ULTRAZOOM
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4 Giovedì 19 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it SENTI CHI SPARLA L'America ci accusa di incapacità Prima di parlare pensi al Cermis Stampa e televisione d'Oltreoceano ci massacrano. Ricordiamogli il disastro di Cavalese provocato da una bravata di un pilota Usa: 20 morti e nessuno ha pagato ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO Altro che «Concordia» Da inglese sto con l'Italia: noi facciamo di peggio Ero lavapiatti sulla «Herald», affondata nel 1987. L'equipaggio era sempre ubriaco e non funzionava nulla ::: NICHOLAS FARRELL  Non è mai facile difendere l'Italia e gli italiani all'estero ed è ancora più difficile dopo il naufragio della Concordia. Ma ci ho provato lo stesso in un articolo che esce oggi sul prestigioso settimanale inglese “The Spectator”e che racconta le mie bizzarre esperienze da lavapiatti su una nave inglese. Ah sì, i soliti italiani. Scarichiamo tutta la colpa della catastrofe sui «bloody eyeties» (maledetti terroni) e chiudiamo il discorso. Così non dobbiamo pensare più di tanto dei pericoli di queste città galleggianti. Perché, è vero, il disastro della Concordia aveva qualcosa di tipicamente italiano. Con un protagonista donnaiolo e spaccone che , per il suo orgoglio da macho, non dà subito l'allarme. Un vero italiano, insomma. Ma cosa volete da una razza che ha eletto come Premier tre volte un pensionato malato di sesso? E l'equipaggio? Male, come il capitano, secondo le testimonianze dei passeggeri. Riflettiamo però su come un capitano e un equipaggio britannico di una navesimile si sarebbero comportati. Ho un po' dimestichezza con le navi da crociera di Sua Maestà. Per un paio di estati negli anni Ottanta, dopo la mia laurea a Cambridge, lavoravo come lavapiatti sulla “Herald of Free Enterprise” che affondò la notte del 6 marzo 1987 con 193 morti pochi minuti dopo la partenza dal porto di Zeebrugge in Belgio. Il vice nostromo, che non era italiano, aveva dimenticato di chiudere i boccaporti a prua perché stava facendo un pisolino in cabina. In un lampo il ponte auto della “Hoefee”, come la chiamavamo noi, era allagato e la nave ribaltata su un fianco, proprio come la Concordia. Sono stato il lavapiatti nella cucina di bordo sul ponte C e mi chiamavano “il Professore” perché leggevo libri, altrimenti “Camicia” perché la mia camicia bianca era diversa dalle loro. I cuochi mi facevano dispetti in continuazione. Versavano dell'olio bollente dentro la mia tritarifiuti che masticava tutto lo schifo rimasto sui piatti (strumento fondamentale). Più mosso il mare, meglio stavo perché più vomito in giro c'era e meno piatti da lavare; di conseguenza potevo installarmi nel bar dell'equipaggio per leggere e bere a go-go come facevano tutti appena possibile. Una volta, ho partecipato a un'esercitazione d'emergenza. Naturalmente, la scialuppa per noi della cucina del ponte C si è bloccata a metà strada della fiancata ben sopra l'acqua. «Prima le donne e i bambini», ho sentito dire il capocuoco Scouse, «Figurati!». Mentre sistemavo i miei piatti pensavo spesso: «Dio, se la nave affonda siamo tutti carne da macello. Sparisce la corrente elettrica e si bloccano gli ascensori e se non ti trovi vicino a una porta che dà su un ponte esterno sei imprigionato, ancora peggio per chiunque si trova in cabina. Gli oblò? Non si aprono». Peggio, oggi, perché le cabine si aprono elettronicamente. A differenza degli aeroplani, così barbari, almeno in macchina o in treno sei in contatto con la terra e hai una minima speranza di avere un po'di dominio sul tuo destino nel caso di disastro. Lo stesso vale per una nave da crociera. Ma mi raccomando: non addormentarti mai in cabina! Prendo ogni tanto la nave per andare in Grecia o Croazia ma personalmente rimango fisso al bar. Non solo perché mi piace bere ma perché mica sono scemo. I membri dell'equipaggio, italiani, greci, croati o britannici che siano, sono ben capaci di commettere degli errori malgrado la loro razza. Sono queste navi delle gigantesche casse di morti galleggianti mi preoccupano molto di più. COME LA «CONCORDIA» La “Herald of Free Enterprise” naufragata nel Mare del Nord: era il 1987 e morirono in 193 Ap Pompieri scalano la fiancata della Costa Concordia. Sopra, un pezzo della funivia del Cermis abbattuta da un jet Usa. Morirono in 20 (LaP. e Ansa) ::: ANDREA MORIGI  Prima che in America ci marchino come la nazione inaffidabile, dopo un naufragio come quello della Costa Concordia, sarà bene rinfrescare loro la memoria con il ricordo della tragedia del Cermis del 3 febbraio 1998. Due bravate, entrambe compiute da uomini che si erano poi giustificati sostenendo di aver colpito ostacoli non segnati sulle loro mappe. In ambedue i casi, un omicidio plurimo e un disastro colposi. E nell'una e nell'altra circostanza, i responsabili hanno tentato la fuga, abbandonando le vittime al loro destino. Solo che il comandante Francesco Schettino non c'è riuscito mentre il pilota Richard Ashby e il suo collega navigatore Joseph Schweitzer, dopo aver urtato i cavi della funivia di Cavalese, provocando la morte di venti persone, si erano messi al riparo della bandiera a stelle e strisce, facendola franca. Curiosamente, dagli Usa non smettono di darci lezioni di guida e di comportamento. Spiegano gli esperti di crociere statunitensi, sul quotidiano della Florida Sun Sentinel, che le leggi americane e un'intensa attività di controllo avrebbero impedito la tragedia. Sulle loro coste, affermano, certi esiti sarebbero altamente improbabili, se non proprio impossibili. Salvo poi rivelare che appena una settimana prima, il 9 gennaio, la Msc Poesia si era arenata alle Bahamas appena dopo essere salpata da Port Everglades. Se le conseguenze erano state molto più lievi rispetto a quelle dell'Isola del Giglio, lo si deve soltanto al fondale sabbioso. Invece di schiantarsi sugli scogli, il gigante del mare si era limitato a distruggere la barriera corallina. La verità è che stava navigando in appena quattro metri e mezzo d'ac qua. E, soprattutto che, ancora una volta, si trattava di una nave italiana. Ecco perché la Cnn nei giorni scorsi si è concentrata sulla scarsa professionalità e sulla mancanza di attenzione per i passeggeri. Una bacchettata a tutta l'Italia, insomma, e anche un avvertimento ai crocieristi americani che scelgono il Mediterraneo per trascorrere le loro vacanze. Attenti agli americani, casomai. Un motivo per suggerire silenzio a loro e a chi si scandalizza, come i quotidiani britannici, per il comportamento del comandante Schettino, è che i suoi datori di lavoro sono proprio gli statunitensi della Carnival Corporation, proprietari di Costa Crociere dal 2000. Se hanno ingaggiato loro i cacciatori di teste (di legno) che hanno selezionato il personale di bordo, lo dicano. Se invece si sono trovati degli imbecilli sul groppone, spieghino perché non li hanno licenziati. Spetta a loro stabilire se, tutti concentrati sugli utili, non avevano sorvegliato i loro dipendenti. Mentre gli yankee verificano procedure e responsabilità, li si può aiutare ad andare un po' indietro con la memoria, a quando nel novembre 2000 consegnavano allegramente due brevetti di pilota di aeromobile ai terroristi islamici Mohammed Atta e Marwan alShehhi, che avevano frequentato la scuola di volo unicamente per andare a sbattere meglio sulle Torri Gemelle poco meno di un anno dopo. E infine, sarà utile tornare al 25 agosto 1999, quando Silvia Baraldini, condannata negli Usa a 43 anni di carcere per concorso in evasione, associazione sovversiva, due tentate rapine e ingiuria al tribunale, torna in Italia, accolta all'aero porto dall'allora ministro della Giustizia Oliviero Diliberto. Con quel rimpatrio, Washington pretendeva di aver pagato al governo di Roma il prezzo della mancata giustizia per le 20 vittime della strage del Cermis. La Corte marziale Usa di Camp Lejeune infatti il 4 marzo 1999 aveva dichiarato la non colpevolezza dei piloti, sebbene il 10 marzo 1998 l'in chiesta interna del comandante dei marines Peter Race avesse stabilito che «la causa della tragedia è che l'equipag gio dei Marines ha volato più basso di quanto non fosse autorizzato, mettendo a rischio se stesso e gli altri», raccomandando «provvedimenti disciplinari e amministrativi appropriati nei confronti dell'equipaggio». Qui nella vecchia Europa forse rischieremo il default, ma un processo vero non lo si nega a nessuno. Senza per questo attribuire le colpe di un individuo a un popolo intero. . STRAGE PER SCHERZO
22 Giovedì 19 gennaio 2012 ATTUALITÀ @ commenta su www.liberoquotidiano.it  Una volta si chiedeva alla donna di rinunciare al proprio cognome per prendere quello del marito. Oggi pur mantenendo il proprio, si può decidere di prenderne un altro. Manon dellosposo, odi un parente, bensì di una persona qualsiasi (deve dare però il consenso) che ha significato qualcosa per la propria vita. E quindi lo studente sceglierà il cognome del professore che lo ha illuminato, il paziente del chirurgo che lo ha salvato, il lettore farà lo stesso con lo scrittore che gli ha trasformato la vita. Tutto questo sarà possibile grazie a una sentenza (assai particolare) del Tar Liguria che stabilisce che la forza emotiva può essere più potente di un legame di sangue o di legge. Il caso pilota è quello trattato pochi giorni fa dal Tribunale Amministrativo Regionale. Ai giudici si era rivolta una nota professionista genovese (C. A. di 46 anni), alla quale la Prefettura aveva respinto una richiesta. Quella di poter aggiungere al proprio cognome anche quello di un collega ( A. L. 76 anni) che per lei ha rappresentato il cardine della sua «crescita umana e professionale». La sentenza è stata favorevole alla donna, il provvedimento prefettizio di diniego è stato annullato e il ministero dell'Interno ha condannato a pagare le spese legali, tremila euro. La professionista nel suo ricorso ha spiegato che il «dottor A. L. si è occupato della sua istruzione nonché della sua crescita umana e professionale ospitandola in casa. E che svolge la propria attività professionale insieme al dottor A. L.». Il fatto è che tra la professionista e il suo «maestro» di vita, i rapporti sono davvero quelli descritti, cioè di profonda amicizia e riconoscenza, e anche la scelta, non infrequente, di adozioni tra adulti è sembrata innaturale visto che si tratta di una strada spesso percorsa per consentire a un soggetto di beneficiare di beni o diritti altrimenti negati. Qui, invece, c'è solo il desiderio di un «tributo» di una persona ad un'altra. E il Tar lo ha riconosciuto come assolutamente legittimo. SENTENZA DEL TAR Liberi di adottare il cognome di un altro Apre Pitti Bimbo con oltre 500 marchi LA MODA SI FA PICCINA Jeans slavati e camicie a quadri, il casual Silvian Heach ::: ALESSANDRA IANNELLO FIRENZE  Apre oggi a Firenze la 74esima edizione di Pitti Bimbo. In mostra alla Fortezza 510 collezioni, di cui circa 200 provenienti dall'estero. Con gli oltre 8mila compratori (su 10mila visitatori totali) che hanno partecipato alla scorsa edizione invernale, Pitti Bimbo si conferma l'unico salone internazionale che dà una rappresentazione completa dell'univer so del childrenswear, e allo stesso tempo la piattaforma di riferimento per presentare le nuove tendenze del lifestyle legato alla moda bimbo. Dal classico-elegante dei grandi brand di Pitti Bimbo, allo sportswear di Sport Generation, dalla creatività dei marchi di ricerca di New View e EcoEthic alla urban couture di Super Street, ma anche al design e al tessile legati al mondo dei più piccoli. Fino alle collezioni all'avanguardia di Apartment. Ma il punto focale che rende Pitti Bimbo la manifestazione al mondo più completo del panorama internazionale sono le sfilate che si susseguono a ritmo serrato e che danno indicazioni non solo legate allo stile ma anche agli abbinamenti e offrono spunti imprescindibili per tutti gli attori della filiera. Ma le sfilate e le presentazioni sono anche una vetrina per presentare progetti importanti. Come quello che il Gruppo Arav, azienda cui fanno capo i fashion brand Silvian Heach e Silvian Heach Kids, ha stretto con Aston Martin per produrre e distribuire in licenza la prima linea bambino della casa automobilistica inglese. Il Gruppo Arav tradurrà il lifestyle Aston Martin secondo la formula che ha fatto la fortuna dei propri marchi: qualità, eleganza, spirito sportivo e una strategica attenzione al prezzo. La collezione si posizionerà su una fascia medio-alta ma accessibile, con un range di prezzo che oscillerà tra i 30 e i 150 euro. La produzione sarà gestita nei 15 stabilimenti produttivi dell'azienda, dislocati tra Cina, Bangladesh e India, mentre la parte top di linea sarà seguita in Italia. Ma la partita dell'attrazione dell'interesse degli operatori si gioca anche con i nomi degli ospiti presenti. Così da Ice Iceberg, domani mattina, ci sarà Maurizia Cacciatori, ex pallavolista della Nazionale Italiana, che sfilerà in passerella con il suo bambino Carlos Maria di 11 mesi. Per lui si parte da una ispirazione di grande freddo da combattere grazie a capispalla in panni armaturati, piumini di nylon ultralight nei colori della terra e della roccia, morbida flanella e pelle si coordinano con una ricca serie di maglie superconfortevoli caratterizzate da giochi d'intarsio e righe in grigio e rosso o grigio e blu. Di forte impatto tutti i modelli in denim invecchiato ad arte con abrasioni che ricordano le imprese degli scalatori e i cotoni smerigliati di mano calda con tinture effetto congelato. Le proposte per la bambina Ice Iceberg coniugano con grande equilibrio cotè femminile e dinamismo contemporaneo rappresentato da capospalla in tessuti in lana armaturati e illuminati da fili di lurex accostati a capi moderni in felpa di cotone e coordinati con la maglieria a macro righe, mentre gli iconici personaggi dei fumetti Pluto e Fifì compaiono anche in versione intarsio. Ad accogliere i visitatori nello stand I Pinco Pallino, allestito come un giardino d'inverno visto attraverso una bow-window davanti alla quale accadono scene di vita quotidiana, ci sarò invece Alena Seredová che, con il suo impegno di madre nel privato e di sostenitrice di cause benefiche rivolte all'in fanzia nel pubblico, incarna i valori corporate dell'azienda bergamasca, da sempre attiva nel supportare progetti sociali dedicati ai bambini. Licenza importante quella siglata da Story Loris con La Perla. Ne è scaturita una ricercata collezione di intimo, notte e calzetteria per bambina. L'eleganza diventa “mini” e i codici di raffinatezza, preziosità, artigianalità che contraddistinguono lo stile La Perla vengono interpretati “a misura” di bambina con una gamma completa di proposte rivolte al mondo baby da 0 a 2 anni e a quello junior dai 2 ai 14 anni. A sinistra il bimbo casual di Silvian Heach Mise eleganti, quasi da cerimonia, de I Pinco Pallino La Capotondi sfila con le modelle junior Abitini anni '60 per Fracomina digan e su tutti gli accessori della collezione. I colori vanno da tonalità più naturali fino al fucsia e il grigio melange con tocchi di cream e con accenni di nero. I capispalla esprimono questo mood grintoso: la cappa, i montgomery con maxi alamari ed i piumini in nylon, resi più glamour grazie alla pelliccia che impreziosisce colli e bordi. Impossibile non avere in collezione un capo in denim (must di stagione) che ritroviamo nel pantalone e nella camicia.  Domani sulla passerella di Fracomina Mini ci sarà Cristiana Capotondi, attrice italiana interprete di molti film di successo tra cui Notte prima degli esami che sfilerà con le bambine vestite con abitini anni '60, passando ai vivaci '70 e finendo al glam metropolitano moderno. Si vedranno forme trapezoidali per cappottini, piumini e gonne. I micro abitini in perfetto stile anni '60 sono arricchiti da fiori geometrici o da paillettes che ritroviamo sui car::: Intervento Il tossico invisibile è il nemico più pericoloso ::: DON CHINO PEZZOLI  La pattuglia ferma un rispettabile cinquantenne per un banale controllo. Di fronte alla richiesta «patente e libretto per favore», il tranquillo signore si altera, prende a pugni gli agenti mandandone uno al pronto soccorso prima che questo tipo venga immobilizzato. Secondo l'As sociazione amici della polizia stradale, il numero delle aggressioni ai danni di agenti della polstrada, dei carabinieri e della polizia è in aumento. Di fronte a questi episodi di violenza una domanda è necessaria: chi sono questi uomini e giovani spesso armati di coltelli, cacciaviti, spranghe di ferro? È stata osservata e monitorata la stretta relazione tra gli episodi di violenza e l'uso e l'abuso di sostanze stimolanti e eccitanti come la cocaina, l'ecstasy, l'alcol. Quasi la metà degli attacchi fisici ai poliziotti, ai carabinieri e vigili e ai cittadini comuni, viene messo in atto da persone alterate. Questi nuovi tossici, vestono come noi, vivono in mezzoa noi, si comportano come noi. Anzi, in modo più aperto ed sfacciato. Sono però come una molla carica, pronta a scattare al minimo contrattempo. O se volete, una specie di mina vagante che potrebbe esplodere da un momento all'altro, provocando danni, feriti, forse anche morti. Oggi, il tossicodipendente è un «nemico invisibile», tanto più pericoloso quanto più difficile da individuare. Non sappiamo se la persona che incontriamo all'incrocio sia tranquilla, si tratti di un padre di famiglia che sta tornando a casa dal lavoro o un esagitato che prima ancora di aver spento il motore è già sceso con in mano una bottiglia o, peggio, un coltello nascosto nella tasca dei pantaloni, pronto alla rissa. Impossibile individuarle finché non esplode la loro aggressività repressa, stimolata a suon di pastiglie, tirate di coca e pipate di «canne». Negli anni ottanta il drogato era un soggetto chiaramente identificabile. Anzi: bastava un'occhiata per riconoscerlo. Vestito da pezzente, spesso e volentieri ridotto a vivere per strada, andatura ciondolante, barba e capelli lunghi, sapone ignorato. Oggi, riconoscere una persona che ha dipendenze da sostanze eccitanti o analgesiche è molto difficile, a meno di non frequentarla assiduamente e per diverso tempo. La persone che assume e spaccia cocaina e ecstasy o fuma erba, riesce a far convivere droga, lavoro e famiglia, ha soldi a sufficienza per potersi permettere la macchina. Purtroppo guida con la mente alterata, sovreccitata, annebbiata. Ed essendo anonimo, nessuno si sogna di fermarlo per sottoporlo a un test. Eppure, chi assume droghe eccitanti è incline all'eccesso di euforia, ma anche di rabbia. Di fronte a questo diffondersi della droga, la maggior parte dei media non pubblicizza il problema, i politici, in genere, ritengono la droga uno dei tanti rischi sociali da tollerare, la stessa Chiesa (oratori) conosce il problema, ma lo sorvola. La gente allora pensa che ormai i drogati non ci sono più. Bisogna smascherare chi fa uso di stupefacenti, abuso di alcol. Ci vogliono più controlli e più informazione mediaticasu unproblema cheincrementa i gesti di violenza e disordine.
31Giovedì 19 gennaio 2012SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it «Terraferma» non ce la fa FIGURACCIA DA OSCAR Crialese bocciato, Italia fuori. Giusto, non avevamo film degni «Diaz» di Daniele Vicari E Berlino si inchina alla pellicola anti-polizia Gary Oldman nelle sale con «La talpa» «Al cinema faccio la spia, nella vita non so dire bugie» ::: MASSIMO DE ANGELIS  Ha interpretato l'assassino del presidente Kennedy nel Jfk di Oliver Stone, il raffinato vampiro nel Dracula di Francis Ford Coppola, lo spietato dirottatore russo in Air Force One, e ora Gary Oldman è l'agente George Smiley nel film La Talpa, da pochi giorni nelle sale italiane. Il tenebroso attore inglese, proprio in concomitanza con l'uscita della pellicola, è giunto a Milano per impegni lavorativi. Nel lungometraggio incarna il ruolo della spia immaginata dalla fervida mente di John le Carrè. Faccia inespressiva, voce misurata, aspettogrigio e anonimo, perfetta sembianza di uno 007 senza tempo. Come si è trovato nei panni di un compassato e trattenuto agente segreto? «In passato ho rappresentato più volte l'uomo emotivo e agitato, ma un attore deve essere camaleontico e al servizio dell'industria cinematografica. Si valutano le diverse sceneggiature, sperando in copioni interessanti. Sono stato decisamente fortunato nella carriera e recitare nella Talpa è stata una grande opportunità, che mi ha permesso di mostrare versatilità». Quanto tempo ha impiegato per immedesimarsi nel contesto ? «Ho passato mesi a studiare i trucchi del mestiere, ma penso che nella vita reale mai potrei occuparmi di simili faccende. Faccio fatica a raccontare bugie, e se provassi a mentire verrei subito scoperto». Per ritmo e trama il film si discosta molto dai classici spy movie americani. «Tornare a lavorare in Inghilterra è stato un enorme piacere, considerando anche il valore dell'intero cast. Ero circondato da colleghi capaci e una troupe straordinaria: così mi sono ambientato subito sul set. Una esperienza davvero stimolante, non si vive di soli effetti speciali». Lei, britannico di nascita, risiede da diversi anni a Los Angeles. Cosa ne pensa del modello di cinema hollywoodiano? «Bisogna essere lungimiranti perché talvolta osservando la registrazioni negli Studios, c'è il rischio di preoccuparsi, o, peggio, deprimersi. Una moltitudine di produzioni commerciali e poche idee nuove e convincenti su cui investire. Mi hanno insegnato che ci vuole calma e tranquillità, perché prima o poi la proposta giusta arriva». La pellicola in sala è già un successo. E poi? «La prossima estate uscirà l'attesissimo Batman, in cui interpreto ancora il ruolo del commissario Jim Gordon. Se ne parla già molto, ma posso solo dirvi che la trama è emozionante e rappresenta la degna conclusione della trilogia. Si chiude definitivamente il cerchio e dentro di me provo un mix di sensazioni, sia sollievo che dispiacere. Da una parte c'è la volontà di affrontare temi e progetti diversi, dall'altra la tristezza nel dover salutare colleghi e amici con i quali si era instaurato un piacevole feeling. A fine riprese è stato veramente difficile dare il commiato ai “compagni di viaggio”». Gary Oldman in «La Talpa» [Webphoto] A BOCCA ASCIUTTA Una scena di «Terraferma», il film diretto da Emanuele Crialese [Webphoto]  Evviva, evviva andiamo al festival di Berlino. Dove, in tempi recentissimi ci fu vietato l'accesso. Il cinema italiano non era degno della Berlinale. Motivo (non proprio infondato): facciamo solo commedie. Tornate quando avete da proporre opere impegnate. Le abbiamo (pare). L'altra settimana è stato annunciato l'inserimento in concorso di Cesare deve morire, l'ultimo film degli indomabili fratelli Taviani interamente girato al carcere di Rebibbia. E fresca di ieri la notizia che i berlinesi prendono Diaz non lavate quel sanguedi Daniele Vicari, sui fatti del G8 di Genova del 2001. Lo produce Procacci della Fandango, che il film l'ha fortissimamente voluto. Tanto da cercare coproduttori esteri, dal momento che in Italia nessuno voleva dargli una mano nei finanziamenti. Il film rievoca il raid compiuto dalla polizia nella scuola Diaz. Compiuto (non bisogna dimenticare) dopo che nei giorni precedenti la città di Genova era stata messa a ferro e fuoco dai dimostranti. “Non lavate quel sangue”: il sottotitolo allude alla scritta lasciata sui muri della scuola «perché il fattaccio non fosse dimenticato». Fu un fattaccio? Sì. Era il caso di portarlo sullo schermo? Sempre sì. Non bisogna aver mai paura di filmare le realtà scomode. Siamo sicuri che gli accadimenti del G8 saranno raccontati non dico con obiettività (che non esiste, che sarebbe sciocco pretendere) ma con un'apprezzabile onestà intellettuale? Proprio no. A fare a pugni con l'onestà di cui sopra ci sono alcuni dati non secondari. Anzitutto lo slogan di lancio, una frase di Amnesty International riportata sulle locandine: «La più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale» (eh, la Madonna, ma Amnesty s'è mai occupata della Spagna di Franco, dei massacri di Los Angeles, della banlieu parigina messa a ferro e fuoco?). Eppoi le dichiarazioni di Domenico Procacci, che tra i suoi progetti futuri ha annunciato anche un film sui genitori di Carlo Giuliani (il ragazzo che fu ucciso mentre assaltava una camionetta della polizia). E qui Procacci non è più il produttore che vota Veltroni o Bersani, ma un compagno di strada dell'ex ministro Ferrero che da ministro volle trattare Giuliani da eroe nazionale intitolandogli una sala del Parlamento. Sulla propria onestà con quel che segue, Procacci ha voluto fornire le prove. Il film (meglio la sceneggiatura) avrebbe avuto l'approvazione del capo della polizia Manganelli. Gli eroi della pellicola (i cattivi naturalmente sono i poliziotti) non sono tanto i ragazzi malmenati, quanto due spettatori all'inizio neutrali. Come Lorenzo Guadagnucci, il giornalista del “Resto del Carlino” che era dentro la Diaz quella sera e fu testimone in prima linea del pestaggio (l'at tore è Elio Germano). E Michelangelo Fournier, l'ufficiale della Mobile di Roma che riuscì a fermare il raid e poi definì, pare, “un atto di bassa macelleria messicana”. G.CAR. ::: GIORGIO CARBONE  Manca poco più di un mese alla proclamazione degli Oscar 2012 e cominciano ad arrivare le prime nominations. Che non riguardano i film di lingua inglese, ma gli stranieri. È stata effettuata la prima scrematura. Nove opere sono rimaste in gara e sono le seguenti: il film belga Bul lhead, di Michael R. Roskam; il canadese Monsieur Lazhar, di Philippe Falardeau; il danese Superclasico, di Ole Christian Madsen; il tedesco Pina, di Wim Wenders; l'ira niano Una separazione, di Asghar Farhadi; l'israeliano Footnote, di Joseph Cedar. Inoltre, per il Marocco Omar Killed Me, di Roschdy Zem; per la Polonia In Darkness, di Agnieszka Holland; infine da Taiwan, Warriors of the Rainbow: Seediq Bale di Wei Tesheng. Due considerazioni in corsa: dei nove solo uno è conosciuto dal pubblico italiano (Una separazione, opera indubbiamente di notevole valore). Appunto numero due: ma dov'è il candidato italiano? Stavolta il nostro concorrente era Terraferma di Emanuele Crialese ed è stato, come si vede, escluso con molto anticipo. Ha cioè fatto la fine di tutti i candidati italiani nell'ultimo decennio. Nemmeno Gomorra era riuscito a passare il muro del suono dei magnifici nove. Lo stop a Go morra fu un'ingiustizia (noi lo interpretammo come una congiura della mafia italo americana dello spettacolo). Le altre esclusioni furono meritate. In quelle circostanze molti diedero la colpa ai selezionatori nostrani, che avevano selezionato male, escludendo opere con maggiori chances. Stavolta non possiamo dare nemmeno la colpa alle commissioni. Abbiamo mandato Terraferma agli Oscar perché non avevamo niente ma proprio niente da preferirgli. Qualche collega magari non sarà d'accordo con noi. Nella fattispecie i colleghi che hanno messo sugli altari Ha bemus papam di Nanni Moretti. Quei colleghi che hanno dato il Ciak d'oro al “papam”, che l'hanno designato come campione del 2011 nei soliti consuntivi di fine d'anno. Gli stessi colleghi che la primavera scorsa all'uscita dell'an teprima scuotevano il capo (“È bollito, è bollito”) salvo poi cambiare idea appena udita qualche benevola (non entusiasta) recensione straniera. Noi siamo rimasti della stessa idea, ma il ko agli Oscar di Crialese ci costringe a estendere il discorso. Bollito non è solo il Nanni, ma il cinema italiano tout court. Bollito proprio quando sbanca i botteghini (certo non con Crialese) come non accadeva da lunga pezza. Proprio così. La gente accorre ai prodotti nostrani, e snobba persino i filmoni americani. Ma accorre per le commediole, per Immaturi e i vari Manuale d'amore. Vuol ridere e basta, se ne fotte dei film di impegno sociale e spinge i produttori a fottersene. Qualche amico, molto erudito in cinema e inguaribilmente ottimista, ha paragonato la nostra situazione attuale a quella della metà degli anni Cinquanta, quando il neorealismo era cotto, e gli unici prodotti nostrani che tiravano erano i Poveri ma belli con Marisa Allasio e Maurizio Arena. Ma dopo la depressione culturale coi '60 arrivò il boom, il “nuovo rinascimento italiano”, come lo definì la stampa estera. Grazie tante, ma nell'era di Marisa Allasio, i grandi degli anni seguenti (Risi, Monicelli, Scola, Bolognini) fremevano di progetti, erano pronti a volare in alto. Oggi non vediamo fremere nessuno. Fremiamo solo noi davanti all'ennesima (giusta) umiliazione. Non la vive così il diretto interessato, il regista Emanuele Crialese. «Penso al futuro! Sono in Brasile! Congratulazioni a tutti quelli che ce l'hanno fatta», commenta con ottimismo e senza drammi.
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3Giovedì 19 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO GLI ALTRI CODARDI Armatore e capitaneria dov'erano? Troppo facile crocifiggere solo Schettino. A fallire è stato tutto l'apparato dei controlli ::: segue dalla prima MARIA G. MAGLIE . (...) con il mostro e l'eroe, perché in mezzo c'è il rischio di accontentarsi di una soluzione sommaria e rinunciare così all'accertamento pieno e completo della verità dei fatti, che è invece l'unico modo degno per onorare le vittime e forse evitare che la tragedia si ripeta. Sapete che dal sito della Costa crociere è scomparsa (per poi essere ricollocata) la foto che mostrava trionfante un precedente “inchino” della Concordia a Procida? Sapete che l'inchino è una pratica diffusa e incoraggiata dai Comuni interessati, probabilmente in stolido scambio pubblicitario? Quante altre navi lo hanno fatto prima della tragedia? Quanti comandanti si comportano come Schettino, certo obbedendo a ordini, certo non onorando la tradizione di marina? Premessa doverosa. Non scrivo a difesa dell'ignavo comandante della Concordia, anche se qualcosa di più mi piacerebbe sapere sui meccanismi di selezione del personale -e che personale -, sulle verifiche costanti e continue di comportamenti, prestazioni, forza del carattere, sobrietà di abitudini. Parliamo del comandante di una città che va per mari, e se mi viene più di un dubbio che la sana selezione e applicazione della gerarchia qui da noi sia bell'e morta - tra un rappresentante sindacale, un consiglio di fabbrica, una manifestazione di insegnanti con alunni non ancora adolescenti in testa - sempre un comandante è, e chi sale su una nave il cui biglietto e costoso, la permanenza sulla quale è lunga, l'affi damento è totale, dovrebbe avere la certezza di queste garanzie, non fornite dal comandante medesimo, ma da altri, e molti, più in alto in responsabilità e autorevolezza. Invece non si fa e fatto riflettere e che chiamerà solo con le iniziali S.P., ma anche dal personale desiderio di non mandare il cervello all'ammasso, alcune considerazioni. Mi scuso se sono in ordine sparso. Se un comandante impazzisce e porta quattromila passeggeri verso il disastro, non c'è nessuno che controlla o interviene? Alla capitaneria di Livorno perché nessuno monitorava il sisteappalto Selex-Finmeccanica, ma gli impianti non sono attivi. Insomma, sfatiamo il mito che queste navi così costruite abbiano sistemi di controllo all'avanguardia e sicuri. Come mai le pinne stabilizzatrici erano aperte se non vi era mare agitato? Come mai la nave era in rotta di collisione con l'isola alle ore 20.24 ad una velocità di 15.5 nodi, possibile che nessuno in plancia se ne sia accorto? Di solito in plancia c'è un ufficiale e due marinai per ogni guardia, se aggiungiamo anche il comandante sono quattro persone. Se poi diciamo che gli apparati sono tecnologici... Non è forse successo qualcosa in apparato motore ? Non ho detto ai motori, ma in apparato motore. Infine insisto, visto che il cattivo è stato individuato solo da una parte, alla capitaneria di Porto come mai non si sono accorti prima -ovvero un'ora prima - che la nave era in rotta di collisione con l'isola, in modo da obbligare il comandante Schettino a cambiare rotta? Cosa facevano in Capitaneria? Dormivano? Se con una barca da diporto vai in zona non consentita la capitaneria ti prende subito, come possibile che una nave così grande non sia stata avvistata prima? Il monitoraggio della posizione della nave sulla base dei dati Ais mostra posizione della nave e porti di arrivo e partenza in tempo reale. Si chiama guardia costiera, no? L'ORDINANZA DEL GIUDICE SUGLI SCOGLI «Una volta abbandonata la nave Schettino rimase fermo sulla scogliera dell'isola del Giglio ove era approdato con una lancia e guardava la nave affondare in balìa del tragico evento» così, l'Italia di suo ci mette quel vezzo diffuso col latte materno di cercare sempre il capro espiatorio, bersagliarlo di monetine o impiccarlo, e sentirsi la coscienza sgombra di macchia alcuna. Altro che battaglia garantista di civiltà contro il carcere preventivo, altro che riservatezza delle indagini. Ha fatto tutto da solo Schettino? Così penserebbe un osservatore appena arrivato, ma la gogna contro quel codardo serve per il momento solo a tranquillizzare un Paese in crisi. Traggo dalla lettura dei giornali e dal contributo di un tecnico navale che mi ha scritto ma di controllo Ais, così da notare per tempo il cambio di rotta del bestione che si dirigeva a fare l'”inchino”? C'è voluta una chiamata dei carabinieri di Orbetello, avvisati dalla figlia di un passeggero, per svegliare la guardia costiera: a che servono i radar? La Concordia ha fatto 52 “inchini” in un anno, sempre tollerati dalle capitanerie, figuriamoci se sommiamo le altre navi da crociera. Il super-radar Vtmis dovrebbe controllare tutto il traffico marittimo e avrebbe potuto prevenire il disastro, ma è fermo dal 2009. Sono stati stanziati 320 milioni di euro per un megaEuforia per l'«inchino» a Procida sul blog di Costa UniCredit, la banca made in Italy nel mondo. Ultimi giorni per nuovi traguardi. Se avete voglia di azioni concrete, partecipate all'aumento di capitale UniCredit. È il momento di investire in una grande banca, per far crescere insieme un grande Paese: il nostro. Possono aderire tutti gli attuali azionisti, ma possono parteciparvi anche coloro che ne acquisiscano i diritti di opzione. 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10 Giovedì 19 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it L'Fmi non lascia e raddoppia: mille miliardi per l'euro Annuncio del Fondo: raccoglieremo altri 500 miliardi di dollari. Cameron apre, la moneta unica e lo spread reagiscono bene. Ma la Banca Mondiale avvisa: la Ue è già in recessione CONTRARI Washington dice «no» all'Fmi. Gli Usa non contribuiranno a raddoppiare le difese anti-crisi: «L'Europa deve risolvere da sola i suoi problemi» le grane di Monti L'analisi Un sistema marcio ma i suoi guru si salvano sempre ::: FRANCESCO BERTOLINI  Solo pochi anni fa il valore in borsa della più grande banca italiana era intorno ai 7 euro, e le banche d'affari ne consigliavano l'acquisto con target price 9 / 10 euro. Oggi, a valori omogenei, e cioè tenendo conto dei diritti e del raggruppamento, vale tra i 30 e i 40 centesimi e le banche d'af fari continuano a indicare numeri a casaccio, così come a casaccio erano probabilmente i numeri dati nel 2007. Eppure chi ha portato a questi disastri continua a essere invitato in convegni, nelle scuole di business, indicando soluzioni alla crisi del debito che minaccia il sistema globale e il nostro paese in modo particolare. È come se l'allenatore di una grande squadra la facesse retrocedere di 4 categorie e poi si candidasse a guidare la nazionale. Ma perché nessuno si indigna di fronte a questa pletora di buffoni superpagati e ancora ascoltati in molti ambiti del nostro paese? È molto più facile prendersela con gli evasori, divenuti il male assoluto, definiti parassiti sociali da boiardi di stato con redditi e lavori garantiti, mai stati sul mercato, che mettono in un unico calderone infernale evasori milionari che vanno perseguiti duramente e poveretti che han dimenticato di pagare il bollo auto e si trovano con importi da pagare decuplicati . Ma chi sono i soldati di questo esercito di malfattori, fatto di banche d'af fari, analisti finanziari, accademici inamovibili che vogliono le liberalizzazioni; un esercito che ha contribuito a dilapidare patrimoni e risparmi di una vita di intere famiglie. Colpa della crisi del debito si dice, e chi l'ha costruita questa crisi? Chi ha illuso migliaia di giovani che han frequentato le scuole che “creano valore”, come se il valore si creasse con dei modelli economici e non con il sudore e la fatica del lavoro. Chi sostiene masterifici dove non si viene bocciati, nessuno è mai stato bocciato a un master, ma dove si paga una fee per essere ammessi al banchetto, per poter far parte di quella classe di governo del sistema che non ha nessuna etica, se non quelle buffonate codificate in codici che cercano di abbellire un corpo marcio, putrefatto, così come è accaduto con i codici etici di Enron, di Lehman e Parmalat solo per fare esempi: codici etici standardizzati, certificati da società complici, altro tassello di un sistema malato. Chi ha sviluppato strumenti di pagamento a debito, per spingere i consumatori a impiccarsi con numeri infiniti di rate per acquistare televisori, automobili e finanche la settimana di vacanza. Perché nessuno denuncia questo sistema, fondato sul debito, che non ha nessuna possibilità di salvezza? Ma lo stato per essere veramente sociale deve essere equilibrato, non può pensare di avallare sistemi suicidi, definiti da istituzioni private che si sono infilate nei gangli dello stato stesso, facendogli credere che era possibile aumentare in continuazione la spesa sanitaria, la spesa sociale etc. Chi sono questi tumori maligni che si sono infilati nelle nostre vite, chi sono i fautori di un modello che vede ancora nella crescita la soluzione ai problemi. L'uni ca cosa che è cresciuta in questi anni è stato il livello delle loro retribuzioni e purtroppo le cellule maligne che hanno riversato in tutti i livelli del sistema. Fino a quando questi soggetti non saranno trattati come meritano, e cioè a calci nel sedere, non potremo far altro che piangere su noi stessi, causa dei nostri mali. ::: CLAUDIO ANTONELLI  Arriva la mega ricetta dopante del Fondo Monetario Internazionale diretto dalla francese Lagarde. Una maxi iniezione di liquidità da 500 miliardi, portando la dote complessiva a mille miliardi. Di soldi praticamente finti o comunque così irreali da sembrare veri almeno alle Borse che nonostante la doccia fredda dalla Banca Mondiale - che ha certificato lo stato comatoso dell'economia europea hanno retto ai soliti urti dei mercati. Sebbene l'urto più grosso è ancora da valutare (vedremo oggi). Washington ha infatti detto «no» al Fmi. Gli Stati Uniti non hanno intenzione di contribuire a raddoppiare, portandole fino a 1000 miliardi di dollari, le difese anticrisi. «Continuiamo a ritenere che il Fondo - si legge in una nota diffusa da Washington - possa giocare un ruolo importante in Europa ma solo per integrandone gli sforzi. L'Europa ha la capacità di risolvere i propri problemi. Il Fmi non può sostituire un robusto sistema di protezione europeo». Che però ancora non appare all'altezza della sfida, nonostante le richieste di accelerare sul rafforzamento del fondo salvaStati e la sua entrata in vigore ribadite oggi dal presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso. Il quale, intervenendo al Parlamento europeo, ha anche sottolineato come le azioni messe in campo finora da molti Paesi per la crescita siano «insufficienti». Insomma per gli Stati Uniti «l'Europa deve e può risolvere da sola i suoi problemi». Il fatto che ci riesca è sempre più in discussione. Perchè ieri un ulteriore siluro politico contro il Patto di stabilità in salsa tedesca è stato lanciato dal Parlamento Ue, il quale ha minacciato di ricorre a tutti i mezzi possibili per contrastare la sua nascita se l'accordo non conterrà elementi nuovi sulla crescita e gli eurobond. Il rischio di una nuova frattura tra le due sponde dell'Atlantico si è materializzato al termine di una giornata che era stata caratterizzata da notizie abbastanza tranquillizzanti sul fronte dei mercati. Il Giappone ha confermato la sua fiducia nel fondo salva-Stati Efsf continuando a comprarne i titoli. E le aste dei titoli tedeschi e portoghesi sono andate a buon fine (Lisbona ha collocato 2,5 miliardi di titoli registrando una domanda doppia rispetto all'of ferta). Positivoè statoanche l'incontro a Londra tra il premier David Cameron e Mario Monti. Cameron ha posto tre condizioni prima di dare luce verde all'aumento del contributo britannico al Fondo salva Stati: «Crediamo che il Fondo debba aiutare Paesi, non valute. Agiremo solo di concerto con altri. E soprattutto vogliamo vedere che l'Eu rozona sostiene la sua moneta». Anche perchè il premier britannico che ha elogiato la politica italiana ha tenuto a specificare che «Il mercato comune in Europa è una risorsa unica». Anche per la City. Rimane ovviamente sempre l'incognita Merkel. Sia sull'amicizia con Londra sia sul ruolo del Fmi. La Ravetto fa un esposto «Facciamo come Obama: indaghiamo le agenzie di rating» ::: PAOLO EMILIO RUSSO ROMA  «Noi politici siamo membri del cda Italia, non possiamo accettare passivamente chele agenzie di rating creino danno alla nostra economia. Dobbiamo pretendere, almeno, che si sappia tutto di loro». La guerra del Pdl alle agenzie di rating, Standard&Poor's su tutte, cambia strumento: l'ex sottosegretario Laura Ravetto ha presentato ieri un esposto all'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Quarantadue pagine di dati e analisi con le quali si invita l'Autorità a spulciare tra le partecipazioni azionarie delle società che fanno tremare i governi, verificare che non vi siano intrecci societari o abusi di “posizioni dominanti”. L'Autorità, in questo caso, potrebbe inibire l'attribu zione di ulteriori rating alle società e alle istituzioni italiane. Ravetto ha illustrato l'iniziativa con il capogruppo Fabrizio Cicchitto ed ha incassato l'appoggio di molti deputati, anche del Pd. Onorevole, non sarà che non avete perdonato alle società di rating il downgrade che, di fatto, ha causato le dimissioni del governo Berlusconi? «Certo la tempistica era sospetta, ma ora tutti hanno capito che il problema non era Berlusconi o il suo lavoro, anzi. Adesso il problema è un altro: il downgrade dell'Italia porta automaticamente il downgrade delle banche e delle imprese italiane, fa scappare gli investitori, ha provocato danni gravissimi alla nostra economia. Altri danni arriveranno. Dobbiamo quantomeno vederci chiaro». Fino a qualche settimana fa, i vaticini di Standard's & Poor's venivano considerati alla stregua di un testo sacro... «L'Italia ha accettato con troppa passività i giudizi che sono arrivati. Una rassegnazione che non ha avuto nessuno: addirittura il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dopo un declassamento, ha presentato un esposto e chiesto di indagare. Noi, finora, zero. Ciò è accaduto nonostante l'Abi, per esempio, abbia considerato “ingiustificato, incomprensibile e irresponsabile”l'ultimo declassamento». Il sospetto, pure oltreoceano, è che le società di rating abusino della loro posizione dominante e, addirittura, si mettano d'accordo tra di loro. Pensa che sia potuto accadere? «Risponderà l'organo del nostro Paese preposto a fare queste analisi, cioè l'Autorità garante per la concorrenza. Certo, comedocumentato nel mio esposto,ci sono delle circostanze quantomeno curiose: Capital World Investment, una delle maggiori società di gestione del risparmio americane, è contemporaneamente il primo azionista di S&P e il secondo maggiore socio di Moody's. Il Commissario europeo Olli Rehn ha detto che le agenzie di rating non sono arbitri oggettivi, ma hanno i loro interessi: vorremmo sapere quali sono». Molti politici, tra questi l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini, chiedono una agenzia europea di rating. Può essere la soluzione? «Lo penso non da oggi. Certo, si fosse fatta l'agenzia un anno fa, sarebbe stata un'altra cosa, ora non ci troveremmo in questa situazione. Intervenire adesso è più complesso, ma non impossibile. Sicuramente c'è bisogno di un “controcanto”europeo, non possiamo accettare che le agenzie facciano - prive di controllo - il bello e il cattivo tempo». L'esposto che ha presentato è un atto di lotta politica? «Per nulla, semmai un atto legittima difesa degli interessi del Paese. E infatti ne ho consegnato una copia al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera: credo che il governo Monti dovrebbe fare sua questa iniziativa, andare fino in fondo». Laura Ravetto
19Giovedì 19 gennaio 2012ESTERI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Un anno di Primavera Araba Egitto a pezzi, ora si rischia la rivoluzione vera Inflazione al 10%, crollo del turismo, disoccupazione giovanile al 40%: stavolta la gente si rivolterà per fame NIGERIA Strage di Natale Autore catturato e subito fuggito Le forze speciali dell'eser cito nigeriano hanno inferto duri colpi ai terroristi del gruppo Boko Haram, che a Natale ha fatto strage di 40 cristiani. Peccato però che l'arresto di vari militanti sia stato accompagnato dalla clamorosa fuga di un loro leader, Kabiru Sokoto, che era stato catturato sabato. Il raid che ieri i militari hanno compiuto a Maiduguri, roccaforte degli islamisti nel Nord della Nigeria, ha permesso di arrestare 6 esponenti della setta, dopo una sparatoria costata la vita a due soldati. Membri «di alto profilo» dei Boko Haram, secondo quanto dichiarato da un comandante delle forze speciali nigeriane, Victor Ebhaleme, che ha spiegato: «Li abbiamo sorpresi nel loro nascondiglio grazie alle testimonianze di alcuni residenti della zona». In poco tempo sarebbero state anche disinnescate 5 bombe in vari punti della città. Un colpo grosso, insomma, che ha seguito una precedente azione preparatoria nella serata di martedì, quando un altro commando, sempre a Maiduguri, ha intercettato un plotone di Boko Haram aprendo il fuoco e uccidendone 4, mentre altri 5 sono stati feriti. Per contro, nelle stesse ore la polizia si è lasciata fuggire Sokoto, che era stato bloccato nella capitale Abuja. Sarebbe stato lui a pianificare l'orrendo attentato del 25 dicembre alla chiesa di Santa Teresa di Madalla (periferia di Abuja). Sokoto è stato incautamente portato sotto scorta presso la sua abitazione, nella speranza che collaborasse con le indagini. Ma i poliziotti sono stati circondati da terroristi che hanno liberato il loro capo. Lo stesso governo ha parlato di “negligenza” e un commissario è stato arrestato. MI.MOL. ::: MAURIZIO STEFANINI  Manca ormai meno una settimana al primo anniversario di quel “Giorno dell'Ira” che il 25 gennaio del 2011 diede inizio alla rivoluzione che avrebbe costretto alle dimissioni Mubarak entro l'11 febbraio; è tuttora in corso il complicatissimo processo elettorale in cui attraverso un'infinità di turni sta emergendo comunque un parlamento in cui i Fratelli Musulmani saranno il primo partito e i salafiti il secondo; ed è pure tuttora in corso il processo per il quale l'ex-presidente rischia addirittura la condanna a morte. Ma nel frattempo, l'economia dell'Egitto sta andando sempre più inesorabilmente a rotoli. Un drammatico segnale, l'as salto ai distributori di benzina e di gasolio dopo l'annuncio di un esaurimento delle scorte con conseguente aumento dei prezzi. POMPE ASCIUTTE È fin dai tempi di Sadat che solo i crediti stranieri e soprattutto Usa, praticamente a fondo perduto, permettono di mantenere un prezzo politico di pane e carburanti assolutamente al di fuori da ogni legge economica. Le cose arrivano al punto che per i contadini è più conveniente dare al bestiame pagnotte che non mangime, e un litro di benzina costa una sterlina egiziana: al cambio, 17 ::: LA SCHEDA INFLAZIONE A quasi un anno dall'inizio delle rivolte (25 gennaio del 2011) che hanno portato alla caduta di Mubarak, l'Egit to “vanta” un'inflazione del 9,5%. Secondo il trend mensile, nell'arco di due mesi sarà superata la soglia del 10%. TURISMO Secondo dati del 2011 il turismo apportava all'Egitto 11 miliardi di dollari all'an no: contro altri 11 miliardi dall'export di petrolio e gas, 7,8 miliardi di rimesse degli emigranti, 2,1 miliardi di aiuto Usa e 2 miliardi del Canale di Suez. Lo stesso governo ammette che il numero dei turisti in quest'an no è diminuito del 33%. Ma secondo analisti più autorevoli e parziali il calo del turismo sarebbe pari al 90%. Di conseguenza la disoccupazione giovanile è pari al 40%. FERROVIE Le perdite della Egyptian Railways Authority in questo anno hanno oltrepassato i 9 milioni di euro. BENZINA Ai distributori non si trova più benzina. Il governo ha giurato che l'erogazione di gasolio è cresciuta da 13.000 a 15.000 tonnellate al giorno, ma nel contempo ha imposto di aprire le stazioni solo di notte. centesimi di dollaro. Ma col Paese che si capisce sempre meno in che direzione voglia andare in tempi di crisi mondiale questi fondi sono già stati tagliati; da 36 miliardi di dollari a appena 16. Si preannunciano dunque aumenti drastici, e per questo i consumatori hanno cercato di fare incetta. Per calmare la sommossa il governo ha giurato che l'erogazione di gasolio è cresciuta da 13.000 a 15.000 tonnellate al giorno, ma nel contempo ha imposto di aprire le stazioni solo di notte. E la gente dunque non crede alle promesse. Già cresciuta dal 9,1 al 9,5% in un mese, l'in flazione oltrepasserebbe di slancio il 10%. Nel contempo subirebbero un colpo mortale i trasporti ferroviari, che stanno già sull'orlo della bancarotta per i continui blocchi provocati dalle rivolte. Le perdite della Egyptian Railways Authority in questo anno hanno oltrepassato i 9 milioni di euro. Ma, soprattutto, l'oltre 40% cui è arrivata la disoccupazione giovanile è dovuto al collasso del turismo, che nel Paese che si vantava nella pubblicità di essere “il più antico del mondo” è il cuore dell'econo mia. Secondo dati del 2011, apportava all'Egitto 11 miliardi di dollari all'anno: contro altri 11 miliardi dall'export di petrolio e gas, 7,8 miliardi di rimesse degli emigranti, 2,1 miliardi di aiuto Usa e 2 miliardi del Canale di Suez. Lo stesso governo ammette che il numero dei turisti in quest'anno è diminuito del 33%, che sarebbe già un disastro. Ma autorevoli analisti accusano le autorità di aver truccato i conti per non spargere il panico, mettendo nel conto dei visitatori stranieri anche i profughi dalla guerra civile libica. SPIAGGE E ALBERGHI In realtà, dunque, secondo la maggior parte delle agenzie il crollo delle prenotazioni sarebbe arrivato al 90%. E il problema non è dovuto solo al timore per la situazione instabile. Per quando si stabilizzerà, i salafiti e anche molti Fratelli Musulmani vanno dicendo che bisognerebbe se non proprio chiudere del tutto spiagge, ristoranti, bar e alberghi perché contrari ai principi islamici, come minimo imporvi la segregazione dei sessi e obbligare gli stranieri che vogliano “peccare” a portarsi appresso l'alcool da casa. E nei centri archeologici più importanti i salafiti hanno proposto addirittura di chiudere musei e monumenti, che secondo loro hanno il torto di risalire a un passato di “barbarie” pre-isla mica. PRESA PER I CAPELLI Un poliziotto trattiene per i capelli una manifestante Oly L'Operazione Cirene in Libia, 100 soldati e 10 milioni di euro, era stata rivelata nei dettagli da Libero il 14 gennaio ma il Ministro della Difesa, l'ammiraglio Giampaolo Di Paola, l'ha ufficializzata solo ieri alle commissioni parlamentari Esteri e Difesa :«Ci accingiamo ad avviare una cooperazione nel settore sicurezza e difesa. L'impegno riguarderà l'addestramento lo sminamento e la sorveglianza del territorio e la cessione di mezzi alle forze libiche». Eppure fino a domenica Di Paola considerava la missione solo una possibilità. Ospite di Lucia Annunziata nel programma “In mezz'ora” il ministro disse che «l'Italia ha dato disponibilità, se i libici lo vorranno». L'operazione Cirene era stata messa a punto in dicembre, durante la visita a Roma del presidente libico Mustasfa Abdel Jallil. Fulgido esempio di sobria trasparenza. GIA.GAI. il graffio Trasparenza libica
36 Giovedì 19 gennaio 2012
