ULTRAZOOM
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Entro un mese il decreto Manette a chi copia il made in Italy Il ministro Catania presenta la «lenzuolata verde»: stretta sui pagamenti agli agricoltori, 300 milioni per i contratti di filiera anti-speculazione e provvedimenti penali per i falsificatori Clini contro Marchionne su Magneti Marelli L'ipotesi di nuovi ecoincentivi fa correre Fiat e Landi Renzo  Torna l'ipotesi di nuovi ecoincentivi per le auto. A lanciare l'indi screzione è il quotidiano Mf. Il ministro dell'Ambiente Clini, non smentisce. Casomai se la prende con l'insipienza Fiat in questo campo: «La Multipla ibrida è stata una grande occasione persa perchè il sistema messo a punto dalla Megneti Marelli era più efficace di quello della Prius – dice – a Torino, però, non ci hanno creduto sostenendo che il mercato non era pronto». I tempi sono maturi per un altro giro di ecoincentivi all'auto? La Borsa sogna. Premia Fiat che cresce dell'1,7%. Ma soprattutto fa volare Landi Renzo (+6,8%). L'azienda emiliana è leader mondiale fra i produttori di sistemi di alimentazione a gpl e metano. Gli incentivi alla rottamazione metterebbero il turbo al business. A differenza della tornata del 2009, le nuove misure andrebbero a sostegno, oltre che del metano e del gpl, anche dell'auto elettrica. Passera non ha risposto. Clini, invece, è stato prodigo d di parole.« Il 2012 per l'auto elettrica sarà l'anno della verità – dice – quello in cui si prevede un consistente aumento del numero di modelli disponibili e delle vendite». L'Italia non può perdere questa opportunità come avvenne per la Multipla ibrida della Fiat. «Quando nel mondo si partiva con la produzione delle auto elettriche, l'industria italiana ha abbandonato il campo, perdendo un'occasione», ha aggiunto Clini molto critico nei confronti delle strategie industriali del Lingotto. Gian Primo Quagliano, direttore del centro studi Promotor, giudica l'ipote si degli incentivi opportuna: «C'è una domanda di sostituzione arretrata che proviene in particolare dalle flotte aziendali, che rappresentano il 25% del parco auto italiano». Nel 2009 il duplice effetto degli incentivi ecologici (1.550 euro per gpl e metano) e della rottamazione (1.550 euro) aveva portato le immatricolazioni di auto pulite dal 5 al 20% (640mila vetture). Nel 2011 la quota di mercato è tornata ai livelli precedenti (210mila circa). Difficile fare ipotesi sulle nuove sovvenzioni. Presumibilmente saranno più favorevoli: «Non solo ci troviamo di fronte a una flotta più matura – spiega Quagliano – ma nel frattempo la proposta di auto elettrica è diventata una realtà». Poi c'è il caro-carburante: «La differenza tra benzina da una parte, metano e gpl dall'altra non è mai stata così elevata». Per capire: il 16 gennaio il prezzo medio della verde era 1,709 euro al litro, contro il gpl a 0,754 euro e il metano a 0,940 al chilo (equivalente a 0,622 al litro). Si tratta certamente di un elemento da non sottovalutare per orientare la domanda. Scese a 1,680 milioni nel 2011, le immatricolazioni in Italia potrebbero tornare a quota 1,748 milioni nel 2012 grazie agli incentivi e a 2 milioni nel 2013, poco sotto la soglia minima di sopravvivenza del settore (2,250 milioni). Per Fiat, ma soprattutto per Landi Renzo, tra i leader mondiali degli impianti «verdi» per auto, gli incentivi sono una manna dal cielo. Non a caso la Borsa ha premiato in maniera sensibile le quotazioni. Più difficile il quadro per Fiat. A Torino non hanno mai creduto all'auto elettrica. Marchionne l'ha sempre considerata fururibile. Il Lingotto non ha nulla di pronto in Italia. Casomai ci sta pensando negli impianti Usa. Ma sicuramente non si tratta di un'opzio ne strategica. L'unico gruppo pronto alla sfida è Renault. Ha investito cinque milioni per preparare una gamma completa di vetture: dalla supercompatta, passando per l'utilitaria e una media cilindrata. C'è anche un furgone leggero. Per il momento si tratta di un esperimento o poco più. Domani potrebbe diventare l'arma del rilancio. N.SUN. ::: CARLO CAMBI ROMA  Ha l'aria soddisfatta il ministro per le politiche agricole Mario Catania, sa di poter tirare fuori un coniglio dal cilindro nel corso della conferenza stampa che ieri ha annunciato la lenzuolata verde del governo. Le liberalizzazioni arrivano anche nell'agroali mentare e ci sono buone notizie: più soldi alle imprese agricole e alla pesca, stop allo scempio dei pannelli fotovoltaici che rubano terra, alienazione dei terreni demaniali ai giovani agricoltori, obbligo di pagamento a 30 giorni per il fresco e a 60 giorni per i prodotti conservati. L'atteso giro di manovella per dare un po' d'ossigeno al mondo dei campi è arrivato anche perché le centrali agricole, Confagricoltura in testa che ha spedito migliaia di cartoline listate a lutto a Monti e a Catania, stavano per imbracciare pure loro i forconi. E gli agricoltori con quell'attrezzo ci sanno fare. Ma eccolo il coup de teatre: «Entro trenta giorni – scandi sce il ministro – c'è l'intenzio ne di partire con un disegno di legge che conterrà norme relative al settore agricolo e agroalimentare per il rilancio e la tutela del made in Italy anche sul versante delle sanzioni penali da applicare». Tradotto: scattano le manette per i contraffattori del made in Italy a tavola e per gli spacciatori del falso agricolo. Ma c'è di più. Il ministro Catania ha intenzione di portare la faccenda sui tavoli di Bruxelles e di chiedere in maniera decisa al suo collega dello sviluppo economico Corrado Passera di far uscire la Simest dal capitale di Lactitalia e di tutte quelle società che all'estero producono formaggi, salumi, conserve e pasta simil-italiana. Inoltre nel disegno di legge dovrebbe essere presa in seria considerazione la proposta di applicare alle agromafie – che si stano ingrassando sull'ita lian sounding ma anche sui contributi comunitari percepiti illegalmente – le stesse norme di contrasto della criminalità organizzata. Del resto ci sono in ballo 60 miliardi di euro di fatturato che i falsificatori del made in Italy incassano al posto nostro. E se non di miliardi almeno di milioni (molti) il ministro ha parlato nel presentare la lenzuolata verde. Vediamo in estrema sintesi cosa contiene il decreto liberalizzazioni per l'agroalimenta re. Tutti i contratti di fornitura di prodotti agricoli e alimentari devono essere scritti. Chi compra deve pagare entro 30 giorni i prodotti deperebili ed entro due mesi quelli non deperibili. Sono vietati i comportamenti sleali (dunque anche il dumping) e si rischiano multe fino a mezzo milione di euro. A vigilare è l'Antitrust. Vengono rilanciati i contratti di filiera con l'attivazione di 250300 milioni di euro nei prossimi tre anni per la conclusione di tali contratti. Altri soldi arrivano all'agricoltura con la partenza, in accordo con Bruxelles, del «Fondo credito» che consente un più facile accesso al credito. Sempre sul fronte del sostegno vengono stipulate alcune convenzioni con le associazione di categoria per la pesca che avranno disponibili 6 milioni di euro all'anno. Ma ci sono due provvedimenti di particolare significato. Il primo riguarda lo stop ai panelli fotovoltaici a terra. Tema sul quale il ministro Catania aveva annunciato battaglia fin dal primo giorno. Spariscono così i contributi per il fovoltaico e vengono innalzati gli incentivi per gli impianti costruiti sulle serre, che saranno equiparati a quelli realizzati su edifici, anche per sostenere e riconvertire la floricoltura e la vivaistica. Infine arrivano sul mercato agricolo i terreni demaniali. Che saranno ceduti con asta pubblica se il valore è superiore a 100mila euro. Avranno diritto di prelazione i giovani agricoltori e il vincolo agricolo durerà per 20 anni, non cinque come era stato anticipato. Ogni anno i ministeri dell'agri coltura e dello sviluppo economico faranno la lista dei terreni da cedere. NON ACCADEVA DA ANNI Torna positivo il saldo commerciale Dicembre si chiude a più 2 miliardi Inatteso balzo a dicembre delle esportazioni cresciute dell'11,2% su base annua. Nel medesimo tempo l'import è calatoi addirittura del 12,4%. E anche al netto degli acquisti di pannelli solari - in forte flessione sullo stesso mese 2010 - le importazioni sono calate conmunque del 7%. Per la prima volta da molto tempo, segnala l'Istat, nell'ultimo mese del 2011 il saldo commerciale con i Paesi extra Ue è in forte attivo: due miliardi di euro a fronte di un rosso per quasi un miliardo e mezzo contabilizzato a dicembre 2010. BALZO INATTESO L'andamento a Piazza Affari dei due titoli interessati dalla rottamazione. Landi Renzo è arrivata a un passo dal +7%. Gli indici Borsa Milano-FTSE Mib Borsa Londra-FTSE 100 Borsa Parigi-CAC 40 Petrolio - al barile Euro/Dollaro -0,99%15.929,25 3.322,65 110,14 $ 1,30035.751,90 -0,53% -0,47% -0,11% +0,14%
7Mercoledì 25 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it La Fornero si rimangia la cosa giusta La ministra spaventata dalla Camusso («è una follia») fa retromarcia sull'eliminazione della cassa integrazione straordinaria In questo modo ci teniamo un meccanismo perverso che succhia i soldi ai contribuenti e alimenta il mercato nero del lavoro Pdl, Pd e Terzo Polo contro il decreto Liberalizzazioni, piovono emendamenti Lite fra ministri sulla cassa integrazione ::: MASSIMO DE'MANZONI  C'era da aspettarselo. Del resto Elsa Fornero l'ha già fatto con l'articolo 18: proclama tonitruante e poi, quando Cgil e sinistra tutta mostrano la faccia feroce, precipitosa ritirata. Copione rispettato alla lettera anche sull'abolizione della cassa integrazione straordinaria e fessi noi a crederci al punto da titolare che il governo Monti, attraverso il suo ministro del Lavoro, ne fa una giusta. Sbagliato. Ne ha pensata una giusta. L'ha pure fatta sapere, per vedere l'effetto. Ma la lettura dei giornali (tutti critici, a parte Libero) e le frasi minacciose della Camusso («una follia») l'hanno spaventata. E così, prima che le cose prendessero una brutta piega e il pianto avesse il sopravvento, si è affrettata a dire che c'è un equivoco, che quel provvedimento nel documento da lei portato alla discussione sul mercato del lavoro non compare affatto, che si vedrà, che il governo non vuole essere «arrogante». Insomma: da quanto si capisce non se ne farà nulla, la Cig straordinaria continuerà a succhiare i soldi dei contribuenti, alterando i dati sulla disoccupazione e favorendo il lavoro nero degli stessi cassintegrati. E, già che ci siamo, addio anche al contratto unico, alla possibilità di licenziare e chissà a che altro. Speriamo di sbagliarci, naturalmente. Speriamo che tutti questi giri di valzer della ministra dalla lacrima facile siano solo pretattica e che, al momento giusto, lei saprà essere dura ed efficace come appare dalle numerose interviste che rilascia. Ieri, su Repubblicasembrava Terminator: della serie, se Monti non mi tiene li faccio tutti neri. Vogliamo ancora credere che quella frase («Non andrò a sbattere come il comandante Schettino e certo non scenderò mai dalla nave») non sia, come ora appare, giustappunto una vanteria alla Capitan Codardo. Ma il timore che da sotto il “tavolo”sul lavoro alla fine spunti il classico topolino si fa sempre più forte. E sempre più fastidiosa la sensazione che l'esecutivo bocconiano non sia frenato da troppi scrupoli quando c'è da colpire qualche categoria anche vagamente riconducibile all'elettorato di centrodestra, mentre venga assalito da dubbi e paralisi non appena si tratta di adottare iniziative sgradite all'area di riferimento del presidente Giorgio Napolitano, il vero azionista di maggioranza in quella specie di consiglio d'amministra zione messo insieme da Mario Monti. E questo, se permettete, è un problema. Lo è per il Pdl che, privo di una strategia chiara e inchiodato sul carro guidato dal Professore, rischia di ritrovarsi con la base elettorale decimata il giorno in cui questa democrazia sospesa avrà termine e la parola tornerà finalmente ai cittadini. Ma è un problema anche e soprattutto per il Paese, il quale ha necessità proprio delle riforme che i tecnici non sembrano avere la forza di imporre e corre invece il pericolo di ritrovarsi, alla fine dell'era dei secchioni, sulle ginocchia: impoverito dalle tasse, tramortito dalle finte liberalizzazioni e beffato dalla Merkel, niente affatto indotta da tutti i nostri contorcimenti a permettere l'unica cosa vitale per noi e per l'Eu ropa: cambiare il ruolo della Bce e adottare gli eurobond. Un sobrio capolavoro. Elsa Fornero piange dopo il Consiglio dei ministri[LaP] “ .  «Abbiamo aperto il cantiere. E per portarlo a termine non ci metteremo molto, non più di tre o quattro settimane»  «Non andrò a sbattere come il comandante Schettino e certo non scenderò mai» ELSA FORNERO  «Siamo di fronte a una riorganizzazione del sistema industriale, togliere uno strumento fondamentale è esattamente una follia» SUSANNA CAMUSSO ::: LA SCHEDA CIG ORDINARIA Nelle intenzioni del ministro del Lavoro la cassa integrazione straordinaria doveva scomparire, lasciando spazio solo a quella ordinaria (durata 52 settimane) con un uso limitato alle crisi temporanee e in previsione di una rapida ripresa del lavoro. LICENZIAMENTI Per coloro che sono licenziati in maniera definitiva, l'esecutivo avrebbe in mente un metodo di sostegno al reddito che però non dovrebbe durare quanto la cassa straordinaria (oggi da 1 a 2 anni). REDDITO MINIMO Questo sulla carta è il vero obiettivo principe dell'esecutivo, ovvero arrivare a un reddito minimo garantito sulla linea degli altri principali partners europei. Ma l'ostacolo è il reperimento delle risorse necessarie. ::: PAOLO EMILIO RUSSO ROMA  Le liberalizzazioni sono legge. Il decreto del governo, sul quale i tecnici hanno lavorato fino a ieri, è infatti arrivato al Quirinale ed è stato firmato dal Capo dello Stato. Ma a preoccupare Monti non era il sì di Napolitano, è quello del Parlamento. Se sulla mozione per l'Europa la maggioranza composita che sostiene l'esecutivo è riuscita a trovare l'accordo, sulle misure del CresciItalia ciascuno va in ordine sparso: Pdl, Pd e Terzo Polo stanno già lavorando alle modifiche. Il messaggio del premier, che chiedeva di non stravolgere il testo, è tornato al mittente. Al Senato, in Commissione, è prevista una pioggia di emendamenti. «Certamente apporteremo delle modifiche migliorative», conferma Guido Crosetto, economista del Pdl. Per sapere quali basta farsi una chiacchierata con i dirigenti del partito di Berlusconi: «Assicurazioni e banche sono state solamente toccate», ripetono. E manca un intervento serio, del quale si è discusso al tavolo convocato a via Dell'Umiltà con Alfano, sulle politiche energetiche: un emendamento agevolerà il passaggio degli utenti da un operatore all'altro. Modifiche pronte per i trasporti ferroviari, con la separazione fra reti e vettori. C'è addirittura chi, come Sandro Bondi, chiede la «chiusura di tutte le authority». In casa Pdl continuano a non digerire che il governo abbia deciso lo strumento del decreto per le liberalizzazioni e, invece, per le modifiche al mercato del lavoro, abbia scelto un percorso più lento: il disegno di legge. Pure il Pd ha convocato un gruppo di studio capitanato da Stefano Fassina per scrivere le sue proposte emendative: «Sarà una nuova lenzuolata». Nel mirino banche, assicurazioni enotai. IlTerzo Polonon restaa guardare.E il deputato di Fli Nino Lo Presti annuncia un emendamento destinato a far discutere: «Vogliamo inserire in questo decreto le norme anti-corruzione di cui si parla da tempo», spiega. Ma anche nel governo si litiga: è tensione tra Fornero e Passera. Nata, pare, sulla possibilità (ipotizzata poi smentita dalla ministra) di abolire la Cassa integrazione straordinaria. Passera è contrario. E, ha confessato a un sindacalista, non tollera neanche i toni di Elsa: «Mi intimidiscono...». Solo ironia? LE CAUTELE DEI PROF I bocconiani non hanno scrupoli quando c'è da colpire il ceto medio, mentre si guardano bene dal toccare gli interessi dell'area di riferimento di Napolitano le grane di monti
A sinistra, il libro di Mauro Covacich. A destra, il saggio di Nicola Vitale. Sopra, «727» di Takashi Murakami, uno dei più noti artisti contemporanei. Patricia Cornwell inaugura «Libri come» a Roma Il ritorno di Libri come, all'Auditorium Parco della Musica di Roma, dall'8 all'11 marzo, è anticipato quest'anno da un incontro con Patricia Cornwell. La giallista americana sarà domenica alle 18 nella sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, in occasione dell'uscita del nuovo romanzo Nebbia rossa (Mondadori). La crisi fa ridurre il fatturato delle case d'asta Anche il mondo dell'arte risente della crisi economica, seppur mantenendo le caretteristiche di un mercato che riguarda i «beni rifugio», in grado cioè di garantire rendimenti nel tempo. Nel 2011, infatti, secondo i dati sul mercato dell'arte presentato a Bologna da Nomisma e università Lum, il fatturato delle 7 case d'asta italiane più importanti si è ridotto del 2%: da 117,63 milioni di euro nel 2010 a 115,19 milioni nel 2011. Alla fiera degli stereotipi L'arte ostaggio degli opposti estremismi I libri di Covacich e Vitale sul contemporaneo mostrano le due visioni predominanti in Italia C'è chi salva tutte le opere e chi le condanna in toto. Così liberarsi dai pregiudizi è impossibile ::: CAMILLO LANGONE  A che punto è l'arte? Possiamo tornare a parlare di bellezza oppure dobbiamo continuare a morderci la lingua, autocensurandoci per non essere tagliati fuori dai giri giusti? Dovremo sopportare a lungo, nei musei e nelle mostre, la presenza dei noiosissimi video, o il declino della televisione trascinerà a fondo anche quel suo ormai decrepito sottoprodotto? La pittura ha un futuro radioso o le toccherà di languire avendo come unica consolazione il proprio glorioso passato? Per capirci qualcosa mi sono sciroppato due libri tanto importanti quanto indigesti: L'arte contemporanea spiegata a tuo marito di Mauro Covacich (Laterza) e Figura solare di Nicola Vitale (Ma rietti). È difficile immaginare autori così diversi, a cominciare dal tono. Quello di Covacich è giornalistico, talmente ammiccante da risultare stucchevole, mentre quello di Vitale è saggistico, talmente intellettuale da risultare respingente. Il primo finge di essere facile, il secondo non fa nulla, ma proprio nulla, per apparire un po' meno difficile di quello che è: il lettore che fosse riuscito a superare l'ostacolo del titolo piuttosto ermetico, tra il poetico e l'astrono mico, viene aggredito da un sottotitolo terrorizzante. Se mi promettete di non darvela a gambe ve lo trascrivo qui: «Un rinnovamento radicale dell'arte. Inizio di un'epoca dell'essere». I critici normali si limitano a segnalare i nuovi movimenti artistici, Vitale, che non dev'essere poco ambizioso, vuole battezzare una nuova era nella storia dell'umanità. Per enfatizzare la necessità di una palingenesi stronca l'arte contemporanea, e fin qui saranno d'accordo in molti a cominciare da Jean Clair, ma va molto oltre: ridimensiona anche buona parte dell'arte del passato. Trova da ridire sull'impressionismo, sul realismo, sul simbolismo, sul romanticismo, spingendosi hanno l'entusiasmo acritico dei comunicati stampa, sebbene siano scritti indubbiamente meglio. A lui piacciono gli artisti famosi, i grossi nomi che tutti conoscono e che nessuno osa discutere: Bacon, Fontana, Andy Warhol... Non è esattamente uno scopritore di talenti, e quando parla di artisti viventi sembra la classifica delle aste internazionali: Cattelan, Hirst, Koons... Tutti nomi già esposti nelle stanze del MUTO, il Museo Unico della Tendenza Ovvia che è il luogo di confluenza ideale dei vari Maxxi, Macro, Marca, Marta, Madre, Mambo, Maci, Mart, Mao, Miao, i musei di un'ar te contemporanea seriale coretorica delle domande: «Dopo la teoria della relatività, la meccanica quantistica, le geometrie non euclidee, il principio di indeterminazione, ha ancora senso parlare di realtà?». A parte che la trovata della vita come sogno l'avevano già avuta Shakespeare (Macbeth) e Calderon de la Barca un quattro secoli fa, e senza bisogno di tante teorie e geometrie, non è affatto vero che nelle opere che estasiano Covacich la realtà non esista. Esiste eccome, anche se in forma degradata: il pisciatoio di Duchamp, la merda d'ar tista di Piero Manzoni, le deiezioni impastate a cocci di vetro e capelli di Anselm Kiefer, le endoscopie con le quali Mona Hatoum mostra ai malcapitati frequentatori delle sue mostre i meandri del proprio intestino. Nessuno potrà affermare che le fognature non siano piene zeppe di realtà. In questo canale di artistiche acque nere il nostro critico-acritico sversa pure il sangue: il sangue umano di Chris Burden, il performer che nel 1971 si fece sparare a un braccio, che genio, e il sangue animale di Marina Abramovic che nel '97 spolpò una montagna di cosce di manzo, per giorni, al caldo e tra i vermi («Il fetore era stomachevole, la decomposizione avanzava...»). Un'oasi di pace Dopo simili macelli il libro di Vitale appare un'oasi di pace, però un'oasi di irrealismo, di quadri eterei e sospesi, metafisici, magici, astrusi dal mondo presente. Una distanza cercata e teorizzata, all'apparenza non troppo feconda: obiettivi grandiosi (ricordate il sottotitolo? Rinnovamento radicale dell'arte, nuova forma dell'essere...) dovrebbero essere realizzati da sette artisti soltanto. Anzi da sei, visto che uno purtroppo è morto. Gli italiani Salvo e Ontani, il tedesco Angermann, i cechi Knap e Kunc sono tutti abbondantemente sopra i sessant'anni, il più giovincello risulta l'islandese Fridjonsson (spero riusciate a pronunciarlo, siccome è davvero bravo) che è nato nel '53. E le nuove leve della pittura solare che dovrebbe cambiare il mondo? Non pervenute. A parziale discolpa di Vitale bisogna dire che lui stesso teorizza l'assenza di fretta: «L'arte nasce come una sorta di antidoto alla caducità del divenire». La pensa all'opposto di Covacich che da vero nichilista esige che nulla permanga e si scaglia «contro un'arte cristallizzata e duratura», «contro la concezione dell'immortalità dell'opera». I due autori sembrano non essere d'accordo su niente ma non è vero, hanno entrambi la stessa antipatia per la realtà: il primo la osteggia colorandola in modo inverosimile, il secondo gettandola nelle fogne. Pur avendo, lo avrete capito, una leggera preferenza per Vitale che almeno crede nella pittura ovvero nell'umanesimo, spero di leggere presto un terzo libro di un terzo autore che della realtà sia innamorato. Se avessi tempo lo scriverei io. me gli acronimi dei suoi contenitori. Covacich pensa positivo, e non sarebbe affatto male in un periodo di facce tristi, ma poi capisci che per pensare in questo modo deve imporsi di non pensare nulla. È obbligato a sposare la nostra epoca senza discussioni, anche nei suoi aspetti deteriori e quindi il prezzo del suo ottimismo è quel nichilismo che da qualche decennio, come notava Milosz, «è il segno di riconoscimento delle menti ordinarie». Ordinario al limite del caricaturale, a pagina 54 spara la più fino a demolire intere quadrerie barocche e rinascimentali. Non gli mancano coraggio e pezze d'appoggio, però vorrei intimargli: giù le mani da Francesco Hayez e Giovanni Bellini! Va bene tutto Se a Vitale sembra non andare bene niente, a Covacich va bene tutto. Lo scrittore triestino, collaboratore del Corriere della sera e di Vanity fair, è un Candido convinto di vivere nel migliore dei mondi artistici possibili. I brevi capitoli del suo libro . I CONTENDENTI
2 Mercoledì 25 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Mancano benzina e farmaci Danni per mezzo miliardo La protesta ferma industrie, distributori e negozi. A rischio anche la spesa: prodotti freschi già spariti dagli scaffali in molte regioni. E i prezzi triplicano UN TERZO In questi giorni è stato consegnato solo il 30% delle merci agroalimentari che viaggiano su strada. Se lo stop prosegue i supermercati andranno in crisi l'Italia in ostaggio ::: SANDRO IACOMETTI  Le associazioni di categoria e dei consumatori stanno ancora facendo i calcoli. Ma facendo una media delle prime stime l'entità dei danni provocati dalla protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio potrebbe superare complessivamente i 500 milioni al giorno. Fabbriche, supermercati, agricoltori, benzinai: quando il camion tira il freno l'impatto è più devastante di uno sciopero generale. Basti pensare che l'86% dei trasporti commerciali italiani avviene su strada. I primi a farne le spese sono i produttori agricoli. Secondo Coldiretti il blocco dei tir farà finire nella spazzatura, tra latte, fiori, frutta e verdura, una quantità di prodotti alimentari deperibili che si aggira sui 50 milioni di euro al giorno. Si tratta del 10% per cento delle circa 525 mila tonnellate che viaggiano quotidianamente sulle strade italiane. Da qui l'effetto si dirama in due direzioni. Una si chiama speculazione e porta direttamente nelle tasche dei consumatori. Il rialzo dei prezzi è stato immediato e vertiginoso. Ieri nei mercati della capitale un chilo di zucchine si vendeva fino a 7 euro, circa il doppio rispetto ad una settimana fa. Nella media i rincari vanno dal 30 al 40%. La fase successiva saranno gli scaffali e i banchi dei mercati vuoti. Secondo i rivenditori in questi giorni sta arrivando solo il 30% dei prodotti, se la protesta continua potrebbe non arrivare più nulla. Il pesce a Roma è già stato ridotto dell'80-90%. La Confcommercio non ha molti dubbi: «L'inter ruzione di forniture importanti per le imprese, e la mancata distribuzione di prodotti di largo e generale consumo alimentare, possa impedire alle famiglie di poter fare la spesa regolarmente già dalle prossime ore». Ancora più catastrofico il quadro dipinto dai panificatori italiani (Unipan): «Stiamo facendo scorte di nafta e grano per poter garantire la produzione e distribuzione del pane nei prossimi due-tre giorni, dopodiché se non arriveranno rifornimenti e farina ci sarà lo stop totale». Il secondo effetto della paralisi agroalimentare riguarda la grande e media distribuzione. Univendita, l'associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende italiane operanti nel campo della vendita diretta a domicilio, parla di un impatto sul proprio fatturato di circa 3 milioni di euro al giorno rispetto ad un volume di merci che il settore muove ogni giorno che non supera i 9 milioni di euro. Da qui a venerdì stime non ufficiali della gdo parlano di mancati incassi dei supermercati per oltre 1,5 miliardi, per i benzinai (le prime chiusure si segnalano nel Lazio, in Campania, in Basilicata e in Toscana) la perdita di fatturato potrebbe essere di qualche centinaio di milioni di euro. Enorme, infine, anche il danno per l'industria. Per avere un'idea di quello che sta provocando la protesta basti pensare che ieri tutti gli impianti Fiat in Italia (Melfi, Pomigliano, Cassino, Sevel e Mirafiori), sono stati costretti a fermare le macchine per mancanza di componenti per l'assemblaggio. Il blocco, con tutta probabilità, proseguirà anche oggi. Al Lingotto si sono fatti due conti: la scherzetto dei Tir è già costato al gruppo 4.200 automobili in meno. Se consideriamo che il prezzo medio a cui la Fiat vende una vettura si aggira sui 10mila euro, è chiaro che si parla di danni per diverse decine di milioni di euro al giorno. Monti alla Ue: «Faremo rispettare la legge» Poteri ai prefetti per gli sgomberi Mille uomini di rinforzo per controllare i caselli. I camionisti: avanti fino a venerdì  La protesta dei camionisti non si ferma. Il sindacato Trasporto Unito che sebbene non rappresenti una grande quantità di autotrasportatori, è quello che più si è speso in favore della mobilitazione - ha annunciato che l'in tenzione è quella di mantenere i presidi fino a venerdì, «e se poi riusciremo a sederci a un tavolo allora decideremo di conseguenza». Ma quella di ieri - ancorché non caratterizzata da difficoltà di circolazione particolarmente gravi è stata una giornata di polemiche e insofferenza, anche da parte del governo. File ai distributori di benzina per paura di restare a secco, difficoltà negli approvvigionamenti. La Fiat che conferma lo stop a gli stabilimenti - l'azienda comunica che solo ieri sono state 4.200 le automobili non prodotte. E soprattutto il manifestante morto ad Asti. La segretaria della Cgil Camusso ha dichiarato che «è stato superato il limite». Confcommercio teme per i rifornimenti degli esercizi commerciali, «la spesa è a rischio». E, soprattutto, il ministro dell'Interno Cancellieri a minacciare interventi particolarmente decisi per eventualmente smobilitare presìdi che dovessero oltrepassare i limiti di legge: nel corso dell'informativa in Senato ha sottolineato che, per fronteggiare la protesta in tutta Italia, sono state inviate 1.160 unità di rinforzo alle forze dell'ordine. E ancora: «I prefetti - ha annunciato la stessa Cancellieri - potranno far ricorso all'adozione di apposite e mirate ordinanze urgenti». Senza contare che «sono in corso indagini per accertare la presenza di elementi della criminalità organizzata tra i manifestanti della protesta degli autotrasportatori». In ogni caso, sempre secondo il ministro, «i disagi in Sicilia e nelle altre regioni sono stati affrontati coniugando fermezza e dialogo». Lo stesso premier Monti le ha fatto da contraltare, rispondendo alle preoccupazioni dell'Unione Europea: «Vogliamo riformare l'Italia nella comprensione delle difficoltà e delle esigenze delle categorie, ma facendo rispettare le leggi». E l'invito del ministro ai prefetti è subito stato accolto. Quello di Roma, Giuseppe pecoraro, ha disposto per i camion il divieto di assembramento senza autorizzazione «in prossimità dei caselli autostradali in entrata nella Capitale» e lungo tutte le strade di accesso a Roma, poiché le proteste della categoria stanno avendo ripercussioni su tutto il territorio nazionale e «stanno compromettendo il regolare approvvigionamento di beni primari per i cittadini e per le attività produttive». In ogni caso, la Polizia stradale fa sapere che «sono almeno un centinaio i blocchi in tutta Italia» - sostanzialmente lo stesso numero di lunedì. Qualche episodio di intolleranza nei confronti dei «crumiri»: a Salerno è stato arrestato il presunto responsabile dell'esplo sione di un colpo di fucile che all'alba di ieri ha centrato la portiera di un'auto con a bordo quattro camionisti che inseguivano un collega che aveva deciso di abbandonare il presidio. A.SCA. . CARTELLINI IMPAZZITI I primi effetti dei blocchi (destinati a peggiorare se l'agitazione non cesserà) si sentono nei mercati e sugli scaffali dei supermarket: prodotti comuni come le zucchine sono già oltre i 5 euro al chilo. E in alcune città i benzinai sono rimasti all'asciutto
38 Mercoledì 25 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Boom degli Ncc Sciopero dei taxi Moltiplicati i ricavi degli autisti privati ::: FABIO CORMIO  Lo sciopero dei taxi ingrassa le tasche degli NCC (Noleggio Con Conducente). Non coinvolti nelle agitazioni sindacali, i guidatori delle berline scure stanno facendo affari d'oro, chiamati non solo da uomini d'affari in trasferta ma super ricercati dalle reception di albergo per soddisfare le esigenze dei turisti comuni che normalmente userebbero i taxi. «Non abbiamo scioperato perché, nonostante le liberalizzazioni valgano anche per noi - spiega Andrea Genovese, presidente dell'Emet, il sindacato dei noleggiatori – siamo meno toccati rispetto ai tassisti. La nuova norma della “non territorialità”, tra l'altro, ci permetterà di lavorare nei centri cittadini anche con licenze registrate altrove». Cosa che accade già da tempo, in barba alle norme: malgrado la prassi preveda che l'NCC debba partire dal proprio garage e rientrarci al termine del servizio è molto difficile che unnoleggiatore si isoliaSondrio, MantovaoBroni quando può trovare più facilmente clienti in Piazza Repubblica. Se si aggiunge che a Milano una licenza di NCC costa in media 20.000 euro, un decimo rispetto a quella per i taxi, si capisce perché tra le due categorie non corre buon sangue. «I tassisti ci chiamano pinguini per l'abbigliamen to– racconta Amedeo, 30 anni, NCC da due – ma, soprattutto, non ci vedono di buon occhio perché siamo sottoposti a meno controlli e vincoli: ad esempio, non siamo tenuti a rispettare alcun turno né limite di ore alla guida». Le differenze riguardano anche il pagamento: sulle berline non c'è tassametro, la tariffa si concorda prima. E in questi giorni di sciopero dei taxi i prezzi hanno preso il volo. «Qualche collega mi ha parlato di compensi da 50 euro per tragitti da 1km, tipo dal Principe di Savoia a Stazione Centrale – si lascia sfuggire Amedeo - o di 100 euro per raggiungere Linate dal centro città. Io in questi giorni ho guadagnato fino a 750 euro rispetto a una media di 250». A Milano gli NCC autorizzati sono circa 400 ma non mancano gli abusivi. «Li chiamiamo rubavaligie – sospira Amedeo – fanno tutt'altro lavoro e la sera tentano di arrotondare». Ortomercato in crisi Blocco dei Tir, verdura alle stelle La protesta degli autotrasportatori fa schizzare i prezzi: zucchine su del 40% ::: DINO BONDAVALLI  L'aumento del 40% del prezzo delle zucchine. Il rincaro medio del 10% del resto della frutta e della verdura. E la prospettiva di avere i banchi del mercato e dei negozi senza rifornimenti già a partire da domani, nel caso in cui la protesta non dovesse concludersi rapidamente. Non avrà ancora interessato direttamente Milano. Ma la mobilitazione degli autotrasportatori che sta paralizzando mezza Italia, sta già avendo pesanti ricadute sui portafogli delle famiglie milanesi. Il blocco dei Tir, che ha di fatto azzerato i rifornimenti di frutta e verdura dalla Sicilia, sta infatti riducendo notevolmente l'arrivo di merce anche da altre zone d'Italia, con riflessi negativi sia per i commercianti, sia per i consumatori. «Da un lato arriva molta meno merce del normale spiega Dino Abbascià, presidente dei Dettaglianti ortofrutticoli di Confcommercio Milano - tanto che stamattina ai mercati generali sono arrivati un quarto dei camion che arrivano abitualmente. Dall'altro i prodotti che arrivano sono perlopiù spagnoli, per cui non sempre all'altezza della migliore frutta e verdura italiana per quel che riguarda il gusto e la freschezza». Non solo. Da qualche giorno i rifornimenti di frutta e verdura sono diminuiti anche da quelle regioni, Puglia in testa, che non sono state interessate dal blocco dei tir. E lo stesso sta capitando con i prodotti provenienti dalla Spagna. «Di fronte al rischio che i loro camion possano rimanere bloccati e che la merce possa andar male, tante aziende hanno ridotto le spedizioni. conferma Abbascià - E anche questo sta contribuendo a far lievitare i prezzi». A registrare l'incremento più alto, le zucchine, «che abitualmente in questo periodo dell'anno arrivano perlopiù dalla Sicilia - spiega il presidente degli ortofrutticoli - e che a causa della carenza di rifornimenti sono aumentate del 40%». Stesso discorso per fagiolini, melanzane, peperoni e agrumi, che hanno però registrato incrementi nell'ordine del 10%, in linea con il resto dei prodotti ortofrutticoli. Ma i pericoli per quel che riguarda la frutta e la verdura non finiscono qui. «Se non ci sarà uno sblocco rapido della situazione, già da giovedì (domani per chi legge, ndr) cominceremo a vedere alcuni banchi vuoti spiega Abbascià - visto che le scorte di merce con le quali finora si è fatto fronte alla diminuzione dei rifornimenti sono pressoché esaurite». E a confermare che la situazione rischia di aggravarsi ulteriormente è anche Coldiretti Lombardia, che ha stimato in 50 milioni di euro al giorno il danno che gli agricoltori italiani stanno subendo a causa dell'impos sibilità di immettere sul mercato i propri prodotti. Una cifra molto importante, di fronte alla quale stamattina gli agricoltori della Coldiretti si ritroveranno dalle 10 in poi in piazza Lodi, dove regaleranno ai pensionati e alle famiglie milanesi la verdura e le uova bloccate a causa dello sciopero dei tir. «Un'iniziativa con la quale vogliamo denunciare le perdite subite dagli agricoltori. - spiegano dall'associa zione - Ma anche combattere le speculazioni che si stanno verificando in questi giorni nel commercio al dettaglio». LA PROMESSA DEI NOMADI ALLA FAMIGLIA DEL VIGILE UCCISO . Il papà del rom «Li risarciremo» «Stiamo cercando di raccogliere soldi, dai cento ai duecentomila euro, per proporre un risarcimento alla famiglia del vigile». Lo sostiene Zoran Jovanovic, il padre del giovane nomade Remi Nicolic -fermato in Ungheria con l'accusa di avere ucciso a bordo di un Suv il vigile Nicolò Savarino.
::: le lettere 46 Mercoledì 25 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it TuttoMilano Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@liberoquotidiano.it sottolineando nell'oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. APPUNTAMENTI MERCATI Oggi BENTIVOGLIO - Via Bentivoglio - zona 7 BORSI - Via Borsi - zona 6 CERMENATE - Via G. Da Cermenate - zona 5 DE CAPITANI - Via Massara De Capitani-zona 9 FIAMMINGHINO - Via Fiamminghino - zona 3 GAETA - Via Gaeta - zona 9 GIUSSANI - Via Giussani - zona 6 MARTINI - P.Le Martini - zona 4 PARETO - Via Pareto - zona 8 RANCATI - Via Rancati - zona 2 VESPRI SICILIANI - Via Vespri siciliani - zona 6 VIALE MONZA - Viale Monza - zona 2 VAL DI LEDRO - Via Val di Ledro - zona 9 VITTORELLI - Via Vittorelli - zona 2 ZURETTI - Via Zuretti - zona 2 Domani AMPERE - Via Ampère - zona 3 CALATAFIMI - Via Calatafimi - zona 1 CALVI - Via Melloni - zona 4 CESARIANO - Viale Elvezia - zona 1 DE PREDIS - Via Jacopino da Tradate - zona 8 DI RUDINì - Via Antonio di Rudinì - zona 6 ORBETELLO - Via Orbetello - zona 3 OSOPPO - Via Osoppo - zona 7 ROMBON - Via Rombon - zona 3 SAN MARCO - Via San Marco - zona 1 SEGNERI - Via Segneri-Via Reccaro - zona 6 TONEZZA - Via Tonezza - zona 7 TRAVERSI - Via F.lli Antona Traversi - zona 8 UNGHERIA - Viale Ungheria - zona 4 VAL MAIRA - Via Val Maira - zona 9 Chiusura al traffico: Via Arona (tratto da Giovanni da Procida a p.le Carlo Magno): per lavori di approntamento cantiere logistico per la metropolitana linea 5. Termine lavori previsto: 2015. Via Correggio: divieto di transito causa lavori tra Via Carlo Ravizza e Via Federico Faruffini in entrambe le direzioni termine lavori previsto 29 gennaio 2012. Via Messina divieto di transito causa lavori tra Via Cenisio e Piazza Giovanni Perego Metro-5. Via Filippo Corridoni: strada chiusa al traffico tra Via Gaetano Donizetti e Viale Bianca Maria causa lavori Teleriscaldamento. Traffico difficoltoso in: Via Luigi Nono difficoltà di circolazione causa lavori Via Luigi Nono, Piazza Coriolano, Via Cenisio Metro-5. Via Cenisio: possibili rallentamenti causa lavori tra Via Messina e Piazza Carlo Caneva via Cenisio e via Luigi Nono: traffico difficoltoso in direzione di P.za Coriolano per modifica della viabilità in corrispondenza del cantiere di Metro 5. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via B. Colleoni. Termine previsto per il 2015. Via Andrea Solari e Piazza del Rosario: dalle 06:00 del 26 ottobre 2011 per lavori di riqualificazione stradale. Termine lavori previsto 28 febbraio 2012. Viale Monte Ceneri: difficoltà di circolazione causa restringimento di carreggiata tra Via Lorenzo Bartolini e Via Mac Mahon in entrambe le direzioni Lavori di manutenzione del cavalcavia. Termine previsto 31/03/2012. Via Giuseppe Ripamonti: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Giuseppe Ripamonti e Via Bernardo Quaranta Via Filippo Brunelleschi: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Filippo Brunelleschi e Via Giambellino. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via Bartolomeo Colleoni. Termine lavori previsto: 2015. LAVORI IN CORSO MILANO E LOMBARDIA FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magen ta): V. Bassano Porrone, 4; p.za Lega Lombarda, 5; l.go Augusto, 8; Corso Porta Tici ne se, 24. NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Ga ribaldi): v. Cogne, 9; v. Varesi na, 121; p.za Bausan, 3; p.le Ar chinto, 1; v. Murat, 85 ang. p.za Niz za. SUD (Ticinese, Vigentina, Rogo redo, Barona, Gratosoglio): v. Bel lezza, 2; v. Rogoredo, 113; v. Bon ghi, 22; v. Mazzolari Primo, 35. EST (Venezia, Vittoria, Romana, Lo reto, Città Studi, Lambrate, Or ti ca, Forlanini, Mecenate): v. P. Ca staldi, 29; v.le Brianza, 23; v. Ponte Nuovo, 40; v. Stradella, 1; v.le Ri membranze di Lambrate, 18; p.za Tricolore, 2; c.so XXII Marzo, 37; v.le Ungheria, 4; v. Venosa, 4, v.le Corsica, 42. OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sem pione, S. Siro): v.le Coni Zu gna, 56; v.le Caterina da Forlì, 3; p.za Velasquez, 7; v. delle Betulle, 10; v. Mascheroni, 16; p.za Zavat tari, ang. v.le Murillo, 33; v. Ugo Betti, 159/b; p.za Caneva, 3. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; v. Larga, 16; p.za Clotilde, 1; v.le Zara, 38; v.le Testi, 74; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v.le Corsica, 42; v.le Lucania, 10; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Sordomuti DTS. .........................02.48204247 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga.......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali ................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità A2A....................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda Commenta anche sulla pagina Facebook di Libero Milano CRONACA A chi sceglie la bici Pisapia offre il caffè L'assessore della giunta Pisapia alla mobilità Maran, per promuovere l'iniziativa “Bike to work”, lunedì ha offerto il caffè ai primi 100 ciclisti che si sono presentati in un bar di piazza Beccaria tra le 8 e le 9 dichiarando di aver scelto la bici per andare al lavoro. Nonostante non sia ancora carnevale, mi pare un'iniziativa da buontemponi: per bere gratis il caffè i milanesi avrebbero dovuto prendere freddo in inverno di prima mattina, ritardando pure al lavoro per presentarsi al bar dell'iniziativa. Speriamo almeno che Maran abbia previsto una copertura assicurativa nel caso ci fossero stati dei furti di biciclette posteggiate fuori dal bar. Giacomo Sempioni e.mail POLITICA Le opere della Lega spesso dimenticate Abito a Milano da qualche anno ma ho sempre frequentato il capoluogo lombardo. Da cittadino fruitore di servizi, credo che il miglior sindaco che la città abbia mai avuto sia stato Marco Formentini, in carica per la Lega Nord dal '93 al '97. Molte opere, di cui oggi beneficiamo, furono impostate in quel mandato amministrativo: la pedonalizzazione da piazza Cairoli al Duomo, il passante ferroviario, il prolungamento delle linee metropolitane, l'area del Portello con i nuovi padiglioni della Fiera, per citarne alcuni. Credo che quanto ha fatto la Lega Nord per Milano non sia tenuto in adeguata considerazione. Roberto Colombo e.mail Milano capitale dei tirocini, sfruttate migliaia di giovani Caro Besana, in questi giorni il dipartimento delle politiche del lavoro di Palazzo Marino ha diffuso i dati riguardanti una ricerca sulle condizioni dei giovani stagisti che lavorano a Milano e provincia. I risultati non dicono nulla di nuovo, ma forse vale la pena di spenderci qualche minuto di riflessione. Milano è definita come la «capitale del tirocinio»: nel 2011 sono stati infatti attivati più di 21.000 tirocini. Ovviamente i rimborsi sfiorano il limite del ridicolo, non raggiungendo, nella maggior parte dei casi, i 500 euro. E soprattutto, le prospettive di assunzione sono minime: i giovani rimangono così intrappolati nel circolo vizioso della precarietà. Nemmeno io, purtroppo, sono riuscita a sfuggire a questa trappola: laureata in corso, con il massimo dei voti, dopo aver vinto a soli quattro giorni dalla laurea il concorso di dottorato in Università (per la cattedra di storia contemporanea) mi sono ritrovata a fare fax e fotocopie presso l'ufficio stampa di un'azienda che evito di menzionare. Pagamento: 250 euro al mese più bonus d'in sulti che quotidianamente ricevevo dalla direttrice. Ho mollato, com'è ovvio. Che altro avrei dovuto fare? Maria Defendi e.mail Risponde Renato Besana Cara Defendi, la sua è l'amara autobiografia di una generazione. Milano è lo specchio d'Italia: da qui mosse negli anni '50 del secolo scorso il boom economico, qui si stanno delineando con allarmante chiarezza i sintomi di una crisi che sembra senza via d'uscita. Lo stagismo - la prego di passarmi il termine -è un'involuzione del precariato: dovrebbe servire ad avviare i giovani a una professione, ma si è tramutato in un espediente per il reclutamento di personale a costo zero, o quasi. Esistono lauree che offrono maggiori possibilità d'impiego e altre difficili da spendere nel mercato del lavoro. Lo si scopre a proprie spese quando è ormai tardi per cambiare. I Subsonica al Forum con “Istantanee” CONCERTO La band torinese più famosa del panorama elettronico torna a Milano per un live d'eccezione, “Istantanee”,che ripercorre l'intera carriera del gruppo, a partire dalle hit del primo album del 1997, « SubsOnica». Il gruppo si forma nell'estate del 1996, unendo alcuni fra i migliori esponenti della scena musicale alternativa torinese, fra cui Max Casacci, chitarrista(che era stato uno dei componenti del gruppo reggae Africa Unite) e Boosta e Samuel che suonavano insieme negli Amici di Roland. Al Forum i Subsonica proporranno dal vivo anche i successi dell'ul timo album, «Eden». Particolare la scenografia allestita per lo show: strumentazioni contemporanee si integrano a quelle di stampo vintage e un intero set è dedicato ai pezzi storici del primo lp, suonati proprio come all'epo ca. ___________________________ 23 aprile, alle 21, Mediolanum Forum, Assago, ingresso 23 euro. Alla Fnac incontro con Pierpaolo Capovilla INCONTRO Il leader e frontman de Il Teatro degli Orrori incontra il pubblico in occasione della pubblicazione del nuovo album della band, «Il Mondo Nuovo», in uscita il 31 gennaio. All'in contro sarà proiettato il documentario realizzato durante le registrazioni del disco, che contiene interviste ai quattro membri della band. ___________________________ 30 gennaio, alle 18.00, Fnac, via della palla 2, ingresso libero. Alla Art&Co in mostra i dipinti di Chia MOSTRA Debutta oggi, negli spazi espositivi della Galleria Art&Co, la personale la personale di Sandro Chia, a cura di Gerardo Giurin, realizzata in collaborazione con Spirale Milano. . L'esposi zione, infatti, si pone volutamente come un ideale approfondimento della poetica di Sandro Chia. In mostra 30 opere uniche, in cui il maestro toscano ripercorre e porta alle estreme conseguenze il suo contributo al movimento della Transavanguardia. Le opere di Chia si caratterizzano per un costante dialogo col passato. ___________________________ Fino al 3/03, Galleria Art&Co, via Mecenate 103, ingresso libero. Al Santa Tecla arriva il lunedì rock EVENTO Prosegue l'appunta mento della nuova serata milanese del lunedì, “Dirty Mondays”, al Santa Tecla Cafè. Una one night dall'atmosfera rock e underground: il duo di dj Dani e Jack infuocherà la pista con il meglio della musica di sempre: dai Led Zeppelin a Bowie, passando per i Deep Purple e i Motorhead. ___________________________ Ogni lunedì, Santa Tecla Cafè, via Santa Tecla 3, ingresso 15 euro.
