ULTRAZOOM
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36 Sabato 21 gennaio 2012
23 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Sabato 21 gennaio 2012 Gli indipendenti di Edison dicono sì al riassetto Tempo di quaresima Al «Corriere» non resta che vendere i gioielli Saltato l'accordo con l'Huffington Post per colpa di «Repubblica», il gruppo ha un mese per il piano di dismissioni. Possibile buco da 400 milioni CESSIONI D'OLTRALPE Alla prima voce di dismissioni compare la cessione della francese Flammarion specializzata nell'editoria libraria. Dall'altra parte si torna a parlare di un vistoso dimagrimento dell'area periodici. Comunque non ci sono preclusioni. Tutto quello che trova un compratore, a questo punto, potrebbe essere messo in vendita ::: NINO SUNSERI  Per il «Corriere della Sera» si apre la stagione dei grandi saldi. Inutile parlare di investimenti. Proprio ieri è stato annunciata la nascita di Huffington Post Italia, frutto dell'alleanza tra il sito d'informazio ne Usa creato fra Arianna Huffington e il Gruppo L'Espresso. L'ope razione vale dieci milioni e la Rcs ci girava intorno da un po' di tempo nel tentativo di rafforzare la sua presenza sulla Rete. A quanto pare l'ul timo rilancio da parte degli arcirivali di «Repubblica» è stato irresistibile. Non resta che la quaresima. Entro un mese il gruppo dovrà esaminare un piano di dismissioni con un duplice scopo: da una parte di fare cassa e dall'altra di tagliare le perdite. Alla prima voce compare la cessione della francese Flammarion specializzata nell'editoria libraria. Dall'al tra si torna a parlare di un vistoso dimagrimento dell'area periodici. Comunque non ci sono preclusioni. Tutto quello che trova un compratore, a questo punto, può essere venduto. «Anche il Corriere della Sera» spiega una fonte in vena di sorrisi amari. Una battuta certo. Ma offre la misura del problema. La Rcs è forte in Italia e in Spagna. Vale a dire le due nazioni dell'Eurozona messe peggio. L'emorragia di pubblicità e il declino dei lettori stanno scavando come talpe sui conti di Via Solferino. Nella buona sostanza sono solo Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport a tirare la carretta. Con difficoltà crescenti, peraltro. I libri hanno un equilibrio un po' precario e qualche rivista perde un po' meno di altre. Tutto qui. In Spagna è tempesta. L'insieme di queste fatiche potrebbe portare, secondo alcuni analisti, a una perdita di bilancio pari a 400 milioni. Una cifra piuttosto consistente che imporrà scelte rigorose. O un aumento di capitale oppure una severa cura dimagrante. Non è nemmeno escluso che servano entrambe le medicine. La sola vendita di Flammarion potrebbe non essere sufficiente. La casa editrice francese, nella migliore delle ipotesi, porterà 200 milioni. Una bella cifra. Ma certamente non risolutiva. Già adesso il debito di Rcs è vicino al miliardo. Il peso della Spagna ha aggravato la situazione. Senza contare la svalutazione degli avviamenti. Anche Flammarion avrebbe bisogno di una bella tirata a lucido prima di essere messa sul bancone del supermercato. Il 77% della casa editrice venne acquistata da Rcs Libri nel 2000 per circa 230 miliardi che equivaleva ad una valutazione complessiva dell'azienda di 300 miliardi. Di recente sono emersi dei problemi. Come recita l'ultima relazione di bilancio «ricavi e margini sono sensibilmente diminuiti rispetto al 2010. Nei nove mesi dell'attuale esercizio la controllata transalpina ha garantito un giro d'affari sceso a 147,9 milioni (-2%)». Dal punto di vista industriale non rappresenta più quell'importante presidio nel mercato francese dei libri come un tempo. I problemi di bilancio della Rcs si incrociano con gli appuntamenti societari. All'assemblea di aprile il consiglio d'amministrazione deve essere rinnovato. Diego Della Valle e Giuseppe Rotelli sono intenzionati a far sentire il loro peso. Soprattutto il patron della Tod's non ha mai nascosto le proprie ambizioni. Vuole accrescere la sua quota del 5%. E vorrebbe anche la responsabilità della gestione convinto di poter sistemare l'azienda facendola tornare fonte di guadagno (da aggiungere al peso politico che non ha mai perso). Gli altri azionisti puntano i piedi (a cominciare da presidente di Banca Intesa, Giovanni Bazoli. L'urgenza di un aumento di capitale favorirebbe il riassetto. Il nuovo consiglio sarà l'esito del braccio di ferro. MERCATINO Il ceco Kellner vende e taglia la quota in Generali ASSICURAZIONI Il finanziere ceco Petr Kellner (nella foto), salito sopra il 2% delle Assicurazioni Generali nell'aprile del 2010, poco prima del rinnovo del consiglio di amministrazione, ha ormai quasi dimezzato la sua quota nella compagnia, vendendo gradualmente sul mercato a partire dal novembre scorso e scendendo intorno all'1,13%. E ora sul mercato si inizia a ragionare, in prospettiva, sul luglio 2014, quando diventerà esercitabile il diritto di uscita dalla joint venture Generali Ppf Holding. Premio assistenza ai clienti A Wind il Customer satisfaction TLC Wind riceve un ulteriore riconoscimento per il suo servizio di assistenza clienti. È stato, infatti, assegnato all'azienda, a Milano, il premio “Relazione con il Cliente Cittadino 2011”, per la migliore Customer Satisfaction tra le società di telecomunicazioni in Italia. Il premio è stato ritirato da Roberto Funari (nella foto), Responsabile del Customer Care Mobile di Wind: «Questo ulteriore riconoscimento conferma l'im pegno di Wind», dichiara Roberto Funari, «che è riuscita a trasferire in modo corretto il significato di “valore del cliente” a tutti coloro che, quotidianamente, sono coinvolti nelle customer operation». Doppio riconoscimento per Telecom Italia: il primo con il Servizio 187 dedicato alla clientela consumer, il secondo con Telecontact Center, società del Gruppo Telecom Italia (100%) dedicata ai servizi di customer care. Rumor su interesse di Cairo Vola dell'8% il titolo TiMedia TIVÙ Ti media corre in Piazza Affari dopo le ipotesi di un ingresso del gruppo di Urbano Cairo (nella foto), la concessionaria di pubblicità de La7, nel capitale della controllata da Telecom Italia: il titolo è salito dell'8,50% finale a 0,16 euro. Molto forti gli scambi: nella seduta sono passate di mano quasi 8,5 milioni di azioni, dieci volte la media quotidiana dell'ultimo mese. In leggero calo (-1,23% a 2,89 euro) il titolo della Cairo communication. Secondo indiscrezioni di stampa, Urbano Cairo starebbe valutando di investire 30-40 milioni di euro per una quota del 15 per cento di Ti Media. INDUSTRIA Un altro passo verso la recessione Fatturato e ordinativi inchiodati Dall'industria arrivano altri segnali negativi, con fatturato e ordinativi che nel mese di novembre restano al palo. L'Istat registra un giro d'affari fermo su ot tobre e in aumento di appena lo 0,2% su base annua, basti pensare che per trovare un dato peggiore bisogna tornare indietro di quasi due anni, al dicembre del 2009. La retromarcia riguarda anche gli ordinativi, un indicatore sensibile, in grado di anticipare l'andamento dell'attività industriale nei prossimi mesi. Le commesse crescono solo dello 0,1% in termini congiunturali, praticamente in stallo, mentre proseguono a calare su base annua, cedendo lo 0,7%. Nonostante l'ultima parte del 2011 sia andata male il bilancio sui primi undici mesi resta ancora positivo, grazie soprattutto alla spinta arrivata dalle esportazio ni. Anche a novembre è il mercato estero a impedire un fatturato negativo.  Gli amministratori indipendenti di Edison si apprestano a dare il loro decisivo via libera al riassetto di Foro Buonaparte. Ieri i tre indipendenti (Gian Maria Gros-Pietro, Gregorio Gitti e Mario Cocchi) si sono riuniti per ricevere ed esaminare le analisi sulle operazioni con parti correlate previste dal riassetto e svolte dagli advisor Goldman Sachs e Rothschild. A quanto si apprende i consulenti avrebbero ritenuto congruo il prezzo della cessione del 50% di Edipower da Edison a Delmi, la holding dei soci italiani. Il prezzo di 600 milioni, concordato tra Delmi e i francesi di Edf, si attesterebbe infatti nella parte alta della forchetta individuata dagli advisor. Ora gli indipendenti avranno qualche giorno di tempo per riflettere sulle valutazioni ma salvo colpi di scena inattesi - nel cda del 24 gennaio di Edison dovrebbero dare assenso al sospirato riassetto. Sul fronte delle ex municipalizzate le scintelle continuano a sprizzare. «Manca ancora un accordo tra A2A e Iren sulla nuova governance di Edipower». La trattativa non è ancora finita», ha detto il direttore generale di Iren, Andrea Viero, lasciando la sede di A2A dove per più di 9 ore ieri ha trattato, insieme al suo amministratore delegato Roberto Garbati, con il direttore generale di A2A, Renato Ravanelli. Si chiude nel weekend? «Speriamo» ha detto Viero. «Ci rivedremo, entro martedì dovremo arrivare a una soluzione» ha detto Garbati che, a chi chiedeva se le posizioni fossero ancora distanti, si è limitato a un sorriso di circostanza. A questo punto, dunque, le trattative proseguiranno serrate per trovare una soluzione che accontenti i due principali soci di Edipower».
11Sabato 21 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: I VIZI DELLA POLITICA Gli intoccabili I finti tagli di Fini alle diarie della Casta La detrazione massima per un deputato che non va mai alla Camera è 723 euro: incasserà comunque 2000 euro al mese (...) mensile di circa 7.500 euro che sarà erogato anche a chi se ne starà comodamente a casa sua senza mai andare un solo giorno al mese a Roma. Oltre a questa somma potrà ancora percepire fino alla fine della legislatura altri 3.690 euro netti al mese per il rimborso forfettario di spese di segreteria, che dalla prossima legislatura forse verrà corrisposto solo dietro presentazione di regolari ricevute o di contratti registrati per pagare i propri collaboratori. Quel che non accadrebbe in alcun altro lavoro al mondo, può dunque avvenire a Montecitorio perfino dopo i draconiani e tartufeschi tagli annunciati dal presidente della Camera. Sulla carta un deputato totalmente disinteressato ai lavori della Camera potrà occuparsi di altro a casa sua e potere contare su più di 12 mila euro netti al mese fra stipendio base, rimborsi per spese di soggiorno che non ha, rimborsi per spese di segreteria che non ha, rimborsi per spese di trasporti che non sostiene e rimborsi di spese telefoniche che a questo punto sarebbero del tutto private. Per avere da qui alla fine della legislatura circa 200 mila euro netti un deputato può banalmente non fare nulla di nulla. La grottesca situazione nasce dalle decisioni dell'ufficio di presidenza della Camera prese il 25 ottobre scorso. La linea del rigore aveva imposto infatti di tenere conto ai fini delle presenze dei deputati ai lavori parlamentari non solo dei voti in aula, che ci sono in pochissime sedute al mese, ma anche della loro presenza ai lavori delle commissioni parlamentari. Chi risultava meno in aula infatti spesso sosteneva di lavorare sodo in commissione, dove in effetti ogni deputato non deve stare lì come un robot a spingere un bottone e votare come dice il capogruppo. Le presenze sono state legate anche alla corresponsione della diaria: è chiaro che se un deputato non viene a Roma, non c'è motivo al mondo di rimborsargli un hotel dove non dorme. Solo che il regime delle trattenute trovato è diventato una vera e propria farsa. La diaria vale oggi 3.500 euro al mese. Le presenze in assemblea sono calcolate solo nei giorni in cui c'è votazione, ed è considerato presente solo chi partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni. Le trattenute sono di circa un quindicesimo in caso di assenza. I giorni di votazione però si contano sulla punta delle dita: sono stati 5 ad ottobre, 5 a novembre e 4 a dicembre. Ogni deputato ha diritto ogni mese al condono di un giorno di assenza durante le votazioni. Decine di deputati possono essere giustificati ogni mese dal loro capogruppo, che in ufficio di presidenza li esenta dalla presenza e dalla trattenuta di 206,58 euro. Altri deputati ::: LA SCHEDA LA BUSTA PAGA Per i deputati è previsto uno stipendio fisso mensile di circa 7.500 euro che sarà erogato anche a chi diserterà costantemente le sedute. ALTRI BENEFIT Oltre ai 7.500 euro, fino alla fine della legislatura arriveranno altri 3.690 euro netti al mese per il rimborso forfettario di spese di segreteria. LA TEORIA Sulla carta, un deputato disinteressato ai lavori può contare su più di 12mila euro netti al mese fra stipendio base, rimborsi per spese di soggiorno che non ha, rimborsi per spese di segreteria che non ha, rimborsi per spese di trasporti che non sostiene e rimborsi di spese telefoniche che a questo punto sarebbero del tutto private. IL MALLOPPO Da qui alla fine della legislatura ogni singolo deputato può godere di circa 200 mila euro netti, senza peraltro essere obbligato a presentarsi in Aula. oltre alle assenze che sono giustificate per tutti i lavoratori dipendenti, hanno diritto a non essere penalizzati mettendosi in missione o per motivi istituzionali o per motivi politici autorizzati. Alla fine il massimo della trattenuta che può rischiare dall'aula un deputato che non va mai è di 723,03 euro al mese. Molti però vengono perdonati comunque con i condoni di fine mese in ufficio di presidenza. Ai più sfortunati restavano comunque senza lavorare 2.800 euro al mese di rimborsi fasulli. Le novità arrivano per il lavoro in commissione. Ma il regolamento proposto da Fini e approvato da tutti i gruppi è una vera burla: si opererà una trattenuta sulla diaria di 300 euro per chi diserterà più del 50 per cento delle giornate di seduta della commissione parlamentare e di 500 euro per chi diserterà più dell'80% delle sedute. Risultato finale. la diaria per chi non va mai a Montecitorio sarà assicurata comunque per circa 2.300 euro al mese. Che si sommano ai 5.246,97 euro netti dell'in dennità parlamentare, ai 3.690 euro netti di rimborso di spese di segreteria (che siano sostenute o meno, tanto non bisogna provare nulla), ai 1.108 euro minimi mensili di rimborso taxi (che li si prenda o no) e ai 258 euro mensili netti di rimborso spesa del telefonino. Senza fare nulla dunque si intascano 12.602 euro netti al mese, ed è un privilegio che nessuna altra categoria di lavoratori in Italia ha mai avuto, ha e mai avrà. In un caso del genere in qualsiasi posto di lavoro si sarebbe licenziati per giusta causa, e l'azienda potrebbe anche chiedere i danni al dipendente. A Montecitorio questo regime invece si chiama “stringiamo la cinghia anche noi come tutti gli italiani”. «I tassisti sono vittime della loro cagnara. Se avessero trattato più serenamente potevano fare di più». Lo ha sottolineato Italo Bocchino, di Futuro e Libertà, a proposito del pacchetto liberalizzazioni del governo. Il falco futurista, in effetti, sa bene quello di cui parla. Anche i finiani, se avessero fatto meno cagnara e avessero trattato più serenamente, avrebbero sicuramente ottenuto qualcosa in più. il graffio Cagnara finiana INTOCCABILI I parlamentari possono incassare, attraverso varie scappatoie, rimborsi per spese che in realtà non sostengono Accuse al presidente Il Pd processa Gianfranco «Rinuncia ai tuoi privilegi» ::: ROMA  Perfino il Partito democratico, che pure con Gianfranco Fini flirta dall'inizio della legislatura, stavolta sente puzza di bruciato. «È estremamente positiva e incoraggiante la decisione assunta dall'ufficio di presidenza della Camera in merito alla riduzione dei costi della politica nel capitolo riguardante i rimborsi per le spese dei deputati», concedono i deputati Giorgio Merlo e Mario Pepe. Ma che fine ha fatto, aggiungono i due, «il tema degli enormi privilegi che sono appannaggio della presidenza della Camera e dei questori? Sarà una dimenticanza?». E dire che Montecitorio sperava di aver fatto il passo giusto. Come? Decidendo di intervenire sui 3.690 euro che spettano, a titolo di indennizzo per le spese sostenute per i loro collaboratori, ai deputati. Il rimborso, d'ora in avanti, non avverrà più in automatico, ma solo dopo la presentazione delle relative ricevute. Una beffa, per l'Italia dei valori. Perché, come spiega il vicecapogruppo dipietrista Antonio Borghesi, «più che davanti a una stretta sulle indennità siamo, ancora una volta, in presenza di una strettina che non riduce di un solo centesimo il complesso di quanto percepiscono oggi i parlamentari». Quanto emerso dall'uffi cio di presidenza della Camera, infatti, «si limita a pretendere, ma solo parzialmente, la documentazione per quanto attiene gli assistenti parlamentari». Furibonda la reazione di Antonio Mazzocchi, questore in quota Pdl. I democratici Pepe e Merlo, ribatte, sono «due polli in un pollaio che fanno solo chiasso». Lui e gli altri questori, si difende, non solo hanno «mansioni diverse dai deputati», ma sono gravati anche da «un carico di lavoro maggiore, perchè siamo come amministratori delegati della Camera. È come se un funzionario dicesse a un amministratore delegato: perché guadagni più di me?». Ciò non toglie, annuncia Mazzocchi, che «probabilmente a gennaio taglieremo ulteriormente l'indennità spettante ai questori e forse anche quella degli appartenenti all'ufficio di presidenza. C'è un atto uno studio in questo senso». Parole che non contribuiscono a rasserenare il clima sui costi della politica. A renderlo incandescente è la scelta di una ventina di deputati - ma il numero è destinato a crescere - di presentare ricorso al consiglio di giurisdizione di Montecitorio, l'organismo chiamato a dirimere le controversie interne, contro l'intervento sui vitalizi stabilito a dicembre dall'ufficio di presidenza di Montecitorio. Una mossa che ha scatenato, anche in questo caso, la reazione dell'Idv. «Qualcuno non ha più il polso di quanto sta accadendo in Italia», attacca Felice Belisario, capogruppo al Senato, che chiede a Giuseppe Consolo, il presidente del consiglio di giurisdizione, di rendere pubblica la lista dei ribelli: «Chi ha fatto ricorso lo dichiari pubblicamente e si assuma le proprie responsabilità. È proprio per episodi come questi che la classe politica è additata come casta». Dipendesse da Consolo, l'elenco dei ricorrenti resterebbe segreto. «Il 1° febbraio il consiglio dovrà riunirsi per affrontare altre questioni, ma ci occuperemo anche questi ricorsi e decideremo il da farsi», spiega il deputato di Futuro e Libertà. Lui, in ogni caso, non devierà di un millimetro dalla linea del riserbo: «Ognuno deve regolarsi come crede. Di sicuro, nessun nome uscirà dal consiglio che presiedo». In tutto sono sessantasei i deputati che a Montecitorio sono interessati dalle nuove regole previdenziali: 11 del Pd, 30 del Pdl, 8 del Terzo Polo, 9 della Lega, 7 del Misto, 1 dell'Idv. Ed è tra di loro che si nascondono i sostenitori dello status quo. La soluzione del caso, però, non sarà breve: Consolo dovrà prima nominare i relatori, poi sentire le parti e gli avvocati. T.M. CONTESTATO Mentre i rimborsi per le spese dei deputati sono stati ridotti, i privilegi della presidenza della Camera e dei questori restano Olycom ::: segue dalla prima FRANCO BECHIS .
3Sabato 21 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it VICOLO CIECO Avanti di questo passo i problemi del Paese rimarranno gli stessi e i partiti scompariranno, puniti dai loro elettori le grane di Monti Viene avanti un decretino Delle tanto annunciate liberalizzazioni e dei risparmi per le famiglie per ora non c'è traccia In due mesi il governo ci ha solo tassati e impoveriti. Non si capisce perché il Pdl continui a sostenerlo (...) per scaricare la grana, ma soprattutto per allontanare nel tempo il problema. Così, prima di qualche anno non se ne verrà a capo e i risparmi per le famiglie saranno rinviati a data da destinarsi. Se il rilancio economico del Paese passa dall'eliminazione dei monopoli, ho dunque la sensazione che toccherà armarci di santa pazienza. Ai burocrati che vigilano sul mercato è stata passata anche la patata bollente delle licenze dei taxi, faccenda su cui il governo temeva di scottarsi. Invece di lasciare ai Comuni la decisione di aumentare il numero di auto pubbliche, Monti e compagni hanno stabilito che sarà sempre l'Authority a verificare la necessità di un maggior numero di tassisti. E a forza di correzioni, pure le tariffe professionali sono tornate in alto mare. In principio, allo scopo di aumentare la concorrenza, il decreto prevedeva l'abolizione dei tetti minimi e massimi per le parcelle di avvocati, architetti e ingegneri. Ma nella serata di ieri la determinazione appariva incerta, al punto che i ben informati davano la norma già per morta. Insomma, partito baldanzoso con l'intenzione di svecchiare professioni e servizi, l'esecutivo ha già ingranato la retromarcia. Più che il governo Monti, pare dunque il governo Retromonti, la cui unica manovra riuscita è stata di tassare gli italiani e di mandarli in pensione più tardi. A questo proposito viene da chiedersi perché il Pdl continui a sostenerlo. Quando fu nominato per volere di Napolitano, il presidente del Consiglio promise di tranquillizzare i mercati e di tirarci fuori dai guai. Tuttavia, a distanza di due mesi dal suo insediamento, stiamo peggio di prima. Lo spread continua a salire e scendere come sull'ot tovolante, i tassi restano alti, le agenzie di rating ci declassano e per giunta siamo tutti più poveri a causa del salasso fiscale cui ci ha sottoposto l'ese cutivo. Visto il risultato, a ciò che resta del centrodestra converrebbe mettersi d'accordo e chiedere che la parola sia restituita agli elettori, i quali sono gli unici a poter decidere del proprio destino. Avanti di questo passo, infatti, non solo non si risolveranno i problemi, ma c'è pure il rischio della scomparsa dei partiti. I quali, quando si voterà, non potranno dichiararsi estranei alle politiche del governo di panna montata: avendole votate ne dovranno rispondere. E non sarà un titolo di merito. maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it Scontro tra Passera e Catricalà Annunci, ricatti, retromarce Otto ore di balletto tra i ministri ::: GIANLUCA ROSELLI ROMA  «È stata dura, ma alla fine ce l'abbiamo fatta». Il sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà tira un sospiro di sollievo al termine di un consiglio dei ministri lunghissimo: otto ore per varare il tanto atteso pacchetto sulle liberalizzazioni. Ma non è ancora finita. Perché, come ha spiegato Mario Monti in conferenza stampa, «oggi (ieri, ndr) ci siamo occupati della concorrenza sul mercato e delle inadempienze delle infrastrutture, la prossima settimana ci saranno norme sulle semplificazioni». Ieri, comunque, è andato in scena uno dei cdm più lunghi degli ultimi anni. I provvedimenti da discutere, del resto, erano numerosi. E sul testo si è continuato a togliere e aggiungere, limare e cambiare fino all'ultimo. Due i provvedimenti che hanno impegnato Monti e i suoi ministri più degli altri: l'apertura alla vendita dei farmaci di fascia c nelle farmacie e la liberalizzazione dei taxi. E su questi punti si è discusso anche animatamente. Con Corrado Passera a guidare il fronte dei ministri più radicali, secondo cui occorre andare avanti senza farsi condizionare troppo dalle catego::: AGENDA I TEMPI Ieri è andato in scena uno dei consigli dei ministri più lunghi degli ultimi anni. I provvedimenti da discutere, del resto, erano numerosi. E sul testo si è continuato a togliere e aggiungere, limare e cambiare fino all'ultimo. I DUE NODI Due i provvedimenti che hanno impegnato Monti e i suoi ministri più degli altri: l'aper tura alla vendita dei farmaci di fascia C nelle farmacie e la liberalizzazione dei taxi. l governo dopo molte riflessioni su questi due fronti ha tirato il freno a mano: i farmaci di fascia c restano in vendita solo in farmacia (che aumenteranno di numero),mentre sui taxi tutto passa nelle mani dell'au torità dei trasporti. Che, dopo aver studiato la situazione in ogni città, deciderà sull'emis sione di nuove licenze. IL FUTURO Non è ancora finita. Perché, come ha spiegato il presidente del Consiglio Mario Monti in conferenza stampa, «oggi (ieri, ndr) ci siamo occupati della concorrenza sulmercato e delle inadempienze delle infrastrutture, la prossima settimana ci saranno norme sulle semplificazioni» rie interessate. E Catricalà a frenare, perché innovare va bene, ma cercando di non far scoppiare vere e proprie rivolte sociali. Un problema ben presente anche nella testa del presidente del consiglio. Che infatti davanti ai cronisti esordisce dicendo che «questo decreto soddisferà tante persone, ma forse ne scontenterà ancora di più, perché purtroppo in Italia tante categorie preferiscono la conservazione dello status quo al cambiamento». Il governo, però, dopo molte riflessioni, su questi due fronti ha tirato il freno a mano: i farmaci di fascia c restano in vendita solo in farmacia (che aumenteranno di numero), mentre sui taxi tutto passa nelle mani dell'autorità dei trasporti. Che, dopo aver studiato la situazione in ogni città, deciderà sull'emissione di nuove licenze. «Si è molto discusso, ma non si può dire che sia stato un consiglio dei ministri particolarmente animato. Ci siamo confrontati. Su alcuni temi c'erano opinioni diverse. Ma alla fine abbiamo raggiunto una buona sintesi», raccontano da Palazzo Chigi. Altri terreni di dibattito, infatti, sono stati la riforma dell'ordine dei notai e i diritti delle frequenze televisive. Confronti serrati, del resto, erano già andati in scena nei giorni precedenti. C'è stata, per esempio, l'irritazione di Passera nei confronti di Catricalà, colpevole di essersi preso troppo spazio sulle liberalizzazioni. Con il ministro dello Sviluppo che ha preteso un chiarimento di fronte allo stesso presi dente del consiglio. Anche Elsa Fornero se l'era presa con il sottosegretario alla presidenza del consiglio, quando quest'ultimo ha pensato di inserire nelle liberalizzazioni una norma sull'ar ticolo 18 (poi stralciata) senza avvisare la titolare del Welfare. Fornero finita lei stessa nel mirino delle critiche di Passera per i suoi incontri separati con i sindacati. Mentre un altro derby è andato in scena tra il ministro dell'Interno e quello della Cooperazione: Andrea Riccardi ha chiesto a Monti le deleghe in materia di immigrazione, incontrando il netto rifiuto di Anna Maria Cancellieri. A mediare tra le parti, lo stesso Monti, il suo braccio destro, Enzo Moavero, e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. A qualche ministro, invece, non va giù il protagonismo ritenuto eccessivo del ministro degli Esteri, Giulio Terzi. Oggetto di complimenti, invece, per la condotta tenuta di fronte alla tragedia del Giglio, è stato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. IL PACCHETTO Punto per punto, l'elenco delle principali misure contenute nel decreto sulle liberalizzazioni, approvato ieri sera dal consiglio dei ministri. Le decisioni più attese sono state rinviate o sottoposte al giudizio di soggetti terzi IL VIA LIBERA DEL CIPE Sbloccati 5,5 miliardi per le grandi opere Via libera del Comitato interministeriale per la programmazione economica a opere per 5,5 miliardi. Lo ha reso noti ieri un comunicato di Palazzo Chigi in cui si sottolineano le priorità: Mezzogiorno, infrastrutture, edilizia abitativa e scolastica, risanamento ambientale. Confermato il finanziamento del Fondo Sviluppo e Coesione. Il Cipe, si legge in una nota, ha assunto importanti decisioni sul fronte della riqualificazione e dell'accelerazione della spesa di quattro settorichiave per lo sviluppo del Paese: realizzazione di nuove infrastrutture e apertura di nuovi cantieri, contrasto del rischio idro-geologico, rilancio dei piani per l'edilizia abitativa, scolastica ed universitaria, rifinanziamento del Fondo Sviluppo e Coesione. A livello macro-economico, questa articolata serie di interventi - che si concentra in particolar modo nei territori del Mezzogiorno - potrà produrre un effetto positivo sul settore delle costruzioni, delle opere pubbliche, e liberare nuove risorse per il comparto dell'edilizia, mantenendo i livelli occupazionali e creando nuovi posti di lavoro. Ecco il dettaglio delle opere interessate dal via libera del Cipe. ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO . Antonio Di Pietro è contento: «L'Idv esaminerà con attenzione il merito dei singoli provvedimenti appena perverranno i relativi testi, ma una cosa è certa: bene ha fatto il ministro Passera a bloccare il beauty contest, che era solo un regalo corruttivo alla Rai e a Mediaset. Certo, sarebbe stato meglio se Passera avesse bloccato definitivamente il beauty contest. Ci aspettiamo che il ministro, al più presto, intervenga con un provvedimento risolutivo che metta la parola fine alla sconcia auto-assegnazione gratuita delle frequenze che Berlusconi si era fatto». Ovvero: il nemico del mio nemico è mio amico. il graffio No Cav per sempre «Prendo atto con soddisfazione che il governo ha espunto dal decreto sulle liberalizzazioni la deregulation delle ricerche di idrocarburi in mare». Lo afferma il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna. «La manifestazione di Monopoli si svolgerà così in un clima più sereno, perché quanti vorranno levare la propria voce in difesa del nostro mare e del nostro ambiente sanno di poter contare su un governo attento, sensibile e vicino alle esigenze vere del territorio, delle comunità e della gente». Sobrio e pure sensibile. Come premier, Monti è sprecato. il graffio Sobrio e sensibile MINISTRO Corrado Passera Lapresse
Sabato 21 gennaio 2012 OPINIONI NUOVE Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all'estero: CH Fr. 3.00 / MC & F 2.00 / SLO 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR ( FONDATORE VITTORIO FELTRI DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO ANNO XLVII NUMERO 18 EURO 1,20 MONTI ANNACQUATO È SOLO UN DECRETINO Mezza retromarcia su farmacie, taxi, reti ferroviarie e del gas. Mancano le uniche misure che possono rilanciare il Paese: la liberalizzazione del mercato del lavoro e la liberazione dalle tasse Dopo due mesi di governo tecnico stiamo peggio di prima. Il centrodestra che fa: vuole suicidarsi? di MAURIZIO BELPIETRO Più che un decreto, quello approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri pare un decretino. Infatti, non solo non vi sono le uniche misure che servirebbero davvero a rilanciare il Paese, ossia la liberalizzazione del mercato del lavoro e la liberazione degli italiani dalle tasse e dalla burocrazia, ma la maggior parte dei provvedimenti annunciati nei giorni scorsi dalle fanfare governative come indispensabili per far tornare a crescere l'Italia è stata cancellata oppure ne è stata limitata l'efficacia. È il caso della riforma che avrebbe dovuto riguardare le farmacie. In base a quanto è filtrato, il decreto avrebbe provocato una vera rivoluzione fra i banchi dei medicinali, consentendo la vendita di prodotti per cui è prevista la prescrizione medica anche nei supermercati o in negozi specializzati. E, sempre secondo le anticipazioni, il numero di farmacie sarebbe stato aumentato di alcune migliaia, così da far lievitare pure la concorrenza sui prezzi. Ma a dar retta all'ultima versione del decreto, si scopre invece che nulla di tutto ciò accadrà. Pillole e unguenti per cui serve la ricetta medica continueranno a essere venduti soltanto sui banconi delle farmacie, le quali, per altro, non aumenteranno di numero in quanto il governo ha demandato ogni decisione in materia alle Regioni, limitandosi in caso di inadempienza di queste ultime a prometter l'invio di un commissario. Cioè, il nulla. L'annacquamento del piano che ambiziosamente si prefigge lo sviluppo dell'Italia riguarda anche la separazione delle reti, sia quella ferroviaria che del gas. Invece di decidere ciò che aveva in animo, garantendo anche ad altri l'uso delle rotaie e dei tubi di distribuzione del metano, l'esecutivo ha preferito metter tutto nelle mani dell'Autho rity, ossia dell'istituzione che vigila sulla concorrenza. Un modo (...) segue a pagina 3 Servizi da pagina 2 a pagina 9 Reportage da Atene in aria di rivolta La Grecia degli stipendi dimezzati «Telefonai e dissi: ho fatto un guaio» Capitan Codardo accusa Costa di CRISTIANA LODI La prima serie di bugie l'ha detta davanti alle telecamere di Tgcom, poco prima di essere arrestato: «Siamo stati gli ultimi a scendere dalla nave. Quello scoglio non era segnato sulle carte. Viaggiavamo a velocità turistica». Tre frasi, tre menzogne. Francesco Schettino era sulla terra a guardare (...) segue a pagina 15 ::: dall'inviato ad Atene CARLO NICOLATO Grecia, è tempo di arance. Anche ad Atene, per strada, basta allungare una mano e ne prendi una bella matura e perfino quasi profumata. Certo le arance ci sono, ma ad Atene non è questo il momento per lasciarsi andare a vezzi bucolici. La gente anziché (...) segue a pagina 16 LA LEGGE DI MORANDI Troppi capricci Sanremo caccia la Ecclestone di LEONARDO IANNACCI a pagina 30 SÌ AI RICORSI ANTI-MINETTI I giudici convinti che le Olgettine siano verginelle di SALVATORE GARZILLO a pagina 13 La confessione De Benedetti ammette: «Mani pulite protesse il Pci» di FILIPPO FACCI Mani pulite ha quasi vent'anni e va in stampa il revisionismo. E se per confutare un libro servirebbe un altro libro, figurarsi se i libri sono due. Il primo è Eutana sia di un potere di Marco Damilano (Laterza) e l'altro è Alla fine della fiera di Federico Ferrero (Add editore). Tomi anche interessanti. Si comincia per esempio a leggere il libro di Damilano (uscito ieri) e per un po' si dice: accidenti, è tutto vero. Leggi per esempio la testimonianza di Carlo De Benedetti: «Nel 1976 arriva Bettino Craxi. Di lui si può dire quello che si vuole... Ma è stato un personaggio che ha marcato la storia italiana. Il suo primo obiettivo è stato distruggere (...) segue a pagina 12 Chi salta tutte le sedute prende comunque 2000 euro I finti tagli di Fini alle onorevoli diarie di FRANCO BECHIS Gianfranco Fini ha trovato la regola per la pacchia perfetta dei suoi deputati. Facendo finta di usare la linea del rigore del governo di Mario Monti e di tagliare i costi della politica, ha assicurato a qualsiasi dei 630 eletti a Montecitorio uno stipendio fisso (...) segue a pagina 11 Un altro che fugge Sarkò se ne va dall'Afghanistan di ALESSANDRO CARLINI Quando il gioco si fa duro i francesi scappano. È accaduto diverse volte nella storia e continua a ripetersi anche oggi. Soprattutto se il finto condottiero di Parigi è Nicolas Sarkozy, presidente che a parole ha spesso voluto imitare Napoleone per poi ripiegare rovinosamente nei passaggi (...) segue a pagina 17 Bossi dà il contentino a Maroni di MATTEO PANDINI Nuovo capogruppo alla Camera, congressi nazionali (ovvero regionali) entro l'estate ma no (...) Sostituito Reguzzoni segue a pagina 10 +?!z!#!$!# SISTEMA Mai più cambio pila
15Sabato 21 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it IL CAPITANO ACCUSA COSTA «Li ho avvertiti subito del guaio e ho chiesto degli elicotteri» Nell'interrogatorio Schettino ammette: «Sono passato troppo sotto il Giglio». La compagnia: «Ha mentito pure all'equipaggio». Il legale del comandante ricorre contro i domiciliari ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO . LA LETTERA AL MINISTERO La lettera inviata dallo Stato maggiore della Marina al ministero della Difesa. A sinistra, il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola (Ap) (...) la Concordia affondare con i passeggeri a bordo. E a bordo aveva già ordinato anche all'equipaggio di mentire, quando una voce che non è la sua, dall'altoparlante ha detto ai quattromila terrorizzati di mantenere la calma: «Perché è soltanto un black out. Ed è tutto a posto». Invece era la morte collettiva. La morte che ha risparmiato il comandante, perché, secondo la sua versione tragicamente patetica: »Sono scivolato su una scialuppa che mi ha portato in salvo». Salga a b-o-r-d-o!, ordinava dalla Capitaneria di porto di Livorno il comandante Gregorio De Falco. E lui, il capitano bugiardo: «Noi siamo qui». Noi chi? Qui dove? In realtà era lui: Schettino Francesco, detto Franco. Ed era lì, a terra. A reiterare falsità: «Vado». E invece resta giù. Con i piedi poggiati sulla terra solida a guardare e a domandare quanti morti ci sono là in fondo, a ridosso dalla scogliera che ha aperto la pancia della nave. Una scogliera segnata sulle carte, anche se non ce n'è bisogno perché “Le Scole” so no famose, si vedono in lontananza, il radar le segnala e non c'è marinaio passato dal Giglio che non le conosca. «Passavamo sempre dal Giglio, ogni volta sottocosta», parola del comandante. E lo sa bene anche Mario Palombo, il vecchio lupo di mare e storico comandante della Costa Crociere. Niente di vero: «Non sono mai passato dal Giglio con Schettino, io», dice Palombo. E venerdì 13 gennaio, la notte dell'af fondo, la Concordia con Schettino al timone viaggiava a 16 nodi. Faceva l'inchino all'isola con il maitre natio del Giglio e la bionda ballerina al suo fianco. Questo secondo i risultati dell'indagine, ma non del comandante-bugia, che al gip di Grosseto dice: «Quella sera in plancia c'ero io con altri cinque ufficiali. La ragazza bionda era con il marito». Macché marito, la ballerina Domnica Cermotan, 25 anni, moldava, era in plancia con lui al momento dello schianto e durante il naufragio. Lo dice lei stessa alla France Presse, aggiungendo: «Sono pronta a testimoniare. Voglio deporre di fronte agli inquirenti, perché l'inchiesta sia obiettiva». Una testimonianza quanto mai necessaria, per chiarire le molte incongruenze disseminate nelle dichiarazioni che la bionda ballerina ha rilasciato finora. E per ricostruire cosa è successo davvero in plancia di comando nel momento in cui la nave ha impattato contro “Le Scole”. Il primo punto è: a che titolo si trovava sulla Costa Concordia e in che cabina alloggiava? Forse si è regalata quella crociera, insieme con degli amici russi, anche se non è chiaro chi abbia acquistato il biglietto. E la cena con Schettino? E la sua presenza in plancia di comando? In alcune dichiarazioni Domnica Cermotan sostiene che si trovava «col comandante al momento dell'impatto, a cena», ma in altre smentisce: «al massimo abbiamo bevuto un drink, con altri ufficiali e i suoi amici nel ristorante sul ponte 3, mentre il comandante era passato almeno mezz'ora prima e si era fermato poco. Dopo il botto sono corsa in plancia, volevo capire cosa stava succedendo». Bugiarda anche lei? Presto si saprà. Intanto mentre il comandante della Costa, tramite il proprio legale, chiede la scarcerazione, rimbalzano le sue dichiarazioni al gip: «Ho subito avvertito la compagnia del problema alla nave, come era mio dovere fare. Ho detto: C'è stato un contatto con il fondale. Ho fatto un guaio. Vi sto dicendo la verità». Sarà così per Schettino, ma non per la compagnia. Dice il presidente di Costa Crociere, Pierluigi Foschi: «il comandante Schettino ha mentito anche all'equipag gio che non ha ricevuto la corretta informazione sulla gravità della situazione. Di solito valutiamo la situazione e in caso di necessità possiamo dare dei consigli. Questa volta non siamo arrivati in tempo, perché quanto il comandante ha detto nella conversazione delle 22.05 non corrispondeva a verità». Ma il capitano agli arresti, che in una telefonata successiva chiede che vengano mandati gli elicotteri per le operazioni di soccorso, afferma: «Non ho abbandonato la nave. Sono rimasto sullo scoglio dove mi ha trovato il comandante dei vigili del Giglio. Ero perfettamente riconoscibile perché indossavo la divisa. Quando i vigili mi hanno proposto di trasferirmi al porto mi sono rifiutato e gli ho detto che volevo restare lì finché l'emergenza non fosse finita». Forse la sola cosa vera è proprio questa: il comandante non ha abbandonato la sua nave. Almeno con gli occhi. È rimasto a guardarla dallo scoglio. Mentre s'inabissava con i passeggeri. L'ELENCO DELLA COMPAGNIA Il giallo della cabina garantita alla moldava amica del capitano Domnica Cermotan, la giovane moldava che era a bordo della Costa Concordia e che è stata vista a cena con il comandante Francesco Schettino, risulta sull'elenco dei passeggeri con la «cabina garantita» ma non ancora assegnata. Come lei, altre decine di persone che avrebbero ricevuto il proprio numero di cabina solo una volta a bordo. Secondo quanto appreso, il nome della giovane, come di altri, è ricompreso sotto la dicitura «pax Costa department». A fianco figurerebbe l'annotazione «falso» o «G000», che starebbe a significare, il primo, falso numero di cabina perché ancora da assegnare, e la seconda sigla «cabina garantita» e non ancora assegnata. «È un codice tecnico che identifica le cabine non assegnate in fase di prenotazione, ma che verranno assegnate in fase di preimbarco o direttamente a bordo», spiega la Costa. Ad assegnare le cabine garantite provvede il sistema di bordo una volta che il passeggero in possesso di questo tipo di biglietto si presenta sulla nave. MEDIASET Buoni ascolti per la maratona sul naufragio Buoni risultati per la lunga maratona Mediaset, in prima e seconda serata, dedicata al naufragio della Costa Concordia. Retequattro, che in prime time e fino alle 23.46 ha trasmesso a reti unificate con TgCom24 lo speciale realizzato dal canale all news, ha totalizzato 2.234.000 telespettatori (quasi 9% di share). Poi, dalle 23.53 e per altre due ore, il testimone è passato a «Matrix» su Canale 5. Il programma condotto da Alessio Vinci, con in studio alcuni passeggeri sopravvissuti e due membri dell'equipaggio, ha realizzato il 19% di share e 1.350.000 telespettatori, vincendo la seconda serata contro «Porta a porta» (1.323.000 mila spettatori e share del 14%). Bene anche le news di Sky Tg24. CAPITAN “CODARDO” Schettino sospeso da Costa Crociere ::: segue dalla prima CRISTIANA LODI . sostegno alla produzione industriale e di affermazione, sul piano politico, dell'impegno nazionale nel contesto della difesa collettiva e della sicurezza. Nel particolare, «il programma ipotizzato dal Mae», prosegue la comunicazione, «prevede, di massima, l'imbarco nel porto di Civitavecchia per una giornata di navigazione a bordo di Nave Cavour a favore di circa 38 ambasciatori provenienti dai Paesi Nato, dai Paesi associati mediterranei (Mauritania, Marocco. Algeria, Tunisia, Egitto, Israele e Giordania) e da quelli mediorientali (Bahrein, Eau, Kuwait e Qatar)». E ancora: «L'occasione si rivelerà, altresì, utile per una visita ai locali più interessanti ed operativi dell'Unità per dare illustrazione dell'avanzato livello tecnologico raggiunto dall'industria nazionale nel settore delle costruzioni navali». Insomma, una gita promozionale nella speranza di beccarsi una bella commessa. Del resto, non è la prima volta che la Cavour viene spedita a fare passerella non tralasciando alcuna occasione. Vi ricordate il terremoto ad Haiti? Ebbene la Cavour partì per l'isola caraibica, ma fece una leggera deviazione in Brasile. I terremotati potevano aspettare, c'erano i brasiliani da coccolare mostrando la nave nel porto di Fortaleza. Ufficialmente per imbarcare un team medico (che poteva agilmente farsi scaricare a bordo essendo una portaerei), ma più prosaicamente per mostrare ai brasiliani il gioiellino realizzato nel 2009 da Fincantieri.
