6 Mercoledì 9 novembre 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it DIETRO LE QUINTE Di Pietro: «Casini dice che non va al governo senza il Pd? Cambierà idea». Rutelli: «Facciamo tutti un passo indietro e lasciamo il lavoro sporco ad altri» patatrac QUI CAMERA Il governo non cade ma scivola verso l'uscita Fuori piove a dirotto, dentro l'Aula si respira malinconia. Berlusconi circondato dai leghisti non degna Tremonti di uno sguardo. Dopo il voto pure l'opposizione appare smarrita ::: FRANCO BECHIS La foto simbolo è stata quella del foglietto che alla fine della seduta Laura Ravetto ha passato al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Da qualche minuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, aveva letto i risultati del voto sul rendiconto: votanti 309, hanno detto sì 308, un astenuto. Per la prima volta dopo tanti anni dopo il risultato finale del voto Berlusconi non si era alzato. Il volto tirato, stanco, perfino irrigidito, è rimasto immobile sulla sua poltrona da presidente del Consiglio, prendendo quel foglio con l'elenco dei votanti dalla Ravetto. 308 i fedelissimi, 8 i “traditori”, e lì sopra la parola che lo avrebbe portato al Quirinale: “dimissioni”. Perfino quella è stata una sorpresa, perché nella pancia del palazzo nessuno osava pronunciare la parola anche dopo il voto sul rendiconto, né fra i gruppi di maggioranza, né fra i gruppi di opposizione. È stata una giornata strana alla Camera, quella decisiva per la fine del quarto governo Berlusconi. Fuori pioveva a dirotto, ed è simbolo che da qualche settimana accompagna ogni voto decisivo. Dentro il popolo dei deputati sembrava ormai stanco, sfibrato, nemmeno in attesa di sorpresa. Qualcuno era sfinito come la leghista Manuela Del Lago, mentre aspirava nervosamente la sigaretta nel corridoio di sinistra che porta dall'ingresso al Transatlantico. Un collega sorrideva: «Questo fumoir è l'unica cosa buona realizzata qui dentro dal 2008». Lei non aveva più voglia di sorridere: «Quasi non ce la faccio più. Io sono con Roberto Calderoli: basta, elezioni subito e così ci si riprende». Sfinita lei e molti abitanti del palazzo. Il più pallido di tutti è parso Luciano Maria Sardelli, ex responsabile, il primo a fare la valigia e lasciare Berlusconi qualche settimana fa. Qualche collega giornalista gli stava spiegando che ormai la prospettiva più probabile è quella elettorale. Quando ha sentito la parola magica, “elezioni”, in viso Sardelli è diventato terreo. Anche Umberto Bossi sembrava poco presente a se stesso. Un po' sfinito e un po' smarrito fin dall'in gresso a palazzo, con tanto di codazzo leghista di accompagnamento e al fianco l'amazzone prescelta per la sfilata: Francesca Martini, biondona sottosegretaria e un tempo hostess dell'Alitalia. Entrato in aula Bossi si è seduto alla sinistra di Berlusconi. Il Cavaliere ieri si è fatto circondare dalla Lega: alla sua destra c'era Roberto Maroni. Espulso dai banchi di prima fila del governo (ed è la prima volta che accade) invece il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Si è seduto nella fila dei sottosegretari, però loro gli hanno lasciato il posto d'onore, al centro. Proprio davanti a Berlusconi che avrebbe potuto allungargli uno scappellotto, e invece non ha degnato la nuca del superministro di uno sguardo per tutta la seduta. È stata un'altra foto simbolo del governo che ieri non cadeva, ma scivolava lentamente verso l'uscita. Fra Silvio e Giulio non c'è più spazio nemmeno per una parola. Quando il voto ha certificato la fine dell'esperienza, Tremonti che fino a lì se ne era stato con le mani in mano come uno scolaretto, è scivolato via silenzioso per fare spazio ai fedeli veri del premier che lo stavano circondando preoccupati e un po' smarriti. Già, proprio lo smarrimento sembrava il male oscuro del palazzo ieri. Comprensibile nelle fila dei pidiellini che subito dopo il voto sono andati a frotte allo sportello bancario che si apre nella Corea, il corridoio dietro l'aula. In banca Francesco Giro. In banca Valentino Valentini, l'unico collaboratore fedelissimo del premier cui è consentito di portare la barba. Valentini subito dopo l'ope razione allo sportello si è appartato in un angolo quasi al buio a parlare fitto fitto con Marco Milanese. In banca perfino Ignazio La Russa, e la fila mano mano aumentava. Ma lo smarrimento era ben presente anche nella fila dell'opposizione. Pierluigi Castagnetti seduto su un divano di Montecitorio non trovava le risposte alle domande dei suoi: «Non so che dire, non so che accadrà. A loro converrebbe tirare avanti ancora qualche mese con qualsiasi governo, in fondo noi non è che siamo unitissimi…». Manco Giuseppe Fioroni era in grado di predire l'immediato futuro. Anzi, quasi era lì a chiedere a Berlusconi di restare ancora un po': «l'unica cosa che ho scoperto del Pdl è che dopo Berlusconi nessuno è pronto. Non sono in grado di decidere nulla da soli. C'è una differenza di livello fra lui e gli altri enorme». L'unico ad avere qualche certezza sembrava Antonio Di Pietro. Fuori dal palazzo lo intervistano tante troupe televisive. Spara qualche slogan, ma non brinda come ci si sarebbe attesi. E a Libero offre la sua analisi: «Elezioni? Beh, io sarei l'unico davvero contento. Ma non ci credo affatto. Vedrete che allargano la maggioranza al terzo Polo. Casini oggi dice no senza il Pd? Vero. Ma il giorno dopo che Berlusconi non è più premier, lui dirà sì. Perché mai dovrebbe fare tanta fatica per arrivare al governo se al governo può arrivare subito e dalla porta principale? Vedrete. Lo farà». Francesco Rutelli è restato l'ul timo mohicano appeso al governo tecnico: «Tutti sappiamo cosa deve essere fatto ora. Lo sa anche il Pdl, lo sa pure Berlusconi. E credo convenga a tutti noi. Facciamo un passo indietro insieme e lasciamo il governo a chi deve fare cose pesanti che non portano voti a nessuno di noi. Faranno il bene dell'Italia e non ci danneggeranno troppo se siamo tutti d'ac cordo». Magnifica prospettiva politica. . FOTOGRAMMI DALLA CAMERA Da sinistra, il presidente Fini in un momento di stanchezza; Ghedini con al fianco un mazzo di fiori per commemorare il deputato Franzoso; Osvaldo Napoli fa il baciamano alla Santanchè; Cicchitto conversa amabilmente con Dario Franceschini (di spalle); Tremonti fra Cesario e la Ravetto [Ansa] RITARDO FATALE Non ho votato: colpa di una pillola ::: GENNARO MALGIERI Dopo circa 15 anni di vita parlamentare, non sono riuscito a votare in tempo. Ieri pomeriggio mi sono imprudentemente assentato per pochi attimi: dovevo prendere una pillola. Credevo di fare in tempo a rientrare in aula, dal momento che si stava commemorando il collega Franzoso. Per una frazione di secondo, non sono invece riuscito ad arrivare al banco in tempo. Con rammarico ho chiesto al presidente della Camera la parola. Me l'ha concessa, e mi sono scusato con l'assemblea e ho dichiarato che se avessi potuto avrei votato a favore del rendiconto generale dello Stato. Per tutto il pomeriggio ai colleghi giornalisti ho ribadito questa banale verità, mai immaginando che la mia defezione involontaria sarebbe diventata una caso politico. Il che la dice lunga sullo stato dell'arte. FUGA DAI MICROFONI E Stracquadanio semina i cronisti Dopo aver parlato con il premier Berlusconi, all'uscita da Palazzo Grazioli ieri il deputato del Pdl, Giorgio Stracquadanio è stato assediato da un nugolo di giornalisti. «Mi avete rotto i c...», ha urlato il parlamentare esasperato, correndo intorno a Palazzo Grazioli, cercando di seminare i cronisti - voglio essere un uomo libero, non voglio rispondere». Infine, respingendo microfoni, è riuscito a “met tersi in salvo” rifugiandosi per qualche minuto in una camionetta dei carabinieri. RIVELAZIONE DI PANIZ «Papa potrà tornare in aula» La maggioranza alla Camera soffre ancora di un'assenza costretta: Alfonso Papa, deputato Pdl, è in questi giorni a Napoli, agli arresti domiciliari. Il suo collega di partito, il pidiellino Maurizio Paniz ieri si è lasciato andare a una rivelazione clamorosa: «Credo che presto Papa potrà venire a votare». L'altro ieri la Cassazione ha condannato la scelta di mandare il politico del Popolo della Libertà in carcere, dove è rimasto fino al 31 ottobre scorso, ma sembra d'accordo per una detenzione.
10 Mercoledì 9 novembre 2011 Il dolore cronico in Europa condiziona la vita del 19% della popolazione con un impatto sui cittadini italiani ancor più elevato e pari al 26%. A dispetto di questo dato, che soprattutto impatta sulla salute e sulla vita delle donne, il nostro paese ha da sempre mostrato una certa arretratezza culturale rispetto al tema. Fortunatamente, la recente introduzione della legge 38 del marzo scorso ha consentito di portare l'attenzione della popolazione (sia medica sia generica) l'annoso tema dolore e di stabilire alcune linee guida di facile applicazione in tutti gli ospedali e ambulatori di medicina. Più specificamente il diritto ad avere il proprio dolore misurato e conseguentemente trattato in modo appropriato. È qui dove infatti si combatte la vera battaglia culturale: sul fronte dell'appropriatezza prescrittiva che dovrebbe contenere gli eccessivi consumi di antinfiammatori non steroidei o coxib (e gastroprotettori associati) a favore di una corretta prescrizione degli analgesici oppioidi quali tramadolo, ossicodone ed altri. Il trattamento del paziente con dolore sulla base delle reali necessità antalgiche diventa un obiettivo sempre più raggiungibile anche perché ai recenti analgesici di vecchia generazione si sono recentemente uniti alcuni oppioidi di nuovissima concezione: l'associazione ossicodone - naloxone che garantisce una terapia efficace minimizzando gli effetti collaterali, in particolare a livello gastrointestinale, e il tapentadolo nuovo farmaco oppiaceo con innovativo profilo farmacologico. Per tutti i farmaci oggi impiegati in questi casi è sempre necessario valutare su base individuale il rapporto tra rischio e beneficio derivanti dall'impiego di diversi farmaci oggi proposti, paragonando le possibili reazioni avverse al beneficio concretamente ottenuto dal paziente. Nel caso del tapentadolo, farmaco recentemente approvato dall'FDA per la cura del dolore cronico benigno è stata segnalata, in una review di "The Lancet" (Lancet 2011; 377: 2226–35) dedicata al trattamento del dolore cronico non oncologico, la possibilità che si presenti la sindrome serotoninergica. Si tratta di una condizione potenzialmente letale, dovuta all'innalzamento dei livelli di serotonina, una sostanza prodotta naturalmente dal sistema nervoso centrale. Questo rischio accomuna il tapentadolo ad altri farmaci (per esempio antidepressivi e un altro analgesico di largo impiego come il tramadolo). La sindrome serotoninergica si sviluppa soprattutto nei trattamenti a lungo termine con farmaci che agiscono direttamente o indirettamente sulla serotonina e, è stato riportato in letteratura, a seguito di un uso scorretto o in caso di sovraddosaggio. L'impiego del tapentadolo, dunque, richiede da parte del medico curante un'attenzione particolare a questo aspetto e alla somministrazione, assieme al tapentadolo di altri farmaci che potrebbero generare lo stesso effetto. Una situazione che interessa prevalentemente chi ha un'età tra 45 e 65 anni di SERGIO BOSIO Secondo un'indagine Gfk Eurisko chi ha il diabete deve prendere ogni giorno circa 6 compresse per curare anche le patologie associate Dopo oltre cinquant'anni dalla scoperta della metformina, sarà disponibile in farmacia già da novembre anche la formulazione solubile: metformina polvere, in bustine monodose, il farmaco antidiabetico orale considerato il riferimento nella cura del diabete di tipo 2. La novità va molto oltre le apparenze. «Potrebbe sembrare una questione banale - spiega Carlo Bruno Giorda, Presidente dell'Associazione Medici Diabetologi (AMD) - ma poter finalmente disporre di metformina, in una formulazione facilmente solubile in acqua e altre bevande, è un passo avanti molto importante, perché rende più facile, in persone spesso anziane, l'assunzione del farmaco e, quindi, migliora il risultato della cura. La metformina è raccomandata come terapia di prima linea in molte linee guida nazionali e internazionali ed è utilizzata in Italia dal 51,7% delle persone con diabete di tipo 2». Il vantaggio della nuova formulazione di metformina polvere in bustine monodose risiede proprio nella maggiore facilità di assunzione, rispetto alle attuali compresse del farmaco, che possono raggiungere dimensioni fino a 1 cm per 2 cm. Gfk Eurisko ha intervistato un campione di 180 persone con diabete, rappresentativo della realtà nazionale, per conoscere il loro rapporto con i farmaci. L'indagine, commissionata da Merck Serono, azienda che nel 1957 ha reso disponibile metformina, e oggi metformina polvere, rivela che ogni giorno un diabetico «prende in media 6,2 tra compresse e capsule per curare le sue malattie». Secondo l'indagine, infatti, gli intervistati dichiarano di avere anche, oltre al diabete, ipertensione (nel 58% dei casi), ipercolesterolemia (44%), disturbi circolatori (17%), insufficienza renale (5%). «La consacrazione di metformina quale farmaco di base nella cura del diabete tipo 2 risale al 1998, anno in cui fu pubblicato su The Lancet il più importante e ampio studio condotto sinora su pazienti diabetici, lo United Kingdom Prospective Diabetes Study (UKPDS) uno studio randomizzato, prospettico e multicentrico», ricorda Gabriele Riccardi, Presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID). Lo UKPDS definì il ruolo fondamentale che il controllo rigoroso della glicemia ha nella prevenzione delle complicanze cardiovascolari nel diabete di tipo 2. A ogni punto di riduzione dell'emoglobina glicata (HbA1c, universalmente riconosciuto il miglior parametro per determinare il livello di controllo della malattia), era associata una riduzione significativa del rischio di complicanze microvascolari, prevalentemente a carico della retina, e macrovascolari come l'infarto del miocardio oltre che della mortalità. «La nuova formulazione di metformina dovrebbe favorire quell'aderenza alla terapia che è alla base, non solo intuitivamente, ma perché clinicamente dimostrato, del buon controllo glicemico del diabete, della riduzione del rischio di malattia cardiovascolare e più in generale di complicanze, progressione della malattia e, in ultima analisi, di ospedalizzazioni, disabilità prematura e morte», conclude Gabriele Riccardi. di SANDRO MARIANI Pagina a cura di Infomedia infomedia.it@gmail.com Diabete. Arriva la metformina in polvere da novembre anche bustine ‘monodose' NOTIZIE IN BREVE A cura di CAMILLA CACCIAMANI Se la vaccinazione hpv è un'alleata della coppia Il virus HPV non fa distinzione fra i sessi, ama i giovani e può pregiudicarne la fertilità: in particolare quella dei maschi, che oggi però hanno a disposizione un'arma in più per difendersi. Il vaccino quadrivalente, finora raccomandato alle sole ragazze, si è dimostrato efficace anche nell'uomo tanto che la Commissione Europea ne ha approvato l'utilizzo fino a 26 anni d'età. «Finalmente si avranno pari opportunità nella prevenzione – afferma il prof. Antonino Perino, Direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Università di Palermo e Presidente del Congresso nazionale dei ginecologi, recentemente conclusosi a Palermo. Implementare la vaccinazione è una misura necessaria e il ginecologo può avere un'importanza chiave perché ricopre un ruolo di riferimento per la salute ed il benessere della donna e della coppia. Oggi siamo a una media del 65%: manca un 30% che può fare la differenza nella protezione dei nostri giovani. Su questo lavoriamo fianco a fianco con gli igienisti». Oltre ai risultati nei maschi che mostrano un'efficacia superiore al 90% nella prevenzione delle lesioni genitali esterne, nuovi dati confermano la validità della vaccinazione HPV non solo nelle preadolescenti, ma anche nelle adulte. Protegge inoltre nel 100% dei casi dalla reinfezione e può ridurre di oltre la metà le recidive in donne precedentemente sottoposte a conizzazione. «Sono evidenze che vanno al di là della campagna di offerta attiva e gratuita rivolta alla adolescenti » aggiunge il prof. Nicola Surico, presidente SIGO. ‘L'uomo immobile' di Enrica Bonaccorti La trama e le recensioni di L'uomo immobile, romanzo di Enrica Bonaccorti edito da Marsilio. Una grande storia d'amore, che prende le mosse da un fatto vero raccontato all'autrice da un primario neurologo, direttore scientifico di un Istituto che accoglie pazienti in stato vegetativo. Dieci anni fa diventò un breve racconto, sviluppato e approfondito ora in questo romanzo che è anche una inaspettata fonte di conoscenza su un tema così attuale: in queste pagine le emozioni si intersecano con le informazioni scientifiche, alcune sorprendenti, comunque vagliate da esperti clinici del settore. Oltre il valore letterario, in queste pagine c'è dunque la possibilità, su un tema così complesso e controverso, di trarre informazioni facili da comprendere, tutti strumenti per farsi un'opinione, quale che sia, finalmente autonoma, non condizionata da ideologie e fedi politiche. Enrica Bonaccorti vive e lavora a Roma. Nota per la conduzione di programmi televisivi e radiofonici, come attrice di prosa in teatro o nei classici sceneggiati in televisione, da sempre ha contemporaneamente frequentato la sua più antica passione, la scrittura: per Modugno ha scritto i testi de La lontananza e di Amara terra mia, e ha firmato la sceneggiatura di Cagliostro, un film con Massimo Girotti e Curd Jurgens. Le sono stati assegnati la Maschera d'argento per la radio, tre Telegatti per la televisione, il Flaiano, il Penne pulite e il Guidarello d'oro per la sua attività giornalistica. Ora è di nuovo su Radio Uno Rai, conduttrice di un suo programma dal titolo: «Tornando a casa». Un figlio grazie alla PMA dopo un tumore al seno Avere un figlio, dopo aver superato una patologia grave come il tumore al seno, è possibile grazie alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), ed è possibile farlo in sicurezza per mamma e bambino. Se da un lato, grazie ai progressi della medicina, negli ultimi anni i tassi di sopravvivenza al tumore al seno sono notevolmente migliorati, raggiungendo circa il 90% a 5 anni dalla diagnosi, dall'altro lato per queste pazienti si pone il problema della preservazione della fertilità, spesso compromessa dalle terapie necessarie per la cura del tumore. Proprio su questo tema Merck Serono ha organizzato a Roma, nell'ambito del 1° Congresso Nazionale di Endocrinologia Oncologica, il Simposio “Avere un figlio dopo un tumore della mammella”. Per salvaguardare la capacità riproduttiva dagli effetti tossici delle terapie e avere in futuro il massimo delle possibilità di avere un figlio, sarebbe opportuno che, prima di iniziare qualsiasi cura, tutte le donne con diagnosi di neoplasia alla mammella si sottoponessero al congelamento dei propri ovociti. «Oggi la crioconservazione rappresenta una grande speranza per le donne che, dopo aver dovuto affrontare le difficoltà legate ad una patologia grave come il tumore alla mammella, non intendono rinunciare alla maternità - ha dichiarato Andrea Borini, Presidente della Società Italiana di Conservazione della Fertilità - Dopo l'entrata in vigore della legge 40, in Italia la tecnica di congelamento degli ovociti è stata molto affinata ed ha prodotto risultati sempre migliori». Passi avanti nella cura del dolore cronico «Nuovi farmaci, da usare con cautela»
21Mercoledì 9 novembre 2011ITALIA @ commenta su www.libero-news.it IL DISASTRO VINCENZI Accusa tutti tranne se stessa: non può guidare Genova La città è infuriata per l'alluvione e lei dice: colpa delle scuole e dei condòmini. Peripezie e gaffe di un sindaco non all'altezza del ruolo ::: dall'inviato a Genova FRANCESCO SPECCHIA Oltre i tetti d'ardesia che fanno dello skyline di Genova un enorme guscio di tartaruga -come cantava Gino Paoli- il primo cittadino Marta Vincenzi non riesce a scorgere, oggi, il proprio futuro. La tragedia di via Fereggiano, col suo carico di morte (madri e bambine schiacciate dal fango e dall'incuria burocratica) e responsabilità, ha trascinato SuperMarta in una palude di kryptonite. La signora c'è dentro fino al collo, compresi i tailleur satinati alla Hillary Clinton e la vanitosa zazzera bianca che ricorda una Maga Magò senza più bacchetta magica. Da quando dal Fereggiano è emersa, limacciosa, l'ordinanza del 23 ottobre 2008 in cui lo stesso sindaco avvertiva i cittadini del pericolo ma scaricava la responsabilità sui condomini, be', perfino il partito le ha tolto il saluto. E il suo nemico interno, Claudio Burlando (che pure è corresponsabile della viabilità idrologica), cova le Primarie per opporle la senatrice Pd Roberta Pinotti, pensando che, data l'ultima tendenza alla cappella fragorosa, di Marta si farà strame. Marta Vincenzi, classe '47 ex insegnante di storia, ex presidente, ex Presidente di Provincia, ex parlamentare si vanta d'esser figlia d'operaio e nipote di ferroviere licenziato nello sciopero del '22; e, ovviamente, d'abitare nel quartiere popolare di Rivarolo. Si vanta, dal '74, d'esser stata comunista da Politburo nell'accezione leninista del termine; ma si vanta pure da diessina del Correntone che era, d'esser sostenitrice democratica nel senso veltroniano della parola. Marta si vanta d'ave re carattere e fisico di tungsteno che è metallo di transizione, duro e pesante. SENZA LACRIME In effetti, l'unica volta che l'hanno vista piangere è proprio in questi giorni, mentre s'accollava sulla coscienza «il ricordo delle vittime». Anche se gli stessi compagni le ricordano che, al confronto, nelle piene devastanti del Gange, Sonia Gandhi stava con le gambe nell'acqua e di asciutto aveva solo gli occhi. Marta ha molte facce. Se sulle reti nazionali di maggior ascolto intona laceranti mea culpa, su quelle locali quella stessa colpa tende a scaricarla sui concittadini. Sostiene Marta, tono da maestrina alle tv locali, che la gente è «incapace di badare a stessa»; che « meno male che gli istituti erano aperti così i familiari non hanno aggiunto caos al caos»; che lei, in fondo, aveva mandato email -fuori tempo massimo-ai presidi per trattenere i ragazzini nelle scuole; che «se c'è allerta 2 vuol dire che se abiti nei piani bassi devi metterti in grado di salire ai piani alti; vuol dire che non devi andare in strada...». Peccato che i concittadini le tv locali le guardino. E si incavolino, perfino. D'altronde, non è la prima volta che Marta fa incazzare i genovesi. E non sarà mica l'ultima volta ad essere accusata di superbia, specie nel paragone coi due mandati del predecessore Giuseppe Pericu, uno che per la città aveva l'allure di Tony Blair. Di Marta sono molte le cose che turbano. Ci sono, per esempio, le promesse e i proclami in nome della “discontinuità” spinti sempre più sulla “governance al largata”, sul “bilancio partecipato”, sulla “Sanità amica, sul lavoro amico, sulla città amica”: concetti vaporosi che nessuno ha mai ben capito, ma che in campagna elettorale fanno un figurone. Ci sono gli imbarazzi. C'è, nel maggio 2008, l' inchiesta giudiziaria per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione che ne coinvolse la giunta e portò all'ar resto del Portavoce insieme a due ex consiglieri comunali. Prima, nel '99, c'è quella vendita che Marta, da presidente della Provincia di Genova, fece delle quote dell'au tostrada Milano-Serravalle al gruppo di Marcellino Gavio. E, guarda caso, nello stesso periodo, il marito della presidentessa, l'in gegner Bruno Marchese, ottenne appalti proprio da una società del gruppo Gavio. C'è quella forma di laicismo intemperante («sono laica come la Bresso, iscritta all'As sociazione Luca Coscioni e sostenitrice della separazione statochiesa», confidò al Corriere della Sera) che la spinse a consentire all'Unione atei agnostici di scrivere sui bus pubblici «La cattiva notizia è che Dio non esiste, quella buona è che non ne hai bisogno»; il che sarebbe legittimo, se il tragitto di quei bus non avesse compreso il passaggio sotto le finestre del cardinal Bagnasco che s'alterò parecchio. Per non dire della famosa moschea distesa su oltre cinquemila metri quadrati di terreno con un minareto oramai leggendario, pronto a svettare sulla Lanterna I versamenti vanno intestati a: EDITORIALE LIBERO SRL LIBERO PRO ALLUVIONATI DELLE CINQUE TERRE E DI GENOVA Via dei Valeri 1 - 00184 RM IBAN: IT59 Z030 6909 4511 0000 0000 584 Evacuate 22 famiglie a Quezzi Una nuova frana nella strada trappola grazie a un accordo fantasma firmato con la Fondazione Islamica Genova. Che neppure esiste. La Lega ne bloccò il progetto, ma questo affiora sempre, cocciutamente, dall'agenda del sindaco. COME SANTORO Ad urtare i genovesi ci sono tante altre piccole cose. Il fatto di aver lasciato nel 2007 il Parlamento Europeo -come Michele Santorodove era stata eletta tre anni prima per la lista di Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione nord-ovest: 149. 000 preferenze buttate a mare per la cadrega di sindaco, dopo sofferte primarie. Progetto che era il suo personaledream of live(già perchè Marta - un vezzo- ama farcire i suoi discorsi e i suoi programmi con espressioni inglesi «che dai caruggi non capiscono...»). Il bello è che Marta cominciò a farsi pubblicità da Bruxelles inviando lettere ai giornali e tv per proporsi come candidata prima di esser proposta, all'insegna dell'eterno slogan, ambizioso per qui orbitava nell'orbita post-togliattiana: « Io sono la discontinuità». Oggi che tenderebbe ad essere cancellata dalla vita politica, risuona una sua frase: «Non si sa perché, ma l'ag gettivo “ambizioso” diventa subito un difetto se attribuito a una donna». Avrebbe ragione, se non fosse che nel suo caso l'aggettivo non è “ambizioso”.É“protervo”... . PERICOLO FEREGGIANO ::: CARLOTTA ADDANTE Dopo neanche una settimana dall'alluvione che ha messo in ginocchio la città di Genova portandosi con sé sei vite, le piogge che si sono abbattute per tutta la notte di lunedì sul capoluogo ligure hanno fatto tremare di nuovo la popolazione. Alle prime luci dell'alba di ieri infatti, un nuovo e violento nubifragio ha provocato una frana nel Fereggiano, facendo tornare alla mente quel maledetto venerdì quando l'esondazione dello stesso torrente ha trasformato la città di Genova in un inferno di acqua, fango e detriti. Per fortuna, però, sono rimasti solo brutti ricordi grazie anche al repentino intervento dei vigili del fuoco e della Protezione civile. La frana ha provocato disagi soltanto alla viabilità (ferroviaria, stradale e autostradale) e ha anche causato il rinvio di un giorno dei funerali di due vittime dell'alluvione (il primo si è svolto lunedì). A saltare anche il consiglio comunale di Genova dove proprio il tanto accusato sindaco della città, Marta Vincenzi, avrebbe dovuto tenere una relazione sull'alluvio ne. Una Vincenzi che resta comunque determinata e che dice di non temere assolutamente il l'aula consiliare. Anzi, dalle pagine di Repubblica, prova anche a discolparsi: «Alle 11 di mattina, due ore prima del disastro, il comitato di crisi ha compreso la portata del nubifragio. La direzione scolastica ha contattato tutti i presidi delle zone interessate chiedendo in maniera forte di tenere i ragazzi all'interno degli edifici e di portarli in zone di sicurezza». Secondo la Vincenzi, molti presidi avrebbero “disobbedi to” agli ordini, tanto che la sorella di uno studente di un liceo della Valbisagno sarebbe morta per andarlo a prendere. «Non attacco nessuno – ci tiene a precisare il sindaco - rivelo solo elementi per fare chiarezza assoluta». Chiarezza che forse sarà fatta giovedì, giorno in cui è stata spostata la riunione. Intanto, dopo la paura di ieri mattina, comincia a scendere il livello di allerta in tutta la regione Liguria. Secondo le previsioni metereologiche, infatti, a partire già da questa mattina le condizioni dovrebbero migliorare tanto che l'allerta è cessata totalmente a levante e nello spezzino mentre dal monte di Portofino fino a Savona (Genova compresa) passa dal grado 2 al grado 1 fino alle 8 di questa mattina. Ieri ventidue famiglie sono state evacuate in via Fontanarossa a Quezzi. Ma le prove di normalità a Genova continuano. Verranno riaperte le scuole superiori in tutto il territorio provinciale, tranne nei tre comuni più colpiti dall'alluvio ne, Bassa Valbisagno, Alta Valbisagno e Levante. Anche i negozi hanno avuto il permesso di rialzare le serrande. Grazie alla perturbazione che si sta spostando nelle regioni meridionali della Penisola, anche la situazione in Piemonte sta tornando lentamente sotto controllo dopo la paura per l'esondazione del Po. Secondo le rilevazioni dell'Arpa, l'agenzia regionale di protezione ambientale, il maltempo sta abbandonando la regione e dovrebbe smettere di piovere già a partire da oggi pomeriggio. I livelli degli affluenti piemontesi stanno pian piano «rientrando sotto le soglie di attenzione» anche se rimane l'allerta in alcune zone, soprattutto nelle valli per via delle frane. «Ora che il peggio dal punto di vista meteorologico è passato, dobbiamo valutare i danni lasciati dall'alluvione di questi giorni», ha detto il presidente del Piemonte, Roberto Cota, dopo che lunedì aveva chiesto lo stato di calamità naturale per sua regione. «Il fatto che non ci siano stati i morti, grazie al nostro sistema di Protezione civile – ha poi aggiunto - non significa che il Piemonte non abbia subito danni ingenti». Secondo le prime stime, infatti, solo a Torino i danni ammonterebbero a 120mila euro. Nella foto in alto il sindaco Vincenzi sui luoghi dell'al luvione che ha colpito Genova. A sinistra il torrente Fereggiano, la cui esondazione ha provocato sei vittime Ansa
2 Mercoledì 9 novembre 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it GIORNATA DRAMMATICA Il premier impietrito prova a resistere, poi cede: «Dopo di me vedo solo il voto». Napolitano freddo: decido io patatrac LA RESA «Traditori di m...». Silvio annuncia le dimissioni Il rendiconto passa con 308 sì: addio maggioranza. Furioso per il risultato, il premier sale al Colle: voto sull'economia, poi lascio «In nome di Dio, vattene». L'esorcismo antiCav del Financial Times è stato rilanciato da Gad Lerner, che ne ha fatto il titolo di una puntata del suo L'infe dele. Così, dopo la conversione del quotidiano della City (ambiente generalmente non accreditato di particolare fervore religioso), ora si è aggiunta quella dell'ebreo - e ateo - Lerner. Ma forse c'è poco da stupirsi: non credendoci, Gad non ha alcun problema a nominare il nome di Dio invano. il graffio Oh my Gad! ROMA Ci voleva anche la beffa della Ryanair. Il Cavaliere finisce a fare il testimonial inconsapevole della compagnia aerea low cost: sulla homepage compare il viso di Silvio Berlusconi in primo piano, scelto per pubblicizzare un'offerta di voli a basso costo, a 9.99 euro. Compare uno slogan: «Caro Silvio un'altra occasione per scappare con Ryanair». È la quarta volta che la compagnia aerea sceglie il premier come protagonista delle campagne pubblicitarie, a cominciare dal 2009, quando è stato ritratto insieme a cinque avvenenti fanciulle. ::: SALVATORE DAMA ROMA Lotta. Si dimena. Prova a resistere anche di fronte alla evidenza dei numeri. Poi, seduto di fronte al Capo dello Stato, dopo aver opposto ancora un strenua resistenza, Silvio Berlusconi crolla. Alla fine è costretto a pronunciare quella parola che gli procura l'orti caria: «Darò le dimissioni». Il presidente del Consiglio, a tre anni e mezzo esatti dall'inseria mento (l'8 maggio 2008), annuncia che rimetterà il suo mandato. Sipario. Ne dà notizia un comunicato del Quirinale diramato appena dopo la fine del vertice. L'addio è differito: Berlusconi «si dimetterà dopo l'approvazione della legge di stabilità». Poi, informa ancora il Colle, «si procederà alle consultazioni di rito». Il Berlusconi quater va archiviato nell'album istituzionale di Palazzo Chigi. Silvio idem. Silvio idem? Apparentemente il Cavaliere sembra al crepuscolo della sua carriera politica, accelerato dalla scissione del suo principale socio (Gianfranco Fini), dalle vicende giudiziarie, dal tradimento dei suoi fedelissimi. Di fatto Berlusconi, pur shoccato dagli ultimi accadimenti parlamentari, non sembra uno che sta togliendo il disturbo. Non ragiona o parla come se avesse un volo prenotato per le Bermuda ai primi di dicembre. Tutt'altro. Cede a Napolitano sul passo indietro, ma in cambio incassa l'ombrello quirinalizio per approvare senza intoppi la legge di stabilità. E ottiene la promessa che il Quirinale non benedirà ribaltoni ma terrà conto dell'indi cazione berlusconiana. Silvio ha già chiarito a Napolitano qual è la sua unica opzione: «Il voto anticipato». «Decido io», è stata la risposta del Presidente della Repubblica. LA GIORNATA Mamma mia, che giornata: Berlusconi fa un ultimo, disperato tentativo di recuperare i dissidenti. È mattina. A Palazzo Grazioli riceve Stracquadanio e la Bertolini: pecorelle smarrite che rientrano nel gregge. Gli altri - Antonione, D'Ippolito, Pittelli, Carlucci manco lo vogliono vedere. Rispondono al telefono, ma di persona no, non intendono incontrare il premier: la loro decisione è definitiva. Così la maggioranza si presenta a Montecitorio, per il voto sul Rendiconto generale dello Stato, in versione ridotta. All'ulti ma fiducia la coalizione contava 316 onorevoli. Quando entrano in aula sulla carta sono 311 (con il recupero in extremis di Milo). Alla fine Pdl, Lega e responsabili riescono a mettere insieme 307 voti (308 con Malgieri che non fa in tempo a votare). All'ultimissimo minuto mancano Stagno D'Alcontres, Stradella, Buonfiglio. Silvio? Mette su un muso infinito. Prende appunti su un foglietto. Fa i conti. Ragioneria: dall'ultima volta sono mancati otti voti. «Sono dei traditori di merda!», urla incontrando i vertici della maggioranza nel suo ufficio a Montecitorio. Una roba intollerabile, peggio dell'addio di Fini: «Questa è gente che stava con me dal '94. Hanno avuto tutto da me. E adesso guarda cosa mi hanno fatto». È scosso. Gli ingrati. La coltellata. Le idi di marzo. Nella sua stanza alla Camera ci saranno trenta persone - ministri, dirigenti, alleati leghisti -, ognuno gli dice una cosa. Silvio è sotto shock: «Mi dimetto»; «Anzi no, vado avanti». È frastornato, ferito. Lascia la ressa di Montecitorio e torna a Palazzo Chigi, dove lo sta aspettando Letta. Nuovo vertice, stavolta in vista della visita al Quirinale: la maggioranza è andata in frantumi in un ramo del Parlamento, Napolitano vuole spiegazioni. Il Cavaliere prova a imbastire una difesa: «Alla Camera possiamo arrivare a quota 313, il voto di oggi (ieri, ndr) era marginale, con la fiducia avremmo avuto più voti, i deputati sono più motivati e responsabili», argomenta il premier. «Poi c'è il Senato, dove abbiamo una maggioranza solida». Insomma la situazione, cerca di edulcorare il Cavaliere, non è poi così compromessa. Argomentazioni deboli per il Quirinale: Napolitano invita il premier a testare di nuovo la maggioranza a Montecitorio e Berlusconi è costretto ad ammettere che «i numeri non ci sono» e che «la situazione economica è grave». «VOTIAMO A FEBBRAIO» Allora Silvio non può che cedere alle insistenze di Napolitano: dimissioni. «Ma ho avuto rassicurazioni dal Quirinale», rivela Berlusconi ai suoi, «dopo il mio governo si avvierà un percorso che ci porterà al voto anticipato. Non ci saranno altri esecutivi. Non possiamo bruciare Alfano e terze ipotesi alla Monti non mi convincono». E le larghe intese «non esistono, non farò mai alleanze col Pd» . Silvio è lanciatissimo nella prospettiva elettorale, molto più dei suoi. Avrebbe già comprato spazi sulla cartellonistica 6x3, si ipotizzano date per le urne: il 26 febbraio. Il candidato? «Sarà Angelino», annuncia Berlusconi. Anche se, prima di decidere, misurerà fino all'ultimo il suo appeal tra gli elettori di centrodestra. Se risale nei consensi, il Cavaliere potrebbe riprovare lui: candidato premier per la sesta volta. Il problema non è soltanto convincere Napolitano a sciogliere le Camere, quanto imporre il voto anticipato al Pdl. Si moltiplicano, nel partito unico, le voci che dissentono dal capo. E ieri notte a Grazioli c'è stato un tesissimo vertice di maggioranza. Sono dubbiosi gli ex An, per esempio, con La Russa che considera «possibile» l'incarico a un nuovo premier. Ma pure gli scajoliani, contrari alla prospettiva elettorale a stretto giro: gli uomini vicini all'ex ministro starebbero addirittura pensando alla formazione di un gruppo autonomo. C'è molta perplessità anche nella Lega. Per non parlare dei fedelissimi, come Gianni Letta, che insistono perché la legislatura prosegua con un altro esecutivo diverso dall'attuale. «Mai!», si è ribellato Berlusconi, «andremo a votare». Ma i suoi, lo seguiranno? LA NOTA SCRITTA IN AULA . Le sue mosse in un appunto Spunta anche la nota che registra in diretta la delusione e l'ira del premier. Poche righe redatte di proprio da Silvio Berlusconi a cominciare dal numero di voti in Aula sul quale si è arrestata la sua corsa «308». A fianco la gelida annotazione: «8 traditori». E poi, come in una sorta di autoconsultazione, le ipotesi per il futuro: «Ribaltone; voto; Prenda atto, rassegni le dimissioni; presidente della Repubblica». E infine un'ultima suggestiva indicazione: «Una soluzione». Che alla fine è stata quella di annunciare le dimissioni. Il sito della Ryanair con l'ironia sul premier Ansa SPOT DELLA COMPAGNIA AEREA La beffa della Ryanair: Berlusconi, scappa con noi IL GOSSIP La bella consigliera napoletana Pascale passa la notte a Palazzo Grazioli Il vertice notturno di lunedì tra i big del Pdl si è appena concluso, mezzanotte passata. Ore concitatissime per la maggioranza di governo, quando una Smart chiara, riconducibile a Francesca Pascale, entra nel cortile di Palazzo Grazioli. La sorveglianza saluta la donna alla guida e l'automobilina s'infila nel parcheggio. La Pascale, campana, 26 anni, consigliera provinciale Pdl, ha un passato da velina di Telecafone e un presente da amica intima del premier, tanto da essere indicata più volte come la «fidanzata di Silvio». Lei non conferma, né smentisce. «Il presidente sta sempre bene», si limita a rispondere. Per il Corriere.it., Francesca è uscita dal Palazzo solo ieri mattina.
45Mercoledì 9 novembre 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it Guerra tra poveri Piano antifreddo I profughi rubano il letto ai clochard Quasi mille posti in meno per cinquemila poveri Per la Protezione civile è «allarme accoglienza» L'INTERVISTA “ IL SENZATETTO «Noi chiediamo i sacchi a pelo, loro ridono» gior parte di loro era stata collocata in strutture comunali, ma, precisa La Russa, «doveva essere solo una sistemazione provvisoria». Il piano antifreddo va a rilento, almeno a sentire le associazioni coinvolte che non sono uscite molto soddisfatte dall'ul timo incontro avuto in comune lunedì scorso. E anche se per Majorino il piano «non risulta in alcun modo depotenziato», si iniziano a stilare lunghe liste d'attesa (500 persone) e si prevedono solo 40 ingressi nei dormitori al giorno. «E per gli altri? Occorre un disegno chiaro di quello che accade», spiega Mariolina Moioli, ex assessore alle Politiche Sociali del Comune, «e inoltre bisogna stabilire saldi rapporti di fiducia e di responsabilità». Progetti in cantiere e dalle difficili evoluzioni. «Alla riunione noi “Clochard alla riscossa” siamo usciti senza firmare nulla», ha detto Molteni, «ci troviamo a parlare con amministratori che non sanno nulla del nostro mondo e non comprendono l'aiuto che possiamo dare». ::: SARA BIONDINI «Escludo l'arrivo di altri profughi a Milano. Ma in città c'è un problema di accoglienza». A lanciare l'allarme è Romano La Russa, assessore alla Protezione Civile della Regione. Accoglienza per i clochard, ai quali è diretto il piano di assistenza invernale del Comune, ma quest'anno anche per i nuovi arrivati: i profughi, che, in qualche modo, “rubano” il posto letto agli altri. Sì, perché se in città si contano all'incirca 5.000 clochard, pare che il Comune non abbia fatto i conti con i nuovi arrivi, molti dei quali rifugiati politici, a cui l'amministra zione non può rifiutare un tetto. «Quindi significa fino a 996 posti in meno per i senzatetto. E non solo», segnala Weimar Molteni, portavoce del sindacato “Clochard alla riscossa”, «a causa della crisi i “barboni” a Milano sono aumentati del 40%». «Sin da maggio si sarebbero dovute trovare soluzioni diverse per la predisposizione di un Piano antifreddo», puntualizza La Russa, «visto che si sapeva con largo anticipo che i profughi sarebbero rimasti sul nostro territorio a lungo. Arrivare a novembre senza aver predisposto un Piano dimostra scarsa organizzazione e lungimiranza da parte del Comune». Smentite quindi le voci, seppur officiose, dell'arrivo di una nuova ondata di profughi. Anche il Comune corre ai ripari, «Non ne arriveranno altri. Abbiamo gestito la presenza dei profughi con successo», spiega l'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino. Conti alla mano, però, disagi potrebbero esserci. All'annuncio del Piano antifreddo, che partirà il 15 novembre fino al 31 marzo 2012, il Comune calcolava 1.359 posti letto, 119 in più rispetto all'anno scorso. Ma il Piano non ha tenuto conto dei 966 profughi (dato di Milano e provincia) arrivati in questi mesi. La mag Laureato in sociologia. «Un pezzo di carta in mano ce l'ho anche io». Conosce la strada meglio di tutti. «Ci dormo da anni, sul mio cartone». Con la voglia di cambiare qualcosa, «Sono portavoce del sindacato “Clochard alla riscossa”, siamo in 500». Wainer Molteni ha 40 anni. Un lavoro perso, la vita che un po'è andata a rotoli. Con il suo sindacato cerca soluzioni per chi quella strada la conosce fin troppo bene. «Solo che l'amministrazione non ci ascolta». Cosa si potrebbe fare di più? «Innanzitutto fare valere l'accordo siglato un anno fa sul reinserimento sociale. Sei mesi di lavoro gratuito in azienda e in cambio un appartamento in comodato d'uso da condividere per tre anni. Solo uno di noi ce l'ha fatta trovando lavoro in Amsa. Da lì non se ne è fatto più nulla…». E quell'idea di farvi censire i clochard , soprattutto quelli con precedenti penali? «Rifiutata, non sono una guardia. Il controllo deve avvenire con altre politiche». E ora arriva l'inverno… «Certo, e noi non scordiamo i 50 morti per freddo in sette anni a Milano. Al comune abbiamo fatto semplici proposte, come l'ac quisto di sacchi a pelo più economici, o la distribuzione di calzature impermeabili». Risposta? «Ci hanno riso in faccia. E noi abbiamo lasciato la riunione. Il freddo vero non è ancora arrivato. Intanto continuiamo dalle 21.00 alle 6.00 la nostra protesta dormendo in Galleria De Cristoforis, vediamo che succede». SA. BIO. ::: I NUMERI CLOCHARD Nella città di Milano si contano ben cinquemila senzatetto. Numero aumentato anche in seguito alla crisi finanziaria. NUOVI ARRIVI Negli ultimi mesi dalla provincia sono arrivati 996 profughi. POSTI A DISPOSIZIONE I posti letto a disposizione sono 1359, 119 in più rispetto allo scorso anno. Numero comunque inferiore alle necessità reali dei senzatetto. Un clochard in corso Matteotti si sistema per la notte Ftg.
