ULTRAZOOM
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16 Venerdì 20 gennaio 2012 ESTERI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Per arrotondare le spese Partenone e bunker di Hitler Adesso la storia è in affitto Atene svende l'Acropoli a 1600 euro al giorno per matrimoni e film Mentre per un anno alla “tana del lupo” del Führer bastano 90mila euro ::: ALESSANDRO CARLINI  Quando gli Stati finiscono i soldi sono pronti a tutto pur di far cassa, anche a spalancare ai privati le porte di monumenti e luoghi storici. Accade in Polonia, Grecia, Francia, se ne discute (e non solo) in Italia. Ci sono una serie di casi eclatanti che hanno ottenuto consensi e critiche. Come quello della cosiddetta Tana del Lupo, il quartier generale di Adolf Hitler durante la guerra sul fronte orientale contro l'Unione Sovietica. Si trova nel nord-est della Polonia e, anche se sono rimaste soprattutto le macerie dei bunker nazisti, è visitato ogni anno da più di 180 mila persone. Ora appartiene al Servizio forestale di Varsavia, che offre la proprietà di 13 ettari in affitto al prezzo di 110 mila euro l'anno. I polacchi si rivolgono naturalmente a tour operator o fondazioni che siano pronti a sfruttare le potenzialità turistiche del luogo, e a metterci molti soldi per realizzare nuove strade e un museo. Si vuole però scongiurare il rischio che qualche fanatico neonazista metta le mani su uno dei luoghi più importanti della seconda guerra mondiale. In quel complesso di 80 tra edifici e bunker nascosti nella foresta e un tempo difesi da campi minati e trincee, Hitler diresse l'assalto delle sue truppe contro i sovietici. Ma soprattutto lì venne compiuto il maggiore attentato contro il dittatore, organizzato dal colonnello Claus von Stauffenberg. Purtroppo la carica di esplosivo non era abbastanza potente e il complotto contro Hitler – in codice Operazione Valchiria (come l'omonimo film con Tom Cruise) – fallì e venne represso nel sangue. Oggi non c'è rimasto molto da vedere: gli stessi nazisti distrussero gran parte della Tana del Lupo prima di abbandonarla ma resta una delle maggiori attrazioni della zona. Tutt'altra storia è quella del::: FOR RENT ACROPOLI Ogni anno vistano l'acropoli una media di 6 milioni di persone, anche se negli ultimi mesi c'è stata una discreta diminuzione. Il prezzo per la visita è attualmente di 12 euro (5 euro l'entrata all'adiacente nuovo museo). Per l'affitto al giorno, per matrimoni, girare film, pubblicità, o altre attività, la cifra fissata è di 1600 euro. WOLFSSCHANZE La “tana del lupo” (Wolfs schanze), situata vicino all'attuale cittadina di Ketrzyn, in Polonia, è lo storico bunker dove Hitler subì un attentato nel '44 al quale sfuggì per un pelo. Il luogo, per la verità non molto ospitale, è in affitto per 90mila euro l'anno. l'Acropoli di Atene, un tempo culla della civiltà occidentale, e ora svenduta dal governo ellenico a pubblicitari e registi. Un destino che potrebbe riguardare molti altri monumenti della Grecia a rischio default. Una circolare ministeriale di fine dicembre fissa il nuovo tariffario del gioiello nazionale, con l'esempio di un forfait quotidiano di 1.600 euro per le riprese professionali sull'Acropoli. Si tratta di 2400 euro in meno rispetto a quanto veniva chiesto nel 2005. C'è lo sconto per i set fotografici: solo 200 euro per 24 ore. Scendono anche le tariffe per l'uso commerciale di immagini di siti e musei dello Stato che finiscono su libri e guide turistiche: da 100 a 30 euro. «Affittano il Partenone», ha titolato, indignato, il quotidiano popolare di destra Eleftheros Typos. Ma quei soldi servono per rimpinguare le casse del ministero della Cultura, il cui budget è stato tagliato del 20%. Nei mesi scorsi si era parlato addirittura di vendere intere isole dell'Egeo ai privati. La notizia è stata smentita dal governo di Atene ma ormai ci si aspetta di tutto dai greci con l'acqua alla gola. La storia resta comunque uno dei modi migliori per raccogliere fondi rapidamente, chiedendoli a settori che ne hanno in abbondanza. E questo potrebbe accadere presto anche in Italia, anzi, a dire il vero è già successo. Dal 2008 ad oggi il Colosseo è stato affittato ad alcune produzioni cinematografiche, a prezzi molto alti che hanno raggiunto i 100 mila euro al giorno. Fra i Paesi più attivi in questo settore c'è senza dubbio la Francia di Nicolas Sarkozy, che nel 2010 ha lanciato un programma per trasformare castelli abbandonati, fortezze chiuse al pubblico, abbazie con poche centinaia di visite all'anno, in alberghi di pregio (“hotels de charme” in francese). Fra i progetti più ambiziosi c'è quello dell'hotel du Grand Controle, una dimora patrizia del XVIImo secolo all'interno della Reggia di Versailles. Questo come altri edifici vengono salvati grazie all'intervento dei privati, che in cambio possono sfruttare veri e propri “pezzi” di storia. NUOVA GRANA Strauss-Kahn accusato di corruzione Non c'è davvero Pace per l'ex numero uno del Fondo Monetario Internazionale Dominque Strauss Kahn. Proprio mentre i giornali parlano di lui per un possibile e clamoroso ritorno alla politica attiva (ma non si sa se i socialisti francesi ne siano contenti), viene ora accusato di corruzione. L'im prenditore Marcel Campion dice di aver ricevuto la richiesta negli anni ‘90 di dare una mazzetta da 5 milioni di franchi (oggi 760 mila euro) a Dsk, allora deputato e presidente della commissione Finanze dell'Assem blea nazionale. Dsk ha esposto querela ma altri guai legali potrebbero arrivare presto. Solo due giorni fa si era saputo che la moglie di Dsk, Anne Sinclair, lancerà la prossima settimana la versione francese dell'Huffington Post (sito on line americano più letto dello stesso New York Times. La moglie, si dice, tenterà, probabilmente di riabilitare l'immagine del marito in vista di un possibile rientro in politica. Un'im presa difficile viste le innumerevoli accuse che gli sono piovute addosso in questi mesi, perlopiù a sfondo sessuale, a cominciare dal maggio dell'anno scorso quando è stato arrestato a New York, accusato di vuolenza carnale da una donna di colore che prestava servizio come cameriera nello stesso hotel dove DSK si trovata. Accuse poi risultate infondate. . ANTICO E MODERNO L'Acropoli di Atene, uno dei luoghi più suggestivi d'Europa, accoglie ogni anno almeno 6 milioni di turisti. Meno famoso il bunker di Hitler in Polonia che ne accoglie 180mila(LaPresse) LA BELLA FARAHANI . Posa nuda per protesta Attrice bandita dall'Iran Niente ritorno a casa per alcuni scatti senza veli. È quanto accaduto all'attrice iraniana Golshifteh Farahani, che non potrà rientrare in patria dalla Francia, dove risiede, per aver posato nuda in una foto pubblicata sul settimanale Madame Figaro. Un gesto di protesta contro le restrizioni imposte dalla sharia nel suo paese e nel cinema in particolare, che ha provocato la reazione di Teheran, proprio mentre il cinema iraniano suscita grande entusiasmo per il Golden Globe vinto dal film A Separation del regista Asghar Farhadi che punta adesso all'Oscar. «Un funzionario del ministro della Cultura e della Guida islamica mi ha detto che in Iran non servono artisti e che avrei potuto offrire i miei servizi artistici da qualche altra parte». Queste sono state le parole rivolte all'attrice iraniana che ha recitato anche al fianco di Leonardo Di Caprio e Russell Crowe nel film “Nessuna verità”. SIM.VER.
14 Venerdì 20 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it IL GIGANTE IMBRAGATO La Concordia si sposta ancora Dichiarato lo stato d'emergenza Predisposto il decreto sulle rotte a rischio. Lotta contro il tempo per svuotare i serbatoi ed evitare che la nave si inabissi. L'appello disperato della madre della piccola Dayana DISPERSADayana Arlotti, 5 anni, dispersa dopo il naufragio della nave Ansa ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO ::: SALVATORE GARZILLO  Bisogna sbrigarsi. Le condizioni del mare stanno peggiorando e la nave potrebbe inabissarsi da un momento all'altro, trascinando con sé i 21 dispersi che ancora mancano all'appel lo. A una settimana dalla tragedia del Giglio, la situazione diventa sempre più difficile e gli appelli del ministro all'Ambien te, Corrado Clini, confermano il timore per un disastro ambientale. «La nave è in equilibrio precario ed è esposta al rischio di scivolamento molto alto e molto condizionato dalla modificazione delle condizioni climatiche» ha scritto Clini nella sua informativa, spiegando che è allo studio un'imbragatura per evitare che la Concordia scivoli verso il fondale roccioso, tra 70 e 90 metri. Se ciò dovesse accadere «quello che ci possiamo augurare è che non si spezzi e non si aprano i serbatoi», altrimenti «bisognerà predisporre un altro piano di recupero del carburante». L'incubo delle 2300 tonnellate di liquami riversate nel mare cristallino dell'isola ha convinto il ministro ad annunciare al Senato lo stato d'emergenza, anticipando la predisposizione del decreto nel Consiglio dei ministri di oggi e l'approvazione del decreto sulle rotte a rischio. «In attesa di questo provvedimento - ha spiegato Clini - è stata già adottata dalla capitaneria di porto la delibera per la dichiarazione dello stato di emergenza locale, che è già attiva per prevenire danni sulla costa per l'even tuale dispersione del carburante». L'operazione dovrebbe richiedere non meno di due settimane di lavoro, ma la tempistica è soggetta alle variazioni meteorologiche. Nel frattempo la Regione Toscana si costituirà quale parte offesa nel procedimento penale contro i responsabili della tragedia del Giglio. E dopo lo stop a causa dei movimenti sospetti della nave, sono riprese le ricerche dei dispersi. Nessuna novità sulle 21 persone che mancano all'appello, ma ieri due dei cinque corpi ritrovati nei giorni scorsi sono stati identificati. Si tratta di Jeanne Gannard e Pierre Gregoire, due cittadini francesi riconosciuti dal console francese all'ospeda le della Misericordia di Grosseto. Le ricerche di vigili del fuoco, sommozzatori e palombari della Marina militare proseguono senza sosta: il tenente di vascello, Alessandro Busonero, ha spiegato che sono stati aperti «tre nuovi varchi a 18 metri di profondità sul ponte quattro in corrispondenza del corridoio di destra, cioè quello immerso, il corridoio che conduceva i passeggeri alle zone di abbandono nave». Ormai, però, sono in pochi a sperare di ritrovare qualcuno in vita. Quelle che finora sono state operazioni di salvataggio, vengono adesso considerate di recupero. Una situazione che non vogliono accettare i parenti dei naufraghi ancora scomparsi, a partire da Susy Albertini, ex moglie del riminese di 37 anni William Arlotti, e madre della piccola Dayana, 5 anni appena. Il suo appello disperato è affidato alle telecamere di Raiuno: «Chiedo ai soccorritori di non fermarsi, di fare il possibile per riportarmi a casa la mia Dayana». Quella notte con lei e William c'era Michela Maroncelli, attuale fidanzata dell'uo mo: «Eravamo vicini a una scialuppa, poi ci hanno fatti andare altrove. Dayana è scivolata, è andata giù nell'acqua, il padre dietro. Ho sentito che qualcuno ha gridato: «Lanciate una corda». Mi dicevano: «Vai vai, altrimenti...E dopo li ho persi di vista». Da quel momento non li ha più visti. Buio. Lo stesso buio descritto dal comandante Schettino nella telefonata con De Falco. A sei giorni dall'incidente, il marinaio sorrentino incassa il primo provvedimento: sospensione immediata dalla Costa. LA RICERCA DEI DISPERSI Sub in azione sulla Costa Concordia Ansa ::: LA SCHEDA I RISARCIMENTI Fino a 480mila euro in caso di morte, 2.700 per ciascun bagaglio a manoperso o distrutto e 4.050 per le altre valigie imbarcate. Queste le prime cifre in mano a Giesse, società leader da oltre 15 anninei settori risarcimento danni e responsabilità civile PARTE CIVILE La Regione Toscana si costituirà quale parte offesa nel procedimento penale contro i responsabili. «Salvate tante persone» In rete la difesa dell'equipaggio ::: COSTANZA SIGNORELLI  Le dichiarazioni di Domnica Cemortan hanno spiazzato un po' tutti e alimentano il mistero attorno a quanto sia effettivamente accaduto in quella tragica notte. Eppure, la bizzarra versione che emerge dalle parole della giovane moldava, trova più seguito di quanto si potesse immaginare. Così, visitando il profilo Facebook della ragazza, si scopre un mondo al contrario. Dove il capitano Schettino non è affatto un mostro e dove i membri dell'equipag gio della Concordia sono i veri eroi. Sono i dipendenti della Costa Crociere, alcuni dei quali testimoni oculari sulla Nave Concordia, che si sfogano sul social network per gridare la loro verità. «Vorrei poter rispondere alla marea di idiozie e falsità che sono state dette! (...) Non è vero che il Comandante è sceso per primo, io ero sull'ultima lancia e lui è rimasto attaccato alla ringhiera al ponte 3, mentre la nave affondava (...) Noi ci siamo adoperati per gli ospiti, per salvarli, portarli in sicurezza. Se sono salvi è merito solo nostro, di tutto l'equipaggio, che ha fatto di tutto. Non vogliamo essere ringraziati, NO, abbiamo fatto solo il nostro dovere, ma non vogliamo nemmeno sentire tutte le fesserie, bugie, menzogne che sono state dette», scrive Katia Keyvanian. E il messaggio è riportato dalla stessa Domnica sulla bacheca di Giovanni Bartolo. «Concordo anche io con quello che ha scritto Katia», replica Carla Giovannelli, anch'essa a bordo «non ho fatto commenti finora perché il silenzio è oro: i veri eroi non parlano infatti, cari Signori, ma agiscono». E il post piace a 45 persone. «Sante parole!» gli fa eco Elizabeth Fino. E poi ancora: «Si deve avere lavorato a bordo di una nave da crociera per capire la realtà di essa», interviene nella conversazione Agigue Marion. «Esatto. I veri eroi non si mettono sotto i riflettori, perché danno valore a quello che è successo e per loro è importante essere salvi e avere salvato più persone possibili!», dice Alessandro Viscuso. E per farsi forza creano la loro pagina «Costa Concordia Crew 13.01.2012» che recita: «Ogni cosa accade per un motivo». «Al momento dell'impatto ero con Schettino, ha salvato migliaia di persone. ha svolto un lavoro straordinario». E ancora: «Alle 23.50 lui era ancora sulla nave. Io sul ponte per tradurre gli ordini degli ufficiali». Ma non slitta il naufragio da reality Imbarazzo Rai per l'Isola. E a Mediaset lite sugli speciali  Proviamo a immaginare l'imba razzo. Diretta dell'Isola dei famosi, giovedì prossimo, prima serata di Raidue. Il conduttore Nicola Savino, il collegamento, come chiamerà i concorrenti del reality? Naufraghi? Poco opportuno, forse, in questo momento. Per otto anni Simona Ventura, l'ex conduttrice, li ha chiamati così, è il loro nome nella finzione tv, ma in questi giorni pronunciare questa parola in un contesto diverso da quello della tragedia del Concordia farebbe uno strano effetto. Ma quali sono le alternative? Spiaggiati, isolani, disperati? Difficile mettersi nei panni di Savino, e non solo per le scelte linguistiche. Ai piani alti della Rai, ieri, si sarebbe parecchio discusso sull'opportunità o meno di far partire la prossima edizione di un reality show basato su un naufragio, seppur finto e trash. Immaginiamo un Cecchi Paone e una Aida Yespica che s'azzuffano per una manciata di riso in un'isola sperduta mentre in tv scorrono le immagini dei sommozzatori in un'al tra isola, in Italia, che recuperano i dispersi della tragedia. Qualcosa stonerebbe. Soprattutto dopo la figuraccia di Raiuno, che la sera della tragedia ha mandato in onda regolarmente Bobo Vieri e Gianni Rivera che ballavano il cha-cha-cha mentre La7 faceva uno speciale sulla nave affondata. Ieri per qualche ora si è pensato che la Rai prendesse una decisione di buon senso. Il sito di Sorrisi e Canzoniscriveva che «da ambienti Rai si apprende che Lorenza Lei, direttore generale, ritiene indelicato mandare in onda un programma come il reality di Raidue, costruito intorno alle vicende di naufraghi vip, a così breve tempo dal disastro della nave Costa Concordia». Ma quale riguardo. Pochi minuti dopo, Viale Mazzini confermava la partenza dell'Isola, il 26 gennaio. La Rai non ha ritenuto inopportuno fermare Dan Arrow, Valeria Marini e il Mago Othelma. Anche perché i famosi sono partiti proprio ieri. Troppo complicato fermare tutto. Non sia mai. Su Twitter molte persone non approvano la scelta, definita «di cattivo gusto». A Mediaset, intanto, la tragedia del Giglio ha suscitato un altro tipo di polemica. I giornalisti del Tg4 hanno protestato perché ieri sera uno speciale sul Concordia su Rete 4 è stato affidato al nuovo canale all news Tgcom24 e non al tg diretto da Emilio Fede. Che dichiara: «Stasera (ieri, ndr) dal Tg4 guarderemo lo speciale TgCom24 e impareremo. Siamo tutti stagisti. Poi, in effetti, non ho tanta esperienza di dirette a Mediaset: ho cominciato solo 25 anni fa con la Guerra del Golfo ma senza successo», scherza. In ogni caso qualcuno deve aver sentito il suo lamento. Infatti per un errore tecnico il TgCom24 per pochi secondi ha fatto irruzione su Canale 5 nel bel mezzo di Striscia la notizia, anziché su Rete4. Potenza di Fede... A.MEN La Marini sull'Isola dei famosi
21 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Venerdì 20 gennaio 2012 In Sudamerica 2600 chilometri targati Impregilo Un caso di export da manuale Spagna più «intelligente» coi lampioni made in Italy La Umpi di Cattolica mette in rete i punti luce delle città iberiche: risparmi energetici fino al 45% e sensori anti alluvione MERCATINO Generali tranquilla su Unipol Agrusti: «Non è un problema» ASSICURAZIONI Le Assicurazioni Generali non sono preoccupate dalla possibile concorrenza del gruppo che nascerà dalla fusione tra Fonsai, Unipol, Premafin e Milano Assicurazioni. «Come fanno le Generali ad essere preoccupate?», risponde a margine di un incontro con gli investitori il Cfo e direttore generale Raffaele Agrusti. A chi osserva che il primo azionista, Mediobanca, ha organizzato la creazione del futuro principale concorrente italiano, Agrusti risponde ribadendo che «non è un problema». Il falso made in Italy a tavola vale oltre 60 miliardi l'anno AGROALIMENTARE L'agropirateria e il falso made in Italy alimentare ci sottraggono circa 60 miliardi l'anno di ricchezza. Se riuscissimo a smascherare i falsi potremmo triplicare l'export e produrre 300mila nuovi posti di lavoro. Tutti nel Belpaese. Ma alla falsificazione dei prodotti della terra e di alcuni pilastri della dieta mediterranea - pasta e olio d'oliva in testa - contribuiscono anche le agromafie. Sono questi i maggiori risultati dell'in dagine parlamentare sulla contraffazione presentata ieri a Roma nella sede della Coldiretti. Nessun aiuto per ora è venuto dalla legge sull'etichettatura obbligatoria che la Ue ci ha stoppato. ::: CLAUDIO ANTONELLI  L'idea di una città in cui i lampioni siano più intelligenti degli uomini non è più un sogno. Anzi è già realtà, per mano di Umpi, azienda fondata a Cattolica, in provincia di Rimini, nel 1982 da Piero Cecchini. Ciascun punto luce di fatto viene messo in rete e rappresenta un indirizzo internet collegato in rete cui collegare potenzialmente infinite applicazioni a beneficio della comunità e dei singoli cittadini. Dalle telecamere per il controllo del traffico, a quelle per la sicurezza, fino ai sensori per il controllo delle esondazioni o delle frane. Per non parlare della trasmissione wi-fi o di centrale per ricariche elettriche di ogni tipo. Il tutto teoricamente a costo vicino allo zero, perché la tecnologia dell'azienda italiana che rende i lampioni intelligenti consente anche di abbattere fino al 45% dei consumi energetici per ciascun punto luce, risparmio della manutenzione fino al 35%, taglio di emissioni di Co2 e ammortamento tra i 3 e i 4 anni. Col risparmio derivato le municipalità possono investire nella nuova rete tecnologica. La Città Intelligente è dunque caratterizzata da una «piattaforma abilitante» per i servizi a valore aggiunto che ne consente l'erogazione capillare. Le funzioni di Minos (sistema studiato da Umpi) sono molteplici e non si limitano a un telecontrollo della luce, ma anche un supporto intelligente che permette di attivare un'ampia gamma di servizi a valore aggiunto senza effettuare nuovi cablaggi. Ma rispetto al solo risparmio energetico occorre fornire alcune cifre. I risparmi sarebbero dell'ordine delle decine di milioni di euro per regioni delle dimensioni della Puglia (per l'esattezza 19.207.776 euro), della Campania (22.881.348), della Sicilia (25.379.886), ma anche dell'Emilia Romagna (22.240.806), del Veneto (19.988.304) e della Lombardia (35.963.676). Fatti i debiti calcoli, ossia secondo le proiezioni dei supertecnici dell'azienda partner di Telecom, volendo dividere l'Italia in tre parti, avremmo un Sud e Isole che andrebbe a risparmiare ogni anno 95.758.908 euro, un Centro Italia che risparmierebbe 57.500.310 euro e un Nord Italia capace di risparmiare ben 114.720.648 euro. A seguire questa strada più che l'Italia sono altri Paesi come la Grecia e soprattutto la Spagna (vedi tabella in pagina). Un caso su tutti è il principato di Andorra. La Vella è la capitale del Principato di Andorra, ed è situata nei Pirenei Orientali, tra Francia e Spagna. Per la gestione punto-punto degli impianti di illuminazione l'amministrazione locale ha scelto infatti Minos System. Ne sono stati installati di due tipi. Oltre 6.500 Syra sulle lampade da 250W che illuminano la città e circa 65 Andros, ossia le centraline di controllo poste a livello di quadro stradale. L'obiettivo di eseguire un controllo di gestione puntuale: evitando gli sprechi, mantenendo in efficienza gli impianti con il minor costo e ottimizzando il servizio offerto alla cittadinanza. Per la prima volta un intero Stato si dota di un sistema intelligente che consentirà una serie di servizi in divenire. Mettendo in rete il server è possibile controllare la rete di illuminazione attraverso un software di supervisione visualizzabile da un comune browser internet. Con un click la verifica delle applicazioni. Dal controllo del traffico alla prevenzione delle frane o delle esondazioni di acqua. Concorrenza d'Oltralpe Non solo Montezemolo: anche il Tgv corre in Italia ::: CARLOTTA ADDANTE  Il futuro del treno è sempre di più la velocità, a giudicare da quello che sta succedendo nel panorama dei trasporti italiano. Da una parte, infatti, c'è Ntv, la nuova società privata fondata da un gruppo di imprenditori capeggiati da Luca Cordero di Montezemolo e che sarebbe pronta a partire con i primi collegamenti Milano-Napoli già entro la fine di marzo. Poi ci sono le ferrovie dello stato francesi, Sncf che da dicembre sono operative con il rinnovato collegamento diretto Milano-Torino-Parigi. Una trattache finoa pochimesi faera gestitada Artesia, la società posseduta per il 50% da Ferrovie dello Stato e per il restante da Sncf. Ma dopo i problemi legati all'omologazione dei Tgv con i nostri sistemi di sicurezza da quest'estate i francesi hanno deciso di fare da sé. Così l'11 dicembre hanno inaugurato la nuova tratta ad alta velocità che prevede 3 Tgv al giorno con partenza da Milano Porta Garibaldi e arrivo a Paris Gare de Lion in 7 ore. Fermate intermedie: Torino Porta Susa, Novara e Vercelli (un solo treno al giorno), Oulx, Bardonecchia, Modane, St. Jean de Maurienne (un solo treno), Chambéry e Lyon St. Exupéry. A un mese dal lancio, il bilancio della Sncf è positivo. Sono stati infatti 35.000 i passeggeri sulla sola tratta internazionale (quelli, cioè, che hanno viaggiato tra Italia e Francia), poco più del doppio rispetto al dato del traffico domestico (dei soli viaggiatori in terra francese, quindi). Un aumento di circa il 50% rispetto a dicembre-gennaio 2011. Tra gli obiettivi della società francese, quello di potenziare ulteriormente il servizio e di «raggiungere», come ha spiegato l'executive manager di Sncf Voyages, Barbara Dalibard, «a regime i 500.000 viaggiatori all'anno. Un obiettivo ambizioso, alla nostra portata solo se saremo in linea con le attese dei nostri consumatori». Intanto anche Trenitalia si è riorganizzata dopo lo scioglimento di Artesia prendendo in gestione, con la società francese Veolia, la linea notte “Thello” Venezia-Milano-Parigi. Ad un mese dal lancio del servizio - avvenuto sempre l'11 di dicembre - sono stati oltre 64.000 i biglietti venduti, superando il 90% degli obiettivi di vendita del mese di gennaio. Un Tgv a Milano ::: TECNOLOGIA CHE COSA È UMPI L'azienda fondata a Cattolica, in provincia di Rimini nel 1982 da Piero Cecchini, realizza sistemi intelligenti per la tele gestione del dell'illuminazione pubblica e degli smart grid. Umpi si avvale di tecnologie proprie come i dispositivi Minos, Tlc e onde convogliate nelle frequenze di ciascuna zona.Con 500.000punti intelligenti installati, il suo sistema Minos costituisce il più grande parco installato in termini di citymatica. Dal 2007 Umpicomincia a lavoraresu scale sempremaggiore etrova nuovi partner, tra cui citiamo Telecom Italia, Olivetti, Advalso. Con essi opera nella implementazione di quartieri e città intelligenti. Gli ambiti sono quelli di Pubblica amministrazione, autostrade, tunnel e ferrovie, stazioni e aeroporti  Il gruppo Impregilo comunica che EcoRodovias - tra i principali operatori autostradali e della logistica del Brasile di cui Impregilo International Infrastructures esercita il co-controllo - si è aggiudicata la gara per una nuova concessione autostradale appunto in Brasile. Si tratta dell'autostrada federale BR 101 nello Stato di Espirito Santo. L'autostrada BR 101 si sviluppa per 476 chilometri, collegando lo Stato di Rio de Janeiro con lo Stato di Bahia. L'iniziativa prevede l'adegua mento e l'ampliamento dell'autostrada con il raddoppio dell'attuale carreggiata e l'installazione di nuove stazioni di pedaggio. La nuova concessione autostradale BR 101 consentirà ad Ecorodovias, quotata alla Borsa di San Paolo, di gestire nel paese una rete infrastrutturale di circa 1900 chilometri oltre ad importanti terminal logistici e piattaforme intermodali nel sud e nel sudest del Paese. Con questa aggiudicazione il gruppo Impregilo rafforza la propria politica di sviluppo, avviata con successo negli ultimi venti anni nel settore delle concessioni, in particolare di reti autostradali, caratterizzandosi come importante player internazionale con più di 2600 chilometri di reti infrastrutturali in gestione nei paesi sudamericani quali Brasile, Colombia e Argentina. Intanto in Italia proseguono gli alti e bassi in Borsa spinti dalle voci di investimenti da parte di Salini. Mentre sul fronte di Igli - il veicolo che detiene poco meno del 30% di Impregilo e che fino al mese scorso era controllato con quote uguali dai tre soci Benetton, Gavio e Ligresti Atlantia valuterà cosa è strategicamente più conveniente fare rispetto alla quota ceduta dalla famiglia Ligresti, sulla metà della quale la società autostradale dei Benetton ha un diritto di prelazione.
6 Venerdì 20 gennaio 2012 Fiesta Clima, Radio CD e Cerchi in lega 9.500 Focus Clima, Radio CD e Cerchi in lega 15.250 C-MAX Clima, Radio CD e Cerchi in lega 16.750 Gennaio 2012. Scendono in campo gli Ecoincentivi Ford. sabato 21 e domenica 22 Oltre 5.000 di vantaggio per la tua nuova Ford. Offerta valida fino al 31/01/2012 per Fiesta 3 porte 16V 1.2 benzina 60CV, Focus 1.6 105 CV, C-MAX Plus 1.6 105 CV, a fronte di rottamazione o permuta di un veicolo immatricolato prima del 31/12/2002. Solo per vetture in stock, grazie al contributo dei FordPartner. IPT esclusa. Fiesta: consumi da 4,1 a 7,1 litri/100 km (ciclo misto); emissioni CO2 da 107 a 129 g/km; Focus: consumi da 4.2 a 6.0 litri/100 km (ciclo misto); emissioni CO2 da 109 a 139 g/km. C-MAX: consumi da 4,7 a 9,5 litri/100km (ciclo misto); emissioni CO2 da 119 a 169 g/km. Gli oltre € 5.000 di vantaggio si riferiscono alle seguenti vetture: Kuga Titanium, Mondeo Titanium, S-MAX Titanium e Galaxy Titanium con Titanium Pack e Touch Navigation System e Focus TCDi 115CV Titanium con Titanium Pack e Navigation System o 1.6 150CV Ecoboost. Le vetture in foto possono contenere accessori a pagamento.
31Venerdì 20 gennaio 2012 I CONSIGLI DELLA GIORNATA Raitre ore 21.05 Il Dubbio Italia 1 ore 21.10 L'Incredibile Hulk Premium Cinema ore 21.15 Un matrimonio all'inglese Cinema Max ore 23.05 The Descent a cura di Giorgio Carbone 6.45 Unomattina “Focus sulle misure del Governo Monti”. Con Elisa Isoardi e Georgia Luzi 10.55 Che tempo fa 11.00 TG1 11.05 Occhio alla spesa “Fiera del bianco”. Condotto da Alessandro Di Pietro 12.00 La prova del cuoco. Con Antonella Clerici 13.30 TG1 14.00 TG1 Economia 14.10 Verdetto Finale “2 sorelle contro”. Con Tiberio Timperi 15.10 Che tempo fa 15.15 La vita in diretta. Condotto da Marco Liorni e Mara Venier 18.50 L'eredità 20.00 TG1 20.30 Qui Radio Londra. Condotto da Giuliano Ferrara 20.35 Soliti ignoti 21.10 Attenti a quei due La sfida “Seconda puntata: protagonisti Carlo Conti e Paolo Bonolis”. Condotto da Paola Perego, con la partecipazione di Biagio Izzo 0.00 TV7 Settimanale del TG1 “La tragedia del Giglio” 1.00 TG1 Notte - TG1 Focus 1.40 L'Appuntamento “Scrittori in tv” RAI UNO 6.30 Cartoon Flakes 9.30 TGR - Montagne 10.00 TG2punto.it 11.00 I Fatti Vostri. Con Giancarlo Magalli e Adriana Volpe 13.00 TG2 Giorno 13.30 TG2 Costume e Società 13.50 TG2 Eat Parade 14.00 Italia sul Due. Con Lorena Bianchetti e Milo Infante 16.15 Ghost Whisperer “Il peso del passato” con Jennifer Love Hewitt 17.00 Desperate Housewives “Robin” con Teri Hatcher 17.50 Rai TG Sport 18.15 TG2 18.45 Numb3rs “Trentasei ore” con David Krumholtz 19.35 Squadra Speciale Cobra 11 “Un giovane collega” con Erdogan Atalay 20.30 TG2 - 20.30 21.05 Raidue Rewind Senza traccia “Ai ferri corti” “L'uomo della pioggia” “Doppio inganno” con Anthony LaPaglia 23.25 TG2 23.40 L'ultima parola “L'Italia degli inchini”. Condotto da Gianluigi Paragone 1.10 TG Parlamento 1.20 Meteo 2 RAI DUE 7.30 TGR Buongiorno Regione 8.00 Agorà 10.00 La Storia siamo noi “Krisi” (Replica) 11.00 Apprescindere “Gli italiani e le auto” 12.00 TG3 - Sport Notizie 12.25 TG3 Fuori TG 12.45 Le storie - Diario italiano “Tra crisi e futuro - Ospite Dario Franceschini” 13.10 Prima tv Julia - La strada per la felicità con Susanne Gartner 14.00 TG Regione - Meteo 14.20 TG3 - Meteo 3 15.05 Lassie con Susan Almgren 15.55 Cose dell'altro Geo 17.40 Geo & Geo 19.00 TG3 19.30 TG Regione - Meteo 20.00 Blob 20.15 Il fantasma stregato (Comico, 1934) con Stan Laurel, Oliver Hardy. Regia di Charles Rogers. 20.35 Un posto al sole 21.05 Il Dubbio (Dramm., 2008) con Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman. Regia di John Patrick Shanley. 23.00 E se domani short Quando l'uomo immagina il futuro “Ospite Dario Fo” 0.00 TG3 Linea notte 1.00 Meteo 3 RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico - Meteo 5 Borsa e Monete 8.00 TG5 Mattina 8.40 La telefonata di Belpietro 8.50 Mattino Cinque. Con Federica Panicucci e Paolo Del Debbio Grande Fratello 11.00 Forum 13.00 TG5 - Meteo 5 13.40 Beautiful 14.10 CentoVetrine 14.45 Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi 16.15 Amici 16.55 Pomeriggio Cinque. Condotto da Barbara D'Urso TG5 Minuti (all'interno) 18.50 The Money Drop 20.00 TG5 - Meteo 5 20.30 Striscia la notizia - La voce della contingenza. Condotto da Ezio Greggio e Michelle Hunziker 21.10 100 puntata - Zelig “Ospiti speciali: Alessandro Siani e Antonio Albanese”. Condotto da Claudio Bisio e Paola Cortellesi 0.20 Mai dire Grande Fratello. Condotto da la Gialappa's Band 1.05 Nonsolomoda - 25 e oltre... Condotto da Samya Abbary CANALE 5 6.50 Cartoni animati 8.40 Una mamma per amica “Emergenza cipolline” 9.45 Ultimi episodi Grey's Anatomy “L'altro lato della vita - seconda parte” “Il giorno degli esami” “Non eravamo ad un passo dalla meta?” 12.25 Studio Aperto - Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 Cartoni animati 15.30 Prima tv Camera Cafè Ristretto 15.40 Prima tv Camera Cafè “Guest stars: Giuseppe Cruciani e David Parenzo” 16.20 The Middle “La maglia della mamma” 16.45 La vita secondo Jim “Per un pugno di soia” “Natale” 17.45 Trasformat 18.30 Studio Aperto - Meteo 19.00 Studio Sport 19.25 C.S.I. “Killer” “Pirati del Terzo Reich” 21.10 L'incredibile Hulk (Azione, 2008) con Edward Norton, Liv Tyler. Regia di Louis Leterrier. 23.25 The punisher (Azione, 2004) con Tom Jane, John Travolta. Regia di Jonathan Hensleigh. 1.40 Alex l'ariete (Poliziesco, 2000) con Alberto Tomba. Regia di Damiani Damiani. ITALIA UNO RETE QUATTRO LA 7 7.00 Omnibus 9.45 Coffee Break. Con Tiziana Panella 11.10 L'aria che tira. Con Myrta Merlino 12.30 I menù di Benedetta “Ospite: Gianfranco Vissani” 13.30 TG La7 14.05 Abissi (Avventura, 1977) con Robert Shaw, Jacqueline Bisset. Regia di Peter Yates. 16.25 Atlantide - Storie di uomini e di mondi. Con Greta Mauro (R) 17.30 L'ispettore Barnaby “Il giardino della morte” con John Nettles 19.20 G' Day “Ospiti: Edoardo Camurri e Paola Marella”. Con Geppi Cucciari 20.00 TG La7 20.30 Otto e mezzo “Ospite il Presidente del Consiglio Mario Monti”. Condotto da Lilli Gruber 21.10 Nuova edizione Le invasioni barbariche “Prima puntata Ospiti Roberto Saviano, Jovanotti e I Soliti Idioti”. Con Daria Bignardi 0.00 Sotto canestro 0.30 TG La7 0.40 (ah)iPiroso. Condotto da Antonello Piroso Rai 4 21.10 Talos - L'ombra del Faraone (Avventura, 1998) con Jason Scott Lee. Regia di Russell Mulcahy. 22.40 Wonderland 22.55 The Messengers 2 (Horror, 2009) con Norman Reedus, Heather Stephens. Regia di Martin Barnewitz. Rai Storia 21.00 Dixit Film Salvatore Giuliano (Drammatico, 1962) con Pietro Cammarata. Regia di Francesco Rosi. 23.00 Res Tore “Andrea Doria, una tragedia italiana” Rai Movie 21.00 La casa Russia (Drammatico, 1990) con Sean Connery, Michelle Pfeiffer. Regia di Fred Schepisi. 23.05 Epic Movie (Comme, 2007) con Kal Penn. Regia di J. Friedberg, A. Seltzer. Rai 5 20.45 Passepartout “Il museo Benaki di Atene” 21.15 Michael Palin's Himalaya “Dal Bhutan al Golfo del Bengala” 22.15 Marco Polo Reloaded “Arrivo alla meta: la Cina”. Con B. Mayhew 23.10 David Letterman Show. Con David Letterman Cielo 19.00 Uno psicologo da cani Dog Whisperer 20.00 Top Chef 21.00 Il segreto di David - The Stepfather (Thriller, 2009) con Dylan Walsh. Regia di Nelson McCormick. 23.00 Sex Therapy La 5 20.25 Extreme Makeover Home Edition 21.10 La neve nel cuore (Commedia, 2005) con Rachel McAdams. Regia di Thomas Bezucha. 23.10 Grande Fratello Live Iris 21.15 L'impero dei Lupi (Azione, 2005) con Jean Reno. Regia di C. Nahon. 23.25 Alla ricerca del principe azzurro (Commedia, 2006) con Ana Serradilla. Regia di Jorge Colon. Real Time 20.40 Abito da sposa cercasi “Piano B” 21.10 Wedding Planners 22.10 Abito da sposa cercasi “La bambina di papà” CANALI FREE DIGITALE TERRESTRE 7.25 Nash Bridges “Leo in fuga” 8.20 Hunter “Servizio in camera” 9.40 R.I.S. Roma - Delitti imperfetti “I primi e gli ultimi” 10.50 Benessere - Il ritratto della salute. Con Emanuela Folliero 11.30 TG4 - Meteo 12.00 Un detective in corsia “Il gene della salute” 13.00 La signora in giallo “Tutto in famiglia” 13.50 Il tribunale di Forum Anteprima 14.05 Sessione pomeridiana: il tribunale di Forum 15.35 Sentieri 16.10 Vento di tempesta (Avventura, 1959) con Roger Moore, Vittorio Gassman. Regia di Irving Rapper. 18.55 TG4 - Meteo 19.35 Tempesta d'amore 20.30 Walker Texas Ranger “La pillola del diavolo” 21.10 Quarto Grado “Il naufragio della Concordia”. Condotto da Salvo Sottile con Sabrina Scampini 23.55 I bellissimi di R4 0.00 Obsession (Thriller, 1998) con Jessica Lange, Gwyneth Paltrow. Regia di Jonathan Darby. 1.55 TG4 Night News CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE Joi 20.20 $#*! My Dad Says “Femme fatale” “Cosa deve fare un uomo” 21.15 Supernatural “La formula dell'immortalità” “Non c'è pace per il Maligno” 22.45 Star Trek V: L'ultima frontiera (Fantascienza, 1989) con William Shatner, David Warner. Regia di William Shatner. 21.15 Ugly Betty “Una nuova generazione” “Ne resterà soltanto uno” 22.55 Nip/Tuck “Sophia Lopez - prima parte” con Dylan Walsh 23.55 40 giorni & 40 notti (Commedia, 2002) con Josh Hartnett, Shannyn Sossamon. Regia di Michael Lehmann. 20.25 The Mentalist “Oro rosso” con Simon Baker 21.15 Prima tv Psych “Una vampira... molto poco vampira” con James Roday 22.05 Prima tv Parks and Recreation “Il banchetto” “Un fidanzato per Leslie” 23.00 Fuori campo “Vincenzo Cerami” Steel Mya FILM SPORT TELEFILM 16.30 Salto con gli sci, Coppa del Mondo 2011/2012 Zakopane (Polonia): HS 134 (Diretta) ES 20.00 Biliardo, Snooker Master di Londra Quarti di finale S. Murphy - M. Selby (Diretta) ES 20.00 Rubr. sportiva Prepartita Serie B (Diretta) SP1 20.30 Calcio, Bundesliga 18a giornata Borussia Mönchengladbach Bayern Monaco (D) SP3 20.45 Calcio, Serie B Anticipo 23a giornata Sampdoria - Livorno (Diretta) SP1 21.00 Wrestling WWE Domestic Smackdown Episodio 30 SP2 22.30 Rugby, Heineken Cup 6a giornata Gloucester Rugby - Tolosa (Dif.)SP3 22.45 Rubr. sport. Speciale WWE Royal Rumble SP2 22.45 Rubr. sportiva Postpartita Serie B (Diretta) SP1 23.00 Rally, Mondiale Rally 2012 Montecarlo: Giorno 3 (Differita) ES 21.00 N.C.I.S. “Ragazze squillo” FC 21.00 Top Secret “Un po' di sesso, un po' di scandalo” FR 21.05 Scrubs “I nostri modelli di comportamento” F 21.10 Prima tv - 2a stagione, primi episodi Boardwalk Empire “21” SC1 21.30 Scrubs “Le nostre storie” F 21.50 N.C.I.S. “Esplosione nella notte” FC 21.55 Cybergirl DY 21.55 Top Secret “Una situazione precaria” FR 22.00 Scrubs “I nostri misteri” F 22.05 Prima tv Boardwalk Empire “Ourselves Alone” SC1 22.25 The Sleepover Club DY 22.30 Teen Wolf “In trappola” F 22.45 Criminal Minds “Il tassello mancante” FC 22.55 Le sorelle fantasma “L'albero dei ricordi” DY 22.55 I Jefferson “Calendar Girl” FR 19.15 Femmine contro Maschi Con Salvatore Ficarra SC1 19.30 La doppia vita di Dirty O'Neil Con Morgan Paull MGM 19.40 Down to Earth: ritorno dal paradiso Con Chris Rock SCH 21.00 Quiz show Con John Turturro C 21.00 Profezie di morte Con Dennis Hopper MGM 21.00 Fantozzi 2000 La clonazione Con Paolo Villaggio SCC 21.00 Flubber - Un professore tra le nuvole Con Robin Williams SCF 21.00 Paycheck Con Ben Affleck SCM 21.00 Mangia, prega, ama Con Julia Roberts SCP 21.10 Uno sguardo dal cielo Con D. Washington SCH 22.40 Rat Race Con Rowan Atkinson SCF 22.45 Cose da pazzi Con V. Salemme SCC 22.50 La morte corre sul fiume Con R. Mitchum MGM 23.05 The Descent - Discesa nelle tenebre Con MyAnna Buring SCM 23.05 Io, Robot Con Will Smith SC1 23.15 Cinema Verite Con Thomas Dekker C 23.15 La valigia sul letto Con Eduardo TartagliaSCH 23.25 The Wedding Planner - Prima o poi mi sposo Con Jennifer Lopez SCP 0.15 E' forte un casino! Con Enzo Cannavale SCC DOCUMENTARI 21.00 Prima Tv Olocausto “La fabbrica del male”THC 21.00 Dual Survival D 21.00 Prima tv S.O.S. Tata “Famiglia Granata” FL 21.10 Prima tv Junior Masterchef Australia “13a puntata” SKU 21.50 Prima tv I guardiani dell'inferno “Nuovi arrivi” NGC 22.00 L'ultimo sopravvissuto “Nuova Zelanda” D RAGAZZI 19.30 Spongebob NCK 19.35 Nuovi episodi Generator Rex CN 20.10 I Simpson “Lisa pseudo-universitaria” F 20.30 Adventure Time CN 20.30 Spongebob NCK 20.35 I Simpson “Scherzo gobbo” F 20.55 Regular Show CN 21.00 I pinguini di Madagascar NCK 21.05 Phineas & Ferb DY 21.20 Nuovi episodi Hero 108 CN 21.25 Spongebob NCK 21.30 Phineas & Ferb “Viaggio nello spazio-tempo” DY 21.45 Virus Attack CN 21.50 Spongebob NCK 22.10 Due fantagenitori NCK SATELLITI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Chan. HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geo.HD SC1 Cinema 1 HD SCC Cinema Comedy HD SCF Cinema Family HD SCH Cinema Hits HD SCM Cinema Max HD SCP Cinema Passion HD SP1 Sky Sport 1 HD SP2-3 Sky Sport 2-3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione
33Venerdì 20 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Filo diretto con Maurizio Belpietro vai su www.liberoquotidiano.it e clicca Numero verde 800 - 984824CERTIFICATO N. 7184 DEL 14/12/2011 ISSN 1591-0423 La tiratura di venerdì 20 gennaio 2012 è di 170.421 copie WebSystem - Gruppo24Ore Concessionaria esclusiva per la pubblicità Direzione Milano 20146, Via Winckelmann 1 Tel. 02.24424611 Fax 02.24424490 Filiale di Roma 00196, Via C. Beccaria 16 Tel. 06.69548111 Fax 06.69548125 Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Pisacane,1 - 20016 Pero (MI) Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 e-mail: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l'attivazione si prega di inviare i dati precisi dell'intestatario dell'abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 e-mail: abbonamenti@libero-news.eu Orario: 10.00-12.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell'ultimo anno. 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall'importo in valori bollati, indirizzata a Libero - Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano Abbonamenti nazionali  12 mesi: 6 giorni .................................. 290  6 mesi: 6 giorni .................................. 155  3 mesi: 6 giorni .................................. 85  12 mesi: 5 giorni .................................. 250  6 mesi: 5 giorni .................................. 130  3 mesi: 5 giorni .................................. 70  12 mesi: 4 giorni .................................. 205  6 mesi: 4 giorni .................................. 105  3 mesi: 4 giorni .................................. 60 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano Modalità di pagamento:  versamento su C/C Postale n. 41953050  bonifico banc. Banco di Brescia Ag. 5, via V. Veneto, Roma IBAN: IT67Y0350003205000000034492  Carta di credito sul portale www.liberoquotidiano.it 7 8 11 13 18 19 21 28 46 49 57 60 61 67 73 74 76 79 80 87 LOT TO Estrazione del 19/01/2012 S U P E R E N A LOTTO BARI CAGLIARI FIRENZE G E N O VA MILANO NAPOLI PA L E R M O ROMA TORINO VENEZIA NAZIONALE La combinazione vincente: 24 41 44 56 73 90 QUOTE SUPERENALOTTO • Nessun ”6” (jackpot 5 3 . 9 6 1. 2 3 6 , 8 9 ) • Nessun ”5+1” • Ai 16 ”5” vanno 2 3 . 19 3 , 5 3 • Ai 1.221 “4” vanno 303,92 • Ai 42.950 ”3” vanno 17, 2 8 . QUOTE SUPERSTAR • Nessun “5 stella” • Ai 6 “4 stella” vanno 30.392,00 • Ai 191 “3 stella” vanno 1.728,00 • Ai 3.053 “2 stella” vanno 10 0,0 0 • Ai 20.262 “1 stella” vanno 10,00 • Ai 42.905 “0 stella” vanno 5,0 0. • Montepremi: 2.473.975,65 79 49 72 68 4 18 46 7 63 8 13 74 6 75 66 87 21 39 43 62 28 19 23 70 14 80 7 18 43 73 8 73 88 31 47 11 61 3 49 43 76 60 44 37 56 67 57 48 55 77 76 27 47 4 7 10 e LOTTO Numero jolly: 60 sufficiente privatizzare alcune attività. Il volano dell'e c o n omia erano le industrie che producevano in Italia ma che ora si sono trasferire altrove. Il più ignorante degli economisti è in condizioni di capire che se la base non può spendere il volano dell'economia si ferma. Giuseppe Filippone e.mail LE GRANE DI MONTI/5 Umiliati da questa Europa Prima Monti è andato alla corte della Merkel incassando un bel rifiuto. L'Italia si arrangi. Passata la Germania ha fatto tappa a Londra, sempre con il cappello in mano. Mi aspetto le stesse scene a Parigi, pur con un Sarkozy in evidente difficoltà. È umiliante che uno dei Paesi fondatori di questa Europa sia costretto ad andare a pietire queste concessioni, alla ricerca di una fiducia che nessuno è disposto a concedere. Felice Carpusi Visombala e.mail CENTRODESTRA/1 La Lega sostenga la svolta di Alfano La Lega. Ma sì, che se le diano di santa ragione. Ma che diano anche una mano ad Alfano, altrimenti alle prossime elezioni la destra è destinata a perdere. E la destra perderà se Berlusconi zitto zitto non se ne va. Ha l'età della pensione. A destra non votano solo gli evasori, che ritengono, forse finora a ragione, di dormire i sonni tranquilli scegliendo la destra. Per il Pdl votano tutte le categorie, anche impiegati e pensionati onesti. Sandro Manente e.mail CENTRODESTRA/2 Se persino il Pdl aiuta i clandestini Il Pdl non ha dato un segnale votando contro l'ennesima rapina ai danni cittadini. Infatti ha fatto passare una mozione contro i respingimenti dei clandestini. Così ha fatto un enorme piacere alla sinistra che apre le porte ai clandestini nullafacenti. Ma stiamo impazzendo? I sondaggi sono in caduta libera e Berlusconi tira fuori dal cilindro un voto pro immigrazione selvaggia? Anche il Pdl spera di recuperare consensi dando voto e cittadinanza agli immigrati? Sono schifato. Nicola Bortolotti Ferrara CRISI PERFETTA Un piano contro gli speculatori Leggo su vari giornali lettere di cittadini che vogliono obbligare gli italiani a comprare i titoli di Stato senza però che venga indicato un progetto serio e completo che sia in grado di difenderci dai progetti di Germania e Francia di ergersi a padroni dell'Europa. Da maggio di quest'anno compro Btp per me e per i miei figli perchè lo ritengo giusto, oltre che conveniente dati gli alti tassi. Nel fratsostanzioso, perché non osa toccare i poteri forti. Giacomo Sironi Reggio Emilia FORUM I balletti inutili del signor Fabrizio Stride, «Forum» e la signora Rita baluardo dei disoccupati e dei giovani, che ammira il signor Fabrizio che, ad ogni puntata, riesce a malapena ad arrivare allo scranno del giudice, inciampa, si allaccia le scarpe... Raramente riesce a comunicare il nome dei contendenti. La sua più grande fatica è spostare il porta mazzuolo del giudice di un cm. Inutilmente, perchè ogni giudice lo rimette dove si trovava prima. Cui prodest? Daniela Portaluppi e.mail PRECISAZIONE Equitalia e i pignoramenti In merito all'articolo “Ha un debito di 1.600 euro. Lo Stato ne confisca 100 mila”, pubblicato su «Libero», si evidenza che i fatti riferiti da Nicola Mazzonetto non risultano corrispondere alla reale situazione debitoria che era a carico della Confservizi Veneto. L'Inail, debitore della ditta, all'inizio di dicembre 2011, chiedeva ad Equitalia di verificare la situazione della Confservizi. L'agente della riscossione, riscontrato un debito della società che superava di gran lunga i 1.622 euro, procedeva a pignoramento notificato alla Confservizi il 2 gennaio 2012 con cui si effettuava il blocco del credito vantato. Solo successivamente alla data del pignoramento, il 13 gennaio 2012, è pervenuta a Equitalia comunicazione di annullamento e sospensione per due cartelle e di un pagamento per una terza avvenuto in data 16 gennaio 2012, giorno in cui Mazzonetto si è presentato ai nostri sportelli. Equitalia, quindi, ha provveduto a inviare subito atto formale di rinuncia al pignoramento a mezzo raccomandata in data 17 gennaio. Relazioni Esterne Equitalia e.mail ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 6 5 9 2 7 3 1 10 2 0 10 10 2 3 1 6 0 -1 3 0 14 7 16 8 14 8 12 16 9 14 14 16 9 7 12 15 14 10 7 5 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: nevicate sulle Alpi oltre 1000-1500m in calo; nubi anche su Nordest e Levante Ligure ma scarsi fenomeni; schiarite altrove salvo nebbie in Valpadana. Temperature in ascesa; massime tra 9 e 14. CENTRO: nubi sulle Tirreniche con qualche piovasco in esaurimento; nubi sparse sulle Adriatiche con piogge la sera in Abruzzo. Temperature in rialzo, massime tra 11 e 16. SUD: piogge sparse su Campania e Calabria tirrenica, in estensione a Sicilia, Lucania, alta Puglia. Temperature in aumento, massime tra 12 e 16. NORD: bel tempo salvo nubi sulle Alpi di confine, con residue nevicate anche sin verso il fondovalle al mattino; tornano le nebbie in pianura nella notte. Temperature stabili, massime tra 8 e 13. CENTRO: bello salvo addensamenti sulla Sardegna occidentale. Foschie mattutine sulle aree interne. Nubi in aumento la notte sulle Tirreniche. Temperature in calo, massime tra 9 e 14. SUD: acquazzoni al mattino su Puglia, Lucania, Ioniche e Stretto. Bello ovunque dal pomeriggio. Temperature in calo, massime tra 10 e 15. NORD: nuvoloso su centro-est Liguria, Friuli VG e Alpi di confine, ma senza fenomeni. Più sole altrove salvo banchi di nebbia o foschie spesse in Valpadana. Temperature stazionarie, massime tra 8 e 13. CENTRO: molto nuvoloso sulle Tirreniche con qualche locale pioviggine; in prevalenza soleggiato sulle Adriatiche. Temperature in aumento ad Est, massime tra 10 e 15. SUD: bel tempo salvo nubi in aumento su Tirreniche e Sicilia, associate a qualche piovasco dalla sera. Temperature in ascesa, massime tra 12 e 17. Su tempo mi sarei però aspettato un piano completo di come lo Stato potrebbe agire per bloccare i progetti di speculazione contro l'Italia. Sergio Sala Arcore (Mb) LA CASTA Facciano uno spot sui parassiti di Stato Nello spot governativo contro l'evasione fiscale manca la categoria dei parassiti della Casta, che si fanno mantenere a sbafo da chi le tasse le paga tutte. Tommaso Graziano e.mail GIGGINO NELLA PALTA Il flop napoletano di De Magistris La speranza sulla quale Luigi De Magistris ha costruito la sua fisionomia di candidato sindaco è svanita. Oggi nel capoluogo partenopeo si fanno i conti con i primi fallimenti e con le delusioni, figli di questa anomala e già scassata amministrazione. Non parliamo degli errori e delle scelte sbagliate nel settore dei rifiuti, del possessivismo culturale dimostrato dal sindaco in scelte tipo quella di Vecchioni. Una cosa è certa, che questo strisciante giustizialismo in salsa rossa ha dimostrato solamente inconsistenza, divisione e mancanza di azione. Una città come Napoli non meritava questo vergognoso trattamento. Marco Criscuolo San Giorgio a Cremano (Na) COLOSSEO No global, no Tav e no restauro Siamo nella Repubblica dei no. Dopo i no Tav e i no global adesso scatta il no restauro Colosseo. Sprofondiamo stupidamente in povertà, mantenendo invece privilegi della Casta, una burocrazia greve e antiquata, sprechi della pubblica amministrazione che mandano in disgrazia più generazioni a venire. Abbiamo avuto anche la sventura di un governo tecnico, che farà nuovi mantenuti ma non combina nulla di incisivo e Numero SuperStar: 66