40 Mercoledì 25 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LE REGOLE QUOTE FISSE Il Pdl chiede ogni anno ai suoi deputati, ministri, europarlamentari e assessori regionali di versare mille euro nelle casse del partito. Trecento euro è la quota per i per presidenti di giunta e di consiglio provinciale, assessori provinciali, consiglieri provinciali, sindaci, presidenti consiglio comunale e assessori nei comuni con elezioni amministrative a doppio turno. CHI NON PAGA Lo scorso anno il bilancio del partito in Lombardia ha fatto registrare un buco di 300mila euro nei conti. Si tratta di tutte le quote non versate dai politici lo scorso anno. GAZEBO I militanti e i consiglieri comunali di Milano sono costretti da qualche tempo a pagare di tasca propria le spese per i gazebo. Il partito, infatti, non ha più fondi. Presidenza contesa Rissa per le poltrone Salta la commissione sul San Raffaele ::: SARA BIONDINI  Secondo inghippo per la commissione d'inchiesta della Regione sul San Raffaele. Ieri, giornata diapertura dei lavori, gliundici consiglieri avrebbero dovuto nominare il presidente e poi iniziare a indagare sul crac dell'istituto di cura. Ma non si è arrivato ad un accordo: Enrico Marcora, consigliere dell'Udc si è dimesso subito dopo essere stato votato con le preferenze di Pdl e Lega, mentre l'opposizione ha preferito il suo candidato, Franco Mirabelli. «Sono state violate la lettera e la sostanza dello Statuto, secondo il quale il presidente della Commissione d'inchiesta deve essere espressione delle minoranze politiche», ha commentato seccato il gruppo del Pd. Cinquantadue voti per Marcora contro 26 per Mirabelli (una sola scheda bianca). Come già spiegato nei giorni scorsi l'opposizione aveva proposto Mirabelli come suo candidato, ma all'ultimo, al momento del voto, Pdl e Lega hanno preferito compatti Marcora. Facendo in qualche modo saltare l'accordo e annullando la votazione. «Nonostante la mia elezione – ha spiegato Marcora - ho deciso di rassegnare immediatamente le dimissioni a causa della mancanza di quella ampia convergenza trasversale che avevo auspicato presentando la mia candidatura». Tutto rimandato a martedì prossimo quando i consiglieri riproveranno a fare ripartire i lavori con una nuova nomina e dare il via alle attività di approfondimento sul caso San Raffaele, esaminando gli accreditamenti concessi dal Pirellone alla Fondazione, relativi finanziamenti e contributi concessi, i controlli e la vigilanza effettuati e l'appropriatezza delle prestazioni erogate dalla Fondazione. La fumata nera di ieri non è stato il primo episodio a intralciare la neonata commissione. Settimana scorsa Filippo Penati, che una volta rassegnate le dimissioni dal gruppo del Pd era entrato come unico esponente nel gruppo misto, si era ritirato dalla commissione per le numerose polemiche sollevate dal centrodestra, a causa dei suoi coinvolgimenti nell'affaire Sesto e nello scandalo polito che ne è seguito. Ora tutto da rifare e i maligni in consiglio regionale si domandano se la consigliera Nicole Minetti, visto il suo trascorso lavorativo propri al San Raffaele, non possa essere coinvolta a pieno titolo nella commissione d'inchiesta, magari anche come presidente. Elezione, però che sicuramente potrebbe alzare nuove critiche, molto simili a quelle che hanno investito Filippo Penati. Azzurri in rotta Troppi deputati morosi Il Pdl ha i conti in rosso Buco da 300mila euro nel bilancio. E il partito pensa a un condono ::: MARZIO BRUSINI  Lunedì 23 gennaio ore 11 in viale Monza si tiene il coordinamento regionale del Pdl e all'ordine del giorno c'è la strategia del partito su Milano. Presenti tutti i consiglieri comunali al cospetto del politburo del partito. Ci sono Mario Mantovani, Ignazio La Russa, Luigi Casero, Mariastella Gelmini, Michela Brambilla, Giacomo Caliendo, Paolo Romani, Daniela Santanché, Giorgio Stacquadanio e altri ancora. I consiglieri comunali si attendono un aiuto, anche, economico per quella che risulta essere una battaglia all'ulti mo sangue con il centrosinistra soprattutto in vista delle prossime regionali e della defezione prossima ventura della Lega Nord. Manca una strategia di comunicazione e promozione delle iniziative. Mancano soprattutto i soldi che viale Monza stenta a concedere. Non basta la buona volontà dei consiglieri comunali ad autotassarsi. Già settimana scorsa affaritaliani.it aveva riportato il malumore dei consiglieri pidiellini a fronte della risposta di una zelante impiegata del coordinamento regionale: «Se volete fare un gazebo dovete comprarvelo da soli». Legittimo quindi che in presenza del coordinatore regionale ci fosse un chiarimento. Ed è qui che la vera notizia la dà il coordinatore regionale Mario Mantovani: «Il Pdl lombardo registra al momento un mancato introito di 300mila euro». Facce stupite e sguardi attoniti. «Non tutti i ministri, deputati e senatori, assessori e consiglieri regionali e provinciali del nostro partito hanno versato la loro quota annuale come previsto dallo statuto. Quindi mi pare difficile poter venire incontro al momento alle richieste del gruppo consiliare». La notizia in sé non sorprende nessuno se non per l'ammontare del «buco» nel bilancio del Pdl lombardo. Trecentomila euro sono sempre un bel gruzzolo a fronte dei lauti stipendi di chi siede nei banchi di Roma e del Pirellone. Tenendo poi conto che il Pdl chiede solo mille euro annui a ministri, europarlamentari, assessori regionali. Trecento euro miseri miseri per presidenti di giunta e di consiglio provinciale, assessori provinciali, consiglieri provinciali, sindaci, presidenti consiglio comunale e assessori nei comuni con elezioni amministrative a doppio turno. Qualcuno alza gli occhi al cielo, altri fanno finta di nulla e si attaccano al cellulare. Gli sguardi dei consiglieri comunali si fanno sempre più torvi. Ignazio La Russa tenta la carta dell'ironia per stemperare la tensione: «Potremmo pensare a un condono». Risatine tra gli astanti mentre iniziano i rumors sui morosi. Sul banco degli imputati i consiglieri e gli assessori regionali insieme a qualche deputato. Sospetti e illazioni perché Mantovani di nomi non ne fa. «Cercheremo di far fronte alle richieste del gruppo – ha concluso il coordinatore regionale - sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista della presenza più attiva da parte dei deputati e senatori. Anche il Presidente Berlusconi si è detto pronto a ritornare sulla piazza milanese. Il partito c'è, state tranquilli». L'incontro si è prestato anche al tema dei congressi sia provinciale sia cittadino. Sembrano certe le date rispettivamente del 12 e 25 febbraio. Sulle candidature l'unica sicura sarebbe quella del larussiano Sandro Sisler per il provinciale mentre per il cittadino la partita è ancora aperta. Quello che è emersa semmai è la necessità di avere come coordinatore di Milano qualcuno che riesca a coniugare autorevolezza e abilità organizzativa. C'è da costruire un percorso che porti tra poco più di quattro anni alle comunali e si cerca anche un candidato «forte». Qualcuno fa il nome di Gabriele Albertini. Scontro Boni-Galli I leghisti si dividono: «Formigoni lo caccio io»  Formigoni può anche cadere. Il dubbio è chi ordinerà di staccare la spina. I consiglieri lumbard del Pirellone hanno fatto registrare ieri una curiosa sfida sulle rispettive competenze. Il presidente del Consiglio regionale Davide Boni, riprendendo le parole di Umberto Bossi alla manifestazione di sabato, ha annunciato in un'intervista al sito internet di Panorama che è «naturale» che il suo partito sia pronto a lasciar cadere la giunta. Il tutto dopo che la sera prima il capogruppo Stefano Galli aveva firmato un distensivo comunicato con il pidiellino Paolo Valentini per spiegare che in maggioranza regna la più assoluta armonia. Un documento che forse Boni non aveva letto, ma a causa dell quale si è consumato uno scontro verbale piuttosto feroce. Galli, infatti, ha mostrato a tutti i colleghi in aula una stampata dell'intervista del collega, condita da una serie di commenti irriferibili. Poi è partito un comunicato altrettanto feroce: «Boni non è nessuno per fare affermazioni di questi tipo». La ragione: «Chi può dire a Formigoni va a casa è il segretario federale Bossi. E se affida a qualcuno il mandato di presentare una mozione di sfiducia a Formigoni, quello sono io». La minaccia, comunque, è ancora nell'aria. Sempre ieri Gibelli ha ribadito la necessità di un cambio di rotta repentino in giunta, soprattutto per quanto riguarda i rapporti col governo. Formigoni non sembra aver dato troppo ascolto all'appello, tanto più che proprio ieri si trovava a Roma per una serie di collocui con i ministri di Monti, a partire da Corrado Passera. Quel che è certo è che nel giro di pochi giorni il presidente lombardo presenterà la nuova lista dei suoi assessori. Il rimpasto è quasi pronto e molto probabilmente sarà più circoscritto del previsto. Di sicuro sarà sostituito l'assessore Massimo Buscemi. E con lui cadrà il sottosegretario Magnano, il geometra di Arcore. Le poltrone di Romano La Russa e Stefano Maullu, invece, non comparirebbero nella lista di quelle a rischio. Mentre in giunta ci si prepara a un turn over, in Consiglio ieri si è parlato anche della possibilità di creare un governo di larghe intese in Lombardia. Ipotesi cui Formigoni aveva iniziato a lavorare da tempo. Il Pd, tuttavia, ha definitivamente chiuso la pratica. La leggere regionale impedirebbe di sostituire Formigoni per nominare un “tecnico”. E il Pd non è disposto a votare l'attua le presidente. L.MOT. Davide Boni Fotogramma IN BOLLETTA Ignazio La Russa e Riccardo De Corato in uno dei gazebo del Pdl contro Area C. Vista la penuria di fondi, alcuni consiglieri e militanti Pdl sono stati costretti ad anticipare le spese per la raccolta firme. Alle proteste dei colleghi di partito, tuttavia, il coordinamento ha risposto con i numeri: finché non arriveranno i trecentomila euro dovuti dagli eletti in Parlamento o nelle varie amministrazioni locali sarà impossibile allargare i cordoni della borsa. Fotogr
21 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Mercoledì 25 gennaio 2012 Rcs vende il palazzo di «Corriere» e «Gazzetta» Muro anti-scalata Da Mr Tod's a Del Vecchio Unicredit diventa un «salottino» Dopo gli ingressi eccellenti, Della Valle e Malacalza, anche il patron di Luxottica è «pronto ad aumentare la quota»: un investimento per bilanciare gli stranieri Il rubinetto delle banche Per prestare i soldi c'è bisogno di garanzie ::: BRUNO VILLOIS  Mentre la tensione su Borse e spread si attenua e il governo licenzia il «cresci Italia», è in corso il rinnovo annuale delle linee di credito a imprese e famiglie, tema quanto mai spinoso da sempre, particolarmente adesso, con i tassi sulle montagne russe. Le nostre banche hanno ricevuto un bel gruzzolo, circa 110 miliardi di euro, per continuare a comprare titoli pubblici e ridurre la pressione speculativa sull'Italia. Fidandosi sempre meno le une delle altre, sulla tenuta e sui rischi di insolvenza, hanno depositato gran parte di questa liquidità nei forzieri di Banca centrale europea. Al contempo continuano ad avere una trasparenza limitata nei confronti della clientela. Questi, in sintesi, gli argomenti che media e opinione pubblica utilizzano ritenendo gli istituti di credito, subito dopo i politici, i peggiori soggetti che animano la vita pubblica del Paese.Ma è veramente così? O si vuole accusare, oltre il lecito, uno dei pochi settori che ha saputo far da solo di fronte alla crisi del 20082009 e anche ora sta sta sopportando le bordate della speculazione? Se guardiamo i dati sugli impieghi prima dello tsunami finanziario del 2008 e li paragoniamo a quelli odierni, ci rendiamo conto che sono lievemente calati, pur in presenza di una redditività ridotta al lumicino per pochi e azzerata per molti e un rischio credit cranch moltiplicato per 10. Se poi guardiamo l'occupazione diretta delle banche e quella indiretta, gli infiniti outsourcing che gli istituti utilizzano per le loro attività, ci rendiamo conto che i numeri sono praticamente immutati. Facilmente spiegabile il problema dei tass: il costo del denaro è vincolato al rating attribuito al Paese e agli spread sui titoli pubblici. Il nostro rating è già peggiorato di una posizione e mezza, mentre lo spread fra i nostri titoli e quelli tedeschi è da 150 ad oltre 500 punti per poi attestarsi, in questi giorni, poco sopra quota 400. A queste variabili va poi aggiunto il rating assegnato alle singole imprese che misura il grado di rischio assunto dalla banca nel prestare loro denaro. Ebbene, i rating aziendali negli ultimi 3 anni sono letteralmente crollati. Se si vuole essere obbiettivi bisogna tenerne conto e avere il coraggio di smontare le accuse agli istituti di credito. Che non sono certo immuni da colpe e richiedono interventi per migliorarne efficienza, trasparenza, qualità del servizio e livello dei costi scaricati sulla clientela. Lo sportello tradizionale è il primo dei problemi: la montagna di scartoffie che vi transitano per legge lo rendono obsoleto e inefficiente. Il servizio online viceversa è soluzione vincente per aiutare la clientela a smarcarsi dai costi e dagli oneri passivi. Purtroppo solo una parte ancora esigua dei correntisti utilizza l'online banking. Le banche dovrebbero comunicare i vantaggi dell'operatività attraverso Internet. L'unico percorse con cui modernizzare gli istituti e abbattere i costi. Per quanto attiene le linee di credito la loro concessione senza opportune garanzie è impensabile. Garanzie che per le imprese si chiamo patrimonio e capitale di rischio investito, da sempre inadeguati all'attività svolta dalla stragrande maggioranza di ditte e società. Il governo nell'ultimo decreto ha voluto stimolare i giovani a fare impresa fissando in un euro il capitale obbligatorio per una speciale categoria di società a responsabilità limitata. Un percorso difficilmente realizzabile visto che la responsabilità in capo alla speciale Srl è limitata e non può certo essere l'euro a garantirla. Così come è impensabile che le banche possano concedere credito a chi non dà nulla in garanzia. ::: FRANCESCO DE DOMINICIS  Potrebbe diventare un altro salotto della finanza italiana, magari un po' più piccolo. L'ultima settimana dell'aumento di capitale apre uno scenario inatteso per Unicredit. Nell'azionariato di piazza Cordusio si affacciano prepotentemente alcuni big dell'in dustria. A cominciare da Diego Della Valle (Tod's) e Leonardo Del Vecchio (Luxottica). Ma non solo. Perché il secondo colosso bancario del Paese, all'improvviso, pare aver scatenato anche l'appetito di Mario Moretti Polegato (Geox), che per ora ha deciso di sfilarsi, e della famiglia Malacalza (azionisti di Pirelli). Una mezza svolta, per l'industria bancaria del nostro Paese, abituata a veder in manovra, intorno gli istituti di credito, soltanto le potenti Fondazioni bancarie. Non solo. Il quadro che si va delineando porta gli addetti ai lavori al confronto con l'assetto di Mediobanca, «l'originale salotto buono» della finanza del Belpaese. La formazione di uno zoccolo duro italiano, poi, pare fatta apposta a ostacolare l'avanzata degli stranieri: tra americani, arabi e libici, in effetti, i soci esteri cominciano a diventare un po' ingom branti a piazza Cordusio. E adesso dovranno vedersela con una specie di barriera tricolore, formata da alcune new entry (come Della Valle) e da altri azionisti in crescita (Del Vecchio). Potrebbero invece diluirsi un po' altri imprenditori noti come Pesenti e Maramotti. Sul versante americano, proprio ieri si è saputo che il fondo Usa Europacific Growth Fund, attraverso Capital Research and Management Company, ha incrementato la sua partecipazione dal 2,5% al 5,4%. Aabar, il fondo sovrano di Abu Dhabi, ha una partecipazione potenziale del 6,05% che scenderà al 5% post aumento. I tedeschi di Allianz sono sempre poco sopra il 2%. Sul fronte interno, invece, Mediobanca è ferma al 6,7%. E non si sono mosse nemmeno le due fondazioni i Carito (3,6%) e Cariverona (4,9%). Di là dal match «Italia contro Resto del Mondo», sarà interessante capire quali saranno gli eventuali effetti sulla governance dei cambiamenti in corso nella compagine societaria. C'è da scommettere che i nuovi soci vorranno in qualche modo far pesare l'investimento appena realizzato. Come dire che un rimescolamento delle poltrone del consiglio di amministrazione e nei posti chiave non sarebbe una sorpresa clamoroso. Del Vecchio ha fatto capire l'intenzione di crescere rispetto allo 0,5% attuale: «Pronto ad aumentare la quota». Mentre Della Valle si è sbilanciato un po' meno: mister Tod's potrebbe acquistare un pacchetto pari attorno al 2% e ha dichiarato che si tratterebbe di «un ottimo investimento viste le prospettive della banca». Operazioni che piacciono al mercato nello sprint finale dell'aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro. La partita si chiude venerdì, ultimo giorno utile per esercitare i diritti di opzione. E il titolo della banca guidata da Federico Ghizzoni, ieri, ha chiuso in Borsa con una crescita del 2,51%, dopo aver guadagnato oltre il 10% lunedì. A piazza Affari, comunque, non ha brillato Unicredit. Pure Mps ha archiviato un'ottima seduta (+3,66%) dopo essere stata protagonista lunedì di un vero e proprio rally (+14%). E nel comparto sono cresciute anche Bpm (+0,93%) e Mediolanum (+0,87%), a differenza di IntesaSanpaolo (0,21%) e soprattutto Ubi banca (1,93%). A due velocità Unipol (2,42%) e Fonsai (+2,22%), nel giorno in cui la famiglia Ligresti e il gruppo che fa capo alle Cooperative hanno concordato una proroga sulla scadenza dei negoziati sull'integrazione al prossimo 27 gennaio. twitter@DeDominicisF ELEZIONI IL 22 MARZO Per il nuovo leader di Confindustria la Marcegaglia sente gli ex presidenti Parte il conto alla rovescia per la successione ad Emma Marcegaglia alla presidenza di Confindustria. Come da statutoieri è scattatoi il lungo e complesso iter procedurale che porterà fil 22 marzo alla scelta del nuovo timoniere di Viale dell'Astronomia. Il presidente in carica aprirà oggi le consultazioni con i suoi predecessori: Vittorio Merloni, Luigi Lucchini, Sergio Pininfarina, Luigi Abete, Giorgio Fossa, Antonio D'Amato, Luca di Montezemolo. In lizza per la poltrona di Emma sono Vittorio Bombassei, Sergio Squinzi e Andrea Riello. Leonardo Del Vecchio Olycom  Il supermercato di via Solferino ha aperto ufficialmente i battenti esponendo uno dei gioielli più preziosi. Vale a dire lo stesso palazzo che ospita Corriere e Gazzetta. A dare l'annuncio è il sindacato interno. Un comunicato di protesta in cui mette le mani avanti chiedendo all'azienda di rinunciare immediatamente al progetto. Il piano prevede di lasciare nella sede storica di via Solferino solo Ferruccio De Bortoli e la sua redazione. Tutto il resto compresa la Gazzetta e i poligrafici verrebbe trasferito nel palazzo di via Rizzoli, alla periferia di Milano. Gli uffici ospitano tradizionalmente la divisione periodici. Di recente si sono aggiunti gli uffici di Rcs Mediagroup (il trasloco è costato sette milioni avvertono i sindacati). Il palazzo di via Solferino, (quattrocentomila mq in pieno centro) svuotato quasi per intero, potrebbe essere venduto o messo a reddito. La vendita della sede è un classico per i momenti di difficoltà della casa editrice milanese. Già trent'anni fa era stato posto sul mercato per tamponare le urgenze. Erano i giorni bui di Angello Rizzoli, Bruno Tassan Din e della P2. Ad acquistare l'Eurogest di Paolo Federici, uno dei maghi della finanza “atipica” di quel periodo. Il Corriere era riuscito a riprenderne possesso solo nel 2003 rilevandolo da un fondo immobiliare di proprietà di Pirelli e Morgan Stanley. Ora torna sul mercato con una valorizzazione che dovrebbe aggirarsi sui 2-300 milioni. Una boccata d'ossigeno in vista di sacrifici ben più corposi. Fra una settimana cesserà la free press City chiudendo una piccola fonte di perdita (circa 1,5 milioni l'an no). Ma il peggio deve ancora arrivare. N.SUN. VERONA 2-3-4-5 FEBBRAIO 2012 W W W. F I E R A G R I C O L A . 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18 Mercoledì 25 gennaio 2012 ATTUALITÀ @ commenta su www.liberoquotidiano.it Città violenta Due colpi alla testa Pregiudicato 64enne ucciso nella Capitale Grave la conduttrice tv Investita da uno scooter, Alda D'Eusanio in prognosi riservata ::: ROBERTA CATANIA ROMA  Un altro omicidio a scopo di rapina, ancora una vittima - a Roma - che si rifiuta di consegnare i soldi e muore per un colpo di arma da fuoco. Questa volta è successo alla periferia sud, zona Pisana, in via del Fontanile Arenato. Una strada già conosciuta: il 20 marzo 1987 il generale dell'Aeronautica Militare Licio Giorgieri fu ucciso da un commando dell'Unione comunisti combattenti. Stavolta a morire è un 64enne originario di Salerno, Antonio Maria Rinaldi, con vecchi precedenti penali per spaccio di stupefacenti (il fatto risale al 1998). Adesso, però, pare che l'uomo fosse a posto e che si occupasse di aste immobiliari. Intorno alle 14 di ieri l'uomo stava tornando a casa in macchina, su una Smart bianca, senza sapere che il killer lo aspettava vicino alla porta carraia del palazzo dove abitava con la compagna e l'anziana madre. Con Antonio c'era un amico, che ha fatto in tempo a vederlo scendere dalla piccola due posti, vedere un uomo incappucciato avvicinarsi a chiedergli i soldi e ha sentito il rumore degli spari. Al rifiuto del 64enne di porgere il denaro, sono partiti i proiettili: uno ha preso il venditore d'aste alla testa, uccidendolo sul colpo. Poi, la fuga a piedi dell'as sassino, che è riuscito a fuggire approfittando dello choc in cui versava l'amico della vittima. Con Rinaldi sono tre i morti ammazzati a Roma nel 2012 (cioè negli ultimi 24 giorni). Ma se si considera l'ultimo anno, la statistica degli omicidi sale a 38 casi. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra mobile, che hanno sentito l'unico testimone e stanno verificando se nei dintorni esistano posti dotati di videosorveglianza. I poliziotti vogliono infatti capire se l'assassino sia fuggito in piedi per raggiungere un complice o, per lo meno, un mezzo di locomozione. Un elemento utile arriva da un precedente: poche settimane fa c'è stata un'altra rapina in quello stesso condominio, un colpo da 60mila euro. La polemica è scoppiata subito: l'allarme sicurezza, a Roma, è ormai un'emergenza. Tanto che a coordinare le indagini ci sarà il pm di turno, Marcello Monteleone, affiancato però dal collega della Direzioni distrettuali antimafia Carlo Lasperanza. Il sindaco di Roma prova a smorzare i toni. Gianni Alemanno spiega come la giornata di ieri «mostri con chiarezza il significato e la portata dello scontro che si sta verificando nella nostra città. Da un lato magistratura e forze ordine mettono a segno un colpo formidabile contro la criminalità organizzata con l'arresto di 39 esponenti del clan dei Casamonica», riferendosi ad un'operazione scattata all'alba, «Dall'altro lato, a Portuense, avviene un omicidio su cui stanno indagando gli inquirenti». Il primo cittadino è però ottimista: «È uno scontro che possiamo e dobbiamo vincere», ha proseguito, «come dimostrano i risultati di tutte le operazioni condotte dalle forze dell'ordine e della magistratura in questi ultimi mesi. Decine di arresti, interventi sistematici nei quartieri a rischio, sequestri di droga e di materiale criminale sono l'effetto di quest'opera ferma e incisiva che non si deve arrestare». ::: ROMA  E' in gravissime condizioni Alda D'Eusanio, la popolare conduttrice televisiva che ieri è stata investita a Roma. La rossa presentatrice intorno alle 14 stava attraversando Corso Vittorio Emanuele, a due passi da piazza Navona, quando è stata travolta da uno scooter. Il motociclista si è fermato e ha chiamato i soccorsi, ma da subito le condizioni della giornalista sono apparse molto serie. Giunta in codice rosso al pronto soccorso dell'ospedale Santo Spirito, la D'Eusanio è stata subito trasferita al Policlinico Agostino Gemelli, dove i medici l'hanno dichiarata in prognosi riservata per numerose fratture e un preoccupante trauma cranico. Sul luogo dell'incidente è accorsa la polizia Roma Capitale del I gruppo, che si sta occupando dei rilievi dell'inci dente. A quanto pare la vedova di Gianni Statera, ex preside di sociologia dell'università La Sapienza, non stava attraversando sulle strisce pedonali. Comunque, qualcosa ha fatto in modo che lei non si accorgesse del motorino in arrivo e che il motociclista non riuscisse a frenare né a evitarla, nonostante la strada sia molto larga. Per questo gli agenti della polizia di Roma Capitale stanno cercando di recuperare i filmati delle banche o di altri edifici che affacciano sulla strada che da piazza Venezia corre fino al lungotevere, vicino a Castel Sant'Angelo. La D'Eusanio, giornalista e conduttrice, ha lavorato per Rai occupandosi soprattutto di questioni socio-politiche per il programma L'Italia e per il Tg2, del quale è stata anche inviata speciale per la politica interna ed estera, di argomenti scientifici per la rubrica Scienze in tv e di sport per Sport Sette. ROB. CAT. VICENZA Una scommessa tra bimbi che, per poco, si stava per trasformare in tragedia. «Vuoi vedere che riesco a bere tutto quel che c'è nella dispensa?», avrebbe detto all'amichetto che, subito, è stato al gioco. «Non ci riesci, è impossibile». Sarebbe nata così la colossale stupidaggine compiuta nelle scorse ore da un bambino di 8 anni di Vicenza. Il piccolo, figlio di genitori misti italoamericani, si è ubriacato a tal punto da essere ricoverato in ospedale. L'ubriacatura è avvenuta in casa: il piccolo ha aperto l'anta della credenza dove i genitori lasciano abitualmente gli alcolici. In poco più di mezz'ora ha bevuto un po' di tutto: birra, vino e persino superalcolici. Poi si è sentito male, da lì il trasporto in ospedale. ::: ANDREA MORIGI ROMA  All'improvviso, nella Capitale, nel bel mezzo del quartiere di Cecchignola, spunta un minareto, con tanto di mezzaluna sovrastante e balconcino per ospitare il richiamo del muezzin. Fra i tanti abusi edilizi, l'esotica costruzione non avrebbe suscitato troppo scalpore, se non fosse stato per le proteste dei residenti della zona. Sono preoccupati perché quel simbolo islamico sorge proprio sopra un centro culturale che si chiama Casa della Pace. In gergo coranico, infatti, tutto quel che lo circonda è “casa della guerra”, cioè territorio governato dagli “infedeli”, da convertire all'islam con le buone o anche con le cattive. Perfino la sigla dell'associazione, insomma, è una minaccia. Innanzitutto alla legalità. Che il presidente del centro, Arafa Mohsen riferisca all'agenzia Dire di aver «chiesto tutte le autorizzazioni», e sostenga che «dal punto di vista urbanistico è tutto a posto», non li tranquillizza affatto. Perciò si rivolgono al movimento Roma Europa Sociale (Res) per dare voce alla loro denuncia. Innanzitutto non vogliono finire come i residenti della Magliana, sede di un altro luogo di culto islamico, intorno al quale «il venerdì i fedeli invadono le strade adiacenti creando disagi al quartiere». Per iniziare, è una questione di licenze e permessi, spiega il portavoce del Res, Andrea Roncella, ad Aki-Adnkronos international: «Abbiamo chiesto agli organi preposti se sia stato autorizzato o frutto di un abuso edilizio». E comunque, anche nel caso in cui il minareto rientrasse nel piano di gestione del territorio, «noi residenti temiamo che possa accadere ciò che vediamo nel mondo arabo, dove dal minareto in diverse ore del giorno e della notte si richiamano i fedeli alla preghiera con gli altoparlanti, con evidenti disagi per chi come noi abita in zona». Mohsen però, parlando sempre con l'agenzia Dire, tenta di assicurare i vicini del centro che ha sede in via dell'Esercito 42: «Possono stare tranquilli, non ci sarà alcun richiamo del muezzin». Prova a minimizzare anche le dimensioni della torretta, che a suo dire non sarebbe più alta di 15 centimetri. In realtà, il A due passi dal Vaticano I romani si svegliano e scoprono un minareto Il simbolo islamico è sorto sulla cima di un centro culturale. Proteste dei residenti del quartiere che ora temono i richiami del muezzin Res si è preso la briga di fotografarla, documentando chiaramente che si tratta di un abbondante metro e mezzo di struttura in muratura, il cui stile architettonico richiama inconfondibilmente una moschea. Ecco perché, incalza Roncella, «ci chiediamo se un minareto, anche se piccolo, possa sovrastare un centro culturale, che non è una moschea né un luogo di culto». Del resto è noto che il trucco amministrativo più utilizzato dalle comunità islamiche in tutt'Italia consiste nel creare un circolo culturale, magari anche una bocciofila, adattarlo poi a centro di culto e in seguito richiedere il cambio di destinazione d'uso alle autorità competenti. Di fronte a un eventuale rifiuto, il copione è già scritto: si grida alla negazione del diritto alla libertà religiosa, sapendo di poter contare sulla comprensione di politici ed ecclesiastici inconsapevoli del raggiro. In più, stavolta, il Campidoglio è stato messo di fronte al fatto compiuto. Ci vorrà un atto di coraggio da parte del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per firmare un'ordi nanza di smantellamento del minareto. Intanto, in quella prospettiva, schiere di avvocati preparano già la battaglia. Che si combatterà a colpi di carte bollate, per ora. L'ESPANSIONE ISLAMICA Tra i tanti abusi edilizi nel bel mezzo del quartiere romano di Cecchignola è spuntato un minareto. Con tanto di mezzaluna sulla cima e balconcino per ospitare il richiamo del muezzin. Violente le proteste dei residenti A VICENZA A otto anni si ubriaca per gioco Ricoverato in ospedale TRIANGOLO A TREVISO Secondino «soffia» la fidanzata a un detenuto TREVISO A forza di andar a far visita al fidanzato, detenuto nel carcere trevigiano di Santa Bona, un'avve nente signora padovana era stata notata da un galante secondino, che lei stessa, a quanto pare, guardava con occhi languidi e pieni di ardenti promesse. Visita dopo visita tra i due era nato qualcosa di più di una semplice amicizia che però sarebbe rimasta segreta se il carcerato ed il secondino non fossero stati coinvolti in un presunto caso di corruzione: stando alle accuse, il primo avrebbe regalato orologi alla guardia che in cambio gli avrebbe prestato più volte il proprio cellulare per telefonare all'amata. AL.GON. Alda D'Eusanio
26 Mercoledì 25 gennaio 2012 ::: le lettere lettere@liberoquotidiano.it @ commenta su www.liberoquotidiano.it Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell'oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. DISTRIBUTORE PER L'ITALIA E L'ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl - Via Aldo Moro, 2 - Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl - Via Carlo Pesenti, 130 - Roma S.t.s. S.p.A. - Strada V zona industriale, 35 - Catania L'UNIONE EDITORIALE S.p.A. - Viale Regina Elena, 12 - Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. - Viale delle Magnolie - Modugno (BA) CENTRO SERVIZI EDITORIALI Srl - Via del Lavoro, 18 - Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 21 anno XLVII Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH - Fr. 3.00; MC & F - 2.00. 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I soloni che ci governano ancora non hanno capito che siamo una nazione che affoga nei debiti, sull'orlo della bancarotta, che non paga i propri creditori ma che si permette di sborsare 4,5 milioni di euro di liquidazione a un certo Guarguaglino che non mi risulta abbia salvato la patria. E di questi nababbi ce ne sono a centinaia. La protesta non risolve il problema, d'accordo, ma almeno stiamo rialzando la testa. V. Nappin e.mail ITALIA PARALIZZATA/2 La rabbia cresce Fermiamo Monti Le proteste di questi giorni sono l'inizio della grandissima rabbia che molti italiani nutrono contro questo governo ingiusto, distruttore di lavoro, imprese, famiglie. Fermiamo Monti. Francesco Falleri e.mail ITALIA PARALIZZATA/3 Camionisti in lotta con le corporazioni Guai a chi li tocca. Altro non si può dire dell'Italia delle corporazioni, delle lobby inattaccabili, delle professioni e delle categorie piene di privilegi. È anche l'Italia dei cento sindacati che bloccano innovazione e crescita nel completo disinteresse dei lavoratori. I veri padroni d'Italia sono loro. I potenti notai, medici-farmacisti per eredità, gondolieri e tassisti padroni delle città, magistrati e politici, quasi tutti avvocati. Non confondiamo i camionisti e tutti coloro che non sopportano più il continuo aumento dei carburanti. La gente che lavora per quanto deve ancora sottostare in balia degli interessi di pochi? Rimo Dal Toso Padova ITALIA PARALIZZATA/4 Il popolo si ribella alla Casta al potere Berlusconi veniva punito con blocchi e scioperi fatti dal nostro eroico sindacato. Girotondini, popolini violacei, giornalisti sinistri fomentavano folle di folli. Tutti costoro sembra che siano completamente incantati dalla banda del loden. Questi signorotti ancora non si rendono conto che la gente si è stufata. I primi moti di ribellione si accendono e a questo punto speriamo che la fiamma sia impetuosa e spazzi via questa Casta insopportabile. Torniamo a essere un popolo con le palle. Alberto Cossu e.mail ITALIA PARALIZZATA/5 Puniamo duramente chi blocca il traffico Non si capisce perché debbano esistere due categorie di cittadini: quelli sindacalizzati che fanno i blocchi stradali e gli altri, la stragrande maggioranza, che li devono subire. Il bene pubblico complessivo deve avere maggior tutela di quello di una categoria minoritaria. Il decreto legislativo 22 gennaio 1948, n. 66, puniva con la reclusione da uno a sei anni le condotte finalizzate a impedire o a ostacolare la libera circolazione. Emilio Storti Gajani e.mail LIBERALIZZAZIONI/1 Giusto eliminare i minimi tariffari L'eliminazione dei minimi tariffari, per i lavoratori che sono iscritti a degli ordini professionali, favorirà lo sviluppo del Paese. Per avere uno sviluppo ancora maggiore, si potrebbero abolire anche i contratti nazionali per i dipendenti degli studi professionali. In tal modo, i professionisti potrebbero presentare delle parcelle più economiche e si salvaguarderebbero le tasche dei consumatori. Roberto Simcic Gorizia LIBERALIZZAZIONI/2 Non c'è bisogno di notai in più Liberalizzare è la parola d'ordine, ma a cosa servono 500 notai in più? A nulla, se non gli vengono tolte alcune mansioni inutili. È inutile rivolgersi al notaio per il passaggio di proprietà di una vettura: potrebbe farlo il Pra. Vuoi diminuire i costi? Basta togliere quell'inutile passaggio e il cambio di proprietà costerà sicuramente meno. Francesco Montagner Treviso LIBERALIZZAZIONI/3 Non dimenticate i dipendenti pubblici Come dipendente pubblico invoco, per equità s'intende, lo stesso trattamento riservato a notai e farmacisti. È giusto che anche noi “privilegiati” facciamo dei sacrifici: quindi aumentatemi pure lo stipendio e datemi nuovi colleghi per diluire i carichi di lavoro ...sarà dura, ma riuscirò a sopravvivere a simili misure draconiane. Beppe Rosi e.mail GOVERNO/1 Il Prof non salva la nostra economia Monti ha alzato lo stendardo delle liberalizzazioni, ma ha saltato a piè pari l'evasione fiscale e quella dell'Iva, i privilegi, gli sprechi, la crescita e lo sviluppo. Non una parola sul 30% di giovani senza lavoro. Intanto l'economia italiana piange. Ciò significa che il fallimento del grande economista è evidente. Arnaldo Cantani e.mail GOVERNO/2 Io “sfigato” contesto il ministro Martone: «Laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati». Il viceministro farebbe bene a non offendere i giovani con affermazioni colorite oltre il consentito. Non si “Monti” la testa. Mi sento parte in causa. Sono uno di quelli che si è laureato dopo i 28 anni. Mattino in facoltà e pomeriggio al lavoro sin dal primo giorno, come piccolo imprenditore che creava lavoro per i propri dipendenti senza chiedere nulla alla collettività. Mentre facevo lo “sfigato”, con i frutti del mio lavoro pagavo le tasse e con esse permettevo all'attuale viceministro e a tutta la pletora di gente come lui di avere uno stipendio. E come se non bastasse il Politecnico non riconosceva il lavoro autonomo e non concedeva quindi sconti sulle tasse. Andrea Bucci Torino GOVERNO/3 Il premier e i servi dei poteri forti Monti da Lucia Annunziata, ha affermato: «Non siamo servi dei poteri forti e delle banche». Non è che questa sia una excusatio non petita, che fa il paio con quella propalata da chi afferma che non siamo in regime di democrazia sospesa? Carlo Cerofolini Sesto Fiorentino (Fi) GOVERNO/4 Quei tecnici non si fanno capire A «Porta a Porta» c'era Claudio De Vincenti, sottosegretario allo Sviluppo economico. La sua terminologia era tassativamente americana. Ora questi professori parlano in televisione agli italiani con parole inglesi, dimenticando che fra gli spettatori ci sono anche i muratori, i contadini, i calzolai, gli ambulanti che vogliono capire perchè devono fare i sacrifici. Questi signori dovrebbero parlare in italiano sempre, senza fare gli azzeccagarbugli. Biagio Sannicandro Bari GOVERNO/5 Sta rinascendo il centrosinistra Il sondaggio de La 7 è giusto. Se Monti premier viene sostenuto da Pdl, Pd e Udc passa col 55% dei suffragi. Ma poi? L'alleanza vincente, serve solo a garantire tranquillità a segui la rubrica anche su www. A tu per tu di MATTIAS MAINIERO La logica se n'è andata in crociera Mentre la stampa mondiale critica il comandante della Costa Concordia e irride alla faciloneria degli italiani, c'è sempre qualcuno pronto a difendere Schettino e a dipingerlo come un eroe. Qualcuno sa spiegarmi perché? Magari qualcuna delle donne che pasteggiava e beveva con lui mentre la Concordia imbarcava acqua da tutte le parti? Patrizio Pesce Livorno Io no. Mi dispiace, non so spiegarglielo con precisione. Provo però a fare qualche ipotesi: forse i difensori sono convinti che il comandante Schettino, che non è un eroe, sia innocente. O forse pensano che il comandante sia colpevole ma che, assieme a lui, abbiano sbagliato anche altri. È anche probabile che facciano altri ragionamenti. Per esempio: a bordo della nave c'era un radar che non funzionava (almeno così pare). Le sembra normale? Per esempio: la capitaneria di porto, che tutto controlla, soprattutto ciò che avviene a poca distanza dalla capitaneria stessa, non ha assunto subito il comando, anche se la Concordia (anche questo pare) aveva già compiuto manovre azzardate. Per esempio: il comandante ha abbandonato la nave, cosa inammissibile e condannata da qualunque codice scritto e non scritto della marineria mondiale, ma l'ha abbandonata a poche centinaia di metri di distanza dal porto, mentre vigili del fuoco, uomini della capitaneria, pescatori e volontari vari erano già impegnati nei soccorsi. Chissà, forse il comandante pensava di averla abbandonata in ottime mani poi rivelatesi pessime. Per esempio: recuperare i corpi delle vittime non è impresa impossibile, ma a giorni di distanza alcuni corpi non sono stati ancora recuperati. Proprio sicuri che tutto abbia funzionato e stia funzionando nel migliore dei modi? Per esempio: sono state dette e scritte molte cose, molte di queste puntualmente smentite, come se ad andarsene in crociera fosse stata pure la logica, poi naufragata al Giglio assieme alla Concordia (due cose su tutte: la ragazza moldava clandestina che non era una clandestina e l'ammutinamento a bordo che non era un ammutinamento). Pensano forse questo, i difensori. E così, dopo aver notato e pensato, cadono nei dubbi, e non perché stessero pasteggiando e bevendo con il comandante mentre la nave faceva acqua. Perché questa vicenda, caro mio, fa acqua da tutte le parti, e non è giusto che uno solo paghi per tutti. Non le pare? mattias.mainiero@liberoquotidiano.it
6 Mercoledì 25 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Martone ha ragione «Chi non è laureato a 28 anni è sfigato» Il viceministro del Lavoro dice una banalità visto che chi studia ancora a quell'età, se non è uno studente lavoratore, è un bamboccione. Ma finisce alla gogna Il terremoto «non previsto» all'Aquila La follia: Bertolaso indagato per omicidio ::: BRUNELLA BOLLOLI  Omicidio colposo. Con questa accusa la procura della Repubblica dell'Aquila ha iscritto sul registro degli indagati l'ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Si tratta di un'inchiesta parallela a quella che ha portato a processo la Commissione grandi rischi, accusata di avere sottovalutato il pericolo e fornito false rassicurazioni, e riunitasi nel capoluogo abruzzese il 31 marzo 2009, cinque giorni prima del devastante terremoto cheha causato la mortedi 309 persone. Al vaglio dei magistrati c'è la possibilità di riunire i due procedimenti, ipotesi che si annuncia però difficile visto che il filone principale è già in fase dibattimentale. L'ultimo colpo di scena, l'ac cusa di omicidio colposo ai danni dell'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio che si è sempre difeso parlando di «feroce gogna mediatica» e che ha annunciato la sua verità in un libro, è emerso da una intercettazione telefonica contenuta nel filone fiorentino dell'inchiesta sul G8 alla Maddalena (in cui Bertolaso è indagato), riemersa dopo la denuncia presentata venerdì scorso nei confronti di Bertolaso dall'avvocato aquilano Antonio Valentini, (che nell'ambito del processo sui sette membri della Commissione grandi rischi, assiste numerose parti civili). Si tratta di unatelefonata intercettata tra lo stesso Bertolaso e l'ex assessore della Regione Abruzzo, Daniela Stati. Nella conversazione, datata 30 marzo 2009 e disposta dalla procura di Firenze che stava indagando sul G8 (e che portò in carcere quattro persone della cosiddetta “cricca”), Bertolaso definiva la convocazione degli esperti «un'operazione mediatica» e che la riunione era stata convocata «perché vogliamo tranquillizzare la gente». «Bisogna zittire qualsiasi imbecille, placare le preoccupazioni». Dopo la diffusione su Internet, il contenuto della telefonata (che figura tra le 2.500 intercettazioni tutte di Bertolaso, la gran parte delle quali non pertinenti con l'indagine) è stato poi verbalizzato dagli investigatori e trasmesso negli uffici della Procura come notizia di reato. Il fascicolo è stato affidato al pm Fabio Picuti, titolare, insieme al procuratore capo della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, della maxi inchiesta sui crolli degli edifici pubblici e privati a seguito del sisma del 6 aprile del 2009, approdata nella fase del dibattimento. L'udienza è fissata, infatti, per questa mattina. Saranno ascoltati Fabio Sabetta, dirigente della Protezione civile citatodal pm Picuti,Antonello Ciccozzi, docente aquilano di Antropologia culturale, entrambi testi del pm, e sei testimoni di parte civile. A conferma dell'iscrizione di Bertolaso, il fatto che l'ex capo della Protezione civile, inserito nella lista dei testimoni dell'accusa contro la Grandi Rischi, non sarà più convocato come invece programmato nell'udienza dell'8 febbraio: la procura non notificherà la convocazione. (...) Magari Martone avrebbe potuto aggiungere che un laureato, non di rado, è uno sfigato a qualsiasi età: perché manca il lavoro, perché la scuola non forma, e poi sì, perché un sacco di giovani - oggi più che mai - si chiudono nelle università anche per prolungare una sorta di anticamera della vita reale, sfuggendo ogni minimo approccio col mondo del lavoro. Gli studenti lavoratori - ciò che all'estero è normale, mentre da noi è considerato uno status da sfigati, quello sì - in Italia restano una minoranza, c'è poco da sproloquiare. Parlano i numeri. Un laureato di 28 anni perciò può essere uno sfigato due volte, ma questo lo scriviamo noi che non facciamo i viceministri: essere viceministro, viceversa, significa rinunciare a dire cose semplici e ovvie, e probabilmente Martone se n'è dimenticato. Ha espresso un concetto immediatamente percepibile e senza inventare neologismi (tipo il «bamboccione» di Padoa Schioppa) ma soprattutto ha detto qualcosa che pare ovvio per ragioni note e meno note. Meno noto, per esempio, è che in Italia ci si laurea in media dopo i 27 anni quando in Europa non si arriva ai 24, con un mercato che ormai è senza confini e rende i giovani italiani dei potenziali ritardatari agli appuntamenti che contano. Più noto,o forse solo più logico e condiviso, è che un 28enne non ancora laureato probabilmente non smania dalla fretta di vivere e sovente è un famigerato bamboccione - rieccolo - che preferisce attardarsi nell'alveo familiare con tutti i vantaggi e le comodità del caso. Queste banali considerazioni di buon senso, le nostre e quelle di Martone, restano valide indipendentemente dalle difficoltà di accesso agli studi che ovviamente variano da paese a paese. Un 28enne fuoricorso dell'Albania è diverso da un 28enne fuoricorso degli Stati Uniti, ma nell'insieme, tutto sommato, sono entrambi e relativamente degli sfigati. Il problema è che questa parola, «sfigato», non piace, perché il nostro è un paese bizantino ed è ritenuta espressione troppo diretta,oper talunioffensiva.Peggio che mai: è poco «sobria», come ha ammesso Martone con una parziale retromarcia che però ha lasciato intatta, crediamo, la sua Le reazioni Scatta la ribellione sul web e in Aula La Fornero: se lo sgrido faccio mobbing ::: segue dalla prima FILIPPO FACCI . frase ineccepibile: «Dobbiamo dire ai nostrigiovani che se a28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto tecnico professionale sei bravo. Essere secchione è bello, almeno hai fatto qualcosa». Dopodiché, di commentare le varie reazioni dei politici, non abbiamo nessuna voglia. Da una parte abbiamo i soliti dichiaranti che ragionano col pallottoliere dei voti, peraltro quasi sempre ignorando ciò che gli elettori pensano davvero. Dall'altra abbiamo svariate uscite di quegli sfigati (veri, quasi sempre fuoricorso) che sono i rappresentanti degli studenti più altri giovani-vecchi legati alla politica e dintorni. A parti rovesciate, tra l'altro: ieri il viceministro parlava come uno studente e gli studenti tromboneggiavano come burocrati. «Martone», tuonava ieri un comunicato, «potrebbe confrontarsi con gli studenti e raccogliere le loro istanze». Immaginarsi la voglia che si può avere di commentare le tonanti e originalissime dichiarazioni che spiccavano ieri tra le agenzie, fiumi di piombo firmati Gioventù e libertà, Unione degli universitari, Azione giovani, Flc-Cgil, Giovani Cgil, Giovane Italia, Giovani Udc, Rete studenti, Rete degli studenti medi, Giovani Pd, Azione universitaria, Giovani Api (sic), Giovani Udc, Officina Futura e altre ancora. Tutti a scimmiottare il politichese, roba che Forlani in confronto sembrava Jovanotti. Ieri Martone, in soldoni, ha detto che laurearsi in tempo e con buoni voti è meglio del contrario, che è da sfigati. L'ha detto perché è vero. E lo sapevano tutti, i vari studenti, che Martone ha ragione: ma non erano disposti a dargliela. Come dei vecchi. Come degli sfigati. Il viceministro Michel Martone, figlio di Antonio Martone, ex componente del Csm, è ordinario di Diritto del Lavoro presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Uni versità di Teramo. È diventato ordinario a 37 anni senza dottorato, senza mai essere ricercatore o associato. E viceministro senza prendere un voto. Tutto legale, ovvio. Ieri ha detto che chi a 28 non è laureato è «sfigato», che significa «sfortunato». In effetti, Michel non è stato per nulla sfigato. S.TOT. il graffio La sfiga di Michel  Dentro c'è tutto: giovani, futuro e istruzione. Per questo quella che viene definita, sin troppo semplicisticamente, una provocazione, fa discutere, mettendo sulla graticola il viceministro al Welfare, Michel Martone. Le prime reazioni sono arrivate dai social network, specchi e spugne al contempo di quel che accade nella società, con le voci degli studenti che dipingono un quadro ben diverso da quello illustrato dal viceministro, dicendosi indignati per le parole di Martone. A confermare il dato degli studentii il direttore della Luiss di Roma, Pierluigi Celli. «La media europea non arriva a 24 anni. I nostri giovani si laureano dopo i 27 anni», dice il professore, «i giovani italiani rischiano di presentarsi nel mercato del lavoro con tre, quattro anni di ritardo rispetto ai giovani europei». «La frase è un po' forte», chiosa Celli, «ma affronta un problema reale». Sul linguaggio utilizzato da Martone il senatore del Pd, Francesco Sanna, ha “inter rogato” il ministro Elsa Fornero durante l'audi zione al Senato. Ma lei sceglie di non entrare nel merito: «Vengo già accusata», ha detto il ministro, «di fare mobbing nei confronti del vice ministro con cui ho buoni rapporti di collaborazione. Se anche lo sgridassi per il linguaggio che usa, di cui non sono stata testimone, chissà come sarei considerata». Antonio Di Pietro, infine, pur non replicando direttamente al vice ministro entra nel dibattito: «Oggi l'università non promuove più mobilità sociale. Sta tornando ad essere l'università dei ricchi». E per l'Idv le parole di Martone sono «fuori luogo e offensive». Le parole del viceministro dividono anche il Pdl, con Daniela Santanchè che dà ragione a Martone, mentre Giuliano Cazzola chiede di «non crocifiggere l'esponente del governo». Stesso copione fra i giovani. Per quelli dell'Udc l'esponente del governo è «da difendere», mentre i dirigenti dell'associazione Officina Futura del Pdl giudicano «inaccettabili» le parole di Martone. E.PA. CHI CAVALCA L'INDIGNAZIONE I rappresentanti degli studenti parlano come i politici. Roba che Forlani in confronto sembrava Jovanotti le grane di Monti Antonio Martone, a sinistra, e il figlio Michel [LaPresse, Fotogramma]
32 Mercoledì 25 gennaio 2012
39Mercoledì 25 gennaio 2012CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Il Comune nega: solo colpa della crisi Sangalli silura l'Area C: fa chiudere i negozi Il leader di Confcommercio: preoccupati, il ticket deprime i consumi. Alle imprese la tassa costa 3 milioni al mese Approvata mozione anti-governo Il Pd porta Monti in Tribunale: «Via al ricorso sugli orari liberi» VIGILI URBANI Fax rotto Caos multe in via Livigno Difficile dire cosa sia peggio. Se il fatto che in uno dei comandi della polizia locale di Milano non siano bastati quattro mesi per riparare un fax fuori uso. Oppure il fatto che nell'epoca del web 2.0, il pagamento di una multa per divieto di sosta possa ancora trasformarsi in una prova di resistenza. Di certo, quanto accaduto a un professionista milanese, non è affatto una buona pubblicità per la burocrazia meneghina. Pizzicato con l'auto in sosta vietata davanti a una fermata dell'autobus, l'uomo nei giorni scorsi si è recato nel comando di polizia in via Livigno, il più vicino a casa, per pagare la contravvenzione e comunicare i dati necessari per la detrazione dei punti dalla patente. Una volta raggiunti gli uffici, però, si è sentito rispondere che, a causa del fax fuori uso da mesi, la comunicazione dell'avvenu to pagamento al comando che aveva emesso la sanzione, quello di Zona 6 - dalla parte opposta della città - sarebbe avvenuta solo per posta. Un dettaglio tutt'altro che irrilevante, visto che in questo modo il termine per chiudere il procedimento ed evitare la notifica della multa a casa sarebbe scaduto. In assenza di un altro fax, l'unica soluzione per evitare di infilarsi in un sentiero ancor più accidentato è così stato il rinvio del pagamento. Che a questo punto scatterà, con aggravio delle spese, solo quando la multa verrà notificata. DINO BONDAVALLI ::: MASSIMO COSTA  «Siamo fortemente preoccupati». Di più: «C'è desolazione e sconforto, in un momento di crisi le imprese vanno incoraggiate e non ostacolate». Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio e leader dei negozianti milanesi, boccia senza appello la nuova tassa sul traffico di Giuliano Pisapia. Le fosche previsioni delle categorie produttive sono confermate sin dalla prima settimana di gabella: oltre ad aver allontanato le auto dal centro, il ticket d'ingresso ha cominciato ad allontanare dal cuore della città anche i clienti. Le catene e i grandi marchi si salvano, i piccoli sono in ginocchio. Il big bang della mobilità filtra gli accessi all'Area C, protegge chi può permettersi i 5 euro al giorno e non scalfisce le polveri sottili: «Il pm10 non è diminuito, il traffico delle auto sì ma anche le persone e questo fa deprimere i consumi» sottolinea Sangalli, che ieri ha festeggiato il ritorno del Camparino in Galleria. «Non ci sono dato precisi ma segnali che ci preoccupano moltissimo». La prima elaborazione della Camera di commercio di Monza e Brianza, basata su un campione di 700 aziende, mette i brividi: alle imprese di Milano e provincia la congestion charge costerebbe «quasi 700 mila euro alla settimana». Ovvero 3 milioni al mese e oltre 30 milioni l'anno, più o meno ciò che pensa il Comune di incassare dal dazio. In un momento di recessione, numeri che possono assomigliare a una condanna e aprono un nuovo fronte di guerra con il Comune. Franco D'Alfonso, assessore al Commercio, nega: «Non è colpa di Area C, il commercio cala anche in periferia». Una tesi che non convince Simonpaolo Buongiardino, delegato dell'Unione del Commercio. «Nessuno nega la crisi, né che ci sia un primo periodo di assestamento dovuto all'in troduzione del ticket. Però le prime rilevazioni raccontano di un calo ben superiore al 15%». L'«os servatorio» sulle imprese creato in contemporanea con la tassa di circolazione si riunirà una volta al mese. «Ma i divieti cambiano la struttura commerciale delle zone, non tenerne conto è una forzatura». L'offensiva del commercio, se la giunta arancione andrà dritta per la sua strada, potrebbe arrivare alla richiesta di una «moratoria», una sospensione del ticket d'ingresso per dare ossigeno alle imprese. Al momento, però, sembra un'utopia: ieri Pierfrancesco Maran ha lodato gli effetti benefici dell'Area C («Sta avviando un effetto domino, più cittadini usano i mezzi pubblici anche fuori dal centro»), mentre il presidente Pd di Amat Maria Berrini benedice la gabella che «è riuscita a rendere più conveniente le scelte alternative all'auto». Il Pdl, che ha già raccolto più di 5mila firme per il referendum contro l'Area C, continua a tuonare: «Serve solo a fare cassa», dice il presidente della Provincia Guido Podestà. Riccardo De Corato, ex vicesindaco Pdl, si schiera in difesa dei commercianti: «Il grido di dolore lanciato oggi da Sangalli ottiene una risposta arrogante da parte dei due assessori, talebani del centro a pagamento, Maran e D'Alfonso. Oggi ancora una volta il pm10 è di molto sopra soglia, ma a Palazzo Marino interessa solo l'incasso». Lo smog, in effetti, continua a ignorare gli effetti benefici della «zona rossa»: anche lunedì le polveri sottili hanno quasi triplicato la soglia d'allarme dell'Ue (132 microgrammi al metro cubo in via Senato). Al protocollo antismog della Provincia hanno aderito 37 Comuni su 134. Alessandro Morelli (Lega) lancia la provocazione: «Pisapia sospenda Area C per motivi di salute pubblica, le auto girando intorno inquinano di più». IMPOSTA COMUNALE SU DEL 700% Gli artisti di strada contro Pisapia: «Aumenti folli» Gli artisti di strada contro gli aumenti della giunta Pisapia. I rialzi vertiginosi della Cosap, la tassa di occupazione del suolo pubblico, colpiscono anche chi si esibisce sui marciapiedi della città con regolare permesso. Dopo la protesta dei commercianti e degli operatori dei mercatini, è la volta della «Bar boon band», il gruppo musicale nato per coinvolgere gli emarginati della Stazione Centrale. L'allarme viene lanciato dalla pagina Facebook del gruppo: «Il nostro amico Alessandro Zannetti Zanna, cantante e chitarrista, artista di strada a Milano, si è recato come di consueto alla vigilanza urbana di Piazza Beccaria per richiedere l'autorizzazione ad esibirisi per strada nei luoghi stabiliti nel week-end». L'amara sorpresa? «Ci hanno comunicato che a breve il costo dell'occu pazione del suolo pubblico per un artista di strada sarà portato da 2,95 euro a 21 euro per 3 ore di esibizione giornaliera, ovvero 7 euro l'ora. Speriamo che non sia vero, questo favorirebbe inevitabilmente l'abusivismo». Mentre l'assessore alla Cultura promette lo «speaker's corner» a Palazzo Reale, gli artisti di strada pagano. M. COS. ::: LORENZO MOTTOLA  Via libera al ricorso, con la spinta della Lega, le forti perplessità del Pdl, la contrarietà della giunta e il pieno assenso del Pd, pur con qualche malcontento. Anche i democratici, infatti, hanno scelto di assestare la più classica delle coltellate alle spalle del presidente del Consiglio, votando in Consiglio regionale una mozione che impegna il governo lombardo a impugnare di fronte alla Corte Costituzionale la riforma degli orari dei negozi. La ragione: secondo l'aula di via Filzi, si tratta di una materia di competenza regionale, non statale. La riforma di Palazzo Chigi, quindi, va bloccata. Anche con l'aiuto degli avvocati. L'ok del Pdl, per la verità, sembra dovuto più alla volontà di evitare altri scontri con il Carroccio che a una reale volontà di andare fino in fondo alla questione. Dopo le minacce di Umberto Bossi alla giunta Formigoni, i rapporti sono ancora testi. Più determinato il Pd, se si escludono le posizioni di qualche consigliere “ribelle”. Tra questi, il “rottamatore” Fi lippo Civati, che si è assentato per una sigaretta giusto al momento del voto. «Sono uno dei Monti boys», spiega il consigliere, che aggiunge di nutrire forti dubbi sulla possibilità di successo della campagna avviata dai leghisti. Perfettamente d'accordo con Civati anche Filippo Penati che, dopo mesi di silenzio dovuto alle note vicende giudiziarie, è intervenuto in aula per manifestare la sua contrarietà rispetto alla mozione. Nessuno dei suoi ormai ex compagni di partito, tuttavia, ha applaudito al termine del discorso. Nessuna defezione nelle file della Lega, perché, come spiega il capogruppo Stefano Galli, «il decreto Monti sulle liberalizzazioni ha poco a che fare con il rafforzamento della concorrenza e della competitività, ma porta alla deregulation». Il lumbard, comunque, non ha risparmiato una stilettata a Pdl e Pd: «Non posso fare a meno di evidenziare che in Parlamento queste due forze politiche si stanno comportando in maniera diametralmente opposta». Nella maggioranza, infatti, l'unico astenuto è stato l'assessore Stefano Maullu, che ha motivato la sua scelta spiegando che il decreto del governo riguarda la concorrenza, una materia di competenza dello Stato. Ogni ricorso, quindi, è destinato a essere respinto dalla Consulta senza troppe discussioni. Per la verità, sul fatto che un eventuale ricorso non abbia speranze di successo non ci sono troppi dubbi in giunta. Ai piani alti del Pirellone si parla già di un accordo tra i presidenti delle Regioni per evitare di andare allo scontro nelle aule di tribunale. La mozione votata da Pd e Lega, quindi, difficilmente verrà applicata, tanto più che il Pdl ha chiesto di inserire un “appiglio”ad hoc: il governatore è invitato ad agire solo dopo aver coordinato le sue mosse con i colleghi. Filippo Civati (Pd) Fotogr ::: MAZZATA CALO DEGLI AFFARI La camera di commercio di Monza e Brianza ha stimato un aggravio per le imprese dovuto all'Area C di 700mila euro a settimana. Il 34% delle imprese rinuncia ad andare in centro, mentre il 18% parcheggia fuori dalla «zona rossa». ALLARME Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli tuona: «Siamo fortemente preoccupati. C'è desolazione e sconforto, in un momento di crisi le imprese vanno incoraggiate e non ostacolate. L'Area C fa deprimere i consumi». MORATORIA L'Unione del Commercio, se dovessero proseguire gli effetti nefasti del ticket di ingresso, è pronta a chiedere una «moratoria» dell'Area C: una sospensione del provvedimento per valutarne meglio gli effetti. INGRESSI Nella prima settimana di tassa sul traffico, gli ingressi di veicoli in centro sono calati mediamente del 37%. Quasi 45mila automobili sono rimaste ogni giorno fuori dalla «zona rossa». L'EX ZUCCA RIAPRE CON LA STORICA INSEGNA . Camparino in Galleria [m.d.a.] Il bitter torna di moda, spodestando l'amaro rabarbaro, in un derby meneghino lungo quasi cent'anni. Lo storico Caffè della Galleria Vittorio Emanuele si riappropria ufficialmente dell'insegna Campari, dopo 16 primavere nelle vesti di Zucca.
