twitter poco prima dell'inizio di Juve-Roma: «Altri nove impianti come lo Juventus Stadium e la Serie A torna a essere il campionato più bello del mondo: è il teatro che fa lo spettacolo». Nella favola Juve non ci sono principi, né Biancaneve. Qualche strega, ci sta, e numerosi cenerentoli occasionali. Dico Barzagli, Bonucci e Pepe, ma anche Pirlo, Vucinic, Buffon, Chiellini e Marchisio, tutti usciti con le ossa rotte dall'ultima stagione. Conte li ha restituiti al loro valore esaltando il superlavoro e la disponibilità al sacrificio: sapeva di trovare terreno fertile e ha seminato ::: IVAN ZAZZARONI  Lo stadio pieno e caldo anche per un quarto di Coppa Italia, e non c'erano figuranti, né i cartonati di Trieste. L'inno furbissimo e appassionato di Paolo Belli cantato senza alcun imbarazzo da vecchi e giovani, uomini e donne, e bambini (il futuro fatto in casa). Le immagini dell'Avvocato e i cori (per lui) della curva che dall'8 settembre scorso ha smesso di essere curva soltanto fisicamente. Riuscita - poiché a lungo studiata - la fusione di emozioni, suggestioni, memoria, cinismo e risultati (il benedetto maledetto imprescindibile profitto). Sul campo la prevalenza della forza di Chiellini e Borriello, della corsa di Lichtsteiner, Giaccherini e Estigarribia, della freschezza di Marrone e del genio di Pirlo e Alex74. Non ancora la favola assoluta, ma ci siamo vicini. Di sicuro la favola di una serata solo apparentemente di secondo piano. Questa Juve sembra appartenere a un altro mondo, a Il difensore biancoconero Andrea Barzagli, 31 anni [LaP.] Il centrocampista della Juve e della nazionale Andrea Pirlo, 32 anni [LaPresse] Antonio Conte, 42 anni, da giugno alla guida della Juve [Ansa]
14 Giovedì 26 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it IL NORD TREMA Scosse a Verona e Reggio Chiusi uffici e scuole Il sisma avvertito anche a Milano. Centralini presi d'assalto ma nessun ferito e danni limitati a qualche crepa in vecchi edifici ::: TERREMOTO ::: ALESSANDRO GONZATO  Ha tremato tutto il Nord Italia. Dal Piemonte al Veneto, dalla Toscana alla Lombardia: panico, o quasi, ovunque. Gente in strada, scuole e uffici evacuati, centralini dei Vigili del Fuoco intasati, telefonate a parenti ed amici per rassicurarsi sulla loro salute. Tanto spavento ma nessun ferito e danni limitati alla caduta di calcinacci e a qualche crepa apertasi in alcuni vecchi edifici. Solo pochi contusi ma per colpa del fuggi fuggi generale. Troppo vive ancora le immagini de L'Aquila, riapparse come un incubo. La scossa più forte, alle 9.06, è stata di magnitudo 4.9 della scala Richter e si è registrata nel Reggiano a 33.2 chilometri di profondità. È stata avvertita soprattutto nei comuni di Brescello, Castel di Sotto e Poviglio. Un'altra, pur di intensità minore (2.4), si è avuta nel Sud del Paese alle 10.04, in provincia di Foggia. L'ultima, di magnitudo 3.5, ha interessato la pianura padano-lombarda alle 18.43. Ma è nel Veronese, dove la terra ha tremato otto volte, che la paura si è trasformata in psicosi. La scossa più violenta, alle 00.54, è stata di magnitudo 4.2 - con epicentro tra i comuni di Grezzana e Negrar, e una profondità di 10,3 chilometri ed ha tenuto in apprensione gran parte della popolazione fino all'alba. Giusto il tempo per ringraziare il Padreterno dello scampato pericolo che sui social network si è scatenato il delirio. E gli idioti hanno dato il meglio di sé nel vaticinare nuove scosse apocalittiche a breve. «Tra le undici e mezzogiorno», ha scritto uno di questi, scatenando un panico incontrollabile «ci sarà una scossa violentissima». «Davvero, come fai a saperlo?» hanno subito chiesto amici, parenti e semplici conoscenti che, stupidamente, erano convinti i terremoti fosse possibile prevederli quanto vincere al Lotto con i numeri magici di Vanna Marchi e del mago do Nascimento. Risposta: «L'ha detto la Protezione Civile, la notizia è certa». «Uscite di casa, abbandonate gli uffici, tra poco viene giù tutto» ha poi scritto, questa volta su Twitter, un altro idiota inne::: LA SCHEDA I PRECEDENTI Nella zonadella Pianurapadana recentemente sono stati avvertiti altri fenomeni sismici: il 17 luglio 2011 ci sono state scosse che hanno raggiunto i 4,7gradi Richterconepicentro tra le province di Mantova e Rovigo; il 29 ottobre 2011 scossa di magnitudo 4,2 al confine tra Veneto e Trentino; il 23 dicembre 2008 il sisma più forte: 5,2 Richter al confine delle province di Parma e Reggio Emilia; intensità che uguagliava quella del terremoto del 24 novembre 2004 con epicentro del Garda bresciano. ZONE SISMICHE Il terremoto di magnitudo 4,9 di ieri mattinaè avvenutonella zona in cui la placca Adriatica scende sotto l'Appennino, mentre i terremoti avvenuti martedì sera si sono concentrati nella zona del Veronese, dove la placca Adriatica spinge per scendere sotto le Alpi. Entrambe le zone di confine con queste catene montuose sono considerate dai sismologi zone di pericolosità moderata, sebbene vicine a zone di pericolosità maggiore. scando una staffetta di altre idiozie. Nel giro di qualche minuto il tam tam ha portato nelle piazze migliaia di persone. Nemmeno il prefetto di Verona, Perla Stancari, avvisato dai propri collaboratori di ciò che stava accadendo in città, è riuscito a riportare la calma. E come in quei film americani catastrofici, quando tutti scappano dall'Apocalisse, le strade sono state invase da automobilisti che cercavano di allontanarsi il più possibile dai centri abitati, uffici pubblici e scuole oggi (giovedì) in città rimarranno chiuse - senza che la Protezione Civile diramasse alcun ordine, sono stati evacuati. Nei responsabili della sicurezza degli istituti di ogni genere, alla psicosi-terremoto si è aggiunto l' «effetto Bertolaso», finito giusto ventiquattro ore prima nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo per aver sottovalutato i rischi del terremoto che nel 2009 colpì l'Abruzzo. Meglio esagerare che finire sotto inchiesta. Pareri discordanti Tecnici un po' confusi: due sciami, forse uno AL LAVORO LA PROTEZIONE CIVILE Controlli su chiese, istituti e ospedali PARMA Nel Reggiano e nel Parmense squadre del Nucleo regionale di Valutazione, già ieri al lavoro, proseguiranno per l'intera giornata l'attività di verifica dell'agibilità degli edifici. In particolare, i controlli saranno effettuati nei Comuni dell'area dell'epicentro e si concentreranno su scuole, edifici pubblici, chiese e altre situazioni individuate anche sulla base delle segnalazioni. L'Agenzia regionale di Protezione Civile continuerà inoltre a monitorare la situazione con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, le Prefetture, le Provincie e tutti i Comuni coinvolti.  «Non c'è alcun collegamento tra le scosse sismiche avvenute nella notte tra lunedì e martedì nel Veronese e quelle di mercoledì mattina nel Reggiano». Lo assicura Massimo Stucchi, direttore della sezione di Milano dell'Ingv (Istituto nazionale di geologia e vulcanologia), interpellato dopo la scossa di 4,9 gradi della scala Richter avvenuta alle 9.06, che molti hanno messo in relazione con le cinque scosse avvenute nel Veronese tra le 20.42 di martedì e le 8.27 di mercoledì, culminate con il sisma di 4,2 Richter avvertito distintamente dalla popolazione 55 minuti dopo la mezzanotte di martedì. «Si tratta solo di scosse avvenute in un breve spazio temporale», prosegue lo studioso, che rassicura, specie per quanto riguarda il Reggiano, non si può parlare di «uno sciame sismico», termine, secondo Stucchi, «un po'abusato negli ultimi tempi». Ad ipotizzare, invece, una correlazione tra le due scosse è il centro sismologico di Udine. Secondo i tecnici friulani il sisma che si è manifestato nel parmense ha la stessa magnitudo di quello che lo scorso luglio ha colpito l'area del Garda. Per tutta la giornata di ieri però soltanto una nuova scossa di terremoto è stata registrata in provincia di Reggio Emilia, nella stessa zona dove ieri mattina si è verificato un sisma di magnitudo 4,9. I tecnici dell'Ingv hanno ribadito che le scosse sono quindi fenomeni distinti e appartengono a due zone sismogenetiche diverse. La scossanel Reggiano è avvenutaa una profondità di 30 km e per questo è stata avvertita anche in tutto il Nord Italia. Su questa nuova emergenza è anche intervenuto il capo dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli: «Non si muore per i terremoti. ma per le costruzioni, gli edifici che crollano», ha precisato durante un incontro con la stampa. Recentemente, in Pianura Padana sono stati avvertiti altri fenomeni sismici: il 17 luglio 2011 ci sono state scosse che hanno raggiunto i 4,7 gradi Richter con epicentro tra le province di Mantova e Rovigo; il 29 ottobre 2011 scossa di magnitudo 4,2 al confine tra Veneto e Trentino; il 23 dicembre 2008 il sisma più forte: 5,2 Richter al confine delle province di Parma e Reggio Emilia; intensità che uguagliava quella del terremoto del 24 novembre 2004 con epicentro del Garda bresciano. La scossa di terremoto di ieri mattina, cheha epicentro in Emilia, è stata avvertita con chiarezza anche in alcune zone della Liguria, soprattutto nel levante. Alla Spezia, da alcuni uffici e abitazioni i cittadini sono scesi in strada e poi sono rientrati. Anche da alcune scuole gli studenti sono scesi in strada per poi rientrare. In alcuni edifici, come quello dove ha sede il Comune, in piazza Europa, la scossa non è stata avvertita. L'amministrazione comunale non ha ritenuto di ordinare l'evacuazione delle scuole. La stessa situazione si registra nei Comuni dell'interno. «Abbiamo sentito la Protezione Civile provinciale» ha dichiarato il sindaco di Varese Ligure, Michela Marcone, «ma ci hanno detto che non era il caso. Da alcun scuole i ragazzi sono scesi in strada, per rientrare tre quarti d'ora dopo». A Monterosso, nelle Cinque Terre, duramente colpito dall'alluvione di novembre, la scossa è stata avvertita con chiarezza in alcune vie e in altre no. Alcuni sono scesi in strada per poi rientrare. Il terremoto di ieri mattina è avvenuto nella zona in cui la placca Adriatica scende sotto l'Appennino, mentre i terremoti avvenuti martedì sera si sono concentrati nella zona del Veronese, dove la placca Adriatica spinge per scendere sotto le Alpi. Entrambe le zone di confine con queste catene montuose sono considerate dai sismologi zone di pericolosità moderata, sebbene vicine a zone di pericolosità maggiore, come quelle nelle quali comincia la catena montuosa. Franco Gabrielli Ansa
17Giovedì 26 gennaio 2012ESTERI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Regno Unito allo sbando Il mistero della tripla A alla Gran Bretagna Recessione, debito pubblico oltre i mille miliardi e disoccupazione ai massimi da 17 anni. Ma il downgrade non arriva ::: ALESSANDRO CARLINI LONDRA  Si potrebbe chiamare il miracolo di Londra. Nonostante gli innumerevoli problemi dell'economia britannica, in certi casi peggiori di quelli che attanagliano l'Italia, il Regno Unito continua a mantenere intatta la sua tripla A, la misura fondamentale della stabilità finanziaria di uno Stato. E questo diventa più insolito ogni volta che una serie di dati negativi descrivono un Paese che sta scivolando dritto verso la recessione. Ieri la nuova doccia fredda. Il Pil nel quarto trimestre del 2011 è sceso dello 0,2%, dopo il +0,6% del terzo trimestre. Gli analisti si aspettavano una contrazione più contenuta, ma non è stato così. Soffrono soprattutto il settore edilizio e quello industriale, decine di aziende giorno dopo giorno sono costrette a chiudere i battenti. Ma questa è solo la punta dell'iceberg. Sotto l'apparenza di un Paese che a differenza dell'eurozona sarebbe in grado di navigare oltre la crisi, c'è un bomba finanziaria che potrebbe esplodere da un momento all'altro. I fondamentali dell'economia, tanto amati dagli esperti, sono a dir poco allarmanti. La disoccupazione vola ai massimi da 17 anni: il numero dei senza lavoro è aumentato di 118.000 unità nel trimestre terminato a novembre 2011, portando il totale a quota 2,68 milioni. Il tasso di disoccupazione (in base agli standard dell'International Labour Organisation) è salito all'8,4% dall'8,3%. TRACOLLO Il Regno è così tornato indietro ai primi (e oscuri) anni '90. Ma scendendo nell'analisi si incontra il problema più grande, che a molti rende incomprensibile la tripla A ancora assicurata a Londra. Proprio in questi giorni è stato annunciato che il debito pubblico, per la prima volta nella storia britannica, ha sfondato il tetto dei mille miliardi di sterline (circa 1200 miliardi di euro). In media ogni suddito di Sua Maestà porta sulle spalle un debito di 16.400 sterline. Un fardello al quale si deve aggiungere ben altro. Infatti, come sottolinea un rapporto di McKinsey Global Institute, il debito aggregato del Regno, pubblico e privato, è il più alto al mondo con quello del Giappone. Rappresenta il 507% del Pil, contro il 363% della Spagna, il 346% della Francia e il 314% dell'Ita lia. È molto interessante anche studiare la composizione di questa montagna. In Gran Bretagna si tratta in gran parte, per il 219% del Pil, di debiti accumulati dalle istituzioni finanziarie, contro ad esempio il 76% dell'Italia. Non parliamo poi della famiglie britanniche, che col 98% del Pil, sono fra le più indebitate al mondo, contro il 45% del Pil in Italia. Fino a oggi mentre Paesi come gli Usa e la Francia, per non parlare del nostro, sono stati declassati senza troppi complimenti dalle agenzie di rating, gli inglesi hanno evitato la scure di S&P e colleghi. Non si sa ancora per quanto Londra potrà resistere. Lo dicono alcuni economisti, lo ha scritto l'agenzia Reuters. Qualcuno avanza perfino il dubbio che ci sia una collusione tra le istituzioni finanziarie londinesi e le agenzie di rating, un accordo per tenere ancora alta la bandiera della tripla A sulla City. ATTACCO A CAMERON Il governo del premier David Cameron intanto tenta di difendersi dagli attacchi che arrivano da ogni parte. Viene messa in discussione la sua politica di tagli selvaggi che avrebbe indebolito l'economia nazionale. Lui risponde scaricando le responsabilità sull'euro, ormai capro espiatorio della crisi globale. Il primo ministro conservatore ha detto che questo risultato «non stupisce del tutto visto quanto sta accadendo nella zona euro e nel resto del mondo», assicurando che il governo andrà avanti con il programma di riduzione del deficit. Getta acqua sul fuoco mentre altri esperti, come quelli di Capital Economics, sostengono che il Regno è già tornato in recessione e che diventerà sempre più difficile sostenere livelli di debito tanto alti. Secondo l'analista Vicky Redwood, questi dati ci fanno ricordare «l'enormità di una sfida che non sarà facile da vincere per riportare sul binario i conti pubblici». Il destino del Regno, anche se i britannici non vorrebbero, è legato a doppio filo a quello dell'Europa. E per Cameron questa sarà la sfida più grande, per non fare la fine del comandante del Titanic che affonda con la nave. Navy Seals in azione Gli Usa insegnano a trattare coi pirati: ne ammazzano 9 e salvano gli ostaggi ARABIA SAUDITA Sfida il divieto di guidare Muore in auto Certo che la vita è proprio crudele. Prendete la vicenda di Manal al Sherif, 32enne donna saudita esperta di sicurezza informatica arrestata a maggio e rinchiusa in carcere per 10 giorni dopo aver pubblicato su YouTube un video di sé stessa alla guida nella provincia orientale di Khobar. Una provocazione nell'unico Paese al mondo dove è proibito alle donne guidare. Sabato Manal ha perso la vita, e proprio in un incidente d'auto. La donna è morta sul colpo, mentre un'altra ragazza – che al momento dell'impatto era al volante – è rimasta gravemente ferita dopo che la jeep sulla quale le due viaggiavano si è ribaltata. È avvenuto tutto nella provincia di Hael, nel nord del regno. Ma sul web molte attiviste dubitano che si sia trattato di un semplice incidente. La storia di Manal aveva infatti fatto il giro del mondo non soltanto per l'arresto, ma perché – dopo il carcere – era stata costretta a chiedere pubblicamente scusa per quel gesto. E dopo quell'esperienza la giovane era diventata un simbolo della voglia di emancipazione delle saudite e sulla sua pagina Facebook aveva ricevuto 25.000 messaggi di solidarietà, mentre 3.000 firme erano state raccolte per ottenerne la liberazione. Nel regno saudita, dove si osserva il wahhabismo (forma ultra-conservatrice di islam), la pena per le donne al volante è anche corporale. Lo scorso settembre Shaima Jastaniya, 34 anni, è stata condannata a 10 frustate per essersi messa alla guida di un'auto a Jeddah. SIMONA VERRAZZO BOTTA E RISPOSTA Il premier David Cameron è stato attaccato per via dei tagli selvaggi che avrebbero indebolito l'economia nazionale. Lui risponde scaricando le responsabilità sull'euro LaPresse ::: GIANANDREA GAIANI  Un blitz delle forze speciali statunitensi ha permesso di liberare due ostaggi, la 32enne americana Jessica Buchanan e il 60enne danese Poul Hagen Thisted, da ottobre nelle mani dei pirati somali del Puntland. Una squadra di Navy Seal, a quanto sembra gli stessi che nel maggio scorso uccisero Osama bin Laden, è stata paracadutata di notte nei pressi del villaggio di Hiimo Gaabo, a sud di Galkayo, per tenere sotto controllo ostaggi e carcerieri. Alle 2 di notte l'attacco con l'impiego di sei elicotteri e unità di marines che ha permesso di liberare i due operatori umanitari del Danish Refugee Council uccidendo almeno 9 pirati e catturandone 5 anche se un pirata ha detto all'agenzia stampa Dpa che gli statunitensi hanno ucciso o catturato decine di persone che tenevano prigionieri i due ostaggi. Nessun ferito tra i Navy Seals anche perché nel combattimento notturno i visori notturni facilitano il tiro degli statunitensi mentre i somali ne sono sprovvisti. Il blitz è stato autorizzato lunedì dal presidente Obama anche a causa dei gravi problemi di salute del danese ed è stato pianificato dalla task Force «Corno d'Africa», 2 mila militari che dal 2002 sono schierati a Gibuti e in basi avanzate in Etiopia e Kenya. Durante il raid i marines hanno preso per alcune ore il piccolo aeroporto di Galkayo per poter rifornire gli elicotteri utilizzando il carburante trasportato da altri velivoli. Buchanan e Thisted, per i quali i criminali avevano chiesto un riscatto di 10 milioni di dollari, sono rimasti illesi e si trovano ora a Gibuti. I pirati tengono in ostaggio da sabato scorso un altro americano, il giornalista Michael Scott Moore ma, come ha riferito un funzionario delle Nazioni Unite, il blitz di martedì potrebbe «lanciare un messaggio» ai suoi sequestratori. Non è la prima volta che gli incursori a stelle e strisce intervengono in Somalia per eliminare terroristi islamici o liberare prigionieri detenuti dai pirati. Blitz che non sempre hanno permesso di salvare tutti gli ostaggi ma che ben delineano il differente approccio di Washington rispetto agli europei che, salvo rare eccezioni, non usano la forza contro i pirati e anche quando li catturano nella gran parte dei casi li liberano per l'impossibilità di processarli dopo averli nutriti e riforniti. Anche nei rari casi di pirati processati in Europa le pene sono sempre state molto blande rispetto agli ergastoli multipli comminati negli States a chi osa mettere in pericolo la vita di cittadini statunitensi. Mentre noi negoziano per mesi e paghiamo decine di milioni di dollari di riscatti gli americani vanno a stanare i criminali senza assurdi buonismi terzomondisti che del resto mal si attagliano alla ferocia dei pirati somali. «Ottimo lavoro», ha commentato Barack Obama, «questo è un altro messaggio al mondo che gli Stati Uniti si opporranno con forza a qualsiasi minaccia contro il nostro popolo». GIUSTIZIERI DI BIN LADEN Nel maggio scorso uccisero Osama Ap
33Giovedì 26 gennaio 2012TV E SKY @ commenta su www.liberoquotidiano.it 6.45 Unomattina “Irpef, maculopatia e stereotipi”. Con Elisa Isoardi e Georgia Luzi 10.55 Corte Suprema di Cassazione Cerimonia per l'Inaugurazione dell'Anno Giudiziario 2012 12.00 La prova del cuoco. Condotto da Antonella Clerici 13.30 TG1 14.00 TG1 Economia 14.10 Verdetto Finale “La violazione della privacy”. Condotto da Tiberio Timperi 15.15 La vita in diretta. Con Marco Liorni e Mara Venier 18.50 L'eredità 20.00 TG1 20.30 Qui Radio Londra. Con Giuliano Ferrara 20.35 Soliti ignoti 21.10 Prima tv Che Dio ci aiuti “Il fantasma del palcoscenico” “Verità e altri impacci”. Con Elena Sofia Ricci, Massimo Poggio 23.25 Porta a Porta. Con Bruno Vespa 1.00 TG1 Notte - TG1 Focus 1.30 Che tempo fa 1.35 Qui Radio Londra. Condotto da Giuliano Ferrara (Replica) 1.40 Sottovoce 2.10 In Italia L'Italia e l'italiano per stranieri RAI UNO 6.30 Cartoon Flakes 10.00 TG2punto.it 10.20 TG2 Medicina 33 10.30 TG2 Sì, Viaggiare 10.35 TG2 Eat Parade 10.40 Non solo soldi 10.45 TG2 Costume e Società 10.55 Achab 11.00 I Fatti Vostri. Condotto da Giancarlo Magalli e Adriana Volpe 13.00 TG2 Giorno 13.30 TG2 Costume e Società 13.50 Medicina 33 14.00 Italia sul Due. Con Lorena Bianchetti e Milo Infante 16.15 Ghost Whisperer “Cattivo sangue” con Jennifer Love Hewitt 17.00 Desperate Housewives “I cattivi vicini” con Teri Hatcher 17.50 Rai TG Sport 18.15 TG2 18.45 Numb3rs “Entropia” con David Krumholtz 19.30 Squadra Speciale Cobra 11 “Riconoscenza” con Erdogan Atalay 20.25 Estrazioni del Lotto 20.30 TG2 - 20.30 20.40 Calcio, Coppa Italia: Tim Cup 2011/2012 Quarti di finale Milan Lazio (Diretta) 23.00 Tracce “Cerca casa bamboccione” 0.10 TG2 0.25 La Storia siamo noi. Con Giovanni Minoli RAI DUE 7.30 TGR Buongiorno Regione 8.00 Agorà “Effetto tir, forconi e traffico”. Con Andrea Vianello 10.00 La Storia siamo noi “Partita a tre: Il sequestro Dozier” 11.00 Apprescindere “Il fenomeno dell'evasione fiscale” 12.00 TG3 - Rai Sport Notizie 12.25 TG3 Fuori TG 12.45 Le storie - Diario italiano Ospite l'economista Michele Salvati” 13.10 Prima tv Julia - La strada per la felicità con Susanne Gartner 14.00 TG Regione - Meteo 14.20 TG3 - Meteo 3 15.05 Lassie con Susan Almgren 15.55 Cose dell'altro Geo 17.40 Geo & Geo 19.00 TG3 - TG Regione 20.00 Blob 20.15 Fratelli di sangue (Comico, 1935) 20.30 Un posto al sole 21.05 Mr. & Mrs. Smith (Azione, 2002) con Brad Pitt, Angelina Jolie. Regia di Doug Liman. 23.05 Correva l'anno “ Guglielmo Marconi e Enrico Fermi. Una vita per la scienza” 0.00 TG3 Linea notte 1.00 Meteo 3 RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico - Meteo 5 Borsa e Monete 8.00 TG5 Mattina 8.40 La telefonata di Belpietro 8.50 Mattino Cinque. Con Federica Panicucci e Paolo Del Debbio 11.00 Forum 13.00 TG5 - Meteo 5 13.40 Beautiful 14.10 CentoVetrine 14.45 Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi 16.15 Amici 16.55 Pomeriggio Cinque. Condotto da Barbara D'Urso 18.45 The Money Drop 20.00 TG5 - Meteo 5 20.30 Striscia la notizia La voce della contingenza. Condotto da Ezio Greggio e Michelle Hunziker 21.10 Prima tv Mediaset Sex and the City 2 (Commedia, 2010) con Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall. Regia di Michael Patrick King. 0.00 TG5 Notte - Meteo 5 Notte 0.30 Striscia la notizia La voce della contingenza. (Repl.) 1.00 Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi (Replica) CANALE 5 6.50 Cartoni animati 8.40 Una mamma per amica “Un padre responsabile” “Intervento a cuore aperto” 10.35 Everwood “L'amara verità” “Il giorno della speranza” con Treat Williams 12.25 Studio Aperto - Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 Cartoni animati 15.30 Prima tv Camera Cafè Ristretto 15.40 Prima tv Camera Cafè 16.10 The Middle “I vicini di casa” “Il discorso di Brick” 16.55 La vita secondo Jim 17.45 Trasformat 18.30 Studio Aperto - Meteo 19.00 Studio Sport 19.20 Prima tv Mediaset Provaci ancora Gary “Gary si riprende le sue cose” 19.50 Prima tv I Simpson 20.20 C.S.I. “La sensitiva” 21.10 Nuova edizione Prima puntata Le Iene Show “Tra i servizi: Enrico Lucci intervista Beppe Grillo; vendita di farmaci irregolari”. Condotto da Ilary Blasi, Enrico Brignano e Alessandro Gassman 0.20 Prima tv Nikita “Fino in fondo” “Libera” 2.05 Chiambretti Thursday Show. ITALIA UNO RETE QUATTRO LA 7 6.00 TGLa7 - Meteo - Oroscopo - Traffico Informazione 7.00 Omnibus 9.45 Coffee Break. Con Tiziana Panella 11.10 L'aria che tira. Con Myrta Merlino 12.30 I menù di Benedetta “Ospite: Cristina Pistocchi” 13.30 TG La7 14.05 Storia di un soldato (Drammatico, 1984) con Howard E. Rollins Jr., Adolph Caesar. Regia di N. Jewison. 16.15 Atlantide - Storie di uomini e di mondi. Condotto da Greta Mauro (Repl.) 17.30 L'ispettore Barnaby “Tragico autunno” con John Nettles 19.20 G' Day “Ospiti: Claudio Lippi e Falvio Soriga”. Condotto da Geppi Cucciari 20.00 TG La7 20.30 Otto e mezzo. Con Lilli Gruber 21.10 Piazzapulita “I ribelli”. Condotto da Corrado Formigli (Diretta) 0.00 TG La7 0.10 (ah)iPiroso. Condotto da Antonello Piroso 1.10 G' Day (Repl.) 1.45 Otto e mezzo. Con Lilli Gruber (Repl.) 2.25 Omnibus - Dibattito (Repl.) Rai 4 21.10 Prima tv Doctor Who “The rebel flash” “The Almost People” con Matt Smith 22.50 Ergo Proxy 23.15 Welcome NHK Rai Storia 21.00 Dixit Stelle “Bice Valori e Paolo Panelli” 22.00 Dixit Stelle “Gianni Versace” Rai Movie 21.00 Passengers - Mistero ad alta quota (Drammatico, 2008) con Anne Hathaway, Patrick Wilson. Regia di Rodrigo García. 22.40 1408 (Horror, 2007) con John Cusack, Samuel L. Jackson. Regia di Mikael Hafström. Rai 5 20.45 Passepartout “Arti decorative”. Condotto da Philippe Daverio 21.15 A viso aperto 22.15 I ragazzi del coro 23.15 David Letterman Show. Condotto da David Letterman Cielo 20.00 Top Chef - All Star “Storie da non ripetere” 20.50 Gli sgommati 21.00 Servizio Pubblico. Condotto da Michele Santoro 0.30 Gli sgommati Compilation Canale Italia 20.30 TG Canale Italia 21.00 Cantando e Ballando. 23.45 C'era una volta La 5 21.10 Dirty Sexy Money “Il piano” “Il donatore di organi”con Peter Krause 22.50 Grande Fratello Live 23.25 Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi Iris 21.05 Instinct - Istinto primordiale (Thriller, 1998) con Donald Sutherland. Regia di Jon Turtletaub. 23.15 Pi greco: il teorema del delirio (Thriller, 1997) con Sean Gullette. Regia di Darren Aronofsky. Real Time 21.10 Cerco casa disperatamente 22.10 Vendo Casa Disperatamente 23.05 Extreme Makeover: Diet Edition CANALI FREE DIGITALE TERRESTRE 7.25 Nash Bridges “Un importante processo” 8.20 Hunter “Grida nel silenzio” 9.40 R.I.S. Roma - Delitti imperfetti “Il passato ritorna” 10.50 Benessere - Il ritratto della salute. 11.30 TG4 - Meteo 12.00 Un detective in corsia “Mio figlio è un alieno” 13.00 La signora in giallo “Ambasciatore porta pena” 13.50 Forum 15.10 Hamburg Distretto 21 “L'ultimo incontro” con Markus Knüfken Sanna Englund 16.15 Sentieri 16.35 Va nuda per il mondo (Drammatico, 1961) con Gina Lollobrigida. Regia di R. MacDougall, C.Walters. 18.55 TG4 - Meteo 19.35 Tempesta d'amore 20.30 Walker Texas Ranger “L'angelo del quartiere” 21.10 Prima tv Mediaset Lie to Me “Il prezzo della lealtà” “Rapina al museo” con Tim Roth 23.05 Prima tv Mediaset The Pacific “Peleliu Hills”. “Iwo Jima”. Con Ashton Holmes, James Badge Dale 1.05 TG4 Night News CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE Joi 20.45 $#*! My Dad Says “Ed geloso” con William Shatner 21.15 United 93 (Drammatico, 2006) con Lewis Alsamari, Trish Gates. Regia di Paul Greengrass. 23.10 Supernatural “La formula dell'immortalità” “Non c'è pace per il Maligno” con Jared Padalecki 20.25 One Tree Hill “Conflitti amorosi” 21.15 Shameless “Tre ragazzi” “Car il killer” con Ethan Cutkosky 23.10 Nip/Tuck “Cara Fitzgerald” con Dylan Walsh 0.10 Ugly Betty “Una nuova generazione” con America Ferrera 21.15 Prima tv V “Sabotaggi” con Elizabeth Mitchell 22.05 Prima tv Leverage “Biglietti di auguri” con Timothy Hutton 23.00 Fuori campo “Luigi Lo Cascio” 23.05 Psych “Una vampira... molto poco vampira” con James Roday 23.50 Joi on Air Steel Mya FILM SPORT TELEFILM 17.00 Calcio, Coppa d'Africa 2012 Gruppo B, Sudan Angola (Diretta) ES 19.30 Calcio, Coppa d'Africa 2012 Gruppo B, Costa d'Avorio - Burkina Faso (Diretta) ES 21.00 Rubrica sportiva Obiettivo Londra 2012 Studio Ospiti il Presidente del Cip Luca Pancalli e Alessandro Costacurta (Diretta) SP2 21.00 Basket, NBA 2011/2012 Los Angeles Lakers - Los Angeles Clippers (Replica) SP3 21.30 Calcio, Coppa del Re Quarti di finale, gara di ritorno Levante - Valencia (Diretta) SP1 22.00 Pattinaggio su ghiaccio, ISU European Championships 2012 Coppie Programma libero (Differita) ES 22.00 Rubr. sportiva Obiettivo Londra 2012 SP2 23.00 Poker, Tour europeo Poker ES 21.00 Prima tv Silk “La scelta di Martha” FC 21.00 Prima tv Teen Wolf “Lunatico” F 21.00 Castle - Detective tra le righe “Guardie e ladri” FL 21.05 A tutto ritmo DY 21.15 Prima tv Strike Back Project Dawn - Senza regole “Terzo ep.” SKU 21.30 A tutto ritmo “Il concorso” DY 21.50 Prima tv - Prima stagione, primi episodi Happy Endings “Ep. pilota” F 21.55 Prima tv - Finale di stagione The Killing “Tredicesimo giorno” FC 21.55 Cybergirl DY 21.55 Grey's Anatomy “Prendi il comando” FL 22.05 Prima tv Strike Back Project Dawn - Senza regole “Quarto ep.” SKU 22.25 Prima tv Happy Endings “Bo Fight” F 22.50 Prima tv - Sesta stagione, primo episodio Dexter “Fede” FC 19.35 La concessionaria più pazza d'America Con Jeremy Piven SCH 21.00 L'acchiappadenti Con Dwayne Johnson SCF 21.00 Miral Con Freida Pinto C 21.00 Exodus Con Paul Newman MGM 21.00 Benvenuti al Sud Con Claudio Bisio SCC 21.00 Master & Commander - Sfida ai confini del mare Con Russell Crowe SCM 21.00 Kate & Leopold Con Meg Ryan SCP 21.10 Prima tv Vento di primavera Con Jean Reno SC1 21.10 Notte prima degli esami - Oggi Con G. Panariello SCH 22.45 Flubber - Un professore tra le nuvole Con Robin Williams SCF 22.50 Cake - Ti amo, ti mollo... ti sposo Con Heather Graham SCC 23.00 I Fiori di Kirkuk Con Morjana Alaoui C 23.00 X-Men 2 Con Patrick Stewart SCH 23.10 Letters to Juliet Con Amanda Seyfried SCP 23.15 Torchwood: Children of Earth Prima parte Con John Barrowman F 23.20 The Tourist Con Johnny Depp SC1 23.25 Sniper 4 - Bersaglio mortale Con Clyde Berning SCM 0.25 Noi non siamo angeli Con Paul L. Smith MGM 0.45 Genitori in trappola Con Dennis Quaid SCF DOCUMENTARI 21.00 Prima Tv Affari di famiglia “Tesoro degli abissi” THC 21.00 Top Gear D 21.30 Prima Tv Affari di famiglia “Flipper anni ‘70” THC 21.55 James May: le grandi idee del XX secolo “Vola con me” NGC 22.00 Superumani “La scienza dei superpoteri” THC 22.00 Deadliest Catch “Odore di incubo” D RAGAZZI 20.10 I Simpson “Il grande schifoso detective” F 20.15 Phineas & Ferb “Facciamo un quiz” DY 20.30 Adventure Time CN 20.30 Phineas & Ferb “All'autolavaggio” DY 20.30 Spongebob NCK 20.35 I Simpson “Straordinaria Edna” F 20.45 Phineas & Ferb “Oh, eccoti qua Perry” DY 20.55 Regular Show CN 20.55 Phineas & Ferb “Una gita tempestosa” DY 21.00 I pinguini di Madagascar NCK 21.20 Nuovi episodi Hero 108 CN 21.25 Spongebob NCK 21.45 Virus Attack CN SATELLITI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Chan. HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geo.HD SC1 Cinema 1 HD SCC Cinema Comedy HD SCF Cinema Family HD SCH Cinema Hits HD SCM Cinema Max HD SCP Cinema Passion HD SP1 Sky Sport 1 HD SP2-3 Sky Sport 2-3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione Rai Movie ore 22.40 1408 Premium Cinema ore 21.45 Benvenuti al Sud Cinema 1 ore 21.10 Vento di primavera Cinema Max ore 21 Master & Commander I CONSIGLI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone
35Giovedì 26 gennaio 2012SPORT @ commenta su www.liberoquotidiano.it Risiko per l'argentino Il City multa Tevez e stoppa il Milan Oggi Lazio a San Siro In Coppa Italia è 0-1 Un Destro al Chievo fa la storia del Siena: Sannino in semifinale COPPA ITALIA Cavani mata un'Inter sprecona Due reti del bomber, Napoli in semifinale. Milito chiede un rigore, Alvarez sciupa un gol fatto Le “scarpe” della F1 2012 Sei mescole per lo show: ecco le nuove Pirelli ::: FRANCESCO PERUGINI MILANO  Dopo un mese di dispetti incrociati è guerra fredda nel triangolo Tevez-City-Milan. A scatenare il tutto gli sceicchi, con uno doppio colpo basso. Da un lato le frasi del presidente dei Citi zens, Al Mubarak, al quotidiano “The National”di Abu Dhabi («Al momento il Milan non è un'op zione»); dall'altrouna multapesante algiocatore: 1,2 milioni di euro - sei settimane di stipendio per essere scappato in Argentina. Arriva così a 9,3 milioni di sterline (11,1 milioni di euro) il bilancio della fuga di Tevez da Manchester: 500mila euro di ammenda per il rifiuto di entrare contro il Bayern in Champions; poi la multa e la cancellazione di una serie di bonus previsti nel contratto (7,2 milioni di euro). In più lo stipendio sospeso da novembre (circa 2 milioni di euro). «Ma è stato Carlos a rinunciare ai pagamenti pur di rimanere a casa», ha replicato ieri l'alter ego di Kia Joorabchian, Paul McCarthy, alla stampa inglese. Il “trucco” ha già funzionato in passato (per gli addii al Corinthians prima e al West Ham poi) e perciò la trattativa col Milan resta in piedi. Anche perché i rossoneri non hanno fretta di chiudere, forti di un'alternativa come Maxi Lopez già sotto chiave. Galliani terrà così aperta la porta per almeno altre 48 ore a Tevez, atteso oggi in Europa. Il Milan continua a chiedere il prestito con diritto di riscatto, il City chiede che i rossoneri si accollino l'obbligo di comprare l'Apache a giugno, probabilmente con la formula del prestito oneroso, cioè un sostanzioso anticipo adesso. C'è tempo fino al 31 gennaio, poi toccherà alle carte bollate. Per il primo di febbraio, infatti, il City è pronto a far partire una causa per risarcimento danni contro Tevez. Un modo per spaventarlo e, forse, fargli accettare le avances del Psg, destinazione preferita dagli inglesi, anche perché è l'unica squadra che pagherebbe subito. Tevez però potrebbe presentare ricorso contro la multa per la fuga, ma soprattutto (in caso di mancato trasferimento al Milan) una causa molto più pesante: mobbing. Intanto, a San Siro arriva la Lazio per il quarto di finale di Coppa Italia. Allegri dribbla le domande di mercato e sprona i suoi: «Dobbiamo cercare di passare il turno, la prospettiva è sfidare la Juve». Idea affascinante, ma non tanto da esigere uno sforzo extra da parte di Ibra. «Non è un robot, ogni tanto deve riposare». Dentro El Shaarawy. ::: dall'inviato ad Abu Dhabi FABRIZIO BIASIN  Abu Dhabi è un posto pazzesco. Palme ovunque, ricchezza ostentata e una Babele di lingue che fa sembrare questo lembo di deserto il centro del mondo. Tutto sembra parlare di storia e avventura, due parole che riassumono il ritorno di Pirelli in F1. E dopo un 2011 di successo, gli ingegneri italiani vogliono stupire ancora nella stagione che si aprirà semiufficialmente con i test di Jerez. «I team ci hanno chiesto di confermare per il 2012 quelle caratteristiche che nella passata stagione hanno contribuito a dare vita a gare spettacolari», spiega il presidente Marco Tronchetti Provera con un sorriso che non aveva neanche al derby dopo il gol di Milito. Al Circuito Yas Marina di Abu Dhabi protagonisti sono gli pneumatici, tanto che riescono per un attimo a distrarre l'occhio dalla bellezza di Ines Sastre e Bianca Balti, madrine d'eccezione. Ancora Tronchetti: «Per il 2012 abbiamo ottimizzato mescole e profili in modo da garantire prestazioni maggiori e più stabili, unite alla durata variabile che ha caratterizzato i P Zero del 2011». E poi: «Ci aspettiamo gare dall'esito mai scontato, con strategie differenziate e con molte soste ai box». Pneumatici dunque ancora più veloci e performanti, ma che non durino più di 120 km per aiutare lo show (altrimenti sai che dormite...). Il 2011 ha registrato il record storico di sorpassi (1.120, di cui solo 126 in Turchia), eppure non basta. Come fare? Invece di cercare la quadratura del cerchio - missione impossibile, come mettere a riposo Schumi o far sorridere il rientrante Raikkonen - la Pirelli ha deciso di squadrare le gomme. Non si torna alla preistoria, ma si punta su spalle meno smussate per migliorare l'aerodinamica in base alle nuove regole sugli scarichi. Ogni gara sarà seguita da oltre 50 ingegneri Pirelli che monitoreranno le prestazioni di ogni singola gomma, affidandosi pure al nuovo Racing Tyre Sistem. Un'anagrafe degli pneumatici, con tutti i dati (dalla fabbricazione in Turchia, stabilimento di Izmit) fino alla gara (tutte le informazioni a portata di tablet) e allo smaltimento (tutte le 35mila gomme utilizzate nel Mondiale 2011 sono state infatti riciclate). Undici treni di gomme a Gp, con due mescole scelte dalla Pirelli tra le quattro a disposizione per l'asciutto P Zero (supermorbida, morbida, media, dura). L'obietti vo è ridurre il gap tra le singole mescole da 1”2 -1”8 a giro a 6-8 decimi di secondo. Ogni tipo sarà riconoscibile da un fascia colorata più larga. E sarà così anche per quelle da bagnato, che riprendono il nome storico di “Cinturato”. Il brand che ha segnato la storia delle auto sportive torna così sulle piste di tutto il mondo, a oltre mezzo secolo di distanza dall'esordio nel 1951. Dal mondiale dell'Alfa 159 di Fangio ad Abu Dhabi: ne ha fatta di strada il Cinturato... Ines Sastre e Bianca Balti a Abu Dhabi AP NAPOLI (4-4-2) ::: DE SANCTIS 7: il doppio miracolo nel finale vale la qualificazione. ::: CAMPAGNARO 5: non brilla nella serata in cui Maicon non straripa... ::: CANNAVARO 6: sempre attento sui rari attacchi dell'Inter. ::: ARONICA 6: gara attenta. Si fa notare anche per un inserimento in avanti. ::: MAGGIO 7: cuore e polmoni. È dappertutto. Nella ripresa stende in area Milito, ma l'arbitro lo grazia. ::: INLER 5: è l'unico che proprio non girava. (dal 37'st Dzemaili sv). ::: GARGANO 7: i suoi lanci mettono sempre in difficoltà la retroguardia nerazzurra. E ruba una quantità industriale di palloni. ::: ZUNIGA 5.5: qualche sgroppata sulla fascia, ma fatica. ::: HAMSIK 6.5: sempre presente in tutte le azioni pericolose del Napoli. ::: LAVEZZI 6.5: le sue accelerazioni mettono in difficoltà la retroguardia nerazzurra. (dal 20'st Pandev sv). ::: CAVANI 7: del trio delle meraviglie è certamente quello più in palla. Soprattutto nella ripresa: si fa stendere in area da Motta e realizza il rigore. Poi salta Castellazzi e raddoppia. INTER (4-4-1-1) ::: CASTELLAZZI 6: compie un autentico miracolo al 15' quando devia con la punta delle dita il tiro di Maggio. ::: MAICON 6: caracolla in campo, ma anche questo basta a far paura agli esterni del Napoli. ::: RANOCCHIA 5: qualche sbavatura e la solita distrazioni sulla trequarti difensiva che rischia di rovinare la sua partita. ::: SAMUEL 7: sempre attento. Quando Lavezzi e Cavani gravitano dalle sue parti, riesce a metterli in difficoltà. ::: CHIVU 4.5: imbarazzante. Ogni volta che lo puntano lui s'inciampa, sbaglia e si fa saltare. ::: ZANETTI 6.5: quando c'è una situazione complicata arriva lui e cerca di sbrogliarla. E ci riesce quasi sempre. ::: MOTTA 5.5: potrebbe essere la sua ultima partita in nerazzurro. E lui la bagna col fallo da rigore che porta il Napoli in vantaggio. Peccato, perché ieri l'unico che cercava di dare geometrie è stato lui. (dal 31'st Zarate sv). ::: CAMBIASSO 6: il “Cuchu” è stanco e si vede. Spesso in ritardi sui contrasti, forse avrebbe meritato un turno di riposo. ::: OBI 5: deve giocare in velocità, ma se l'Inter passeggia fa fatica. (dal 1'st Alvarez 6: più vivace di Obi, ma si mangia il gol del pareggio). ::: SNEIJDER 6.5: Ranieri lo schiera da secondo punta. Nell primo tempo non ci capisce nulla. Nella ripresa prende per mano l'Inter. ::: MILITO 6.5: troppo isolato in avanti. Nella ripresa Maggio lo stende in area. Il rigore è clamoroso per tutti, tranne che per l'arbitro, che ammonisce il Principe per proteste. ::: FABIO RUBINI NAPOLI Senza Lucio e Pazzini (influenza), Ranieri schiera Milito prima punta al fianco di Sneijder. L'esperimento non funziona e il Napoli va in semifinale (col Siena). Nel primo tempo è il Napoli a tenere palla, ma crea una sola occasione al 15' con Maggio. Nella ripesa Napoli in vantaggio al 5': Motta stende Cavani in area e lo stesso uruguaiano trasforma il rigore. Poi Maggio stende in area Milito, ma Celi non fischia. L'Inter cresce, Sneijder pure. Nel finale l'Inter sfiora ancora l'1-1 (che sarebbe meritato). Però arriva il 2-0 del Napoli. IMPLACABILE Edinson Cavani, 24 anni, ha segnato una doppietta contro l'Inter (Ansa) NAPOLI-INTER 2-0 RETI: 5'st rig. e 48'st Cavani. NAPOLI (4-4-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio; Inler (37'st Dzemaili), Gargano, Zuniga, Hamsik; Lavezzi (20'st Pandev), Cavani. All. Mazzarri. INTER (4-4-1-1): Castellazzi; Maicon, Ranocchia, Samuel, Chivu; Zanetti, Thiago Motta (31'st Zarate), Cambiasso, Obi (1'st Alvarez); Sneijder; Milito. All. Ranieri. ARBITRO: Celi. NOTE: ammoniti Chivu, Sneijder, Milito, Maggio, Gargano. ::: VERONA  Mattia Destro porta il Siena nella storia. Nonostante non sia partito titolare, appena entrato in campo l'attaccante ex Inter segna la rete vittoria e lancia i toscani per la prima volta in semifinale di Coppa Italia: 1-0 al Chievo in trasferta. Dopo un primo tempo gestito dai padroni di casa, che hanno provato più volte con Uribe, la ripresa, grazie all'ingresso di Destro, è degli ospiti (in 10 dal 16' per l'espulsione di Grossi), che al 9' trovano il gol partita: schema su calcio d'angolo, Gazzi spizza e Destro insacca. È ancora il 20enne attaccante che sguscia via in area e tira su Puggioni al 25'. Debole la reazione dei clivensi, Paloschi impalpabile, sprecone Reginaldo sul finire. Il Siena incontrerà il Napoli. CHIEVO-SIENA 0-1 RETE: 9'st Destro. CHIEVO (5-3-2): Puggioni 6.5; Frey 5.5, Morero 6 (19'st Paloschi 5.5), Mandelli 6 (36'st Bradley sv), Acerbi 6, Dramé 6; Vacek 5.5, Cruzado 6, Hetemaj 6 (42'st Kirilov sv); Moscardelli 5, Uribe 5.5. All. Di Carlo. SIENA (4-4-2): Farelli 6; Blemonte 6 (21'st Bolzoni 6.5), Rossettini 6.5, Rossi 6, Angelo 6.5, Mannini 5 (7'st Terzi 5.5), Parravicini 6, Gazzi 6.5, Grossi 5, Gonzalez 5 (7'st Destro 7), Reginaldo 5. All. Sannino. ARBITRO: Doveri. NOTE: ammoniti Parravicini, Vacek. Espulso Grossi.
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11Giovedì 26 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it COMPATTI Oltre alle amministrazioni regionali, anche le province autonome si sono presentate davanti alla Corte Costituzionale per contestare le sforbiciate le grane di Monti Governatori dai giudici per tenersi i privilegi Al momento di adeguarsi ai tagli di Tremonti, tutte le regioni hanno fatto ricorso. Vendola persino per non rinunciare a 10 centesimi (...) di centrodestra o di centrosinistra. Nemmeno di fronte a leggi draconiane che li avrebbero obbligati. Perchè i presidenti delle Regioni italiane si sentono intoccabili. Così la Corte Costituzionale è sommersa da ricorsi che intanto sospendono l'efficacia delle leggi emanate nel biennio 2010-2011, sotto i morsi della crisi finanziaria. Nessuno, da Roberto Formigoni a Nichi Vendola, ha osato rivendicarlo pubblicamente. Ma tutti o quasi hanno impugnato davanti alla Corte che ora dovrà affrontare la patata bollente, i tagli ai costi della politica che li riguardavano e perfino quelli che non li toccavano direttamente, ma suscitavano la protesta degli amici più vicini. Tutte le Regioni e le province autonome, più Lombardia, Emilia Romagna, Campania, Puglia, Basilicata, Umbria e altre regioni che si sono semplicemente associate in giudizio, hanno chiesto di dichiarare illegittimi tutti i tagli di costi della politica che aveva stabilito l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti nei decreti legge dell'estate 2010 e di quella 2011. Altre regioni hanno impugnato anche i primi elementi di liberalizzazione inseriti allora sul commercio e sui servizi pubblici locali, ed è facile immaginare che lo faranno anche ora con le stesse norme varate da Mario Monti sia sui costi della politica che sulla libera concorrenza. Il tema principale che usano tutti i governatori è il più classico: non si possono tagliare consiglieri regionali, né le loro indennità, né i gettoni di presenza, né gli emolumenti, né le spese per auto blu, né quelle per viaggi-merenda con legge nazionale, perché si vìola l'autonomia costituzionale delle Regioni che se mai volessero, dovrebbero fare da sole. E da sole non fanno, naturalmente. Limitandosi per ora a fare una pernacchia ai governi e a tutti gli italiani che due anni stanno stringendo la cinghia, perché governatori e consiglieri regionali, insieme a parenti e affini sono certi di potersela tenere bella larga, con tanto di imprimatur costituzionale. I ricorsi delle singole regioni sono assai simili l'uno all'altro, tanto da sembrare compilati sotto una sola regia. L'unico a debordare - manco a dirlo - sia per prolissità che per ampiezza di impugnazioni, è quello di Nichi Vendola. La protesta costituzionale della Puglia è più o meno lunga il doppio di quella delle altre regioni, per dire la stessa cosa. Vendola non ci sta a ridurre volontariamente le spese amministrative della sua Regione per versarle al Fondo ammortamento dei titoli di Stato in modo da ridurre il debito pubblico italiano. Nel ricorso spiega che a lui del debito pubblico non importa un fico secco, e che gli si può chiedere di risparmiare qualcosa sui collaboratori solo se poi i risparmi se li può spendere in altro modo lo stesso governatore. Come Formigoni, Vasco Errani e ad altri, Vendola impugna ogni voce dei tagli ai costi della politica, compresa la riduzione delle indennità e dei gettoni di presenza alle comunità montane e alle unioni di comuni, che pure non dovrebbero riguardare direttamente un Governatore. Il fantasioso leader di Sel è riuscito a impugnare perfino la norma che taglia del 10% il già tanto discusso rimborso delle spese elettorali dei partiti politici, portandolo da 1 euro a 0,90 euro ad abitante. Pur di conservare il generoso gruzzolo del suo partito, Vendola si aggrappa al fatto che uno dei rimborsi è legato alle elezioni regionali, e quindi secondo lui lo Stato non può decidere di tagliarlo senza violare l'autono mia costituzionale. Peccato però che sia stata una legge nazionale ad avere fatto quel regalo ai partiti anche per le regionali. Quando regalava soldi, per Vendola era perfetta. Quando cerca di toglierne un po' ai famelici partiti, allora no, diventa incostituzionale: giù le mani dal gruzzolo. Fini la paga 105mila euro L'arredatrice della Camera è la stessa da dodici anni ::: ENRICO PAOLI  E poi c'è la «castina». Quella che lavora nell'ombra, che non appare troppo, ma fattura abbastanza. Soprattutto se la consulenza con la Camera dei deputati, e il caso in questine rappresenta il paradigma dell'intera storia, da occasionale diventa strutturale. Al punto da far pensare ad una sorta di dipendente mascherato. Come nel caso del consulente artistico e architettonico della Camera, l'architetto Renata Cristina Mazzantini, che presta la sua opera all'Aula di Montecitorio dal 2003. Il primo contratto di consulenza, infatti, arriva sotto la presidenza di Pier Ferdinando Casini, per essere regolarmente prorogato dalle due presidenze successive, quella di Fausto Bertinotti e di Gianfranco Fini. L'ul timo rinnovo, scattato proprio in questi giorni, è di durata triennale e garantirà l'incarico all'ar chitetto Mazzantini fino al 2015. Un'anomalia vera e propria, tenuto conto che alla Camera dei Deputati le consulenze, normalmente, non superano il biennio. Il contratto di consulenza in questione prevede un compenso base in 105mila euro l'anno (anche se lei sostiene essere soltanto 82mila più iva), cui vanno aggiunte altre voci a «gettone» per le iniziative speciali. E dire che fino al 2003 l'ammi nistrazione della Camera non si era mai dotata di una consulenza di questo tipo, limitandosi a instaurare rapporti sporadici con esperti d'arte o di stili architettonici incaricati di precise iniziative. Fu così, per esempio, con il professor Franco Borsi, ritenuto il massimo esperto dello «stile Basile» che caratterizza l'arreda mento di Montecitorio, quando si trattò di restaurare gli interni. Per questa ragione, in tempi di ristrettezze e tagli diffusi, nessuno si è domandato se non fosse il caso di applicare le norme della manovra (ovvero l'articolo 6 del decreto legge n. 78) laddove si indica la necessità di ricorrere a risorse interne, fatta eccezione per funzioni su cui l'organico non offre professionalità adeguate. E così, mentre qualcuno fa osservare che la Camera potrebbe valersi in maniera assolutamente gratuita dei tecnici del ministero dei Beni culturali e delle varie Soprintendenze, la presidenza Fini pensa bene di rinnovare la consulenza. La Mazzantini, che vanta anche un insegnamento allo Iulm di Milano, nello specifico sovraintende a vari lavori. La riqualificazione della Sala della Lupa, della Sala della Regina e delle aree connesse alla ristorazione a Palazzo Montecitorio, oltre alla ristrutturazione dell'Aula dei gruppi. Insomma, un bel consulente d'immagine non si nega a nessuno. Figuriamoci alla Camera... ::: segue dalla prima FRANCO BECHIS . LA PROPOSTA . Arrivano le auto blu a noleggio. Basta con le berline di proprietà delle amministrazioni: prenderle in affitto costa meno e il governo pensa di tagliare così le spese per le macchine di dirigenti e politici. (Foto Baldi) Le auto blu saranno in affitto
::: le lettere 46 Giovedì 26 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it TuttoMilano Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@liberoquotidiano.it sottolineando nell'oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. APPUNTAMENTI MERCATI Oggi AMPERE - Via Ampère - zona 3 CALATAFIMI - Via Calatafimi - zona 1 CALVI - Via Melloni - zona 4 CESARIANO - Viale Elvezia - zona 1 DE PREDIS - Via Jacopino da Tradate - zona 8 DI RUDINì - Via Antonio di Rudinì - zona 6 ORBETELLO - Via Orbetello - zona 3 OSOPPO - Via Osoppo - zona 7 ROMBON - Via Rombon - zona 3 SAN MARCO - Via San Marco - zona 1 SEGNERI - Via Segneri-Via Reccaro - zona 6 TONEZZA - Via Tonezza - zona 7 TRAVERSI - Via F.lli Antona Traversi - zona 8 UNGHERIA - Viale Ungheria - zona 4 VAL MAIRA - Via Val Maira - zona 9 Domani BENACO - Via Benaco - zona 4 BONOLA - Via Cechov - zona 8 CANALETTO - Via Canaletto - zona 3 CATONE - Via Catone - zona 9 CITTADINI-ARSIA - V. Cittadini-V. Arsia - zona 8 CREMA - Via Crema - zona 5 CURIEL - Via Curiel - zona 6 DEI GUARNIERI - Via Dei Guarnieri - zona 5 FRATELLI DI DIO - Via Fratelli di Dio - zona 7 GRATOSOGLIO NORD - Via Baroni - zona 5 MARCO AURELIO - Via Marco Aurelio - zona 2 NEERA - Via Neera - zona 5 PAGANO - Largo V Alpini - zona 1 PISTOIA - Via Pistoia - zona 7 STRESA - Via Stresa - zona 2 Chiusura al traffico: Via Arona (tratto da Giovanni da Procida a p.le Carlo Magno): per lavori di approntamento cantiere logistico per la metropolitana linea 5. Termine lavori previsto: 2015. Via Correggio: divieto di transito causa lavori tra Via Carlo Ravizza e Via Federico Faruffini in entrambe le direzioni termine lavori previsto 29 gennaio 2012. Via Messina divieto di transito causa lavori tra Via Cenisio e Piazza Giovanni Perego Metro-5. Via Filippo Corridoni: strada chiusa al traffico tra Via Gaetano Donizetti e Viale Bianca Maria causa lavori Teleriscaldamento. Traffico difficoltoso in: Via Luigi Nono difficoltà di circolazione causa lavori Via Luigi Nono, Piazza Coriolano, Via Cenisio Metro-5. Via Cenisio: possibili rallentamenti causa lavori tra Via Messina e Piazza Carlo Caneva via Cenisio e via Luigi Nono: traffico difficoltoso in direzione di P.za Coriolano per modifica della viabilità in corrispondenza del cantiere di Metro 5. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via B. Colleoni. Termine previsto per il 2015. Via Andrea Solari e Piazza del Rosario: dalle 06:00 del 26 ottobre 2011 per lavori di riqualificazione stradale. Termine lavori previsto 28 febbraio 2012. Viale Monte Ceneri: difficoltà di circolazione causa restringimento di carreggiata tra Via Lorenzo Bartolini e Via Mac Mahon in entrambe le direzioni Lavori di manutenzione del cavalcavia. Termine previsto 31/03/2012. Via Giuseppe Ripamonti: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Giuseppe Ripamonti e Via Bernardo Quaranta Via Filippo Brunelleschi: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Filippo Brunelleschi e Via Giambellino. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via Bartolomeo Colleoni. Termine lavori previsto: 2015. LAVORI IN CORSO MILANO E LOMBARDIA FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magen ta): V. Bassano Porrone, 4; p.za Lega Lombarda, 5; l.go Augusto, 8; Corso Porta Tici ne se, 24. NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Ga ribaldi): v. Cogne, 9; v. Varesi na, 121; p.za Bausan, 3; p.le Ar chinto, 1; v. Murat, 85 ang. p.za Niz za. SUD (Ticinese, Vigentina, Rogo redo, Barona, Gratosoglio): v. Bel lezza, 2; v. Rogoredo, 113; v. Bon ghi, 22; v. Mazzolari Primo, 35. EST (Venezia, Vittoria, Romana, Lo reto, Città Studi, Lambrate, Or ti ca, Forlanini, Mecenate): v. P. Ca staldi, 29; v.le Brianza, 23; v. Ponte Nuovo, 40; v. Stradella, 1; v.le Ri membranze di Lambrate, 18; p.za Tricolore, 2; c.so XXII Marzo, 37; v.le Ungheria, 4; v. Venosa, 4, v.le Corsica, 42. OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sem pione, S. Siro): v.le Coni Zu gna, 56; v.le Caterina da Forlì, 3; p.za Velasquez, 7; v. delle Betulle, 10; v. Mascheroni, 16; p.za Zavat tari, ang. v.le Murillo, 33; v. Ugo Betti, 159/b; p.za Caneva, 3. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; v. Larga, 16; p.za Clotilde, 1; v.le Zara, 38; v.le Testi, 74; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v.le Corsica, 42; v.le Lucania, 10; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Sordomuti DTS. .........................02.48204247 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga.......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali ................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità A2A....................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda SPAZI PUBBLICI Periferie abbandonate degrado in viale Affori Viale Affori sta diventando la peggiore via del quartiere: parcheggi selvaggi, paletti sradicati, pochissimo verde. Che fine hanno fatto i progetti che prevedevano di fare di quest'area una zona pedonale con tanto di alberi nuovi e una pista ciclabile laterale? Forse è il caso di intervenire una volta per tutte. Andrea Ronchetti e.mail TRASPORTI Sporcizia sui treni Taf viaggi impossibili Il treno ad alta frequentazione che da Varese porta a Milano viaggia in condizioni pessime. Temperature al limite del sopportabile (troppo caldo o troppo freddo), bagni inagibili o sporchissimi, poggiatesta intoccabili. Mi chiedo come sia possibile che in una regione ricca come la Lombardia si debba tollerare l'incuratezza dei trasporti pubblici. Con una maggiore attenzione alla pulizia si potrebbe offrire un servizio ben migliore! Luca Nespoli e. mail CRONACA Milano come Berlino, ma la movida è scarsa Pisapia si fa condottiero della battaglia di far diventare Milano una vera città europea, alla stregua di Londra e Berlino. Dovrebbe dare una bella sferzata alla vita notturna allora: non è possibile che dopo le due di notte non ci sia un posto dove potersi godere un bicchiere di vino in compagnia! Giulia Longo e.mail Crollano i consumi nell'Area C ma per Pisapia è solo colpa della crisi Caro Besana, ogni giorno ormai siamo testimoni del fallimento di Area C, l'odiosa tassa sul traffico imposta dalla giunta Pisapia. Già settimana scorsa le rilevazioni avevano dimostrato come non solo le polveri sottili nell'aria non sono diminuite, ma sono addirittura ancora ben oltre la soglia di allarme. In questi giorni è emerso poi un ulteriore problema: diminuiscono le auto che circolano in centro città, diminuisce di conseguenza il flusso di persone e quindi anche i consumi nei negozi. Meno acquisti, meno incassi, proprio in un momento di grave crisi economica, in cui l'economia andrebbe rilanciata, non compressa. E questa è un po' anche la scusa di Palazzo Marino: colpa della crisi se gli acquisti calano. Mi permetto di dissentire: alcuni miei amici gestiscono un negozio di abbigliamento che ha sede proprio all'interno di Area C e, nonostante la crisi vada avanti ormai da un pezzo, soltanto di recente hanno cominciato a lamentarsi del calo di clienti. È chiaro, certo, che la crisi abbia una qualche incidenza: ma indubbiamente Area C non fa che aggravare la situazione. Oltre al danno ora è arrivata anche l'ennesima beffa arancione. Benedetta Berti e.mail Risponde Renato Besana Cara Berti, per avere la misura dei danni provocati a questa città da Pisapia e compagni è sufficiente sommare gli effetti di Area C a quelli indotti dalla riscrittura del Pgt, la cui approvazione richiederà ancora mesi. Negozi vuoti e cantieri fermi: il peggio, soprattutto in un momento come questo. La giunta arancione, con la complicità della grande stampa, nega l'evi denza: se non lo facesse, dovrebbe mettere in discussione la sua stessa esistenza, fondata su quei provvedimenti, che fanno da bandiera ideologica. E' difficile sperare in un ripensamento, anche parziale. Il disastro viene decantato come una vittoria, secondo la migliore tradizione della sinistra. Nuovo show teatrale per Elio e la sua band CONCERTO Torna dal vivo la band più creativa e irriverente della scena musicale italiana. Il nuovo tour teatrale toccherà tutte le principali città italiane e farà tappa a Milano l'8 marzo, presso la Sala Verdi del Conservatorio. Il primo nucleo di Elio e le Storie Tese si formò al Liceo Einstein di Milano fra il 1975 e il 1980. Il gruppo ha conosciuto, nel tempo, una popolarità sempre crescente: nel 1996 salgono alla ribalta nazionale arrivando secondi al Festival di Sanremo con «La terra dei cachi». La musica che accompagna i pezzi è fondata su un eclettismo a tutto campo, che esplora numerosi generi musicali, spesso contaminati tra di loro in maniera inusuale, il che rende difficile inquadrare il gruppo sotto una precisa etichetta. La scaletta del tour è ancora rigorosamente avvolta da mistero: non mancheranno le sorprese. ___________________________ 08/03, Conservatorio, via Conservatorio 12, biglietti da 23 euro. Corretta alimentazione Nestlè dà lezioni INCONTRO Si terrà sabato 28 gennaio, al Museo della Scienza e della Tecnica, l'incontro organizzato da Nestlè nell'ambito del nuovo progetto Food Coaching «Etichet-ti-amo, l'importanza di una corretta lettura delle etichette alimentari». Food Coaching è un nuovo progetto di informazione e consulenza alimentare ideato da Nestlé per accompagnare i consumatori nelle varie fasi di scelta dei cibi. L'incontro sarà trasmesso da Mamme in Radio, in diretta nazionale. Sarà inoltre possibile visitare gratuitamente la mostra internazionale sull'alimentazione «Buon Appetito. L'alimentazione in tutti i sensi». ___________________________ 28/01, 15.30, Museo della Scienza e della Tecnica, ingresso libero. Il Legend54 ospita Emergenza Festival CONCERTO Questa settimana il Legend54 ospita le selezioni di Emergenza Festival, una grande occasione per i musicisti emergenti di tutto il mondo e per gli ascoltatori appassionati. Sul palco si avvicenderanno diversi artisti per cantare e ricordare il cantautore milanese Alessandro Bono. I momenti musicali saranno alternati a filmati, immagini della sua vita, alcune interviste e video musicali. Fra gli artisti anche Ivano Conti e Edo Pop. ___________________________ Fino al 29 gennaio, Legend54, viale Fermi 98, ingresso libero. Proiezioni inedite tutti i lunedì al Bitte CINEMA All'Arci Bitte il lunedì è all'insegna del cinema indipendente. È «Movie nights», la rassegna che propone una serie di film mai proiettati in Italia, in lingua originale. La rassegna debutta lunedì 30 gennaio con la proiezione di «Beginners», commedia di Mike Mills. ___________________________ 30/01, Arci Bitte, via Watt 37, ingresso libero con tessera Arci. Commenta anche sulla pagina Facebook di Libero Milano
47Giovedì 26 gennaio 2012 MILANO ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 - TEL. 026597732 Almanya 14.50-16.45-18.40-20.35-22.30 The Help 15.30-18.15-21.00 Ruggine 15.00-17.20-19.40-22.00 E ora dove andiamo? 14.40-16.35-18.30-20.30-22.30 APOLLO SPAZIOCINEMA GALL. DE CRISTOFORIS 3 - TEL. 02780390 The Artist 13.00-15.30-17.40-19.50-22.00 The Help 12.40-15.30-18.15-21.00 Shame 13.00-15.20-17.40-20.00-22.00 L'industriale 13.00-15.30 Le Idi di marzo 13.00-15.30-17.40-19.50-22.00 ARCOBALENO FILMCENTER VIALE TUNISIA 11 - TEL. 899399816 Shame 15.00-17.30 The Chemical Brothers - Don't think 21.00 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.45 La Filarmonica - Concerto N. 1 19.45 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 - TEL. 0248003901 Miracolo a Le Havre 15.30-17.30-19.30-21.30 ARLECCHINO VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 - TEL. 0276001214-199445668 Midnight in Paris 16.00-18.10-20.20-22.30 CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 - TEL. 02874826 Sette opere di misericordia 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30 Emotivi Anonimi 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30 COLOSSEO V.LE MONTE NERO, 84 - TEL. 0259901361-199445668 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Le Idi di marzo 15.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.30-20.00-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.30-17.10-19.50-22.30 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.30-20.00 Le Idi di marzo 22.30 DUCALE MULTISALA PIAZZA NAPOLI 27 - TEL. 899399816 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 La chiave di Sara 15.00 La Filarmonica - Concerto N. 1 19.45 Miracolo a Le Havre 15.00-17.30-20.00 Immaturi - Il viaggio 22.30 ELISEO MULTISALA VIA TORINO 64 - TEL. 0272008219-199445668 La chiave di Sara 15.30-17.50-20.10-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 E ora dove andiamo? 15.30-17.50-20.20-22.30 Shame 15.30-17.50-20.20-22.30 GLORIA MULTISALA CORSO VERCELLI 18 - TEL. 0248008908 Benvenuti al Nord 15.10-17.40-20.10-22.30 J. Edgar 15.00-17.30-20.00-22.30 MEXICO VIA SAVONA, 57 - TEL. 0248951802 Capodanno a New York 13.00-15.20-17.40-20.00-22.15 ODEON - THE SPACE CINEMA VIA SANTA RADEGONDA, 8 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 12.10-14.45-17.20-19.55-22.30 Alvin Superstar 3 12.00-14.15 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 16.30 Benvenuti al Nord 19.25-22.00 Underworld - Il risveglio 3D13.20-15.30-17.45-20.00-22.10 Immaturi - Il viaggio 11.50-14.20-17.00-19.40-22.30 L'ora nera 3D 13.10-15.35-17.50-22.20 Succhiami 12.05-14.10 La talpa 16.15-19.10-22.15 Benvenuti al Nord 14.00-16.30-19.00-21.30 Non avere paura del buio 11.50-14.10-19.40 J. Edgar 16.35-22.00 Midnight in Paris 19.50-22.10 La talpa 14.30 Winter il delfino in 3D 12.00-17.30 Non avere paura del buio 22.00 Benvenuti al Nord 19.30 Opera Lirica 19.45CONCERTOFILARMONICA ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 - TEL. 0289403039 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Alvin Superstar 3 14.45-16.30-18.15 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-17.25-19.55-22.30 PALESTRINA VIA PALESTRINA, 7 - TEL. 026702700 Another Year 17.00-21.00 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 - TEL. 0229531103 Benvenuti al Nord 15.30-17.50-20.20-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.10-22.30 Alvin Superstar 3 15.00-16.50-18.40 Immaturi - Il viaggio 20.30-22.30 Le Idi di marzo 15.30-17.50-20.20-22.30 Shame 15.30-17.50-20.30-22.30 L'industriale 15.00-17.30-20.30-22.30 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 - TEL. 892960 Benvenuti al Nord 15.10-17.50-20.35 Benvenuti al Nord 14.40-17.25-20.05-22.40 Underworld - Il risveglio 3D14.00-16.10-18.20-20.25-22.35 Alvin Superstar 3 14.40-17.30 J. Edgar 22.10 L'industriale 19.50 Non avere paura del buio 14.50-17.20-20.10-22.30 Finalmente maggiorenni 20.00-22.35 L'incredibile storia di Winter il delfino 14.50-17.20 The Help 16.10-19.20-22.25 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 13.50-16.45-19.35-22.30 J. Edgar 13.50-16.45-19.45-22.40 La talpa 14.00-17.00-19.50-22.35 L'ora nera 3D 14.10-16.20-18.25-20.30-22.40 Il gatto con gli stivali 14.50-17.15-20.05 Shame 22.15 E ora dove andiamo? 14.35-17.10-20.00-22.25 Alvin Superstar 3 14.00-16.15-18.20 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.45 Immaturi - Il viaggio 14.00-16.40-19.40-22.15 Benvenuti al Nord 15.40-18.35-21.40 Benvenuti al Nord 14.05-16.45-19.40-22.15 Succhiami 14.00-16.10-18.25-20.30-22.35 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 - TEL. 892960 La talpa 17.10-19.50-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-19.20-22.20 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 17.30-19.50-22.40 Benvenuti al Nord 16.50-19.35-22.15 Alvin Superstar 3 17.30-20.10 J. Edgar 22.30 Il gatto con gli stivali 17.10 Succhiami 20.30-22.30 J. Edgar 19.50 Non avere paura del buio 17.30-22.45 SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 - TEL. 0277406300 Breve film sull'amore 17.00 Decalogo - Episodi 1 e 2 19.00 La doppia vita di Veronica 21.15 ASSAGO UCI CINEMAS FIORI VIALE FIORI - TEL. 892960 Alvin Superstar 3 17.50 Succhiami 20.10-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 18.15-20.20-22.25 The Help 19.35-22.40 Non avere paura del buio 17.00-19.55-22.20 Benvenuti al Nord 17.00-19.40-22.20 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.00-22.30 J. Edgar 19.30-22.30 Il gatto con gli stivali 3D 17.15 La talpa 17.05-19.50-22.35 L'ora nera 3D 18.20-20.30-22.40 Benvenuti al Nord 19.00-21.45 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 La talpa 17.20-20.10-22.50 Benvenuti al Nord 17.00-18.00-20.00-21.00-22.30 L'ora nera 3D 17.15-20.15-22.25 Immaturi - Il viaggio 17.40-20.20-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 17.45-20.40-22.50 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.10 J. Edgar 21.30 Alvin Superstar 3 17.30 The Artist 19.30 Non avere paura del buio 17.35-22.35 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.55 The Help 17.50-20.50 Shame 17.20-19.50-22.10 BUSNAGO MOVIE PLANET CENTRO COMM. GLOBO C/O CENTRO COMMERCIALE IL GLOBO - TEL. 039 695182 (PREN.) 039 6956516 (PROGRAMMAZIONE) Winter il delfino in 3D 17.15 L'ora nera 3D 20.00-22.20 Benvenuti al Nord 18.15-21.15 Immaturi - Il viaggio 17.05-19.45-22.20 Alvin Superstar 3 17.25 La talpa 19.45-22.20 Benvenuti al Nord 17.15-19.45-22.20 Underworld - Il risveglio 3D 17.15-19.55-22.20 CERRO MAGGIORE THE SPACE CERRO MAGGIORE VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 17.30-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 16.35-19.10-21.45 Benvenuti al Nord 18.00-20.30 Alvin Superstar 3 17.00 Non avere paura del buio 19.20 J. Edgar 21.55 Il gatto con gli stivali 17.10 Shame 19.25-21.50 L'ora nera 17.35-19.50-22.10 Underworld - Il risveglio 3D 18.00-20.10-22.20 L'incredibile storia di Winter il delfino 16.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.05 Immaturi - Il viaggio 22.15 Non avere paura del buio 16.25 Succhiami 18.50 La talpa 21.00 The Help 18.20-21.35 La talpa 16.15 Benvenuti al Nord 19.00-21.30 LEGNANO GALLERIA P.ZZA S. MAGNO - TEL. 0331547865 Stanno tutti bene 21.00 LEGNANO SALA RATTI C.SO MAGENTA, 9 - TEL. 0331546291 Cineforum - Ingresso con tessera 21.00 LISSONE UCI CINEMAS LISSONE VIA MADRE TERESA - TEL. 039 484767 Non avere paura del buio 17.40-20.20-22.40 The Help 16.50-19.45-22.45 Succhiami 17.50-20.00-22.10 Underworld - Il risveglio 3D 17.50-20.20-22.30 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.10 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.25 Alvin Superstar 3 17.40 J. Edgar 19.50 La talpa 22.40 L'ora nera 3D 18.00-20.30-22.30 Finalmente maggiorenni 20.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.10 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.30 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 MAGENTA CINEMATEATRO NUOVO VIA SAN MARTINO 19 - TEL. 0297291337 Vento di primavera 21.15 MELZO ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA `- TEL. 0295416444 The Help 21.00 La Filarmonica - Concerto N. 1 19.45 Pina 3D 21.00 J. Edgar 21.10 Underworld - Il risveglio 3D 20.20-22.20 La talpa 22.30 Immaturi - Il viaggio 20.00 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 MONZA MULTISALA CAPITOL VIA A. PENNATI 10 - TEL. 039324272 The Help 21.00 J. Edgar 21.15 MONZA MULTISALA METROPOL VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.30 La talpa 20.00-22.30 E ora dove andiamo? 