4 Venerdì 20 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Stato sprecone Lasciamo all'estero 5 miliardi all'anno Ottanta accordi internazionali ci permetterebbero di recuperare parte delle imposte versate dagli investitori italiani a Paesi stranieri. Ma nessuno fa niente BRUXELLES L'Unione europea sta cercando di eliminare almeno la doppia imposizione sui patrimoni ereditati all'estero da cittadini comunitari le grane di Monti Giallo sull'incontro con Catricalà Il Pdl presenta a Monti le controproposte per la crescita ::: ANTONIO CASTRO  Un tesoretto dimenticato stimato in oltre 5 miliardi l'anno nelle casse del fisco. Letteralmente regalato al fisco dei Paesi dove i risparmiatori italiani investono. È un problema di doppia imposizione, uno dei problemi a dire il vero (l'altro è quello relativo alla doppia tassa applicata ai beni ereditati), problema che decurta i dividendi. Una prima volta nel Paese in cui si è investito e un'altra in quello dove si fa la dichiarazione dei proventi. In teoria gli oltre 80 accordi bilaterali che l'Italia ha sottoscritto con altrettanti Paesi dovrebbero evitare agli investitori nostrani di pagare due volte. In pratica, però, il meccanismo non prevede un automatismo e quindi se non si fa domanda - e la procedura non è semplice - per recuperare quanto si è pagato in più, la differenza di tasse rimane nei forzieri fiscali del Paese dove ha sede fiscale la società sulla quale si è scelto di “scom mettere”. Morale: secondo una multinazionale americana che recuperando parte di queste doppie tasse ha fatto affari d'oro fin dal 1992 (la Globaltax), a livello mondiale ogni anno finiscono per perdersi «centinaia di miliardi di dollari proprio a causa del meccanismo della doppia imposizione». che siano in grado di assistere il cliente. Morale: i rimborsi richiesti superano a stento solo il 10% del totale fiscale prelevato nei Paesi stranieri. All'Abi, l'Associazione bancaria italiana, sono consapevoli del problema e le grandi banche si stanno attivando per vedere di recuperare capitali. Forse, però, sarebbe opportuno rendere automatico (e magari telematico) il sistema di richiesta. Cinque miliardi l'anno, per almeno tre anni (termine medio per la prescrizione) fa la bella cifra di 15 miliardi. Che tornerebbero sui conti correnti degli investitori e porterebbero denaro fresco a tutto il sistema bancario e all'intero sistema Paese. Però servirebbe un intervento legislativo ad hoc. Sempre che la doppia imposizione fiscale interessi a qualcuno. A Bruxelles, almeno in materia di beni all'estero, si sta provvedendo. A fine dicembre è stato adottato un pacchetto sulla doppia imposta di successione. Si era arrivati al paradosso di dover vendere il bene ereditato per poter pagare le due diverse tasse. Per il momento è partita la “discussione”tra gli Stati membri. Bisognerà vedere se anche in materia d'investimenti e doppia imposizione l'Italia vorrà rivedere l'impianto normativo. Pagare le tasse è giusto, ma due volte forse è un po'troppo. ::: ROMA  Tredici punti sulle liberalizzazioni, un documento per il rilancio dello sviluppo. Un piano con cui il Pdl chiede al governo di «aprire il mercato a nuove opportunità di investimento», senza «intenti vendicativi o vessatari» verso questa o quella categoria. Alla presentazione del pacchetto azzurro c'erano il segretario Alfano, i capigruppo Cicchitto e Gasparri, i vice Quagliariello e Corsaro, gli ex ministri Brunetta e Romani. Nel documento le varie misure vengono riportate in ordine di importanza e questo è il metodo che il Pdl chiede a Monti di adottare: «Ci sia un ordine gerarchico», partendo dai settori di energia, trasporti, servizio pubblico locale, banche e assicurazioni e servizi postali. Per poi andare a intervenire su telecomunicazioni, distribuzione carburante, giustizia civile, privatizzazione Inail, diritto d'autore. Gli ultimi tre punti riguardano professioni, farmacie e taxi. Le proposte del Pdl in materia di liberalizzazioni prevedono che «non vengano uccisi i mestieri e le professioni». Per queste categorie, occorre «ridurre le barriere all'accesso ma senza anarchia». Quanto alle farmacie, gli azzurri dicono no «alla vendita dei farmaci di fascia C nei supermercati». Non è «trovando gli antidepressivi tra i cavolfiori», ha spiegato Corsaro, «che si crea sviluppo». Sui taxi, ogni intervento «deve coinvolgere le associazioni di categoria e l'autorità competente». Duro l'intervento di Brunetta, che ha criticato la lentezza del governo Monti. Finora, ha spiegato l'ex ministro della Pubblica Amministrazione, il professore «non ha ancora risolto i problemi per cui è stato chiamato a operare, tra cui anche il recupero di credibilità sui mercati». Serve altro, ci vuole «un rilancio vero della crescita». Sull'argomento, in serata, caso diplomatico: il sottosegretario Catricalà riceve a Palazzo Chigi le delegazioni di Pdl e Terzo Polo, ma non il Pd. E i democratici si infuriano. SA.DA. Maurizio Gasparri e Angelino Alfano alla conferenza stampa del Pdl LaPresse Analisi Subito un fondo per segare il debito Vendendo parte del patrimonio pubblico si possono recuperare fino a 600 miliardi Un esempio pratico aiuta a districarsi nella selva di norme e regolamenti diversi a seconda del Paese. Se si investe in Svizzera, o meglio in un'azienda con sede fiscale tra i Cantoni, la tassazione sui rendimenti o sul dividendo applicata sarà del 35%. Una volta staccato il dividendo il fisco elvetico applica la tassa di competenza (il 35% appunto). Ma non basta. Perché come al cliente italiano arriva l'interesse sull'investimento lo Stato italiano applica la propria di tassa (che fino al 31 dicembre era del 12,5% lievitata dal 1 gennaio al 20%). Insomma, al povero investitore tocca oggi pagare una prima volta in Svizzera (o a secondo dell'aliquota vigente nel Paese d'investimento) e poi una seconda appena varcato il confine fiscale (in Italia). In teoria l'Italia proprio per evitare di far pagare due volte le tasse sul medesimo rendimento ha sottoscritto accordi bilaterali che prevedono generalmente per gli investitori un'aliquota a forfait del 15% sui dividendi (che scende al 10% sugli interessi delle obbligazioni di società). Quindi, nel caso della Svizzera, l'italiano potrebbe recuperare un dignitoso 20%. Peccato che la procedura sia molto complessa (tanto da coinvolge anche l'Agenzia delle Entrate) e che spesso neppure le grandi ban::: DAVIDE GIACALONE  Sia che l'euro sopravviva alla pochezza della classe politica europea, sia che salti mettendo tutti sulla scia dei greci, noi italiani avremo da fare i conti, subito e sul serio, con il debito e la spesa pubblica. Entrambe da abbattere. Se ci apprestassimo a farlo con le tasse non solo non ci riusciremo, ma faremmo stramazzare i contribuenti, il sistema produttivo e l'Italia tutta. Se pensassimo di farlo con i tagli ne usciremmo sfregiati e dissanguati, tanto più che a tagliare sarebbe chi dovrebbe essere tagliato. Ci sono due vie alternative, da imboccare subito. Sul fronte del debito dobbiamo dargli un colpo secco, portandolo sotto la totalità del prodotto interno lordo, quindi allineandolo a quello degli altri grandi europei (dove cresce). Possiamo riuscirci senza allungare le mani sul patrimonio dei privati, quindi senza porre irrisolvibili problemi di equità e tenuta politica. Possiamo riuscirci lavorando sul patrimonio pubblico. Ci sono diversi possibili approcci, discussi (qui lo hanno fatto Maurizio Belpietro e Carlo Pelanda) in circoli chiusi, mentre sarebbe bene ne parlasse la politica tutta, ove abbia ancora voglia d'esistere: si prende il patrimonio alienabile, composto da mattoni e partecipazioni, si aggiungono concessioni e crediti, li si mettono in un veicolo finanziario, s'incarica chi lo dirigerà di venderlo al meglio (non certo in una botta, perché equivarrebbe a svenderlo e regalarlo, che di regali se ne sono già fatti troppi), intanto si quota la società e, se necessario, si chiede agli italiani con maggiore liquidità di acquisire una parte delle quote. Non sarebbe una patrimoniale, perché i soldi non verrebbero buttati via nel servizio ad un debito (con questi tassi e con questa recessione) insostenibile, ma impiegati in un fondo che restituirà i soldi a chi ce li ha messi. Un valore stimabile fra i 400 e i 600 miliardi (a seconda delle formule), che farebbero scendere di trenta punti il debito, portandolo al 90% sul pil. La regola del fondo è: si vende a fette programmate e il ricavato va in gran parte all'abbattimento del debito e per la parte rimanente a investimenti in reti e infrastrutture. Così il mercato si riprende. Sul fronte della spesa inutile far finta di credere che ci sia un qualche governo in grado di abbassarla quanto serve. Arrivati alla soglia della spesa corrente, composta da stipendi e gestione, l'incapacità politica non saprà mai conciliare la riduzione dei servizi con il necessario consenso (siamo una democrazia, anche se si tende a dimenticarlo). Usiamo un sistema diverso: lo Stato ceda attività al mercato. Vale anche per la scuola, la sanità, la pubblica amministrazione. Chiedendo a chi gestirà di garantire almeno la stessa qualità (non ci vuole poi molto), ma percependo somme progressivamente minori, fino ad una riduzione del 20% in cinque anni. Per i privati sarebbe un affare, perché una gestione passabilmente razionale, non imbrigliata dalla cogestione politica e sindacale, consente sinergie oggi sconosciute. Anche solo lavorando sull'organizzazione e la digitalizzazione la scuola costa meno, offre un servizio migliore ed è un luogo di lavoro più attraente per chi voglia fare l'insegnante e non l'impiegato in attesa di pensione. Se lo Stato si sottopone ad una drastica cura dimagrante, divenendo più leggero, evita che a stecchetto siano tenuti i cittadini. Né vale lo spauracchio del taglio dei banchi, dei posti letto in corsia, o dei servizi essenziali, perché questo, semmai, è quel che accadrà continuando l'andazzo attuale. Con provvedimenti di questo tipo i tassi scendono senza che ci sia bisogno di strusciarsi alla signora Merkel, anzi, rappresentando un esempio di quel che dovrà fare l'Europa tutta, ove non voglia affondare nelle proprie paure. In un Paese così rivoluzionato le liberalizzazioni, che ci vogliono, ma devono essere vere e non vendicative, partendo da quel che invischia il mercato, sarebbero un formidabile volano di sviluppo. Ma sì, datemi pure del matto, però credo che con un po' di sana politica, una buna dose d'orgo glio nazionale e tanta libertà (anche dal giogo fiscale) per i produttori, imprenditori e lavoratori, possiamo ben puntare ad un nuovo salto in avanti. Oltre tutto si chiude con il passato della miseria politica e dell'accattonaggio a spese della collettività. Non mancano le forze, mancano il coraggio e le idee. www.davidegiacalone.it
40 Venerdì 20 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Rischio epidemia Malattie e aborti Ecco la vita nei campi degli «amici» rom Il Naga denuncia le assurde condizioni igieniche delle favelas Un nomade vive in media dieci anni meno di un italiano ::: SALVATORE GARZILLO  I rom di Milano se la passano malissimo. È la conclusione a cui sono giunti i volontari di Medicina di Strada del Naga dopo due anni di dati raccolti per fotografare lo stato di salute dei nomadi a Milano. Lo studio dell'as sociazione (non certo vicina al centrodestra) che da oltre vent'anni segue i meno fortunati, è stato condotto su 1.142 persone, circa la metà dei rom presenti a Milano secondo le stime ufficiali, residenti in 14 aree dismesse e campi non autorizzati (a eccezione di un'unica area comunale). L'analisi sociodemografica e sanitaria condotta dall'unità mobile da gennaio 2009 a dicembre 2010, ha rivelato una situazione terribile, con dati su scolarità, lavoro, e salute, impressionanti. I soggetti visitati hanno un'età media di 25 anni, partendo dalla neonata fino ad arrivare all'an ziano di 73 anni. La metà di questi erano in Italia da massimo tre anni, mentre il resto sono stabilmente sul territorio tanto che la media finale è di 16 anni, a dispetto dell'ormai obsoleta definizione “nomade”. Tra le malattie più frequenti ci sono quelle respiratorie (soprattutto infezioni dell'apparato otorinolaringoiatrico), quelle legate all'area ortopedico-reumatologica-traumatologica, malattie gastroenteriche, e disturbi odontoiatrici. Ai pazienti sono stati inoltre riscontrati casi di ipertensione arteriosa non controllata a causa dell'impossibilità di accedere ai farmaci specifici. Colpisce l'assenza quasi totale di patologie come epatopatie, tumori, diabete o altre malattie cardiovascolari, sebbene poco più della metà delle persone visitate (di età superiore o uguale a 12 anni) dichiara di fumare, e un quinto di ::: BARACCOPOLI GRAVIDANZE Secondo la ricerca del Naga, il 32% per cento delle donne rom dai 14 anni in su ha interrotto almeno una volta una gravidanza. In media, si parla di 3.8 aborti per donna. SPOSE BAMBINE Le ragazze rom si sposano giovanissime. Si segnalano matrimoni anche a tredici anni. Il tasso di divorzi è bassissimo: 1.7 per cento. MORTALITÀ INFANTILE La mortalità infantile tra i nomadi è molto più alta rispetto alle medie europee. In alcuni campi, si arriva fino al triplo dei casi registrati in Italia. Solo l'otto per cento degli abitanti dei campi usa qualche tipo di contraccettivo. questi fuma più di venti sigarette al giorno. Secondo gli uomini del Naga il motivo è da ricercare nella difficoltà dei medici di diagnosticare queste malattie e soprattutto di seguirle nel tempo. Dunque si ammalano anche loro, ma i riscontri sono quasi impossibili. I continui spostamenti da un campo all'altro, oltre a rendere impraticabili confronti cronologici, devastano la vita sociale dei rom. L'istruzione è uno dei punti più deboli: la media tra le persone intervistate è di 5 anni di frequenza, mentre poco più di un quarto dichiara di non essere mai andato a scuola. Nella fascia d'età tra 6 e 14 anni, la media si abbassa a 3,5, e un quinto ammette di non aver mai messo piede in un'aula. Tutto questo ha inevitabili ripercussioni sul fronte del lavoro, come dimostrano i numeri raccolti: solo il 16 per cento (129 persone) dichiara di avere un lavoro, di cui la maggior parte sono uomini. Le donne, spesso tagliate fuori dalle attività lavorative, paiono semplici produttrici di figli. Tra quelle che hanno compiuto 14 anni, un terzo ha avuto almeno un'interru zione di gravidanza (volontaria o spontanea), e la media è di 3,8 a testa. Nonostante ciò, i dati parlano di 2,8 figli pro capite. E visto che i contraccettivi sono praticamente inutilizzati (solo il 7 per cento dice di usarli), il numero è anche basso. Il capitolo più triste riguarda, però, la condizione abitativa. Se si esclude l'unico campo comunale preso in analisi, tutte le altre aree risultano sprovviste di servizi igienici, soffrono una condizione di sovraffollamento, e sono invase dai rifiuti. Il risultato dei continui sgomberi, concludono i volontari, ha inoltre peggiorato le abitazioni: se prima vivevano in baracche, ora sono costretti alle tende. IL NUOVO PGT Ok della giunta a un grattacielo in Garibaldi Approvata la variante al megapiano Garibaldi-Repubblica in consiglio comunale. A sorpresa, dopo aver combattuto per anni il progetto, la sinistra ha siglato la conversione degli spazi espositivi - inizialmente previsti nell'ex città della moda - in aree commerciali e destinati al terziario più 2,3 milioni di euro di oneri per il quartiere. Duro Carlo Masseroli (Pdl): «In campagna elettorale avete agitato lo spauracchio dei 30 nuovi “pirelloni” e ora decidete di costruire almeno un altro mezzo grattacielo, vi state contraddicendo». Secondo l'assessore De Cesaris, «sarebbe stato comunque peggio lasciare incompiuto il progetto». Lunedì, intanto, la giunta approverà gli indirizzi del nuovo Pgt arancione: accolte 2mila osservazioni (su 4mila) bocciate dalla Moratti, con un taglio di superficie lorda edificabile di 2,8 milioni di metri quadrati. Dal 26 gennaio via alla maratona d'aula per l'approvazione. S. BIO. FUORI CONTROLLO La ricerca del Naga è stata realizzata su un campione di 1142 nomadi residenti nei campi abusuvi e in quelli autorizzati della periferia di Milano. Secondo l'associazione, sono circa 5000 i rom in città. Fotogr Raccolta scarsa Colletta per i clochard in Comune. Pagano 3 consiglieri su 48 ::: SARA BIONDINI  È il mistero dei sacchi a pelo tenuti in deposito. Il Comune ne ha distribuiti oltre 500 alle associazioni del terzo settore, ma in giro non se ne vedono. Molti senza tetto di notte sono accoccolati sotto i portici riscaldati soltanto da una coperta, che poco serve se la temperatura scende molto al di sotto dello zero. E le vittime sono già state due. Per questo il sindacato dei senzatetto, “Clochard alla riscossa” ie ri mattina si è presentato alla porta di Palazzo Marino con un cartello che recitava: «Raccolta fondi per comprare sacchi a pelo per i clochard cittadini». Si contava sulla generosità dei 48 consiglieri comunali diretti a Palazzo anche per la seduta del consiglio. «Non eravamo lì protestare, volevamo solo smuovere un po' l'Ammini strazione, perché un sacco a pelo in più può davvero evitare altre morti», spiega Wainer Molteni, portavoce del sindacato. Magro risultato: 58 euro. Soldi buoni per comprarne nemmeno tre. Contando che ogni sacco costa intorno alle 25 euro. I generosi “pizzicati” durante il buon gesto sono stati Carmela Rozza, capogruppo del Pd, e il grillino Mattia Calise, più un altro consigliere non identificato dai clochard. Il tema dell'emergenza freddo non sembra essere particolarmente sentito tra i banchi del consiglio. Però il sit in qualcosa ha smosso. «Siamo stati convocati dalla segreteria dell'assessore Pierfrancesco Majorino – ha spiegato Molteni – che oltre ad averci regalato 42 sacchi a pelo, ha promesso di strigliare le associazioni, così da iniziare questa sera una distribuzione capillare, girando per le strade e rispondendo al reale bisogno dei senza tetto». E da piazza Lega Lombardia, dove c'è il punto di raccolta della Protezione civile, sono partite le squadre che hanno rastrellato il centro. Chi ha solo un cartone o una coperta viene subito soccorso. «Il freddo non può uccidere in una città come Milano – concludono i clochard – ma abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per impedire altre morti».
30 Venerdì 20 gennaio 2012 SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Underworld Il risveglio Regia: Marlind e Stein Cast: Kate Beckinsale, Michael Ealy Genere: horror - Durata: ore 1.40  LA TRAMA La bellissima vampira Selene si risveglia dopo 15 anni e scopre le cose cambiate. Tre lustri prima la lotta tra vampiri e licantropi si svolgeva all'insaputa degli umani (possibile che le città di notte non s'accorgessero delle lotte selvagge tra le due fazioni?). Ora gli umani se ne sono accorti e decidono sbrigativamente di far fuori tutte e due le categorie di mostri. Selene abituata a esser presa in mezzo tra due opposte schiere, ora si trova a doverne giostrare tre. SPIACERÀ Anche a qualche fan della serie, che sulla carta non aveva accolto con perplessità l'arrivo di un capitolo quarto. In realtà (come “Saw”, come “Fi nal destination”) il filone di “Underworld” è già esaurito da un pezzo (non a caso il numero tre era un prequel). Abbastanza inutile a questo punto ributtare nella mischia Kate Beckinsale (anche lei in fase di stallo). L'ora nera 3D Regia: Chris Gorak Cast: Emile Hirsch, Olivia Thrilby Genere: fantasy - Durata: ore 1.29  LA TRAMA Un gruppo di ragazzi americani parte per una vacanza in Russia. Sono appena sbarcati sulla fatidica Piazza Rossa di Mosca che si trovano bersagliati da un nemico invisibile. Siamo in piena invasione aliena. Ma il nemico non si vede. Gli extraterrestri ci arrivano come onde elettromagnetiche, praticamente impossibili da controbattere. SPIACERÀ A coloro che s'aspettavano un fanta horror di livello superiore alla media e invece siamo quasi sotto. Un “cattivo” invisibile non può rimanere tale per tutta (o quasi) la durata del film. Rischia di sembrare una storia di paranoie. Da evitare Benvenuti al Nord Regia: Luca Miniero Cast: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Valentina Lodovini Genere: commedia - Durata: ore 1.50  LA TRAMA Il funzionario delle poste Bisio è tornato a Milano dopo l'esi lio in Campania rivelatosi meno infelice del previsto. Nella capitale morale lo raggiunge Alessandro Siani spinto dalla moglie che lo vuole in carriera. Anche l'impat to col Nord di Siani si presenta all'inizio difficoltoso, però meno di quello di Bisio al Sud (il napoletano si sa è a casa sua dappertutto). PIACERÀ A coloro che reclamavano un seguito già dopo solo due settimane di programmazione di “Benvenuti al Sud”. Il numero due è come quasi sempre succede inferiore. Troppa carne al fuoco, quasi mai di prima scelta. Di prima c'è solo Paolo Rossi, un mostruoso direttore delle Poste di piazza Cordusio che sembra uscito da un capitolo di “Donnarum ma all'assalto”. E ora dove andiamo? Regia: Nadine Labaki Cast: Nadine Labaki, Layla Hakim Genere: commedia - Durata: ore 1.50  LA TRAMA Il Medio Oriente è sempre in fiamme, ma le donne mediorientali decidono di non starci più. Vogliono far l'amore non più la guerra, rifiutano il postulato (di creazione mascolina) secondo il quale chi non è islamico è nemico. Un gruppo di donne libanesi mette in atto una serie di piani che convincono (o dovrebbero convincere) gli uomini che la logica della guerra è la cosa più illogica che possa attraversare la mente. PIACERÀ A chi apprezza le variazioni sui temi dei grandi classici (qui il punto di riferimento è chiaramente la “Lisistra ta”di Aristofane) quando sono offerte con brio, intelligenza e un mare di trovate. E un cast di attrici che avercele. Da vedere ::: Criticando di GIACOMO FERRARI Con un Muller nel motore il festival di Roma batte Venezia CINEPRIME/«The help» RAZZISMO ROSA Una storia alla «Piccole donne» nel profondo Sud degli anni '60. Emma Stone in corsa per l'Oscar ::: GIORGIO CARBONE LA TRAMA Jackson, Mississippi, anni '60. Una delle roccaforti del razzismo americano. È la decade in cui la supremazia bianca nel profondo Sud subisce i colpi più duri (i democratici Kennedy e Johnson son decisi a eliminare una delle grandi vergogne del Paese). Ma è anche nel periodo dove il drago razzista dà gli ultimi colpi di coda (l'assassinio di Martin Luther King e di bianchi che si battono per i diritti civili). Eugenia Phelan detta Skeeter, ventenne della società “bene” di Jackson, non sembra accorgersi molto del trambusto. S'è appena laureata, vuol diventare giornalista e scrittrice e il suo primo libro dovrà essere una sorta di “amar cord” della fantesche di colore di Jackson. Lei ha avuto un bellissimo rapporto con la sua “tata” nera. Chissà che belle storie può raccontarle dei suoi anni da “aiutante” (il titolo The help allu de appunto ai rapporti di lavoro) delle famiglie della zona. E come lei anche Albileen, Minnie, Yule May, gli “angeli neri” del luogo. Be', le storie si rivelano mica tanto belle. Ad Albileen e compagne, le mamme ricche di Jackson affidavano volentieri i loro bambini, ma le barriere sociali rimanevano alte e robuste. Skeeter non l'aveva mai notato, ma che faceva la sua tata quando aveva un urgente bisogno naturale? Mica poteva servirsi della toilette di casa, no, doveva correre a un capanno di fortuna perché i suoi escrementi non si mischiassero con quelli dei datori di lavoro e delle figliolette. E avanti di questo passo. Skeeter si trova a mettere insieme un libro che doveva sembrare il prologo di Via col vento e invece è un dossier sui soprusi inflitti quotidianamente a un popolo. Non importa. Skeeter è una tosta, non indietreggia quando è convinta della bontà di una cosa. In altre parole è positivamente ambiziosa. Forse all'inizio non sa che con le sue storie di ordinaria segregazione è destinata a suscitare un vespaio. Ma anche quando lo comprende non demorde. Morale: si trova a sua volta segregata, respinta da quell'ambiente che per vent'anni l'ha solo coccolata. Il fidanzato (bel campione di spina dorsale). La migliore amica diventa la peggior nemica. Skeeter ha tradito la sua razza e quel che è peggio (per l'amica) il loro ceto sociale. PIACERÀ Al pubblico femminile. Che in America a quanto sembra comanda parecchio. Decide cosa deve essere best seller, al cinema e in libreria. Non può essere altrimenti visto il successo di vendite del romanzo non eccelso di Kathryn Stockett. Visti gli sfracelli al botteghino americano del film (il regista è il poco conosciuto Tate Taylor) che ha fatto incetta di Golden Globes ed è in pole position nella corsa agli Oscar. Al pubblico maschile magari darà fastidio quell'aria da Piccole donneda romanzo per giovanette che c'era nel libro e che Taylor non ha affatto ripulito, asciugato (come è possibile baloccarsi coi diritti delle lavoratrici di colore negli anni in cui ammazzavano King e scorreva il sangue nelle strade di Montgomery, Alabama?). Ma forse proprio per questo le lettrici hanno divorato libro e film. E Skeeter è diventata per loro quella che fu Jo March di Pic cole donne, il prototipo della ragazza borghese di testa forte. Ogni pubblico però (maschile e femminile) non potrà fare a meno di intrigarsi con la splendida pattuglia di interpreti assemblata da Taylor. Occhio a Emma Stone (in America la raccomandazione è ormai superflua). In The help fa faville, ma deve mettere in mostra solo la metà di quel che vale. Qui le chiedono solo di far l'eroina ingenua che “cresce” durante la storia. Ma è pure una commediante strepitosa (non ci meraviglieremmo se seguisse le tracce di una Shirley MacLaine). Ma anche il resto del cast è tutto da godere, dalla viperina Bryce Dallas Howard, alla rediviva Sissi Spacek alle “colo ratissime” Viola Davis e Octavia Spencer. Emma Stone nel film «The help» [Webphoto] THE HELP REGIA Tate Taylor CAST Emma Stone, Bryce Dallas Howard, Jessica Chastain GENERE drammatico VOTO •••  Al festival del cinema di Roma mancano nove mesi, ma intanto sono già in corso le grandi manovre (leggi la designazione del prossimo direttore). Da qualche settimana si fa il nome di Marco Muller reduce da otto anni di regno illuminato sulla Mostra di Venezia. È il Mourinho dei festival e la sua chiamata alla manifestazione romana (dallo scorso anno in fase calante) è logica, direi quasi automatica. Forse è per questo che gli si sta facendo la guerra a partire da subito. Perché Muller negli otto anni s'è dimostrato diplomatico, ma scomodo. Ha sempre messo in campo la miglior squadra (pardon il miglior cartellone ) possibile, dando retta fino a un certo punto alla grande distribuzione e alle pressioni della cosiddetta intellighenzia della capitale. È logico che qualcuno (spero non molti) non lo voglia. Perché il Festival romano è nato per la volontà della Roma delle terrazze, come giocattolone del politico più amato dall'intellighenzia cioè Walter Veltroni. Per questa ragione non l'abbiamo mai troppo amato, per questa ragione ci siamo schierati mesi or sono con l'ex ministro Galan, che ribadiva la priorità di Venezia. Il che non ci impedisce di prevedere che se a Roma ci va Muller, è la volta che a Venezia salta il primato. Perché Muller ha la marcia in più, ha i contatti, ha la stima internazionale, non viene dai cinema d'essai, come quella gran brava persona del suo successore Barbera, ma dai grandi affari del cinemondo (in altre parole può sapere da che parte va la settima arte con molto anticipo sulla maggior parte dei comuni cinedipendenti). Se va lui al comando, tutto il traffico pellicolare che conta si dirige verso i sette colli. Sarebbe grossa. La Mostra voluta dal comunista Veltroni che mangia in testa a quella ideata da Mussolini.
15Venerdì 20 gennaio 2012
Gli indici Borsa Milano-FTSE Mib Borsa Londra-FTSE 100 Borsa Parigi-CAC 40 Petrolio - al barile Euro/Dollaro -0,02%15.651,99 3.328,94 110,65 $ 1,29115.741,15 +1,96%+0,68%+2,45% +0,62% Speculazioni La City ci chiede di nazionalizzare Mps Mentre il cda approva il piano anti Eba, il quotidiano di Londra avanza l'ipotesi di un salvataggio di Stato con investimenti fino a un miliardo. E Caltagirone vende un altro 1% ::: FRANCESCO DE DOMINICIS  Più che un suggerimento, un gioco di sponda: arriva strombazzato sulle autorevoli colonne del Financial Times il piano di salvataggio del Monte dei Paschi di Siena. Il terzo istituto di credito italiano ha bisogno di una stampella pubblica per restare in piedi e l'identikit, in parte già abbozzato negli scorsi mesi, corrisponde alla Cassa depositi e prestiti. Non è la prima volta che il quotidiano britannico viene “sfruttato”per dare in pasto al mercato le manovre in corso sulle banche del nostro Paese. Un modo come un altro per tastare il terreno degli addetti ai lavori e degli operatori finanziari. Fatto sta che Londra, in qualche modo, si è fatta sentire e il Monte, stando alle indiscrezioni dell'Ft, si prepara a tornare sotto il cappello pubblico. Sarà «quasi inevitabile» per Mps ricorrere agli aiuti di Stato per trovare i 3,3 miliardi di euro necessari per la ricapitalizzazione dopo gli stress test dell'Eba (autorità bancaria europea) condotti a dicembre. Il colosso di Rocca Salimbeni, secondo il Financial Times, non sarebbe più in grado di mettere a punto un piano credibile per l'aumento di capitale da presentare alle autorità europee entro oggi. Di qui il ricorso alla Cdp. Il gigante finanziario del Tesoro potrebbe mettere sostenere l'istituto direttamente oppure attraverso la Fondazione Monte dei Paschi, principale azionista con quasi il 50%. Cdp potrebbe far scendere in campo il Fondo strategico creato per Parmalat la scorsa primavera e rimasto fermo ai box. Il dossier deve ancora essere valutato a fondo da Mario Monti, premier e ministro dell'Economia ad interim. Di sicuro, qualsiasi sia l'op zione, il governo raggiungerà due obiettivi con una sola mossa: metterà al sicuro i conti della banca e assicurerà alla Fondazione senese il controllo totale. Il che non è poco per una città che, di fatto, ruota attorno alla banca e alle erogazioni dell'ente guidato da Gabriello Mancini. Dal quartier generale di Rocca Salimbeni nessuna smentita. Stesso discorso sul versante Cdp. Il dossier esiste e nei blog finanziari italiani, in effetti, se ne parla da un pezzo. Prime ipotesi indicano in 1 miliardo l'ammontare dell'apporto da parte della spa controllata dal Tesoro, cui potrebbe essere riservato un collocamento privato di titoli. Quello della Cassa, non è l'unico fronte su cui sta lavorando il nuovo direttore generale, Fabrizio Viola. L'altra operazione - finalizzata come l'altra a evitare l'aumento di capitale - prevede una corposa svalutazione dell'avvia mento associato all'acquisizione di Antonveneta. Manovra grazie alla quale Mps potrebbe evitare di pagare allo Stato circa 160 milioni di interessi sui Tremonti-Bond, le obbligazioni speciali emesse da via Venti Settembre per sostenere gli istituti. La mossa manderebbe in rosso i conti nel quarto trimestre, ma la perdita verrebbe accolta positivamente dalla banca senese perché il regolamento dei Tremonti-Bond, a cui Mps ha fatto ricorso per 1,9 miliardi, prevede che, con un risultato netto negativo, non debba essere pagata alcuna cedola allo Stato. Mps ha in bilancio circa 6,5 miliardi di euro di avviamenti, in gran parte riconducibili all'acqui sizione di Banca Antonveneta, rilevata a ridosso dello scoppio della crisi finanziaria mondiale per 9 miliardi di euro (4 volte l'attuale valore di Mps in Borsa). In attesa di capire il destino della “carta” Cdp, il cda ha approvato il piano “anti Eba” che farà leva su capital management, ottimizzazione degli attivi, dismissioni di asset. Il quadro, tuttavia, resta complicato. Tuttavia le indiscrezioni di ieri hanno ridato un po' di fiducia ai mercati e il titolo, in Borsa, ha guadagnato il 3,5% a 0,2128 euro.E tra i movimenti va segnalata la vendita di azioni da parte di Francesco Gaetano Caltagirone che ha fatto cassa cedendo l'1,08% di Mps, scendendo a poco più il 3,5%. twitter@DeDominicisF Contratto bancari Stipendio più alto e orario notturno Assunti 16mila ragazzi  Sportelli bancari aperti fino alle 20 (o alle 22 sulla base di intese aziendali). Aumenti medi delle buste paga di 170 euro entro il 2014, ma con lo stop agli scatti di anzianità per 18 mesi. E nuovi posti di lavoro - tutti a tempo indeterminato - per 16.500giovani, spalmatisutreanni e“coperti”da un fondo speciale pagato dai dirigenti (con un salasso del 4% sullo stipendio). Questi i punti principali del nuovo contratto di lavoro dei bancari firmato ieri dopo una trattativa “no stop” di oltre 24 ore. Il braccio di ferro ha visto protagonisti Francesco Micheli (capo delegazione Abi) e Lando Sileoni (segretario della Fabi, il sindacato più rappresentativo del settore). L'intesa era stata raggiunta già mercoledì, ma la firma era saltata perché Micheli aveva tentato un blitz mettendo sul tavolo un testo del contratto diverso da quello condiviso. Di qui lo slittamento a ieri sera. Per i 340mila bancari è una mezza rivoluzione. Ed è lo stesso Sileoni a riconoscere che la firma è stata sofferta. «È necessario non illudere nessuno» ha spiegato il sindacalista. Che parla di «contratto positivo (vale fino al 2014, ndr) realizzato nel più difficile contesto economico della storia» e che «tutela i diritti individuali e collettivi, difende l'occupazione e recupera l'inflazione». La novità più rilevante è l'orario di apertura degli sportelli fino alle 20. Per le ulteriori 2 ore, chieste dai banchieri, servono intese aziendali. L'al lungamento dell'orario oltre le 17 standard potrebbe comunque salvare l'occupazione e ridurre la quota di esuberi (oltre 16mila) indicati nei piani industriali dei grandi gruppi creditizi. Per i 16.500 ragazzi che “entreranno” in banca (l'obiettivo è 25mila in 5 anni), poi, è prevista una retribuzione di ingresso ridotto del 18% per i primi 4 anni. Mentre è del 20% la riduzione del salario per gli addetti alle attività complementari oggi esternalizzate e destinate a rientrare nel perimetro creditizio, seppur con un orario settimanale di 40 ore e non di 37. F.D.D. ::: NINO SUNSERI  Il “Grande Fratello” cam bia casa. Mediaset non sarà più il socio di riferimento di Endemol, la società olandese che produce il reality più famoso della tv italiana. È stato, infatti, raggiunto un accordo per ridurre il debito di 2,2 miliardi. I creditori hanno accettato di trasformare i loro diritti in azioni riducendo a mezzo milione l'am montare dei finanziamenti. Questo vuol dire che i tre soci attuali verranno diluiti. Si tratta di Mediaset, del fondatore di Endemol, John de Mol e di Goldman Sachs. Ognuno titolare di un 33% che nel 2008 era stato pagato a carissimo prezzo. Gli spagnoli di Telefonica, per vendere, avevano chiesto 2,6 miliardi di euro. Un grande affare per per il venditore. Molto meno per i compratori che hanno visto il debito salire oltre i limiti del tollerabile. Da qui la decisione di passare la mano. Per effetto della conversione Mediaset resterà con una partecipazione del 10% che consente al Biscione di rivendicare il ruolo di «unico operatore induistriale» della società. Il primo azionista, con il 18% sarà Barclays. Per il resto l'azionariato del “Grande Fratello” sarà diviso tra le banche e, soprattutto gli hedge fund che in questi mesi hanno rastrellato il debito di Endemol a prezzi molto svalutati. La loro speculazione è stata coronata da successo. La conclusione dell'accordo valorizza l'investi mento essendo stato scongiurato il rischio di fallimento. Ora, però, dovranno liquidare. Per farlo hanno bisogno che Endemol venga venduta al più presto. Difficile che abbiano voglia di restare immobilizzati per quattro o cinque anni come vorrebbero altri azionisti, a cominciare forse dalla stessa Mediaset che, da quanto si può capire ha un interesse esattamente contrario. Risanare la società e farla crescere di valore per recuperare un po'delle perdite. L'impazienza degli hedge è alimentata dalla presenza di un certo numero di compratori. Dapprima la tv britannica Itv. Adesso il colosso americano Time Warner che si era dichiarato disponibile a investire un miliardo. Tuttavia chiedeva ai creditori di rinunciare a metà dei loro diritti. La proposta era stata rifiutata. Adesso, però, il quadro è cambiato. Nessuna decisione ancora su eventuali cambiamenti a livello manageriale. La nuova governance di Endemol vedrà un cda rinnovato con i rappresentanti dei tre gruppi di soci (banche, hedge, vecchi soci): Mediaset dovrebbe dunque conservare una presenza nella stanza dei bottoni del Grande Fratello. In posizione, molto probabilmente, un po' più defilata rispetto al passato. Ad Endemol si deve un pezzo della recente televisione italiana, come «La prova del cuoco», «Chi ha incastrato Peter Pan?», «La fattoria», «La Pupa e il secchione». Mediaset scende al 10% di Endemol I creditori entrano nella casa del Grande Fratello «Sull'evasione fiscale bisogna arrivare a un dato ufficiale, perchè una stima complessiva non c'è come per il sommerso e quindi è difficile una quantificazione». Parola di Enrico Giovannini, presidente dell'Istat. Il quale probabilmente procederà anche a incassare l'imponibile evaso. il graffio Evasione certificata TRIBUNALE DI CALTANISSETTA I signori Bennardo Rosanna Maria e Bennardo Carmela Maria hanno richiesto la dichiarazione di morte presunta di BENNARDO CALOGERO nato a Racalmuto (Ag) il 12.02.1922 e scomparso dal 21.01.1998; si invita chiunque abbia notizie a comunicarle al Tribunale entro sei mesi dall'ultima pubblicazione. Avv. Antonio Luca Maria Sapienza
10 Venerdì 20 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LA GUERRA DELLA LEGA ::: GILBERTO ONETO  Una vecchia abitudine giornalistica costruisce mappature interne ai partiti, con correnti, esponenti, numeri eccetera. Neppure la Lega è stata risparmiata e a cadenza periodica vengono fuori schemi che pretendono di dividerla in federalisti e secessionisti, amici e nemici di Berlusconi, bossiani e maroniani: spesso solo superficiali copia-incolla di notizie ricicciate. La Lega è molto diversa da ogni altra formazione politica e un esame delle sue divisioni interne (che esistono a onta del suo conclamato monolitismo) richiede conoscenza e attenzione che spesso mancano a chi ha fretta di scrivere un pezzo più di colore che di analisi. Oggi tutti sono concentrati sullo scontro fra Maroni e il Cerchio magico, che fa parte di una geografica politica, umana e ideologica molto intricata e difficile da raffigurare. Servirebbe una rappresentazione quadridimensionale, roba da planetario, con pianeti e satelliti che ruotano su orbite diverse, galassie misteriose, stelle cadenti e meteoriti impazzite. Si può tentare una rappresentazione bidimensionale solo costruendo uno schema cartesiano mettendo sulle Ordinate gli obiettivi (in alto l'indipendenti smo più radicale e in basso il riformismo federalista più blando) e sulle Ascisse i comportamenti (a sinistra la coerenza ideologica, a destra l'accet tazione di ogni compromesso e la robusta voglia di potere). Lo schema non serve solo a rappresentare gli equilibri interni ma anche a dare una realistica visione del mondo che ruota attorno all'autonomismo padanista, dentro e fuori dal partito, fatto di exleghisti, anti-leghisti e addirittura di tutta quella parte della società padana che – pressata dalle tragiche condizioni socio-economiche in cui la sta spingendo lo Stato italiano – può in prospettiva avvicinarsi a posizioni sempre più autonomiste. LO SCHEMA Sullo schema si può innanzi tutto collocare il cosiddetto Cerchio Magico, il solo vero gruppo organizzato all'interno del partito. Esso occupa molto decisamente il quarto quadrante, l'estremità più in basso a sinistra. I nomi di chi faccia parte di questo ristretto sodalizio di custodi del corpo del Capo sono stati ripetuti fino alla noia: la moglie di Bossi, Rosi Mauro, Reguzzoni e Bricolo, il portaborse (in Italia e all'estero) Belsito. Qualche volta viene citata anche Monica Rizzi che fa da babysitter al Trota. Quasi mai invece si ricorda la vera eminenza grigia, l'uomo che non compare mai nelle foto di famiglia se non in fondo e in ombra, ma che è dietro a ogni decisione di casa Bossi: Giuseppe Leoni. La banda ha scarsa vocazione alle riforme ma mostra tenace attivismo nella gestione del potere: roba tipo “moderati nelle idee ed estremisti nei fatti”. Tutto attorno all'angolino ben presidiato dal Cerchio ci sono quello che aspirano a farne parte, che ne sono stati cacciati o che vengono per qualche ragione tenuti a distanza ma che hanno le stesse vocazioni. Per semplicità si può chiamare questa l'area dei dello schema. Sulla stessa posizione delle Ascisse ci sono molti altri uomini di punta: Tosi al punto più basso (quasi un unitarista italiano), Salvini un bel po' più in alto. Ci sono quasi tutti i sindaci e i militanti orfani della Lega degli onesti. Sullo schema è ovviamente presente anche Bossi che si muove come una navetta sul bordo estremo di destra dello schema: alla pervicace ricerca e conservazione del potere e per questo disposto ad abbracciare ogni posizione, dal federalismo fiscale alla secessione. Il quadro può naturalmente avere delle varianti geografiche: l'ordine cerchista regna formalmente in Emilia (con qualche effervescenza in Romagna) e in Liguria dove però c'è qualche vivace movimento indipendentista. Totalmente stagnante il Piemonte, culla del primissimo autonomismo, dove Cota (Concordia) sta naufragando nel vuoto pneumatico che si è fatto attorno. Molto più vivace la situazione in Veneto dove tante iniziative si scontrano in vitale ebollizione. Infine la Lombardia, dove va benissimo lo schema principale con l'impercettibile aggiunta di Giorgetti in entità di ectoplasma evanescente. Ci sono anche distinguo di ordine ideologico. Il primo è fra liberisti e identitaristi: una contrapposizione che si è però ampiamente assottigliata attorno a una comune matrice indipendentista e migliana. Resta il solco fra padanisti e localisti che è forte soprattutto in Veneto e che potrà trovare una composizione solo in un progetto complessivo meglio definito. RUOLO CENTRALE In tutto questo ha posizione centrale il ruolo di Maroni, che ha il grande vantaggio di essere benvoluto e benvisto un po' da tutti (fuori dal cerchio beninteso) e che potrebbe riuscire a tenere insieme le varie anime, a ricompattare la diaspora e attrarre nuovi consensi. Non ha mai avuto una posizione ideologica molto definita: è una sorta di cursore verticale simile a Bossi ma sull'asse centrale e con movimenti più pacati. Per farcela deve riuscire a rappresentare tutta l'area bianca (e lo sta già facendo) ma deve avvicinarsi a quella di Ducario (la più feconda in termini di produzione di idee e di progetti) e deve riuscire a ricucire con pazienza e barili di Bostik i cocci disseminati dalle dissennatezze cerchiste. Deve parlare con gli altri movimenti e aprire al mondo esterno, alla Padania produttiva la cui paziente vocazione alla moderazione si sta sgretolando sotto i colpi del banditismo statale italiano. Deve cacciare i trusoni e gli opportunisti. Deve operare con prudenza guardandosi dai nemici senza contentarsi della protezione dagli amici offerta dal Dio Po. Deve stare molto attento agli abbracci e alle mediazioni interessate, soprattutto ai più recenti. Deve diventare un capo anche se non ne ha la vocazione. Era successo a Sant'Ambrogio che non ne voleva sapere ma che era stato costretto dalla sua gente a diventare vescovo. E lo aveva fatto benissimo. A Maroni non serve neppure essere un santo leghista, solo leghista. Analisi Puristi, federalisti e poltronari I Carrocci sono almeno tre Nel movimento c'è di tutto: da chi vuole la secessione a chi pensa alla carriera Solo Bobo può tenere unite le varie anime. Anche se non ha la vocazione del capo Cori ultrà contro Reguzzoni e Mauro Summit dei maroniani: «Congressi in primavera»  Il patto dei maroniani s'è rinsaldato ieri pomeriggio a Palazzo Estense, Varese. Attorno al tavolo si sono ritrovati il padrone di casa Attilio Fontana e il suo collega veronese Flavio Tosi, l'ex sindaco di Novara Massimo Giordano, il parlamentare Fabio Rizzi e l'eurodeputato Lorenzo Fontana. Con loro anche Roberto Maroni. All'ordine del giorno la situazione dopo il bagno di folla di mercoledì al teatro Apollonio, con Bobo che ha sparato a zero contro il cerchio magico invocando i congressi a tutti i livelli. Prima quelli nazionali (ovvero regionali), poi quello federale. Ieri mattina, l'idea di rinnovare le cariche è stata confermata in via Bellerio da Umberto Bossi. Il segretario tornerà sull'argomento anche domenica, in occasione della manifestazione di Milano. Maroni sente d'aver incassato una vittoria piena, ma è consapevole che la guerra non è ancora vinta. I rivali interni hanno già studiato le contromosse: aprire ai congressi spacciandoli come una sfida di Bobo al Senatur. E cercando di rinviarli il più possibile. La “scusa” è che per celebrare quelli nazionali è necessario rinnovare tutti gli incarichi provinciali, ma i fedelissimi dell'ex ministro temono che - in caso di elezioni politiche anticipate - il piano salti permettendo al cerchio magico di usare l'attuale legge elettorale per scrivere le liste e fare strage di maroniani. Per questo, Bobo e i suoi puntano ai congressi provinciali entro marzo, così da organizzare a maggio quelli nazionali. A quel punto sarà necessario scegliere come celebrare le assemblee. Prima opzione: eleggendo dei delegati. Seconda: coinvolgendo tutti i militanti del territorio. I maroniani propendono per la seconda possibilità, anche perché contano di essere più radicati. Il tutto mentre è sempre accesissima la polemica sul capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni. Per evitare ulteriori spargimenti di sangue si sta ragionando su una scelta di mediazione (girano i nomi di Giampaolo Dozzo da Treviso e di Daniele Molgora, presidente della provincia di Brescia, che però sono più vicini al cerchio magico). Quello che è certo è che proprio Reguzzoni è stato bersagliato dai militanti presenti a Varese mercoledì sera. Non solo nel teatro Apollonio, ma anche al ristorante dove i leghisti hanno cenato. È successo alla pizzeria Della Motta. Bossi s'è seduto in una sala davanti a Maroni e Roberto Calderoli. Menu: pizza. Innaffiata da Coca Cola. Alla presenza del leader sono partiti cori ironici sugli investimenti del tesoriere cerchista Francesco Belsito in Tanzania. Quando, poco dopo la mezzanotte, Bossi ha lasciato il locale è scattato un tifo da curva: “Reguzzoni fuori dai maroni” e “Reguzzoni fuori dai c...”. A dire la verità, i cori sono rimbombati quando il leader era ancora nel ristorante, intento a salutare i militanti. Ma ha fatto finta di niente. Insulti anche per Rosi Mauro. Un video di Lettera 43 ha mostrato che i cori partivano da alcuni tavoli a un passo da quello di Maroni. Nella pizzeria, zeppa di giornalisti, s'è rivista anche una vecchia conoscenza del Carroccio come Max Ferrari, ex direttore di TelePadaniaespulso dopo aver gridato in faccia alla Mauro «terrona terrona». Ecco Andrea Mascetti, storica colonna di Terra Insubre, l'associazione culturale invisa alla famiglia del Senatur, già sospeso per sei mesi dalla Lega per aver contestato Reguzzoni. Nutrita la pattuglia dei bergamaschi: il segretario provinciale Cristian Invernizzi e i deputati Giacomo Stucchi e Nunziante Consiglio. Poi Matteo Salvini, felice come un bambino e altri dirigenti milanesi. Ora c'è attesa per la manifestazione di domenica a Milano, dove i leghisti andranno alla conta. Bobo vuole incassare il secondo bagno di folla in pochi giorni, per poi alzare la voce nel consiglio federale convocato subito dopo il corteo. M. PAN. “roberticì” dal nome dei tre principali esponenti del genere: Calderoli, Castelli e Cota. Nell'angolo opposto dello schema c'è la tribù dei “duri e puri”, erede di “Ducario”, il gruppo che nel 2006 aveva chiesto congressi e trasparenza (causando l'ultimo consistente allontanamento di gente come Pagliarini, Formenti e altri) e che si era dato il nome del guerriero insubre che alla battaglia del Trasimeno aveva ucciso il console romano Caio Flaminio. In quest'area si collocano le principali associazioni culturali (La Libera Compagnia Padana, Terra Insubre), il quotidiano online L'Indipendenza, il Movimento Libertario e l'Unione Padana, il movimento concorrente che sta rapidamente crescendo sul territorio. Fra queste due formazioni c'è l'enorme prateria dei delusi che hanno rimpolpato l'astensionismo, i gruppuscoli locali, la galassia dei padanisti fai da te. Ci sono soprattutto i leghisti un po' frettolosamente bollati come maroniti. C'è innanzitutto lo stesso Maroni che può tranquillamente essere collocato nel bel mezzo
13Venerdì 20 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO COSTA DEVE SPIEGARE Le telefonate, il caos soccorsi, gli inchini La compagnia si dichiara parte offesa. Ma sono troppi i punti oscuri sulla gestione del disastro ::: ANDREA SCAGLIA  Certo che il vento è cambiato, e mica solo nel senso meteorologico dell'espressione. Ieri, uscendo dalla Procura di Grosseto, l'avvocato della Costa Crociere se n'è uscito davanti ai cronisti con un «non so niente di inchini», intendendo l'inco sciente avvicinamento agli scogli del Giglio che ha provocato il disastro. E però forse non l'han no informato, ma c'era quel post pubblicato neanche molto tempo fa proprio sul sito della Costa Crociere - poi rimosso e poi ricomparso -, quello in cui la compagnia annunciava soddisfatta che «il 30 agosto 2010, prima dell'arrivo a Napoli previsto intorno alle 13, la Costa Concordia ha omaggiato con il suo saluto e con la sua breve sosta nella rada della Corricella l'isola di Procida, tutto ciò grazie al Comandante Francesco Schettino, di Meta di Sorrento. Una grande emozione non solo per i procidani ma anche per i numerosi turisti presenti» - e questo al netto delle decine di fotografie di navi vicinissime alle coste comparse in questi giorni su tutti i media del mondo. Peraltro, l'avvocato De Luca ha comunicato ai magistrati che la compagnia stessa ha intenzione di costituirsi in Tribunale come parte offesa, e dunque non provvederà alla tutela legale del comandante Schettino, ora sospeso dalla professione. E anche questa è una decisione che in qualche modo stride con le parole pronunciate nell'immediatezza del naufragio dai rappresentanti di Costa Crociere, quando si negava che la nave fosse fuori rotta e anche si assicurava che il comandante avesse mantenuto un comportamento corretto. LE TRE TELEFONATE Dice: ma in quel momento ancora non erano chiare le circostanze. Punto, questo, su cui certo gli inquirenti vorranno approfondire. Perché uno dei misteri intorno al quale ruota tutta la vicenda, naturalmente considerando anche le responsabilità individuali del comandante stesso, è rappresentato dalle conversazioni telefoniche che Schettino, subito dopo l'inci dente - alle 21 e 42 di venerdì scorso - scambia con Roberto Ferrarini, responsabile dell'uni tà di crisi e del controllo flotta. Almeno tre chiamate, da quel momento fino alle 22 e 58, quando viene data disposizione ai passeggeri - con intollerabile ritardo - di abbandonare la nave. E che cosa si sono detti, Schettino e Ferrarini? Forse Schettino ha minimizzato, come poi ha fatto anche davanti alle telecamere? Certo i magistrati vorranno accertare che i due non abbiano in qualche modo tentato di concordare l'atteggiamento da tenere in quei drammatici momenti e anche dopo, magari non del tutto consapevoli della gravità della situazione e visti i lauti risarcimenti che le compagnie sono costrette a pagare in questi casi. Se così fosse, rappresenterebbe naturalmente un atteggiamento inescusabile, e anche penalmente perseguibile. «PICCOLA FALLA» Resta il fatto che quando ancora le procedure di salvataggio per i passeggeri sono nel pieno, alle 23 e 30, sempre la Costa Crociere chiama il suo ufficio manutenzioni ordinarie in Liguria, a Savona, avvertendolo che sarebbe dovuto partire il giorno dopo per riparare una piccola falla su una nave, «potrebbe esserci qualche danno, c'è da capire come si può riparare». Che cosa significa? Che alla Costa era stato detto, magari dallo stesso Schettino, che l'incidente non era poi così grave? Anche questo sarebbe quantomeno segno di non grande coordinamento, visto che era già stato annunciato l'abbandono della nave e il piccolo porto del Giglio era ormai affollato di soccorritori e insomma, la drammaticità della situazione era conclamata. EQUIPAGGIO E OSPITI D'altro canto, si può anche dire che una compagnia famosa nel mondo come la Costa Crociere non esce così bene da tutta la vicenda - e questo tenendo ovviamente in giusto conto anche l'eccezionalità e l'impreve dibilità dell'evento. Degli inchi ni navalis'è già scritto, e sarà pure una tradizione marinaresca, ma l'azienda ha prima negato poi ammesso poi ancora negato d'essere a conoscenza della pratica. Per quanto riguarda l'effi cienza delle procedure di sbarco degli ospiti, la magistratura accerterà eventuali responsabilità. Ed è vero che molti membri dell'equipaggio si sono adoperati per aiutare i passeggeri, ma il fatto che provenissero da 42 nazioni diverse - probabilmente anche per ragioni economiche, visto che ogni membro viene pagato in base a contratti stipulati nel suo Paese - e che molti di loro non fossero nemmeno in grado di comunicare con le persone, restituisce l'impressione di personale di bordo certo non amalgamato come ci si immaginerebbe. E poi anche questa storia della lista dei passeggeri. Per ore, anzi per giorni, non si è riuscito a capire con esattezza quanti fossero, i loro nomi. Circostanza, questa, che in effetti ha sofferto della concitazione legata ai soccorsi, ma per dire: riguardo alla presenza della ragazza insieme con Schettino al momento dell'incidente, la moldava, prima l'avvocato della Costa Crociere ha dichiarato che «non lo so, non mi risulta e non ne abbiamo evidenza», e solo un'ora dopo ecco la compagnia a precisare che invece sì, «era regolarmente imbarcata e registrata». C'è già chi mormora che Carnival, la società americana proprietaria di Costa Crociere, abbia messo in discussione i vertici italiani della società, e dunque l'amministratore delegato Pier Luigi Foschi e il direttore generale Gianni Onorato, ma queste restano per ora soltanto voci di corridoio. E però su quel che accaduto quel maledetto venerdì sera c'è ancora parecchio da chiarire, e questo invece è certo. ::: GIANALFONSO D'AVOSSA*  Il costume è cambiato. Forse irrimediabilmente, tanto che sembra essere mutata la stessa sensibilità degli uomini, di Stato e non. Lo si è visto in queste ore drammatiche con l'incredi bile naufragio avvenuto all'imboccatura dell' isola del Giglio dove, prima ancora delle leggi umane, sono state violate quelle istintive e secolari del mare. È meglio scordarsene il nome. Che un comandante italiano lasci la propria nave prima di aver messo in salvo o tentato di salvare tutti i passeggeri e il proprio equipaggio, non calandosi in mare solo per ultimo, è una viltà che ci riempirà sempre di vergogna proprio in quanto italiani. C'è da augurarsi che quanto prima lo Stato impegni i migliori professionisti del settore per chiamare la Costa in giudizio e interdirle la navigazione nei nostri mari, perchè non è ammissibile che siano sacrificati sul piano dell'interesse l'ef ficienza e la sicurezza. Poco importa di chi sia oggi la proprietà della Costa armatrice. È grottesco che la gemella della nave naufragata, possa immediatamente prendere il mare e svolgere le crociere pianificate come se niente fosse accaduto. Qui non si tratta di affermare che “la vita continua”. Vanno prima accertate le precise responsabilità non solo dell'equipaggio e del suo comandante ma della compagnia di navigazione e verificate scrupolosamente l'effettiva rispondenza di norme e predisposizioni per garantire l'assoluta incolumità di tutti. La Costa ha dimostrato, purtroppo tragicamente, che non ha più titolo a solcare i nostri mari. Rimarrà purtroppo imperitura - vera onta e discredito per il nostro Paese - la memoria di un così indegno e irresponsabile comportamento. *Generale L'onore perduto di chi abbandona il comando Commento Le tre chiamate tra Schettino e Ferrarini All'esame della procura le istruzioni dell'unità di crisi  Ha parlato a lungo al telefono con il comandante Fracesco Schettino per almeno tre volte, tra le 22.05 e le 22.58 di quella tragica sera, mentre la Concordia imbarcava acqua. Che cosa abbia detto Roberto Ferrarini, il super manager della Costa che dirige le operazioni marine, per il momento è un mistero. Forse dava indicazioni al comandante, consigli su cosa fare per limitare i danni causati dall'impatto con quel grosso scoglio davanti all'Isola del Giglio. Ferrarini al momento è tra i vertici della Costa Crociere sotto la lente della Procura di Grosseto, che sta cercando di fare luce sul naufragio e sulla condotta della compagnia. Saranno le indagini a chiarire le eventuali responsabilità di un tecnico dal curriculum di tutto rispetto, che gli ha fatto guadagnare il ruolo di direttore delle operazioni marine della compagnia, ruolo che gli ha permesso di rimanere in contatto dagli uffici di Genova con il comandante della Concordia. Genovese, ha studiato nella sua città, all'Istituto Nautico. Un master nel 1989 poi l'inizio della carriera in Costa. Nella compagnia che offre crociere da sogno Ferrarini è approdato nel 1996 e da allora ha conseguito successi, assicurandosi la stima dei vertici. Dipinto da chi lo ha conosciuto come un uomo dinamico e risolutivo, forse anche quella tragica sera ha cercato fino all'ultimo di risolvere i problemi. Sicuramente ha tentato di salvare il salvabile, ma nel frattempo le persone annegavano e altre cercavano di mettersi in salvo. Saranno i testi delle telefonate, che la Procura acquisirà nelle prossime ore, a raccontare i dialoghi tra il manager dell'unità di crisi della Costa e il comandante della nave ingovernabile. E intanto, per dare un segnale dell'im portanza della sicurezza della Costa, la Carnival, proprietaria della compagnia, sta valutando di rimuovere i vertici. Non è ancora ufficiale, ma le posizioni che nei prossimi giorni potrebbero venir messe in discussione sono quelle del direttore generale di Costa, Gianni Onorato, e dell'amministratore delegato della compagnia di crociera, Pierluigi Foschi. Una scelta, quella della Carnival, che potrebbe essere fatta anche per rassicurare il mercato. R. CAV. SOTT'ACQUA Maltempo permettendo, sono ancora in corso le ispezioni nei locali sommersi della nave condotte da palombari e sommozzatori [Ansa] Roberto Ferrarini ::: LA SCHEDA DUE INDAGATI Allo stato attuale, per il disastro della Costa Crociere risultano indagati dalla Procura di Grosseto soltanto due persone: il comandante Francesco Schettino e il primo ufficiale di plancia Ciro Ambrosio. Ma i magistrati stanno valutando la posizione di altre persone. la Costa Crociere si è costituita parte offesa.