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5Sabato 21 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Monti dà i numeri: con me il Pil farà +10% Forte dell'appoggio di Napolitano, mette in riga i partiti: «Crisi improbabile, approvino in fretta le liberalizzazioni» Poi promuove a pieni voti il suo governo: «Stiamo facendo la manutenzione che serviva da decenni» ANGELA NON FA PAURA Il professore si è detto fiducioso perché «il peso internazionale dell'Italia cresce», tanto che «non mi sento esaminato da Angela Merkel» le grane di Monti ::: MARCO GORRA  Otto ore e mezza - e assai intense, per giunta - di consiglio dei ministri sono tante anche per Mario Monti. Che, quando si presenta in conferenza stampa alle sette della sera, muore dalla voglia di togliersi qualche soddisfazione. Il momento, d'altronde, è solenne: da tutto il giorno giorno circolano bozze, anticipazioni, dietrofront e retromarce, e l'attesa per qualcosa di definitivo è palpabile. Monti non nasconde la convinzione di avere fatto un gran bel lavoro: abbiamo varato, spiega, «un pacchetto di riforme strutturali per la crescita», andando a toccare «i poteri forti» («Nessuno potrà dire che ce la siamo presa solo coi poteri deboli»). Concorrenza e liberalizzazioni «non significa introdurre un po' più di giungla per favorire l'economia ma eliminare barriere soprattutto per i giovani». Più tardi, ospite di Lilli Gruber a “Otto e mezzo” su La7, dirà di averlo fatto per aiutare eventuali «Bill Gates italiani». In ballo, secondo il premier, ci sono numeri clamorosi: «Se l'Italia arriva ad un grado di flessibilità come c'è negli altri Paesi nel campo dei servizi ci sarà un aumento della produttività del 10% nei prossimi anni e, grosso modo, del 10% anche del Pil». «Offriamo», aveva detto in precedenza, «una liberazione da tasse occulte ed una moderazione del costo della vita». E per questo motivo, il governo non ha intenzione di fermarsi: «La seconda tranche con le semplificazioni», promette Monti, «arriverà nel consiglio dei ministri di venerdì». Monti, d'altra parte, sa di avere la più solida delle coperture politiche: quella del Quirinale. Tanto che, già nel conferenza stampa del pomeriggio, sottolinea il ringraziamento a Giorgio Napolitano «che ci ha incoraggiato in questo percorso difficile». E, col Colle al proprio fianco, Monti si leva qualche sfizio a proposito del rapporto coi partiti: «Una crisi di governo potrebbe essere un problema, ma non credo che un'eventualità del genere sia all'orizzonte». Anzi, i partiti di maggioranza (con cui c'è un «buon rapporto») meglio farebbero a «dialogare maggiormente» tra loro e a rendersi utili quando ci saranno da superare i «momenti di incomprensione e tensione» che le liberalizzazioni inevitabilmente comporteranno. Per cominciare, niente scherzi in Parlamento: «Confido», dice il premier a proposito dell'iter parlamentare del decreto, «in un esame positivo e per quanto possibile breve». Più lunghi sembrano essere i tempi per quanto riguarda la riforma del mercato del lavoro. Monti ha ribadito che il nodo dell'articolo 18, su cui i sindacati restano in trincea, non sarà «una questione esclusiva e preminente» per il governo. Questo tema, tuttavia, non è stato depennato dall'agenda: «Se ne occuperà il “ . ministro Fornero, ma il confronto deve iniziare senza pregiudiziali». Il Professore è anche convinto che la propria cura inizi a dare frutti anche fuori dai patri confini. Intanto per via del «piacevole declino dello spread», e poi perché «il peso internazionale dell'Italia cresce» e «all'estero credono alle nostre politiche», tanto che «non mi sento esaminato da Angela Merkel» il cui atteggiamento è anzi improntato alla «cordialità». Come non essere cordiali, d'al tronde, con chi sta dando all'Italia «quella manutenzione straordinaria di cui c'era bisogno da diversi decenni»? Che il governo stia facendo un gran bene, secondo il premier, è poi anche una questione di curriculum: «Ogni governo dovrebbe avere nei propri ranghi almeno una ex autorità recente della concorrenza», dice ad un certo punto in conferenza stampa per elogiare Antonio Catricalà (e anche se stesso, dati i suoi non lontani trascorsi al vertice dell'An titrust europeo). «Ho le spalle ricurve a causa del debito italiano accumulatosi nei decenni», dirà in chiusura di trasmissione alla Gruber rasentando il titanismo. «Sì, sono sobrio», ammette quando già passano i titoli di coda, «ci sono aggettivi più offensivi». Quando finisce l'intervista, su La7 inizia “Le invasioni barbariche”. In apertura, un imperdibile scambio di vedute tra Jovanotti e Roberto Saviano: «Monti mi piace, mi ricorda la mia professoressa di inglese», cinguetta il cantante, prontamente appoggiato dallo scrittore che sottolinea estatico (e un po' immemore delle proteste in atto) che «con questo governo si può interloquire». E con un endorsement così, buona fase due a tutti. A lezione dal maestro Interviste tv e foto di famiglia La «berlusconizzazione» di Mario Presidente, ma lei è massone? A chiederlo a Mario Monti è Lilli Gruber, a Otto e mezzo. Risposta: «Non so bene cosa sia la massoneria. Io so di certo di non essere massone e non saprei neanche come valutare o accorgermi se uno lo è». In fin dei conti, ironizza, «per una persona banale e concreta come me è un concetto un pò evanescente». Certo, per uno che è stato presidente europeo della Commissione Trilaterale, la risposta è strana. Non sarà massone, ma di sicuro è molto distratto. il graffio Massone o distratto?  Liberalizzare non significa introdurre un po' più di giungla per favorire l'economia ma eliminare barriere per i giovani MARIO MONTI GALVANIZZATO Monti non è apparso stanco dopo un Consiglio dei ministri durato più di otto ore, e durante la conferenza stampa si è lasciato andare anche a parecchie battute. Subito dopo si è diretto negli studi di La7 ospite del salotto di Lilli Gruber [LaPresse] ::: FRANCESCO BORGONOVO  Chissà, forse è la luce dei riflettori che gli riscalda il cuore. Oppure è il gusto di piacere alla gente che piace, di farsi ammirare per poi godersi le cronache genuflesse dei giornali. Comunque sia, è evidente che Mario Monti ci ha preso gusto. Ieri sera si è nuovamente manifestato in televisione, nonostante avesse trascorso una giornata piuttosto impegnativa in Consiglio dei ministri. Come annunciato nei giorni scorsi, si è accomodato al cospetto di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, e probabilmente sarebbe stato meglio se avesse speso meno tempo davanti alle telecamere e più a discutere di come risollevare il Paese, ma tant'è. Il piccolo schermo, con tutta evidenza, comincia a gradirlo. Com'è cambiato rispetto ai mesi passati, quando si presentò a Porta a porta quasi di malavoglia, esibendo un certo disprezzo del conduttore e del mezzo televisivo, quasi si trattasse di un compito ingrato: lui, illustre statista, costretto a spiegare le sue ragioni di fronte a una platea di rimbambiti del video. Col passare del tempo il suo atteggiamento si è evoluto. Due domeniche fa ha accolto l'invito di Fabio Fazio a Che tempo che fa, doveva gli era stato concesso di compiacersi nel ruolo del professorino so-tutto-io. E adesso accetta di sottoporsi all'interrogatorio di Lilli la rossa, che si è presentata in studio con una criniera degna del più affamato leone. Ogni volta Mario appare più rilassato, più studiato nei movimenti, più padrone della situazione. Non abbandona mai la consueta scansione robotica delle frasi (una piccola pausa dopo ogni parola). Però cerca di infilare ogni tanto un sorrisetto, una mezza battuta (che fa ridere lui solo, e forse sua moglie Elsa a casa). Viene persino da credere che acconsenta a farsi truccare, per sembrare vivo. Non c'è mica solo la televisione, poi. Vanno aggiunti i rotocalchi. Come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, Monti è stato beatificato da un servizio di sei pagine sul numero di Chi ora in edicola. La prossima settimana uscirà la seconda puntata del servizio, contenente la meravigliosa storia d'amore fra lui e la moglie. Sulla medesima rivista, poco prima, erano apparse immagini del premier e consorte assieme ai nipotini, a Roma. Scatti rubati? Mica tanto. Con i congiunti nella Capitale si era messo in posa. E la documentazione sciorinata ultimamente dal giornale di Signorini fa supporre che il materiale sia stato fornito direttamente da Mario. Lo vediamo immortalato durante la prima comunione, possiamo apprezzare alcune sue carte private. Dunque deve aver acconsentito alla pubblicazione e fornito la carne da mettere al fuoco. Che sta accadendo, in sostanza, al presidente del Consiglio? L'impressione è che si stia - nemmeno troppo lentamente - berlusconizzando. Sfrutta i mezzi di comunicazione con passione crescente. Certo, sceglie quelli che ritiene più affini: a RaiTre e La7 ha solo amici, disposti a stendergli tappeti rossi ai piedi e a non contraddirlo mai. Però non disdegna nemmeno il magazine della Real Casa di Arcore. In sostanza, Monti ha compreso che parlare al pubblico, anche da dentro il teleschermo, è necessario. Farsi conoscere dai cittadini - massaie e clienti dei parrucchieri compresi - è importante e può aiutare nell'azione di governo. Vero, Mario esibisce ancora una certa supponenza, una puzzetta sotto il naso tipica della sua posizione, che lo porta a selezionare attentamente i programmi. Tuttavia, la svolta mediatica è in atto. È un male? Certo che no. Berlusconi ha cambiato la politica grazie anche all'apporto della televisione e dei media. Non monopolizzandoli, come crede qualcuno, ma intuendo che potevano essere uno strumento democratico, in grado di coinvolgere larghe fasce di popolazione altrimenti escluse dal dibattito. Monti, volente o nolente, consapevole o no, sta finalmente apprendendo questa lezione. Con un pizzico di umiltà in più, potrebbe quasi rivelare un volto umano dietro la sobrietà. Foto di famiglia per il settimanale «Chi»
10 Sabato 21 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LO SCONTRO NELLA LEGA Domani manifestazione a Milano Bossi accontenta Maroni: silurato Reguzzoni Il Senatur nomina Dozzo capogruppo alla Camera. Entro l'estate congressi in Piemonte, Veneto e Lombardia. Umberto nervoso: «Tradito dai bergamaschi» (...) all'assise federale che potrebbe mettere in dubbio la leadership di Umberto Bossi. Quella di ieri è stata l'ennesi ma giornata di passione in casa Lega. In via Bellerio, nel pomeriggio, si sono ritrovati il Senatur, gli ex ministri Roberto Calderoli e Roberto Maroni e altri colonnelli tra cui Marco Reguzzoni. Sul tavolo la manifestazione di domani a Milano e - soprattutto - le polemiche dopo il Maroni-day di mercoledì a Varese, con cori e insulti nei confronti dell'ormai ex capogruppo alla Camera e della vicepresidente del Senato Rosi Mauro. I due hanno chiesto provvedimenti contro i responsabili delle volgarità, immortalati da alcuni filmati che girano su internet. Ma proprio Reguzzoni, di fronte a una situazione esplosiva e ormai compromessa, ha detto addio al suo incarico. Ne aveva già parlato col Senatur giovedì: lascia il testimone a Giampaolo Dozzo, che ha bruciato la concorrenza del comasco Nicola Molteni e del bresciano Daniele Molgora. Dozzo è trevigiano come il leader della Liga Veneta Gianpaolo Gobbo, esponente del cerchio magico esattamente come Reguzzoni e la Mauro. Proprio per questo non ha grande feeling col maroniano sindaco di Verona Flavio Tosi, ma i fedelissimi dell'ex ministro sentono d'aver incassato una vittoria. D'altronde - ricordano alcuni di loro - sul voto per l'arresto di Nicola Cosentino, Dozzo aveva sposato la linea di Bobo. In più, la sua scelta fa sfumare l'opzione-Mol gora, assai meno gradito. Bossi doma l'incendio a Montecitorio ma rischia di innescare un focolaio a Palazzo Madama, dove il capogruppo è un altro veneto, lo scaligero e cerchista Federico Bricolo. Nei prossimi giorni la pattuglia di parlamentari lombardi potrebbe invocare la sua poltrona (si prepara Calderoli?). Bossi è nervosissimo. Ha accontentato Maroni sui congressi nazionali (cioè regionali) ma per ora stoppa quello federale. Alla Padania in edicola oggi ha detto: «Ognuno ha fatto un passo indietro. Sia Maroni che in fondo è stato danneggiato per la scelta del movimento, sia Reguzzoni che pur essendo stato un buon capogruppo ha fatto a sua volta un passo indietro». Però il leader è furibondo. Ha rispolverato la vecchia strategia del di vide et impera per tagliare le “ . unghie ai colonnelli. Però non ha archiviato il litigio con l'ex responsabile del Viminale che settimana scorsa voleva costringere al silenzio, salvo fare retromarcia per la rivolta dei militanti. «Mi sento tradito anche dai bergamaschi» ha ripetuto Bossi nelle ultime ore «I sindaci di Bergamo hanno invitato in massa Maroni...». Fatto sta che Bobo può mostrare lo scalpo di Reguzzoni e si sente vincitore: «Si è risolta una importante questione sotto la carlo Giorgetti. Il quale pensa alle dimissioni un giorno sì e l'altro pure, e da una settimana è caduto in disgrazia sia agli occhi del cerchio magico (che non l'ha mai amato, se non nella preistoria) sia di Maroni: la sua colpa è aver annunciato ai segretari provinciali la scelta del Senatur di zittire Bobo, senza opporsi né anticipare la scelta all'interessato. Resta da capire cosa accadrà domani, nella manifestazione di Milano. Non è chiaro chi parlerà oltre al Senatur, che dovrebbe salire sul palco con gli ex ministri. Sarà guerra di fischietti, perché le opposte fazioni si stanno organizzando per avvicinarsi agli oratori. Il cerchio cercherà di osannare il leader e fischiare Maroni. I fan dell'ex ministro applaudiranno Umberto e faranno lo stesso col loro beniamino. In caso avvistassero gente come Reguzzoni, Rosi Mauro o il tesoriere Francesco Belsito sono pronti a lanciare ululati da stadio. Proprio Belsito, sotto accusa per gli investimenti all'estero del movimento, ha fatto sapere che ci sarà. C'è anche una lotta di mail nelle sezioni. Il cerchio magico ha distribuito una lettera aperta per Bossi. I responsabili locali devono solo mettere la sigla e inviarla alla sua attenzione. La missiva si conclude così: «I militanti, i dirigenti, i colonnelli, nessuno è in grado di unire i Padani, solo Tu. Decidi Tu, dicci Tu cosa dobbiamo fare, guidaci come hai sempre fatto. Solo Tu hai l'autorità per farlo, noi ti seguiremo». I maroniani hanno risposto facendo la stessa cosa. Nella loro lettera aperta s'appellano a Bossi: «Liberati di coloro che sfruttano il tuo nome per creare divisioni tra i militanti, e infangano per biechi motivi di interessi personali, il nome di chi con te ha lanciato, scrivendoli sui muri, i primi ruggiti del popolo oppresso. Con Bossi e Maroni, fino all'indipenden za». Su internet spuntano nuovi veleni contro Bobo, e questa volta gli schizzi colpiscono la sua ex portavoce al ministero Isabella Votino. Il sito “Velina Verde” critica il suo nuovo contratto siglato con la Camera e ricordano che ha ottenuto (da poco) un ruolo col Milan di Silvio Berlusconi. CICCHITTO «È il momento di riformare l'articolo 18» «Ora il governo Monti deve cambiare la sua missione per certi aspetti. Sfidiamo l'ese cutivo a fare la sua parte: Monti non può pensare di risolvere e di mettere a posto i conti dello Stato in maniera ragionieristica. Per risolvere la crisi economica e l'emer genza del momento non può pensare di adottare misure in termini solo notarili e ragionieristici». A dirlo è stato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, in un passaggio del suo intervento al convegno promosso proprio dal gruppo azzurro di Montecitorio sulla crisi. Il Pdl, ha poi aggiunto Cicchitto, «ritiene che, di fronte ad una serie di questioni derivanti dalla crisi finanziaria internazionale la politica del governo deve essere organica. Il governo Monti ha fatto una manovra molto dura sul terreno del rigore. Adesso vanno affrontate questioni assai importanti fra loro collegate: l'abbattimento del debito, la riforma del mercato del lavoro compreso l'arti colo 18, misure per la crescita compresa una diminuzione della pressione fiscale su imprese e lavoro resa possibile proprio dall'intervento sul debito, una forte ed esplicita pressione per un cambiamento profondo della linea dell'Europa (ruolo della Bce, eurobond, modifica della deliberazione Eba sulla ricapitalizzazione delle banche)». IN USCITA L'ormai ex capogruppo alla Camera, Reguzzoni LaPresse  Ognuno ha fatto un passo indietro. Sia Maroni (...) sia Reguzzoni UMBERTO BOSSI  Si è risolta una importante questione sotto la guida di Bossi ROBERTO MARONI Nelle linee nemiche La fan di Bobo infiltrata: «Così spio il cerchio magico»  È una donna. Tra i 25 e i 35 anni. Non dice dove lavora, ma ha ottenuto il posto grazie alla Lega. È vicina al cerchio magico, ovvero al gruppo di dirigenti più apprezzato dalla famiglia di Umberto Bossi. Da circa 9 mesi è un'“infiltrata”. Ascolta le strategie anti-Bobo e le spiffera ai maroniani. Ha accettato di parlare con Libero prendendo mille cautele, a partire dalla garanzia dell'anoni mato. Premette: «All'inizio ero affascinata dai dirigenti leghisti. In particolare da Marco Reguzzoni. Un tipo duro, di comando». Reguzzoni è del cerchio magico. «Voglio dire che grazie alla Lega sono stata posizionata lavorativamente...». Cosa significa? Ha un incarico pubblico? «E no, sono dettagli sensibili». Vabbè. Diceva di Reguzzoni. «Ho avuto modo di sentire e di avvicinare molte persone vicine alla famiglia Bossi». E? «Si ritrovano spesso e...». Dove si ritrovano? Di chi parla? «Reguzzoni, Rosi Mauro (che abita a Gemonio, ndr), la signora Manuela Marrone (moglie del leader, ndr) e altri dirigenti». Dove si vedono? «Prima andavano spesso alla scuola Bosina di Varese, poi a Gemonio, alle volte in altri posti». Lei ha partecipato? «Mai direttamente». E come fa a sapere il contenuto delle riunioni? «Perché conosco persone presenti, o amiche dei presenti che girano sms a chi credono amico». Lei è considerata un'amica. «Sì. Così so le loro strategie. Ultimamente hanno deciso che Maroni vuole farsi un nuovo partito, contro la Lega. Poi ne parlano con Bossi». E lei come si comporta? «Da circa 9 mesi spiffero tutto». Perché lo fa? È disinteressata? «Massì! Ho già un lavoro. Dicono balle». Questo lo sostiene lei. «Certo. Fatto sta che poi circondano Bossi e gli ripetono le cose allo sfinimento». Questo lo dice lei. «Una volta ho assistito a una brutta scena». Sentiamo. «Bossi va in due bar quando è a casa. Uno a Laveno, l'altro a Osmate. I suoi fedelissimi si sono seduti tutti attorno, lui s'è scocciato e ha fatto cacciare X (parla di un consigliere regionale, ndr)». Ripetiamo: lei ha assistito direttamente al “mar tellamento” di Bossi? «Al bar lo stavano assillando. Comunque è la moglie che ha grande influenza e gli parla spesso. Per la manifestazione di Milano il cerchio sta preparando i fischietti contro Maroni». M. PAN. ::: segue dalla prima MATTEO PANDINI . guida di Bossi, grazie al quale è stata trovata compattezza e unità». Peccato che all'oriz zonte si apra la sfida dei congressi nazionali. Piemonte. Lombardia. Veneto. Maroni non ha voluto stravincere e quindi non ha insistito per quello federale, anche per evitare l'accusa di voler fare le scarpe a Umberto. Reguzzoni potrebbe tornare in pista, visto che da sempre sogna di diventare leader della Lega Lombarda soffiando la sedia a Gian-
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14 Sabato 21 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it VERSO L'ABISSO La nave si muove ancora Un robot per i dispersi La Concordia si sposta ogni giorno di un centimetro e mezzo. Stop alle ricerche. Paura per il maestrale in arrivo ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO ::: ANDREA MORIGI  A una settimana dal naufragio, all'Isola del Giglio ci si affida al robot e al rosario per recuperare i passeggeri dispersi della nave Costa Concordia. Almeno finché alle ore 18 di ieri, dopo un lungo briefing tra i responsabili delle operazioni le ricerche da parte dei sommozzatori sono riprese, ma limitatamente alla parte non sommersa della nave. Non è del tutto cessato il pericolo dovuto al costante spostamento del relitto. A prua, viene rilevata una variazione di almeno un centimetro e mezzo al giorno. Il mare mosso impedisce ai soccorritori di rientrare nello scafo dove giovedì i Comsubin della Marina militare hanno fatto esplodere alcune cariche aprendo tre oblò. Gli esplosivi sono stati posizionati sul ponte 4, punto di raccolta dove sono stati ritrovati gli ultimi cinque corpi. Nell'area esterna del mare, a poppa e a prua del relitto, l'unica perlustrazione possibile si deve all'attività del robot subacqueo Rov dei vigili del fuoco. Ma le dimensioni del macchinario sono troppo grandi per farlo penetrare all'interno, perciò nel frattempo si stanno registrando immagini e dati e verificando i punti di appoggio della nave, per verificarne la stabilità. Si temeva soprattutto l'arrivo del Maestrale nella serata di ieri. Il vento che soffia da Nord Ovest, secondo gli esperti, potrebbe mutare l'assetto della nave anche se la velocità del vento sarà di 15-18 nodi, cioè minore di quanto stimato in precedenza. Secondo le previsioni meteorologiche, il Maestrale continuerà a soffiare anche stamattina, per attenuarsi nel corso della giornata di oggi, con onde che si ridurranno a 5060 centimetri. Da stasera, tuttavia, dovrebbe arrivare il vento di Libeccio, con onde alte fino a un metro, e tra domenica e lunedì si prevede un ulteriore peggioramento. Quel che si vuole evitare a ogni costo è l'inabissamento completo della nave a 90 metri di profondità, che renderebbe ancora più difficoltose sia le operazioni di recupero che lo svuotamento dei serbatoi, che contengono 2.400 tonnellate di gasolio. In vista di un possibile peggioramento del tempo, la Castalia, società di riferimento della Protezione civile per l'antinquinamen to, sta posando panne di altura intorno al relitto. È un'operazione precauzionale e lo stesso sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, ha ribadito che «al momento non ci risulta, dall'informazione emerse, che ci sia versamento di carburante». meriere e i parenti di una coppia di francesi. Protetti e scortati da un cordone di Polizia e della Guardia di Finanza, si sono intrattenuti nella chiesetta per pregare, assistiti dal parroco. Poi sono tornati all'interno del tendone che ospita le unità di intervento, in attesa di notizie. Nel primo pomeriggio alcuni parenti dei dispersi, tra cui anche la mamma della piccola Daiana Arlotti, avevano compiuto un giro a bordo di una motovedetta nei pressi del relitto, gettando alcuni mazzi di fiori in mare. Dai sopravvissuti, infine, parte la prima class action (causa collettiva) contro la compagnia Costa da parte del Codacons e di due associazioni statunitensi in difesa dei consumatori. Lo ha riferito la Bbc specificando che la richiesta di risarcimento sarà di 160mila dollari (123mila euro) per ogni singolo passeggero. A essere citata in giudizio sarà la compagnia madre, la Carnival, proprietaria del marchio Costa dal 1997. Il cordolo collocato intorno alla Costa Concordia per tamponare una eventuale perdita di carburante. In serata le attività di ricerca dei dispersi sono riprese, ma solo nella parte non sommersa della nave. Il relitto continua a scivolare sul fondale a un ritmo di circa 10 millimetri all'ora a prua e circa 5 millimetri a poppa. (An sa) Crociera militare sulla Cavour Diplomatici in gita sulla portaerei La Farnesina organizza il 25 gennaio una visita per decine di ambasciatori. Obiettivo: cercare commesse . ALLARME AMBIENTALE Più pessimista il presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras, che invita, «se vogliamo ottenere il risultato migliore», a essere comunque «pronti al peggio». Insieme ai sindaci della costa, ha predisposto «un piano per prepararci allo scenario più preoccupante, nel caso di uno sversamento in mare di gasolio. Ma non dobbiamo fasciarci la testa prima di averla rotta, perché ci sono tutti gli strumenti per intervenire e il piano antinquinamento che abbiamo approvato è stato messo a punto con l'apporto delle migliori competenze nazionali e internazionali». Per portare la solidarietà delle istituzioni ai parenti delle persone che risultano tuttora disperse, oggi all'Isola del Giglio è attesa la visita del presidente del Senato Renato Schifani. Nella chiesetta locale, ieri si è svolto un momento di preghiera. Tra i partecipanti, vi erano i genitori e la sorella di Erika, la giovane peruviana che lavorava a bordo della nave come cameriera, il fratello di Terence Russell, l'indiano che lavorava come ca::: LA SCHEDA LA LISTA Secondo la prefettura di Grosseto, sono 24 le persone disperse nel naufragio della nave Costa Concordia. Nell'elenco, aggiornato al 18 gennaio e che «comprende anche persone decedute ma non ancora identificate», compaiono 6 italiani, 12 tedeschi, due francesi, due statunitensi, un indiano e una peruviana IL BILANCIO Finora, il bilancio delle vittime è fermo a undici, in attesa del recupero e dell'identi ficazione di altri corpi LE RICERCHE A causa del movimento del relitto, sono state sospese le ricerche nella parte immersa, mentre sono riprese nella serata di ieri le operazioni nella parte emersa. I soccorritori utilizzano pertanto un robot subacqueo per la perlustrazione del mare intorno alla nave ::: MISKA RUGGERI  Va bene, Comandante Codardo è un cialtrone indifendibile. E i domiciliari glieli avrebbero dovuti dare a bordo della Concordia, altro che a Sorrento. Ma anche i nostri politici, occupati a far arrabbiare tassisti e farmacisti, non sono da meno. Ieri sera, infatti, il Consiglio dei ministri ha sì dichiarato lo stato di emergenza in relazione alle conseguenze del naufragio della Costa Concordia sulle scogliere dell'isola del Giglio, nominando anche il bravo Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione civile nazionale, commissario straordinario. Epperò il ministro dell'Am biente, Corrado Clini, che avrebbe dovuto illustrare ai colleghi il «decreto rotte» per tutelare il mare, con l'obiettivo di prevenire danni ambientali in zone particolarmente vulnerabili e sensibili, non ne ha trovato il modo o il tempo. E di fatto il decreto, che recherà la firma dei dicasteri dell'Ambiente e dei Trasporti, verrà realizzato in un'altra sede e in una fase successiva. Campa cavallo (marino). Insomma, per il momento niente divieto di “inchi no”: le enormi navi da crociera potranno continuare a transitare a poca distanza da isole e coste. Con il rischio che lo Schettino della situazione causi un altro guaio. Per fortuna, visto che tanto la nostra sovranità è sempre più limitata, sul disastro è intervenuta anche l'Ue. Una revisione delle norme comunitarie sulla sicurezza dei passeggeri delle navi, attualmente in corso, «dovrà tenere pienamente conto della lezione legata alla tragedia della Costa Concordia», ha chiesto il vicepresidente della Commissione Ue, Siim Kallas, responsabile dei trasporti, che illustrerà la posizione di Bruxelles al Parlamento europeo martedì prossimo. Monti fa slittare pure il divieto di inchino Non era emergenza? Commento ::: ANTONIO CASTRO  È già stata ribattezzata la «crociera delle feluche». E dopo il disastro della nave Concordia all'isola del Giglio l'accostamento non è certo di quelli che fanno piacere. Tanto più che questa passerella qualificata cade in un momento in cui tutti - dal presidente Monti in giù - ripetono come un mantra che «bisogna tagliare», «bisogna risparmiare», «bisogna essere sobri». Il prossimo 25 gennaio la portaerei Cavour si sposterà a Civitavecchia per imbarcare, in quella che il ministero degli Affari Esteri ha battezzato come progetto «Ambasciatori a bordo», il fior fiore dei diplomatici residenti in Italia. L'idea - secondo il carteggio che Liberoha potuto visionare - sembra essere nata nella alte stanze del ministero degli Affari Esteri. In particolare, il progetto di far fare una gita promozionale agli ambasciatori di mezzo mondo è stato caldeggiato alla Marina Militare dal segretario generale Giampiero Massolo, una figura storica della Farnesina già in predicato di prendere dopo Franco Frattini la guida del ministero e poi superato nello sprint finale da Giulio Terzi di Sant'agata, attuale capo della diplomazia italiana. L'idea partorita alla Farnesina sembra aver trovato entusiasti gli ammiragli. Il progetto è di scorrazzare - confidando in una bella giornata senza pioggia - gli ambasciatori di Europa, Paesi della sponda Sud del Mediterraneo e qualche riccone di emiro per far toccare con mano il fiore all'occhiello «della produzione industriale italiana». Scriveva infatti il 29 dicembre scorso lo Stato maggiore della Marina al ministero della Difesa: «Il progetto si propone lo scopo di mostrare ad autorevoli rappresentanti dei Paesi Nato e degli altri Paesi associati all'Alleanza Atlantica, l'eccellenza della Marina anche in un'ottica di
27Sabato 21 gennaio 2012 L'itinerario del gusto Viaggio ai piedi dell'Etna tra le vigne del Nerello Sulle sabbie nere di lava del vulcano cresce un vitigno antico continua da pagina 25 • • • • • • • • • • • V I N I • • • • • • • • • • • . CANTINA BENANTI SERRA DELLA CONTESSA Il capostipite degli Etna Rosso. Vino di classe superiore con dote di frutta rossa e grafite. Qui il Cappuccio dà struttura ( 29) . COTTANERA ETNA ROSSO Buona percentuale di Cappuccio per un rosso quasi aromatico e con sentori di latomie. Inequivocabilmente tannico e caldo al palato ( 25) . TENUTA TERRE NERE VIGNA DON PEPIO Mascalese quasi in purezza e lungo affinamento in legno. Rosso esuberante, al naso denota mineralità e frutta rossa. Un vino «antico» ( 60) . GIROLAMO RUSSO ROSSO FEUDO Rubino splendente, tannino evidente, frutta esplosiva al naso con ritorni di melegrana e di tufo. Bocca piena. Finale sostenuto ( 27 ) . PIETRADOLCE ARCHINERI Mascalese in purezza con note di ribes, di rosa e di macchia mediterranea. Accentuata mineralità. Decisamente ottima freschezza ( 25) Export senza sostegno La promozione del made in Italy vale molto più di una bocciatura Weekend goloso Radicchio, trippa e soppressa per le vacanze a tutta natura  In attesa dei riti di Carnevale che quest'anno inglobano anche San Valentino, l'offerta dei week-end a tutto gusto ripiglia vigore. Si comincia oggi e domani a Pizzighettone in provincia di Cremona dove si tiene la quarta edizione della trippa di San Basian. Salame cremonese, formaggi accompagnati da un'insolita quanto gustosissima marmellata di radicchio tardivo e la porchetta accompagnano con la loro eccellenza il piatto principale la trippa nei numerosi stand astronomici. Ancora un salume protagonista oggi lungo la strada del Vino Soave dove in occasione della maratona Montefortiana. C'è una manifestazione collaterale che è Passi nel Tempo, camminata di degustazione di nove chilometri tra le vigne del Soave con degustazione di soppressa vicentina, ovviamente vino Soave e biscotto salato. (Info: 045/7681407). Ancora in Veneto a celebrare il radicchio di Preganziol. L'occasione è oggi e domani a Miane per la sagra di Sant'Antonio Abate durante la quale si potranno degustare piatti legati alla tradizione culinaria della cucina veneta. A metà settimana invece appuntamento con le vacanze natura alla Cascina Pioltino di Zibido San Giacomo, in provincia di Milano, dove il Copagri presenta il suo catalogo di vacanze natura (info 0363/301680) con anfitrione di Edoardo Raspelli – con suore storico di Melaverde il programma agicolo di Rete 4 – che anima un convegno in cui si parla del turismo verde. Degustazioni d'autore Cinque ragazzi a Los Angeles portano il “Gusto Italiano”  «I have a dream» disse Martin Luther King. E così recitano i cinque ragazzi italiani residenti in California che hanno fatto del loro sogno una realtà. Portare il made in Italy oltre oceano. Nella patria in cui questo è da sempre possibile, Hollywood, dove il sogno americano è un mito predicato, questi cinque ragazzi hanno costruito il marchio GustoItaliano e fanno sfilare le eccellenze della madrepatria sulla passerella dell'Hollywood Renaissance Hotel, famoso per essere teatro della consegna degli Oscar, proprio sotto la celeberrima scritta sulle colline di Los Angeles. Un'iniziativa che risponde a un'esigenza, quella statunitense, di conoscere e diffondere la cultura gastronomica italiana, quella originale e tradizionale. Una necessità nata dai numerosi tentativi di clonazione dei prodotti di qualità e dalle numerose richieste della clientela americana di maggiori garanzie. L'evento tricolore avrà luogo il 5 e 6 maggio e come padrino ci sarà Edoardo Raspelli – giorna lista gastronomo conduttore della trasmissione televisiva “Melaverde” – che da subito ha appoggiato l'idea partorita dal fondatore Max Leonida e da Paola Cipollina, Alessio Favaretto, Alessandro Bertacchini e Paolo Rinarelli, suoi soci. Un'esclusiva che coinvolgerà la stampa mondiale e i buyers statunitensi nella comprensione e nella ricerca della vera qualità italiana. Un'iniziativa che rimette al primo posto sul podio la tradizione gastronomica italiana. LE SENSAZIONI DEL SOMMELIER ::: ADUA VILLA Ero a Los Angeles per un festival di musica. A esibirsi anche Roy Paci, la tromba di Catania. Immenso sul palco. Ma il ricordo più bello è stata la colazione della mattina dopo. Ero con un amico canadese, produttore di musica: Gourmet Delice quando Roy Paci comincia a parlargli della bellezza della Sicilia, dell'Etna, della cucina, delle città barocche e dei suoi vini, decantando il nerello mascalese, il rosso con una storia millenaria, degno di affiancarsi al nebbiolo. Gourmet, l'italia no non lo sa!... Ma io ho tradotto e poi ho offerto un Nerello: cuore mediterraneo. Gourmet sorseggiando il vino ha capito! www.aduavilla.it Cuore mediterraneo (...) della terra. Intuizione peraltro che l'Istituto regionale della vite del vino, ottimamente diretto da Dario Cartabellotta, ha avuto decenni fa quando, con Giacomo Tachis, aiutato da Vincenzo Melia, che ora fa ottimo vino in quel di Ceuso, sperimentò impianti di Pinot Nero alle sublimi altezze dell'Et na. Ne venne fuori un vino di classe immensa. Ma si scoperse che il Nerello Mascalese aveva la stessa finezza e maggior forza, la stessa nouance rubino tra la marasca, il ribes, il gelsomino con accenni di pepe e di vaniglia, ma più sapidità. Era ed è un vino mediterraneo che ha però l'eleganza delle uve eterne, la fragranza del mito che si rinnova in ogni bottiglia. Con il Nerello Mascalese, uva che matura oltre la metà di ottobre, che non è esuberante in antociani ma si riscatta con una tannicità elegante e una freschezza inebriante, è arrivato un altro mito: il Nerello Cappuccio che ha chioma da pagliaccio sotto la quale nasconde grappoli di un blu notturno. Unti nell'Etna Rosso danno un vino che ha nerbo e soprattutto capacità di sfidare il tempo. L'evo luzione di questo vino è stupefacente. Ed oggi grazie a produttori che da sempre hanno scommesso su queste uve, come Benanti, l'Etna Rosso è probabilmente il più nobile dei vini siciliani. Del resto qui dove la terra è color d'inchio stro e il mare di uno zaffiro splendente, ora che ci arrivo col vulcano vivo innevato ed eruttante, mi perdo da Mascali a Linguaglossa fino su a Passaopisciaro in un paesaggio punteggiato di continue viti ad alberello che ora, col rosseggiare dei pampini strinati dal gelo, appare una fusione tra le tavolozze di Klimt, Rubens e Tiziano. Qui l'agricol tura sembra trovare la sua massima esaltazione come cura del Creato, come sostentamento degli uomini, come definizione di una geontropologia che ha in se una promessa di futuro. Tutto questo sta nel calice di Etna Rosso che sto degustando. Ci senti il vulcano e il mare, ci senti il rosseggiare di labbra e il sospiro antico dell'anima della terra. Un vino perfetto che è un invito alla Sicilia, che diventa trionfale con le carni rosse, con il maiale dei Nebrodi, un vino che si fa anche spumante (notevolissimo il Brut di Scammacca del Murgo) e mi ricorda la cucina dei Monsù, aristocratica parata di delizie gastronomiche che oggi rivivono nel sartù e nell'arancino. Un vino che s'esalta con quei formaggi immensi di Podolica che riassumo nel Piacentino. Un vino che è un inno alla vite e alla vita. CARLO CAMBI (...) A rivelarlo è il procuratore antimafia Pietro Grasso. E a confortare questa sua affermazione è venuta la prima relazione sulla contraffazione e pirateria nell'agroalimentare elaborata dalla Commissione Parlamentare di inchiesta che si è riunita nei giorni scorsi in un convegno cui oltre a Grasso hanno partecipato il ministro Mario Catania e il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Proprio la Coldiretti ha stimato con una ricerca condotta da Eurispes che l'interesse della criminalità organizzata per l'agroalimentare sviluppa un volume d'affari delle agromafie pari a 12,5 miliardi di euro (il 5,6 per cento dell'inte ro business criminale). A fronte di tutto questo noi continuiamo ad andare in ordine sparso e in più a finanziare come nel caso della Simest che partecipa al capitale della Lactitalia gli imitatori dei nostri formaggi (e non solo) con i soldi del Fisco. Si spera in una svolta. Il ministro Catania lo ha promesso. Affermando che da una parte il contrasto alle contraffazioni c'è ma va rafforzato pensando a pene anche più severe e dall'atra sostenendo di aver chiesto al ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera di metter mano a questo (quasi) scandalo. Catania è stato lapidario: «Sono convinto che il denaro dei contribuenti italiani non possa essere destinato a investimenti per realizzare prodotti che fanno concorrenza ai nostri». Già che ci siamo, ministro, vediamo anche di spendere meglio i soldi dei contribuenti per la promozione. Misurando efficacia ed efficienza del sostegno all'export e al mercato interno. Dia retta è il più forte contrasto contro le agropiraterie e il miglior servizio ai consumatori e al Paese. CARLO CAMBI continua da pagina 25
40 Sabato 21 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Rho (Mi) Il sindaco «rosso» rifiuta i militari La Russa furioso ::: MARIA LUIGIA PIZZULO RHO (MI)  «Il sindaco di Rho smetta di obbedire all'estrema sinistra e ascolti i cittadini» dice il coordinatore provinciale del Pdl, Romano La Russa, dopo che Pietro Romano (Pd) ha detto no all'arrivo dei militari. «È stupefacente come la miopia degli amministratori rossi rifiuti un aiuto concreto, per garantire la sicurezza, solo per una questione ideologica. Sta facendo lo stesso grave di Pisapia, sguarnendo tutti i quartieri difficili dal presidio di legalità garantito dai militari». «È vergognoso», sottolinea il consigliere Fabrizio Cecchetti della Lega, «per il sindaco la sicurezza dei rhodensi non è una priorità. Ritiene più importante accontentare i capricci delle frange più estreme della maggioranza che lo sostiene, piuttosto che garantire una vita più sicura ai propri cittadini». Chiosa Cecchetti: «Se in futuro si verificheranno situazioni di particolare gravità nelle zone dove avrebbero dovuto pattugliare i militari, riterremo il sindaco direttamente responsabile». Romano guida la giunta dal maggio 2011, dopo che il sindaco Pdl Roberto Zucchetti era stato sfiduciato in Consiglio dove l'opposizione più 4 fuoriusciti dalla maggioranza rassegnarono le dimissioni in blocco. Stessa cosa successa a Garbagnate l'altra sera dove 11 consiglieri, 7 di opposizione e 4 ex esponenti del centrodestra, hanno mandato a casa il sindaco Leonardo Marone (Pdl) a pochi mesi dalla fine del mandato. «È la fine di un incubo - commenta Marone -. Dopo essere stato abbandonato da tre consiglieri mi sono ritrovato con una maggioranza traballante». Liberalizzazioni Orario dei negozi, il Tar boccia Pisapia Per il tribunale i commercianti potranno tenere le saracinesche alzate senza limiti. Soddisfatte le grandi catene ::: DINO BONDAVALLI  Il Tar lombardo boccia la giunta Pisapia. E, sui limiti agli orari di apertura dei negozi in città, dà ragione alla grande distribuzione, sospendendo le norme sul commercio adottate da Palazzo Marino in risposta alla liberalizzazione totale introdotta dal decreto Salva Italia. Il provvedimento di sospensione, che sarà in vigore fino all'8 febbraio, giorno per il quale è prevista la sentenza del Tribunale amministrativo regionale sul ricorso presentato dai marchi della grande distribuzione, boccia la linee di indirizzo tracciate dalla giunta. Lo scorso 13 gennaio Palazzo Marino aveva infatti ribadito l'esistenza di limiti sia per quel che riguarda gli orari di apertura dei negozi in città, con la possibilità di tenere le saracinesche alzate per non più di 13 ore consecutive, sia per quel che riguarda le aperture domenicali, concesse nelle sole giornate del 29 gennaio, del 5, 19, 26 febbraio e del 4 e 18 marzo 2012. Limiti che la sospensiva del Tar ha invece eliminato, spiegando che «l'avvenuta liberalizzazione degli orari di apertura e di chiusura osta a che gli enti locali introducano limiti alla libertà d'in trapresa commerciale». Quanto alle difficoltà di far fronte ai problemi di ordine pubblico, di sicurezza e di tutela della quiete notturna che potrebbero sorgere in seguito al provvedimento, per il Tar della Lombardia il Comune dovrà affrontarle con «modalità ::: IL CASO LA DELIBERA Lo scorso 13 gennaio Palazzo Marino stabilisce l'esistenza di limiti per quel che riguarda gli orari di apertura dei negozi, con la possibilità di tenere le saracinesche alzate per non più di 13 ore consecutive, e per le aperture domenicali, concesse nelle sole giornate del 29 gennaio, del 5, 19, 26 febbraio e del 4 e 18 marzo 2012. LA SENTENZA Il Tar ha sospeso l'ordinanza comunale, spiegando che «l'avvenuta liberalizzazione degli orari di apertura edi chiusuraosta achegli enti locali introducano limiti alla libertà d'in trapresa commerciale». diverse da quelle del contenimento degli orari». In attesa della sentenza dell'8 febbraio, è quindi facile immaginare che in città la grande distribuzione si muoverà per approfittare quantomeno della possibilità di tenere liberamente aperto la domenica, mentre tra i piccoli esercizi le cose potrebbero andare diversamente. «Chiaramente ci sono sensibilità diverse tra grandi e piccoli - commenta Gianroberto Costa, segretario generale di Confcommercio Milano - anche se in un momento come quello attuale, in cui i consumi sono fermi, non è certo consentendo alle persone di andare ad acquistare in orari variegati che si possono aumentare i consumi». Quanto alla decisione presa ieri dal Tribunale amministrativo, «ritengo che l'accogli mento della richiesta di sospensiva fosse inevitabile», conclude Costa. Ancora più netta la posizione di Federdistribuzione, associazione delle grandi catene di vendita promotrice del ricorso: «Siamo soddifatti. Con tale pronunciamento nelle prossime giornate domenicali potremo prestare così il miglior servizio ai cittadini». PER NON SBAGLIARE Cartelli indicano che si può entrare anche se la porta è chiusa. Fotogramma