20.15-22.30 MONZA MULTISALA TEODOLINDA VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788 Riposo MONZA TRIANTE VIA DUCA D`AOSTA, 8 - TEL. 039748081 Riposo PADERNO DUGNANO AREA METROPOLIS VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181 Riposo PADERNO DUGNANO LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 Alvin Superstar 3 17.15 Non avere paura del buio 20.40-22.50 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.30-22.00 Underworld - Il risveglio 3D 17.30-19.30-21.30 Il gatto con gli stivali 17.00-19.00-21.00 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.00 L'ora nera 17.40-20.15-22.30 Immaturi - Il viaggio 17.40-20.20-22.50 Benvenuti al Nord 16.50-19.45-22.15 J. Edgar 19.00-22.00 The Help 18.00-21.00 Benvenuti al Nord 18.00-21.00 La talpa 18.00-21.00 Benvenuti al Nord 17.30-20.10-22.40 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.00-19.50-22.40 The Help 19.40-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 18.20-20.30-22.40 L'ultimo ultras 17.00-19.50-22.40 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 19.00-22.00 L'ora nera 3D 17.30-19.45-22.20 La talpa 17.05-19.50-22.35 J. Edgar 19.45-22.40 Alvin Superstar 3 17.30-20.00 Shame 22.20 Non avere paura del buio 17.15-19.50-22.20 Succhiami 20.30-22.35 Winter il delfino 17.40 ROZZANO THE SPACE CINEMA ROZZANO C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111 Underworld - Il risveglio 3D 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 14.45-19.30 Succhiami 17.30-22.20 L'ora nera 3D 15.30-17.40-19.50-22.00 J. Edgar 14.30-19.45 Shame 17.25-22.40 Benvenuti al Nord 14.30-17.10-19.50-22.30 Immaturi - Il viaggio 21.30 Il gatto con gli stivali 3D 14.50-17.00 Non avere paura del buio 19.15 Benvenuti al Nord 15.00-18.00-21.00 Immaturi - Il viaggio 14.30-17.00-19.30-22.00 Alvin Superstar 3 14.10-16.15 Benvenuti al Nord 18.30 La talpa 21.00 Benvenuti al Nord 14.00-16.40-19.20-22.00 Winter il delfino in 3D 14.15-16.45 J. Edgar 19.15-22.15 La talpa 14.30-20.00 Immaturi - Il viaggio 17.30 Non avere paura del buio 22.40 The Help 15.15-18.20-21.30 SESTO S. G. CINELANDIA - SKYLINE MULTIPLEX C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547 La chiave di Sara 15.15-17.30-20.30 Non avere paura del buio 22.40 E ora dove andiamo? 15.15-17.20-20.15-22.20 The Help 15.30-19.30-22.15 Benvenuti al Nord 15.00-16.00-17.15-18.15-19.30-20.30-21.45-22.45 Alvin Superstar 3 17.30 L'ora nera 15.30-20.15-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 15.30-17.30-20.30-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.30-20.15-22.30 Winter il delfino in 3D 17.45 J. Edgar 15.00-20.00-22.20 VIMERCATE THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 16.30-19.00-21.30 Alvin Superstar 3 20.15 Shame 22.15 Non avere paura del buio 17.55 Il gatto con gli stivali 16.45-18.50 La talpa 21.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.10-22.05 La chiave di Sara 19.50 Alvin Superstar 3 16.40-18.40 Succhiami 20.35-22.30 J. Edgar 18.30-21.20 Benvenuti al Nord 18.10-20.40 Underworld - Il risveglio 3D 17.35-19.40-21.40 Concerto 19.45 The Help 19.10-22.10 Immaturi - Il viaggio 18.00-20.30 La talpa 16.40-19.20-22.00 Non avere paura del buio 19.30 Benvenuti al Nord 17.00-21.50 Immaturi - Il viaggio 16.35-19.05-21.35 Benvenuti al Nord 17.25-19.55-22.20 Non avere paura del buio 22.25 L'ora nera 17.40-19.45-21.55 BERGAMO CONCA VERDE VIA MATTIOLI, 1 - LOC. LONGUELO - TEL. 035251339 Vento di primavera 17.00-21.00 The Help 21.00 DEL BORGO PIAZZA S. ANNA 51 - TEL. 035270760 This is England 21.00 MULTISALA SAN MARCO P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416 La talpa 20.00-22.30 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 STUDIO CAPITOL VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330 Midnight in Paris 20.30-22.30 E ora dove andiamo? 20.15-22.30 Shame 20.15-22.30 CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.35 La talpa 20.10-22.35 L'ora nera 20.35-22.35 The Help 20.00-22.40 Benvenuti al Nord 20.20-22.35 Benvenuti al Nord 21.25 Underworld - Il risveglio 3D 20.25-22.25 CURNO UCI CINEMAS CURNO VIA LEGA LOMBARDA, 39 - TEL. 892960 Immaturi - Il viaggio 17.10-20.00-22.30 J. Edgar 22.30 La talpa 17.00-19.45 Benvenuti al Nord 20.00 Non avere paura del buio 17.40-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 17.50-20.10-22.30 Benvenuti al Nord 17.20-22.50 L'ora nera 3D 17.15-19.50-22.20 Alvin Superstar 3 17.30-19.50 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.10 Succhiami 17.40-20.00-22.20 Benvenuti al Nord 17.00-19.45-22.30 ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO S.S. SONCINESE - TEL. 0363903816 Benvenuti al Nord 20.30-22.40 L'ora nera 20.30-22.30 Underworld - Il risveglio 20.30-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.30-22.40 La talpa 21.00 TREVIGLIO ARISTON MULTISALA VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503 La talpa 20.00-22.20 The Conspirator 21.00 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.20-22.30 La Filarmonica - Concerto N. 1 19.45 Benvenuti al Nord 20.10-22.30 The Artist 20.00-22.30 J. Edgar 22.20 BRESCIA METROPOL VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828 E ora dove andiamo? 21.15 MORETTO VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383 La chiave di Sara 21.15 MULTISALA WIZ VIALE ITALIA ANG. VIA F.LLI UGONI - TEL. 0302889211 Benvenuti al Nord 14.45-17.00-19.15-21.30 The Help 15.30-18.30-21.30 Warrior 15.30-18.30-21.30 Alvin Superstar 3 14.50 La talpa 16.45-19.15-21.40 Alvin Superstar 3 17.00 J. Edgar 14.20-18.50-21.30 Immaturi - Il viaggio 14.40-17.00 La Filarmonica - Concerto N. 1 19.45 NUOVO EDEN VIA NINO BIXIO 9 - TEL. 0308379404 La fontana della vergine 20.45 OZ IL REGNO DEL CINEMA VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911 Alvin Superstar 3 14.40-16.30-18.20 La talpa 20.10-22.40 Immaturi - Il viaggio 15.20-17.35-20.25-22.40 Underworld - Il risveglio 3D15.20-17.10-19.00-20.50-22.40 L'ora nera 14.50-16.45-18.40-20.35-22.30 Benvenuti al Nord 15.20-17.35-20.20-22.35 Non avere paura del buio 14.50-20.35-22.40 Kung Fu Panda 2 17.00 L'incredibile storia di Winter il delfino 15.00-17.15 Finalmente maggiorenni 19.30 Benvenuti al Nord 14.45-17.00-19.15-21.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 14.50-17.25-20.00-22.35 J. Edgar 14.40-17.20-20.00-22.40 ACAB - All Cops Are Bastards 21.30 PICCOLO CINEMA PARADISO VIA FRANCESCO LANA, 15 - TEL. 030280010 Riposo SOCIALE VIA CAVALLOTTI, 20 - TEL. 03041140 Shame 21.15 CAPRIOLO GEMINI VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 Il cuore grande delle ragazze 21.15 Tomboy 21.15 CORTE FRANCA MULTIPLEX NEXUS VIA ROMA 78 - TEL. 030986060 Benvenuti al Nord 20.20-21.10 Underworld - Il risveglio 3D 21.20 La talpa 20.30 Immaturi - Il viaggio 20.50 Non avere paura del buio 21.00 J. Edgar 20.40 L'ora nera 3D 21.30 DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Non avere paura del buio 20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.30 ERBUSCO MULTIPLEX PORTE FRANCHE VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644 Alvin Superstar 3 17.10 L'ora nera 22.10 L'ora nera 3D 20.00 Underworld - Il risveglio 17.50-20.10 Underworld - Il risveglio 3D 22.20 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.10 J. Edgar 21.00 Succhiami 17.30-20.00 Non avere paura del buio 22.00 La Filarmonica - Concerto N. 1 19.45 La talpa 17.20-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.10 Benvenuti al Nord 17.40-20.20-22.40 LONATO MULTISALA KING VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670 Benvenuti al Nord 20.20-22.45 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.45 The Help 21.15 Immaturi - Il viaggio 20.05-22.40 La talpa 20.10-22.40 ORZINUOVI STARPLEX ORZINUOVI VIA LOMBARDIA 26/28 - TEL. 030943605 Benvenuti al Nord 20.20-22.35 Benvenuti al Nord 21.30 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.35 La talpa 20.10-22.35 L'ora nera 20.30-22.25 Underworld - Il risveglio 3D 20.25-22.30 Succhiami 20.30-22.25COMO ASTRA V.LE GIULIO CESARE, 3 - TEL. 031261234 Benvenuti al Nord 21.00 GLORIA VIA VARESINA, 72 - TEL. 0314491080 Nowhere Boy 21,00 CANTU' CINELANDIA MULT. CANTU' 2000 CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039 Benvenuti al Nord 21.15 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 J. Edgar 20.00-22.40 MONTANO LUCINO UCI MONTANO LUCINO VIA VARESINA - TEL. 892960 J. Edgar 19.40-22.35 Non avere paura del buio 17.30-20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 17.35-20.10-22.30 L'ora nera 3D 17.45-20.10-22.35 The Help 19.35-22.30 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.40 Alvin Superstar 3 17.40 Succhiami 20.10-22.30 Benvenuti al Nord 17.15-19.45-22.20 Benvenuti al Nord 18.40-21.40 La talpa 17.15-20.00-22.45CREMONA CINEMA CHAPLIN VIA ANTICHE FORNACI 58 - TEL. 0372453005 Vento di primavera 21.15 FILO P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 - TEL. 0372411252 Spettacolo musicale SPAZIOCINEMA CREMONA PO VIA CASTELLEONE, 108 - TEL. Immaturi - Il viaggio 17.50-20.10 Non avere paura del buio 22.30 Benvenuti al Nord 17.50-20.10-22.30 The Help 16.20-19.10-22.00 J. Edgar 17.00 La Filarmonica - Concerto N. 1 19.45 La talpa 17.30-20.00-22.30 Alvin Superstar 3 16.30-18.30 Winter il delfino in 3D 16.20 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.30 L'ora nera 3D 18.40-20.40-22.40 CREMA MULTISALA PORTA NOVA VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411 Immaturi - Il viaggio 20.10 La talpa 22.30 Underworld - Il risveglio 20.40-22.30 Benvenuti al Nord 21.30 Benvenuti al Nord 20.25-22.40 Missione di pace 21.00 LECCO NUOVO MIGNON V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 A Dangerous Method 21.15 PALLADIUM VIA FIUMICELLA 12 - TEL. 0341361533 Riposo LODI DEL VIALE VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028 Riposo FANFULLA V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740 Una separazione 16.00-21.15 MODERNO MULTISALA CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017 Underworld - Il risveglio 3D 21.30 The Help 21.15 PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE S.S. N 235 - TEL. 0371237012 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 21.00 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.40 L'ora nera 3D 20.20-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.40 La talpa 20.10-22.45 MANTOVA ARISTON MULTISALA VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139 La chiave di Sara 19.20 La talpa 21.30 Concerto musica classica The Help 18.20-21.20 CINECITY MULTIPLEX PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740 Benvenuti al Nord 20.00-21.15-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.15-22.30 L'ora nera 3D 20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.40 Non avere paura del buio 20.15-22.40 J. Edgar 21.20 MIGNON VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233 Sala riservata CURTATONE STARPLEX CURTATONE VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395 Benvenuti al Nord 20.10-22.25 Benvenuti al Nord 21.15 L'ora nera 20.30-22.20 Underworld - Il risveglio 20.45-22.40 La talpa 20.05-22.30 J. Edgar 21.00 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.35 PAVIA CORALLO VIA BOSSOLARO, 15 - TEL. 0382539224 Una separazione 16.00-21.00 La talpa 20.00-22.30 POLITEAMA C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 PARONA MOVIE PLANET STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728 Benvenuti al Nord 21.30 Underworld - Il risveglio 3D 21.30 Benvenuti al Nord 20.30 Immaturi - Il viaggio 21.30 La talpa 21.30 Non avere paura del buio 21.30 L'ora nera 21.30 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA THE SPACE CINEMA MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 17.20-19.55-22.30 Succhiami 16.00-20.20 Shame 18.00-22.15 Alvin Superstar 3 15.15-17.25 Non avere paura del buio 17.20 J. Edgar 19.40-22.35 L'ora nera 16.00-18.15-20.30-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 16.05-18.10-20.15-22.20 Benvenuti al Nord 16.30-19.05-21.40 Il gatto con gli stivali 3D 15.20 Immaturi - Il viaggio 17.25-20.00-22.35 La talpa 19.25-22.10 La talpa 17.25 Non avere paura del buio 20.10-22.40 SONDRIO EXCELSIOR VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368 Conferenza STARPLEX SONDRIO VIA VANONI, ANGOLO VIA TONALE - TEL. 0342214709 Immaturi - Il viaggio 21.15 L'ora nera 21.20 Benvenuti al Nord 21.15 La talpa 21.10 VARESE MULTISALA IMPERO VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004 Benvenuti al Nord 17.40-20.10-22.40 The Help 17.40-21.30 Il gatto con gli stivali 3D 17.20-20.00-22.20 Underworld - Il risveglio 3D 17.40-20.10-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.00-22.30 L'ora nera 17.20-20.00-22.20 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.00 J. Edgar 19.45-22.30 La talpa 17.00-19.55-22.35 Alvin Superstar 3 17.40 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.55-22.35 NUOVO VIA DEI MILLE, 39 - TEL. 0332237325 Shame 21.00 SALA FILMSTUDIO 90 VIA DE CRISTOFORIS 5 - TEL. 0332830053 Rassegna Cinematografica 21.00 GALLARATE CINELANDIA MULTIPLEX VIALE LOMBARDIA, 51 - TEL. 0331268017 La talpa 20.10-22.45 The Help 21.00 Benvenuti al Nord 20.10-21.00-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.40 J. Edgar 20.00-22.45 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.40 L'ora nera 20.20-22.35 GALLARATE CINEMA DELLE ARTI VIA DON MINZONI, 5 - TEL. 0331791382 La talpa 21.00 TRADATE STARPLEX TRADATE VIA DELLA FORNACE CORTELLEZZI 21049 TRADATE - TEL. J. Edgar 20.00 Non avere paura del buio 22.45 Benvenuti al Nord 20.10-22.25 Underworld - Il risveglio 3D 20.35-22.35 La talpa 20.05-22.30 Benvenuti al Nord 21.15 L'ora nera 20.45-22.40 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.25 :::LOMBARDIA
2 Giovedì 26 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it NUOVO CORSO Il segretario degli azzurri chiede meno timidezze sulla riforma dei contratti. E attacca: «Non si deve andare in Europa col capo cosparso di cenere» le grane di Monti Per chi vota centrodestra Monti è una fregatura Sondaggio «Ballarò»: il 70% degli elettori Pd vuole Mario premier. Nel Pdl piace a 2 su 5 Alfano cambia strategia e dà voce allo scontento: «Ora basta con manovre e sacrifici» La Fed: tassi fermi fino al 2014 «Cala, anzi no»: Mario fa le piroette sullo spread Tra liberalizzazioni e Lega Silvio cerca una linea ma il partito gli scappa E Bossi gli dà l'aut aut ::: SALVATORE DAMA ROMA  Metàdella settimanatrascorsaa fare l'impu tato, a Milano per il processo Mills, e adesso Silvio Berlusconi può tornare a vestire i panni del leader politico. Stasera il presidente del Popolo della Libertà rientra nella capitale, incontrerà i vertici del partito a Palazzo Grazioli. Argomento unico: le liberalizzazioni, e la linea da tenere nei confronti del governo. «Quando sono in gioco gli interessi del Paese, indossiamo la maglia della nazionale», ha detto Angelino Alfano, ieri, alla Camera. La crisi impone di «stare uniti», nella coalizione multicolore nata all'indomani del giuramento del governo tecnico. Berlusconi? Sta zitto. Non una parola di sostegno a questo esecutivo. L'uomo di Arcore deve tenere conto dei musi lunghi (e sono tanti) parcheggiati a via dell'Umiltà, a Montecitorio e a Palazzo Madama. Tutti coloro che, nel suo partito, rifiutano la cura Monti. Per cui l'ex premier lascia fare al segretario politico il lavoro di cerniera, mentre lui mantiene le distanze. Silvio indossa la maglia azzurra. Ma è azzurro-Pdl. «Ce lo auguriamo tutti», di uscire dalla crisi, tuttavia «non credo che ci sia nessuno che possa dire questo». Ossia che la ricetta di Monti funzioni. Berlusconi sta defilato: «Non sono uso a dare consigli a nessuno», risponde a chi chiede se sta dando delle dritte al suo successore. E non si sbilancia neanche sulla durata del governo in carica, nonostante dipenda anche (soprattutto) da lui: «Quanto dura? Dovete chiederlo a Monti, non a me». È una fase di supplenza, pure verbale: «Non voglio parlare di politica perché siamo in un momento in cui la politica non c'è». E questo è il Cavaliere intercettato, fuori palazzo di Giustizia, da Radio Montecarlo. Ermetico. D'altronde con un partito così diviso, ogni parola va pesata bene. Stasera a Palazzo Grazioli saranno decisi gli emendamenti su tot di argomenti selezionati. Ma non sarà fatto divieto ai singoli senatori e deputati di presentare proprie proposte di modifica. E come si fa? Difficile governare la base parlamentare se manco i vertici hanno le idee chiare. Per dire: ieri, in una dichiarazione sulla giustizia politicizzata, Sandro Bondi ha definito Berlusconi «il leader dell'opposizione». Gaffes o lapsus freudiano? O semplice constatazione di un fatto? La ragione dice fiducia, il cuore dice elezioni. Berlusconi è combattuto: «Non so», confida ai suoi, «fino a quando reggiamo questa situazione». L'im mobilismo, mentre gli altri si muovono (Casini), si paga. Allora ci pensa Bossi a dare la sveglia all'allea to. Umberto lo invita a uscire dall'ambiguità. Con la minaccia: «Basta gioco delle parti», dice il Senatur, «o lascia Monti o cade Formigoni». Il governatore non risponde: sorride all'accusa di essere indagato e ricorda a Bossi che il maggior numero dei consiglieri con problemi di giustizia è iscritto alla Lega. Ritirarsi a vita privata, fare l'imputato a tempo pieno? Lussi che la politica non concede all'ex presidente del Consiglio. Il Pdl, col pilota automatico, non va. Arranca, i passeggeri scendono. Se ne accorgerà stamattina, il Cavaliere, quando saranno decine i deputati azzurri pronti all'ammutinamen to sul voto di fiducia che il governo ha chiesto per l'approvazione del decreto Milleproroghe. ::: PAOLO EMILIO RUSSO ROMA  Mario Monti piace a sinistra, agli elettori di Partito democratico, Italia dei valori e Sinistra e libertà. Più di Pierluigi Bersani, per dire. La stragrande maggioranza di questi sarebbero pronti a votarlo anche alle prossime elezioni, magari candidato da una coalizione diversa. Il sostegno al premier, però, si sta rivelando un boomerang per il Pdl. Stando ai sondaggi di Nando Pagnoncelli, diffusi a Ballarò, la base elettorale del partito del Cavaliere sarebbe in grossa sofferenza. Il partito di maggioranza relativa è quotato tra il 22,5 e il 25% da tutti gli istituti, almeno due punti sotto il principale oppositore, cioè il Pd. Non consola la percentuale altissima di persone che dichiarano di non voler votare, sopra il 45%. Gli elettori di centrodestra preferirebbero un governo politico, diverso. Colpa di provvedimenti che colpiscono più una parte che l'al tra del Paese e del tessuto produttivo: liberalizzazioni, aumento della pressione fiscale, svuotacarceri. Sono il costo politico di un'alleanza ampia e trasversale per un governo di scopo, quello, di condurre il Paese fuori dalla crisi economica. «Quando sono in gioco gli interessi del Paese, allora indossiamo la maglia della nazionale e giochiamo uniti», sintetizza Alfano. Un costo, però, che ora, nel Pdl, sono stufi di pagare. Lo ha detto, imprimendo un deciso cambio di strategia al partito di maggioranza relativa, il segretario Angelino Alfano. Intervenuto ieri sera alla Camera per il dibattito sulla mozione Ue, ha posto i paletti: «Ora noi diciamo basta; l'Italia non deve fare altre manovre, non deve fare altri sacrifici, non dobbiamo andare in Ue con il capo cosparso di cenere». Basta tasse, basta rincari, basta manovre. Stop, soprattutto, con una connotazione chiaramente di centrosinistra, e alle timidezze su interventi che mettono in difficoltà il Pd. «Dobbiamo completare le riforme, quelle istituzionali, quelle sociali per un mercato lavoro più aperto e moderno e vorremmo lo si facesse con la stessa velocità usata per le liberalizzazioni», ha aggiunto il segretario. A via Dell'Umiltà la decisione del governo di procedere alla riforma del mercato del lavoro per tramite di un disegno di legge e non, come accaduto per le liberalizzazioni, per decreto, aveva creato non pochi fastidi. Gli azzurri sono già al lavoro per scrivere le loro proposte sulla riforma del mercato del lavoro e non accetteranno passi indietro. La nuova linea servirà certamente a fermare i mal di pancia contro le decisioni del governo che, mano a mano, erano emersi anche tra gli eletti, in Parlamento. L'ultimo, in ordine di tempo, il disagio per il disegno di legge cosiddetto svuotacarceri preparato dal Guardasigilli Paola Severino. Il provvedimento è stato approvato ieri sera, ma una fetta importante del gruppo era contraria e non l'ha votato. La rivolta è stata capitanata nientemeno che dall'ex ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, e condotta dal senatore Filippo Saltamartini. Per quest'ultimo il provvedimento è «criminogeno» perché «diminuirà gli agenti per le strade e consentirà ad accusati di reati gravissimi di andare ai domiciliari piuttosto che in carcere». Altri ex ministri, finora rimasti in silenzio, hanno in animo proposte di modifica al decreto liberalizzazioni, in fase di conversione. Alfano non è contrario. È stato proprio lui a chiedere, in Aula, di «far pagare qualcosa anche alle banche». Le categorie più colpite, come è noto, sono storicamente vicine al Pdl: taxisti, autotrasportatori, commercianti, farmacisti, ultimi - che hanno protestato ieri - i pescatori. Le modifiche ottenute prima dell'approvazione, a questo punto, non bastano più. Poi si andrà all'attacco delle tasse, sparse un po' ovunque, a partire dall'Imu che sostituisce l'Ici, proposta dal governo, ma votata da parlamentari che erano stati eletti col mandato di toglierla e diminuire la pressione fiscale. Monti, capita la malaparata, ha cominciato a sua volta un'operazione di ricucitura col partito ed il suo elettorato. Nel corso del suo intervento tenuto ieri in Aula, prima al Senato e poi alla Camera, ha rivendicato «continuità» con l'esperienza di governo precedente. E pure i suoi ministri, dopo un inizio per niente soft, hanno cominciato, ciascuno per le sue deleghe, a riconoscere la bontà del lavoro dei predecessori. ::: GIANLUCA ROSELLI ROMA  Mario Monti chiede ai leader europei di lavorare per la crescita «mettendoci la faccia». E dalla Germania vuole uno sforzo per ridurre i tassi di interesse. Ma anche lui sembra ballare al ritmo dello spread (che ieri è partito a 417 punti e poi ha chiuso a 429). Tanto da fare una clamorosa retromarcia da un ramo del Parlamento all'altro. Alla vigilia del consiglio europeo di lunedì prossimo, infatti, il premier è stato protagonista di un doppio passaggio parlamentare, prima al Senato e poi alla Camera, per il voto sulla mozione in favore della politica economica del governo da parte di Pdl, Pd e Terzo Polo. Un atto parlamentare per dare maggiore forza all'esecutivo di fronte ai leader europei. E di Europa ha parlato il presidente del consiglio nei suoi interventi. «Dopo i pesanti sacrifici fatti dagli italiani, quando il governo chiede che l'Europa dia un segno di riconoscimento al nostro lavoro non stiamo chiedendo soldi alla Germania, ma che la governance dell'eurozona evolva in modo da consentire una ragionevole riduzione dei tassi di interesse», afferma Monti. In modo da «scongiurare quel rischio euro particolarmente pericoloso per quei Paesi, come il nostro, che hanno un debito particolarmente elevato». E una mano in tal senso a Monti arriva dalla Fed, che ha deciso di lasciare i tassi invariati, prefigurando che «rimarranno bassi fino al 2014». Il presidente del consiglio, quindi, ha invitato i capi di governo del vecchio continente «a metterci la faccia per ottenere un maggior impegno sui temi della crescita a livello europeo». Insomma, il concetto è che l'Italia sta facendo molto, anzi moltissimo, quindi i suoi sforzi devono essere riconosciuti e accompagnati da un impegno altrettanto importante da parte dell'Ue e della Banca centrale. Un invito rivolto a tutti, ma in particolare alla signora Merkel. Sarà lei, infatti, quella da convincere sul fronte delle nuove politiche europee: dal fondo salva stati agli eurobond, dalla tassazione delle transizioni finanziarie ai nuovi vincoli sui Il premier Mario Monti Lapresse
8 Giovedì 26 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Passera dà 6 miliardi alle aziende strozzate ma sono solo briciole Il debito dello Stato nei confronti dei suoi fornitori è una montagna da 70 miliardi. Il super-ministro assicura: «Dal 2013 pagheremo entro 30 giorni come ci impone la Ue» CASI LIMITE In Calabria le aziende fornitrici di dispositivi medici e servizi vari aspettano 925 giorni per vedersi corrisposti i pagamenti (media 2011) le grane di Monti E la Cgil boccia i servizi ai cittadini Befera se la canta: la gente fa il tifo per il Fisco ::: SANDRO IACOMETTI  È lastricata di buoni propositi la strada di Attilio Befera. La dichiarazione dei redditi dovrebbe essere più semplice, di «due paginette», spiega il direttore dell'Agenzia delle entrate intervenendo all'iniziativa del Sole24Ore “Telefisco”. Quanto ai soldi raccolti dalla lotta all'eva sione, «bisogna ragionare» se si potrà «in futuro» destinare una quota dei proventi per abbassare la pressione e «recuperare un rapporto positivo tra fisco e contribuenti». Tornando in Italia, nel 2012, Befera dice di aspettarsi novità positive dalle prossime misure sulla semplificazione che il governo sta mettendo a punto. Interventi su cui, a giudicare dalla furia regolatoria che ha caratterizzato le liberalizzazioni, è lecito non aspettarsi più di tanto. Per il resto, i soldi dell'evasione sono serviti e servono, secondo Befera a «salvare il Paese». Perché se l'Italia è sull'orlo del baratro «è anche colpa dei 120 miliardi sottratti al fisco», un tema che per tanti hanno «non è stato messo al centro dell'atten zione». In altre parole, prosegue la lotta senza quartiere, anche perché, assicura Befera, «il consenso si sta modificando» non più verso i furbetti, «ma verso chi li fa pagare». A poco serve ricordare, come ha fatto il presidente dei commercialisti, Claudio Siciliotti, che «il rigore a senso unico sulle entrate» non favorirà la crescita, e che l'unica strada è quella di abbassare la pressione fiscale con i tagli alla spesa. La notizia più incredibile è però quella che arriva dagli uffici dell'Agenzia delle Entrate, dove in questi giorni si è discusso sulla sperimentazione a Roma del nuovo orario di apertura degli sportelli nelle grandi città per offrire più servizi ai contribuenti. Per una volta che Befera ha pensato più ai cittadini che agli evasori a mettersi di traverso ci ha pensato la Cgil, unico sindacato a non firmare l'accordo sui nuovi turni di lavoro dei dipendenti. Volete sapere la motivazione ufficiale? «In un contesto economico», si legge nei verbali, «come quello che il nostro Paese sta attraversando, la discutibilescelta di distogliere risorse dal contrasto all'evasione fiscale, per impegnarle nei servizi al contribuente, non risulta collocata in un'ottica di medio-lungo termine, ma concentrata su un'imprudente operazione di immagine in stile qui ed ora». Ce ne fossero di spot così. Forse il “consenso” di cui parla Befera si sposterebbe davvero. twitter@sandroiacometti Attilio Befera, direttore Agenzia delle Entrate PREMIO SPECIALE Napolitano coccola Draghi col «Leonardo» «Un esempio di impegno morale e di profondo senso dello Stato coniugati con altissima professionalità e competenza tecnica. Non a caso stiamo conferendo un Premio Speciale e non un Premio alla Carriera: gli auguriamo di conseguire altri prestigiosi incarichi di vertice nel suo futuro professionale». Con questa motivazione, ieri, il presidente della Bce Mario Draghi ha ricevuto il premio Speciale Leonardo 2011 assegnato al Quirinale - dall'omonimo comitato presieduta dall'imprendi trice Luisa Todini - a imprenditori, italiani o stranieri, che abbiano contribuito in modo significativo ad affermare e consolidare l'immagine del «made in Italy» nel mondo. Draghi non era presente, ma ha inviato un messaggio ai presenti, Giorgio Napolitano compreso, in cui ha dato una stoccata alla sistema di governo dell'Unione Europea: «La crisi ha messo in evidenza l'inadeguatezza della governance della Ue». Il Capo dello Stato ha quindi consegnato il Premio Leonardo 2011 a Piero Antinori, presidente dell'azienda vinicola Marchesi-Antinori. ::: LA SCHEDA LO STANZIAMENTO Sono 5,7 i miliardidi eurostanziati dal governo nel cosiddetto “decre to liberalizzazioni“ per saldare i debiti della Pubblica Amministrazione con le aziende creditrici. DEBITO MONSTRE Sono 70 i miliardi di euro cui complessivamente ammontano i debiti della Pubblica Amministrazione con le aziende creditrici. VINCOLO EUROPEO Una direttiva europea - che l'Italia deve recepire entro marzo 2013 stabilisce un tetto massimo di 30 giorni entro cui devono essere onorati i pagamenti. ATTESE STERMINATE La media in cui la Pubblica Amministrazione salda le imprese è di 180 giorni. Caso limite: la Asl Napoli 1, che è arrivata a pagare dopo 4 anni. TECNICAMENTE BELLISSIMA A «BALLARÒ» . La donna misteriosa dietro Corrado ::: ANDREA SCAGLIA  La notizia era già circolata, ed è diventata ufficiale con la firma di Napolitano sul cosiddetto decreto liberalizzazioni: cinque miliardi e sette dallo Stato per cominciare a saldare i debiti con le imprese che hanno lavorato per la Pubblica Amministrazione e ancora non sono state pagate. E intendiamoci, è vero che piutost che nient l'è mej piutost, nel senso che trattasi di primo e positivo passo atteso da (troppo) tempo - e c'è anche da dire che i governi precedenti, di fronte ai sacrosanti solleciti delle aziende creditrici, s'erano sempre girati dall'altra parte. Ma la premiata coppia Monti-Passera sa bene che di denari le aziende ne avanzano ancora una caterva: complessivamente, le fatture al momento inevase dalla P.A. ammontano a circa 70 miliardi. E c'è chi, per esempio le ditte che hanno prestato opera per conto della Asl Napoli 1, aspetta addirittura quattro anni e mezzo per incassare quel che gli spetta. Questo per dire che da fare c'è ancora parecchio. C'è poi da spiegare dove il governo ha trovato i soldi. Allora: debiti per al massimo un paio di miliardi potranno essere coperti, a chi ne farà richiesta, con titoli di Stato - e i soldi per gli interessi, che i tecnici hanno quantificato in circa 235 milioni all'anno a partire da questo, saranno rosicchiati dalle accise sull'energia delle viziatissime regioni a statuto speciale. Il resto arriverà dall'incremento del fondo apposito ottenuto compensato da compensazioni e rimborsi di crediti d'imposta. Per ora ci si ferma qui. Anche se lo stesso ministro dello Sviluppo economico Passera assicura che «è intenzione del governo una rapida attuazione della direttiva dell'Unione Europea», quella che da marzo 2013 stabilirà finalmente un limite temporale ai pagamenti - 30 giorni sia per i rapporti fra privati, sia fra privato e Pubblica Amministrazione, 60 solo in casi eccezionali - e Passera aggiunge che la si vorrebbe adottare «anche in anticipo rispetto alla scadenza». Magari: i lettori di Libero sanno bene quanto sia una nostra fissa. D'altronde, l'attuale situazione non è più tollerabile. Nel senso: quello sopracitato dell'Asl napoletana non è caso isolato, se in Calabria le aziende fornitrici di dispositivi medici e servizi vari aspettano 925 giorni (media 2011) - e sebbene al sud la situazione sia oltremodo paradossale, non è che al nord si possa esultare, se le Asl venete pagano a 281 giorni. In ogni caso, la Cgia di Mestre fa ancora una volta presente che, sempre stando ai numeri registrati nel 2011, «chi lavora con la Pubblica Amministrazione italiana vede onorati i pagamenti che gli spettano mediamente dopo 180 giorni (+52 giorni rispetto al 2009), con un ritardo medio nei confronti dei termini contrattuali di 90 giorni». Intollerabile. Tanto per far paragoni: lo Stato francese, a saldare, ci mette in media 64 giorni, in Inghilterra 47, in Germania addirittura 35. Altri mondi. Senza contare che il 49 per cento delle aziende in trepidante attesa dei pagamenti pubblici fa parte di quella rete di piccole e medie imprese che rappresenta il-tessuto-produttivo-che-so stiene-l'economia-italiana - così tutti dicono, salvo poi dimenticarsene quando si tratta di far qualcosa di concreto per sostenerle. In questo senso le Associazioni rappresentative delle imprese di servizi, che si coordinano nel Taiis-Tavolo Interassociativo Imprese di Servizi, commentano per l'appunto che «apprezziamo soprattutto che il governo abbia inserito il ritardo nei pagamenti tra le sue priorità», aggiungendo però che «attendiamo provvedimenti organici ed efficaci per risolvere il problema nella sua interezza, le cui misure sono ben oltre i 6 miliardi scarsi messi a disposizione». Siamo sempre lì: va bene, ma ancora non basta. Martedì sera, guardando «Ballarò» su Rai3, in pochi hanno potuto fare a meno di notarla: bionda, occhi chiari, decisamente bella. La donna che ha preso posto dietro il ministro dello Sviluppo Corrado Passera non è passata inosservata. Tanto che ieri mattina è scattata la caccia alla signora del mistero. Consuetudine vuole che a «Ballarò» il posto immediatamente dietro l'ospite sia riservato a un portavoce o un membro dello staff dell'ospite medesimo (dietro Maroni c'era infatti Isabella Votino). Da cui la domanda: chi è la misteriosa e fascinosa collaboratrice del ministro? Dopo le prime indagini, il colpo di scena. La donna, infatti, non risulta nella delegazione di Passera bensì in quella del leader dell'Api Francesco Rutelli (anch'esso ospite del programma e seduto a fianco del ministro), e ha preso posto dietro all'ex capo di Intesa per altri motivi. L'indagine, a quel punto, è a una svolta. Gli esperti del ramo Api riconoscono il volto del mistero: è quello di Erminia Gatti, avvocato molisano e dirigente dell'Api (in curriculum anche una candidatura con l'Italia dei Valori alle Europee del 2009). E così il giallo della portavoce non solo tecnica ma anche affascinante dura il breve spazio di una giornata, troncato sul più bello dal prepotente ritorno del primato della politica.