Mercoledì 25 gennaio 2012 INESAURIBILE. www.citizen.it Dalla luce una carica inesauribile. Il sistema Eco-Drive elimina il problema della sostituzione e dello smaltimento delle pile. Con la sola energia della luce, Eco-Drive fornisce all'orologio una carica infinita. SISTEMA 218
9Mercoledì 25 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it LA PROVA DI FIDUCIA L'avvertimento di SuperMario: «Se gli stanziamenti dei Paesi saranno considerati credibili dai mercati è probabile che non debbano essere usati» le grane di Monti L'Fmi alza il prezzo per salvare l'Italia Premier in pressing sulla Germania per aumentare la dotazione del salva-Stati. Il Fondo monetario però non si accontenta: «Bene la correzione dei conti e il percorso di riforme strutturali, ma non dipende solo da voi». Passa tutto dalla Merkel ::: CARLO CAMBI  La signorina Rottenmeier d'Europa, al secolo Angela Merkel, sarà pure contenta che gli sorrida il nostro Monti, ma, come capita anche nelle favole, stavolta è scattata la legge del contrappasso. L'ha fatta grossa: è accertato che nasconde, o per lo meno non vuol far vedere, i proventi Iva e per questa via dà una mano agli evasori. Il suo piglio da bacchettatrice dei conti e della moralità economica altrui ha subito un duro colpo. Si è beccata un' imbarazzante condanna, ancorché nascosta bene nel cassetto, che trasforma la Germania in uno Stato se non canaglia almeno furbetto. In data 15 novembre 2011 la Corte di Giustizia europea ha condannato la Repubblica Federale di Germania, su denuncia della stessa Commissione europea, perché non ha consentito alla Corte dei Conti della comunità accertamenti in materia di Iva. I supremi giudici europei hanno stabilito, con la sentenza C539/09, che la Germania, bloccando i giudici contabili, ha «violato i regolamenti comunitari» ma «anche il proprio obbligo di lealtà» verso gli altri Stati membri e le istituzioni comunitarie. La sentenza parla chiaro: «Viene meno agli obblighi derivanti dalla normativa comunitaria lo Stato membro che si oppone ai controlli in materia di cooperazione amministrativa tra gli Stati membri per il contrasto delle frodi all'Iva». In sostanza è successo questo: la Corte dei Conti ha chiesto di poter verificare se Berlino adotta corrette procedure nella riscossione Iva e se ha predisposto le strutture necessarie per la cooperazione con gli altri Stati membri e con la stessa Comunità. A Berlino hanno rispedito al mittente le domande dei giudici contabili sostenendo che l'Iva è materia esclusiva degli stati sovrani. A questo punto la Commissione europea ha deciso di vederci chiaro anche perché – cosa che molti ignorano – una minima quota dell'Iva riscossa dai diversi Paesi viene versata nelle casse di Bruxelles. Così sulla Germania hannocominciato agravare due interrogativi: se fosse del tutto fedele nella sua dichiarazione Iva verso la Comunità e se la gestione delle riscossioni Iva sia compiacente verso gli evasori visto che la Germania è il paese con il più forte import-export. In estrema sintesi c'è il sospetto è che la Germania si comporti, limitatamente all'Iva che però è gran parte della fiscalità sulle operazioni commerciali, da paese furbetto. Se le cose stanno così la Corte di giustizia non lo ha accertato anche perché non era suo compito. Ha però stabilito che «gli Stati membri hanno l'obbligo di garantire una riscossione effettiva delle risorse proprie della Comunità» e hanno anche l'obbligo di rendere le procedure di riscossione così trasparenti da non lasciare dubbi perché «i meccanismi di cooperazione in materia fiscale servono a contrastare la frode e l'evasione dell'Iva». Non c'è male come ramanzina per il Paese che non vuole scucire un euro per aiutare i Paesi in difficoltà, ma pretende l'armonizzazione delle politiche fiscali. Ora la Corte potrà andare a rovistare nei cassetti tedeschi e vedere se e come la Germania incassa l'Iva. Chissà se la Merkel, ora troverà più conveniente presentarsi col faccino da Heidi, ancorché invecchiata, cosicché gli sorridanon soloMonti, maanche il resto d'Europa. Giudici compresi. ::: ANTONIO CASTRO  «L'Italia non ce la può fare da sola». Proprio nelle stesse ore in cui il presidente del Consiglio Mario Monti a Bruxelles prova a convincere i partner europei degli sforzi dell'Italia, il direttore del dipartimento degli Affari di bilancio dell'Fmi, Carlo Cottarelli, gela lo scatto d'orgoglio italiano salvo poi smentire in serata quanto affermato in mattinata - sottolineando come sia più che mai necessario rafforzare il sistema anticrisi a livello europeo. Certo per il Fmi va bene «la forte correzione dei conti» fatta dal governo ma «ora servono le riforme strutturali», sottolinea Cottarelli. Però le previsioni del Fondo monetario - contenute nel consueto aggiornamento del “World Economic Outlook” - non sono entusiasmanti: il Pil del nostro Paese scenderà del 2,2% quest'anno e dello 0,6% nel 2013. E senza dimenticare che il nostro debito pubblico è destinato ancora a salire (125,3% nel 2012 e 126,6% nel 2013). Previsioni a parte, a nulla valgono gli sforzi di Monti di convincere la Germania ad allargare i cordoni della borsa. Berlino, infatti, non ha ancora preso alcuna decisione su un cumulo dei fondi europei di salvataggio, l'Efsf e l'Esm, che porterebbe a 750 miliardi di euro le risorse anticrisi a disposizione dell'Europa. «Non è stata presa alcuna decisione per portare l'Ems a 750 miliardi di euro», ha rettificato il portavoce del cancelliere tedesco, Steffen Seibert, smentendo la notizia diffusa proprio ieri dal Financial Times. Della capacità finanziaria dei meccanismi di salvataggio si discuterà certamente al vertice europeo di marzo. Discussione che è proseguita anche ieri a margine dell'Ecofin. «Se gli importi del Fondo salva-stati sono di dimensione tale che i mercati li considerano credibili è molto probabile che non debbano mai essere usati», ha ribadito Monti, che però ha smentito di aver indicato cifre sulla base di capitale dell'Esm (di cui, secondo fonti giornalistiche, avrebbe chiesto il raddoppio da 500 a 1.000 miliardi). Le linee guida indicate da Washington sono chiare: «L'Italia», ha scandito Cottarelli, «ha tre cose che deve fare. L'aggiustamento di bilancio, che già sta facendo a giusta velocità, con l'avanzo primario che migliorerà di oltre il 3 punti percentuali del Pil quest'anno. Le riforme strutturali, che l'Italia sta facendo, come mostrano le misure di liberalizzazione proposte dal premier Monti. E la terza cosa va al di là di quello che Italia può fare da sola, ed è la necessità di un firewall dell'Euro pa più grande». Il direttore del Fmi intende con firewall il cosidetto muro antifuoco contro la speculazione. Ma soprattutto adesso «Italia e Spagna devono poter prendere a prestito fondi a basso costo», ha sottolineato il direttore delle ricerche del Fondo Monetario Internazionale, Olivier Blanchard. Tre smentite (Cottarelli, Monti, Merkel) una sola certezza: senza un fondo anticrisi abbastanza potente saranno inutili tutti i sacrifici. E le manovre correttive. Tedeschi furbetti «Aiuta chi evade l'Iva» L'Ue condanna Angela L'INCHIESTA DI TRANI NON SI FERMA . Il pm entra pure da Fitch Il pm di Trani, Michele Ruggiero, ieri ha eseguito ispezioni nella sede dell'agenzia Fitch (Ansa) e poi in quella di S&P.
30 Mercoledì 25 gennaio 2012 SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it OSCAR Streep e Clooney favoriti ma attenti alla falsa Marilyn Nella corsa spiccano i due divi, la sorpresa può essere Michelle Williams che interpreta la Monroe. Tra le pellicole in pole, «Hugo Cabret» e «The Artist» ::: GIORGIO CARBONE  Ultima settimana di gennaio e come di rito, annuncio delle candidature all'Oscar (che arriveranno il 26 febbraio). Più degli Awards, le nomination possono dare l'idea della direzione che sta prendendo la capitale del cinema. Dove va Hollywood nel secondo decennio del secolo? Ad occhio si sta raccogliendo, raggomitolando sulla ricerca del tempo e dei personaggi perduti. Forse è un caso, forse non lo è se i due film favoriti (rispettivamente con 11 e 10 candidature) ci fanno fare un salto indietro di 80 anni. Hugo Cabret di Martin Scorsese è collocato nella Parigi del 1931. The artist, ben conosciuto ormai anche dal pubblico italiano, racconta la nascita del cinema sonoro (1928) o se vogliamo la morte del cinema muto. Iron lady, che potrebbe dare a Meryl Streep il suo ennesimo Oscar (sinceramente ho perso il conto), è la story di Margaret Thatcher, che in passato non fu trattata (specie dal cinema) da eroina, ma oggi beneficia di una fortissima rivalutazione (Meryl l'ha recitata con la massima simpatia, mentre, per sua stessa ammissione, ne avrebbe fatto una strega se gliel'avessero offerta 20, 30 anni or sono. Una full immersion negli anni '20 ha permesso al Woody Allen di Midnight in Paris di riguadagnare una stima perduta dal lontano 1989, la candidatura per la miglior sceneggiatura. Se per Steven Spielberg la ricerca del tempo perduto non fa notizia (il suo War horse è ambientato durante la Guerra Mondiale), è il caso di rilevare che sempre nel passato (i primi anni '60) sono ambientate le vicende delle altre eroine da premio Oscar: la Viola Davis (e con lei Jessica Chastain e Octavia Spencer, insomma quasi tutto il cast di The Help) e soprattutto Michelle Williams di My Week with Marilyn. Michelle fa la Monroe e tutti in America sono stati d'accordo nell'indicarla come la migliore interprete del ruolo. Forse arriva all'Oscar, forse batte sul filo di lana mostri sacri come la Streep e Glenn Close. Ma intanto s'è già assicurata il Golden Globe e in un settore (quello della commedia) che a Hollywood negli ultimi tempi non ha mostrato molti talenti in vetrina. Due parole sul premio al film straniero. Com'è noto, l'Italia è stata esclusa per l'ennesima volta. Siamo declassati anche nel cinema e non solo nelle classifiche dello Standard & Poor's. Ma è declassata (cioè assente dalle nominations) anche la Francia e pure la Germania. I magnifici cinque che si contendono la statuetta vengono tutti da cinematografie emergenti. Dall'Iran (Una separazione il favorito), da Israele (Footnote), dalla Polonia (In darkness), dal Canada (Monsieur Lazhar), dal Belgio (Bullhead). Noi siamo al solito presenti solo con i benemeriti Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, art directors di Hugo Cabret di Scorsese. Vinceranno? Siamo convinti di sì. Non tanto per amor patrio, quanto perché le scenografie di Cabret le abbiamo già viste, e sono un lustro tale da resuscitare i morti. Se Dante e Francesca vinceranno, nessuno avrà da ridire, nemmeno quella linguaccia di Billy Crystal (conduttore della serata degli Oscar) che ha periodicamente sostenuto che sotto ogni vittoria italiana c'è lo zampino della mafia. . MIGLIOR FILM E ATTRICE A sinistra, Michelle Williams in «My week with Marilyn» e, sopra, una scena di «Hugo Cabret» [AP]
16 Mercoledì 25 gennaio 2012 ESTERI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Retroscena Il complotto dei neri per votare Gingrich (e dopo affossarlo) Presidenziali americane Romney nel pallone si dà la tassa sui piedi Il mormone rivela la dichiarazione dei redditi: paga il 14% al fisco Tutto legale ma si dimentica di spiegarlo. Così Newt e Barack godono L'Egitto revoca lo stato di emergenza Primavera araba in fumo: l'unica libertà è quella di drogarsi ::: ANDREA MARINELLI  Mentre Newt Gingrich sabato sera festeggiava a Columbia la sorprendente vittoria nelle primarie repubblicane in South Carolina, molti democratici e afroamericani in tutto lo Stato facevano salti di gioia. Nei due giorni prima del voto l'ex speaker della Camera aveva fatto registrare un'incredibile ascesa nei sondaggi, conclusa con una larga vittoria sul favorito Mitt Romney. In South Carolina Gingrich ottenuto il 40,4% dei consensi contro appena il 27,8% dell'ex governatore del Massachusetts. Fra i due ci sono stati oltre 76.000 voti, molti dei quali però sono stati dei democratici. «Ho votato Newt Gingrich», racconta a Libero Mike Green, dipendente cinquantenne della Yellow Taxi Company di Charleston, non riuscendo a trattenere una risata fragorosa. «Non avrei mai pensato di votare per quell'uomo, sono un democratico». Qualche giorno prima del voto il reverendo Jesse Jackson, che è nato poco distante da qua, a Greenville, ha organizzato un rally a Charleston in occasione del Martin Luther King Day. Il reverendo Jackson, che ha 70 anni, è un leader carismatico della comunità afroamericana americana ed è stato candidato alla presidenza nel 1984 e nel 1988, anno in cui arrivo secondo alle primarie dietro Michael Dukakis. Alle oltre 400 persone presenti alla International Longshoremen's Association Hall di Charleston il 17 gennaio il reverendo Jackson ha consegnato il suo messaggio. «Ha detto di votare per Gingrich e cambiare a novembre, votando Obama», racconta Mike Green. In South Carolina, come in alcuni altri stati, non c'è bisogno di essere iscritto a un partito per votare alle primarie, ma non si può votare sia per i repubblicani che per i democratici lo stesso giorno. I democratici sono tanti in South Carolina, anche se preferiscono rimanere “un derground”, nota Green, Obama non aveva bisogno del loro voto per vincere queste primarie. «Jackson ha detto di votare per Gingrich perché è il candidato più debole e in questo modo potevamo aiutare Barack Obama a essere rieletto», spiega l'uomo, che assomiglia in modo impressionante a Herman Cain e ha anche gli stessi occhiali. «Sono tornato a casa e ho detto a mia moglie di andare a votare per Gingrich», racconta, «lei mi ha chiesto se fossi impazzito, ma poi l'ho convinta ». Mike Green continua a ridere, si mette un cappellino da baseball in testa. «Ho fatto centinaia di telefonate, ho convinto la gente dal barbiere, mia moglie ha chiamato tutti quelli che conosceva, abbiamo portato a votare più gente possibile. Si sono turati il naso e hanno votato Gingrich», aggiunge mimando il gesto. «Sabato sera ringraziava tutti e non immaginava neanche che aveva vinto anche grazie a migliaia di afroamericani in tutto lo stato. Avrebbe vinto Romney qua». Mentre si allontava Mike Green scuoteva la testa e con un largo sorriso continuava a ripetere: «Votate per Gingrich e cambiate a novembre». ::: GLAUCO MAGGI NEW YORK  È guerra dei documenti tra Mitt Romney e Newt Gingrich, che si sono confrontati lunedì sera in Florida, nel dibattito ospitato dalla NBC, una settimana prima della quarta primaria che si terrà fra una settimana nello stato di Miami. Dopo la clamorosa sconfitta in Sud Carolina, il mormone, finito secondo nei sondaggi, ha tolto i guanti e ha attaccato l'ex Speaker come mai in precedenza, e con un certo successo perché aveva in mano le carte migliori. I due contendenti più in vista (Rick Santorum e Ron Paul sono due panchinari che sperano in future implosioni dei favoriti) hanno due macigni da digerire, per Mitt le tasse e per Newt i soldi avuti per «consulenze» da Freddie Mac. Quello di Gingrich è sicuramente il fardello più pesante, politicamente, e infatti Romney ha potuto infierire. Gingrich ha reso pubblico, lunedì, solo uno dei sei contratti annuali consecutivi che aveva firmato, dopo essersi dimesso dal Congresso nel 1999, con Freddie Mac, la società di mutui parapubblica che è poi fallita bruciando (insieme a Fannie Mae) circa 150 miliardi di dollari dei contribuenti. «Non vorrai far credere che ti davano 25mila dollari al mese per sei anni per fare lo storico», gli ha chiesto irridente Romney. «Chiamale pure consulenze o come ti pare, ma a pagarti era il capo dei lobbisti della società», ha insistito, facendo capire che i servizi richiesti a Gingrich erano di «lavorare» con i suoi ex colleghi politici del Congresso di Washington a favore degli interessi di Freddie. In più, Mitt ha ricordato che Gingrich era stato condannato a pagare, da deputato, 300mila dollari di multa per un comportamento censurato dal Comitato Etico della Camera, e lo ha sfidato a rilasciare la parte dell'inchiesta che è ancora coperta dal segreto d'ufficio. Ma Romney è stato più bravo ad attaccare che a difendersi. Ieri ha rilasciato la sua dichiarazione dei redditi del 2010 e la stima per il 2011, come aveva chiesto Gingrich. Su una ricchezza stimata di 250 milioni, ha pagato due anni fa tasse per 12,6 milioni in capital gains, 3,3 in interessi e 4,9 in dividendi. Nei due anni, ha versato 6,2 milioni in tasse su 45 milioni di reddito, il che equivale a un tasso del 14% nel 2010 e del 15% nel 2011. Poiché sugli stipendi più alti o sui guadagni dei professionisti l'aliquota negli Usa è del 35%, la situazione del milionario finanziere che se la cava con meno della metà è imbarazzante, anche perché sono emersi conti esteri. Romney ha detto che è tutto legale, e ci mancherebbe. Ha pure aggiunto che «non ha di certo versato un centesimo più del dovuto», e va bene. Ma ha fallito nel non dire, fin dall'inizio, la cosa più importante. Il codice fiscale pone le tasse sui dividendi e sulle plusvalenze guadagnate dagli azionisti di una società in aggiunta alle tasse già versate dalla stessa società. E la corporate tax negli Usa è al 35%, tra le più alte al mondo. Quindi Romney, come tutti gli azionisti, subisce una doppia tassazione, cioè la sua aliquota reale è del 44,75% (e nel conteggio non sono inserite le tasse locali, statali e sull'eredità). Il suo staff ha fatto un pessimo lavoro nel non disinnescare la bomba del fisco «scontato» prima che diventasse lo slogan degli avversari. Non solo Gingrich ma pure Obama. ::: ALESSANDRO CARLINI  Mentre i militari egiziani revocano parzialmente lo stato di emergenza e liberano il noto blogger copto Maikel Nabil, in carcere da aprile, uno dei più autorevoli quotidiani del Cairo, AlAhram, segnala preoccupato che uno dei risultati della cosiddetta rivoluzione di Piazza Tahrir è stato l'aumento del consumo di droga. Da quando infatti, nel gennaio scorso, sono iniziate le prime manifestazioni della «primavera araba», per gli amanti degli stupefacenti l'Egit to è diventato il nuovo paradiso. I prezzi di alcune droghe, come la cannabis, sono crollati del 70%. L'offerta è abbondante e si possono comprare un po' ovun que. La domanda che si pone il giornale è molto semplice: le autorità che cosa stanno facendo? Ben poco contro i trafficanti, che arrivano addirittura a prendersi gioco della polizia, creando un gruppo su Facebook che si chiama «ministero delle droghe e degli affari del buon umore». Come spiega uno dei fondatori, «noi spacciatori ci siamo annoiati perché la polizia non ci cerca più come un tempo». Sempre su AlAhram si legge che è più facile procurarsi uno spinello di un'aspirina. Secondo i dati pubblicati di recente dal Centro nazionale di criminologia, i tossicodipendenti in Egitto sono quasi 8 milioni, il 10% della popolazione, il secondo Paese di tutta l'Africa con numeri tanto alti. Una vera e propria piaga nazionale che riguarda soprattutto i giovani. E molti erano probabilmente fra i ragazzi di Piazza Tahrir che vedendo gli scarsi risultati della loro protesta alla fine hanno deciso di attaccarsi alla «canna» per dimenticare. Non a caso fra le zone più attive per lo spaccio c'è il quartiere dell'Uni versità del Cairo. Insieme ad altre aree sparse nella periferia della capitale. Una di queste è perfino organizzata per vie in cui si vendono droghe diverse. In un'altra è stato coniato il motto: «Qui c'è droga per tutti». Fra le ragioni del fenomeno c'è la mancanza di ordine, che invece era assicurato dal regime di Mubarak. Ma anche il fatto che ci sono pochi controlli alla frontiera con la Libia: si lasciano passare liberamente enormi quantità di droga. Non è difficile pensare che questi stupefacenti a basso costo possano presto arrivare anche in Europa. Il traffico di droga è così diventato sempre più facile, come del resto quello di armi, che ad esempio dalla Libia arrivano fino ai gruppi salafiti attivi in Medio Oriente. Fino ad ora è questa l'eredità scomoda che ci ha lasciato la rivoluzione araba. Gingrich se la ride Ap IL PIÙ RICCO Mitt Romney, come tutti gli azionisti, subisce una doppia tassazione, e la sua aliquota reale è pari al 44,75%. Al 14% dichiarato si deve aggiungere infatti la corporate tax, l'Imposta sul reddito delle società, che negli Usa è al 35%, tra le più alte al mondo. Il mormone di Detroit ha una ricchezza stimata di 250 milioni ed è il più ricco tra i candidati repubblicani che concorrono alle primarie Ansa DISCORSO SULLO STATO DELL'UNIONE Obama si ripete: più imposte ai ricchi E invita la vedova di Steve Jobs Barack Obama ieri sera ha tenuto il Discorso sullo Stato dell'Unione incentrandolo sulla divisione tra i ricchi e i poveri. La lotta di classe è la linea che ha scelto da tempo, per compattare la sua sinistra e attaccare i Repubblicani che non vogliono alzare le tasse perché difendono i più facoltosi, quell'1% di cui Mitt Romney è un ovvio testimonial. Obama ha anche citato i suoi successi in politica estera e nella eliminazione di Osama, ma la sua maggiore preoccupazione è sulla ripresa economica. La sua politica comincia a dare qualche frutto, per esempio il calo della disoccupazione, ha detto, ma il Congresso, per metà in mano al GOP, è un ostacolo. Un discorso in linea con le recenti politiche della Casa Bianca; quasi più interessante il parterre, una lista stilata da Michelle Obama. C'erano Laurene Powell Jobs, vedova del fondatore di Apple, la segretaria di Warren Buffett, Debbie Bosanek (simbolo della dottrina Obama sulle imposte) e Mark Kelly, astronauta e marito della deputata Gabrielle Giffords.
15Mercoledì 25 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO L'AMMISSIONE «La nave si inclinava, sono fuggito subito» Le intercettazioni tradiscono Capitan Codardo mentre parla con un amico in una pausa dell'interrogatorio ::: ANDREA MORIGI  Dopo l'inchino, l'inclino. E a quel punto, Francesco Schettino ha creduto opportuno abbandonare la Costa Concordia. Lo dice il comandante stesso, al telefono con un amico nella caserma dei carabinieri di Orbetello. Peccato per lui che la conversazione sia intercettata dai militari dell'Arma. È uno sfogo che vale più di una confessione: «Quando ho capito che la nave si stava inclinando, ho preso e sono sceso». Ai magistrati di Grosseto che lo interrogano, tuttavia, ricostruisce la vicenda in modo sostanzialmente diverso e spiega di aver supplicato due uomini a bordo di un motoscafo di soccorso di riportarlo sulla nave. Lui sostiene di essere caduto in una scialuppa, di essere finito su uno scoglio e a testimonianza del fatto che non voleva abbandonare la nave, afferma di non aver indossato neppure il giubbotto di salvataggio. NON RIUSCIVO A RISALIRE Ai pm di Grosseto, racconta le circostanze del suo colloquio con il capitano Gregorio Maria De Falco della Capitaneria di Porto di Livorno: «In tutto questo scenario, vedo avvicinare un canotto, un motoscafo con due con la tuta termica, che si avvicinava a me, ho detto: “un attimo, comandante, adesso vedo se mi accompagnano questi due di questa imbarcazione di salvataggio, vedo se mi accompagnano loro sulla nave. A questo punto mi sta intimando di andare lì, provo a risalire questa biscaggina, se ce la faccio più con le forze ad andare su e poi si vedrà, almeno sto lì e siamo tutti in pace». Sostiene di non esserci riuscito, perché «non era possibile scendere da quella parte della roccia, ho fatto il giro della baietta, questi due li ho supplicati: “cortesia, venitemi a prendere, che devo ritornare sulla nave... portatemi sulla nave di là, vedete dove sta questa biscaggina, che io devo risalire sulla nave”. Loro mi hanno detto: comandante, contr'ordine, il comandante ci ha intimato di andare a terra nel portò, credo che siano state le due, le due e mezzo, le tre e sono andato... loro con questa barchetta di salvataggio mi hanno portato lì nel porto. Questo è l'evento a grosse righe». CON LA COSCIENZA IN PACE Nelle telefonate intercettate, tuttavia, non Schettino non appare pienamente in grado di valutare il proprio operato. Non saprebbe neppure se definire “l'ac costata”come un'imprudenza, «ma comunque nei limiti della mia consapevolezza. Lo squarcio è stato immenso, stava uno spuntone di roccia, poi tutto quelloche èsuccessoda quelmomento “ . in poi l'ho fatto nel massimo della mia professionalità e questo potrebbe alleviare o quanto meno dare l'illusione di stare in pace con la coscienza». TESTA SOTTO, GAMBE IN ARIA Il comandante continua a parlare al telefono con un tale Albert e gli racconta ancora dell'accaduto, riferisce che era tornato indietro per prendere la radio e quando è andato sul ponte e ha visto che la nave si inclinava si è recato sul ponte all'aperto per vedere se la Costa Concordia si posizionasse in mezzo agli scogli e a quel punto ha chiamato con il cellulare per non perdere la linea telefonica, «poi, quando ho capito che la nave si stava inclinando, ho preso e sono sceso». Inoltre dice che adesso la sua vita cambia, e ricorre a una metafora tipicamente napoletana per dire che si trova con la testa sotto e con le gambe all'aria senza sapere nulla. In fondo, maledice anche lui quella stramaledetta consuetudine dell'inchi no: «Tutti i venerdì passavamo a cena, adesso perché hanno rotto il c..., salutiamo a Palombo, salutiamo 'o vento, ed ecco qua adesso ho pagato tutto quello che si sa». E si autoassolve così: «La secca c'era, ma non era segnalata dagli strumenti che avevo e ci sono passato». LE PRESSIONI DEI MANAGER Poi però, parlando con un tale Fabrizio, non si limita a ripetere la sua versione dei fatti, ma chiama in causa anche la Costa Crociere. Riferisce di pressioni a ripetizione perchè la nave passasse a ridosso dell'Isola del Giglio. Si è sentito quasi costretto insomma, perché «per dar retta al manager, passa da lì, passa da lì. Ma qualcun altro al posto mio non sarebbe stato così benevolo a passare lì sotto, perché mi hanno rotto il c..., passa di là, passa di là». C'è poi un'altra intercettazione e riguarda i colloqui tra Schettino e il primo ufficiale, Ciro Ambrosio, nella stessa stanza. I due parlano di gradi della rotta, Schettino si chiede come sia stato possibile prendere lo scoglio; il primo ufficiale gli dice che quello contro cui la nave è finita «non era uno scoglio elevato che si vedeva a occhio nudo» ma «qualcosa di sommerso che non si vedeva, non c'era niente sotto, non si vedeva niente». Al che Schettino aggiunge «è quello che dico io». Ambrosio rileva poi che «non c'era nulla da scansare, è la poppa che ha preso qualcosa di sommerso» che non è segnato. Un'altra intercettazione telefonica evidenzia invece che Schettino a un suo interlocutore, di nome Albert, dice che al momento dell'accaduto lui si trovava sul ponte insieme all'ufficiale quando, passando a 028 gradi della rotta, avevano preso lateralmente lo scoglio. La «brutta figura» dei tedeschi «Der Spiegel» ci attacca «Gli italiani? Tutti Schettino» (...) ho preso e sono sceso» , avrebbe detto a un amico mentre era già ascoltato dagli inquirenti). Fleischhauer, che è letterato e filosofo, gioca sul paradosso autoevocando lo spettro del razzismo, spiegando gli atteggiamenti dei popoli con buona dose di determinismo e sprezzo del pericolo. Rinfacciare a un tedesco cliché contro il suo Paese è più facile che fare di Schettino un capro espiatorio, e non vale neanche la pena sprecarci del tempo con l'armamentario di gare di rutti, sandali coi calzini e forni crematori. L'editorialessa dello Spiegel, piuttosto, è interessante a due livelli, al di là dell'irresistibile paragone tra la tragedia mondiale della Concordia e le vicende internazionali: è stato Libero a immaginare la Merkel sulla scialuppa richiamata dall'epico grido «Vada a bordo, cazzo!» (vignetta ripresa con grande evidenza proprio dallo Spiegel online). Il primo livello è, diciamo, sociologico. I maleolenti stereotipi dell'italiano medio («ma c'è da chiedersi se gli italiani appartengano a una singola razza») sono infatti integralmente presi a prestito dalla mai esausta vena dell'auto flagellazione italica, che ha nel turista all'estero che si lamenta dei connazionali il modello più alto e in Beppe Severgnini il suo più spremuto cantore. Proprio l'editorialista del Cor riere è infatti autore di «La bella figura. A field guide to the Italian Mind» (Broadway books 2006), e poco dopo il disastro del Giglio ha pubblicato sul Fi nancial Times e sul suo quotidiano un commento sulla lezione socio-culturale del naufragio. «Una volta ancora, un italiano è caduto nella trappola della “bella figura” [...] C'è una tendenza teatrale, nel nostro Paese, che [...] è alla radice di molti nostri problemi. Alcuni dei nostri attuali guai finanziari derivano da lì». E cosa dice il crucco Fleischhauer? «Far “bella figura” (in italiano), ecco lo sport nazionale italiano. E anche Schettino voleva fare bella figura, solo che c'era uno scoglio in mezzo». E continua spiegando con questo esempio che i popoli contano eccome, e sono diversi, e questo si vede anche nell'attuale frangente: «Quel che può succedere quando per motivi politici si ignora la psicologia dei popoli, ce lo mostra la crisi della valuta» (traduzione nostra), con tanto di parallelo suggestivo tra lo scoglio maledetto e il tasso di interesse dei titoli pubblici. Il secondo aspetto è vagamente più serio. Dal punto di vista tedesco, lo Spiegel vede l'altra faccia della medaglia di ciò che anche Libero ripete da qualche anno: «L'errore di nascita dell'Euro è stato di costringere culture economiche diverse nella camicia di forza della stessa moneta». Ovvio, Fleischhauer ripete lo stanco ritornello della guerra tra spreconi e parsimoniosi, riassumendo in parole molto piane la linea della Merkel: «La risposta della Cancelliera è che tutti devono diventare come noi, ma come si vede i risultati non arrivano». E chiude augurandosi mutamenti antropologici che si portino via i difetti storici dell'Italia. Ecco, il dato più sintetico è che queste cose - intellettualmente rilevanti, provocatorie ma serie - escono su riviste e giornali importanti, e offrono sponde alla politica: la versione cartacea dello Spiegel ospita un colloquio con Giuliano Ferrara sugli stessi temi. Nella battaglia in corso, che mette di fronte la sfida di una vera integrazione europea all'alter nativa di una guerra di tutti contro tutti, prendono una scelta chiara. Almeno, lì la prendono.  Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso.  Io so solo che alla fine forse mi sono reso conto e ho cercato di evitare conseguenze più grandi di quello che era successo, poi alla fine non ce l'ho fatta a liberarmi, cioè, va bene....Fabri, per dar retta al manager...Passa da lì, passa da lì....Fabri in quel momento non vorresti togliere la spina lì è normale...no, perché non ci voglio andare più sulla nave, perché so' io che non voglio più, cambio vita, perchénon la vedo tanto bene.  Qualcun altro al posto mio non sarebbe stato così benevolo a passare lì sotto perchè mi hanno rotto il c..., passa di là, passa di là, la secca c'era ma non era segnalata dagli strumenti che avevo e ci sono passato. FRANCESCO SCHETTINO GUAI GIUDIZIARI Francesco Schettino il giorno dopo il naufragio della Costa Concodia. Le intercettazioni uscite ieri rendono la sua posizione giudiziaria ancora più grave LaPresse ::: segue dalla prima MARTINO CERVO . Jan Fleischhauer
5Mercoledì 25 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Faccia tosta Camusso: ora attacca chi sciopera La leader Cgil contro i «padroncini»: «Non devono violare i diritti degli altri» Ma quando a bloccare le strade e fare picchetti sono i suoi iscritti va tutto bene SENTI CHI PARLA La Fiom ha più volte impedito ai colleghi di lavorare, ostacolato il traffico e bloccato perfino la pubblicazione del «Corriere della Sera» l'Italia in ostaggio nei confronti delle categorie. «Le violazioni della legalità non si possono tollerare», afferma Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl in Senato, «ma serve anche il confronto. Se l'esecutivo non ascolta le categorie, le proteste continueranno a paralizzare il Paese». Critiche al governo arrivano anche da Antonio Di Pietro, secondo cui «i diritti dei lavoratori sono sacri e Monti deve rimuovere al più presto le cause della protesta». E Francesco Storace, della Destra, si chiede: «Quando è stato abolito il diritto di sciopero? La politica deve rendersi conto che c'è un mare di gente che non ce la fa più». La vicenda, per il centrodestra, è allarmante, perché dimostra quanto sia impreparato il governo a fronteggiare le proteste e le mobilitazioni derivanti proprio dalle sue misure. Udc e Pd, invece, si schierano con Palazzo Chigi. Il partito di Pier Luigi Bersani, infatti, plaude all'iniziativa del ministro Cancellieri, accusando le piccole organizzazioni sindacali di soffiare strumentalmente sul vento della protesta. Mentre Pier Ferdinando Casini invoca «tolleranza zero contro violenti e prevaricatori e ascolto per gli altri». G.L.R. NON SI PASSA Una veduta dall'alto delle barriere del casello Napoli Nord dell'autostrada A1. I Tir degli autotrasportatori in protesta lasciano pochissimo spazio, poco più che una corsia, per consentire il traffico automobilistico. Anche quella di ieri è stata una giornata di accese proteste in tutta Italia Ansa Le altre proteste Tassisti a consulto con i partiti, benzinai divisi sulla serrata ::: ROMA  Non solo tir. Contro il decreto liberalizzazioni del governo Monti si fanno sentire benzinai, farmacisti, pescatori, operai e, naturalmente, tassisti la cui rivolta è già arrivata fuori da Palazzo Chigi. La loro protesta ha un denominatore comune: il blocco dell'attività. Però, anche all'in terno della stessa categoria, sulle modalità e le iniziative della protesta, si procede in ordine sparso perché spesso i sindacati non trovano l'accordo. È il caso dei benzinai (che per legge non possono rimanere ferme per più di tre giorni consecutivi). I gestori aderenti a Faib e Fegica hanno confermato la proclamazione di un pacchetto di 10 giorni di sciopero degli impianti sulla rete ordinaria e autostradale «la cui articolazione», fanno sapere, «sarà successivamente definita». Gli altri due sindacati, Figisc e Anisa, aderenti a Confcommercio, hanno invece deciso di sospendere lo sciopero nazionale proclamato il 16 gennaio anche se, assicurano, «resta la mobilitazione». Secondo Luca Squeri, presidente di Figisc (considerato il primo sindacato del settore) «è prevalso alla fine il buon senso». Soprattutto riguardo la questione dell'ap provvigionamento di carburante da una stessa compagnia, cioè il diritto di esclusiva. Per Squeri sono state evitate «quelle misure che avrebbero ottenuto, senza alcun positivo riflesso sui prezzi al consumo, solo il risultato di far espellere i gestori dalla rete alla scadenza dei contratti». Tuttavia, nelle pieghe del testo, è emerso «un fatto molto negativo», vale a dire «lo scippo della gratuità delle carte di pagamento per consumatori ed operatori». Cosa significa? Secondo Squeri e Stefano Cantarelli, presidente di Anisa, «il sistema bancario ha ot::: LE AGITAZIONI BENZINAI DIVISI Faib e Fegica hanno confermato 10 giorni di sciopero, date da decidere. Figisc e Anisa, che riuniscono la maggior parte dei gestori, hanno annullato lo stop, ma resta l'agitazione. TAXI A CONSULTO Giro di consultazioni per i tassisti. La Lega: siamo con loro. TRASPORTI Venerdì 27 mezzi pubblici a rischio. FARMACIE Primo febbraio stop delle farmacie indetto da Federfarma. tenuto, all'ultimo momento, la complicità del governonello scippo dellagratuità delle carte di pagamento per consumatori ed operatori, azzerando così una norma importantissima che l'ex ministro Romani ha inserito nella legge 183/2011, entrata in vigore dal 10 gennaio 2012 e che pure era stata confermata nel decreto “Salva Italia”». Su questo tema, quindi, le due federazioni hanno deciso di promuovere forme alternative di mobilitazione. «Si apre una vertenza diversa da quella iniziale», dicono, «che poniamo immediatamente all'atten zione del governo affinché ripristini la norma originaria sulla gratuità delle carte di credito. «Nessuna chiusura, ma permane lo stato di mobilitazione della categoria». In quanto al calendario delle altre proteste in atto nel Paese contro le liberalizzazioni, il giorno di fuoco pare essere venerdì 27: sciopero di 24 ore dei dipendenti dei trasporti, quindi ferrovie, aeroplani, mezzi pubblici. Oggi sit-in dei pescatori a Roma. Il primo febbraio, invece, è la volta delle farmacie, stop deciso da Federfarma. Il 23 e 24 febbraio tocca agli avvocati, che hanno già annunciato di volere fermarsi anche il 9 e 10 marzo. Fronte sempre caldo quello dei taxi, dove i rappresentanti delle 23 sigle sindacali riunite nel Parlamentino dettano la linea. «Meglio le lenzuolate di Bersani che il decreto Monti-Catricalà», dicono. E i partiti li corteggiano. Da lunedì al via le consultazioni. Prima con il Pdl poi, ieri, con Pd, Terzo Polo, Lega e Idv. «Difficilmente sarà posta la fiducia sul decreto liberalizzazioni», sono convinti i rappresentanti sindacali dei tassisti. L'impressione è «incoraggiante», gli incontri sono stati «positivi», riferiscono. B. B. “ . Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso LaPresse ::: FAUSTO CARIOTI  Nell'Italia dei ministri sobri tocca ai sindacalisti fare i barzellettieri. Susanna Camusso, ai microfoni del giornale radio, ieri ne ha tirata fuori una stupenda. Si parlava dello sciopero dei tir e il segretario generale della Cgil ha detto: «La protesta è una cosa che va organizzata in modo che non violi diritti e non impedisca agli altri cittadini di potersi muovere e di poter fare le cose. In questo caso mi pare che abbiamo superato il limite. Penso ai lavoratori della Fiat, ma anche a chi si trova bloccato: persone che non hanno nessun potere decisionale, nessuna possibilità di intervenire». Argomento interessante, quello dei diritti di chi sciopera e di chi invece rimane vittima della protesta. Alla confederazione di Corso Italia lo conoscono bene. Negli ultimi anni – tirando giù alla rinfusa un elenco molto incompleto – in Italia si sono visti: ripetuti picchetti della FiomCgil davanti a centinaia di fabbriche del settore metalmeccanico per costringere i lavoratori di tutti gli altri sindacati, contrari agli scioperi, a non entrare in fabbrica; barricate di copertoni dati alle fiamme dinanzi ai cancelli di Pomigliano D'Arco e presidiate dall'immancabile picchetto della Cgil, per impedire agli altri operai Fiat di lavorare; blocchi stradali attuati dagli iscritti alla Cgil di fronte alle sedi di Confindustria in seguito alla firma del contratto nazionale di lavoro con gli altri sindacati; blocchi stradali organizzati dai metalmeccanici della Cgil per chiedere il rinnovo del contratto («Le proteste sono state improvvise e dettate dall'esa sperazione per il prolungarsi delle trattative», spiegava il sindacato nel gennaio del 2008); blocco della statale 17, all'Aquila, organizzato dagli iscritti alla Cgil per difendere l'occupazione negli stabilimenti locali («non mollate e continuate con queste forme di protesta», esortava il leader della Fiom Giorgio Cremaschi); un'intera città, Roma, paralizzata per due volte – il 23 marzo del 2002 e il 4 aprile del 2009 – da milioni di persone portate dalla Cgil, che resero impossibile, per usare le parole dette ieri dalla Camusso, «agli altri cittadini di potersi muovere e di poter fare le cose»; un quotidiano – il Corriere della Sera – al quale la stessa Camusso, alla faccia del diritto all'informazione, impedì di andare in edicola all'indomani dello sciopero generale della Cgil, «minacciando un ulteriore sciopero nel caso si tenti di fare uscire ugualmente il giornale con le maestranze presenti», raccontò il direttore Ferruccio De Bortoli. Che adesso il leader di questo sindacato si preoccupi per chi è rimasto bloccato dalle proteste e denunci la violenza patita da chi non può andare in fabbrica per colpa degli scioperi altrui ha un che di surreale. È la stessa reazione dell'impren ditore che si sveglia al mattino e scopre che qualcuno gli ha sottratto il monopolio del mercato. Così la Camusso accusa i tir di concorrenza sleale: dopo una vita passata ad assistere ai picchetti e alle intimidazioni della Cgil, scopre che quando la fanno gli altri la protesta deve essere «organizzata in modo che non violi i diritti». Belle parole, da ricordare in occasione del prossimo sciopero della Fiom. Più comici di lei, solo quei poveretti del Pd che chiedono al governo di «intervenire con prontezza per ripristinare la legalità nelle strade italiane»: si indignano dinanzi ai “padroncini” dei camion, ma corrono a difendere «l'inviolabile diritto allo sciopero» non appena gli stessi soprusi sono praticati dalle tute blu o dai ferrovieri. Nella speranza che poi, al momento di votare, si ricordino degli amici.  La protesta è una cosa che va organizzata in modo che non violi diritti e non impedisca agli altri cittadini di potersi muovere e di poter fare le cose SUSANNA CAMUSSO