55Mercoledì 9 novembre 2011 HINTERLAND ASSAGO UCI CINEMAS MILANOFIORI VIALE MILANOFIORI - TEL. 892960 Colazione da Tiffany 17.30-20.00-22.30 Le avventure di Tintin 3D 17.00-19.35-22.10 La kryptonite nella borsa 17.30-20.00-22.25 Warrior 16.50-19.45-22.40 La peggior settimana della mia vita 18.20-20.30-22.40 Il domani che verra' 17.45-20.10-22.35 Insidious 17.30-20.00-22.25 Johnny English - La Rinascita 17.20-19.55-22.30 I soliti idioti 17.00 This Must Be the Place 22.20 I tre Moschettieri 3D 19.40 I soliti idioti 17.25-19.50-22.15 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 Insidious 17.40-20.20-22.35 Amici di letto 17.10 I soliti idioti 17.30-20.10-22.10 Johnny English - La Rinascita 17.00-20.15-22.30 Warrior 17.00-19.50-22.15 Il domani che verra' 17.25-20.00-22.50 La peggior settimana della mia vita 17.45-20.30-22.40 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 20.10-22.30 Bar Sport 15.30-17.35-22.45 Matrimonio a Parigi 17.35-22.45 Colazione da Tiffany 20.15 Le avventure di Tintin 17.15-20.05-22.25 This Must Be the Place 17.20-22.20 Quando la notte 19.55 CERNUSCO S. NAVIGLIO AGORA` VIA MARCELLINE 37 - TEL. 029245343 This is England 14.45-21.15 CERRO MAGGIORE THE SPACE CINEMA SPA CERRO MAGGIORE VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 I soliti idioti 16.00-18.15-20.30-22.45 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 18.40 I soliti idioti 16.30 Bar Sport 21.00 La kryptonite nella borsa 16.05-18.30-20.55 La peggior settimana della mia vita 16.50-19.10-21.30 Le avventure di Tintin 16.10-18.45 I tre Moschettieri 3D 21.15 Le avventure di Tintin 3D 16.15-18.45-21.15 Insidious 17.00-19.30-21.55 Il domani che verra' 16.35-19.00-21.30 La peggior settimana della mia vita 17.45-20.00-22.15 Colazione da Tiffany 16.40-19.20-22.00 Warrior 17.15-20.15 CESANO BOSCONE CRISTALLO VIA POGLIANI, 7/A - TEL. 024580242 La peggior settimana della mia vita 21.15 CINISELLO BALSAMO MARCONI VIA LIBERTA' 108 - TEL. 0266015560 Programmazione non ancora definita CINISELLO BALSAMO PAX VIA FIUME, 19 - TEL. 026600102 Convegno 21.00 COLOGNO MONZESE CINE-TEATRO SAN MARCO VIA DON P. GIUDICI 19/21 - TEL. Riposo COLOGNO MONZESE CINETEATRO VIA VOLTA - TEL. 0225308292 Riposo LEGNANO GALLERIA P.ZZA S. MAGNO - TEL. 0331547865 Il discorso del re 21.00 LEGNANO SALA RATTI C.SO MAGENTA, 9 - TEL. 0331546291 Cineforum - Ingresso con tessera 21.00 LISSONE EXCELSIOR VIA DON CARLO COLNAGHI, 3 - TEL. 0392457233 Riposo LISSONE UCI CINEMAS LISSONE VIA MADRE TERESA - TEL. 039 484767 Colazione da Tiffany 17.30-20.00-22.30 La kryptonite nella borsa 17.15-20.00-22.15 Il domani che verra' 17.10-19.50-22.20 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 22.30 Le avventure di Tintin 3D 17.30-20.00 La peggior settimana della mia vita 17.20-20.00-22.20 I soliti idioti 17.30-20.15-22.30 Johnny English - La Rinascita 17.20-20.00-22.30 Insidious 17.20-20.20-22.40 Warrior 17.00-20.00-22.50 Matrimonio a Parigi 17.40-20.10-22.30 I soliti idioti 17.00-19.50-22.10 MAGENTA CINEMATEATRO NUOVO VIA SAN MARTINO 19 - TEL. 0297291337 Riposo MELZO ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA `- TEL. 0295416444 La peggior settimana della mia vita 20.10-22.30 Colazione da Tiffany 21.10 Warrior 21.00 I soliti idioti 20.30-22.40 Johnny English - La Rinascita 20.15-22.20 Le avventure di Tintin 20.20-22.10 MONZA MULTISALA CAPITOL VIA A. PENNATI 10 - TEL. 039324272 Una separazione 21.00 This Must Be the Place 21.00 MONZA MULTISALA METROPOL VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128 Le avventure di Tintin 20.00 Johnny English - La Rinascita 22.30 Bar Sport 20.15-22.30 I soliti idioti 20.30-22.30 MONZA MULTISALA TEODOLINDA VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788 Colazione da Tiffany 21.00 Pina 20.10 La peggior settimana della mia vita 22.30 OPERA EDUARDO VIA GIOVANNI XXIII, 5/F - TEL. 0257603881 Il ragazzo con la bicicletta 21.15 PADERNO DUGNANO AREA METROPOLIS VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181 Tomboy 21.00 Riposo PADERNO DUGNANO LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 Le avventure di Tintin 3D 17.30-20.00-22.30 I Puffi 3D 17.50 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 20.00-22.30 Il domani che verra' 17.30-20.20-22.40 I soliti idioti 17.40-19.40-21.30 Johnny English - La Rinascita 18.15-20.15-22.15 Warrior 18.15-21.00 Maga Martina 2 17.30 Insidious 19.30-21.30 This Must Be the Place 17.40-20.15-22.40 La kryptonite nella borsa 18.15-21.15 Johnny English - La Rinascita 17.30 Paranormal Activity 3 19.30-21.30 I soliti idioti 18.30-20.30-22.40 Matrimonio a Parigi 17.50-20.20-22.40 La peggior settimana della mia vita 17.30-19.30-21.30 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 I tre Moschettieri 17.15 Matrimonio a Parigi 20.00-22.25 La kryptonite nella borsa 17.10-19.50-22.35 I soliti idioti 17.20-20.00-22.25 Le avventure di Tintin 3D 18.30-21.30 Insidious 17.25-20.15-22.30 Warrior 17.00-19.50-22.40 Johnny English - La Rinascita 17.30-20.10-22.40 La peggior settimana della mia vita 17.20-20.05-22.20 La peggior settimana della mia vita 18.10-21.10 I soliti idioti 18.30-21.30 Il domani che verra' 17.15-20.05-22.40 Colazione da Tiffany 17.30-20.00-22.30 Johnny English - La Rinascita 18.45-21.45 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 17.20-20.10 Paranormal Activity 3 22.35 ROZZANO FELLINI V.LE LOMBARDIA, 53 - TEL. 0257501923 Carnage 21.15 ROZZANO THE SPACE CINEMA ROZZANO C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111 Le avventure di Tintin 3D 14.30-17.00-19.30-22.00 La peggior settimana della mia vita 14.30-17.05-19.15-21.30 Colazione da Tiffany 15.00-17.30-20.00-22.30 Le avventure di Tintin 15.00-17.30-20.00 Amici di letto 22.25 I soliti idioti 14.45-17.00-19.15-21.30 La kryptonite nella borsa 14.50-17.20-19.50-22.20 Il domani che verra' 15.15-17.40-20.05-22.30 Maga Martina 2 15.15-17.30 Bar Sport 19.45 Warrior 16.25-19.30-22.35 Matrimonio a Parigi 15.35-17.50-20.05-22.20 Insidious 15.15-17.40-20.05-22.30 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 15.00-20.00 I tre Moschettieri 3D 17.25-22.20 I soliti idioti 15.45-18.00-20.15-22.30 I soliti idioti 22.00 SAN DONATO MILANESE TROISI PIAZZA DALLA CHIESA, 1 - TEL. 0255604225 This is England 16.00-21.15 Bar Sport 21.30 SEREGNO ROMA VIA UMBERTO I , 14 - TEL. 0362231385 L'estate di Martino 20.45 SEREGNO S. ROCCO VIA CAVOUR, 83 - TEL. 0362230555 Riposo SESTO SAN GIOVANNI CINELANDIA - SKYLINE MULTIPLEX C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 15.10-17.35-20.30-22.40 La kryptonite nella borsa 15.10-17.25-20.20-22.30 Il villaggio di cartone 15.15-17.30-20.15-22.30 Johnny English - La Rinascita 15.15-17.30-20.15-22.30 La peggior settimana della mia vita 16.20-18.25-20.30-22.35 Insidious 16.10-18.15-20.20-22.30 Il domani che verra' 15.10-17.30-20.15-22.30 I soliti idioti 16.30-18.30-2030-2230 Warrior 15.30-19.00-2150 Le avventure di Tintin 3D 15.10-17.40-20.15-22.30 SESTO SAN GIOVANNI RONDINELLA VIALE MATTEOTTI, 425 - TEL. 0222478183 Tutta colpa della musica 15.30 Tomboy 21.15 SETTIMO MILANESE AUDITORIUM VIA GRANDI, 4 - TEL. 023282992 Riposo SEVESO MULTISALA POLITEAMA VIA GALIMBERTI 16 - TEL. 0362540692 Riposo SOVICO NUOVO VIA BARACCA, 22/24 - TEL. 0392014667 Riposo VIMERCATE THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111 Le avventure di Tintin 16.00-18.25 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 17.20-19.35-21.50 Maga Martina 2 15.05 Warrior 15.30-18.30-21.35-21.55 Il domani che verra' 17.30-19.50-22.15 La peggior settimana della mia vita 17.20-19.30-21.40 Matrimonio a Parigi 19.20-21.35 Bar Sport 17.30-19.45 I soliti idioti 15.55-18.05-20.15-22.25 Le avventure di Tintin 3D 17.10-19.35-22.05 La peggior settimana della mia vita 15.50-18.00-20.10-22.20 I soliti idioti 17.00-19.10-21.20 This Must Be the Place 16.50-22.00 Insidious 17.35-19.55-22.15 La kryptonite nella borsa 17.00-19.25-21.45 I tre Moschettieri 3D 17.05-19.40-22.10 Colazione da Tiffany 16.20-18.50-21.20 BERGAMO ALBA-BLOB HOUSE VIA BIAVA, 4 - TEL. 035576080 Riposo CONCA VERDE VIA MATTIOLI, 1 - LOC. 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ANNA 51 - TEL. 035270760 Le donne del sesto piano 21.00 MULTISALA SAN MARCO P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416 I soliti idioti 20,30-22,30 This Must Be the Place 20.15-22.30 STUDIO CAPITOL VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330 Pina 20.30-22.30 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 20.30-22.30 Bar Sport 20.30-22.30 ALBINO NUOVO CINETEATRO PIAZZA SAN GIULIANO - TEL. 035751490 Riposo CLUSONE CINEMA GARDEN VIA XXV APRILE, 1 - TEL. 034622275 Riposo CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244 Johnny English - La Rinascita 20.20-22.25 Il domani che verra' 20.20-22.25 Insidious 20.25-22.30 Matrimonio a Parigi 20.30-22.35 La peggior settimana della mia vita 20.35-22.35 I soliti idioti 20.35-22.35 Colazione da Tiffany 21.00 COSTA VOLPINO IRIDE VEGA VIA TORRIONE, 2 - TEL. 035971717 Il villaggio di cartone 21.00 Matrimonio a Parigi 20.00-22.00 CURNO UCI CINEMAS CURNO VIA LEGA LOMBARDA, 39 - TEL. 892960 Johnny English - La Rinascita 17.10-19.50-22.30 La kryptonite nella borsa 17.20-19.50-22.20 Colazione da Tiffany 17.15-20.00-22.45 Amici di letto 22.25 Le avventure di Tintin 3D 17.10-19.50 I soliti idioti 17.45-20.10-22.30 Insidious 17.30-20.00-22.30 Warrior 17.00-19.50-22.50 Il domani che verra' 17.30-20.10-22.40 La peggior settimana della mia vita 17.40-20.00-22.20 MOZZO CINE TEATRO AGORA VIA S.GIOVANNI BATTISTA 6 - TEL. 035461699 Another Year 21.00 ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO S.S. SONCINESE - TEL. 0363903816 Johnny English - La Rinascita 20.30;22.30 Le avventure di Tintin 20.30;22.30 I soliti idioti 20.30;22.30 La peggior settimana della mia vita 20.30;22.30 Insidious 20.30;22.30 TREVIGLIO ARISTON MULTISALA VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503 Il domani che verra' 20.10-22.20 Il villaggio di cartone 21.15 Johnny English - La Rinascita 20.10-22.30 I soliti idioti 20.20-22.30 La peggior settimana della mia vita 20.10-22.40 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 22.30 Colazione da Tiffany 20.30 BRESCIA METROPOL VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828 Faust 21.15 MORETTO VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383 Pina 21.15 MULTISALA WIZ VIALE ITALIA ANG. VIA F.LLI UGONI - TEL. 0302889211 La peggior settimana della mia vita 15.30-17.30-19.30-21.30 Bar Sport 15.35-17.35-19.35-21.35 I Puffi 15.20-17.30 Johnny English - La Rinascita 19.35-21.40 La kryptonite nella borsa 15.15-17.20-19.25-21.30 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 15.25-17.30-19.35-21.40 Colazione da Tiffany 14.40-17.00-19.20-21.35 NUOVO EDEN VIA NINO BIXIO 9 - TEL. 0308379404 Riposo OZ IL REGNO DEL CINEMA VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911 Le avventure di Tintin 14.15-16.25-18.35-20.35-22.40 Le avventure di Tintin 3D 15.30-17.40-20.20-22.30 Insidious 18.40-20.40-22.40 La peggior settimana della mia vita 14.30-16.25-18.25-20.45-22.40 Johnny English - La Rinascita 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 I soliti idioti 14.50-15.35-16.45-17.3018.40-19.50-20.35-21.40-22.30 Matrimonio a Parigi 14.40-16.40-20.40 Warrior 15.30-17.40-20.20-22.30 Il domani che verra' 15.30-17.40-20.30-22.40 Amici di letto 20.25-22.40 I tre Moschettieri 15.30-17.50-22.40 PICCOLO CINEMA PARADISO VIA FRANCESCO LANA, 15 - TEL. 030280010 Riposo SOCIALE VIA CAVALLOTTI, 20 - TEL. 03041140 This Must Be the Place 21.15 CAPRIOLO GEMINI VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530 I soliti idioti 20.15-22.30 A Dangerous Method 21.15 Drive 21.15 CORTE FRANCA MULTIPLEX NEXUS VIA ROMA 78 - TEL. 030986060 Colazione da Tiffany 20.40 Il domani che verra' 21.00 I soliti idioti 21.30 La peggior settimana della mia vita 21.10 Insidious 21.20 Le avventure di Tintin 3D 20.20 La kryptonite nella borsa 20.30 Johnny English - La Rinascita 20.50 DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101 I soliti idioti 20.00-22.30 Johnny English - La Rinascita 20.00-22.30 Le avventure di Tintin 3D 20.00 Bar Sport 22.30 La peggior settimana della mia vita 20.00-22.30 ERBUSCO MULTIPLEX PORTE FRANCHE VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644 Le avventure di Tintin 17.00-20.00-22.40 La peggior settimana della mia vita 17.10-20.10-22.10 Matrimonio a Parigi 17.40-20.20 Amici di letto 22.40 Il domani che verra' 19.50-22.40 Colazione da Tiffany 21.00 Warrior 17.00-22.10 Johnny English - La Rinascita 17.20-20.10-22.20 I soliti idioti 17.30-20.30-22.30 LONATO MULTISALA KING VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670 I soliti idioti 20.20-22.40 La peggior settimana della mia vita 20.30-22.45 Johnny English - La Rinascita 20.25-22.45 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 20.20-22.35 Le avventure di Tintin 3D 20.00-22.30 ORZINUOVI STARPLEX ORZINUOVI VIA LOMBARDIA 26/28 - TEL. 030943605 I soliti idioti 20.35-22.35 Il domani che verra' 20.20-22.25 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 20.25 Matrimonio a Parigi 22.35 Insidious 20.25-22.30 La peggior settimana della mia vita 20.35-22.35 Colazione da Tiffany 21.00 Johnny English - La Rinascita 20.20-22.30 SALO' CINEMA TEATRO CRISTAL L.GO DANTE ALIGHIERI 4 - TEL. 0365521555 Riposo COMO ASTRA V.LE GIULIO CESARE, 3 - TEL. 031261234 Cineforum 15.30 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 21.00 GLORIA VIA VARESINA, 72 - TEL. 0314491080 Melancholia 21,00 CANTU' CINELANDIA MULT. CANTU' 2000 CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039 La peggior settimana della mia vita 20.20-22.40 I soliti idioti 20.30-22.40 Johnny English - La Rinascita 22.40 Le avventure di Tintin 20.00 CANTU' LUX VIA MANZONI, 8 - TEL. 031714759 La pelle che abito 21.15 MONTANO LUCINO UCI CINEMAS MONTANO LUCINO VIA VARESINA - TEL. 892960 I soliti idioti 19.50-22.10 Matrimonio a Parigi 17.30 Le avventure di Tintin 3D 17.35-20.00-22.30 La peggior settimana della mia vita 17.30-20.00-22.25 Colazione da Tiffany 17.30-20.00-22.30 La kryptonite nella borsa 17.25-20.00-22.30 I soliti idioti 17.40-20.15-22.35 Maga Martina 2 17.15 Warrior 19.20-22.25 Amici di letto 17.35-22.35 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 20.10 Johnny English - La Rinascita 17.35-20.00-22.30 Il domani che verra' 17.15-20.05-22.35 Insidious 17.45-20.05-22.35 CREMONA CINEMA CHAPLIN VIA ANTICHE FORNACI 58 - TEL. 0372453005 Una separazione 21.15 FILO P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 - TEL. 0372411252 Faust 21.15 SPAZIOCINEMA CREMONA PO VIA CASTELLEONE, 108 - TEL. I soliti idioti 18.40-20.30-22.30 Il domani che verra' 17.50-20.10 Insidious 22.30 Matrimonio a Parigi 17.20 This Must Be the Place 20.00-22.15 La peggior settimana della mia vita 17.50-20.10-22.20 Colazione da Tiffany 17.30-20.00-22.30 Le avventure di Tintin 17.40 Le avventure di Tintin 3D 20.00-22.20 Johnny English - La Rinascita 17.50-20.15-22.30 CREMA MULTISALA PORTA NOVA VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411 Quando la notte 15.30 Le avventure di Tintin 17.40-20.20 La peggior settimana della mia vita 22.40 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 Johnny English - La Rinascita 14.20-16.20-18.20-20.20-22.20 La peggior settimana della mia vita 14.50-16.45-18.40-20.35Insidious 22.30 I soliti idioti 14.50-16.45-18.40-20.35-22.30 LECCO NUOVO MIGNON V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 La peggior settimana della mia vita 20.10-22.30 I soliti idioti 20.10-22.30 PALLADIUM VIA FIUMICELLA 12 - TEL. 0341361533 Riposo MERATE CINETEATRO MANZONI VIA GIOVANNI XXIII, 24 - TEL. 039 5981992 Riposo OSNAGO SALA SIRONI VIA GORIZIA 6 - TEL. 03958093 Jane Eyre 21.00 LODI DEL VIALE VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028 Terraferma 16.00-21.00 FANFULLA V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740 Venere nera 21.15 MODERNO MULTISALA CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017 Le avventure di Tintin 21.30 La peggior settimana della mia vita 21.15 CASALPUSTERLENGO COMUNALE PIAZZA DEL POPOLO, 15 - TEL. 0377919024 Riposo PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE S.S. N 235 - TEL. 0371237012 I soliti idioti 20.30-22.40 La peggior settimana della mia vita 20.20-22.35 Insidious 20.15-22.45 Le avventure di Tintin 20.00 Matrimonio a Parigi 22.40 Johnny English - La Rinascita 20.10-22.40 Il domani che verra' 20.10-22.35 MANTOVA ARISTON MULTISALA VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 16.50-19.00 This Must Be the Place 21.10 Colazione da Tiffany 16.30-18.50-21.30 CINECITY MULTIPLEX PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740 I soliti idioti 20.30-22.40 Warrior 21.30 Il domani che verra' 20.20-22.30 La kryptonite nella borsa 20.15-22.40 La peggior settimana della mia vita 20.30-22.30 Johnny English - La Rinascita 20.15-22.40 Insidious 22.40 Le avventure di Tintin 3D 20.00 MIGNON VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233 Io sono Li 21.00 CURTATONE STARPLEX CURTATONE VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395 I soliti idioti 20.35-22.25 Johnny English - La Rinascita 20.15-22.20 La peggior settimana della mia vita 20.25-22.20 Il domani che verra' 20.25-22.35 Le avventure di Tintin 20.05 Warrior 22.15 Insidious 20.10-22.15 Amici di letto 20.20 This Must Be the Place 22.30 PAVIA CORALLO VIA BOSSOLARO, 15 - TEL. 0382539224 Cineforum 21.00 Arrietty 20.30 This Must Be the Place 22.30 POLITEAMA C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343 Riposo PARONA MOVIE PLANET STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728 La peggior settimana della mia vita 21.30 Le avventure di Tintin 3D 21.30 I soliti idioti 21.30 Insidious 21.30 Johnny English - La Rinascita 21.30 Il domani che verra' 21.30 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 21.30 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA THE SPACE CINEMA MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 892111 La peggior settimana della mia vita 15.35-17.50-20.05-22.20 Matrimonio a Parigi 15.40-18.00-20.20-22.40 I soliti idioti 15.45-18.00-20.15-22.30 Colazione da Tiffany 17.10-19.45-22.20 Warrior 16.00-19.00-22.00 Warrior 16.00-19.00-22.00 Insidious 15.30-17.45-20.10-22.40 I soliti idioti 17.00 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 19.30 Bar Sport 22.10 Le avventure di Tintin 3D 17.00-19.30-22.00 La kryptonite nella borsa 17.35-19.55-22.15 SONDRIO EXCELSIOR VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 21.00 STARPLEX SONDRIO VIA VANONI, ANGOLO VIA TONALE - TEL. 0342214709 La peggior settimana della mia vita 21.25 I soliti idioti 21.20 Colazione da Tiffany 21.15 Johnny English - La Rinascita 21.15 MORBEGNO CINEMA TEATRO IRIS VIALE AMBROSETTI 27 - TEL. 0342611711 La peggior settimana della mia vita 21.15 MORBEGNO CINEMA TEATRO PEDRETTI PIAZZA MATTEI 1 - TEL. 0342610161 I soliti idioti 21.15 MORBEGNO CINEMA 3 VIALE AMBROSETTI, 25 - TEL. 0342610161 Amici di letto 21.15 TIRANO CINEMA TEATRO MIGNON PIAZZA MARINONI 1 - TEL. 0342705454 Le donne del sesto piano 21.15 VARESE MULTISALA IMPERO VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004 I soliti idioti 18.00-20.15-22.30 Matrimonio a Parigi 17.30-20.00-22.20 Le avventure di Tintin 3D 17.30-20.05-22.30 La peggior settimana della mia vita 17.40-20.10-22.20 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 17.40-20.10-22.30 Il domani che verra' 17.45-20.00-22.20 Johnny English - La Rinascita 17.30-20.00-22.20 Insidious 17.40-20.10-22.30 Bar Sport 17.30-20.00 Quando la notte 22.30 NUOVO VIA DEI MILLE, 39 - TEL. 0332237325 Mr. Beaver 15.30-21.00 Pina 18.15 SALA FILMSTUDIO 90 VIA DE CRISTOFORIS 5 - TEL. 0332830053 Carnage 16.00-21.00 GALLARATE CINELANDIA MULTIPLEX VIALE LOMBARDIA, 51 - TEL. 0331268017 Johnny English - La Rinascita 20.15-22.40 Il domani che verra' 20.10-22.40 I soliti idioti 20.30-22.40 La peggior settimana della mia vita 20.20-22.35 Le avventure di Tintin 3D 20.10 Amici di letto 22.45 Bar Sport 22.35 I soliti idioti 20.15 L'amore che resta 21.15 Insidious 20.30-22.45 GALLARATE CINEMA DELLE ARTI VIA DON MINZONI, 5 - TEL. 0331791382 Riposo BUSTO ARSIZIO MANZONI VIA CALATAFIMI 5 - TEL. 0331677961 L'altra verita' 16.00-21.00 BUSTO ARSIZIO SOCIALE P.ZZA PLEBISCITO, 1 - TEL. 0331632912 L'amore all'improvviso - Larry Crowne 21.15 SARONNO CINEMA SILVIO PELLICO VIA SILVIO PELLICO - TEL. 0299768659 Le donne del sesto piano 21.15 SARONNO MULTISALA SARONNESE VIA S. GIUSEPPE 21 - TEL. 0296708190 Riposo TRADATE STARPLEX TRADATE VIA DELLA FORNACE CORTELLEZZI 21049 TRADATE - TEL. Johnny English - La Rinascita 20.15-22.20 I soliti idioti 20.35-22.25 Colazione da Tiffany 20.10-22.30 Il domani che verra' 20.25-22.35 La peggior settimana della mia vita 20.25-22.20 Insidious 20.20-22.30 Matrimonio a Parigi 20.15-22.25 :::LOMBARDIA
37Mercoledì 9 novembre 2011 CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE I FILM LO SPORT TELEFILM SHOW E DOCUMENTARI RAGAZZI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Channel HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geographic HD SC1 Sky Cinema 1 HD SCC Sky Cinema Comedy HD SCF Sky Cinema Family HD SCH Sky Cinema Hits HD SCM Sky Cinema Max HD SCP Sky Cinema Passion HD SP1 Sky Sport 1 HD SP2-3 Sky Sport 2-3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione 7.00 Pallavolo femminile, World Cup 2011 Gruppo A, Algeria - Italia (Diretta) SP2 9.00 Rubrica sportiva Studio Coppa del Mondo (Diretta) SP2 10.30 Tennis, ATP World Tour Masters 1000 2011 Parigi: 3a giornata sessione diurna (Diretta) SP2 11.00 Tennis, ATP World Tour Masters 1000 2011 Parigi: 3a giornata sessione diurna (Diretta) SP3 11.30 Sollevamento pesi, Campionato del Mondo 2011 Da Parigi Donne 63kg (Replica) ES 12.45 Rubrica sportiva Olympic Dream M. Steiner (Germania) ES 13.00 Rubrica sportiva Preview Uefa Champions League SP1 14.30 Bocce, Scottish International Open 2011 Da Perth (Scozia) Giorno 5 (Diretta) ES 15.00 Rubrica sportiva Fan Club Milan Lecce - Milan 11/12 SP1 15.30 Rubrica sportiva Fan Club Roma Parma - Roma 11/12 SP1 16.00 Rubrica sportiva Fan Club Inter CSKA Mosca - Inter 11/12 SP1 16.30 Rubrica sportiva Fan Club Lazio Lazio - Roma 11/12 SP1 17.00 Rubrica sportiva Fan Club Napoli Inter - Napoli 11/12 SP1 17.30 Rubr. sportiva Fan Club Juventus Juventus - Milan 11/12 SP1 18.45 Rubrica sportiva Studio Coppa del Mondo SP2 19.00 Rubr. sportiva Goal deejay SP1 19.00 Sollevamento pesi, Campionato del Mondo 2011 Da Parigi Donne 69kg (Diretta) ES 19.15 Rubrica sportiva Studio Tennis (Diretta) SP2 19.30 Tennis, ATP World Tour Masters 1000 2011 Parigi: 3a giornata sessione serale (Diretta) SP2 20.30 Rubrica sportiva Futbol Mundial SP1 20.45 Calcio, Champions League femminile 2011/2012 Ottavi di finale, gara di ritorno Paris Saint Germain - Eintracht Francoforte (Diretta) ES 21.00 Rubr. sportiva History Remix Speciale compleanno Del Piero SP1 21.30 Calcio, Champions League 2008/2009 Real Madrid - Juventus (Sintesi) SP1 22.00 Calcio, Coppa del Re 2011/2012 Sedicesimi di finale, gara di andata L'Hospitalet - Barcellona (Diretta) SP1 23.30 Pallavolo femminile, World Cup 2011 Gruppo A, Algeria - Italia (Replica) SP2 0.15 Sollevamento pesi, Campionato del Mondo 2011 Da Parigi Donne 69kg (Replica) ES 20.50 In Tour DY 21.00 N.C.I.S.: Los Angeles “Episodio pilota: Falsa identità”FC 21.00 Wonder Woman “Il flauto magico” FR 21.00 King “Farah Elliot” FL 21.00 Glee “Esprimi un desiderio” F 21.10 I maghi di Waverly “Alex rivela il segreto” DY 21.10 Spartacus: sangue e sabbia “Scontro all'ultimo sangue” SKU 21.35 Zack e Cody sul ponte di comando “Il sommergibile” DY 21.55 N.C.I.S.: Los Angeles “Il giorno meno duro è stato ieri” FC 21.55 Scott & Bailey “La scelta di Bailey” FL 21.55 Prima tv - Versione originale con sottotitoli in italiano Glee “The First Time” F 22.00 Wonder Woman “La regina e il ladro” FR 22.05 The Sleepover Club “La città dell'imbarazzo” DY 22.05 Spartacus: sangue e sabbia “Oscure trame” SKU 22.30 Life Bites DY 22.45 Prima tv Hot in Cleveland “Dov è Elka?” FL 22.50 The Killing “Episodio pilota: Il primo giorno” FC 22.50 Torchwood - Miracle Day “Il raduno” F 19.50 Cosa resta da scoprire con G. Bignami “Cervello” NGC 19.55 I segreti dello spazio con Bignami “Caccia ai tesori spaziali” NGC 20.05 Affari di famiglia “Regalo di Natale” THC 20.05 S.O.S. Tata “Famiglia Bassi” FL 20.10 Hell's Kitchen USA SKU 20.33 Affari di famiglia “Bistecche sonanti” THC 20.55 Inside “Area 51” NGC 21.00 Stan Lee's Superhumans “Il manichino per crash test umano” D 21.00 Prima Tv Enigmi alieni “Antiche costruzioni UFO” THC 21.55 Cosa ti dice il cervello? “A me gli occhi!” NGC 21.55 Superumani “La scienza dei superpoteri” THC 22.00 Prima Tv Man, Woman and Wild “Naufraghi in mare” D 22.55 Le idee che hanno cambiato il mondo “Grattacielo” NGC 22.55 Le SS: incarnazione del terrore “Heydrich - L'esecutore” THC 23.00 I giorni dell'Apocalisse “Intorno alla fine del mondo” D 23.30 Pronto intervento SKU 23.55 Prigionieri di viaggio: ostaggi “Rapiti da Abu Sayyaf” NGC 17.00 Futurama “Pilota spaziale 3000” F 17.15 I pinguini di Madagascar NCK 17.25 I Simpson “Boe babysitter” F 17.40 T.U.F.F. Puppy NCK 17.50 Ben 10: Ultimate Alien CN 17.55 I Simpson “La paura fa novanta XIV” F 18.20 Lo straordinario mondo di Gumball CN 18.30 Adventure Time CN 18.45 Regular Show CN 19.10 Ben 10: Ultimate Alien CN 19.10 I Griffin “Teledipendenti” F 19.35 Nuovi episodi Bakugan Invasori Gundalian CN 19.40 American dad “Scambio difficile” F 20.00 Spongebob NCK 20.05 I Simpson “Mia madre la fuggiasca” F 20.30 I pinguini di Madagascar NCK 20.30 Adventure Time CN 20.30 I Simpson “Il Presidente indossa le perle” F 20.55 Regular Show CN 21.00 Spongebob NCK 21.20 Generator Rex CN 21.25 Spongebob NCK 21.45 Virus Attack CN 21.50 Due fantagenitori NCK 22.15 Wakfu CN 22.30 Due fantagenitori NCK 17.40 Stonehenge Apocalypse Con Misha Collins SCM 17.45 Il delfino SCF 17.45 Quasi... quasi Con Marina Massironi SCC 18.00 Alvin Superstar 2 Con Zachary Levi SCH 18.45 Il segreto dei suoi occhi Con Ricardo Darín C 19.05 In Good Company Con Dennis Quaid SCP 19.10 Major League 2 - La rivincita Con Charlie Sheen SCC 19.15 Stanno tutti bene Con Robert De Niro SC1 19.15 Ipotesi di reato Con Ben Affleck SCM 19.20 Ore rubate Con Michael Craig MGM 19.20 Shrek - E vissero felici e contenti SCF 19.30 La rivincita delle damigelle Con Raven-Symoné SCH 21.00 Tornando a casa Con Jane Fonda MGM 21.00 Uno strano scherzo del destino Con Steve Martin SCF 21.00 Amore a prima vista Con Vincenzo Salemme SCC 21.00 Il profeta Con Tahar Rahim C 21.00 Mine vaganti Con Riccardo Scamarcio SCP 21.00 Prima tv Nessun rimorso Con Tom Selleck SCM 21.10 Prima tv Fair Game - Caccia alla spia Con Naomi Watts SC1 21.10 The Cell - La cellula Con Jennifer Lopez SCH 22.35 Mr. Deeds Con Adam Sandler SCC 22.35 The Horde Con Claude Perron SCM 22.50 Beverly Hills Chihuahua 2 Con Bridgit Mendler SCF 23.00 Mi chiamo Sam Con Sean Penn SCP 23.05 Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni Con Anthony Hopkins SC1 23.05 The Fall Con Catinca Untaru SCH 23.10 Hidden Camera - Indagine Pericolosa Con Dean Cain MGM 23.40 L'ultimo Capodanno Con Antonella Steni C 0.15 Dove vai se il vizietto non c'è l'hai? Con Renzo Montagnani SCC 0.15 After.Life Con Liam Neeson SCM 0.20 Un principe tutto mio 4 Con Jonathan Firth SCF Joi 18.30 48 Ore “Siamo tutti trasparenti” “Onora il padre” con Claudio Amendola 20.25 Big Bang Theory “L'eccitazione lunare” “La manipolazione Robotica” con Johnny Galecki 21.15 IT Crowd “La marmellata del giorno prima” “Calamity Jen” con Chris O'Dowd 22.10 $#*! My Dad Says “Il bisbetico domato” “Lotta all'ultimo WiFi” con William Shatner 23.05 Rookie Blue “Il Vestibolo” con Missy Peregrym 23.50 The Black Donnellys “Un cuore di pietra” con Michael Stahl-David 0.45 Smallville “Il segreto di Ian” con Tom Welling 17.40 The Losers (Azione, 2010) con Zoe Saldana, Jeffrey Dean Morgan. Regia di Sylvain White. 19.30 Ninja assassin (Azione, 2009) con Naomie Harris, Ben Miles. Regia di James McTeigue. 21.15 Maschi contro Femmine (Commedia, 2010) con Paola Cortellesi, Fabio De Luigi. Regia di Fausto Brizzi. 23.15 Giustizia privata (Azione, 2009) con Jamie Foxx, Gerard Butler. Regia di F. Gary Gray. 1.10 La leggenda di Bagger Vance (Dramm., 2000) con Will Smith. Regia di Robert Redford. 19.30 Close to home “La terra delle opportunità” “Amicizie al veleno” con Jennifer Finnigan 21.15 Prima tv Incantesimi d'amore (Sentimentale, 2010) con Caitlin E.J. Meyer, Danielle Chuchran. Regia di John Lyde. 22.55 Rizzoli & Isles “Il mio peggior nemico” con Angie Harmon 23.45 Harry's Law “In the ghetto” con Kathy Bates 0.40 Skins “Jal” con J. Dempsie 1.25 Mya Mag “Intervista ai protagonisti di “The Vampire Diares”“ 1.35 Skins “Cassie” con J. Dempsie 9.20 Calcio, Derby d'Europa 2011/2012 Atene Panathinaikos - Aek Atene (Replica) 11.20 Serie A Highlihts 12.05 Calcio, Serie A 2011/2012 6a giornata Juventus - Milan (Repl.) 14.00 All sport news 14.30 Calcio, Serie A 2011/2012 Posticipo 7a giornata Lazio - Roma (Replica) 16.25 La tribù del calcio 17.30 Calcio, UEFA Champions League 2011/2012 Fase a gironi, 4a giornata Bayern Monaco - Napoli (Replica) 19.25 La tribù del calcio 20.30 All sport news 0.30 Calcio, Serie A 2011/2012 10a giornata Roma - Milan (Replica) Mya Premium Cinema 18.35 Sherlock Holmes: Soluzione sette per cento (Drammatico, 1976) con Nicol Williamson, Alan Arkin. Regia di Herbert Ross. 20.40 Under the Influence 21.15 Sirene (Commedia, 1990) con Winona Ryder, Christina Ricci. Regia di Richard Benjamin. 23.10 Cappello a cilindro (Musicale, 1935) con Fred Astaire, Ginger Rogers. Regia di Mark Sandrich. 0.45 Hollywood Collection 1.15 L'ultimo Contratto (Drammatico, 1997) con John Cusack, Minnie Driver. Regia di George Armitage. Studio Universal 18.45 Justice - Nel nome della legge “Errore umano” con V.r Garber 19.40 E.R. - Medici in prima linea “Vecchi tempi” con Noah Wyle 20.25 V “Senza speranza” con Elizabeth Mitchell 21.15 Dr. House - Medical Division “E adesso? ” “Egoista” con Hugh Laurie 22.50 Backstage “Speciale Parenthood 2” 23.00 Linea d'ombra “L'ultima volta sarò bravissima” 23.10 Camelot “La lunga notte” con Joseph Fiennes 0.10 Leverage “La resa dei conti” con Timothy Hutton 1.00 The Cleaner “Le cose non programmate” con B. Bratt Steel Premium Calcio SPETTACOLI TV I CONSIGLI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone Studio Universal ore 21.15 Sirene Una donna (Cher) dalla vita sentimentale molto agitata obbliga le figlie a seguirla nelle sue traversie (una a Winona Ryder). Storia con poche novità. Ma le attrici sono affascinanti. Cinema 1 ore 21.10 Fair game Un giornalista scrive contro Bush mettendo nei guai la moglie agente della Cia. Sembra uno spionistico, ma è un melò. Sean Penn è una frana come ogni volta che fa la persona per bene. Cinema Passion ore 21 Mine vaganti Un padre maschilista e omofobo si ritrova due figli (Scamarcio e Preziosi) omosessuali. Gira rigira Ferzan Ozpetek sa trattare solo storie di gay. Ma questa almeno è vivace e divertente. Premium Cinema ore 23.15 Giustizia privata Una famiglia è sterminata. L'unico superstite chiede giustizia, ma i killer se la cavano con poco. Allora l'uomo fa da solo. Thriller ingegnoso e avvincente. La suspense non flette un attimo.
13Mercoledì 9 novembre 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it PORPORATI Oltretevere c'è grande apprensione: i vertici del clero si chiedono se l'alleanza coi democratici porterà i casiniani a scelte simili anche su scala nazionale patatrac QUI UDC Casini va a caccia di voti Si comincia da quelli gay Grazie all'appoggio dei centristi, in Sicilia passa la mozione per aprire il registro dei matrimoni omosessuali. L'ira del Vaticano ::: Il commento I veri traditi siamo noi che vi avevamo votato ::: DON CHINO PEZZOLI Si vuole eliminare Berlusconi ed è in atto il baratto dei deputati. È lui il Cavaliere, il “capro espiatorio” da sacrificare per il bene del popolo, è lui l'ostacolo da eliminare per far rinascere economicamente il nostro Paese. L'impressione di molti cittadini che riflettono, in questo momento di crisi e di confusione politica, è che non esista una coscienza o cultura sociale e politica che abbia presente il bene comune. Spicca invece un accentuato individualismo che salvaguarda gli interessi personali o di qualche potere forte economico. Nei momenti di crisi in cui il Governo rischia di cadere, non mancano mai gli opportunisti che s'assicurano anche dopo lo scanno caldo sotto il sederino... Cambiare casacca e squadra o infilarsi in un gruppo autonomo solo per studiare da che parte stare quando le cose cambieranno, è la mossa dei “furbi”, sempre pronti ad uscire dall'anonimato con dichiarazioni a sostegno del bene pubblico, quasi sempre confuso con quello personale. Inoltre, avere un giorno di “gloria” sui media piace a molti, specie a quei politici che trascorrono una legislatura nell'anonimato. È motivo di visibilità, di prestigio, il titolone del giornale o del telegiornale che evidenzia che la Carlucci o il navigato Pisanu hanno lasciato il Pdl per aiutare Berlusconi a fare il richiesto “passo indietro”. Non è da poco passare alla storia come gli eroi del ribaltone, non vi pare? Mi chiedo però: certi cambiamenti di casacca di un parlamentare non dovrebbero esigere il parere dei suoi elettori? In democrazia l'elezione di un parlamentare avviene attraverso il consenso dei cittadini. Comporta quindi un impegno morale da parte dell'eletto di consultare, prima di passare a un altro schieramento politico, il parere degli elettori. Non capita per un insieme di peripezie governative che non vale la pena evidenziare. Un parlamentare quindi può spostarsi da destra a sinistra e dintorni, senza rendere conto se non alla sua coscienza, sperando che sia vera, retta. Chi l'ha votato conta come il due di picche. Mi chiedo spesso se esiste anche in questo caso una moralità sociale, una moralità che tiene presente la volontà dei cittadini. Pare di no se, in tre anni di legislatura, 27 deputati hanno cambiato partito, schieramento. Il cittadino chiamato a tracciare la crocetta sulla scheda non ha quindi più nessuna garanzia che la sua scelta venga rispettata? No! Siamo davvero caduti in basso! Il voto dell'eletto re è una semplice crocetta su un pezzo di carta archiviata. Un governo che annovera un numero di deputati voltagabbana non regge, è costretto a dimettersi. Si discute se sono traditori o traditi. Sono certamente traditori del consenso popolare. Queste schegge vaganti parlano di voler costituire un governo di larghe intese, un governo tecnico: ma i cittadini elettori che ne pensano di queste scelte? Pensano che se questo governo non è più in grado di governare o sono venuti meno i consensi all'interno della maggioranza, si ritorna alle urne. Si tratta di una scelta democratica che tutela i cittadini nelle loro scelte. Ogni altro stratagemma sa di verticismo, di strategie burocratiche che riducono i cittadini a burattini. Mi fa pensare quanto scrive Piero Ostellino sul Cor riere delle Sera: «Mandiamolo pure a casa (Berlusconi), ma contemporaneamente non nascondiamoci dietro il dito degli interessi di parte, e dell'ipocrisia moralistica, e chiediamoci quale sarebbe la soluzione dei mali di cui soffre il Paese, poniamoci tutti insieme la domanda “che fare?”, e rispondiamo senza infingimenti». E poi l'opi nionista conclude con un dubbio atroce, si domanda se dietro alla richiesta di liquidare Berlusconi non ci sia «la voglia dei grandi Gattopardi di rimettere le mani sul Paese e non far niente». Sono questi Gattopardi che decidono i governi. Purtroppo emergono nei momenti difficili come salvatori, convincono la gente che basterebbe “un capro espiatorio” per il bene di tutti. I cittadini con i piedi per terra si domandano: “E dopo?”. ::: CATERINA MANIACI ROMA Larghe intese: l'Udc fa una sorta di prova generale a Palermo. Intesa con il Pd e le opposizioni palermitane, ma anche intesa su una questione molto delicata. Infatti i centristi del Consiglio comunale hanno sostenuto la mozione per l'istituzionedel registrodelleunioni civili anche tra persone dello stesso sesso. Eora si preparanoal dopo-Cavaliere e insistono: governo di grande coalizione. Tornando da Roma a Palermo, il documento è passato con 19 voti favorevoli e tre contrari e fa riferimento al disegno di legge regionale presentato all'As semblea regionale siciliana dal deputato regionale del Pd Pino Apprendi, ma che è stato sottoscritto anche dal capogruppo dell'Udc, Giulia Adamo, e dal capogruppo del Mpa, Francesco Musotto. La Adamo non ha mai nascosto il suo favore verso questo ddl, tanto che coordinatore regionale dell'Udc nell'isola, Gianpiero D'Alia, a suo tempo ha dichiarato che la capogruppo esprimeva una posizione «personale». Ma a Palermo le cose sono andate più o meno nella stessa direzione. Certo, all'interno della maggioranza al comune di Palermo ci sono state diverse defezioni, a partire da quella del capogruppo del Pdl Giulio Tantillo, sin dall'inizio contrario all'adozione del provvedimento. Commenta Rosario Filoramo del Pd: «Ritengo infatti determinante il ruolo di quei consiglieri che per credo religioso si sono astenuti sulla mozione ma hanno consentito con la loro presenza il mantenimento del numero legale». I centristi tranfughi e confluiti nei Popolari di Italia domani, invece, hanno votato contro la mozione. Doriana Ribaudo, capogruppo del Pid al Consiglio comunale di Palermo spiega che due sono stati i motivi per dire no: «Perché la mozione, seppur in alcune parti condivisibile, non corrispondeva al nostro modello di società; perchè gli enti locali non hanno nessuna competenza sulla regolamentazione delle unioni di fatto, così come le Regioni». Questo voto - nel giorno più delicato della politica nazionale - non è passato inosservato, soprattutto Oltretevere. Ci si chiede se la prospettata alleanza con i democratici (e poco ben vista tra le gerarchie) porterà frutti simili anche su scala nazionale, in pratica il timore di sempre: come si comporterà l'Udc dinanzi a provvedimenti e leggi contro i valori non negoziabili, contro la famiglia tradizionalmente intesa? Coincidenza vuole che fra due giorni, l'11 novembre, si aprirà a Roma un convegno organizzato dalla Società Internazionale Tommaso d'Aquino – SITA, presso la Pontificia Università di San Tommaso “Angelicum”dedicato proprio al matrimonio «nella prospettiva della sua identità naturale e sacramentale, così come viene affrontato da san Tommaso, tenendo conto di quanto tale riflessione possa ancora recare luce alle questioni contemporanee sulla famiglia», si legge nella presentazione del convegno. Presente il cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione dell'Educazione Cattolica. Sul fronte caldissimo a Roma, intanto, il leader centrista Pier Ferdinando Casini ribadisce la linea udc: «Da domani deve terminare questo insano braccio di ferro e dobbiamo cercare di salvare l'Italia, tutti insieme, se ne saremo capaci», dichiara Casini parlando in Aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto sul rendiconto generale dello Stato 2010. E così nessuna partecipazione al voto, permettendo però l'approvazione del provvedimento. Poi, alla luce di quanto emerge dall'incontro tra il capo dello Stato e il premier, Casini commenta: «La legge di stabilità può essere approvata rapidamente e sono convinto che il presidente Berlusconi abbia la consapevolezza che la situazione economica e finanziaria dell'Italia non ci consente una lunga ed estenuante campagna elettorale». Del resto, proprio il faccia a faccia al Quirinale dimostra che una «via d'uscita esiste dalla terribile crisi in cui versa l'Italia è possibile». Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc, spiega in dettaglio la strategia e il giudizio dei centristi su quel che avverrà nei prossimi giorni, anzi nelle prossime ore: «L'unica soluzione è un governo di grande coalizione perché è quello che richiede la gravità della crisi: in Italia c'è una maggioranza riformista da Gianni Letta a Enrico Letta; quindi Pd, Pdl e Terzo polo. Sul programma del governo di coalizione non si tratta: è quello della lettera della Banca Centrale Europea», insiste Buttiglione, altrimenti «si va al voto, anche se le elezioni non sono un bene per il paese. Noi non le temiamo, ma non ci permetterebbero di avere subito le misure necessarie che servono. Per il Pdl saranno un bagno di sangue. Di Pietro e la Lega Nord hanno già detto che non lo accettano quindi non ci stanno». Quando i centristi saranno chiamati al Colle per le consultazioni «al presidente proporremo tre nomi. Tra questi non ci sarà quello di Alfano, perché ha avuto una grande occasione che non ha sfruttato al meglio». STRANA COPPIA Pier Ferdinando Casini, 55 anni, e Pier Luigi Bersani, 60, rispettivamente leader di Udc e Partito democratico, da ieri sera non possono più limitarsi a invocare l'usci ta di scena di Berlusconi. Da stamattina dovranno mettere a punto una strategia. Gli scenari sono molteplici: un governo tecnico da instaurare subito (magari targato Mario Monti) o nuove elezioni da indire per il mese di gennaio. Quel che è certo, è che nonostante profonde differenze sia politiche sia programmatiche i due schieramenti sembrano pronti a marciare assieme Fotogramma IL FUORI ONDA Sarkozy sputtana tutti i leader Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu? «Non posso più vederlo, è un bugiardo». La gaffe al G20, questa volta, non è di Silvio Berlusconi. Le parole sono state dette dal presidente francese Nicolas Sarkozy a Barack Obama durante il loro faccia a faccia al G20 di Cannes, giovedì scorso. «Tu seistufo di lui, maio devo trattare conlui tutti i giorni»,ha risposto il presidente americano, secondo quanto riporto il sito francese Arret sur Image. Le parole, che sarebbero dovute rimanere confidenziali sono state sentite dai giornalisti per un disguido tecnico. Ai giornalisti in attesa per la conferenza stampa erano già state distribuite le scatoline per la traduzione, ma senza cuffie. Qualcuno ha però inserito le cuffie del proprio telefono cellulare e ha potuto ascoltare tutto. Fosse stato il Cavaliere a dire cose del genere sarebbe stato lapidato in tempo reale da tutta la stampa mondiale, come è avvenuto per molto meno (bastò una voce mai confermata sulla Merkel “culona”). I giornalisti di sua maestà Sarkozy, invece, si sono ben guardati dallo sputtanare il presidente. L'unico a rompere il patto del silenzio è stato un giornalista di Le monde, che ha pubblicato la frase sul suo blog.