5Giovedì 26 gennaio 2012
3Giovedì 26 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it CONNUBIO NON CASTO L'avvenire di democratici e alleati è nelle mani del bocconiano. Il quale ormai guarda a loro come interlocutori privilegiati le grane di Monti Il Professore si fuma il Pdl Il presidente del Consiglio rinuncia a riformare il lavoro, si inventa una nuova tassa (sul tabacco) e il popolo della sinistra lo acclama come proprio leader. Che aspettano i moderati a mandarlo a casa? (...) non serviva un governo di professoroni. Ne bastava uno di allievi ripetenti, che copiasse senza riflettere ciò che avevano fatto i ministri precedenti. Chi studiasse le politiche della finanza pubblica negli ultimi vent'anni scoprirebbe infatti che, nonostante il diverso colore politico, tutti gli esecutivi hanno applicato la stessa ricetta. Niente tagli, ma molte tasse. Il risultato è il debito pubblico più mostruoso d'Europa e la pubblica amministrazione più scroccona del mondo occidentale. Un simile modo di procedere ha però una larga fascia di estimatori. Non toccare la spesa pubblica, mantenere inalterato il numero di dipendenti dello Stato ed evitare di metter mano al sistema di welfare (mercato del lavoro compreso), fa felici tutti quelli che i cambiamenti li vedono come fumo negli occhi. Non a caso il governo gode di un certo consenso. E neppure stupisce che ci sia chi, a sinistra, cominci a guardare Monti come il vero futuro leader progressista. Altro che Bersani, Vendola e Di Pietro: l'avve nire del Pd e dei suoi alleati è nelle mani del professore della Bocconi. Lo ha dimostrato l'altra sera un sondaggio visto a Ballarò. Il settanta per cento degli elettori di sinistra vuole l'ex rettore a Palazzo Chigi e lo preferisce a qualsiasi altro leader, anche a quelli del suo partito. Una identificazione con Monti che a destra non c'è e, se c'è, è presente in misura assai più bassa. La verità è che i progressisti hanno trovato il loro leader. Il solo che è riuscito a sconfiggere Berlusconi e a mandarlo a casa. Senza il professore, il Caimano sarebbe ancora lì. E per questo il popolo di sinistra adora la grigia figura del bocconiano. Il quale ricambia l'affetto con entusiasmo, mettendo in soffitta tutte quelle riforme che potrebbero dispiacere al Pd e alla Cgil, come ad esempio la riscrittura dell'articolo 18 e la modifica della cassa integrazione. Pur di non rompere l'idillio, Monti ha indotto il ministro del Welfare a innestare la retromarcia e rimangiarsi provvedimenti già annunciati. Lo sbilanciamento a sinistra del presidente del Consiglio è tale che viene da porsi una domanda: cosa aspetta il Pdl a mandarlo a casa? Forse di arrivare al 15 per cento? maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it Cav, Bersani e Casini uniti Tutti votano la mozione sull'Europa Poi ricominciano con i distinguo ::: ELISA CALESSI ROMA  Sembra un treno che procede a due velocità. Da una parte la «strana maggioranza», come l'ha definita Mario Monti, compie, giorno dopo giorno, dei passi. Ieri, dopo averlo fatto alcune settimane fa sulla giustizia, Pdl, Pd e terzo polo hanno presentato un'unica mozione sull'Unio ne europea, approvata prima al Senato poi alla Camera. Dall'altra, nelle parole ufficiali e, ancora di più, in quelle che ufficiali non sono, la «strana maggioranza» nicchia, critica, scalpita, si interroga, punta i piedi. Con l'eccezione di alcuni supermontiani, ma sono una minoranza. Si è visto bene ieri a Montecitorio. Prima che cominci la seduta sull'Europa, si svolge il question time. Per il governo è presente il ministro Corrado Passera. Il primo a intervenire è Pino Pisicchio, Api, partito che sostiene il governo. Chiede conto della situazione della rete ferroviaria in Puglia. A Monaco e a Parigi, dice, hanno «treni super moderni e super veloci», mentre da noi la Puglia è «su un binario morto». E, con un'ironia carica di insofferenza, domanda «se in questo salutare avvento di liberalizzazioni non sia utile incoraggiare una sana concorrenza nel ferroviario». Cosa che nel decreto Cresci-Italia, appunto, non è stata fatta. Poi tocca a Carmelo Briguglio, Fli, anche lui esponente della «strana maggioranza». Il tema, questa volta, è la rivolta dei forconi, in Sicilia. Va bene contrastare l'illegalità, scandisce il deputato di Fli, « ma dobbiamo ascoltare questo movimento di protesta in relazione al prezzo del carburante». E quasi gridando: «Dobbiamo liberare le pompe di benzina dalla proprietà delle compagnie petrolifere. Cosa vuole fare il governo?». Renzo Lusetti, Udc, pone il problema della soppressione, contenuta sempre nel decreto sulle liberalizzazioni, dell'Agenzia nazionale di regolamentazione del servizio postale. Chi vigilerà sui disservizi che ci sono? Infine Antonio Misiani, Pd, chiede al governo cosa intenda fare per il ritardo dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, una dilazione che «sta assumendo dimensioni abnormi e insostenibili». Altro tema che, nel decreto, è il sottinteso, non è stato affrontato. Due ore dopo, comincia la seduta sull'Europa. La mozione di Pdl, Pd e terzo polo viene approvata con una maggioranza bulgara: 468 sì, 42 no, cinque astenuti. La votano i tre partiti che l'hanno presentata, ma anche Idv e Radicali, che a loro volta vedono approvate le rispettive mozioni (il Pd le vota entrambe). Viene bocciata solo la mozione della Lega, l'uni ca su cui il governo aveva espresso parere negativo. Nel testo di Pdl, Pd e terzo polo si impegna il governo a sostenere in Europa l'introduzione della Tobin tax e a insistere per l'adozione di eurobond e project bond. Si chiede che la Bce abbia «un ruolo centrale» per sostenere eventuali «crisi di liquidità», e di lavorare per «un'unione politica dei popoli europei». Si vota, passa. Monti parla di un «passo molto significativo» e lo definisce «un risultato importante» Giorgio Napolitano. E lo è. Anche se la maggioranza resta «strana» e sempre più scalpitante. Si capisce nelle dichiarazioni di voto, trasmesse in diretta tv. Fatta salva la premessa che tutti ripetono - siamo con il governo, lo sosteniamo fino in fondo - ciascuno gli muove un rimprovero. Rocco Buttiglione quello di non pagare i debiti verso i fornitori: attenzione, dice, perché «se non pagando il governo pensa di tenere nascosto qualche punto in più di deficit alle istituzioni europee, sbaglia di grosso». Bersani tira le orecchie a Monti sui tagli allo stato sociale: va bene partire dalle questioni economiche-finanziarie, «ma non ci si può fermare lì», perché non è che tutto «può ricadere sul welfare». E poi sul piano di rientro dal debito: «Venir via dal debito a ritmi matematici, come in modo azzardato abbiamo acconsentito, non esiste. Non si è tenuti a fare cose impossibili!». E termina con un elogio al «modello sociale europeo, unico al mondo», che «ci rifiutiamo di veder svilito». Alfano, per concludere, chiede a Monti di finirla con le manovre, «non dobbiamo chiedere altri sacrifici». In Europa ci si vada, ma «senza cospargersi il capo di cenere», perché «non siamo disposti a finanziare con i sacrifici degli italiani le campagne elettorali di altri». In Transatlantico i distinguo aumentano. Il decreto sulle liberalizzazioni trova pochi sostenitori e molti, moltissimi scontenti. Ma l'alternativa, per ammissione di tutti, non c'è. Ed è questa, forse, l'unica vera assicurazione a vita del governo. «Quando lei è andato al potere...». Ha esordito così un giornalista rivolgendosi a Mario Monti a Palazzo Madama. «Andato al potere? Non capisco questa espressione», ha replicato seccato il presidente del Consiglio. Già. Lui, in effetti, non è andato al potere. Ce lo hanno messo, al potere. il graffio Il potere logora ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO . bilanci degli Stati. Su questo fronte il premier conta sull'appoggio di Nicholas Sarkozy, ma sa anche che il capo di Stato francese non potrà più di tanto forzare la mano nei confronti della Germania per via delle elezioni presidenziali. Monti, comunque, sembra ottimista. Tanto da azzardare che «i contorni per una via d'uscita dalla crisi iniziano a prendere forma». Anche se lo spread continua a turbarlo. «La diminuzione dello spread testimonia che le tensioni dei mercati vanno attenuandosi», dice in mattinata in Senato, di fronte all'apertura in ribasso. Poi il differenziale tra titoli italiani e tedeschi risale e alla Camera nel pomeriggio è costretto ad ammettere che «le oscillazioni denotano ancora un quadro di persistente turbolenza». La giornata di ieri, comunque, è positiva per il premier, che ha ottenuto dai partiti ciò che aveva chiesto: una mozione per avere più forza in Europa. Resta da vedere quanto conterà tutto ciò per smuovere la Germania dalle sue posizioni. CHI CI GUADAGNA I sondaggi presentati martedì sera su Rai 3 durante la trasmissione «Ballarò», ed elaborati dalla società Ipsos di Nando Pagnoncelli. Mario Monti e la moglie Elsa, nella foto di «Chi» PIÙ ARRESTI DOMICILIARI La Camera dice sì allo «svuotacarceri» ROMA Il Senato approva con 226 sì 40 no e otto astenuti il decreto del ministro Severino sul sovraffollamento delle carceri che passa ora alla Camera. A favore Pdl, Pd e Terzo Polo, contro Lega e Idv. Tra i punti salienti il ricorso agli arresti domiciliari in diversi casi e la chiusura entro il 31 marzo 2013 degli Opg, gli ospedali psichiatrici giudiziari, gli ex manicomi criminali. L'emendamento sugli Opg è passato con 175 sì, 66 voti contrari e 27 astenuti. Il decreto sancisce tempi certi per l'individuazione delle nuove strutture, a carattere ospedaliero, con una rete di vigilanza esterna. Il presidente Napolitano definì «un orrore» gli ex manicomi criminali che riguardano circa 1.500 internati, senza garanzia delle cure. Contraria alla chiusura la Lega. «È un provvedimento pericoloso, che consentirà a molti colpevoli di reati di stare comodamente a casa propria anziché in carcere».
40 Giovedì 26 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Stop ai blocchi in Lombardia La protesta dei Tir colpisce il Macef Vuoti gli stand del Sud ::: DINO BONDAVALLI  È ormai piena emergenza per quel che riguarda le scorte di verdura in città. Dopo aver mandato alle stelle i prezzi dei prodotti ortofrutticoli, il protrarsi della protesta degli autotrasportatori ha infatti lasciato Milano a secco di rifornimenti. Se nei primi giorni della settimana la conseguenza era stata il rincaro delle merci, zucchine in testa, da ieri in città si è cominciato addirittura fare i conti con la mancanza di diversi prodotti. «Finocchi, peperoni melanzane, zucchine, tutto il fogliame, il basilico e gran parte delle altre verdure stanno venendo a mancare - conferma Dino Abbascià, presidente dei Dettaglianti ortofrutticoli di Confcommercio Milano - e in alcuni negozi sono impossibili da trovare. Ma il problema riguarda anche la grande distribuzione, che, utilizzando canali di approvvigionamento diretti, è ancora più colpita dal blocco delle merci». Un blocco che ieri ha quasi del tutto azzerato gli arrivi di frutta e verdura fresche ai mercati generali, dove «sono arrivati solamente una ventina di camion dalla Puglia e dalla Spagna, contro gli oltre 200 che arrivano normalmente. - prosegue Abbascià - Per ora si salva la frutta, perché ci sono delle scorte nelle celle frigorifere intorno a Milano che consentono di mantenere i rifornimenti, ma per le verdure siamo ormai alla canna del gas». Non solo. Tra i generi alimentari che stanno diventando sempre più difficili da trovare ci sono anche le mozzarelle provenienti dalla Campania e dalla Puglia. «Si tratta di un prodotto che generalmente viaggia sui camion della frutta e della verdura, per cui se questi sono fermi, anche le mozzarelle non si vedono», conferma Abbascià. In una situazione del genere, non sorprende che ieri anche l'assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Giulio De Capitani, abbia lanciato l'allarme per quanto sta accadendo. «Le rivendicazioni dei trasportatori e le loro pesanti ripercussioni sulle aziende agricole lombarde e sui cittadini si stanno trasformando in uno scontro dove purtroppo rischiano di perdere tutti. - ha spiegato - Mi auguro che il Governo non stia fermo a guardare: in una situazione così grave per l'economia, permettere che siano colpiti i già risicati margini di guadagno delle nostre imprese è semplicemente irrazionale». Secondo le stime di Coldiretti Lombardia, le perdite registrate dalle aziende agricole lombarde, che non riescono a mandare a destinazione i loro prodotti, ammontano a un milione di euro solamente negli ultimi due giorni. Ma a fare le spese del blocco dei tir è stato anche il Macef, il Salone internazionale della casa in scena da oggi a domenica a Fieramilano, che ha registrato alcune defezioni dell'ultima ora da parte di aziende del Sud Italia che, pur avendo già acquistato uno spazio, non sono riuscite a portare a Milano i propri prodotti. Crollano le vendite nel Quadrilatero La rivolta di Montenapoleone «Monti distrugge le boutique» Lettera al governo: «Il tetto per i pagamenti in contante fa scappare gli stranieri» ::: MASSIMO DE ANGELIS  Le boutique del centro storico sono in fermento. C'è chi si lamenta per il crollo delle vendite, chi impreca alla nascita dell'area C e chi, lungimirante, riflette sulle nuove direttive varate dal governo circa le modalità e i margini di spesa. I più interessati alla spinosa materia valutaria sono gli esercenti del Quadrilatero meneghino, che riescono ancora a sopperire ai minori introiti della clientela italiana con il notevole flusso di turisti stranieri. Per loro shopping a volontà più che visite a cattedrali e musei. E così, giorno dopo giorno, sono iniziate a sorgere problematiche sugli acquisti di capi griffati o gioielli per la limitazione del pagamento in contanti a sole mille euro. Risultato immediato: una penalizzazione degli incassi. I primi a riscontrare la flessione sono stati i negozianti di via Montenapoleone, che riuniti in Associazione stanno studiando i rimedi da porre. Il presidente Guglielmo Miani tiene a precisare che «la prestigiosa strada rappresenta ormai quasi l'80% delle compere di forestieri in città, che producono un giro d'affari annuo di quattro miliardi di euro (ricerca Bain & Company ). Un volume, tra l'altro, in costante crescita, così come la presenza di acquirenti russi (+30% negli ultimi dodici mesi), cinesi (+ 12%), oltre agli arrivi dal Golfo Persico e Sud America. In molti utilizzano la carta di credito per qualsiasi tipo di importo, ma altrettanti desiderano saldare in contanti, con le più diverse motivazioni. «I turisti del Sol Levante non dispongono di credito illimitato, i brasiliani preferiscono il cash per evitare una soprattassa nazionale sulle transazioni documentate all'estero, mentre moscoviti e arabi, come da tradizione, faticano a concepire limitazioni nell'utilizzo dei bigliettoni. A questo punto i rischi sono due», conclude Miani, «il primo riguarda la perdita di vendite su beni di valore, e il secondo la possibilità di fuga dei ricchi d'oltrefrontiera verso diverse capitali europee, e in particolar modo Parigi dove il limite all'esborso in cash è di quindici mila euro». Valutata la situazione di pericolo, l'Associazione Montenapoleone ha deciso di passare alle vie di fatto, e nei prossimi giorni invierà due lettere al presidente del Consiglio Mario Monti e al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera per illustrare le incombenti esigenze. In sostanza si chiederà di equiparare in tutti i Paesi del Vecchio Continente la medesima somma di contante per la clientela estera, oppure aumentare la soglia dei mille euro in Italia. Una conferma del disagio attuale arriva anche dalla presidente di un'altra strada regina dello shopping milanese: via della Spiga. La signora Giovina Moretti, a nome dei commercianti, ha ribadito «il pericolo di un decrescere dei fatturati per via della limitazione dell'utilizzo del contante, soprattutto nei confronti della clientela russa che non conosce la normativa». Per questo, a metà febbraio verrà indetta una assemblea per studiare sul da farsi. «Nel mese di gennaio», afferma la Moretti, «il fenomeno dei saldi ha leggermente ridimensionato il problema, che affiorerà in tutta la sua evidenza tra circa trenta giorni, quando in vetrina arriveranno le nuove collezioni primavera estate a prezzo pieno». In quel momento sarà necessario agire, prima che i billionaire stranieri ci abbandonino per lidi più rassicuranti e disponibili. COLDIRETTI CONTRO LO SCIOPERO DEI TRASPORTATORI . Milanesi in fila per l'insalata Lunga fila in piazzale Lodi per frutta e verdura gratis. L'ini ziativa della Coldiretti di regalare la merce per protestare contro i danni che sta provocando lo sciopero dei tir ha avuto grande successo. Sui cartelli si leggeva «Non buttiamo via i nostri prodotti bloccati dai tir. Meglio darli alle famiglie». Dalle 8,30 pensionati, ma anche studenti, disoccupati e passanti si sono messi in fila per avere insalata e uova. Prima delle 11 le 2500 buste di insalata e le 650 confezioni di uova da dodici pezzi erano già terminate. Fotogramma ::: DALL'ESTERO NEL QUADRILATERO Ogni anno nel quadrilatero della moda il giro d'affari è pari a quattro miliardi di euro. A comprare sono soprattutto clienti stranieri. I RUSSI Tra i clienti che spendono di più ci sono i russi, che però non amano pagare con le carte di credito. Preferiscono il contante. I RISCHI Per le associazioni dei commercianti, il rischio è che la clientela più ricca vada a comprare nelle altre capitali europee.
45Giovedì 26 gennaio 2012
9Giovedì 26 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it «Equitalia mi ha fatto perdere 2 milioni» L'odissea dell'imprenditore lombardo Claudio Garella inizia nel 2009 con una cartella esattoriale sbagliata da 320mila euro Al termine di una battaglia legale durata due anni con il Fisco ottiene ragione ma ci rimette soldi, reputazione e salute LA VERGOGNA IN FAMIGLIA Il dramma di spiegare «a tua moglie e ai tuoi figli, che rischiavamo di finire sulla strada, e tutto per un errore dello Stato» le grane di Monti ::: Intervento Ora la caccia all'evasore è precetto evangelico ::: MATTEO MION  Un primo effetto del governo Monti è palese su tutti i canali televisivi nazionali. Negli ultimi tempi alle trasmissioni con le telefonate tra Schettino e De Falco si sono alternati solo gli spot contro gli evasori. Alias, non siamo più un popolo di marinai, ma di evasori. Dopo Capitan Codardo, ci ha pensato l'il lustre economista della Cei Bagnasco a dissipare gli ultimi dubbi. «Se tutti pagassero le tasse, i problemi dell'Italia sarebbero risolti» ha affermato l'alto prelato. Tanto ci voleva. L'intuizione finanziaria è così arguta da farci sospettare che Sua eccellenza si dedichi a bilanci e anime con identico zelo. Ormai è un coro unico nazionale: in Italia i privati, cardinali a parte, sono evasori. Ergo per aggiustare lo spread, basta non indurci in evasione. Amen. Se il gasolio costa quattromila lire al litro, la colpa non è di chi fa cartello, ma di chi paga il dentista in nero. E da oggi non versare l'Iva a chi trapana carie è un comportamento contrario non solo alle norme tributarie, ma anche a quelle cattoliche. Non pagare le tasse (Ici su immobili religiosi a parte), è peccato. Un rosario e tre Ave Maria non sono più sufficienti a sgravare la coscienza del peccatore in contanti. Per depurare l'anima da cotanta sciagurata condotta, s'impone almeno una gita da Padre Pio con relativa donazione ovviamente esentasse. La lotta all'evasione è diventata show televisivo. La soluzione di tutti i mali. Un precetto evangelico: non desiderare donne e monete d'altri. Possedere una banconota da 500 euro è un atto impuro. Meglio affidarla a Befera o Bagnasco per rimanere al riparo da ganasce fiscali e scomuniche religiose. Poco importa che i risultati migliori in tema di lotta all'eva sione siano stati conseguiti dal governo Berlusconi e dal ministro Tremonti. Il governo di salute e finanza pubblica con l'alto patrocinio masson-cristiano-progressista ha imposto un dogma: la banconota del vicino è sempre più verde. Da Goldman Sachs alla Cei, passando per Casini e la Camusso il messaggio è passato: i guai di casa nostra li risolveremo con il contrasto all'evasione. È una balla colossale, ma buona per tutti palati politici. La menzogna non fa né spread, né rating. E in ogni caso raccontare frottole è meno riprovevole che evadere. Qualche giorno fa un imprenditore mi ha raccontato che in Colombia i registratori di cassa funzionano solo strisciando il codice fiscale, in modo che lo stato possa controllare in automatico entrate e uscite del soggetto fiscale. Soluzione semplicissima per permettere al contribuente di incassare e spendere scaricando tutti i costi e senza diffondere una diabolica cultura di sospetto tra lavoratori dipendenti e autonomi. Sono sicuro che la Cei non tarderà ad adottare un sistema di registrazione simile per le offerte, i lasciti e gli atti di liberalità provenienti dai privati. Non ci permettiamo di dubitare della bontà dell'impiego delle somme da parte dell'istituzione ecclesiastica, ma, trattandosi in buona parte di denaro contante non tracciabile, non vorremmo mai che tra i pii donatori si celasse qualche evasore… Meglio assicurarlo subito all'Inferno e a Befera… www.matteomion.com ::: FRANCESCO SPECCHIA  Questa è una storia kafkiana di tasse pretese e dignità perdute. Una storia in cui un Josef K. di Usmate- Velate, provincia lombarda, si trovò un giorno a soffocare nelle spire dell'Agenzia dell'Entrate. Tremilioninovecentomila euro di cartelle esattoriali, e senza sapere il perché. Nel “Processo” di Kafka Claudio Garella, imprenditore, classe 44, con una sua ruvidezza espressiva alla John Wayne, ci farebbe la sua porca figura. Garella è uno della vecchia guardia. Titolare della Sideco (2,5 milioni di fatturato tra Usmate-Velate e Arcore) , già vicepresidente dei costruttori Italiani di macchine da stampa e converting, membro attivo di Confindustria Monza e rappresentante della Camera di Commercio Italia Russia Garella spesso si prende cura di aziende a un passo dell'abisso e le rassetta. Così voleva fare con l'Ofem Sas in provincia di Verona, società in difficoltà. Nel 2005 Garella, crea una newco, la “Ofem Converting” e decide di prendere in affitto, con diritto di riscatto al 2013, l'Ofem Sas. Il valore dell'affitto è di 900mila euro, il capitale sociale di 50mila, prima dell'affitto la società viene trasformata da srl a sas. I ruoli sono chiarissimi: Garella è amministratore della società affittuaria, mentre l'am ministrazione, anche dei pregressi della Ofem sas, società affittante, è esercitata dal vecchio proprietario. A un certo punto arriva la Guardia di Finanza. Che irrompe presso la Ofem Sas e non trova né i registri, né i bilanci, né la contabilità. Trova voragini di debito. Gli amministratori della società affittante, che si sarebbero mangiati i denari di Garella e ingoiati i propri bilanci, ai militari che li beccano con le brache calate si giustificano: «colpa di Garella, lui gestisce tutto!». Garella gestisce, è vero la Ofem Converting, titolare di regolare contratto di affitto di azienda. Il suo comportamento è previsto dalla legge, nel contratto d'affitto stesso. Ma un conto è gestire la Ofem Converting con regolare contratto di affitto, un conto essere i proprietari dell'azienda Ofem sas, cioè quelli che per violazioni fiscali pregresse, avrebbero dovuto essere accusati di frode alloStato.Comedire cheilvostropadrone di casa ha violato la legge per anni, è un terrorista con 200 chili di tritolo nascosti sotto la tavoletta del water, e arrestano voi inquilini. Nei vapori dell'interpretazione delle norme, la Finanza, scambia Garella per il vero proprietario della sas, ritenendolo impropriamente amministratore di fatto del la società affittante e così fa rapporto all'Agenzia delle Entrate. La quale Agenzia, entro 60 giorni, riceve anche la memoria di Garella –ex art. 12 dello Statuto del contribuente- in cui l'im prenditore si mostra stupefatto nell'es sere accusato di disastro altrui. E qui entra in gioco Kafka. La memoria dell'uomo si appallottola nel cestino di anonimi funzionari delle Entrate; unico commento: “le osservazioni della memoria sono prive di fondamento giuridico”, così, senza uno straccio di spiegazione ; la burocrazia imbocca il sentiero della follia. Nel luglio 2011 il rapporto creativo della Finanza e l'errore dell'Agenzia delle Entrate fanno scattare le cartelle esattoriali. Commenta Vito D'Ambra, avvocato di Garella, tributarista con trascorsi illustri nello studio di Victor Uckmar: «Nel tributario si realizza talora il meccanismo perverso di certi procedimenti penali: il PM. fa le indagini, il GIP le avalla, e a quel punto il plico delle indagini gira, molti non lo leggono e si verifica un nefasto scarico di responsabilità. Nel tributario, per evitare conflitti con la Finanza e la spada di Damocle dell'ispezione della Corte dei Conti, i funzionari delle Entrate tendono a non fermare quasi mai i procedimenti avviati. E i cittadini vivono drammi autentici». E il dramma di Garella è autenticissimo. «Per prima cosa mi dicono che devo pagare 1,9 milioni di euro. Poi, prima che passi il termine di 60 gg per il ricorso, mi ipotecano la casa per 3,9 milioni di euro. Mi iscrivono quindi sul Cerved, e l'informativa alla Camera di Commercio mi spinge in un tunnel…». Garella viene convocato dalle banche, che –nonostante anni di specchiata attività- gli limitano i fidi. «Ero wanted, ricercato dal fisco: non date i soldi a quest'uomo! Proprio nel periodo in cui avevo necessità di ampliamento dei fidi in ragione dell' aumentando del fatturati». Processato e condannato sul posto per una violazione non sua, Garella vive dal 2009 al 2011, un incubo. «Gli amici mi credevano ma con riserva, il lavoro era bloccato; e vai a spiegare tu a tua moglie, ai tuoi figli, che all'improvviso “non ce n'è più” e che rischiavamo di finire sulla strada per un errore dello Stato. La depressione rischia di farti compiere gesti folli. Fortuna che ho le spalle larghe, carattere e un minimo di liquidità: ma pensi a un povero cristo che si trova in una situazione di questo genere. Posso capire i casi di depressione o peggio suicidio da alcuni Colleghi in Veneto e non solo. Chi non riesce ad uscire da situazioni simili si sente un fallito». Garella, per salvarsi, è costretto a cedere la Ofem Converting, fatturato era oramai pari a 3 milioni. E perde in un giorno 1.840.000 euro. Lo stato di depressione si dipana grazie a una mossa dell'avvocato D'Ambra che, parallelamente, aveva prodotto un dettagliatissimo ricorso contro l'avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate. E, finalmente, nell'ottobre 2011, la Commissione tributaria Provinciale di Verona rende l'accertamento dell'Agen zia delle Entrate nullo. Nullo, «perché l'Agenzia delle Entrate prima di non accogliere la memoria doveva esaminare le motivazioni del cittadino dettagliatamente». Nel dicembre 2011 la commissione tributaria annulla anche tutte le cartelle di pagamento e l'ipote ca. Garella, è salvo, anche se –come spesso inspiegabilmente avviene nel diritto tributario- le spese sono compensate «vuol dire che le spese legali che il cittadino ha anticipato gli restano sul groppone». Tra commercialisti, avvocati civilista e penalista, bolli e strategie processuali l'imprenditore spenderà, alla fine, 150mila euro che nessuno gli renderà. «Cosa farò ora? Sono schifato, intanto rinunciato ad alcuni incarichi. Ho pensato più volte di vendere tutto, e magari coi soldi di comperare Btp al 7%, di abbandonare l'im presa, così aiuto Mario Monti. Chi ha voglia di fare impresa con questo tipo di cultura? ». Già, chi? Imprenditore suicida a Padova Non regge ai debiti e s'impicca col pigiama ::: ALESSANDRO GONZATO PADOVA  Quattro milioni di debiti, i clienti che ritardano i pagamenti, i creditori che bussano alla porta, i propri dipendenti costretti alla cassa integrazione e l'azienda che giorno dopo giorno crolla sotto i violenti colpi della crisi. La disperazione ha avuto la meglio su un altro imprenditore veneto, l'ennesimo di un tremendo elenco che negli ultimi tre anni, nel Nordest, ha superato le cinquanta vittime: Umberto Ventura, 47 anni, di San Giorgio delle Pertiche - nel Padovano - socio della “Conte Srl”, una ditta produttrice di pannelli fonoassorbenti, è stato trovato privo di vita dalla moglie, rincasata all'ora di pranzo. Di fronte a lei l'imma gine agghiacciante del marito che, dilaniato dall'an goscia, aveva deciso di farla finita legandosi al collo la maglia del pigiama e lasciandosi cadere dalla ringhiera della scala interna della propria abitazione. Nessun biglietto, nessun messaggio d'addio. Nessuna frase di scuse e di spiegazioni alla famiglia per il suicidio, diversamente da quanto aveva fatto lo scorso 12 dicembre un altro imprenditore padovano, Giovanni Schiavon, prima di spararsi un colpo alla tempia: per ripianare i debiti attendeva oltre 200 mila euro, molti dei quali da enti pubblici. Chi conosceva bene Umberto Ventura, però, sapeva che da tempo era tormentato dal dolore e dai sensi di colpa per l'impossibilità di affrontare una situazione che reputava senza via d'uscita. Lo scorso dicembre per ventisei dipendenti era scattata la cassa integrazione e sulla ditta da tempo pendeva la scure della liquidazione. Una delle prime persone che hanno commentato questa sciagura è stata Marina Vilnai, responsabile della Filca Cisl, che stava seguendo personalmente la procedura di cassa integrazione dell'azienda. S'è detta allibita di fronte a questo ennesimo suicidio collegato alla crisi. Durissima la reazione del sindaco di San Giorgio delle Pertiche, Catia Zorzi: «Il governo» ha tuonato «deve rendersi conto che sta bloccando l'economia e che c'è difficoltà a fare qualsiasi cosa». Pochi giorni fa era toccato al segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, commentare la lunga scia di sangue che sta macchiando il Nordest. «Se è paradossale morire per debiti» aveva detto «è decisamente assurdo che ciò accada per crediti». Manifestante davanti a Montecitorio [LaPresse]
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Ieri mattina, a sorpresa, il quotidiano della borghesia della vista lunga (e dal braccino corto) se n'è uscito con due editoriali paralleli: uno pro, l'altro contro il balzello spacciato per misura anti-smog. Beh, già è una svolta se anche il giornalone di via Solferino ammette che sulla pratica esistono opinioni che non collimano con quelle della giunta rosso-arancio. E ne dà, finalmente, notizia. L'edi toriale “no ticket” ribadisce quello che Libero da mesi (anni, se calcoliamo pure l'epoca Ecopass) va scrivendo: le auto non sono le sole responsabili dello smog, il blocco dell'Area C è figlio dell'ideologia eco-ambientalista, l'ingres so di 5 euro altro non è che una supertassa sul lavoro (soprattutto quello dei commercianti) per portare quattrini nelle casse municipali. Conclusione: Palazzo Marino trovi altri sistemi per saziare le sue esangui finanze. Beh, se questo è quello che si dice anche nei salotti buoni dentro la Cerchia dei Bastioni, significa, forse, che il vento sta di nuovo cambiando. Per il momento, è solo un'arietta di tipo C ma è l'inizio: potrebbe diventare tanto forte da spazzare via le barricate elettroniche a guardia del centro. Soprattutto perché il Pm10 e suoi i fratelli velenosi se ne infischiano dei nuovi dazi, anzi. Se nella Cerchia è entrato il 40 per cento in meno delle auto, le polveri sottili, invece, sono rimaste sempre sopra i livelli consentiti. Ci vuole l'ottimismo (o la faccia tosta) di Carlo Monguzzi, vecchio volpone verde della politica e presidente della commissione comunale Ambiente, per annunciare che «grazie all'Area C il black carbon (la componente più tossica del Pm10) è diminuita del 30 per cento». Bravo, ma è quel 70 per cento che preoccupa e che non vuole andarsene, nonostante le ordinanze di Pisapia. E poi, se la matematica non è un'opinione, com'è possibile che un numero minore di auto produca percentuali più elevate di inquinamento? Misteri dell'Area C? Macché. Basterebbero i dati rilevati in questi giorni dalle centraline anti smog per capire che la storia del ticket che ripulisce, per soli cinque euro, cielo e polmoni è completamente farlocca. I milanesi già lo sapevano, ma ora lo dice anche il Corriere. Non ha lasciato messaggi Si butta dalla sede del «Sole», muore stagista ::: SALVATORE GARZILLO  Un gesto inspiegabile. Ieri pomeriggio un ragazzo di 26 anni che stava facendo uno stage presso la redazione del gruppo Sole 24 Ore si è ucciso lanciandosi dal terrazzo del giornale. Il volo dal quinto piano della sede di Pero del gruppo editoriale è stato fatale al giovane studente che ha perso la vita atterrando sulla strada sottostante. Inutili i tentativi di rianimazione dei paramedici del 118, il giovane è morto praticamente sul colpo a causa dell'impatto sul selciato. Sul posto non è stato trovato nessun biglietto che potesse spiegare le ragioni di un suicidio che appare inspiegabile a chi conosceva quel ragazzo col sogno di diventare giornalista. Dai primi accertamenti non risulta che soffrisse di depressione, né che fosse in cura da un medico per problemi di tipo psicologico. Per ora la sua fine resta un mistero. I colleghi del Sole sono increduli alla notizia, giunta in redazione nel pieno della giornata lavorativa. La polizia, intervenuta sul posto per i rilievi di routine, ha mantenuto un forte riserbo nella diffusione delle generalità della vittima. Il timore, in questi casi, è che i genitori possano apprendere la notizia dai giornali. Voragine da 300mila euro Resa dei conti sul buco Pdl Caccia ai politici morosi Le Beccalossi: «Troppi i furbi che non pagano». Tra i «ritardatari», Ponzoni e Buscemi CONTROLLI DEI VIGILI DEL FUOCO SU 400 ISTITUTI, EVACUATI GLI UFFICI . Panico nelle scuole per il terremoto  Una scossa di terremoto ha fatto tremare Milano. Ieri mattina, intorno alle 9.07, la scossa di magnitudo 4.9, è stata avvertita da tutta la popolazione, soprattutto ai piani alti dei palazzi. In molti hanno chiamato il 118, superlavoro epr i vigili del fuoco. Le scuole, e diversi uffici, sono stati fatti evacuare a scopo precauzionale. Non si segnalano feriti e nemmeno danni alle cose. Solo tanta paura. SALVATORE GARZILLO A PAG. 41 L'ex presidente Colombo attacca i politici Caos Amat: «Volevano dati finti»  Ecco i nomi. Il buco del Pdl lombardo ammonta a 300mila euro di contributi non versati dagli eletti. Ciellini ed ex An sarebbero perfettamente in regola con i versamenti mensili. Uniche eccezioni, una per parte, un assessore regionale al terzo mandato e un senatore della Repubblica. Morosi totali, pare. Tra gli altri emergono i nome di Angelo Gianmario, Massimo Buscemi, Giorgio Pozzi, Massimo Ponzoni. Tutti risulterebbero, chi più chi meno, in ritardo coi versamenti. Il coordinatore regionale Mario Mantovani: «Non abbiamo il potere di sollecitare i pagamenti». MARZIO BRUSINI a pagina 39 REGIONE LOMBARDIA Silvio e la Lega «La giunta è solida» di TIZIANA LAPELOSA L'ex premier: nessun problema tra Pdl e Lega, la giunta regionale non è a rischio. a pagina 39  «Se Amat perde la sua indipendenza diventa solo il supporto all'assessore di turno». L'ingegner Adolfo Colombo, già direttore generale di Metropolitane milanesi fino al 2000, è stato fino a settembre l'amministratore unico dell'Agenzia per la mobilità controllata da Palazzo Marino. Spiega Colombo: «Amat lavora in base a modelli scientifici e fornisce alcuni dati. Ma le scelte in materia di trasporti toccano ai politici. I livelli devono restare separati. I miei dissidi con l'ex assessore Edoardo Croci sono nati proprio per proteggere l'indipendenza di Amat». Diversi modelli, diversi risultati. Il papà di Ecopass chiedeva dei dati che gli dessero ragione? «Lui veniva da una formazione accademica, pensava di avere i dati giusti e voleva dal nostro ufficio un supporto a quel provvedimento». MASSIMO COSTA a pagina 38 PROMOZIONI www.cadoroarredamenti.it ARREDA CON IL MASSELLOVia De Amicis, 29/31 MILANO Tel. 02.8321130