29Venerdì 20 gennaio 2012SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Morto l'autore toscano Giancarlo Bigazzi genio della musica dagli Squallor a Tozzi ::: LEONARDO IANNACCI  La musica è finita per Giancarlo Bigazzi, uno degli autori più poliedrici della musica italiana, scomparso a Viareggio all'età di 71 anni. Il maestro ha chiuso gli spartiti - e un'esistenza piena e ricca - nella notte tra martedì e mercoledì, lasciando un vuoto nella legione di artisti che hanno cantato le sue poesie e anche nel pubblico, visto che tanti dinoi hanno rovinato almeno una volta, sotto la doccia o al volante, una delle composizioni firmate da questo toscano disincantato e geniale. Paroliere, produttore ma anche compositore, Bigazzi era nato a Firenze. Da giovane, aveva bazzicato il variegato mondo della musica leggera italiana, quella degli anni '60 arrivando al numero 1 della hit-parade con il tormentone estivo Luglio, cantato da Riccardo Del Turco. Subito dopo fu un altro protagonista di quella musica da spiaggia, innocente ma non stupida, a fare centro grazie a lui: Mario Tessuto con Lisa dagli occhi blu. All'inizio degli anni '70, il toscano Bigazzi incontrò un Massimo Ranieri ancora minorenne e disegnò un tris di canzoni epocali per i destini del giovane Massimo: Rose rosse per te, Erba di casa mia e Vent'anni. Quindi fu la volta della delicata Montagne verdi, che lanciò Marcella Bella, e della bellissima Non si può morire dentro, portata al successo dal fratello di lei, Gianni. Che non fosse soltanto un autore da Top Ten, Bigazzi lo dimostrò pochi anni più tardi quando scrisse per Ornella Vanoni la splendida L'eterni tà, per non parlare dei sodalizi con la grande Mia Martini (Gli uomini non cambiano), con Guccini (Cirano), persino con Mina (Il pazzo). Firmò, poi, l'iconica Si può dare di più con cui Morandi, Ruggeri e Tozzi vinsero Sanremo nel 1987 (e Gianni lo ricorderà al Festival, tra un mese). Quindi brani per il solo Tozzi che, tradotti e riarrangiati, hanno fatto il giro del mondo vendendo milioni di dischi: Gloria, Ti amo (odiata dalle femministe), Stella stai, Io camminerò, Donna amante mia. Raf portò al successo la sua Gente di mare, Masini l'accoppiata Bella stronza e Ti innamorerai. «Era uno dei pochi a creare canzoni con le gambe cioè in grado di camminare da sole», ha detto di lui Caterina Caselli. È stata l'esperienza con gli Squallor, da lui fondati e guidati negli anni '80, a confermarne l'irrefrenabile e spudoratamente volgare goliardia, attraverso album demenziali quali Pompa, Cappelle, Arrapaho o Uccelli d'Italia, che fecero infuriare il Vaticano divertendo molto il cuore toscanaccio di Bigazzi. Il quale fece centro anche al cinema: un giorno Gabriele Salvatores telefonò a Giancarlo, che aveva già firmato colonne sonore al top (Mery per sempreeRagazzi fuori di Marco Risi), per musicare una strana storia di militari italiani che erano stati abbandonati su un'isola greca, durante la seconda guerra mondiale. Il film era Mediterraneo e vinse l'Oscar accompagnato dalle melodie di Giancarlo Bigazzi. Un maestro di ieri, un esempio per il futuro di tanti giovani autori. Applausi, sipario. ::: ALESSANDRA MENZANI  «Scusate il ritardo, ho dovuto accendere un mutuo per passare nell'Area C». Pur essendo molto concentrato per l'approdo in prima serata, scelta di Mediaset per cui lui non brinda - per sua stessa ammissione con fiumi di champagne, Piero Chiambretti non perde la battuta e spiega il percorso che lo porterà la domenica nel prime time su Italia 1. «Io la prima serata non la so fare», dice lui, ricordando anche l'esperienza di Sanremo, «ma quando me l'ha proposta Pier Silvio Berlusconi ho accettato la sfida, considerando che ho 55 anni suonati che tra 11 mesi, se hanno ragione i Maya, non ci saremo più. Si possono pure provare cose nuove». Il direttore di rete Luca Tiraboschi concorda nel riternerlo «un progetto difficile»: «Il guscio naturale di Piero è la seconda serata, ma gli abbiamo detto di non snaturarsi». Altro flagello che sta colpendo tanti show: la riduzione del budget. «Non abbiamo il canone, i soldi non si buttano», dice, «e non lo dovrebbe fare nemmeno la Rai con i buchi che si ritrova». Così si fa di necessità virtù: un vecchio magazzino, alla cifra di 26mila euro, è diventato lo studio televisivo, un loft con i mattoni in vista molto vissuto ma ovviamente meno chic rispetto al suo vecchio Night. Il programma si chiama Chiambretti Sunday Show. Va in onda, appunto, la domenica, un giorno tosto in cui lanciare un nuovo format, d'altra parte ormai lo sono tutti. «Ci sono le partite di calcio che mi toglieranno parecchio pubblico maschile, solitamente il mio target. Quindi ho deciso di puntare di più sulle donne. Quest'anno non ci sarà però la consueta “bellona”, una scelta in controtendenza, ci sono tante donne che ballano ma nessuna primadonna». Sottotitolo della trasmissione: La musica sta cambiando, dove la parola musica, per Chiambretti, sta per «vita». Lo showman non ha l'ambizione di rivoluzionare la tv, «perché nessuno inventa più nulla», ma di fare le cose bene. Archiviata l'idea un programma basato sulla musica e sui musicisti, progetto troppo complicato, punta sull'attualità. In due ore e mezzo di programma ci saranno tanti ingredienti «ma non sarà un minestrone, in questo momento è difficile essere leggeri, ma ci proviamo». La prima storia di copertina sarà quella di un personaggio atipico e internazionale, Peter Dinklage, l'attore affetto da nanismo fresco vincitore del Golden Globe per Il trono di spaCHIAMBRETTI «Non so fare la prima serata ma a 55 anni ci provo» Nuovo show la domenica: niente bellone, punto a un pubblico di donne de. Un altro spazio è una sorta di processo con due avvocati e una giuria: i “legali” sono Michele Foresta (il Mago Forrest) e Platinette «in una vesta inedita». Ci sarà la musica, con il rapper Marracash primo ospite. Poi una bretti, farà parte del cosiddetto “go verno tecnico” della tv insieme ad altre figure che «non saranno i classici opinionisti». Nella prima puntata ci sarà anche Scilipoti al centro di una sorta di “conferenza stampa” e, visto che i preti in tv hanno molto successo, Piero vestirà i panni di un “con fessore”. E chi confesserà? «Alan Friedman, che svelerà i retroscena della finanza e dell'economia». Chiambretti, lei è ancora Pierino? «Forse non più. Il mio spirito resta birbante, ma gli anni passano per tutti. Dovrei lasciare il posto ai giovani, ma la verità è che non c'è stato un ricambio». Facendo un bilancio della sua esperienza a Mediaset, Chiambretti dice che la dirigenza (Piersilvio?) «mi vuole molto bene» e aggiunge: «Mediaset è la migliore azienda nella quale lavorare se le cose vanno bene. La peggiore se le cose vanno male. E lo dico senza polemica». Fa anche un bilancio della carriera: «Sono stato ovunque: Raiuno, Raidue, Raitre, La7, Sky, Canale 5, Italia 1, mi manca solo Rete 4. Se Salvo Sottile se ne va, mi tuffo», scherza. versione chiambrettiana dell'Arena di Massimo Giletti con due fazioni divise: da una parte i fan di Ligabue, dall'altra quelli di Vasco. Costantino Della Gherardesca, immancabile presenza in tutti i salotti di ChiamDOMANI SERA SU RAITRE Caterina Guzzanti nel mondo della natura «Ma su La7 sarò con Sabina e forse Corrado» Le abbiamo visto fare parodie (al Pippo Chennedy Show e con la Gialappa's), recitare (in Boris, Nessuno mi può giudicare e nella fiction Il restauratore, attualmente su Raiuno) e condurre (Sostiene Bollani). Ma quello che le vedremo fare da domani, alle 21.30 su Rai3, Caterina Guzzanti non l'aveva mai fatto: inviata speciale in Nuova Zelanda, insieme al documentarista Davide Demichelis, del programma Nanuk–Prove d'avventura, che racconta la natura attraverso i documentari del National Geographic, si è dovuta cimentare in ogni puntata in un differente sport estremo, come rafting e rock climbing. «All'inizio ero spaventata ma mi piace mettermi alla prova con cose nuove», racconta Caterina, che a proposito dello show della sorella Sabina su La7, al via a marzo, rivela: «Sarà un varietà satirico, io parteciperò a tutte le puntate, credo facendo dei personaggi. In genere Sabina decide cosa fare e mi dice: «Lo vuoi fare tu? Se no lo faccio io». Speriamo che ci possa essere anche Corrado. Ma lavorare con una sorella non è facile: da te pretende più che dagli altri». D.ARA. Il 6 marzo l'album «Wrecking ball» Su iTunes l'ultimo singolo di Springsteen  Come molti colleghi “star”, Bruce Springsteen gioca a regalare piccole anticipazioni ai fan. Ieri ha fatto sapere che il nuovo album, dal titolo Wrecking ball, uscirà il 6 marzo per la Columbia Record e conterrà undici brani. Poi ha aggiunto una notizia assai più concreta: il primo singolo, We take care of our down, è già acquistabile su iTunes, dove è possibile prenotare anche la versione de luxe dell'in tero album, mentre il testo può essere letto sul sito www.brucespringsteen.net. John Landau, storico manager di Springsteen, ha detto: «Bruce ha scavato più possibile per arrivare a una visione nuova della vita moderna. I testi raccontano una storia originale e la musica è la più innovativa che abbia realizzato negli ultimi anni. Sia i fan della prima ora sia coloro che scoprono Bruce per la prima volta avranno molti motivi per amare Wrecking Ball». Quest'anno Springsteen si esibirà in Italia allo stadio Meazza di Milano il 7 giugno, il 10 sarà a Firenze, l'11 a Trieste. L.IAN. OTTO PUNTATE Piero Chiambretti da domenica conduce «Chiambretti Sunday Show», otto puntate su Italia 1. Primi ospiti: il rapper Marracash, l'attore Usa Peter Dinklage e Domenico Scilipoti. Nel cast fisso, Platinette eil Mago Forrest. Giancarlo Bigazzi Paolo Teoni Minucci - Combattenti dell'Onore Il libro è una raccolta di vicende, quasi tutte inedite, di gente qualunque, giovani e giovanissimi appartenenti alla RSI che andarono coraggiosamente incontro al loro destino. Il testo trae spunto dall'iconografia, posta in loro memoria, sparsa per l'Italia. Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Piemonte alla Venezia Giulia, in Francia e in Slovenia ed è completato con oltre 200 foto a colori, da 2.000 nomi di persona e dalla cronologia dei fatti più salienti che segnarono la nascita, la vita, il tramonto della RSI. Pagg. 280 € 16,53 Tel. 02.58.31.28.11 www.grecoegrecoeditori.it
Venerdì 20 gennaio 2012 www.citizen.it SISTEMA 98 Per Lei INESAURIBILE. L'amore per i dettagli, il gusto dell'abbinamento, il piacere di indossare un oggetto sempre alla moda, tutti elementi che, uniti alla tecnologia a carica di luce infinta Eco-Drive, fanno di questo orologio un oggetto più unico che raro.
39Venerdì 20 gennaio 2012CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it L'intervista a «La Telefonata» Formigoni si sfila: «Non mi ricandido più» Il governatore attacca il Pdl su Ponzoni e prepara il trasloco: «A disposizione del partito per altri incarichi» ::: MAURIZIO BELPIETRO  Cosa risponde a quanti chiedono nuove elezioni perché, dicono, il Consiglio è stato delegittimato: Massimo Ponzoni ex assessore regionale e vicepresidente è stato arrestato, qualche settimana fa era successo ad un altro vicepresidente Cristiani, e Filippo Penati che è un esponente del Pd mentre gli altri sono del Pdl, è sotto indagine... «Si, c'è anche un quarto caso: quello dell'ex consigliere regionale Costanzo del Pd che è stato dichiarato decaduto per irregolarità nella presentazione della sua candidatura. Sono fatti gravi, che attengono alla responsabilità personale. Nessuno è membro di giunta, lo sono stati e quando lo sono stati non gli è stato contestato nulla. Dal 2010 non sono più membri di giunta. L'ultimo caso, quello di Ponzoni, riguarda la sua attività imprenditoriale che si è svolta all'esterno della giunta e del consiglio. Non si vede come si possa spostare la vicenda sul piano politico chiedendo le dimissioni della giunta che si regge su una maggioranza solida». Lei dice “non ho ricandidato” Ponzoni come assessore, e neppure Nicoli Cristiani. Però sono stati rimessi in lista e sono stati eletti. Non è stato un errore? «Probabilmente sì. Ma la compilazione delle liste spetta ai partiti, nelle regioni c'è il sistema per cui è il popolo che si esprime. La popolazione dei collegi nei quali si sono presentati aveva grande stima di loro, hanno raccolto migliaia di preferenze. Inoltre i fatti che gli vengono contestati risalgono a dopo le elezioni. Qualcosa non ha funzionato, ma credo che si debba distinguere il piano delle responsabilità politiche da quelle personali. Qui non siamo in presenza di persone che sono state privilegiate, ma di persone note e stimate. Mentre c'è stato un abbaglio, se le accuse saranno confermate, anche da parte di chi li ha votati». Ma non c'è anche un problema di selezione della classe dirigente del Pdl e forse anche del Pd a questo punto? «Indubbiamente. La vigilanza non è mai troppa. Succede anche altrove. Ma la Lombardia è la regione che dà i risultati migliori - basti pensare alla sanità e al sistema scolastico - e spende di meno. Se nonostante ciò si verificano fenomeni di corruzione, pensiamo cosa può capitare nelle regioni che spendono di più e danno meno servizi. Qui c'è una magistratura attenta che scopre anche alcuni casi. Nelle altre regioni invece, dove evidentemente gli sprechi sono 100 volte superiori perché le spese sono 100 volte superiori, abbiamo una magistratura che non sa individuare questi casi». “ . «Ma Salvini è un consigliere comunale, non fa parte dei responsabili regionali della Lega, è un battitore libero, un personaggio vivace, ma nei vertici della Lega hanno ben chiaro che si tratta di un attacco delle opposizioni. Lei prima ha ha citato il caso di Penati: Penati era il principale collaboratore di Bersani. Ma quando è venuta fuori Nel caso Ponzoni si parla anche di voto di scambio, appoggi da parte di organizzazioni criminali, sospetti che ci sia anche qualche contatto con la 'ndrangheta o con esponenti di questo mondo. Ma c'è il pericolo di inquinamento di attività criminali nella gestione della Regione? «Quest'accusa risalirebbe al 2005, non al 2010. Certo, sappiamo che le organizzazioni criminali attaccano soprattutto dove c'è ricchezza. Sono accuse che devono essere dimostrate, dopodiché sono messi sotto la lente d'ingrandimento alcuni fenomeni avvenuti in alcuni comuni della Brianza. Va ricordare anche qui che il lavoro investigativo della magistratura è superiore a quello di chi svolge attività politica. Ben venga che in uno Stato democratico ci sia una magistratura che ha questi poteri investigativi e vada a scoprire quello che al normale cittadino e anche al normale politico non è dato scoprire in mancanza di mezzi conoscitivi». La Lega, che è alleata, chiede le sue dimissioni. Che succederà? «La Lega è unita e compatta e sa distinguere quali sono le responsabilità personali e quali quelle politiche». Salvini però dice bisogna andare a un ricambio... DOPO LE CRITICHE AL PRESIDENTE Dietrofront Lega: giunta solida La giunta regionale è forte e compatta. Dopo Roberto Formigoni, anche la Lega ha smentito i dissapori tra Carroccio e Pdl in seguito alle inchieste che coinvolgono attuali ed ex esponenti regionali. «Le responsabilità dei singoli verranno accertate dalla magistratura. Siamo preoccupati, ma il lavoro svolto finora non fa nascere alcun caso politico nella maggioranza», le parole di Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione Lombardia. «Nonostante le scelte diverse fatte da Pdl e Lega nei confronti del governo Monti», ha aggiunto, «tutte le amministrazioni in cui siamo in alleanza vanno avanti».  «Penati non si è dimesso dal consiglio e ha pure formato un gruppo che costa decine di migliaia di euro alla Regione. Questi sono fenomeni che all'opinione pubblica vengono detti poco, mentre riguardo al Pdl diventano casi nazionali» ROBERTO FORMIGONI AL TIMONE Il presidente osserva la città dal balcone della sede del Pirellone Fo togramma Oggi l'interrogatorio del politico Pdl Il consigliere in cella si lamenta: «Ho freddo, datemi delle coperte» ::: LAURA MARINARO  Oggi è il giorno dell'interrogatorio di Massimo Ponzoni e molti, non solo in Brianza, tremano.Il consigliere -che attraverso i suoi legali si dichiara «sereno sulle contestazioni, ma provato», e chiede libri, coperte e abiti pesanti perché «in carcere fa freddo» - secondo voci potrebbe essere depositario di verità scomode. E pur di uscire sarebbe pronto a vuotare il sacco. Supposizioni di chi dice di conoscerlo. Fatto sta che - come recita più volte l'ordinanza del gip Mara Rosaria Correra - se rimesso in libertà il consigliere potrebbe anche dalla cella continuare la sua “influenza”, non solo politica, sulla Brianza. Ponzoni ha tenuto a ribadire prima di entrare a Sanquirico di non essere stato all'estero quando è scattato il mandato di cattura – come avevano raccontato i suoi legali –ma in Valtellina. Un “malintesto”,a causa del quale ha rischiato di essere dichiarato latitante. D'altra parte c'è chi racconta di averlo visto bere il caffè nel solito bar di via Milano a Desio lunedì mattina, mentre i finanzieri lo cercavano altrove. L'ex assessore, intanto, ha respinto «le contestazioni, e soprattutto le accuse di legami con la 'ndrangheta». Non sarebbero dunque vere le dichiarazioni dei Moscato, potente famiglia calabrese radicata a Desio (e legata da amicizia a Rosario Perri, ex assessore provinciale e responsabile decennale dell'ufficio tecnico di Desio oggi ai domiciliari) sulla compravendita dei voti durante le elezioni amministrative del 2009. Mentre i pm si preparano a vedere Ponzoni, la Brianza continua a tremare, a cominciare dalla provincia e dal presidente Dario Allevi, che ha ammesso di aver dovuto sottostare alle imposizioni dei partiti della sua coalizione per nominare assessori e vicepresidenti. E Ponzoni era coordinatore del Pdl a Monza. «D'altronde è normale che funzioni così, ci si fida dei consigli dei vertici del partito», dicono dalla segreteria azzurra. Nell'ordinanza si fa riferimento all'influenza spesso tracotante di Ponzoni sulle nomine, in particolare quella del vicepresidente Antonino Brambilla (condannato a 3 anni per corruzione nella tangentopoli dl 1996), esperto di leggi sui piani regolatori. Desio a parte, in mano a Perri, Ponzoni e alle famiglie della 'ndrangheta, c'era «da sistemare» Monza, Giussano, Lentate e Seregno. In ognuno di questi comuni – se condo l'ordinanza - Ponzoni aveva un referente: a Monza l'assessore Giovanni Antonicelli, oggi con delega ai rifiuti, ma anche Paolo Romani, che prima di diventare ministro era venuto in città per «aggiustare» la variante del Pgt; a Giussano il referente era Franco Riva, commercialista di Ponzoni chemanovrava societàe, traqueste, persino quella che ha fornito i pc alla Camera; a Lentate il sindaco Massimo Sasso (che con una lettera si è dissociato dalle accuse di Sergio Pennati, ex socio di Ponzoni e gola profonda dell'inchiesta) e a Seregno era l'assessore Attilio Gavazzi, attraverso il suo genero che redigeva il Pgt. Vicenda, questa che si intreccerebbe con quella del leghista, ex assessore provinciale alla sicurezza Luca Talice, che in tempi non sospetti aveva denunciato in consiglio comunale le ingerenze di Ponzoni e di certi imprenditori in odore di 'ndrangheta nel pgt seregnese e che poi è stato accusato di molestie sessuali nei confronti di due ex colleghi di partito (secondo la sua difesa proprio perché aveva “pestato” i piedi a qualcuno). Insomma gli intrecci sono tanti e l'inchiesta sembra essere all'inizio. In provincia si attendono le prossime mosse degli inquirenti. I nomi – tra politici, amministratori, società legate agli affari della “cricca” - sono una ventina e i magistrati dovrebbero a breve procedere con altre richieste e avvisi di garanzia. Massimo Ponzoni Fotogr Pubblichiamo l'intervista realizzata dal direttore di Libero, Maurizio Belpietro, al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, realizzata nel corso de “La telefonata con Belpietro” in onda su Canale 5. la vicenda di Penati, qualcuno ha chiesto le dimissioni di Bersani? No. Eppure era stato scelto personalmente da Bersani come suo collaboratore». Le sembra logico aver nominato Penati, indagato in una commissione d'inchiesta, che deve indagare a sua volta sulle vicende del S. Raffaele? «Questo fenomeno l'abbiamo denunciato. Penati, che non ha avuto la dignità di dimettersi dal consiglio regionale a differenza di quello che ha fatto Cristiani, è stato inserito....». Penati non è stato arrestato in flagranza di reato come Cristiani... «Ma le contestazioni che gli vengono rivolte sono pesantissime. Ma, ripeto, Penati non si è dimesso dal consiglio e ha pure formato un gruppo, il gruppo Misto, che costa decine di migliaia di euro in più sul bilancio della Regione, quindi sui cittadini. Questi sono fenomeni che però all'opinione pubblica vengono detti poco mentre riguardo al Pdl subito scoppiano i titoloni a livello nazionale». Lei fa il governatore da 20 anni. Che farà in futuro? Si ricandida o pensa ad altro a livello nazionale? «Non mi ricandido. Mancano tre anni alla scadenza della legislatura regionale, che intendo onorare. Poi è chiaro che sono anche un dirigente di partito e quando ci saranno le elezioni politiche valuterò con il partito qual è la decisione migliore: per adesso nulla è deciso. Ma sono molto soddisfatto per aver portato la Lombardia ai livelli dei migliori stati europei».
22 Venerdì 20 gennaio 2012 A ACEA 4,31 -3,32 4,3505 4,31 4,986 -11,82 19/12/11 917,9 ACEGAS-APS 3,39 -0,29 3,3982 3,294 3,4 3,42 11/07/11 186,4 ACOTEL GROUP 19,14 5,11 18,7732 17 19,4 -1,85 26/05/03 79,8 ACQUE POTABILI 0,6835 1,41 0,6759 0,64 0,732 -4,41 02/05/06 24,6 ACSM 0,63 -0,87 0,6236 0,619 0,657 -3,15 04/07/11 48,3 AEDES 0,056 - 0,0554 0,056 0,0652 -8,35 07/05/07 40,9 AEDES 09-2014 W 0,0067 -2,9 0,0067 0,0065 0,01 -24,72 07/05/07 40,9 AEFFE 0,6395 7,48 0,6209 0,568 0,64 8,85 18/05/09 68,7 AEGON 3,85 6,59 3,7702 3,074 3,85 22,85 25/04/08 607,6 AEROPORTO DI FIRENZE 8,99 -1,43 8,7719 8,45 10 -10,01 09/05/11 81,2 AGEAS 1,41 6,82 1,3899 1,201 1,41 17,79 02/05/08 3.315,8 AHOLD KON 10,33 - 10,3043 9,65 10,33 7,05 26/04/11 1.231,2 AICON 0,122 - 0,122 0,122 0,122 - 13,3 ALCATEL-LUCENT 1,555 7,54 1,5046 1,228 1,555 28,51 04/06/07 3.603,7 ALERION 3,886 -1,17 3,9096 3,886 4,29 -5,91 18/04/11 171 ALLIANZ 83,35 4,25 82,6925 72,3 83,35 13,56 05/05/11 37.832,6 AMBROMOBIL 14 W - - - - - - 05/05/11 37.832,6 AMPLIFON 3,45 4,42 3,4299 3,096 3,45 5,44 09/05/11 762,8 ANSALDO STS 7,34 0,89 7,2992 7,275 7,53 -0,2 23/05/11 1.027,6 ANTICHI PELLETTIERI 0,184 -3,11 0,1787 0,1648 0,2055 -9,05 26/05/08 8,4 APULIA PRONTOP 0,297 0,07 0,2969 0,2952 0,297 0,41 27/04/09 70,1 ARENA 0,0058 - 0,0057 0,005 0,0059 3,57 24/07/00 10,2 ARKIMEDICA 0,105 11,11 0,1008 0,079 0,105 28,05 9,1 ASCOPIAVE 1,395 -0,36 1,3888 1,365 1,432 3,26 09/05/11 327 ASTALDI 5,005 0,1 5,0282 4,876 5,22 1,11 02/05/11 492,6 ATLANTIA 11,53 -0,17 11,3954 11,53 12,82 -6,79 21/11/11 7.267,5 AUTOGRILL 8,165 1,05 8,1336 7,465 8,165 8,29 23/05/11 2.077,2 AUTOS MERIDIONALI 15,49 0,65 15,2858 15,39 16,63 -6,29 18/04/11 67,8 AUTOSTR TO-MI 6,88 0,73 6,8598 6,805 7,78 -8,08 14/11/11 605,4 AXA 11,71 7,23 11,5805 9,58 11,71 15,94 29/04/11 24.464 AZIMUT 5,97 2,31 5,9512 5,5 6,365 -3,63 23/05/11 855,2 A2A 0,699 -0,07 0,6987 0,6935 0,7655 -3,79 21/11/11 2.189,9 B B CARIGE 1,52 6,15 1,49 1,412 1,52 2,7 23/05/11 2.717,5 B CARIGE RSP 1,96 2,62 1,9254 1,91 1,99 1,03 23/05/11 341,6 B DESIO BRIA RSP 2,494 -0,24 2,494 2,4 2,5 6,58 02/05/11 32,9 B DESIO E BRIANZA 2,81 0,5 2,7709 2,76 2,998 -5,39 02/05/11 328,8 B IFIS 3,91 -0,26 3,8938 3,678 4,01 -2,25 09/05/11 210,4 B INTERMOBILIARE 2,868 0,99 2,8491 2,75 2,868 2,8 05/05/08 448 B M.PASCHI SIENA 0,2128 3,5 0,2102 0,197 0,2711 -15,52 18/05/09 2.307,6 B P DI SONDRIO 6,6 6,02 6,4928 6,045 6,6 6,28 18/04/11 2.033,8 B P EMILIA ROMAGNA 5,99 5,36 5,8911 4,898 5,99 8,32 26/04/11 1.993 B POP ETRURIA E LAZIO 1,119 0,9 1,0986 0,961 1,143 -0,36 11/05/09 84,2 B POP MILANO 0,3777 17,63 0,3419 0,253 0,3777 23,19 23/05/11 1.219,8 B POP SPOLETO 1,707 -0,47 1,7598 1,707 1,84 -4,21 09/05/11 50,8 B PROFILO 0,2549 2,87 0,2469 0,24 0,2549 4,04 09/05/11 172,6 B SANTANDER 5,845 4,38 5,7817 5,425 6,025 0,09 16/01/12 52.073,4 B SARDEGNA RSP 5,96 1,02 5,9085 5,685 7,455 -19,46 02/05/11 39,3 BANCA GENERALI 7,45 3,62 7,3187 6,54 7,45 3,47 16/05/11 832 BANCO POPOLARE 1,022 13,81 0,9639 0,8295 1,032 2,2 23/05/11 1.802,5 BASF 58,6 -1,01 58,8767 55,15 59,2 9,43 09/05/11 54.095,3 BASICNET 1,93 2,01 1,9291 1,892 2,14 -9,13 13/06/11 117,7 BASTOGI 0,89 -0,56 0,8743 0,861 0,98 -7,24 15,8 BAYER 53,9 -1,37 54,3505 50,7 54,9 10,45 02/05/11 41.198 BB BIOTECH 56,75 1,34 56,806 50,8 56,75 11,27 23/03/11 930,8 B&C SPEAKERS 2,85 2,89 2,8438 2,766 2,906 -1,93 03/05/10 31,4 BCA FINNAT 0,298 4,23 0,2898 0,2741 0,3 3,51 23/05/11 108,1 BEE TEAM 0,2791 - 0,2743 0,2726 0,31 -6,97 06/05/02 19,3 BEGHELLI 0,4448 -0,49 0,4399 0,4306 0,458 -0,94 23/05/11 89 BENETTON 3,208 -1,72 3,2533 2,84 3,264 8,6 23/05/11 586 BENI STABILI 0,3329 0,57 0,3351 0,305 0,3585 -3,73 09/05/11 637,9 BEST UNION COMPANY 1,17 - 1,17 1,17 1,18 4,46 10,9 BIALETTI INDUSTRIE 0,2407 -1,51 0,2436 0,2407 0,269 -5,61 18,1 BIANCAMANO 1,31 -0,53 1,2914 1,267 1,331 -2,6 04/07/11 44,5 BIESSE 3,17 3,06 3,1354 2,75 3,17 10,99 12/05/08 86,8 BIOERA 0,39 -2,5 0,3816 0,39 0,4349 -10,34 26/05/08 14 BMW 62,95 1,45 62,2054 53,2 62,95 22,35 13/05/11 37.895,6 BNP PARIBAS 34,92 8,89 33,6902 27,77 34,92 15,25 20/05/11 31.850,4 BOERO 20,9 4,5 20,675 20 21 -0,48 26/04/10 90,7 BOLZONI 1,9 - 1,9 1,87 1,919 -0,52 18/05/09 49,4 BON FERRARESI 19,5 0,52 19,1772 19,02 19,73 -0,51 23/05/11 109,7 BORGOSESIA 0,8965 - 0,8965 0,82 0,898 3,05 19/08/81 40,3 BORGOSESIA RSP 1,36 - 1,358 1,318 1,36 3,19 04/02/08 1,2 BPM 09-13 W 0,136 -6,21 0,1446 0,135 0,15 -3,55 04/02/08 1,2 BREMBO 7,985 0,76 8,0078 6,835 7,985 20,62 09/05/11 533,3 BRIOSCHI 0,0819 -4,77 0,0833 0,0812 0,0921 -1,33 19/05/03 64,5 BUONGIORNO 1,072 2,58 1,065 0,976 1,082 4,69 114,1 BUZZI UNICEM 8,235 5,31 8,034 6,875 8,235 21,82 24/05/10 1.361,7 BUZZI UNICEM RSP 4,138 4,28 4,0148 3,378 4,138 21,71 23/05/11 168,5 C CAD IT 2,962 -1,27 2,9585 2,962 3,412 -8,01 10/05/10 26,6 CAIRO COMMUNICATION 2,93 0,34 2,9123 2,794 2,93 4,42 19/12/11 229,5 CALEFFI 1,518 0,53 1,518 1,481 1,563 -3,8 17/05/10 19 CALTAGIRONE 1,307 0,93 1,2752 1,27 1,397 -5,97 23/05/11 157 CALTAGIRONE EDITORE 0,8995 5,27 0,8593 0,8195 0,935 -6,3 23/05/11 112,4 CAMFIN 0,2345 1,96 0,2324 0,215 0,243 3,99 19/05/08 183,8 CAMPARI 5,145 -0,58 5,1438 5,105 5,365 - 23/05/11 2.988,2 CAPE LIVE 0,0788 5,07 0,0746 0,0697 0,09 21,23 4 CARRARO 1,736 3,39 1,7405 1,386 1,736 17,46 05/05/08 79,8 CARREFOUR 17,15 -1,04 17,0725 16,31 18,08 -1,44 07/05/10 12.089,1 CATTOLICA ASSICURAZIONI 14,72 1,38 14,6644 14,09 14,72 1,94 09/05/11 796,2 CDC 0,901 -0,17 0,9011 0,8965 0,96 -3,17 25/07/11 11 CELL THERAPEUTICS 0,8885 1,6 0,8891 0,84 0,917 4,47 201,3 CEMBRE 6,175 2,49 6,1428 5,395 6,175 13,3 16/05/11 105 CEMENTIR HOLDING 1,615 6,25 1,5687 1,499 1,615 1,57 23/05/11 257 CENTRALE DEL LATTE TO 1,69 -2,31 1,6885 1,67 1,764 -2,59 05/05/08 16,9 CHL 0,08 2,83 0,0806 0,074 0,0825 1,78 13 CIA 0,246 -0,49 0,2369 0,24 0,2578 -4,09 11/05/09 22,7 CICCOLELLA 0,2499 -0,44 0,2478 0,2499 0,3099 -19,36 21/05/01 45,1 CIR 1,209 2,89 1,1841 1,175 1,295 -2,18 23/05/11 959,1 CLASS EDITORI 0,217 -0,46 0,2163 0,217 0,26 -14,9 10/05/10 22,9 COBRA 0,304 -1,71 0,3079 0,2976 0,36 -1,3 12,3 COFIDE 0,542 1,03 0,533 0,53 0,608 -2,69 23/05/11 389,8 COGEME SET 0,0481 - 0,0487 0,044 0,0512 -3,8 3 CONAFI PRESTITO' 0,585 0,09 0,5787 0,566 0,604 -3,15 10/05/11 27,2 CR ARTIGIANO 0,8175 -1,8 0,82 0,7995 0,8385 -0,79 26/04/11 319 CR BERGAMASCO 19,08 -1,34 19,08 18,91 19,65 -2,6 02/05/11 1.177,7 CR VALTELLINESE 1,8 1,75 1,7936 1,688 1,802 2,86 26/04/11 486,3 CREDEM 2,712 3,67 2,7085 2,316 2,808 -1,38 16/05/11 901,4 CREDIT AGRICOLE 4,76 8,58 4,6331 4,04 4,76 11,11 20/06/11 10.597,4 CRESPI 0,0299 1,36 0,0286 0,0275 0,038 6,41 19/05/03 4,8 CREVAL 2014 W 0,0651 0,15 0,0651 0,061 0,07 -12,62 19/05/03 4,8 CSP INTERNATIONAL 0,73 2,74 0,7097 0,7105 0,77 -1,28 06/06/11 24,3 D DADA 2,1 0,96 2,093 2,08 2,212 -1,32 34 DAIMLER 41,02 -0,7 41,2009 35,13 41,31 22,01 14/04/11 39.567 DAMIANI 0,825 6,66 0,7877 0,7735 0,9395 -10,28 68,1 D'AMICO 0,4588 -0,56 0,4553 0,4375 0,47 3,33 27/04/09 68,8 DANIELI & C 17,91 1,07 17,9708 16,19 17,91 9,81 07/11/11 732,2 DANIELI & C RSP 9,12 1,33 9,1954 8,35 9,12 10,61 07/11/11 368,7 DANONE 47,04 -0,28 46,8326 47,04 49,5 0,49 10/05/11 24.169,3 DATALOGIC 5,75 0,88 5,7265 5,65 5,83 - 02/05/11 336,1 DEA CAPITAL 1,35 - 1,3357 1,299 1,4 1,5 413,9 DELCLIMA 0,63 7,23 0,6356 0,44 0,975 - 94,2 DE'LONGHI 7,06 5,69 6,9177 6,26 7,06 14,24 26/04/11 1.055,5 DEUTSCHE BANK 32,5 8,7 31,9598 26,16 32,5 11 27/05/11 18.552,9 DEUTSCHE TELEKOM 8,92 -0,5 8,9142 8,77 9,23 0,28 13/05/11 38.903 DIASORIN 21 -1,55 21,2556 18,56 21,33 7,75 20/06/11 1.169,7 DIGITAL BROS 1,33 - 1,3093 1,28 1,359 5,06 08/12/08 18,8 DMAIL GROUP 2,48 12,73 2,3754 1,304 2,48 87,88 19/05/08 19 E EDISON 0,821 0,61 0,8173 0,812 0,8225 0,12 12/04/10 4.253,7 EDISON RSP 0,78 -1,27 0,7776 0,78 0,816 -3,35 12/04/10 86,3 EEMS 0,582 -1,69 0,5784 0,5585 0,64 -6,73 25,4 EI TOWERS 17,19 1,12 17,1812 15,46 18,75 -8,56 485,8 EL EN 10 0,7 10,0092 9,93 10,93 - 23/05/11 48,2 ELICA 0,691 -2,74 0,7002 0,691 0,802 -11,01 23/05/11 43,8 EMAK 0,494 0,51 0,4945 0,49 0,5095 0,61 06/06/11 81 ENEL 3,082 -2,22 3,0992 3,048 3,248 -1,97 21/11/11 28.981,1 ENEL GREEN POWER 1,565 - 1,5568 1,565 1,657 -3,04 23/05/11 7.825 ENERVIT 1,97 -0,51 1,9494 1,863 1,98 3,68 23/05/11 35,1 ENGINEERING 22,58 -1,18 22,4588 22,11 22,85 1,85 13/06/11 282,3 ENI 17,2 3,06 16,9897 16,2 17,2 7,43 19/09/11 68.892,2 E.ON 16,15 -4,55 16,1675 16,15 17,55 0,25 07/05/09 32.316,2 ERG 8,16 -2,74 8,2595 8,16 8,81 -7,06 23/05/11 1.226,6 ERGYCAPIT 16 W 0,07 - 0,07 0,07 0,092 -26,32 23/05/11 1.226,6 ERGYCAPITAL 0,1951 -2,45 0,1961 0,1951 0,2747 -28,11 18,5 ESPRESSO 1,035 2,37 1,0318 0,977 1,116 -4,96 23/05/11 424,6 ESPRINET 2,922 2,03 2,956 2,708 2,922 11,61 02/05/11 153,1 EUROTECH 1,204 2,56 1,2019 1,167 1,36 -8,09 42,8 EXOR 17,5 3 17,3595 15,27 17,5 12,54 23/05/11 2.804,5 EXOR PRV 15,88 3,18 15,6811 14,14 15,88 12,94 23/05/11 1.219,6 EXOR RSP 14,41 1,91 14,3416 13,15 14,41 11,62 23/05/11 132,1 EXPRIVIA 0,648 0,23 0,6378 0,6465 0,695 -1,97 02/05/11 33,6 F FALCK RENEWABLES 0,721 -1,37 0,732 0,721 0,8715 -15,13 23/05/11 210,1 FIAT 4,358 2,2 4,2957 3,71 4,358 22,76 18/04/11 4.761,9 FIAT INDUSTRIAL 7,81 4,97 7,7033 6,8 7,81 17,89 8.531,1 FIAT INDUSTRIAL PRV 5,4 4,35 5,3557 4,672 5,4 18,16 557,8 FIAT INDUSTRIAL RSP 5,62 4,66 5,5689 4,87 5,62 18,77 449,1 FIAT P 3,784 1,88 3,7507 3,23 3,784 23,18 18/04/11 390,9 FIAT RSP 4,024 2,39 3,977 3,39 4,024 23,66 18/04/11 321,6 FIDIA 2,58 - 2,5841 2,58 2,778 -7,53 20/05/02 13,2 FIERA MILANO 3,684 7,53 3,5744 3,426 3,684 3,25 04/05/09 155,3 FINMECCANICA 3,01 0,53 3,001 2,76 3,018 5,32 23/05/11 1.740,2 FIRST CAPITAL 2013 W - - - - - - 23/05/11 1.740,2 FNM 0,278 -2,28 0,2794 0,278 0,3 -4,14 69,1 FONDIARIA SAI 0,6585 5,78 0,6464 0,5885 0,7915 6,21 24/05/10 241,7 FONDIARIA SAI RSP 0,398 3,86 0,3885 0,3595 0,4769 16,58 24/05/10 50,8 FRANCE TELECOM SA 11,36 -1,47 11,4762 11,36 12,26 -4,3 10/06/11 29.699 FULLSIX 2,198 -0,18 2,1608 2,142 2,228 -0,45 24,6 G GABETTI 0,0419 - 0,0424 0,0411 0,0527 -16,53 15/05/06 10,7 GABETTI 13 W 0,012 - 0,012 0,012 0,015 -25 15/05/06 10,7 GAS PLUS 4,754 -3,37 4,8146 4,754 5,1 -3,96 24/05/10 213,5 GDF SUEZ 21,26 -0,09 21,0463 20,69 21,96 1,29 04/05/11 46.636,9 GEFRAN 3,19 3,57 3,1598 2,802 3,19 12,88 16/05/11 45,9 GEMINA 0,5515 -0,36 0,5435 0,539 0,6095 -7,54 18/06/07 810,3 GEMINA RSP 0,804 0,5 0,7895 0,8 0,815 -1,35 18/05/09 3 GENERALI 12,33 3,44 12,2325 11,5 12,33 6,02 23/05/11 19.196,2 GEOX 2,322 2,2 2,306 2,024 2,322 7,1 23/05/11 601,9 GREENVISION 5,705 0,09 5,7052 5,615 5,89 2,06 25/05/09 33,4 GRUPPO MINERALI MAFFEI 4,068 - 4,068 4,04 4,1 0,54 24,4 H HERA 0,9985 -2,59 1,0023 0,9985 1,143 -9,47 06/06/11 1.113,3 I I GRANDI VIAGGI 0,64 1,67 0,6355 0,614 0,6745 -6,57 07/04/08 28,8 IGD 0,7155 -2,65 0,7281 0,67 0,7375 -3,25 23/05/11 221,3 IKF 10-14 W - - - - - - 23/05/11 221,3 IL SOLE 24 ORE 0,67 2,6 0,6606 0,651 0,726 -4,83 28/04/08 29 IMA 13,26 - 13,3318 13,17 13,43 0,3 23/05/11 488,3 IMMSI 0,552 0,36 0,5493 0,547 0,57 -1,43 24/05/11 189,4 IMPREGILO 2,542 0,55 2,5307 2,35 2,542 6,36 18/07/11 1.023 IMPREGILO RSP 7,6 -1,3 7,6545 7,105 7,7 4,54 18/07/11 12,3 INDESIT 4,234 2,12 4,198 3,81 4,234 14 17/05/11 481,3 INDESIT RSP 3,75 -0,53 3,6942 3,75 4,176 -3 17/05/11 1,9 INDUSTRIA E INNOVAZIONE 1,555 -6,89 1,56 1,5 1,8 -13,61 36,4 ING GROEP 7,11 6,52 7,0148 5,45 7,11 29,51 14/08/08 14.655,8 INTEK 0,37 - 0,3698 0,3615 0,39 4,96 20/06/11 48,3 INTEK R 0,707 - 0,707 0,6845 0,71 -0,42 20/06/11 4 INTERPUMP 5,655 1,8 5,6427 5,3 5,655 8,85 09/05/11 552,3 INTERPUMP 12 W 0,451 2,5 0,4563 0,41 0,458 0,22 09/05/11 552,3 INTESA SANPAOLO 1,36 6,17 1,3367 1,101 1,36 5,1 23/05/11 21.081,7 INTESA SANPAOLO RSP 1,06 7,07 1,0226 0,864 1,06 10,02 23/05/11 988,4 INV E SVIL 2012 W 0,0018 20 0,0018 0,0015 0,0028 -10 23/05/11 988,4 INVEST E SVILUPPO 0,3357 -0,03 0,3328 0,3079 0,3856 -13,88 18/06/01 4,2 IRCE 1,971 - 1,9704 1,9 2,038 6,54 09/05/11 55,4 IREN 0,662 -3,07 0,6612 0,662 0,7685 -9 23/05/11 782,3 ISAGRO 2,334 4,85 2,3328 2,226 2,53 -6,49 16/05/11 41 IT WAY 1,022 -1,35 1,0438 1,022 1,208 -13,39 02/02/09 8,1 ITALCEMENTI 5,105 1,9 5,0812 4,458 5,105 12 23/05/11 904,2 ITALCEMENTI RSP 2,076 6,46 2,0071 1,847 2,08 6,46 23/05/11 218,9 ITALMOBILIARE 16,79 3,9 16,5873 14,86 16,79 15,32 06/06/11 372,4 ITALMOBILIARE RSP 10,26 3,64 10,0097 9,57 10,26 4,16 06/06/11 167,7 ITALY1 INVESTMENT 9,7 0,52 9,7 9,65 9,8 -1,02 145,5 ITALY1 W 0,59 - 0,5859 0,4699 0,61 22,92 145,5 J JUVENTUS FC 0,1528 1,13 0,1553 0,1496 0,3073 -49,52 04/11/02 30,8 K KERSELF 1,481 -1,86 1,5195 1,475 1,671 -6,74 24/05/10 25,8 KINEXIA 0,855 -4,58 0,8661 0,855 1,075 -16,59 17/07/91 18,2 KME GROUP 0,3149 2,21 0,3107 0,3001 0,323 3,79 09/05/11 140,9 KME GROUP RSP 0,4947 3,88 0,4828 0,475 0,501 3,32 09/05/11 21,6 KRE 09-12 W 0,0027 - 0,0027 0,0022 0,0036 8 09/05/11 21,6 K.R.ENERGY 0,0218 0,93 0,0215 0,0187 0,023 14,74 68,9 L LA DORIA 1,641 -0,49 1,6286 1,624 1,709 -0,55 23/05/11 50,9 LANDI RENZO 1,51 3,42 1,4935 1,228 1,51 23,67 23/05/11 169,9 LAZIO S.S. 0,4225 1,76 0,4199 0,41 0,4715 -9,33 28,6 LE BUONE SOCIETA' 0,205 -2,38 0,2045 0,2002 0,26 -18 29/04/02 2,2 L'OREAL 79,7 -2,8 79,8632 79,7 82 -1,48 29/04/11 48.012,3 LOTTOMATICA 12,39 1,14 12,3394 11,28 12,39 6,72 24/05/10 2.132,8 LUXOTTICA GROUP 23,96 1,05 23,7653 21,76 23,96 10,41 23/05/11 11.197,7 LVMH 119,8 1,53 118,9664 109 119,8 10,72 29/11/10 58.694,5 M MADE IN ITALY 1 W - - - - - - 29/11/10 58.694,5 MAIRE TECNIMONT 0,928 -7,48 0,947 0,928 1,102 -6,4 16/05/11 299,3 MARCOLIN 3,184 2,71 3,1786 3,062 3,274 0,38 09/05/11 197,9 MARR 7,32 1,04 7,3138 6,395 7,32 12,88 23/05/11 487 M&C 0,201 1,52 0,2032 0,1975 0,208 0,3 95,3 MEDIACONTECH 1,42 3,65 1,3767 1,37 1,478 -2 22/04/02 26,4 MEDIASET 2,204 3,18 2,1703 2,028 2,26 3,09 23/05/11 2.603,4 MEDIOBANCA 4,796 9,4 4,6578 3,824 4,796 7,87 21/11/11 4.130 MEDIOLANUM 3,26 7,59 3,1629 2,768 3,26 8,38 21/11/11 2.392,3 MERIDIANA FLY 3,254 1,24 3,23 3,214 5,565 -36,2 18,1 MERIDIE 0,0729 -4,08 0,0729 0,0729 0,0963 -21,61 3,7 MID INDUSTRY CAPITAL 9,295 2,14 9,2297 8,85 9,445 0,49 11/05/09 35,3 MILANO ASS 0,245 3,38 0,2423 0,2118 0,251 9,03 26/04/10 451,4 MILANO ASS RSP 0,2303 3,6 0,2267 0,183 0,2303 26,89 26/04/10 23,6 MITTEL 1,525 -0,33 1,5241 1,525 1,741 -9,23 28/02/11 134,1 MOLMED 0,4479 2,24 0,4495 0,4381 0,504 -6,02 94,3 MONDADORI 1,373 0,59 1,3974 1,322 1,395 1,48 23/05/11 338,4 MONDO TV 2,316 1,14 2,2956 2,29 2,8 -15,04 28/02/05 10,2 MONRIF 0,2881 -0,66 0,2893 0,288 0,305 -0,1 22/05/06 43,2 MONTEFIBRE 0,097 3,19 0,0962 0,094 0,1065 -11,09 20/05/02 12,6 MONTEFIBRE RSP 0,1649 3,06 0,1648 0,16 0,1954 -15,22 19/05/03 4,3 MONTI ASCENSORI 0,2024 - 0,2024 0,2024 0,2024 - 20/09/10 2,7 MOVIEMAX 0,4955 -2,84 0,4969 0,4955 0,588 1,5 10,2 MUNICH RE 97,6 2,2 97,1426 94,55 97,75 4,61 21/04/11 20.145 MUTUIONLINE 3,35 0,84 3,3003 3,29 3,45 -1,7 02/05/11 132,4 N NICE 2,35 -0,42 2,3367 2,342 2,506 -1,67 23/05/11 272,6 NOEMALIFE 5,145 - 4,9217 5,145 5,3 -2,92 22,3 NOKIA CORPORATION 4,38 -0,64 4,3201 3,89 4,408 16,8 04/05/11 16.648,2 NOVA RE 1,09 - 1,09 1,09 1,09 - 04/06/07 14,7 O OLIDATA 0,2722 -2,51 0,2781 0,2722 0,2998 -5,81 10/05/04 9,3 P PANARIAGROUP 0,97 -0,51 0,9622 0,948 0,976 -0,61 11/05/09 44 PARMALAT 1,37 0,66 1,3657 1,332 1,377 3,01 18/04/11 2.404,9 PARMALAT 2015 W 0,3618 -0,55 0,3656 0,3271 0,375 7,04 18/04/11 2.404,9 PHILIPS 14,99 2,46 14,8557 14,31 16,49 -7,53 04/04/11 14.576,5 PIAGGIO 1,885 2,45 1,8712 1,77 1,885 3,69 16/05/11 700,8 PIERREL 0,6985 -0,21 0,695 0,6985 0,916 -22,39 11,5 PIERREL 08-12 W 0,045 - 0,0438 0,036 0,057 -21,05 11,5 PININFARINA 3,16 1,09 3,1265 3,068 3,298 -1,25 23/05/05 95,3 PIQUADRO 1,226 -6,7 1,2315 1,226 1,623 -20,49 25/07/11 61,3 PIRELLI E C. 7,065 0,21 7,0649 6,59 7,065 8,61 23/05/11 3.361,1 PIRELLI E C. RSP 4,46 0,22 4,4955 4,362 4,508 0,9 23/05/11 54,6 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 4,16 0,48 4,0747 4 4,35 4,16 08/05/00 5 POLIGRAFICI EDITORIALE 0,2813 0,46 0,2766 0,28 0,3176 -7,86 21/05/07 37,1 POLTRONA FRAU 0,869 -0,34 0,8625 0,855 0,8995 -0,86 26/05/08 121,9 PPR 117,2 - 117,2 111,9 118 4,09 21/05/10 14.832,3 PRAMAC 0,743 -2,17 0,7338 0,732 0,8115 -8,61 30/06/08 22,7 PRELIOS 0,0775 6,9 0,0757 0,0705 0,0913 -5,95 21/04/08 65,2 PREMAFIN 0,3074 -4,62 0,3169 0,2 0,339 119,57 26/05/08 126,1 PREMUDA 0,5195 1,07 0,5195 0,51 0,57 -7,31 20/06/11 97,5 PRIMA IND 2013 W 1,078 -2 1,0905 0,96 1,34 12,29 20/06/11 97,5 PRIMA INDUSTRIE 7,345 -1,61 7,3143 6,735 7,465 10,45 26/05/08 63,5 PRYSMIAN 11,49 1,68 11,4359 9,77 11,49 19,75 18/04/11 2.463,4 R R GINORI 2013 W 0,0063 23,53 0,0063 0,005 0,0063 26 18/04/11 2.463,4 RATTI 1,676 -0,24 1,6226 1,603 1,736 1,51 18/05/98 45,8 RCF GROUP 0,58 -1,36 0,5796 0,58 0,6695 -10,36 09/05/11 18,6 RCS MEDIAGROUP 0,685 -0,8 0,6861 0,685 0,747 1,33 19/05/08 501,9 RCS MEDIAGROUP RSP 0,4599 0,94 0,4453 0,446 0,52 -6,14 13,5 RDB 0,3186 1,24 0,3189 0,29 0,4229 -28,77 12/05/08 14,6 RECORDATI 5,905 -1,99 5,9411 5,59 6,025 5,73 21/11/11 1.234,9 RENAULT 30,81 - 31,4101 28,94 30,81 5,15 11/05/11 8.778,9 RENO DE MEDICI 0,1283 -3,53 0,1293 0,1283 0,146 -9,01 13/05/02 48,4 REPLY 16,31 0,06 16,2199 15,89 16,31 1,75 30/05/11 150,4 RETELIT 0,311 2 0,3072 0,3049 0,3448 -11,02 49,7 RETELIT 08-11 W 0,0799 -1,36 0,0693 0,0676 0,081 -0,13 49,7 RICCHETTI 0,1715 0,18 0,1693 0,165 0,1735 2,69 19/05/08 14 RICHARD GINORI 1735 0,1881 -1 0,1902 0,1881 0,2367 -19,82 27/05/02 8,7 RISANAMENTO 0,081 2,27 0,0803 0,0788 0,089 -6,9 19/06/06 65,7 ROMA A.S. 0,51 1,69 0,4995 0,485 0,5595 -4,49 67,6 ROSSS 0,8 - 0,8145 0,75 0,828 1,52 9,3 RWE 27,66 -2,91 27,5093 27,55 29 2,83 21/04/11 14.477,4 S SABAF 11,55 -0,69 11,6219 11,06 11,9 3,22 23/05/11 133,2 SADI SERVIZI INDUSTR 0,347 0,49 0,3453 0,314 0,347 10,86 06/06/11 32,2 SAES GETTERS 6,995 0,36 7,0065 6,425 6,995 5,11 26/04/11 102,6 SAES GETTERS RSP 4,128 0,24 4,1162 3,85 4,128 3,3 26/04/11 30,5 SAFILO GROUP 5,145 3,02 5,1553 4,524 5,275 5,34 12/05/08 292,3 SAIPEM 35,88 0,31 35,8386 33,54 35,88 9,22 23/05/11 15.832,9 SAIPEM RCV 30 - 30 30 30 - 23/05/11 4,1 SALVATORE FERRAGAMO 11,25 1,81 11,2056 9,9 11,25 10,51 1.894,6 SANOFI 55,85 -1,15 55,9843 55,1 57,35 -0,98 16/05/11 73.472,1 SAP 43,86 0,44 44,0408 41,34 43,86 7,42 26/05/11 53.762 SARAS 1,018 0,69 1,0106 0,987 1,146 5,33 18/05/09 968,1 SAT 8,2 -1,5 8,1528 8,2 9,35 -10,28 23/05/11 80,9 SAVE 6,475 -1,22 6,6265 6,31 6,7 3,19 02/05/11 358,3 SCREEN SERVICE 0,3715 0,41 0,3705 0,37 0,473 -24,06 28/02/11 51,5 SEAT PAGINE GIALLE 0,0246 2,93 0,0243 0,0239 0,0267 -1,2 21/05/07 47,4 SEAT PAGINE GIALLE RSP 0,97 4,3 0,97 0,93 1,015 -4,43 19/05/08 0,7 SERVIZI ITALIA 3,12 -0,95 3,1323 3,12 3,88 -14,75 02/05/11 50,5 SETECO INTERNATIONAL 0,299 - 0,299 0,299 0,299 - 7,8 SIAS 5,305 0,86 5,2476 5,26 6,07 -8,85 31/10/11 1.206,9 SIEMENS 78,15 0,39 77,9605 72,6 78,15 6,04 25/01/12 71.445 SINTESI 1,045 -0,19 1,0178 0,94 1,07 2,45 18/03/93 1 SNAI 1,716 3,25 1,6857 1,662 1,96 -13,33 24/07/00 200,5 SNAM 3,31 -2,19 3,3067 3,31 3,482 -2,82 24/10/11 11.820,6 SOCIETE GENERALE 20,3 14,04 19,2096 14,96 20,3 17,95 31/05/11 11.788,8 SOGEFI 1,973 5,51 1,9588 1,84 2,004 1,28 26/04/11 230,2 SOL 3,95 -0,25 3,9497 3,788 4,02 -3,66 23/05/11 358,3 SOPAF 0,0228 15,15 0,0216 0,0193 0,0228 18,75 25/05/08 9,6 SORIN 1,378 4,31 1,3332 1,208 1,378 16,29 659,7 STEFANEL 0,2798 -2,41 0,2804 0,2732 0,314 -7,57 08/05/06 23,7 STEFANEL RSP 167,5 - 167,5 167,5 167,5 - 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 5,625 0,72 5,7033 4,7 5,625 22,02 20/02/12 5.121,9 T TAMBURI 1,479 - 1,4691 1,443 1,51 -1,73 09/03/11 201,2 TAMBURI 2013 W 0,0917 -0,86 0,077 0,091 0,0939 0,77 09/03/11 201,2 TAS 0,465 -1,04 0,4667 0,4628 0,52 -3,13 05/05/03 19,4 TELECOM ITALIA 0,8235 0,49 0,8176 0,8145 0,862 -0,9 18/04/11 11.048,8 TELECOM ITALIA RSP 0,703 -0,42 0,7003 0,69 0,729 1,59 18/04/11 4.236,4 TELECOM ITALIA MEDIA 0,1541 1,38 0,1537 0,152 0,1644 -4,4 24/04/06 222,9 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,165 - 0,165 0,165 0,1731 -4,68 24/04/06 0,9 TELEFONICA 13 -3,06 13,0425 12,8 13,6 -2,55 08/11/10 61.165 TENARIS 15,61 0,45 15,5896 14,91 15,7 9,31 21/11/11 18.428,2 TERNA 2,708 -0,88 2,7096 2,646 2,77 3,99 21/11/11 5.443,1 TERNIENERGIA 2,452 1,66 2,4478 2,368 2,53 0,49 09/05/11 68,2 TESMEC 0,3565 - 0,3546 0,3563 0,3949 -5,81 23/05/11 38,2 TISCALI 0,0333 3,1 0,0332 0,032 0,0368 -1,77 62 TISCALI 14 W 0,0011 10 0,001 0,001 0,0012 - 62 TOD'S 68,55 5,3 67,4925 62,05 68,55 8,72 23/05/11 2.098,3 TOTAL 40,35 0,85 40,1469 38,69 40,5 2,83 23/05/11 95.702,5 TREVI 5,805 6,42 5,6986 4,964 5,805 18,08 11/07/11 407,5 TXT E-SOLUTIONS 8,05 -0,86 8,0708 8,03 8,76 -5,29 08/05/06 22 U UAI 2011-2015 W - - - - - - 08/05/06 22 UBI BANCA 3,176 6,22 3,1168 2,774 3,304 0,32 23/05/11 2.863,9 UNI LAND 0,504 - 0,504 0,504 0,504 - 12/05/08 80,5 UNICREDIT 3,36 12,9 3,2547 2,286 4,2734 -20,52 23/05/11 6.476,1 UNICREDIT RSP 7,685 6,66 7,5238 4,63 7,685 8,18 23/05/11 18,6 UNILEVER 25,22 -1,02 25,2245 25,22 27,03 -3,78 09/02/11 43.245,4 UNIPOL 0,18 4,71 0,1788 0,1719 0,2649 -27,86 24/05/10 380,6 UNIPOL P 0,1169 3,27 0,1164 0,1132 0,1817 -31,76 24/05/10 152,2 UNIPOL P 2013 W 0,0043 13,16 0,0043 0,0038 0,008 -46,25 24/05/10 152,2 UNIPOL 2013 W 0,0046 15 0,0044 0,004 0,008 -38,67 24/05/10 152,2 V VALSOIA 3,606 -1,69 3,5768 3,396 4,04 -9,85 09/05/11 37,7 VIANINI INDUSTRIA 1,278 -0,54 1,278 1,258 1,285 1,43 23/05/11 38,5 VIANINI LAVORI 3,28 -2,03 3,3098 3,25 3,534 -0,55 23/05/11 143,7 VITTORIA ASS 3,098 2,24 3,063 2,97 3,12 3,27 16/05/11 208,7 VIVENDI 16,07 1,01 15,996 15,9 17,25 -2,96 05/05/11 18.805,2 Y YOOX 9,255 5,77 9,0962 7,32 9,255 10,97 491,2 Z ZIGNAGO VETRO 4,65 0,91 4,6256 4,404 4,65 3,15 09/05/11 372 ZUCCHI 0,0975 2,63 0,0945 0,0937 0,1133 -12,56 01/08/05 17 ZUCCHI RSP 0,259 0,43 0,2528 0,2447 0,274 4,44 19/05/08 0,9 ZUCCHI 11-14 W 0,0093 1,09 0,0091 0,009 0,0118 -22,5 19/05/08 0,9 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario Ansaldo STS 7,34 0,89 ATLANTIA 11,53 -0,17 AUTOGRILL 8,165 1,05 AZIMUT 5,97 2,31 A2A 0,699 -0,07 B M.PASCHI SIENA 0,2128 3,5 B P EMILIA ROMAGNA 5,99 5,36 B POP MILANO 0,3777 17,63 BANCO POPOLARE 1,022 13,81 BUZZI UNICEM 8,235 5,31 CAMPARI 5,145 -0,58 DIASORIN 21 -1,55 ENEL 3,082 -2,22 ENEL GREEN POWER 1,565 ENI 17,2 3,06 EXOR 17,5 3 FIAT 4,358 2,2 FIAT INDUSTRIAL 7,81 4,97 FINMECCANICA 3,01 0,53 GENERALI 12,33 3,44 IMPREGILO 2,542 0,55 INTESA SANPAOLO 1,36 6,17 LOTTOMATICA 12,39 1,14 LUXOTTICA GROUP 23,96 1,05 MEDIASET 2,204 3,18 MEDIOBANCA 4,796 9,4 MEDIOLANUM 3,26 7,59 PARMALAT 1,37 0,66 PIRELLI E C. 7,065 0,21 PRYSMIAN 11,49 1,68 SAIPEM 35,88 0,31 SALVATORE FERRAGAMO 11,25 1,81 SNAM 3,31 -2,19 STMICROELECTRONICS 5,625 0,72 TELECOM ITALIA 0,8235 0,49 TENARIS 15,61 0,45 TERNA 2,708 -0,88 TOD'S 68,55 5,3 UBI BANCA 3,176 6,22 UNICREDIT 3,36 12,9 BOT BOT 31.01.2012 (186) 99,996 0,57 BOT 15.02.2012 (365) 99,891 1,28 BOT 29.02.2011 (182) 99,87 1,23 BOT 15.03.2012 (366) 99,83 1,2 BOT 30.03.2012 (182) 99,724 1,38 BOT 15.04.2012 (367) 99,75 1,34 BOT 30.04.2012 (182) 99,531 1,6 BOT 15.05.2012 99,411 1,81 BOT 31.05.2012 (183) 99,32 1,92 BOT 31.05.2012 (136) 99,291 2,02 BOT 15.06.2012 99,25 2,06 BOT 29.06.2012 (180) 99,041 2,2 BOT 16.07.2012 (367) 98,94 2,25 BOT 15.08.2012 (366) 98,607 2,48 BOT 14.09.2012 (365) 98,382 2,47 BOT 15.10.2012 (367) 98,13 2,58 BOT 15.11.2012 (366) 97,83 2,59 BOT 14.12.2012 (365) 97,79 2,66 BOT 14.01.2013 (364) 97,449 2,77 BTP BTP 01.02.2012 5% 100,065 BTP 01.03.2012 3% 100,101 1,86 BTP 15.04.2012 4% 100,45 1,91 BTP 01.07.2012 2,5% 100 2,49 BTP 15.10.2012 4,25% 100,989 2,89 BTP 15.12.2012 2% 99,149 2,88 BTP 01.02.2013 4,75% 101,42 3,27 BTP 15.04.2013 4,25% 100,84 3,52 BTP 01.06.2013 2% 98,059 3,54 BTP 1.8.2013 4,25% 100,82 3,77 BTP 01.11.2013 2,25% 97,1 3,94 BTP 15.12.2013 3,75% 99,696 3,96 BTP 01.04.2014 3% 97,45 4,2 BTP 01.06.2014 3,5% 98,28 4,32 BTP 01.07.2014 4,25% 99,76 4,37 BTP 1.8.2014 4,25% 99,87 4,3 BTP 15.11.2014 6% 103,25 4,77 BTP 1.2.2015 4,25% 99,15 4,58 BTP 15.04.2015 3% 94,65 4,77 BTP 15.06.2015 3% 94,32 4,82 BTP 1.8.2015 3,75% 96,48 4,86 BTP 01.11.2015 3% 93,54 4,89 BTP 15.04.2016 3,75% 95,13 5,04 BTP 1.08.2016 3,75% 94,35 5,18 BTP 15.09.2016 4,75% 97,62 5,34 BTP 01.02.2017 4% 94,17 5,35 BTP 1.8.2017 5,25% 98,64 5,55 BTP 01.02.2018 4,5% 94,41 5,63 BTP 01.08.2018 4,5% 93,57 5,69 BTP 1.2.2019 4,25% 91,25 5,8 BTP 01.03.2019 4,5% 92,17 5,89 BTP 01.09.2019 4,25% 90,1 5,9 BTP 1.2.2020 4,5% 90,88 5,97 BTP 01.03.2020 4,25% 89,58 5,93 BTP 01.09.2020 4% 86,86 5,98 BTP 01.03.2021 3,75% 85,23 5,94 BTP 1.8.2021 3,75% 83,55 6,12 BTP 01.09.2021 4,75% 90,06 6,19 BTP 1,3,2022 5% 90,3 6,38 BTP 01.08.2023 4,75% 86,1 6,56 BTP 15.09.2023 2,6% 73,98 5,77 BTP 1.11.2023 9% 113,82 7,34 BTP 01.03.2025 5% 85 6,82 BTP 01.03.2026 4,5% 80,2 6,77 BTP 1.11.2026 7,25% 103,29 6,99 BTP 1.11.2027 6,5% 94,79 7,17 BTP 1.11.2029 5,25 82,8 7,07 BTP 01.05.2031 6% 88,68 7,22 BTP 1.2.2033 5,75% 85,17 7,24 BTP 01.08.2034 5% 78 7,07 BTP 1.2.37 4% 68,64 6,66 BTP 01.08.2039 5% 77,18 6,96 BTP 01.09.2040 5% EUR 76,8 6,96 BTP 15.09.2041 2,55% 66,39 4,75 CCT CCT 1.3.2005-2012 100,003 1,74 CCT 1.11.2012 99,951 3,71 CCT 1.7.2006-2013 98,03 5,11 CCT 1.3.2014 IND 94,42 6,37 CCT 1.12.2014 94,2 6,38 CCT 01.09.2015 89,51 6,99 CCT-EU 15.12.2015 88,36 6,07 CCT 01.07.2016 IND 87,2 7,17 CCT 1.03.2017 84,54 7,4 CCT-EU 15.10.2017 81,9 6,54 CCT-EU 15.04.2018 80,74 6,7 CTZ CTZ 29.02.2012 99,839 1,59 CTZ 30.04.2012 99,443 2,04 CTZ 31.08.2012 98,452 2,59 CTZ 31.12.2012 97,7 2,51 CTZ 31.12.2012 97,527 2,88 CTZ 30.04.2013 95,8 3,49 CTZ 30.09.2013 93,7 3,97 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2012 1,85% 100 1,9 BTPI 15.9.2014 2,15% 95 4,07 BTPI 15.09.2016 2,1% 87,5 5,21 BTPI 15.9.2017 2,10% 83,87 5,48 BTPI 15.09.2019 2,35% 80,68 5,55 BTPI 15.9.2021 2,1% 73,75 5,72 BTPI 15.9.2026 3,1% 74,01 5,74 BTPI 15.9.2035 2,35% 66,5 4,79 ORO FINO (EURO/GR) 39.27 41.57 ARGENTO (EURO/KG) 671.28 671.34 LONDRA ($/ONCIA) 1653.01 1653.45 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 30.44 30.48 STERLINA V.C. 313.49 337.71 STERLINA N.C. (ANT.73) 314.52 342.93 STERLINA (POST.74) 314.52 342.93 KRUGERRAND 1212.12 1342.27 MARENGO ITALIANO 231.37 253.84 MARENGO SVIZZERO 230.29 251.54 MARENGO FRANCESE 229.82 251.54 MARENGO BELGA 229.82 251.54 MARENGO AUSTRIACO 226.72 250.51 20 MARCHI 257.72 309.67 1 SETT. 0.44 0.446 2 SETT. 0.538 0.545 3 SETT. 0.635 0.644 1 MESE 0.788 0.799 2 MESI 0.992 1.006 3 MESI 1.195 1.212 4 MESI 1.29 1.308 5 MESI 1.381 1.4 6 MESI 1.48 1.501 7 MESI 1.546 1.567 8 MESI 1.603 1.625 9 MESI 1.663 1.686 10 MESI 1.712 1.736 11 MESI 1.762 1.786 12 MESI 1.812 1.837 Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA Titolo Rif. in Var.% FTSE Mib Titolo Denaro Lettera Oro e monete Cross rates Titolo 360 365 Euribor Titolo Ultima rilev. Ren. Titolo Ultima rilev. Ren. Titolo Ultima rilev. Ren. Titoli di stato Euro 1,000 1,197 1,008 0,828 0,134 0,769 0,131 0,114 0,775 G. Bretagna 0,836 1,000 0,842 0,692 0,112 0,642 0,109 0,095 0,647 Giappone 99,190 118,706 100,000 0,821 0,133 0,762 0,129 0,113 76,826 Svizzera 1,208 1,445 1,217 1,000 0,162 0,928 0,158 0,138 0,935 Danimarca 7,436 8,898 7,497 6,158 10,000 5,715 0,970 0,849 5,759 Canada 1,301 1,557 1,312 1,078 0,175 1,000 0,170 0,149 1,008 Norvegia 7,662 9,169 7,725 6,345 1,030 5,888 10,000 0,875 5,934 Svezia 8,761 10,484 8,832 7,254 1,178 6,733 1,143 10,000 6,785 Usa 1,291 1,545 1,302 1,069 0,174 0,992 0,169 0,147 1,000 su www.libero-news.it l'aggiornamento delle borse ogni venti minuti