20 Mercoledì 9 novembre 2011 ITALIA @ commenta su www.libero-news.it Restivo alla sbarra Chiesa negligente sul delitto Claps Ora non può chiedere i danni La Diocesi di Potenza non sarà parte civile. I pm: 30 anni per Danilo Bocciato dalla Corte d'Appello Il processo Contrada non si rifà Lui si sfoga: «Voglio solo l'onore» ::: CALTANISSETTA «L'unica speranza è l'imprevisto....», soffia con un filo di voce Bruno Contrada mentre lascia, curvo e malfermo, appoggiato su un bastone incerottato il palazzo di giustizia di Caltanissetta. Sono da poco passate le tre del pomeriggio di ieri e i giudici della Corte d'Appello hannobocciato, per la quinta volta, la revisione del processo all'ex funzionario del Sisde, oggi ottantenne, che sta scontando una pena definitiva a dieci anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. A convincere Contrada a richiedere per la quinta volta consecutiva la revisione del processo è stato il libro «Nel labirinto degli dei» del Procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingoia. Il magistrato, parlando del pentito Vincenzo Scarantino, il falso collaboratore che con le sue dichiarazioni aveva depistato le indagini sulla strage di via D'Amelio, aveva spiegato che il pentito aveva fatto «nuove accuse a carico di Bruno Contrada» e che la Procura di Palermo «diede incarico alla polizia giudiziaria di fare indagini». Ma «l'esito fu sconfortante». Ecco perchè le dichiarazioni di Scarantino «non furono mai utilizzate». Ma Contrada ne venne a conoscenza solo dopo la pubblicazione del libro. Da qui le indagini difensive e la richiesta della revisione del processo. «Personalmente sono venuto a conoscenza di quello che disse Scarantino nei miei confronti soltanto leggendo il libro di Ingroia - ha spiegato l'ex 007 rendendo dichiarazioni spontanee in aula - se ne fossi venuto a conoscenza nel processo di primo grado o anche in appello avrei chiesto al citazione del collaboratore per fare acquisire le prove che c'erano pentiti che mentivano e che potevano essere smentiti». Ma le sue parole non sono bastate per ottenere la revisione del pocesso. «Non è finita qui, faremo ricorso in Cassazione», ha detto l'avvocato Giuseppe Lipera, legale di Bruno Contrada commentando la decisione dei giudici della Corte d'Appello. «La decisione non deve essere stata facile nemmeno per i giudici, tant'è vero che si sono riservati 90 giorni per motivare questa loro decisione - ha aggiunto ancora l'avvocato Lipera - vi garantisco che faremo ricorso in Cassazione perchè qui, a parte il prestigio e l'onore del dottor Contrada c'è di mezzo l'interpretazione delle leggi. È inaccettabile». Non è dello stesso avviso il sostituto procuratore generale di Caltanissetta, Antonino Patti, che ha ribadito ai giudici il suo no alla revisione. E dopo la «bocciatura» della revisione si è limitato a dire: «La sentenza è abbastanza scontata perchè al di là del titanico sforzo dei difensori non ci sono assolutamente elementi processuali nuovi». Sull'ipotesi che i difensori dell'ex funzionario del Sisde presentino ricorso in Cassazione, il magistrato ha replicato: «è il minimo». ::: CRISTIANA LODI La Chiesa è stata la sua tomba nascosta per 17 anni. E certi uomini di quella Chiesa hanno taciuto. Silenzio e menzogna, anche dopo il ritrovamento di quel che era rimasto di Elisa Claps. Uccisa a 16 anni, proprio in quella cattedrale della Santissima Trinità di Potenza, dove il 17 marzo 2010 è stata “ufficialmente” trovata. Adesso che il processo è cominciato contro il suo «brutale assassino», per usare le parole dell'accusa nell'indicare Danilo Restivo, la Diocesi di Potenza non può pretendere di presentarsi come parte lesa. Il giudice Elisabetta Boccassini ha infatti respinto al mittente la richiesta avanzata dalla Diocesi di costituirsi parte civile, chiedendo i danni per l'omicidio di Elisa, consumato il 12 settembre 1993. «La Chiesa è stata negligente nel controllare e gestire i locali dove Elisa Claps è stata uccisa e il suo corpo ritrovato», ha motivato il giudice nel respingere la richiesta presentata dall'avvocato della Chiesa di Potenza Donatello Cimadomo. E prende atto il legale: «Proprio per questa mancata diligenza, secondo il giudice, la Diocesi non può chiedere un danno perché non può dolere delle conseguenze dannose di una condotta delittuosa colui il quale non ha avuto in cura i locali dove il corpo è stato ritrovato». Come non bastasse, la dottoressa Elisabetta Boccassini ha riscontrato «una potenziale conflittualità fra la Chiesa stessa e le nuove indagini in corso sul ritrovamento del corpo». Dunque il clero sarà escluso dal processo cominciato ieri secondo la formula del rito abbreviato. I pm Luigi D'Alessio e Rosa Volpe, chiusa la requisitoria fiume: sette faldoni per quarantamila pagine di accuse, hanno annunciato che per il presunto assassino di Elisa Claps chiederanno l'ergastolo con la diminuente a trent'anni prevista dal rito abbreviato. L'accusa non è spietata nei toni e ripete più volte: «Danilo Restivo è un assassino brutale, ha ::: LA SCHEDA LA RICHIESTA DEI PM I pm Luigi D'Alessio e Rosa Volpe, chiusa la requisitoria fiume, hanno annunciato che per il presunto assassino di Elisa Claps chiederanno l'ergastolo con la diminuente a trent'anni prevista dal rito abbreviato. UCCISA NEL 1993 Il giudice Elisabetta Boccassini ha respinto al mittente la richiesta avanzata dalla Diocesi di costituirsi parte civile, chiedendo i danni per l'omi cidio di Elisa, consumato il 12 settembre 1993. continuato a uccidere impunemente. Parlano le carte». Poi tocca a Filomena, la madre di Elisa, addolorata e delusa dice: «È assurdo avere accolto la richiesta di abbreviare il rito. Questo processo non renderà giustizia a mia figlia, perché non potranno uscire i fatti e dunque la vera verità. Noi ci aspettavamo di conoscere chi ha aiutato Danilo Restivo. Che lui sia il colpevole, io l'ho saputo fin dal primo momento. Avevo questa certezza dentro di me e l'ho sempre detto. Ma così non si saprà mai chi lo ha coperto». Non si dà pace Filomena: «I complici resteranno impuniti. E si vergogni la Chiesa, chiedere i danni è un insulto a tutti noi e a mia figlia uccisa. Avrei preferito trovarla in un campo o dovunque, ma non nelucciso ancora». E rincara Gildo Claps, fratello di Elisa: «Tutto questo è grottesco. Una farsa. Non solo la giustizia lenta, ci mancava anche la richiesta della Chiesa di costituirsi parte civile. Ma con quale coraggio? Fino all'ultimo ho sperato non lo facessero, per pudore. Invece lo hanno fatto, proprio loro che sapevano tutto». E lancia un appello a chi sa, don Marcello Cozzi dell'ufficio di presidenza di Libera: «Chiedo un atto di pietà da parte di certi investigatori dell'epoca, di molte persone del mondo della Chiesa, della famiglia di Danilo Restivo, di coloro che occultarono il corpo e di quanti sono a conoscenza di come è avvenuto il ritrovamento. Chi sa, parli». E implora di fare presto don Marcello: «Filomena non può aspettare altri 20 anni. Non ha il tempo». Bruno Contrada Ansa ALBERTO IN AULA PER LA MORTE DI CHIARA Stasi: sono innocente.I genitori della ragazza: «È lui il colpevole» VITTIMA Elisa Claps fu uccisa a 16 anni, nella cattedrale della Santissima Trinità di Potenza. la cattedrale. In molti sapevano che lei era là. Ovvio: era entrata senza più uscire. Ho implorato di cercarla in chiesa, ma nessuno lo ha fatto. Danilo Restivo è stato aiutato da tanti e queste persone devono fare un esame di coscienza: colpa loro se in Inghilterra ha ::: MILANO La data cruciale sarà il 6 dicembre. Quel martedì i signori della Corte d'Assise d'Appello di Milano potrebbero decidere di chiudersi in camera di consiglio, per scrivere ilverdetto. Oppureordinare nuove perizie prima di decidere se assolvere o condannare Alberto Stasi per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi. Uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Ieri, davanti a una giuria popolare formata da quattro uomini e due donne, l'imputato ha ribadito la sua innocenza. E quando il giudice a latere Franco Tucci ha concluso la relazione sui fatti, lui ha detto: «Non ho altro da aggiungere rispetto a quanto già dichiarato al pm in sede di indagini preliminari», e cioè di non essere l'assassino di Chiara. In aula c'erano i suoi genitori: «Noi invece crediamo sia il colpevole. E ci aspettiamo che in questo secondo grado si arrivi a provare la verità». Nel primo processo Alberto era stato assolto. Il difensore, professore Angelo Giarda, commenta: «Ho un solo rammarico: che la Procura non abbia fatto indagini alternative, come invece avrebbe dovuto dopo la sentenza di primo grado e di fronte al dolore di due genitori». C.L.
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36 Mercoledì 9 novembre 2011 6.00 Euronews 6.10 Unomattina caffè 6.30 TG1 - Previsioni sulla viabilità CCISS Viaggiare informati 6.45 Unomattina. Con Elisa Isoardi e Georgia Luzi 11.00 TG1 11.05 Occhio alla spesa “Bollini auto e fidelity card”. Condotto da Alessandro Di Pietro 12.00 La prova del cuoco. Condotto da Antonella Clerici 13.30 TG1 14.00 TG1 Economia TG1 Focus 14.10 Verdetto Finale. Condotto da Veronica Maya 15.15 La vita in diretta. Condotto da Marco Liorni, Mara Venier TG Parlamento - TG1 - Che tempo fa (all'interno) 18.50 L'eredità 20.00 TG1 20.30 Qui Radio Londra. Condotto da Giuliano Ferrara 20.35 Soliti ignoti 21.10 Primaserata Porta a Porta “Crisi di Governo ed emergenza economica”. Condotto da Bruno Vespa 23.55 Prima tv Rudolf Nureyev alla Scala (Documentario, 2005) Regia di Claudio Risi. 1.15 TG1 Notte - TG1 Focus 1.50 Qui Radio Londra. Condotto da Giuliano Ferrara (Replica) RAI UNO 6.30 Cartoon Flakes 10.00 TG2punto.it 11.00 I Fatti Vostri. Con Giancarlo Magalli e Adriana Volpe 13.00 TG2 Giorno 13.30 TG2 Costume e Società 13.50 Medicina 33 14.00 Italia sul Due. Con Lorena Bianchetti e Milo Infante 16.10 Ghost Whisperer “Aiuto reciproco” con Jennifer Love Hewitt 16.50 Prima tv Hawaii Five-0 “Il tiranno” con Jack Lord 17.45 TG2 Flash L.I.S. - Meteo 2 17.50 Rai TG Sport 18.15 TG2 18.45 Numb3rs “Il furto” con David Krumholtz 19.35 Squadra Speciale Cobra 11 “Una vita pericolosa” con Erdogan Atalay 20.30 TG2 - 20.30 21.05 L'ispettore Coliandro “In trappola” con Giampaolo Morelli 23.00 TG2 23.10 Tracce di un delitto (Drammatico, 2006) con Julie Benz, Chris Kramer. Regia di Stefan Pleszczynski. 0.35 Ritratti musicali “Enzo Gragnaniello e Toni Esposito” 1.05 TG Parlamento 1.15 E.R. - Medici in prima linea “Status Quo” con Noah Wyle 1.55 Meteo 2 2.00 Italia sul Due. (Repl.) RAI DUE 7.00 TGR Buongiorno Italia 7.30 TGR Buongiorno Regione 8.00 Agorà 9.50 Dieci minuti di... programmi dell'accesso 10.00 La Storia siamo noi “Giochiamo al varietè”. Condotto da Giovanni Minoli 11.00 Apprescindere “Quante auto ci sono in Italia e quanto costano?” 12.00 TG3 - Rai Sport Notizie - Meteo 3 12.25 TG3 Fuori TG 12.45 Le storie Diario italiano “Riforme costo zero”. 13.10 Prima tv Julia - La strada per la felicità con Susanne Gartner 14.00 TG Regione - Meteo 14.20 TG3 - Meteo 3 14.50 TGR Leonardo 15.00 Question time - Interrogazioni a risposta immediata (Dir.) 15.50 Cose dell'altro Geo 17.40 Geo & Geo 19.00 TG3 19.30 TG Regione - Meteo 20.00 Blob 20.15 Sabrina vita da strega “Aria di sommossa” 20.35 Un posto al sole 21.05 Chi l'ha visto? “Nuove rivelazioni sull'omicidio di Yara”. Condotto da Federica Sciarelli 23.30 Prima tv Rai Boris “Ep. pilota: Il primo giorno” con Pietro Sermonti 0.00 TG3 Linea notte 1.05 Crash - impatto, contatto, convivenza “Lungo il fiume” RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico - Meteo 5 Borsa e Monete 8.00 TG5 Mattina 8.40 La telefonata di Belpietro 8.50 Mattino Cinque. Con Federica Panicucci e Paolo Del Debbio Grande Fratello TG5 - Ore 10 (all'interno) 11.00 Forum 13.00 TG5 - Meteo 5 13.40 Beautiful 14.10 CentoVetrine 14.45 Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi 16.15 Amici 16.55 Pomeriggio Cinque. Condotto da Barbara D'Urso TG5 Minuti (all'interno) 18.50 Avanti un altro 20.00 TG5 - Meteo 5 20.30 Striscia la notizia - La voce della contingenza. 21.10 Riassunto: Un amore e una vendetta 21.15 Prima tv Un amore e una vendetta “Sesta puntata”. Con Alessandro Preziosi, Anna Valle 23.30 Matrix. Condotto da Alessio Vinci 1.30 TG5 Notte - Meteo 5 Notte 2.00 Striscia la notizia La voce della contingenza. (Replica) 2.40 Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi (Replica) CANALE 5 7.00 Cartoni animati 8.50 Una mamma per amica “Presente e passato” “La cena da Emily” 10.35 Grey's Anatomy “Stammi vicino” “Lettere d'amore in ascensore” 12.25 Studio Aperto - Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 I Simpson 14.35 What's my destiny Dragon Ball 15.00 Big Bang Theory “La congettura del grillo parlante” con Johnny Galecki 15.35 Prima tv Chuck “Chuck vs Manoosh” con Bonita Friedericy 16.25 La vita secondo Jim “Viaggio nel futuro” 16.50 Prima tv Glee “Il ballo” con Matthew Morrison 17.45 Dragon Ball 18.30 Studio Aperto - Meteo 19.00 Studio Sport 19.25 Dr. House - Medical Division “Il caso House” 20.20 C.S.I. “La notte della boxe” 21.10 Le Iene Show “Tra i servizi: cane sepolto vivo, la vera storia con inediti ed intervista al proprietario”. Condotto da Luca Argentero, Enrico Brignano e Ilary Blasi 0.00 Invincibili “Quinta puntata”. Condotto da Marco Berry 1.25 Poker1mania 2.15 Studio Aperto - La Giornata ITALIA UNO RETE QUATTRO LA 7 6.00 TGLa7 - Meteo Oroscopo - Traffico Informazione 7.00 Omnibus 9.40 Coffee Break. Con Tiziana Panella 10.35 L'aria che tira. Con Myrta Merlino 11.00 (ah)iPiroso. Con Antonello Piroso 11.55 G' Day (Replica) 12.25 I menù di Benedetta “Un menù salva euro Ospite: Carlo Cracco” 13.30 TG La7 14.05 10 in amore (Commedia, 1958) con Clark Gable, Doris Day. Regia di G. Seaton. 16.15 Atlantide - Storie di uomini e di mondi. Con Greta Mauro 17.30 J.A.G. - Avvocati in divisa “Noi siamo angeli” “Fuoco amico” con David J. Elliott 19.20 G' Day “Ospiti: Pietrangelo Buttafuoco e Alessandro Fullin”. Con Geppi Cucciari 20.00 TG La7 20.30 Otto e mezzo. Con Lilli Gruber 21.10 Prima tv La7 Che L'argentino (Biografico, ‘08) con Benicio Del Toro, Demian Bichir. Regia di S. Soderbergh. 23.45 Delitti “La saponificatrice di Correggio” (Replica) 0.40 TG La7 0.50 G' Day (Replica) 1.30 Prossima Fermata “Ospite: l'astronauta Roberto Vittori”. Con Federico Guiglia Rai 4 20.30 Supernatural “Non c'è pace per il Malign” con Jared Padalecki 21.10 Danny The Dog (Azione, 2005) con Jet Li, Morgan Freeman. Regia di Louis Leterrier. 22.55 Mad Men “La fine di un'era” “Chiudi la porta e siediti” con Aaron Staton 0.35 The Hunted - La preda (Azione, 2003) con Tommy Lee Jones, Benicio Del Toro. Regia di William Friedkin. Rai Storia 19.35 Res Tore “Ricordo di Giovanni Leone” 20.00 Viaggio in Italia “Toscana p.7” 21.00 Dixit “Rotocalco “. Condotto da Giovanni Minoli 23.00 Reselection Iris 20.20 Law & Order - Unità Speciale “L'Aggressione” con Christopher Meloni 21.05 Intrigo internazionale (Spionaggio, 1959) con Cary Grant, Eva Marie Saint. Regia di Alfred Hitchcock. 23.35 Lolita (Drammatico, 1962) con Shelley Winters, James Mason. Regia di Stanley Kubrick. 2.15 Le ali dell'amore (Drammatico, 1997) con Helena Bonham Carter, Linus Roache. Regia di Iain Softley. MTV 16.00 Made 17.00 16 & Pregnant 18.00 Disaster Date 19.05 Ginnaste: Vite Parallele 20.00 Vita segreta di una teenager americana 21.00 Prima tv 16 & Pregnant 23.00 Speciale MTV News 23.30 South Park 0.30 Skins US con Sofia Black-D'Elia 1.30 Jersey Shore Deejay Tv 17.30 Rock Deejay 18.35 Platinissima presenta: Good Evening 20.00 Lorem Ipsum 20.20 Via Massena 21.00 Living in America 22.00 Deejay chiama Italia - Edizione Serale 23.30 Lorem Ipsum 23.45 Queen Size 0.15 Shuffolato 2.0 Canale Italia 14.00 Shopping in TV 20.00 C'era una volta 20.30 TG Canale Italia 20.55 TG Sport 21.00 Cantando e Ballando 23.45 C'era una volta 0.30 Notte Canale Italia 7 Gold 19.00 TG7 19.30 TG7 Sport 20.00 Casalotto 20.30 Diretta Stadio... Fuorigioco 23.20 Fiesta Latina 0.30 Big Odeon 20.05 CNR News 20.10 Blu Sport 20.40 People's Poker Tour 21.30 Safe Drive 22.00 Yellow 22.30 Il campionato dei campioni 23.40 CNR News 23.45 Game Time 0.15 Protagonisti del tempo - Gli Speciali Telelombardia 18.00 QSVS sera 19.00 TGL 19.30 Happy Hour 20.00 Qui Studio A Voi Stadio 23.00 Agorà 23.30 Io tubo 0.00 Speciale Istituto Giglio - dedicato alla cura del capello Antenna 3 19.00 Azzurro Italia news 19.45 Chiedimi una canzone 20.30 Forte & Chiaro 23.00 Azzurro Italia Notte 0.00 TG Notte TelePadania 20.30 TG Nord 21.10 TG Nord Sport 21.25 Corsia d'eccellenza 21.35 TG Politica 21.50 TG Mondo LE ALTRE EMITTENTI Class Tv Msnbc 17.00 Ride&Drive 19.45 Punto e a Capo - Le notizie del giorno attraverso i TG 21.00 Solo Classici Nessuno escluso “Prima parte”. Con Giancarlo Giannini, Ennio Fantastichini 22.30 Law & Order “Ricattatori” con Sam Waterston 23.30 Piccolo grande Aaron (Drammatico, 1993) con Jesse Bradford, Jeroen Krabbé. Regia di Steven Soderbergh. Class Cnbc 16.10 La Crisi e i Vostri Soldi - Gli esperti rispondono (Dir.) 17.00 Linea Mercati Pomeriggio 18.00 Report “Ospite P. Federici (Fidelity International)” 19.05 The Leaders “Ospite M. Marzotto (Enit)” 22.00 Linea Mercati Notte 22.30 Italia Oggi TG Class Horse TV 18.20 Equestrian Lawyer “In scuderia con l'Avv. Giardino” 19.00 Talk Show Attualità Live “Hickstead, memoria di un campione” 21.00 Derby Zone “L'appuntamento settimanale con l'ippica” 21.50 Class Events: Promotional League Final 2011 La finale da Barcellona LE TV DI CLASS EDITORI Class Tv Msnbc Dig. Terr. Canale 27, Tivù Sat 30 Class Cnbc Sky Canale 507 Class Horse TV Sky Canale 221 Tivù Sat 55 6.25 Mediashopping 6.55 Zorro “Il tesoro di Manlock” 7.25 Starsky & Hutch “La madre esemplare” 8.20 Hunter “I clandestini costano meno” 9.40 R.I.S. 4 - Delitti Imperfetti “La tana del mostro” 10.50 Ricette di famiglia 11.30 TG4 - Meteo 12.00 Un detective in corsia “Uno strano suicidio” 13.00 La signora in giallo “L'amico fantasma” 13.50 Il tribunale di Forum Anteprima 14.05 Sessione pomeridiana: il tribunale di Forum 15.10 I Pilastri della Terra 16.05 Francesco (Biografico, 2001) con Raoul Bova, Amélie Daure. Regia di Michele Soavi. 18.55 TG4 - Meteo 19.35 Tempesta d'amore 20.30 Walker Texas Ranger “Un vagone d'oro” con Chuck Norris 21.10 Prima tv Mediaset I pilastri della Terra “Prima parte”. Con Ian McShane, Matthew Macfadyen 23.25 I bellissimi di R4 23.30 Il destino di un cavaliere (Avventura, 2001) con Heath Ledger, Rufus Sewell. Regia di B. Helgeland. 2.05 TG4 Night News 2.30 The Million Dollar Hotel (Drammatico, 1999) con Mel Gibson, Milla Jovovich. Regia di Wim Wenders. SPETTACOLI TV a cura di Giorgio Carbone I CONSIGLI DELLA GIORNATA Rete 4 ore 21.10 I pilastri della Terra Parte stasera il teleromanzo kolossal a puntate tratto dal romanzo di Ken Follett. Ambientato nell'Inghilterra del 1100 ha un cast di noti attori tra i quali Donald Sutherland e Hayley Atwell. La7 ore 21.10 Che - l'argentino È il primo dei due film dedicati da Soderbergh a Che Guevara. Che impersonato da Benicio del Toro ne esce del tutto santificato. L'episodio si conclude con la vittoria di Castro a Cuba. Rete 4 ore 23.30 Il destino di un cavaliere Nell'Inghilterra del 1300 uno scudiero si finge cavaliere e passa di vittoria in vittoria nei tornei. Mosso e divertente (le “lizze” sono descritte come eliminatorie di Champions League). Raiuno ore 23.55 Rudolf Nureyev alla Scala A 18 anni dalla morte per Aids di Rudolf Nureyev, artisti che furono amici e colleghi del celebre danzatore (da Carla Fracci a Roberto Bolle) lo ricordano nelle sue esibizioni milanesi.
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39Mercoledì 9 novembre 2011SPORT @ commenta su www.libero-news.it Nazionale: ct nel Cinepanettone Buffon leader azzurro: «Aspetto Rossi e Cassano Ma intanto punto Zoff» ::: GAIA FRIGERIO COVERCIANO (FI) Mentre arriva la notizia della comparsata del ct Cesare Prandelli nel cinepanettone di Neri Parenti, in cui sarà un vip soccorso con l'auto in panne, dal ritiro della nazionale è Gigi Buffon ad analizzare l'Italia. Il portiere scherza su Cassano, confessando: «Mia moglie ha mandato dei fiori a Cassano. Lui mi ha detto che i fiori si mandano ai morti...». Proprio Fantantonio, insieme a Giuseppe Rossi mancano al n.1 bianconero: «Il mio auspicio è che verranno con noi all'Europeo, ma esistono risorse per sostituirli. In questo caso, prendendo in considerazione gente come Pazzini, Osvaldo, Balotelli e Matri, credo che alla fine siamo coperti. Bisogna fare di necessità virtù. Da un anno e mezzo portavamo avanti un progetto, ora bisogna ripartire e cercare di far rendere tutti al top. Qualcosa a livello tattico, magari, verrà modificato». Se il capitano azzurro parteciperà ad entrambe le amichevoli, raggiungerà le presenze di Dino Zoff. Ora è a 110, ne mancano due. Lunedì è stata decisa la data del recupero di Napoli-Juve, fissata al 29 novembre, Buffon difende il rinvio: «Di fronte ad un evento così imponente, a sette morti, il calcio deve avere l'umiltà di mettersi da parte». Buffon aggiunge, rispetto al suo allenatore Conte: «Ha iniziato un lavoro ambizioso, sarà dispiaciuto di doverlo interrompere per 10 giorni. La convocazione di tanti giocatori della Juventus evidenzia i meriti dell'allenatore e della società che ha agito bene sul mercato». Nell'allenamento di ieri Barzagli ha subito una contrattura muscolare, per cui salterà l'amichevole di venerdì con la Polonia. MORTO FRAZIER L'Umano che mise ko il Mito Un tumore al fegato uccide l'anti Alì. Disse: «A Manila potevamo morire entrambi» Poker dell'Ital-Volley: 3-0 anche all'Argentina Quarta vittoria azzurra nella World Cup di pallavolo: le azzurre hanno superato l'Argentina per 3 set a 0. Assenti Del Core e Arrighetti, sostituite da Bosetti e Anzanello. Bosetti premiata come Mvp della gara. Oggi c'è l'ultimo impegno contro l'Algeria. Balotelli: «A Scampia un tavolo di cocaina» «A Secondigliano ho avuto modo di vedere da una distanza di circa dieci metri, un tavolo con sopra delle buste di droga», spiega Mario Balotelli ai pm anticamorra, nel racconto della sua visita a Scampia con l'imprenditore Marco Iorio, finito in carcere lo scorso giugno. Thorpe delude ancora Altro flop nei 100sl L'australiano Ian Thorpe ha deluso ancora dopo il disastro nei 100 rana. Ieri a Pechino è stato eliminato nella prima serie dei 100 metri stile libero della Coppa del Mondo in vasca corta, quindicesimo tempo per lui. Rossi sulla nuova Ducati con telaio in alluminio Ieri le prove nei test collettivi sul circuito Ricardo Tormo di Valencia con Valentino Rossi e la nuova Ducati con telaio in alluminio. «La nuova moto va bene, efficace con l'anteriore, ma qualche problema con il posteriore. Sono soddisfatto ma c'è ancora da lavorare» ha detto Rossi. Morto Valentin Ivanov Calcio russo in lutto L'ex attaccante della Nazionale Valentin Ivanov è morto all'età di 76 anni. Lo ha annunciato la Federazione di calcio russa. Ai mondiali del 1962 Ivanov segnò 4 gol e alla fine fu capocannoniere del torneo. Mondiali atletica 2017 Il Qatar offre 5 milioni Arriva da Doha la super offerta di 5 milioni di sterline allo Iaaf, coprendo, quindi, tutte le spese per i mondiali di Atletica 2017, per ora andati a Londra. Questa proposta non è illegale, ma evidenzia il peso che ormai, il Qatar del petrolio ha nel mondo sportivo internazionale. L'INTERVISTA “ NINO BENVENUTI «Un vero bulldozer, geloso del rivale» . INDIMENTICABILE Joe Frazier, morto ieri a 67 anni. Qui sopra durante un duello con Muhammad Alì. Sotto un'immagine recente del pugile. [AP] ::: LEONARDO IANNACCI Muore Joe Frazier ed è come se si fosse sbriciolato un frammento della tua vita. Non hai mai tifato per lui da bambino, non hai mai appeso suoi poster in camera, né hai scritto di match che lo hanno visto sul ring, però la sensazione è quella di un capitolo che si chiude, di un disco che non suona più, di una festa che finisce, perché alla ditta Alì-Frazier eravamo legati a filo doppio, noi ragazzi degli anni '60. Smokin' Joe lo abbiamo incontrato una sola volta. Accadde a Philadelphia, anni fa, in una gelida sera di febbraio. L'occasione era una delle solite riunioni di veterani della boxe, una rimpatriata tra vecchi commilitoni del ring. Eravamo capitati lì per caso, seduti vicino a un uomo di colore, nascosto da un cappello troppo grande. La camicia a fiori fasciava stretto il collo taurino, tradendone le origini atletiche. «Sai chi è? Joe Frazier, l'uomo che mise al tappeto Alì», sussurrò il collega che ci aveva trascinato in quella (apparentemente) stramba serata. L'incontro con Joe Smokin' Joe, proprio lui: l'uo mo che aveva vinto l'oro alle Olimpiadi di Tokio '64 per poi diventare un eccelso professionista (32 vittorie, 27 per ko, 4 sconfitte e 1 pari il ruolino di marcia). Lo scrutammo: il sorriso celava in lui una timidezza inquietante. Si faticava a riconoscere in quell'armadio ultra 50enne malamente vestito, ciondolante e con uno stecchino in bocca, il peso massimo che, muovendosi sul tronco, aveva dato vita a tre memorabili match contro Alì: il primo vinto al Madison Square Garden, quando mandò al tappeto il rivale che lo aveva definito "uno zio Tom". Il secondo, nel 1974, perso ai punti. Il terzo, a Manila, l'anno dopo, interrotto al 14esimo round dagli allenatori di Joe che ne impedirono il ritorno sul ring per una ferita a un occhio. Gli esperti della boxe votarono quello nelle Filippine come il "match del secolo", i drammaturghi della penna lo definirono "Thrilla in Manila". Il match che cambiò per sempre la vita di Frazier. Ospiti per caso della serata di Philadelphia, prendemmo a prestito da Smokin'Joe un po'del suo coraggio e battemmo timidamente un dito sul suo bicipite di marmo. Lui si voltò, ci guardò con fare interrogativo e, con un occhio mezzo chiuso quasi fosse appena sceso dal ring, ci strinse la mano in una pressa. Dopo le solite ruffianesche sciocchezze da giornalista, ecco il nostro destro intempestivo: «Mister Frazier, cosa ricorda di quella volta a Manila?». Gelo improvviso. Smokin' Joe, l'ultimo dei dieci figli di Rubin e Dolly Frazier, nato a Beaufort nella Carolina del Sud, il ragazzo povero divenuto ricco grazie ai pugni, si fece serio: ci guardò stringendo l'occhio apparentemente funzionante e sparò una risposta gelida e potente, come lo erano i suoi devastanti ganci sinistri: «So soltanto una cosa: quella sera io e quello lì abbiamo rischiato di morire insieme sul ring. Vi può bastare?». Eravamo al tappeto: il pugile giudicato da Rino Tommasi come il terzo peso massimo più forte di tutti i tempi dietro Joe Louis e Alì, l'uomo che non ha avuto in dono da madre natura nè l'altez za, nè l'eleganza, nè il jab e neppure il carisma da campionissimo ma che, invece, è stato uno dei più incredibili interpreti della boxe, era riuscito a zittire il cronista venuto da lontano con una risposta sulla morte e non sulla vita, come avrebbe invece fatto il profetico Alì. Pungente ma gentile Discorso chiuso così? Macché, Smokin' Joe accettò, con gentilezza, di toccare mille altri argomenti: dalla carriera mancata del figlio Marvin al cameo fatto nel film "Rocky"; dalla boxe in crisi alla mancanza di fondi per le palestre povere delle metropoli dell'Est; da Tyson alla riconoscenza che provava ancora per i genitori e papà Rubin. Thrilla in Manila (e Alì) a parte, si parlò di tutto con quell'omone sorridente e cortese. Persino di boxe. La sua morte ci ha sfilato via questo prezioso ricordo. Una metastasi al fegato ha messo ko Joe Frazier come non era mai riuscito a fare, in vita, Alì che ha pregato fino all'ultimo per quel rivale meravigliosamente brutto, un po' sporco e molto cattivo. Campione di una boxe che, maledizione, non c'è più. ::: MILANO Nino Benvenuti ha vissuto gli anni '60 e '70, quelli d'oro per la boxe, sul ring. Quando Frazier, Alì e Foreman spadroneggiavano nella categoria dei massimi, il triestino era protagonista nei medi dove è stato campione del mondo. Benvenuti, Frazier è stato inserito tra i migliori dieci pugili di ogni epoca della boxe. È d'accordo? «Sì, era un pugile impressionante. Sul ring aveva una grinta e una potenza unica, superiore a quella degli altri. Tanto da aver battuto Alì nel primo combattimento a New York. Era unico, non si arrendeva. Lo ha dimostrato anche nei due incontri persi contro Alì». Come se lo ricorda? «Travolgeva gli avversari. Era cattivo come occorre esserlo quando si combatte». Vero che odiava Alì? «Sul piano sportivo sì. Nella vita normale non penso. Noi pugili non odiamo chi ha il coraggio di salire sul ring contro di noi. Prendete il sottoscritto ed Emile Griffith: ce le siamo date di santa ragione ma ora siamo come fratelli». Però Frazier era geloso del rivale... «Alì era bello, alto, parlava come un politico, era amato da tutti, bianchi, musulmani, neri. Frazier soffriva la sua popolarità. Le loro erano sfide al limite delle regole». Il colpo migliore di Smokin' Joe? «Il gancio. Con quel colpo mandò al tappeto Alì nel 1° match del 1971». Oggi c'è un pugile che le ricorda Frazier? «No. Joe ha combattuto contro dei campionissimi. I suoi rivali ne hanno elevato la statura di pugile. Oggi, se ci fosse un campione del valore di Frazier non potrebbe entrare nel mito: per essere tale, dovrebbe battere un suo pari. Lui batteva Alì, capite?». L. IAN.
Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: milanocronaca@libero-news.eu; Pubblicità: PUBLIKOMPASS SPA, Via Winckelmann 1, 20146 Milano; Tel. 02.24424611 - Fax 02.24424490 [BERGAMO] Cieco da 15 anni Ma legge e taglia l'erba MATTEO MAGRI a pagina 53 [BRESCIA] Cade il muro dello stadio Grave un bimbo di 12 anni PAOLA GREGORIO a pagina 53 I NUMERI DI IERI ::: 9 furti d'auto ::: 4 truffe ::: 1 autovetture recuperate ::: 38 furti a bordo di auto ::: 17 furti in appartamenti e negozi ::: 64 borseggi ::: 1 scippo ::: 13 arresti ::: La morte di Giacomo CORSIE PREFERENZIALI IL SINDACO PONTIFICA QUANDO BASTEREBBE FARE ::: LUIGI SANTAMBROGIO Portare il cane in chiesa è un modo di dire per indicare un'azione scandalosa e indecente. Si sa, infatti, che gli animali non possono entrare nelle chiese cristiane, tanto che in passato esisteva la figura dello “scaccino”, un inserviente che aveva il compito di “scacciare” dal tempio, oltre ai vagabondi, anche i malcapitati cani. Chi porta il cane in chiesa, insomma, è un demonio reo confesso, che non ha rispetto per nessuno, neppure per i santi. Da qualche tempo a questa parte, il sindaco Giuliano Pisapia pare aver fatto sua questa odiosa parte. Ha cominciato la scorsa settimana al cimitero Monumentale dove ha liberato i suoi ringhiosi mastini, simbolici custodi dell'antifascismo militante, contro i poveri morti della Repubblica di Salò. Non degni neppure di una preghiera o di un minuto di silenzio. L'altra sera Pisapia ha concesso il bis. Il sindaco è tornato in una chiesa, quella di Santa Maria del Rosario, a ricordare Giacomo, il dodicenne finito sotto il tram in via Solari. E anche qui, dopo aver sfoderato il suo faccino triste di circostanza, il mansueto Giuliano non ha resistito alla tentazione di aizzare il suo fido rottweiler. Contro la collega Letizia Moratti, colpevole della morte del ragazzino per non aver fatto, quando era al comando di Palazzo Marino, corsie preferenziali per tram, piste ciclabili e aree protette per pedoni e velocipedi. Ecco, questo è Pisapia, il sindaco “buono”: uno che in chiesa o al cimitero non ci va per pregare ma per improvvisare imbarazzanti comizi e intemerate ideologiche di cui poi deve chiedere scusa. La giunta pisapiana, domeniche a piedi a parte, nulla ha fatto per la sicurezza delle strade cittadine. Chissà se lo farà prima della scadenza del mandato? Se lo augurano i cittadini di via Solari e i milanesi tutti. Comunque vada, i parroci sono avvisati: se intercettano Pispaia gironzolare nei pressi delle loro chiese, chiamino subito gli “scaccini”. In assenza, va bene anche l'accalappiacani. In centro a Vigevano Nella casa popolare abita un gregge di pecore A due mesi da Ecopass Atm ai milanesi: abituatevi al metrò in tilt Guasto alla linea 1, caos a Cadorna. L'azienda: poche armi per migliorare il servizio. E ci sono altre via Solari La guerra alla Loggia dei Mercanti La giunta sfratta i mercatini di Natale Gli ambulanti fanno ricorso al Tar Tornelli chiusi. «Motivi di ordine pubblico». La linea 1 esplode alle nove del mattino, quando ad Amendola e a Cadorna i treni si incolonnano e migliaia di pendolari vengono bloccati agli ingressi. Èil collassodel trasportopubblico a quattro giorni dall'annuncio del superEcoapss di Giuliano Pisapia: treni a singhiozzo, banchine stracolme, l'ambulanza che recupera una signora svenuta, migliaia di cittadini infuriati. Un'ora e mezza di caos per via dello stop imposto dalle fotocellule del nuovo sistema di segnalamento. «È un disservizio gravissimo» dice il presidente Atm Bruno Rota, «ci scusiamo con i cittadini». Ma a gennaio, con l'introduzione della congestion charge, si temono nuovi disagi. Il presidente Atm: «Abbiamo poche frecce nel nostro arco». MASISMO COSTA a pagina 43 GUERRA TRA POVERI PER IL PIANO ANTIFREDDO . LE NOMINE IN COMUNE Fuori i precari, dentro gli amici di BRUNO BASO Mentre i precari contestano la giunta, il Comune si appresta a nominare 18 dirigenti. a pagina 46 Arrivano i nuovi profughi Via i clochard dai posti letto «Escludo l'arrivo di altri profughi a Milano. Ma in città c'è un problema di accoglienza». Questo l'allarme lanciato da Romano La Russa, assessore alla Protezione Civile della Regione. Ai clochard si rivolge il piano di assistenza invernale del Comune, che da quest'anno riguarderà anche i nuovi arrivati: i profughi, che, in qualche modo, “ru bano” il posto letto agli altri. Sì, perché se in città si contano all'incirca 5.000 clochard, pare che il Comune non abbia fatto i conti con i nuovi arrivi, molti dei quali rifugiati politici, a cui l'amministrazione non può rifiutare un tetto. SARA BIONDINI a pag. 45 ::: LIDIA BARATTA Era incaricato di censire gli abitanti di Vigevano. Ma, al posto di una famiglia, ha trovato venti pecore. È successo a un rilevatore Istat della cittadina pavese. Il funzionario, sentendo degli «strani versi» provenire da un appartamento di proprietà del Comune, ha pensato che stesse accadendo qualcosa di grave. Così, arrivato davanti alportone, ha avvertito subitoi vigili. Chetutto si aspettavano di trovare, fuorché le pecore. Al piano terra di un palazzo del centro storico, a poche centinaia di metri da piazza Ducale, era stato messo in piedi un vero e proprio ovile. Abitato da un intero gregge di proprietà di un macellaio del paese, che ora rischia una sanzione fino a 10 mila euro e la chiusura del negozio. Gli ovini erano rinchiusi in uno degli appartamenti popolari sgomberati a fine settembre dal Comune di Vigevano per essere messi in vendita. Ma grazie a un duplicato di chiavi ottenuto dalla precedente inquilina, il titolare della macelleria aveva ben pensato di trasformare l'alloggio comunale in un ricovero per pecore. Nessuno si sarebbe accorto di nulla. «Ho notato i tecnici e poi il trambusto – ha raccontato l'unica inquilina dell'edificio – . Non ho mai visto le pecore, mai sentito rumori strani». L'allevamento ora è sotto sequestro in campagna. Glianimali, per il momento, si sono salvati dalla mannaia del macellaio. ::: DINO BONDAVALLI Sul tema dei mercatini dell'Av vento è guerra aperta tra i commercianti e Palazzo Marino. La linea intransigente dall'assessore al Commercio, Franco D'Alfonso, che anche ieri ha ribadito che le tradizionali bancarelle di Natale saranno bandite dalla Loggia dei Mercanti, ha infatti posto fine al tentativo di mediazione degli ambulanti milanesi. Di fronte alla cancellazione di un mercatino, entrato a far parte della tradizione cittadina, anche le ultime proposte del Comune, che ha previsto due mercatini piazza Beccaria e piazza Santo Stefano, sono state accolte con freddezza. servizio a pag. 47 ARREDA CON IL MASSELLO PROMOZIONI www.cadoroarredamenti.it CA D ORO' 'CA D ORO' ' Via De Amicis, 29/31 MILANO Tel. 02.8321130
33Mercoledì 9 novembre 2011 @ commenta su www.libero-news.it CULTURA ”Ascoltavo le maree“ I tre esordi di Mattioni con un romanzo bilingue in versione e-book Ascoltavo le maree (in foto la copertina) e Whispering Tides sono i due titoli (in italiano e in inglese) dell'ebook di esordio come romanziere di Guido Mattioni, già caporedattore e inviato speciale del Giornale. Al suo attivo Mattioni ha due libri di saggistica: Il leone su Vienna dedicato alla missione di Gabriele D'An nunzio sulla capitale austriaca, e, in veste di ghost writer, l'autobiografia del superconsulente svizzero Egon Zehnder, I manager si scelgono così. Ascoltavo le maree narra la tragica vicenda di un uomo, colpito dall'improvvisa morte della moglie. Il protagonista capisce di dover abbandonare Milano. Dice addio senza rimpianti a quella metropoli inquinata e superficiale che non ha mai amato. Sa di dover fuggire lontano, oltre Oceano. Approda a Savannah, in Georgia. Qui, in un paradiso naturale governato dal respiro delle maree, inizia a ricostruire una nuova vita. Il libro è stato pubblicato dall'editore californiano Smashwords. Per acquistarlo bisogna collegarsi al sito www.smashwords.com e digitare “Mat tioni”. Il prezzo è di 5,99 dollari. Ma prima si può leggere gratuitamente il 20% del testo. da quella che la Chiesa cattolica chiama legge naturale». Mi stupisce il fatto che tu non abbia mai letto McLuhan prima. In realtà c'è molto di suo nella tua scrittura e pensiero. «Credo di essere un esempio delle sue teorie reso manifesto. Molte persone della mia età o più giovani lo sono». Insomma, l'amore-odio per la tecnologia, l'approccio artistico, il Canada, l'interesse per le tematiche religiose, e poi i giochi di parole, la frammentarietà e l'invenzio ne di neologismi sono tutti elementi che evidentemente ti accomunano a McLuhan. «Sì, ci ho impiegato un anno per rendermene conto. Oltre alle cose che hai citato, aggiungo che è andato alla stessa scuola di mia madre a Winnipeg. Abbiamo entrambi tradizioni evangeliche delle praterie del XIX secolo e abbiamo vissuto tutti e due a Vancouver. Per il resto, sì, la passione del giocare con la parole è decisamente un elemento comune». In questo momento cosa creativamente ti dà più soddisfazione: il tuo lavoro da scrittore, quello di visual artist, stylist, o cos'altro? O non riesci a scindere queste varie discipline? «Ho smesso da tempo di classificare le cose che faccio. La mia unica preoccupazione oggi è quella di usare tutto il mio cervello non su una cosa sola. Mi dispiace che negli anni Novanta mi sia concentrato troppo sulla scrittura e poco sul lavoro visivo. Sicuramente mi avrebbe reso più creativo». Hai studiato per un anno allo IED di Milano. Cosa ricordi di quel periodo? «Ricordo solo una profonda depressioneclinica. Alpunto cheho dovuto lasciare. È stato un periodo terribile. Ho ancora dei problemi solo a leggere la parola “Mi lano” (mi spiace Milano, non è colpa tua)». E per finire, a cosa stai lavorando in questo momento? «Sto scrivendo il romanzo più sporco e lurido del mondo. Davvero. Sono circa a metà del lavoro. La gente crede che scherzi, ma è tutto vero. Sto poi lavorando su una serie di quadri e stampe e mi sto facendo le ossa sulle sculture in bronzo. Prometto che non saranno robe kitsch. Se non imparo un tot di competenze ogni anno divento pazzo. La vita è così breve. Insomma, ho molto da fare». ::: LA RIVISTA IDEE PER LA TELEVISIONE “Link. Idee per la televisione” è un periodico, diretto da Fabio Guarnaccia, in libreria dal settembre 2002 e con numeri speciali monografici, che propone temi, idee, modelli da seguire (o da evitare), con l'ambizio ne di contribuire al dibattito sui media con riflessioni di esperti e professionisti, ricercando una sintesi tra addetti ai lavori, mondo accademico e il pubblico appassionato di tv. TALENT SCOUT Il tocco magico di Rick Rubin «Se vuoi sfondare, chiamami» La storia del produttore più potente del mondo, dai Metallica ai rapper ::: MICHELE BISCEGLIA Più che semplice produttore discografico,Rick Rubinè unsantone, unRe Midache trasforma in oro tutto quanto tocca. Non stupisce che da ragazzino avesse due pallini: gli AC/DC e l'occulto: «Ho amato la magia sin da quando avevo nove anni. Prendevo il treno da Lido Beach per Manhattan e giravo per negozi di magia». Ecco, è così che ha mosso i primi passi nel campo dei miracoli. Un libro di Jake Brown - Rick Rubin. In studio con il produttore più influente degli ultimi trent'anni (Tsunami, pp. 224, euro 18,50) - racconta ora la sua storia, dagli esordi ben più che promettenti nel circuito hip hop all'exploit dei Red Hot Chili Peppers, passando per le resurrezioni di star artisticamente morte come Aerosmith e Johnny Cash. Classe 1963, nato in una famiglia di origini ebraiche, all'inizio degli anni Ottanta Rubin è stato forse il primo ad accorgersi che «il rap era la versione nera del punk. Per un sacco di tempo sono stato l'unica persona bianca a frequentare quel mondo». Ascoltava rock and roll, suonava proprio in un gruppo punk, ma bazzicava i locali hip hop e impazziva per i dischi suiquali ineri scratchavanoe rappavano.Già alla fine delle scuole superiori, comunque, aveva le idee così chiare da scrivere sotto la foto dell'annuario: «Voglio suonare ad alto volume, voglio essere ascoltato, voglio che tutti sappiano che non sono uno dei tanti». Il desiderio si è avverato, anche per merito di mamma e papà che, all'Università, gli prestarono 5mila dollari per la prima produzione della sua etichetta, la Def Jam Records. Era ovviamente un disco rap, il primo di una lunga, rivoluzionaria serie: LL Cool J, Beastie Boys, Run Dmc, Public Enemy. Quando nel 1986 è arrivato un accordo di distribuzionecon laCBS per600miladollari, Rubinviveva ancora nel dormitorio della New York University, dove era iscritto a Filosofia. Ma il primo vero miracolo di Rubin sono stati proprio i Beastie Boys, gruppo di bianchi alle prese con le rime dei neri: «Se a quei tempi una ragazzina dell'Alabama avesse portato a casa un disco dei Run Dmc, non sarebbe andato per niente bene. I Beastie Boys, invece, erano ok perché erano bianchi. Quando Mtv ha iniziato a passare i loro video, automaticamente è stato più semplice passare anche quelli dei Run Dmc». Orecchio da produttore, occhio da talent scout, Rick Rubin ha infine scoperto i Public Enemy, ossia i Clash dell'hip hop. È stato proprio uno dei Run Dmc a fargli conoscere il gruppo, tramite una cassetta registrata dalla radio: «Rick, ascolta: Dio è sceso in terra e ha preso in mano il microfono!». Rubin non ha avuto alcun dubbio: «Devo mettere sotto contratto questo tizio». Detto, fatto: “Yo! Bum Rush The Show”, il primo album dei Public Enemy, è stato uno dei dischi rap più venduti del 1987. «Prima che arrivasse la Def Jam», spiega Rubin, «i dischi hip hop erano molto lunghiedirado avevanoungiromelodico.Le canzoni non ti rimanevano in testa come, per esempio, quelle dei Beatles. Facendo in modo che i nostri dischi rap suonassero più come dischi pop, ne abbiamo cambiato la forma». In linea di massima, la formula vincente delle produzioni firmate Rubin è: «Niente fronzoli. Meno cose ci sono, meglio è». Proprio come i suoi amati AC/DC. Poi, oltre la musica suonata-ascoltata-registrata, c'è la meditazione, praticata da Rubin fin da ragazzino: «Penso che l'atto creativo sia un atto spirituale. Non credo che le grandi canzoni scaturiscano direttamente da noi, sono semplicemente presenti nell'universo. La meditazione aiuta a liberarsi dalla tensione e sintonizzarsi con le idee che circolano». Tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90, Rick Rubin si trasferisce da New York in California e il nuovo decennio inizia con il botto: “Blood Sugar Sex Magik”, il disco dell'esplo sione planetaria dei Red Hot Chili Peppers, registrato in una casa infestata sulle colline di Hollywood. «C'erano fantasmi ovunque», ha ricordato Anthony Kiedis, cantante dei RHCP. «Ma noi non eravamo lì per importunarli, bensì solo per fare della musica». Musica magica, da milioni di dollari. È di tre anni più tardi, invece, l'incontro tra Rubin e l'uomo in nero del country, Johnny Cash: «Pensavo che non avrebbe funzionato», raccontò quest'ultimo prima di morire. «Lui era il classico hippie, calvo sulla cima della testa, ma con i capelli lunghi oltre le spalle, una barba che sembrava non essere mai stata spuntata e vestiti che avrebbero fatto sentire fiero un barbone». Invece, Rubin ha fatto l'ennesimo miracolo, riportando Cash in vetta alle classifiche. Nel corso della propria carriera, Rubin ha prodotto con esiti stellari qualsiasi genere musicale, dal thrash metal degli Slayer al popsoul della cantante britannica Adele. Perché per sfondare o rinascere c'è un'unica soluzione, ribadita dal batterista dei Metallica, Lars Ulrich: «Se non hai alternative, chiama Rick Rubin». Rick Rubin in bici a Malibu con Anthony Kiedis, frontman dei Red Hot Chili Peppers Olycom TALENTO MULTIFORME Lo scrittore canadese Douglas Coupland (1961), anche studioso di arte e design e scultore
34 Mercoledì 9 novembre 2011 SPETTACOLI @ commenta su www.libero-news.it IL RITORNO La Rai cede a Fiorello «Show senza limiti» Rosario su Raiuno per quattro lunedì. Benigni ospite ::: DONATELLA ARAGOZZINI ROMA Un varietà tradizionale, che richiama un po'quelli degli anni Sessanta e Settanta, con tanti ospiti, una grande orchestra dal vivo, imponenti scenografie (firmate da Gaetano Castelli) e curatissime coreografie (di Daniel Ezralow). Così si presenta Il più grande spettacolo dopo il weekend, il programma-evento con il quale Fiorello torna il 14 novembre in prima serata su Raiuno per quattro settimane, a distanza di sette anni dall'ultimo vero show che l'ha visto protagonista, Stase ra pago io Revolution. Anche in questa nuova avventura televisiva, prodotta come sempre da Bibi Ballandi e diretta da Giampiero Solari, lo showman di Augusta avrà accanto Marco Baldini e il maestro Cremonesi. E tutti amici, «quasi parenti», saranno i personaggi che verranno a trovarlo di volta in volta, da Giorgia, che canterà anche la sigla di chiusura (diversa in ogni puntata) a Jovanotti, da Bublè al numero 1 del tennis mondiale Novak Djokovic, da Roberto Bolle al fratello Beppe («il giorno dopo c'è la sua fiction in tv: guarda un po', sembra fatto apposta!»). E poi ci sarà Benigni, il più atteso. «Doveva venire nella seconda puntata ma si è rotto un piede e forse non potrà esserci, se non ce la dovesse fare verrà alla quarta», spiega, aggiungendo che «sarà la prima volta che starò sul palco con lui, per me è il numero uno e sono onoratissimo. Però non so ancora cosa faremo, decideremo tutto tre giorni prima... chiaramente lui non parlerà di politica ma di ogm, di moda, del latte pastorizzato...». Il che, ovviamente, vuol dire l'esatto contrario. E infine ci saranno «gli ospiti che non sanno di esserlo, perché verranno coinvolti a sorpresa», ma anche le persone con cui ogni mattina commenta le notizie, in primis il suo edicolante, e 50 dei suoi “follo wes”di Twitter con relativi accompagnatori (hanno risposto in 86 mila alla sua chiamata). Ogni appuntamento sarà diviso in due parti: lo spettacolo vero e proprio, che si chiuderà alle 23.30, e una sorta di “after show” di mezz'ora nel quale «faremo cose meno televisive, ci sarà magari la telefonata radiofonica, gli ospiti dell'ultimo istante, il cazzeggio... anzi il “pazzaggio” perché siamo in Rai e quella parola non si può dire». Non mancheranno le parodie, una per tutte quella - fantastica - di Carla Bruni (stavolta impegnata a cantare la prima ninna alla figlia), mentre non ci sarà quella del Grande fratello, perché «sarebbe stato banale. Con Alessia però siamo molto amici, magari la saluterò in diretta o farò qualche battuta». La messa in onda in contemporanea con il reality di Canale 5 - sempre che quest'ultimo non venga spostato strategicamente ad un'altra serata, come risulterebbe da alcune indiscrezioni smentite da Mediaset - non preoccupa comunque il mattatore, che non sente la competizione. Quella che sente, invece, è una certa «ansia da prestazione», perché «quando non si fa tv da tanti anni si comincia a parlare di evento e questa non è mai cosa buona e giusta, per chi fa il programma, perché si crea l'aspettativa. Mi fa anche tanto piacere, ovviamente: se dopo 23 anni ancora vengo considerato un evento vuol dire che ho lavorato bene. Dicono che i costi sono eccessivi ma essere pagato tanto lo considero una nota di merito, un punto di arrivo perché ho cominciato prendendo 100.000 lire al mese, poi grandi spettacoli si sa che costano parecchio, ma spendendo si muove l'economia». «Ultimamente ho scoperto Twitter: mi è servito molto per non vivere di soli applausi, perché sui social network se qualcuno non ti sopporta te lo dice», continua, scatenatissimo, «se gli ascolti non dovessero essere buoni mi farebbe quindi molto meno male che in passato. Ma m'incazzerei lo stesso». L'obiettivo che i vertici Rai si sono prefissati pare sia il 26-27% di share, una media che Fiore sembra poter raggiungere ad occhi chiusi, e in caso di successo lo show potrebbe anche allungarsi: «Dipende da come si arriva alla quarta puntata: se tutto andrà benissimo, magari facciamo la quinta. E anche la sesta». Quanto ai contenuti, ci saranno sicuramente riferimenti alla crisi economica («ma devo trovare il lato divertente, se esiste, perché noi saltimbanchi dobbiamo sdrammatizzare») e tanto altro, visto che, come dice Mauro Mazza - al quale lo showman ha chiesto ironicamente se ha il trolley pronto, casomai cadesse il governo - «Fiorello avrà la libertà di fare qualsiasi cosa. Una sola cosa non gli sarà consentita: baciare sulla bocca il direttore di rete», con un evidente riferimento alla celebre gag con Fabrizio Del Noce. Conoscendolo, chissà cosa gli combinerà. “ . A MAURO MAZZA Se cade il governo, hai il trolley pronto? LA LEZIONE DI TWITTER Su Twitter ho dato il via allo show. In due mesi ho raccolto oltre 86.000 fan e 100 di questi li porterò anche in tv . DAL 14 NOVEMBRE Rosario Fiorello. Lo showman condurrà «Il più grande spettacolo dopo il weekend» su Raiuno dal 14 novembre. Roberto Benigni (nel tondo) sarà ospite in una puntata [Ansa; Oly]
12 Mercoledì 9 novembre 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it IPOTESI Impossibile l'idea di una successione da parte di Alfano. Le opposizioni pretendono un segno di discontinuità netto: al massimo, Letta come vicepremier patatrac QUI SINISTRA Bersani spera nelle elezioni, il Pd no Si lavora per traghettare una parte di Pdl nel governo Monti, per evitare le urne: Idv e Sel fanno paura. Il segretario però vuole tentare ::: ELISA CALESSI ROMA A sera nel Pd e nel terzo polo la domanda è la stessa: cosa succederà nel Pdl? Perché se è vero che, come ha detto Pier Luigi Bersani all'uscita del premier dal Quirinale, l'annuncio da parte di Silvio Berlusconi delle sue dimissioni dopo l'approvazione della legge di stabilità comporta l'apertura di «una nuova fase», quale essa sia ancora non si sa. Se il Pdl si spaccherà, se un pezzo sarà disposto a sostenere un governo Monti, bene. Se no, non c'è altra via: si vota a gennaio. Del resto, che l'alternativa fosse questa è chiaro fin dal tardo pomeriggio. Verso le sei di sera, dopo il voto sul rendiconto che ha fatto precipitare la maggioranza a quota 308, Pierluigi Bersani, nel corridoio di Montecitorio riservato ai fumatori, scommette (o spera) sull'esplosio ne del principale partito del centrodestra: «Vedrete che ci sarà uno smottamento nel Pdl. Qualcosa lì dentro sta succedendo. Non è che quei signori là che lavorano nella finanza telefonano solo a me. Qualche telefonata la faranno pure a loro. Spero che comincino a dirgli qualcosa. Anche perché non abbiamomoltotempo. Neanche15giorni. Quei giochini lì (prendere la fiducia al Senato, poi venire alla Camera e farsi sfiduciare, n.d.r.) non si possono mica fare». Tutta l'attenzione dei vertici democratici è sul Pdl: quanti molleranno Berlusconi? Gli rimarranno tutti fedeli, seguendolo sulla via delle elezioni, o (per forza o per calcoli personali) sceglieranno altre strade? Per il resto, le certezze sono poche. Una è che terzo polo e Pd (non l'Idv) hanno deciso di marciare insieme. Quando, dopo l'appro vazione della legge di stabilità, Giorgio Napolitano darà il via alle consultazioni, Bersani e Casini chiederanno il governo Monti, magari con Gianni Letta vicepremier. Ipotesi sostenuta soprattutto da Walter Veltroni (tra i primi a proporlo), da Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni, insomma da tutta la minoranza del partito. Ma a una condizione: la base parlamentare deve essere la più larga possibile. Veltroni ieri ha parlato a lungo con Casini. E anche tra il segretario del Pd e il leader centrista il patto è questo. Nessuno dei due accetterà altre ipotesi. Per varie ragioni. I maligni dicono perché il Pd ha offerto a Casini la presidenza della Repubblica. La versione più presentabile la spiega, invece, uno che il Parlamento lo frequenta da una vita. Dice Renzo Lusetti, Udc: «Noi senza il Pd e senza il Pdl non andiamo da nessuna parte. Chi ce lo fa fare di caricarci addosso delle riforme lacrime sangue o di farci arruolare nel centrodestra? O tutti o nessuno». Al Pdl offriranno la vicepresidenza, ma anche di più: «Va bene anche se restano alcuni dei ministri attuali», ragiona Ferdinando Adornato. L'importante è che la guida segni una «discontinuità». Cioè che il premier non sia del centrodestra. Il governo Alfano, per dire, non va bene. E se Pdl e Lega dovessero dire “no” a un governo Monti? «Si assumeranno la responsabilità di andare alle elezioni portando l'Italia al tracollo», riflette Francesco Rutelli. «Ma possono farlo?». Per il leader di Api succederà come in Grecia: saranno i mercati a imporre l'ex commissario Ue: «L'Italia è troppo esposta sui mercati perché la Bce permetta di andare alle elezioni». La linea del Pd, ufficialmente, è la stessa: a Napolitano chiederanno un governo guidato da «una personalità di grande credibilità internazionale» che tenga dentro il terzo polo e chi del Pdl ci sta: cioè Mario Monti. Sperando, come dice Bersani, nello «smottamento» del primo partito del Parlamento. «Basterebbero una settantina di deputati del Pdl», si ragiona al Nazareno. Diversamente, non c'è altra via se non le elezioni. Avere contro da una parte BerlusconielaLega, cheperunanno sparerebbero contro il governo del ribaltone, dall'altra Sel e l'Italia dei Valori, che già si sono pronunciati contro un governo di larghe intese, è un prezzo troppo salato. La verità è che, almeno per Bersani, le elezioni non sono affatto una iattura. Riflette un bersaniano: «Chi ce lo fa fare di dar vita a un governo che dovrà fare la patrimoniale e la riforma delle pensioni? E poi non si può fare un governo senza i vincitori delle elezioni. A meno di una slavina nel Pdl, si vota a gennaio. Altrimenti daremmo un'arma straordinaria al Pdl. Per un anno ci accuserebbero di aver fatto il ribaltone e poi rivincerebbero alle elezioni». La strada del governo tecnico, insomma, è in salita. Tasse in vista E adesso preparatevi al ritorno degli esattori ::: MATTEO MION Personalmente mi trascino il mal di pancia dal 30 dicembre 1996, data in cui l'il luminato economista Romano Prodi, padre costituente di quella gioiosa macchina da tasse chiamata Ulivo, firmò il decreto che ci condannava al pagamento dell'Euro tassa con la bugia di restituirla. Su Wikipedia (enciclopedia informatica progressista) alla voce eurotassa leggo: esempio di politica triviale e poco elaborata tesa a scaricare sui cittadini le colpe della politica incapace di trovare una propria politica di risanamento. Mi risparmio di effettuare la ricerca anche su Irap e Ici, perché il mal di pancia potrebbe trasformarsi in gastrite cronica. Mi rivolgo direttamente ai malpancisti del Pdl che, stanchi dell'inconcludenza del Cav, stanno per approdare in quello schieramento esperto di debito pubblico più che di pareggio di bilancio. Pare incredibile, ma corriamo il rischio di passare in breve tempo da una mancata rivoluzione liberale al tanto agognato compromesso storico catto-comunista. Il sogno d'inciucio statalista che per nostra fortuna non riuscì a Berlinguer e Moro, potrebbe realizzarsi nel triumvirato Napolitano-Casini-Bersani. Altro che legge di stabilità a costo zero: lacrime, sudore e patrimoniale! Ritornerà l'Ici sulla prima casa abolita dall'esecutivo Berlusconi e gli italiani torneranno ad essere spremuti come limoni senza nemmeno passare per la cabina elettorale. Il centrodestra, quando ancora godeva del consenso della stragrande maggioranza degli italiani e Fini uscì dal governo, doveva chiedere il ritorno alle urne senza avallare ribaltoni, ma il Quirinale era in agguato per impallinare Silvio e si preferì tirare avanti. I Capi di Stato, tradizionalmente cattocomunisti, sono stati infatti i garanti delle vergognose marchette dei parlamentari, del vengo da te se mi dai una carega più di lui. I costituzionalisti rossi la chiamano repubblica parlamentare, gli amici al bar tradimento infame. D'altronde da una nazione che il 25 aprile festeggia il tradimento di un'alleanza militare e bombarda i contraenti dei propri trattati di amicizia non ci si può aspettare nulla di meglio. Il tradimento dell'alleato politico è un pezzettino di farabutta Costituzione materiale e nulla più. Poi nell'Inferno dei traditi l'ultimo girone spetta ai contribuenti che spennati da anni di vessazione fiscale avevano scelto Berlusconi con la consapevolezza che poco sarebbe accaduto, ma almeno le gabelle non sarebbero aumentate. Neanche quello. La dittatura delle tasse sta per tornare, si salvi chi può. L'eterna patologia catto-comunista che tiene l'Italia nei meandri del cronico sottosviluppo è alle porte. L'armata antiberlusconiana cerchiobottista e trasformista ha ormai raccolto di tutto: dagli ex fascisti agli ex Dc alla Pisanu sino all'ice berg di tutte le intelligenze politiche Gabriella Carlucci. L'homo novus dell'armata brancaleone più ridicola d'Europa sarà pescato comme d'habitude tra i soliti Prof d'università che come la sinistra parlano bene e razzolano male. Se il Cav ci ha fatto venire il mal di pancia, il partito delle tasse promette una gastrite cronica da ulcere fiscali. Quale sarà la nuova eurotassa? Ai malpancisti l'ardua sentenza… www.matteomion.com Secondo alcuni, il modello tutto-tasse alla Prodi andrebbe bene per il dopo Cav
51Mercoledì 9 novembre 2011 Un pavimento scuro con le pareti ed il soffi tto chiari allargano la stanza. Un pavimento scuro con il soffi tto scuro allargano la stanza, ma al contempo la abbassano. Le pareti scure in una stanza con pavimento e soffi tto chiari danno risalto alle linee orizzontali. Pavimento, soffi tto e parete di fondo chiari: lo spazio è più stretto, più profondo e più alto. Una parete di fondo scura con pareti laterali e pavimento chiari riducono, otticamente, la profondità dello spazio. Soffi tto chiaro, pavimento scuro e pareti scure creano un effetto molto cupo, con il soffi tto che sembrerà una lanterna. Un pavimento chiaro, una parete di fondo chiara, pareti laterali scure e soffi tto scuro generano un effetto tunnel. Se tutte le pareti del locale sono di colore scuro perdono la loro forma.
::: le lettere 52 Mercoledì 9 novembre 2011 @ commenta su www.libero-news.it TuttoMilano Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@libero-news.eu sottolineando nell'oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. APPUNTAMENTI MERCATI Oggi BENTIVOGLIO - Via Bentivoglio - zona 7 BORSI - Via Borsi - zona 6 CERMENATE - Via G. Da Cermenate - zona 5 DE CAPITANI - Via Massara De Capitani-zona 9 FIAMMINGHINO - Via Fiamminghino - zona 3 GAETA - Via Gaeta - zona 9 GIUSSANI - Via Giussani - zona 6 MARTINI - P.Le Martini - zona 4 PARETO - Via Pareto - zona 8 RANCATI - Via Rancati - zona 2 VESPRI SICILIANI - Via Vespri siciliani - zona 6 VIALE MONZA - Viale Monza - zona 2 VAL DI LEDRO - Via Val di Ledro - zona 9 VITTORELLI - Via Vittorelli - zona 2 ZURETTI - Via Zuretti - zona 2 Domani AMPERE - Via Ampère - zona 3 CALATAFIMI - Via Calatafimi - zona 1 CALVI - Via Melloni - zona 4 CESARIANO - Viale Elvezia - zona 1 DE PREDIS - Via Jacopino da Tradate - zona 8 DI RUDINì - Via Antonio di Rudinì - zona 6 ORBETELLO - Via Orbetello - zona 3 OSOPPO - Via Osoppo - zona 7 ROMBON - Via Rombon - zona 3 SAN MARCO - Via San Marco - zona 1 SEGNERI - Via Segneri-Via Reccaro - zona 6 TONEZZA - Via Tonezza - zona 7 TRAVERSI - Via F.lli Antona Traversi - zona 8 UNGHERIA - Viale Ungheria - zona 4 VAL MAIRA - Via Val Maira - zona 9 Chiusura al traffico: Via Carlo Maria Maggi e Piazza Lega Lombarda: chiusa al traffico da P.za Lega Lombarda sino al civico 6. Via Arona (tratto da Giovanni da Procida a p.le Carlo Magno): per lavori di approntamento cantiere logistico per la metropolitana linea 5. Termine lavori previsto: 2015 Via Giovanni Pascoli: strada chiusa al traffico causa cantieri tra Piazza Leonardo da Vinci e Viale Romagna in direzione Viale Romagna. Via Messina: strada chiusa al traffico tra Via Cenisio e Piazza Giovanni Perego dalle 06:00 del 20 ottobre 2011 causa lavori linea 5 metropolitana. Via Arcangelo Corelli: seguire le deviazioni locali del traffico causa lavori di manutenzione tra Via Tucidide e SP14 Via Arcangelo Corelli per lavori MM di posa nuova tubazione fognatura. Termine lavori previsto 12 novembre 2011. Via Alfonso Capecelatro: tratto chiuso causa lavori stradali chiusura della carreggiata lato civici pari dal civico 66 fino a Via Pessano. Viale Carlo Espinasse: strada chiusa al traffico causa lavori di manutenzione tra Via Panfilo Nuvolone e Via Casella. Il traffico veicolare è deviato su viale Certosa e via Varesina. Termine lavori previsto 14 novembre 2011. Via Errico Petrella: divieto di transito causa lavori tra Via Luigi Settembrini e Via Benedetto Marcello accesso solo ai residenti. Via San Marco: senso unico di marcia causa lavori tra Via Montebello e Via della Moscova in direzione Via della Moscova. Via Pace: possibili rallentamenti causa corsia chiusa al traffico tra Via San Barnaba e Via Manfredo Fanti fino alle 19:00 del 18 novembre 2011 Traffico difficoltoso in: Via Cenisio: difficoltà di circolazione per la chiusura della rotatoria a seguito lavori MM5. Termine previsto Aprile 2015. Via Pola: difficoltà di circolazione, restringimento di carreggiata causa lavori tra Via Pola in entrambe le direzioni per opere di ristrutturazione stradale. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via B. Colleoni. Termine previsto per il 2015. Via Casoretto: restringimento di carreggiata causa lavori gasdotto tra Largo Vincenzo Gemito e Via Teodosio in direzione Via Teodosio termine lavori 22 novembre 2011. LAVORI IN CORSO MILANO E LOMBARDIA DISAGI Due gocce d'acqua e la città va in tilt Ogni volta che piove, Milano si riempie di pozzanghere grandi come laghi accanto ai marciapiedi della città. Possibile che nessuno faccia mai niente? Luigi Taglioli e.mail SEMAFORI Basta sincronizzarli per limitare le code Spesso una delle cause del traffico è la mancata sincronizzazione dei semafori, che allungano le code a dismisura. Sulla circonvallazione interna, a volte ci si trova in coda addirittura al centro degli incroci. Daniela Pizzi e.mail LEGALITÀ Pessimo esempio il regalo agli abusivi Il Leonka si avvia verso la regolarizzazione, con buona pace di chi paga affitti stellari con regolare contratto. Le protezioni politiche fanno miracoli: anche chi organizza la «festa della semina» diventa un alleato del Comune. Luigi Barni e.mail SPRECHI Le Province da abolire senza se e senza ma Non dovevano abolire le Province? A Milano si parla da quarant'anni della «città metropolitana», che gestirebbe meglio i trasporti di capoluogo e hinterland. Qualcuno crede sul serio che sarà Giuliano Pisapia a portare avanti la riforma? Stiamo freschi. Filippo Uderzo e.mail DESERTO Il cuore di Milano sarà un deserto In centro sono spariti a poco i cinema e i supermercati. Ora, grazie al superEcopass spariranno anche i negozi. Diventerà un deserto vero e proprio. Marco Davola Milano Il maestro di cerchiobottismo sui militari è smentito dai fatti Caro Besana, abito vicino a via Padova, conosciuta ahimè ovunque per la celebre rivolta nordafricana. Inutile negarlo: la coabitazione con l'esercito di stranieri è difficile e tempestosa. Il nostro quartiere, un tempo meta dell'immigra zione interna, è un disordinato suk multietnico. Lo sappiamo e nel nostro piccolo lottiamo contro il degrado e l'inciviltà. Mi fa paura, però, che il sindaco definisca «negativa» l'esperienza dei militari che pattugliavano le strade insieme alle forze dell'ordine. Passeggiare in via Padova e vedere le divise, anche se ferme all'angolo, mi tranquillizzava. Sarò sempliciotta, ma penso che una mimetica sia sempre meglio di niente. Gabriella Gatti Milano Risponde Renato Besana Cara Gatti, le pattuglie miste servivano, in primo luogo, a ricordare ai malintenzionati che non esistono zone franche. Dal punto di vista della prevenzione, il loro apporto si era rivelato prezioso, soprattutto nei quartieri difficili. Ma i compagni della rivoluzione arancione, animati da pregiudizio ideologico, non hanno mai digerito le mimetiche. Un parroco politicamente corretto di via Padova era arrivato a sostenere che spaventavano i bambini. Pisapia aveva promesso di allontanarle: è stato di parola. Da indiscusso maestro di cerchiobottismo, ha tuttavia preferito non prendere la questione di petto. Per non scontentare nessuno, aveva addossato le responsabilità al ministro La Russa. Lo scherzo non gli è riuscito. Così ha cambiato registro: la presenza dei militari, dice, si è rivelata negativa. Si è dimenticato di spiegare come sia giunto a una simile conclusione, smentita dai fatti. Se Milano è meno sicura, sappiamo chi ringraziare. Ivano Fossati agli Arcimboldi CONCERTO Agli Arcimboldi prima tappa del tour di presentazione di Decadancing, ultimo album del cantautore genovese. Nuovo debutto per Ivano Fossati il 9 novembre al Teatro degli Arcimboldi. Il cantautore genovese presenta il suo nuovo album Decadancing, in uscita il 4 ottobre. Dal 1971 ad oggi, Fossati pubblica ventitre album, collaborando con musicisti italiani e stranieri come Tony Levin, Enrico Rava e Uña Ramos e scrive numerosi brani per molti grandi nomi della canzone italiana. Il suo ultimo lavoro Musica moderna risale al 2008. Dal disco è stato estratto L'amore trasparente, pezzo composto per la colonna sonora del film Caos Calmo e premiato con il David di Donatello e con il Nastro d'argento 2008 come miglior canzone originale. ___________________________ Mercoledì, ore 21, via dell'Innovazio ne, biglietti 34,50-57,50 Il capolavoro di Goldoni con Ferruccio Soleri COMMEDIA Arlecchino servitore di due padroni torna sul palco del Teatro Grassi. Lo spettacolo viene riproposto seguendo la regia che Giorgio Strehler improntò cinquant'anni fa. È il grande Ferruccio Soleri a interpretare Arlecchino, la celebre maschera della Commedia dell'Arte. Schermaglie amorose e divertenti sotterfugi. L'attore, Leone d'Oro alla carriera nel 2006, grazie a questo personaggio è entrato nel Guinness dei Primati per la «più lunga performance di teatro nello stesso ruolo», ben 2700 recite nel corso della sua carriera. ___________________________ Mercoledì, ore 20.30; via Rovello, biglietti 26-33 euro. Dibattiti e seminari sul mondo del design EVENTO Riparte «Talk in'Ied», il ciclo di seminari culturali, incontri, testimonianze del complesso mondo creativo, organizzato e promosso da Ied Milano. Quattro dibattiti aperti alla città, con ospiti di prestigio del mondo della cultura e del design, che prenderanno avvio la prossima settimana, fino al 10 novembre ogni sera dalle 18.00 alle 19.30 presso le sedi Ied Milano. Mercoledì 9, Simone Perotti presenta «Il cambiamento nell'epoca della paura. Caccia al tesoro senza avere la mappa». Un seminario per capire cosa, come e se rinunciare, accettare un mondo che sta cambiando. ___________________________ Mercoledì, ore 18, Via Sciesa, 4 Aula: S10, ingresso libero Le migliori tele russe alla Pinacoteca di Brera MOSTRA I capolavori del Museo Pushkin di Mosca incantano anche il pubblico milanese. Alla Pinacoteca di Brera sono esposte le tele di autori che hanno profondamente segnato la Storia dell'arte mondiale. Tra le opere, i Pesci rossi di Matisse, Pierrot e Arlecchino di Cézanne e uno dei migliori dipinti della seconda fase cubista di Picasso, il Ritratto di Ambroise Vollard. ___________________________ Venerdì, dalle ore 8.30 alle 19.15, biglietti 9 euro. FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magenta): v. Larga, 6; v. Dante, 17; c.so Genova, 27. NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Garibaldi): v. S. Lopez, 3; p.le Maciachini, 24; v. Forni, 34; v.le Suzzani, 273; v. Pellini, 1; v.le Monte Grappa, 7. SUD (Ticinese, Vigentina, Rogoredo, Barona, Gratosoglio): c.so Lodi, 19; v. Alamanni, 2; v.le Tibaldi, 15; v. De Ruggiero, 8. EST (Venezia, Vittoria, Romana, Loreto, Città Studi, Lambrate, Ortica, Forlanini, Mecenate): p.za Duca d'Aosta, 4; v. Stradivari, 1; v.le Monza, 226; p.za Martesana, 4; v. Atene, 2; v. Crescenzago, 36; c.so Plebisciti, 7; p.za Cinque Giornate, 7; v. Varsavia, 4. OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sempione, S. Siro): v. Vetta d'Italia, 18; v. Giambellino, 64; p.za T. Olivelli, 1; v. Monte Rosa, 27; v. Paravia, 75; v. Quarenghi, 21/23; v. R. di Lauria, 22; v. Paolo Sarpi, 62. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; p.za S. Maria Beltrade, 1; p.za Clotilde, 1; p.le Sempione, 8; v.le Zara, 38; v.le Testi, 90; Ripa Ticinese, 33; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); Stazione Garibaldi; v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v. Celentano, 1; v.le Lucania, 6; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v Vigevano, 45; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Sordomuti DTS. .........................02.48204247 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga.......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali ................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità A2A....................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda
4 Mercoledì 9 novembre 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it L'ACCORDO Il presidente presserà le opposizioni per il via libera al maxiemendamento voluto dall'Europa. Ma chiede a Berlusconi di togliere la norma sui licenziamenti patatrac QUI COLLE Napolitano dà un mese al Cav Poi scenderà in campo Procedura d'urgenza per un sì rapido alla legge di stabilità. Alla sinistra dice: chi ha perso le elezioni non governa. Ma farà di tutto per non votare ORE DECISIVE Giorgio Napolitano. Alle sue spalle il segretario generale del Quirinale, Donato Marra Olycom Il calendario La manovra entro due settimane Al voto fra fine gennaio e marzo ::: ELISA CALESSI ROMA Quando è salito al Quirinale Silvio Berlusconi aveva già deciso. Approvare la legge di stabilità e poi rassegnare le dimissioni. Il pressing della Lega, la sberla del voto alla Camera dei deputati, la tesissima riunione a Palazzo Grazioli lo avevano convinto che altra via non c'era. E che per evitare quello che più di tutto teme, un governo tecnico, non doveva farsi sfiduciare in Parlamento. Così, accompagnato da Gianni Letta, ha comunicato la sua intenzione al presidente della Repubblica. Si è presentato scosso, umanamente provato. Infuriato dal «tradimento» dei suoi, dai «voltafaccia» di chi gli deve tutto e ora lo ha abbandonato. E nell'ora di colloquio con il presidente della Repubblica ha ribadito le sue intenzioni: approvare la legge di stabilità, dimostrare all'Italia e al mondo che rispetta gli impegni presi con l'Europa, e poi lasciare. Entrambi si sono accordati per far sì che la legge di stabilità abbia una corsia preferenziale per essere approvata. Un po' come avvenne ad agosto, con la prima manovra economica per far fronte alla crisi. Napolitano chiederà alle opposizioni di non fare ostruzionismo. Berlusconi, da parte sua, toglierà dal maxi-emendamento la norma sui licenziamenti. Indigeribile, secondo il Colle, in un provvedimento di urgenza come questo. Poi, si apriranno i giochi. Al massimo entro il 20 novembre il provvedimento dovrebbe essere approvato dal Senato. Poi passerà alla Camera. Entro la fine del mese dovrebbe essere licenziato in via definitiva. Le consultazioni, quindi, inizieranno ai primi dicembre. Napolitano punta ad accorciare i tempi il più possibile. L'anda mento dello spread, il differenziale con i titoli tedeschi, la febbre delle Borse, non permettono lungaggini. Cosa accadrà dopo, è tutto da vedere. Berlusconi, durante il colloquio con Napolitano, ha già detto che per lui c'è solo una via: le elezioni anticipate. A gennaio. «Non esistono governi diversi da quello uscito dalle urne. Qualsiasi altra soluzione sarebbe una violazione della volontà popolare». Il presidente della Repubblica, però, ha cortesemente puntualizzato che, dal suo punto di vista, lo scenario è un po' diverso. «Farò le consultazioni, esercitando tutte le prerogative che mi concede la Costituzione». Naturalmente, ha aggiunto, rispetterà la «maggioranza uscita dalle elezioni del 2008», espressione della volontà popolare. E lo ha ribadito nel comunicato diffuso dal Quirinale: una volta approvata la legge di stabilità, dopo che il premier avrà rassegnato le dimissioni, il Capo dello Stato «procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione». Una formula, quella usata per indicare le forze di maggioranza, non casuale: Napolitano, come ha fatto capire tante volte in questi mesi, non intende dare il via libera a governi del “ri baltone”. Non darà via libera un governo che prescinda del tutto dai vincitori del 2008. Questo, però, non significa che Pdl e Lega abbiano il potere di veto assoluto. Il tentativo del Capo dello Stato sarà di cercare «un'intesa la più ampia possibile». Perché solo una larga maggioranza, è il ragionamento fatto più volte da Napolitano, può avere la forza di approvare quelle riforme «impopolari» di cui c'è la massima urgenza e che l'Europa, i mercati finanziari, chiedono. «Occorre una straordinaria coesione sociale e nazionale di fronte alle difficoltà molto gravi, alle prove molto dure che l'Italia deve affrontare nel quadro della sconvolgente crisi finanziaria che ha investito l'Europa e che incombe sulle nostre economie e sulle nostre società», aveva detto alcuni giorni fa. Lo sforzo del presidente, difficile, dagli esiti incerti, sarà questo: favorire una «coesione» parlamentare per affrontare quelle sfide senza le quali l'Italia rischia il tracollo. Naturalmente il Capo dello Stato non si muoverà solo nell'ambito della maggioranza uscita dalle elezioni. Come spiega il comunicato, si rivolgerà a tutti: maggioranza e opposizione. Oltretutto, si fa notare al Quirinale, la «volontà popolare», a cui Berlusconi ama sempre richiamarsi, non è espressa solo dall'attuale maggioranza. Tra i vincitori del 2008, per esempio, c'era anche Gianfranco Fini, che ora è all'opposizione. In sintesi: si cercherà una larga maggioranza, che comprenda possibilmente il Pdl o una sua parte. Guidata da chi e con quali geometrie lo dovranno dire le forze politiche quando saliranno al Colle per le consultazioni. Per il momento ci si ferma qui. Niente nomi o ipotesi. Entrambi dovranno essere il frutto dei colloqui con le forze politiche. Ma una cosa è certa. Napolitano chiederà una soluzione forte. Capace di fare quelle riforme che chiede l'Eu ropa. Non darà il via libera a pasticci. Tuttavia farà ogni sforzo per evitare quella che, al momento, considera una sciagura: tre mesi di campagna elettorale, lasciando il Paese senza un governo. ::: TOMMASO MONTESANO ROMA Adesso diventa il calendario il protagonista della crisi. «In venti giorni il ddl di Stabilità sarà legge, dopo di che Berlusconi si dimetterà. A quel punto immagino che il presidente della Repubblica darà l'incarico ad un diverso esponente politico», ipotizza Ignazio La Russa, ministro della Difesa. Prima di arrivare a quel punto, però, sarà necessario completare l'iter dell'ex Finanziaria e terminare il tradizionale giro di consultazioni al Quirinale da parte di Giorgio Napolitano. Tutto lascia supporre, tuttavia, una volta attestata l'im possibilità di dar vita ad una nuova maggioranza, soprattutto al Senato, che il capo dello Stato possa sciogliere le Camere verso Natale per indire le elezioni in una data compresa tra la fine di gennaio e l'inizio di marzo. La legge di Stabilità, innanzitutto. Berlusconi ha assicurato al presidente della Repubblica che rimetterà il mandato una volta approvata la legge contenente le misure promesse all'Unione europea. Stamattina, annuncia il relatore Massimo Garavaglia (Lega), «il governo presenterà il maxiemendamento, poi ci saranno i sub-emendamenti e inizieranno le votazioni». Quindi «il 15 andiamo in Aula per chiudere venerdì» 18 novembre. Analoghe assicurazioni sono arrivate, ieri, da Antonio Gentile, sottosegretario all'Econo mia. A quel punto, una volta incassato il sì di Palazzo Madama, il disegno di legge passerà al vaglio della Camera. Dove le opposizioni hanno già annunciato che rinunceranno a qualsiasi tattica ostruzionistica. «La legge di Stabilità può essere approvata rapidamente», tende la mano Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc. «I gruppi parlamentari hanno il dovere di favorire una rapidissima approvazione della legge di Stabilità, pur nella permanenza delle diverse posizioni», concorda Italo Bocchino, vicepresidente di Fli. È probabile, quindi, che il via libera di Montecitorio all'ex Finanziaria, che tra commissione e Aula in teoria dovrebbe arrivare a fine novembre o al più tardi ai primi di dicembre, giunga in anticipo. Addirittura, secondo fonti parlamentari, entro domenica 20 novembre. A quel punto tutto sarebbe pronto per le dimissioni di Berlusconi. Con la palla che passerebbe nelle mani del capo dello Stato già a partire da lunedì 21 novembre. Con l'inizio delle «consultazioni di rito»: prima i presidenti di Senato e Camera, poi i rappresentanti dei singoli gruppi parlamentari, quindi i presidenti emeriti della Repubblica. Senza escludere una seconda tornata di colloqui in assenza di una schiarita sul fronte politico, né eventuali incarichi esplorativi affidati, per esempio, al presidente del Senato, Renato Schifani. Morale della favola: è facile presumere che Napolitano, prima di gettare la spugna, possa arrivare fino a ridosso di Natale con i suoi tentativi di salvare la legislatura. Questo, però, senza escludere un'accelerazione dell'agenda dovuta all'incalzare della crisi sui mercati internazionali. Fatto sta che ieri sera già circolavano le prime date per la nuova consultazione elettorale. Tenendo conto che secondo l'articolo 61 della Costituzione le elezioni si devono tenere entro settanta giorni dallo scioglimento delle Camere, l'ar co di tempo entro cui aprire le urne varia dalla fine di gennaio all'inizio di marzo. INCARICO ESPLORATIVO Il presidente del senato Renato Schifani, seconda carica istituzionale dello Stato, potrebbe ricevere dal Colle un mandato esplorativo. Dopo di che, senza una maggioranza, si arriverebbe alle elezioni LaPresse
18 Mercoledì 9 novembre 2011 LITERIE IL DIVANO DEL GF 12 571 PER ELEMENTO 1 POSTO (cm 78) RIVESTITO IN TESSUTO A SCELTA TRA I COLORI DELLA CATEGORIA SPECIAL Goditi la vita! e vai gratis in vacanza con Chateau d'Ax CASA GRANDE FRATELLO Cucina, living e camera da letto a meno di 12.000 KUADRA 999 MOBILE LIVING (cm 330) BIANCO LUCIDO Vai su www.chateau-dax.it e guarda il filmato con tutte le offerte! 140 negozi di arredamento in Italia aperti anche domenica pomeriggio numero verde 800-132 132 Offerta valida fino al 4 dicembre 2011 solo nei negozi che aderiscono all'iniziativa e limitata ai modelli oggetto della campagna pubblicitaria. Su tutti i modelli, cuscinetti e poggiatesta optional. Gli elettrodomestici per le cucine sono esclusi dal prezzo.