47Sabato 21 gennaio 2012 MILANO ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 - TEL. 026597732 Almanya 14.50-16.45-18.40-20.35-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 The Help 15.30-18.15-21.00 E ora dove andiamo? 14.40-16.35-18.30-20.30-22.30 APOLLO SPAZIOCINEMA GALL. DE CRISTOFORIS 3 - TEL. 02780390 The Help 12.40-15.30-18.15-21.00 The Artist 12.40-14.40-16.35-18.30-20.30-22.30 Shame 12.40-14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 L'industriale 13.00-15.30-17.50-20.15-22.30 Le Idi di marzo 13.00-15.30-17.50-20.15-22.30 ARCOBALENO FILMCENTER VIALE TUNISIA 11 - TEL. 899399816 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Shame 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 - TEL. 0248003901 Miracolo a Le Havre 15.30-17.30-19.30-21.30 ARLECCHINO VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 - TEL. 0276001214-199445668 Midnight in Paris 16.00-18.10-20.20-22.30 CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 - TEL. 02874826 Sette opere di misericordia 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30 Emotivi Anonimi 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30 COLOSSEO V.LE MONTE NERO, 84 - TEL. 0259901361-199445668 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Le Idi di marzo 15.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.30-20.00-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.30-17.10-19.50-22.30 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.30-20.00 Le Idi di marzo 22.30 DUCALE MULTISALA PIAZZA NAPOLI 27 - TEL. 899399816 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 Il gatto con gli stivali 15.00 La chiave di Sara 17.30-20.00-22.30 Miracolo a Le Havre 15.00-17.30-20.00 Immaturi - Il viaggio 22.30 ELISEO MULTISALA VIA TORINO 64 - TEL. 0272008219-199445668 La chiave di Sara 15.30-17.50-20.10-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 E ora dove andiamo? 15.30-17.50-20.20-22.30 Shame 15.30-17.50-20.20-22.30 GLORIA MULTISALA CORSO VERCELLI 18 - TEL. 0248008908 Benvenuti al Nord 15.10-17.40-20.10-22.30-0.30 J. Edgar 15.00-17.30-20.00-22.30 MEXICO VIA SAVONA, 57 - TEL. 0248951802 Io sono Li 16.00-18.00-21.00 ODEON - THE SPACE CINEMA VIA SANTA RADEGONDA, 8 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 12.10-14.45-17.20-19.55-22.30 Alvin Superstar 3 12.00-14.15 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 16.30 Benvenuti al Nord 19.25-22.00 Underworld - Il risveglio 3D 13.20-15.30-17.45-20.00-22.10 Immaturi - Il viaggio 11.50-14.20-17.00-19.40-22.30 L'ora nera 3D 13.10-15.35-17.50-20.05-22.20 Succhiami 12.05-14.10 La talpa 16.15-19.10-22.15 Benvenuti al Nord 14.00-16.30-19.00-21.30 Non avere paura del buio 11.50-14.10-19.40 J. Edgar 16.35-22.00 Midnight in Paris 19.50-22.10 La talpa 14.30 Winter il delfino in 3D 12.00-17.30 L'ora nera 3D 19.30 Benvenuti al Nord 22.00 ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 - TEL. 0289403039 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Alvin Superstar 3 14.45-16.30-18.15 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-17.25-19.55-22.30 PALESTRINA VIA PALESTRINA, 7 - TEL. 026702700 Arrietty 14.30 Le nevi del Kilimangiaro 16.30-18.45-21.00 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 - TEL. 0229531103 Benvenuti al Nord 15.30-17.50-20.20-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.10-22.30 Alvin Superstar 3 15.00-16.50-18.40 Immaturi - Il viaggio 20.30-22.30 Le Idi di marzo 15.30-17.50-20.20-22.30 Shame 15.30-17.50-20.30-22.30 L'industriale 15.00-17.30-20.30-22.30 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 - TEL. 892960 Benvenuti al Nord 15.10-17.50-20.35-23.40 Benvenuti al Nord 14.40-17.25-20.05-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 14.00-16.10-18.20-20.25-22.35-00.45 Alvin Superstar 3 14.40-17.30 Benvenuti al Nord 01.00 J. Edgar 22.10 L'industriale 19.50 Non avere paura del buio 14.50-17.20-20.10-22.30-00.50 Finalmente maggiorenni 20.00-22.35-01.00 Winter il delfino 14.50-17.20 The Help 16.10-19.20-22.25 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 13.50-16.45-19.35-22.30 J. Edgar 13.50-16.45-19.45-22.40 La talpa 14.00-17.00-19.50-22.35 L'ora nera 3D 14.10-16.20-18.25-20.30-22.40-00.50 Il gatto con gli stivali 14.50-17.15-20.05 La talpa 00.30 Shame 22.15 E ora dove andiamo? 14.35-17.10-20.00-22.25 Alvin Superstar 3 14.00-16.15-18.20 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.45 Immaturi - Il viaggio 14.00-16.40-01.00 Benvenuti al Nord 15.40-18.35-21.40-00.20 Benvenuti al Nord 14.05-16.45-19.40-22.15 Succhiami 14.00-16.10-18.25-20.30-22.35-00.35 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 - TEL. 892960 La talpa 17.10-19.50 Winter il delfino in 3D 14.40 Immaturi - Il viaggio 14.50-17.20-19.50-22.20-00.50 Benvenuti al Nord 14.40-17.20-20.00-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 15.20-17.30-19.50-00.50 Benvenuti al Nord 16.50-19.35-22.15-01.00 Alvin Superstar 3 15.10-17.30-20.10 J. Edgar 22.30 Il gatto con gli stivali 15.00-17.10 Succhiami 20.30-22.30-00.30 J. Edgar 14.30-19.50 Non avere paura del buio 17.30-22.45-01.05 SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 - TEL. 0277406300 Decalogo - Episodi 7 e 8 15.00 La bellezza del diavolo 17.00 Another Silence 19.00 Tre colori - film rosso 21.15 ASSAGO UCI CINEMAS FIORI VIALE FIORI - TEL. 892960 Alvin Superstar 3 15.30-17.50 Succhiami 20.10-22.30-00.40 Underworld - Il risveglio 3D 14.05-16.10-18.15-20.20-22.25-00.30 The Help 16.30-19.35-22.40 Winter il delfino 14.00 Non avere paura del buio 14.25-17.00-19.55-22.20-00.40 Benvenuti al Nord 14.10-17.00-19.40-22.20 Il gatto con gli stivali 3D 00.55 Immaturi - Il viaggio 14.50-17.30-20.00-22.30-01.00 J. Edgar 19.30-22.30 Il gatto con gli stivali 3D 15.00-17.15 La talpa 14.10-17.05-19.50-22.35 L'ora nera 3D 14.00-16.10-18.20-20.30-22.40-00.50 Benvenuti al Nord 16.20-19.00-21.45-00.30 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 La talpa 15.00-17.20-20.10-22.50 Benvenuti al Nord 14.30-15.30-17.00-18.00-20.00-20.50-22.30-23.10 L'ora nera 3D 15.00-17.15-20.15-22.35 Immaturi - Il viaggio 15.20-17.40-20.20-22.45 Underworld - Il risveglio 3D 14.10-16.20-18.30-20.40-23.00 Winter il delfino 14.40-17.10 J. Edgar 21.30 Alvin Superstar 3 14.20-16.15-18.15 The Artist 19.30 Non avere paura del buio 15.15-20.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.30-22.40 The Help 14.50-17.50-21.00 Shame 15.10-17.20-19.50-22.10 BUSNAGO GLOBO - MOVIE PLANET VIA BERLINGUER, 48 - TEL. 039 695182 (PREN.) Winter il delfino in 3D 14.45-17.15 L'ora nera 3D 20.00 Benvenuti al Nord 15.15-18.15-21.15 Immaturi - Il viaggio 17.05-19.45-22.20 Alvin Superstar 3 14.45 La talpa 22.20 Benvenuti al Nord 14.40-17.15-19.45-22.20 Underworld - Il risveglio 3D 14.55-17.15-19.55-22.20 CERRO MAGGIORE THE SPACE CERRO MAGGIORE VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 14.40-17.15-19.45-22.15 Benvenuti al Nord 15.30-18.00-20.30-23.00 Alvin Superstar 3 14.50 Non avere paura del buio 17.00 J. Edgar 19.20-22.15 Il gatto con gli stivali 15.10-17.50 Shame 20.15-22.40 L'ora nera 15.25-17.35-19.50-22.10-0.20 Underworld - Il risveglio 3D 15.50-18.00-20.10-22.20-0.30 Winter il delfino 14.45 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.20 Immaturi - Il viaggio 22.45 Non avere paura del buio 15.15-19.40 Succhiami 17.40-0.50 La talpa 22.05 The Help 15.40-18.50-22.00 La talpa 16.15 Benvenuti al Nord 19.00-21.30-0.00 Benvenuti al Nord 20.15 LEGNANO SALA RATTI C.SO MAGENTA, 9 - TEL. 0331546291 Le Idi di marzo 20.15-22.30 LISSONE EXCELSIOR VIA DON CARLO COLNAGHI, 3 - TEL. 0392457233 Benvenuti al Nord 21.15 LISSONE UCI CINEMAS LISSONE VIA MADRE TERESA - TEL. 039 484767 Non avere paura del buio 15.00-17.40-20.20-22.40-00.50 The Help 16.50-19.45-22.45 Succhiami 15.30-17.50-20.00-22.10-00.20 Underworld - Il risveglio 3D14.40-17.50-20.20-22.30-00.45 Benvenuti al Nord 14.10-17.00-19.30-22.10-00.40 Benvenuti al Nord 14.40-17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 14.30-17.20-20.00-22.25-00.50 Alvin Superstar 3 14.40-17.40 J. Edgar 19.50 La talpa 22.40 L'ora nera 3D 15.00-18.00-20.30-22.30-00.40 Finalmente maggiorenni 20.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.10-00.50 Winter il delfino 14.20-17.30 Benvenuti al Nord 15.30-18.30-21.30-00.10 MAGENTA CINEMATEATRO NUOVO VIA SAN MARTINO 19 - TEL. 0297291337 Benvenuti al Nord 21.15 MELZO ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA `- TEL. 0295416444 The Help 14.50-18.00-21.00 J. Edgar 19.50-22.30 Alvin Superstar 3 15.10-17.10 Underworld - Il risveglio 3D 15.20-17.40-20.20-22.20 La talpa 14.40-20.00 Immaturi - Il viaggio 17.20-22.40 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.10-22.50 MONZA MULTISALA CAPITOL VIA A. PENNATI 10 - TEL. 039324272 The Help 15.20-18.10-21.00 J. Edgar 17.20-19.55-22.30 Arrietty 15.30 MONZA MULTISALA METROPOL VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128 Immaturi - Il viaggio 15.30-17.50-20.10-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 E ora dove andiamo? 15.30-17.50-20.15-22.30 MONZA MULTISALA TEODOLINDA VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788 Benvenuti al Nord 15.30-17.50-20.10-22.30 La chiave di Sara 18.10-20.20-22.30 Alvin Superstar 3 15.40 PADERNO DUGNANO AREA METROPOLIS VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181 La talpa 18.00-21.15 Benvenuti al Nord 19.15-21.30 PADERNO DUGNANO LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 Alvin Superstar 3 15.10-17.15 Non avere paura del buio 20.40-22.50 Winter il delfino 14.30-17.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.30-22.00 Underworld - Il risveglio 3D14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 Il gatto con gli stivali 14.40-16.45-18.50-21.00 Benvenuti al Nord 14.50-17.00-19.10-21.30-23.40 L'ora nera 14.40-16.40-19.00-21.15-23.30 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.40-20.20-22.50 Benvenuti al Nord 15.10-17.20-19.50-22.10 J. Edgar 16.00-19.00-22.00 The Help 15.00-18.00-21.00-23.30 Benvenuti al Nord 14.30-16.40-18.50-21.00-23.30 La talpa 14.50-17.20-20.00-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.10-22.40 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 14.05-17.00-19.50-22.40 The Help 14.00-16.50-19.40-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 14.00-16.10-18.20-20.30-22.40-00.45 Il gatto con gli stivali 15.30-17.40-20.00-22.10-00.20 Benvenuti al Nord 15.30-18.30-21.30-00.10 Immaturi - Il viaggio 14.40-17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 14.30-17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 16.00-19.00-22.00-00.40 L'ora nera 3D 14.20-17.30-19.45-22.20-00.30 La talpa 14.15-17.05-19.50-22.35 J. Edgar 14.00-16.50-19.45-22.40 Alvin Superstar 3 15.00-17.30-20.00 Shame 22.20-00.50 Non avere paura del buio 14.45-17.15-19.50-22.20-00.40 Succhiami 20.30-22.35-00.45 Winter il delfino 14.55-17.40 ROZZANO THE SPACE CINEMA ROZZANO C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111 Underworld - Il risveglio 3D 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30-0.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 14.45-19.30 Succhiami 17.30-22.20-0.20 L'ora nera 3D 15.30-17.40-19.50-22.00-0.05 J. Edgar 14.30-19.45 Shame 17.25-22.40-1.00 Benvenuti al Nord 14.30-17.10-19.50-22.30-1.00 Immaturi - Il viaggio 21.30-0.05 Il gatto con gli stivali 3D 14.50-17.00 Benvenuti al Nord 15.00-18.00-21.00-23.35 Immaturi - Il viaggio 14.30-17.00-19.30-22.00-0.30 Alvin Superstar 3 14.10-16.15 Benvenuti al Nord 18.30-0.05 La talpa 21.00 Benvenuti al Nord 14.00-16.40-19.20-22.00-0.30 Winter il delfino in 3D 14.15-16.45 J. Edgar 19.15-22.15 La talpa 14.30-20.00 Immaturi - Il viaggio 17.30 Non avere paura del buio 19.15-22.40-1.00 The Help 15.15-18.20-21.30-0.30 SESTO S. G. CINELANDIA - SKYLINE MULTIPLEX C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547 La chiave di Sara 16.05-18.20-20.30 Non avere paura del buio 22.40 Shame 14.00 E ora dove andiamo? 14.00-20.10-22.30 Il gatto con gli stivali 14.00-15.55-17.50 The Help 14.10-16.50-19.30-22.15 Benvenuti al Nord 14.10-15.00-16.30-17.20-18.45-19.40-20.00-21.30-22.30 Alvin Superstar 3 14.00-16.00-17.50 L'ora nera 17.50-20.30-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.30-20.15-22.30 Winter il delfino in 3D 15.00-17.20 J. Edgar 22.20 VIMERCATE THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 14.00-16.30-19.00-21.30-0.00 Alvin Superstar 3 15.50-20.15 Shame 22.15-0.25 Il gatto con gli stivali 14.40-16.45-18.50 La talpa 21.00-23.45 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.10-22.05 La chiave di Sara 14.50-19.50 Alvin Superstar 3 14.35-16.40-18.40 Succhiami 20.35-22.30-0.20 J. Edgar 15.40-18.30-21.20-0.10 Benvenuti al Nord 15.45-18.10-20.40-23.10 Underworld - Il risveglio 3D 15.30-17.35-19.40-21.40-23.40 The Help 16.10-19.10-22.10 Immaturi - Il viaggio 15.20-18.00-20.30-23.00 La talpa 14.00-16.40-19.20-22.00 Non avere paura del buio 14.40-19.30 Benvenuti al Nord 17.00-21.50-0.15 Immaturi - Il viaggio 14.10-16.35-19.05-21.35-0.05 Benvenuti al Nord 15.00-17.25-19.55-22.20 Winter il delfino in 3D 15.40-20.05 Il gatto con gli stivali 3D 18.05 Non avere paura del buio 17.55-22.25 L'ora nera 15.35-17.40-19.45-21.55-23.55 BERGAMO CONCA VERDE VIA MATTIOLI, 1 - LOC. LONGUELO - TEL. 035251339 J. Edgar 20.00-22.30 The Help 20.00-22.40 Il figlio di Babbo Natale 16.15 DEL BORGO PIAZZA S. ANNA 51 - TEL. 035270760 La chiave di Sara 20.15-22.30 MULTISALA SAN MARCO P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Benvenuti al Nord 15.30-17.45-20.15-22.30 STUDIO CAPITOL VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330 Midnight in Paris 18.30-20.30-22.30 Immaturi - Il viaggio 15.30 E ora dove andiamo? 15.30-17,45-20.15-22.30 Shame 17.45-20.15-22.30 Alvin Superstar 3 14.30-16.30 CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244 Immaturi - Il viaggio 15.20-17.40-20.20-22.35 La talpa 15.10-17.35-20.10-22.35 L'ora nera 18.35-20.35-22.35 Alvin Superstar 3 14.50-16.45 The Help 17.15-20.00-22.40 Winter il delfino 15.00 Benvenuti al Nord 15.20-17.40-20.20-22.35 Benvenuti al Nord 16.20-18.45-21.25 Underworld - Il risveglio 3D15.00-16.45-18.35-20.25-22.25 CURNO UCI CINEMAS CURNO VIA LEGA LOMBARDA, 39 - TEL. 892960 Immaturi - Il viaggio 14.30-17.10-20.00-22.30-01.00 Il gatto con gli stivali 14.40 J. Edgar 22.30 La talpa 17.00-19.45 Non avere paura del buio 15.10-17.40-20.10-22.40-01.00 Underworld - Il risveglio 3D15.40-17.50-20.10-22.30-00.40 Benvenuti al Nord 14.30-17.20-20.00-22.45 L'ora nera 3D 14.40-17.15-19.50-22.20-00.50 Alvin Superstar 3 15.10-17.30-19.50 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.10 Benvenuti al Nord 00.20 Succhiami 17.40-20.00-22.20 Winter il delfino 14.50 Benvenuti al Nord 14.15-17.00-19.45-22.30 ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO S.S. SONCINESE - TEL. 0363903816 Benvenuti al Nord 16.00-18.00-20.30-22.40 Il gatto con gli stivali 16.00-18.00 L'ora nera 20.30-22.30 Underworld - Il risveglio 16.00-18.00-20.30-22.30 Immaturi - Il viaggio 18.00-20.30-22.40 Alvin Superstar 3 16.00-18.00 La talpa 20.30-23.00 TREVIGLIO ARISTON MULTISALA VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503 La talpa 15.10-17.40-20.10-22.40 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.40-20.00-22.20 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 15.30-17.20 Underworld - Il risveglio 3D 15.10-17.30-20.20-22.30 Underworld - Il risveglio 00.40 Benvenuti al Nord 15.20-17.40-00.30-20.10-22.40 The Artist 15.10-17.30-20.00-22.20 J. Edgar 17.10-19.50-22.30 Winter il delfino 15.00 Non avere paura del buio 00.30-22.40 BRESCIA METROPOL VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828 E ora dove andiamo? 20.35-22.35 MORETTO VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383 La chiave di Sara 20.20-22.30 MULTISALA WIZ VIALE ITALIA ANG. VIA F.LLI UGONI - TEL. 0302889211 Benvenuti al Nord 15.20-17.35-20.20-22.35 The Help 14.15-17.00-19.50-22.40 Alvin Superstar 3 14.50-16.40-18.30 The Artist 20.30 Le Idi di marzo 22.35 La talpa 15.10-17.40-20.10-22.40 J. Edgar 14.40-17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 15.20-17.40-20.20-22.40 NUOVO EDEN VIA NINO BIXIO 9 - TEL. 0308379404 Le nevi del Kilimangiaro 21.00 OZ IL REGNO DEL CINEMA VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911 Alvin Superstar 3 14.50-16.40-18.30 La talpa 20.30-23.00 Immaturi - Il viaggio 15.20-17.35-20.15-22.30-00.35 Underworld - Il risveglio 3D 15.30-17.20-19.10-21.00-22.50-0.30 L'ora nera 14.35-16.30-18.45-21.00*-23.15* Benvenuti al Nord 15.20-17.35-20.15-22.30-0.35 Il gatto con gli stivali 14.40-16.35 Non avere paura del buio 18.30-20.35-22.40-0.35 Winter il delfino 14.15-16.30 Finalmente maggiorenni 18.45-20.45*-22.45* Benvenuti al Nord 14.15-16.30-18.45-21.00-23.15 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 15.10-17.45-20.25-23.00 J. Edgar 15.00-17.40-20.20-23.00 PICCOLO CINEMA PARADISO VIA FRANCESCO LANA, 15 - TEL. 030280010 Il circo 17.00 Umberto D 19.00 American Life 21.00 SOCIALE VIA CAVALLOTTI, 20 - TEL. 03041140 Shame 20.35-22.35 CAPRIOLO GEMINI VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530 Benvenuti al Nord 16.20-18.10-20.15-22.30 Underworld - Il risveglio 20.15-22.30 Il gatto con gli stivali 17.15 Alvin Superstar 3 17.15-20.15 Immaturi - Il viaggio 22.30 CORTE FRANCA MULTIPLEX NEXUS VIA ROMA 78 - TEL. 030986060 Benvenuti al Nord 17.20-18.10-20.10-20.30-22.30-22.50 Underworld - Il risveglio 3D 17.40-20.40-22.50 La talpa 17.20-21.20 Immaturi - Il viaggio 17.50-20.20-22.40 Non avere paura del buio 22.40 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo'! 17.30-20.20 L'ora nera 3D 17.40-20.50-22.50 Succhiami 18.00-20.40 J. Edgar 22.20 DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101 Benvenuti al Nord 14.30-17.15-20.00-22.30 Alvin Superstar 3 14.00-16.00-18.00 Non avere paura del buio 20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D14.00-16.00-18.00-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 14.30-17.15-20.00-22.30 ERBUSCO MULTIPLEX PORTE FRANCHE VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644 Alvin Superstar 3 15.10-17.10 L'ora nera 20.10 L'ora nera 3D 22.40 Underworld - Il risveglio 15.30-17.50-22.20 Underworld - Il risveglio 3D 20.00 Winter il delfino 14.40-17.00 J. Edgar 19.20-22.10 Succhiami 15.20-20.00 Non avere paura del buio 17.20-22.00 La talpa 14.50-19.50 Immaturi - Il viaggio 17.30-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-17.40-20.20-22.50 LONATO MULTISALA KING VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670 Benvenuti al Nord 17.40-20.20-22.45 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.45 The Help 17.10-19.45-22.30 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.05-22.40 Alvin Superstar 3 18.00-20.10 La talpa 22.40 ORZINUOVI STARPLEX ORZINUOVI VIA LOMBARDIA 26/28 - TEL. 030943605 Benvenuti al Nord 15.20-17.40-20.20-22.35 Benvenuti al Nord 16.45-19.00-21.30 Winter il delfino 14.45 Immaturi - Il viaggio 15.20-17.40-20.20-22.35 La talpa 15.10-17.35-20.10-22.35 L'ora nera 15.00-16.50-18.40-20.30-22.25 Underworld - Il risveglio 3D15.00-16.45-18.35-20.25-22.30 Succhiami 18.40-20.30-22.25 Alvin Superstar 3 14.50-16.45COMO ASTRA V.LE GIULIO CESARE, 3 - TEL. 031261234 Benvenuti al Nord 16.20-18.40-21.00 GLORIA VIA VARESINA, 72 - TEL. 0314491080 L'industriale 21,00 CANTU' CINELANDIA MULT. CANTU' 2000 CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039 Alvin Superstar 3 15.20-17.30 J. Edgar 20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.30-20.10-22.40 J. Edgar 16.30 Alvin Superstar 3 20.20 La talpa 22.40 CANTU' LUX VIA MANZONI, 8 - TEL. 031714759 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.10-22.35 MONTANO LUCINO UCI MONTANO LUCINO VIA VARESINA - TEL. 892960 J. Edgar 16.45-19.40-22.35 Winter il delfino in 3D 14.15 Non avere paura del buio 22.30-01.00 Il gatto con gli stivali 3D 15.20 Underworld - Il risveglio 3D15.15-17.35-20.10-22.30-00.50 L'ora nera 3D 15.25-17.45-20.10-22.35-01.00 Alvin Superstar 3 14.30 The Help 16.40-19.35-22.30 Benvenuti al Nord 14.40-17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 14.40-17.20-20.00-22.40 Alvin Superstar 3 15.20-17.40 Succhiami 20.10 Benvenuti al Nord 14.30-17.15-19.45-22.20-01.00 Benvenuti al Nord 16.00-18.40-21.40-00.20 La talpa 14.25-17.15-20.00CREMONA CINEMA CHAPLIN VIA ANTICHE FORNACI 58 - TEL. 0372453005 E ora dove andiamo? 19-21.15 FILO P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 - TEL. 0372411252 La chiave di Sara 19.00-21.15 SPAZIOCINEMA CREMONA PO VIA CASTELLEONE, 108 - TEL. Immaturi - Il viaggio 17.50-20.10-22.40 L'industriale 14.20 Benvenuti al Nord 15.30-17.50-20.10-22.30 J. Edgar 20.00 The Help 16.20-19.10-22.00 Alvin Superstar 3 14.30-16.25-18.20 Benvenuti al Nord 20.10-22.30 Shame 15.00 La talpa 15.00-17.30-22.30 Winter il delfino in 3D 15.00-17.20 Underworld - Il risveglio 3D 16.50-18.40-20.30-22.30 Il gatto con gli stivali 15.00 L'ora nera 3D 20.40-22.40 CREMA MULTISALA PORTA NOVA VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411 Winter il delfino 15.20 La talpa 17.35-20.30-23.00 Underworld - Il risveglio 15.20-17.10-19.00-20.50-22.40-0.25 Immaturi - Il viaggio 15.30-17.50-20.10-22.30-0.35 Alvin Superstar 3 15.10-17.00-18.50 Benvenuti al Nord 20.40-23.00 Benvenuti al Nord 15.20-17.35-20.15-22.30-0.35LECCO NUOVO MIGNON V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 Immaturi - Il viaggio 15.00-22.30 J. Edgar 17.15-19.50 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 PALLADIUM VIA FIUMICELLA 12 - TEL. 0341361533 Le Idi di marzo 20.15-22.15LODI DEL VIALE VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028 Benvenuti al Nord 20,00-22,30 FANFULLA V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740 La talpa 20.15-22.30 MODERNO MULTISALA CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017 Underworld - Il risveglio 3D 20.20-22.30 The Help 20.00-22.30 PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE S.S. N 235 - TEL. 0371237012 Benvenuti al Nord 15.10-17.40-20.10-22.40 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 15.30-17.40-20.30-22.40 L'ora nera 3D 17.20-20.20-22.30 Winter il delfino in 3D 14.50 Immaturi - Il viaggio 14.50-17.15-20.15-22.40 Alvin Superstar 3 15.00-17.10-20.20 La talpa 22.45MANTOVA ARISTON MULTISALA VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139 La chiave di Sara 17.50-20.10-22.30 The Help 16.20-19.15-22.10 La talpa 17.50-20.00-22.30 CINECITY MULTIPLEX PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-18.30-20.00-21.15-22.30-23.50-00.50 Underworld - Il risveglio 3D15.15-17.40-20.15-22.30-00.45 L'ora nera 3D 15.00-20.00-22.40-00.50 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.30-20.00-22.40 Non avere paura del buio 20.15-22.40-00.50 J. Edgar 19.45-22.30 Winter il delfino in 3D 17.40 Winter il delfino 15.00 Alvin Superstar 3 15.30-17.50 Il gatto con gli stivali 15.30-17.50 MIGNON VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233 Shame 18.00-20.00-22.00 CURTATONE STARPLEX CURTATONE VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395 Benvenuti al Nord 15..5-17.50-20.10-22.25 Benvenuti al Nord 18.50-21.15 Alvin Superstar 3 14.55-16.50 L'ora nera 18.40-20.30-22.20 Il gatto con gli stivali 14.55-16.45 Underworld - Il risveglio 15.00-16.55-18.50-20.45-22.40 La talpa 15.05-17.30-20.05-22.30 J. Edgar 21.00 Winter il delfino 15.55-18.25 Immaturi - Il viaggio 15.40-17.55-20.15-22.35PAVIA CORALLO VIA BOSSOLARO, 15 - TEL. 0382539224 J. Edgar 17.45-20.00 Immaturi - Il viaggio 15.00-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 POLITEAMA C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343 Benvenuti al Nord 15.30-18.00-20.15-22.30 PARONA MOVIE PLANET STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728 Benvenuti al Nord 17.30-20.10-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 17.30-20.10-22.30 Benvenuti al Nord 18,30-21.30 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.10-22.30 La talpa 17.15-19.50-22.30 Non avere paura del buio 20.10-22.30 Alvin Superstar 3 17.30 L'ora nera 20.10-22.30 Winter il delfino 17.30 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA THE SPACE CINEMA MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 14.50-17.20-19.55-22.30 Succhiami 16.00-20.20-0.40 Shame 18.00-22.15 Alvin Superstar 3 15.15-17.25 Winter il delfino 15.10 Non avere paura del buio 17.20 J. Edgar 19.40-22.35 L'ora nera 16.00-18.15-20.30-22.40-0.45 Underworld - Il risveglio 3D 16.05-18.10-20.15-22.20-0.30 Benvenuti al Nord 16.30-19.05-21.40-0.20 Il gatto con gli stivali 3D 15.20 Immaturi - Il viaggio 17.25-20.00-22.35 La talpa 19.25-22.10 La talpa 14.45-17.25 Non avere paura del buio 20.10-22.40-1.00 SONDRIO EXCELSIOR VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368 Le Idi di marzo 21.00 STARPLEX SONDRIO VIA VANONI, ANGOLO VIA TONALE - TEL. 0342214709 Immaturi - Il viaggio 15.40-17.55-20.15-22.35 L'ora nera 17.00-21.00 Alvin Superstar 3 15.00 Benvenuti al Nord 18.50-22.45 Benvenuti al Nord 15.35-17.50-20.10-22.25 La talpa 15.00-17.35-20.00-22.25 VARESE MULTISALA IMPERO VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004 Benvenuti al Nord 15.10-17.40-20.10-22.40 The Help 15.30-19.00-22.00 Il gatto con gli stivali 3D 15.15-17.20-20.00-22.20 Underworld - Il risveglio 3D 15.10-17.40-20.10-22.40 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.30-20.00-22.30 L'ora nera 15.15-17.20-20.00-22.20 Winter il delfino 17.00 J. Edgar 19.45-22.30 La talpa 17.00-19.55-22.35 Alvin Superstar 3 15.30-17.40 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.55-22.35 NUOVO VIA DEI MILLE, 39 - TEL. 0332237325 Shame 18.00-20.15-22.30 SALA FILMSTUDIO 90 VIA DE CRISTOFORIS 5 - TEL. 0332830053 E ora dove andiamo? 19.45-22.00 GALLARATE CINELANDIA MULTIPLEX VIALE LOMBARDIA, 51 - TEL. 0331268017 La talpa 14.50-17.30-20.10-22.45 The Help 16.30-19.50-22.45 Benvenuti al Nord 15.10-17.40-20.10-22.40 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 15.30-17.40-20.30-22.40 Alvin Superstar 3 15.00-17.10 Winter il delfino in 3D 14.50-17.15 J. Edgar 20.00-22.45 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.35-20.15-22.40 L'ora nera 15.10-17.35-20.20-22.35 :::LOMBARDIA
31Sabato 21 gennaio 2012SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Iannacone, un gesto di pietà contro il cinismo della tv Complimenti per la trasmissione di FRANCESCO SPECCHIA  Che Presadiretta sia uno dei programmi in cui l'inchiesta vecchio stile sudore, taccuino e suola da scarpe- trovi ancora asilo è scontato. Superiore per certi versi a Report, il programma di Iacona ormai vanta quasi più scoop che spettatori, e gli spettatori per una prima serata domenicale su Raitre- sono assai. Perciò non sconvolge più di tanto l'inevitabile reportage sulle mafie del nord, con ipnotica intervista a Rocco Varacalli, pentito di 'ndrangheta che a Domenico Iannacone rivela, per la prima volta a viso scoperto, strategie, collusioni e protezioni incistate nella politica piemontese. Iannacone è un simpatico figlio di mignotta. Spesso usa la telecamera con la stessa modalità narrativa di Truman Capote ai tempi di A sangue freddo: colora il racconto ora con spruzzi d'ironia (geniale una sua intervista all'ex assessore lombardo Prosperini), ora con distacco drammaturgico. Ma nel suddetto reportage ha compiuto un gesto eversivo per la tv d'oggi. Iannacone è andato ad intervistare la moglie di Nevio Coral, già sindaco di centrodestra di Leinì (Torino), uno che avrebbe, per l'accusa, procacciato voti tra esponenti della ‘ndrangheta per l'elezione del figlio, poi diventato sindaco della stessa Leinì nel 2010 e dimessosi lo scorso dicembre. Coral fu beccato a cena con degli 'ndranghestisti, roba che un po' ti rovina il curriculum. Ma la moglie di Coral era basita. Sciatta dal dolore, lacrime agli occhi, sfiancata da un dramma familiare che l'azzannava alla gola, la donna strenuamente si difendeva dall'insistenza del cronista. Che fosse o meno a conoscenza dell'operato del marito, poco importa: in quel momento era solo una signora anziana divorata dalla sofferenza. Poteva essere nostra madre, o nostra nonna. All'improvviso le arriva una lettera del marito dal carcere. Lei la apre, tremando, incurante oramai della telecamera. E qui ogni collega, in nome del cinismo della cronaca, l'avrebbe seguita fino al pianto, nella solita terribile violazione dell'intimità. Ed è in quel preciso istante che Iannacone allontana il cameraman, le sussura: «Signora stia tranquilla...», e se ne va. Ecco. Quel gesto d'humana pietas, quel rispetto della dignità dei vinti ci ha riconciliati per un attimo con questo sporco mestiere. Grazie. Nanni è un mito per i francesi dal '94 MORETTI SI FA CANNES È capo giuria al Festival, in nome dell'odio per il Cav Il varietà in onda a marzo Santoro no, Guzzanti sì: La7 dà a Sabina carta bianca ::: ENRICO PAOLI  Prima hanno sistemato Serena Dandini e la sua banda, che stasera può finalmente debuttare su La7 con il programma di satira The show must go off, e poi hanno chiuso il cerchio, mettendo la firma sul contratto di Sabina Guzzanti, che la lega alla rete per otto puntate. Fra le due signore della satira di sinistra, rigorosamente di sinistra, non corre buon sangue. Anzi è quasi lecito parlare di antipatia, nonostante Serena sia pronta a dare piena ospitalità al fratello Corrado, il vero genio della premiata ditta Guzzanti&C, che torna a pregustare grandi serate e corposi incassi. Al punto che Sabina sta pensando addirittura ad una “reunion” con tutti e tre i Guzzanti - Sabina, Corrado e Caterina - come ha anticipato la sorella minore, e non sono anagraficamente parlando. «Un programma con mia sorella? Sarà su La7 e forse lavoreremo insieme», dice Caterina, «spero anche nella partecipazione di mio fratello Corrado a questo varietà». L'ultima volta che il tris è apparso insieme è avvenuto undici anni fa, durante la trasmissione L'ottavo nano. E allora avanti tutta con il nuovo varietà de La7. Il bello, però, non sta tanto nella saga familiare, non certo appassionante, ma nei dettagli dell'accordo fra l'emit tente controllata da Telecom Italia Media e l'attrice comica. La Guzzanti, come anticipato da Libero e confermato da Dagospia, ha firmato un contratto blindato per otto puntate, per uno spettacolo che dovrebbe partire tra febbraio e marzo. Contratto blindato perché sui contenuti l'emittente non potrà mettere bocca. L'accordo prevede, inoltre, l'obbligo di mandare in onda almeno due puntate. Se il format dovesse essere chiuso è prevista una salatissima penale. In sostanza la Guzzanti ha strappato a La7 il contratto che voleva Michele Santoro e che il giornalista non ha ottenuto gridando al complotto. Non solo. La clausola delle due puntate con penale salatissima è figlia mettere le mani avanti. Con l'arrivo ufficiale di Sabina e il ritorno in video di Daria Bignardi con le sue Invasioni Barbariche, il direttore de La7 ha tecnicamente chiuso il cerchio del mercato delle star. E ora Ruffini può concentrarsi sulla qualità dei prodotti offerti. «Fare buona televisione non è in relazione alla situazione politica. La7 è una buona televisione, così come lo è Rai Tre, e non credo c'entri l'antiberlusconismo», spiega Ruffini, «non capisco quando dicono che senza Berlusconi la satira è in difficoltà. La satira è sempre esistita». E allora aspettiamo di vedere cosa farà Sabina, che sull'antiberlusconismo ha costruito tutto il suo percorso artistico. ::: GIORGIO CARBONE  Nanni Moretti presidente della giuria al prossimo Festival di Cannes. «Che bello», ha commentato a razzo Francesco Giro, ex sottosegretario Pdl ai Beni Culturali (ma che vuole?). Beh, non sappiamo se sia bello, ma è certo il compimento di una lunga storia d'amore tra il Nanni e l'intellighenzia d'Oltralpe. Una love story nata quasi 18 anni fa e cementata dal comune odio antiberlusconiano. Allora (1994) Moretti arrivò sulla Costa Azzurra con un film che tutti pensavamo outsider Caro Diario. Pure, a ridosso della proiezione, Nanni ebbe chilometriche interviste in tv come non era mai accaduto manco a Fellini. Che era successo? Che i francesi avevano scoperto che odiava il Cav e che aveva girato un “corto” elettora le contro di lui. All'epoca, pochi italiani detestavano il Berlusca. Che però nel decennio precedente s'era messo contro l'inte ra cultura francese. Da quando aveva fatto la gaffe di portare oltralpe la Cinq e di cercare di insegnare ai francesi come fare la tv privata. Ora il bauscione lombardo era diventato primo ministro e ogni suo nemico era da considerare amicissimo. Caro Diario fu spinto fino all'antica mera della Palma d'Oro. Ma presidente della giuria era Clint Eastwood (uno che sa distinguere i bei film dalle opere pompate) che gelò ogni pressione con occhiatacce da Callaghan. Non importa. La consacrazione di Moretti era solo rimandata. La stanza del figlio vinse a mani basse il Festival del 2001. La passione era divampata e divenne invereconda quando quattro anni dopo Nanni annunciò Il caimano, il suo monumento equestre all'antiberlu sconismo. La commissione selezionatrice del festival fece quello che fino ad allora era stato appannaggio solo di Fellini e di Ingmar Bergman: prese il film a scatola chiusa. Con la firma del Nanni, era impossibile che venisse la bufala (in realtà era possibilissimo, in sette lustri di carriera, Moretti di film veramente buono ne ha diretto solo uno, cioè La stanza del figlio). Bene. Nel 2006 Il caimano arriva a Cannes, dove riscuote applausini di stima. I francesi, nonostante la loro arroganza, sanno distinguere il sangue dalle rape. E fanno capire, a Nanni, con dolcezza ed educazione, che ha loro rifilato la rapa. In Italia molti non lo capiscono e il film si prende il Ciak d'oro. Ma Nanni raccoglie il messaggio cannense e entra i crisi. Per quasi un lustro smette di dirigere e fa di tutto: dirige festival, si scatena in girotondi, si cala le mutande davanti a Isabella Ferrari (Caos calmo). Finché all'alba del secondo decennio del secolo si rimette a filmare. Cava fuori Habemus papam, un film noiosetto, qua e là divertentino. Dove ancora una volta racconta se stesso (l'unico personaggio che l'abbia mai interessato). Nella crisi di rigetto di Michel Piccoli, il papa eletto dal conclave che proprio non se la sente di caricarsi sulle spalle il macigno del pontificato, Nanni suggerisce il suo panico di autore che non ce la fa proprio più a creare. Pure i francesi continuano ad amarlo. Ancora una volta, lo prendono a scatola chiusa. E non se ne devono (troppo) pentire. Il film sulla Croisette non fa sfracelli (nessuno lo prende seriamente in considerazione per il primo premio) ma insomma non mette in imbarazzo come Il caimano, non fa venire ai fans l'impulso di andarsi a nascondere. Insomma l'idillio continua e anzi trova il coronamento con la presidenza di Cannes. Magari la domanda ora è: riuscirà il mito morettiano nato nel segno dell'antiberlusconismo a sopravvivere alla caduta del Berlusca? La risposta è sì. I francesi quando creano un mito lo mantengono a oltranza (basti pensare al caso di Jean Luc Godard, rimasto una divinità anche dopo 40 anni che non dirige un'opera decente). Nanni Moretti [Olycom] dell'ultima esperienza in Rai quando il programma della Guzzanti, l'infelicis simo Raiot su Rai Tre nel 2003, venne chiuso dopo la prima puntata. Un'of fesa che la Guzzanti non ha mai perdonato alla Rai. E come per tutti i radicalchic al caviale e champagne, che hanno un cuore a sinistra e il portafoglio a destra, saldamente a destra, la parte economica del contratto è basilare, non secondaria. Evidentemente il prodotto che sta preparando, un programma di satira talmente impegnativo da costringere la Guzzanti a sospendere il tour teatrale, ha già in sé tutti i rischi connessi ad una possibile chiusura anticipata e il direttore del palinsesto de La7, Paolo Ruffini, ha preferito SEDICI DATE James Taylor in concerto nei teatri italiani Quanta strada c'è negli stivaloni da cowboy di James Taylor, l'uomo che in 64 anni di vita sospesi tra 5 Grammy Awards e 40 Dischi d'Oro, ha perso i capelli ma non il fascino, oltrepassando tutti i muri come fosse su un toboga, tra contraddizioni e scelte rigorose, drammi personali e rinascite improvvise, tossicodipendenza e battaglie civili, Beatles ed Elio e le Storie Tese. Un'avven tura incredibile, la sua, visto che ha inciso il primo album nel 1968, grazie alla stima che McCartney e Harrison nutrivano per lui e, decenni dopo, si è trovato persino a suonare con la band capitana dal giudice di X Factor nel brano First me, second me. Taylor, si è sempre mosso tra queste contraddizioni, ma ieri a Roma, dove ha partecipato al programma @RaiRadio2, con Max Giusti, è parso un uomo sereno. «L'Italia è il posto migliore per suonare musica dal vivo. Terrò 16 concerti in teatro, a marzo. Parto il 6 da Napoli. A Milano sarò all'Arcim boldi, poi chiuderemo il 31 all'Auditorio di Roma». Dopo 32 anni ha confermato, poi, l'incontro con il criminale che uccise John Lennon il giorno prima dell'assassinio. «È incredibile e vero. Era il 7 dicembre 1980 e venni fermato in metropolitana da Mark David Chapman, un giovane allora sconosciuto che delirava. Il giorno dopo lo riconobbi quando apparve nei telegiornali. Poche ore prima aveva ucciso John, era proprio lui». L.IAN. IN PRIMA SERATA Sabina Guzzanti. Farà 8 serate su La7 [Oly]
17Sabato 21 gennaio 2012ESTERI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Il piccolo Napoleone A Sarkò la guerra vera fa paura: «Via da Kabul» Uccisi 4 soldati francesi: il presidente interrompe le operazioni in Afghanistan e pensa al ritiro anticipato LO SHOW Obama canta I fan esultano: come Sinatra In un apprezzato fuori programma, il presidente americano Barack Obama ha mostrato di avere insospettate doni canore, intonando nel leggendario Apollo Theater di Harlem un grande successo della star del soul Al Green: «I'm... so in love with you», ha cantato, scatenando gli applausi. L'occasione è stata una manifestazione per la raccolta fondi per la campagna in favore della sua rielezione. L'appuntamento aveva il titolo “A night at Apollo with Barack Obama”, nel teatro dove si sono esibiti artisti del calibro di Duke Ellington, Ella Fitzgerald, James Brown o Michael Jackson. E il presidente Obama non ha sfigurato, tanto che alcuni media gli hanno concesso ieri il titolo: «The Voice». Ma Obama sarebbe anche contento di sapere che la Snai, la società italiana per le scommesse, lo da a tuttoggi come facile vincitore alle elezioni di novembre. Obama è quotato a 1,80, mentre per il suo principale avversario, il repubblicano Mitt Romney, la quota è 2,75. I quotisti Snai, al momento, non giudicano plausibile l'elezione di un outsider. (...) cruciali della sua politica estera. Ieri l'ultimo esempio: dopo la morte di quattro soldati francesi in Afghanistan, uccisi a tradimento da un soldato locale, Sarkò ha alzato bandiera bianca, sospeso le operazioni militari e ventilato addirittura il ritiro anticipato sulla scadenza del 2014. Insomma, un «tutti a casa» che sconvolge in un momento tanto critico per il Paese asiatico che sta cercando una transizione verso la normalità. Anche gli americani e gli altri membri della coalizione Nato hanno da tempo annunciato la loro “exit strategy”, ma quella dei francesi sembra a tutti una vera e propria fuga. Anche perché episodi del genere si sono ripetuti molte volte in passato e hanno causato la morte di uomini di molti Paesi: soltanto nel 2011 almeno una ventina di militari dell'Isaf sono caduti per questo strisciante «fuoco amico». AFGHANO TRADITORE Il fatto più clamoroso degli ultimi mesi è stata la sparatoria nell'aeroporto di Kabul del 27 aprile 2011, quando un afgano in uniforme ha freddato otto soldati ed un contractor, tutti americani. Di certo gli Usa non hanno sospeso le operazioni dopo quell'incidente. Ma Sarkozy lo fa certo per ragioni elettorali. Con questo colpo di scena – pareva quasi che all'Eliseo non aspettassero altro – il presidente ha una scusa valida per poter rivendicare il ritiro completo dall'Afghani stan e raccogliere consensi, ponendo fine a un intervento che i francesi non hanno mai voluto. Parigi partecipa alle operazioni Nato dall'inizio, nel 2001, e attualmente ha schierati circa 3.600 uomini. Coi quattro soldati morti nella provincia di Kapisa, a nord est di Kabul, sale a 82 il numero dei francesi caduti. Bisogna considerare che i caduti di tutta la coalizione sono stati quasi 2800. Ma do::: LA SCHEDA PERDITE Il ministro degli Esteri Alain Juppé ha annunciato ieri in conferenza stampa il bilancio dell'attacco contro i francesi in Afghanistan: «Quattro morti e 15 feriti di cui 8 gravi». In precedenza le perdite transalpine erano di 82 soldati dall'inizio del dispiegamento della forza internazionale, alla fine del 2001. LA COALIZIONE I caduti italiani sono finora 44, fra caduti in combattimento e morti in incidenti e per cause naturali. A fine 2011 erano 2.765 le perdite della missione internazionale: al primo posto gli Stati Uniti con 1.783, poi Gran Bretagna 395, Canada 157, Francia, Germania e appunto Italia. vremmo ormai essere abituati alla politica estera dell'Eliseo, studiata appositamente sulle esigenze interne del piccolo Napoleone. Come era diverso il conflitto in Libia, voluto dall'inquilino dell'Eliseo, e compiuto in tutta sicurezza dagli aerei francesi contro l'eser cito male armato di Muammar Gheddafi e anche contro i civili - scudi umani o meno, morti a decine sotto le bombe. Una guerra da videogioco, facile da fare e da vincere per Parigi, che sperava forse di mettere le mani sui lucrosi contratti delle materie prime di Tripoli. E poco importa se dopo la morte del colonnello il Paese nordafricano rischia di piombare nel caos. Per Sarkò la sua immagine viene prima di tutto. Ecco che lo ritroviamo a fare la voce grossa contro la Siria. Ieri ha proclamato che la Francia non rimarrà in silenzio davanti allo scandalo siriano e non può accettare la repressione feroce della contestazione da parte del presidente Bashar el-Assad. Ottimo. Nessuno si aspetta però un intervento militare di Parigi contro Damasco, un osso troppo duro per i francesi. NAPOLEONLAND Per lo meno il presidente si potrà consolare col suo nuovo «giocattolo». Secondo il Times, ci sarebbe il suo zampino dietro la proposta di costruire un parco con ristoranti, hotel e attrazioni alle porte di Parigi, dedicato a Napoleone. Alla guida del progetto c'è Yves Jégo, ex sottosegretario del governo Fillon ed ex deputato dell'Ump, poi passato ai radicali, pur conservando stretti contatti col partito di Sarkò. A «Napoleonland» ci saranno continue rievocazioni delle grandi battaglie dell'imperatore, delle sue vittorie e delle tragiche sconfitte. Non mancano le attrazioni macabre: come una che riproduce l'esecuzione con la ghigliottina di Luigi XVI. Domani il referendum, sì in vantaggio La Croazia gioca d'azzardo e vota per entrare in Europa ::: SIMONA VERRAZZO  Fare i salti mortali per entrare in quello che sembrava un club esclusivo e scoprire che poi, forse, si sta meglio da soli perché quel club, ora, sembra sull'orlo del fallimento. È quello che succede alla Croazia, chiamata domani alle urne per il referendum con cui la popolazione dovrà dire «sì» oppure «no» all'entrata di Zagabria nell'Unione europea a partire dal 1° luglio del 2013, diventandone così il 28° Paese membro. Se il voto a favore di Bruxelles è dato in vantaggio, a mancare è l'euforia che ha caratterizzato le altre due aperture verso est: quella del 2004, quando a entrare fu anche la vicina Slovenia e l'ex blocco sovietico, e quella del 2007, con l'ingresso di Romania e Bulgaria. L'ultimo sondaggio indica che il 60 per cento dei croati intende approvare il Trattato di adesione firmato lo scorso 9 dicembre, dopo anni di negoziati, rispetto a un 31 per cento di contrari e a un 9 per cento che è ancora indeciso. Per essere valida, la consultazione popolare non ha bisogno di un quorum definito, ma basterà una semplice maggioranza dei voti effettivamente espressi. Questo sarà il secondo referendum nella storia del Paese balcanico, dopo quello del 19 maggio 1991 – a guerra già cominciata – quando il 94 per cento si espresse a favore dell'indi pendenza dalla Jugoslavia socialista, che venne proclamata il 25 giugno dello stesso anno. Da un referendum di rottura a uno di unione. A favore dell'adesione alla Ue si sono espresse quasi tutte le istituzioni culturali e accademiche, la società civile, le organizzazioni dei veterani della guerra per l'indipendenza e la Chiesa cattolica croata. Il fronte del no, composto in maggioranza da formazioni della destra nazionalista e ultraconservatrice, sostiene che, con Bruxelles, Zagabria perderà le sue prerogative di Stato sovrano e il mercato sarà travolto dai prodotti europei. La crisi dell'eurozona e l'immenso apparato burocratico dei 27 sono i più forti argomenti contro l'adesione. Secondo i sondaggi, comunque, vincerà il «sì», più per pragmatismo che per vero convincimento ed è lontano il sostegno all'80 per cento registrato tra il 2002 e il 2008. Per entrare nella Ue la Croazia ha affrontato un iter lungo, cominciato il 21 febbraio 2003 con la consegna della domanda ufficiale per l'adesione. A pesare su Zagabria l'iniziale non collaborazione con il Tribunale penale internazionale dell'Aja per i crimini commessi nella ex Jugoslavia, in particolare nella consegna del generale Ante Gotovina. Nel 2009 si conclude anche il contenzioso sul confine marittimo con la Slovenia, che opponeva il veto all'ingresso croato. In quello stesso anno Zagabria diventa Paese Nato. Se domenica vinceranno i «sì», per l'Unione europea non cambierà molto al livello di numeri, rappresentando la Croazia solo lo 0,85 per cento della popolazione e l'1,33 per cento del territorio. Grande, però, è il valore simbolico, segno che il Vecchio continente si è lasciato alle spalle le divisioni delle Guerre dei Balcani. Ma soprattutto un'altra economia non certo di primo piano che si associa al carrozzone continentale. Manifesto di protesta a Zagabria. C'è scritto: «Amo la Croazia. No all'Ue» Ap PIÙ FACILE BOMBARDARE TRIPOLI... Nicolas Sarkozy dopo i morti di ieri pensa a un ritiro anticipato del contingente francese dall'Afghanistan. Si sa: è tempo di elezioni Ap ::: segue dalla prima ALESSANDRO CARLINI .
38 Sabato 21 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Imprecazioni in sardo al sushi bar E la Faggioli sbotta al ristorante: «Non sono un'olgettina» Zero euro raccolti nel 2011 Troppi scandali E ora al Trivulzio crollano le donazioni ::: SARA BIONDINI  Milanesi generosi ma prudenti. Complice la crisi economica, ma soprattutto lo scandalo degli affitti low cost che ha minato la reputazione del Pio Albergo Trivulzio, i lasciti e le donazioni negli ultimi anni sono calati. E di molto. Tanto da arrivare a zero nel 2011. Il salto è stato importante visto che nel 2008 si parlava di 3,441 milioni di euro, 564 mila euro nel 2009 e 397 nel 2010. Il 2008 coincide proprio con l'inizio della crisi del Pat. A quel tempo i conti erano in rosso di 8,8 milioni di euro, 11,8 nel 2009, 15,7 nel 2010, 14,8 nel 2011. Ora è partita la corsa per tappare la voragine, o almeno per limitare i danni. Un progetto che si spera di concludere nel 2015. C'è solo da sperare. Il nuovo Consiglio di amministrazione, insediatosi lo scorso ottobre, ha appena presentato il piano di rientro dal buco di quasi 15 milioni di euro. Almeno c'è un percorso da seguire, cosa che magari donerà sicurezza a chi vorrà lasciare un'offer ta alla casa di cura. Duecento anni di storia della storica struttura, poggiano per la maggior parte sui lasciti. Già nel 2010, l'allora presidente Bruno Trabucchi e il sindaco Letizia Moratti alla vigilia dell'inaugurazione della nuova palazzina, lamentavano della scomparsa delle piccole donazioni continue. «Il Pio Albergo Trivulzio è fatto dalla generosità dei milanesi. Una rete di sostegno che si rinnova nel tempo», aveva detto il sindaco. «Da sempre - aveva spiegato Trabucchi - le donazioni dei milanesi hanno ingrossato il grande fiume che ci permette di garantire salute, vita di relazione, un tetto, dignità di vivere agli anziani. Cose che continuiamo a fare ma con qualche difficoltà». L'appello è ora on line. Sul sito del Pio Albergo Trivulzio c'è una pagina interamente dedicata alle donazioni. Con un viaggio virtuale all'interno della casa di cura si può scegliere se regalare una stanza intera, un letto, o soltanto delle lenzuola. E accanto è indicato il prezzo. Così i cittadini sanno esattamente dove finiranno i loro soldi. «Vogliamo rilanciare il brand, fare in modo che Pat, non stia solo per il nome dell'istituto, ma diventi ‘Porte Aperte alla Città», ha spiegato Laura Iris Ferro, presidente del Cda. «Negli anni scorsi l'im magine negativa della casa di cura ha pesato, nel 2011 alcune donazioni sono state ritirate con scuse poco piacevoli. Ora – ha concluso la Ferro – dobbiamo aprire una nuova palazzina e sarà tutta da arredare, faccio appello alla generosità dei milanesi». Il Pat punta sulla trasparenza per scrollarsi di dosso l'aurea nera lasciata da Affittopoli: «Cerchiamo di modificare l'immagine collettiva della Baggina». Si attende anche l'aiuto concreto di Regione e Comune: ieri l'assessore comunale alla politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha assicurato di «essere pronti a sostenere l'impor tante tentativo di innovazione». Il primo passo potrebbe essere quell'adeguamento della quota con cui coprono le rette dei pazienti indigenti, ferma ormai dal 2000. Interrogato dai pm a Monza Ponzoni nega tutto «Non sono un drogato» L'ex assessore: «Mai preso mazzette. E farò il test del capello» ::: LAURA MARINARO  Due ore e mezzo - dalle 9 alle 11.30 - per respingere tutte le accuse e precisare di non essere mai stato “drogato”, come viene detto nell'ordinanza d'arresto del Gip Monzese. Questo il sunto dell'interrogatorio di garanzia di Massimo Ponzoni, ieri mattina davanti al giudice Maria Rosaria Correra e ai suoi avvocati Luca Ricci e Sergio Spagnolo nel carcere di Sanquirico. Il consigliere è molto provato per questi giorni in cella e sembra sia particolarmente preoccupato per come vivrà tutta questa situazione il figlio di 13 anni. «Non sono un cocainomane e posso dimostrarlo», avrebbe detto l'ex segretario della presidenza della Regione, smentendo le accuse che gli sono state mosse dal suo ex socio Sergio Pennati e da altre sue ex amanti di essere un «tangentista e drogato». Per dimostrarlo i suoi legali hanno già nominato come consulente il professor Franco Lodi che lunedì mattina si recherà da Ponzoni per prelevare un capello sul quale effettuare il test antidroga. Una notizia che la Procura ha accolto con indifferenza, anche perché non è sicuramente quella di essere un drogato o presunto tale l'ac cusa. Ponzoni, tuttavia, ha confermato la posizione che ha tenuto negli interrogatori sostenuti in questi due anni di indagini. Prima di tutto, ha ribadito di non aver mai influenzato alcun Pgt in Brianza, primo tra tutti quello di Desio, tanto è vero che secondo una consulenza il piano risultava «esente da vizi» e da pressioni politiche esterne anche secondo la professoressa Maria Cristina Treu che fu sentita come esperta del documento. E per quanto riguarda ll'accusa di collegamenti con la 'ndrangheta brianzola Ponzoni ha tenuto a precisare di non aver mai avuto alcun rapporto con quegli ambienti. Tuttavia, dalla richiesta di custodia cautelare dei magistrati Donata Costa, Giordano Baggio e Walter Mapelli (70 pagine in più dell'ordinanza, datate 25 luglio 2011) però si legge che «il fatto che una “costola” della ‘ndrangheta abbia veicolato voti su Ponzoni Massimo, per lo meno in relazione alle meno recenti consultazioni elettorali regionali del 2005, risulta peraltro riferito dallo stesso interessato, il quale, a seguito dell'ottimo risultato conseguito nelle ultime elezioni regionali del marzo 2010, si compiaceva con tale Alessandro di aver fatto a meno, questa volta, dei voti provenienti da quel contesto, con ciò confermando che a detto bacino elettorale aveva invece attinto nel passato («Mi son tolto di mezzo la grande soddisfazione di arrivare primo... secondo sono arrivato con Carugo e terzo mi sono tolto i voti di certi personaggi affiliati a certi clan»). «Non conosco questa gente, non ho mai preso soldi da loro e non ho mai remunerato nessun pubblico ufficiale per alcun motivo», avrebbe precisato Ponzoni, cui in questo momento sembra stia a cuore più la sua reputazione, soprattutto nei confronti del figlio tredicenne che non vive un buon momento dal punto di vista psicologico. IN MANETTE Ex assessore della giunta Formigoni, Massimo Ponzoni è indagato da due anni a Monza. Al centro dell'inchiesta ci sono le società del politico, che sarebbero state usate come “cassa” per le sue campagne elettorali e poi lasciate fallire. Ad accusare il consigliere è un suo ex socio. Fotogramma ::: LE INDAGINI BANCAROTTA L'ex assessore Massimo Ponzoni è stato arrestato martedì su ordine della Procura di Monza. Per lui le accuse vanno dalla corruzione alla bancarotta fraudolenta fino al finanziamento illecito dei partiti. COCA AL PIRELLONE Il grande accusatore di Ponzoni, l'ex socio Sergio Pennati, in una lettera accusa più volte il consigliere di essere “un drogato”, oltre che un corrotto, probabilmente alludendo al consumo di cocaina. 'NDRANGHETA Ieri Ponzoni è stato interrogato per la prima volta dopo l'arresto. Ha respinto tutte le accuse, ribadendodi nonavere alcuncontatto con la 'ndrangheta e di non essersi mai drogato. SOTTO ACCUSA Formigoni strilla: «Fandonie su di me» Non esiste nessun patto, probabilmente Ponzoni parlava d'altro». Roberto Formigoni non ci sta. Ieri mattina il governatore ha scoperto sui giornali di aver stretto con Massimo Ponzoni un accordo per un posto nell'or ganizzazione dell'Expo. A sostenerlo è stato il consigliere, in un'intercet tazione contenuta nella documentazione che ha portato al suo arresto. Un patto che, sempre secondo i pm, sarebbe comunque stato onorato solo se Ponzoni avesse dimostrato la sua innocenza in tribunale. Questo, tuttavia, non basta al presidente lombardo. «Di questo ipotetico patto ne avrebbe eventualmente parlato Ponzoni ma per fare un patto occorre essere in due». ::: MASSIMO DE ANGELIS  C'era da aspettarselo. Lo scandalo Olgettine sta lasciando un penoso strascico di veleni, accuse e ritorsioni: ma da oggi si è fatto il salto di qualità. C'è chi passa alle vie legali e chi rinnega il passato, con coloriti modi ed espressioni. Che dire della reginetta cagliaritana del Billionaire Barbara Faggioli? Fino a pochi mesi fa personaggio pubblico, ora riconvertitasi a modella, nega di sapere cosa sia l'Olgettina. Impreca alle sventure passate di fronte a un piatto di sushi e si inalbera se qualcuno osa rimembrargli le caldi serate, alzando la voce, strillando in sardo e agitando le braccia. Non ancora soddisfatta quando torna nel suo appartamento milanese, ai piani alti, cinguetta su Twitter, prendendo le distanze dalle illustri colleghe, con una insolita freddezza verso la sua ex amica del cuore, l'ineffabile Nicole Minetti. Ma le altre celebri inquiline come reagiscono? Le due santarelline Barbara Guerra e Iris Berardi denunciano, dopo oltre un anno, l'organizzatrice suprema, ora eletta al Pirellone, forse perché l'unica a guadagnare ancora un bel po' di quattrini senza meriti precisi. La prezzemolina di un tempo Alessandra Sorcinelli tenta di cancellare ogni ricordo del passato e rifugiarsi dallo zio d'America, ma dovrebbe capire che negli States, dove ancora vige la meritocrazia, non ha alcuna speranza di carriera. La fisicata e camaleontica Marysthell Polanco, all'ennesimo cambio di look, con i capelli rapati a zero, ha perso la memoria e giura di volersi dedicare esclusivamente all'ultimo progetto, un folkloristico complessino caraibico. Sempre più confusa e assente appare la posseduta Sara Tommasi, che non degna di uno sguardo le allegre compagne di bagordi, immaginandosi la più bella del reame. Tutte contro tutte, in uno spettacolo assai indecoroso.