3Venerdì 20 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it L'unica cura è tagliare le tasse In un Paese in cui l'imprenditoria è zavorrata da una burocrazia ossessiva, da un erario insaziabile e da una giustizia lentissima, la ricetta del governo non serve a nulla. Come lo stesso Prof ha sempre sostenuto CONTRADDIZIONI In passato SuperMario scriveva che «l'iniziativa privata è scoraggiata dall'atteggiamento dell'amministrazione». Ma ora opera in senso opposto le grane di Monti Sicilia paralizzata dalle proteste La procura di Palermo avverte: dietro ai «forconi» c'è la mafia ::: NINO SUNSERI  Infiltrazioni mafiose nel movimento dei forconi che da quattro giorni paralizza la Sicilia. Ad avanzare per primo i sospetti era stato Ivan Lo Bello, presidente della Confindustria isolana. Ad avvalorare i sospetti è intervenuta la Procura di Palermo. Tanto il procuratore capo Francesco Messineo («L'al larme è giustificato») quanto il capo dell'Antimafia Piero Grasso: («Sono rischi sempre possibili in territori ad alta densità mafiosa»). I segnali della Procura, però, non si sono ancora tradotti in azioni concrete. Il blocco dei tir, che rappresenta il nocciolo duro della protesta, sta paralizzando la Sicilia. Mezzi pesanti bloccano la circolazione e impediscono i rifornimenti. La benzina comincia a scarseggiare in tutta l'isola dopo il blocco delle raffinerie a Siracusa. I banconi di negozi e supermercati cominciano a svuotarsi. Mancano latte e prodotti freschi. I manifestanti, cui si sono aggiunti pescatori e contadini, protestano contro il caro-gasolio e l'innalzamento delle tariffe autostradali. A Enna c'è stato il primo ferito. Un camionista, nel tentativo di forzare il blocco, ha ferito uno dei manifestanti che gli sbarrava la strada. Sulla protesta ha messo il cappello il presidente del Palermo calcio Maurizio Zamparini. «Mafiosi sono quelli che stanno uccidendo l'Italia che produce, non i manifestanti -ha detto alla radio- Ho incontrato alcuni rappresentanti del movimentoperché loro probabilmente aderiranno al ‘movimento della gente' che abbiamo fondato a Roma l'anno scorso. Ho parlato con gli agricoltori e gli autotrasportatori, sono disperati perché questo Stato sta uccidendo quelli che lavorano e producono la ricchezza». Sono ore di passione. Il pericolo che la situazione scappi di mano è molto alta. Sono bloccati i porti di Catania, Messina e Palermo. Lunghe code di tir si stanno formando anche a Sesto San Giovanni. Inutile passare lo Stretto sapendo che non sarà possibile lo sbarco in Sicilia. «I danni all'economia dell'Isola sono davvero incalcolabili -protesta Lo Bello insieme ai rappresentanti di altre organizzazioni imprenditoriali come Coldiretti e Confagricoltura- Interi camion di derrate alimentari andate a male, frutta e verdura inservibili, negozi chiusi perché i gestori hanno i serbatoi delle auto vuoti, uffici deserti perché gli impiegati sono stati bloccati nei punti chiave del traffico». Nel pomeriggio si è svolto un vertice alla presidenza della Regione. Erano presenti i rappresentanti del movimento e i prefetti di Palermo e Catania. I risulati sono stati piuttosto modesti. Né poteva essere altrimenti. Il governatore Lombardo ha comunciato di aver scritto una lettera a Monti chiedendo una convocazione. Come unica azione concreta la concessione di un finanziamento di quindici milioni previsto dalla Regione a favore dell'auto trasporto. L'annuncio, per quanto non risolutivo, ha allentato la pressione della piazza. Lo sciopero dei tir cesserà alla mezzanotte. Resteranno in piazza i “padroncini” e gli agricoltori. Tuttavia anche loro allenteranno la morsa. Si tratta, a questo punto, di evitare la reazione della polpolazione esasperata. (...) dell'amministrazione, non ultima quella fiscale». E spiega le lentezze della burocrazia, la giustizia civile che non funziona, i problemi di ordine pubblico che bloccano l'imprenditoria al Sud. Perfetto. Come erano inappuntabili le analisi dei vari Mario Monti, Corrado Passera, Antonio Catricalà fatte a convegni e seminari per una vita. Solo che quando è toccato loro andare al governo, hanno fatto l'esatto contrario di quel che dicevano. E ora la lezioncina che dovremmo sciropparci insieme al decreto liberalizzazioni ha il sapore amaro della beffa. Ci saremmo attesi questa introduzione perfetta in testa al decreto precedente, pomposamente battezzato «Salva-Italia», anche se non ha salvato un fico secco di questo paese. E poi dopo le prediche non così inutili, le norme conseguenti: maxi tagli di spesa, privatizzazioni, alleggerimento della pressione fiscale, allentamenti dei vincoli amministrativi, maggiori risorse destinate all'ordine pubblico nelle regioni in mano alla criminalità organizzata. Ma senza tutta quella premessa, che pure ora scrive questo governo dimenticandosi di attuarla, le liberalizzazioni sono un altro slogan inutile. Buono per farsi belli nei convegni, per sentire degli “Oh”di meraviglia quando il professore Monti lo illustra nei salotti nobili dell'euroburocrazia, prendendo un the con David Cameron o una verbena con Angela Merkel. Slogan buoni lì, e pronti ad infrangersi qualche minuto dopo davanti al crudo realismo dei mercati. È vero: con un fisco di questo tipo, che vuoi liberalizzare? Tanto ti porta via tutto lo Stato. E con un paese dominato in larghe aree dalla criminalità organizzata, che liberalizzi? Le licenze dei taxi per dare a qualche picciotto la copertura giusta nel doppio lavoro: di giorno trasporta persone, di notte fa il corriere della droga? Intendiamoci, aprire i mercati e consentire la competizione è una ricetta giusta per l'economia. Serve anche ai consumatori, come abbiamo sperimentato assistendo alla caduta dei grandi monopoli. Finora in Italia una sola liberalizzazione ha funzionato: quella della telefonia. E sia pure con prodotti e tariffe in continua evoluzione e impossibili da paragonare con i tempi del monopolio, i consumatori hanno vissuto i loro vantaggi. Sicuramente spendevano meno prima, però hanno mille scelte che hanno fatto diventare un bisogno primario quel che non lo era, e nelle mille scelte i concorrenti si fanno continua gara sui prezzi. I primi telefonini ad esempio li pagavi, e salati (anche se tecnologicamente valevano come una radiolina a transistor), e oggi te li tirano dietro in cambio di un qualsiasi abbonamento. In quel settore la liberalizzazione ha creato più Pil, molti più consumi, più posti di lavoro, e alla lunga vantaggi per i consumatori. La strada dunque è quella giusta. Ma funziona quando aggredisci grandi mercati monopolistici, e in una certa condizione di economia generale. Quella della telefonia è stata un vero boom che ha cambiato e addirittura ridisegnato questo Paese in un momento in cui la crescita però c'era ancora sia qui che nel resto del mondo. Le condizioni esterne oggi - come ricorda la stessa relazione che accompagna il decreto sono le più negative possibili per lo sviluppo. E non è detto che questa benzina serva davvero per la crescita. La scommessa si può fare, con qualche perplessità: se la benzina entra in un serbatoio pieno di buchi, va a finire che la perdi tutta per strada, e per il motore non cambia granchè. Senza mettere mano a tutti quei buchi (un sistema amministrativo orripilante, una condizione fiscale insostenibile, un quadro di legalità impossibile), questa benzina servirà assai poco. Se sono solo questi i provvedimenti per la crescita, cominciamo pure a recitare le nostre preci. Perché la sola prova certa che abbiamo della buona intenzione del governo di difendere il potere di acquisto dei suoi cittadini è la misura più nefasta che si poteva prendere: da settembre una aliquota Iva salirà dal 21 al 23 per cento e da ottobre l'aliquota intermedia passerà dal 10 a l 2 per cento. Potere di acquisto dei cittadini disintegrato, e recessione sicuramente aggravata. Serviranno le liberalizzazioni a tamponare questa voragine? No, nessuna può dare risultati nel 2012 e nemmeno nel 2013. Nel giro di due tre anni forse sì quelle che aggrediscono i grandi mercati monopolisti. Nella bozza di decreto disponibile ieri sera ce ne erano assai poche, e quelle poche assai peggiorate rispetto alle versioni precedenti. Timidezze eccessive sulla rete ferroviaria, sul Banco Posta, sui prodotti assicurativi e bancari. Passi indietro anche sulle micro liberalizzazioni, come quelle di taxi e farmacie. A leggere i commenti di ieri si capisce già tanto: i piccoli ancora infuriati (e un po' deve accadere quando rompi mini oligopoli), applausi dal top management delle Generali e da Assopetroli. C'è sicuramente qualcosa che non funziona, perché con vere liberalizzazioni dovrebbe accadere l'esatto opposto. OCCHIO AL TRUCCO Oggi il premier Mario Monti presenta l'atteso pacchetto di liberalizzazioni che, dopo il salasso fiscale, dovrebbero favorire il rilancio dell'eco nomia. ma si moltiplicano i dubbi sulla reale efficacia del provvedimento (Lapresse) IN STRADA Oggi è il quinto giorno di protesta degli autotrasportatori e dei lavoratori dei movimenti “Forza d'urto” e “Movimento dei Forconi” (Ansa) il graffio Buona lotta a tutti Italia Oggi si occupa della protesta dei tassisti. E racconta: «Il sindaco di Genova (in cerca di riconferma), Marta Vincenzi, non ha esitato a salutare al grido di “Buona lotta!” gli oltre ottocento tassisti cittadini in partenza per Roma». In precedenza, comunque, la Vincenzi aveva già appoggiato anche le rivendicazioni degli operai di Fincantieri e dei dipendenti di Amt. E aveva, spiega Italia Oggi, «cercato di ricucire con Bagnasco dopo aver strizzato l'oc chio ai laicisti con l'istituzione del registro delle coppie di fatto in Comune». “Buona lotta a tutti”, insomma. Con la speranza che qualcuno ricambi la gentilezza al momento del voto. ::: segue dalla prima FRANCO BECHIS .
17Venerdì 20 gennaio 2012ESTERI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Lascia Perry, Gingrich accusato dall'ex Repubblicani in tilt tra conti esteri e gaffe Ribaltato il risultato dell'Iowa, ora il vincitore è Santorum. Bufera su Romney che avrebbe soldi e titoli alle Cayman ::: GLAUCO MAGGI NEW YORK  Rick Perry ha abbandonato inaspettatamente la corsa alla nomination due giorni prima del voto cruciale in Sud Carolina, e ha deciso contemporaneamente di appoggiare Newt Gingrich, con cui aveva condiviso nei giorni scorsi gli attacchi a Mitt Romney per il suo passato di finanziere “avvoltoio” alla Bain Capital. Insieme a quella di Jon Huntsman, il mormone moderato ex ambasciatore in Cina di Obama che aveva lasciato lunedì scorso schierandosi con l'altro moderato e mormone Romney, la notizia poteva caratterizzare la settimana come quella della chiarezza nel campo del GOP. Invece, in Iowa si è chiusa la verifica del riconteggio e il GOP locale ha comunicato che a vincere è stato Rick Santorum, che torna in corsa togliendo a Romney il record storico di aver vinto le prime due primarie. E due altre bombe di tasse e di corna sono esplose tra mercoledì e giovedì, destinate a lasciare squarci devastanti nell'immagine dei due concorrenti favoriti Romney e Gingrich. L'ex governatore del Massachusetts, caricato già del fardello di una ricchezza da 250 milioni di dollari e di una tassa media del 15% sui redditi, ieri è stato colpito da una seconda rivelazione oltremodo imbarazzante. La tv ABC ha rivelato che Mitt ha almeno 8 milioni in una dozzina di fondi comuni ed hedge funds parcheggiati nelle Cayman Islands, paradiso fiscale caraibico, e un secondo investimento non meglio precisato tra 5 e 25 milioni sempre offshore. Il suo staff si è precipitato a precisare che Romney ha sempre regolarmente pagato le tasse negli Usa su questi impieghi, come previsto dal codice fiscale, ma l'idea che un presidente degli Stati Uniti ripari le sue ricchezze, sia pure parzialmente, in un rifugio regolamentare e fiscale estero è fatalmente destinata ad evocare ciò che fanno i capi dei governi autoritari del terzo mondo. E vengono in mente Gheddafi o Saddam che mettevano le loro fortune in Svizzera. «Le finanze personali di Romney sono l'emblema di ciò che è guasto nel sistema delle tasse americane», ha commentato Jack Blum, un avvocato fiscalista di Washington specializzato nelle attività bancarie offshore. Il riferimento è alla aliquota del 15% sui profitti personali a favore degli azionisti delle società, dopo però che queste hanno già versato il 35% di corporate tax sugli utili. E anche alla oggettiva convenienza per le società Usa di aprire filiali in paesi più favorevoli dal punto di vista fiscale (è lo stesso principio per cui le banche italiane aprono società di fondi comuni in Lussemburgo o in Irlanda). Bain Capital, per esempio, ha fondato 138 fondi nei paradisi caraibici, a vantaggio della sua clientela internazionale che trova conveniente la formula per pagare meno tasse (o evaderle del tutto). «Posso dirvi che noi seguiamo tutte le leggi fiscali, e se c'è una opportunità di risparmiare le tasse, come ogni altro in questo Paese, noi la usiamo» aveva detto Romney ai giornalisti. Ma ora il suo rifiuto a rilasciare subito per intero la dichiarazione dei redditi invece di attendere la scadenza imposta dalla legge ai candidati, combinata con le anticipazioni molto ingombranti sulla aliquota “scontata” delle tasse e sulla “scappatella fiscale” alle Cayman, sta mettendo Mitt in una situazione più che vulnerabile. Buon per lui che anche le scappatelle, anzi le intere storie matrimoniali di tradimenti e di divorzi di Gingrich prenderanno una buone dose di interesse mediatico domani e dopo. ABC tv, che ha fatto una intervista a Marianne, la seconda moglie sposata da Newt nel 1881 pochi mesi dopo il primo divorzio, la mette in onda nella notte tra giovedì e venerdì. L'allora speaker della Camera piantò bruscamente Marianne quando, a metà degli Anni Novanta, avviò una relazione con una impiegata della Camera dei deputati, Calista Bisek, di 23 anni più giovane di Marianne, che poi sposò in terze nozze nel 2000. Non sono certo notizie inedite, ma sentire i particolari del comportamento del marito fedifrago dalla viva voce della consorte tradita non potrà che avere un effetto deprimente, soprattutto nella parte religiosa del pubblico conservatore della Sud Carolina. Si vedranno i danni sui due campi con il voto di domani, sabato. Ma la realtà è che il GOP si sta distruggendo da solo, perché i suoi attuali portabandiera stanno fornendo al Paese, e alla campagna di Obama, fatti gravi che producono una batteria di slogan facili e di ampia risonanza. A questo punto, dovessero apparire irreparabili le falle nella immagine di Romney sotto l'aspetto della sua situazione fiscale e finanziaria, e di Gingrich per le tante debolezze del suo passato (tre mogli a parte, ci sono i milioni avuti da Freddie Mac ed un bagaglio di altri affari di lobbismo compiuti dopo aver lasciato la Camera), è più che probabile che i notabili del partito repubblicano tornino alla carica per convincere a correre altri leader corteggiati in passato, ma che avevano declinato: i governatori Chris Christie (New Jersey) e Mitch Daniels (Indiana) e il deputato Paul Ryan, capo della commissione fiscale alla Camera. ::: NEW YORK  Sulle Tv via cavo nazionali e nelle stazioni delle Tv locali in Michigan, Virginia, Ohio, Nord Carolina, Wisconsin e Iowa, stati cruciali per la sua rielezione a novembre, Obama ha lanciato il suo primo spot per questa già convulsa campagna elettorale. Ha raccolto finora 220 milioni (specie da quei “capitalisti” che lui ultimamente attacca), e inizia a farli fruttare. La scelta degli Stati e degli argomenti utilizzati per la propaganda sono la diretta risposta a una campagna di annunci televisivi da 6 milioni di dollari curata da Americans for Prosperity, gruppo politico finanziato dai due fratelli miliardari e conservatori Koch, imprenditori del settore dell'energia e del petrolio. Nel messaggio, Americans for Prosperity aveva accusato Obama di aver condotto una politica sporca nell'affare Solyndra, la ditta di pannelli solari che è fallita lasciando sul lastrico più di mille lavoratori dopo aver ottenuto un finanziamento pubblico da 500 milioni. Il maggior azionista della Solyndra è un notorio amico del presidente e finanziatore assiduo suo e del partito Democratico, e quindi l'attacco dei Koch non fa che riaffermare l'accusa mossa dai Repubblicani del Comitato Etico della Camera, che non a caso stanno indagando da tempo sul coinvolgimento diretto della Casa Bianca nella scelta della ditta, poi fallita, come prima destinataria di fondi del famigerato, e inefficace, stimolo governativo pagato dalle tasse. «Dite al presidente Obama che i lavoratori americani non sono pedine nei suoi giochi politici» finisce lo spot. Punto sul vivo, Obama ha cercato di difendere la sua verginità etica e la sua politica di indipendenza energetica in 30 secondi, ma proprio nel giorno in cui ha annunciato, in ossequio agli ambientalisti del Sierra Club che lo sovvenzionano, che non permetterà al Canada di investire miliardi, assumendo almeno 20mila lavoratori, per costruire negli Usa il condotto che porterebbe il proprio petrolio alle raffinerie sul Golfo del Messico. Lo spot del presidente si apre con la citazione dei «miliardari che attaccano Obama» e nega che i fatti citati siano veri. Poi c'è la bufala di 2,7 milioni di posti “verdi” che il presidente avrebbe creato, ma non dice come e dove, e si sa che la disoccupazione è oggi più alta di quando fu eletto. Quindi da dove saltano fuori quei 2,7 milioni di posti di lavoro? Impossibile rispondere a questa domanda. «Senza precedenti» viene pure definita la performance di Obama nella sua gestione «etica». «Il presidente ha mantenuto le sue promesse di rendere più dure le regole etiche e di rafforzare l'economia energetica dell'America» conclude lo spot. Ma anche qui è difficile dire dove siano queste regole etiche. L'esordio propagandistico, fatto di parole belle senza alcun successo dimostrato, è l'anticipo della retorica che Barack si prepare a risfoderare per il suo bis. GLA.MA. LA STRAGE Iraq senza Usa 264 uccisi in un solo mese Almeno 265 morti, oltre a un centinaio di feriti, in un solo mese. È questo il sanguinoso bilancio registrato in Iraq dal 18 dicembre, quando si è concluso il ritiro dei soldati americani dal Paese. Una media di quasi nove persone al giorno, rimaste vittime di attacchi kamikaze, omicidi ed esplosioni di bombe. A fare una stima sono stati i ministeri della Salute e quello dell'Interno iracheni. La sicurezza, partiti i militari a stelle e strisce, è precipitata, tanto che alcune famiglie hanno già iniziato a fare i bagagli, altre meditano di farlo e altre ancora, che non possono permettersi di fuggire, guardano con pessimismo al futuro, in particolare temono l'acuirsi delle rivalità etnico-religiose tra sunniti, sciiti, kurdi e cristiani. Ad alimentare i timori è l'ordine di cattura spiccato a dicembre nei confronti del vice presidente sunnita, Tareq al-Hashimi, e quello identico di mercoledì verso il vice governatore di Baghdad, Riad al-Adad, accusati di collusione con i terroristi. E sempre mercoledì ignoti hanno lanciato almeno due razzi Katyusha contro la sede dell'ambasciata di Turchia a Baghdad. I rapporti tra i due Paesi sono tesi, soprattutto dopo che la settimana scorsa il premier di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, aveva messo in guardia su un'esplosione del conflitto nel Kurdistan iracheno, dove Ankara compie raid contro i terroristi. SIM. VER. La campagna del presidente Obama inciampa sull'energia Lo spot elettorale non convince CANDIDATI Newt Gingrich, in primo piano, poi Mitt Romney, Rick Santorum e infine Rick Perry, ormai non più in lizza LaPresse PROFILO BASSO Il presidente Usa Barack Obama ha iniziato la sua campagna elettorale mantenendo un profilo basso LaPresse
19Venerdì 20 gennaio 2012
Venerdì 20 gennaio 2012 OPINIONI NUOVE Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all'estero: CH Fr. 3.00 / MC & F 2.00 / SLO 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR ( FONDATORE VITTORIO FELTRI DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO ANNO XLVII NUMERO 17 EURO 1,20 ALTRO CHE «CRESCI ITALIA» LIBERALIZZAZIONI BLUFF I provvedimenti di Monti sono timidi e non possono funzionare con questa pressione fiscale Caos taxi: il governo trova l'intesa con i sindacati, ma gli autisti mandano tutto all'aria APPUNTO Un euro, un voto Mercato, mercati, mercatismo: forse dobbiamo rimetterci d'ac cordo, perché questa storia che in televisione ormai si dica indifferentemente «cittadini» o «consumatori» comincia a dare sui nervi. No, non è la stessa cosa: i cittadini sarebbero quelli che valgono un voto a testa (a partire dalla Rivoluzione francese) mentre i consumatori si pesano in euro, e a pesarli è il mercato, che non è democratico manco per niente. Non è neppure equo, il mercato, anzi, se ne frega delle disuguaglianze e opera con la media di Trilussa: se io ho due polli e tu nessuno, la media è un pollo a testa. Se il potere d'acquisto aumenta soltanto per chi non produce niente - ma ha solo conseguito privilegi e rendite di posizione parassitarie - il mercato se ne frega: può star bene mentre i cittadini stiano mediamente male. E viceversa. Ai cosiddetti mercati internazionali non importa nulla dell'intrinseca risoluzione dei nostri problemi storici o acquisiti: della disuguaglianza sociale, delle nuove sacche di povertà, della disoccupazione. Gli importa del pareggio di bilancio, dell'appeal mercatista. Ridotti a consumatori, ergo, siamo solo sudditi, «target», e il Parlamento non serve più, il mercato plasma anche le leggi, non si fa più opposizione ma al limite una class action. E Monti potrebbe far bene al mercato e all'economia, ma far male alla maggior parte di noi. di FILIPPO FACCI La lezione lombarda QUEL FIL ROUGE TRA LE MAZZETTE E LE PREFERENZE Lo spettacolo su Gesù di Castellucci Macché blasfema: la pièce è una preghiera di MAURIZIO BELPIETRO Tre vicepresidenti su quattro del Consiglio regionale della Lombardia sono agli arresti o nei guai con la giustizia. Filippo Penati, in quota Pd, le manette le ha evitate per un soffio, ma solo perché il giudice ha ritenuto che i reati più gravi fossero prescritti. Franco Nicoli Cristiani, Pdl, preso con la mazzetta in un libro, è invece passato dal Pirellone alla cella senza fermate intermedie. Il terzo, Massimo Ponzoni, anch'egli del Pdl e responsabile della segreteria del Consiglio, è finito dentro due giorni fa con un elenco di accuse impressionanti, tra le quali quella di aver provocato la bancarotta di una sua società. In tutti i casi ci sono di mezzo i soldi, tanti e di dubbia provenienza, e questo dovrebbe indurre a qualche riflessione. La principale riguarda la selezione delle persone che i partiti mettono in lista e a cui poi affidano le istituzioni. Passi che su 60 consiglieri ce ne sia uno che ruba o si fa corrompere: nella media la mela marcia è da mettere nel conto delle eventualità. Ma tre su quattro fatica a digerirle perfino un Paese che al malaffare si è abituato. La questione ha però una ricaduta diretta anche sulla riforma della legge elettorale. Da quando il referendum è stato bocciato si è sviluppata nel Paese una discussione sull'utilità di varare in fretta una modifica al sistema maggioritario, ritenuto la causa di tutti i mali, in particolare della scarsa aderenza tra Parlamento e società civile. Colpa dei partiti è il giudizio comune. Sono loro che scelgono le persone da far eleggere alla Camera o al Senato e agli elettori tocca votarli. Secondo questa tesi, per far tornare la politica vera e rappresentanti decenti a Montecitorio e Palazzo Madama, si dovrebbero reintrodurre le preferenze, così il cittadino avrebbe la possibilità di scegliere chi votare e chi mandare a casa. (...) segue a pagina 7 In plancia con lui la sera del naufragio di FRANCO BECHIS La premessa è da applausi. Nell'introduzione al decreto legge sulle liberalizzazioni il governo di Mario Monti scrive che il mondo è cambiato rapidissimo e che chi ha in mano le sorti di un paese deve «difendere le tutele sociali e il potere di acquisto dei cittadini», proprio mentre la crescita sta rallentando. Giusto. Poi aggiunge: «A ciò si aggiungono mali antichi che portano istituzioni internazionali (Ocse, World Bank e Fmi) a valutare l'Italia come un Paese in cui l'iniziativa economica privata è fortemente scoraggiata a causa dell'atteggiamento (...) «LIBERO LAVORO» Licenziare sì Ma paghino le imprese di S. COLLI LANZI a pagina 23 La ballerina moldava che ha fatto girar la testa a Capitan Codardo ANDREA MORIGI a pagina 13 La Lega sta scoppiando La guerra delle firme false Contraddizioni «democratiche» Il doppio volto di Bersani di GILBERTO ONETO MATTEO PANDINI I maroniani accusano Reguzzoni: non sono nostre le firme sulla mozione anti-Passera. Ennesima polemica in un partito lacerato e con molte anime. alle pagine 10-11 segue a pagina 9 Partiti deboli, giornali e Tremonti: è «Forza Passera» di MARTINO CERVO a pag. 8 Maroni è partito Né Bossi né i suoi potranno fermarlo di GIANLUIGI PARAGONE a pag. 11 di ANTONIO SOCCI Caro Romeo Castellucci, «L'indicibile dolcezza dello sguardo di Cristo»... Mi ha folgorato questa frase nella lettera che lei ha scritto giorni fa, per spiegare la sua pièce teatrale che è intitolata Sul concetto di volto nel Figlio di Dio e che racconta la malattia e il crollo fisico e morale di un vecchio padre. Visto il tono personale e appassionato della sua lettera, le scrivo non come giornalista o scrittore cattolico, ma anzitutto come padre di Caterina, inchiodata, nel fiore della sua giovinezza, su una croce terribile e più insopportabile della vecchiaia. Ogni giorno e ogni notte io ripeto il grido drammatico e struggente che anche lei, caro Castellucci, nella sua opera, lancia al Salvatore. E ogni giorno io mi sorprendo a scoprire nel volto luminoso e bellissimo di mia figlia la risposta viva del Salvatore, l'aurora di un giorno di felicità. Quello che ci sta accadendo - pur nel dolore - meraviglia me per primo. (...) segue a pagina 27 segue a pagina 3 ANTONIO CASTRO, SANDRO IACOMETTI, NINO SUNSERI alle pagine 2-3 di MASSIMO DE' MANZONI Pierluigi Bersani dovrebbe fare un monumento a Maurizio Crozza. Con le sue imitazioni, infatti, il comico non solo ha reso il segretario del Pd più simpatico (...) +$!z!#!?!" SISTEMA Mai più cambio pila
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9Venerdì 20 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Il vizietto di Bersani dire una cosa e far l'opposto Tuona contro l'ingerenza dei partiti in Rai e il giorno stesso piazza un vicedirettore al Tg2 Dal giustizialismo ai referendum, fino alla libertà di stampa: il leader Pd cambia spesso idea VOLTAFACCIA Il segretario democratico invocava le dimissioni di Berlusconi per lo spread alto e la crisi economica Adesso parla come lui: la colpa è dell'Europa e della Merkel le grane di Monti (...)(o meno antipatico, se preferite), ma ha compiuto un'altra magia: ormai i due personaggi si confondono talmente, che quando parla il Bersani «vero» nessuno gli presta realmente attenzione, pensando che stia illustrando le migliori tecniche per smacchiare i giaguari. Così lui può dire (e fare) tutto e il suo contrario senza che gli interlocutori gli facciano notare le contraddizioni. Che sono macroscopiche. Ieri, per esempio, mentre uscivano le anticipazioni della sua intervista a Panorama nella quale tuonava contro l'ingeren za dei partiti in Rai, è riuscito a piazzare per conto del partito (anzi, della sua corrente), Stefano Morroni, alla vicedirezione del Tg2. E ciò nonostante l'op posizione non solo della redazione (pazienza), ma anche dello stesso direttore: un fatto contro natura in qualsiasi azienda editoriale che non abbia sede in un Viale Mazzini solcato dalle scorribande dei politici tanto vituperate dal politico democratico. Capita, direte voi. Ma a Bersani capita un po' troppo spesso. Dalla legge elettorale alla giustizia, dalle privatizzazioni all'economia, dal nucleare all'Ici per la Chiesa, i voltafaccia all'emiliana stanno diventando un classico. Senza, però, che l'autore sia chiamato a pagarne il dazio. Bersani può cavalcare il giustizialismo contro gli avversari per poi scoprire che il suo braccio destro è invischiato in un imponente sistema affaristico-tangentizio e ripiegare su un «la magistratura faccia il suo mestiere per accertare questa vicenda. Credo che sarà in grado di verificare che sono accuse senza fondamento». Senza spiegare perché Penati abbandonò improvvisamente la sua segreteria e se per caso ciò avesse a che fare con la gravissima ipotesi formulata dai pm che quei soldi venissero raccolti proprio per il partito. Oppure può lamentare che il nostro Paese sia «agli ultimi posti quanto a libertà e pluralismo dell'informazione» a causa dell'influenza di Berlusconi sui media, salvo poi far partire querele e minacciare una class action contro i quotidiani che lo criticano. In occasione dei referendum dà il meglio di sé. Nel giugno scorso ha aizzato le folle perché andassero a votare contro la cosiddetta privatizzazione dell'acqua. Però nel 2008 e nel 2009 spiegava che per gestire al meglio le risorse idriche «dobbiamo chiamare qualcuno che sappia fare bene quel mestiere lì». E parlava apertamente di «partnership industriali per rafforzare la nostra capacità di gestione». Aveva persino preparato un disegno di legge praticamente uguale a quello contro il quale poi schierò il suo partito. Quando si dice la coerenza. Bis sul nucleare: referendum abrogativo cavalcato dal Pd, poi lo sputtanamento da parte di Wikileaks, che ha rivelato l'esi stenza di un accordo fra Italia e Usa per la ricerca e lo sviluppo in materia di energia atomica. Venne firmato nel 2007 proprio da Bersani, allora ministro dello Sviluppo economico. Il quale non si è smentito (ovviamente smentendosi) neppure sul referendum per la legge elettorale. Prima freddino, quasi gelido, quindi costretto dalla base ad Contesa con Terzi, Cancellieri e Fornero Riccardi vuole pure gli immigrati Gli altri ministri non lo reggono più Dopo la doppia sconfitta alla Camera Altro scivolone per i professori Il Senato rinvia la svuota-carceri  Da una parte c'è Andrea Riccardi, dall'al tra tre colleghi di peso come Giulio Terzi (Esteri), Anna Maria Cancellieri (Interno) e Elsa Fornero (Welfare). Nel mezzo di questo scontro in piena regola, le deleghe su cooperazione e più in generale politiche dell'immigrazione. Che il titolare del dicastero alla Cooperazione vorrebbe per sé e che gli altri tre ministri hanno poca voglia di cedere. L'intenzione è stata ribadita in una lettera promossa da Terzi e controfirmata dalle altre due ministre. A essere maggiormente toccata dalla questione è proprio la Farnesina, per cui la Cooperazione è un asset strategico. Per questioni non tanto di budget (sempre cospicuo, sebbene anch'esso uscito ridimensionato dai recenti tagli), quanto di politica: trattasi infatti di strumento principe della politica estera, fortemente ancorato al ministero ed incarnante una buona fetta della sua mission. Quanta sia l'importanza della struttura è testimoniato anche dal fatto che alla sua guida è stata designata una diplomatica di altissimo livello come l'ex responsabile dell'Unità di crisi Elisabetta Belloni. L'ipotesi di privarsi del dipartimento per distaccarlo ad altro ministero, per la nostra diplomazia, è poco meno che irricevibile. A muoversi preventivamente è però stato anche il Viminale. Come svelato dal blog di Franco Bechis su liberoquotidiano.it, nei giorni scorsi il ministro Cancellieri ha prelevato oltre due milioni di euro da destinare a vittime di guerra e reduci dei lager dalla Missione “Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti”. Ossia dal fondo che rischia di traslocare dal Viminale al ministero di Riccardi. E che rischia adesso di arrivarci in versione light. Il pronostico del braccio di ferro nell'esecutivo vede Riccardi perdente. Ma non è il caso di escludere sorprese. Il ministro alla Cooperazione - uno dei nomi meno tecnici della squadra di Mario Monti - vuole evitare l'effet to scatola vuota per il proprio dicastero. Molto presente sul piano mediatico (si vedano le visite con telecamere al seguito nel campo nomadi di Torino o tra gli immigrati di Rosarno) e parimenti attivo su quello politico (l'ultima voce che gira è che sia il sogno proibito del Pd per le prossime Comunali a Roma), di certo il fondatore di Sant'Egidio non vuole che il proprio mandato ministeriale si risolva con un poco o nulla di fatto: di quelle deleghe (e di quei soldi) ha un gran bisogno. M. G. ::: PAOLO EMILIO RUSSO ROMA  Cambia il “ramo”- mercoledì alla Camera, ieri al Senato - ma non la sostanza: nella maggioranza che sostiene il governo si aprono le prime crepe. Se a Montecitorio erano state due mozioni a mandare sotto l'esecutivo, ieri sulla graticola è finito, a Palazzo Madama, il ben più significativo decreto svuotacarceri del ministro della Giustizia Paola Severino. Questa volta a determinare la sospensione delle discussione e il rinvio a martedì è stata una spaccatura tutta interna al centrodestra e nel Pdl in particolare. Nel partito, infatti, i “falchi”, capitanati da Nitto Palma, giudicano troppo buonista la legge che, come ha spiegato l'ex Guardasigilli, «prevede i domiciliari per i borseggiatori». Un dissenso che non si è fermato alle parole, ma che si è probabilmente trasformato in un travaso di voti - 27 i franchi tiratori verso un emendamento soppressivo dell'articolo che prevede l'utilizzo delle camere di sicurezza - il cuore del decreto - presentato dalla Lega Nord. Il numero dei dissenzienti, favorito dal voto segreto, non è stato sufficiente per rispedire il provvedimento al mittente, ma ha allarmato il ministro Severino che ha fermato tutto e preso tempo fino a a martedì. Per il leghista Roberto Mura «la battuta d'arre sto dimostra che questo provvedimento non piace nemmeno amolti senatori del Pdl».E, in effetti,è così. Non tutti, infatti, sono convinti che il Pdl debba digerire misure che convincono solamente per non spaccare la maggioranza che sostiene l'esecutivo. «Il governo Monti non riesce ad andare avanti perché ci sono due pezzi della stessa maggioranza molto diversi, e ci sono malumori nel Pdl per il sostegno a questo esecutivo sempre più connotato come di centrosinistra», sintetizza l'ex Guardasigilli leghista Roberto Castelli. Il desiderio dei “ribelli” è che sul decreto Severino il governo sia costretto a scendere a patti con l'ex maggioranza, come accaduto per le liberalizzazioni. Una manovra che, però, il Pdl ha cercato di bloccare, richiamando al rispetto della “linea”condivisa tutti gli eletti. «Non c'è nessuna spaccatura nel Pdl. Siamo favorevoli al provvedimento e a dare una formulazione migliorativa», assicurava infatti in serata Nitto Palma. Ma lo stop al Senato, il “ramo” del parlamento nel quale il centrodestra ha sempre avuto una maggioranza solida e compatta, sembra ai più la punta dell'iceberg. «La verità», sintetizza un alto dirigente azzurro, «è che la luna di miele col governo è finita». E a farne le spese è stato un ministro, quello della Giustizia, fino ad ora tra i più apprezzati nel centrodestra. Andrea Riccardi Paola Severino Senti, Anthony Mario Monti va a Londra. E Caterina Soffici, sul Fat to, si scioglie, letteralmente. Ciò che più la entusiasma è il fatto che il premier «può rivolgersi» al sociologo Giddens «dicendogli “senti, Anthony”». Ora sì che il prestigio internazionale dell'Italia è ristabilito. il graffio IL CDA Direzione del Tg1: tutto rimandato ::: segue dalla prima MASSIMO DE' MANZONI . appoggiarlo, infine «ganassa» («devono ringraziare il Pd, le firme sono state raccolte col nostro sudore») per poi confessare, dopo la bocciatura della Consulta, che lui per quella campagna non aveva nemmeno firmato. Idee chiare anche in materia di economia. A settembre Bersani chiedeva a gran voce un nuovo governo senza Berlusconi, colpevole di far salire lo spread «oltre i 400 punti» e ridurre le imprese «con l'acqua alla gola». Ora sostiene il governo Monti fresco di declassamento e con lo spread a 500. E per farlo usa né più né meno gli argomenti dell'odiato Cavaliere: colpa dell'Europa, della dissennata gestione della Merkel e dei limiti imposti alla Bce. «La finanza», ha detto il 14 gennaio, dopo il taglio del rating all'Italia da parte di S&P, «boccia tutta l'Europa. Si dimostra che sul piano politico la A o la B la perde la linea Merkel-Sarkozy». Senza pudore. Ma nessuno dei suoi numerosissimi intervistatori glielo fa notare. Forse perché è il segretario del Pd. Anzi il segretario perfetto del Pd: un partito nato dal «ma anche» e cresciuto a pane e doppia morale. IN CERCA DI GLORIA Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera (sulla destra) sta raccogliendo attorno a sé sempre più consensi (come sosteneva «Libero» già a novembre). Mentre Bersani (a sinistra) lotta per tenere il timone del Pd Il nodo Tg1 - conferma di Maccari o soluzione esterna - sarà affrontato la prossima settimana. Nel frattempo il cda ha nominato i cinque vicedirettori del Tg2, con sette voti a favore, il no di Angelo Maria Petroni e l'assenza di Giovanna Bianchi Clerici. Confermati Rocco Tolfa, Carlo Pilieci e Ida Colucci. Lascia la rete, invece, Stefano Marroni, ex marito della direttora del Tg3 Bianca Berlinguer e molto vicino al segretario del Pd Pier Luigi Bersani, ed arriva Giovanni Alibrandi. Nel prossimo cda dovrebbe anche essere affrontato il tema delle assunzioni e delle spese decise dal direttore generale nell'ultimo periodo, oggetto di uno scambio di lettere tra la stessa Lei e il consigliere Nino Rizzo Nervo, che aveva già spedito due lettere per chiedere chiarimenti. Infine Antonio Verro, nominato deputato, ha ribadito in cda quanto reso noto con un comunicato: in attesa di decidere quale dei due incarichi mantenere (avrà un mese di tempo) si asterrà dal prendere parte ai lavori parlamentari e si dedicherà solo all'azienda.