24 Giovedì 19 gennaio 2012 DALLA BORSA Unipol scende ancora mentre vola Stm ::: In breve IL GOVERNO RIFERISCE ALLA CAMERA SULLA FUGA DI ALCOA DALL'ITALIA Il governo stamattina alle 10 riferisce alla Camera sulla grave crisi che ha colpito l'Alcoa di Portovesme che nonostante gli incentivi ricevuti ha deciso di chiudere. Lo aveva chiesto il deputato sardo Mauro Pili al Presidente della Camera Fini. BANCA SELLA SPIEGA IL TRADING ONLINE AL VIA I CORSI IN TUTTA ITALIA Ripartono i corsi di Banca Sella sul trading online aperti a tutti. A Torino, Verona, Biella, Milano, Bologna, Bari, Palermo e Roma sarà possibile seguire il corso (4 giorni) durante il quale saranno spiegati, con esempi pratici: principali regole operative, funzionamento delle piattaforme e strumenti base necessari per analizzare i mercati e minimizzare errori e perdite. ::: Fincantieri SINDACATI E AZIENDE SI ACCORDANO SUL CANTIERE DI ANCONA Dopo mesi di braccio di ferro, timori di licenziamenti e trattative in stallo, sindacati e Fincantieri hanno raggiunto nella tarda serata di ieri un accordo per lo stabilimento di Ancona. Al sito l'azienda affiderà la costruzione di due navi (una della Compagnie du Ponant e una Silver Sea in dirittura di finanziamento). Intanto potrà mettere in mobilità incentivata volontaria o per pensionamento un massimo di 60 addetti e 205 lavoratori in cassa integrazione a rotazione (per ora due anni) in funzione del ciclo produttivo. Dopo l'incontro fiume (12 ore), l'assemblea dei lavoratori ha approvato all'unanimità l'intesa. La trattativa non si era sbloccata neanche dopo le promesse fatte in occasione della visita del papa ad Ancona a settembre, per la chiusura del Congresso Eucaristico.  Ieri seduta incolore a Piazza Affari, con l'indice Ftse Mib che staziona sui 15.250 punti (0,31%) e listini europei in ordine sparso tra i quali spicca Madrid, il peggiore della sessione; Parigi 0,15%, Londra +0.15%, Francoforte +0.34% e Zurigo +1%. Ancora in netto ribasso Unipol (-5,25%) ed il settore bancario in generale (Carige -4,85%, Mps -2,79%) controbilanciati dai buoni rialzi di Benetton +3,55%, Banca Popolare di Milano +4,08% ed Stm che inanella un ottimo +5.48% risalendo sino a 5.5850 euro. L'analisi tecnica applicata al titolo Stm evidenzia come a fine 2011 le quotazioni si siano riportate a 3,95 euro, a ridosso dei minimi assoluti toccati a quota 3 euro a marzo 2009. Il rimbalzo in corso è sostenuto dal supporto di breve a 4,80 euro mentre il supporto principale staziona a 4,10; la tenuta del supporto consente la prosecuzione del rialzo con prossimo obiettivo individuato area 6 - 6,20 euro, mentre nell'immediato sono previsti intervalli ribassisti che riporteranno i prezzi a 5,10 - 4,90 euro a ridosso del primo supporto sfruttabili con stop stretto. Euro in rafforzamento su dollaro si riporta a 1.2855. DANIELA TURRI (andaniela@hotmail.it) SU WWW.LIBEROQUOTIDIANO.IT LA BORSA IN UN CLICK Gli indici internazionali FTSE Italia All Share Mib Star HONG KONG Hang Seng DAX Zurigo SMI New York DOW JONES valore var. % valore var. % quantità var. % Il maggior rialzo Il maggior ribasso L'azione più scambiata Arkimedica 0,0945 +19,62 Damiani 0,7735 -6,75 Intesa Sanpaolo 151.175.474 +1,26 Cross Rates Euro G.Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia Usa Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA FTSE Mib Titolo Rif. in Var. % Titoli di Stato ultima rilev.ultima rilev.Titolo Ren. Titolo Ren. ultima rilev.Titolo Ren. Oro e monete Euribor Titolo Titolo 360 365Denaro Lettera TS TSF FTSE Italia Mid Cap Gli indici di Milano 18/0117/0116/0113/0112/01 18/0117/0116/0113/0112/01 18/0117/0116/0113/0112/01 18/0117/0116/0113/0112/0111/01 18/0117/0116/0113/0112/0111/01 18/0117/0116/0113/0112/0111/01 18/0117/0116/0113/0112/0111/01 18/0117/0113/0112/0111/01 18/0117/0116/0113/0112/0111/01 18/0117/0116/0113/0112/0111/01 18/0117/0116/0113/0112/0111/01 16.104,72 -0,35 15.278,00 -0,31 9.625,06 +0,40 17.752,23 -0,45 19.686,90 +0,30 6.354,57 +0,34 6.116,23 +0,99 12.565,20 +0,67 dato di metà pomeriggio Chiusura Var. %Titolo Gli altri indici di Milano Chiusuraus Var. % Titolo grafica a cura di centimetri.it DJ It Titans 30 Mediobanca Generale Comit Globale Comit Globale R Comit Globale R 1040 Comit Performance R Comit Performance R 1040 Assicurazioni Banche TLC e Servizi Finanziarie Immobiliari Trasporti e tempo libero Industriali -0,34 -0,53 -0,45 -0,21 -0,20 -0,21 -0,20 -1,49 -0,64 -0,61 -1,10 -0,82 -1,26 -0 10 1.603,53 43,12 822,41 822,4 49,17 2.745,99 57,7 2.740,21 498,8 1.094,37 226,56 87,59 1.217,02 505,46 su www.liberoquotidiano.it l'aggiornamento delle borse ogni venti minuti ANSALDO STS 7,275 -1,95 ATLANTIA 11,55 -2,2 AUTOGRILL 8,08 -0,19 AZIMUT 5,835 1,3 A2A 0,6995 0,87 B M.PASCHI SIENA 0,2056 -2,79 B P EMILIA ROMAGNA 5,685 -0,7 B POP MILANO 0,3211 4,08 BANCO POPOLARE 0,898 -0,88 BUZZI UNICEM 7,82 1,89 CAMPARI 5,175 0,19 DIASORIN 21,33 2,84 ENEL 3,152 -1,38 ENEL GREEN POWER 1,565 -1,26 ENI 16,69 0,12 EXOR 16,99 0,35 FIAT 4,264 0,42 FIAT INDUSTRIAL 7,44 -0,13 FINMECCANICA 2,994 2,53 GENERALI 11,92 -1,89 IMPREGILO 2,528 0,72 INTESA SANPAOLO 1,281 1,26 LOTTOMATICA 12,25 2 LUXOTTICA GROUP 23,71 1,37 MEDIASET 2,136 0,28 MEDIOBANCA 4,384 -1,88 MEDIOLANUM 3,03 1,07 PARMALAT 1,361 -0,15 PIRELLI E C. 7,05 0,5 PRYSMIAN 11,3 0,71 SAIPEM 35,77 0,42 SALVATORE FERRAGAMO 11,05 -0,36 SNAM 3,384 -0,12 STMICROELECTRONICS 5,585 5,48 TELECOM ITALIA 0,8195 -2,32 TENARIS 15,54 0,26 TERNA 2,732 -1,37 TOD'S 65,1 0,93 UBI BANCA 2,99 -1,32 UNICREDIT 2,976 -1,2 BOT BOT 31.01.2012 (186) 99,98 0,45 BOT 15.02.2012 (365) 99,921 1,14 BOT 29.02.2011 (182) 99,86 1,27 BOT 15.03.2012 (366) 99,805 0,99 BOT 30.03.2012 (182) 99,716 1,38 BOT 15.04.2012 (367) 99,75 1,17 BOT 30.04.2012 (182) 99,51 1,58 BOT 15.05.2012 99,455 1,69 BOT 31.05.2012 (183) 99,295 1,86 BOT 31.05.2012 (136) 99,301 1,83 BOT 15.06.2012 99,155 2,04 BOT 29.06.2012 (180) 99,001 1,98 BOT 16.07.2012 (367) 99,1 2,24 BOT 15.08.2012 (366) 98,7 2,41 BOT 14.09.2012 (365) 98,44 2,52 BOT 15.10.2012 (367) 98,168 2,61 BOT 15.11.2012 (366) 97,783 2,67 BOT 14.12.2012 (365) 97,47 2,67 BOT 14.01.2013 (364) 97,35 2,78 BTP BTP 01.02.2012 5% 100,104 BTP 01.03.2012 3% 100,135 1,6 BTP 15.04.2012 4% 100,401 1,71 BTP 01.07.2012 2,5% 100 2,45 BTP 15.10.2012 4,25% 100,818 2,92 BTP 15.12.2012 2% 99,203 2,9 BTP 01.02.2013 4,75% 101,38 3,35 BTP 15.04.2013 4,25% 100,9 3,54 BTP 01.06.2013 2% 98 3,54 BTP 1.8.2013 4,25% 100,663 3,78 BTP 01.11.2013 2,25% 97,05 3,96 BTP 15.12.2013 3,75% 99,62 4,01 BTP 01.04.2014 3% 97,44 4,27 BTP 01.06.2014 3,5% 98,06 4,37 BTP 01.07.2014 4,25% 99,89 4,43 BTP 1.8.2014 4,25% 99,99 4,37 BTP 15.11.2014 6% 103,19 4,85 BTP 1.2.2015 4,25% 99,03 4,65 BTP 15.04.2015 3% 94,54 4,84 BTP 15.06.2015 3% 94,3 4,91 BTP 1.8.2015 3,75% 96,3 4,98 BTP 01.11.2015 3% 93,28 5,01 BTP 15.04.2016 3,75% 94,88 5,15 BTP 1.08.2016 3,75% 94,02 5,29 BTP 15.09.2016 4,75% 97,32 5,43 BTP 01.02.2017 4% 94 5,46 BTP 1.8.2017 5,25% 98,34 5,65 BTP 01.02.2018 4,5% 94,25 5,76 BTP 01.08.2018 4,5% 93,5 5,79 BTP 1.2.2019 4,25% 91,17 5,87 BTP 01.03.2019 4,5% 91,65 5,96 BTP 01.09.2019 4,25% 89,85 5,96 BTP 1.2.2020 4,5% 90,92 6,03 BTP 01.03.2020 4,25% 89,15 6,03 BTP 01.09.2020 4% 86,74 6,08 BTP 01.03.2021 3,75% 84,6 5,98 BTP 1.8.2021 3,75% 83,3 6,18 BTP 01.09.2021 4,75% 90,03 6,24 BTP 1,3,2022 5% 90,06 6,44 BTP 01.08.2023 4,75% 86 6,59 BTP 15.09.2023 2,6% 73,42 5,89 BTP 1.11.2023 9% 114,01 7,36 BTP 01.03.2025 5% 85,24 6,84 BTP 01.03.2026 4,5% 80,43 6,79 BTP 1.11.2026 7,25% 103,4 7 BTP 1.11.2027 6,5% 95,19 7,16 BTP 1.11.2029 5,25 82,8 7,08 BTP 01.05.2031 6% 88,73 7,23 BTP 1.2.2033 5,75% 85,13 7,25 BTP 01.08.2034 5% 77,77 7,07 BTP 1.2.37 4% 68,6 6,66 BTP 01.08.2039 5% 77 6,96 BTP 01.09.2040 5% EUR 76,58 6,96 BTP 15.09.2041 2,55% 66,42 4,73 CCT CCT 1.3.2005-2012 100,014 1,99 CCT 1.11.2012 99,921 3,7 CCT 1.7.2006-2013 98,1 5,12 CCT 1.3.2014 IND 94,44 6,45 CCT 1.12.2014 94,2 6,41 CCT 01.09.2015 89,57 7,05 CCT-EU 15.12.2015 88,73 6,14 CCT 01.07.2016 IND 86,98 7,2 CCT 1.03.2017 84,58 7,45 CCT-EU 15.10.2017 82,2 6,64 CCT-EU 15.04.2018 81,15 6,78 CTZ CTZ 29.02.2012 99,84 1,51 CTZ 30.04.2012 99,51 1,99 CTZ 31.08.2012 98,5 2,55 CTZ 31.12.2012 97,657 2,51 CTZ 31.12.2012 97,274 2,86 CTZ 30.04.2013 95,52 3,54 CTZ 30.09.2013 93,7 4,02 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2012 1,85% 100 1,88 BTPI 15.9.2014 2,15% 94,8 4,27 BTPI 15.09.2016 2,1% 87 5,31 BTPI 15.9.2017 2,10% 83,5 5,54 BTPI 15.09.2019 2,35% 80,59 5,61 BTPI 15.9.2021 2,1% 74,21 5,76 BTPI 15.9.2026 3,1% 74,69 5,83 BTPI 15.9.2035 2,35% 67,42 4,72 ORO FINO (EURO/GR) 39.27 41.66 ARGENTO (EURO/KG) 666.63 655.85 LONDRA ($/ONCIA) 1659.85 1660.15 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 30.48 30.5 STERLINA V.C. 311.94 337.71 STERLINA N.C. (ANT.73) 312.97 342.93 STERLINA (POST.74) 312.97 342.93 KRUGERRAND 1209.03 1337.62 MARENGO ITALIANO 230.34 253.84 MARENGO SVIZZERO 230.29 251.54 MARENGO FRANCESE 229.82 251.54 MARENGO BELGA 229.82 250.51 MARENGO AUSTRIACO 226.72 250.51 20 MARCHI 257.72 309.67 10 DOLLARI LIBERTY 617.17 694.63 1,000 1,199 1,015 0,827 0,134 0,769 0,130 0,113 0,779 0,834 1,000 0,846 0,690 0,112 0,641 0,108 0,095 0,650 98,530 118,163 100,000 0,815 0,133 0,758 0,128 0,112 76,791 1,209 1,450 1,227 1,000 0,163 0,930 0,157 0,137 0,942 7,436 8,917 7,547 6,151 10,000 5,719 0,965 0,843 5,795 1,300 1,559 1,320 1,076 0,175 1,000 0,169 0,147 1,013 7,705 9,240 7,819 6,373 1,036 5,926 10,000 0,873 6,005 8,824 10,582 8,955 7,299 1,187 6,787 1,145 10,000 6,877 1,283 1,539 1,302 1,061 0,173 0,987 0,167 0,145 1,000 1 SETT. 0.448 0.454 2 SETT. 0.547 0.555 3 SETT. 0.647 0.656 1 MESE 0.8 0.811 2 MESI 1.004 1.018 3 MESI 1.204 1.221 4 MESI 1.297 1.315 5 MESI 1.387 1.406 6 MESI 1.486 1.507 7 MESI 1.553 1.575 8 MESI 1.609 1.631 9 MESI 1.669 1.692 10 MESI 1.719 1.743 11 MESI 1.768 1.793 12 MESI 1.818 1.843
11Giovedì 19 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it QUASI UN SANTO Racconta il suo ex professore di religione: «Mario era umile, orgoglioso, garbato, tutto d'un pezzo e sempre pronto ad aiutare gli altri» le grane di Monti I rapporti con Pechino Quello che Prodi non vuole dire sulla «sua» Cina ::: FAUSTO CARIOTI  Domanda d'ingleseper ilProfessore diBologna: come tradurrebbe la frase «Former Italian prime minister Romano Prodi, and other leading political figures, have helped formulate plans to establish the agency, Dagong said»? Da queste parti la tradurremmo più o meno così: «La Dagong ha detto che l'ex primo ministro italiano Romano Prodi, e altre figure politiche di primo piano, hanno contribuito a formulare i piani per fondare l'agenzia». Un rapporto di consulenza vero e proprio, insomma, che ha visto Prodi ricoprire un ruolo centrale (è l'unico politico citato) nella creazione della Dagong, l'agenzia di rating cinese che sta allegramente randellando l'Italia, al pari delle agenzie di rating occidentali. E poco importa, come vedremo tra poco, che questa consulenza sia stata direttamente remunerata oppure no. L'annuncio della collaborazione tra Prodi e la Dagong è apparso il 6 settembre 2011 su Xinhua, ovvero «Nuova Cina», l'agenzia di stampa cinese. Vale a dire la voce del regime di Pechino, che per inciso controlla anche la Dagong. Perché è importante ricordarlo? Perché nella lettera inviata ieri a Li bero Prodi sembra dare una versione non proprio collimante con quella dei suoi amici. «Sarei ovviamente felice che entrino in fretta altre imprese in questo settore così delicato, e tra queste vi può essere evidentemente posto per Dagong, con cui non ho avuto e non ho alcun rapporto economico ma che ho conosciuto nel corso della mia permanenza in Cina e il cui arrivo in Europa dovrebbe essere salutato con favore», si legge nella sua lettera. Vilipendio del congiuntivo a parte («sarei felice che entrassero» è la formula corretta, «sarei felice che entrino» lo dice il ragionier Filini quando parla con Fantozzi), Prodi non fa alcun accenno al ruolo fondamentale che le autorità cinesi, grate e orgogliose, gli attribuiscono. Come mai? Per essere chiari: l'agenzia di stampa, al pari degli altri rami del regime, ha rapporti eccellenti con Prodi. Tanto che costui fu ospite d'onore all'inaugurazione dell'Ufficio regionale europeo di Nuova Cina, nel 2004, assieme al premier cinese Wen Jiabao. Nuova Cina ancora oggi dà conto ai lettori di ogni presa di posizione di Prodi ed ha un'attenzione particolare per Giorgio Prodi, figlio di Romano e ricercatore economico all'universi tà di Ferrara, tra i pochi ad essere interpellati sulla situazione dei conti pubblici italiani. Senza dubitare delle parole di Prodi senior, il quale assicura di non aver ricevuto alcun compenso dalla Dagong, occorre però aggiungere che lo stesso ex leader dell'Ulivo ha modo di svolgere altri prestigiosi lavori, si presume remunerati all'altezza, per conto del governo cinese. Nel marzo del 2010 tenne una lezione al Caibs Lujiazui International Research Center di Shangai, una delle più importanti business school della Cina. E proprio un anno fa Prodi è stato nominato professore onorario all'università cinese di Nankai, nella città di Tianjin: titolo che gli dà modo di svolgere lezioni in una delle scuole che preparano i futuri leader del partito comunista cinese. Un asse, quello felsineo-cinese, confermato dal giudizio che dette nel 2008 l'ambasciatore di Pechino a Roma: «Quando Prodi era premier, ogni anno ha effettuato una visita in Cina e ha contribuito allo sviluppo delle relazioni amichevoli tra i due Paesi». Rapporto consolidato dall'importan te incarico accademico affidato al Professore e dai preziosi consigli da lui forniti per la creazione dell'agenzia di rating Dagong. ::: FRANCESCO BORGONOVO  Manca l'annunciazione dell'an gelo Gabriele a sua madre («la bionda mamma Lavinia, casalinga»). Per il resto, nel Mario Monti bambino i segni della divinità sono evidenti. Già nella culla, egli dimostrava le qualità sovrannaturali che l'hanno trasformato nell'uomo di fronte a cui, oggi, i giornali italiani si genuflettono. Fino a ieri del premier conoscevamo i miracoli compiuti in età matura; sapevamo - poiché ce le avevano illustrate gli evangelisti di Repub blica e del Corriere - delle sue virtù quali la sobrietà, la rettitudine, persino l'inna ta classe nel vestire il loden. Ci erano sconosciute le sue imprese giovanili. Bene, grazie a Chidi questa settimana siamo finalmente edotti anche su queste. MOLTO APPREZZATO Il settimanale di Alfonso Signorini considerato un tempo la «macchina produttrice di consenso del berlusconismo» e ora rotocalco apprezzato tanto da Fini&Tulliani quanto dalla famiglia reale montiana - ha dedicato al presidente del Consiglio un'agiografia patinata a episodi, un fotoromanzo. Si intitola «Storia di un italiano», con evidente richiamo a «Una storia italiana», il fascicolo che Silvio realizzò oltre dieci anni fa. L'operazione del Cav suscitò parecchia ironia, ma c'è da scommetterci che l'ini ziativa montiana non solleverà perplessità. Il materiale a disposizione è succulento: sei paginone con ampio corredo fotografico, supponiamo fornito dallo stesso Monti. Compare, per esempio, un'immagine di Mario a un anno: tondo come un bambolotto, i capelli biondi sul testone ovale, con un ciuffetto ribelle sparato verso l'alto. Poi atre anni abbracciato alla mamma, la chioma arricciata in boccoli angelici. L'illustrazione della crescita di Monti (l'unica che il professore ci abbia finora regalato) prosegue con una foto della prima comunione, con lui in tenuta da ometto tutto composto. Per non farsi mancar nulla, c'è anche un ritratto della famiglia al completo, coi due figli ragazzini e sullo sfondo le vette della Svizzera, presagio delle vacanze in Engadina del futuro bocconiano. Ma il capolavoro sono i testi. Troviamo un'intervista a Carlo Ortolani - il migliore amico di Mario - che ne conferma le eccezionali doti. I due si conoscono dalle scuole medie e, pensate, non hanno mai litigato. Merito, ovviamente, del contegno montiano. E della sua intelligenza da «numero uno». Egli era «tra i più assidui nei dibattiti al cineforum» e «bravissimo nelle materie umanistiche». Sono rimasti nella storia i suoi articoli, già allo stesso livello di quelli vergati sul Corriere. Sul giornale scolastico Giovi nezza nostra firmò nel 1959 un formidabile reportage intitolato «Neve, baldoria e spumante a Canazei» in cui, spiega Chi, «il futuro premier descrive una gita di fine anno con precisione, grazia e un sottile umorismo, tale da somigliare a un soggetto di Pupi Avati». Che talento meraviglioso: neanche ventenne e già scriveva come un maestro della sceneggiatura! La qualità dell'articolo è tale da perdonargli l'argomento: quella «baldoria» di Capodanno non è in linea con il misero cotechino trangugiato lo scorso San Silvestro, ma una ragazzata si può tollerare. Del resto, conferma il suo ex compagno Umberto Libralato (ora padre missionario) «Mario era umile, orgoglioso, garbato, tutto d'un pezzo e sempre pronto ad aiutare gli altri». Ci meravigliamo che non avesse le stimmate. La vera passione di Monti, per quanto fosse carente in educazione fisica, era la bicicletta. Una volta, assieme all'amico Carlo, pedalò «da Milano a Sankt Moritz». Non è dato sapere se sia stato azzurro di sci come Fantozzi. Certo è che apprezzava le ragazze, ma senza esagerare. Appena diciottenne, rivela Chi, a una festicciola s'innamorò di Elsa, la donna che sposerà e che per seguirlo negli Usa lascerà Scienze politiche a un passo dalla laurea. Da allora, mai una distrazione. Anche perché, spiega il 92enne Uberto Ceroni, a suo tempo professore di religione di Mario, egli aveva «una moralità a prova di bomba». PICCOLO GENIO Oltre alle qualità dell'animo, divennero presto evidenti in Monti anche quelle dell'intelletto. I suoi compagni, quando lasciò le superiori, fecero una scommessa: egli sarebbe stato il primo di loro a laurearsi. Guarda un po', avevano ragione: il piccolo genio a 22 anni aveva l'am bito pezzo di carta in saccoccia. Lo attendeva, nel '64, uno stage a Bruxelles. Subito dopo, l'eroico Monti pagò il suo tributo alla Patria: partì militare e Chi ce lo mostra ormai adulto, bello come il sole nella divisa di sottotenente dell'Aero nautica. Era il '67, tre anni dopo sposerà Elsa. Ma quella dell'amore tra i due è un'altra storia. La leggeremo fra sette giorni, nella seconda puntata del fotoromanzo, pardon, del Vangelo secondo Monti. Quello sobrio e modesto. . IL SERVIZIO LA POLEMICA Commissione sul San Raffaele, Penati si sfila Penati rinuncia. Lui, indagato a Monza per episodi di malaffare e corruzione - relativi al cosiddetto «sistema Sesto San Giovanni», di cui è stato sindaco, e per la compravendita delle azioni della società Milano Serravale quando rivestiva il ruolo di presidente della Provincia di Milano lui, dicevamo, consigliere al Pirellone, era stato chiamato a far parte della Commissione d'inchiesta regionale sul crac dell'ospedale San Raffaele, in quanto dopo essersi autosospeso dal Pd è entrato nel Gruppo Misto. E dopo le polemiche, gli uffici del Servizio Commissioni del Consiglio regionale avevano evidenziato che la nomina «è avvenuta nel rispetto dell'arti colo 52 comma 3 del Regolamento, che prevede l'obbligo di garantire la presenza di almeno un rappresentante per ciascun Gruppo Consiliare presente in Consiglio, quindi anche il Gruppo Misto». Lo stesso Penati ha però chiesto che l'incarico venga revocato. «La mia nomina nella Commissione è stato un atto dovuto - scrive Penati in una nota -. Io non ho mai chiesto di parteciparvi. Per questo ho chiesto formalmente in una lettera al presidente Davide Boni di revocarla». Romano Prodi Lap Il premier Mario Monti Ap La crescita di Monti è un fotoromanzo Su «Chi» esce a puntate la sobria agiografia del premier, con foto private e la testimonianza dell'amico del cuore: «Era un leader fin da piccino» Sopra, alcune delle foto pubblicate da «Chi» ora in edicola. Dall'alto a sinistra, in senso orario: Mario Monti a un anno; il titolo del servizio del settimanale; Monti in divisa da sottotenente aeronautico; Monti in bicicletta.
2 Giovedì 19 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO PM INFURIATI COL GIP «Dagli scogli il capitano Schettino guardava la sua nave affondare» Pericolo di fuga: la procura di Grosseto si opporrà ai domiciliari concessi dal giudice Montesarchio che nell'ordinanza lo accusa di scelleratezza e disastro mondiale ::: ROBERTA CATANIA ROMA  Il gip non convalida il fermo di Francesco Schettino disposto dalla procura di Grosseto, lasciandolo tornare a casa (ma ai domiciliari). Dall'altra parte i pm salutano il comandante aggiungendo un altro reato alla lista delle già gravissime imputazioni a cui dovrà rispondere (l'abbandono dei passeggeri, che va a sommarsi alle accuse di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave). E' chiaro che i pubblici ministeri non sono in linea con il giudice per le indagini preliminari e non è un segreto che non condividano la decisione di fare uscire Schettino dal carcere. «E'possibi le che fugga dagli arresti domiciliari», ha spiegato il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, e per questo impugnerà il provvedimento del gip di fronte al tribunale del Riesame. Oggi o al massimo domani il ricorso dei magistrati sarà presentato. Il tempo di scriverlo, considerando che Verusio e la sua squadra si sono messi al lavoro nell'immedia tezza, appena saputo l'esito del lungo interrogatorio di garanzia. Un faccia a faccia di tre ore che ha evidentemente convinto il gip, stizzito su un unico punto. Si legge a pagina 6 dell'ordinanza: «Seppure, come ricordato sopra, lo Schettino ammette la propria imprudenza nel corso dell'interrogatorio, egli cerca di temperare l'enormità del suo errore con la manovra successiva, compiuta per evitare l'allontana mento della nave dalla costa del Giglio. Ricordando quella manovra nei dettagli, lo Schettino afferma di essere un “bravo comandante”». Questa affermazione è costata cara al 52enne, poiché per il gip sarebbe «l'indice di una incredibile leggerezza» che gli vale i domiciliari. Per il pericolo di reiterazione del reato. Cioè il gip non ha creduto al pericolo di fuga («è rimasto un'ora su uno scoglio a guardare la nave affondare», «non si è allontanato», «ha seguito i carabinieri di Orbetello in caserma») e ha escluso la possibilità di inquinamento delle prove («Schettino non voleva rubare la scatola nera», e ancora «nessun suo sottoposto è stato intimorito, tanto che le dichiarazioni dell'equipaggio non appaiono contraddittorie») però ha temuto che il comandante potesse di nuovo uccidere più persone, naufragare e abbandonare la nave. Aggiungendo, in verità, che il rischio di ripetere i «reati gravemente colposi commessi si configura per ogni genere di attività che comporti l'affidamento alla cura e alla responsabilità dell'in dagato di terze persone». L'avvocato del comandante della Costa Concordia, Bruno Leporatti, non esclude la possibilità di ricorrere anch'esso al Riesame (per la revoca dei domiciliari) e difende il suo assistito («non si è mai allontanato dalla costa, anche se è sceso dalla nave, è rimasto lì senza sottrarsi e nascondersi»). L'avvocato ha anche tenuto a spiegare che «Schettino non mi ha dato l'impressione di essere né un vile né un criminale, anzi ho visto una persona profondamente turbata. Il fatto che venga detto che non lo è, è una affermazione a effetto». Per la procura, invece, il comandante fuggitivo è indifendibile: «Non vorremmo che Schettino possa sottrarsi alle sue responsabilità», ha ribadito Verusio, che ha spiegato: «La personalità dello Schettino e i tipi di reati a lui contestati ce lo fanno pensare. E' possibile che possa fuggire dai domiciliari o che da casa sua possa avere contatti con persone che hanno a che fare con la catena di comando della nave». Il procuratore capo di Grosseto ha anche chiarito che il test tossicologico su Schettino è stato disposto perché «immaginavamo che fosse sotto l'effetto di sostanze stupefacenti» e ha spiegato che i pm stanno indagando sulla «catena di comando» della Costa Concordia, per «raccogliere e verificare la responsabilità di qualche altro ufficiale» nel mancato coordinamento delle operazioni di evacuazione dei passeggeri. Marco Monda, superstite della tragedia, a “Chi l'ha visto” su Rai3 ha raccontato: «Ho visto il comandante arrivare al ristorante in compagnia, abbracciato con due ragazze, una bionda e una con i capelli scuri. Mostrava alle due ragazze la vetrata del ristorante, la vetrata da cui si vedeva l'isola del Giglio». Raccontando l'interroga torio di garanzia di Schettino, Verusio ha commentato: «A me non è sembrata una persona pentita. Dispiaciuto forse per la sua nave e per quello che gli potrà capitare, ma non credo dispiaciuto per quello che ha combinato». Scappati dalla nave Nella scialuppa col comandante A rischio la posizione di 3 ufficiali Il retroscena La Costa non lo ha sospeso Se lo liberano torna in plancia... Valeria Montesarchio  Ai giornalisti che chiedevano se nel fascicolo sul naufragio della nave Costa Concordia siano stati iscritti altri indagati, il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, risponde negando: «No, non ci sono altri indagati», smentendo così alcune indiscrezioni. Al momento, quindi, gli indagati restano il comandante della nave, Francesco Schettino, e il primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio. La smentita di per sé non esclude che i pm stiano vagliando le posizioni di altre persone. In particolare, secondo fonti giudiziarie, ci si starebbe concentrando sul secondo ufficiale Dimitri Kristidis e del terzo ufficiale Silvia Coronica. Ma anche altri ufficiali rischiano poiché secondo alcuni testimoni, con ancora centinaia di persone a bordo, la Concordia sarebbe rimasta senza guida e senza ufficiali che coordinassero l'eva cuazione da sopra la nave. Oltre a sentire testimoni, tuttavia, la Procura sta svolgendo altri accertamenti. La Costa Crociere ha ribadito intanto la propria disponibilità a «continuare a collaborare con le autorità». Dovrà farlo anche nel caso in cui nel mirino dei pm finisca Roberto Ferrarini, marine operation director, cioè il manager delle operazioni marittime e dell'unità di crisi della Costa. Gli inquirenti vogliono verificare se le sue tre telefonate con Schettino abbiano influenzato il comandante, o addirittura se abbia assecondato oppure tollerato il suo comportamento. I magistrati sono in attesa dei tabulati telefonici da cui si potrà capire con chi abbia avuto contatti Schettino quella notte.  «Per adesso la compagnia Costa non ha preso alcun provvedimento di scarcerazione nei confronti del comandante o almeno non ho avuto notizia di notifiche in tal senso fino al momento in cui è stata emessa l'or dinanza con cui gli si sono concessi gli arresti domiciliari». A parlare il legale del comandante della Concordia Francesco Schettino, l'avvocato Bruno Leporatti, che nella tarda mattinata di ieri ha incontrato i giornalisti nella sala conferenze di un noto hotel grossetano. «È nella facoltà della compagnia - ha proseguito Leporatti prendere provvedimenti nei confronti del mio assistito, ma se da un lato gli si danno responsabilità, dall'altro si stanno facendo delle valutazioni. A Schettino in questo momento non importa quello che sarà l'atteggiamento della società, perché quel che conta è come realmente sono avvenuti i fatti». Eppure, nell'ordinanza del giudice per le indagini preliminari, si parla chiaramente di «manovra scellerata», da capire, quindi, come la compagnia di navigazione intenda muoversi in considerazione dell'arresto del marittimo e delle pressanti voci sul suo comportamento a seguito del naufragio della nave. «Devo dire - ha proseguito il legale - che i giudici si sono comportati molto bene e non si sono fatti influenzare dalle insistenti pressioni mediatiche di questi giorni». Tornando al termine usato dal gip Valeria Montesarchio, Leporatti ha chiarito: «Più che “scellerata” definirei quella manovra “imprudente”». C. GIA. . POTREBBE RIPETERE IL REATO Uno dei motivi principali che hanno spinto il gip a concedere una misura cautelare, seppur non in carcere, è il pericolo di reiterazione del reato da parte di Francesco Schettino. Per questo ora si trova ai domiciliari nella sua abitazione di Meta di Sorrento. A lato il capitano scende dal cellulare dei Carabinieri. Sotto, un disegno di un bambino ritrae il relitto della Concordia [Ansa, Olycom] L'INDISCRETO De Falco da Vespa. Anzi no Ieri il capitano Gregorio De Falco, l'eroe popolare che ha preso a male parole l'indefesso Schettino, avrebbe dovuto partecipare a Porta a Porta. Nonostante la volontà dell'ufficiale di non comparire sotto i riflettori, tutto sembrava pronto per la messa in onda. Ma all'ultimo momento è arrivato il rifiuto. Pare che alla Marina non tutti fossero d'accordo.
21Giovedì 19 gennaio 2012ATTUALITÀ @ commenta su www.liberoquotidiano.it Sette arresti a Sanremo Picchiati e legati Orrore nell'ospizio Per gli anziani umiliazioni e vessazioni. Sospetti anche sul decesso di due donne. La Gdf: «Situazione infernale» Omicidio colposo Tir contro un'auto Morti cinque ragazzi sul Raccordo Anulare ::: RITA CAVALLARO ROMA  Un camion a folle velocità contro un'automobile ferma sulla corsia d'emergen za e in pochi attimi la vita di cinque giovani viene spezzata. È stata una strage quella avvenuta nella notte di mercoledì sul Grande Raccordo Anulare di Roma. Per i tre ragazzi e le due donne, tutti tra i 21 e i 23 anni, non c'è stato nulla da fare, sono rimasti schiacciati tra le lamiere della macchina disintegrata. Nello schianto è stata coinvolta anche una volante della polizia e due agenti della stradale sono rimasti feriti. Il conducente del mezzo pesante, un italiano di 30 anni, è indagato per omicidio colposo plurimo. L'incidente è avvenuto al chilometro 51 del Gra, tra le uscite Laurentina e Ardeatina intorno alle 3, quando un camion che trasportava una cella frigo ha travolto una Citroen C1 ferma sulla corsia d'emergenza. La macchina aveva attirato l'attenzione di una pattuglia della polizia, che si era fermata per un controllo. È stato allora che è sopraggiunto il Tir, che ha investito in pieno l'auto, uccidendo tutti i passeggeri, e ha sfiorato i due agenti della stradale, feriti ma miracolosamente salvi. A perdere la vita Mario Ferruzzi, di 22 anni, Mattia Campaniello, di 21, le 22duenni Emilia Di Genova e Arianna Gatti e il 23enne Matteo Giovannetti. Tutti amici, cresciuti insieme nel quartiere di Tor Bella Monaca e uniti anche nella morte, su quella maledetta corsia del Gra. Uno schianto che ha cancellato per Mario ed Emilia, che erano fidanzati, il sogno di una famiglia. Sono ricoverati all'ospedale Sant'Eugenio i due poliziotti. L'agente donna è stata operata per ridurre la frattura del setto nasale riportata nell'impat to, mentre il suo collega ha una frattura alla mano sinistra e varie contusioni ed è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni. Sono ancora in corso d'accertamento le cause che abbiano portato il camionista q perdere il controllo del mezzo e finire sulla vettura. Tra le ipotesi un colpo di sonno, una distrazione o un guasto meccanico. L'uomo è indagato per omicidio colposo plurimo ed è già stato sottoposto agli esami alcolemici e al test antidroga, risultando negativo. Ora è sotto choc. ::: COSTANZA SIGNORELLI SANREMO (IM)  Anziani picchiati e insultati, legati ai letti, abbandonati in condizioni igieniche indecenti. E, in almeno un paio di casi, morti in circostanze tali da meritare un approfondimento di indagine. Era questa la vita alla Casa di Riposo «Borea e Massa» di Sanremo, dove i 42 anziani ospiti - ci sono i filmati - vivevano subendo a giudizio della Gdf violenze «inaudite e sconcertanti». Sette arrestati tra il personale dell'istituto, e in tutto 15 indagati. La responsabile della Casa di riposo, Rosalba Nasi, 58 anni, originaria di Mondovì, residente a Sanremo, è agli arresti domiciliari. È la presidente della Fondazione che gestisce l'istituto e moglie del senatore del Pdl Gabriele Boscetto. La Gdf ha proceduto all'arresto di Rosalba Nasi per la «assoluta inerzia» con la quale vigilava sulla casa: non ha cioè fatto nulla, mai, nè per controllare l'operato dei dipendenti, nè tantomeno per denunciarli. Con lei sono state arrestate altre 6 persone: quattro sono gli operatori socio-sanitari Assunta Mecca, 52 anni, e Silvano Fagian, 53 anni, entrambi di Taggia; Daniele Raschellà, 47 anni, di Sanremo; Ihor Telpov, 50 anni, originario dell'Ucraina ed abitante a Taggia. Due sono le infermiere Elzbieta Ribakowska, 51 anni, polacca, e Cristina Ciobanu, 37 anni, rumena, entrambe abitanti a Sanremo. Altre indagini sono in corso per accertare le responsabilità di altre 8 persone vicine alla struttura. Perchè i magistrati quando hanno preso visione dei filmati e delle intercettazioni acquisite dalle Fiamme Gialle - non riuscivano a credere ai loro occhi: nonnine gracilissime sbattute con forza sui loro letti, ai quali in alcuni casi venivano legate; uomini anziani malmenati e insultati; disabili trattati come bestie. I magistrati vogliono non solo accertare se questi fossero i comportamenti abituali del personale della casa di riposo. Intendono anche approfondire le circostanze di 2 morti sospette. Risalgono al 2005 e al 2006, due donne: una morì in seguito ad un ictus dopo un ricovero in ospedale dovuto a gravi ferite alla testa; l'altra dopo aver ingerito una massiccia dose di farmaci. Per il sostituto procuratore Maria Paola Marrali, titolare delle indagini, «a distanza di tanti anni non è facile stabilire se le vittime fossero già in condizioni fisiche pregiudicate, o se invece vi possa essere qualche nesso di causalità». Tuttavia il magistrato vuole vederci chiaro. Le mosse della mafia d'Oriente C'è un romanzo criminale dietro la morte del killer dei cinesi Fermo immagine del video dei maltrattamenti su un paziente Ansa DIECI FERITI IN TOSCANA . Esplode metanodotto «Sembra che qui sia caduto un aereo». Così ai primi soccorritori è apparsa la piccola frazione di Barbarasco, nel comune di Tresana (Massa Carrara) dove, poco dopo le 14 di ieri, è esplosa una tubazione del metanodotto che serve la linea La SpeziaParma e alcuni comuni della Lunigiana. L'opera dei soccorritori è stata resa difficile anche per le fiamme altissime. Due dei tre operai, un italiano e due cittadini dell'Est Europa sono feriti in modo grave e sono stati subito trasferiti con gli elicotteri a Pisa e Genova.Ansa ESEGUITA L'AUTOPSIA DEL MAROCCHINO Impiccagione simulata per scoprire la verità  Lo hanno trovato impiccato: uno dei due ricercati per la rapina avvenuta il 4 gennaio scorso nel quale morirono Zhou Zheng e la figlioletta Joy di appena nove mesi. Si chiamava Mohamed Nasiri, l'im piccato: appeso a una corda legata con un gancio a un'arcata di un capannone agricolo abbandonato. Gli inquirenti dicono che si tratta di un suicidio, e che la morte risale a tre o quattro giorni fa. E perché Mohamed si sarebbe impiccato? E come si fa a dirlo, come si fa a sapere cosa può passare, a volte, per la testa di una persona? E il complice? Chissà, forse già all'estero… A Tor Pignattara di come Zheng e la figlioletta Joy sono stati assassinati, in certi ambienti, raccontano un'altra storia. Una storia che forse è un romanzo. Ma è un romanzo? Raccontano che Zhou Zheng quella sera non era da solo; stava rincasando, aveva la figlioletta in braccio e con sé quella borsa colma di denaro ricavato dalla sua attività. Tanto denaro, quello che gestiva e raccoglieva. E non troppo lontano persone con l'in carico di fare sì che non accadesse nulla di spiacevole. Però quella sera non hanno saputo e potuto impedire che accadesse quello che è accaduto. Zhou Zheng e la figlioletta Joy vengono colpiti a morte; e i due magrebini tentano la fuga. Sono però subito presi da quelli che avevano l'in carico di proteggere Zhou Zheng. La borsa col denaro non interessa più di tanto, il denaro va e viene; ma quei due nord africani no, loro: catturati e portati in luogo sicuro, loro devono parlare, perché ci sono tante cose da spiegare e da capire. Come mai, per esempio, due magrebini una sera decidono di rapinare Zhou Zheng, e la rapina si conclude in modo così cruento e sanguinoso? Sono solo due balordi, o dietro e sotto c'è altro? Perché in certi ambienti di Tor Pignattara la legge è un'altra legge, non scritta dai codici; e l'ordine è un altro ordine garantito e assicurato da persone che non indossano una divisa, ma sanno come farsi rispettare. In certi ambienti del quartiere hanno stabilito una sorta di convivenza, di “vivi e lascia vivere” tra i boss di sempre e quelli nuovi, venuti da lontano e ormai insediati. Ma l'equilibrio raggiunto è minacciato da altre bande, che vogliono imporre la loro legge, il loro ordine. La rapina in cui sono morti Zhou Zheng e sua figlia Joy è un episodio, il più cruento e crudele di questa lotta tra il “vecchio”e il “nuovo” equilibrio? In certi ambienti di Tor Pignattara la storia la raccontano così. Raccontano, in questi ambienti che i due sono stati torchiati a dovere; e da giorni in quegli ambienti non davano un centesimo per la loro vita; immaginavano, o sapevano che fine potevano aver fatto. E di uno ora lo sappiamo: appeso a una corda, impiccato. È un romanzo? Forse. Ma non è un romanzo che da settimane, da mesi Roma è teatro di uccisioni, ferimenti, pregiudicati che vengono ammazzati. Vecchi equilibri che si sono infranti, bande che si contendono territorio e traffici. Vecchia criminalità romana e nuove bande che ancora non hanno raggiunto un equilibrio e si combattono. Forse la rapina finita con la morte di Zhou Zheng e sua figlia Joy non c'entra con questo scenario; forse davvero sono rimasti vittime di due balordi che l'hanno fatta troppo grossa; forse davvero Mohamed non ha retto la pressione su di lui e il suo complice e ha preferito farla finita legandosi una corda al collo. Forse. Ma in certi ambienti di Tor Pignattara raccontano un'altra storia. E se quell'altra storia non è un romanzo, allora ce n'è di che essere preoccupati e inquieti. Preoccupati e inquieti perché si spara; e ancor più preoccupati e inquieti quando si finirà di sparare, perché significherà che non c'è più bisogno di farlo, che si sono raggiunti accordi e intese. E si può facilmente immaginare di che tipo. Che Roma, e non solo Roma, sia diventata terra di conquista e di lotta senza esclusione di colpi delle bande criminali, i radicali lo dicono da anni; quella che sembrava una fantasia, un “romanzo”, è ora una realtà da tutti riconosciuta. Peccato che questo riconoscimento sia arrivato tardi e si sia così perso tempo prezioso, e che ancora oggi non sappia tradursi in concrete politiche di contrasto al crimine organizzato. Anche quello che abbiamo raccontato, raccogliendo voci e confidenze raccolte in certi ambienti di Tor Pignattara è un romanzo? Forse, chissà, può essere. Ma se ancora una volta non fosse un romanzo? Istigazione o aiuto al suicidio. È questa l'ipo tesi di reato del pm Luca Tescaroli sulla morte del marocchino Mohammed Nasiri, il 30enne ritenuto uno dei killer del cinese Zhou Zheng e della figlia Joy, di nove mesi. Lo straniero era stato trovato impiccato il 15 gennaio scorso in un casolare in via Boccea. L'ipotesi di reato è stata configurata dal pm dopo i primi risultati dell'autopsia eseguita ieri da Paolo Procaccianti, medico legale di Palermo. L'esperto avrebbe riscontrato l'assenza di segni evidenti di violenza sul cadavere del maghrebino, ma la presenza di un solco molto ampio sul collo. Per analizzare quel segno, nei prossimi giorni sarà eseguita con un manichino una simulazione che terrà conto dell'altezza (1,87 metri) e del peso (circa un quintale) di Nasiri. ROB. CAT. ::: VALTER VECELLIO Per gentile concessione dell'autore pubblichiamo l'articolo comparso sul giornale «Notizie radicali»
Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: milanocronaca@libero-news.eu; Pubblicità: PUBLIKOMPASS SPA, Via Winckelmann 1, 20146 Milano; Tel. 02.24424611 - Fax 02.24424490 [PIANO FREDDO] In arrivo una sanatoria per clandestini senza tetto a pagina 44 [BERGAMO] Precipita da tremila metri Muore l'alpinista Merelli a pagina 45 I NUMERI DI IERI ::: 14 Persone arrestate ::: 40,2% Calo di auto in centro ::: 69 Borseggi ::: 49.000 Veicoli in meno ::: 9 Truffe ::: 12 Ore di Area C al giorno ::: 13 Rapine a mano armata ::: 16% Calo ingressi delle moto Sotto la Madonnina Saviano diventa milanese E ci dà subito dei mafiosi Appena riceve il riconoscimento attacca la «sua» città: piena di criminalità  Roberto Saviano è diventato milanese. Ieri il sindaco Giuliano Pisapia gli ha conferito la preziosa onoreficenza e lui, il giornalista-scrittore diventato famoso per aver scritto Gomorra, non ha perso tempo per dire che qui, nel capoluogo lombardo, la mafia esiste. Il riconoscimento, consegnato a palazzo Marino, non ha evitato polemiche: quelle del centrodestra con il Pdl e la Lega contrari a considerare Saviano un milanese con un interrogativo: cosa ha fatto per meritare tutto questo? TIZIANA LAPELOSA a pag. 39 I CONTI DELLA CONGESTION CHARGE: NIENTE SOLDI PER I TRAM . Area C costa quanto rende  Il Comune ha promesso un mare di piste ciclabili, ma ai milanesi potrebbero restare soltanto le briciole dei proventi della nuova tassa sul traffico. La maggior parte dei ricavi di Area C, infatti, potrebbe servire per mantenere il sistema. Palazzo Marino, presentando il pedaggio sul traffico, ha ipotizzato entrate per 34-38 milioni. «Alla fine non gli resterà in mano quasi niente» attacca il capogruppo Pdl Carlo Masseroli. ieri guasto sulla M2 BASO-COSTA a pagina 38 ::: La banda del buco TABACCI MIRACOLOSO MOLTIPLICA IL DEBITO E RADDOPPIA LE TASSE ::: ALBINA PERRI  Ricominciare con la tiritera del buco di bilancio a tre giorni dall'introduzione della gabella di Area C ha un che di tafazziano. Ma l'assessore Bruno Tabacci non se ne cura. E non sbuffate: lui va avanti come uno schiacciasassi. Non solo dolendosi. Ma pure moltiplicando. A novembre, infatti, il nostro ci allarmava con un profondo rosso da 400 milioni di euro; all'inizio dell'anno ci rallegrava allargandolo a 460 milioni, una settimana fa li ha fatti diventare improvvisamente 500, e da ieri puff: ci ha comunicato che mancano all'appello 670 milioni. Un'accelarazione atomica che neanche lo spread. Inutile dire che l'ennesima esternazione numerica è stata seguita dal rosario di tasse che ci toccano. Milanesi, mano ai portafogli. Cinque euro per entrare in centro a Milano e un euro e cinquanta per salire sul tram non bastano. L'Irpef salirà. L'aliquota volerà fino allo 0,6 o 0,8. Da qui Tabacci vi spillerà 130180 milioni di euro. Poi aumenterà la Tarsu: dalla vostra spazzatura ricaverà almeno 50 milioni in più, grazie a un ritocco al rialzo tra il 20 e il 25%. Poi ci sarà l'Ici. Poi l'Imu. Guai ad avere una seconda casa: l'aliquota andrà al massimo, fino al 10,6 per mille. Fatti due conti, sono circa 250 milioni. Un aiutino lo vorrà poi anche da chi ancora ha voglia di visitare la città, con la tassa di soggiorno per i turisti. A chi gli chiede di tagliare le spese del Comune (2,5 miliardi) dice che sì, qualcosa si farà. Settanta milioni. Ma il cilindro comunale è largo, e qualche cosa ancora ci tireranno fuori. L'allarme buco -un al lupo al lupo che ci accompagna dall'inizio del mandato- prelude anche alle svendite. Sea ce la siamo già giocata, dandone via una fetta a Vito Gamberale. Ora si pensa di cedere A2A. Resta sul groppone la sorella zitella Serravalle, e si cercherà un allocco se la pigli. Ma c'è da scommetterci: non basterà. Milanesi, pronti a lasciare giù pure le mutande. «Reazione scomposta» Ponzoni, la Lega silura Formigoni Leader asiatico dell'elettronica La Cina è vicina: arriva a Milano il colosso Hisense ::: MASSIMO DE ANGELIS  È nata come una migrazione silenziosa e oscura, che con il passar degli anni, ha portato l'occupazione commerciale del quartiere Paolo Sarpi. Un angolo di Cina a Milano, con un tripudio colorato di ristoranti, bar, negozi e un Hotel 4 stelle in zona Garibaldi. Poi siamo passati ai centri massaggi, mentre le prime famiglie benestanti hanno cominciato a mandare i figlioli all'Accademia di Brera. Ma ora iniziano a giungere in città i colletti bianchi dagli occhi a mandorla, aprendo sedi di istituti bancari o finanziari, e inaugurando funzionali quartier generali di importanti multinazionali. E così ieri è stata aperta in via Montefeltro 6 la nuova sede italiana della società “Hisense”, leader nel mercato asiatico per l'elettronica di largo consumo. Tra venditori bonsai e manager in grisaglia una vasta scelta di televisori, frigor e climatizzatori a buon prezzo, il tutto sotto l'egida della lanterna rossa. L'azienda, presente nel territorio italiano da cinque anni, ha posto inizialmente le radici a Grosseto, poi una succursale a Torino e adesso il grande sbarco con gli uffici nel capoluogo lombardo. All'over toure, come da tradizione, sono giunti in massa dirigenti e forze lavoro dalla patria del Dragone, capitanati dal Managing Director Yupeng Zhang. Non è mancato un cocktail con involtini primavera e the verde. COPPIE DI FATTO Scontro nel Pd Rozza batte Boeri Carmela Rozza la spunta su Stefano Boeri: il regolamento delle coppie di fatto slitta a settembre, dopo la visita del Papa in città per l'incontro delle famiglie. a pagina 39 AFFITTOPOLI Il Trivulzio ripiana i debiti E alza i canoni-farsa di SARA BIONDINI a pagina 44 L'INCHIESTA A MONZA Il socio si difende: niente di vero di LAURA MARINARO Giornata di interrogatori per gli indagati del caso Ponzoni a pagina 41  Nessun «complotto» ai danni del Pdl, come denunciato a gran voce da Roberto Formigoni. La Lega Nord si ricompatta per contrastare la reazione del governatore lombardo all'arresto di Massimo Ponzoni, ex assessore finito agli arresti due giorni fa per corruzione e bancarotta fraudolenta. «L'inchiesta riguarda fatti personali che nulla hanno a che fare con l'operato del presidente» ha detto Formigoni. Gli alleati del Carroccio, però, la pensano diversamente. Davide Boni, presidente del consiglio regionale parla senza mezzi termini di «reazione scomposta». Secondo Boni, «è sbagliato gridare al complotto in una situazione come questa. FRANCO NICOLETTI a pagina 41 PROMOZIONI www.cadoroarredamenti.it ARREDA CON IL MASSELLOVia De Amicis, 29/31 MILANO Tel. 02.8321130
6 Giovedì 19 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it CATASTROFE AMBIENTALE La nave si sposta. Paura per la costa tirrenica Allarme del ministro Clini. Turista tedesca data per dispersa chiama da casa, identificato violinista ungherese ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO ::: LA SCHEDA SEI GLI ITALIANI Ancora 27 persone risultano disperse in seguito al naufragio. CINQUE PASSEGGERI Gli italiani sono sei - cinque passeggeri (Maria D'Introno di Biella, le amiche siciliane Maria Grazia Trecarichi e Luisa Antonia Virzì, il riminese William Arlotti e la figlia Dayana di 5 anni) e un membro dell'equi paggio (il 30enne Giuseppe Girolamo di Alberobello). Poi tredici tedeschi, 4 francesi, due americani, un peruviano e un indiano. L'oasi verde in pericolo Luna nera e maree Solo cinque giorni per evitare il peggio ::: ALBERTO PEZZINI  Il naufragio del Concordia potrebbe aggravarsi. Non da poco. Le migliaia di tonnellate di gasolio contenute nei suoi serbatoi potrebbero diluirsi in mare con lo stesso effetto dell'olio dentro una bacinella. Si tratterebbe di un disastro ambientale di proporzioni ciclopiche. Colpirebbe il cosiddetto Triangolo Sacro, ossia quella zona ad alto impatto ambientale –severa mente protetta – compresa tra l'Isola del Giglio, Montecristo e l'Isola d'Elba. Parliamo di un triangolo in cui si trovano concentrate tutte le specie più pregiate della nostra fauna mediterranea. Stenelle, delfini, balene e quant'altro – quando arrivano dal Santuario dei Cetacei posto più a nord, davanti alla Liguria – vengono qui, davanti alle coste toscane più dolci e chiare in assoluto a veleggiare a pelo d'acqua. Pochi sembrano avere scorto il problema in modo lucido, al momento. Tra cinque giorni circa la luna – at tualmente in fase calante - cambierà. Sarà nuova, e nera, capace di esercitare una forza attrattiva più accentuata per cui il Concordia subirà una specie di trascinamento maggiore. Il fenomeno è scientifico ed ha un nome: luna sigiziale. In Wikipedia si legge: Marea sizigiale o sigiziale (o marea delle sizigie, ovvero delle sigizie) ed il termine – di chiaro sapore marinaro s'impiega quando si vuole indicare il momento in cui l'escursione fra l'alta e la bassa marea sia al massimo livello. Quando la luna è in sigizia significa che si sposta dalla parte del sole e quindi non si vedrà più (essa scompare e diventa invisibile ad occhio nudo). Alla sua forza unisce però quella del sole, cosicchè tutti e due, dopo aver mischiato le proprie energie, cominciano a spingere insieme al mare ed al vento. Le alte maree potranno essere ancora più alte e le basse più basse così da far pencolare lo scafo con il rischio di frantumarsi come un vaso di coccio. Cinque litri di nafta coprono, se versati in acqua, una superficie pari a dieci campi di calcio. Le cisterne della Concordia ne hanno imbarcato duemila tonnellate. Una specie di pellicola alta come una bistecca si spalmerebbe su uno dei polmoni sacri del Mediterraneo e noi ci troveremmo – po polo di santi, poeti e navigatori – a recitar poesie e ad andare a messa con il salterio in mano. Non si fanno le Cassandre ma all'orizzonte un rischio simile non è pura fantascienza. Quando la luna comincerà a «tirare» in modo più robusto perchè energizzata anche dalla forza del sole, il Concordia subirà una specie di accelerazione. Le prime ispezioni hanno verificato che la nave, accasciata sul lato destro, è scarrocciata di alcuni centimetri al giorno per colpa del moto ondoso. Le forze dell'uomo –leggi braccia dei soccorritori – dovranno centuplicarsi per cercare di svuotare i serbatoi di una nave che sembra un grattacielo spiaggiato. Se non ci riusciranno in tempo, c'è il rischio che lo scafo cominci a declinare verso una brutta china, anzi verso una specie di collasso esplosivo. Le previsioni del tempo parlano di un possibile mutamento dei quadranti. Se arrivasse il Grecale, proveniente da Est, nella malaugurata ipotesi di sversamento di nafta, oltre al Giglio ne patirebbero quindi pesantissime, irrimediabili conseguenze, anche tutte le acque della zona, in particolare il cono vulcanico di Montecristo, oasi naturale unica al mondo, oltre all'Elba e Pianosa. La squadra speciale dei palombari «Esplosivo e terrore: così siamo entrati nel gigante ferito» ::: FILIPPO MANFREDINI  Due nomi sulla maledetta lista. Due storie dalla conclusione opposta. Gertrud Goergens era arrivata dalla Germania per imbarcarsi sulla Costa Concordia. Di lei non s'avevano più notizie: data per dispersa, speranze quasi nulle. E invece al naufragio era scampata, e poi era tornata a casa senz'avvisare nessuno. S'è presentata ieri al locale posto di Polizia, «sono viva». E poi Sandor Feher, violinista assunto dalla Costa Crociere per suonare sulla nave. Un mese fa aveva postato un video su YouTube, mostrava la sua abilità e si proponeva come insegnante di violino in qualunque Paese. Lui no, non ce l'ha fatta. Il suo corpo è uno dei cinque recuperati l'altro ieri. Aveva ancora indosso l'abito da sera e l'inu tile giubbotto di salvataggio. E dunque, il bilancio adesso è questo: undici vittime recuperate, di cui cinque ancora non deintificate, si sta procedendo alle autopsie. E poi 27 dispersi: gli italiani sono sei, poi tredici tedeschi, quattro francesi, due americani, un peruviano e un indiano. Stando poi ai numeri forniti dall'ospe dale di Grosseto, delle ottanta persone ricoverate dopo la tragedia, ne restano ancora otto. Un cuoco di bordo, originario del Bangladesh, è stato operato a Siena: trauma spinale, non è in pericolo di vita ma rischia di restare paralizzato. L'altro ferito più grave, operato a una gamba, è il commissario di bordo della Costa Concordia, Manrico Giampietroni, l'uomo che ha aiutato decine di persone a salvarsi. Nel tardo pomeriggio di ieri le ricerche sono state momentaneamente sospese: la nave s'è mossa, troppo rischioso per palombari e soccorritori. Fra domani e dopodomani è atteso il vento di tramontana, si vedrà se l'enorme traghetto resterà adagiato sulla secca o inesorabilmente scivolerà verso lo strapiombo sottomarino. Per quanto riguarda invece il rischio di danni all'ambiente, il ministro Corrado Clini ha previsto che per la messa in sicurezza dei serbatoi della Costa Concordia occorreranno almeno due settimane dal termine delle ricerche. «Si tratta di un piano complesso ha spiegato - perché richiede un intervento su oltre 15 cisterne e un preriscaldamento del carburante depositato, perché si tratta di un materiale molto denso». Confermando che «c'è il rischio che un cambio delle condizioni meteo porti a un inabissamento della Concordia, e forse a un danneggiamento dello scafo». Ipotesi più che preoccupante, poiché «a bordo ci sono 2280 metri cubi di combustibile e 42 metri cubi di olio lubrificante, cioè 2400 tonnellate di materiale, il quantitativo trasportato da una petroliera di piccole dimensioni». In caso di perdite di carburante «a essere contaminata potrebbe essere non solo la zona del naufragio, ma tutta la costa tirrenica. Dipenderà dalle correnti». Infine ancora Clini, sottolineando come gli ultimi incidenti marittimi ad alto impatto ambientale abbiano visto protagoniste più navi passeggeri e merantili che petroliere, si è poi riferito alle «consuetudini non tollerabili» che sono state indiretta causa della sciagura. Come dire: basta “inchi ni”, armatori e comandanti si diano una regolata. Sommozzatori in azione all'isola del Giglio, vicino la Costa Concordia Ansa ::: CHIARA GIANNINI  Le operazioni di recupero dei dispersi della Costa Concordia sono state interrotte ieri mattina a causa del maltempo in arrivo. Ciò nonostante, alle 6 di ieri mattina, i 12 palombari del Gos (Gruppo operativo subacqueo) della Marina Militare, giunti sabato all'isola del Giglio da La Spezia a bordo di un elicottero EH101, sempre della Marina, erano già pronti a calarsi all'interno del gigante adagiato sulle secche della Gabbianara per piazzare nuove microcariche e, quindi, aprire varchi ai soccorritori. Un'operazione complessa ed estremamente specializzata, compiuta da uomini super preparati, giunti a essere palombari dopo un anno di duro addestramento. L'attività di posizionamento delle microcariche è cominciata sabato, subito dopo che la direzione dell'unità di crisi aveva disposto l'operazione. Il comando del Gos ha inviato i 12 palombari che, quindi, hanno cominciato a lavorare sul troncone centrale della nave, ispezionando sia il lato affondato, sia quello ancora visibile fuori dall'ac qua. Si è quindi arrivati, nella giornata di martedì, ad aprire varchi di accesso sul lato dritto e sinistro della Concordia. «Ciò di cui ci occupiamo – ha raccontato Scocchia – è piazzare cariche esplosive sia sulle vetrate, sia nei punti che consentono di far saltare le cerniere delle finestre. Posizionarle sulla lamiera (spesso molto spessa ndr) significherebbe provocare pericolose oscillazioni che potrebbero portare anche allo spostamento della nave». I palombari del Gos,nella giornata di martedì, hanno lavorato a 18 metri nella parte 4 della nave, sul lato destro, ossia il punto in cui sono stati recuperati gli ultimi 5 cadaveri. Da lì, infatti, l'ac cesso ai corridoi per uno dei punti di raccolta della nave. Una trappola senza uscita in cui, purtroppo, sono rimaste numerose persone. «Una volta aperti i varchi –ha proseguito Scocchia –cediamo il posto ai sommozzatori dei vigili del fuoco e ad altri team impegnati nelle operazioni di recupero dei dispersi. Paura? Diciamo che durante i corsi di addestramento ci insegnano ad essere pronti a qualsiasi eventualità, anche la peggiore». E le famiglie come vivono questa professione così pericolosa? Naturalmente con apprensione, esattamente come quelle di tutti i militari italiani».