30 Sabato 21 gennaio 2012 SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it La soap è salva e domani è in prima serata Alex Belli se la gioca da Milly e vince a «Centovetrine» ::: DONATELLA ARAGOZZINI  Stasera, sulla pista di Ballando con le stelle, Alex Belli saprà se il pubblico di Raiuno ha deciso di tenere in gara lui o la cubana Ariadna Romero, finiti al televoto - aperto tutta la settimana - al termine della scorsa, interminabile puntata del programma condotto da Milly Carlucci. Qualunque dovesse essere il responso, l'attore ha comunque almeno un motivo per stare allegro: Centove trine, la soap opera nella quale interpreta da due anni il perfido Jacopo Castelli, non chiuderà come era stato annunciato ma proseguirà. Anche se alle soglie del Natale si sono spente le luci sul set alle porte di Torino, è infatti di ieri la notizia che è stato trovato un accordo tra il Biscione e Mediavivere, società di produzione che ha realizzato le oltre 2.500 puntate andate in onda in questi 11 anni, per riprendere a breve le riprese (a fronte, ovviamente, di un taglio dei costi, visto che proprio la questione economica era il motivo che aveva spinto l'azienda a non investire più in questo prodotto). «Mediaset non ha più interesse a produrre il daytime ma solo il serale, perché rende di più», aveva spiegato nei giorni scorsi Belli, parlando della puntata speciale in onda domani in prime time su Canale 5, «è stato fatto un lavoro di taglia e cuci per arrivare a un puntatone di 100 minuti: ovviamente non si pretende da noi il 20% di share, ma il 10-11%, quanto ha fatto Distretto di polizia. Sarà un esperimento: se il nostro pubblico ci permetterà un risultato medio, si potrà riprendere la produzione per fare una sorta di “fiction-soap”, perché bisogna considerare che la fiction va in ammortamento nel giro di qualche anno con le repliche, mentre la soap è fatta per vivere sul momento, non viene replicata, e quindi risulta più costosa». Quella di trasformare Centovetrine in una fiction da prima serata, operazione inversa a quanto fece la Rai con Incante simo (che divenne un appuntamento quotidiano, in onda nel primo pomeriggio, a partire dalla nona stagione), secondo rumors resterebbe una delle ipotesi prese in considerazione, ma non l'unica. Di certo è stato dato l'okay per riprendere a girare gli episodi destinati alla consueta collocazione delle 14.10, che in questi anni hanno sempre avuto ottimi ascolti - la media è superiore al 20% di share, che sale ad oltre il 30% se si considera il pubblico femminile di età compresa tra i 25 e i 34 anni - e alla cui realizzazione lavorano oltre 200 persone, che hanno seriamente rischiato la disoccupazione. Chi non ha invece corso il rischio di restare disoccupato è proprio Alex Belli, che ad un paio di settimane dalla fine delle riprese, avvenuta nei giorni immediatamente precedenti al Natale, era già in pista come ballerino vip della Carlucci. «Sembra tutto coinciso, ma con Milly ci eravamo incontrati in tempi non sospetti, quando ancora non c'erano venti di chiusura», precisa, «avrei fatto Cento vetrine il lunedì, martedì e mercoledì, mentre il giovedì, venerdì e sabato sarei stato a Ballando». Un programma, quest'ultimo, nel quale l'attore ha fatto discutere fin dalla prima puntata, quando Guillermo Mariotto ha sollevato la paletta con lo zero al termine del suo paso doble (la scorsa settimana è stato più generoso, gli ha concesso un 3). «Non ho trovato giusto il suo zero perché quel voto si dà solo a chi ha interrotto l'esibizio ne e non credo di aver fatto così male», commenta, «anche perché io ho le gambe lunghe e scoordinate, visto che sono alto un metro e ottantotto, aver fatto quel ballo fino in fondo per me è stato un miracolo. Ma era una provocazione, ci sta, è stato uno stimolo a fare meglio. E quando il televoto alla fine mi ha salvato, ho sentito davvero l'affetto del pubblico». Chissà se quell'affetto lo sentirà di nuovo stasera, quando i telespettatori dovranno scegliere se salvare dall'elimi nazione lui o Ariadna Romero. L'attore Alex Belli [Oly] ::: Palcoscenico «Gli spettri» di Ibsen Un dramma “gridato” ma recitato sottovoce ::: CARLO MARIA PENSA  Da quando, rifiutati in Norvegia, patria dell'autore, Spettridi Ibsen furono messi in scena, per la prima volta nel 1881, a Londra e giudicati, addirittura in articoli di fondo dei giornali, un “di sgustoso spettacolo” e un “dramma abominevole”, ad ogni loro apparizione si è ripetuto l'interro gativo se protagonista debba intendersi lei, Helene Alving, che, scoperto d'avere un marito vizioso, debosciato, seduttore della serva di casa, corse dal reverendo pastore Manders a chiedergli aiuto, protezione e -ottenendo un rifiuto- amore; oppure lui, il figlio Osvald, che di quel padre tarato porta la vergognosa impronta venerea e che, insidiando Regine, la giovane serva, senza immaginarla sua sorellastra, finirà neldegrado di una demenza annientatrice. Secondo Ermete Zacconi, proprio lui che a più di settant'anni seguitava a incantare le plateee facendo, da dominatore assoluto, il ventottenne Osvald, non c'è un protagonista, in Spettri, ce ne sono cinque, tanti quanti sono i personaggi; mentre prima di lui Eleonora Duse aveva dimostrato senza possibilità di equivoco che protagonista del dramma è la signora Alving. E il pubblico sopportava il “disgustoso spettacolo” pur di arrivare alla folgorazione di quella battuta finale: “Mamma, dammi il sole”. Il brivido, allora, correva così sconvolgente che nel 1922, quando Osvald fu Memo Benassi, Emma Gramatica, tarantolata dall'invidia, una sera gli rubò la battuta chiedendogli lei, perfida: “Vuoi il sole, vero? Vuoi il sole?”. Aneddotica a parte e visto che oggi, ormai, per l'ennesimo ritorno alle scene degli Spettri”, non è il caso di fare della critica, se non cinque almeno tre devono considerarsi i protagonisti e il terzo è quel pastore Manders i cui rigori luterani furono e continuano ad essere un impasto di candore e di stupidità. Lui che, allora, si barricò dietro un cieco moralismo e che oggi, incautamente fiducioso, sconsiglia l'assicurazione del nuovo asilo costruito da Helene Alving e da lei intitolato alla memoria del marito per non dovergli più nulla. Ancora oggi il dramma di Ibsen, presentato dal Teatro Stabile di Bolzano nella elaborazione drammaturgica di Letizia Russo, si propone, attraverso l'allarmante problema della ereditarietà, come una condanna della morale offesa, dell'ipocrisia, del tradimento. E limpida, aggressiva, la regia di Cristina Pezzoli compone, nella scena meravigliosamente “fredda” di Giacomo Andrico, uno spettacolo di forte tensione con la straordinaria Patrizia Milani, e Carlo Simoni, interpreti di profonda verità insieme con la rivelazione Fausto Paravidino, Alvise Battain e Valentina Brusaferro. Si replica al San Babila di Milano: unico, grave declino, recitano tutti sotto voce, incomprensibili. IL FESTIVAL Troppi capricci, Sanremo taglia Tamara La Ecclestone non si impegna, rimanda le prove e fa la difficile. Arriva la Pellegrini ::: LEONARDO IANNACCI  Un altro clamoroso colpo di scena scuote il Festival di Sanremo, che si svolgerà dal 14 al 18 febbraio prossimi: Tamara Ecclestone, una delle due girl scelte da Gianni Morandi quale stuzzicante contorno durante le cinque serate dell'Ariston, è stata licenziata in tronco. Sì, avete capito bene. La figlia di Bernie Ecclestone, patron della Formula Uno, uno degli uomini più ricchi del Regno Unito (il cui patrimonio è stimato in 4 miliardi e 200 milioni di dollari!), è stata cacciata dall'entourage del Festival ieri, poco dopo mezzogiorno. Quando, cioè, i lettori del Corriere della Sera sta vano leggendo il ritrattino riservato nelle pagine degli spettacoli alla 27enne miliardaria scelta per accompagnare Morandi e Rocco Papaleo per affiancare la semi-sconosciuta modella Ivana Mrazova. «Troppi capricci, l'impegno e la preparazione sono doti per noi irrinunciabili», hanno fatto sapere lo stesso Morandi e il direttore artistico, Gianmarco Mazzi. «Per noi il Festival non è e non potrà mai essere una vacanza in riviera…». In tal modo l'ec centrica Tamara, nata 27 anni fa a Milano dal matrimonio tra papà Bernie e la modella Slavica, all'epoca modella per Armani, avevaevidentemente concepito l'esperienza di Sanremo ( comunque non avrebbe ricevuto alcun compenso, anzi...). PRETESE INFANTILI Una pretesa infantile, la sua. Tipica di una ragazza viziata. Trattasi, difatti, di una tipa che vive fuori dal mondo, che abita una dimora londinese con 14 bagni (!), che non hai mai concepito di andare a fare la spesa al supermercato, che vive un'esistenza degna di quella di una regina. Qualche anno fa, papà Bernie aveva trovato persino un lavoro alla figlia egocentrica, quello di giornalista presso Sky. La ragazzina, di Hermès vestita, si dannava ai box della Formula Uno, inseguiva i piloti, provava a intervistarli, ma si vedeva lontano un chilometro che era un pesce fuor d'acqua. Bella e impossibile, faceva quasi tenerezza al contatto con il mondo normale. Oltre a non capire nulla di Formula Uno. Curioso che, soltanto pochi giorni fa, lo stesso Morandi avesse definito Tamara una «ragazza semplice. Ai primi appuntamenti si era presentata dimessa, senza guardie del corpo rivelandosi una ragazza molto semplice…», aveva detto. Giudizi che si sono rivelati un boomerang: dopo aver ricevuto la convocazione per la prossima settimana, in vista del lungo ritiro pre-Festival, la nostra signorina ha cominciato a fare le bizze con richieste assurde. Del tipo: «Io non viaggio su aerei di linea, soltanto privati; non voglio stare due settimane a Sanremo per provare, quell'hotel non mi piace, quell'altro neppure…». A quel punto Morandi e Mazzi si sono guardati in faccia, hanno capito di aver toppato nella scelta di una simile disgrazia e hanno tagliato corto: «Tamara, è stato un piacere (?) conoscerla ma per noi tutto finisce qui», le hanno detto. E lei? Ha fatto sapere dalla sua reggia londinese: «Sono ricca, sì, ma non viziata…». Sic. A soli 20 giorni dal Festival che accadrà ora? Gli spot tra Morandi e Papaleo, che avevano puntato sul giochino Ecclestone-Mrazova, dovranno essere tutti rigirati. E dovrà essere trovata un'altra girl. Dovrebbe tornare in pista l'idea delle cinque ragazze, una per serata. Alcune Morandi le ha già: Mrazova, Belen e forse Canalis come continuità con il Sanremo 2011, oltre a Federica Pellegrini. L'olimpionica di nuoto, infatti, è caduta nella rete del Festival e ci sarà. LE ALTRE GRANE Quello della signorina Tamara Ecclestone è già il sesto giallo che si è dipanato attorno al Festival dopo la canzone di Chiara Civello, che inedita non è e, per questo, rischia seriamente la squalifica; dopo il pasticciaccio brutto della coppia D'Alessio-Bertè che ha postato su Facebook un pezzetto del loro brano, finendo sotto inchiesta da parte della Rai; dopo il folle intervento della vedova Battisti che vorrebbe vietare a Emma e a Noemi di omaggiare il grande Lucio con due brani (Il paradiso e Amarsi un po') nella serata dei duetti internazionali; dopo le violenti accuse che Enzo Iacchetti ha inviato a Morandi, reo di non aver favorito a suo tempo l'ingresso del figlio Martino nell'Area Sanremo e dopo le irose rimostranze di Marcella Bella, il cui brano non è stato inserito tra quelli in gara. A quando il prossimo delirio? Tamara Ecclestone. Sopra, Federica Pellegrini: la nuotatrice sarà al festival per una sera [Olycom] . BELLA E VIZIATA
20 Sabato 21 gennaio 2012 ::: le lettere lettere@liberoquotidiano.it @ commenta su www.liberoquotidiano.it Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell'oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. DISTRIBUTORE PER L'ITALIA E L'ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl - Via Aldo Moro, 2 - Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl - Via Carlo Pesenti, 130 - Roma S.t.s. S.p.A. - Strada V zona industriale, 35 - Catania L'UNIONE EDITORIALE S.p.A. - Viale Regina Elena, 12 - Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. - Viale delle Magnolie - Modugno (BA) CENTRO SERVIZI EDITORIALI Srl - Via del Lavoro, 18 - Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 18 anno XLVII Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH - Fr. 3.00; MC & F - 2.00. EDITORIALE LIBERO s.r.l. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Arnaldo Rossi CONSIGLIERI: Maurizio Belpietro - Sergio De Benedetti DIRETTORE RESPONSABILE Maurizio Belpietro VICE DIRETTORI Massimo de' Manzoni (vicario) - Franco Bechis Fausto Carioti - Pietro Senaldi DIRETTORE GENERALE: Stefano Cecchetti REDAZIONE MILANO 20129 - Viale L. Majno, 42 Telefono: 02.999.666 - Fax: 02.999.66.264 REDAZIONE ROMA 00187 - Via Barberini, 50 Telefono: 06.999.333 - Fax: 06.999.33.443 UFFICI AMMINISTRATIVI: Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano SEDE LEGALE: Via dei Valeri, 1 - 00184 Roma LE GRANE DI MONTI/1 Ora smascheriamo i privilegi delle Coop La campagna che «Libero» sta portando avanti contro le false capacità del governo dei Professori è sacrosanta e giusta. Per dimostrare ancora più forza al messaggio secondo me si dovrebbe essere più incisivi sullo scandalo delle Coop. Bisogna spiegare come le Coop siano particolarmente favorite rispetto a una qualsiasi altra società. Achille Antonielli e.mail LE GRANE DI MONTI/2 Nessun miracolo dalle liberalizzazioni Più leggo i provvedimenti del governo sul tema dello sviluppo e più resto allibito. Ma davvero Monti e Passera pensano che dando qualche concessione in più di taxi, aprendo nuove farmacie, levando le tariffe minime dei professionisti il Pil italiano aumenterà? Io sono convinto del contrario: se un avvocato anziché 5.000 euro per una causa ne chiede 4.000, il Pil di sua competenza scende di 1.000 euro. Più licenze taxi? Che senso ha se le tariffe sono regolate dai Comuni? Il tassametro rimane piombato! E allora dov'è l'apertura alla concorrenza? Gianluigi De Marchi Pino Torinese (To) LE GRANE DI MONTI/3 Altro che tassisti tagliate gli sprechi I tassisti fanno una vitaccia: da 0 gradi a 40 in mezzo alla strada, inquinamento, rumore, nessun ammortizzatore in caso di malattia. Certo c'è chi sta peggio. Sappiamo che sono banche e assicurazioni gli speculatori assassini della democrazia conquistata. Quelle di Monti non sono nemmeno scelte disperate da nave che affonda, ma sciocche. Solo sburocratizzando si possono risparmiare miliardi. Riduciamo il personale statale che non possiamo più permetterci. Eugenio Cortani e.mail LE GRANE DI MONTI/4 Sacrosanta protesta delle auto pubbliche Anche nella diatriba tassisti-governo, i sindacati hanno fatto la loro brutta figura genuflettendosi al premier di turno (basta che non si tratti del Cav). Ma i vetturini non sono fessi e hanno preso a fischi e pernacchie i loro "rappresentanti". È un peccato che certe reazioni non le abbiano mai avute i tanti pecoroni che Cgil, Cisl e Uil portano in piazza muniti di cestino per la merenda. Antonio Filippo e.mail LE GRANE DI MONTI/5 Aumentare le tasse è la ricetta sbagliata Vado a ritirare dal ferramenta il trapano che ho fatto riparare. 25 euro. Pago. Chiedo lo scontrino. Mi rispondono che se lo voglio debbo pagare altri 5 euro di Iva. Ovvio che rinuncio allo scontrino perchè non mi conviene. Se potessi scaricare la spesa lo pretenderei, ma lo Stato non mi offre questa possibilità. A Monti che probabilmente non è mai andato da un ferramenta a farsi riparare un trapano consiglierei di dimettersi e a tornare a fare il teorico di economia. Io che non ho la sua cultura economica avrei ridotto prima le spese e non aumentato le tasse, cosa che ci manderà tutti sul lastrico. Paolo Laicini e.mail LE GRANE DI MONTI/6 Forconi siciliani in lotta per la libertà La rivolta dei forconi è nata in Sicilia come reazione alle scelte economiche governative. Ma perchè proprio i forconi? Il rastrello vuole rappresentare il riscatto del meridionale. In Sicilia c'è ancora un'Italia che ha la forza di avanzare e reclamare. Nonostante la crisi, lo spread e le agenzie di rating. Questo movimento non può che essere un esempio di spontaneità e di libertà. Marco Criscuolo San Giorgio a Cremano (Na) LE GRANE DI MONTI/7 Colpa di Napolitano se abbiamo i tecnici Il presidente della Repubblica deve essere votato dai cittadini e non imposto dai politici. Se fosse così non ci troveremmo, adesso, con i Professori tra i piedi a fare i loro esperimenti di economia da monopoli. Valentino Castriota Trepuzzi (Le) CRISI PERFETTA/1 Agenzie di rating inattendibili La barzelletta dell'a t t e n d i b ilità delle agenzie di rating è ormai di dominio pubblico. Basti notare, ad esempio, come usualmente esse assegnino, in contrasto fra loro, votazioni alte al proprio Paese, tendendo a declassare gli altri. Tutto ciò manifesta gli intenti speculativi dell'attività di queste società, che, colluse con i potentati finanziari, condizionano le politiche economiche delle nazioni. Non sarebbe ora che le istituzioni esercitassero la loro funzione in piena libertà? Alberto Casirati Azzano San Paolo (Bg) CRISI PERFETTA/2 Risparmiamo sui costi della Difesa Nel 2012 il nostro Paese sborserà 23 miliardi di euro per la difesa. Però si potrebbe risparmiare. Intanto non acquistando i 131 cacciabombardieri F-35. Costano 15 miliardi di euro. I soldi per un solo caccia basterebbero per costruire 143 asili nido e per dare lavoro a più di duemila tra educatrici e assistenti. Le armi uccidono uomini e sogni. E anche la voglia di fare sacrifici. Fabio Sicari Bergamo CRISI PERFETTA/3 Imprenditori troppo tartassati Sono un piccolo imprenditore. Oggi ho 30 anni ma quando ho iniziato la mia attività ne avevo 20. Non sarà difficile immaginare tutte le difficoltà del caso, dalla pubblica amministrazione alle banche. Con la mia società a conti fatti pago quasi l'80% di tasse tra utile aziendale e utile personale. Come è possibile tirare avanti a queste condizioni? E non considero tutti gli aumenti degli ultimi mesi. Luca Castauro e.mail LA CASTA/1 Si tolgono le multe con un decreto È troppo pretendere dai partiti politici un minimo di serietà e decenza? Evidentemente sì. Per avere esposto manifesti abusivi in occasione delle ultime elezioni amministrative, i partiti sono stati condannati a pagare una multa, calcolata in 100 milioni da esponenti radicali. Ebbene, nel decreto Milleproroghe, i relatori Pdl e Pd hanno inserito un emendamento che prevede la sanatoria dell'abuso, con il versamento di mille euro per provincia dove è stato commesso, un'e l e m osina di cui avremmo fatto volentieri a meno. È bene che i cittadini sappiano che questa indecenza si ripete regolarmente ad ogni tornata elettorale. Attilio Lucchini e.mail LA CASTA/2 La Merkel fa bene a bacchettare l'Italia La Merkel ha ragione. Uno Stato, come l'Italia, in cui un presidente di una piccola provincia autonoma prende più di lei come indennità, ha ragione a dire che può e deve sbrigarsela da solo. Se poi aggiungiamo che i nostri rappresentanti europei percepiscono le indennità più alte del continente, che le varie Caste politiche, ministeriali e pure "tecniche", sono le meglio pagate di tutto il mondo, ha doppiamente ragione. Per non parlare del sovrano che risiede al Quirinale, i cui costi, al confronto, fanno impallidire tutti quelli delle monarchie del mondo. Luigi Furia Gorno (Bg) segui la rubrica anche su www. A tu per tu di MATTIAS MAINIERO Un iceberg sulla rotta dell'Italia Caro Mainiero, ci può stare che la nave Italia governata da Monti sia sulla stessa rotta di collisione della Concordia comandata da Schettino? Enzo Bernasconi Varese Innanzitutto, facciamo gli scongiuri: non si sa mai. In secondo luogo, in attesa che gli scongiuri ci mettano al riparo, magari con l'aiuto dell'Europa, facciamo un po' di conti, che è poi sempre la cosa migliore da fare. Lo scoglio spread, tutto sommato, si è un po' allontanato, soprattutto grazie alle manovre del comandante Draghi. Ora, la tendenza, agenzie di rating permettendo, è al ribasso. Non una cosa eccezionale, beninteso. Comunque, proprio nella settimana del declassamento e dei maggiori timori, abbiamo guadagnato una sessantina di punti base. Siamo messi male e l'allarme resta, almeno fino a quando lo spread non sfonderà i 350 punti base, ma la situazione sembra sotto controllo. Il deficit. Grazie al portafoglio degli italiani, il governo ha costruito una solida diga. Vero, verissimo e sacrosanto: paghiamo noi e paghiamo molto. Ma la diga c'è. E anche il debito pubblico (il mostro italiano) dovrebbe avvantaggiarsene. Sul fronte delle liberalizzazioni, sia pure timidamente e non nel migliore dei modi, qualcosa si muove. Lasciando stare il comandante Schettino e le colpe ancora tutte da accertare, possiamo concludere che il comandante Monti grazie ai sacrifici di milioni di mozzi italiani - non ci sta portando sugli scogli. Ha organizzato una pessima crociera, niente balli e piscine, solo cena a pane e acqua. Navigazione a vista, se vuole, ma scogli lontani. Si rilassi. Io, piuttosto, mi preoccuperei dell'ice berg che già si intravede all'oriz zonte. In breve: fra poco riandremo a votare. E qui cominceranno i guai, perché, se il governo tecnico, grazie alla cosiddetta sospensione della democrazia, sta facendo ciò che i politici non potevano o volevano fare, e cioè riordinare i conti svuotandoci i portafogli, non mi pare che la politica abbia approfittato della sospensione per mettere ordine in casa propria. Il Pd non ha ancora un vero leader, il Pdl non ha risolto i suoi problemi. Il centro è quello che è. Impensabile una nuova sospensione o qualche altro marchingegno. Legge elettorale in altissimo mare. Italiani sempre più lontani dalla politica, indecisi e propensi all'astensione. Un iceberg, appunto, che si avvicina. Gli scongiuri sono obbligatori. mattias.mainiero@liberoquotidiano.it
26 Sabato 21 gennaio 2012 Alto Adige ma non solo Sfida di cuochi stellati in Alta Val Badia Gara ai fornelli: apre domani la Chef's Cup Südtirol 2012 nella magica cornice delle Dolomiti A Rimini la fiera della vita dolce Il Macef a Milano La cucina trova casa MILANO - Una quattro giorni milanese all'im pronta del viver bene. Questo è Macef 2012, l'International home show che l'ente Fieramilano ospita dal 26 al 29 gennaio. Una kermesse alla 92°edizione che vede protagonisti il design, l'arredamento e lo stile del benessere. Perché il buon vivere significa far godere tutti e cinque i sensi, tra cui il gusto. Ben quattro su quattordici padiglioni sono intitolati alla cucina e alla tavola e nel padiglione 4, corsia A, c'è uno spazio dedicato alla conversazione intitolato «Un caffè con...», per chiacchierare su temi attuali insieme agli esperti di settore. Ma il Macef 2012 coinvolge anche i luoghi aldilà delle mura fieristiche. La città si offre ai visitatori con i cinque percorsi golosi di Milano, sotto il nome di Macef Taste. Le eccellenze della gastronomia milanese sono racchiuse nel «Piatto Macef», proposto in carta dagli chef, e nelle cinque diverse proposte tematiche sparse per la città. La prima è il Pesce, abilmente interpretato dagli chef secondo tradizione; il Pittoresco, per degustare l'arte della metropoli in ogni sua forma; l'Atmosfera, mangiare in una location d'incanto abbinando la ricercatezza dei piatti a quella dello stile d'arredo; il Gourmet, per assaporare l'estro e la fantasia di grandi chef; infine il Classico, per ritornare ai sapori di una volta, quelli della più ferrea tradizione meneghina. E tutto questo avvolto dall'alone della più importante mostra dell'ospitalità in casa. Per sapere i ristoranti che aderiscono all'ini ziativa di Macef Taste e avere maggiori informazioni su orari e costi visitare il sito www.macef.it. G.C. Un «cioccolatone» da Guinness al Sigep 800 chili per un bon bon con l'amarena Si apre oggi alla Fiera di Rimi-ni la 33esima edizione del Sigep, la più importante rassegna mondiale dedicata a gelato, pasticceria, pizze, pane e bar. È una partenza da record per una fiera che ha numeri da primato (850 espositori da 30 paesi, attesi oltre 120 mila visitatori professionali) visto che stamani alla Hall Sud della fiera sarà realizzato il più grande cioccolatino del mondo, destinato a battere un nuovo Guinnes. Già l'anno scorso al Sigep fu realizzato il più mastodontico dei coni gelato. Il ciccolatone sarà confezionato da Mirco Dalla vecchia, un abitué del Guinness con la collaborazione di altri sei maitres chocolatier, raggiungerà un peso oscillante tra i 500 e gli 800 kg, tra cioccolato Icam, che verrà unito a panna (fornita dalla Latte Busche) per preparare la ganache e il ripieno composto da 200 kg di amarena Fabbri, elaborata secondo la ricetta originale del 1910. Se messo in vendita il cioccolatino costerebbe più di 20.000 euro. Sarà di fatto un cubo di un metro di lato. La creazione sarà poi donata alla Comunità delle Monache Carmelitane Scalze di Arezzo. Qui verrà sezionato e venduto in sacchettini da un etto, il cui ricavato contribuirà alla creazione di un laboratorio di cioccolato destinato alla riabilitazione e alla formazione di persone con problematiche sociali. Nel corso del Sigep (info 0541/744772, www.sigep.it) si disputeranno il campionato mondiale di gelateria, la Bread Cup riservata ai panificatori e per la prima volta il campionato mondiale di pasticceria al femminile. I padiglioni della fiera sono aperti tutti i giorni dalle 9 e 30 alle 18 e 30. (...) è in programma venerdì 27 gennaio tra Niederkofler e Giancarlo Morelli da Seregno, dalla provincia di Monza-Brianza. Il guanto di sfida consiste nella preparazione di una delle eccellenze tipiche del territorio bolzanino, il Knödel, più comunemente conosciuto in tutta Italia come il canederlo. Una sei giorni dunque di cucina, ma anche di incontri, sport e tanto divertimento, con gare di sci, aperitivi abruzzesi, brunch lombardi, corsi di cucina personalmente realizzati dai DoloMitici, convegni, gourmet safari e ciaspolada con pranzo alle Malghe (giovedì 26 gennaio). Alla base un denominatore comune, un unico filo conduttore, quello della filosofia o meglio gastrosofia, un confronto amichevole tra le gastronomie d'Italia e di fuori confine che mantenga alti i valori della qualità, della tradizione e dell'artigianalità. Lo chef stellato - uno dei DoloMitici e l'ideatore della Chef's Cup nel 2004 - Norbert Niederkofler definisce la manifestazione gourmand come «un incontro tra chef, in un contesto informale, per ritrovarsi a chiacchierare sulle nuove tendenze in cucina senza gareggiare tra i fornelli, ma gareggiando sulla neve». Ed è così. La kermesse è nata con l'intento di unire le gastronomie del mondo nella competizione, ma si è evoluta aprendo le porte dell'alta cucina non solo ad una élite e agli operatori del settore, ma anche ad un pubblico di esperti e semplici appassionati. Al centro dell'attenzione resta sempre la salvaguardia del prodotto artigianale italiano, punta di diamante per gli chef dello Stivale ma anche per quelli borderline e stranieri. La cucina fa bene alla salute e come ogni edizione l'alta cucina protagonista alla Chef's Cup affianca un'operazione benefica; quest'anno il ricavato della tradizionale cena di Gala di martedì 24 gennaio sarà devoluto a favore della Dynamo Camp, l'associazione che organizza un campo estivo per i bambini affetti da patologie gravi. L'evento è ospitato dalla Sala Manifestazioni a La Villa, in Alta Badia. Per raggiungerla le uscite autostradali più comode sono quelle di Bressanone/Varna, di Chiusa/Val Gardena e di Bolzano Nord. Per informazioni sul programma e prenotazioni www.chefscup.it o al 346/3024247. GIULIA CANUTO RICETTA/1 Fabio Cucchelli Trancio di scorfano  Un classico di Fabio Cucchielli lo chef dello stellato La Siriola (è il ristorante di un incantevole albergo: il Ciasa Salares all'Aemen tarola di San Cassiano: tel 0471/8494451) è il trancio di scorfano con insalata di peperoni. Per quattro persone. Ingredienti : Quattro filetti di scorfano, 4 patate, un peperone giallo e uno rosso, 4 foglie di basilico, olio exravergine, sale q.b. Procedimento: Cuocere le patate al vapore e lasciarle raffreddare. Lavare i peperoni e farli arrostire interi in una teglia fino a quando non sono ben cotti, dopodiché farli raffreddare all'interno di un sacchetto di carta, quindi spellarli tagliarli e farli marinare con olio e basilico. Tagliare i filetti di scorfano a cubetti di circa 5x5 cm ciascuno e scottarli in padella con poco olio. Porre al centro del piatto una patata cotta al vapore e cubetti di scorfano, ricoprire con i peperoni arrostiti e condire con olio. Norbert Niederkofler La cotoletta delle Alpi  Tra gli chef stellati dell'Alta Badia che animano la Chef Cup un posto d'onore va a Norbert Niederkofler che crea i suoi piatti allo stella St. Hubertus, il ristorante stellato del Rosa Alpina di San Cassiano (tel 0471/849500). Ecco la sua mitica Cotoletta. Ingredienti: carne di vitello, farina, uova, pan grattato, patate, sale e burro. Procedimento: Battete le fette di carne di vitello fino a che diventano fini. Impanatele con farina, uova e pane grattugiato. Cuocete le fette in padella con del burro chiarificato. Per chiarificare il burro è necessario scaldarlo per bene nella padella in modo che spurghi tutta la parte di lattosio. Fate attenzione che non faccia la schiuma. Nappate di continuo la carne con il burro. Scolatela su un foglio di carta assorbente quando la sentite croccante. Salate solo a frittura ultimata. Presentate insieme a patate ridotte a spicchi saltate in padella al rosmarino. RICETTA/2 Arturo Spicocchi Gnocchetti di puccia  Questa ricetta è il cavallo di battaglia di Artuso Spicocchi altro chef stellato della Stua di Michil, l'affascinante ristorante dell'hotel Posta di Corvara (Tel 0471/831000). Ingredienti per 4 persone. Per gli gnocchetti: 600 gr pane nero (puccia) 600 gr acqua 600 gr farina bianca Mescolare assieme gli ingredienti, lasciare riposare 5 ore e formare degli gnocchetti molto piccoli Per il ragù di maialino: 200 gr collo di maiale 100 gr di verdure divise tra sedano rapa, cipolle e carote 100 gr fondo di vitello 50 gr brodo. Procedimento: Formare con il collo di maiale dei cubetti grandi come gli gnocchi appena formati, rosolare bene, aggiungere sedano rapa, cipolle e carote. Sfumare con vino bianco, un poco di brodo, fondo di vitello e portare a cottura. Una volta cotto il ragù, cuocere gli gnocchetti in acqua bollente salata per circa 3 o 4 minuti, saltarli nel ragù e grattugiare qualche scaglia di formaggio Renaz vecchio. RICETTA/3 continua da pagina 25
19Sabato 21 gennaio 2012ATTUALITÀ @ commenta su www.liberoquotidiano.it Il re della pirateria sul web In manette l'uomo che ci fa scaricare i film L'Fbi chiude Megaupload e ne arresta il capo, il milionario Kim Dotcom. Ma internet si mobilita per lui Tradisce la moglie e accusa la banca Grazie ai dati del conto corrente, scoprì che il marito aveva un'amante. La coppia si è poi separata. Ora lui chiede 2 milioni di euro di danni alla banca, perché, sostiene, fornì alla moglie delle informazioni alle quali lei non avrebbe potuto accedere. Il processo civile è in corso a Firenze, dove abitava la coppia. Secondo quanto ricostruito nell'esposto presentato dall'avvocato Paolo Florio, che assiste l'uomo, un imprenditore con alle spalle una breve esperienza da calciatore nella Fiorentina degli anni Settanta, nel 2004 la moglie, forse sospettando il tradimento, chiese alla banca di poter accedere ai conti correnti del marito. L'istituto, probabilmente per errore, glielo consentì, nonostante la donna avesse diritto a visionarne solo quello privato di cui era cofirmataria, ma non quello della ditta. Grazie a quelle informazioni, la donna scoprì dei prelievi fatti dal marito in diversi negozi veneziani - di abbigliamento e gioiellerie - nei giorni in cui l'uomo si sarebbe dovuto trovare all'estero. Dà canna al figlio finisce in galera Accusato di aver fatto fumare hashish al figlio 14enne, un uomo di 42 anni, a Bologna, è finito agli arresti domiciliari. È stata la madre del ragazzino che, dopo aver parlato con suo figlio, ha fatto denuncia ai carabinieri. L'uomo nega le accuse. Per il suo avvocato la vicenda «si basa esclusivamente su una denuncia proveniente dalla madre, che si trova in una situazione di grave conflitto con il padre nell'ambito di una causa di divorzio, promossa dal padre, di cui lei ha avuto notizia 15 giorni prima della denuncia». Il gip che ha firmato gli arresti domiciliari, invece, parla di una «abdicazione del ruolo genitoriale» da parte dell'uomo che, scrive sempre il gip, si è dimostrato «senza remore» e non consapevole della gravità di ciò che avrebbe fatto. Decisione del tribunale dei minori La madre bambina allatta la figlia a scuola ::: PEPPE RINALDI FRATTAMAGGIORE (NA)  È una di quelle notizie belle che ti riconciliano col mondo. A Frattamaggiore, cittadina a pochi chilometri da Napoli, una ragazzina di tredici anni ha ottenuto dal giudice il permesso di portare a scuola la propria figlia durante l'orario delle lezioni: è nata agli inizi di novembre scorso, ha bisogno di essere allattata, più di due ore non può stare lontano dalla madre. Più che di permesso vero e proprio, in realtà, è un obbligo l'imposizione del quale rientra nei poteri del giudice minorile interpellato dai servizi sociali. Una dinamica, quella tra assistenza e tutela giuridica che sembra aver funzionato alla perfezione. Sì, perché non solo alla ragazzina è stato concesso quel che altrimenti sarebbe stato impensabile dinanzi alle episodiche distrazioni degli enti assistenziali (quelle, cioè, che fanno più notizia) ma pure perché la tredicenne è stata recuperata alla scuola dopo un lungo periodo di assenza dai banchi. Infatti, è stato quando ci si è accorti della sua sparizione dall'istituto “Filan gieri”che il meccanismo si è messo in moto, nell'am bito del progetto di contrasto della dispersione scolastica voluto dalla dirigente dell'istituto commerciale, Giuseppina Cafasso. Hanno iniziato a cercarla e, una volta trovata, hanno scoperto che aspettava un figlio. La notizia è venuta fuori a Napoli nel corso di un seminario sulla scuola a cui hanno partecipato i ministri Profumo e Barca ed il Commissario europeo Hahn. Il tribunale dei minori di Napoli ha stabilito che la ragazzina fosse comunque soggetta a due obblighi: quello dell'istruzione e quello della cura della piccola D. Ieri il primo giorno di scuola - come scritto dal Corriere del Mezzogiorno - in un clima festoso e di tenera solidarietà dove a rubare la scena è stata la segreteria della scuola trasformata in una piccola nursery. Carrozzina, pannolini, latte e biberon in una “gara” di impegno e partecipazione nella quale, soprattutto le insegnanti, si sta impegnando tutto il Filangieri. Ogni due o tre ore la ragazzina entra in segreteria e allatta la piccola, poi rientra in classe. Tecnicamente il giudice ha stabilito che fossero tre le persone, su indicazione della preside, a essere responsabili della bambina: «Ci sono tre signore che si occuperanno di lei ma tutti ci muoviamo affinché alla bimba non manchi nulla», dice la professoressa Rossella Ragona, mentre prova a far addormentare la piccola. La dirigente scolastica ha anche disposto il trasferimento della madre dalla succursale alla sede centrale in modo da tener meglio sotto controllo la situazione. Il padre è un altro minorenne, di 17 anni, ma nessuno delle rispettive famiglie di provenienza può prendersi cura della piccola: di qui la decisione dell'assistente sociale e del tribunale dei minori di Napoli. La professoressa Ragona aggiunge: « Noi abbiamo dato tutta la nostra disponibilità perché la ragazza possa seguire i corsi e contemporaneamente allattare la bimba. Ma sicuramente gli ambienti della segreteria e della presidenza non sono idonei per una bimba di pochi mesi, si dovrà pensare in futuro all'affido in qualche asilo nido». ::: FRANCESCO SPECCHIA  Impressiona vedere più cos'è, rispetto a quel che ha fatto. L'uomo che, dopo essere stato arrestato ieria Auckland - ilpiù pericoloso cyberpiratadella storia- ha scatenato l'inferno su Internet, è una mente raffinata dalla morale terrificante rinchiusa in un trullo da ristrutturare. Si chiama Kim Schmitz - alias Kim Dotcom alias Kimble - è un'enorma massa di carne tedesca con patrimonio di 175 milioni di dollari (guadagnati illegalmente). Ed è, soprattutto, il vertice della piramide di Megaupload e di Megavideo ovvero dei supermercati del download illegale e planetario spenti ieri dall'Fbi che, tra l'altro, proprio su quelle piattaforme s'era visto diffondere dati sensibili. Con l'ufficialità di “sito di condivisione” e le stimmate del Robin Hood della Rete l'attività di Schmitz si sviluppava in un business immenso. Oltre al materiale piratato, sui megaserver passava di tutto. Poi c'era il business che vi ruotava intorno: sul web c'era chi vendeva Codici Premium illegali e su iPhone c'erano App promettenti la visione di film su Megavideo. Cioè il sito di inediti e no consultato - lo confessiamo - da qualsiasi cinefilo nel mondo civilizzato almeno una volta nella vita (compreso chi scrive). C'è da dire che dall'immagine romantica dell'hacker, del profeta della democrazia diretta, o anche del truffatore gentile alla Frank Abagnale del film Prova a prendermi Schmitz si discosta parecchio. Mai stato simpatico, il ciccione. BRUTTA IMMAGINE Il suo profilo Facebook abbondava di foto su isole caraibiche addobbate da gnocche in bikini; d'immagini su jet privati; di auto di lusso (una ventina comprese Rolls-Royce Phantom, Maserati GranCabrio, Lamborghini, Cadillac d'epoca e ben 16 Mercedes coi nomi ineffabili di “Mafia” e “Dio”); di fucili a pompa che rivelano un'inconsueta passione per le armi. Una personcina, insomma. Che, grazie ai siti Megaworld, si vantava di un giro d'affari miliardari: «un'organizzazione criminale responsabile di un'enor me rete di pirateria informatica mondiale» che secondo l'Fbi ha causato oltre 500 milioni di dollari in danni ai diritti di autore. Che, tra l'altro coinvolge 1,5 milioni d'italiani. Dice Enzo Mazza, presidente della Fimi: «Con la chiusura da parte dell'Fbi si segna un importante risultato nei confronti della lotta alla pirateria». Gli fa eco Riccardo Tozzi, Presidente dell'ANICA: «La chiusura di due siti che praticavano un'attività commerciale utilizzando sistematicamente film “piratati” è segnale confortante». Tozzi, sottolinea, poi, un particolare importante: «Inquieta invece la complicità implicita o esplicita che questi pirati sembrano riscuotere. Si mette in atto una frode, raccogliendo contatti attraverso l'uso di opere dell'ingegno sottratte al diritto dei loro autori ed editori, e vendendo quei contatti alla pubblicità e la si fa passare come libertà d'espres sione». E, qui, in effetti, sta il punto: la libertà d'espressione. Dove finisce l'afflato di democrazia e inizia l'illegalità? Come distinguere gli hacker-giustizieri dagli squali? VALE LA PENA? Infatti, contemporaneamente alla chiusura dei suddetti siti da parte dell'Fbi, è partito, con tutta l'ingenuità dei bimbi e dei sognatori, l'attacco degli hacker autentici. Si sono scatenati nel maggior arrembaggio mai condotto in Rete, a cui hanno partecipato almeno 5.653 persone». Una vera ondata di rappresaglia, convocata dal gruppo Anonymous nella notte tramite Twitter. Un delirio. Con la tecnica del denial of service i pirati con la maschera del Guy Fawkes hanno reso inaccessibili le pagine web del Dipartimento della Giustizia statunitense, della discografica Universal, della Mpaa (la Motion Picture Association of America), della Riaa (Recording Industry Association of America). L'elenco delle vittime è noioso, ma spietato. Il fatto che siano andati in tilt anche il web della Warner Music, dell'Fbi e l'ufficio del copyright statunitense inquieta e affascina al tempo stesso. Gli Anonymous hanno così attizzato la loro coscienza collettiva ispirata ad alti ideali: «Cittadini degli Stati Uniti d'America, siamo Anonymous. Questo è un urgente richiamo d'allerta per tutte le persone degli Stati Uniti. Il giorno che tutti noi stavamo aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno censurando Internet». Così hanno lasciato scritto dopo il blitz. «La nostra evidente risposta è che nonrimarremo seduti. Questa non è una chiamata alle armi, ma un richiamo a conoscere e ad agire! Noi siamo Anonymous. Noi siamo una legione». In linea di principio v'è del giusto in questo. Resta da capire se valga la pena morire per un grassone che s'è arricchito sugli ideali degli altri... PUBBLICITÀ CHIC . Lapsus Elkann e la grammatica Nel negozio monomarca di Lapo Elkann a Courmayeur (gli altri sono ad Alassio e Alessandria) c'è un pezzo unico, esposto in vetrina. No, non si tratta degli occhiali che vedete nella fotografia accanto. È invece il biglietto che accompagna l'ac cessorio firmato: «Edizione linitata (sic) creato (ri-sic) esclusivamente per il punto vendita di Caurmayeur (eh, sì)». Tre errori in quattro righe, un piccolo record, come fa notare Selvaggia Lucarelli che ha postato la foto-chicca sulla sua pagina Facebook.
7Sabato 21 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it FIGURACCIA Nel pomeriggio sembrava che almeno ci sarebbero stati a disposizione due miliardi di titoli pubblici. Poi il nulla. I vincoli di bilancio hanno congelato tutto le grane di Monti Lo Stato non trova i Bot per pagare le aziende Il governo si rimangia la promessa di onorare i debiti della Pa verso le imprese utilizzando titoli di Stato. Passera: «Non ne abbiamo parlato, ma c'è attenzione» Zero burocrazia Ai giovani basta un euro per aprire un'attività  Dopo l'introduzione di un prelievo del 5% sulle partite Iva ai minimi (quelle sotto i 30mila euro), operata dal governo Berlusconi, arriva un altra norma in favore dei giovani. Il decreto liberalizzazioni istituisce infatti una nuova tipologia di società a responsabilità limitata per aiutare i giovani ad avtdi società per i giovani sotto i 35 anni, la società semplificata a responsabilità limitata: basterà un euro per versare il capitale e non sarà necessario l'intervento del notaio», ha detto nella conferenza stampa a Palazzo Chigi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà. Per partire, sembra di capire, basterà solo la comunicazione telematica al Registro delle imprese. «Non so quanti Bill Gates ci siano tra i giovani italiani, ma non vorremmo scoraggiare la loro iniziativa imprenditoriale con la pesantezza burocratica», ha commentato il provvedimento Mario Monti, ospite di Lilli Gruber a “Otto e mezzo” su La7. Curioso però che il premier si riferisca proprio a Gates, la cui Microsoft fu al centro d una durissima querelle quanto l'attuale presidente del Consiglio era commissario europeo alla concorrenza. Resta da capire però una cosa: nelle bozze pre-consiglio dei ministri erano inserite super semplificazioni per tutte gli inizi attività. E non solo quelle degli under 35. L'articolo 1 del decreto concorrenza infatti abrogava - scriveva ieri Il Sole 24Ore - tutte le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nella osta o preventivi atti di assenso dell'amministra zione pubblica per l'avvio di un'impresa. ::: SANDRO IACOMETTI  Oltre al danno ora per le imprese si aggiunge anche il sapore amaro della beffa. Dopo una giornata passata ad inseguire notizie e indiscrezioni su come e quando lo Stato avrebbe finalmente pagato il suo debito elefantiaco (dai 90 ai 200 miliardi secondo le diverse stime) nei confronti delle aziende, alla fine si è tornati al punto di partenza. Lo sblocco della questione nel primo pomeriggio sembrava cosa fatta. In una delle innumerevoli bozze dei provvedimenti all'esa me del Cdm si prevedeva il pagamento del pregresso attraverso emissioni di titoli di Stato e si stabilivano termini perentori per il saldo delle fatture della Pa a partire dall'anno in corso. Poi, si è appreso che i Bot a disposizione sarebbero stati soltanto 2 miliardi, praticamente le briciole. Infine, la doccia gelata: sui ritardati pagamenti della Pa il governo ha semplicemente deciso di aprire un tavolo. Della questione, ha spiegato il ministro dello Sviluppo, Corra::: LA SCHEDA DEBITO MONSTRE Il debito che l'amministra zione statale ha nei confronti dei fornitori privati, per lo più piccole e medie aziende, non è quantificabile in modo preciso ma oscillerebbe tra i 90 e i 200 miliardi di euro. RITARDI INFINITI I tempi medi attuali con cui lo Stato paga i suoi fornitori oscillano dai 122 ai 180 giorni, niente a che vedere con i 64 giorni della Francia, i 47 della Gran Bretagna e i 35 della Germania. TITOLI DI STATO In una delle bozze del decreto-liberalizzazioni si prevedeva il pagamento del pregresso con i Bot, per un massimo di 2 miliardi di euro, e si stabilivano termini perentori di 60 giorni per il saldo delle fatture della Pa a partire dall'anno in corso. do Passera, «non si è parlato in Cdm, ma certamente è una cosa sulla quale c'è massima attenzione. Ci stiamo lavorando perché è chiaro che dobbiamo rispettare i vincoli di bilancio ma dobbiamo anche fare qualcosa». Per i 90-200 miliardi di debiti, dunque, se ne parlerà (e l'ipotesi dei Bot, ha detto Monti, resta sul tavolo). Quanto ai tempi, nel decreto sarebbe previsto il recepimento della direttiva Ue che indica in 60 giorni la scadenza massima, ma non è chiaro quando entrerà in vigore. Tanto per avere un'idea, la media attuale con cui lo Stato paga i suoi fornitori oscilla dai 122 ai 180 giorni. Il dato più impressionante è quello che emerge dalle indagini della Cgia di Mestre che non solo indica in 180 (+52 rispetto al 2009) i giorni di ritardo, ma si avventura anche in un impietoso confronto europeo, che vede l'Italia pesantemente indietro rispetto ai 64 giorni della Francia, i 47 della Gran Bretagna e i 35 della Germania, tutti e tre ovviamente con tempi in calo, sia pure leggermente, rispetto al 2009. Le cose vanno malissimo anche per le piccole imprese, quelle su cui i mancati pagamenti pesano come macigni. Ebbene, secondo una recentissima indagine di Fondazione Impresa sulle aziende con meno di 20 dipendenti i tempi medi di attesa per vedersi riconosciuti i saldi delle fatture da parte della Pa sono balzati nel secondo semestre del 2011 a 122 giorni, con un aumento di ben 29 giorni rispetto al primo semestre. In altre parole, più la crisi morde, meno lo Stato paga. Tanto per aggravare un po' la recessione in atto. twitter@sandroiacometti La rivolta dei forconi Tutta la Sicilia in strada perché sono finiti i soldi ::: NINO SUNSERI  La protesta dei forconi si è spaccata. Da una parte il sindacato dei tir che, come previsto, alla mezzanotte hanno rimesso in azione i motori. Dall'altra gli estremisti di «forza d'urto» che intendono andare avanti per un'altra settimana. Hanno promesso però di allentare il blocco che ha messo in ginocchio l'isola. Niente benzina, supermercati e negozi sempre più vuoti, prodotti freschi lasciati a marcire nei depositi. Per strada blocchi stradali, porti intransitabili, treni fermi. E' possibile, a questo punto, che le forze di polizia intervengano per ripristinare l'or dine in assenza dell'autorizzazione a proseguire la protesta. In ogni caso la rottura del fronte rende palese la natura delle manifestazioni. Da una parte i padroncini dei tir che, pur con modalità ingiustificabile (il blocco stradale) inseguono un obiettivo reale (lotta al caro-gasolio e all'aumento delle tariffe autostradali). Dall'altro un movimentismo irresponsabile e, probabilmente, infiltrato dalla mafia come denunciato dal presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello. La Sicilia peggiore è quella che è andata in piazza e probabilmente proseguirà la protesta. Non a caso nessuna forza politica se l'è sentita di dare il suo appoggio fino in fondo. Una rivolta spontanea che è stata infiltrata, strumentalizzata, deviata. Il paradosso della Palermo di oggi è che pure la mafia è andata in crisi. Se da una parte lo Stato assistenziale ha finito i soldi, dall'altra anche il welfare mafioso si sta prosciugando. In difficoltà per i colpi inferti da magistratura e forze dell'ordine, Cosa Nostra non è certo morta, ma non è più in grado di finanziare come un tempo interi quartieri. I precari perdono i 500 euro dei loro magri contratti clientelari, e la manovalanza dei boss perde i 500 euro di elemosina in nero. Due forme ovviamente non paragonabili - di dipendenza dall'esterno e di negazione della dignità e del futuro, che era giusto superare. La stessa logica che, per molti versi, ha costretto Diego Cammarata a dimettersi da sindaco di Palermo con poche settimane d'anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato. Tra l'altro senza nessuna alternativa. «Tornerò a fare l'avvocato» ha dichiarato. Lascia alle spalle una finanza comunale in condizioni assai precarie e una situazione sociale a dir poco esplosiva. Nelle prossime settimane scadranno i contratti di un gran numero di precari. Senza contare le difficoltà dell'Amia (l'azienda della nettezza urbana) che fatica a pagare gli stipendi e dell'Amat (trasporti urbani) che deve scegliere fra pagare gli stipendi o fare la manutenzione ai mezzi. Un cocktail che potrebbe rendere la situazione assai avvelenata. La mediazione dei sindacati e dei partiti è saltata. Nessuno crede più nella politica, né come macchina di cambiamento, né come fonte di sostentamento. Fino a quando a Roma c'era un governo politico era sempre possibile trattare. Sindaci e presidenti della Regione non tornavano mai a casa a mani vuote. Lo dimostra il finanziamento straordinario che il governo Berlusconi ha erogato per salvare Catania oppure l'ossigeno finanziario che a Palermo non è mai mancato. D'altronde Berlusconi non poteva permettersi di perdere il consenso nell'isola del famoso 61 a zero del 2001. Oggi la situazione è radicalmente cambiata. Soldi non ce ne sono proprio più e a Roma non c'è più un governo solidale cui chiedere assistenza. Mezzo secolo di politica assistenziale è arrivata al capolinea. Come stupirsi se la clientela, rimasta a digiuno, stia cominciando a strepitare. IRRIDUCIBILI Dopo l'annuncio della frangia estrema di altri sette giorni di sciopero, la polizia potrebbe intervenire per smobilitare i blocchi stradali. La rabbia dei tassisti nella manifestazione di due giorni fa a Roma[Olycom] Al Circo Massimo nella Capitale i tassisti inscenano la vendita delle licenze[Ansa]
9Sabato 21 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Silvio si scalda: «Mi richiameranno» L'ex premier furioso per le liberalizzazioni: «Finora Monti è un fallimento, la sua cura non ha dato frutti e noi siamo pronti a tornare». Poi avvisa il governo: «In Parlamento cambieremo le cose che non ci piacciono» SONDAGGI Per il Cav «il Pdl non è in caduta libera». E spiega: va cambiata la Costituzione per permettere a chi vince le elezioni di realizzare il suo programma le grane di Monti ::: SALVATORE DAMA ROMA  A muso duro: «La cura del governo tecnico non ha dato alcun frutto». Finora Monti è stato «un fallimento». Silvio Berlusconi si aspetterebbe di «essere richiamato a occupare la posizione di governo che avevamo, visto che questa è la democrazia e noi siamo stati eletti». Poi l'ex presidente del Consiglio precisa che si tratta di «un paradosso». Ma gli obiettivi del Cavaliere sono chiari. E sono due: il suo successore a Palazzo Chigi, che mette la firma sotto un decreto, quello sulle liberalizzazioni, che al Pdl non piace affatto. Provvedimento che fa morti e feriti nelle categorie tradizionalmente amiche del polo moderato. L'altro bersaglio è Giorgio Napolitano, main sponsor del governo dei professori, che ha preso il posto dell'esecutivo indicato dagli elettori nel 2008. Operazione che in privato Silvio non ha pudore nel definire «colpo di mano». Anche «golpe», quando gli girano. E ieri gli giravano parecchio: un pomeriggio speso in tribunale a Milano per il processo Mills. Un caso singolarissimo di accanimento, lo definisce: «In Italia ci sono 9 milioni di processi e 140mila prescrizioni l'anno. E a Milano processano solo me», sbuffa Berlusconi, «da qui a luglio ho 61 udienze». Con un'intensificazione nelle prossime settimane, visto che il caso Mills sta per scadere: «Qualsiasi sentenza arriverà non avrà effetti giuridici», sottolinea l'ex premier, «anche oggi (ieri, ndr) Mills ha detto che ha ricevuto i soldi da Attanasio» e non da lui. In una pausa del processo Silvio commenta ciò che sta succedendo a Roma, dove è in corso il consiglio dei ministri. Monti è una delusione (giudizio che urta il professore: «Falso dire che non abbiamo prodotto frutti»), i tecnici sonoal di sotto delle aspettative. Ma rimangono una medicina necessaria: «Abbiamo scelto il male minore, se non c'è una soluzione alternativa che prometta di essere positiva, è inutile staccare la spina, andiamo avanti così». Il problema è a Bruxelles: «La situazione difficile non dipende dall'Italia, bisogna convincere la Germania: la Bce deve diventare una vera banca centrale e servono gli Eurobond». Altrimenti «la concorrenza dell'Oriente si farà insostenibile». Ammette, il Cavaliere, che questa fase di supplenza tecnica sta facendo male alla politica. Ma a tutti, non solo al suo partito: «Il Pdl non è in caduta libera» nei sondaggi, il problema riguarda tutti ed è figlio delle «regole fatte tanti anni fa dai padri costituenti». Una Costituzione antiquata, secondo l'uomo di Arcore, che non permette allo schieramento vittorioso alle elezioni di attuare il proprio programma di governo. «Io rimango al servizio del Paese», anche se ribadisce che non si candiderà come premier. Quando le elezioni? Non esclude nessuna ipotesi, specie quando annuncia che la sua parte politica è «pronta a tornare» nella cabina di comando. Tuttavia il momento è delicato, la situazione politica incasinata. Lo dicono i sondaggi: «C'è un esercito di italiani, il 45 per cento, che non sa chi votare». Le liberalizzazioni: il pacchetto lascia perplesso Berlusconi. Il decreto va cambiato: «In Parlamento», promette, «avremo la possibilità di modificare le cose che non ci appaiono realmente fattori di sviluppo e crescita». Ci sono stati contatti preventivi (l'ultimo ieri mattina con Gianni Letta ricevuto a Palazzo Chigi), ma evidentemente non sono bastati. Adesso il Pdl aspetta il decreto alla Camera, armato di emendamenti. Le cose che non vanno giù sono le misure sulle professioni, i taxi e il be auty contest: l'assegnazione gratuita delle frequenze digitali a Mediaset e Rai che Passera ha sospeso per 90 giorni. Nel Pdl c'è molta tensione: «Il governo non avrà vita lunga se va avanti così», minaccia Guido Crosetto. «È difficile sostenere queste liberalizzazioni del governo», fa eco Osvaldo Napoli. Ma il malcontento è diffuso in tutto il centrodestra. Le misure sono «insufficienti», secondo il leader dei repubblicani Francesco Nucara. Per reperire risorse, meglio «abolire le Province e vendere la Rai». FREQUENZE TV Sgarbo a Mediaset Il “beauty contest” viene sospeso Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, annuncia la sospensione del “be auty contest”per l'assegnazio ne delle frequenze televisive sul digitale terrestre e Mediaset si prepara alla battaglia legale. «Il beauty contest è assolutamente legittimo: si tratta di una procedura equa, trasparente e non discriminatoria», protesta in una nota la società presieduta da Fedele Confalonieri. La decisione del governo è «un atto che sospende in realtà una situazione di legalità che deve invece essere al più presto ristabilita». Contro la decisione di Palazzo Chigi, Mediaset preannuncia il ricorso alle vie legali: «In attesa di conoscere i contenuti del provvedimento, ci riserviamo di valutare le azioni necessarie alla tutela degli interessi di una società quotata». Passera ha illustrato la scelta nel corso della conferenza stampa di presentazione della prima tranche di liberalizzazioni: «Abbiamo informato il Consiglio dei ministri che, dopo aver ben valutato la situazione insieme all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, abbiamo deciso di sospendere per novanta giorni la procedura di assegnazione delle frequenze per avere il tempo per definire al meglio la destinazione di queste frequenze». Quindi il ministro dello Sviluppo economico ha aggiunto: «Stiamo chiedendo ai cittadini italiani grandi sacrifici ed essendo le frequenze risorsa scarsa e preziosa, ci siamo presi del tempo per identificare destinazioni più coerenti con il piano di crescita del Paese». A fronte della contrarietà del Pdl, l'abbandono del “beauty contest” era stato chiesto dal Pd come segno di discontinuità rispetto al governo Berlusconi. «Era una nostra richiesta e prendiamo atto con soddisfazione dell'annuncio del ministro Passera», esulta Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazioni del Pd. Occhiali sul naso e birra sul tavolo. Ecco Pier Luigi Bersani in un locale di Roma mentre rivede gli interventi per l'as semblea nazionale del Pd. A scattare la foto, che sta impazzando sul web, è stato Luca Sappino, giovane dirigente di Sel. Subito è partito il dibattito, anche su Facebook. «Bersani mi piace perchè è una persona normale», ha scritto Pietro. «Un vero uomo, non plastificato», ha detto Sergio. E per Matteo Orfini, della segreteria del Pd, l'immagine trasmette «un'idea della politica molto più vera di quella che raccontano i giornali». Il solito Bersani con il piede in due scarpe: riesce contemporaneamente a ubriacarsi e ad essere sobrio. il graffio Sobrio ma ubriaco Pd e Pdl al bivio Ma se passa un altro mese per i partiti sarà troppo tardi ::: DAVIDE GIACALONE  Qualcuno ha notizie dal pianeta dei due grossi partiti politici? Esistono ancora, a parte il ripetere che saranno leali con il governo, vale a dire confermare che preferiscono essere commissariati, piuttosto che governanti? La prassi costituzionale non conosceva le consultazioni quirinalizie, volte ad accertare la loro capacità di votare leggi e riforme, giacché la Costituzione, per chi ancora ne conservi una copia, non prevede alcun ruolo del Colle nel processo legislativo, se non alla sua conclusione e al momento dell'emana zione. Eppure Napolitano li ha chiamati e ricevuti a turno. Probabilmente per accertarsi della loro perdurante esistenza. Sarà il caso d'osservare, però, che il commissario chiamato a far fronte alla crisi del debito ha avviato attività plurime, destinate ad avere scarso impatto immediato e vaste ripercussioni nel futuro. Fa politica, come giustamente compete al governo, anche rimodellando il patto sociale su cui si regge il sistema, sia dal punto di vista fiscale che della legislazione regolante il mercato. Se i partiti contano di tornare sulla scena a cose fatte commettono un errore di calcolo, perché a cose fatte la scena non li contemplerà. Prendersela con Monti per le liberalizzazioni è cosa alquanto bislacca, visto che si sarebbero già dovute fare e che tale lavoro sarebbe spettato proprio a quei partiti, dimostratisi incapaci. Ma il fatto è che le liberalizzazioni sono, per la gran parte, dei titoli vuoti, delle bandiere senza stemma, il cui solo significato consiste nel dare l'illusione che cambiare si può solo abrogando la politica. Lo hanno capito? Quei partiti saranno considerati colpevoli dell'insuccesso, anche quando non avranno fatto altro che chinare la testa. Faccio solo due esempi: benzinai e notai. Le misure proposte dal governo servono a meglio sostentare una rete disfunzionale, che dovrebbe essere sfoltita: i benzinai sono troppi e poco automatizzati, il doppio della Francia e il triplo dell'Inghilterra, sicché (i conti tornano) ciascuno eroga, mediamente, la metà dei colleghi francesi e un terzo di quelli inglesi. Se “liberalizzare” significa allargare i prodotti non oil, quindi altre merci, ciò servirà a conservare l'esistente, non a cambiarlo. Sul fronte dei notai il problema non è quello di aumentare il loro numero (per giunta a cura della stessa categoria), ma diminuire gli atti per cui i cittadini sono costretti a ricorrervi. Liberalizzare dovrebbe servire ad alleggerire, non il contrario. Ma i grossi partiti sembrano ipnotizzati. Timorosi di dire l'ovvio, per non prendersi la responsabilità di avere osato obiettare. Da seguace delle liberalizzazioni, invece, mi prendo la libertà di sostenere che farne di apparenti, con interminalibili tira e molla, che non daranno risultati apprezzabili, nel mentre s'affronta un biennio di recessione, sembra la ricetta sicura per far credere che le liberalizzazioni portano male. Come porta male farle a cura non di chi ne risponde agli elettori, ma di chi popola la categoria meno esposta alla competizione e al mercato: i mandarini della burocrazia statale, giudiziaria, amministrativa e professorale. Cosa aspettano, i grossi partiti, che al Quirinale obiettino sulla disomogeneità del decreto, negando la firma? Illusi, quello è un trattamento riservato ai governi politici (meglio se antipatici al Colle), mica a questo. Napolitano non è il conte Ugolino, ma un genitore premuroso. Quando l'attuale esecutivo nacque non mi scagliai contro, perché la situazione era drammatica. Ancora oggi un punto forte di Monti è il ricordo dei predecessori. Ma avvertimmo del pericolo: se nel tempo di questo governo i due grossi partiti non provvedono ad un accordo per cambiare la legge elettorale e lo schema costituzionale, se non sono in grado di giungere a un compromesso che copra il tempo di questa e della prossima legislatura, sono finiti. Né è il caso di festeggiare, come pure si sarebbe tentati, perché così si apre la via ad una legislatura, la prossima, dominata da caos e antagonisti. Il tempo è trascorso. La loro capacità di reazione è stata nulla. Se Alfano e Bersani non s'affrettano ad annunciare il cambio di passo saranno gli elettori a stabilire chi, fra i due schieramenti, scompare per primo. Il secondo segue a ruota. www.davidegiacalone.it
6 Sabato 21 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it INCURANTE Il premier fa dell'ironia: «Dalla finestra del mio ufficio mi è sembrato di capire che il tema fosse all'ordine del giorno...» le grane di Monti La retromonti sui taxi La decisione di aumentare o meno le licenze spetterà all'Autorità dei Trasporti, sì ai permessi di guida part time. Proteste a Genova e Napoli. Il divieto di scioperare più di tre giorni fa imbufalire i benzinai ::: ENRICO PAOLI  L'ironia, almeno questa volta, il presidente del Consiglio, Mario Monti, se la poteva evitare. «Dalla finestra del mio ufficio mi è sembrato di capire che il tema fosse all'ordi ne del giorno...». E sì, come no. I conducenti delle auto bianche erano lì, davanti a Palazzo Chigi, per giocare e non per protestare. Invece, alla fine, il governo ha fatto sul serio anche se non ha schiacciato sino in fondo il piede sull'acceleratore, tanto che la parola taxi irrompe nella conferenza stampa del governo, a tratti surreale, soltanto dopo 40 minuti e, per giunta, solo perché qualcuno ha posto la domanda. «C'è la scelta di affidare l'analisi dei fabbisogni all'Autorità dei Trasporti», dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, cercando di mettere una toppa all'infeli ce uscita del premier, «che dovrà svolgere un'attenta istruttoria città per città, sentiti i sindaci, per capire sè necessario aumentare il numero delle licenze. L'aumento avverrà con compensazioni tangibili per i tassisti che hanno già una licenza». Insomma, il numero delle licenze aumenterà, ma con moderazione e il potere non sarà più nelle mani dei Comuni, come volevano i tassisti che hanno seguito la conferenza stampa con i-Pad smart-phone, passando per la classica ed intramontabile radio, amica dei turni di lavoro. Al Circo Massimo, nel cuore di Roma, a concentrazione dei tassisti. Concentrazione ad altissima tensione. E le parole che arrivano dalla sala stampa del governo raccontano una sorta di politica del bastone e della carota, visto che sul tema caldo dello scontro fra governo e conducenti c'è un dettaglio che dovrà essere chiarito meglio. «Per quanto riguarda la mobilità», dice il sottosegretario, «l'Autorità detterà delle regole, con l'accordo dei sindaci e lo stesso tassista potrà essere titolare di una licenza part time che gli consenta di poter far lavorare un altro tassista titolare di una licenza part time». Insomma, una compensazione mirata e una storia tutta da scrivere per quanto riguarda l'area di comptenza, ovvero dove esercitare la propria attività. La concessione fatta ai tassisti, l'unica al momento a dire il vero, riguarda la «possibilità di consentire che una concentrazione di licenze in mano ad un singolo soggetto possa portare ad una situazione di dominanza». E in piazza, un minuto dopo la rasoiata del governo, è partita la rivolta. Il la, come al solito, lo danno i tassisti napoletani che invadono, di prepotenza, il teatro San Carlo. Una breve occupazione, ma altamente significativa, come l'affissione dell'elenco dei “crumiri” che hanno lavorato nei giorni di stop affisso ad una colonnina della pensilina taxi dell'aeroporto di Capodichino. A Roma è sempre il Circo Massimo a far da cornice alle urla e alle invettive contro il premier. C'è chi vuole bloccare tutto, c'è chi vuole l'esatto contrario. Unica certezza: lo sciopero del 23 è stato confermato. «Perchè non ci sono motivi per dire ai colleghi di non scendere in piazza», tuona il segretario dell'Ugl Taxi, Pietro Marinelli. A Genova la rabbia diventa violenza con un tassista che picchia un collega mentre le auto bianche circondano lo stadio. A far da sponda alla rabbia dei tassisti, legati da un invisibile quanto saldissimo filo rosso, i benzinai, altrettanto delusi dal provvedimento e messi alle corde dal presidente dell'Autorità di garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, che ha detto loro che «non potranno scioperare per più di tre giorni». I sindacati dei gestori delle pompe di benzina, Faib Confesercenti e Fegica Cisl, avevano annunciato lo stato di agitazione e la chiusura degli impianti stradali ed autostradali per 10 giorni. E nemmeno l'Unione Petrolifera che, aveva inviato al governo un ampio e dettaglio studio sulla rete e su come intervenire, è stata ascolta. Eppure quel documento merita la massima attenzione, alla luce del calo dei consumi. Caccia al «crumiro» a Milano Picchiato e rapinato perché non scioperava ::: SALVATORE GARZILLO MILANO  Preso a pugni in faccia dai colleghi perché considerato uno «sporco crumiro». È la punizione toccata a un tassista di Milano “colpevole” di aver accompagnato un cliente nonostante lo stato d'agitazione dell'intera categoria. Intorno alle 11 di ieri Stefano B., milanese di 37 anni, chiama il 113 raccontando di aver subito un'aggressione da parte di alcuni colleghi. Dopo aver accompagnato un cliente all'ingresso Scarampo della Fieramilanocity, un altro tassista gli taglia la strada impedendogli di ripartire. A quel punto scende per chiedere spiegazioni ma il collega, dopo avergli dato del traditore e avergli rinfacciato di lavorare mentre gli altri manifestavano, lo colpisce al volto con due pugni. Pochi minuti dopo i due sono raggiunti da altri quattro colleghi. Stefano viene bloccato mentre l'autista picchiatore ne approfitta per infierire sulla sua auto spaccando lo specchietto retrovisore, danneggiando portiera e parafango anteriori e cercando di rompere il vetro posteriore con una sassata. Come se non bastasse, a titolo di risarcimento, ruba 50 euro dal taxi del povero autista. Poi si danno tutti alla fuga, lasciando Stefano ammaccato come la sua auto. Grazie alla descrizione fornita agli agenti, uno degli aggressori è stato identificato e arrestare per rapina in concorso in piazza Duca d'Aosta. Si chiama Maurizio N., milanese di 52 anni, descritto dai suoi colleghi come un «disperato». «Lo conosco, è un mio associato», racconta Salvatore Luca, responsabile dalla categoria tassisti per l'Unione Artigiani. «È una testa calda ed è pieno di debiti. Oltre a essere esasperato da questa situazione. Comunque - aggiunge Luca - non si possono assolutamente accettare questi episodi. Non c'è alcuna giustificazione, è un comportamento totalmente da condannare». Non tutti, però, sono dello stesso parere. Tra i colleghi di Stefano non c'è grande solidarietà e in tanti lo considerano un disonesto. «Siamo esasperati e preoccupati. I colleghi che lavorano meritano tutto il nostro disprezzo», gridano dagli stazionamenti in giro per la città. «Qui c'è gente disperata che ha ipotecato la casa. Devono capire che mettere più taxi per strada non farà abbassare le tariffe, ma solo guadagnare meno ai tassisti». Solo in serata si è scoperto che il tassista era appena tornato da Roma per partecipare alle iniziative di piazza. Era andato con suo cognato Angelo Schiavone, anch'egli tassista e rappresentante dell'Unione tassisti d'Italia. «Non me lo sarei mai aspettato dai colleghi, il clima sta diventando davvero troppo teso. Stefano non è un crumiro. È padre di due bambini e sta ancora pagando la licenza». Tutti scontenti Rimane alle farmacie la vendita della fascia C Via il contrassegno cartaceo Tre preventivi Rc auto prima di firmare  Aumentano le farmacie. Il numero delle autorizzazioni verrà stabilito in modo che vi sia almeno un esercizio ogni 3.000 abitanti. Questo, secondo il governo, farà sì che nascano 5.000 nuove farmacie rispetto alle 18.000 attuali. Di buono c'è che òe farmacie potranno svolgere la propria attività ed i servizi medici aggiuntivi anche oltre gli orari ed i turni di apertura, e praticare sconti sui prezzi pagati direttamente da tutti i clienti per i farmaci e prodotti venduti, dandone adeguata comunicazione alla clientela. La nuova bozza mantiene invece inalterate le restrizioni alla vendita dei farmaci di fascia C (non rimborsati dallo Stato) nei supermercati e nelle parafarmacie. Per cui una liberalizzazione a metà. Solo un aumento delle competenze e degli esercizi, ma niente vendita libera. Non a caso sia i parafarmacisti - che chiedevano la totale liberalizzazione della vendita dei farmaci C - sia Federfarma, che definisce il decreto «incoerente e squilibrato» sono rimasti scontenti. «Ragioni di carattere tecnico ci hanno sconsigliato di seguire la strada» relativa alla possibilità di dispensare farmaci di fascia C fuori dalle farmacie, ha detto il ministro della Salute Renato Balduzzi. Il decreto però non piace a Federfarma, che rappresenta le oltre 18.000 farmacie private italiane: il decreto è «incoerente e contrario allo svolgimento regolare del servizio farmaceutico», afferma annunciando lo stato di agitazione, che potrebbe prevedere anche giornate di chiusura. Pertanto, afferma la presidente Annarosa Racca, «chiediamo un urgente intervento del Parlamento perché siano introdotte modifiche al provvedimento».  Ci sono un po' di novità sul fronte assicurazioni, anche se non è chiaro quanti benefici potrà portareagli automobilisti. Innanzitutto gli agenti dovranno offrire ai clienti informazioni su almeno tre diversi contratti forniti da altre compagnie per coprire la responsabilità civile per auto e natanti. In caso di mancata informazione il contratto - si legge nella bozza del decreto - “è affetto da nullità rilevabile solo a favore dell'assicurato”. La Banca d'Italia fisserà “l'ammontare degli importi delle commissioni da applicare sui prelievi effettuati con carta autorizzata tramite la rete degli sportelli automatici presso una banca di versa da quella del titolare della carta”. Inoltre, nel caso le banche intendano condizionare l'eroga zione del mutuo alla stipula di una polizza vita saranno tenute a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due gruppi diversi. Altra novità, anche se in attesa di conferma ufficiale, sarebbe la sostituzione del contrassegno Rc auto: diventerà elettronico (o telematico) e non sarà più falsificabile. Contro la contraffazione dei contrassegni, ci sarà anche la vigilanza fotografica. Giallo invece sui disincentivi al risarcimento in contanti nel caso di sinistro. C'è la possibilità per le compagnie di rimborsare in forma specifica, cioè di riparare le auto nelle officine “amiche” al posto del pagamento di una somma al danneggiato. Se l'assicura to vorrà i contanti potrebbe subire un taglio del rimborso fino al 30%. Un'aberrazione secondo le associazioni dei Carrozzieri di Confartigianato e Cna: così ci saranno maggiori costi e minore libertà di scelta per i consumatori, oltre che l'alterazione dei principi della concorrenza per le imprese di autoriparazione.
