ULTRAZOOM
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7Mercoledì 18 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: MALCOSTUME E POLITICA Incredibile a Milano L'indagato Penati indaga sul San Raffaele L'ex presidente della Provincia sotto inchiesta per le tangenti di Sesto farà parte della commissione sul crac dell'ospedale ::: ANDREA SCAGLIA  Certo che siamo un Paese incredibile, e nel letterale senso della parola. Cioè, prendiamo la vicenda di Filippo Penati, il già sindaco progressista di Sesto San Giovanni nonché ex presidente della Provincia di Milano e capo della segreteria di Bersani, ora sotto inchiesta per questioni di malaffare e malapolitica con annesse (presunte) tangenti. Ovvio che, nonostante la Procura di Monza si mostri convinta d'aver raccolto elementi sufficienti a sostenere le ipotesi di reato - l'av viso di conclusione indagini e la conseguente richiesta di rinvio a giudizio non dovrebbero farsi molto aspettare - nonostante questo, dicevamo, allo stato attuale Penati è colpevole di nulla, dovendo le accuse passare ancora al vaglio processuale. E questa non è considerazione di maniera, ma sostanziale. Scritto questo, esistono poi le cosiddette questioni d'opportunità, espressione invero spesso foderata d'ipocrisia che però a volte risponde effettivamente a ragionevoli esigenze di correttezza e coerenza di comportamento. Nel senso: com'è noto, Penati in seguito all'inchie sta si è autosospeso dal suo ruolo di presidente del Consiglio regionale lombardo e anche dal Partito Democratico, non però rinunciando alla carica di consigliere. E dunque adesso, come da regolamento, fa parte del cosiddetto Gruppo Misto, la terra politicamente di nessuno in cui finiscono dissidenti e reietti e indagati d'ogni schieramento. Succede ora che proprio in Regione Lombardia debba insediarsi la Commissione d'inchiesta incaricata di approfondire l'altro grande scandalo che ::: LA VICENDA IPOTESI DI REATO Il 20 luglio 2011 Filippo Penati viene indagato dalla Procura di Monza per concussione e corruzione per presunte tangenti intascate sulla riqualificazione dell'ex Area Falck di Sesto San Giovanni e sulla compravendita delle azioni della società Milano Serravalle”. NIENTE ARRESTO Il 25agosto 2011 il giudiceper le indagini preliminari di Monza respinge la richiesta d'arrestoche erastata formulata dalla Procura nei suoi confronti, pur riconoscendo «gravi indizi di reato». Da ricordare che il pm aveva ravvisato «gravissimi episodi di corruzione». sta infangando i colletti bianchi lombardi (per la verità ormai parecchio ingrigiti), quello legato al crac dell'ospedale San Raffaele - e anche in questo caso, oltre ai buchi di bilancio, i magistrati ipotizzano malversazioni d'ogni tipo e anche mazzette più o meno manifeste. La prima convocazione di questa commissione è prevista per lunedì 23 gennaio. Organismi di questo genere devono comprendere i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Consiglio. E dunque ne farà parte anche lo stesso Penati, proprio in quanto componente del Gruppo Misto. Indagato e indagatore. Quando si dice il paradosso. E non si tratta qui nemmeno d'acco darsi agli stucchevoli rinfacci pseudo-politici, con un partito che sbraita all'altro «tu che hai il tuo uomo invischiato di là, adesso non puoi fare la morale al mio invischiato di qua», e poi «io non ti ho interrotto, tu non m'interrompere» e via con tutto il circo ululante. E però, insomma, il cortocircuito è evidente. Peraltro, fra le faccende legate alla bancarotta del San Raffaele che la Procura di Milano sta approfondendo, ci sono anche incarichi che coinvolgono persone indagate proprio nell'inchiesta sul “sistema Sesto”. Tanto per fare un esempio: l'architetto Renato Sarno, già stretto collaboratore dell'ex presidente della Provincia, progettista di un residence commissionato dalla fondazione di don Verzé la cui costruzione era stata affidata a Pierino Zammarchi, colui che ha poi svelato l'esistenza di fondi neri accumulati proprio dal San Raffaele. E sempre Sarno - che nell'indagine sul San Raffaele non è indagato, è bene precisarlo - avrebbe dovuto sovrintendere il progetto di quell'altra visionaria idea di Verzé che doveva essere l'ospedale del benessere, a Verona. E poi ancora: al San Raffaele fu affidato dalla società “Milano Serravalle” il servizio di elisoccorso da svolgere sull'autostrada Milano-Genova e sulle tangenziali, e però d'altro canto il fulcro dell'inchiesta su Penati è rappresentato proprio dall'acquisto da parte della Provincia - quando lui ne era presidente - di azioni della “Milano Serravalle”, con i magistrati a sospettare che l'operazione celasse anche la distribuzione di tangenti. E insomma, un groviglio politico-giudiziario. Che la presenza di Penati nella Commissione in questione contribuisce se possibile a infittire. Non sappiamo se i regolamenti che hanno portato a questa singolare situazione permettano eventualmente a Penati di rinunciare all'incarico. Non sarebbe certo, da parte sua, un'ammissione di colpevolezza. Ma contribuirebbe a non svilire ulteriormente la già scarsissima credibilità delle istituzioni nostrane. Qualche tempo fa Fabio Poletti su La Stampa rimarcava come, al Pirellone, un consigliere su cinque (uno su cinque!) risulti coinvolto o lambito da inchieste giudiziarie. Ora i consiglieri indagati (per malaffare e malapolitica) diventano addirittura componenti delle Commissioni d'inchiesta (su malaffare e malapolitica). Vediamo dove riusciamo ad arrivare. UOMO DI BERSANI L'ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati Fotogramma UniCredit, la banca made in Italy nel mondo. Ultimi giorni per nuovi traguardi. Se avete voglia di azioni concrete, partecipate all'aumento di capitale UniCredit. È il momento di investire in una grande banca, per far crescere insieme un grande Paese: il nostro. Possono aderire tutti gli attuali azionisti, ma possono parteciparvi anche coloro che ne acquisiscano i diritti di opzione. 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41Mercoledì 18 gennaio 2012CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it LIBERALIZZAZIONI I farmacisti si preparano alla rivolta Se i tassisti scioperano, i farmacisti per ora stanno a guardare, «Ma ancora per poco, il decreto è insostenibile», dichiara Annarosa Racca, presidente di Federfarma, la stessa che si è vista recapitare di recente due buste esplosive. Se il decreto Salva Italia dovesse essere approvato, anche in Lombardia qualcosa potrebbe cambiare. Liberi tutti di aprire nuove farmacie. Si passerebbe da 2.600 a 3.788 punti vendita. Solo una ventina in più in Milano città. Così da rispettare quello che dice il decreto, ovvero una farmacia ogni 3.000 abitanti. Disseminate in ogni dove, tra centri commerciali, stazioni di servizio. «La nostra professionalità sarebbe messa a rischio», tuona Racca. Il decreto prevedrebbe pure la libera vendita dei farmaci di fascia c nei supermercati. I farmacisti sarebbero messi in un cantuccio a vendere pastiglie accanto al reparto dei surgelati. S. BIO. Il polo di Nerviano Pisapia blocca la città della salute Mancano i fondi per i collegamenti, salta il progetto ::: SARA BIONDINI  È tutta colpa di Pisapia. Il tormentone dal web è passato al Pirellone. Ieri in Consiglio regionale si parlava della chiacchierata Cittadella della salute, quella che, secondo un accordo di programma siglato nell'aprile 2009, dovrebbe unire entro il 2015 l'ospedale Sacco, il Besta e l'Istituto Nazionale dei Tumori a Nerviano in un centro sanitario all'avanguardia. Un polo per la cura di malattie neurologiche, oncologiche e infettive primo in Italia. Ma tutto è fermo. Anche per colpa di Pisapia. I soldi tagliati in vista dell'Expo non permettono la costruzione di collegamenti di trasporto pubblico tra Milano e la futura area della fiera. E proprio quella bretella passerebbe nei pressi del polo di Nerviano servendo da trasporto per i pazienti. Senza la linea di collegamento il piano va rivisto e va anche messa in discussione la location. La vicepresidente del consiglio regionale in quota Pd Sara Valmaggi avanza una interrogazione: «Sulla Cittadella della Salute la giunta non dà certezze, dubbi su localizzazioni e finanziamenti». Il 13 dicembre scorso il consorzio che avrebbe dovuto gestire la road map dei lavori (inizio cantieri luglio 2012, fine dell'opera 2015, apertura ufficiale a inizio 2016) è stato sciolto. Motivazione? «In considerazione delle esigenze, nell'attuale contesto economico, di un contenimento sempre maggiore dei costi da parte delle pubbliche amministrazioni», spiegano al Pirellone. Ma la Regione già a quel tempo assicurava che la Cittadella era una priorità. Ora è tutto in forse. I fondi che inizialmente ammontavano a 520 milioni di euro ora sono aumentati a 689, ma divisi in due trance. «Come deciso tramite una delibera della fine dell'anno - spiega la Valmaggi - il primo pacchetto di soldi era destinato alla realizzazione delle due nuovi sedi per Besta, Istituti dei tumori e per l'integrazione del Nerviano Medical science. Per quanto riguarda il Sacco però non è ancora stata specificata la copertura finanziaria». Se, come era già ventilata, fosse vera l'ipotesi del quartiere Santa Giulia come nuova meta proposta anche dal Comune di Milano per la Cittadella, la partecipazione dell'ospedale Sacco al progetto sarebbe in bilico. Visto che, per motivi logistici, il Sacco era proprio a due passi da Nerviano. Oggi e domani si incontrerà il tavolo tecnico che dovrà esaminare anche la situazione economica, vagliare le diverse proposte per la nuova sede (da decidere nel caso le controversie tecniche non saranno risolte) e trovare una soluzione per iniziare finalmente ad aprire le gare d'appalto. «La realizzazione è strategica», ha ribadito la Regione che ha tra l'altro annunciato entro la fine del mese l'incontro della commissione di vigilanza che vedrà come il Sacco potrà entrare in sinergia con il progetto. Bullismo Prof colpito con estintore, i colleghi: abbiamo paura (...) parlando di un semplice incidente e sostenendo che non era il caso di criminalizzare il ragazzo. A pochi giorni dall'aggressione, però, chi ha assistito alla riunione sindacale ha sottolineato che l'aggressione ha creato un clima di ansia e insicurezza fra i docenti. «Non possiamo mandare il messaggio che siamo disposti a tollerare un atto criminale che avviene nei corridoi della scuola. Non si è trattato di un incidente, ma di un atto deliberato che poteva avere conseguenze irreparabili. Il rischio è che i professori inizino a comportarsi in maniera omertosa, e preferiscano non riprendere chi infrange le regole per paura di essere picchiati dai bulli. Tutto questo non è tollerabile». Secondo Attilio Paparazzo, segretario della Cgil Scuola di Milano, atti vandalici ed episodi di bullismo si stanno moltiplicando soprattutto a causa dei tagli che hanno ridotto il personale: «Le carenze in organico portano alla mancanza di controllo. Basta pensare che, in alcuni istituti, a una sola persona viene affidata la responsabilità di ispezionare addirittura tre corridoi contemporaneamente. Così si mette a rischio la sicurezza dei docenti». DAL 5 AL 7 LUGLIO . Heineken festival trasloca a Rho L'Heineken Jammin' Festival si trasferisce alla Fiera di Rho dal 5 al 7 luglio. Dice Roberto De Luca, di Live Nation: «Offriremo, anche quest' anno, un cartellone sensazionale». ::: segue dalla prima EMANUELA MEUCCI .
24 Mercoledì 18 gennaio 2012 DALLA BORSA Nonostante le agenzie di rating tengono tutte le Piazze europee ::: Reazioni FEDERALIMENTARE CONTRO LA TASSA SUL CIBO SPAZZATURA L'idea di una tassa sul cibo spazzatura, allo studio del governo nel quadro del patto per la salute, non piace affatto alla Federalimentare, l'associazione che rappresenta le tutte le industrie produttrici del food drink del nostro Paese. «Quella di tassa di scopo destinata a compensare alcune misure di rimodulazione della spesa sanitaria di competenza regionale, è un'ipotesi che non ho difficoltà a definire malaugurata - afferma il presidente Filippo Ferrua, in quanto la tutela sanitaria dei nostri cittadini non si persegue con le tasse ma con l'educazione. Non esistono cibi cattivi di per sé: occorre adottare corrette diete». E, a questo proposito, Federalimentare ha sottoscritto due protocolli con il Ministero dell'Istruzione per dar vita al piano formativo del programma Scuola e Cibo, e con il ministero della Salute. ::: In breve ANCHE CON GLI AIUTI ALCOA FUGGE MANIFESTAZIONI IN TUTTA LA SARDEGNA La situazione è esplosiva nello stabilimento Alcoa di Portovesme ma anche nell'intero territorio, dove è forte la preoccupazione per l'annunciata chiusura della fabbrica: il governo deve trovare una soluzione immediata anche attraverso una temporanea gestione degli impianti con una delle società pubbliche, perché l'obiettivo è mantenere in piedi la produzione. È questo l'appello lanciato dai segretari di categoria di Cgil, Cisl e Uil del Sulcis, Franco Bardi, Daniela Piras e Rino Barca, durante l'incontro con il prefetto di Cagliari, Giovanni Balsamo, dopo il presidio alla base dell'aeronautica di Decimomannu. Il prefetto ha annunciato che la settimana prossima ci sarà una nuova convocazione delle parti a Roma.  Chiusura positiva, ma sotto i massimi di seduta, per le Borse europee. Incoraggiate da dati macroeconomici positivi, le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno ignorato la minaccia di Fitch di tagliare entro fine mese il rating dell'Italia, salvo poi frenare sui risultati trimestrali di Citigroup, inferiori alle aspettative. Inflazione in calo a dicembre: l'Eurozona, secondo l'Eurostat, registra un tasso del 2,7%, in discesa rispetto al 3% di novembre, e migliore rispetto alle attese degli analisti. In Germania, invece, migliora l'indice Zew sulla fiducia economica: a gennaio tocca -21,6 punti, il livello più alto segnato dal luglio 2011, mentre le attese erano ben peggiori. Sul fronte dei titoli di Stato, invece, l'asta spagnola centra il target nonostante il declassamento di Standard & Poor's di venerdì. Il governo ha collocato bonos a 12 e 18 mesi pari a 4,88 miliardi di euro, in linea con il target fissato. I rendimenti sono scesi rispettivamente a 4,050% e 4,226%. Il differenziale del rendimento tra Btp decennali e bund tedeschi ripiega a 471 punti, dopo aver aperto a quota 484. A Piazza Affari il Ftse Mib segna un progresso dello 0,69% a 15.325 punti. A Milano in ordine sparso i bancari, con Unicredit ancora in corsa. Bene anche Eni ed Enel. SU WWW.LIBEROQUOTIDIANO.IT LA BORSA IN UN CLICK Gli indici internazionali FTSE Italia All Share Mib Star HONG KONG Hang Seng DAX Zurigo SMI New York DOW JONES valore var. % valore var. % quantità var. % Il maggior rialzo Il maggior ribasso L'azione più scambiata Gefran 3,082 +9,99 Aeroporto di Firenze 8,865 -6,64 Unicredit 164.767.330 +2,8 Cross Rates Euro G.Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia Usa Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA FTSE Mib Titolo Rif. in Var. % Titoli di Stato ultima rilev.ultima rilev.Titolo Ren. Titolo Ren. ultima rilev.Titolo Ren. Oro e monete Euribor Titolo Titolo 360 365Denaro Lettera TS TSF FTSE Italia Mid Cap Gli indici di Milano 17/0116/0113/0112/0111/01 17/0116/0113/0112/0111/01 17/0116/0113/0112/0111/01 17/0116/0113/0112/0111/0110/01 17/0116/0113/0112/0111/0110/01 17/0116/0113/0112/0111/0110/01 17/0116/0113/0112/0111/0110/01 17/0113/0112/0111/0110/01 17/0116/0113/0112/0111/0110/01 17/0116/0113/0112/0111/0110/01 17/0116/0113/0112/0111/0110/01 16.162,07 +0,78 15.325,98 +0,69 9.586,92 +0,50 17.831,75 +0,41 19.627,80 +3,24 6.332,93 +1,82 6.056,17 +0,41 12.539,90 +0,95 dato di metà pomeriggio Chiusura Var. %Titolo Gli altri indici di Milano Chiusuraus Var. % Titolo grafica a cura di centimetri.it DJ It Titans 30 Mediobanca Generale Comit Globale Comit Globale R Comit Globale R 1040 Comit Performance R Comit Performance R 1040 Assicurazioni Banche TLC e Servizi Finanziarie Immobiliari Trasporti e tempo libero Industriali 0,71 1,98 1,70 0,62 0,40 0,62 0,40 1,44 2,50 1,25 1,37 0,10 1,51 1 77 1.609,06 43,35 826,15 824,13 49,27 2.751,77 57,81 2.781,53 501,99 1.101,08 229,07 88,31 1.232,54 505,95 su www.liberoquotidiano.it l'aggiornamento delle borse ogni venti minuti ANSALDO STS 7,42 -0,74 ATLANTIA 11,81 -0,17 AUTOGRILL 8,095 0,94 AZIMUT 5,76 -0,17 A2A 0,6935 -0,14 B M.PASCHI SIENA 0,2115 -0,75 B P EMILIA ROMAGNA 5,725 -2,72 B POP MILANO 0,3085 -2 BANCO POPOLARE 0,906 -0,71 BUZZI UNICEM 7,675 1,72 CAMPARI 5,165 -0,96 DIASORIN 20,74 -1,47 ENEL 3,196 2,37 ENEL GREEN POWER 1,585 0,44 ENI 16,67 1,71 EXOR 16,93 -0,41 FIAT 4,246 1,97 FIAT INDUSTRIAL 7,45 0,54 FINMECCANICA 2,92 -0,14 GENERALI 12,15 0,16 IMPREGILO 2,51 1,29 INTESA SANPAOLO 1,265 0,72 LOTTOMATICA 12,01 -0,58 LUXOTTICA GROUP 23,39 -0,97 MEDIASET 2,13 -2,38 MEDIOBANCA 4,468 -1,15 MEDIOLANUM 2,998 -2,35 PARMALAT 1,363 2,33 PIRELLI E C. 7,015 1,45 PRYSMIAN 11,22 2,19 SAIPEM 35,62 0,76 SALVATORE FERRAGAMO 11,09 -0,54 SNAM 3,388 0,41 STMICROELECTRONICS 5,295 -0,56 TELECOM ITALIA 0,839 -1,06 TENARIS 15,5 -0,58 TERNA 2,77 1,76 TOD'S 64,5 -1,68 UBI BANCA 3,03 -0,72 UNICREDIT 3,012 2,8 BOT BOT 31.01.2012 (186) 99,875 0,55 BOT 15.02.2012 (365) 99,92 0,59 BOT 29.02.2011 (182) 99,894 1,04 BOT 15.03.2012 (366) 99,85 1,11 BOT 30.03.2012 (182) 99,784 1,31 BOT 15.04.2012 (367) 99,642 1,33 BOT 30.04.2012 (182) 99,56 1,6 BOT 15.05.2012 99,434 1,74 BOT 31.05.2012 (183) 99,28 1,95 BOT 31.05.2012 (136) 99,3 1,81 BOT 15.06.2012 99,166 2 BOT 29.06.2012 (180) 99,1 2,06 BOT 16.07.2012 (367) 99,108 2,12 BOT 15.08.2012 (366) 98,7 2,38 BOT 14.09.2012 (365) 98,434 2,6 BOT 15.10.2012 (367) 98,1 2,58 BOT 15.11.2012 (366) 97,899 2,57 BOT 14.12.2012 (365) 97,5 2,66 BOT 14.01.2013 (364) 97,25 2,76 BTP BTP 01.02.2012 5% 100,08 BTP 01.03.2012 3% 100,101 1,48 BTP 15.04.2012 4% 100,5 1,61 BTP 01.07.2012 2,5% 99,99 2,52 BTP 15.10.2012 4,25% 100,775 2,93 BTP 15.12.2012 2% 99,07 2,87 BTP 01.02.2013 4,75% 101,46 3,34 BTP 15.04.2013 4,25% 100,95 3,53 BTP 01.06.2013 2% 98 3,55 BTP 1.8.2013 4,25% 100,84 3,77 BTP 01.11.2013 2,25% 96,93 3,97 BTP 15.12.2013 3,75% 99,477 4,02 BTP 01.04.2014 3% 97,26 4,28 BTP 01.06.2014 3,5% 97,92 4,4 BTP 01.07.2014 4,25% 99,42 4,44 BTP 1.8.2014 4,25% 99,66 4,36 BTP 15.11.2014 6% 102,9 4,87 BTP 1.2.2015 4,25% 98,67 4,69 BTP 15.04.2015 3% 94,35 4,9 BTP 15.06.2015 3% 93,84 4,96 BTP 1.8.2015 3,75% 96 5,02 BTP 01.11.2015 3% 93,03 5,05 BTP 15.04.2016 3,75% 94,56 5,17 BTP 1.08.2016 3,75% 93,84 5,33 BTP 15.09.2016 4,75% 96,96 5,5 BTP 01.02.2017 4% 93,59 5,51 BTP 1.8.2017 5,25% 98,16 5,7 BTP 01.02.2018 4,5% 93,86 5,77 BTP 01.08.2018 4,5% 93 5,82 BTP 1.2.2019 4,25% 91,02 5,88 BTP 01.03.2019 4,5% 91,56 5,99 BTP 01.09.2019 4,25% 89,7 6 BTP 1.2.2020 4,5% 90,45 6,06 BTP 01.03.2020 4,25% 88,89 6,05 BTP 01.09.2020 4% 86,37 6,08 BTP 01.03.2021 3,75% 84,36 6,03 BTP 1.8.2021 3,75% 82,83 6,2 BTP 01.09.2021 4,75% 89,49 6,27 BTP 1,3,2022 5% 89,65 6,47 BTP 01.08.2023 4,75% 85,95 6,6 BTP 15.09.2023 2,6% 71,97 6,04 BTP 1.11.2023 9% 113,26 7,34 BTP 01.03.2025 5% 85 6,86 BTP 01.03.2026 4,5% 79,96 6,81 BTP 1.11.2026 7,25% 103,09 7,03 BTP 1.11.2027 6,5% 94,64 7,18 BTP 1.11.2029 5,25 82,3 7,1 BTP 01.05.2031 6% 88,01 7,25 BTP 1.2.2033 5,75% 84,42 7,29 BTP 01.08.2034 5% 77,69 7,1 BTP 1.2.37 4% 68,24 6,69 BTP 01.08.2039 5% 76,38 7,01 BTP 01.09.2040 5% EUR 76,14 7,02 BTP 15.09.2041 2,55% 65,5 4,75 CCT CCT 1.3.2005-2012 100,09 1,57 CCT 1.11.2012 100 3,66 CCT 1.7.2006-2013 97,852 5,08 CCT 1.3.2014 IND 94,6 6,38 CCT 1.12.2014 94,38 6,31 CCT 01.09.2015 89,48 7 CCT-EU 15.12.2015 87,93 6,06 CCT 01.07.2016 IND 86,89 7,18 CCT 1.03.2017 83,93 7,37 CCT-EU 15.10.2017 81,39 6,61 CCT-EU 15.04.2018 80,37 6,74 CTZ CTZ 29.02.2012 99,86 1,17 CTZ 30.04.2012 99,569 1,77 CTZ 31.08.2012 98,397 2,49 CTZ 31.12.2012 97,7 2,45 CTZ 31.12.2012 97,5 2,86 CTZ 30.04.2013 95,6 3,54 CTZ 30.09.2013 93,44 4,05 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2012 1,85% 99,9 1,88 BTPI 15.9.2014 2,15% 94,08 4,44 BTPI 15.09.2016 2,1% 86,4 5,49 BTPI 15.9.2017 2,10% 82,5 5,87 BTPI 15.09.2019 2,35% 79,47 5,66 BTPI 15.9.2021 2,1% 73 5,82 BTPI 15.9.2026 3,1% 73,09 5,89 BTPI 15.9.2035 2,35% 66 4,75 ORO FINO (EURO/GR) 39.63 41.92 ARGENTO (EURO/KG) 671.28 769.47 LONDRA ($/ONCIA) 1657.45 1657.8 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 30.12 30.15 STERLINA V.C. 313.49 338.22 STERLINA N.C. (ANT.73) 313.49 343.45 STERLINA (POST.74) 313.49 343.45 KRUGERRAND 1214.19 1337.62 MARENGO ITALIANO 230.34 253.84 MARENGO SVIZZERO 230.29 253.08 MARENGO FRANCESE 229.82 253.09 MARENGO BELGA 229.82 250.51 MARENGO AUSTRIACO 226.72 250.51 20 MARCHI 257.20 307.09 10 DOLLARI LIBERTY 617.17 694.63 1,000 1,204 1,018 0,827 0,134 0,772 0,130 0,113 0,782 0,830 1,000 0,846 0,687 0,112 0,641 0,108 0,094 0,649 98,200 118,249 100,000 0,812 0,132 0,758 0,128 0,111 76,779 1,209 1,456 1,231 1,000 0,163 0,934 0,158 0,137 0,945 7,435 8,953 7,572 6,150 10,000 5,742 0,970 0,841 5,813 1,295 1,559 1,319 1,071 0,174 1,000 0,169 0,147 1,012 7,664 9,228 7,804 6,339 1,031 5,918 10,000 0,867 5,992 8,838 10,642 9,000 7,310 1,189 6,825 1,153 10,000 6,910 1,279 1,540 1,302 1,058 0,172 0,988 0,167 0,145 1,000 1 SETT. 0.459 0.465 2 SETT. 0.556 0.564 3 SETT. 0.658 0.667 1 MESE 0.812 0.823 2 MESI 1.017 1.031 3 MESI 1.213 1.23 4 MESI 1.304 1.322 5 MESI 1.394 1.413 6 MESI 1.494 1.515 7 MESI 1.56 1.582 8 MESI 1.616 1.638 9 MESI 1.677 1.7 10 MESI 1.726 1.75 11 MESI 1.776 1.801 12 MESI 1.826 1.851
32 Mercoledì 18 gennaio 2012 6.30 TG1 - Previsioni sulla viabilità CCISS Viaggiare informati 6.45 Unomattina. Condotto da Elisa Isoardi e Georgia Luzi 11.00 TG1 11.05 Occhio alla spesa “Biologico: vero o falso?”. Condotto da Alessandro Di Pietro 12.00 La prova del cuoco. Condotto da Antonella Clerici 13.30 TG1 14.00 TG1 Economia 14.10 Verdetto Finale “Lui, lei e l'amico ritrovato”. Condotto da Tiberio Timperi 15.15 La vita in diretta. Condotto da Marco Liorni e Mara Venier 18.50 L'eredità 20.00 TG1 20.30 Qui Radio Londra. Condotto da Giuliano Ferrara 20.35 Soliti ignoti 21.10 Primaserata Porta a Porta “Il naufragio della Costa Concordia”. Condotto da Bruno Vespa 23.50 Prima tv Anche se sarò sola (Drammatico, 2006) con Cheryl Ladd, Amy Grabow. Regia di Armand Mastroianni. 1.15 TG1 Notte - TG1 Focus 1.45 Che tempo fa 1.50 Qui Radio Londra. Condotto da Giuliano Ferrara (Replica) 1.55 Sottovoce 2.25 Cult Book RAI UNO 6.30 Cartoon Flakes 10.00 TG2punto.it 10.20 TG2 Medicina 33 10.30 TG2 Sì, Viaggiare 10.35 TG2 Eat Parade 10.45 TG2 Costume e Società 11.00 I Fatti Vostri. Condotto da Giancarlo Magalli e Adriana Volpe 13.00 TG2 Giorno 13.30 TG2 Costume e Società 13.50 Medicina 33 14.00 Italia sul Due. Con Lorena Bianchetti e Milo Infante 16.10 Ghost Whisperer “Guerra fantasma” con Jennifer Love Hewitt 17.00 Desperate Housewives “Qualcuno ci ascolti” con Teri Hatcher 18.15 TG2 18.45 Numb3rs “Magia e scienza” con David Krumholtz 19.35 Squadra Speciale Cobra 11 “Con le migliori intenzioni” con Erdogan Atalay 20.30 TG2 - 20.30 20.55 Calcio, Coppa Italia: Tim Cup 2011/2012 Ottavi di finale Milan Novara (Diretta) 23.10 TG2 23.25 Tracce “Padania al verde” 0.50 TG Parlamento 1.00 E.R. - Medici in prima linea “Padre di famiglia” con Noah Wyle 1.50 Italia sul Due. Con Lorena Bianchetti, Milo Infante (Repl.) RAI DUE 7.00 TGR Buongiorno Italia 7.30 TGR Buongiorno Regione 8.00 Agorà “Tra liberalizzazioni e sicurezza”. Condotto da Andrea Vianello 10.00 La Storia siamo noi “Partita a tre: il sequestro De Magni” 11.00 Apprescindere “Riforma del lavoro e articolo 18” 12.00 TG3 - Sport Notizie 12.25 TG3 Fuori TG 12.45 Le storie - Diario italiano “L'Italia e le tv private - Ospiti Massimo Coppola e Valerio Magrelli” 13.10 Prima tv Julia - La strada per la felicità con Susanne Gartner 14.00 TG Regione - Meteo 14.20 TG3 - Meteo 3 14.50 TGR Leonardo 15.00 Question time (Dir.) 15.50 Cose dell'altro Geo 17.40 Geo & Geo 19.00 TG3 19.30 TG Regione - Meteo 20.00 Blob 20.15 Gelosia (Comico, 1935) con Stan Laurel, Oliver Hardy. Regia di Charles Rogers. 20.35 Un posto al sole 21.05 Chi l'ha visto? “Yara: un “buco” nelle indagini”. Condotto da Federica Sciarelli 23.15 Glob Spread “L'Italia vista dagli inglesi” 0.00 TG3 Linea notte 1.00 Meteo 3 1.05 Gate C “Fierce Light prima parte” RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico - Meteo 5 Borsa e Monete 8.00 TG5 Mattina 8.40 La telefonata di Belpietro 8.50 Mattino Cinque. Con Federica Panicucci e Paolo Del Debbio 11.00 Forum 13.00 TG5 - Meteo 5 13.40 Beautiful 14.10 CentoVetrine 14.45 Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi 16.15 Amici 16.55 Pomeriggio Cinque. Condotto da Barbara D'Urso TG5 Minuti (all'interno) 18.50 The Money Drop 20.00 TG5 - Meteo 5 20.30 Striscia la notizia - La voce della contingenza. Condotto da Ezio Greggio e Michelle Hunziker 21.10 Riassunto: Il tredicesimo Apostolo - Il Prescelto 21.15 Prima tv Il tredicesimo Apostolo - Il Prescelto “Rachele”“La macchia di Lucifero” con Claudio Gioè 23.30 Matrix “Liberalizzazioni e costi politica” Con Alessio Vinci 1.30 TG5 Notte - Meteo 5 2.00 Striscia la notizia La voce della contingenza (Replica) 2.40 Uomini e Donne (Replica) CANALE 5 6.50 Cartoni animati 8.40 Una mamma per amica “Il terzo stadio dello sconforto” “I risultati dell'amore” 10.35 Grey's Anatomy “Il mio sbaglio preferito” “Attimo dopo attimo” 12.25 Studio Aperto - Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 Cartoni animati 15.30 Prima tv Camera Cafè Ristretto 15.40 Prima tv Camera Cafè con Luca e Paolo 16.20 The Middle “15 Minuti” 16.45 La vita secondo Jim “Gracie contro tutti” “Regole, sempre regole...” 17.45 Trasformat 18.30 Studio Aperto - Meteo 19.00 Studio Sport 19.25 C.S.I. “Un lupo mannaro a Las Vegas” “Il rapimento” con Marg Helgenberger 21.10 I Fantastici 4 (Fantastico, 2005) con Ioan Gruffudd, Jessica Alba. Regia di Tim Story. 23.05 Prima tv Così fan tutte con Alessia Marcuzzi e Debora Villa 0.00 Scuola di ladri (Commedia, 1986) con Paolo Villaggio, Lino Banfi. Regia di Neri Parenti. 1.55 Studio Aperto La Giornata 2.10 The Shield “Il Killer Delle Prostitute” con Michael Chiklis ITALIA UNO RETE QUATTRO LA 7 6.00 TGLa7 - Meteo - Oroscopo - Traffico Informazione 7.00 Omnibus 9.45 Coffee Break. Condotto da Tiziana Panella 11.10 L'aria che tira. Con Myrta Merlino 12.30 I menù di Benedetta “Ospite: Paolo Ruffini” 13.30 TG La7 14.05 Risvegli (Drammatico, 1990) con Robert De Niro, Robin Williams. Regia di Penny Marshall. 16.15 Atlantide - Storie di uomini e di mondi. Condotto da Greta Mauro (Replica) 17.30 L'ispettore Barnaby “Il giorno del giudizio” con John Nettles 19.20 G' Day. Condotto da Geppi Cucciari 20.00 TG La7 20.30 Otto e mezzo. Condotto da Lilli Gruber 21.10 Philadelphia (Drammatico, 1993) con Tom Hanks, Denzel Washington. Regia di Jonathan Demme. 23.30 Medical Investigation “Avvelenamento” con Neal McDonough 0.20 TG La7 0.30 (ah)iPiroso. Condotto da Antonello Piroso 1.30 G' Day. (Replica) 2.05 Otto e mezzo. Condotto da Lilli Gruber (Replica) Rai 4 20.25 Supernatural “La nave fantasma” con Jared Padalecki 21.10 88 Minuti (Drammatico, 2007) con Al Pacino, Alicia Witt. Regia di Jon Avnet. 22.45 Boardwalk Empire “Episodio pilota: Boardwalk Empire” con Steve Buscemi 0.00 Lip Service “Episodio pilota” con Ruta Gedmintas 1.20 Boardwalk Empire “Episodio pilota: Boardwalk Empire” con Steve Buscemi Rai Storia 20.30 Scrittori per un anno “Il lavoro” 21.00 Rotocalco “Serata Garibaldi” 23.00 Res Tore “La vita è arte. Renato Guttuso, l'artista e il suo tempo” 0.00 Mille papaveri rossi “Questo secolo: 1943 e dintorni” 1.00 La vita che verrà “Prima puntata”. Con Valeria Golino Iris 20.10 A-Team “P.E. l'elefantino volante” con George Peppard 21.05 La Valle dell'Eden (Drammatico, 1955) con Raymond Massey, Burl Ives. Regia di Elia Kazan. 23.10 Quello strano sentimento (Commedia, 1965) con Bobby Darin, Donald O'Connor. Regia di Richard Thorpe. 1.00 Kiss (Commedia, 1998) con Holly Hunter, Elias Koteas. Regia di Richard LaGravenese. MTV 19.05 Degrassi: The Next Generation 20.00 Jersey Shore 21.00 Teen Mom 22.00 Prima tv Teen Mom “Stagione 3, ep. 7” 23.00 Speciale MTV News 23.30 I soliti idioti 0.30 Jersey Shore Deejay Tv 18.30 Deejay TG 18.35 Platinissima presenta: Good Evening 20.00 Lorem Ipsum 20.20 Via Massena 2 21.00 Lato C 22.00 Deejay chiama Italia - Edizione Serale 23.30 Lorem Ipsum 23.45 Queen Size 0.15 Shuffolato 2.0 Canale Italia 20.00 C'era una volta 20.30 TG Canale Italia 20.55 TG Sport 21.00 Cantando e Ballando 23.45 C'era una volta 0.30 Notte Canale Italia 7 Gold 18.00 Sette Nera 19.00 TG7 19.30 TG7 Sport 20.00 Casalotto 20.30 Diretta Stadio... Fuorigioco 23.20 Fiesta Latina 0.50 Extreme Travellers Odeon 20.05 CNR News 20.10 Skionline tv 20.35 Safe Drive 21.15 People's Poker Tour 22.00 Contech 22.30 Il campionato dei campioni 23.40 CNR News 23.45 Game Time 0.15 Protagonisti del tempo 0.30 CNR News Telelombardia 19.00 TGL 19.30 Happy Hour 20.00 Qui Studio A Voi Stadio 23.00 Io tubo 23.30 Eros graffiti 0.00 Speciale Istituto Giglio - dedicato alla cura del capello Antenna 3 19.00 Azzurro Italia news 19.45 Chiedimi una canzone 20.30 Forte & Chiaro 23.00 Azzurro Italia Notte 0.00 TG Notte TelePadania 20.30 TG Nord 21.10 TG Nord Sport 21.20 Corsia d'eccellenza 21.35 TG Politica 21.50 TG Mondo LE ALTRE EMITTENTI Class Tv Msnbc 18.50 Law & Order “Valori familiari” con Sam Waterston 19.45 Punto e a Capo Le notizie del giorno attraverso i TG 21.00 L'Ultima Frontiera “Prima parte”. Con Fabrizio Gifuni, Nicole Grimaudo 22.50 Law & Order “Rapinatori pacifisti” con Sam Waterston 23.35 Partita Doppia. Condotto da Andrea Cabrini Class Cnbc 16.40 Speciale Class Cnbc “Outlook 2012” 17.00 Linea Mercati Pomeriggio 18.00 Report “Ospite C. Mazzola (Norisk)” 19.00 The Leaders “Ospite S. Marchetti” 22.00 Linea Mercati Notte 22.30 Italia Oggi TG 23.00 Partita Doppia Class Horse TV 17.00 Class Horse Tv Live “Rassegna stampa, aggiornamenti e interviste” 19.00 Le Interviste “D. Citterio, Presidente A.N.I.R.E” 20.45 Derby Zone “L'appuntamento settimanale con l'ippica” 21.30 Spruce Meadows La Stagione 2011 22.30 Global Champions Tour Da Doha: la prima tappa LE TV DI CLASS EDITORI Class Tv Msnbc Dig. Terr. Canale 27, Tivù Sat 30 Class Cnbc Sky Canale 507 Class Horse TV Sky Canale 221 Tivù Sat 55 7.20 Flashback 7.25 Nash Bridges “Il treno della notte” 8.20 Hunter “Ingiusti sospetti” 9.40 R.I.S. Roma - Delitti imperfetti “Vendicatrice” 10.50 Benessere - Il ritratto della salute 11.30 TG4 - Meteo 12.00 Un detective in corsia “Cuori solitari” 13.00 La signora in giallo “I dolci sogni di Melissa” 13.50 Il tribunale di Forum Anteprima 14.05 Sessione pomeridiana: il tribunale di Forum 15.10 Hamburg Distretto 21 “Chat pericolosa” con Markus Knüfken Sanna Englund 16.15 Sentieri 16.30 Scelta d'amore - La storia di Hilary e Victor (Sentimentale, 2001) con Julia Roberts. Regia di Joel Schumacher. 18.55 TG4 - Meteo 19.35 Tempesta d'amore 20.30 Walker Texas Ranger “Sfida finale” 21.10 Non c'è due senza quattro (Avventura, 1984) con Terence Hill, Bud Spencer. Regia di Enzo Barboni. 23.35 I bellissimi di R4 23.40 Nome in codice: Nina (Thriller, 1993) con Bridget Fonda, Gabriel Byrne. Regia di John Badham. 1.45 TG4 Night News SPETTACOLI TV a cura di Giorgio Carbone I CONSIGLI DELLA GIORNATA Raitre ore 21.05 Chi l'ha visto? Stasera Federica Sciarelli (nella foto) è alle prese con un “cold case” che più cold è difficile immaginare: la scomparsa di una ragazzina dodicenne di Potenza nel maggio del 1975. Raiuno ore 21.10 Primaserata Porta a Porta Bruno Vespa (nella foto) torna sul naufragio della Costa Concordia. Dopo la puntata di lunedì, si continua a parlare dell'inchiesta e delle conseguenze del naufragio al largo del Giglio. La7 ore 21.10 Philadelphia Forse il più famoso (e probabilmente il migliore) dei film sui casi di Aids. Un brillante avvocato (Tom Hanks) scoperto positivo è cacciato dallo studio per cui lavora. Lui fa causa e vince. Rete 4 ore 23.40 Nome in codice: Nina Una drogata uccide un poliziotto. Invece di metterla in galera a vita le offrono un posto di killer nella Cia. Brutto remake di “Nikita” di Besson. Bridget Fonda è stata sempre una patata.
36 Mercoledì 18 gennaio 2012
38 Mercoledì 18 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Tensione alle stelle Busta con bossoli a Pisapia «Ferma Area C o ti sparo» Lettera minatoria al sindaco. La Moratti: un fatto gravissimo ::: SALVATORE GARZILLO  «Fai un passo indietro sull'area C o sono pronto a sparare». È il delirante avvertimento recapitato al sindaco Giuliano Pisapia da un anonimo cittadino, inferocito per il pedaggio quotidiano inaugurato lunedì scorso. Ad accompagnare la lettera minatoria scritta a mano, una busta contenente un bossolo senza ogiva calibro 7,62. Intercettata dai carabinieri al centro di smistamento di Peschiera Borromeo, in via Archimede, la missiva è un insieme di frasi sconnesse contro il sindaco e contro l'introduzione dell'area C, descritta come l'ennesimo balzello inutile che si aggiunge alle tante imposte obbligatorie. «Io sono un cittadino che paga le tasse», si legge nella mezza pagina di minacce, «fai un passo indietro sull'area C». L'invito è alla libera circolazione dei veicoli in città, altrimenti la prossima volta il proiettile potrebbe finire da qualche altra parte. Gli investigatori ritengono si tratti del gesto di un folle senza reale capacità di offesa, come confermano le parole scritte al singolare, segnale che esclude l'apparte nenza a gruppi o movimenti sovversivi. Dunque, si tratterebbe di semplici esternazioni di un fanatico a cui l'area C non piace per nulla. Magari un residente nella Cerchia dei bastioni che è costretto a pagare il ticket per tornare a casa. Nel primo giorno del dispositivo in molti varchi d'accesso sul lato est della cinta sono apparsi cartelli scritti a mano con frasi offensive all'indirizzo della giunta e contro la congestion charge. Un vigile in servizio nei pressi di Porta Romana ha raccontato di aver visto un uomo di mezza età, probabilmente un residente, attaccare i cartelli prima delle 7.30. Tra quest'ultimo e l'autore della lettera non c'è alcun legame, ma gli episodi rivelano un clima sempre più teso che desta preoccupazione. Solidarietà al sindaco Pisapia è arrivata da tutte le compagini politiche, a partire dall'ex prima cittadina Letizia Moratti: «La città certo, sta attraversando un momento di esasperazione per via della crisi, degli aumenti tariffari e delle nuove tasse ma questo non giustifica in alcun modo nessun atto di violenza, neanche simbolico. Si tratta di un episodio gravissimo - ha aggiunto la Moratti - Occorre lavorare seriamente per ristabilire un clima di confronto sereno». Stesso parere espresso dal segretario del Pd lombardo Maurizio Martina, convinto che occorra «la massima attenzione da parte di tutti» perché «questi gravi episodi non possono trovare spazio in una città civile come Milano». Vicini a Pisapia anche il sindaco di Torino, Piero Fassino («Il gesto non può essere sottovalutato»), e dal leader di Sel, Nichi Vendola: «Caro Giuliano, la nostra più affettuosa solidarietà in questo momento. La tua azione di cambiamento e di alternativa in una città come Milano non verrà meno neanche di fronte ad una un'azione così vigliacca». Lunga la lista di politici che hanno espresso la solidarietà: da Pierluigi Bersani a Matteo Salvini, dal presidente della Provincia Guido Podestà al consigliere di Fli Manfredi Palmeri. Parole di solidarietà anche dal coordinatore regionale Pdl Mario Mantovani. «Anche di fronte alla vivace dialettica che sta caratterizzando la città in questi giorni, la violenza è inaccettabile e sempre da condannare». In serata al sindaco è arrivata anche la telefonata del ministro dell'Interno Cancellieri. Palazzo Marino Boeri contro Rozza Bisticcio nel Pd sulle coppie di fatto ::: CARLO SALA  L'annuncio dato dal sindaco Giuliano Pisapia che il registro delle coppie di fatto, tra le quali quelle gay, sarà istituito entro l'anno crea qualche attrito nel centrosinistra. Non tanto sul merito - farlo o no - quanto sulle procedure per arrivare ad istituirlo. Da un lato il capogruppo del Pd Carmela Rozza, dall'altro l'assessore pd Stefano Boeri. Sindacalista di formazione, abituata quindi a pensare che i risultati maturino grazie alla trattativa, la prima difende la centralità del Consiglio comunale nella guida della città. Architetto portato a tramutare di getto l'idea in una bozza esecutiva, il secondo preme invece perché quanto la giunta vuole abbia luogo senza intoppi. Risultato? Su Facebook, a proposito del registro delle coppie di fatto, Boeri scrive: «Una grande, coraggiosa, aperta discussione ci serve per avvicinarci tutti - laici e cattolici, credenti e non - a questa scelta in modo consapevole e condiviso. Senza dar ascolto alle banalità e ai pregiudizi di chi (anche abusando di un ruolo di capogruppo) sostanzialmente non ha capito l'importanza di questa discussione». Un chiaro rimprovero alla Rozza di mettere i bastoni tra le ruote. Quasi come quando si invita il figlio maggiore a non lasciarsi provocare dal fratellino minore per il bene della famiglia, la Rozza prova a trattenersi «Sono una povera cittadina che frequenta i quartieri della città, non so capire. Prendo atto» - poi però punge: «Non potendo più attaccare il sindaco, Boeri polemizza col capogruppo pd». Chiuso così il “caso” con Boeri, la Rozza non si sposta di un millimetro circa l'iter del registro: «Ho sempre detto che i diritti civici non possono che nascere dall'incontro delle diverse culture. Non voglio un provvedimento contro qualcuno, ma per qualcuno. E il Consiglio rappresenta tutte le culture, o almeno le principali, della città». Chi vuol intendere intenda, anche stavolta la Rozza aggiunge la frecciata: «Se si vuole scrivere la frase “istituito il registro delle coppie di fatto” si faccia, ma se si vuole darvi sostanza... ricordo che la maggioranza è data dai partiti rappresentati in Consiglio». L'ORDINANZA ANTI-INQUINAMENTO . E la giunta spegne il falò L'ordinanza anti-smog spegne il tradizionale falò di Sant'Antonio Abate, il santo protettore degli animali previsto stasera alla Cascina San Romano del Boscoincittà. Oltre alle auto più inquinanti, stop dunque anche all'evento organizzato dal Centro per la Forestazione Urbana.[Fotogramma]
Gli indici Borsa Milano-FTSE Mib Borsa Londra-FTSE 100 Borsa Parigi-CAC 40 Petrolio - al barile Euro/Dollaro -0,16%15.325,98 3.269,99 111,17 $ 1,27905.693,95 +1,40%+0,65%+0,69% +0,96% Il titolo chiude a +2,8% Unicredit in mano agli stranieri Con l'annuncio del fondo di Abu Dhabi (che salirà al 6,5%) il pacchetto azionario dei soci esteri sorpassa quello dei grandi investitori italiani. Le Fondazioni sempre più trasparenti ::: Commento Crisi di fiducia fra i banchieri Tutti si rifugiano nella Bce ::: BRUNO VILLOIS  Piazza Affari, nonostante la cascata di giudizi negativi delle società di rating, oscilla e guarda al meno peggio, le banche provano timidamente a rialzare la testa e il governo si appresta a lanciare il pacchetto “crescItalia”, chissà, forse c'è un po di sereno, vedremo nelle prossime settimane. Di sicuro adesso ci sono solo le scadenze: i 400 miliardi di titoli di stato da rinnovare entro primavera, il rinnovo delle linee di credito alle imprese, la somma di nuovi e vecchi balzelli che ci rendono ormai il paese occidentale più vessato dai tributi. Al centro di queste scadenze, impera e domina, il denaro, con le banche che continuano a diffidare l'una dell'altra e girano sempre più liquidità nei forzieri della Bce. La liquidità c'è ma viene messa al sicuro invece di trovare giusta allocazione nei prestiti, perché? Non poche e tutte, ahimè, realistiche, le motivazioni. Le banche nostrane hanno superato da sole, cioè senza aiuto dello stato, a differenza di quelle tedesche e francesi, lo tsunami finanziario del 2008/9, lo hanno fatto per salvaguardare la propria autonomia pagadandone però un alto prezzo in termini di valore di borsa e di rischi Basilea. La nuova ventata di crisi, dovuta ai debiti sovrani, ha fatto il resto, la borsa ha dissanguato letteralmente le poche grandi, solo Intesasanpaolo ha retto, pur perdendo in borsa, nonostante l'aumento di capitale di 5 miliardi e il ricco dividendo del 5%, circa il 40%, ben peggio è andata alle altre, è un primo motivo che ha indotto alla cautela. C'è poi tipologia e caratteristiche dell'indebitamento delle imprese, soprattutto, ma anche delle famiglie, che sovente comportava già rischi di difficile sostenibilità negli anni buoni, figurarsi adesso. Vero che le famiglie italiane sono formiche, vero anche che il maggior indebitamento è quello del credito al consumo, però con il forte rallentamento dell'economia e la crescita della disoccupazione sono sensibilmente cresciuti i cosiddetti incagli, cioè crediti pari alla carta straccia. Ancor peggio è la situazione del credito alle imprese, che sono mediamente piccole e sottocapitalizzate, il cui indebitamento complessivo è sovente superiore al fatturato e il capitale di rischio è quello di legge. A fronte non può che derivarne una contrazione sempre più consistente del credito, tanto da creare problemi non solo alle imprese ma anche alle banche. I profitti degli istituti bancari hanno proprio negli impieghi il loro punto forte, il basso costo del denaro concesso fino ad inizio 2011 ha portato le banche a vedere rosicchiata la redditività tanto da far emergere che i migliori risultati sono derivati dalle attività di corporate legati alle medie e grandi imprese, il cui numero in Italia è di gran lunga inferiore a quello di tedeschi e francesi. Opportuno per ridare credito che gli imprenditori mettano mano al portafoglio per conferire capitale di rischio o patrimonio immobiliare non core dell'azienda. Lo hanno fatto poco nei decenni scorsi, causa anche l'errato agire del stato che ha sempre premiato l'indebita mento, consentendone la detrazione dalle tasse, e mai il capitale di rischio. Oggi senza un sostanzioso incentivo fiscale, atto ad alleggerire il rischio del socio, di nuovo capitale nelle imprese se ne vedrà proprio poco o nulla. Da molto tempo sostengo l'esigen za di premiare, consentendo la deduzione dalle tasse del socio che investe nella sua impresa. Una situazione che favorirebbe anche l'emersione di redditi se si legasse la detrazione all'im ponibile dichiarato. Anche il rischio euro, cioè il suo default ,invoglia gli amministratori delle banche a rifugiare la liquidità, per poterne disporre di caso di estremizzazione della crisi della moneta, nei sicuri forzieri della Bce. Si potrà obiettare che così va tutto a rotoli. Ridurre il rischio è umano, strozzarlo è autolesionista non sono però solo le banche responsabili, lo sono le imprese per carenza di requisiti patrimoniali, lo è lo Stato che non ha mai saputo imporre maggiori capitalizzazioni alle aziende, lo è ognuno di noi che ha sempre pensato all'Italia come il Paese di bengodi. ::: NINO SUNSERI  Aabar Investments, fondo sovrano di Abu Dhabi, parteciperà massicciamente all'au mento di capitale di Unicredit portando la quota al 6,5%. Considerando il 7,5% circa detenuto da Tripoli si fa presto ad arrivare alle conclusioni: i principali soci della prima banca italiana sono arabi. Per trovare la più alta bandiera tricolore bisogna scendere al terzo posto. Il gradino dove, a fine aumento di capitale, si collocherà Fondazione Cariverona avendo ridotto la partecipazione al 3,5%. Peso eguale per Crt. Più sotto Carimonte al 2,9%. Fine dell'elenco. Per avere traccia delle altre Fondazioni, come Cassamarca o Banco di Sicilia bisogna accontentarsi di percentuali da prefisso telefonico. E' vero che c'è Mediobanca con il 5,2% circa a tenere alto il presidio nazionale. Ma si tratta di azioni a garanzia dei “cashes” che Alessandro Profumo aveva fatto emettere due anni fa nel tentativo di diluire il peso di un precedente aumento di capitale. Tuttavia il portafoglio detenuto da Mediobanca potrebbe disperdersi quando gli altri soci esercitassero il loro diritto di conversione. E assai probabile che, al termine dell'aumento di capitale da 7,5 miliardi, la presenza italiana, nel parco dei grandi azionisti di Unicredit risulti inferiore agli stranieri. Nel calcolo oltre agli arabi bisogna tener presente la partecipazioni di Blackrock (3,1) e Allianz (2%). Non è da escludere che, nei prossimi giorni emergano altre presenze di rilievo. Il rialzo del titolo del 2,8% in una giornata di Borsa dal finale stanco, lascia pensare ad acquisti piuttosto vigorosi. Si è parlato di interventi di fondi cinesi e di Singapore. Fra i candidati solo i russi, per il monento, hanno smentito Le Fondazioni, invece, non hanno retto lo sforzo. Per vent'anni hanno garantito la stabilità della principale banca italiana e non ne hanno certo ostacolato lo sviluppo. La speranza di un futuro migliore, però, non si è avverata. Anzi la gestione di Profumo si è mostrata sempre piuttosto insofferente al ruolo degli enti. Gli scontri con Paolo Biasi, presidente di Cariverona, sono stati piuttosto frequenti. Adesso non hanno più energie. Gli errori di Alessandro Profumo le hanno sfibrate. In tre anni, fra aumenti di capitali e mancati dividendi hanno dovuto impegnare risorse per 19 miliardi. A questo punto sono costrette a ritirarsi lasciando spazio ad energie fresche. Innanzitutto i fondi sovrani arabi che ormai, in Italia, hanno una buona consuetudine. A cominciare dal 1976 quando, fra lo stupore generale, Enrico Cuccia chiamò la finanziaria libica, Lafico a sostenere uno dei tanti momenti difficili della Fiat. Fu un'affare d'oro visto che, dieci anni dopo i finanzieri di Tripoli uscirono portandosi a casa 2,6 miliardi di dollari. I collaboratori di Gheddafi ci presero gusto. Non si fecero pregare da Cesare Geronzi acquistando azioni Capitalia a 2 euro. Al momento della fusione con Unicredit valevano otto. Altro successo. E' vero che hanno perso un po' di soldi nella Juventus, nella Olcese e nella Retelit. Nel complesso, però, gli investitori libici hanno motivo di essere più che soddisfatti deelle loro incursioni in Italia. Non è un caso che adesso siano arrivati i finanzieri di Abu Dhabi a sostenere il risanamento. Ghizzoni ha portato al successo una strategia che Profumo ha inutilmente disegnato per anni. Vale a dire la frantumazione della proprietà su una grande platea di investitori italiani e internazionali. Una maniera indiretta per ridisegnare anche il panorama di tutta la grande finanza italiana. I salotti e i patti di sindacato sembrano finiti in soffitta. Regge, a fatica, quello di Mediobanca visto l'at tivismo di Vincent Bollorè. Il parlamentino del Corriere della Sera sembra avere le ore contate. Le perdite registrate in Spagna hanno intaccato il patrimonio e serve un aumento di capitale. Nel frattempo sono entrati in scena nuovi protagonisti che vengono dalle file della finanza rossa. Non solo Unipol che ha acquistato Fondiaria Sai archiviando Salvatore Ligresti. Ma soprattutto la nomine di Sergio Chiamparino alla testa della Fondazione Sanpaolo. Un ex comunista al vertice dell'istitu zione che apre il libro soci di Banca Intesa. Episodi per molti versi rivoluzionari. La conferma che, probabilmente, le larghe intese non sono solamente un fatto parlamentare. C'è anche la grande finanza Credito in crisi Bankitalia gela gli istituti: «Solidi, ma addio agli utili»  Riconosce loro una certa «solidità». E li rassicura sulla stretta dell'Eba: «Misure una tantum che saranno riviste entro marzo e che non intaccano incentivi a investire sui titoli di Stato». Poi il colpo di grazia: «Le prospettive di redditività rimangono modeste». Parole, quelle pronunciate direttamente dal governatore di via Nazionale, Ignazio Visco, che probabilmente hanno gelato i principali banchieri italiani. In programma, a Roma, c'era il consueto faccia a faccia tra il vertice di Bankitalia e le prime linee dell'industria creditizio. Al centro del summit, il piano di ricapitalizzazione imposto dall'autorità bancaria europea. Botta da oltre 15 miliardi di euro per le “italiane”che, però, non avranno sconti. Il sistema bancario italiano, ha detto Visco, ha da tempo intrapreso la strada del rafforzamento patrimoniale e che nel confronto internazionale il comparto si caratterizza per un grado di leva finanziaria relativamente contenuto. Nei prossimi mesi, tuttavia, i conti economici potrebbero risentire dell'aumento del costo del funding, del rallentamento dei ricavi e delle svalutazioni su crediti, con ripercussioni negative sulla capacità di autofinanziamento, pertanto gli istituti di credito hanno confermato «l'impegno, in atto, a razionalizzare le strutture produttive e distributive per riequilibrare le strutture dei costi», secondo Bankitalia. Per quanto riguarda le famiglie italiane, la loro situazione finanziaria e patrimoniale è solida, anche se risente del calo del reddito e dei rischi occupazionali. Finora hanno funzionato le mosse della Bce, ha spiegato Visco. Il nodo principale resta la richiesta Eba: al vaglio dell'Abi c'è sempre il ricorso alla Corte di giustizia europea volto a dimostrare una serie di errori dell'authority che avrebbe penalizzato in particolare l'Italia. Tema delicato, oggi al centro del direttivo dell'Associazione guidata da Giuseppe Mussari.