18 Giovedì 19 gennaio 2012 ESTERI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Il segreto di Mitt Romney paga il 15% di tasse ma è più amato di Obama Il candidato repubblicano ha un patrimonio di 200 milioni di dollari e gode di un trattamento agevolato. Molti sondaggi lo danno per vincente CAUSE IN ARRIVO Pippa e Charlotte Il sangue blu contro i paparazzi Pippa Middleton, la sorella minore della duchessa di Cambridge, ha minacciato di chiedere un'ingiunzione contro i paparazzi che le stanno rendendo la vita impossibile. Pippa si lamenta di essere pedinata in continuazione dai fotografi, che arrivano a scattare fino a 400 immagini di lei al giorno. L'ulti ma serie di foto riguarda in paio di pantaloni molto attillati che ha indossato per uscire di casa e che mettevano bene in mostra la parte per cui è diventata particolarmente famosa. Lo studio legale Harbottle and Lewis ha mandato una lettera alle agenzie fotografiche che vendono i suoi scatti ai media di tutto il mondo, avvertendoli che la 28enne potrebbe rivolgersi ad un tribunale. Al tribunale invece si rivolgerà sicuramente anche Charlotte Casiraghi, figlia della principessa Carolina di Monaco, per fare causa anche lei ai paparazzi e ai media per violazione della privacy e violenze morali. Il suo avvocato, che ha assistito in passato anche la principessa Diana, ha presentato al tribunale di Parigi una denuncia per chiedere anche procedure d'emergenza contro i media che informano sulla vita privata di Charlotte. La 25enne era stata “pizzicata” dai paparazzi all'uscita dell'abitazione dell'attore e comico francese Gad Elmaleh. ::: ALESSANDRO CARLINI  Molti pensavano a un complotto ordito contro il presidente della Banca nazionale svizzera (Bns) e ora è arrivata la conferma. Philipp Hildebrand sarebbe caduto nella trappola, male architettata, dei suoi nemici politici del partito di destra Udc e della sua guida carismatica Christoph Blocher. Lo scandalo, che ha causato la scorsa settimana le dimissioni del governatore della Bns, non ammetteva repliche: insider trading valutario, compiuto per favorire un'operazione finanziaria della moglie di Hildebrand, Kashya, che aveva portato nelle tasche della famiglia 75 mila franchi. Se i fatti non sono in discussione, lo è però il documento bancario alla base del caso. Si tratta, infatti, di un estratto conto degli Hildebrand, emesso dalla banca Sarasin, che è stato falsificato in modo maldestro. A svelare il complotto è stato il tabloid svizzero Blick, che ieri ha pubblicato una dichiarazione della portavoce dell'istituto, Franziska Gumpfer-Keller, in cui si denunciano le manipolazioni apportate al documento. Una su tutte: la banca non mette mai nella stessa pagina il numero del conto e il nominativo dell'intestatario, come invece si legge nell'estratto conto “tarocco”. Non solo, c'è un miscuglio poco plausibile di due lingue, inglese e tedesco. Quelle pagine erano state pubblicate con grande noncuranza dal settimanale svizzero Weltwoche, vicino all'Udc, che non si era preoccupato di vagliare le sue fonti. Non è difficile, come ha spiegato il giornale Blick, risalire all'ideatore di questo complotto. Si tratta dell'avvocato Hermann Lei, esponente dell'Udc, che molto probabilmente ha tramato con Blocher contro Hildebrand, salito alla ribalta per aver deciso di ridurre lo strapotere del franco svizzero su euro e dollaro, dando ossigeno all'industria nazionale. La rivelazione del tabloid non fa che peggiorare la posizione di Lei, già accusato dalla procura di Zurigo di furto di dati bancari. Nei giorni scorsi, la talpa di questo caso, l'informatico della banca Sarasin autore del furto di La trama dell'Udc svizzera Hildebrand incastrato da documenti falsi documenti, lo ha anche querelato per violazione del segreto professionale. Dice di essersi rivolto a Lei chiedendo una consulenza sui documenti scottanti e che poi il legale avrebbe fatto pubblicare il tutto sul settimanale. Ma anche questa versione non torna perché la talpa e il probabile esecutore del complotto si conoscevano da tempo: erano stati perfino compagni di scuola. E anche l'informatore è vicino all'Udc, che comunque rispedisce le accuse al mittente, dicendo che le operazioni della moglie del governatore sono state accertate. ::: GLAUCO MAGGI NEW YORK  Mitt Romney è un ricco signore, e se vuole la Casa Bianca nell'era di Occupy Wall Street e del presidente più populista dal Dopoguerra, deve prepararsi a parlare di come ha guadagnato i 200 milioni di cui è accreditato, e di quante tasse paga sui suoi redditi e perché. «Probabilmente la mia percentuale è attorno al 15%», ha ammesso ieri Romney sotto la pressione degli avversari dentro il partito, e fuori, di rilasciare la dichiarazione dei redditi prima della scadenza del 15 aprile, come ha detto invece che farà. E sono scoppiate le polemiche. Anche se non ha fatto nulla di illegale sempre versando il dovuto, Romney ha beneficiato della aliquota del 15% a cui sono sottoposti gli individui che posseggono quote di aziende in quanto soci di società, tipo private equity, hedge funds, intermediari immobiliari e holding. È circa la stessa percentuale versata da Warren Buffett, del resto, che grazie alla stessa legge fiscale è 200 volte più ricco di Romney. Buffett, durante il dibattito sulla proposta di Obama di tassare di più i milionari, usò la sua aliquota del 15% per dire che pagava le stesse tasse della sua segretaria, ed è diventato il testimonial per la Casa Bianca. In realtà, gli azionisti come Romney e Buffett pagano il 15% sugli utili che incassano, personalmente, dopo che le società hanno già pagato allo Stato la corporate tax sui profitti, che negli Usa è pari al 35%. Il 35% è anche lo stesso massimo livello (vigenti i tagli di Bush, prima era il 39,6%) che gli individui pagano sugli stipendi. La ragione per cui l'aliquota sui privati è tanto alta è che compensa una miriade di detrazioni (come quella sui mutui) e di crediti (per i figli). Di qui la proposta di molti candidati del GOP di introdurre una tassa più bassa e per tutti eliminando sconti e deduzioni. Newt Gingrich, che propone il 15% per tutti, ha avuto buon gioco nel dire «che è magnifica l'idea di adottare lo stesso tasso di Romney». Il quale sul tema fiscale è più moderato e pensa che «nessuno debba pagare più del 25%». Gli attacchi al Mitt riccone non lo hanno indebolito nei sondaggi. In Ohio, Stato chiave in novembre, è in testanel lotto delGop per la nomination, ed è in virtuale pareggio in un testa a testa con Obama. Nella media delle rilevazioni nazionali, curata da RealClearPolitics, è dietro a Barack ma solo per 45,3 a 46,5, e in tre sondaggi di canali TV non sospetti di essere filo-repubblicani lo precede: ABC 47 a 45, CNN 48 a 47, CBS 47 a 45. Nel passato la ricchezza di un aspirante non è mai stato un problema, anzi. Franklyn Delano Roosevelt e il rampollo dei Kennedy, JFK, erano di famiglie facoltose, e lo snob John Kerry, che fu battuto nel 2004 da Bush (messo bene pure lui) non se la sfangava male con i 750 milioni che gli attribuiva Forbes. Oggi l'essere stato un finanziere di successo alla Bain Capital, società di private equity che comprava aziende in difficoltà per ristrutturarle e rivenderle con profitto, è una macchia sulla carriera, secondo i suoi rivali del GOP Gingrich e Perry, che chiama Romney «capitalista avvoltoio». Per non parlare di Obama, che ha già fatto girare un memo tra i suoi fans perché usino il passato da businessman di Mitt per farne propaganda negativa. Buon per Romney che Barack ha fatto un autogol, però. Al cruciale posto di responsabile dell'OMB (Ufficio del Management e del Budget della Casa Bianca) il presidente ha promosso ieri Jeff Zients, che era il vice di Jack Lew, a sua volta elevato a Capo di Staff dopo il licenziamento di Bill Daley di qualche giorno fa. E Zients, nella sua carriera, ha lavorato guarda caso proprio nella stessa ditta di Romney, la Bain. Sarà dura per Barack attaccare Mitt per i suoi trascorsi. Più arduo per il Repubblicano sarà maneggiare la patata delle tasse, se non userà il proprio 15% come base per una forte riforma di equa riduzione. Mitt Romney, non ricorda esattamente quante tasse paga. Lo dirà con certezza ad aprile Oly TRASLOCO A BERLINO . Marx e Engels al cimitero Il ministro Cdu Ramsauer ha chiesto che il monumento di Marx e Engels di Berlino, sia allontanato dal centro di Berlino e sistemato al cimitero dei socialisti a Fridrichsfelde. L'Spd si oppone: è patrimonio culturale della città.
Copa del Rey: a Madrid Real-Barça 1-2 Altro Clasico, solita storia. Nell'andata dei quarti di Copa del Rey il Real di Mourinho sblocca con Cristiano Ronaldo all'11', poi il Barcellona fa come in campionato: il pareggio è di Puyol al 49', Abidal realizza il 2-1 al 77'. Duri interventi dei blancos su Messi. Ranking Fifa, Italia ancora nona È ancora la Spagna al comando del ranking Fifa di gennaio. Top 10 confermata: Italia 9ª e dietro gli iberici Olanda, Germania, Uruguay e Inghilterra. Brasile 6°, seguono Portogallo e Croazia. Guadagnano una posizione Cile (12°), Svizzera (16°), Svezia (17°) e Bosnia (19°). Sci: Pittin dimesso, solo una botta Brutto spavento per Alessandro Pittin, campione della combinata nordica. Dopo la caduta dal trampolino di martedì in allenamento, (forte botta al fianco sinistro) era stato ricoverato ma ieri il 21enne è stato dimesso, però dovrà sottoporsi a sedute fisioterapiche. ::: FABRIZIO BIASIN MILANO  A gennaio in Brasile fa un caldo porco. Lo sa bene Adriano Galliani: c'è appena stato per tentare il colpaccio Tevez. Lo sa anche Marco Branca, uomo mercato dell'Inter, da un paio di giorni in Sudamerica per provare a prendere quel piccolo fenomeno chiamato Lucas. Questo Lucas, 19enne del San Paolo, è così forte? Sì, i più lo accostano a Neymar per capacità e prospettive. Questo Lucas è un affare? No, costa cifre spropositate (c'è chi spara addirittura 30 milioni). Che ci fa Branca laggiù se l'Inter di soldi per il mercato non ne ha? Ci prova. Sia chiaro: l'at taccante non arriverà a gennaio a meno che i proprietari del cartellino si prendano un'insolazione (non si sa mai), facile pensare che Branca sia in fase di perlustrazione. Che fa, in definitiva, Branca? Sonda e sonda e sonda. Il difensorino Juan Jesus (20 anni) dell'Internacional, per esempio, che costa molto meno (3,7 milioni) e può arrivare subito, altri sono sotto controllo ma solo perché non si sa mai cosa può accadere nell'im mediato. Ve lo diciamo noi. Thiago Motta piace assai a quei rompiballe dei parigini. Ancelotti e Leonardo hanno soldi a strafottere e da una parte vogliono Tevez (37 milioni proposti al City, 7 netti al giocatore a stagione) e dall'altra l'italo-brasiliano. L'Inter attende proposte ufficiali e di fronte a un'offerta corposa (dieci milioni) è pronta a mollare l'osso. Dice il tifoso dell'Inter: «Tevez non arriva più, Lucas forse a giugno, Motta va via ora: qui finisce male». Ma all'Inter son mica fessi e hanno già pronto il piano B: Kucka è (quasi) una certezza e se Motta se ne va sarà rimpiazzato con un giocatore di pari valore. Altro? Ovvio. Maicon ha ben due richieste ufficiali: una arriva da Madrid (guarda un po'...), l'altra dall'In ghilterra (il solito City?). La certezza è che fino a giugno l'esterno non si muove a meno che le cifre non lievitino improvvisamente. Resta da risolvere la questione attaccante: i nerazzurri hanno la stessa voglia di prendere Tevez che un bambino ha di andare dal dentista, Zarate è un corpo estraneo, Forlan giusto ieri s'è stirato la coscia destra per completare un filotto micidiale (in nerazzurro, praticamente, non s'è mai visto). Bastano Milito e Pazzini per campare fino a fine stagione? Dice: «C'è anche Sneijder». Vero, l'olandese è tornato e oggi guiderà i suoi in Coppa Italia contro il Genoa affiancato da Castaignos. A San Siro arriva il Genoa e mister Ranieri è stato chiaro: «Questa competizione conta tantissimo. L'Inter l'ha vinta l'anno scorso e l'anno ancora prima, ci teniamo. Mi auguro che i nostri tifosi ci vengano a sostenere». E poi: «Vedo tante gare e non mi sembra di aver trovato troppe squadre che giocano questo calcio stratosferico...». Come dire: per lo scudetto, mercato o non mercato, ci siamo anche noi. Basterà l'entusia smo? Non solo Milano Sacchi ha torto: questa Juventus è da scudetto ::: IVAN ZAZZARONI  D'accordissimo con Sacchi quando al Corriere della Sera di ieri - spiega che «in Italia sono poche le società che sanno aspettare, qui se perdi due partite ti cacciano. Così un allenatore si adatta». La penso come lui anche su Pato: «Credo che sia un grande giocatore, ma avrebbe fatto bene a lasciare il Milan, per più di un motivo». Difficile, poi, non condividere la risposta finale data a Costa (e sottolineo Alberto): «La favorita è la squadra che ha le migliori individualità. In Italia vince chi non subisce gol e ha i giocatori più importanti». Prendendo per buono - di più, ottimo ciò che Arrigo ha detto, mi domando però come possa affermare che «per il titolo solo Inter o Milan. Se la Juve perde il propellente che è il gioco fa vedere limiti di esperienza e di qualità. La Juve difficilmente vincerà non giocando bene». Alcuni dati: la miglior difesa del campionato è, attenzione, proprio quella di Conte, 12 reti subìte in 18 partite - 17 il Milan, 19 l'Inter. Conte ha anche il terzo attacco del torneo. Le individualità, ora: della Juve sono il miglior portiere (non d'Italia ma del mondo: Buffon), il secondo miglior esterno destro della A per rendimento (Lichtsteiner), probabilmente il miglior esterno basso a sinistra (Chiellini), il miglior play, forse l'unico (Pirlo), e i migliori interni (Marchisio e Vidal). Per non parlare dello specialista di fascia Pepe. L'Inter allinea i top over (30) Julio César, Maicon, Samuel, Zanetti, Milito e - quando ne ha voglia - Sneijder. Il Milan investe soprattutto su Thiago Silva (con Nesta), Ibra e Boateng - Nocerino la sorpresa. Esattamente come Pepe. E ancora: la Juve ha stadio nuovo con tanto di bolgia a richiesta (San Siro è drammaticamente semivuoto), motivazioni, entusiasmo, freschezza anche dirigenziale, idee chiare e da mesi non trascura un solo particolare. Sul mercato, pur disponendo di risorse limitate e firmando chili di cambiali (prestiti obbligati), insegue giocatori di forza, corsa e rendimento (Borriello, Caceres, Behrami, Guarin, solo in seconda battuta Palombo e Pizarro). Altro punto: la Juve ha un gioco riconoscibile e variabile, e se riesce a trovare anche la produttività degli attaccanti (Vucinic, Matri, Borriello, Quagliarella, Del Piero, Giaccherini), è a posto. Le milanesi sono dipendenti da Ibra e Silva il Milan e da Samuel e Sneijder l'In ter. Dunque, la Juve è da scudetto. Come il Milan se non perde Zlatan. E l'Inter? Soltanto se uscirà dal mercato con qualcosa di forte e immediatamente consumabile. Mercato Sculli torna da Preziosi, Stendardo all'Atalanta ::: MILANO  Il calciomercato non si ferma, e anzi proprio in questi giorni subisce un'accelerazione, il 31 gennaio è alle porte. Ieri diverse ufficializzazioni, più o meno aspettate. La prima è quella di Jonathan (25) al Parma a seguito dell'andirivieni dell'ultima settimana. Presentato prima degli allenamenti il brasiliano arriva dall'Inter in prestito con diritto di riscatto della metà del cartellino. Durante la conferenza il calciatore ha anche tenuto a precisare: «Non ho mai rifiutato di venire al Parma. Sono felice di poter dare il mio contributo. Non vedo l'ora di cominciare ad assaggiare il campo». Giuseppe Sculli (30) va in prestito al Genoa, ritorno per il centrocampista che fu della compagine ligure dal 2006 al 2011. Mancano le formalità, ma il sito genoano ha annunciato l'arrivo. Dal Bari Massimo Donati (30) va al Palermo: contratto fino al 2013, 700mila euro l'ingaggio. Guglielmo Stendardo (30) raggiunge l'Atalanta in prestito dalla Lazio. Fabio Grosso (34) si allontana dal Lecce, pare che il difensore juventino abbia rifiutato la squadra pugliese. Interessata al difensore ex nazionale è anche il Novara. Piemontesi che sono in contatto con la società bianconera, in particolare per l'esterno Marco Motta (25). A Torino si pensa ad un'alternativa in caso di mancato arrivo di Guarin (25). Tra i vari nomi spunta quello di Zdravko Kuzmanovic (24). Ieri pomeriggio c'è stato l'incontro tra il ds della Fiorentina Pantaleo Corvino e l'agente del centravanti bianconero Amauri (31), ormai ad un passo dai viola con prestito fino a giugno. A Firenze, nel frattempo, arriva il difensore egiziano Hegazy bloccato dai toscani per giugno per 1,5 milioni di euro. Il Cagliari rincorre l'attaccante della Sampdoria Nico la Pozzi (25), mentre il Cesena punta Graziano Pellé (26): si pensa allo scambio con Benalouane del Parma. Saluta Catania il portiere Mariano Andujar, 28, (fuori squadra dopo la rottura con la dirigenza) che torna in Argentina all'Estu diantes. SFORTUNATO L'attaccante nerazzurro Diego Forlan, 32 anni. Arrivato all'Inter ad agosto 2011, ha collezionato 9 presenze con 1 solo gol. Ieri l'ennesimo stop per l'uruguaiano, dopo l'in fortunio piuttosto serio subito ad ottobre, con la lesione al bicipite femorale della gamba sinistra [LaPresse] INTER IN FERMENTO Forlan e altre rogne Branca tratta Lucas per giugno, Motta verso Parigi, due offerte per Maicon che non si muove, altro stop dell'uruguaiano. Stasera sfida al Genoa MILAN (dts) 2 1
33Giovedì 19 gennaio 2012SPETTACOLI TV I CONSIGLI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone Premium Cinema ore 21.15 Harry Potter e i doni della morte 1 È il penultimo film della serie dai libri di J.K. Rowling. Si avvicina la resa dei conti tra Harry e Valdemort. Che qui nel finale sembra avere la meglio: il prof. Silente viene ucciso. Cinema Passion ore 21 Il talento di Mr Ripley Un americano in Italia si accoda a un ricco connazionale, poi lo uccide e si sostituisce a lui. Da un giallo di Patricia Highsmith qui vien cavato il meglio. Ma è anche aggiunta molta fuffa. Sky Uno Hd ore 21.15 Strike back Il terrorismo globale nell'era post Bin Laden domina la scena di “Strike back project dawn – senza regole”, la nuova serie TV, che porta il sigillo di qualità Hbo. Studio Universal ore 23.05 Salvador Nel Salvador in preda alla guerra civile, un giornalista cerca di salvare la pelle tra guerriglieri e squadroni della morte. Oliver Stone allora era un super. James Woods lo è rimasto. CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE I FILM LO SPORT TELEFILM SHOW E DOCUMENTARI RAGAZZI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Channel HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geographic HD SC1 Sky Cinema 1 HD SCC Sky Cinema Comedy HD SCF Sky Cinema Family HD SCX Sky Cinema Xmas HD SCM Sky Cinema Max HD SCP Sky Cinema Passion HD SP1 Sky Sport 1 HD SP2-3 Sky Sport 2-3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione 9.00 Tennis, Grande Slam Australian Open: 4a giornata, secondo turno (Diretta) ES 12.00 Golf, PGA European Tour Volvo Golf Championship: 1a giornata (Diretta) SP2 14.30 Biathlon, Coppa del Mondo 2011/2012 Anterselva: Sprint femminile (Diretta) ES 15.45 Biliardo, Snooker Master di Londra 2012 Quarti di finale R. O'Sullivan - J. Trump (Diretta) ES 15.45 Rubrica sportiva Countdown to London SP3 16.00 Rubrica sportiva Momenti di Golf SP2 16.30 Rubrica sportiva Speciale golf SP2 18.00 Salto con gli sci, Coppa del Mondo Zakopane: Qualifiche HS 134 (Diretta) ES 18.00 Rubrica sportiva Speciale Calciomercato SP1 19.00 Rubrica sportiva Game, Set and Mats ES 19.00 Wrestling WWE Experience Episodio 29 SP2 19.00 Rubrica sportiva Futbol Mundial SP1 20.00 Biliardo, Snooker Master di Londra Quarti di finale (Dir.) ES 20.00 Rubrica sportiva MotorSportSP2 20.00 Rubrica sportiva Premier League Review SP1 20.15 Rubrica sportiva Momenti di Golf SP3 20.30 Rubrica sportiva NBA Action SP2 20.45 Golf, PGA European Tour Volvo Golf Championship: 1a giornata (Replica) SP3 21.00 Rubrica sportiva Obiettivo Londra 2012 Studio Ospiti il pugile Pino Maddaloni e la ginnasta Carlotta Ferlito (Dir.) SP2 21.00 Rubrica sportiva Futbol Mundial SP1 21.30 Calcio, Coppa del Re 2011/2012 Quarti di finale, gara di andata Valencia - Levante (Dir.) SP1 22.00 Rubrica sportiva Obiettivo Londra 2012 SP2 22.45 Calcio, Serie A 2011/2012 Posticipo 18a giornata Milan - Inter (Replica) SP3 23.00 Poker, Tour europeo Poker ES 23.30 Rubrica sportiva Obiettivo Londra 2012 Studio (R) SP2 23.30 Rubrica sportiva Speciale Calciomercato (Diretta) SP1 0.00 Rally, Mondiale Rally 2012 Montecarlo: Giorno 2 (Diff.) ES 1.00 Tennis, Grande Slam Australian Open: 5a giornata, terzo turno (Diretta) ES 2.00 Basket, NBA Miami Heat - Los Angeles Lakers (Dir.) SP2 21.00 Prima tv Teen Wolf “In trappola” F 21.00 Prima tv Silk “Un caso personale” FC 21.00 Cuore e batticuore “Jonathan Hart Jr.” FR 21.00 Castle - Detective tra le righe “Demoni” FL 21.05 A tutto ritmo DY 21.15 Prima tv Strike Back Project Dawn - Senza regole “Episodio pilota” SKU 21.30 A tutto ritmo DY 21.50 Prima tv Vita segreta di una teenager americana “La grande cerimonia” F 21.55 Cuore e batticuore “Macchina d'epoca” FR 21.55 Grey's Anatomy “Se n'è andata” FL 22.00 Prima tv The Killing “L'ombra di Orpheus” FC 22.05 Prima tv Strike Back Project Dawn - Senza regole “Secondo episodio” SKU 22.45 C'era una volta “Episodio pilota: Mai più un lieto fine” F 22.55 Criminal Minds “Il prezzo dell'ambizione” FC 22.55 I Jefferson “All I Want For Christmas” FR 23.25 Prima tv Hung “Take the Cake or Are You Packing?” SKU 19.55 Mega: Strutture “Le particelle elementari” NGC 20.00 Top Gear USA D 20.10 Affari di famiglia “Volo in aliante” THC 20.10 America's Next Top Model “The Girl Who Needs A Miracle” SKU 20.34 Affari di famiglia “Un'impresa difficile” THC 20.55 Mega: Strutture “Una ferrovia sul tetto del mondo” NGC 21.00 Prima Tv Affari di famiglia “Poltrona del potere” THC 21.00 Top Gear D 21.25 Prima Tv Affari di famiglia “Oggetti “stellari”“ THC 21.50 Prima Tv Gli eroi del ghiaccio “Sprint finale” THC 21.50 I Demolitori “L'ultimo goal” NGC 22.00 Deadliest Catch “L'Isola” D 22.45 Prima Tv Jurassic Park “La vera storia” THC 22.50 Codice rosso. Salvataggi in mare “Carico da salvare” NGC 22.50 Tesoro, salviamo i ragazzi! “Famiglia Middei” FL 23.00 L'ultimo sopravvissuto “Il meglio di” D 23.40 Affari di famiglia “Asso nella manica” THC 23.40 Tabù “Combatti o fuggi!” NGC 16.50 Spongebob NCK 17.15 I pinguini di Madagascar NCK 17.30 Holly e Benji CN 17.35 I Simpson “L'erba di Homer” F 17.40 T.U.F.F. Puppy NCK 17.55 Adventure Time CN 18.00 I Simpson “Homer alla berlina” F 18.20 Leone il cane fifone CN 18.45 Ben 10: Ultimate Alien CN 19.10 Holly e Benji CN 19.30 Spongebob NCK 19.35 Batman: The Brave and the Bold CN 20.10 I Simpson “Papà incacchiato” F 20.15 Phineas & Ferb “Le cronache di Mip: l'apparenza inganna” DY 20.30 Adventure Time CN 20.30 Spongebob NCK 20.35 I Simpson “Apu prende una sbandata” F 20.45 Phineas & Ferb “Prova di abilità” DY 20.55 Regular Show CN 20.55 Phineas & Ferb “Il pellicano di carta” DY 21.00 I pinguini di Madagascar NCK 21.20 Nuovi episodi Hero 108 CN 21.25 Spongebob NCK 21.45 Virus Attack CN 21.50 Spongebob NCK 22.10 Due fantagenitori NCK 22.35 Hero 108 CN 23.20 Titeuf CN 17.35 Bingo Bongo Con Adriano Celentano SCC 17.40 Il bagno turco - Hamam Con Alessandro Gassman C 17.40 Serious Moonlight Con Meg Ryan SCP 17.45 Hydra - L'isola del mistero Con George Stults SCM 18.45 Wall Street - Il denaro non dorme mai Con Shia LaBeouf SC1 19.05 La bella società Con Raoul Bova SCP 19.10 Mamma, ho perso l'aereo Con Macaulay Culkin SCF 19.15 Il cacciatore di ex Con Gerard Butler SCH 19.20 Clerks - Commessi Con Brian O‚Halloran C 19.25 L.A. Gangs Con William Shatner MGM 19.25 Amore a prima vista Con Vincenzo Salemme SCC 19.25 S.W.A.T.: Firefight Con Gabriel Macht SCM 21.00 Secretary Con Maggie Gyllenhaal C 21.00 Mai di domenica Con Melina Mercouri MGM 21.00 Lei è troppo per me Con Mike Vogel SCC 21.00 Una pazza giornata a New York Con Mary-Kate Olsen SCF 21.00 Confessioni di una mente pericolosa Con George Clooney SCM 21.00 Il Talento di Mr. Ripley Con Matt Damon SCP 21.10 Notte prima degli esami Con Nicolas Vaporidis SCH 21.10 Prima tv Rango SC1 22.35 Voglia di vincere Con Michael J. Fox MGM 22.35 Glory Road - Vincere cambia tutto Con Josh Lucas SCF 22.50 Questo e quello Con Nino Manfredi SCC 22.55 Precious Con Gabourey Sidibe C 23.00 Soul Kitchen Con Adam Bousdoukos SCH 23.00 Gamer Con Gerard Butler SCM 23.05 Le cronache di Narnia: Il viaggio del veliero Con Georgie Henley SC1 23.25 Un incantevole aprile Con Josie Lawrence SCP 0.10 Il ladro di Parigi Con Jean-Paul Belmondo MGM 0.35 Uno strano scherzo del destino Con Steve Martin SCF 0.40 Amantes Con Jorge Sanz SCM Joi 17.50 Due uomini e mezzo “Una segretaria scomoda” 18.15 R.I.S. Roma 2 - Delitti imperfetti “L'amata mia sorella” “Vampiri a Roma” con Fabio Troiano 20.20 $#*! My Dad Says “Mai senza la mia giacca” “Vacci piano, scrittore!” con William Shatner 21.15 A rischio della vita (Azione, 1995) con Jean-Claude Van Damme, Power Boothe. Regia di Peter Hyams. 23.10 Supernatural “Ghostfacers” “Telefonate dall'aldilà ” con Jared Padalecki 0.40 Smallville “Cyborg” con Tom Welling 1.30 I segreti di Twin Peaks “I sogni di Cooper” con Kyle MacLachlan 18.05 Devil (Horror, 2010) con Chris Messina, Logan Marshall-Green. Regia di John Erick Dowdle, Drew Dowdle. 19.35 Red Carpet “Intervista a Margherita Buy e Silvio Orlando” 20.50 Fuochi di compleanno 21.15 Harry Potter e i doni della morte: Parte 1 (Fantastico, 2010) con Daniel Radcliffe, Emma Watson. Regia di David Yates. 23.45 Indian - La grande sfida (Drammatico, 2005) con Anthony Hopkins, Chris Bruno. Regia di Roger Donaldson. 16.55 40 giorni & 40 notti (Commedia, 2002) con Josh Hartnett, Shannyn Sossamon. Regia di Michael Lehmann. 18.40 Better with you “Meglio con qualche lacrima” con Joanna Garcia 19.10 One Tree Hill “I sogni si avverano ogni giorno” “7 anni James!” con James Lafferty 21.15 Shameless “Zia Ginger” “Casey casden” con Ethan Cutkosky 23.15 Nip/Tuck “Nanette Babcock” con Dylan Walsh 0.15 Ugly Betty “Il giorno delle nozze” con America Ferrera 11.10 Calcio, Serie A 2009/2010 Posticipo 17a giornata Inter - Lazio (Replica) 13.05 La tribù del calcio Natale 14.00 All sport news 14.30 Calcio, Serie A 2011/2012 18a giornata Fiorentina - Lecce (Replica) 16.25 La tribù del calcio Natale 17.25 Calcio, Serie A 2011/2012 Posticipo 18a giornata Milan - Inter (Replica) 19.20 La tribù del calcio Natale 20.25 Graffiti Tribù del Calcio 20.30 All sport news 21.00 Calcio Mercato 22.30 Magazine Champions League 23.00 La tribù del calcio Natale 0.00 All sport news Mya Premium Cinema 18.35 Packed to the Rafters “Mister Aggiustatutto” con Rebecca Gibney 19.25 The Cleaner “10 candeline” con Benjamin Bratt 20.20 The Mentalist “Vendetta rosso sangue” con Simon Baker 21.05 Joi on Air 21.15 Prima tv V “Scontro tra regine” con Elizabeth Mitchell 22.05 Prima tv Leverage “L'esperimento” con Timothy Hutton 22.50 Joi on Air 23.00 Fuori campo “Massimo Ranieri” 23.10 Psych “Vuoto di memoria” con James Roday 0.05 Parks and Recreation “La giornalista” con A. Poehler Steel Premium Calcio 18.50 Backbeat - Tutti hanno bisogno d'amore (Biografico, 1994) con Stephen Dorff, Ian Hart. Regia di Iain Softley. 20.40 Hollywood Collection 21.15 Qualcuno sta per morire (Thriller, 1991) con Bill Paxton, Cynda Williams. Regia di Carl Franklin. 23.05 Salvador (Drammatico, 1986) con James Woods, James Belushi. Regia di Oliver Stone. 1.10 Viaggio nel cinema americano “Intervista a John Turturro” 1.30 Clockers (Drammatico, 1995) con Keith David, Harvey Keitel. Regia di Spike Lee. Studio Universal
Nuovo contratto In banca si alzano gli stipendi Accordo tra l'Abi e i sindacati: per i 340 mila impiegati 170 euro in più spalmati su tre anni. Mentre il credito alle imprese si contrae e salgono i tassi. E continuano ad aumentare i depositi presso la Bce Banda ultralarga L'Agcom ammette: l'Italia resterà fuori dall'agenda digitale ::: SANDRO IACOMETTI  Dire che l'Italia è in ritardo sarebbe poco. Gli obiettivi dell'agenda digitale Ue prevedono entro il 2020 una copertura con la banda ultralarga (connessione internet a 100 Mbps) per almeno il 50% della popolazione. Volete sapere a che punto siamo? Secondo i dati snocciolati ieri da Corrado Calabrò durante un'audizione alla Camera la copertura territoriale è al 10%, con 2,5 milioni di edifici raggiunti dalla fibra ottica, ma gli accessi sono solo 300mila, ovvero lo 0,6% della popolazione. Il bello è che malgrado i grandi annunci di tutti gli operatori telefonici, gli attuali utenti, ha spiegato il presidente dell'Agcom, «rappresentano un dato che non varia da 4 anni». Insomma, a zero siamo e, forse, a zero resteremo. Grandi accelerazioni all'orizzonte non se ne vedono affatto. Anche perché le compagnie hanno appena sborsato oltre 4 miliardi per le frequenze della banda larga mobile ed è lì (sui servizi Lte) che investiranno nei prossimi anni per intercettare il ricco e in forte crescita mercato di tablet e smartphone. È forse per questo che Calabrò ha tentato nelle nuove regole per la Ngn emanate l'11 gennaio (solo ieri è stata pubblicata la delibera) di non creare troppi problemi a Telecom, l'unico soggetto forse in grado di sostenere investimenti sulla rete di nuova generazione, non imponendo obblighi di unbundling fisco della rete (come chiedeva invece Bruxelles). Il presidente dell'Agcom si è giustificato sostenendo che la scelta di consentire l'accesso ai concorrenti attraverso altri strumenti (più onerosi e meno competitivi) è stato dettato dal fatto che Telecom si sta orientando verso uno sviluppo della rete (Gpon) che non consente la disaggregazione fisica della stessa. Motivazione curiosa visto che i cavi in fibra in Italia sono ancora così pochi e praticamente tutti da realizzare. Il rischio è che in questo modo l'authority abbia scoraggiato gli investimenti degli operatori alternativi e permesso all'ex monopolista di spremere fino all'ultimo le potenzialità di business legate alla vecchia rete in rame su cui siamo costretti a far viaggiare i nostri dati. twitter@sandroiacometti Ancora dati positivi sull'export italiano La Ferrarelle inverte la corrente e compra Vitasnella dai francesi ::: GIANCARLO SALEMI  Vento in poppa per il made in Italy. Nonostante la crisi economica le esportazioni italiane continuano a crescere e nei primi undici mesi del 2011 hanno messo a segno un incremento dell'11,9%, anche se questa tendenza alla crescita si è affievolita nell'ultima parte dell'anno con l'export cresciuto a novembre solo del 2,3%. A trainare ancora una volta sono i mercati extraeuropei, segno evidente della crisi di consumi che ha colpito il vecchio continente un tempo bacino privilegiato per i prodotti made in Italy. Così si scopre che la domanda arriva dai nuovi ricchi, Paesi come la Cina dove il nostro export è cresciuto del 21% nei primi undici mesi dell'anno, l'India con un +19%. Insieme alla ripresa di un mercato importante come quello Giapponese in crescita di quasi il 20%. A livello di saldo della bilancia commerciale, nel periodo gennaio-novembre 2011 ha visto aumentare di circa nove miliardi il surplus al netto dell'energia rispetto allo stesso periodo del 2010, con un valore di 30,5 miliardi di euro. Se si guarda ai singoli settori, da sola la meccanica registra un avanzo che supera addirittura il dato complessivo del made in Italy (39,8 miliardi contro i 30,5 miliardi). Il motore di questa sostanziale tenuta dell'export arriva proprio dai tradizionali distretti industriali italiani. Lo certifica un'indagine dell'ufficio studi di IntesaSanPaolo curata dal professor Gregorio De Felice che Libero ha letto in anteprima. «Le esportazioni di molti distretti - si legge nel rapporto - sono già oltre i livelli pre-crisi. Parliamo del sistema moda (pelletteria e calzature di Firenze, orafo di Valenza, occhialeria di Belluno) della meccanica (macchine per l'imballaggio di Bologna, macchine tessili e per materie plastiche di Brescia) e dell'agroalimentare (vini delle Langhe, Roero e Monferrato, mele dell'Alto Adige, salumi del modenese, vini del veronese)». Questo perché i distretti tradizionali hanno diversificato lo sbocco delle merci puntando su paesi come la Russia (14,8%), la Romania ( 21,4%), la Corea del Sud ( 33,8%) e l'Arabia Saudita (23,2%). «Anche nel terzo trimestre - prosegue il rapporto Intesa - i distretti tradizionali hanno "battuto" la concorrenza tedesca: l'export distrettuale, infatti, per il secondo trimestre consecutivo ha registrato una crescita tendenziale superiore alle esportazioni tedesche di manufatti 8,2% contro. 7,5%». Che ci sia una riscossa tricolore arriva anche nel campo delle acquisizioni. L'elenco delle imprese italiane il cui controllo è finito in mani straniere è lungo e variegato: da Parmalat finita ai francesi di Lactalis al gruppo Gancia comprato dalla Russian standard corporation, multinazionale moscovita leader nel settore della vodka. Eppure è notizia di ieri di un percorso inverso: la multinazionale svizzera Danone ha infatti ceduto al gruppo italiano Italaquae (Ferrarelle, Boario, Santagata e Natia) Vitasnella, azienda con 40 milioni di fatturato in un segmento di mercato, quello delle acquee minerali in costante crescita. È stata la prima acquisizione dell'anno, magari può segnare una tendenza a «fare industria» che poi è la vera voce mancata nella crescita del sistema Italia. ::: FRANCESCO DE DOMINICIS  Per chi lavora dietro lo sportello è una buona notizia: le buste paga viaggiano verso un aumento. Le trattative sindacali sono sostanzialmente terminate: l'incremento dei salari dovrebbe aggirarsi, in media, attorno ai 170 euro. Se sono pochi o tanti non conta. La questione è un'altra: potrebbe trattarsi, per un bel po' di tempo, dei soli quattrini che le banche faranno uscire dai loro forzieri. Perché sul fronte degli impieghi (cioè dei prestiti a imprese e famiglie) i rubinetti sono chiusi da un pezzo. E ieri l'Abi, con il bollettino mensile, ha squadernato l'ennesima conferma del temuto credit crunch: anche a dicembre il ritmo degli impieghi è rallentato bruscamente. La “crescita”è scesa al 2,2%, a novembre era al 2,88% e a ottobre al 4,69%. Ma dove finiscono i soldi dati a costi bassissimi agli istituti dalla Banca centrale europea? Alla fine della giostra quei 489 miliardi di euro erogati dall'Euro tower a dicembre restano lì a Francoforte: i depositi Bce (i salvadani delle banche) sono oltre quota 500 miliardi. Certo la crisi complica la vita agli istituti. Che devono fare i conti anche con le difficoltà dei clienti a pagare le rate. Tant'è che le sofferenze sono salite 104 miliardi di euro. Il tutto “com pensato” da inasprimenti sul fronte dei tassi di interesse. Un esempio: quelli per i mutui sono arrivati al 3,83% a dicembre, quindi dopo il taglio del costo del denaro da parte della Bce all'1%. Un mese prima la media era 3,7% con il tasso Bce ancora all'1,25%. Numeri che dimostrano come gli istituti guadagnano sempre. Tra strozzature e giri di vite sulle commissioni, insomma, chiedere un po' di denaro allo sportello è diventata una vera e propria mission impossible. La questione dei prestiti, comunque, si incrocia con i piani di rafforzamento patrimoniale imposti dall'Autorità bancaria europea. Dopo l'esecutivo di ieri a Milano, il presidente Abi, Giuseppe Mussari, ha detto che, a parte Unicredit, le altre banche rispediranno al mittente, cioè all'Eba, le richieste di aumento di capitale. Ubibanca, Banco Popolare e Monte dei paschi di Siena hanno attivato il piano B: svalutazioni a raffica. L'altro dossier caldo affrontato ieri al direttivo Abi a Milano è stata la partita con i sindacati sugli stipendi. Che non riguarda solo i 340mila colletti bianchi. Per i quali i 170 euro previsti dall'intesa raggiunta, saranno così ripartiti: 50 euro dal 1 giugno 2012, 50 euro dal 1 giugno 2013 e 70 euro dal 1 giugno 2014. A fronte di questo incremento economico è stato deciso il blocco degli scatti di anzianità per un anno e mezzo, dal 1 gennaio 2013 al 1 giugno 2014. Da capire la flessibilità sull'orario di lavoro fino alle 22. Non manca molto, comunque, per la firma. Quella dei sindacati e quella del presidente Mussari. Che pochi giorni fa ha invitato i colleghi banchieri a tenere a bada le loro remunerazioni. Così, gli aumenti di quadri e impiegati del settore potrebbero essere compensati con qualche sacrificio da parte dell'alta dirigenza bancaria. Non è ancora chiaro come sia stato realmente accolto dai top banker l'in vito di Mussari a contenere le retribuzioni. Tuttavia, secondo indiscrezioni, qualche mal di pancia fra i maggiorenti dell'Assobancaria sarebbe stato registrato. E c'è chi promette di mettere la faccenda sul tavolo nelle prossime settimane, quando sarà aperta la procedura per il rinnovo dell'inca rico a Mussari fino al 2014. Come dire che il «secondo biennio, in teoria automatico, non è più scontato». twitter@DeDominicisF Gli indici Borsa Milano-FTSE Mib Borsa Londra-FTSE 100 Borsa Parigi-CAC 40 Petrolio - al barile Euro/Dollaro -0,44% 15.278,00 3.264,93 110,68 $ 5.702,37 1,2831 +0,32% -0,15% +0,15% -0,31%
39Giovedì 19 gennaio 2012CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Approdo sotto la Madonnina Saviano milanese: qui è tutta cosa nostra Appena insignito della cittadinanza da Pisapia, lo scrittore attacca la sua nuova città: è piena di criminalità ::: TIZIANA LAPELOSA  Roberto Saviano diventa milanese. E subito mette le cose in chiaro: qui la mafia esiste. Ieri il sindaco meneghino Giuliano Pisapia, «che ha sangue meridionale», gli ha conferito la preziosa onoreficenza. Con un compito preciso: contribuire a combattere la criminalità organizzata, che a Milano c'è e, se possibile, non vuole essere disturbata. Per questo è stato chiamato lui, il giornalista-scrittore, pronto a scuotere le coscienze e a «far partire da qui la resistenza alle organizzazioni criminali», prima ancora che dal Sud. Accolto come una star di Hollywood nella sala Alessi di palazzo Marino, tra fotografi impazziti ed esponenti della Milano “bene” che, fieri di essere accanto all'eroe antimafia, non la smettevano più di applaudire, Saviano ha dato spettacolo. Accompagnato da quel pizzico di timidezza, da un tono di voce pacato ma convincente, come un vero attore, da quelle pause studiate e dallo sguardo nel vuoto - atteggiamenti che hanno dato il la a Checco Zalone per imitarlo alla perfezione nei suoi show -, il giornalista-scrittore, reduce da sei mesi trascorsi a New York, alla platea ha ribadito che «questa battaglia contro le mafie non ha un sapore solo morale o civile. Qui, questa battaglia ha un significato centrale», perché è qui che «sento la possibilità di sottrarre alle mafie le ricchezze saccheggiate a questo Paese». E giù applausi, come quelli di Franca rame e Dario Fo, accomodati in prima fila, quelli di Neri Marcorè, quasi nascosto tra i giornalisti, quelli dei politici di centrosinistra che non hanno voluto perdere l'occasione per guardare da vicino il loro eroe e di sentirsi dire che «raccontare di mafia al Nord non vuol dire diffamarlo», ma «dare degli strumenti per combatterla». Chiuso il sipario sulla cerimonia per la cittadinanza onoraria, con tanto di omaggio allo scrittore da parte di Dario Fo (una tela che l'artista esporrà fra qualche mese ad una mostra), sono rimaste le polemiche. Quelle nate nella mattinata di ieri e che hanno spaccato sia il Pdl sia la Lega sull'opportunità o meno di far diventare milanese l'autore di Gomorra. Nella sala Alessi ieri, per esempio, non c'era Carlo Masseroli, così come nessun esponente del centrodestra. Tutti, quindi, hanno fatto proprio il pensiero del capogruppo Pdl al consiglio comunale, che ha apostrofato come un «grave errore» l'iniziativa il cui iter, iniziato al Comune due anni fa quando primo cittadino era Letizia Moratti, si è concluso ieri. La cittadinanza, questo il suo ragionamento, è il riconoscimento onorario alla città. Che ha fatto Saviano per meritare tutto questo? Ha forse fatto arrestare qualcuno? Prima ancora di Masseroli, era stato il leghista Davide Boni, presidente del consiglio regionale della Lombardia, a bocciare il “cambio di “ . Regolamento per le unioni di fatto La Rozza piega Boeri: per le coppie gay si va a settembre ::: GIORGIO MIGLIORE  L'ha spuntata Carmela Rozza: di coppie di fatto si parlerà a settembre, intanto la bozza di regolamento distribuita all'interno della maggioranza resterà nel cassetto - per decisione del gruppo pd - fino a giugno. Poi, conclusa la visita meneghina del Papa di aprile-maggio, ci penserà l'estate a fare il resto. Sconfessata la linea “celere” sostenu ta dall'assessore Stefano Boeri, il rinvio potrebbe aiutare a rimaneggiare la bozza approntata da Anita Sonego (Sinistra per Pisapia) e Marilisa D'Amico (Pd). Che parte subito con un pasticcio semantico nella definizione di “coppia di fatto”: «Un insieme di persone legate da vincoli affettivi coabitanti». Coppia, anche omosessuale, o gang-bang, con rapporti plurimi e intrecciati? Fedeli alla consegna del silenzio che il Pd si è imposto, la capogruppo consiliare Carmela Rozza e Andrea Fanzago non entrano nel merito di correttivi o meno. Ma illuminano, a rigor di buon senso, ciò che la bozza lascia come interpretazione più plausibile, ma non unica. «Per coppia si intendono 2 persone responsabili e in grado di gestire gli eventuali altri componenti del nucleo familiare. A Milano abbiamo una varietà di famiglie, accanto a quella tradizionale ci sono i nuclei allargati». L'infelice definizione intende cioé consentire di registrarsi a 2 persone, omosessuali o no, che sotto lo stesso tetto portino eventuali figli o altri parenti, a loro volta non coinvolti in una relazione sentimentale con nessun altro tra quanti condividono lo stesso tetto. Niente amore di gruppo dunque, ma estensione anche ai 2 omossessuali registrati della gratuità dell'abbo namento annuale Atm, in presenza di 4 figli. Come già è per i genitori etero. Attraverso la registrazione, prevede la bozza di regolamento, i 2 partner di fatto godranno delle stesse opportunità riconosciute alle coppie “ordina rie” in tema di casa, sanità, servizi sociali, scuola, trasporti, tempo libero, partecipazione. La bozza impegna infatti il Comune a rimuovere qualsiasi disparità di trattamento in tutto quanto di sua pertinenza. Che basti a scaldare i cuori dell'Arcigay, tiepida fino a un paio di giorni fa, si vedrà. Per la sensibilità cattolica si tratta invece per certo di carta straccia: su sussidiario.net, martedì l'ex consigliere comunale morattiano Claudio Santarelli ha demolito in punta di diritto la portata innovativa della bozza, illustrando come già oggi la legge consenta ai gay di ottenere ciò che il regolamento promette e come viceversa nessun regolamento possa fornire più di quanto la legge permette. In breve: non ci sarà nessun pubblico ufficiale del Comune che potrà celebrare nozze e dichiarare “moglie e moglie” o “marito e marito” augurando di vivere felici. «Non risolve i problemi, perché non è una legge» ammette Fanzago. Senza alimentare sospetti sulle procedure - che la bozza distribuita ai consiglieri consenta di saltare il dibattito in aula arrivando a un atto della giunta sì, ma condiviso (attraverso canali semiufficiali) dalla maggioranza - la consigliera Mariolina Moioli pone paletti che sono altrettanti rimproveri al centrosinistra: «La priorità è il rispetto delle norme che regolano le istituzioni, anzitutto la Costituzione. Quindi aiuti alle famiglie, rispettando i diritti individuali e salvaguardando i bambini». residenza”. La stoccata a Boni arriva a stretto giro di posta. Saviano ha parlato di «gesto coerente» perché «quando si va a difendere Nicola Cosentino è molto difficile essere qui stasera». E la Lega, per bocca di Stefano Galli, capogruppo al Pirellone: «Non avevamo tempo da perdere. Abbiamo fatto altro». Il solo esponente del partito del Carroccio ad avere una posizione più morbida è stato Matteo Salvini. «Non ho un atteggiamento così radicale di rifiuto», ha osservato, «anche se preferisco l'antimafia dei fatti, quella di Maroni». E ancora: «Chiunque combatta contro la mafia é benvenuto a Milano». Ma nemmeno con lui il neo-milanese è stato morbido nel ricordare che due anni fa, in qualità di capogruppo a palazzo Marino, propose di creare dei vagoni della metropolitana accessibili soltanto ai milanesi. Da qui la sentenza ironica di Saviano: «La motivazione dell'assen za della Lega è un'altra: da oggi potrei entrare in quei vagoni. E forse è questo il fastidio più grande». Polemiche a parte, il giornalista scrittore napoletano ha confessato che «di tutte le cose che mi potevano capitare nella vita, non immaginavo un giorno di diventare milanese». Ora gli toccherà dimostrare di essere un cittadino doc. DE CORATO «Il Comune sveli quanto tasserà Milano» «Qualche giorno fa Tabacci parlava di 500 milioni di euro circa che servivano per il bilancio preventivo 2012, oggi a distanza di qualche giorno, sempre da Palazzo Marino, arriva la notizia che occorrono 670 milioni di euro». La lettura del Sole 24Ore infiamma Riccardo De Corato. Il quale passa in rassegna la «raffica di aumenti di tasse dalla Tarsu a quella di soggiorno, all'Imu che si pensa di applicare al massimo sopratutto per le seconde case» per poi conclude: «Alla decenza c'è un limite, non si può annunciare qualche giorno prima che mancano 500 milioni di euro, e poi poco dopo quei milioni diventano 670». Di fronte al balletto delle cifre del centrosinistra - «Venti giorni fa hanno incassato 385 milioni dalla vendita di Sea», l'ex secondo cittadino chiama la giunta comunale a chiarire una volta per tutte quanto intende riscuotere dai cittadini: «I milanesi vengono trattati dai rosso-arancioni come pecore da tosare almeno dicano di che tosatura si tratta, visto che tra qualche settimana sapranno dolorosamente a quanto ammonteranno le gabelle del duo Tabacci-Pisapia». Carmela Rozza [Ftgr] BAUSCIA AD HONOREM Ricevuta la cittadinanza onoraria dal sindaco Giuliano Pisapia, lo scrittore Roberto Saviano è da ieri un “bauscia”, un milanese [Fotogramma]  Mi è successo di scontrarmi contro un'opinione che non credevo così feroce, cioè che raccontare di mafia al Nord potesse offendere una parte del Paese, come se stessi dando del mafioso al Nord. Ma raccontare di mafia non è diffamare. Non ho mai detto che c'è una parte criminale e una illibata, anzi. Ma l'ottusità degli attacchi continui ha rischiato di frenare un circuito virtuoso che sta nascendo al Nord. Credo dia fastidio il fatto di raccontare di mafia al Nord perché gli elettori stanno capendo che non è possibile che una forza politica del Nord aspetti la magistratura per accorgersi cosa stia succedendo. ROBERTO SAVIANO