35Venerdì 20 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it SPORT giocatori. Sentito il 20 dicembre scorso dal gip Salvini, Carobbio aveva chiamato in causa l'Empoli raccontando che «in occasione di Grosseto-Empoli (stagione 2009-10, ndr), l'Empoli era già d'intesa con noi per un 2-2». Oggi si apre la 3ª fase dell'inchiesta: Andrea Masiello, ex Bari ora all'Atalanta, indagato, ha chiesto di presentarsi davanti al pm. Di lui ha parlato Gervasoni: il capo degli zingari «Gegic mi riferì che erano stati corrotti i giocatori del Bari Padelli, Bentivoglio, Parisi, Masiello e Rossi». Intanto Doni non è più agli arresti domiciliari: solo obbligo di firma. (G. BAZ.) Scommesse: 120 indagati Sotto inchiesta Siena-Novara 2-2 Doni torna libero ::: CREMONA  Sono 41 i nuovi indagati del secondo filone Calcioscommesse. Quasi tutti giocatori, gli stessi coinvolti dal pentito Gervasoni, ex Piacenza. I nomi iscritti nel registro degli indagati sono 120 in totale. Nell'interrogatorio di ieri davanti al pm Di Martino, Carobbio, ex Grosseto oggi allo Spezia, ha aggiunto un'altra partita di due club A all'elenco degli incontri, Siena-Novara 2-2 del 1 maggio 2011, del campionato di B: il gruppo degli zingari cercò di truccarla ma la proposta venne respinta e sostituita da un probabile accordo sul campo tra ::: DIAVOLI KO CHRISTIAN ABBIATI Risentimento al polpaccio LUCA ANTONINI Trauma cranico. K. PRINCE BOATENG Lesione ai flessori della coscia sinistra. MATHIEU FLAMINI Lesione al legamento crociato del ginocchio destro. ANTONIO CASSANO Operazione al cuore a causa di una sofferenza cerebrale su base ischemica. MARIO YEPES Distorsione alla caviglia destra con lesione del legamento deltoideo. ALBERTO AQUILANI Guaio alla caviglia sinistra. GENNARO GATTUSO Miastenia oculare. ALEXANDRE PATO Risentimento al bicipite femorale della coscia sinistra già infortunato il 10 novembre 2010: un mese di stop. INTER (4-4-2) ::: CASTELLAZZI 6: quasi mai chiamato in causa. ::: MAICON 7: rete da fuoriclasse. Quando è in serata è mprendibile. ::: CORDOBA 6.5: fa il suo dovere senza concedere troppo. ::: RANOCCHIA 6.5: tappabu chi con grazia. ::: ZANETTI 6.5: corre, porta palla nella normalità di una gara come questa. ::: FARAONI 6.5: migliora nel secondo tempo. ::: CAMBIASSO 6: ordinato come sempre. ::: POLI 6.5: crea poco, ma segna il 2-0: sfrutta al meglio la chance che gli concede Ranieri (dal 31'st Nagatomo sv). ::: OBI 7: grande impegno, la butta sulla ripartenza e sulla forza: assist nel gran gol di Poli. ::: SNEIJDER 6: La classe non è acqua. Si vede poco, è sottotono, ma i suoi tiri sono pericoli (dal 35'st Alvarez sv). ::: CASTAIGNOS 6: belle intuizioni per i compagni, ma poco incisivo (dal 17'st Zarate sv). GENOA (4-3-1-2) ::: LUPATELLI 6: sul gol di Maicon proprio non può fare niente. Incolpevole. ::: SAMPIRISI 6:19ennedel Milan regge il confronto. ::: GRANQVIST 6: attento su Castaignos, senza troppi falli. ::: MORETTI 6:evita i buchi. ::: ROSSI SV: si ferma dopo neanche mezzora. (dal 28' pt Constant 5. Dal 9'st Marchiori 5) ::: KUCKA 5: l'Inter è tra quelle che lo insegue. Fantasma. ::: SEYMOUR 5: assente ingiustificato. ::: BIRSA 6: poco pulito, ma ci prova, e segna il gol del 2-1. ::: JORQUERA 5: non appoggia per gli attaccanti. ::: PRATTO 6:sfrutta la sua velocità, ma è impreciso. ::: ZEEDUARDO 4.5:non si vede mai . (dal 24' st Sculli sv) ::: GAIA FRIGERIO MILANO In un Meazza a -1°, l'Inter “B”batte 2-1 un Genoa rimaneggiato e vola a i quarti di Coppa Italia: l'aspetta il Napoli. Al 9'capolavoro di Maicon: esterno destro sotto l'incrocio. Nella ripresa primo gol in nerazzurro di Poli. Per il Genoa Birsa all'93'. E Branca rilancia: «Tevez ci interessa, fra due giorni ci riproviamo». INTER-GENOA 2-1 RETI: 9'pt Maicon, 5'st Poli, 46'st Birsa. INTER (4-4-2): Castellaz zi; Maicon, Cordoba, Ranocchia, Zanetti; Faraoni, Cambiasso, Poli (31'st Nagatomo), Obi; Sneijder (35'st Alvarez), Castaignos (17'st Zarate). All. Ranieri. GENOA (4-3-1-2): Lupa telli; Sampirisi, Granqvist, Moretti, Rossi (28'pt Constant, 9'st Marchiori); Kucka, Seymour, Brisa; Jorquera; Pratto, Ze Eduardo (24'st Sculli). All. Marino. ARBITRO: Russo. RICOVERATO AL POLICLINICO Scontro con un poliziotto Grave tifoso rossoblu MILANO Un tifoso del Genoa, Massimo M., 38 anni, è ricoverato al Policlinico di Milano in gravi condizioni, dopo uno scontro con un agente di Polizia, avvenuto prima della partita Inter-Genoa. Secondo la ricostruzione della questura, intorno alle 20.15, il tifoso è stato trattenuto al varco 9 del Meazza perché ubriaco, e poi portato a un posto di Polizia mobile per un controllo. L'uomo ha dato in escandescenze cercando di aggredire un agente. Un poliziotto ha tentato di bloccarlo. Entrambi sono caduti a terra e il genoano ha battuto la testa. MICIDIALE Maicon (30 anni) Ap COPPA ITALIA Brilla anche l'Inter B Super gol di Maicon e Poli. Al Genoa non basta Birsa: 2-1
5Venerdì 20 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it L'Fmi vede nero: recessione fino al 2013 Riviste al ribasso le previsioni per quest'anno (-2,2%) e per il prossimo (-0,6%). Per il governatore della Banca centrale, Mario Draghi, l'Europa deve diventare indipendente dagli Stati Uniti d'America e dotarsi di una sua agenzia di rating BORSA Piazza Affari chiude in netto rialzo, trainata dai bancari: l'indice Ftse Mib sale del 2,45%. Bene anche lo spread, sceso nettamente sotto quota 460 punti le grane di Monti ::: FRANCESCO DE DOMINICIS ROMA  L'Europa deve diventare indipendente dagli Stati Uniti d'America e quindi dotarsi di una sua agenzia di rating. Seppur con toni felpati, Mario Draghi lancia l'attacco agli Usa e invita i governi del Vecchio continente all'ammutinamento. Il comandante Usa va messo nell'angolo, secondo il presidente della Banca centrale europea. Convinto che la reputazione delle tre sorelle americane (Standard & Poor's, Moody's e Fitch) sia stata «intaccata durante la crisi». Per l'inquilino dell'Eu rotower, insomma, se ne può fare a meno. L'Europa scenda dalla nave a stelle e strisce, è l'invito del banchiere centrale per il quale il 2012 si preannuncia un anno difficile e carico di «rischi considerevoli» per le economie dell'euro, che però paradossalmente possono riprendersi dopo aver toccato il fondo. Da Abu Dhabi Draghi, pur mettendo in guardia da uno scenario che può peggiorare da un momento all'altro, in una corsa a ostacoli che dovrà portare a un fondo di salvataggio europeo più efficace e a un patto di bilancio senza ambiguità, ha lasciato intravedere una luce in fondo al tunnel. «Vi sono significativi rischi al ribasso». Nella capitale degli Emirati non è entrato troppo nel merito dei negoziati in corso in Europa. A pungolare i leader europei ci ha pensato il rapporto mensile della Bce: «L'ulteriore sviluppo degli strumenti europei per la stabilità finanziariadovrebberendere piùefficaceil funzionamento» del fondo di salvataggio Efsf e dell'Esm: ma «ora è necessario rendere operativi urgentemente tali strumenti»: gli Stati - è il richiamo - devono versare i soldi. Il numero uno di Francoforte ha poi detto che dalla Bce sta per uscire un'altra montagna di denaro destinata a coprire l'emergenza liquidità delle banche. A breve ci sarà un'altra asta triennale senza limiti, che in ogni caso non raggiungerà, secondo l'ex governatore della Banca d'Ita lia, i 489 miliardi di euro sfornati a dicemmano come di consueto alle proprie previsioni ha dato una generale sforbiciata alle stime di crescita di tutto il mondo. L'Fmi non pare avere dubbi: profondo rosso per l'economia italiana. L'Italia si prepare ad anddue anni di recessione nel 2012 e nel 2013. E sullo sfondo una ripresa globale in stallo, frenata soprattutto dalla crisi di Eurolandia. I rischi al ribasso hanno subito un'esca lation. Così gli economisti di Washington sono stati costretti a dare un taglio netto a tutte le statistiche e questo in gran parte perchè «ci si aspetta che l'economia dell'euro area finirà in una lieve recessione nel 2012». E ciò come risultato del rialzo dei rendimenti dei titoli di stato, della diminuzione del credito bancario all'eco nomia reale e dell'impatto delle nuove misure di consolidamento fiscale. I numeri del resto parlano chiaro. La crescita mondiale sarà di appena il 3,3% quest'an no edel 4% ilprossimo, conuna revisione al ribasso, rispettivamente, di 0,7 e 0,5 punti percentuali. Per tutta l'area della moneta unica, invece, è atteso un calo del Pil pari allo 0,5% nel 2012, con una revisione al ribasso di 1,6 punti percentuali. La crescita tornerà invece nel 2013, ma sarà di appena lo 0,8%. Ben peggiore sarà però la situazione italiana. Per quest'anno la contrazione del Pil supererà addirittura il 2% attestandosi al 2,2%, con un taglio di ben 2 punti e mezzo rispetto alle stime di settembre scorso. E il segno più non riuscirà a tornare nemmeno nel 2013, quando il Pil subirà un calo dello 0,3%. Numeri che sono assai più negativi rispetto a quelli indciati dal Governo di Mario Monti a dicembre con la manovra sui conti pubblici. L'ennesima grana per il professore della Bocconi di stanza a palazzo Chigi. twitter@DeDominicisF L'inchiesta della procura di Trani Indagine sui declassamenti La Finanza da Standard & Poor's bre che hanno «evitato una grave crisi di finanziamento» per il settore creditizio. Soldi destinati alle imprese. Che finora non hanno avvertito i benefici della prima operazione. Lascia ben sperare, però, il dato di ieri sui cosiddetti depositi overnight, cioè il salvadanio di Francoforte in cui gli istituti a fine giornata parcheggiano la liquidità in eccesso: dal record di 528 miliardi raggiunto mercoledì si è drasticamente scesi a 395 miliardi. Un indubbio segnale di fiducia in crescita fra le stesse banche. Calcolatrice alla mano vuol dire che ci sono 133 miliardi in più “in giro” fra gli istituti, destinati a rientrare nel circuito del credito. E non va male nemmeno con l'indice Mib che ieri ha chiuso in forte rialzo: più 2,4% (lo spread chiude a 451 punti). C'è da sperare? Forse. La doccia fredda ,però, è arrivata (puntuale) dal Fondo monetario internazionale che nel rimettere  Blitz della Finanza contro Standard & Poor's. Su ordine della procura di Trani, le Fiamme Gialle ieri mattina si sono presentate accompagnate dal pm inquirente Michele Ruggiero nella sede milanese dell'agenzia di rating per eseguire alcuni accertamenti disposti dai magistrati pugliesi. Le indagini si concentrano sulla genesi dei report negativi che da qualche tempo S&P va sfornando nei confronti dell'Italia. Sei gli indagati: Eileen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer (tre analisti di S&P fra i quali il responsabile per il debito europeo dell'agenzia), uno di Moody's e i responsabili legali per l'Ita lia delle due società. I reati contestati nelle due inchieste parallele (una su S&P e una su Moody's) sono aggiotaggio, manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate. «Lavoriamo a 360 gradi senza risparmiare niente e nessuno», afferma il magistrato. I pm di Trani avevano iniziato a muoversi nell'agosto scorso su denuncia di Adusbef e Federconsumatori, chiedendo alla Consob la documentazione sul procedimento di registrazione di Standard & Poor's e di Moody's. Secondo i magistrati, le agenzie avrebbero alterato il mercato con «giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti». Una decisa accelerazione è stata data venerdì scorso con l'annuncio del downgrade dell'Italia. «Delle informazioni privilegiate inerenti l'immi nente declassamento e le conseguenti ricadute negative per la Repubblica Italiana», si legge nel decreto di perquisizione firmato dal magistrato, «persone in via di identificazione riferivano a un numero indeterminato di soggetti, così consentendo la divulgazione delle predette notizie a mercati ancora aperti in data 13 gennaio 2012 e, comunque, in anticipo rispetto ai tempi indicati dall'agenzia Standard & Poor's per la comunicazione ufficiale». Netta la replica dell'agenzia, che parla di «accuse del tutto prive di fondamento e senza merito». No comment da parte dei legali della società, anch'essi presenti in sede durante la perquisizione. «È un momento delicato, non possiamo dire nulla. Io so solo che si tratta di perquisizioni e sono stato avvertito dai miei colleghi romani», taglia corto l'av vocato Giuseppe Fornari. E non è nemmeno detto che finisca qui. Oltre a Trani, qualcosa inizia a muoversi anche nella procura di Milano. Qualche settimana fa le Fiamme Gialle del capoluogo lombardo hanno fatto visita agli uffici di Standard & Poor's e tutte le carte sono sul tavolo del pm Francesco Greco. L'iniziativa della procura pugliese, da ultimo, incontra il plauso trasversale della politica. Dal Pdl (dove Maurizio Gasparri bolla come «incompetente ed inattendibile» l'agen zia americana e Laura Ravetto parla di «notizia che conferma la necessità di un intervento dell'Antitrust») al Pd, con Francesco Boccia che chiede «la sospensione delle agenzie di rating sotto inchiesta» (anche se per Stefano Fassina «mandare la Gdf è ridicolo»), per una volta i partiti si trovano d'accordo sull'operato della magistratura. M. G. ALL'ATTACCO Mario Draghi è nato a Roma il 3 settembre 1947. Dal primo novembre 2011 è presidente della Bce. Olycom “ .  Sono fiducioso che l'Europa migliorerà nel 2012 perchè vedo che stiamo facendo progressi su due cause dell'attuale situazione. In particolare la mancanza di una disciplina di bilancio e la mancanza di riforme strutturali. MARIO DRAGHI ACCERTAMENTI L'entrata della sede milanense dell'agenzia di rating Standard & Poor's, in via via San Giovanni sul Muro. Ansa
26 Venerdì 20 gennaio 2012 Lavoro I PROTAGONISTI «Più dei voti conta l'impegno E noi cerchiamo matematici» Izzo (InfoCert): «Fra i neolaureati non preferiamo quelli col punteggio maggiore. Purtroppo i contratti d'ingresso sono ancora molto rigidi» ::: BEATRICE CORRADI  Nonostante il momento possono permettersi di dire di “no”. Sono ricercati, desiderati, preziosi. Si chiamano laureati in informatica. Come racconta a Libero Lavoro Rosario Izzo, direttore delle risorse umane di Infocert e della sua controllata Klever. La società progetta, sviluppa e fornisce soluzioni informatiche per imprese, amministrazioni e professionisti. Dalla posta certificata al settore della gestione documentale, il business a cui si dedicano queste aziende è in crescita tanto che nel 2011 il fatturato della sola InfoCert è cresciuto «del 30 per cento». Izzo, con il fatturato è cresciuta anche l'occupazione aziendale? L'Ict è un settore che persino oggi permette di assumere? «Consideri che il 50 per cento dei nostri dipendenti ha un'anziani tà aziendale inferiore ai 3 anni. Oggi siamo in 180, tra Infocert e Klever. La nostra è stata una crescita esponenziale, veloce. Solo nel 2011 la nostra popolazione interna è cresciuta del 15 per cento nelle sedi di Roma, Milano e Padova». Ora vi siete fermati? «No, anzi. Nello specifico siamo alla ricerca di circa 5 professionisti per la sede milanese». Quali requisiti ha il vostro candidato ideale? «Giovane, laureato in informatica, ingegneria informatica o comunque lauree scientifiche. Ultimamente abbiamo scoperto con soddisfazione le potenzialità nel nostro campo di chi ha studiato matematica o fisica a livello universitario». In fase di colloquio primeggia chi ha ottenuto il voto più alto? «Non solo. Il voto è predittivo dell'impegno che la persona è in grado di spendere. Ma soprattutto è importante la motivazione. Il neolaureato spesso vuole fare da subito il project manager, non programmare. La programmazione è un lavoro impegnativo, metodico, preciso. E in alcuni casi il giovane non è certo di volersi dedicare a un lavoro come questo, pur importantissimo». Eppure il momento non sembrerebbe il più opportuno per rifiutare un lavoro... «Il laureato in materie informatiche sa di aver più possibilità di scelta di altri giovani della sua età. I giovani che si dedicano a questi temi sono pochi e molto difficili da reperire sul mercato, perché molto richiesti. Per questo stiamo effettuando una forte campagna di comunicazione sui social network come Twitter e Linkedin, così da farci conoscere». Di quali contratti vi avvalete in fase di assunzione? «Al termine del tirocinio, o assumiamo a tempo determinato per poi trasformarlo a indeterminato dopo 12 mesi o utilizziamo lo strumento dell'apprendi stato di 36 mesi». Apprendistato: perfettibile o già perfetto? «L'apprendistato va sicuramente migliorato. La rigidità principale contro la quale ci scontriamo è che non è possibile interrompere il percorso per ragioni organizzative prima dei tre anni. Il nostro è un business tale che se si decide di investire in una data tecnologia è necessario almeno nella fase iniziale restare flessibili. Quando si fa innovazione non è possibile avere certezze sulla buona riuscita di questo investimento di conseguenza se per sviluppare la tecnologia non posso che affidarmi a giovani apprendisti, rifletto due volte prima di iniziare, perché so che per tre anni avrò una struttura rigida, anche se l'investimento non dovesse andare a buon fine». Ma quei tre anni rappresentano una tutela... «Certo, giusto. Ma perché non pensare realmente a contratti in due fasi? Una prima fase per esempio di 36 mesi in cui è possibile risolvere il contratto con un congruo indennizzo e una seconda fase classica a tempo indeterminato. Non penso che si vada incontro a una precarizzazione ma al contrario a una reale flessibilità. L'apprendistato oggi è perfettamente applicabile solo a grandi aziende. Come Fiat, dove ho lavorato in passato. Ma non è tarato su aziende medie e in forte crescita come la nostra». ::: Il punto Con il lavoro «somministrato» si batte la disoccupazione ::: GIANNI BOCCHIERI  Partito dalla richiesta della Bce di rivedere la disciplina della flessibilità in uscita, il dibattito sulla riforma del lavoro ha rischiato di impantanarsi sul solito referendum pro o contro l'articolo 18. Dopo la dichiarazione del ministro Fornero che non ci sarebbero stati tabù intoccabili, il fronte a difesa dell'inviolabili tà del diritto alla reintegrazione in caso di licenziamento si è esteso dai sindacati a una parte della coalizione che sostiene il governo. Il dibattito si è quindi spostato dalla revisione della disciplina della flessibilità in uscita alla riforma degli istituti contrattuali. Dalla stessa parte politica che si è schierata a difesa dell'articolo 18, sono arrivate le più innovative proposte di nuove forme contrattuali con il duplice scopo di ridurre la precarietà e superare il dualismo del mercato del lavoro, che vede maggiormente tutelati i lavoratori più anziani a scapito di quelli più giovani. Dovrebbe però risultare singolare che tutte queste proposte prevedono di fatto la disattivazione dello stesso articolo 18. Infatti, sia la proposta Ichino, sia la proposta Boeri-Garibaldi prevedono che una nuova forma contrattuale (contratto unico o contratto a tutele crescenti) sia utilizzata per tutte le nuove assunzioni, con la sospensione dell'arti colo 18 per i primi tre anni. Articolo 18 a parte, le due proposte non sembrano capaci di risolvere da sole il problema del dualismo nel mercato del lavoro. Prevedere che il nuovo contratto unico si applichi solamente ai nuovi assunti, come propone Ichino o prevedere che i giovani debbano essere assunti solo a tempo indeterminato con un periodo di prova della durata di tre anni, come propongono Boeri e Garibaldi, determinerebbe comunque la coesistenza di due platee di lavoratori. Di conseguenza è naturale presumere che i lavoratori coperti dalle tutele più basse siano quelli su cui si scaricano maggiormente le esigenze di flessibilità delle imprese. In altre parole, sarebbero i lavoratori senza articolo 18 a essere lasciati a casa per primi. Per questo, convince di più la soluzione di chi propone di rivedere le forme di flessibilità in entrata a favore di quei contratti che garantiscono maggiormente la tutela dei lavoratori. I sindacati hanno individuato la somministrazione di lavoro quale migliore tipologia di lavoro flessibile e tutelato, in quanto rispetta il principio generale della parificazione dei costi contrattuali e contributivi rispetto al lavoro subordinato a tempo indeterminato. Inoltre, la somministrazione di lavoro prevede un contributo obbligatorio destinato alla creazione di un sistema di ammortizzatori sociali di settore, affidato alla bilateralità. Le relazioni sindacali del settore hanno saputo declinare questo sistema attraverso un fondo di formazione che finanzia percorsi formativi e misure di integrazione al reddito per i lavoratori rimasti senza lavoro o per i periodi di mancanza di lavoro tra una missione e un'altra. Da questa prospettiva sarebbero preferibili interventi normativi di promozione della somministrazione - semplificandone il ricorso attraverso l'eliminazione della causale di utilizzo - e di promozione dell'apprendistato, attraverso una rapida attuazione del testo unico e magari attraverso l'estensione dei benefici contributivi anche alle aziende con più di nove dipendenti. twitter@gbocchieri I dati Unioncamere Entro marzo nelle imprese 152mila nuove assunzioni  Sono 152mila le assunzioni programmate dalle imprese dell'industria e dei servizi tra gennaio e marzo, circa 60mila in più di quelle rilevate per l'ultimo trimestre dello scorso anno: un terzo di questi riguarderà inoltre gli under 30. A prevederlo è il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro che, per la prima volta nell'analisi riguardante i programmi occupazionali delle imprese dell'industria e dei servizi, introduce per il primo trimestre 2012 un nuovo elemento di conoscenza: le uscite di personale dipendente attese nello stesso periodo, pari a 227.500 unità. A seguito di tali uscite, si determina un saldo negativo di 75mila posti, equivalenti a un calo dell'occupa zione dipendente nell'indu stria e nei servizi dello 0,7%. Unioncamere spiega che «a oltre 66mila neoassunti dalle imprese dell'industria e dei servizi (pari al 34% del totale), le imprese proporranno contratti a tempo indeterminato. I contratti a termine copriranno oltre il 56% delle entrate previste, per complessive 85.600 assunzioni, mentre l'apprendistato verrà proposto a circa 10mila persone pari al 6,4% delle entrate. Delle 152mila entrate previste, una quota in sensibile aumento rispetto ai trimestri precedenti interesserà le figure di alto profilo (intellettuali, scientifiche e tecniche), delle quali si prevedono complessivamente 34mila assunzioni». MADE IN ITALY La lotta ai falsi può valere 300mila posti Dalla lotta alla contraffazione possono venire fino a 300mila nuovi posti di lavoro con il fatturato del falso Made in Italy che solo nell'agroalimentare ha raggiunto i 60 miliardi di euro. Lo afferma la Coldiretti sulla base dei risultati della prima relazione sulla pirateria nell'agroalimentare elaborata dalla Commissione parlamentare di inchiesta che è stata oggetto di un incontro al quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro per le Politiche Agricole Mario Catania, il procuratore antimafia Pietro Grasso e il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Ogni giorno la contraffazione sottrae al nostro comparto agroalimentare 164 milioni di euro.
38 Venerdì 20 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Pisapia: il black carbon cala La Regione sicura: «Il ticket arancione è soltanto un bluff»  «L'Area C è un grande bluff». Non ha dubbi l'assessore lombardo all'Ambiente Marcello Raimondi: la congestion charge arancione non darà alcun contributo significativo nella lotta all'inquinamento. I numeri del pm10, registrati dalle centraline Arpa, confermano il trend in continua ascesa. Nove giorni consecutivi di smog sopra i livelli di guardia, con un picco registrato ieri in via Senato di 133 microgrammi al metro cubo (in salita rispetto ai giorni precedenti, con la soglia Ue fissata a quota 50). «Ci avevano promesso che con la loro bacchetta magica avrebbero sconfitto l'inquinamen to» attacca Raimondi. «Ora si scopre che era tutto un bluff e così provano a scaricare il loro fallimento sulla Regione». Il siluro arriva poche ore dopo l'uscita polemica del sindaco Giuliano Pisapia: «I livelli di pm10 erano previsti e prevedibili. Servono interventi complessivi a livello di Provincia e di Regione». Un appello che ha indispettito i piani alti del Pirellone. Dice Raimondi: «Appare quantomeno scomposto che Pisapia e la sua parte politica non trovino di meglio da fare che chiamare in causa l'unico ente che da oltre un decennio sta mettendo in campo misure efficaci e risorse importanti per la lotta all'inquinamento atmosferico». Conclusione: «L'in quinamento è causato da una molteplicità di fattori forse ancora più gravosi del traffico». Il Comune, nel frattempo, si consola con il black carbon, la componente carboniosa del Pm10 misurata da Amat, l'ente di Palazzo Marino finanziato per l'occasione dal Comune con 50mila euro. Secondo la giunta, «la misurazione del black carbon è una nuova metodologia, validata scientificamente, per valutare l'esposizione della popolazione alle componenti più tossiche e pericolose per la salute poiché in grado di superare le difese dell'organismo e penetrare più in profondità nei polmoni». Ieri mattina gli ingressi in Area C sono scesi del 38,4% rispetto a settimana scorsa. (-19.800 auto dalle 7,30 alle 12). Un dato non sufficiente, secondo il Pirellone, a incidere sullo smog. «Servono misure strutturali, come quelle messe in campo dalla Regione» conclude Raimondi. «Quella della sinistra è una politica fallimentare». FRANCO NICOLETTI ::: IL PEDAGGIO TICKET Da lunedì per entrare nella cerchia dei Bastioni le auto devono pagare 5 euro al giorno. Il traffico in centro è sceso di oltre il 30%. MEZZI PUBBLICI Il potenziamento dei mezzi ha retto i primi due giorni, poi ha mostrato le prime crepe. Mercoledì si è inceppato il sistema di segnalamento della M2, ieri mattina è arrivato il guasto a Conciliazione nell'ora di punta. DISAGI Alle 9 a Rho i pendolari hanno dovuto aspettare più di trentacinque minuti per salire su un convoglio. In Cadorna sono stati bloccati i tornelli per motivi di sicurezza. Il Pdl: giunta di dilettanti Secondo guasto in quattro giorni Il metrò collassa con l'Area C Treno fermo a Conciliazione, caos su tutta la linea. I sindacati: troppe carrozze vecchie ::: BRUNO BASO MASSIMO COSTA  Il treno rosso si inceppa alla fermata di Conciliazione, con le carrozze piene e lo sciame di passeggeri costretto a riversarsi sugli altri malcapitati pendolari in attesa alla banchina. Sono le 8,40 del mattino, e il metrò subisce il secondo guasto in quattro giorni di Area C. Mercoledì ha ceduto il segnalamento della linea verde 2, ora tocca alla linea 1. Lo stop, nell'ora di punta, è come un sasso gettato nello stagno: le onde si propagano subito su tutto il serpentone sotterraneo sotto pressione da lunedì. Il capolinea di Rho Fiera, dove alle 9 si aspettano 35 minuti per salire a bordo, diventa l'inizio della via crucis. La gente si accalca, i treni non passano, il nervosismo aumenta. In Cadorna non c'è più un centimetro quadrato di suolo libero e alle nove e un quarto scattano le misure di sicurezza: come successo durante il crack di novembre, vengono bloccati i tornelli per evitare guai maggiori. I «buttadentro» provano a distribuire la folla, mentre il web diventa la calamita dello sdegno. Sabina lo rimbalza su Twitter: «Deliri metropolitani! A Cadorna in direzione Bisceglie-Rho è tutto bloccato». Aggiunge Giuseppe: «Gli spot di promo per l'Area C mentre la M1 è ferma sono un filo inopportuni». Verso le dieci, finalmente, si torna a respirare. E dire che Bruno Rota, presidente di Atm, non aveva nascosto i timori alla vigilia della tassa sul traffico: «In metrò stiamo facciamo il massimo, ma siamo come un equilibrista sul filo». L'aumento di passeggeri - oltre 8mila mercoledì - potrebbe trasformare il metrò nel ventre molle di Area C. La nota ufficiale dell'azienda conferma, in parte, i timori: «Con le frequenza dei treni così ravvicinate inconvenienti tecnici anche non gravi possono propagarsi velocemente su tutta la linea amplificando i disagi». Prendono corpo, dunque, i dubbi sulle previsioni d'impatto elaborate da Amat sulla tenuta dei mezzi pubblici. Lo stesso Rota aveva messo in guardia Pisapia e Maran dal rischio guasti, disservizi e problemi tecnici. Ignorato e invitato all'ottimismo sui giornali, il numero uno Atm non ha nascosto nemmeno ai sindacati le proprie perplessità. E dopo soli due giorni il servizio sulla linea rossa è già entrato in sofferenza. Giovanni Abimelec, delegato Cisl Atm, sottolinea la carenza dei nuovi treni: «Mancano all'appello la quindicina di nuovi treni che dovrebbero arrivare nel 2013. Al momento il nuovo sistema di segnalamento sulla linea rossa funziona relativamente con i convogli rigenerati da Atm, mentre per quanto riguarda quelli più vecchi, che risalgono al 1964, i problemi di compatibilità permangono». Problemi di manutenzione? Non secondo i sindacati. «Atm mantiene alta la soglia di attenzione» sottolinea Abimelec, «ma non c'è da stupirsi per gli inconvenienti tecnici come quello di oggi. Piuttosto, occorre ragionare per un nuovo piano di assunzioni sia per il personale viaggiante sia per i macchinisti. Atm ha bisogno di più personale dal momento che è richiesto un maggiore sforzo lavorativo. Il rischio è che si vada al collasso tra cinque o sei mesi». Davanti alle falle del sistema, il capogruppo Pdl Carlo Masseroli va all'attacco della giunta. «Siamo di fronte a dilettanti allo sbaraglio, hanno voluto a tutti i costi inaugurare l'Area C senza fare i conti con il parco convogli di Atm. Obsoleto e inadatto per la stragrande maggioranza dei casi a far fronte alle nuove corse pretese da Pisapia e Maran». Secondo l'espo nente del Pdl in consiglio comunale, «il presidente di Atm Rota aveva già messo in guardia dal rischio disservizi ma lo hanno volutamente ignorato». Addirittura, l'opposizione getta un'ombra sulla possibilità di completare il ricambio del parco mezzi. «Quando poi si parla di nuovi convogli, circa una decina, vorrei capire dove sono i 300-400mila euro necessari per acqui starli» aggiunge Masseroli. «Si parla sempre più insistentemente di tagli sul contratto di servizio che il Comune di Milano vorrebbe fare. E se le risorse per gli investimenti non fossero in linea con gli anni passati, l'in tero servizio di trasporto pubblico a Milano sarebbe destinato ad essere immolato alla causa della congestion charge». L'INTERVISTA “ GUIDO PODESTÀ, PRESIDENTE DELLA PROVINCIA «Nessuna vittoria, il traffico si è solo spostato in periferia» Un guasto ad un convoglio ha bloccato la linea 1 dalle 8,40 alle 10 Fotogramma GIANFRANCO LIBRANDI ALL'ATTACCO Pronta la civil action antitassa «Vìola i diritti costituzionali» Una «civil action» contro il Comune di Milano se la giunta non ritirerà entro 90 giorni la delibera di Area C. Gianfranco Librandi, fondatore e leader dell'Unione italiana, si aggiunge alla lista di comitati e associazioni contrarie alla congestion charge di Giuliano Pisapia. «La delibera sull'Area C viola il diritto alla proprietà privata e alla salute» sottolinea Librandi. «Lo smog continua a salire, mentre ai cittadini viene imposta una tassa assurda. I nostri legali hanno studiato a fondo il provvedimento, ci sono margini per vincere la causa». Oggi in via Marina 3 parte la raccolta firme che continuerà nei week-end e porterà una diffida sul tavolo del sindaco. Poi, nel caso il Comune voglia andare avanti, si procederà con un ricorso al Tar. «La delibera limita irragionevolmente e senza motivazione coerente e realistica il diritto alla proprietà privata, al lavoro, alla mobilità e alla circolazione». Librandi, alle ultime elezioni comunali, si è presentato al fianco di Letizia Moratti pur schierandosi apertamente contro l'Ecopass. «Noi contestavamo anche la pollution charge» sottolinea Librandi, «ma l'Area C è una scelta ancor più iniqua, perché non c'è nemmeno l'incentivo ad acquistare un auto meno inquinante».  «Se la vittoria è far entrare in centro solo chi può permettersi di pagare cinque euro al giorno, non mi sembra un gran risultato». Il presidente della Provincia Guido Podestà è un nemico della prima ora di Area C: già alla vigilia la considerava un pedaggio voluto dal Comune di Milano «soltanto per fare cassa», e oggi non si scompone di fronte alle continue esultanze della giunta arancione. Ieri mattina sono entrate in centro 20mila auto in meno di settimana scorsa. Perché Palazzo Marino non dovrebbe festeggiare? «È ovvio che una tassa scoraggi gli accessi nella Ztl. Entra solo chi ha la disponibilità economica, gli altri continuano a girare intorno per trovare un posto auto. Anche dal punto di vista ambientale non c'è nessun risultato, visto che il Pm10 continua a salire. È successa la stessa cosa durante i blocchi totali del traffico». Per il sindaco Milano sta facendo la sua parte, mentre Provincia e Regione no. «Come si fa a dire questo se la scelta di bloccare le auto è stata presa unilateralmente, senza nemmeno portarla al tavolo della Grande Milano? Secondo questo ragionamento, Segrate e Sesto potrebbero introdurre a loro volta un pedaggio sul traffico. Chi viene a Milano da Vaprio D'Adda si troverebbe a pagare 50 euro per andare a lavorare». Non è più vivibile un centro senza auto? «Purtroppo il traffico si è solo spostato verso la periferia. E in più si sono creati disagi a commercianti e residenti, costretti a pagare per tornare a casa». C'è delusione tra i sindaci dell'hinterland? «Certamente, ma nei primi giorni di raccolta firme per il referendum ho visto anche tanti milanesi arrabbiati. Io credo che a questo punto si debba tornare al voto e chiedere ai cittadini se considerano davvero l'Area C una soluzione adatta». Non si è già votato in primavera? «Attenzione. Un conto è chiedere se si vuole potenziare la mobilità sostenibile, un altro chiedere se è giusto sborsare 5 euro al giorno per entrare in centro con l'automobile». Qual è la vostra strategia contro lo smog? «Noi ragioneremo sui dati reali del pm10, e vedremo quali misure prendere si potranno prendere insieme alla cabina di regia dei sindaci. È evidente che limitare il traffico in una zona così piccola della città non porterà benefici nella lotta all'inquinamento». M. COS.