5Mercoledì 18 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it IL NODO DEL TRATTATO I tedeschi batteranno il record di occupazione. E si preparano a rafforzare la linea ultra-rigorista sull'unione fiscale le grane di Monti La Merkel sbatte la porta in faccia a Monti Il premier ha chiesto alla Germania di fare di più per ridurre il debito italiano. Angela l'ha respinto per bocca del suo consigliere economico: «Potete fare il lavoro da soli». Intanto la sua economia è l'unica a migliorare i fondamentali con la crisi dell'euro (...) fissare il relitto dell'eurozona con sguardo vagamente lucreziano. La richiesta - decisamente accorata, visto il contrasto con i toni usuali - era stata consegnata da Mario Monti al Financial Times: «La Germania e gli altri Paesi creditori devono fare di più per aiutare l'Italia a ridurre i costi di finanziamento». Il premier italiano aveva sottolineato come ciò fosse nell'interesse della stessa Germania. Angela Merkel non ha esattamente risposto. Ha mandato avanti Wolfgang Franz, capo dei consiglieri economici di Berlino, il quale in una intervista a Bloomberg Television ha bocciato (siamo alla 49esima volta circa) gli interventi della Bce sui Bond dei Paesi in difficoltà e, casomai ci fossero dubbi, ha specificato: «L'Italia può fare il lavoro da sola». Otto parole che comprimono decisamente la distanza siderale che avrebbe dovuto separare il nuovo presidente del Consiglio dal suo precedessore, specie nella considerazione internazionale. Salvo i colloqui telefonici - che il governo italiano descrive come «quotidiani» Monti e la Merkel si vedranno di persona solamente lunedì 30, a poche ore dal vertice in cui potrebbe essere siglato il famigerato Trattato sul fiscal compact, cioè l'unione fiscale a 26 (Cameron ha tirato fuori dall'intesa l'In ghilterra, e proprio a Londra oggi Monti sarà in visita per piazzare i nostri titoli e cercare sponde anti-rigoriste). Sempre oggi, invece, Angela Merkel avrà motivi in più per sostenere una linea di splendido isolamento. Verrà infatti presentato a Berlino un rapporto di previsione per l'anno in corso. Significativo il titolo: «Le forze tedesche per la crescita sono intatte». L'economia della Germania, che pure è data in flessione nella prima parte del 2012, dovrebbe comunque chiudere in rialzo, trascinando record su record sul terreno dell'occupazione, tallone sempre più dolente del resto delle economie dell'eurozona. Le cifre parlano di oltre 41 milioni di occupati (mai così tanti), con una crescita di 220mila unità rispetto al 2011, per un tasso disoccupazione di appena il 6,8 per cento. Il deficit di bilancio è stimato intorno all'1 per cento e l'emissione dei Bund continuerà a fare affluire ingenti capitali dall'estero dopo l'incredibile dato del tasso negativo a cui sono stati piazzati di recente i titoli tedeschi. L'analisi - ovviamente di parte tedesca - non trascura neppure un possibile beneficio del progressivo deprezzamento dell'euro, che potrebbe compensare il calo dell'export dovuto all'afflosciarsi dei Paesi europei. Le condizioni per fare la voce grossa dunque, nel breve periodo, paiono intatte. Ancora una volta, sarà il fiscal compact il terreno su cui si misurerà il braccio di ferro tra Berlino e il resto dell'Europa (ormai anche alleati «veri», quelli della fascia nord, non sono disponibili a seguire l'austerity tedesca). Come riportava ieri l'analista Mario Seminerio, Jorg Asmussen, membro chiave del board della BCE, ha scritto ai negoziatori del Trattato invocando una misura ancor più restrittiva del calcolo del debito. Ogni deroga a questo calcolo (che per l'Italia come noto sarebbe devastante in quanto costringerebbe a manovre mostruose), nella feroce interpretazione suggerita dalla Germania va prevista solo in caso di «catastrofi naturali o serie situazioni di emergenza». Il ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero avrà un bel daffare nei prossimi dieci giorni. Nel frattempo, si può guardare alla Merkel nel modo che si vuole, ma considerarla leader di un Paese sulla tolda dell'Unione europea diventa ogni giorno più complicato. HA COLLABORATO ENZO PIERGIANNI “ .  La Germania e gli altri paesi creditori devono fare di più per aiutare l'Italia a ridurre i costi di finanziamento. Sarebbe anche nel loro interesse Corriamo il rischio di un potente contraccolpo fra gli elettori L'euro ha portato ampi benefici, forse alla Germania anche più che ad altri Paesi MARIO MONTI AL FINANCIAL TIMES  L'Italia può fare il lavoro da sola REPLICA TEDESCA A BLOOMBERG TV La politica batte un colpo Il Pdl all'attacco degli speculatori Usa Gli azzurri chiedono una commissione d'inchiesta sul rating. Arriva pure un'interrogazione bipartisan ::: TOMMASO MONTESANO PAOLO EMILIO RUSSO ROMA  Basta con i giudizi grossolani e con le interferenze politiche delle agenzie di rating. Il Parlamento - Pdl in testa - va alla guerra contro queste «società private», «piene di conflitti di interesse», che hanno commesso errori gravissimi come nei casi Parmalat ed Enron, e ora pretendono di effettuare un «servizio pubblico» e tenere sulla corda i governi. L'Italia non ci sta più ad incassare “downgrade” senza fiatare. Così, in un solo giorno, sono venute alla luce due distinte iniziative parlamentari. La prima è finalizzata all'istituzione di una «Commissione parlamentare di inchiesta sull'attività delle agenzie» e di un «Osservatorio» sul loro lavoro, e porta le firme di un gruppo di fedelissimi del Cavaliere: Michaela Biancofiore, Mariarosaria Rossi, Domenico Di Virgilio e l'ex ministro Franco Frattini. La Commissione, con gli stessi poteri della magistratura, sarebbe chiamata a «valutare l'attività delle agenzie di ratinga decorrere dall'anno 2008 e di accertarne il corretto funzionamento». Scopo dell'indagine, si legge nella proposta di legge numero 4751, valutare «la sussistenza di conflitti di interessi» delle società e verificare ciò che Silvio Berlusconi ha sempre sospettato: «L'ipotesi di un uso strumentale deirating comeforma dipressione e di indebolimento degli Stati nei confronti di altri Stati». Che qualcuno, cioè, più che una valutazione sui conti, abbia giocato una partita politica per mettere in difficoltà i governi italiani, magari a vantaggio di altri. La seconda iniziativa è un'interrogazio ne a risposta scritta presentata al ministro dell'Economia, cioè lo stesso Mario Monti, da un gruppo bipartisan di deputati: Michele Scandroglio, Giorgia Meloni e Paola Pelino del Pdl, per citarne alcuni, ma anche Cesare Damiano ed Ermete Realacci del Pd, Luigi Muro di Fli, Lorenzo Nedo Poli dell'Udc, Guido Bonino della Lega. «Occorre che si sappia tutto delle agenzie di rating per rispetto ai Paesi e ancora di più ai Popoli che possono ridurre sul lastrico», si legge nel documento. E ancora: «Le agenzie sono piene di conflitti di interesse e con le loro scelte, spesso discutibili, corresponsabili di una crisi sistemica mondiale». Gli interroganti chiedono al governo di «contrastare con l'azione di delegittimazione del nostro Paese», rendendo noto «chi sono i veri padroni o azionisti delle società». Le due iniziative sono solo la punta dell'iceberg. Nel Pdl, infatti, una fetta sempre più consistente si interroga anche sull'efficacia della politica europea del governo. Ieri nella sede di Magna Carta, una delle fondazioni di punta del centrodestra, è andato in scena un seminario a porte chiuse sulle strategie per il futuro delle relazioni con Bruxelles. In primavera il think tank di Gaetano Quagliariello terrà un convegno sul futuro dell'Ue. L'obiettivo è far emergere una posizione autonoma rispetto al “rigore filo-tedesco” di Monti. Sotto accusa è finito l'appeasement nei confronti del cancelliere Angela Merkel. Va bene la disciplina sulle politiche di bilancio, si è detto, ma l'Italia doveva battersi per ottenere in cambio un'autentica stabilità monetaria. Con il varo degli Eurobond, ad esempio. Nelle oltre due ore di lavori, presenti anche l'ex ministro Maurizio Sacconi, il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri ed Eugenia Roccella, è stato per la prima volta evocato un “piano B” rispetto alla germanizzazione dell'Europa: l'uscita dalla moneta unica. Troppa la passività rispetto all'egemonia tedesca. E se il Ppe tace, bloccato dai veti incrociati, almeno alzi la voce il centrodestra italiano proponendo la legittimazione democratica della governance europea, Commissione in primis, ridotta oggi «al servizio della Germania». ::: la lettera di ROMANO PRODI Mai avuto contratti con gli analisti cinesi Non solo ci sbattono la porta in faccia. Ora anche la procedura di infrazione contro di noi. Per il deficit eccessivo? No, per non aver recepito la «direttiva europea sulle galli neovaiole». Le vecchie gabbie da allevamento, infatti, dal 2012 sono al bando. E, sulle cose davvero importanti, Bruxelles non fa sconti. il graffio Cervelli di Bruxelles «La Casta non esiste». Il senatore del Pdl Carlo Giovanardi è intervenuto a La Zanzara su Radio 24 per smentire l'ennesima invenzione di noi giornalisti cacciapalle. «I miei compagni di liceo guadagnano tutti più di me». Cacchio. E cosa fanno? «Oculista, dermatologo, commercialista o avvocato». Ah, ecco: lavorano. il graffio Posso avere un aumento? ::: segue dalla prima MARTINO CERVO . Egregio Direttore, non da oggi ma da molto tempo ho sottolineato la necessità di aprire il mercato del “rating” oltre le tre agenzie che, proprio per il loro costante coordinamento, avevo già da tempo soprannominato “qui, quo, qua”. Sarei perciò ovviamente felice che entrino in fretta altre imprese in questo settore così delicato, e tra queste vi può essere evidentemente posto per Dagong, con cui non ho avuto e non ho alcun rapporto economico ma che ho conosciuto nel corso della mia permanenza in Cina e il cui arrivo in Europa dovrebbe essere salutato con favore. Trovo infatti normale che i cinesi, che sono diventati grandi investitori e prestatori, vogliano avere la possibilità di dire la loro sul rating, ed è interesse di tutti che questo avvenga in un contesto di regole condivise. Voglio infine aggiungere che, data la delicatezza del “rating” nei confronti degli stati e dei debiti sovrani, questa attività dovrebbe vedere come protagonisti anche autorità sopranazionali come il Fondo Monetario Internazionale e istituzioni dell'Unione Europea.
3Mercoledì 18 gennaio 2012PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it RIMEDI Per smascherare i furbi non servono grandi riforme, ma buon senso: un catasto aggiornato e la possibilità di dedurre le spese per avvocati e architetti le grane di Monti Battere l'evasione si può ma non si vuole I possessori di taxi dichiarano 1.200 euro al mese. Avvocati, ingegneri e architetti un po' di più ma non molto. Cifre poco credibili. Eppure controllare è facile. Perché, ad esempio, non collegare i tassametri ai computer dell'agenzia delle Entrate? (...) e compasso non paiono tutti morti di fame. Il sospetto che molti dichiarino meno del dovuto è forte. E allora perché non rendere detraibile la parcella? Hai rimesso a posto casa? Alle spese che puoi portare in deduzione si aggiunge il conto dell'architetto o dell'in gegnere che ha fatto i calcoli di stabilità. Stessa cosa con l'av vocato. Devi ingaggiarne uno per ottenere ragione o per difenderti? La cifra che sarai costretto a corrispondere al legale la puoi mettere nella dichiarazione dei redditi. Secondo certi avvocati in regola col fisco, si tratterebbe dell'uovo di Colombo, che metterebbe con le spalle al muro chi fa il furbo. E lo stesso sostengono gli architetti che non nascondono le parcelle agli ispettori dell'Agenzia delle entrate. Perché dunque non lo si fa? La risposta è comica: a Napoli s'in venterebbero delle stamperie di fatture false da portare in deduzione. Tradotto: siccome lo Stato non è in grado di accertare se un documento fiscale è taroccato, finisce che tollera chi evade il fisco e tarocca la dichiarazione dei redditi. Ma il reddito non scarseggia solo fra tassisti, ingegneri e architetti. A mostrarsi poveri in canna sono anche orologiai e gioiellieri. Eppure anche lì ci vorrebbe poco a censire la mercanzia che hanno in negozio e stimarne il reddito. Così come per le agenzie immobiliari sarebbe abbastanza facile individuarne il giro d'affari. Le case in vendita sono esposte in vetrine o sul sito e in ufficio vengono custoditi i mandati a vendere. Se poi ci fosse un catasto aggiornato, che stima il valore reale dell'appartamen to, così come avviene in Svizzera e in altri Paesi organizzati, l'evasione sarebbe praticamente impossibile. L'elenco potrebbe continuare con gli orafi e i venditori di barche, con i concessionari d'auto e i fruttivendoli, tutti negozianti che dichiarano il minimo, ma che con opportuni provvedimenti sarebbero costretti a far emergere il nero. Insomma, i sistemi per scovare gli evasori ci sono. Purtroppo, manca la voglia di applicarli. Di questo passo chi presenta dichiarazioni infedeli può continuare a dormire sonni tranquilli. O, come mi è capitato di sentire domenica scorsa da due evasori in trasferta in una località turistica, al massimo sarà costretto a prestare un po' più di attenzione. Sicuro comunque che la festa continua. maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it Sommersi Ha un debito di 1.600 euro Lo Stato ne confisca 100mila Salvati Non c'è soltanto Cortina I cinesi fanno scontrini a mano ::: ALESSANDRO GONZATO PADOVA  Per recuperare un credito di 1.622 euro lo Stato ne ha pignorati sessanta volte tanti, ovvero 100 mila, somma che Confservizi Veneto, l'asso ciazione che rappresenta le imprese pubbliche di servizi (le ex municipalizzate), avrebbe dovuto incassare dall'Inail per una prestazione di un anno fa, ma che Equitalia ha sequestrato a titolo precauzionale come garanzia delle tasse non pagate. La vicenda, che già di per sé fa riflettere sul modo di operare dell'agenzia incaricata di riscuotere i tributi, stando alle dichiarazioni di Nicola Mazzonetto, direttore di Confservizi Veneto, assume contorni ancora più inquietanti. Secondo Mazzonetto, infatti, l'ente non avrebbe evaso un solo euro di tasse e nei mesi precedenti al pignoramento non avrebbe mai ricevuto alcuna comunicazione in merito. «Figuriamoci» dice «se andiamo in cerca di guai per una cifra irrisoria. Questa storia è ridicola». Oltretutto Equitalia non avrebbe spiegato all'ente quali tasse sarebbero state evase, limitandosi a sequestrare i 100 mila euro provenienti dall'Inail. Il direttore dell'associazione regionale di servizi parla di un enorme danno d'immagine, dice che Equitalia ha oltrepassato il limite, che le accuse sono infondate e che l'agenzia di riscossione s'è trasformata in un braccio armato dello Stato, forte e cattivo con i deboli ed accondiscendente con i potenti. «A questo proposito» aggiunge «ricordo che le nostre aziende pubbliche in questa fase di crisi non vanno certo ad interrompere l'erogazione di luce, acqua e gas alle migliaia di famiglie che non pagano in tempo le bollette». Nel frattempo Confservizi per chiarire la faccenda ha già sborsato decine di migliaia di euro. La denuncia di Mazzonetto si è allargata anche al web e sulla sua pagina Facebook sono moltissimi i messaggi di solidarietà. Equitalia respinge però le accuse al mittente specificando di non essere tenuta a fornire alcuna spiegazione agli utenti. Per sbloccare i 100 mila euro pignorati, Confservizi Veneto è stata costretta a saldare il suo presunto debito con lo Stato. «Quando però la vicenda si sarà chiarita» tuona Mazzonetto «pretenderemo la restituzione dei soldi e chiederemo pure gli interessi». È stato lo stesso direttore a presentarsi agli uffici padovani di Equitalia per pagare i 1.622 euro richiesti dallo Stato, e quando ha versato l'assegno circolare il cassiere gli ha chiesto la carta d'identità per una verifica. Il funzionario aveva forse paura che qualcuno pagasse per conto terzi un'imposta, peraltro contestata? ::: PEPPE RINALDI PADOVA  Altro che Cortina. Per scovare degli evasori totali basterebbe dare un'occhiata tra i mille negozi del Centro Ingrosso Cina di corso Stati Uniti, nella zona industriale di Padova, sui terreni dove fino a qualche anno fa le officine meccaniche Stanga producevano i treni e i metrò. Si tratta di una città nella città, dove – come ha raccontato ieri il Mattino di Padova – le regole imposte agli altri esercizi commerciali non esistono. Non si parla solo di igiene e sicurezza. Ma anche - e soprattutto - di fisco. Perché i commercianti che vi arrivano da tutta la regione si riempiono di prodotti a basso costo senza ricevere l'ombra di uno scontrino. In nessun negozio. L'unico che fa eccezione butta giù il totale – 64 euro – su un pezzo di carta. Non esattamente una ricevuta fiscale, insomma. Come quelle che invece vengono pretese poche centinaia di metri più avanti. Dove c'è il centro grossisti italiano, quasi deserto, che sta tirando le cuoia per debito d'os sigeno. Non ci sono clienti e le scorciatoie sono ovviamente illegali. Per esempio, nessun commerciante del Belpaese potrebbe impunemente tirar su un tramezzo nel suo magazzino e affittarne una parte per recuperare un po' di soldi. Una scelta che tra i cinesi viene fatta tranquillamente. È singolare - scrive sempre il quotidiano locale - che nel pavimento dove il riscaldamento funziona a pieno regime vengano accatastati scatoloni ricolmi di prodotti vari, roba che in caso di incendio si rischia l'inferno. Lì, al Centro Ingrosso Cina, trovi davvero di tutto. Anche prodotti alimentari dai nomi esotici, raccolti entro cassette sollevate dal pavimento tramite bancali in legno di pochi centimetri: bovoletti, tuberi ed erbe strane, messi là come capita accanto a confezioni di varie dimensioni, scope e quant'altro. E poi abitini uomo-donna, pentole, minuterie metalliche, guanti, fili di plastica, jeans e giocattoli. Vestiti per i più piccoli e prodotti per la casa. All'esterno, il parcheggio è pieno di macchinoni. Al massimo, raccontano i cinesi, le autorità si fanno vedere per sequestrare qualche cianfrusaglia. I commercianti asiatici hanno un solo problema: «Plossima volta compli più pezzi, noi glossisti», avvertono alla casa. Il tutto senza Iva, senza tasse, senza scontrini, senza controlli. La Cina è vicina, più di Cortina. LA CLASSIFICA La classifica dei redditi 2009 legati agli studi di settore. I dati sono stati resi pubblici lunedì dal dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO .
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21Mercoledì 18 gennaio 2012ATTUALITÀ @ commenta su www.liberoquotidiano.it Da Coveri sfila anche lei RIVOLUZIONI VINTAGE Per Armani pantaloni corti con 4 pence ::: Stile & stiletto Scivoloni di moda, come evitarli di DANIELA MASTROMATTEI ::: Amico di famiglia Bisogna saper ascoltare per migliorare il rapporto con l'altro ::: BRUNO FERRARO*  Mettersi in posizione di ascolto è diventato un imperativo categorico per chiunque desideri intrattenere rapporti con altri soggetti destinati a produrre un arricchimento nella relazione di coppia. Se, dunque, un tale atteggiamento è considerato normalmente opportuno, esso diventa addirittura irrinunciabile ed insostituibile in tutti i casi in cui il rapporto interindividuale attinge più o meno largamente alla sfera dei sentimenti. Così è fra marito e moglie, così è soprattutto tra genitori e figli, una volta venuto meno o risultato fortemente indebolito il principio di autorità su cui era basato nelle passate generazioni. Un'accurata ricerca afferma che la persona media ascolta per non più di 17 secondi prima di interrompere e cominciare a parlare lei. Questo tipo di ascolto, però, è un ascolto egocentrico, che non favorisce una conversazione costruttiva. Per un vero ascolto, diretto a creare un fecondo interscambio, occorrono invece alcune basilari regole che provo a sintetizzare. Occorre riservare all'interlocutore un'atten zione esclusiva, magari guardandolo negli occhi. Occorre zittire evitando le interruzioni. Occorre tenere le mani ferme evitando di gesticolare. Occorre evitare di spostarsi altrove se non se ne presenta un'assoluta ed improvvisa necessità. Occorre ascoltare, con i fatti, anche i sentimenti che sono alla loro base. Occorre vedere i fatti dal punto di vista dell'interlocutore. Occorre idealmente porsi al fianco di quest'ultimo, manifestandogli sostegno ed incoraggiamento. Val quanto dire, occorre creare empatia fra sé e l'altro! Quanto detto attiene alla sfera delle normali relazioni. Se, però, ci spostiamo sul terreno giudiziario, quando il giudice, prima di emettere un determinato provvedimento, è chiamato ad individuare “l'interesse” del minore, il discorso si fa molto più complicato. La Convenzione sui diritti del fanciullo sottoscritta a New York nel 1989, a cui il nostro Stato si è obbligato a portare rispetto con la legge n. 176 del 1991, prevede l'ob bligo dell'ascolto quando il minore ha superato i 12 anni e la mera facoltà se è di età inferiore ma ha compiuto almeno i 10 anni. Un'affermazione specifica in tal senso è contenuta nella Convenzione Europea del 1996 sui diritti dei bambini nelle controversie che li riguardano. E'facile rendersi conto delle conseguenze di tale statuizione. Le aule di giustizia non sono le più idonee per realizzare l'ascolto. Gli impegni quotidiani dei giudici preposti alla trattazione delle cause di famiglia sono molteplici e tali da non essere normalmente compatibili con una tale ulteriore incombenza. Per questo, si è fatta strada una soluzione che prevede, accanto all'ascolto diretto, l'ascolto indiretto, effettuato per il tramite del servizio sociale o di una consulenza psicologica. Si è anche affermata l'interpretazione che trattasi di un precetto privo di sanzione, nel senso che il mancato ascolto, anche nei casi di obbligatorietà, non determina la nullità del provvedimento. Non vorrei che si possa pensare che, così ridimensionato nella sua portata giuridica, l'ascolto come momento significativo del procedimento è svuotato di ogni significato. La verità è che ogni comportamento dei coniugi ed ogni provvedimento giudiziale devono essere finalizzati alla tutela dei legittimi bisogni del bambino ed alla realizzazione della bi- genitorialità, che costituisce la vera essenza dell'affi do condiviso. Normalmente possono bastare gli elementi acquisiti in udienza dal giudice, altrimenti è auspicabile che il giudice stabilisca un contatto con il minore per individuarne bisogni, inclinazioni ed aspirazioni e per modulare correlativamente la disciplina dell'affidamento. Un'ultima precisazione. L'ascolto è uno strumento procedurale ma non va enfatizzato fino al punto di attribuire un'importanza decisiva alla volontà del minore. Questo può o deve essere ascoltato, ma le regole sono quelle dettate successivamente dal giudice od elaborate, con la convalida da parte del giudice, dai suoi genitori. *Presidente Tribunale Tivoli ::: DANIELA MASTROMATTEI  I francesi ci portano via le aziende italiane. Parola di Giorgio Armani, che si sente «non finanziere ma imprenditore» a capo di un gruppo che «nel 2011 ha avuto una crescita a due cifre». Nell'ultima giornata di sfilate moda uomo a Milano lo stilista si lascia andare a qualche esternazione. «I francesi si sono dati molto da fare e, secondo me, non è ancora finita. Sono molto agguerriti nel catturare strutture già esistenti e di valore, non sono certo dei talent scout», dice Armani (dopo la sua sfilata), commentando il passaggio, recente, di eccellenze dello stile italiano sotto bandiera francese. Ppr di Pinault ha aggiunto Brioni, aveva già Gucci e Bottega Veneta, così come Lvmh di Arnault è a capo di Bulgari oltre che di Fendi e Pucci. Passando al momento di crisi: «Investire sembra un controsenso e invece non lo è, apriamo altri negozi in Cina, e lo facciamo sul serio», rivela Re Giorgio che intanto pensa all'uomo non troppo alto che «sta meglio nei pantaloni con le quattro pinces». E se non è giovane « può indossare una tshirt nera sotto lo smoking, purché sia quello giusto, con la giacca opaca, corta e a corpo, e con i calzoni ampi di velluto nero». E a qualsiasi età il basco è un tocco spiritoso. Con ironia vanno trattati anche i tessuti classici, «ne ingrandiamo i motivi, dallo spigato al tweed». Il cappotto doppiopetto è di lana effetto maglia, la giacca si adegua alle spalle e chiude il collo fino all'ultimo bottone. Giorgio definisce la sua una collezione «un po' austroungarica» e un po' «do lomitica», per alcune sfumature azzurrate da ghiacciaio. E per la maglia: dai giubbini stampati con motivi di jacquard norvegese all'effetto stretch dei completi di lana grigio chiaro portati con cravattino nero. I pantaloni sono comodi e si stringono sul fondo, per valorizzare le calzature, che di sera sono anche pantofole di velluto nero. Non mancano tocchi di acceso blu Klein, per il cappotto con il collo nero e per il giubbotto; marrone ossidato per le giacche con dettagli di pelle nera, zip appena accennate sui gilet da portare sopra il chiodo di pelle trapuntata. Il fumo fa male. Non sembrano rendersene conto i cattivi ragazzi di DSquared che sfilano sulle note di The Wall dei Pink Floyd. Indossano jeans e pantaloni stretti e corti, a vita bassa, insieme a giacche corte e avvitate, ma in fondo hanno gusti classici che emergono nei gilet a rombi, nei cappotti di tweed, nei pull di mohair spazzolato, nelle giacche di camoscio. Enrico Coveri sceglie il ramage di rose come stampa di punta sia per lui sia per lei. Il marchio, come ormai di consueto fa sfilare le collezioni uomo e donna con una certa uniformità di temi e d'ispira zione. Per lei micro-tailleur rosa con ramage neri,sui tubinidi paillettes,sugli abiti di seta stampata, sulle giacche di bouclè, portati con calze decorate e sandali dal tacco altissimo. L'uomo, di ispirazione più classica, sfoggia giubbini-montgomery, abiti classici dalle proporzioni riviste, con i pantaloni alla caviglia e la giacca sottile, vivacizzati dalla cravatta a piccoli motivi ramage e da fantasie tartan. Rocco Barocco dopo una pausa di quattro collezioni torna a sfilare a Palazzo Bagatti Valsecchi, al terzo piano, nuovo quartier generale milanese. La collezione presenta «lademocrazia del bello», spiega lo stilista « è la voglia di indossare un bel capo, magari con una camicia da mercatino dell'usato». Attualissimi questi ragazzi del «lusso reticente», pieno di giacchine, pantaloni accorciati con scarpe eccentriche, quasi delle pantofole. Lusso sofisticato invece dal marchio cinocanadese Ports 1961, disegnato da Ian Cooper. Uno stile impeccabile fatto di sottili innovazioni come il montgomery svuotato condoppia filadi bottonial postodegli alamari o i pantaloni a vita alta con fascia in vita incorporata che ricorda quella degli smoking o ancora il cardigan doppiopetto di cashmere e il gilet di agnello da portare sotto la giacca da sera. E il debutto di Diesel Black Gold: abiti classici vengono interpretati in maniera provocatoria. I completi sono in velluto stretch, le giacche doppio petto in cavallino, i pantaloni ampi e a vita alta, il trench di nylon lucido.  Quanti orrori vediamo per strada, in ufficio, ai pranzi e alle feste. Basta poco per rendersi ridicole. A volte non basta neppure seguire la moda alla lettera per evitare di apparire «strappone». Anzi. Le insidie spesso risiedono proprio nelle proposte degli stilisti. Per usare le parole di Coco Chanel «L'eleganza non consiste nell'indossare un vestito nuovo». L'eleganza è qualcosa di innato, un atteggiamento, un buon gusto, saper scegliere e soprattutto sapersi giudicare severamente, se serve. A volte bastano alcune pillole di saggezza per non sembrare proprio sbarcate da Marte. I fuseaux per esempio che in questo periodo si vedono sulle giovanissime ma anche sulle signore di mezza età (che orrore!), premesso che l'eleganza li vorrebbe relegati in palestra, perché difficilissimi da portare se non si ha un fisico da pin up, almeno evitate di metterli con il mezzo tacco. Severamente vietate le spalli ne imbottite anche se qualche stilista ogni tanto prova a rilanciarle. Lasciamole agli anni Ottanta, fanno tanto Manga e poi rischiano di spostarsi e creare imbarazzo per chi le porta ma anche per chi è con voi. I giro manica stretti: danno la sensazione di avere dei salsicciotti al posto delle braccia. E si rischia lo strappo a ogni movimento. Le camicette troppo strette: danno la sensazione di scoppiare da un momento all'altro e di conseguenza pure i bottoni. E poi il capo sembra prestato dalla sorellina più giovane. L'abito sopra i pantaloni: la scelta delle indecise, o si indossa il vestito o i calzoni. Perché entrambi? E poi non stanno neanche così bene. Fanno un po' grunge, rischio tamarra. Vietati i gambaletti color carne, sono contro ogni tentazione: fanno passare il desiderio anche al più innamorato dei fidanzati. Vietati i reggiseni con le spalline trasparenti, l'effetto è quello di una orrenda scia di lumaca sulla pelle. Anche qui si spegne qualunque desiderio. Vietato il reggiseno a vista, sembra sexy, ma sotto camicie, body, magliette fa tanto pornostar. Vietato l'abito di jersey senza reggiseno: qui è davvero questione di buon gusto. Vietate le bretelle al femminile, sono tipicamente maschili e non si capisce bene perché le debba mettere anche lei. Così come sono severamente vietate le cravatte per lei. Un elemento inutile. Non è con la cravatta che una donna tira fuori la parte più mascolina di sé. E che dire del marsupio? In una sola parola: bocciato. GIORGIO ARMANI L'uomo austroungarico con basco e pantaloni larghi DSquared Roccobarocco Diesel Vivienne Westwood Enrico Coveri
9Mercoledì 18 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: I NUOVI EQUILIBRI L'ex premier detta la linea Sondaggi giù. Silvio torna e striglia il partito Il Pdl scende al 22,9% e Berlusconi convoca i vertici: «Dobbiamo essere più attivi. E avanti con le liberalizzazioni» L'idea: via il premio di maggioranza Il Colle spinge per l'intesa sulla legge elettorale La maggioranza si rinsalda Pdl, Pd, Terzo Polo: scatta l'inciucio Mozione comune sulla giustizia in attesa di quella sull'Ue: c'è imbarazzo ma la grande coalizione è nata ::: ELISA CALESSI ROMA  L'accordo è di là da venire. Ma il cantiere sulla riforma elettorale è aperto. E su un punto sembra affacciarsi una intesa: basta coalizioni obbligate, meglio contarsi. Ieri nel tardo pomeriggio Pier Luigi Bersani ha riunito i vertici del partito (oltre ai capigruppo c'erano Enrico Letta, Walter Veltroni, Massimo D'Alema, Enzo Bianco e Luciano Violante). «Prima di iniziare le trattative con gli altri, si tratta di capire», spiegava Dario Franceschini prima che iniziasse l'incontro, «fin dove è possibile mediare». Si è deciso di chiedere «incontri bilaterali con tutti gli altri partiti» su legge elettorale e riforme istituzionali. Poi bisognerà decidere da dove partire. Il Pd spera dalla Camera, dove i numeri sono maggiori. E di legge elettorale si è parlato al vertice del Pdl, riunito ieri sera dopo quello del Pd. Così come nell'in contro che Berlusconi ha avuto in serata con Calderoli. Quanto al terzo polo il tema è stato al centro del colloquio che Casini, Rutelli e una delegazione del Terzo polo hanno avuto con il presidente della Repubblica. Il quale si è raccomandato di metter mano alle riforme, a cominciare da quella elettorale. Qualcosa, insomma, si sta già muovendo. Violante, per esempio, sta facendo una sorta di «istruttoria» per conto di Bersani, raccogliendo le proposte degli altri partiti. E Stefano Passigli, sostenitore di quel referendum per il ritorno al proporzionale che poi ha dovuto ritirare, ieri a Montecitorio ha parlato di riforma elettorale coi dirigenti dei principali partiti. Prima con Buttiglione e con Casini, quindi con Franceschini e con Vendola. Bilancio? Dice a Libero: «Si va verso il proporzionale. Mi pare che tutti abbiano capito che il maggioritario non funzione. Il Pdl è sotto ricatto di Io Sud, Noi Sud eccetera. Come noi lo eravamo di Rossi e Turigliatto». Visione forse troppo ottimistica. È vero, però, che sia Pdl, sia Pd puntano a una legge che non li obblighi ad allearsi, rispettivamente, con gli ex alleati: Lega o Idv. Ma senza venir meno al bipolarismo, né regalare la golden share al terzo polo. Per quanto, fa notare Passigli, proporzionale non significa rinunciare a indicare le alleanze prima del voto. Per ora si ragiona su modifiche (più o meno consistenti) al Porcellum. Il Pdl vorrebbe trasformare in nazionale il premio di maggioranza al Senato (se no senza Lega è finito). Altra proposta è di eleggere il 60% dei parlamentari con le liste bloccate, il 40% con le preferenze. Ma il Pd è contrario. C'è poi l'ipotesi, che trova sostenitori nel Pd, di togliere del tutto il premio di maggioranza. Ma qui è il Pdl a non starci. Mentre il terzo polo propone di fissare una soglia (40%) per accedere al premio di maggioranza. Insomma, le danze sono aperte. Con una postilla: la legge elettorale dipenderà dal tipo di alleanze che i partiti decideranno. E finché questo nodo non si scioglie, difficilmente una riforma vedrà la luce. ::: SALVATORE DAMA ROMA  Torna a Roma, Silvio Berlusconi, e dà la carica al partito: «Dobbiamo essere più attivi e più presenti». Le ferie natalizie sono finite, il panettone digerito, le bollicine dello spumante assorbite. Basta torpore, il leader suona la sveglia, vuole un Popolo della Libertà che riparta con l'iniziativa. Ieri sera cena a Palazzo Grazioli con Alfano, Letta, Bonaiuti, i coordinatori Verdini, La Russa, Bondi i capigruppo Cicchitto, Gasparri, Quagliariello, Corsaro. In precedenza aveva fatto visita il presidente del Senato Renato Schifani (ma ambienti di Palazzo Madama smentiscono). A tutti Berlusconi chiede uno slancio organizzativo: i congressi locali, le primarie, le squadre della Libertà, una in ogni sezione elettorale. L'immobilismo romano, giustificato dal sostegno al governo dei professori, non deve contagiare la periferia: «Il partito deve essere più visibile». I sondaggi danno il Pdl in flessione, al 22,9, il Pd al 28 (calante), la Lega stabile intorno al 10. Non sono numeri che fanno sorridere l'ex presidente del Consiglio. Che tuttavia sa, perché glielo dice l'ultima stima fatta da Euromedia Research (l'unica società di cui si fidi), che c'è una soglia di indecisi mai così alta. Sono il 44 per cento del campione: quasi un italiano su due - a oggi - non saprebbe chi votare se si andasse alle urne. Con questo quadro non ha molto senso accelerare la caduta del governo, determinando il voto anticipato a giugno. È quello che chiede Bossi, ma Berlusconi si sta lasciando aperta ogni possibilità. Wait and see, è la strategia. Molto dipenderà dal menù che Monti servirà ai partiti. Se arrivano portate indigeste, Silvio è pronto ad alzarsi e andarsene: non vuole essere lui a pagare il conto delle scelte impopolari dell'esecutivo dei tecnici. Ma, al momento, il professore è ancora lì, che armeggia in cucina: «Finora siamo stati leali», riflette Silvio, «adesso aspettiamo gli eventi: gennaio sarà un mese decisivo». Le liberalizzazioni: «Piacciono molto agli italiani», è l'altra cosa che i sondaggi dicono a Berlusconi. Purché siano vere e «non punitive per questa a o quella categoria». Il riferimento è, tra gli altri, a farmacisti e tassisti. Il Cavaliere affida ad Alfano il compito di trattare una linea comune sull'Euro pa, rivendicando quanto fatto dal suo governo: «I fatti dimostrano che la via giusta è quella che avevamo indicato noi», ricorda. Dunque, sostegno all'esecutivo quando si tratta di difendere gli interessi dell'Italia, ma nessuno sconto sulle altre misure: «Vediamo questo decreto, valutiamo i contenuti. Non voteremo più nulla contro la nostra volontà e contro gli interessi dei nostri elettori». Poi c'è il tema della legge elettorale: Napolitano preme perché i partiti si diano una mossa, ma Berlusconi non vuole nuove regole di voto che penalizzino la Lega: ancora crede si poter salvaguardare l'al leanza. E ieri sera ha ricevuto Calderoli a a via del Plebiscito, proprio per trattare sull'argomento. Infine c'è il Cavaliere introspettivo. Quello che, in questi giorni, ha avuto il tempo per pensare alle cose sue. Silvio rivela agli amici le ultime novità: ha messo in vendita Emerald Cove, la villa di Antigua. E sta pensando di fare lo stesso con Villa Certosa, la tenuta di Porto Rotondo. Il Milan? È un giocattolino che costa a Berlusconi 80 milioni l'anno. E, con questa crisi, il presidente fa due conti: «Pensano tutti che io sia ricchissimo, invece sono quasi povero...», scherza. Ma neanche poi tanto. ANTIGUA ADDIO Silvio Berlusconi ha messo in vendita Emerald Cove, la villa di Antigua. E forse farà lo stesso con Villa Certosa Olycom ::: ROMA  Angelo Sanza, democristiano da sempre, si diverte a giocare con gli imbarazzi altrui: «La maggioranza che sostiene il governo», ride, osservando i deputati uscire dall'Aula, «sta diventando una grosse koalition. Quando cadrà il velo dell'ipocrisia? Ma è già caduto!». Certo è che ieri è stato fatto un altro passo in direzione di un rafforzamento della maggioranza che maggioranza non si vuole definire. Con 424 voti favorevoli e 58 contrari è stata approvata la risoluzione presentata insieme da Pdl, Pd e terzo polo a sostegno della relazione del ministro Paola Severino sulla giustizia. Mentre sono state bocciate le mozioni presentate da Lega, Idv e Radicali. E oggi si replica al Senato, con lo stesso schema. Dopo la convergenza sui temi economici, è quindi caduto un altro tabù. E non da poco. Quello sulla giustizia. Nel clima generale, sembra niente. Ma Nichi Vendola, ieri di passaggio a Montecitorio, lo nota preoccupato: «Osservo che è strano che su un terreno come la giustizia ci possano essere sintonie. E tanto più sull'Europa». Strano ma vero. E oggi se ne registrerà un'altra, di sintonia, sulla politica estera: la Lega presenterà una mozione sulla Libia, destinata a essere bocciata dalla stessa maggioranza che ieri ha approvato le linee del governo sulla giustizia. Nei prossimi giorni la stessa scena si ripeterà con la mozione sull'Eu ropa. Il Pd lavora per convincere l'Idv a sostenerla. Ma Di Pietro non ne vuol sapere. E, a dirla tutta, i Democratici non paiono dispiaciuti. Restano, naturalmente, le resistenze. Soprattutto nei due partiti maggiori. Ma anche in quelli, pian piano, pezzi di muro cadono. «Non c'è dubbio», osservava ieri Osvaldo Napoli, Pdl, «che Pdl Pd e terzo polo si stanno ricompattando. Anche perché se no finiamo come la Grecia». La marcia di disarmo è in corso anche nel Pd. «La maggioranza sta diventando sempre più coesa e lo sarà sempre di più», ammette Alessandro Maran. E si spinge più in là Ettore Rosato: «È chiaro che dovremo occuparci non solo di temi economici, ma anche di riforme. A cominciare dalla giustizia. Del resto, tolte le leggi ad personam, c'è molto su cui possiamo concordare». Così come sulle riforme che riguardano enti locali, forze di polizia. Ma allora possiamo chiamarla maggioranza politica? Rosato: «È come dire che il governo è un governo politico. Io preferisco dire che è un governo, come questa è una maggioranza». Togliamo gli aggettivi e stiamo ai fatti. I quali, però, osserva Roberto Rao, Udc, sono più eloquenti di quanto non si voglia ammettere: «Più la maggioranza si risalda, più a parole se ne prendono le distanze». L'importante è andare avanti. «Poi fra dieci mesi», ammette off the records un democratico, «non è escluso che maturi l'idea che di una grosse koalition». Ma questo è il futuro. EL.CA.