10 Giovedì 26 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it AMICIZIE Il viceministro ha fatto una battuta sui ragazzi, ma si guarda bene dallo strigliare la «castina» universitaria. Alla quale, guardacaso, appartiene anche lui le grane di Monti problema del lavoro. La proliferazione degli atenei è diventata evidente negli anni Novanta senza che nessuno riflettesse sulla urgenza di così tanti laureati. Contemporaneamente l'Italia si riempiva di università e di dottori-polli d'alleva mento. FURBATE Ovviamente a nessuno interessava la qualità della laurea; non era un tema politico. L'im portante era far girare fondi, investimenti, risorse, posti di lavoro. Tutto a spese del contribuente. Ma, ripeto, alla qualità dei laureati nessuno badava. Così abbiamo allevato dottori di tutti i colori e di tutte le specie, nelle materie più inutili pur sapendo che non sarebbero serviti a nulla. Al danno s'è poi aggiunta la beffa dei master, delle scuole di specializzazione. «Studia studia», dicevano, «Impreziosisci il tuo curriculum coi master». Alla fine del cinema, il giovane ormai avanti con l'età e col curriculum pieno di titoli bussò alla porta del lavoro. E si sentì dire: «Occupato!». Già, occupato. Nel senso che di posti non ce n'erano, non ce ne sono. E forse non ce ne saranno, perché a forza di sfornare a capocchia laureati in materie inutili ci siamo ritrovati senza laureati in materie che servirebbero o diplomati specializzati che alcune ditte pagherebbero a peso d'oro. Tant'è che quelli bravi il lavoro lo trovano e le aziende fanno di tutto per tenerseli. A ventitre o a ventisei, cambia poco. Il tema è la qualità della laurea, è la serietà di una programmazione universitaria. Invece il dramma è che le università sono diventate un centro di potere. E in non pochi casi una fonte di spreco di denaro pubblico che noi poveri sfigati paghiamo senza accorgercene. Il ministro contestato dai liceali Abolizione del valore legale dei titoli, Profumo tentenna ::: ROMA  È bastata l'indiscrezione sull'ordine del giorno del prossimo consiglio dei ministri, in calendario domani, per scatenare le proteste a colpi di rotoli di carta igienica verso il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo. «Il governo finanzi l'università e non tocchi il valore legale del titolo di studio». Così gli studenti di Link hanno accolto Profumo all'istituto “Fa brizio De Andrè”, nel quartiere romano “La Romanina”. Si tratta di un complesso scolastico i cui lavori di costruzione sono iniziati sette anni fa, ma che non sono ancora terminati. A scatenare la rabbia dell'associazione studentesca, tuttavia, non è stata la mancata entrata in funzione della struttura. A spingerli a issare lo striscione con su scritto “Titolo di studio o carta straccia?” sono state le anticipazioni sulle prossime mosse dell'esecutivo in tema di istruzione. Ad iniziare dalla vagheggiata abolizione del valore legale del titolo di studio di cui si discute, ormai, da decenni. Nel consiglio dei ministri di domani, infatti, accanto alla presentazione di un pacchetto di norme per «semplificare e sburocratizzare i finanziamenti dei progetti di ricerca», Profumo potrebbe sottoporre ai colleghi un ulteriore provvedimento articolato in tre punti. Questi: peso del titolo di studio nei concorsi pubblici; revisione del criterio legato al voto di laurea; diverso accreditamento delle singole università. Il primo punto, ove mai venisse concretizzato in un testo legislativo, eliminerebbe il vincolo tra laurea e concorsi pubblici. Ad eccezione dei posti con specifiche competenze tecniche, per concorrere non sarebbe più richiesta una laurea specifica. E il voto finale incassato alle università, non dovrebbe più far parte degli elementi che servono alla definizione del punteggio. Quanto agli atenei, non sarebbero più considerati tutti dello stesso livello. Le linee guide del programma non sono piaciute agli studenti di Link. Che, approfittando dell'uscita pubblica del ministro, hanno voluto lanciare un avvertimento a Profumo: «Il ministro abroghi la riforma Gelmini, sblocchi il turn over e rifinanzi subito il fondo di finanziamento ordinario e il diritto allo studio. Queste sono le priorità». Per farsi capire meglio, i contestatori hanno consegnato al titolo dell'Istruzione e ai suoi collaboratori alcuni rotoli di carta igienica con sopra riprodotto lo stesso slogan presente sullo striscione: «Titolo di studio o carta straccia?». Profumo, che ieri è stato ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non si è perso d'animo e ha chiesto agli studenti di essere propositivi. Per tutta risposta, ha ricevuto un plico contenente le idee di riforma partorite dagli studenti. «Il ministro scelga da che parte stare: non accettiamo che si utilizzi l'abolizione del valore legale del titolo di studio per legittimare quello che sempre più sta avvenendo: una svalutazione delle università pubbliche e la creazione di pochi centri di eccellenza. Privati, costosi e per pochi». Quindi l'avvertimento: o l'esecutivo rinuncia all'abolizione del valore legale del titolo di studio, o le agitazioni, andate in scena anche a Napoli, Bari, Torino, Salerno e Campobasso, continueranno. «Quella di oggi (ieri, ndr) è solo la prima delle azioni di protesta», hanno avvisato gli studenti. T.M. MALORE PER IL LEADER IDV . Di Pietro in ospedale Un dolore al petto, poi il ricovero al Gemelli: ieri mattina a Montecitorio il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, ha accusato un malore. Nel corso della giornata, fino a tarda sera, Di Pietro è stato sottoposto a esami clinici, che hanno «escluso l'infarto», come ha riferito il deputato Idv e medico Antonio Palagiano. Il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi ha aggiunto: «Probabilmente si è trattato di problemi gastrici». [Olycom] Cos'hanno in comune spogliatoi di calcetto, posteggi accanto a campi rom e aule del Parlamento? Che non ci puoi lasciare oggetti di valore incustoditi. A Paola Goisis, deputata leghista, alla Camera è sparito un collier da tremila euro. Fini pensa a un cartello all'ingresso: «La presidenza declina ogni responsabilità...» il graffio Valori politici ::: segue dalla prima GIANLUIGI PARAGONE . Baroni, sprechi e lauree fuffa La vera sfigata è l'università Martone sbaglia bersaglio: il problema non è l'età in cui si diventa dottori, ma il fatto che i nostri atenei sono troppi, svenano le famiglie per corsi inutili e sfornano disoccupati investire (di questo si tratta: un figlio studente è un investimento) nella laurea piuttosto che nella formazione professionale, meglio se specializzata? Che l'università serva agli stessi professori prima ancora che agli studenti l'ho detto so(...) che uno ha speso nel frattempo. Il guaio è che dovremmo ammettere che la percentuale di sfigati e di pirla è assai alta in entrambi i casi. Per abbattere la prima, cioè quella di chi si laurea fuori corso, basterebbe usare la mano pesante con chi s'attarda negli studi senza avere la giusta causa del lavoro. Due righe e la questione sarebbe risolta. Il fatto è che la situazione non vuole essere risolta dal momento che più gli atenei sono grassi e più possono riempire le stanze di personale vario, da quello amministrativo a quello didattico. Grosso modo è lo stesso motivo per cui non si elimina il valore legale del titolo di studio, il cui reale valore sul mercato oggi è assai inflazionato di per sé. Eccetto per gli ordinari, per gli associati e per i professorini vari, i quali col biglietto da visita impreziosito dal ruolo accademico fanno aumentare le loro parcelle professionali, scrivono libri, pigliano punti e via discorrendo. Dovrebbe saperlo bene monsieur Michel Martone visto che è ordinario di qualche cosa da qualche parte. MAGAGNE Il sottosegretario non denuncia infatti le lagnanze degli studenti tutte le volte che non trovano in stanza il docente o l'assistente il giorno di ricevimento, si guarda bene dal raccontare il tiramolla per la tesi, non infilza la sua stessa categoria a proposito del business dei libri di testo (guarda caso nella stragrande maggioranza dei casi il titolare di cattedra ha scritto uno o due libri da comprare assolutamente perché senza non si può sostenere l'esame…). Sfigati sono soltanto gli studenti. I quali, per l'amor del cielo, se a 30 anni sono ancora alle prese con gli evidenziatori e i libretti, forse farebbero bene a mollare il colpo e mettersi a lavorare perché non c'è più trippa per gatti. E arrivo al secondo punto che mi sta particolarmente a cuore: a cosa serve l'Universi tà? Perché una famiglia, tanto più in tempo di crisi economica e occupazionale, dovrebbe pra e ci sono parecchi libri (ne cito sempre con piacere uno scritto da Perotti qualche anno fa) che lo confermano con tabelle e dati puntuali. Che l'Uni versità serva a così tanti giovani invece è tutto da dimostrare. Per tornare alla frase felice e infelice nello stesso tempo del giovane Martone, verrebbe da domandarsi: perché laurearsi? È quella la riflessione sociale che andrebbe messa a tema. Le università sono diventate un parcheggio giovanile per posticipare il più grande e grave
44 Giovedì 26 gennaio 2012
29Giovedì 26 gennaio 2012CULTURA @ commenta su www.liberoquotidiano.it La ricorrenza dei 300 anni dalla nascita di Federico il Grande (il Re musicista, francofilo e con un debole per i giovani paggi), è dunque arrivata, due giorni fa e in una Germania riunificata. Dal punto di vista territoriale la Prussia venne smantellata alla conferenza di Potsdam del 1945 e sciolta il 25 febbraio 1947. Hitler aveva strumentalizzato il vecchio Fritz, dunque alla fine della guerra uno dei primi obiettivi degli Alleati fu la deprussianizzazione della Germania. Curioso, ma non troppo, che quello stato sia riemerso in qualche modo negli anni Ottanta anzitutto nella Ddr, quando a Berlino Est, lungo la Unter den Linden, venne riposizionato il monumento equestre di Federico. Ai tedeschi piace festeggiare le ricorrenze, dunque in queste settimane non si fanno mancare nulla: nuove biografie, mostre, concerti, il tutto dedicato al Re che fece della Prussia una grande potenza. Anche il presidente federale Christian Wulff ha voluto dire la sua: «Non bisogna farne un mito», ha sottolineato, preoccupato dal possibile recupero dell'icona federiciana creata dai nazisti, «perché per lui non c'era prezzo che fosse troppo alto, pur di ottenere vittoria e gloria». Se si pensa ai regnanti europei contemporanei di Federico non avrebbe potuto dire cosa più banale. VITO PUNZI CHESTERTON A 300 anni dalla nascita La Germania festeggia il Re musicista Federico il Grande La spada dell'ironia in difesa delle piccole patrie europee Esce una rivista tutta dedicata all'inventore di Padre Brown, scrittore profetico e amante del paradosso, che già agli inizi del '900 denunciava l'omologazione ::: ANDREA COLOMBO  Da tempo si parla di Chesterton renaissance. L'in ventore di Padre Brown ormai è considerato ben più che un semplice scrittore di gialli. Filosofo che ha anticipato i tempi, poeta fedele alla migliore tradizione anglosassone, persino pensatore politico ed economista eterodosso. Per tracciare un bilancio della riscoperta di un autore dalle mille sfaccettature, due protagonisti di questa renaissance, i gesuiti della «Civiltà Cattolica» e la casa editrice Lindau, hanno deciso di lanciare anche in Italia una rivista fondata negli Usa nel 1974, la Chesterton Review (da oggi in libreria, pp.188, euro 18). L'occasione è data dal centenario di Padre Brown e della celebre Ballata del Cavallo Bianco. Una pubblicazione che fornisce alcuni contributi sorprendenti. Come la lettera immaginaria che Albino Luciani, prima di diventare Giovanni Paolo I, scrive a Chesterton, originariamente pubblicata dalle Edizioni Messaggero di Padova nel 1978. Luciani cita il monaco Michele de La sfera e la croce: «“Voi cominciate con lo spezzare la croce e finite col distruggere il mondo abituale”. La conclusione del monaco, che è poi la tua, caro Chesterton, è giusta. Togliete Dio, cosa resta, cosa diventano gli uomini? in che razza di mondo ci riduciamo a vivere? - Ma è il mondo del progresso, sento dire, il mondo del benessere! - Sì, ma questo famoso progresso non è tutto quel che si sperava: esso porta con sé anche i missili, le armi batteriologiche e atomiche, l'attuale processo di inquinamento, tutte cose che se non si provvede in tempo minacciano di portare l'uma nità intera a una catastrofe. (...) Senza un parallelo processo morale, interiore e personale, esso - quel progresso sviluppa, infatti, i più selvaggi fondacci dell'uomo, fa di lui una macchina posseduta da macchine, un numero maneggiatore di numeri». Luciani richiama il Chesterton tradizionalista e nemico del progresso tecnologico: d'altronde le biografie sottolineano di come lo scrittore avesse timore persino dell'ascensore, vista come una diabolica trappola futurista. Ma c'è di più. In qualche modo il realismo «medioevale» di Padre Brown, l'antiSherlock Holmes, il nemico di ogni positivismo, l'amico della sensibilità semplice dell'uomo comune, è quanto di più attuale ci possa essere. Mentre le avanguardie letterarie sono ormai archiviate nei musei, la freschezza nazionalpopolare dei racconti di Padre Brown non cessa di stupire. Ci pensa Fabio Canessa a scandagliare le virtù del Chesterton letterario. «Quello che rende Chesterton più scomodo di Kafka, Poe o Nietzsche, e anche di De Chirico, - scrive Canessa - è proprio l'aver voluto darci una risposta, anziché fermarsi alle domande (...). La risposta che costituisce la colpa, e la vera forza, di Chesterton è di avere scommesso coraggiosamente su Dio, anziché sul nulla. A questa colpa si aggiunge l'aggravante di aver usato lo scherzo, l'umori smo come cifra stilistica della sua scrittura; colpa imperdonabile per entrare nel pantheon degli autori seriosi e immusoniti col mondo». Uno scrittore così, che nel pieno dell'ubriacatura avanguardista, agli inizi del ‘900, osava recuperare la saggezza popolare del medioevo, non poteva non intervenire anche nelle sfere sociale e politica, devastate da guerre e ideologie contrapposte. È compito del padre basiliano Ian Boyd, il fondatore della Chesterton Review, fare il punto su questo aspetto dello scrittore. Chesterton parte dal nucleo fondante di ogni società per sviluppare la sua filosofia sociale: «La casa è l'unico luogo di libertà. L'istituzione della casa è la nostra unica istituzione anarchica. Vale a dire, è più antica della legge, e si trova al di fuori dello Stato... L'anar chia funziona bene in una casa privata». «Eppure – nota padre Boyd - questa filosofia sociale basata sulla famiglia contiene altri elementi che sono più caratteristici di un conservatorismo tradizionale che di una filosofia anarchica». Infatti Chesterton si chiede: perché non riportare indietro l'orologio della storia? Contro i grandi monopoli, l'appiatti mento delle differenze imposta dalla globalizzazione, lo scrittore proponeva la «libertà di ripristino» che esalta ciò che è piccolo e locale. Oggi si direbbe: piccole patrie, difesa dei dialetti e delle tradizioni per fermare l'omologazione. Allora Chesterton coniò il termine «distributivismo». Di fronte all'uomo abbruttito dal lavoro in fabbrica, allo schiavo salariato dell'incubo impiegatizio, Chesterton esaltava la libertà del contadino proprietario terriero. Un'esaltazione forse romantica, ma certo in linea con le tematiche del ritorno alla terra, della decrescita, di tanto ecologismo contemporaneo. E allora quella che potrebbe sembrare una visione riduttiva e semplicistica del problema sociale, emerge in tutta la sua attualità, soprattutto in questi tempi di crisi. ::: Un imitatore sul web Il giallo di Cormac McCarthy fa impazzire i fan su Twitter ::: GIORDANO TEDOLDI  Cormac McCarthy che apre un account su Twitter, roba da non crederci, infatti non era vero. Lo scrittore più riservato e misterioso dai tempi di Omero, l'uomo che fa parlare gli eroi dei suoi romanzi per monosillabi o sentenze da profeta biblico, poteva mai aprire un account sullo scemenzaio cinguettante? In effetti la brevità si addice a McCarthy, e così tre giorni fa la comunità di Twitter, non soddisfatta dei tweet di Salman Rushdie che cerca di rimorchiare soubrette ventenni come un adolescente su una chat erotica, o delle inanità di Bret Easton Ellis, ex scrittore di talento ormai bollito che cinguetta la sua ammirazione per i glutei scolpiti di qualche attore nell'ultimo film che ha visto (Ellis ormai passa le giornate in palestra e davanti alla tv, lo preferivamo quando succhiava cocaina come un formichiere) entra in fibrillazione: @CormacCMcCarthy, da Santa Fe, «padre, marito e scrittore», è sceso tra noi mortali! Proprio lui, l'autore di Non è un paese per vecchi, libro che qualcuno ha letto ma di cui tutti parafrasano il titolo, tanto che per un periodo non passava giorno che qualche brillante intellettuale non dicesse, sospirando: «Ahimè, l'Italia non è un Paese per onesti» o una femminista: «L'Italia non è un Paese per donne». Veniva voglia di invocare una vecchia rubrica del New Yorker: «Block that metaphor», fermate quella metafora. Ma che scriveva il presunto Cormac? Essenzialmente, come ogni altro su twitter, le cose che normalmente mugugneresti a denti stretti ma che ti vergogni persino di aver pensato. 23 Gennaio, giorno dell'esordio dell'account, rivolto alla scrittrice Margaret Atwood: «Prego scusami l'in trusione, Handmaids Tale [romanzo pubblicato in Italia col titolo Il racconto dell'ancel la] è un'opera che durerà negli anni». Un frase che più che dalle ruvide labbra in cuoio di alligatore di McCarthy, sembra uscire dalle fauci dalla salivazione azzerata di Fantozzi: «Prego, scusi», e il tono adulatorio neanche dovesse elogiare il montaggio analogico della corazzata Kotiomkin. La Atwood risponde: «Ciao! Ho sempre adorato il tuo lavoro! Amici di Twitter, per favore [è un vizio!, nda] date il benvenuto a Cormac McCarthy!», e il falso Cormac twitta: «Grazie». E la frittata della bufala è fatta. Lo pseudoCormac, rinvigorito dall'expertise della bisbetica scrittrice canadese, comincia a twittare perle di saggezza, come quelle che sparano nel nulla cosmico i suoi personaggi: «Un bambino che nuota nell'oceano di Twitter. Vigile e crudo e allegro». E ancora: «Mi sento come un bambino oggi. Sono consumato solo all'esterno». E poi: «Il lavoro del giorno è fatto. Annuso il pranzo. Mi piace guadagnarmi il pranzo. Oggi è stato un buon giorno di lavoro. Tempo di famiglia adesso. Storie a tavola». Questa epopea di scempiaggini sarebbe andata avanti chissà per quanto, sennonché entra in scena una donna e tutto il castello di carte crolla, a dimostrazione che forse l'Italia non è un paese per donne ma su twitter gli uomini sono tutti boccaloni. Lei è Sarah Weinman, scrittrice e giornalista, che ritwitta il messaggio di un tale che, presumibilmente costernato e alle prese con supporto terapeutico, si domanda, «Cormac McCarthy su Twitter, dove andremo a finire» (purtroppo non ha aggiunto «signora mia»). Il retweet viene intercettato dall'editore di McCarthy, Vintage, che risponde a Sarah: «Non ti preoccupare, lui non ha nemmeno un computer, abbiamo verificato e l'account è falso». Il soufflé si sgonfia e dai recessi virtuali di Twitter si sente un collettivo sospiro di sollievo. Che si traduce verbalmente nella prevedibile reazione dei cinguettatori: ah, meglio così, sarebbe stato terribile se anche un duro come Cormac McCarthy, che scrive ancora con la macchina da scrivere, si fosse mescolato a noi. Insomma il rovescio della famosa battuta di Groucho Marx: «Non vorrei mai far parte di un club che ammettesse tra i suoi soci uno come me». Su Twitter diventa: «Non vorrei mai che Cormac McCarthy facesse parte di un social network dove sparo cretinate dalla mattina alla sera». Ma il commento più bello è quello, lapidario, di un utente che legge la smentita sul blog del Guardian: «Per favore teneteci al corrente la prossima volta che nulla accade su Twitter». Ecco, noi l'abbiamo appena fatto. Prego, scusi. . PATRIOTA TRADIZIONALISTA Sopra, lo scrittore inglese G.K.Chesterton (1874-1936). A destra, il primo numero dell'edizione italiana della «Chesterton Review»
41Giovedì 26 gennaio 2012CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it La Regione: pochi danni ai palazzi Terremoto a Milano: scuole e uffici evacuati Scossa di 4.9 gradi. Controlli su 400 edifici. Raffica di chiamate ai vigili del fuoco: nessun ferito ISTITUTO INAGIBILE In via Pisa alunni a casa per due giorni Una scuola oggi rimarrà chiusa per colpa del terremoto. E' il complesso di via Ugo Pisa, che raccoglie un'elementare da 343 alunni e una scuola media da 156 studenti. La scossa di terremoto avvertita ieri in tutta Milano non ha fatto danni, ma tanta paura sì. Soprattutto nelle scuole, dove gli studenti sono stati tutti evacuati. Solo in tre strutture, però, è stato ritenuto necessario un ulteriore controllo: quello di via Ugo Pisa, la scuola primaria di via Sant'Orsola (che ha 296 alunni) e il plesso di via Ariberto (nido 66 bambini, materna 65, elementare 441. Al termine dei sopralluoghi i Vigili del Fuoco hanno dichiarato agibili Sant'Orsola e Ariberto, ma non via Ugo Pisa. La scuola rimarrà pertanto chiusa oggi e domani. Una decisione definitiva sarà presa in seguito a ulteriori verifiche tecniche sullo stabile. L'Amministrazione comunale aveva già programmato per giugno 2012 la demolizione e ricostruzione dell'edificio di via Ugo Pisa. ::: SALVATORE GARZILLO  Il lampadario oscilla, il letto trema. Lo spazzolino tintinna nel bicchiere e la libreria perde qualche libro. Sono le 9.06, Milano si sveglia con uno scossone da paura. Meno di dieci secondi che gettano nel panico chi ha sentito la scossa e intasano i centralini di 118, vigili del fuoco e polizia. I milanesi scendono in strada, più sorpresi che spaventati dal fenomeno, ma pochi minuti dopo sono di nuovo in casa o in ufficio a commentare il fuoriprogramma. Solo intorno alle 10 si scopre che l'epicentro di magnitudo 4,9 della scala Richter è stato in provincia di Verona e che si è registrato a una profondità di 33,2 chilometri. Nessun ferito e minimi anche i danni, limitati alla rottura di alcune finestre del centro direzionale e commerciale di Milanofiori ad Assago. Per le piccole crepe comparse in giro è stata subito attivata la squadra formata da tecnici comunali e vigili del fuoco che nel corso della giornata ha eseguito sopralluoghi in quattrocento istituti. Gli esperti dicono che le condizioni delle scuole in città non destano preoccupazione, a esclusione di tre casi per cui è necessario un approfondimento. Tutti istituti per i più piccoli: una scuola per l'infanzia di via Affori, dove gli alunni sono stati spostati in un'altra aula fino a quando non verrà chiarità l'entità del danno; una materna di via Ariberto, dove i bambini sono stati trasferiti nella struttura di via San Calocero; e una materna di via Bergognone, da cui i bambini sono stati evacuati al piano terra in attesa dei controlli all'edificio. A pochi minuti dal sisma l'as sessorato all'Educazione e Istruzione ha diramato un ordine a tutti i dirigenti scolastici con l'in dicazione di seguire le procedure d'evacuazione previste, ovvero portare i ragazzi all'esterno o farli riparare sotto i banchi. Le operazioni sono state coordinate dalla vicesindaco e assessore all'Educazione Maria Grazia Guida e dal direttore dell'Ufficio scolastico territoriale Giuseppe Petralia, ma nonostante le loro rassicurazioni molti genitori hanno preferito portare i figli a casa. Oltre trecento telefonate di milanesi preoccupati hanno mandato in tilt i centralini, eppure gli interventi collegabili al terremoto sono soltanto tre. Si tratta di un'anziana con problemi di cuore per cui è stato necessario il ricovero in ospedale per un malore causato dal forte spavento; una studentessa di 15 anni in preda a una crisi isterica mentre si trovava in classe in una scuola di via Bistolfi; e una donna di 55 anni scivolata nel tentativo di scappare il più in fretta possibile dal suo appartamento. Scene da panico in piazza Cordusio, dove i clienti delle Poste sono scappati a gambe levate al primo tremore del palazzo. Spavento vero, invece, per i cittadini di Brescello, il paese di Peppone e don Camillo, dove è stata avvertita la scossa più forte. «È stata una scossa forte, l'abbiamo avvertita molto bene e siamo usciti in strada», racconta un dipendente comunale al microfono di una giornalista. «Abbiamo avuto un po' di paura, poi ci siamo tranquillizzati e dopo un po' sia mo rientrati in municipio. In Comune non ci sono stati danni, anche in piazza non se ne vedono». Il sismologo Alessandro Amato dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha spiegato che «il sisma è legato ai movimenti della placca Adriatica, che si estende sotto l'area della pianura Padana e si deforma verso Sud, per poi scendere sotto l'Ap pennino». Poi conclude con un annuncio che fa tremare: «Stiamo registrando degli “after shock”, scosse successive a quella principale. Per cui sono possibili altre scosse nelle prossime ore».
36 Giovedì 26 gennaio 2012
In mostra al Louvre la «Sant'Anna» di Leonardo da Vinci Dal 29 marzo il Louvre esporrà la «Sant'Anna con la Vergine, il Bambino e l'agnello» in una mostra dedicata agli ultimi vent'anni di Leonardo da Vinci. In questa occasione, sarà possibile verificare la fondatezza delle polemiche che stanno accompagnando il restauro del capolavoro. L'intervento è affidato all'italiana Cinzia Pasquali con la direzione di Vincent Pomarede, attuale direttore del Dipartimento di pittura del Louvre Morto il pittore de Francia, l'allievo inglese di Guttuso L'artista britannico di origine francese Peter de Francia, pittore del realismo con accenti espressionisti che fu allievo di Renato Guttuso, è morto all'età di 91 anni per una polmonite dopo una lunga battaglia contro il diabete. Si era affermato presso la critica nel 1959 con una grande tela, «Il bombardamento di Sakiet», ispirata dall'uccisione di 79 persone in un villaggio della Tunisia, Abbiamo visto l'opera contestata Lo spettacolo «blasfemo» è solo osceno La pièce di Castellucci punta a choccare con fiumi di feci e nudi di anziani. Ma non sa andare oltre la provocazione sterile. E per gli intellettuali «laici» è già il simbolo della lotta alla Chiesa ::: Su «Vatican Insider» La storia piena di equivoci della «scomunica» vaticana ::: ANDREA TORNIELLI  Come e perché la Santa Sede ha deciso di scendere in campo contro la pièce teatrale di Romeo Castellucci, Sul concetto di Volto nel Figlio di Dio? Si è trattato di una scelta voluta e programmata? E in che modo il Papa e i vertici della Segreteria di Stato sono stati coinvolti? Sono domande alle quali non è stata data risposta, dopo l'avve nuta pubblicazione online, la scorsa settimana, di una lettera della Segreteria di Stato al padre domenicano Giovanni Cavalcoli, in risposta a una missiva da lui inviata al Pontefice l'8 gennaio. Cavalcoli nella sua lettera definiva «indegno e blasfemo» lo spettacolo. (...) Otto giorni dopo al frate domenicano giungeva una risposta privata e non protocollata della Segreteria di Stato, a firma dell'assessore, Brian Wells, nella quale, si parla dell'opera teatrale «che risulta offensiva nei confronti del Signore nostro Gesù Cristo e dei cristiani». «Sua Santità», si legge nella missiva vaticana, «auspica che ogni mancanza di rispetto verso Dio, i santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi pastori». La lettera è stata diffusa da padre Cavalcoli sul sito web Ri scossa Cristiana e quindi inviata ai giornalisti dal Comitato San Carlo Borromeo (...). Le parole della lettera della Segreteria di Stato sono state presentate come un pronunciamento ufficiale della Santa Sede sullo spettacolo e fatte risalire direttamente al Papa. In realtà, confermano a Vatican Insider diverse autorevoli fonti vaticane, quella a padre Cavalcoli era una risposta di routine, scritta dagli uffici senza coinvolgere l'en tourage papale: non soltanto non è stato investito della questione direttamente Benedetto XVI, ma nemmeno il Segretario di Stato Tarcisio Bertone o il Sostituto Giovanni Angelo Becciu. Le prime righe della lettera riferite alla pièce teatrale «che risulta offensiva nei confronti del Signore nostro Gesù Cristo» altro non erano che il riecheggiare (...) delle parole scritte dallo stesso Cavalcoli. (...). Allo stesso modo, il pensiero attribuito al Papa, con l'au spicio che «ogni mancanza di rispetto verso Dio, i santi e i simboli religiosi» possa trovare una «reazione ferma e composta», rappresentava un riferimento generico con il quale non si intendeva far pronunciare Benedetto XVI nel merito di questo specifico spettacolo. La Santa Sede aveva tutti gli strumenti per pronunciarsi, ma la consegna era sempre stata quella di lasciare ai vescovi eventuali iniziative. Che cosa è accaduto allora? La pubblicazione online della lettera vaticana a Cavalcoli ha fatto notizia. In particolare, molti hanno voluto leggere tra le righe nella frase sulla reazione «ferma e composta» guidata dai vescovi un rimprovero alla curia di Milano, che qualche giorno prima aveva pubblicato un comunicato sull'argomento. (...) Così, per rispondere a chi chiedeva lumi sull'autentici tà della lettera, e per evitare che le parole in essa contenute fossero interpretate come una sconfessione dell'ar civescovo di Milano, padre Federico Lombardi, in accordo con i suoi superiori, è dovuto intervenire. (...) a malapena a biascicare parole incomprensibili fra un tremolio e l'altro. Poi il figlio, già incravattato per andare al lavoro, in procinto di uscire in tutta fretta. Sennonché il padre se la fa addosso. Riempie il pannolone di escrementi vischiosi, sporca la camicia, l'accappa toio. Il figlio, pietoso e amorevole, lo fa alzare, con una spugna gli lava il sedere, che ci viene esibito in tutto il suo merdoso splendore. Il padre comincia a piangere, nella scarsa lucidità che gli è rimasta si vergogna, comprende di non essere altro che un sacco di carne. Appena il giovane ha finito di pulire, il padre se la fa sotto di nuovo. La procedura riprende da capo: pulitura in bella vista, cambio del pannolone e dei vestiti, mentre il cellulare nella giacca del figlio squilla e squilla (il lavoro chiama, si fa tardi). ANCORA CACCA Quando sembra tutto a posto, il pannolone del vecchio si riempie di nuovo, mostruosamente. Non fosse patetico, sembrerebbe una barzelletta. Nulla ci viene negato da Castellucci: né le scorregge del padre che annunciano una nuova scarica né la visione degli escrementi liquidi che gli imbrattano le gambe né la lancinante tiritera dei lamenti dell'anziano che sembra sciogliersi dall'inter no. L'iperrealismo delle scene è terribile, ferisce. Il regista vuol portare il pubblico all'esasperazione assieme al suo personaggio, quel figlio che a un certo punto non regge più e comincia a sbraitare, si arrabbia con il genitore, con la vita, con se stesso. Siamo alla conclusione. Il vecchio, quasi completamente insozzato, è seduto sul letto e singhiozza. Prende un recipiente colmo di liquido scuro: è inchiostro, quello delle Sacre scritture (si trova sul comodino, come una Bibbia), ma non si distingue dalle feci. Se lo versa addosso, lo sparge in giro, facendo definitivamente esplodere il suo ragazzo che - allo stremo - si appoggia alla gigantografia del volto di Cristo. Poi gli attori spariscono, rimane solo il dipinto di Antonello da Messina, delle voci inquietanti sussurrano: «Ge-sù, Ge-sù». Quello strano liquido scuro ricopre tutto il quadro, che viene strappato dall'interno, rivelando la scritta: «Tu non sei il mio pastore» (il «non» prima non si vede, poi appare a intermittenza). Al Parenti segue dibattito. L'unico cattolico presente è Vito Mancuso, teologo di Re pubblica ostile a Ratzinger. Lo scrittore Antonio Scurati, tra gli applausi, fa capire l'an tifona: non siamo qui per giudicare se lo spettacolo sia bello o brutto, ma per protestare contro l'invadenza politica della Chiesa che voleva censurare la pièce. L'attore Filippo Timi e gli altri ospiti (atei come Giulio Giorello, per dire), ripetono il ritornello. Che colpo, ragazzi. Sono riusciti a buttare l'arte in politica, si sono posti sullo stesso piano di chi voleva censurare lo spettacolo senza averlo visto. Noi invece dobbiamo giudicare se la pièce è bella o brutta. Su questo giornale abbiamo difeso il diritto di Castellucci a essere rappresentato, ma soprattutto il nostro diritto a giudicare, e nessuna protesta anticlericale o antiebraica o chissà che può togliercelo. Il giudizio è negativo. Che cosa vuol dimostrare il regista? Che la vita può essere una merda? Grazie, lo sapevamo già, ci bastava aprire il giornale. GIÀ VISTO, GRAZIE Voleva fornirci la sua versione del «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato»? Apprezzabile, ma forse qualcosa di più si poteva osare. Mostrarci culi flaccidi, merda liquida e scorregge è di grande impatto. Ma è superficiale. La pièce di Castellucci sembra un'opera di Damien Hirst: grande evento mediatico, forte impressione al primo istante, un vero choc. Poi, il nulla. Migliaia di autori ci hanno già raccontato che il mondo sa essere crudele e l'esistenza è apparentemente priva di senso. Però sul palco di Castellucci c'era un enorme Cristo. Che ci stava a fare? Sembrava impassibile davanti alla sofferenza, anzi pareva esibisse un sorrisetto sarcastico. Non parlava, non offriva nessuna speranza, era una tavola inerte. La domanda eterna (perché Dio permette il male?) echeggiava nel teatro priva di replica. Dopo tutto, questo è ciò che pretendono i grandi intellettuali. Finché si parla di Cristo accusandolo, addossandogli il male; finché si esalta «il dubbio» e la fede vacilla, tutto bene. Ma se quel Cristo desse una risposta, offrisse conforto, allora si finerebbe a fare del teatro cattolico, si passerebbe dalla parte della Chiesa oscurantista. Castellucci rimane fedele alla linea. Fa di tutto per disgustarci, come di moda fra gli artisti contemporanei. Non ha il coraggio di fare un passo in più, glorifica la ricerca in quanto ricerca: eppure, se il sentiero che si segue è senza meta, non si sta più camminando, si vaga dispersi. Nel suo spettacolo, Cristo non serve a nulla se non a essere dilaniato, a turbare e sollevare polemiche. Terminato il disgusto per le feci, nulla ci rimane nel cuore. Alla fine, il vero scandalo è ancora una volta il Dio diventato carne che dà risposte e indica una via. Più scandaloso di qualsiasi vecchio moribondo nudo su un palco. Più scandaloso della merda oscena, pornografica, non blasfema - che si rivela la materia di cui sono impastati i sogni degli artisti di oggi. IL DOLORE DEL PADRE Una delle scene conclusive dello spettacolo di Romeo Castellucci Sul suo blog Vatican Insider, il vaticanista dellaStampaAndrea Tornielli ha ricostruito la genesi delle lettera con cui la Santa Sede avrebbe condannato la pièce di Castellucci. Ne riportiamo alcuni brani. L'integrale sul sito vaticaninsider.lastampa.it. ::: segue dalla prima FRANCESCO BORGONOVO .