21Sabato 21 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Filo diretto con Maurizio Belpietro vai su www.liberoquotidiano.it e clicca Numero verde 800 - 984824CERTIFICATO N. 7184 DEL 14/12/2011 ISSN 1591-0423 La tiratura di sabato 21 gennaio 2012 è di 176.771 copie WebSystem - Gruppo24Ore Concessionaria esclusiva per la pubblicità Direzione Milano 20146, Via Winckelmann 1 Tel. 02.24424611 Fax 02.24424490 Filiale di Roma 00196, Via C. Beccaria 16 Tel. 06.69548111 Fax 06.69548125 Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Pisacane,1 - 20016 Pero (MI) Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 e-mail: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l'attivazione si prega di inviare i dati precisi dell'intestatario dell'abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 e-mail: abbonamenti@liberoquotidiano.it Orario: 10.00-12.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell'ultimo anno. 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall'importo in valori bollati, indirizzata a Libero - Uff. Arretrati Viale L. 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Tuttavia ritengo che bisognerebbe investigare inadempienze da parte di alcuni suoi subalterni, che in quel momento dovevano tenere sotto controllo il traffico marittimo nella zona dove stava transitando la nave Concordia. Questo ente è incaricato al controllo dell'osservanza della rotta delle navi, attraverso segnali satellitari in tempo reale. Gli addetti della Capitaneria si sarebbero dovuti accorgere che la Concordia era fuori rotta e rischiava di finire contro gli scogli. Perché non hanno immediatamente informato la plancia della Concordia? Romeo Borin e.mail MORTE IN CROCIERA/3 Tanti interrogativi senza risposta Sono un ex ufficiale di macchina della marina mercantile. Trascurando i motivi per cui la nave Costa Concordia sia andata a sbattere contro gli scogli, è confermato che il comandante Schettino abbia inviato un ufficiale di coperta a verificare di persona ciò che era successo in sala macchine e dopo 6 minuti è stato informato che questa era completamente allagata. Dove era il personale di turno della sala macchine? La falla ha allagato la stessa sala macchine in modo repentino e quindi, giustamente, sono tutti fuggiti per mettersi in salvo e dove sono andati? È possibile che nessuno dei presenti si sia recato in plancia ad informare il comandante di ciò che stava succedendo? Le trasmissioni fra i vari punti della nave sono andati in black out? E le apparecchiature di emergenza che dovrebbero attivarsi in questi casi perché non sono intervenute? Renzo Gobbo Udine MORTE IN CROCIERA/4 La sirena moldava ha fregato Schettino Schettino, il comandante della nave da crociera non sarà certamente né il primo né l'ultimo a naufragare. Ulisse, un suo collega di qualche secolo fa notoriamente molto furbo, si fece legare all'albero della sua nave per non ascoltare il canto delle sirene. Lui non ha retto alla tentazione della bella ragazza moldava e le sirene le ha dovute suonare lui, ma per far abbandonare la nave naufragata sugli scogli del Giglio. Marco Scopetani Lastra a Signa (Fi) MORTE IN CROCIERA/5 Il capitan codardo è indifendibile Premesso che sono di origine meridionale, riguardo al disastro della nave Concordia, la cosa che più mi ha colpito è stato il comportamento dei concittadini di capitan codardo Schettino. Un comportamento omertoso e inqualificabile nel difendere una persona indifendibile. Questo ci fa capire perchè il Meridione è ancora oggi in condizioni di endemica arretratezza. Francesco Carnevale Monza simbolo fascista dalla cultura radical chic comunista,. Poi contrordine compagni: è arrivato Ciampi e tutti sono diventati tricolorati. Quindi si è continuato con quel nazionalismo romano all'amatriciana, arrivando a un popolo di eroi e navigatori... toh! guarda un po'. Roberto Zanella e.mail VERSO SANREMO Morandi ha poca fantasia Victoria Beckham duetterà con Gianni Morandi a Sanremo? Peccato che l'ex Spice Girl non abbia un filo di voce. Ma che importa: la spavalda Victoria ha chiesto mezzo milione di euro per una partecipazione di pochi minuti. Glieli daranno? Spero proprio di no. Ma che bisogno c'è di chiamare questi artisti che vivono solo d'immagine riflessa? Morandi ha poca fantasia. Romolo Ricapito Bari «ITALIA SUL DUE» La Bianchetti scenda dal piedistallo «Italia sul Due». La conduttrice interrompe sempre gli ospiti convinta di essere la padrona del sapere. Ma deve scendere dal piedistallo, è solo una delle tante dipendenti Rai. Impari da Milo Infante garbato e conscio del suo mestiere. Lorena Bianchetti ha bisogno di un bagno di umiltà. Lorenzo Pilli Verbania GIORNALISTI Al posto di Bocca arriva Travaglio Marco Travaglio dopo la morte di Giorgio Bocca, che su «l'Espresso» aveva la rubrica "L'antitaliano", ha conquistato l'intera pagina ("Carta canta"), mentre prima aveva solo un "sottoscala". Marco può dire, anzi cantare (sulla carta) a Giorgio: Mors tua vita mea. Ci sono i cantautori e i cantagiornalisti. Lucio Flaiano Pescara ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 4 4 6 -2 8 1 -3 9 -4 1 8 11 -1 0 -3 1 1 -3 5 -1 9 10 11 8 14 7 12 14 9 12 14 15 9 6 12 13 11 8 7 7 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: bel tempo, salvo nubi sulle Alpi di confine con nevicate al mattino e dalla notte. Foschie e nebbie in Valpadana, in ispessimento notturno. Temperature stabili, massime tra 8 e 13. CENTRO: prevalenza di bel tempo ma con nubi in aumento la notte sul medio-alto tirreno. Variabile sull'ovest Sardegna. Temperature in calo, massime tra 9 e 14. SUD: ultimi fenomeni su Puglia, Ioniche e nord Sicilia, in esaurimento diurno con ampi rasserenamenti; già soleggiato altrove. Temperature in calo, massime tra 11 e 16. NORD: ancora nuvoloso sulle Alpi; discreto altrove ma con nubi basse e nebbie tra centro est Liguria e Valpadana, durature lungo il Po. Temperature stazionarie, massime tra 8 e 13. CENTRO: irregolarmente nuvoloso sulle Tirreniche con qualche locale pioviggine; in prevalenza soleggiato sulle Adriatiche, specie coste. Temperature in aumento ad Est, massime tra 10 e 15. SUD: bel tempo salvo nubi in aumento su Tirreniche e bassa Sicilia, con qualche piovasco la notte. Temperature in ascesa, massime tra 12 e 17. NORD: nebbie e nubi basse tra Liguria e Valpadana, persistenti anche di giorno. Nubi sparse altrove. Temperature in calo, massime tra 7 e 12. CENTRO: molte nubi sulle Tirreniche con pioviggini sparse tra bassa Toscana e Lazio. Soleggiato sulle Adriatiche, con nubi in aumento serale. Temperature stabili, massime tra 10 e 15. SUD: instabile sulle Tirreniche peninsulari con piogge sparse; qualche fenomeno anche sulla bassa Sicilia. Da poco a parzialmente nuvoloso altrove. Temperature stabili, massime tra 12 e 17. Su MORTE IN CROCIERA/6 I giganti del mare sono poco sicuri Una domanda cruciale dopo la tragedia del Giglio. Queste mostruose navi, alte 60 metri ma con un pescaggio di meno di 10 metri, sono sicure? La Concordia dopo l'urto con lo scoglio ha perso l'assetto e si è adagiata su un fianco in meno di 40 minuti, e questo è accaduto in condizioni di mare calmo. Ora i sistemi di sicurezza (in particolare le scialuppe di salvataggio) sono in grado di operare se una nave affonda, ma non certo se una nave si adagia su un fianco con tale velocità. Una nave che si adagia così è una trappola mortale perché le pareti diventano soffitti e tutto cade. Se il rischio di queste mostruose navi è davvero quello di adagiarsi su un fianco, un incidente in alto mare, ad esempio per l'urto con un'altra nave o per un'onda anomala, sarebbe un disastro umano irreversibile. Andrea Delindati Manerbio (Bs) SPETTACOLO BLASFEMO Una giornata contro la cristianofobia La Bocconi nel maggio 2011 promosse la giornata contro l'omofobia. È pertinente che io, cittadino-nessuno nelle cui tasche i Prof al governo stanno insaziabilmente frugando, mi appelli al Premier bocconiano per ricordargli che nella sua Milano è in programmazione l'orrido spettacolo teatrale di un certo Castellucci, la cui scena finale è impegnata da un'autentica apoteosi fecale con lancio collettivo di escrementi sulla gigantografia del volto del Figlio di Dio? Certamente il neo premier vorrà indire la giornata contro la cristianofobia. Ugo Tozzini Roma STORIA PATRIA Contrordine: il tricolore è chic Noi italiani siamo poco equilibrati, o di qui o di là. Prendiamo il tricolore e gli eroi. Il primo era considerato un
4 Sabato 21 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it SCONTENTO LUI Anche Bersani non se l'è sentita di esultare più di tanto: «Abbiamo visto seppure sommariamente le norme, si può fare di più e meglio» le grane di Monti Liberalizzare non basta per far calare i prezzi Gli interventi su energia, gas e acqua non comportano un'immediata diminuzione delle tariffe. In Inghilterra, ad esempio, i servizi sono rincarati fino al 98% IL DIFFERENZIALE BTP-BUND SCENDE A 432 PUNTI Intesa vicina sui bond greci, spread giù La Borsa di Milano chiude a più 0,13% L'accordo tra la Grecia e investitori privati che hanno in mano i suoi titoli di Stato sembra più vicino e anche questo può aver influito sull'andamento dello spread Btp-Bund, che ieri è sceso anche a 432 punti base, dai 451 punti di giovedì (lunedì la soglia era a 485 punti). Il rendimento dei buoni italiani con scadenza decennale è al 6,3 per cento. A 364 punti lo spread tra il Bonos spagnolo e il Bund e a 118 punti il differenziale tra il decennale francese e l'ana logo titolo tedesco. A raffreddare i bollori delle ultime settimane, l'incontro di giovedì sera tra il premier greco Lucas Papademos e il direttore dell'Istituto finanziario internazionale, Charles Dallara, che ha avvicinato la soluzione della ristrutturazione del debito ellenico. Le negoziazioni continueranno durante il fine settimana: l'ipotesi prevede per i creditori privati un taglio dei rendimenti pari al 60-70% e nuove scadenze per gli altri bond, con tassi tra il 3,4 e il 4,5%. Le borse europee hanno chiuso piatte: a Milano l'indice Ftse Mib ha perso lo 0,13%. A Francoforte il Dax ha perso lo 0,18%, a Parigi il Cac è sceso dello 0,22% e a Londra l'Ftse 100 è calato dello 0,22%. Il listino milanese ha registrato le buone prestazioni di Finmeccanica (+10%) e di Mps (+8%). In coda al listino Mediobanca (1,9%) e Snam (-1,4%), in tensione in vista dello scorporo da Eni. ::: Intervento Il rischio di indebolire i nostri campioni nazionali ::: BRUNO VILLOIS  “Crescitalia” decolla: lo fa con il passo dei diesel di prima generazione, quelli che partivano lenti ma arrivavano ovunque e con qualunque percorso, così appare ad una prima lettura il provvedimento emanato dal governo. Interessante che sia stato preceduto dalla delibera Cipe che sblocca altri 5,5 miliardi, dopo i 15 di alcune settimane fa, destinandoli ad opere primarie essenzialmente del Sud Italia. Resta da vedere in quanto tempo questi 20 miliardi di euro si tradurranno in liquidità e quindi denaro circolante finalizzato a dare attuazione ad opere e attivare occupazione. “Crescitalia” pur essendo ricca di potenzialità rischia di essere un grande contenitore i cui effetti si vedranno, sempre che la politica nel futuro non azzeri parti rilevanti della manovra, solo nel futuro e sicuramente non prossimo. Professioni, farmacie, tassisti, benzinai, trasporti pubblici locali si vedono relativamente toccati nel loro corporativismo, ma va detto non sono certo queste categorie economiche quelle che posso fare la differenza per accelerare o meno il percorso di un rilancio virtuoso dell'economia. Energia, poste e trasporti viceversa farebbero la differenza se venissero applicati nuovi concetti regolativi in modo accelerare la concorrenza e produrre effetti positivi per le tasche dei cittadini, potrebbero però produrre effetti negativi sui controlli societari. Finora le imprese italiane hanno comprato pochissimo all'estero. I francesi, innanzitutto, hanno fatto man bassa di alcuni grandi, con la G maiuscola del sistema imprenditoriale nostrano. Bulgari, Parmalat, Bnl, Edison, Gancia, Martini e Rossi, Lucchini e molti altri sono tutti finiti nei forzieri esteri, essenzialmente dei transalpini. Le ricadute di queste cessioni non hanno certo giovato alla nostra economia reale, nessun vantaggio ne è scaturito e ne scaturirà. La cessione di Snam non potrà che seguire identica sorte, e ciò varrà anche eventualmente per Poste o Banco poste. Bene ricordare che anche la nuova Alitalia ha come azionista di maggioranza relativa Air France, la quale oggi è quasi in ambasce e non eserciterà di certo in anticipo la prelazione concessa in fase di costituzione della newco, ma un domani ne diverrà sicuramente per esigenze naturali proprietaria. Non produciamo elettrodomestici, né farmaci, né elettronica da consumo, né computer e softwar, anche nella moda siamo ormai secondi e di molto ai transalpini, la quiescenza di Armani e una scalata in borsa a Prada ci svuoterebbe anche nel lusso. A fronte di questi dati è veramente opportuno scindere Snam da Eni e domani altri pochi punti fermi nostrani? A mio parere i dubbi sono più delle certezze, non certo per senso protezionistico ma per esigenze reali di contare ancora qualcosa nel panorama globale. Adesso i primi e unici veri ambasciatori del paese sono Eni ed Enel, entrambi ancora sotto regia pubblica, nei primi decenni del dopo guerra avevamo, oltre ai giganti citati, Fiat, Edison, Farmitalia, Ignis, Alitalia, Jolli Hotel. Fiat a parte, che guarda lontano e cammina verso altri lidi ben più prestigiosi, di tutti gli altri o sono scomparsi o sono finiti in mani esteri. In un mondo globale a corto di fiducia si rischia sempre più di essere fagocitati sotto nuovi padroni di produzioni e servizi, con rischi per l'occupazione e per le scelte strategiche, non vorrei che nel domani, non avendo più pesi strategici, si dovesse invertire la marcia e riacquistare a prezzi salati ciò che si è ceduto per liberalizzare. Basta guardare il valore di borsa dei tre maggiori gruppi finanziari nostrani: Intesa Sanpaolo, Unicredit e Generali. Esso corrisponde a meno della metà dei mezzi propri, ciò che dà conto della fragilità del nostro sistema Paese. Sia chiaro, liberalizzare e modernizzare sono parole chiave per il futuro, il cammino intrapreso può essere quello giusto, attenzione però a non gravarsi di rischi oltre il consentito dalle nostre forze, il rischio c'è. La politica a cui verrà demandata la responsabilità dell'approvazione della manovra tenga conto di due sostanziali aspetti: non snaturi la forza del provvedimento per correre dietro al consenso e non agisca con azione penalizzante, quasi con posizione di rivalsa, nei confronti dei pochi grandi, siano essi produttori di energia o banche e assicurazioni, domani potremmo piangere amaramente le decisioni che li indeboliscono. ::: SANDRO IACOMETTI  Sui taxi deciderà l'authori ty, sullo scorporo della rete ferroviaria (Rfi) dalle Fs pure. Sulle nuove procedure di calcolo per abbassare i costi delle bollette collegando i prezzi ai valori di mercato dell'energia idem. Sulle tariffe professionali che tanto hanno fatto e fanno discutere, parola del ministro della Giustizia, Paola Severino, l'abrogazio ne era già stata disposta dai decreti Bersani e da successive norme varate dall'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. I farmaci di fasciaC resterannoin farmacia. Sulle polizze vita collegate ai mutui, pratica considerata scorretta dall'Isvap e dalla stessa manovra salva Italia, il decreto prevede che la banca ti debba far vedere anche un prodotto di un'assicurazione concorrente, ma non interviene a spezzare il meccanismo perverso della polizza (non obbligatoria per legge) imposta di fatto dall'istituto di credito in abbinamento ai prestiti per la casa. Le grandi liberalizzazioni promesse, insomma, si sono assai ridimensionate. Al punto che neanche uno dei grandi sponsor del governo come Pierluigi Bersani se l'è sentita di esultare più di tanto. «Abbiamo visto seppure sommariamente le norme sulle liberalizzazioni», ha detto il segretario del Pd. Ci sarà «consentito dire che su diverse materie si può fare di più e meglio e con maggiore immediatezza». La sensazione, dunque, al termine di un Consiglio dei ministri durato circa otto ore è che sui piatti forti non siano arrivate grandi decisioni, tranne forse la questione dello scorporo della rete del gas dall'Eni. Il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, ha infatti ribadito che la separazione si farà. Resta da capire quando e, soprattutto, come. Secondo l'ex ad di Intesa il provvedimento riguarderà l'intera holding Snam, e non solo Snam rete gas. Questo significa che saranno tolte all'Eni, non solo la proprietà della rete di trasmissione del gas, ma anche dei depositi di stoccaggio e dei rigassificatori, asset che non ci sarebbe motivo di togliere al Cane a sei zampe e che comunque non comporterebbero grandi vantaggi concorrenziali, ma solo un danno economico ed industriale al gruppo. Su molti aspetti bisognerà aspettare e verificare. Gran parte delle misure rimandano infatti a successivi decreti attuativi, se non a successive determinazioni degli organismi di controllo. Ma è chiaro, come abbiamo già spiegato ieri, che non basterà abolire qualche tariffa o aumentare il numero dei benzinai e delle farmacie per ottenere benefici in termini di costi per i consumatori finali, come il governo continua a voler far credere. A questo proposito è interessante leggere i dati emersi da uno studio della Cgia di Mestre che smorza un po' gli entusiasmi sulle liberalizzazioni. Secondo l'associazione veneta degli artigiani il caso emblematico è quello della Gran Bretagna, Paese unanimemente considerato un campione di libertà economiche a livello europeo, sia per il settore del gas, sia per quello dell'energia elettrica. Nonostante questo, gli incrementi di prezzo registrati negli ultimi sei anni non hanno avuto eguali in tutto il Vecchio continente. Nel caso del gas la variazione è stata del 98,4%, quella dell'elet tricità del 65%. In Italia, Paese in questi giorni oggetto dell'azione liberalizzatrice del governo dei tecnici, l'aumento negli anni corrispondenti è stato rispettivamente del 24,8% e del 20,3%. Ma l'effetto paradossale delle liberalizzazioni si è verificato anche in altri settori e in altri Paesi. In quello dei servizi finanziari, ad esempio, la Svizzera è regina della deregolamentazione. Eppure i costi dei conti correnti, dei bancomat e delle commissioni bancarie sono cresciuti dell'11,8% rispetto al 5,9% dell'Italia e ad una media europea del 6,7%. E l'esempio è di grande attualità se si pensa che il governo è dovuto intervenire con un atto di dirigismo legislativo per abbassare le tariffe in questo settore. Le liberalizzazioni non funzionano? Sarebbe assurdo e illogico affermarlo. E lo studio della Cgia va, ovviamente, preso con le pinze e condito con la consapevolezza che le dinamiche dei prezzi non sempre coincidono con i valori assoluti (in Inghilterra le tariffe sono generalmente più basse delle nostre). Ma bisogna però considerare che i fattori che determinano i costi per i consumatori sono molteplici (a partire da quello fiscale), così come esistono monopoli naturali dove la concorrenza perfetta non esisterà mai. Il problema è che per liberalizzare veramente l'economia in Italia bisognerebbe privatizzare. In altre parole ridurre il peso dello Stato nei molti, troppi settori in cui è ancora presente. L'ef fetto collaterale sarebbe stato di incassare risorse per abbattere il debito pubblico. Altro che taxi. twitter@sandroiacometti
Lippi: «Andrò in una nazionale ambiziosa» Marcello Lippi, ieri ospite dell'Università Bicocca a Milano, ha parlato del futuro: «Aspetto la chiamata di una nazionale ambiziosa. L'Italia no, l'ho allenata due volte. In Europa o in Asia non conta, l'ideale sarebbe avere due anni per preparare un Mondiale». Tifoso Genoa migliora. Digos: era ubriaco Migliorano le condizioni del tifoso genoano Massimo Moro, caduto per uno scontro con la polizia prima di Inter-Genoa di Coppa Italia. Per la Digos «era fuori controllo per l'altissimo tasso alcolemico». È in arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il Real ferma Pepe per due settimane Secondo il quotidiano spagnolo Marca, il Real Madrid sta pensando a una punizione per Pepe, protagonista in negativo del Clasico di mercoledì. Mourinho sarebbe d'accordo con la società sulla necessità di imporre uno stop a Pepe di almeno un paio di settimane. ::: Il pallone di Luciano Due squadre per un «titulo» Ma la Signora rischia di più ::: LUCIANO MOGGI  La Juve prova a prendere il titolo d'inverno: dà fiducia e già questo vale. Di sicuro la squadra ora ci crede, lo si capisce dal modo in cui parla Buffon: «Una volta eravamo abituati, adesso è una novità». E la novità “di essere primi” poteva essere ancor più netta se i bianconeri avessero battuto il Cagliari. Ne consegue un arrivo al fotofinish col Milan, prevedibilmente più difficile per la Juve a Bergamo. Di sicuro, per i rossoneri, quella col Novara sarà un'altra partita rispetto alla Coppa Italia, soprattutto in termini di formazione. Per i piemontesi ultimo disperato tentativo di bloccare il precipizio in classifica. A prescindere da tutto resta comunque la valutazione di base: è la Juve a rischiare di più con l'atalanta, 26 punti senza penalizzazione, un uomo d'area come Denis, un inizio di campionato straordinario scivolato di recente su due sconfitte, in casa con il Milan e all' Olimpico con la Lazio, accorciato pericolosamente il confine con la zona a rischio. Miracolo finito? Non la pensa così Marino, corso a puntellare la difesa con il difensore Stendardo. Per ripararsi da rischi la Juve può solo vincere, perdere la testa della classifica all'ultima d'andata svilirebbe gli sforzi finora compiuti, men che mai si può auspicare un pareggio: la Juve ne ha già fatti troppi (otto). Juve che comincia stasera e Milan che guarda, inevitabilmente gufa e si prepara per il proprio turno domani. Allegri assicura che il derby è stato assorbito, Ibrahimovic (Pato ancora ko) riavrà al suo fianco Robinho e alle spalle Emanuelson, mancano però per squalifica Nesta e Boateng. Tra i due litiganti c'è il terzo incomodo, l'Udinese, che arriva da una sconfitta in casa del Genoa, ma torna nel fortino del Friuli (ceduto finora un solo punto alla Juve): il Catania è avvertito. Poi c'è la Lazio, di scena a San Siro con l'Inter. I nerazzurri in Coppa Italia hanno colto il settimo successo consecutivo e vogliono seguire l'onda, ma se Ranieri sperava di trovare uno Sneijder già pronto, ne è rimasto deluso. L'olandese è lontano dalla condizione, non così Maicon. Disco chiuso per la Lazio? No: la squadra di Reja non è costante, ma il suo ruolino di marcia è meglio fuori che in casa, 16 punti all'Olimpico, 17 fuori. Fossimo in Ranieri non dormiremmo sonni tranquilli. Tra i molti insoddisfatti dell'ultimo turno c'è anche il Napoli, in trasferta a Siena con un Lavezzi in più. L'ex Calaiò non lesina speranze («sarà il campo a parlare») e Mezzaroma si fa coraggio ricordando che il Napoli di De Laurentiis non ha mai vinto al Franchi. Dubitiamo che possa bastare. A pressare gli azzurri c'è la Roma, che aspetta oggi il Cesena, con la riserva dello scampolo di partita di Catania da recuperare. Luis Enrique spera in un altro passo avanti, ma il Cesena è vivo, se ne sono accorti il Napoli in Coppa e il Novara, strabattuto nella gara diretta. Roma in ambasce per il sospetto di pubalgia per De Rossi, che salterà anche la sfida di Coppa Italia con la Juve. La malmessa Fiorentina ci prova a Cagliari, ma il momento è nero, il Palermo prova a sfruttare il match in casa (ma il Genoa è ora insidioso), il Bologna ha preso lo zuccherino al San Paolo ma la posizione delicata gli impone di puntare ai 3 punti con il Parma, il Lecce risorto a Firenze spera in un miracolo bis contro il Chievo. luciano.moggi@liberoquotidiano.it ::: FRANCESCO PERUGINI TORINO  Sognare non costa nulla, soprattutto in una notte di mezzo inverno. E di mezzo campionato. Stasera a Bergamo la Juventus va a caccia del titolo di campione inverno per rilanciare la corsa allo scudetto. Con la miglior difesa della Serie A e il Milan dietro di un solo punto, la vera insidia per la Signora sembra il pareggio: i bianconeri ne hanno collezionati ben 8 finora, un primato condiviso proprio con l'Ata lanta. «Abbiamo l'obbligo di sognare», avvisa i suoi Antonio Conte, «la bellezza del calcio è porsi un traguardo che è un sogno. Per questo non firmo per il terzo posto, per gli obiettivi minimi». Nonostante gli sgambetti delle piccole, la Juve può chiudere imbattuta un buon girone d'andata che ha fruttato finora 38 punti: «La cosa più difficile sarà riconfermarci nel ritorno», è il pensiero del tecnico, «la domanda che mi faccio è questa: saremo bravi a ripeterci?». Per continuare la marcia servirà però l'apporto dell'attacco, quello che più ha latitato finora. Matri, il cannoniere principe della Signora, ha realizzato solo 7 gol in 17 presenze (uno ogni 155 minuti in campo), mentre il secondo miglior marcatore della squadra è Marchisio, un centrocampista (6 reti). Il terzo in classifica è Pepe, attaccante improvvisato che ha fatto meglio (5 reti, una ogni 297 minuti) anche di un bomber professionista come Vucinic (tre gol in quasi mille minuti). Appena due reti - come Vidal - dalle altre punte (una ciascuno per Quagliarella ed Estigarribia, a secco Giaccherini e Del Piero), in attesa di vedere in azione Borriello dopo il rodaggio con il Cagliari. «Marco deve continuare a lavorare. È una prima punta come Matri, con lui il modulo non cambia», assicura Conte, «turnover? In alcuni reparti non ho tantissime scelte, punterò sulla miglior formazione». Al momento, infatti, potrebbero riposare solo Bonucci (con Chiellini al centro e fiducia a De Ceglie sulla sinistra) e forse Pepe. In attesa di novità dal mercato: «La società conosce il mio pensiero», spiega l'allenatore, «a volte mi accontenta a volte no». Quasi a voler dire che, se il lavoro sull'attacco spetta a Conte, Marotta deve pensare a rinforzare difesa e centrocampo. Ieri il dg bianconero ha formulato l'offerta per Guarin: 11 milioni di euro per il vice-Pirlo del Porto. Un acquisto necessario, soprattutto dopo che Pazienza ha La Juve di Conte torna a Bergamo. Con l'Atalanta (che lo ripudiò) in palio il titolo di campione d'inverno: «Dobbiamo sognare, non firmo per il 3° posto». Marotta offre 11,5 milioni per Guarin L'INTERVISTA “ MISTER CLAUDIO FOSCARINI OGGI SFIDA IL TORINO «Sette anni a Cittadella. E spero di restare per sempre» ::: VANNI ZAGNOLI CITTADELLA (PD)  Claudio Foscarini vuole disarcionare il Torino dal comando della serie B. A 53 anni con il Cittadella insegue la quarta salvezza di fila: budget minimo, tanti giovani, eppure non trova interesse dai grandi club. «Una decina d'anni fa - racconta -, fui contattato da un club di A, la telefonata mi inorgoglì. Firmo sempre contrattiannuali, in genere a fine campionato accetto la proposta della società, per evitare di rimanere disoccupato. Sono qui dal 2003, il primo biennio alla primavera». Al Milan Ancelotti aveva resistito quasi 8 anni, dagli anni '70 il record nel calcio italiano è di Trapattoni, 9 stagioni alla Juve. «Qua mi trovo benissimo, la speranza è di andare oltre, sempre lanciando giocatori verso società più ambiziose, evitando di soffrire sino all'ultima giornata. Per il Cittadella è come vincere la Champions, due anni fa arrivammo ai playoff, un'ec cezione». Nel calcio professionistico nazionale nessun mister è così fedele, i granata sono a 3 punti dai playoff. «Vogliamo dimenticare la discontinuità del 2011, molti alti e bassi anche in casa. Un plauso a Busellato, classe '93, più giovane del campionato spesso titolare, a segno a Bergamo, e a Baselli, ‘92». Chi salirà in A? «Il Toro è avvantaggiato, per la seconda posizione puntavo sulla Samp, ma a -14 è troppo lontana. Pescara e Padova possono insidiare il Verona, che ha vissuto uno stato di grazia e al Bentegodi è seguito da 15mila spettatori. Zeman viaggia da leader, con l'euforia dell'Adriatico. Occhio però all'ambizioso Sassuolo, con i mezzi della Mapei». PROGRAMMA. Alle 15 (Sky e Mediaset P) Ascoli-Gubbio, Bari-Modena, Cittadella-Torino, Crotone-Varese, Empoli-Pescara, Grosseto-Albinoleffe, Verona-Juve Stabia, Sassuolo-Vicenza. Domani (19) BresciaNocerina, lunedì (20.45) Reggina-Padova. Ieri: Sampdoria-Livorno 1-1 (Pozzi, Paulinho). CLASSIFICA. Torino 45; Sassuolo 43; Pescara 42; Verona 41; Padova 38; Reggina 32; Juve Stabia (-4) e Varese 31; Sampdoria 30; Bari (-2), Cittadella e Grosseto 29; Brescia 28; Vicenza 26; Livorno 25; Crotone (-1) 24; Albinoleffe 23; Empoli e Gubbio 22; Modena 21; Nocerina 16; Ascoli (-7) 15. Metà strada
39Sabato 21 gennaio 2012CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Gli effetti dell'Area C Il traffico va in periferia. Lunedì blocco delle auto Con la congestion charge aumenta l'inquinamento. L'hinterland corre ai ripari. Pisapia se la prende con la Regione ::: TIZIANA LAPELOSA  Meno auto e più smog. Questo il risultato della cura iniziata sei giorni fa a Milano con la congestion charge che avrebbe dovuto avere, come effetto secondario, anche quello di ridurre l'inquinamento oltre a far circolare meno automobili. Invece, i livelli di polveri sottili nell'aria aumentano ogni giorno di più. Fino a superare il decimo giorno consecutivo fuori legge. Il valore più elevato di Pm10 ieri è stato registrato al Verziere con 171 mg/mc. La soglia di attenzione è di 50 microgrammi per metro cubo. L'ACCUSA Tutta colpa del sindaco? Nemmeno per sogno. Giuliano Pisapia se ne lava le mani e, senza giri di parole, scarica la responsabilità alla Regione Lombardia colpevole, a suo dire, di non aver preso provvedimenti. Accusa, per la verità, inviata anche alla Provincia di Milano, che, ribadendo l'inutilità dell'Area C e i danni che ha creato ai comuni dell'hinterland con il traffico in aumento, è costretta a prendere provvedimenti. Così, a partire da lunedì prossimo, «scatteranno le ordinanze con i provvedimenti antismog nei Comuni dell'hinterland». Disposizioni «necessarie a causa del superamento per 10 giorni consecutivi della soglia media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo, segnalato dalle 10 centraline di Arpa», si legge in un comunicato di palazzo Isimbardi. Stop, dunque, dalle 8.30 alle 18 ai veicoli privati, ai diesel euro 3 senza fap (filtro antiparticolato), ai veicoli commerciali dalle 7.30 alle 10. In provincia, inoltre, bisognerà anche ridurre di due ore l'attivazione degli impianti di riscaldamento e tenere chiuse le porte dei negozi. Finora sono 33 i comuni che hanno aderito tra cui Milano, risultata al secondo posto nella classifica sulle città più inquinate elaborata da Legambiente. Nel rapporto, chiamato Mal'aria, è seconda soltanto a Torino e nel 2011 ha superato per ben 131 volte la soglia delle polveri sottili che la legge consente di oltrepassare non più di 35 volte. A fare compagnia al capoluogo lombardo ci sono Monza (121), Brescia (113), Cremona (109), Mantova (108) e Pavia (103). LA DIFESA Troppo facile, però, scaricare tutto sulla Regione da parte di palazzo Marino. «Ci avevano promesso che con la loro bacchetta magica, Area, C avrebbero sconfitto l'inquinamento. Ora si scopre che era tutto un bluff e provano a scaricare il loro fallimento sulla Regione», sbotta l'assessore regionale all'Am biente, Marcello Raimondi. Che aggiunge: «Pisapia e il suo seguito di sostenitori si vantano di togliere quotidianamente 40.000 auto dal centro di Milano, dando così un contributo importante alla lotta all'inquinamento, ma rendendo di fatto la vita impossibile ad altrettanti lavoratori. Poi però si rendono conto che lo smog è alle stelle e aumenta invece di diminuire». Fuori luogo, dunque «il fatto che Pisapia e i suoi «non trovino di meglio da fare che chiamare in causa l'unico Ente che da oltre un decennio sta mettendo in campo misure efficaci e risorse importanti per la lotta all'inqui namento atmosferico». IL VERDE CHE AIUTA Per rendere l'aria più respirabile e per sensibilizzare i cittadini sul tema dell'inquinamento, nei comuni che circondano Milano, la Provincia ha piantato già 260mila alberi. Iniziativa che ha coinvolto ben 78 scuole e che rientra «nell'ambito di un piano varato dalla Giunta Podestà con l'obiettivo di collocare, in vista di Expo ed entro il 2014, un milione di nuovi alberi sul territorio provinciale», ha atto sapere l'assessore provinciale all'Am biente, Cristina Stancari. Rispondendo, così, anche all'ap pello della Coldiretti che invita tutti a piantare alberi. CONTRO LO SMOG Le polveri sottili? «Si combattono con tigli, olmi, ippocastani e aceri, tutti molto utili per ridurre il Pm 10». È la ricetta della Coldiretti Lombardia che invita i Comuni a piantare alberi per combattere l'inquina mento e rendere l'aria più respirabile. Fotogram ma Le stranezze di Amat Giro in auto elettrica per rilevare le code ::: BRUNO BASO  Era l'11 dicembre scorso quando un commerciante dell'associazione Vie dello Shopping cercò di consegnare un sacco di carbone a Giuliano Pisapia. Dopo un mese, il rilevamento del black carbon (particolato carbonioso) diventa l'escamotage per giustificare Area C. Nulla di nuovo per carità, già la Moratti autorizzò uno studio nel 2010, ma ora sembra che il black carbon sia diventata l'ul tima sfida di una giunta a corto di idee. A dicembre provarono a spiegare che il blocco delle auto non aveva ridotto il Pm10 ma era riuscito a dimezzare i livelli di biossido di azoto. Bastarono poche ore per smascherare la bufala, visto che i livelli in questione si erano ridimensionati prima del blocco. Ingenui o maldestri, i nuovi inquilini di Palazzo Marino non si rendono conto che basta gironzolare sul web per sapere che questo inquinante è presente anche sull'Himalaya. Ma almeno lì gli abitanti si risparmiano Pisapia, Maran e l'Amat. Quest'ultima, prima in classifica per azioni inutili e improduttività. Una nota dell'ufficio stampa del Comune di Milano ci comunica che ieri mattina tecnici Amat hanno effettuato «un monitoraggio che prevedeva tre giri a bordo di un'auto elettrica all'esterno della Ztl Cerchia dei Bastioni, in senso orario e antiorario, con partenza e arrivo in Porta Venezia, per un totale a giro di 11,4 km. Un'operazione che ha permesso di rilevare eventuali code in entrambi i sensi di marcia, i tempi di smaltimento, quelli di percorrenza e la velocità media». Chiederlo ai vigili urbani no? Ma si sa che bisogna pur giustificare 4 milioni di euro l'anno. Il costo di Amat. Con la giunta Pisapia Non si può nemmeno traslocare. Costi quadruplicati ::: DANIELA UVA  Un trasloco da via Manzoni a piazzale Loreto? Da oggi costa 4.319 euro. Costo al quale si deve aggiungere il servizio da pagare alla ditta specializzata. Perché quei 4mila euro bastano solo per coprire la tassa di occupazione del suolo pubblico. Dallo scorso 16 gennaio la tariffa imposta dal Comune è cambiata, determinando aumenti che possono quadruplicare i costi di una settimana fa. Gli addetti ai lavori sono sul piede di guerra. «Se Palazzo Marino non tornerà indietro su questo provvedimento assurdo – dicono – bloccheremo la città con i nostri camion». È stata per prima la Lega ad accogliere la protesta, tradotta in una mozione urgente che lunedì sarà sottoposta al Consiglio comunale. «Evidentemente la giunta non si è accorta che la nuova tassa Cosap, pensata principalmente per bar, ristoranti e attività commerciali, tocca anche una categoria che non ha neanche un vero e proprio riconoscimento nelle tabelle relative all'occupazione del suolo pubblico –dice il capogruppo del Carroccio, Matteo Salvini -. La tassa, in qualche caso, è lievitata anche di 40 volte». Tabella alla mano, si scopre che occupare 80 metri quadri in via Manzoni – come richiesto nell'ambito di un normale trasloco – il 15 gennaio costava 178 euro. Oggi ce ne vogliono 3.306. E in periferia non va meglio, perché si è passati dagli 88 euro di via Maffucci, agli attuali 562 euro. Ai quali occorre aggiungere il costo del servizio. Oltre 130 aziende, che occupano circa mille persone (indotto escluso) rischiano la paralisi. «Chiediamo di tornare alle tariffe del passato – è l'appello di Giovanni Grillo, di Federtraslochi -. Questi costi maggiorati colpiranno i nostri clienti». Il risultato potrebbe essere il proliferare del lavoro nero. «Milano è piena di abusivi, che effettuano traslochi senza alcun permesso – conferma Salvini -. Una tassa come questa non fa che moltiplicare i casi di lavoro nero a scapito di delle persone oneste». Di qui la decisione di presentare una mozione con la quale la Lega chiede a Palazzo Marino di individuare una categoria di “traslocatori” con un solo permesso che comprenda i due siti di carico e scarico. «Se il Comune non dovesse tornare indietro - conclude Salvini - siamo pronti a ben altri provvedimenti». Il sindaco Fotogramma METRO LINEA 3 Tenta il suicidio Conducente gli salva la vita È stata la lucidità del conducente della linea 3 della metropolitana a salvare la vita ad un uomo che invece voleva suicidarsi gettandosi sui binari. È successo ieri mattina alle 7.30 alla stazione di Porta Romana. «Grazie alla prontezza del conducente del treno in arrivo», ha scritto l'Atm in un comunicato, «la tragedia è stata evitata: il macchinista è riuscito con lucidità ad attivare la leva d'emergenza e a frenare miracolosamente in tempo. Nessuna conseguenza per i passeggeri a bordo del treno, nonostante l'immediata frenata. Il macchinista, dopo l'episodio, è stato accompagnato in ospedale poiché in stato di shock». Sul posto è intervenuta il 118 e la Polizia. Per consentire i soccorsi la circolazione della linea gialla è stata interrotta fino alle 8.10 sul tratto CentraleLodi. Il servizio è stato garantito in superficie grazie a dei bus navetta. L'uomo, 40 anni, è stato invece trasportato al Niguarda.