Rene perforato per ex stella Wilander Incidente domestico per l'ex stella del tennis Mats Wilander (47). Lo svedese, cadendo nella sua camera d'hotel a Melbourne (per seguire gli Open come commentatore), si è perforato un rene causando un'emorragia interna arrestata solo ieri. Blatter lancia Platini alla guida della Fifa Il presidente della Fifa, Joseph Blatter, ha annunciato a France Football che non si ripresenterà nel 2015 e ha proposto un sostituto alla sua carica: Michel Platini, ora presidente Uefa. «Platini è pronto. Sarà un buon presidente», ha commentato. Basket: Eurolega, stasera tocca a Siena Partono questa sera le Top 16 di Eurolega in campo la Montepaschi Siena che in casa sfida i baschi del Gescrap Bilbao. Domani tocca invece alla Bennet Cantù e all'EA7 Milano sfidare rispettivamente il Barcellona (in Spagna) e i greci del Panathinaikos (in casa). ALLE 21 OTTAVI DI COPPA ITALIA In mezzo ai guai Allegri pretende la reazione ma nel Milan è allarme centrocampo: Boa ko un mese. Torna Merkel. Doppia sfida al Novara in 5 giorni Video sospetto con il Cesena Vidal e il rigore con l'«occhiolino»: è sindrome-combine ::: FRANCESCO PERUGINI MILANO  Milan-Novara, andata e ritorno. È un viaggio con molte insidie quello che aspetta il Milan tra oggi e domenica, dalla sfida casalinga nei quarti di Coppa Italia all'ultimo turno del girone d'an data in programma al Piola tra quattro giorni. Non è solo la sconfitta nel derby a spingere la dirigenza rossonera ad abbandonare la filosofia del «o Tevez o niente» (soprattutto dopo la rottura della trattativa col City, tentato dai 37 milioni del Psg). Ci si è messa di mezzo anche un'altra tegola, arrivata ieri sulla testa di Max Allegri: un mese di stop per Boateng, ko per una lesione muscolare alla coscia sinistra. L'en nesimo guaio stagionale a pochi giorni di distanza dall'infortunio alla caviglia di Aquilani (out fino a metà febbraio). Un problema che aveva già trasformato in emergenza la precarietà del reparto centrale dovuta ai lunghi stop di Flamini e Gattuso. E con Van Bommel squalificato in Coppa Italia (eredità del rosso rimediato l'anno scorso nella semifinale col Palermo), posto assicurato per Ambrosini, Nocerino e Emanuelson mentre Seedorf è di nuovo ko per la febbre. ESORDIO IMPROVVISO La maglia da trequartista, invece, sembra destinata a finire da subito sulle spalle di Alexander Merkel, richiamato d'urgenza a Milanello dopo cinque mesi e 13 belle partite con il Genoa. I liguri lo hanno lasciato partire in prestito, rinunciando anche alla richiesta di riavere El Shaarawy ma conservando metà del cartellino del tedeschino. E così il quasi 20enne centrocampista si ritrova a essere di nuovo l'uomo della Provvidenza, come l'anno scorso, quando Allegri l'aveva buttato nella mischia con Strasser in un momento di infermeria affollata. Oggi toccherà a Djamel Mesbah: algerino con passaporto francese, il 27enne terzino sinistro in scadenza di contratto con il Lecce potrebbe firmare già stamattina per 4 anni e mezzo. Sistemati i buchi in rosa, Allegri potrà tornare a occuparsi della grana Pato-Ibra: «Non c'è nessun problema fra loro, devono solo integrarsi al meglio e giocando insieme l'intesa crescerà», ha assicurato l'allenatore livornese, «sono contento di quanto fatto da Pato. Ha solo bisogno del gol». CAMBI OBBLIGATI Il Milan non vuole rinunciare alla Coppa Italia («Èun nostroobiettivo»), ma neppure al turnover: in campo Mexes, Antonini e Bonera insieme con Nesta (squalificato in campionato come Boateng) davanti ad Amelia e in attacco fiducia a El Shaarawy (tolto dal mercato) con Pato e il ballottaggio Robinho-Inzaghi, confermato ieri al Milan dal suo procuratore. «La sconfitta nel derby non cambia il valore del Milan», ha sottolineato ancora Allegri, «abbiamo subito la possibilità di rifarci. L'anno scorso eravamo costretti a vincere gli scontri diretti perché avevamo perso molti punti con le piccole. Magari al girone di ritorno li vinciamo tutti». L'esame di riparazione con le grandi (solo 5 punti nel girone d'andata con Juve, Inter, Napoli, Roma, Lazio e Udinese) comincerà con il filotto LazioNapoli-Udinese in due settimane (a San Siro solo con i partenopei). Si parte il 1 febbraio, il giorno dopo la fine del mercato: il Milan dovrà arrivare preparato. Kevin Prince Boateng, 24 anni: per lui lesione ai flessori della coscia sinistra [LaP] Mercato Psg su Tevez: 29 milioni più bonus Amauri vuole Firenze, Genoa su Cerci ::: GAIA FRIGERIO TORINO  Ormai ogni gesto, movimento o smorfia che sia, è un indice di combine. Tutto nasce dallo scandalo calcio scommesse, ovvio, ma ora un giocatore non può nemmeno toccarsi una gamba, storcere il collo, parlare con un avversario, toccarsi le parti intime pure, che c'è dietro una combine. Il video pubblicato negli ultimi giorni su Youtube che ha come protagonisti il centrocampista della Juventus Vidal e il portiere improvvisato (a seguito dell'espulsione del vero n. 1 Antonioli) Rodriguez del Cesena è solo un episodio. La partita in discussione è JuveCesena, giocata lo scorso 4 dicembre 2011 e terminata 2-0. Viene riportato il momento del calcio di rigore per i bianconeri battuto proprio dal centrocampista cileno. In porta va Rodriguez e prima del tiro di Vidal piega leggermente il collo verso destra lato verso cui lui si butterà, schiacciando l'occhio. Vidal segna, tirando, guarda caso, sulla sinistra del portiere. Da qui una querelle sull'onestà o meno di questo gesto e sull'ipotesi che esso sia o meno un cenno d'intesa tra i due giocatori. La pubblicazione del video è avvenuta in seguito alla polemica sul gesto ben più evidente di De Sanctis che quasi si arrabbiò al gol del 4-1 di Cavani contro il Lecce (siamo al 3 dicembre, giusto il giorno prima della partita juventina incriminata nelle ultime ore). De Sanctis nega («il mio era solo un gesto di liberazione»), il Napoli tace. Sembra che oggi si sia creata come un'epidemia per cui ogni immagine o momento viene tagliata, analizzata e qualsiasi movimento dubbio diviene per forza di cose un gesto forzato, preparato e programmato. Oggi è la Juve, irritata, infuriata anzi, dai sospetti e dalle provocazioni di questo video e per esprimere la propria rabbia ha pubblicato ieri un comunicato stampa sul proprio sito: «La diffusione in queste ore delle immagini relative al calcio di rigore battuto e realizzato da Arturo Vidal in occasione della partita JuventusCesena, che secondo alcuni rivelerebbero un cenno d'intesa tra il calciatore del Cesena, incaricato di parare, e il giocatore bianconero, costituiscono un tentativo subdolo e maldestro di ledere l'imma gine della società e del calciatore. Juventus Football Club agirà in ogni sede, a tutela dell'immagine di Arturo Vidal e della società». Danno all'immagine quindi. Il Cesena parla di «situazione surreale che non merita commento». Fatto sta che ora bisogna fare più che attenzione perché sta davvero diventando una caccia alle streghe senza capo né coda. ::: FABIO RUBINI MILANO  Spenti i riflettori sul terby tornano ad accendersi quelli che illuminano la telenovela che vede protagonista Carlos Tevez (28). Ieri si era diffusa la voce che il City avesse accettato le avances del Psg, pronti a sborsare 37 milioni (29 subito più i bonus). In serata la doccia fredda con gli inglesi che facevano sapere di non aver ricevuto nessuna offerta per l'Apache. Intanto il Milan, alle prese con una sfilza di infortuni, non molla la presa e lavora sotto traccia forte della volontà del giocatore. Intanto si è riportato a casa dal Genoa Alexander Mer kel (20). Chi sembra aver mollato la presa su Tevez è l'Inter che, dopo l'infortunio a Stankovic, vuol chiudere già a gennaio per Juraj Kucka (25) del Genoa. E sono stati avviati dei sondaggi con il Porto per Fredy Guarin (26) che propio oeri però ha detto «se vado in Italia vado alla Juve».. In difesa intanto arriverà già a gennaio Juan Jesus (20) dell'In ternacional. In uscita continua la trattativa col Parma per il prestito di Jonathan (26). La Fiorentina punta dritto sullo juventino Amauri (32). Il giocatore, dopo una sfilza infinita di rifiuti al trasferimento, pare stimolato dall'idea di andare a Firenze. Il problema, al momento, è l'ingaggio troppo alto del giocatore. Se Amauri accetta di “accontentarsi” l'affare si può chiudere in settimana. Intanto la Juve si è liberata di Frederik Sorensen andato al Bologna in cambio del centrocampista francese Sa phir Sliti Taider (20) che però resterà in rossoblu (in prestito gratuito) fino a giugno. Lo juventino Amauri Il presunto cenno di Rodriguez a Vidal
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31Mercoledì 18 gennaio 2012SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it razione unileterale. «È stato un onore e una felice coincidenza», dice Brignano, impegnato proprio in questi giorni in Paradiso, dove sta girando i nuovi spot che andranno in onda a partire da marzo, «essere chiamato per una campagna così amata. Come sanno anche i miei fan, infatti, sono un vero appassionato di caffè senza il quale non posso vivere. Mi auguro di contribuire ad aumentare ulteriormente il successo di Lavazza e del suo Paradiso e sono certo che fra le nuvole, in compagnia di un ottimo caffè, mi sentirò come a casa». E a casa Brignano si sente anche su Italia Uno. Le Iene, il programma cult della rete Mediaset, riprende con due novità. La messa in onda della prima serata cambia giorno: non più il mercoledì, ma il giovedì. Alla conduzione del programma, oltre alla consolidata coppia Ilary Blasi ed Enrico Brignano, si aggiunge la new entry Alessandro Gassman. Nel frattempo c'è il Paradiso. Una dimensione televisiva che, nel corso degli anni, ha ospitato volti noti e amati come quelli di Nino Manfredi e Tullio Solenghi, tanto per citare i principali, e che ha visto alternarsi dietro alla macchina da presa registi come Alessandro D'Alatri, Gabriele Salvatores, Daniele Luchetti e Umberto Riccioni Carteni. All'euforia di Brignano fa da controcanto il silenzio di Bonolis che preferisce non commentare la scelta della Lavazza, segno evidente che la rottura non è stata affatto consensuale, come tende ad accreditare l'azienda torinese. Eppure stando ad un sondaggio del sito online Tv Blog il 40% dei telespettatori avrebbe preferito la coppia al posto di Brignano. Magra consolazione per Bonolis, comunque reduce dal successo di Avanti un altro, il game show che ha saputo eguagliare, peraltro in poco tempo, il competitor L'Eredità, che è tornato a ruggire soltanto adesso che si scontra nuovamente con lo zio Gerry Scotti. Anita Garibaldi, l'inespressività dei Due Mondi Complimenti per la trasmissione di FRANCESCO SPECCHIA  La scena più sincronizzata con la realtà è quella in cui Anita, Peppino e tre compari (tra cui un ex schiavo stile Lothar di Mandrake con i capelli) osservano la loro nave corsara colare a picco in un Brasile che pare l'isola del Giglio. E Peppino, barba al vento, abbracciando la futura sposa sussurra: «Da oggi non sono più un marinaio...». Ma questa è l'unica scena -per dinamismo e struttura narrativa- collegata alla realtà di Anita Garibaldi (Raiuno, prime time). La fiction-agiografia dedicata ad Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva detta Anita, e alla sua cocente passione per l'eroe dei due mondi per ascolti è andata bene: 5.789.000 telespettatori, 20,33% di share. Il patriottismo e l'ascolto sono salvi, quindi. Sul resto ci permettiamo di dubitare. Ecco un breve elenco di nequizie della fiction. I caratteri sono tagliati con l'accetta: se la scena dell'accoltellamento del traditore da parte di Anita è telefonata, quella di Anita che vuole farsi sposare perché teme che chiamino “bastardo” il figlio avuto fuori dal matrimonio ha del comico. I patrioti della Giovane Italia sono rigidi e risorgimentali, come Bixio che parla come in un testo di Mameli («Qui si parla molto di voi, non s'era mai vita una donna di tale coraggio e tale forza») ; e lo stesso Mameli che alle feste più che un condottiero rischia di passare per un cameriere. I generali sudamericani sembrano tutti usciti da un film di Zorro. I dialoghi sia in Italia che in Sudamerica hanno tutti una lieve inflessione romanesca, a parte Giorgio Pasotti che si salva con una puntina di bergamasco. Pasotti col barbone nel ruolo di Garibaldi è improbabile; a parte che la memoria ci corre al Raf Vallone di Camicie Rosse ('52) o ai Garibaldi virilissimi di Merli o Franco Nero, a vedere Pasotti ti viene sempre in mente L'ultimo bacio. Non abbondano le scene di battaglie e Garibaldi l'unica cosa che sapeva fare era combattere. Valeria Solarino/Anita è talmente bella che riesce a deviare l'at tenzione dalla recitazione. La battuta migliore la fa rosa dalla gelosia verso una giornalista americana (un'inespressiva Nicole Romanoff), minacciando il marito con due pistole: «Ora ho capito, Josè: tu mi metti incinta per tenermi lontana». Non intendeva lontana dalla tv. Forse qui sta il nocciolo della questione. I nuovi spot BRIGNANO TRA LE NUVOLE L'attore ruba a Bonolis il Paradiso di Lavazza Come Michael Jackson Beyoncé si sbianca la pelle, bufera sulla popstar ::: ENRICO PAOLI  E alla fine Enrico Brignano, come anticipato da Libero, finì in paradiso. Un paradiso particolarmente amato, trattandosi di quello della Lavazza, i cui spot hanno fatto la storia della pubblicità di questi ultimi anni. Per l'attore comico romano si tratta dell'ennesima certificazione della popolarità raggiunta, grazie alle prove offerte con gli spettacoli e i film, compreso il film di Natale versione Sky, nettamente superiore ai cinepanettoni cinematografici entrati in coma irreversibile. E poi c'è l'esordio nel settore della pubblicità. «Brignano, fino ad oggi, non ha mai accettato di diventare il testimonial di un prodotto», spiegano i vertici dell'azienda torinese, «è stato conquistato dalla simpatia del Paradiso Lavazza e dal caffè che ama particolarmente». Insomma fra le nuvole più gustose della televisione, che dominano gli spot dal 1995, e l'attore romano è stato amore a prima vista. Un amore, stando alle premesse, destinato a durare, considerato che il fidanzamento con la coppia uscente, composta da Paolo Bonolis e Luca Laurenti, è durato 11 anni. A far saltare il sodalizio fra l'azienda del caffè è la coppia televisiva per antonomasia sarebbe stata la «mancanza di feeling» fra il nuovo amministratore delegato della Lavazza e la coppia di artisti. In particolare il manager della casa torinese avrebbe addossato a Bonolis la responsabilità del calo di appeal del prodotto. Da qui la scelta d'investi re sull'attore romano, mantenendo ferma, però, l'ambienta zione dello spot. Altro che sepa. UNA «IENA» IN CIELO Sopra, il nuovissimo spot Lavazza con il nuovo protagonista, Enrico Brignano. A destra, la vecchia formazione con Paolo Luca Laurenti. Con loro l'attrice americana Julia Roberts, guest star di alcuni spot. ADDIO LA7 Piroso a Raidue si riduce lo stipendio Secondo «Dagospia» Antonello Piroso ha già mollato La7 per traslocare in Rai. Il sito di Roberto D'Agostino ripercorre le tappe che hanno portato alla rottura tra l'ex direttore del TgLa7 e la tv Telecom. «Dopo essere stato costretto a lasciare la prima serata», si legge sul sito, «che La7 era obbligata a fargli fare ma che nonostante gli annunci continuava a rimandare, sperando forse, secondo i boatos più malevoli, che lui arrivasse a rompere il contratto molto oneroso per la tv Telecom (un biennale da 840 mila euro l'anno), Piroso si è trasferito alla domenica pomeriggio. Ma anche lì i problemi non sono mancati». «Con un budget ridotto al minimo, nessuna promozione e l'indisponibi lità di Piroso ad “abbassare” il livello degli ospiti, più da prima serata “impegnata” che da pomeriggio nazionalpopolare, visti gli ascolti al lumicino (media inferiore al 2), Piroso ha deciso di staccare la spina dopo la puntata di domenica 22 gennaio». Da lì, l'approdo a Raidue con un ridimensionamento del trattamento economico garantitogli da La7. La data del debutto del nuovo programma di Piroso sarebbe l'8 marzo, scrive Dagospia. Ma sorge il dubbio: come farebbe Piroso ad andare in onda il giovedì se quel giorno è già ufficialmente occupato dall'Isola dei famosi, in partenza il 26 gennaio per 11 puntate? Continua Dagospia: si parte «comunque dopo il Festival di Sanremo, la cui organizzazione è nelle mani di Lucio Presta, il manager che ha in mano anche la trattativa di Piroso. ::: NEW YORK  Schiarita, con la pelle diventata quasi bianca. La chioma è bionda, e lei è circondata di pellicce. «Beyoncé come Michael Jackson», scrivono i siti. Uno schiaffo all'orgoglio afroamericano da parte di una delle esponenti più famose. Fanno infuriare le foto di Beyoncé nella copertina di 4, il suo quarto e ultimo album. Sui giornali, sui siti specializzati, sui blog, infuria la polemica sulla pop star che appare ancora una volta sbiancata con photoshop. L'imma gine di una donna bianca, quella che lei non è. Una cosa inaccettabile, secondo molti. E non si tratta della prima volta. Una gaffe simile accadde nel 2008, quando Beyoncé apparve nella campagna pubblicitaria mondiale del marchio di cosmetici l'Oreal: allora lei diede la colpa alla linea di cosmetici, disse che non era stata lei voler la pelle schiarita nelle foto. Stavolta questa linea di difesa non reggerebbe, perché si tratta di un suo album. E c'è chi va oltre. Alcuni siti hanno confrontato la Beyoncé di oggi con quella di anni fa, e il risultato è un'immagine diversa, i lineamenti del viso sembrerebbero meno marcatamente afroamericani rispetto a prima, il colore della pelle desta sospetti. Il Daily Mail, che ha intervistato un dermatologo che dice chiaramente: Beyoncé potrebbe aver fatto una cura di acido che schiarisce la pigmentazione della pelle. Una cosa «alla Michael Jackson», ma meno drastica. Insomma, l'accusa alla neo mamma è quella di aver tradito le proprie origini. Figlia di Matthew Knowles, un manager discografico afro-americano di grande successo, e Tina Knowles, stilista di discendenza creola, Beyoncé Giselle Knowles, questo il nome intero, è nata 30 anni fa a Huoston, Texas. Ci sono cose che gli americani non perdonano. E Beyoncé ha fatto una mossa che potrebbe costarle molto. A.MEN. Beyoncè in copertina
11Mercoledì 18 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LA GUERRA DELLA LEGA Su www.liberoquotidiano.it Le primarie della Lega partono nel segno di Bobo Sondaggio con dieci candidati: «Chi vorreste come nuovo leader padano?». L'ex ministro subito in testa (...) governo Berlusconi nel '95 e della decisione di tornare alleati del Cavaliere prima delle politiche del 2001. A tre giorni dalla manifestazione che si terrà domenica in piazza Duomo a Milano per protestare contro le tasse del governo Monti, la Lega è a un bivio, dopo il braccio di ferro che nelle ultime ore ha visto sfidarsi come mai prima il leader storico Umberto Bossi e il suo eterno delfino Roberto Maroni. DIECI NOMI Una contesa (inasprita dal voto alla Camera che ha salvato dall'arresto Cosentino) nella quale Libero chiama il popolo padano a dire la propria, con un sondaggio sul sito www.liberoquotidiano.it. La domanda è semplice: “Chi vorreste come nuovo leader della Lega?” Segue una lista di dieci nomi, in rigoroso ordine alfabetico, costruita considerando il ruolo e il rilievo che questi hanno avuto nella storia più o meno recente del partito padano: l'europarlamentare Mario Borghezio; il figlio di Umberto, Renzo Bossi, anche noto come Il trota; l'ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli; l'ex ministro della Giustizia Roberto Castelli; il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota; l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni; il presidente dei deputati leghisti Marco Reguzzoni; l'eu roparlamentare Matteo Salvini; il sindaco di Verona Flavio Tosi; il governatore del Veneto Luca Zaia. L'EX MINISTRO Ci sono rappresentanti del cosiddetto e ormai arcinoto “Cerchio magico”, ovvero il gruppo di coloro che più sono vicini al leader Umberto Bossi (Calderoli, Reguzzoni, Renzo Bossi); sostenitori aperti di Maroni (Tosi e Salvini); figure intermedie (Cota e Zaia). Sono gli stessi nomi che, con ogni probabilità, entrerebbero in gioco se, come chiedono in modo sempre più stringente i maroniani, si tenessero i congressi di partito e in primis quello federale che non si organizza da ben dieci anni, dal lontano 2002. Il sondaggio su liberoquotidiano.it è scattato ieri mattina e ha già ottenuto migliaia di risposte, segno che la base leghista è ansiosa di dire la sua sul futuro del partito. Alle 19.30 di ieri sera Roberto Maroni staccava tutti i concorrenti alla grande, con il 55% delle preferenze. Dietro, Tosi con l'11%, Zaia col 9%, Cota e Bossi junior appaiati al 5%, Castelli e Salvini al 4%, chiudono Reguzzoni, Borghezio e Calderoli al 3%. Nella nostra consultazione, insomma, il trio Maroni-Tosi-Salvini mette insieme il 70% delle preferenze, una schiacciante maggioranza. LA BASE CON BOBO Un risultato che sembra rispecchiare il sostegno dimostrato dalla base a Maroni all'indomani della censura operata nei suoi confronti dal Senatur, che gli impediva di prendere parte (e parlare) da solo a incontri nelle sezioni leghiste: centinaia di inviti da tutto il Nord, a testimoniare l'affetto e la stima della gente per l'ex ministro dell'Interno. In tre giorni, 320 nella sola Lombardia. «Se li accetto tutti - scherzava l'ex titolare del Viminale l'altroieri - sono impegnato per dieci anni». Lo scontro si è smorzato proprio nel pomeriggio di lunedì, quando Umberto e Bobo si sono incontrati per due ore nella storica sede leghista di via Bellerio e il Senatur ha ammorbidito i toni della censura nei confronti del suo vice. I due potrebbero incrociarsi ancora già stasera in un teatro di Varese, dove è in programma l'incontro “Libe ra Padania” e saranno sicuramente entrambi domenica a Milano. ROTTA VERSO NORD Dove, a dire dell'europarla mentare (maroniano di ferro) Matteo Salvini «ci sarà tanta gente, anche leghisti nuovi che ce l'hanno con il governo Monti e le sue tasse (il gradimento della Lega è salito in queste settimane dal 9 al 10,2%, ndr). E magari anche con un certo Pdl, quello degli arresti di questi giorni in Lombardia. Noi andiamo a nord per la nostra strada col segretario federale Umberto Bossi, magari, dopo i congressi, circondato da un entourage un po' diverso. Fare le primarie della Lega può essere sicuramente curioso, ma il futuro della Lega si decide nelle sezioni». ::: segue dalla prima MATTEO LEGNANI .
Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: milanocronaca@libero-news.eu; Pubblicità: PUBLIKOMPASS SPA, Via Winckelmann 1, 20146 Milano; Tel. 02.24424611 - Fax 02.24424490 [POLO DI NERVIANO] Il Comune stoppa la città della salute SARA BIONDINI a pagina 41 [RHO] Dalla Scozia per copiare le case dei papà separati MARIA LUIGIA PIZZULLO a pagina 42 I NUMERI DI IERI ::: 35 Arresti ::: 6.000 Passeggeri in più sul metrò ::: 67 Borseggi ::: 10.000 Pin Area Cattivati ::: 14 Furti d'auto ::: 30.000 Acquisti ticket Area C ::: 6 Truffe ::: 2.300 Prelievi BikeMi Residente s'incatena per protesta L'Area C dimezza le auto E raddoppia l'inquinamento Il pm10 oltre la soglia, blocco delle vetture Euro 0 e diesel, vietato il falò di sant'Antonio  Giuliano Pisapia l'ha definito il «Protocollo di Kyoto» di Milano, ma l'impatto di Area C non è dei più confortanti. Lunedì, primo giorno di congestion charge, le centraline Arpa hanno registrato valori superiori alla vigilia e più che doppi rispetto alla soglia Ue. Confermato il calo di ingressi in centro (-32%), aumentano le code di veicoli all'esterno della cerchia dei Bastioni. Una residente si incatena a Palazzo Marino. I commercianti: «Ricavi giù del 20%». BASO-COSTA-FERRARI-NICOLETTI a pagina 39 ALLARME PER LO STRANO NEVISCHIO IN PROVINCIA . Fiocca la bufala della neve chimica  Raramente, ma accade. Ieri mattina (e in alcuni posti anche l'al troieri) è caduto uno strano nevischio da un cielo senza nuvole. Ma solo in alcune zone della provincia e della città. Si tratta di vapore acqueo e di particelle di smog che, col gelo, si sono condensate e cristallizzate, cadendo al suolo. Su internet è partito l'allarme neve chimica. Definizione che esiste solo in italiano e che non ha nulla di scientifico. In realtà -spiegano gli esperti- è solo neve sporca dello stesso smog che di solito respiriamo. [Fotogramma] ::: Il caso QUANDO GLI ORCHI SONO INVENZIONI DI CATTIVI GIUSTIZIERI ::: LUIGI SANTAMBROGIO  La sua fortuna è quella di abitare a Castello Brianza, paesino del lecchese, e mica a Stoccolma, civilissima e tollerantissima capitale della Svezia. Se no, era spacciato: in galera ci finiva di sicuro, come il consigliere comunale di Canosa arrestato mentre faceva le vacanze nel paradiso nordico solo perché mollò uno scapellotto al figlio. A Castello saranno pure fuori dal mondo, ma lì almeno un giudice c'è, come quello famoso di Berlino che premiò l'ignorante mugnaio e non la diede vinta all'imperatore. La storia ve la raccontiamo nelle pagine della regione, qualche pagina più avanti, qui ci limitiamo a tirare la morale. Anche se la favola non c'è, anzi. Per il malcapitato genitore di Castello era solo l'incubo della galera, accusato di schiaffi illeciti alla figlia minorenne (scoperta a bigiare e a fumare) e di castighi troppo severi verso il figlio (un vero somaro a scuola) per convincerlo a mettere la testa sui libri. Indagato per il reato di “maltrattamenti familiari” dai giudici di Lecco che hanno spedito i due figli in una comunità, per proteggerli dal padre-orco. Ma sono bastate poche verifiche perché il giudice istruttore sentenziasse che lo schiaffo non costituisce reato e che il genitore non era un kapò. Così il papà è stato prosciolto e i due ragazzi restituiti alla famiglia. La storia brianzola, a differenza di quella svedese, finisce comunque bene, ma mica tutti potranno tornare a vivere felici e contenti. Il pasticcio combinato da quei zelanti inquirenti della morale familiare è di una crudeltà inaudita, una ferita inferta alla dignità e all'umanità di un genitore che è stato pubblicamente giudicato aguzzino dei suoi figli. In nome di diritti e principi fantasmatici, esistenti solo nella testa di magistrati e assistenti sociali che considerano la famiglia come il luogo di tutte le storture. Ma gli orchi, qualche volta, vengono smascherati: sono solo invenzioni di chi persegue la giustizia senza fare i conti con il bene. A Castello Brianza, per fortuna, non è andata così. Formigoni: Pdl sotto attacco Ponzoni si consegna alla Gdf  Massimo Ponzoni si è consegnato alla giustizia. Dopo un giorno di “latitanza”, il consigliere Pdl si è presentato in tarda mattinata per farsi arrestare dalla Guardia di Finanza. «Sono sconvolto, ma mi difenderò», ha detto all'avvocato, il quale ha anche notificato le sue dimissioni dal Consiglio regionale. Proprio al Pirellone, intanto, infuria la polemicha. Il governatore ha accusato la sinistra e i giornali vicini all'opposizione di aver scatenato un'assurda campagna contro di lui, mentre di fatto ci troviamo di fronte a vicende giudiziarie del tutto personali. MARINARO e MOTTOLA a pagina 40 Bullismo a scuola I colleghi del prof colpito con l'estintore: ora c'è paura ::: EMANUELA MEUCCI  I professori dell'istituto di moda e grafica pubblicitaria Caterina Da Siena chiedono più sicurezza dopo l'aggressione di cui settimana scorsa è rimasto vittima un collega. Colpito al volto con un estintore da uno studente che aveva dato fuoco ad un foglio di carta nei corridoi della scuola. Il docente, supplente precario, era stato ricoverato in ospedale con una prognosi di 15 giorni, quattro denti rotti e una contusione a un ginocchio. È stato dimesso, ma quasi sicuramente si dovrà sottoporre a diversi interventi sia alla gamba sia al viso. Mentre il ragazzo è stato sospeso per due settimane. Pena considerata insufficiente dai colleghi della vittima, che ieri hanno convocato un'assemblea sindacale. Dopo ore di dibattito, è stato approvato un documento che nei prossimi giorni dovrà essere firmato dai docenti, nel quale si chiede alla preside di prendere provvedimenti più severi ed eventualmente di procedere con un'espulsione. A destare preoccupazione, oltre all'aggressione, anche il passato del ragazzo, che negli anni scorsi sarebbe già stato sottoposto a diversi provvedimenti disciplinari. La richiesta dei professori suona quasi come un rimprovero alla dirigente scolastica, che sui giornali aveva minimizzato l'accaduto, (...) LA MINACCIA Proiettile a Pisapia «Ferma la tassa» di SALVATORE GARZILLO Una delirante lettera con proiettile è stat recapitata al sindaco. Solidarietà da tutti a pagina 38 COPPIE DI FATTO Boeri contro la Rozza Il Pd litiga ancora Il Pd si spacca ancora. Stavolta sul registro delle coppie di fatto. Per il capogruppo Rozza è da rinviare. Boeri l'attacca su Facebook: «Non ha capito l'importanza di questa discussione». a pagina 38 segue a pagina 41 PROMOZIONI www.cadoroarredamenti.it ARREDA CON IL MASSELLOVia De Amicis, 29/31 MILANO Tel. 02.8321130
15Mercoledì 18 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO LE RESPONSABILITÀ Sulle «prodezze» delle navi troppi hanno chiuso un occhio Il presidente del Registro navale, Scerni, si dimette dopo aver detto che non potevano non sapere della rotta. Il sistema gps Ais registra tutto ed è consultabile da chiunque ::: ANDREA MORIGI  Eranointanti achiudereun occhio, forse anche due, dinanzi alle “prodezze” delle navi da crociera. Il primo ad affondare, con la Costa Concordia, è un nome eccellente, il presidente del registro navale Rina, Gianni Scerni, ex presidente del Genoa. Abbandona l'incarico, ma non prima di essersi tolto un sassolino dalla scarpa. Prima di rassegnare le proprie dimissioni aveva affermato, in un'intervista pubblicata ieri dal quotidiano genovese Il Secolo XIX, che l'armatore non poteva non essere a conoscenza della pratica dell'“inchino” in vigore sulle navi della Compagnia. Poi saluta e se ne va, «allo scopo di non coinvolgere in sterili polemiche sui media la società». Tenta anche una smentita imbarazzata, senza convincere nessuno, tanto meno la direzione del quotidiano genovese, che conferma la correttezza «alla virgola» del contenuto della conversazione. Delresto, si trattava di dichiarazioni «del tutto ovvie: che il Rina e la compagnia Costa ignorino la pratica dell'inchino in vigore sulle navi da crociera è francamente ridicolo». Chi va fuori rotta lascia una traccia indelebile nell'Ais, l'Auto matic Identification System reso obbligatorio dal 2004 per tutte le navi di stazza lorda superiore a 300 tonnellate e per tutte le navi passeggeri, indipendentemente dalle loro dimensioni. E si tratta di informazioni accessibili a tutti, con un semplice collegamento a Internet. Lo hanno rilevato, in tempo reale, tutte le piattaforme di monitoraggio. Dunque non è minimamente in dubbio quale siano stati il percorso compiuto dalla Costa Concordia prima dell'impatto, la manovra del comandante Francesco Schettino e la brusca virata. E, se si trattava di una consuetudine, era nota a tutti. Sembra curioso che potesse ignorarlo perfino il Gruppo Rina, benché si sia dissociato pubblicamente dalle dichiarazioni rese dal suo ex presidente. Nessuno, prima del tragico naufragio di venerdì sera, tuttavia, aveva mai denunciato irregolarità sulle rotte delle navi da crociera. Né il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, che si era rallegrato con l'allo ra comandante della Costa Concordia, Massimo Calisto Garbarino, in occasione del passaggio ravvicinato a Giglio Porto del 14 agosto 2011. E lo pregava di «estendere la nostra riconoscenza anche alla Costa Crociere che oramaida annipremiain questomodo un'isola tra le più belle». Poi ci sarebbe da chiarire il motivo per cui quei giganti del mare passavano nel territorio della Capitanerie di Porto dell'Isola del Giglio, dipendente da quella di Porto Santo Stefano, senza suscitare perplessità da parte delle autorità di controllo. Ai molti quesiti suscitati dalla tragedia della Costa Concordia tenterà di rispondere la Commissione europea, che ha predisposto un rapporto sull'incidente all'iso la del Giglio. Ieri il commissario ai trasporti Siim Kallas, lo ha giudicato «così serio» che «abbiamo il dovere di seguire il caso, verificare se le norme europee sulla sicurezza in mare sono state rispettate e se sono adeguate». Il commissario ha riferito sulle informazioni finora acquisite dalle autorità italiane, anche se «al momento non abbiamo motivo per ritenere insufficiente la normativa europea attualmente in vigore». Una svolta, comunque, s'im pone anche secondo il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Guido Improta, che ieri ha detto «stop alle prassi comuni dei saluti sottocosta», pur sottolineando che «il comportamento irresponsabile e folle di un singolo è diverso dalla responsabilità nautica». A chiedere invece l'adozione di una nuova normativa Ue che, tenendo conto del rischio ambientale, delle rotte internazionali e dei vari ordinamenti nazionali coinvolti, imponga rigorosissime distanze minime di sicurezza dai centri abitati per le navi da crociera è stato ieri l'europarlamentare e dell'Idv Niccolò Rinaldi in un'in terrogazione all'esecutivo europeo, in cui chiede di porre fine al pericolo: «Non bisognerà mai più vedere navi enormi come la Concordia navigare a poca distanza da zone di pregio ambientale e turistico come le isole, ad esempio Capri, o addirittura all'interno della laguna di Venezia». TITANIC Per la crociera commemorativa tutti a bordo LONDRA Sarà macabro ma la crociera commemorativa del disastro del Titanic sta avendo ancora più successo dopo la tragedia della Costa Concordia. A dirlo sono gli organizzatori inglesi della cosiddetta “Titanic Memorial Cruise”, che ricorderà, il prossimo aprile, il centenario dell'affondamento del transatlantico portando alcuni parenti delle vittime (oltre a un nutrito numero di ricchi curiosi) sul luogo in cui la nave urtò l'iceberg e colò a picco. «Le visite al nostro sito sono aumentate del 50% dopo quanto successo in Italia», ha spiegato un portavoce di Miles Morgan Travel a Libero. «È brutto dirlo ma ha avuto un effetto traino». Al momento, infatti, non ci sono stati passeggeri che hanno rinunciato vedendo le terribili immagini della Costa Concordia riversa su un fianco di fronte all'isola toscana del Giglio. I 1300 posti a bordo della Balmoral, nave ultramoderna e sicura, sono già tutti esauriti, nonostante i prezzi proibitivi delle cabine che si aggirano attorno ai 4000 dollari. E si stanno anche esaurendo i posti per una seconda crociera, da New York al sito del disastro navale nell'Oceano Atlantico e ritorno nella Grande Mela. Alcuni dei passeggeri hanno visto con preoccupazione e sgomento quanto successo in Italia, ma non rinunciano a prendere il largo da Southampton, Inghilterra, per arrivare dove il Titanic affondò portando negli abissi 1500 persone. «Capisco cosa provano i parenti delle vittime, la mia famiglia ha perso un caro a bordo del Titanic, mentre sua moglie Edith riuscì a mettersi in salvo sulla scialuppa numero otto», ha raccontato Jane, del Devon, che sarà a bordo della Balmoral. Per altri, come Liz di Londra, la crociera sarà un modo per ricordare non solo i morti del Titanic ma tutti quelli che non sono tornati da un viaggio in mare. ALESSANDRO CARLINI La rimozione e le barriere ambientali Spostarlo così costa troppo, meglio fare il gigante «a fette» . MESSA AL SICURO Nelle tabelle le tre ipotesi per la messa in sicurezza della Costa Concordia. In alto una nave passeggeri che passa molto vicino a uno dei Faraglioni dell'isola di Capri ::: CHIARA GIANNINI GROSSETO  Portare via la Concordia dalle secche in cui è adagiata e smaltirla altrove? Per gli esperti è impresa quasi impossibile. Tra le ipotesi che si stanno facendo in questi giorni, infatti, c'è quella di tirare su le 114.500 tonnellate della nave utilizzando dei grossi palloni e, quindi, trascinarla in un punto in cui potrebbe essere smaltita con maggiore facilità. Per chi si occupa di rimozione di questi relitti, però, l'idea è la meno adatta, proprio a causa dell'eccessivo peso della nave. Resterebbe, quindi, l'opzio ne di “tagliare a fette” il gigante dei mari, utilizzando dei cavi diamantati e portare via i vari pezzi usando pontoni e rimorchiatori. «Rimuovere una nave di quel tipo - spiega Maria Camilla Masini, portavoce di Teseco, azienda pisana che si occupa della rimozione di relitti - è tutt'altro che cosa semplice. Prima di tutto va estratto il carburante, in modo che possa essere alleggerita e quindi si può procedere. Se i tecnici riusciranno a raggiungere le bocchette da cui poter aspirare il carburante (attraverso delle pompe) l'operazione sarà più semplice, altrimenti dovranno forare lo scafo e, quindi, aspirare». L'ipotesi migliore è allo studio di un team che sta lavorando proprio a Grosseto, composto da esperti della ditta olandese Smit (che si dovrà occupare di svuotare la nave le 2.380 tonnellate di carburante) e della ditta Neri di Livorno (rimorchiatori). Ormai è una corsa contro il tempo e le condizioni meteorologiche avverse che fanno pensare al peggio. Per la giornata di domani, infatti, sono previsti peggioramenti sostanziali e una bufera che potrebbe causare lo spostamento della Concordia verso quell'abisso di 70 metri che si trova a un passo dalla secca su cui adesso è adagiata. I tecnici stanno lavorando alacremente e senza sosta pur di scongiurare il disastro ambientale. Sarà forse pronto oggi il piano per la rimozione del carburante dalla nave mentre sarà ultimato tra dieci giorni quello per togliere la Concordia dal punto in cui si trova. Il pool si è riunito ieri mattina a Porto Ercole, per un vertice a porte chiuse nel cui corso hanno discusso proprio dei metodi di rimozione del carburante. «Operazione che richiederà - secondo quanto spiegato da Kees Van Essen, direttore della Smit che dirige le operazioni - tra le due e le 4 settimane». Quella che si trova in mare al Giglio è una bomba a orologeria che potrebbe mettere a rischio l'intero ecosistema dell'isola. Per questo si sta preparando una cintura di protezione ambientale lungo tutto il perimetro della nave, con 900 metri di barriere d'altu ra di cui 300 già posizionati e gli altri in via di allestimento. Oggi verranno posizionate panne costiere ancorate alle rocce a protezione delle calette appena vicine alla nave, con due vie di fuga a 40 metri di distanza dalla nave per dare possibilità di intervento alle vedette delle forze dell'ordine.
Mercoledì 18 gennaio 2012
20 Mercoledì 18 gennaio 2012
30 Mercoledì 18 gennaio 2012 SPETTACOLI @ commenta su www.liberoquotidiano.it Laurea ad honorem Benigni all'Università. E gli studenti protestano ::: BRUNA MAGI  Come contestare un campione della satira, di nome Roberto Benigni, e rovinargli la festa? Incredibile ma è accaduto, nell'Aula Magna dell'Università di Calabria, l'Unical, sede a Cosenza, dove il comico-attore- regista ha tenuto una lectio magistralis per il conferimento della laurea honoris causa (l'ottava!) in filologia moderna. Riconoscimento dovuto, secondo il magnifico rettore, al suo impegno nel diffondere la Divina Commedia con letture nei teatri, nelle piazze e in tv. E il premio Oscar sboccato toscanaccio si è lanciato nell'abituale repertorio: prendersela con Berlusconi, nonostante ex premier, perché nel '91 anche Silvio era stato premiato con una laurea ad honorem in ingegneria gestionale. Battuta del comico: «Proprio per quell'episodio l'Unical fu declassata, perdendo 3 A». E ancora: «La laurea in filologia moderna potrebbe servire anche ai posteri per decifrare il linguaggio di Bossi e Di Pietro». Peccato che gli studenti avessero già intonato il controcanto, rubandogli il mestiere: declamavano a turno versi della Divina Commedia (persino più bravi?), per protestare contro il mancato arrivo di borse di studio e perché molti erano rimasti fuori, essendo l'intera aula occupata da parenti e amici della Casta dei Docenti. Ma il Prof. Benigni infieriva, dicendo che gli piacerebbe prendere una laurea in farmacia o odontoiatria, e che sarebbe l'uni co dentista a rilasciare fattura. Però, che onestà: perché non distribuisce ai poveri gli emolumenti milionari che riceve? Persino le Iene hanno infierito, tentando di infliggergli a sorpresa un bacio in bocca. Ognuno raccoglie quel che semina: citando il solito Dante, Begnignaccio ha detto che se lui avesse incontrato Beatrice le sarebbe saltato addosso. Che palle, quante volte abbiamo sentito questa battuta? Forse è ora di rinnovarsi: le contestazioni non vengono mai a caso. ::: FRANCESCO SPECCHIA  Mr. Wang è un alieno liscio e tentacolare che parla cinese, che si diverte a far esplodere il Vaticano e s'aggira minaccioso a rastrellare premi inglesi che premiano la fantascienza italiana. Detta così, è una zaffata d'op pio, o un racconto di H.G. Wells (maestro della Science Fiction, inglese) in crisi ipoglicemica. Invece è un fatto che stasera alla Borsa di Milano L'arrivo di Wang dei Manetti Bros. verrà premiato da Lord Green of Hurstpierpoint, Ministro Britannico del Commercio e degli Investimenti e da un codazzo di diplomatici, come miglior film dell'innovazione italiana nel 2010 -tra le miglior 16 categorie produttive del Paese- . Miglior film, diamine. Si tenga presente che i Manetti Bros. fratelli Coen del romanissimo quartiere Prati, non sono esattamente Fellini. E Wang è un film di fantascienza, il genere più bistrattato della nostra cinematografia, sin dai tempi della Morte viene dallo spazio di Paolo Heusch nel '58 . E allora perché, proprio mentre il premier Monti vola a Londra a blandire gli inglesi, il premio l'UK–ITALY Innovation Awards, il tributo inglese alle nuove imprese italiane, va ad una storia catastrofista d'invasioni aliene attizzate dal politicamente corretto ? C'è da dire che “Wang” è un caso atipico di creatività ben spremuta. La storia è già stata presentata alla Mostra di Venezia, ha già vinto il Trieste Science Fiction e il premio del British Counsil (tanto per rimanere tra i fan inglesi) ed è diventato un oggettino di culto in Internet. È interamente costruita intorno a tre personaggi e sui loro ruoli pirandelliani. Da un lato Gaia (Francesca Cuttica), giovane interprete di cinese, chiamata con urgenza a tradurre la conversazione tra un agente dei servizi segreti (Ennio Fantastichini) ed un misterioso Signor Wang che, non appena si accenderanno le luci della stanza dell'interrogatorio, scopriremo essere un alieno. L'alieno, gommoso e simpaticamente tentacolare, pare E.T., parla cinese, la lingua più diffusa della Terra ed è assai cortese ( «Da dove vengo io la cortesia è un valore»); ma si ritrova in Italia, davanti a un mastino romanissimo che vorrebbe estirpargli, costi quel che costi, la confessione del piano di conquista del pianeta. Bella e terribile la scena della “tortura” a Wang, inserita in un processo psicologico in cui lo spettatore viene spinto quasi a forza, a tifare per l'alieno. Difatti, l'interprete Gaia, impietosita, lo libera e il finale sarebbe a sorpresa. Sarebbe. Ma vi diciamo subito che rispetto a Wang i mostri di Alien e La guerra dei mondi so no dilettanti; e che Roma, l'Italia e il resto del mondo subiranno la più assurda e devastante invasione dai tempi dei Visitors.«Sei una cretina...», commenta l'extrater restre, rivolgendosi alla sua salvatrice alla fine. E il pianeta intero viene avvolto in un rogo purificatore per colpa di una ragazzina politicamente corretta che somiglia a Giovanna Melandri, traviata dal pregiudizio e, probabilmente, di sinistra. L'arrivo di Wang ha una scansione narrativa solidissima. È fantascienza da camera. Parte dal signor Kunt, il marziano che Flaiano precipitò a Villa Borghese degli anni 50; devia dalle parti degl'in terrogatori claustrofobici di Una pura formalità di Tornatore; si snoda nei dialoghi adrenalinici del telefilm 24; e non disdegna il finale “rovesciato” alla Crash di Paul Haggins, dove nessuno è veramente ciò che sembra. “Film sull' incomunicabilità”, “riflesso del subconscio”, spiega la (buona) critica: trattasi di un apologo sulla guerra totale al pregiudizio, senza pregiudizi, appunto. Wang ha un altro merito. Quello di rivitalizzare un genere, la fantascienza italiana che ebbe poca fortuna, ma produsse diamanti rilucenti estratti dal fango del basso budget e del cattivo gusto. Scavando nella memoria ci vengono in mente tre titoli su tutti. C'era Terrore nello spazio, anno '65, tratto dal racconto Una notte di 21 oredi Pestriniero, in cui astronauti atterrati su un pianeta fatto di nebbia (solo di nebbia, non c'era la scenografia...) e sconosciuto vengono attaccati da entità incorporee aliene. E La decima vittima di Elio Petri, sempre del '65, riprendeva il racconto La settima vittima di Sheckley con Mastroianni e la Andress. Infine ci fu la flessione sulla satira con Il disco volante diretto dal giovane Tinto Brass: lì gli alieni atterrati nella campagna veneta risaltavano l'ar retratezza di un'Italia provinciale e dedita all'assenza di morale. Gli inglesi oggi avevano sottomano Wang, e ci è andata bene... ::: LA SCHEDA IL CAST Nel cast del film «L'arrivo di Wang», per la regia dei Manetti Bros., Ennio Fantastichini, Francesca Cuttica, Li Yong, Juliet Esay Joseph, Antonello Morroni, Jader Giraldo LA TRAMA Gaia, un'interprete di cinese, viene chiamata per una traduzione urgente e segreta. Si troverà di fronte Curti, un agente privo di scrupoli, che deve interrogare un fantomatico signor Wang. Ma per la segretezza l'interroga torio avviene al buio e Gaia non riesce a tradurre bene. Quando la luce viene accesa Gaia scoprirà che il signor Wang è un essere proveniente da un altro mondo. L'incontro cambierà per sempre la sua vita e quella di tutto il pianeta NELLE SALE Il film uscirà nelle sale italiane nel mese di febbraio IL FILM Gli extraterrestri made in Italy fanno impazzire gli inglesi Premio britannico alla pellicola dei Manetti Bros «L'arrivo di Wang» Maria Grazia Cucinotta ha ricevuto due milioni di euro dalla Regione Sicilia. I soldi vanno alla sua Seven Dreams production per realizzare insieme ai cinesi della Ciwen Film e Tv Production il film C'è sempre un perché. Perché la regione Sicilia sborsa tutti quei soldi per un film della Cucinotta? Ci sarà sempre un perché, ma a noi sfugge. il graffio Il perché della Cucinotta L'INTERROGATORIO Ennio Fantastichini e Francesca Cuttica durante la scena dell'in terrogatorio a un essere proveniente da un altro mondo, tratta dal film di fantascienza «L'arrivo di Wang» Roberto Benigni [Olycom] 100 PUNTATE «Zelig» fa festa ma la Cortellesi è dimezzata MILANO Sarà che nel 2003 lei non c'era. Sarà che quella di venerdì 20 gennaio, la puntata numero 100 di Zelig, è dedicata ai nomi e volti storici del programma dei quali lei non fa parte. Ma la sensazione che Paola Cortellesi sia un po' sprecata in questa edizione dello show resta. E non basta il balletto con la spumeggiante Michelle Hunziker, al Teatro Arcimboldi per l'occasio ne, a portarla sotto i riflettori come merita. Perché Paola è soprattutto una comica, brava. E allora uno si aspetta che il suo contributo sia più incisivo, come del resto lo è stato l'anno scorso. Va bene che al momento non ci sono personaggi politici capaci di ispirare particolari imitazioni, e che quella di venerdì sarà solo la seconda puntata di Zelig(in tutto saranno 15), ma limitare la Cortellesi al ruolo di presentatrice è un po' come lasciare in panchina un fuoriclasse del calcio. Non ha senso. Nemmeno se ciò fosse dovuto al fatto che ci sono tanti comici e i tempi sono stretti, col risultato che, come si vocifera, non ci sarebbe abbastanza spazio anche per lei. Perciò speriamo di vederla presto in azione. Detto questo, la puntata numero 100 sarà uno spasso. Da Anna Maria Barbera con la sua Sconsolata a Max Pisu con Tarcisio, da Paolo Migone a Fabrizio Fontana nei panni di James Tont, da Ale&Franz a Flavio Oreglio, da Antonio Albanese a Nicola Savino e Gabriele Cirilli, solo per citarne alcuni, ci sarà da divertirsi. Sketch, battute e risate con protagonisti irresistibili, la complicità di un pubblico davvero entusiasta e un Claudio Bisio in grandissima forma, carismatico esuberante e naturalmente simpatico pure fuori onda. Tra le esibizioni, anche quella di Sergio Sgrilli, che dopo aver ironizzato per anni su cantanti e tormentoni, annuncerà l'uscita di sue canzoni nel disco Dieci Venti d'Amore, anticipato dal singolo Come Va che proprio da venerdì 20 gennaio, compleanno dell'amico Marco Simoncelli, sarà in vendita su iTunes e il ricavato devoluto alla Simoncelli Fondazione Onlus. ALESSANDRA MORI