30 Giovedì 19 gennaio 2012 SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Il volo di Vespa e la forfora di Crepet La pagella dei famosi di ALESSANDRA MENZANI 10 I Cure all'Heineken Jammin Festival che trasloca a Milano. 9 Gli ascolti di Italia's Got Talent e Attenti a quei due con Paola Perego: il primo ha battuto la corazzata di Ballando, il secondo ha tallonato la corazzata Zelig. 8L'invito alla conferenza stampa del nuovo programma di Chiambretti (previsto per stamattina): «A causa dei tagli del governo tecnico il catering sarà offerto da un altro programma». 7Bruno Vespa in elicottero sul Costa Concordia. L'ultima volta che aveva fatto il cronista era stato nel 2009 per il terremoto nella sua Aquila. 6Cristiano Malgioglio sta per partire per la sua seconda Isola dei famosi, (il volo è in questi giorni) ma non senza una pinzetta delle sopracciglia nascosta nello zainetto. In Honduras non ci sono specchi, ma Carmen Russo ha promesso di fargli da estetista. 5Il messaggio di una follower di Barbara D'Urso: «Ciao Barbara, per favore, puoi fare tornare in tv Cristina D'Avena? Potrebbe fare un varietà sui Puffi...». 4Lo scambio su Twitter tra “Tanzen” e Nicole Minetti. «Curate i denti», dice il primo. «Da brava igienista dentale sono d'accordo», dice lei. 3 La raffinatezza di Enzo Iacchetti: «Gianni Morandi, vaffanculo». 2Messaggio su Twitter ad Alessia Fabiani: «Ciao Ale ha piedi molto belli, cosa ne pensi del feticismo dei piedi? Hai mai avuto qualche partner feticista?». 1La forfora sul maglione di Paolo Crepet a Porta a Porta. ALLA SCALA Vasco Rossi diventa un balletto Il rocker arrangia i suoi brani per l'orchestra e la sera della prima canterà dal vivo «Italia sul 2» Infante fa causa alla Rai: mi censura gli ospiti ::: IRENE VALLONE  Per la Scala che balla è già primavera. Con Roberto Bolle per la prima volta a cinguettare di sé nelle vesti (ridotte, indossa un perizoma) dello Schiavo che, nel gran finale, verrà liberato dalle catene dell'Oscurantismo. Come per il Don Giovannidi Mozart, anche lo storico balletto Excelsior, che ieri ha inaugurato con un'an teprima per i giovani sold out la stagione sulle punte, è stato seguito in diretta su Twitter. E moltissimi sono stati i tweet su quest'ope ra creata nel 1811 per l'Esposizio ne nazionale di Milano. Originariamente su libretto e coreografia di Luigi Manzotti, musica di Romualdo Marengo e scene di Alfredo Edel con oltre 500 figuranti e cammelli, è andata in scena nella versione “alleggerita” nel 1967 da Crivelli, Dell'Ara, Carpi, Coltellacci. Titolo perfetto, col suo sventolare di cappelli e bandiere tricolore per i 150 anni dell'Unità d'Italia e l'atteso Expo 2015, che prova a doppiare il successo dell'altro storico (1898) kolossal del balletto imperiale russo Raymonda, andato in scena lo scorso autunno. «Quello dello schiavo è un ruolo pirotecnico» spiega Bolle «che richiede grande abilità tecnica e potenza fisica. Di solito prediligo ruoli più interpretativi, ma Excel sior è un balletto che affronto volentieri perché è divertente, piace moltoalpubblico edèunaproduzione indissolubilmente legata al balletto italiano e alla sua storia». Ma l'autentica novità è la nuova produzione sulle musiche di Vasco Rossi, da lui appositamente arrangiate per l'orchestra, che debutterà il 31 marzo. Dal titolo L'al tra metà del cielo è l'omaggio di Blasco (sua è anche la drammaturgia insieme a Stefano Salvati) all'universo femminile, attraverso tre donne a simboleggiare le età della vita, dall'adolescenza alla maturità. Spiega il maestro Vaziev: «Le prove con la coreografa newyorkese Martha Clarke sono appena iniziate e già i ballerini fanno a gara per entrare nel cast che purtroppo prevede solo 20 artisti». E se il cantautore ha già annunciato che la sera della prima canterà dal vivo una delle sue canzoni, le protagoniste prenderanno nome e carattere dalle sue canzoni più famose. Sembra che le prescelte siano per Albachiara, romantica e ingenua, la prima ballerina Sabrina Brazzo, per Sil via, curiosa e sbarazzina, la ballerina del Corpo di Ballo Stefania Ballone e per Susanna, sfrontata e maliziosa, Beatrice Carbone. «È presto per dire come sarà lo spettacolo. Con Martha stiamo lavorando senza musica, puntando sul personaggio e la recitazione: un'esperienza nuova e bellissima per noi», spiega la ballerina solista, anche interprete della Mora Indiana in Excelsior e grande amica di Bolle. «Sono contenta che Roby abbia recuperato così in fretta». E se per domani sera si attendono gli applausi della prima dell'Excelsior, con la pietroburghese Alina Somova in La Civiltà, Vasco Rossi. Il 31 marzo alla Scala debutta una nuova produzione sulle musiche del rocker di Zocca [Oly] MANOVRE A LA7 Torna Bignardi arriva Camila e Piroso chiude Domani su La7 alle 21.10 torna Daria Bignardi con le sue Inva sioni barbariche. Ospiti Roberto Saviano, Jovanotti e I Soliti Idioti, protagonisti delle tre interviste. Spazio poi a momenti dedicati all'attualità o a personaggi da scoprire (domani i fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio, registi di Sette Opere di Misericordia). Tra le novità del programma (scaricando la app La7-Inva sioni per tablet e smartphone il pubblico potrà interagire in diretta), la «conversazione» con Folco Terzani, e gli interventi del giornalista Claudio Cerasa e dell'inviato Antonio Pascale. Ogni puntata (in tutto 12 o 14), dura circa 3 ore e avrà ospiti anche politici. «La seconda puntata forse avremo Maroni», ha anticipato Daria. Ma questa non è l'unica novità a La7: domenica 29 gennaio alle 17.30 partirà un nuovo talk di Camila Raznovich sulla famiglia di oggi. Sabato prossimo sarà la volta di Serena Dandini col suo The show must go off, mentre a marzo vedremo Sabina Guzzanti («il mercoledì in prima serata per 8 puntate con un programma di satira e attualità», ha spiegato il direttore di La7 Paolo Ruffini) e a maggio le 4 puntate della coppia Roberto Saviano-Fabio Fazio. Quanto a Antonello Piroso, il cui contratto con la rete «scade a luglio», dopo le voci sul suo passaggio a Rai2, Ruffini dice: «L'ho letto sui giornali, ne parlerò con lui». Intanto domenica sarà «l'ultima puntata di Ma anche no, un programma che è stato giusto fare, ma se dopo 8 puntate il risultato è sotto le aspettative, diciamo fermiamoci e vediamo cosa fare». (al.mo.) ruolo indimenticabile di Carla Fracci accanto a Paolo Bortoluzzi, sono molte le novità dei prossimi mesi. Annunciate - finalmente in lingua italiana - dall'appena riconfermato direttore russo del Ballo Makhar Vaziev. Sei appuntamenti e sette titoli, in cui spicca il nome dell'etoile scaligera Bolle, di nuovo in splendida forma, dopo mesi di stop per infortunio. Da Gi selle di Coralli-Perrot (febbraio) con Svetlana Zakharova di ritorno dalla maternità e i russi Olesia Novikova-Leonid Sarafanov, Mar guerite and Armand di F. Ashton (maggio) sempre con la Zakharova, Onegin di J. Cranko (settembre) con Maria Eichwald. E ancora la prima assoluta di DSCH (maggio) su musiche di Sostakovic, creato per il New York City Ballet da Alexei Ratmansky e Raymonda di Marius Petipa (ottobre). MONDADORI Gerry Scotti lascia Radio 101 Si è dimesso da presidente Gerry Scotti ha rassegnato le dimissioni da presidente e amministratore di Monradio, la società di Mondadori che controlla Radio 101. Dimissioni che, secondo quanto riportato da Italia Oggi, risalgono allo scorso 24 novembre. Al suo posto, fino all'approvazione del bilancio 2011, Roberto Briglia. Ma perché Gerry ha lasciato il suo incarico? Perché di fatto non aveva il tempo per seguire la radio come si deve, considerati gli altri impegni professionali. Anche perché la radio va ascoltata, capita, richiede freschezza, attualità, e seguirla solo una volta ogni una o due settimane non ha senso. Almeno per Gerry. ::: ENRICO PAOLI  Se viale Mazzini decide di mettere alla gogna qualcuno dei suoi dipendenti, ci riesce benissimo. Soprattutto se tutto ciò serve ad assecondare un disegno politico. L'ultimo caso, che rischia di trasformarsi nel primo della lista, ha per protagonista Milo Infante, che assieme a Lorenza Bianchetti conduce il programma Italia sul 2, il contenitore pomeridiano della seconda rete che si occupa di cronaca, politica e attualità spicciola. Ma visto che la rete ha deciso di puntare tutto sulla Bianchetti, al giornalista, regolarmente assunto come caporedattore, toccano solo le briciole. Niente politica e cronaca di giornata. Non solo. L'ex valletta, grazie alla copertura politica ed editoriale del vicedirettore di Rai Due, Roberto Milone, e l'avallo del timoniere della rete, Pasquale D'Alessandro, ormai “control la” il programma e siccome non vuole rogne ad Infante è stato imposto di non invitare i giornalisti di Libero, Giornale e Fatto Quotidiano. Il programma, poi, è off limits anche per Don Mazzi, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi e, udite udite, Massimo Giletti, il conduttore de L'Arena su Rai Uno. Insomma, i personaggi considerati scomodi a casa. Da qui la decisione di Infante di far causa all'azienda per vedere riconosciuti i propri diritti, nonostante i ripetuti contatti con il direttore generale, Lorenza Lei, informata della vicenda anche da parte di alcuni consiglieri di amministrazione. Infante, non potendo parlare ufficialmente, ha consegnato agli amici di Facebook il proprio sfogo. «Molti di voi mi hanno scritto lamentando una mia presenza marginale nella trasmissione», afferma il giornalista di Rai Due sul social network, «un articolo apparso questa mattina su un quotidiano e postato sulla mia pagina mi costringe a confermare che la “sensazione” di molti di voi è un dato di fatto contro cui mi sto battendo (inutilmente) da settembre e che quanto affermato dal quotidiano Leggo corrisponde nella sostanza alla verità. Basta dare una rapida scorsa agli ospiti e ai temi dei miei spazi per sfatare qualsiasi dubbio. E trovare risposta a una delle domande che più spesso mi rivolgete: “Che fine ha fatto Stefano Zurlo” (inviato del Giornale ndr)!? “Perché non inviti più in trasmissione i giornalisti di Libero”? “Perché non ti sei occupato tu di Sarah Scazzi”? La risposta è semplice. Perché non mi è consentito». Il “metodo Santoro”, insomma, colpisce ancora. Un metodo che sta danneggiando anche il programma. L'anno scorso lo share medio della trasmissione viaggiava attorno al 13%, quest'anno non supera il 7%. E questo perché il prodotto del pomeriggio di Rai Due è stato snaturato, addomesticato, piegato alla logica del vicedirettore Milone, che risponde solo all'Udc, che vuole una “finestra” informativa tutta sua. E non alle esigenze del servizio pubblico. Come dovrebbe essere trattandosi di Rai Due. Milo Infante [LaPresse]
8 Giovedì 19 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it NUOVI EQUILIBRI Il presidente del Consiglio punge la Germania: «Voglio un'Inghilterra protagonista: ha molto da insegnare su competitività e rispetto delle leggi europee» le grane di Monti LA VENDETTA Monti e Cameron: risate sulla Merkel A Londra il premier inglese e quello italiano si fanno beffe della cancelliera. Poi il Prof incontra i banchieri d'affari ::: FRANCESCO DE DOMINICIS ROMA  Orgoglio e vendetta. La visita di Mario Monti a Londra, la prima volta con la giacca da premier italiano, sarà ricordata più per un gesto che per le parole. Un gesto che suona come la risposta alle risate di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, a ottobre, dirette a Silvio Berlusconi. Siamo al 10 di Downing Street: durante la conferenza stampa, con il primo ministro britannico, David Cameron. I giornalisti chiedono a Monti e al “collega” inglese eventuali consigli per la Merkel, al centro delle polemiche per le resistenze tedesche sulle misure salva euro. A questo punto il padrone di casa si ferma e platealmente si volta verso l'ospite italiano, domandandogli con un ampio sorriso se voglia cominciare lui per primo. Monti ringrazia e senza calcare sulla situazione prende la parola, non senza un comunque garbato «con molto piacere». Coincidenze e nessun sorrisino ironico. Ma la scena sembra un dejavu. E stavolta il destinatario è a Berlino e non più a Roma. Risultato? Imprevedibile, anche per i migliori bookmaker londine si: il professore della Bocconi ha vendicato il Cavaliere. Un atto, forse non voluto, che gioco forza ha fatto passare in secondo piano il resto della missione inglese di Monti. Da programma, il clouera l'incontro con i banchieri d'affari al London Stock Exchange, la borsa della City. Occasione che, come anticipato da Libero, l'inquilino di palazzo Chigi ha sfruttato per tranquillizzare gli animi degli investitori internazionali. Il timore è una fuga dai titoli di Stato italiani: di qui la mossa di Monti. Che ha rassicurato la City sulla salute dei conti italiani, a cominciare dal pareggio di bilancio nel 2013 e alla lotta all'evasione fiscale: «I soliti ignoti diverranno noti». Un'Italia protagonista, in cima alla lista dei problem solver e non di quella delle difficoltà da sciogliere quella messa in vetrina da Monti a Londra. Un traguardo che il presidente del Consiglio considera alla portata, anche in vista del vertice europeo di fine mese per il quale prevede «una convergenza, quieta e senza dichiarazioni altisonanti». Monti, spostatosi alla London School of Economics, si è detto «ottimista» guardando al cammino che ha davanti «perché vedo pezzi del puzzle che si mettono insieme e che portano a una riunione con un convergenza tranquilla, senza dichiarazioni trionfalistiche, e che ci farà respirare un po'». Un vertice europeo finalmente positivo, quello di fine mese, a giudicare dalle previsioni del presidente del Consiglio che passa in rassegna, stimolato dalle domande, i rapporti con i principali partner europei. «Vorrei la Gran Bretagna - ha spiegato - profondamente immersa nelle core decision, anche perché ha molto da insegnare sul tema della competitività e del rispetto delle leggi europee che non è equamente distribuito». Un'allusione a Berlino (in mattinata la Merkel si era detta «ancora alla ricerca di cosa potremmo fare di più»)? Non c'è dubbio. «La Germania - ha assicurato Monti - è uno degli interlocutori chiave e con il governo tedesco e Angela Merkel c'è una forte relazione». Dell'Italia Monti ha parlato con orgoglio, rivendicando ancora una volta che «non ho mai chiesto nè chiedo concessioni, vogliamo un sistema capace di eliminare il rischio che ora i mercati associano all'Eurozona e che vediamo in termini di spread». E a proposito di differenziale di rendimento tra il btp italiano e il bund tedesco, il premier ha spiegato che non «basta fare i compiti». Comunque, «la Germania è uno degli interlocutori chiave, se non il principale» e allora ci sta anche che alla domanda di uno studente che fa parte di un'associa zione di volontariato che si chiama Angels, Monti abbia risposto con un gioco di parole accompagnato da uno sguardo verso l'alto con la considerazione che «diversi angeli ci stanno sopra la testa...». Aglistudenti inglesi, cheglihanno regalato un cappellino da baseball, il professore ha risposto con una battuta: un gioco di parole sul significato di cap (cappello) che in termini finanziari equivale a un tetto. Magari per lo spread. L'Ita lia, ha poi dichiarato Monti nella City su faccende extra europee, è pronta a prendere parte a una decisione della Ue sull'ipotesi di un embargo pertrolifero nei confronti dell'Iran. twitter@DeDominicisF Il maggior beneficiario Con l'euro Berlino guadagna 100 miliardi l'anno Impedendo ai partner di svalutare, la moneta comune ha favorito l'export tedesco. Che per l'80% finisce in Europa ::: ANTONIO CASTRO  «La Germania, con l'introduzione dell'euro, si è ritrovata negli ultimi nove anni con un surplus di partite correnti pari al 5% circa in media del Pil. Il sistema economico tedesco ha così potuto reinvestire (a valori correnti) circa 100 miliardi di euro l'anno, che hanno alimentato ancor più investimenti in produttività e crescita. I divari in termini reali tra Paesi membri, che partivano con livelli di competitività differenti, si sono pertanto allargati e non ridotti con la moneta unica». Diego Valiante, coordinatore dell' European Capital Markets Institute (Ecmi) al Centre for European Policy Studies (Ceps), ha fatto di conto e scoperto che vantaggio abbia incassato dalla nascita delle monete unica in poi la Germania. A spanne - secondo uno studio pubblicato la settimana scorsa su lavoce.info - si tratta di circa mille miliardi di euro di “vantaggio” complessivo dal varo dell'euro. Un'analisi economica che stride, e non poco, con la percezione che dell'Europa e dell'euro hanno, stando ai sondaggi, i cittadini tedeschi che vorrebbero tornare al marco. Cittadini della Germania riunificata e rampante che vorrebbero non caricarsi sulle spalle i debiti dei “terroni”d'Europa (Spagna, Grecia, Portogallo e Italia). Eppure, stando ai dati della bilancia commerciale, il loro è forse il Paese che ha maggiormente beneficiato dall'introdu zione della moneta unica. «L'euro», ha ammesso candidamente il direttore finanziario della compagnia di riassicurazione Munich Re, Joerg Schneider «è un colossale strumento di sostegno all'export per la Germania». ::: LO STUDIO IL SURPLUS Con l'introduzione della moneta unica, la Germania ha beneficiato negli ultimi nove anni di un surplus delle partite correnti pari a circa il 5% del Pil. A perderci sono stati i Paesi come l'Ita lia che hanno perso l'arma della svalutazione monetaria per favorire le esportazioni. Peraltro l'80% dell'export tedesco finisce in altri Paesi europei. IL BENEFICIO Per il sistema economico tedesco, secondo i dati resi pubblici dall'economi sta Diego Valiante, il surplus si è tradotto in un guadagno annuo pari a circa 100 miliardi di euro l'anno. Non a caso ben l'80% del surplus commerciale tedesco è nei confronti degli altri Paesi europei. Tanto per fare un esempio: nel 1998 il 27% del fatturato della Siemens era rivolto ai Paesi europei, nel 2010 la percentuale è salita al 38%. Il paradosso - dopo tutti i “nein” esclamati dalla cancelliera Angela Merkel - è che se un domani non lontano i Paesi più deboli, per l'ingente debito pubblico, dovessero abbandonare l'euro e tornare alle valute nazionali, l'export tedesco ne soffrirebbe. Secondo uno studio della banca internazionale Hsbc il piano di “sganciamento” dai Paesi deboli per dare vita a un nuovo “euro dei forti”, aggregando solo gli Stati più virtuosi - circolata come ipotesi solamente teorica strozzerebbe le esportazioni della Germania. Mettendo nei guai proprio la virtuosa locomotiva tedesca. “ .  La Germania deve usare il suo peso per far calare i tassi MARIO MONTI  Sono in cerca di cosa precisamente dovremmo fare di più... ANGELA MERKEL  Non chiedo concessioni, ma un sistema capace di eliminare il rischio MARIO MONTI Attacchi anche alle agenzie di rating Nuovo fuori onda di Sarkò: «Il problema è Angela»  Quando lo fanno fuori dai denti, i principali leader europei dicono probabilmente le stesse cose. E sono tutte cose poco gentili nei confronti di Angela Merkel, ritenuta responsabile dello stallo dell'Euro zona. Ieri il settimanale satirico francese, Le Canard Enchaîné, riportava un retroscena dall'Eliseo: il presidente Nicolas Sarkozy si sarebbe lamentato con alcuni collaboratori per la politica imposta ai partner da Berlino: «Il problema è la governance europea. Paghiamo cara l'ortodossia tedesca». Lo sfogo del capo dello Stato francese, che di qui a tre mesi è atteso alla difficile prova della rielezione, seguiva la decisione dell'agenzia di rating Standard & Poor's, lo scorso 14 gennaio, di abbassare il giudizio sul debito sovrano di nove Paesi membri dell'Eurozona, togliendo ad Austria e Francia la tripla A (la valutazione massima), ormai conservata soltanto da Germania, Olanda, Finlandia e Lussemburgo. «È vero che un pochino ce lo potevamo aspettare», ha detto Sarkò, «ma quando arriva è diverso, fa male». Quindi l'attacco agli agenti di Standard &Poor's, «istigatori della crisiche agiscono controtempo perché la situazione sta migliorando». Ma che cosa intende monsieur le Présidentper «ortodossia tedesca»? Lo spiega lui stesso, nel seguito dello sfogo riportato dal Canard: «Da mesi, non smetto di ripetere che la Banca centrale europea deve avere un ruolo maggiore e non può giocare a nascondino. È questo il cuore del problema». Un'analisi in fondo non molto diversa da quella di Mario Monti, che lunedì aveva chiesto alla Germania di aiutare i Paesi europeriferici ad ottenere tassi d'interesse più bassi per i propri bond. Ma un'analisi che ricalca anche quella dell'ex premier Silvio Berlusconi, che auspicò più volte, invano, un ruolo più attivo dell'istitu to di Francoforte a sostegno dei titoli di Stato dell'Eu rozona. Ruolo a cui la Germania continua ad opporsi. Ieri la Merkel ha fatto finta di cadere dalle nuvole. La Germania deve fare qualcosa? «Io sono ancora alla ricerca di cosa precisamente dovremmo fare di più...» . RIDE BENE... A sinistra, il sorriso Merkel- Sarkò, lo scorso ottobre. In alto, quello Cameron-Monti (vittima la Merkel), ieri [LaPresse, Ansa]
9Giovedì 19 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it PERSEVERANZA DIABOLICA Dal 1991 ad oggi le entrate fiscali sono passate dal 30 al 43% del Pil e le uscite sono aumentate. L'ultima finanziaria non fa eccezione le grane di Monti Doppia battaglia da fare I movimenti anti-tasse diventano più credibili combattendo l'evasione ::: DAVIDE GIACALONE  Si soffia sul fuoco, accanto a una miscela esplosiva. Con l'aggravante che ciascuno soffia sperando d'allontanare da sé la deflagrazione. Attorno al tema fiscale s'allestisce un balletto indecoroso, il cui esito non sarà la riduzione dell'evasione, ma l'aumento delle tasse, della paura e della rabbia. Non diversamente si procede in altri settori, trasformando temi di sicura giustizia (come le liberalizzazioni) in armi puntate contro il nemico interno, contro il colpevole di turno, contro interessi e soggetti cui si pretende di dar la colpa della sorte. Ciascuno urla e nessuno dice, mentre cresce il numero di quelli che sono pronti a molto, compresa la violenza, pur di reagire, per sfuggire alla realtà. Le dichiarazioni dei redditi degli italiani sono un clamoroso falso, che si ripete ogni anno e che ogni anno commentiamo come tale. L'evasione non è una pratica limitata, ma un costume diffuso. A reggerla ed espanderla c'è una tara culturale: il sentirsi antagonisti dello Stato e non parte dello stesso, sicché il fesso è quello che paga, la vittima è chi è costretto a farlo, e il furbo è quello che evade. Ma c'è anche una pressione fiscale dissennata e strutture di contrasto che agiscono in modo violento, trattando i cittadini come sudditi, ai cui vertici siedono persone che cumulano incarichi e quattrini. Manca rispetto per lo Stato, ma anche rispettabilità. In questo schema l'evasore è sempre l'altro da sé, in quanto tale meritevole di condanna sociale e ogni forma d'angheria. Mentre non ci si sente evasori dopo avere pagato in nero il proprio avvocato, il dentista, il ristoratore, il maestro di tennis, la baby sitter e tante altre persone che, in quanto tali, appaiono non come fantasmi, ma come umani compartecipi dell'avere evitato, a chi paga e a chi incassa, il sovrappiù dell'Iiva. Quando, poi, si passa dal proprio fornitore, talora amico, alla sua categoria, ecco che, allora, commercianti, professionisti, autonomi, diventano i ladri che ci derubano, le categorie da punire, il male da estirpare. Per giunta dando corpo alla leggenda che i lavoratori dipendenti sono quelli che non evadono, il che è falso: non evadono sul reddito principale, perché non possono, ma lo fanno sui secondari (ad esempio i docenti con le ripetizioni), oltre che in quanto pagatori in nero del meccanico, del parrucchiere, del barista e così via. I giornali, oramai ciechi seguaci della scuola acritica e strombazzante, c'in formano che la cortinata fiscale gode di gran popolarità. Dagli al cafone e all'arricchito, trasformando il giusto rispetto della legge in moralismo vendicativo. Questa roba porta male, lo dicemmo subito. Credo che le tasse dovrebbero essere assai più basse (è possibile), ma credo anche che andrebbero pagate. Anzi, sono convinto che per far nascere un sano movimento per la loro riduzione non c'è altra strada che il far saltare l'equilibrio che si regge da anni: alta pressione e alta evasione. Seguo con compartecipe attenzione il lavoro deigiovani raccoltiattorno alTea Party Italia, dediti a sostenere quel che qui è eretico (la loro proposta, agli amministratori locali, per abbattere l'Imu è non solo interessante, ma un'occasio ne per far vedere che c'è ancora vita nel pianeta politica), perché il pensiero unico vuole che la spesa vada finanziata, anziché tagliata, perché si dice che pagando tutti si paga meno, mentre invece si spende di più. C'è una cosa che darebbe loro considerevole forza: una vera lotta all'evasione. Tale da far capire a tutti che l'evasore non è sempre l'altro, e che con questa pressione il suo integrale rispetto porta allo schianto e alla depressione. Ieri Maurizio Belpietro ha dato alcune indicazioni pratiche. Altre se ne potrebbero aggiungere, in modo da far virare verso il vero quelle dichiarazioni massicciamente false. Ma una cosa sono le idee contro l'eva sione (come le sue), altra la sollecitazione all'invidia, al rancore e alla delazione, in modo da trasmettere lo spettacolo fasullo della lotta tarocca. Questa dottrina è, al tempo stesso, selvaggia e inerte, istigante e rassegnata, capace solo di far crescere la rabbia. Sentimento che, in assenza di politica e con i grossi partiti in coma, nessuno è in grado di gestire. www.davidegiacalone.it MANOVRE RISCHIOSE Se non toglie lo scoglio del debito l'Italia farà la fine della Concordia Il nostro Paese ricorda la nave affondata: i conducenti fanno l'inchino all'Europa e non pensano di cambiare rotta. Che da vent'anni è sempre la stessa: più imposte e più spese (...) Di quanto? È proprio qui il problema. Fin che non si tocca con mano non lo si può sapere. Una delle prossime settimane, quando si apriranno le aste per i Buoni e i certificati di nuova emissione, potremmo dunque essere costretti a scoprire con disappunto che un certo numero di investitori ha deciso di dirottare i propri soldi altrove. Soprattutto se a Standard and Poor's si saranno aggiunte altre agenzie di rating che, secondo le voci, sarebbero anch'esse intenzionate a retrocederci. Che cosa succederebbe in tal caso? Semplice. Saremmo nelle stesse condizioni della Costa Concordia. Una balena spiaggiata con uno squarcio nella carena, da cui entrano migliaia di litri d'acqua, con il risultato di non governare più il Paese. Succederebbe ciò che è successo in Argentina e sta succedendo in Grecia. Lo Stato non avrebbe i soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, per saldare i fornitori e rimborsare i debiti ai cittadini onesti che hanno versato tasse in eccesso e le vorrebbero indietro. Si entrerebbe in una spirale di nuove imposte e tagli maldestri, col risultato di precipitare il Paese nel caos: una specie di salvi chi può, con quel che ne consegue. Come ho premesso, a qualcuno lo scenario tracciato parrà straordinariamente negativo e mi accuserà di eccesso di pessimismo. In realtà, io sto solo delineando il peggio, al quale però ci si può ancora sottrarre. A patto di volerlo e saperlo fare. Mi spiego. Perché Standard and Poor's e le altre agenzie di rating ce l'hanno con noi e ci bocciano? Il motivo è piuttosto chiaro: abbiamo un forte debito e gli analisti cominciano a dubitare della nostra capacità di ripagarlo. Per tranquillizzarli c'è un solo modo: ridurre il debito. Purtroppo, il nostro governo, al pari del precedente e di tutti quelli che si sono susseguiti negli ultimi vent'anni, di voler ridurre la montagna di miliardi che abbiamo preso a prestito non dà nessun segno. C'è un piccolo libretto del professor Paolo Savona (Eresie, esorcismi e scelte giuste per uscire dalla crisi, Rubbettino editore) in cui si riassumono, dal 1991 a oggi, gli effetti di tutte le manovre, sulle tasse e sulle spese. La sostanza è riassumibile in pochi dati. Nell'arco di tempo preso in considerazione, le entrate fiscali sono passate dal 30 al 43 per cento del Pil e le spese hanno registrato sempre qualche punto in più. Le tre manovre del 2011 (due di Berlusconi, una di Monti) non fanno eccezione. Si aumentano le tasse, contraendo il Pil, ma non si riducono, se non di pochissimo, le spese. Ciò vuol dire che il debito resta invariato, anzi, che rischia di aumentare perché, pur mettendo nuove imposte, a causa della recessione le entrate potrebbero diminuire. Se in vent'anni le manovre correttive non hanno portato a nulla di buono, è il momento di interrogarsi sulla loro efficacia. E magari di cambiare rotta, prendendo altre misure. Che non sono nulla di straordinario, ma si basano su tagli concreti della spesa e non sull'aumento delle tasse. Che poi è ciò che si aspettano i mercati e i nostri partner. Angela Merkel sarà una testa quadra, ma qui i crucchi sembriamo noi, visto che continuiamo ad applicare la stessa ricetta anche se finora ha prodotto solo guai. È inutile mettersi il salvagente: bisogna evitare che la nave finisca sugli scogli. Non so voi: ma io di farmi affondare da Schettino, ossia da una classe politica spavalda e ganassa, non ho nessuna voglia. maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it Era previsto questa settimana Rinviato l'incontro con Obama Si terrà solo dopo il vertice  Doveva essereuna delletappe chiave dell'avvicinamento di Mario Monti al cruciale vertice del 30 gennaio, che potrebbe segnare un punto di non ritorno nella gestione della crisi dell'Euro. Invece Barack Obama e il premier italiano si vedranno soltanto dopo, presumibilmente nella seconda settimana di febbraio. L'incontro tra i due era stato annunciato da Monti in occasione della visita del segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner in Italia lo scorso 8 dicembre: «Ci sarà nel mese di gennaio», aveva detto il presidente del Consiglio «in data che è in corso di determinazione con la Casa Bianca, una nostra visita a Washington: sarà un'occasione per approfondire i nostri rispettivi punti di vista». Secondo le informazioni di cui è in possesso Libero, l'incontro era stato fissato in un primo momento in una data compresa tra il 20 e il 27 gennaio. Poi, «motivi tecnici» addotti dalla Casa Bianca hanno portato al rinvio dell'incontro, come detto posticipato alla seconda settimana del mese prossimo. Al di là dell'importanza ovvia di un incontro con il presidente degli Stati Uniti (e forse con la dirigenza del Fondo Monetario), è il frangente a renderlo particolarmente importante: nella battaglia contro l'austerity predicata da Berlino l'America è il più importante alleato. Avendo comepriorità quelladi conservareun mercato vivo in grado di assorbire l'export Usa, la «ricetta» gradita a Washington è l'opposto della tenaglia fiscale depressiva che la cura della Merkel prevede per l'Europa. E per l'Italia. M.C. ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO .
16 Giovedì 19 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: I VIZI DELLA POLITICA (...) per Monti lo è. Ma attorno a Napolitano accadono molte altre cose sulla cui normalità bisognerebbe almeno interrogarsi. E nessuno sembra disposto a farlo, perché sui giornali si usa solo la lingua osannante dell'apo logetica e della celebrazione presidenziale. Eppure le domande restano tutte lì. Per esempio. È normale leggere - sempre ieri, sul Corriere della sera - le cose riportate nell'articolo di Marzio Breda (il quirinalista sempre molto informato sul Quirinale)? Ed è normale che tutti (dalla classe politica al Corriere stesso, che di solito insegna all'Italia il galateo delle regole istituzionali) le trovino normali? Vediamo. Breda ricorda anzitutto che, subito dopo la sentenza della Consulta che bocciava il referendum sulla legge elettorale, Napolitano intervenne - incontrando i presidenti delle Camere - perché si cominciasse subito a metter mano alle riforme istituzionali. In particolare sollecitò Fini e Schifani perché il Parlamento di corsa cambiasse la legge elettorale. ALL'AZIONE! «Ieri» riferisce Breda «è passato personalmente all'azione, il presidente, convocando al Quirinale i leader del Terzo polo. A Pier Ferdinando Casini, Italo Bocchino, Lorenzo Cesa e Francesco Rutelli (…) avrebbe detto: 1) le Camere non possono dissipare mesi e mesi in un dibattito sterile… 2) va fissato un calendario delle riforme possibili e sono pronto a farmene carico io stesso; 3) completerò il sondaggio con le altre forze politiche che sostengono il governo e alla fine girerò le conclusioni a Fini e Schifani». Ora, sarebbe interessante sapere quale articolo della Costituzione attribuisce al capo dello stato queste prerogative. A me sfugge, forse perché non sono un costituzionalista. Il professore Andrea Simoncini, che è docente di diritto costituzionale all'Università di Firenze, qualche settimana fa, in una intervista, faceva notare come - pur essendo stato Napolitano formalmente inappuntabile nella gestione della crisi di governo - «lo stile della presidenza sia improntato a un interventismo senza precedenti, al limite se non oltre la Costituzione». Non dice «contro» la Costituzione, ovviamente, ma «oltre» nel senso che nella prassi concreta, a fronte di una abdicazione dei partiti, si dilatano gli spazi del Quirinale. Più avanti infatti Simoncini spiegava: «È sicuramente uno dei presidenti più interventisti della storia della Repubblica. Certamente la sua prassi, dal punto di vista costituzionale, è innovativa, è tutta da studiare. Va da sé che ogni presidente della Repubblica ha avuto il desiderio di influire in qualche modo sul governo, ma nessuno l'ha mai messo per iscritto. Quella di Napolitano è la presidenza con il più alto numero di comunicati ufficiali, e basta andare sul sito del Quirinale e confrontarli con quelli dei suoi predecessori per rendersene conto. Napolitano è un presidente estremamente interventista». A una domanda del giornalista su qualche caso specifico di questi anni (come la vicenda Englaro), Simoncini rispondeva: «Il capo dello Stato dovrebbe intervenire solo su casi di alto profilo istituzionale, e su questioni inoppugnabili. Invece è entrato moltissime volte nel merito, non solo nel caso Englaro. Sono innumerevoli gli interventi e i rinvii di decreti legge in cui è entrato nel merito di provvedimenti che non hanno attinenza con il suo ruolo. Napolitano ha corretto il governo tantissime volte. In questo modo è andato ad occupare una posizione di indirizzo politico che non gli compete». Si potrebbero fare molti altri esempi, ma ciò che conta (lo sottolinea anche Simoncini) è il contesto «anomalo»: perché Napolitano col suo protagonismo in realtà non fa che riempire il vuoto lasciato dai partiti e dai politici, che sarebbero i veri titolari sia dell'azione di governo che della vita parlamentare. Infatti la nostra classe politica e i nostri partiti sembrano aver abbandonato la nave, abdicando al compito di governo: hanno delegato un tecnico mai eletto da nessuno (nominato un po' da Napolitano, un po' dai franco-tedeschi); poi neanche sono riusciti a fare un accordo politico e a nominare ministri politici (abbiamo un governo fatto da banchieri, ammiragli e funzionari); infine non sono riusciti a concordare un programma politico e se lo sono fatti imporre dalla Bce. Come se non bastasse neanche riescono a elaborare autonomamente un eventuale calendario di riforme in Parlamento, se non tramite l'iniziativa del capo dello Stato. E dire che per anni si sono lagnati della tendenza della magistratura a intromettersi nelle loro prerogative. Oggi sono loro stessi che hanno rinunciato al ruolo della politica. Cosicché in Italia attualmente comandano tutti fuorché coloro che si sono presentati alle elezioni e hanno avuto il voto dei cittadini. Quelli che comandano si possono elencare: la presidenza della repubblica, i tecnici al governo, le banche, la Confindustria, le lobby, i sindacati, la magistratura, la Banca centrale europea, la Bundesbank, la Merkel, le agenzie di rating, la grande finanza, la Commissione europea, l'Eba, il Fmi eccetera eccetera. Tutti meno i politici democraticamente eletti. RISALITE SULLA NAVE! In questo scenario - in cui, come il capitano De Falco, dovremmo gridare ai partiti «salite su quella nave, immediatamente!» - è più che ovvio che si diffonda il demagogico vento dell'an tipolitica e l'esagerata polemica sui «costi della politica». Se la politica non serve a niente, anche un euro è troppo. È dunque del tutto assurdo darsi tanto da fare - da parte di Napolitano per far riscrivere la legge elettorale, visto che poi il voto dei cittadini e i loro eletti non conteranno niente e saranno altri a comandare. Anche dall'este ro. Quello che proprio non si capisce è come i partiti si presenteranno agli elettori alle prossime consultazioni dopo che hanno abdicato così radicalmente ai propri compiti. Certo, c'è ancora un anno e un anno cruciale e drammatico. Ma sapranno svegliarsi dal loro letargo e riprendere l'iniziativa? E sapranno presentare classi di governo all'altezza? C'è da augurarselo anzitutto per le sorti della nostra democrazia e per la nostra indipendenza nazionale che sembra non stare a cuore a nessuno. Più ancora dell'economia infatti sono la democrazia e la nostra sovranità nazionale a trovarsi sull'orlo del baratro. www.antoniosocci.com Nuova sanatoria I partiti si auto-condonano per i manifesti abusivi ::: CHIARA BUONCRISTIANI ROMA  I partiti ci ricascano: nuova sanatoria sui cartelloni elettorali abusivi. Nel Milleproroghe approvato dal Senato (e in seconda lettura alla Camera martedì 22 febbraio) i partiti sono tornati a «scontarsi» le multe ricevute per aver imbrattato la città con i manifesti illegali. Nascosto nelle pieghe del decreto c'è un emendamento (per inserire l'articolo 28-bis, “Proroga di termini per la definizione di violazione in materia di affissioni e pubblicità”), che i più speravano sarebbe passato senza clamore. E infatti è stato presentato all'ultimo momento dagli stessi relatori del decreto, Gianclaudio Bressa (Pd) e Gioacchino Alfano (Pdl). «Con questo blitz è arrivato il colpo di spugna sulle multe dei partiti per manifesti abusivi dal 2010 a oggi», spiega il segretario dei Radicali, Mario Staderini. L'espo nente dell'unico partito fuori dal coro bipartisan ha scritto martedì al Capo dello Stato Giorgio Napolitano e gli ha chiesto di inviare un messaggio alle Camere: «Una questione di democrazia, non si può pensare che chi viola la legge è favorito e chi la rispetta è punito». Quanto al costo di questo ennesimo colpo di spugna «si tratta di 100 milioni di euro di mancato introito per i Comuni italiani». Ma la cifra sale «a un miliardo e 200 milioni se si considera che dal 1996 si fanno condoni di questo tipo». Come nel 2009, ai politici basterà pagare mille euro per chiudere tutti i contenziosi e cancellare le «ripetute e continuate» violazioni commesse durante l'ultima campagna elettorale. «Violazioni», occorre ricordarlo, che a Roma e a Milano sono state più evidenti che altrove, con i faccioni dei candidati arrivati ovunque, monumenti compresi. Proprio l'anno scorso di questi tempi, a campagna elettorale appena iniziata, il Comune di Roma aveva già recapitato multe per 140mila euro. A Milano, dove la campagna è stata particolarmente accesa, le perdite per Palazzo Marino sfiorano i 6 milioni di euro. Con multe da capogiro: Lega Nord 745mila euro da pagare, Rifondazione Comunista 776mila, il Partito Italia Nuova 493mila, il Pdl con 387mila, il Pd 380mila, l'Italia dei Valori con 187mila, Sinistra e Libertà con 269mila. Per non parlare delle effrazioni commesse dai tre candidati Manfredi Palmeri ha preso multe per 584mila euro di multe, con 474 verbali. Segue Giuliano Pisapia con 159 verbali, per un totale di 417mila euro e chiude Letizia Moratti con 33 verbali che sarebbe valsi 70mila euro. Centinaia di migliaia di euro che, grazie al condono, le casse comunali non vedranno mai. Sceglie i governi, influisce su legge elettorale e riforme, detta le regole del dibattito politico: nessun presidente è mai intervenuto tanto nella vita del Paese. Attribuendosi poteri che la Costituzione non gli conferisce Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano Milestone Lo Stato sono io ::: segue dalla prima ANTONIO SOCCI .