47Venerdì 20 gennaio 2012 MILANO ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 - TEL. 026597732 Almanya 14.50-16.45-18.40-20.35-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 The Help 15.30-18.15-21.00 E ora dove andiamo? 14.40-16.35-18.30-20.30-22.30 APOLLO SPAZIOCINEMA GALL. DE CRISTOFORIS 3 - TEL. 02780390 The Help 12.40-15.30-18.15-21.00 The Artist 12.40-14.40-16.35-18.30-20.30-22.30 Shame 12.40-14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 L'industriale 13.00-15.30-17.50-20.15-22.30 Le Idi di marzo 13.00-15.30-17.50-20.15-22.30 ARCOBALENO FILMCENTER VIALE TUNISIA 11 - TEL. 899399816 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Shame 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 - TEL. 0248003901 Miracolo a Le Havre 15.30-17.30-19.30-21.30 ARLECCHINO VIA S. 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Edgar 16.35-22.00 Midnight in Paris 19.50-22.10 La talpa 14.30 L'incredibile storia di Winter il delfino in 3D 12.00-17.30 L'ora nera 3D 19.30 Benvenuti al Nord 22.00 ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 - TEL. 0289403039 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Alvin Superstar 3 14.45-16.30-18.15 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-17.25-19.55-22.30 PALESTRINA VIA PALESTRINA, 7 - TEL. 026702700 Le nevi del Kilimangiaro 16.30-18.45-21.00 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 - TEL. 0229531103 Benvenuti al Nord 15.30-17.50-20.20-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.10-22.30 Alvin Superstar 3 15.00-16.50-18.40 Immaturi - Il viaggio 20.30-22.30 Le Idi di marzo 15.30-17.50-20.20-22.30 Shame 15.30-17.50-20.30-22.30 L'industriale 15.00-17.30-20.30-22.30 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 - TEL. 892960 Benvenuti al Nord 15.10-17.50-20.35-23.40 Benvenuti al Nord 14.40-17.25-20.05-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 14.00-16.10-18.20-20.25-22.35-00.45 Alvin Superstar 3 14.40-17.30 Benvenuti al Nord 01.00 J. Edgar 22.10 L'industriale 19.50 Non avere paura del buio 14.50-17.20-20.10-22.30-00.50 Finalmente maggiorenni 20.00-22.35-01.00 Winter il delfino 14.50-17.20 The Help 16.10-19.20-22.25 Sherlock Holmes - Gioco di ombre13.50-16.45-19.35-22.30 J. Edgar 13.50-16.45-19.45-22.40 La talpa 14.00-17.00-19.50-22.35 L'ora nera 3D 14.10-16.20-18.25-20.30-22.40-00.50 Il gatto con gli stivali 14.50-17.15-20.05 La talpa 00.30 Shame 22.15 E ora dove andiamo? 14.35-17.10-20.00-22.25 Alvin Superstar 3 14.00-16.15-18.30 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.40 Immaturi - Il viaggio 14.00-16.40-01.00 Benvenuti al Nord 15.40-18.35-21.40-00.20 Benvenuti al Nord 14.05-16.45-19.40-22.15 Succhiami 14.00-16.10-18.25-20.30-22.35-00.35 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 - TEL. 892960 La talpa 17.10-19.50-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-19.50-22.20 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 17.30-19.50-22.40 Benvenuti al Nord 16.50-19.35-22.15 Alvin Superstar 3 17.30-20.10 J. Edgar 22.30 Il gatto con gli stivali 17.10 Succhiami 20.30-22.30 J. Edgar 19.50 Non avere paura del buio 17.30-22.45 SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 - TEL. 0277406300 Il Cineamatore 19.00 Faust 21.30 ASSAGO UCI CINEMAS FIORI VIALE FIORI - TEL. 892960 Alvin Superstar 3 17.50 Succhiami 20.10-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 18.15-20.20-22.25 The Help 19.35-22.40 Non avere paura del buio 17.00-19.55-22.20 Benvenuti al Nord 17.00-19.40-22.20 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.00-22.30 J. Edgar 19.30-22.30 Il gatto con gli stivali 3D 17.15 La talpa 17.05-19.50-22.35 L'ora nera 3D 18.20-20.30-22.40 Benvenuti al Nord 19.00-21.45 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 La talpa 17.20-20.10-22.50 Benvenuti al Nord 17.00-18.00-20.00-20.50-22.30-23.10 L'ora nera 3D 17.15-20.15-22.35 Immaturi - Il viaggio 17.40-20.20-22.45 Underworld - Il risveglio 3D 17.45-20.40-23.00 Winter il delfino 17.10 J. Edgar 21.30 Alvin Superstar 3 17.30 The Artist 19.30 Non avere paura del buio 17.35-22.40 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.55 The Help 17.50-21.00 Shame 17.20-19.50-22.10 BUSNAGO GLOBO - MOVIE PLANET VIA BERLINGUER, 48 C/O CENTRO COMMERCIALE IL GLOBO - TEL. 039 695182 (PREN.) - 039 6956516 (PROGRAMMAZIONE) Winter il delfino in 3D 17.15 L'ora nera 3D 17.15-20.00-22.20 Benvenuti al Nord 18.15-21.15 Immaturi - Il viaggio 17.05-19.45-22.20 Alvin Superstar 3 17.25 La talpa 19.45-22.20 Benvenuti al Nord 17.15-19.45-22.20 Underworld - Il risveglio 3D 17.15-19.55-22.20 CERRO MAGGIORE THE SPACE CERRO MAGGIORE VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 17.30-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 16.35-19.10-21.45 Benvenuti al Nord 18.00-20.30-23.00 Alvin Superstar 3 17.00 Non avere paura del buio 19.20 J. Edgar 21.55 Il gatto con gli stivali 17.10 Shame 19.25-21.50 L'ora nera 17.35-19.50-22.10-0.20 Underworld - Il risveglio 3D 18.00-20.10-22.20-0.30 Winter il delfino 16.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.05 Immaturi - Il viaggio 22.15 Non avere paura del buio 16.25 Succhiami 18.50-23.50 La talpa 21.00 The Help 18.20-21.35 La talpa 16.15 Benvenuti al Nord 19.00-21.30-0.00 LEGNANO SALA RATTI C.SO MAGENTA, 9 - TEL. 0331546291 Le Idi di marzo 21.00 LISSONE EXCELSIOR VIA DON CARLO COLNAGHI, 3 - TEL. 0392457233 Benvenuti al Nord 21.15 LISSONE UCI CINEMAS LISSONE VIA MADRE TERESA - TEL. 039 484767 Non avere paura del buio 17.40-20.20-22.40 The Help 16.50-19.45-22.45 Succhiami 17.50-20.00-22.10 Underworld - Il risveglio 3D 17.50-20.20-22.30 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.10 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.25 Alvin Superstar 3 17.40 J. Edgar 19.50 La talpa 22.40 L'ora nera 3D 18.00-20.30-22.30 Finalmente maggiorenni 20.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.10 Winter il delfino 17.30 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 MAGENTA CINEMATEATRO NUOVO VIA SAN MARTINO 19 - TEL. 0297291337 Benvenuti al Nord 21.15 MELZO ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA `- TEL. 0295416444 The Help 18.00-21.00 J. Edgar 19.50-22.30 Alvin Superstar 3 17.10 Underworld - Il risveglio 3D 17.40-20.20-22.20 La talpa 17.20-22.40 Immaturi - Il viaggio 20.00 Benvenuti al Nord 17.30-20.10-22.50 MONZA MULTISALA CAPITOL VIA A. PENNATI 10 - TEL. 039324272 The Help 15.20-18.10-21.00 J. Edgar 17.20-19.55-22.30 MONZA MULTISALA METROPOL VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128 Immaturi - Il viaggio 15.30-17.50-20.10-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 E ora dove andiamo? 15.30-17.50-20.15-22.30 MONZA MULTISALA TEODOLINDA VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788 Benvenuti al Nord 15.30-17.50-20.10-22.30 La chiave di Sara 15.40-18.10-20.20-22.30 MONZA TRIANTE VIA DUCA D`AOSTA, 8 - TEL. 039748081 A Dangerous Method 21.15 PADERNO DUGNANO AREA METROPOLIS VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181 La talpa 15.15-21.15 Benvenuti al Nord 15.00-21.00 PADERNO DUGNANO LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 Alvin Superstar 3 17.15 Non avere paura del buio 20.40-22.50 Winter il delfino 17.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.30-22.00 Underworld - Il risveglio 3D 17.30-19.30-21.30 Il gatto con gli stivali 17.00-19.00-21.00 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.00 L'ora nera 17.40-20.15-22.30 Immaturi - Il viaggio 17.40-20.20-22.50 Benvenuti al Nord 16.50-19.45-22.15 J. Edgar 19.00-22.00 The Help 18.00-21.00 Benvenuti al Nord 18.00-21.00 La talpa 18.00-21.00 Benvenuti al Nord 17.30-20.10-22.40 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.00-19.50-22.40 The Help 19.40-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 18.20-20.30-22.40 Il gatto con gli stivali 17.40-20.00-22.10 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 19.00-22.00 L'ora nera 3D 17.30-19.45-22.20 La talpa 17.05-19.50-22.35 J. Edgar 19.45-22.40 Alvin Superstar 3 17.30-20.00 Shame 22.20 Non avere paura del buio 17.15-19.50-22.20 Succhiami 20.30-22.35 Winter il delfino 17.40 ROZZANO THE SPACE CINEMA ROZZANO C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111 Underworld - Il risveglio 3D 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 14.45-19.30 Succhiami 17.30-22.20 L'ora nera 3D 15.30-17.40-19.50-22.00 J. Edgar 14.30-19.45 Shame 17.25-22.40 Benvenuti al Nord 14.30-17.10-19.50-22.30 Immaturi - Il viaggio 21.30 Il gatto con gli stivali 3D 14.50-17.00 Non avere paura del buio 19.15 Benvenuti al Nord 15.00-18.00-21.00 Immaturi - Il viaggio 14.30-17.00-19.30-22.00 Alvin Superstar 3 14.10-16.15 Benvenuti al Nord 18.30 La talpa 21.00 Benvenuti al Nord 14.00-16.40-19.20-22.00 Winter il delfino in 3D 14.15-16.45 J. Edgar 19.15-22.15 La talpa 14.30-20.00 Immaturi - Il viaggio 17.30 Non avere paura del buio 22.40 The Help 15.15-18.20-21.30 SESTO S. G. CINELANDIA - SKYLINE MULTIPLEX C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547 La chiave di Sara 15.15-17.30-20.30 Non avere paura del buio 22.40 E ora dove andiamo? 15.15-17.20-20.15-22.20 The Help 15.30-19.30-22.15 Benvenuti al Nord 15.00-16.00-17.15-18.15-19.30-20.30-21.45-22.45 Alvin Superstar 3 17.40 L'ora nera 15.30-20.15-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 15.30-17.30-20.30-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.30-20.15-22.30 Winter il delfino in 3D 17.45 J. Edgar 15.00-20.00-22.20 VIMERCATE THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 16.30-19.00-21.30 Alvin Superstar 3 15.50-20.15 Shame 22.15 Non avere paura del buio 17.55 Il gatto con gli stivali 16.45-18.50 La talpa 21.00-23.45 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.10-22.05 La chiave di Sara 19.50 Alvin Superstar 3 16.40-18.40 Succhiami 20.35-22.30 J. Edgar 15.40-18.30 Drive 21.15 Benvenuti al Nord 15.45-18.10-20.40-23.10 Underworld - Il risveglio 3D 15.30-17.35-19.40-21.40-23.40 The Help 16.10-19.10-22.10 Immaturi - Il viaggio 18.00-20.30-23.00 La talpa 16.40-19.20-22.00 Non avere paura del buio 19.30 Immaturi - Il viaggio 16.35-19.05-21.35 Benvenuti al Nord 17.0-17.25-19.55-21.50-22.20 Winter il delfino in 3D 15.40-20.05 Il gatto con gli stivali 3D 18.05 Non avere paura del buio 22.25 L'ora nera 15.35-17.40-19.45-21.55-23.55 BERGAMO CONCA VERDE VIA MATTIOLI, 1 - LOC. LONGUELO - TEL. 035251339 J. Edgar 20.00-22.30 The Help 20.00-22.40 DEL BORGO PIAZZA S. ANNA 51 - TEL. 035270760 La chiave di Sara 21.00 MULTISALA SAN MARCO P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416 La talpa 20.00-22.30 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 STUDIO CAPITOL VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330 Midnight in Paris 20.30-22.30 E ora dove andiamo? 20.15-22.30 Shame 20.15-22.30 CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.35 La talpa 20.10-22.35 L'ora nera 20.35-22.35 The Help 20.00-22.40 Benvenuti al Nord 20.20-22.35 Benvenuti al Nord 21.25 Underworld - Il risveglio 3D 20.25-22.25 CURNO UCI CINEMAS CURNO VIA LEGA LOMBARDA, 39 - TEL. 892960 Immaturi - Il viaggio 17.10-20.00-22.30 J. Edgar 22.30 La talpa 17.00-19.45 Non avere paura del buio 17.40-20.10-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 17.50-20.10-22.30 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.45 L'ora nera 3D 17.15-19.50-22.20 Alvin Superstar 3 17.30-19.50 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.10 Succhiami 17.40-20.00-22.20 Benvenuti al Nord 17.00-19.45-22.30 ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO S.S. SONCINESE - TEL. 0363903816 Benvenuti al Nord 20.30-22.40 L'ora nera 20.30-22.30 Underworld - Il risveglio 20.30-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.30-22.40 La talpa 20.20-22.40 TREVIGLIO ARISTON MULTISALA VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503 La talpa 17.40-20.00-22.20 Immaturi - Il viaggio 17.40-20.00-22.30 Alvin Superstar 3 17.50 Underworld - Il risveglio 3D 17.30-20.20-22.30 Benvenuti al Nord 17.40-20.10-22.40 The Artist 17.40-20.10-22.30 J. Edgar 19.50-22.20 Winter il delfino 17.30 Non avere paura del buio 22.40 BRESCIA METROPOL VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828 E ora dove andiamo? 20.35-22.35 MORETTO VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383 La chiave di Sara 20.20-22.30 MULTISALA WIZ VIALE ITALIA ANG. VIA F.LLI UGONI - TEL. 0302889211 Benvenuti al Nord 15.20-17.35-20.20-22.35 The Help 14.15-17.00-19.50-22.40 Alvin Superstar 3 14.50-16.40-18.30 The Artist 20.30 Le Idi di marzo 22.35 La talpa 15.10-17.40-20.10-22.40 J. Edgar 14.40-17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 15.20-17.40-20.20-22.40 NUOVO EDEN VIA NINO BIXIO 9 - TEL. 0308379404 Le nevi del Kilimangiaro 17.00-21.00 OZ IL REGNO DEL CINEMA VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911 Alvin Superstar 3 14.50-16.40-18.30 La talpa 20.20-22.50 Immaturi - Il viaggio 15.20-17.35-20.25-22.40 Underworld - Il risveglio 3D15.30-17.20-19.10-21.00-22.50 L'ora nera 14.50-16.45-18.40-20.35-22.30 Benvenuti al Nord 15.20-17.35-20.35-22.50 Non avere paura del buio 14.30-16.35-18.40-20.45-22.50 Winter il delfino 15.00-17.15 Finalmente maggiorenni 19.30-21.30 Benvenuti al Nord 14.45-17.00-19.15-21.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 15.00-17.35-20.15-22.50 J. Edgar 14.40-17.20-20.10-22.50 PICCOLO CINEMA PARADISO VIA FRANCESCO LANA, 15 - TEL. 030280010 Roma citta' aperta 20.00 N.P. Il segreto 22.00 SOCIALE VIA CAVALLOTTI, 20 - TEL. 03041140 Shame 20.35-22.35 CAPRIOLO GEMINI VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 Underworld - Il risveglio 20.15-22.30 Alvin Superstar 3 20.15 Immaturi - Il viaggio 22.30 CORTE FRANCA MULTIPLEX NEXUS VIA ROMA 78 - TEL. 030986060 Benvenuti al Nord 20.10-20.30-22.30-22.50 Underworld - Il risveglio 3D 20.40-22.50 La talpa 21.10 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.40 Non avere paura del buio 22.40 Alvin Superstar 3 20.20 L'ora nera 3D 20.50-22.50 Succhiami 20.40 J. Edgar 22.20 DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Non avere paura del buio 20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.30 ERBUSCO MULTIPLEX PORTE FRANCHE VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644 Alvin Superstar 3 17.10 L'ora nera 22.20 L'ora nera 3D 20.00 Underworld - Il risveglio 17.50-20.10 Underworld - Il risveglio 3D 22.40 Winter il delfino 17.00 J. Edgar 19.20-22.10 Succhiami 17.30-20.00 Non avere paura del buio 22.00 La talpa 17.20-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.10 Benvenuti al Nord 17.40-20.20-22.50 LONATO MULTISALA KING VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670 Benvenuti al Nord 20.20-22.45 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.45 The Help 21.15 Immaturi - Il viaggio 20.05-22.40 La talpa 20.10-22.40 ORZINUOVI STARPLEX ORZINUOVI VIA LOMBARDIA 26/28 - TEL. 030943605 Benvenuti al Nord 20.20-21.30-22.35 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.35 La talpa 20.10-22.35 L'ora nera 20.30-22.25 Underworld - Il risveglio 3D 20.25-22.30 Succhiami 20.30-22.25COMO ASTRA V.LE GIULIO CESARE, 3 - TEL. 031261234 Benvenuti al Nord 21.00 GLORIA VIA VARESINA, 72 - TEL. 0314491080 L'industriale 21,00 CANTU' CINELANDIA MULT. CANTU' 2000 CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039 J. Edgar 20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.40 Alvin Superstar 3 20.20 La talpa 22.40 CANTU' LUX VIA MANZONI, 8 - TEL. 031714759 Benvenuti al Nord 20.10-22.35 MONTANO LUCINO UCI MONTANO LUCINO VIA VARESINA - TEL. 892960 J. Edgar 19.40-22.35 Non avere paura del buio 17.30-20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 17.35-20.10-22.30 L'ora nera 3D 17.45-20.10-22.35 The Help 19.35-22.30 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.40 Alvin Superstar 3 17.40 Succhiami 20.10-22.30 Benvenuti al Nord 17.15-19.45-22.20 Benvenuti al Nord 18.40-21.40 La talpa 17.15-20.00-22.45CREMONA CINEMA CHAPLIN VIA ANTICHE FORNACI 58 - TEL. 0372453005 E ora dove andiamo? 21.15 FILO P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 - TEL. 0372411252 La chiave di Sara 21.15 SPAZIOCINEMA CREMONA PO VIA CASTELLEONE, 108 - TEL. Immaturi - Il viaggio 17.50-20.10-22.40 L'industriale 14.20 Benvenuti al Nord 15.30-17.50-20.10-22.30 J. Edgar 15.00 The Help 16.20-19.10-22.00 Alvin Superstar 3 14.30-16.25-18.20 Benvenuti al Nord 20.10-22.30 Shame 15.00 La talpa 17.30-20.00-22.30 Winter il delfino in 3D 14.40 Underworld - Il risveglio 3D 16.50-18.40-20.30-22.30 L'ora nera 3D 14.40-16.40-18.40-20.40-22.40 CREMA MULTISALA PORTA NOVA VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411 La talpa 20.10-22.30 Underworld - Il risveglio 20.40-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.20 Benvenuti al Nord 21.30 Benvenuti al Nord 20.25-22.40LECCO NUOVO MIGNON V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 J. Edgar 19.50-22.15 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 PALLADIUM VIA FIUMICELLA 12 - TEL. 0341361533 Le Idi di marzo 21.00 MERATE CINETEATRO MANZONI VIA GIOVANNI XXIII, 24 - TEL. 039 5981992 Benvenuti al Nord 21.00LODI DEL VIALE VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 FANFULLA V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740 La talpa 21.15 MODERNO MULTISALA CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017 Underworld - Il risveglio 20.20-22.30 The Help 20.00-22.30 PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE S.S. N 235 - TEL. 0371237012 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.40 L'ora nera 3D 20.20-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.40 Alvin Superstar 3 20.20 La talpa 22.45MANTOVA ARISTON MULTISALA VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139 La chiave di Sara 20.10-22.30 The Help 21.20 La talpa 20.00-22.30 CINECITY MULTIPLEX PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740 Benvenuti al Nord 20.00-21.15-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.15-22.30 L'ora nera 3D 20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.40 Non avere paura del buio 20.15-22.40 J. Edgar 19.45-22.30 MIGNON VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233 Shame 18.00-20.00-22.00 CURTATONE STARPLEX CURTATONE VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395 Benvenuti al Nord 20.10-22.25 Benvenuti al Nord 21.15 L'ora nera 20.30-22.20 Underworld - Il risveglio 20.45-22.40 La talpa 20.05-22.30 J. Edgar 21.00 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.35PAVIA CORALLO VIA BOSSOLARO, 15 - TEL. 0382539224 J. Edgar 20.00 Immaturi - Il viaggio 22.30 La talpa 20.00-22.30 POLITEAMA C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 PARONA MOVIE PLANET STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728 Benvenuti al Nord 20.10-22.30 Underworld - Il risveglio 3D 20.10-22.30 Benvenuti al Nord 21.30 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.30 La talpa 19.50-22.30 Non avere paura del buio 22.30 Alvin Superstar 3 20.10 L'ora nera 20.10-22.30 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA THE SPACE CINEMA MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 17.20-19.55-22.30 Succhiami 16.00-20.20 Shame 18.00-22.15 Alvin Superstar 3 15.15-17.25 Non avere paura del buio 17.20 J. Edgar 19.40-22.35 L'ora nera 16.00-18.15-20.30-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 16.05-18.10-20.15-22.20 Benvenuti al Nord 16.30-19.05-21.40 Il gatto con gli stivali 3D 15.20 Immaturi - Il viaggio 17.25-20.00-22.35 La talpa 17.25-19.25-22.10 Non avere paura del buio 20.10-22.40 SONDRIO EXCELSIOR VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368 Le Idi di marzo 21.00 STARPLEX SONDRIO VIA VANONI, ANGOLO VIA TONALE - TEL. 0342214709 Immaturi - Il viaggio 21.15 L'ora nera 21.20 Benvenuti al Nord 21.15 La talpa 21.10 MORBEGNO CINEMA TEATRO IRIS VIALE AMBROSETTI 27 - TEL. 0342611711 Underworld - Il risveglio 3D 21.15 MORBEGNO CINEMA TEATRO PEDRETTI PIAZZA MATTEI 1 - TEL. 0342610161 Benvenuti al Nord 21.15 MORBEGNO CINEMA 3 VIALE AMBROSETTI, 25 - TEL. 0342610161 Capodanno a New York 21.15 TIRANO CINEMA TEATRO MIGNON PIAZZA MARINONI 1 - TEL. 0342705454 Benvenuti al Nord 21.15VARESE MULTISALA IMPERO VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004 Benvenuti al Nord 17.40-20.10-22.40 The Help 17.40-21.30 Il gatto con gli stivali 3D 17.20-20.00-22.20 Underworld - Il risveglio 3D 17.40-20.10-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.00-22.30 L'ora nera 17.20-20.00-22.20 Winter il delfino 17.00 J. Edgar 19.45-22.30 La talpa 17.00-19.55-22.35 Alvin Superstar 3 17.40 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.55-22.35 NUOVO VIA DEI MILLE, 39 - TEL. 0332237325 Shame 20.15-22.30 SALA FILMSTUDIO 90 VIA DE CRISTOFORIS 5 - TEL. 0332830053 E ora dove andiamo? 21.00 GALLARATE CINELANDIA MULTIPLEX VIALE LOMBARDIA, 51 - TEL. 0331268017 La talpa 20.10-22.45 The Help 19.50-22.45 Benvenuti al Nord 20.00-20.10-22.30-22.40 Underworld - Il risveglio 3D 20.30-22.40 Alvin Superstar 3 20.20 J. Edgar 20.00-22.45 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.40 L'ora nera 20.20-22.35 SARONNO CINEMA SILVIO PELLICO VIA SILVIO PELLICO - TEL. 0299768659 Benvenuti al Nord 21.00 SARONNO MULTISALA SARONNESE VIA S. GIUSEPPE 21 - TEL. 0296708190 Underworld - Il risveglio 3D 21.00 The Help 21.00 TRADATE STARPLEX TRADATE VIA DELLA FORNACE CORTELLEZZI 21049 TRADATE - TEL. J. Edgar 20.00 Non avere paura del buio 22.45 Benvenuti al Nord 20.10-21.15-22.25 Underworld - Il risveglio 3D 20.35-22.35 La talpa 20.05-22.30 L'ora nera 20.45-22.40 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.25 :::LOMBARDIA
25Venerdì 20 gennaio 2012Lavoro Le posizioni di Uil e Ugl Cassa integrazione da cambiare Sindacati d'accordo: il welfare ha funzionato ma ora bisogna pensare alle piccole aziende  La bozza della riforma sul mercato del lavoro a cui sta lavorando da tempo il ministro del lavorol Elsa Fornero arriverà sul tavolo del confronto lunedì 23, quando a Palazzo Chigi arriveranno i sindacati. Secondo le ultime indisrezioni, rilanciate ieri in prima pagina da La Repubblica, a prevalere non sarebbe la proposta del senatore Pd Pietro Ichino ma quella dei due economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi: un unico contratto per tutte le categorie con una finestra di tre anni durante i quali verrebbe sospeso l'ar ticolo 18 dello statuto dei lavoratori e tutele crescenti con il passare del tempo. Nel primo triennio il dipendente potrà essere licenziato (non per motivi disciplinari) senza che l'azienda sia obbligata a reintegrarlo. Il datore di lavoro dovrà però pagare un'indennità extra pari alla paga di 5 giorni per ogni mese effettivamente lavorato. Contemporaneamente, per disincentivare i contratti a tempo determinato verrebbe introdotto un tetto minimo ai salari che non potrebbero essere inferiori ai 25mila euro lordi l'anno. Sarebbe ancora aperto, invece, il capitolo del salario minimo che dovrebbe scattare alla fine della mobilità: manca la copertura. E di questi tempi non è poco. Scolliniamo Le imprese paghino per ricollocare chi hanno licenziato (...) da imprese, enti previdenziali e pubblica amministrazione. Le politiche attive andrebbero concepite in una logica di collaborazione pubblico-privato per supportare innanzitutto la ricollocazione di quei lavoratori che non hanno «sponsor», o perché non hanno un contratto stabile o perché si trovano all'interno di aziende fallite (e dunque non in grado di attivare servizi di outplacement). In questi casi sistemi quali i voucher o le doti, sperimentati da diverse amministrazioni locali e basati sulla premialità dei risultati raggiunti, se rivolti a soggetti ben identificati e corresponsabilmente coinvolti, rappresentano casi di successo e dunque indicano una strada da perseguire per un welfare moderno. A patto che vi sia un'accurata selezione di interlocutori competenti, autorizzati e monitorati nel tempo. Analogamente potrebbero essere realizzati interventi per orientare i giovani anche con l'utilizzo di risorse pubbliche. Anche in questo caso dovrebbero però essere adottate logiche di premialità per il conseguimento di una buona ricollocazione all'interno di percorsi scolastici o lavorativi, utilizzando la sinergia tra il pubblico e il privato. È molto importante costruire un tessuto di competenze, anche attraverso le agenzie per il lavoro, che sia in grado di supportare a livello sistemico la ricerca di lavoro, riducendo al massimo i tempi di inattività delle persone: si otterrebbe così un beneficio strutturale nei confronti del problema della disoccupazione poiché il sistema diverrebbe più efficiente a prescindere dalla congiuntura economica. Con un contratto a tempo indeterminato in grado di consentire una certa mobilità delle risorse nel mercato del lavoro diminuirebbe la necessità di utilizzo di forme diverse di contratto per gestire i rapporti di lavoro dipendenti. Verrebbero così meno forme di lavoro non subordinato, spesso usate impropriamente e a discapito delle persone, col solo obiettivo di spendere di meno e non incappare nel problema dell'inamo vibilità delle risorse. Sarebbe sufficiente portare queste forme ad un costo analogo a quello di un contratto di lavoro subordinato per ottenere l'obiettivo di ridurle sino a farle scomparire e dare così maggiore stabilità anche a chi contrae un impegno temporaneo, ad esempio attraverso il contratto di somministrazione che garantisce pienamente le persone impiegate come se fossero assunte dalle aziende clienti e che, a fronte di un costo più elevato, garantisce alle aziende la necessaria flessibilità. Gli impieghi a termine a questo punto potrebbero essere utilizzati solo per esigenze effettivamente temporanee e le Agenzie per il Lavoro svolgerebbero sempre più l'importante ruolo di garantire al lavoratore temporaneo un adeguato supporto allo sviluppo professionale e di carriera che l'azienda utilizzatrice non sarebbe in grado di perseguire. Già oggi infatti le agenzie sostengono le persone nella ricerca di opportunità, selezionandole e orientandole verso le migliori e applicando varie forme di tutela attraverso istituti come Ebitemp - in grado di fornire supporti integrativi - ma soprattutto attraverso supporti alla formazione resi possibili dagli accantonamenti obbligatori gestiti da Formatemp, sino a giungere alla presa in carico a tempo indeterminato dei lavoratori attraverso lo staff leasing. Una maggiore flexicurity significa la possibilità per tutti di accedere a percorsi professionali in una prospettiva di continuità anche dove il presupposto del rapporto di lavoro è temporaneo. *Amministratore delegato di Gi Group e presidente Gi Group Academy www.scolliniamo.it ::: TOBIA DE STEFANO  Articolo 18, riforma degli ammortizzatori sociali e contratto unico. Il tavolo tra governo e sindacati sulla riforma del mercato del lavoro si è appena aperto, ma le posizioni tra le parti in causa sembrano ancora distanti. Le linee guida indicate dai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl (mai compatti come in questo momento) sono state recepite in pieno dalle categorie e a parlare con i leader delle confederazioni dei metalmeccanici si ha l'impressione che la gestazione sarà ancora lunga. Sull'articolo 18 neppure a parlarne: «L'argomento non è in agenda», ti rispondono in coro. Così come sull'idea modificare il sistema degli ammortizzatori sociali. La Fornero, si sa, ha in mente il salario minimo garantito. Costerebbe però molto, tra i tre e sei miliardi di euro l'anno a seconda della soglia di riferimento ed in tempi di magra non si capisce dove lo Stato possa trovare le risorse. E allora si guarda anche a un sistema che assomigli il più possibile a quello danese, dove chi non lavora viene sussidiato certo, ma anche formato in continuazione, e se poi non accetta gli impieghi disponibili perde l'aiuto. Ma no, ai sindacati e pure alle imprese questo sistema non piace. «La cassa integrazione – spiega il segretario generale della Uilm Roc co Palombella – ha retto anche nelle situazioni di difficoltà. Noi chiediamo che sia estesa anche a quei lavoratori, vedi gli addetti delle società che hanno meno di 15 dipendenti, ai quali oggi può essere concessa solo in deroga». E chi la paga? «Una quota sicuramente sarà a carico delle aziende. Ma di certo qualcosa va rivisto. Molte società la richiedono solo per ridurre i costi e quindi vanno migliorati i controlli. La cassa deve essere l'ultima ratio, ma prima ci sono altri strumenti, penso ai contratti di solidarietà, che le aziende possono sfruttare per superare i momenti di crisi». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Antonio D'Anolfo, il leader dei metalmeccanici dell'Ugl, che però insiste su un concetto: «Se non torniamo a crescere non c'è ammortizzatore sociale che tenga». E da qui al cosiddetto contratto unico il passo è breve. Ce ne sono diverse versioni. Ma le ultime danno quella degli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi in pole position. Funziona così: nella prima fase, quella di ingresso (potrà durare fino a tre anni), il datore di lavoro non avrà l'obbligo di reintegrare il dipendente licenziato, ma potrà risarcirlo pagando una somma corrispondente a cinque giorni lavorativi per ogni mese di servizio. Poi tornano tutte le tutele dei contratti a tempo indeterminato. E alla fine dei tre anni le imprese potranno ancora licenziare il lavoratore ma con un risarcimento pari a sei mesi di retribuzione. Va bene? Anche no. «Penso che i tempi siano prematuri – mette le mani avanti D'Anolfo – Se proprio devo guardare a un modello di riferimento penso a quello firmato in Fiat lo scorso dicembre che garantisce maggiore flessibilità alle aziende in cambio di retribuzioni più consistenti. È l'unica soluzione per competere con gli altri Paesi». Guarda invece all'apprendistato Palombella per eliminare il precariato: «Consente alle parti di conoscersi e all'azienda di valutare e formare i dipendenti. Prevede degli step e dei controlli periodici. Poi una volta conclusa questa fase difficilmente il datore si lascerà scappare chi ritiene valido. Sia chiaro, però, che una volta stabilizzato il rapporto non prevediamo nessuna forma di uscita sul modello Ichino». “ . Nei prossimi dieci anni Il turismo può creare 1,6 milioni di posti  Bisogna estendere la cassa integrazione anche alle aziende con meno di 15 dipendenti che oggi la possono ottenere soltanto in deroga ROCCO PALOMBELLA  Se non torniamo a crescere non c'è ammortizzatore sociale che tenga. Il modello Fiat è l'unico per tornare a competere con tutti ANTONIO D'ANOLFO  Bisogna salvaguardare gli elementi positivi presenti nella riforma del mercato del lavoro senza segregare i giovani in un canale parallelo TITO BOERI Il punto Lunedì parte il confronto  «Il turismo può essere uno dei pilastri su cui fondare la ripresa economica del nostro Paese, se solo si potranno rimuovere alcune barriere strutturali e infrastrutturali che oggi limitano la competitività del settore». Lo ha detto l'altroieri il ministro Piero Gnudi, nel corso di un'audizione alla commissione Industria del Senato. «Nell'arco dei prossimi 10 anni ha aggiunto - il settore e il suo indotto potranno creare 1,6 milioni di nuovi posti di lavoro e contribuire al Pil in misura del 18%». Per fare ciò, sottolinea Gnudi, è necessario però che il Paese si doti di una «strategia unitaria». Questo, ha affermato il ministro, dopo il passaggio, avvenuto nel 2011, delle competenze in materia di turismo alle Regioni. L'Italia ha «bisogno di una country strategy» che definisca «su quali segmenti intendiamo puntare per recuperare competitività internazionale e per intercettare la nuova domanda di turismo». Che è molto diversa da quella degli ultimi vent'an ni. continua da pagina 23
42 Venerdì 20 gennaio 2012 LOMBARDIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Provincia violenta Faida fra clochard Tre morti in 7 giorni Far west a Pavia: ucciso e buttato nel fiume un senzatetto LA MOSSA DEL PIRELLONE . Nuovi provvedimenti anticrisi: sconti per la benzina al confine Una serie di «provvedimenti eccezionali» contro la crisi, è stata annunciato dal presidente lombardo Roberto Formigoni. Sono contenuti in una legge per il rilancio dell'economia. Il governatore ha spiegato di aver già avanzato due proposte al governo che sono state accettate. La prima riguarda la modifica della carta sconto dei benzinai sulle zone di confine per adeguarla al prezzo settimanale di benzina e gasolio in Svizzera. La seconda la valorizzazione degli insegnanti lombardi. [Fotogramma] LA BRAMBILLA «Primo passo per la chiusura di Green Hill» «La chiusura di Green Hill adesso è davvero vicina». Commenta così Michela Vittoria Brambilla un altro punto a favore segnato ieri per la tutela degli animali. «Il nostro emendamento alla legge comunitaria, che prevede il divieto di allevare cani, gatti e primati su tutto il territorio nazionale destinati alla vivisezione, ha superato un ulteriore importante passaggio: l'approvazione in commissione politiche comunitarie della camera». Il testo che nasce dall'ex ministro e dai membri del comitato «animal friendly» da lei fondato è parte del recepimento della direttiva comunitaria 2010 e arriverà quindi all'esame a Montecitorio già la prossima settimana e, per quanto attiene il tema vivisezione, porterà significativi miglioramenti rispetto a quanto approvato a Bruxelles. «Purtroppo - continua Brambilla - la legge comunitaria non portava all'ordine del giorno l'abolizione della vivisezione, che è il grande obbiettivo che deve essere raggiunto ad ogni costo, nell'inte resse degli animali ma anche della nostra salute. Abbiamo quindi potuto intervenire esclusivamente emendando in termini migliorativi i diversi punti previsti da quella che considero una direttiva sciagurata e che ancora non posso credere che abbia ottenuto il voto di così tanti europarlamentari». M. PIZ. ::: FILIPPO CAVAZZA PAVIA  Per l'omicidio di Sebastian Zbiniew, il terzo in provincia di Pavia dall'inizio del 2012, è stato fermato ieri dalla Polfer del Friuli un clochard di origine croata. Sporco e con i vestiti macchiati di sangue, l'uomo ha destato i sospetti degli agenti ferroviari di Cervignano. Era a bordo di un treno diretto in Slovenia, da dove avrebbe poi cercato un ulteriore passaggio verso la Croazia. Dopo il fermo è stato condotto in Procura a Udine e sottoposto a un lungo interrogatorio, alla presenza anche degli uomini della squadra mobile di Pavia. Il cadavere di Zbiniew, trentaseienne senzatetto polacco da anni a Pavia, era stato ritrovato nella mattinata di mercoledì da un passante. Giaceva con il volto sfigurato e irriconoscibile sotto il ponte della Libertà. Alla sua identità si è arrivati grazie a un enorme tatuaggio sulla spalla. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, Zbiniew sarebbe stato colpito violentemente da una spranga o da una pietra. Il polacco viveva nella città pavese da quasi 10 anni. Era diventato clochard più per scelta personale che per necessità, visto che proveniva da una famiglia relativamente benestante. La sua dimora era diventata una delle arcate sotto il ponte del Ticino e il suo giaciglio alcuni cartoni, che condivideva con un tunisino e un rumeno. Di giorno, Sebastian Zbiniew frequentava il centro diurno della Casa del Giovane, storica struttura pavese di accoglienza di persone disagiate. Qui era solito mangiare un panino e farsi una doccia, soprattutto nei momenti in cui la Casa era meno affollata. «Ci teneva molto all'aspetto fisico», raccontano i volontari. Qualche volta era stato impiegato in lavori saltuari di giardinaggio e grazie a una di queste collaborazioni aveva potuto e voluto comprarsi un lettore dvd. Sebastian aveva però il vizio dell'alcol, specialmente della vodka. Nella mattinata di martedì era stato allontanato dal sottopasso della stazione dalle forze dell'ordine proprio perché ubriaco. E ubriaco lo aveva visto poche ore dopo anche una barista della zona. «Ho notato due uomini che non parlavano italiano ma urlavano - racconta il testimone -. Uno non si reggeva in piedi, l'altro lo strattonava e lo apostrofava nella sua lingua che non capivo. Si sono diretti verso il piazzale del ponte e, accanto alla cabina del telefono, uno dei due si è accasciato a terra». L'omicidio potrebbe dunque essere avvenuto per futili motivi o questione legate a soldi. Di certo, il terzo delitto compiuto in pochi giorni in Provincia rappresenta un record e suscita profondi interrogativi. «Al contrario dei fatti di sangue di Casorate e Vigevano - puntualizza il capogruppo a Pavia della Lega, Matteo Mognaschi - questo omicidio non rientra nell'ambito della criminalità organizzata, quanto del disagio sociale. In ogni caso, in città continuiamo a investire su sicurezza e prevenzione del crimine, ma anche sui servizi sociali, che pur in un momento di crisi non sono stati tagliati». ::: I PRECEDENTI IN STRADA Nella notte tra sabato e domenica, a Casorate Primo, un cittadino albanese, Sani Kutelli, 39 anni, viene ucciso a colpi di pistola in strada. Non ci sono testimoni. IN DISCOTECA Pochi giorni prima, a Vigevano, un albanese, Edmond Shtjefni, 32 anni, viene ammazzato all'interno del discopub Sayonara. Si tratta di una vera e propria esecuzione. Un centinaio di clienti del locale assiste all'omici dio. Forse è un regolamento di conti tra albanesi.
44 Venerdì 20 gennaio 2012
Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: milanocronaca@libero-news.eu; Pubblicità: PUBLIKOMPASS SPA, Via Winckelmann 1, 20146 Milano; Tel. 02.24424611 - Fax 02.24424490 [RISSA PER UNA MULTA] Porta le cartelle di Equitalia Postino aggredito in strada ANTONIO BELLINI a pagina 41 [PROVINCIA VIOLENTA] Faida tra clochard a Pavia Tre morti in una settimana FILIPPO CAVAZZA a pagina 42 I NUMERI DI IERI ::: 10 Persone arrestate ::: 50 Sedi pubblici con Wi-fi gratis ::: 66 Borseggi ::: 1.200 Punti gratis previsti in futuro ::: 9 Furti d'auto ::: 4 Spazi espositivi con Wi-fi ::: 7 Truffe ::: 9 Consigli di Zona con Wi-fi L'intervista Formigoni prepara le valigie «Potrei lasciare nel 2013» Il governatore apre al voto anticipato e attacca il Pdl: sbagliato candidare Ponzoni  Nel 2013 Roberto Formigoni non si ricandiderà alla guida della Regione Lombardia, ma resterà a disposizione del suo partito per un eventuale incarico. È quanto affermato dal presidente, al timone dell'ente da sedici anni, nel corso de “La telefonata con Belpietro” su Canale 5. Formigoni si è detto molto soddisfatto del lavoro svolto in questi anni «cioè modernizzare la Lombardia e di portarla al livello dei migliori stati europei». MAURIZIO BELPIETRO a pagina 39 PREVISTI NUOVI STOP PER OGGI . ::: Ricerca choc SPOSE BAMBINE E ABORTI ECCO I CAMPI ROM MODELLO DELLA GIUNTA PISAPIA ::: LUIGI SANTAMBROGIO  Gli aborti hanno cifre da capogiro, le “spose bambine” sono decine e il tabagismo infantile è da emergenza sanitaria con la maggioranza dei bambini sotto i 12 anni che s'è già fumata la prima sigaretta. E poi, il 32 per cento delle donne, dai 14 anni in su, con almeno un'interruzione di gravidanza. Sono le cifre di che arrivano dal censimento effettuato dai volontari del Naga nei campi clandestini di Milano, dove i “fratelli rom” (copyright Nichi Vendola, stessa parrocchia di Pisapia) vivono in una sorta di landa extraterritoriale. Un'emergenza dalle cifre pazzesche ma che la giunta rosso-arancione finge di non vedere. Salvo poi, come nel caso della tragica morte del vigile urbano travolto dal Suv, svegliarsi di botto per annunciare iniziative che lasciano le cose così come sono. Meglio, certamente, di quanto lo fossero qualche anno fa ma non per merito di chi oggi governa a Palazzo Marino. Dopo i quasi 500 sgomberi costati circa 15 milioni di euro alla precedente giunta Moratti, dai 6mila che erano, i rom in città sono scesi a poco più di 2000. Grazie anche alla demolizione dell'ex favela del Triboniano, tappa decisiva nella lunga lotta alla delinquenza zingaresca. Lo sgombero fu qualcosa di più di una semplice chiusura di un'area off limits: segnò una svolta, l'inizio di una storia diversa da quella infinita e farlocca di inutili ultimatum, di sgomberi all'alba e rioccupazioni al tramonto, di battaglioni di polizia schierati a caricare fantasmi, di annunci improbabili e promesse mai mantenute. Si smantellò il campo e le sue orrende baracche ma insieme alle ruspe vennero aiuti per quei rom disposti a lasciare Milano e a rifarsi una vita nel Paese d'origine. Decine le famiglie che accettarono la proposta dei rimpatri volontari, finanziati con piano Maroni e gestiti dai volontari di alcune associazioni e della Casa della Carità della Curia milanese. In cambio, i genitori sottoscrivevano l'impegno a mandare, una volta tornati in Romania, i figli a scuola e sottoporsi a un percorso di riqualificazione professione e di reinserimento sociale. E adesso? Solo proclami da sottoscala politico e la solita furbastra panzana sulla tolleranza e il rispetto delle diversità. L'ultima forma, la più raffinata e pericolosa, di razzismo se a fare la differenza sono soltanto quei numeri da lager. L'effetto Area C Guasto all'M1: Atm è nel caos Impianto appena inaugurato Si spacca la caldaia, udienze al gelo in tribunale ::: SALVATORE GARZILLO  Un vento gelido soffia tra le aule del palazzo di giustizia di Milano, ma la politica non c'entra. È colpa della rottura del sistema di riscaldamento inaugurato il 15 ottobre, giorno dello storico passaggio dal vecchio impianto a gasolio al sistema teleriscaldato. Un intervento da 160mila euro finanziato dalla Regione attraverso A2A, che ha quasi azzerato le emissioni dannose nell'aria. Prima del nuovo impianto, infatti, il tribunale inquinava come una raffineria: per riscaldare le aule erano necessari 70 rifornimenti di gasolio con enormi cisterne, che ingolfavano il traffico e i polmoni dei milanesi. «Con il teleriscaldamento si stimano riduzioni di polveri sottili del 95%», assicura l'assessore all'Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi, «così come una riduzione dell'ossi do di azoto pari al 35%». Praticamente eliminate le emissioni di anidride solforosa prodotta dalla combustione del gasolio (meno 99%). Un grande risultato, se non fosse che l'impianto si è già rotto, costringendo magistrati, avvocati e imputati, a indossare i cappotti durante le udienze. Per dare la misura delle temperature registrate, basta la frase del presidente della Prima Corte d'appello, Rosa Polizzi: «Sospendiamo l'udienza per una decina di minuti: la Corte è ibernata, cerchiamo di scaldarci un po'». DOPO L'ARRESTO Il consigliere in cella «Fa troppo freddo» È in agenda oggi l'interrogatorio a Massimo Ponzoni. Dal carcere, intanto, fa sapere di essere provato e chiede libri, coperte e abiti pesanti perché «fa freddo». a pagina 39  Il treno rosso si inceppa alla fermata di Conciliazione, con le carrozze piene e lo sciame di passeggeri costretto a riversarsi sugli altri malcapitati pendolari in attesa alla banchina. Sono le 8,40 del mattino, e il metrò subisce il secondo guasto in quattro giorni di Area C. Mercoledì ha ceduto il segnalamento della linea verde 2, ora tocca alla linea 1. Lo stop, nell'ora di punta, è come un sasso gettato nello stagno: le onde si propagano subito su tutto il serpentone sotterraneo sotto pressione da lunedì. Il capolinea di Rho Fiera, dove alle 9 si aspettano 35 minuti per salire a bordo, diventa l'inizio della via crucis. La gente si accalca, i treni non passano, il nervosismo aumenta. In Cadorna non c'è più un centimetro quadrato di suolo libero e alle nove e un quarto scattano le misure di sicurezza: come successo durante il crack di novembre, vengono bloccati i tornelli per evitare guai maggiori. I sindacati: «Troppi treni vecchi». BASO e COSTA a pagina 38 I tassisti fermano la città ma si scusano coi turisti  Nuova giornata di fermo totale, ieri, per i taxi milanesi. Nonostante l'incontro del pomeriggio con il prefetto, le auto bianche sono rimaste ferme nei posteggi per tutto il giorno. «Sia in stazione Centrale sia a Linate i colleghi non hanno prestato nessun servizio - conferma Salvatore Luca, dirigente dei tassisti dell'Unione artigiani - salvo a disabili, anziani e persone con difficoltà». Impossibile fare previsioni. La sensazione, però, è che nemmeno oggi si tornerà alla normalità. Intanto ieri a Cadorna i tassisti hanno affisso un cartello scritto in inglese (foto nel tondo), che recita: «Scusate per l'inconvenien te, ma non vogliamo morire». [Fotogramma] DINO BONDAVALLI PROMOZIONI www.cadoroarredamenti.it ARREDA CON IL MASSELLOVia De Amicis, 29/31 MILANO Tel. 02.8321130
23Venerdì 20 gennaio 2012 Lavoro mercato, tendenze e offerte email: lavoro@libero-news.it Il manifesto per l'occupazione Le imprese paghino per ricollocare chi hanno licenziato Scolliniamo di STEFANO COLLI LANZI* Come cambierà il mercato «L'articolo 18 va riscritto se vogliamo salvare il lavoro» Cazzola: «Paghiamo il ritardo culturale dei sindacati, che ci ha bloccati finora» Conto alla rovescia per la maratona della riforma Dunque ci siamo. Lunedì prossimo si capirà cosa ha in mente il governo dei professori a proposito di lavoro. Di riforma del lavoro. Ieri il quotidiano la Repubblica ha aperto con un'ampia anticipazione della bozza che la ministra Elsa Fornero porterà fra tre giorni a Palazzo Chigi al confronto con le parti sociali. A vincere, così racconta il giornale di De Benedetti, sarebbe il modello degli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi. Contratto unico, niente articolo 18 per i primi tre anni, un sistema di tutele progressive che crescono al crescere dell'anzianità (in azienda) del lavoratore. Nel caso in cui l'impresa lasci a casa il dipendente (sempre entro il primo triennio) gli deve corrispondere un bonus aggiuntivo alla liquidazione. I contratti a termine non sparirebbero (a differenza della proposta di Pietro Ichino) ma verrebbero scoraggiati con un tetto minimo alle retribuzioni: 25mila euro lordi l'anno. Non è detto però che sia davvero questa la riforma. Il testo del Ddl approderà in Parlamento a fine febbraio e non ci sarà alcun decreto. Dunque Monti mette in conto che i partiti possano intervenire in profondità. A.BAR. ::: GIULIA CAZZANIGA  Un'anomalia tutta italiana. Così Emma Marcegaglia ha definito ancora, pochi giorni fa, l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Abbiamo chiesto a Giuliano Cazzola, vicepresidente della Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, un parere in merito. Il veto di Susanna Camusso, a detta di Cazzola, non può portare a un confronto costruttivo. «Il governo», dice, «deve sentire le parti sociali, senza rinunciare però ad assumere le decisioni che sono necessarie”. Necessario è ridiscutere immediatamente l'articolo 18? Pensa che quella del governo Monti sia un'occasione per mettervi mano o è una questione che può attendere? «A mio avviso, una riforma equilibrata della disciplina del licenziamento individuale è necessaria. Peraltro nella lettera di intenti del 26 ottobre il governo precedente si era impegnato a darvi corso entro maggio 2012 anche se limitatamente ai recessi determinati da motivi economici. La comunità internazionale richiede l'esecuzione di questo impegno anche dall'attuale governo e mi auguro che Monti adempia a questo impegno». Qual è il suo parere rispetto alle politiche annunciate nell'ultimo periodo dall'esecu tivo? Quali sono i punti che l'hanno colpita in senso favorevole e quali in senso negativo? «In generale mi pare che il governo si sia mosso in modo condivisibile soprattutto in materia di pensioni». Le tre sigle sindacali chiedono ora una svolta, propongono una ricetta. Tutele, politiche attive, ammortizzatori in deroga sono nel pacchetto. Ma lei come valuta in concreto queste proposte? «Mi pare che da parte loro ci sia uno sforzo per stare al merito dei problemi, anche se le proposte finiscono inevitabilmente per irrigidire il mercato del lavoro. Insomma sono sempre indietro rispetto a quanto si dovrebbe fare. Al solito: arsenico e vecchi merletti, come era il titolo di un vecchio film». A proposito invece di pensioni. Su questo tema lei ha detto che si consuma “l'attacco” del Partito democratico, per creare discontinuità con il governo precedente e con il partito di Alfano. Come si dovrebbe procedere, a suo parere? «La riforma è severa. Io avrei seguito un'al tra strada. Mi sarei mosso lungo il percorso delle quote e dell'età minima magari inasprendo i requisiti. Il problema era ed è il canale che prescinde dalla età anagrafica. Il governo nella riforma Fornero ha scelto la strada di mantenere quest'ultimo canale sia pur sottoponendolo a una modesta penalizzazione economica. Pochi giorni fa in Commissione Lavoro i miei colleghi del Pdl hanno votato il parere del relatore Damiano che, a mio avviso, propone un radicale capovolgimento dell'impostazione iniziale. Io ho presentato una proposta alternativa. Ne sono fiero, anche se ho perso». Una proposta per il Lavoro è stata presentata anche da Sacconi. Coniugare flessibilità e tutele, ricollocando, sostenendo il reddito, formando, anche attraverso il potenziamento dell'apprendistato. Che cosa ne pensa? «Il ministro Sacconi ha fatto bene tante cose nel corso di questa legislatura. Ha dovuto provvedere all'emergenza con un intervento sugli ammortizzatori sociali grazie al quale sono stati salvati ben 700 mila posti di lavoro. Il collegato lavoro contiene una norma di delega riguardante la riforma delle politiche attive e gli ammortizzatori sociali. Sono d'accordo da sempre con Sacconi. Io ho solo un'opinione diversa su di un punto: credo che sarebbe necessaria anche una proposta sull'articolo 18. In proposito, ricordo di aver presentato insieme ad altri colleghi due progetti di legge. Ne sto preparando un altro per dare attuazione a quanto previsto nella lettera di intenti del 26 ottobre».  La situazione attuale mette in evidenza la necessità di un cambiamento strutturale delle strategie di sviluppo dell'Italia e della maggior parte dei Paesi occidentali. La crescita economica fondata sul continuo innalzamento del debito per ottenere l'incremento dei consumi, nel mediolungo termine non regge. Può rivelarsi efficace nel breve, come la carta gettata nel fuoco, ma non costruisce nulla di solido. Lavoro, risparmio e investimenti sono la base di una sana crescita economica. Abbiamo, oggi, il gravissimo problema di trovarci all'interno di un sistema dualistico, e quindi iniquo, per cui alcuni – spesso i meno giovani - sono all'interno del mercato del lavoro e altri – i più giovani – fuori. Questa circostanza contribuisce a generare due fattori negativi per tutti. Il primo fattore: una grave improduttività a fronte di bassi salari, che conduce nel tempo all'insostenibili tà della situazione per tutte le parti in gioco. In particolare, l'im produttività del lavoro nel settore pubblico crea oneri esagerati che ci rendono poco competitivi circa il costo del lavoro generale, contribuendo a ridurre per tutti i salari disponibili. Il secondo fattore: un'in sicurezza devastante soprattutto per i più giovani che restano fuori dal mercato del lavoro e per chi non riesce più a rientrarvi. Questo fatto costituisce un'ulte riore segnale dell'incapacità del nostro sistema ad investire e comporta una grave interruzione della catena di solidarietà intergenerazionale. Trovo indispensabile costruire una vision efficace, necessariamente coraggiosa, che ci porti alla condivisione di un cambiamento radicale, non solo nel nostro mercato del lavoro: il tema da affrontare e risolvere è quello del dualismo, non tanto quello del mantenimento o meno dell'articolo 18! Occorre pensare a una revisione sistemica del mercato del lavoro che vorrei contribuire a individuare attraverso questo ed altri interventi che verranno ospitati su Libero Lavoro e che saranno approfonditi nel mio blog www.scolliniamo.it. Vorrei sottolineare innanzitutto che il contratto a tempo indeterminato deve essere concepito e realizzato per attrarre le imprese al suo utilizzo, rendendolo il «sistema normale» della relazione lavorativa. Normalmente infatti un rapporto lavorativo viene impostato per durare: l'odierno contratto a tempo indeterminato però, a causa dell'inamo vibilità a cui spesso conduce, non incentiva l'azienda a questa scelta e costituisce una forte causa del dualismo. Riformando il rapporto a tempo indeterminato è necessario orientare imprese e lavoratori ad una reciproca responsabilità, a investimenti prospettici, che consentano alla persona e alle aziende di costruire percorsi duraturi. La storia insegna che l'inamovibilità del singolo non aiuta gli investimenti perché tende a deresponsabilizza re la persona e spaventa l'azienda, orientandola a non intraprendere o ad utilizzare strumenti ingiustamente ed inutilmente precarizzanti. Il punto di forza delle persone nel mercato del lavoro non è costituito dall'inamovibilità del contratto ma dalla propria occupabilità. A livello di sistema bisogna dunque puntare a creare risorse più occupabili, produttive e responsabili. Come sostenere allora, se non con l'inamovibili tà, un livello adeguato di security all'interno di un sistema maggiormente flessibile? Rafforzando le politiche attive ed in particolare il supporto alla ricollocazione professionale, coinvolgendo le aziende in una logica assicurativa attraverso l'utilizzo di fondi interprofessionali secondo una concezione per cui chi, in qualche modo, crea il problema contribuisce anche a risolverlo facendosene carico. Il tutto insieme a politiche di sostegno al reddito opportunamente limitate nel tempo e chiaramente rivolte ad una responsabilizzazione delle persone; la finanziabilità di queste necessarie iniziative deve derivare (...) segue a pagina 25 PROPOSTE DI LEGGE Il collocamento alle agenzie private Tra ottobre e dicembre dello scorso anno Giuliano Cazzola e Tiziano Treu hanno presentato nei due rami del Parlamento due proposte di riforma dei contratti speculari se non del tutto coincidenti. Le imprese che licenziano i dipendenti (da una certa classe dimensionale in poi, naturalmente) devono partecipare al finanziamento del loro ricollocamento e, almeno in parte, della formazione. Per far rientrare nel sistema produttivo il personale espulso le aziende si avvarrebbero sel supporto fornito dalle agenzie private del lavoro, incaricate fra l'altro di seguire gli interventi formativi per la riqualificazione professionale. Una strada simile è già stata seguita in Francia, sia per quel che riguarda la partecipazione delle imprese a finanziare il ricollocamento, sie per il ruolo svolto dalle agenzie private.
24 Venerdì 20 gennaio 2012 Lavoro Oltre l'articolo 18 Il contratto unico esiste già È il nuovo apprendistato Molti giuslavoristi promuovono il Testo unico cambiato a settembre. Lisa Rustico: «I giovani assunti così hanno più tutele di quelle che si vogliono introdurre con la riforma» La protezione sociale vale 7.700 euro a testa Nel 2010 in Italia l'incidenza della spesa per la protezione sociale sul Pil è vicina al 30% con un ammontare procapite di circa 7.700 euro. Tra i paesi dell'Unione europea, siamo sopra la media sia in termini pro capite, sia di quota sul Pil. Lo rileva l'Istat nel rapporto «Noi Italia» presentato ieri. Nonostante ciò abbiamo il primato europeo per i lavoratori inattivi, quelli cioè che non hanno un lavoro e neppure lo cercano o studiano per trovarlo: nel 2010 il tasso è stato pari al 37,8%. Siamo secondi appena dietro Malta. Le più scoraggiate fra tutte le categorie colpite dall'esclusione sono le donne che denunciano un tasso di inattività superiore addirittura di 15 punti a quello di Francia e Spagna. Le imprese hanno 4 addetti in media Con circa quattro addetti, l'Italia si colloca, insieme al Portogallo, al penultimo posto nella graduatoria Ue 27 per dimensione media di impresa. In ambito nazionale, la dimensione media delle imprese è più bassa nel Mezzogiorno. La fotografia emerge sempre dall'edizione 2012 di «Noi Italia». Nel Belpaese spiega l'Istat, operano circa 64 imprese ogni mille abitanti, un valore nettamente superiore alla media europea. Tra il 2008 e il 2009 l'indicatore segnala una lieve riduzione, in conseguenza della distruzione netta di attività determinata dalla crisi. Nel 2009 in Italia il tasso di imprenditorialità - calcolato come rapporto tra numero di lavoratori indipendenti e totale dei lavoratori delle imprese - è di poco inferiore al 32%. “ . ::: ATTILIO BARBIERI  La lettera di convocazione giunta alle parti sociali era firmata da Antonio Catricalà, ex Grante antitrust, ora sottosegretario alla presidenza del Consiglio. L'appuntamento è per lunedì 23 gennaio. Fra tre giorni sul tavolo di confronto a Palazzo Chigi il titolare del Lavoro Elsa Fornero dovrà calare l'asso di briscola: la bozza di riforma del mercato del lavoro. Da settimane e con fortuna alterna, economisti, leader sindacali e confindustriali si confrontano su questo terreno. Sparirà l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori? E che fine faranno i contratti d'ingres so nel mondo del lavoro? E gli stage? Per non parlare poi della «somministrazione» di manodopera e del contratto unico o quello a tutela variabile. Nel giro di pochi mesi il film attorno ai meccanismi che regolano l'entrata ma soprattutto l'uscita dalle aziende ha cambiato copione e protagonisti. A settembre Emma Marcegaglia e la triplice sindacale si erano trovati d'accordo su una scelta fondamentale: l'ar ticolo 8 della manovra (berlusconiana) di Ferragosto andava ignorato. Per rimarcare la loro decisione -niente deroghe al principio del reintegro per i lavorazioni licenziati senza giusta causa - avevano pure sottoscritto un protocollo che li vincolava a non servirsene. Ora quel documento vale meno della carta su cui venne stampato: la Marcegaglia ha cambiato radicalmente opinione in proposito: «Basta no ideologici sull'articolo 18», ha tuonato, definendolo «un'anomalia italiana». I sindacati, al contrario, sono fermi sulle posizioni di quest'estate e attorno alla chiusura totale sui licenziamenti espressa dalla leader della Cgil Susanna Camusso, si è ricompattato un fronte unitario come non si vedeva da un decennio. All'ordine del giorno, oltre alla mobilità dei lavoratori già assunti, c'è il confronto quanto mai serrato - sui contratti. Il movimento maggiore è sul cosiddetto «contratto unico», tutti assunti a tempo indeterminato ma tutti licenziabili, con un sussidio di disoccupazione a carico dello Stato in caso di perdita del lavoro. Il modello di cui il senatore Pd Pietro Ichino, ha fatto una bandiera. Assieme agli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi che però propongono qualcosa di un po' diverso: una finestra iniziale di 3 anni entro la quale non vigono le tutele dell'art. 18. Ma c'è chi è convinto che non serva l'ennesima riforma del mercato. Come Michele Tiraboschi (Fondazione Marco Biagi) e Giuseppe Bertagna (Università di Bergamo) secondo i quali il contratto unico in realtà esiste già: l'ap prendistato. «In effetti, dopo l'approvazione del nuovo Testo unico entrato in vigore lo scorso ottobre, l'apprendistato si configura a tutti gli effetti come un contratto a tempo indeterminato fin dal principio, benché al termine della fase iniziale formativa (al massimo di 3 anni) sia possibile recedere dal contratto liberamente», spiega Lisa Rustico, assegnista di ricerca all'Uni versità di Modena e direttrice di www.fareapprendistato.it. «In più, rispetto alle proposte di riforma di cui si parla in queste settimane», aggiunge, «gli apprendisti possono contare su tre anni di effettiva formazione per inserirsi in azienda e imparare un lavoro. Ma pure per conseguire un titolo di studio». E in effetti non è poco. Ma c'è molto di più. «Oltre alla formazione, l'uso del contratto di apprendistato è favorito da importanti incentivi economici e normativi per l'azienda». Inoltre, il vincolo fra azienda e apprendista, nei primi tre anni di contratto, è più solido rispetto al passato. Come spiega la Rustico: «Il nuovo Testo unico prevede che per i primi tre anni tutte e due le parti siano vincolate. L'articolo 2 contempla infatti un espresso divieto per lavoratore e datore di lavoro di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo. La nuova norma è volta a contrastare gli abbandoni, che dai monitoraggi risultavano molto frequenti, soprattutto entro il primo anno. Soprattutto da parte del giovane dipendente». Dunque le tutele per l'ap prendista sono ancora maggiori rispetto a quelle dei contratti unici proposti da Ichino, Boeri e Garibaldi. Che davvero una nuova riforma non sia necessaria? twitter@attilionio  Per il lavoro ci sono protezioni migliori dell'articolo 18. Ci sono alternative molto più dignitose PIETRO ICHINO  L'apprendistato è il fulcro della rivoluzione con cui si potrebbe cambiare davvero il lavoro MICHELE TIRABOSCHI  Il contratto unico c'è già: è quello dell'apprendistato. Che offre anche molte più garanzie LISA RUSTICO La «flexicurity» è partita nell'Ottocento  Tutto è cominciato in Danimarca. Correva l'anno 1899 quando imprese e lavoratori raggiunsero un accordo sui contratti di lavoro dopo un lungo periodo di lotte sociali segnate da scioperi e serrate interminabili. Letteralmente stremate, le parti sociali arrivarono a un compromesso da cui è nato il «modello danese» di relazioni industriali: tutti licenziabili ma tutti a carico dello stato nei problemi di «mobilità». L'accordo si fondava su due principi sostanziali: da un lato gli industriali ottenevano di poter assumere e licenziare in piena libertà in relazione alle esigenze organizzatigve e di programmazione dell'impresa. Dall'altra i sindacati si videro riconosciuta la prerogativa di rappresentare in ogni sede i lavoratori, potendo negoziare a livello collettivo i salari e le condizioni di lavoro. Il reciproco riconoscimento delle parti ha permesso negli anni successivi di negoziare quella che viene definita «flexicurity: tutti licenziabili ma con un paracadute pubblico che assicura ai lavoratori espulsi un sussidio minimo e i corsi di formazione per riqualificarsi e trovare un nuovo impiego.