47Mercoledì 18 gennaio 2012 MILANO ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 - TEL. 026597732 Midnight in Paris 14.50-16.45-18.40-20.35-22.30 Le Idi di marzo 14.40-16.35-18.30-20.30-22.30 Almanya 14.50-16.45-18.40-20.35-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 APOLLO SPAZIOCINEMA GALL. DE CRISTOFORIS 3 - TEL. 02780390 Shame 13.00-15.20-17.40-20.00-22.00 Le Idi di marzo 13.00-15.10-17.20-19.30 L'industriale 13.00-15.10-17.30-19.50-21.50 J. Edgar 15.30-21.30 The Artist 13.00-15.30-17.40-19.50-22.00 ARCOBALENO FILMCENTER VIALE TUNISIA 11 - TEL. 899399816 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Shame 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 - TEL. 0248003901 Miracolo a Le Havre 15.30-17.30-19.30-21.30 ARLECCHINO VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 - TEL. 0276001214-199445668 Midnight in Paris 16.00-18.10-20.20-22.30 CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 - TEL. 02874826 Emotivi Anonimi 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30 Le nevi del Kilimangiaro 14.10-16.15-18.20-20.30-22.30 COLOSSEO V.LE MONTE NERO, 84 - TEL. 0259901361-199445668 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 20.00-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.30-17.10-19.50-22.30 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.30-20.00 Le Idi di marzo 22.30 DUCALE MULTISALA PIAZZA NAPOLI 27 - TEL. 899399816 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 La chiave di Sara 15.00-17.30-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 15.00-17.30-20.00-22.30 ELISEO MULTISALA VIA TORINO 64 - TEL. 0272008219-199445668 La chiave di Sara 15.30-17.50-20.10-22.30 J. Edgar 14.45-17.20-19.55-22.30 Shame 15.30-17.50-20.20-22.30 L'industriale 15.30-17.50-20.20-22.30 GLORIA MULTISALA CORSO VERCELLI 18 - TEL. 0248008908 Benvenuti al Nord 15.10-17.40-20.10-22.30 Il cuore grande delle ragazze 10.30 J. Edgar 15.00-17.30-20.00-22.30 MEXICO VIA SAVONA, 57 - TEL. 0248951802 Il Conformista 16.00-20.00 Io sono Li 18.10-22.10 ODEON - THE SPACE CINEMA VIA SANTA RADEGONDA, 8 - TEL. 892111 Benvenuti al Nord 12.10-14.45-17.20-19.55-22.30 Alvin Superstar 3 12.25-14.50-17.15 Benvenuti al Nord 19.25-22.00 Winter il delfino in 3D 12.00-14.35-17.10-19.45-22.15 Immaturi - Il viaggio 11.50-14.20-17.00-19.40-22.30 J. Edgar 12.55-16.00-19.05-22.20 Succhiami 12.05-14.10-16.15 La talpa 19.10-22.15 Benvenuti al Nord 14.00-16.30-19.00-21.30 Non avere paura del buio 12.30-14.55-17.25-19.55-22.25 Midnight in Paris 12.45-15.10-17.30-19.50-22.10 Succhiami 19.30 Benvenuti al Nord 22.00 ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 - TEL. 0289403039 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Alvin Superstar 3 14.45-16.30-18.15 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-17.25-19.55-22.30 PALESTRINA VIA PALESTRINA, 7 - TEL. 026702700 Una separazione 16.30-18.45-21.00 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 - TEL. 0229531103 Benvenuti al Nord 15.30-17.50-20.20-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.10-22.30 Alvin Superstar 3 15.00-16.50-18.40 Immaturi - Il viaggio 20.30-22.30 Le Idi di marzo 15.30-17.50-20.20-22.30 Shame 15.30-17.50-20.30-22.30 L'industriale 15.00-17.30-20.30-22.30 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 - TEL. 892960 Benvenuti al Nord 15.10-17.50-20.35 Benvenuti al Nord 14.40-17.25-20.05-22.40 Finalmente maggiorenni 14.20-17.30-20.10-22.30 Alvin Superstar 3 14.40-17.30 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.40 Non avere paura del buio 14.50-17.20-20.10-22.30 The Help V.O. 16.10-19.20-22.25 Finalmente la felicita' 15.15-17.35-20.15-22.35 Sherlock Holmes - Gioco di ombre13.50-16.45-19.40-22.30 J. Edgar 13.50-16.45-19.45-22.40 La talpa 14.00-17.00-19.50-22.35 Winter il delfino in 3D 14.30-17.30-20.00 Il gatto con gli stivali 3D 14.50-17.15-20.05 Shame 22.20 L'industriale 15.00-17.40-20.15-22.35 Alvin Superstar 3 14.00-16.15-18.30 J. Edgar 21.30 Immaturi - Il viaggio 14.00-16.40-19.40-22.15 Benvenuti al Nord 15.40-18.30-21.40 Benvenuti al Nord 14.05-16.45-19.40-22.15 Succhiami 14.00-16.10-18.20-20.30-22.40 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 - TEL. 892960 Winter il delfino in 3D 17.20 La talpa 19.50-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.10-22.50 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.00-19.50-22.40 Benvenuti al Nord 16.50-19.30-22.10 Alvin Superstar 3 17.30-20.10 J. Edgar 22.30 Il gatto con gli stivali 17.10 Succhiami 20.30-22.50 J. Edgar 16.50-19.40 Non avere paura del buio 22.40 SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 - TEL. 0277406300 Destino cieco (Il caso) 16.00 Another Silence 18.30 Sette opere di misericordia 20.15 ASSAGO UCI CINEMAS FIORI VIALE FIORI - TEL. 892960 Alvin Superstar 3 17.50-20.10 Succhiami 22.30 Finalmente la felicita' 17.20-19.50-22.15 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 16.55-19.45-22.40 Non avere paura del buio 17.00-19.55-22.20 Benvenuti al Nord 17.00-19.40-22.20 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.00-22.30 J. Edgar 22.15 Il gatto con gli stivali 3D 17.40-20.00 La talpa 17.05-19.50-22.35 Capodanno a New York 22.10 Winter il delfino in 3D 17.00-19.40 Benvenuti al Nord 19.00-21.45 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 Succhiami 17.25-20.25-22.15 Benvenuti al Nord 17.30-20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.30 Winter il delfino in 3D 17.10-20.05 Capodanno a New York 22.35 La talpa 17.30-20.10-22.50 The Artist 17.35-20.20 Non avere paura del buio 17.40-20.40-22.50 J. Edgar 16.50-19.20-22.10 Finalmente maggiorenni 17.10-20.15-22.25 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.00-19.50-22.30 Shame 17.50-20.30-22.40 BUSNAGO GLOBO - MOVIE PLANET VIA BERLINGUER, 48 - TEL. 039 695182 (PREN.) Winter il delfino in 3D 17.15-19.45 J. Edgar 22.20 Benvenuti al Nord 18.15-21.15 Alvin Superstar 3 17.25 Immaturi - Il viaggio 19.45-22.20 La talpa 17.00-19.45-22.20 Succhiami 17.15-19.50 Non avere paura del buio 22.20 Benvenuti al Nord 17.15-19.45-22.20 CERRO MAGGIORE THE SPACE CERRO MAGGIORE VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 Immaturi - Il viaggio 16.35-19.10-21.45 Shame 19.25-21.50 La talpa 16.40 J. Edgar 18.30-21.30 Alvin Superstar 3 17.50-20.00-22.10 Il gatto con gli stivali 3D 16.35 Finalmente la felicita' 16.40 Finalmente maggiorenni 18.55 Immaturi - Il viaggio 21.15 Succhiami 17.40 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 18.35-21.35 Benvenuti al Nord 19.30-22.00 Benvenuti al Nord 19.00-21.30 Winter il delfino in 3D 16.50 Benvenuti al Nord 17.30-20.00-22.30 Non avere paura del buio 19.50-22.15 Benvenuti al Nord 18.00-20.30 LISSONE UCI CINEMAS LISSONE VIA MADRE TERESA - TEL. 039 484767 Non avere paura del buio 17.40-20.20-22.40 Shame 17.20-20.10-22.30 Succhiami 17.50-20.00-22.10 Finalmente la felicita' 17.30-19.50-22.15 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.10 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.25 Alvin Superstar 3 17.40 J. Edgar 19.50 La talpa 22.40 Il gatto con gli stivali 17.40-19.50 Capodanno a New York 22.20 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.30 Finalmente maggiorenni 20.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.10 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 MAGENTA CINEMATEATRO NUOVO VIA SAN MARTINO 19 - TEL. 0297291337 Benvenuti al Nord 21.15 MELZO ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA `- TEL. 0295416444 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.35 J. Edgar 19.50-22.10 Succhiami 20.20-22.20 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 20.05-22.30 La talpa 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 MONZA MULTISALA CAPITOL VIA A. PENNATI 10 - TEL. 039324272 J. Edgar 21.15 Emotivi Anonimi 21.15 MONZA MULTISALA METROPOL VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.30 La talpa 20.00-22.30 This is England 21.15 MONZA MULTISALA TEODOLINDA VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788 Benvenuti al Nord 20.10-22.30 Shame 20.20-22.30 MONZA TRIANTE VIA DUCA D`AOSTA, 8 - TEL. 039748081 Riposo PADERNO DUGNANO AREA METROPOLIS VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181 IT 21.00 Benvenuti al Nord 21.15 PADERNO DUGNANO LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 Alvin Superstar 3 17.15 Non avere paura del buio 20.40-22.50 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.30-22.00 J. Edgar 19.00-22.00 Il gatto con gli stivali 17.00-19.00-21.00 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.00 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.15-20.00-22.40 Immaturi 17.40-20.20-22.50 Benvenuti al Nord 16.50-19.45-22.15 Shame 19.00-21.10 Finalmente la felicita' 18.15 Vacanze di Natale a Cortina 21.15 Benvenuti al Nord 18.00-21.00 La talpa 18.00-21.00 Benvenuti al Nord 17.30-20.10-22.40 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.00-19.50-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.40 Finalmente la felicita' 17.40-20.10-22.25 Il gatto con gli stivali 17.40-20.00-22.10 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 L'industriale 17.10-19.45-22.20 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 19.00-22.00 Finalmente maggiorenni 17.00-19.40-22.20 La talpa 17.05-19.50-22.40 J. Edgar 19.45-22.40 Alvin Superstar 3 17.30-20.00 Shame 22.20 Non avere paura del buio 17.20-19.50-22.20 Succhiami 20.30-22.35 ROZZANO THE SPACE CINEMA ROZZANO C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111 Alvin Superstar 3 15.20-17.40-20.00-22.10 Sherlock Holmes - Gioco di ombre14.00-16.50-19.40-22.30 Il gatto con gli stivali 3D 15.05-17.25-19.40-22.00 Finalmente maggiorenni 14.00-19.00 Non avere paura del buio 17.10-22.30 Shame 15.40-18.00-20.20-22.40 J. Edgar 15.30-18.30-21.30 Immaturi - Il viaggio 14.00-19.30 J. Edgar 16.30-22.10 Succhiami 17.20-22.10 Immaturi - Il viaggio 14.20-17.10-20.00-22.35 Benvenuti al Nord 16.20-21.30 La talpa 14.20-19.40 Benvenuti al Nord 15.00-18.00-21.00 Benvenuti al Nord 14.00-16.40-19.20-22.00 L'incredibile storia di Winter il delfino 14.50-19.30 Benvenuti al Nord 14.30-17.10-19.50-22.30 SAN DONATO MILANESE TROISI PIAZZA DALLA CHIESA, 1 - TEL. 0255604225 Benvenuti al Nord 21.15 Il cuore grande delle ragazze 16.00-21.15 SEREGNO ROMA VIA UMBERTO I , 14 - TEL. 0362231385 Faust 21.30 SESTO S. G. CINELANDIA - SKYLINE MULTIPLEX C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547 La chiave di Sara 15.15-17.30-20.10-22.25 Shame 15.05-17.10-20.15-22.20 J. Edgar 16.15-19.00-21.45 Benvenuti al Nord 15.10-16.00-17.30-19.00-20.00-21.30-22.20 Winter il delfino in 3D 15.00-17.20-20.00 L'industriale 18.30-22.20 Non avere paura del buio 22.35 Immaturi - Il viaggio 15.25-17.45-20.10-22.30 La talpa 15.00-17.30-20.00-22.30 Faust 15.30-19.00-21.45 Alvin Superstar 3 17.30-20.30 Succhiami 15.10-20.30 SESTO SAN GIOVANNI RONDINELLA VIALE MATTEOTTI, 425 - TEL. 0222478183 La kryptonite nella borsa 15.30 J. Edgar 21.15 SEVESO MULTISALA POLITEAMA VIA GALIMBERTI 16 - TEL. 0362540692 Programmazione non pervenuta SOVICO NUOVO VIA BARACCA, 22/24 - TEL. 0392014667 Benvenuti al Nord 21.15 VIMERCATE THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111 Shame 15.30-17.45-20.00-22.15 Il gatto con gli stivali 16.05-18.10-20.15-22.20 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 16.45-19.25-22.05 Succhiami 16.30-18.30-20.30-22.30 J. Edgar 15.15-18.05-20.55 Immaturi - Il viaggio 16.45-19.10-21.40 Il gatto con gli stivali 3D 15.05-17.10 Finalmente maggiorenni 19.15-21.30 La talpa 19.10 Non avere paura del buio 15.30-17.45-20.00-22.15 La chiave di Sara 17.05-19.25-21.45 Winter il delfino in 3D 17.10-19.40-22.10 Immaturi - Il viaggio 16.00-18.30-21.00 Benvenuti al Nord 16.30-18.55-21.20 Benvenuti al Nord 15.55-18.20-20.45 Benvenuti al Nord 15.05-17.30-19.55-22.20 Benvenuti al Nord 16.45-21.50 Alvin Superstar 3 16.25-18.25-20.25 Immaturi - Il viaggio 22.25 BERGAMO CONCA VERDE VIA MATTIOLI, 1 - LOC. LONGUELO - TEL. 035251339 Il villaggio di cartone 21.00 J. Edgar 20.00-22.30 DEL BORGO PIAZZA S. ANNA 51 - TEL. 035270760 Terraferma 21.00 MULTISALA SAN MARCO P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416 La talpa 20.00-22.30 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 STUDIO CAPITOL VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330 L'industriale 20.30 Le Idi di marzo 22.30 Midnight in Paris 20.30-22.30 Shame 20.15-22.30 CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244 Benvenuti al Nord 20.20-22.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.30 L'incredibile storia di Winter il delfino 20.10 Succhiami 20.30-22.25 J. Edgar 20.10-22.40 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.35 Finalmente maggiorenni 20.30-22.35 La talpa 20.10-22.35 CURNO UCI CINEMAS CURNO VIA LEGA LOMBARDA, 39 - TEL. 892960 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.10-22.45 Il gatto con gli stivali 17.20 J. Edgar 22.30 La talpa 19.45 Non avere paura del buio 17.40-20.10-22.40 Finalmente maggiorenni 17.40-20.00-22.20 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Capodanno a New York 22.45 Winter il delfino in 3D 17.10 Alvin Superstar 3 17.30-19.50 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.10 Succhiami 17.40-20.00-22.20 Benvenuti al Nord 17.00-19.45-22.30 ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO S.S. SONCINESE - TEL. 0363903816 Benvenuti al Nord 20.30-22.40 Non avere paura del buio 20.30-22.30 J. Edgar 21.00 Immaturi - Il viaggio 20.30-22.40 La talpa 20.20-22.40 TREVIGLIO ARISTON MULTISALA VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503 J. Edgar 20.00-22.20 Io sono Li 21.15 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.30-20.10 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.20 Succhiami 17.50-20.30-22.30 Benvenuti al Nord 17.40-18.20-20.10-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.30 La talpa 20.00-22.20 Non avere paura del buio 22.40 Alvin Superstar 3 17.40-19.30 Il gatto con gli stivali 17.40 BRESCIA METROPOL VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828 L'industriale 21.15 MORETTO VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383 The Artist 21.15 MULTISALA WIZ VIALE ITALIA ANG. VIA F.LLI UGONI - TEL. 0302889211 Benvenuti al Nord 14.45-17.10-19.25-21.40 La talpa 14.15-16.45-19.15-21.40 Alvin Superstar 3 15.30-17.30 Immaturi - Il viaggio 14.40-17.00-19.20-21.40 La chiave di Sara 14.45-17.00-19.15-21.30 J. Edgar 15.30-18.30-21.30 NUOVO EDEN VIA NINO BIXIO 9 - TEL. 0308379404 Malavoglia 10.00-21.00 OZ IL REGNO DEL CINEMA VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911 Succhiami 14.15-16.00-17.40-19.20-19.50-21.30 La talpa 21.30 Non avere paura del buio 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 L'incredibile storia di Winter il delfino 15.20-17.35-20.20 J. Edgar 14.40-17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 15.20-17.35-20.25-22.40 Finalmente maggiorenni 19.30-21.30 Alvin Superstar 3 15.30-17.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 14.50-17.25-20.00-22.35 Capodanno a New York 22.35 Il gatto con gli stivali 15.30-17.30 Benvenuti al Nord 14.45-15.20-17.00-17.35-19.15-20.25-21.30-22.40 SOCIALE VIA CAVALLOTTI, 20 - TEL. 03041140 Shame 21.15 CAPRIOLO GEMINI VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 Miracolo a Le Havre 21.15 Midnight in Paris 21.15 CORTE FRANCA MULTIPLEX NEXUS VIA ROMA 78 - TEL. 030986060 Benvenuti al Nord 20.20-21.20 La talpa 20.40 Non avere paura del buio 21.10 Alvin Superstar 3 20.50 J. Edgar 20.30 Winter il delfino in 3D 20.40 Immaturi - Il viaggio 21.00 DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.30 Succhiami 20.00-22.30 J. Edgar 20.00-22.30 ERBUSCO MULTIPLEX PORTE FRANCHE VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.20 Succhiami 20.20-22.10 Non avere paura del buio 17.50-22.50 Alvin Superstar 3 17.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.50-22.20 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.00 Winter il delfino in 3D 20.30 Benvenuti al Nord 17.40-20.10-22.40 J. Edgar 21.00 La talpa 17.00-19.50-22.40 LONATO MULTISALA KING VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670 Benvenuti al Nord 20.10-22.45 La talpa 20.05-22.45 Alvin Superstar 3 20.00 Le Idi di marzo 21.30 Winter il delfino in 3D 20.20 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.35 J. Edgar 20.00-22.40 ORZINUOVI STARPLEX ORZINUOVI VIA LOMBARDIA 26/28 - TEL. 030943605 Benvenuti al Nord 20.20-22.30 Alvin Superstar 3 20.35 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.35 J. Edgar 20.10-22.40 L'incredibile storia di Winter il delfino 20.10-22.30 La talpa 20.10-22.35 Non avere paura del buio 20.30-22.35 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.35 COMO ASTRA V.LE GIULIO CESARE, 3 - TEL. 031261234 Cineforum 15.30 Benvenuti al Nord 21.00 GLORIA VIA VARESINA, 72 - TEL. 0314491080 J. Edgar 21,00 CANTU' CINELANDIA MULT. CANTU' 2000 CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039 J. Edgar 20.00-22.40 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 La talpa 20.00-22.40 CANTU' LUX VIA MANZONI, 8 - TEL. 031714759 Midnight in Paris 21.15 MONTANO LUCINO UCI MONTANO LUCINO VIA VARESINA - TEL. 892960 J. Edgar 19.40-22.35 Non avere paura del buio 20.00-22.30 Il gatto con gli stivali 3D 17.40 Capodanno a New York 22.35 Winter il delfino in 3D 17.15-20.00 Finalmente la felicita' 20.10 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.20-22.35 Shame 17.30-20.00-22.25 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Immaturi - Il viaggio 17.20-20.00-22.40 Alvin Superstar 3 17.40-20.10 Succhiami 22.30 Benvenuti al Nord 17.15-19.45-22.20 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 La talpa 17.15-20.00-22.45CREMONA CINEMA CHAPLIN VIA ANTICHE FORNACI 58 - TEL. 0372453005 J. Edgar 21.15 FILO P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 - TEL. 0372411252 La chiave di Sara 21.15 SPAZIOCINEMA CREMONA PO VIA CASTELLEONE, 108 - TEL. Immaturi - Il viaggio 17.50-20.10-22.40 Alvin Superstar 3 18.10 Benvenuti al Nord 20.10 Non avere paura del buio 22.30 Benvenuti al Nord 17.50-20.10-22.30 La talpa 17.30-20.00-22.30 Shame 17.50-20.15-22.30 Winter il delfino in 3D 17.20-20.15 Succhiami 22.30 Il gatto con gli stivali 17.30 J. Edgar 19.30-22.15 CREMA MULTISALA PORTA NOVA VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411 J. Edgar 14.40-17.20-20.00-22.40 Benvenuti al Nord 15.20-17.35 Immaturi - Il viaggio 20.20-22.40 L'incredibile storia di Winter il delfino 15.00-17.45 Succhiami 10.50-22.35 Alvin Superstar 3 15.30-17.30 Benvenuti al Nord 19.20-21.35 La talpa 15.30 Immaturi - Il viaggio 18.00 Benvenuti al Nord 20.20-22.30LECCO NUOVO MIGNON V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 J. Edgar 19.50-22.15 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 PALLADIUM VIA FIUMICELLA 12 - TEL. 0341361533 Riposo OSNAGO SALA SIRONI VIA GORIZIA 6 - TEL. 03958093 The Artist 21.00LODI DEL VIALE VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028 Benvenuti al Nord 21,15 FANFULLA V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740 The Tree of Life 21.15 MODERNO MULTISALA CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017 J. Edgar 21.15 Alvin Superstar 3 20.20 Le Idi di marzo 22.00 PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE S.S. N 235 - TEL. 0371237012 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Winter il delfino in 3D 20.15 Immaturi - Il viaggio 22.40 J. Edgar 20.00-22.45 Succhiami 20.30-22.35 La talpa 20.10-22.45MANTOVA ARISTON MULTISALA VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139 La talpa 18.50-21.30 Sala riservata La chiave di Sara 19.00 J. Edgar 21.15 CINECITY MULTIPLEX PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740 Non avere paura del buio 20.15-22.30 Succhiami 20.20-22.40 Winter il delfino in 3D 20.00 Immaturi - Il viaggio 20.00-22.30 Finalmente maggiorenni 22.30 L'industriale 20.15-22.40 Alvin Superstar 3 20.30 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.30 MIGNON VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233 The Artist 21.00 CURTATONE STARPLEX CURTATONE VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395 Benvenuti al Nord 20.10-22.25 Finalmente maggiorenni 20.40-22.40 La talpa 20.05-22.30 L'incredibile storia di Winter il delfino 20.10 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.25 Immaturi - Il viaggio 20.15-22.30 Succhiami 20.20-22.15 J. Edgar 20.00-22.35PAVIA CORALLO VIA BOSSOLARO, 15 - TEL. 0382539224 Riposo POLITEAMA C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343 Benvenuti al Nord 20.15-22.30 PARONA MOVIE PLANET STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728 Benvenuti al Nord 20.10-22.30 La talpa 19.50-22.30 Benvenuti al Nord 21.30 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.30 Non avere paura del buio 20.10-22.30 L'incredibile storia di Winter il delfino 20.10 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.30 J. Edgar 19.45-22.30 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA THE SPACE CINEMA MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 892111 Immaturi - Il viaggio 17.10-19.45-22.20 Succhiami 16.00-20.20 J. Edgar 16.30-19.30-22.30 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.10-19.40-22.10 Il gatto con gli stivali 3D 15.15-17.20 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 19.30-22.15 Alvin Superstar 3 15.20-17.25 Non avere paura del buio 17.35-22.40 La talpa 19.55 Shame 18.00-22.15 Benvenuti al Nord 17.20-19.55-22.30 Benvenuti al Nord 16.30-19.05-21.40 Benvenuti al Nord 19.30-22.05SONDRIO EXCELSIOR VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368 Le Idi di marzo 21.00 STARPLEX SONDRIO VIA VANONI, ANGOLO VIA TONALE - TEL. 0342214709 La talpa 21.10 Succhiami 21.20 Winter il delfino in 3D 21.20 Benvenuti al Nord 21.15 MORBEGNO CINEMA TEATRO IRIS VIALE AMBROSETTI 27 - TEL. 0342611711 Immaturi - Il viaggio 21.15 MORBEGNO CINEMA TEATRO PEDRETTI PIAZZA MATTEI 1 - TEL. 0342610161 Benvenuti al Nord 21.15 MORBEGNO CINEMA 3 VIALE AMBROSETTI, 25 - TEL. 0342610161 Succhiami 21.15 TIRANO CINEMA TEATRO MIGNON PIAZZA MARINONI 1 - TEL. 0342705454 Immaturi - Il viaggio 21.15 VARESE MULTISALA IMPERO VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004 Immaturi - Il viaggio 17.30-20.00-22.30 La talpa 17.00-19.55-22.35 Benvenuti al Nord 17.40-20.10-22.40 L'incredibile storia di Winter il delfino 17.30-20.00 Capodanno a New York 22.30 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 17.00-19.55-22.35 Succhiami 17.45-20.10-22.30 J. Edgar 16.50-19.45-22.30 Non avere paura del buio 17.50-20.00-22.20 Alvin Superstar 3 17.40-19.50-22.00 NUOVO VIA DEI MILLE, 39 - TEL. 0332237325 Il paese delle spose infelici 15.30-21.00 Shame 18.15 SALA FILMSTUDIO 90 VIA DE CRISTOFORIS 5 - TEL. 0332830053 Midnight in Paris 16.00-18.30-21.00 GALLARATE CINELANDIA MULTIPLEX VIALE LOMBARDIA, 51 - TEL. 0331268017 La talpa 20.10-22.45 Succhiami 20.30 Non avere paura del buio 22.40 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 Benvenuti al Nord 20.00-22.30 Winter il delfino in 3D 20.15 Capodanno a New York 22.40 Il cuore grande delle ragazze 21.15 Immaturi - Il viaggio 20.10-22.40 J. Edgar 20.00-22.45 BUSTO ARSIZIO MANZONI VIA CALATAFIMI 5 - TEL. 0331677961 La fine e' il mio inizio 16.00-21.00 BUSTO ARSIZIO SOCIALE P.ZZA PLEBISCITO, 1 - TEL. 0331632912 Benvenuti al Nord 21.15 SARONNO CINEMA SILVIO PELLICO VIA SILVIO PELLICO - TEL. 0299768659 Carnage 21.15 TRADATE STARPLEX TRADATE VIA DELLA FORNACE CORTELLEZZI 21049 TRADATE - TEL. Immaturi - Il viaggio 20.10-22.25 Benvenuti al Nord 20.10-22.25 Non avere paura del buio 20.15-22.30 L'incredibile storia di Winter il delfino 20.10 Sherlock Holmes - Gioco di ombre 22.20 Finalmente maggiorenni 20.40-22.40 La talpa 20.05-22.30 J. Edgar 20.00-22.35 :::LOMBARDIA
33Mercoledì 18 gennaio 2012 CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE I FILM LO SPORT TELEFILM SHOW E DOCUMENTARI RAGAZZI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Channel HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geographic HD SC1 Sky Cinema 1 HD SCC Sky Cinema Comedy HD SCF Sky Cinema Family HD SCX Sky Cinema Xmas HD SCM Sky Cinema Max HD SCP Sky Cinema Passion HD SP1 Sky Sport 1 HD SP2-3 Sky Sport 2-3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione 9.00 Tennis, Grande Slam Australian Open: 3a giornata, secondo turno (Diretta) ES 14.30 Biliardo, Snooker Master di Londra 2012 Giorno 4: M. Selby - S. Lee (Diretta) ES 15.45 Rubrica sportiva Social Games SP3 16.15 Rubrica sportiva Momenti di Golf SP2 17.30 Rubrica sportiva Game, Set and Mats ES 18.00 Rubrica sportiva Olympic Dream N. Karabatic (Francia) ES 18.00 Rubrica sportiva Speciale Calciomercato SP1 18.15 Rubrica sportiva All Sports Wednesday Selection ES 18.20 Rubrica sportiva Riders Club ES 18.25 Golf, US PGA Tour 2012 Dalle Hawaii Sony Open (Highlights) ES 18.30 Rubr. sportiva Adrenalinik SP2 19.00 Wrestling WWE Superstars Episodio 29 SP2 19.00 Rubr. sportiva Goal deejay SP1 19.25 Golf, PGA European Tour 2012 Da Johannesburg The Joburg Open (Highlights) ES 19.55 Rubrica sportiva Golf Club ES 20.00 Rubrica sportiva Yacht Club ES 20.00 Rubrica sportiva Highlights Heineken Cup SP2 20.00 Rubrica sportiva I Signori del Calcio Speciale Derby SP3 20.05 Rubrica sportiva All Sports Wednesday Selection ES 20.15 Biliardo, Snooker Master di Londra 2012 Giorno 4: A. Carter - G. Dott (Diretta) ES 20.30 Rubrica sportiva Winter SP2 21.00 Basket, NBA 2011/2012 Miami Heat - San Antonio Spurs (Replica) SP2 21.00 Calcio, Serie A 2011/2012 Posticipo 18a giornata Milan - Inter (Replica) SP3 21.30 Rubrica sportiva Euro Calcio (Diretta) SP1 22.00 Calcio, Coppa del Re Quarti di finale, gara di andata Real Madrid - Barcellona (Dir.) SP1 22.45 Rubrica sportiva Bundesliga Review SP3 23.00 Rally, Mondiale Rally 2012 Montecarlo: Giorno 1 (Dif.) ES 23.15 Wrestling WWE Experience Episodio 29 SP2 0.00 Rubrica sportiva Speciale Calciomercato (Diretta) SP1 0.15 Poker, Poker WPT Series 5 Episodio 3 SP2 0.30 Rubrica sportiva Game, Set and Mats ES 1.00 Tennis, Grande Slam Australian Open: 4a giornata, secondo turno (Diretta) ES 20.45 Coppia di Re DY 21.00 Glee “Uno straordinario Natale” F 21.00 Prima tv Revenge “Il bene e il male” FL 21.00 Wonder Woman “La fine arte del crimine” FR 21.00 N.C.I.S.: Los Angeles “A tutto gas” FC 21.05 I maghi di Waverly DY 21.50 Prima tv - Versione originale sottotitoli in italiano Glee “Sì/No” F 21.50 N.C.I.S.: Los Angeles “Fratelli di sangue” FC 21.55 Prima tv Desperate Housewives “Inquietanti segreti” FL 21.55 Cybergirl DY 21.55 Wonder Woman “Furto di memoria” FR 22.25 The Sleepover Club DY 22.45 Prima tv True Blood “Triangoli” F 22.45 Pan Am “Avremo sempre Parigi” FL 22.45 The Killing “Fantasmi del passato” FC 22.55 Le sorelle fantasma DY 22.55 I Jefferson “Florence's Cousin” FR 23.00 Victorious NCK 23.05 30 Rock “Live Show” SKU 19.10 A caccia di tesori “L'imbalsamatore” THC 19.20 Hell's Kitchen USA SKU 19.30 Quei secondi fatali “Inferno a Guadalajara” NGC 19.55 Mega: Strutture “L'energia delle maree” NGC 20.00 Top Gear USA D 20.10 Affari di famiglia “Grandi pistole” THC 20.10 America's Next Top Model “The Girl Who Become Superheroes” SKU 20.35 Affari di famiglia “Volo in aliante” THC 20.55 Prima tv Lo sai che? “Il potere dei soldi” NGC 21.00 Prima Tv Enigmi alieni “Sette extraterrestri” THC 21.00 L'ultimo sopravvissuto “Fuoco e ghiaccio in Islanda” D 21.50 Prima tv Misteri a 360° “Il mostro di Loch Ness” NGC 21.55 Il lato oscuro del potere “Annibale” THC 22.00 Man, Woman and Wild “2a stagione, episodio 1” D 22.45 Codice rosso. Salvataggi in mare “Rimanere a galla” NGC 22.50 Prima tv Il Gladiatore “La storia vera” THC 23.00 Gli eroi dell'aria: Alaska “Episodio 8” D 15.40 Lo straordinario mondo di Gumball CN 15.50 Spongebob NCK 16.05 Virus Attack CN 16.20 Beyblade CN 16.20 Spongebob NCK 16.45 Ben 10: Ultimate Alien CN 16.50 Spongebob NCK 17.15 I pinguini di Madagascar NCK 17.30 Holly e Benji CN 17.35 I Simpson “Opere di pubblico dominio” F 17.40 T.U.F.F. Puppy NCK 17.55 Adventure Time CN 18.00 I Simpson “La colpa è di Lisa” F 18.20 Leone il cane fifone CN 18.45 Ben 10: Ultimate Alien CN 19.10 Holly e Benji CN 19.30 Spongebob NCK 19.35 Batman: The Brave and the Bold CN 20.10 I Simpson “L'erba di Homer” F 20.30 Adventure Time CN 20.30 Spongebob NCK 20.35 I Simpson “Homer alla berlina” F 20.55 Regular Show CN 21.00 I pinguini di Madagascar NCK 21.20 Nuovi episodi Hero 108 CN 21.25 Spongebob NCK 21.45 Virus Attack CN 21.50 Spongebob NCK 22.10 Due fantagenitori NCK 22.35 Hero 108 CN 17.50 I ribelli Con Dermot Mulroney MGM 17.50 Senza apparente motivo Con Michelle Williams SCH 18.40 The Karate Kid - La leggenda continua Con Jackie Chan SCF 18.40 Jerry Maguire Con Tom Cruise SCP 18.45 Il mistero dei Templari Con Nicolas Cage SCM 19.05 Agathe Cléry Con Valérie Lemercier C 19.15 Un Natale per due Con Alessandro Gassman SC1 19.20 Mr. Deeds Con Adam Sandler SCC 19.30 Senza sosta Con Jeremy Slate MGM 19.35 Tutto l'amore del mondo Con Nicolas Vaporidis SCH 21.00 Il nastro bianco Con Christian Friedel C 21.00 La mia nuova vita col nonno Con James Cromwell MGM 21.00 Sharm El Sheikh - Un'estate indimenticabile Con Enrico Brignano SCC 21.00 Get over it Con Kirsten Dunst SCF 21.00 Prima tv Grida nella notte Con Eva La Rue SCM 21.00 John Q. Con Denzel Washington SCP 21.10 X-Men 2 Con Patrick Stewart SCH 21.10 Prima tv Rimbalzi d'amore Con Queen Latifah SC1 22.30 Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi Con Rick Moranis SCF 22.40 Big trouble - Una valigia piena di guai Con Tim Allen SCC 22.50 Il più grande spettacolo del mondo Con James Stewart MGM 23.00 Solitaire Con Palmer Lee Todd SCM 23.00 Stanno tutti bene Con Robert De Niro SCP 23.00 The Son of No One Con Al Pacino SC1 23.25 Christiana F. - Noi i ragazzi dello zoo di Berlino Con Natja Brunckhorst C 23.25 S.F.W. Con Stephen Dorff SCH 0.10 L'ultimo dominatore dell'aria Con Noah Ringer SCF 0.30 Per amare Ofelia Con Renato Pozzetto SCC 0.40 Pandorum - L'universo parallelo Con Ben Foster SCM 0.40 Come lo sai Con Reese Witherspoon SC1 Joi 17.25 Due uomini e mezzo “Vecchie storie” “Chiudi il becco, Herb!” con Charlie Sheen 18.15 R.I.S. Roma 2 - Delitti imperfetti “Ossa” “Lo spettacolo della crudeltà” con Fabio Troiano 20.20 $#*! My Dad Says “La verità su mamma e papà” “Ed-ucazione sentimentale” con William Shatner 21.15 Studio 60 on the Sunset Strip “Maledetti sondaggi” “Il plagio” con Matthew Perry 22.55 Rookie Blue “Di corsa” con Missy Peregrym 23.45 The Black Donnellys “La goccia nera” con Michael Stahl-David 0.35 Smallville “Lo spirito” con Tom Welling 19.25 The Skeleton Key (Thriller, 2005) con Kate Hudson, Gena Rowlands. Regia di Iain Softley. 21.15 Inception (Fantascienza, 2010) con Leonardo DiCaprio, Joseph Gordon-Levitt. Regia di Christopher Nolan. 23.50 La bellezza del somaro (Commedia, 2010) con Sergio Castellitto, Laura Morante. Regia di Sergio Castellitto. 1.45 2001: Odissea nello spazio (Fantascienza, 1968) con Keir Dullea, Gary Lockwood. Regia di Stanley Kubrick. 19.00 Better with you “Meglio con un ballo” con Joanna Garcia 19.30 One Tree Hill “Uniti per sempre” “I sogni si avverano ogni giorno” con James Lafferty 21.15 40 giorni & 40 notti (Commedia, 2002) con Josh Hartnett, Shannyn Sossamon. Regia di Michael Lehmann. 22.55 Nip/Tuck “Mandi e Randi” con Dylan Walsh 23.55 Shameless “I Gallagher (ep. pilota)” con Ethan Cutkosky 1.00 Shameless “Frank l'idiota” con Ethan Cutkosky 11.25 Calcio, Serie A 2008/2009 15a giornata ritorno Inter - Lazio (Replica) 13.20 Highlights Serie B 14.00 All sport news 14.30 Calcio, Serie A 2011/2012 Posticipo 18a giornata Milan - Inter (Replica) 16.30 La moviola è uguale per tutti 17.35 Calcio, Serie A 2011/2012 Posticipo 18a giornata Napoli - Bologna (Replica) 19.25 La tribù del calcio Natale 20.30 All sport news 21.00 Calcio Mercato 22.30 Magazine Champions League 23.00 La tribù del calcio Natale 0.00 All sport news 0.30 Calcio Mercato Mya Premium Cinema 18.25 Ultra “Royal Pains - Money, money, money” 18.40 Packed to the Rafters “Il momento della verità” con Rebecca Gibney 19.30 The Cleaner “L'amore per la famiglia” con Benjamin Bratt 20.15 Joi on Air 20.25 The Mentalist “Allarme rosso” con Simon Baker 21.15 Dr. House - Medical Division “Espedienti” “Nella notte” con Hugh Laurie 23.00 Fuori campo “Giancarlo Basili” 23.10 V “Manipolazioni genetiche” con Elizabeth Mitchell 23.55 Joi on Air 0.05 Leverage “La mossa della Regina” con Timothy Hutton Steel Premium Calcio 18.45 Il sospetto (Thriller, 1941) con Joan Fontaine, Cary Grant. Regia di Alfred Hitchcock. 20.40 Under the Influence “Edward Norton” 21.15 Lontano dal Paradiso (Drammatico, 2002) con Julianne Moore, Dennis Quaid. Regia di Todd Haynes. 23.15 Per chi suona la campana (Drammatico, 1943) con Gary Cooper, Akim Tamiroff. Regia di Sam Wood. 2.00 Kalifornia (Thriller, 1993) con David Duchovny, Juliette Lewis. Regia di Dominic Sena. Studio Universal SPETTACOLI TV I CONSIGLI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone Premium Cinema ore 21.15 Inception Di Caprio è un detective capace di “viaggiare” nelle menti altrui. Formidabile fanta thriller del regista del “Cavaliere oscuro”. Molto coinvolgente anche se non ci si capisce un tubo. Studio Universal ore 21.15 Lontano dal Paradiso La vita di una “famiglia ideale” negli Usa anni 50 è sconvolta dall'omosessualità del marito e dalle voci malevole sulla moglie. Splendido melò. Julianne Moore pare nata per la parte. Cinema Passion ore 21 John Q. Padre disperato per il rifiuto dei medici di operare il figlio, sequestra dottori e degenti dell'ospedale. Cast stellare (Washington, Duvall, Woods) tiene alta una trama da telefilm. Cinema Passion ore 23 Stanno tutti bene Un vedovo in pensione passa il tempo ad andare a trovare i figli da un capo all'altro dell'Ame rica. De Niro rifà uno degli ultimi grandi ruoli di Mastroianni. Ma non riesce a eguagliarlo.
17Mercoledì 18 gennaio 2012
13Mercoledì 18 gennaio 2012ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO L'EROE PER CASO Striglia il capitano in fuga e diventa l'idolo del Paese Da Livorno De Falco telefona a Schettino: «Torni a bordo, cazzo». Poi prende il controllo della nave e coordina i soccorsi. Lui però sfugge alla notorietà: ho fatto solo il mio dovere . IL PIÙ ODIATO Nella foto il capitano Francesco Schettino mentre scende dal cellulare dei Carabinieri che lo ha portato al tribunale di Grosseto per l'udienza di convalida. L'uomo ha risposto per quattro ore alle domande. A lato un particolare della fuga sulle scialuppe[LaPresse] “ .  Guardi Schettino lei si è salvato forse dal mare ma io la porto veramente molto male, le faccio passare le anime dei guai. Vada a bordo, cazzo! Lei ora va con una scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C'è gente che scende dalla biscaglina, lei la percorre in senso inverso, sale e mi dice quante persone ci sono e che cosa hanno a bordo; se ci sono bambini, donne o bisognose di assistenza e mi dice il numero di ciascuna di queste categorie, chiaro? E che vuole fare? Tornare a casa perchè è buio? Salga sulla prua della nave e mi dica cosa si può fare, quante persone ci sono e cosa si può fare. Lo faccia ora! Mi dica qual è il motivo per cui non sale a bordo! Vada a bordo, non deve fare altre valutazioni. Ha dichiarato l'abbandono nave e adesso comando io. Vada a bordo. Ci sono già dei cadaveri! LA TELEFONATA La famiglia chiusa in casa La sorella del comandante «Temiamo per i nostri figli» ::: ANDREA MIRANTE  «I miei tre figli e Rossella, la figlia di Franco (così lo chiamano in famiglia, ndr), non vanno a scuola da tre giorni perché abbiamo paura possa succedere loro qualcosa». Giulia Schettino è la sorella minore di Francesco. Da quando le tv hanno iniziato a trasmettere le immagini del gigante bianco spiaggiato, lei e il resto della famiglia hanno avuto una sola premura. Cercare di tenere al riparo il più possibile mamma Rosa, 86 anni, vedova, e innamorata pazza del figlio capitano. Ora che Schettino sarà trasferito ai domiciliari nella sua terra, tra gli agrumeti di Meta di Sorrento (dietro casa ce ne è uno profumatissimo), l'impera tivo è difenderlo, a tutti i costi, anche davanti all'evidenza. Perché secondo lei suo fratello non ha provato a risalire sulla nave? «La Concordia era troppo inclinata, quasi a novanta gradi. Umanamente era impossibile, Franco non si è rifiutato di risalire, è che non poteva farlo». Tutta Italia pensa che si sia comportato da perfetto codardo. «No, non è vero. Mio fratello ha salvato migliaia di persone. Con la manovra che ha effettuato dopo l'urto con lo scoglio è riuscito a portare la nave al sicuro. Solo in questo modo le operazioni di soccorso sono potute andare a buon fine, in così breve tempo». Si è scritto che invece di aiutare i soccorsi suo fratello abbia chiamato a casa per dire che aveva combinato un guaio. «Questa è un'altra falsità. A chiamare a casa, alle 5 del pomeriggio di sabato, e non alle 5 del mattino come hanno detto, è stato nostro fratello Salvatore. Dopo aver visto le immagini ha chiamato per farci staccare la tv in casa di mamma, per proteggerla da quella visione che l'avrebbero fatta stare male». Avete paura per voi? «Non abbiamo ricevuto minacce reali, ma non siamo tranquilli, soprattutto per i nostri figli: i miei tre e Rossella, la figlia di Franco (15 anni, ndr) non stanno andando a scuola da quando è successa la tragedia In paese come hanno preso l'ac caduto? «Sono tutti solidali con Franco. È un paese di 8mila persone, tantissimi sono marinai e lo conoscono e stimano. Lui ha avuto una carriera brillante: Snav Agip, Msc crociere, Tirrenia dove ha preso il patentino da comandante, e poi il salto nel gruppo Carnival. Era, è ancora un esempio per molti giovani. Il nonno era marinaio, la famiglia di mamma, i Cafiero, erano armatori, solo papà era dipendente della Regione». IL PARERE DELLO PSICOLOGO «In quel momento era come un bambino che passa dall'onnipotenza all'impotenza» «Il comandante Schettino afferma più volte di non essere sceso dalla nave, negando l'evidenza. Questo testimonia il suo stato di choc, in quel momento era come un bambino». Stefano Gheno, psicologo del lavoro, rileva nel suo comportamento una serie di elementi tipici che ricorrono in chi «rompe il punto di equilibrio». «Se le cose sono andate come sembra, con quel tipo di manovra - continua - probabilmente era in preda ad un delirio maniacale: uno stato che ti fa crede di essere onnipotente. Ma c'è un problema: se la realtà tradisce le aspettative, il delirio maniacale si trasforma in una totale incapacità di azione. L'al tra faccia dell'onnipotenza è l'impotenza». COSTANZA SIGNORELLI ::: ANDREA MORIGI  È il capitano di fregata Gregorio Maria De Falco, capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno, l'eroe del giorno. Quel tono deciso con cui ha smascherato il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, sembra d'improvviso aver riscattato la fama degli italiani e averne risollevato il morale. La conversazione fra i due, registrata e mandata in onda in tutto il mondo, tradotta o con sottotitoli, è divenuta il simbolo dell'orgoglio nazionale. Dopo che su Facebook sono nati i gruppi di suoi sostenitori, anche su Twitter risuona il suo «Vada a bordo, cazzo!». La sua è la frase più diffusa della rete. Ormai si stampano t-shirt con quello slogan, divenuto quasi l'inno di un popolo che si ribella alla viltà di chi sostiene che va tutto bene nonostante la nave stia affondando. In realtà c'è molto di più nella sua voce ferma e nel suo perentorio avvertimento: «Guardi, Schettino, lei si è salvato forse dal mare ma io la porto veramente molto male, le faccio passare le anime dei guai». È un invito alla responsabilità verso i più deboli, quando ordina: «Lei ora va con una scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C'è gente che scende dalla biscaglina, lei la percorre in senso inverso, sale e mi dice quante persone ci sono e che cosa hanno a bordo; se ci sono bambini, donne o bisognose di assistenza e mi dice il numero di ciascuna di queste categorie, chiaro?». Eppure Gregorio Maria De Falco, napoletano di 46 anni con quasi 20 anni di esperienza nella Marina, non ci tiene affatto alla popolarità che suo malgrado gli è piovuta addosso nelle ultime ore. Ci tiene a essere considerato un normale padre di famiglia, tutto casa e lavoro. Fa dire di non essere un eroe, ma di aver fatto soltanto quanto era richiesto a un comandante. Dopo aver vissuto e studiato a Milano, dovesi era laureato in Giurisprudenza, aveva seguito una vocazione, tentando il concorso per entrare nel Corpo delle Capitanerie di Porto. Dopo averlo vinto, nel 1994 aveva frequentato il corso all'Accademia Navale di Livorno. È lo spirito di corpo a fargli ricordare che insieme a lui, quella notte c'erano molte altre persone, altrettanto preparate e affidabili, il capoturno, un operatore radio, l'operatore dell'apparecchiatura Port approach control (Pac), l'uffi ciale di ispezione e l'ufficiale operativo. Un team, «il migliore che potessi avere», aveva detto De Falco al quotidiano Il Tirreno a emergenza appena conclusa e, «nonostante ciò non siamo riusciti a portare a termine fino in fondo il nostro dovere, quello di salvare tutti. La mia vocazione è il soccorso e non sono soddisfatto se non porto tutti a casa. Purtroppo ci sono stati dei morti». È stato un lavoro di squadra, insieme ai vigili del fuoco, ai rimorchiatori e al personale di bordo. Sul richiamo all'ordine, più volte ripetuto all'indirizzo di Schettino, non si esprime: «Posso solo dire che il nostro scopo in quel momento era quello di mettere tutti al sicuro». Ma «più delle parole ci ha preoccupato il tono. Per questo abbiamo approfondito la cosa. Siamo abituati ad andare a fondo alle questioni. E poi il fatto che il comandante parlasse di guasto elettrico non tornava con l'invito ai passeggeri di indossare i giubbotti di salvataggio. Un comandante serio non può far preoccupare inutilmente i suoi passeggeri facendo loro indossare i giubbotti se non è necessario». È fedele alle consegne come ogni buon militare: per lui parla il suo operato nelle situazioni di emergenza e nell'ordinaria amministrazione. Prima di arrivare a Livorno nel 2005, aveva comandato il porto di Santa Margherita Ligure. E le cronache del tempo lo descrivono come un uomo conosciuto e stimato da tutta la gente di mare del Golfo del Tigullio. Sembrerà strano nella società dello spettacolo e dell'apparenza, ma De Falco non coltiva altre smanie di protagonismo, si nega al telefono e tutto quel che trapela dal suo silenzio stampa è l'angoscia per coloro che sono ancora intrappolati nella nave da crociera. L'unica pubblicità che può concedersi un uomo tutto d'un pezzo è la buona reputazione. ::: VOCABOLARIO Biscaglina Scaletta marinara con montanti di corda e scalini di legno, detti tarozzi.