13Giovedì 19 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Banche, notai, RcAuto Ecco cosa cambierà Nella bozza delle liberalizzazioni via tariffe e orari liberi anche per le farmacie Ma il governo frena su Ferrovie, rete gas e tassisti, delegando all'authority ART. 18 E ASSICURAZIONI Chi installa la scatola nera in auto avrà uno sconto sulla polizza. Via la deroga all'art.18 per le Pmi che si uniscono e non superano i 50 dipendenti le grane di Monti ::: SANDRO IACOMETTI  Un passo avanti e due indietro. La bozza sulle liberalizzazioni che circola in queste ore (44 articoli) e dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri di domani non è ancora quella definitiva. C'è ancora spazio per aggiunte e limature. Stando alle ultime versioni, però, il governo sembra aver introdotto elementi di maggiore cautela su alcuni punti caldi. La separazione proprietaria della Rete ferroviaria italiana, ad esempio, che sembrava cosa fatta con il passaggio delle quote dalle Fs al Tesoro, è stata annacquata attraverso uno scaricamento della decisione alla nuova autorità delle reti (che nascerà da un allargamento dell'attuale authority per l'energia), che dovrà effettuare una valutazione sul settore ferroviario prima di procedere alla sforbiciata. Stessa procedura per i taxi. Spetterà sempre all'autorità per le reti stabilire orari, numero delle licenze, tariffe. Sembrerebbe più netta la decisione su Snam Rete Gas, che dovrà essere scorporata dall'Eni. Anche qui, in realtà, si prevede un decreto entro 6 mesi e la separazione entro i successivi 24 mesi. In altre parole si scarica la patata bollente sul prossimo esecutivo. Detto questo, ci sono una serie di misure importanti che faranno di sicuro storcere il naso alle categorie colpite e che dovrebbero portare un po' di sollievo alle tasche dei cittadini. Non solo. Nella bozza del documento si indica chiaramente che questo è solo il primo atto volto a «liberare la crescita». «Senza sussidi», si legge nella relazione tecnica ma gli stessi concetti sono stati ribaditi ieri da Mario Monti durante la vista a Londra, «senza far leva sulla spesa pubblica ma piuttosto sull'attività autonoma di cittadini e imprese, mettendoli in grado di agire grazie ad interventi incisivi capaci di rimuovere i privilegi e gli ostacoli che ne hanno finora ingessato le potenzialità». In attesa della seconda puntata, ecco in sintesi i principali contenuti del bozza sulle liberalizzazioni da cui sembra sia scomparsa la temuta deroga all'art.18 per le Pmi che si uniscono e non hanno più di 50 dipendenti. Professionisti. Sono abrogate tutte le tariffe professionali, sia minime sia massime per rendere libera la contrattazione tra il professionista e il cliente. Diventa obbligatorio per tutti i professionisti il preventivo scritto ai clienti. Salta la determinazione degli onorari dovuti per l'opera professionale dei notai. Conti correnti e bancomat. Arriva il conto bancario di base. Sarà un decreto, in assenza di una convenzione con l'Abi, a fissarne i criteri. Si stabilisce anche l'individuazione ex lege delle commissioni che le banche applicheranno sui prelievi fatti con Bancomat. Rc auto. Se si installa la scatola nera in auto i costi saranno a carico delle assicurazioni che praticheranno anche uno sconto sulla polizza. Gli intermediari dovranno inoltre fornire informazioni sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative. Mutui. Chi contrae un prestito per l'abitazione potrà scegliere fra almeno due gruppi assicurativi, presentati dalle banche, con il quale stipulare il contratto di assicurazione sulla vita se richiesto dall'istituto di credito. Carcere per false perizie. Rischio carcere fino a cinque anni e radiazione dall'albo per i periti assicurativi che accertano e stimano falsamente danni a cose conseguenti a sinistri stradali da cui derivi il risarcimento a carico della società assicuratrice. Farmacie. Arriva la liberalizzazione degli orari, e dei turni, per le farmacie. Fisco. Variabilità delle rate prevedendo un piano di rientro a Equitalia variabile, di importo crescente per ciascun anno con rate inizialmente basse. La stessa norma prevede che l'iscrizio ne ipotecaria scatti solo dopo due rate consecutive non pagate. Gas. Arriva un nuovo metodo per il calcolo delle tariffe del gas decise ogni trimestre dall'Autorità per l'energia che dovrebbe abbassare il costo della bolletta. Benzinai. I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti titolari anche della relativa autorizzazione petrolifera possono liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore. Niente limiti per i distributori di benzina self-service fuori dai centri abitati. Giornali. Si sopprime il limite minimo di superficie per la vendita della stampa quotidiana e periodica Autori tà delle reti.L'Autorità per l'Energia diventa l'Autorità per le reti e si occuperà anche del settore dei trasporti. Taxi. La nuova Autorità per le reti determinerà per i taxi l'incremento del numero delle licenze, la possibilità per i titolari di averne più d'una, nuove licenze part-time, orari più flessibili, extraterritorialità e tariffe più flessibili. Nucleare: Accelerazione delle attività di smantellamento dei vecchi siti nucleari. Ferrovie. La separazione di Rfi da Fs verrà decisa sulla base di una valutazione dell'Autorità delle reti. Non ci sarà più l'obbligo, per le imprese ferroviarie e per le associazioni internazionali di imprese ferroviarie che operano in Italia. di osservare i contratti collettivi nazionali di settore. Snam. Entro sei mesi dall'entrata in vigore del dl liberalizzazioni il governo dovrà emanare un Dpcm per la separazione di Snam da Eni, che dovrà avvenire entro i successivi 24 mesi. twitter@sandroiacometti A TUTTA VELOCITÀ Domani il governo presenta l'atteso pacchetto sulle liberalizzazioni. Tra le norme contenute c'è anche l'abo lizione del contratto collettivo nazionale per le imprese ferroviarie. Una mossa che aiuterà la concorrenza e, nella fattispecie, la Ntv di Montezemolo, Della Valle e Intesa Sanpaolo che nelle prossime settimane inizierà il servizio sull'alta velocità. Nuove buste ecologiche Produttori traditi sulle barricate contro il monopolio dei sacchetti Commento Abolite le tariffe cancellate pure l'Ordine dei legali ::: MATTEO MION  Qualsiasi lavoratore ha in tasca una tessera, un adesivo, una licenza. Qualsiasi italiano maggiorenne ha partecipato almeno una volta nella vita a una commissione, un'associazione, a un'assemblea o a una giunta. Siamo espertissimi nell'inventarci enti, paraenti, e pappatoie inutili. Invece di creare ricchezza, siamo maestri nel redistribuirla ovviamente con preferenza per gli amici degli amici che tengono nonni e nipoti etc. etc. Ogni procedura burocratica è immane e farraginosa. Borbonica, pletorica e possibilmente falsata. Non parlo solo del monstrum Pubblica amministrazione, ma anche e più semplicemente della professione di avvocato. Consigli forensi nazionali, regionali, locali. Ordini e contrordini. Commissioni per i praticanti. Commissioni disciplinari e chissà quanti altri banchetti. Domando: un paese occidentale pseudo-sviluppato come il nostro quante persone può permettersi a parlare del nulla? Qual è la cifra di tolleranza di inermi del Pil che l'Italia economicamente possa sopportare? Tolti anziani, bimbi, malati. Popoli viola, centri sociali e sindacalisti. Politici, banche e assicurazioni. Avvocati, giornalisti, notai. Insomma messi da parte inabili al lavoro per forza maggiore o per forza rossa bisogna prendere atto che sono rimasti poco più di quattro gatti a produrre ricchezza. Mentre la barca Italia affonda incagliata violentemente sui fondali europei, gli italiani fanno finta di niente come il comandante Schettino: scioperano. I miei colleghi avvocati non trovano di meglio che comportarsi come una Fiom qualsiasi. Vada tutto alla malora. Le associazioni di categoria dei giovani avvocati ne approfittano per spuntare un convegno in più a disquisire con dotta prosopopea del nulla. Sempre meglio dell'olio di gomito. Risultato della loro elucubrazione giovanile? La pensano esattamente come i loro Colleghi ottuagenari. Vogliono una riforma forense paleolitica. Tariffe e corporazioni come ai tempi del Duce, ma con l'unico orizzonte imperiale del debito pubblico europeo. Allora, caro professor Monti, mi permetto un consiglio non avendo nel portafoglio tessere di nessuno, nè avendo vocazioni genuflessorie nei confronti di chicchessia. Uno: non si curi dello sciopero degli avvocati, la giustizia comunque continuerà a non funzionare, finchè avremo questi giudici. Due: l'abolizione delle tariffe senza quella degli ordini è una riforma pilatesca all'amatriciana. La scelta per lavandaie, tassisti, avvocati e qualunque altro lavoratore di questo paese è una sola: o stiamo nel mercato con l'unica regola della domanda e dell'offerta temperata dai principi di legalità e sussidiarietà per i più deboli. O stiamo fuori dal mercato. Fuori dall'occidente, dall'Ue e dal G8. Eliminare i minimi tariffari mantenendo gli ordini significa gettare i giovani che iniziano la professione sul marciapiede. Perché un avvocato non può fare separazioni a 200 euro e pubblicizzarlo sulla metropolitana con l'unico obbligo di una polizza per la responsabilità civile nel caso arrecasse danni? Che libera concorrenza può esistere tra professionisti costipati nell'imbuto inutile di un ordine professionale dotato di poteri di devianza dalle leggi del libero mercato? Via tutto, professor Monti, prima che venga giù tutto… www.matteomion.com ::: EMANUELA MEUCCI  I produttori di sacchetti di plastica scendono in campo contro il Governo Monti. Tutta colpa di un decreto che dovrebbe vietare l'utilizzo delle buste di plastica eco-compatibili, trattate con additivi chimici che le rendono biodegradabili in circa 10 anni contro i 100 normalmente necessari. Al loro posto, saranno ammessi solo i sacchetti in bioplastica, prodotti a partire dal mais e dalle patate. La riforma farà felici le associazioni ambientaliste, ma finirà per stritolare centinaia di imprenditori. «Il Governo ci deve ascoltare – spiega Claudio Maestrini, uno dei leader della protesta –. I sacchetti trattati con additivi chimici sono biodegradabili, non ha senso metterli fuori legge». I posti di lavoro a rischio sono circa 36mila, soprattutto in aziende medio-piccole già colpite dalla decisione, presa un anno fa, di mettere al bando i sacchetti di plastica non trattati. Se verranno messi fuori legge anche gli additivi, l'intero settore verrà spazzato via. «La maggior parte degli imprenditori non ha le risorse finanziarie necessarie per riconvertire gli impianti. Da un momento all'altro potremmo trovarci tutti senza un lavoro», conclude Maestrini.
17Giovedì 19 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LA GUERRA DELLA LEGA La risposta al cerchio magico «Bisogna cacciare dalla Lega chi vuol cacciare me» Maroni si candida e al fianco di Bossi annuncia: «Non voglio farti fuori». Il Senatur apre ai congressi (...) un sindacato vero». Teatro Apollonio di piazza Repubblica, circa 1.200 posti a sedere. La sala è gremita. A decine non riescono a entrare. La serata del Bobo furioso comincia nel segno dell'unità. Sul palco, con lui, ecco Umberto Bossi (e non era scontato) con Roberto Calderoli. Solo all'ultimo il Senatur ha deciso di lasciare via Bellerio e raggiungere la città-simbolo del Carroccio. A fine serata dirà: «C'è chi parla troppo e male. A volte sbaglio anche io. Però so distinguere le cose giuste da quelle sbagliate». Maroni prende parola e attacca: «Qualcosa la devo dire…», e si riferisce al divieto di fare comizi che il partito gli aveva annunciato venerdì, salvo fare retromarcia per bocca del leader nel giro di 24 ore dopo la rivolta dei militanti. Che a Varese gli hanno organizzato in un amen l'incontro di ieri. «Questa cosa», quella del bavaglio, «mi ha ferito»: l'ex ministro racconta che gli sono arrivate «più di 400 richieste di incontri pubblici» che intende onorare dalla prima all'ultima. «Ringrazio Bossi con affetto» giura Bobo che assicura: «Lui non c'entra» con il bavaglio. Però – attacca il cerchio magico «sono stufo di processi sommari. Non è più accettabile, queste sono nefandezze». La sala si scalda, Maroni tuona: «C'è qualcuno che mi vuole cacciare. Credo che dovrebbe essere cacciato lui». Fuori dalla sala esplode un coro: “Reguzzoni fuori dai maroni”. Bobo sottolinea che «c'è un unico segretario federale», cioè Bossi. Poi attacca il governo Monti e conferma il suo progetto politico: fare della Lega, «che è casa mia», il partito egemonico del Nord. Tagliando l'asse col Pdl a partire dalle prossime Amministrative. Progetto ambizioso, certo, «ma siamo barbari sognanti…». Parola a Bossi. Che comincia dalla nuova legge elettorale, «dobbiamo stare molto attenti all'accordo Pd-Pdl». Poi Europa, governo Monti, tasse. Fino al mea culpa di cui dicevamo sopra e l'appello per scendere in piazza, domenica. Promette: «Decideremo la data del congresso dopo la manifestazione». Prima di presentarsi al comizio, l'ex responsabile del Viminale aveva parlato con TelePadania per ricordare i vent'anni del Carroccio. Proprio la tv del movimento, per introdurre l'in contro pubblico, ha confezionato un video di dieci minuti con Bobo in compagnia di Bossi. Un modo per dimostrare il legame tra i due. Il Maroni-pensiero era stato anticipato anche da alcuni stralci dell'intervista rilasciata a Panorama in edicola oggi. «Io non sono Bruto, non accoltellerò mai Bossi» ha detto al settimanale. E poi: «Sono un barbaro sognante. È una metafora, questa, presa in prestito dallo scrittore irredentista triestino Scipio Slataper. Morì nella battaglia del Podgora, durante la Prima guerra mondiale. Ma prima riuscì a scrivere un breve e spirituale romanzo, “Il mio Carso”». Maroni assicura: «Non mi interessa avere posizioni di potere, ne ho avute anche troppe. Voglio invece dedicarmi alla Lega, in difficoltà per diverse ragioni: voglio rafforzare l'identi tà del partito in cui sono nato e in cui, sia chiaro, voglio morire. Ma la Lega deve cominciare a ragionare con la testa». C'è spazio anche per il caso di Nicola Cosentino, il deputato azzurro accusato di legami con la camorra. La Camera ha negato la richiesta di arresto e nel Carroccio s'è aperta l'ennesima spaccatura. «La questione per me è chiusa. Ho votato secondo coscienza» - osserva Maroni - «Non si è trattato di un voto contro il Pdl o Silvio Berlusconi, che stimo, ma di una decisione presa dalla segreteria federale che poi è stata modificata da Umberto Bossi. Io ho preferito mantenere la mia coerenza verso i principi di legalità». Quanto al rapporto col leader, a Panorama ripete: «A lui sono legato da una profonda amicizia. Ma ormai molti vedono in me un simbolo per riportare la Lega al suo progetto originario. Credo sia davvero arrivata l'ora di aprire una stagione di congressi per rinnovare la classe dirigente. Ci vogliono tutti quarantenni, capaci di far superare le difficoltà». Ieri sera, a Varese, il comizio si chiude con cori contro Reguzzoni e la Mauro. Spunta uno striscione: “Maroni in Padania, Cosentino e soci in Tanzania”. “ . Nelle viscere del Carroccio E fra bossiani e maroniani finisce a cazzotti Continuano le tensioni interne. Salvini: «Ci siamo rotti le palle». Rissa in una sezione di Varese: due persone in ospedale Ieri sera i leghisti fedeli a Roberto Maroni si sono radunati al teatro Apollonio di Varese LaPresse SUL CAPO  Non sono un Bruto, non accoltellerò mai Bossi SU DI SÉ  Molti vedono in me un simbolo per riportare la Lega al progetto originale SU REGUZZONI  Come faccio a invidiare uno che è di Busto Arsizio? ::: dall'inviato a Varese  Congressi, capogruppo, mozioni. Ogni argomento accende la lite tra leghisti. Nelle ultime ore, nell'ipotesi di una sostituzione di Marco Reguzzoni alla Camera, sono cresciute le quotazioni del comasco Nicola Molteni. Ma proprio dal Lario frenano: il presidente della Provincia Leonardo Carioni, a sorpresa, ha parlato col Senatur per suggerire di non cambiare: «Molteni è giovane e impulsivo...» avrebbe detto Carioni. Poi è Reguzzoni a intervenire direttamente: «Ricordo che ho rimesso più di un mese fa il mio mandato da capogruppo nelle mani di Bossi. È lui che deve decidere e qualsiasi cosa deciderà per me andrà bene. Non mi interessano gli incarichi ma il progetto di cambiamento del Paese». I maroniani accusano: «Non è vero». E insistono nel chiedere la sua testa. Ieri ci ha riprovato Gianni Fava, che l'al tro giorno aveva parlato addirittura di «emergenza». In mattinata, poi, è il sindaco di Verona Flavio Tosi a buttare benzina, quando apre alla sostituzione di Reguzzoni nel corso de La Telefonata col direttore di Libe roMaurizio Belpietro su Canale 5. Replica la deputata veneta Paola Goisis: «Tutti ci chiediamo come mai da cinque anni la sorella di Tosi, Barbara, sia capogruppo della Lega nel Comune di Verona. Forse era il caso di rinnovare anche lei...In molti si domandano se questa scelta non sia stata influenzata dal fratello Flavio. Se questo non è familismo...». Risposta del primo cittadino: «Come tutti sanno il capogruppo alla Camera viene votato dal gruppo parlamentare così come è accaduto nel Consiglio comunale di Verona, dove Barbara Tosi è stata eletta capogruppo in quanto largamente prima degli eletti, quindi per meriti politici personali». Matteo Salvini è scatenato. In un'intervista ad Affaritaliani ringhia: «Dietro a Bossi c'è qualcuno che si fa gli affari suoi». Poche ore dopo, quando Reguzzoni apre al congresso federale(«Mi sembra una buona idea. Può essere il momento per contarsi e vedere chi è davvero a favore di Bossi e chi no») corre su Facebook e accusa: «A mio modestissimo parere Reguzzoni non ha capito, o fa finta di non capire, che siamo tutti a favore di Umberto Bossi, a cui va eterna gratitudine. Ma proprio per questo ci siamo rotti le palle di chi usa il nome del segretario federale facendo fare figuracce alla Lega». Bufera anche per la mozione di sfiducia al ministro Corrado Passera annunciata dal capogruppo. I deputati maroniani attaccano: «Quelle firme non sono nostre» giura Fava. Risponde Marco Desiderati, uomo del cerchio magico: «I maroniani sono ridicoli. E Reguzzoni: «Chi non appoggia la mozione fa un favore al governo». Beghe anche sul territorio. A Luino, provincia di Varese, volano schiaffi tra fan di Bobo e cerchio magico. Il bilancio è di due feriti con 8 e 7 giorni di prognosi. Proprio da Varese s'alza la voce di Francesco Enrico Speroni. Ed è una bomba: «Bossi non ha più il carisma di un tempo e la base s'è ribellata». Domenica c'è la manifestazione di Milano. Alle 15, poi, tutti in via Bellerio. Il consiglio federale è stato anticipato di 24 ore. M. PAN. Il sondaggio di «Libero» Bobo prende il largo nelle primarie  Più di 15mila lettori hanno partecipato al sondaggio sul nostro sito web (www.liberoquotidiano.it) per indicare chi dovrebbe essere il successore di Bossi al timone della Lega Nord. Ieri, seconda giornata di queste «primarie», Roberto Maroni ha incrementato il proprio bottino di preferenze, issandosi solissimo al comando col 53%. Alle sue spalle, il sindaco di Verona Tosi (11%) ha allungato sull'altro big del Veneto, Luca Zaia (9%). In coda si registra il sorpasso del governatore piemontese Roberto Cota - arrivato al 5% - il quale si è lasciato alle spalle «Il Trota» Renzo Bossi, fermo al 4%. ::: segue dalla prima MATTEO PANDINI .
42 Giovedì 19 gennaio 2012
12 Giovedì 19 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it IL PORTO Per motivi di ordine pubblico la capitaneria ha deciso di chiudere gli accessi allo scalo di Palermo All'interno sono rimasti centinaia di Tir di tutta Europa le grane di Monti La rivolta dei forconi per il caro benzina paralizza la Sicilia Da giorni i camionisti in protesta per gli aumenti dei carburanti bloccano le strade. L'isola è nel caos: distributori a secco e supermercati con gli scaffali vuoti ::: TOMMASO MONTESANO ROMA  A Catania, per trasportare beni di prima necessità come benzina, medicinali, derrate alimentari e attrezzature per scuole, ospedali e carceri, la prefettura è dovuta ricorrere alla scorta della Polizia. Solo così è stato possibile superare i blocchi stradali degli autotrasportatori in rivolta che, da domenica notte, stanno paralizzando la Sicilia in segno di protesta contro gli aumenti dei costi di gasolio, pedaggi e traghetti. Ieri a fare le spese di una mobilitazione che si sta allargando a macchia d'olio, oltre che in tutta la regione, anche nella vicina Calabria, è stato il porto di Palermo. Il presidio dei camionisti di “Forza d'urto”, cui si sono aggiunti agricoltori (i “Forconi”) e pescatori, ha infatti indotto la Capitaneria a chiudere gli accessi allo scalo, incluso quello centrale, per motivi di ordine pubblico. All'interno, bloccati dai manifestanti, centinaia di Tir di tutta Europa con la merce (chiusa anche in celle frigorifere). Il pericolo è che si scateni un effetto a catena: sono già numerose le aziende che, prima di far partire gli autotreni, chiedono garanzie sulle reti di trasporto. A pagare il prezzo più alto, nonostante le assicurazioni dei leader della protesta («state calmi, stiamo lottando per voi»), sono i cittadini. Oltre ai distributori di benzina a secco e agli scaffali vuoti nei supermercati per l'esaurimento delle scorte, il rischio adesso si chiama speculazione. In vista, secondo il Codacons, ci sono aumenti sia per i generi alimentari (dal 10 al 50%), sia per la benzina (con il superamento della soglia dell'1,8 euro al litro). A Catania il 95% delle stazioni di servizio non può lavorare, mentre a Palermo lunghe code di automobili e cittadini hanno preso d'assalto i distributori rimasti in funzione. Giuseppe Richichi, numero uno degli autotrasportatori dell'Aias, conferma che i blocchi saranno rimossi da sabato. Non è detto, però, che le altre categorie che hanno aderito alla protesta, pescatori in primis, si adeguino. Così stamattina, alle 10, una delegazione di dimostranti incontrerà il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e i prefetti dell'isola per trovare un'intesa. Ma è da Roma, dal governo, che camionisti, “forconi” e pescatori aspettano risposte, spalleggiati, in modo bipartisan, dai politici siciliani in Parlamento. Ieri un richiamo per il dialogo tra esecutivo e rivoltosi è giunto, seppur con toni diversi, da Pd, Udc e Grande Sud. Sulle strade la situazione è incandescente. Solo in serata la tensione davanti al Petrolchimico Eni di Gela si è allentata: per tutto il giorno il blocco davanti allo stabilimento ha impedito il cambio del turno. Risultato: un'aliquota di personale è rimasta in servizio per quasi venti ore consecutive. In provincia di Ragusa, invece, sono oltre trecento i Tir rimasti fermi ai bordi delle strade. Autocisterne per il trasporto di benzina e gasolio bloccate anche nelle raffinerie di Priolo e Augusta, impossibilitate a uscire per l'opposizione dei manifestanti di “Forza d'urto”. E tra i contestatori, lancia l'allarme Confindustria, si sarebbero infiltrati gruppi criminali e mafiosi. A soffiare sul fuoco dell'agitazione, invece, si sono aggiunti Centri sociali e Forza nuova. Il Viminale è costretto a incassare anche l'al largamento della protesta alla Calabria. Da ieri mattina decine di camion stanno presidiando alcuni svincoli autostradali sulla Salerno-Reggio Calabria. I camionisti solidarizzano con i loro colleghi siciliani. È stato sospeso, invece, il fermo dei servizi disposto dal 23 al 27 gennaio da Unatras, l'Unione nazionale delle associazioni dell'autotrasporto merci.  «Se chiudiamo noi il mercato si impoverisce altro che liberalizzazioni». Il presidente di Assopetroli - che rappresenta i piccoli proprietari degli impianti Franco Ferrari Aggradi avverte anche i consumatori: «Siamo noi che abbiamo dato dinamicità al settore imponendo le “pompe bianche” e costringendo i grandi alivellare iprezziallapompa suinostri.Se dovesse passare quanto previsto dalla bozza del governo, noi chiuderemo, ma anche i consumatori avrebbero meno scelta e quindi anche prezzi più alti». È un fiume in piena Ferrari Aggradi. Non esclude «di arrivare ad azioni eclatanti», ma di più, al momento, non dice. “Azioni eclatanti” vuol dire anche una serrata ad oltranza? «Per adesso diciamo “azioni eclatanti”. Ne va di mezzo la sopravvivenza dei proprietari degli impianti indipendenti, quelli che, tra l'altro, hanno dato vita al fenomeno delle pompe bianche, gli impianti “no logo” che hanno costretto le grandi compagnie a ritoccare al ribasso i listini». Premesso che la “bozza liberalizzazioni” ha tutto tranne che il sigillo dell'ufficialità, come se ne esce? I proprietari dicono che non ci sono i margini e i gestori piangono. Insomma, al povero automobilista non resta che arrendersi? «Consenta una premessa anche a me: i margini di manovra sono molto, molto stretti. Sul prezzo finale erogato il margine che deve dividersi tutta la filiera da quando l'autocisterna esce dalla raffineria alla pompa è del 7%. Il che tradotto in quattrini fa appena 15 centesimi. Il carico fiscale tra accise e Iva è del 60%. Il costo industriale è del 33%. C'è poco da giocare. Il margine è stretto, mi creda». Però così non se ne esce... «Premesso che i ventilati interventi sull'approvvigionamento e la cessione degli impianti segnerebbero la morte dei proprietari indipendenti e dei piccoli gestori, si potrebbe fare qualcosa per ammodernare la rete. E magari insegnare agli italiani ad essere un po' meno pigri. Se invece di pochi impianti self service si moltiplicasse la modalità “fai da te”, allora i costi fissi potrebbero scendere e quindi anche il costo finale al litro». Altri suggerimenti? «Oggi abbiamo 23.500 impianti. Se venisse rifinanziato il Fondo incentivi per gli impianti e magari rivista la normativa capestro sulle bonifiche si potrebbe intervenire sui costi finali». Abbiamo troppi impianti. E una rete di distribuzione “vecchia”. Impianti che però erogano la metà dei litri di Francia e Germania. Sicuro che chiudendone una parte il prezzo finale scenderà? «Sì, si può intervenire sul rinnovamento della rete ma senza fare il gioco di chi vorrebbe mettere al margine i piccoli operatori che hanno fatto la concorrenza in questo mercato. Le pompe bianche, che gli automobilisti hanno imparato a conoscere, hanno fatto la differenza. Messi davanti alle condizioni capestro previste dalla bozza i piccoli chiuderebbero e si farebbero avanti che so... i fondi di investimento, i grandi operatori. Ma siamo sicuri che in questo caso i prezzi potranno scendere?». AN. C. Intervista a Ferrari Aggradi (Assopetroli) «Nessun risparmio con questa deregulation» BLITZ DELLA FINANZA Anche Pastarito tra le 13 aziende sequestrate ROMA Tredici arresti (7 carcere, sei domiciliari) e tredici aziende sequestrate (tra le quali la Adm 2011 srl di Roma, proprietaria del noto marchio Diunamai, azienda leader di prodotti hi tech, e la società Pastarito srl di Reggio Emilia, che gestisce la nota catena Pastarito Pizzarito con numerosi ristoranti nel Lazio, in Lombardia e all'estero). È questo il bilancio dell'operazione «Carlos», scattata ieri mattina ed eseguita con 200 finanzieri messi in campo dal nucleo di Pt del Lazio. A capo del raggiro ci sarebbero stati un avvocato, Andrea Badanai, e due commercialisti, Riccardo Modiano e Michele Stagni Benincasa. I tre professionisti venivano avvicinati da imprenditori, tra cui anche Giancarlo Vigo, fondatore della Pastarito Srl, intenzionati a svuotare le proprie aziende per sottrarle alla pretese dei creditori. I prestanome erano pagati mille euro per ogni carica che rivestivano. Somma che lievitava, considerato che le teste di legno hanno rivestito centinaia di incarichi. Diecimila euro andavano invece agli imprenditori per ogni prestanome reperito. L'ammanco dalle casse è di circa 50 milioni di euro. ROB. CAT. Proteste contro il governo I tassisti sfidano SuperMario E il prefetto li vuole precettare ::: ROMA  Ma quali liberalizzazioni. I tassisti si presentano oggi a Palazzo Chigi con un documento unitario che prevede i seguenti punti: sgravio dell'Iva, carburante professionale, riconoscimento delle malattie professionali, lotta agli abusivi, no all'Authority per gestire il settore, più posti di lavoro grazie all'introdu zione della “doppia guida”, più ore di servizio, possibilità per i titolari di licenza di essere sostituiti alla guida da chiunque sia in possesso dei requisiti professionali e morali. E poi intese con i sindaci per i turni atti a garantire un servizio minimo per ciascuna ora del giorno, massima pubblicizzazione delle tariffe e maggiore libertà nella fissazione di quest'ultime. Mentre al Circo Massimo era in atto l'assem blea pubblica, con slogan e petardi, il “parla mentino” dei taxi elaborava il documento che Loreno Bittarelli e gli altri “capi” presenteran no oggi al governo. Da Milano a Napoli le auto blu non mollano: «Giù le mani dalle licenze». Altrimenti «scateneremo l'inferno». «Monti come Schettino, manovra omicida». La rivolta ha provocato disagi in varie città. Nella Capitale la prefettura ha invitato Campidoglio e questura a segnalare interruzioni di pubblico servizio ed è pronta a fare scattare la precettazione. Alemanno approva il documento unitario dei taxi. Fabio Sabbatani Schiuma e Daniela Santanchè (Mpi) lanciano un appello al buonsenso e assicurano: «Noi siamo dalla parte dei lavoratori». Non solo i taxi contro il governo. I parafarmacisti hanno protestato per tutto il giorno. Federfarma deciderà a breve «le iniziative più opportune per salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini». In fibrillazione anche il settore dei trasporti, nonostante la sigla Unatras abbia sospeso il fermo proclamato dal 23 al 27 gennaio. B. B. TUTTI IN FILA Da domenica la protesta dei camionisti per il caro benzina blocca la Sicilia. Il prezzo più caro lo paga la gente: distributori a secco e negozi vuoti Ansa
45Giovedì 19 gennaio 2012LOMBARDIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: La vertina dell'arte Con “XXeme Siècle” in mostra il genio di Gualtieri di San Lazzaro ::: CARLO FRANZA  La biblioteca Sormani di Milano (corso di Porta Vittoria 6) ci raccontaun capitolo dell'arte e della cultura editoriale d'inizio Novecento con un corredo di litografie dei più grandi artisti del mondo, da Picasso a Mirò, da Arp a Chagall, da Braque a Moore. Nomi che hanno accompagnato la famosa rivista “ “XXeme Siècle” uscita a Parigi nel 1938, fondata e diretta da Gualtieri di San Lazzaro, dai più conosciuto come Giuseppe Papa (Catania 1904-Parigi 1974). Questo giovanotto “senza studi”, eppure editore, scrittore d'arte e gallerista di raffinata cultura, si fece un gran nome nella Parigi del dopoguerra. E il nome originario che cambiò in Gualtieri di San Lazzaro lo prese a prestito da due avventure che gli capitarono in gioventù, quando ebbe a fuggire ben due volte dal padre, durante una trasferta di questi per lavoro a Parma. La prima volta fu riacciuffato a Gualtieri, la seconda a San Lazzaro. A Parigi arrivò nel 1924 ed ebbe subito la fortuna di conoscere Leopold Zborowsky, mercante di Amedeo Modigliani, il quale lo supportò dandogli la direzione nel 1925 di una rivista d'arte “Chroniques du jour” prima di mettere a punto “XXeme Siècle”. Fu così che Gualtieri di San Lazzaro ideò una serie di monografie per artisti affiancate proprio a quest'ultima rivista che divenne punto di riferimento della cultura artistica mondiale con prose di Jean Paul Sartre, Raffaele Carrieri, Giancarlo Vigorelli e Enrico Falqui. Fu proprio Kandinsky a tenere a battesimo la rivista con un articolo e sei incisioni. Poi seguirono Matisse, Marino Marini, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Franco Gentilini e molti altri. Ed è stato così che Gualtiero di San Lazzaro, col pallino di fare lo scrittore a Parigi, si ritrovò anche editore. Senza dimenticare il suo romanzo autobiografico “Parigi era viva” pubblicato da Garzanti nel 1948, premio Bagutta Opera prima, poi da Mondadori nel 1966 e oggi appena ripubblicato da Mauro Pagliai a Firenze. Alla mostra, inoltre, si troveranno tante copertine dell'illustre rivista. Bergamo Il re degli Ottomila muore sulle sue cime Mario Merelli stava scalando una parete del pizzo Sky. Inutili i soccorsi ::: LUCA BASSI  Strano il destino a volte. Mario Merelli di colossi rocciosi ne aveva scalati a decine, ma ha perso la vita sulle cime di casa, in Val Seriana, tra quei percorsi che ormai conosceva come le sue tasche. E' precipitato ieri mattina in un canalone di circa trecento metri dopo che un masso, staccatosi all'improvviso da una parete rocciosa, l'ha colpito in pieno. L'alpinista bergamasco, che avrebbe compiuto 50 anni il prossimo 2 luglio, stava scalando quella cima orobica che, così come ieri mattina, aveva raggiunto moltissime altre volte nel corso della sua brillantissima carriera, il pizzo Scais. Con lui, al momento dell'incidente mortale, anche l'ex presidente del Cai di Bergamo Paolo Valoti. I due erano partiti martedì sera da Valbondione, una nota località montana della Bergamasca, e, dopo una sosta al rifugio Coca, avevano raggiunto intorno alle 6 del mattino il pizzo Scais, a oltre tremila metri di quota. Data la buona visibilità, Merelli e Valoti hanno poi deciso di scalare alcune creste minori della zona valtellinese. Un gioco da ragazzi per due alpinisti della loro esperienza. Esperienza che, però, non è servita a nulla a Merelli quando ha visto il pezzo di roccia cedere e colpirlo in pieno: il bergamasco ha perso l'equilibrio e, sotto gli occhi dell'ami co che si trovava a pochi passi da lui, è caduto nel vuoto. Tanto immediato quanto inutile è stato l'intervento del 118: il corpo senza vita di Merelli è stato recuperato e temporaneamente trasferito alla base del soccorso alpino di Valbondione, per poi essere trasportato, intorno alle 15, all'Hotel Camoscio di Lizzola, paese di residenza dell'alpinista bergamasco. La notizia, che è rimbalzata sui maggiori siti internet già dalla mattinata di ieri, ha scosso il mondo dello sport (Simone Moro, grande amico di Merelli, ha subito fermato la sua spedizione sul Naga Parbat) e non solo: gli Amici della Montagna del Consiglio Regionale lombardo Carlo Saffioti, Carlo Spreafico, Giosuè Frosio, Mario Barboni, Gabriele Sola e Valerio Bettoni hanno già proposto di intitolare all'alpinista bergamasco il pizzo Coca, la cima più alta delle Orobie. Originario di Vertova, un piccolo paesino dalla Val Seriana, e figlio di una guida alpina, Mario Merelli nella sua ventennale carriera aveva conquistato una decina di “ottomila”, tra cui l'Everest, vetta che si era tolto lo sfizio di scalare due volte. L'ultima impresa in ordine di tempo è stata la conquista del Dhaulagiri (8.167 metri), in Nepal, cima scalata insieme a Marco Zaffaroni, nel maggio del 2011. IN VETTA ALL'EVEREST Mario Merelli, 49 anni, ha effettuato numerose ascensioni sulle principali montagne italiane ed europee, con importanti spedizioni fuori dall'Europa e molti Ottomila conquistati tra cui l'Everest, per ben due volte, Makalu, Kangchenjunga, Gasherbrum I, Shisha Pangma, Annapurna, Broad Peak, Lhotse, Dhaulagiri. Il suo corpo è stato recuperato con l'elicottero. Foto Ansa
Giovedì 19 gennaio 2012 INESAURIBILE. www.citizen.it Dalla luce una carica inesauribile. Il sistema Eco-Drive elimina il problema della sostituzione e dello smaltimento delle pile. Con la sola energia della luce, Eco-Drive fornisce all'orologio una carica infinita. SISTEMA 125
25Giovedì 19 gennaio 2012 A ACEA 4,458 -0,71 4,4999 4,458 4,986 -8,8 19/12/11 949,4 ACEGAS-APS 3,4 0,06 3,3979 3,294 3,4 3,72 11/07/11 186,9 ACOTEL GROUP 18,21 -0,71 18,1383 17 19,4 -6,62 26/05/03 75,9 ACQUE POTABILI 0,674 -0,15 0,6679 0,64 0,732 -5,73 02/05/06 24,3 ACSM 0,6355 2,67 0,6191 0,619 0,657 -2,31 04/07/11 48,7 AEDES 0,056 -1,41 0,0557 0,056 0,0652 -8,35 07/05/07 40,9 AEDES 09-2014 W 0,0069 6,15 0,0063 0,0065 0,01 -22,47 07/05/07 40,9 AEFFE 0,595 1,62 0,5948 0,568 0,64 1,28 18/05/09 63,9 AEGON 3,612 1,35 3,6091 3,074 3,612 15,25 25/04/08 570,1 AEROPORTO DI FIRENZE 9,12 2,88 8,8722 8,45 10 -8,71 09/05/11 82,4 AGEAS 1,32 -1,2 1,3311 1,201 1,336 10,28 02/05/08 3.104,2 AHOLD KON 10,33 0,39 10,3043 9,65 10,33 7,05 26/04/11 1.231,2 AICON 0,122 - 0,122 0,122 0,122 - 13,3 ALCATEL-LUCENT 1,446 1,47 1,4094 1,228 1,446 19,5 04/06/07 3.351,1 ALERION 3,932 -0,3 3,9075 3,896 4,29 -4,79 18/04/11 173,1 ALLIANZ 79,95 0,5 80,3365 72,3 80,15 8,92 05/05/11 36.289,3 AMBROMOBIL 14 W - - - - - - 05/05/11 36.289,3 AMPLIFON 3,304 -1,96 3,2859 3,096 3,37 0,98 09/05/11 730,5 ANSALDO STS 7,275 -1,95 7,311 7,275 7,53 -1,09 23/05/11 1.018,5 ANTICHI PELLETTIERI 0,1899 3,43 0,1899 0,1648 0,2055 -6,13 26/05/08 8,6 APULIA PRONTOP 0,2968 - 0,2967 0,2952 0,297 0,34 27/04/09 70 ARENA 0,0058 1,75 0,0058 0,005 0,0059 3,57 24/07/00 10,2 ARKIMEDICA 0,0945 19,62 0,0873 0,079 0,0945 15,24 8,2 ASCOPIAVE 1,4 -0,21 1,393 1,365 1,432 3,63 09/05/11 328,2 ASTALDI 5 -0,6 4,9761 4,876 5,22 1,01 02/05/11 492,1 ATLANTIA 11,55 -2,2 11,6877 11,55 12,82 -6,63 21/11/11 7.280,1 AUTOGRILL 8,08 -0,19 8,1029 7,465 8,095 7,16 23/05/11 2.055,6 AUTOS MERIDIONALI 15,39 -1,03 15,3072 15,39 16,63 -6,9 18/04/11 67,3 AUTOSTR TO-MI 6,83 -0,87 6,8488 6,805 7,78 -8,75 14/11/11 601 AXA 10,92 0,55 10,9275 9,58 10,92 8,12 29/04/11 22.813,6 AZIMUT 5,835 1,3 5,801 5,5 6,365 -5,81 23/05/11 835,9 A2A 0,6995 0,87 0,6984 0,6935 0,7655 -3,72 21/11/11 2.191,5 B B CARIGE 1,432 -4,85 1,4562 1,412 1,51 -3,24 23/05/11 2.560,2 B CARIGE RSP 1,91 - 1,9036 1,91 1,99 -1,55 23/05/11 332,9 B DESIO BRIA RSP 2,5 2,88 2,5 2,4 2,5 6,84 02/05/11 33 B DESIO E BRIANZA 2,796 0,65 2,7782 2,76 2,998 -5,86 02/05/11 327,1 B IFIS 3,92 -0,76 3,8889 3,678 4,01 -2 09/05/11 210,9 B INTERMOBILIARE 2,84 -0,07 2,8413 2,75 2,842 1,79 05/05/08 443,6 B M.PASCHI SIENA 0,2056 -2,79 0,2082 0,197 0,2711 -18,38 18/05/09 2.229,5 B P DI SONDRIO 6,225 -2,89 6,2891 6,045 6,495 0,24 18/04/11 1.918,2 B P EMILIA ROMAGNA 5,685 -0,7 5,6291 4,898 5,885 2,8 26/04/11 1.891,5 B POP ETRURIA E LAZIO 1,109 -1,68 1,1042 0,961 1,143 -1,25 11/05/09 83,4 B POP MILANO 0,3211 4,08 0,3184 0,253 0,3211 4,73 23/05/11 1.037 B POP SPOLETO 1,715 -0,87 1,6809 1,715 1,84 -3,76 09/05/11 51 B PROFILO 0,2478 1,18 0,2455 0,24 0,249 1,14 09/05/11 167,8 B SANTANDER 5,6 -0,97 5,6801 5,425 6,025 -4,11 16/01/12 49.890,6 B SARDEGNA RSP 5,9 -0,34 5,8974 5,685 7,455 -20,27 02/05/11 38,9 BANCA GENERALI 7,19 3,9 7,0856 6,54 7,245 -0,14 16/05/11 803 BANCO POPOLARE 0,898 -0,88 0,9016 0,8295 1,032 -10,2 23/05/11 1.583,8 BASF 59,2 0,85 58,9502 55,15 59,2 10,55 09/05/11 54.649,2 BASICNET 1,892 -3,96 1,9155 1,892 2,14 -10,92 13/06/11 115,4 BASTOGI 0,895 - 0,8774 0,861 0,98 -6,72 15,9 BAYER 54,65 -0,46 54,8467 50,7 54,9 11,99 02/05/11 41.771,3 BB BIOTECH 56 1,45 55,6158 50,8 56 9,8 23/03/11 918,5 B&C SPEAKERS 2,77 0,14 2,7015 2,766 2,906 -4,68 03/05/10 30,5 BCA FINNAT 0,2859 2,11 0,2825 0,2741 0,3 -0,69 23/05/11 103,7 BEE TEAM 0,2791 - 0,2743 0,2726 0,31 -6,97 06/05/02 19,3 BEGHELLI 0,447 3,71 0,4375 0,4306 0,458 -0,45 23/05/11 89,4 BENETTON 3,264 3,55 3,2473 2,84 3,264 10,49 23/05/11 596,3 BENI STABILI 0,331 -1,37 0,3334 0,305 0,3585 -4,28 09/05/11 634,3 BEST UNION COMPANY 1,17 - 1,17 1,17 1,18 4,46 10,9 BIALETTI INDUSTRIE 0,2444 -0,08 0,2478 0,243 0,269 -4,16 18,3 BIANCAMANO 1,317 0,46 1,2967 1,267 1,331 -2,08 04/07/11 44,8 BIESSE 3,076 0,26 3,0847 2,75 3,08 7,7 12/05/08 84,3 BIOERA 0,4 -2,2 0,4092 0,399 0,4349 -8,05 26/05/08 14,4 BMW 62,05 0,24 61,7117 53,2 62,05 20,6 13/05/11 37.353,8 BNP PARIBAS 32,07 -1,29 32,4688 27,77 32,49 5,84 20/05/11 29.250,9 BOERO 20 -4,76 20 20 21 -4,76 26/04/10 86,8 BOLZONI 1,9 - 1,8993 1,87 1,919 -0,52 18/05/09 49,4 BON FERRARESI 19,4 0,62 19,1961 19,02 19,73 -1,02 23/05/11 109,1 BORGOSESIA 0,8965 -0,06 0,8965 0,82 0,898 3,05 19/08/81 40,3 BORGOSESIA RSP 1,36 - 1,358 1,318 1,36 3,19 04/02/08 1,2 BPM 09-13 W 0,145 - 0,145 0,135 0,15 2,84 04/02/08 1,2 BREMBO 7,925 4,14 7,7534 6,835 7,925 19,71 09/05/11 529,3 BRIOSCHI 0,086 -6,62 0,0883 0,0812 0,0921 3,61 19/05/03 67,7 BUONGIORNO 1,045 2,45 1,036 0,976 1,082 2,05 111,2 BUZZI UNICEM 7,82 1,89 7,7163 6,875 7,82 15,68 24/05/10 1.293 BUZZI UNICEM RSP 3,968 4,48 3,7496 3,378 3,968 16,71 23/05/11 161,5 C CAD IT 3 - 2,9997 3 3,412 -6,83 10/05/10 26,9 CAIRO COMMUNICATION 2,92 1,04 2,9103 2,794 2,92 4,06 19/12/11 228,8 CALEFFI 1,51 0,33 1,5036 1,481 1,563 -4,31 17/05/10 18,9 CALTAGIRONE 1,295 1,97 1,295 1,27 1,397 -6,83 23/05/11 155,6 CALTAGIRONE EDITORE 0,8545 -0,06 0,8498 0,8195 0,935 -10,99 23/05/11 106,8 CAMFIN 0,23 2,09 0,226 0,215 0,243 2 19/05/08 180,3 CAMPARI 5,175 0,19 5,1819 5,105 5,365 0,58 23/05/11 3.005,6 CAPE LIVE 0,075 -5,06 0,074 0,0697 0,09 15,38 3,8 CARRARO 1,679 3,64 1,6584 1,386 1,679 13,6 05/05/08 77,2 CARREFOUR 17,33 2,24 17,33 16,31 18,08 -0,4 07/05/10 12.216 CATTOLICA ASSICURAZIONI 14,52 -0,34 14,4266 14,09 14,58 0,55 09/05/11 785,4 CDC 0,9025 0,11 0,9067 0,8965 0,96 -3,01 25/07/11 11,1 CELL THERAPEUTICS 0,8745 -0,4 0,8843 0,84 0,917 2,82 190,6 CEMBRE 6,025 -1,07 6,1205 5,395 6,09 10,55 16/05/11 102,4 CEMENTIR HOLDING 1,52 0,53 1,4853 1,499 1,574 -4,4 23/05/11 241,9 CENTRALE DEL LATTE TO 1,73 - 1,689 1,67 1,764 -0,29 05/05/08 17,3 CHL 0,0778 -1,14 0,0776 0,074 0,0825 -1,02 12,6 CIA 0,2472 0,2 0,2427 0,24 0,2578 -3,63 11/05/09 22,8 CICCOLELLA 0,251 -2,33 0,2467 0,251 0,3099 -19,01 21/05/01 45,3 CIR 1,175 -1,43 1,1812 1,175 1,295 -4,94 23/05/11 932,2 CLASS EDITORI 0,218 -0,91 0,2181 0,218 0,26 -14,51 10/05/10 23 COBRA 0,3093 3,1 0,3 0,2976 0,36 0,42 12,5 COFIDE 0,5365 -1,65 0,5284 0,53 0,608 -3,68 23/05/11 385,9 COGEME SET 0,0481 - 0,0487 0,044 0,0512 -3,8 3 CONAFI PRESTITO' 0,5845 3,27 0,5816 0,566 0,604 -3,23 10/05/11 27,2 CR ARTIGIANO 0,8325 0,73 0,8283 0,7995 0,8385 1,03 26/04/11 324,8 CR BERGAMASCO 19,34 0,73 19,2787 18,91 19,65 -1,28 02/05/11 1.193,8 CR VALTELLINESE 1,769 -1,17 1,7838 1,688 1,802 1,09 26/04/11 478 CREDEM 2,616 0,62 2,6027 2,316 2,808 -4,87 16/05/11 869,5 CREDIT AGRICOLE 4,384 4,03 4,3899 4,04 4,406 2,33 20/06/11 9.760,3 CRESPI 0,0295 -1,34 0,0295 0,0275 0,038 4,98 19/05/03 4,7 CREVAL 2014 W 0,065 -0,76 0,0652 0,061 0,07 -12,75 19/05/03 4,7 CSP INTERNATIONAL 0,7105 -0,49 0,7162 0,7105 0,77 -3,92 06/06/11 23,6 D DADA 2,08 -2,8 2,1002 2,08 2,212 -2,26 33,7 DAIMLER 41,31 0,98 40,5843 35,13 41,31 22,87 14/04/11 39.846,7 DAMIANI 0,7735 -6,75 0,7958 0,7735 0,9395 -15,88 63,9 D'AMICO 0,4614 -0,77 0,4528 0,4375 0,47 3,92 27/04/09 69,2 DANIELI & C 17,72 4,73 17,2819 16,19 17,72 8,65 07/11/11 724,4 DANIELI & C RSP 9 4,11 8,8499 8,35 9 9,16 07/11/11 363,8 DANONE 47,17 -4,69 47,1718 47,17 49,5 0,77 10/05/11 24.236 DATALOGIC 5,7 -0,44 5,6799 5,65 5,83 -0,87 02/05/11 333,1 DEA CAPITAL 1,35 0,75 1,3232 1,299 1,4 1,5 413,9 DELCLIMA 0,5875 15,2 0,559 0,44 0,975 - 87,9 DE'LONGHI 6,68 -0,82 6,7522 6,26 6,77 8,09 26/04/11 998,7 DEUTSCHE BANK 29,9 0,34 30,2237 26,16 30,72 2,12 27/05/11 17.068,7 DEUTSCHE TELEKOM 8,965 -0,5 8,9942 8,77 9,23 0,79 13/05/11 39.099,2 DIASORIN 21,33 2,84 21,2251 18,56 21,33 9,44 20/06/11 1.188 DIGITAL BROS 1,33 -2,13 1,3347 1,28 1,359 5,06 08/12/08 18,8 DMAIL GROUP 2,2 10,5 2,1543 1,304 2,2 66,67 19/05/08 16,8 E EDISON 0,816 0,12 0,8158 0,812 0,8225 -0,49 12/04/10 4.227,8 EDISON RSP 0,79 -0,19 0,7801 0,7815 0,816 -2,11 12/04/10 87,4 EEMS 0,592 2,78 0,5737 0,5585 0,64 -5,13 25,8 EI TOWERS 17 0,12 17,0473 15,46 18,75 -9,57 480,5 EL EN 9,93 -4,34 10,0601 9,93 10,93 -0,7 23/05/11 47,9 ELICA 0,7105 -3,27 0,7159 0,7105 0,802 -8,5 23/05/11 45 EMAK 0,4915 -1,7 0,4975 0,49 0,5095 0,1 06/06/11 80,6 ENEL 3,152 -1,38 3,1741 3,048 3,248 0,25 21/11/11 29.639,4 ENEL GREEN POWER 1,565 -1,26 1,5586 1,565 1,657 -3,04 23/05/11 7.825 ENERVIT 1,98 1,54 1,9786 1,863 1,98 4,21 23/05/11 35,2 ENGINEERING 22,85 1,02 22,6338 22,11 22,85 3,07 13/06/11 285,6 ENI 16,69 0,12 16,6725 16,2 16,69 4,25 19/09/11 66.849,4 E.ON 16,92 1,32 16,9233 16,17 17,55 5,03 07/05/09 33.856,9 ERG 8,39 -0,94 8,425 8,39 8,81 -4,44 23/05/11 1.261,2 ERGYCAPIT 16 W 0,07 -6,54 0,07 0,07 0,092 -26,32 23/05/11 1.261,2 ERGYCAPITAL 0,2 -2,87 0,1972 0,2 0,2747 -26,31 19 ESPRESSO 1,011 -1,46 1,0128 0,977 1,116 -7,16 23/05/11 414,7 ESPRINET 2,864 1,34 2,8411 2,708 2,864 9,4 02/05/11 150,1 EUROTECH 1,174 -3,77 1,1934 1,167 1,36 -10,38 41,7 EXOR 16,99 0,35 16,8894 15,27 17 9,26 23/05/11 2.722,8 EXOR PRV 15,39 -0,84 15,479 14,14 15,52 9,46 23/05/11 1.182 EXOR RSP 14,14 - 14,061 13,15 14,14 9,53 23/05/11 129,6 EXPRIVIA 0,6465 -2,64 0,643 0,6465 0,695 -2,19 02/05/11 33,5 F FALCK RENEWABLES 0,731 -2,47 0,7311 0,731 0,8715 -13,95 23/05/11 213 FIAT 4,264 0,42 4,2019 3,71 4,264 20,11 18/04/11 4.659,2 FIAT INDUSTRIAL 