Addio all'ungherese Alföldy, epigrafista erede di Mommsen Lo storico ungherese Géza Alföldy, uno dei maggiori studiosi al mondo di epigrafia latina (era l'erede di Mommsen al CIL) e della storia sociale di Roma, è morto, stroncato da un infarto mentre passeggiava per l'Acropoli di Atene, a 76 anni. Era professore emerito dell'Istituto di Storia Antica di Heidelberg, dove viveva dal 1965. La sua Romische Sozialgeschichte in tre volumi, è un'opera fondamentale. A Milano la personale di Gregolin sugli “appunti” degli artisti La libreria Bocca di Milano ospita “Appunti”, la mostra personale di Emanuele Gregolin curata da Vera Agosti. Si tratta di un viaggio sulla pagina dei libri, in rapporto con gli artisti del Novecento, costante fonte di ispirazione: Picasso, Bacon, Giacometti, Klee, Malevich, Man Ray e Cocteau. Fino al 20 novembre (Galleria Vittorio Emanuele II, 12). Nuova biografia «Vi racconto McLuhan, cartomante antimoderno» Lo scrittore Douglas Coupland alle prese con il geniale massmediologo che amava la retorica rinascimentale e odiava la tecnologia: «Sarebbe sconvolto dal mondo virtuale del XXI secolo» di MICHELE BORONI A pagina 19 del libro Mar shall McLuhan di Douglas Coupland (Isbn), l'autore si interroga sul senso di scrivere una nuova biografia del sociologo e massmediologo canadese, considerato che nel 1989 uscì un ottimo libro scritto da Phillip Machand e un altro altrettanto valido nel 1997 di Terrence Gordon. La risposta è questo libro, per certi versi bizzarro e che poco somiglia alla classica biografia agiografica. Un mosaico pop composto da elementi disparati: pagine di Wikipedia, schede di libri tratte da Amazon, commenti lasciati su YouTube, aneddoti, divagazioni e ricordi personali dell'autore, anagrammi di alcune parole chiave e un test per misurare l'ampiezza dei tratti autistici di un individuo adulto. Douglas Coupland è uno scrittore poliedrico che, come McLuhan, è riuscito a contaminare cultura alta e cultura pop, romanzi e tutorial di videogiochi, serie tv e arte contemporanea, fino a diventare designer per un marchio canadese di abbigliamento casual. Il libro di Coupland parte da quei tre riferimenti per i quali è universalmente riconosciuto McLuhan - spesso citati a sproposito -, diventati elementi pop universali e luoghi comuni: il celebre “Il medium è il messaggio”, la dicitura “il villaggio globale” e l'ap parizione dello stesso McLuhan nel film “Io e Annie” di Woody Allen in cui viene richiamato dal regista-attore newyorkese per zittire un dotto e logorroico professore della Columbia in coda in un cinema di Manhattan - negli Usa e in Uk il volume si intitola proprio You Know Nothing of My Work!, la frase che Marshall McLuhan pronuncia nel film. Lo scrittore canadese (anche lui) dedica una buona parte del libro ai due elementi che hanno influito - più di ogni altro, secondo lui - sulla vita e sulle opere di McLuhan, ovvero il rapporto con la madre e l'anomala struttura vascolare cerebrale del massmediologo che lo rendevano un personaggio bizzarro e spesso poco capito. Più che raccontare la storia del sociologo, Coupland cerca di entrare nella sua testa, indagando il suo modo di scrivere, insegnare e ragionare, e di capire come abbia potuto preconizzare tutta una serie di scenari e contenuti che, ancora oggi, non sono ancora stati ben assimilati. È piuttosto raro che scrittori contemporanei di narrativa si cimentino in una biografia: come ti sei avvicinato a quella di un personaggio complesso come Marshall McLuhan? «Tutto è iniziato con la proposta di scrivere questo libro che faceva parte di una collana di canadesi vivi che scrivono di canadesi morti [ndr: Extraordinary Canadiansè il titolo della serie dei volumi editi dalla Penguin]. Non suona molto sexy, lo so. È nato tutto da qui. Il curatore della collana John Ralston Saul mi ha incontrato nel 2005 ed è stato da subito molto insistente. Farmi lavorare sulla biografia di Marshall era diventata la sua missione e Dio sa se inizialmente non ho esitato. Gli dissi che l'avrei fatto, ma poi ho latitato fino a che non sono arrivato al livello del “Ok, fallo e basta”. Poi mi sono rotto una gamba, per fortuna, e sono rimasto bloccato a letto. Così ho installato la wireless, e a quel punto mi sono detto “Beh, potresti anche cominciare”». Qual era l'esigenza da cui sei partito? E quale è stato il tuo metodo di lavoro? «Non avevo mai letto i suoi libri. In realtà, credo che siano in pochi ad averli letti tutti. Sono talmente densi e difficili da assorbire - era come se avesse un proprio linguaggio segreto. Così ho dovuto leggere almeno due volte tutto ciò che aveva scritto. Leggevo solo tre-quattro pagine alla volta e continuavo a sottolineare e a scrivere note al margine tipo “che carogna”oppure “questo è un grande”. Alla fine però penso di essere riuscito a entrare in profondità nel suo mondo intellettuale e personale». Una delle tesi centrali che affermi più volte nel libro, e che in molti hanno spesso frainteso, era il suo rapporto con l'era elettronica che stava vivendo. In fondo lui non la amava affatto. «Assolutamente. Odiava il mondo moderno. Voleva vivere prima del 1800. Odiava la tecnologia. Odiava il XX secolo. Sarebbe rimasto sconvolto dal XXI. Non dimentichiamoci che McLuhan, in fondo, era un anziano professore di retorica rinascimentale e che i suoi riferimenti erano oscuri libellisti inglesi del XV secolo. In questa vita credeva semplicemente nei modelli ricorrenti». Questo però non gli impediva di avere un interesse ossessivo per capire il mondo contemporaneo, senza però giudicarlo. Oggi una cosa del genere sembra impossibile: gli studiosi, i massmediologi e i metacritici non riescono a non dare giudizi di merito sulle cose che succedono, e il più delle volte le loro teorie previsionali sono di cieco entusiasmo o cupo pessimismo, e spesso infatti le loro teorie falliscono. «La differenza principale tra McLuhan e gli altri teorici era che lui non voleva creare una teoria di per sé. Cercava, per esempio, di descrivere quello che sarebbe stato Internet usando un mix (spesso molto vecchio) di riferimenti letterari. Alla fine è passata come teoria ma, per molti versi, era una roba tipo cartomanzia. Comunque lui non era molto interessato a giudicare il mondo, e il fatto di non attribuire giudizi di valore credo lo abbia reso accessibile a molte persone. Come scrivo, il suo divertimento era prendere delle idee e farle scontrare insieme, come in un acceleratore di particelle, per vedere cosa usciva fuori dalla collisione». Questo si collega a un approccio, per così dire, “artistico”alla materia, usando le parole come colori di una tavolozza. Come per esempio, nelle sue lezioni, improvvisando prima le idee e le opinioni e solo dopo cercando le prove a sostegno. Un approccio rivoluzionario specialmente nel mondo accademico. «Non credo che tutto ciò fosse voluto. Voglio dire, nella sua mente egli stava vivendo una lezione vera e propria. Ciò che è affascinante è che McLuhan fosse del tutto all'oscuro di come ciò che diceva potesse arrivare alle altre persone. Le sue lezioni diventavano performance artisticheaccidentali, mentre una buona percentuale delle persone che seguivano le sue lezioni era fatta di LSD. I colleghi lo odiavano, e in parte perché erano invidiosi: lui faceva un sacco di soldi e li spendeva ostentandoli tra i suoi amici accademici. Dev'essere stato proprio seccante. Ma c'erano importanti questioni anche a livello accademico sulle fonti, così come su tutta una serie di pregiudizi che McLuhan aveva e che erano piuttosto diffusi tra i maschi bianchi canadesi nati nel 1911». Ti riferisci anche alla profonda passione religiosa, che in parte ha plasmato la prospettiva e il suo punto di vista sulle cose? «Sì, anche. McLuhan pensava che lo nostra permanenza sulla terra fosse soltanto un trampolino per poi lanciarsi in qualcosa di eterno. Per lui il mondo era proprio questa cosa. Sai, tipo, stai su questo piano circa per settant'anni: sarebbe una cosa da analizzare meglio. Lui viveva per l'eternità, non per il futuro. E questo approccio ha certamente influenzato il suo pensiero». (...). Parliamo di McLuhan oggi, a cento anni dalla sua nascita. Non credi che sarebbe affascinato di come l'informazione, la tecnologia, la comunicazione e il nostro modo di pensare siano così compenetrate tra loro? «Penso che sarebbe più interessato a mostrare come molte sue teorie fossero corrette - solo che le ha divulgate con cinquant'anni di anticipo. Molto di quello che stava facendo era cercare di descrivere Internet in un modo che sembra, per usare un'analogia, folk art, arte popolare». Ho come l'impressione che non amasse le fasi intermedie, come era quella che stava vivendo dal punto di vista dei media. «Tutto, in fondo, è una fase intermedia di qualcos'altro. In futuro anche noi potremmo vedere la stampa come una tecnologia intermedia, ma necessaria, per passare al digitale. Pensaci. Tra 50 anni magari le nuove generazioni sosterranno questo». (...). McLuhan ha detto «l'utente è il contenuto». Forse sarebbe contento oggi del web 2.0, del citizen journalism o di tutto il fenomeno dell'user generated content? «Ironia della sorte, egli probabilmente odierebbe tutto questo per il suo distacco dal mondo reale e Pubblichiamo ampi stralci dell'intervista di Michele Boroni allo scrittore canadese Douglas Coupland (autore del libro culto Generazione X e del recente Marshall McLuhan. La biografia pop dell'uomo che aveva previsto il futuro), tratta dal nuovo numero monografico di Link (in libreria da oggi) dedicato a Marshall McLuhan in occasione dei 100 anni dalla nascita. Saggi, pam phlet, frammenti, riflessioni, rebus, interviste, vignette (di Eric McLuhan, Douglas Coupland, Stefano Bartezzaghi, Carlo Freccero, Henry Jenkins, Raf Valvola Scelsi, Gianluigi Ricuperati, Peppino Ortoleva, Violetta Bellocchio, Matteo Bittanti, Elena Lamberti, Fulvio Carmagnola, Massimo Temporelli, Ruggero Eugeni, Matteo Guarnaccia, Francesco Spampinato, Michele Boroni ecc.) contribuiscono a svelare perché un oscuro professore di letteratura inglese sia diventato il più importante studioso di media nella storia. “ . Sto scrivendo il romanzo più sporco e lurido del mondo. Davvero. Sono circa a metà del lavoro. La gente crede che scherzi, ma è tutto vero. Sto poi lavorando su una serie di quadri e stampe e mi sto facendo le ossa sulle sculture in bronzo. Prometto che non saranno robe kitsch. Se non imparo un tot di competenze ogni anno, divento pazzo. La vita è così breve. Insomma, ho molto da fare. DOUGLAS COUPLAND
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28 Mercoledì 9 novembre 2011 DALLA BORSA Piazza Affari viaggia in altalena Banche in ripresa, bene il lusso ::: Accredia LA CERTIFICAZIONE FA CRESCERE LE AZIENDE DI QUALITÀ MADE IN ITALY Sei aziende su 10 dispongono della certificazione di qualità che per il 90% dei manager contribuisce al miglioramento delle prestazioni e alla razionalizzazione dell'organizzazione interna. A tracciare il quadro è l'Osservatorio Accredia realizzato con il supporto tecnico-scientifico del Censis e con la collaborazione di Manageritalia. Con l'obiettivo di valutare l'impatto della certificazione di qualità sulle performance aziendali, le dinamiche dell'offerta e la domanda di certificati Iso 9001, Accredia, che verifica e riconosce 168 organismi di certificazione e ispezione in Italia, ha avviato il proprio Osservatorio. Il trend degli ultimi dieci anni sull'export dei prodotti più forti del made in Italy dimostra che investire nell'innalzamento della qualità risulta decisivo per il recupero di competitività su mercati. ::: In breve GEOX: TRIMESTRALE D'ORO (+ 6,4%) L'EXPORT TRASCINA I CONTI Fatturato in crescita del 6,4% nel terzo trimestre per Geox: nei primi 9 mesi, sale invece del 5%. Tutti i Paesi stanno riportando dei fatturati in crescita (fatta eccezione per Spagna e Grecia): per l'Italia +7% - Europa +1,5%, e +3,7% escludendo la Spagna - Cina e HK +22% - Est Europa +40% - Russia +57%; per quanto riguarda il portafoglio ordini, «sono state innanzitutto mantenute le quote di mercato, senza forzare le vendite, e verrà invece offerta ai clienti la possibilità di effettuare più ordini». Nei primi 9 mesi sono stati aperti 60 nuovi Geox Shop e nel corso dell'ultimo trimestre si arriverà a quota 100 aperture realizzate nel corso del 2011; confermato anche il piano di aperture per il 2012, che prevede ulteriori 100 nuovi negozi. Frenata finale Per piazza Affari che, dopo una giornata di forti rialzi con gli indici arrivati a guadagnare fino al 3%, chiude sui minimi: il Ftse Mib segna +0,74% e l'All Share +0,57%. È tornato a impennarsi lo spread, salito sopra i 495 punti. A Milano, tra le piazze peggiori in un'Europa contrastata, chiusura positiva per buona parte delle banche. In deciso calo, in controtendenza, Mediaset che cede il 2,94%. Guadagna il 3,54% Intesa Sanpaolo, ma era arrivato a guadagnare oltre il 7%. Unicredit segna +2,08%, Mps +1,24%; Bpm cede lo 0,9%. Fonsai cede il 2,41% e Generali guadagna lo 0,96%. Ribasso in chiusura per Fiat (-0,94%) dopo essere stata a lungo in rialzo; segue Fiat Industrial (-0,86%) mentre sale Pirelli (+1,41%) in vista della pubblicazione dei conti. Nel comparto cede Finmeccanica (-0,74%). Non ha avuto impatto l'accordo raggiunto tra Alenia Aeronautica e Alenia Aermacchi con i sindacati. L'intesa prevede la riduzione degli esuberi da 1.118 a 747 unità, investimenti sui programmi per 3 miliardi di euro al 2020 e 200 milioni per gli stabilimenti. Stm guadagna l'1,51% mentre Telecom cede lo 0,57%. Rialzo per Luxottica (+2,19%) e Tod's (+2,45%); Lottomatica cede il 2,48%. Contrastati gli energetici: Saipem guadagna l'1,96% ed Eni l'1,08%. Tenaris segna +0,08%, piatta Enel, in calo Snam (-1,1%). SU WWW.LIBERO-NEWS.IT LA BORSA IN UN CLICK Gli indici internazionali FTSE Italia All Share Mib Star HONG KONG Hang Seng DAX Zurigo SMI New York DOW JONES valore var. % valore var. % quantità var. % Il maggior rialzo Il maggior ribasso L'azione più scambiata Zucchi 0,2264 +19,98 Antichi Pellettieri 0,32 -9,6 Banco Popolare 8.510.859 -0,49 Cross Rates Euro G.Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia Usa Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA FTSE Mib Titolo Rif. in Var. % Titoli di Stato ultima rilev.ultima rilev.Titolo Ren. Titolo Ren. ultima rilev.Titolo Ren. Oro e monete Euribor Titolo Titolo 360 365Denaro Lettera TS TSF FTSE Italia Mid Cap Gli indici di Milano 08/1107/1104/1103/1102/11 08/1107/1104/1103/1102/11 08/1107/1104/1103/1102/11 08/1107/1104/1103/1102/1101/11 08/1107/1104/1103/1102/1101/11 08/1107/1104/1103/1102/1101/11 08/1107/1104/1103/1102/1101/11 08/1107/1104/1103/1102/1101/11 08/1107/1104/1103/1102/1101/11 08/1107/1104/1103/1102/1101/11 08/1107/1104/1103/1102/1101/11 16.474,78 +0,57 15.664,06 +0,74 9.824,94 +0,38 19.026,48 -0,10 19.678,50 +0,00 5.961,44 +0,55 5.682,65 +0,65 12.037,90 -0,25 dato di metà pomeriggio Chiusura Var. %Titolo Gli altri indici di Milano Chiusuraus Var. % Titolo grafica a cura di centimetri.it DJ It Titans 30 Mediobanca Generale Comit Globale Comit Globale R Comit Globale R 1040 Comit Performance R Comit Performance R 1040 Assicurazioni Banche TLC e Servizi Finanziarie Immobiliari Trasporti e tempo libero Industriali +0,82 +1,84 +1,73 +0,53 +0,50 +0,53 +0,50 +1,93 +2,78 +1,21 +0,98 -0,79 -0,01 +1,82 1.669,67 44,92 848,63 841,25 50,76 2.794,55 59,34 2.968,18 577,77 1.163,84 236,79 118,68 1.220,51 491,77 su www.libero-news.it l'aggiornamento delle borse ogni venti minuti ANSALDO STS 7,27 0,28 ATLANTIA 10,93 -1,89 AUTOGRILL 8,31 -0,48 AZIMUT 5,525 -0,63 A2A 0,935 0,27 B M.PASCHI SIENA 0,2946 1,24 B P EMILIA ROMAGNA 5,84 -0,68 B POP MILANO 0,3651 -0,9 BANCO POPOLARE 1,007 -0,49 BUZZI UNICEM 7,125 -1,25 CAMPARI 5,605 -0,18 DIASORIN 23,25 0,56 ENEL 3,33 ENEL GREEN POWER 1,687 1,14 ENI 15,98 1,08 EXOR 15,58 -0,19 FIAT 4,22 -0,94 FIAT INDUSTRIAL 6,36 -0,86 FINMECCANICA 4,564 -0,74 FONDIARIA SAI 1,455 -2,41 GENERALI 12,66 0,96 IMPREGILO 2,046 -1,54 INTESA SANPAOLO 1,2 3,54 LOTTOMATICA 12,99 -2,48 LUXOTTICA GROUP 20,99 2,19 MEDIASET 2,508 -2,94 MEDIOBANCA 5,715 0,18 MEDIOLANUM 2,694 -1,61 PARMALAT 1,577 0,45 PIRELLI E C. 6,48 1,41 PRYSMIAN 10,6 -0,66 SAIPEM 32,18 1,96 SNAM RETE GAS 3,412 -1,1 STMICROELECTRONICS 5,375 1,51 TELECOM ITALIA 0,8675 -0,57 TENARIS 12,85 0,08 TERNA 2,782 -0,14 TOD'S 71 2,45 UBI BANCA 2,662 0,53 UNICREDIT 0,808 2,08 BOT BOT 15.11.2011 (365) 99,993 0,45 BOT 31.11.2011 (183) 99,9 1,6 BOT 15.12.2011 (365) 99,68 2,54 BOT 15.12.2011 (91) 99,78 2,43 BOT 27.12.2011 (74) 99,651 2,78 BOT 30/12/2011 (180) 99,56 2,79 BOT 16.01.2012 (367) 99,55 2,92 BOT 31.01.2012 (186) 99,3 3,38 BOT 15.02.2012 (365) 99,065 3,52 BOT 29.02.2011 (182) 98,935 3,86 BOT 15.03.2012 (366) 98,607 4,24 BOT 30.03.2012 (182) 98,189 4,55 BOT 15.04.2012 (367) 98 4,85 BOT 30.04.2012 (182) 97,599 5,06 BOT 15.05.2012 97,612 5,03 BOT 15.06.2012 97,06 4,86 BOT 16.07.2012 (367) 95,93 5,27 BOT 15.08.2012 (366) 95,902 5,53 BOT 14.09.2012 (365) 95,41 5,35 BOT 15.10.2012 (367) 94,888 5,83 BTP BTP 01.02.2012 5% 100,13 4,18 BTP 01.03.2012 3% 99,305 4,8 BTP 15.04.2012 4% 99,5 5,15 BTP 01.07.2012 2,5% 98,18 5,63 BTP 15.10.2012 4,25% 98,58 6,04 BTP 15.12.2012 2% 96,296 5,9 BTP 01.02.2013 4,75% 99 5,93 BTP 15.04.2013 4,25% 97,5 5,89 BTP 01.06.2013 2% 94,016 5,92 BTP 1.8.2013 4,25% 97,4 5,89 BTP 01.11.2013 2,25% 93,22 5,97 BTP 15.12.2013 3,75% 95,55 6,11 BTP 01.04.2014 3% 93,03 6,24 BTP 01.06.2014 3,5% 93,75 6,24 BTP 01.07.2014 4,25% 94,94 6,44 BTP 1.8.2014 4,25% 94,94 6,34 BTP 1.2.2015 4,25% 94,14 6,35 BTP 15.04.2015 3% 89,74 6,4 BTP 15.06.2015 3% 89,13 6,41 BTP 1.8.2015 3,75% 91,7 6,31 BTP 01.11.2015 3% 88,32 6,42 BTP 15.04.2016 3,75% 89,76 6,45 BTP 1.08.2016 3,75% 89,12 6,5 BTP 15.09.2016 4,75% 92,37 6,7 BTP 01.02.2017 4% 89,5 6,39 BTP 1.8.2017 5,25% 93,94 6,57 BTP 01.02.2018 4,5% 89,42 6,63 BTP 01.08.2018 4,5% 88,86 6,66 BTP 1.2.2019 4,25% 86,58 6,6 BTP 01.03.2019 4,5% 88 6,65 BTP 01.09.2019 4,25% 85,66 6,66 BTP 1.2.2020 4,5% 86,78 6,64 BTP 01.03.2020 4,25% 85,5 6,58 BTP 01.09.2020 4% 83,59 6,53 BTP 01.03.2021 3,75% 81,36 6,51 BTP 1.8.2021 3,75% 80,14 6,58 BTP 01.09.2021 4,75% 87,08 6,6 BTP 1,3,2022 5% 86,84 6,84 BTP 01.08.2023 4,75% 83,46 6,99 BTP 15.09.2023 2,6% 73 5,87 BTP 1.11.2023 9% 112,5 7,53 BTP 01.03.2025 5% 82,5 7,13 BTP 01.03.2026 4,5% 76,74 7,18 BTP 1.11.2026 7,25% 100,37 7,44 BTP 1.11.2027 6,5% 92,8 7,41 BTP 1.11.2029 5,25 80,73 7,31 BTP 01.05.2031 6% 86,83 7,42 BTP 1.2.2033 5,75% 83,75 7,4 BTP 01.08.2034 5% 75,93 7,3 BTP 1.2.37 4% 66,5 6,89 BTP 01.08.2039 5% 74,78 7,24 BTP 01.09.2040 5% EUR 74,66 7,23 BTP 15.09.2041 2,55% 61,03 5,16 CCT CCT 1.3.2005-2012 99,3 5,15 CCT 1.11.2012 98,31 5,56 CCT 1.7.2006-2013 95,75 6,47 CCT 1.3.2014 IND 93,29 7,05 CCT 1.12.2014 91,79 6,89 CCT 01.09.2015 88,7 7,16 CCT-EU 15.12.2015 85,69 6,87 CCT 01.07.2016 IND 86,98 7,32 CCT 1.03.2017 84,9 7,18 CCT-EU 15.10.2017 80,51 6,82 CCT-EU 15.04.2018 80,48 6,84 CTZ CTZ 29.02.2012 98,35 4,47 CTZ 30.04.2012 97,471 5,42 CTZ 31.08.2012 95,76 5,67 CTZ 31.12.2012 95,102 4,41 CTZ 31.12.2012 93,62 5,86 CTZ 30.04.2013 91,824 6 CTZ 30.09.2013 89,42 6,07 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2012 1,85% 98,1 3,97 BTPI 15.9.2014 2,15% 90,8 5,66 BTPI 15.09.2016 2,1% 84,5 5,83 BTPI 15.9.2017 2,10% 81,6 5,84 BTPI 15.09.2019 2,35% 79,13 5,64 BTPI 15.9.2021 2,1% 74 5,64 BTPI 15.9.2026 3,1% 72,9 5,98 BTPI 15.9.2035 2,35% 61,13 5,22 ORO FINO (EURO/GR) 38.68 41.71 ARGENTO (EURO/KG) 619.75 808.73 LONDRA ($/ONCIA) 1799.6 1800.2 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 35.23 35.25 STERLINA V.C. 295.11 320.41 STERLINA N.C. (ANT.73) 295.11 320.41 STERLINA (POST.74) 295.11 320.41 KRUGERRAND 1187.59 1337.62 MARENGO ITALIANO 229.82 252.55 MARENGO SVIZZERO 227.25 247.92 MARENGO FRANCESE 227.24 247.92 MARENGO BELGA 227.24 247.92 MARENGO AUSTRIACO 227.24 247.92 20 MARCHI 255.65 296.96 10 DOLLARI LIBERTY 617.17 694.63 1,000 1,165 0,930 0,808 0,134 0,716 0,129 0,111 0,725 0,858 1,000 0,798 0,693 0,115 0,614 0,111 0,095 0,622 107,510 125,296 100,000 0,868 0,144 0,769 0,139 0,119 77,973 1,238 1,443 1,152 1,000 0,166 0,886 0,160 0,137 0,898 7,445 8,676 6,924 6,013 10,000 5,327 0,964 0,824 5,399 1,397 1,629 1,300 1,129 0,188 1,000 0,181 0,155 1,013 7,725 9,003 7,185 6,239 1,038 5,528 10,000 0,855 5,603 9,036 10,531 8,404 7,297 1,214 6,466 1,170 10,000 6,553 1,379 1,607 1,282 1,114 0,185 0,987 0,178 0,153 1,000 1 SETT. 0.952 0.965 2 SETT. 1.03 1.044 3 SETT. 1.105 1.12 1 MESE 1.215 1.232 2 MESI 1.329 1.347 3 MESI 1.474 1.494 4 MESI 1.539 1.56 5 MESI 1.611 1.633 6 MESI 1.692 1.716 7 MESI 1.754 1.778 8 MESI 1.812 1.837 9 MESI 1.871 1.897 10 MESI 1.929 1.956 11 MESI 1.985 2.013 12 MESI 2.04 2.068
11Mercoledì 9 novembre 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it SENZA TREGUA Per i burocrati europei lo scenario internazionale è peggiorato e i 90 miliardi che si raccoglieranno dalle manovre non sono più sufficienti per far quadrare i conti patatrac E U R O S TA N G ATA Aiuto, Bruxelles vuole un'altra manovra Per il commissario economico Rehn la «strategia fiscale» non assicura il pareggio di bilancio nel 2013. E ci chiede nuovi sacrifici Il maxiemendamento Agenda blindata: ok entro fine mese Rendimenti al 6,77% Btp ancora nella bufera Lo spread si avvicina a quota 500 ::: SANDRO IACOMETTI Sarà interessante vedere oggi cosa accadrà sui mercati finanziari dopo la resa di Silvio Berlusconi. Anche ieri osservatori e analisti si sono esercitati nel giochino dello spread minuto per minuto. Che consiste nell'affiancare l'andamento del differenziale tra Btp e bund alla giornata del Cavaliere e dimostrare che ad ogni ipotesi di uscita di scena corrisponde un abbassamento dei rendimenti e viceversa. Pratica che lascia il tempo che trova, considerato che il livello dello spread è fortemente influenzato dagli acquisti, ormai quotidiani, di titoli da parte della Bce. E che, come hanno detto ieri anche da Bruxelles, Berlusconi o no, il problema è che l'Italia deve fare al più presto non solo le riforme programmate ma anche alcune aggiuntive. Una cosa è certa: la situazione è da allarme rosso. Il differenziale tra il Btp e il Bund tedesco si è avvicinato in chiusura ai 500 punti base (497 per la piattaforma Bloomberg), portando il rendimento del decennale a 6,77%. L'assedio ai titoli di Stato non ha risparmiato le scadenze a medio termine: il Btp quinquennale è stato scambiato a valori che garantiscono un rendimento addirittura superiore al decennale (6,87%) mentre i bond biennali si sono fermati poco sotto (6,38%). Livelli sempre più prossimi alla fatidica soglia del 7% che ha costretto i governi di Grecia, Irlanda e Portogallo a chiedere il soccorso dell'Europa. Bankitalia la scorsa settimana ha spiegato che il nostro debito è a scadenza mediolunga è può sostenere senza problemi anche tassi all'8%. Resta da capire per quanto tempo. La speranza, non condivisa da molti esperti, è che le novità politiche di ieri possano in qualche modo frenare la corsa degli spread. In caso contrario, come ha ricordato ieri Emma Marcegaglia, «il costo della spesa pubblica aumenterà di 8,7 miliardi l'anno». La presidente di Confindustria ritiene che «con uno spread a 500 punti base non si possa andare avanti a lungo», ma anche lei è tra coloro che non confidano molto in una potenza taumaturgica delle dimissioni del Cavaliere. «Non è che si risolvono i problemi semplicemente con il fatto che non c'è più il governo Berlusconi», ha detto fuori dai denti. I problemi, ha detto anche rivolta alle opposizioni, «si risolvono facendo le riforme». Nell'attesa, fortunatamente, le Borse sembrano un po' meno sensibili alle manovre degli speculatori. L'incertezza politica ha comunque rallentato i listini. Milano, in rialzo del 3% poco prima del voto alla Camera, ha chiuso con l'Ftse Mib a +0,74%. In linea, comunque, con Parigi e Londra (1 e 1,2%) e Francoforte (+0,5%). ::: ROMA L'annuncio di Silvio Berlusconi non corregge la tabella di marcia. Anche se il premier ha agganciato la fine del suo mandato da premier alla legge di stabilità, il provvedimento prosegue il suo iter naturale. Il testo arriverà nell'aula del Senato lunedì prossimo (15 novembre) per ottenere il via libera entro il week end. Dovrebbe essere più breve, salvo sorprese, il percorso alla Camera: la finanziaria dovrebbe diventare legge dello Stato entro il 25 novembre o al più tardi i primi di dicembre. A quel punto, secondo quanto scritto nella nota del Quirinale di ieri, il Cavaliere rassegnerà le proprie dimissioni da presidente del Consiglio. Vicende della maggioranza parlamentare e del premier a parte, l'attenzione si sposta sui contenuti del maxiemendamento. C'è ancora incertezza sulle norme che saranno inserite nel pacchetto del Governo. Il testo con le misure per l'Europa arriverà oggi a palazzo Madama. Gli ultimi ritocchi saranno dati stamattina dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, cui spetta l'ultima parola. Una parte del maxiemendamento sarà costituita dalle norme già confezionate per il decreto sviluppo, ormai destinato a finire su un binario morto. Di fatto la lege di stabilità all'esame del Senato è l'ultimo treno utile di questa legislatura. Il quadro politico è drasticamente cambiato ieri dopo l'ok della Camera con appena 308 voti al rendiconto dello Stato. Una notizia shock che ha portato, nell'altro ramo del Parlamento, all'annullamento della seduta della commissione Bilancio. I senatori si sono dati appuntamento a stamattina alle 9,30. Il Governo, ha spiegato il senatore del Pdl, Paolo Tancredi, «ha detto che il testo c'è ma adesso bisogna vedere lo sviluppo politico della situazione», visto il risultato del voto sul rendiconto alla Camera. «Domani mattina ci vedremo e verificheremo cosa c'è e se c'è ancora un Governo», ha aggiunto Tancredi. F.D.D. ::: FRANCESCO DE DOMINICIS ROMA I sacrifici imposti alle famiglie e alle imprese con le due manovre estive non bastano. Il salasso record da oltre 90 miliardi di euro deve essere rimpolpato. E il motivo sembra piuttosto semplice: la crisi finanziaria internazionale ha peggiorato il quadro della finanza statale italiana. Così l'Unione europea ci vuole imporre una terza correzione ai conti pubblici. Da brividi, probabilmente. Del resto, la missiva recapitata sulla scrivania del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non lascia spazio a dubbi. «Dal momento che stimiamo che nel contesto economico attuale la strategia fiscale pianificata non assicura il raggiungimento dell'equilibrio di bilancio nel 2013, saranno necessarie misure addizionali per raggiungere gli obiettivi per il 2012 e il 2013». Poche righe. Si tratta del passaggio chiave della lettera che il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha inviato all'inquilino di via Venti Settembre. E con il premier Silvio Berlusconi di fatto dimissionario, toccherà probabilmente a Tremonti studiare il nuovo intervento. Salvo prendere tempo e lasciare il dossier (bollente) in mano al prossimo Governo. Bruxelles non scherza e ieri ha seguito passo passo le notizie in arrivo da Roma. E appena le agenzie di stampa hanno certificato il crollo della maggioranza alla Camera, la Ue ha deciso di riportare ordine nel caos Italia. Tant'è che gli ispettori Ue-Bce, a sorpresa, hanno anticipato la partenza per la Capitale per mettere all'angolo già da oggi le autorità italiane. In ogni caso, il Governo ha tempo fino a venerdì per rispondere al questionario dettagliatissimo sulle misure da inserire nel maxiemendamento alla legge di stabilità all'esame del Senato. Quello che ora importa alla Ue è che l'Italia «esca dall'impasse politica» e ridia fiducia ai mercati. «Le risposte sulle misure da attuare in Italia ci devono arrivare il prima possibile, con questo governo o con un altro», ha detto Rehn al termine dell'Ecofin, dove Tremonti (in serata a palazzo Grazioli) era un assente giustificato e i suoi colleghi seguivanoattentamentegli sviluppidellasituazione politica a Roma. Auspicando, come Rehn, che la baraonda politica sia superata in fretta e l'Italia la smetta di essere «un bersaglio mobile», dove gli sviluppi sono imprevedibili. Perché il «fattore tempo», ha spiegato il commissario, è indispensabile per un paese che è sotto la forte pressione dei mercati, dove «gli spread preoccupano molto» e occorre ristabilire la fiducia pernonmettere arischioulteriormente le prospettive di crescita, già comunque minate. C'è da dire che la missione Ue-Bce, a cui sarà affiancata quella del Fondo monetario internazionale tra breve, non parte con le condizioni migliori: dovranno visitare tutte le amministrazioni e diversi ministeri, con il rischio di non trovare interlocutori in grado di rassicurare sul futuro di misure che devono ancora passare al vaglio della politica. L'Europa tuttavia non concede proroghe: gli ispettori di Bruxelles e Francoforte dovranno stendere un rapporto che Rehn presenterà all'Eu rogruppo entro il 29 novembre. Resta, però, un dubbio. Perché all'Italia, che non è sotto programma di assistenza, viene riservato lo stesso trattamento di Grecia, Irlanda e Portogallo? twitter@DeDominicisF FACCIA A FACCIA Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, insieme al commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn (LaPresse)
3Mercoledì 9 novembre 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it A VOLTE RITORNANO Nelle prossime settimane si giocherà il futuro del centrodestra e del bipolarismo: o si vota o ci ritroveremo il peggio della vecchia Dc patatrac AL VOTO, AL VOTO Ora attenti al governo pateracchio Il Cavaliere punta alle urne, Casini e Fini cercheranno di rubargli i deputati per fare un esecutivo tecnico ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO . Altro che ritiro Sorpresa, il Cav è già pronto a ricandidarsi (...) il premier vuole che sia chiaro chi non intende approvare le riforme necessarie a tranquillizzare i mercati e chi invece, pur non avendo una maggioranza stabile, lavora in quella direzione; così Silvio ripeteva in questi giorni. E così sarà, in quanto, nonostante egli intenda rivolgere un appello all'opposizione affinché voti insieme al centrodestra, è assai improbabile che il Pd, l'Italia dei Valori e il Terzo polo accolgano l'invito. Berlusconi dunque dovrebbe concludere il suo mandato fra una ventina di giorni, massimo un mese, il tempo necessario a che la legge di stabilità arrivi in aula e sia sottoposta al voto. Diciamo dunque che le dimissioni formali avverranno ai primi di dicembre, non più tardi del 10. E dopo, che succederà? Apparentemente la strada sembra segnata. Caduto il Cavaliere e registrata l'indisponibilità di Casini ad appoggiare un esecutivo senza il Partito democratico, non resta che la via delle elezioni. Che poi è ciò che lo stesso premier ha sempre ripetuto: se cade questo governo, non esiste altra soluzione che ritornare dagli italiani. Un governo di unità nazionale sarebbe un pateracchio. Difficile dargli torto. Per quanto la maggioranza degli organi di stampa si affanni a evocare il nome di Mario Monti, è evidente che il professore della Bocconi serve solo alla classe politica per scaricare le proprie responsabilità sulle spalle di un tecnico. L'opposizione, sempre pronta a parlare in nome degli interessi nazionali, ha il terrore di dover assumersi il peso dei provvedimenti necessari a rassicurare i mercati. Non a caso, fino a oggi, ha rifiutato l'appoggio alle richieste della Bce, tergiversando sulla lettera che il governo ha inviato a Bruxelles. Come farebbe Monti a dare seguito a quelle misure in Parlamento? Chi gliele voterebbe? Certo non Bersani e compagni, i quali, condizionati dalla Cgil, sarebbero costretti a opporsi. Difficile immaginare un sì da parte di Di Pietro o altri. E anche Fini e i suoi futuristi faticherebbero a dar via libera allo sfoltimento degli statali e alla riduzione della spesa pubblica. Ma, nonostante le strane formule della Prima repubblica sembrino dannose più che utili al Paese, il rischio che spunti dal cilindro un governo Bersani-Casini, con una spruzzatina di Pdl, è tutt'altro che scongiurata. Ciò che vuole l'opposizione non è un esecutivo che sposi la linea dell'Europa: quello c'è già ed è l'attuale. Alla sinistra e al terzo polo serve qualcuno che imponga una stangata sufficiente a tappare momentaneamente le falle dei conti pubblici e poi cambi la legge elettorale. Vi domandate che c'entra la riforma del sistema con cui si elegge il Parlamento con lo spread e gli interessi sui titoli di Stato? Nulla. Magari non sarà urgentissima, per lo meno non per i mercati finanziari, ma è assolutamente indispensabile a futuristi e soci per garantirsi un futuro. Senza l'abolizione del premio di maggioranza, gli ex democristiani dell'Udc e i seguaci di Fini non riuscirebbero mai a essere determinanti nella formazione delle diverse maggioranze e dunque non potrebbero far pesare il loro pacchetto di voti. Per tornare ai vecchi riti della Prima repubblica, i governi di coalizione, con i quadri o il pentapartito, urge dunque una bella riforma elettorale che riassegni un ruolo anche ai Pomicino e agli Scotti, con le loro correnti e i loro clienti. Visto l'obiettivo che intendono raggiungere, nei prossimi giorni i reduci della Balena bianca si daranno un gran daffare per convincere mezzo Pdl ad appoggiare il governo dell'inciucio. Non bastano le Carlucci, servono 40 o 50 deputati e almeno 30 senatori, altrimenti Napolitano non darà il via libera al nuovo esecutivo. Nelle prossime settimane, dunque, assisteremo al mercato delle vacche. Altro che compravendita. Tutto si farà pur di creare una spaccatura nel centrodestra e non pochi parlamentari, orfani del Cav e preoccupati per il loro futuro, potrebbero accettare le offerte. Sarà dunque un fine anno di passione quello cui dovremo assistere. Berlusconi si giocherà il tutto per tutto. Non tanto per sé, ma per quel che riguarda il futuro del centrodestra e del bipolarismo. Se riuscirà, avremo le elezioni. Altrimenti, ci toccherà la vecchia Dc o, meglio, il peggio della Dc. Giudicate voi la soluzione migliore e sperate in Babbo Natale. maurizio.belpietro@libero-news.it ::: SANDRO IACOMETTI «A questo punto le elezioni anticipate sono più vicine. Mi sembra che sia logico, perché questo Parlamento oggi è paralizzato almeno alla Camera, mentre al Senato il centrodestra ha ancora una buona maggioranza. Anche la situazione che si è verificata conferma che questa è una fotografia esatta della realtà». Prima di stappare lo champagne opposizioni e anti-berlusconiani dovrebbero pensarci due volte. Dal passo indietro all'uscita di scena, infatti, ce ne passa. E il Cavaliere non sembra così intenzionato a gettare la spugna. Anzi, dall'insistenza con cui nelle varie interviste rilasciate dopo il vertice con il Capo dello Stato parla di elezioni anticipate come unica alternativa, viene anche da pensare, o quantomeno da non escludere, ad una clamorosa ricandidatura. «Dopo l'approvazione della legge di stabilità», dice al Tg5, «darò le dimissioni, in modo che il capo dello Stato possa aprire le consultazioni. Sul futuro non sta a me decidere, spetta al capo dello Stato, ma io vedo solo la possibilità di nuove elezioni». Poi, per essere chiari sull'ipotesi ribaltone, aggiunge: «Non è assolutamente pensabile che in una democrazia possono assumere responsabilità di governo le forze che hanno perso le elezioni». Praticamente identiche le riflessioni concesse al Tg1, dove però aggiunge un tassello che la dice lunga sulla voglia di arrendersi di Berlusconi. La «maggioranza probabilmente è sempre esistente se noi ponessimo la fiducia, ma non possiamo porre la fiducia su tutti i provvedimenti», spiega il Cavaliere. Il premier prende comunque atto «che il governo non ha più quella maggioranza che noi credevamo di avere» e che quindi, «con realismo, dobbiamo preoccuparci della situazione italiana e di ciò che sta accadendo sui mercati». Il voto, prosegue il Cavaliere, «ha reso ancora più forte la mia preoccupazione sul nostro momento, una situazione che vede i mercati non ritenere che noi vogliamo veramente introdurre quelle riforme liberali che l'Europa ci ha chiesto con insistenza». La cosa importante, adesso, è «dare la precedenza all'approvazione di queste misure» e quindi, prosegue, «intendo chiedere all'opposizione di consentire il varo urgente di queste misure di stabilità» che conterranno «tutte le richieste dell'Europa». Perché bisogna dare ai mercati «la dimostrazione che facciamo sul serio». Solo dopo, spiega Berlusconi facendo venire un po' di sudore freddo ai suoi avversari, «vengono le altre cose, come chi guidi o chi non guidi il governo». Quanto ai dissidenti, dice, «non ho provato solo sorpresa, ho provato molta tristezza, dolori in certi casi, perché tutte le persone che hanno ritenuto di lasciare la nostra parte politica erano persone verso le quali io avevo un rapporto che non era solo di collaborazione politica ma anche umano di amicizia». DELUSIONE Silvio Berlusconi dopo il voto si accinge a lasciare la Camera con una smorfia più eloquente delle parole Ansa
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27 @ commenta su www.libero-news.it Mercoledì 9 novembre 2011 Bankitalia multa la finanziaria di De Benedetti Pubblicità giù del 3 e utile del 13% Mediaset senza Cav rischia 420 milioni Gli analisti: l'uscita di scena di Silvio varrà mezzo miliardo in meno di raccolta MERCATINO Gioielli uniti Simest risposa i fratelli Buccellati ::: ANTONIO SPAMPINATO L'unione fa la forza, anche in casa Buccellati. Una famiglia che per un secolo ha rappresentato l'alta gioielleria italiana nel mondo ma ora, per riuscire a imporsi in mercati con altissima potenzialità di crescita ma terribilmente complicati e competitivi, ha bisogno di una nuova spinta propulsiva. E l'ha trovata nella Simest. La finanziaria partecipata per il 76% dal ministero dello Sviluppo economico e per il restante 24% da banche e associazioni imprenditoriali, è riuscita nell'intento di riunire sotto l'unico marchio Buccellati, i due principali rami imprenditoriali della famiglia, divisi dopo la morte di Mario, avvenuta nel 1965, fondatore della moderna tradizione della casata nel settore della gioielleria di alta gamma. Il pioniere invece fu Contardo che aprì un negozio in via degli Orafi a Milano nel 1750. La merchant bank pubblico-privata ha investito quasi 3 milioni di euro per rilevare il 49% della Mario Buccellati Srl mentre un'ampia fetta della la famiglia si è compattata dentro la Buccellati holding Italia ed affidata alla guida di Gianmaria, grintoso 82enne, il più giovane della seconda generazione di gioiellieri. La terza generazione invece si è divisa la struttura manageriale. «L'azienda ha enormi potenzialità e non escludiamo ulteriori investimenti per cogliere ogni opportunità ci si presenti lungo il cammino», dice a Libero Massimo d'Aiuto, amministratore delegato Simest. Lo stato di fatto vede una Mario Buccellati Srl, proprietaria dei negozi di Milano, Firenze e Roma, che chiuderà l'anno con un fatturato di circa 2,7 milioni, mentre la Spa, Holding Italia, a cui fanno capo i punti vendita di Parigi, Londra e quelli in franchising in Medio oriente, ha chiuso il 2010 con un giro d'affari di 26,8 milioni - a settembre ha registrato una crescita del 12% - e un ebitda di 3,6 milioni. Attualmente, si legge nella nota diffusa dal gruppo, i mercati di riferimento sono gli Stati Uniti (con il 39% del fatturato), l'Europa (30%), l'Italia (21%) e l'Asia (10%). Con l'inve stimento della Simest e grazie a nuove partnership distributive, Buccellati punta a un'importante espansione all'estero, in particolare Medio oriente e Cina. Simest, nata 20 anni fa allo scopo di agevolare lo sviluppo dell'eccel lenza del made in Italy, ha recentemente ampliato la propria ragione sociale e ha la possibilità di avviare acquisizioni anche all'in terno dei confini italiani e del Vecchio continente. Le partecipazioni minoritarie (fino al 49%) hanno un arco temporale che si aggira sugli 8 anni, scaduti i quali, rivende la quota all'azionista di riferimento. Ed è proprio questo l'obiettivo che la società ha in serbo per Buccellati, non prima però di aver contribuito allo sviluppo del marchio ed aver creato valore per i propri di azionisti, cioè Stato e pool di banche. Attualmente la Simest ha partecipazioni dirette in 250 società per un valore di 311 milioni di euro e per un fatturato di 8 miliardi mentre ne conta 176 per un controvalore di 195 milioni di euro attraverso “Fondi di Venture Capital”, un fondo stanziato dal ministero per lo Sviluppo economico e gestito da Simest. Gianmaria Buccellati Intesa: cala del 12% l'utile Nove mesi difficili per Passera CREDITO Intesa Sanpaolo chiude i primi nove mesi del 2011 con l'utile netto pari a 1,929 miliardi di euro (-12,3% ). Nel solo terzo trimestre dell'anno, l'utile è calato del 28,9% a 527 milioni. Il gruppo ritiene però di poter registrare «un andamento coerente con il piano di impresa 2011-2013/2015» entro fine anno. Inevitabili un riferimento sulle tensioni nel mercato dei titoli di Stato «che causa preoccupazione, ma il Paese resta solido e saprà raggiungere i propri impegni», ha assicurato l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. «La pressione», ha puntualizzato Passera, «è cresciuta e i livelli raggiunti dallo spread sono certamente causa di preoccupazione». E comunque, ha ribadito, Intesa Sanpaolo non modificherà la sua politica sui titoli di Stato: «Continueremo a investire larga parte della nostra liquidità». Inail a lutto per Sartori Le condoglianze di Napolitano ADDIO Il presidente dell'Inail, Marco Fabio Sartori, è deceduto nel corso della notte. Sartori era presidente dell'Inail dal 2008. Sartori, nato a Busto Arsizio il 31 maggio 1963, aveva 48 anni, era stato in precedenza parlamentare della Lega. Condoglianze sono giunte alla famiglia dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e da tutte le più alte cariche dello Stato. ::: NINO SUNSERI Non solo Montecitorio. I tradimenti per il Cavaliere arrivano anche dal mondo degli affari. Mediaset, ieri, ha presentato conti al 30 settembre non certo entusiasmanti. L'utile è calato del 13,4% a 166,6 milioni. Il fatturato è rimasto stabile (3.040 milioni). Peggiora la situazione finanziaria: i debiti salgono da 1,6 (31 dicembre 2010) a 1,8 miliardi mentre la generazione di cassa scende da 589,7 a 243,3 milioni. Le previsioni per l'ultimo scorcio dell'anno non sono confortanti per la società guidata da Fedele Confalonieri e da Piersilvio Berlusconi. L'utile sarà inferiore all'anno scorso e, a questo punto, la Borsa teme anche il taglio del dividendo. Tanto più che la raccolta pubblicitaria «continuerà a risentire negativamente del contesto congiunturale». Il momento non è brillante. Non a caso il titolo scende. Ieri, nonostante una Borsa non negativa, ha perso il 2,9% Un vero tradimento per il Cavaliere. Tanto più che due delle aree più colpite dalla crisi dell'eurodebi to sono Italia e Spagna: vale a dire i due Paesi dove la presenza del gruppo è più forte. Qualche broker, si legge sul quotidiano MF, sta anche valutando l'effetto sull'azienda delle dimissioni di Berlusconi e la sua uscita dalla politica. C'è chi lo calcola nel 15% del giro d'affari, quindi 420 milioni. Altri arrivano a mezzo miliardo. Difficile, però, quantificare una cifra verosimile. Non foss'altro perché Mediaset non ha mai risentito, per i diciotto anni della Seconda Repubblica, dei cambi di inquilino a Palazzo Chigi. Basterà ricordare che è stata quotata in Borsa a metà degli '90 quando governava Prodi. Nel 2007, ancora con il professore bolognese a Palazzo Chigi ha toccato il suo risultato migliore con un margine lordo di 1,15 miliardi e un utile di 506,8 milioni. L'altalena vissuta ieri dal titolo del Biscione ha anche un'altra spiegazione. Analizzando, come hanno fatto alcuni analisti, più in dettaglio l'andamento del terzo trimestre viene fuori che l'area di maggior sofferenza è concentrata sul business in Italia. Quindi le tv generaliste Canale5, Italia1 e Rete4 e l'offerta digitale a pagamento Premium. Perché a fronte di ricavi attesi per 575-580 milioni (fatturato di 607 milioni nel terzo trimestre 2010), il risultato operativo è di soli 3,2-4 milioni e si confronterebbe con un margine di 29 milioni del periodo luglio-settembre 2010. Tutti dati che si traducono in una decisa contrazione del dividendo: Mediaset è l'azienda del settore media con il più alto pay-out d'Europa, sempre superiore al 90%. Sul conto pesa anche il debito di Endemol (2,3 miliardi). Ora Confalonieri e Piersilvio devono decidere: cedere la quota del 33% a Time Warner oppure acquistare tutta l'azien da insieme al Fondo Clessidra che fa capo a Claudio Sposito, ex supermanager del gruppo Fininvest. Manca ancora una decisione. Dice Mario Giordano: «Questo è il momento peggiore per i creditori per vendere anche se è bene che ci sia eventualmente una soluzione valida per soddisfarli rapidamente, vedremo...». La Borsa, purtroppo, non sta ad aspettare. Equity research di Standard&Poor's dopo aver esaminato conti e prospettive di Mediaset ha declassato il titolo a strong sell (vendere, vendere, vendere). Multa da 150 mila euro per Jupiter, la società di recupero credito che fa capo alla Cir di Carlo De Benedetti. La sanzione è arrivata dalla Banca d'Italia e porta la firma del direttore generale Fabrizio Saccomanni. A pagare saranno i tre membri del consiglio d'ammi nistrazione (Giuliano Cecchini, Andrea Mignanelli e Michele Caviglioli) e i componenti del collegio sindacale: Andrea Di Cola, Francesco Mantegazza e Gianmarco Maffioli. Gli ispettori della Banca d'Italia hanno riscontrato irregolarità amministrative e inadeguatezza dei controlli. L'intervento degli sceriffi di via Nazionale risale ad un anno fa. Jupiter era in procinto di rilevare 350 milioni di crediti in sofferenza da Banca delle Marche. Un trasferimento del rischio che aveva fatto drizzare le orecchie agli uomini della vigilanza. Erano emerse irregolarità amministrative che avevano imposto il “cartellino giallo” La società non poteva più avviare nuove iniziative. Gli uomini di De Benedetti rispsero che avrebbero messo tutto a posto in breve. Evidentemente l'intervento non è stato sufficiente. Costituita nel 2005, la Jupiter Finance già nell'anno successivo aveva messo insieme una cinquantina di portafogli crediti, soprattutto bancari. Un business cresciuto negli anni successivi, a causa della crisi finanziaria ed economica: quando l'economia va male, le sofferenze bancarie aumentano. Nel 2007 la società aveva messo a segno un bel colpo: Iccrea(l'Istituto Centrale del Credito cooperativo italiano) coordinò la cessione in blocco a Jupiter Finance di crediti in sofferenza per conto di 21 Bcc. L'ammontare dei crediti ceduti era pari a oltre 80 milioni.