18 Sabato 21 gennaio 2012
Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: milanocronaca@libero-news.eu; Pubblicità: PUBLIKOMPASS SPA, Via Winckelmann 1, 20146 Milano; Tel. 02.24424611 - Fax 02.24424490 [VARESE] Maroni li prende in giro I bustocchi si arrabbiano MARCO TAVAZZI a pagina 43 [GUERRA GASTRONOMICA] Valtellina e Bergamo si contendono i pizzoccheri MASSIMO DE ANGELIS a pagina 43 I NUMERI DI IERI ::: 4 furti d'auto ::: 270.000 alberi piantati in provincia ::: 10 arresti ::: 131 sforamenti pm10 ::: 8 truffe ::: 33 comuni con blocco auto ::: 12 rapine ::: 19.000 auto in meno in Area C Le liberalizzazioni del governo Negozi, il Tar ferma Pisapia «Non può limitare gli orari» Per i giudici i commercianti devono aprire senza limiti. Soddisfatti i grandi magazzini  Il Tar lombardo boccia la giunta Pisapia. E, sui limiti agli orari di apertura dei negozi in città, dà ragione alla grande distribuzione, sospendendo le norme sul commercio adottate da Palazzo Marino in risposta alla liberalizzazione totale introdotta dal decreto Salva Italia. Lo scorso 13 gennaio, infatti, Pisapia, aveva ribadito l'esistenza di limiti sia per quel che riguarda gli orari di apertura dei negozi in città, con la possibilità di tenere le saracinesche alzate per non più di 13 ore consecutive, sia per quel che riguarda le aperture domenicali, concesse nelle sole giornate del 29 gennaio, del 5, 19, 26 febbraio e del 4 e 18 marzo 2012. Limiti che la sospensiva del Tar ha invece eliminato, spiegando che «l'avvenuta liberalizzazione degli orari di apertura e di chiusura osta a che gli enti locali introducano limiti alla libertà d'intrapresa commerciale». Grande soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti dei centri commerciali, che avevano bocciato con forza l'iniziativa del Comune. DINO BONDAVALLI a pagina 40 MANIFESTI ANTAGONISTI CONTRO I PADANI . Divieto d'accesso per Lega e Bossi  Decine di cartelli con BossiAlieno nel divieto di accesso di questo tipo sono stati affissi ieri lungo le strade di Milano. «Un servizio di segnaletica a tutela dei cittadini», opera di un gruppo di antagonisti che contestano la manifestazione della Lega contro il governo Monti prevista per domani. «I manifestini appesi da ignoti conigli ci fanno sorridere», rispondono i Giovani Padani, «spiace constatare che certa gente non abbia ancora capito in che condizioni ci troviamo». (Foto Milano Today) ::: Campagna elettorale DAGLI AL FORMIGONI LA SINISTRA HA INIZIATO L'ASSALTO AL PIRELLONE ::: LORENZO MOTTOLA  Da paria del Consiglio regionale a “enfant prodige”del Pdl, braccio destro di Roberto Formigoni e leader del partito in Brianza. Massimo Ponzoni dovrebbe ringraziare i magistrati che l'hanno sbattuto in galera. Nel giro di una settimana il suo nome è stato completamente ripulito dai quotidiani. Fino a domenica, era all'angolo, distrutto da due anni di logoranti anni di indagini sul suo conto, estromesso dalla giunta e dai vertici azzurri. In pratica, non contava più niente. Poi è avvenuto il miracolo. Martedì il consigliere è stato arrestato per le note vicende, corruzione, bancarotta fraudolenta e voti comprati. E improvvisamente in edicola è apparsa un'altra persona. Sono rispuntate vecchie foto che lo ritraggono a braccetto con Roberto Formigoni. Si parla di un vaso di cristallo che l'ex assessore avrebbe regalato quattro anni fa al presidente lombardo. Secondo alcuni, una prova del loro legame di ferro. Secondo altri, un regalo di Natale che misteriosamente è diventato notizia. D'acciaio sarebbe, invece, il patto stretto tra Formigoni e Ponzoni per Expo. In un'intercettazione riportata ieri dal Corriere, il consigliere sostiene di aver ricevuto “garanzie” dal presidente per un futuro incarico nell'organizza zione. Un patto di cui solo Ponzoni sapeva qualcosa, perché Formigoni non si ricorda niente. E comunque - fatto determinante - anche nel rapporto della Gdf si legge che l'accordo sarebbe stato onorato solo se il consigliere avesse dimostrato la propria innocenza in tribunale, non certo prima. Il centrosinistra, intanto, si concentra su un altro problema. Il Consiglio regionale, a quanto pare, è pieno di corrotti. Ponzoni è il quarto indagato e, quindi, Formigoni dovrebbe dimettersi. Qualcuno, tuttavia, sembra aver scordato che nell'elenco dei politici inseguiti dalla magistratura c'è anche l'av versario del governatore alle ultime regionali: Filippo Penati. Un'amnesia simile si spiega solo in un modo: a sinistra hanno iniziato a scaldare i motori. Pierluigi Bersani morde il freno e spara che «in Lombardia si vince facile», come già aveva detto per Milano. Ormai siamo in campagna elettorale. Vale tutto. Lunedì blocco delle auto Smog, il Comune incolpa la Regione  Meno auto e più smog. Questo il risultato della cura iniziata sei giorni fa a Milano con la congestion charge, che avrebbe dovuto avere, come effetto secondario, anche quello di ridurre l'inquinamento oltre a far circolare meno automobili. Invece, i livelli di polveri sottili nell'aria aumenta ogni giorno di più. Fino a superare il decimo giorno consecutivo di sforamento. Per non parlare del traffico aumentato in periferia per effetto dell'Area C, che ha fatto decidere per il blocco della auto per il 23 gennaio. TiZIANA LAPELOSA a pag. 39 L'ultima follia della giunta Pdl «Offesi dal Cav un anno fa», Como difende i suoi gay ::: DARIO ALEMANNO COMO  Il Consiglio comunale di Como, roccaforte del Pdl amministrata dal sindaco Stefano Bruni, ha approvato una mozione contro Berlusconi e, per la precisione, contro le sue dichiarazioni tacciate di omofobia risalenti al novembre 2010. Il documento era stato depositato all'epoca da Alessandro Rapinese (gruppo misto d'opposizione) ma è arrivato in discussione solo l'altra sera. Il testo della mozione prende le mosse dalla dichiarazione dell'ex premier: «Meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay». Secondo Rapinese ne sarebbe derivata una «grave offesa ai nostri concittadini omosessuali». Il documento si conclude impegnando il sindaco Bruni «a compiere tutte quelle azioni che possano restituire la dignità lesa ai nostri concittadini omosessuali dalle frasi offensive del presidente del Consiglio». C'è da dire che la mozione è stata approvata con solo 11 voti favorevoli contro 10 contrari. A parte il voto favorevole del presidente del Consiglio comunale Mario Pastore (ex Pdl e ora gruppo misto) tutti i consiglieri di centrodestra hanno votato contro. Peccato solo che mancavano in aula la bellezza di 15 consiglieri di maggioranza che, per caso o per volontà, hanno scelto di non difendere Berlusconi con il loro voto. IN CENTINAIA IN CENTRALE La guerra dei tassisti Aggredito chi non protesta di MARCO FERRARI In quattro hanno picchiato un tassista che, anziché andare in Centrale, ha preferito lavorare. a pagina 42 IL CONSIGLIERE IN MANETTE Ponzoni dai pm nega tutto «Non sono un drogato» di LAURA MARINARO a pagina 38 PROMOZIONI www.cadoroarredamenti.it ARREDA CON IL MASSELLOVia De Amicis, 29/31 MILANO Tel. 02.8321130
28 Sabato 21 gennaio 2012 Le preferenze degli enologi Cantine al top È Antinori la più ambita Lo storico marchio toscano guida la classifica, seguito da Frescobaldi, Zonin, Castello Banfi e Ferrari News & People I prodotti biologici al “Vivit” di Verona È cresciuto del 13% l'export dei Doc toscani  Si chiama “Vivit” (Vigne, Vignaioli, Terroir) il salone che Vinitaly (Verona, 25-28 marzo) dedica per la prima volta ai vini prodotti da agricoltura biologica e biodinamica. Un salone speciale nella fiera più importante del settore, per far incontrare produttori e trader, oltre le ideologie e in nome del buon vino (vinitaly.com). La Francia si conferma numero uno al mondo  Nel 2011 i Paesi che hanno prodotto più vino sono Francia con 50,2 milioni di ettolitri, Italia con 40 e Spagna con 39,9 (dati IsmeaUnione Italiana Vini). Con 3,7 miliardi di bottiglie gli Usa sono il primo consumatore di vino al mondo. Seguono Italia, Francia e Germania. Poi, la Cina con 1,9 miliardi di bottiglie (dati Vinexpo). Champagne, i vignaioli chiedono più terra  Si sta stretti nella Champagne e complice un 2011, secondo miglior anno di sempre per le bollicine francesi (vendite a 330.000 milioni di bottiglie, quasi a livelli pre-crisi), le grandi Maison, secondo “Le Monde”, tornano a premere per avere più spazio o “caccian do” qualche piccolo produttore o allargando la zona di produzione. a cura di WINENEWS  Nei primi 9 mesi 2011 il valore dei vini Doc toscani esportati è cresciuto del 13,5% sul 2010, superando i 323 milioni di euro. Un successo che fa da cornice a “Buy Wine” (Firenze, 16-17 febbraio), evento dell'agen zia regionale Toscana Promozione, dove 180 aziende toscane parleranno con una sola voce a 110 buyer di 20 Paesi diversi. L'Amarone dei record si prepara alla prima  L'andamento climatico del 2011 aveva evocato una grande annata per l'Amarone, e oggi, a pigiatura terminata, il sogno è diventato realtà. A dirlo sono le Famiglie dell'Ama rone, le 12 aziende storiche della Valpolicella. Un degno preambolo all'“Anteprima Amarone 2008” di scena a Verona il 28 e 29 gennaio (consorziovalpolicella.it). Disciplinari, il controllo da Roma a Bruxelles  73 vini Docg, 330 Doc, 118 Igt: ecco la carta di identità del vino italiano sancita nel “Decreto ministeriale 30/11/2011”, e “inol trata” alla Commissione europea entro il termine del 31 dicembre per il “passaggio di consegne” previsto dall'Ocm vino. Dal 2012 è infatti, la Ue a gestire i disciplinari di tutti i Paesi membri. Meeting a Conegliano dei «preparatori d'uva»  A Conegliano oggi si parla del nuovo rinascimento viticolo con i «preparatori d'uva» ed esperti come Attilio Scienza e Denis Dubourdieu. A Monteforte d'Alpone invece delle opportunità commerciali del vino italiano nel Sud-Est Asiatico con il Consorzio del Soave (ilsoave.com). A Roma a «Sens of Wine», evento del critico Luca Maroni, il 27 gennaio si parlerà di “Vino& Pil”conilministro dellePoliticheAgricole Mario Catania [foto Oly]. Info: www.sensofwine.com AGENDA a cura di WINENEWS Menu firmati Vissani e grandi bottiglie  Fino al 23 marzo Casa Vissani a Baschi (Terni) apre le porte ai grandi vini italiani, e non solo, di alcune delle griffe più famose, come Tasca d'Almerita, Cantine del Notaio, LaSolca, MarisaCuomo, La Spinetta, Les Crêtes e Caprai, che portano con sè un prodotto inedito e una prelibatezza di qualità del loro territorio. Che finirà in cucina, dove lo chef Gianfranco Vissani [foto] preparerà una degustazione di piatti personalizzata per ogni cantina. Info: www.casavissani.it  Il 23 gennaio le bollicine di Franciacorta, Champagne e Cava si incontrano a Villa Crespia a Adro (Brescia) da Fratelli Muratori per fare il punto con gli esperti guidati dal professor Attilio Scienza [foto] sul valore aggiunto che il dosaggio zero, metodo che consente al vino di avere un alto contenuto di acidità ed essere più fresco, rappresenta per queste famose produzioni ed i loro territori, in social conference in collegamento diretto con il web. Info: www.arcipelagomuratori.it  Da oggi al 22 gennaio ci sono l'anteprima del “Tau rasi Vendemmia 2008” (tau rasivendemmia.miriade web.it) al Castello della Leonessa di Montemiletto (Avellino), e il «Blues & wine soul festival» a Marsala e Siracusa con le star del soul e i vini di Cristo di Campobello, Mandrarossa, Planeta (bluesandwine.com). Il 28 e 29 gennaio si va alla scoperta del “Vulture di cantina in cantina”, da Cantine del Notaio ad Elena Fucci (info@winevent.it). Il metodo «dosaggio zero» spiegato da Attilio Scienza Taurasi e Mandrarossa partono le anteprime AGROALIMENTARE Export da record In 9 mesi 2011 sale a 30 miliardi Quattro miliardi di euro di valore (+14% sul 2010): è il record dell'export del vino italiano nel 2011, voce più importante dell'export agroalimentare nazionale, che ha raggiunto il massimo storico di 30 miliardi di euro in valore (dati ColdirettiIstat sui primi 9 mesi 2011). «Non abbiamo ancora dati definitivi - spiega Andrea Ferrero, direttore del Consorzio del Barolo e Barbaresco - ma l'export, pari al 6070% della nostra produzione, è andato bene, e i segnali sono ottimi anche per il 2012». «L'80% della nostra produzione va all'estero - dice Olga Bussinello, presidente del Consorzio vini della Valpolicella - con ottimi risultati soprattutto per l'Amarone». «L'export 2011 dovrebbe essere andato bene, in crescita sul 2010 spiega Stefano Campatelli, direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino - e anche il 2012 è iniziato bene». «Siamo al 78% di quota estero e se c'è stata crescita nel 2011 lo dobbiamo proprio all'export», dice Giuseppe Liberatore, direttore del Consorzio del Chianti Classico. Anche per Paolo Solini, direttore del Consorzio del Nobile di Montepulciano, «il 2011 è stato molto buono, anche se non da record, ma con valori importanti per l'export». WINENEWS DOPO LA CRISI Prezzi freddi E gli Usa ci bevono di più Il vino italiano si salva dal difficile momento economico grazie all'export, ma non tutto il male vien per nuocere: per Fabrizio Pedrolli, presidente di Vias Import Ltd che distribuisce in Usa più di 400 etichette di alta qualità per oltre 70 cantine (come Damilano, Guerrieri Gonzaga, Bisol, Dal Forno, Argiano, Fattoria del Cerro, La Cerbaiola e Còlpetrone) la crisi, per esempio, ha riequilibrato un mercato importante come quello americano, ridimensionando qualche eccessiva speculazione sui prezzi e premiando chi ha saputo offrire con continuità vini di qualità medioalta a prezzi ragionevoli. E se la vitalità all'estero segnala difficoltà sul mercato interno, per Cesare Turini, ad di Heres, società italiana leader nella distribuzione di vini, «le aziende sanno che il mercato italiano ha un ruolo chiave nel costruire e affermare l'immagine aziendale che poi viene spesa all'este ro». Dove però, per il wine writer inglese, Tim Atkin, la comunicazione del nostro vino «è un disastro, si procede ognun per sé. Regioni come la Toscana sono meglio comunicate di altre, se si guarda al Nobile, al Brunello, al Chianti Classico, ma vorrei vedere molte più iniziative di promozione generale». WINENEWS  C'è chi vorrebbe lavorare in vigna e chi in cantina, chi aspira a fare il manager o il responsabile commerciale o di marketing, chi la segretaria e chi ha studiato per fare l'enologo, così come chi vorrebbe gestire un'attività di ristorazione o ricettiva, e chi, naturalmente, sogna di fare il vigneron. Per tutti un desiderio comune: seguire la propria passione per il nettare di Bacco cercando di fare carriera sfruttando le opportunità che offre la «fabbrica» del vino, capace di attrarre le persone più variegate, uomini e donne, di ogni età, molti giovani, e provenienza. Persone disposte a viaggiare, ma anche a trasferire nei territori del vino la propria vita, i propri affetti, i propri costumi e le proprie abitudini, per lavorare in tutte le professioni, tra quelle più classiche e tradizionali, e quelle più innovative, se solo si guarda ai settori del marketing e della comunicazione, nate negli ultimi anni per rispondere ad un'esigenza sempre più sentita anche dal mondo del vino di stare al passo con i tempi e rivolgersi a target sempre più specifici di possibili consumatori. La cantina italiana più ambita dal punto di vista professionale? «Voglio lavorare da Antinori», è la risposta della maggioranza degli operatori del settore e persone interessate ad inserirsi nel mondo del vino, secondo una ricerca di Wine Job, struttura specializzata nella ricerca, selezione e formazione di personale per le imprese del vino. Le ragioni? In ordine di preferenza, sono la qualità dei prodotti e il prestigio del brand, che nell'immagina rio collettivo sembrano riflettersi sulla qualità del lavoro dei dipendenti, insieme alla chiarezza degli obiettivi aziendali, e lo storico marchio toscano risulta primo per appeal professionale anche tra i residenti fuori dalla Toscana. Anche il fascino del luogo di lavoro, infatti, vuole la sua parte ed è un elemento importante nel determinare le preferenze di chi aspira a lavorare nel mondo del vino: il richiamo della Toscana non si esaurisce qui, e nella classifica del posto di lavoro ideale ci sono anche Marchesi de' Frescobaldi, il grande marchio fiorentino famoso nel mondo, e Castello Banfi, una delle più grandi realtà del Brunello di Montalcino. Dimensioni che contano, visto che a riscuotere notevole interesse sono anche Zonin e Ferrari, tra le maggiori realtà vitivinicole italiane. Del resto, i tanti mestieri del mondo del vino, che alimentano l'ampiezza dell'of ferta della vitivinicoltura italiana - oltre 1 milione di posti di lavoro, tanto vale il settore del vino in Italia, dalla vigna a tutto l'indotto (dati Coldiretti) - si fondono su conoscenze e gesti tradizionali di vendemmia e lavoro in cantina, ma vantano, oggi, contenuti professionali innovativi dalla ricerca scientifica alla promozione turistica, dalla filosofia del wellness e del benessere per la salute, fino al web e alle tecnologie a basso impatto ambientale richiedono notevoli capacità organizzative e gestionali e mobilitano risorse e competenze diverse ed articolate, da riuscire ad attrarre così tante persone come solo la passione per il vino, forse, riesce a fare. WINENEWS CAPITALE DI 1,4 MILIARDI Il fondo Usa Brazos punta sul Belpaese L'appeal del vino italiano non conosce crisi, neanche nel mondo della finanza: Brazos Equity Partners, fondo privato americano (1,4 miliardi di dollari di capitale) è diventato primo azionista di Winebow, importatore e distributore leader di vini italiani (tra cui Allegrini, Altesino, Argiolas, Di Majo Norante, Falesco, Fazi Battaglia, Galardi, De Castris, Librandi, Mastroberardino, Prunotto, Voerzio, Tasca d'Almerita, Tua Rita, Valdipiatta, Valle Reale e Zenato) e non solo degli Usa, fondato da Leonardo Lo Cascio, con 122 brand da tutto il mondo in portafoglio e un business in tutti i 50 stati Usa. Pietro Antinori
::: le lettere 46 Sabato 21 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it TuttoMilano Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@libero-news.eu sottolineando nell'oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. APPUNTAMENTI MERCATI Oggi ARCANGELI - Via Arcangeli - zona 7 ARDISSONE - Via Ardissone - zona 8 ASMARA - Via Asmara - zona 9 BENEDETTO M. - Via Benedetto M. - zona 3 BORDIGHERA - Via Bordighera - zona 5 CICCOTTI - Via Ciccotti - zona 9 DARSENA - Zona Darsena - zona 1 DELLA RONDINE - Via Della Rondine - zona 6 FALCK - Via Falck - zona 8 FAUCHE' - Via Fauchè - zona 8 GARIGLIANO - Piazzale Minniti - zona 9 MARTESANA - Piazzale Martesana - zona 2 OGLIO - Largo Oglio - zona 4 OLMI - Via degli Ulivi - zona 7 OSOPPO - Via Osoppo - zona 7 PAPINIANO - Piazza S. Agostino - zona 1 P. NUOVA - Bastioni di Porta Nuova - zona 1 ROGOREDO - Via Rogoredo - zona 4 TABACCHI - Via Tabacchi - zona 5 TRASIMENO - Via Trasimeno - zona 2 V. PERONI - Via Pascal - zona 3 Lunedì ARPINO - Via Ferrieri - zona 7 CAMBINI - Via Cambini - zona 2 CESARIANO - Viale Elvezia - zona 1 DE PREDIS - Via J. da Tradate - zona 8 GHINI - Via Ghini - zona 5 KRAMER - Via Goldoni-Via Kramer - zona 3 MORETTO DA BRESCIA - Via Reni - zona 1 PALMI - Via Forze Armate - zona 7 PISANI DOSSI - Via Pisani Dossi - zona 3 PONTI ETTORE - Via Ponti Ettore - zona 6 SAN MARCO - Via San Marco - zona 1 SANTA TERESA - Via Santa Teresa - zona 5 TRECHI - Via Trechi - zona 9 ZAMAGNA - Via Zamagna - zona 7 Chiusura al traffico: Via Arona (tratto da Giovanni da Procida a p.le Carlo Magno): per lavori di approntamento cantiere logistico per la metropolitana linea 5. Termine lavori previsto: 2015. Via Correggio: divieto di transito causa lavori tra Via Carlo Ravizza e Via Federico Faruffini in entrambe le direzioni termine lavori previsto 29 gennaio 2012. Via Messina divieto di transito causa lavori tra Via Cenisio e Piazza Giovanni Perego Metro-5. Via Filippo Corridoni: strada chiusa al traffico tra Via Gaetano Donizetti e Viale Bianca Maria causa lavori Teleriscaldamento. Traffico difficoltoso in: Via Luigi Nono difficoltà di circolazione causa lavori Via Luigi Nono, Piazza Coriolano, Via Cenisio Metro-5. Via Cenisio: possibili rallentamenti causa lavori tra Via Messina e Piazza Carlo Caneva via Cenisio e via Luigi Nono: traffico difficoltoso in direzione di P.za Coriolano per modifica della viabilità in corrispondenza del cantiere di Metro 5. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via B. Colleoni. Termine previsto per il 2015. Via Andrea Solari e Piazza del Rosario: dalle 06:00 del 26 ottobre 2011 per lavori di riqualificazione stradale. Termine lavori previsto 28 febbraio 2012. Viale Monte Ceneri: difficoltà di circolazione causa restringimento di carreggiata tra Via Lorenzo Bartolini e Via Mac Mahon in entrambe le direzioni Lavori di manutenzione del cavalcavia. Termine previsto 31/03/2012. Via Giuseppe Ripamonti: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Giuseppe Ripamonti e Via Bernardo Quaranta Via Filippo Brunelleschi: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Filippo Brunelleschi e Via Giambellino. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via Bartolomeo Colleoni. Termine lavori previsto: 2015. LAVORI IN CORSO MILANO E LOMBARDIA FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magen ta): V. Bassano Porrone, 4; p.za Lega Lombarda, 5; l.go Augusto, 8; Corso Porta Tici ne se, 24. NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Ga ribaldi): v. Cogne, 9; v. Varesi na, 121; p.za Bausan, 3; p.le Ar chinto, 1; v. Murat, 85 ang. p.za Niz za. SUD (Ticinese, Vigentina, Rogo redo, Barona, Gratosoglio): v. Bel lezza, 2; v. Rogoredo, 113; v. Bon ghi, 22; v. Mazzolari Primo, 35. EST (Venezia, Vittoria, Romana, Lo reto, Città Studi, Lambrate, Or ti ca, Forlanini, Mecenate): v. P. Ca staldi, 29; v.le Brianza, 23; v. Ponte Nuovo, 40; v. Stradella, 1; v.le Ri membranze di Lambrate, 18; p.za Tricolore, 2; c.so XXII Marzo, 37; v.le Ungheria, 4; v. Venosa, 4, v.le Corsica, 42. OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sem pione, S. Siro): v.le Coni Zu gna, 56; v.le Caterina da Forlì, 3; p.za Velasquez, 7; v. delle Betulle, 10; v. Mascheroni, 16; p.za Zavat tari, ang. v.le Murillo, 33; v. Ugo Betti, 159/b; p.za Caneva, 3. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; v. Larga, 16; p.za Clotilde, 1; v.le Zara, 38; v.le Testi, 74; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v.le Corsica, 42; v.le Lucania, 10; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Sordomuti DTS. .........................02.48204247 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga.......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali ................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità A2A....................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda CRONACA Spettacolo blasfemo, il dovere di opporsi Sullo spettacolo “Sul concetto del volto di Dio” credo che spetti a tutti noi dimostrare che questi pseudo artisti sono solo dei vigliacchi in cerca di pubblicità, a corto di idee che non vogliono certo lanciare messaggi ma semplicemente ammucchiare quattrini alla faccia degli allocchi che li idolatrano. Basterebbe distribuire immaginette di Madre Teresa di Calcutta spiegando agli spettatori cosa ha fatto questa donna nel nome di quel Cristo che i teatranti stanno bestemmiando. Roberto Bellia e.mail SANITÀ Code e disagi alla Asl di piazzale Accursio Qualche giorno fa mi sono recata in piazzale Accursio presso la sede Asl. ll primo piano era una bolgia: non sapevo a chi mi dovevo rivolgere per fare la fila. Il caos più assoluto. Mi domando: ma questi uffici sono completamente abbandonati a se stessi? Non esiste personale che ne controlli l'andamento e sia sempre pronto a intervenire? Carlotta Premoli e.mail TRAFFICO Area C, acquistare ticket è un'odissea Non solo dobbiamo subire l' odiosa tassa sul traffico, ma almeno si facilitasse l'acquisto dei ticket! Le edicole sono poco fornite: o si aumentano i rivenditori e se ne distribuiscono di più. Altrimenti comprare un biglietto diventa un'odissea! Gianpiero Bellotti e.mail Raccolta differenziata, l'Amsa: «Gli standard sono alti» Con riferimento alla lettera “Sulla differenziata aumenti in arrivo ma serve più responsabilità”, pubblicata su Libero il 19 gennaio, precisiamo che a Milano la raccolta differenziata si fa da più di quindici anni con alti standard quantitativi. Gli operatori visti raccogliere sacchetti diversi poi gettati in “un unico mucchio” con tutta probabilità stavano raccogliendo rifiuti stradali indifferenziati. Tutto il materiale che viene raccolto in maniera differenziata da Amsa viene conferito, a fronte di un corrispettivo, alle aziende autorizzate alla raccolta dei diversi materiali. La differenziata, quindi, oltre ad avere un impatto ambientale positivo, produce anche un risparmio economico per la collettività. Nella sezione “dove lo butto” del sito www.amsa.it è possibile individuare la corretta destinazione di ogni materiale da smaltire, il Servizio Clienti Amsa (numero verde gratuito 800.332299) è sempre disponibile anche per chiarire i dubbi sulla corretta destinazione dei rifiuti, sono state distribuite in città locandine con le istruzioni in sei lingue. Precisiamo, inoltre, che nel mese di febbraio è prevista l'introduzione del sacco trasparente in luogo del sacco nero per la raccolta condominiale dei rifiuti indifferenziati e non la sperimentazione della raccolta differenziata dell'umido. La raccolta della frazione organica dei rifiuti presso le utenze domestiche potrà essere attivata, a seguito della presentazione alla città e dell'approvazione da parte dell'Amministrazione Comunale, entro la fine dell'anno in un quarto della città. Ufficio Stampa Amsa Milano Risponde Renato Besana Ringraziamo Amsa per la precisazione. Un appunto: benissimo il sito internet e il numero verde, ma la signora Maria, pensionata in difficoltà con la tecnologia, non dev'essere costretta ad attaccarsi al telefono ogni volta che scende in cortile con il sacchetto dell'immondizia. Una migliore comunicazione non guasterebbe. A febbraio i Perturbazione live al Magnolia CONCERTO A dieci anni di distanza dalla pubblicazione dell'al bum “In circolo”, i Perturbazione ne ripropongono i brani dal vivo, sul palco del Magnolia, giovedì 2 febbraio. Per l'occasione l'eclettica band di Torino ha dato alle stampe un'edizione speciale del disco, contenente brani inediti. I Perturbazione nascono nel 1988 ma è il 2002 l'an no della svolta, che vede la pubblicazione di pezzi di successo come “Il senso della vita”e“Agosto”. Da allora il gruppo collabora con numerosi artisti tra cui anche Belle and Sebastian, cui hanno intitolato un albumtributo “A century of covers”. Al Magnolia il gruppo proporrà le hit di grande successo come “Chiedo alla polvere”, “Se mi scrivi” (al cui videoclip hanno partecipato Marina Massironi e Claudio Lucarelli)e “Nel mio scrigno”. ___________________________ Giovedì 2 febbraio, alle 22.30, Arci Magnolia, ingresso 10 euro. Una tavola rotonda sulle presidenziali Usa INCONTRO In occasione della pubblicazione dell'ultimo numero di Aspenia, “L'America senza precedenti”, all'Ispi si discute di presidenziali americane. All'evento parteciperanno, tra gli altri, David Thorne, ambasciatore Usa in Italia, Giulio Tremonti e Marco Fortis, professore di Economia industriale e Commercio estero all'Università Cattolica. ___________________________ 30 gennaio, 17.30, Ispi, Palazzo Clerici, via Clerici 5, ingresso libero. All'Item serata indie con i Pocket Chestnut CONCERTO Serata dedicata all'indie rock mercoledì 25 gennaio all'Item pub di via Leoni. Si esibiscono dal vivo i Pocket Chestnut, gruppo di riferimento sulla scena musicale alternativa milanese. La band propone soprattutto brani acustici e il loro primo album, “Bedroom rock'n roll”è stato registrato tra Milano, Monza e Mortara. Attualmente stanno lavorando alla registrazione del prossimo disco. ___________________________ 25 gennaio, alle 22.00, Item pub, via Leoni 5, ingresso libero. Ron, fotografo delle star in mostra da Photology MOSTRA Il fotografo italo-americano Ron Galella è certamente il paparazzo più famoso al mondo. Al reporter dei divi, ora ottantenne, è dedicata l'antologica allestita da Photology fino al 27 gennaio: 40 anni di carriera, innumerevoli denunce e più di 3 milioni di foto in cui immortala celebrità del calibro di Elizabeth Taylor, Michael Jackson e Jackie Kennedy. Tra gli scatti in mostra, anche quello a Marlon Brando, l'irrequieto attore che un giorno, esasperato, ruppe con un pugno la mascella del fotografo. Uno dei personaggi più controversi del mondo della fotografia: i suoi lavori sono stati esposti anche a New York, San Francisco, Londra e Berlino. ___________________________ Fino al 27 gennaio, Photology, via Moscova 25, ingresso libero. Commenta anche sulla pagina Facebook di Libero Milano
Gli indici Borsa Milano-FTSE Mib Borsa Londra-FTSE 100 Borsa Parigi-CAC 40 Petrolio - al barile Euro/Dollaro -0,49% 15.632,06 3.321,50 110,1 $ 1,29025.728,55 -0,13% -0,22% -0,22% -0,07% I piani anti Eba Bankitalia promuove solo Intesa Via Nazionale fotografa il nuovo assetto del sistema bancario: con Mps puntellata dalla Cdp, le Popolari in affanno e Unicredit aiutata dagli arabi, Ca' de Sass balla da sola. Ubi lancia un bond e il Banco vende Aumento di capitale Adesioni verso il 98% Anche gli americani in Piazza Cordusio  Unicredit sembra aver convinto il mercato (ma non troppo la Borsa): gli investitori e i risparmiatori scommettono sull'aumento di capitale. A una settimana dal termine, le adesioni sono attese pari ad almeno il 95% dell'of ferta e potrebbero attestarsi intorno al 9798%. Buona notizia per piazza Cordusio. Secondo le banche che compongono il consorzio di garanzia, per la parte istituzionale interesse da parte degli Usa e dei paesi del Nord Europa. Sul fronte Usa si è già registrata una novità nell'azionariato con il fondo Capital Research and Management che si è unito al gruppo con più del 2% raggiungendo il 2,547%. Una settimana fa era stata indicata una stima di adesioni tra il 90 e il 95%. Dunque il dato di ieri è migliore delle previsioni e questo vuol dire che l'operazione per il rafforzamento patrimoniale si dovrebbe chiudere con successo. Ciò soprattutto se si considera la taglia extra large dell'operazione - 7,5 miliardi - e la reazione del mercato quando era stato annunciato il prezzo di esercizio. Il titolo nei giorni immediatamente successivi aveva infatti perso circa il 40% con il mercato che era stato spaventato dallo sconto generoso offerto - pari al 43% - visto come segnale di mancanza di fiducia da parte della banca stessa sulla fattibilità dell'operazione. Poi però dal minimo di 2,20 euro segnato il 9 gennaio, giorno del debutto dell'operazio ne, il titolo ha invece recuperato circa il 51%, segno di un interesse in crescita. Anche i diritti, dopo il tonfo della prima seduta (-65% con un minimo a 0,431 euro), hanno recuperato terreno oltre il 500%, toccando un massimo a 2,934 euro. Nell'ultimo giorno di quotazione dei diritti, il titolo di piazza Cordusio ha chiuso con una flessione dell'1,37% a 3,314 euro dopo la brillante prestazione di giovedì. È spiccata, invece, in positivo Mps che ha chiuso con +8,08% a 0,22 euro per azione. Per Intesa +1,54% a 1,381 euro. Bene Ubibanca che ha fatto segnare un progresso dell'1,57% a 3,226 . Segno meno per il Banco Popolare che ha chiuso invece con un calo dello 0,68% a 1,015 euro. ::: FRANCESCO DE DOMINICIS  Si può essere protagonisti pur senza partecipare. Occupare la scena senza essere presenti. È quello che è successo ieri a IntesaSanpaolo. La banca guidata da Enrico Cucchiani è stata, di fatto, la vera star della convulsa giornata a via Nazionale. In Banca d'Italia sono stati recapitati tutti i piani d'emergenza degli istituti inchiodati dell'Eba. Dossier assai delicati: la contestatissima authority europea ha chiesto rafforzamenti patrimoniali da 15 miliardi di euro e in ballo ci sono Monte dei Paschi di Siena, Ubibanca, Banco Popolare e Unicredit. Delle big five italiane,dunque, manca solo Intesa, che ha già i conti e i requisiti patrimoniali in linea con le severe regole Ue. Unicredit è l'unico gruppo del Paese ad aver dato il via a un maxi aumento di capitale (7,5 miliardi): operazione che sarà perfezionata solo grazie al robusto intervento di azionisti stranieri, a cominciare dai fondi sovrani arabi e da investitori americani. Rocca Salimbeni cercherà di vendere altri gioielli di famiglia, anche se ormai, nonostante le timide prese di distanza, pare scontata l'entrata in scena della Cassa depositi e prestiti: a tutti gli effetti un salvataggio pubblico. Mentre le due popolari - Ubi e Banco - ballano da sole con un «piano B». I paletti Eba (potrebbero essere ammorbiditi nelle prossime settimane) e la crisi finanziaria fanno cambiare pelle agli istituti. E ieri Bankitalia ha di fatto scattato la nuova fotografia del sistema creditizio del nostro Paese. Con Ca' de Sass ufficialmente fuori dalla mischia che, all'improvviso, si trova a giocare da solista in un panorama che comincerà a trovare il suo assetto definitivo solo tra qualche mese. Sta di fatto che con Unicredit che vede la presenza di soci stranieri in crescita a scapito delle fondazioni, Mps pronta a tornare sotto l'ombrello pubblico e le popolari in evidente difficoltà, Intesa si trova con la strada spianata. Il che non vuol dire rinunciare a mettere mano a una struttura e a una organizzazione probabilmente ancora troppo articolata e di vecchio stampo: con sovrapposizioni e poltrone in eccesso che minano l'efficienza a scapito della redditività. Tuttavia, per ora i soci non sembrano orientati a stravolgere l'assetto puntellato dopo l'uscita di Corrado Passera. In attesa delle scelte definitive dell'Eba, le banche coinvolte preparano le munizioni. Unicredit chiude i giochi la prossima settimana con l'aumento di capitale, Ubi prepara un bond convertibile da 640 milioni di euro e il Banco Popolare valuta la cessione di Agos Ducato. Discorso a parte quello della Banca nazionale del lavoro. Fuori dal listino da un pezzo, dopo l'acquisizione da parte dei francesi di Bnp Paribas, Bnl non rinuncia a dire la sua dentro i nostri confini. Anzi. L'assetto proprietario (Bnp ha il 100% delle azioni) garantisce al management di via Veneto mani libere in Italia. Così l'istituto guidato dall'ad Fabio Gallia, negli ultimi anni, pure grazie alla liquidità in arrivo da Oltralpe, è riuscito a sfilare clientela ai big del Paese. Specie alle imprese che venivano costrette a “rientrare” dalla concorrenza e hanno bussato a Bnl. Un paradosso, per certi versi. Ed è anche da qui che il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, deve partire per rimettere in moto l'industria creditizia. twitter@DeDominicisF Finmeccanica in difesa I francesi di Safran si leccano i baffi per Avio  La Borsa ci crede. E infatti ieri il titolo Finmeccanica ha spiccato il volo a Piazza Affari. L'amministratore delegato di Safran, Jean Paul Herteman, ha manifestato un chiaro interesse per Avio (controllata al 14% da Finmeccanica). Le azioni del colosso aerospaziale italiano sono così volate per tutta la seduta e la giornata di contrattazioni si è chiusa con un rialzo secco del +10,3%. «Abbiamo sempre detto che c'è una sorta di vicinanza e una buona compatibilità strategica con Avio», ha ammesso ieri da Parigi il Ceo che è il secondo più grande costruttore di motori aerei in Europa. Avio, oggi è controllata all'81% dal fondo di private equity inglese Cinven, è un gruppo internazionale con sede in Italia leader in progettazione, sviluppo e produzione di componenti e sistemi per la propulsione aerospaziale. È dallo scorso settembre che circolano con una certa insistenza voci su un forte interesse dei francesi per la società italiana. Safran - stando ad indiscrezioni raccolte e rilanciate anche dalla stampa d'Oltralpe - avrebbe anche avviato ha avviato preliminarmente l'an titrust review, vale a dire la procedura preliminare per stabilire se l'acquisizio ne possa incappare in problemi di concentrazione e rafforzamento della quota di mercato da parte delle autorità competenti a Bruxelles. Superata la fase conoscitiva su possibili problemi per eccesso di posizione dominante il colosso francese - con un fatturato che supera i 10 miliardi di euro - potrebbe avviare la “due diligence” e la messa a punta dell'offerta vincolante per l'ac quisto di Avio. Secondo stime circolate nell'autun no scorso una valutazione attendibile per rilevare Avio potrebbe superare i 3,5 miliardi di euro, un boccone che Safran può permettersi di ingoiare. Magari con l'aiuto finanziario di General Elettric. Una mossa che consentirebbe alla multinazionale americana - in collaborazione con la società parigina controllata al 30% dallo Stato francese - che permetterebbe a GE di sfidare nel Vecchio Continente l'altro colosso Rolls Royce. Nel novembre scorso la società guidata da Giuseppe Orsi aveva fatto capire che non era intenzionata a uscire da Avio. Ora resta da vedere se l'eventuale offerta dei francesi possa essere abbastanza allettante per far cambiare idea al manager che sta guidando la società aerospaziale italiana in un complicato puzzle finanziario di riassetto dopo l'era Guarguaglini. E Orsi ne ha di problemi da gestire. A cominciare da Ansaldo Breda. Proprio ieri i sindacalisti della società hanno denunciato l'intenzione comunicata dalla società di non rinnovare i 90 contratti interinali indiretti in scadenza al 31 gennaio. L'azienda prevede inoltre, secondo quanto riferiscono i sindacalisti, oltre 700 esuberi per il 2013. E per questo è stato già chiesto di conoscere i margini del Piano industriale e un incontro urgente con il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera. AN. C. La Fiom degli stabilimenti di Ancona di Fincantieri l'altro ieri ha firmato l'accordo quadro sugli esuberi. Le stesse condizioni proposte agli altri sindacati dall'azienda lo scorso 21 settembre. Mesi di ritardo, dunque. Ieri invece di tornare in cantiere si è organizzata un'altra manifestazione. Giusto per festeggiare la fine dei contenziosi. il graffio Andare a lavorare, mai?
35Sabato 21 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it SPORT chiesto di andare via. Per quanto riguarda il reparto arretrato, invece, i dirigenti juventini voleranno domani a Siviglia per parlare di Caceres: solo con la situazione più chiara, si deciderà su quale dei due extracomunitari puntare tutto (ma c'è un'alternativa solo in mezzo, Nainggolan del Cagliari). Ma Conte cova un altro piccolo sogno: ritrovare l'applauso di Bergamo dopo la breve esperienza di fine 2009, chiusa dopo 13 partite soprattutto per problemi con i senatori. A guidare la fronda nello spogliatoio atalantino era Cristiano Doni, oggi abbandonato dalla curva per lo scandalo Scommessopoli. «A Bergamo sono cresciuto molto anche negli errori», ricorda con affetto Conte, «con altri uomini, la mia storia sulla panchina dell'Atalanta sarebbe andata diversamente». Ma questi sono rimpianti, non sogni. Scommessopoli Masiello pentito a metà: salva se stesso, non il Bari ::: GILBERTO BAZOLI CREMONA  La terza fase del Calcioscommesse è ufficialmente cominciata ieri pomeriggio quando Andrea Masiello, 25 anni, ora all'Atalanta, è arrivato in Procura. Era stato Masiello, uno dei nuovi 41 indagati del secondo filone dell'inchiesta, a chiedere di essere sentito dal pm Roberto di Martino. Nell'interrogatorio di quasi tre ore, il cui verbale è stato secretato (è la prima volta che succede), il giocatore ha raccontato la sua verità su Palermo-Bari del 7 maggio scorso, terminata 2-1 per la squadra di casa. Doveva finire 3-1 ma il regista del Palermo Fabrizio Miccoli, che non sapeva degli accordi, sbagliò un rigore all'ultimo minuto. È stato il “pentito” Carlo Gervasoni a rivelare che il gruppo degli “zingari” aveva combinato l'incontro insieme con cinque calciatori del Bari: Parisi (ora al Torino), Rossi (Cesena), il portiere Padelli (Udinese), Bentivoglio (Sampdoria) e, appunto, Masiello. Anche la procura di Bari ha aperto un'inchiesta e iscritto nel registro degli indagati per frode sportiva un infermiere, Angelo Iacovelli, che sostiene d'aver fatto da postino tra gli zingari e i calciatori portando loro 80mila euro a testa. Non ha fatto il nome di Padelli. Masiello, che era accompagnato dall'avvocato Salvatore Pino, è apparso sereno. «Sono tranquillo, come deve esserlo chi non ha nulla da nascondere. Quando entri in questo meccanismo non è piacevole. Meglio chiarire subito, anche per l'Atalanta». Masiello ha scagionato se stesso, Padelli e Bentivoglio. Sarà sentito mercoledì anche dai magistrati pugliesi mentre probabilmente quelli cremonesi ascolteranno gli altri giocatori del Bari chiamati in causa da Gervasoni. Intanto, il Tribunale della libertà di Brescia ha respinto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari per Alessandro Zamperini, ex calciatore di serie B, accusato d'aver cercato di corrompere Simone Farina, del Gubbio, in cambio di 200mila euro. Ma l' “eroe” del Calcioscomesse rifiutò e denunciò la cosa alla giustizia sportiva. Il Tribunale della libertà ha riconosciuto la competenza della procura di Cremona a indagare sull'associazione a delinquere mentre, per il tentativo di corruzione, il fatto sarebbe stato commesso a Gubbio. Spetterà, quindi, alla procura di Cremona valutare caso per caso quali saranno i singoli fatti di frode sportiva che dovranno essere trasmessi all'autorità giudiziaria. Un successo per i magistrati cremonesi. Resta ai domiciliari anche Luigi Sartor, ex di Inter e Roma, nella sua casa di Parma, dove vive da solo, con i suoi cani e senza telefonino perché gli è stato sequestrato. Uno dei cani è stato male (poi è morto), ma Sartor non ha potuto avvertite il veterinario. Ha anche subito un tentativo di furto, ma non sapeva come fare per chiamare le forze dell'ordine. «In caso di emergenza, non può lanciare l'allarme - dice il suo difensore, Antonino Tuccari -. Ha chiesto di poter uscire il tempo strettamente necessario per comperare un cellulare. Stiamo ancora aspettando la risposta». . INCONTENTABILE Ritorno a Bergamo per Antonio Conte, 42 anni. Nei tondi Fredy Guarin, 25, e Martin Caceres, 24 (LaP, Ap) PSG RIFIUTATO Tevez se ne frega dei soldi: vuole il Milan L'Apache dice no a 12 milioni l'anno proposti dai francesi. Galliani spera e tiene Maxi Lopez sulle spine ::: DOMENICO SECONDI MILANO Corsi e ricorsi della cronaca milanista. Dopo un mese di trattative e a dieci giorni dalla fine del mercato - in casa rossonera si rivive la stessa aria di fine dicembre, quando il Paris Saint-Germain portò l'assalto a Carlitos Tevez. E se non fosse che l'albero di Natale è sparito da un po', ad Adriano Galliani verrebbe da andare al supermercato a comprare il panettone. Anche perché nel frattempo la pasticceria ha chiuso la porta in faccia al Milan. I dolci prelibati come Tevez, infatti, non si comprano con le cambiali ma con i soldoni. Come quelli messi sul piatto dagli sceicchi del Qatar che si gingillano con il Psg, anche se in serata si è parlato di accordo sfumato (Leo: «Non c'è accordo e forse non ci sarà mai»). Quasi incredibili, ma non abbastanza, le cifre sparate ieri dal tabloid inglese “Sun”: 43 milioni di sterline al giocatore (cioè 12 milioni di euro a stagione per tre anni e mezzo più un bonus di dieci alla firma) e 37 al City. Appena letto il giornale, l'agente Kia Joobrachian s'è messo su un treno per la capitale francese (dove però “L'Equipe” dava per favorita l'In ter nella corsa all'Apache), mentre Roberto Mancini ha dato il benservito al giocatore: «Chiudiamo in fretta la trattativa», il suo commento. Intanto, anche stavolta l'ufficio stampa degli sceicchi sembrava aver fatto la solita figuraccia, aprendo una pagina sul proprio sito per inviare messaggi di saluto al neoarrivato Tevez, ma si è trattato solo dello scherzo di un hacker. E al Milan? Mentre piangono la scelta del dolce avariato (Pato ko un altro mese, nono infortunio muscolare in 25 mesi e Arsenal a rischio), i rossoneri sperano ancora nel “miracolo-Tevez” e tengono sulle spine Maxi Lopez, che si era promesso al diavolo ben prima dell'Apache. Nel frattempo, però, il Catania ha promesso l'ar gentino al Fulham per 10,5 milioni (1,5 di prestito più 9 di riscatto). Gli inglesi hanno accettato la proposta dell'attaccante e ora la questione si complica. Cosa farà l'ar gentino? Bisognerà vedere se aspetterà il Milan rischiando di rimanere a mani vuote, o sceglierà di volare in Inghilterra, dove tutto è pronto. Il Milan ci proverà, ma il tempo perso costerà a Galliani qualcosa in più dei 9 milioni pattuiti prima di Natale con i siciliani. Intanto, Allegri pensa al replay della sfida di Coppa Italia con il Novara e si mangia le mani per la situazione disastrata della sua infermeria. Assaggiato ieri Mesbah come terzino sinistro in alternativa ad Antonini (in dubbio dopo la botta in testa di mercoledì), il tecnico rossonero deve scegliere le quattro maglie per la partita di domani sul sintetico del Piola tra i sei mediani sopravvissuti: Merkel, Van Bommel, Nocerino, Emanuelson, Seedorf e Ambrosini. A meno di arretrare Robinho a trequartista (con El Shaarawy davanti) per dare un po'di respiro ai suoi dopo i 120'di Coppa Italia. Con Boateng, Aquilani e Gattuso fuori fino a metà febbraio (l'anda ta con l'Arsenal è il 15), i dirigenti rossoneri potrebbero però decidere di tornare sul mercato con l'obiettivo Granero, 24enne interno di centrocampo ai margini nel Real Madrid di Josè Mourinho. L'offerta del diavolo, però, è sempre la solita: prestito fino a giugno e poi si vedrà. Ma anche in Spagna è difficile fare la spesa con le cambiali. ROMA-CESENA Luis Enrique: «Non merito il rinnovo» ROMA Non facciamo più i matti. Luis Enrique striglia i suoi per la gara di sabato scorso contro il Catania (sospesa per pioggia). Oggi i giallorossi tornano in campo con il Cesena all'Olimpico. «A Catania abbiamo fatto una partita da matti e dobbiamo evitarlo» commenta il tecnico spagnolo. Proprio per questo Luis Enrique frena in vista del match con i romagnoli, terzultimi: «Hanno un potenziale offensivo importante con giocatori di qualità». L'allenatore sottolinea l'importanza di De Rossi e Totti «due riferimenti per noi». Capitan Futuro è in forse per la gara (infiammazione all'ad duttore destro), il mister spiega: «Non è un infortunio grave e oggi potrebbe anche esserci, ma è meglio che parlino i medici». Del mercato non parla, si riferisce solo al bisogno di sfoltire la rosa: «Per me è meglio lavorare con meno giocatori, 2-3 di loro è difficile che possano giocare», chiosa Luis Enrique prima di una battuta sul rinnovo del contratto: «Devo ancora lavorare tanto per meritarmelo. Penso al Cesena perché in fondo dopo 4 sconfitte torno ad essere uno stronzo e dopo 4 vittorie sono incredibile». Arrigoni vuole il colpo esterno e forse userà la difesa a tre perché una squadra forte come la Roma è da «aggredire a metà campo con 3-4 elementi». . CROCEVIA La telenovela Carlos Tevez (27) non finisce più: l'ar gentino è vicino al Psg ma non ha ancora detto sì. Il Milan dopo il ko di Pato spera ancora nell'Apache e pensa a Maxi Lopez (27) [LaPresse]
8 Sabato 21 gennaio 2012