7,44 -0,13 7,3428 6,8 7,45 12,3 8.126,9 FIAT INDUSTRIAL PRV 5,175 0,19 5,0934 4,672 5,205 13,24 534,5 FIAT INDUSTRIAL RSP 5,37 -0,92 5,3241 4,87 5,42 13,48 429,1 FIAT P 3,714 0,65 3,6613 3,23 3,714 20,9 18/04/11 383,6 FIAT RSP 3,93 0,05 3,8793 3,39 3,93 20,77 18/04/11 314,1 FIDIA 2,58 -0,77 2,5986 2,58 2,778 -7,53 20/05/02 13,2 FIERA MILANO 3,426 -2,11 3,4267 3,426 3,604 -3,98 04/05/09 144,4 FINMECCANICA 2,994 2,53 2,9738 2,76 3,018 4,76 23/05/11 1.731 FIRST CAPITAL 2013 W - - - - - - 23/05/11 1.731 FNM 0,2845 1,64 0,2785 0,2799 0,3 -1,9 70,7 FONDIARIA SAI 0,6225 1,06 0,6164 0,5885 0,7915 0,4 24/05/10 228,5 FONDIARIA SAI RSP 0,3832 0,71 0,3736 0,3595 0,4769 12,24 24/05/10 48,9 FRANCE TELECOM SA 11,53 -2,78 11,63 11,53 12,26 -2,86 10/06/11 30.143,4 FULLSIX 2,202 0,64 2,2004 2,142 2,228 -0,27 24,6 G GABETTI 0,0419 -3,23 0,0427 0,0411 0,0527 -16,53 15/05/06 10,7 GABETTI 13 W 0,012 -14,29 0,012 0,012 0,015 -25 15/05/06 10,7 GAS PLUS 4,92 - 5,0183 4,8 5,1 -0,61 24/05/10 221 GDF SUEZ 21,28 -2,03 21,2664 20,69 21,96 1,38 04/05/11 46.680,7 GEFRAN 3,08 -0,06 3,0295 2,802 3,082 8,99 16/05/11 44,4 GEMINA 0,5535 -0,45 0,5497 0,539 0,6095 -7,21 18/06/07 813,2 GEMINA RSP 0,8 -0,56 0,784 0,8 0,815 -1,84 18/05/09 3 GENERALI 11,92 -1,89 11,9999 11,5 12,28 2,49 23/05/11 18.557,9 GEOX 2,272 0,71 2,2592 2,024 2,298 4,8 23/05/11 588,9 GREENVISION 5,7 -2,56 5,6855 5,615 5,89 1,97 25/05/09 33,4 GRUPPO MINERALI MAFFEI 4,068 - 4,068 4,04 4,1 0,54 24,4 H HERA 1,025 -1,25 1,0322 1,025 1,143 -7,07 06/06/11 1.142,9 I I GRANDI VIAGGI 0,6295 -0,08 0,6168 0,614 0,6745 -8,1 07/04/08 28,3 IGD 0,735 2,73 0,7261 0,67 0,7375 -0,61 23/05/11 227,3 IKF 10-14 W - - - - - - 23/05/11 227,3 IL SOLE 24 ORE 0,653 -1,06 0,6587 0,651 0,726 -7,24 28/04/08 28,3 IMA 13,26 0,68 13,3334 13,17 13,43 0,3 23/05/11 488,3 IMMSI 0,55 0,55 0,5454 0,547 0,57 -1,79 24/05/11 188,8 IMPREGILO 2,528 0,72 2,5358 2,35 2,528 5,77 18/07/11 1.017,4 IMPREGILO RSP 7,7 - 7,8409 7,105 7,7 5,91 18/07/11 12,4 INDESIT 4,146 2,37 4,0998 3,81 4,15 11,63 17/05/11 471,3 INDESIT RSP 3,77 -1,77 3,785 3,77 4,176 -2,48 17/05/11 1,9 INDUSTRIA E INNOVAZIONE 1,67 - 1,5831 1,5 1,8 -7,22 39,1 ING GROEP 6,675 4,05 6,5716 5,45 6,675 21,58 14/08/08 13.759,2 INTEK 0,37 - 0,37 0,3615 0,39 4,96 20/06/11 48,3 INTEK R 0,707 2,17 0,707 0,6845 0,71 -0,42 20/06/11 4 INTERPUMP 5,555 1,28 5,5313 5,3 5,555 6,93 09/05/11 542,6 INTERPUMP 12 W 0,44 2,33 0,4399 0,41 0,458 -2,22 09/05/11 542,6 INTESA SANPAOLO 1,281 1,26 1,2762 1,101 1,334 -1 23/05/11 19.857,1 INTESA SANPAOLO RSP 0,99 1,33 0,9776 0,864 1,017 2,75 23/05/11 923,2 INV E SVIL 2012 W 0,0015 -11,76 0,0015 0,0015 0,0028 -25 23/05/11 923,2 INVEST E SVILUPPO 0,3358 4,51 0,3163 0,3079 0,3856 -13,85 18/06/01 4,2 IRCE 1,971 - 1,9119 1,9 2,038 6,54 09/05/11 55,4 IREN 0,683 -0,87 0,6827 0,683 0,7685 -6,12 23/05/11 807,1 ISAGRO 2,226 -0,27 2,2271 2,226 2,53 -10,82 16/05/11 39,1 IT WAY 1,036 -0,19 1,036 1,036 1,208 -12,2 02/02/09 8,2 ITALCEMENTI 5,01 1,66 4,9721 4,458 5,01 9,92 23/05/11 887,4 ITALCEMENTI RSP 1,95 -0,1 1,9369 1,847 2,08 - 23/05/11 205,6 ITALMOBILIARE 16,16 1,38 16,0111 14,86 16,16 10,99 06/06/11 358,5 ITALMOBILIARE RSP 9,9 1,54 9,6967 9,57 9,975 0,51 06/06/11 161,8 ITALY1 INVESTMENT 9,65 -0,52 9,5021 9,65 9,8 -1,53 144,8 ITALY1 W 0,59 -3,28 0,5859 0,4699 0,61 22,92 144,8 J JUVENTUS FC 0,1511 1 0,1534 0,1496 0,3073 -50,08 04/11/02 30,5 K KERSELF 1,509 -0,07 1,512 1,475 1,671 -4,97 24/05/10 26,3 KINEXIA 0,896 -3,14 0,8878 0,88 1,075 -12,59 17/07/91 19,1 KME GROUP 0,3081 0,65 0,3055 0,3001 0,323 1,55 09/05/11 137,8 KME GROUP RSP 0,4762 -0,17 0,4794 0,475 0,501 -0,54 09/05/11 20,8 KRE 09-12 W 0,0027 - 0,0027 0,0022 0,0036 8 09/05/11 20,8 K.R.ENERGY 0,0216 -2,7 0,0216 0,0187 0,023 13,68 68,3 L LA DORIA 1,649 1,54 1,6475 1,624 1,709 -0,06 23/05/11 51,1 LANDI RENZO 1,46 0,76 1,448 1,228 1,46 19,57 23/05/11 164,3 LAZIO S.S. 0,4152 -0,67 0,4211 0,41 0,4715 -10,9 28,1 LE BUONE SOCIETA' 0,21 -2,33 0,21 0,2002 0,26 -16 29/04/02 2,2 L'OREAL 82 0,12 82 81,4 82 1,36 29/04/11 49.397,9 LOTTOMATICA 12,25 2 12,2077 11,28 12,25 5,51 24/05/10 2.108,7 LUXOTTICA GROUP 23,71 1,37 23,5539 21,76 23,71 9,26 23/05/11 11.080,9 LVMH 118 1,29 117,4654 109 118 9,06 29/11/10 57.812,6 M MADE IN ITALY 1 W - - - - - - 29/11/10 57.812,6 MAIRE TECNIMONT 1,003 -5,2 1,0246 1,003 1,102 1,16 16/05/11 323,5 MARCOLIN 3,1 -2,52 3,0959 3,062 3,274 -2,27 09/05/11 192,6 MARR 7,245 -0,07 7,2603 6,395 7,25 11,72 23/05/11 482 M&C 0,198 -4,81 0,2037 0,1975 0,208 -1,2 93,9 MEDIACONTECH 1,37 -4,73 1,37 1,37 1,478 -5,45 22/04/02 25,4 MEDIASET 2,136 0,28 2,1241 2,028 2,26 -0,09 23/05/11 2.523,1 MEDIOBANCA 4,384 -1,88 4,4025 3,824 4,556 -1,39 21/11/11 3.775,2 MEDIOLANUM 3,03 1,07 3,0205 2,768 3,1 0,73 21/11/11 2.223,5 MERIDIANA FLY 3,214 -3,89 3,3188 3,214 5,565 -36,98 17,9 MERIDIE 0,076 -2,56 0,0768 0,076 0,0963 -18,28 3,9 MID INDUSTRY CAPITAL 9,1 1,11 9,1 8,85 9,445 -1,62 11/05/09 34,6 MILANO ASS 0,237 -0,84 0,2345 0,2118 0,251 5,47 26/04/10 436,6 MILANO ASS RSP 0,2223 -0,31 0,2209 0,183 0,223 22,48 26/04/10 22,8 MITTEL 1,53 -5,26 1,5546 1,526 1,741 -8,93 28/02/11 134,5 MOLMED 0,4381 -2,64 0,4438 0,4381 0,504 -8,08 92,2 MONDADORI 1,365 0,15 1,3586 1,322 1,395 0,89 23/05/11 336,4 MONDO TV 2,29 -1,21 2,3049 2,29 2,8 -15,99 28/02/05 10,1 MONRIF 0,29 -3,65 0,298 0,288 0,305 0,55 22/05/06 43,5 MONTEFIBRE 0,094 -4,57 0,0952 0,094 0,1065 -13,84 20/05/02 12,2 MONTEFIBRE RSP 0,16 -4,19 0,155 0,16 0,1954 -17,74 19/05/03 4,2 MONTI ASCENSORI 0,2024 - 0,2024 0,2024 0,2024 - 20/09/10 2,7 MOVIEMAX 0,51 0,39 0,5042 0,5045 0,588 4,47 10,5 MUNICH RE 95,5 - 94,703 94,55 97,75 2,36 21/04/11 19.711,6 MUTUIONLINE 3,322 - 3,3083 3,29 3,45 -2,52 02/05/11 131,3 N NICE 2,36 0,77 2,3532 2,342 2,506 -1,26 23/05/11 273,8 NOEMALIFE 5,145 - 5 5,145 5,3 -2,92 22,3 NOKIA CORPORATION 4,408 3,09 4,402 3,89 4,408 17,55 04/05/11 16.754,6 NOVA RE 1,09 - 1,09 1,09 1,09 - 04/06/07 14,7 O OLIDATA 0,2792 1,53 0,2726 0,275 0,2998 -3,39 10/05/04 9,5 P PANARIAGROUP 0,975 0,57 0,975 0,948 0,976 -0,1 11/05/09 44,2 PARMALAT 1,361 -0,15 1,3583 1,332 1,377 2,33 18/04/11 2.389,1 PARMALAT 2015 W 0,3638 -0,33 0,3591 0,3271 0,375 7,63 18/04/11 2.389,1 PHILIPS 14,63 -0,95 14,63 14,31 16,49 -9,75 04/04/11 14.226,4 PIAGGIO 1,84 -1,6 1,8574 1,77 1,871 1,21 16/05/11 684,1 PIERREL 0,7 -6,67 0,7091 0,7 0,916 -22,22 11,5 PIERREL 08-12 W 0,045 12,5 0,0438 0,036 0,057 -21,05 11,5 PININFARINA 3,126 -2,62 3,157 3,068 3,298 -2,31 23/05/05 94,3 PIQUADRO 1,314 -2,67 1,3226 1,314 1,623 -14,79 25/07/11 65,7 PIRELLI E C. 7,05 0,5 6,9432 6,59 7,05 8,38 23/05/11 3.354 PIRELLI E C. RSP 4,45 0,5 4,4388 4,362 4,508 0,68 23/05/11 54,5 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 4,14 -2,59 4,1834 4 4,35 3,66 08/05/00 4,9 POLIGRAFICI EDITORIALE 0,28 -0,71 0,2801 0,28 0,3176 -8,29 21/05/07 37 POLTRONA FRAU 0,872 -1,47 0,8671 0,855 0,8995 -0,51 26/05/08 122,3 PPR 117,2 - 117,2 111,9 118 4,09 21/05/10 14.832,3 PRAMAC 0,7595 -0,59 0,7522 0,732 0,8115 -6,58 30/06/08 23,2 PRELIOS 0,0725 -0,28 0,072 0,0705 0,0913 -12,01 21/04/08 61 PREMAFIN 0,3223 -1,83 0,3245 0,2 0,339 130,21 26/05/08 132,3 PREMUDA 0,514 0,78 0,513 0,51 0,57 -8,3 20/06/11 96,5 PRIMA IND 2013 W 1,1 -17,91 1,1 0,96 1,34 14,58 20/06/11 96,5 PRIMA INDUSTRIE 7,465 2,4 7,4313 6,735 7,465 12,26 26/05/08 64,5 PRYSMIAN 11,3 0,71 11,2396 9,77 11,3 17,77 18/04/11 2.422,6 R R GINORI 2013 W 0,0051 - 0,0051 0,005 0,0055 2 18/04/11 2.422,6 RATTI 1,68 - 1,68 1,603 1,736 1,76 18/05/98 45,9 RCF GROUP 0,588 1,38 0,5728 0,58 0,6695 -9,12 09/05/11 18,8 RCS MEDIAGROUP 0,6905 -1,5 0,6969 0,69 0,747 2,14 19/05/08 505,9 RCS MEDIAGROUP RSP 0,4556 -2,65 0,4472 0,446 0,52 -7,02 13,4 RDB 0,3147 6 0,3059 0,29 0,4229 -29,64 12/05/08 14,4 RECORDATI 6,025 4,6 5,9261 5,59 6,025 7,88 21/11/11 1.260 RENAULT 30,81 - 31,4101 28,94 30,81 5,15 11/05/11 8.778,9 RENO DE MEDICI 0,133 2,15 0,1323 0,1302 0,146 -5,67 13/05/02 50,2 REPLY 16,3 0,62 16,2594 15,89 16,3 1,68 30/05/11 150,3 RETELIT 0,3049 -0,1 0,301 0,3049 0,3448 -12,76 48,7 RETELIT 08-11 W 0,081 11,72 0,0702 0,0676 0,081 1,25 48,7 RICCHETTI 0,1712 -0,06 0,1711 0,165 0,1735 2,51 19/05/08 14 RICHARD GINORI 1735 0,19 -0,26 0,1848 0,189 0,2367 -19,01 27/05/02 8,8 RISANAMENTO 0,0792 0,51 0,0801 0,0788 0,089 -8,97 19/06/06 64,2 ROMA A.S. 0,5015 -3,56 0,5078 0,485 0,5595 -6,09 66,5 ROSSS 0,8 -3,38 0,8145 0,75 0,828 1,52 9,3 RWE 28,49 -0,73 28,57 27,55 29 5,91 21/04/11 14.911,8 S SABAF 11,63 -1,44 11,618 11,06 11,9 3,93 23/05/11 134,1 SADI SERVIZI INDUSTR 0,3453 1,71 0,3403 0,314 0,3453 10,32 06/06/11 32 SAES GETTERS 6,97 4,03 6,9745 6,425 6,97 4,73 26/04/11 102,3 SAES GETTERS RSP 4,118 3,73 4,0745 3,85 4,118 3,05 26/04/11 30,4 SAFILO GROUP 4,994 0,89 4,9592 4,524 5,275 2,25 12/05/08 283,8 SAIPEM 35,77 0,42 35,6838 33,54 35,77 8,89 23/05/11 15.784,4 SAIPEM RCV 30 - 30 30 30 - 23/05/11 4,1 SALVATORE FERRAGAMO 11,05 -0,36 10,9976 9,9 11,15 8,55 1.860,9 SANOFI 56,5 0,62 56,4183 55,1 57,35 0,18 16/05/11 74.327,2 SAP 43,67 - 43,6708 41,34 43,67 6,96 26/05/11 53.529,1 SARAS 1,011 0,6 1,0087 0,987 1,146 4,6 18/05/09 961,5 SAT 8,325 -0,3 8,4132 8,325 9,35 -8,92 23/05/11 82,1 SAVE 6,555 -2,16 6,6947 6,31 6,7 4,46 02/05/11 362,8 SCREEN SERVICE 0,37 -4,15 0,3732 0,37 0,473 -24,37 28/02/11 51,2 SEAT PAGINE GIALLE 0,0239 -1,65 0,024 0,0239 0,0267 -4,02 21/05/07 46,1 SEAT PAGINE GIALLE RSP 0,93 - 0,93 0,93 1,015 -8,37 19/05/08 0,6 SERVIZI ITALIA 3,15 -2,78 3,1547 3,15 3,88 -13,93 02/05/11 51 SETECO INTERNATIONAL 0,299 - 0,299 0,299 0,299 - 7,8 SIAS 5,26 -1,31 5,2711 5,26 6,07 -9,62 31/10/11 1.196,7 SIEMENS 77,85 4,99 77,5712 72,6 77,85 5,63 25/01/12 71.170,7 SINTESI 1,047 9,06 1,047 0,94 1,07 2,65 18/03/93 1 SNAI 1,662 -2,58 1,6966 1,662 1,96 -16,06 24/07/00 194,2 SNAM 3,384 -0,12 3,3964 3,324 3,482 -0,65 24/10/11 12.084,9 SOCIETE GENERALE 17,8 5,76 17,4964 14,96 17,8 3,43 31/05/11 10.336,9 SOGEFI 1,87 -1,06 1,8696 1,84 2,004 -4 26/04/11 218,2 SOL 3,96 -0,85 3,9344 3,788 4,02 -3,41 23/05/11 359,2 SOPAF 0,0198 -1 0,0198 0,0193 0,0222 3,13 25/05/08 8,4 SORIN 1,321 -0,6 1,3241 1,208 1,33 11,48 632,4 STEFANEL 0,2867 2,03 0,2802 0,2732 0,314 -5,29 08/05/06 24,2 STEFANEL RSP 167,5 - 167,5 167,5 167,5 - 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 5,585 5,48 5,4957 4,7 5,585 21,15 20/02/12 5.085,5 T TAMBURI 1,479 1,44 1,4691 1,443 1,51 -1,73 09/03/11 201,2 TAMBURI 2013 W 0,0925 - 0,0704 0,091 0,0939 1,65 09/03/11 201,2 TAS 0,4699 -0,66 0,4554 0,4628 0,52 -2,1 05/05/03 19,6 TELECOM ITALIA 0,8195 -2,32 0,8272 0,8145 0,862 -1,38 18/04/11 10.995,1 TELECOM ITALIA RSP 0,706 -2,01 0,707 0,69 0,729 2,02 18/04/11 4.254,4 TELECOM ITALIA MEDIA 0,152 -1,43 0,1524 0,152 0,1644 -5,71 24/04/06 219,8 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,165 - 0,165 0,165 0,1731 -4,68 24/04/06 0,9 TELEFONICA 13,41 -0,07 13,6 12,8 13,6 0,52 08/11/10 63.094 TENARIS 15,54 0,26 15,4603 14,91 15,7 8,82 21/11/11 18.345,5 TERNA 2,732 -1,37 2,7408 2,646 2,77 4,92 21/11/11 5.491,3 TERNIENERGIA 2,412 1,86 2,3949 2,368 2,53 -1,15 09/05/11 67,1 TESMEC 0,3565 0,06 0,356 0,3563 0,3949 -5,81 23/05/11 38,2 TISCALI 0,0323 -1,52 0,0327 0,032 0,0368 -4,72 60,1 TISCALI 14 W 0,001 -9,09 0,0011 0,001 0,0012 -9,09 60,1 TOD'S 65,1 0,93 64,6511 62,05 66,6 3,25 23/05/11 1.992,7 TOTAL 40,01 -0,15 40,1941 38,69 40,5 1,96 23/05/11 94.896 TREVI 5,455 3,81 5,4386 4,964 5,535 10,96 11/07/11 382,9 TXT E-SOLUTIONS 8,12 -0,25 8,0937 8,03 8,76 -4,47 08/05/06 22,2 U UAI 2011-2015 W - - - - - - 08/05/06 22,2 UBI BANCA 2,99 -1,32 3,0061 2,774 3,304 -5,56 23/05/11 2.696,2 UNI LAND 0,504 - 0,504 0,504 0,504 - 12/05/08 80,5 UNICREDIT 2,976 -1,2 2,9865 2,286 4,2734 -29,6 23/05/11 5.736 UNICREDIT RSP 7,205 2,42 7,4397 4,63 7,205 1,42 23/05/11 17,5 UNILEVER 25,48 -1,32 25,4985 25,48 27,03 -2,79 09/02/11 43.691,3 UNIPOL 0,1719 -5,29 0,1722 0,1719 0,2649 -31,1 24/05/10 363,4 UNIPOL P 0,1132 -5,59 0,1135 0,1132 0,1817 -33,92 24/05/10 147,4 UNIPOL P 2013 W 0,0038 -19,15 0,0039 0,0038 0,008 -52,5 24/05/10 147,4 UNIPOL 2013 W 0,004 -21,57 0,0038 0,004 0,008 -46,67 24/05/10 147,4 V VALSOIA 3,668 -0,86 3,6107 3,396 4,04 -8,3 09/05/11 38,4 VIANINI INDUSTRIA 1,285 - 1,2628 1,258 1,285 1,98 23/05/11 38,7 VIANINI LAVORI 3,348 0,54 3,3459 3,25 3,534 1,52 23/05/11 146,6 VITTORIA ASS 3,03 1,34 3,025 2,97 3,12 1 16/05/11 204,2 VIVENDI 15,91 -1,06 15,9959 15,9 17,25 -3,93 05/05/11 18.618 Y YOOX 8,75 1,16 8,6646 7,32 8,75 4,92 464,4 Z ZIGNAGO VETRO 4,608 1,86 4,5843 4,404 4,614 2,22 09/05/11 368,6 ZUCCHI 0,095 1,39 0,094 0,0937 0,1133 -14,8 01/08/05 16,6 ZUCCHI RSP 0,2579 5,39 0,2497 0,2447 0,274 3,99 19/05/08 0,9 ZUCCHI 11-14 W 0,0092 2,22 0,0089 0,009 0,0118 -23,33 19/05/08 0,9 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2011/2012 2011/2012 DAL 02/01/11 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario
5Giovedì 19 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it IL LATO SOBRIO DELLA STRAGE Monti non ci mette la faccia. Solo medaglie a caso Governo grande assente nella catastrofe che fa parlare il mondo. E la Cancellieri propone un premio ai pompieri scordando tutti gli altri ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO ::: FRANCO BECHIS  La sobrietà non sempre è una virtù. Sarà stato sobrio tenersi lontani dall'Isola del Giglio nelle ore del naufragio, ma certo non è stata mossa saggia né intelligente da parte del presidente del Consiglio, Mario Monti e dei suoi principali ministri. Basta dare un'occhiata alle cronache di giornali e tv internazionali per comprendere come in quelle ore fosse in gioco l'immagine e in questo momento la stabilità dell'Italia assai più che in un'asta di titoli di Stato. Sarebbe stato un atto dovuto vedere lì se non il premier, almeno il ministro dell'Interno o qualcuno dei suoi colleghi, per dare l'impressioneanche in mezzo al comprensibile caos, che uno Stato c'è e non fugge al momento del bisogno. Ci fosse stato qualcuno di loro forse la corrispondente della tv tedesca non avrebbe detto nei suoi servizi che degli “italiani” non ci si può fidare: non c'è stata nemmeno un'autorità in grado di fornire numeri e identità dei dispersi che erano su quella nave e mancavano all'appello. Ripetute mille volte in queste ore osservazioni di questo tipo rischiano di avere un impatto tragico sull'opinione pubblica tedesca, in grado di influire sugli spread assai più di tante debolezze ataviche dell'economia italiana. Per questo essere al Giglio era dovere del governo Monti, assai più utile al paese di una risata fragorosa su Angela Merkel in compagnia di David Cameron. L'inversione E invece in queste ore e in queste epoche da governo tecnico si assiste a un'inversione copernicana dei valori che sembra avere assai poco di buono. Perché è assai più sano un peccatore indomito che però sa che cosa è il bene di un sobrio uomo che fa della sua normalità una bandiera eroica. Ecco la parola magica a cui si è aggrappato con tutta la tronfia retorica di cui è carico il governo, subito seguito dai maldestri tifosi: eroismo. Assente sul luogo del naufragio, lontano miglia dalla disperazione delle vittime, ma ben presente nei salotti tv che contano, l'esecutivo si è appropriato di quella bandiera senza senso. Dispiace, perché il ministro quando vuole ha una sua carica di simpatia e umanità non comune, ma il titolare dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, è spuntata martedì sera con una telefonata a Porta a Porta che avrà reso gongolante Bruno Vespa, ma che sarebbe stato assai più sobrio evitare. In studio c'era un drappello di vigili del Fuoco di Grosseto e dintorni, che hanno guidato le operazioni di salvataggio dei passeggeri della Costa Concordia nelle prime ore. Hanno fatto un ottimo lavoro, mostrando di essere ben addestrati e capaci. Complimenti a tutti. La Cancellieri è andata un po' oltre: «Vi annuncio che proporrò al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, una medaglia al valore civile per il corpo dei Vigili del Fuoco». Applausi in studio e Vespa - forse in imbarazzo, che riconosceva i meriti del lavoro a Grosseto, ma proponeva di aggiungere nelle motivazioni della medaglia al valore civile anche il lavoro fatto dagli stessi vigili a L'Aquila dopo il terremoto. È giusto complimentarsi con chi lavora bene, ma se fosse necessario dare una medaglia al valore a chiunque in Italia facesse a puntino il suo dovere, altro che retrocessi in serie B! Sarebbe il simbolo di un Paese alla frutta. In cui nessuno fa quel che deve e se lo fa, lo butta un po' via. La Cancellieri non se ne è accorta, ma con quel gesto ha dato ragione a chi nel mondo ride degli italiani e ha fatto della Costa Concordia che affonda l'imma gine simbolica di un intero Paese e del comandante Francesco Schettino che se la dà a gambe levate il ritratto dell'italiano-tipo. Schiaffo in diretta Sono stati bravi i vigili del fuoco di Grosseto. Ma non sono stati eroici: sono addestrati per fare quello che abbiamo visto al Giglio. Per altro non sono stati i soli a intervenire e a lavorare in condizioni assai difficili per ore: c'erano i sommozzatori dei carabinieri, c'erano poliziotti, vigili urbani, finanzieri, volontari della croce rossa e di altre associazioni. Quella uscita della Cancellieri sui vigili del fuoco è sembrata uno schiaffo a ciascuno di loro. Proprio ieri il governo l'ha rifatto. Nell'aula di Montecitorio, dove stava riferendo del naufragio del Giglio, il viceministro delle Infrastrutture, Mario Ciaccia, non si è tenuto e ha rivolto - petto in fuori - un «encomio solenne al capitano di fregata Gregorio De Falco», quello divenuto celebre in tutta Italia e perfino all'estero per il suo «vada a bordo, cazzo» rivolto all'inebetito Schettino. De Falco era alla capitaneria di Porto di Livorno, è stato energico e assai efficace con il comandante. Per le operazioni di salvataggio ha fatto quello che ha potuto. Ma certo in questa vicenda ha compiuto e bene il suo dovere. La normalità, non l'eccezione. E questo insistere pubblico sull'eroica normalità onestamente puzza assai. Esaltando i nuovi eroi che vede come fossero lì davanti allo specchio, il governo Monti pensa di mettere una medaglia non al loro, ma al proprio petto. E mai medaglia fu così immeritata. IL SETTORE TIENE Tutto esaurito sulle navi da crociera I numeri parlano chiaro. Nessuna disdetta e nessun calo delle prenotazioni. La crocieristica nonostante la tragedia del Giglio va avanti. L'altro ieri è partita una Costa da Savona senza alcuna cabina vuota. Stesso discorso per il porto di Civitavecchia dove ieri è partita un'al tra Costa tutta piena. Alcune decine di turisti, provenienti dai Paesi dell'est Europa, rimasti a Savona in attesa della Concordia che purtroppo si è arenata a Santo Stefano e nel capoluogo ligure non è mai arrivata hanno insistito per fare ugualmente la propria crociera e sono stati imbarcati con difficoltà visto il tutto esaurito. Alcuni addirittura su navi della concorrenza. «La mia sensazione», spiega a «Libero» Rino Canavese, presidente del Porto di Savona, «è che la gente abbia capito che il concetto di sicurezza non è assolutamente in discussione. L'industria della crocieristica -abbiamo motivi di credere -che manterrà i suoi trend proprio in ordine alla qualità del prodotto». Tanto che da Savona nel 2011 sono salpate 240 navi da crociera e quest'anno i numeri sono confermati. Ancora meglio a Civitavecchia, leader della crocieristica con i suoi 2,6 milioni di passeggeri e 1002 navi salpate. «I dati che abbiamo», commenta Pasqualino Monti presidente del porto di Civitavecchia, «sono addirittura in crescita rispetto allo scorso anno. E non abbiamo alcun indizio né motivo che ci porti a penare che possa invertirsi la rotta. Il mio cordoglio va ai parenti delle vittime e non bisogna assolutamente speculare su una tale e immensa tragedia come quella della Costa Concordia. Nemmeno speculare al contrario, però. Ne va di un intero settore del made in Italy. È sbagliato sparare a zero sulle navi o addirittura paragonare quanto è successo al Giglio a quanto accaduto l'undici Settembre del 2001 a New York. L'immagi ne per il turismo e per i porti è importante quanto al qualità del servizio. Noi italiani non facciamo come al solito gli autolesionisti». C.A. TURISTI DELL'ORRORE Una coppia di turisti si fa fare una fotografia ricordo con il relitto sullo sfondo Ansa Gli indifferenti Deputati sull'Ipod mentre Clini parla Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini a Montecitorio Ansa ::: ROMA  Il disastro e l'indifferenza. Si potrebbe raccontare così la seduta pomeridiana che si è svolta ieri alla Camera dei Deputati. Mentre il ministro dell'Ambiente dipingeva uno scenario a dir poco catastrofico, a proposito della nave «Concordia» e del rischio sanitario, oltre che ambientale, che si prospetta, l'emi ciclo rumoreggiava, impegnato in tutt'altro. Proprio così: il gigante «Concordia» rischia di affondare. A ore. Un evento che potrebbe provocare un disastro «tossico» di proporzioni imprevedibili in tutto il mar Tirreno, ha fatto sapere il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. La nave, infatti, ha a bordo 2mila 400 tonnellate di carburante. Come se fosse una piccola petroliera. Il rischio, nel caso il liquido fuoriesca, non è tanto di una «contaminazione estetica», ma di «effetti determinati dalla natura chimico-fisica del combustibile». Insomma, si teme un'emergenza sanitaria di dimensioni difficili da definire. Le previsioni meteo-climitatiche, tra l'altro, parlano di una mareggiata attesa a ore. Il che potrebbe provocare, ha continuato il ministro, «lo spostamento e l'affondamento» della nave. Si aggiunge un altro problema: non si può intervenire fino a quando non saranno concluse le operazioni di «ricerca di eventuali superstiti». Perché qualsiasi movimento, ha spiegato Clini, potrebbe spostare e quindi portare a picco la nave. Dunque, «non è possibile avviare lo svuotamento dei serbatoi (che sono 15, n.d.r.), fino a quando queste operazioni non saranno concluse». Ha quindi riferito che la compagnia Costa ha predisposto un piano di interventi per svuotare i serbatoi. Un progetto «complesso» perché per estrarre il carburante occorre prima «preriscaldarlo»: la temperatura bassa del mare, infatti, potrebbe averlo congelato. Ci vorranno, ha detto il ministro, «almeno due settimane». Troppo, se arriva la mareggiata. Ha poi fatto sapere che il governo sta pensando a un provvedimento legislativo per limitare il passaggio delle navi «nelle aree a rischio». Le parole del ministro, che fanno tremare le vene ai polsi, cadono su un'Aula distratta. Chi passeggia, chi chiacchiera, chi telefona, chi guarda l'Ipad. Antonio Leone, che in quel momento presiede, richiamato da Walter Veltroni che gli fa segno con le mani, chiede per tre volte ai «colleghi deputati» di fare silenzio. Ma niente. Clini continua, inascoltato, ignorato. La realtà, qui, non interessa. EL.CA.
7Giovedì 19 gennaio 2012
Giovedì 19 gennaio 2012 OPINIONI NUOVE Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all'estero: CH Fr. 3.00 / MC & F 2.00 / SLO 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR ( FONDATORE VITTORIO FELTRI DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO ANNO XLVII NUMERO 16 EURO 1,20 L'ECATOMBE DEL GIGLIO COSTA, GLI ALTRI CODARDI Troppo comodo scaricare ogni colpa sul capitano. Tutti sapevano della demenziale usanza di sfiorare le isole coi transatlantici: dall'armatore alla capitaneria di porto. E se ne vantavano La crescita di Monti è un fotoromanzo su «Chi» di FRANCESCO BORGONOVO a pagina 11 La sobria vita del Professore a puntate sul settimanale della Mondadori I tecnici sbagliano ricetta GIÙ IL DEBITO O FACCIAMO LA FINE DELLA CONCORDIA di MAURIZIO BELPIETRO Non vorrei sembrare eccessivamente pessimista, ma a me l'Italia ricorda la Costa Concordia. Nonostante passi pericolosamente vicino agli scogli e procedaa una velocità superiore a quella consentita dalle condizioni economiche, chi la guida si preoccupa di fare l'inchino alla Ue senza rendersi conto che sta andando a sbattere. Come ho scritto, non ho particolare simpatia per i tassisti. Soprattutto perché stento a credere che guadagnino solo 1200 euro al mese come dichiarano. Ma l'idea che l'Italia possa uscire dalla crisi liberalizzando le licenze delle auto pubbliche mi pare bislacca. Detto con franchezza: ma chissenefrega dei tassisti. Cosa volete che mi importi se rispettano le regole del libero mercato oppure se sono privilegiati. Qui il tema è un altro e assai più grave: se non riduciamo il debito pubblico e diamo dimostrazione al mondo che siamo in grado di pagarlo, nel giro di un paio di mesi rischiamo di fallire. Ho la sensazione che una buona parte degli italiani, e probabilmente la maggioranza dei politici, non abbia compreso ciò che è accaduto la scorsa settimana. La retrocessione di Standard and Poor's non è una questione di immagine, ma una faccenda di quattrini. Essere declassati, considerati alla stregua di una nazione a rischio bancarotta, non solo ha un effetto immediato sui rendimenti, costringendo il Paese che ha subìto la bocciatura ad alzare i tassi per invogliare i sottoscrittori a metter mano al portafogli. Ma allontana tutti i risparmiatori che non hanno voglia di rischiare. Ci sono fondi che hanno come regola l'investimento solo in titoli sicuri, altri in cui è fatto divieto di scendere sotto un certo livello. Ciò vuol dire che le istituzioni disposte a comprare i nostri Buoni del Tesoro, ossia a finanziare il nostro debito pubblico, diminuiranno. (...) segue a pagina 9 Lo scontro di potere nel Carroccio Maroni si candida, nella Lega si menano ::: dall'inviato a Varese MATTEO PANDINI Non fa nomi, ma i riferimenti sono chiarissimi. Roberto Maroni spara sul segretario provinciale di Varese Maurilio Canton («qualcuno ha detto che voglio visibilità, vi pare possibile?») e sul capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni: «Come faccio a essere invidioso di uno che è di Busto Arsizio?». Non risparmia neanche Rosi Mauro: «È ora di fare (...) segue a pagina 17 di MARIA G. MAGLIE Non c'è mai un codardo solo in una tragedia così grande. Fa comodo a molti colpevoli - quanto e forse più di lui - che l'attenzione e lo sdegno si siano concentrati solo sul comandante della Concordia e che il plauso sia andato incondizionatamente al certamente capace capitano De Falco. Ora ci mancava anche lo scontro tra procuratore e giudice sulla detenzione di Schettino, anzi sul luogo perché detenuto è a norma di legge - a infuocare il clima da ghigliottina affollata da tricoteuses. Ma ragionare si può, si può essere altrettanto addolorati per il tragico e insensato naufragio quanto indignati per il solito clima da piazzale Loreto, meglio da spaghetti western (...) Scrivere sull'acqua Io so soltanto che se scoppia la terza guerra mondiale, domani, i giornali italiani la sbattono a pagina 12 perché prima devono propinarci un'intervista esclusiva a una cugina della cognata di Schettino per nuove sconcertanti rivelazioni, tipo che il comandante ha pure scagliato due neonati in aria per esercitarsi nel tiro al piattello, o peggio che aveva in animo di virare verso le Maldive con Rutelli e la Palombelli. Non esiste altro, così come - un secondo prima che una nave beccasse uno scoglio - non esisteva altro che micro e macro economia, Bce, Fmi, Btp, recessione, stagnazione, deflazione, inflazione, stagflazione, con economisti noiosissimi a invadere anche le trasmissioni dove si insegnava a preparare la pajata. E noi giornalisti - passati da Ruby alla Merkel a Schettino - a illuderci di essere solo gli specchi della realtà e non, anche, le deformazioni che decidiamo di riflettere. Di Berlusconi non si legge più nulla (processi, divorzi, lifting: zero) e così pure di un mondo intero: le alluvioni in Liguria, il popolo viola, er pelliccia, «legge Reale 2», la P3, la P4, la cricca, le intercettazioni, L'Aquila, Arpisella e la Marcegaglia, la casa di Scajola, il testamento biologico, la centrale di Fukushima, la Trattativa, la camorra al Nord, le zoccole: e altre miliardi di urgenze ineludibili, naufragate anche loro. di FILIPPO FACCI Il governo latita e per nasconderlo smazza medaglie di FRANCO BECHIS a pagina 5 segue a pagina 3 Attacchi all'Italia ma qualcuno ricordi il Cermis di ANDREA MORIGI a pagina 4 Al banco del bar di ogni nave c'è uno Schettino di NICHOLAS FARRELL a pagina 4 È Napolitano, si sente Napoleone Lo Stato sono io segue a pagina 16 di ANTONIO SOCCI Ieri un noto sito di informazione si chiedeva se era normale che i vertici di Unicredit - impegnati nell'aumen to di capitale all'insegna dello spot col tricolore - andassero in visita ufficiale al Quirinale. E si rispondeva: «Per il Sole 24 ore è tutto normale. Per noi, non tanto». E forse neanche (...) ::: LIBERALIZZAZIONI Banche, notai e RcAuto ecco cosa cambierà di S. IACOMETTI a pagina13 La rivolta dei forconi paralizza la Sicilia di T. MONTESANO a pagina 12 +$!"!=!=!; SISTEMA Mai più cambio pila
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20 Giovedì 19 gennaio 2012 Associazione di Bologna fondata nel 1980
26 Giovedì 19 gennaio 2012 ::: le lettere lettere@liberoquotidiano.it @ commenta su www.liberoquotidiano.it Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell'oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. DISTRIBUTORE PER L'ITALIA E L'ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl - Via Aldo Moro, 2 - Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl - Via Carlo Pesenti, 130 - Roma S.t.s. S.p.A. - Strada V zona industriale, 35 - Catania L'UNIONE EDITORIALE S.p.A. - Viale Regina Elena, 12 - Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. - Viale delle Magnolie - Modugno (BA) CENTRO SERVIZI EDITORIALI Srl - Via del Lavoro, 18 - Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 16 anno XLVII Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH - Fr. 3.00; MC & F - 2.00. EDITORIALE LIBERO s.r.l. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Arnaldo Rossi CONSIGLIERI: Maurizio Belpietro - Sergio De Benedetti DIRETTORE RESPONSABILE Maurizio Belpietro VICE DIRETTORI Massimo de' Manzoni (vicario) - Franco Bechis Fausto Carioti - Pietro Senaldi DIRETTORE GENERALE: Stefano Cecchetti REDAZIONE MILANO 20129 - Viale L. Majno, 42 Telefono: 02.999.666 - Fax: 02.999.66.264 REDAZIONE ROMA 00187 - Via Barberini, 50 Telefono: 06.999.333 - Fax: 06.999.33.443 UFFICI AMMINISTRATIVI: Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano SEDE LEGALE: Via dei Valeri, 1 - 00184 Roma MORTE IN CROCIERA/1 Il comandante non andava liberato La scarcerazione del comandante Schettino è uno scandalo. Il codice della navigazione e quello morale dei naviganti impone che un comandante non possa abbandonare il relitto prima di aver messo in salvo tutti i passeggeri. Invece un incosciente ed incompetente come lui è fuggito per mettere in salvo solo se stesso. Ma la cosa più ributtante è che un avvocato sia riuscito a farlo uscire dalla cella ed un giudice abbia firmato il provvedimento: dovrebbero chiedere perdono alle vittime innocenti. Gianluigi De Marchi Pino Torinese (To) MORTE IN CROCIERA/2 La marina italiana è stata disonorata 'O Comandante ha causato una tragedia che non si può e non si deve sminuire. Vite umane perse, danni incalcolabili, immagine della marineria italiana disonorata da incapacità e vigliaccheria. Con le sue negligenze, i suoi comportamenti, 'O Comandante si è reso responsabile di tutto ciò; che la magistratura faccia il suo corso e renda giustizia alle vittime ed al Paese. Maurizio Sole e.mail MORTE IN CROCIERA/3 Sdegnata per questa giustizia ingiusta Sdegno. Ecco cosa siamo, un Paese in mano a incompetenti, gip che, pur avendo ascoltato l'accaduto, si permettono di dare arresti domiciliari a una persona indegna, che ha causato la morte di molte persone. Sandra Gabrielli e.mail MORTE IN CROCIERA/4 Evitiamo che scappi anche dall'Italia L'avvocato del comandante, la cui codardia ha fatto il giro del mondo, ci ha insegnato che si può comandare una nave per via telepatica. Ha sostenuto, infatti, che, pur stando su uno scoglio, ha diretto le operazioni di soccorso. La faccia tosta è veramente senza limiti! Riguardo alla scarcerazione di quell'uomo, che sarebbe una macchietta se non fosse per le conseguenze tragiche del suo operato, penso che sostenere che non sussista il pericolo di fuga, dopo che se l'è filata come una lepre, è quantomeno bizzarro. Luisa Ricchi Bologna MORTE IN CROCIERA/5 Non è colpa solo del capitano Non vorrei che le critiche a carico del capitano Schettino, sulle quali indaga la magistratura, non servissero a mascherare altrui responsabilità. Penso alla tolleranza che le Capitanerie hanno riservato alla pratica dell'inchino e il fatto che è incomprensibile che una nave ultramoderna non disponga di compartimenti stagni sufficienti ad impedirne l'affondamento. Un secolo dopo il Titanic non si è fatto nulla a tal riguardo? O si è forse preferito installare più cabine del dovuto in barba alle regole che ritengo siano assai severe? Paolo Ugolini Bologna MORTE IN CROCIERA/6 Non torturiamo Schettino Capisco perfettamente che Schettino non susciti simpatia per il suo comportamento, ma ritengo che in un Paese civile il carcere debba essere comminato solo dopo una sentenza di colpevolezza e non perché i vari giustizialisti lo richiedono. A scanso di equivoci vorrei precisare che, alla vista dei fatti finora emersi, giudico il capitano responsabile penalmente e civilmente del disastro successo. Questa mia convinzione non mi esime comunque dal ritenere che anche nel suo caso debbano essere considerati i tre pilastri per cui si possa arrestare una persona prima del processo: inquina le prove? cerca di fuggire? può ricommettere il reato? Altre motivazioni sono da equipararsi alla tortura, se si incarcera per estorcere confessioni. Giorgio Gerdol e.mail MORTE IN CROCIERA/7 Io faccio il tifo per i soccorritori Capisco che il nostro è un Paese di inguaribili tifosi, che ama costruire schieramenti anche intorno a eventi extra sportivi, ma sulla tragica vicenda del naufragio della Costa Concordia, mentre stanno creandosi atteggiamenti da fazioni contrapposte, tra chi incensa il comandante della Capitaneria di porto e chi vede candidato a marcire nelle patrie galere quello della nave, preferisco evitare partigianerie gratuite e mi consento di fare il tifo per quanti si stanno prodigando per il ritrovamento delle persone ancora disperse. Daniele Bagnai Firenze MORTE IN CROCIERA/8 Il codardo fuggito come il Piccolo Re 8 settembre di Schettino. La storia si ripete. 9-9-1943: il Piccolo Re scappa con i suoi sodali: esercito arrangiati. 13-1-12: Schettino scappa con i suoi sodali: passeggeri arrangiatevi. Il paragone è voluto. Vergogna. Giordano Dante e.mail MORTE IN CROCIERA/9 De Falco ha dato ordini grotteschi Come al solito non abbiamo mezze misure. Schettino è un vile senza onore e De Falco un eroe. Ma quale eroe? Ha dato solo una bella strigliata al comandante della Concordia ordinandogli tra l'altro delle cose impossibili come risalire a bordo per una via ingombra di gente che stava mettendosi in salvo e fornire il numero delle persone ancora da sbarcare, addirittura suddiviso per categorie (donne, bambini, anziani). Schettino è indiscutibilmente da censurare per quanto è accaduto, ma non certo per non aver obbedito a ordini grotteschi. Federico Frontini Verbania MORTE IN CROCIERA/10 Nel mondo disastri ben peggiori Considerando che i danni d'immagine saranno incalcolabili in tutti i settori, si deve ricordare che il disastro del Titanic mostrò impreparazione di gran lunga peggiore. I danni creati almeno due volte dalla marineria svedese sono peggiori. Il danno ecologico della Valdez nelle acque dell'Alaska fu il peggiore di tutti. Non lasciamo che il mondo pensi solo a questo disastro. Come se altrove non fosse successo niente di peggio. In fondo, quasi tutti i passeggeri sono stati salvati e la guardia costiera ed i soccorsi hanno fatto miracoli. Che in giro per il mondo si dica anche questo! G. Oneto Rapallo (Ge) IL PDL NEI GUAI Anche la nave Italia sta affondando Analogia tra Costa Concordia e Paese Italia. La nave Italia cambia rotta per l'inchino all'inquilino del Colle dopo di che va a sbattere. Il comandante Pdl va in palla e vigliaccamente si defila lasciando i suoi passeggeri elettori nei guai, abbandonandoli al loro destino e guardandoli lottare e affogare tra le onde stando in piedi sullo scoglio. Per il comandante del Concordia si profilano 15 anni di galera, per il Pdl l'a z z e r amento dei voti alle prossime elezioni! Myriam Inzaghi e.mail LE GRANE DI MONTI L'uomo del Colle deluso dal Prof Il 16 dicembre il capo dello Stato sottolineò compiaciuto il «ritorno autorevole dell'Italia al tavolo delle istituzioni europee». Era sottointeso che «il ritorno» era il frutto del prescelto dal destino Mario segui la rubrica anche su www. A tu per tu di MATTIAS MAINIERO Il vicino di casa fa il furbo e ci rovina Caro Dottore, il problema non è in chi non paga le tasse ma in chi le spreca. La nostra amministrazione usa male i nostri soldi, allora perché dargliene di più? Poniamo che il mio vicino di casa non paghi le tasse e compri il Suv. Non è che, se le pagasse, il Suv lo compreremmo noi fedeli contribuenti. Chi non paga le tasse, i soldi li spende, probabilmente meglio della nostra amministrazione. Oltretutto, fa circolare la moneta e incrementa il Pil. Ho scritto come un ingegnere, ci pensi lei a rendere i concetti intelligibili. G. Petrecca e.mail Eh no, caro ingegnere: non ci penso affatto a rendere i suoi concetti intelligibili. Innanzitutto, perché i suoi concetti si comprendono benissimo. In secondo luogo perché i concetti non mi piacciono. Vede, io appartengo a quel gruppo, non so se numeroso o meno, di italiani secondo i quali le tasse si pagano e basta. Per meglio dire: prima si pagano le tasse. Poi, se alle tasse non corrispondono servizi adeguati, si protesta, si tenta di ottenere il corrispettivo sotto forma di autobus e sanità e, qualora tutto si rivelasse inutile, non si vota più chi ha amministrato male i nostri soldi. In altri termini: il fatto – in dubitabile – che esiste chi spreca il danaro pubblico ci dà il diritto di protestare, non quello di violare le leggi. Anche perché, se così non fosse, di fronte ad uno Stato non diligente sul fronte della lotta alla delinquenza tutti dovremmo armarci e trasformarci in sceriffi. E se lo Stato non riesce a far funzionare la giustizia tutti dovremmo diventare giudici ed emettere sentenze in proprio. E ognuno di noi avrebbe il suo personale codice della strada, ognuno i suoi regolamenti ambientali, ognuno le sue norme e ognuno farebbe ciò che più gli pare e piace. In ultima analisi non esisterebbe più uno Stato. Su questa strada non la seguo. Oltretutto, mi farebbe piacere conoscere il suo virtuale vicino di casa che evade il fisco e investe i soldi non versati seguendo la logica del pubblico interesse. Secondo me, il vicino non versa e poi spende per se stesso. Oppure porta i soldi all'estero. E nel primo e nel secondo caso se ne strafrega del Pil (che, per crescere, ha bisogno innanzitutto di regole certe) e di 120 miliardi di euro evasi ogni anno da troppi italiani condomini di un palazzo che anche per questo motivo scricchiola e ci costringe a continui restauri. Manovre, per meglio dire. Onerose, quasi insopportabili e a spese di chi non evade. Il vicino non mi piace. mattias.mainiero@libero-news.eu
44 Giovedì 19 gennaio 2012 LOMBARDIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it LIBERALIZZAZIONI Città lombarde insieme contro l'orario libero La sezione lombarda dell'Associazione dei Comuni d'Italia ha inviato una lettera a tutti i parlamentari eletti in Lombardia perché agiscano «affinché si modifichi l'arti colo 31 della manovra Monti 201/2011 che toglie ogni regola all'apertura dei negozi e degli esercizi pubblici». E lunedì a Milano tornerà a chiedere alla Regione - che ha già scartato simile ipotesi, facendo presenta che la disciplina della concorrenza non rientra tra le materie su cui il Pirellone ha potere un ricorso alla Corte Costituzionale. «Abbiamo forti perplessità riguardo alla forma, al metodo e al merito del recente provvedimento che di fatto impone una deregolamentazione incontrollata degli orari dei negozi e dei pubblici esercizi» sottolinea il Presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana. Nel metodo, spiega, i Comuni ritengono che «viene disconosciuta la competenza legislativa delle Regioni, l'autono mia dei Comuni e il potere, sino ad oggi assegnato al sindaco, della definizione degli orari delle attività ricadenti sul territorio». Nel merito invece «rileviamo due problemi: il primo riguarda i pubblici esercizi potenzialmente autorizzati ad estendere fino all'al ba le loro attività, con ripercussioni sulla sicurezza e sulla quiete pubblica. C'è poi il rischio che aperture “full time” da parte dei grandi centri commerciali penalizzino oltremodo i negozi di vicinato, la cui funzione spesso va ben oltre le finalità meramente commerciali sia nei centri storici che nelle periferie e nei piccoli comuni». C.SAL. Mancano 14, 8 milioni Il Trivulzio ripiana il buco E raddoppia i canoni farsa Il nuovo corso della Baggina: stop agli affitti stracciati, all'asta gli immobili ::: SARA BIONDINI  Il piano “Salva Pat” è pronto. Al vaglio tutte le strade per potere fare cassa e riempire il buco di bilancio da 14,8 milioni di euro. Saranno ritoccati i canoni di affitto, si sarà più rigidi sull'altissimo tasso di assenteismo, potenziati gli ambulatori. E, soprattutto, arriveranno nuovi posti letto e si inizierà a vendere. All'asta un patrimonio immobiliare da 68 milioni di euro. Il Pat è in crisi almeno dal 2008. Il CdA ha presentato la lenta parabola discendente dei conti della storica Baggina. Se il buco a quel tempo era di 8,8 milioni di euro, ora è quasi di 15. E la situazione si è aggravata quando è scoppiato il caso di Affittopoli, l'anno scorso. «Il rimedio è la trasparenza», ha spiegato Laura Ferro, presidente del CdA. «Abbiamo un patrimonio abitativo di 1300 appartamenti, il 50% dei quali locato a canone agevolato, e che rendono il 20% del totale. Bisogna valutare se i criteri con cui sono stati assegnati finora gli appartamenti sono ancora validi». Tutto sarà pubblicato sul sito del Pat. «I cittadini – ha aggiunto Marcello Crivelli, membro del Cda - potranno accedervi senza intermediatori a prezzi certificati dall'Agenzia delle entrate. Chi offrirà il miglior prezzo se li aggiudicherà». I contratti ancora in corso non sono stati ritoccati, invece ad alcuni in scadenza sono già partite lettere per avvisare del raddoppio dei canoni di affitto. Parte del patrimonio immobiliare (valutato in 390 milioni di euro) sarà così messo in vendita: «Nel 2011 i ricavi complessivi sono stati di 70,8 milioni di euro – ha spiegato la Ferro - e la perdita di gestione di 14,8 milioni. A pesare il costo del personale (60 milioni), i costi indiretti (alberghieri, direzione sanitaria, servizi amministrativi) che incidono per il 22% e il poliambulatorio, che perde oltre 2,8 milioni su un fatturato di 5,1 milioni, con troppi ambulatori e scarsa domanda». E poi il grande danno che arrecano gli assenteisti, pari al 16%. Un costo per l'azienda di 1,6 milioni di euro. «Nel 2012 - precisa Francesco Longo, membro del Cda - dovremmo avere la gestione di una Rsa comunale con 120 posti letto, più altri 100 disponibili dal 2013 per la fine dei lavori di nuove palazzine». Altri soldi in ingresso con l'offerta di servizi di assistenza domiciliare. «Il piano di rientro - ha concluso Ferro - è previsto in 3 anni, e quello di rientro finanziario in 5, 7 anni. Dalla dismissione di parte degli immobili contiamo di ricavare 68 milioni di euro, di cui 30 milioni a breve e il resto a lungo termine per le banche, ma dovrà esserci l'approvazione della Commissione regionale di controllo. Ma se Regione e Comune non aumenteranno la quota con cui coprono le rette degli indigenti, ferme al 2000, saremo costretti ad aumentare le rette. Per noi e i minori dei Martinitt serve un milione di euro in più l'anno». Il futuro del Pat dipende anche da questa negoziazione. E per dirla con Tiziana Maiolo, membro del Cda, «Non abbiamo la bacchetta magica, lo sforzo non è solo tappare i buchi attraverso le vendite, ma anche continuare la grande missione sanitaria dell'istituto». Secondo morto di freddo Majorino: sanatoria per i clandestini senzatetto  Secondo morto in 2 giorni a Milano. Il freddo intenso colpisce drammaticamente i senza tetto. L'ultimo ieri, ritrovato nei giardini pubblici di via Marina, a pochi passi da Corso Venezia. Dormiva in una tenda, era italiano, e, anche se il decesso non sembra necessariamente collegato alle rigide temperature, il freddo di gennaio fa paura a tutti, italiani e non. «Non è più tollerabile che ai cittadini stranieri senza permesso di soggiorno, che non hanno una casa in cui ripararsi la notte, venga impedita, nonostante le temperature sotto zero, l'accoglienza nelle strutture organizzate dai Comuni e dal terzo settore». L'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino chiede al governo «di farsi carico di questa situazione, individuando tempestivamente soluzioni normative che consentano agli enti locali di garantire il diritto alla vita a tutti». Ma la legge è quella ed è difficile modificarla: «Pensi prima agli italiani, e a chi ha diritto di avere un posto caldo – tuona il vicepresidente del consiglio comunale Riccardo De Corato – non si può chiedere una deroga a una legge. Detto questo, clandestini o non, sono uomini, e non si può rischiare la morte in questo modo». Ora, chi non ha un regolare permesso di soggiorno non si rivolge ai centri di accoglienza per paura di essere espulso. Centri che possono ospitare fino a 1400 persone. «Riteniamo moralmente e giuridicamente inaccettabile - ha aggiunto Majorino - la discriminazione che nei fatti si opera tra chi è regolare e chi non lo è. Il diritto alla vita non può essere condizionato da alcuna disposizione di legge. Al contrario, è proprio la legge che deve garantire quel diritto». Questa mattina, intanto i «clochard alla riscossa» raccoglieranno fondi tra i politici di Palazzo Marino per comprare sacchi a pelo. S. BIO. SPROFONDO ROSSO Dal 2008 a oggi il Pio Albergo Trivulzio ha praticamente raddoppiato il rosso dei conti: da 8,8 a 15 milioni. Per far fronte al fabbisogno di cassa il consiglio di amministrazione dell'ente ha deciso di rialzare i canoni a cui affitta i suoi immobili e di dismettere nei prossimi anni una parte di quel patrimonio [Fotogramma]