42 Mercoledì 9 novembre 2011 CRONACA @ commenta su www.libero-news.it Ciclista stritolato Allarme incidenti: nel centro di Milano altre via Solari Rota e il Codacons avvisano il Comune: in decine di strade parcheggi vicini ai binari del tram, rischi per le biciclette ::: CARLO SALA La tragedia di via Solari, dove un 12enne per scansare un auto è finito sotto un tram a causa dell'assenza di argini di delimitazione della tramvia, potrebbe ripetersi ovunque a Milano. Non è questione di cabala, è quanto certifica il presidente di Atm Bruno Rota. In via Solari i lavori per costruire gli argini e mettere in sicurezza la tramvia erano stati programmati dalla stessa Atm in 2 tranche. La prima tranche, da via Solari a via Cogni Zugna è stata avviata sotto la gestione Moratti e poi incappata nel problema di riallocare 2-300 posti auto (ma all'Atm non risultano interessamenti della giunta riguardo al problema delle zone di sosta) è stata ultimata qualche mese fa, come certificato dal nuovo assessore ai Trasporti Pierfrancesco Maran. Ma per la seconda, quella verso piazzale Napoli che comprende l'incrocio tra via Solari incrocia via Stendhal - dove sabato sera il giovane Giacomo Scalmani è finito schiacciato con la sua bici - a giugno si è previsto che i lavori di messa in sicurezza avessero luogo dopo l'autunno. Fatalità, alla fine, che la nera signora sia salita sul tram 14 sabato sera, prima di un intervento già programmato per quella linea, Rota non può però consegnare al fatalismo le numerose tramvie in condizioni e con tempistiche analoghe a quelle di via Solari. «Tragedia brutta, grave, sfortunata», secondo Rota, quella di Giacomo, in città, ha segnalato, ci sono «tanti punti delicati». «In via Correnti», solo per fare un esempio «poteva succedere la stessa cosa, perché c'è la stessa distanza tra parcheggi e binari». Che le strade milanesi non siano sicure, per l'incuria del Comune nell'implementare ciò che il codice della strada prevede anche in termini di segnaletica, strisce, poche ore prima l'ha detto anche il Codacons. «Il Comune di Milano non distanzia, come invece il codice della strada prevede, la fascia di sosta laterale dalla parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli, ossia dalla carreggiata - ha obiettato l'associazione dei consumatori - La mancata apposizione, accanto alla striscia blu o gialla che indica la parte della strada destinata al posteggio, della striscia bianca discontinua che serve a delimitare la fine della carreggiata, non consente di separare adeguatamente l'una dall'altra. I veicoli come le biciclette ed i motorini, quindi, viaggiano troppo rasenti alle auto e, in caso di apertura di una portiera, non hanno lo spazio per evitare l'ostacolo». Mentre Atm - che lunedì non è stata invitata alla discussione a Palazzo Marino sulla tragedia di via Solari - mette le mani avanti e l'associazione dei consumatori smaschera l'insicurezza in cui la giunta getta quei milanesi che accogliessero l'appello a rinunciare al veicolo privato, sul profilo facebook di Giacomo è stata lanciata una camminata in bici per commerorarlo, sabato, partendo da Palazzo Marino per arrivare al punto dell'inci dente fatale. «Non una biciclettata ma una manifestazione in bici» viene precisato dal promotore Gabo Vermeer su Facebook: «Cioè si cammina con le bici a fianco, oltre che meno caotico, questo permetterà anche a chi è a piedi di poter partecipare, credo sia giusto giusto oltre che importante. Perché ciò che è successo al piccolo Giacomo non è un incidente, ma una tragedia annunciata, dovuta alla cattiva educazione stradale e ad una politica troppo permissiva nei confronti delle auto (soste vietate, alta velocità, ecc...)». Nell'edizione on-line di ieri, peraltro, il Corriere della Sera segnalava, con Paola D'Amico, che le recenti pioggie hanno lasciato dissestate e piene di buche numerose strade della città: da via Rucellai a via Pitteri, da via Solone a via Cima. ::: PUNTI PERICOLOSI URBANISTICA Il Pdl diffida il Comune a varare il Pgt A 9 mesi dall'approvazione del Pgt non c'è atto del Consiglio comunale che giustifichi la non pubblicazione del Piano, ergo l'ex consigliere comunale pdl Michele Mardegan ha diffidato Palazzo Marino a pubblicare il Pgt entro 30 giorni sul Burl. La diffida è allo studio del sindaco Giuliano Pisapia, del presidente del Consiglio Basilio Rizzo, dell'assessore all'Ur banistica Lucia De Cesaris e del responsabile del settore Pianificazione urbanistica, Giovanni Oggioni. Approvato dal Consiglio, il Pgt può essere revocato solo da quest'ultimo e non dalla giunta, sostiene Mardegan, segnalando un'omissione di atti d'ufficio da parte dei funzionari preposti a pubblicarlo. Per la De Cesaris, invece, «il Pgt non è pubblicabile perché mancano ancora alcuni documenti fondamentali non avviati dalla precedente amministrazione e necessari per la pubblicazione» mentre «la delibera con cui la giunta ha proposto al Consiglio la revoca costituisce avvio del procedimento di autotutela che attualmente esclude la possibilità di pubblicazione». La pubblicazione del Pgt sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia comporta l'entrata in vigore del piano, che a quel punto potrebbe essere mutato solo con emendamenti votati dal Consiglio. INSICUREZZA Nonostante la virulenza con cui la giunta Pisapia cerca di debellare l'auto dalla vita dei milanesi, le alternative del Comune per consentire la circolazione non offrono garanzie. L'as senza di margini per delimitare le corsie riservate ai tram rischia di tramutare in tragedia lo sforzo di chi utilizza la bicicletta ed è costretto a destreggiarsi tra un persistente traffico di vetture private che nessuna offerta di trasporto pubblico riesce ad alleviare. Bruno Rota, presidente di Atm, ieri ha lanciato l'allarme: oltre a via Solari, ci sono altre strade di Milano dove i parcheggi sono vicinissimi ai binari del tram. [Fotogramma] VIA SOLARI La costruzione degli argini della seconda tratta della tramvia che passa lungo la strada - dove sabato scorso Giacomo Scalmani è finito sotto la linea 14 con la sua bici - è prevista subito dopo l'autunno. VIA CORRENTI Secondo il presidente di Atm Bruno Rota è uno dei numerosi casi di strade in condizioni analoghe a via Solari: la distanza tra le varie carreggiate non è a norma. VIA RUCELLAI E' una delle strade trasformate in un “groviera” zeppo di buche dalla recenti pioggie. Legge regionale Crocifisso in ogni ufficio della Regione Accusa di Fidanza e Osnato Pisapia non celebra la caduta del Muro In tutti gli edifici della Regione dovrà essere esposto un Crocifisso, a significare la storia, i valori e la tradizione della Lombardia e dell'Italia tutta. La legge presentata dal Carroccio è stata approvata ieri dal Consiglio regionale, con l'astensione di Pd, Sel e Idv - rimasti fuori dall'aula durante il voto - e il sì compatto della maggioranza nonché dell'Udc. Benché tecnicamente quello approvato ieri non sia un obbligo ma una disposizione - e infatti accanto allo stanziamento di 2500 euro per l'acquisto di crocefissi non è prevista alcuna sanzione in caso di mancata esposizione - esporlo, a detta del leghista Alessandro Marelli «è molto più che un mero adempimento amministrativo, ma la salvaguarda uno dei simboli della nostra storia e della nostra identità e la valorizzazione dei valori del cristianesimo, principi su cui poggiano la cultura europea e la stessa civiltà occidentale». «Noi non vogliamo imporre il cristianesimo, ma il crocefisso fa parte della nostra storia e della nostra civiltà» ha detto a sua volta il pdl Roberto Alboni, commentando il timore del Pd di tramutare il simbolo religioso in una miccia di scontro tra diverse fedi e culture. Mentre i dipietristi giudicano «curioso che a proporre l'esposizione del crocefisso sia una forza politica che, fino a ieri, si è distinta più per i bizzarri e furiosi riti celtici», ancora Marelli ha proposto che il crocifisso da esporre in Consiglio regionale sia la Croce del Campo (o Orifiamma). Costruita in legno argentato e gemme e oggi conservata nel Duomo Vecchio di Bresci, nel XI-XII secolo venne issata sul Carroccio bresciano durante le battaglie della Lega Lombarda. L'anniversario della caduta del Muro di Berlino non sarà celebrato dal centrosinistra di Giuliano Pisapia. Nell'agenda di oggi del sindaco di Milano, infatti, non c'è alcun appuntamento per ricordare l'evento accaduto 22 anni fa. che pure una legge nazionale invita le Istituzioni a non dimenticare (e le scuole ad approfondire). Una scelta, quella del sindaco, che Carlo Fidanza, vice-coordinatore regionale del Pdl e Marco Osnato, vice-coordinatore cittadino del Pdl, dipingono come «clamorosa dimenticanza, forse dovuta alla volontà di non innervosire la sinistra radicale di cui egli stesso è parte». A tenere desto il ricordo provvederanno così i ragazzi della Giovane Italia, la “primavera” del Pdl. Alla manifestazione ai giardini di viale Caldare alle 15, abbineranno la celebrazione del «giorno-simbolo della libertà della dittatura comunista» con la denuncia della “dimenticanza” di Pisapia e indosseranno costumi - verosimilmente arancioni - con le sembianze dello stesso primo cittadino. «Visto che il vento è cambiato», osserva Carlo Armeni, presidente dei giovani del Pdl, «ci apprestiamo a celebrare il 9 novembre con i nuovi canoni di Pisapia. Magari faremo anche ascoltare l'In ternazionale, tanto cara al nostro sindaco e un po' meno ai popoli dell'Est europeo che hanno subito decenni di dittatura comunista». Carlo Fidanza [Fotogramma]
Mercoledì 9 novembre 2011 OPINIONI NUOVE Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all'estero: CH Fr. 3.00 / MC & F 2.00 / SLO 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR ( FONDATORE VITTORIO FELTRI DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO * Con: ”Fresche bontà” 6,0 0; ”Delizie a fette” 6,0 0. ANNO XLVI NUMERO 270 EURO 1,20* LA MAGGIORANZA NON C'È PIÙ AL VOTO, AL VOTO Solo 308 sì alla Camera. Silvio sale al Colle e annuncia: «Approviamo le misure economiche e poi mi dimetto». Subito dopo, niente scherzi: ci sono solo le elezioni Sospetti e veleni Per il Pdl prova del fuoco di F. CARIOTI a pagina 7 La Ue insaziabile Ora ci chiede un'altra manovra di F. DE DOMINICIS a pagina 11 di MAURIZIO BELPIETRO Se ne va? Non se ne va? Cosa vuol dire che si dimette dopo la legge di stabilità? Erano passati solo pochi minuti dalla fine dell'incontro tra Berlusconi e Napolitano che già i dubbi sul destino di quello che è stato il capo del centrodestra per oltre quindici anni si infittivano. Debbo confessare che anche a me c'è voluto del tempo per raccapezzarmi. Alle domande dei colleghi che cercavano di capire quando si sarebbe dimesso e se questo significasse il via libera a un governo di larghe intese ho saputo rispondere solo dopo un certo numero di telefonate. Vediamo dunque di partire dal principio, ovvero da ciò che è accaduto ieri alla Camera. Il Cavaliere fino all'ultimo ha sperato che qualche transfuga ci ripensasse. Forse addirittura ha immaginato il miracolo di un soccorso rosso tirato fuori dal cappello di Verdini, il mago dei numeri. Alla fine però si è dovuto arrendere. La maggioranza non c'è e andare avanti con il governo non è più possibile. Dunque Berlusconi è salito al Quirinale, ma non per dimettersi come avrebbero voluto Bersani e i suoi compagni, ma per annunciare che avrebbe lasciato solo dopo l'ap provazione della legge di stabilità, ossia delle misure finanziarie richieste dall'Europa. Come aveva promesso, il presidente del Consiglio vuole che il suo ultimo atto riguardi i provvedimenti per mettere in sicurezza i conti pubblici. La scelta non è casuale: (...) F. BECHIS, B. BOLLOLI, C. BUONCRISTIANI, E. CALESSI, S. DAMA, D. GIACALONE, C. MANIACI, M. MION, T. MONTESANO, M. PANDINI, DON PEZZOLI e G. ZULIN da pagina 2 pagina 14 segue a pagina 3 di ALESSANDRA MENZANI Una manciata di foto ambigue, un concorrente che fa il macho, voci di omosessualità, e il clima del Grande Fratello di venta incandescente. Lunedì sera Alessia Marcuzzi, conduttrice del Gf, ha puntato l'attenzione su uno dei concorrenti, il 34enne biologo salernitano Luca Di Tolla di cui Chi, il settimanale diretto (...) Dopo la lite al Grande fratello La tv omosex di Signorini: «Renda normale essere gay» segue a pagina 35 Aumentati i prelievi sulle vincite Aiuto, non c'è più difesa: ci tassano anche la fortuna di CLAUDIO ANTONELLI Lavoro, guadagni, plusvalenze in Borsa e sogni sono finiti. Evidentemente sono rimaste soltanto le illusioni. Perchè adesso lo Stato si è ridotto a tassarcele. Del 6%. Già dai prossimi giorni, Superenalotto, lotterie, Win for Life e gli altri giochi (escluse le scommesse sportive) improvvisamente perderanno la magia (...) segue a pagina 24 CALCIOPOLI Stangato Moggi Colpevole a prescindere di FABRIZIO BIASIN a pagina 38 +=!#!#!z!;
31Mercoledì 9 novembre 2011 @ www.libero-news.it Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Tutte le e.mail inviate a «Libero» e non pubblicate in questa pagina per mancanza di spazio le trovate sul nostro sito all'indirizzo www.libero-news.it Numero verde 800 - 984824CERTIFICATO N. 6896 DEL 21/12/2010 ISSN 1591-0423 La tiratura di mercoledì 9 novembre 2011 è di 173.060 copie WebSystem - Gruppo24Ore Concessionaria esclusiva per la pubblicità Direzione Milano 20146, Via Winckelmann 1 Tel. 02.24424611 Fax 02.24424490 Filiale di Roma 00196, Via C. Beccaria 16 Tel. 06.69548111 Fax 06.69548125 Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Pisacane,1 - 20016 Pero (MI) Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 e-mail: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l'attivazione si prega di inviare i dati precisi dell'intestatario dell'abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 e-mail: abbonamenti@libero-news.eu Orario: 10.00-12.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell'ultimo anno. 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall'importo in valori bollati, indirizzata a Libero - Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano Abbonamenti nazionali 12 mesi: 6 giorni .................................. 290 6 mesi: 6 giorni .................................. 155 3 mesi: 6 giorni .................................. 85 12 mesi: 5 giorni .................................. 250 6 mesi: 5 giorni .................................. 130 3 mesi: 5 giorni .................................. 70 12 mesi: 4 giorni .................................. 205 6 mesi: 4 giorni .................................. 105 3 mesi: 4 giorni .................................. 60 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano Modalità di pagamento: versamento su C/C Postale n. 41953050 bonifico banc. Banco di Brescia Ag. 5, via V. 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QUOTE SUPERSTAR • Nessun “5 stella” • Ai 4 “4 stella” vanno 37.183,00 • Ai 225 “3 stella” vanno 1.962,00 • Ai 3.137 “2 stella” vanno 10 0,0 0 • Ai 20.266 “1 stella” vanno 10,00 • Ai 48.244 “0 stella” vanno 5,0 0. • Montepremi: 2.538.40 0,49 67 11 79 76 71 20 71 21 57 42 47 44 46 7 21 16 18 68 78 86 78 5 60 33 49 61 57 4 9 31 60 46 24 43 48 51 85 32 52 42 88 62 78 12 13 58 34 32 27 87 65 2 73 59 43 10 e LOTTO Numero jolly: 54 LA SFIDA DI SILVIO/13 Al comando arrivano gli incapaci Se consegnassi il mio portamonete ad un paio di rom perchè si prendano l'elemosina, mi troverei come un elettore che si affidasse ad un ex-Dc e a un ex-Pci: a secco. Spero che la nostra prossima navigazione non verrà affidata ad una pletora di timonieri che si contendono il comando senza averne le capacità. Sergio Burani e.mail LA SFIDA DI SILVIO/14 Adesso è l'ora degli sciacalli Gli sciacalli speculatori non vedono l'ora di mettere le grinfie sui beni, i risparmi e il benessere di chi ha lavorato duramente e con capacità per creare lavoro e ricchezza. Dopo la grande rapina di Amato ci sarà l'immensa razzia di chi ha creato l'enorme deficit che strangola l'Italia. Nessuno verrà più ad investire da noi e con l'energia un terzo più costosa dei diretti concorrenti europei, il nostro futuro e quello dei nostri figli è veramente nero. Mario Calcagni e.mail I MORSI DELLA CRISI Investo solo se si taglia la casta Si discute della proposta avanzata da Giorgia Meloni che suggerisce agli italiani di investire i risparmi in Btp. Proposta intelligente. Sarò io il primo a farlo quando si saranno dimezzati i parlamentari, si saranno ridotte del 30% le spese del Quirinale, si saranno bloccati per 10 anni (pluriennali) gli adeguamenti degli stipendi di tutti i politici, impedita per legge ogni nuova agevolazione per la Casta. Roberto Bellia Vermezzo (Mi) L'ALLUVIONE/1 L'orgoglio dei volontari Volontà dieci e lode. Scarpe di fango, pantaloni schizzati di melma e, pale in mano, li vedi negli angoli del mondo dove c'è anche bisogno di loro. È l'esercito che funziona. Ragazze e ragazzi, spesso senza lavoro, che aiutano la nostra Italia a respirare un futuro migliore. Si organizzano, danno una mano, rischiano, salvano vite. È la politica del volontariato. La nostra storia è ricca di fatti e individui per i quali essere orgogliosi. Fabio Sicari Bergamo L'ALLUVIONE/2 A Genova vince la solidarietà Sono stato molto colpito dall'encomiabile opera di volontariato svolta da professionisti, studenti e anche fanciulli scesi in strada, con pale e secchi, per aiutare la città di babilmente quei cittadini hanno il dono della preveggenza e stabiliscono che tra una settimana si sentiranno male, e prendono un appuntamento. Ma il vero malato che improvvisamente ha dei problemi che cosa fa? Si reca in ambulatorio e aspetta, anche ore, solo perché non ha previsto di aver bisogno di una visita, oppure va al pronto soccorso, e qui casca l'asino: paga il ticket perché quella visita la avrebbe potuta fare il medico di famiglia. Rolando Caldana e.mail SOCIETÀ La neolingua che va di moda Due sono le abitudini che urtano l'orecchio: la prima è il deprecabile uso di far seguire a qualsiasi affermazione l'americanizzante interiezione di approvazione "O.K.?", pronunciata con tono interrogativo, come a dire “sei d'accordo?”, senza beninteso aspettarsi che l'interlocutore risponda. La seconda è l'insopportabile, ricorrente uso dell'avverbio “assolutamente”, adoperato ormai indistintamente per dare perentorietà a una frase o impropriamente per esprimere una negazione. Antonio Benazzo Roma GRANDE FRATELLO Io difendo l'eterosessuale Luca Non comprendo l'atteggiamento di Signorini al «Grande Fratello»: si è scagliato contro Luca, un concorrente che ha posato per alcune foto osè. Luca posava con un certo Valerio in atteggiamenti affettuosi. Da una settimana tutti dicono: «Ma perchè non confessa di essere omosex?». Ma Luca ha affermato che quelle foto le ha fatte solo per soldi, e che lui è eterosessuale. Apriti cielo, Signorini ha perso la trebisonda: «Ma allora mercifichiamo tutto!». Vorrei dire a Signorini di non aggredire chi è ancora etero. Siamo rimasti in pochi... Daniela Portaluppi e.mail ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 11 6 12 10 12 7 9 14 4 9 14 16 8 7 9 10 8 6 12 9 17 16 17 16 18 16 18 17 16 17 22 19 15 14 18 18 15 15 17 17 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: residui fenomeni tra basso Piemonte e Ponente Ligure, nevosi su ovest Alpi dai 1700-1800m. Graduali schiarite altrove, nebbie o nubi basse entro la notte in Valpadana. Temperature in ascesa, massime tra 15 e 18. CENTRO: residui fenomeni su ovest Sardegna, Elba e Maremma; nubi altrove in diradamento. Temperature stabili, massime tra 16 e 20. SUD: instabile tra Sicilia ionica, Calabria, Cilento, Basilicata e Puglia, con fenomeni anche persistenti; schiarite altrove. Temperature in calo, massime tra 17 e 20. NORD: nebbie o nubi basse diffuse sulla Val Padana nelle ore più fredde, in diradamento durante il giorno. Sole prevalente sull'arco alpino. Temperature stabili, massime tra 15 e 18. CENTRO: variabilità sulle Adriatiche per nubi medio-basse, ben soleggiato sulle rimanenti regioni. Temperature stabili, massime tra 16 e 20. SUD: diffusa instabilità con piogge ed acquazzoni sparsi, meno probabili su medio-bassa Sicilia ed alta Campania, con ampie zone di sereno. Temperature senza variazioni, massime tra 16 e 21. NORD: nubi sparse su Val Padana, Romagna e zone pedemontane occidentali, in un contesto comunque asciutto. Sole prevalente sull'arco alpino. Temperature in lieve calo, massime tra 14 e 17. CENTRO: bel tempo prevalente salvo nubi sparse sulle Adriatiche, a tratti irregolari. Temperature stabili, massime tra 15 e 20. SUD: ancora instabile su medio-bassa Puglia, nord Sicilia e Calabria con acquazzoni e qualche temporale, in esaurimento ovunque entro sera. Più sole altrove. Temperature stabili, massime tra 16 e 20. Su www.libero-news.it Genova a risollevarsi dopo l'immane tragedia alluvionale. Sono angeli, col fango sulle magliette. Il volontariato di protezione civile nazionale ed internazionale è una vera risorsa da valorizzare. Esso è un modo attraverso il quale le persone di ogni nazionalità, religione, ambiente socio-economico ed età possono dare il loro contributo e solidarietà per un cambiamento positivo. Franco Petraglia Cervinara (Av) POVERA ITALIA/1 Questo progresso porta allo sfascio Dopo lo sciopero dei mezzi nella maggior parte dell'I t alia, è partito quello dei benzinai che impone file chilometriche alle pompe per rifornirsi dell'opportuna scorta. È l'immagine del nostro Paese, tra lo sguardo su un rom che scavava in un cassonetto e il traffico paralizzato per l'ingresso in tangenziale: è questo il progresso che ci aspettavamo? Per poi ritornare a desiderare le cartoline di 100 anni fa, tra il cinguettio degli uccellini e l'assenza del cemento? Bruno Russo Napoli POVERA ITALIA/2 I falsi invalidi anche al Nord Era stato dichiarato cieco totale e per questo da 16 anni percepiva la pensione di invalidità e l'indennità di accompagnamento. Ovviamente ci vedeva benissimo. Dove: a Napoli? No! A Bergamo. Ecco la notizia del giorno. Penso che cieco totale sia stato anche il medico che l'ha certificato, il quale dovrà essere accompagnato al più presto in Questura. Attilio Lucchini e.mail SANITÀ Medici di famiglia su prenotazione Molti medici di base attuano la loro assistenza con visite su prenotazione, cosa alquanto strana perché pro-
40 Mercoledì 9 novembre 2011 DIAMANTI • GIOIELLI • MONETE • OROLOGI • ARGENTO PER CONTANTI www.prontogold.com 02 49 526 556 prima di vendere verifi ca sul nostro sito o telefonaci • OPERATORE SPECIALIZZATO PER IL COMMERCIO DI METALLI PREZIOSI • IN SEDE PERITO IN PREZIOSI ISCRITTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO DI MILANO N° 2520 BANCO METALLI PREZIOSI onesti conviene ACQUISTIAMO ORO La nostra politica è offrire ai clienti le condizioni più convenienti, verifi cabili in tempo reale con le quotazioni di mercato uffi ciali, perché pagare i massimi, ci consente di acquisire maggiori quote di mercato. onesti conviene PRONTO GOLD Via San Gregorio ang. via Vittor Pisani • 20124 MILANO • info@prontogold.com • www.prontogold.com Tel: +39 02 49 526 556 • fax: +39 02 49 526 557 Raggiungibile con la MM2 o MM3, fermata Stazione Centrale e con passante ferroviario, fermata Repubblica. Aperti tutti i giorni dalle 9 alle 17,30 orario continuato Aperto Sabato dalle 9 alle 13 MASSIME QUOTAZIONI DI MERCATO ACQUISTIAMO A: ORO PURO 37,50 euro al grammo ORO USATO 25,60 euro al grammo
35Mercoledì 9 novembre 2011SPETTACOLI @ commenta su www.libero-news.it «Ale & Franz Show», non si vive di soli sketch... Complimenti per la trasmissione di FRANCESCO SPECCHIA Ale e Franz, al secolo Alessandro Besentini e Francesco Villa sono sempre stati i Bramieri e Chiari del terzo millennio, l'aerosol di una comicità televisiva già viziata da volgarità e idiozia. Sin da quando, dieci anni fa, esplosero nella straordinaria parodia gangsteristica di “Gin e Fizz” ( «È Larry?», «Larry è morto...»), han declinato il pragmatismo milanese in un umorismo surreale che ricorda certe pennellate degli Aspa ragi e l'immortalità dell'animadi Achille Campanile. Senza contare che sono persone perbene, Ale e Franz rimangono imbattibili sullo sketch breve e la battuta fulminante, tipo quella classica sulla panchina: «Sa che ieri sera sono andato al cinema?»; «Eh quello che dovevano fare i suoi genitori 37 anni fa!». Ora, essendo i due artisti dello sketch, ci si chiede se sia congruo costruire un'intera trasmissione (Ale & Franz Show, Italiauno domenica 21. 30) su quelle che Raimondo Vianello chiamava le “scenette”, roba inaugurata in Rai con A tutto gag o La sberlae finita con Max & Tux. O se, forse, sia il caso di provare il vecchio talento contro nuovi progetti, così giusto per vedere se taglia ancora. A guardare i risultati, Ale & Franz Show non va male: 2.7 milioni di spettatori, share 10.94%. Ma è la struttura del programma, una Paperissima per adulti, che non ci convince. Per dire. L'altra sera la puntata era sulla chirurgia plastica, ma poteva essere tranquillamente la sirena del Borneo, il Sumo, o il gatto certosino, e nessuno se ne sarebbe accorto. L'ospite Elena Santarelli è stata in grado, col marcato romanesco, di disinnescare i botta-e-risposta milanesissimi al leggio, uno dei punti di forza di Ale & Franz. «Il silicone non serve a migliorare l'intimità»; «dipende dalla forma...»: in bocca alla statuaria Santarelli hanno la vis comica d'una loffia in un ascensore. Idem dicasi per il finto talk con la parodia degli ospiti: lo scrittore markettaro, il prete, la sociologa. Certo, la co-conduttrice Miriam Leone è brava, ma ornamentale nel contesto. Che si basa, appunto su sketch: Artù con la “spada nella doccia” arrugginita, il progettista della Torre di Pisa gobbo, l'operaio morto sotto una pressa sottile come carta mutuato da Wile Coyote. In prima serata ti diverte. Per un quarto d'ora. Poi giri su Tutti pazzi per amore. Dopo la lite col presunto omo del Gf LA GAY TV DI SIGNORINI «La tivù ha il compito di rendere normale l'omosessualità» «Acqua di Natale», disco benefico Iacchetti: «Canto con Mina e Baglioni. E Maria legge...» ::: FABIO SANTINI Un'operazione a scopo benefico, una squadra di superstar della musica italiana a dare una mano. «È il mio nuovo disco», racconta a Libero Enzo Iacchetti, l'ir riverente co-conduttore di Stri scia. «Si intitola Acqua di Natale, 8 canzoni, l'incasso delle vendite devoluto all'AMREF per la realizzazione di una diga in Kenya che darà acqua a più di 2mila 500 persone. Mi sento sempre in debito con la solidarietà e ricco in eccesso… Buon Natale, il pezzo nelle radio da ieri, è una sorta di Jingle Bell di oggi», continua Iacchetti, «Mina mi ha detto subito di sì. Poi è arrivata l'adesione di Vecchioni, Dalla, Baglioni, Ruggeri. Speriamo di arrivare al punto di pareggio: 30mila copie per coprire il costo della diga e della produzione discografica». Una mano è arrivata anche da un'amica, Maria De Filippi. «Volevo far recitare l'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo a Marco Pannella. Non poteva, stava facendo lo sciopero della fame e poi voleva fare una cosa sua. Marco degli ultimi vent'anni Quando sarò capace di amare. L'ho eseguita con rispetto assoluto verso la versione del Signor G col quale canto alla fine del pezzo. Ho cercato di farla meglio possibile…». Chi sarà il prossimo politico cui indirizzare il suo vaffa via web, magari Renzi? «Mi sembra un paraculo, uno che voglia farsi pubblicità... La sera mi piace mettermi davanti alla webcam. Con gli “in viti”a La Russa e Brunetta il mio sito è passato da 8mila a 29mila fan. Ma non lo farò più. L'Unità mi ha attaccato: Iacchetti è stato messo lì dal padrone per dare discredito alle istituzioni. Lasciamo perdere… In tv guardo X Factor, mi piacciono i giurati. Odio il Grande Fratello. La tv non la condanno: il telecomando lo abbiamo in mano noi». Infine un pensiero per Stri scia, che tra l'altro ha ricevuto il Guinness dei Primati come “più longevo programma tv satirico di informazione per numero di puntate”. «L'anno prossimo sarà la 25esima edizione, non posso mancare. Andiamo bene, qualche annetto ancora. Poi chissà: meglio smettere quando si è in alto». (...) da Alfonso Signorini, ha pubblicato due foto in salsa gay in cui lui si avvinghia al ballerino Valerio Pino. I coinquilini già spettegolavano sulla presunta omosessualità di Luca, nonostante le sue ostentate arie da playboy, mentre fuori, Valerio, bisex dichiarato, faceva sapere attraverso Domenica Cinque che la storia tra i due andava al di là di quegli scatti. La Marcuzzi, ma soprattutto Signorini, arbitro supremo del Gf, hanno messo sotto torchio Luca che però si è detto «eterosessuale». Gli ascolti, non si sa se per questa lite, si sono alzati rispetto alla settimana scorsa: oltre la soglia del 19 per cento di share e dei quattro milioni di telespettatori. Il putiferio, però, si è scatenato in rete: in tanti hanno accusato Signorini di aver tentato di «costringere» il ragazzo a fare outing. In effetti è stato molto pressante durante la discussione. «Ho calcato la mano per una ragione precisa. Non volevo mettere alle strette una persona per farle fare coming out contro la sua volontà. Lo dice uno che ha fatto fatica a dire la verità su questo tema: mi sono dichiarato gay prima con i miei genitori, a tavola, e poi con i media. E mi è costato tantissimo. Ma il discorso è diverso». E qual è? «Io non ho mai fatto foto simili a quelle che ho pubblicato su Chidi Di Tolla. Lui poteva rispondere in tre modi. A) Parlare apertamente della sua sessualità. B) Dire “non sono gay ma quelle foto sono un messaggio: non c'è nulla di proibito nell'omosessualità”. C) Dire, come ha fatto, “ho posato solo per denaro”». E cosa c'è di male? Lui ha risposto: «Tanti attori interpretano i gay al cinema pur essendo eterosessuali». «Non penso che stiamo parlando di Gabriel Garko o Marlon Brando... Uno si può guadagnare da vivere come crede ma la cosa grave è un'altra». Quale? «Io sono intervenuto a gamba tesa quando lui ha detto che l'essere gay rappresenta un problema. Che i suoi genitori non hanno nulla da rimproverargli. Eh no! Davanti a milioni di persone questa cosa non si può dire. Io ho cercato di stopparla. E ne vado fiero. Questa è una mentalità diffusa che mi preoccupa. Questo ragazzo, pur essendo giovane, ha fatto capire di considerare l'omosessualità come qualcosa di mostruoso. D'accordo, lui non è Jean Paul Sartre, ma c'è un machismo imperante». Dica la verità: un outing in diretta sarebbe stato un colpaccio per il Gf... «Mah. Un'altra concorrente, Gaia, ha detto subito di essere lesbica e non è che si sia smosso il mondo. Non credo che Di Tolla cambi i destini del Gf». Ma perché ancora oggi si tratta questo tema con tanta morbosità? I concorrenti, i telespettatori, i giornali, la tv... Non è ormai un argomento digerito, nel 2011? «La pruderiec'è sempre e solo quando il tema viene nascosto. Gaia da subito si è dichiarata lesbica e nessuno ci fa più caso. Se invece un fatto viene adombrato scatta la curiosità. La tv ha il compito di normalizzare. O comunque di aprire discussioni. Se io a 15 anni avessi visto qualcuno che in tv diceva “l'omoses sualità è una cosa normale”una lampadina mi si sarebbe accesa, invece ci ho messo anni ad essere trasparente». Ma qualcuno l'ha mai spinta a fare outing? «No, sta a te. Quando l'ho detto ai miei genitori ho capito che il problema era mio, non loro». I personaggi famosi chiacchierati, ambigui (ce ne sono tanti) dovrebbero fare outing per il bene comune? «Ci sono due categorie. Quelli che ci giocano e quelli che non ci giocano. Questi ultimi darebbero un bel messaggio a dichiararsi perché appartengono a un mondo più aperto, quello dello spettacolo, rispetto a tante altre realtà. Chi ci gioca, invece, fa un'operazione sporca». Ultimo giallo. Lunedì a un certo punto ha detto: «Ignazio La Russa che ti assomiglia un po' è più simpatico di te». I blog hanno fatto battutine... «Sa come le chiamo: pippe. Se dovessi leggere tutto quello che scrivono su internet non vivrei più. Vado solo su Dagospia». Alfonso Signorini. Il direttore di «Chi» e «Tv Sorrisi e canzoni» nella puntata del Grande Fratello di lunedì ha messo sotto torchio il concorrente Luca Di Tolla. A destra, uno degli scatti che ritrae Di Tolla avvinghiato al ballerino Valerio Pino mostrati in trasmissione [Olycom] . LUI E LUI: LE FOTO PROIBITE Enzo Iacchetti non ha il dono della sintesi, parla sempre che a confronto Beppe Grillo sembra un chierichetto. Così ho chiamato Maria come un bambino che chiede a papà di portarlo a Disneyland. Lei l'ha letta 3 volte, una uguale all'altra. È stato facile scegliere la migliore…». E Gaber? «Non poteva mancare la più bella canzone d'amore “ . Se io avessi un problema, degli scheletri nell'armadio... io difendo la mia sessualità e non posso chiamarlo un problema? LUCA DI TOLLA Ma che problema è? Non è un problema e dobbiamo dirlo all'Italia ALFONSO SIGNORINI ::: segue dalla prima ALESSANDRA MENZANI .
Edizione: 09/11/2011 Libero LIB_mercoledi - pagina 25 - stampata da: callioni alle ore: 22.33.07 - colore 25Mercoledì 9 novembre 2011ATTUALITÀ @ commenta su www.libero-news.it Oggi con «Libero» il racconto del mondo della Guerra Fredda Gratis in edicola col giornale il secondo fascicolo della collana «I Nuovi Imperi»: i crimini del comunismo dalla tragedia delle foibe all'abbattimento del Muro di Berlino ::: GIORDANO TEDOLDI C'è ancora chi ne ha nostalgia, degli anni di Breznev, delle parate militari sulla Piazza Rossa, degli appartamenti pieni di cimici di Berlino Est. Era la Guerra Fredda, un inverno che dalla fine della II guerra mondiale serrò in una morsa il mondo, fino all'abbattimento (non al crollo, come si dice: non è stato un evento naturale) del Muro di Berlino, nel novembre 1989. Una lunga stagione di imminente catastrofe, che potremo riesaminare con splendide fotografie nel secondo fascicolo della collana di geopolitica “I Nuovi Imperi”. La Germania del dopoguerra è il cuore della storia contemporanea. In un bunker di Berlino, a sette metri di profondità, ebbe fine il Terzo Reich, che avrebbe voluto essere millenario, e ancora a Berlino trovò la sua smentita l'incubo partorito dal pensiero di un filosofo tedesco, Karl Marx, che avrebbe voluto abolire scientificamente l'individuo e sostituirlo con lo Stato organico, una specie di medusa che doveva allungare i suoi tentacoli sulle resistenze reazionarie e borghesi. Ma nonostante i risultati oggettivi del processo storico, c'è ancora chi rimpiange la temperie e le parole d'ordine false ma imperiose di quegli anni. Il passato, persino quando è stato segnato da regimi liberticidi e criminali ampiamente screditati, può rinascere nell'idealizzazione nostalgica. Per questo un ripasso degli anni della Guerra fredda è più che mai attuale. Perché tra le angosce del presente, e i tentativi di immaginare un futuro sempre più nebuloso, non dimentichiamo ciò che conosciamo meglio ovvero l'esperienza comune, la nostra storia europea, le utopie, i fanatismi di cui siamo gli eredi. Così si può dire che il compito principale di chi si avvicini al periodo storico che va dal marzo del '46, giorno in cui Winston Churchill, in un suo famoso discorso, annunciò che «una cortina di ferro è scesa dal Baltico ai Balcani», fino alla riunificazione tedesca del 3 ottobre 1990, è quello di non rimuovere, di recuperare intatti i fatti e i contesti di quegli anni. Il fascicolo è come un promemoria di ciò che dobbiamo tenere sotto gli occhi, quando ci volgiamo a riepilogare la storia del XX secolo. Le migliaia di morti delle foibe. La follia di tracciare un confine politico, due blocchi di tensioni opposte, nel cuore dell'Europa. Tensioni che potevano essere in equilibrio solo al prezzo di rinunciare alla libertà o alla vita. La surreale costruzione di un muro per creare artificialmente il nemico, anche se era la tua stessa gente. Alcune immagini tratte dal secondo fascicolo de “I nuovi imperi”. In alto, un giovane abbatte con il piccone il muro di Berlino. Era il 10 novembre 1989. Sopra, un manifestante sfida un carro armato sovietico a Praga nell'agosto del 1968: la “primavera” anticomunista, dopo meno di 8 mesi, è prossima alla fine. A destra, Lech Walesa nel 1980 acclamato leader di Solidarnosc a Danzica ::: LE USCITE SEDICI FASCICOLI I fascicoli sono in edicola tutti i giorni dal martedì al sabato, per tre settimane, fino al 29 novembre (giorno in cui sarà disponibile pure la copertina raccoglitrice a 4,80 euro). IL SOMMARIO 1) I Nuovi Imperi: il mondo dopo la Seconda guerra mondiale. 2) Europa: prima e dopo la cortina di ferro. 3) Jugoslavia e Albania: un mosaico etnico-religioso. 4) URSS (zona europea): le ceneri dell'im pero sovietico. 5) URSS (Caucaso e Asia centrale): le ceneri dell'impero sovietico. 6) Medio Oriente: la polveriera araboisraeliana. 7) Medio Oriente: guerre e santuari islamici. 8) Africa Settentrionale: una transizione difficile. 9) Africa Subsahariana: tra ideologie e conflitti etnici. 10) Asia meridionale: decolonizzazione e tensioni. 11) Asia centrale: la lunga marcia dell'impero cinese. 12) Sud-Est Asiatico ed Estremo oriente: l'eredità della guerra fredda. 13) Centroamerica: la periferia dell'impero americano. 14) Sudamerica: dittatori e rivoluzionari. 15) Le spinte secessioniste e il terrorismo internazionale. 16) Appendici. I NUOVI IMPERI . CROLLA IL MURO DELL'IDEOLOGIA Oggi esce in edicola, gratis insieme a Libero, il secondo fascicolo della collana “I Nuovi Imperi”. In questo numero il mondo uscito dalla Seconda guerra mondiali, con l'inizio della Guerra Fredda tra i due blocchi contrapposti e il trionfo finale del mondo libera e la frantumazione della Cortina di Ferro. Pubblichiamo la presentazione del fascicolo di Giordano Tedoldi.