19Mercoledì 18 gennaio 2012ATTUALITÀ @ commenta su www.liberoquotidiano.it Le altre ipotesi: suicidio o suicidio indotto Dubbi del pm: il killer dei cinesi è stato impiccato La Procura non esclude che l'assassino di padre e figlia sia stato ammazzato per vendetta. Oggi l'autopsia DELITTO SCAZZI Riesumazione di Sarah: no del giudice TARANTO Ala seconda udienza del processo per il delitto di Sarah Scazzi la Corte D'Assise di Taranto ha negato la richiesta di riesumazione del corpo di Sarah che era stata avanzata dal difensore di Cosimo Cosma (imputato per soppressione di cadavere) perché «il tempo trascorso dalla data dell'au topsia potrebbe aver accentuato i normali processi degenerativi dei tessuti organici». È invece durata quasi due ore la testimonianza di Stefania De Luca, amica di Sabrina Misseri e che conosceva bene anche la vittima. La De Luca ha parlato soprattutto delle confidenze che Sabrina le faceva nel corso dei loro incontri sull'interesse crescente che nutriva nei confronti di Ivano Russo. Secondo la Procura la gelosia per il ragazzo e la conseguente rabbia per le attenzioni che quest'ultimo avrebbe riservato a Sarah, avrebbe costituito uno dei moventi del delitto. «Parlava solo di Ivano, del rapporto di forte amicizia che si era creato». ::: ROBERTA CATANIA ROMA  Suicidio, istigazione al suicidio e omicidio. Per ora tutte le ipotesi rimangono valide e la procura di Roma tiene il fascicolo d'indagine aperto senza ipotesi di reato. Proprio per non mettere paletti. Quando gli inquirenti hanno scoperto l'identità dello straniero trovato impiccato in un capannone in disuso al chilometro 14 di via Boccea, periferia di Roma, hanno capito che il caso non poteva essere chiuso frettolosamente come suicidio. Appeso senza vita all'arco della porta era Mohamed Nasiri, il marocchino di 30 anni ricercato per il duplice delitto di Torpignattara del 4 gennaio scorso. A dargli la caccia, si sa, non erano solo i carabinieri di via In Selci. Sulle sue tracce c'erano anche coloro che avevano giurato di vendicare la piccola Joy di 9 mesi, uccisa in braccio al papà, il 31enne Zhou Zeng, anche lui freddato dallo stesso proiettile esploso dai magrebini per riuscire a strappare la borsa con i 16mila euro del money transfer gestito dalla vittima. Non solo. Il pm Luca Tescaroli, il magistrato che era di turno domenica pomeriggio, quando un gruppo di guerrieri di “softair” (le battaglie con i proiettili di Correvano a comprare l'eroina Travolsero e uccisero bimbo sulle strisce In manette due tossicodipendenti di Aosta L'HANNO SCOPERTO QUI L'interno del casolare; a destra la porta a cui è stato trovato impiccato il marocchino Mohamed Nasiri. Nel tondo, Zhou Zeng Ansa ::: CARLOTTA ADDANTE TORINO  Correvano per andare a comprare l'eroina. E non si sono fermati neanche quando sul parabrezza della loro auto sbattevano i corpi della famiglia Sgrò. Quel giorno stava andando a comprare i giocattoli da mettere sotto l'albero per Alessandro, di soli sette anni. Lui, però, da quel 3 dicembre non c'è più, dopo un volo tremendo di oltre 30 metri. Ma, dopo un mese e mezzo di ricerche serrate, i suoi assassini hanno un nome e un volto. Sono due tossicodipendenti di Aosta, che per tutto questo tempo hanno continuato a fare la loro vita, come se nulla fosse. Alessandro Cadeddu, disoccupato di 33 anni e Francesco Grauso, 26 anni, che invece lavora all'ufficio di collocamento della città. La polizia municipale di Torino, assieme ai colleghi aostani, li ha prelevati nelle loro abitazioni lunedì pomeriggio, dove è stata ritrovata anche l'auto dell'incidente. Una Renault Clio nera. Proprio quella che stavano cercando. A bordo di quella macchina, di proprietà di Grauso ma quel giorno guidata da Cadeddu, i due ragazzi stavano raggiungendo il pusher di fiducia, con cui avevano un appuntamento. Ed erano talmente di fretta da andare a 90 all'ora in piena città e non vedere nemmeno le strisce pedonali su cui stava attraversando la famiglia Sgrò. Dopo l'impatto, i due sono fuggiti a tutta velocità ma sono andati lo stesso a comprare l'eroina. Nel tragitto hanno addirittura sfiorato un altro pedone e un altro veicolo. «Ho provato a pensare “fermiamoci”, forse lo ho anche detto a Cadeddu, ma lui è più grande di me, ha tirato diritto», ha raccontato durante l'interrogatorio Francesco Grauso, aggiungendo di aver cercato anche un sostegno psicologico perché «disperato». L'auto è rimasta nascosta per tutto questo tempo nel garage del suo proprietario. Ma c'è voluto poco agli agenti per riconoscerla, anche se hanno dovuto cercarla tra quasi 8.000 macchine e i due giovani l'hanno presa a martellate per confondere le tracce. Su quell'auto, infatti, c'erano i capelli e il sangue di Calogero Sgrò, il padre di Alessandro, che è ancora ricoverato in gravissime condizioni al Cto di Torino (la moglie Simonetta se l'è invece cavata con una frattura alla gamba). In più, i pezzi mancanti corrispondevano esattamente a quelli ritrovati sul luogo dell'incidente. I due investitori, già noti per piccoli precedenti, si trovano ora in stato di fermo e oggi e domani sono previsti gli interrogatori di garanzia per la convalida. L'accusa è quella di omicidio colposo pluriaggravato e lesioni colpose con colpa cosciente e omissione di soccorso. Soddisfazione per la cattura dei due colpevoli è stata espressa da uno dei legali della famiglia Sgrò, Claudio Strata, anche se non mancano le critiche per «una situazione di omertà impensabile, almeno in Valle d'Aosta». «Non possiamo pensare – ha aggiunto – che i familiari dei due investitori e i vicini non si siano domandati perché l'auto non fosse più utilizzata come avveniva tutti i giorni». Alessandro Caleddu Ansa vernice) ha ritrovato il cadavere impiccato, ha deciso che oggi l'esame autoptico sarà eseguito dal professor Paolo Procaccianti. Si tratta dello specialista che a suo tempo, a Palermo, esaminò il cadavere di Giovanni Falcone, e che fu coinvolto anche negli accertamenti sulla morte del presidente del vecchio Banco Ambrosiano, Roberto Calvi, trovato impiccato a un ponte di Londra. Stamattina partiranno gli accertamenti al Policlinico Gemelli, poi Procaccianti avrà sessanta giorni di tempo per dare una risposta. Novanta per gli accertamenti tossicologici, che dovranno chiarire se l'uomo abbia ingerito il veleno per topi trovato ai suoi piedi o se sia un altro depistaggio. Nella tasca dei pantaloni del ragazzo sono stati recuperati 300 euro in contanti e uno scontrino, datato 9 gennaio 2012, da dove si risale alla ferramenta di Val Melaina in cui sono stati acquistati il veleno per ratti, la corda e il coltello. I militari del colonnello Lorenzo Sabatino sono già andati nel negozio, con una fotografia della vittima, dove il titolare avrebbe confermato che era stato proprio Mohamed a comprare il materiale usato per l'impiccaggione. Particolare che non esclude l'istigazione al suicidio e neppure l'omicidio. Tanto che i carabinieri tenevano il cellulare della vittima sotto controllo, senza poter rintracciare Mohamed perché le aree delle celle agganciate dal telefonino erano troppo ampie. E, stranamente, l'apparecchio ha smesso di mandare segnali proprio il 9 gennaio scorso, quando risultano acquistati gli strumenti per l'impiccaggione. Gli inquirenti vogliono essere sicuri che lo straniero non sia stato costretto da qualcuno ad inscenare la propria morte. Perciò ieri sera è stata eseguita una tac “total body” sul cadavere, che a occhio nudo presenta solo una ferita sulla guancia sinistra. Nulla deve essere lasciato al caso. Inoltre i carabinieri del Ris di Roma stanno analizzando tutti gli oggetti trovati nel casolare. I vestiti che aveva indosso l'uomo, il piumino e la felpa trovati piegati poco distante. Anche il mobiletto usato dal 30enne per salire all'altezza del cappio è stato portato nei laboratori di Tor di Quinto in attesa di risposte. Sai davvero chi si nasconde dietro il contrabbando di sigarette? Il commercio illecito di sigarette alimenta gli affari della criminalità organizzata causando perdite di entrate per lo Stato e danneggiando tutti i lavoratori del settore. Non essere complice di questo crimine. British American Tobacco Italia è al fianco delle Istituzioni per sconfiggere il contrabbando e la contraffazione di sigarette. www.batitalia.com/contrabbando
14 Mercoledì 18 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO IL BALLETTO DELLE CIFRE Sono undici i corpi recuperati Ma è ancora caos sui dispersi Spunta l'ipotesi di una lista segreta con 40 nomi, nessuno smentisce ma in serata la prefettura di Grosseto parla di 28 persone. Trovata l'ultima parte della scatola nera ::: SALVATORE GARZILLO GROSSETO  Altri cinque cadaveri. Altri cinque passeggeri trovati senza vita nella pancia della Concordia, il gigante bianco che lentamente scompare sott'acqua. I loro corpi erano adagiati sul fondo della poppa sommersa, in uno stanzone adibito a punto di raccolta. Indossavano tutti il giubbotto di salvataggio, ma stavolta non è bastato a tenerli a galla. I vigili del fuoco li hanno trovati dopo un'intensa notte di lavoro in un punto poco distante dal luogo in cui domenica erano stati recuperati lo spagnolo Guillermo Gual e il pensionato italiano Giovanni Masia. L'identità delle cinque vittime, quattro uomini e una donna, è ancora incerta ma il comandante della Guardia Costiera, Filippo Marini, ha fatto sapere che si tratta di persone tra i 50 e i 60 anni. Una notizia accolta con gioia dai famigliari di William Arlotti, il riminese di 37 anni disperso con la figlioletta di 5 anni Dayana. «Fra i 5 non ci sono Willi e la Daya», ha scritto su Facebook la cugina Sabrina Ottaviani, aggiungendo: «Possiamo continuare a sperare e pregare». Con il ritrovamento di ieri sale a 11 il numero delle vittime del disastro del Giglio, mentre quello dei dispersi scende tristemente a 28 dopo l'individuazione di un passeggero tedesco in Germania. È continuato anche ieri il triste balletto dei numeri sui passeggeri dispersi della Costa Concordia. L'ipotesi avanzata da «La Stampa» di una lista segreta su cui sarebbe riportato un numero molto più alto (circa 40 persone), non è stata confermata e per ora sono ancora molti i dubbi sulle nazionalità dei dispersi. Oltre ai passeggeri di Francia, Usa, Ungheria, Perù e India, mancano all'appello sei italiani: Arlotti con la piccola Dayana, la 30enne Maria D'Introna di Biella, le due amiche siciliane Maria Grazia Trecanico e Lucia Virzì, e Giuseppe Girolamo, un musicista 30enne di Alberobello. La speranza è che i dispersi abbiano trovato riparo in qualche ala ancora all'asciutto o parzialmente invasa dall'acqua, ma con il passare delle ore e il peggioramento delle condizioni del mare, l'ottimismo sta colando a picco. Lo ammettono anche il sindaco dell'isola del Giglio, Sergio Ortelli, e il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che ha espresso la sua preoccupazione proprio in vista delle pessime previsioni meteo. «Bisogna fare in fretta», ha detto Clini, spronando a distanza sommozzatori e palombari impegnati nelle operazioni. Con il supporto degli incursori della Marina, ieri hanno piazzato microcariche nello scafo per aprire dei varchi nel tentativo di riportare a terra qualche sopravvissuto. Nelle stesse ore in cui a Grosseto si ultimavano le operazioni per il ritorno a casa degli 852 naufraghi della Concordia (di cui 540 componenti dell'equipaggio), finora alloggiati in cinque strutture della città dal giorno dell'inciden te. Nel pomeriggio i carabinieri del Nucleo sommozzatori di Genova insieme al Gis (Gruppo Intervento Speciale), hanno recuperato l'ultima parte della scatola nera ancora a bordo della nave. La verità su quella notte potrebbe essere nascosta lì dentro. L'avvocato francese dei superstiti della nave Costa Concordia ha annunciato ieri matitna la presentazione di una denuncia contro il gruppo Costa Crociere, proprietario della nave naufragata, per omissione di soccorso, omicidio colposo e mancata osservanza delle norme di sicurezza. I suoi clienti, Patrice e Tatiana Vecchi, residnti a Cavalairesur-Mer, nel sud-est della Francia, hanno organizzato un collettivo di vittime al quale aderisce un centinaio di persone, ha spiegato il legale, Frederic Casanova. La denuncia, presentata alla procura di Tolone, riguarda nello specifico il comandante della nave, Francesco Schettino «che non era al suo posto - precisa l'avvoca to Casanova - tutto era nella più completa disorganizzazione, e Costa Crociere dovrà dare delle spiegazioni». Patrice Vecchi, impegnatissimo a trovare aderenti al collettivo, spiega da parte sua che «il gruppo sarà più forte se le persone saranno unite piuttosto che presentando denuncia separatamente». M.DE ANGELIS Le storie La coppia separata riunita dal disastro Musicista già in salvo cede il posto a bimbo e sparisce. Un tedesco disperso telefona: sono a casa . OPERAZIONI DI SOCCORSO Nella foto piccola Giuseppe Girolamo, il musicista disperso in servizio su Costa Concordia. Sopra le operazioni di soccorso Ansa DUE SUPERSTITI Dalla Francia prima richiesta di risarcimento ::: GROSSETO  Le storie del Concordia riemergono nonostante il mare grosso che sta divorando la nave. Ci sono i fratelli Capuano, trentenni originari di Avellino, sopravvissuti speciali che hanno le tragedie marine nel dna. Quando il Titanic affondò nel lontano aprile del 1912, a bordo c'era il loro prozio Giovanni, venticinquenne di belle speranze che aveva deciso di abbandonare Avellino per andare in cerca di fortuna. Era finito prima a Londra poi, come in un film, Giovanni aveva trovato lavoro come cameriere sul mitico transatlantico. La nonna Maria gli ha raccontato quella storia mille volte, e loro l'hanno ascoltata pensando sempre a un episodio sfortunato, lontanissimo nel tempo e nel destino. E invece. «È stato davvero come rivivere quella storia - racconta Valentina Capuano, che era sul Concordia col compagno, il fratello e la compagna di quest'ultimo – È stato terribile, ancora adesso sono scossa e il pensiero di quello che è accaduto continua a farmi stare male, a procurarmi tachicardia e forti stati di agitazione». Lei, almeno, potrà raccontare di persona la brutta avventura ai suoi nipotini. E chissà che non abbia rotto qualche maledizione passata in eredità dal cameriere del Titanic. Tra i frammenti del Concordia c'è poi la storia di Giuseppe Girolamo, il musicista trentenne di Alberobello ancora nella lista dei dispersi. Secondo i testimoni, Giuseppe è un eroe. Nella baraonda del salvataggio, con migliaia di persone terrorizzate in cerca di una scialuppa, Giuseppe aveva trovato un posto. Era il suo biglietto di ritorno alla vita ma «ha preferito lasciarlo a un bambino», come spiegano alcunisuperstiti chehanno assistitoalla scena. Da quel momento nessuno ha più visto il musicista pugliese: capelli lunghi, occhi scuri, appassionato di poker e della sua batteria, era finito sulla Concordia per suonare con la band di Dee Dee Smith a ottobre. «Educato e rispettoso di tutto e tutti come ce ne sono pochi, timido e fragile», lo descrive il collega Roberto Napoleone, che non rinuncia alla speranza di poter suonare ancora insieme. «Se sta lì dentro al buio e al freddo sarà spaventato come un bambino indifeso». Anche la storia della coppia australiana in crisi da tempo,chehascoperto diamarsiancoragrazie alla disgrazia del naufragio. Dalla lista dei dispersi è stato rimosso un passeggero tedesco rintracciato dalla Costa nella sua casa in Germania. Appena sbarcato sull'isola del Giglio era sparito senza comunicarlo a nessuno; la paura e la voglia di lasciarsi alle spalle l'esperienza l'ha fatto schizzare a casa come un razzo. In queste ore sull'isola del Giglio è arrivata anche l'auto di Google Street View che riesce a scattare immagini a 360 gradi. Sono anni che va in giro a fotografare il mondo e, finalmente, è toccato all'isola. Ora da ogni angolo del pianeta potranno visitarla, ma chi guarderà verso il mare vedrà lo scafo bianco della Concordia a due passi dalla costa. SAL.GAR. CrozzaaBallarò: «C'è un capitano alla guida di una nave alla deriva, che continua a ripetere che va tutto bene. Vi ricorda qualcuno?». Sì, un comico che senza Berlusconi è a corto di gag. il graffio Facce ride
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10 Mercoledì 18 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: LA GUERRA DELLA LEGA Accuse e veleni Maroni ce l'ha duro Entro domenica vuole la testa di Reguzzoni Questa sera l'ex ministro sarà a Varese: giallo sulla presenza di Bossi Tensione sul capogruppo, che tace e chiede le dimissioni di Passera ::: MATTEO PANDINI  Veleni e bordate. A Roma come a Varese. La Lega è ormai dilaniata e nessuno si sforza più di nasconderlo, tanto che a Montecitorio si riaccende la polemica sul capogruppo Marco Reguzzoni. I maroniani vorrebbero la sua testa entro domenica, prima della manifestazione di Milano. L'interessato non commenta e annuncia una mozione di sfiducia contro il ministro Corrado Passera, «per la sua manifesta incapacità di creare sviluppo nel Paese». Nell'attesa, nella culla del movimento, questa sera c'è un appuntamento a suo modo storico: Roberto Maroni è atteso al teatro Apollonio di piazza Repubblica. È la prima uscita di Bobo davanti ai militanti dopo lo strappo con Umberto Bossi che lo voleva censurare, la conseguente rivolta della base e la retromarcia del Senatur. Tra il pubblico sono attesi parecchi parlamentari ma non Reguzzoni. Il leader deciderà all'ultimo. Potrebbe spuntare Maurilio Canton, responsabile provinciale malvisto dai maroniani. Ieri s'è diffuso l'allarme: ai militanti sarebbe stato consigliato di restare a casa, pena provvedimenti disciplinari. Canton ha smentito. Poi è spuntata quest'altra voce al cianuro: alcune segreterie organizzano pullman gratuiti per andare a Varese questa sera, mentre domenica (per Bossi a Milano) saranno a pagamento. Reazioni indignate del cerchio magico, i colonnelli vicini alla famiglia di Umberto: «E questa sarebbe la Lega degli onesti?». I maroniani ribattono: «Falsità». Ieri son volati gli stracci anche in quel di Montecitorio. I fedelissimi dell'ex ministro vogliono la testa di Reguzzoni. Dopo Gianluca Pini e Giacomo Stucchi, ieri hanno tuonato Maurizio Fugatti e soprattutto Gianni Fava. Il primo usa il fioretto: «Fermo restando che tutte le decisioni spettano a Bossi, non c'è dubbio che la problematica del capogruppo è un tema che può essere affrontato, nella volontà di rasserenare il clima». Fava va di sciabola: «Se si analizza la vicenda interna alla Lega, si vede che dall'elezione di questo capogruppo è un susseguirsi di battaglie, lotte, bagarre senza precedenti. Gli indizi di colpevolezza sono palesi». Il deputato mantovano parla addirittura di «emergenza da risolvere» e invoca un passo indietro di Reguzzoni. Replica Marco Desiderati, uomo del cerchio magico. Nega che Reguzzoni «sia un'emergenza» ma avverte i rivali interni: «Se volete pensare a qualche poltrona da occupare e non al governo Monti che sta massacrando la Padania, almeno abbiate il coraggio di dirlo apertamente. Il collega Fava sbaglia». Continua anche lo scontro sui congressi, che Maroni vuole a tutti i livelli. Ieri è saltato su Luca Zaia, governatore del Veneto: «I congressi si devono fare, io sono socio ordinario militante e voterò in base alle candidature». Lunedì 23, dopo la manifestazione di Milano, ci sarà il consiglio federale in via Bellerio. Senza miracoli, voleranno gli stracci. twitter @padanians Intervista a Francesca Martini «Qualche leghista cerca poltrone e potere» La deputata: Umberto decide la linea, non Tosi. Tra noi troppi infiltrati: chi critica il leader sfiducia il partito. Io badante? Macché “ .  Con Reguzzoni è un susseguirsi di battaglie. Se ne deve andare GIANNI FAVA  Quella del capogruppo non è un'emergenza MARCO DESIDERATI  «No, guardi, ho fatto il mio intervento e nessuno mi ha impedito di parlare…». La leghista Francesca Martini, veronese e sottosegretaria alla Salute nell'ulti mo governo Berlusconi, smentisce i veleni: non è stata contestata alla cena dei militanti scaligeri. S'era detto che lei, esponente del cerchio magico, avesse subìto l'aggressione dei maroniani. Onorevole, racconti. «Ero lì dalle otto e mezza circa. Ho fatto il mio intervento. Nel salone nessuno mi ha contestata. Non so se c'era qualche gruppetto isolato di guastatori nelle sale laterali, ma io girando fra i tavoli non ne ho avuto percezione…». Poi, ecco insulti e spintoni. «Io non ho visto risse, era tutto tranquillo. Verso mezzanotte me ne sono andata». Di sicuro, anche in Veneto, la Lega è in ebollizione. Ne vogliamo parlare? «I militanti che ho incontrato a quella cena non hanno contestato né Bossi né le scelte della Lega…». Ammetterà che la base vuole i congressi. «Si faranno quando ci saranno i presupposti». E cosa significa? «Che per esempio dovranno essere rinnovate tutte le segreterie provinciali, in Veneto mancano ancora un paio di province». È vero che lei non va d'accordo col maroniano Flavio Tosi? «Qualcuno si dimentica che, se ha ruoli nella Lega, è grazie a Bossi. Io sono militante dal 1991, e questo non è certo il primo momento di tensione. Però di problemi diretti con Tosi non ne ho mai avuti. Quest'estate avevo fatto un comunicato quando Tosi parlava spesso di temi nazionali senza coordinamento con i gruppi parlamentari e, da veronese, ho fatto presente fosse meglio si dedicasse di più al territorio. La linea della Lega non la decide né la Martini né Tosi. Ci sono i consigli nazionali e quello federale». Quello nazionale lombardo aveva annunciato il bavaglio per Maroni. «Non conosco la dinamica, anche perché si sono susseguite le agenzie. Diciamo che prima di incontrare la base, Maroni e Bossi si dovevano chiarire. L'hanno fatto, quindi è positivo». La Lega deve recidere l'asse col Pdl? «L'abbiamo già reciso a livello nazionale». E no, avete salvato Cosentino! «C'era indicazione di un sì all'arresto con libertà di coscienza in caso di dubbi, come è sempre accaduto in questi casi. Non credo assolutamente che la Lega sia stata determinante. Comunque il Pdl è in maggioranza con Bersani e Casini. Noi no». Continuano le polemiche sul capogruppo. Fava ha chiesto la testa di Reguzzoni. «Tecnicamente Reguzzoni è un ottimo capogruppo. Ricordo che il capogruppo è sempre stato indicato direttamente da Bossiperchéè unincaricofiduciario.Non si possono seguire gli umori del gruppo, sarebbe pericoloso. Comunque anche questa polemica è figlia della situazione di tensione». Difende Reguzzoni perché lei è del cerchio magico? «Il cerchio magico non esiste! Conosco Reguzzoni dal 2008 e lo stimo. Sono nella Lega perché credo in Bossi e collaboro con tutti quelli che seguono la linea della Lega, senza personalismi. C'è il rischio che qualcuno creda di essere insostituibile o di avere tutte le soluzioni». Bossi è influenzato dal cerchio magico? «Macché! È sempre disponibile a incontrare chiunque, e anche dopo i comizi si ferma fino a tardi. È falso dire che si fa influenzare, anche perché di certo non si fa gestire da nessuno. Chi dice certe cose evidentemente non ha fiducia nella Lega e in Bossi, e magari vuole un altro partito». Quindi è vero –come s'è detto per Maroni – che qualcuno vuole fare un altro partito? «Maroni ha smentito tutto. Più che altro vedo persone che provengono da altri partiti che si sono infiltrate nella Lega…». È stato scritto che lei sarebbe, insieme a Rosi Mauro, la badante di Bossi. «Sono cose profondamente offensive. Rosi Mauro è nella Lega dal 1987, io dal 1990. Con Bossi c'è una conoscenza personale. Una cosa normale e che succede in tutti i partiti». Che idea s'è fatta degli investimenti della Lega in Tanzania? «Sono operazioni finanziarie, fatte al di fuori dell'area euro. Se il tesoriere Belsito ha la fiducia di Bossi e del consiglio federale ha il diritto-dovere di gestire certe operazioni. Posso dire un'altra cosa?». Prego. «In questo momento ho la sensazione che qualcuno stia usando la stampa per fare battaglie personali all'interno della Lega, gestire le poltrone serve a mantenere il potere ai livelli territoriali. Invece se si vogliono trovare soluzioni per una strategia comune si trovano dentro al movimento, anche perché la nostra forza è sempre stata l'unità». È un messaggio generico o pensa a qualcuno in particolare? «No no è un messaggio generico…». M. PAN. LA BELLA BENEDETTA MIRONICI . Miss Padania picchiata dal fidanzato TREVISO (A. Gon.) Benedetta Mironici, ex miss Padania di 29 anni, è stata picchiata più volte dal fidanzato Roberto Fulmine, imprenditore edile di 38 anni arrestato dalla Mobile di Treviso per tentato omicidio, lesioni e maltrattamenti in famiglia. L'ultimo episodio di violenza a Capodanno, in Kenya. Arrestato dalla polizia africana, Fulmine era stato liberato su cauzione. Francesca Martini
25Mercoledì 18 gennaio 2012 A ACEA 4,49 -1,01 4,5212 4,49 4,986 -8,14 19/12/11 956,2 ACEGAS-APS 3,398 -0,06 3,3765 3,294 3,4 3,66 11/07/11 186,8 ACOTEL GROUP 18,34 3,85 17,938 17 19,4 -5,95 26/05/03 76,5 ACQUE POTABILI 0,675 -2,17 0,6797 0,64 0,732 -5,59 02/05/06 24,3 ACSM 0,619 -3,43 0,6207 0,619 0,657 -4,84 04/07/11 47,4 AEDES 0,0568 -0,18 0,0553 0,0568 0,0652 -7,04 07/05/07 41,4 AEDES 09-2014 W 0,0065 -1,52 0,0065 0,0065 0,01 -26,97 07/05/07 41,4 AEFFE 0,5855 1,3 0,5819 0,568 0,64 -0,34 18/05/09 62,9 AEGON 3,564 1,95 3,5695 3,074 3,564 13,72 25/04/08 562,5 AEROPORTO DI FIRENZE 8,865 -6,64 9,7012 8,45 10 -11,26 09/05/11 80,1 AGEAS 1,336 3,41 1,3265 1,201 1,336 11,61 02/05/08 3.141,8 AHOLD KON 10,29 1,78 10,29 9,65 10,29 6,63 26/04/11 1.226,5 AICON 0,122 - 0,122 0,122 0,122 - 13,3 ALCATEL-LUCENT 1,425 1,42 1,4235 1,228 1,425 17,77 04/06/07 3.302,5 ALERION 3,944 0,56 3,8648 3,896 4,29 -4,5 18/04/11 173,6 ALLIANZ 79,55 -0,75 79,8602 72,3 80,15 8,38 05/05/11 36.107,7 AMBROMOBIL 14 W - - - - - - 05/05/11 36.107,7 AMPLIFON 3,37 0,72 3,3823 3,096 3,37 3 09/05/11 745,1 ANSALDO STS 7,42 -0,74 7,4411 7,315 7,53 0,88 23/05/11 1.038,8 ANTICHI PELLETTIERI 0,1836 -5,56 0,1851 0,1648 0,2055 -9,24 26/05/08 8,4 APULIA PRONTOP 0,2968 0,13 0,2964 0,2952 0,297 0,34 27/04/09 70 ARENA 0,0057 -3,39 0,0061 0,005 0,0059 1,79 24/07/00 10,1 ARKIMEDICA 0,079 -1 0,0792 0,079 0,0829 -3,66 6,8 ASCOPIAVE 1,403 -0,21 1,3958 1,365 1,432 3,85 09/05/11 328,9 ASTALDI 5,03 -0,79 5,038 4,876 5,22 1,62 02/05/11 495,1 ATLANTIA 11,81 -0,17 11,909 11,57 12,82 -4,53 21/11/11 7.444 AUTOGRILL 8,095 0,94 8,0843 7,465 8,095 7,36 23/05/11 2.059,4 AUTOS MERIDIONALI 15,55 -0,83 15,375 15,55 16,63 -5,93 18/04/11 68 AUTOSTR TO-MI 6,89 -0,58 6,929 6,805 7,78 -7,95 14/11/11 606,3 AXA 10,86 2,55 10,9058 9,58 10,86 7,52 29/04/11 22.688,3 AZIMUT 5,76 -0,17 5,7883 5,5 6,365 -7,02 23/05/11 825,1 A2A 0,6935 -0,14 0,6974 0,6935 0,7655 -4,54 21/11/11 2.172,7 B B CARIGE 1,505 1,01 1,497 1,412 1,51 1,69 23/05/11 2.690,7 B CARIGE RSP 1,91 - 1,9036 1,91 1,99 -1,55 23/05/11 332,9 B DESIO BRIA RSP 2,43 0,41 2,4287 2,4 2,488 3,85 02/05/11 32,1 B DESIO E BRIANZA 2,778 0,65 2,7719 2,76 2,998 -6,46 02/05/11 325 B IFIS 3,95 0,77 3,9534 3,678 4,01 -1,25 09/05/11 212,6 B INTERMOBILIARE 2,842 - 2,842 2,75 2,842 1,86 05/05/08 443,9 B M.PASCHI SIENA 0,2115 -0,75 0,2128 0,197 0,2711 -16,04 18/05/09 2.293,5 B P DI SONDRIO 6,41 0,16 6,4318 6,045 6,495 3,22 18/04/11 1.975,2 B P EMILIA ROMAGNA 5,725 -2,72 5,8056 4,898 5,885 3,53 26/04/11 1.904,8 B POP ETRURIA E LAZIO 1,128 - 1,1073 0,961 1,143 0,45 11/05/09 84,8 B POP MILANO 0,3085 -2 0,3116 0,253 0,3148 0,62 23/05/11 996,3 B POP SPOLETO 1,73 -0,06 1,712 1,721 1,84 -2,92 09/05/11 51,5 B PROFILO 0,2449 -0,85 0,2447 0,24 0,249 -0,04 09/05/11 165,8 B SANTANDER 5,655 -0,26 5,7379 5,425 6,025 -3,17 16/01/12 50.380,6 B SARDEGNA RSP 5,92 -1 5,9542 5,685 7,455 -20 02/05/11 39,1 BANCA GENERALI 6,92 2,75 6,8802 6,54 7,245 -3,89 16/05/11 772,8 BANCO POPOLARE 0,906 -0,71 0,9108 0,8295 1,032 -9,4 23/05/11 1.597,9 BASF 58,7 0,86 58,5809 55,15 58,7 9,62 09/05/11 54.187,6 BASICNET 1,97 -1,6 1,9887 1,97 2,14 -7,25 13/06/11 120,2 BASTOGI 0,895 -0,56 0,8774 0,861 0,98 -6,72 15,9 BAYER 54,9 2,33 54,4919 50,7 54,9 12,5 02/05/11 41.962,4 BB BIOTECH 55,2 1,28 54,8444 50,8 55,2 8,24 23/03/11 905,4 B&C SPEAKERS 2,766 -1,64 2,8194 2,766 2,906 -4,82 03/05/10 30,4 BCA FINNAT 0,28 2,15 0,28 0,2741 0,3 -2,74 23/05/11 101,6 BEE TEAM 0,2791 -0,18 0,2743 0,2726 0,31 -6,97 06/05/02 19,3 BEGHELLI 0,431 -0,69 0,4294 0,4306 0,458 -4,01 23/05/11 86,2 BENETTON 3,152 0,13 3,2042 2,84 3,152 6,7 23/05/11 575,8 BENI STABILI 0,3356 -1,87 0,3394 0,305 0,3585 -2,95 09/05/11 643,1 BEST UNION COMPANY 1,17 - 1,17 1,17 1,18 4,46 10,9 BIALETTI INDUSTRIE 0,2446 -5,67 0,2498 0,243 0,269 -4,08 18,3 BIANCAMANO 1,311 3,23 1,2913 1,267 1,331 -2,53 04/07/11 44,6 BIESSE 3,068 1,12 3,092 2,75 3,08 7,42 12/05/08 84 BIOERA 0,409 - 0,4094 0,399 0,4349 -5,98 26/05/08 14,7 BMW 61,9 3,17 61,8203 53,2 61,9 20,31 13/05/11 37.263,5 BNP PARIBAS 32,49 0,12 33,0535 27,77 32,49 7,23 20/05/11 29.634 BOERO 21 - 20,9167 21 21 - 26/04/10 91,1 BOLZONI 1,9 0,16 1,9 1,87 1,919 -0,52 18/05/09 49,4 BON FERRARESI 19,28 -1,13 19,4077 19,02 19,73 -1,63 23/05/11 108,5 BORGOSESIA 0,897 - 0,897 0,82 0,898 3,1 19/08/81 40,3 BORGOSESIA RSP 1,36 - 1,358 1,318 1,36 3,19 04/02/08 1,2 BPM 09-13 W 0,145 6,85 0,1389 0,135 0,15 2,84 04/02/08 1,2 BREMBO 7,61 -0,13 7,6043 6,835 7,62 14,95 09/05/11 508,2 BRIOSCHI 0,0921 5,14 0,0925 0,0812 0,0921 10,96 19/05/03 72,5 BUONGIORNO 1,02 2,56 1,0124 0,976 1,082 -0,39 108,6 BUZZI UNICEM 7,675 1,72 7,6267 6,875 7,675 13,54 24/05/10 1.269,1 BUZZI UNICEM RSP 3,798 1,55 3,7697 3,378 3,81 11,71 23/05/11 154,6 C CAD IT 3 - 2,9997 3 3,412 -6,83 10/05/10 26,9 CAIRO COMMUNICATION 2,89 0,42 2,9022 2,794 2,9 2,99 19/12/11 226,4 CALEFFI 1,505 -0,33 1,4959 1,481 1,563 -4,63 17/05/10 18,8 CALTAGIRONE 1,27 -1,93 1,2602 1,27 1,397 -8,63 23/05/11 152,6 CALTAGIRONE EDITORE 0,855 -0,58 0,8488 0,8195 0,935 -10,94 23/05/11 106,9 CAMFIN 0,2253 1,67 0,2294 0,215 0,243 -0,09 19/05/08 176,6 CAMPARI 5,165 -0,96 5,1911 5,105 5,365 0,39 23/05/11 2.999,8 CAPE LIVE 0,079 -1 0,0762 0,0697 0,09 21,54 4 CARRARO 1,62 3,18 1,603 1,386 1,62 9,61 05/05/08 74,5 CARREFOUR 16,95 3,92 16,95 16,31 18,08 -2,59 07/05/10 11.948,1 CATTOLICA ASSICURAZIONI 14,57 0,76 14,5309 14,09 14,58 0,9 09/05/11 788,1 CDC 0,9015 -3,27 0,9052 0,8965 0,96 -3,12 25/07/11 11,1 CELL THERAPEUTICS 0,878 -1,13 0,8873 0,84 0,917 3,23 191,3 CEMBRE 6,09 1,5 6,1576 5,395 6,09 11,74 16/05/11 103,5 CEMENTIR HOLDING 1,512 -0,53 1,5007 1,499 1,574 -4,91 23/05/11 240,6 CENTRALE DEL LATTE TO 1,73 0,64 1,689 1,67 1,764 -0,29 05/05/08 17,3 CHL 0,0787 0,13 0,0793 0,074 0,0825 0,13 12,8 CIA 0,2467 0,86 0,2339 0,24 0,2578 -3,82 11/05/09 22,8 CICCOLELLA 0,257 -1,46 0,2542 0,257 0,3099 -17,07 21/05/01 46,4 CIR 1,192 -1,41 1,2032 1,192 1,295 -3,56 23/05/11 945,7 CLASS EDITORI 0,22 -1,48 0,2211 0,22 0,26 -13,73 10/05/10 23,2 COBRA 0,3 -1,15 0,2996 0,2976 0,36 -2,6 12,1 COFIDE 0,5455 2,73 0,5411 0,53 0,608 -2,06 23/05/11 392,3 COGEME SET 0,0481 - 0,0487 0,044 0,0512 -3,8 3 CONAFI PRESTITO' 0,566 -3,25 0,5726 0,566 0,604 -6,29 10/05/11 26,3 CR ARTIGIANO 0,8265 0,79 0,8163 0,7995 0,8385 0,3 26/04/11 322,5 CR BERGAMASCO 19,2 - 18,916 18,91 19,65 -1,99 02/05/11 1.185,2 CR VALTELLINESE 1,79 0,67 1,7925 1,688 1,802 2,29 26/04/11 483,6 CREDEM 2,6 1,88 2,6257 2,316 2,808 -5,45 16/05/11 864,2 CREDIT AGRICOLE 4,214 0,24 4,3248 4,04 4,406 -1,63 20/06/11 9.381,8 CRESPI 0,0299 1,7 0,0292 0,0275 0,038 6,41 19/05/03 4,8 CREVAL 2014 W 0,0655 0,46 0,0654 0,061 0,07 -12,08 19/05/03 4,8 CSP INTERNATIONAL 0,714 -0,97 0,7192 0,714 0,77 -3,45 06/06/11 23,7 D DADA 2,14 2,69 2,1033 2,084 2,212 0,56 34,7 DAIMLER 40,91 3,67 40,777 35,13 40,91 21,68 14/04/11 39.460,9 DAMIANI 0,8295 0,55 0,8269 0,785 0,9395 -9,79 68,5 D'AMICO 0,465 -0,85 0,4591 0,4375 0,47 4,73 27/04/09 69,7 DANIELI & C 16,92 1,26 16,9592 16,19 17,13 3,74 07/11/11 691,7 DANIELI & C RSP 8,645 1,95 8,5591 8,35 8,645 4,85 07/11/11 349,5 DANONE 49,49 2,38 49,49 47,2 49,5 5,73 10/05/11 25.428,1 DATALOGIC 5,725 1,33 5,7472 5,65 5,83 -0,43 02/05/11 334,6 DEA CAPITAL 1,34 0,3 1,3416 1,299 1,4 0,75 410,9 DELCLIMA 0,51 0,59 0,5087 0,44 0,975 - 76,3 DE'LONGHI 6,735 1,74 6,812 6,26 6,77 8,98 26/04/11 1.006,9 DEUTSCHE BANK 29,8 1,15 29,9246 26,16 30,72 1,78 27/05/11 17.011,6 DEUTSCHE TELEKOM 9,01 1,52 8,9869 8,77 9,23 1,29 13/05/11 39.295,5 DIASORIN 20,74 -1,47 20,9139 18,56 21,05 6,41 20/06/11 1.155,2 DIGITAL BROS 1,359 1,42 1,3587 1,28 1,359 7,35 08/12/08 19,2 DMAIL GROUP 1,991 -5,37 2,1432 1,304 2,104 50,83 19/05/08 15,2 E EDISON 0,815 -0,06 0,8162 0,812 0,8225 -0,61 12/04/10 4.222,6 EDISON RSP 0,7915 0,7 0,7806 0,7815 0,816 -1,92 12/04/10 87,5 EEMS 0,576 3,13 0,5703 0,5585 0,64 -7,69 25,1 EI TOWERS 16,98 -0,12 16,9142 15,46 18,75 -9,68 479,9 EL EN 10,38 1,57 10,3724 9,955 10,93 3,8 23/05/11 50,1 ELICA 0,7345 1,66 0,7405 0,7225 0,802 -5,41 23/05/11 46,5 EMAK 0,5 2 0,4989 0,49 0,5095 1,83 06/06/11 82 ENEL 3,196 2,37 3,1863 3,048 3,248 1,65 21/11/11 30.053,1 ENEL GREEN POWER 1,585 0,44 1,587 1,578 1,657 -1,8 23/05/11 7.925 ENERVIT 1,95 - 1,9401 1,863 1,96 2,63 23/05/11 34,7 ENGINEERING 22,62 2,31 22,639 22,11 22,79 2,03 13/06/11 282,8 ENI 16,67 1,71 16,6639 16,2 16,67 4,12 19/09/11 66.769,3 E.ON 16,7 2,71 16,7641 16,17 17,55 3,66 07/05/09 33.416,7 ERG 8,47 0,53 8,4407 8,425 8,81 -3,53 23/05/11 1.273,2 ERGYCAPIT 16 W 0,0749 -10,73 0,0757 0,07 0,092 -21,16 23/05/11 1.273,2 ERGYCAPITAL 0,2059 -1,44 0,2026 0,203 0,2747 -24,13 19,5 ESPRESSO 1,026 3,74 1,0271 0,977 1,116 -5,79 23/05/11 420,9 ESPRINET 2,826 0,71 2,8211 2,708 2,83 7,94 02/05/11 148,1 EUROTECH 1,22 1,67 1,2144 1,167 1,36 -6,87 43,3 EXOR 16,93 -0,41 17,0428 15,27 17 8,87 23/05/11 2.713,2 EXOR PRV 15,52 0,06 15,66 14,14 15,52 10,38 23/05/11 1.192 EXOR RSP 14,14 0,07 14,195 13,15 14,14 9,53 23/05/11 129,6 EXPRIVIA 0,664 0,45 0,6614 0,661 0,695 0,45 02/05/11 34,5 F FALCK RENEWABLES 0,7495 -1,38 0,7534 0,7495 0,8715 -11,77 23/05/11 218,4 FIAT 4,246 1,97 4,2321 3,71 4,246 19,61 18/04/11 4.639,5 FIAT INDUSTRIAL 7,45 0,54 7,4803 6,8 7,45 12,45 8.137,8 FIAT INDUSTRIAL PRV 5,165 -0,77 5,1795 4,672 5,205 13,02 533,5 FIAT INDUSTRIAL RSP 5,42 1,21 5,4109 4,87 5,42 14,54 433,1 FIAT P 3,69 2,61 3,6899 3,23 3,69 20,12 18/04/11 381,1 FIAT RSP 3,928 2,29 3,9011 3,39 3,928 20,71 18/04/11 313,9 FIDIA 2,6 - 2,631 2,6 2,778 -6,81 20/05/02 13,3 FIERA MILANO 3,5 -0,79 3,4838 3,48 3,604 -1,91 04/05/09 147,5 FINMECCANICA 2,92 -0,14 2,9221 2,76 3,018 2,17 23/05/11 1.688,2 FIRST CAPITAL 2013 W - - - - - - 23/05/11 1.688,2 FNM 0,2799 -0,39 0,2801 0,2799 0,3 -3,48 69,6 FONDIARIA SAI 0,616 -4,5 0,6156 0,5885 0,7915 -0,65 24/05/10 226,1 FONDIARIA SAI RSP 0,3805 -4,2 0,38 0,3595 0,4769 11,45 24/05/10 48,6 FRANCE TELECOM SA 11,86 1,72 11,8678 11,66 12,26 -0,08 10/06/11 31.006,2 FULLSIX 2,188 -0,09 2,1674 2,142 2,228 -0,91 24,5 G GABETTI 0,0433 0,23 0,0438 0,0411 0,0527 -13,75 15/05/06 11 GABETTI 13 W 0,014 - 0,014 0,014 0,015 -12,5 15/05/06 11 GAS PLUS 4,92 2,5 4,9653 4,8 5,1 -0,61 24/05/10 221 GDF SUEZ 21,72 4,98 21,4534 20,69 21,96 3,48 04/05/11 47.645,9 GEFRAN 3,082 9,99 2,9317 2,802 3,082 9,06 16/05/11 44,4 GEMINA 0,556 -2,8 0,5611 0,539 0,6095 -6,79 18/06/07 816,9 GEMINA RSP 0,8045 -0,68 0,77 0,8045 0,815 -1,29 18/05/09 3 GENERALI 12,15 0,16 12,1661 11,5 12,28 4,47 23/05/11 18.916 GEOX 2,256 0,98 2,2669 2,024 2,298 4,06 23/05/11 584,8 GREENVISION 5,85 - 5,7977 5,615 5,89 4,65 25/05/09 34,3 GRUPPO MINERALI MAFFEI 4,068 0,1 4,068 4,04 4,1 0,54 24,4 H HERA 1,038 - 1,0451 1,038 1,143 -5,89 06/06/11 1.157,4 I I GRANDI VIAGGI 0,63 2,61 0,621 0,614 0,6745 -8,03 07/04/08 28,4 IGD 0,7155 0,99 0,7144 0,67 0,7375 -3,25 23/05/11 221,3 IKF 10-14 W - - - - - - 23/05/11 221,3 IL SOLE 24 ORE 0,66 -3,65 0,6579 0,651 0,726 -6,25 28/04/08 28,6 IMA 13,17 -1,35 13,2768 13,17 13,43 -0,38 23/05/11 485 IMMSI 0,547 -0,55 0,5476 0,547 0,57 -2,32 24/05/11 187,7 IMPREGILO 2,51 1,29 2,5116 2,35 2,51 5,02 18/07/11 1.010,2 IMPREGILO RSP 7,7 - 7,8409 7,105 7,7 5,91 18/07/11 12,4 INDESIT 4,05 4,11 3,9756 3,81 4,15 9,05 17/05/11 460,3 INDESIT RSP 3,838 - 3,6684 3,838 4,176 -0,72 17/05/11 2 INDUSTRIA E INNOVAZIONE 1,67 - 1,5831 1,5 1,8 -7,22 39,1 ING GROEP 6,415 2,8 6,513 5,45 6,415 16,85 14/08/08 13.223,2 INTEK 0,37 1,37 0,3646 0,3615 0,39 4,96 20/06/11 48,3 INTEK R 0,692 -1,98 0,692 0,6845 0,71 -2,54 20/06/11 3,9 INTERPUMP 5,485 0,46 5,5342 5,3 5,485 5,58 09/05/11 535,7 INTERPUMP 12 W 0,43 - 0,4299 0,41 0,458 -4,44 09/05/11 535,7 INTESA SANPAOLO 1,265 0,72 1,273 1,101 1,334 -2,24 23/05/11 19.609,1 INTESA SANPAOLO RSP 0,977 1,93 0,9699 0,864 1,017 1,4 23/05/11 911 INV E SVIL 2012 W 0,0017 -5,56 0,0017 0,0015 0,0028 -15 23/05/11 911 INVEST E SVILUPPO 0,3213 -5,5 0,3486 0,3079 0,3856 -17,57 18/06/01 4 IRCE 1,971 -0,9 1,9348 1,9 2,038 6,54 09/05/11 55,4 IREN 0,689 -0,29 0,6893 0,689 0,7685 -5,29 23/05/11 814,2 ISAGRO 2,232 -5,02 2,2711 2,232 2,53 -10,58 16/05/11 39,2 IT WAY 1,038 -0,19 1,0528 1,038 1,208 -12,03 02/02/09 8,2 ITALCEMENTI 4,928 -0,36 4,9701 4,458 4,946 8,12 23/05/11 872,8 ITALCEMENTI RSP 1,952 0,1 1,9687 1,847 2,08 0,1 23/05/11 205,8 ITALMOBILIARE 15,94 1,66 15,8434 14,86 16,1 9,48 06/06/11 353,6 ITALMOBILIARE RSP 9,75 - 9,8144 9,57 9,975 -1,02 06/06/11 159,3 ITALY1 INVESTMENT 9,7 - 9,606 9,7 9,8 -1,02 145,5 ITALY1 W 0,61 - 0,61 0,4699 0,61 27,08 145,5 J JUVENTUS FC 0,1496 -2,16 0,1505 0,1496 0,3073 -50,58 04/11/02 30,2 K KERSELF 1,51 -1,31 1,5206 1,475 1,671 -4,91 24/05/10 26,3 KINEXIA 0,925 0,49 0,9019 0,88 1,075 -9,76 17/07/91 19,7 KME GROUP 0,3061 1,39 0,3032 0,3001 0,323 0,89 09/05/11 136,9 KME GROUP RSP 0,477 0,15 0,4774 0,475 0,501 -0,38 09/05/11 20,8 KRE 09-12 W 0,0027 22,73 0,0027 0,0022 0,0036 8 09/05/11 20,8 K.R.ENERGY 0,0222 3,74 0,0226 0,0187 0,023 16,84 70,2 L LA DORIA 1,624 -2,17 1,6245 1,624 1,709 -1,58 23/05/11 50,3 LANDI RENZO 1,449 - 1,4407 1,228 1,449 18,67 23/05/11 163 LAZIO S.S. 0,418 -2,63 0,4201 0,41 0,4715 -10,3 28,3 LE BUONE SOCIETA' 0,215 -2,27 0,2084 0,2002 0,26 -14 29/04/02 2,3 L'OREAL 81,9 0,55 78,4404 81,4 82 1,24 29/04/11 49.337,6 LOTTOMATICA 12,01 -0,58 12,0561 11,28 12,08 3,45 24/05/10 2.067,4 LUXOTTICA GROUP 23,39 -0,97 23,635 21,76 23,62 7,79 23/05/11 10.931,4 LVMH 116,5 -0,85 116,6041 109 117,5 7,67 29/11/10 57.077,7 M MADE IN ITALY 1 W - - - - - - 29/11/10 57.077,7 MAIRE TECNIMONT 1,058 -0,75 1,0753 1,008 1,102 6,71 16/05/11 341,2 MARCOLIN 3,18 - 3,1888 3,062 3,274 0,25 09/05/11 197,6 MARR 7,25 0,9 7,22 6,395 7,25 11,8 23/05/11 482,3 M&C 0,208 5,05 0,207 0,1975 0,208 3,79 98,6 MEDIACONTECH 1,438 4,89 1,391 1,371 1,478 -0,76 22/04/02 26,7 MEDIASET 2,13 -2,38 2,1458 2,028 2,26 -0,37 23/05/11 2.516 MEDIOBANCA 4,468 -1,15 4,5088 3,824 4,556 0,49 21/11/11 3.847,5 MEDIOLANUM 2,998 -2,35 3,0636 2,768 3,1 -0,33 21/11/11 2.200 MERIDIANA FLY 3,344 -1,76 3,3757 3,344 5,565 -34,43 18,6 MERIDIE 0,078 - 0,078 0,078 0,0963 -16,13 4 MID INDUSTRY CAPITAL 9 1,12 9,0218 8,85 9,445 -2,7 11/05/09 34,2 MILANO ASS 0,239 -3,94 0,2449 0,2118 0,251 6,36 26/04/10 440,3 MILANO ASS RSP 0,223 0,04 0,2192 0,183 0,223 22,87 26/04/10 22,8 MITTEL 1,615 -2,12 1,6332 1,526 1,741 -3,87 28/02/11 142 MOLMED 0,45 -1,03 0,4519 0,45 0,504 -5,58 94,7 MONDADORI 1,363 0,52 1,3566 1,322 1,395 0,74 23/05/11 335,9 MONDO TV 2,318 -1,11 2,35 2,318 2,8 -14,97 28/02/05 10,2 MONRIF 0,301 4,51 0,2999 0,288 0,305 4,37 22/05/06 45,2 MONTEFIBRE 0,0985 1,55 0,101 0,097 0,1065 -9,72 20/05/02 12,8 MONTEFIBRE RSP 0,167 -0,6 0,1575 0,167 0,1954 -14,14 19/05/03 4,3 MONTI ASCENSORI 0,2024 - 0,2024 0,2024 0,2024 - 20/09/10 2,7 MOVIEMAX 0,508 -0,68 0,5047 0,5045 0,588 4,06 10,5 MUNICH RE 95,5 - 94,703 94,55 97,75 2,36 21/04/11 19.711,6 MUTUIONLINE 3,322 -0,36 3,421 3,29 3,45 -2,52 02/05/11 131,3 N NICE 2,342 -3,06 2,4006 2,342 2,506 -2,01 23/05/11 271,7 NOEMALIFE 5,145 - 5,145 5,145 5,3 -2,92 22,3 NOKIA CORPORATION 4,276 0,38 4,3149 3,89 4,276 14,03 04/05/11 16.252,9 NOVA RE 1,09 - 1,09 1,09 1,09 - 04/06/07 14,7 O OLIDATA 0,275 -1,5 0,2759 0,275 0,2998 -4,84 10/05/04 9,4 P PANARIAGROUP 0,9695 0,41 0,9568 0,948 0,976 -0,67 11/05/09 44 PARMALAT 1,363 2,33 1,3545 1,332 1,377 2,48 18/04/11 2.392,6 PARMALAT 2015 W 0,365 8,63 0,355 0,3271 0,375 7,99 18/04/11 2.392,6 PHILIPS 14,77 -0,87 14,7858 14,31 16,49 -8,88 04/04/11 14.362,5 PIAGGIO 1,87 2,75 1,8673 1,77 1,871 2,86 16/05/11 695,3 PIERREL 0,75 0,47 0,7542 0,7465 0,916 -16,67 12,3 PIERREL 08-12 W 0,04 - 0,04 0,036 0,057 -29,82 12,3 PININFARINA 3,21 3,88 3,1583 3,068 3,298 0,31 23/05/05 96,8 PIQUADRO 1,35 -4,93 1,377 1,332 1,623 -12,45 25/07/11 67,5 PIRELLI E C. 7,015 1,45 7,0225 6,59 7,015 7,84 23/05/11 3.337,3 PIRELLI E C. RSP 4,428 -0,63 4,4934 4,362 4,508 0,18 23/05/11 54,2 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 4,25 -0,65 4,2446 4 4,35 6,41 08/05/00 5,1 POLIGRAFICI EDITORIALE 0,282 -0,7 0,2803 0,282 0,3176 -7,63 21/05/07 37,2 POLTRONA FRAU 0,885 0,57 0,874 0,855 0,8995 0,97 26/05/08 124,1 PPR 117,2 - 117,2 111,9 118 4,09 21/05/10 14.832,3 PRAMAC 0,764 -0,46 0,7466 0,732 0,8115 -6,03 30/06/08 23,3 PRELIOS 0,0727 3,12 0,0724 0,0705 0,0913 -11,77 21/04/08 61,2 PREMAFIN 0,3283 -3,16 0,3297 0,2 0,339 134,5 26/05/08 134,7 PREMUDA 0,51 -1,92 0,51 0,51 0,57 -9,01 20/06/11 95,7 PRIMA IND 2013 W 1,34 6,69 1,2076 0,96 1,34 39,58 20/06/11 95,7 PRIMA INDUSTRIE 7,29 7,68 7,2934 6,735 7,29 9,62 26/05/08 63 PRYSMIAN 11,22 2,19 11,1358 9,77 11,22 16,94 18/04/11 2.405,5 R R GINORI 2013 W 0,0051 - 0,0051 0,005 0,0055 2 18/04/11 2.405,5 RATTI 1,68 0,3 1,6796 1,603 1,736 1,76 18/05/98 45,9 RCF GROUP 0,58 -1,36 0,5819 0,58 0,6695 -10,36 09/05/11 18,6 RCS MEDIAGROUP 0,701 -1,75 0,7059 0,69 0,747 3,7 19/05/08 513,6 RCS MEDIAGROUP RSP 0,468 2,27 0,4542 0,446 0,52 -4,49 13,7 RDB 0,2969 2,38 0,2939 0,29 0,4229 -33,62 12/05/08 13,6 RECORDATI 5,76 1,59 5,7307 5,59 5,76 3,13 21/11/11 1.204,6 RENAULT 30,81 4,44 31,4101 28,94 30,81 5,15 11/05/11 8.778,9 RENO DE MEDICI 0,1302 -3,2 0,1309 0,1302 0,146 -7,66 13/05/02 49,1 REPLY 16,2 0,93 16,1882 15,89 16,2 1,06 30/05/11 149,4 RETELIT 0,3052 -2,02 0,3093 0,3052 0,3448 -12,68 48,7 RETELIT 08-11 W 0,0725 - 0,0725 0,0676 0,081 -9,38 48,7 RICCHETTI 0,1713 1,9 0,1702 0,165 0,1735 2,57 19/05/08 14 RICHARD GINORI 1735 0,1905 0,79 0,1896 0,189 0,2367 -18,8 27/05/02 8,8 RISANAMENTO 0,0788 -1,5 0,078 0,0788 0,089 -9,43 19/06/06 63,9 ROMA A.S. 0,52 3,59 0,5034 0,485 0,5595 -2,62 68,9 ROSSS 0,828 4,15 0,8071 0,75 0,828 5,08 9,6 RWE 28,7 3,76 28,671 27,55 29 6,69 21/04/11 15.021,7 S SABAF 11,8 -0,84 11,8134 11,06 11,9 5,45 23/05/11 136,1 SADI SERVIZI INDUSTR 0,3395 -0,15 0,3463 0,314 0,34 8,47 06/06/11 31,5 SAES GETTERS 6,7 2,13 6,6298 6,425 6,85 0,68 26/04/11 98,3 SAES GETTERS RSP 3,97 1,28 3,94 3,85 3,996 -0,65 26/04/11 29,3 SAFILO GROUP 4,95 5,1 4,866 4,524 5,275 1,35 12/05/08 281,3 SAIPEM 35,62 0,76 35,5956 33,54 35,62 8,43 23/05/11 15.718,2 SAIPEM RCV 30 - 30 30 30 - 23/05/11 4,1 SALVATORE FERRAGAMO 11,09 -0,54 11,1773 9,9 11,15 8,94 1.867,7 SANOFI 56,15 0,45 55,9946 55,1 57,35 -0,44 16/05/11 73.866,8 SAP 43,67 0,11 43,6708 41,34 43,67 6,96 26/05/11 53.529,1 SARAS 1,005 -1,47 1,0169 0,987 1,146 3,98 18/05/09 955,8 SAT 8,35 -5,65 8,3395 8,35 9,35 -8,64 23/05/11 82,3 SAVE 6,7 3,16 6,6418 6,31 6,7 6,77 02/05/11 370,8 SCREEN SERVICE 0,386 -4,69 0,3905 0,386 0,473 -21,1 28/02/11 53,5 SEAT PAGINE GIALLE 0,0243 -2,8 0,0249 0,0243 0,0267 -2,41 21/05/07 46,8 SEAT PAGINE GIALLE RSP 0,93 - 0,93 0,93 1,015 -8,37 19/05/08 0,6 SERVIZI ITALIA 3,24 1,31 3,2114 3,198 3,88 -11,48 02/05/11 52,5 SETECO INTERNATIONAL 0,299 - 0,299 0,299 0,299 - 7,8 SIAS 5,33 -0,28 5,3944 5,3 6,07 -8,42 31/10/11 1.212,6 SIEMENS 74,15 -2,69 77,0279 72,6 76,75 0,61 26/01/11 67.788,2 SINTESI 0,96 -5,88 0,9607 0,94 1,07 -5,88 18/03/93 0,9 SNAI 1,706 0,35 1,6999 1,7 1,96 -13,84 24/07/00 199,3 SNAM 3,388 0,41 3,3786 3,324 3,482 -0,53 24/10/11 12.099,2 SOCIETE GENERALE 16,83 2 16,7547 14,96 17,6 -2,21 31/05/11 9.773,6 SOGEFI 1,89 -0,53 1,9252 1,84 2,004 -2,98 26/04/11 220,5 SOL 3,994 1,17 3,9837 3,788 4,02 -2,59 23/05/11 362,3 SOPAF 0,02 - 0,0199 0,0193 0,0222 4,17 25/05/08 8,4 SORIN 1,329 0,08 1,3323 1,208 1,33 12,15 636,2 STEFANEL 0,281 0,39 0,2796 0,2732 0,314 -7,17 08/05/06 23,8 STEFANEL RSP 167,5 - 167,5 167,5 167,5 - 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 5,295 -0,56 5,3586 4,7 5,325 14,86 20/02/12 4.821,4 T TAMBURI 1,458 1,04 1,4485 1,443 1,51 -3,12 09/03/11 198,4 TAMBURI 2013 W 0,0925 - 0,0704 0,091 0,0939 1,65 09/03/11 198,4 TAS 0,473 2,2 0,4672 0,4628 0,52 -1,46 05/05/03 19,8 TELECOM ITALIA 0,839 -1,06 0,8419 0,8145 0,862 0,96 18/04/11 11.256,7 TELECOM ITALIA RSP 0,7205 0,35 0,7146 0,69 0,729 4,12 18/04/11 4.341,8 TELECOM ITALIA MEDIA 0,1542 0,19 0,1543 0,1535 0,1644 -4,34 24/04/06 223 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,165 - 0,165 0,165 0,1731 -4,68 24/04/06 0,9 TELEFONICA 13,42 0,9 13,1499 12,8 13,6 0,6 08/11/10 63.141,1 TENARIS 15,5 -0,58 15,585 14,91 15,7 8,54 21/11/11 18.298,3 TERNA 2,77 1,76 2,7537 2,646 2,77 6,37 21/11/11 5.567,7 TERNIENERGIA 2,368 -2,87 2,4028 2,368 2,53 -2,95 09/05/11 65,9 TESMEC 0,3563 -2,73 0,3605 0,3563 0,3949 -5,87 23/05/11 38,2 TISCALI 0,0328 -1,2 0,0333 0,032 0,0368 -3,24 61,1 TISCALI 14 W 0,0011 - 0,0011 0,001 0,0012 - 61,1 TOD'S 64,5 -1,68 64,9127 62,05 66,6 2,3 23/05/11 1.974,3 TOTAL 40,07 1,31 40,1495 38,69 40,5 2,12 23/05/11 95.038,3 TREVI 5,255 2,14 5,2503 4,964 5,535 6,9 11/07/11 368,9 TXT E-SOLUTIONS 8,14 1,37 8,0936 8,03 8,76 -4,24 08/05/06 22,2 U UAI 2011-2015 W - - - - - - 08/05/06 22,2 UBI BANCA 3,03 -0,72 3,0267 2,774 3,304 -4,3 23/05/11 2.732,3 UNI LAND 0,504 - 0,504 0,504 0,504 - 12/05/08 80,5 UNICREDIT 3,012 2,8 3,0253 2,286 4,2734 -28,75 23/05/11 5.805,4 UNICREDIT RSP 7,035 0,5 7,3082 4,63 7,035 -0,97 23/05/11 17,1 UNILEVER 25,82 0,82 25,8012 25,55 27,03 -1,49 09/02/11 44.274,3 UNIPOL 0,1815 -2,42 0,1841 0,1815 0,2649 -27,25 24/05/10 383,7 UNIPOL P 0,1199 -2,68 0,1209 0,1199 0,1817 -30,01 24/05/10 156,1 UNIPOL P 2013 W 0,0047 -6 0,0047 0,0047 0,008 -41,25 24/05/10 156,1 UNIPOL 2013 W 0,0051 4,08 0,0049 0,0049 0,008 -32 24/05/10 156,1 V VALSOIA 3,7 6,57 3,5542 3,396 4,04 -7,5 09/05/11 38,7 VIANINI INDUSTRIA 1,285 2,15 1,2628 1,258 1,285 1,98 23/05/11 38,7 VIANINI LAVORI 3,33 2,46 3,3032 3,25 3,534 0,97 23/05/11 145,8 VITTORIA ASS 2,99 -0,33 3,0011 2,97 3,12 -0,33 16/05/11 201,5 VIVENDI 16,08 1,13 15,9453 15,9 17,25 -2,9 05/05/11 18.816,9 Y YOOX 8,65 3,16 8,5845 7,32 8,65 3,72 459,1 Z ZIGNAGO VETRO 4,524 0,53 4,5452 4,404 4,614 0,35 09/05/11 361,9 ZUCCHI 0,0937 -2,19 0,0944 0,0937 0,1133 -15,96 01/08/05 16,4 ZUCCHI RSP 0,2447 -2,12 0,2395 0,2447 0,274 -1,33 19/05/08 0,8 ZUCCHI 11-14 W 0,009 -6,25 0,0092 0,009 0,0118 -25 19/05/08 0,8 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2011/2012 2011/2012 DAL 02/01/11 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario
A Bologna la presentazione di Art Defender, il salva capolavori Oggi verrà presentato a Bologna l'impianto “Art Defender Emilia Romagna”, un sistema innovativo per tutelare le opere d'arte. Dalla conservazione al restauro, Art Defender è la soluzione ideale per mantenere in sicurezza il patrimonio artistico italiano. Un sistema già utilizzato da musei, fondazioni, banche, assicurazioni, collezionisti, antiquari, gallerie e casa d'aste. «Super Santos» di Roberto Saviano diventa un ebook L'ultimo libro di Roberto Saviano sbarca in Rete. Da domani sarà disponibile, nella collana digitale Feltrinelli Zoom, l'ebook Super Santos a 0,99 euro. È un racconto nato nelle strade di Gomorra, inseguendo un pallone rosso fuoco. È la storia di quattro ragazzini, dove lo sport diventa l'elemento che può salvare da una vita infernale. Il ritorno della «bruttina stagionata» «Coloro Petronio di rosa alla faccia dei critici» Carmen Covito, dopo il bestseller di 20 anni fa, ci riprova mischiando la Pompei dell'epoca di Nerone (ricostruita con rigore filologico) e passaggi alla «Sex and the City». In attesa di tuffarsi sul Giappone... ::: PAOLO BIANCHI  Ci sono le scrittrici da Borsetta, secondo una definizione di Tommaso Labranca. Le “Bor7”si chiamano così perché i loro libri tendono a far capolino dalle Prada e dalle Louis Vuitton di donne giovani e meno giovani, che se le portano dietro per dimostrare qualcosa al mondo. Di scrittrici Bor7 ce ne vengono in mente tre: Isabel Allende, Margaret Mazzantini e Simonetta Agnello Hornby. Per farsi un'idea: sono sentimentali, con radici vagamente arcaiche, ma proiettate nel futuro, trasgressive, ma «con ironia», di spessore sociale come può esserlo una fiction di Raiuno. Presenzialiste e premiatissime. Vanno continuamente a ricevere premi e a farsi vedere in televisione, ma con sorrisi di modestia, e se il successo sfugge un attimo lo recuperano subito con la frenesia di criceti che zampettano su cristalli insaponati. Carmen Covito, nata a Castellammare di Stabia, vent'anni fa scrisse un libro intitolato La bruttina stagionatache per molti mesi svettò in cima alle Borsette di tutta Italia. Ne fecero anche un film, di Anna Di Francisca con Carla Signoris, Fabrizio Gifuni e Milena Vukotic. Ma Covito non volle essere una scrittrice Borsetta, volle smarcarsi e scrisse altri tre libri completamente diversi: Del perché i porcospini attraversano la strada, Benvenuti in questo ambiente e La rossa e il nero. Libri senza compromessi commerciali. Poi, il silenzio. E adesso, il ritorno.Con unromanzo, breve ma denso, intitolato Le ragazze di Pompei (Bar bera, pp. 144, euro 14). Uscirà in libreria il 2 febbraio. L'abbiamo letto in anteprima e poi, rallegrati, siamo andati a trovare l'autri ce per cavarci qualche curiosità. Casa sua, a Milano in zona Lambrate, è un pezzo di Giappone. Lei stessa si presenta con un frusciante kimono. Ovunque, libri sulla cultura giapponese, stampe e opere di calligrafia. Noi, che conosciamo tutti i pettegolezzi e quasi nulla del mondo reale, sappiamo che ha anche avuto un marito giapponese. «Confermo», ammette con placidità zen. «Il mio sogno sarebbe vivere in Giappone, ma non me lo posso permettere». Intanto tira giù le tapparelle per contrastare un pettirosso suicida che dagli alberi del cortile, vedendo se stesso riflesso nei vetri, si attacca da solo e si schianta a capocciate. «Sono animali territoriali», spiega. «Difendono il loro spazio da intrusi anche della stessa specie. Ma scambiano la propria immagine per quella di un rivale e si abbattono come kamikaze contro le finestre». E non imparano? «Macché. Imparare non è sempre facile. Guardi me. Non riesco a imparare il giapponese. Troppi ideogrammi, troppa roba da mandare a memoria. Lo leggiucchio, lo parlicchio, ma sapere il giapponese è un'altra storia». Questo libro non c'entra niente con il Giappone, però. «Infatti. Quello sarà il prossimo». Lei mi sembra molto zen. È molto spirituale? «Lo zen non è l'unico elemento della spiritualità giapponese. Diciamo che io sono scintoista e finiamola qui». Perché Le ragazze di Pompei? «Perché io sono nata e cresciuta da quelle parti, conosco la zona, e da una vita volevo scrivere di Pompei. Ma non potevo mica riscrivere Gli ultimi giorni di Pompei, così mi son fatta venire un'al tra idea. Fingere che sia stato ritrovato un Satyricon di Petronio, ambientato nello stesso periodo, sotto Nerone, nel 63 dopo Cristo, ma al femminile». Ambizioso. E complicato. «Sì, ci ho lavorato tantissimo, ho studiato centinaia di testi specifici, per esempio sugli usi e le abitudini quotidiane del tempo. Saggi sociolinguistici. Ho puntato a riprodurre lo stile di Petronio. Ma, così come il suo lavoro, anche il mio è incompleto. Alla fine, ci sono solo frammenti... Ho mescolato stile alto e basso, l'ho scritto immaginando come lo avrebbe scritto Petronio oggi. La protagonista, Vibia Tirrenia, è figlia di un libraio. Suo padre detta le opere ai copisti. Nella protoindustria editoriale romana c'era già il problema del magazzino. Venivano dettate più copie di quelle richieste e alcune rimanevano in giacenza. Come oggi. Se ne lamenta anche Attico, amico di Cicerone, in una lettera a lui indirizzata». Gli editori piangono da almeno duemila anni, dunque. Lei che ha lavorato a lungo nelle case editrici, ci dice che cosa è cambiato negli ultimi vent'anni? È cambiato il mercato, anzitutto. Quello di adesso non mi piace. Non c'è più un'editoria di catalogo. I libri vengono pubblicati in pratica senza una selezione, se non quella orientata dal marketing. Allora ben venga Amazon. Uno si pubblica da solo e poi sta a vedere quel che succede. Del resto, un paio d'anni fa ho partecipato a un'antologia di Sperling & Kupfer, Alle signore piace il nero. Tutte donne. Il libro è andato bene, ma l'editore ha mandato lo stesso le giacenze al macero». Lei ha sempre guardato in anticipo alla tecnologia. Che cosa pensa di Kindle, il lettore di e-book a inchiostro elettronico, in vendita in questi giorni a soli 99 euro? «L'unico problema è che per ora è solo in formato proprietario, ma tra poco leggerà tutti i formati. L'accesso ai libri sarà praticamente completo per chiunque lo desideri». Pirateria? «Un falso problema. Succederà come con la musica. A un certo prezzo, basso, la gente comprerà lo stesso. Se l'editoria cartacea ha assunto un aspetto mercantile, di usa e getta, quella digitale diventerà utilissima per studiare». Che cosa c'era a Pompei nel 63 d.C., che c'è ancora oggi? «C'era la genesi del clientelismo, degli appalti truccati, la mentalità avida, il doppiogiochismo. Tutti i vizi storici degli italiani, grandi approfittatori». Lei è famosa per essere, forse, l'unica collaboratrice di Aldo Busi a non aver mai litigato con lui. Non è poco. Come ha fatto? «Busi mi ha lanciata. Il titolo La bruttina stagionata, che mi è rimasto come un'etichetta, l'ha trovato lui. Con me non si può litigare, sono un muro di gomma». Siete ancora amici? «Ci siamo persi un po' di vista. A lui non frega niente del Giappone, a me non piace la tv. Lui è un uomo che reagisce all'ambiente. Tende a difendersi in modo territoriale, come il pettirosso». Chi sono gli autori italiani da seguire? «Non lo so, non ne leggo più da anni. O quasi. Moccia non lo leggo di certo. Gianrico Carofiglio mi piace. Ma adesso leggo Amitav Gosh, Il fiume dell'oppio». Ha qualcosa contro la società letteraria del nostro Paese? «Sono un cane sciolto, non la frequento». I premi? «Ho vinto il Bancarella, quello dei librai. Degli altri non mi interesso». Il suo libro ha un andamento leggero, quasi da genere chick lit, o “letteratura pollastra”, con passaggi alla Sex and the City. Pensa che piacerà ai critici? «E chi se ne importa?». ::: IL LIBRO «SATYRICON» ROSA «Le ragazze di Pompei» di Carmen Covito (Barbera, pp. 144, euro 14) è una sorta di «Satyricon» al femminile, ambientato a Pompei nel 63 d.C. e capace di alternare alto e basso. L'AUTRICE Nata a Castellamare di Stabia nel 1948, laureata in Filosofia, traduttrice dall'in glese e scrittrice lanciata da Albo Busi, ha vissuto anche in Giappone e Spagna. LE OPERE Tra gli altri libri ricordiamo il bestseller del 1992 «La bruttina stagionata» e i meno fortunati romanzi «Del perché i porcospini attraversano la strada» e «La rossa e il nero». . APPEAL NASCOSTO Una scena del film «La bruttina stagionata». Nel tondo, Carmen Covito Webphoto-Cannarsa “ .  È cambiato il mercato. Quello di adesso non mi piace. Non c'è più un'editoria di catalogo. I libri vengono pubblicati senza una selezione, se non quella orientata dal marketing. Allora ben venga Amazon. Uno si pubblica da solo e poi sta a vedere quel che succede
::: le lettere 46 Mercoledì 18 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it TuttoMilano Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@libero-news.eu sottolineando nell'oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. APPUNTAMENTI MERCATI Oggi BENTIVOGLIO - Via Bentivoglio - zona 7 BORSI - Via Borsi - zona 6 CERMENATE - Via G. 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Termine lavori previsto: 2015. Via Correggio: divieto di transito causa lavori tra Via Carlo Ravizza e Via Federico Faruffini in entrambe le direzioni termine lavori previsto 29 gennaio 2012. Via Messina divieto di transito causa lavori tra Via Cenisio e Piazza Giovanni Perego Metro-5. Via Filippo Corridoni: strada chiusa al traffico tra Via Gaetano Donizetti e Viale Bianca Maria causa lavori Teleriscaldamento. Traffico difficoltoso in: Via Luigi Nono difficoltà di circolazione causa lavori Via Luigi Nono, Piazza Coriolano, Via Cenisio Metro-5. Via Cenisio: possibili rallentamenti causa lavori tra Via Messina e Piazza Carlo Caneva via Cenisio e via Luigi Nono: traffico difficoltoso in direzione di P.za Coriolano per modifica della viabilità in corrispondenza del cantiere di Metro 5. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via B. Colleoni. Termine previsto per il 2015. Via Andrea Solari e Piazza del Rosario: dalle 06:00 del 26 ottobre 2011 per lavori di riqualificazione stradale. Termine lavori previsto 28 febbraio 2012. Viale Monte Ceneri: difficoltà di circolazione causa restringimento di carreggiata tra Via Lorenzo Bartolini e Via Mac Mahon in entrambe le direzioni Lavori di manutenzione del cavalcavia. Termine previsto 31/03/2012. Via Giuseppe Ripamonti: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Giuseppe Ripamonti e Via Bernardo Quaranta Via Filippo Brunelleschi: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Filippo Brunelleschi e Via Giambellino. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via Bartolomeo Colleoni. Termine lavori previsto: 2015. LAVORI IN CORSO MILANO E LOMBARDIA FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magen ta): v. Larga, 16; v. Dell'Orso, 1; v. Stampa, 14; p.le Cadorna, 11; v. Larga, 16. NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Ga ribaldi): v. dei Cignoli, 1; v. Le pontina, 13; v. Monterotondo, 1; v.le Zara, 145; v. Monte Santo, 12. SUD (Ticinese, Vigentina, Rogo redo, Barona, Gratosoglio): v. Co mac chio, 4; v. Volvinio, 25; v. Sa ponaro, 2/c; Ripa di Porta Tici ne se, 33. EST (Venezia, Vittoria, Romana, Lo reto, Città Studi, Lambrate, Or ti ca, Forlanini, Mecenate): c.so Bue nos Aires, 36; v. Varanini, 19; v. Toselli, 2; v. Matteucci, 4; p.le Udine, 8; v. Ciro Menotti, 18; v.le Monte Nero, 59; v. Parea, 13. OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sem pione, S. Siro): c.so Colombo, 6; v. Vignoli 42/44; v. del Pettiros so, 16; v.le Ranzoni, 2; v. F.lli Zoia, 84/2; p.za Stuparich, 4; v. Alex Visconti, 22/a; v. Principe Eugenio, 19; v. Canonica, 32. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; v. Larga, 16; p.za Clotilde, 1; v.le Zara, 38; v.le Testi, 74; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v.le Corsica, 42; v.le Lucania, 10; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Cittadinanzattiva........................02.73950559 Lac Lombardia ...........................02.58306583 Linea Amica (ore 20-24)............02.39325273 Sordomuti DTS. .........................02.48204247 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga.......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali ................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità A2A....................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda CRONACA Coppie di fatto, registro entro il 2012 Pisapia ha affermatoche il registro delle coppie di fatto verrà istituito entro il 2012. Il registro delle coppie di fatto è in contrasto con la Costituzione, in particolare con l'articolo 29, ed è anche contrario ai precetti della Chiesa. La Santa Sede dovrebbe annullare il Forum mondiale della famiglia che si dovrebbe tenere a giugno nelle immediate vicinanze di Milano, trasferendolo in un'altra città più in armonia con l'evento. Giacomo Sempioni e.mail SMOG Debutto di Area C Pm10 oltre la soglia Oltre al danno anche la beffa. Nonostante i fastidiosi provvedimenti adottati dalla giunta Pisapia per la riduzione del traffico ieri le rilevazioni delle polveri sottili hanno registrato valori dei Pm10 doppi rispetto alla soglia consentita. Altro che battaglia per l'ambiente: questa è una vera campagna per battere cassa! Roberta Pozzoli e.mail SPAZI PUBBLICI Periferie urbane, degrado in Loreto Sulla via che porta da Piazzale Loreto a Viale Lunigiana le strisce pedonali sono cancellate da tempo, l'unica aiuola della zona in fondo a viale Brianza è piena di erbacce, le strade hanno dei buchi impressionanti, la sporcizia è ovunque. Chi abita in periferia deve forse essere considerato cittadino di serie B? Lucio Mastrandea e.mail Milano più pulita: Area C non basta, serve impegno su tutti i fronti Caro Besana, vorrei lanciare un appello al nostro sindaco Giuliano Pisapia. Negli ultimi giorni l'attenzione è tutta concentrata sui nuovi provvedimenti adottati per la riduzione delle polveri sottili: aria più pulita insomma, per tutti i cittadini milanesi. Ma, visto che siamo in fase di “Milano pulita", forse sarebbe il caso di dedicarsi anche agli altri problemi che interessano la nostra città. Quando si comincerà ad eliminare un po' di graffiti dai monumenti e palazzi specialmente nelle zone della movida? E quando si attuerà un piano di pulizia rigorosa delle strade dove sono accumulati milioni di mozziconi di sigarette inquinanti più delle auto che vengono bloccate dall'Area C? Soprattutto nei pressi degli uffici postali dove i clienti in attesa per ore riempiono il marciapiedi di cicche perché non esiste un posacenere. Per ultimo, quando l'Atm smetterà di aspettare che piova per lavare i mezzi pubblici? Alcuni sono così lerci fuori e dentro da aver paura a toccarli. Migliorare il servizio dei pubblici trasporti non significa solo aumentare le corse, ma anche utilizzare mezzi puliti e moderni. Arriveremo all'Expo in queste condizioni terzomondiste? Filippo Girola (milanese deluso) e.mail Risponde Renato Besana Caro Girola, con Pisapia a palazzo Marino, all'Expo arriveremo in condizioni peggiori. Il Tar, in era Moratti, aveva giudicato illegittimo l'affidamento all'Amsa della ripulitura dai graffiti, avvenuto senza una gara d'appalto. La nuova giunta si è guardata bene dal sistemare gli aspetti burocratici che avrebbero permesso di ripristinare il servizio. Se i mezzi pubblici sono luridi è colpa anche di chi li frequenta, ma di certo Atm dovrebbe prestare maggiore attenzione alla pulizia ed effettuare controlli efficaci. Lo stesso vale per lo spazzamento dei marciapiedi: in pieno centro funzionicchia, altrove è un miraggio. Ma agli ambientalisti interessa soltanto fermare le auto. Il ritorno live dei Litfiba L'anteprima al Forum CONCERTO Tornano a calcare la scena musicale, dopo la reunion del 2010, Piero Pelù e Federico Ghigo Renzulli, in arte i Litfiba. L'anteprima del loro tour fa tappa al Mediolanum Forum di Assago, il 6 marzo, quando il gruppo presenterà il nuovo album “Grande Nazione”, giunto a tredici anni dalla pubblicazione di Infinito (ultimo album prima del divorzio in casa Litfiba). Anticipato dal singolo “Lo Squalo”, pubblicizzato a novembre, “Grande Nazione” propone dieci tracce inedite fra cui non mancano brani dedicati alla politica del Bel Paese. Per il tour alla formazione si aggiunge un secondo chitarrista, Cosimo Zannelli, già musicista nell'ultima fase solista di Piero Pelù. Una curiosità: la band è tornata a suonare grazie ad un sms di auguri di compleanno inviato da Ghigo a Piero, sei anni fa. ___________________________ Martedì 6 marzo, Mediolanum Forum, Assago, biglietti da 34,50 euro. In Mondadori gli Allborn incontrano i fan INCONTRO Giovedì 19 gli Allborn incontrano i fans e presentano il loro ultimo album “New Rock Generation” alla Mondadori di Corso Vittorio Emanuele. La band italiana sorge dalle ceneri dei New Vintage nella primavera del 2011. Il gruppo trae ispirazione dalla musica rock degli anni Settanta e Ottanta, in particolare dal sound degli AC/DC, dei Doors e degli Iron Maiden. Emblematico è il titolo del cd: “New Rock Generation”?, in uscita a gennaio, vero è proprio manifesto della band con la voglia e l'intenzione di divertirsi con il rock'n roll senza troppe complicazioni. ___________________________ 19 gennaio, h18, Mondadori, Corso Vittorio Emanuele, ingresso libero. Giovani artisti premiati allo Spazio Oberdan MOSTRA Si tiene oggi allo Spazio Oberdan l'inaugurazione della mostra che vede protagonisti 24 giovani artisti che, con le loro opere, interpretano i valori della filosofia di Rioch. Le opere sono state selezionate dalla giuria del Premio Ricoh, giunto alla sua seconda edizione. La mostra sarà allestita fino al 29 gennaio. ___________________________ Oggi, alle 18, Spazio Oberdan, ingresso gratuito Il live di Andy J. Forest per la rassegna blues CONCERTO Prosegue allo SpazioTeatro 89 la rassegna “Milano blues 89” che offre la possibilità di riascoltare dal vivo vecchi classici ripresentati da artisti tra i migliori in circolazione a livello nazionale e internazionale e scoprire la realtà attuale del blues. Giovedì è il turno di Andy J. Forest, artista poliedrico, armonicista, cantante, chitarrista sulle scene musicali dal 1977. Forest vanta un'intensa attività musicale con ben tre band: i Washboard Chaz Blues Trio, i Monkey Junk e la band italiana con la quale si esibirà giovedì. ___________________________ 19 gennaio, alle 21.00, SpazioTeatro 89, via F.lli Zoia 89, ingresso da 7 euro. Commenta anche sulla pagina Facebook di Libero Milano
12 Mercoledì 18 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: IL DISASTRO DEL GIGLIO CAPITAN CODARDO È GIÀ A CASA I suoi morti sono sott'acqua. Lui è ai domiciliari Schettino ha ammesso la bravata, tutte le prove lo inchiodano. Test per vedere se era ubriaco. Rischia 15 anni di carcere La rabbia della gente «Ci vorrebbe la pena di morte» Su internet fioccano insulti e barzellette sul capitano: «È l'Italia peggiore» (...) Concordia Francesco Schettino, in buone condizioni fisiche (e sottoposto a esami tossicologici con prelievo di capelli e urine) e sereno perché convinto (beato lui) di aver fatto tutto il possibile, nel corso dell'interrogatorio di garanzia tenutosi a Grosseto. Davanti aveva un pool composto dal procuratore Francesco Verusio e dai tre sostituti Stefano Pizza, Alessandro Leopizzi e Maria Navarro. Mentre all'esterno dell'aula, la moglie Fabiola Russo, il fratello e un cugino di Schettino, vistosamente provati, chiedevano «massimo rispetto, in attesa dell'accertamento della verità, per la sua tragedia e il suo dramma umano». Il comandante, accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave, ha risposto a tutte le domande del gip Valeria Montesarchio per circa quattro ore. «La nave dopo l'urto con lo scoglio ha avuto uno sbandamento di 90 gradi: non potevo risalire sopra», si è difeso. Spalleggiato dal suo legale Bruno Leporatti: «Provate voi, se vi riesce a risalire su una imbarcazione in quelle condizioni. Ci vuole un elicottero... ci vuole». Anche se la vera domanda è perché mai ne sia sceso e di quanti gradi sia stato invece il suo, di sbandamento... Insomma, Schettino, che rischia 15 anni di carcere, ci ha provato, si è arrampicato sugli specchi molto meglio che sulla biscaglina, ha usato la faccia di bronzo e il fare piacione di cui tutti gli danno credito. Ma l'as surdo, una vergogna che ci renderà ancor più un Paese da barzelletta agli occhi dell'orbe terracqueo come se non fosse bastato il disastro d'immagine dei giorni scorsi, è che in questo modo ha fatto bingo. Perché se il procuratore Verusio era stato gelido («La ricostruzione dei fatti non ha modificato l'im pianto accusatorio della procura»), il gip, convalidando il fermo, gli ha concesso gli arresti domiciliari. E il ritorno nella sua casa di Sorrento, dove vedrà «'o mare che tesoro tene 'nfunno» (non la Concordia, quella resterà al Giglio per un po', con dei cadaveri ancora intrappolati dentro...). Evidentemente, il comandante, che non ha fortuna con le toghe straniere, visto che dall'Argentina anche Maria Ines Lona, celebre magistrato penale di Mendoza sopravvissuta al naufragio, lo dipinge come uno «interessato solo alle donne e alle feste», ce l'ha con quelle italiche. Ed è riuscito a convincere la Montesarchio che non esistono pericoli né di inquinamento delle prove (ma solo del mare della Toscana, che volete che sia) né di fuga all'estero (e in effetti, se solo si affaccia fuori confine, dopo che il suo volto e le imbarazzanti telefonate con la Capitaneria di porto sono finite in primo piano sui media di tutto il mondo, rischia una brutta fine). Per finire dietro le sbarre pare quindi che non sia sufficiente affondare una nave immensa (il doppio del Titanic), provocare la morte di 11 persone (bilancio ahimé ancora provvisorio), ritardare l'allarme fino a causare una sorta di “ammutinamento” dei sottoposti, filarsela a terra quando a bordo ci sono ancora passeggeri in difficoltà e rifiutarsi di risalire a compiere il proprio dovere, mettere a rischio l'ecosistema dell'arcipelago toscano, ridicolizzare un intero Paese con l'immagine dell'ita liano codardo e menefreghista. E il tutto per uno stupido “inchi no” e dando la colpa allo scoglio cattivo. Poi, magari, in galera, l'extrema ratio del nostro sistema evocata dal suo avvocato, ci andava se faceva la manomorta durante un ballo... Più che legittima quindi l'amarezza del procuratore capo, come tutti «curioso di leggere le motivazioni» del gip. A difendere il comandante restano in pochi. Per esempio una sua amica di lunga data, la pianista livornese Maura Balzini: «Ho lavorato con lui sulla Concordia e fatto sei mesi ai Caraibi», racconta a Libero. È una persona squisita e non avrebbe mai messo a rischio la vita di così tanta gente. Tutti gli puntano il dito contro, ma dovrebbero cercare di comprendere. Anche perché Schettino non è il primo e non sarà l'ultimo a passare così vicino al Giglio. Io stessa ricordo il transito nei pressi dell'iso la. Ci sono accordi, se non scritti quantomeno verbali, con gli abitanti e sono certa che la compagnia abbia sempre autorizzato questi “avvicinamenti”». Un altro al fianco di Schettino è poi il comandante Michele Miccio, 68 anni, ex Tirrenia (dove lo ha avuto come secondo e terzo ufficiale), medaglia d'oro per Lunga Navigazione, che definisce il suo compaesano preparatissimo, attento alla sicurezza ed equilibrato. «Ha una preparazione di base favolosa e lo ricordo sempre molto aggiornato. Succede di rado, in mare, che un giovane possa dare dare consigli a chi è più anziano e ha più esperienza, ma Schettino era in grado di farlo e a volte lo faceva. Lo definirei un top master». E meno male. Perché il buon senso lo definisce meno credibile di capitan Findus. HA COLLABORATO CHIARA GIANNINI ::: CHIARA GIANNINI  Infiamma la polemica sull'inciden te all'Isola del Giglio della Costa Crociere dopo la diffusione della telefonata avvenuta tra il Capitano Francesco Schettino e il Comandante della Capitaneria di Porto di Livorno, Gregorio De Falco. Schettino non vuole tornare a bordo della nave per prestare soccorso ai superstiti: la nave è inclinata, è buio, non si vede nulla. Mille scuse, insomma. E intanto sul web piovono gli insulti: codardo, vile, criminale. «Può la viltà di un uomo causare dei morti?» si chiede qualcuno e aggiunge «in questi momenti vacilla il mio rifiuto della pena di morte». E se pochi giorni fa ancora ci si chiedeva se la responsabilità dell'inciden te ricadesse interamente e soltanto sul comandante, ormai non ci sono più dubbi: la telefonata incriminata non lascia spazio a interpretazioni. E sui social network ampio spazio al sarcasmo e al cinismo. Su Facebook si leggono commenti del tipo: «Sono sceso a chiedere aiuto al Capitano Findus», «Sono sceso per fare dei panini ai soccorritori», «Ero alla ricerca di Nemo». Commenti che strappano un sorriso, ma che ben riflettono le reazioni di stupore e incredulità per quanto accaduto. Al dolore per le vittime si aggiunge dunque rabbia per il vile comportamento di chi per primo avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di portare in salvo i civili e invece è fuggito quatto quatto accampando blande scuse per non intervenire a bordo: «Vigliacco, è scappato con la coda tra le gambe e ha pensato a salvare la sua vita anzichè quella dei passeggeri», si legge sempre su Facebook. Schettino, l'uomo più odiato dal web e De Falco, eroe d'Italia, esempio per tutto il Paese: così i due protagonisti della vicenda vengono ritratti sulla rete. Nel mirino anche la Costa Crociere: in un video pubblicato su YouTube lo spot pubblicitario della compagnia viene modificato mixando immagini di vacanze da sogno con quelle della tragedia. «Si prende in giro l'azienda, non i morti» viene precisato in un commento. E mentre sulla sua testa pesano capi d'imputazione pesantissimi Schettino deve rispondere di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave - i più creativi si sbizzariscono: sul web circolano le immagini di una maglietta con la scritta «Sali a bordo, cazzo» l'ormai celebre frase pronunciata da De Falco. Una maglietta, a quanto si legge sul sito dei creativi che l'hanno ideata, che vuole essere il simbolo di tutti coloro che in questo Paese non vogliono arrendersi alle difficoltà. Soprattutto di chi antepone gli interessi collettivi ai propri. ::: segue dalla prima MISKA RUGGERI .
40 Mercoledì 18 gennaio 2012 CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Gli avvocati: «Non ha tentato la fuga» Ponzoni si consegna alla Gdf Formigoni: Pdl sotto attacco Il consigliere va in cella e si dimette. Il governatore: vicenda usata per arrivare a me ::: LAURA MARINARO LORENZO MOTTOLA  Massimo Ponzoni è ricomparso nella tarda mattinata di ieri. Con tutta calma, il consigliere su cui pesano una quindicina di capi d'accusa - dalla corruzione al finanziamento illecito fino ai voti comprati con i favori della 'ndrangheta - si è presentato con un giorno di ritardo per lasciarsi arrestare dalla Guardia di Finanza. «Non voleva scappare», ha detto il suo avvocato, Luca Ricci, «si trovava vicino a Milano, non all'estero. E non capiamo queste esigenze cautelari dopo due anni di inchiesta». Prima di finire in cella, intanto, il politico Pdl si è limitato a un commento secco: «Sono sconvolto, ma mi difenderò». Per lui parlano i legali, che spiegano: «siamo fiduciosi nella giustizia perché già noi avevamo chiesto di essere sentiti. Pennati (ovvero l'ex socio di Ponzoni, sulle cui accuse si muove buona parte dell'inchiesta, ndr) lo volevamo già querelare per calunnia». Tranquilli e fiduciosi, ma intanto l'ex assessore della giunta Formigoni è stato trasferito al carcere di Monza. Il tutto mentre al Pirellone infuriano le polemiche. Ieri alcuni quotidiani vicini al centrosinistra (Repubblica e Il Fatto in particolare) hanno dato ampio risalto a una parte dell'or dinanza d'arresto di Ponzoni, in cui Pennati sostiene che alcuni dei soldi usciti dall'immobiliare Mais sarebbero serviti a pagare gite in barca e vacanze esotiche esotiche a Roberto Formigoni. Il governatore ha smentito categoricamente, spiegando di essersi pagato le ferie da solo e di non aver mai sentito parlare né di Pennati né della società Mais. Parole che non sono bastate a fermare quella che il presidente definisce «un attacco diretto della sinistra contro il Pdl e contro di me, una sinistra che è tutta giustizialista, che si comporta come corvi, che schiera le sue corazzate nella stampa e nella televisione». Formigoni se l'è presa anche coi giornalisti. «Cercate di dire la verità e non le vostre menzogne», ha detto uscendo dall'aula del Consiglio regionale (dove casualmente si stava discutendo un ordine del giorno sulle carceri), «sembra che l'imputato sia Formigoni. Di Ponzoni praticamente non parla nessuno se non per attaccare Formigoni», ha aggiunto continuando a parlare di sè in terza persona, «ma si illudono se pensano di delegittimare l'esperienza politica di Regione Lombardia, che è la Regione migliore d'Italia». Un concetto ribadito anche dal segretario Pdl Angelino Alfano, che ha spiegato che «le accuse rivolte a Massimo Ponzoni non intaccano in alcun modo l'operato del presidente della Regione Lombardia». Viste le circostanze, intanto, Ponzoni ha scelto di dimettersi sia dall'ufficio di presidenza che dal Consiglio regionale. Un gesto che non è servito a mitigare il clima politico, visto che il capogruppo Pd al Pirellone, Luca Gaffuri, si è affrettato ad attaccare il governatore: «Di fronte a un reale problema politico Formigoni non trova di meglio da fare che attaccare l'opposizione e i giornali. Un film già visto. E invece occorre una nuova legge elettorale in tempi brevi e subito dopo bisogna andare al voto. Gridare al complotto è francamente incomprensibile». Secca la risposta del Pdl: «È scandaloso che il Pd alzi la voce su fatti che non coinvolgono minimamente la Regione, mentre Filippo Penati, accusato di reati contro il patrimonio pubblico, sia promosso ed entri a pieno titolo nella commissione d'inchiesta del San Raffaele, insediata proprio oggi». In effetti l'inchiesta di Ponzoni non riguarda direttamente la sua attività da assessore prima e da consigliere negli ultimi due anni. I pm si sono concentrati su una rete di società fallite da cui il politico attingeva per le sue campagne elettorali e su una lunga serie di altri reati. Tra le accuse, anche quella di aver «messo a libro paga», come sostiene Pennati, «tre giornalisti, Pirola dell'Esagono, Sala e Zagato». Parla il figlio dell'ex ministro Romani si difende: «Ho preso 30mila euro. Tutto legale» LE INTERCETTAZIONI I voti dei clan nelle telefonate dell'ex assessore Una rete di favori per ottenere permessi e costruire dove non si poteva. In cambio, una parte di quei famosi 11 mila voti che Massimo Ponzoni, l'ex “reuccio” della Brianza azzurra, ammette di essere riuscito a prendere alle regionali «senza i favori di quei clan lì», come successo in passato. E il riferimento alle intercettazioni dell'Indagine Infinito in cui Moscato & Co parlavano delle matite promozionali regalate per far votare Ponzoni è chiaro. Ma è dal tono delle intercettazioni telefoniche contenute nell'ordinanza di arresto emessa dal Gip Maria Rosaria Correra, che si comprende il sistema Brianza (parafrasando il sistema Sesto) in cui Ponzoni, insieme a Perri e Brambilla la facevano da padrone. Un sistema di intimidazioni persino. Ad esempio a maggio 2009 Ponzoni ricorreva a esplicite intimidazioni per convincere due clienti a rogitare perché altrimenti avrebbe bloccato una convenzione per una lottizzazione a Desio. I termini sono volgari addirittura. «Dobbiamo convincere quel pezzo di m... a firmare». «L'altra sera ne parlavo a Desio e...» Ponzoni: «Devo intervenire Rosario?» (si rivolge a Perri) e poi ancora parla di come muovere pedine da una città all'altra. «Desio sai com'è la situazione, Bovisio è... è come se hai una quercia secolare nel... e poi fa riferimento ad una discussione con il suo ex sociosu 1 milione e 300 mila euro da dare alla banca». Poi, nervosamente, chiede a Pennati se lo sta registrando. «Bisogna farlo firmare, bisogna farlo firmare... ma mi stai registrando? Mi tolgo l'aurico lare... chissà mai». E insiste per quattro pagine. Brambilla lo chiama Tonino ed è sempre a lui che si rivolge per i favori in Provincia. Ci prova con i leghisti, ma la risposta è negativa. L.MAR. ::: IL CASO MANDATO D'ARRESTO Il consigliere PdL Massimo Ponzoni è accusato di corruzione, concussione, bancarotta fraudolenta, finanziamento illecito dei partiti e di aver comprato voti per le sue campagne elettorali, ricorrendo anche ai favori della 'ndran gheta. LA TESTIMONIANZA La chiave dell'inchiesta sono le testimonianze di Sergio Pennati, socio di Ponzoni che ha raccontato di aver anche - tramite la società Mais - aveva pagato vacanze esotiche a Roberto Formigoni. Il governatore ha spiegato di non aver mai conosciuto Pennati e ribadito di non aver mai fatto le ferie a spese sue. MANETTE AL PIRELLI Nonostante la smentita, al Pirellone infuriano le polemiche. Il Pd ha chiesto che si torni al voto. Ponzoni è il quarto consigliere arrestato o indagato in soli due anni di legislatura. LA MINETTI CON LE «OLGETTINE» DA PHILIPPE PLEIN . Nicole balla sui tavoli alla festa dello stilista Una bella rimpatriata, per nulla sobria, anzi decisamente trasgressiva. Così l'estroso stilista Philippe Plein ha deciso di celebrare, dopo la sua sfilata, l'anniversario dello scandalo Olgettine. Tra un modello borchiato in pelle, Drag Queen piumate e veline scosciate, nel celebre night club milanese William's Le Roi, ecco scendere in passerella la sensuale Aida Jespica. Champagne sui tavolini, musica dal vivo e numeri da circo per le gradite ospiti: Nicole Minetti, tuta aderente e scollatura abissale, Barbara Faggioli, jeans e schiena nuda, Sara Tommasi, minigonna nera. A capitanare l'allegra banda l'immancabile Raffaella Zardo, con il chirurgo plastico Giacomo Urtis sempre pronto a un ritocchino volante. Mentre due navigate soubrette litigano per un nerboruto modellaro, la consigliera regionale si cimenta nelle danze in un improvvisato privè, cercando di sottrarsi agli occhi indiscreti. La notte è ormai fonda, ma domani si lavora? [Ftg] MASSIMO DE ANGELIS ::: LAURA MARINARO  Senza partecipare ad alcun bando, era riuscito a ottenere una consulenza per realizzare un video e servizio tv. Un lavoro da 70 mila euro, tutti arrivati grazie all'ex assessore all'Ambiente. Il reporter in questione ha un nome altisonante e – malgrado sia giovanissimo – è già lanciato nel mondo della televisione. Si tratta di Federico Romani, classe 1983, giornalista assunto da Mediaset come project manager business pay. Nemmeno a dirlo, è figlio di Paolo Romani ex ministro dello Sviluppo Economico e fido scudiero di Berlusconi. Sia ben chiaro non si ravvisa per lui alcun reato, almeno fino ad ora. La questione morale, comunque, resta. FINANZIAMENTO Secondo le accuse formulate da un ex socio di Massimo Ponzoni, Sergio Pennati, Romani avrebbe ottenuto un finanziamento di 70 mila euro tramite la società In Studios. Soldi arrivati per la realizzazione e la produzione di un video promozionale per il turismo in valtellina nel 2007. All' epoca Ponzoni era assessore regionale. «In realtà l'assessorato mi chiese di realizzare il video», ha spiegato lo stesso Romani, «che io feci occupandomi anche della produzione, della post produzione del dvd e loro poi mi pagarono 30 mila euro, regolarmente fatturati». Resta lo stupore per la cifra e per l'assenza di un bando pubblico. «La cifra non è alta per un lavoro del genere», ha precisato, «includeva una serie di servizi, quindi è congrua, soprattutto se si considera che a netto in tasca te ne rimane metà. Per quanto riguarda le procedure, credo fosse tutto regolare, ma il punto è un altro…». Quale? «Secondo me non è bello per dei colleghi giornalsti spargere fango sugli altri». Un ragionamento incontestabile. Resta comunque il dovere di cronaca. Oltre ai contenuti dell'ordinanza di arresto di Ponzoni, anche questi difficilmente smentibili. Inchieste a parte, il figlio dell'ex ministro ha un curriculum di tutto rispetto. Si è laureato brillantemente in Comunicazione alla Bocconi e, ovviamente, è la prima volta che si trova ad aver a che fare con la giustizia. La politica, invece, è il suo territorio da tempo. ELETTO IN BRIANZA Non bisogna dimenticare che a soli 26 anni è stato eletto consigliere provinciale a Monza e Brianza. Le malelingue dicono: piazzato in via Grossi dal padre Paolo e da Franco Giordano (assessore ai trasporti); ma lui non ci sta e non ci sta ad essere identificato come figlio di papà. «Quello che ho realizzato l'ho fatto da solo con le mie capacità e ho anche studiato tanto – aveva confessato proprio in un'intervista prima delle elezioni provinciali (quando già aveva ricevuto quei soldi da Ponzoni, ndr) –e il fatto di essere figlio di mio padre mi spinge anzi a darmi da fare più degli altri». Beh da fare Federico in questo periodo in provincia si è dato, soprattutto se si considera che ha fatto parte della commissione urbanistica e non solo. In campagna elettorale aveva promesso wi fi gratuito per tutti e miglioramento del servizio di trasporto pubblico. Fino ad ora sono rimasti progetti. Intanto lui va in giro con il suo Suv.
6 Mercoledì 18 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: MALCOSTUME E POLITICA Tutti i casi di incompatibilità Professori incollati alle doppie poltrone Il sottosegretario Zoppini non vuol dimettersi dalla carica nell'authority E così anche Monti (Bocconi) e Profumo (Cnr) si sono solo autosospesi (...) facoltà di Giurisprudenza. Il prof. avv. è sottosegretario alla Giustizia. Ed è anche di più. Avvocato cassazionista, consulente di alcuni importanti studi legali, già componente della Commissione per la riforma del diritto societario, Zoppini fino a pochi giorni fa era a tutti gli effetti componente della Camera arbitrale dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. L'Autorità, lo sanno tutti, è un organo dotato di indipendenza e autonomia. Oggi, il professor Zoppini, membro di un governo che firma anche contratti pubblici, è ancora componente dell'indipendente e autonoma Autorità, sia pure autosospeso. Domani, è presumibile, tornerà all'Autorità, la cui indipendenza e autonomia rimarranno intatte, ma un po' messe in dubbio. E Zoppini, nonostante tutto, non molla. Come il professor Lorenzo Ornaghi, ministro dei Beni culturali, rettore della Cattolica che ha lasciato la prestigiosa poltrona universitaria chiedendo l'aspettativa e non dimettendosi. Come lo stesso Monti, che si è autosospeso da presidente della Bocconi senza scrivere la letterina di definitivo addio (tautologia: gli addii per loro stessa natura sono sempre definitivi, ma noi siamo in Italia, da noi è meglio specificare). Come il pluripoltronato Pasquale De Lise, che su incarico del ministro Passera dovrà occuparsi di autostrade e strade e che in passato (novembre 2011) ha chiuso l'ar bitrato da 300 milioni di euro che opponeva Anas e Impregilo-Condotte. Come Filippo Patroni Griffi e il suo arbitrato da 500 mila euro (al quale ha rinunciato, ma solo dopo che Libero ne aveva raccontato la storia). Come il professor Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione solo autosospeso dalla presidenza del Cnr, organo sottoposto alla vigilanza del suo stesso dicastero. Un caso è un caso. Due casi sono due casi. Tre casi sono la prova che c'è una parola che il sobrio e rigoroso governo dei tecnici non conosce: dimissioni. Sono tecnici, ma sembrano avere il vizio dei politici. Raccontiamola così. Di solito, chi non può stare seduto a destra e a sinistra, prende carta e penna e scrive: spettabile autorità o ente o società, vi ringrazio e me ne vado. Negli Usa l'usanza è questa. Anche in Inghilterra e altrove. Dicono che lì la democrazia abbia un alto tasso di trasparenza. E ora sentite cosa ha scritto il professor avvocato Andrea Zoppini. La lettera è datata 19 dicembre 2011. Carta intestata del prof. che si rivolge alla «Spett.le Camera arbitrale della Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici». È una raccomandata con ricevuta di ritorno. Scrive il prof: «In relazione alla carica di Componente della Camera Arbitrale ... e alla recente nomina in qualità di Sottosegretario del Ministero di Grazia e Giustizia..., intendo con la presente rendere noto d'aver ravvisato un concreto impedimento ad assolvere la carica di componente della Camera Arbitrale». Lo dice lo stesso professore: c'è un impedimento. Concreto. Dopodiché, non se ne va, non scioglie il nodo definitivamente. Scrive: «In ragione di questo temporaneo impedimento, intendo... essere sospeso dalle mie funzioni». Un'altra autosospensione in attesa di ritorno. Pare che l'Autorità non l'abbia presa per nulla bene e gli abbia fatto sapere che sarebbe gradito un gesto più concreto, concreto - aggiungiamo noi - almeno quanto l'impedimento. Per esempio, le dimissioni. Pare anche - ma la voce assolutamente non è confermata - che il prof. avv. abbia chiesto: dimissioni? E che roba sono? Qualcuno sa dirmi dove le trovo? Nel governo dei tecnici e degli auLa vicenda dell'immobile Così Patroni aiutò Griffi A Palazzo Chigi nel 2007 diede istruzioni sulla stessa causa che lo riguardava. E vinse ::: FRANCO BECHIS  Filippo Patroni Griffi sapeva bene che comprando la sua casa con vista Colosseo non solo faceva un affarone personale, ma causava un doppio danno all'erario. Il ministero dell'Economia infatti aveva già anticipato i soldi alla Scip che doveva vendere o cartolarizzare quegli immobili, pagando il doppio di quanto poi non avrebbe fatto l'attuale ministro della Funzione pubblica. Lo sapeva perché dopo avere vinto grazie al servigio professionale dell'amico Carlo Malinconico il suo ricorso per avere lo sconto davanti al Tar del Lazio prima e davanti al Consiglio di Stato poco dopo, l'allora governo di Silvio Berlusconi aveva provato a mettere una pezza per evitare un buco di bilancio. L'attuale presidente della Consob, Giuseppe Vegas, che all'epoca era viceministro dell'Economia, fece inserire un comma su Casa Patroni Griffi in un maxi-emendamento al decreto legge collegato alla finanziaria 2006. In quel comma- proprio per evitare la beffa e un doppio buco di bilancio - si escludevano dalla vendita proprio i due palazzi dell'isolato di fronte al Colosseo: quello di via Monte Oppio 12 e quello contiguo di via Nicola Salvi 68. In sostanza, Patroni Griffi poteva restare in affitto in quella casa da 109 mq come tutti gli altri inquilini, ma l'immobi le non sarebbe più stato venduto e il grande affare immobiliare doveva considerarsi sfumato, visto che il decreto fu convertito in legge il 2 dicembre 2005. Ma il futuro ministro mica si arrese all'evidenza, e non lo distolse certo la preoccupazione di creare un danno alla finanza pubblica. Portò quel comma di legge insieme al suo legale Malinconico nuovamente davanti al Consiglio di Stato che il 2 agosto 2006 sollevò il caso davanti alla Corte Costituzionale, ipotizzando l'il legittimità della norma. La Corte suprema se ne occupò nel 2007 e fortuna volle che la relazione sul caso fosse affidata a un ottimo amico della coppia MalinconicoPatroni Griffi: l'ex presidente dell'Autorità Antitrust, Giuseppe Tesauro. Ironia della sorte anche lui- come Malinconicoavrebbe avuto qualche anno dopo l'ama ra sorpresa di essere intercettato più volte dai Ros durante l'inchiesta sulla cricca degli appalti pubblici, che entrambi frequentavano abitualmente. Il procedimento davanti alla Corte Costituzionale su casa Patroni Griffi rappresenta uno dei più clamorosi casi di conflitto di interesse che la storia repubblicana abbia mai visto. Perché ad essere impugnato per sospetta costituzionalità è un provvedimento d'urgenza scritto dal ministero dell'Economia, ma di cui ha la paternità il governo nel suo insieme. In giudizio davanti alla Corte Costituzionale per resistere alla questione sollevata a suo tempo dall'avvocato Malinconico per fare avere lo sconto casa a Patroni Griffi è costretta a costituirsi la presidenza del Consiglio dei ministri. L'atto formalmente deve essere istruito dal segretario generale della presidenza del Consiglio: è Malinconico, chiamato al suo fianco da Romano Prodi. Naturalmente non può giocare due parti in una, e davanti alla Corte Costituzionale non è più lui il difensore di Patroni Griffi. Curiosamente nella sua sentenza Tesauro cita tutti i legali presenti, meno il collegio di Patroni Griffi, identificato genericamente con “altri”. Malinconico affida la costituzione della presidenza del Consiglio dei ministri contro la tesi che lui stesso aveva promosso all'avvocato dello Stato, Giuseppe Fiengo. Che si rivolge – per avere le necessarie istruzioni sulla causa – al dirigente di palazzo Chigi che sovrintende a tutto il contenzioso della presidenza del Consiglio dei ministri: il direttore del dipartimento affari giuridici e legislativi. Già, e chi è che deve sobbarcarsi la rogna della costituzione contro Patroni Griffi e i suoi co-inquilini? Ma elementare: Filippo Patroni Griffi stesso, che come Fregoli era stato chiamato a quell'incarico proprio da Malinconico e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta. Risultato? La presidenza del Consiglio solleva nel procedimento due eccezioni formali che vengono subito accantonate. Gli altri legali battagliano, ma perdono. Tesauro dà ragione al grintoso Patroni Griffi versione inquilino e torto allo scialbo Patroni Griffi versione uomo di Stato. E la casa al Colosseo finisce nelle mani dell'at tuale ministro per 177 mila e 754 euro. FUNZIONE PUBBLICA Filippo Patroni Griffi è il ministro della Funzione Pubblica ha acquistato una casa dell'Inps di 109 metri al Colosseo per 177 mila euro. LaPresse tosospesi nessuno è riuscito a dargli una risposta. Scherzi a parte (qui, se non si scherza, si rischia di rimetterci il fegato): trattandosi di tecnici e non politici, la via della drastica e definitiva rinuncia all'incarico potrebbe sembrare troppo drastica e definitiva. In fin dei conti, i signori ministri e sottosegretari prima o poi dovranno tornare alla loro vita di sempre e dovranno trovare una poltrona dove sedersi e riposarsi dalle fatiche governative. Si dà il caso, però, che Zoppini dovrà tornare all'autorità che vigilerà sui contratti firmati dal governo di cui Zoppini fa parte. E si dà anche il caso che i professori non dovrebbero dimettersi dalla loro vita o dal loro lavoro principale. Solo da una doppia o tripla poltrona. Uno sforzo che, evidentemente, non riescono a fare. E intanto sul sito dell'Autorità che vigila sui contratti pubblici ancora oggi compare il nome di Zoppini. Ve lo diciamo per un solo motivo. Perché accanto al nome c'è anche un numero: 38.734,32. Sono euro. Lordi. È la somma che il prof. ha incassato e tornerà ad incassare finita l'esperienza governativa. Non male, per una doppia o tripla o quadrupla poltrona. . ANCHE DE LISE E PROFUMO Filippo Patroni Griffi ieri in Senato: «Il monitoraggio delle auto blu consentirà di realizzare risparmi e di estirpare l'idea dell'auto blu come status symbol». Idea sbagliata, perché uno status symbol come si deve è una casa (semi-regalata) con vista Colosseo. il graffio Papponi di status Tra le incompatibilità anche quelle di De Lise e Profumo. Sopra l'atto di autosospensione di Andrea Zoppini. ::: segue dalla prima MATTIAS MAINIERO .