29Giovedì 19 gennaio 2012CULTURA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ROBERTO BOLAÑO ::: Pillole di storia Salieri invidioso del genio Mozart? Una bugia di Bassi Alla Galleria Maria Cilena Esposte a Milano le opere di Anna Muzi e Giannetto Bravi Il romanzo che supera tutti i critici letterari Esce un libro postumo in cui lo scrittore cileno giudica i lavori dei suoi colleghi, da Neruda a Ginsberg. Meglio di un accademico ::: SERGIO DE BENEDETTI  Calisto Bassi, librettista e poeta, nacque a Cremona nel 1801. Figlio di Nicola, cantante napoletano di commediole buffe (una sorta di sceneggiata dell'epoca), Calisto visse fin da bambino ai margini del mondo dello spettacolo, cavandosela egregiamente in diverse situazioni ma con una spiccata predilezione per i costumi e le scenografie. A trent'anni era infatti direttore di Scena. Nel marzo del 1848 (18 - 22) partecipò alle Cinque giornate di Milano e sappiamo tutto questo attraverso un piccolo volume da lui stesso composto dove però la fantasia del protagonista deve avere avuto un notevole sopravvento rispetto alla realtà degli avvenimenti. Diventò, giovanissimo, autore e traduttore di libretti d'opera collaborando con il musicista catanese Giovanni Pacini mentre con Pietro Antonio Coppola, compositore di Enna - all'epoca denominata Castrogiovanni - raggiunse livelli di assoluta notorietà, venendo il Coppola paragonato in vita a Gaetano Donizetti e Vincenzo Bellini. Diversi anni prima però, nel 1822, durante un soggiorno a Vienna forse al seguito dell'impresa rio teatrale milanese Domenico Barbaja, famoso factotum di Gioacchino Rossini, Calisto ebbe la possibilità di conoscere il veronese di Legnago Antonio Salieri, all'epoca ultrasettantenne e praticamente già cieco. Non conosciamo i rapporti intercorsi tra un ventenne furbo, malizioso e di belle speranze ed un uomo ormai avviato al tramonto ma, certo, qualcosa tra loro accadde poiché perse il Salieri anche le facoltà mentali all'inizio del 1823, subito il Bassi mise in circolazione la famosa calunnia contro di lui e cioè di aver gradualmente avvelenato per rivalità professionale Wolfgang Amadeus Mozart fino a provocarne la morte il 5 dicembre 1791 a soli 35 anni. L'accusa, destituita di ogni fondamento e contrastante con la personalità del Salieri, uomo mite, sereno e generoso, venne invece sfruttata dalla novellistica dell'800 e determinò per molto tempo una sorta di tragico ostracismo contro l'operato del Salieri stesso che, va detto con chiarezza, oltre ad essere un valente musicista (l'inau gurazione del Teatro alla Scala di Milano del 1778 avvenne con la sua composizione «Europa riconosciuta»), era anche un eccellente insegnante avendo avuto nei suoi allievi, tra gli altri, Beethoven, Schubert, Liszt e Meyerbeer. Salieri morì a Vienna il 7 maggio 1825 e diversi anni dopo, svanite le polemiche, venne unanimamente considerato come un precursore del romanticismo musicale europeo mentre Calisto Bassi si spense nella milanese Abbiategrasso, forse nel 1861, in totale miseria e dimenticato da tutti. ::: GIANLUCA VENEZIANI  Ai geni a volte manca il tempismo. Lo capì a sue spese anche lo scrittore cileno Roberto Bolaño. Nel 1973, mentre era in Messico, decise di tornare in Cile per appoggiare il leader socialista Salvador Allende. Non si era accorto, frattanto, che era salito al potere Augusto Pinochet. Bolaño, considerato nemico della dittatura, fu quindi catturato e rispedito in Messico. Un destino quasi uguale tocca al protagonista del suo romanzo postumo I dispiaceri del vero poliziotto, appena edito da Adelphi(pp. 304,eu ro 19). Il professore Óscar Amalfitano è un alter ego dello scrittore. Ha la stessa età di Bolaño, al momento però della sua morte: cinquant'anni. E compie il suo viaggio esistenziale al contrario. Bolaño, nell'ultima fase della sua vita, dal Messico si trasferì a Barcellona. Amalfitano, da Barcellona se ne scappa invece in Messico. Quello che li accomuna è il fatto di essere cosmopoliti «alla latina». Entrambi cioè viaggiano tanto, ma si ritrovano sempre in Paesi dove si parla spagnolo. Uno di questi è Santa Teresa, nome d'arte per Ciudad Juárez, il luogo più pericoloso del pianeta, a dispetto del nome innocuo del suo Stato, Chihuahua, proprio come il cane. Là succedono fondamentalmente tre cose: le donne vengono violentate, i quadri falsificati e gli intellettuali disprezzati. Nel paese vivono cinque generazioni di donne chiamate tutte María Expósito. In nome della continuità, dalla trisnonna fino alla tredicenne, sono state prima stuprate e poi abbandonate. Gli uomini intanto sono impegnati a fare altro, cioè a trafficare. Non solo droga, ma pure opere d'arte. Tarocche, naturalmente. Come quei ritratti «falsissimi di Primo Levi, dai lineamenti innegabilmente messicani». È in quel postaccio che si rifugia Amalfitano, intellettuale deluso, che da giovane voleva fare il rivoluzionario e da grande si ritrova dietro una cattedra universitaria. «Nell'adolescenza avrei voluto essere ebreo, bolscevico, negro, drogato e mezzo matto, ma sono diventato solo un professore di letteratura». L'unica rivoluzione per lui resta dunque quella sessuale. A cinquant'anni, ormai vedovo e con figlia, il protagonista scopre di essere gay. «Sono stato il figlio di Rosa Luxemburg e ora sono il vecchio frocio». Percorso simile a quello di tanti comunisti, che nacquero proletari e diventarono apostoli di un amore senza prole. Anche il colore rosso per Amalfitano ha perso col tempo il suo significato: non è più il simbolo del comunismo, ma quello della pornografia. «Lui aveva conosciuto zone rosse, i quartieri operai». Adesso però la zona rossa «era solo un quartiere di puttane, e si domandò se quelle zone rosse della sua gioventù non fossero state enormi quartieri di puttane camuffati». Per autoassolversi, il professore decide di sublimare la perversione in letteratura. E inizia a stendere un catalogo di poeti e artisti gay, distinguendoli in frocioni, froci, frocetti, checche e culi. «Walt Whitman, per esempio, era un poeta frocione. Pablo Neruda, un poeta frocio. Borges era un efebo, cioè poteva diventare all'improvviso frocione e all'improvviso rivelarsi semplicemente asessuato». E poi c'era «Thomas Mann con quel finocchieggiare languido e innocente che aveva avuto in vecchiaia». Per non parlare dell'Italia dove «i poeti froci sono stati legioni». L'elenco degli artisti col vizietto è solo una delle possibili vendette messe in atto contro i personaggi famosi. Amalfitano, genio disilluso, si diverte anche a storpiare nomi e storie di celebrità italiane. «Gariboldi era perseguitato da un pertinace refuso: in quasi tutti i libri di storia veniva citato come Garibaldi». Il poeta di Recanati diventa invece il soggetto di una sceneggiatura cinematografica. «Il film si sarebbe intitolato Leopardi e sarebbe stato un biopic stile Hollywood. Il conte Monaldo lo avrebbe impersonato Vargas Llosa; Manzoni: Javier Marías». La parte più divertente riguarda però l'antologia dei poeti infrequentabili. «Il più tormentato: Celan; il più grasso: Neruda; quello con la verga più possente: Frank O'Ha ra; quello che non ti porteresti mai a casa: Allen Ginsberg; quello che vorresti avere come professore di letteratura, ma per breve tempo: Ezra Pound; le più vitali: Violeta Parra e Alfonsina Storni (anche se tutt'e due si erano suicidate)». E poi ci sono quelli che inviteresti volentieri a cena e quelli con cui faresti volentieri a botte. «Perché ospiteresti a casa tua Amado Nervo (poeta e ambasciatore messicano, che fu prima cristiano e poi induista, ndr)? Perché era buono, di quelli che aiutano ad apparecchiare, a lavare i piatti. Di sicuro non si sarebbe rifiutato di spazzare per terra, anche se non gliel'avrei mai chiesto». Se con i mistici andava bene, con i surrealisti andava un po' peggio. «Raymond Queneau: lo considerava il suo maestro, ma ci litigò più di dieci volte. Cinque per lettera, quattro per telefono e due di persona, la prima con insulti e maledizioni, la seconda con sguardi e gesti di disprezzo». In questo inventario dissacrante l'unico a mancare è lo stesso Bolaño. Forse perché lo scrittore non fece in tempo a inserire il suo nome, prima di morire. Oppureperché non si considerava un artista, lui che era stato vendemmiatore, vigilante notturno e commesso. «Io sono venuto al mondo a fare vacanza e basta. A far vacanza e scocciare un po'». Martedì prossimo alle 18.30, presso la Galleria Maria Cilena (studio per l'arte contemporanea in via Farini 6 a Milano) si tiene il vernissage della mostra «L'angelo di Melozzo da Forlì e il radicchio di Treviso» degli artisti Anna Muzi e Giannetto Bravi, a cura di Roberto Borghi. L'esposizione ruota attorno al concetto di «consumo culturale», declinato in maniera differente ma complementare dai due artisti. Anna Muzzi realizza dipinti ambientati soprattutto nei supermercati, i cui protagonisti sono ragazzi dall'aria minacciosa e spesso armati (nella foto, particolare di From Here We Go Sublime). I lavori di Giannetto Bravi sono invece ambientati all'inter no dei musei, in particolare dei bookshop. La mostra sarà aperta fino al 2 marzo, da martedì a venerdì dalle ore 15.30 alle 19.30. Per informazioni telefonare alla Galleria Maria Cilena (0229013026) o cliccare sul sito internet www.mariacilena.it. Email: info@mariacilena.it ENORME TALENTO Nella foto sopra, lo scrittore cileno Roberto Bolaño (1953-2003). Prematuramente scomparso, ha lasciato alcune opere strepitose e apprezzate in tutto il mondo, come «I detective selvaggi» (pubblicato in Italia da Selleri) e «2666» (uscito da Adelphi). Olycom Antonio Salieri
27Giovedì 19 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Tutte le e.mail inviate a «Libero» e non pubblicate in questa pagina per mancanza di spazio le trovate sul nostro sito all'indirizzo www.liberoquotidiano.it Numero verde 800 - 984824CERTIFICATO N. 7184 DEL 14/12/2011 ISSN 1591-0423 La tiratura di giovedì 19 gennaio 2012 è di 170.640 copie WebSystem - Gruppo24Ore Concessionaria esclusiva per la pubblicità Direzione Milano 20146, Via Winckelmann 1 Tel. 02.24424611 Fax 02.24424490 Filiale di Roma 00196, Via C. 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Majno, 42 20129 Milano Abbonamenti nazionali  12 mesi: 6 giorni .................................. 290  6 mesi: 6 giorni .................................. 155  3 mesi: 6 giorni .................................. 85  12 mesi: 5 giorni .................................. 250  6 mesi: 5 giorni .................................. 130  3 mesi: 5 giorni .................................. 70  12 mesi: 4 giorni .................................. 205  6 mesi: 4 giorni .................................. 105  3 mesi: 4 giorni .................................. 60 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano Modalità di pagamento:  versamento su C/C Postale n. 41953050  bonifico banc. Banco di Brescia Ag. 5, via V. Veneto, Roma IBAN: IT67Y0350003205000000034492  Carta di credito sul portale www.liberoquotidiano.it Monti, che tanto in questo periodo ci ha deliziati con il suo linguaggio forbito, con i suoi discorsi in inglese e con i suoi modi da gentleman, ma anche con tasse e provvedimenti che stanno suscitando malumori ovunque. A distanza di un mese Sarkozy e la Merkel sembrano che non tengano in nessun conto di quanto stia facendo e dicendo il nuovo astro. Napolitano di punto in bianco ha perso lo smalto di un mese fa. Leonardo Cecca Rivalta (Pc) LA CASTA Eliminiamo i senatori a vita Mi sembra ottima la proposta della Lega Nord di abolire la norma che permette al presidente della Repubblica di nominare senatori a vita: abbiamo visto anche ultimamente che uso personalistico e di parte ne è stato fatto. E soprattutto che sia una legge retroattiva: togliamo cariche, poltrone e stipendi pubblici inutili. Giuliano Citterio Milano BANCHE Prendono i soldi e scappano È dal 2008 che ci domandiamo: cosa faranno per gli imprenditori le banche se la crisi peggiorerà? Oggi abbiamo la risposta: nulla, prendono i soldi e scappano. Paolo Garavello Brescia CRISI PERFETTA/1 Le agenzie di rating smascherate Finalmente la Bce si è svegliata e ha preso una posizione forte contro i giudizi, assolutamente discrezionali, espressi dalle agenzie di rating sui Paesi del Vecchio Continente. Un intervento interessato e tardivo quello della Bce, conseguente al declassamento della Francia. Infatti, quando Moody's declassò l'Italia e la Lombardia, nessuno si permise di aprire bocca. Si approfittò invece della circostanza per dare la colpa di tutto al precedente governo. Adesso che anche la Francia è uscita dal club della tripla A e abbiamo i professori a governare l'Italia, si leva un coro d'indignazione contro l'accanimento delle tre agenzie di rating verso l'Europa. Che dire? Meglio tardi che mai. Che questi dispensatori di pagelle inutili servissero soltanto agli interessi della grande speculazione lo si era capito da ben prima dell'i ntervento della Bce. Fabrizio Cecchetti Pres. Commissione Bilancio Regione Lombardia CRISI PERFETTA/2 Bisogna tornare alla cara vecchia lira Si persegue la crescita e si colpiscono tassisti, edicolanti, farmacisti e benzinai, dimenticando che l'Italia ha smesso di crescere e ogni sua disgrazia è iniziata con l'introduzione dell'euro e dei suoi sinistri parametri, che alla crescita si oppongono e la cui mancanza ha determinato infiniti declassamenti. O la Germania si mostra solidale e concorda con l'emissione dei bond europei oppure è d'obbligo uscire da quest'euro sfigato e bancarottiere e tornare alla nostra ingiustamente vituperata liretta. Giovanni Bertei La Spezia CRISI PERFETTA/3 Il lavoro c'è basta cercarlo L'estate scorsa ho ristrutturato la casa con un'impresa che aveva tutti gli operai in regola. Si sono avvicendati 6 operai albanesi e macedoni, capeggiati da 2 siciliani, zio e nipote, entrambi bravi ed affidabili e soprattutto grandi lavoratori. Il ragazzo è diplomato e gli ho chiesto perchè avesse deciso di emigrare al Nord per fare un lavoro così duro. La risposta è stata: «Se fossi rimasto in Sicilia ad aspettare un lavoro da diplomato non avrei potuto costruirmi una famiglia. Adesso ho un lavoro che mi piace e che mi dà la possibilità di mantenere degnamente la moglie e il figlio che stiamo aspettando». Chapeau! Rifletpresupponendo una conoscenza di base della nostra lingua da parte degli stranieri. Con le dovute regole si può arrivare ad una corretta e civile integrazione tra popoli diversi. Per raggiungere tale scopo è necessario partire dalle piccole cose, da dettagli che apparentemente sembrano minori ma che in realtà possono fare la differenza. E apporre l'insegna in italiano è uno di questi. Roberta Bartolini Genova CULTURA Limitiamo l'uso di parole straniere Si parla tanto dell'utilizzo di parole straniere, ma il peggio è quando vengono utilizzate a sproposito, o quando ad aggravare lo svarione si aggiunge lo stridore di una pronuncia contraddistinta da errata accentuazione fonetica. Si prenda ad esempio la parola stage che gli italiani pronunciano sempre “steige” c ome se fosse una parola inglese, dandole però il significato che la parola ha in francese. Infatti è in francese, dove si pronuncia “stage”, che la parola significa tirocinio. La parola inglese stage significa palcoscenico. Antonio Benazzo Roma TV Le lacrime ridicole del Grande Fratello «Grande Fratello»: c'era una bella ragazza che piangeva, disperata. Aveva forse avuto notizia che la madre ed il padre erano improvvisamente deceduti? Una strage chimica? No, niente di tutto questo. Il problema era il seguente: avevano eliminato dalla trasmissione lo Squalo, il suo ragazzo. Quindi lei per rivederlo avrebbe dovuto aspettare due o tre settimane di tempo. Dove siamo arrivati? abbiamo perso il senso del ridicolo? Perchè nessuno dice a questi bravi giovani, per rispetto delle persone che soffrono veramente di mantenere il senso delle proporzioni? Annibale Bertollo Cittadella (Pd) ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 0 0 5 -4 1 1 2 10 -5 -2 4 10 -1 -4 2 1 -3 -5 4 -2 12 11 14 5 15 8 9 13 8 8 13 13 7 8 9 11 8 7 7 4 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: peggiora sulle Alpi con nevicate sulle Confinali oltre 13001700m nella notte. Nubi e qualche piovasco sul Levante Ligure; nebbie e foschie sulla Valpadana. Temperature in ascesa, massime tra 4 e 9, superiori in Liguria. CENTRO: nubi in aumento sulle Tirreniche con qualche debole piovasco dalla serata. Soleggiato o velato altrove. Temperature in ascesa, massime tra 9 e 14. SUD: sole prevalente, ma con nubi in aumento serale tra Campania e alta Calabria tirrenica. Temperature in rialzo, massime tra 9 e 14. NORD: nevicate sulle Alpi oltre 1000-1500m in calo; nubi anche su Nordest e Levante Ligure ma scarsi fenomeni; schiarite altrove salvo nebbie in Valpadana. Temperature in ascesa; massime tra 8 e 13. CENTRO: nuvoloso sulle Tirreniche con qualche piovasco ma in miglioramento dalla sera; nubi sparse e schiarite sulle Adriatiche. Temperature in rialzo, massime tra 11 e 16. SUD: piogge sparse su Campania e Calabria tirrenica, in estensione a Sicilia, Lucania, alta Puglia. Temperature in aumento, massime tra 11 e 16. NORD: bel tempo salvo nubi sulle Alpi di confine, con qualche nevicata anche sin verso il fondovalle al mattino; tornano le nebbie in pianura nella notte. Temperature in calo, massime tra 6 e 11. CENTRO: residua variabilità al mattino su Adriatiche e dorsale con qualche fenomeno; soleggiato ovunque entro il pomeriggio. Temperature in calo, massime tra 9 e 14, superiori in Sardegna. SUD: instabile con acquazzoni sparsi, eccetto che su coste campane; migliora entro sera. Temperature in calo, massime tra 10 e 15. Su ta quel 30% di giovani che risultano disoccupati. Il lavoro c'è, basta accettarlo. Bruno Ghigi e.mail CRISI PERFETTA/4 Liberalizziamo anche le scuole Il governo discuterà nei prossimi giorni di liberalizzazioni. Mi permetto di segnalare una liberalizzazione di primaria importanza di cui stranamente non si parla, ma che attende di essere attuata da undici anni. È quella riguardante la scuola paritaria, ossia la scuola pubblica non statale, istituita nel 2000 con una legge del ministro Berlinguer ma rimasta lettera morta perchè priva della normativa attuativa. In assenza di normativa si arriverà inevitabilmente, in questo periodo di vacche magre, alla chiusura o alla riduzione del numero delle scuole paritarie, con un aggravio di spesa per le finanze statali. Bruno Mardegan Milano POVERA ITALIA Persino gli anziani vengono maltrattati Ho appena visto al telegiornale il servizio e le riprese nascoste dei soprusi e violenze fisiche ad anziani in una casa di cura di Sanremo. Orribile ed amorale, spero vivamente che quelle sette persone arrestate non escano mai più di galera. Che vergogna e che brutto esempio. In questo caso togliamo subito a questa gente indegna la nazionalità italiana. Alessandro Antognoli e.mail EXTRACOMUNITARI I negozianti etnici imparino l'italiano Da Bologna si apre un piccolo spiraglio in tema rapporto immigrati e autoctoni grazie a un passo in avanti che viene fatto nei confronti dei negozi etnici. È passata la modifica del regolamento comunale grazie alla proposta della Lega che obbliga a inserire l'insegna di tali negozi in italiano
41Giovedì 19 gennaio 2012CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Gli interrogatori Mezzo milione in casa Il socio si difende: non c'è niente di vero ::: LAURA MARINARO MONZA  Proseguono le indagini della Procura di Monza. Domani verrà interrogato il big dell'in chiesta, Massimo Ponzoni, accusato di bancarotta fraudolenta, corruzione, concussione e finanziamento illecito ai politici, ma soprattutto di aver tessuto una trama di favori e connivenze non solo politiche. Al punto che il 14 aprile 2008 Ponzoni ricordava a Filippo Duzioni, faccendiere anche lui in carcere, di organizzare un incontro con Antonino Brambilla e col fidato Rosario Perri dicendo: «La squadra comincia a funzionare alla grande…». Nel team ci sarebbe anche l'altro indagato Franco Riva, ex sindaco di Giussano e commercialista di Massimo. Il primo ad essere sentito ieri in carcere è stato proprio Brambilla: dall'ordinanza emerge come il vicepresidente della Provincia di Monza scelto da Ponzoni per «manovrare» i Pgt. «Non è vero – dice il suo legale Ivan Colciago – il mio assistito è stato nominato perché grande esperto di piani regolatori. Le carte lo dimostrano». In odore di campagna elettorale per Massimo, però, Duzioni chiede a Brambilla di «non abbandonare la nave» e lui risponde: «Sono leale, ho proposto a Massimo di far sottoscrivere un documento a tutti i sindaci della Brianza e presidenti che a lui debbono, un documento per far capire che non scherza!». E ancora viene riportata una conversazione tra Ponzoni e l'ex Ministro Paolo Romani in cui si esalta l'apporto strumentale di Brambilla nel Pgt di desio. Duzioni è stato sentito e ha respinto le accuse. Poi c'è Rosario Perri, uomo “fidato” di Ponzoni. Perri “vanta” contatti di amicizia con i Moscato della Locale di Desio (fotografie di repertorio agli atti li dimostrano) e per Ponzoni è utile soprattutto in un episodio di concussione verso i suoi ex soci. «Il mio cliente è innocente, i rapporti con Ponzoni erano solo politici e Perri nei Prg non c'entrava più nulla», ha detto Raffaele Della Valle, legale di Perri. Ma i famosi 500 mila euro in contanti nascosti nei tubi che potrebbero essere proventi di tangenti? «Non esistono». L'inchiesta di Monza La Lega silura Formigoni: su Ponzoni niente complotti Boni: reazione scomposta. L'esponente Pdl non si dimette dal Pirellone ARRESTATO L'ex assessore regionale Pdl Massimo Ponzoni, che si è costituito ieri in seguito ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Monza, verrà interrogato domani mattina dal giudice Maria Rosaria Correra. Il suo avvocato: spiegherà tutto Foto gramma::: FRANCO NICOLETTI  Nessun «complotto» ai danni del Pdl, come denunciato a gran voce martedì da Roberto Formigoni. La Lega Nord, in fibrillazione per le lotte intestine, si ricompatta per contrastare la reazione del governatore lombardo all'arresto di Massimo Ponzoni, ex assessore finito agli arresti due giorni fa per corruzione e bancarotta fraudolenta. «L'inchiesta riguarda fatti personali che nulla hanno a che fare con l'ope rato del presidente» ha detto Formigoni. «Si vuole usare questa vicenda per attaccarmi». Gli alleati del Carroccio, però, la pensano diversamente. Davide Boni, presidente del consiglio regionale ed esponente della Lega, parla senza mezzi termini di «reazione scomposta». Secondo Boni, «è sbagliato gridare al complotto in una situazione come questa. Sono amareggiato per quello che è successo, visto che si tratta di una disavventura che riguarda il terzo membro dell'ufficio di presidenza». Dopo Filippo Penati e Franco Nicoli Cristiani, ora tocca a Ponzoni finire nel mirino dei pm. L'esponente Pdl, attualmente in carcere, si è dimesso dalla carica di segretario dell'ufficio di presidenza del consiglio ma rimane tuttora consigliere «semplice» (con un guadagno di circa 9mila euro netti al mese). «Le dimissioni restano un fatto personale» sottolinea Boni. Anche Stefano Galli, capogruppo leghista in consiglio, contesta la descrizione dell'«ac cerchiamento» al partito azzurro. «Non hanno trovato ricevute a mio nome né di nessuno del mio gruppo» attacca Galli. «Non vedo nessun complotto». D'altra parte, sottolinea il consigliere leghista, «è vero che c'è chi in consiglio ancora si nasconde dietro alla prescrizione». Evidente il riferimento a Filippo Penati, ex braccio destro di Pier Luigi Bersani uscito dal Pd per diventare capogruppo del gruppo Misto. Dopo la miriade di critiche contro la presenza di Penati nella commissione d'inchie sta sull'ospedale San Raffaele («Il Pd ama fare prediche agli altri ma non dice nulla» incalza il Pdl Valentini), ieri Penati ha chiesto di essere escluso dall'assemblea che cercherà di far luce sul crac dell'ospedale fondato da don Verzé. Anche Galli, su Penati, ci va giù pesante: «Vedo che ci sono due pesi e due misure. Dimissioni di Ponzoni? L'attività del consiglio andrà avanti anche senza di lui». L'opposizione di centrosinistra, nel frattempo, continua a picchiare duro sul governatore. «Ponzoni dovrebbe dimettersi» dice Stefano Zamponi, capogruppo Idv, «ma Formigoni conserva la reponsabilità politica di averlo inserito nelle liste elettorali a inchiesta già aperta». Ieri, intanto, la giunta per il regolamento ha esaminato la proposta di sopprimere i minigruppi inferiori a tre persone (come il gruppo Misto di Penati). Richiesta bocciata con soli due voti favorevoli (di Zamponi e Boni). Intanto, il presidente della Provincia Guido Podestà si schiera con Formigoni: «Vittima di accuse calunniose». ::: L'INDAGINE MANETTE Il consigliere Pdl Massimo Ponzoni è accusato di corruzione, concussione, bancarotta fraudolenta e di aver comprato voti per le sue elezioni. POLEMICHE Il Pd e l'Idv chiede che si torni al voto. Formigoni: vicende che non intaccano l'operato di Regione Lombardia.
Summit per salvare la Cupola del Brunelleschi a Firenze Summit mondiale a Firenze sulla tutela della Cupola del Duomo, opera del Brunelleschi, contro l'avan zamento delle lesioni. Per la prima volta si terrà un confronto tra esperti per esaminare i dati relativi agli ultimi 60 anni di monitoraggio, messi a confronto con quelli delle più grandi cupole in muratura del mondo e di altre grandi “fabbriche storiche”, come la basilica di San Pietro in Vaticano e Agia Sophia di Istanbul. Il Maxxi di Roma si può visitare anche con lo smartphone Il Maxxi di Roma è ora a portata di un semplice clic. Il museo nazionale del XXI secolo offre, infatti, ai suoi visitatori un'opportunità in più per farsi conoscere: è stata presentata «Maxxi App», l'applicazione interattiva per dispositivi Android e Apple. Alla visita tradizionale, quindi, è possibile aggiungere quella con lo smartphone e con il tablet. Epopea disegnata Il capolavoro del West più amato da Bonelli Una mostra a Torino celebra la straordinaria opera a fumetti di D'Antonio e Tarquinio Meno nota delle avventure di Tex, ma più precisa nel raccontare l'America dei cowboys Domani alle 18 inaugura presso la Little Nemo Art Gallery di Torino (Via Ozanam n. 7) la mostra «Sergio Tarquinio e la Storia del West», ricca esposizione di tavole originali di uno dei principali disegnatori della saga fumettistica che Sergio Bonelli considerava l'opera più importante da lui realizzata come editore. All'evento sarà presente l'autore. Di seguito pubblichiamo alcuni estratti del saggio del nostro collaboratore Giuseppe Pollicelli ospitato nel catalogo ufficiale (Ed. Little Nemo, a cura di Sergio Pignatone). ::: GIUSEPPE POLLICELLI  La Storia del West, complessa saga corale ideata nel 1964 da Gino D'Antonio assieme a Renzo Calegari e pubblicata, a partire dal 1967, da Sergio Bonelli, rappresenta uno spartiacque, un vero punto di non ritorno - in senso generale, non limitatamente al fumetto italiano nell'ambito delle opere dedicate all'epopea della Frontiera americana. Fino all'avvento della Sto ria del West, in cui la successione cronologica dei principali eventi della storia degli Stati Uniti nel XIX secolo è scrupolosamente rispettata e in cui i protagonisti (i componenti dei MacDonald, un'im maginaria famiglia di pionieri di origine europea) interagiscono in maniera credibile con personaggi realmente esistiti, l'Ovest americano era stato soprattutto, se non esclusivamente, un sito della fantasia; un «luogo» leggendario per gli americani (e da mitizzare il più possibile, in un processo di mitopoiesi finalizzato a nobilitare il proprio brevissimo passato) e una sorta di favoloso altrove per gli europei, che a lungo l'hanno considerato, in Italia più che in ogni altro paese del Vecchio Continente, il territorio d'elezione dell'avventu ra. GRANDE REALISMO Circoscrivendo il discorso al fumetto di casa nostra, ben poco di realistico avevano le vicende di Tex Willer (purtuttavia, appunto sino al varo della Storia del West, il più storicamente attendibile tra i fumetti western italiani), di Zagor, di Capitan Miki, del Piccolo Sceriffo, di Pecos Bill, del Piccolo Ranger, di Maschera Nera e di decine di altri personaggi nati tra la fine degli anni Quaranta e la prima metà degli anni Sessanta (...). La straordinarietà e l'irri petibilità della Storia del West consistono proprio nell'avere raggiunto un equilibrio mirabile tra realismo e finzione, conciliando al meglio la volontà di offrire un serio affresco storico e il legittimo desiderio di garantire ai lettori un appagante intrattenimento. Non solo questo equilibrio non era mai stato conseguito fino a quel momento ma, fatto ancora più notevole, non è più stato toccato in seguito e molto difficilmente lo si toccherà di nuovo in futuro. È infatti impensabile che, al giorno d'oggi, s'imposti un'opera di fiction di carattere storico prescindendo, nel modo marcato e rigoroso che connota la Storia del West, da qualsivoglia spettacolarizzazione della violenza, da qualunque ammiccamento sessuale, da qualsiasi forzatura di avvenimenti realmente verificatisi (...). IMPRESA TITANICA Un'impresa tanto impegnativa non poteva essere condotta da una sola persona, per quanto eccezionalmente dotata (è il caso di D'Antonio) sia nella scrittura che nel disegno. A parte gli sporadici contributi iniziali di Renzo Calegari, Giorgio Trevisan ed Erminio Ardigò, e quelli, verso la fine della saga, dello spagnolo Luis Bermejo, l'onere di curare la parte grafica della Storia del West è stato interamente sostenuto da tre soli disegnatori: lo stesso Gino D'Antonio (autore anche dei testi e delle copertine di tutti gli episodi), Renato Polese e Sergio Tarquinio. Tre disegnatori appartenenti alla stessa generazione, essendo nati negli anni Venti del Novecento a pochi anni di distanza l'uno dall'altro (D'Antonio è morto nel 2006, gli altri due sono viventi), e apparentati da un tratto in cui, fatte salve alcune ovvie e inevitabili diversità, è agevole riconoscere una medesima matrice. D'Antonio, Polese e Tarquinio fanno parte di quel foltissimo novero di artisti e artigiani del fumetto italiano i quali hanno imparato il mestiere assumendo come riferimento più o meno consapevole alcuni maestri americani del bianco e nero, su tutti il fenomenale Milton Caniff e il suo epigono Frank Robbins. L'immediata leggibilità di ogni vignetta, il contrasto netto (anche in presenza di tratteggi) fra le parti in chiaro e quelle scure di un disegno, la dinamicità delle scene d'azione, la plasticità delle anatomie costituiscono una lezione che D'Antonio, Polese e Tarquinio hanno appreso dagli stessi modelli, e rappresentano pregi che, accomunando le tavole dei tre autori, hanno assicurato alla Storia del West un'ammirabi le omogeneità estetica (...). Dopo tanti anni di sottovalutazione e immotivato oblio, sembra finalmente arrivato il momento di riconoscere il giusto merito a Sergio Tarquinio e a molti suoi colleghi la cui carriera ha avuto un'analoga parabola. Siamo di fronte a grandi professionisti che non erano soliti concedersi estrosità o virtuosismi. Non solo per una questione di umiltà, ma perché l'unico virtuosismo che concepivano era quello di non sbagliare una vignetta. Mai. . GLI INEDITI Sopra e a fianco, due tavole inedite di Sergio Tarquinio, il disegnatore che affiancò Gino D'Antonio nella realizzazione della «Storia del West», impresa titanica che un solo autore non avrebbe potuto completare da solo. Tarquinio sarà presente all'inaugurazione della mostra torinese dedicata alle sue opere.
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38 Giovedì 19 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it L'incubo della congestion charge Tassarci costerà 30 milioni «Niente soldi per nuovi bus» La denuncia del Pdl: spese folli per la struttura, al Comune non avanzerà nulla ::: BRUNO BASO MASSIMO COSTA  Il Comune ha promesso un mare di piste ciclabili e di interventi sulla «mobilità sostenibile», ma ai milanesi potrebbero restare soltanto le briciole dei proventi della nuova tassa sul traffico. La maggior parte dei ricavi di Area C, infatti, potrebbe servire per mantenere il sistema messo in piedi per tenere alla larga le auto dal centro. È presto per tracciare un bilancio preciso dei costi dell'evoluzione arancione dell'Ecopass morattiano (creatura che a malapena ha chiuso in pareggio). Alcune stime dell'opposizione sulle «uscite» di Area C, struttura ben più complessa, si avvicinerebbero addirittura nel primo anno a quota 30 milioni di euro, inghiottendo quasi tutti i ticket pagati dai milanesi. Un destino comune alla congestion londinese, dove il sistema ha un costo vicino al 65% dei ricavi (250 milioni di sterline l'anno). Palazzo Marino, presentando il pedaggio sul traffico, ha ipotizzato entrate per 34-38 milioni. «Alla fine non gli resterà in mano quasi niente» attacca il capogruppo Pdl Carlo Masseroli. La Milano più vivibile? Potrebbe fermarsi ad un travaso di auto dalla cerchia dei bastioni alla periferia (non assorbito da un incremento molto più basso sui mezzi pubblici). Un passo alla volta. Il nuovo cervellone informatico, elaborato da Atm, costerà 3 milioni di euro per i primi sei mesi. A fine anno, balzerà quindi presumibilmente a quota 6 milioni. Lo sforzo di Atm per garantire 65mila posti in più sui mezzi pubblici all'avvio di Area C, invece, ha già eroso 9 milioni di euro come comunicato due settimane fa dall'azienda dei trasporti. Saliamo a 15 milioni. Spot e lettere sono costati 400mila euro, ai quali vanno aggiunti come si legge sul bando comunali i 250mila euro per i nuovi cartelli e il «concept identificativo» dell'Area. Per far viaggiare i bus e metrò aggiuntivi, poi, è stato siglato un accordo sindacale per garantire giustamente dei «bonus» ai dipendenti Atm. L'ac cordo integrativo firmato fino a mese non avrà un impatto significativo sulle casse dell'azienda. Dal 1 febbraio, però, i sindacati inizieranno una mobilitazionesindacale perridiscutere icontratti in rapporto alle richieste dell'azienda di aumentare i carichi di lavoro in prospettiva Area C. Le sigle chiedono un aumento medio di almeno 100 euro lordi procapite; se concesso a tutti i 5.000 dipendenti, potrebbe aggravare le spese di altri 5 milioni di euro annui. I sindacati valutano nelle loro richieste proprio il fatto che parte dei ricavati di Area C finiranno nelle casse di Atm. In pratica, chiedono una «redistribuzione degli utili». Nel calderone delleuscite nonbisogna dimenticare la polizia locale, chiamata a gestire e controllare i varchi. Un centinaio di vigili al giorno, una media di due pattuglie al giorno distribuite su 43 varchi. Se restassero ai confini verrebbero a costare ogni mese più di 400mila euro euro lordi (benzina esclusa). Il dato di riferimento, in questo caso, è dedotto sul periodo dal 16 gennaio al 20 febbraio come da elaborazione offertaci dai sindacati di categoria. In attesa, ovviamente di capire se e quando la presenza delle pattuglie si riterrà ancora necessaria e in quale numero. «Per far partire Area C il sistema di mezzi pubblici è già al limite» sottolinea Masseroli. «Avremo dei costi di manutenzione in più, senza contare il recupero crediti». Le multe non pagate, d'altronde, erano una spina nel fianco già del vecchio Ecopass. Ieri l'assessore al Bilancio Bruno Tabacci ha respinto l'equa zione Area C-tassa: «Il bilancio ha altri problemi, e i soldi andranno tutti per la mobilità». Secondo il Pdl, resteranno solo gli spiccioli: «È stata introdotta una tassa che oltretutto non porterà nuove risorse al trasporto pubblico». Solo previsioni, certo. Ma per 9 piste ciclabili, non 50, il Comune ha stanziato 22 milioni di euro. E se a dicembre gli scenari più foschi disegnati dall'oppo sizione fosssero confermati, Area C sarà costata - tra spese dirette e indirette quasi come il budget annuale dell'as sessorato alla Cultura. Trenta milioni. Metrò lumaca Guasto a Cadorna Linea verde a rilento I pendolari: scandalo  Il terzo giorno di Area C parte con la metropolitana a passo di lumaca. Il guasto, evitato nei primi due giorni di congestion charge, è arrivato all'ingresso della stazione Cadorna della linea verde. Un inconveniente agli impianti ha rallentato la corsa dei convogli in direzione Assago-Abbiategrasso e tenuto i pendolari intrappolati come sardine. I disagi, racconta Marco C., sono partiti già alle 7,30: «Sono salito a Centrale ma si andava a passo d'uomo fino a Sant'Ambrogio. Mezz'ora di tempo per fare un tragitto da poco più di 10 minuti». Secondo Atm, il guasto ha causato forti rallentamenti tra le 9 e le 10. Proprio l'ora di punta, col metrò già «stressato» per gli accessi record dovuti al dazio d'accesso al centro. Il disagio ha corso veloce via web e telefoni cellulari. «La metropolitana va lentissima». Molti i messaggini lasciati sulle bacheche di Twitter, la rete virtuale che ha raccolto la prima falla dei mezzi pubblici della nuova era. Scrive Francesco: «Quindici minuti da Centrale a Moscova (tre fermate»). Si indigna Luca: «Quaranta minuti tra Garibaldi e Lambrate». Nessuna interruzione ma una lunga attesa stipati all'interno di vagoni strapieni. A 3 giorni dall'av vio del pedaggio sulle auto, la metrò s'inceppa in contemporanea col picco di passeggeri (+ 8mila rispetto a mercoledì scorso). «Siamo come equilibristi su un filo» aveva detto alla vigilia del potenziamento il presidente Atm Bruno Rota. Più contenuti i disagi al lembo estremo della M1, dove un secondo guasto ha obbligato l'Atm a a introdurre un bus alternativo tra Molino Dorino e Rho Fiera. Un disagio alleviato dall'ora di morbida. Mentre si conferma il successo della barriera anti-auto, crescono gli interrogativi sull'efficien za dei mezzi pubblici. Ieri, complice lo sciopero dei taxi, gli ingressi in centro hanno raggiunto quota -40% (49mila veicoli in meno rispetto a mercoledì scorso). Crescono invece code e ingorghi fuori dalla «zona rossa». In prefettura ieri s'è iniziato a parlare dell'esenzione per tremila tra guardie carcerarie e agenti delle caserme del centro. Nessuna buona notizia dallo smog: le polveri sottili hanno doppiato anche martedì la soglia europea. Dalla Regione l'assessore all'Ambiente Marcello Raimondi, propone intanto di estendere le rilevazioni delle polveri sottili agli effetti nocivi delparticolato cosìda affinareil semplicedato numerico «sputato» dalle centraline. M. COS. ::: IL PEDAGGIO SULLA CIRCOLAZIONE I commercianti: via da piazza Diaz Stop al mercatino. «Rialzo assurdo dei canoni» ::: DINO BONDAVALLI  La prima vittima è stata il mercatino dell'antiquaria to di piazza Diaz, cancellato dagli organizzatori dopo vent'anni di onorato servizio. Ma le iniziative organizzate da associazioni di commercianti o di quartiere destinate a sparire per il forte aumento del Canone di occupazione del suolo pubblico (Cosap) adottato dalla giunta Pisapia e dall'assessore al Commercio Franco D'Alfonso sono molte di più. Il rincaro del canone scattato il primo gennaio, che già aveva scatenato le accese proteste di ambulanti e pubblici esercenti, rischia infatti di cancellare in un solo colpo decine di manifestazioni. E di svuotare ulteriormente dalla presenza di turisti e milanesi il centro storico, che in questi giorni è già molto meno frequentato del solito a causa dell'effetto Area C. «Per colpa del Comune, che ha aumentato in maniera folle la Cosap, non organizzeremo più niente» attacca Alessandro Prisco, presidente di AscoDuomo. «La tassa per la manifestazione con i libri antichi e l'antiquariato, 40 bancarelle che venivano allestite il giovedì tra piazza Diaz e via Baracchini, è passata da un giorno all'altro da 4 mila euro a 60 mila euro all'anno: una richiesta improponibile, considerato che metà delle bancarelle erano solo espositive e che l'evento si svolgeva per 18 volte all'anno, di fronte alla quale abbiamo dovuto rinunciare all'iniziativa». A farne le spese, non solo gli appassionati e i lavoratori del centro che in pausa pranzo curiosavano tra i cimeli esposti, ma anche i volontari della Croce Rossa. «Anche loro ci hanno rimesso» conferma Prisco, «visto che anche il banchetto per la raccolta di fondi che gli avevamo dato la possibilità di allestire, non ci sarà più». Non solo. Dall'estate anche la manifestazione Vecchi libri in piazza, che si tiene da 17 anni ogni seconda domenica del mese in piazza Diaz, via Baracchini e via Marconi, verrà cancellata. «Fino a giugno è ancora in vigore il vecchio contratto, per cui il costo della Cosap è gestibile» spiega Prisco. Poi, però, «per le 60 bancarelle che partecipano alla manifestazione ci chiederanno sicuramente tra i 70 e gli 80 mila euro all'anno di canone. Una cosa fuori dal mondo - conclude il presidente di AscoDuomo - che di fatto cancellerà con un colpo di spugna un'iniziativa culturale che c'è dagli anni '90, lasciando piazza Diaz nella desolazione». Ma a confermare che gli effetti degli aumenti saranno devastanti è anche Luigi Ferrario, presidente di “Le vie dello shopping”. «Da quest'anno i prezzi sono diventati folli, con la conseguenza che tantissime iniziative che contribuiscono a far vivere Milano finiranno per sparire». RISCHIO DEFAULT Palazzo Marino, presentando il pedaggio sul traffico, ha ipotizzato entrate per 34-38 milioni l'anno. «Alla fine non gli resterà in mano quasi niente» attacca il capogruppo Pdl Carlo Masseroli. La Milano più vivibile? Potrebbe fermarsi ad un travaso di auto dalla cerchia dei Bastioni alla periferia (non assorbito da un incremento molto più basso sui mezzi pubblici), visto che le uscite per telecamere, straordinari dei vigili e personale potrebbero avvicinarsi ai 30 milioni. Ieri mattina guasto agli impianti della M2: treni a passo di lumaca nell'ora di punta. Foto gramma SPESE I costi per mantenere il sistema di Area C sono sterminati: 6 milioni per il cervellone, 9 milioni per il potenziamento dei mezzi, 1,4 milioni per potenziare il call center, 400 mila euro per gli spot. Bisognerà aggiungere anche gli straor dinari per il personale Atm, il costo dei presìdi dei vigili ai varchi e il recupero crediti delle multe non pagate. In totale, si potrebbe arrivare a un esborso di 2530 milioni a fronte di ricavi previsti di 34-38 milioni. IL PRECEDENTE A Londra la congestion charge è stata introdotta nel 2003. Oggi il costo del sistema brucia quasi il 65% dei ricavi (250 milioni di sterline l'anno. Il Pdl attacca: «Alla giunta non resterà niente in mano». In effetti, solo per progettare 9 piste ciclabili il Comune stanziato 22 milioni. Difficile riuscire a rivoluzionare la mobilità sostenibile con gli introiti del ticket. Franco D'Alfonso [Fotogr.]