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31Mercoledì 25 gennaio 2012SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it «The must go off» nell'interminabile ricerca di se stesso Complimenti per la trasmissione di FRANCESCO SPECCHIA  «Minchia signor tenente/ che per scovare qualche magagna siamo saliti sull'Alfa grigia/ sulla strada della montagna...». Così inizia, col solito guizzo metafisico, “Minchia nullatenente” la miglior parodia della maxievasione fiscale cortinese scodellata da Elio e le Storie tese travestito da maestro Bruno Canfora. Ma che Elio sia un genio non è cosa nuova. Semmai la vera novità è che Elio regga tutto il peso di The show must go off,il programma di Serena Dandini, nato come un'araba fenice dalle ceneri di Parla con me. Lo show ha registrato il 5,70% di share, oltre 1,3 milioni di telespettatori; ma nonostante Repubblica e i fan di Serena (noi lo siamo sempre stati) fingano di stappare champagne, non è affatto un successo. Certo, qui non emerge il tedio leopardiano che ingolfa oramai le interviste della Bignardi. Ma pure nello show della Dandini la sensazione palpabile è che qualcosa non quadri. Una volta si rideva a crepapelle. Ora si sorride e a volte si guarda l'orologio, in una dilatazione del tempo comico innaturale. È come se in un monologo di Baricco nel flusso del talk show sfalsato in varietà, ti aspettassi un colpo d'ala che non arriva mai. Forse sarà la morte -apparente- politica di Berlusconi, o che su Monti & C., ombre diafane della politica, non si riesce a trovare la chiave politica (qui il gruppo di finti prof dell'“Italia dei serissimi”, è roba copiata a Crozza...). Forse sarà che dopo parodie altissime Gasparri o Fassino- Marcorè che si traveste da Casini che si traveste da Monti è in fase calante, e con testi telefonati («Monti c'est moi!»). Forse sarà anche che ora paiono tutte uguali le interviste coll'ammicco ad Andrea Camilleri, un buon giallista ormai divenuto simulacro vivente, neanche fosse un Saviano più vecchio con la raucedine. Forse sarà che mandare in onda uno stralcio di Fiorello in Rai mentre sbeffeggia Lorenza Lei, be', sa più di piccola vendetta che di scelta tecnica. Forse sarà tutto questo. Ma Dandini non più spalmata a piccole dosi in strisce quotidiane e costretta ad allargarsi fino alla terza serata rende un'idea di presunzione. Lillo e Greg, Vergassola, Tiziano Ferro che parla di gay: è tutto slegato, sfilacciato con la conduttrice alla ricerca del punto d'ap poggio. Sospettiamo sia il suo contratto (ma questo è un altro discorso...). Il teatrino di Adriano La Rai a Celentano: «Basta gossip, vieni a Sanremo»  Se di mezzo non ci fosse un artista 70enne, il direttore di una rete e quello di un'intera azienda la vicenda sarebbe etichettabile come roba da bambini: scaramucce, dispetti e battibecchi che alla fine fanno sorridere perché si sa da dove provengono. Ma così non è. E allora non c'è proprio niente da ridere. Ricapitoliamo: è dell'altro ieri la notizia che la presenza di Celentano a Sanremo sarebbe a rischio perché il direttore generale della Rai Lorenza Lei avrebbe comunicato al direttore di Raiuno Mauro Mazza, e questi lo avrebbe riferito al direttore artistico Gianmarco Mazzi, che il Molleggiato era fuori dal Festival. Perché? La risposta l'ha data ieri mattina Claudia Mori all'Alfonso Signorini Show su Radio Monte Carlo: «Il problema serio riguarda il fatto che Adriano da una parte della Rai non è ben visto perché oltre che cantare lui ha il vizio di parlare». Il resto della soap è andato in onda nel pomeriggio. Prima Celentano ha scritto una lettera a Mazzi ponendogli un aut aut: «Sono costretto a dirti che io posso venire a Sanremo solo se tu dichiarerai alla stampa il contenuto dei messaggi che hai ricevuto dal simpatico direttore di Raiuno Mauro Mazza (non è un' ironia mi è simpatico veramente) con i quali ti faceva la radiocronaca di ciò che la Lei aveva sentenziato: “Celentano è fuori da Sanremo”. Chiedendoti inoltre di cercare una alternativa alla mia partecipazione al Festival e come comunicare una simile ca...ta. Se tu non chiarirai come stanno le cose, io al Festival non verrò». Poi Mazzi ha risposto a Celentano, dicendo che lo scorso sabato Mazza gli «comunica per iscritto che la Rai ha bloccato la programmazione dei promo su Celentano, decisione platealmente ostile e autolesionista, in una fase di trattativa avanzata. Poi mi comunica “la Lei dice Celentano è fuori”, fatto confermatomi telefonicamente dall'avvocato Fiorespino». Il problema starebbe nella bozza del contratto nella quale la Rai garantisce «discrezionalità e autonomia sui contenuti dell'intervento delle performances di Celentano, che saranno concordati con i competenti uffici». Che significa? Celentano lo ha chiesto a Mazzi: «Sono libero o no?». Ma lui non ha «saputo rispondere». Infine la nota di Viale Mazzini: «La Rai è in attesa di ricevere la bozza di contratto definitiva relativa alla partecipazione di Celentano al Festival. A questo e all'ap porto artistico di Celentano al Festival, la Rai era e resta fortemente interessata. Nessuna attenzione, invece, l'Azienda intende prestare ai pettegolezzi che sembrano inspiegabilmente prevalere in queste ultime ore». Inspiegabilmente? Se questo giro di sms c'è stato, come sembra, di inspiegabile non c'è niente. E allora tutto torna. Perché Celentano non disdegna «la pubblicità e mi piace far casino sui giornali, ma solo se c'è un fondo di verità» Su «A» Laura Pausini «In regola col fisco» «Mi fido di mia sorella Silvia e sono contenta che la Guardia di finanza, dopo aver controllato la mia situazione, mi abbia detto che sono in regola». Impegnata nelle tappe sudamericane del tour mondiale che terminerà il 31 dicembre, Laura Pusini parla con «A», oggi in edicola, e racconta lo stretto legame con la sorella. «È un rapporto bellissimo, anche se siamo agli opposti. Io espansiva, lei introversa; io istintiva, lei razionale. È bella, educata. Vorrei essere lei. Se fossi un maschio sarebbe la mia fidanzata ideale. Le invidio solo una cosa, il metabolismo: mangia come me, ma io sono due volte lei». Oltre a essere da 10 anni l'am ministratrice della “multina zionale Pausini”, Silvia sa anche cantare, tanto che nell'ul timo album, Inedito, le due sorelle cantano insieme un brano, Nel primo sguardo. Al via «L'Isola dei Famosi» Meno drammi, più ironia Al via stasera su Rai2 la nona edizione de L'Isola dei Famosi: 12 puntate in prima serata, con la novità della doppia conduzione affidata a Nicola Savino, dagli studi di Milano, e a Vladimir Luxuria, dall'Honduras. A lottare per la sopravvivenza e per la vittoria finale dieci Eroi: 5 uomini e 5 donne già protagonisti delle passate edizioni. Ad affiancare la squadra degli eroi ci sarà il gruppo degli Eletti: 5 concorrenti, mai stati sull'Isola, pronti a sbarcare in Honduras con un incarico inedito e tutto da scoprire. Intanto il direttore di Raidue Pasquale D'Alessandro promette «leggerezza, maggior distacco ed ironia. L'Isola non diventerà un programma comico, ma non ci dedicheremo all'esasperazione delle situazioni». Puntatona al «Grande Fratello» AMMUTINAMENTO AL GF Per la prima volta i reclusi si ribellano agli autori ::: DONATELLA ARAGOZZINI  Parole grosse, retroscena svelati, botte a telecamere spente e il Grande fratello, nel giro di tre ore, ha definitivamente perso credibilità come “reality”, apparendo per la prima volta, dopo 11 anni e 12 edizioni, come un programma dove tutto è scritto. A far emergere i meccanismi del gioco, in una puntata che avrebbe dovuto avere come momento clou la squalifica – per bestemmia – di Daniel (slittata a tarda ora per il precipitare degli eventi), è stato Rudolf, il rugbista romano. Il quale, all'ennesimo riferimento alla fidanzata delusa da suoi presunti scheletri nell'armadio, non ce l'ha fatta più ed è sbottato. «Gli autori facevano delle cose nei miei confronti che a me non piacevano», ha detto senza mezzi termini, «io non ho paura di dire una cosa contro il Grande fratello per paura che mi mandano a casa o che non piaccio al pubblico, se c'ho una cosa che non va l'ho sempre detto a chiunque: se qua tanta gente fa finta che le cose vanno bene e non dicono niente, mi dispiace ma io non sono fatto così». E giù rivelazioni-choc sul dietro le quinte del programma: «Qua dentro mi sono state chieste delle cose che riguardavano sempre Ilenia: “ma tu co' Ilenia non ci faresti niente?”», ha svelato, senza freni, e ad Alessia Marcuzzi, che cercava di zittirlo difendendo gli autori e ripetendogli che non se ne può più di sentire i concorrenti che si lamentano anche per come vengono montati i filmati, ha ribattuto «ma è o no la verità? Avete fatto passa' Amedeo e Chiara come se fossero fidanzati! Ao', so' io che so' diventato matto?!». «Sai molto bene che ho parlato con gli autori la scorsa settimana e mi hanno convinto a non uscire per multe, perché sarei rimasto legato alla Endemol nonostante tutto quanto, so' stato minacciato», ha proseguito su tutte le furie, prima di abbandonare la casa, «complimenti a tutti gli autori del Grande fratello, complimenti a tutti i ragazzi del gabbiotto (il confessionale, ndr)». Un'accesa discussione di quaranta minuti che ha messo a nudo quello che avviene nella casa e che probabilmente ha creato un precedente. Tant'è che dopo un po' anche Amedeo ha trovato il coraggio di ribellarsi: di fronte ad una nuova clip sulla sua passata amicizia con Chiara, ha urlato «so'stufo di vedere sempre queste cose tutti i lunedì, Alessia tu vuoi far fraintendere le cose», ripetendo in toni più pacati lo stesso concetto più tardi, in confessionale, quando ha chiesto anche lui di poter parlare con gli autori «perché non riesco a sostenere questa situazione puntualmente, bisogna rispettare una persona che dice ho chiuso da un mese». Un vero ammutinamento, insomma, come non si era mai visto. E se a tutto questo aggiungiamo che durante una pubblicità Filippo e Mirko, in studio, sono venuti alle mani, allora appare chiaro che c'è davvero qualcosa che non va. Che sia l'inizio della fine? Di certo gli ascolti sono indicativi: in altri tempi una puntata del genere avrebbe superato abbondantemente il 30% di share, lunedì ha vinto la serata – senza controprogrammazione, di fatto, visto che Raiuno trasmetteva la replica della fiction Mi ricordo di Anna Frank in occasione della Giornata della Memoria – con il 19,3% di share. ADDIO A GIUGNO Emilio Fede: «Lascio il Tg4 il giorno del mio ottantunesimo compleanno» Alla fine se ne andrà quando vorrà lui. Giorno stabilito: il suo 81esimo compleanno, che cade il prossimo 24 giugno. Lo conferma Emilio Fede alla Zanzara: «Spesso Berlusconi mi ha proposto la candidatura in Italia e ho sempre detto di no perché volevo restare al Tg4. Però a giugno quando lascerò glielo chiederò. Tengo il mio ufficio, con l'aria che tira potrei finire in una roulotte. Il successore? Spero sia donna, magari Safiria Leccese, oppure Annalisa Spiezie o Benedetta Corbi. BUFERA IN STUDIO Un momento della discussione tra la conduttrice Alessia Marcuzzi e il concorrente Rudolf, che alla fine ha abbandonato il reality di Canale 5. Celentano e Claudia Mori
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47Mercoledì 25 gennaio 2012 HINTERLAND ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 - TEL. 026597732 Almanya 17.30-20.35-22.30 The Help 15.30-18.15-21.00 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 E ora dove andiamo? 14.40-16.35-18.30-20.30-22.30 APOLLO SPAZIOCINEMA GALL. DE CRISTOFORIS 3 - TEL. 02780390 The Artist 13.00-15.30-17.40-19.50-22.00 The Help 12.40-15.30-18.15-21.00 Shame 13.00-15.20-17.40-20.00-22.00 L'industriale 13.00-15.30-20.00-22.00 Le Idi di marzo 13.00-15.30-17.40-19.50-22.00 ARCOBALENO FILMCENTER VIALE TUNISIA 11 - TEL. 899399816 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Shame 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 - TEL. 0248003901 Miracolo a Le Havre 15.30-17.30-19.30-21.30 ARLECCHINO VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 - TEL. 0276001214-199445668 Midnight in Paris 16.00-18.10-20.20-22.30 CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 - TEL. 02874826 Sette opere di misericordia 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30 Emotivi Anonimi 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30 COLOSSEO V.LE MONTE NERO, 84 - TEL. 0259901361-199445668 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Le Idi di marzo 15.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.30-20.00-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.30-17.10-19.50-22.30 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.30-20.00 Le Idi di marzo 22.30 DUCALE MULTISALA PIAZZA NAPOLI 27 - TEL. 899399816 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 La chiave di Sara 15.00-17.30-20.00-22.30 Miracolo a Le Havre 15.00-17.30-20.00 Immaturi - Il viaggio 22.30 ELISEO MULTISALA VIA TORINO 64 - TEL. 0272008219-199445668 La chiave di Sara 15.30-17.50-20.10-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 E ora dove andiamo? 15.30-17.50-20.20-22.30 Shame 15.30-17.50-20.20-22.30 GLORIA MULTISALA CORSO VERCELLI 18 - TEL. 0248008908 Benvenuti al Nord 15.10-17.40-20.10-22.30 Scialla! (Stai sereno) 10.30 J. Edgar 15.00-17.30-20.00-22.30 MEXICO VIA SAVONA, 57 - TEL. 0248951802 Io sono Li 16.00-18.00-20.00-22.00 ODEON - THE SPACE CINEMA VIA SANTA RADEGONDA, 8 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 12.10-14.45-17.20-19.55-22.30 Alvin Superstar 3 12.00-14.15 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 16.30 Benvenuti al Nord 19.25-22.00 Underworld - Il risveglio 3D13.20-15.30-17.45-20.00-22.10 Immaturi - Il viaggio 11.50-14.20-17.00-19.40-22.30 L'ora nera 3D 13.10-15.35-17.50-20.05-22.20 Succhiami 12.05-14.10 La talpa 16.15-19.10-22.15 Benvenuti al Nord 14.00-16.30-19.00-21.30 Non avere paura del buio 11.50-14.10-19.40 J. Edgar 16.35-22.00 Midnight in Paris 19.50-22.10 La talpa 14.30 Winter il delfino in 3D 12.00-17.30 La talpa 19.30 ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 - TEL. 0289403039 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Alvin Superstar 3 14.45-16.30-18.15 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-17.25-19.55-22.30 PALESTRINA VIA PALESTRINA, 7 - TEL. 026702700 Le nevi del Kilimangiaro 16.30-18.45-21.00 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 - TEL. 0229531103 Benvenuti al Nord 15.30-17.50-20.20-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.10-22.30 Alvin Superstar 3 15.00-16.50-18.40 Immaturi - Il viaggio 20.30-22.30 Le Idi di marzo 15.30-17.50-20.20-22.30 Shame 15.30-17.50-20.30-22.30 L'industriale 15.00-17.30-20.30-22.30 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 - TEL. 892960 Benvenuti al Nord 15.10-17.50-20.35 Benvenuti al Nord 14.40-17.25-20.05-22.40 Underworld - Il risveglio 3D14.00-16.10-18.20-20.25-22.35 Alvin Superstar 3 14.40-17.30 J. Edgar 22.10 Non avere paura del buio 14.50-17.20-20.10-22.30 Finalmente maggiorenni 20.00-22.35 Winter il delfino 14.50-17.20 The Help 16.10-19.20-22.25 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 13.50-16.45-19.35-22.30 J. Edgar 13.50-16.45-19.45-22.40 La talpa 14.00-17.00-19.50-22.35 L'ora nera 3D 14.10-16.20-18.25-20.30-22.40 Il gatto con gli stivali 14.50-17.15-20.05 Shame 22.15 E ora dove andiamo? 14.35-17.10-20.00-22.25 Alvin Superstar 3 14.00-16.15-18.20 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.45 Immaturi - Il viaggio 14.00-16.40 Benvenuti al Nord 15.40-18.35-21.40 Benvenuti al Nord 14.05-16.45-19.40-22.15 Succhiami 14.00-16.10 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 - TEL. 892960 La talpa 17.10-19.50-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-19.50-22.20 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 17.30-19.50-22.40 Benvenuti al Nord 16.50-19.35-22.15 Alvin Superstar 3 17.30-20.10 J. Edgar 22.30 Il gatto con gli stivali 17.10 Succhiami 20.30-22.30 J. Edgar 19.50 Non avere paura del buio 17.30-22.45 SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 - TEL. 0277406300 La bellezza del diavolo 17.00 Decalogo - Episodi 9 e 10 19.00 Faust 21.15 ASSAGO UCI CINEMAS FIORI VIALE FIORI - TEL. 892960 Alvin Superstar 3 17.50 Succhiami 20.10-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 18.15-20.20-22.25 The Help 19.35-22.40 Non avere paura del buio 17.00-19.55-22.20 Benvenuti al Nord 17.00-19.40-22.20 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.00-22.30 J. Edgar 19.30-22.30 Il gatto con gli stivali 3D 17.15 La talpa 17.05-19.50-22.35 L'ora nera 3D 18.20-20.30-22.40 Benvenuti al Nord 19.00-21.45 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 La talpa 17.20-20.10-22.50 Benvenuti al Nord 17.00-18.00-20.00-21.00-22.30 L'ora nera 3D 17.15-20.15-22.25 Immaturi - Il viaggio 17.40-20.20-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 17.45-20.40-22.50 Winter il delfino 17.10 J. Edgar 21.30 Alvin Superstar 3 17.30 The Artist 19.30 Non avere paura del buio 20.25 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.35-22.35 The Help 17.50-20.50 Shame 17.20-19.50-22.10 BUSNAGO MOVIE PLANET CENTRO COMM. GLOBO C/O CENTRO COMMERCIALE IL GLOBO - TEL. 039 695182 (PREN.) Winter il delfino in 3D 17.15 L'ora nera 3D 20.00-22.20 Benvenuti al Nord 18.15-21.15 Immaturi - Il viaggio 17.05-19.45-22.20 Alvin Superstar 3 17.25 La talpa 19.45-22.20 Benvenuti al Nord 17.15-19.45-22.20 Underworld - Il risveglio 3D 17.15-19.55-22.20 CERRO MAGGIORE THE SPACE CERRO MAGGIORE VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 17.30-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 16.35-19.10-21.45 Benvenuti al Nord 18.00-20.30 Alvin Superstar 3 17.00 Non avere paura del buio 19.20 J. Edgar 21.55 Il gatto con gli stivali 17.10 Shame 19.25-21.50 L'ora nera 17.35-19.50-22.10 Underworld - Il risveglio 3D 18.00-20.10-22.20 Winter il delfino 16.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.05 Immaturi - Il viaggio 22.15 Non avere paura del buio 16.25 Succhiami 18.50 La talpa 21.00 The Help 18.20-21.35 La talpa 16.15 Benvenuti al Nord 19.00-21.30 LEGNANO GALLERIA P.ZZA S. MAGNO - TEL. 0331547865 Stanno tutti bene 21.00 LISSONE UCI CINEMAS LISSONE VIA MADRE TERESA - TEL. 039 484767 Non avere paura del buio 17.40-20.20-22.40 The Help 16.50-19.45-22.45 Succhiami 17.50-20.00-22.10 Underworld - Il risveglio 3D 17.50-20.20-22.30 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.10 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.25 Alvin Superstar 3 17.40 J. Edgar 19.50 La talpa 22.40 L'ora nera 3D 18.00-20.30-22.30 Finalmente maggiorenni 20.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.10 Winter il delfino 17.30 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 MELZO ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA `- TEL. 0295416444 The Help 21.00 J. Edgar 21.10 Underworld - Il risveglio 3D 20.20-22.20 La talpa 20.00 Immaturi - Il viaggio 22.40 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 MONZA MULTISALA CAPITOL VIA A. PENNATI 10 - TEL. 039324272 The Help 21.00 J. Edgar 21.15 MONZA MULTISALA METROPOL VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128 La peggior settimana della mia vita 21.15 La talpa 20.00-22.30 E ora dove andiamo? 20.15-22.30 MONZA MULTISALA TEODOLINDA VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788 Benvenuti al Nord 20.10-22.30 La chiave di Sara 20.20-22.30 PADERNO DUGNANO AREA METROPOLIS VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181 Il sorriso del capo 21.00 Riposo PADERNO DUGNANO LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 Alvin Superstar 3 17.15 Non avere paura del buio 20.40-22.50 Winter il delfino 17.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.30-22.00 Underworld - Il risveglio 3D 17.30-19.30-21.30 Il gatto con gli stivali 17.00-19.00-21.00 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.00 L'ora nera 17.40-20.15-22.30 Immaturi - Il viaggio 17.40-20.20-22.50 Benvenuti al Nord 16.50-19.45-22.15 J. Edgar 19.00-22.00 The Help 18.00-21.00 Benvenuti al Nord 18.00-21.00 La talpa 18.00-21.00 Benvenuti al Nord 17.30-20.10-22.40 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.00-19.50-22.40 The Help 19.40-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 18.20-20.30-22.40 Il gatto con gli stivali 17.40-20.00-22.10 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 19.00-22.00 L'ora nera 3D 17.30-19.45-22.20 La talpa 17.05-19.50-22.35 J. Edgar 19.45-22.40 Alvin Superstar 3 17.30-20.00 Shame 22.20 Non avere paura del buio 17.15-19.50-22.20 Succhiami 20.30-22.35 Winter il delfino 17.40 ROZZANO THE SPACE CINEMA ROZZANO C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111 Underworld - Il risveglio 3D14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 14.45-19.30 Succhiami 17.30-22.20 L'ora nera 3D 15.30-17.40-19.50-22.00 J. Edgar 14.30-19.45 Shame 17.25-22.40 Benvenuti al Nord 14.30-17.10-19.50-22.30 Immaturi - Il viaggio 21.30 Il gatto con gli stivali 3D 14.50-17.00 Non avere paura del buio 19.15 Benvenuti al Nord 15.00-18.00-21.00 Immaturi - Il viaggio 14.30-17.00-19.30-22.00 Alvin Superstar 3 14.10-16.15 Benvenuti al Nord 18.30 La talpa 21.00 Benvenuti al Nord 14.00-16.40-19.20-22.00 Winter il delfino in 3D 14.15-16.45 J. Edgar 19.15-22.15 La talpa 14.30-20.00 Immaturi - Il viaggio 17.30 Non avere paura del buio 22.40 The Help 15.15-18.20-21.30 SESTO S. G. CINELANDIA - SKYLINE MULTIPLEX C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547 La chiave di Sara 15.15-17.30-20.30 Non avere paura del buio 22.40 E ora dove andiamo? 15.15-17.20-20.15-22.20 The Help 15.30-19.30-22.15 Benvenuti al Nord 15.00-16.00-17.15-18.15-19.30-20.30-21.45-22.45 Alvin Superstar 3 17.30 L'ora nera 15.30-20.15-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 15.30-17.30-20.30-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Le nevi del Kilimangiaro 15.15-17.20-20.15-22.10 Winter il delfino in 3D 17.45 J. Edgar 15.00-20.00-22.20 VIMERCATE THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 16.30-19.00-21.30 Alvin Superstar 3 20.15 Shame 22.15 Non avere paura del buio 17.55 Il gatto con gli stivali 16.45-18.50 La talpa 21.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.10-22.05 La chiave di Sara 19.50 Alvin Superstar 3 16.40-18.40 Succhiami 20.35-22.30 J. Edgar 18.30-21.20 Benvenuti al Nord 18.10-20.40 Underworld - Il risveglio 3D 17.35-19.40-21.40 The Help 19.10-22.10 Immaturi - Il viaggio 18.00-20.30 La talpa 16.40-19.20-22.00 Non avere paura del buio 19.30 Benvenuti al Nord 17.00-21.50 Immaturi - Il viaggio 16.35-19.05-21.35 Benvenuti al Nord 17.25-19.55-22.20 Winter il delfino in 3D 20.05 Il gatto con gli stivali 3D 18.05 Non avere paura del buio 22.25 L'ora nera 17.40-19.45-21.55 BERGAMO CONCA VERDE VIA MATTIOLI, 1 - LOC. LONGUELO - TEL. 035251339 Vento di primavera 21.00 The Help 21.00 DEL BORGO PIAZZA S. ANNA 51 - TEL. 035270760 This is England 21.00 MULTISALA SAN MARCO P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416 La talpa 20.00-22.30 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 STUDIO CAPITOL VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330 Midnight in Paris 20.30-22.30 E ora dove andiamo? 20.15-22.30 Shame 20.15-22.30 CLUSONE CINEMA GARDEN VIA XXV APRILE, 1 - TEL. 034622275 Vento di primavera 21.00 CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.35 La talpa 20.10-22.35 L'ora nera 20.35-22.35 The Help 20.00-22.40 Benvenuti al Nord 20.20-22.35 Benvenuti al Nord 21.25 Underworld - Il risveglio 3D 20.25-22.25 CURNO UCI CINEMAS CURNO VIA LEGA LOMBARDA, 39 - TEL. 892960 Immaturi - Il viaggio 17.10-20.00-22.30 J. Edgar 22.30 La talpa 17.00 Non avere paura del buio 17.40-20.10-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 17.50-20.10-22.30 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.45 L'ora nera 3D 17.15-19.50-22.20 Alvin Superstar 3 17.30-19.50 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.10 Succhiami 17.40-22.20 Benvenuti al Nord 17.00-19.45-22.30 ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO S.S. SONCINESE - TEL. 0363903816 Benvenuti al Nord 20.30-22.40 L'ora nera 20.30-22.30 Underworld - Il risveglio 20.30-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.30-22.40 La talpa 21.00 TREVIGLIO ARISTON MULTISALA VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503 La talpa 20.00-22.20 Faust 21.15 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.20-22.30 Benvenuti al Nord 20.10-22.30 The Artist 20.00-22.30 J. Edgar 22.20 BRESCIA METROPOL VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828 E ora dove andiamo? 21.15 MORETTO VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383 La chiave di Sara 21.15 MULTISALA WIZ VIALE ITALIA ANG. VIA F.LLI UGONI - TEL. 0302889211 Benvenuti al Nord 14.45-17.00-19.15-21.30 The Help 15.30-18.30-21.30 Alvin Superstar 3 14.45-17.00 The Artist 19.15 Le Idi di marzo 21.30 La talpa 14.15-16.45-19.15-21.40 J. Edgar 15.30-18.30-21.30 Immaturi - Il viaggio 14.40-17.00-19.20-21.40 NUOVO EDEN VIA NINO BIXIO 9 - TEL. 0308379404 Spettacolo teatrale OZ IL REGNO DEL CINEMA VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911 Alvin Superstar 3 14.40-16.30-18.20 La talpa 20.10-22.40 Immaturi - Il viaggio 15.20-17.35-20.25-22.40 Underworld - Il risveglio 3D15.20-17.10-19.00-20.50-22.40 L'ora nera 14.45-17.00-20.35*-22.30* Benvenuti al Nord 15.20-17.35-20.20-22.35 Non avere paura del buio 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 Winter il delfino 15.00-17.15 Finalmente maggiorenni 20.30*-22.30* Benvenuti al Nord 14.45-17.00-19.15-21.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 14.50-17.25-20.00-22.35 J. Edgar 14.40-17.20-20.00-22.40 PICCOLO CINEMA PARADISO VIA FRANCESCO LANA, 15 - TEL. 030280010 Riposo SOCIALE VIA CAVALLOTTI, 20 - TEL. 03041140 Shame 21.15 CAPRIOLO GEMINI VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 Il cuore grande delle ragazze 21.15 Tomboy 21.15 CORTE FRANCA MULTIPLEX NEXUS VIA ROMA 78 - TEL. 030986060 Benvenuti al Nord 20.20-21.10 Underworld - Il risveglio 3D 21.20 La talpa 20.30 Immaturi - Il viaggio 20.50 Non avere paura del buio 21.00 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 20.40 L'ora nera 3D 21.30 DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Non avere paura del buio 20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.30 ERBUSCO MULTIPLEX PORTE FRANCHE VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644 Alvin Superstar 3 17.10 L'ora nera 20.10 L'ora nera 3D 22.20 Underworld - Il risveglio 17.50-22.10 Underworld - Il risveglio 3D 20.00 Winter il delfino 17.10 J. Edgar 21.00 Succhiami 17.30-20.00 Non avere paura del buio 22.00 La talpa 19.50 Immaturi - Il viaggio 17.20-22.30 Benvenuti al Nord 17.40-20.20-22.40 LONATO MULTISALA KING VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670 Benvenuti al Nord 20.20-22.45 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.45 The Help 21.15 Immaturi - Il viaggio 20.05-22.40 La talpa 20.10-22.40 ORZINUOVI STARPLEX ORZINUOVI VIA LOMBARDIA 26/28 - TEL. 030943605 Benvenuti al Nord 20.20-22.35 Benvenuti al Nord 21.30 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.35 La talpa 20.10-22.35 L'ora nera 20.30-22.25 Underworld - Il risveglio 3D 20.25-22.30 Succhiami 20.30-22.25COMO ASTRA V.LE GIULIO CESARE, 3 - TEL. 031261234 Cineforum 15.30 Benvenuti al Nord 21.00 GLORIA VIA VARESINA, 72 - TEL. 0314491080 L'industriale 21,00 CANTU' CINELANDIA MULT. CANTU' 2000 CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039 Benvenuti al Nord 21.15 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 J. Edgar 20.00-22.40 CANTU' LUX VIA MANZONI, 8 - TEL. 031714759 Scialla! (Stai sereno) 21.15 MONTANO LUCINO UCI MONTANO LUCINO VIA VARESINA - TEL. 892960 J. Edgar 19.40-22.35 Non avere paura del buio 17.30-20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 17.35-20.10-22.30 L'ora nera 3D 17.45-20.10-22.35 The Help 19.35-22.30 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.40 Alvin Superstar 3 17.40 Succhiami 20.10-22.30 Benvenuti al Nord 17.15-19.45-22.20 Benvenuti al Nord 18.40-21.40 La talpa 17.15-20.00-22.45CREMONA CINEMA CHAPLIN VIA ANTICHE FORNACI 58 - TEL. 0372453005 E ora dove andiamo? 21.15 FILO P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 - TEL. 0372411252 La chiave di Sara 21.15 SPAZIOCINEMA CREMONA PO VIA CASTELLEONE, 108 - TEL. Immaturi - Il viaggio 17.50-20.10 Non avere paura del buio 22.30 Benvenuti al Nord 17.50-20.10-22.30 The Help 16.20-19.10-22.00 J. Edgar 21.15 La talpa 17.30-20.00-22.30 Alvin Superstar 3 16.30 Winter il delfino in 3D 17.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.30 L'ora nera 3D 18.40 Benvenuti al Nord 20.10-22.30 CREMA MULTISALA PORTA NOVA VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411 Winter il delfino 15.20 La talpa 17.40-20.10-22.40 Underworld - Il risveglio 15.20-17.10-19.00-20.50-22.40 L'industriale 15.30 Immaturi - Il viaggio 17.50-20.10-22.30 Alvin Superstar 3 15.30-17.20 Benvenuti al Nord 19.10-21.30 Benvenuti al Nord 15.30-17.45-20.25-22.40 LECCO NUOVO MIGNON V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 J. Edgar 19.50-22.15 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 OSNAGO SALA SIRONI VIA GORIZIA 6 - TEL. 03958093 Le nevi del Kilimangiaro 21.00 LODI DEL VIALE VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028 Benvenuti al Nord 21.15 FANFULLA V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740 Una separazione 21.15 MODERNO MULTISALA CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017 UNDERWORLD: AWAKENING 21.30 The Help 21.15 CASALPUSTERLENGO COMUNALE PIAZZA DEL POPOLO, 15 - TEL. 0377919024 This is England 15.30-21.00 PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE S.S. N 235 - TEL. 0371237012 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.40 L'ora nera 3D 20.20-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.40 La talpa 20.10-22.45 MANTOVA ARISTON MULTISALA VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139 La chiave di Sara 19.20 La talpa 21.30 Sala riservata The Help 18.20-21.20 CINECITY MULTIPLEX PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740 Benvenuti al Nord 20.00-21.15-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.15-22.30 L'ora nera 3D 20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.40 Non avere paura del buio 20.15-22.40 J. Edgar 21.20 MIGNON VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233 Shame 21.00 CURTATONE STARPLEX CURTATONE VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395 Benvenuti al Nord 20.10-22.25 Benvenuti al Nord 21.15 L'ora nera 20.30-22.20 La talpa 20.05-22.30 J. Edgar 21.00 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.35 PAVIA CORALLO VIA BOSSOLARO, 15 - TEL. 0382539224 Riposo POLITEAMA C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 PARONA MOVIE PLANET STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728 Benvenuti al Nord 21.30 Underworld - Il risveglio 3D 21.30 Benvenuti al Nord 20.30 Immaturi - Il viaggio 21.30 La talpa 21.30 Non avere paura del buio 21.30 L'ora nera 21.30 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA THE SPACE CINEMA MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 17.20-19.55-22.30 Succhiami 16.00-20.20 Shame 18.00-22.15 Alvin Superstar 3 15.15-17.25 Non avere paura del buio 17.20 J. Edgar 19.40-22.35 L'ora nera 16.00-18.15-20.30-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 16.05-18.10-20.15-22.20 Benvenuti al Nord 16.30-19.05-21.40 Il gatto con gli stivali 3D 15.20 Immaturi - Il viaggio 17.25-20.00-22.35 La talpa 19.25-22.10 La talpa 17.25 Non avere paura del buio 20.10-22.40 SONDRIO EXCELSIOR VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368 Le Idi di marzo 21.00 STARPLEX SONDRIO VIA VANONI, ANGOLO VIA TONALE - TEL. 0342214709 Immaturi - Il viaggio 21.15 L'ora nera 21.20 Benvenuti al Nord 21.15 La talpa 21.10 MORBEGNO CINEMA TEATRO IRIS VIALE AMBROSETTI 27 - TEL. 0342611711 Underworld - Il risveglio 3D 21.15 MORBEGNO CINEMA TEATRO PEDRETTI PIAZZA MATTEI 1 - TEL. 0342610161 Benvenuti al Nord 21.15 MORBEGNO CINEMA 3 VIALE AMBROSETTI, 25 - TEL. 0342610161 Capodanno a New York 21.15 TIRANO CINEMA TEATRO MIGNON PIAZZA MARINONI 1 - TEL. 0342705454 Benvenuti al Nord 21.15 VARESE MULTISALA IMPERO VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004 Benvenuti al Nord 17.40-20.10-22.40 The Help 17.40-21.30 Il gatto con gli stivali 3D 17.20-20.00-22.20 Underworld - Il risveglio 3D 17.40-20.10-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.00-22.30 L'ora nera 17.20-20.00-22.20 Winter il delfino 17.00 J. Edgar 19.45-22.30 La talpa 17.00-19.55-22.35 Alvin Superstar 3 17.40 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.55-22.35 NUOVO VIA DEI MILLE, 39 - TEL. 0332237325 L'amore che resta 15.30-21.00 Shame 18.15 SALA FILMSTUDIO 90 VIA DE CRISTOFORIS 5 - TEL. 0332830053 Sherlock Holmes - Gioco di ombre v.o. 16.00-21.00 GALLARATE CINELANDIA MULTIPLEX VIALE LOMBARDIA, 51 - TEL. 0331268017 La talpa 20.10-22.45 The Help 21.00 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.40 Pina 3D 21.15 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.40 L'ora nera 20.20-22.35 TRADATE STARPLEX TRADATE VIA DELLA FORNACE CORTELLEZZI 21049 TRADATE - TEL. J. Edgar 20.00 Non avere paura del buio 22.45 Benvenuti al Nord 20.10-22.25 Underworld - Il risveglio 3D 20.35-22.35 La talpa 20.05-22.30 Benvenuti al Nord 21.15 L'ora nera 20.45-22.40 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.25 :::LOMBARDIA