2 Mercoledì 18 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it SPIRAGLI Sparisce l'ipotesi di una seconda licenza gratuita. E la facoltà di aumentarle sarà assegnata ai sindaci. Ma per i duri e puri è una fumata nera le grane di Monti Si tratta con le bombe carta Ai tassisti il primo round I conducenti di auto pubbliche in piazza davanti a Palazzo Chigi lanciano petardi e slogan anti-liberalizzazioni. Poi l'incontro col premier: il decreto sarà modificato. Oggi nuovo vertice ::: BRUNELLA BOLLOLI GIANLUCA ROSELLI ROMA  Dentro la trattativa con il governo, fuori petardi e slogan anti-Monti. Il centro di Roma paralizzato, il caos all'ora di punta. E siamo solo al primo round. Consigliamo a premier e ministri di non chiamare il taxi, perché la mossa sulle liberalizzazioni del settore ha scatenato la categoria, che non intende cedere di un millimetro. «Liberalizzazioni: una pappata per i soliti ladroni!», era scritto in stampatello su un cartello attaccato con lo scotch a una delle colonne della Galleria Sordi. Via del Corso bloccata fino a sera, agenti in tenuta anti-sommossa, autobus deviati, turisti appiedati, e passeggeri inferociti ad aspettare una corsa che non arrivava mai. Fumogeni e calci alle macchine dei (pochi) colleghi che ieri hanno lavorato, trasgredendo l'ordine dei delegati sindacali. Perché anche gli autisti dei taxi sono divisi in falchi e colombe e ieri erano di più i primi, soprattutto quelli venuti da Napoli con l'intento chiaro di far sentire le proprie ragioni, anche in modo piuttosto rumoroso: «Blocchiamo l'Italia». Eppure dal tavolo con il governo non è uscito niente di definitivo. Oggi è previsto un ulteriore incontro a Palazzo Chigi ed è confermata dalle 10 l'as semblea di tutte le sigle sindacali delle auto bianche che si daranno appuntamento a Roma al Circo Massimo, ormai scelto come luogo simbolo per le proteste dei tassinari. «Se liberalizzano sarà sciopero a oltranza», è la minaccia che si sente dai più agguerriti, cappellino calato in testa e giubbotto. La data di lunedì 23 gennaio per lo stop è confermata. «Monti non ha capito proprio niente di noi. Pensa che guadagniamo stipendi d'oro, invece al massimo riusciamo ad arrivare 1.3001400 euro al mese». «La verità», replica un altro, «è che il governo vuole toccare le licenze perché non sopporta che ce le gestiamo da soli. Ci chiamano padroncini, ma sono loro che vogliono fare i padroni e mettere le mani sul giro delle licenze». Sebbene il vertice serale non sia stato risolutivo, per alcuni dei rappresentanti delle maggiori sigle sindacali s'intravede qualche spiraglio. «Ci hanno presentato un documento leggermente diverso da quello precedente», ha spiegato Marino Masucci della Cisl, «in cui viene spostata al sindaco la decisione su territorialità e pluralità delle licenze. Per noi si tratta di un passo avanti». Per Loreno Bittarelli, dominus della cooperativa romana “3570” e a capo del sindacato Uritaxi, «dal governo c'è stata una disponibilità al confronto. Domani (oggi, ndr) porteremo un nostro documento. Abbiamo visto il decreto nella parte che ci riguarda e ci sono molte cose da contestare». La trattativa, dunque, va avanti. Il governo qualche apertura l'ha fatta. Dal testo, per esempio, è sparita l'ipotesi della seconda licenza gratuita. Mentre il potere di aumentare le licenze viene attribuito ai Comuni. Ma oltre l'esecutivo non è disposto ad andare. «Stiamo cercando di avvicinarci alle richieste dei sindacati e dei loro rappresentanti, ma i taxi faranno parte del decreto. Se pensano che il governo stralci questa parte, allora resteranno delusi. Ora aspettiamo un segnale positivo da parte loro, ma siamo fiduciosi», fa sapere una fonte di Palazzo Chigi. Per adesso, però, siamo di fronte a una fumata nera. Anche se qualche spiraglio inizia a vedersi. Il governo, infatti, spera di riuscire a convincere almeno le colombe. E se i falchi non ci stanno, con loro sarà linea dura. Ma sui contenuti apre E Monti minaccia: pugno di ferro con chi sciopera ::: ROMA  Bastone e carota. Questa la linea di Mario Monti nei confronti delle possibili agitazioni verso il decreto sulle liberalizzazioni. Ieri il premier ha conferito ai ministri più poteri contro gli scioperi selvaggi. In pratica, secondo la legge, quando il conflitto ha rilevanza nazionale o interregionale, il presidente del Consiglio o i ministri da lui delegati possono invitare le parti a desistere con un tentativo di conciliazione e, se non dovesse andare a buon fine, possono adottare le misure necessarie a prevenire la situazione di grave disagio per i cittadini, anche con lo strumento della precettazione. I dicasteri interessati, secondo la norma vigente, sono quelli dell'Interno, della Giustizia, dello Sviluppo economico, delle Politiche Agricole, dell'Ambiente, del Lavoro, dell'Istruzione e dei Beni culturali. Se si verificheranno scioperi selvaggi che possono mettere a rischio i servizi essenziali, dunque, il governo potrà agire col pugno di ferro. Un provvedimento che suona come un avvertimento ai tassisti, ma anche a benzinai, farmacisti e a tutte le categorie che minacciano le serrate. La linea è stata decisa direttamente a Palazzo Chigi, poche ore prima dell'in contro con i rappresentanti dei tassisti. In questomodo l'esecutivofacapire diessere disposto a trattare solo fino a un certo punto: se gli incontri di queste ore con le categorie non saranno considerati proficui, allora il governo potrebbe procedere senza il benestare delle categorie interessate. Ma sui contenuti in realtà l'esecutivo sta facendo qualche passo indietro. Per esempio, dal testo è stata stralciata la parte che riguarda le spiagge e gli stabilimenti balneari. Inoltre si è deciso di non scorporare Bancoposta dalle Poste italiane. Mentre sulla separazione tra Rfi e le Ferrovie deciderà successivamente l'Autori tà per i Trasporti. Anche la deregulation sui benzinai potrebbe essere rivista. E novità sono si annunciano anche sulle frequenze tv. Mentre ieri il ministro Paola Severino ha rassicurato gli ordini professionali, spiegando che «non è intenzione del governo abolirli». Altro capitolo è quello dell'energia. E qui l'esecutivo sta ancora decidendo se procedere alla separazione tra Eni e Snam. «Non è una priorità», ha ribadito il sottosegretario alla presidenza, Antonio Catricalà. G.L.R. Corrado Passera Olycom In Sicilia Contro il caro benzina cresce il «movimento dei forconi» ::: ENRICO PAOLI  All'inizio l'hanno sottovalutata. Anzi Beppe Grillo, il Popolo Viola e il quotidiano online Linkiesta, l'hanno bollata come una «roba fascista», fatta di «saluti romani» e «braccia tese». Invece la mobilitazione che sta bloccando la Sicilia, promossa dagli autotrasportatori del movimento “Forza d'urto”e sostenuta dal “Movimen to dei forconi”, è tutt'altra cosa. Le «Cinque giornate di Sicilia», così le hanno battezzate i leader del “Movimento dei forconi”, altro non sono che una mobilitazione contro la manovra del governo nazionale e la scarsa attenzione del governatore siciliano, Raffaele Lombardo, nei confronti dei problemi dei suoi amministrati. «È una rivoluzione pacifica e non vogliamo danneggiare i siciliani, ma vogliamo far capire a tutti che devono essere trovate soluzioni a questa crisi», affermano i capipopolo del movimento, «staremo qui notte e giorno fino a venerdì». Il movimento, che vede la partecipazione di agricoltori, pescatori, edili e disoccupati, chiede soprattutto l'abbassamento delle accise sui carburanti «che pesano troppo sul trasporto delle merci penalizzando fortemente le nostre produzioni». Intanto la benzina è quasi esaurita e la tensione è salita alle stelle. A Lentini, in provincia di Siracusa, un venditore ambulante di 32 anni ha accoltellato il padroncino di un camion, che voleva impedirgli di forzare il blocco mentre a Palermo, per un puro caso, è stata evitata una tragedia. Un treno ha rischiato di travolgere i manifestanti che occupavano i binari. A sostenere le ragioni dei manifestanti, in particolare, c'è il deputato del Pid Pippo Gianni. «Da anni sosteniamo che la pressione fiscale nel nostro Paese è troppo forte e che la Sicilia paga un prezzo altissimo, senza avere il conseguente ritorno economico ed occupazionale», afferma il deputato siciliano, «a Siracusa, dove insiste il più importante polo di raffinazione del greggio dell'Europa, la benzina ha costi stratosferici». E la protesta di questi giorni, con i blocchi del traffico, mira a ricordarlo a tutti.
4 Mercoledì 18 gennaio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it ANNUS HORRIBILIS Secondo la Banca d'Italia, se il differenziale con i titoli di Stato tedeschi si mantenesse a quota 500, il Pil italiano quest'anno crollerebbe dell'1,5 per cento le grane di Monti Anche i francesi bocciano l'Italia Dopo Standard & Poor's pure Fitch, il cui principale azionista è transalpino, avverte: «Buone probabilità di un declassamento entro gennaio». Il motivo: nonostante le riforme lo spread Btp-Bund rimane ancora altissimo ::: SANDRO IACOMETTI  La credibilità non ci manca davvero. Anche Fitch (il cui principale azionista è francese) ieri ha elogiato il nuovo cammino dell'Italia sotto la guida dei professori. Ma anche Fitch, come S&P, ha spiegato che non basta e che se lo spread sui titoli italiani non diminuisce entro gennaio, un bel downgrade non ce lo toglie nessuno. La sensazione è che malgrado tutto il rispetto e la stima che gli vengono riconosciuti, Monti in questa fase possa fare ben poco. Il problema, ha spiegato davanti alla commissione Bilancio della Camera il responsabile italiano dell'agenzia di rating, Alessandro Settepani, è «il costo del rifinanziamento». E la manovra lacrime e sangue? Le liberalizzazioni? «Utili, serie e credibili», ha detto il manager, «ma fino a quando i tassi resteranno alti» la situazione non cambia. A fare due conti ci ha pensato Bankitalia, che nel consueto bollettino economico, ha messo nero su bianco due scenari: uno con lo spread a 500 punti e uno con lo spread a 300 punti. Ebbene, se nel secondo caso il Paese ha qualche possibilità di ripresa, con un pil in calo dell'1,2% quest'an no, ma a +0,8% nel 2013, nell'ipo tesi di rendimenti sui Btp come quelliattuali il pilpiomberebbea1,5% nel 2012 per poi fermarsi a zero l'anno successivo. Se questo è il quadro, visti gli andamenti degli spread negli ultimi mesi,è chiaro che ildestino del Paese non si deciderà a Palazzo Chigi, ma a Francoforte. L'unico che sembra in grado di domare i mercati è, infatti, Mario Draghi, con i suoi acquisti di titoli di Stato. A svelare il ruolo che sta giocando l'ex governatore di Bankitalia è stata ieri Maria Cannata, che al ministero dell'Economia è responsabile della gestione del debito pubblico. Durante un'audi zione in commissione Bilancio, il direttore generale ha spiegato che la Bce negli ultimi mesi ha comprato un quantitativo cospicuo di debito italiano. Di sicuro «sopra i 100 miliardi», ma anche, si è sbilanciata, «vicino ai 200». Una cifra enorme (basti pensare che lo stock complessivo di titoli pubblici in mano alla Banca europea è di 217 miliardi) che spiega gran parte delle oscillazioni al ribasso dello spread Btp-Bund. Compreso il calo di ieri a 471 punti, che, insieme al buon esito dell'asta spagnola, ha tenuto in piedi Piazza Affari (+0,69%) e tutte le principali Borse europee, malgrado il declassamento del fondo salva-Stati da parte di S&P, i downgrade a pioggia di Generali, Unipol, Cdp, Poste, Eni e le minacce di Fitch sul rating italiano. La Cannata ha assicurato che la preoccupazione sulla sostenibilità del nostro debito è «eccessiva», poi però ha tratteggiato uno scenario da cardiopalma. Il direttore generale ha infatti confermato la strategia del Tesoro di accorciare la scadenza del debito in attesa che passi la bufera. Si tratta, in soldoni, di aumentare le emissioni a breve termine (bot e titoli flessibili), che non hanno problemi ad essere collocate a tassi ragionevoli, e diminuire quelle di Btp da cinque anni in su, i cui rendimenti restano proibitivi. Il giochino, però, non potrà durare più di tanto per non sbilanciare troppo la durata media del debito (ora sui 7 anni). E i tempi sembrano stretti. La Cannata sostiene che l'obiettivo è quello di «tenere duro per tre mesi» per «far vedere che siamo in grado di resistere». E se la bufera in tre mesi non passa? È in quest'ot tica che vanno lette le indiscrezioni che parlano di un filo diretto Monti-Draghi per la gestione della crisi. Senza il sostegno della Bce sarà difficile che l'Italia riesca a tenere, come dice la Cannata, considerati i 450 miliardi di emissioni programmate per quest'anno. A Francoforte, del resto, stanno già studiano misure aggiuntive a quelle già previste sui titoli di Stato, sulle aste di liquidità e sui tassi di interesse. Sullo sfondo c'è sempre il modello Fed e Banca d'In ghilterra: stampare denaro per puntellare i debiti sovrani. Ipotesi che fa infuriare la Germania, ma che rischia sempre più di diventare l'unica alternativa percorribile. twitter@sandroiacometti I signori del rating Agenzie da criticare non per i loro giudizi ma per le omissioni ::: DAVIDE GIACALONE  Le agenzie di rating sono state divinizzate, ora non c'è bisogno di demonizzarle. Vanno prese per quel che sono: soggetti che operano nel mercato, portatrici d'interessi, non di preveggenza. L'Ue si è dotata dell'Esma (European Securities and Markets Authority), che ha compiti di vigilanza anche sulle agenzie. Giustamente la Consob italiana ha chiesto di sapere se si può consentire ciò che somiglia a manipolazione del mercato. La reazione sbagliata è quella di credere sia utile creare una nuova agenzia, controllata dai governi europei. Come dire: compriamoci l'arbitro. L'arbitro è venduto, questo è sicuro. Solo che noi lo scrivevamo nel 2008, come al solito molestati dai maestrini senza idee. Ci dicevano: così è il mercato, le agenzie servono. Rispondevamo: ditelo a quelli che misero soldi in Parmalat o in Lehman Brothers, date per sane e forti dalle mitiche agenzie, e crollate subito dopo. Quelle società hanno alcuni difettucci: a. sono in conflitto d'interesse; b. prendono sfondoni colossali; c. non sono in reale concorrenza, perché si muovono come un gregge; d. non pagano per gli errori che commettono. Dal punto di vista del mercato la soluzione è semplice: impedire che a fare le previsioni del tempo sia il venditore d'ombrelli, o, almeno, chiarire a tutti quali sono i suoi interessi. Se poi gli credono, son problemi dei boccaloni. Seconda parte della soluzione, lo ha ricordato Giuseppe Vegas, presidente della Consob: togliere ogni obbligo degli investitori a conformarsi ai rating decisi da altri. Oltre a essere masochismo finisce con il deresponsabilizzare gli investitori istituzionali. Terzo: paghino per le indicazioni sbagliate, versando, in percentuale, ad un fondo per il risarcimento dei risparmiatori. Ciò richiede un accordo internazionale, ma non ha nulla a che vedere con il rating sui governi. Andando dal grande al piccolo: 1. Se i governi non sfuggono alla morsa della finanza globalizzata, se non riaffermano la sovranità della legge, sarà la cattiva finanza ad allearsi con i cattivi governi, facendo allo spiedo popoli e mercati. 2. Valutare gli Stati come se fossero aziende è una bischerata. Il che non significa che gli Stati possano ignorare le compatibilità di bilancio, ma neanche che la banca d'affari Tizio possa mandarmi, a nome dell'agenzia Caio, un ragioniere nelle cui mani mettere il governo. 3. Il madornale errore europeo è consistito nell'emettere titoli nazionali del debito in una valuta straniera, denominata “eu ro”. Qui si deve risolvere: o si cambia la valuta o si cambia emittente. Sono un europeista, quindi continuo a sostenere la seconda cosa, in assenza della quale, però, vale la prima. 4. Quando incontrate un sapientone che parla (o parlò) di spread, per dire che salgono per colpa dell'avversario e scendono per merito dell'amico, chiaritegli sinteticamente e, nei limiti del possibile, urbanamente, cosa è lecito pensare di lui. L'odierna sollevazione istituzionale contro le agenzie è tardiva e stonata. Tardiva perché è tutto noto (e scritto) da anni. Stonata perché la sberla collettiva di venerdì è irrilevante. Anzi, generosa. Perché nelle condizioni date, con questi tassi, con questo euro e con la recessione, il debito è inso-ste-ni-bi-le. Se le agenzie avessero un pizzico d'onore (non contateci) dovrebbero aggiungere: il che travolgerà anche la Germania. Lo diranno, come al solito, dopo che sarà successo. www.davidegiacalone.it I mercati: «Default vicino» Risparmi bruciati, oro e argento alle stelle Così sarà la Grecia dopo il fallimento ::: ANGELO SITKA  La Grecia non è in grado di pagare gli interessi sulla combinazione dei prestiti provenienti dall'Ue, dal Fondo monetario internazionale e dai privati. L'attuale peso del debito greco equivale a circa un quarto dei ricavi totali del settore pubblico. La restituzione dei prestiti, dunque, è chiaramente irrealizzabile. La Grecia quindi, stando almeno alle dichiarazioni dell'agenzia di rating Fitch, dovrà rinegoziare gli aiuti presentando un'istanza di fallimento sul debito. «La Grecia è insolvente e farà default»: è infatti la previsione del responsabile dei rating sovrani europei di Fitch, Edward Parker, secondo cui l'accordo per imporre perdite ai creditori privati è da considerare default. Anche per questo «la crisi europea», ha detto Parker in un'inter vista a Bloomberg, «sarà prolungata». Secondo alcuni esperti come Nicholas Economides (che ha recentemente rilasciato un'intervista al quotidiano il Fatto), un taglio pari al 50% degli interessi sull'intero debito greco renderebbe gestibile la situazione. Il governo greco dovrebbe essere onesto con i partner europei spiegando loro di essere impossibilitato a pagare e di avere la necessità di una bancarotta e di un significativo taglio dei premi. Con nuovi titoli garantiti da collaterali di alta qualità, come ad esempio obbligazioni tedesche o eurobond. La strategia dovrebbe essere perseguita il prima possibile. La Grecia può far leva sulle forti esposizioni delle banche europee sui suoi titoli. Una volta che gli istituti del continente avessero risolto i propri problemi, ci ritroveremmo senza più argomenti e l'uscita dall'euro sarebbe decisamente più probabile. C'è poi chi si è avventurato nella previsione di cosa succederà se la Grecia dovesse dichiarare default. Il 20 maggio scorso, il Telegraph suggerì: tutte le banche greche diventano insolventi in un giorno e il governo greco le nazionalizza. Imposto il divieto ai prelievi cash. Poi coprifuoco come in Argentina nel 2002. Addio euro e ritorno alla dracma che si svaluta almeno del 50% all'istan te. Le grandi banche europee (specialmente francesi e tedesche) crolleranno in Borsa. Così come precipiteranno le quotazione dei bond spagnoli, irlandesi e portoghesi perché gli obbligazionisti se la daranno a gambe, annusando nell'aria l'arrivo della fregatura: un concambio obbligatorio fra vecchi bond e azioni delle banche fregate dal default greco. Salirà immediatamente il prezzo dell'oro. Recentemente in Bielorussia le banca centrale non accettava più i rubli bielorussi (li stessi che stampa ) quando qualcuno si presentava per comprare oro. In pratica, nella notte fra il 23 e il 24 maggio, hanno fatto la sorpresa: la Banca centrale ha svalutato il Bielorublo e di conseguenza i risparmi in rubli bielorussi hanno perso il 56% overnight. Chi aveva oro e argento, ha invece “guadagnato” il 56% (cioè si è rivalutato automaticamente del 56%). Qualcosa di simile potrebbe accadere ad Atene la notte prima che i cittadini greci apprendano dell'avvenuto default. Con la differenza che si salverà dalla forte svalutazione solo chi avrà portato i propri capitali in banche estere. In linea di principio la mossa si potrà rivelare giusta. Ma per apprezzarne i benefici i cittadini ellenici dovranno aspettare almeno un paio di anni. nel frattempo i poveri saranno più poveri perché la spesa, la benzina e tutto ciò che arriva dall'estero costerà di più. Anzi costerà il doppio. Questo dando per scontato che la Germania non si inventi qualcosa di diabolico per impedire al governo greco di fare default. E continuare a soffrire all'infinito. POCA INTESA Il presidente del Consiglio Mario Monti con la cancelliera tedesca Angela Merkel. I due si sono incontrati a Berlino l'11 gennaio scorso. Oggi Monti è in visita a Londra dove incontra il premier britannico David Cameron Olycom
35Mercoledì 18 gennaio 2012SPORT @ commenta su www.liberoquotidiano.it gaggio mi sembra troppo. Investirei quei soldi per un centrocampista e un difensore. L'Inter davanti è coperta, con Milito e Pazzini». Forlan resta in panchina? «Pensavo fosse importantissimo, come con l'Uruguay e nell'Atletico Madrid. Si era fatto male, non sempre i campioni si confermano ovunque». E i portieri? «Julio Cesar è tornato ai suoi livelli, per Abbiati ho sempre avuto un debole, avrebbe meritato molto di più in nazionale». Chi è la favorita, adesso? «Dipende anche da come andrà la Champions. Se Milan e Inter faranno strada, potrebbe trarne vantaggio la Juve, tra infortuni e stanchezza. Da noi i triplete sono rari, l'anno scorso c'era il Napoli, adesso l'Udinese. In Spagna la lotta è sempre Barcellona-Real Madrid». Caos scommesse Lo «Zingaro» nega davanti al gip: «Sono innocente» ::: CREMONA  «Sono un appassionato di calcio, ma non ho niente a che vedere con le cose scritte su di me». Rade Trajkovski, 27 anni, macedone, estradato venerdì da Atene, è stato il primo straniero arrestato nell'ambito del Calcioscommese a parlare. Lo ha fatto ieri davanti al gip Guido Salvini. Trajkovski, accusato di far parte del gruppo degli “zingari” (che avevano il compito di reclutare giocatori disposti a truccare le partite), ha confermato di conoscere un altro personaggio dell'inchiesta, il suo connazionale Hristyuan Ilievski, ma solo nel senso che «è un mio vecchio amico. Sono venuto a vedere Inter-Barcellona a Milano. Abbiamo avuto i biglietti gratuiti perché un giocatore macedone (Pandev) militava nell'Inter». Precisato di essere uno studente universitario, Trajkovski ha ammesso che si trovava a Mantova il giorno dopo Padova-Mantova e a Siena prima di Siena-Piacenza, due degli incontri sospetti, ma solo per vedere, nel primo caso, «la partita tra Italia-Bosnia Under 21» e, nel secondo, per conoscere «persone utili per aprire un negozio di vestiti in Macedonia». Ha anche riconosciuto di essere stato a Singapore, ma perché voleva fare il buttafuori. G. BAZ. ZENGA «Ranieri-Milito, coppia da scudetto» L'ex portiere: «L'Inter può farcela. Ricordo la rimonta '93: coi 3 punti avremmo vinto il campionato» MILANO Dopo la diciottesima giornata di serie A il giudice sportivo Tosel, ha squalificato per un turno 13 giocatori: Lucchini e Carmona (Atalanta), Rossi (Genoa), Boateng e Nesta (Milan), Cherubin e Morleo (Bologna), Dellafiore e Paci (Novara), Gazzi e Rossettini (Siena), Giacomazzi (Lecce), Thiago Motta (Inter). In B tre giornate di squalifica ad Adam Vass del Brescia per bestemmia. SERIE A Squalificati in 13 Walter Zenga, 51 [LaPresse] ::: VANNI ZAGNOLI DUBAI (EMIRATI ARABI)  Dal maggio 2010, Walter Zenga è a Dubai. Da un anno guida l'Al Nasr, era stato ingaggiato dall'Al-Nassr, lì non pagavano e così l'ex portiere dell'Inter, 51 anni, ha cambiato sponda. Come va la sua Premier League? «Siamo la squadra più antica degli Emirati, terzi con 21 punti, a 6 dall'Al Ain e a 2 dalla seconda, a fine andata. Ci sono 12 squadre». E l'Al Ahli di Fabio Cannavaro? «Era partito male, è nella seconda metà, nonostante l'ottimo Luis Jimenez, cileno ex Inter». Carlos Tenorio, 33 anni e due Mondiali nell'Ecuador, è passato al Vasco Da Gama. «Mi resta Mark Bresciano, 6 gol in 10 partite. Si muove molto senza palla, da centrocampista avanzato tira spesso, si inserisce perfettamente e su punizione è preciso». L'anno scorso nella Lazio aveva giocato poco. «Era in scadenza, in Italia chi non rinnova non viene quasi impiegato. Per 11 stagioni era stato protagonista, anche con me a Palermo». La lega araba è al livello della Prima Divisione? «Ho tanta esperienza in giro per il mondo, tra Usa, Serbia e Romania. Non paragono mai i campionati, ci sono difficoltà e storie diverse. Qui sono ammessi solo 4 stranieri per squadra». A 20 partite dalla fine, l'Inter è a 6 punti dalla Juve e a 5 dal Milan. «Mi ricorda la nostra rimonta con Bagnoli, allora la vittoria valeva 2 punti, altrimenti avremmo ripreso i rossoneri. Era il '92-'93». Ranieri ha infilato 6 vittorie, è misterderby anche a Milano. «Bravissimo. Come Allegri, aveva approfittato di partite alla portata per avvicinarsi alla Juve, il successo di domenica accresce l'autostima». Ha visto che Milito? «Certo. Seguo tutto il calcio, anche la coppa Italia qui è in diretta, Al Jazeera dedica 10 canali allo sport, la tv di Abu Dahbi ne ha 8». Barbara Berlusconi ha determinato il no di Pato al Psg? «Non posso saperlo, certo è un grande giocatore. Avere anche Tevez sarebbe stato troppo, la situazione si è risolta secondo logica. Il brasiliano può essere estraneo al gioco, meno incisivo di Ibrahimovic o Robinho, eppure è più giovane. Fra l'altro l'argentino non può giocare in Champions». Andrà all'Inter? «Non conosco le strategie, ma spendere 25 milioni e magari altrettanto d'in -
18 Mercoledì 18 gennaio 2012
39Mercoledì 18 gennaio 2012CRONACA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Il «Protocollo di Kyoto» del sindaco La tassa sul traffico fa impennare lo smog Con l'Area C il pm10 doppia i limiti. Più code in periferia, ma Pisapia si vanta con i messaggini entusiasti degli amici ::: MASSIMO COSTA  Prima che si accendessero le telecamere, Giuliano Pisapia si immaginava un impatto planetario: «L'Area C sarà il nostro Protocollo di Kyoto». Di fronte alle critiche della vigilia, il sindaco aveva martellato a non finire sul «dovere di tutelare la salute dei milanesi». Il boomerang del primo giorno viene sputato fuori dalle centraline anti-smog: in Città Studi, fuori dalla zona Rossa, lunedì il famigerato pm10 è salito fino a 101 microgrammi al metro cubo. Ovvero più del doppio rispetto al limite fissato dall'Ue, un dato in salita rispetto all'ultimo giorno senza dazio (+11 microgrammi). Dirà l'am bientalista: in centro sono entrate 40mila autoin meno, lì sìche si respira. Falso. In via Senato il particolato è schizzato fino a quota 106 (+15 rispetto a domenica), al Verziere è salito a 108 mg (in salita di 5 punti). La retorica della guerra ecologica alle auto, come confermano anche gli sciagurati blocchi totali, si infrange su una certezza: non c'è una correlazione diretta e immediata tra i divieti e la qualità dell'aria. Oggi, dopo 7 giorni consecutivi di superamento della soglia, scatterà nuovamente il blocco dei veicoli più inquinanti (stop ai benzina euro 0; diesel euro 0,1 e 2; moto euro 1). I dati più freschi, intanto, fanno gongolare l'opposizione. «I numeri ridicolizzano Maran» attacca Riccardo De Corato (Pdl). «Le 40mila auto in meno in centro non sono servite a niente, questi numeri rafforzano la convinzione che si tratti di una tassa». L'asses sore Maran frena: «Area C da sola non basta, ora misureremo anche il black carbon e avremo dati più precisi». Gli effetti sul traffico, per il momento, confermano il trend del primo giorno, con la tassa che allontana dal cuore di Milano quasi un automobilista su tre. A fine mattinata l'Area C aveva rimbalzato 17mila veicoli, dato consolidato in serata. In lieve aumento anche i mezzi pubblici, con un aumento di 6mila passeggeri in metrò rispetto a martedì scorso. Il picco si è registrato sulla 94 (+20%). Salgono i biglietti acquistati (38mila), così come l'incasso potenziale della giunta Pisapia. Ieri, con l'apertura di molti negozi, si è intravisto il primo effetto collaterale del pedaggio: il traffico si sta spostando all'esterno della città, con code e ingorghi in aumento. Alle nove del mattino, da Porta Romana a Papiniano si andava tutti a passo d'uomo. Idem in serata, con i picchi di code nei tratti più congestionati come i Bastioni di Porta Venezia. La giunta, presa dall'ansia del consenso, ieri non ha resistito alla propaganda: Palazzo Marino ha diffuso un comunicato ufficiale magnificando le lodi degli internauti sul sito «Twitter.com» (dove i pareri si dividono). Ed ecco spuntare, tra i peana, i commenti entusiasti di Daria Bignardi e dell'avvocato Umberto Ambrosoli, tra i sostenitori «arancioni» di GiulianoPisapia. Nessun rigo sui messaggi contrari. Ne peschiamo tre dal mazzo: «Non mi si dica che i mezzi pubblici sono stati potenziati. Sono insufficienti e inefficienti come sempre!» (Giancarlo); «Poco traffico in Area C. Vogliamo parlare dell'inferno in circonvallazione?» (Elena); «Tutti quelli che girano in tondo sulle circonvallazioni in cerca di parcheggio dove li lasciamo?». ::: AUTOGOL PM10 Nel primo giorno di Area C sono saliti i valori del pm10 registrati in tutte le centraline. Città Studi: 101 microgrammi al metro cubo (+ 10 rispetto a domenica); via Senato 106 (+15); Verziere 108 (+5). INGRESSI Confermata la riduzione del traffico: -32% alle 12,30, con 17.000 veicoli rimasti fuori dall'Area C. Sale il traffico di auto in periferia. MEZZI PUBBLICI Incremento di 6.000 passeggeri in metropolitana rispetto a martedì scorso, picco di afflusso sull'auto bus 94 (+20% di passeggeri).CONGESTION CHARGE Da lunedì mattina, per entrare in centro si pagano 5 euro al giorno. Fotogramma Gli sprechi di Amat Maran salva l'ente inutile «Misurerà il black carbon» ::: BRUNO BASO  Finalmente risponde. Maran rompe gli indugi e parla di Amat con il sito Affaritaliani.it. «Amat non ha la pretesa di sostituire le rilevazioni degli inquinanti effettuate da Arpa» si è difeso l'assessore al Traffico, «ma è utilissima per quanto concerne l'attività di pianificazione di una serie di interventi su ambiente, mobilità e governo del territorio». Secondo il titolare della Mobilità, l'Amat «è stata importante per costruire il progetto dell'Area C e ha già iniziato un piano sperimentale di rilevamento del black carbon, il carbonio elementare nel particolato atmosferico, che costerà circa 50mila euro. Peraltro tengo a precisare che la nuova presidente di Amat, Maria Berrini non ha assunto amici come qualcuno malignamente ha sostenuto». Maran quindi legittima l'esistenza dell'Agenzia per la Mobilità, Ambiente e Territorio e di conseguenza i quattro milioni l'anno che questo ente costerà ai milanesi. Il «carrozzone», come definito dal centrosinistra fino al luglio 2011, non lo è più. Anzi gli si è affidato anche la redazione del diabolico piano di Area C. Per quanto riguarda gli «amici» Maran si dimostra ottimista. Attendiamo di capire nei prossimi mesi quale contratto di consulenza sarà rinnovato o azzerato perché, è bene rammentarlo, anche il suo sindaco aveva promesso di ridurre all'osso le assunzioni e le consulenze ex art. 90. L'albo pretorio del Comune di Milano, però, sta lì a dimostrare come a dispetto delle promesse elettorali i milioni di euro spesi per gli «amici» siano un fatto e non un'opinione. Sul rilevamento del black carbon, inquinante vero, bisogna rammentare all'inge nuo e smemorato assessore all'ambiente che si tratta di un progetto avviato dalla precedente amministrazione di centrodestra e non, quindi, una novità arancione. Un po' di fair play in questa occasione non sarebbe stato superfluo. Anche perché se il black carbon dilaga in città non ne è esente neppure l'Himalaya dove negli ultimi tre anni ha raggiunto picchi del 300%. Vago, anzi vaghissimo Maran nel rispondere al capogruppo del Pdl Carlo Masseroli che gli rinfaccia l'ottimismo circa i proventi di Area C. «Finirà per costare decine di milioni di euro tra pubblicità, costi di gestione, servizi e manutenzione delle telecamere», attacca Masseroli. «Vi rimarranno pochi milioni di euro, insufficienti ad acquistare anche un solo convoglio della metropolitana. Sarebbe stato sufficiente procedere con il piano parcheggi anziché bloccarlo come ha fatto l'assessore Castellano. Il rapporto costi-benefici si annullerà miseramente». Maran indugia e annuncia che sul sito del Comune di Milano saranno messi in evidenza i ricavi e la destinazione dei proventi di Area C. Intanto, per cominciare, basterebbe capire nel dettaglio i costi Amat. Commercianti: affari giù del 20% Residente si incatena a Palazzo Marino. «È una vergogna» ::: MARCO FERRARI FRANCO NICOLETTI  Aveva scritto al sindaco, ma non ha ricevuto risposta. Così ieri mattina si è infilata in una tuta da sci azzurra, ha legato il lucchetto a una grata di Palazzo Marino e alle 7,30 - orario di avvio della congestion charge - si è incatenata per dire no all'Area C. Rossella Lora Moretto, residente cinquantenne in via Varese, zona Moscova, è rimasta «avvinghiata» al governo della città fino alle due del pomeriggio. «È una tassa inutile per l'ambiente» racconta la Moretto, di professione agente di commercio e quindi obbligata a usare l'auto per lavoro. «Non si può pagare per tornare a casa». Dopo qualche ora di protesta, si è fatto vivo l'assessore al Traffico Pierfrancesco Maran, che ha ricevuto la signora promettendole una possibile «correzione» del provvedimento. «Si è detto disponibile a rivedere l'Area C se si dimostrasse un fallimento» spiega la Moretto. «Per un mese gli dò fiducia, altrimenti il 17 febbraio tornerò a incatenarmi». Non si placa nemmeno la protesta dei residenti «No Charge», che entro fine settimana depositeranno un ricorso al Tar autonomo contro la gabella per chi abita in centro: «Noi residenti abbiamo a cuore il nostro quartiere» sottolinea il portavoce Luca Scalmana, «ma ci teniamo a ribadire che la discriminazione che stiamo subendo non viene, nella maniera più assoluta, mitigata dall'efficienza dell'organizzazione». Furiosi anche i gestori delle autorimesse del centro (-60% di incassi) I primi effetti negativi della congestion charge sugli affari dei negozi del centro cominciano a farsi sentire. Nei primi due giorni sotto il nuovo regime di Area C, gli affari sono calati drasticamente. «In giro c'è sicuramente un 15-20% di gente in meno rispetto a settimana scorsa» spiega Alessandro Prisco, presidente di AscoDuomo. «Chiaro che per capire in quale misura le attività commerciali risentiranno del provvedimento ci vorrà un mese, ma di certo in questi primi giorni in centro ci sta venendo solo chi è forzato a farlo, perché lavora qui. Tutti gli altri stanno evitando di venirci». La sensazione tra i commercianti è che comunque «il ticket finirà per punire i negozi del centro città e premiare gli shopping center fuori Milano» prosegue Prisco, «visto che i dati di questi giorni dimostrano che l'aumento dei passeggeri del metrò e degli altri mezzi pubblici non è sufficiente per compensare la perdita di ingressi in auto». Non sorprende, quindi, che la protesta contro il nuovo ticket si stia progressivamente allargando, come dimostra l'alto numero di adesioni registrate dalla class action contro Area C promossa dal Comune di Basiglio. In due giorni la raccolta di firme nel piccolo comune meneghino ha raggiunto quota 150 sottoscrizioni. E ha registrato adesioni non solo a Milano e nell'hinterland, «i cui cittadini sono inevitabilmente coinvolti dalle decisioni prese da Palazzo Marino sul fronte dei trasporti e della mobilità» sottolinea il sindaco di Basiglio, Marco Flavio Cirillo, ma anche da cittadini residenti in provincia di Lecco e a Genova. Ieri, nel frattempo, alla protesta contro la congestion charge si è aggiunta anche la voce dei poliziotti milanesi, che hanno chiesto l'in tervento del prefetto. «Purtroppo il divieto di accesso dei diesel Euro 3 alla Cerchia dei Bastioni penalizza tantissimi agenti» spiega il Siulp, il Sindacato dei lavoratori polizia, «rendendo molto problematico per loro raggiungere il luogo di lavoro». “ .  L'Area C, in piccolo, sarà il nostro trattato di Kyoto. Siamo consapevoli e convinti che la città avrà grandi vantaggi, a partire da un bene fondamentale come la salute. Ci saranno vantaggi per tutti, così come è successo in molte capitali europee. GIULIANO PISAPIA La protesta Fotogramma
8 Mercoledì 18 gennaio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: I NUOVI EQUILIBRI consentendo di recuperare 2.104 unità di personale amministrativo, e di risparmiare a regime 28 milioni di euro l'an no». Anche perché l'organico dei magistrati è insufficiente: «Risultano presenti in organico 8.834 magistrati togati, mancano 1.317 posti». Per tamponare tale situazione, «risultano completate le procedure per la nomina di 325 magistrati ordinari» vincitori del concorso del 2009. Per altri 360 posti sono in corso le correzioni delle prove scritte del concorso 2010, e 370 posti sono stati banditi nello scorso settembre, con le prove scritte previste per maggio. ANDREA SCAGLIA Il ministro di fronte al disastro-giustizia In cella sei innocenti al giorno E sette anni per una sentenza (...) in Veneto. Lega, Pdl e Pd stanno in piedi per miracolo, mentre il Terzo Polo non riesce a raccogliere gli elettori delusi. E nemmeno gli indipendentisti di Veneto Stato sono in grado di fare breccia: sono già spaccati in due fazioni e domenica si terrà l'ennesimo congresso per cambiare segretario. Nella terra delle partite Iva (una ogni quattro abitanti) i politici parlano con schemi berlusconiani (pro e contro), non accorgendosi che la musica è cambiata, che gli slogan di tre mesi fa sembrano ormai preistoria. Così gli elettori, impegnati con la crisi più profonda degli ultimi quarant'anni e una scarica di tasse da guinness, non si fidano più come prima del deputato di turno. O forse non si sono mai fidati. Fatto sta che padani, azzurri ed ex comunisti si comportano come se fossero gli ultimi giorni di scuola. Sembra che tutto quello che conoscevamo da 20 anni stia finendo e che il premier sia un gigante della politica. Uno spettacolo che allarga le distanze tra i cittadini e la Casta, rappresentata ormai da partiti fuori tempo. Cominciamo dalla Lega. Non è un mistero che da anni la vecchia Liga sia dilaniata da lotte interne: geografiche (Verona contro Treviso), ma soprattutto di poltrone. C'è una vecchia guardia, rappresentata da Gian Paolo Gobbo, segretario da un'eternità, e dai rappresentanti veneti del cerchio magico, ovvero il presidente dei senatori padani, Federico Bricolo, il vicecapogruppo alla Camera, Alessandro Montagnoli, e l'ex sottosegretaria alla Salute, Francesca Martini. In un comune hanno una cosa sola: odiano Flavio Tosi, colpevole di non obbedire ai diktat che arrivano dall'alto. Un copione che va avanti da dieci anni – tant'è che Tosi fu commissariato nel 2003 da Stefano Stefani – ma che negli ultimi tempi è esploso. Il sindaco di Verona ha la “colpa” di prendere tanti voti e puntare alla segreteria della Liga, i cerchisti hanno il difetto di non prendere voti e di difendere posizioni di rendita. In mezzo ci sono decine di sindaci, segretari provinciali e migliaia di militanti che non sanno come muoversi. Risultato: non ci sono più gazebo. La Lega batte in testa. Passiamo al Pdl. La caduta di Berlusconi ha riportato in Veneto ministri di peso, che hanno pensato bene di farsi la guerra. Viene da dire, non è una novità. Esatto, però questa volta si è passato il limite. Le famiglie di An e Forza Italia si sono mescolate e ora si è arrivati al tutti contro tutti. Ex socialisti contro super missini, liberali contro democristiani, il tutto condito da un'inchiesta della magistratura di Vicenza su tessere false in vista del congresso nazionale del Pdl, atteso ormai come Godot. Sono volati, ovviamente, insulti pesanti, fra Sergio Berlato (ex An e re dei cacciatori) e Giancarlo Galan. Ma in generale è tutta la base che è incontrollabile: non c'è una provincia dove non ci sia un commissariamento. Sono nati gruppi di rottamatori – in stile Matteo Renzi – per mandare a casa certi personaggi che dominano la scena azzurra dal lontano 1995, senza portare alcun beneficio sul territorio. E addirittura c'è chi parla apertamente di Pollaio delle Libertà. Uno dice, beh, se Lega e Pdl vanno male, potrà godere la sinistra. Non scherziamo. Già un anno fa il Pd si era spaccato: da una parte gli eredi dei Ds, dall'altra gli ex Margherita che insieme ai fan di Montezemolo hanno dato vita a Verso Nord, un non precisato movimento capitanato da Massimo Cacciari, Giuseppe Bortolussi e altri big locali, ricchi però di preferenze. Insomma, il Pd non tocca palla nemmeno nei peggiori giorni del forzaleghismo. Addirittura a Verona, per le primarie del candidato anti-Tosi, si è raggiunto il record negativo di partecipanti con tanto di baruffa fra pd e dipietristi. E l'Udc? C'è Antonio De Poli che tiene alta la bandiera su giornali e tv, ma basta fare un giro in provincia per mettersi le mani nei capelli. In teoria il blocco centrista c'è, contando anche Fli e Api. In realtà, in Veneto, il voto per il Terzo polo viene visto come un compromesso al ribasso, nonostante la storica nomea di regione bianca. D'altronde Berlusconi e Bossi hanno segnato tanto il territorio. Il problema èche adesso manca unaltro sogno in cui credere. Anche Luca Zaia, il governatore più amato d'Italia, teme le difficoltà crescenti. Ha dovuto sudare le sette camicie per farsi approvare lo statuto e votare il taglietto alla Casta regionale. Ma il brutto forse deve ancora arrivare. Basta sentire le parole minacciose di Dario Bond, capogruppo Pdl in Consiglio Regionale e uomo vicino a Galan: «È ora che qualcuno diventi grande e faccia proposte serie per il Veneto. Noi siamo leali ma finora non si è visto niente». Ecco, se salteranno i partiti, Zaia riuscirà a tenere in piedi una maggioranza già rissosa? Alle amministrative ne vedremo delle belle. Si comincia da Verona, dove Tosi sta costruendo tre-quattro civiche per vincere da solo senza partiti. Occhio a Roma, qua in Veneto sono già saltati gli schemi.  «Duemilatrecentoses santanove». Il ministro Paola Severino pronuncia il numero con tono istituzionale, senza inutile enfasi. E però chissà quanti drammi nasconde. Duemilatrecentosessantanove: sono i processi che ogni anno si celebrano in seguito a ingiusta detenzione ed errori giudiziari. E che dunque sottintendono altrettante vicende. Calcolando per difetto, significa che in media ogni giorno sei persone finiscono ingiustamente in galera, o comunque vengono coinvolte senza motivo in storiacce giudiziarie. Uno scandalo intollerabile. Libero s'era già occupato dell'argo mento, e i numeri del ministro ricalcano quelli da noi forniti già un paio d'anni fa. Tanto per dare un altro ordine di grandezza: in cinque anni, diecimila persone - diecimila! - sono state arrestate ingiustamente. Peraltro, il danno è anche per le casse pubbliche. Ancora il ministro ha spiegato che, solo nel 2011, lo Stato ha dovuto sborsare 46 milioni di euro per risarcire episodi d'ingiusta detenzione. Nella sua relazione alla Camera, la Severino ha fotografato la triste situazione della giustizia nostrana. La mole dell'ar retrato civile è, al 30 giugno 2011, pari a 9 milioni di processi, «una situazione che desta preoccupazioni», anche perché nel civile s'arriva alla definizione della causa in 7 anni e 3 mesi, nel penale in 4 anni e 9 mesi. D'altro canto, tutto il sistema soffre di un'endemica disorganizzazione. Una delle questioni più delicate è quella delle circoscrizioni giudiziarie: l'Italia «non può più permettersi oltre 2mila uffici giudiziari allocati in 3mila edifici». È necessario «ridurre le spese di gestione» e «razionalizzare le risorse umane esistenti, in progressivo decremento a causa del blocco delle assunzioni e dei pensionamenti annuali (circa 1.200)». In questo senso «il decreto che taglia il numero dei tribunali prevede l'accor pamento di diversi uffici (674) Il laboratorio della Serenissima Effetto Monti in Veneto I partiti sono già esplosi Pdl in pezzi, risse nella Lega, sinistra inesistente. Nel Nordest saltano tutti gli schemi con un avvertimento a Roma: la gente non si fida più . CHE FARE? Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano accusa l'Unità di aver taciuto sul caso Malinconico perché imbottita di finanziamenti pubblici gestiti dall'ex sottosegretario all'editoria. Dall'Unità replicano rispolverando un appello di Travaglio del 2006 a sostegno dei fondi per l'editoria e rinfacciando al direttore del Fatto, Antonio Padellaro, di aver lavorato per anni in quell'Unità imbottita di finanziamenti pubblici. È il destino di tutte le rivoluzioni: caduto il dittatore mediatico, divorano i loro figli di carta. il graffio Lotta compagnicida Il governo Monti sta trasformando l'intero quadro politico e ridisegnando le alleanze che hanno retto governi e coalizioni negli ultimi quindici anni. Per Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Umberto Bossi è il tempo delle scelte: chi non saprà interpretare le nuove esigenze del Paese è destinato alla sconfitta. E il caso Veneto ne è un esempio [Lapresse e Olycom] QUESTIONE DI NUMERI I numeri esposti dal Guardasigilli Paola Severino sono impietosi: un atto di accusa sulla disorganizzazione degli oltre 2mila uffici giudiziari italiani ::: segue dalla prima GIULIANO ZULIN .