47Mercoledì 9 novembre 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it Shopping di Natale Mercatini sfrattati, ricorso al Tar Gli ambulanti portano la giunta in tribunale: le bancarelle tornino in via Mercanti ::: DINO BONDAVALLI Altro che atmosfera natalizia. Sul tema dei mercatini dell'Avvento è ormai guerra aperta tra i commercianti e Palazzo Marino. La linea intransigente adottata dall'assessore al Commercio, Franco D'Alfonso, che anche ieri, nel corso della Commissione commercio produttive andata in scena in municipio, ha ribadito che le tradizionali bancarelle di Natale saranno bandite dalla Loggia dei Mercanti, ha infatti posto fine al tentativo di mediazione degli ambulanti milanesi. Di fronte alla cancellazione di un mercatino che era ormai entrato a far parte della tradizione cittadina, anche le ultime proposte del Comune, che ha previsto due mercatini piazza Beccaria e piazza Santo Stefano, sono state accolte con freddezza. Dopo la lettera dei commercianti del centro, che la scorsa settimana hanno scritto al sindaco Pisapia chiedendo di salvare le bancarelle della Loggia dei Mercanti, la parola passa adesso al Tar, al quale l'Apeca, la sigla dei commercianti ambulanti dell'Unione Confcommercio, ha nuovo regolamento per i mercatini di Natale, si basa sul fatto che «ci sono delle incongruenze legislative e disparità di trattamento tra le diverse zone della città - prosegue Errico Non si capisce quale metodo sia stato adottato e quali competenze siano state assegnate ai singoli Consigli di zona in centro e in periferia». In un quadro del genere, «c'è il rischio che alla fine i mercatini non si riescano nemmeno a organizzare. sottolinea Giulio Gallera, consigliere del Pdl -. Se il Tar, come è probabile, darà ragione ai commercianti, si finirà per dovere rifare tutto da capo senza però che ci sia il tempo necessario. Così la città pagherà le scelte di un'amministrazione incompetente e superficiale, che parla tanto di partecipazione politica, ma che non ascolta nemmeno i consiglieri del Pd». Indagine Sunia-Cgil Affitti troppo alti I giovani disposti a cambiare città ::: LIDIA BARATTA Milano non è un posto per giovani. Tanto che l'88% di loro sarebbe disposto a trasferirsi in un'altra città. A dirlo è un'indagine di Cgil e Sunia sul “problema abitativo”per i ragazzi nel capoluogo lombardo. Una situazione “dram matica”, quella della mancanza di un tetto autonomo, che costringe 30 mila ventenni e trentenni milanesi (anche con un lavoro) a vivere ancora con mamma e papà. Questo perché, spiega Giovanni Minali, segretario della Camera del lavoro, «i costi troppo alti delle abitazioni assorbono gran parte del reddito disponibile». E il sindaco, che nel programma elettorale aveva previsto uno sportello per l'affitto e un osservatorio sulla condizione abitativa, «non ha ancora rispettato le promesse fatte». Il primo ostacolo resta il prezzo per gli affitti, che dal 1999 a oggi è cresciuto del 165%. «Così in centro si arriva a chiedere 900 euro per un monolocale, 1750 per un bilocale e 2100 per un trilocale», spiega Stefano Chiappelli, segretario del Sunia di Milano. La situazione non migliora nella prima periferia. Nella zona 3, quella tra porta Venezia e Lambrate, per una casa con tre stanze il prezzo medio richiesto è di 1200 euro. È chiaro che con un reddito mensile che per il 60% degli under 35 non supera i mille euro e un tasso di disoccupazione giovanile che a Milano ha toccato quota 23%, il problema di un tetto autonomo diventa un vero e proprio «scoglio». Tanto che quasi il 90% dei giovani tra 18 e 34 anni vorrebbe traslocare in un'altra città. Di questi, il 52% vede come maggior ostacolo trovare una casa, mentre il 48% vorrebbe andar via da Milano per ragioni lavorative. «Serve un nuovo patto per l'abitare», spiega Giovanni Minali, «che faccia incontrare domanda e offerta in modo trasparente, e la costituzione di un osservatorio sulla casa». Perché, si legge nell'indagine, «l'abitazione è una condizione essenziale per l'ingresso nell'età adulta». presentato ricorso lunedì. «L'asses sore D'Alfonso non ha nemmeno voluto sentire le nostre ragioni spiega Giacomo Errico, presidente di Apeca - per cui l'unica strada rimasta è quella del Tribunale amministrativo». La richiesta di sospensiva del UNIONCAMERE Industrie e artigianato stanno bene La produzione cresce del 4 per cento (d. bon.) L'industria lombarda resiste. E, nonostante i nuovi venti di crisi, si prepara a chiudere il 2011 con incremento della produzione del 4% rispetto al 2010. Secondo l'indagine congiunturale sull'industria e l'artigianato presentata da Unioncamere Lombardia, nei primi nove mesi del 2011 a livello regionale c'è stata una crescita del 5,3% della produzione e dell'8 dei fatturati dell'indu stria. Dati che consentiranno al comparto di chiudere in crescita del 4% sul 2010 e alla disoccupazione di rimanere sotto la soglia del 6%. A RHO FINO AL 13 NOVEMBRE . Al via la fiera delle moto È stata inaugurata ieri alla Fieramilanocity di Rho la 69esima edizione del Salone internazionale del Motociclo, Eicma 2011. I 58.200 mq di esposizione in 7 padiglioni aperti al pubblico da domani al 13 novembre, ospitano 1.462 espositori provenienti da 43 Paesi, che mostreranno le novità della stagione. Uno spazio particolare è dedicato ai veicoli elettrici ibridi [Ansa]
14 Mercoledì 9 novembre 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it VUOTO DI POTERE Più dell'economia la crisi uccide la politica L'Fmi ha commissariato l'euro e i governi nazionali sono ormai irrilevanti. All'Ue serve un esecutivo comune scelto dai cittadini ::: DAVIDE GIACALONE I governi europei si stanno sbriciolando e ciò accade non (solo) per insipienza dei governanti, ma perché i cittadini d'Europa non ritengono accettabile l'Europa fin qui realizzata. Si lanciano allarmi continui, giustamente drammatici, circa gli aspetti economici della crisi, ma si tende a sottovalutare il suo effetto devastante sulla politica e sulla democrazia. Osservai che se si facessero referendum sull'Europa questa ne uscirebbe a pezzi. Ovunque. Ma c'è di più: qualsiasi governo si presenti a chiedere quale che sia cosa in nome dell'Europa rischia di veder premiate le opposizioni. Ciascuno regola i conti in casa, con giornali e politici che s'industriano a far credere (o a illudersi?) che le lotte di cortile siano rilevanti. In Italia ci siamo impantanati in un guazzabuglio privo di senso, mescolando forma costituzionale, sostanza economica e incoscienza complessiva. Ma il dato rilevante è che la politica paga la propria inutilità, a sua volta derivata dall'incapa cità di chiudere il processo federale europeo. CONDIZIONI FOLLI Fuori dal cortile il Fondo monetario internazionale ha assunto un ruolo nel tentativo di gestire la crisi dell'euro, mascherata da crisi dei debiti sovrani, e avuta notizia che monitorerà l'Italia la Banca centrale europea e la Commissione sono corse a dire che analogo lavoro sarà fatto anche da loro. Nello stesso istante in cui il Fmi assume quel ruolo, su sollecitazione statunitense, l'euro è commissariato, e con la moneta l'Unione. Governi nazionali che già sono impotenti rispetto alle condizioni (folli) poste dai patti europei, che già hanno ceduto sovranità a favore di una moneta senza guida e senza testa politica, che già si sono consegnati ad una banca centrale che non batte moneta, diventano irrilevanti innanzi al commissariato di tutto ciò. LA CHIMERA Taluni credono che il potere sia finito nelle mani delle banche e dei banchieri. In realtà le banche saltano e i banchieri si dimostrano incapaci, sebbene perfettamente in grado d'arricchirsi personalmente. Sono l'incarnazione di quel che una qualsiasi consultazione popolare spazzerebbe via in un amen. Eppure la Grecia prova a mettersi nelle mani di Papademos (professore ad Harvard e vice in Bce). Da noi si finge di credere che “i mercati” (che non esistono) reclamino una figura analoga. Accade perché la sconfitta della politica lascia supporre che ci sia un qualche tavolo tecnico sul quale cercare la soluzione. Perché viviamo in città ricche, con consumi elevati (metto nel conto gli insulti, rivolti dai pretesi morenti per fame, ma confermo) e non ci si capacita di quel che accade. Si prenda uno che ci capisce, allora, e se ne esca. Peccato che sia una chimera. Le vie d'uscita sono solo due, e vanno in direzione opposta: a. si cede più sovranità, creando un governo europeo e portando i popoli d'Eu ropa a votarlo direttamente; oppure b. ci si riprende la sovranità ceduta e si torna alle monete nazionali. Sono per la prima via, ma quel che è più importante è capire che non ne esistono d'intermedie. Il governo spagnolo si è suicidato. Quello greco ha passato la mano. Quello francese e quello tedesco non vincono più neanche le elezioni condominiali, in Francia è in vantaggio l'opposizione e in Germania la coalizione al potere si mantiene in piedi solo per non essere seppellita. In Italia lo sapete: i morti viventi fanno a gara con i morti morenti. Quest'epi demia continentale ha una causa europea, che non si affronta con ricette vernacolari. Né con pannicelli tecnici e meno ancora con alchimie economicistiche. Quello, poi, è un settore in cui tutti gridano, tutti sono pronti a dare la colpa ad altri, e quasi nessuno ha lo straccio di un'idea che sia in grado di misurarsi con la democrazia e lo stato di diritto. In queste condizioni il tentativo di qualche Paese di mettere la crisi sul conto di altri equivale a quel che un tempo erano le guerre. NUOVE GUERRE Ci siamo detti che l'Unione era il rimedio ai travagli di un continente che aveva fatto nascere due guerre mondiali. Ma le sue mancanze istituzionali rischiano di precipitarci in una guerra post-armata. I conflitti di un tempo, del resto, non nascevano forse dal desiderio di appropriarsi di ricchezze altrui e imporre modelli propri? La sconfitta della politica porta male, è pericolosa. S'imbocchi in fretta la via dell'integrazione, o si corra all'indietro. Ma togliamo l'Eu ropa da quest'inferno. www.davidegiacalone.it A PALAZZO CHIGI? Mario Monti è nato a Varese il 19 marzo 1943. Economista e accademico, è stimato da entrambi gli schieramenti. Nel 1994, l'allora premier Berlusconi lo propose come commissario europeo. Venne riconfermato nel 1999 da D'Alema LaPresse il graffio Renzi piace alla gente che non piace Chi apprezza Matteo Renzi mal gliene incolga. Anche ieri il Fatto Quotidiano ha dedicato un articolo al sindaco di Firenze che si è candidato alla leadership del Partito democratico. L'articolo riportava un elenco di giudizi positivi espressi sul giovane «rottamatore» da un elenco di commentatori capaci di atterrire anche il più scafato dei lettori del quotidiano di Travaglio: da Giuliano Ferrara ad Augusto Minzolini, da Giuseppe Cruciani a Bruno Vespa. Ciò dimostrerebbe, secondo quelli del Fatto, che Renzi è un criptoberlusconiano: piace alla gente sbagliata. Chissà. Forse, anche sparare ad alzo zero contro un possibile nuovo leader del Pd potrebbe essere definita una forma di criptoberlusconismo... Il ministro e le intromissioni estere Romano ci vede il complotto: «Gli speculatori vogliono l'Italia» ::: CHIARA BUONCRISTIANI ROMA «Condivido il senso di responsabilità che spinge Silvio Berlusconi ad approvare la legge di stabilità. Non condivido la scelta delle dimissioni». A parlare è il ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano, fra i più convinti oppositori dell'idea di un governo “tecni co”. Dopo il voto di ieri, lo spread tra il Btp e il Bund tedesco ha raggiunto il record storico di 497 punti. Che sia il mercato a chiedere le dimissioni e un nuovo esecutivo? «Questa è la causa del problema non la soluzione. Quando sento dire che il rendimento del Btp decennale al 6,77% è troppo alto, dunque serve subito un nuovo governo significa che stiamo sostituendo il principio di democrazia con il principio di plutocrazia globale». Non ci dirà che avevano ragione i “no global”? «Dico solo che siamo di fronte al tentativo, già riuscito, dei fondi speculativi internazionali di cambiare i governi nazionali europei. Lo hanno fatto in Spagna, dove hanno ottenuto le dimissioni di Zapatero, poi sono passati alla Grecia di Papandreou e adesso è toccato a noi». Ieri i siti dei principali media economici, dal New York Times, al Wall Street Journal pubblicavano commenti preoccupati sui titoli di Stato italiani... «Ho letto. Con titoli del tenore di “Nessuno crede più negli impegni di Silvio Berlusconi”». Sbagliavano analisi? «Dobbiamo chiederci da chi sono controllate queste testate giornalistiche». Chiediamocelo. «Dagli stessi fondi della finanza globale ai quali il boccone Italia fa molta gola. Questi poteri, che non hanno una faccia e sono tanti più pericolosi perché non identificabili, pensano solo a fare utili e per ottenere il risultato hanno un disegno ben preciso». Quale? «Vogliono un governo di tecnici, che non debba rispondere agli elettori, non abbia legami co la realtà sociale e dunque non abbia responsabilità e faciliti il loro shopping. Fanno calare i nostri Btp per poi ricomprarli a buon mercato quando l'Italia sarà sull'orlo della bancarotta». Dunque non vede bene l'ipotesi di un governo Monti o Amato? «Non discuto di nomi. Dico che un governo tecnico è per sua natura più disponibile a vendere i gioielli di famiglia». Quando parla di gioielli di famiglia in vendita a cosa si riferisce? «A tre società che sono il fiore all'occhiello di questo Paese: Eni, Enel e Finmeccanica». Dopo le dimissioni cosa succederà? «Mi auguri si rimetta la decisione agli elettori. Votare a gennaio è l'unica soluzione, perché al potere di governo deve corrispondere il controllo derivato dalla scelta dei cittadini. L'esperimento del ribaltone lo ha fatto in Sicilia Lombardo con conseguenze che si faranno sentire per decenni». Tuttavia nel Pdl, oltre che nella Lega di Bossi, alcuni pensano a un governo Alfano o Schifani. Come vede queste ipotesi? «Le escludo. Ma non mi interessa sapere chi ha “tradito” e chi no. Perché c'è chi aveva un mal di pancia nei confronti di Tremonti e l'ha indirizzato contro Berlusconi. E ha sbagliano. CON SILVIO Saverio Romano è diventato ministro delle Politiche Agricole dopo aver lasciato l'Udc di Casini Olycom CHI COMANDA? C'è chi crede che la leadership sia finita nelle mani delle banche. In realtà i banchieri si stanno dimostrando incapaci, sebbene in grado d'arricchirsi patatrac
Gli indici Borsa Milano-FTSE Mib Borsa Londra-FTSE 100 Borsa Parigi-CAC 40 Petrolio - al barile Euro/Dollaro 15.664,06 3.143,30 113,31 $ 1,37885.567,34 +1,03%+0,74% +1,28% +0,33%+0,70% Interventi non richiesti Il governo fa crescere solo le tariffe Nel maxi-emendamento un comma vuole imporre prezzi politici col rischio invece di imbrigliare l'Authority e bloccare tutti gli investimenti. Provocando alla fine un ricasco negativo sulle bollette ::: Analisi Con questa incertezza nessuno più investe ::: BRUNO VILLOIS La confusione è padrona del campo in politica, economia, finanza. Da luglio a oggi ogni accadimento della vita quotidiana si è intriso di un'incertezza che ha alimentato la sfiducia. In questo scenario il governo annaspa e Berlusconi da uomo del destino riconosciuto dalla maggioranza degli italiani per oltre tre lustri sta diventando il capro espiatorio per il declino economico del Paese. Le pressioni comunitarie e statunitensi assieme al monitoraggio dei conti imposto da Bce e Fondo monetario internazionale finiscono per accrescere il rischio-Paese. Questo mentre l'op posizione ha fatto ben poco oltre a chiedere insistentemente le dimissioni del premier. Ben poco oltre pochi slogan che nelle intenzioni dei leader che la compongono dovrebbero trasformarsi in un programma miracoloso, capace di farci uscire dalla crisi. Certo il governo sta girando a vuoto attorno ai problemi e quando riesce a decidere fa capire di avere idee non proprio chiare. Lo ha fatto per esempio con l'energia. In un Paese che paga una bolletta tra le più elevate al mondo, il provvedimento di revisione delle tariffe elettriche penalizza la modernizzazione della rete. Gli interventi annunciati, ritirati, modificati e poi ripresentati hanno tutti il difetto di non guardare ai problemi concreti che l'intero sistema economico italiano vive da anni. Manca una politica industriale capace di fare scelte e fissare indirizzi. Alle banche, sicuramente le meno malate d'Europa, viene addossata una responsabilità che non hanno, per le difficoltà nel concedere il credito e per i suoi costo. In realtà le varie edizioni degli accordi di Basilea hanno definito chiaramente i limiti per la concessione di prestiti, legandoli al patrimonio di chi chiede (le aziende) e di chi offre i soldi (le banche). Il costo poi è legato ai mercati: con un differenziale tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi a un soffio dai 500 punti base, non ci si può stupire se da noi il denaro costa il 2 o il 3 per cento in più. Le nostre imprese sonoper la stragrande maggioranza di dimensioni inadeguate per partecipare alle sfide dell'economia globale, hanno un patrimonio insufficiente e capitale di rischio basso o nullo. E spesso hanno a che fare con clienti che pagano con ritardi abissali. Così sono costrette ad approvvigionarsi di denaro a tassi insostenibili. Tutti problemi per i quali il governo non ha fatto nulla. Le imprese fino a 30 milioni di fatturato sono l'ossatura del Paese e rappresentano i maggiori portatori di consenso per il Pdl: possibile che non si sia capito che da lì inizia la caduta del partito del premier? Eppure entrambi i problemi potrebbero trovare soluzione se i soci delle imprese potessero dedurre dall'imponibile il denaro conferito per ricapitalizzarle. Con i pagamenti basta imporre per legge che entro 60-90 giorni dal ricevimento della fattura o la si respinge o la si accetta e in tal caso il debitore deve asseverarla per consentire al debitore di ricorrere al factoring, uno strumento bancario basato sulle garanzie patrimoniali del debitore che consente condizioni di credito agevolate. Se poi alla scadenza pattuita il debitore non paga si applicano gli stessi interessi che impone Equitalia ai ritardatari. ::: SANDRO IACOMETTI Per una volta sono tutti d'accor do: imprese, sindacati, consumatori ed esperti. La revisione delle tariffe elettriche ventilata nella bozza del maximendamento alla legge di stabilità non s'ha da fare. La proposta, in estrema sintesi, prevede che l'Autorità per l'energia verifichi periodicamente la corrispondenza dei nostri prezzi con quelli praticati in ambito europeo per analoghe attività e che gli stessi rispondano a criteri di efficacia ed efficienza rispetto a opere e infrastrutture di interesse strategico. Messa così, la norma non sembrerebbe particolarmente insidiosa. Il problema è che l'autorità guidata da Guido Bortoni, nel momento in cui procede alla definizione dei sistemi di remunerazione e incentivazione delle attività sulla rete elettrica già confronta le nostre tariffe con quelle del Vecchio continente e già verifica che siano improntate a criteri di efficienza. E se l'obiezione è che da noi l'elettricità si paga molto di più basta guardare le serie storiche, che dimostrano come, in termini reali, tra il 2004 e il 2010 le tariffe siano scese del 14%. A che serve, dunque, l'intervento legislativo? Nessuno lo sa con esattezza. Il dubbio sollevato dall'economista dell'Isti tuto Bruno Leoni, Carlo Stagnaro, è che sia un «un modo per mettere puntelli all'azione dell'Authority, cosa che la maggioranza ha tentato di fare più volte». Ma la tariffa di governo sarebbe, secondo Stagnaro, molto rischiosa: se fosse troppo alta potrebbe creare condizioni di rendita, se fosse troppo bassa condannerebbe il Paese al sottoinvestimento nelle infrastrutture energetiche. Non solo. «Nel caso qualcuno non se ne sia accorto», spiega Stagnaro, «l'Italia è un paese lungo, stretto e montuoso, con un forte squilibrio tra alcuni poli produttivi e i siti dove è maggiore la domanda. In un paese simile i costi saranno sempre e comunque maggiori, a parità di tecnologia e perfino a parità di costo del capitale, rispetto a nazioni larghe e piatte. Quindi, chiedere all'Aeeg di far convergere le tariffe italiane verso le medie europee è semplicemente privo di senso». Le tesi dell'economista sono condivise praticamente da tutti. Un simile provvedimento, sostengono in un comunicato congiunto le segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil, «pregiudicando la stabilità del quadro regolatorio, produrrà effetti devastanti sulla capacità di Terna di reperire sul mercato i capitali richiesti per effettuare gli interventi sulla rete, condizione indispensabile per il contenimento del prezzo dell'energia, oltre che per garantire sicurezza ed efficienza del servizio elettrico». Il rischio immediato sarebbe quello di determinare il blocco degli investimenti per 7,5 miliardi di euro, previsti dal Piano di Sviluppo 2011 - 2020 di Terna, che avrebbe portato risparmi per i consumatori pari a 1,6 miliardi di euro all'an no e lavoro per le imprese. Come spiega l'ad di Terna, Flavio Cattaneo, «cambiare le regole in corsa farà fuggire investitori internazionali anche dalle aziende che funzionano, investono miliardi di euro e non gravano sul bilancio pubblico». In allarme c'è tutta la filiera legata all'energia. «Dopo gli interventi che già hanno destabilizzato più volte mercati nuovi come quello delle rinnovabili», dice il presidente di Confindustria Anie, Claudio Andrea Gemme, «ora si annuncia un altro provvedimento su uno dei pochi settori che, disponendo di un quadro regolatorio certo, stava realizzando investimenti per la crescita e il recupero di competitività del nostro Paese». Preoccupazioni e timori, infine, serpeggiano anche tra i consumatori che denunciano anche il tentativo di imbrigliare il regolatore. «L'intervento del governo», sostengono Adiconsum, Codici, Federconsumatori, Unione Nazionale Consumatori e Lega Consumatori, «mina l'indipendenza dell'Au torità». Raggiunge quota 13% del fisso Vodafone punta sulla banda larga e vola: +19% Vodafone Italia chiude il semestre al 30 settembre 2011 con «una crescita significativa dei ricavi da banda larga mobile e servizi multimediali (+18,8%) a 524 milioni di euro grazie alla crescente diffusione degli smartphone su rete Vodafone, che hanno raggiunto i 6 milioni, e ai costanti investimenti sulla copertura e sulla qualità della rete, con offerte commerciali che permettono un utilizzo di Internet a prezzi sempre più convenienti». In contrazione nel periodo i ricavi da servizi che si sono attestati a 4.113 milioni di euro (-2,3%) influenzati «dalla fragilità del contesto macroeconomico, dall'acceso contesto competitivo, oltre che dall'impatto degli interventi regolatori per la forte riduzione delle tariffe di terminazione mobile». I ricavi da rete fissa raggiungono quota 468 milioni di euro (+12,2%), sostenuti dalla crescita dei ricavi Adsl (+23,7% rispetto a settembre 2010). Il numero totale dei clienti di rete fissa ha raggiunto quota 2.818.000, di cui 1.739.000 clienti Adsl (+19,4%). In sostanza il carrier telefonico in quattro anni è diventato la rete alternativa più estesa per numero di centrali integrate in unbundling portando a casa una quota del 13% del mercato complessivo. Ovviamente per l'Italia la questione calda per il 2012 in questo comparto e in quello della banda larga mobile resterà quella degli investimenti. Dal canto nostro «continua nel semestre la strategia di investimenti - ha affermato Paolo Bertoluzzo, amministratore delegato di Vodafone Italia - anche in un contesto macroeconomico critico e in un clima di forte competizione, con prezzi in continuo calo e ricavi complessivamente in contrazione». «Sul fronte della banda larga mobile - ricorda Bertoluzzo - abbiamo recentemente investito ulteriori 1,25 miliardi di euro per acquisire le frequenze per le reti mobili di quarta generazione, e molto di più investiremo per la loro realizzazione a partire dal 2012, mentre in un contesto di competizione ancora non pienamente realizzata, proseguono gli investimenti anche sulla banda larga fissa». «Confermiamo i nostri piani di investimento - ha aggiunto Bertoluzzo - fiduciosi che le istituzioni sapranno rendere possibile, come in passato, quello sviluppo competitivo e virtuoso che ha reso la telefonia mobile il settore più avanzato in Europa per convenienza e qualità per i clienti. In questo senso, confidiamo che le decisioni in tema di tariffe di terminazione mobile, che l'Agcom è in procinto di definire, saranno caratterizzate da equilibrio e gradualità». Paolo Bertoluzzo
8 Mercoledì 9 novembre 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it QUI BOSSI La Lega spinge Alfano ma ha un piano B Il Senatur vuole Maroni vice però dipende dai numeri. Il sogno: stare all'opposizione di un governissimo e prendere la Lombardia L'APPELLO Al mattino il leader padano aveva chiesto il «passo di lato» del Cavaliere. Poi il tracollo. Secondo i sondaggi il Carroccio è in calo. Gelo con Tremonti e Brunetta patatrac ::: MATTEO PANDINI Pochi minuti dopo lo sbriciolamento della maggioranza a Montecitorio, la Lega incontra Silvio Berlusconi e lancia la proposta per salvare la baracca: Angelino Alfano a Palazzo Chigi, Roberto Maroni vicepremier e ridimensionamento secco di Giulio Tremonti. È la carta della disperazione, perché nessuno è certo che il nome dell'ex Guardasigilli possa magicamente ricompattare un centrodestra logoro, nonostante le truppe di Gianfranco Fini potrebbero guardare con interesse all'operazione. Il dato oggettivo, dal punto di vista del Carroccio, è che Umberto Bossi non vuole la rottura col Cavaliere, mentre col titolare dell'Economia è sceso un gelo forse irreversibile, frutto dell'ultimo consiglio dei ministri che decise di non produrre un decreto sulla crisi ma soltanto un maxi-emendamento. Una soluzione gradita al capo dello Stato ma non alla Lega, che rimase spiazzata dal silenzio di Tremonti che non anticipò agli alleati il cambio di programma. Nelle ultime ore Umberto ci ha ragionato ancora su, lasciandosi scappare un «chissà che cazzo avrà detto Giulio al Quirinale». Se la Lega non adora più il professore di Sondrio, non ha cambiato l'opinione da sempre negativa - su Renato Brunetta. «Di lui non mi fido» ha ribadito Bossi, che accusa il responsabile della Funzione pubblica di voler mettere mano alle pensioni, così come desiderato pure dall'Udc. Che ieri il clima non fosse dei migliori, nonostante il cauto ottimismo espresso privatamente da Berlusconi, era stato ufficializzato nella tarda mattinata da Bossi, che chiedeva al Cavaliere di fare «un passo di lato» per fare spazio ad Alfano. Nel pomeriggio, il centrodestra rimedia la sberla a Montecitorio. In Aula Bossi, Maroni e Calderoli siedono vicini al premier. Dopo il risultato seguono contatti e vertici. È in queste ore che il Carroccio insiste per l'ex Guardasigilli, con toni più ultimativi di quelli sfoderati dal ministro della Semplificazione lunedì, ad Arcore, quando Umberto l'aveva spedito in Brianza per sondare gli umori del capo del governo. Senza numeri, la Lega insiste per le elezioni. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, dice quello che parecchi suoi colleghi, a Roma, pensano: «Berlusconi si deve dimettere, altrimenti rischiamo di perdere le elezioni». Il premier sale al Colle e annuncia: lascio dopo la legge di stabilità. Dietro le quinte, i maroniani hanno le idee chiare. Se fallisse l'operazione Alfano (che, realisticamente, rischia solo di far guadagnare qualche mese di tempo) prevedono un governo con Gianni Letta o una soluzione tecnica con Mario Monti. Ufficialmente, i peggiori scenari possibili per gli uomini di Bossi. Ufficialmente. Perché invece sarebbero le soluzioni ideali - giurano in via Bellerio - perché a quel punto i lumbard andrebbero all'opposizione e potrebbero sfogarsi dopo i rospi ingoiati negli ultimi anni. Pure gli amministratori locali, a partire dai sindaci fino ai governatori Roberto Cota e Luca Zaia, si toglierebbero il bavaglio per elencare le malefatte dell'esecutivo. In questo quadro, Maroni ha delineato la sua strategia. Una Lega all'op posizione «tornerebbe finalmente a fare la Lega» e potrebbe organizzare con calma i congressi per regolare i dissidi interni. Se i sondaggi non sono confortanti (c'è chi è convinto che il movimento valga molto meno dell'8% attribuito da alcuni istituti di ricerca), il Carroccio potrebbe sfruttare la situazione per realizzare un vecchio disegno di Maroni. Quello di creare un partito sul modello della Csu bavarese, arroccandolo nelle regioni del Nord. Piemonte e Veneto sono già in mano a esponenti padani. Manca la Lombardia, il sogno proibito di Bossi. Il terremoto che sta investendo il governo e il centrodestra in generale potrebbe favorire l'ascesa di Roberto Formigoni, da sempre desideroso di ritagliarsi un ruolo di primo piano nella Capitale. La Lega farebbe di tutto per favorirlo, così da mettere le mani sul Pirellone, dove le prossime elezioni sono programmate solo nel 2015. Se il governatore lasciasse prima, ci sarebbe il voto anticipato. Negli ultimi giorni, quando questo scenario è tornato a rimbalzare nei corridoi divia Bellerio,si diceche ilministro dell'Interno abbia sorriso. Visto che la Lega non è più convinta del governo centrale, sarebbe proprio Bobo il candidato numero uno per il dopoFormigoni. Ieri sera, i vertici del centrodestra si sono visti a Palazzo Grazioli. Sul tavolo spunta anche il voto anticipato. Addirittura a gennaio e nonostante i sondaggi. Come finirà? «Chiedete a Napolitano», taglia corto Bossi. Il momento difficile di Angelino Pure metà Pdl non crede al suo segretario premier L'analisi L'ultima scommessa per riunire il partito ::: GIULIANO ZULIN Se Berlusconi fa un passo a lato, Umberto Bossi fa un passo avanti. E con lui tutta la Lega, che torna unita come non mai. Ci volevano lo spread a 500 punti o le defezioni delle Giustina Destro di turno per rianimare un Carroccio in crisi di leadership. Ieri, comenon accadeva da mesi, i dirigenti padani hanno parlato un solo linguaggio: Silvio fatti più in là e largo ad Angelino Alfano. E la linea Maroni non solo ha convinto il Senatur, ma anche il Cavaliere. Le dimissioni a orologeria ne sono la prova. Il ragionamento di Bobo e del suo entourage è abbastanza semplice: «Se Berlusconi non passa il testimone rischiamo di perdere anche le prossime elezioni, come è successo a Milano», sintetizzava Flavio Tosi ai microfoni di Radio 2 prima della salita al Colle del premier. Il passo a lato c'è stato, ma nonostante i proclami di qualche ora fa («dopo questo governo ci sono solo le elezioni anticipate») i padani spingono per la continuità dell'esecutivo. Intanto perché il voto a gennaio, o a primavera, potrebbe far perdere parecchi parlamentari al Carroccio visti gli ultimi sondaggi. E poi perché la formazione delle liste, con questa legge elettorale, avrebbe scatenato una guerra intestina fra cerchio magico contro resto del mondo. Piuttosto, hanno ragionato alcuni maroniani, è meglio pensare a mettere ordine nel partito e vigilare su una riforma delle legge elettorale. Due operazioni che è meglio portare avanti stando al governo, piuttosto che in minoranza. C'èpoi unaspetto politiconon secondario:secondo alcuni leghisti la proposta Alfano dovrebbe durare fino al 2013, scadenza naturale della legislatura. In questi momenti, un progetto del genere, potrebbe essere scambiato per un'impresa impossibile. Eppure la tela di Maroni sembra quasi pronta per essere esposta: nel Fli, eccetto i falchi finiani, c'è chi sarebbe disposto a votare la fiducia a un governo Alfano. Se ciò accadesse il Terzo Polo perderebbe già una gamba, costringendo Casini a trattare con l'accoppiata Angelino-Bobo (che ovviamente sarebbe vicepremier e forse senza Tremonti a via XX settembre) in vista, appunto, del 2013. E Pier Luigi Bersani sarebbe spiazzato: all'opposizione, senza più Berlusconi da massacrare. Per non parlare di Cirino Pomicino: fine del mercato delle vacche. Sulla carta i numeri ci sarebbero: per dire, se solo i malpancisti del Pdl tornassero nei ranghi la quota 316 sarebbe solo il punto di partenza. Anche perché molti onorevoli della maggioranza voteranno di tutto pur di raggiungere i cinque anni di servizio alla Camera, ovvero la soglia minima per accedere al mitico vitalizio. E Bossi? Sapeva che prima o dopo si sarebbe arrivati all'implosione del Pdl e del berlusconismo: l'ideale per il capo della Lega, perché nessuno potrà addebitargli colpe per le dimissioni. Anzi, se passasse la proposta Alfano la Lega tornerebbe a essere azionista di riferimento della maggioranza: gli sponsor non sono mai gratis. Infine, sposando la linea Maroni, Umberto ha rimesso tutti i colonnelli sotto un unico elmetto, quello della Lega di lotta e di governo. Come ai bei tempi. Bossi ha scelto: tra Silvio e il Carroccio ha preferito spingere ancora la sua creatura, andare avanti. E salvare il futuro. Se poi andasse male ad Alfano (almeno due mesi li farà) ci sono sempre le elezioni anticipate. Ma a questo punto non si sarebbe più il vincolo di correre insieme al Cav. O al Pdl. Berlusconi tiene la mano a Bossi, durante il voto sul rendiconto LaPresse ::: ROMA Stavolta la proposta l'ha lanciata la Lega. A Silvio Berlusconi, rivela Umberto Bossi, «abbiamo chiesto di fare un passo di lato. Laterale». Ossia di lasciare la guida del governo ad Angelino Alfano, il segretario del Pdl. «E sennò chi mettiamo? Il segretario del Pd?», spiega il ministro delle Riforme prima del voto sul Rendiconto. L'obiettivo del premier, però, una volta terminato l'iter per l'appro vazione della legge di Stabilità, è il voto anticipato. Una prospettiva che spaventa una parte dei parlamentari del Pdl, pronti a sponsorizzare la candidatura di Alfano in vista delle consultazioni che inizieranno dopo le dimissioni di Berlusconi. «Immagino che il presidente della Repubblica darà l'incarico ad un diverso esponente politico», profetizza Ignazio La Russa, ministro della Difesa. A quel punto il nome di Alfano, che pure teme di bruciarsi sull'altare di quello che Sandro Bondi ha già ribattezzato un «governo pasticcio», è destinato a tornare sul tavolo. Al segretario, infatti, oltre alla Lega guarda anche quella parte del Pdl che non ha perso le speranze di proseguire la legislatura. Alfano, infatti, è visto come la soluzione in grado di ricompattare la maggioranza. Perché l'ex Guardasigilli, che ieri ha praticamente trascorso la giornata a Palazzo Grazioli, sarebbe in grado sia di riassorbire il dissenso dei “mal pancisti”, sia di provare a realizzare il proposito di allargare la maggioranza all'Udc in nome della “costi tuente popolare” lanciata dopo l'ele zione alla segreteria. A suo favore si sono espressi i deputati Osvaldo Napoli, Giancarlo Mazzuca e Alessandro Pagano. Ma il coordinatore Bondi dà voce ai seguaci delle elezioni: «Guai se bruciamo l'investi mento su Alfano sull'altare di un governo pasticcio nell'illusione di guadagnare tempo. La strada maestra è quella delle elezioni». T.M. Angelino Alfano Ansa
17Mercoledì 9 novembre 2011 KUADRA 999 MOBILE LIVING (cm 330) BIANCO LUCIDO ELISE 599 3 POSTI (cm 203) RIVESTITO IN PELLE NEL COLORE DELLA CAT. 1 COME FOTO. Vai su www.chateau-dax.it e guarda il filmato con tutte le offerte! 140 negozi di arredamento in Italia aperti anche domenica pomeriggio numero verde 800-132 132 Goditi la vita! Scegli Chateau d'Ax. PELLE 100% NATURALE Goditi la vita! e vai gratis in vacanza con Chateau d'Ax
16 Mercoledì 9 novembre 2011 ITALIA @ commenta su www.libero-news.it ::: MAZZETTE ROSSE «Libero» smaschera il sindaco di Napoli Oltre ad assumere gli amici suoi De Magistris gli dà pure l'aumento ::: PEPPE RINALDI NAPOLI C'è un luogo comune che vuole che a Napoli accadano cose fuori dalla logica. Un po' è vero e un po' no. Ma che venisse superato il confine dell'arit metica ancora non s'era sentito. Invece è successo. Cinquantamila euro sono meno di quarantamila, chi non ci crede non capisce certe finezze e come minimo è un «amico di Cosentino» se non una forza oscura della reazione: parola dell'amministrazione De Magistris. Succede che il sindaco di Napoli, in ossequio ad un rinomato costume della politica, abbia nominato alla presidenza del Caan (Centro agro-alimentare napoletano) l'ex senatore Idv Lorenzo Diana. Fin qui nulla di strano, De Magistris applica lo spoil system come farebbe qualunque sindaco appena arrivato nella stanza dei bottoni. Il nostro vicedirettore Franco Bechis glielo aveva pure fatto notare durante la prima puntata del nuovo programma di Michele Santoro, chiedendo a De Magistris: «Come mai al vertice di quell'azienda pubblica lei ha nominato un suo compagno di partito, tra l'altro rimasto senza poltrona perché trombato alle elezioni, che nel suo curriculum non vanta alcuna competenza specifica?». Il sindaco, visibilmente infastidito dalla domanda, rispose da par suo evocando le rivoluzioni appena concluse, quelle in atto e quelle del futuro. C'è però un ulteriore - e gustoso particolare in questa storia, tipica di quella stessa casta che Santoro voleva azzerare sullo schermo tv e che De Magistris dice di aver già spazzato via. Un particolare tirato fuori dal Corriere del Mezzogiorno: a Lorenzo Diana è stato riconosciuto uno stipendio annuo superiore a quello di chi l'ha preceduto, di diecimila euro. Cioè: il presidente del Caan dell'era Bassolino-Iervolino guadagnava 40mila euro, quello del pre-Termidoro napoletano 50mila. Il bello è che si sostiene con nonchalance che «è solo apparenza, quei diecimila euro in più rappresentano un risparmio per le casse pubbliche perché abbiamo messo il blocco ai gettoni di presenza delle sedute» come placidamente continua a sostenere “l'uomo dei soldi” di De Magistris, cioè l'assessore al Bilancio Riccardo Realfonzo, già in giunta con Rosetta Iervolino seppur per poco tempo. Bastano pochi calcoli per scoprire che non è così e che a Diana, di professione “professionista dell'Antima fia”, è stato dato quell'incarico a seguito di una disoccupazione democraticamente indotta dall'elettorato. Tra l'altro si tratta di emolumenti che si cumulano con il suo vitalizio da ex parlamentare anche se «io non cerco prebende», come ha di recente sostenuto dopo la diffusione della notizia. Tutto chiaro dunque? Lorenzo Diana è stato messo al Caan per risparmiare perché 50mila euro sono meno di 40mila, lui non è a caccia di incarichi perché «mi basta il vitalizio» e De Magistris sta scassando la casta. E l'aritmetica. ::: LAURA MARINARO ANDREA SCAGLIA Le luci mediatiche si sono momentaneamente affievolite, ma l'inchiesta prosegue. Quella della Procura di Monza, coordinata dai pm Walter Mapelli e Franca Macchia. E di fatto divisa in due tronconi, sia pur comunicanti: uno riguardante il cosiddetto “si stema Sesto” - tangenti in cambio di facilitazioni nella concessione di appalti e autorizzazioni immobiliari, due arresti e il municipio di Sesto San Giovanni tappezzato di avvisi di garanzia, dal sindaco in giù. E poi le vicende più direttamente collegate a Filippo Penati, che di Sesto è stato sindaco per due mandati - a cavallo dell'anno Duemila, per poi diventare presidente della Provincia di Milano e capo della segreteria politica del leader del Pd Bersani. Com'è noto, i due capitoli principali di quest'altra porzione d'indagine riguardano gli appalti relativi all'ex area Falck - con gli imprenditori Giuseppe Pasini e Piero Di Caterina a sostenere d'aver pagato mazzette che sapevano essere destinate a Penati - e la questione Serravalle - l'acquisto da parte della Provincia di Milano di azioni della società Milano Serravalle dal gruppo Gavio, operazione che secondo i pm avrebbe nascosto anche tangenti. Un'inchiesta che ha scosso profondamente il Pd, visto il coinvolgimento di un suo esponente di primissimo piano. E infatti, negli atti depositati nei giorni scorsi che riguardano soprattutto l'aspetto sestese - i magistrati hanno ribadito che quello su cui cercano di far luce è «un sistema tangentizio tuttora operante» che arriva fino alla «direzione centrale del Partito Democratico» in «un quadro impressionante, per continuità ultradecennale e rilevanza delle somme promesse, di accordi, progetti e pagamenti illeciti». Non risultano indagati altri dirigenti di peso del Pd nazionale, e dunque il riferimento è ancora a Penati. Ma il coinvolgimento della CCC, una delle più importanti cooperative di costruzione dell'Emilia, tira dentro nel quadro d'insieme anche quel sistema considerato da sempre vicinissimo al partito progressista. Peraltro il presidente della CCC, Omer Degli Esposti anch'egli indagato, sarà interrogato a breve. Così come Renato Sarno, architetto da sempre vicino a Penati, realizzatore di progetti pubblici alquanto rilevanti e titolare di svariate consulenze assegnategli proprio dalla Milano Serravalle - due milioni di euro complessivi, e comunque tutte le consulenze della Serravalle sono al vaglio degli inquirenti. In ogni caso, l'ambito sestese dell'inchiesta dovrebbe essere chiuso a giorni, quello su Penati e Falck e Serravalle entro Natale. Dopodiché saranno inoltrate le richieste di rinvio a giudizio. Altro capitolo che i magistrati stanno approfondendo è relativo a Sviluppo Italia, agenzia nata nel dicembre '98 per attrarre investimenti e favorire lo sviluppo d'im presa, soprattutto al Sud. Un'idea di Romano Prodi poi fortemente appoggiata da Massimo D'Alema, allora presidente del Consiglio (non che ciò sia penalmente rilevante, intendiamoci, ma tant'è). E insomma, Pasini l'impreditoreaccusatore sostiene d'aver pagato nel 2000-2001 - gli anni in cui speravadi potersfruttaredal puntodi vista immobiliare l'area Falck di cui era proprietario - d'aver pagato delle fatture proprio a Sviluppo Italia, a Roma, «fatture emesse in forza di un contratto per lo sviluppo delle aree». Ed è curioso il fatto che Francesco Agnello e Giampaolo Salami, i due professionisti vicini alle coop cui in quegli stessi anni lo stesso Pasini ha versato 2,4 milioni di euro in consulenze che i pm considerano tangenti mascherate - e perciò sono indagati - Agnello e Salami, dicevamo, sono anche soci, direttamente o per interposta società, di srl quali Sviluppo Messina, Sviluppo Trapani, Sviluppo Catania, Sviluppo Palermo. In forza delle quali lavorano in Sicilia nel ruolo di “sviluppatori” dell'Ipercoop: individuano le aree in cui sorgeranno i supermercati, sbrigano le faccende burocratiche e poi lasciano spazio ai colossi della cooperazione emiliana. Fra queste srl e Sviluppo Italia, comunque, non esiste collegamento societario, né le società in questione sono state toccate dall'indagine. Solo una coincidenza nominale, dunque. In una vicenda in cui tutto pare inestricabilmente aggrovigliato. L'inchiesta di Monza I magistrati inchiodano il Pd «Malaffare ai vertici nazionali» Sistema Penati, i pm: «Quadro impressionante di accordi e pagamenti illeciti» Luigi De Magistris INDAGATO Filippo Penati, 58 anni, è indagato per corruzione e finanziamento illecito dei partiti Fotogramma ::: LA SCHEDA L'INCHIESTA L'inchiesta della Procura di Monza sul cosiddetto “si stema Sesto” prende le mosse dalle accuse di due imprenditori - Giuseppe Pasini e Piero Di Caterina che rivelano d'aver versato per anni denaro sottobanco a Filippo Penati o a persone a lui legate, oltre che a componenti di giunta e funzionari del Comune di Sesto San Giovanni. LE MAZZETTE I principali ambiti d'indagi ne riguardano lo sfruttamento immobiliare dell'enorme area dismessa ex Falck e la cosiddetta “operazione Serravalle”, con la Provincia di Milano nel 2005 guidata da Penati che acquistò dal gruppo Gavio azioni della società Milano Serravalle. Secondo i pm in entrambe le situazioni circolarono tangenti.