27Mercoledì 25 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Filo diretto con Maurizio Belpietro vai su www.liberoquotidiano.it e clicca Numero SuperStar: 61 Numero verde 800 - 984824CERTIFICATO N. 7184 DEL 14/12/2011 ISSN 1591-0423 La tiratura di mercoledì 25 gennaio 2012 è di 171.976 copie WebSystem - Gruppo24Ore Concessionaria esclusiva per la pubblicità Direzione Milano 20146, Via Winckelmann 1 Tel. 02.24424611 Fax 02.24424490 Filiale di Roma 00196, Via C. Beccaria 16 Tel. 06.69548111 Fax 06.69548125 Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Pisacane,1 - 20016 Pero (MI) Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 e-mail: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l'attivazione si prega di inviare i dati precisi dell'intestatario dell'abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 e-mail: abbonamenti@liberoquotidiano.it Orario: 10.00-12.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell'ultimo anno. 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall'importo in valori bollati, indirizzata a Libero - Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano Abbonamenti nazionali  12 mesi: 6 giorni .................................. 290  6 mesi: 6 giorni .................................. 155  3 mesi: 6 giorni .................................. 85  12 mesi: 5 giorni .................................. 250  6 mesi: 5 giorni .................................. 130  3 mesi: 5 giorni .................................. 70  12 mesi: 4 giorni .................................. 205  6 mesi: 4 giorni .................................. 105  3 mesi: 4 giorni .................................. 60 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano Modalità di pagamento:  versamento su C/C Postale n. 41953050  Bonifico banc. Unicredit s.p.a. 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QUOTE SUPERSTAR • Nessun “5 stella” • Ai 2 “4 stella” vanno 30.918,00 • Ai 166 “3 stella” vanno 1.796,00 • Ai 2.741 “2 stella” vanno 10 0,0 0 • Ai 17.895 “1 stella” vanno 10,00 • Ai 41.761 “0 stella” vanno 5,0 0. • Montepremi: 2 . 4 9 4 . 111 , 5 1 23 28 65 44 69 80 60 68 31 24 63 28 79 10 45 54 28 66 67 86 27 79 88 58 15 6 3 90 37 68 9 46 25 71 12 37 29 56 40 22 7 69 60 67 46 83 20 90 15 69 66 43 80 85 90 10 e LOTTO Numero jolly: 84 Silvio e company, ma non a governare l'Italia. Il Paese rimarrebbe riottoso, conservatore dei privilegi e dei tabù (art.18). Anzi si ricostituirebbe il vecchio e nefasto centrosinistra cattocomunista. Vittorio Giuliano Battistini e.mail GOVERNO/6 Monti ci dice pure cosa mangiare Tra le tante primizie che questo sobrio esecutivo inventa giorno per giorno, ci sarebbe anche una tassa per i cibi poco sani e dannosi per la salute. Cosa vogliamo di più? Non solo "Mario il bravo" ci sta riducendo a pane ed acqua, deve decidere anche quale pane e quale acqua dobbiamo mangiare! Tutto questo porterà in visibilio le nullità del Terzo Polo, quello dei democristiani in cerca di poltrone alleati ai fascisti di scarto e ai radicali della domenica, ma a me personalmente fa girare le scatole perchè, se permettete, se mi voglio riempire di colesterolo, devo farlo in tutta libertà. Gerry Bardack e.mail GOVERNO/7 La medicina amara uccide il paziente Il governo Monti avrà anche individuato la medicina giusta per risanare l'economia, ma quel che è certo è che ha sbagliato le dosi e, come ben si sa, i dosaggi sbagliati spesso sono letali. Cosa che sta regolarmente avvenendo. Cavaliere, adesso basta. Stacchi la spina. Bruno Ghigi e.mail CRISI PERFETTA/1 Aumentare i salari detassando il lavoro La classifica dei paesi Ocse relativa al salario annuo medio percepito vede l'Italia posizionata in basso dopo Austria, Francia, Belgio e Spagna. Per migliorare sarebbe necessario rendere meno rilevante il peso del lavoro pubblico intervenendo sugli organici statali se poco produttivi. Per quanto riguarda invece il lavoro privato sarebbe opportuno ridurre i prelievi fiscali ai lavoratori e agli imprenditori. Renato Invernizzi e.mail CRISI PERFETTA/2 Due proposte per risparmiare Propongo due riforme semplici: portabilità dell'a s s i c urazione del veicolo come avviene negli Stati Uniti e abolizione della data valuta su assegni e cambiali, per cui vale non la data apposta sull'assegno, ma il momento della sua escussione presso la banca del debitore e contestuale accredito al creditore. Il primo cambiamento porterebbe un notevole risparmio sia quando si affitta un'auto a noleggio, potendosi portare dietro la polizza dell'auto lasciata in garage. Ciò porterebbe a ridurre il numero di LA PIÈCE CONTESTATA Uno spettacolo che ci interroga Assensi e dissensi per lo spettacolo di Castellucci “Sul concetto di volto nel figlio di Dio”. La parola è forte, blasfema ma in grado di ricordare che siamo cristiani. Persino il male, per una chiara identificazione di sé, ha bisogno del bene. La più grande bestemmia della storia, di cui si celebra in questi giorni la giornata della memoria, si è consumata perché occhi ciechi non sapevano più cos'era il male. Maria Luisa Mazzocchi San Marino TV PUBBLICA La Littizzetto si metta i pantaloni Il monito Rai è incessante: bisogna pagare il canone. I nostri soldini andranno, fra l'altro, a foraggiare il solito teatrino di Sanremo. Un appello però alla signora Lai: metta un freno e un paio di pantaloni alla Littizzetto. Le piacerebbe essere accolta in qualsiasi ufficio da un'impiegata seduta alla scrivania, che le porgesse i moduli con la gonna all'inguine, magari con la frase: «Tenga questo modulo, e se non le va se lo infili nel c...o»? Daniela Portaluppi e.mail PRECISAZIONE Il sequestro di Mustang Grif In relazione alla notizia relativa al sequestro del cavallo Mustang Grif, vi invito a precisare, nell'interesse del sig. Iozzino Francesco, quanto segue. Mustang Grif fu sequestrato perché ritenuto oggetto di riciclaggio, la Corte di Cassazione, in data 15/6/2010, ne ha ordinato la restituzione al legittimo proprietario essendo insussistenti le ragioni del vincolo ablativo. Attualmente il cavallo corre e vince per la scuderia canadese New Blue Stars Company di M. Ricci della quale è socio al 50% il sig. Iozzino Francesco. Avv. Michele Alfano Nocera Inferiore (Sa) ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 5 0 7 -3 6 -2 -2 7 -3 -1 4 7 -2 -4 -2 1 -1 -4 4 -2 8 11 9 7 14 0 10 12 1 8 8 12 6 1 10 10 8 8 8 7 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: soleggiato, salvo addensamenti su Alpi confinali e Levante Ligure, senza fenomeni. Temperature in calo, massime tra 6 e 11. CENTRO: residui fenomeni sulle Adriatiche specie Abruzzo, nevosi a quote collinari e in attenuazione serale; variabile in Sardegna. Bel tempo sulle Tirreniche. Temperature in calo, massime tra 7 e 12, superiori in Sardegna. SUD: instabile con piogge e temporali sparsi; neve in Appennino sin verso 4-800m, anche più in basso tra Molise e Puglia. Temperature in calo, massime tra 8 e 13. NORD: bel tempo, salvo addensamenti sulla Liguria con pioviggini notturne; nubi in aumento serale anche sulla Valpadana ma senza fenomeni. Temperature stabili, massime tra 6 e 11. CENTRO: bel tempo, salvo nubi in aumento su Sardegna e Toscana nord occidentale. Temperature in lieve ascesa ad Est, massime tra 6 e 11, superiori in Sardegna. SUD: residui fenomeni su messinese, dorsale e Puglia, nevosi a quote collinari, ma in attenuazione; ampie schiarite altrove. Temperature in ulteriore calo, massime tra 7 e 12. NORD: nubi in lento aumento da Ovest con qualche pioviggine in Liguria; la notte lievi nevicate fino a bassa quota sul Piemonte. Temperature in lieve calo ad Ovest, massime tra 5 e 10. CENTRO: bel tempo prevalente salvo nubi alte e stratiformi in aumento serale. Qualche piovasco in arrivo su Gallura e Versilia. Temperature stabili, massime tra 6 e 11, superiori in Sardegna. SUD: soleggiato con qualche banco nuvoloso di passaggio e strati alti anche spessi dalla sera. Temperature in ascesa, massime tra 8 e 13. Su polizze stipulate sulla base del principio che ogni conducente può guidare al massimo un'auto per volta. Il secondo cambiamento invece toglierebbe un costoso balzello a danno sia del debitore, che si trova prelevato l'ammontare alla data della valuta, sia del creditore, che si vede accreditato l'ammontare spesso vari giorni dopo il prelievo dal conto dell'altro. Francesco Pignataro e.mail CENTRODESTRA/1 Il Pdl ha perduto la sua anima Il Pdl alle prossime consultazioni elettorali rischia di subire una grossa batosta. Il calo dei consensi coincide con una perdita di identità di un movimento che nacque sotto il segno del cambiamento e dell'innovazione. Oggi purtroppo il Pdl sembra aver smarrito la sua forza e l'entusiasmo degli inizi e gli elettori sempre più spesso non si riconoscono in un partito che forse ha perduto il suo vero volto, l'anima vitale che lo aveva fatto irrompere sulla scena politica suscitando grande scalpore e curiosità. Rita Muscardin e.mail CENTRODESTRA/2 Spero che Silvio lasci la politica Silvio, torna a bordo delle tue aziende che ti hanno procurato ricchezza e successo. Lascia la politica per il tuo bene e quello dei tuoi cari. La politica non fa per te. Ti manca la furbizia e la cattiveria. Lorenzo Pilli Verbania CHIESA Bagnasco antievasori è un po' ridicolo Bagnasco: «La Chiesa non chiede privilegi, se evade le tasse compie un peccato». Il cardinale non va preso sempre sul serio, come lui ci sono i don Gallo. Vittorio Mazzucato e.mail
Mercoledì 25 gennaio 2012 OPINIONI NUOVE Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all'estero: CH Fr. 3.00 / MC & F 2.00 / SLO 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR ( FONDATORE VITTORIO FELTRI DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO A COLPI DI FORCONI ANNO XLVII NUMERO 21 EURO 1,20 Incredibile Cgil: attacca chi sciopera di FAUSTO CARIOTI a pagina 5 UN PAESE IN OSTAGGIO Il blocco dei Tir comincia a far sentire i suoi effetti: distributori senza benzina, nei negozi scarseggiano i prodotti. Il governo fa la voce grossa ma non interviene. E la protesta continua di SANDRO IACOMETTI eANDREA SCAGLIA I blocchi ai caselli autostradali da parte degli autotrasportatori proseguono, mentre il premier Monti e il ministro dell'Interno Cancellieri rimarcano che «faremo rispettare la legalità». Nelle città si registrano già problemi in ordine agli approvvigionamenti di benzina e alimentari. Ma i camionisti insistono: «Gasolio a tariffa agevolata come agricoltori e pescatori e lotta alla concorrenza sleale degli autisti stranieri sottopagati». alle pagine 2-4 Corruzione e vendette in Vaticano La cacciata del prete mangiapreti La stampa tedesca: italiani tutti così Capitan Codardo ammette la fuga di MARTINO CERVO Mano sul cuore: qualcuno si è stupito che la camionista che ha trascinato e schiacciato sotto le ruote il povero collega Massimo Crepaldi fosse tedesca, vista l'attuale congiuntura economica? A usare la logica dello Spiegel, gli editoriali dei giornali italiani di oggi sulla protesta degli autotrasportatori dovrebbero cominciare così, facendo il verso a Jan Fleischhauer, penna del noto giornale tedesco che ieri si è esibita, sull'edi zione online, in un commento sull'inevitabilità antropologica tipicamente italiana del comandante Schettino. Il quale giusto ieri - stando alle intercettazioni pubblicate con altro vezzo molto italiano - ha fornito nuove motivazioni per farsi ben volere («La nave si è inclinata, (...) segue a pagina 15 ANDREA MORIGI a pagina 15 di GIANLUIGI NUZZI «Beatissimo Padre, un mio trasferimento in questo momento provocherebbe smarrimento e scoramento in quanti hanno creduto fosse possibile risanare tante situazioni di corruzione e prevaricazione da tempo radicate nella gestione delle diverse Direzioni (del governatorato, l'amministrazione vaticana, nda)». È il 27 marzo del 2011. A rivolgersi in termini così drammatici direttamente a Benedetto XVI, denunciando privilegi, corrutele e zone opache Oltretevere, è un sacerdote di primo piano. Carlo Maria Viganò, un monsignore che viene incaricato nell'estate del 2009 su fiducia del Santo Padre a controllare tutti gli appalti e le forniture del Vaticano. La sua opera di tagli e pulizia dà fastidio. Tanto che finisce vittima (...) segue a pagina 19 IN QUESTO MODO SI UCCIDE LA DEMOCRAZIA A FARLA SECCA CI PENSANO GIÀ I SINDACATI di GIAMPIERO MUGHINI Figuriamoci se sono imbecille al cubo da pensare che la categoria professionale degli autotrasportatori è fatta da «brutti, sporchi e cattivi». Figuriamoci se non capisco «le ragioni dei forconi», come invitava a fare Andrea Scaglia sul Libero di ieri. Il gasolio alle stelle, l'impen nata dei pedaggi autostradali, le loro fatture saldate alle calende greche, certo che tanti autotrasportatori sono con l'acqua alla gola. E con tutto questo, il punto dolente è altrove. Molti di voi che mi leggete non erano nati, ma il collasso della democrazia cilena nacque da uno sciopero ostinato e violento degli autotrasportatori in un Paese che si estende in verticale esattamente come l'Italia. Il Cile dov'era allora capo del governo (...) segue a pagina 3 di MAURIZIO BELPIETRO Caro Giampiero, è facile prendersela con i camionisti. Innanzitutto perché non sono simpatici. A chiunque è capitato di trovarsi alle spalle un bisonte che corresse troppo e pretendesse con prepotenza la strada libera. Oppure un Tir che procedendo piano costringesse tutti a viaggiare a passo di lumaca. Troppo grandi quei mezzi per la nostra rete stradale, troppo impari il confronto con le utilitarie. E poi, come tu ricordi, c'è quel che accadde in Cile quarant'anni fa, quando la protesta del sindacato trasportatori bloccò il paese e fece precipitare lo stato guidato da Salvador Allende nel buio della dittatura di Augusto Pinochet. È naturale dunque che nessuno guardi con favore la protesta dei camionisti. A chi fa piacere rimanere ore (...) segue a pagina 3 di FILIPPO FACCI Persino Di Pietro si è laureato prima dei 28 anni: la cosa dovrebbe tagliare la testa al bisonte prima che la taglino anche a Michel Martone, viceministro del Lavoro secondo il quale un 28enne non ancora laureato è spesso «uno sfigato», come avrete straletto. (...) Dalla parte di Martone Quegli studenti vecchi e sfigati segue a pagina 6 di MARIA G. MAGLIE Passera for president. Per fare che cosa, con quale programma, progetto e, se si può non considerarla una parolaccia, quale ideale, in una società non pret a porter, per un Paese che di scelte (...) Il suicidio dei partiti La politica finisce nel nido di Passera segue a pagina 10 di FRANCESCO SPECCHIA Proprio non ce lo vediamo tornarsene a fare il programmatore elettronico il Flavio Tosi, l'uomo del 61% dei suffragi, il pioniere dei maroniani, il sindaco veronese che intercetta in tutt'Italia più consensi trasversali della (con tutto il rispetto) vecchia Dc (...) Il delfino del delfino Tosi il rottamatore sfida Lega e Bossi segue a pagina 13 La Fornero si rimangia la cosa giusta Terrorizzata dalla Camusso di MASSIMO DE' MANZONI a pagina 7 +?!"!#!?!, SISTEMA Mai più cambio pila
3Mercoledì 25 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it BERSAGLI È troppo facile prendersela coi padroncini, che stanno sulla strada a lavorare quindici ore al giorno ma alle spalle non hanno migliaia di iscritti... l'Italia in ostaggio Le ragioni dei cittadini La protesta selvaggia uccide la democrazia I torti del Paese Macché, a farla secca è l'arroganza dei sindacati (...) il socialista Salvador Allende. A buttar giù la democrazia cilena e permettere a un ufficiale risoluto, Augusto Pinochet, di detenere un potere assoluto e sfrenato per poco meno di vent'anni, non fu o non fu essenzialmente la Cia o un governo americano che pur vedeva come il fumo negli occhi il governo di Unidad Popular. Fu lo sciopero dei trasportatori, l'inflazione a due cifre, le donne cilene scese per strada a sferragliare le loro pentole perché il costo della vita era divenuto insopportabile. Il Cile rimase per un tempo sul ciglio del burrone, poi ci cadde dentro. Non voglio fare paragoni grotteschi, ma la democrazia italiana è sul ciglio del burrone se è vero che alcune migliaia di persone possono inscenare con tutta facilità una protesta che spezza le ginocchia alla rete viaria del Paese, che costringe fabbriche importanti a giorni e giorni di chiusura, che mette a rischio il rifornimento di merci e cibo per tutti. Qui la libertà di sciopero non c'entra nemmeno un po', e c'entra sino a un certo punto che gli autotrasportatori hanno le loro ragioni e che quelle ragioni vanno senz'altro ascoltate e soppesate. Nella tregenda che stiamo vivendo, sono in tanti ad avere le loro ragioni. Ce le hanno eccome i tassisti, e del resto credo di essere stato il primo a difenderli sulle pagine di questo giornale. Ce le hanno quelli che sono nati nel 1952, ai quali la recente riforma delle pensioni allunga di tre o quattro anni secchi il tempo di lavoro prima di incassare il loro primo assegno pensionistico. Ce le hanno gli edicolanti, che si alzano ogni mattina alle 5.30 e ai quali la diminuita vendita dei giornali ha ridotto del 30-40 per cento le entrate mensili. E così via. Ho incontrato l'altra sera un amico che scrive sui giornali, il quale mi ha detto che adesso lo pagano un quarto di qualche anno fa. Siamo tutti con l'acqua alla gola. Cosa diversa è se ad essere presa alla gola è la nostra democrazia, l'idea di vivere in un Paese dalle regole certe e condivise, l'idea che non siamo nella giungla dove chi è più forte e più grosso si mangia in un sol boccone chi è più piccolo. Più forte e più grosso di un Tir, impossibile. Ho sufficienti capelli bianchi per ricordarmi sono passati più di vent'anni - quando negli Usa i controllori di volo fecero uno sciopero prolungato che bloccò i cieli degli States. Ronald Reagan, che era in quel momento al massimo del suo fulgore politico, li licenziò tutti. Noi che non eravamo né fascisti né reazionari né avversi alle ragioni dei lavoratori, lo applaudimmo. Lavoravo allora all'Europeo, che era un settimanale tutt'affatto democratico e abbastanza di sinistra, e intervistai un intellettuale socialista di punta, Piero Melograni. Il quale diede ragione a Reagan. La democrazia non è un regalo del destino, non è che sia accettata dai più perché hanno letto Montesquieu. La democrazia funziona se i più si vedono garantita dalla democrazia i modi del loro lavoro, i loro viaggi e i loro spostamenti, l'ora in cui rientrare in casa e ritrovare la famiglia, l'approvvigionamento dei loro beni essenziali, il fatto che al tuo vicino di casa viene impedito di divorarti. È semplice. Quando tutto questo non funziona più, perché le pompe di benzina sono chiuse, perché i Tir sono in mezzo all'autostra da ad ostruirla, perché quando sbarchi all'aeroporto per andare a un appuntamento di lavoro non c'è un'auto bianca su cui montare, a quel punto la democrazia diventa una parola vuota. L'idea stessa della democrazia diventa un valore vuoto, spento, che non dice più niente alla gran maggioranza della popolazione. Mi direte che non c'è in Italia alcun Pinochet all'orizzonte a minacciare la democrazia. Mi direte che è stato da stupidi aizzare il can che dorme, ovvero i tassisti come categoria, e come se davvero le sorti dell'Italia 2012 dipendessero da 100 o 500 licenze di taxi in più a Roma o a Milano. Sono d'accordo con voi. L'importante è che voi siate d'accordo con me sul fatto che in questo nostro Paese sciamannato e derelitto non possiamo continuare a scherzare con il fuoco. Ciascuno ha diritto alla protesta. Nessuno ha il diritto alla prepotenza più sfrenata. “ .  A buttar giù la democrazia cilena e permettere a Pinochet di detenere un potere assoluto, non fu essenzialmente la Cia ma lo sciopero dei trasportatori (...) dentro una macchina in attesa che l'ingorgo provocato dalle manifestazioni dei guidatori di Tir si sciolga? Chi può essere così pazzo da guardare con benevolenza il ritardo che si accumula e ti costringe ad arrivare in ufficio fuori tempo massimo? E tralascio i disagi economici provocati dalla penuria di benzina e dalla carenza di materie prime destinate alla produzione o al consumo. Insomma, da qualsiasi parte la si guardi, ci sono buone ragioni per stramaledireil bloccodei camionistie guardarecon preoccupazione il loro testardo e solitario sciopero. Hai ragione tu, caro Giampiero, quando scrivi che ognuno ha diritto alla protesta, ma nessuno ha il diritto alla prepotenza. Però, amico mio, il discorso deve valere per tutti, non solo per chi sta alla guida di un automezzo pesante ed è imprenditore di se stesso, senza sindacati e Susanne Camusso che lo difendano. Facile prendersela con i padroncini che stanno sulla strada quindici ore al giorno e si ammazzano di fatica attraversando l'Italia. Quelli non hanno dietro migliaia di iscritti, pensionanti o non. Al massimo hanno qualche bocca da sfamare, ma portarli in piazza, fosse anche quella di Palazzo Chigi, non suscita l'interesse di nessuno. Vedi, caro Mughini, se la regola che vieta di bloccare tangenziali, aeroporti e linee ferroviarie valesse per chiunque protesti, io sarei d'accordo con te a chiedere l'im mediata liberazione delle strade e la punizione dei responsabili della paralisi. Ma così non è. Sono almeno quarant'anni che il Paese si blocca ad ogni protesta di categoria o per qualche crisi aziendale. Avevo vent'anni ed ero alle prime armi come cronista sindacale quando gli operai di una fabbrica di elettrodomestici bloccarono prima la statale e poi la ferrovia Milano-Venezia. Guidati dai rappresentanti della Flm contestavano i licenziamenti. Ma cosa c'entravano gli automobilisti diretti a Milano e i passeggeri dei treni con quel che era successo in un'azienda in provincia di Brescia? Perché dovevano sopportare disagi se una fabbrica a loro sconosciuta era in crisi? Che colpa avevano le centinaia di passeggeri che il 5 gennaio scorso, a Genova, non hanno potuto prendere l'aereo che avevano prenotato perché gli operai della Fincantieri hanno occupato lo scalo? Bambini e anziani cui, come riferito da Repubblica, è stato impedito di prendere il volo, costretti ad aspettare ore per un problema - il rischio della perdita di posti di lavoro - che non li riguardava e per la cui soluzione non avrebbero mai potuto fare niente. Per anni in questo Paese abbiamo assistito a blocchi, anche ripetuti, della circolazione. Eppure nessuno ha avuto nulla da eccepire. Nessuno ha torto un capello agli organizzatori e, soprattutto, nessuno ha rimborsato i viaggiatori danneggiati. Quando ci fu la chiusura dell'Alfa Romeo di Arese, per mesi ci furono blocchi sull'Autostrada dei laghi, l'arteria che collega la Lombardia alla Svizzera e al Nord Europa. Qualcuno ripagò automobilisti e autotrasportatori? Non mi risulta. E allora perché prendersela con i camionisti ora? Se per quarant'anni i governi di ogni colore hanno lasciato dilagare le proteste, consentendo blocchi stradali per le discariche e le opere pubbliche, adesso di che ci lamentiamo? Se ogni categoria si sente legittimata a fermare il Paese a difesa dei propri interessi , è perché chi ha o ha avuto la responsabilità di garantire l'ordine pubblico glielo ha lasciato fare. Nel 2007, regnante Romano Prodi, i Tir fecero esattamente ciò che stanno facendo oggi, scatenando il caos sulle autostrade. Ma pur avendo paralizzato l'Italia nessuno pagò. Come vedi, caro Giampiero, mi tengo alla larga dalle motivazioni che hanno provocato la protesta. L'aumento dei prezzi del gasolio (+ 54 % in quattro anni secondo la Cgia di Mestre), dei pedaggi autostradali (+16,7) e delle assicurazioni (+40). Adesso va di moda liberalizzare, ma facendo pagare il conto sempre ad altri. Il problema è che se siamo con l'acqua alla gola come tu dici, è perché in queste Paese c'è sempre stato un certo strabismo, che ha portato a far rispettare le regole con molte eccezioni. Se si vuole evitare di affogare è però ora che il rigore valga per chiunque. Operai e padroncini, tassisti e farmacisti, avvocati e professionisti. Tutti uguali, nessun prepotente escluso davanti alla legge. Non i sindacati. Ma neppure le banche e le assicurazioni. maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it “ .  Per anni abbiamo assistito a blocchi della circolazione. E nessuno ha avuto nulla da eccepire. Nessuno ha torto un capello agli organizzatori ::: segue dalla prima GIAMPIERO MUGHINI . ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO . SENZA TREGUA I primi a fare le spese delle proteste dei tir sono i produttori agricoli. Per Coldiretti il blocco farà finire nella spazzatura, tra latte, fiori, frutta e verdura, una quantità di prodotti alimentari che si aggira sui 50 milioni di euro al giorno. Ansa
23Mercoledì 25 gennaio 2012 A ACEA 4,512 4,2 4,4278 4,288 4,986 -7,69 19/12/11 960,9 ACEGAS-APS 3,696 4,11 3,5731 3,294 3,696 12,75 11/07/11 203,2 ACOTEL GROUP 18,99 0,48 18,4871 17 19,4 -2,62 26/05/03 79,2 ACQUE POTABILI 0,68 -2,86 0,683 0,64 0,732 -4,9 02/05/06 24,5 ACSM 0,63 -0,63 0,6399 0,619 0,657 -3,15 04/07/11 48,3 AEDES 0,0572 -1,38 0,0576 0,0554 0,0652 -6,38 07/05/07 41,7 AEDES 09-2014 W 0,0066 -2,94 0,0067 0,0065 0,01 -25,84 07/05/07 41,7 AEFFE 0,594 -1,98 0,6023 0,568 0,64 1,11 18/05/09 63,8 AEGON 3,792 -2,32 3,7881 3,074 3,882 21 25/04/08 598,5 AEROPORTO DI FIRENZE 9,015 3,03 9,2402 8,45 10 -9,76 09/05/11 81,4 AGEAS 1,419 -2,94 1,4261 1,201 1,462 18,55 02/05/08 3.337 AHOLD KON 10,33 - 10,3043 9,65 10,33 7,05 26/04/11 1.231,2 AICON 0,122 - 0,122 0,122 0,122 - 13,3 ALCATEL-LUCENT 1,494 -4,23 1,4933 1,228 1,56 23,47 04/06/07 3.462,4 ALERION 3,922 1,03 3,8938 3,858 4,29 -5,04 18/04/11 172,6 ALLIANZ 85 -0,47 84,5335 72,3 85,4 15,8 05/05/11 38.581,5 AMBROMOBIL 14 W - - - - - - 05/05/11 38.581,5 AMPLIFON 3,384 -2,48 3,4014 3,096 3,47 3,42 09/05/11 748,2 ANSALDO STS 7,28 -0,55 7,2486 7,275 7,53 -1,02 23/05/11 1.019,2 ANTICHI PELLETTIERI 0,1648 -0,12 0,1627 0,1648 0,2055 -18,54 26/05/08 7,5 APULIA PRONTOP 0,2978 -0,37 0,2975 0,2952 0,299 0,68 27/04/09 70,3 ARENA 0,0057 -1,72 0,0056 0,005 0,0059 1,79 24/07/00 10,1 ARKIMEDICA 0,0912 -4,6 0,0925 0,079 0,105 11,22 7,9 ASCOPIAVE 1,421 0,35 1,4145 1,365 1,432 5,18 09/05/11 333,1 ASTALDI 5,03 -2,71 5,0478 4,876 5,22 1,62 02/05/11 495,1 ATLANTIA 12,25 -1,29 12,2231 11,53 12,82 -0,97 21/11/11 7.721,3 AUTOGRILL 8,25 -0,66 8,2565 7,465 8,305 9,42 23/05/11 2.098,8 AUTOS MERIDIONALI 15,79 -0,06 15,7174 15,39 16,63 -4,48 18/04/11 69,1 AUTOSTR TO-MI 7,225 -0,34 7,2446 6,805 7,78 -3,47 14/11/11 635,8 AXA 12,26 2,17 11,9087 9,58 12,26 21,39 29/04/11 25.613,1 AZIMUT 6,41 1,67 6,3254 5,5 6,41 3,47 23/05/11 918,3 A2A 0,7085 1,58 0,7001 0,6935 0,7655 -2,48 21/11/11 2.219,7 B B CARIGE 1,555 1,63 1,5266 1,412 1,555 5,07 23/05/11 2.780,1 B CARIGE RSP 1,95 -0,51 1,9484 1,91 1,99 0,52 23/05/11 339,9 B DESIO BRIA RSP 2,654 -0,23 2,6307 2,4 2,66 13,42 02/05/11 35 B DESIO E BRIANZA 2,85 1,06 2,8361 2,76 2,998 -4,04 02/05/11 333,5 B IFIS 3,908 -0,31 3,9077 3,678 4,01 -2,3 09/05/11 210,3 B INTERMOBILIARE 2,848 -1,45 2,8695 2,75 2,89 2,08 05/05/08 444,9 B M.PASCHI SIENA 0,2719 3,66 0,2666 0,197 0,2719 7,94 18/05/09 2.948,5 B P DI SONDRIO 6,65 -2,13 6,6199 6,045 6,795 7,09 18/04/11 2.049,2 B P EMILIA ROMAGNA 6,09 -0,33 6,0442 4,898 6,11 10,13 26/04/11 2.026,3 B POP ETRURIA E LAZIO 1,2 -0,41 1,2046 0,961 1,205 6,86 11/05/09 90,3 B POP MILANO 0,391 0,93 0,3845 0,253 0,391 27,53 23/05/11 1.262,8 B POP SPOLETO 1,69 -0,88 1,7507 1,678 1,84 -5,16 09/05/11 50,3 B PROFILO 0,273 1,87 0,2704 0,24 0,273 11,43 09/05/11 184,8 B SANTANDER 5,99 - 5,9645 5,425 6,025 2,57 16/01/12 53.365,2 B SARDEGNA RSP 6,155 3,27 6,0954 5,685 7,455 -16,82 02/05/11 40,6 BANCA GENERALI 8,365 3,27 8,2057 6,54 8,365 16,18 16/05/11 934,2 BANCO POPOLARE 1,061 1,43 1,0496 0,8295 1,061 6,1 23/05/11 1.871,3 BASF 58,4 -0,51 58,6981 55,15 59,2 9,06 09/05/11 53.910,7 BASICNET 1,985 -0,85 1,9882 1,892 2,14 -6,54 13/06/11 121,1 BASTOGI 0,872 -0,63 0,876 0,861 0,98 -9,12 15,5 BAYER 53,15 -0,09 53,2 50,7 54,9 8,91 02/05/11 40.624,8 BB BIOTECH 56,7 -0,53 56,7713 50,8 57 11,18 23/03/11 930 B&C SPEAKERS 2,842 - 2,8403 2,766 2,906 -2,2 03/05/10 31,3 BCA FINNAT 0,2979 -0,7 0,2939 0,2741 0,3 3,47 23/05/11 108,1 BEE TEAM 0,294 -3,29 0,2897 0,2726 0,31 -2 06/05/02 20,3 BEGHELLI 0,4446 0,02 0,4393 0,4306 0,458 -0,98 23/05/11 88,9 BENETTON 3,272 -1,51 3,2946 2,84 3,322 10,77 23/05/11 597,7 BENI STABILI 0,362 0,56 0,3625 0,305 0,362 4,68 09/05/11 693,7 BEST UNION COMPANY 1,17 - 1,17 1,17 1,18 4,46 10,9 BIALETTI INDUSTRIE 0,2734 -5,72 0,276 0,2407 0,291 7,22 20,5 BIANCAMANO 1,35 -1,82 1,3642 1,267 1,375 0,37 04/07/11 45,9 BIESSE 3,514 -0,73 3,4914 2,75 3,54 23,04 12/05/08 96,3 BIOERA 0,408 3,29 0,4065 0,39 0,4349 -6,21 26/05/08 14,7 BMW 63 -1,1 62,9343 53,2 63,85 22,45 13/05/11 37.925,7 BNP PARIBAS 35,31 -2,46 35,3559 27,77 36,2 16,53 20/05/11 32.206,1 BOERO 20,9 - 20,9 20 21 -0,48 26/04/10 90,7 BOLZONI 1,89 -0,47 1,8701 1,87 1,919 -1,05 18/05/09 49,1 BON FERRARESI 19,31 0,31 19,3614 19,02 19,73 -1,48 23/05/11 108,6 BORGOSESIA 0,87 - 0,87 0,82 0,898 - 19/08/81 39,1 BORGOSESIA RSP 1,36 - 1,358 1,318 1,36 3,19 04/02/08 1,2 BPM 09-13 W 0,1849 2,72 0,1866 0,135 0,1849 31,13 04/02/08 1,2 BREMBO 8,06 -2,77 8,0366 6,835 8,29 21,75 09/05/11 538,3 BRIOSCHI 0,08 -1,36 0,0797 0,08 0,0921 -3,61 19/05/03 63 BUONGIORNO 1,106 -0,36 1,1159 0,976 1,11 8,01 117,7 BUZZI UNICEM 8,33 - 8,2181 6,875 8,33 23,22 24/05/10 1.377,4 BUZZI UNICEM RSP 4,072 -0,83 4,0568 3,378 4,138 19,76 23/05/11 165,8 C CAD IT 3,35 1,52 3,3735 2,962 3,412 4,04 10/05/10 30,1 CAIRO COMMUNICATION 2,91 1,04 2,8836 2,794 2,93 3,71 19/12/11 228 CALEFFI 1,598 5,13 1,5611 1,481 1,598 1,27 17/05/10 20 CALTAGIRONE 1,307 -0,08 1,307 1,27 1,397 -5,97 23/05/11 157 CALTAGIRONE EDITORE 0,86 -2,82 0,8592 0,8195 0,935 -10,42 23/05/11 107,5 CAMFIN 0,2465 -2,22 0,2472 0,215 0,2521 9,31 19/05/08 193,2 CAMPARI 5,13 0,88 5,115 5,085 5,365 -0,29 23/05/11 2.979,5 CAPE LIVE 0,076 - 0,0763 0,0697 0,09 16,92 3,9 CARRARO 1,788 1,36 1,7689 1,386 1,788 20,97 05/05/08 82,2 CARREFOUR 17,5 - 17,0025 16,31 18,08 0,57 07/05/10 12.335,8 CATTOLICA ASSICURAZIONI 14,74 -0,41 14,7449 14,09 14,8 2,08 09/05/11 797,3 CDC 0,9 - 0,8897 0,8965 0,96 -3,28 25/07/11 11 CELL THERAPEUTICS 1,055 -6,88 1,0715 0,84 1,133 24,04 239,1 CEMBRE 6,23 -0,64 6,2667 5,395 6,27 14,31 16/05/11 105,9 CEMENTIR HOLDING 1,747 1,57 1,7234 1,499 1,747 9,87 23/05/11 278 CENTRALE DEL LATTE TO 1,67 1,83 1,6788 1,64 1,764 -3,75 05/05/08 16,7 CHL 0,081 1,25 0,0801 0,074 0,0825 3,05 13,2 CIA 0,2411 -0,17 0,2321 0,24 0,2578 -6 11/05/09 22,3 CICCOLELLA 0,256 6,4 0,2512 0,2406 0,3099 -17,39 21/05/01 46,2 CIR 1,226 -1,61 1,2174 1,175 1,295 -0,81 23/05/11 972,6 CLASS EDITORI 0,221 0,45 0,2247 0,217 0,26 -13,33 10/05/10 23,3 COBRA 0,3226 -3,7 0,3297 0,2976 0,36 4,74 13,1 COFIDE 0,55 - 0,5473 0,53 0,608 -1,26 23/05/11 395,6 COGEME SET 0,0481 - 0,0487 0,044 0,0512 -3,8 3 CONAFI PRESTITO' 0,5865 -0,59 0,5782 0,566 0,604 -2,9 10/05/11 27,3 CR ARTIGIANO 0,85 -1,85 0,8688 0,7995 0,866 3,16 26/04/11 331,6 CR BERGAMASCO 19,3 -0,62 19,3754 18,91 19,65 -1,48 02/05/11 1.191,3 CR VALTELLINESE 1,942 -0,31 1,9598 1,688 1,948 10,97 26/04/11 524,7 CREDEM 3,16 6,11 3,1562 2,316 3,16 14,91 16/05/11 1.050,4 CREDIT AGRICOLE 4,96 -5,61 4,9769 4,04 5,255 15,78 20/06/11 11.042,7 CRESPI 0,0299 2,75 0,0295 0,0275 0,038 6,41 19/05/03 4,8 CREVAL 2014 W 0,0739 -7,63 0,0741 0,061 0,08 -0,81 19/05/03 4,8 CSP INTERNATIONAL 0,75 3,09 0,7315 0,7105 0,77 1,42 06/06/11 24,9 D DADA 2,31 -4,47 2,3072 2,08 2,418 8,55 37,4 DAIMLER 41,15 -2,65 40,9292 35,13 42,27 22,4 14/04/11 39.692,4 DAMIANI 0,81 1,25 0,8087 0,7735 0,9395 -11,91 66,9 D'AMICO 0,4978 2,22 0,4844 0,4375 0,4978 12,12 27/04/09 74,6 DANIELI & C 18,76 0,54 18,4975 16,19 18,76 15,02 07/11/11 766,9 DANIELI & C RSP 9,615 0,37 9,5536 8,35 9,615 16,62 07/11/11 388,7 DANONE 47,54 0,51 47,409 47,04 49,5 1,56 10/05/11 24.426,2 DATALOGIC 5,775 -0,26 5,7645 5,65 5,83 0,43 02/05/11 337,5 DEA CAPITAL 1,35 -2,53 1,3544 1,299 1,4 1,5 413,9 DELCLIMA 0,5845 -2,58 0,5819 0,44 0,975 - 87,4 DE'LONGHI 7,3 -0,21 7,3216 6,26 7,315 18,12 26/04/11 1.091,4 DEUTSCHE BANK 32,81 -2,47 32,556 26,16 33,64 12,06 27/05/11 18.729,9 DEUTSCHE TELEKOM 8,72 -0,34 8,6816 8,72 9,23 -1,97 13/05/11 38.030,7 DIASORIN 21,5 -0,19 21,5978 18,56 21,54 10,31 20/06/11 1.197,5 DIGITAL BROS 1,36 0,67 1,3579 1,28 1,36 7,42 08/12/08 19,2 DMAIL GROUP 2,8 11,55 2,5663 1,304 2,8 112,12 19/05/08 21,4 E EDISON 0,8305 1,22 0,8291 0,812 0,8305 1,28 12/04/10 4.302,9 EDISON RSP 0,804 1,52 0,8028 0,78 0,816 -0,37 12/04/10 88,9 EEMS 0,59 2,52 0,5807 0,5585 0,64 -5,45 25,7 EI TOWERS 17,11 - 16,9745 15,46 18,75 -8,99 483,6 EL EN 10,34 - 10,2142 9,93 10,93 3,4 23/05/11 49,9 ELICA 0,7345 -1,01 0,7454 0,691 0,802 -5,41 23/05/11 46,5 EMAK 0,535 5,73 0,5306 0,49 0,535 8,96 06/06/11 87,7 ENEL 3,09 1,58 3,0729 3,042 3,248 -1,72 21/11/11 29.056,4 ENEL GREEN POWER 1,532 0,39 1,5192 1,526 1,657 -5,08 23/05/11 7.660 ENERVIT 1,865 -1,84 1,8938 1,863 1,98 -1,84 23/05/11 33,2 ENGINEERING 22,5 -0,88 22,3542 22,11 22,85 1,49 13/06/11 281,3 ENI 17,28 - 17,1757 16,2 17,28 7,93 19/09/11 69.212,6 E.ON 15,96 0,5 16,0123 15,88 17,55 -0,93 07/05/09 31.936 ERG 8,47 -1,22 8,5707 8,16 8,81 -3,53 23/05/11 1.273,2 ERGYCAPIT 16 W 0,0602 -8,79 0,0619 0,0602 0,092 -36,63 23/05/11 1.273,2 ERGYCAPITAL 0,1875 -1,32 0,1884 0,1875 0,2747 -30,91 17,8 ESPRESSO 1,048 -0,95 1,0462 0,977 1,116 -3,76 23/05/11 429,9 ESPRINET 3,208 1,84 3,1558 2,708 3,208 22,54 02/05/11 168,1 EUROTECH 1,316 1,15 1,3083 1,167 1,36 0,46 46,7 EXOR 17,53 -0,9 17,5502 15,27 17,69 12,73 23/05/11 2.809,3 EXOR PRV 15,85 -0,94 15,9235 14,14 16 12,73 23/05/11 1.217,3 EXOR RSP 14,99 1,35 14,9623 13,15 14,99 16,11 23/05/11 137,4 EXPRIVIA 0,641 -2,14 0,6461 0,641 0,695 -3,03 02/05/11 33,3 F FALCK RENEWABLES 0,7825 1,62 0,7689 0,721 0,8715 -7,89 23/05/11 228 FIAT 4,574 1,73 4,557 3,71 4,574 28,85 18/04/11 4.997,9 FIAT INDUSTRIAL 7,95 -1,85 7,9423 6,8 8,1 20 8.684 FIAT INDUSTRIAL PRV 5,5 -1,52 5,51 4,672 5,585 20,35 568,1 FIAT INDUSTRIAL RSP 5,705 -1,89 5,7614 4,87 5,815 20,56 455,9 FIAT P 3,99 1,79 3,9848 3,23 3,99 29,88 18/04/11 412,1 FIAT RSP 4,242 2,96 4,1799 3,39 4,242 30,36 18/04/11 339 FIDIA 2,734 -2,36 2,6914 2,58 2,8 -2,01 20/05/02 14 FIERA MILANO 3,666 1,89 3,6432 3,426 3,684 2,75 04/05/09 154,5 FINMECCANICA 3,54 0,45 3,4968 2,76 3,54 23,86 23/05/11 2.046,7 FIRST CAPITAL 2013 W - - - - - - 23/05/11 2.046,7 FNM 0,27 -1,1 0,2708 0,27 0,3 -6,9 67,1 FONDIARIA SAI 0,69 2,22 0,684 0,5885 0,7915 11,29 24/05/10 253,3 FONDIARIA SAI RSP 0,4734 5,22 0,4596 0,3595 0,4769 38,66 24/05/10 60,4 FRANCE TELECOM SA 11,24 -1,75 11,3164 11,24 12,26 -5,31 10/06/11 29.385,3 FULLSIX 2,188 0,37 2,1192 2,142 2,228 -0,91 24,5 G GABETTI 0,0454 -2,58 0,046 0,0411 0,0527 -9,56 15/05/06 11,6 GABETTI 13 W 0,013 -18,75 0,013 0,012 0,016 -18,75 15/05/06 11,6 GAS PLUS 4,83 3,43 4,7649 4,67 5,1 -2,42 24/05/10 216,9 GDF SUEZ 20,56 0,83 20,6462 20,39 21,96 -2,05 04/05/11 45.101,3 GEFRAN 3,58 1,19 3,657 2,802 3,58 26,68 16/05/11 51,6 GEMINA 0,6015 1,95 0,6014 0,539 0,6095 0,84 18/06/07 883,7 GEMINA RSP 0,8035 - 0,7661 0,8 0,815 -1,41 18/05/09 3 GENERALI 12,42 0,24 12,3552 11,5 12,42 6,79 23/05/11 19.336,4 GEOX 2,4 -1,8 2,3915 2,024 2,444 10,7 23/05/11 622,1 GREENVISION 5,735 2,05 5,6752 5,615 5,89 2,59 25/05/09 33,6 GRUPPO MINERALI MAFFEI 4,08 - 4,079 4,04 4,1 0,84 24,5 H HERA 1,037 4,48 1,0122 0,9925 1,143 -5,98 06/06/11 1.156,3 I I GRANDI VIAGGI 0,715 2,29 0,6918 0,614 0,715 4,38 07/04/08 32,2 IGD 0,776 0,26 0,7804 0,67 0,776 4,94 23/05/11 240 IKF 10-14 W - - - - - - 23/05/11 240 IL SOLE 24 ORE 0,69 0,44 0,68 0,651 0,726 -1,99 28/04/08 29,9 IMA 14,15 1,07 14,118 13,17 14,15 7,03 23/05/11 521,1 IMMSI 0,5985 -3,31 0,6035 0,547 0,619 6,88 24/05/11 205,4 IMPREGILO 2,66 1,68 2,6471 2,35 2,66 11,3 18/07/11 1.070,5 IMPREGILO RSP 7,7 - 7,773 7,105 7,7 5,91 18/07/11 12,4 INDESIT 4,298 -2,18 4,2873 3,81 4,394 15,72 17/05/11 488,5 INDESIT RSP 3,8 4,97 3,8 3,62 4,176 -1,71 17/05/11 1,9 INDUSTRIA E INNOVAZIONE 1,6 6,67 1,5997 1,5 1,8 -11,11 37,5 ING GROEP 7,02 -1,27 7,0177 5,45 7,11 27,87 14/08/08 14.470,3 INTEK 0,3657 -2,48 0,3734 0,3615 0,39 3,74 20/06/11 47,7 INTEK R 0,69 - 0,6665 0,6845 0,71 -2,82 20/06/11 3,9 INTERPUMP 5,66 -0,09 5,6031 5,3 5,665 8,95 09/05/11 552,8 INTERPUMP 12 W 0,445 -7,83 0,4775 0,41 0,4828 -1,11 09/05/11 552,8 INTESA SANPAOLO 1,453 -0,21 1,4395 1,101 1,456 12,29 23/05/11 22.523,4 INTESA SANPAOLO RSP 1,131 0,53 1,1056 0,864 1,131 17,38 23/05/11 1.054,6 INV E SVIL 2012 W 0,0014 -6,67 0,0014 0,0014 0,0028 -30 23/05/11 1.054,6 INVEST E SVILUPPO 0,3268 -5 0,3335 0,3079 0,3856 -16,16 18/06/01 4,1 IRCE 1,88 -0,32 1,886 1,88 2,038 1,62 09/05/11 52,9 IREN 0,7 5,9 0,6893 0,661 0,7685 -3,78 23/05/11 827,2 ISAGRO 2,39 -0,17 2,3744 2,226 2,53 -4,25 16/05/11 41,9 IT WAY 1,24 10,71 1,2295 1,022 1,24 5,08 02/02/09 9,8 ITALCEMENTI 5,39 -1,19 5,3782 4,458 5,455 18,25 23/05/11 954,7 ITALCEMENTI RSP 2,15 -2,09 2,1615 1,847 2,196 10,26 23/05/11 226,7 ITALMOBILIARE 19,42 2,81 18,8395 14,86 19,42 33,38 06/06/11 430,8 ITALMOBILIARE RSP 11,43 2,33 11,1976 9,57 11,43 16,04 06/06/11 186,8 ITALY1 INVESTMENT 9,7 - 9,501 9,65 9,8 -1,02 145,5 ITALY1 W 0,59 - 0,5859 0,4699 0,61 22,92 145,5 J JUVENTUS FC 0,1499 -0,27 0,1498 0,1496 0,3073 -50,48 04/11/02 30,2 K KERSELF 1,5 -0,99 1,4992 1,475 1,671 -5,54 24/05/10 26,1 KINEXIA 0,891 1,42 0,8827 0,855 1,075 -13,07 17/07/91 19 KME GROUP 0,3139 -0,92 0,3141 0,3001 0,323 3,46 09/05/11 140,4 KME GROUP RSP 0,53 4,13 0,5142 0,475 0,53 10,69 09/05/11 23,2 KRE 09-12 W 0,002 -9,09 0,0021 0,002 0,0036 -20 09/05/11 23,2 K.R.ENERGY 0,0209 -1,42 0,0211 0,0187 0,023 10 66,1 L LA DORIA 1,639 -0,67 1,6207 1,624 1,709 -0,67 23/05/11 50,8 LANDI RENZO 1,57 6,8 1,5652 1,228 1,57 28,58 23/05/11 176,6 LAZIO S.S. 0,424 -0,21 0,4215 0,41 0,4715 -9,01 28,7 LE BUONE SOCIETA' 0,2215 -0,18 0,2215 0,2002 0,26 -11,4 29/04/02 2,4 L'OREAL 81,9 3,02 81,9 79,5 82 1,24 29/04/11 49.337,6 LOTTOMATICA 12,44 -0,08 12,395 11,28 12,45 7,15 24/05/10 2.141,4 LUXOTTICA GROUP 23,97 1,27 23,8361 21,76 23,97 10,46 23/05/11 11.202,4 LVMH 120,2 -0,17 120,1626 109 120,4 11,09 29/11/10 58.890,5 M MADE IN ITALY 1 W - - - - - - 29/11/10 58.890,5 MAIRE TECNIMONT 0,793 -4,63 0,8044 0,793 1,102 -20,02 16/05/11 255,7 MARCOLIN 3,35 2,89 3,3132 3,062 3,35 5,61 09/05/11 208,2 MARR 7,535 -2,02 7,5809 6,395 7,785 16,19 23/05/11 501,3 M&C 0,2 -1,96 0,201 0,1975 0,208 -0,2 94,8 MEDIACONTECH 1,37 - 1,3632 1,37 1,478 -5,45 22/04/02 25,4 MEDIASET 2,286 -1,3 2,2743 2,028 2,316 6,92 23/05/11 2.700,3 MEDIOBANCA 5,005 0,91 4,9722 3,824 5,005 12,57 21/11/11 4.310 MEDIOLANUM 3,254 0,87 3,218 2,768 3,26 8,18 21/11/11 2.387,8 MERIDIANA FLY 3,482 10,4 3,3488 3,1 5,565 -31,73 19,4 MERIDIE 0,08 9,74 0,0769 0,0729 0,0963 -13,98 4,1 MID INDUSTRY CAPITAL 9,05 0,72 9,105 8,85 9,445 -2,16 11/05/09 34,4 MILANO ASS 0,24 -0,46 0,2385 0,2118 0,251 6,81 26/04/10 442,2 MILANO ASS RSP 0,263 4,78 0,2557 0,183 0,263 44,9 26/04/10 26,9 MITTEL 1,62 4,18 1,5794 1,52 1,741 -3,57 28/02/11 142,4 MOLMED 0,4763 2,36 0,4756 0,4381 0,504 -0,06 100,3 MONDADORI 1,376 -1,5 1,3838 1,322 1,397 1,7 23/05/11 339,1 MONDO TV 2,358 -0,59 2,3573 2,29 2,8 -13,5 28/02/05 10,4 MONRIF 0,284 -5,65 0,2831 0,284 0,305 -1,53 22/05/06 42,6 MONTEFIBRE 0,0985 1,55 0,0998 0,094 0,1065 -9,72 20/05/02 12,8 MONTEFIBRE RSP 0,167 - 0,1669 0,16 0,1954 -14,14 19/05/03 