Mercoledì 18 gennaio 2012 OPINIONI NUOVE Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all'estero: CH Fr. 3.00 / MC & F 2.00 / SLO 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR ( FONDATORE VITTORIO FELTRI DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO ANNO XLVII NUMERO 15 EURO 1,20 UN'ALTRA FIGURACCIA CAPITAN CODARDOÈ GIÀ A CASA Il gip manda ai domiciliari il comandante della Concordia che ha provocato la strage ed è fuggito. A 4 giorni dal disastro non si sa quanti sono i dispersi Denunce dei redditi choc BATTERE L'EVASIONE? CERTO CHE SI PUÒ MA NON SI VUOLE... di MAURIZIO BELPIETRO Puntuale come una cambiale è arrivata l'annuale statistica del ministero dell'Economia in cui si segnalano i redditi degli italiani. E altrettanto puntuali sono scoppiate le polemiche sul livello di contribuzione fiscale di alcune categorie di lavoratori autonomi. Può un orefice guadagnare meno di un operaio? Può il gestore di uno stabilimento balneare incassare un quarto di quel che fattura un tabaccaio? Ovviamente no. Ciò nonostante, ogni dodici mesi ci si scandalizza per la classifica e chi governa si spreme le meningi allo scopo di trovare un sistema che metta fine all'evasione delle imposte. Eppure le soluzioni sarebbero molto semplici e non occorrono Soloni o laureati alla Bocconi per individuarle. Basterebbero alcune decisioni, messe in atto le quali sarebbe praticamente impossibile per il contribuente sfuggire al fisco. Prendete ad esempio un tassista. Secondo la lista degli uomini delle finanze, chi conduce un'auto pubblica dichiara in media 14 mila euro l'anno. È credibile che costoro rimangano incollati al volante sei giorni su sette, assumendosi i rischi di un'impresa familiare e dell'ammortamento di licenze del valore di centinaia di migliaia di euro, oltre che della vettura, per meno di 1.200 euro al mese? La risposta è no e il sospetto che i tassisti dichiarino meno di quanto incassano è forte. Eppure, se si volesse, per impedire l'evasione sarebbe sufficiente collegare il tassametro al cervellone dell'Agenzia delle entrate. Lo si fa per le macchinette succhia soldi che si installano nei bar, perché non farlo con quelle che il denaro se lo prendono per portarti a spasso? Un semplice collegamento online garantirebbe la trasmissione dei dati, così come già è possibile per altre funzioni. Ma perché non lo si fa? Mistero. Dubbi ci sono pure sulle dichiarazioni dei redditi di molti professionisti, come avvocati, ingegneri e architetti, i quali denunciano più dei tassisti, ma non di molto. O meglio: gli avvocati sfiorano i 50 mila euro l'anno, gli ingegneri poco più della metà e gli architetti appena 20 mila. Certo, i progetti per costruire palazzi o ristrutturare appartamenti non si firmano ogni giorno, ma, salvo eccezioni, gli esperti di righello (...) segue a pagina 3 ALESSANDRO GONZATO e PEPPE RINALDI a pagina 3 APPUNTO La prevalenza del biagino Secondo Massimo Gramellini (La Stampa) il problema è che il comandante Schettino «con un sol colpo ha mandato a picco, assieme alla nave, l'immagine internazionale che l'Italia si stava ricostruendo a fatica. Siamo di nuovo lo zimbello degli altri», assicura dal suo osservatorio internazionale. Cioè: Monti l'ha rovinato Schettino, e chi è Schettino? È Berlusconi - fa capire - e cioè un altro italiano archetipico e irresponsabile, un altro comandante che ha portato la nave sugli scogli e poi si è dato, cazzate del genere. Prima il problema era Berlusconi, ora è il Paese berlusconizzato: uno capisce questo. Originale, se non altro. A Gramellini - e a tutti i provincialotti ossessionati dall'im magine dell'Italia - suggeriamo una recente mappatura statunitense dello stereotipo italiano: secondo gli svizzeri siamo Terzo mondo, secondo gli Usa «godfathers», secondo i russi «shopping center», secondo gli spagnoli «mama's boys» (al Nord) e «Catalunia oriental» (al Sud), secondo i bulgari «Spaghettia», secondo gli inglesi non siamo niente. Ma forse l'analisi di Gramellini era profonda e noi non l'abbiamo capito, infatti ha scritto: «Non mi preoccupa lo Schettino in sé, mi preoccupa lo Schettino in me». Interessante. Un'altra volta aveva scritto: «L'ita liano medio è un Berlusconi più povero». Interessante anche questo. Così scrivendo, però, il Gramellini medio è solo un Biagi meno ricco. di FILIPPO FACCI «Ero io al comando» al momento del tragico impatto con lo scoglio, anzi quando «mi sono trovato lo scoglio davanti al percorso di navigazione». Ma di MISKA RUGGERI riuscito a dire, guadagnandosi incredibilmente il ritorno a casa, il comandante della Costa (...)«ho salvato centinaia, migliaia di persone» e addirittura «non ho abbandonato la nave». Questo è segue a pagina 12 La Merkel a Monti «L'Italia s'arrangi» di MARTINO CERVO Serve un Gregorio De Falco col cellulare di Angela Merkel. La giornata di gogna socio-globale per il più grosso dei capri espiatori dell'anno disgrazia 2012 è la stessa in cui si manifesta con rinnovata ostinazione l'attitudine della Germania nel (...) segue a pagina 5 Fioccano i casi di incompatibilità Ministri incollati alla doppia poltrona di MATTIAS MAINIERO Eccone un altro con la passione per le poltrone: prof. avv. Andrea Zoppini, ordinario (Analisi economicadel diritto e Diritto privato comparato) all'Università di Roma Tre, (...) segue a pagina 6 ANDREA SCAGLIA a pagina 7 Sul nostro sito Primarie della Lega in testa c'è Maroni segue a pagina 11 di MATTEO LEGNANI Il momento è di quelli topici, forse ancor più dell'uscita dal primo (...) Effetto sobrietà In Veneto i partiti sono già esplosi segue a pagina 8 di GIULIANO ZULIN Per capire quanto pesa l'effetto Monti sui partiti basta fare un giro (...) Incredibile a Milano: l'indagato Penati indaga sul San Raffaele ALESSANDRO CARLINI, SALVATORE GARZILLO, CHIARA GIANNINI, ANDREA MORIGI e COSTANZA SIGNORELLI alle pagine 12-13-14-15 +?!"!#!=!: SISTEMA Mai più cambio pila
16 Mercoledì 18 gennaio 2012 ESTERI @ commenta su www.liberoquotidiano.it La Casta continentale Due sedi per l'europarlamento Spreco miliardario dei Merkozy Ogni mese i deputati traslocano da Bruxelles a Strasburgo al costo di 250 milioni l'anno. Per compiacere alla grandeur francese. E Berlino sta con Parigi LO «SCIOPERO» Wikipedia muta per difendere la pirateria web Candidato & ginecologo La lobby delle lucciole vota per il libertario Ron Paul La versione in inglese dell'en ciclopedia virtuale Wikipedia sarà oscurata per 24 ore oggi in segno di protesta contro la legge anti-pirateria “Stop Online Piracy Act” (SOPA) che il Congresso degli Stati Uniti si appresta a votare. Lo ha annunciato su Twitter il fondatore, Jimmy Wales. «Studenti attenzione... Fate i compiti presto mercoledì! Wikipedia protesta contro una pessima legge mercoledì». E poi ha aggiunto, citando una massima di Martin Luther King, «la libertà non viene mai concessa volontariamente dall'oppressore, deve essere richiesta dagli oppressi». Il progetto di legge -che ha già ottenuto l'appoggio di Hollywood e dell'industria della musica, è attualmente dinanzi alla Camera dei rappresentanti e, in un'altra versione, dinanzi al Senato. Lo scorso mese i fondatori di Google, Twitter, Yahoo e Wikipedia e altri giganti Internet espressero la loro preoccupazioni dicendo in una lettera aperta che il progetto «dà al governo Usa il potere di censurare il web usando tecniche simili a quelle usate in Cina, Malaysia e Iran». Anche Google e Facebook hanno ventilato la possibilità di oscurare i propri servizi. Il progetto SOPA, la cui data limite di approvazione è il giorno 24, permetterebbe al ministero della Giustizia di indagare, perseguire e spegnere qualsiasi singolo o aziende che possa essere accusata di prendere materiale con diritto d'autore dentro e fuori dal Paese. MARTIN STA SULLE SCATOLE A TUTTI . Il Kapò Schulz presidente Ma i suoi non lo votano Il Kapò Martin Schulz sta sulle scatole pure agli amici suoi. Ieri è stato eletto presidente dell'Europarlamento con 387 voti; peccato che la somma dei voti dei due partiti che lo sostenevano - cioè Ppe (271) e Socialisti e democratici (190) - sia pari a 461. Schulz, famoso per lo scontro del 2003 con Berlusconi, per prima cosa ha attaccato l'Ungheria di Orban, contro la quale la Commissione europea ha aperto tre procedure d'in frazione per le leggi come quella sulla banca centrale. ::: MAURIZIO STEFANINI  Si vota il 4 febbraio per le primarie repubblicane in Nevada. Su richiesta unanime delle sue dipendenti il Bunny Ranch, il più famoso bordello dello Stato, è sceso in campo per sostenere il libertarian Ron Paul. Incastrato tra California e Utah, il Nevada ha una geografia desertica che ne fa un prolungamento fisico dello Stato dei mormoni, ma ne rappresenta ideologicamente il polo opposto: tanto la popolazione dello Utah è puritana e attaccata ai valori familiari, tanto il Nevada ha posto al centro stesso della sua economia ogni tipo di vizio. Non solo il gioco: è anche l'unico degli Stati Uniti in cui la prostituzione è perfettamente legale. Anche se solo in contee legali, e pagando una licenza oscillante tra i 200 e i 100.000 dollari. Ovviamente, nel primo caso saremo in presenza di una libera imprenditrice: nel secondo, di un'impresa strutturata. A questa seconda categoria appartiene il “Ranch delle Conigliette”: un bordello nei pressi di Carson City, capoluogo dello stato, che fu aperto nel 1955. Affezionato utente, nel 1993 il signor Dennis Hof decise infine di comprarselo: ci spese 700.000 dollari, e ci investì altro mezzo milione per migliorare non solo l'ambiente ma anche le condizioni di lavoro delle dipendenti, facendosi fama di imprenditore illuminato. Anche per questo è diventato un ospite assiduo di talk-show, contribuendo alla fama del Bunny Ranch. «In principio volevamo appoggiare Newt Gingrich perché è un adultero e a noi gli adulteri piacciono», ha spiegato. Ma le ragazze sono insorte in massa, ingiungendogli di schierarsi invece con il libertarian Paul. «È lui che difende dalle intromissioni del governo federale i diritti degli Stati: compreso quello di permettere la prostituzione». Insomma, ne andava di mezzo il pane. Uno dei due senatori del Nevada è infatti il democratico Harry Reid, che ha lanciato una crociata per vietare i bordelli, contro la volontà del 56% degli abitanti dello Stato. Hof spiega inoltre che «Paul è ginecologo ed è cosciente dell'importanza di questa attività economica per evitare le malattie veneree». Già alle primarie del 2008 Paul aveva ricevuto l'appoggio del Bunny Ranch. Il suo commento era stato: «non sono favorevole ai bordelli, ma neanche a intromissioni di Washington sul modo in cui gli stati vogliono regolamentare la prostituzione». Stavolta non ha detto niente, e il suo entourage ha anche rifiutato i 587 dollari offerti dalle prostitute per la campagna elettorale, ma il Bunny Ranch ha offerto comunque i soldi ai gruppi indipendenti che appoggiano Paul, e ai clienti che dicono di votare per lui offrono due ragazze al prezzo di una. Più bibita e t-shirt in omaggio. Lo slogan con cui le ragazze del Bunny Ranch si fanno fotografare è: Pimping for Paul. Una traduzione edulcorata potrebbe essere: «Ruffiane per Paul». ::: FRANCESCO SPECCHIA  Nella morsa della crisi una strana transumanza attraversa i cieli e le strade d'Europa. Accade che una volta al mese, per quattro giorni, 736 eurodeputati e 3mila funzionari - col loro codazzo di mille assistenti, 3mila casse di documenti e centinaia d'armadi posati su 20 tir al costo dal 9mila euro l'uno - si spostino dagli uffici amministrativi di Bruxelles al palazzo delle sessioni plenarie di Strasburgo. Gli europarlamentari hanno i loro riti. Una volta al mese, per quattro giorni, apparecchiano i loro staff negli alberghi locali (sempre pieni e con costi raddoppiati nei “giorni speciali”); e, dopo le riunioni canoniche in un palazzo che s'illumina nel lussuoso emiciclo e nei suoi 2.650 ufficio e 47 sale conferenze, essi rifanno lo stesso percorso al contrario. Il suddetto spreco è valutato in 250 milioni di euro all'anno, un miliardo a legislatura circa. Pagati da noi, of course. La notizia è che alla vigilia della nomina del nuovo presidente del Parlamento Europeo - Martin Shulz, il “Kapò” di berlusconica memoria - un gruppo di eurodeputati torna all'attaco per abolire una delle due sedi, virtualmente inutile. Bruxelles è più centrale, vi risiedono Consiglio e Commissione, si lavora di più. Ergo, la candidata alla soppressione sarebbe Strasburgo. STRESS DA TRASLOCO «In tempi di riduzione dei costi della politica trovo assurdo che il Parlamento europeo abbia due sedi» sostiene Lara Comi, giovane eurodeputata Pdl ariete nell'azio ne di forza, già propositrice di due interrogazioni sul tema. Comi propone a Schulz «di considerare la questione della doppia sede come prioritaria». E, in effetti, se c'è un carattere che la cancellazione del simbolo dell'eurocasta possiede, è il carattere dell'urgenza. «Ci hanno sempre risposto che non è possibile perché c'è un accordo previsto nel trattato. Ma siccome la Merkel dovrà chiedere la modifica del trattato, sarebbe l'occasione buona per unificare le sedi...». A dire il vero, quasi tutti gli eurodeputati affetti da stress da trasloco e rigurgiti di coscienza civica sono sono d'accordo con Comi. Sicuramente tutti e 72 gli onorevoli italiani. E gli spagnoli, i greci, i polacchi. Per non dire degli scandinavi. Addirittura la liberale svedese Cecilia Malmström lottò eroicamente - e strenuamente contro l'assurdo, per unificare le sedi attraverso una petizione che raccolse più di un milione di firme. Eppure nulla è cambiato. Il Parlamento Europeo continua a essere l'unica assemblea al mondo ad avere due sedi; anzi, ad esser pignoli, tre, se si considera anche quella del Segretariato Generale in Lussemburgo. Sicché v'è qualcosa di surreale, uno sbuffo masochista, in quest'accanimen to della burocrazia che ha fatto lievitare i costi del carrozzone dai 230 miliardi di vecchie lire nel 2001 ai 250 milioni d'euro di oggi. Il 15% dell'intero budget dell'Unione Europea, che peraltro continua a chiedere lacrime e sangue ai suoi Stati membri. ANCHE INSALUBRE E, in più, gli ambientalisti si sono divertiti a calcolare che la carovana mormonica dell'impossibi le, l'intera operazione mensile di trasloco, comporta un'emissione nell'aria di circa 20mila tonnellate di anidride carbonica. Antieconomico e insalubre, perfino. Il vero ostacolo alla cancellazione di Strasburgo - la soluzione più logica - è, in realtà, il solito asse Merkozy (Merkel/Sarkozy). L'alsazia na Strasburgo è un simbolo di autorevolezza per la grandeur francese; ma essendo al confine con la Germania si rivela pure una sede comodissima per i politici tedeschi. La cui stanca figura evoca così quella degli onorevoli italiani, entranti in Parlamento al martedì e rientranti, esausti, il giovedì sera. Tutto il mondo è paese. Dove finisce la logica inizia la burocrazia. Il dettaglio delle spese delle sedi per il cittadino medio oggi mazzuolato dalla crisi, è da pelle d'oca. Per i consumi energetici Strasburgo e Bruxelles pagano una bolletta da 18,9 milioni all'anno. Per la sicurezza e la sorveglianza degli immobili 37,6 milioni. A cui vanno aggiunti 22 milioni di euro per la sistemazione dei locali. Senza le spese correlate: gli affitti degli uffici nelle vicinanze del Parlamento, 34 milioni di l'anno; il mobilio 3,2 milioni; gli impianti tecnici 17,4 milioni di euro; le telecomunicazioni 9,4 milioni di euro. 320 milioni di euro. Terrificante. Strasburgo va chiusa. E, invece di ridurre quell'enorme sede a cattedrale nel deserto, è già pronto il progetto della prima Università transeuropea, o di una scuola di amministrazione pubblica, o di quel cavolo che vi pare.
28 Mercoledì 18 gennaio 2012
42 Mercoledì 18 gennaio 2012 LOMBARDIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it Progetto modello Dalla Scozia a Rho per copiare le case dei papà separati ::: MARIA LUIGIA PIZZULO RHO (MI)  L'esperienza delle case per papà separati, avviata a Rho nell'hinterland milanese nel maggio 2010, fa scuola nel nord Europa. La Bbc, la nota emittente della Gran Bretagna, ha appena finito di girare un documentario su come si svolge il progetto per riproporlo in Scozia. La troupe è stata presso il Collegio dei padri oblati per registrare la vita di questi papà che, grazie al supporto di una casa dove stare, riescono a recuperare fiducia in se stessi, a ritrovare un lavoro ma soprattutto ad avere un luogo dove poter portare i propri figli e trascorrere qualche ora con loro. Il costo mensile dell'affitto è di 600 euro, di cui 200 a carico del genitore e la restante parte della Provincia, potranno restarci per un periodo che va da 8 mesi ad un anno. Nel pacchetto rientrano tutti i servizi ad eccezione dei pasti che potranno comunque essere consumati nella mensa del Collegio a prezzi agevolati o nella peggiore delle ipotesi in quella dei poveri. «La grande attenzione mediatica ci conforta e ci spinge ad andare avanti nella sperimentazione - spiega l'assessore provinciale alle Politiche sociali, Massimo Pagani ideatore e promotore dell'iniziativa -. Quello che distingue il nostro progetto dalla semplice offerta di un tetto è un programma ad hoc, oltre al supporto di due assistenti sociali». In questo momento tutti e 15 i mini-alloggi di Rho sono occupati e la Provincia sta lavorando alla cosiddetta «seconda fase», con l'allestimento di una vera e propria abitazione dove sperimentare forme di condivisione per papà già passati dalla prima fase. Inoltre è alla ricerca di nuovi alloggi a Milano città. Si pensi che nel solo capoluogo ogni anno si separa una coppia su due e di questi circa cinquantamila sono i papà in difficoltà economiche. Tante le associazioni che cercano di dare una voce a chi entra a far parte dei nuovi poveri, a capo di tutte c'è Famiglie Separate Cristiane, presieduta da Ernesto Emanuele. Intanto la lista d'attesa dei papà in cerca di casa si allunga sempre più. Castello Brianza (Lc) Via i figli perché severo Papà assolto dai giudici Accusato per uno scappellotto, ora dovrà ricomporre la famiglia ::: PAOLA SANDIONIGI CASTELLO BRIANZA (LC)  Dare uno schiaffo a fin di bene ai figli non è reato. Non è passibile di accusa. Almeno stando al caso che ha visto coinvolto un genitore di Castello Brianza, paese di 2.500 abitanti a una quindicina di chilometri dal capoluogo. Era stato accusato di essere troppo severo coi figli. Accusato di abuso di mezzi di correzione e maltrattamenti in famiglia. Si parla di uno schiaffo alla figlia minorenne scoperta a bigiare e a fumare senza permesso, e di comportamenti severi con il figlio poco ligio allo studio, che raccontava di andare bene a scuola, ma che sulla pagella aveva più di un'insufficienza. Al centro della storia un padre, neppure tanto in là con gli anni, che era stato accusato di avere comportamenti troppo severi coi figli. Un padre che si era visto indagare dalla questura di Lecco, che una volta fatti gli accertamenti, aveva formalizzato l'accusa di maltrattamenti familiari, tanto che i due figli furono allontanati da casa e accolti in una struttura protetta. Una storia che aveva fatto parlare parecchio. Fare il mestiere del genitore non è facile, non lo è mai stato, e in un'epoca come l'attuale è ancor più complicato. I rapporti tra genitori e figli non sono semplici, se di mezzo c'è un padre un po' all'antica, che usa ancora gli scappellotti, il rischio è quello di trovarsi in una vicenda più grande di quanto si possa immaginare. Lunedì mattina il giudice per le udienze preliminari Massimo Mercaldo, con il consenso del sostituto procuratore Paolo Del Grosso, ha pienamente prosciolto il padre dalle accuse. In poche parole sia il giudice che il pubblico ministero hanno concordato che si trattava di comportamenti ammissibili, e che uno schiaffo ogni tanto, dato a fin di bene, non è passibile di denuncia. Ora sicuramente la situazione della famiglia in questione è compromessa. Il genitore è stato prosciolto dalle accuse. Non ha commesso alcun reato, non ha fatto abusato dei mezzi di correzione e non è stato protagonista di maltrattamenti in famiglia. Un sospiro di sollievo per il genitore che si lascia alle spalle un incubo. Ricostruire il rapporto coi figli non sarà facile, e non è detto neppure che sarà possibile. E alla fine il vero dramma della famiglia è questo: i rapporti che ormai si sono rotti. Tornando ai fatti, il genitore era stato accusato di aver dato uno schiaffo alla figlia che aveva bigiato e che era stata scoperta a fumare senza l'autorizzazione, mentre il figlio aveva raccontato qualche bugia di troppo sul suo profitto scolastico. VARESE . Quattro arresti per spaccio VARESE La Gdf di Varese ha colpito una pericolosa organizzazione che si procurava e distribuiva cocaina destinata al Nord Italia. La base operativa e di organizzazione del traffico illecito, composta da napoletani, si trovava nella provincia di Mantova da dove partivano i contatti con i trafficanti sudamericani e con i corrieri reclutati in provincia di Napoli [Ftg.]
27Mercoledì 18 gennaio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Tutte le e.mail inviate a «Libero» e non pubblicate in questa pagina per mancanza di spazio le trovate sul nostro sito all'indirizzo www.liberoquotidiano.it Numero verde 800 - 984824CERTIFICATO N. 7184 DEL 14/12/2011 ISSN 1591-0423 La tiratura di mercoledì 18 gennaio 2012 è di 169.242 copie WebSystem - Gruppo24Ore Concessionaria esclusiva per la pubblicità Direzione Milano 20146, Via Winckelmann 1 Tel. 02.24424611 Fax 02.24424490 Filiale di Roma 00196, Via C. Beccaria 16 Tel. 06.69548111 Fax 06.69548125 Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Pisacane,1 - 20016 Pero (MI) Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 e-mail: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l'attivazione si prega di inviare i dati precisi dell'intestatario dell'abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 e-mail: abbonamenti@libero-news.eu Orario: 10.00-12.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell'ultimo anno. 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall'importo in valori bollati, indirizzata a Libero - Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano Abbonamenti nazionali  12 mesi: 6 giorni .................................. 290  6 mesi: 6 giorni .................................. 155  3 mesi: 6 giorni .................................. 85  12 mesi: 5 giorni .................................. 250  6 mesi: 5 giorni .................................. 130  3 mesi: 5 giorni .................................. 70  12 mesi: 4 giorni .................................. 205  6 mesi: 4 giorni .................................. 105  3 mesi: 4 giorni .................................. 60 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano Modalità di pagamento:  versamento su C/C Postale n. 41953050  bonifico banc. Banco di Brescia Ag. 5, via V. Veneto, Roma IBAN: IT67Y0350003205000000034492  Carta di credito sul portale www.liberoquotidiano.it 3 6 8 9 10 13 16 23 28 36 42 45 48 53 59 69 80 81 84 86 LOT TO Estrazione del 17/01/2012 S U P E R E N A LOTTO BARI CAGLIARI FIRENZE G E N O VA MILANO NAPOLI PA L E R M O ROMA TORINO VENEZIA NAZIONALE La combinazione vincente: 9 27 32 51 53 71 QUOTE SUPERENALOTTO • Nessun ”6” (jackpot 5 3 . 2 0 7. 6 3 1 , 5 0 ) • Nessun ”5+1” • Ai 25 ”5” vanno 1 5 . 0 7 2 , 11 • Ai 1.401 “4” vanno 268,95 • Ai 46.091 ”3” vanno 16,35. QUOTE SUPERSTAR • Nessun “5 stella” • Ai 6 “4 stella” vanno 26.895,00 • Ai 166 “3 stella” vanno 1.635,00 • Ai 2.936 “2 stella” vanno 10 0,0 0 • Ai 19.168 “1 stella” vanno 10,00 • Ai 41.765 “0 stella” vanno 5,0 0. • Montepremi: 2 . 5 1 2 . 017, 9 4 16 81 13 76 46 28 9 59 23 24 6 3 69 19 55 42 28 45 30 67 8 36 85 34 16 23 69 54 49 74 80 84 52 13 3 48 86 70 7 13 53 36 76 82 22 10 53 30 44 33 45 37 52 61 8 10 e LOTTO Numero jolly: 62 precedente. Ciò grazie anche ai proventi dei giochi ed in particolare dei 1.504 milioni di euro (+31,8%) che lo Stato ha incassato in più dal lotto. Pur essendo in periodo di crisi, coloro che sperano nella fortuna sono sempre più numerosi. Le persone, in disagio economico, giocando acquistano anche la speranza. Le entrate dello Stato per giochi e lotterie aumentano di anno in anno con l'aumentare della povertà. Perché non destinare i maggiori incassi di questa "tassa sulla povertà" al sostegno delle categorie più deboli? Angelo Ciarlo Napoli CRISI PERFETTA/2 Torniamo ad essere concorrenziali Mi preoccupa il declino economico dell'Italia. Combattere l'evasione avrà un effetto positivo per le casse dello Stato, ma non è la soluzione alla crisi. La liberalizzazione per favorire la concorrenza come soluzione è addirittura fuori obiettivo; sarebbe uno scannarsi tra poveri. Creare una forte concorrenza nei confronti del mercato orientale e in particolare quello cinese, questa è una radicale soluzione positiva per l'occupazione. Tasse, pensione, infortunio, malattia, ferie, norme igienico-sanitarie, sicurezza, energia: sono voci giuste, ma in quale misura incidono su un'impresa? Bisogna abbassare decisamente il peso economico delle suddette voci sulle nostre aziende così che possano essere concorrenti rispetto al mercato orientale. Gianfranco Pandini Trescore (Cr) CRISI PERFETTA/3 I liberi professionisti non sono privilegiati Si fa un gran parlare dei guadagni dei professionisti rispetto ai dipendenti. Se di qua del guado (mondo dei professionisti) ci sono lauti guadagni e bassi rischi, invito la moltitudine dei dipendenti a traghettare verso la sponda felice. Ma non vadano poi a piangere su temi quali orari di lavoro, malattia, ferie, cassa integrazione, sindacati, termini sconosciuti a chi si cimenta nell'attività imprenditoriale. Carlo Washington Solmi e.mail LIBERALIZZAZIONI Non accanitevi sui tassisti Se il servizio delle auto pubbliche italiane fa schifo come asserisce Facci, è un opinione di una persona che senz'altro ha preso più taxi di me in altre città italiane, ma forse meno qui a Milano dove il servizio funziona molto bene. Il taxi ha già parecchia concorrenza: i noleggi, i radio-bus, le navette degli hotel. Il taxi ha sempre offerto il servizio notturno. Tutte cose che la liberalizzazione contempla e chiede ad altre attività. Nel contempo non sembra ci siano clienti che si prendono a botte ai posteggi per assicurarsi un'auto bianca. Senza sato bene di bloccare la metrotramvia per richiamare l'attenzione sul fatto che il menù servitogli non sarebbe di loro gradimento. Personalmente non pensavo che questi signori si trovassero ancora qui a nostre spese. Poichè l'odiato Gheddafi non c'è più, non sarebbe ora che facessero le valigie e se ne tornassero in Libia a dare una mano ai loro connazionali rimasti per ricostruire il Paese? Qualcuno si prenderà la briga di ricordarglielo? Aldo Passarella e.mail RAI/1 Persino «Italia sul 2» diventa faziosa In «Italia sul due» i giornalisti ospitati ieri erano de «La Repubblica», «Il Corriere della Sera», «Il Sole 24 Ore» ed economisti schierati con il governo. Non c'è già più spazio per Porro, Belpietro e l'opposizione. Ci stanno già indottrinando e stanno già preparando un'informazione ad hoc. Sono da compatire, ma bisogna stare con occhi e orecchie molto vigili. La presentatrice è una signorina che iniziò la sua carriera con una trasmissione di chiaro orientamento cattolico, ma che ora sta andando in una direzione diversa, forse quella più sua. Vittorio Mazzucato e.mail RAI/2 Il cattolicesimo in tv esiste ancora Sono tante le invettive fitte e riccamente documentabili sulla programmazione Rai. Si citano, d'abitudine, trasmissioni che si fondano su pregiudizi politici e morali, pettegolezzi scandalosi e pretese culturali fragilissime, dimenticando le rubriche religiose e telefilm come «Che Dio ci aiuti» e «Don Matteo». Senza cadere nell'eccesso opposto, e senza voler dipingere un quadro idilliaco, si può dire che il tema del cattolicesimo, anche se trattato in modo molto leggero, in tv non è scomparso. Si tratta di un momento prezioso. Pierpaolo Vezzani Correggio (Re) ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 1 -1 2 -2 1 -1 -3 9 -4 -1 3 8 -4 -4 -3 -1 -3 -6 5 -2 8 8 10 7 13 6 8 12 8 6 12 12 5 6 8 10 6 6 8 1 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: nubi medio-basse su centro-est Liguria; bel tempo altrove pur con diffusi e persistenti banchi di nebbia in Valpadana. Strati alti in ispessimento sulle Alpi. Temperature in ascesa, massime tra 5 e 10. CENTRO: bel tempo salvo annuvolamenti sulla Toscana, anche compatti tra litorali e province settentrionali. Temperature stabili, massime tra 6 e 11. SUD: variabile in Puglia con rovesci sparsi in assorbimento, nevosi da 600-800m; poco o parzialmente nuvoloso altrove. Temperature stabili, massime tra 7 e 12. NORD: nubi sulla Liguria con locali pioviggini sul Levante; addensamenti sulle Alpi con neve in arrivo sui confini. Strati altrove, nebbie in Val Padana. Temperature in ascesa, massime tra 6 e 11. CENTRO: nubi in aumento sulle Tirreniche con qualche debole piovasco dalla serata. Soleggiato o al più velato altrove. Temperature in ascesa, massime tra 8 e 13. SUD: soleggiato ma con nubi in aumento serale tra Campania e alta Calabria tirrenica, con qualche debole pioggia. Temperature in ascesa, massime tra 10 e 14. NORD: nevicate sulle Alpi oltre 1000-1500m in calo serale; qualche piovasco anche su Triveneto e Romagna. Più sole altrove ma con nebbie sulla Valpadana. Temperature stabili; massime tra 8 e 13. CENTRO: nubi sulle tirreniche con piogge sparse, ma con schiarite serali. Peggiora dalla sera sulle Adriatiche. Temperature in ascesa, massime tra 11 e 16. SUD: piogge sparse su Campania e Calabria tirrenica, in progressiva estensione a Sicilia, Lucania, alta Puglia e Molise. Temperature in rialzo, massime tra 11 e 16. Su contare che tra consumi di carburante e cambi d'auto facciamo girare l'economia. Perché quindi accanirsi su un settore già a posto, che ha già dato? Massimo Bulegato Sedriano (Mi) ECONOMIA La vera solidarietà del produttore Assicura facile consenso e popolarità l'esortazione alla solidarietà. Affermano di tutelare i poveri e i deboli: la sinistra, la Chiesa, il politicamente corretto, il centro e pure la destra. L'autentica solidarietà si fonda sull'azione costruttiva, non sulle chiacchiere. Il faticone che lavora concorre al bene comune. La produzione è la moderna moltiplicazione dei pani e dei pesci. Contribuisce alla collettività col pagamento d'i mposte e tasse; non cerca l'a ssistenzialismo. Come lavoratore instancabile e risparmiatore perseverante, egli giova all'umanità: produce più ricchezza di quanta ne consuma. Egli è il vero altruista e benefattore. Gianfranco Nìbale Padova POVERA ITALIA/1 Troppi stranieri che delinquono Un vigile ucciso e due slavi colpevoli, una ragazza del Bangladesh picchiata, si cerca un connazionale, due cinesi uccisi e si cercano due marocchini. Solo negli ultimi giorni. Sono questi gli extracomunitari che dobbiamo accogliere? Signora Turco e signora Bindi, venite a difenderli in pubblico ora? Alda De Carli Lazise (Vr) POVERA ITALIA/2 I libici rifugiati rifiutano il menù Adesso anche i libici, che a loro dire erano fuggiti dalla dittatura del cattivo Gheddafi, inscenano proteste di carattere culinario. A Cinisello sette rifugiati libici hanno trovato ospitalità istituzionale. In un'ora di punta hanno penNumero SuperStar:82
26 Mercoledì 18 gennaio 2012 ::: le lettere lettere@libero-news.eu @ commenta su www.liberoquotidiano.it Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell'oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. DISTRIBUTORE PER L'ITALIA E L'ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl - Via Aldo Moro, 2 - Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl - Via Carlo Pesenti, 130 - Roma S.t.s. S.p.A. - Strada V zona industriale, 35 - Catania L'UNIONE EDITORIALE S.p.A. - Viale Regina Elena, 12 - Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. - Viale delle Magnolie - Modugno (BA) CENTRO SERVIZI EDITORIALI Srl - Via del Lavoro, 18 - Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 15 anno XLVII Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH - Fr. 3.00; MC & F - 2.00. EDITORIALE LIBERO s.r.l. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Arnaldo Rossi CONSIGLIERI: Maurizio Belpietro - Sergio De Benedetti DIRETTORE RESPONSABILE Maurizio Belpietro VICE DIRETTORI Massimo de' Manzoni (vicario) - Franco Bechis Fausto Carioti - Pietro Senaldi DIRETTORE GENERALE: Stefano Cecchetti REDAZIONE MILANO 20129 - Viale L. Majno, 42 Telefono: 02.999.666 - Fax: 02.999.66.264 REDAZIONE ROMA 00187 - Via Barberini, 50 Telefono: 06.999.333 - Fax: 06.999.33.443 UFFICI AMMINISTRATIVI: Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano SEDE LEGALE: Via dei Valeri, 1 - 00184 Roma MORTE IN CROCIERA/1 Questa disgrazia era annunciata La disgrazia del Costa Concordia era annunciata. Molti hanno assistito a queste usuali manovre scellerate. Perché organi di controllo come Capiteneria di porto, Carabinieri, Finanza, di solito estremamente rigorosi nel far rispettare regolamenti e norme, non hanno sanzionato questa pratica? Perché i professionisti del mare non sono soggetti a norme, leggi, comportamenti che tutti devono rispettare? Perché lo Stato è implacabile con il piccolo e tollerante con la corporazione? Claudio Serafini e.mail MORTE IN CROCIERA/2 Quel capitano ha perso l'onore Certamente mi ha sconvolto la vicenda della Concordia. Ingiustificabile è l'errore del capitano dovuto solo ad arroganza e spacconaggine, errore che ha tolto la vita a molte persone. Ma il capitano avrebbe potuto rispondere del proprio errore senza perdere anche l'onore. Un capitano che abbandona la nave è senza onore, meritevole di ignominia e del più profondo disprezzo. A quest'uomo darei la lettera scarlatta come marchio del disonore. Oltre alla galera, non merita altro. Paola Scasso e.mail MORTE IN CROCIERA/3 La telefonata che svela la codardia C'è da rimanere sconcertati dopo aver ascoltato il tono delle telefonate intercorse tra il capitano Schettino e il comando della Capitaneria di Livorno. L'atto di vera codardia messo in atto da comandante e vice che hanno ritenuto di dover abbandonare la nave prima dei passeggeri, è inaudito nella marineria di tutto il mondo. Al commissario che è restato sulla nave per sincerarsi che non ci fosse più nessuno, poi infortunato e salvato da morte certa dai soccorritori, ai tanti camerieri e cuochi che si sono prodigati per aiutare i naufraghi a lasciare la nave già capovolta, deve andare il riconoscimento del loro gesto da parte dei naufraghi e di tutti gli italiani. Al comandante Schettino che nell'imminenza del disastro da lui provocato ha avuto l'ardire di mentire va il pubblico ludibrio. Angelo Trotta e.mail MORTE IN CROCIERA/4 Selezioniamo meglio i nostri ufficiali Il naufragio della Concordia e il comportamento da magliaro del suo comandante riempie di vergogna chiunque senta un po' di amor di patria. Pressapochismo, incompetenza, sbruffoneria e vigliaccheria non sono un bel biglietto da visita per la nostra marina mercantile. Una delle conseguenze nefaste del '68 è che un cialtrone qualsiasi ha la possibilità di ascendere fino a ricoprire posti di responsabilità, perché oggi la parola “selezione” è bandita da ogni e qualsiasi scuola. Non è democratica. Giancarlo Moruzzi Bolgare (Bg) MORTE IN CROCIERA/5 Troppo potere a una persona sola Tutti ora se la prendono solo ed esclusivamente con il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. Sono d'accordo che abbia agito in modo veramente assurdo ma mi chiedo se sia possibile che una persona sola su questo tipo di navi abbia un tale potere assoluto. E i collaboratori? Non potevano dire la loro prima di un tale disastro? E la Capitaneria di porto, che a volte sanziona barchette a vela che si avvicinano troppo per l'incolumità dei bagnanti, nel frangente dov'era? Se una persona sola ha un tale potere c'è di che aver veramente paura a salire su questi ciclopi del mare. Umberto Brusco Bardolino (Vr) MORTE IN CROCIERA/6 Tante responsabilità per una sciagura Le auto moderne sono munite di sensori, che suonano quando si sta per urtare un ostacolo. Possibile che una nave così grande non fosse munita di sensori? Possibile che sia solo il comandante responsabile della sciagura? Il computer di bordo funzionava regolarmente? E il timoniere dov'era? Sugli aerei c'è il pilota automatico, ma ci sono anche 2 piloti pronti ad intervenire in caso di avaria. Non avviene la stessa cosa per una nave? Le cause vanno affrontate previa accurata analisi di tutte le apparecchiature. Biagio Sannicandro Bari MORTE IN CROCIERA/7 Aumentiamo la sicurezza in mare Spero che la tragedia della Concordia porti a un'i m m ediata modifica di regole: 1) più meritocrazia nell'assunzione degli ufficiali che, da sempre, avviene per raccomandazione; 2) divieto assoluto di navigazione inferiore a 1,5 miglia dalla costa; 3) monitoraggio continuo da parte delle Capitanerie di porto; 4) dotare le navi di blocco automatico (come nei treni) se non si segue la rotta autorizzata. Angelo Catalano e.mail IL GOVERNO/1 Monti si è stufato di fare il tappetino Forse Monti si è stufato di fare da tappeto ad Angela Merkel. Forse dopo aver trovato un feeling con il ridimensionato Sarkozy, l'illustre bocconiano ha compreso che è giunta l'ora di alzare un poco la testa dalla sabbia e rispolverare così l'orgoglio del nostro Paese. Vedremo fino a che punto Monti avrà la determinazione di arrivare per garantire all'Italia di non entrare in questa Europa sempre dalla porta di servizio. Rita Muscardin e.mail IL GOVERNO/2 Silvio fa male ad appoggiare i prof Secondo me il Pdl non deve collaborare col governo, ma deve staccare la spina e provare a dare una svolta significativa al nostro Paese. Così facendo, il Pdl rischia di morire definitivamente e con esso la cultura liberale. Se Berlusconi non si "smuove", non solo non tornerà più sulla scena politica, ma avrà seppellito le potenzialità del voto di centrodestra. Graziella Saieva e.mail IL GOVERNO/3 Mi sarei aspettato tagli agli sprechi Mi sarebbe piaciuto, per gli italiani, vedere privatizzazioni, liberalizzazioni e detassazioni significative. Il calo delle tasse provocherebbe, da subito, l'aumento del Pil ed i miglioramenti retributivi. La procedura scelta produce contrazione della spesa, da cui ne consegue meno Pil e meno ricchezza distribuibile. Ma la cosa più sconvolgente è quella di non voler mettere le mani sugli sprechi e l'a ssistenzialismo che sono le vere cause del deficit e del debito pubblico. Angelo Lorenzetti Trento IL GOVERNO/4 Neanche i secchioni fanno le riforme Tutti ci lamentiamo perchè Monti non attua le grandi riforme. Dovremmo ricordare che lo sostengono alcune forze che hanno fatto il debito pubblico e non vogliono che l'Italia cambi. Come le hanno impedite a Berlusconi, intendono impedirle a Monti. Gianni Oneto Rapallo (Ge) CRISI PERFETTA/1 Il gioco è una tassa sui più poveri Tra gennaio e novembre del 2011 le entrate tributarie sono aumentate dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno segui la rubrica anche su www. A tu per tu di MATTIAS MAINIERO Per 2,58 euro in lite con Equitalia A edificazione del prof. Monti, del dott. Befera e del direttore generale di Equitalia dott. Cuccagna, segnalo il seguente caso. Per il ritardo di 7 giorni nel pagamento di euro 2,58 - diconsi due virgola cinquantotto centesimi - a saldo di un residuo d'imposta del 1995, gli Uffici affidati alla guida dei suddetti Signori, in 17 anni di accertamento e recupero, hanno prodotto spese, costi e oneri finanziari a carico dell'erario pubblico documentabili e quantificabili, per difetto, in molte centinaia di euro (procedimento n.2010/6… tuttora in corso). Si compiacciano gli stessi Signori delle cortinate antievasione. P. Marin e.mail Credo che lei abbia ragione. Ragione? Ma che dico: ragione sacrosanta. Due euro e cinquantotto centesimi. A quanto corrispondono? Mezzo pacchetto di sigarette? Due o tre caffè? Con 2,58 euro non si comprano neppure le aspirine per farsi passare il mal di testa da stress Equitalia. E per mezzo pacchetto di sigarette (o due o tre caffè) Equitalia mette in campo la sua potenza di fuoco. Una vergogna. Uno scempio di pubblico danaro perché il contribuente Marin, nel lontano 1995, fece un errore o fu vittima, non so, di una dimenticanza. E però i conti sono conti. Non dico che 2,58 euro moltiplicati per centomila o un milione di italiani facciano una cifra ragguardevole. Miseria sono e miseria restano. Dico solo che le cose funzionano così. Dico che, in quel lontano 1995, le furono chiesti dei soldi, che lei pagò ma in modo sbagliato, per cui non poteva che partire la nuova riscossione eccetera eccetera. Ed Equitalia ora invia lettere e il procedimento è aperto e noi paghiamo. E perché lei non versa quei 2,58 euro e la fa finita e fa risparmiare soldi a tutti noi permettendo ad Equitalia di chiudere un procedimento che altrimenti rimarrà aperto chissà fino a quando con nuove e infinite e pubbliche spese? Marin, faccia una sforzo, beva due o tre caffè in meno. E versi questi benedetti due euro e spiccioli. Lei vivrà più sereno e noi le saremo grati per il risparmio. Due euro e cinquantotto. Gesù mio, com'è complicata Equitalia e come sono complicati i contribuenti italiani. A me è capitato qualcosa di simile. Ho pagato, poi mi sono dato del fesso per aver pagato male la prima volta. Ma non pretendo che tutti si comportino come me. Vorrei solo che tutti noi la smettessimo di aver poco rispetto per soldi che spesso sono quelli pubblici. Mi faccia un favore super. Paghi domani. mattias.mainiero@libero-news.eu
22 Mercoledì 18 gennaio 2012 MOTORI @ commenta su www.liberoquotidiano.it pagina a cura di Novità/Salone di Detroit 2012 America, la nuova terra promessa Nel primo motor show dell'anno si respira ottimismo e non mancano modelli che vedremo anche in Europa  Siamo in gennaio, ma a Detroit si respira già aria di primavera: il North American International Auto Show apre l'anno col vento in poppa. Gli scorsi dodici mesi, negli Usa le vendite sono aumentate del 10% e tutto lascia presagire che la tendenza proseguirà. Dunque, America nuova terra promessa dell'auto: lo è per i marchi locali, primi fra tutti la Chrysler che incassa i risultati dell'alleanza con la Fiat. E lo è per le casegiapponesi e coreane, messe in ginocchio dalle catastrofi naturali dell'anno passato. Frattanto, c'è chi si muove con cautela: l'Alfa Romeo ha rinviato al 2013 lo “sbarco americano” dopo la tiepida accoglienza riservata alla Fiat 500. Eppure, sulla passerella in riva al Michigan, il Dna del Biscione sfila sotto le forme della Dodge Dart, grintosa berlina realizzata sulla base della Giulietta. Monta motori a benzina: 1.4 turbo MultiAir o 2.0 aspirato (da 160 CV) e un 2.4 (aspirato ma MultiAir) da 184. La Dart ha anche un ruolo strategico: è la famosa auto “da 40 miglia per gallone” (17 km/l) imposta da Obama come condizione affinché la quota di azioni Chrysler in capo alla Fiat crescesse dal 53,5% al 58,5%. Frutto della sinergia italo-americana è anche il prototipo 700C svelato a sorpresa proprio dalla Chrysler: è un'avveniristica monovolume con interni super rifiniti, portiere posteriori scorrevoli e dimensioni non esagerate (con sette posti), dalla quale potrebbe derivare una futura Delta Crossover. La tendenza a contenere le dimensioni coinvolge anche la Ca dillac, che con la nuova ATS (464 cm di lunghezza) sfida le europee Audi A4 o BMW Serie 3. Questa berlina ha linee squadrate, dalla marcata impronta sportiva, e motori potenti: due aspirati (un 2.5 da 200 CV e un 3.6 V6 da 320) oltre a un 2.0 turbo a iniezione diretta di benzina (da 273 CV); quest'ultimo arriverà anche in Europa, assieme, pare, a dei turbodiesel. Destino simile quello della Ford Fusion “made in Usa”, che nulla ha a che vedere con l'utilitaria Fusion UAV (distribuita in Italia): da noi è attesa il prossimo anno come nuova Mondeo. Ha un aggressivo frontale con fari sottili e mascherina poligonale. Ne Nel frontale sono apparse le luci diurne a led, i proiettori principali hanno un taglio più deciso e le dimensioni dei fendinebbia sono aumentate, come quelle delle prese d'aria: nate nel 2009, le attuali Toyota Avensis berlina e Wagon si sono rifatte il trucco. Con qualche affinamento dedicato a sterzo, sospensioni e motori (con una lieve riduzione dei consumi e delle emissioni). Mandato in pensione il 1.6, a benzina, rimane soltanto il 1.8 da 147 CV: è il motore d'accesso (27.600 euro la berlina con cambio manuale), nonché il solo disponibile anche con la trasmissione a variazione continua Multidrive S. Infatti, l'econo mo 2.0 a gasolio da 124 CV (che promette ben 21,7 km/l) si può avere soltanto col cambio manuale, mentre la “top di gamma” turbodiesel 2.2 (da 150 CV) che abbiamo guidato propone l'alternativa dell'automatico a convertitore di coppia e sei marce. Bene equipaggiati i due allestimenti in listino: il Lounge offre inediti sedili rivestiti in pelle e Alcantara, il “clima” bizona, il regolatore della velocità di crociera e la radio con vivavoce Bluetooth; per lo Style Safety (37.000 euro e abbinato alla versione più cara, la 2.2 D-CAT Wagon Automatica) ci sono in più il sistema per mantenere la distanza di sicurezza dal veicolo che precede e quello che avverte dell'involontario “salto”di corsia. Unica novità nel “ponte di comando”è il navigatore con touch-screen di 6,1 pollici, utilizzato per mostrare la scena inquadrata dalla telecamera di retromarcia (di serie). Per il restoritroviamo la sobria e poco originale plancia che però si fa apprezzare per la qualità; purtroppo è rimasto dov'era il tasto per il freno a mano elettrico. Quanto al baule, è rifinito a dovere e offre una capacità adeguata a una famigliare da 477 cm (da 543 lt a 1609). L'insonorizzazione è ottimale, e le sospensioni filtrano le asperità: oltre che su un'elevata tenuta di strada (grazie all'Esp), fra le curve si può contare su una discreta agilità; bene anche la precisione dello sterzo e la potenza dei freni. Per “sentire” la spinta del motore bisogna tenerlo al di sopra dei 2000 giri, ma i 9,8 secondi dichiarati per lo “0-100” sono verosimili. Il cambio automatico è abbastanza rapido, e premendo il tasto Sport “tira” di più le marce; quando si cerca il piacere di guida, è meglio usare le palette al volante (di serie). Positivi anche i consumi: a fine test abbiamo calcolato un valore non troppo distante dai 15,4 km/l dichiarati. Toyota La Avensis Wagon 2.2 D-CAT Lounge Test/ Wagon 2.2 D-CAT Lounge Toyota Avensis Wagon: non morde, ma sa coccolarti gli States esordirà con i turbo a benzina 1.6 e 2.0 e con un 2.5 aspirato, tutti con dispositivo Stop&Start e abbinabili al cambio manuale oppure automatico, nonché alla trazione anteriore o 4x4. L'auto è disponibile da subito anche ibrida: con batterie agli ioni di litio capaci di farla marciare per 75 km in modalità elettrica (ma sopra i 100 all'ora interviene il benzina); in un secondo momento la affiancherà la “plug-in”, ricaricabile dalla rete domestica. In vendita nel 2013 anche la Buick Encore, aggressiva suv lunga appena 428 cm ma con interni lussuosi; può avere due o quattro ruote motrici ed è spinta dal 1.4 Ecotec turbo a benzina da 140 CV, uno dei motori che, da noi, muoverà la Opel Mokka. La tecnologia ibrida è il fulcro del rientro della Hondanell'Olimpo delle supercar. Come l'omonimo modello degli anni 90, il prototipo della nuova NSX utilizza un V6 montato in posizione centrale che aziona le ruote posteriori. Ma, in aggiunta, ci sono due motori elettrici: il sistema si chiama Sport Hybrid SH-AWD e promette prestazioni di alto livello. Per la produzione, basata proprio negli Usa, si dovrà attendere il 2015. Più vicino il futuro commerciale della Accord Coupé, che celebra il trentesimo anniversario del primo modello Honda costruito in America e anticipa il restyling di gamma. Si potrà acquistare già dalla prossima primavera la nuova generazione della 911 Cabriolet, da sempre una delle Porsche più apprezzate negli States: ha il tetto semirigido che si apre e si chiude in 11” e può essere azionato fino a 60 km/h. I boxer 3.4 (da 349 CV) e 3.8 (da 400 CV nella versione S) sono gli stessi della coupé; lo stesso vale per il cambio a sette marce, manuale oppure robotizzato a doppia frizione. Altra tedesca che fa parlare di sé è la Volkswagen E-Bugster, variante elettrica del Maggiolino ancora allo stato di prototipo: ha batterie che si ricaricano all'80% in soli 30 minuti (col trifase), vanta 116 CV e promette circa 140 km di autonomia. Si caratterizza per il tetto ribassato e per l'eliminazione del finestrino posteriore e nello stile anticipa la versione cabrio del Maggiolino. La Cadillac ATS La Dodge Dart La Ford Fusion La Honda NSX La Volkswagen E-Bugster La nuova Porsche 911 cabriolet
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