32 Giovedì 26 gennaio 2012
19Giovedì 26 gennaio 2012ATTUALITÀ @ commenta su www.liberoquotidiano.it Il disastro del Giglio Ultima beffa della Concordia: il pericolo ora arriva dai detersivi Timore per i liquidi sulla nave. La Costa si difende in Senato: «Mai autorizzato inchini... al telefono non avevamo capito la gravità». Nessuna speranza di trovare vivi i dispersi ::: SALVATORE GARZILLO GROSSETO  Nessuna speranza per i dispersi. «Pensare di trovare ancora qualcuno vivo sarebbe un miracolo». Le parole del capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, tolgono il fiato ai parenti dei passeggeri scomparsi e richiudono il mare sopra William Arlotti, la figlioletta di 5 anni Dayana e tutti gli altri che ancora mancano all'appello. Le ricerche proseguono ma, come già intuito nei giorni scorsi, le operazioni dei sommozzatori sono ormai di recupero e non di salvataggio. «Un tragico incidente che non doveva avvenire e poteva non avvenire». Con queste parole Pierluigi Foschi, presidente e amministratore delegato di Costa Crociere, definisce la tragedia avvenuta il 13 gennaio scorso a largo dell'isola del Giglio. Lo fa nel corso di un'audizione convocata in Senato dalla commissione Lavori pubblici, in cui spiega cosa è accaduto quella notte e quali sono le responsabilità da attribuire alle parti. Riguardo alle informazioni comunicate dal comandante Schettino, spiega che il direttore delle operazioni marittime Ferrarini «non aveva compreso che vi fosse una situazione così di emergenza a bordo». E a chi parla di equipaggio non sufficientemente addestrato, risponde che si tratta di «accuse ignobili e ingiuste». Il grande giorno di Costa si risolve in un gioco di attacco e difesa senza esclusione di colpi. Sul tema del presunto lavoro nero sulla nave Foschi è perentorio: «È impensabile che una compagnia come la nostra si possa permettere di avere clandestini. Sui nostri accessi a bordo c'è un sistema all'avanguardia. Tutti sono fotografati e registrati con un codice. Per la compagnia è ignobile dire che c'è lavoro nero». Se il concetto non fosse abbastanza chiaro, ricorda che «dal 2003 abbiamo una certificazione sul lavoro e siamo gli unici ad averla adottata. I nostri fornitori devono certificare di non utilizzare lavoro minorile, vengono garantite parità di religione, di paga, e genere. Siamo sotto controllo stretto dell'autorità americana». L'ultima frase serve quasi a sottolineare la professionalità dell'azienda e l'impossibilità di commettere errori. Eppure le dichiarazioni del procuratore generale della Toscana Beniamino Deidda circa una colpa oggettiva della compagnia - «l'armatore è garante delle norme di sicurezza e ne è responsabile» - sembrano smontare la difesa di Foschi, che in Senato ha negato di aver concesso l'autorizzazione all'“inchi no” davanti al Giglio. «Il fatto di avvicinarsi alle coste non è vietato, di per sé non è una pratica rischiosa se si seguono i protocolli. Ma di certo non si fa navigando alla velocità di 16 nodi in quelle condizioni. Quella nave lì non ci poteva essere». L'ad ha infine spiegato che «quasi tutti i passeggeri sono stati fatti sbarcare dalla nave a breve tempo dall'ur to» e che la storia della scatola nera rotta da 15 giorni raccontata da Schettino durante l'inter rogatorio è completamente falsa. Ma a quasi due settimane dall'incidente la preoccupazione è un'altra: salvare le coste del Giglio. Ormai è certa la contaminazione: centinaia di chili di detersivi si stanno sciogliendo in mare. Secondo l'Arpat l'acqua attorno alla nave ha la stessa concentrazione di inquinanti di aree industriali come Porto Marghera e Piombino. Martijn Schuttevaer, portavoce dalla società olandese Smit Salvage incaricata di recuperare le 2400 tonnellate di carburante, ha detto che «è realistico pensare di iniziare il pompaggio sabato». Intanto, Gabrielli ha inviato una diffida alla Costa che ancora non ha depositato un piano di recupero e smaltimento dei rifiuti provenienti dalla Concordia. La prima udienza dell'inci dente probatorio è prevista per il 3 marzo. Per quel giorno il gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, ha convocato tutti i membri dell'equipaggio e i passeggeri al teatro Moderno di Grosseto: 4.228 parti offese. Tutti contro il comandante Francesco Schettino e il suo vice Ciro Ambrosio. Alla ricerca dei dispersi Ansa L'invito di Confconsumatori «Non accettate risarcimenti flash dalla Costa Crociere» Sul Corriere di ieri Gian Antonio Stella si è indingnato con lo Spiegel per il pezzo, raccontato anche da Libero, su Schettino archetipo dell'italiano medio. Articolone denso di antichi livori italo-tedeschi e col ditino alzato nei confronti del collega tedesco così razzista e spocchioso. Il quale però copiava a man bassa la tesi dell'italiano che fa cazzate cercando «la bella figura» diffusa da un certo Beppe Severgnini. Che scrive sul Corriere di Stella. Poi dicono che in Italia non c'è libertà di stampa. il graffio La memoria del «Corriere» Da giorni le ricerche dei sommozzatori proseguono senza sosta (Lapresse)::: LA SCHEDA UN MIRACOLO «Pensare di trovare ancora qualcuno vivo sarebbe un miracolo». Le parole del capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, tolgono il fiato ai parenti dei passeggeri scomparsi e richiudono il mare sopra William Arlotti, la figlioletta di 5 anni Dayana e tutti gli altri che ancora mancano all'appello. LE RICERCHE Le ricerche proseguono ma le operazioni dei sommozzatori sono ormai di recupero e non di salvataggio. ::: PARMA  Non accettate, almeno per ora, risarcimenti «flash» da parte di Costa Crociere: meglio rifiutare e consultare il Comitato naufraghi. È il consiglio di Confconsumatori agli oltre 4mila passeggeri che erano a bordo della Costa Concordia naufragata. Secondo l'asso ciazione, che ha sede a Parma, la compagnia da qualche giorno sta inviando ai passeggeri lettere in cui «offre il rimborso di quanto pagato per l'acquisto della crociera e il risarcimento di danni patrimoniali emergenti, invitando i passeggeri a compilare un apposito elenco». Offerte parziali secondo la Confconsumatori che aggiunge: «Anche se costituiscono un segnale di disponibilità da parte della compagnia, tuttavia, non possono risarcire l'inte gralità dei danni subiti dai passeggeri». Da qui, quindi, l'invito rivolto ai passeggeri a non firmare «alcuna lettera liberatoria che eventualmente venisse richiesta, e prima di accettare e incassare quanto oggi offerto, consigliamo di precisare con lettera raccomandata a/r che le somme vengono accettate esclusivamente in acconto del maggior importo spettante a qualsiasi titolo». Nel dubbio, conclude Confconsumatori, meglio rivolgersi direttamente al Comitato naufraghi, attraverso una delle associazioni dei consumatori che vi hanno aderito. Era in bicicletta Scippata in centro a Milano, 50enne in coma ::: MILANO  Codice rosso. La vita appesa a un filo per uno scippo andato male. Mentre scriviamo Alessandra G., milanese di 54 anni, è in coma in un letto del Policlinico di Milano circondata da medici che non sanno se riuscirà a superare la notte. Alessandra è l'ultima vittima della violenza nelle strade del capoluogo lombardo, l'ennesima finita in ospedale mentre passeggiava in bicicletta. Il fatto è avvenuto alle 19 di ieri nella centralissima piazza Repubblica: la donna stava attraversando la piazza a bordo della sua bicicletta in direzione del Duomo, quando a metà strada, nei pressi dell'incrocio con viale Monte Santo, è stata affiancata da due uomini su uno scooter grigio, entrambi col volto coperto da un casco jet. L'obiettivo era la borsa avvistata nel cestello della donna. Quando uno dei due ha cercato di afferrarla, Alessandra si è spaventata e ha cercato di evitarlo con un manovra brusca. Non è ancora chiaro se sia riuscita nell'in tento di salvare la borsa, ma è sicuro che il movimento l'ha fatta sbandare fino a farle perdere il controllo del mezzo. In un secondo è finita a terra, priva di sensi. Un testimone, il primo a chiamare i soccorsi, ha raccontato che la donna ha battuto la testa con una forza spaventosa e che poi è rimasta lì, ferma. Immediati i soccorsi del personale del 118 che l'hanno ricoverata al vicino Policlinico in condizioni gravissime. Codice rosso, appunto. In coma in attesa di scoprire se riuscirà a cavarsela. Per ora sono poche le informazioni sulla donna, si sa soltanto che è sposata. Tutte le energie della polizia, arrivata sul posto per i rilievi, sono impegnate alla cattura dei due criminali. L'unico testimone oculare ha raccontato con sconforto di non essere riuscito a segnare il numero di targa dello scooter, ma gli investigatori sperano che le tante telecamere installate nella zona possano aiutarli nelle ricerche. L'episodio di ieri è l'ennesimo in una città che da qualche tempo sembra aver smarrito la corazza protettiva tanto famosa. Secondo i dati diffusi dalla Questura a dicembre, nel 2011 c'è stato un aumento dei reati del 5,58 per cento rispetto al 2010, con un picco relativo proprio ai reati predatori: furti (+12,31%) e rapine (+6,46%). Dal 2010 sono inoltre aumentati i furti di motocicli (31,97%), d'auto in sosta (19,35%), nelle abitazioni (14,41%), e i borseggi (18,75%); segno positivo anche per le rapine commesse in strada (+13.03%). Durante la presentazione del report di fine anno, il questore Alessandro Marangoni disse che i 4.419 reati in più denunciati rispetto al 2010 sono «un leggero aumento su un trend che negli anni passati era in costante discesa; un ritorno fisiologico dopo una striscia positiva di diversi anni». Non solo, secondo il questore la colpa sarebbe della crisi imperante che avrebbe colpito anche Milano: «Si è registrato un aumento dei furti negli esercizi commerciali e sempre più spesso di alimentari. Un fatto riconducibile a stati di indigenza particolari». Una possibilità che non convince i tanti detrattori di Pisapia, per i quali la ricetta del neo sindaco di integrazione a tutti i costi e trasformazione del corpo della polizia locale, ha fatto danni enormi. “Menzogne leghiste”, ha tuonato qualche tempo fa Pisapia,ma forsenonavevaletto undato: nel 2010 il report annuale segnò una diminuzione dei reati del 32 per cento.
Giovedì 26 gennaio 2012
15Giovedì 26 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it STRATEGIA DEL PANICO Tanto allarme per nulla? La migliore difesa da certi pm Edifici evacuati in assenza di rischi concreti. Non è follia ma un modo per evitare un nuovo caso Bertolaso, l'ex capo della Protezione civile a processo per il sisma non previsto ::: TERREMOTO Parla un sismologo dell'Ingv «L'allerta resta alta per i prossimi giorni» (...) particolari se non alla navata centrale della Santa Maria Nascente di Brescello, la chiesa allegra di Don Camillo e Peppone, dio li abbia in gloria. Per il resto qualche tavolo ballava la samba, i lampadari si contorcevano, certi letti rullavano come nell' Esorcista. Chi scrive -memore del sisma del Friuli del '76- ha respirato panico per un attimo. Poi ho visto mio figlio di cinque mesi ridere come un pazzo aggrappato alla culletta mentre la vicina ottantaquattrenne scendeva tranquillamente le scale fischiettando; e lì mi sono tranquillizzato. Ma ero l'unico. Almeno a detta dei tiggì. Il resto del mondo, intorno, sembrava avvolto da una strana forma di psicosi. E qui torniamo ai maledetti paleosismologi improvvisati: gente che dalle scuole, dagli uffici, dagli altri scranni dei pubblici incarichi, lanciava moniti da apocalisse, e tambureggiava una sola parola: «Evacuazione!». Evacuazione, un pensiero ardito. Certo, dopo ci sono state altre piccole sette scosse, impercettibili ad orecchio umano, il mitico “sciame sismico” che una volta nessuno conosceva prima che ne parlassero in tv; e che ora -come il Luminol dei telefilm polizieschi o lo schema “ad albero di Natale” di Ancelotti- è diventato patrimonio lessicale dell'umanità. Ma, diavolo, c'è qualcuno che possa prevedere davvero la prossima scossa, o la direzione d'uno sciame sismico? La terra si stiracchia, e subito ti pare di vederli, le migliaia di sismologi della scuola Bruno Vespa con l'orecchio incollato al terreno, moderni Apache attenti allo sferragliare lontano della Ferrovia. Non c'era nessun allarme ufficiale, ieri; la stessa Protezione Civile ha tentato di rassicurar. Ma il panico è dilagato lo stesso. A Verona -uno degli epicentri del terremotino- nonostante l'in vito del sindaco Tosi a non cedere ai falsi allarmismi, la scuole sono state chiuse e lo rimarrano anche oggi in attesa di non si sa cosa. Sciame sismico, forse. A Bologna, Modena e Reggio Emilia -altro epicentro- la gente s'è rovesciata nelle strade, perchè qualcuno ha messo in giro la voce che la Prefettura aveva diramato l'ordine di sgombero degli edifici. Non era vero, naturalmente, ma se metti agl'italiani una pulce nell'orec chio s'immaginano sempre che Godzilla stia per arrivare in città. Eppoi tre treni regionali e quattro Eurostar si sono bloccati nell'in naturale silenzio dell'attesa, con ::: PAESE A RISCHIO IL 40% DEI COMUNI In Italia 725 comuni sono potenzialmente interessati da un alto rischio sismico, mentre 2.344 sono a medio rischio. Nei primi risiedono circa 3 milioni di abitanti, nei secondi 21,2 milioni. Il 40% della popolazione italiana risiede in zone ad elevato rischio. E il 60% degli 11,6 milioni di edifici italiani (a prevalente uso residenziale) è stato realizzato prima del 1971. VENETO ED EMILIA Tra le regioni più in difficoltà ci sono il Veneto dove sono ben 551.473 i cittadini che risiedono in zone ad elevato rischio sismico, in Emilia Romagna raggiungono persino quota 1.308.443. ritardi compresi fra 20 e 30 minuti; la circolazione sulle linee Bologna-Verona e Modena-Verona è stata sospesa dalla mezzanotte «per consentire le verifiche tecniche». A Milano, molti genitori, presi d'assalto i taxi, si sono precipitati nelle scuole a riprendersi i figli: un arrembaggio frenetico che presidi e direttori didattici hanno benedetto non senza un sospiro di sollievo. Perchè proprio qui sta il nocciolo della questione. Dopo L'Aquila è cambiata la percezione degli eventi naturali e dei rischi connessi. Sarà un caso ma proprio l'altro giorno l'ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica dell'Aquila per omicidio colposo. Secondo i tecnici «ciò potrebbe portare ad un processo bis del procedimento contro la Commissione Grandi Rischi - riunitasi nel capoluogo abruzzese il 31 marzo 2009, cinque giorni prima del tragico terremoto - accusata di avere sottovalutato il pericolo e fornito false rassicurazioni che hanno causato la morte di 309 persone». Ora, al di là di come la si possa pensare su Bertolaso, è dai tempi di Seneca che il terremoto lo «sbuffo di Posidonio che atterrisce gli uomini»- è l'evento naturale più imprevedibile in natura. Ma oggi può essere più che naturale, visti gli strascichi giudiziari, che chiunque opti per una sana puntina di panico, piuttosto che per un possibile avviso di garanzia. Poi, qualcuno, addirittura, ci marcia. Come quando l'11 maggio 2011, sfruttando la nefanda “profezia di Bendandi” secondo cui Roma sarebbe stata ingoiata da una gigantesca voragine, una folta truppa di impiegati ministeriali si accodò ai cinesi dell'Esqui lino e disertò l'ufficio. Eppure, tecnicamente, ogni giorno sulla Terra si verificano decine di terremoti senza avvertire. A volte è semplicemente la crosta oceanica che rizza la schiena, a volte sono le faglie che si sgranchiscono, eppure l'allarmi smo rimane prerogativa dell'ita liano sismologo medio. Ps Spero, domani di non essere smentito da un cornicione che s'abbatte sull'auto parcheggiata sotto casa, mentre la vecchia vicina continua a fischiettar... Migliaia di veronesi si sono raccolti ieri mattina nella centralissima Piazza BraFotogramma In alto centinaia milanesi in pieno centro a pochi dalla Scala. Nel tondo l'altare della chiesa di Brescello, famosa per essere la basilica dove Guareschi ambientò gran parte di Peppone e Don Camillo, che con la scossa delle scorse ore ha subito lievi danni Ansa ::: ROSA SIRICO  «Niente allarmismi, ma il Nord Italia può tornare a tremare: nei prossimi giorni potrebbe riaccadere. È la norma». Alessandro Amato, dirigente di ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcnologia (Ingv) prova a spiegare a Libero cosa è accaduto ieri nel Nord Italia. «Si sono susseguiti due movimenti tellurici importanti. Il primo ha colpito la zona intorno al lago di Garda, con epicentro in provincia di Verona. Una terremoto pesante, di magnitudo 4,2, cui è seguita un'al tra scossa, che potremmo dire di assestamento. Tecnicamente, parliamo di un movimento crostale, nel senso che ha coinvolto la parte più superficiale della crosta: quello che ha colpito Verona non raggiunge una profondità superiore ai 10-12 km. Diversamente, quello avvenuto in mattinata, più a sud e intorno a Reggio Emilia, è stato un sisma leggermente più forte -di magnitudo 4,9 - cha ha interessato fino ai 30 km di profondità della crosta. Ecco, il secondo può dirsi più anomalo del primo, proprio perché il Nord Italia è una zona da sempre caratterizzata da una pericolosità medio bassa». Come si spiega allora il verificarsi di non una, ma di due sismi a distanza di poche ore? «Che l'Italia settentrionale (ma non tutta) sia una zona a bassa pericolosità non significa che non sia interessata da scosse, quanto piuttosto che queste difficilmente si facciano avvertire. Bisogna considerare che nel nostro Paese ogni giorno vengono registrati in media trenta-quaranta movimenti crostali: il terremoto è un fatto quotidiano». Cosa è accaduto ieri? «Due di questi movimenti tellurici si sono fatti sentire con più forza, in territori che storicamente sono poco colpiti». Non ci sono dei precedenti? «Certo, basti considerare che appena nell'ottobre scorso un sisma di magnitudo 4,2 ha interessato la zona a nord di Verona. Ma si tratta comunque di eccezioni. Negli ultimi decenni non sono state avvertite scosse considerevoli, ma ad esempio nel 1117 Verona fu colpita da un terribile terremoto, probabilmente molto più di quello dell'Aquila. E potrebbe sempre ripetersi». Dobbiamo aspettarci altre scosse nelle prossime ore? «Sì, è sicuro che ci saranno delle repliche nei prossimi giorni. Un sisma forte è sempre seguito da altre scosse, la cui durata è direttamente proporzionale alla forza della prima. Ma non occorre cadere in facili allarmismi. Il problema non va di certo ignorato, bisogna piuttosto essere pronti e preparati ad affrontarlo. Il punto è questo». . PAURA TRA LA GENTE ::: segue dalla prima FRANCESCO SPECCHIA .
7Giovedì 26 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it TENSIONE Violenze e attacchi agli agenti: nelle cariche si feriscono tre dimostranti. In un anno, gli oneri per chi lavora nel settore marittimo sono cresciuti del 25% le grane di Monti Pescatori contro Monti Scontri e feriti a Roma Davanti alla Camera un centinaio di manifestanti denuncia il credito negato dalle banche, il caro-gasolio e le rigidità dell'Ue. Bombe carta e tafferugli con la polizia ::: CHIARA PELLEGRINI ROMA  Caro carburante, “credit crunch” - la stretta creditizia da parte delle banche - e le severe regole dettate sia dall'Unione europea che dal governo italiano. Queste le principali motivazioni della protesta di un centinaio di pescatori ieri mattina a Roma in piazza Montecitorio. Con lancio di bombe carta, razzi di segnalazione, petardi e indossando giubbotti di salvataggio arancione, i marittimi hanno impegnato le forze dell'ordine nelle prime ore del pomeriggio. Tra le mani, oltre ai fumogeni, stringono teloni bianchi su cui campeggiano le motivazioni del sit in, scritte in rosso e nero. «La Comunità Europea ci affonda», «vi state mangiando anche le nostre barche» o «le regole del Nord Europa non valgono per il Mediterraneo», recitano alcuni lenzuoli appesi sulle transenne. Se la prendono anche con il premier Mario Monti: «La tua manovra fa Schettino», ironizzano. Non sono in molti ma le ragioni sono ben chiare: «Siamo qui per dire no alla licenza punti - ha detto uno dei pescatori - che ci vuole imporre la Comunità europea così come anche il giornale di bordo. Per non parlare poi del caro carburante: così non riusciamo ad andare avanti e c'è il rischio di un blocco totale». Gli animi sono infuocati e basta poco per scaldarli ulteriormente. Parte una raffica di bombe carta verso il Transaltlantico, le forze dell'ordine in tenuta antisommossa intervengono creando un cordone. «Assassini, assassini!», «bastardi!». E ancora: «Vergogna! Siamo venuti qui ad elemosinare», ha gridato uno dei pescatori, «e non a fare queste pagliacciate. Siamo lavoratori e padri di famiglia. Ora voi picchiateci pure ma da qui noi non ci muoviamo». Dopo una prima carica i poliziotti retrocedono. Tre manifestanti però rimangono feriti ed uno resta per circa un'ora riverso a terra. Un uomo ha una lesione alla testa, un altro una frattura alla mano destra. Entrambi vengono trasportati in ambulanza subito dopo una “carica di alleggerimento”. Un terzo, che accusava dolori alla gamba sinistra e al torace, è soccorso dopo qualche minuto. Bisogna aspettare le prime ore del tardo pomeriggio perché la protesta rientri. I pescatori rimontano sui pullman, parcheggiati a piazza Venezia, che li riporteranno a casa, mentre la Questura di Roma è già al lavoro per identificare i responsabili dei tafferugli. Intanto la protesta dei forconi, dal Tirreno all'Adriatico, investe anche il settore marittimo, con le barche ferme in vari porti italiani e i pescatori sul piede di guerra. In Calabria, a Gioia Tauro, alcune decine di pescatori hanno manifestando pacificamente nella darsena del porto dove sono attraccati i loro pescherecci. I manifestanti che provengono dalle marinerie di Bagnara Calabra, Gioia Tauro, Nicotera, Catanzaro Lido, Soverato e Roccella Jonica lamentano le difficoltà legate al caro gasolio e gli interventi sulla carta licenza a punti. Secondo l'analisi di Coldiretti ImpresaPesca l'aumento del prezzo del gasolio per la pesca - +25% rispetto al gennaio 2011 - costa duemila euro a barca. Ma i problemi non finiscono qui. I pescatori non sono in grado di sostenere le spese per mettere a norma le barche in base al Pcp (il Piano europeo), che dovrebbe garantire il futuro della pesca. «Ciò senza dimenticare», ricorda Coldiretti ImpresaPesca, «il crollo fatto registrare nel 2011 a livello di produzione, tanto da rendere necessari due mesi continuativi di fermo pesca». Come se non bastasse un ulteriore fattore di crisi è poi rappresentato dal problema del credito negato, “credit crunch”. «La quasi totalità degli istituti negli ultimi mesi ha ristretto gli affidamenti alle imprese del settore o di contro ove possibile», spiegano i pescatori, «ha elevato le garanzie». mente denunciato il Presidente e il suo governo per le loro violazioni della Costituzione. Lo scopo di Allende era di installare il comunismo tramite mezzi violenti ed antidemocratici, e quando i democratici che sono stati ingannati se ne sono resi conto della grandezza della trappola era già troppo tardi». Allende in nome di quello da lui definito il marxismo «socialista scientifico e totale» ha nazionalizzato non solo le grandi imprese e le banche ma anche la proprietà privata e i terreni dei contadini. E stava sul punto di un golpe per installare una dittatura comunista. Nel frattempo l'economia crollava. Allende raddoppiava il numero di dipendenti statali e stampava delle brache di denaro. Prima del golpe, il tasso d'inflazione aveva raggiunto il 500%. Il valore dell'escudos cileno si è crollato dal 12mila per cento in tre anni. I contadini si rifiutavano di coltivare i “loro” terreni sequestrati a prezzi fissati dallo Stato. Il razionamento fu introdotto nel gennaio 1973. Quando i camionisti cileni scioperavano per la prima volta nel 1972 Allende buttava in galera i loro leader. Il ruolo della Cia contro Allende era passivo, quello invece della Kgb e di Castro che ha passato 35 giorni nel Cile ospite di Allende invece molto attivo. Durante il golpe, voluto dalla maggioranza senza alcun dubbio, 1.261 persone furono uccise. Pinochet installava un libero mercato e dopo un po' l'economia cilena è diventata la più dinamica e ricca sudamericana. Nel 1973 il Pil per capita cileno era $1.775 dollari; nel 1996 $4.737. Nel 1989, Pinochet ha reintrodotto la democrazia. Che uomo! In tutto, malgrado la falsa propaganda della sinistra internazionale, sono stati uccisi 2.279 persone in tutto (compresi i 1.261 durante il golpe). Castro d'altron de, ha fucilato 15-17 mila persone. La Annunziata scrive un'altra cosa sbagliata. «I camionisti cileni si scagliarono contro le nazionalizzazioni, questi italiani lottano contro le liberalizzazioni». No. I camionisti italiani ce l'hanno non con la libertà ma col prezzo folle della benzina e delle imposte statali. Bisonti vi saluto. . POMERIGGIO TESO Tensione e scontri a Roma. Da una parte i pescatori inferociti per il caro-gasolio. Dall'altra le forze dell'ordine. La polizia è stata costretta a caricare. (Ansa) La rivolta dei forconi in Sicilia Troppa merce da buttare: scattano cento licenziamenti  Lo sciopero dei forconi non si ferma. Ieri lungo corteo per il centro di Palermo ha portato alcune migliaia di manifestanti fin sotto il palazzo della Regione. C'era anche una delegazione di studenti reclutati in maniera del tutto trasversale: dalla Giovane Italia ai centri sociali. Lo sciopero, però, fatica a trovare uno sbocco. In serata c'è stato l'incontro fra Raaffaele Lombardo e Mario Monti. Oggi sapremo se le parole del professore avranno placato la piazza. Tuttavia è difficile immaginare per la Sicilia un trattamento diverso rispetto al resto del Paese. In ogni caso la situazione si aggrava con il passare delle ore. Oltre ai disagi ai cittadini (poca benzina e scarsi rifornimenti) ci sono da mettere nel conto i danni all'economia. L'allarme dei giorni scorsi si è trasformato in realtà. Un'azien da agricola di Ispica ha licenziato 100 dei 450 lavoratori stagionali impegnati nel raccolto. I prodotti, infatti, da giorni fermi nei magazzini, hanno cominciato a marcire. La proprietà, pur esprimendo piena solidarioetà alle ragioni della protesta, ha cominciato a mandare a casa gli operai. Un danno che rende sempre più complicata la situazione. Tanto più che dietro la protesta dei forconi si sta consolidando un mondo molto eterogeneo di scontenti. Si va dal pescarore che si lamenta per il caro benzina, all'autotrasportatore fino al barista di San Giuseppe Jato (grosso centro agricolo ad una quarantina di chilometri da Palermo) che ha visto crollare il fatturato a causa della crisi. Senza contare, ovviamente, i pericoli di infiltrazioni mafiose segnalate da Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia. In altri tempi il sindaco o il presidente della Regione si sarebbe presentato alla piazza con il portafoglio aperto. Una dose supplementare di sussidi e assistenza avrebbe risolto il problema. Tanto a pagare il conto era il bilancio pubblico. Oggi nessuno ha nulla da offrire. Non certo la Regione che ha le casse vuopte. Figuriamoci Comuni e Province. Così la protesta va avanti e si incarognisce dinanzi alla mancana di risposte. Lombardo è voltao a Roma alla ricerca di risposte. Certamente Berlusconi sarebbe stato più sensibile. Oggi ci sono solo generiche promesse. N.SUN. «RIVOLTA DI POPOLO» Ancora proteste in Sicilia. «Questa è una rivolta di popolo, dietro non c'è la politica» dice Mariano Ferro, leader dei Forconi che stanno manifestando a Palermo Ansa
12 Giovedì 26 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: POLITICA E TRIBUNALI L'inchiesta sulla strage di via D'Amelio Un drogato fa a pezzi la giustizia siciliana Per i magistrati il tossicomane Scarantino, che si spacciava per boss, era attendibile. Un abbaglio colossale (...) potrebbero essere processati a Caltanissetta. Quella che non è una novità manco per niente - e su questo gli amici di Repubblicae il fronte antimafia potrebbero fornire spiegazioni - è che il drogato analfabeta Vincenzo Scarantino fosse un personaggio inaffidabile. Non è una novità, poi, che una dozzina di pm e una trentina di giudici hanno dato credito spropositato a un personaggio del genere, e soprattutto non è una novità che a vent'anni dall'assas sinio di Borsellino non abbiano ancora scoperto i veri esecutori e mandanti: questo per inseguire quelli occulti, di mandanti, e il terzo livello, Ciancimino e i papelli, le agende rosse, le «entità», il «signor Franco», tutte le spettacolari cazzate che per ora hanno raggiunto un solo e sommo risultato: lasciare i colpevoli in libertà e mandare all'ergastolo degli innocenti, come ha dimostrato inoppugnabilmente l'autoaccusa questa sì, riscontrata - dell'ormai celebre Gaspare Spatuzza, l'uo mo che rubò la Fiat 126 che fu imbottita di tritolo e che massacrò Borsellino. La Corte d'Appello di Catania ha da poco scarcerato sette imputati che erano in galera dal 1993 per le false accuse di Scarantino: neppure questa è una novità. Hanno fatto dei processi infiniti e sacralizzati: il Borsellino primo, il Borsellino bis, il Borsellino ter, i vari appelli e le cassazioni, undici giudizi in totale: e tutti avendo come faro Vincenzo Scarantino, personaggio che - prima - ritenevano evidentemente affidabile. Ora i disconoscitori di Scarantino spuntano come funghi. Il più noto è Antonio Ingroia, che in un recente libro l'ha messa così: «Le dichiarazioni di Scarantino a carico di Bruno Contrada erano minuziose e precise, apparentemente riscontrabili... quelle che riguardavano Berlusconi, invece, erano generiche e indimostrabili... L'esito fu sconfortante... Non era stato acquisito alcun riscontro... Diedi incarico alla polizia giudiziaria di indagare. Quelle dichiarazioni si rivelarono non convincenti come, ormai è accertato, non lo era il teste». C'era senz'altro da capirci di più, dato il calibro dei personaggi interessati: c'era verificare la fondatezza delle dichiarazioni, e c'era da verificare, se infondate, quale manovra o depistamento fosse in corso. Ma degli esiti di queste indagini non abbiamo notizia. Non risulta che Ingroia abbia denunciato Scarantino per nessun reato. Non risulta neppure che Ingroia abbia riversato il verbale nel fascicolo processuale o in quello del pubblico ministero: cosicché le varie difese non l'hanno neppure mai visto. Troppe cose non sono chiare. Scarantino era un meccanico semianalfabeta del rione Guadagna, drogato, riformato per schizofrenia, sposato ma anche fidanzato coi transessuali Fiammetta, Giusi la sdillabrata e Margot: non proprio l'archetipo dell'uomo d'onore. Ma venne ritenuto credibile. I boss Salvatore Cancemi e Mario Di Matteo e Gioacchino La Barbera, alla voce Scarantino, dissero che non l'ave vano mai sentito nominare. Giovanni Brusca, in aula, dimostrò che era un ballista spaziale, un palese balordo che tuttavia convinse i giudici d'essere l'uomo che Totò Riina incaricò di una delle stragi più importanti della storia d'Italia. Lo stesso Riina - il racconto è di Brusca - si era lamentato che il fallito attentato dell'Addau ra, quello contro Falcone, fosse stato affidato a «'na pocu di picciutteddi»: ma dopo una simile esperienza, per la strage di via D'Amelio, si sarebbe rivolto direttamente a un mentecatto. Il primo racconto di Scarantino a proposito di false accuse indotte da poliziotti, oltretutto, è addirittura del 1993: «Vistiri ‘u pupu... Mi ficiru inventare tutti ‘i cosi...'u verbale lu fici iddu poi mi fici firmare...». In padano: mi hanno fatto inventare tutto, il verbale lo hanno fatto e poi me lo hanno fatto firmare. Ma è una ritrattazione che allora noninteressava. Anche la moglie di Scarantino ha testimoniato che prima di ogni udienza, a casa loro, si presentava gente per un ripasso delle cose da dire. Nel settembre 1998, ancora, Scarantino mette a verbale: «C'era la dottoressa Palma che mi diceva le domande che mi doveva fare l'av vocato... Mi preparava delle cose che io dovevo rispondere l'avvo cato, e già io avevo la cosa come rispondere». Se andate spulciare i giornali dell'epoca - come ha fatto il bravissimo blogger Claudio Territo scoprite però che ogni rilievo veniva accusato di mafiosità e di «delegittimazione della magistratura» e insomma il solito torrone. Diceva il pm Annamaria Palma sul Corriere della Sera del 16 settembre 1998: «Dietro questa ritrattazione c'è la mafia... Cosa nostra ha trovato un'altra strada, dimostrando di sapersi adeguare». Diceva il pm Antonino Di Matteo, due mesi dopo, in una requistoria: «La ritrattazione dello Scarantino ha finito per avvalorare ancor di più le sue precedenti dichiarazioni... L'avvicinamento dei collaboratori per costringerli a fare marcia indietro è diventata una costante nella strategia di Cosa nostra... Lo sparare a zero sui pubblici ministeri, l'accusarsi di precostituirsi arbitrariamente le prove a carico dei loro indagati, è diventato una sorta di sport nazionale praticato non tanto dai pentiti, ma da molti di coloro che hanno lo scopo di fare esplodere il sistema giudiziario». Difficile pensare che tra costoro potessero esserci anche il giudice Alfonso Sabella, l'informati co Gioacchino Genchi, il collaboratore di Borsellino Carmelo Canale, persino Ilda Boccassini: nel 1994 era a Caltanissetta e lasciò una relazione in cui affermava che riteneva Scarantino completamente inattendibile. Ma non bastò. Il senatore Pietro Milio della lista Pannella, nel febbraio 1999, presentò un'interrogazione al Guardasigilli per via di un verbale - reso da Scarantino nel 1994 - che era pieno di annotazioni e correzioni poi regolarmente recepite. Non ebbe risposta. Sinché apparve un certo Gaspare Spatuzza, 17 anni dopo, che non solo non accusò Berlusconi e Dell'Utri, ma dimostrò inoppugnabilmente che a portare la famosa Fiat 126 in via D'Amelio era stato lui. Dopo il processo Andreotti, forse, sì, è il più spaventoso fallimento della storia giudiziaria siciliana. Il processo Mills Furia Ghedini: «Volete solo condannare il Cav» Raffica di udienze per evitare la prescrizione. Berlusconi: «Processo politico paradossale». E il suo avvocato litiga con la Corte  «Questo è un processo politico!» dice Berlusconi. E, visto il dinamismo della Corte per arrivare a sentenza, l'ex premier la vede mica tanto bene: «Come si spiega la cancellazione di tutti i nostri testimoni e la fissazione di udienze in più rispetto a quelle previste a 72 ore dalla prescrizione, se non con un'intenzione negativa?». Nel senso che s'aspetta una condanna? «Non lo so. Io mi aspetterei una sentenza immediata di assoluzione, ma questo è un processo esemplare come processo politico e continua quando ormai tutto è chiarito in maniera indiscutibile». D'altronde, chiosa l'ex premier, «questo è lo stato veramente preoccupante della giustizia italiana. Qui è tutto paradossale». Si parla qui del processo Mills, l'avvo cato inglese che sarebbe stato corrotto dallo stesso Berlusconi per fornire due deposizioni a quest'ultimo favorevoli 600mila dollari sarebbe stato il prezzo della falsa testimonianza. Peraltro Mills nel processo a suo carico riguardante le medesime circostanze - è stato condannato nei primi due gradi di giudizio e poi prosciolto per prescrizione dalla Cassazione. Ragion per cui il fatto che tutto sia «chiarito in maniera indiscutibile» non trova certo d'accordo il procuratore De Pasquale - in una pausa caffé, lo stesso Berlusconi avrebbe rinfacciato al pm che «non riuscite a migliorare la vostra immagine e a togliervi dall'imbarazzo», non ottenendo replica. E veniamo all'udienza di ieri, invero parecchio agitata. In programma l'audi zione proprio di Mills, in videoconferenza da Londra: dopo le domande dell'ac cusa, tocca agli avvocati difensori. Lui, Mills, ha negato d'aver mai preso soldi per rendere versioni favorevoli e Fininvest e a Berlusconi - sostiene che quei soldi erano in realtà dell'armatore Attanasio, e aveva invece tirato in ballo l'at tuale imputato solo per truccare le carte ed evitare di pagare il fisco inglese. Ma il clou dell'udienza è senz'altro rappresentato dal quasi-alterco fra l'avvocato Ghedini e il presidente del collegio giudicante, giudice Francesca Vitale. Esploso quando lo stesso Ghedini ha cominciato a chiedere a Mills degli interrogatori da questo sostenuti con gli inquirenti milanesi, anche quelli precedenti ai due processi in cui l'avvocato avrebbe reso dichiarazioni reticenti. Ecco che la Vitale chiede a Ghedini di «sintetizzare» questa parte delle domande. Ed è a questo punto che l'avvocato letteralmente esplode: «State facendo un processo anomalo, una corsa contro il tempo che non si fa neanche nei processi con detenuti - così dice, e il tono è alterato -. Avete fatto un calendario di udienze che non si è mai visto al mondo, perché il tribunale teme la prescrizione, ma un tribunale non dovrebbe temere la prescrizione» [che scatterà a metà febbraio]. E poi ancora: «Ci avete tolto tutti i testimoni». Replica del giudice: «Queste lamentele potranno essere oggetto di ricorso in Cassazione». E Ghedini, alzando la voce : «Allora prendiamo atto che il provvedimento del tribunale è di condanna». Ancora la Vitale: «Credo che lei stia esagerando». La situazione si è poi tranquillizzata. Almeno fino alla prossima udienza. Che poi è oggi. A.SCA. “ . SILVIO BERLUSCONI  Questo è un processo politico. Come si spiega la cancellazione dei nostri testimoni e la fissazione di udienze in più rispetto a quelle previste, se non con un'intenzione negativa? Questo è lo stato veramente preoccupante della giustizia italiana . TOGHE E PENTITI In un suo libro recente il magistrato siciliano Antonio Ingroia (nella foto grande) ha rivelato di essersi reso conto delle balle raccontate da Scarantino (nel tondo). Peccato però che non lo abbia incriminato [Olycom] L'Avanti di Valter Lavitola è stato cancellato dalla rassegna stampa della Camera dei Deputati dopo la richiesta avanzata a Gian franco Fini dal nuovo Avanti!, diretto da Rino Formica. Fini, così, si leva di torno il quotidiano che nel 2010 aveva pubblicato alcuni documenti sullo scandalo della casa di Montecarlo finita a Giancarlo Tulliani. È passato solo poco più di un anno. Ma forse a Montecarlo la vendetta è un piatto che si serve anche tiepido. il graffio Avanti tutta ::: segue dalla prima FILIPPO FACCI .