4,3 MOVIEMAX 0,4986 -3,75 0,503 0,4955 0,588 2,13 10,3 MUNICH RE 98,5 -0,4 98,5 94,55 98,9 5,57 21/04/11 20.330,8 MUTUIONLINE 3,288 -1,85 3,2932 3,288 3,45 -3,52 02/05/11 129,9 N NICE 2,524 -0,55 2,4938 2,334 2,538 5,61 23/05/11 292,8 NOEMALIFE 4,92 0,41 4,92 4,9 5,3 -7,17 21,3 NOKIA CORPORATION 4,1 -6,31 4,1377 3,89 4,408 9,33 04/05/11 15.583,9 NOVA RE 1,09 - 1,09 1,09 1,09 - 04/06/07 14,7 O OLIDATA 0,275 -1,86 0,2802 0,2722 0,2998 -4,84 10/05/04 9,4 P PANARIAGROUP 0,96 -2,04 0,9601 0,948 0,98 -1,64 11/05/09 43,5 PARMALAT 1,447 1,54 1,431 1,332 1,447 8,8 18/04/11 2.540,1 PARMALAT 2015 W 0,4424 2,24 0,4296 0,3271 0,4424 30,89 18/04/11 2.540,1 PHILIPS 15,11 - 15,11 14,31 16,49 -6,79 04/04/11 14.693,1 PIAGGIO 1,95 1,04 1,9356 1,77 1,95 7,26 16/05/11 725 PIERREL 0,7 -1,27 0,7112 0,6985 0,916 -22,22 11,5 PIERREL 08-12 W 0,0565 20,73 0,0494 0,036 0,057 -0,88 11,5 PININFARINA 3,12 0,13 3,0914 3,068 3,298 -2,5 23/05/05 94,1 PIQUADRO 1,3 1,56 1,2825 1,226 1,623 -15,69 25/07/11 65 PIRELLI E C. 7,14 -1,92 7,1445 6,59 7,28 9,76 23/05/11 3.396,8 PIRELLI E C. RSP 4,664 0,09 4,6175 4,362 4,664 5,52 23/05/11 57,1 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 4,192 -3,63 4,21 4 4,35 4,96 08/05/00 5 POLIGRAFICI EDITORIALE 0,2809 - 0,2702 0,28 0,3176 -7,99 21/05/07 37,1 POLTRONA FRAU 0,871 -0,8 0,8632 0,855 0,8995 -0,63 26/05/08 122,2 PPR 117,2 - 117,2 111,9 118 4,09 21/05/10 14.832,3 PRAMAC 0,743 3,19 0,7378 0,72 0,8115 -8,61 30/06/08 22,7 PRELIOS 0,0928 2,65 0,0911 0,0705 0,0928 12,62 21/04/08 78,1 PREMAFIN 0,313 -0,16 0,3139 0,2 0,339 123,57 26/05/08 128,4 PREMUDA 0,545 6,86 0,5202 0,508 0,57 -2,77 20/06/11 102,3 PRIMA IND 2013 W 0,84 -28,69 0,84 0,84 1,34 -12,5 20/06/11 102,3 PRIMA INDUSTRIE 7,245 -3,01 7,2732 6,735 7,47 8,95 26/05/08 62,6 PRYSMIAN 11,3 -3,17 11,3127 9,77 11,67 17,77 18/04/11 2.422,6 R R GINORI 2013 W 0,008 - 0,008 0,005 0,008 60 18/04/11 2.422,6 RATTI 1,644 -0,12 1,6204 1,603 1,736 -0,42 18/05/98 45 RCF GROUP 0,61 3,39 0,61 0,58 0,6695 -5,72 09/05/11 19,5 RCS MEDIAGROUP 0,7005 1,08 0,7043 0,685 0,747 3,62 19/05/08 513,2 RCS MEDIAGROUP RSP 0,4788 0,04 0,4765 0,446 0,52 -2,29 14,1 RDB 0,31 -0,03 0,3043 0,29 0,4229 -30,7 12/05/08 14,2 RECORDATI 5,88 -0,25 5,9037 5,59 6,025 5,28 21/11/11 1.229,7 RENAULT 33,4 - 33,2989 28,94 33,4 13,99 11/05/11 9.516,9 RENO DE MEDICI 0,14 5,11 0,1378 0,1283 0,146 -0,71 13/05/02 52,8 REPLY 16,7 0,72 16,6004 15,89 16,7 4,18 30/05/11 154 RETELIT 0,3079 -0,23 0,307 0,3049 0,3448 -11,9 49,2 RETELIT 08-11 W 0,0809 - 0,0809 0,0676 0,081 1,13 49,2 RICCHETTI 0,171 -0,29 0,1701 0,165 0,1735 2,4 19/05/08 14 RICHARD GINORI 1735 0,1929 1,53 0,1903 0,1881 0,2367 -17,77 27/05/02 8,9 RISANAMENTO 0,081 3,45 0,0798 0,0783 0,089 -6,9 19/06/06 65,7 ROMA A.S. 0,525 0,38 0,5222 0,485 0,5595 -1,69 69,6 ROSSS 0,81 - 0,8239 0,75 0,828 2,79 9,4 RWE 26,77 1,67 26,7453 26,33 29 -0,48 21/04/11 14.011,6 S SABAF 12,41 -2,21 12,5626 11,06 12,69 10,9 23/05/11 143,1 SADI SERVIZI INDUSTR 0,3504 -0,45 0,3507 0,314 0,352 11,95 06/06/11 32,5 SAES GETTERS 7,24 2,4 7,186 6,425 7,24 8,79 26/04/11 106,2 SAES GETTERS RSP 4,18 - 4,1397 3,85 4,18 4,6 26/04/11 30,8 SAFILO GROUP 5,42 -0,09 5,3809 4,524 5,425 10,97 12/05/08 308 SAIPEM 35,56 0,54 35,2878 33,54 35,88 8,25 23/05/11 15.691,7 SAIPEM RCV 30 - 30 30 30 - 23/05/11 4,1 SALVATORE FERRAGAMO 11,45 0,35 11,3874 9,9 11,45 12,48 1.928,3 SANOFI 55,6 0,63 55,6106 55,1 57,35 -1,42 16/05/11 73.143,2 SAP 44,55 1,34 44,2186 41,34 44,55 9,11 26/05/11 54.607,7 SARAS 1,05 1,94 1,0631 0,987 1,146 8,64 18/05/09 998,6 SAT 8,31 0,12 8,4519 8,2 9,35 -9,08 23/05/11 81,9 SAVE 6,78 1,42 6,7725 6,31 6,78 8,05 02/05/11 375,2 SCREEN SERVICE 0,4178 1,9 0,415 0,37 0,473 -14,6 28/02/11 57,9 SEAT PAGINE GIALLE 0,0242 0,41 0,0244 0,0239 0,0267 -2,81 21/05/07 46,6 SEAT PAGINE GIALLE RSP 0,95 -4,52 0,95 0,93 1,015 -6,4 19/05/08 0,6 SERVIZI ITALIA 3,332 -4,69 3,4382 3,116 3,88 -8,96 02/05/11 54 SETECO INTERNATIONAL 0,299 - 0,299 0,299 0,299 - 7,8 SIAS 5,57 -0,54 5,5452 5,26 6,07 -4,3 31/10/11 1.267,2 SIEMENS 76,4 -2,61 75,6682 72,6 78,45 3,66 25/01/12 69.845,1 SINTESI 0,98 -7,98 0,9971 0,94 1,07 -3,92 18/03/93 1 SNAI 1,74 2,35 1,709 1,662 1,96 -12,12 24/07/00 203,3 SNAM 3,358 3,96 3,319 3,23 3,482 -1,41 24/10/11 11.992 SOCIETE GENERALE 21,9 -3,78 21,2915 14,96 22,76 27,25 31/05/11 12.717,9 SOGEFI 2,088 -1,04 2,0951 1,84 2,11 7,19 26/04/11 243,6 SOL 4,064 2,57 4,0366 3,788 4,064 -0,88 23/05/11 368,6 SOPAF 0,0218 3,32 0,0221 0,0193 0,0228 13,54 25/05/08 9,2 SORIN 1,313 -1,8 1,3056 1,208 1,378 10,8 628,6 STEFANEL 0,2763 -2,19 0,2881 0,2726 0,314 -8,72 08/05/06 23,4 STEFANEL RSP 167,5 - 167,5 167,5 167,5 - 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 5,325 -5,42 5,3302 4,7 5,63 15,51 20/02/12 4.848,7 T TAMBURI 1,47 -1,34 1,4664 1,443 1,51 -2,33 09/03/11 200 TAMBURI 2013 W 0,086 - 0,086 0,086 0,0939 -5,49 09/03/11 200 TAS 0,4949 3,1 0,4902 0,4592 0,52 3,1 05/05/03 20,7 TELECOM ITALIA 0,7885 -3,55 0,7873 0,7885 0,862 -5,11 18/04/11 10.579,2 TELECOM ITALIA RSP 0,6775 -4,31 0,6745 0,6775 0,729 -2,1 18/04/11 4.082,7 TELECOM ITALIA MEDIA 0,1657 -0,12 0,1653 0,152 0,1672 2,79 24/04/06 239,7 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,169 2,74 0,169 0,1645 0,1731 -2,37 24/04/06 0,9 TELEFONICA 13,36 - 13,4535 12,8 13,77 0,15 08/11/10 62.858,8 TENARIS 15,39 -0,45 15,2828 14,91 15,7 7,77 21/11/11 18.168,5 TERNA 2,74 2,16 2,7205 2,646 2,77 5,22 21/11/11 5.507,4 TERNIENERGIA 2,408 -1,31 2,4091 2,368 2,53 -1,31 09/05/11 67 TESMEC 0,3674 0,66 0,3671 0,355 0,3949 -2,93 23/05/11 39,3 TISCALI 0,0334 -0,6 0,0334 0,032 0,0368 -1,47 62,2 TISCALI 14 W 0,001 - 0,0011 0,001 0,0012 -9,09 62,2 TOD'S 69,8 0,79 69,1534 62,05 69,8 10,71 23/05/11 2.136,5 TOTAL 40,35 0,98 40,124 38,69 40,5 2,83 23/05/11 95.702,5 TREVI 5,94 1,89 5,8579 4,964 5,94 20,83 11/07/11 417 TXT E-SOLUTIONS 8,11 1,06 8,2108 7,955 8,76 -4,59 08/05/06 22,2 U UAI 2011-2015 W - - - - - - 08/05/06 22,2 UBI BANCA 3,35 -1,93 3,3317 2,774 3,416 5,81 23/05/11 3.020,9 UNI LAND 0,504 - 0,504 0,504 0,504 - 12/05/08 80,5 UNICREDIT 3,752 2,51 3,6767 2,286 4,2734 -11,24 23/05/11 7.231,7 UNICREDIT RSP 8,48 0,47 8,4245 4,63 8,48 19,37 23/05/11 20,6 UNILEVER 25,24 - 25,2876 25,22 27,03 -3,7 09/02/11 43.279,7 UNIPOL 0,1934 -2,42 0,1954 0,1719 0,2649 -22,48 24/05/10 408,9 UNIPOL P 0,1262 -2,55 0,1273 0,1132 0,1817 -26,33 24/05/10 164,3 UNIPOL P 2013 W 0,0089 20,27 0,0088 0,0038 0,0089 11,25 24/05/10 164,3 UNIPOL 2013 W 0,0098 7,69 0,0099 0,004 0,0098 30,67 24/05/10 164,3 V VALSOIA 3,71 0,27 3,7141 3,396 4,04 -7,25 09/05/11 38,8 VIANINI INDUSTRIA 1,249 -1,26 1,2423 1,249 1,285 -0,87 23/05/11 37,6 VIANINI LAVORI 3,26 -2,63 3,2626 3,25 3,534 -1,15 23/05/11 142,8 VITTORIA ASS 3,338 3,66 3,2301 2,97 3,338 11,27 16/05/11 224,9 VIVENDI 15,8 -1,86 15,872 15,8 17,25 -4,59 05/05/11 18.489,3 Y YOOX 9 0,11 9,0141 7,32 9,255 7,91 477,7 Z ZIGNAGO VETRO 4,64 -2,32 4,7083 4,404 4,75 2,93 09/05/11 371,2 ZUCCHI 0,1001 -1,96 0,1007 0,0937 0,1133 -10,22 01/08/05 17,5 ZUCCHI RSP 0,2455 -1,8 0,2439 0,2447 0,274 -1,01 19/05/08 0,8 ZUCCHI 11-14 W 0,0094 -2,08 0,0097 0,009 0,0118 -21,67 19/05/08 0,8 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario ANSALDO STS 7,28 -0,55 ATLANTIA 12,25 -1,29 AUTOGRILL 8,25 -0,66 AZIMUT 6,41 1,67 A2A 0,7085 1,58 B M.PASCHI SIENA 0,2719 3,66 B P EMILIA ROMAGNA 6,09 -0,33 B POP MILANO 0,391 0,93 BANCO POPOLARE 1,061 1,43 BUZZI UNICEM 8,33 CAMPARI 5,13 0,88 DIASORIN 21,5 -0,19 ENEL 3,09 1,58 ENEL GREEN POWER 1,532 0,39 ENI 17,28 EXOR 17,53 -0,9 FIAT 4,574 1,73 FIAT INDUSTRIAL 7,95 -1,85 FINMECCANICA 3,54 0,45 GENERALI 12,42 0,24 IMPREGILO 2,66 1,68 INTESA SANPAOLO 1,453 -0,21 LOTTOMATICA 12,44 -0,08 LUXOTTICA GROUP 23,97 1,27 MEDIASET 2,286 -1,3 MEDIOBANCA 5,005 0,91 MEDIOLANUM 3,254 0,87 PARMALAT 1,447 1,54 PIRELLI E C. 7,14 -1,92 PRYSMIAN 11,3 -3,17 SAIPEM 35,56 0,54 SALVATORE FERRAGAMO 11,45 0,35 SNAM 3,358 3,96 STMICROELECTRONICS 5,325 -5,42 TELECOM ITALIA 0,7885 -3,55 TENARIS 15,39 -0,45 TERNA 2,74 2,16 TOD'S 69,8 0,79 UBI BANCA 3,35 -1,93 UNICREDIT 3,752 2,51 BOT BOT 31.01.2012 (186) 99,995 0,37 BOT 15.02.2012 (365) 99,94 1,17 BOT 29.02.2011 (182) 99,88 1,28 BOT 15.03.2012 (366) 99,826 1,28 BOT 30.03.2012 (182) 99,74 1,34 BOT 15.04.2012 (367) 99,65 1,54 BOT 30.04.2012 (182) 99,551 1,59 BOT 15.05.2012 99,45 1,59 BOT 31.05.2012 (183) 99,368 1,72 BOT 31.05.2012 (136) 99,4 1,71 BOT 15.06.2012 99,3 1,9 BOT 29.06.2012 (180) 99,071 2,05 BOT 16.07.2012 (367) 99,016 2,13 BOT 15.08.2012 (366) 98,9 2,21 BOT 14.09.2012 (365) 98,601 2,23 BOT 15.10.2012 (367) 98,367 2,25 BOT 15.11.2012 (366) 98,3 2,22 BOT 14.12.2012 (365) 98,04 2,35 BOT 14.01.2013 (364) 97,633 2,39 BTP BTP 01.02.2012 5% 100,059 BTP 01.03.2012 3% 100,092 1,68 BTP 15.04.2012 4% 100,42 1,8 BTP 01.07.2012 2,5% 100,19 2,25 BTP 15.10.2012 4,25% 101,22 2,4 BTP 15.12.2012 2% 99,64 2,39 BTP 01.02.2013 4,75% 101,95 2,78 BTP 15.04.2013 4,25% 101,36 3,1 BTP 01.06.2013 2% 98,56 3,19 BTP 1.8.2013 4,25% 101,22 3,44 BTP 01.11.2013 2,25% 97,92 3,57 BTP 15.12.2013 3,75% 100,28 3,62 BTP 01.04.2014 3% 98,27 3,83 BTP 01.06.2014 3,5% 99,18 3,91 BTP 01.07.2014 4,25% 100,67 3,99 BTP 1.8.2014 4,25% 100,79 3,92 BTP 15.11.2014 6% 104,44 4,36 BTP 1.2.2015 4,25% 100,41 4,17 BTP 15.04.2015 3% 96,24 4,21 BTP 15.06.2015 3% 95,79 4,37 BTP 1.8.2015 3,75% 98,12 4,44 BTP 01.11.2015 3% 95,25 4,5 BTP 15.04.2016 3,75% 96,93 4,61 BTP 1.08.2016 3,75% 96,4 4,73 BTP 15.09.2016 4,75% 99,75 4,92 BTP 01.02.2017 4% 96,47 4,93 BTP 1.8.2017 5,25% 100,74 5,23 BTP 01.02.2018 4,5% 96,51 5,24 BTP 01.08.2018 4,5% 96 5,34 BTP 1.2.2019 4,25% 93,72 5,48 BTP 01.03.2019 4,5% 94,58 5,52 BTP 01.09.2019 4,25% 92,31 5,64 BTP 1.2.2020 4,5% 93,3 5,71 BTP 01.03.2020 4,25% 91,47 5,68 BTP 01.09.2020 4% 89,07 5,73 BTP 01.03.2021 3,75% 87,15 5,65 BTP 1.8.2021 3,75% 85,39 5,83 BTP 01.09.2021 4,75% 92,27 5,88 BTP 1,3,2022 5% 92,46 6,12 BTP 01.08.2023 4,75% 88,38 6,27 BTP 15.09.2023 2,6% 75,89 5,6 BTP 1.11.2023 9% 116,16 7,09 BTP 01.03.2025 5% 87,8 6,48 BTP 01.03.2026 4,5% 82,8 6,46 BTP 1.11.2026 7,25% 105,87 6,69 BTP 1.11.2027 6,5% 97,46 6,85 BTP 1.11.2029 5,25 85,5 6,75 BTP 01.05.2031 6% 91,19 6,93 BTP 1.2.2033 5,75% 88,14 6,9 BTP 01.08.2034 5% 80,28 6,79 BTP 1.2.37 4% 70,98 6,4 BTP 01.08.2039 5% 79,97 6,7 BTP 01.09.2040 5% EUR 79,45 6,7 BTP 15.09.2041 2,55% 67,43 4,64 CCT CCT 1.3.2005-2012 100,071 1,57 CCT 1.11.2012 100,12 3,61 CCT 1.7.2006-2013 98,4 4,88 CCT 1.3.2014 IND 95,65 6,12 CCT 1.12.2014 95,49 6,07 CCT 01.09.2015 91,2 6,62 CCT-EU 15.12.2015 90,3 5,61 CCT 01.07.2016 IND 88,7 6,9 CCT 1.03.2017 86 7,12 CCT-EU 15.10.2017 84,3 6,13 CCT-EU 15.04.2018 83,2 6,32 CTZ CTZ 29.02.2012 99,851 1,62 CTZ 30.04.2012 99,649 1,87 CTZ 31.08.2012 98,8 2,26 CTZ 31.12.2012 98 2,35 CTZ 31.12.2012 97,78 2,46 CTZ 30.04.2013 96,241 3,04 CTZ 30.09.2013 94,28 3,64 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2012 1,85% 100,201 1,42 BTPI 15.9.2014 2,15% 96,71 3,39 BTPI 15.09.2016 2,1% 89,88 4,76 BTPI 15.9.2017 2,10% 86,49 5,08 BTPI 15.09.2019 2,35% 83,3 5,18 BTPI 15.9.2021 2,1% 74,55 5,52 BTPI 15.9.2026 3,1% 77,32 5,53 BTPI 15.9.2035 2,35% 68,17 4,74 ORO FINO (EURO/GR) 38.63 41.32 ARGENTO (EURO/KG) 641.96 801.54 LONDRA ($/ONCIA) 1667.6 1667.85 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 32.08 32.14 STERLINA V.C. 313.96 343.86 STERLINA N.C. (ANT.73) 314.01 344.79 STERLINA (POST.74) 314.01 344.79 KRUGERRAND 1217.24 1342.27 MARENGO ITALIANO 231.37 253.84 MARENGO SVIZZERO 230.29 251.54 MARENGO FRANCESE 229.82 251.54 MARENGO BELGA 229.82 251.54 MARENGO AUSTRIACO 229.82 251.54 20 MARCHI 257.72 309.67 1 SETT. 0.422 0.428 2 SETT. 0.514 0.521 3 SETT. 0.61 0.618 1 MESE 0.752 0.762 2 MESI 0.957 0.97 3 MESI 1.158 1.174 4 MESI 1.256 1.273 5 MESI 1.348 1.367 6 MESI 1.451 1.471 7 MESI 1.515 1.536 8 MESI 1.574 1.596 9 MESI 1.632 1.655 10 MESI 1.683 1.706 11 MESI 1.732 1.756 12 MESI 1.784 1.809 Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA Titolo Rif. in Var.% FTSE Mib Titolo Denaro Lettera Oro e monete Cross rates Titolo 360 365 Euribor Titolo Ultima rilev. Ren. Titolo Ultima rilev. Ren. Titolo Ultima rilev. Ren. Titoli di stato Euro 1,000 1,198 0,991 0,829 0,134 0,760 0,131 0,114 0,769 G. Bretagna 0,835 1,000 0,827 0,692 0,112 0,634 0,109 0,095 0,642 Giappone 100,890 120,884 100,000 0,836 0,136 0,766 0,132 0,115 77,590 Svizzera 1,207 1,446 1,196 1,000 0,162 0,917 0,158 0,137 0,928 Danimarca 7,435 8,909 7,370 6,163 10,000 5,648 0,973 0,845 5,718 Canada 1,316 1,577 1,305 1,091 0,177 1,000 0,172 0,150 1,012 Norvegia 7,639 9,152 7,572 6,332 1,027 5,803 10,000 0,869 5,875 Svezia 8,794 10,536 8,716 7,289 1,183 6,680 1,151 10,000 6,763 Usa 1,300 1,558 1,289 1,078 0,175 0,988 0,170 0,148 1,000 su www.liberoquotidiano.it l'aggiornamento delle borse ogni venti minuti
17Mercoledì 25 gennaio 2012ESTERI @ commenta su www.liberoquotidiano.it La corsa all'Eliseo Sarkò pensa al futuro: da fannullone trombato Nicolas in privato inizia a parlare di sconfitta elettorale. E di cosa farà dopo: «Niente politica, me la godrò» Aperto ai primi 200 paperoni al mondo Nasce il Facebook per soli straricchi ::: MAURIZIO STEFANINI  Sarkozy, ormai, inizia ad abituarsi all'idea che perderà le elezioni, e si mette a pensare a cosa farà da grande. Eh, sì! In Libia ricompaiono i gheddafisti e comunque il Cnt è tornato ai rapporti preferenziali con l'Italia. La triplice A è persa. In Afghanistan si evocano ormai scenari di fuga, anche se il ministro degli Esteri Juppé ha poi contraddetto il Presidente. L'approvazione della legge che rende reato la negazione del genocidio armeno apre uno scenario che lo stesso Juppé crede di poter padroneggiare riconoscendo che è «inopportuna» e chiedendo ai turchi di mantenere il «sangue freddo», mentre Sarkozy insiste che la legge «non è contro la Turchia»: inviti e chiarimenti cui l'ambasciatore di Ankara a Parigi ha risposto fuori dai denti, minacciando la «rottura totale». Sarkozy è poi arrivato in campagna elettorale in Guyana Francese, e subito la vita del dipartimento d'oltremare è stata funestata da un regolamento di conti tra bande di cercatori d'oro clandestini che ha fatto nove morti. Dulcis in fundo, è pure appena uscito il libro dei due giornalisti Mélanie Delattre e Emmanuel Lévy che si intitola “Un quinquennat à 500 milliards Le vrai bilan de Sarkozy”, e la cui tesi è che su 630 miliardi di euro di debito fatti dalla Francia durante il presente mandato presidenziale, solo 110 miliardi sarebbero dovuti alla congiuntura sfavorevole. Il resto, appunto oltre 500 miliardi, sarebbero tutto colpa di Sarkozy, e delle sue riforme «fatte totalmente a credito». L'INNOMINATO Probabilmente Mélanie Delattre et Emmanuel Lévy esagerano. Però è vero che ormai a Sarkozy il socialista François Hollande, il suo principale concorrente, non lo nomina neanche più. Nel suo primo discorso elettorale ha detto: «Il mio avversario non ha nome, né faccia, né partito, non si candiderà mai, anche se governa... È il mondo della finanza». Insomma, lui fa campagna elettorale contro le banche, e non contro un presidente che non serve a niente. E proprio una legge sulle banche è infatti una delle sue promesse principali: assieme a un calendario per il ritiro dall'Afghanistan, alla decurtazione del 30 per cento dello stipendio presidenziale, all'abolizione della legge anti-pirateria sul web e al voto per gli stranieri nelle elezioni locali. Ma il bello è che anche il candidato centrista François Bayrou, che pur in rapida risalita è tuttora solo quarto, ignora ormai Sarkozy: «Il mio nemico è invece la disoccupazione» ha detto rispondendo direttamente a Hollande. Come a indicare che tra loro due si giocherà la partita. DISFATTA IN ARRIVO Piccato, Sarkozy ha risposto a Hollande a sua volta senza citarlo direttamente pr nome, ma evocando la sua «mancanza di idee». L'impressione di disfatta annunciata è inoltre accentuata dalle indiscrezioni che si moltiplicano sulla stampa francese, e secondo le quali in privato Sarkozy sarebbe ormai rassegnato a sloggiare dall'Eliseo dopo soli cinque anni. «In caso di sconfitta, lascio la politica», avrebbe promesso agli intimi secondo quanti riferisce Le Monde. Certo, l'idea gli mette anche un po' paura. «L'uomo è fatto in maniera che tutto è organizzato perché si dimentichi che deve morire», è la frase di Pascal che amerebbe ripetere per spiegare la sua attrazione verso la droga del potere. È vero che prima di lui c'è il precedente di Valéry Giscard d'Estaing: presidente a soli 48 anni e costretto a sua volta a lasciare l'Eliseo a 55, si reinventò come leader di partito, capogruppo al Parlamento europeo, presidente del Consiglio regionale dell'Alvernia, presidente della convenzione sull'avvenire d'Europa, perfino consigliere comunale. Ma Sarkozy, che di anni in questo momento ne ha 57, ha detto di «non meritare» di «andare a parlare alle sezioni di partito». Molti ex-leader giovani come lui si sono rilanciati nel mondo delle conferenze e delle consulenze internazionali: ma la sua pessima conoscenza dell'in glese gli precluderebbe anche questa strada. COME SCHRÖDER Sembra invece che consideri con interesse il percorso dell'ex-cancelliere tedesco Gerhard Schröder, che è andato a lavorare con il gigante russo dell'energia Gazprom. «Anch'io nel futuro vorrei mettermi a guadagnare un po' di soldi» è una frase che Sarkozy ha detto non in privato ma al G20 di Cannes, lo scorso novembre. Ma c'è anche chi lo avrebbe ascoltato indugiare sulla possibilità di «viaggiare, iniziare le settimane dal martedì per finirle il giovedì sera». Proprio in riferimento alle origini italiane e nel jet set della moglie Carla Bruni si è così scritto che sente «il richiamo della Dolce Vita». Il governo iraniano attacca Dilma Rousseff e rimpiange Lula. «La presidentessa ha distrutto tutto quello che Lula aveva fatto con anni di buone relazioni. Lui ci manca molto», ha detto il portavoce di Mahmud Ahmadinejad, Ali Akbar Javanfekr in un'intervista alla Folha di San Paolo. Lula a differenza di Dilma aveva sempre fatto votare per Teheran all'Onu, scambiato visite con il dittatore iraniano e rafforzato le relazioni commerciali (da 1,1 miliardi di dollari di interscambio nel 2008 a 2,3 nel 2011). Mahmoud, Chavez, Battisti: per piacere a Lula devi essere un po' canaglia. M.S. il graffio Lula, il più amato dalle canaglie MANI BUCATE Nicolas Sarkozy. Un libro di due giornalisti - Mélanie Delattre e Emmanuel Lévy - lo accusa di aver provocato un buco di bilancio da 630 miliardi di euro per le sue riforme sconsiderate La Presse  Non basta ai ricchi della Terra avere accesso a luoghi esclusivi e poter fare cose che gli altri nemmeno immaginano. Ora hanno conquistato anche uno spazio tutto loro su internet. Si chiama TopCom ed è la risposta degli ultravip a Facebook. È social network dove si possono fare amici, pubblicare post e chattare ma solo fra persone ricchissime.Infattisipossono iscriveresoloi200 più facoltosi del pianeta, che verranno invitati in base alla loro posizione nella classifica di Forbes. Quindi magnati come gli americani Bill Gates e Warren Buffett, e oligarchi russi come Roman Abramovich. Dietro l'iniziativa c'è l'im prenditore di origine indiana Vivek Ranadivé, che ha sfruttato le menti della sua azienda di software della California, la Tibco, per realizzare «il Facebook per la gente che controlla il mondo». Il suo lancio avverrà nel corso del vertice di Davos, che si apre oggi in Svizzera e riunisce leader, imprenditori ed economisti. L'iniziativa è già stata elogiata da Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum, che lo ha definito come un ottimo strumento in caso di disastri naturali e calamità, come ad esempio lo tsunami che l'anno scorso ha devastato il Giappone. Proprio su TopCom potrebbero essere pubblicati gli appelli dei capi di Stato o di governo che si rivolgono ai paperoni per avere un sostegno nei momenti di crisi. Volontariato e buone azioni a parte, il primo fine del sito resterebbe quello di mettere in contatto in tempo reale industriali e a altri imprenditori, che sfruttando nuovi contatti potrebbero arricchirsi ancora di più. C'è anche poi un certo rischio a rendere raggiungibili uomini tanto potenti. Quello che qualche hacker si possa intrufolare e sottrarre segreti o attaccare l'intero social network, che diventerebbe il bersaglio preferito per gli “in dignati” di tutto il mondo. Sul web non mancano le critiche all'iniziativa, come quelle del blog Gawker, che vede in TopCom uno strumento per i banchieri di Goldman Sachs o per gli agenti americani che vogliono spiare i potenti (la Tibco fra l'altro conta tra i suoi clienti il Dipartimento della sicurezza interna degli Usa e la Lockheed Martin). ALESSANDRO CARLINI SOCIAL NETWORK La Tibco lancia TopCom, il FB per ricchi La Libia minaccia di far passare i barconi La Libia ricatta: non saremo la «guardia di frontiera» dell'Europa contro l'immi grazione clandestina, ha dichiarato il ministro libico dell'Interno, Fawzi Abdelali. «La Libia ha bisogno di molti mezzi per controllare l'immigrazione. Il ministro ha chiesto aiuto all'Europa e ai paesi vicini per fare fronte al flusso di immigrati. In particolare Abdelali è interessato a un contributo per ristrutturare 19 centri di detenzione e per un sistema di sorveglianza delle frontiere. Assange condurrà un talk show alla tv Julian Assange condurrà un nuovo talk show alla tv inglese. Il programma sarà incentrato intorno al tema del «mondo di domani». «Un nuovo stile», ha spiegato l'australiano, «che esamini le filosofie e le battaglie dei miei ospiti in modo molto più chiaro che nel passato». Gli ospiti dello show non sono stati resi noti, ma si parla di «personaggi della politica, pensatori e rivoluzionari». Il programma del fondatore di Wikileaks, attualmente agli arresti domiciliari in Gran Bretagna, dovrebbe partire a marzo. A morte in Iran per il «software porno» Condannato a morire in Iran per aver realizzato un software: le autorità di Teheran vogliono mettere un programmatore canadese di origine iraniana nelle mani del boia dopo averlo accusato di diffusione di materiale pornografico attraverso un programma da lui creato. Saeed Malekpour, 35 anni, ha detto di esser stato torturato e costretto a confessare in diretta tv. La famiglia di Saeed ha difeso l'ingegnere indicando che il software utilizzato per caricare e scaricare immagini porno è stato usato senza che lui ne fosse a conoscenza.
41Mercoledì 25 gennaio 2012CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it TANGENTI In manette ispettore del Comune (...) L'impiegato del Comune, accusato di concussione, ha ammesso le proprie responsabilità e ora sono al vaglio altre denunce a suo carico per determinare da quanto tempo andava avanti la cosa. «Questa Amministrazione è impegnata a garantire il più rigoroso rispetto della legalità a tutela dei diritti dei cittadini e degli operatori commerciali», ha detto l'assessore alla sicurezza Marco Granelli. «Vanno perseguiti e condannati coloro che approfittano del loro ruolo pubblico danneggiando persone e imprese, mettendo anche in cattiva luce il Comune di Milano». Per questo l'amministrazione ha deciso di costituirsi parte civile contro Calabrese, per cui sono già scattate le procedure disciplinari previste dalla legge. Ai primi di dicembre le manette toccarono a Gianluca Carta, dipendente del settore urbanistica dell'amministra zione col vizietto della tangente. In quel caso, però, la somma fu diversa: mille euro chiesti alla boutique Blumarine di via della Spiga per risolvere un problema amministrativo. Carta fu arrestato nell'ascen sore del Pirellone mentre infilava la busta con i soldi nel cappotto. Calabrese, invece, stava addentando un cannolo. Piano diabolico fallito Bancario sequestra la escort «Mi rovina, deve abortire» Donna liberata dai rapitori. Arrestato dirigente, il complice dentista e tre banditi ::: SALVATORE GARZILLO  Per costringere la sua amante ad abortire ha organizzato un rapimento con tanto di pistola e cascina abbandonata. Un manager della Deutsche Bank è stato arrestato ieri dai carabinieri di Milano per aver architettato un piano diabolico contro la escort italiana di 29 anni che aveva messo incinta. Marco Pracca, 58 anni, membro del consiglio di gestione dell'istituto finanziario, ha ingaggiato quattro persone per interrompere bruscamente la gravidanza della ragazza giunta al settimo mese e liberarsi definitivamente di lei. Agli esecutori - tre italiani e un sudamericano - ha promesso centomila euro di ricompensa a testa a lavoro ultimato. Tra gli esecutori materiali c'è anche un odontoiatra originario del Lodigiano ma residente a Pavia: Aurelio Mensi, 59 anni, ritenuto l'interme diario tra il manager e il braccio armato della banda, e per questo pagato a parte con 50mila euro. I soldi non sono mai arrivati nelle tasche dei banditi perché due giorni dopo il sequestro hanno deciso di liberare la escort. Gli inquirenti non hanno ancora accertato se siano stati colpiti dalla bellezza della donna e dal pancione, o abbiamo accettato un'offerta maggiore da quest'ultima per essere liberata. Il procuratore aggiunto di Milano, Pietro Forno, ha ricostruito i fatti grazie al lavoro dei carabinieri della compagnia Porta Magenta coordinati dal pm Luca Gaglio, concludendo che il mandante dell'operazione è il dirigente di banca. Il rapimento è avvenuto alle 20 del 6 marzo scorso nel box del lussuoso appartamento in zona San Siro di proprietà del manager, dove la escort si era trasferita dopo lo spavento causato da una rapina subìta a dicembre. I banditi hanno ricevuto chiavi e precise indicazioni dal padrone di casa. Hanno aspettato che la donna parcheggiasse la sua auto e poi, pistola in pugno e passamontagna calato sul volto, l'hanno portata via. Per due giorni l'hanno tenuta segregata in un cascinale nel Pavese messo a disposizione dall'odontoiatra, salvo liberarla senza colpo ferire dopo averle fatto girare un video in cui dichiarava di rinunciare al bambino. La prova della missione compiuta. Durante la prigionia il dirigente si è premurato di sporgere denuncia per procurarsi un alibi credibile, ma è stata proprio questa mossa a incastrarlo. Quando la donna è stata ascoltata in merito alla scomparsa ha raccontato di essersi allontanata spontaneamente, contraddicendo una sua amica che agli investigatori aveva rivelato di aver saputo da lei del rapimento. L'incongruenza tra le versioni ha dato il via alle indagini, culminate con la richiesta di arresto del gip milanese Annamaria Zamagni. I cinque arrestati sono accusati a vario titolo di sequestro di persone a scopo di estorsione, porto e detenzione di arma. Le ultime due contestazioni sono emerse a seguito delle perquisizioni in casa degli rapitori, dove sono stati ritrovati un fucile e due pistole, di cui una con matricola abrasa. Il motivo della messa in scena è dovuta al timore dell'uomo, divorziato e con figli grandi, di rovinare la propria reputazione mettendo al mondo un bambino con una escort. Eppure la relazione tra i due andava avanti da un bel po', tanto che già in passato la ventinovenne era stata costretta ad abortire su ordine del manager. Per la cronaca, il bambino ora è nato e sta bene. MILITIA CHRISTI CONTRO LA PIECE BLASFEMA . Protesta cattolica Ieri l'associazione Militia Christi ha protestato in piazzale Libia contro lo spettacolo di Romeo Castellucci «Sul concetto di volto nel figlio di Dio» in scena al teatro Parenti. La piece viene considerata blasfema da molti cattolici perché «vilipende il Volto di Nostro Signore con escrementi». [Ftg.] ::: segue dalla prima SALVATORE GARZILLO .
13Mercoledì 25 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: IL FUTURO DEL CENTRODESTRA Il delfino del delfino Tosi il rottamatore sfida Lega e Senatur Il leader dice no alla lista personale del sindaco di Verona. Che s'arrabbia e pensa di correre da solo (...) di Rumor. A poche ore dalla circolare federale che vieta a tutti candidati leghisti di presentare liste personali, il primo cittadino scaligero dichiara che se non gli sarà permesso di sventolare alle prossime amministrative la “Lista Tosi” un patrimonio di voti che potenzialmente, da sola, arriva oggi al 40% dei consensi- «piuttosto torno a fare il programmatore, perchè governare la città vuol dire presentarsi con la Lega Nord e la lista Tosi...». La stessa scena si propose quattro anni fa quando la Lista Tosi ottenne il 15% e la Lega il 12%. E quando un Berlusconi milanese benvestito stava imponendo alla coalizione Alfredo Meocci; lì si ritrovò col Tosi scravattato dalla zolla che si sarebbe presentato da solo. E convincendosi, Silvio, che l'impuntatura non sarebbe stata cosa igienica daco viene sostenuto direttamente dalla presidente della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto e, svogliatamente, da Luca Zaia. Il quale, per inciso, se ne sta in attesa degli eventi; ma essendo stato egli stesso propugnatore di una Lista Zaia, tenderebbe a non appoggiare le bizzarre disposizioni federali in materia. Per non dire del vecchio leone Giancarlo Gentilini, 84 anni, da Treviso che, presentando egli stesso una “lista Gentilini”, inneggia a Tosi: «Se uno ha lavorato bene raccoglie consensi che non andrebbero a una lista politica...». E molti fanno notare che Tosi ha lavorato molto bene. E ha intessuto una tale rete di rapporti che pare sia bastata una sua telefonata al ministro Passera per sbloccare i finanziamenti della filovia, rimasti al Cipe quando -guarda casoera sottosegretario all'Economia il segretario veneto, veronese, del Pdl Alberto Giorgetti. Secondo molti il “caso Tosi” potrebbe provocare un poco salutare “effetto domino” nel Veneto leghista che ora è in ansiosa attesa dei congressi provinciali (sulla carta quasi tutti d'osservanza tosiana, eccetto Treviso) che si celebreranno, democraticamente e finalmente, in Veneto, Piemonte e Lombardia da qua a giugno. Molti dicono che vincendo i congressi i maroniani - i “barbari sognanti”- , il cerchio magico diventerà il cappio dell'opposizione interna. La domanda per i non addetti di cose venete è: perchè Tosi s'im punta così? In realtà, sulla carta, il sindaco è già “il delfino del delfino”, pronto al salto nella politica nazionale. Non è un mistero che Maroni non voglia minimamente uccidere il padre. Ma se il padre si suicidasse schiantandosi contro un muro veneto, bè, sarebbe un altro paio di maniche... Parlamentari contro Rissa tra emiliani dopo il tentativo di censurare Bobo ::: MATTEO PANDINI  Nervosismo e imbarazzo nella Lega emiliana dopo l'articolo di Libero. Abbiamo scritto che la segreteria nazionale di giovedì scorso aveva deciso di non invitare Roberto Maroni e di chiedere sanzioni per i cori contro Rosi Mauro (che a Bologna è legato federale) al termine del comizio dell'ex ministro a Varese. L'indica zione è stata poi superata dal consiglio federale di domenica, dove Bobo non ha voluto alzare i toni limitandosi a ricordare che, statuto alla mano, nessuna segreteria nazionale (cioè regionale) può pensare di sanzionarlo. Fatto sta che ieri il leader della Lega Emilia, Angelo Alessandri, ha ribadito: «Nella riunione dell'altra sera si è discusso per quasi quattro ore di unità del movimento e di organizzazione di varie iniziative e comizi previsti sul territorio, confermandoli tutti, tra cui anche quelli con Maroni». Non solo: «Che poi all'interno della stessa riunione i presenti abbiano unanimemente stigmatizzato quanto apparso su un video diffuso su internet dove, contro le regole dello statuto della Lega, veniva gratuitamente insultata Rosi Mauro, militante da oltre vent'anni, mi pare corretto, giusto e doveroso». Fatto sta che l'esponente leghista ripete quanto già scritto dal nostro quotidiano, a eccezione del bavaglio per Maroni. Libero non viene smentito di una virgola dal deputato parmense Fabio Rainieri, che da tempo sta alzando la voce per chiedere i congressi: «La riunione del nazionale è durata oltre le 4 di mattina, e molti dei segretari provinciali presenti mi hanno confermato il divieto di invitare Maroni. L'ha deciso Rosi Mauro». Rainieri era assente: «Non hanno invitato né me né Polledri (deputato piacentino, ndr) anche se siamo membri di diritto». Il senatore Giovanni Torri, invece, difende la vicepresidente di Palazzo Madama e chiede all'ex ministro di smentire Libero (cosa che non avviene). Poi tuona: «Non rischiamo di cadere nel tranello teso dagli organi di informazione e da coloro che fomentano divisioni interne, che si aspettano di vedere i barbari sognanti vagare per una Padania distrutta». Situazioni che confermano, per l'ennesima volta, l'altissima tensione in casa Carroccio. E che danno una spiegazione in più al gran rifiuto di Maroni - domenica in piazza Duomo - di posare con la Mauro davanti ai fotografi. La Lega Emilia ha il vizietto del bavaglio. A settembre, il sindaco di Verona Flavio Tosi aveva disertato un convegno a Piacenza, spiegando che i vertici del movimento gli avevano chiesto di restare a casa. Motivo: erano irritati dalle sue frequenti dichiarazioni sul governo Berlusconi. Meno di un mese più tardi, Bossi definì il primo cittadino «uno stronzo». Anche dietro il bavaglio di Piacenza c'era lo zampino della vicepresidente del Senato. il graffio Il cerchio esiste, anzi no «Non c'è nessun cerchio magico e se i militanti hanno scritto dei cartelli hanno sbagliato». Parola del Trota Renzo Bossi, che ieri è tornato sulla manifestazione leghista di domenica. Negando i fischi per alcuni dirigenti lumbard: «Non erano in sincrono il video e l'au dio, perché i fischi erano per il governo Monti». Il Trota, invece, non è in sincrono con se stesso. Il 10 novembre dichiarava: «Ci siamo ricompattati. Non esistono più né cerchisti né maroniani». Lo stratega lumbard Il Trota attacca la base e scarica i veneti Il figlio di Umberto: «Se cade Formigoni rischiano le giunte di Cota e Zaia? Non c'è problema». Poi accusa i maroniani Il sindaco di Verona Tosi parla sotto la gigantografia di Umberto Bossi (LaPresse) ::: GIULIANO ZULIN  Renzo Bossi esce dal letargo, ricompare al Pirellone e difende le scelte del padre. Certo, le sue tesi lasciano un po'il tempo che trovano. Ma soprattutto rischiano di creare ancora divisioni all'interno del partito giù dilaniato dalla lotta cerchio magico-maroniani. Per dire, sui fischi che si sono sentiti in piazza duomo durante la manifestazione della Lega Nord, il Trota arriva a dire che erano per l'esecutivo: «Secondo me - ha detto il figlio del segretario federale a margine della seduta del consiglio regionale lombardo - non erano in sincrono il video e l'audio, perché i fischi erano per il governo Monti». Una precisazione, come dire, tecnica, che si commenta da sola. Così come l'affermazione che «non c'è nessun cerchio magico». Per cui «i militanti che hanno scritto cartelli - contro il cosiddetto cerchio magico - hanno sbagliato. Si sono fatti influenzare dai media che continuano a giocare su questo tema. Chi conosce mio padre ha aggiunto Renzo - sa che ha la testa dura e quando deve decidere fa le scelte da solo. Non si è mai fatto influenza da nessuno. Non c'è cerchio magico che possa influenzarlo». E non ci sono nemmeno «soldi in Tanzania». Come no? «La Lega - ha spiegato - ha coerentemente investito i soldi in Paesi fuori dall'euro, perché non ha mai creduto nell'euro». La Tanzania infatti non è nell'area euro... Ma le dichiarazioni più dirompenti si riferiscono alle scelte politiche. «Seguiremo le scelte del segretario federale. Non abbiamo paura di lasciare le poltrone», ha affermato Bossi jr, dopo che il Senatur ha minacciato di togliere l'appoggio alla giunta di Roberto Formigoni se il Pdl continuerà a sostenere il governo Monti. E il fatto che questo metterebbe a rischio anche le giunte del Veneto e del Piemonte a guida leghista non preoccupa Renzo. Anzi. «Rischiamo anche in Piemonte e Veneto - ha detto - non è questo il problema. Come non c'è un problema di posti qui, per la Lega non c'è neanche in Veneto e Piemonte». Come dire: chissenefrega dei leghisti veneti, piemontesi, emiliani, romagnoli, liguri, friulani, trentini o toscani: ai Bossi interessa solo la Lombardia, gli altri sono solo un optional? E allora in tutti questi anni sono stati presi in giro? Luca Zaia indirettamente ha smentito Renzo: «Io sono garante della tenuta dell'ammini strazione in Veneto, dove Pdl e Lega hanno dato ottimi risultati, siamo i più virtuosi d'Italia. E le amministrazioni ha concluso - si mandano a casa per gravi inadempienze nel non rispetto del programma e non per altri motivi, per cui il Veneto resta in piedi e saremo lì a fare di più». Ritornando alla Lombardia, il Trota ha insistito: «La questione è politica e morale. La questione politica è che non possiamo rischiare di sostenere un governo in Lombardia che sostenga a Roma il governo Monti, un governo che sta attaccando la nostra gente, i lavoratori di tutto il Paese. La questione morale è che ci sono stati troppi arresti». Dimenticando però che Monica Rizzi, assessore leghista in Regione, è anche lei indagata per abuso di titolo e per trattamento illecito di dati protetti. per la coalizione, finì col benedire quella lista omonima che sapeva di folle plaudenti e orgoglio veneto e un po' narcisista. Il fatto è che Bossi, tanto per cambiare, ora ha un problema. Inutile girarci attorno: Tosi, Lega o non Lega, forte del suo consenso bulgaro, a Verona si presenterebbe lo stesso. E ciò, con Maroni quasi costretto a sostenerlo, provocherebbe un terremoto in casa Lega. E il laboratorio Verona potrebbe ancora una volta cambiare gli assetti del centrodestra. La miccia che accenderebbe la rivoluzione nazionale del Carroccio. In politica vince il consenso. E Tosi, in questo momento ha dalla sua il Pdl provinciale (dice il vice coordinatore provinciale Bertacco: «Vogliamo stare col sindaco. Sciogliere l'alleanza per noi è impensabile»), parte della stessa Lega e, all'occorrenza perfino il Terzo Polo. E al di fuori delle mura di Verona -dove Shakespeare scriveva che non esiste mondo- il sin::: segue dalla prima FRANCESCO SPECCHIA .