28 Venerdì 20 gennaio 2012 CULTURA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Alle Murate di Firenze Mostra su Eichmann ma tra gli accusati ci finisce la Arendt Quando si parla di Adolf Eichmann c'è il vezzo di mettere sul banco degli imputati Hannah Arendt. Un anno fa Deborah Lipstadt sosteneva che la filosofa, con le sue idee sulla «banalità del male», avrebbe costruito «una versione dell'Olocausto in cui l'antisemitismo ha un ruolo minoritario». Ieri Susanna Nirenstein, su Repubblica, ha accusato la Arendt di voler «salvare dalla colpa collettiva il popolo tedesco e forse persino Heidegger», e di essersi dimostrata «aperta alla tesi della difesa di Eichmann», tanto che la mostra che si inaugurerà il 23 gennaio a Firenze, “Il processo. Eichmann a giudizio” (alle Murate fino al 18 febbraio) «potrebbe quasi chiamarsi Processo ad Hannah Arendt». Secondo Nirenstein il “banale” visto da Arendt farebbe intendere la Shoah «come un evento fatale perpetrato da uomini senza volto». Ma la posizione della filosofa era più articolata, dunque non meritevole di giudizi, questi sì, così “banali”. I processi cui viene sottoposta periodicamente Arendt sembrano piuttosto celare maldestramente l'accusa di essere stata una sionista eretica, o addirittura, come disse Gershom Scholem, di aver «mancato di amore per il popolo ebraico». Il che, a conti fatti, è davvero troppo. Vito Punzi «Anche il fumetto racconta le tragedie» Con i disegni di «Maus» ha affrontato l'orrore della Shoah «Ma non ho offeso la memoria di Auschwitz come Benigni» ::: TOMMASO LABRANCA TORINO  Il giornalista tedesco si alzò e quasi urlò: «Non pensa di aver compiuto qualcosa di cattivo gusto usando i fumetti per raccontare Auschwitz?». «No. Credo invece che Auschwitz sia stato qualcosa di cattivo gusto». Lo scambio di battute, che ricorda quello tra Picasso e un altro tedesco davanti al quadro Guernica, si svolse alla Buchmesse di Francoforte tra un giornalista e il disegnatore Art Spiegelman, a proposito di Maus, una potente metafora in forma di graphic novel, un libro noto in tutto il mondo scritto e disegnato proprio da Spiegelman. Che aggiunge: «Non mi capita spesso di avere la battuta pronta. Ma quella volta mi congratulai con me stesso». Non è vero. Art Spiegelman è un interlocutore simpatico e brillante e lo ha dimostrato anche ieri a Torino, nell'incontro con la stampa che anticipava una sua lezione con immagini che si è tenuta alla sera al Circolo dei Lettori in collaborazione con la Scuola Holden. La lezione aveva un titolo fumettistico, «What the %&*! happened to comics?» («Cosa %&*! è successo ai fumetti?»). Grande tradizione Aulico o popolare, serio o frivolo, romanzo o fumetto. È giusto fare ancora distinzioni? Spiegelman spiega che sino dal neoclassicismo, dai tempi in cui Lessing descrisse il gruppo scultoreo del Laocoonte, l'Europa è rimasta vittima di una idea deviata: la sofferenza ha una bellezza che deve essere descritta in toni elevati. Lui ha fatto il contrario. Ha preso uno dei grumi di sofferenza più sanguinosi del XX secolo, la Shoah, è l'ha descritto con i toni pop del fumetto. Nulla di diverso in fondo dai cantastorie che raccontavano i fatti di Roncisvalle usando ingenui disegni che arrivavano però a tutti. Oggi leggere un fumetto che parla di campi di concentramento non provoca scandalo e quello sbraitante giornalista tedesco rappresenta l'eccezione. Nel 1992 Spiegelman vinse il Pulitzer per Maus. Ma nel 1973, quando uscì la prima parte del libro, le cose stavano ben diversamente. In America i comics erano materiale per bambini o frutto delle allucinazioni di drogati da underground. In Italia nessuna libreria seria avrebbe tenuto sugli scaffali i fumetti, pubblicazioni che le professoresse di italiano deprecavano insieme ai gialli. Per Art i fumetti sono stati una finestra per conoscere il mondo ignoto che lo aveva accolto: gli Stati Uniti. Spiegelman è nato da genitori ebrei polacchi, i racconti del padre Vladek, sopravvissuto ai campi di sterminio, sono la base della narrazione di Maus. Dalla Polonia gli Spiegelman dopo la guerra vanno in Svezia ed è lì che nel 1948 nasce il disegnatore. Poco dopo eccoli emigrare definitivamente negli Stati Uniti dove sperano che il figlio diventi dentista. Invece Art sceglie un'altra strada. Ricorda che nell'America degli anni Cinquanta giocare a baseball era un obbligo. Un maschietto che non lo avesse fatto era considerato nella scala sociale meno di una bambina. Art non poteva giocare a baseball: vede da un occhio solo e quindi ha una visione bidimensionale che non gli permette di calcolare bene le traiettorie delle palle da rilanciare. Così dopo la scuola il piccolo fuggiva in biblioteca dove lesse tutti fumetti a disposizione. Scoprì allora che il mondo a due dimensioni del disegno gli era più congeniale di quello reale a tre dimensioni. Qualcuno domanda allora se i video, il cinema in tre dimensioni oggi non mettano a repentaglio l'esistenza di un medium bidimensionale come i comics. Spiegelman non è d'accordo. Specifica di non essere un luddita, un nemico della tecnologia. E spiritosamente indica la sigaretta elettronica che ha tenuto accesa per tutto il tempo e che, aggiunge, «alterna alle normali sigarette analogiche». Poi precisa che i fumetti sono più vivi che mai. Negli anni Ottanta con la moglie Françoise, direttrice artistica del prestigioso New Yorker, aveva fondato Raw, una rivista il cui sottotitolo specificava che i fumetti non erano solo cose per bambini. Anni dopo si resero conto che a furia di dirlo i fumetti avevano perso di vista proprio i più piccoli e allora fondarono Little Lit', perché i fumetti non dovevano essere solo una cosa per adulti. La vita non è bella Ciò che Spiegelman tiene a sottolineare è che non è il mezzo a creare la dignità del messaggio, ma il modo in cui un prodotto viene presentato. La sua critica del tanto acclamato film di Benigni La vita è bella è da ovazione. «Benigni riprende la storia reale per trasformarla in fantasia. Usa la metafora per dire che Auschwitz non è Auschwitz, ma solo la rappresentazione di un brutto periodo da prendere con ironia. Questa è una vergogna». Anche Mausè una metafora e non dappertutto è stata ben compresa. Ai polacchi non ha fatto piacere essere stati rappresentati come maiali. Eppure, sottolinea Art, è la storia ad averli ridotti a quel ruolo. I polacchi erano fuori dalla lotta tra gatti (i tedeschi) e i topi (gli ebrei). Anche nel libro qualcuno di loro si comporta da vero maiale, ma molti hanno atteggiamenti più umani. Comunque ognuno vede quello che vuole vedere. Per i coreani (Maus è stato tradotto in oltre 30 lingue) i gatti non rappresentano tanto i nazisti, quanto i giapponesi. Spiegelman è un uomo e un artista a tutto tondo, dai mille interessi e dalle tante esperienze. Eppure il suo nome è legato quasi solo a Maus. «Quando ho cercato di togliermi la maschera di Maus, ecco che ho dovuto indossare quella di Meta Maus». Meta Maus è il titolo del suo nuovo libro, uscito in America un paio di mesi fa e che Einaudi pubblicherà fra poco, in cui Spiegelman risponde in una serie di interviste a tutte le domande su Maus. Che resta un testo imprescindibile, da leggere sempre e non solo in occasione della imminente Giornata della Memoria. Art giustamente non ama molto queste celebrazioni. «Una volta all'anno si dice che non dobbiamo dimenticare. Però dopo Auschwitz ci sono state le guerre etniche africane, quelle nei Balcani... Evidentemente non sappiamo nemmeno ricordare». SPIEGELMAN . LA TAVOLA INEDITA Sopra, a sinistra, Art Spiegelman. A destra, una tavola del nuovo libro «Meta Maus».
::: le lettere 46 Venerdì 20 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it TuttoMilano Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@libero-news.eu sottolineando nell'oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. APPUNTAMENTI MERCATI Oggi BENACO - Via Benaco - zona 4 BONOLA - Via Cechov - zona 8 CANALETTO - Via Canaletto - zona 3 CATONE - Via Catone - zona 9 CITTADINI-ARSIA - V. Cittadini-V. 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NUOVA - Bastioni di Porta Nuova - zona 1 ROGOREDO - Via Rogoredo - zona 4 TABACCHI - Via Tabacchi - zona 5 TRASIMENO - Via Trasimeno - zona 2 V. PERONI - Via Pascal - zona 3 Chiusura al traffico: Via Arona (tratto da Giovanni da Procida a p.le Carlo Magno): per lavori di approntamento cantiere logistico per la metropolitana linea 5. Termine lavori previsto: 2015. Via Correggio: divieto di transito causa lavori tra Via Carlo Ravizza e Via Federico Faruffini in entrambe le direzioni termine lavori previsto 29 gennaio 2012. Via Messina divieto di transito causa lavori tra Via Cenisio e Piazza Giovanni Perego Metro-5. Via Filippo Corridoni: strada chiusa al traffico tra Via Gaetano Donizetti e Viale Bianca Maria causa lavori Teleriscaldamento. Traffico difficoltoso in: Via Luigi Nono difficoltà di circolazione causa lavori Via Luigi Nono, Piazza Coriolano, Via Cenisio Metro-5. Via Cenisio: possibili rallentamenti causa lavori tra Via Messina e Piazza Carlo Caneva via Cenisio e via Luigi Nono: traffico difficoltoso in direzione di P.za Coriolano per modifica della viabilità in corrispondenza del cantiere di Metro 5. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via B. Colleoni. Termine previsto per il 2015. Via Andrea Solari e Piazza del Rosario: dalle 06:00 del 26 ottobre 2011 per lavori di riqualificazione stradale. Termine lavori previsto 28 febbraio 2012. Viale Monte Ceneri: difficoltà di circolazione causa restringimento di carreggiata tra Via Lorenzo Bartolini e Via Mac Mahon in entrambe le direzioni Lavori di manutenzione del cavalcavia. Termine previsto 31/03/2012. Via Giuseppe Ripamonti: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Giuseppe Ripamonti e Via Bernardo Quaranta Via Filippo Brunelleschi: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Filippo Brunelleschi e Via Giambellino. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via Bartolomeo Colleoni. Termine lavori previsto: 2015. LAVORI IN CORSO MILANO E LOMBARDIA FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magen ta): V. Bassano Porrone, 4; p.za Lega Lombarda, 5; l.go Augusto, 8; Corso Porta Tici ne se, 24. NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Ga ribaldi): v. Cogne, 9; v. Varesi na, 121; p.za Bausan, 3; p.le Ar chinto, 1; v. Murat, 85 ang. p.za Niz za. SUD (Ticinese, Vigentina, Rogo redo, Barona, Gratosoglio): v. Bel lezza, 2; v. Rogoredo, 113; v. Bon ghi, 22; v. Mazzolari Primo, 35. EST (Venezia, Vittoria, Romana, Lo reto, Città Studi, Lambrate, Or ti ca, Forlanini, Mecenate): v. P. Ca staldi, 29; v.le Brianza, 23; v. Ponte Nuovo, 40; v. Stradella, 1; v.le Ri membranze di Lambrate, 18; p.za Tricolore, 2; c.so XXII Marzo, 37; v.le Ungheria, 4; v. Venosa, 4, v.le Corsica, 42. OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sem pione, S. Siro): v.le Coni Zu gna, 56; v.le Caterina da Forlì, 3; p.za Velasquez, 7; v. delle Betulle, 10; v. Mascheroni, 16; p.za Zavat tari, ang. v.le Murillo, 33; v. Ugo Betti, 159/b; p.za Caneva, 3. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; v. Larga, 16; p.za Clotilde, 1; v.le Zara, 38; v.le Testi, 74; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v.le Corsica, 42; v.le Lucania, 10; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Sordomuti DTS. .........................02.48204247 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga.......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali ................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità A2A....................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda SPAZI PUBBLICI Periferie dimenticate disagi in via Terruggia In via Terruggia (zona 9) su circa 500 metri di marciapiede è stato tolto l'asfalto da più di due mesi e non è più stato messo quello nuovo. Dopo circa un mese abbiamo iniziato a chiedere all'ufficio lavori pubblici. La prima volta ci hanno detto che era tutto fermo per le festività natalizie. Ieri ci hanno detto che non asfaltano perchè non ci sono soldi. Se non c'erano i soldi perché hanno tolto l'asfalto vecchio? I soldi ci sono solo per la pubblicità dell'Area C? Dobbiamo aspettare ancora molto? Per fortuna che in tutto questo periodo non ha piovuto. Albarosa Rossetti e,mail CRONACA Alla Faes bimbe bloccate all'uscita Ecco l'ennesimo esempio di "vento nuovo": il Comune di Milano ha mandato oggi ad asfaltare il marciapiede antistante la scuola Faes Monforte di via Fossati nell'orario esatto in cui le bambine delle elementari dovevano uscire dall'istituto, bloccando addirittura l'ingresso con una transenna. Il “vento" di cui sopra altro non era che l'esalazione dell'asfalto appena posato! Federica Montanari e.mail AREA C Parte Area C, problemi in metro Due giorni di disagi sulla linea 1, proprio quando ci viene vietato di usare le auto per circolare in centro! È inaccettabile! Franco Salvini e.mail Abbonamenti Atm gratuiti per i precari esclusi i lavoratori a reddito basso Caro Besana, ho appreso che il Comune di Milano ha intenzione di stanziare abbonamenti Atm gratuiti per precari fino a 32 anni, disoccupati e cassaintegrati. Il Comune avrebbe stanziato 500.000 euro per l'eroga zione di abbonamenti urbani annuali, che però saranno assegnati fino ad esaurimento del fondo e, soprattutto, in base all'ordine di arrivo delle domande, che potranno essere inoltrate a partire dal primo di febbraio. Iniziativa sicuramente volta a incentivare l'uso dei mezzi pubblici (furbescamente in linea con i provvedimenti di Area C) ma ancora una volta sorgono alcuni problemi. Sul sito del Comune si legge che è considerato precario chi, al momento della richiesta, abbia un contratto di lavoro a tempo determinato, a progetto, d'inserimento o di apprendistato e che abbia un reddito personale inferiore o uguale a 28.000 euro lordi l'anno. Mi chiedo perché non siano coinvolti nell'iniziativa anche i lavoratori a basso reddito. Per esempio chi ha un contratto a tempo indeterminato sì, ma guadagna 800 o 1000 euro al mese. Per non parlare del metodo d'invio delle richieste: in pratica, chi primo arriva meglio alloggia. Giulio Piotti e.mail Risponde Renato besana Caro Piotti, si tratta del tipico provvedimento alla vorrei ma non posso. Il Comune intende aiutare disoccupati, cassintegrati e giovani precari, ma non ha soldi abbastanza e, se abbassasse il limite di reddito, così da ridurre il numero dei potenziali beneficiari, finirebbe per premiare evasori e lavoro nero. Così Pisapia scivola nella peggiore demagogia assistenzialista, con evidente discriminazione dei lavoratori a basso reddito. Arbitrario anche il limite d'età: perché non 31 o 33 anni? Quanto al sistema d'assegnazione, non è troppo diverso da un gratta e vinci. La documentazione va inviata via fax: si aggiudica l'ab bonamento chi trova la linea libera. Auguri. Annie Clark al Tunnel presenta “Strange Mercy” CONCERTO La cantautrice americana Annie Clark, in arte St. Vincent, presenta al Tunnel il suo ultimo album “Strange Mercy”, venerdì 24 febbraio. Minuta ma energica, prima di debuttare nella carriera da solista, la Clark ha fatto parte della band The Polyphonic Spree. Il suo album d'esordio del 2007 “Marry me” ha riscosso un grande successo di critica ed è stato seguito da un album ancora più fortunato, “Actor” del 2009. Suona chitarra, basso e tastiere e ha collaborato con alcuni artisti di fama internazionale come gli Arcade Fire, Jolie Holland e Cristina Donà. Il pezzo “Roslyn” fa parte della colonna sonora del film “Twilight: New Moon”. Con un best of dei suoi tre album, Annie sale sul palco del Tunnel: in scaletta i suoi più famosi pezzi indie-pop. ___________________________ Venerdì 24 febbraio, Tunnel, via Sammartini 30, biglietti da 13 euro. Allo Strehler Marcorè interpreta Giorgio Gaber SPETTACOLO Al Teatro Strehler va in scena “Eretici e corsari”. Diretti da Giorgio Gallione, Neri Marcorè e Claudio Gioè interpretano monologhi, canzoni e frammenti di interviste in un ideale dialogo a tre tra Giorgio Gaber, Sandro Luporini e Pier Paolo Pasolini, tre personalità di riferimento della cultura degli anni Settanta. Sul palco Neri Marcorè e Claudio Giouè (che interpreta Pasolini)sono accompagnati ai musicisti del Gnù Quartet. ___________________________ Fino al 28 gennaio, Teatro Strehler, Largo Greppi 1, biglietti da 26 euro. Il leader dei Subsonica incontra i fan alla Fnac INCONTRO Samuel Romano, leader dei Subsonica, incontra i fans alla Fnac di via Torino, sabato 21 gennaio alle 17.00. Con i Subsonica, i Motel Connection e i Krakatoa ha scritto un capitolo significativo della musica elettronica made in Italy. Il musicista presenterà il libro “Elettri caVita”in cui si racconta tra sogni, ispirazioni e note. ___________________________ Sabato 21 gennaio, alle 17.00, Fnac, via Torino 45, ingresso libero. All'ottava edizione arriva «Identità Golose» MANIFESTAZIONE Tante novità quest'anno per il Congresso Internazionale della Cucina d'Autore, giunto alla sua ottava edizione. Gli spazi raddoppiano. I temi si moltiplicano. E gli chef presenti all'appello sono sempre più numerosi. na fucina di idee, pensieri e pietanze. Con un'ottantina di cuochi, pasticceri e artigiani ad avvicendarsi in oltre novemila metri quadrati di spazio. E con tanto di cucine a vista per la preparazione dei piatti, due sale per le degustazioni e un ampio circuito dedicato alle aziende espositrici. Identità golose racconta l'essenza della semplicità in cucina, con focus sulle donne cuoche, sulla pizza, sulla pasta e sul dessert. ___________________________ Dal 05/02 al 07/02, Mico, via Gattamelata 5, ingresso da 70 euro. Commenta anche sulla pagina Facebook di Libero Milano
12 Venerdì 20 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO . L'INVITATA Il comandante indagato L'armatore lo sospende Spunta l'ipotesi della «prova di coraggio». Determinante l'esame tossicologico Il gip dei domiciliari Lo stesso giudice che un anno fa archiviò le immersioni di Fini  Acque agitate per il gip di Grosseto Valeria Montesarchio. La sua decisione di mandare ai domiciliari, pur non convalidando il fermo, il comandante Francesco Schettino ha scatenato la bufera. E ha fatto andare su tutte le furie il procuratore capo Francesco Verusio, che ha già annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame sul provvedimento emesso dal gip nei confronti di Schettino, il quale per fare “l'inchino”ha scatenato l'inferno davanti all'Isola del Giglio. Una misura ritenuta blanda - da parte della Procura grossetana - di un giudice non nuova a decisioni destinate a suscitare stupore. Perché il gip che ha mandato Schettino a casa è la stessa che lo scorso aprile archiviò il procedimento riguardante l'immersione subacquea del presidente della Camera Gianfranco Fini e della sua compagna Elisabetta Tulliani. La coppia, in tenuta da sub, il 26 agosto del 2008 si era immersa nelle acque off-limits della riserva marina di Giannutri, una zona inaccessibile a chiunque. Ma non al numero uno di Montecitorio. L'escursione venne documentata dalle foto scattate da Legambiente, che dimostravano come fossero stati violati i divieti previsti nell'area protetta «1» (pesca, navigazione, ancoraggio, sosta e immersione) all'altezza della costa dei «Grottoni». Fini non fu indagato, ma sotto inchiesta finirono comunque il capo scorta del leader del Fli, i pompieri che lo portarono a Giannutri e il responsabile della Capitaneria che “autorizzò” il giro vietato. Tutti, però, fornirono una versione dei fatti diversa e il gip, su richiesta del pm, decise di archiviare a causa della difficoltà di accertare le singole responsabilità. R. CAV.  «L'esame della scatola nera potrà dirci molto, ma non potrà farsi in tempi brevi», avverte il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio intervenendo al programma Rai Radio anch'io sulla vicenda nel naufragio della nave Costa Concordia davanti all'isola del Giglio. «I tempi non saranno velocissimi - spiega il magistrato - visto che, con l'incidente probatorio, dovremo estrarre i dati dalla scatola nera rispettando diversi adempimenti di garanzia». Prima o poi si saprà «cosa è avvenuto sulla plancia di comando durante l'impatto, prima e durante le ore successive, quali comandi sono stati dati, chi ha parlato con chi e cosa si sono detti il comandante e gli ufficiali». Al momento, ricorda il procuratore di Grosseto, «restano solo due gli indagati: il comandante Francesco Schettino e il primo ufficiale Ciro Ambrosio». Quanto al fatto che Schettino non fosse stato ancora sospeso dalla Costa Crociere, «teoricamente potrebbe fargli reiterare il reato, anche se non credo che la Costa Crociere gli metterà in mano un'altra nave. In ogni caso questa scarcerazione di Schettino non mi è piaciuta e continuo a non condividerla». Ha dovuto attendere poche ore, il capo della Procura grossetana, per apprendere dall'avvocato della compagnia, Marco De Luca, che Costa Crociere sospende Schettino e «non provvederà» alla sua difesa. Sembra così superato anche il timore degli armatori per eventuali rivelazioni imbarazzanti. Non si può escludere che Schettino, sentendosi abbandonato dal datore di lavoro, coinvolga i vertici di Costa, attribuendo loro un ruolo nelle sue decisioni. In realtà, un pubblico sostegno al comandante della nave apparirebbe ancora più controproducente, in vista degli esiti dell'esame tossicologico. Se per ipotesi emergessero tracce di un festino sulla tolda della nave, la posizione del comandante diverrebbe così pesante da trascinare a fondo chiunque. In particolare, i magistrati sarebbero incuriositi da un'intervi sta pubblicata ieri dalla Gazzetta del Mezzogiorno a un anonimo comandante di lungo corso. L'uomo ha riferito di una tradizione tra i comandanti di alcune navi da crociera, una prova di coraggio e bravura che consiste nel passare con il transatlantico tra i due scogli delle Scole che spuntano a sud del porto dell'isola del Giglio, a circa 150 metri dalla costa e distanti appena 60 metri uno dall'altro. Con un accorgimento, però: «Quando si fanno manovre di questo tipo, è prassi spegnere l'Ais, il sistema di rilevamento satellitare che registra le rotte seguite da tutte le navi, per non lasciare traccia dell'azzardo. Non mi stupisce quindi che venerdì sera, al momento del naufragio, l'Ais di Costa Concordia fosse spento». Se tuttavia Schettino avesse valutato male il rischio, il vento o le correnti marine proprio a causa dell'assunzione di stupefacenti, le accuse nei suoi confronti non lascerebbero più spazio a dubbi. A. M. Nella foto in alto, esclusiva del quotidiano Secolo XIX, Domnica Cemortan è ritratta al tavolo del capitano. Per qualche ora è stata creduta clandestina a bordo.[Ansa] Valeria Montesarchio ::: ANDREA MORIGI GROSSETO  L'hanno fotografata con i cellulari, il suo volto è finito sui siti internet di tutto il mondo. Domnica Cemortan, la donna bionda che diversi testimoni avevano detto di aver visto insieme al comandante della Concordia nella notte di venerdì 13 gennaio, è una 25enne moldava, che conferma di essere stata con Francesco Schettino al momento della tragedia. Del resto, non servirebbe a molto negare di aver accettato l'invi to a cena. Meglio fornire subito la propria versione, per smentire al contempo di essere una escort o di aver partecipato a una specie di bunga bunga in alto mare. Intanto, la ragazza difende a spada tratta il “comandante Codardo”: «Penso abbia svolto un lavoro straordinario, tutto l'equipaggio lo pensa, ha salvato più di tremila persone». In patria è già una celebrità, sebbene risulti residente in Romania. In un'intervista rilasciata a una tv del suo Paese, ha spiegato di essere un membro dell'equipaggio e per questo di aver avuto tutto il diritto di trovarsi con gli altri ufficiali sulla plancia di comando: lei si presenta come una dipendente della Costa che tuttavia si trovava in vacanza sulla nave. E la Costa Crociera parzialmente lo conferma: «Risulta senza dubbio persona regolarmente imbarcata e regolarmente registrata». Sulle circostanze di quella presenza, tuttavia, i magistrati di Grosseto intendono appurare qualche particolare in più. La stanno cercando, poiché considerano la sua testimonianza molto importante, dal momento che, al momento dell'impat to con gli scogli, si trovava nella sala di controllo proprio con il principale indagato per il naufragio, l'omicidio colposo plurimo e l'abbandono della nave. Ma per la bella 25enne, che è stata intervistata anche dal quotidiano rumeno Adevarul non c'è alcun mistero, nonostante il suo nome non comparisse sulla lista passeggeri. Quando è tornata al paese natio di Chisinau ha riferito di aver già lavorato per la Costa e che, dopo la scadenza del contratto, avrebbe deciso di fare una settimana di vacanza sulla Concordia, il suo regalo di compleanno. In realtà, la natura delle sue mansioni risulta piuttosto incerta, visto che Il Secolo XIX ha rintracciato un documento dal quale sembra che la Cemortan sia stata imbarcata in passato come “dancer”, ballerina, sulla nave Royal Star. cosa ci facesse una danzatrice sul ponte di comando con il capitano e altri ufficiali, mentre la nave stava affondando, è ancora tutto da chiarire. Secondo una coppia di savonesi, fino a pochi minuti prima del disastro sarebbe stata corteggiata dal comandante, il quale aveva abbondantemente mangiato e bevuto in sua compagnia. «Non ero in servizio, ma visto che parlo correntemente quattro lingue il capitano alla fine mi ha chiesto di rimanere lì per aiutare i passeggeri e mandare gli avvisi», ha detto Domnica, assicurando che Schettino non ha lasciato la nave almeno fino alle 23.50. La ragazza ha anche affermato: «Ho salvato più vite». Al telefono della su abitazione, risponde sua madre, Vera: «Il medico si è raccomandato che non parli con nessuno, sta seguendo un corso di riabilitazione. Se necessario poi risponderà in tribunale o davanti ai magistrati», sottintendendo che era sulla nave legalmente. Non si sa ancora se come ballerina, ospite o passeggera. I FESTINI DEL CAPITANO La cenetta con la moldava prima dello schianto Immortalato mentre corteggiava una ballerina e brindava con lei. Poi se l'è portata sulla plancia di comando perché assistesse alla bravata
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7Venerdì 20 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it SOLDI Tutto gira attorno al denaro: chi si candida spende moltissimo in campagna elettorale. Una volta insediato, per restituire le somme è «costretto» a fare favori... le grane di Monti Le preferenze non eliminano i furbetti C'è chi invoca il vecchio sistema elettorale come unico rimedio per ripulire i palazzi della politica da nominati faccendieri. Però le mazzette dei consiglieri lombardi (eletti proprio così) dimostrano che il problema non sono le regole, ma chi partecipa al gioco (...) Ma la modifica migliorerebbe davvero la qualità degli onorevoli come sostengono i fautori della riforma elettorale? Personalmente, non credo. L'unico effetto prodotto è che girerebbero ancor più soldi e, probabilmente, di conseguenza aumenterebbero i corrotti. Pochi lo ricordano, ma nel 1993 in Italia si votò per abolire le preferenze, cioè la possibilità per l'elettore di decidere da chi farsi rappresentare. Mario Segni - che di quel plebiscito fu il promotore - ebbe gioco facile a convincere gli italiani a votare sì all'abrogazione delle norme. Il Paese non si era ancora lasciato alle spalle Tangentopoli e tutti avevano ben presente il fiume di denaro che era stato risucchiato dalla politica. La quale, fu la giustificazione dei corrotti beccati coi soldi in bocca, costa. Se uno vuole essere eletto o può contare sul proprio patrimonio oppure deve farseli prestare. Da chi? Ma dall'imprenditore amico, al quale restituirà il favore una volta eletto assicurandogli qualche appalto pubblico. Proprio per levar di mezzo questo sistema, gli elettori scelsero il maggioritario, convinti che con il nuovo meccanismo non ci sarebbero più state campagne elettorali costose, con manifesti e santini (cioè i volantini da mettere nel portafoglio) con i nomi dei candidati. I dépliant lasciati in ogni cassetta delle lettere con il nome dei candidati, i comizi in provincia e gli spot sulle tv locali costavano centinaia di milioni. Dunque si preferì eliminare tutto, pensando di cancellare anche le tangenti che servivano a finanziare tutta quella propaganda. L'illusione, naturalmente, è durata poco, perché gli elettori hanno capito presto che il nuovo sistema includeva la fregatura. Non solo i ladri restavano tali indipendentemente dal modo con cui erano eletti, ma in questo modo i cittadini avevano perso la possibilità di decidere chi mandare in Parlamento. Risultato: a distanza di quasi vent'anni molti hanno nostalgia del proporzionale e delle sue preferenze. Secondo loro, tornando al vecchio sistema, l'elettore potrebbe esercitare un maggior controllo. Ma anche in questo caso si tratta di un'illusione, anzi di un inganno. E a dimostrarlo è proprio ciò che sta accadendo in Lombardia. Penati, Nicoli Cristiani e Ponzoni non sono stati eletti con il sistema maggioritario, ma con quello proporzionale. Nelle Regioni infatti i quattro quinti dei seggi vengono assegnati sulla base di un sistema che prevede le preferenze e lo sbarramento al tre per cento. Solo un quinto degli eletti approda in Consiglio grazie al maggioritario. Dunque, il sistema proporzionale che oggi tanto si invoca come soluzione di tutti i guai, se da un lato eviterebbe le nomine calate dall'alto, contemporaneamente favorirebbe il mercato dei voti, le tangenti e la corruzione che abbiamo imparato a conoscere all'epoca di Mani pulite. La morale è una sola: con un sistema marcio non c'è legge elettorale che tenga. L'unica soluzione che ci resta è rifondare i partiti. O affondare quelli che non cambiano. maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it Proroga per incassare Micciché arriva tardi? I rimborsi lo aspettano ::: ROMA  Se un cittadino dimentica di chiedere un rimborso entro i termini, può solo disperarsi. Se a commettere lo stesso errore è un partito, invece, la soluzione si trova: basta prolungare i termini entro cui chiederlo e il gioco è fatto. Sembra una barzelletta, ma è una storia seria, andata in scena ieri mattina alla Camera. In Commissione Bilancio e Affari costituzionali, infatti, era in discussione il Milleproroghe, un provvedimento-monstre che proroga leggi e decreti in scadenza, un espediente tecnico diventato un calderone nel quale infilare ogni tipo di provvedimento. Il caso più clamoroso emerso ieri riguarda le elezioni regionali inMolise,chesi sonotenuteil16e 17 ottobre. Come per ciascuna elezione, infatti, i partiti hanno diritto ad un rimborso. Per incassare i soldi, però, devono presentare domanda. Fatto sta che Grande Sud, la formazione di Gianfranco Micciché, si è presentata alle elezioni in Molise, ha preso 11755 voti, ma si è dimenticata di chiedere per tempo i rimborsi. Un vero peccato, considerato il buon successo. Ma Grande Sud - Forza del Sud è un partito. Quindi ecco l'emendamento al Milleproroghe: «Il termine (...) per la presentazione della richiesta dei rimborsi (...) è differito al trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge». Firmato dal deputato Pippo Fallica, seguito dagli altri deputati. L'emendamento, insomma, prevede che si riaprano i termini, “re gala” un altro mese. Arriva il via libera del relatore, Gianclaudio Bressa del Pd, e anche il sì del governo con il sottosegretario Gianfranco Polillo: spuntano addirittura 300 mila euro per la copertura finanziaria. Prova a fermare tutto Silvana Mura, dell'Idv. «Non solo si riaprono i termini, ma si aumenta la dotazione per i rimborsi elettorali di 300 mila euro», dice. Per riparare all'errore del partito, infatti, il governo ha tirato fuori dal cilindro altri soldi. Votano contro solo Idv e Lega. Ma i “ribelli” chie dono una verifica tecnica. Che dà loro ragione. Si rivota sullo stesso testo, togliendo, però, la copertura finanziaria: proroga dei termini e stop. L'emendamento passa. Per Grande Sud è normale: «Il termine era troppo stretto», fa sapere in una nota. E chiama in causa altri partiti: «Ci risulta che nel ritardo siamo in buona compagnia». Sempre nel Milleproroghe i partiti, contrari solo Idv e Radicali, è stata inserita la sanatoria per le affissioni abusive. Il tutto mentre Gianfranco Fini incontrava i questori e decideva, in omaggio al rigore, di cambiare le norme: il contributo ai deputati per gli assistenti sarà riconosciuto soltanto a chi proverà di averne uno. P.E.R. ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO . . SCELTI E INGUAIATI Da sinistra: Massimo Ponzoni, Franco Nicoli Cristiani e Filippo Penati. [Fotogramma]
41Venerdì 20 gennaio 2012LOMBARDIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it MALPENSA Narcotraffico Presi 4 addetti dell'aeroporto Quattro addetti allo scalo di Malpensa, fiancheggiatori di un'organizzazione di narcotrafficanti, garantivano l'usci ta della cocaina dall'aeroporto ma sono stati scoperti dalla Guardia di finanza. Le fiamme gialle, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Torino, hanno sequestrato beni e valori per oltre 1 milione di euro. Si tratta di R.M., 54 anni, dipendente di una compagnia aerea; B.R., 47, dipendente di una società di catering; A.R., 48, e M.F., 47, corrieri espresso, tutti senza precedenti penali. La droga proveniva da Santo Domingo e arrivava a Malpensa in pacchi da 20-30 chili dentro una stiva di servizio degli aeri. Uno degli indagati, responsabile delle operazioni sotto-bordo, all'arrivo dei voli ritirava personalmente i pacchi e riusciva a consegnarli agli altri complici, eludendo i normali controlli. «Il meccanismo era ben collaudato - spiega in una nota la Gdf - La libertà di movimento negli spazi aeroportuali ha consentito loro di mettere a segno, in meno di un anno, una dozzina di operazioni, per un totale di 260 chili di cocaina purissima. L'organizzazione pagava 6mila euro per ogni chilo che passava. I quattro sono arrivati così a guadagnare fino a venti volte lo stipendio percepito come normali lavoratori dipendenti, per un totale di 1.560.000 euro». Viale Zara Gli consegna la multa Postino aggredito «Colpevole» di portare una cartella Equitalia, finisce in ospedale ::: ANTONIO BELLINI  Ambasciator non porta pena. A meno che non si tratti di una cartella esattoriale Equitalia. In quel caso farebbe bene a lanciarla da debita distanza, tipo granata a grappolo. Lo ha scoperto a sue spese Francesco C., postino di 30 anni che ieri è finito in ospedale per aver consegnato l'atto al proprietario di un ristorante di viale Zara. Agli agenti che hanno raccolto la sua denuncia, il giovane ha raccontato di essere arrivato nel locale “La villetta” attorno alle 12,30. All'ingresso ha chiesto poter parlare con il titolare, Raffaele L., e pochi secondi dopo si è presentata la figlia dell'uomo offrendosi di firmare la bolla di consegna in quanto il padre non gestiva più l'attività. Tutto tranquillo. Fino a quando sulla scena è arrivato il fratello della ragazza, Massimo, che le ha strappato i documenti dalle mani mentre era ancora intenta a firmarli e ha cominciato a inveire contro il postino. A quel punto l'ambasciator delle Poste non ha potuto far altro che incassare il colpo e cercare di difendersi verbalmente. Non è bastato. Massimo, 41 anni, è passato alle vie di fatto. L'ha strattonato e poi spinto a terra continuando la sequela di invettive davanti ai clienti che erano seduti per pranzare. Il postino si è alzato dolorante e ha subito chiamato la polizia per raccontare l'accaduto. Poco dopo sul posto è arrivato anche il personale paramedico della croce verde che ha caricato Francesco sulla lettiga e l'ha portato all'interno del mezzo di soccorso. «Ho un forte dolore alla spalla destra», ha raccontato ai soccorritori che lo hanno visitato. Nessuna frattura è stata riscontrata ma sembra che l'incidente sia costato qualche giorno di riposo allo sfortunato postino. Per l'ag gressore, invece, lo scatto d'ira è costato una denuncia, sebbene nessun provvedimento sia stato preso nei suoi confronti. Il giovane ha spiegato agli agenti che appena il figlio dell'ex proprietario de “La villetta” ha visto la cartella esattoriale è come impazzito. La distinta con altre tasse da pagare, per di più intestate al papà anziano che non si occupa più dell'attività di famiglia, gli ha fatto perdere il lume della ragione. Ai suoi occhi l'incolpevole dipendente delle Poste si è trasformato in un orribile burocrate senza vergogna, degno solo di essere mandato a quel paese e malmenato. Ma tutto sommato gli è andata bene; fosse nato qualche secolo fa, avrebbe potuto fare la fine di un messaggero inviato dai romani alla scià di Persia per chiedere la pace: fu scuoiato vivo e la sua pelle utilizzata per rivestire un otre. LUTTO CITTADINO . Domani in Duomo i funerali del vigile Si terranno domani alle 11, in Duomo, i funerali di Nicolò Savarino, il vigile investito e ucciso da un suv. La camera ardente sarà allestita al Comando della polizia locale, in via Beccaria, a partire da oggi alle 9,30 e stasera alle 17,30 l'arcivescovo Scola esprimerà il cordoglio suo e della Diocesi ambrosiana nella chiesa di San Sebastiano di via Torino durante la Messa per la Festa di San Sebastiano, patrono del Tempio Civico e della Polizia Municipale. Domani sarà anche lutto cittadino.
Morto Suffert, storico della Chiesa e scrittore anti-gauchiste Il giornalista e scrittore francese Georges Suffert, uno dei fondatori della rivista settimanale Le Point e autore di numerosi libri sulla storia della Chiesa cattolica, è morto a 84 anni. Tra i suoi saggi ricordiamo Tu sei Pietro, Il Papa e l'Imperatore e una biografia di Charles De Gaulle. Ma anche brillanti pamphlet che prendevano di mira l'intellighenzia di sinistra, tra cui I nuovi cow-boys e Quando l'Occidente si risveglierà. Addio al critico Garcia-Posada, massimo esperto di Lorca Lo scrittore e critico letterario spagnolo Miguel Garcia-Posada, considerato il massimo esperto del poeta Federico García Lorca, è morto in un ospedale di Madrid a 67 anni. Collaboratore dei giornali Abc (1983-91) ed El Pais (1991-2001), fino al 1996 è stato presidente dell'Associazione spagnola dei critici letterari. Ma soprattutto è stato l'artefice della nuova edizione delle composizioni giovanili di Lorca. «Sul concetto di volto nel Figlio di Dio» Perché voglio vedere la pièce su Gesù Sullo spettacolo «blasfemo» di Castellucci a Milano è partito un dibattito pieno di pregiudizi Ma nella lettera del regista trovo un dolore e una ricerca che, come padre e credente, sento mie (...) Non è un assioma ideologico quello che vorrei testimoniarle, ma è un miracolo, fatto di carne, di occhi, di dolcezza (anche di pianti), che si rinnova ogni mattina. Mi piacerebbe regalarle il libro sulla cui copertina sta il volto di mia figlia che io immagino di fronte alla gigantografia del volto di Cristo di Antonello da Messina che lei ha riprodotto sulla scena della sua pièce. Perché nella bellezza di lei rifulge la Bellezza che è Lui. Vorrei parlare con lei della miseria della nostra condizione di uomini e del bisogno che abbiamo di un Salvatore che redima anche la nostra povera carne malata. Perché mi commuove quell' «ossessione» di Cristo che traspare dalla sua lettera dove cita il salmo 88: «Dio, non nascondermi il tuo volto!». Che è il mio grido di ogni mattina, di ogni sera e di ogni notte. Ma il chiasso distratto di cui vivono i mass media mi costringe anche a dar conto di una polemica mediatica sulla sua pièce: una polemica che ha il merito di rivelarci molte cose, sia sui cattolici che sui laici. Riassumo per i nostri lettori. Nelle scorse settimane è circolata l'informa zione che in una scena di questa pièce vi fosse un sacrilego e derisorio lancio di escrementi contro un grande ritratto di Gesù Cristo. Siccome siamo purtroppo abituati ad artistucoli mediocri che cercano di farsi pubblicità con trovate blasfeme contro la fede cristiana, alcuni cattolici hanno pensato che questo fosse l'ennesimo caso. E hanno manifestato la propria indignazione. È dunque cominciato il solito teatrino allestito dai media: i cosiddetti «fondamentalisti» che denunciano l'atto sacrilego e i banali, superficiali «laicisti» che gridano allo scandalo per una presunta «censura» fondamentalista. Nessuno che desideri approfondire e capire di cosa stiamo parlando. C'è un'attenuante - secondo me - per i cattolici. Perché ormai da troppo tempo subiscono l'umiliazione e il dileggio di ciò che hanno di più sacro, che è anzitutto il crocifisso e l'amore di Dio (mentre tanti cristiani nel mondo vengono massacrati fisicamente per la loro fede). Una «cultura laica» che non sa rispettare neanche la sacralità della sofferenza e dell'amore è veramente una fetecchia ridicola e noiosa. Che - lei sì - opera una continua censura (censura delle vere domande dell'uomo e del suo bisogno di salvezza). Tuttavia la posizione dei cattolici che protestano rischia di essere solo reattiva (reazionaria), alla fine funzionale al circo mediatico. Specie in questo caso in cui nessuno ha visto la pièce teatrale contestata: si rischia di gettar via - come squallido sberleffo anticristiano - un'ope ra che invece si interroga ansiosamente sul mistero del dolore e su Gesù e mette in scena un grido al Salvatore molto vicino alla bestemmia (come lo sono certi passi della Bibbia del resto), ma anche alla preghiera. Castellucci infatti, nella sua lettera, nega con parole indignate che vi sia quel gesto derisorio: «Devo denunciare qui le intollerabili menzogne circa il fatto che si getterebbero feci sul ritratto di Gesù. Che idea! Niente di più falso, di cattivo, di tendenzioso. Chi afferma queste cose gravissime risponderà alla propria coscienza di avere offeso - lui si - con questa immagine rivoltante il volto di Gesù». Non c'è motivo per non credergli. Possiamo dunque prendere atto che c'è stato uno spiacevolissimo malinteso e parlare finalmente dell'opera. Naturalmente io non so come e quanto la pièce teatrale riesca a dar forma artistica alle cose bellissime che lei, Castellucci scrive nella sua lettera. Potrebbe pure non essere all'altezza. Anche un'intuizione geniale potrebbe poi avere una formulazione artistica mediocre o brutta o incomprensibile. O peggio ancora intellettualistica, «mancusiana». Per questo mi piacerebbe vedere lo spettacolo. Di certo c'è che i cristiani non possono essere indifferenti a questa ossessione di Cristo che permea la cultura moderna. Come dice mons. Negri, se la Chiesa non parla di questo, di cosa parla? Saper cogliere il bisogno del Salvatore anche nel grido disperato di un artista è stato il genio di don Giussani, che non a caso ha fatto scoprire il cristianesimo a una generazione che non lo conosceva partendo da Leopardi, il poeta che - secondo le classificazioni ideologiche che ci imprigionano - dovrebbe essere ritenuto «ateo, sensista e materialista». Mentre per don Giussani esprimeva nel modo più potente le domande vere dell'uomo e l'intuizione profetica dell'incarnazione del Salvatore. E don Giussani accanto a Leopardi citava Pavese, Camus e pure Pasolini. Oltretutto proprio il teatro Parenti - dove andrà in scena la pièce di Castellucci - è stato il teatro di Giovanni Testori, un grandissimo scrittore e drammaturgo la cui conversione è passata prima attraverso la disperazione e la bestemmia. E non a caso anche lui - uno dei pochi intellettuali italiani liberi e veri, non prigionieri di una maschera - è approdato all'incontro con don Giussani. Pure Testori per tutta la vita fu ossessionato da Cristo e in una sua poesia, ripensando al tempo della sua lontananza dalla fede, scriveva, rivolto al Salvatore: «T'ho amato con pietà/ Con furia T'ho adorato./ T'ho violato, sconciato,/ bestemmiato./ Tutto puoi dire di me/ Tranne che T'ho evitato». Mi auguro che la sua opera, caro Castellucci, ricordi il paesaggio testoriano, turgido di vita, di luce e tenebre, come i dipinti di Caravaggio. E non cada nel frigido e fasullo intellettualismo «mancusiano», che tradirebbe la sua intuizione originaria. La sua lettera, a dire il vero, fa ben sperare. Vorrei riprenderne qualche passo per i lettori. Lei scrive: «Questo spettacolo è una riflessione sul decadimento della bellezza, sul mistero della fine... Per questo spettacolo ho scelto il dipinto di Antonello a causa dello sguardo di Gesù che è in grado di fissare direttamente negli occhi ciascuno spettatore con una dolcezza indicibile. Lo spettatore guarda lo svolgersi della scena ma è a sua volta continuamente guardato dal volto. Il Figlio dell'uomo, messo a nudo dagli uomini, mette a nudo noi, ora». E ancora: «Questo spettacolo mostra, nel suo finale, dell'in chiostro nero di china che emana dal ritratto del Cristo come da una sorgente. È tutto l'inchio stro delle sacre scritture, qui pare sciogliersi di colpo, rivelando un'icona ulteriore: un luogo vuoto fatto per noi, che ci interroga come una domanda». Alla fine infatti «la tela del dipinto si lacera» e appare «una scritta di luce: “Tu sei il mio pastore”. È la celebre frase del salmo 23. Ma ecco che si può intravedere un'altra piccola parola che si insinua tra le altre, dipinta e quasi inintelligibile: un “non”, in modo tale che l'intera frase si possa leggere nel seguente modo: Tu “non” sei il mio pastore. La frase di Davide si trasforma così per un attimo nel dubbio. Tu sei o non sei il mio Pastore?». E questa è preghiera. Significa: Signore, sono disperato, salvami! Spargi il tuo sangue per guarire anche me! www. antoniosocci.it IN SCENA AL FRANCO PARENTI Una scena della performance «Sul concetto di volto nel Figlio di Dio» (il dipinto è quello celebre di Antonello da Messina) di Romeo Castellucci, con Gianni Plazzi, Sergio Scarlatella e Dario Boldrini, in programma dal 24 al 28 gennaio al Teatro Franco Parenti di Milano. ::: segue dalla prima ANTONIO SOCCI . Il Vaticano ora critica lo spettacolo di Romeo Castellucci in programma a Milano. Monsignor Peter Wells, in una lettera della Segreteria di Stato, parla di «opera offensiva nei confronti di nostro Signore Gesù Cristo» e auspica una «reazione ferma e composta della comunità cristiana guidata dai suoi Pastori». Messa così, pare una «smentita» alla posizione, più conciliante, appenaespressadalcardinale Scola.Peccatoperòchequando lo spettacolo è andato in scena a Roma (ottobre 2010), a due passi dai Sacri Palazzi, nessuno abbia avuto nulla da ridire... il graffio Presbiopia vaticana
32 Venerdì 20 gennaio 2012 lettere@liberoquotidiano.it @ commenta su www.liberoquotidiano.it Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell'oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. ::: le lettere DISTRIBUTORE PER L'ITALIA E L'ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl - Via Aldo Moro, 2 - Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl - Via Carlo Pesenti, 130 - Roma S.t.s. S.p.A. - Strada V zona industriale, 35 - Catania L'UNIONE EDITORIALE S.p.A. - Viale Regina Elena, 12 - Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. - Viale delle Magnolie - Modugno (BA) CENTRO SERVIZI EDITORIALI Srl - Via del Lavoro, 18 - Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 17 anno XLVII Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH - Fr. 3.00; MC & F - 2.00. EDITORIALE LIBERO s.r.l. 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Le vittime di questo naufragio hanno il diritto di avere giustizia, di guardare in faccia colui che ha sbagliato, di vederlo pagare per i suoi errori. Adesso che è ai domiciliari, c'è il pericolo che fugga un'altra volta. Arnaldo Cantani e.mail MORTE IN CROCIERA/2 La moldava eroina del reality dell'orrore Una ragazza moldava, pur non comparendo nelle liste dei passeggeri, sembra aver allietato le serate del comandante coniglio. La stessa sta già rilasciando interviste, nelle quali si spaccia per salvatrice di centinaia di persone. Cosa potrebbe accadere ad una bella ragazza, capitata, suo malgrado, nell'occhio del ciclone? Potremmo per esempio venire a sapere che le è stato offerto un ingaggio per la partecipazione ad un reality-show. In qualunque caso, le sue quotazioni da oggi schizzeranno verso l'alto, con buona pace di chi sta piangendo i suoi morti. Luisa Ricchi Bologna MORTE IN CROCIERA/3 Non tiriamo in ballo la Guardia costiera I commentatori puntano l'indice verso una presunta mancata imposizione da parte della Guardia costiera alla nave di rientrare sulla propria giusta rotta. Ma sanno che in quel tratto di mare non esistono corridoi obbligatori come, per esempio, nel canale della Manica, per cui si può obbligare il comandante dell'unità a rientrare in rotta? Sanno che la responsabilità unica della conduzione dell'unità è in capo al comandante? Sanno che possono esistere mille motivi per deviare dalla propria rotta? E soprattutto sanno che da anni tutti i governi tagliano regolarmente i fondi per l'ammodernamento delle reti tecnologiche della Guarda costiera? Massimo Mazzei e.mail MORTE IN CROCIERA/4 Guardiamo anche agli errori degli altri Anche gli altri hanno avuto problemi di inettitudine, solo che il marketing estero riesce sempre a coprire tutto. Nel 1987 si sono scordati di chiudere il portello di un traghetto e ne sono morti 193. Marco Astorri e.mail MORTE IN CROCIERA/5 Come sopravvivere buttandosi in mare Gli sposi che si sono lanciati in mare tenendosi per mano hanno commesso un gravissimo errore. Quando ci si deve lanciare in mare è necessario proteggere la bocca con una mano da eventuali detriti galleggianti, e con l'altra mano bisogna tenere il collare della cintura di salvataggio tirando verso il basso, affinchè nell'impatto con l'acqua, lo stesso non vada a colpire la gola. Queste istruzioni dovrebbero essere esposte sulla nave in prossimità dei salvagenti, ed anche nelle cabine. Bruno Gargani e.mail MORTE IN CROCIERA/6 Paese alla deriva come la nave Costa Vedendo quella stupenda nave da crociera agonizzante tra le onde del mare mi è venuta una gran pena. Peccato che anche l'Italia si trovi nelle stesse condizioni disperate, grazie a comportamenti disinvolti e incoscienti da parte di tutti i governi che si sono succeduti nel corso degli ultimi 30 anni, composti da individui che come Schettino hanno curato esclusivamente i propri interessi, fregandosene del bene della collettività che ora è costretta a rimediare tramite sacrifici insostenibili. Ha ragione Crozza: siamo stati per molti anni nelle mani di gente come Schettino, mezze calzette ingorde che hanno portato il Paese al tracollo. Sibylle Abstoss Milano MORTE IN CROCIERA/7 Nessun segnale dall'Uomo del Colle Napolitano qualche tempo addietro si è recato a un campo nomadi romano colpito da un fuoco assassino. Di recente è andato anche in ospedale a far visita a una giovane sposa cinese a cui dei criminali avevano ucciso il marito e la figlia. Ora, inspiegabilmente, non è andato all'Isola del Giglio sia per rallegrarsi coi passeggeri scampati alla morte, sia per esprimere solidarietà ai familiari di italiani e stranieri che la Costa Concordia non ha restituito alla vita. Angelo Foggia e.mail MORTE IN CROCIERA/8 I secchioni snobbano la tragedia Dov'era il professor salva Italia, durante la catastrofe che ha colpito la Costa? Lui si dedica a visitare Paesi, personaggi politici e banchieri. Non ha tempo per sciagure del genere, ma delega, al ministro degli Interni Cancellieri di rendere omaggio a vittime e feriti. La ministra, anzichè portarsi sul luogo della tragedia, telefona a una trasmissione augurandosi che re Giorgio consegni una medaglia al valor civile al corpo dei vigili del fuoco di Grosseto. Dimenticandosi, altresì, di tutti gli altri soccorritori: polizia, carabinieri, guardia di finanza e soprattutto volontari. Francesco Gallipoli e.mail LE GRANE DI MONTI/1 L'altro disastro è la malagiustizia Due sono i disastri di questi giorni, la Concordia e la non concordia che aleggia intorno alla giustizia italiana, come declamato dalla ministra Severino. Una affondata, l'altra da un pezzo irrecuperabile, tanto che è meglio riformarla integralmente. Una che ha creato dei morti, l'altra pure. Una che ha esaltato un codardo, l'altra degli incapaci. Due disastri talmente simili che il tanto discusso spread può passare bene in secondo ordine. Roberto Zanella e.mail LE GRANE DI MONTI/2 Stiamo affondando grazie ai tecnici La nave Italia si trova in acque molto insidiose: la possibilità di fare naufragio è elevata. Monti sta lentamente perdendo i consensi dei suoi ufficiali e, prima o poi, rischia un ammutinamento e non dimentichiamo che l'ammiraglio, il grande stratega che presiede a tutte le operazioni e decide la rotta da seguire è Giorgio Napolitano. Sarà per delirio di onnipotenza, sarà perchè la politica è un grande teatro di burattini e il puparo è molto abile, ma alla fine sono gli italiani o quello che ne rimarrà a rischiare di rimanere naufraghi alla deriva senza nemmeno un salvagente a cui aggrapparsi. Rita Muscardin e.mail LE GRANE DI MONTI/3 Sbagliato toccare tassisti e giornalai La manovra su taxi e giornali è inutile, dannosa e non porterà alcun risparmio. Di taxi ce ne sono fin troppi. I giornalai, con la diffusione degli IPad e relativi abbonamenti on line, lavoreranno sempre meno. Perchè farla? Per deprimere due categorie di lavoratori preziosi? Gianfranco Belisari Milano LE GRANE DI MONTI/4 Le liberalizzazioni non ci salveranno Lo Stato dopo averci riempito di tasse vuole convincerci che per rilanciare l'economia è segui la rubrica anche su www. A tu per tu di MATTIAS MAINIERO Nel carrello anticrisi c'è la fantasia Le nostre nonne avevano il pallino della “dispensa piena”, retaggio dei periodi bui della guerra. Sfiorando di passaggio alcuni supermercati “economici”ho visto file alle casse, nonostante la crisi. Forse gli italiani hanno imparato a fare la spesa e scegliere quelli più economici, ma la cosa mi è sembrata esagerata. Generi di ogni tipo e carrelli quasi strabordanti. Che segnale è questo se non di consumismo= recessione? Umberto Brusco e.mail La storia consumismo uguale recessione non so bene cosa sia. O forse sì, ma il discorso è lungo e impossibile da affrontare in poche righe: corsa agli acquisti, domanda che cresce generando nuova offerta, ricerca di mercati alternativi, crescita che inizialmente se ne giova, poi ingolfamento, stallo e depressione. Una spirale che provoca crisi sempre più ravvicinate. Troppo complesso. Mi interessano, piuttosto, le file e i carrelli quasi strabordanti. Esagerazioni? Consumismo esasperato? Secondo me, le cose sono più semplici: gli italiani devono mangiare. E visto che tanti italiani lavorano la spesa si fa una volta a settimana, ragion per cui nei carrelli c'è di tutto. A guardarli si direbbe che siamo ricchi. A guardarli meglio e a fare qualche domanda si capisce che è una questione di costi e ricavi: c'è persino chi al supermercato ci va solo una volta al mese per risparmiare qualche centesimo di benzina. Ovvio che i carrelli strabordino. Vicino casa mia, zona abbastanza ricca di Roma, o ritenuta tale, fino a poche settimane fa c'erano due supermercati. Uno fa parte di una grande catena. Traduzione: prezzi alti. L'altro è un discount. Era un discount, perché oggi si è trasferito a cinque chilometri di distanza. E frotte di casalinghe, operai, impiegati e professionisti di buon reddito i cinque chilometri li percorrono tutti per acquistare a prezzo contenuto. Alcuni li percorrono in autobus. Altri hanno organizzano staffette antifatica: oggi vai tu e fai la spesa per due famiglie, la prossima settimana andrò io. Spesa collettiva per rientrare nei parametri non europei ma di uno stipendio che ha perso gran parte del suo potere di acquisto. E le dispense sono sempre più piene. Di generi necessari per la settimana o il mese. E soprattutto di fantasia e arte di arrangiarsi. Sempre più vuoti i portafogli. Forse è un segnale di consumismo uguale recessione. Molto più probabilmente il segnale che siamo semplicemente messi male. mattias.mainiero@liberoquotidiano.it