20 Giovedì 26 gennaio 2012
39Giovedì 26 gennaio 2012CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it I conti in rosso del partito unico Faida nel Pdl: caccia ai politici morosi La Beccalossi: «Per colpa di chi non paga budget ridotto del 50%». Tra i “ritardatari”, Buscemi, Ponzoni e Pozzi La Lega pronta a rompere l'alleanza Le minacce di Bossi non spaventano Silvio: «La giunta non cadrà» Attacco alla consigliera Formigoni furioso «Candidare la Minetti è stato un errore»  Sarebbe stato addirittura don Luigi Verzé a descriverla come «seria e impegnata» e, quindi, con le “carte in regola” per occupare un posto al consiglio regionale della Lombardia. A Nicole Minetti, la consigliera coinvolta nel processo sul caso Ruby a Milano, quindi, è bastato uno sponsor di spessore per essere accolta nella squadra di Roberto Formigoni, contribuire alla sua vittoria e occupare uno scranno al Pirellone senza la fatica che una campagna elettorale comporta. Tanto lei era nel listino bloccato: con la vittoria del presidente avrebbe vinto anche lei. Adesso è lo stesso Formigoni a scaricarla e a prendere le distanze dall'ex ballerina ed igienista dentale accusata di favoreggiamento e induzione alla prostituzione. In una intervista rilasciata al settimanale Panorama, in edicola oggi, il presidente della Regione Lombardia non usa mezzi termini. E, a proposito del suo nome nel listino blindato, dice: «Non doveva essere candidata». Poi aggiunge: «Però attenzione. All'epoca era solo una ragazza di Rimini arrivata a Milano per studiare, che aveva fatto la ballerina a Colorado cafè per mantenersi all'università e poi era diventata igienista dentale all'ospedale San Raffaele». Una come tante, verrebbe da dire, con la fortuna di poter contare su un tutor d'eccezione. «Chiesi informazioni al fondatore, don Luigi Maria Verzé», sottolinea ancora il numero uno del Pirellone al settimanale diretto da Giorgio Mulé, «che me la descrisse come seria e impegnata. Non trovai motivi specifici per oppormi alla richiesta del partito d'inserirla nel mio listino». Già, perché negare una opportunità all'amica «seria e impegnata» del fondatore del San Raffaele scomparso lo scorso dicembre? TIZ. LAP. ::: MARZIO BRUSINI  «Per colpa di chi non paga le quote mensili al Pdl lombardo, la segreteria nazionale del partito ha ridotto del 50% il contributo ai coordinamenti provinciali con gravi ricadute sul regolare funzionamento della nostra attività politica. Roma riceve direttamente le quote e in virtù del numero di eletti per ciascuna regione definisce un budget regionale. Per il mancato introito siamo penalizzati. Una sorta di patto di stabilità infranto dai soliti furbi». Viviana Beccalossi, vice coordinatrice regionale del Popolo della Libertà, usa parole severe nei confronti di chi salta allegramente il pagamento delle contribuzioni annue. «Il partito chiede un versamento mensile di 800 euro a deputati, senatori ed europarlamentari e 500 euro ai consiglieri regionali. Se ci sono ritardi nei pagamenti o totali morosità si fa presto a raggiungere la cifra di 300mila euro. Non c'è da stupirsi, è una pessima abitudine. C'è chi è indietro di qualche mese e chi non ha mai pagato». Cifre particolarmente abbordabili per chi guadagna stipendi più che congrui. E soprattutto percentuali modeste rispetto a quel 30%, ad esempio, che viene richiesto dalla Lega Nord. Ufficialmente di nomi non se fanno ancora anche se emergono alcune indiscrezioni. I NOMI Ciellini ed ex An sarebbero perfettamente in regola con i versamenti mensili. Uniche eccezioni, una per parte, un assessore regionale al terzo mandato e un senatore della Repubblica. Morosi totali, pare. Tra gli altri emergono i nome di Angelo Gianmario, Massimo Buscemi, Giorgio Pozzi, Massimo Ponzoni. Tutti risulterebbero, chi più chi meno, in ritardo coi versamenti. Non tardano ad arrivare anche i primi commenti. «Premesso che si tratta di un contributo volontario – spiega Mario Sala, consigliere regionale di area cielle - ed è bene che tale resti, è altrettanto vero che rappresenta la cartina di tornasole per verificare chi crede veramente nel Popolo della Libertà e nei suoi valori. Soprattutto ora che il partito deve essere rilanciato è opportuno che tutti contribuiscano.» Interviene anche Paolo Valentini Puccitelli, capogruppo del Pdl al Pirellone: «Se uno crede in una battaglia ideale e politica non può non farsi carichi dei suoi costi. La vita di un partito è molto complessa con le sue sezioni e i suoi militanti. Diamo segnali sbagliati se ci chiamiamo fuori anche dal solo contributo mensile al partito. Mi è già capitato di effettuare richiami a consiglieri regionali a regolare il proprio saldo. Spero che il messaggio arrivi forte e chiaro.» Mario Mantovani, coordinatore regionale del Pdl, coniuga severità e fairplay: «La questione non è nuova. Il problema risiede nella modalità del versamento del contributo mensile. Europarlamentari, senatori e deputati, consiglieri regionali e sottosegretari versano direttamente a Roma le loro quote mensili e sempre da Roma vengono inviati i solleciti per chi non paga del ::: IL BUCO L'ANNUNCIO Mario Mantovani svela durante la riunione del coordinamento regionale del Pdl: «Mancano 300mila euro all'appello». MILLE EURO È di mille euro il contributo che il Pdl chiede a ministri, europarlamentari, assessori regionali. Scende a 300 euroall'anno per presidente di giunta e di consiglio provinciale, assessori provinciali, consiglieri provinciali, sindaci, presidenti consiglio comunale e assessori nei comuni con elezioni amministrative a doppio turno. I CANDIDATI Per la riscossa nei prossimi turni elettorali si fanno i nomi di Sandro Sisler per la provincia, Gabriele Albertini per il Comune. tutto o è semplicemente in ritardo. Il coordinamento regionale diciamo che non ha una potestà per sollecitare o imporre di regolare il saldo». ONESTI E FURBI Per il coordinatore, le soluzioni sono a portata di mano: «Mi auguro che al prossimo congresso nazionale il tema possa esser emesso in discussione. Certo è che bisogna distinguere gli onesti dai furbi. Per quanto riguarda la questione del gazebo e la richiesta che sarebbe partita da viale Monza di farlo pagare direttamente ai consiglieri comunali si è trattato in verità di un equivoco. Nel magazzino sono in giacenza numerosi gazebo, quindi nessun problema. Credo peraltro che la questione finanziaria sarà risolta a breve. Il Pdl è pronto a ripartire in marcia.» Tutto sommato si registra irritazione ma non un desiderio di resa dei conti con chi non paga o paga in ritardo. Certo è che la riduzione di circa il 50% dei finanziamenti al Pdl lombardo rischia di mettere in crisi il rilancio del partito a Milano prima ancora che in regione. MANIFESTI Durante l'ultimo coordinamento regionale dedicato alle strategie di comunicazione sollevate dal capogruppo del Pdl a Palazzo Marino, Carlo Masseroli, si è parlato di cifre: 200mila euro richiesti per lanciare l'affondo a Pisapia e al centrosinistra, a partire dal referendum anti Area C. I soldi servono a coprire i costi per manifesti, volantini, spot ed eventi. Saranno sufficienti le rassicurazioni che arrivano dal coordinatore regionale Mario Mantovani? ::: TIZIANA LAPELOSA  Dopo le ultime bordate di Bossi (ieri fuori dal Parlamento: «Berlusconi decida, o Monti o Formigoni») la tensione fra Carroccio e Popolo della libertà torna a salire. Anche se il Cavaliere cerca di dissipare gli interrogativi che tormentano l'alleanza e dispensa sicurezza, tira aria di crisi. Ma su quello che realmente i due leader si siano detti alla cena di lunedì sera ad Arcore, l'ex premier non si è voluto sbilanciare. «Se non rispondo è perché non posso», ha infatti replicato ai cronisti che gli hanno chiesto di sapere qualcosa in più nel corso di una pausa al processo Mills. Berlusconi, dunque, non ha voluto aggiungere altro a quel «sì, sì» per indicare che tra Pdl e Lega tutto fila liscio. Una iniezione di tranquillità, quella fatta da Berlusconi, che arriva dopo l'ultimatum lanciato da Bossi domenica scorsa dal palco di Milano e ribadito ieri dalla capitale: o fai cadere il governo Monti, oppure faccio cadere il governo della Regione lombarda. Questo il diktat di Bossi alla luce degli scandali giudiziari. Ma per ora, volendo dar retta a Berlusconi, di fare marcia indietro non se ne parla. La replica di Formigoni non si fa attendere: «Bossi faccia quel che vuole - ha detto il governatore non possiamo star qui a inseguire tutti i giorni le sue dichiarazioni». Nei corridoi del Pirellone oltretutto, gli azzurri mormorerebbero - riguardo le questioni di giustizia - che «quelli con più indagati sono i leghisti». Del resto, in attesa del rimpasto annunciato la settimana scorsa, e che dovrebbe colorare un po' di rosa la squadra di governo facendo salire a quattro il numero delle assessore («Ci sto lavorando, non ho fissato nè tempi nè scadenze», precisa Formigoni) «la cosa importante è che la giunta continui a lavorare». È all'Expo 2015 che il numero uno del Pirellone indirizza le sue energie. Martedì scorso, infatti, accompagnato dall'assessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo, è volato a Roma per incontrare il ministro Corrado Passera. Il faccia a faccia tra ministro e presidente è durato quasi due ore, abbastanza per illustrare al ministro i punti più importanti del progetto nella parte che riguarda lo sviluppo delle imprese e, quindi, dell'econo mia lombarde e le iniziative del Pirellone per stare sempre a fianco delle imprese, soprattutto quelle in difficoltà. Uno dei manifesti del Pdl per la campagna tesseramento Fotogramma ::: LE TAPPE IL TERREMOTO GIUDIZIARIO Le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto un ex assessore e il vicepresidente del consiglio non preoccupano il presidente Roberto Formigoni, che parla sempre di responsabilità personali. LE MINACCE Umberto Bossi ha minacciato il Pdl: se non fa cadere il governo, la Lega farà cadere quello regionale. LE RASSICURAZIONI DI SILVIO Ieri l'ex premier, nel mezzo di una pausa del processo Mills, ha detto che tra il suo partito e quello del Carroccio non c'è alcuna tensione e che si va d'amore e d'accordo. EXPO 2015 Roberto Formigoni, in attesa di lavorare al rimpasto, indirizza le sue energie su Expo 2015 in programma a Milano.
Il futuro visto dal Nordest Ci salverà la provincia, non il sogno degli Usa ::: UGO BERTONE  Le linee dello stabilimento gioiello di Pomigliano sono ferme, causa il blocco degli autotrasportatori. Una brutta notizia per Sergio Marchionne che affila le armi per controbattere con la nuova Panda l'of fensiva della Up! Volkswagen capitanata dall'ex pupillo Luca De Meo. Ma il manager dal maglioncino e dalla barba brizzolata se ne fa una ragione: la domanda per i prodotti sfornati dalle linee degli stabilimenti italiani (Melfi, Cassino, Mirafiori e, in parte, pure la Sevel) resta bassa, né potrebbe essere altrimenti in questo inverno segnato dei venti della recessione. E così il blocco dei padroncini a tutti gli impianti italiani del Lingotto (4.200 vetture perdute) disturba, ma non più di tanto. Compresi gli analisti finanzairi che, in questi giorni, danno i primi numeri sulla Fiat in vista dei cda sui conti 2011 fissato per il primo febbraio. E proviamo a leggere nella sfera di cristallo dei maghi del mercato, interpellato da Reuters. 1) La Fiat solo Auto dovrebbe chiudere l'esercizio 2011, secondo il consensus degli analisti, con un utile della gestione ordinaria di 2,37 miliardi di euro, un utile netto di 1,5 mld e un indebitamento di 5,3 mld. I risultati non comparabili con i dati precedenti perché includono i dati di Chrysler per 7 mesi, ovvero da quando la ditta di Detroit è consolidata nei conti del gruppo. Il dato, frutto delle risposte di 25 analisti delle prime banche d'affari del mondo, registrano comunque rispetto alle stime precedenti un miglioramento dell'utile della gestione ordinaria (già previsto a 2,1 miliardi) ma una una lieve flessione (per motivi fiscali) dell'utile netto (già stimato in 1,7 miliardi). I debiti, nervo sensibile del mercato dopo un anno assai impegnativo visto il “merger” tra Torino e Detroit, sono previsti in 5,34 miliardi, nel bel mezzo di quanto già anticipato da Sergio Marchionne (tra i 5 e i 5,5 miliardi). 2) Al di là delle polemiche, c'è più di una ragione per preoccuparsi sul futuro italiano del gruppo, a guardare la fotografia del 2011: Fiat Group Automobiles contribuisce all'utile di gestione per 550 milioni, meno della metà di Chrysler, 1,2 miliardi in soli sette mesi, alla pari di e Ferrari-Maserati, 540 milioni. E se si considera che i conti di Fiat sono il saldo tra i numeri (sempre buoni) del Brasile, ormai il primo Paese per le vendite, e l'anno nero in Europa, il verdetto sembra scontato: o già a fine 2012 l'Ita lia cambia marcia, oppure il distacco sarà nella forza delle cose. D'altronde, le previsioni per l'anno appena iniziata prevedono un utile di gestione per il gruppo di 3,18 miliardi. Ma di questi quasi i tre quarti, ovvero 2,32 miliardi, arriveranno da Chrysler. 3) Le previsioni di vendita si riflettono nel diverso parere dei mercati finanziari. Il ventaglio dei giudizi, come spesso capita in materia di Borsa, è assai ampio. Si va, ad esempio, dai 3,5 euro per azione di Intermonte ai 7,5 euro di Equita Sim, passando per i 6 di Kepler fino agli 8,4 euro di Goldman Sachs. In linea di massima, gli advisors d'oltre Oceano sembra più generosi (forse, ad esser maligni, perché già è in corso il corteggiamento per l'Ipo di Chrysler prevista per il prossimo dicembre-gennaio). 4) Di sicuro, come ha detto Marchionne, su Fiat pesa un doppio handicap: a) la crisi del mercato dell'auto europea; b) la pessima fama che circonda tuto quanto è italiano, di questi tempi. Il risultato, a prima vista, è paradossale: tutta Fiat capitalizza in Piazza Affari 5,7 miliardi. Ovvero poco più della somma degli utili del 2011 e quelli previsti per il 2012. Non solo. Se si attribuisce a Ferrari un valore di 3,9-4 miliardi, il resto di Fiat e la maggioranza di Chrysler vengono stimate 1,7 miliardi. Ma sottovalutazioni di questo tipo non sono rare nell'auto, soprattutto quella europea. Renault vale una manciata di milioni al netto della quota Toyota. E Psa non è poi così meglio prezzata di Fiat. 5) Altra musica se si varca l'oceano. L'ultimo report di Goldman Sachs, meno di una decina di giorni fa, attribuisce a Fiat un “buy” con la seguente motivazione: «le nozze Fiat/Chrysler hanno spostato il centro di gravità dei profitti del gruppo dall'Europa al Nord America. Fiat è passata dall'es sere un costruttore di utilitarie in Europa a società manifatturiera Usa con radici produttive anche in Europa». Una metamorfosi positiva «perché il mercato Usa è strutturalmente più profittevole dopo la grande ristrutturazione del 2009». ::: ANTONIO COSTATO*  L'attraversata degli Usa in auto è un'esperienza istruttiva. L'ho fatta tante volte, la prima nel 1979 e l'ultima da poco e, se si ha la lucidità di leggere i mutamenti del paesaggio sociale, il confronto tra ora e allora è spietato. Fatte salve certe città dove ancora esiste una classe media, il resto del Paese è lo specchio del divario che si è creato tra il centile più ricco e il resto della popolazione. Fa impressione arrivare in cittadine di 100.000 abitanti dove il ristorante migliore è un Applebee da 12 dollari e chi ti serve è un ragazzo magari graduato che, pur lavorando2.000 oreall'anno, nonriesce a risparmiare un centesimo e non ha nessuna possibilità di emanciparsi, di andarsene, di realizzare l'American Dream. Comunità impoverite da acquisti a rate senza fine, dal sogno della casa diventato incubo, da carte di credito e di debito, dove la diffidenza astutamente instillata nelle banconote obbliga gente che vive in mezzo al niente a pagare una commissione a Wall Street anche quando compra un panino. La vita di milioni di persone è condizionata, e in molti casi compromessa, dalla finanza. E così viaggiando ci si imbatte in decine di motor town dove i più esclusi si arrostiscono ai margini delle vie di comunicazione. Negli anni '80 se ne vedeva al massimo una ogni stato. In compenso la finanza, dopo avere speso gli ultimi anni a spennare i contribuenti ed ad affossare le riforme di Obama, è ora impegnata a spiegare al mondo che il sistema che ha messo in piedi è il migliore, che l'Europa deve adeguarsi, che il manifatturiero è roba da Terzo Mondo e che per assicurare benesserebasta inondarel'econo mia di carta. La Caduta del Muro ha trasformato certi manager e banchieri nei custodi di una sorta di “pensiero unico”e questi, grazie all'influenza che esercitano anche sui media, stanno spingendo il mondo verso il baratro senza che nessuno abbia la forza di opporre tesi diverse da quelle elevate a ortodossia. Come uno sciame impazzito l'Occidente sembra irrefrenabilmente intenzionato a suicidarsi, incapace di resistere all'attrazione del fuoco nel quale si sta precipitando. Negli ultimi cinquant'anni abbiamo messo da parte identità, religione, famiglia e un patrimonio di valori funzionale all'equilibrio delle nostre comunità. Se ora dovesse crollare anche l'economia ci troveremmo completamente smarriti e in una condizione di vulnerabilità tale da rischiare di essere letteralmente spazzati via. Per fortuna già i Romani dicevano «pecunia non paruit pecuniam». Ed essendo noi eredi di una tradizione che due millenni fa aveva capito che «il denaro non partorisce denaro» sappiamo che non è la ricetta di Wall Street quella da seguire. Trovino perciò i governi del Vecchio Continente il coraggio di dirlo, con voce unica e chiara, non accettando di fare assumere all'Europa il veleno delle ricette d'oltre oceano ma piuttosto svelando il mortale conflitto di interessi tra agenzie di rating, banche d'affari e media. È assolutamente vero che la speculazione è una componente essenziale del mercato ma non bisogna per questo perdere di vista il fatto che chi genera ricchezza è chi produce non chi succhia o al massimo sposta. E che certi manager, lo dice la parola stessa, se tutto va bene «gestiscono». Gli imprenditori veri invece sono dei demiurghi, che creano beni, cose, idee. È grazie a loro che le città del mio Nord Est e in generale della provincia sono ancora piene di industrie inventate da gente che lavorando per sé fa il Bene Comune. Dove c'è una fabbrica tutto il paese prospera. Non è lo stesso se è rimasta solo la banca. La provincia italiana, aiutata da una buona dose di saggezza di matrice agreste, non ha mai creduto nella possibilità di prosperare secondo il modello delle nazioni che hanno legatoi lorodestiniaWall Streetealla City, che nella degenerazione raggiunta sono solo due enormi parassiti innestati in corpi i cui arti periferici infatti sono già esangui. L'ancestrale diffidenza nei confronti delle scorciatoie ha dunque dato alla provincia la forza di difendere sino a qui il tesoro del manifatturiero. E continuare a fare industria è quello che vuole. Mica l'America. *Vice presidente Confindustria per il federalismo e le autonomie UCIMU: VENDITE IN ITALIA -12% Le macchine utensili arretrano Ma tengono le esportazioni Si fermano gli ordini delle macchine utensili. L'ultimo trimestre dell'anno si è chiuso con preoccupante calo del 12,4% rispetto al 2010 e non lascia presagire buoni segnali per il nuovo anno. Se si ferma questo comparto vuol dire che la recessione della nostra economia è già iniziata. Lo testimoniano i dati diffusi dal Centro studi dell'Ucimu-Si stemi per produrre che rimarcano ancora una volta la doppia velocità del sistema industriale italiano. Su base annua infatti l'indice degli ordini raccolti dai costruttori sul territorio nazionale ha segnato un calo dell'11,9%. Di contro, l'indice degli ordinativi esteri ha registrato un incremento del 20,9% rispetto all'anno precedente. «Da qui è derivata la decisione dei costruttori di rivolgere la propria offerta all'estero - ha spiegato a Libero il presidente Giancarlo Losma - dove i margini sono più premianti, a fronte però di un necessario incremento della attività di ricerca e innovazione indispensabile per mantenere il passo dei concorrenti stranieri. Il rischio è infatti che, a corto di risorse, le imprese italiane del bene strumentale perdano il vantaggio di competitività che ancora le favorisce». In particolare il numero uno dell'Ucimu sollecita il governo «alla ricostituzione dell'Istituto nazionale per il commercio estero auspicando che gli organi decisori del nuovo ente siano costituiti da persone realmente competenti». Una richiesta più che giustificata se si pensa che negli ultimi quattro anni la crescita del comparto è avvenuta per oltre dieci punti percentuali proprio grazie alla spinta proveniente dai nuovi mercati. G. SAL. Sempre più a stelle e strisce La finanza americana pompa Fiat Mentre la Panda lotta contro la Volkswagen Up! e lo sciopero dei Tir ferma gli stabilimenti, i giudizi tecnici d'oltreoceano sono generosi per far dimenticare l'avarizia della Borsa Gli indici Borsa Milano-FTSE Mib Borsa Londra-FTSE 100 Borsa Parigi-CAC 40 Petrolio - al barile Euro/Dollaro +0,57%15.840,24 3.312,48 110,77 $ 1,29425.723,00 -0,50%-0,56% -0,31% -0,47%
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27Giovedì 26 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Filo diretto con Maurizio Belpietro vai su www.liberoquotidiano.it e clicca Numero verde 800 - 984824CERTIFICATO N. 7184 DEL 14/12/2011 ISSN 1591-0423 La tiratura di giovedì 26 gennaio 2012 è di 172.621 copie WebSystem - Gruppo24Ore Concessionaria esclusiva per la pubblicità Direzione Milano 20146, Via Winckelmann 1 Tel. 02.24424611 Fax 02.24424490 Filiale di Roma 00196, Via C. Beccaria 16 Tel. 06.69548111 Fax 06.69548125 Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Pisacane,1 - 20016 Pero (MI) Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 e-mail: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l'attivazione si prega di inviare i dati precisi dell'intestatario dell'abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 e-mail: abbonamenti@liberoquotidiano.it Orario: 10.00-12.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell'ultimo anno. 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall'importo in valori bollati, indirizzata a Libero - Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano Abbonamenti nazionali  12 mesi: 6 giorni .................................. 290  6 mesi: 6 giorni .................................. 155  3 mesi: 6 giorni .................................. 85  12 mesi: 5 giorni .................................. 250  6 mesi: 5 giorni .................................. 130  3 mesi: 5 giorni .................................. 70  12 mesi: 4 giorni .................................. 205  6 mesi: 4 giorni .................................. 105  3 mesi: 4 giorni .................................. 60 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano Modalità di pagamento:  versamento su C/C Postale n. 41953050  Bonifico banc. Unicredit s.p.a. Largo Angelo Fochetti 16, Roma IBAN: IT43B0200805346000500035665  Carta di credito sul portale www.liberoquotidiano.it IMMAGINE ALL'ESTERO/3 I panzer germanici si vergognino Se gli italiani sono tutti Schettino, per la proprietà transitiva possiamo dire che la camionista tedesca è come la Merkel: un panzer! Quanto al carattere nazionale poi non mi pare che i tedeschi possano vantare grandi tradizioni. Se fossi un tedesco stenderei un pietoso velo. Elisabetta d'Ambrosi Milano LA CASTA La loro ricchezza e la nostra povertà Il reddito delle famiglie è tornato a 20 anni fa, ma il Pil è sempre aumentato. Allora chi ne ha beneficiato? Non certo le famiglie. Altri soggetti: quella classe di 176.000 politici e due milioni e mezzo di collaterali che si crede la nuova aristocrazia. Francesco Degni e.mail LA PIÈCE CONTESTATA Uno spettacolo offensivo Romeo Castellucci è un signore che si occupa di teatro ed associa l'arte a delle sue performance su quello stesso materiale che Luttazzi mangiò in diretta tv. Il punto è: era necessario questo impellente bisogno di offendere la figura di Gesù che Antonello da Messina ha immaginato in un suo bellissimo quadro? La pubblicità e la fame di notorietà deve arrivare a tanto? Forse dovremo ancora vedere, leggere o sentire ben altro per capire che siamo su un baratro morale ed etico: ma di invertire la rotta nessuno ha voglia? Leopoldo Chiappini Guerrieri Roseto Degli Abruzzi (Te) MORTE IN CROCIERA/1 Personale di bordo sempre disponibile Vorrei portare le mie esperienze per quanto riguarda le crociere della Costa. Posso dire che l'efficienza era più che buona, la disponibilità, a partire dal comandante fino all'ultimo inserviente (cabinisti, camerieri ecc) è stata sempre ottima. Siamo stati, anche durante le esercitazioni, supportati ed istruiti. Con questo non voglio assolutamente giustificare nessuno. Anzi, accertate le responsabilità, coloro che non hanno adempiuto scrupolosamente al loro dovere debbono pagare. M. Antonietta Sorbolini e.mail MORTE IN CROCIERA/2 Non incensiamo la marina militare La marina militare, grazie a De Falco, si è creata un bello spot per figurare come paladina e salvatrice della patria, mentre c'è da chiedersi dove era tutte le volte che la nave effettuava quelle manovre scellerate. Inoltre, dovrebbe pensare alla tragedia della Sibilla (marzo 1997 - 80 morti) in cui il comandante ha speronato una carretta e poi gli ufficiali fecero summit per mettersi d'accordo su cosa dire ai magistrati. Angelo Catalano e.mail GIORNO DELLA MEMORIA Preoccupa l'ondata di xenofobia Il 27 gennaio si celebra nel mondo la giornata della memoria, dedicata al ricordo dello Shoah. Per combattere QUALE COMICITÀ?/1 La decenza non abita a Rai 3 La decenza, la femminilità, la bellezza non abitano a Rai 3. Spero intervenga la Vaticano Spa per calmare la Littizzetto... Lorenzo Pilli Verbania QUALE COMICITÀ?/2 Paghiamo il canone per queste volgarità Nonostante la sinistra, ora più sobria che mai, ci ricordi continuamente che gli italiani si sono rovinati, diventando volgari, guardando le televisioni di Berlusconi, pare che una rappresentante doc della sinistra stessa come la Littizzetto non possa fare a meno di essere sempre più triviale. La Rai non proferisce parola al riguardo tranne ricordarci ossessivamente di pagare il canone. Ambrogio Pezzoni Legnano (Mi) QUALE COMICITÀ?/3 Io difendo la Littizzetto Littizzetto. Posso spendere una parola a suo favore? In effetti non è una donna, è un folletto; produce riso più che scandalo. Non va presa sul tragico; due sculacciate è il peggio che meriterebbe. Mario Pace e.mail VERSO SANREMO Sbagliato escludere Celentano Lui e Lei. Sarebbe stato proprio il direttore generale Lorenza Lei a chiudere la porta a Celentano. Mazzi ha confermato che il direttore di Rai1 Mauro Mazza gli ha comunicato «per iscritto» prima che la Rai aveva «bloccato la programmazione dei promo su Celentano» e poi che «la Lei dice: Celentano è fuori». La Lei di spettacolo non capisce una Mazza. Ora, con la grana di Celentano, sono Mazzi suoi. Lucio Flaiano Pescara ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 2 -1 6 -2 6 -2 -4 8 -6 -1 3 8 -3 -5 -4 -1 -1 -5 5 -2 7 8 9 6 13 2 9 11 4 7 10 12 5 3 9 10 7 7 8 7 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: bel tempo, salvo addensamenti sulla Liguria con deboli piogge notturne; nubi in aumento serale anche sulla Valpadana ma senza fenomeni. Temperature in calo, massime tra 5 e 10. CENTRO: bel tempo, salvo nubi in aumento su Sardegna e Toscana nord occidentale. Temperature in lieve ascesa ad Est, massime tra 6 e 11, superiori in Sardegna. SUD: residui fenomeni in esaurimento su messinese, dorsale e Puglia, nevosi a quote collinari; ampie schiarite altrove. Temperature in ulteriore calo, massime tra 6 e 11. NORD: molto nuvoloso ad Ovest con qualche pioviggine in Liguria e in nottata deboli fenomeni sparsi sul NordOvest, nevosi a quote basse. Temperature in lieve calo ad Ovest, massime tra 5 e 9. CENTRO: bel tempo prevalente salvo nubi alte e stratiformi in aumento serale. Più nubi e qualche piovasco tra Gallura e Versilia. Temperature stabili, massime tra 6 e 11, superiori in Sardegna. SUD: soleggiato con qualche banco nuvoloso di passaggio e strati alti dalla sera. Temperature in lieve rialzo, massime tra 8 e 13. NORD: molto nuvoloso o coperto con deboli precipitazioni, specie al Nord Ovest, nevose a quote basse, in calo sino al piano dala sera. Temperature in calo, massime tra 2 e 7. CENTRO: molto nuvoloso su Sardegna Toscana con piogge dalla sera; neve a quote collinari in Toscana. Nuvolosità irregolare altrove. Temperature stabili, massime tra 6 e 11. SUD: schiarite seppur con nubi stratiformi in trasito. Tendenza a peggioramento dalla sera su Sicilia e regioni Ioniche. Temperature stazionarie, massime tra 8 e 13. Su qualsiasi manifestazione-atteggiamento di razzismo e antisemitismo è necessario ed opportuno, mai come in questi tempi, la ferrea volontà -zelo, nonché una cultura del triste ricordo. Solo mediante l'acquisizione dei fatti storici si può sviluppare la consapevolezza degli effetti devastanti che l'ira belluina dell'uomo contro l'uomo ha causato e può causare. Gli ultimi accadimenti di violenza-intolleranza a Torino, Firenze, Roma ci devono indurre a fare un serio esame introspettivo su questo terribile sentimento di avversione feroce che serpeggia anche sul suolo italico. Franco Petraglia Cervinara (Av) L'ITALIA SUL DUE Infante fa bene a essere furioso Bravo Milo Infante, che ha il coraggio di far causa alla Rai. Il popolare giornalista de «l'Italia sul Due» si sente demansionato. Non può partecipare alle riunioni di redazione, scegliere gli ospiti e gli argomenti, nonostante abbia un ruolo autoriale. I maligni affermano che l'Infante soffrirebbe d'invidia nei confronti della Bianchetti. Infante smentisce. Di fatto «L'Italia sul due» è ora eccessivamente ingessato: sembra la tv della vecchia Dc. E Infante è giustamente furioso. Romolo Ricapito Bari 38 70 77 88 • Nessun ”6” • Nessun ”5” • Ai 332 “4” vanno 4.532,42 • Ai 10.862 ”3” vanno 356,98 • Ai 158.550 ”2” vanno 14,67 Estrazione del 25 gennaio 2012 QU OT E 72
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38 Giovedì 26 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it L'agenzia costa 4 milioni l'anno L'ex presidente Amat: sullo smog la giunta voleva dati manipolati Adolfo Colombo: «Croci chiedeva studi a supporto di Ecopass Con Pisapia si rischia una struttura al servizio dei partiti» ::: MASSIMO COSTA  «Amat è uno strumento, di per sé non è né buono né cattivo. Se viene garantita la sua indipendenza, può fornire una pianificazione vera. Altrimenti, ed è un rischio che si corre in questa fase, diventa solo il supporto all'assessore di turno». L'ingegner Adolfo Colombo, già direttore generale di Metropolitane milanesi fino al 2000 e presidente del collegio ingegneri architetti di Milano, è stato fino a settembre l'amministratore unico dell'Agenzia per la mobilità controllata da Palazzo Marino che è finita nell'occhio del ciclone negli ultimi mesi. Un bilancio di quasi 4 milioni di euro l'anno, 60 consulenti, un apparato accusato spesso di essere l'ennesi mo «carrozzone» del Comune. Colombo, dopo due anni al timone di Amat su nomina di Letizia Moratti, si è fatto un'idea precisa: «L'agenzia è nata per pianificare le strategie sulla mobilità, visto che Atm - l'unico ente in grado di farlo fino al 2000 non poteva essere allo stesso tempo pianificatore e gestore dei servizi. C'era un conflitto di competenze». I problemi, sottolinea l'ex numero uno, sono iniziati quando la politica ha provato a mettere le mani sull'agen zia. Spiega Colombo: «Amat lavora in base a modelli scientifici, certamente criticabili, e fornisce alcuni dati. Le scelte in materia di trasporti toccano però ai politici. I livelli devono restare separati. I miei dissidi con l'ex assessore Edoardo Croci sono nati proprio per proteggere l'indi pendenza di Amat». Diversi modelli, diversi risultati. Il papà di Ecopass chiedeva dei dati che gli dessero ragione? «Lui veniva da una formazione accademica, pensava di avere i dati giusti e voleva dal nostro ufficio un supporto a quel provvedimento. Proprio per difendere l'autore volezza di Amat, ho sempre preteso tra l'altro che i documenti dell'agenzia fossero riservati. Lo “strumento” Amat funziona se si mantiene indipendente». D'altra parte, Colombo non crede alla teoria di Amat come fabbrica di sprechi: «I dipendenti e i consulenti sono di alto livello, e il Comune non ha le risorse per effettuare le stesse attività. In certi casi i dipartimenti dell'am ministrazione hanno solo 2 o 3 persone: la giunta spenderebbe le stesse cifre per avere una medesima funzione operativa». Se il socio unico è il Comune, non è normale che la giunta chieda all'agenzia un sostegno alle sue tesi? «Non è lo spirito dei fondatori. Il budget per la pianificazione funziona solo se c'è una giusta distanza». In caso contrario, certo, non si producono automaticamente dati «truccati»; ma è evidente che la commistione tra tecnici e politici potrebbe indebolire l'autorevolezza dei report. L'affondo di Colombo riguarda anche il capolinea della sua esperienza: «Dal nuovo sindaco Pisapia non c'è stato un riconoscimento di terzietà, ha deciso di applicare lo spoil system e di cessare la mia carica prima della scadenza». Al suo posto, ecco l'architetto Maria Berrini, già dirigente regionale Pd. «Senza mettere in discussione le competenze personale, il rischio è che l'Amat diventi uno strumento di supporto diretto della giunta. Così, però, si ridurrebbe ad ente inutile». Ieri, durante la Commissione partecipate del Comune, la Berrini ha descritto puntigliosamente l'at tività dell'Amat e difeso il suo primo periodo all'agenzia: «In tre mesi abbiamo già prodotto 276 rapporti ed elaborato 5 progetti per accedere ai fondi europei. Tra pochi giorni attiveremo il monitoraggio su Area C. Noi diamo un valore aggiunto all'amministrazione comunale, e il budget per il nostro personale è irrisorio se paragonato al budget del Comune». Amat conta 28 dipendenti fissi e 60 consulenze professionali. «Non abbiamo assunto nessuno» sottolinea la Berrini, «e le procedure per eventuali assunzioni saranno trasparenti». Un terzo dei collaboratori - 33 persone - è approdato all'Amat nel 2010 per occuparsi del Piano di governo del territorio. Quanto ai costi, la Berrini assicura di aver già lavorato al contenimento delle spese: «Stimiamo che si possano tagliare 170mila euro all'anno grazie a una riorganizzazione delle spese generali». POLEMICHE Non si placano le polemiche sull'Amat, l'agenzia per la mobilità e l'ambiente del Comune di Milano. L'ex presidente Adolfo Colombo: «Amat deve restare indipendente. L'ex assessore Edoardo Croci voleva dal nostro ufficio un supporto all'Eco pass, ma l'agenzia funziona se conserva la sua terzietà» Fotogramma NIENTE SANATORIA Affissioni abusive i partiti pagano oltre sei milioni Lo stop al condono per i cartelloni politici abusivi potrebbe costare ai partiti milanesi oltre sei milioni di euro. L'emendamento bocciato in parlamento fa felice il consigliere radicale Marco Cappato, che da mesi denuncia la violazione delle regole: «Ora paghino tutti». In città le violazioni riguardano tutti i partiti tranne i radicali e il «Movimento cinquestelle». Manifesti che il comune ha dovuto rimuovere a sue spese e poi elevare delle contravvenzioni di 312 euro a manifesto più spese di defissione e che grazie a questo condono non verranno mai pagate. A ottobre lo stesso Giuliano Pisapia, al quale vengono contestate multe per 417mila euro, aveva promesso che avrebbe saldato il conto. «Non usufruirò della sanatoria e lo dico apertamente» aveva detto Pisapia. Il tesoriere Bruno Siracusano aveva precisato: «Il 65% delle violazioni riguarda le liste collegate al sindaco». La rivoluzione arancione Milano Ristorazione al verde: ai bambini cibi semi-surgelati ::: EMANUELA MEUCCI  Le mense scolastiche milanesi vanno al risparmio, al punto che si prepara una piccola rivoluzione. Tempi e modi sono ancora da decidere, ma presto i pasti freschi, cucinati poche ore prima di essere portati in tavola, potrebbero venire sostituiti da piatti “refrigerati”. Ovvero, cucinati fino a quattro giorni prima di essere serviti, e conservati a una temperatura compresa fra 0 e 3 gradi. Una sorta di via di mezzo fra i veri e propri surgelati e le pietanze fresche. Il cambio di rotta sarebbe imposto dai costi di gestione della maxi-struttura di Milano Ristorazione costruita in via Sammartini 73, come ha spiegato Gabriella Iacono, presidente della società partecipata che gestisce le mense milanesi. L'occasione per presentare per la prima volta questa strategia è stata rappresentata da una visita all'im pianto da parte di alcuni consiglieri comunali. Il prossimo appuntamento in calendario si terrà il 31 gennaio, quando la Commissione Educazione si riunirà a Palazzo Marino per analizzare il bilancio di Milano Ristorazione e stabilire la strategia per il futuro. Al momento, il Centro Cucina di via Sammartini, inaugurato un anno fa, produce in media 10mila pasti al giorno. Troppo pochi per uno stabilimento all'avanguardia che è costato quasi 20 milioni di euro, e che a regime potrebbe sfornare fino a 15mila pasti freschi. Se gli impianti si dedicassero solo alle pietanze refrigerate multiporzione, la produzione potrebbe addirittura arrivare a quota 30mila. Per ridurre le spese ed evitare di andare in rosso, è necessario sfruttare le sue potenzialità al 100%. Per questo, Gabriella Iacono ha pensato a un piano in due fasi. «Per iniziare – spiega –, potremmo produrre semi lavorati refrigerati, che poi verrebbero assemblati nelle 25 cucine che Milano Ristorazione gestisce in città. Col tempo, potremmo arrivare a produrre pasti completi. Potenzialmente, tutti i piatti possono essere refrigerati». Non esistono ancora date sicure, ma il nuovo programma potrebbe partire a settembre, in contemporanea con l'inizio del nuovo anno scolastico. Resta un dubbio: che cosa ne pensano i genitori, da anni in lotta per migliorare la qualità del cibo? «Non ne abbiamo ancora discusso con loro – conclude la Iacono -, ma i piatti refrigerati vengono serviti da anni in molti Paesi europei». Nel prossimo futuro arriveranno anche alcune modifiche al nuovo menù salutista introdotto dalla Giunta Pisapia, impietosamente bocciato dai bambini. Tanto che i dati raccolti dalle mamme e i papà impegnati nelle commissioni mesa rivelano che i piatti serviti quest'inverno hanno ottenuto i voti più bassi dal 2009 ad oggi. Il vicesindaco e assessore all'Istruzio ne Maria Grazia Guida ha preferito non sbilanciarsi troppo, ma non ha bocciato a priori i piatti refrigerati. «Siamo in attesa di conoscere il piano, che verrà valutato con grande attenzione, ma in linea di principio non siamo contrari –ha detto -. L'importante è riuscire a coniugare salute ed efficienza economica». GLI SCENARI Pronto il piano per estendere Area C: varchi fino alla cerchia della 90  Tra le attività in capo ad Amat c'è anche il monitoraggio della congestion charge introdotta il 16 gennaio dalla giunta Pisapia. L'Agenzia per la mobilità ha elaborato gli scenari sulla previsione di traffico, ha diffuso i numeri del calo degli ingressi (-37% di media) e ha effettuato un primo «controllo sul campo» dell'area limitrofa alla cerchia dei Bastioni. «Il traffico è congestionato come prima. Non c'è nessuna criticità in più». Tra gli studi effettuati nelle ultime settimane c'è anche la prima previsione dell'esten sione di Ecopass. Ipotesi prematura, visto che la sperimentazione del ticket attuale durerà 18 mesi, ma già sul tavolo della giunta. Amat, spiega il presidente Maria Berrini, ha «valutato l'estensione del provvedimento e i costi dei nuovi varchi». Il report prevede l'introduzione di nuovi varchi d'ingresso lungo la cerchia della 90-91, lungo la cerchia ferroviaria e lungo i confini di Milano. Un sistema di cerchi concentrici con un impatto diverso su traffico e casse comunali. Ogni nuova «porta d'ingresso» all'area sottoposto a pedaggio costerà almeno 50mila euro: il primo step, ovvero l'allar gamento alla corona del filobus, costerà soltanto di telecamere tra i 4 e i 5 milioni di euro. «Il progetto sarà valutato attentamente dall'amministrazione» sottolinea la Berrini. «Il sistema potrebbe essere misto: congestion charge in centro e blocco dei veicoli inquinanti nel settore più esterno». I soldi necessari potrebbero arrivare dallo sblocco dei fondi in arrivo dal ministero dei Trasporti. Nel frattempo, l'Amat assicura che entro un mese tutti i dati sulla congestion charge saranno consultabili dai cittadini su internet. Nella prima settimana, il ticket ha ridotto in media del 37% il numero di auto dirette in centro (-45mila auto). Il picco di traffico si è trasferito dalle 19,30 alle 20, con l'ingresso di circa 6mila automobili concentrati nei primi minuti di libertà dalle telecamere. Nell'arco delle 24 ore, comunque, la percentuale di traffico eroso dall'Area C scende al 26,3%. Capitolo commercianti. Dopo il grido di dolore del presidente di Confocommercio Carlo Sangalli, ieri è intervenuto sul tema il governatore lombardo Roberto Formigoni: «La protesta dei commercianti pone un problema grave. I provvedimenti cittadini non possono danneggiare il commercio e le attività economiche in maniera così rilevante come i commercianti denunciano. Mi auguro che possa essere trovata una soluzione». M. COS.