33Sabato 21 gennaio 2012 6.30 UnoMattina In Famiglia 10.05 Settegiorni 10.55 Aprirai. Condotto da Cinzia De Ponti 11.05 Che tempo fa 11.10 Unomattina - Storie Vere. Condotto da Georgia Luzi e Savino Zaba 12.00 La prova del cuoco. Condotto da Antonella Clerici 13.30 TG1 14.00 Le amiche del sabato “Ospiti Eleonora Brigliadori, Silvana Giacobini, Anna Pettinelli e Alda D'Eusanio” 17.00 TG1 - Che tempo fa 17.15 A sua immagine “Il cappellano della nave, Don Raffaele Malena” 17.45 Passaggio a Nord Ovest 18.50 L'eredità 20.00 TG1 20.30 Rai TG Sport 20.35 Soliti ignoti 21.10 Ballando con le stelle “Ospite: Laura Esquivel”. Condotto da Milly Carlucci con la partecipazione di Paolo Belli 0.30 Di che talento sei? “Comicità napoletana” 1.15 TG1 Notte - TG1 Focus 1.25 Che tempo fa 1.30 Cinematografo RAI UNO 7.00 Cartoon Magic 9.05 Summer in Transylvania 9.15 School Rock 10.15 Sulla via di Damasco 10.50 Aprirai 10.55 Quello che 11.35 Mezzogiorno in famiglia 13.00 TG2 - Dribbling 14.00 Lacey Smithsonian: Il mistero dei capelli scomparsi (Commedia, 2008) con Maggie Lawson. Regia di J. Ciccoritti. 15.30 Lacey Smithsonian: Sfilata con delitto (Commedia, 2009) con Maggie Lawson. Regia di J. Ciccoritti. 17.05 Sereno variabile 18.05 Crazy Parade 18.35 Prima tv Sea Patrol “Predoni” con John Batchelor 19.30 Lasko “La spada della pace” con Mathis Landwehr 20.25 Estrazioni del Lotto 21.00 TG2 - 20.30 21.05 Prima tv Rai Castle Detective tra le righe “Il giurato numero 7” 21.50 The Good Wife “La canzone dell'assasino” 22.40 RaiSport Sabato Sprint 23.25 TG2 23.35 TG2 Dossier “Statale 13 Pontebbana” 0.20 TG2 Storie - I racconti della settimana RAI DUE 7.25 Ninotchka (Commedia, 1939) con Melvyn Douglas. Regia di Ernst Lubitsch. 9.10 PaeseReale 10.15 Doc Martin con Martin Clunes 11.00 TGR BellItalia 11.30 TGR Prodotto Italia “Il mare nostrum” 12.00 TG3 - Rai Sport Notizie 12.25 TGR Il Settimanale 12.55 TGR Ambiente Italia 14.00 TG Regione - Meteo 14.20 TG3 - TG3 Pixel 14.50 Tv Talk 16.55 Un caso per due “Una questione riservata” 17.50 90° Minuto - Serie B 18.55 Meteo 3 19.00 TG3 19.30 TG Regione - Meteo 20.00 Blob 20.10 Che tempo che fa “Ospiti Gianni Alemanno, Fiorella Mannoia e Lella Costa” 21.30 Nanuk - Prove d'avventura “Prima puntata: il Canyoning” 23.35 TG3 23.50 TG Regione 23.55 Storie maledette “Bondage: quelle corde che serrano l'anima - Intervista a Soter Mulé”. Condotto da Franca Leosini 0.55 TG3 1.05 TG3 Agenda del mondo RAI TRE 8.50 Loggione “Pagliacci di Leoncavallo” 9.45 Superpartes. Condotto da Piero Vigorelli 10.30 L'ultimo bacio (Drammatico, 2000) con Stefano Accorsi, Giovanna Mezzogiorno. Regia di Gabriele Muccino. 13.00 TG5 - Meteo 5 13.40 Grande Fratello - Riassunto 14.10 Amici 11. Condotto da Maria De Filippi. 15.30 Verissimo - Tutti i colori della cronaca “Tra gli ospiti: Riccardo Fogli, Caterina Balivo”. Condotto da Silvia Toffanin. 18.50 The Money Drop 20.00 TG5 - Meteo 5 20.30 Striscia la notizia - La voce della contingenza 21.10 Italia's got talent. Condotto da Simone Annicchiarico con Belen Rodriguez. In giuria: Maria De Filippi, Gerry Scotti, Rudy Zerbi 0.30 TG5 Notte - Meteo 5 Notte 1.00 Striscia la notizia - La voce della contingenza. (Replica) 1.50 Sex & Law “Amore vero” con Jordan Bridges CANALE 5 7.40 Cartoni animati 11.00 Scooby-Doo and the Goblin King (Animazione, 2008) Regia di Joe Sichta. 12.25 Studio Aperto - Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 I Simpson “Lisa sul ghiaccio” “Homer alla berlina” 14.35 Supercop (Azione, 1993) con Jackie Chan, Michelle Chan. Regia di Stanley Tong. 16.30 Poliziotto a quattro zampe (Poliziesco, 1989) con James Belushi, Mel Harris. Regia di Rod Daniel. 18.30 Studio Aperto - Meteo 19.00 I pinguini di Madagascar “Arma segreta: tenerezza” “Un giorno da Re Julien” 19.30 Bee Movie (Animazione, 2007) Regia di Steve Hickner, Simon J. Smith. 21.10 Madagascar 2 (Animazione, 2008) Regia di Eric Darnell, Tom McGrath. 22.50 Barnyard - Il cortile (Animazione, 2007) Regia di Steve Oedekerk. 0.40 Studio Sport XXL La top ten della settimana 1.40 Poker1mania 2.35 Mediashopping ITALIA UNO RETE QUATTRO LA 7 7.00 Omnibus 7.30 TG La7 10.00 Bookstore 11.10 G' Day (Replica) 11.45 Una nuova vita per Zoe “Il sospetto” 12.30 I menù di Benedetta (Replica) 13.30 TG La7 14.05 Noi siamo angeli “Finalmente si vola” con Bud Spencer 16.00 Basket, Serie A Scavolini Siviglia Pesaro - Angelico Biella (Diretta) 18.15 I Magnifici Sette “Penitenza” con Michael Biehn 19.15 The show must go off - Anteprima 20.00 TG La7 20.30 In Onda “La versione del Dottor Sottile”. Condotto da Luca Telese e Nicola Porro 21.30 The show must go off “Ospiti: Andrea Camilleri e Tiziano Ferro”. Condotto da Serena Dandini con la partecipazione di Dario Vergassola ed Elio e le Storie Tese 0.00 TG La7 0.10 M.O.D.A “Milano Moda Uomo” 0.55 Star Trek - La nemesi (Fantascienza, 2002) con Patrick Stewart, Jonathan Frakes. Regia di Stuart Baird. Rai 4 21.10 Medium “Mia, per sempre” “La lunga attesa” con Patricia Arquette 22.50 Specchio della memoria (Thriller, 1996) con Ray Liotta, Linda Fiorentino. Regia di John Dahl. 0.45 Point Blank (Azione, 2010) con Gilles Lellouche. Regia di Fred Cavayé. Rai Storia 21.00 Dixit “La II Guerra Mondiale degli italiani: i civili” 23.05 Res Tauro “Libro bianco Ergastolo” Rai Movie 21.00 Lezioni di volo (Drammatico, 2006) con Giovanna Mezzogiorno. Regia di Francesca Archibugi. 22.50 Barquero (Western, 1970) con Lee Van Cleef. Regia di Gordon Douglas. Rai 5 20.45 Passepartout “Sassonia. Dalle porcellane di Meissen agli organi Silbermann”. Condotto da Philippe Daverio 21.15 5 buoni motivi “Storie del Signor G” 21.20 Storie del Signor G “Terza puntata” 22.20 Premio Tenco 2011 23.20 David Letterman Show. Con David Letterman Cielo 21.00 Shark Men - Uomini Squalo “Senza sosta” 22.00 Uomini delle paludi “Alla ricerca dell'orso” 23.00 Most Dangerous - Pericolo reale La 5 21.10 Missing “Perdita di memoria” con Caterina Scorsone 21.55 Missing “Gelosie” con Caterina Scorsone 22.50 Grande Fratello Live 23.25 Charm school Iris 21.00 Il solitario di Rio Grande (Western, 1971) con Gregory Peck. Regia di Henry Hathaway. 22.45 Un dollaro d'onore (Western, 1959) con John Wayne. Regia di H. Hawks. Real Time 20.10 Cerco casa disperatamente 21.10 Shopping Night “Seconda puntata” 22.10 Gordon Ramsay: cucine da incubo CANALI FREE DIGITALE TERRESTRE 7.15 Magnum P.I. “La pecora nera” 8.20 Vivere meglio 9.45 R.I.S. Roma - Delitti imperfetti “Delitto di donna velata” 10.50 Ricette di famiglia 11.30 TG4 - Meteo 12.00 Un detective in corsia “Morte in mare” 13.00 La signora in giallo “L'irresistibile Signor Wayne” 13.50 Forum: sessione pomeridiana del Sabato 15.05 Poirot: Fermate il boia (Giallo, 2008) con David Suchet, Joe Absolom. Regia di Ashley Pearce. 17.00 Prima tv Psych “Romeo e Giulietta e Juliet” con James Roday 18.00 Pianeta mare. Con Tessa Gelisio 18.55 TG4 - Meteo 19.35 Tempesta d'amore 21.20 La Giuria (Thriller, 2003) con Gene Hackman, Dustin Hoffman. Regia di Gary Fleder. 23.25 8 mm 2 - Inferno di velluto (Thriller, 2005) con Johnathon Schaech, Julie Benz. Regia di J.S. Cardone. 1.35 TG4 Night News 2.00 Raffaella Carrà Show 1988 CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE Joi 21.15 Prima tv Rookie Blue “La grazia del buon Dio” con Missy Peregrym 22.00 The Black Donnellys “La resa dei conti” con Michael Stahl-David 22.50 Big Bang Theory “Tecniche di condizionamento” “La soluzione del pirata” con Johnny Galecki 19.35 40 giorni & 40 notti (Commedia, 2002) con Josh Hartnett, Shannyn Sossamon. Regia di Michael Lehmann. 21.15 Pretty Little Liars “Il mistero” “Lo sguardo d'addio” con Lucy Hale 23.00 Fairly Legal “Un nuovo inizio - prima parte” con Sarah Shahi 20.15 Royal Pains “Il seme della pazzia” con M. Feuerstein 21.15 Leverage “L'esperimento” con Timothy Hutton 22.10 V “Scontro tra regine” con Elizabeth Mitchell 23.00 Fuori campo 23.15 Shutter Island (Thriller, 2009) con Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo. Regia di Martin Scorsese. Steel Mya FILM SPORT TELEFILM 16.35 Rugby, Heineken Cup 6a giornata Clermont Auvergne - Ulster Rugby (Diretta) SP2 18.25 Calcio, Premier League 22a giornata Bolton Wanderers - Liverpool (Diretta) SP3 18.45 Biliardo, Snooker Master di Londra 2012 Semifinali (Differita) ES 18.55 Rugby, Heineken Cup 6a giornata Northampton Saints - Munster Rugby (Diretta) SP2 19.15 Calcio, Coppa d'Africa Gruppo A, Guinea Eq. Libia (Diretta) ES 20.40 Calcio, Serie A Anticipo 19a giornata Atalanta Juventus (Diretta) SP1 21.30 Biliardo, Snooker Master di Londra 2012 Semifinali (Diretta) ES 21.55 Calcio, Liga Recupero 1a giornata Betis Siviglia Siviglia (Diretta) SP3 23.00 Calcio, Coppa d'Africa Gruppo A, Senegal Zambia (Differita) ES 21.00 Law & Order - Unità Speciale “Protezione” FC 21.00 Drop Dead Diva “Cattive ragazze” FL 21.00 Moonlighting “Buone vacanze” FR 21.00 I signori della fuga “Follia omicida” F 21.30 Prima tv Nuts, 4 matti in affitto! “1a p.” NCK 21.40 Fiore e Tinelli DY 21.50 I signori della fuga “Le regole della banda” F 21.55 Law & Order - Unità Speciale “Ragazzo prodigio” FC 21.55 Drop Dead Diva “Le conseguenze della verità” FL 22.00 In Tour DY 22.00 Ellery Queen “Premio letterario” FR 22.10 Cybergirl DY 22.35 Life Bites DY 22.35 Strike Back Project Dawn - Senza regole “Episodio pilota” SKU 22.35 Strike Back Project Dawn - Senza regole “Episodio pilota” SKU 19.25 Ricky & Barabba Con Renato Pozzetto SCC 19.40 Quattro Zampe a San Francisco Con Robert Hays SCF 21.00 Alpha Dog Con Emile Hirsch C 21.00 Vediamoci stasera... Porta il morto Con Ethan Hawke MGM 21.00 Il funerale è servito Con Keith David SCC 21.00 Prince of Persia Le sabbie del tempo Con Jake Gyllenhaal SCM 21.00 Fine di una storia Con Stephen Rea SCP 21.10 Toy Story 3 - La grande fuga SCF 21.10 Tra le nuvole Con George Clooney SCH 21.10 Che bella giornata Con Checco Zalone SC1 22.40 Va' e Uccidi Con Frank Sinatra MGM 22.40 Lui è peggio di me Con Renato Pozzetto SCC 22.50 Il mio grosso grasso matrimonio greco Con Nia Vardalos SCP 22.55 A proposito di Steve Con Sandra Bullock SC1 23.00 Holes - Buchi nel deserto Con S. Weaver SCF 23.05 La diva Julia - Being Julia Con Michael Gambon C 23.05 La città verrà distrutta all'alba Con Timothy Olyphant SCH 23.05 Attacco glaciale Con Michael Shanks SCM 0.30 La Notte che non c'incontrammo Con Kevin Anderson SCP DOCUMENTARI 21.00 Affari di famiglia “L'album di Patton” THC 21.00 Affare fatto! D 21.25 Affari di famiglia “Un vero Picasso!” THC 21.30 Affare fatto! D 21.50 Missione restauro “Moto a gettoni” THC 21.55 Strano ma vero “Fuga da Alcatraz” NGC 22.00 Miti da sfatare D 22.16 Missione restauro “Affari a 4 ruote” THC 22.45 Extreme Makeover FL RAGAZZI 19.10 I Simpson “Lisa, che scimmietta!” F 19.30 Spongebob NCK 19.35 American dad “Viva l'amore” F 19.40 Lo straordinario mondo di Gumball CN 20.00 I Simpson “Imbroglio imbrogliato” F 20.05 Adventure Time CN 20.30 Regular Show CN 20.30 Spongebob NCK 20.30 I Simpson “Lisa la Simpson” F 20.55 Generator Rex CN 21.00 I pinguini di Madagascar NCK 21.20 Nuovi episodi Hero 108 CN 21.45 Virus Attack CN 21.50 Spongebob NCK SATELLITI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Chan. HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geo.HD SC1 Cinema 1 HD SCC Cinema Comedy HD SCF Cinema Family HD SCH Cinema Hits HD SCM Cinema Max HD SCP Cinema Passion HD SP1 Sky Sport 1 HD SP2-3 Sky Sport 2-3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione I CONSIGLI DELLA GIORNATA Rete 4 ore 21.20 La giuria Cinema Hits ore 21.10 Tra le nuvole Cinema Passion ore 21 Fine di una storia Cinema Max ore 21 Prince of Persia a cura di Giorgio Carbone SPETTACOLI TV
12 Sabato 21 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Il libro sull'Ingegnere «Mani pulite ha protetto i comunisti» De Benedetti riscrive Tangentopoli: «Al Pool non interessava il Pci, gli obiettivi erano altri» ::: POLITICA E GIUSTIZIA “ . ce sganasciare giornalisti che non ridevano da anni. «Spero», disse tra l'altro De Benedetti, «che si distingua». E i magistrati distinsero. «Alla fine», spiegò l'Ingegnere in quel 1993, «nascerà un paese nuovo e le persone meritevoli avranno il loro spazio». Non poteva immaginare che stava profetizzando il destino di Silvio Berlusconi. Ma a parte questo, De Benedetti nel libro di Damilano cerca di trasformare un favoritismo in un comportamento virtuoso. Il paragone più eclatante rimane quello con Raul Gradini, che nello stesso periodo pensò di potersela cavare come aveva fatto De Benedetti ma anche Cesare Romiti: con un memoriale decoroso al momento giusto. Poi, però, venne a sapere che il Pool aveva chiesto un primo mandato d'arresto contro di lui, dapprima respinto; il successivo 16 luglio, quando il mandato di cattura fu riproposto e gli rimase appeso sopra la testa come una spada di Damocle, Gardini predispose ben più di un memoriale: si dichiarò disponibile a parlare di tutta la vicenda Enimont (soldi ai partiti, contabilità parallela, paradisi fiscali) e chiese un interrogatorio spontaneo mandando in avanscoperta ancora Dario De Luca, stesso avvocato che aveva portato bene a De Benedetti. Ma andò male. Il segnale fu preciso: non volevano interrogarlo, volevano arrestarlo, o meglio, volevano interrogarlo da galeotto. Come finì è noto. Gardini di primo mattino lesse proprio Repubblica(che riportava alcune anticipazioni che lo riguardavano) e si uccise. Del libro di Damilano ci sarebbe molto altro da dire (magari lo faremo) ma ora tocca soffermarsi sul racconto che Primo Greganti fa nell'altro libro, quello di Federico Ferrero. L'ex funSpese pazze in viale Mazzini Un milione alla Buttiglione: paga Masi L'ex dg Rai dovrà risarcire 100mila euro per la maxi buonuscita alla sorella del presidente Udc SU CRAXI  Craxi mi diceva, col suo modo spiccio di fare: «Lei di politica non capisce un cazzo» SUL PCI  In quella operazione certamente il Pci è stato protetto, perché sia Borrelli sia D'Ambrosio volevano distruggere un sistema di potere, non tutti i partiti (...) l'asse Dc-Pci... capì che senza i soldi non si fa politica». Tutto vero. Continua De Benedetti: «Cominciò a reclamare risorse in modo palese, spiegando che gli industriali, per evitare il ricongiungimento cattocomunista, avevano l'obbligo di finanziare l'unico politico che lo poteva impedire». Tutto vero. «Era difficile dargli torto nell'esigen za di modernizzazione». Sempre più vero. «Craxi mi diceva, con il suo modo spiccio di fare, “lei di politica non capisce un cazzo”». Sacrosanto. E poi su Mani Pulite: «In quella operazione certamente il Pci è stato protetto, perché sia Borrelli che D'Ambrosio volevano distruggere un sistema di potere, non tutti i partiti». Accidenti, ma è proprio tutto vero. Oddio, alcune sono solo opinioni. De Benedetti - che è anche l'editore di Marco Damilano, giornalista de L'Espresso racconta a modo suo anche la battaglia di Segrate per la conquista della Mondadori: «A Berlusconi della Mondadori non interessava niente, il suo compito era conquistare Repubblica, era lo scalpo da portare a Craxi». E tutto può essere. «Però Berlusconi aveva già cominciato a maturare l'idea che il sistema fosse alla fine. Ricordo una colazione con lui a casa mia. “Sai”, mi disse, “se volessi farei il culo a Craxi domani mattina, perché io ho molto più potere di lui, con il Milan, le mie televisioni, lo faccio fuori in cinque minuti”, ma aveva bisogno della legge Mammì». Come detto, tutto può essere: persino che Berlusconi - noto intortatore - a De Benedetti abbia sparato delle cazzate. Sul fatto che poi Berlusconi credesse a quello che raccontava - poter far fuori Craxi «in cinque minuti» perché aveva «il Milan e le televisioni» - magari è lecito qualche dubbio, diciamo così. Altre opinioni di De Benedetti sconfinano però nell'omissio ne. A un certo punto racconta: «Nel maggio 1993 concordai con il pool tramite l'avvocato De Luca che mi sarei presentato spontaneamente e che mi sarei assunto tutte le responsabilità, indicando un elenco di 4-5 operazioni in cui la Olivetti aveva elargito soldi e a chi. Nessun capo di azienda si comportò come me». C'è del vero, ma nel senso che a nessun capo di azienda - a parte Cesare Romiti - fu permesso un comportamento analogo. De Benedetti si presentò effettivamente ai magistrati (16 maggio 1993, una domenica) con un memoriale lunghissimo: spiegò che la sua Olivetti era stata sistematicamente concussa dalle Poste italiane e che aveva dovuto sborsare miliardi per non uscire dal mercato. La postura del «concusso» gli permise, come non capitò ad altri, di non transitare dalla galera, e una successiva e imbarazzata intervista rilasciata a Giampaolo Pansa sull'Espresso («Ingegnere, siamo incazzati, ma tanto...») fezionario comunista dice: «È passata la storia che io sarei stato zitto per proteggere il Pci... ma non è vero, non mi sono mai rifiutato di rispondere ad alcun interrogatorio». Greganti, in altre occasioni, era riuscito persino a dire che il Pds era uscito da Tangentopoli con due o tre condannati al massimo: fingendo di non sapere che in tutto lo Stivale gli inquisiti-arrestati-condannati del Partito sono stati centinaia, e tra questi lui. A Milano tanto per capire quanto il Pci fosse estraneo al sistema - il Partito riceveva le tangenti sugli appalti direttamente dalle mani del segretario amministrativo: ma della Dc. Greganti ha ragione: parlava. Il problema è che parlava d'al tro. Per capirci qualcosa, però, tocca leggere le sentenze. In quella del processo Enel, per esempio, si citano «contribuzioni sistematiche dagli imprenditori al pari degli altri partiti» e si spiega che «Greganti è il fiduciario del Pci pronto a mettere a disposizione i propri conti per le esigenze lecite e illecite del partito... Le somme non sono state incassate da Greganti per prestazioni personali, bensì vanno collegate a un'intermediazione fiduciaria posta in essere da quest'ultimo a vantaggio del Pci». Nel filone Pci-Pds sull'Alta velocità, invece, il costruttore Bruno Binasco (Itinera, autostrade) raccontò di 400 milioni dati a Greganti per il Pds e citò una riunione del 1989 convocata in via delle Botteghe Oscure. C'erano i massimi costruttori italiani. Si era alla vigilia del varo di grandi opere, tra le quali nuovi tratti autostradali e appunto l'Alta Velocità ferroviaria: e il Pds aveva aderito senza riserve. Il costruttore Marcellino Gavio confermerà che Greganti incassò denaro per tener buono il partito, e il compagno G. addusse a giustificazione una complicata operazione immobiliare poi smontata dai giudici. Greganti e Binasco sono stati condannati per finanziamento illecito al Pds (rispettivamente a 5 mesi e a 1 anno e 2 mesi) e dalla sentenza si apprende che «era la volontà non del Greganti, ma del Pds, e che tale richiesta egli faceva espressamente in nome e per conto del tesoriere nazionale». Poi ci sarebbe da raccontare del processo Eumit (Greganti prescritto per vari reati) ma qui rischia di farsi lunga. Come un libro. Anzi, due. ::: FOSCA BINCHER  Alla fine la pena è più mite di quella che era stata immaginata. La Corte dei Conti ha condannato l'ex direttore generale della Rai, Mauro Masi, a risarcire 100 mila euro all'azienda per le maxi-liquidazioni date nel 2009 ad Angela Buttiglione, giornalista Rai di lungo corso e sorella del presidente Udc Rocco Buttiglione e a Marcello Del Bosco, giornalista anche lui prima dell'Unitàe poi della Rai dove ha compiuto gran parte della sua carriera. Entrambi sono stati sostituiti durante il 2009 dagli incarichi che ricoprivano: il 3 agosto Del Bosco (che oggi è condirettore de Il Riformista) fu sostituito alla direzione di Radio Rai e il primo ottobre la Buttiglione perse la guida della Tgr, la Testata giornalistica regionale. Entrambi erano assai vicini alla pensione: la Buttiglione è del 1945 e si sarebbe congedata dall'azien da l'anno successivo. Del Bosco è un po'più giovane (classe 1946), e quando è stato sollevato dall'incarico aveva 63 anni e 42 di contributi, essendo diventato giornalista professionista a soli 21 anni. Nonostante la sostituzione così vicina all'età pensionabile, per evitare iniziative legali dei due, Masi e il direttore del personale Luciano Flussi trattarono con entrambi una buonuscita sostanziosa che mettesse al riparo l'azienda da qualsiasi tipo di causa. Alla Buttiglione fu concesso uno scivolo di 935 mila euro e a Del Bosco uno da 695 mila euro. Oltre a queste somme fu corrisposto a termini di legge il Tfr dovuto ad entrambi oltre alla parte contributiva fino al termine del rapporto. In quelle due somme furono calcolati due importi rilevanti per pagare un patto di non concorrenza con la Rai che vista l'età dei protagonisti è apparso singolare alla Corte dei Conti. Alla Buttiglione a questo titolo sono stati corrisposti 420 mila euro e a Del Bosco altri 260 mila. Per la procura contabile entrambe le somme sarebbero state del tutto irrazionali e rappresentavano un danno erariale che la Rai avrebbe dovuto recuperare da chi firmò. La richiesta è stata quindi di un risarcimento da 680 mila euro, che certamente deve avere fatto tremare Masi. Il collegio della sezione giurisdizionale per il Lazio della magistratura contabile, presieduto da Ivan De Musso che è stato anche relatore della causa, ha depositato lo scorso 10 gennaio in cancelleria una decisione assai più mite per l'ex direttore generale della Rai: 100 mila euro da restituire all'azienda. La somma è stata certosinamente calcolata dai magistrati sulla base della documentazione fornita dalla direzione del personale di viale Mazzini. E si è provato a immaginare che cosa avrebbero al massimo potuto ottenere i due facendo causa per ingiusta rimozione all'azienda. Si è scoperto così che la liquidazione a Del Bosco è stata inferiore di almeno 134 mila euro dal danno che la Rai avrebbe avuto con un'azione legale. La buonuscita alla Buttiglione è stata troppo generosa, di 353 mila euro rispetto alla media degli importi ottenibili in causa, e comunque di 142 mila euro anche rispetto alla peggiore delle eventualità. Sottratto il risparmio ottenuto con Del Bosco, e stigmatizzato il trattamento di assoluto favore alla Buttiglione, la Corte ha scelto di optare per un risarcimento pari alla media fra il danno massimo e quello minimo provocato all'azienda. ::: segue dalla prima FILIPPO FACCI . Carlo De Benedetti, ai vertici del gruppo «Espresso» LaPresse
24 Sabato 21 gennaio 2012 A ACEA 4,288 -0,51 4,3187 4,288 4,986 -12,27 19/12/11 913,2 ACEGAS-APS 3,438 1,42 3,4082 3,294 3,438 4,88 11/07/11 189 ACOTEL GROUP 18,41 -3,81 18,5587 17 19,4 -5,59 26/05/03 76,8 ACQUE POTABILI 0,655 -4,17 0,6594 0,64 0,732 -8,39 02/05/06 23,6 ACSM 0,624 -0,95 0,6286 0,619 0,657 -4,07 04/07/11 47,8 AEDES 0,0554 -1,07 0,0549 0,0554 0,0652 -9,33 07/05/07 40,4 AEDES 09-2014 W 0,0067 - 0,0067 0,0065 0,01 -24,72 07/05/07 40,4 AEFFE 0,6055 -5,32 0,618 0,568 0,64 3,06 18/05/09 65 AEGON 3,73 -3,12 3,7532 3,074 3,85 19,02 25/04/08 588,7 AEROPORTO DI FIRENZE 8,96 -0,33 8,843 8,45 10 -10,31 09/05/11 81 AGEAS 1,39 -1,42 1,3823 1,201 1,41 16,12 02/05/08 3.268,8 AHOLD KON 10,33 - 10,3043 9,65 10,33 7,05 26/04/11 1.231,2 AICON 0,122 - 0,122 0,122 0,122 - 13,3 ALCATEL-LUCENT 1,54 -0,96 1,5208 1,228 1,555 27,27 04/06/07 3.569 ALERION 3,858 -0,72 3,828 3,858 4,29 -6,59 18/04/11 169,8 ALLIANZ 84,15 0,96 83,554 72,3 84,15 14,65 05/05/11 38.195,7 AMBROMOBIL 14 W - - - - - - 05/05/11 38.195,7 AMPLIFON 3,462 0,35 3,4577 3,096 3,462 5,81 09/05/11 765,4 ANSALDO STS 7,415 1,02 7,3899 7,275 7,53 0,82 23/05/11 1.038,1 ANTICHI PELLETTIERI 0,1694 -7,93 0,1719 0,1648 0,2055 -16,26 26/05/08 7,7 APULIA PRONTOP 0,299 0,67 0,2974 0,2952 0,299 1,08 27/04/09 70,6 ARENA 0,0058 - 0,0058 0,005 0,0059 3,57 24/07/00 10,2 ARKIMEDICA 0,0958 -8,76 0,0985 0,079 0,105 16,83 8,3 ASCOPIAVE 1,393 -0,14 1,3808 1,365 1,432 3,11 09/05/11 326,5 ASTALDI 5,1 1,9 5,0517 4,876 5,22 3,03 02/05/11 502 ATLANTIA 12,15 5,38 11,9144 11,53 12,82 -1,78 21/11/11 7.658,3 AUTOGRILL 8,24 0,92 8,1976 7,465 8,24 9,28 23/05/11 2.096,3 AUTOS MERIDIONALI 15,75 1,68 15,4465 15,39 16,63 -4,72 18/04/11 68,9 AUTOSTR TO-MI 7,14 3,78 7,0612 6,805 7,78 -4,61 14/11/11 628,3 AXA 11,95 2,05 11,8235 9,58 11,95 18,32 29/04/11 24.965,4 AZIMUT 6,015 0,75 6,0187 5,5 6,365 -2,91 23/05/11 861,7 A2A 0,7015 0,36 0,7003 0,6935 0,7655 -3,44 21/11/11 2.197,7 B B CARIGE 1,507 -0,86 1,4988 1,412 1,52 1,82 23/05/11 2.694,3 B CARIGE RSP 1,96 - 1,9254 1,91 1,99 1,03 23/05/11 341,6 B DESIO BRIA RSP 2,61 4,65 2,4557 2,4 2,61 11,54 02/05/11 34,5 B DESIO E BRIANZA 2,79 -0,71 2,7621 2,76 2,998 -6,06 02/05/11 326,4 B IFIS 3,908 -0,05 3,9124 3,678 4,01 -2,3 09/05/11 210,3 B INTERMOBILIARE 2,85 -0,63 2,844 2,75 2,868 2,15 05/05/08 445,2 B M.PASCHI SIENA 0,23 8,08 0,2271 0,197 0,2711 -8,69 18/05/09 2.494,1 B P DI SONDRIO 6,64 0,61 6,5901 6,045 6,64 6,92 18/04/11 2.046,1 B P EMILIA ROMAGNA 5,94 -0,83 5,909 4,898 5,99 7,41 26/04/11 1.976,4 B POP ETRURIA E LAZIO 1,133 1,25 1,1197 0,961 1,143 0,89 11/05/09 85,2 B POP MILANO 0,38 0,61 0,371 0,253 0,38 23,94 23/05/11 1.227,3 B POP SPOLETO 1,678 -1,7 1,6678 1,678 1,84 -5,84 09/05/11 49,9 B PROFILO 0,2555 0,24 0,253 0,24 0,2555 4,29 09/05/11 173 B SANTANDER 5,88 0,6 5,8944 5,425 6,025 0,68 16/01/12 52.385,2 B SARDEGNA RSP 5,93 -0,5 5,9705 5,685 7,455 -19,86 02/05/11 39,1 BANCA GENERALI 7,65 2,68 7,4833 6,54 7,65 6,25 16/05/11 854,3 BANCO POPOLARE 1,015 -0,68 1,014 0,8295 1,032 1,5 23/05/11 1.790,2 BASF 58,55 -0,09 58,406 55,15 59,2 9,34 09/05/11 54.049,2 BASICNET 1,926 -0,21 1,9358 1,892 2,14 -9,32 13/06/11 117,5 BASTOGI 0,884 -0,67 0,8648 0,861 0,98 -7,87 15,7 BAYER 53,65 -0,46 53,2463 50,7 54,9 9,94 02/05/11 41.006,9 BB BIOTECH 56,2 -0,97 56,3275 50,8 56,75 10,2 23/03/11 921,8 B&C SPEAKERS 2,848 -0,07 2,7711 2,766 2,906 -2 03/05/10 31,3 BCA FINNAT 0,2945 -1,17 0,2935 0,2741 0,3 2,29 23/05/11 106,9 BEE TEAM 0,29 3,91 0,2806 0,2726 0,31 -3,33 06/05/02 20,1 BEGHELLI 0,446 0,27 0,4424 0,4306 0,458 -0,67 23/05/11 89,2 BENETTON 3,242 1,06 3,2715 2,84 3,264 9,75 23/05/11 592,2 BENI STABILI 0,35 5,14 0,3469 0,305 0,3585 1,21 09/05/11 670,7 BEST UNION COMPANY 1,17 - 1,17 1,17 1,18 4,46 10,9 BIALETTI INDUSTRIE 0,291 20,9 0,2817 0,2407 0,291 14,12 21,8 BIANCAMANO 1,331 1,6 1,3304 1,267 1,331 -1,04 04/07/11 45,3 BIESSE 3,27 3,15 3,184 2,75 3,27 14,5 12/05/08 89,6 BIOERA 0,39 - 0,3816 0,39 0,4349 -10,34 26/05/08 14 BMW 63,85 1,43 63,0793 53,2 63,85 24,1 13/05/11 38.437,4 BNP PARIBAS 35,78 2,46 35,2054 27,77 35,78 18,09 20/05/11 32.634,8 BOERO 20,9 - 20,675 20 21 -0,48 26/04/10 90,7 BOLZONI 1,9 - 1,9 1,87 1,919 -0,52 18/05/09 49,4 BON FERRARESI 19,2 -1,54 19,2202 19,02 19,73 -2,04 23/05/11 108 BORGOSESIA 0,8965 - 0,8965 0,82 0,898 3,05 19/08/81 40,3 BORGOSESIA RSP 1,36 - 1,358 1,318 1,36 3,19 04/02/08 1,2 BPM 09-13 W 0,136 - 0,136 0,135 0,15 -3,55 04/02/08 1,2 BREMBO 8,13 1,82 8,0612 6,835 8,13 22,81 09/05/11 543 BRIOSCHI 0,0835 1,95 0,0817 0,0812 0,0921 0,6 19/05/03 65,8 BUONGIORNO 1,06 -1,12 1,0627 0,976 1,082 3,52 112,8 BUZZI UNICEM 8,165 -0,85 8,1311 6,875 8,235 20,78 24/05/10 1.350,1 BUZZI UNICEM RSP 4,07 -1,64 4,0656 3,378 4,138 19,71 23/05/11 165,7 C CAD IT 3,336 12,63 3,3005 2,962 3,412 3,6 10/05/10 30 CAIRO COMMUNICATION 2,894 -1,23 2,9009 2,794 2,93 3,14 19/12/11 226,7 CALEFFI 1,52 0,13 1,5134 1,481 1,563 -3,68 17/05/10 19 CALTAGIRONE 1,3 -0,54 1,2642 1,27 1,397 -6,47 23/05/11 156,2 CALTAGIRONE EDITORE 0,89 -1,06 0,8795 0,8195 0,935 -7,29 23/05/11 111,3 CAMFIN 0,247 5,33 0,2409 0,215 0,247 9,53 19/05/08 193,6 CAMPARI 5,095 -0,97 5,1191 5,095 5,365 -0,97 23/05/11 2.959,2 CAPE LIVE 0,0779 -1,14 0,0758 0,0697 0,09 19,85 4 CARRARO 1,716 -1,15 1,7142 1,386 1,736 16,1 05/05/08 78,9 CARREFOUR 17,5 2,04 17,0025 16,31 18,08 0,57 07/05/10 12.335,8 CATTOLICA ASSICURAZIONI 14,64 -0,54 14,6289 14,09 14,72 1,39 09/05/11 791,9 CDC 0,9075 0,72 0,8955 0,8965 0,96 -2,47 25/07/11 11,1 CELL THERAPEUTICS 0,913 2,76 0,9061 0,84 0,917 7,35 206,9 CEMBRE 6,17 -0,08 6,1382 5,395 6,175 13,21 16/05/11 104,9 CEMENTIR HOLDING 1,668 3,28 1,6175 1,499 1,668 4,91 23/05/11 265,4 CENTRALE DEL LATTE TO 1,679 -0,65 1,6577 1,67 1,764 -3,23 05/05/08 16,8 CHL 0,0807 0,88 0,0803 0,074 0,0825 2,67 13,1 CIA 0,2456 -0,16 0,2371 0,24 0,2578 -4,25 11/05/09 22,7 CICCOLELLA 0,2497 -0,08 0,2461 0,2497 0,3099 -19,43 21/05/01 45,1 CIR 1,212 0,25 1,2036 1,175 1,295 -1,94 23/05/11 961,5 CLASS EDITORI 0,2208 1,75 0,2195 0,217 0,26 -13,41 10/05/10 23,3 COBRA 0,3088 1,58 0,3073 0,2976 0,36 0,26 12,5 COFIDE 0,5335 -1,57 0,5389 0,53 0,608 -4,22 23/05/11 383,7 COGEME SET 0,0481 - 0,0487 0,044 0,0512 -3,8 3 CONAFI PRESTITO' 0,5885 0,6 0,5812 0,566 0,604 -2,57 10/05/11 27,4 CR ARTIGIANO 0,8255 0,98 0,8226 0,7995 0,8385 0,18 26/04/11 322,1 CR BERGAMASCO 19,07 -0,05 19,07 18,91 19,65 -2,65 02/05/11 1.177,1 CR VALTELLINESE 1,812 0,67 1,8098 1,688 1,812 3,54 26/04/11 489,6 CREDEM 2,866 5,68 2,8042 2,316 2,866 4,22 16/05/11 952,6 CREDIT AGRICOLE 4,95 3,99 4,8039 4,04 4,95 15,55 20/06/11 11.020,4 CRESPI 0,03 0,33 0,0292 0,0275 0,038 6,76 19/05/03 4,8 CREVAL 2014 W 0,0699 7,37 0,066 0,061 0,07 -6,17 19/05/03 4,8 CSP INTERNATIONAL 0,7315 0,21 0,7308 0,7105 0,77 -1,08 06/06/11 24,3 D DADA 2,104 0,19 2,1187 2,08 2,212 -1,13 34,1 DAIMLER 42,02 2,44 41,3652 35,13 42,02 24,99 14/04/11 40.531,5 DAMIANI 0,816 -1,09 0,8047 0,7735 0,9395 -11,26 67,4 D'AMICO 0,47 2,44 0,4633 0,4375 0,47 5,86 27/04/09 70,5 DANIELI & C 18,02 0,61 17,8643 16,19 18,02 10,48 07/11/11 736,6 DANIELI & C RSP 9,145 0,27 9,0923 8,35 9,145 10,92 07/11/11 369,7 DANONE 47,56 1,11 47,137 47,04 49,5 1,6 10/05/11 24.436,4 DATALOGIC 5,75 - 5,7548 5,65 5,83 - 02/05/11 336,1 DEA CAPITAL 1,351 0,07 1,3499 1,299 1,4 1,58 414,2 DELCLIMA 0,62 -1,59 0,6178 0,44 0,975 - 92,7 DE'LONGHI 7,2 1,98 7,1595 6,26 7,2 16,5 26/04/11 1.076,4 DEUTSCHE BANK 32,75 0,77 32,5772 26,16 32,75 11,85 27/05/11 18.695,6 DEUTSCHE TELEKOM 8,82 -1,12 8,8477 8,77 9,23 -0,84 13/05/11 38.466,8 DIASORIN 21,07 0,33 21,0939 18,56 21,33 8,11 20/06/11 1.173,6 DIGITAL BROS 1,329 -0,08 1,3371 1,28 1,359 4,98 08/12/08 18,8 DMAIL GROUP 2,65 6,85 2,6291 1,304 2,65 100,76 19/05/08 20,3 E EDISON 0,823 0,24 0,8231 0,812 0,823 0,37 12/04/10 4.264,1 EDISON RSP 0,7915 1,47 0,79 0,78 0,816 -1,92 12/04/10 87,5 EEMS 0,574 -1,37 0,5781 0,5585 0,64 -8,01 25 EI TOWERS 17,01 -1,05 17,1001 15,46 18,75 -9,52 480,7 EL EN 10,09 0,9 10,0538 9,93 10,93 0,9 23/05/11 48,7 ELICA 0,708 2,46 0,7016 0,691 0,802 -8,82 23/05/11 44,8 EMAK 0,4969 0,59 0,4883 0,49 0,5095 1,2 06/06/11 81,5 ENEL 3,06 -0,71 3,0622 3,048 3,248 -2,67 21/11/11 28.774,3 ENEL GREEN POWER 1,556 -0,58 1,5602 1,556 1,657 -3,59 23/05/11 7.780 ENERVIT 1,97 - 1,9494 1,863 1,98 3,68 23/05/11 35,1 ENGINEERING 22,47 -0,49 22,6286 22,11 22,85 1,35 13/06/11 280,9 ENI 17,17 -0,17 17,2362 16,2 17,2 7,25 19/09/11 68.772 E.ON 16,24 0,56 16,2559 16,15 17,55 0,81 07/05/09 32.496,2 ERG 8,35 2,33 8,3292 8,16 8,81 -4,9 23/05/11 1.255,2 ERGYCAPIT 16 W 0,0676 -3,43 0,0683 0,0676 0,092 -28,84 23/05/11 1.255,2 ERGYCAPITAL 0,1922 -1,49 0,1928 0,1922 0,2747 -29,18 18,2 ESPRESSO 1,04 0,48 1,0297 0,977 1,116 -4,5 23/05/11 426,6 ESPRINET 3,052 4,45 2,9846 2,708 3,052 16,58 02/05/11 159,9 EUROTECH 1,204 - 1,1975 1,167 1,36 -8,09 42,8 EXOR 17,52 0,11 17,3994 15,27 17,52 12,67 23/05/11 2.807,7 EXOR PRV 15,64 -1,51 15,7219 14,14 15,88 11,24 23/05/11 1.201,2 EXOR RSP 14,5 0,62 14,3997 13,15 14,5 12,32 23/05/11 132,9 EXPRIVIA 0,66 1,85 0,6501 0,6465 0,695 -0,15 02/05/11 34,2 F FALCK RENEWABLES 0,7505 4,09 0,741 0,721 0,8715 -11,65 23/05/11 218,7 FIAT 4,42 1,42 4,3493 3,71 4,42 24,51 18/04/11 4.829,6 FIAT INDUSTRIAL 7,78 -0,38 7,7677 6,8 7,81 17,43 8.498,3 FIAT INDUSTRIAL PRV 5,415 0,28 5,3931 4,672 5,415 18,49 559,3 FIAT INDUSTRIAL RSP 5,615 -0,09 5,6235 4,87 5,62 18,66 448,7 FIAT P 3,824 1,06 3,7994 3,23 3,824 24,48 18/04/11 395 FIAT RSP 4,046 0,55 4,0061 3,39 4,046 24,34 18/04/11 323,3 FIDIA 2,67 3,49 2,6868 2,58 2,778 -4,3 20/05/02 13,7 FIERA MILANO 3,68 -0,11 3,7188 3,426 3,684 3,14 04/05/09 155,1 FINMECCANICA 3,32 10,3 3,1678 2,76 3,32 16,17 23/05/11 1.919,5 FIRST CAPITAL 2013 W - - - - - - 23/05/11 1.919,5 FNM 0,2735 -1,62 0,279 0,2735 0,3 -5,69 68 FONDIARIA SAI 0,6735 2,28 0,6769 0,5885 0,7915 8,63 24/05/10 247,2 FONDIARIA SAI RSP 0,422 6,03 0,4127 0,3595 0,4769 23,61 24/05/10 53,9 FRANCE TELECOM SA 11,5 1,23 11,4542 11,36 12,26 -3,12 10/06/11 30.065 FULLSIX 2,194 -0,18 2,1902 2,142 2,228 -0,63 24,5 G GABETTI 0,0439 4,77 0,0431 0,0411 0,0527 -12,55 15/05/06 11,2 GABETTI 13 W 0,012 - 0,012 0,012 0,015 -25 15/05/06 11,2 GAS PLUS 4,778 0,5 4,8072 4,754 5,1 -3,47 24/05/10 214,6 GDF SUEZ 21,21 -0,24 21,1952 20,69 21,96 1,05 04/05/11 46.527,2 GEFRAN 3,32 4,08 3,3083 2,802 3,32 17,48 16/05/11 47,8 GEMINA 0,5745 4,17 0,5636 0,539 0,6095 -3,69 18/06/07 844,1 GEMINA RSP 0,8035 -0,06 0,7661 0,8 0,815 -1,41 18/05/09 3 GENERALI 12,12 -1,7 12,2338 11,5 12,33 4,21 23/05/11 18.869,3 GEOX 2,35 1,21 2,3349 2,024 2,35 8,39 23/05/11 609,1 GREENVISION 5,73 0,44 5,676 5,615 5,89 2,5 25/05/09 33,6 GRUPPO MINERALI MAFFEI 4,068 - 4,068 4,04 4,1 0,54 24,4 H HERA 1,002 0,35 1,0055 0,9985 1,143 -9,16 06/06/11 1.117,2 I I GRANDI VIAGGI 0,637 -0,47 0,6269 0,614 0,6745 -7,01 07/04/08 28,7 IGD 0,7315 2,24 0,7294 0,67 0,7375 -1,08 23/05/11 226,2 IKF 10-14 W - - - - - - 23/05/11 226,2 IL SOLE 24 ORE 0,67 - 0,6627 0,651 0,726 -4,83 28/04/08 29 IMA 13,78 3,92 13,6686 13,17 13,78 4,24 23/05/11 507,5 IMMSI 0,5895 6,79 0,5695 0,547 0,5895 5,27 24/05/11 202,3 IMPREGILO 2,6 2,28 2,564 2,35 2,6 8,79 18/07/11 1.046,4 IMPREGILO RSP 7,7 1,32 7,6242 7,105 7,7 5,91 18/07/11 12,4 INDESIT 4,22 -0,33 4,1957 3,81 4,234 13,62 17/05/11 479,7 INDESIT RSP 3,702 -1,28 3,702 3,702 4,176 -4,24 17/05/11 1,9 INDUSTRIA E INNOVAZIONE 1,555 - 1,56 1,5 1,8 -13,61 36,4 ING GROEP 6,96 -2,11 7,0379 5,45 7,11 26,78 14/08/08 14.346,7 INTEK 0,3787 2,35 0,3699 0,3615 0,39 7,43 20/06/11 49,4 INTEK R 0,707 - 0,707 0,6845 0,71 -0,42 20/06/11 4 INTERPUMP 5,66 0,09 5,6461 5,3 5,66 8,95 09/05/11 552,8 INTERPUMP 12 W 0,46 2 0,461 0,41 0,46 2,22 09/05/11 552,8 INTESA SANPAOLO 1,381 1,54 1,3832 1,101 1,381 6,72 23/05/11 21.407,3 INTESA SANPAOLO RSP 1,083 2,17 1,0777 0,864 1,083 12,4 23/05/11 1.009,9 INV E SVIL 2012 W 0,0018 - 0,0018 0,0015 0,0028 -10 23/05/11 1.009,9 INVEST E SVILUPPO 0,3399 1,25 0,3287 0,3079 0,3856 -12,8 18/06/01 4,3 IRCE 1,898 -3,7 1,8983 1,898 2,038 2,59 09/05/11 53,4 IREN 0,6705 1,28 0,6669 0,662 0,7685 -7,84 23/05/11 792,3 ISAGRO 2,35 0,69 2,3254 2,226 2,53 -5,85 16/05/11 41,2 IT WAY 1,042 1,96 1,0266 1,022 1,208 -11,69 02/02/09 8,2 ITALCEMENTI 5,105 - 5,1147 4,458 5,105 12 23/05/11 904,2 ITALCEMENTI RSP 2,098 1,06 2,0996 1,847 2,098 7,59 23/05/11 221,2 ITALMOBILIARE 17,63 5 16,9553 14,86 17,63 21,09 06/06/11 391,1 ITALMOBILIARE RSP 10,49 2,24 10,2774 9,57 10,49 6,5 06/06/11 171,4 ITALY1 INVESTMENT 9,7 - 9,501 9,65 9,8 -1,02 145,5 ITALY1 W 0,59 - 0,5859 0,4699 0,61 22,92 145,5 J JUVENTUS FC 0,1543 0,98 0,1556 0,1496 0,3073 -49,03 04/11/02 31,1 K KERSELF 1,513 2,16 1,5168 1,475 1,671 -4,72 24/05/10 26,4 KINEXIA 0,86 0,58 0,8557 0,855 1,075 -16,1 17/07/91 18,3 KME GROUP 0,31 -1,56 0,3108 0,3001 0,323 2,18 09/05/11 138,7 KME GROUP RSP 0,4938 -0,18 0,4791 0,475 0,501 3,13 09/05/11 21,6 KRE 09-12 W 0,0027 - 0,0027 0,0022 0,0036 8 09/05/11 21,6 K.R.ENERGY 0,0215 -1,38 0,0216 0,0187 0,023 13,16 68 L LA DORIA 1,643 0,12 1,6293 1,624 1,709 -0,42 23/05/11 50,9 LANDI RENZO 1,5 -0,66 1,522 1,228 1,51 22,85 23/05/11 168,8 LAZIO S.S. 0,42 -0,59 0,4232 0,41 0,4715 -9,87 28,5 LE BUONE SOCIETA' 0,2217 8,15 0,2214 0,2002 0,26 -11,32 29/04/02 2,4 L'OREAL 79,7 - 79,8632 79,7 82 -1,48 29/04/11 48.012,3 LOTTOMATICA 12,4 0,08 12,4233 11,28 12,4 6,8 24/05/10 2.134,5 LUXOTTICA GROUP 23,86 -0,42 23,8295 21,76 23,96 9,95 23/05/11 11.151 LVMH 120,3 0,42 120,013 109 120,3 11,18 29/11/10 58.939,5 M MADE IN ITALY 1 W - - - - - - 29/11/10 58.939,5 MAIRE TECNIMONT 0,8725 -5,98 0,8721 0,8725 1,102 -12 16/05/11 281,4 MARCOLIN 3,226 1,32 3,2237 3,062 3,274 1,7 09/05/11 200,5 MARR 7,785 6,35 7,5911 6,395 7,785 20,05 23/05/11 517,9 M&C 0,201 - 0,2014 0,1975 0,208 0,3 95,3 MEDIACONTECH 1,371 -3,45 1,3723 1,37 1,478 -5,38 22/04/02 25,5 MEDIASET 2,22 0,73 2,2067 2,028 2,26 3,84 23/05/11 2.622,3 MEDIOBANCA 4,702 -1,96 4,713 3,824 4,796 5,76 21/11/11 4.049 MEDIOLANUM 3,238 -0,67 3,2504 2,768 3,26 7,65 21/11/11 2.376,1 MERIDIANA FLY 3,1 -4,73 3,1747 3,1 5,565 -39,22 17,3 MERIDIE 0,0737 1,1 0,0735 0,0729 0,0963 -20,75 3,7 MID INDUSTRY CAPITAL 9,295 - 9,2297 8,85 9,445 0,49 11/05/09 35,3 MILANO ASS 0,2398 -2,12 0,2391 0,2118 0,251 6,72 26/04/10 441,8 MILANO ASS RSP 0,2305 0,09 0,2277 0,183 0,2305 27 26/04/10 23,6 MITTEL 1,52 -0,33 1,5169 1,52 1,741 -9,52 28/02/11 133,6 MOLMED 0,4468 -0,25 0,4442 0,4381 0,504 -6,25 94,1 MONDADORI 1,377 0,29 1,3759 1,322 1,395 1,77 23/05/11 339,4 MONDO TV 2,356 1,73 2,3012 2,29 2,8 -13,57 28/02/05 10,4 MONRIF 0,2845 -1,25 0,2801 0,2845 0,305 -1,35 22/05/06 42,7 MONTEFIBRE 0,097 - 0,0959 0,094 0,1065 -11,09 20/05/02 12,6 MONTEFIBRE RSP 0,1646 -0,18 0,1623 0,16 0,1954 -15,37 19/05/03 4,3 MOVIEMAX 0,5135 3,63 0,5092 0,4955 0,588 5,18 10,6 MUNICH RE 97,6 - 97,1426 94,55 97,75 4,61 21/04/11 20.145 MUTUIONLINE 3,3 -1,49 3,309 3,29 3,45 -3,17 02/05/11 130,4 N NICE 2,334 -0,68 2,3354 2,334 2,506 -2,34 23/05/11 270,7 NOEMALIFE 5,115 -0,58 4,9998 5,115 5,3 -3,49 22,2 NOKIA CORPORATION 4,348 -0,73 4,3827 3,89 4,408 15,95 04/05/11 16.526,5 NOVA RE 1,09 - 1,09 1,09 1,09 - 04/06/07 14,7 O OLIDATA 0,277 1,76 0,2815 0,2722 0,2998 -4,15 10/05/04 9,4 P PANARIAGROUP 0,98 1,03 0,98 0,948 0,98 0,41 11/05/09 44,4 PARMALAT 1,437 4,89 1,4119 1,332 1,437 8,05 18/04/11 2.522,5 PARMALAT 2015 W 0,435 20,23 0,4039 0,3271 0,435 28,7 18/04/11 2.522,5 PHILIPS 15,28 1,93 15,2483 14,31 16,49 -5,74 04/04/11 14.858,5 PIAGGIO 1,9 0,8 1,8984 1,77 1,9 4,51 16/05/11 706,4 PIERREL 0,73 4,51 0,7174 0,6985 0,916 -18,89 12 PIERREL 08-12 W 0,0395 -12,22 0,033 0,036 0,057 -30,7 12 PININFARINA 3,124 -1,14 3,1093 3,068 3,298 -2,38 23/05/05 94,2 PIQUADRO 1,238 0,98 1,2351 1,226 1,623 -19,71 25/07/11 61,9 PIRELLI E C. 7,22 2,19 7,1143 6,59 7,22 10,99 23/05/11 3.434,8 PIRELLI E C. RSP 4,526 1,48 4,5035 4,362 4,526 2,4 23/05/11 55,4 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 4,14 -0,48 4,1133 4 4,35 3,66 08/05/00 4,9 POLIGRAFICI EDITORIALE 0,2809 -0,14 0,2759 0,28 0,3176 -7,99 21/05/07 37,1 POLTRONA FRAU 0,8705 0,17 0,8615 0,855 0,8995 -0,68 26/05/08 122,1 PPR 117,2 - 117,2 111,9 118 4,09 21/05/10 14.832,3 PRAMAC 0,725 -2,42 0,7179 0,725 0,8115 -10,82 30/06/08 22,1 PRELIOS 0,082 5,81 0,0787 0,0705 0,0913 -0,49 21/04/08 69 PREMAFIN 0,301 -2,08 0,3026 0,2 0,339 115 26/05/08 123,5 PREMUDA 0,508 -2,21 0,508 0,508 0,57 -9,37 20/06/11 95,4 PRIMA IND 2013 W 1,178 9,28 1,178 0,96 1,34 22,71 20/06/11 95,4 PRIMA INDUSTRIE 7,32 -0,34 7,3666 6,735 7,465 10,08 26/05/08 63,2 PRYSMIAN 11,58 0,78 11,4768 9,77 11,58 20,69 18/04/11 2.482,7 R R GINORI 2013 W 0,0063 - 0,0063 0,005 0,0063 26 18/04/11 2.482,7 RATTI 1,623 -3,16 1,6317 1,603 1,736 -1,7 18/05/98 44,4 RCF GROUP 0,5805 0,09 0,5559 0,58 0,6695 -10,28 09/05/11 18,6 RCS MEDIAGROUP 0,6975 1,82 0,6967 0,685 0,747 3,18 19/05/08 511 RCS MEDIAGROUP RSP 0,4746 3,2 0,4704 0,446 0,52 -3,14 13,9 RDB 0,319 0,13 0,3115 0,29 0,4229 -28,68 12/05/08 14,6 RECORDATI 5,84 -1,1 5,8577 5,59 6,025 4,57 21/11/11 1.221,3 RENAULT 30,81 - 31,4101 28,94 30,81 5,15 11/05/11 8.778,9 RENO DE MEDICI 0,1291 0,62 0,1365 0,1283 0,146 -8,44 13/05/02 48,7 REPLY 16,4 0,55 16,3188 15,89 16,4 2,31 30/05/11 151,3 RETELIT 0,3049 -1,96 0,2998 0,3049 0,3448 -12,76 48,7 RETELIT 08-11 W 0,0809 1,25 0,0809 0,0676 0,081 1,13 48,7 RICCHETTI 0,1665 -2,92 0,1667 0,165 0,1735 -0,3 19/05/08 13,6 RICHARD GINORI 1735 0,1904 1,22 0,1899 0,1881 0,2367 -18,84 27/05/02 8,8 RISANAMENTO 0,0802 -0,99 0,0807 0,0788 0,089 -7,82 19/06/06 65 ROMA A.S. 0,518 1,57 0,5179 0,485 0,5595 -3 68,6 ROSSS 0,825 3,13 0,8 0,75 0,828 4,7 9,5 RWE 27,02 -2,31 27,254 27,02 29 0,45 21/04/11 14.142,4 S SABAF 11,83 2,42 11,7243 11,06 11,9 5,72 23/05/11 136,4 SADI SERVIZI INDUSTR 0,345 -0,58 0,3492 0,314 0,347 10,22 06/06/11 32 SAES GETTERS 7,115 1,72 6,9569 6,425 7,115 6,91 26/04/11 104,4 SAES GETTERS RSP 4,148 0,48 4,1388 3,85 4,148 3,8 26/04/11 30,6 SAFILO GROUP 5,315 3,3 5,2625 4,524 5,315 8,82 12/05/08 302 SAIPEM 35,25 -1,76 35,4893 33,54 35,88 7,31 23/05/11 15.554,9 SAIPEM RCV 30 - 30 30 30 - 23/05/11 4,1 SALVATORE FERRAGAMO 11,3 0,44 11,2508 9,9 11,3 11 1.903 SANOFI 55,7 -0,27 55,7686 55,1 57,35 -1,24 16/05/11 73.274,8 SAP 44 0,32 44,0073 41,34 44 7,76 26/05/11 53.933,6 SARAS 1,005 -1,28 1,0014 0,987 1,146 3,98 18/05/09 955,8 SAT 8,35 1,83 8,4179 8,2 9,35 -8,64 23/05/11 82,3 SAVE 6,41 -1 6,4169 6,31 6,7 2,15 02/05/11 354,7 SCREEN SERVICE 0,399 7,4 0,3941 0,37 0,473 -18,44 28/02/11 55,3 SEAT PAGINE GIALLE 0,0241 -2,03 0,0242 0,0239 0,0267 -3,21 21/05/07 46,4 SEAT PAGINE GIALLE RSP 0,97 - 0,97 0,93 1,015 -4,43 19/05/08 0,7 SERVIZI ITALIA 3,116 -0,13 3,0981 3,116 3,88 -14,86 02/05/11 50,5 SETECO INTERNATIONAL 0,299 - 0,299 0,299 0,299 - 7,8 SIAS 5,52 4,05 5,4653 5,26 6,07 -5,15 31/10/11 1.255,8 SIEMENS 77,9 -0,32 78,1011 72,6 78,15 5,7 25/01/12 71.216,4 SINTESI 1,05 0,48 1,05 0,94 1,07 2,94 18/03/93 1 SNAI 1,665 -2,97 1,6907 1,662 1,96 -15,91 24/07/00 194,5 SNAM 3,264 -1,39 3,2808 3,264 3,482 -4,17 24/10/11 11.656,4 SOCIETE GENERALE 21,08 3,84 20,6947 14,96 21,08 22,49 31/05/11 12.241,7 SOGEFI 1,986 0,66 1,9677 1,84 2,004 1,95 26/04/11 231,7 SOL 4 1,27 3,9741 3,788 4,02 -2,44 23/05/11 362,8 SOPAF 0,0219 -3,95 0,0218 0,0193 0,0228 14,06 25/05/08 9,2 SORIN 1,34 -2,76 1,3507 1,208 1,378 13,08 641,5 STEFANEL 0,2726 -2,57 0,2753 0,2726 0,314 -9,94 08/05/06 23 STEFANEL RSP 167,5 - 167,5 167,5 167,5 - 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 5,605 -0,36 5,6355 4,7 5,625 21,58 20/02/12 5.103,7 T TAMBURI 1,479 - 1,479 1,443 1,51 -1,73 09/03/11 201,2 TAMBURI 2013 W 0,0917 - 0,077 0,091 0,0939 0,77 09/03/11 201,2 TAS 0,4592 -1,25 0,4635 0,4592 0,52 -4,33 05/05/03 19,2 TELECOM ITALIA 0,825 0,18 0,8248 0,8145 0,862 -0,72 18/04/11 11.068,9 TELECOM ITALIA RSP 0,707 0,57 0,7072 0,69 0,729 2,17 18/04/11 4.260,5 TELECOM ITALIA MEDIA 0,1672 8,5 0,1659 0,152 0,1672 3,72 24/04/06 241,8 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,165 - 0,165 0,165 0,1731 -4,68 24/04/06 0,9 TELEFONICA 13,77 5,92 13,3417 12,8 13,77 3,22 08/11/10 64.787,8 TENARIS 15,36 -1,6 15,5232 14,91 15,7 7,56 21/11/11 18.133 TERNA 2,718 0,37 2,711 2,646 2,77 4,38 21/11/11 5.463,2 TERNIENERGIA 2,422 -1,22 2,4467 2,368 2,53 -0,74 09/05/11 67,4 TESMEC 0,355 -0,42 0,3557 0,355 0,3949 -6,21 23/05/11 38 TISCALI 0,0331 -0,6 0,0332 0,032 0,0368 -2,36 61,6 TISCALI 14 W 0,001 -9,09 0,0011 0,001 0,0012 -9,09 61,6 TOD'S 68,75 0,29 68,6216 62,05 68,75 9,04 23/05/11 2.104,4 TOTAL 39,82 -1,31 39,716 38,69 40,5 1,48 23/05/11 94.445,4 TREVI 5,92 1,98 5,8816 4,964 5,92 20,42 11/07/11 415,6 TXT E-SOLUTIONS 7,955 -1,18 7,9212 7,955 8,76 -6,41 08/05/06 21,7 U UAI 2011-2015 W - - - - - - 08/05/06 21,7 UBI BANCA 3,226 1,57 3,1946 2,774 3,304 1,9 23/05/11 2.909 UNI LAND 0,504 - 0,504 0,504 0,504 - 12/05/08 80,5 UNICREDIT 3,314 -1,37 3,2994 2,286 4,2734 -21,6 23/05/11 6.387,5 UNICREDIT RSP 7,78 1,24 7,8535 4,63 7,78 9,52 23/05/11 18,9 UNILEVER 25,26 0,16 25,3413 25,22 27,03 -3,62 09/02/11 43.314 UNIPOL 0,1853 2,94 0,1843 0,1719 0,2649 -25,73 24/05/10 391,8 UNIPOL P 0,1206 3,17 0,1203 0,1132 0,1817 -29,6 24/05/10 157,1 UNIPOL P 2013 W 0,0047 9,3 0,0045 0,0038 0,008 -41,25 24/05/10 157,1 UNIPOL 2013 W 0,006 30,43 0,0054 0,004 0,008 -20 24/05/10 157,1 V VALSOIA 3,66 1,5 3,6486 3,396 4,04 -8,5 09/05/11 38,3 VIANINI INDUSTRIA 1,278 - 1,278 1,258 1,285 1,43 23/05/11 38,5 VIANINI LAVORI 3,316 1,1 3,3154 3,25 3,534 0,55 23/05/11 145,2 VITTORIA ASS 3,1 0,06 3,083 2,97 3,12 3,33 16/05/11 208,9 VIVENDI 16,01 -0,37 16,01 15,9 17,25 -3,32 05/05/11 18.735 Y YOOX 9,16 -1,03 9,122 7,32 9,255 9,83 486,2 Z ZIGNAGO VETRO 4,67 0,43 4,683 4,404 4,67 3,59 09/05/11 373,6 ZUCCHI 0,0949 -2,67 0,0957 0,0937 0,1133 -14,89 01/08/05 16,6 ZUCCHI RSP 0,25 -3,47 0,2426 0,2447 0,274 0,81 19/05/08 0,9 ZUCCHI 11-14 W 0,0092 -1,08 0,0092 0,009 0,0118 -23,33 19/05/08 0,9 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario ANSALDO STS 7,415 1,02 ATLANTIA 12,15 5,38 AUTOGRILL 8,24 0,92 AZIMUT 6,015 0,75 A2A 0,7015 0,36 B M.PASCHI SIENA 0,23 8,08 B P EMILIA ROMAGNA 5,94 -0,83 B POP MILANO 0,38 0,61 BANCO POPOLARE 1,015 -0,68 BUZZI UNICEM 8,165 -0,85 CAMPARI 5,095 -0,97 DIASORIN 21,07 0,33 ENEL 3,06 -0,71 ENEL GREEN POWER 1,556 -0,58 ENI 17,17 -0,17 EXOR 17,52 0,11 FIAT 4,42 1,42 FIAT INDUSTRIAL 7,78 -0,38 FINMECCANICA 3,32 10,3 GENERALI 12,12 -1,7 IMPREGILO 2,6 2,28 INTESA SANPAOLO 1,381 1,54 LOTTOMATICA 12,4 0,08 LUXOTTICA GROUP 23,86 -0,42 MEDIASET 2,22 0,73 MEDIOBANCA 4,702 -1,96 MEDIOLANUM 3,238 -0,67 PARMALAT 1,437 4,89 PIRELLI E C. 7,22 2,19 PRYSMIAN 11,58 0,78 SAIPEM 35,25 -1,76 SALVATORE FERRAGAMO 11,3 0,44 SNAM 3,264 -1,39 STMICROELECTRONICS 5,605 -0,36 TELECOM ITALIA 0,825 0,18 TENARIS 15,36 -1,6 TERNA 2,718 0,37 TOD'S 68,75 0,29 UBI BANCA 3,226 1,57 UNICREDIT 3,314 -1,37 BOT BOT 31.01.2012 (186) 99,995 0,6 BOT 15.02.2012 (365) 99,921 1,28 BOT 29.02.2011 (182) 99,895 1,21 BOT 15.03.2012 (366) 99,817 1,33 BOT 30.03.2012 (182) 99,712 1,46 BOT 15.04.2012 (367) 99,655 1,42 BOT 30.04.2012 (182) 99,54 1,55 BOT 15.05.2012 99,435 1,73 BOT 31.05.2012 (183) 99,45 1,89 BOT 31.05.2012 (136) 99,25 1,89 BOT 15.06.2012 99,199 2,08 BOT 29.06.2012 (180) 99,019 2,22 BOT 16.07.2012 (367) 99,02 2,19 BOT 15.08.2012 (366) 98,695 2,44 BOT 14.09.2012 (365) 98,438 2,45 BOT 15.10.2012 (367) 98,142 2,53 BOT 15.11.2012 (366) 97,83 2,51 BOT 14.12.2012 (365) 97,74 2,59 BOT 14.01.2013 (364) 97,419 2,7 BTP BTP 01.02.2012 5% 100,062 BTP 01.03.2012 3% 100,1 1,69 BTP 15.04.2012 4% 100,4 1,85 BTP 01.07.2012 2,5% 100,029 2,46 BTP 15.10.2012 4,25% 101,095 2,74 BTP 15.12.2012 2% 99,261 2,74 BTP 01.02.2013 4,75% 101,62 3,23 BTP 15.04.2013 4,25% 100,92 3,45 BTP 01.06.2013 2% 97,95 3,53 BTP 1.8.2013 4,25% 100,68 3,74 BTP 01.11.2013 2,25% 97,121 3,87 BTP 15.12.2013 3,75% 99,65 3,88 BTP 01.04.2014 3% 97,59 4,14 BTP 01.06.2014 3,5% 98,4 4,23 BTP 01.07.2014 4,25% 99,97 4,31 BTP 1.8.2014 4,25% 100,2 4,18 BTP 15.11.2014 6% 103,52 4,66 BTP 1.2.2015 4,25% 99,33 4,46 BTP 15.04.2015 3% 95,01 4,64 BTP 15.06.2015 3% 94,74 4,7 BTP 1.8.2015 3,75% 96,83 4,75 BTP 01.11.2015 3% 94,08 4,78 BTP 15.04.2016 3,75% 95,64 4,94 BTP 1.08.2016 3,75% 94,86 5,06 BTP 15.09.2016 4,75% 98,22 5,22 BTP 01.02.2017 4% 94,86 5,19 BTP 1.8.2017 5,25% 99,29 5,45 BTP 01.02.2018 4,5% 94,91 5,49 BTP 01.08.2018 4,5% 94,41 5,59 BTP 1.2.2019 4,25% 91,95 5,69 BTP 01.03.2019 4,5% 92,76 5,79 BTP 01.09.2019 4,25% 90,84 5,81 BTP 1.2.2020 4,5% 91,7 5,86 BTP 01.03.2020 4,25% 89,91 5,86 BTP 01.09.2020 4% 87,53 5,89 BTP 01.03.2021 3,75% 85,8 5,84 BTP 1.8.2021 3,75% 84,15 6,02 BTP 01.09.2021 4,75% 90,6 6,1 BTP 1,3,2022 5% 90,95 6,3 BTP 01.08.2023 4,75% 86,64 6,46 BTP 15.09.2023 2,6% 74 5,66 BTP 1.11.2023 9% 114,21 7,28 BTP 01.03.2025 5% 85,52 6,72 BTP 01.03.2026 4,5% 80,75 6,69 BTP 1.11.2026 7,25% 103,51 6,93 BTP 1.11.2027 6,5% 95,25 7,09 BTP 1.11.2029 5,25 83,1 7 BTP 01.05.2031 6% 88,86 7,18 BTP 1.2.2033 5,75% 85,73 7,18 BTP 01.08.2034 5% 78,47 7,02 BTP 1.2.37 4% 69,25 6,59 BTP 01.08.2039 5% 77,81 6,9 BTP 01.09.2040 5% EUR 77,1 6,9 BTP 15.09.2041 2,55% 65,51 4,72 CCT CCT 1.3.2005-2012 100,09 1,69 CCT 1.11.2012 100 3,64 CCT 1.7.2006-2013 98,03 5,06 CCT 1.3.2014 IND 94,95 6,27 CCT 1.12.2014 94,34 6,31 CCT 01.09.2015 90 6,91 CCT-EU 15.12.2015 88,84 5,9 CCT 01.07.2016 IND 87,49 7,07 CCT 1.03.2017 84,79 7,29 CCT-EU 15.10.2017 82,02 6,42 CCT-EU 15.04.2018 81,25 6,59 CTZ CTZ 29.02.2012 99,84 1,6 CTZ 30.04.2012 99,55 1,93 CTZ 31.08.2012 98,579 2,36 CTZ 31.12.2012 97,7 2,46 CTZ 31.12.2012 97,419 2,78 CTZ 30.04.2013 95,84 3,46 CTZ 30.09.2013 93,62 3,88 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2012 1,85% 99,931 1,81 BTPI 15.9.2014 2,15% 95,5 3,95 BTPI 15.09.2016 2,1% 87,69 5,17 BTPI 15.9.2017 2,10% 84,68 5,42 BTPI 15.09.2019 2,35% 81,34 5,39 BTPI 15.9.2021 2,1% 74,25 5,59 BTPI 15.9.2026 3,1% 74,45 5,62 BTPI 15.9.2035 2,35% 65,66 4,81 ORO FINO (EURO/GR) 39.17 41.11 ARGENTO (EURO/KG) 671.28 771.02 LONDRA ($/ONCIA) 1663.67 1664.28 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 31.54 31.59 STERLINA V.C. 312.98 342.82 STERLINA N.C. (ANT.73) 313.49 343.24 STERLINA (POST.74) 313.49 343.24 KRUGERRAND 1212.07 1341.76 MARENGO ITALIANO 231.37 253.84 MARENGO SVIZZERO 230.29 251.54 MARENGO FRANCESE 229.82 251.54 MARENGO BELGA 229.82 251.54 MARENGO AUSTRIACO 226.72 250.51 20 MARCHI 257.72 309.67 1 SETT. 0.433 0.439 2 SETT. 0.531 0.538 3 SETT. 0.627 0.636 1 MESE 0.775 0.786 2 MESI 0.979 0.993 3 MESI 1.182 1.198 4 MESI 1.28 1.298 5 MESI 1.371 1.39 6 MESI 1.471 1.491 7 MESI 1.538 1.559 8 MESI 1.594 1.616 9 MESI 1.654 1.677 10 MESI 1.704 1.728 11 MESI 1.754 1.778 12 MESI 1.804 1.829 Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA Titolo Rif. in Var.% FTSE Mib Titolo Denaro Lettera Oro e monete Cross rates Titolo 360 365 Euribor Titolo Ultima rilev. Ren. Titolo Ultima rilev. Ren. Titolo Ultima rilev. Ren. Titoli di stato Euro 1,000 1,199 1,005 0,828 0,134 0,765 0,131 0,114 0,775 G. Bretagna 0,834 1,000 0,838 0,690 0,112 0,638 0,109 0,095 0,646 Giappone 99,530 119,355 100,000 0,824 0,134 0,761 0,130 0,113 77,143 Svizzera 1,208 1,448 1,213 1,000 0,162 0,924 0,158 0,138 0,936 Danimarca 7,436 8,917 7,471 6,157 10,000 5,687 0,971 0,847 5,764 Canada 1,308 1,568 1,314 1,083 0,176 1,000 0,171 0,149 1,013 Norvegia 7,660 9,186 7,696 6,343 1,030 5,858 10,000 0,872 5,937 Svezia 8,780 10,530 8,822 7,271 1,181 6,715 1,146 10,000 6,805 Usa 1,290 1,547 1,296 1,068 0,174 0,987 0,168 0,147 1,000 su www.libero-news.it l'aggiornamento delle borse ogni venti minuti
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2 Sabato 21 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it LE NOVITÀ Le banche e le assicurazioni dovranno informare i clienti delle offerte dei concorrenti. In arrivo 500 nuovi notai, abolite le tariffe minime le grane di Monti Banche, farmaci, gas: tutto rinviato No alla vendita dei medicinali di fascia C nei supermercati, salta il pagamento dei debiti dello Stato verso le imprese con buoni del Tesoro. Del divorzio Eni-Snam si riparla tra 6 mesi. E sull'aumento delle licenze delle auto pubbliche deciderà un'Authority ::: ANTONIO CASTRO  Non ci sarà la possibilità di cercare gas o petrolio a solo 5 chilometri dalle coste e neppure il tanto sventolato pagamento dei debiti della pubblica amministrazione con titoli di Stato. Non ora, almeno. Però avremo 5mila farmacie assegnate con un concorso straordinario, 1.500 notai in più (ma diluiti in tre anni), e forse - ma ci vorrà tempo - qualche sconticino sul prezzo dei carburanti. La protesta dei taxi sembra aver fruttato un rinvio. Dopo settimane di indiscrezioni, minacce e bozze più o meno smentite è stato deciso di rinviare ad altri la patata bollente. Spetterà quindi ad una fantomatica authority - da costituire ex novo - che solleverà i sindaci dall'incombenza e che dovrà vedersela città per città con gli autisti di piazza. C'è un po' di tutto nel testo del decreto che però adesso andrà in Parlamento e quindi suscettibile di tutte le modifiche del caso. Peraltro già annunciate da destra come da sinistra. Divorzio Snam Gas. Verrà stabilita entro 6 mesi con un decreto la separazione proprietaria tra Snam rete gas e Eni. Il metodo ottimale, secondo il governo, per attuare un effettivo mercato concorrenziale del gas naturale «in condizioni non discriminatorie da parte degli operatori». Professionisti . Saranno abolizione «tutte le tariffe professionali, sia minime, sia massime». E i professionisti dovranno presentare al cliente un preventivo scritto per le prestazioni richieste. Notai. La bozza prevede che il numero dei notai sia aumentato da subito di 500 posti. Inoltre, il 30 giugno di ogni anno tra 2012 e 2014 sarà bandito «un concorso pubblico per la nomina» di 500 notai. Benzinai. I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che sono anche titolari della relativa autorizzazione petrolifera potranno «liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nel rispetto della vigente normativa nazionale ed europea». Dal 30 giugno 2012 eventuali clausole contrattuali che prevedano per forme di esclusiva nell'approv vigionamento decadranno per la parte eccedente il 50% della fornitura. Appalti. La soglia del valore per l'affidamento di una gestione senza gara e all'interno del gruppo, scende da 900.000 a 200.000 euro. Farmacie. Vi sarà almeno una farmacia ogni 3.000 abitanti. Nascano quindi 5.000 nuove farmacie rispetto alle 18.000 oggi attive. Le farmacie potranno svolgere la propria attività ed i servizi medici aggiuntivi anche oltre gli orari ed i turni di apertura, e praticare sconti sui prezzi pagati direttamente da tutti i clienti per i farmaci e prodotti venduti, dandone adeguata comunicazione alla clientela. Resta inalterate le restrizioni alla vendita dei farmaci di fascia C (non rimborsati dallo Stato) nei supermercati e nelle parafarmacie. Autostrade. Il passaggio al meccanismo del price cap per le concessionarie autostradali è limitato alle nuove concessioni e non anche a quelle in essere. La nuova Autorità delle reti definirà le tariffe. Taxi. Spetterà sempre all'Au torità delle reti decidere se aumentare il numero di tassisti. Sarà possibile rilasciare licenze part-time e di consentire ai titolari di licenza maggiore flessibilità negli orari di lavoro. Assicurazione. Gli agenti assicurativi dovranno offrire informazioni su almeno tre diversi contratti forniti da altre compagnie assicurative per coprire la responsabilità civile per auto e natanti. Bancomat. La Banca d'Italia fisserà «l'ammontare degli importi delle commissioni da applicare sui prelievi effettuati con carta autorizzata tramite la rete degli sportelli automatici presso una banca di versa da quella del titolare della carta». Mutui. Se viene richiesta un'assicurazione per l'eroga zione del mutuo le banche saranno tenute a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi. Edicole. Gli edicolanti potranno praticare sconti sulla merce venduta e potranno vendere qualunque altro prodotto. Srl a 1 euro. Nuova tipologia di società a responsabilità limitata per aiutare i giovani ad avviare attività imprenditoriali.. Sotto i 35 anni, la società semplificata a responsabilità limitata, costerà solo un euro per versare il capitale e non sarà necessario l'intervento del notaio. Ferrovie. La nuova Autorità dei trasporti dovrà decidere sulla separazione della rete ferroviaria. L'autorità avrà il compito di definire le regole per le nuove concessioni di ogni tipo, anche autostradali, e come rendere efficace la separazione tra i fornitori del servizio e la rete». Negozi. Saltano le norme che toglievano vincoli a saldi e promozioni. Ma rimane la norma che liberalizza gli orari di apertura. Incredibile complesso di superiorità Ma il Colle e Monti fanno lezione: i partiti pensino alla legge elettorale ::: ROMA  È il suogoverno. E fa le cose che stanno bene a lui. Perciò non c'è da stupirsi se, prima del via libera del consiglio dei ministri, Giorgio Napolitano dà subito un giudizio di merito sul decreto liberalizzazioni. Sa già tutto: «È un provvedimento corposo e incisivo», dichiara a un giornalista dell'AdnKronos che lo intercetta a passeggio per Roma. È pomeriggio. L'altra cosa che preme al Quirinale è che va cambiata la legge elettorale. Manca poco alla fine della legislatura, ma i tempi tecnici ci sono. Allora mette fretta al Parlamento con un comunicato: datevi da fare, è il senso. Tema, quello delle regole di voto, su cui si espone anche Mario Monti: «Spero che il dialogo tra i partiti porti dei frutti». Napolitano contatta al telefono i presidenti di Senato e Camera, Schifani e Fini. A loro spiega il suo punto di vista, poi prepara una dichiarazione. Poche righe: «Il Capo dello Stato ha avuto modo di esprimere alle forze politiche», è il testo, «il convincimento, già condiviso con i presidenti delle Camere lo scorso 12 gennaio, che il Parlamento possa impegnarsi celermente in un efficace e produttivo confronto sulle questioni piu' mature di riforma degli assetti istituzionali, dei regolamenti parlamentari e della legge elettorale, anche al fine di corrispondere alle attese dell'opinione pubblica». Non occorre essere esegeti dell'elaborato linguaggio della politica per capire che dal Colle si manda a dire ai partiti di non tergiversare, di lavorare non solo per mandare in soffitta il Porcellum, ma anche per avviare un'autentica stagione di riforme. Secondo punto: «Spetta quindi ai Presidenti delle Camere definire, secondo le procedure regolamentari, i programmi e calendari relativi alle materie da affrontare in ciascuno dei due rami del Parlamento». Insomma: il Quirinale chiede una rapida calendarizzazione dei lavori dedicati alle riforme. Segue «l'auspicio che si concretizzi un largo e convergente impegno per giungere a soluzioni capaci di concorrere al rafforzamento del sistema politico-istituzionale». E con questo auspicio si chiude il comunicato. Ma si apre, almeno nelle speranze e nelle intenzioni del Presidente, una nuova stagione politica. Le forze politiche rispondono all'appello. Sempre dal Colle era trapelata l'altro giorno una nota di fiducia sulla disponibilità di tutti a parlare, a confrontarsi, a dialogare. Poi però deve giungere il momento della sintesi, della decisione, dell'ac cordo. Non sarà facile. Ma dalla Presidenza della Repubblica, dalla quale non è partito un messaggio ufficiale alle Camere ma un più informale richiamo a mezzo posta elettronica, si lascia intendere che non si tollereranno atteggiamenti dilatori. SA.DA. Giorgio Napolitano Lapresse