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19Mercoledì 25 gennaio 2012ATTUALITÀ @ commenta su www.liberoquotidiano.it Social network occasioni di preghiera Il Papa benedice Twitter: un micro-messaggio fa meditare Stasera a «Gli Intoccabili» su La7 Privilegi e corruzioni nella casta del Vaticano Monsignor Viganò denuncia di essere stato allontanato dalla Santa Sede perché aveva scoperto gli altarini e iniziato un'opera di tagli e pulizia (...) di una congiura per bloccare l'opera di pulizia che aveva avviato. Da novembre Viganò è stato rimosso. È diventando nunzio apostolico a Washington negli Stati Uniti, andando a ricoprire la più prestigiosa rappresentanza diplomatica della Santa Sede nel mondo. È una vicenda inquietante quella denunciata da Viganò al Papa, che riporta indietro le lancette in Vaticano agli anni dei silenzi, delle omissioni, delle denunce silenziate, della rimozione di chi cercava di colpire privilegi, di chi voleva allontanare i mercanti dal Tempio finendo invece lui allontanato, vittima delle sue denunce. Stavolta però Viganò non tace, reagisce a certe logiche della Curia Romana e scrive al Papa e al segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone. Di più, chiede ai sensi del diritto canonico che sia aperta una commissione di inchiesta su questa vicenda. Si lavora così nelle segrete stanze dei Sacri Palazzi. Chi viene sentito non deve farne parola con nessuno. Tanto che diverse delle persone contattate, come Ettore Gotti Tedeschi, il presidente dello Ior, la banca del Papa, fa esplicito riferimento all'imposizio ne del segreto pontificio che vincola le persone che vengono ascoltate. Un segreto che violato prevede sino alla scomunica, un segreto - giusto per avere un paragone - che venne posto sullo scandalo dei preti pedofili. Nella puntata di stasera degli Intoccabili, la trasmissione che conduco su La7 ogni mercoledì alle 21.10, sveleremo ogni risvolto di questa incredibile vicenda, rendendo pubblico il carteggio di cardinali, monsignori, vescovi che si rivolgono al Papa e al suo primo collaboratore Bertone facendo di questa storia, la vicenda più spinosa affrontata lo scorso anno dal Pontefice oltre porta Sant'An na. Pacchi di milioni persi in un giorno «Quando accettai l'incarico al Governatorato il 16 luglio 2009 - scrive Viganò il 4 aprile 2011 al Papa - ero ben conscio dei rischi a cui andavo incontro, ma non avrei mai pensato di trovarmi di fronte ad una situazione così disastrosa. Ne feci parola in più occasioni al Cardinale Segretario di Stato, facendogli presente che non ce l'avrei fatta con le sole mie forze: avevo bisogno del suo costante appoggio». Appoggio che Viganò fa capire non esserci stato. Le finanze sono in uno stato disastroso: «La situazione finanziaria del Governatorato prosegue -, già gravemente debilitata per la crisi mondiale, aveva subito perdite di oltre il 50/60%, anche per imperizia di chi l'aveva amministrata. Per porvi rimedio, il cardinale presidente aveva affidato di fatto la gestione dei due fondi dello Stato ad un Comitato finanza e gestione, composto da alcuni grandi banchieri, i quali sono risultati fare più il loro interesse che i nostri. Ad esempio, nel dicembre 2009, in una sola operazione ci fecero perdere 2 milioni e mezzo di dollari. Segnalai la cosa al Segretario di Stato e alla Prefettura degli Affari Economici, la quale, del resto, considera illegale l'esistenza di detto Comitato. Con la mia costante partecipazione alle sue riunioni ho cercato di arginare l'operato di detti banchieri, dai quali necessariamente ho dovuto spesso dissentire». In effetti questo gruppo di banchieri Popolare di Milano, indagato per associazione a delinquere dalla procura di Milano nell'in chiesta sui finanziamenti Bpm al gruppo dei videogiochi Atlantis, e Carlo Fratta Pasini, scupoloso presidente della popolare di Verona. Un banchiere consulente del Vaticano, intervistato durante la puntata degli Intoccabili di stasera, va giù duro: «Viganò andava contro i fornitori che dicevano ai cardinali: questo rompe i coglioni». Un presepe da 550mila euro Viganò taglia i costi e dà sempre più fastidio: «La Direzione dei Servizi Tecnici era quella più compromessa - prosegue -, da evidenti situazioni di corruzione: i lavori affidati sempre alle stesse ditte, a costi almeno doppi di quelli praticati fuori del Vaticano». La lista dei tagli è infinita, sempre documentata al Papa: «I costi dei lavori sono stati quasi dimezzati». Insomma Viganò taglia del 50% medio ogni lavoro nel piccolo Stato. Un caso su tutti? «Il presepe di piazza S. Pietro del 2009 era costato 550.000 euro, quello del 2010 300 mila euro». E anche il bilancio ne guadagna passando dal passivo -7,8 milioni a un attivo di oltre 34 in dodici mesi. Ma l'opera viene «spesso apertamente contrastata, a volte chiaramente boicottata». Tanto che passano pochi mesi e parte «una campagna stampa contro di me e azioni per screditarmi presso i superiori, per impedire la mia successione al cardinale presidente Lajolo, tanto che ormai è stata data per scontata la mia fine». Nel mirino di Viganò degli articoli ritenuti diffamatori usciti su Il Giornale che sarebbero stati confezionati ad hoc per delegittimarlo. Articoli non riconosciuti dal vaticanista del quotidiano dell'epoca, Andrea Tornielli. Articoli non firmati ma Alessandro Sallusti, il direttore, respinge che si tratti di una manovra denigratoria: “Avevamo all'interno del Vaticano un insider che scriveva per noi». La congiura e i congiurati Quegli articoli sarebbero uno degli strumenti della congiura denunciata dal monsignore. Nel carteggio che stasera verrà reso pubblico dagli Intoccabili, Viganò indica anche i nomi e cognomi dei congiurati. Monsignori e laici che avrebbero tramato per interrompere la pulizia su appalti e forniture. Tra questi Viganò indica anche un nome ormai noto alle cronache, il giovanissimo Marco Simeon, amico del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, direttore dei rapporti istituzionali della Rai, consigliere in una fondazione in Vaticano. Simeon batte ogni record in una carriera folgorante: da Genova viene proiettato da giovanissimo all'ombra di Cesare Geronzi prima in Capitalia poi in Mediobanca, tanto da diventare uno dei pontieri da Santa Sede e istituzioni italiane. Non da ultimo persino al professor Mario Monti - ricorda il nostro vicedirettore Franco Bechis durante la puntata - viene raccomandato per incarichi nell'at tuale governo. Simeon raggiunto dagli Intoccabili smentisce, Viganò rimane vittima dell'antico detto «promoveatur ut amoveatur» ed è diplomatico a Washington ma la storia - è questa l'impressione - è solo all'inizio. *Conduttore de «Gli Intoccabili» gianluigi.nuzzi@libero-news.eu ::: segue dalla prima GIANLUIGI NUZZI* .  Non proprio una «benedizione» a Twitter & co. ma un segno dell'attenzione di papa Benedetto XVI alle nuove forme di comunicazione online, a cominciare dai social network e dai micro-messaggi «non più lunghi di un versetto biblico». Nuove tecnologie cheil ponteficeguardanoncon sospettoma con curiosità e apertura, consapevole che, per la Chiesa, ogni «mezzo» è «buono» se buono è il messaggio. Il Vaticano ha diffuso ieri - festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti - il messaggio di papa Ratzinger per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (si celebra il 20 maggio). Il tema scelto quest'anno dal pontefice è «silenzio e parola: cammino di evangelizzazione». Silenzio e parola, scrive il papa, sono due aspetti essenziali di ogni comunicazione senza l'uno, l'altro viene privato di senso: «Il silenzio è parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto». Per Papa Benedetto XVI, il silenzio «apre uno spazio di ascolto reciproco» che rende «possibile una relazione umana più piena». Nel silenzio «ascoltiamo e conosciamo meglio noi stessi», e «tacendo si permette all'altra persona di parlare, di esprimere se stessa, e a noi di non rimanere legati, senza un opportuno confronto, soltanto alle nostre parole o alle nostre idee». Le «varie forme di siti, applicazioni e reti sociali» possono aiutare l'uomo «a vivere momenti di riflessione e di domanda» e «a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio». «Nella essenzialità di brevi messaggi - aggiunge - spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità». E «la parola “tweet” - ha spiegato il presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, monsignor Claudio Maria Celli - non risulta nel testo ma penso lo si possa identificare con molta tranquillità». qualsiasi responsabilità nel crac dell'Ambrosiano con Paul Casimir Marcinkus che portò a Ginevra il 25 maggio 1984 insieme a monsignor Donato de Bonis (quello che dieci anni dopo riciclerà la tangente Enimont ricevuta da Luigi Bisignani sempre allo Ior) l'assegno del silenzio da 242 milioni di dollari. Troviamo poi Gotti Tedeschi, nel comitato fino a quando non è andato al vertice della banca del Papa, Massimo Ponzellini, già numero uno della opera senza riconoscimento legale e amministra quasi 300 milioni di investimenti ogni anno. Un portafoglio che si è ridotto - per le perdite - negli ultimi anni. Chi sono questi banchieri? Volti noti della finanza cattolica. A presiedere il comitato c'è Pellegrino Capaldo, banchiere schivo, già presidente della banca di Roma. Era nella commissione segreta vaticana che concordò il «contributo volontario» per sollevare lo Ior da . LA LETTERA PRIMA DI PARTIRE Monsignor Carlo Maria Viganò, nunzio apostolico a Washington negli Usa, ricopre la più prestigiosa rappresentanza diplomatica della Santa Sede nel mondo. A sinistra la lettera che monsignore scrisse a Sua Santità Papa Benedetto XVI il 7 luglio 2011 prima di partire per gli Stati Uniti
Mercato Lazio scatenata: arriva Honda, parte Cissé. Asta per Isla ::: GAIA FRIGERIO MILANO  A una settimana esatta dalla conclusione della sessione invernale del mercato ci si avvia verso gli atti finali. Ieri Amauri(30 anni) ha svolto le visite mediche a Firenze e ha firmato il contratto che lo lega ai viola fino a giugno (quando scade l'accordo con la Juve), in prestito. Sul sito viola è apparsa già la maglia, numero 11. Oggi alle 13.30 la presentazione. A Torino è praticamente fatta per il ritorno di Martin Caceres (24), in netto vantaggio, quindi, su Guarin del Porto: inviata l'of ferta via e-mail al Siviglia (che pare accettare) di 1,5 milioni di euro per il prestito oneroso, 7 per il riscatto e 2 legati ai bonus. Sull'affaire De Rossi-Roma non si hanno passi in avanti, l'unica nota in questione è la chiamata di Marco Amelia, portiere del Milan a Capitan Futuro: «Qui al Milan De Rossi sarebbe il benvenuto anche se vederlo in un'altra squadra sarebbe molto strano. Comunque credo e mi auguro che alla fine firmi con la Roma» ha analizzato il rossonero. In casa Lazio continua il pressing insistente per il giapponese Honda (25), nonostante ci sia un divario tra ciò che chiede il Cska e quello che dispone la squadra di Lotito. Nella trattativa potrebbe rientrare uno tra Carrizo e Ma kinwa che libererebbe un posto da extracomunitario. Ieri il presidente del Cska, Yevgeny Giner ha confermato: «I negoziati proseguono. Al momento, ci sono 2-3 milioni di distanza, che penso possano essere limati domani». Alternative: Arshavin (Arsenal) e Krasic (Juven tus). Sempre in casa biancoceleste è in partenza Djibril Cissé (30), diretto verso la Spagna. Il centrocampista dell'Udinese Mau ricio Isla (23) è ricercato (oltre che dalle italiane Milan, Inter e Juve) dal Liverpool che offre 18 milioni di euro ai friulani. Chi lascia Udine è Abdou Sissoko (20), che va in Francia al Brest in prestito sino a fine stagione. La Sampdoria ha ufficializzato l'ac quisto a titolo temporaneo dell'attac cante del Cesena Eder (25). Il Napoli è fortemente interessato al giovane centravanti dell'Atalanta Manolo Gabbiadini (19): la conferma arriva anche dall'agente Silvio Pagliari: «Gabbiadini piace molto al Napoli ma non arriverà a fine gennaio. A giugno si potrebbe fare Cigarini a Bergamo e Gabbiadini a Napoli». L'Atalanta invece ufficializza l'arri vo del centrocampista Alessandro Carrozza, (30) dal Varese, in prestito con diritto di riscatto. Il Lecce acquista a titolo definitivo il difensore Leonardo Miglionico, (32) e Manuele Blasi (31). Il difensore Stefano Ferrario (26) andrà al Parma in prestito con diritto di riscatto e Bryan Bergougnoux (29) vola a Cipro nell'Omonia Nicosia in prestito anch'egli. Proprio a Parma c'è stata ieri la presentazione dell'attaccante ex Roma Stefano Okaka Chuka (23), che spera di trovare quella continuità che gli è sempre mancata: «Negli ultimi mesi non ho trovato molto spazio in giallorosso, ma mi sono allenato duramente. Adesso mi sento addosso la maturità necessaria per fare il salto di qualità». L'attaccante francese Djibril Cissè LaP Basket: stasera torna la A con Biella-Roma Inedito anticipo della 2ªgiornata del girone di ritorno della serie A di basket: stasera (20.30) scendono in campo Biella e Roma. In programma anche due gare sabato: Sassari-Cantù (16.10) e Teramo-Treviso (20.30). Il resto, invece, domenica alle 18.15. Boranga apre scuola per portieri L'ex portiere di Perugia, Fiorentina, Cesena e Parma Lamberto Boranga, 69 anni, ha aperto una scuola per portieri a Perugia, insieme al Montemorcino calcio. «Mi avvio con entusiasmo a questa esperienza con l'obiettivo di lavorare con i ragazzi tra i 6 e 14 anni». Olimpiadi 2020: a Tokyo cresce consenso Tra le concorrenti di Roma ad ospitare le Olimpiadi 2020 c'è anche Tokyo. Ieri sono stati resi noti i consensi dei cittadini: 65,7% del campione a livello nazionale e 65,2% degli abitanti della capitale. Largo sostegno dalle prefetture più ferite dallo tsunami del 2011. DOMANI VERTICE A MANCHESTER Galliani pigliatutto Il Milan chiude per Lopez e stringe per Tevez: il City apre al prestito con riscatto a 28 milioni. Ma a giugno uno fra Pato e Robinho partirà ::: FRANCESCO PERUGINI MILANO  Uno resta, l'altro forse arriva davvero. Adriano Galliani è a un passo dal completare uno dei suoi capolavori di mercato. E può essere divertente immaginare l'ad rossonero tirare fuori dall'armadio un vestito di carnevale da Zorro, pronto a incidete una doppia “Z” bella e profonda sul campionato. Partiamo dalle notizie certe: Maxi Lopez «resta a Milano», ha detto ieri il procuratore dell'ar gentino, Andrea D'Amico, al termine dell'ennesima riunione in via Turati, «tutto procede secondo i programmi». Il bomber del Catania è chiuso in un albergo a pochi passi dalla sede della società e si tiene in movimento nella palestra della struttura in attesa della chiamata alle visite mediche. Nel frattempo, il Paris Saint-Germain si è ritirato per la seconda volta dalla corsa a Carlitos Tevez: «Non siamo disposti a fare follie», ha annunciato ieri il responsabile del mercato dei parigini, Leonardo, «abbiamo presentato una bella offerta ma non siamo riusciti a metterci d'accordo». La prigionia di Maxi Lopez e la ritirata del Psg sono però solo due indizi del riavvicinamento dell'Apache al Milan. SOLUZIONE IN ARRIVO Come previsto sin dall'inizio della trattativa, la soluzione dell'intrigo arriverà solo il 31 gennaio. Ma ormai lo sceicco Mansour ha rinunciato al suo ruolo da Don Rodrigo. Il matrimonio tra i rossoneri e l'Apache ora s'ha da fare, perché al sultano piace spendere ma non sprecare denaro. E in caso di vacanza obbligata fino a giugno, Tevez perderebbe molto del suo valore (e magari avrebbe pure il tempo di fare causa al City). Abbassate le armi, dunque, i padroni del City sono disposti a sedersi di nuovo al tavolo delle trattative con il Milan. Non si riparte, però, dall'ul tima offerta dei rossoneri (prestito con riscatto obbligatorio a 28 milioni in base ad alcuni parametri), ma dalla prima proposta rossonera: prestito secco fino a giugno con eventuale acquisto definitivo in estate dopo la probabile cessione di uno tra Pato e Robinho. Gli sceicchi hanno pensato anche a una contromossa che potrebbe allettare i rossoneri: acquisto vincolato ma differito al 2013 dopo un prestito di 18 mesi A Milano. «Il destino di Tevez dipende solo dal Manchester», ha ribadito uno come Mino Raiola che ne sa tanto a proposito di Milan, di City e di mercato in generale. Gli sceicchi, però, sono stati messi con le spalle al muro dai no di Tevez a Inter e Psg, seguite dalle solite dichiarazioni d'amore ai colori rossoneri («mi vedo solo con la maglia del Milan», l'ultima di lunedì). In via Turati, invece, si medita il doppio colpo e si pensa a come fare spazio ai nuovi arrivati: Inzaghi è stato blindato da Allegri, ma il bomber rossonero deciderà il suo futuro solo dopo il match di coppa Italia di giovedì contro la Lazio (in vista del quale Thiago Silva ha lavorato a parte, mentre si è rivisto Flamini). MOSSA VINCENTE Più difficile un ritorno sul mercato del salva-Milan dell'ultima settimana, Stephan El Shaarawy, che rischia però di tornare a guardare il campo da lontano. Chi sorride è soprattutto lo stesso Galliani che si riprende il Milan dopo lo “smacco” rime diato con il no di Pato al Psg. In fondo - mentre tanti ironizzavano sulle sue foto a tavola con Tevez e l'altro deus ex machina della trattativa, Kia Joobrachian - l'ad rossonero continuava a ripetere fiducioso il suo mantra: «Aspetteremo Tevez fino all'ul timo minuto dell'ultimo giorno di mercato». Don Adriano De La Vega ora può mettere la maschera da Zorro in valigia per tornare domani a Manchester. Per mettere la propria firma sul campionato. . FUTURO ROSSONERO L'argentino Carlos Tevez, 27 anni, e a destra il connazionale Maxi Lopez, 27, entrambi in procinto di vestire i colori rossoneri (Ansa) SUPERMARIO STANGATO Balotelli, 4 giornate per la scarpata Raiola prepara l'addio per giugno MANCHESTER Il giorno che può cambiare la vita di Mario Balotelli. Oggi scadono i termini per il ricorso del Manchester City contro il deferimento del suo bomber, accusato di calpestato volontariamente il giocatore del Tottenham, Scott Parker. La decisione del City - e quella conseguente della disciplinare della Fa - potrebbero avere effetti molto più gravi delle 4 giornate di squalifica possibili. Lo ha ribadito ieri Raiola, che ha accusato l'arbitro del match («mente se dice di non aver visto l'azione») e ha “minacciato”il City: «Non posso dire che Mario rimarrà a vita in Premier, non è sposato con Roberto Mancini. Resterà di sicuro fino al 2013, poi vedremo». Il Milan è già in attesa. (F.PER.)
29Mercoledì 25 gennaio 2012CULTURA @ commenta su www.liberoquotidiano.it CASTELLUCCI Oggi a Roma Un convegno celebra le «signorine» di Gino Boccasile «La donna immaginata. Gino Boccasile e l'idea del femminile nell'Italia 1930-1950». A sessant'anni dalla morte, il convegno in programma oggi dalle 9.30 alle 13 all'Accademia di San Luca di Roma, a cura del centro studi di Ipermedia Club degli editoriali, è dedicato all'autore delle «Signorine Grandi Firme»: un maestro del disegno e della pubblicità, famoso per le immagini in cui mostrava tipo di donna un tipo di donna florida e procace, solare e mediterranea. Ma l'inconfondibile disegno di Boccasile è legato anche alla propaganda della Seconda Guerra Mondiale, in un famoso gioco di sponda con gli slogan di Mario Appelius. Tenente delle SS italiane durante la Repubblica Sociale, dopo l'epurazione sopravvisse per un po' disegnando fumetti porno per il mercato francese. Ma dal 1947 poté ridedicarsi alla pubblicità, inventando le prime icone del boom economico. Lo stesso tipo di donna prorompente che Boccasile aveva inventato per propagandare l'ideale femminile del regime, alla fine, avrebbe fatto da prototipo all'ideale della maggiorata destinato a influenzare in profondità l'immaginario della pubblicità, del cinema e della televisione dell'Italia del boom. In qualche modo, arrivando fino all'epoca delle veline. MAURIZIO STEFANINI Lo spot val bene una messa Pienone alla pièce «blasfema» Ieri a Milano la prima dello spettacolo accusato di insultare Cristo Tutto esaurito tra polizia, manifestazioni e preghiere riparatorie ::: EMANUELA MEUCCI  Una violenta polemica può essere la chiave per il successo. Come dimostra il tutto esaurito registrato ieri sera al Teatro Franco Parenti di Milano per la prima di “Sul concetto di volto nel Figlio di Dio”, lo spettacolo del regista Romeo Castellucci accusato di blasfemia da alcuni gruppi cattolici tradizionalisti. Dentro al teatro, oltre al pubblico abituale si sono affollati intellettuali e ospiti illustri corsi per dare il proprio sostegno morale all'autore, diventato improvvisamente famoso in tutta Italia. Il suo spettacolo rimarrà in cartellone fino al 28 gennaio, e sembra sicuro che, grazie all'inaspet tata pubblicità, tutte le rappresentazioni registreranno un successo senza precedenti. Intanto, all'esterno veniva celebrata una messa di riparazione organizzata dai contrari alla piece. A partire dalle prime ore del pomeriggio, tutte le strade di accesso al teatro erano state sbarrate da camionette e uomini della polizia in tenuta anti sommossa, tanto che i manifestanti si sono dovuti accontentare di riunirsi in piazza Libia, a poche centinaia di metri dal teatro. Riuniti nella grande aiuola al centro della rotonda, i gruppi cattolici hanno sventolato striscioni, bandiere e manifesti con i ritratti della Madonna e di Gesù. Anche se tutti i partecipanti hanno ammesso di non aver mai visto lo spettacolo «perché assistere a una rappresentazione oscena sarebbe peccato», alcuni spezzoni visti su Internet hanno scatenato le loro ire e provocato la censura del Vaticano. Lo spettacolo di Castellucci rappresenta la storia di un padre malato che deve essere assistito dal figlio. L'uomo anziano è al centro della scena, e viene colpito da un improvviso attacco di dissenteria. Gli escrementi ricoprono completamente sia il suo corpo, sia il palcoscenico. Gli sforzi del figlio, che cerca di pulirlo, si rivelano inutili. La protesta è scattata a causa della scena finale dell'opera, che mostra la gigantografia del volto di Gesù, che domina l'allestimento, colpita da un fitto lancio di escrementi. L'episodio incriminato è stato tagliato, ma questo non è bastato per calmare le acque. In piazza erano presenti un centinaio di persone, soprattutto anziane, arrivate da tutta Italia. Nonostante fossero in pochi, i manifestanti erano divisi al loro interno. A un lato della piazza, una decina di militanti della Lega Nord. A poca distanza dal teatro, un gruppetto di Forza Nuova, allontanato dalle forze dell'ordine. Al centro della piazza, i lefebvriani del circolo Christus Rex, inginocchiati per assistere alla messa in latino celebrata secondo il rito tradizionale dal reverendo Floriano Abrahamowicz. Ai lati della aiuola, i rappresentanti di Militia Christi, in gran parte arrivati apposta da Roma. «Siamo venuti – spiegava il portavoce dell'associazione, Fabrizio Lastei – perché questo spettacolo è peggio che osceno. E'un mosaico di orrore e di blasfemia nel suo insieme. Il problema non è rappresentato da una singola scena». A dividere ancora di più le anime dei cattolici, la predica di padre Abrahamowicz, che ha attaccato senza mezze parole Papa Ratzinger. «L'atto di lanciare feci contro il volto di Gesù è blasfemo, e la sua blasfemia si ricollega con l'atto blasfemo compiuto dal Papa quando ha visitato una sinagoga ebrea». Subito dopo questa affermazione, parte dei presenti ha abbandonato il presidio, mentre si sono riaccese le polemiche sulle sfumature antisemite della protesta. Su siti e blog, nei giorni scorsi erano state sottolineate più volte le origini ebraiche di Andrée Ruth Shammah, direttrice e fondatrice del Teatro Parenti, messa sotto scorta insieme al regista Castellucci. Un aspetto sottolineato anche nell'appello per la libertà d'espressione lanciato da molti nomi noti del mondo del teatro, fra cui Emma Dante, Gabriele Lavia e Bernardo Bertolucci. Lo spettacolo, però, ha suscitato la disapprovazione non solo di alcuni gruppi tradizionalisti, ma anche della Segreteria di Stato vaticana e della Curia milanese, che ha chiesto di rispettare: «la sensibilità di quanti cittadini milanesi, e non sono certo pochi, vedono nel Volto di Cristo l'In carnazione di Dio, la pienezza dell'umano e la ragione della propria esistenza». ::: IL CASO L'ESORDIO A TEATRO ::: Così parlò Foster Wallace «Per realizzare grandi opere bisogna sparire dal mondo» ::: PAOLO BIANCHI  Lo scrittore americano David Foster Wallace, nato a Itaca, stato di New York, nel 1962 e morto suicida in California nel 2008, ha lasciato opere di culto, come Infinite Jest, millecinquecento pagine di «romanzo-mondo», una critica più che meditata del sistema economico e politico americano. Dopo la morte dell'autore, come spesso accade in questi casi, l'interes se per l'intero suo lavoro si è fatto più acuto. Sono state messe in cantiere traduzioni anche dei suoi racconti e dei suoi saggi, e la critica lo ha ricoperto di attenzioni. È appena uscito in libreria anche da noi David Foster Fallace. Un'intervista inedita (Terre di Mezzo, pp. 54, euro 5, trad. di Sara Crimi), la trascrizione di una chiacchierata tra l'autore americano e il giornalista russo Ostap Karmodi. Quella che era nata come un'intervista di un quarto d'ora è divenuta un colloquio serrato di due ore. Per certi versi profetico. Il lettore troverà un Wallace molto ben disposto ad analizzare i fenomeni sociali del suo paese, senza tuttavia saltare a facili conclusioni. Alla domanda se esista un'arte del tutto libera da significati politici e commerciali, lo scrittore si dice «Un po' sospettoso riguardo al termine “puro”. È uno standard molto elevato da associare a una parola come “ar te”». Il fatto è che diventa sempre più difficile, nei sistemi occidentali, distinguere ciò che è arte da ciò che è intrattenimento. Una cosa si rovescia facilmente nell'altra. Ecco allora che l'opinione di Wallace si fa estrema, radicale: «È probabile che il solo modo per produrre arte pura in America sia quello di eclissarsi dalla sfera pubblica e produrre quell'arte solo come dono, senza che sia coinvolto il denaro, senza tentativi di pubblicità o pubblicazione». Un autentico paradosso, sul quale l'intervistato ammette di aver passato anni di riflessione. Eppure stiamo parlando di uno degli autori meno commerciali degli ultimi tempi. Un altro paradosso sul quale i due interlocutori si confrontano riguarda il sistema di valori dell'Occi dente, e dell'America in particolare. Si fa notare come in America alcuni diritti individuali, come la tutela della salute, siano in conflitto con certe procedure. La sanità è carissima perché i medici spendono molto danaro in assicurazioni, per tutelarsi dalle cause dei pazienti non soddisfatti. I pazienti che fanno causa agli ospedali, esercitando così un proprio diritto, hanno paradossalmente condotto a un rincaro dei servizi che di fatto esclude una fetta di cittadinanza dall'avervi accesso. Un altro paradosso. Il diritto a un trattamento umano in carcere è stato violato nel caso Guantanamo e dei prigionieri provenienti dal Medio Oriente. Ebbene, l'esistenza di Guantanamo viene giustificata con la necessità di garantire ai cittadini americani il diritto all'incolumità fisica, minacciata dal terrorismo. Intorno a questioni così complesse, Wallace dice spesso che bisognerebbe sedersi, con sigarette e caffè, e discuterne per ore, forse anche all'infinito. Si tratta di argomenti filosofici. Non c'è dubbio tuttavia che la situazione attuale deriva dal fatto che «almeno qui in America abbiamo avuto una specie di visione naif dell'obiettivi tà», spiega lo scrittore. «Per molti anni, il Paese è stato così compiacente nel seguire un consenso di base, che le notizie venivano presentate sempre in uin certo modo. Sembravano obiettive solo perché, nella cultura di massa, nessuno di noi aveva motivo di dissentire. Adesso, ovviamente, qui in America è iniziata la battaglia». Che Wallace avesse ragione lo hanno confermato anche i recenti movimenti di protesta che hanno investito i templi della finanza, come Wall Street. La sua visione, a prima vista pessimista e relativista, non lo è però del tutto. Lo scrittore sostiene che, proprio perché è diventato più facile esercitare la crudeltà dell'uomo sull'uomo, «abbiamo l'ob bligo morale di tentare con tutte le nostre forze di sviluppare la compassione e la pietà e l'empatia». Perché alcuni valori morali di base sono comuni a tutti. Ieri a Milano è andata in scena la prima dello spettacolo «Sul concetto di volto nel figlio di Dio» di Romeo Castellucci, molto contestato perché a Parigi il volto di Cristo di Antonello da Messina presente nella scenografia era stato insozzato da lanci di strane sostanze (qualcuno ha detto feci). Sopra, l'arti colo con cui Antonio Socci, su «Libero», si è dichiarato curioso di vedere lo spettacolo al di là delle polemiche. IL DIPINTO COLPITO Il Cristo di Antonello da Messina che a Parigi è stato colpito da lancio di liquido nello spettacolo di Castellucci
Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: milanocronaca@liberoquotidiano.it; Pubblicità: PUBLIKOMPASS SPA, Via Winckelmann 1, 20146 Milano; Tel. 02.24424611 - Fax 02.24424490 I NUMERI DI IERI ::: 15 Persone arrestate ::: 3 Giorni all'evento Nba a Milano ::: 12 Furti d'auto ::: 250 Bambini ai corsi di basket ::: 52 Borseggi ::: 6 Gruppi di camp ::: 5 Truffe ::: 45 Minuti sessioni di allenamento [PIANO DIABOLICO FALLITO] Bancario sequestra la escort «Mi rovina, deve abortire» SALVATORE GARZILLO a pagina 41 [COMERIO (VA)] Whirlpool manda i manager a lezioni di ottimismo MARIA LUIGIA PIZZULO a pagina 42 Buco di trecentomila euro Deputati morosi, Pdl in rosso ::: Città per giovani TUTTI SANI PER LEGGE MARAN LASCIA A CASA CHI NON HA IL FISICO ::: ALBINA PERRI  E se le signore incinta svengono sul metrò, bloccando il traffico per mezz'ora -due in un giorno- pazienza: taches al tram e tira. Così ci dice il giovane Maran che ha creato Area C non per farci respirare meglio, e lo ha ammesso pure ieri, ma per educarci ad andare in giro sui due piedi. Perché quando uno è giovane e agile pensa che tutti siano come lui. Non ha la percezione, Maran, di un mondo fatto di persone con la sciatica, o in sovrappeso, o influenzate, o stanche, o incinta. Lui offre il caffè ai primi cento che arrivano al bar in bicicletta, e trasforma il viaggio verso l'ufficio in una scampagnata di paese, mancano solo le pettorine. Chi non ce la fa, affari suoi. Fa niente se per attraversare la città a piedi o su due ruote intanto respiri a pieni polmoni un'aria infetta di smog tre volte oltre il consentito. L'importante è sgambettare. La fissa del corpo sano per ordine statale non ha mai portato a niente di buono. A partire da quelli che se non eri a posto ti buttavano giù dalla rupe Tarpea per arrivare agli esercizi ginnici del sabato fascista. I salutisti, igienisti, macrobiotici, biologici, i maniaci del peso forma e del sale che fa male pretendono di imporre a tutti le loro fisime. Pisapia non ha risparmiato nemmeno i bimbi delle elementari: a loro ha tolto pizza e gelato e li ha rimpinzati senza pietà di frittatine di ceci col rosmarino. I piccoli, che sono la bocca della verità, gli hanno sputato. I grandi, subiscono. La cura per il corpo è a livelli di fanatismo. Secondo Prestiti.it –broker online per il confronto prestiti –ol tre mille italiani, ogni mese, richiedono un finanziamento per i trattamenti estetici. Se la salute è il valore massimo, chi non è in salute diventa una palla al piede. Da ignorare, nel migliore dei casi. A questa società vuole educarci il giovane Maran, pallido, magro e smunto. Al mito dell'uomo sano che passeggia per Milano e che -evidentementeha pure tempo da perdere a fare su e giù da tram e metrò sempre in ritardo. I signori affaticati e le signore incinta sono pregati di chiudersi in casa. La tassa taglia shopping Area C costa ai negozianti 3 milioni al mese Il leader di Confcommercio, Carlo Sangalli: il ticket deprime i consumi. L'assessore D'Alfonso: è solo la crisi Tangenti da cento euro Taglieggia i negozi, ispettore comunale in arresto LO STRANO CONNUBIO ARTE-PRATICHE ASCETICHE . Al museo del Novecento una palestra di Yoga Corsi di yoga al museo del 900, «per elevare l'animo umano» in un connubio tra meditazione e arte. La smania di questa giunta di rieducare i milanesi non ha limiti. Non bastava l'Area C, venduta come ricetta antismog anche se nel programma di Pisapia si legge che «l'obiettivo è di cambiare le abitudini dei cittadini». Ora per guardare e godere di un'opera d'arte bisogna passare dalla meditazione orientale. Senza contare che le lezioni si tengono per due mesi dalle 13 alle 14.15 nella sala Fontana, quella con vista Duomo. Una bella fregatura per chi l'arte la sa apprezzare anche senza sedersi a gambe incrociate su un tappetino: per un'ora e un quarto lo scorcio sulla Madonnina sarà off limits. [Fotogramma] BLOCCO DEI TIR Alle stelle i prezzi delle verdure di DINO BONDAVALLI La protesta dei tir si ripercuote sulle famiglie. Previsti aumenti delle verdure del 40 per cento. a pagina 38  «Siamo fortemente preoccupati». Di più: «C'è desolazione e sconforto, in un momento di crisi le imprese vanno incoraggiate e non ostacolate». Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio e leader dei negozianti milanesi, boccia senza appello la nuova tassa sul traffico di Giuliano Pisapia. Le fosche previsioni delle categorie produttive sono confermate sin dalla prima settimana di gabella: la prima elaborazione della Camera di commercio di Monza e Brianza, basata su un campione di 700 aziende, mette i brividi: alle imprese di Milano e provincia la congestion charge costerebbe «quasi 700 mila euro alla settimana». Ovvero 3 milioni al mese e oltre 30 milioni l'anno. MASSIMO COSTA a pagina 39  Trecentomila euro di mancati introiti in un anno. È questa la somma che deputati, senatori, assessori e consiglieri del Pdl in Lombardia devono al loro partito. Ogni eletto in Parlamento o nelle varie amministrazioni, infatti, è tenuto a versare una quota che va da trecento ai mille euro a seconda del loro “grado”. In molti, tuttavia, ritardano nei pagamenti. Il risultato è che il coordinamento non ha soldi neanche per pagare i gazebo, oggi finanziati dai militanti. MARZIO BRUSINI a pagina 40 ::: SALVATORE GARZILLO  Cento euro per chiudere un occhio sulle irregolarità del negozio. Cento euro di tangente e i problemi amministrativi sparivano. Insomma, «se mi dai cento euro non ti faccio il verbale». Con questa offerta un dipendente del Comune di Milano si presentava ai commercianti chiedendo un regalino per evitare la contravvenzione di oltre mille euro. Giovanni Calabrese, napoletano di 55 anni, è stato arrestato ieri mattina in flagranza nella pasticceria Antica Sicilia in via Matteucci, zona piazzale Bacone. I carabinieri della I sezione nucleo investigativo lo hanno bloccato subito dopo aver intascato i cento euro dal proprietario (complice dei militari), ponendo fine a giorni di pedinamenti realizzati in collaborazione con la Polizia locale. Calabrese è agente accertatore per l'ufficio pubblicità del Comune di Milano, con il compito di controllare che le insegne dei negozi siano corrispondenti e a norma. Approfittando del ruolo ha iniziato a chiedere in giro una piccola «offerta» per trascurare eventuali irregolarità, fin quando un commerciante di piazza Aspromonte lo ha denunciato alla polizia locale. La segnalazione è finita in Procura, dove il procuratore aggiunto Alfredo Robledo e il pm Grazia Colacicco hanno coordinato l'in dagine congiunta. (...) segue a pagina 41 «Più traffico dopo la 19.30? No, è la nostra percezione che è cambiata, ci stiamo abituando ad una città meno trafficata. Il traffico prima normale oggi lo vediamo esagerato: sono gli effetti di Area C». PIERFRANCESCO MARAN Fuori dal vaso PROMOZIONI www.cadoroarredamenti.it ARREDA CON IL MASSELLOVia De Amicis, 29/31 MILANO Tel. 02.8321130
35Mercoledì 25 gennaio 2012SPORT @ commenta su www.liberoquotidiano.it Giaccherini sull'1-0, ma la colpa della rete subita va divisa con altri. Tuttavia, combina davvero poco (dal 22' st Greco 5.5). ::: GAGO 6: impegna Storari da lontano, prova a dare segni di vitalità, soffocato però spesso dalla ragnatela di Conte. ::: PJANIC 5.5:spaventa Storari su punizione, ma non trova il bandolo della matassa. ::: BOJAN 4: dov'era (dal 13' st Borini 5.5)? ::: TOTTI 5: passo indietro rispetto al Cesena. Ma tutta la Roma è in serata no (dal 26' st Perrotta). ::: LAMELA 3: niente da segnalare, tranne il rosso per un calcione a Chiellini. Stasera Coppa Italia a Napoli La nuova Inter pensa solo a vendere Motta-Psg ci siamo, Zarate al Tottenham Il Pupone in nazionale? Sindrome azzurra: Abete e Petrucci in ginocchio da Totti ::: TORINO  All'orizzonte, il futuro di Francesco Totti pare macchiarsi d'azzurro. Quattro anni e vari record infranti dopo il ritiro del luglio 2007 («Con i problemi che ho a ginocchio, caviglia e schiena non possogiocare contemporaneamente per la Roma eItalia»), il Pupone lancia messaggi a Prandelli. Sull'aereo per Euro 2012 vorrebbe salirci anche lui, a preparargli il biglietto potrebbero essere Abete e Petrucci. Sembra infatti che la conditio sine qua non che convincerebbe Totti alla disponibilità per il clamoroso ritorno sia la duplice richiesta dei numeri uno di Figc e Coni. Forse un po' troppo. Certo, i guai occorsi a Cassano e Beppe Rossi, Balotelli ancora immaturo, lasciano ancora irrisolta la questione-fantasia. Ma riconvocare Francesco a quasi 36 anni, sull'onda emozionale di gol e prestazioni sarebbe un mezzo fallimento per il movimento. Perché vuol dire che non siamo stati in grado di creare un ricambio generazionale, perché non si può legare il progetto tecnico-tattico di una nazionale agli umori del momento. È vero, Totti è in condizione (come Di Natale, del resto: ma ieri non è andato benissimo), arrivasse così a maggio ci sarebbe la sollevazione dei 60 milioni di ct italiani. Prandelli lo sa e ricorda che «a fine campionatovaluteremo».Astenersiperditempo. [LoTo]. OGGI BARÇA-REAL “As” contro Mou «Fuggirà via come Schettino» MADRID In Spagna ci vanno giù pesanti. Ieri il quotidiano madridista As ha criticato fortemente Josè Mourinho paragonandolo al comandante della Concordia, Schettino e alla sua codardia. Il direttore Alfredo Relano scrive: «L'ego di Mourinho soffre perché la tifoseria e i giocatori non sono soddisfatti e lo fanno vedere. Lui fa filtrare che pensa di saltare giù dal Madrid come Schettino dal Costa Concordia», commenta il giornale. Ieri intanto Mou ha dato vita ad una conferenza “delle sue”, parlando per monosillabi e lanciando accuse alla stampa e all'ambiente madrileno. «Siamo arrivati qui (Mou e il suo staff, ndr) che il Real non vinceva mai; non era nemmeno testa di serie in Champions e in coppa veniva eliminato da squadre di rango inferiore. Adesso siamo primi in classifica, abbiamo vinto una coppa e ci giochiamo gli ottavi col Barcellona...». Che Mou affronterà questa sera (Coppa del Re) smentendo le voci sul suo addio a giugno: «Me ne vado? Non l'ho detto io, chiedete al giornalista...». A TORINO 3-0 La fame della Juve schianta la Roma Giaccherini e super Del Piero portano Conte in semifinale di Coppa Italia. Espulso Lamela JUVE (3-5-2) ::: STORARI 6.5:è sicuro e dà sicurezza: si conferma alternativa di lusso a Buffon. ::: BARZAGLI 7:mastino, la sua efficacia e senso della posizione non cambiano nella difesa a 3 o a 4. Assist per il vantaggio. ::: BONUCCI 6: è il meno sicuro della retroguardia. ::: CHIELLINI 6.5:gioca di fisico e carattere, senza cercare avventure. ::: LICHSTEINER 6.5: largo a destra, con licenza di spingere, riscopre il suo spirito di ex laziale battendosi anche al limite della correttezza (vedi plateale simulazione su una pedata mai ricevuta). ::: MARRONE 6.5: Altra perla del vivaio. Diligente e concreto, va al tiro e prova ad assorbire ogni stilla di saggezza calcistica dal signor Pirlo, che gli incrocia accanto. ::: PIRLO 7.5: geometrie, ritmo, interdizione. E cervello. Con il Pirlo di questa stagione si rischia di essere ripetitivi, proprio come le sue prestazioni. Resisti, Andrea, perché a giugno ci farai davvero contenti. ::: GIACCHERINI 7: scommessa vinta da Conte. Subito in partita, oltre al gol ci mette molta sagacia, muovendosi perfino da mediano. La riprova che il mister le partite le prepara alla grande (dal 42' st Krasic 5: am monito in 30 secondi). ::: ESTIGARRIBIA 7: sbaglia vergognosamente il 3-0, ma il movimento perpetuo e fruttuoso che fiacca Taddei e la Roma fa dimenticare tutto. ::: DEL PIERO 7: e così, Pinturicchio lasciò la firma anche nel nuovo stadio. Partita di classe e sostanza, il gol “alla Del Piero” è una dedica: a se stesso, all'Avvocato, a Boniperti. E il presunto fuorigioco di Borriello che avvia l'azione non c'è (dal 31' st Quagliarella 7: ingresso devastante). ::: BORRIELLO 5.5:rabbioso, fresco ex di serata, si vede che non ha nelle gambe il ritmo partita. Serata che gli tornerà utile (dal 18' st Matri 6.5). ROMA (4-3-3) ::: STEKELENBURG 6: suo malgrado spettatore sui gol subiti. ::: TADDEI 4.5: anello debole della difesa giallorossa, paga la disabitudine al ruolo, forzato dalle convinzioni di Luis Enrique. ::: KJAER 5: serataccia. Assente sul gol di Giaccherini, completa il disastro al 90': autogol sull'ennesima discesa di Quagliarella. ::: HEINZE 4.5: spallate (e non solo) continue con Borriello, fa molta fatica a tenere il passo e perciò le sbavature sono inevitabili. ::: JOSÉ ANGEL 5: giovane ancora acerbo, soffre l'esperienza di Lichsteiner. ::: SIMPLICIO 5: rincorre vanamente ::: TOMMASO LORENZINI TORINO La Juve batte 3-0 la Roma e va semifinale di Coppa Italia, dove troverà la vincente di Milan-Lazio. Conte schiera un 3-5-2 che si dimostrerà vincente, per occupazione degli spazi, interdizione e possesso. Signora in vantaggio al 6'; piatto di Barzagli, buco siderale dei romanisti e Giaccherini supera Stekelenburg, imbelle pure al 30': Del Piero all'incrocio, 2-0. I giallorossi sono lenti, bianconeri padroni del campo: Totti non illumina, Pirlo è sontuoso. Lamela espulso a metà secondo tempo per un calcione alle parti basse di Chiellini. Traversa di Quagliarella, che causa anche l'autorete di Kjaer. JUVE-ROMA 3-0 RETI: 6' Giaccherini, 30' Del Piero, 45' st aut. Kjaer. JUVE (3-5-2): Storari, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichsteiner, Marrone, Pirlo, Giaccherini (42' st Krasic), Estigarribia; Del Piero (31' st Quagliarella), Borriello (18' st Matri). All. Conte. ROMA (4-3-3): Stekelenburg, Taddei, Kjaer, Heinze, José Angel; Simplicio (22' st Greco), Gago, Pjanic; Bojan (13' st Borini), Totti (26' st Perrotta), Lamela. All. Luis Enrique. ARBITRO: Banti. NOTE: ammoniti Estigarribia, Barzagli, Pjanic, Simplicio, Totti, Krasic. Espulso Lamela. PENNELLATA ALLA PINTURICCHIO Il magico tocco a giro di Alex Del Piero, che segna il suo primo gol di stagione Ansa ::: FABIO RUBINI MILANO  Quello tra Inter e Thiago Motta rischia di diventare il tormentone dell'ultima settimana del mercato nerazzurro. Moratti dice di non sapere nulla dell'offer ta del Psg (8 milioni) e fa spallucce: «Motta via?E perchémai?»; mister Ranieri in serata lo ha incontrato e gli ha chiesto di non cedere alle offerte francesi. L'unicoa non esserne convinto è il procuratore del giocatore: «Motta ha ancora un anno e mezzo di contratto con l'Inter. Ma se ci fosse stato lo scorso anno il rinnovo, come da noi richiesto, adesso la situazione sarebbe diversa...». Poi c'è la pista che porta la meteora Mauro Zarate vicino al Tottenham. La Lazio (proprietaria del cartellino) chiede un minimo di 13 milioni euro, cifra che gli Hotspurs sembrerebbero disposti a versare. La sensazione è che Moratti potrebbe scegliere, in nome del fair play finanziario, di cedere alle avances del duo LeonardoAncelotti e privarsi del centrocampista e a non creare problemi per la partenza di Zarate. La preoccupazione però riguarda la voce “entrate”. La prodigiosa rimonta messa in atto da Ranieri autorizzava a sognare in grande, magari con un colpo “alla Pazzini”. Invece quest'anno tanti nomi e altrettante trattative teoriche. Ma come si muoverà l'Inter se dovesse partire Motta? Branca sta lavorando a un'operazione che porterà in nerazzurro il genoano Kucka in cambio di Muntari. Intanto Ranieri lo ha convocato per la sfida di questa sera contro il Napoli valida per i quarti di finale della Coppa Italia. «Sarà una sfida gagliarda», ha spiegato il tecnico, intenzionato a dare un turno di riposo a Milito. Dall'altra parte è stato Capitan Cannavaro a dettare la linea ai suoi: «Vogliamo la coppa Italia». E alle 17.30 scendono in campo Chievo e Siena. T. Motta, 29 anni LaP. Luis Enrique e Antonio Conte
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4 Mercoledì 25 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it «Fateci pagare il gasolio come agli agricoltori» Tra gli autotrasportatori in agitazione: «Perché solo a noi non riconoscono la tariffa agevolata del carburante? Basta concorrenza sleale dagli stranieri pagati una miseria» CONTRADDIZIONI Un manifestante: «A me il lavoro lo pagano dopo 90 giorni, ma le spese per la benzina le devo saldare dopo un mese» l'Italia in ostaggio Fermata una tedesca ad Asti Ci scappa il morto: manifestante sotto un Tir ::: ANDREA SCAGLIA  «Cos'è? Cos'è che dicono?». Che il governo vi ha già concesso quel che chiedete, e però voi… «Ah, ci ha già concesso…». Ma scusa, è vero o no quel che scrive il Sole24Ore? I rimborsi della accise sul carburante vi saranno versati ogni tre mesi e non più ogni anno, poi dovrebbero ridurre le assicurazioni, e ci sono 400 milioni da investire nel settore. «Guarda, adesso ti dico…». La rotonda che porta al casello di Piacenza sud è presidiata, la fiamma per scaldare la notte ancora brucia nel grande bidone. I Tir fermi sul ciglio impediscono l'ingresso ai bisonti della strada che invece vorrebbero entrare, mi fanno notare che tutti hanno targa straniera. Antonella è disponibile ma determinata, «io e mio marito abbiamo due mezzi, siamo padroncini», poi si fionda a discutere: un camion s'è infilato contromano e adesso corre verso l'auto strada. Antonella torna verso di noi, riprende il discorso: «No, non hanno capito nulla della protesta, nulla delle nostre ragioni». E ci spiega che questa cosa delle accise risolve nulla: sono 189 euro ogni mille litri di carburante. Ribattiamo che, visti i tempi, è meglio di niente. O no? «Ma no, che è una presa in giro. Noi chiediamo il prezzo agevolato del gasolio. E attenzione, che non si tratta di una richiesta da aspiranti privilegiati». Ah no? «Ma scusa, mi sapete spiegare perché agricoltori e pescatori il carburante lo pagano di meno “perché ci lavorano”, e invece questo criterio per noi non vale?». E in effetti, la tariffa agevolata del gasolio per uso agricolo corrisponde a circa 1,1 euro al litro, mentre i pescatori siciliani lo pagano 60-70 centesimi. «E figurati che si lamentano anche loro...». Un problema, questo dei costi eccessivi, direttamente collegato all'altra grande questione: «Ma sì, la concorrenza sleale». Sleale? E da parte di chi? «Cioè, in Europa c'è la libera circolazione delle merci, e va bene. Ma ecco, arrivano i Tir dalla Romania, con autista romeno, e là il costo del lavoro è molto più basso, le regole lasche e il gasolio costa meno. Risultato: oltre alle aziende straniere, ci sono anche quelle di trasporto italiane che aprono una sede, chessò , in Romania o in Bulgaria, poi ingaggiano gli autisti locali, li pagano niente e fanno traffico con e in Italia. È scorretto, è un trucco. E noi stiamo morendo». S'inserisce un altro autotrasportatore, «e poi i pagamenti...». I pagamenti? «Ma sì. Nel senso: a me il lavoro lo pagano minimo a 90 giorni , ma il conto del gasolio devo saldarlo a 30. Ci vogliono regole, certe e per tutti. Queste del governo sono briciole. Briciole inutili». DUMPING SUI COSTI Ci spostiamo in un altro presidio. Sulla Milano-Venezia, uscita Capriate, provincia di Bergamo. L'atmosfera è la stessa. Ci avviciniamo a due manifestanti, cominciamo con le domande, «i rimborsi delle accise? Guarda, spendiamo più di commercialista...». Poi ci chiamano Alessandra, è diventata la portavoce del gruppo un'altra donna a guidare i camionisti, e anche questo sfata parecchi luoghi comuni. Legge le critiche del Sole24Ore, scuote la testa. Le chiediamo quale potrebbe essere un segnale soddisfacente da parte del governo. I tasti sono i medesimi - così come il tono accalorato. «Allora sì, la concorrenza sleale. Ci sta letteralmente uccidendo. La tendenza, ovviamente, è stata lanciata dalle grandi aziende, che delocalizzano e tagliano i costi e poi vengono a prendersi il lavoro in Italia». Ma si chiama mercato... «Eh no, scusa. Fossimo in condizioni di parità allora va bene, vediamo chi vince. Ma qui la partita è truccata». Si inserisce un uomo: «Ma sai quanto prendono gli autisti polacchi? Quaranta centesimi al chilometro. Possibile?». Riprende Alessandra: «E questa situazione viene ovviamente cavalcata dai committenti. Io lavoro in un'azienda con quattordici mezzi, ho perso il 40 per cento dei clienti. Mi dicono “sai, i tuoi concorrenti costano meno”. Fate conto che il mio tariffario è fermo al 2008...». Poi ci fa l'esempio: «Per dire, una consegna a Lione: il minimo che posso far pagare è 1.200 euro. Mi rispondono “no, quelli dell'est costano 890”. Ma io ne ho 850 di spese...». E le cifre diffuse dalla Cgia di Mestre confermano lo scenario: «Attualmente a un autotrasportatore italiano che fa lunghe percorrenze viene corrisposta una tariffa pari a 1,20 euro al chilometro. Se a questo importo storniamo il prezzo del carburante e i costi di gestione - pedaggi, imposte, manutenzione - l'im porto netto si riduce a 0,15 euro al chilometro». Una miseria. Poi anche Alessandra reclama il prezzo agevolato del carburante: «Prendiamo la Spagna: non sembra messa molto meglio di noi, eppure là il gasolio lo pagano 1,301,40 euro al litro. Qui siamo a 1,7. Per farvi capire: considerando un serbatoio di 500 litri, vuol dire che uno spagnolo paga un pieno 200 euro in meno di noi!». ALLA LARGA DAI PARTITI E di appoggi? I sindacati? «No, questa non è una protesta sindacalizzata. Siamo noi che ci siamo mossi autonomamente». E i partiti? Parte un altro: «Buoni quelli... La Lega? Ma per favore... Ma lo sapete perché nel nordest ci sono pochi presidi? Perché sono lì molteaziende chehannodelocalizzato, e gli autisti sono tutti stranieri». Una signora passa in macchina, tira giù il finestrino e ne grida di ogni ai camionisti. Ci voltiamo verso Alessandra: la gente non pare essere con voi... «Macché. Noi siamo quelli delle stragi sulle strade, e anche su questa fandonia ce ne sarebbe da dire. Ma è meglio che tutti ricordino che se trovano la frutta e la carne nei negozi, e se si vestono, e se arrivano le medicine alle farmacie, ecco, è per il nostro lavoro». Si ferma un attimo, guarda in basso, poi rialza lo sguardo: «No, non vogliamo morire. Ma davvero vi sembra così strano?». “ . GASOLIO  Agricoltori e pescatori il carburante lo pagano di meno «perché ci lavorano» ma questo criterio per noi non vale CONCORRENZA  Arrivano i Tir dalla Romania, con autista romeno, costo del lavoro basso, regole lasche e gasolio meno caro Le polemiche Il Pdl attacca il governo: «Doveva muoversi prima» ::: ROMA  «Il governo doveva muoversi prima. Non si doveva arrivare alla paralisi sulle strade italiane». Le parole del segretario del Pdl, Angelino Alfano, suonano come un atto d'accusa verso l'esecutivo per lo sciopero dei Tir. Il partito berlusconiano, infatti, giudica inaccettabili i blocchi e le violenze di questi giorni, che stanno mettendo in ginocchio il Paese sia per quanto riguarda la mobilità sia per la reperibilità delle merci nei supermercati. Ieri della questione ha parlato anche Mario Monti da Bruxelles. «Lo sciopero è un diritto garantito dalla Costituzione, ma bisogna esigere il rispetto della legalità. Abbiamo comprensione per le proteste delle categorie, ma facendo rispettare le leggi», ha detto il premier. Mentre in ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ha dato via libera ai prefetti che, «di fronte all'emergenza, potranno far ricorso a misure e ordinanze straordinarie». Come è accaduto ieri a Roma, dove i Tir non autorizzati non sono stati fatti entrare in città. Insomma, dopo due giorni di blocchi il governo si muove. Ma dal centrodestra piovono critiche. Sia per il ritardo, sia per il mancato ascolto ::: CHIARA PELLEGRINI ROMA  La protesta fa la sua prima vittima: un camionista astigiano di 46 anni, Massimo Crepaldi, ucciso da un Tir in manovra guidato ad un'autista tedesca. Sono le 5.10 e sulla A 21 Torino-Piacenza, al casello Asti Ovest, va in scena l'enne simo picchetto. Fermo in strada c'è anche un “Man Tgx”, il “bestione”di Karin Jiutta Weckerle. È lei, 53 anni il prossimo 1 marzo, la camionista tedesca che ha spinto sull'acceleratore e che - subito arrestata adesso è accusata di omicidio colposo. Anche se la Questura di Asti precisa che «l'esatta dinamica dell'incidente è ancora in corso di accertamento». Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, sembra che la vittima, che abitava con la famiglia in via Bernardino Pallio ad Asti, sia stata prima “agganciata” e poi schiacciata dal camion della Weckerle. Fa freddo sulla Torino-Piacenza e Karin Jiutta Weckerle, volontà teutonica, non ha tempo da perdere, è bloccata sin dalla sera prima nell'area presidiata dagli autotrasportatori che protestano per il caro-gasolio. Forse non ne può più delle rimostranze dei colleghi italiani. Decide che è ora di andare. Così lascia lentamente la fila. Qualche manifestante si avvicina al camion. Si alzano i toni, sale la tensione. Tentano di convincerla a restare e forse ci riescono. La Weckerle, intenzionata in un primo momento ad abbandonare la protesta, acconsente ad effettuare un'ulte riore sosta. Le indicano una nuova zona di parcheggio, sulla destra della carreggiata, dove già sono fermi altri mezzi. Ad aspettarla, anche se le dinamiche sono ancora da chiarire, c'è Massimo Crepaldi. Con fare tutto italiano decide di accompagnare l'invito a restare con «piccoli colpi sulla carrozzeria del mezzo pesante», che potrebbero avere spaventato o irritato la camionista tedesca. La Weckerle avrebbe così accelerato ed agganciato lateralmente Crepaldi, poi trascinandolo sotto il Tir. L'uomo muore sul colpo. La donna, dopo essere stata ascoltata per alcune ore dal procuratore capo di Asti, Giorgio Vitari, e dal pubblico ministero, Vincenzo Paone, viene accusata di omicidio colposo. Profondo rammarico per il grave incidente accaduto ad Asti è stato espresso dal ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, che ha fatto giungere «ai familiari della vittima sincere condoglianze». Unanime «cordoglio e vicinanza» da parte del Sindacato di polizia (Sap). Ma anche un monito: «I blocchi sono illegali e chi partecipa commette reato. Episodi come quello di Asti potrebbero purtroppo ripetersi», ha ammonito preoccupato Massimo Montebove, consigliere nazionale del Sap per il Piemonte. «Ma siamo anche determinati a far rispettare la legalità e», ha aggiunto, «ad impedire che qualche centinaio di persone possa bloccare il Piemonte, mettendo a repentaglio la propria e l'altrui incolumità, oltre a creare disagi ai cittadini e danni economici dei quali gli autori delle proteste potrebbero essere chiamati a rispondere in sede civile». Il Tir che ha investito il manifestante Ansa