4 Giovedì 26 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Aumentano il tabacco per pagare le pensioni In arrivo altri rincari sul fumo: finanzieranno gli assegni di chi ha perso il lavoro e non ha i requisiti per ritirarsi. Per gli autonomi niente scatto dei contributi MALESSERE I rivenditori: «Ci aspettiamo un aumento del contrabbando». Nei comuni sopra i 250mila abitanti potrebbe tornare in vigore la social card le grane di Monti ::: L'analisi La spremuta di tasse in Italia aggrava la crisi europea ::: DAVIDE GIACALONE  Si votano mozioni congiunte per dare più forza al governo italiano in sede europea, ma si dovrebbe fare il congiunto sforzo della chiarezza (che nella mozione manca), denunciando che con la strada intrapresa, senza una modifica profonda della governance europea, ci troviamo e resteremo in troppo grande difficoltà. La politica non si adagi sull'errore dei nostri giornali, concordi nell'occul tare o minimizzare quel che il Fondo monetario internazionale ha affermato: non esistono misure italiane che possano, da sole, salvare l'Italia. Che sta succedendo? Perché l'ag gressività della speculazione s'è acquietata? Succede che si sta provando a temporeggiare, allontanare il problema, scaricarlo altrove. Tutto meno che risolverlo. Mentre in casa nostra riforme limitate s'ingigan tiscono grazie a fragorose proteste, lasciando d'un canto il crollo del sistema bancario. Come fosse un dettaglio. LE AGENZIE DI RATING Standard and Poor's e il Fmi hanno ben analizzato le manovre del nostro governo, si sono complimentati e hanno pubblicato le deduzioni: non basta. La procura di Trani può anche indagare per turbative di mercato, ma quel che turba veramente è che si faccia finta di non capire: noi abbiamo una crisi interna, provocata da un troppo alto debito pubblico e troppo bassa produttività, ma quel che ci porta a fondo è la seconda crisi, montata in groppa alla prima e provocata dalle debolezze politiche e istituzionali dell'euro. Le medicine utili a curare i sintomi della prima crisi, tasse & tagli, aggravano quelli della seconda. Le terapie che aggrediscono le cause della prima, privatizzazioni & liberalizzazioni, tornerebbero utili per fronteggiare anche la seconda, se non fosse che il loro effetto è previsto per dopo il funerale. Noi possiamo pure accapigliarci sulle minchionerie, fingendo che i camionisti siano agnelli sacrificali o serpenti biforcuti, i tassisti lavoratori tartassati o lobbisti spietati, ma lo scenario descritto rende il resto largamente secondario. Se il problema è europeo la soluzione non può che essere europea. Se la soluzione non si trova, salta prima l'euro e poi l'Unione europea. È una tragedia sufficientemente grossa da mettere paura, ma non abbastanza razionalizzabile da far cambiare atteggiamento alle (misere) classi politiche. Quindi si prova ad aggirare il problema. Si usa la furbizia al posto dell'intelligenza. Condotta che, per una volta, non è una nostra esclusiva, ma diviene continentale. Si rifiuta l'unica idea risolutiva: federalizzazione dei debiti sovrani, quindi nascita di una federazione politica. La si rifiuta per motivi elettorali, ma si sa che quella è la via. Allora si passa dai vicoli paralleli: no ad una vera banca centrale, ma sì ai prestiti fatti dalla Bce alle banche, ad un tasso basso, in modo che quei soldi finiscano in acquisti dei titoli dei debiti pubblici. No ad una politica fiscale comune, ma via libera al maggiore finanziamento del fondo salva Stati. Monti ha ragione: si può supporre che molti atteggiamenti cambieranno, dopo l'approvazione del “fiscal compact”, quindi dopo la revisione dei trattati, in salsa tedesca. Ma sarà tardi e ne nascerà un'Europa produttivamente asfittica. I soldi della Bce sono finiti ai governi, per poi essere ridepositati presso la Bce, sotto forma di titoli. Il mercato è restato a secco, il credito alle imprese si va spegnendo. In queste condizioni puoi varare tutte le birbonate propagandistiche che ti vengono in mente, il mercato non riparte lo stesso. I firewall eretti con il fondo salva Stati non fermeranno alcuna fiamma, perché sono fatti di materiale combustibile, non presupponendo l'uso della sovranità monetaria, ma solo l'ammasso di masserizie. Rallentano la corsa, non placano l'incendio. OCEANI MOBILI Se la percezione è diversa, in questi giorni, lo si deve al fatto che si lavora al default pilotato della Grecia, per evitarne l'uscita dall'euro. Ma quando lo si sarà fatto i mercati sapranno o che esiste una breccia per la quale si esce dalla moneta unica, o che esiste un buco, nel quale possono cadere i titoli dei debiti sovrani, cessando d'essere rimborsati. In tutti e due i casi ripartirà la speculazione. Non si scappa: l'Europa non può sperare di non fare i conti con la storia e i mercati, anche perché l'Atlan tico s'è rimpicciolito e il Pacifico allargato. Gli europei, nel globo odierno, sono una forza di prima classe, ma ciascun Paese europeo, da solo, è un nano pretenzioso e viziato. Poi, per carità, si può anche continuare a far campagne elettorali solleticando il complesso di superiorità del bavarese, la prosopopea del provenzale o la paura del bauscia che liscia il sobrio, sperando d'essere il solo a godere dell'al ticcio, ma siamo nel campo dell'inutilmente provinciale. www.davidegiacalone.it ::: ANTONIO CASTRO  Rincari in arrivo sui tabacchi lavorati. Il decreto Milleproroghe - che oggi alle 13 dovrebbe incassare il voto di fiducia - lancia una ciambella di salvataggio ai lavoratori “esodati”, quelli che avevano lasciato l'azienda in crisi credendo di poter andare in pensione a breve, mentre la riforma previdenziale Monti li lasciava nel limbo (senza pensione e senza lavoro). L'ultima versione del Milleproroghe - che cancella l'aumento dei contributi previdenziali degli autonomi - restringe però la platea di chi andrà in pensione con le vecchie regole. E così potranno ricorrere alle vecchie norme solo i lavoratori usciti dalle aziende entro il 31 dicembre scorso. Ma l'innovazione fa scattare la protesta dei sindacati, in particolare la Cgil: «Nella nuova versione», avverte Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, «la platea viene ulteriormente ristretta, perché si sostituisce la dizione “accordi” con quella di “risoluzione del rapporto di lavoro”, e così si tagliano fuori tutti coloro che pur in costanza al 31/12/2011 di rapporto di lavoro, sono tuttavia vincolati ad accordi di esodo». Insomma, il rischio è che si crei un nuovo “limbo”. Per coprire i costi è stato deciso un aumento delle accise sui tabacchi. Spetterà ai Monopoli dello Stato decidere di quanto ritoccare le accise. Unico vincolo «è che siano assicurate maggiori entrate» di «15 milioni di euro per l'anno 2013 e 140 milioni annui a decorrere dal 2014». Probabile che, onde evitare la contrazione dei consumi e quindi un calo di gettito, si opti per un aumento sui tabacchi trinciati e non sulle sigarette. E non si tratta di un gesto magnanimo. Studi recenti dimostrano, infatti, che il pacchetto di sigarette ha raggiunto la soglia massima di tassazione. Facendone salire il prezzo si rischia di perdere clienti ma soprattutto il gettito fiscale. Diverso invece un intervento sui trinciati, dove il margine di “tassabilità”è più ampio. Grido d'allarme dei tabaccai che avvertono: aumenterà il contrabbando. Buone notizie, invece, per gli esuli dalla Libia. È stato approvato il prolungamento triennale del finanziamento di 50 milioni annui. Altro provvedimento, altri problemi. Domani, infatti, il Consiglio dei ministri dovrebbe valutare la proposta - contenuta nella bozza del “Dl semplificazioni” - di dare una seconda chance alla “social card”, ovvero la carta acquisti per le fasce deboli. Nella bozza circolata ieri si prevede «una sperimentazione» nei Comuni con più di 250.000 abitanti con una dote massima di 50 milioni. Limite bizzarro, come se nei “centri minori”non ci fossero poveri. Una tradizione interrotta Monti beffa la casta dei partiti No al condono sui poster abusivi ::: ROMA  Finisce la pacchia dei cartelloni politici abusivi. Un emendamento del governo, presentato nelle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio alla Camera, durante l'esame del Milleproroghe boccia il condono dei mega-poster elettorali. La misura, che dovrebbe essere approvata prima del nuovo via libera per l'Aula, sopprimerebbe una norma precedentemente votata dai deputati, che invece chiedevano lo sconto per le sanzioni ai manifesti fuorilegge. Una bacchettata di Palazzo Chigi alla casta, anche se molti di Pd e Idv si sono affrettati a ricordare che quella sanatoria, loro, non l'avrebbero mai votata. «Qui c'è anche una questione di decoro urbano con manifesti cheimbrattano», hadichiarato Valter Verini, «e mi risulta che il Pd sia al lavoro per superarla. La soppressione dell'emenda mento»,ha aggiunto,«èun segnalesignficativo. La politica sceglie di non autocondonarsi, ma dà prova di serietà». E lo dice il Pd, travolto dallo scandalo delle affissioni abusive in tutta Roma. Soddisfatta anche l'Api, per la quale «il governo ha accolto le nostre proposte». Ma ancora prima erano stati i Radicali a dire che la sanatoria sarebbe stata intollerabile («il sesto condono fatto in dieci anni per i partiti», aveva tuonato Emma Bonino). Per loro è una vittoria. «Abbiamo assicurato, malgrado il silenzio dei sindaci, un gettito pari a circa 100 milioni di euro, per tutti i Comuni da loro amministrati», ha dichiarato Giuseppe Rossodivita, capogruppo della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei nel Lazio. Tutti a dire no al condono eppure l'emen damento per abolire con un colpo di spugna le multe ai partiti era bipartisan (relatori Gianclaudio Bressa del Pd, e Gioacchino Alfano, del Pdl). C'è voluto il governo dei prof per fermare lo scempio e dire che chi sbaglia deve pagare. Il condono delle affissioni politiche erastato approvatotralepolemiche nel2008, poi prorogato. Il cavillo bipartisan presentato il 10 gennaio puntava a far slittare la sanatoria alla data del 29 febbraio 2012. B. B. Un attacchino Oly
26 Giovedì 26 gennaio 2012 ::: le lettere lettere@liberoquotidiano.it @ commenta su www.liberoquotidiano.it Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell'oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. DISTRIBUTORE PER L'ITALIA E L'ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl - Via Aldo Moro, 2 - Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl - Via Carlo Pesenti, 130 - Roma S.t.s. S.p.A. - Strada V zona industriale, 35 - Catania L'UNIONE EDITORIALE S.p.A. - Viale Regina Elena, 12 - Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. - Viale delle Magnolie - Modugno (BA) CENTRO SERVIZI EDITORIALI Srl - Via del Lavoro, 18 - Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 22 anno XLVII Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH - Fr. 3.00; MC & F - 2.00. EDITORIALE LIBERO s.r.l. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Arnaldo Rossi CONSIGLIERI: Maurizio Belpietro - Sergio De Benedetti DIRETTORE RESPONSABILE Maurizio Belpietro VICE DIRETTORI Massimo de' Manzoni (vicario) - Franco Bechis Fausto Carioti - Pietro Senaldi DIRETTORE GENERALE: Stefano Cecchetti REDAZIONE MILANO 20129 - Viale L. Majno, 42 Telefono: 02.999.666 - Fax: 02.999.66.264 REDAZIONE ROMA 00187 - Via Barberini, 50 Telefono: 06.999.333 - Fax: 06.999.33.443 UFFICI AMMINISTRATIVI: Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano SEDE LEGALE: Via dei Valeri, 1 - 00184 Roma GOVERNO/1 Naufraghiamo con il signor loden L'Italia sta naufragando come la Costa Concordia e tutti i compagni della sinistra gioiscono dell'operato di Monti: cosa c'è che non quadra? Siamo all'inizio di ribellioni che minano la democrazia con i "forconi", siamo oberati di tasse, sta aumentando tutto in maniera irragionevole, la Casta non è stata toccata, non arriviamo a fine mese e la sinistra dice: «Oh, com'è bravo, meno male che c'è lui, avete visto che il Consiglio dei ministri quando si riunisce dura un giorno intero? Ve lo immaginate se c'era ancora Berlusconi?» Sì, abbiamo visto che non c'è più Berlusconi, eccome! Il problema siete voi, insieme al vostro paladino con il loden. Marco Scopetani Lastra a Signa (Fi) GOVERNO/2 Tante tasse nessuna vera riforma Sul governo Monti anche io non riesco a vedere che lati negativi. Prima di tutto non ha alcuna legittimità popolare. Reintroduce l'Ici sulla prima casa, aumenta le accise sulla benzina. La tassazione diretta salirà così al 45%, livello mai raggiunto. Perciò come non si può essere d'accordo con Belpietro se questo governo fatto di cervelloni tecnici ha saputo solo aumentare le tasse e lasciare lo status quo senza fare vere liberalizzazioni? Luca Berardi Roma GOVERNO/3 Martone ha svelato il vero volto dei Prof Martone, viceministro del governo Monti, ha il merito di aver spiegato cosa ne sa questa gente che ci comanda, questi miliardari che vivono nel loro modo dorato. Per loro è inconcepibile che ci sia qualcuno che abbia difficoltà, problemi di lavoro, di studio, e quando lo scoprono se ne fregano, ci passano sopra con i loro carri armati legislativi, lo puniscono perchè è povero, impoverendolo ancora di più. Questo governo imposto da Napolitano è quanto di più lontano ci sia dalla realtà quotidiana, è una Casta peggiore di quella dei politici di professione. Metteteli su un tir per una settimana, poi vediamo quanto ci mettono a laurearsi. Giuliano Citterio Milano GOVERNO/4 Tutti impegnati ad esaltare Monti Non appena Monti e il suo governo aprono bocca, subito le sviolinate non si contano. L'ultima la Francia che si complimenta per il risanamento dell'Italia e del suo debito pubblico. A parte però la caterva di aumenti e nuove tasse, e per questo non ci voleva certo un bocconiano, non mi pare ci sia nulla di concreto all'immediato, salvo auspicate e molto future ipotesi. Tutti i cortigiani dei media e della politica però non fanno altro che esaltare le meraviglie del premier, come nella favola dei vestiti dell'imperatore. Ci sarà qualcuno che si deciderà a dichiarare che il re è nudo? M.G. Inzaghi e.mail GOVERNO/5 Decreto firmato a tempi record Sembrano lontani i tempi in cui Napolitano, prima di apporre la sua pregiatissima firma su qualsiasi cosa gli venisse sottoposta dal governo Berlusconi, guardava, non già con la lente di ingrandimento, ma col microscopio, il testo. Con Monti non si pone nessun problema: ha firmato velocissimamente il decreto sulle cosiddette liberalizzazioni. Michele Maietti e.mail A COLPI DI FORCONI L'intero Paese si ribella Forza d'urto, forconi, autotrasportatori, tassisti protestano. Non importa chi abbia organizzato cosa. Non c'è nessuna mente o potere occulto dietro le proteste. Il popolo prende coscienza del fallimento del potere politico, economico e sociale italiano. Mancano all'appello lavoratori dipendenti, precari e pensionati. Ancora per poco... Vincenzo Mannello e.mail CRISI PERFETTA L'unica soluzione? Tagliare gli sprechi Politici ed economisti ci propinano mille soluzioni per risolvere il problema. Si interrogano se sia meglio la patrimoniale, l'Ici anche sulla prima casa, lotta all'evasione fiscale, aumento dell'Iva, della benzina, sigarette e tasse varie. Io non sono né un economista né un intellettuale, ma una semplice persona che a lavorato 50 anni ma anche a mio livello risulta evidente che il problema dello Stato italiano è semplicemente che esso spende e sperpera troppo. Giuseppe Quarto Brescia IL GOLPETTO Verso la Repubblica presidenziale Molto sobriamente questa nostra sciagurata seconda repubblica sta scivolando, senza che quasi nessuno ne prenda consapevolezza, in una sorta di repubblica presidenziale. E tutto questo senza evidenziare un piccolo, ma non ininfluente particolare: il presidente di questa nostra repubblica non è l'espressione di un voto popolare ma, bensì, di quello parlamentare e, pertanto, tutto ciò può configurarsi come uno strisciante e sobrio colpo di Stato. Bruno Masetti Pratovecchio (Ar) LEGA NORD L'alleanza con il Pdl va testata sul campo Vorrei spendere due parole riguardo la posizione della Lega che alle prossime elezioni amministrative non è ancora certa se correre da sola o se rimanere alleata al Pdl. Concordo con l'opinione di Zaia il quale sostiene che è solo una questione di verificare realtà per realtà da parte dei rispettivi amministratori leghisti. Per sostenere principi ed obiettivi che in questo momento richiederebbero una separazione tra Pdl e Lega per vari motivi bisogna essere razionali e pratici e capire che se in Lombardia o in Veneto l'alleanza con il Pdl ha portato dei buoni frutti occorrerà proseguire per questa strada. Roberta Bartolini Genova IMMAGINE ALL'ESTERO/1 I tedeschi imparino dai nostri eroi Il giornalista di «Der Spiegel» avrebbe definito il comportamento del comandante Schettino connaturato alle caratteristiche antropologiche degli italiani. Desidererei far presente a questo signore che, a parte le responsabilità di Schettino tutte da accertare, altri ufficiali italiani - in primis il commissario di bordosi sono comportati in maniera del tutto corretta. Così come fecero centinaia di ufficiali, funzionari e civili italiani che salvarono dalle camere a gas migliaia di ebrei. Questo è stato riconosciuto dalle associazioni ebraiche dei superstiti dai lager che hanno anche sottolineato come il popolo italiano sia stato quello, nell'intera Europa, che salvò la vita al maggior numero di ebrei. Giorgio Castriota Roma IMMAGINE ALL'ESTERO/2 Non siamo tutti come Schettino La stampa tedesca gira il coltello nella piaga e dice che noi italiani siamo tutti Schettino. La verità è che siamo, invece, lavoratori, intelligenti, colti, sensibili e la storia lo testimonia. Gli Schettino sono delle eccezioni, non la regola. I tedeschi invece no, non hanno eccezioni, sono tutti semplicemente tedeschi. Come la storia, tristemente, insegna. Roberto Brambilla e.mail segui la rubrica anche su www. A tu per tu di MATTIAS MAINIERO «Se potessi non pagherei tasse E vi spiego perché» Egregio Mainiero, seguo «Libero» dal primo numero e parimenti la sua rubrica. Ultimamente sono alquanto sconcertato dalle sue risposte ai lettori che si lamentano per le tasse. Lei insiste sulla necessità di pagare. Io sono un pensionato e non posso evadere, ma le giuro che se mi fosse possibile non verserei un eurocent. Sono convinto che sia necessario pagare i tributi, ma solo in vista di un ritorno in servizi. Ora, mentre i servizi fanno schifo, consideri che io per pagare le tasse devo rinunciare a molte cose, ma poi vedo le foto dei miei rappresentanti, che non lavorano, Fini, Rutelli, Casini e Co., che se ne vanno a fare le vacanze alle Maldive. Ci vanno con i miei soldi! Allora, se potessi, non pagherei e ci andrei io in vacanza, chiaro? Franco Baiocchi Teramo Chiarissimo, anche se non condivido. Punto primo: Fini, Rutelli, Casini & co., secondo me, hanno sbagliato. Non era quello il momento delle vacanze esotiche. Se, come è più che evidente, hanno sbagliato anche secondo lei, non li voti più, e non voti neppure gli uomini a loro vicini. Se non li ha mai votati, continui a non votarli. Sono sicuro che in Italia esista ancora qualche politico che non va alle Maldive e neppure alle Mauritius. Può scegliere lui. Punto secondo: lei è un pensionato. In quanto tale, paga le tasse fino all'ultimo centesimo, e in cambio – ha perfettamente ragione – non riceve molto. D'accor do, ma vediamola da un altro punto di vista: l'anno scorso, Berlusconi governante, sono stati scovati 7.500 evasori totali. I redditi non dichiarati ammontano a 50 miliardi di euro. Cinquanta, e parliamo solo di ciò che è stato accertato. Sa cosa significa? Significa una cosa semplicissima: se tutti avessero versato il dovuto, lei ora non sarebbe costretto a pagare l'Imu (se ha, come presumo, una casa), pagherebbe la benzina un po' di meno e così via. E i servizi (sanità, trasporti eccetera) forse sarebbero più decenti. Proprio convinto che non versare neppure un eurocent sia la cosa migliore? Punto terzo e ultimo: secondo me, chi non paga le tasse, spesso (ripeto: spesso) evade non perché pensa ai servizi schifosi ma perché non gli va di pagare le tasse. Tutto qui. Ragion per cui, sbaglia e va punito. E se non crede a me, caro Baiocchi, creda almeno alla sua pensione fin troppo ricca di tasse anche per via di chi se ne infischia delle tasse. Ci pensi. Ho l'impressione che potrebbe cambiare idea. mattias.mainiero@liberoquotidiano.it
42 Giovedì 26 gennaio 2012 LOMBARDIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Arrestati gli aguzzini Rapita a 13 anni Il «fidanzato» la fa prostituire Ritrovata la ragazzina sparita a Varese sabato Un romeno incontrato sul web l'aveva sequestrata Inverno senza multe «Vigili senza divise» I ghisa di Bergamo ora restano in ufficio ::: LIDIA BARATTA  Sono stati assunti dal Comune come ausiliari del traffico. Ma a fare le multe in strada non ci possono andare. Il motivo? Mancano le divise invernali. Succede a Bergamo, dove tre operatori della polizia locale sono costretti a fare gli impiegati nel “caldo” dell'ufficio, perché non hanno ricevuto in dotazione le giacche a vento adeguate ad affrontare le basse temperature di stagione. A settembre, quando la colonnina di mercurio era ancora ben sopra lo zero, il comandante Paolo Cianciotta aveva fatto richiesta delle uniformi agli uffici comunali. Ma a distanza di quasi cinque mesi, dei giacconi antifreddo non si vede neanche l'ombra. In base a una legge del 1997, gli ausiliari del traffico affiancano il vigile nella prevenzione e nell'accertamento delle infrazioni per divieto di sosta. Il lavoro, insomma, si svolge all'aper to. Ma su dieci ausiliari assunti dall'ammini strazione guidata da Franco Tentorio (Pdl), meno della metà svolge il lavoro previsto. Oltre ai tre neoassunti la scorsa estate, uno degli operatori si trova in aspettativa e un altro è diventato agente della polizia locale del piccolo Comune di Albino. La questione è arrivata fino ai banchi del consiglio comunale di palazzo Frizzoni, dove le opposizioni hanno chiesto al comando della polizia locale di spiegare «come utilizza le risorse a disposizione». «È un ritardo che non dipende da noi –com menta Paolo Cianciotta – abbiamo fatto richiesta al Comune nei termini previsti. Voglio però rassicurare tutti sul fatto che i tre ausiliari nel frattempo non si stanno a grattare la testa». Anzi, continua il comandante, «come prevede il contratto, sono occupati in mansioni amministrative molto utili». Funzioni, precisa, «che sono del tutto esigibili poiché si tratta di dipendenti comunali e non privati». E guai a dire che in questo modo gli automobilisti indisciplinati avranno la meglio. «Le sanzioni per divieto di sosta», ribadisce Cianciotta, «non sono venute meno, anzi sono aumentate». ::: SALVATORE GARZILLO  Adescata in chat e costretta a prostituirsi da un trans di 65 anni e dal fidanzato romeno di 24. È la brutta storia di una tredicenne di origini kosovare scomparsa dalla sua casa di Besnate, comune in provincia di Varese, il 21 gennaio scorso. I carabinieri della compagnia di Gallarate l'hanno ritrovata ieri in un appartamento di via Padova di proprietà del transessuale italiano, S. W., già noto alla polizia per i suoi precedenti. Quando i genitori della ragazzina hanno lanciato l'allarme, agli investigatori è parso subito chiaro che doveva essersi allontanata di sua spontanea volontà, magari convinta da un conoscente o un fidanzato. Seguendo questa pista, gli uomini coordinati dal pm di Busto Arsizio Nadia Calcaterra, hanno scoperto che un mese fa la 13enne ha conosciuto su Facebook il giovane romeno residente a Pavia, con cui ha poi cominciato una relazione clandestina tenuta segreta a tutti. Per evitare sguardi indiscreti si incontravano a Milano, in pieno centro. Quattro appuntamenti registrati, l'ultimo sabato scorso: la ragazzina è uscita da casa raccontando ai genitori che avrebbe fatto i compiti a casa di un'amica, ma in realtà ha puntato dritto in città per incontrare il suo fidanzatino. Dopo una notte trascorsa all'aperto, il romeno ha portato la giovane nello squallido monolocale di via Padova. Qui è cominciato l'in cubo. Il 24enne e il transessuale l'hanno tenuta segregata in casa fino a sera, quando l'hanno portata in strada ordinandole di prostituirsi. Le lacrime di terrore non hanno sortito effetto su quello che credeva essere il suo fidanzatino, che per evitare eventuali fughe è rimasto nascosto a poca distanza dal marciapiede. Gli investigatori sono certi che se non fossero intervenuti subito avrebbero perso le tracce della ragazzina, sicuramente trasferita in un'altra zona o rivenduta a qualche organizzazione come baby prostituta. I carabinieri l'hanno ritrovata seguendo il labile filo di un numero di telefono scritto a margine in una pagina del diario di scuola. Grazie a quelle poche cifre sono riusciti a risalire a un amico del giovane aguzzino, e dopo un riscontro con il profilo Facebook il romeno è stato identificato e fermato in piazza Fontana a Milano. Per un po' ha tentato di negare tutto, dichiarandosi totalmente estraneo alla vicenda. Poi, proprio durante l'interrogatorio, è squillato il suo cellulare. Per sua sfortuna dall'altro capo del telefono era la ragazzina kosovara. A quel punto il ragazzo ha condotto i militari a casa del trans, arrestato con il 24enne con l'accusa di sfruttamento della prostituzione minorile e sottrazione di persona incapace. «I genitori hanno vissuto ore di angoscia - ha raccontato il pm Nadia Calcaterra - e abbiamo lavorato giorno e notte in cerca di tracce. Il nostro invito ai genitori è quello di prestare la massima attenzione agli adolescenti, per cogliere situazioni di disagio in un'età critica». YARA, ESCLUSO IL CONSULENTE . Pm, niente carte alla famiglia Porte sbarrate per il consulente della famiglia Gambirasio al fascicolo su Yara. La pm Letizia Ruggeri ha detto no alla richiesta dell'ex tenente dei Ris Giorgio Portera, nominato consulente della famiglia, che voleva visionare i faldoni. Per il Pm va tenuto il segreto istruttorio.
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