42 Sabato 21 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Clima teso La guerra tra tassisti Aggredito chi non protesta In quattro picchiano un collega che lavora. Centinaia in Centrale ::: MARCO FERRARI  Forse parlare di guerra civile sarebbe eccessivo. Ma quanto accaduto ieri mattina a un tassista milanese, aggredito da alcuni colleghi perché pizzicato a lavorare nonostante la mobilitazione spontanea e l'astensione dal servizio delle auto bianche contro le liberalizzazioni del governo, dà comunque l'idea di quanto sia esplosiva la situazione all'interno della categoria. Vittima dell'episodio Stefano B., tassista di 36 anni, che intorno alle 11.30 è stato fermato e aggredito da un gruppo di colleghi. Secondo la ricostruzione da lui stesso fornita, l'uomo era appena ripartito con la propria Citroen C4 dopo aver scaricato un cliente in viale Scarampo quando, arrivato in viale Jenner, è stato raggiunto e bloccato da un collega su una Mercedes C, che per fermarlo gli avrebbe tagliato la strada. Una volta bloccato il collega, l'aggres sore lo avrebbe insultato, rimproverandogli di lavorare nonostante lo sciopero in corso in tutta Milano, per poi sferrargli due pugni al volto. Non solo. Sul posto sarebbero poi arrivate altre quattro persone, a quanto pare pure loro tassisti, che avrebbero a loro volta preso parte all'aggressione. Mentre tre di questi tenevamo ferma la vittima, il quarto avrebbe infatti preso a calci la sua auto, colpito il lunotto posteriore con una sassata e danneggiato lo specchietto retrovisore. Infine, prima di fuggire, i cinque avrebbero anche sottratto al collega i 50 euro che questi aveva guadagnato nel corso della mattinata. Un'aggressione in piena regola, per la quale la polizia ha già arrestato Maurizio N., tassista di 51 anni che sarebbe stato alla guida della Mercedes C e che è stato individuato grazie alla descrizione della vittima mentre si trovava in piazza Duca D'Aosta. L'uomo è accusato di rapina in concorso. «È un mio associato - spiega Salvatore Luca, responsabile dei tassisti per l'Unione artigiani della Provincia di Milano - ed è un po'una testa calda, pieno di debiti e ora esasperato da questa situazione». Il cognato della vittima, Angelo Schiavone, tassista pure lui e rappresentante dell'Unione Tassisti d'Italia, sostiene che erano appena stati insieme a Roma per gli incontri tra governo e sindacati. «Non me lo sarei mai aspettato dai colleghi. Il clima è davvero troppo teso». Un'esasperazione diffusa tra i tassisti. Almeno stando alle targhette con le sigle strappate ai colleghi «crumiri» che ieri sono state appese, come se fossero scalpi, nel parcheggio dei taxi in stazione Centrale. E alla protesta inscenata da 100 autisti al binario 21. Moda in crisi L'agitazione ferma lo shopping nel Quadrilatero ::: DINO BONDAVALLI  Non sono solo i milanesi a essere stati lasciati apiedi dallaprotesta dei tassisti controle liberalizzazioni. Tra chi nei giorni scorsi ha pagato gli effetti dello stop delle auto bianche in città ci sono anche i negozi del Quadrilatero, che hanno dovuto rinunciare al consueto “as salto” da parte dei buyer stranieri presenti in città per l'appuntamento con Milano moda uomo. L'astensione dal lavoro dei tassisti meneghini, che ha colpito anche gli operatori del mondo della moda, a Milano dallo scorso fine settimana fino a martedì 17, ha infatti reso così complicati gli spostamenti da azzerare il tempo libero a disposizione di buyer e ospiti. «Il calendario delle sfilate era molto serrato, e prevedeva appuntamenti in diversi punti della città spiega Guglielmo Miani, presidente dell'asso ciazione di via Montenapoleone - per cui in assenza del taxi tanti operatori si sono dovuti spostare da una location all'altra in metrò». Inutile dire che tutto ciò, oltre a provocare non pochi disagi, ha finito per allungare i tempi di trasferimento. Di conseguenza «i buyer hanno perso quel paio d'ore al giorno che abitualmente dedicavano allo shopping in città, prosegue Miani - con il duplice obiettivo di approfittare dell'occasione di essere a Milano per fare acquisti e di indagare sulle ultime novità proposte dalle boutique», prosegue Miani. A farne le spese soprattutto i negozi del quadrilatero, meta pressoché obbligata per gli operatori del settore moda, le cui attese di un incremento della clientela e del giro d'affari in concomitanza con Milano moda uomo sono rimaste deluse. «Considerato che quest'anno è stato registrato un incremento abbastanza importante della presenza di buyer stranieri alle sfilate, ci aspettavamo che ci sarebbe stato un riflesso positivo anche sul fronte delle vendite nei negozi. Invece, - ammette Miani - di incrementi delle clientela non c'è stata traccia». BRACCIA INCROCIATE Anche ieri i tassisti hanno incrociato le braccia contro le liberalizzazioni del governo Monti. Quattro rappresentanti della categoria sono però andati «oltre» aggredendo e rapinando un collega «colpevole» di lavorare nonostante l'agita zione. Uno di loro è stato arrestato mentre altri tre tassisti sono al momento ricercati Fotogramma
Sabato 21 gennaio 2012 INESAURIBILE. www.citizen.it Dalla luce una carica inesauribile. Il sistema Eco-Drive elimina il problema della sostituzione e dello smaltimento delle pile. Con la sola energia della luce, Eco-Drive fornisce all'orologio una carica infinita. SISTEMA 108
Scoperte 14 lettere inedite di Voltaire dirette a Lord inglesi Una collezione di 14 lettere di Voltaire, uno dei padri dell'illuminismo, è stata scoperta a New York da un accademico di Oxford, il professore Nicholas Cronk. Le missive inedite consentono di fare luce sui rapporti di Voltaire con l'aristocrazia inglese e di comprendere meglio l'influenza del pensiero filosofico ed economico dei circoli intellettuali di Londra sull'autore di Candido e Micromega. Vargas Llosa ha rifiutato la presidenza dell'Istituto Cervantes Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura nel 2010, ha rifiutato la presidenza dell'Istituto Cervantes, prestigiosa vetrina della cultura di lingua spagnola nel mondo. Lo scrittore peruviano, che dal 1993 ha anche la nazionalità spagnola, ha declinato l'offerta con una lettera inviata oggi al capo del governo Mariano Rajoy, secondo quanto ha riferito la radio nazionale. ::: MARTINO CERVO  Nel suo nuovo libro non c'è scritto, ma Giulio Tremonti è stato ministro del governo Berlusconi fino a pochi mesi fa. Uscita di sicurezza (Rizzoli, supervisione pare a cura di Paolo Mieli, come con Gianfranco Fini nel 2009) costerà 12 euro e avrà le figure (grafici, diagrammi, schemi): è l'atteso libro di cui il Corriere della Sera ha pubblicato ieri un'ovattata introduzione. Li bero offre un'anticipazione del contenuto del volume, disponibile nelle librerie alla fine della prossima settimana. Come Berlusconi, neppure Mario Monti né Mario Draghi vengono mai citati. La ritrosia a raccontare il day-by-day politico (nella biografia in terza di copertina si parlerebbe laconicamente di «incarichi pubblici in Italia e all'estero») stupisce se raffrontata all'at tacco feroce che viene portato al governo tecnico. Impossibile non cogliere un riferimento alla rivoluzione italiana del novembre 2011 quando Tremonti accenna all'«ulti mo stadio della finanza», che si mette a «governare in presa diretta facendo uso di tecnici che, loro sì, sono del tutto diversi dal popolo e perciò sanno cosa è bene per il popolo». Un rischio che l'ex ministro accosta al totalitarismo, parlando di «fascismo bianco», cioè quel potere finanziario, politico e accademico che «pensa di incarnare senza alternative il potere costituito». Ma non è nella prefazione pubblicata ieri che ci sono le bordate maggiori. In un capitolo che l'autore dedica all'Europa e ai suoi errori (tutto il volume è un manifesto contro un mal praticato europeismo anti-nazionale), la famigerata missiva del 5 agosto 2011 inviata al governo Berlusconi da Jean-Claude Trichet e Mario Draghi sarebbe definita, secondo chi ha visto le bozze, una «lettera di apostolato finanziario», con una «minaccia di negazione di aiuto all'Italia» tramite mancato acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario. Tremonti farebbe poi un paragone micidiale col Fondo Monetario, giudicando la Bce un Fmi in regime di «occultismo», esercitando la stessa sottrazione di sovranità ma senza ammetterlo. C'è addirittura un parallelo col pronunciamento militare: la versione postmoderna dello stesso colpo di stato avviene oggi per Tremonti con l'argomen to della tenuta sistemica dell'euro, «commissariando» così governi e parlamenti con «tecnocrati apostoli cultori delle utopie, convinti ancora del dogma monetarista», «ingegneri applicati all'econo mia, come nei Politburo», «replicanti totalitaristi alla SaintSimon». Analoghe espressioni l'ex ministro le riserva al Financial Stability Board, ente voluto in seno al G20 per affrontare la crisi, a suo giudizio con esiti pessimi: in pratica, un cavallo di Troia della finanza. Anche lì per l'Italia era presente l'attuale governatore della Bce, come noto non in rapporti idilliaci con Tremonti. Ma come si è arrivati a forme così forti di delegittimazione della politica? Tremonti vede nei subprime del 2008 solo l'indice di più radicali squilibri commerciali generati dal fenomeno della globalizzazione che, con la leva del debito, ha fatto schizzare tempi e dinamiche della finanza rispetto a quelli dell'economia e della politica. Dopo Lehman individua tre errori di governance: una errata analisi al ribasso della gravità dei rivolgimenti, una cura di guai privati (la crisi del debito privato) fatta con soldi pubblici e una incapacità a fissare vere regole di ambito sovra-statale. Il tipico stile Con lo stile che gli ha attirato consensi e ironie, Tremonti passa dalla Caritas in Veritate a Marx. Nella sua ricognizione scorge un «capitale dominante» sganciato dalle realtà fisiche ed economiche, che si auto-moltiplica grazie alla Rete e a meccanismi finanziari automatici. Accusa la massiccia deregulation incoraggiata dall'America della fine del XX secolo fino a contestare i criteri imposti alle banche dall'EBA e da Basilea 3, definita contraria al più elementare buonsenso. La lettura del passaggio tra le sponde atlantiche della crisi è piuttosto lineare: nel caso greco Tremonti vede un piccolo problema economico ingigantito da una colossale mala gestione politica. Questa è il vero agente moltiplicatore della sfiducia generata nei mercati: la rivelazione di un sistema pensato solo per la crescita, ma privo di meccanismi di sostegno reale a momenti di calo. Un insieme di Stati senza moneta, e una moneta creata in laboratorio senza uno Stato, cioè priva di una forza politica che le permetta di essere prestatore di ultima istanza. Richiesta che però Tremonti, da ministro, non pare aver effettuato con particolare vigore. Gli stessi Trattati e istituzioni europee, dunque, non reggerebbero agli stress test cui sottopongono le banche: Tremonti accusa la Bce (qui Draghi non c'entra: non c'era) di scarso controllo sulla proliferazione della finanza costruita sul debito privato per concentrarsi sulla stabilità dei prezzi. L'analisi è interessante nella ricostruzione degli ultimi vertici europei. Tremonti racconta gli incontri del Consiglio straordinario dei capi di Stato e governo europei del maggio 2010: qui si posero le basi di un vero grande livello di integrazione politica con la creazione del Fondo salva-Stati, futuro veicolo per gli Eurobond per cui si batte da anni. Pochi mesi dopo, invece, a Deauville (ottobre 2010), nasce di fatto il direttorio francotedesco, con un patto che prevede l'ipotesi del fallimento degli Stati. Qui Tremonti vede la china fatale: la politica che, mentre gonfia i muscoli nella coppia Sarko-Merkel, cede alla finanza e crea il caos, con la divisione in buoni e cattivi, virtuosi e inadempienti, sottoponendo i governi alla moneta con «demenziale anomalia» e privando il sistema Europa di strumenti in grado di gestire la crisi. Il capitolo sulla Germania apre al nodo del prossimo vertice del 30 gennaio, in cui l'Italia rischia di vedersi stritolare da un fiscal compact ispirato all'austerity tedesca che Tremonti giudica come un vero e proprio atto di guerra. Come se ne esce? Il testo indica quattro ipotesi: catastrofe («non è una leggenda» la fine dell'euro), rottura più o meno gestita dell'area Euro in serie A e serie B (con la seconda gestita dal FMI), riorganizzazione costituzionale dell'Ue con vera Bce ed emissione di titoli comunitari, e infine - non in contrasto con la terza - una «nuova alleanza» tra popoli e Stati. L'ultimo capitolo tratteggia questa alleanza: c'è tutto il mistero-Tremonti. Il riformismo Accenni di socialismo riformista, interventismo pubblico per il bene comune, sprazzi di visione cristiana nella centralità della famiglia, tinte di destra nella lotta al mercatismo e nella riscoperta delle comunità, teorizzazione dell'econo mia sociale di mercato, forti dubbi sulla Tobin tax, tracce leghiste in una federazione di Regioni europee. Il New Deal tremontiano (lui lo chiama Global legal standard) passa dal ripristino della «gloriosa» legge Glass Steagall, che segnò l'era di Roosevelt (poi abolita sotto Clinton) impedendo la commistione tra economia produttiva e attività speculative, e dal «doppio voto» da concedere agli under 30. L'uscita di sicurezza è questa: Stati forti perché figli di un patto coi loro popoli, capaci di far tornare la politica sopra la finanza. Con questo libro, Tremonti fa sapere che, passati i tecnici, intende esserci. Dove, dopo aver rotto con Berlusconi, Pdl e Lega, è un altro dei suoi misteri. Il nuovo saggio dell'ex ministro Tremonti racconta il fascismo dei tecnocrati Giulio passa a Rizzoli e pubblica «Uscita di sicurezza», in cui descrive il governo dei professori come una forma di totalitarismo. E analizza le ragioni della crisi IL TEORICO Nella foto a fianco, Giulio Tremonti, ex ministro dell'Economia nel governo Berlusconi Olycom FATWA INFINITA I fanatici islamisti contro Rushdie Non andrà al festival in India Lo scrittore anglo indiano Salman Rushdie ha annullato la sua partecipazione al festival di letteratura nella città indiana di Jaipur dopo essere stato allertato da «fonti dei servizi di intelligence degli stati indiani del Maharashtra e del Rajasthan» di minacce contro la sua vita. «Sicari della mafia di Mumbai sarebbero già partiti per Jaipur per farmi fuori», ha reso noto l'autore, costretto per anni a nascondersi dopo la pronuncia di una fatwa contro di lui per il presunto contenuto blasfemo del romanzo I versetti satanici.
16 Sabato 21 gennaio 2012 ESTERI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Viaggio nella macelleria sociale ellenica In attesa della rottamazione i greci preparano la rivolta Paghe dimezzate: la gente è costretta a vivere senza riscaldamento, fare la spesa nei cassonetti e guardare serial turchi. E la polizia aspetta attentati e sommosse (...) cogliere agrumi dagli alberelli ha ben altro a cui pensare, come ad esempio, pagare le tasse sulle casa. E stiamo parlando dei più fortunati, perché quelli che lo sono un po' meno hanno l'altro, più prosaico problema di arrivare a fine mese. Per tutti gli altri invece c'è la prospettiva della miseria. Un'esagerazione? Provate a guadagnare 1500 euro al mese, che in Grecia è considerato uno signor stipendio, e da un giorno con l'altro prenderne 750. Così, di punto in bianco. Perché questo sta succedendo in Grecia. ADDIO PRIVILEGI Da Paese dove anche la figlia di un dipendente pubblico defunto percepiva una pensione in quanto “figlia di dipendente pubblico e defunto”, si è passati a Paese che da un giorno con l'altro dimezza senza preavviso anche le pensioni a chi le aveva giustamente maturate. I tagli, e che tagli, riguardano tutti, anche gli stipendi degli statali non ancora defunti, che da queste parti sono un esercito di 750 mila persone (su 4 milioni di lavoratori). Cinquanta per cento in meno a chi prende di più (si fa per dire), fino a venti a chi prende meno. Ecco cosa succede in Grecia, se qualcuno ad esempio stava pagando un mutuo di 500 euro al mese e ne guadagnava 1500 ci stava dentro, con 750 non gli resta che raccogliere arance dagli alberelli per strada, perché il resto che gli rimane se ne andrà per pagare le tasse su quella stessa casa che non è nemmeno ancora sua. Ma questa non è che una parte della popolazione, perché molti hanno perso anche il lavoro, l'amministrazione pubblica sta tagliando qualcosa come 200mila posti, le poche aziende private falliscono una dietro l'altra e quelle che sopravvivono licenziano chi prende di più e assumono personale nuovo, disperato e sottopagato. La disoccupazione ufficiale è al 18 per cento, quella reale, dicono, potrebbe essere anche il doppio. Tra quelli che frugano nei bidoni dell'im mondizia non ci sono solo più gli albanesi o i pakistani, ma anche i greci. Lo fanno di notte o al mattino presto, per non essere visti. Arrivano col carrello della spesa, riempiono le bottiglie di olio o di vino coi fondi di quelle buttate. Chi può, o chi ha un po' di coraggio, se ne va dal Paese. Chi invece di coraggio non ne ha proprio ma ha un po' di soldi, li porta all'estero. Sembra che negli ultimi mesi dalle banche greche se ne siano andati sei miliardi di euro, mentre quelle estere, soprattutto svizzere, hanno fatto affari d'oro. ATENE SOSPESA Questa premessa non ha certo la presunzione di spiegare cos'è Atene oggi, nel gennaio del 2012, al tempo della crisi, a ridosso del quasi scontato fallimento rimediato di volta in volta con qualche cerotto che non una scintilla, che una persona qualsiasi, magari anche un ambulante, faccia un gesto brusco, maldestro, che risvegli gli istinti rivoluzionari degli ansiosi ateniesi. Un po' come è successo a Tunisi insomma, giusto un anno fa. Sì, di questo hanno paura i politici in Grecia, il nuovo governo odiato quanto il precedente e solo poco meno della Germania e della Merkel, sempre più paragonata a Hitler nei pochi quotidiani rimasti in edicola (l'ultimo, Elefterotipia, il secondo in tiratura, ha chiuso tre settimane fa). La polizia ha aperto gli occhi già da tempo, temono un possibile risveglio del terrorismo rosso, il gruppo del “17 novembre” ad esempio, o quelli di Epanastatikòs Agónas (Lotta Rivoluzionaria). I politici invece temono di più i cittadini, spremuti come limoni, o come le arance che punteggiano le disadorne strade della capitale e che nessuno, nonostante tutto, vuol mangiare. I cittadini sulle spalle dei quali si sta pesantemente adagiando il fardello della scellerata politica dei governanti ellenici ma anche delle scelte inadeguate ed egoiste dell'accoppiata MerkelSarkozy. In Italia qualcuno dice che la soluzione per la Grecia potrebbe essere quella di abbandonare l'euro e tornare alla cara vecchia dracma. Ma guai dirlo ad Atene, loro all'Europa credono ancora, ci entrarono dopo la caduta dei Colonnelli nell'81, e nessun greco ha voglia di diventare come l'Albania. Nella migliore delle ipotesi ti danno del comunista, perché in Grecia è la sinistra radicale che vuole il ritorno alla dracma. Altrimenti pensano che tu sia un evasore fiscale, che hai portato i soldi all'estero e che approfitteresti della conseguente svalutazione della nuova dracma per comprarti proprietà pubbliche a prezzi stracciati che i governanti sono già pronti a mettere sul mercato. LA GALLINA E L'UOVO Magari anche il Partenone, visto che già è possibile affittarlo a soli 1600 euro al giorno per farci un matrimonio. Una storia vecchia ad Atene, devastata da palazzinari senza scrupoli avvallati da politicanti con ancora meno scrupoli. Come in Italia gli evasori fiscali sono una categoria ben consolidata e forse ancora più consistente che in Italia. Difficile da sradicare, sta anzi approfittando perfino della crisi. Tra un lavoro fatturato e uno senza fattura e quindi più economico, il cittadino nei guai preferirà sempre il secondo. Come dargli torto, meglio un uovo oggi che la gallina domani. Anche perché domani la gallina avrà già fatto default, e chi ti restituirà i tuoi soldi? In fondo poi il fisco continua a far finta di non vedere. Tranne naturalmente quando si tratta di far pagare le tasse sulla casa. Quelle sì. In Grecia per non sbagliare le paghi con la bolletta della luce e del gas. E se non paghi, naturalmente ti tagliano sia la luce che il gas. Poco male, perché molti greci questo inverno per risparmiare hanno deciso di non accendere il riscaldamento e di usare il camino o la stufa, andando a rubare la legna in campagna. E se manca anche l'elettricità non è poi un dramma, anzi: farne a meno vuol dire rinunciare alla televisione dove da qualche mese a questa parte trasmettono serial comprati a basso prezzo in Turchia. Sono in lingua originale, sottotitolati in greco. Che umiliazione. Ripresi i negoziati sugli aiuti Le banche raggiungono un mezzo accordo con Atene  La Grecia e i suoi creditori privati hanno quasi chiuso un accordo su un «haircut» (tosatura) del 50% del debito che prevede per Atene nuovi titoli di Stato con una cedola in graduale aumento dal 3,5% al 4,6% circa, con una media del 4-4,2%. Lo riferiscono fonti vicine alla trattative, citate dall'agenzia Dow Jones. Le due parti starebbero discutendo di un periodo di grazia di circa un decennio sui pagamenti del debito e l'eventuale cancellazione per i creditori privati potrebbe raggiungere il 65-70%. Questa era la situazione al termine della mattinata di trattative che riprenderanno in serata, precisano le fonti. I dettagli finali sono ancora in discussione, quindi potrebbero esserci modifiche. Di fatto, la Grecia e i rappresentanti degli obbligazionisti, soprattutto banche e fondi di investimento, starebbero discutendo sull'aumento a un tetto massimo del 4,6% su obbligazioni a lungo termine con un coupon iniziale del 3,5% sui nuovi bond a scadenze più brevi. Stando a quanto rivelano fonti interne, le nuove obbligazioni avrebbero scadenze fino a 30 anni, con un periodo di rimborso del debito principale fino a 10 anni in discussione. L'obiettivo è quello di tagliare 100 miliardi di euro dei totali 360 miliardi di debito della Grecia, facendo risparmiare ad Atene circa 4 miliardi all'anno nel pagamento degli interessi. L'ammontare del sostegno pubblico per la Grecia dipende dall'entità delle riduzioni del settore privato nel debito complessivo del Paese. I rappresentanti della Troika (Ue, Bce e Ue) stanno monitorando la situazione e le negoziazioni dovrebbero continuare nel fine settimana in attesa di «un accordo valido, credibile ed efficace». Ma almeno sembra che il tanto temuto rischio-default di Atene possa essere scongiurato. Ovviamente dall'altra parte del tavolo delle trattative ci sono di nuovo le modifiche al contratto collettivo di lavoro, l'ulteriore riduzione del costo del lavoro tramite la riduzione dello stipendio minimo garantito e l'abolizione della tredicesima e della quattordicesima mensilità nel settore privato, misure per le quali il governo non ha escluso un intervento legislativo nel caso in cui le parti sociali non giungessero ad un accordo. Nel frattempo le parti sociali sono al lavoro per fissare un nuovo incontro dopo che il precedente era saltato a causa di una contestazione messa in atto da un gruppo di sindacalisti del Pame, il sindacato vicino al Partito Comunista. Niente default in vista ma per chi lavora altre sofferenze. C.A. Un greco travasa rimasugli di olio da una bottiglia buttata Ap fa altro che estendere la cancrena. Questa somma di dati non può certo rendere l'idea dell'atmosfera di sospensione che aleggia ai piedi dell'Acro poli, come se la gente aspettasse l'arrivo di una catastrofe. I negozi vuoti e desolati in una via a buon mercato come la centrale Aiolou, i pochi visitatori al Partenone e nei musei, i ristoranti senza clienti a Thiseio. Sembra che la gente attenda che qualcuno inneschi ::: segue dalla prima CARLO NICOLATO . il reportage
13Sabato 21 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Processo Ruby-bis I giudici scambiano le Olgettine per verginelle Cinque ragazze delle cene di Arcore chiedono i danni alla Minetti per sfruttamento. E le toghe accolgono il ricorso ::: POLITICA E GIUSTIZIA ::: SALVATORE GARZILLO  È scoppiata la guerra tra le «Olgettine». Iris Berardi e Barbara Guerra, habitué delle feste organizzate da Berlusconi a Villa San Martino e inquiline del celebre residence di via Olgettina, si sono costituite parte civile contro Nicole Minetti. L'annuncio è arrivato ieri durante un'udienza del processo «Ruby-bis», a carico di Emilio Fede, Lele Mora e della Minetti, accusati di favoreggiamento e induzione alla prostituzione, anche minorile. L'impatto è lo stesso di una granata a grappolo, ma le schegge sono tutte indirizzate alla consigliera regionale del Pdl che ora dovrà vedersela anche contro le accuse delle due - ormai ex - amiche. Il loro legale Luigi Faggella ha spiegato che le ragazze si dichiarano «vittime e persone offese» dell'induzione e del favoreggiamento della prostituzione nei presunti festini di Arcore. La scelta delle ragazze di opporsi alla sola Minetti è dovuta al fatto che «gli episodi che le riguardano sono da ascriversi alla sola consigliera regionale», ha chiarito l'avvocato. Insomma, Guerra e Berardi lamentano un danno morale, mentre quello d'immagine è, secondo Faggella, «nei fatti ed è dovuto al battage pubblicitario del processo». Durante l'ultima udienza il giudice della quinta sezione penale di Milano, Anna Maria Gatto, aveva disposto di notificare il decreto per il processo a tutte le trentadue ragazze maggiorenni che avrebbero partecipato assieme a Ruby alle «cene eleganti» organizzate ad Arcore dall'ex premier, la cui posizione è stata già stralciata. È bene sapere che una recente giurisprudenza ha stabilito che anche le persone che subiscono il reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione sono da considerarsi «vittime» e persone offese da reato. Ecco il motivo dell'istanza delle due olgettine, presentate dall'avvoca to attraverso un riferimento ai principi espressi nell'ordinanza del giudice: «Libertà di autodeterminazione nella sfera sessuale della donna e dignità della persona». Manco fossero state minacciate armi in pugno per varcare i cancelli di Villa San Martino. Parole pesanti, troppo per la sensibilità di Ambra Battilana, una delle tre ragazze (le altre sono Chiara Danese e Imane Fadil) che in occasione della scorsa udienza si sono costituite parte civile contro i tre imputati. L'arringa dell'avvoca to Faggella fa scoppiare in lacrime la Battilana, costretta ad abbandonare l'aula con il viso tra le mani. Di tutt'altro umore la Fadil, che all'uscita dichiara: «Sono contenta, adesso si chiariranno un sacco di cose, mi toglierò dei sassolini dalle scarpe». In attesa che ciò accada, i legali di Mora, Minetti e Fede cercano di smontare il teorema sul danno d'immagine. Non solo non esisterebbe, ma il «danno lamentato non è risarcibile poiché è derivato dall'esposizione mediatica, non dai reati contestati». Le difese sostengono che per Ambra e Chiara, invitate ad Arcore la sera del 22 agosto 2010, «il fatto di non aver concesso nulla di sessualmente rilevante non rende perfezionato il reato di induzione della prostituzione». Inoltre, per gli avvocati Marco Righi, Gaetano Pecorella e Luca Giuliante, il danno sarebbe ascrivile al «clamore mediatico provocato anche dalle interviste rilasciate dalle dirette interessate e non certo dal comportamento degli imputati». Nonostante i tentativi di opposizione, i giudici milanesi hanno accolto le richieste delle ragazze, spiegando che per ora bastano e avanzano le dichiarazioni delle «arcorine». Con la decisione della Berardi e della Guerra, si chiude ufficialmente il teatrino luccicante delle olgettine. Sorrisi e lustrini mostrati fin dal primo momento dello scandalo, hanno ormai lasciato il posto a rancori e dissidi giudiziari. Le amicizie consolidate durante le feste e le cene con il premier si sono sciolte sotto i flash dei fotografi del Palazzo di giustizia. Baci, abbracci, tenerezze e solidarietà femminile sono un lontano ricordo. Lo sport ufficiale di queste avvenenti signorine è diventato la lotta nel fango. L'inchiesta Mills ribadisce: «Niente soldi dal Cav» L'avvocato nega il coinvolgimento di Berlusconi. Resta il giallo sulla data della prescrizione . LE BELLE DI ARCORE  Il calendario era complesso, almeno quanto l'intera faccenda. Ma pare, per evitare la prescrizione del reato, sia stato trovato l'accordo tra la procura di Milano e gli avvocati di Silvio Berlusconi per il processo che vede imputato l'ex premier per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato inglese David Mills. Ora il calendario dovrà essere valutato dai giudici della 10a sezione del tribunale di Milano davanti ai quali si sta celebrando il processo. La sentenza potrebbe arrivare l'11 febbraio prossimo. Delle nove udienze in calendario una è saltata, ne restano quindi otto. In quelle del 25 e 26 gennaio verrà portato a termine l'esame di Mills, il 31 gennaio potrebbero esserci eventuali dichiarazioni spontanee di Silvio Berlusconi, oltre a due testi e a un consulente della difesa, il 3 febbraio consulente e un testimone, mentre per il 4 febbraio non è stata data indicazione precisa. Il dibattimento si concluderà il 6 febbraio, con la testimonianza dell'armatore Diego Attanasio, il 9 febbraio la parola passerà al pm Fabio De Pasquale per la requisitoria e l'11 ai difensori per l'arringa. Sembra non esserci accordo, invece, sulla data della prescrizione. Per la difesa dell'ex premier il reato andrà in prescrizione il 18 febbraio, per la procura non prima del 19 febbraio, mentre, stando ai calcoli del tribunale, dovrebbe scattare il 14 febbraio. L'udienza di ieri ha visto iniziare il controinterrogatorio di Mills da parte della difesa di Berlusconi. L'inglese ha ribadito quanto già detto nei mesi scorsi al pm De Pasquale. Mills ha insistito sul fatto di aver inventato tutto, che riguardo la circostanza che i 600mila dollari in questione gli fossero arrivati da Mediaset. Mills ha insistito: quei soldi gli vennero elargiti dall'armatore Diego Attanasio; e a suo tempo inventò la storia che gli fossero arrivati da Carlo Bernasconi ex manager Fininvest su ordine di Berlusconi solo perchè temeva di avere problemi con il fisco inglese. Mills, inoltre, ha riaffermato di «aver avuto l'impressione» che i pm non gradissero la storia diAttanasio e che,quindi durante il suo primo interrogatorio nel luglio 2004, parlò di Berlusconi. Pur ammettendo di «non aver avuto subito pressioni dalla procura» di Milano ritenne opportuno continuare su quella linea. Silvio Berlusconi, presente, dopo l'udienza non s'è trattenuto: «È paradossale, il ministro della Giustizia ha dichiarato che ci sono 9 milioni di processi e 140 mila prescrizioni all'an no e a Milano processano solo il sottoscritto». Ha poi aggiunto: «Io devo essere assolto nel merito perché anche oggi Mills ha detto che quei soldi li ha ricevuti da Attanasio e in più il processo è già prescritto e qualsiasi sentenza arriverà non ci saranno effetti giuridici». A.B. ::: LE DATE IL CALENDARIO Delle nove udienze fissate per il processo Mills, una è saltata e quindi ne restano otto L'INGLESE Il 25 e 26 gennaio prossimi verrà portato a termine l'esame di Mills IL CAVALIERE Il 31 di gennaio potrebbe esserci spazio per alcune dichiarazioni spontanee di Silvio Berlusconi, oltre a due testi e un consulente della difesa ATTANASIO L'armatore testimonierà il giorno 6 febbraio IL PM La requisitoria del pm Fabio De Pasquale avrà luogo il 9 febbraio, mentre il giorno 11 toccherà agli avvocati difensori per l'arringa LA PRESCRIZIONE Non c'è accordo sulla data: per la difesa scatterebbe il 18 febbraio, per la Procura non prima del 19, mentre al Tribunale risulta il 14 Alcune delle ragazze che hanno partecipato a serate nella residenza dell'ex premier Silvio Berlusconi ad Arcore (da in alto a sinistra, in senso orario): Iris Berardi; la ballerina e fotomodella cubana Marysthell Garcia Polanco; la marocchina Imane Fadil, cui i giudici hanno riconosciuto lo status di parte civile nel processo Ruby; Nicole Minetti, consigliera Pdl in Regione Lombardia e la soubrette Barbara Guerra. Vip-gate, Savoia-gate, Vallettopoli, P4. Grazie a intercettazioni e interrogatori finiti sui giornali il pm Henry John Woodcock è diventato caso da manuale. Forse per questo lunedì 22 gennaio (facoltà di Giurisprudenza di Tor Vergata, Roma) sale in cattedra per insegnare “Obbligo del segreto e divulgazione di atti d'indagine”? il graffio Honoris causa
43Sabato 21 gennaio 2012LOMBARDIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: MASSIMO DE ANGELIS BERGAMO  Una lotta senza confine in Lombardia per la paternità di un piatto tipico. È così destinata a durare all'infinito la querelle tra Sondrio e Bergamo, l'una contro l'altra a causa dei «Pizzoccheri della Valtellina». Dopo mille polemiche, e altrettanti rinvii, era stata convocata una pubblica audizione nella sede della Camera di Commercio di Sondrio alla presenza di trafelati funzionari del Ministero delle Politiche Agricole, giunti espressamente da Roma. Bisognava raccogliere la necessaria documentazione per aprire l'iter ufficiale sul conferimento del marchio europeo Igp (Indicazione geografica protetta) alla contesa pietanza. Non è in discussione il fatto che i pizzoccheri abbiano diritto al riconoscimento, ma è necessario delineare l'ambito territoriale in cui potranno essere prodotti. Due gli schieramenti opposti, da ben dieci anni, senza accordo alcuno. Da una parte il «Comitato per la valorizzazione della Valtellina», che a spada tratta sostiene di limitare l'area esclusivamente al territorio amministrativo della provincia di Sondrio, forte di una notevole produzione e un indiscutibile patrimonio locale. Di contro il Pastificio Annoni di Fara Gera d'Adda, che da sessant'anni produce su scala industriale circa 11 mila quintali di pizzoccheri secchi. Carte alla mano chiede l'allargamen to della zona alla fascia dei comuni rivieraschi dell'Adda, dimostrando come il grano saraceno proveniente dalla Cina sia stato introdotto nella Bergamasca sin dal secolo XV, e solo cento anni più tardi lungo l'intero arco alpino. I funzionari capitolini giunti in valle per cercar di dirimere l'annosa questione, hanno ascoltato con attenzione tutti gli esponenti delle fazioni in causa (assessori, politici, artigiani, direttori commerciali e rappresentanti delle aziende). Dopo aver letto gli articoli preposti, tra i mugugni dell'assemblea, si è scatenata ancora una volta la battaglia sul fatidico «punto 3», quello che definisce le aree. Una soluzione difficile da trovare, un muro contro muro tra ricorsi e carte bollate. Nessuna delle parti retrocede, convinto delle proprie ragioni, impedendo il raggiungimento di una soluzione condivisa. I duellanti rincasano delusi. Ma al calar della sera sulle strade di Teglio e Morbegno iniziano a comparire le prime scritte «Giù le mani dal Pizzocchero» mentre dalla Bergamasca rispondono in coro: «Il grano Saraceno ce lo abbiamo noi». Non resta che attendere la prossima puntata. ::: LE MOTIVAZIONI DALLA PARTE DI SONDRIO Il «Comitato per la valorizzazione della Valtellina» sostiene che i veri pizzoccheri sono nati e vengono fatti nella provincia di Sondrio. Il prodotto è considerato un indiscutibile patrimonio locale DALLA PARTE DI BERGAMO Il Pastificio Annoni di Fara Gera d'Addaproduce da 60 anni 11 mila quintali di pizzoccheri secchi. Edato che il grano saraceno concui vengono fatti viene dai comuni dell'Adda chiede l'allargamento della zona alla Bergamasca LODI Assomiglia a Checco Zalone Preso rapinatore LODI Se aveva pensato di poter avere un futuro da rapinatore, si è dovuto ricredere ieri quando i carabinieri del comando provinciale di Lodi hanno bussato alla sua porta. Per arrestarlo, insieme a tre complici con i quali aveva messo a segno tre rapine, nei mesi scorsi, tra lodigiano e Pavese. I militari sono arrivati a lui, e quindi ai suoi «colleghi», grazie alla sorprendente somiglianza con l'attore comico Checco Zalone, da subito segnalata alle forze dell'or dine dalle vittime. Non solo. A Tromello, nel Pavese, E.V., 26enne di Landriano, si era presentato una sola volta ma a Sordio, nel lodigiano, per due volte: è così che le vittime non hanno avuto dubbi nel riconoscerlo. Con lui, in cella sono finiti S.P., 50 anni di Gaggiano, C.T., 48 anni di Vigevano e N.D.P., 45 anni di Trezzano sul Naviglio. I tre stavano attenti a tutto: al telefono si tenevano aggiornati sulla preparazione dei colpi parlando di macerie e cantieri. Ma i militari, dopo qualche mese di indagine, e anche grazie ai filmati delle telecamere interne alle banche rapinate e considerando le foto segnaletiche di malviventi precedentemente coinvolti in fatti simili, non hanno avuto più dubbi e li hanno individuati. E ha nulla sono serviti i continui cambi di pettinatura. FLAVIA MAZZA CATENA Guerra gastronomica Valtellina e Bergamo se li contendono Pizzoccheri senza pace Per ottenere il marchio Igp va stabilita la zona d'origine E dopo dieci anni di lotta ora interviene il ministero Varese, la battuta su Busto Arsizio Maroni prende in giro i bustocchi, loro si offendono SERIATE (BG) . Falsi dentisti denunciati Le Fiamme Gialle hanno denunciato 6 persone che svolgevano attività medica abusiva in campo estetico e odontoiatrico a Seriate. Sequestrati cosmetici e anabolizzanti. Fra i denunciati due falsi dentisti e due medici compiacenti.[Oly] ::: MARCO TAVAZZI VARESE  Campanilismi e rivalità tra comuni. La «Padania» è fatta anche di questo. Note da sempre quelle tra Varese e Como, forse perché quando Mussolini creò la provincia di Varese sottrasse buona parte del territorio ai comaschi. Per non parlare dall'altra parte della Lombardia, delle tensioni tra bergamaschi e bresciani. Uno scenario che si ripete anche in piccolo, all'interno della provincia di Varese, tra cittadini del capoluogo e abitanti di Busto Arsizio. Rivalità calcistica tra le due squadre locali, ma anche politica. E oggi anche leghista. Perché guarda caso i due principali contendenti nello scontro interno sono il varesino Roberto Maroni e il bustocco Marco Reguzzoni. Per attaccare quest'ultimo, il Bobo, nella serata di mercoledì a teatro, dove il popolo lumbard lo ha incoronato successore di Bossi, non ha resistito a fare una battuta: «Dicono che sono invidioso di un deputato che abita a Busto Arsizio - ha detto - ma come si fa ad essere invidiosi di uno che abita a Busto Arsizio?». Ed evidentemente ha fatto centro visto che il pubblico ha risposto con la ola. Forse ben pochi bustocchi se non nessuno sedeva in platea. Una battuta - a suo dire- senza cattiveria, dal momento che Maroni non ha mai dimostrato antipatia nei confronti di Busto Arsizio. Ma la reazione dei bustocchi, che l'anno scorso hanno superato la città giardino come numero di abitanti e che da sempre anelano al ruolo di capoluogo, non si è fatta attendere. Il sindaco di Busto Gigi Farioli (Pdl), giudica l'espressione di Maroni «una scivolata» e annuncia «una letterina sul filo dell'ironia». Ma la risposta più tagliente è della leghista e bustocca Paola Reguzzoni, dirigente provinciale e sorella del capogruppo, che scrive su Facebook: «Caro Bobo come si fa ad essere invidiosi di uno di Lozza?», riferendosi al paesino appena fuori Varese dove vive la famiglia di Maroni. L'ex consigliere comunale bustocco Antonio Raimondi, uno dei pochi maroniani nella roccaforte reguzzoniana, non se la prende. «È stata solo una battuta di spirito, quel che davvero conta è che Bobo finalmente ha tirato fuori i maroni». E non se la prende nemmeno il consigliere Pdl Checco Lattuada: «Maroni non ce l'ha su con Busto, è una questione politica interna alla Lega».
25Sabato 21 gennaio 2012 segue a pagina 26 segue a pagina 27 IL TORCHIO Cartoline (di protesta) dagli sconosciuti Bisogna capire se ci è o ci fa. Chi? Ma il governo dei supertecnici. Che forse stanno coccolando l'idea di mettersi in politica. C'è la famigerata Imu sui terreni e i fabbricati agricoli. Un balzello da oltre un miliardo. Il ministro Mario Catania – che tecnico lo è davvero – dice: anche l'agricoltura deve fare la sua parte, però bisogna distinguere tra chi lucra una rendita fondiaria e chi invece campa grazie a quei terreni e quei fabbricati che essendo beni strumentali devono avere un trattamento fiscale agevolato. Su questa linea tutti d'accordo: Monti dice di sì, lo dice pure Passera. E invece? Al momento di portare in Parlamento il Milleproroghe che doveva correggere la distorsione dell'Imu verde, il ministro Piero Garda ritira l'emendamento e lascia tutto come sta. Significa che la tassa la pagheranno tutti in misura eguale: quelli che sudano la terra e quelli che invece se la godono. Contro queste misure la Confagricoltura ha fatto fiamme e fuoco e ha invaso palazzo Chigi con miglia di cartoline listate a lutto per annunciare l'addio dell'agricoltura italiana. La Coldiretti – di solito prontissima a scendere in piazza – invece ha un atteggiamento più low profile. Qualcuno azzarda che la vecchia tradizione bonomiana, visto come si mettono le cose col governo, consigli di tentare alleanze con i tecnici perché se diventano politici c'è un bel centro da occupare. Andrà così? Ai posteri l'ardua sentenza. L'attualità però una cosa ci propone. Visto che dell'agricoltura a questo governo non gliene frega niente evidentemente ha deciso di non accettare cartoline (di protesta) dagli sconosciuti. L'ITINERARIO DEL GUSTO Made in Italy, una promozione da bocciatura Mentre l'agropirateria ci ruba 60 miliardi l'anno noi non riusciamo a sostenere i nostri prodotti Alle pendici del vulcano, sulle sabbie nere di lava cresce un vitigno antico: il Nerello Mascalese. È il protagonista di un primato siciliano. Vini di eccelsa finezza che profumano di marasche e sfumano nel mito ::: GULIA CANUTO ALTA BADIA  Nel magico scenario dell'Alta Badia, tra il colore verde della natura che emerge e il colore bianco della neve che veste, i bambini si sfidano a pallate, gli sportivi si divertono sulle piste con sci e snowboard, e tutto mentre i più grandi chef italiani e stranieri si contendono fama e onori alla settima edizione della Chef's Cup Südtirol 2012, da domani al 27 gennaio in scena a Badia. La location d'incanto non si discute – nel 2008 il Touring Club Italiano l'ha anche proclamata «Migliore località delle Alpi» –ma la landa altoatesina è nota anche per le tipicità della gastronomia tradizionale e per i personaggi ad essa connessi. Come i protagonisti della prima giornata, domenica 22 gennaio, undici chef dell'Alto Adige accompagnati da eno-produttori del territorio – Cantina Erste + Neue, Tenuta Manincor, Tenuta Weger-Hof e Haderburg – che si esibiscono a cena tra i tavoli dell'Hotel Rosa Alpina a San Cassiano. Tra gli undici anche i tre chef stellati dell'Alta Badia famosi come i DoloMitici: Norbert Niederkofler del Ristorante St. Hubertus all'interno dell'Hotel Rosa Alpina, Fabio Cucchelli del ristorante La Siriola di Ciasa Salares e Arturo Spicocchi del ristorante La Stüa de Michil all'interno dell'Hotel La Perla. Il trio aprirà la manifestazione e sfiderà chef stellati di fuori provincia in veri duelli sulla neve, in due show cooking al Rifugio Col Alto sopra Corvara (i presenti al pranzo potranno assaggiare i piatti di entrambi i cuochi al prezzo di 20 euro, bevande escluse). Il primo round sarà mercoledì 25 gennaio tra Cucchelli e lo scozzese Geoffrey Smeddle; il secondo(...) perano in iniziative promozionali di dubbia utilità, quasi sempre autoreferenziali e dal carattere estemporaneo, probabilmente il made in Italy dell'agroalimentare sarebbe un'altra cosa. E' un mestiere che per esempio si è incaricata di fare Veronafiere con il Vinitaly e con il riconfermato accordo tra Riello e Mantovani e l'Unione Italiana vini di Lucio Mastroberardino. Ma altri tentativi di sinergia promozionale in Italia non se ne vedono mentre Buonitalia – che doveva essere la nostra Sopexa ed è finita in un cul de sac – è morta sotto una montagna di debiti e dell'Ice chiuso per manifesta incapacità non se ne sa più nulla. Il bello è che tutto questo avviene nell'anno record delle nostre esportazioni del food & wine che hanno sfondato la quota dei 30 miliardi. Pare durissimo però sfrondare il sottobosco delle agenzie, dei maitres a gouter, degli enti regionali di dubbia efficacia e di faronici budget, dei promoter che sembrano tanti Dulcamara del donizettiano Elisir d'Amore che urlano a squarcia gola “udite, udite o rustici” per dar a d'intendere che loro sanno come fare a promuovere l'enogastro nomia e in realtà hanno l'atteggia mento da imbonitori del venghino venghino signori da sagre di strapaese. Per questa via non si va da nessuna parte e se non fosse per l'ostinazione dei produttori e per la qualità dei prodotti per l'enoga stronomia ci sarebbe una sonora bocciatura. Dato che diventa da allarme rosso se si considera che l'agropirateria – ci frega circa 60 miliardi all'anno di fatturato con volgarissime e spesso dannose imitazioni del made in Italy – continua a fare affari e che ora a questo banchetto si è seduta pure la mafia. (...) segue a pagina 27 Rosso Etna ::: CARLO CAMBI CATANIA  Tutto probabilmente è cominciato in un giardino. Arrivarono i pelasgi su veloci legni e fu Naxos equidistante da Messina e Catania. Portavano con se vigna antichissima: profumata di salmastro e di sole. Oggi degustarla in forma di vino che sia il raro Faro del messinese (ottimo quello di Palari) o il più noto Etna Rosso del catanese significa sorseggiare il mito. Quell'uva si chiama Nerello Mascalese e potrebbe fare delle pendici dell'Etna la Borgogna d'Italia solo che noi italioti avessimo più amore, considerazione e gelosia dei nostri inarrivabili frutti (...) Apre domani la Chef cup Sfida di stelle in Alta val Badia ::: CARLO CAMBI  Basta dare un'occhiata al calendario degli eventi e vengono i brividi. Solo a Milano ai primi di febbraio è un profluvio di show cooking, di festival (ce ne occuperemo of corse) per non dire delle cento missioni che affollano New York, dove ormai i giornalisti ingrassano per i banchetti delle Regioni italiane. Senza contare le migliaia di missioni all'estero: scoordinate, inutili. C'è un'ansia di promozione dell'enogastronomia italiana perché abbiamo una immarcescibile tendenza al tarallucci e vino e un individualismo esasperato. Se si mettessero in un unico salvadanaio, magari con una regia tecnica ben studiata e ascoltando le vere esigenze dei produttori, tutti i soldi che, nonostante la crisi, si sper-
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