42 Mercoledì 25 gennaio 2012 LOMBARDIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it La denuncia «Il wi-fi di Pisapia è lento e caro» Meglio la Provincia ::: MICHELA RAVALICO  Il sindaco Pisapia l'ha sparata grossa. «A Milano comincia l'era di Internet gratis» ha annunciato settimana scorsa il primo cittadino. A smascherare la mezza verità, in quattro e quattro otto, ci ha pensato il giovane e intraprendente Mattia Calise, del Movimento 5 stelle. Cellulare alla mano ha provato a collegarsi nelle aree wi-fi free (per i profani, zone della città dove ci si può collegare a Internet senza fili e senza pagare). Il risultato è stato penoso: il servizio viaggia in upload a 200k, in download appena sotto il megabit. In soldoni: impossibile caricare (o scaricare) una pagina di un sito o una foto in tempi ragionevoli. Quel che è peggio, per l'immagine del Comune, è che in Provincia il servizio wifi gratis funziona alla grande. E soprattutto costa molto meno al contribuente. «Collegandosi all'Idroscalo, una delle aree coperte dalla provincia - ci racconta Calise - si ottiene una copertura di 20 megabit. Come se fossimo connessi con un'Adsl». In Provincia, aggiunge il consigliere grillino, «hanno scelto di essere proprietari della rete e con l'inve stimento per il wi-fi coprono anche i costi delle telecamere di sicurezze e i collegamenti dei dipendenti provinciali». Internet gratis per tutti “firmato” Pisapia nasconde un altro altarino. Il servizio, che è gestito da due società straniere, Siemens e British Telecom, fu attivato dalla precedente giunta, quella di Letizia Moratti. La quale a sua volta, prima dell'estate, si era pavoneggiata inconferenza stampaperavere finalmentedotato Milano di un servizio che nel resto d'Europa è comune come l'acqua dalrubinetto.Peccatoche il servizio funzionava male e lentamente con Moratti, e continua a girare male con Pisapia. Il tutto per un contratto di 60 milioni di euro che scade nel 2014. La vera novità di questa amministrazione è che il wi-fi (che si chiama WiMi) è stato esteso a 50 aree del Comune tra biblioteche, anagrafi, musei. «Noi ci auguriamo che il sindaco voglia rivedere il progetto e realizzarlo in proprio. Si potrebbe risparmiare e garantire un servizio efficiente ai cittadini», incalza Calise. MONTICHIARI (BS) . La Regione pronta a chiudere Green Hill Potrebbe non essere necessario aspettare novembre per la chiusura di Green Hill, l'al levamento di cani per la vivisezione di Montichiari (Bs). Il Consiglio della Lombardia sarebbe pronto per la messa in discussione già nelle prossime settimane della legge regionale che vieta l'allevamento di cani ed altri animali destinati alla vivisezione in tutto il territorio lombardo. Questo significherebbe che Green Hill chiude subito. [Ftg.] ::: MARIA LUIGIA PIZZULO COMERIO (VA)  Per ottenere ottimi risultati dai propri dipendenti bisogna motivarli, incentivarli e fargli capire gli andamenti del mercato. Insomma renderli partecipi, non solo fattivamente, ma anche emotivamente della crescita e dello sviluppo aziendale oltre che prepararli ad affrontare, con maggiore serenità, il complesso momento economico . È la filosofia aziendale della Whirlpool che manda i suoi 144 manager, della sede di Comerio (Varese) a seguire una lezione di Psicologia positiva. In cattedra questa mattina, per il Leadership forum di Whirlpool Emea, in programma fino a venerdì allo Sheraton Hotel di Malpensa, salirà Tal Ben Shahar, scrittore e conferenziere, paladino della «Positive psycology» e già docente fra i più seguiti nei corsi tenuti ad Harvard. «Tal Ben Shahar sostiene che, senza dimenticare i punti deboli, ci si debba in prima battuta concentrare sui punti di forza, sia a livello individuale sia di organizzazione aziendale spiega Adriano Mureddu, vice presidente human resources Whirlpool Emea - è esattamente quello che stiamo facendo al nostro interno, creare le migliori condizioni per far fruttare i talenti. Farli fruttare in ogni ruolo nell'ambito dell'azienda; per questo abbiamo voluto che Tal Ben Shahar parlasse non soltanto ai manager, ma anche ai dipendenti». Il guru americano «utilizza un'immagine molto efficace per rendere il concetto: il manager deve essere come un giardiniere nel coltivare e crescere i talenti». Una scelta, quella di focalizzarsi sul ruolo della leadership, ribadita con forza da Whirlpool in tempi che restano difficili per il settore elettrodomestici e con prospettive di ripresa non immediate. «Diventa ancora più importante e complesso in situazioni come queste il ruolo dei leader - conclude Mureddu -, che devono essere fermi nelle decisioni e negli obiettivi, ma contemporaneamente dare fiducia ai propri collaboratori. A loro spetta la responsabilità di gestire le questioni quotidiane senza perdere di vista le sfide a lungo termine». Nel pomeriggio si trasferirà nel Centro operativo europeo di Comerio per parlare ai dipendenti. Va detto però che la regola della mens sana in corpore sano viene applicata in toto, non solo benessere psicologico quindi ma anche un programma per la salute e il benessere del personale. Tanto è vero che dalla scorsa settimana, sempre in Whirlpool, è partito il primo dei cinque corsi di cucina per far apprendere le regole del mangiare sano. L'approccio tra i fornelli è stato «Dimmi come mangi: dal fuoco dei primitivi allo chef a domicilio» nel Centro Operativo Europeo di Comerio. La lezione è stata svolta da Pierre Ley, membro dell'Accademia Italiana della Cucina e blogger gastronomico. Prossimo appuntamento il 2 febbraio «La tavola nell'arte». Comerio (Va) Whirlpool manda i suoi manager dal guru-psicologo Per affrontare la crisi e lavorare in serenità i dipendenti vanno a lezione di «ottimismo»
33Mercoledì 25 gennaio 2012TV E SKY @ commenta su www.liberoquotidiano.it 6.30 TG1 - Previsioni sulla viabilità CCISS Viaggiare informati 6.45 Unomattina. Condotto da Elisa Isoardi e Georgia Luzi 10.55 Che tempo fa 11.00 TG1 11.05 Occhio alla spesa “Rimettersi in forma e nutrigenetica”. Condotto da Alessandro Di Pietro 12.00 La prova del cuoco. Con Antonella Clerici 13.30 TG1 14.00 TG1 Economia TG1 Focus 14.10 Verdetto Finale “La coabitazione genitori e figli”. Con Tiberio Timperi 15.15 La vita in diretta. Condotto da Marco Liorni e Mara Venier 18.50 L'eredità 20.00 TG1 20.30 Calcio, Coppa Italia: Tim Cup 2011/2012 Quarti di finale Napoli - Inter (Diretta) 23.10 Porta a Porta. Condotto da Bruno Vespa 0.45 TG1 Notte - TG1 Focus 1.15 Che tempo fa 1.20 Sottovoce 1.50 Rai Educational Cult Book “Rivoluzioni culturali” 2.20 Mille e una notte Musica Jonnhy 7 RAI UNO 6.30 Cartoon Flakes 10.00 TG2punto.it 11.00 I Fatti Vostri. Condotto da Giancarlo Magalli e Adriana Volpe 11.30 Seduta dell'assemblea dedicata all'intervento del Presidente del Consiglio (Diretta) 13.00 TG2 Giorno 14.00 Italia sul Due. Con Lorena Bianchetti e Milo Infante 16.20 Desperate Housewives “Vincitori e vinti” con Teri Hatcher 17.15 Camera dei Deputati Replica del Presidente del Consiglio agli interventi nel dibattito sulle mozioni presentate sulla politica europea dell'Italia e dichiarazioni di voto 19.35 Squadra Speciale Cobra 11 “Nemici mortali” con Erdogan Atalay 20.30 TG2 - 20.30 21.05 L'Isola dei Famosi 9. Condotto da Nicola Savino e Vladimir Luxuria 0.10 TG2 0.25 La Storia siamo noi. Condotto da Giovanni Minoli 1.20 TG Parlamento 1.30 E.R. - Medici in prima linea “Vecchi tempi” con Noah Wyle 2.10 Meteo 2 RAI DUE 7.30 TGR Buongiorno Regione 8.00 Agorà “I tir fermano l'Italia” 10.00 La Storia siamo noi “A voi la linea. Tiziano Terzani” 11.00 Apprescindere “Italiani e sicurezza” 12.00 TG3 - Sport Notizie 12.25 TG3 Fuori TG 12.50 Le storie - Diario italiano “Il ristagno economico dell'Italia: quali le origini? Ospite l'economista Michele Salvati” 12.55 Seduta dell'assemblea dedicata all'intervento del Presidente del Consiglio (Diretta) 13.30 Geo & Geo 14.00 TG Regione - Meteo 14.20 TG3 - Meteo 3 15.00 Question time (Dir.) 15.50 Cose dell'altro Geo 17.40 Geo & Geo 19.00 TG3 19.30 TG Regione - Meteo 20.00 Blob 20.15 Vita di campagna (Comico, 1934) con Stan Laurel. Regia di Charles Rogers. 20.35 Un posto al sole 21.05 Chi l'ha visto? “Si riparla del caso Orlandi”. Condotto da Federica Sciarelli 23.15 Glob Spread “L'economia internazionale” 0.00 TG3 Linea notte RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico - Meteo 5 Borsa e Monete 8.00 TG5 Mattina 8.40 La telefonata di Belpietro 8.50 Mattino Cinque. Con Federica Panicucci e Paolo Del Debbio Grande Fratello 11.00 Forum 13.00 TG5 - Meteo 5 13.40 Beautiful 14.10 CentoVetrine 14.45 Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi 16.15 Amici 16.55 Pomeriggio Cinque. Condotto da Barbara D'Urso 18.45 The Money Drop 20.00 TG5 - Meteo 5 20.30 Striscia la notizia - La voce della contingenza. Condotto da Ezio Greggio e Michelle Hunziker 21.10 Riassunto: Il tredicesimo Apostolo - Il Prescelto 21.15 Prima tv Il tredicesimo Apostolo - Il Prescelto “Dalle stelle” “La scelta” con Claudio Gioè 23.30 Matrix. Condotto da Alessio Vinci 1.30 TG5 Notte - Meteo 5 2.00 Striscia la notizia La voce della contingenza. (Replica) CANALE 5 6.50 Cartoni animati 8.40 Una mamma per amica “Marte e Venere” “La posta in gioco” 10.35 Everwood “Coincidenze religiose” “Una decisione difficile” 12.25 Studio Aperto - Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 Cartoni animati 15.30 Prima tv Camera Cafè Ristretto 15.40 Prima tv Camera Cafè 16.10 The Middle “Un Natale estenuante” “I ragazzi di Coll” 16.55 La vita secondo Jim 17.45 Trasformat 18.30 Studio Aperto - Meteo 19.00 Studio Sport 19.20 Prima tv Mediaset Provaci ancora Gary “Agenzia matrimoniale Gary” con Jay Mohr 19.50 Prima tv I Simpson “BaseBart” 20.20 C.S.I. “L'insolito sospetto” 21.10 Una notte al museo (Commedia, 2006) con Ben Stiller, Carla Gugino. Regia di Shawn Levy. 23.25 Derby in famiglia (Commedia, 2005) con Will Ferrell, Robert Duvall. Regia di Jesse Dylan. 1.15 Chiambretti Wednesday Show. Con Piero Chiambretti ITALIA UNO RETE QUATTRO LA 7 6.00 TGLa7 - Meteo - Oroscopo - Traffico 7.00 Omnibus 9.45 Coffee Break. Con Tiziana Panella 11.10 L'aria che tira. Con Myrta Merlino 12.30 I menù di Benedetta “Ospite: Umberto Smaila” 13.30 TG La7 14.05 Solo quando rido (Commedia, 1968) con David Hemmings, Richard Attenborough. Regia di Basil Dearden. 16.25 Atlantide - Storie di uomini e di mondi. (Replica) 17.30 L'ispettore Barnaby “Chi ha ucciso Cock Robin?” con John Nettles 19.20 G' Day “Ospiti: Melissa Satta e Renato Mannheimer”. Con Geppi Cucciari 20.00 TG La7 20.30 Otto e mezzo. Con Lilli Gruber 21.10 Seconda edizione Gli intoccabili “Prima puntata”. Condotto da Gianluigi Nuzzi (Dir.) 23.15 Abandon - Misteriosi omicidi (Thriller, 2002) con Katie Holmes, Benjamin Bratt. Regia di Stephen Gaghan. 0.55 TG La7 1.05 (ah)iPiroso. Condotto da Antonello Piroso Rai 4 21.10 Doppia ipotesi per un delitto (Thriller, 2005) con Ray Liotta, LL Cool J. Regia di Wayne Beach. 22.50 Boardwalk Empire “The Ivory Tower” con Steve Buscemi Rai Storia 21.00 Dixit Fatti “Rotocalco”. Con Giovanni Minoli 23.00 Reselection Rai Movie 21.00 Vivere e morire a Los Angeles (Poliziesco, 1985) con Willem Dafoe. Regia di William Friedkin. 23.00 LdB - Ladri di biciclette 23.35 Il giardino di limoni (Drammatico, 2008) con Hiam Abbass. Regia di Eran Riklis. Rai 5 21.15 Science of crime “Senza traccia” 22.10 Icone, corpi che parlano “Oriana Fallaci”. Condotto da Marco Ferrante 22.40 Questa non è una pipa “Sport spettacolo” 23.10 David Letterman Show. Con David Letterman Cielo 20.00 Top Chef - All Star 21.00 Masterchef Usa 22.00 Hell's Kitchen - Il diavolo in cucina 23.00 Spartacus: sangue e sabbia “I vulcanalia” con Andy Whitfield Canale Italia 20.30 TG Canale Italia 21.00 Sanremo Story 23.45 C'era una volta La 5 20.25 Extreme Makeover Home Edition 21.10 30 giorni per diventare una star (Commedia, 2004) con Alanna Ubach, Udi Kier. Regia di Gabriela Tagliavini. 22.55 Grande Fratello Live Iris 21.05 Qualcosa è cambiato (Commedia, 1997) con Jack Nicholson. Regia di James L. Brooks. 23.35 Una sposa per due (Commedia, 1962) con Cesar Romero. Regia di Henry Levin. Real Time 20.40 Abito da sposa cercasi 21.10 Prima tv Ma come ti vesti? 22.10 Tabatha Mani di Forbice CANALI FREE DIGITALE TERRESTRE 7.25 Nash Bridges “Buon Natale Nash” 8.20 Hunter “Pupe e monete” 9.40 R.I.S. Roma - Delitti imperfetti “Effetto Lucifero” 10.50 Benessere - Il ritratto della salute 11.30 TG4 - Meteo 12.00 Un detective in corsia “Attrice per un giorno” 13.00 La signora in giallo “Il medico della famiglia” 13.50 Forum 15.10 Hamburg Distretto 21 “Latin Lover” 16.15 Sentieri 16.40 Può succedere anche a te (Commedia, 1994) con Nicolas Cage, Bridget Fonda. Regia di Andrew Bergman. 18.55 TG4 - Meteo 19.35 Tempesta d'amore 20.30 Walker Texas Ranger “Il cuore di drago” 21.10 I due superpiedi quasi piatti (Commedia, 1977) con Terence Hill, Bud Spencer. Regia di Enzo Barboni. 23.40 I bellissimi di R4 23.45 Lolita (Drammatico, 1996) con Jeremy Irons, Melanie Griffith. Regia di Adrian Lyne. 2.35 Ad occhi aperti (Commedia, 1999) con Denis Leary,. Regia di M. Night Shyamalan. CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE Joi 21.15 Studio 60 on the Sunset Strip “Una storia da copertina” 22.05 Studio 60 on the Sunset Strip “L'after party” con Matthew Perry 22.55 Rookie Blue “La grazia del buon Dio” con Missy Peregrym 23.40 The Black Donnellys “La resa dei conti” 21.15 Un fidanzato in prestito (Commedia, 2010) con Claire Keim, Marie-Anne Chazel. Regia di Stéphane Kappes. 22.55 Nip/Tuck “Cliff Mantegna” con Dylan Walsh 23.55 Shameless “Zia Ginger” “Casey casden” con Ethan Cutkosky 20.25 The Mentalist “Il miglio rosso” con Simon Baker 21.15 Dr. House - Medical Division “Andare avanti” con Hugh Laurie 22.00 Joi Extra “Nella psiche di House” 22.20 V “Manipolazioni genetiche” con Elizabeth Mitchell 23.00 Joi on Air Steel Mya FILM SPORT TELEFILM 17.00 Calcio, Coppa d'Africa 2012 Gruppo A, Libia Zambia (Diretta) ES 19.30 Calcio, Coppa d'Africa 2012 Gruppo A, Guinea Equatoriale - Senegal (Diretta) ES 20.00 Rubrica sportiva Highlights Heineken Cup SP2 20.45 Calcio, Carling Cup Semifinale, gara di ritorno Liverpool - Manchester City (Diretta) SP3 21.30 Rubrica sportiva Euro Calcio (Diretta) SP1 21.30 Rubrica sportiva Winter SP2 22.00 Calcio, Coppa del Re Quarti di finale, ritorno Barcellona - Real Madrid (Diretta) SP1 22.00 Wrestling WWE Domestic Raw Episodio 31 SP2 22.05 Equitazione, Rolex Fei World Cup 2012 Lipsia: salto (Differita) ES 23.10 Golf, PGA European Tour 2012 Volvo Golf Championship (Highlights) ES 21.00 Glee “Sì/No” F 21.00 Wonder Woman “Formicida” FR 21.00 N.C.I.S.: Los Angeles “Tiri liberi” FC 21.00 Prima tv Revenge “Fantasmi del passato” FL 21.05 I maghi di Waverly DY 21.50 C'era una volta “La cosa giusta da fare” F 21.50 N.C.I.S.: Los Angeles “Celebrità” FC 21.55 Cybergirl DY 21.55 Prima tv Desperate Housewives “Debolezze” FL 22.00 Wonder Woman “La bomba del tempo” FR 22.00 Strike Back Project Dawn - Senza regole “Episodio pilota” SKU 22.45 The Killing “L'ombra di Orpheus” FC 22.45 Pan Am “Ich Bin Ein Berliner” FL 22.45 Prima tv - Prima stagione, primo episodio New Girl “Episodio pilota: Jess” F 22.50 Boardwalk Empire “21” SC1 19.30 L'armata delle tenebre Con B. Campbell MGM 19.30 Paranormal Activity Con K. Featherston SCM 21.00 Detective a 2 ruote Con Nick Cannon SCF 21.00 Il segreto del bosco vecchio Con Paolo Villaggio C 21.00 Nell Con Jodie Foster MGM 21.00 Un weekend da bamboccioni Con Adam Sandler SCC 21.00 In ostaggio Con Robert Redford SCM 21.00 Matrimoni e altri disastri Con Margherita Buy SCP 21.10 Prima tv Skyline Con Eric Balfour SC1 21.10 Cool Runnings - Quattro sotto zero Con John Candy SCH 22.40 Tesoro mi si è allargato il ragazzino Con Lloyd Bridges SCF 22.40 Last Night Con Keira Knightley SCP 22.45 Il pesce innamorato Con Paolo Hendel SCC 22.55 La leggenda di Johnny Lingo Con George Henare MGM 22.55 The Last Song Con Miley Cyrus SCH 23.00 Mi piace giocare Con Lisa Boyle SCM 23.10 Centochiodi Con Raz Degan C 0.15 Una pazza giornata a New York Con Mary-Kate Olsen SCF 0.15 Crazy Heart Con Jeff Bridges SCP 0.25 Housebroken Con Danny DeVito SCC DOCUMENTARI 21.00 Prima Tv Enigmi alieni “Le origini dell'uomo” THC 21.00 Prima Tv L'ultimo sopravvissuto “Nei canyon dello Utah”D 21.25 Prima Tv Inventori della porta accanto “L'arrampicamuri” NGC 21.50 Prima Tv Misteri a 360° “Re Artù” NGC 22.50 L'esorcista “La storia vera” THC 22.50 Gli Indistruttibili “Apnea mortale” NGC RAGAZZI 18.20 Leone il cane fifone CN 18.45 Ben 10: Ultimate Alien CN 19.10 Holly e Benji CN 19.30 Spongebob NCK 19.35 Batman: The Brave and the Bold CN 20.10 I Simpson “Marge diventa large” F 20.30 Adventure Time CN 20.30 Spongebob NCK 20.35 I Simpson “Una casa subito” F 20.55 Regular Show CN 21.00 I pinguini di Madagascar NCK 21.20 Nuovi episodi Hero 108 CN 21.25 Spongebob NCK 21.45 Virus Attack CN 21.50 Spongebob NCK SATELLITI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Chan. HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geo.HD SC1 Cinema 1 HD SCC Cinema Comedy HD SCF Cinema Family HD SCH Cinema Hits HD SCM Cinema Max HD SCP Cinema Passion HD SP1 Sky Sport 1 HD SP2-3 Sky Sport 2-3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione Italia 1 ore 21.10 Una notte al museo Rai Movie ore 21 Vivere e morire a Los Angeles Canale Italia ore 21 Sanremo Story Cinema Max ore 21 In ostaggio I CONSIGLI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone
12 Mercoledì 25 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: IL FUTURO DEL CENTRODESTRA L'esecutivo sbanda Sul milleproroghe Monti è costretto a pensare alla fiducia ::: ROMA  Servirà la fiducia anche qui. Nonostante fosse in vista del traguardo, il decreto milleproroghe si è arenato a Montecitorio e ora il governo pensa seriamente di blindarlo. Nel caso, il provvedimento verrebbe licenziato nel tardo pomeriggio di domani. Inizia tutto ieri mattina, quando il dl riprende a sorpresa la via delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali. È successo che lo sconticino ai lavoratori precoci - infilato all'ultimo per addolcire quanto più possibile la pillola per sinistra e sindacati - secondo il governo andrebbe coperto con un aumento dei contributi previdenziali per i lavoratori autonomi. Operazione irricevibile per il Pdl («La questione è politicamente rilevante», ammette il relatore Gianclaudio Bressa), che si fa promotore del rinvio in commissione: «La modifica sui pensionati precoci va ritirata», taglia corto il deputato e massimo esperto previdenziale pidiellino Giuliano Cazzola. La maggioranza trasversale che sostiene Monti incappa così in una sbandata imprevista, e i pronostici sull'iter parlamentare dei prossimi - e già in partenza più problematici - provvedimenti governativi quali liberalizzazioni e mercato del lavoro si fanno d'un tratto più foschi. Quanto al milleproroghe, l'incidente sembra comunque destinato a non protrarsi eccessivamente. Se il ministro Elsa Fornero auspica «una soluzione alternativa» per reperire la copertura mancante, da Palazzo Chigi filtra la volontà di mettere il testo al sicuro mediante il ricorso alla fiducia, peraltro già autorizzato nel corso dell'ultimo consiglio dei ministri. A quel punto, la tabella di marcia sarebbe segnata: oggi pomeriggio l'Aula riprenderebbe l'esame del testo in attesa di dargli il disco verde nella giornata di domani. Quello relativo alle pensioni, infine, non è l'unico irrisolto del provvedimento. Ci sono ancora in ballo l'estensione dei termini per le liti fiscali relative al 2011 («Non è un regalo agli evasori», ribadisce l'autore Giuseppe Leone del Pdl) e la sanatoria per i partiti responsabili di avere affisso manifesti elettorali abusivi, sulla quale il deputato veltroniano del Pd Walter Verini ha annunciato voto contrario indipendentemente dalla linea scelta dal proprio partito. M. G. Norme più dure Il Senato si ravvede: cambia lo svuota carceri L'uscita sugli immigrati Grillo svolta a destra: no alla cittadinanza facile ::: ROMA  Il Senato cambia il decreto «svuota carceri». Gli arrestati in flagranza di reato nei casi di furto in appartamento, rapina ed estorsione, non aspetteranno la convalida dell'arresto e il giudizio per direttissima ai domiciliari, ma saranno portati o nelle celle di sicurezza, o in carcere. A stabilirlo è la nuova formulazione dell'emen damento presentato da Filippo Berselli (Pdl) e Alberto Maritati (Pd), i due relatori del provvedimento. Una modifica voluta dall'ex Guardasigilli, Nitto Francesco Palma, e dalla maggioranza del Pdl, che in Aula ha spesso votato con la Lega. Nel partito di Silvio Berlusconi restano molte le voci contrarie al provvedimento. Ieri sono tornati a farsi sentire gli ex sottosegretari Alfredo Mantovano e Guido Crosetto. I due, per far sì che il Parlamento «decida avendo piena consapevolezza degli effetti provocati dal primo mese di applicazione delle norme», in un'interrogazione ai ministri di Giustizia e Interno denunciano «un calo del numero degli arresti in flagranza, preferendosi al loro posto la denuncia a piede libero». E questo per via dell'impossibilità di custodire gli arrestati nelle camere di sicurezza, giudicate inadeguate per i nuovi compiti. Il risultato è un «calo del livello di sicurezza». A Palazzo Madama il voto dell'Aula sul decreto è previsto entro stasera. Anche con il ricorso alla seduta notturna. T.M. ::: CHIARA BUONCRISTIANI  «La cittadinanzaa chinasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso». Fa discutere la svolta “a destra” di Beppe Grillo, che dal suo blog ha bocciato lo ius soli. Il tutto dopo che, qualche giorno fa, lo stesso comico ligure aveva appoggiato la protesta dei tassisti contro le liberalizzazioni. Questa volta il tema della cittadinanza ha prima spiazzato e poi spaccato lo stesso movimento Cinque stelle: la scorsa settimana, in Emilia, i grillini sono stati accusati di non aver votato a favore della risoluzione che sosteneva la campagna “L'Italia sono anch'io” per la cittadinanza ai bimbi stranieri nati in Italia. Scelta che non è piaciuta a diversi sostenitori e così il blog di Grillo è stato inondato di commenti critici. «La cittadinanza italiana a chi nasce in Italia è un diritto fondamentale al pari di quello dell'acqua pubblica e di internet libero e gratuito», si legge. E ancora: «Caro Beppe chi nasce in Italia è italiano». A scagliarsi contro le parole del comico è anche la Rete G2 - organizzazione che riunisce gli immigrati di seconda generazione. «Grillo non sa di cosa parla», spiega il portavoce Ezequiel Iurcovich. Critico sulle posizioni del leader del Movimento Cinque stelle anche il Pd: «Grillo è abituato a ragionare per paradossi. Ma il paradosso vero», attacca il deputato Pd Andrea Sarubbi, «è che un milione di italiani di fatto non lo siano per la legge, bambini e ragazzi nati e cresciuti qui». Il Pdl incontra Angela La Merkel ha nostalgia «Come sta Berlusconi?» Alfano e Frattini a Berlino: «Ci prepariamo a tornare al governo». E la Cancelliera a sorpresa manda i saluti al Cav ::: SALVATORE DAMA ROMA  «Questo governo ha un vincolo ontologico nell'abbinamento ai suoi risultati», dice Angelino Alfano, in missione a Berlino con Franco Frattini. Vincolo ontologico? Il segretario politico del Pdl si spiega meglio: «Un governo come questo, non nato dalle elezioni, trova il suo vincolo nei risultati». È necessario che produca fatti. Insomma: Monti è sotto esame tutti i giorni. Alfano e Frattini sono arrivati a Berlino lunedì sera. L'ex ministro degli Esteri è molto amico di Elmar Brok, deputato della Cdu che festeggia il compleanno alla fondazione Adenauer. Alla cena c'è anche Angela Merkel e i due ex ministri italiani approfittano dell'occasione per salutarla. Come sono i rapporti italo-tedeschi all'interno della famiglia popolare europea? Qui da noi si sono scritte antologie sui presunti commenti di Berlusconi, al telefono, circa l'anatomia della Merkel. Che non è proprio una falsa magra. Così come s'è vociferato dell'antipatia di Angelona per il Cavaliere, con tanto di pressioni (smentite) suNapolitano per far dimettere il suo governo. Tutto passato, sembrerebbe: Alfano e Frattini hanno trovato una cancelliera molto cordiale, che ha chiesto notizie di Silvio, gli ha spedito i suoi saluti e si è interessata allo stato di salute del Pdl. «Ci stiamo riorganizzando, siamo un partito con una classe dirigente molto giovane», hanno spiegato gli interlocutori italiani. «Alla Merkel», ha rivelato Alfano, «ho spiegato che sceglieremo il candidato premier attraverso le primarie». Infine l'impegno comune: «Pdl e Cdu devono essere solidali contro il rischio di derive socialiste alla Zapatero». Berlusconi? È ad Arcore. Oggi e domani sarà in tribunale per il processo Mills. Giovedì sera riunirà il Pdl per decidere gli emendamenti al decreto liberalizzazioni: «Il governo è stato troppo tenero con banche e assicurazioni, va corretto il tiro», ha annunciato ai suoi. L'altro fronte su cui l'ex premier accelera è il mercato del lavoro: si deve intervenire d'urgenza, «non è possibile che, per fare un favore alla sinistra, i professori presentino un disegno di legge», che ha tempi più lunghi. Infine la Lega. La cena di lunedì con Bossi è stata un buco nell'acqua: «Il Carroccio guadagna consensi attaccando noi». E nei sondaggi sale: è al 12 per cento. Il Pdl è stabile al 24: «Ma con questi numeri meglio cambiare la legge elettorale attenuando il premio». EX PREMIER Silvio Berlusconi è nato a Milano il 29 settembre 1936. Ha vinto le elezioni Politiche nel 1994, nel 2001 e nel 2008. A novembre ha lasciato il testimone a Mario Monti, e adesso il Pdl sostiene il professore bocconiano. Il Cavaliere deve capire, tra le altre cose, come cambierà il suo rapporto con la Lega che ha deciso di opporsi a Monti. E che minaccia di mollare gli azzurri in vista delle Amministrative LaPresse Silvio Berlusconi ha un nuovo ufficio a Montecitorio. All'ex premier, nella sua nuova veste di leader di maggioranza, è stata assegnata la stanza di prammatica. Problema: vicino di porta del Cavaliere sarà Pier Luigi Bersani, a sua volta capo di un partito che sostiene Monti. Dai vertici di maggioranza alle assemblee di condominio? il graffio Problemi di vicinato
24 Mercoledì 25 gennaio 2012 MOTORI @ commenta su www.liberoquotidiano.it pagina a cura di La novità /Peugeot 208 Non cresce, ma diventa più spaziosa L'erede della 207 ha un design tutto nuovo e interni più ampi. Scende pure il peso, a favore di consumi e prestazioni ANCHE CON TRAZIONE 4X4 . Fiat Panda Classic Non è nuova, ma fa risparmiare Durante i suoi otto anni di carriera ha mietuto notevoli successi e, nonostante il recente arrivo dell'erede completamente rinnovata, ad andare in pensione non ci pensa nemmeno: parliamo della Panda seconda serie, riproposta con la denominazione Classic. I prezzi di lancio sono davvero interessanti: per la “base” 1.2 a benzina (da 69 cavalli) bastano 7.900 euro (contro i 9.050 necessari una volta terminata la promozione); il conto sale a 8.650 euro (sempre in offerta lancio) se si desidera il “clima” manuale e si carica di ulteriori 200 euro aggiungendo fendinebbia e barre portatutto. Per chi è attento ai costi di gestione c'è la 1.2 EasyPower a Gpl, che parte da 10.650 euro (offerte escluse), mentre chi preferisce l'alimentazione a metano può orientarsi sulla 1.4 Natural Power da 77 CV, proposta a 11.850 euro. Non manca la diesel 1.3 Multijet (da 75 CV e 10.850 euro), anche in versione Climbing 4x4 a 15.350 euro (volendo, con differenziale a controllo elettronico). Per risparmiare sul pieno senza rinunciare alla trazione integrale si può optare per la Climbing a benzina, che ha 69 CV. Fra i principali accessori a pagamento c'è l'Esp con il sistema che non fa arretrare l'auto nelle partenze in salita (che, però, non è abbinabile alle “bi-fuel”): costa 300 euro. E non è finita qui, perché, sempre nella lista degli optional c'e pure il sedile posteriore sdoppiato (175 euro), l'omologazione per cinque posti (200) e la radio con cd e mp3 (450). Il debutto Porsche Boxster, ora è più magra e raffinata  La strategia Porsche è quella consolidata: rinnovare i suoi modelli da cima a fondo, senza rivoluzioni con la serie precedente. È appena accaduto con la 911, e ora la storia si ripete con la nuova Boxster. Attesa per i primi di marzo a Ginevra, questa “piccola” spider mantiene il ruolo di modello d'accesso al prestigioso marchio: i prezzi partono da poco più di 51.000 euro, mentre per la più potente e dotata versione S ne servono circa 11.000 in più. L'impronta del frontale (con luci diurne a led) e le proporzioni della carrozzeria restano quelle note. Eppure la Boxster 2012 ha tratti più incisivi, complice l'ac centuata inclinazione del parabrezza e le fiancate scolpite dalle ampie incavature che portano alle prese d'aria. Un'altra novità è nella capote in tela, sempre a comando elettrico ma che non deve più essere sbloccata manualmente; inoltre, lo spoiler retrattile nella coda si raccorda visivamente ai nuovi indicatori di direzione che “tagliano”in due i fanali. Il nuovo abitacolo offre più spazio agli occupanti e con la plancia ispirata a quelle di 911 e Panamera ha guadagnato eleganza; nella consolle campeggia uno schermo touch screen 7 pollici per gestire l'impianto audio e il sistema PCM (optional). Rispetto al modello precedente crescono il passo e la carreggiata, come pure il diametro dei cerchi, ora di 18 pollici (di 19 per la S). Grazie alla scocca in alluminio e acciaio, il peso è diminuito di circa 25 kg e di ciò si giovano le prestazioni: con il cambio robotizzato a doppia frizione e a sette marce (optional), secondo la Porsche il nuovo sei cilindri 2.7 da 265 CV della versione “base”permette diaccelerare da0 a 100 km/h in 5”7 valore che, sempre secondo la casa, scende a 5”1 per la “S” (con un 3.4 da 315 CV); per la velocità massima, i dati ufficiali parlano, rispettivamente, di 264 e 279 km/h. In aggiunta, anche grazie al sistema Stop&Start, i consumi sono diminuiti: per la Boxster più potente il valore medio omologato dalla casa è di 12,5 km/l, e di 13 per quella più “tranquilla”. All'aumento dell'efficienza contribuisce l'inedito servosterzo elettromeccanico. La Boxster godrà di optional quali le sospensioni elettroniche autoregolanti e il sistema che amministra la coppia fra le ruote posteriori, per migliorare l'efficacia in curve. A richiesta c'è il pacchetto Sport Chrono: con i supporti del motore attivi, che migliorano l'auto quando è al limite.  L'agenda della nuova star fra le utilitarie è già definita: primo appuntamento, l'8 marzo al Salone di Ginevra. Poi, in aprile, la Peugeot 208 sarà nelle vetrine delle concessionarie. Di sé, la vettura francese ha già fatto parlare molto, e non solo per la linea che rivoluziona lo stile del modello del quale prende il posto: se la 207 si faceva notare soprattutto per la quasi esagerata presad'aria anteriore, la sua erede convince per l'armonia con cui mette assieme curve morbide e particolari taglienti, condendo il tutto con qualche vezzo come i fari dai contorni alquanto elaborati. E poi c'è il tocco originale delle nervature nelle fiancate, che scorre in basso nella carrozzeria a cinque porte, mentre nella tre porte si stempera lungo la linea di cintura suggerendo un profilo a freccia da piccola coupé. La 208 è di 7 cm più corta della sua progenitrice: da paraurti a paraurti ne misura 397. Eppure lo spazio a bordo è aumentato, grazie a soluzioni che ottimizzano lo sfruttamento dei volumi: la rientranza della plancia di fronte al passeggero anteriore accentua la sensazione di ariosità e le poltrone, ben sagomate, hanno schienali più sottili che liberano centimetri preziosi per le gambe di chi viaggia dietro. Originali il cruscotto e il piccolo volante, insolito perché ha una forma ellittica. Incastonato fra plancia e consolle c'è il grande schermo touch screen, attraverso il quale gestire la radio, il computer di bordo e, per 490 euro, il navigatore; del display, però, è privo l'allesti mento base Access, che al suo posto ha un portaoggetti. Nella media il baule: contiene 285 litri, che crescono a 1076 a divano reclinato. L'evoluzione della specie, oggi più che mai, passa anche attraverso la riduzione del peso, obbiettivo tenuto meno in considerazione all'epoca della 207 e diventato primario per la 208, che l'ha centrato anche grazie all'am pio ricorso ad acciai speciali ad alta resistenza. Sulla bilancia, il risparmio vale in media più di un centinaio di chilogrammi, il che significa dover “chiedere meno” ai motori, con vantaggi in termini di consumi ed emissioni, nonché di brillantezza di marcia. La gamma a benzina parte dal nuovo tricilindrico 1.2 da 82 CV, accreditato di una notevole economia d'esercizio (in media 22,2 km con un litro, secondo la Peugeot): in estate andrà ad affiancare i quattro cilindri 1.4 (da 95 CV) e 1.6 (120 CV) in vendita da aprile. Nella seconda metà dell'anno miglior rapporto prezzo/dotazione (la tre porte 1.4 a benzina costa 14.250 euro), mentre la Business c'è soltanto con il 1.4 a gasolio e le 5 porte (16.350 euro). Per avere inclusi nel prezzo il “clima”automa tico a due zone, il cruise control con limitatore di velocità, i sedili anteriori sportivi e i cerchi in lega di 16 pollici, c'è l'allestimento top, denominato Allure. Quest'ultimo è il solo al quale sono destinati i motori con più di 100 CV: abbinandoli alla carrozzeria a 5 porte si spendono 17.500 e 19.150 euro. Fra gli accessori “sfiziosi” c'è il tetto panoramico in vetro (480 euro, ma non per la Access), con profili luminosi a led lungo le guide di scorrimento della tendina a comando manuale che serve per oscurarlo: assieme agli interni in pelle, alla carrozzeria con vernice opaca e modanature cromate, e ai cerchi in lega di 17”, fa parte del ricco equipaggiamento della Ice Velvet, l'edizione di lancio in tiratura limitata della tre porte 1.6 eHDi da 114 CV (650 esemplari in Europa, 100 dei quali riservati all'Italia e proposti a 22.900 euro), già prenotabile sul sito internet della Peugeot. La nuova Porsche Boxster La nuova Peugeot 208 si farà notare per le sue forme e per l'ampia gamma di modelli arriveranno inoltre un 1.0 da 68 CV e due motori turbo (un 1.6 da circa 160 CV e un 1.2 da 120). Quanto ai turbodiesel, l'offerta si basa sulla 1.4 HDi da 68 CV e sulla 1.6 e-HDi da 92 oppure 114 CV (con Stop&Start che, invece, nel caso della 1.4 è riservato alla variante con cambio robotizzato). La dotazione di sicurezza è completa anche nel caso dell'alle stimento base Access (12.400 euro con il 1.2 a benzina e tre porte), che già offre di serie l'Esp, 6 airbag e i 3 poggiatesta posteriori regolabili. L'intermedia Active è quella con il
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10 Mercoledì 25 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it CHIAREZZA L'uomo è preparato e meno supponente del Professore, ma dovrebbe dire a tutti i suoi spasimanti con chi sta e quali programmi ha per il suo futuro le grane di Monti fisco, privatizzazioni, dismissioni di patrimonio pubblico, taglio della spesa pubblica, politica di sicurezza, politica dell'immigrazione, sono argomenti sui quali i due principali schieramenti prima, il cosiddetto Terzo Polo dopo, si sono fatti una guerra spietata. Sono argomenti sui quali il governo Monti del quale Corrado Passera è membro illustre hanno attuato alcune scelte che stanno suscitando reazioni pesanti di una parte colpita degli italiani elettori, ignorato altre, anzi si sono proprio rifiutati di porsi il problema. Le non scelte non sono imputabili al riserbo di un governo tecnico a tempo che ritenga doveroso, come aveva enunciato, di non intervenire se non nell'emergenza della crisi economica internazionale. Dove hanno ritenuto che sia il caso di mettere i piedi nel piatto i tecnici lo hanno fatto e lo faranno, che sia un Riccardi sull'aboli zione della legge sulla tassa di soggiorno sacrosanta per gli immigrati, che sia una Severino sulla carcerazione preventiva nelle famigerate camere di sicurezza. Le loro sono decisioni politiche, anzi politically correct, e si suppone che siano collegiali, e che non possono non riguardare il super ministro dello Sviluppo Economico. EX MANAGER Il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera LaPresse Alcool, sballo e schiamazzi notturni: il centro storico di Firenze fa schifo. Colpa del sindaco Renzi: dà troppo spago ai giovani, sostiene il cuoco di grido Fabio Picchi, chef del cuore di D'Alema. Renzi però esulta: nel suo piccolo, ai vecchi del Pd ha rottamato perlomeno le balle. il graffio Gioventù abbrustolita IL SONDAGGIO SU «LIBEROQUOTIDIANO.IT» Bocciata l'alleanza Prof-Cav Lo spunto lo ha offerto il sondaggio del TgLa7 di Chicco Mentana: secondo la rilevazione, una coalizione Frankenstein con Pdl, Pd e Terzo Polo a sostegno di Monti vincerebbe alle prossime elezioni con il 55,1% dei voti. Su liberoquotidiano.it abbiamo chiesto ai lettori che ne pensavano di una simile alleanza. Il risultato? Una macroscopica bocciatura: l'80% degli utenti si è detto «non favorevole» all'accozzaglia. La domanda ha scatenato il panico tra i lettori. Uno dei più spaventati commentava: «Piuttosto voto Di Pietro. E ho detto tutto». L'utente Bosco43 si limitava a puntualizzare: «Non voterei». Caustico il commento di liberi-tutti: «Piuttosto la morte». Tra i possibilisti Napolione sta: «Qualsiasi governo, basta che non sia di sinistra». Commento Più Stato per tutti con le «liberalizzazioni» di Monti ::: DAVIDE GIACALONE  Il governo Monti emana e proclama, nel mentre i grossi partiti applaudono e piangono a turno. Talora gioendo e disperandosi nello stesso momento, per autocommiserazione. Tanto alto (e meritato) è il discredito della politica che la supposta tecnicità delle scelte governative porta con sé una certa popolarità. Eppure basta guardare alle presunte liberalizzazioni e all'idea di utilizzare la Cassa depositi e prestiti per permutare partecipazioni azionarie contro denaro spendibile, per riconoscereil dnaneocorporativo estatalista di quel che si va facendo. Si sono chiamate “liberalizzazioni” delle regolazioni centralistiche, per giunta considerandole utili ad un balzo felino del prodotto interno lordo. La realtà è ben diversa: nel decreto si descrive uno Stato che stabilisce quanti sono i notai, quante le farmacie, quanti i taxi, uno Stato che decide per il bene del mercato e del cittadino, dotandosi di nuove autorità centrali. E lo fa per decreto (vedo che il Quirinale tarda a firmare, segno che il problema da noi sollevato c'è, sebbene sarà, alla fine, ignorato). Queste decisioni, che non liberalizzano un bel nulla, ma aumentano l'offerta regolamentata, frazioneranno il Pil assai più di quanto non lo facciano crescere. L'idea di trasferire partecipazioni azionarie pubbliche nella Cassa depositi e prestiti, ricavandone quattrini con cui pagare i debiti, è pura cosmesi contabile, perché lo Stato vende allo Stato. Operazione tecnicamente furba, che crea non pochi problemi, ma tutta interna alla logica statalista. Nulla a che vedere con quanto qui proposto: mettere patrimonio immobiliare, partecipazioni e crediti dentro una nuova società, incaricata di vendere gradualmente, ma a scadenze fissate, in modo da raccogliere risparmio e produrre liquidità con la quale abbattere il debito, offrire risorse per investimenti infrastrutturali e non gravare sui contribuenti, i quali, all'opposto, dovrebbero vedere scendere la pressione fiscale. Mentre la sinistra finge di fare il tifo a favore delle liberalizzazioni e la destra finge entusiasmo per misure immediate, che decretino un cambio radicale del mercato del lavoro, il governo procede inchiodando sempre di più l'Italia al centralismo programmatorio e allo statalismo pervasivo, per giunta negando di star costruendo una nuova Iri, quindi rinunciando all'intento positivo legato alla nascita di quell'istituto: una politica industriale nazionale. Si badi, queste non sono critiche al governo Monti. Non mi piace il collettivo disertare dall'ovvio, sicché si lasciano passare cifre a capocchia, come la crescita dell'11% del Pil grazie alle liberalizzazioni. Delirio. Non mi piace il conformismo che biascica di sobrietà, tanto che, oramai, metto le mutande di pizzo pur di non sentirmi assimilato. Ma la colpa non è di Monti, o dei suoi ministri, la colpa è nel credere che un Paese possa essere amministrato come un condominio. I partiti che applaudono e piangono a turno sono ridotti a condòmini senza idee e senza programmi, oramai espropriati da un amministratore che li prende in giro. Il guaio è che un Paese senza politica è solo un Paese in cui la politica non si decide democraticamente. Esiste, ma non si vede e non si giudica. Però, cribbio, gli spread calano. Monti è stato bravo. Monti èbravo, manoi ripetiamo,fin dallascorsa estate, che gli spread non misurano la nostra salute, e oggi calano perché forse si fa l'accordo per tenere la Grecia nell'euro, non creando un precedente che porterebbe al disfacimento della moneta unica. Se l'accordo si chiude noi resteremo, comunque, con 40-45 miliardi l'anno da tagliare e tassare, per venti anni. Se non si chiude torneranno a salire, fino alla rottura. Dopo di che potremo solo dare sfogo a una rabbia tanto inutile e fessa quanto la pretesa che una democrazia funzioni senza politica democratica. www.davidegiacalone.it Tutti nel nido di Passera Così si suicidano i partiti Pdl, Pd e centristi corteggiano il ministro dello Sviluppo economico. Si trincerano dietro l'ex banchiere perché manca una vera classe dirigente capace di produrre nuove idee sinistra, al Terzo Polo, a tutti gli spasimanti. Tutti lo vogliono, a quanto è dato di interpretare nelle nebbie in cui è avvolta la politica o quel che resta di essa nell'era dei tecnici; tutti nei Palazzi smembrati di ruolo e di potere dalla calata dei tecnocrati vogliono Corrado Passera come candidato premier di un futuro schieramento per le prossime elezioni, evento che si prevede inevitabile ma anche imperscrutabile e per ora non collocabile nel tempo che intercorre tra oggi e la fine naturale della legislatura, aprile 2013, poco più di un anno che potrebbe essere lunghissimo. Si scrive e dunque si legge, si dichiara, ufficiosamente al momento, per carità, che il banchiere cattolico sarebbe ambito sia pur con qualche problema dal Pd, al quale peraltro sarebbe vagamente legato per via di un sodalizio antico con Romano Prodi e di una lunga pratica con il banchiere Bazoli; che non dispiacerebbe averlo anche al Terzo Polo, nonostante qualche fastidio per l'ego di Pier Ferdinando Casini, ultimamente in grande espansione, perché il progetto del partito cattolico troverebbe nuova linfa. Infine, il Pdl che i suoi stessi dirigenti danno in caduta libera nei consensi, sarebbe lieto, almeno in parte, almeno peones e quadri medi, di ritrovare un capo forte, che godrebbe di un rapporto costruito faticosamente negli anni con Silvio Berlusconi. Il lato più grottesco di questi ragionamenti che gli addetti ai lavori riportano con tono di chi la sa lunga è che a nessuno viene in mente di mettere in fila le differenze del programma politico che i tre schieramenti dovranno a un certo punto mettere a punto, sia pur obtorto collo, e che dovrebbero ancora esserci in un Paese che è stato polarizzato pesantemente e chiassosamente. Che so io riforma della giustizia, articolo 18, peso del (...) è ansioso? Si potrebbe chiedere a lui, e sperare che cominci a rispondere qualcosa di meno enigmatico de «il futuro mi ha sempre sorpreso», perché almeno in questo, l'imprevedibilità del destino, è simile ai comuni mortali, e perché se davvero, come sostiene chi lo conosce bene, la scelta di fare il ministro è stato il primo passo di una antica aspirazione alla leadership politica e al servizio del Paese in un momento di crisi, non sono ambizioni così poco nobili da essere taciute, al contrario, ma vanno anche chiarite per scopi e direzioni di percorso. Si dovrebbe però soprattutto chiederlo ai partiti in depressione grave e in crisi di identità totale, ai naufraghi dello tsunami Monti-Napo litano, che sperano forse di risolvere i loro problemi non rifondandosi ma affiliandosi al personaggio presentabile di turno, non importa da dove venga, Bingo! Si potrebbe obiettare che anche Prodi faceva il professore e il manager, ma la sua storia dossettiana non lo rendeva collocabile che nella sinistra sociale. Si potrebbe argomentare che Silvio Berlusconi entrò in politica come un ariete, ma nessuno mai avrebbe potuto immaginarlo a sinistra. Qui invece si parla di un jolly, e un jolly in politica fa impressione perfino nel caos del 2012. A un candidato anche futuro, anche nascosto, va chiesta e pretesa coerenza di collocazione. L'uomo è preparato, ambizioso, ben maritato, meno supponente di Monti, offre grandi garanzie di presentabilità. Ma con chi sta e che cosa vuole lo dovrebbe dire, a noi, al centro ::: segue dalla prima MARIA G. MAGLIE .
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