35Giovedì 19 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it SPORT DAL LECCE Mesbah e Strasser pronti per Allegri MILANO I tanti infortuni a centrocampo costringono gli uomini mercato del Milan a un super lavoro. Dopo quello del «cavallo di ritorno» Merkel, ieri è stata la volta dell'ingaggio del terzino sinistro del Lecce Djamel Mesbah e del riscatto di Rodney Strasser. Mesbah si trasferisce a Milano a titolo definitivo e di fatto va a rimpiazzare Taiwo, rivelatosi un mezzo flop. «Nella stessa operazione - informa il club giallorosso sul proprio sito internet - è stato risolto il prestito di Rodney Strasser, che rientra al Milan ed è stata acquisita la compartecipazione del calciatore David Speziale (attaccante classe '94), che si trasferirà nel Salento la prossima stagione». Eurolega di basket Siena parte bene nella Top 16: Bilbao ko 81-67 ::: MILANO  Torna l'Eurolega con le Top 16 e Siena vince. Ieri sera, in casa, il Montepaschi ha battuto il Bilbao 81-67. Al termine dei primi due quarti il match era fermo sulla parità 32-32, ma nella seconda parte della partita i padroni di casa hanno strappato con McCalebb e Andersen portando a casa la vittoria. Oggi, invece, sarà la volta di Cantù e Milano. Bennet (gruppo H) esordisce sul campo del Barcellona dove ci sarà il grande ritorno di Gianluca Basile al Palau Blaugrana, dopo aver giocato per sei anni. L'entu siasmo dei tifosi di Cantù ha fatto chiudere a quota 3766 la campagna abbonamenti per la seconda fase del torneo continentale. Risultato importante come spiega il presidente dei canturini, Anna Cremascoli: «È un traguardo significativo che ci gratifica per tutti gli sforzi effettuati finora e che ci servirà come stimolo per disputare delle Top16 che possano continuare ad entusiasmare il nostro pubblico». Stasera sarà in scena anche l'Emporio Armani Milano, che in casa trova i greci del Panathinaikos per il turno iniziale del Gruppo G. Gli ex del match sono Drew Nicholas e Antonis Fotsis, che qualche mese fa alzavano la coppa dell'Eurolega con gli ateniesi. Dello stesso girone di Milano ieri Unics Kazan ha battuto Fenerbahce 76-71. ::: FABIO RUBINI MILANO Un Novara coraggioso manda il Milan ai supplementari. Rossoneri avanti con un bel gol di El Shaarawi al 24'pt. Pareggia Radovanovic su punizione all'43'st. Decide Pato nel primo supplementare. Nei quarti per il Milan c'è la Lazio. MILAN-NOVARA 2-1 DTS RETI: 24'pt El Shaarawi, 43'st Radovanovic, 10'1ts Pato. MILAN (4-3-1-2): Amelia; Bonera, Nesta, Mexes, Antonini (1' 1ts Abate); Merkel, Ambrosini, Nocerino; Emanuelson (37'st Robinho); Inzaghi (13'st Pato), El Shaarawi. All. Allegri. NOVARA (5-3-2): Fontana; Morganella, Dellafiore, Paci, Centurioni (32'st Jeda), Garcia; Marianini (9'st Jensen), Radovanovic, Pesce; Granoche, Morimoto (18'st Rubino). All. Tesser. ARBITRO: Giannoccaro. NOTE: ammoniti Rubino, Robinho, Radovanovic, Nocerino, Morganella, Garcia. MILAN (4-3-1-2) ::: AMELIA 6: ha sulla coscienza il gol del pareggio. ::: BONERA 6: non ha un gran da fare. Si adagia e si vede poco. ::: NESTA 6: partitaordinata, senza particolari guizzi. E qualche svarione su Granoche. ::: MEXES 6.5: qualche buon intervento. Il francese è in crescita. ::: ANTONINI 6.5: uno dei più attivi nel centrocampo rossonero. (dal 1' 1ts Abate sv). ::: MERKEL 6.5: subito butatto in campo il figliol prodigo non ha dimenticato gli schemi di Allegri. ::: AMBROSINI 6: spetta a lui tenere in ordine il centrocampo. Lo fa egregiamente. ::: NOCERINO 6: fa il suo senza sprecare troppe energie ::: EMANUELSON 5: partita anonima. Nella ripresa sbaglia un gol. (dal 37'st Robinho sv). ::: INZAGHI 5.5: corre come un ragazzino, ma non trova il guizzo vincente. (dal 13'st Pato 5.5: evanescente e troppo impreciso. Poi indovina il gol qualificazione in fuorigioco. Lascia il campo toccandosi la coscia destra). ::: EL SHAARAWI 7: al primo pallone giocabile fasecco Fontana conun gran tirodal limite. Mette spesso in difficoltà la retroguardia novarese. Cala un po' alla distanza, ma dimostra di essere da Milan. NOVARA (5-3-1-2) ::: FONTANA 6: si allunga, ma non può nulla sul gol rossonero. ::: MORGANELLA 5.5: lascia troppo spazio ad El Shaarawi nell'azione del gol. Pericoloso quando avanza. ::: DELLAFIORE 5.5: non chiude bene in occasione del vantaggio rossonero ::: PACI 6: tiene bene Inzaghi, fatica un po' su El Shaarawi. ::: CENTURIONI 6: gol a parte gioca una partita accorta. (dal 32'st Jeda sv) ::: GARCIA 6: qualche buona sgroppata sulla fascia. Niente di più. ::: MARIANINI 5: non dà un grosso contributo ai suoi e viene sostituito. (dal 9'st Jensen sv). ::: RADOVANOVIC 5.5: poco incisivo. Poi azzecca la punizione che porta il Novara ai supplementari. ::: PESCE 6: impegna Amelia dalla distanza. ::: GRANOCHE 6: per la troppa fretta si mangia il gol del pareggio. ::: MORIMOTO 5: tanta corsa, poche idee. (dal 18'st Rubino sv). Stephan El Shaarawy (19 anni): secondo gol stagionale ieri per l'at taccante rossonero [Ap] COPPA ITALIA Tanto Faraone e un po' di Pato: il Milan va El Shaarawy sblocca, pari di Radovanovic al 90'. Il Papero stende Novara nei supplementari e si fa male
47Giovedì 19 gennaio 2012 MILANO ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 - TEL. 026597732 Midnight in Paris 14.50-16.45-18.40-20.35-22.30 The next Three Days 15.00-17.20-19.40-22.00 Almanya 14.50-16.45-18.40-20.35-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 APOLLO SPAZIOCINEMA GALL. DE CRISTOFORIS 3 - TEL. 02780390 Shame 13.00-15.20-17.40 Shame 20.00-22.00 Le Idi di marzo 13.00-15.30-17.40-19.50-22.00 L'industriale 13.00-15.10-17.30-19.50-21.50 J. Edgar 15.30 The Artist 13.00-15.30-17.40-19.50-22.00 ARCOBALENO FILMCENTER VIALE TUNISIA 11 - TEL. 899399816 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Shame 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 - TEL. 0248003901 Miracolo a Le Havre 15.30-17.30-19.30-21.30 ARLECCHINO VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 - TEL. 0276001214-199445668 Midnight in Paris 16.00-18.10-20.20-22.30 CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 - TEL. 02874826 Emotivi Anonimi 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30 Le nevi del Kilimangiaro 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30 COLOSSEO V.LE MONTE NERO, 84 - TEL. 0259901361-199445668 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Le Idi di marzo 15.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.30-20.00-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.30-17.10-19.50-22.30 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.30-20.00 Le Idi di marzo 22.30 DUCALE MULTISALA PIAZZA NAPOLI 27 - TEL. 899399816 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 La chiave di Sara 15.00-17.30-20.00-22.30 Miracolo a Le Havre 15.00-17.30-20.00 Immaturi - Il viaggio 22.30 ELISEO MULTISALA VIA TORINO 64 - TEL. 0272008219-199445668 La chiave di Sara 15.30-17.50-20.10-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 Shame 15.30-17.50-20.20-22.30 L'industriale 15.30-17.50-20.20-22.30 GLORIA MULTISALA CORSO VERCELLI 18 - TEL. 0248008908 Benvenuti al Nord 15.10-17.40-20.10-22.30 J. Edgar 15.00-17.30-20.00-22.30 MEXICO VIA SAVONA, 57 - TEL. 0248951802 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 13.00-15.20-17.40-20.00-22.15 ODEON - THE SPACE CINEMA VIA SANTA RADEGONDA, 8 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 12.10-14.45-17.20-19.55-22.30 Alvin Superstar 3 12.25-14.50-17.15 Benvenuti al Nord 19.25-22.00 Winter il delfino in 3D 12.00-14.35-17.10-19.45-22.15 Immaturi - Il viaggio 11.50-14.20-17.00-19.40-22.30 J. Edgar 12.55-16.00-19.05-22.20 Succhiami 12.05-14.10-16.15 La talpa 19.10-22.15 Benvenuti al Nord 14.00-16.30-19.00-21.30 Non avere paura del buio 12.30-14.55-17.25-19.55-22.25 Midnight in Paris 12.45-15.10-17.30-19.50-22.10 Succhiami 19.30 Benvenuti al Nord 22.00 ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 - TEL. 0289403039 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Alvin Superstar 3 14.45-16.30-18.15 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-17.25-19.55-22.30 PALESTRINA VIA PALESTRINA, 7 - TEL. 026702700 La versione di Barney 17.00-21.00 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 - TEL. 0229531103 Benvenuti al Nord 15.30-17.50-20.20-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.10-22.30 Alvin Superstar 3 15.00-16.50-18.40 Immaturi - Il viaggio 20.30-22.30 Le Idi di marzo 15.30-17.50-20.20-22.30 Shame 15.30-17.50-20.30-22.30 L'industriale 15.00-17.30-20.30-22.30 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 - TEL. 892960 Benvenuti al Nord 15.10-20.35 Benvenuti al Nord 14.40-17.25-20.05-22.40 Finalmente maggiorenni 14.20-17.30-20.10-22.35 Alvin Superstar 3 14.40-17.30 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.40 Immaturi - Il viaggio 14.00-16.40-19.40-22.15 The Help V.O. 16.10-19.20-22.25 Finalmente la felicita' 15.15-17.35-20.15-22.35 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 13.50-16.45-19.40-22.30 J. Edgar 13.50-16.45-19.45-22.40 La talpa 14.00-17.00-19.50-22.35 Capodanno a New York 22.30 Winter il delfino in 3D 14.30-17.30-20.00 Il gatto con gli stivali 14.50-17.15-20.05 Shame 22.20 L'industriale 15.00-17.40-20.15-22.35 Alvin Superstar 3 14.00-16.15-18.30 J. Edgar 21.30 Non avere paura del buio 14.50-17.20-20.10-22.30 Benvenuti al Nord 15.40-18.30-21.40 Benvenuti al Nord 14.05-16.45-19.40-22.15 Succhiami 14.00-16.10-18.20-20.30-22.40 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 - TEL. 892960 La talpa 19.50-22.40 Winter il delfino in 3D 17.20 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.10-22.50 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.00-19.50-22.40 Benvenuti al Nord 16.50-19.30-22.10 Alvin Superstar 3 17.30-20.10 J. Edgar 22.30 Il gatto con gli stivali 17.10 Succhiami 20.30-22.50 J. Edgar 16.50-19.50 Non avere paura del buio 22.50 SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 - TEL. 0277406300 Senza fine 17.00 Decalogo - Episodi 5 e 6 19.00 Tre colori - Film Blu 21.15 ASSAGO UCI CINEMAS FIORI VIALE FIORI - TEL. 892960 Alvin Superstar 3 17.50-20.10 Succhiami 22.30 Finalmente la felicita' 17.20-19.50-22.15 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 16.55-19.45-22.40 Non avere paura del buio 17.00-19.55-22.20 Benvenuti al Nord 17.00-19.40-22.20 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.00-22.30 J. Edgar 19.30-22.30 Il gatto con gli stivali 3D 17.10 La talpa 17.05-19.50-22.35 Capodanno a New York 22.10 Winter il delfino in 3D 17.00-19.40 Benvenuti al Nord 19.00-21.45 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 Succhiami 17.25-20.25-22.15 Benvenuti al Nord 17.30-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.30 Winter il delfino in 3D 17.10-20.05 Capodanno a New York 22.35 La talpa 17.30-20.10-22.50 The Artist 17.35-20.20 Non avere paura del buio 17.40-20.40-22.50 J. Edgar 16.50-19.20-22.10 Finalmente maggiorenni 17.10-20.15-22.25 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.00-19.50-22.30 Shame 17.50-20.30-22.40 BUSNAGO GLOBO - MOVIE PLANET VIA BERLINGUER, 48 - TEL. 039 695182 (PREN.) Winter il delfino in 3D 17.15-19.45 J. Edgar 22.20 Benvenuti al Nord 18.15-21.15 Alvin Superstar 3 17.25 Immaturi - Il viaggio 19.45-22.20 La talpa 17.00-19.45-22.20 Succhiami 17.15-19.50. Non avere paura del buio 22.20 Benvenuti al Nord 17.15-19.45-22.20 CERRO MAGGIORE THE SPACE CERRO MAGGIORE VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 Immaturi - Il viaggio 16.35-19.10-21.45 Shame 19.25-21.50 La talpa 16.40 J. Edgar 18.30-21.30 Alvin Superstar 3 17.50-20.00-22.10 Il gatto con gli stivali 3D 16.35 Finalmente la felicita' 16.40 Finalmente maggiorenni 18.55 Immaturi - Il viaggio 21.15 Succhiami 17.40 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 18.35-21.35 Benvenuti al Nord 19.30-22.00 Benvenuti al Nord 19.00-21.30 Winter il delfino in 3D 16.50 Benvenuti al Nord 17.30-20.00-22.30 Non avere paura del buio 19.50-22.15 Benvenuti al Nord 18.00-20.30 LEGNANO GALLERIA P.ZZA S. MAGNO - TEL. 0331547865 The Tourist 21.00 LISSONE UCI CINEMAS LISSONE VIA MADRE TERESA - TEL. 039 484767 Non avere paura del buio 17.40-20.20-22.40 Shame 17.20-20.10-22.30 Succhiami 17.50-20.00-22.10 Finalmente la felicita' 17.30-19.50-22.15 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.10 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.25 Alvin Superstar 3 17.40 J. Edgar 19.50 La talpa 22.40 Capodanno a New York 22.20 Il gatto con gli stivali 17.40-19.50 Finalmente maggiorenni 20.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.10 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.30 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 MAGENTA CINEMATEATRO NUOVO VIA SAN MARTINO 19 - TEL. 0297291337 Drive 21.15 MELZO ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA `- TEL. 0295416444 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.35 The Artist 21.00 J. Edgar 19.50-22.10 Succhiami 20.20-22.20 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 20.05-22.30 La talpa 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 MONZA MULTISALA CAPITOL VIA A. PENNATI 10 - TEL. 039324272 J. Edgar 21.15 Emotivi Anonimi 21.15 MONZA MULTISALA METROPOL VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.30 La talpa 20.00-22.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.30 L'industriale 20.10 PADERNO DUGNANO AREA METROPOLIS VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181 Riposo PADERNO DUGNANO LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 Alvin Superstar 3 17.15 Non avere paura del buio 20.40-22.50 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.30-22.00 J. Edgar 19.00-22.00 Il gatto con gli stivali 17.00-19.00-21.00 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.15-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.40-20.20-22.50 Benvenuti al Nord 16.50-19.45-22.15 Finalmente la felicita' 18.15 Vacanze di Natale a Cortina 21.15 Benvenuti al Nord 18.00-21.00 La talpa 18.00-21.00 Benvenuti al Nord 17.30-20.10-22.40 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.00-19.50-22.40 L'industriale 17.10-19.45-22.20 Finalmente la felicita' 17.40-20.10-22.25 Il gatto con gli stivali 17.40-20.00-22.10 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 19.00-22.00 Finalmente maggiorenni 17.00-19.40-22.20 La talpa 17.05-19.50-22.40 J. Edgar 19.45-22.40 Alvin Superstar 3 17.30-20.00 Shame 22.20 Non avere paura del buio 17.20-19.50-22.20 Succhiami 20.30-22.35 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.40 ROZZANO THE SPACE CINEMA ROZZANO C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111 Alvin Superstar 3 15.20-17.40-20.00-22.10 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 14.00-16.50-19.40-22.30 Il gatto con gli stivali 3D 15.05-17.25-19.40-22.00 Finalmente maggiorenni 14.00-19.00 Non avere paura del buio 17.10-22.30 Shame 15.40-18.00-20.20-22.40 J. Edgar 15.30-18.30-21.30 Immaturi - Il viaggio 14.00-19.30 J. Edgar 16.30-22.10 Succhiami 17.20-22.10 Immaturi - Il viaggio 14.20-17.10-20.00-22.35 Benvenuti al Nord 16.20-21.30 La talpa 14.20-19.40 Benvenuti al Nord 15.00-18.00-21.00 Benvenuti al Nord 14.00-16.40-19.20-22.00 L'incredibile storia di Winter il delfino 14.50-19.30 Benvenuti al Nord 14.30-17.10-19.50-22.30 SESTO S. G. CINELANDIA - SKYLINE MULTIPLEX C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547 La chiave di Sara 15.15-17.30-20.10-22.25 Shame 15.05-17.10-20.15-22.20 J. Edgar 16.15-19.00-21.45 Benvenuti al Nord 15.10-16.00-17.30-19.00-20.00-21.30-22.20 Winter il delfino in 3D 15.00-17.20-20.00 L'industriale 18.30-22.20 Non avere paura del buio 15.10-17.20-20.15-22.35 Immaturi - Il viaggio 15.25-17.45-20.10-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Alvin Superstar 3 17.30-20.30 Succhiami 15.10-20.30-22.40 VIMERCATE THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111 Shame 17.45-20.00-22.15 Il gatto con gli stivali 18.10-20.15-22.20 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 16.45-19.25-22.05 Succhiami 16.30-18.30-20.30-22.30 J. Edgar 18.05-20.55 Immaturi - Il viaggio 16.45-19.10-21.40 Il gatto con gli stivali 3D 17.10 Finalmente maggiorenni 19.15-21.30 La talpa 19.10 Non avere paura del buio 17.45-20.00-22.15 La chiave di Sara 17.05-19.25-21.45 Winter il delfino in 3D 17.10-19.40-22.10 Immaturi - Il viaggio 18.30-21.00 Benvenuti al Nord 16.30-18.55-21.20 Benvenuti al Nord 15.55-18.20-20.45 Benvenuti al Nord 17.30-19.55-22.20 Benvenuti al Nord 16.45-21.50 Alvin Superstar 3 16.25-18.25-20.25 Immaturi - Il viaggio 22.25 BERGAMO CONCA VERDE VIA MATTIOLI, 1 - LOC. LONGUELO - TEL. 035251339 Il villaggio di cartone 17.00-21.00 J. Edgar 20.00-22.30 DEL BORGO PIAZZA S. ANNA 51 - TEL. 035270760 Terraferma 21.00 MULTISALA SAN MARCO P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416 La talpa 20.00-22.30 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 STUDIO CAPITOL VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330 L'industriale 20.30 Le Idi di marzo 22.30 Midnight in Paris 20.30-22.30 Shame 20.15-22.30 CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244 Benvenuti al Nord 20.20-22.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.30 L'incredibile storia di Winter il delfino 20.10 Succhiami 20.30-22.25 J. Edgar 20.10-22.40 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.35 Finalmente maggiorenni 20.30-22.35 La talpa 20.10-22.35 CURNO UCI CINEMAS CURNO VIA LEGA LOMBARDA, 39 - TEL. 892960 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.10-22.45 Il gatto con gli stivali 17.20 J. Edgar 22.30 La talpa 19.45 Non avere paura del buio 17.40-20.10-22.40 Finalmente maggiorenni 17.40-20.00-22.20 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Capodanno a New York 22.45 Winter il delfino in 3D 17.10-20.00 Alvin Superstar 3 17.30-19.50 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.10 Succhiami 17.40-20.00-22.20 Benvenuti al Nord 17.00-19.45-22.30 ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO S.S. SONCINESE - TEL. 0363903816 Benvenuti al Nord 20.30-22.40 Non avere paura del buio 20.30-22.30 J. Edgar 21.00 Immaturi - Il viaggio 20.30-22.40 La talpa 20.20-22.40 TREVIGLIO ARISTON MULTISALA VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503 J. Edgar 20.00-22.20 Drive 21.00 L'incredibile storia di Winter il delfino 20.10 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.20 Succhiami 20.30-22.30 Benvenuti al Nord 20.10-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.30 La talpa 20.00-22.20 Non avere paura del buio 22.40 BRESCIA METROPOL VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828 L'industriale 21.15 MORETTO VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383 The Artist 21.15 MULTISALA WIZ VIALE ITALIA ANG. VIA F.LLI UGONI - TEL. 0302889211 Benvenuti al Nord 14.45-17.10-19.25-21.40 La talpa 16.45-21.40 Immaturi - Il viaggio 14.25-19.20 Alvin Superstar 3 15.30-17.30 La peggior settimana della mia vita 15.30-17.30-19.30-21.30 La chiave di Sara 14.45-17.00-19.15-21.30 J. Edgar 15.30-18.30-21.30 NUOVO EDEN VIA NINO BIXIO 9 - TEL. 0308379404 Il villaggio di cartone 20.45 OZ IL REGNO DEL CINEMA VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911 Succhiami 14.15-16.00-17.40-19.20-19.50 La talpa 21.30 Non avere paura del buio 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 L'incredibile storia di Winter il delfino 15.20-17.35-20.20 J. Edgar 14.40-17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 15.20-17.35-20.25-22.40 Finalmente maggiorenni 20.30-22.30 Alvin Superstar 3 14.50-16.45-18.40 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 14.50-17.25-20.00-22.35 Capodanno a New York 22.35 Il gatto con gli stivali 15.00 I pinguini di Mister Popper 17.00 Benvenuti al Nord 14.45-15.20-17.00-17.35-19.15-20.25-21.30-22.40 The Help 21.30 SOCIALE VIA CAVALLOTTI, 20 - TEL. 03041140 Shame 21.15 CAPRIOLO GEMINI VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 Miracolo a Le Havre 21.15 Midnight in Paris 21.15 CORTE FRANCA MULTIPLEX NEXUS VIA ROMA 78 - TEL. 030986060 Benvenuti al Nord 20.20-21.20 La talpa 20.40 Succhiami 21.10 Alvin Superstar 3 20.50 J. Edgar 20.30 Winter il delfino in 3D 20.40 Immaturi - Il viaggio 21.00 DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.30 Succhiami 20.00-22.30 J. Edgar 20.00-22.30 ERBUSCO MULTIPLEX PORTE FRANCHE VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.20 Succhiami 17.50-22.10 Non avere paura del buio 20.00-22.50 Alvin Superstar 3 17.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.50-22.20 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.00 Winter il delfino in 3D 20.30 Benvenuti al Nord 17.40-20.10-22.40 J. Edgar 21.00 La talpa 17.00-19.50-22.40 LONATO MULTISALA KING VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670 Benvenuti al Nord 20.10-22.45 La talpa 20.05-22.45 Alvin Superstar 3 20.00 Le Idi di marzo 21.30 Winter il delfino in 3D 20.20 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.35 J. Edgar 20.00-22.40 ORZINUOVI STARPLEX ORZINUOVI VIA LOMBARDIA 26/28 - TEL. 030943605 Benvenuti al Nord 20.20-22.30 Alvin Superstar 3 20.35 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.35 J. Edgar 20.10-22.40 L'incredibile storia di Winter il delfino 20.10-22.30 La talpa 20.10-22.35 Non avere paura del buio 20.30-22.35 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.35COMO ASTRA V.LE GIULIO CESARE, 3 - TEL. 031261234 Benvenuti al Nord 21.00 GLORIA VIA VARESINA, 72 - TEL. 0314491080 Documentario CANTU' CINELANDIA MULT. CANTU' 2000 CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039 J. Edgar 20.00-22.40 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 La talpa 20.00-22.40 MONTANO LUCINO UCI MONTANO LUCINO VIA VARESINA - TEL. 892960 J. Edgar 19.40-22.35 Non avere paura del buio 20.00-22.30 Il gatto con gli stivali 3D 17.40 Capodanno a New York 22.35 Winter il delfino in 3D 17.15-20.00 Finalmente la felicita' 20.10 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.20-22.35 Shame 17.30-20.00-22.25 Benvenuti al Nord 17.20-18.30-20.00-21.30-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.40 Alvin Superstar 3 17.40-20.10 Succhiami 22.30 Benvenuti al Nord 17.15-19.45-22.20 La talpa 17.15-20.00-22.45CREMONA CINEMA CHAPLIN VIA ANTICHE FORNACI 58 - TEL. 0372453005 Io sono Li 21.15 FILO P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 - TEL. 0372411252 La chiave di Sara 21.15 SPAZIOCINEMA CREMONA PO VIA CASTELLEONE, 108 - TEL. Immaturi - Il viaggio 17.50-20.10-22.40 Alvin Superstar 3 18.10-20.20 Non avere paura del buio 22.30 Benvenuti al Nord 17.50-20.10-22.30 La talpa 17.30-20.00-22.30 Shame 17.50-20.15-22.30 Winter il delfino in 3D 17.20-20.15 Succhiami 22.30 Il gatto con gli stivali 17.30 J. Edgar 19.30-22.15 CREMA MULTISALA PORTA NOVA VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411 L'incredibile storia di Winter il delfino 20.10 J. Edgar 22.40 Succhiami 20.50 Immaturi - Il viaggio 22.40 Le nevi del Kilimangiaro 21.00 Benvenuti al Nord 21.30 Benvenuti al Nord 20.20-22.30 LECCO NUOVO MIGNON V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Il cuore grande delle ragazze 21.15 PALLADIUM VIA FIUMICELLA 12 - TEL. 0341361533 Riposo LODI DEL VIALE VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028 Benvenuti al Nord 16,00-18,30-21,15 FANFULLA V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740 The Tree of Life 16.00-21.15 MODERNO MULTISALA CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017 J. Edgar 21.15 Alvin Superstar 3 20.20 Le Idi di marzo 22.00 PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE S.S. N 235 - TEL. 0371237012 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Winter il delfino in 3D 20.15 Immaturi - Il viaggio 22.40 J. Edgar 20.00-22.45 Succhiami 20.30-22.35 La talpa 20.10-22.45 MANTOVA ARISTON MULTISALA VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139 La talpa 18.50-21.30 La chiave di Sara 19.00 J. Edgar 21.15 CINECITY MULTIPLEX PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740 Non avere paura del buio 20.15-22.30 Succhiami 20.20-22.40 Winter il delfino in 3D 20.00 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.30 Finalmente maggiorenni 22.30 L'industriale 20.15-22.40 Alvin Superstar 3 20.30 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.30 CURTATONE STARPLEX CURTATONE VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395 Benvenuti al Nord 20.10-22.25 Finalmente maggiorenni 20.40-22.40 La talpa 20.05-22.30 L'incredibile storia di Winter il delfino 20.10 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.25 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.30 Succhiami 20.20-22.15 J. Edgar 20.00-22.35 PAVIA CORALLO VIA BOSSOLARO, 15 - TEL. 0382539224 Tomboy 20.00 Il debito 22.30 La talpa 20.00-22.30 POLITEAMA C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 PARONA MOVIE PLANET STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728 Benvenuti al Nord 20.10-22.30 La talpa 19.50-22.30 Benvenuti al Nord 21.30 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.30 Non avere paura del buio 20.10-22.30 L'incredibile storia di Winter il delfino 20.10 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.30 J. Edgar 19.45-22.30 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA THE SPACE CINEMA MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 892111 Immaturi - Il viaggio 17.10-19.45-22.20 Succhiami 16.00-20.20 J. Edgar 16.30-19.30-22.30 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.10-19.40-22.10 Il gatto con gli stivali 3D 15.15-17.20 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.30-22.15 Alvin Superstar 3 15.20-17.25 Non avere paura del buio 17.35-22.40 La talpa 19.55 Shame 18.00-22.15 Benvenuti al Nord 17.20-19.55-22.30 Benvenuti al Nord 16.30-19.05-21.40 Benvenuti al Nord 19.30-22.05SONDRIO EXCELSIOR VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368 Le Idi di marzo 21.00 STARPLEX SONDRIO VIA VANONI, ANGOLO VIA TONALE - TEL. 0342214709 La talpa 21.10 Succhiami 21.20 Winter il delfino in 3D 21.20 Benvenuti al Nord 21.15 VARESE MULTISALA IMPERO VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.00-22.30 La talpa 17.00-19.55-22.35 Benvenuti al Nord 17.40-20.10-22.40 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.30-20.00 Capodanno a New York 22.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.00-19.55-22.35 Succhiami 17.45-20.10-22.30 J. Edgar 16.50-19.45-22.30 Non avere paura del buio 17.50-20.00-22.20 Alvin Superstar 3 17.40-19.50-22.00 NUOVO VIA DEI MILLE, 39 - TEL. 0332237325 Shame 21.00 SALA FILMSTUDIO 90 VIA DE CRISTOFORIS 5 - TEL. 0332830053 Rassegna Cinematografica 21.00 GALLARATE CINELANDIA MULTIPLEX VIALE LOMBARDIA, 51 - TEL. 0331268017 La talpa 20.10-22.45 Succhiami 20.30 Non avere paura del buio 22.40 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Winter il delfino in 3D 20.15 Capodanno a New York 22.40 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 20.00-22.45 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.40 J. Edgar 20.00-22.45 GALLARATE CINEMA DELLE ARTI VIA DON MINZONI, 5 - TEL. 0331791382 L'amore che resta 21.00 SARONNO CINEMA SILVIO PELLICO VIA SILVIO PELLICO - TEL. 0299768659 Carnage 15.30-21.00 SARONNO MULTISALA SARONNESE VIA S. GIUSEPPE 21 - TEL. 0296708190 Alvin Superstar 3 21.00 J. Edgar 21.00 TRADATE STARPLEX TRADATE VIA DELLA FORNACE CORTELLEZZI 21049 TRADATE - TEL. Immaturi - Il viaggio 20.10-22.25 Benvenuti al Nord 20.10-22.25 Non avere paura del buio 20.15-22.30 L'incredibile storia di Winter il delfino 20.10 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.20 Finalmente maggiorenni 20.40-22.40 La talpa 20.05-22.30 J. Edgar 20.00-22.35 :::LOMBARDIA
32 Giovedì 19 gennaio 2012 SPETTACOLI TV a cura di Giorgio Carbone I CONSIGLI DELLA GIORNATA La7 ore 14.05 ...E giustizia per tutti Godetevi lo show di Al Pacino nei panni di un giovane avvocato trafelato e idealista alle prese con un magistrato carogna e pure sporcaccione (John Forsythe, il magnate di “Dynasty”). Canale 5 ore 21.10 La prima cosa bella Un uomo torna a Livorno per assistere la madre gravemente malata e mentre assiste ricorda la mamma quando fu fatta miss. Paolo Virzì in forma, Stefania Sandrelli in formissima. Raitre ore 23 Correva l'anno L'anno è il 1962 quando John Kennedy ( foto) “passa” Marilyn Monroe al fratello Bob. Marilyn morirà proprio in quell'estate, in circostanze misteriose anche dopo mezzo secolo. Raidue ore 23.25 Almost true Un altro “giallo impossibile” della serie ideata da Carlo Lucarelli che qui riprende la voce (mai spenta) secondo la quale Paul McCartney sarebbe morto da tempo e sostituito da un sosia. 6.30 TG1 - Previsioni sulla viabilità CCISS Viaggiare informati 6.45 Unomattina. Condotto da Elisa Isoardi e Georgia Luzi 11.00 TG1 11.05 Occhio alla spesa “Creme: bellezza senza bisturi”. Con Alessandro Di Pietro 12.00 La prova del cuoco. Condotto da Antonella Clerici 13.30 TG1 14.00 TG1 Economia TG1 Focus 14.10 Verdetto Finale “Separazione causa vasectomia”. Condotto da Tiberio Timperi 15.15 La vita in diretta. Condotto da Marco Liorni e Mara Venier 18.50 L'eredità 20.00 TG1 20.30 Qui Radio Londra. Condotto da Giuliano Ferrara 20.35 Soliti ignoti 21.10 Prima tv Che Dio ci aiuti “Il gusto della vita”“Fuga per la verità”. Con Elena Sofia Ricci, Massimo Poggio 23.25 Porta a Porta. Con Bruno Vespa 1.00 TG1 Notte - TG1 Focus 1.30 Che tempo fa 1.35 Qui Radio Londra. Condotto da Giuliano Ferrara (Replica) 1.40 Sottovoce 2.10 In Italia L'Italia e l'italiano per stranieri “La famiglia” RAI UNO 6.30 Cartoon Flakes 10.00 TG2punto.it 10.20 TG2 Medicina 33 10.30 TG2 Sì, Viaggiare 10.35 TG2 Eat Parade 10.40 Non solo soldi 10.45 TG2 Costume e Società 10.55 Achab 11.00 I Fatti Vostri. Con Giancarlo Magalli e Adriana Volpe 13.00 TG2 Giorno 14.00 Italia sul Due. Con Lorena Bianchetti e Milo Infante 16.15 Ghost Whisperer “Ossessione” con Jennifer Love Hewitt 17.00 Desperate Housewives “Il gioco delle parti” con Teri Hatcher 17.45 TG2 Flash L.I.S. - Meteo 2 17.50 Rai TG Sport 18.15 TG2 18.45 Numb3rs “Il surfista” con David Krumholtz 19.30 Squadra Speciale Cobra 11 “Nemesi” con Erdogan Atalay 20.25 Estrazioni del Lotto 20.30 TG2 - 20.30 20.55 Calcio, Coppa Italia: Tim Cup 2011/2012 Ottavi di finale Inter Genoa (Diretta) 23.10 TG2 23.25 Almost true “Paul McCartney”. Condotto da Carlo Lucarelli 0.15 La Storia siamo noi. Condotto da Giovanni Minoli 1.05 TG Parlamento 1.15 Meteo 2 RAI DUE 7.30 TGR Buongiorno Regione 8.00 Agorà “Tra proteste di piazza e crisi delle imprese” 10.00 La Storia siamo noi “Murolo la Napoli nobilissima” 11.00 Apprescindere “I costi della politica Tra gli ospiti Antonio Di Pietro e Bruno Tabacci” 12.00 TG3 - Rai Sport Notizie 12.25 TG3 Fuori TG 12.45 Le storie - Diario italiano “Pericle e la democrazia” 13.10 Prima tv Julia - La strada per la felicità con Susanne Gartner 14.00 TG Regione - Meteo 14.20 TG3 - Meteo 3 15.05 Lassie con Susan Almgren 15.55 Cose dell'altro Geo 17.40 Geo & Geo 19.00 TG3 19.30 TG Regione - Meteo 20.00 Blob 20.15 L'eredità (Comico, 1930) con Stan Laurel, Oliver Hardy. Regia di James Parrott. 20.35 Un posto al sole 21.05 Il segno della libellula - Dragonfly (Drammatico, 2002) con Kevin Costner, Susanna Thompson. Regia di Tom Shadyac. 23.00 Correva l'anno “I fratelli Kennedy e Marilyn: Le relazioni pericolose” 0.00 TG3 Linea notte 1.00 Meteo 3 RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico - Meteo 5 Borsa e Monete 8.00 TG5 Mattina 8.40 La telefonata di Belpietro 8.50 Mattino Cinque. Con Federica Panicucci e Paolo Del Debbio Grande Fratello 11.00 Forum 13.00 TG5 - Meteo 5 13.40 Beautiful 14.10 CentoVetrine 14.45 Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi 16.15 Amici 16.55 Pomeriggio Cinque. Condotto da Barbara D'Urso 18.50 The Money Drop 20.00 TG5 - Meteo 5 20.30 Striscia la notizia La voce della contingenza. Condotto da Ezio Greggio e Michelle Hunziker 21.10 Prima tv Mediaset La prima cosa bella (Commedia, 2009) con Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti. Regia di Paolo Virzì. 23.45 Matrix. Condotto da Alessio Vinci 1.30 TG5 Notte - Meteo 5 Notte 2.00 Striscia la notizia La voce della contingenza. Condotto da Ezio Greggio e Michelle Hunziker (Replica) 2.40 Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi (Repica) CANALE 5 6.50 Cartoni animati 8.40 Una mamma per amica “Il primo ballo di società” “Una sorpresa per Lorelai” 10.35 Grey's Anatomy “Desiderio” con Ellen Pompeo 11.30 Grey's Anatomy “L'altro lato della vita prima parte” con Ellen Pompeo 12.25 Studio Aperto - Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 Cartoni animati 15.30 Prima tv Camera Cafè Ristretto 15.40 Prima tv Camera Cafè con Luca e Paolo 16.20 The Middle “La gita” con Patricia Heaton 16.45 La vita secondo Jim “Nick” “La partita perfetta” 17.45 Trasformat 18.30 Studio Aperto - Meteo 19.00 Studio Sport 19.25 C.S.I. “Kiss-Kiss, Bye-Bye” “La piccina di papà” 21.10 Prima tv True Justice La Vendetta (Azione, 2011) con Steven Seagal, William Stewart. Regia di Wayne Rose, Keoni Waxman, Lauro Chartrand. 23.10 Prima tv Nikita “Senso unico” “Materia oscura” con Maggie Q 1.00 Studio Aperto - a Giornata 1.15 The Shield “Amore e Droga” “Una faccenda da sistemare” con Michael Chiklis ITALIA UNO RETE QUATTRO LA 7 6.00 TGLa7 - Meteo - Oroscopo - Traffico Informazione 7.00 Omnibus TG La7 (all'interno) 9.45 Coffee Break. Condotto da Tiziana Panella 11.10 L'aria che tira. Condotto da Myrta Merlino 12.30 I menù di Benedetta “Ospite: Spyros Theodoridis” 13.30 TG La7 14.05 ... E giustizia per tutti (Drammatico, 1979) con Jack Warden, Al Pacino. Regia di Norman Jewison. 16.25 Atlantide - Storie di uomini e di mondi. Condotto da Greta Mauro (Replica) 17.30 L'ispettore Barnaby “Oltre la tomba” con John Nettles 19.20 G' Day “Ospiti Laura Ravetto e Andrea Scanzi”. Condotto da Geppi Cucciari 20.00 TG La7 20.30 Otto e mezzo. Condotto da Lilli Gruber 21.10 Piazzapulita “Gli irresponsabili”. Condotto da Corrado Formigli 0.00 TG La7 0.10 (ah)iPiroso. Condotto da Antonello Piroso 1.10 G' Day. Condotto da Geppi Cucciari (Repl.) 2.20 Otto e mezzo. (Repl.) Rai 4 20.25 Supernatural “La notte dei vampiri” con Jared Padalecki 21.10 Prima tv Doctor Who “The Course of the Black Spot” con Matt Smith 22.00 Prima tv Doctor Who “The Doctor's Wife” con Matt Smith 22.50 Ergo Proxy 23.15 Welcome NHK 23.45 Misfits “Rivelazioni” con Robert Sheehan 0.40 Spawn (Azione, 1997) con Michael Jai White. Regia di Mark A.Z. Dippé. Rai Storia 20.30 Res Tore “Magazzini Einstein: Underground Art” 21.00 Dixit Stelle “Roberto Murolo: la Napoli nobilissima” 23.00 Res Tore “Trapani show” 0.00 Mille papaveri rossi “Trent'anni fa: Salerno capitale” Iris 20.10 A-Team “La battaglia di Bel Air” con George Peppard 21.05 The watcher (Thriller, 2000) con James Spader, Marisa Tomei. Regia di Joe Charbanic. 22.50 La maschera di scimmia (Thriller, 2000) con Susie Porter, Kelly McGillis. Regia di Samantha Lang. 0.30 The Black Donnellys “Due vite separate” con M. Stahl-David MTV 16.00 Made 17.00 16 & Pregnant 18.00 Teenager in crisi di peso 19.05 Degrassi: The Next Generation 20.00 Jersey Shore 21.00 I soliti idioti 23.00 Speciale MTV News 23.30 I soliti idioti 0.30 Jersey Shore Deejay Tv 15.00 The Flow 16.00 Popcake 17.30 Rock Deejay 18.35 Platinissima presenta: Good Evening 20.00 Lorem Ipsum 20.20 Via Massena 21.00 Shuffolato 2.0 22.00 Deejay chiama Italia - Edizione Serale 23.30 Lorem Ipsum 23.45 Queen Size 0.15 Shuffolato 2.0 0.30 Lato C Canale Italia 20.00 The Planet's Funniest Animals 20.30 TG Canale Italia 20.55 TG Sport 21.00 Cantando e Ballando 23.45 C'era una volta 0.30 Notte Canale Italia 7 Gold 20.00 Casalotto 20.30 TG7 Sport 21.10 Gli avventurieri di Plymouth (Avventura, 1952) con Spencer Tracy, Gene Tierney. Regia di Clarence Brown. 23.25 Diretta Stadio... Tempi supplementari 0.30 Wildlife Odeon 20.00 Superbike TV 20.45 Il campionato dei campioni 23.00 CNR News 23.05 People's Poker Tour 23.45 Game Time 0.15 Protagonisti del tempo 0.30 CNR News Telelombardia 19.30 Happy Hour 20.00 QSVS sera 20.30 Anteprima Servizio Pubblico 21.05 Servizio Pubblico. Condotto da Michele Santoro 0.15 Shopping in Poltrona Antenna 3 19.45 Chiedimi una canzone 20.30 Azzurro Italia 23.00 Azzurro Italia Notte 0.00 TG Notte TelePadania 20.30 TG Nord 21.10 TG Nord Sport 21.20 I nostri primi vent'anni “La storia della Lega Nord” 21.35 TG Politica LE ALTRE EMITTENTI Class Tv Msnbc 16.40 Nightly News 17.00 Ride&Drive 18.50 Law & Order “Rapinatori pacifisti” con Sam Waterston 19.45 Punto e a Capo Le notizie del giorno attraverso i TG 21.00 L'Ultima Frontiera “Seconda e ultima parte”. Con Fabrizio Gifuni 22.40 Law & Order “Una questione di incapacità” con Sam Waterston 23.50 Doctor 2+ Class Cnbc 14.40 Watchdog 15.00 Linea Mercati Wall Street 16.05 The Leaders “Ospite S. Marchetti” 17.00 Linea Mercati Pomeriggio 18.00 Report “Ospite C. Mazzola (Norisk)” 22.00 Linea Mercati Notte 22.30 Italia Oggi TG Class Horse TV 17.00 Class Horse Tv Live “Rassegna stampa, aggiornamenti e interviste” 18.30 Vintage “Il documentari sul mondo del cavallo” 20.00 Gli Incontri di Cavallo Magazine 20.45 Le Razze in Pillole “Il Cavallo dell'appennino” 21.00 CSI Basel 2012 Il Prize of LGT LE TV DI CLASS EDITORI Class Tv Msnbc Dig. Terr. Canale 27, Tivù Sat 30 Class Cnbc Sky Canale 507 Class Horse TV Sky Canale 221 Tivù Sat 55 7.25 Nash Bridges “Il misterioso Zodiac” 8.20 Hunter “Diritto di cronaca” 9.40 R.I.S. Roma - Delitti imperfetti “Chi ha ucciso Babbo Natale?” 10.50 Benessere - Il ritratto della salute 11.30 TG4 - Meteo 12.00 Un detective in corsia “Una minaccia dal passato” 13.00 La signora in giallo “Un padre, un figlio” 13.50 Il tribunale di Forum Anteprima 14.05 Sessione pomeridiana: il tribunale di Forum 15.10 Hamburg Distretto 21 “Il caso Jasmin” 16.15 Sentieri 16.30 Lui è peggio di me (Commedia, 1984) con Renato Pozzetto, Adriano Celentano. Regia di E. Oldoini. 18.55 TG4 - Meteo 19.35 Tempesta d'amore 20.30 Walker Texas Ranger “Miss Ranger” 21.10 L'Ultimo Padrino “Secondo e ultimo episodio”. Con Michele Placido 23.15 Prima tv Mediaset The Pacific “Peleliu Landing” “Peleliu Airfield”. Con Ashton Holmes, James Badge Dale 1.25 TG4 Night News 1.50 Anime in delirio (Drammatico, 1947) con Joan Crawford, Van Heflin. Regia di Curtis Bernhardt
14 Giovedì 19 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it Le mosse del Pdl anti Udc Silvio cambia rotta: più sostegno a Monti per fermare Casini ::: GIANLUCA ROSELLI ROMA  «Saremo noi a mangiarci Casini. E non il contrario». Questo Silvio Berlusconi va ripetendo negli ultimi tempi, a chi gli sussurra il timore che il Pdl possa diventare terra di conquista da parte dell'Udc. Paure che ieri sono rimbalzate nelle parole di Maurizio Lupi, secondo cui «il leader dell'Udc sta cercando di lanciare un'Opa sul nostro partito». Secondo il deputato cattolico, Casini punta a «trasformare l'at tuale maggioranza in un'alleanza politica e quello di Monti in un governo di larghe intese, così da mettere da parte il bipolarismo e mandare in pensione anticipata Pdl e Pd». Il piano del leader centrista può funzionare, però, solo con una legge elettorale adeguata, che non torni al Mattarellum, ma viri verso quote sempre maggiori di proporzionale. Ed è proprio per opporsi a questo disegno che ieri Angelino Alfano al Quirinale ha ribadito a Giorgio Napolitano la disponibilità a cambiare l'attuare sistema, tenendo però la barra dritta verso il bipolarismo. Rimarcando anche la necessità di «diminuire il numero dei parlamentari, che devono tornare a essere eletti dal popolo». Poi, nel pomeriggio, su Twitter, Casini ha mandato un messaggio al segretario del partito berlusconiano: «Tranquillo, il topo non mangia il lupo», ha scritto il leader centrista. Ma il rapporto con l'Udc rimane un cruccio nella testa del Cavaliere (che oggi riunirà di nuovo il vertice del partito), sempre convinto di riuscire a recuperare il soldato Casini nell'al veo del centrodestra. «Il governo Monti per il leader centrista è una vera manna dal cielo: così può giocare a fare il sostenitore delle larghe intese, sottraendo consensi soprattutto a noi, che finora non siamo stati capaci di gestire il difficile ruolo di partito di lotta e di governo», spiegano da via dell'Umiltà. E infatti i sondaggi in calo confermano un cedimento di voti dal Pdl verso la Lega da una parte e l'Udc dall'altra. Berlusconi resta però convinto che dopo il governo Monti, se non ci saranno scherzi sulla legge elettorale, il grande bluff del Terzo polo sarà scoperto. E a quel punto l'Udc dovrà finalmente scegliere da che parte stare. Nel frattempo, la scelta tocca al Cavaliere. Con chi stare alle amministrative di primavera? Continuare il corteggiamento a Casini o rincorrere la Lega di Bossi? «Probabilmente il Cav farà entrambe le cose», spiegano a via dell'Umiltà, «cercando di allearsi con Bossi al Nord e con Casini al Sud, in una sorta di remake delle Politiche del 1994, con il leader centrista al posto di Gianfranco Fini». Per il momento, proprio per contrastare le mosse centriste, il Pdl ha deciso di cambiare strategia e di sfidare Pier sul suo stesso terreno. Diventando più di governo e meno di lotta. Così si spiega il sì alla mozione unitaria chiesta da Monti sull'Europa. E il sì a quella sulla giustizia. Ieri, poi, sempre in chiave pro governo, in Senato sono state depositate quattro mozioni anti-recessione. Mentre i deputati pidiellini hanno presentato un esposto contro le agenzie di rating. E anche sul fronte liberalizzazioni, il Cav ha deciso di scendere dalle barricate, cercando semmai di essere propositivo sulle quelle da realizzare prima. Altrimenti il rischio è quello di passare davanti agli elettori per conservatori e illiberali. L'esatto contrario rispetto alla filosofia della sua discesa in campo. Primi schiaffi in Aula: governo sotto due volte Confusione e scarso coordinamento con i partiti della maggioranza E l'esecutivo subisce una doppia sconfitta su rifugiati e immigrazione SÌ DELLA GIUNTA PER LE AUTORIZZAZIONI «Sequestrate il computer di Laboccetta» Gli analisti dicevano che tra A. Merkele Berlusconi non ci fossero buoni rapporti. Che insomma all'ex premier così a pelle non piacesse. Questione di movenze: goffe, quasi impacciate. E poi quei capelli biondi, quell'arro ganza teutonica... «ma chi si crededi essere».Ma sisaa Silviopiace stupire, concedere una seconda chance. E così Alexander Merkel, calciatore di belle speranze, è tornato al Milan... Ah, dicono che che abbia pure un bel fondoschiena. Ma questo non fatelo sapere al Cav, potrebbe ingelosirsi. il graffio C'è Merkel e Merkel ::: ELISA CALESSI ROMA  Difficile dire se ha pesato di più la confusione, l'impreparazione del sottosegretario o la voglia di questa maggioranza strana di dare un colpo all'esecutivo. Fatto che sta che ieri sera, proprio alla fine della seduta alla Camera dei Deputati, per la prima volta il governo Monti è stato battuto. E su temi di politica estera. In occasione della visita di sabato a Tripoli del presidente del Consiglio, ieri, infatti, sono state messe in votazione alcune mozioni sulla Libia. L'esecutivo è andato sotto prima su quella dell'Italia dei valori, che riguardava i rapporti con l'ex terra di Gheddafi in materia di immigrazione. Il governo aveva dato parere contrario, ma il testo dei dipietristi è passato con 236 sì, 215 no e 5 astenuti. Hanno votato a favore il Partito democratico, l'Italia dei valori e tutto il Terzo Polo. Ma non è finita. Pochi minuti dopo il governo è stato battuto per la seconda volta. L'assemblea di Montecitorio ha infatti approvato la mozione dei Radicali che riguardava sempre la Libia e l' immigrazione e su cui il governo aveva ugualmente espresso parere contrario. Il testo è passato con 264 sì, 125 no e 162 astenuti. Non hanno votato la Lega e l'Udc, hanno votato a favore il Pd e l'Idv, mentre il Pdl si è astenuto. Sono poi state approvate le mozioni del Pd e dell'Udc, mentre è stata bocciata quella della Lega, che ha inscenato una protesta in Aula. Chi ha votato a favore di entrambe le mozioni in questione, contro il parere del governo, è stato il Partito democratico. Nella mozione dipietrista si impegna il governo «ad assumere le necessarie iniziative sul piano politico-diplomatico volte ad assicurare la piena applicazione di quanto previsto dagli articoli 1 e 6 del trattato italo-libico del 2008 e a consentire che le operazioni di contrasto all'immigrazione clandestina siano pienamente conformi alle norme di diritto internazionale», in particolare per quello che riguarda «i richiedenti asilo». Si chiede, poi, di dire cosa si intende fare di «quanti sono dovuti scappare» in seguito alla guerra in Libia e si trovano accolti nelle varie regioni italiane con la status di «rifugiati». Ancora: si impegna il governo «a migliorare sensibilmente le condizioni dei migranti sistemati nei centri di accoglienza», di quelli che si trovano «nei centri di identificazione ed espulsione e nei centri di accoglienza dei richiedenti asilo» e «ad attivarsi nelle sedi opportune e a livello bilaterale affinché, quanto prima, la nuova dirigenza libica si adoperi per ratificare la convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati». Infine si sollecita «a cooperare con gli altri Paesi dell'Unione europea per un governo europeo dei fenomeni migratori». La mozione dei Radicali, invece, impegna il governo «a garantire protezione internazionale e diritto di asilo a chi è giunto dalla Libia, e a non riprendere le politiche di respingimento né nei confronti di chi proviene dalla Libia, né da chi arriva da altri Paesi». La faccenda, insomma, riguarda le condizioni in cui si trovano i rifugiati e gli immigrati costretti a scappare dalla Libia. «Non c'è nulla di politico, semplicemente ha sbagliato il governo a dare parere negativo», si spiega nel Pd e nell'Udc, partiti che sostengono l'esecutivo, ma che, ieri, hanno votato in difformità al parere del governo (il Pd in entrambi i casi, l'Udc solo in uno). In Aula c'era Carlo De Stefano, sottosegretario all'Interno. In molti, ieri sera, puntavano il dito contro di lui: non avrebbe letto con attenzione il testo delle mozioni, dando parere negativo a testi più che ragionevoli, nei quali erano affermati gli stessi concetti presenti nel testo del Pd. C'è poi chi accusa l'assenza di collegamento tra il governo e il Parlamento o la poca pratica dei ministri e sottosegretari tecnici con i regolamenti e la prassi dell'Au la. Non c'è dubbio, però, che l'episo dio è anche un segnale di insofferenza dei partiti che pure fanno parte della maggioranza nei confronti del governo. Confinati spesso in queste settimane al ruolo di spettatori, ieri hanno cercato di marcare la loro autonomia. Un segnale piccolo, per ora. Ma pericoloso de dovesse ripetersi. Via libera al sequestro del computer di Amedeo Laboccetta, deputato del Pdl. La giunta per le autorizzazioni della Camera, con undici voti a favore e otto contrari, ha dato il via libera ai magistrati di Milano che indagano sulla Banca popolare di Milano. Per il semaforo verde si sono espressi Pd, Lega, Italia dei valori e Terzo polo. No, invece, di Pdl ed ex Responsabili. Ora tocca all'aula della Camera. «Non perda tempo con il mio computer, il Paese ha ben altri problemi: il pc è a disposizione», fa sapere il diretto interessato. Negato dalla giunta del Senato, al contrario, l'uso delle intercettazioni che riguardano Carlo Vizzini (Psi). E la prossima settimana ci sarà l'audizione del leghista Roberto Calderoli sul volo di Stato del 19 gennaio 2011. Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri: ieri battuta alla Camera Ansa IN ORDINE SPARSO Il Pd vota a favore delle mozioni di Idv e Radicali contro il parere espresso dal ministro. L'Udc si astiene sul secondo testo come il Pdl le grane di Monti
::: le lettere 46 Giovedì 19 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it TuttoMilano Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@libero-news.eu sottolineando nell'oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. 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Arsia - zona 8 CREMA - Via Crema - zona 5 CURIEL - Via Curiel - zona 6 DEI GUARNIERI - Via Dei Guarnieri - zona 5 FRATELLI DI DIO - Via Fratelli di Dio - zona 7 GRATOSOGLIO NORD - Via Baroni - zona 5 MARCO AURELIO - Via Marco Aurelio - zona 2 NEERA - Via Neera - zona 5 PAGANO - Largo V Alpini - zona 1 PISTOIA - Via Pistoia - zona 7 STRESA - Via Stresa - zona 2 Chiusura al traffico: Via Arona (tratto da Giovanni da Procida a p.le Carlo Magno): per lavori di approntamento cantiere logistico per la metropolitana linea 5. Termine lavori previsto: 2015. Via Correggio: divieto di transito causa lavori tra Via Carlo Ravizza e Via Federico Faruffini in entrambe le direzioni termine lavori previsto 29 gennaio 2012. Via Messina divieto di transito causa lavori tra Via Cenisio e Piazza Giovanni Perego Metro-5. Via Filippo Corridoni: strada chiusa al traffico tra Via Gaetano Donizetti e Viale Bianca Maria causa lavori Teleriscaldamento. Traffico difficoltoso in: Via Luigi Nono difficoltà di circolazione causa lavori Via Luigi Nono, Piazza Coriolano, Via Cenisio Metro-5. Via Cenisio: possibili rallentamenti causa lavori tra Via Messina e Piazza Carlo Caneva via Cenisio e via Luigi Nono: traffico difficoltoso in direzione di P.za Coriolano per modifica della viabilità in corrispondenza del cantiere di Metro 5. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via B. Colleoni. Termine previsto per il 2015. Via Andrea Solari e Piazza del Rosario: dalle 06:00 del 26 ottobre 2011 per lavori di riqualificazione stradale. Termine lavori previsto 28 febbraio 2012. Viale Monte Ceneri: difficoltà di circolazione causa restringimento di carreggiata tra Via Lorenzo Bartolini e Via Mac Mahon in entrambe le direzioni Lavori di manutenzione del cavalcavia. Termine previsto 31/03/2012. Via Giuseppe Ripamonti: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Giuseppe Ripamonti e Via Bernardo Quaranta Via Filippo Brunelleschi: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Filippo Brunelleschi e Via Giambellino. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via Bartolomeo Colleoni. Termine lavori previsto: 2015. LAVORI IN CORSO MILANO E LOMBARDIA FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magen ta): v. Larga, 16; v. Dell'Orso, 1; v. Stampa, 14; p.le Cadorna, 11; v. Larga, 16. NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Ga ribaldi): v. dei Cignoli, 1; v. Le pontina, 13; v. Monterotondo, 1; v.le Zara, 145; v. Monte Santo, 12. SUD (Ticinese, Vigentina, Rogo redo, Barona, Gratosoglio): v. Co mac chio, 4; v. Volvinio, 25; v. Sa ponaro, 2/c; Ripa di Porta Tici ne se, 33. EST (Venezia, Vittoria, Romana, Lo reto, Città Studi, Lambrate, Or ti ca, Forlanini, Mecenate): c.so Bue nos Aires, 36; v. Varanini, 19; v. Toselli, 2; v. Matteucci, 4; p.le Udine, 8; v. Ciro Menotti, 18; v.le Monte Nero, 59; v. Parea, 13. OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sem pione, S. Siro): c.so Colombo, 6; v. Vignoli 42/44; v. del Pettiros so, 16; v.le Ranzoni, 2; v. F.lli Zoia, 84/2; p.za Stuparich, 4; v. Alex Visconti, 22/a; v. Principe Eugenio, 19; v. Canonica, 32. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; v. Larga, 16; p.za Clotilde, 1; v.le Zara, 38; v.le Testi, 74; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v.le Corsica, 42; v.le Lucania, 10; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Cittadinanzattiva........................02.73950559 Lac Lombardia ...........................02.58306583 Linea Amica (ore 20-24)............02.39325273 Sordomuti DTS. .........................02.48204247 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga.......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali ................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità A2A....................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda SMOG Avanti con Area C, Pisapia contestato Da lunedì l'inquinamento a Milano invece di diminuire continua a rimanere oltre la soglia d'attenzione. Pisapia però si ostina a difendere Area C. Molte le proteste dei cittadini: Pisapia ora tace ma siccome dal sindaco non c'è d'aspettarsi niente di buono, probabilmente nei prossimi giorni a chi contesta il ticket risponderà che le tasse sono bellissime, ispirandosi a Tommaso Padoa-Schioppa Giacomo Sempioni e.mail TRAFFICO Settimana della Moda parcheggi selvaggi In questi giorni, a causa delle sfilate della Settimana della moda maschile, la zona intorno a via Solari e via Tortona era impraticabile. Buffo che, proprio dove qualche mese fa un bimbo piccolo è morto in bicicletta travolto da un tram mentre tentava di schivare la portiera aperta di un'auto parcheggiata in divieto di sosta, fosse consentito parcheggiare in doppia, se non addirittura in terza fila. Per i modelli niente multe però. Benedetta Fiore e.mail CRONACA Decoro in Regione, ma la Minetti esagera Giacca obbligatoria in Regione, per il rispetto dell'Istituzione. Decoro per tutti, ma non per la Minetti che forse ha dimenticato il significato della parola sobrietà: per lei giacca, sì, ma con tanto di scollatura! Anna Valbonesi e.mail Sulla differenziata aumenti in arrivo ma serve più responsabilità Caro Besana, da metà febbraio il sacco nero utilizzato per la raccolta differenziata sarà sostituito da uno trasparente che, a detta dell'Amsa, consentirà di recuperare circa 160 tonnellate di rifiuti (vetro, carta, plastica) fino ad oggi impropriamente gettati nello stesso sacco dell'umido. Questa operazione rischia però di avere dei costi: salirebbe a circa 6 milioni di euro il bilancio, con un peso a famiglia stimato attorno ai 7-8 euro all'anno. Prima di aumentare la Tarsu forse sarebbe opportuno capire su chi ricadranno i costi per ammortizzare gli investimenti. Sull'argomento inoltre non c'è, a mio avviso, abbastanza informazione: dove vanno buttati, per esempio, stoffa, legno o metallo? In città ci sono molti contenitori dove ognuno butta un po'di tutto. Che senso ha allora essere diligenti a casa quando poi nelle strade tutto viene gettato alla rinfusa? E c'è di peggio: mi è capitato di vedere addetti della spazzatura raccogliere i vari sacchetti e poi buttare tutto in un unico mucchio. L'iniziativa del Comune è sicuramente virtuosa, ma forse bisognerebbe riflettere di più sullo stato attuale delle cose. Franca Bertoli Milano Risponde Renato Besana Cara Bertoli, la raccolta separata dell'umido, cioè dei rifiuti di cucina, sarà messa a regime nel giro di qualche anno. Dal mese prossimo partirà la sperimentazione in alcuni quartieri, già avviata in era Moratti. Il sacco nero è destinato all'indifferenziata; purtroppo non mancano coloro che, nonostante le multe, continuano a gettarvi di tutto. Certo non è semplice capire come comportarsi: dove vanno le buste di carta foderate di plastica? E la pellicola d'al luminio? Non dovrebbe essere necessario un master per buttare l'immondizia. I cestini lungo le strade servono per le emergenze, dalle cartacce agli avanzi di pizza, ma non bisogna abusarne. Simple Minds in concerto unica tappa a Milano CONCERTO Unico show dal vivo per i Simple Minds che tornano a calcare le scene musicali, il 28 febbraio all'Alcatraz. Jim Kerr e la sua band eseguiranno per la prima volta dal vivo cinque brani per i primi cinque album della loro carriera. Un live che ripercorre l'evoluzione musicale del gruppo, icona della new wave anni Ottanta, dal 1979 al 1982. La band scozzese, in oltre trent'anni di carriera, ha venduto più di quaranta milioni di dischi. Il gruppo viene fondato a Glasgow nel 1977: l'album d'esordio, «Life in a Day» del 1979, si inserisce nel filone della musica elettronica post-punk, e risente dell'influenza di Bowie. La svolta arriva nel 1982, anno di pubblicazione del disco «New Gold Dream» considerato come uno dei più rappresentativi del nascente movimento new wave. ___________________________ Martedì 28 febbraio, Alcatraz, via Valtellina 21, biglietti da 40 euro. «Mirografie» racconta il Mirò grafico MOSTRA Si inaugura il 20 gennaio «Mirografie» l'esposizione curata da un gruppo di studenti del Collegio di Milano e dedicata alla produzione di Joan Mirò pubblicitario. Poster, inviti e cataloghi disegnati da Mirò: è il patrimonio artistico di un importante collezionista privato milanese in mostra per la prima volta al grande pubblico. L'esposizione è ospitata presso l'Hospitale dei pellegrini SS. Pietro e Paolo in corso di Porta Romana. ___________________________ Dal 20/01 al 05/02, Corso di Porta Romana 118/A, ingresso libero. Alla scoperta del caffè nelle boutique Illy INCONTRO Quattro giornate dedicate alla scoperta del gusto e dell'aroma del caffè. Gli appuntamenti previsti si rivolgono agli amatori che vogliono allargare i loro orizzonti: le lezioni prevedono percorsi che spaziano dai metodi di preparazione all'esperienza della degustazione, passando per nozioni storiche e tecniche. Gli incontri si terranno oggi, il 26 gennaio e il 2 e il 15 febbraio presso i negozi della Galleria San Carlo e presso la Coin di Corso Vercelli. La prenotazione è obbligatoria. ___________________________ Oggi, dalle 11, Illyshop Coin, Corso Vercelli 30, ingresso libero. Il dramma della Shoah raccontato a fumetti MOSTRA In occasione della giornata della memoria la Fondazione Fossati e il WOW di Milano propongono un originale percorso a fumetti che racconta la tragedia della deportazione degli ebrei durante la Secodna guerra mondiale. Due storie raccontate in parallelo: “Maus, racconto di un sopravvissuto” del premio Pulitzer Spiegelman, e “Giorgio Perlasca, un uomo comune”scritta da Sonseri e disegnata da Bufi. Il 22 gennaio si terrà anche un incontro di approfondimento dedicato alle tematiche affrontate nella mostra. ___________________________ Dal 21/01 al 05/02, WOW, viale Campania 12, ingresso libero. Commenta anche sulla pagina Facebook di Libero Milano
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