18 Venerdì 20 gennaio 2012 ATTUALITÀ @ commenta su www.liberoquotidiano.it NEL MIRINO Per Vasco Rossi l'ipotesi degli ispettori è «che l'intreccio di rapporti, prestazioni professionali e fatture abbia finito per attenuare l'impatto fiscale sulla sua personale dichiarazione dei redditi Ftg Sotto accusa Gli «spari» del fisco sopra Vasco: cinque milioni che non tornano Nel 2008 il cantante avrebbe dichiarato la metà del reddito totale di 10,3 milioni Ma lui ha sempre negato le accuse: «Ho pagato sia da povero che oggi» ::: ARTURO BANDINI  “Gli spari sopra/ sono per lui...”. Tanto per parafrasarlo in uno dei suoi refrain più noti, Vasco Rossi, dal suo arruffato buen retiro convalescenziale, s'è trasformato oggi in bersaglio mobile, almeno a detta della solita Agenzia delle Entrate. Il rocker sarebbe, banalmente, un evasore fiscale. O meglio, un elusore ma di sorprendente abilità. Secondo, infatti, Luca Piana dell'Espresso l'ipotesi degli ispettori è «che l'intreccio di rapporti, prestazioni professionali e fatture imbastito fra le imprese stesse (le società del cantante, ndr) e il cantautore abbia finito per attenuare l'impatto fiscale sulla sua personale dichiarazione dei redditi, consentendogli di posticipare nel tempo o di risparmiare imposte per alcuni milioni di euro. Un dato su tutti: se le ipotesi dell'Agen zia verranno confermate, nel 2008 il reddito imponibile di Vasco sarebbe quantificabile in 10,3 milioni, quasi il doppio dei 5,8 milioni dichiarati. E ora si sta esaminando anche il 2007». La contestazione è pesante, e, vista così, accosterrebbe la figura eversiva del cantante a quella, elusiva e sciapita, dell'italiano medio (figura da lui, peraltro, sempre contestata). Eppure Vasco sulle tasse ha sempre avuto le idee chiare. «Ho sempre pagato le tasse, sia quando ero povero, sia oggi», ha sempre spiegato, dicendo di detestare gli evasori «furbi e ladri» e di aver intestato alle società «tutte le sue proprietà, cane compreso, non per eludere le tasse ma per limitare eventuali ritorsioni contro la mia persona fisica per eventuali danni causati a terzi dalla barca o dal suo equipaggio...». Il che è indiscutibile. Come è indiscutibile, però, che l'impero di Vasco ruoti attorno a due società, la Giamaica srl che risulta intestataria della casa di famiglia a Zocca, sugli Appennini modenesi, ma anche di svariate proprietà a Bologna e Ferrara; e la Area srl, quest'ultima messa in liquidazione recentemente ma ::: LA SCHEDA PAGO LE TASSE «Ho sempre pagato le tasse, sia quando ero povero, sia oggi», ha sempre spiegato Vasco Rossi, dicendo di detestare gli evasori «furbi e ladri» e di aver intestato alle società «tutte le sue proprietà, cane compreso, non per eludere le tasse ma per limitare eventuali ritorsioni contro la mia persona fisica per eventuali danni causati a terzi dalla barca o dal suo equipaggio». L'IMPERO DI VASCO L'impero di Vasco ruota attorno a due società, la Giamaica srl che risulta intestataria della casa di famiglia a Zocca, sugli Appennini modenesi, ma anche di svariate proprietà a Bologna e Ferrara; e la Area srl, quest'ultima messa in liquidazione recentemente, ma oggetto delle verifiche dell'Agenzia per gli anni passati. oggetto delle verifiche dell'Agenzia per gli anni passati. Il musicista possiede anche degli immobili in Francia e, attraverso un altro paio di società controllate in California, la magnifica villa di Los Angeles dove ama ritirarsi per comporre e registrare. «Anche la compagna Laura Schmidt, azionista della Giamaica, mostra la stessa vocazione, visto che possiede ulteriori appartamenti a Bologna e Milano, nonché un casale nella campagna senese», scrive sempre L'Espresso. Intanto, però, proprio dopo i blitz antievasione di Cortina e nel mezzo dell'offensiva del governo contro l'evasione esce la notizia che lo scorso dicembre alla società di Vasco è stata comunicata una prima serie di presunte manchevolezze di minore entità. Da cui sarebbero partiti ulteriori approfondimenti sul modo in cui i guadagni (specie quelli dei concerti) sono stati ripartiti fra il modenese -classe '52 sulla breccia da più di trent'anni- e le sue diverse società. Gli accertamenti - come si suol dire - sono in corso, e proprio mentre Vasco passa il tempo a criticare su Facebook la scelta di Piero Chiambretti a Mediaset d'imbastire un programma sulla sfida tra lui e Ligabue. Sul web, intanto, fan e detrattori si dividono. Tra i primi c'è chi afferma che Vasco Rossi stia alla canzone italiana come Johnny Halliday sta ai francesi, l'ispettore Derrick alla tv tedesca: lo si può criticare, può non piacere ma rappresenta un tassello indiscutibile del patrimonio culturale d'un Paese, e come tale va rispettato. Tra i secondi c'è chi dichiara, invece, che non basta essere una star per sfangarla alle tasse, anzi; anche perchè i comuni mortali nelle tenaglie di Equitalia ci cadono senza rete di protezione. In una zona a rischio Volontario italiano sequestrato in Pakistan ::: ENRICO PAOLI  Che la zona fosse a rischio era noto da tempo. Ma nonostante ciò i volontari delle Ong internazionali hanno continuato a raggiungere il Pakistan. E ora siamo un'altra volta a fare i conti con le azioni dei ribelli locali, che hanno nuovamente rapito un gruppo di cooperanti. Fra questi c'è anche un cittadino italiano, Giovanni Lo Porto, originario della Sicilia, rapito in Pakistan a Multan, nella zona Sud del Punjab. Dopo le prime incertezze, la Farnesina ha confermato la notizia. Assieme al nostro connazionale sarebbe stato sequestrato un cittadino tedesco, entrambi appartenenti a una organizzazione non governativa tedesca, Welt hunger hilfe, che operavano nella zona del sud del Punjab, colpita dalle alluvioni. Secondo quanto hanno riferito da fonti di polizia locale i due, al momento, sono stati identificati dagli agenti come il 45enne tedesco “Burnd” e il 38enne italiano Lo Porto. I due sarebbero stati rapiti da tre uomini a bordo di un'auto a 400 km da Lahore, all'al tezza della località di Qasim Bela, nei pressi di Kot Addu. Sempre secondo la fonte di polizia, l'opera tore italiano sarebbe arrivato ieri a Multan, ed era diretto a Kot Addu insieme al collega tedesco per avviare un programma di ricostruzione urbana. Nell'ambito delle attività che l'Ong porta avanti nella zona dal 2010, il cittadino italiano ha un ruolo di amministratore, mentre il collega tedesco è il direttore. Sul suo sito, l'emittente pakistana Geotv scrive che «secondo alcuni testimoni, i sequestratori avrebbero minacciato i due con le armi e li avrebbero costretti a indossare lo Shalwar kameez (tipico vestito nazionale pakistano) prima di portarli via». Ma sempre secondo le fonti di polizia, non è escluso che i due siano stati prelevati da agenti dell'intelligence che li tratterrebbero per interrogarli. Non appena ricevuta la prima indicazione di quanto accaduto, l'Unità di crisi del ministero degli Esteri ha immediatamente attivato tutti i canali utili per seguire da vicino la vicenda e promuoverne la positiva soluzione. Il ministro Giulio Terzi ha chiesto di essere costantemente informato sugli sviluppi del caso. «Il ministero degli Esteri mantiene al contempo un continuo contatto con la famiglia del rapito» - spiega la Farnesina, «analogamente alla condotta tenuta in passato per analoghi casi, ci si atterrà ad una linea di riserbo, per la quale ci si appella alla collaborazione degli organi di informazione allo scopo di non compromettere gli sforzi per giungere alla liberazione del nostro connazionale». Il sequestro dei due cooperanti, italiano e tedesco a Multan è l'ultimo episodio, in ordine di tempo, di rapimenti ai danni di occidentali nella zona. Giovanni Lo Porto (nella foto) è stato rapito a Multan NEL NAPOLETANO La processione si inchina al boss Il sindaco va via Sembrava essere iniziata in grande armonia - tra il vescovo di Castellammare, monsignor Felice Cece, e il sindaco della città, Luigi Bobbio - la cerimonia per la festa del santo patrono di Castellammare di Stabia, che già l'anno scorso aveva fatto registrare aspre polemiche proprio sul percorso del santo (tra le tappe ne figura anche una sotto la casa di un boss locale). Ieri mattina sindaco e vescovo sono partiti insieme alla testa della processione In seguito il sindaco Bobbio ha chiesto al vescovo di derogare sul passaggio, anche quest'an no, davanti alla casa del boss il cui balcone si trova proprio sopra la cappella di Santa Fara. Quando il sindaco si è accorto che la processione si stava incanalando sul percorso tradizionale, ha ritirato il gonfalone e ha abbandonato la cerimonia. IN VATICANO Papa Ratzinger incontra gli avvocati «Svolgere la loro delicata professione mantenendosi sempre fedeli alla verità, presupposto fondamentale per l'attuazione della giustizia». È l'invito rivolto dal Papa alla «folta rappresentanza» dell'Ordine degli avvocati di Roma, presenti ieri in Vaticano, al tradizionale appuntamento del mercoledì di Benedetto XVI con i fedeli. Salutando, come di consueto, i pellegrini di lingua italiana al termine dell'udienza, Benedetto XVI ha salutato il presidente dell'Ordine degli avvocati Antonio Conte e i consiglieri Rodolfo Murra, Francesco Gianzi e Sandro Fasciotti, ai quali ha ricordato le figure di S.Ivo di Bretagna e di Sant'Alfonso. È seguito il tradizionale scambio di doni. Un attacco di hacker ha messo fuori uso ieri il sito di Equi talia. Ad annunciarlo è la stessa società concessionaria per la riscossione in un comunicato nel quale informa della sospensione del proprio sito. «Equitalia - è scritto nella nota dalla società - informa la propria utenza che, a causa di un attacco di hacker informatici, il sito internet potrebbe non essere accessibile nelle prossime 24 ore. La corretta funzionalità del servizio sarà ripristinata nel più breve tempo possibile. Equitalia si scusa per gli eventuali disagi». Eh già, per un giorno non potranno massacrare i contribuenti. il graffio Evviva gli hacker anti-fisco
11Venerdì 20 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LA GUERRA DELLA LEGA Commento Bossi non può fermare la Rifondazione padana Umberto resta un simbolo ma non è più in grado di fare la guida politica. Anche se lui e il «cerchio magico» non cedono ::: GIANLUIGI PARAGONE  Roberto Maroni, che è politico intelligente, sa benissimo che dopo l'iniziativa di mercoledì sera a Varese dovrà andare fino in fondo. E fino in fondo significa due cose precise: sostituire Marco Reguzzoni dal ruolo di capogruppo e vincere il congresso federale. In sostanza, depotenziare il ruolo che oggi ha il Cerchio magico nella Lega. Da tempo andiamo scrivendo che ci sono due leghe. Da una parte c'è la Lega di via Bellerio, composta dalla nomenclatura, dai dirigenti cooptati sulla base di amicizie strettissime e da certe figure (un nome su tutti: Belsito) le cui mosse sono assai discutibili. Dall'altra c'è la Lega dei gazebo, della militanza, la Lega che si sente diversa dagli altri. In mezzo la figura indiscussa di Umberto Bossi, il Capo a prescindere. Che resta Capo a prescindere anche quando sbaglia. Cos'è cambiato ieri? È cambiato che il Capo a prescindere non può essere più simbolo e guida contemporaneamente. Perché resti il simbolo intoccabile, il Capo a prescindere deve lasciare il ruolo di guida cioè di segretario politico. A chi? Beh, la risposta dipende dalla dura battaglia interna, da come andrà a finire. L'altro giorno sono stato a Varese. Erano anni che non vedevo nella culla del Carroccio una partecipazione così intensa, una folla così motivata. Forte dei suoi tre sindaci di fila lumbard, Varese era - anche in questo caso - una città leghista aprescindere. Eppureera da tempo che la Lega non riusciva a cambiare passo. Era indolenzita, forse schiacciata da piccole beghe interne dove il primo obiettivo del Cerchio magico erano di volta in volta i giorgettiani e poi i maroniani e poi quelli di Terra Insubre addirittura sospesi. Tutti questi, mercoledì sera, stavano in platea con l'orgoglio di chi finalmente era rientrato a casa. Ecco cosa c'era in quel teatro: c'era l'idea di aria nuova, di aver rimesso in moto le gambe della militanza. Insomma c'era l'idea di una Lega che tornava a fare e a essere la Lega al netto delle urla di Rosi Mauro, dei giochini di Reguzzoni, degli investimenti di Belsito. Ci voleva la fatwa contro Maroni per liberare il movimento dalle tante piccole fatwe che gli uomini del Cerchio magico avevano affibbiato contro i militanti più scomodi, col metodo della decisione presa dall'alto. La rabbia di Maroni ha fatto saltare il tappo. Certo, ora non potrà più tornare indietro: troppe sono le attese che il popolo leghista ha riposto nell'ex ministro dell'Interno e nel suo progetto di ripartenza. Forte è la rabbia - scaturita poi in cori da stadio - verso un certo modo di intendere la gestione del partito e il potere che queste posizioni concede. Il fatto che Bossi fosse lì non ha per nulla anestetizzato lo scontro interno. Il Senatur ha salvaguardato il suo ruolo di grande capo ma ha dovuto prendere coscienza di un mondo che ha mutato pelle. Maroni, pur dopo averlo sottratto dalle responsabilità della fatwa, glieloha dettochiaroe tondo:così non si va avanti. Bobo ha indicato le persone che hanno avvelenato i pozzi. E la gente gli ha dato ragione con un'ovazione. La base si è schierata sotto le insegne di una Lega che nella visione maroniana è meno Braveheart e più Attimo fuggente (i barbari sognatori sono quelli del barbarico Yawp di Walt Whitman), di una leadership meno Oscar Wallace e più professor Keating. E infatti nel suo discorso di Varese Maroni, dopo aver servito di barba e capelli i nemici interni, parla da segretario politico tratteggiando quella che dev'es sere la Lega prossima ventura. Parla di Europa delle regioni, di federalismo a misura di sindaci e amministratori locali, di immigrazione e di sicurezza. Un discorso da segretario a tutto tondo. Da guida del movimento. Certo, quei gradi se li dovrà andare a prendere. Non contro Bossi, il quale pur restando il simbolo non gli regalerà nulla (di questo Maroni dovrà prender coscienza). Ma contro chi di fatto già oggi indirizza Bossi verso alcune decisioni. Contro chi già guarda all'ap puntamento di domenica come primo redde rationem. Contro chi difendere il posto di capogruppo o ne vorrà pilotare la successione. Contro chi ha in mano le casse del partito e pure il giornale (per quanto sull'edizione di ieri mancasse ogni minimo riferimento alla serata di Varesema non un'am pia intervista a Rosi Mauro...). Chi insomma ha in mano la gestione di via Bellerio sempre più fortino della nomenclatura. La partita dentro la Lega è appena cominciata e l'impressione è che Bossi non potrà fare nulla per fermarla. Assedio a Reguzzoni La faida della Lega finisce a firme false Il capogruppo si sente col Senatur, mentre i rivali interni attaccano: disconosciamo la sigla sulla mozione anti-Passera ::: MATTEO PANDINI  I maroniani assediato il bunker di Marco Reguzzoni, il capogruppo alla Camera che ieri mattina ha parlato col Senatur. Si parla - addirittura - di firme false. È Gianluca Pini a sganciare la bomba: «Bossi ha confermato a Maroni che della mozione di sfiducia contro il ministro Passera non sapeva nulla, per questo ho disconosciuto la mia firma telematicamente con la Camera. Non mi faccio prendere per il culo da un soggetto come Reguzzoni». L'altro giorno il capogruppo aveva annunciato il documento giurando di averlo concordato con Umberto. «È inutile che Reguzzoni ed i suoi quattro scalzacani dicano che una iniziativa di Bossi perché non è così» ribatte Pini. Che aggiunge: «Della mozione non ne sapevo nulla al punto che quando Reguzzoni ha preso la parola in Aula, immaginavo stesse presentando le sue dimissioni». Lo stesso ex ministro dell'Interno aveva bocciato il documento parlando di «iniziativa sbagliata». Il ragionamento è: dato che non passerà, gli unici risultati saranno il rafforzamento di Passera e il ricompattamento della maggioranza. Reguzzoni non commenta e tira dritto. Non va al Colle perché malato (al suo posto la fedelissima Carolina Lussana) ma presenta un'interrogazione su Alitalia denunciando - per l'ennesima volta - il monopolio sulla rotta Milano-Roma. Il suo obiettivo è ignorare le polemiche e dimostrare che continua a lavorare, mentre mercoledì i rivali interni «hanno abbandonato l'Aula per andare al Maroni-Day a Varese» come ha notato Paola Goisis. Dal cerchio magico spiegano anche che sono i fan dell'ex ministro a mentire, perché Bossi era informato di tutto. E aggiungono: «Se non sfiduciano Passera significa che sostengono Monti?». Fatto sta che, dietro le quinte, si lavora per calmare la guerriglia a Montecitorio. Qualora saltasse Reguzzoni, è partito il toto-successore. Perde quota il comasco Nicola Molteni. Nelle ultime ore sono spuntati i nomi del presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora e del trevigiano Giampaolo Dozzo. Il primo è sgradito ai maroniani. È etichettato come vicino al cerchio magico e in particolare sintonia con l'assessore lombardo Monica Rizzi (che ha spinto il Trota in campagna elettorale). In più, Molgora vuole mantenere la doppia poltrona di parlamentare e amministratore, nonostante il Carroccio sia contrario. Molgora ha addirittura presentato ricorso contro il nuovo regime dei vitalizi per poter andare in pensione a 51 anni nel 2013 anziché a 60. Il tutto mentre il suo collega Ettore Pirovano ha annunciato le dimissioni dal Parlamento proprio per dedicarsi soltanto alla Provincia (nel suo caso, quella di Bergamo). Ce n'è abbastanza per scaldare ulteriormente gli animi. Meno “esplo siva” pare essere l'opzione-Dozzo. Viene da Treviso e non ha grandissimo feeling con Flavio Tosi, però sul voto per l'arresto di Nicola Cosentino s'era schierato con Maroni. Su di lui potrebbero convergere parecchi deputati del Nordest. Insomma, la Lega continua a essere in ebollizione. Non rasserena gli animi la Padania, che ieri non ha scritto una riga sul comizio di Bossi, Maroni e Calderoli dando spazio - in prima pagina - a un'in tervista di Rosi Mauro che nega l'esisten za del cerchio magico. Fatto sta che Bobo si dice «molto soddisfatto» per il comizio di mercoledì sera. Ma i rivali interni rispondono colpo su colpo e sono irritati per i cori contro Reguzzoni. Domenica le anime della Lega si scontreranno in manifestazione. Dal cerchio magico avvertono: «Loro avranno i Maroni, ma noi abbiamo le palle...». Come dire che in piazza può succedere di tutto. Martedì Travaglio scrive un articolo sul Fatto attaccando Scalfari. Mercoledì Scalfari scrive un articolo su Repubblica rispondendo a Travaglio. Giovedì Travaglio scrive un articolo sul Fatto replicando a Scalfari: «Sostiene che non c'è contraddizione fra il sostegno al referendum Segni del '91 e il suo plauso alla Consulta che ha bocciato il referendum Parisi-Segni-Di Pietro». Ma, aggiunge, «nulla dice Scalfari a proposito dell'unica frase che ho contestato del suo articolo di domenica». Venerdì, ci auguriamo, Scalfari rinuncia a replicare su Repubblica a Travaglio e gli fa una telefonata per continuare a litigare senza rompere le scatole a tutti. il graffio «Pronto, Marco? Sono Eugenio» LA TRIADE Da sinistra, Roberto Calderoli, Roberto Maroni e Umberto Bossi durante il comizio dell'altra sera a Varese Ansa SONDAGGIO Il 53% dei veneti vorrebbe l'indipendenza Il 53,3 per cento della popolazione veneta vorrebbe l'in dipendenza dall'Italia. È questo il risultato di una ricerca condotta da Mps Marketing e commissionata da “Veneto Stato”, il partito che mira ad ottenere l'autono mia dal resto del Paese attraverso un percorso democratico. Dal sondaggio, condotto telefonicamente tra l'11 ed il 13 gennaio su un campione rappresentativo della popolazione regionale di 1.000 persone (dati Istat 2011), risulta che a volersi affrancare politicamente dall'Italia sono soprattutto uomini (64%) di età compresa tra i 35 ed i 54 anni. Il 60 per cento di loro ha un diploma di scuola media inferiore ed appartiene al ceto medio-basso. «Alla luce di questi numeri» commenta Gianluca Busato, portavoce del partito, «entro qualche settimana presenteremo al governatore Zaia 50 mila firme per indire un referendum che sancisca la nostra autonomia». ALESSANDRO GONZATO
2 Venerdì 20 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Le liberalizzazioni di Monti? Inutili Dai carburanti ai farmaci, dalle tariffe ai trasporti, dalle Poste all'energia, le nuove norme lasciano molti dubbi Punto per punto, ecco perché non faranno scendere i prezzi e, anzi, in qualche caso rischiano di farli aumentare EFFETTO CONTRARIO Nel caso della benzina, solo l'8% del prezzo dipende dalla rete distributiva e l'obbligo di preventivo potrebbe far salire le parcelle dei professionisti le grane di Monti ::: SANDRO IACOMETTI  Liberalizzazione non sempre fa rima con diminuzione. Basti pensare che per far scendere i costi di alcuni servizi bancari (come conti correnti e bancomat), settore aperto e libero in cui moltissimi soggetti si contendono il mercato, piuttosto che liberalizzare il governo ha deciso di intervenire con un atto dirigistico che prevede per legge il taglio delle commissioni sulle carte di debito e l'intro duzione di un conto bancario di base low cost. Anche nel settore dei rifiuti il paradosso rispunta fuori: alcune norme che dovrebbero aprire al mercato le attività di raccolta, vendita, trasporto e stoccaggio di imballaggi usati (bottiglie, lattine) prevedono per i produttori un balzello di 0,20 euro a pezzo. Ebbene la norma stabilisce che sia «obbligo dei venditori al dettaglio ritirare dai consumatori finali» la somma. Insomma, paghiamo noi. La materia è complicata. E la sensazione è che il governo abbia scelto di puntare di più su alcuni settori simbolici, la cui liberalizzazione non avrà però grande impatto sui consumatori, che su quelli realmente da ridisegnare. La separazione del Bancoposta, cheoffre prodotti eservizi finanziari, dalle Poste, che si occupano di spedizioni, era comparsa nelle prime bozze e poi sparita. Quella della rete ferroviaria (Rfi) dalle Fs, che in un primo momento si pensava fosse immediata con il passaggio delle azioni al Tesoro, è stata affidata ad una successiva valutazione della nuova authority per i trasporti. In altre parole, non si farà. Quanto alla rete del gas, il provvedimento la prevede, ma fra due anni e mezzo, e senza chiarire quale sarà il nuovo assetto societario di Snam. Per il resto, tra le misure che dovrebbero finire oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri ci sono molti interventi dagli effetti benefici tutt'altro che certi. Ecco i principali. Taxi. Gli interventi del governo sono ancora oggetto di trattative con la categoria, ma in sostanza l'idea è quella di affidare alla nuova autorità dei trasporti il compito di adeguare i livelli di offerta del servizio taxi, delle tariffe, della qualità delle prestazioni ai diversi contesti urbani per garantire il diritto alla mobilità degli utenti. Si tratta, in sostanza di incrementare il numero delle licenze e di concedere ai tassisti maggiore libertà tariffaria per far scendere i costi per i consumatori. Il problema è che sia il numero delle licenze sia le tariffe già sono sostanzialmente in linea con quelle europee. Un intervento più efficace sarebbe stato forse quello per abbattere il costo del gasolio (16% in più della media Ue), il peso delle tasse (3% in più), il prezzo dell'assicurazione (58% in più). Benzina. Il decreto prevede la possibilità per i gestori degli impianti di distribuzionedirifornirsi liberamentedaqualsiasi produttore o rivenditore (a prescindere dal marchio dell'impianto). I titolari degli impianti e i gestori degli stessi, da soli o in società o cooperative, possono anche accordarsi per l'effettuazione del riscatto degli impianti da parte del gestore stesso. L'obiettivo della norma è accrescere la concorrenza e ridurre i prezzi al consumo. Non sarà così. La filiera distributiva incide infattisolo per l'8% sulprezzo finale del carburante. Il 60% arriva da accise e imposte e il resto dalla materia prima. Semmai si doveva intervenire sulle norme regionali, che impongono ai nuovi distributori obblighi onerosi che bloccano l'avvio delle attività per pompe senza marchio e grande distribuzione. Tariffe. La norma è chiara e semplice: sono abrogate tutte le tariffe professionali, sia minime sia massime. In più i professionisti saranno obbligati a fornire un preventivo. Avvocati e notai low cost per tutti? Non proprio. L'effetto sarà quello di affidare ai giudici la decisione sulle parcelle da riconoscere al professionista quando non c'è accordo tra le parti o in cui si tratti di incarichi fissati dalla Pa, ovvero gli unici casi in cui oggi si utilizzano le tariffe professionali. Quanto al preventivo, la norma provocherà o l'innalzamen to delle spese complessive o l'inserimen to da parte dei professionisti di clausole chepermettanodialzare avolontàlecifre pattuite, soprattutto in settori dove il numero e il tipo di interventi sono difficilmente prevedibili. Farmaci. Il pacchetto del governo prevede liberalizzazioni degli orari, aumento delle farmacie, libertà di sconti, possibilità di vendita dei farmaci di fascia c negli esercizi commerciali e indicazione del generico nella ricetta del medico. L'obietti vo è quello di far risparmiare i consumatori (anche perché il servizio sanitario già rimborsa solo il prezzo più basso a cui è venduto un farmaco). L'effetto sarà, forse, di lasciare tutto com'è, visto che la legge già prevedeche il farmacistasia obbligato a segnalare il generico, che l'Italia è uno dei Paesi europei con più farmacie per abitante e che le farmacie spesso si accordano su determinati prezzi per evitarne eccessive oscillazioni. A farne le spese saranno piuttosto le parafarmacie, da cui tra l'altro è arrivato nel 2010 il volume maggiore di sconti sui prodotti. Energia. Per quanto l'operazione sarà molto dilazionata nel tempo (circa 2 anni e mezzo), il governo è intenzionato a prevedere la separazione proprietaria della rete del gas (Snam rete gas) dalla società di produzione (Eni). L'obiettivo è quello di sviluppare una maggiore concorrenza e uno sviluppo infrastrutturale in modo che i clienti finali possano avere contratti a prezzi più vantaggiosi. È difficile sostenere che togliere la rete del gas dal controllo del monopolista possa produrre effetti dannosi sul mercato. Bisogna, però, considerare che Eni ha già messo in atto una separazione funzionale e che è relativamente semplice garantire, attraverso il controllo del regolatore, la libertà d'ac cesso alla rete. La questione è, dunque, quella di essere certi che anche la politica di investimenti abbia un'impostazione pro-concorrenziale e non ceda alla tentazione di rinunciare a investimenti teoricamente remunerativi, ma tali da pregiudicare rendite di monopolio. Se questo è il problema l'ipotesi, molto probabile, di mettere tutto in pancia alla Cdp (che controlla l'Eni) potrebbe non essere risolutiva. I benzinai: pronti 10 giorni di sciopero I leader dei taxi cercano l'accordo Ma la base li sconfessa: «Venduti» ::: ANTONIO CASTRO  Tassisti infuriati, farmacisti delusi, benzinai sul piede di guerra e avvocati in protesta. Non c'è che dire: il pacchetto liberalizzazioni ancora nonè stato presentato che ha già fatto infuriare quasi tutte le categorie coinvolte. A cominciare dai focosi tassisti. Oggi si vedrà se, come temono i tassisti, i sindacati di categoria li hanno “venduti” (così urlavano i conducenti delle auto bianche ieri sera al Circo Massimo), oppure se l'ap pello a «tornare al lavoro» lanciato da tutte le sigle sindacali servirà a svelenire il clima e a trovare un accordo. Su tutto veleggia la minaccia di precettazione che alcuni prefetti, da Nord a Sud, agitano come un manganello in un clima già rovente. Per rendersene conto bastava circolare ieri dalle parti di Palazzo Chigi: camionette della Celere, blindati dei carabinieri e uomini in assetto antisommossa. I conducenti giunti da tutta Italia hanno provato a inventarsi una sorta di manifestazione spontanea (e a piedi) ma il cordone di sicurezza ha raffreddato qualsiasi intenzione bellicosa. Ora non resta da vedere cosa deciderà il consiglio dei ministri. Ieri, dopo l'incontro con le 23 sigle sindacali sono arrivate «aperture». Insomma, a Palazzo Chigi oltre che ascolto pare che i tassisti abbiano trovato anche qualche apertura. Resta il fatto che a tarda sera, a Roma, era ancora impossibile trovare un taxi. Le principali società non rispondevano alla chiamata. Segnale che appello per la ripresa del servizio è caduto nel vuoto. E l'intervento di uno dei leader storici degli autisti romani, Loreno Bittarelli di Uritaxi, è stato accolto con fischi, grida («venduti, traditori») ealtre contumelieurlate nei dialetti di tutta Italia. «Non c'è ancora nulla di cui essere soddisfatti. Certo», ha spiegato al termine di una giornata convulsa Bittarelli, «siamo soddisfatti per il fatto che il governo ci ha già incontrato due volte consecutive in due giorni. Ma potremmo dire di essere soddisfatti solo domani (oggi, ndr) in parte, e poi definitivamente, al termine dell'iter parlamentare del decreto». Insomma, le auto bianche restano a presidio dell'anfiteatro del Circo Massimo, dove vuole la tradizione corressero le bighe. Intanto la tensione resta altissima - con l'ala napoletana a fare da forza di sfondamento - e di vetture in giro neppure l'ombra. Su tutto aleggia la minaccia di sciopero nazionale proclamato dai tassisti per il 23 gennaio e non ancora ritirato. Devepassarela nottataeintanto i sindacalisti si sgolano nel tentare di convincere i colleghi a riprendere il servizio «come segnale di buna volontà». Ciò che fin'ora è emerso della bozza di certo non piace ai benzinai. E così partono dieci giorni di sciopero di quelli aderenti alla Fegica-Cisl e alla Faib su tutte le strade a autostrade. Le date e le modalità saranno rese note se le ipotesi di liberalizzazione della rete carburanti dovessero essere confermate. Secondo i gestori degli impianti con la nuova bozza il governo «fa retromarcia su tutta la linea di fronte alla potente lobby dei petrolieri i cui privilegi non vengono neanche scalfiti». Se i parafarmacisti temono la mazzata finale gli avvocati minacciano gesti eclatanti all'apertura dell'anno giudiziario (28 gennaio). Ma anche due giorni di sciopero, (8 e 9 febbraio), con l'«occupazione simbolica» degli uffici giudiziari, sit-in davanti alle sedi di governo e parlamento e un milione di fax di protesta al premier Monti, al Guardasigilli Severino e ai presidente della Camera Fini e del Senato Schifani. AUTO IN PIAZZA Non si ferma la protesta dei tassisti nonostante i sindacati di categoria, dopo l'incontro col governo, abbiano chiesto di «tornare a lavorare» (Lapr)
Tennis: Errani al 3° turno, Vinci ko Agli Open d'Australia è Sara Errani che battendo la Petrova 6-2, 6-2 si qualifica al 3° turno. Roberta Vinci va ko con la cinese Zheng Jie con 6-4, 6-2. Oggi in campo la Oprandi contro Julia Goerges. Beckham-Galaxy per altri 2 anni David Beckham ha rinnovato il contratto con i LA Galaxy per altri 2 anni. «È stata una decisione importante. Continuo ad avere il massimo entusiasmo per il calcio americano» ha spiegato. Zingerle argento ai Giochi Olimpici Quarta medaglia per l'Italia nei Giochi Olimpici Giovanili Invernali di Innsbruck: Hannes Zingerle è argento nello slalom gigante maschile. L'azzurro chiude a 40 centesimi dall'oro dell'austriaco Schwarz. ::: Mi pare che... La Juve vuol vincere lo scudetto? Allora prenda un bomber vero ::: LUCIANO MOGGI  È tempo di mercato ma le trattative languono, poca carne al fuoco, manca la legna da ardere (nel senso di quattrini) e al momento tutti sono fermi sulle proprie intenzioni, soprattutto le prime della classe. Il mercato latita, s'avvolge su se stesso, qualcuno dei colpi che avrebbe dovuto contrassegnare questo mese non s'è visto, Tevez su tutti, restano alla base gli ostacoli che già si sapevano: rose troppe folte, ingaggi da limare (male che perseguita anche le piccole). La Juve, una delle più illustri, per fini gestionali doveva vendere prima di comprare, o fare l'una e l'altra cosa in contemporanea, ha comprato invece Borriello, avendo tre punte da cedere: Toni, Iaquinta e Amauri. Così si è sottomessa alla forza contrattuale delle squadre bisognose di attaccanti come è successo con la Fiorentina per il passaggio di Amauri in viola. Gli obiettivi al momento restano due: un difensore - Caceres - e un centrocampista - il colombiano Guarin del Porto -. Arriverà uno solo dei due però, perché il posto di extracomunitario è uno solo. Osservati speciali anche Behrami della Fiorentina e Palombo dalla Samp. C'è da augurarsi che le scelte siano differenti da quelle del passato che pesano ancora sul bilancio. Le gestioni di Cobolli Gigli e Blanc hanno lasciato ferite ancora aperte che sembrano trovare in Krasic il punto di maggior frizione. La giusta occasione La Juve ha bisogno di campioni e non di giocatori che diventino tali per “effetto-cumu lo”, (tre che ne fanno uno buono per intenderci), ma di giocatori che abbiano i loro valori riconosciuti. Riconosco a Marotta di aver saputo trarre insegnamento dai suoi errori del primo anno, lo vediamo però incerto sul target di giocatori di cui abbisogna una squadra d'immagine internazionale com'è la Juve e non c'entra il budget, fin troppo elevato. Conte è stata una scelta azzeccata - avrà inciso la provenienza da giocatore della vecchia Juve - ma è questo il momento di non sbagliare, la squadra è in testa in un momento per di più in cui il Milan accusa difficoltà. Noi siamo del parere che valga la pena comprare un giocatore da 30milioni al posto di tre giocatori da 10milioni ciascuno e il ruolo che manca alla Juve attuale è un grande attaccante capace di finalizzare tutto il gioco della squadra. Anche l'Inter doveva vendere prima di comprare, una volta Moratti non conosceva questi problemi, ora mostra (o finge) di pensarci, è tentato da Tevez per fare uno sgarbo al Milan ma il giocatore non andrà a nessuno dei due litiganti, forse al Psg. C'è uno sproloquio di frasi che vorrebbero essere “storiche” in casanerazzurra. Ledice Ranieririspondendo ad Allegri, «Se per vincere mi basta tenere il possesso palla per 33' mi sta bene e mi avanza», risultato e miracolo di quel gol di Milito derivato da un'azione che se la ripeti cento volte non finisce allo stesso modo (ripartenza più ripartenza di getto contrario con errore finale di Abate). Si è ringalluzzito Ranieri, che sembra trascurare i 5 punti che lo distanziano dal Milan e i 6 dalla Juve. Per sua sfortuna si è fermato di nuovo Forlan, mentre sul fronte rossonero si è rifatto male Pato, vedremo l'entità dell'infortunio ma Galliani potrebbe riprendere in mano la pista Maxi Lopez. Merkel è già tornato dal Genoa, Mesbah e Strasser sono arrivati da Lecce. Tutti immobili Tutto pensava De Laurentiis fuorchè di dover chiarire perché i primi approcci di Edu Vargas non siano stati pari alle attese, e il patron del Napoli trova una spiegazione nel fatto che il giocatore non conosce ancora nemmeno i nomi dei suoi nuovi compagni. Di De Laurentiis estrapolo questa convinzione: «Se dovessi scegliere tra il superare il turno con il Chelsea e la Champions da fare anche l'an no prossimo propendo per la seconda». Alla buon'ora: il presidente del Napoli ha capito. Va bene la Championsdi quest'an no per come la si è affrontata, ma non qualificarsi per l'anno prossimo costituirebbe un passo indietro. Estremi che non si toccano tra Genoa e Fiorentina. Il grifone attivissimo e ciarliero sul mercato, con il suo abile patron Preziosi che continua a dividere con Moratti il suo interesse per il mercato sudamericano. Quasi immobile la società viola (dopo aver preso Amauri per sostituire Gilardino), che pure ne ha bisogno come il pane, a 21 punti e a -6 dalla terz'ultima posizione e non è sicura nemmeno di restare in serie A. Mentre da Genova l'ipotesi di una cessione anche di Kucka dopo Merkel induce Preziosi a tastare il terreno per Candreva e Biagianti. luciano.moggi@liberoquotidiano.it ::: TOMMASO LORENZINI MILANO  In una settimana, di Novara ne basta una, anzi fa malissimo. Dopodomani Alexandre Pato non scenderà in campo al “Silvio Piola”e dovrà stare per diverso tempo in tribuna. Uscito mercoledì sera dopo aver segnato la rete decisiva in Coppa Italia (ai supplementari), il Papero è stato sottoposto ad accertamenti. «Sto bene», diceva nel dopo-partita, eppure c'è un nuovo guaio muscolare.A tarda serata il Milan comunica ufficialmente quello che le indiscrezioni già raccolte da Libero avevano confermato: risentimento al bicipite femorale sinistro (già infortunato il 10 novembre 2010 in Milan-Palermo). Stop di un mese, almeno. RICADUTA Anche se le immediate sensazioni di alcuni “vec chi” del gruppo erano che, una volta insaccato il gol-partita, Alexandre si fosse poi tirato indietro, complici il freddo e il risultato acquisito; impressioni del momento, come quelle che accompagnarono anche il crac del 22 settembre con l'Udinese (anche quello al Meazza): si parlava di «dolorino», invece era una lesione al bicipite femorale destro, guarita in sette settimane. Ora, con il decimo infortunio muscolare dal 5 gennaio 2009 (Milan-Genoa) Pato si è beccato pure il “Tapiro d'oro”da “Striscia” e il Milan si trova ancora a riflettere sull'affare Tevez, strettamente legato a Pato e all'offerta del PSG. Berlusconi ha bloccato tutto (35 milioni buttati?), ma i muscoli di cristallo del 22enne brasiliano preoccupano. Dunque non sembra un caso che ieri sia saltato l'in contro fra Kia Joorabchian, agente dell'Apache (a Londra per il prestito di Taiwo al QPR), e il PSG. Che ci sia di mezzo il Milan? D'altron de, un Pato ben curato e a mezzo servizio potrebbe essere risparmiato per la Champions (dove Ibra stecca troppo spesso), e Tevez (inutilizzabile in Europa) dirottato a tempo pieno sul campionato, a far da spalla a quello Zlatan con il quale il Papero non ha proprio feeling, né tecnico-tattico, né caratteriale. Lo dimostra la gara col Novara: fuori lo svedese, risolve il brasiliano. Se dunque resta viva la pista Tevez, è ormai impensabile che il Papero parta almeno adesso. Non solo per il “niet” di Berlusconi, ma anche per la situazione complessiva. Molto è cambiato dal sorteggio apparentemente favorevole con l'Arsenal. A dieci giorni dalla consegna della lista Champions (1 febbraio) Allegri ha uomini contati e grossi dubbi su chi inserire: lo stesso Pato (oppure el Shaarawy o Inzaghi?); Gattuso, di cui si fida tanto; Aquilani, che forse non recupera neppure per il ritorno coi gunners, il 6 marzo (andata 15 febbraio a San Siro); Boateng, a forte rischio per l'andata. Infermeria stracolma, strategie da ridisegnare: una condizione molto diversa rispetto dodici mesi fa quando in questi giorni arrivavano Van Bommel ed Emanuelson (sempre meno efficace), e Cassano era già protagonista. MONTOLIVO Ed ecco che Galliani sta lavorando sottobanco alla pista Montolivo, utilizzabile sia in A sia in Europa. La mossa è proporre alla Fiorentina 5-6 milioni di euro più un giovane rossonero in comproprietà, muovendosi però nelle ultimissime ore di mercato, quando anche i viola avranno già acquistato un altro centrocampista e un attaccante in grado di “placare”i tifosi. NUMERO 1 Adriano Galliani Risentimento alla coscia: Pato si ferma un altro mese. Nuovo guaio per il giocatore che 8 giorni fa doveva andare al Psg per 35 milioni Milan in difficoltà anche a centrocampo. E Taiwo finisce al Qpr ::: FABRIZIO BIASIN  Sta accadendo qualcosa di curioso e inedito nella grande famiglia Milan, non possono essere solo coincidenze. Al centro del sistema c'è lui, Adriano Galliani, il dirigente pallonaro più bravo che c'è (ne conoscete uno migliore in attività? Fateci sapere). Prima viene stoppato da patron Berlusconi mentre tenta di chiudere la triangolazione «Pato al Psg, Tevez al Milan, quattrini al City», poi viene apertamente rimbrottato (senza mai essere citato, badate bene) da Paolo Maldini sulle pagine della Gazzetta dello Sport (Domanda: «C'è un'incompatibilità tra lei e Galliani?». Risposta: «Da parte mia no. Da parte sua, non so»). A fare due più due vien da pensare che l'amministratore delegato capace di vincere qualunque cosa in quasi 26 anni di menate rossonere, stia navigando in cattive e pericolosissime acque. Ma Galliani non è il Comandante Schettino, lui il barcone non lo abbandona quando le cose vanno male, figuriamoci dopo aver vinto meritatamente lo scudetto 2010-2011, oppure ora che è al secondo posto in classifica a un punto dalla Juventus. Eppure... Eppure tutto fa pensare che Galliani - oltre a essere il re dei dirigenti di mercato - sia anche il principe degli incassatori. Le recenti parole di Berlusconi («Ho deciso di tenere Pato perché l'intera operazione non mi convinceva né dal punto di vista tecnico né da quello economico») pesano come piombo sul gobbone dell'ad, deligittimato senza un vero motivo. Son periodi, si dirà, eppure fa specie vedere che proprio ora paolo Maldini, ex col dente avvelenato, decida di tirare la stoccata. Sembra quasi che qualcuno stia accompagnando l'Adriano verso il portone d'uscita di via Turati. Ma lui, l'Adriano, fesso non è, e sorride a tutti, e studia nuove mosse di mercato, e lavora per il bene del suo club e di tutti quelli che sperano di fargli barba e capelli (pochi, se è concesso). GIOIE E DOLORI Alexandre Pato, 22 anni, al centro delle questioni rossonere. Mercoledì in Coppa Italia contro il Novara entra, segna, ma poi va ko Olycom Maldini e i nemici dell'ad Galliani accerchiato solo perché è il migliore
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8 Venerdì 20 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it ANTEPRIMA «Panorama» dedica la copertina alla «tela» del ministro per lo Sviluppo. Che oggi in Cdm porterà una norma sui crediti delle imprese con la PA le grane di Monti ::: MARTINO CERVO  Quando, a metà novembre, Roberto Maroni confessò a Franco Bechis che col governo tecnico nulla sarebbe stato come prima, Libero lo prese molto sul serio, dando seguito a quella fragorosa intervista con uno scenario dal titolo «Nasce Forza Passera». Due mesi dopo, la creatura pare decisamente in salute, tanto che cresce l'atten zione, e la legittima preoccupazione da parte del mondo dei «vecchi» partiti. La copertina di Panorama è molto simile all'apertura che questo quotidiano offrì ai suoi lettori il 20 novembre dell'anno passato. «La tela di Passera», titola il settimanale diretto da Giorgio Mulé. La tesi, rafforzata da due mesi di governo cui appiccicare l'etichetta di «tecnico» diventa sempre più difficile, è simile a quella intuita dal «barbaro sognante» di Varese. Attorno all'ex capo di Intesa si può coagulare un gruppo politico nuovo, figlio più che di una personalità travolgente o di un'ideologia precisa, della debolezza delle stesse formazioni che in fondo hanno portato alla nascita dell'esecutivo Monti benedetto da Napolitano. Il succedersi di posizioni al fondo ambigue, schiacciate tra impossibilità politica nel togliere il sostegno al Professore e tentativo di difendere voti e consensi in un periodo di «ibernazione» contribuisce senza dubbio al clima attuale: da questo punto di vista Pdl e Pd si assomigliano, anche se è chiaro che questa fragilità si documenta su temi diversi. Le liberalizzazioni portate oggi in Cdm (tra parentesi, Passera avrà un peso rilevante nel dettare l'agenda con Monti) faranno probabilmente esplodere questo malessere, finora confinato a un voto parlamentare dissociato dalle uscite pubbliche. Il fatto è che governare logora chi non lo fa, e sedersi ai tavoli con le parti sociali, gestire il potere, scrivere decreti, partecipare ai vertici è attività che non può restare neutra neppure per poche settimane, figuriamoci in un contesto in cui l'azione è indispensabile e l'ipotesi elezioni a breve impensabile per quasi tutto l'arco parlamentare. In più, il confronto con un esecutivo non esattamente al top dell'efficienza come quello di Berlusconi nei mesi finali non aiuta il Pdl, e tutto sommato neppure il Pd. Non è un caso che, tolto Monti cui tutti - in permanenza dello Stato italiano - assegnano ruoli non inferiori al Capo di Stato, Passera sia al momento ipotizzabile con eguale credibilità candidato premier del Pdl, del Pd, del Terzo Polo o di quell'ipotetico nuovo partito «minacciato» da Maroni due mesi, che sappia attrarre tanto da sinistra quanto da destra. Magari anche leghisti? Di certo, oltre all'ennesimo pretesto della guerra col «cerchi magico», colpisce che proprio il delfino padano abbia stoppato la bizzarra mozione del Carroccio contro il ministro dello Sviluppo economico. A rilevare in modo del tutto particolare lo stesso nodo politico è un personaggio che da qualche mese si tiene in disparte dopo essere stato sottoposto a pressioni di ogni tipo: Giulio Tremonti. Nel suo libro di prossima uscita per Rizzoli, «Uscita di sicurezza», l'ex ministro dell'Economia non cita mai direttamente né Berlusconi né lo stesso Passera. Eppure, come anticipato con qualche eccesso di interpretazione puramente partitica il sito Dagospia, Tremonti con afflato vagamente biblico - affronta i nodi della crisi, facendouna proposta politica. Domani i lettori di Libero avranno un assaggio più corposo del Giulio-pensiero, ma per quanto riguarda «Forza Passera» c'è un passaggio illuminante. Quello in cui Tremonti dà per certo che la politica nuova, l'unica in grado di affrontare la crisi, non sia «nédi destrané disinistra»,perché nonpiù inscatolabile in etichette di partiti che, seppur nati tutti dopo la rivoluzione di Tangentopoli, paiono già irrimediabilmente vecchi. Oggi tutto ciò che va sotto il nome di Forza Passera- ancheal di là del titolare del dicastero che fu di Scajola - inizierà un percorso che può cambiare faccia e snodi dell'economia e della società italiana. Ieri sera girava voce che proprio Passera fosse pronto a portare in Cdm una norma per sbloccare i debiti della Pa verso le aziende private. Una piaga che dura da decenni. Fosse vero, per Forza Passera sarebbero altri voti. Soprattutto al Pdl conviene rendersene conto. Berlusconi torna a dar battaglia Silvio: «Giù le mani dalle frequenze» Il Cav difende le assegnazioni a Mediaset e critica le liberalizzazioni: «Sembrano fatte dal Pd» ::: SALVATORE DAMA ROMA  «Non subiremo passivamente le scelte del governo». Adesso Berlusconi è arrabbiato. Proprio incazzato. «Se sono queste le liberalizzazioni che vogliono approvare», Silvio si riferisce alle bozze che stanno girando in queste ore, «allora Monti non avrà i nostri voti. Stavolta se lo scorda: nessun sì acritico dal Pdl come è stato con la manovra precedente». Forse il professore non ha ben chiaro «che noi siamo il primo gruppo parlamentare che lo sostiene alla Camera e, con la Lega, abbiamo ancora la maggioranza al Senato». LENZUOLATA Non l'ha capito, secondo Berlusconi, perché il piano di liberalizzazioni che arriverà oggi sul tavolo del consiglio dei ministri risente troppo dei suggerimenti del Pd, «sembra scritto da Bersani». Pure la storia delle frequenze televisive: il ministro Passera ha annunciato che, a conclusione del gabinetto, emanerà un regolamento per sospendere gli effetti del beauty contest, cioè l'assegna zione gratuita delle frequenze digitali a Mediaset e Rai. A Berlusconi proprio non va giù: non erano questi i patti quando il Cavaliere ha deciso il «gesto di responsabilità» facendo un passo indietro. Quirinale e Monti erano d'accordo che nessun atto punitivo sarebbe stato posto in essere contro l'ex premier, la sua parte politica, il suo impero economico. E ora, cosa succede? D'accordo, la vicenda delle frequenze non mette a rischio le aziende berlusconiane, ma è un primo segnale di ostilità. Che irrigidisce l'uomo di Arcore su tutto il pacchetto in procinto di essere varato: «Le liberalizzazioni piacciono molto alla gente», tira fuori gli ultimi sondaggi, «ma devono essere vere, quelle inutili non ci interessano». E non ci devono essere «intenti vessatori», né pregiudizi ideologici (contro i tassisti), né favori fatti ai potentati vicini alla sinistra danneggiando i farmacisti. In mattinata gli azzurri hanno presentato, in una conferenza stampa, una road map di 13 interventi per liberalizzare e rilanciare l'eco nomia. Precedenza a energia, servizi pubblici locali, banche e assicurazione. Poi, in coda, farmacie e taxi. In più, nel corso di un seminario pomeridiano organizzato dal gruppi parlamentari azzurri, il partito ha rilanciato anche le sue idee per ridurre il debito pubblico a dimensioni più umane e gestibili. Insomma: sono le indicazioni ripetute fino alla noia dal Cavaliere e dai suoi dirigenti. Che, tuttavia, non risultano ancora recepite dal governo se, ieri sera tardi, si è reso necessario un nuovo incontro tra l'esecutivo e il segretario del Pdl Alfano. «Monti deve dimostrate equilibro», è il concetto che Berlusconi ribadisce ai suoi, invitati a Palazzo Grazioli per una colazione di lavoro. Il leader nutre delle preoccupazioni. Politiche, per via dei sondaggi che vanno male per il Pdl: «Ai nostri elettori questo governo non piace». Personali, per i processi che ancora assillano l'ex capo del governo: «Domani (oggi, ndr) mi tocca un'altra udienza del processo Mills. Un processo inutile, già prescritto...». Ciononostante Silvio rientrerà a Milano per ascoltare la testimonianza di David Mills. Ammesso che i problemi di salute permettano all'avvocato londinese di testimoniare. IPOTESI VOTO In tutto ciò, Berlusconi non si sente di escludere alcuna eventualità: «Stiamo a vedere cosa succede». Certo, è dura assumersi la responsabilità di buttare giù il governo in una situazione di crisi internazionale. Ma Silvio non intende sorbirsi purghe: «Se portano alla Camera cose invotabili, non le voteremo». Per cui torna d'attualità, nei discorsi dei dirigenti azzurri (e non solo), l'ipotesi della chiusura anticipata della legislatura. Con voto a giugno. Un modo per riannodare l'alleanza con la Lega e andare a elezioni con la legge elettorale vigente. Opzione che trova la forte ostilità del Colle: la richiesta di Napolitano ai partiti - «Cambiate le regole di voto» - si fa sempre più pressante. Forza Passera è cresciuta e si prepara a governare Anche giornali e partiti si accorgono che dopo i tecnici nulla sarà come prima. Tremonti nel suo libro: la nuova politica? Né di destra né di sinistra
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