Mercoledì 9 novembre 2011
7Mercoledì 9 novembre 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it TENTAZIONI Ai deputati e ai senatori alla prima esperienza conviene che la legislatura non finisca anticipatamente, per potersi garantire il vitalizio patatrac QUI PDL È il momento di resistere al mercato delle vacche Monti, per un governo tecnico, o Schifani, per un mandato esplorativo, in pole. Ma se i parlamentari respingono le lusinghe, sarà voto ::: FAUSTO CARIOTI C'è già la prima data. I rumors di Montecitorio di ieri sera, speculando a caldo sulle dimissioni annunciate da Silvio Berlusconi, indicavano l'11 marzo, o una delle domeniche adiacenti, come il giorno più plausibile per lo svolgimento delle elezioni anticipate. Sempre che l'aggressione dei mercati nei confronti dei titoli italiani non imponga date «emergenziali», a febbraio se non addirittura a gennaio, per dare quanto prima al Paese un nuovo Parlamento,una nuovamaggioranzae un nuovo governo. Non esistono precedenti di voto nei primi due mesi dell'anno, ma è vero anche che sino a un mese fa solo gli addetti ai lavori sapevano cosa fosse lo spread con i Bund tedeschi. Si tratta comunque di un appuntamento per un evento che al momento è probabile, ma non sicuro. Uscito dal Quirinale, ieri sera Berlusconi ha detto di non credere in nessun altro sbocco della crisi che non siano le urne: «Non spetta a me decidere, ma io vedo solo la possibilità di nuove elezioni. Il Parlamento è paralizzato». Tutto vero, ma in Parlamento le cose possono cambiare. Di sicuro, prima di sciogliere le Camere Giorgio Napolitano proverà a mettere in piedi un nuovo governo con quello che gli offrono le Camere attuali. Lavoro semplice a Montecitorio, ma che si annuncia molto più difficile a palazzo Madama. Con Berlusconi e Umberto Bossi il presidente della Repubblica ha preso un solo impegno: niente governicchi che si reggono in piedi per pochi voti, nessun ribaltone puntellato da un pugno di transfughi. Ma se il centrodestra nelle prossime settimane dovesse sfaldarsi sul serio, creando gruppi ampi smaniosi di appoggiare soluzioni diverse da quella auspicata dal premier, tutto cambierebbe. L'osservato speciale, manco a dirlo, è il Popolo della libertà. Il partito guidato da Angelino Alfano dovrà dimostrare di essere un partito vero, in grado di resistere al tramonto politico del proprio fondatore. E i parlamentari dei suoi gruppi dovranno provare di essere fatti di buona fibra. Molti di loro sono alla prima avventura da eletti, che rischia anche di essere l'ultima, e per avere diritto al vitalizio al compimento del sessantacinquesimo anno dovrebbero restare in carica cinque anni. In parole povere, costoro hanno tutto l'interesse economico ad avallare qualunque soluzione porti la legislatura alla sua fine naturale, nel 2013. Andando così contro le aspettative di Berlusconi. Il sospetto che molti di quelli che sinora sono rimasti leali al premier siano pronti a “tradire” è forte. Di sicuro, è in questo che sperano gli esponenti dell'oppo sizione intenzionati a dar vita a un esecutivo delle larghe intese, che pure ieri sera Berlusconi ha esplicitamente bocciato: «Non è assolutamente pensabile che in una democrazia possono assumere responsabilità di governo le forze che hanno perso le elezioni». Nelle prossime settimane sapremo se la pensano così anche i parlamentari che mise in lista e fece eleggere nel 2008. Un dirigente di Fli, ieri sera, scommetteva sul contrario: «La Camera si è già sganciata da Berlusconi. E credo proprio che il Senato, ora che ha annunciato le dimissioni, la seguirà. Sarebbero dei pazzi a rifiutare la nostra offerta di fare un governo Monti, nel quale siamo pronti a dare un ruolo importante anche a Gianni Letta». Ai senatori del Pdl, che sinora hanno dimostrato di sapere resistere alle pressioni, il compito di smentirlo. Quello di Monti, settantenne economista varesino ed ex commissario europeo per la Concorrenza, è uno dei nomi che Napolitano già si è sentito fare nelle consultazioni informali che ha tenuto nei giorni scorsi, e che gli sarà ripetuto nelle consultazioni ufficiali che inizieranno non appena Berlusconi si dimetterà, cioè tra una ventina di giorni. Su Monti puntano (almeno in apparenza) tutte le opposizioni, esclusa l'Idv di Antonio Di Pietro, che spera che il governo tecnico, quello della «macelleria sociale», si faccia, ma solo per poterne parlare male e consentirgli di rubare voti al Pd. La prima onda d'urto che il Pdl dovrà dimostrare di saper reggere compatto sarà probabilmente proprio Monti, candidato numero uno per ricevere da Napolitano l'incarico di formare il prossimo governo. Meno credibili altri nomi, pure graditi al Colle e tagliati per il “lavoro sporco”, come Giuliano Amato. Se i parlamentari del Cavaliere dimostreranno di resistere alle lusinghe di Monti, Napolitano e Terzo Polo, il Quirinale potrebbe virare su una scelta meno di rottura rispetto agli assetti attuali: conferire un mandato esplorativo a Renato Schifani, presidente del Senato e quindi seconda carica dello Stato. È un'ipotesi istituzionale, che allo stesso tempo consentirebbe a Berlusconi di giocare in casa e a Napolitano di garantire chi ha vinto le elezioni del 2008. La probabilità che si tratti di un incarico “pro forma” è alta: una scelta simile porterebbe probabilmente alla constatazione dell'impasse parlamentare e allo scioglimento delle Camere. Meno credibile appare oggi l'eventualità che si formi un governo politico guidato da un esponente del Pdl diverso da Berlusconi e appoggiato dall'Udc. Angelino Alfano o lo stesso Letta sono i nomi spendibili, invocati ad alta voce da esponenti della Lega e dello stesso Pdl. Ma Pier Ferdinando Casini e il terzo polo non sembrano disposti ad appoggiare simili soluzioni. E forse al Pdl va bene così: Alfano è l'uo mo sul quale si punta per costruire il futuro e farlo diventare premier così sarebbe il modo migliore per bruciarlo. Mini-scissione I malpancisti vedono quota 20: abbiamo i numeri per un gruppo ::: BRUNELLA BOLLOLI La fronda dell'Hassler ha colpito. Niente voto sul Rendiconto dello Stato, avevano anticipato, e tantomeno la fiducia, se fosse stata posta. «Lavoriamo a un nuovo gruppo sganciato dal Pdl». Detto fatto. Ieri in Aula Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava, Luciano Sardelli, Giancarlo Pittelli e Antonio Buonfiglio non hanno partecipato al voto, contribuendo così, con una strategia analoga a quella portata avanti dalle opposizioni, a far venire meno la maggioranzaassoluta asostegnodel governotargato Berlusconi. Idem Santo Versace, Calogero Mannino e Francesco Stagno D'Alcontres, già fuoriusciti dal Pdl e confluiti nel Gruppo Misto. L'ex azzurro Franco Stradella si è astenuto. Francesco Nucara, leader dei Repubblicani, confermando i rumors della vigilia non c'era. Alla fine solo 308 lucette verdi (309 con Gennaro Malgieri) contro 321 dell'altra parte. Insomma, una débacle per il Pdl. Ko tecnico per mancanza di truppe. Magra consolazione pensare che con Alfonso Papa, agli arresti domiciliari, si sarebbe raggiunta quota 310: comunque sempre sotto rispetto alla rosea previsione della vigilia che segnava l'asticella dei sì a 314. Appena Fini ha comunicato il risultato la faccia di Berlusconi è diventata livida, più amareggiata che incredula. Il premier si è subito fatto portare i tabulati con il resoconto ufficiale della votazione per controllare di persona i nomi dei «traditori». E ai fedelissimi ha domandato con stizza: «Ma questi dove vogliono andare? Mi sento tradito». Mezz'ora più tardi, su un divanetto del Transatlantico, l'ex Responsabile Sardelli, medico pugliese e scrittore di romanzi tra il noir e l'ironico un po' si pavoneggiava con i cronisti: «Visto? I numeri non ci sono più». Ex capogruppo di Popolo e Territorio, trascinatore dei delusi, Sardelli è stato il primo dei suoi a “strappare”. All'inizio sembrava solo una faida interna alla mini-corrente di Noi Sud, in realtà c'era dell'altro. Offerte allettanti dall'Udc, si diceva, e lui non ha mai davvero smentito. Perché la grande fuga dei “malpancisti” non è cominciata ieri e ha come approdo un nuovo gruppo parlamentare alla Camera. Si chiamerà “Costituente Popolare”, riunirà i sei ribelli del Pdl più quattro new entry. Capogruppo dovrebbe essere l'ex azzurro Antonione. Per definire il programma i “ribelli” si sono riuniti all'hotel Hassler, accanto a Trinità dei Monti, splendida cornice nel cuore di Roma. Anche ieri l'appuntamento era lì. Il pugliese Sardelli attovagliato con i nordici Destro, Gava e Antonione, più l'ex Fli Buonfiglio e il calabrese Pittelli. Sei che sarebbero stati otto con Isabella Bertolini e Giorgio Stracquadanio, firmatari della famosa lettera frondista, però loro al Rendiconto c'era no, convinti a restare dal premier in persona. Dunque, anche per i dissidenti dell'Has sler il problema è numerico: per formare un gruppo autonomo servono venti deputati e per ora i commensali ufficiali sono una decina, ma bastano per farsi sentire nel Misto. Ad esempio, il barone siculo Stagno D'Al contres in Aula ha fatto sentire il proprio malessere, ma non sembra in procinto di traslocare. Antonino Milo e Mannino invece sarebbero già della partita. L'alessandrino Stradella, in Parlamento dal '96, berlusconiano convinto, unico astenuto sul Rendiconto con effetto a “sorpre sa”, smentisce le ipotesi di corteggiamento e conferma l'intenzione di rimanere nel Pdl «se non mi cacciano». Anzi, Stradella avrebbe perfino votato la fiducia sulla lettera alla Bce, segno che il suo «atto coraggioso» di ieri, come l'hanno definito alcuni del Pd, è stato solo un modo per fare capire al premier il proprio disagio per una situazione politica incerta. «Da tempo sostengo la necessità di un allargamento della maggioranza, ma ho voluto distinguere il mio voto rispetto a quello dei frondisti e dell'opposizione». Al momento Stradella non dovrebbe quindi confluire nella nuova formazione. Uno dei “promoter” è, invece, l'ex sottosegretario agli Esteri, Enzo Scotti (ma non è deputato quindi non fa numero), più probabili Versace e altri due onorevoli in arrivo dal Pdl. A Montecitorio, ieri, giravano almeno tre nomi di pidiellini pronti a fare il salto della quaglia, magari verso l'Udc. Si vocifera anche di Gaetano Pecorella. Sorvegliati speciali gli ex finiani poi tornati nel Pdl. Anche Claudio Scajola ha riunito i fedelissimi: «Quel che è sicuro è che da domani comincerà il fuggi fuggi dal Pdl. Gli altri partiti si ingrosseranno per evitare le elezioni...». Soggetti politici che, assicurano, «dovranno essere consultati dal Quirinale» in caso di nuovi governi. Roberto Antonione Olycom
46 Mercoledì 9 novembre 2011 CRONACA @ commenta su www.libero-news.it Palazzo Marino In Comune fuori i precari, dentro gli amici In arrivo un'infornata di diciotto dirigenti, molti vicini alla giunta. Ci costeranno più di tre milioni Davide Rampello ha letto l'avviso di sfratto dalla presidenza della Triennale che Palazzo Marino gli ha recapito attraverso “La Repubblica” e non gli sfugge che è costume di quest'amministrazione mandare avanti la testata giornalistica, con anticipazioni, per saggiare il terreno prima di dar corso ufficiale ai propri intenti. Ma attende che Giuliano Pisapia e l'assessore alla cultura Stefano Boeri lo sfratto glielo notifichino di persona. «Ho incrociato il sindaco alcuni giorni fa e abbiamo concordato di vederci. Credo che lo faremo tra domani e dopo (oggi o domani, ndr)» afferma, senza commentare la voce - sempre su Repubblica - di una sua possibile nomina a commis sario del padiglione italiano di Expo. E senza nascondere che gli piacerebbe restare dove sta, anche se in tutti gli 8 anni che ha trascorso alla Triennale a Palazzo Marino c'era un sindaco di centrodestra: «Destra e sinistra sono punti di riferimento ideologici - spiega - rispetto ai quali io ho cercato di fare cultura in un senso più alto». ::: BRUNO BASO C'è chi entra e chi rientra dopo essere uscito. In arrivo una nuova infornata di diciotto manager chiamati a ricoprire gli altrettanti posti vacanti dopo l'arrivo della premiata ditta Pisapia-Corritore & co. Già giovedì scorso il comitato precari del Comune di Milano aveva incalzato Paolo Limonta sul perché di questa ennesima spesa extralarge ricevendo un «non so, ma chi lo ha detto?» tremolante e bugiardello. Ma i nomi ci sarebbero già, tutti pronti per il grande annuncio. Chi sono? Con quali criteri sono stati selezionati? Quanto costeranno ai milanesi? Procediamo con ordine: i nuovi dirigenti hanno superato la selezione predisposta da una società specializzata nella ricerca di management per la pubblica amministrazione e i privati. La Praxi spa, vincitrice di una regolare gara indetta dal Comune di Milano nel luglio scorso, è costata ai milanesi 190mila euro circa. L'opzione di rivolgersi all'esterno e di non avvalersi del settore risorse umano è stato spiegato da Davide Corritore, come garanzia di imparzialità. Il bando per reclutare i manager esterni ed interni al Comune di Milano non esplicitava né i ruoli né i profili ricercati. Una sorta di selezione per titoli e curricula. I migliori, in teoria, sarebbero stati scelti. Per diciotto dirigenti, da avviare al ruolo di direttore di settore o vicedirettore generale, si può prevedere una spesa di 100/130mila euro lordi cadauno. È una previsione perché per gli esterni gli stipendi sono di solito superiori a quelli degli interni. Possiamo solo immaginare che un vicedirettore generale non costi più del capogabinetto di Pisapia che viaggia da solo sui 160mila euro l'anno. Ora moltiplichiamo per diciotto e il lettore può fare un conto rapido di quanto ci costeranno queste nuove nomine. Se al conto complessivo aggiungiamo i quasi tre milioni di euro già spesi per addetti stampa, collaboratori, direttore generale e amici, possiamo raggiungere cifre da capogiro. I nomi? Quelli che circolano da qualche giorno non sono affatto sconosciuti a Palazzo Marino. Rimbalzati ieri grazie ad affaritaliani.it gli ex della Moratti come Andrea Vento, Massimo Cella, Antonio Calbi. Insieme a loro Marcello Correra e Claudio Minoia che dovrebbero arrivare dalla Provincia di Milano, nomi legati al centrosinistra milanese e in particolare a qualche assessore comunale con precedenti esperienze a Palazzo Isimbardi. Un'ultima soffiata riguarda Pier Donato Vercellone, uno degli «uomini d'oro» della Moratti, uno che grazie all'ex sindaco percepiva qualcosa come 217mila euro l'anno. Quindi per ricapitolare: quattro dei diciotto nuovi dirigenti dovrebbero essere delle rentrèe che, se confermate, genereranno polemiche e perplessità tra i supporter più intransigenti di Pisapia. Ma in fondo con la nomina di Montalbetti nel cda di Sacbo, società che gestisce l'aeroporto di Orio al Serio, non ci si stupisce più di nulla. Non si stupisce neppure il comitato precari che lunedì sera ha incontrato la Cgil. Nulla di fatto tanto per cambiare se non per la promessa di un concorso finalizzato a sanare il problema del precariato nel Comune di Milano. Non ci crede nessuno ovviamente perché il nodo su come reperire le risorse finanziarie necessarie alle assunzioni non è stato ancora sciolto dall'assessore Bisconti. Prima ci sono da sistemare gli «amici». Poco importa se a loro volta sono stati amici dell'ex sindaco di Milano. LA PROTESTA I precari a più riprese hanno protestato contro il Comune di Milano per chiedere stabilità. Fotogramma EPURAZIONI Davide Rampello cacciato dalla Triennale: «Aspetto che sia il sindaco a dirmi di lasciare» Naoni • Pellicce CUSTODIA | PULITURA | R IMESSA A MODELLO Vi aspettiamo nel nostro Atelier per la nuova Collezione 2011/2012 VIA BRESCIA, 61 TRAVAGLIATO (BS) TEL. 030.660502
22 Mercoledì 9 novembre 2011 ESTERI @ commenta su www.libero-news.it Lo scandalo nella Chiesa tedesca Il Papa ordina ai vescovi «Basta coi libri erotici» ::: ENZO PIERGIANNI BERLINO Non poteva essere più fulminea e inesorabile la condanna da parte di Benedetto XVI del coinvolgimento dell'episcopato tedesco nella vendita di libri pornografici, messo in piazza due settimane fa dal quotidiano Die Welt. Neanche due mesi dopo l'ul tima visita in Germania, papa Ratzinger avrebbe potuto comunicare la sua disapprovazione attraverso canali ecclesiastici riservati, ma evidentemente non ha voluto usare il silenziatore su un tema così sensibile, tanto più dopo la tempesta nella Chiesa tedesca per lo scandalo degli abusi sessuali su minorenni in istituti religiosi. Sicchè l'altro ieri ha alzato la voce ricevendo, per la presentazione delle credenziali, il nuovo ambasciatore tedesco presso la Santa Sede, il diplomatico protestante Reinhard Schweppe. Nella circostanza Benedetto ha avuto parole molto dure contro la pornografia e la prostituzione e le ha paragonate a «crimini contro l'uma nità» sottolineando di ritenere molto preoccupante «la discriminazione sessuale delle donne». Per inciso, la Germania è uno dei pochi Paesi occidentali in cui la prostituzione è stata pienamente legalizzata (nel 2002 dal governo rosso-verde del cancelliere Schröder) e ormai viene vista come un mestiere tra tanti, con partita Iva e ispezioni sanitarie. Fatto sta che il Pontefice tedesco ha parlato chiaro: caro ambasciatore riferisca ai suoi governanti di Berlino che è giunto il momento di «arginare energicamente la diffusione di materiale erotico e pornografico». La strigliata pontificia, poi ufficializzata in prima pagina sull'Osservatore Romano, è stata a tutto campo e ha preso di mira anche lo spericolato sodalizio tra i vescovi tedeschi e l'editoria per adulti. Appartiene infatti alle diocesi cattoliche tedesche il colosso editoriale Weltbild (1,7 miliardi di fatturato) che, tra le sue svariate attività, ha lanciato su internet un catalogo con 2.500 libri a luci rosse. Tipo “Sesso per intenditori” o “Il conte Porno”. I responsabili di Weltbild non sembrano troppo imbarazzati e ribattono che si tratta di uno spicchio minimo del bilancio aziendale. Molti fedeli però non ci stanno e chiedono di tagliare il ramo proibito. Particolarmen te attivo è il Forum Deutscher Katholiken che minaccia di boicottare l'in tero assortimento di Weltbild. Alla base, nelle parrocchie, non ci si accontenta della promessa della conferenza episcopale, annunciata dal segretario Hans Langendoerfer, di potenziare il sistema di filtraggio elettronico che dovrebbe separare e rendere inaccessibile sul sito di Weltbild il catalogo della trasgressione. Si vuole fare tabula rasa. E si protesta perché lo sfruttamento commerciale del sesso non deve esistere nell'editoria cattolica. L'arcidiocesi di Colonia, roccaforte dei tradizionalisti, appoggia le critiche e confida sul sostegno del Vaticano. «La Santa Sede», ha assicurato Benedetto XVI, «vedrà che l'impegno contro questi mali da parte della Chiesa cattolica in Germania si porti avanti in modo più deciso e chiaro». Benedetto XVI Ansa Nel West per addestrarsi Per Harry rubacuori l'Arizona è pericolosa più dell'Afghanistan Il principe negli Usa riceve l'avvertimento di un sindaco: «La smetta di fornicare in giro o qualcuno gli infila una pallottola in testa» ::: ALESSANDRO CARLINI LONDRA Sembrava a molti che avesse messo la testa a posto, dopo anni di sbronze, risse e comportamenti non certo regali. E invece il principino Harry torna a far preoccupare i Windsor. Mentre si trova negli Stati Uniti per addestrarsi come pilota di elicotteri Apache si sta distinguendo soprattutto per le ragazze che è riuscito a portare a letto. La sua fama di “playboy” si è diffusa nell'Ovest e c'è qualcuno che proprio non la gradisce. Il sindaco di una cittadina di 1700 anime, che ospita la base dell'aviazione Usa dove il principe deve soggiornare per qualche tempo, ha messo in guardia il reale rubacuori: eventuali suoi gesti romantici con le giovani del luogo non verrebbero accolti bene nella comunità fortemente cristiana e conservatrice. Anzi, verrebbero molto probabilmente contraccambiati con qualche fucilata, anche se il principe indossa la divisa di Sua Maestà. CITTÀ DI COWBOY Ron Henry, primo cittadino di Gila Bend, nel deserto dell'Arizona, è stato molto chiaro in proposito: «Ci sono alcuni padri qui a Gila Bend che ricorrerebbero a misure estreme per proteggere le loro figlie. Ci sono ragazze molto carine qui e alcuni padri non prenderebbero in simpatia un principe che fornica e beve fino alle ore piccole». Il sindaco 64enne ha poi aggiunto: «Questa è una città tranquilla con tanti bravi cristiani, non una città del divertimento. La vita notturna è piuttosto calma qui a Gila Bend. Consiglio al principe di apprezzare la bellezza del deserto. È stato visto in città ed è tra di noi». Le parole del sindaco sembrano quelle di uno sceriffo del selvaggio West e destano non poche preoccupazioni a Londra. I superiori di Harry hanno più volte ricordato al giovane pilota, prima della sua partenza per gli States, di mantenere un certo decoro e di rispettare chi lo avrebbe ospitato. E lui invece, forse tentando di emulare qualche scena del film “Top Gun”, si è lanciato in una serie di conquiste nei bar dell'Ovest. I tabloid e i siti di gossip hanno parlato a lungo di una nuova fiamma dell'erede al trono, una cameriera californiana sexy e tatuata, che assomiglia tremendamente alla moglie di suo fratello William. La giovane si chiama Jessica Donaldson, per gli amici Jes, ha un anno in meno rispetto al nipote della regina Elisabetta, 26, è bruna, e avrebbe trascorso notti di fuoco con Harry. Le foto della bella cameriera, che hanno fatto il giro del mondo, mostrano una sorridente Jessica in reggiseno del bikini, pantalone a vita bassa, corpo tatuato e statuario. I lunghi capelli castani, pettinati con una riga di lato, le incorniciano il volto e rendono ancora più marcata la somiglianza con la moglie del fratello William. A SAN DIEGO Ma Harry, durante la permanenza in California, si è anche lanciato in una serie di bravate notturne nella città di San Diego, fra discoteche e altri locali. A Gila Bend gli manca tutto questo, c'è solo una pizzeria, gestita da un italo-americano, Antonino Buccellato, e un bar chiamato Netos. Il reale però avrebbe già messo gli occhi su qualcuna delle cameriere. «È stato un gentiluomo», ha però detto la 37enne Michelle Green, che ha parlato col principe, «la nostra è una città piccola e carina. Non abbiamo un cinema dove portare una ragazza in un appuntamento». Harry è tornato single dopo la rottura con la 26enne Chelsy Davy. Dopo il matrimonio tra William e Kate, gli è stata attribuita una «simpatia», non confermata, con Pippa Middleton. Fino a ora il corso di pilotaggio del nipote della Regina è andato bene, così tanto che i comandanti americani lo hanno pubblicamente elogiato. Ma prima di affrontare i lanciarazzi dei talebani è meglio che si difenda dai fucili a pallettoni dei padri dell'Arizona. ::: PRINCIPE AZZURRO LE CONQUISTE L'ultima fiamma attribuita al principe Harry è la cameriera californiana e tatuata Jessica Donaldson. La fidanzata storica è stata invece Chelsy Davy, la biondina dello Zimbabwe che ha fatto coppia fissa con Harry (si fa per dire, date le abitudini del giovane Windsor) dal 2004 al maggio 2010. Relazione turbolenta, secondo il racconto dei tabloid: i due si sono presi e lasciati almeno quattro volte. LA COGNATA Dopo la Davy si è parlato di una breve relazione del figlio minore di Carlo e Diana con la modella Florence Brundell-Bruce e poi della mai confermata «simpatia» con la cognata Pippa Middleton. INCORREGGIBILE Il principe Harry ride e gioca con una trombetta che gli è stata data durante la marcia per un ente militare che si occupa di beneficenza. Henry Charles Albert David, 27 anni, è il secondogenito del principe del Galles Carlo e di Diana Spencer. Harry è attualmente capitano dei “Blues and Royals” e distaccato all'aviazione dell'eserci to; si trova negli Stati Uniti per perfezionarsi come pilota degli elicotteri d'assalto Apache. Ha anche servito per 77 giorni in Afghanistan come carrista LaPresse DA 50 A 150 DOLLARI . Ecco le bambole di Kate e Pippa Le sorelle Middleton sono diventate anche delle bambole. A realizzarle è stata l'america na Herobuilders, specializzata nelle riproduzioni in scala di personaggi famosi. Per poco meno di 50 dollari è possibile acquistare la riproduzione di Pippa damigella. Per la riproduzione a mano dell'abi to di nozze di Kate il prezzo sale invece a 150 dollari. REGIONE CALABRIA Dipartimento 2 della Presidenza - Settore Protezione Civile Estratto di gara CIG 3249165FC3 La Regione Calabria indice gara a procedura aperta per l'appalto della fornitura, in 2 lotti, ciascuno dei quali unici ed indivisibili, relativi alla fornitura di automezzi ed attrezzature da destinare alla colonna mobile regionale per interventi antincendio e di protezione civile, il tutto come meglio specificato nel disciplinare di gara. Valore stimato, euro 5.844.400,00 iva inclusa del 20% e oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso, di cui lotto 1 - euro 2.016.000,00 lotto 2 - euro 3.804.000,00. Criterio di aggiudicazione offerta economicamente più vantaggiosa. Termine ricezione offerte 06.12.2011 h 13,00; Apertura il 13.12.2011 h 11,00. Il capitolato speciale d'appalto contenente le norme integrative del presente bando è disponibile sul sito: www.protezionecivilecalabria. it, sez. bandi di gara. Il resp.le del proc.to geom. Nicola Giancotti tel 0961.858270/72 fax .858266 - n.giancotti@protezionecivilecalabria.it
49Mercoledì 9 novembre 2011 SEGUE A PAGINA 50 Europav di Ivan Vulcano vanta un'esperienza quarantennale nella levigatura e arrotatura di pavimenti, tramandata da padre in fi glio, conquistando l'apprezzamento di molti clienti amanti della pavimentazione di marmo, cotto e granito. Grazie ad attrezzature all'avanguardia a nostra disposizione possiamo adempiere ad ogni Vostra richiesta in ambienti di qualunque metratura: le nostre competenze vanno dal trattamento dei pavimenti di cotto alla lucidatura del marmo, del granito e del cemento. La nostra azienda si propone sia per abitazioni private sia per negozi e locali in genere nei quali si hanno zone di grande calpestio e quindi con un veloce degrado del pavimento possiamo proporvi un programma di manutenzione che vi darà l'opportunità di avere un pavimento sempre lucido, riducendo al minimo i costi d'intervento. Il nostro obiettivo è quello di fare in modo che i pavimenti da noi lavorati diano il massimo della resa con i metodi di lavorazione migliori e più adatti a seconda del materiale in vostro possesso che solo la nostra competenza ed esperienza nel campo può dare! Operiamo al meglio per la nostra e la Vostra soddisfazione con la massima precisione e serietà. Contattaci per un sopralluogo e preventivo gratuito scrivendo a info@europav.it oppure telefona al 340.3442548 Levigatura e Lucidatura Pavimenti
53Mercoledì 9 novembre 2011LOMBARDIA @ commenta su www.libero-news.it BERGAMO Finto cieco incassa 150mila euro BERGAMO Leggeva il giornale in vacanza in spiaggia, tagliava l'erba in giardino e curava l'orto della propria casa, aiutava gli amici a parcheggiare, eppure era cieco. Un uomo dotato di poteri come Daredevil, il supereroe Marvel non vedente, ma con un radar interno che gli permette di vedere meglio di un «normale» essere umano? No, più semplicemente un uomo dedito a truffare lo Stato. Già, perché M.M., 68 anni, di Dalmine in provincia di Bergamo, secondo l'Inps risultava da quindici anni completamente cieco. Risultava, perché i carabinieri di Bergamo, coadiuvati dalle soffiate di cittadini della zona, lo hanno smascherato. Vicini di casa che sapevano della sua pensione d'invalidità e che, contemporaneamente, lo osservavano muoversi agile quando usciva di casa e indossare occhiali da vista, non quelli da sole tipici dei non vedenti. È scattato così l'arresto con l'aggravante della continuazione, considerato che il giochetto durava dal 1995; un bel colpo visto che dal 1998 al 2011 il bergamasco doc ha percepito, illegalmente, assegni di 2500 euro mensili, per un totale di circa 150mila. Un giochetto che ha le sue basi nel 1981 quando gli era già stata concessa una minima pensione per lo stesso motivo. Giochetto che è finito definitivamente. M. MAG. Darfo Boario Terme (Bs) Cade muro allo stadio, grave bambino Dopo l'allenamento il 12enne è rimasto schiacciato dalla lastra di cemento sotto gli occhi dei compagni ::: PAOLA GREGORIO DARFO BOARIO TERME (BS) L'allenamento sul rettangolo verde si era appena concluso. Una serata come tante altre trascorse con gli scarpini ai piedi, con i compagni di squadra degli esordienti con cui condivide la passione per il calcio, ha assunto i contorni del dramma per un ragazzino bresciano di dodici anni, originario di Ceto, in Valcamonica. Il giovane calciatore è stato travolto lunedì sera, dal crollo di un muro di recinzione che divide l'antistadio in erba sintetica e il campo principale all'interno dello stadio di Darfo Boario Terme. Il dodicenne è ricoverato ora in gravi condizioni all'Ospedale Civile di Brescia dove è stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico. L'incidente, secondo le prime ricostruzioni del Nucleo operativo radiomobile di Breno e dei colleghi della stazione di Darfo, intervenuti sul posto, si è verificato attorno alle venti dell'altra sera, quando l'allenamento degli esordienti dell'Us Darfo Boario, sul campo di erba sintetica, era da poco terminato. Pare che il dodicenne, nel percorso verso gli spogliatoi, abbia attraversato, con altri compagni di squadra un varco apertosi, sembra di recente, nella recinzione che separa i due campi, il sintetico quello in erba: un muro formato da cinque pesantissime lastre di cemento armato, sovrapposte a incastro. Per cause in corso di accertamento, una lastra si è staccata schiacciando pesantemente il ragazzino nella parte alta del torace, sotto gli occhi atterriti dell'allenatore e dei compagni. I soccorsi sono scattati immediatamente e il bimbo è stato trasportato a Esine. Nella notte, visto l'aggravarsi del quadro clinico, i medici hanno disposto il trasferimento al Civile di Brescia, dove è tuttora ricoverato in condizioni definite critiche. Lo stadio di proprietà del Comune, è gestito dall'Us Darfo Boario che ha l'incombenza di tenerlo aperto e di garantire la manutenzione ordinaria, mentre per quanto riguarda quella straordinaria il compito spetta all'Amministrazione comunale, anche su segnalazioni di eventuali bisogni da parte della squadra locale. Massimo riserbo da parte degli inquirenti che lunedì sera hanno ascoltato fino a tarda ora i testimoni e i dirigenti della società. Gli accertamenti dei militari proseguono per approfondire la dinamica dell'accaduto e le cause del tragico incidente. CREMONA . Dai Caraibi in un calzino Sequestrato coccodrillo CREMONA (g. baz.) Un 64enne di Isola Dovarese (Cr) è stato denunciato perché teneva un raro esemplare di coccodrillo cubano di 4 anni nella cucina del suo appartamento, dentro una vasca di plastica. Lo aveva portato a casa da uno dei suoi viaggi nei Caraibi nascosto in un calzino eludendo i controlli doganali. Ma i carabinieri lo hanno scoperto perché sono entrati nella sua abitazione per sedare una lite tra lui e la compagna cubana. È scattato il sequestro dell'animale, un esemplare lungo sessanta centimetri di crocodylus rhombifer, una specie pericolosa protetta e a rischio di estinzione. Il rettile, in buone condizioni di salute, è stato portato al Bioparco di Roma.
43Mercoledì 9 novembre 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it Guasto al sistema di segnalamento Il metrò va in tilt a due mesi dal superEcopass La linea 1 collassa nell'ora di punta, caos a Cadorna. Il presidente Atm: «Poche armi per migliorare il servizio» L'ira dei lettori «Demenziale imporre una tassa per tornare a casa» DICIAMO NO AL SUPER ECOPASS Sono d'accordo con l'iniziativa di Libero per evitare la congestion charge Nome......................................................... Cognome................................................... Città........................................................... Firma.......................................................... Ritaglia e invia a Libero viale Majno, 42 - 20129 Milano; oppure al fax 02.99966227; o alla mail noecopass@libero-news.eu con la sottoscrizione del modulo si conferisce autorizzazione al trattamento e divulgazione dei dati personali ::: MASSIMO COSTA Tornelli chiusi. «Motivi di ordine pubblico». La linea 1 esplode alle nove del mattino, quando ad Amendola e a Cadorna i treni si incolonnano e migliaia di pendolari vengono bloccati agli ingressi. È il collasso del trasporto pubblico a quattro giorni dall'annuncio del super Ecopass di Giuliano Pisapia: treni a singhiozzo, banchine stracolme, l'ambu lanza che recupera una signora svenuta, migliaia di cittadini infuriati. «È un disservizio gravissimo» dice il presidente Atm Bruno Rota, «ci scusiamo con i cittadini, abbiamo ricevuto tantissime telefonate di protesta». Tutta «colpa» delle fotocellule ipertecnologiche installate sulla linea rossa per garantire una frequenza maggiore dei convogli: due anni fa Atm ha speso 60 milioni per il nuovo sistema di segnalamento sulla linea rossa, lo ha montato in tutte le stazioni costruite 40 anni fa e da Ferragosto sta collaudando il dispositivo. Tutto bene, fino a ieri. A causa di una dose di lubrificante trascinata nella notte sulle rotaie, il primo treno del mattino pattina sui binari in un tratto in salita. Il cervellone, troppo «sensibile», rileva il pericolo e ferma il treno dopo lo slittamento. Uno scivolamento minimo, che non doveva essere segnalato dalle «talpe». Spiega Rota: «Il sistema garantisce la sicurezza, è un investimento di portata enorme». Il convoglio «segnalato» - un old style anni '60 - si paralizza nella galleria vicino ad Amendola Fiera. Due, tre, cinque minuti. A catena, nel momento di massima affluenza di treni, rallentano decine di convogli. La gente non riesce a salire, sbuffa, sgomita. A Cadorna, quando banchine e scale sono piene, scatta lo stop ai tornelli e intervengono anche le forze dell'ordi ne per placare l'ira dei pendolari. «È stata una serie di cause sfortunate» aggiunge Rota, «il nuovo segnalamento è l'unico strumento in grado di migliorare il servizio di un alinea così obsoleta». Ieri, per traghettare i treni a destinazione, si è tornati alla guida manuale: alle dieci e mezza la circolazione è tornata regolare, ma per tanti ormai la mattinata era andata. L'allarme rosso si accende a settanta giorni dall'introduzione della congestion charge, che da gennaio rischia di sovraccaricare la rete dei trasporti pubblici milanesi. Già oggi, sottolinea la nota ufficiale di Atm, «sulla linea 1 i treni viaggiano al massimo della capienza delle ore di punta». Non c'è più spazio. Ieri, con molta franchezza, il neopresidente Bruno Rota ha ammesso il pericolo di sovraccarico della rete: «Non abbiamo tante frecce al nostro arco. A gennaio contiamo di introdurre tre treni in più, le stime parlano di 3.500 passeggeri in più». Il traguardo sbandierato da Palazzo Marino potrebbe trasformarsi in un clamoroso autogol: il sistema di segnalamento sulla linea 1, che consentirà di far viaggiare un treno ogni 90 secondi, sarà pronto soltanto a settembre. Nove mesi dopo la tassa d'ingresso. Durante le feste natalizie, verranno potenziati i test del dispositivo elettronico, che gradualmente accorcerà la distanza delle corse. Prima 110 secondi, poi 100 secondi, a fine anno 90 secondi. I tecnici dovranno limare al più presto i difetti del nuovo dispositivo, anche perché non sono previsti acquisti di nuovi treni e i convogli più «antichi» - un terzo del parco complessivo - soffrono di più i potenziali sbalzi del nuovo segnalamento. Il super Ecopass di Giuliano Pisapia conta di togliere 30 mila auto dal centro storico e riversare i milanesi sui mezzi pubblici grazie alla mazzata da 5 euro al giorno. Dice il Comune: «Con meno auto i mezzi pubblici viaggeranno più veloci». In attesa del nuovo sistema di segnalamento, l'Atm potrà contare anche sull'onda verde semaforica appena introdotta lungo la 90-91. Basterà per contenere la prevedibile ondata di nuovi utenti? I vertici Atm non nascondono la preoccupazione, anche se contano di migliorare in corsa l'offerta. «In base ai nuovi passeggeri vedremo come muoverci». L'anno prossimo, prevede Rota, non ci saranno dividendi Atm da consegnare a Palazzo Marino. COI MEZZI PUBBLICI PIÙ CODE CHE IN STRADA L'ingorgo di persone registrato ieri dalla MM1 lascia intravedere che la rinuncia all'auto che il Comune persegue col Super Ecopass 2012 non trova adeguate alternative nel trasporto pubblico, in grado di risparmiare code all'utenza [Fotogramma] ::: IL CASO FLOP Durante un collaudo, ieri mattina il nuovo sistema di segnalamento della linea 1 rileva un leggero slittamento di un treno dovuto alla presenza di grasso sulle rotaie e ferma il convoglio. PARALISI A catena, rallentano tutti i convogli in arrivo. Ad Amendola un treno si ferma in galleria: una donna sta male e azione il freno di emergenza. A Cadorna la banchina straripa e si bloccano i tornelli per evitare nuovi ingressi. CONGESTION I treni della M1 sono già pieni nelle ore di punta. A gennaio, con il superEcopass, si prevede un afflusso di 3.500 passeggeri in più. Solo a settembre 2012, però, i treni viaggeranno con una frequenza di 90 secondi. Ecco la mia firma contro il provvedimento voluto dal sindaco di Milano (che preferisco non nominare). Giovanni Ribero È demenziale imporre una tassa ai residenti perché possano accedere a casa propria. Premesso che il traffico non è la principale fonte di inquinamento, altre sono le azioni per ridurre la congestione. In primis le striscie gialle. Perché consentire ad alcuni di poter utilizzare il suolo pubblico gratis? Ed i pirla che hanno speso 50mila euro per dotarsi di un box? Luigi Salvador L'istituzione di questa gabella medievale è degna della parte più infima, incivile e oscurantista della sinistra e sprezzante del lavoro altrui. Io e mio marito lavoriamo in ospedale in centro, orsù quanto verrà a costarci tale spesa a fine mese?. Antonella Orlando Sono un produttore vitivinicolo e possiedo un furgone Euro 2: Da gennaio 2012 non potrò entrare nella zona C. Con la crisi in atto non posso cambiare il furgone, quindi come potrò consegnare il vino ai miei clienti? Forse solo il sabato ma molti sono fuori. Dovrò rinunciare con ripercussioni all'economia della mia piccola azienda. Forse il sindaco è astemio. Andrea Lanati Non mi stava simpatica l'ex sindaco Moratti, ma qui si cade dalla padella alla brace. Prima il loro (visto che non lo considero il mio sindaco) sindaco vuole abolire l'Ecopass, poi lo ingigantisce. Forse ha fiutato il profitto che questo salasso potrebbe portare nelle casse comunali. Senza contare l'aumento del costo dei biglietti Atm... Nicholas Papadimitriou Allora Milano ha la zona più collegata d'Italia e forse di Europa? Ma non era tutto uno schifo quello fatto negli ultimi 20 anni? Perché non si ripensa ad un centro storico chiuso alle auto come negli Anni '90? Cosa impedisce di tornare a questa situazione signor Pisapia? Forse gli interessi che l'hanno eletta di quella borghesia che si tramuta di arancione e che ha interessi al centro di Milano? Carlo Bosello Sono un residente della zona Ecopass. Trovo il nuovo “balzello”a dir poco vergognoso. Vittorino Gianandrea Agnelli Abito nella cerchia dei bastioni, in via Scaldasole. Per andare a lavorare uso tutti i giorni la macchina e dei 40 pass gratuiti che il sindaco ci ha dato non me ne faccio nulla. Perché devo pagare per rientrare a casa mia? Già ho difficoltà a trovare parcheggio, visto che nella zona ci sono i locali del naviglio e la gente parcheggia dove dovremmo parcheggiare noi, in più si mette anche questo. Adesso basta. Mary Zappavigna +23% DI INTROITI Boom di incassi con il ticket a 1,50 Ricavi aumentati del 23,7% per Atm a ottobre, con un incremento del 50% degli abbonamenti annuali venduti e del 23% per gli abbonamenti mensili. In parallelo, però, si conferma la flessione delle vendite dei biglietti ordinari: il biglietto giornaliero da 4,5 euro, ha registrato una flessione nelle vendite del 20%, mentre il biglietto singolo e per i carnet hanno segnato un -8% al botteghino. In aumento i passeggeri - sulle 3 linee della metropolitana s'è registrato un incremento del 3% annuo, sui mezzi di superficie ci si è arrestati intorno al +1% - il presidente di Atm, Bruno Rota, ha ricordato a tutti che per cambiare i vecchi biglietti da un euro con quelli nuovi da 1,50 (conguagliando 0,5 euro) «ci sono 10 anni di tempo». Venti persone, in parte ausiliari della sosta e in parte controllori, verranno impiegati per questa necessità. Nei prossimi anni, ha ricordato ancora Rota, il biglietto andrà timbrato anche quando si esce dalla metropolitana.
30 Mercoledì 9 novembre 2011 ::: le lettere lettere@libero-news.eu @ www.libero-news.it Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell'oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. O mulattiere o mega-autostrade E l'Italia frana La vecchia pratica di raccogliere tronchi e rami nei fiumi non è più permessa a meno di una denuncia di furto. Vero? Raccogliere ghiaia dagli alvei è un business. I pareri sull'utilità di prevenzione di una tale pratica sono discordi. Un geologo non schierato potrebbe chiarire finalmente quale è la verità. Spero di leggere un articolo sull'argomento. Italo Larocca Udine Non c'è bisogno di un articolo e neppure del parere di un geologo, che probabilmente ci riempirebbe di dati e non ci direbbe nulla di definitivo, anche perché un altro geologo, altrettanto indipendente, sarebbe subito pronto a contraddirlo. Sono anni che gli esperti di ambiente e di catastrofi dicono tutto e il contrario di tutto. Prima ci hanno spiegato che bisognava fortificare gli argini dei fiumi. Era fondamentale. Poi si sono corretti e hanno spiegato il contrario: fortificare gli argini? Non sia mai, il rischio è che l'acqua scorrendo acquisti velocità, e la maggiore velocità può determinare esondazioni. Assolutamente niente fortificazioni. Fra qualche anno, forse, cambieranno di nuovo idea e giungeranno alla conclusione che solo le mezze fortificazioni ci potranno salvare, ovviamente fino al nuovo cambiamento di idea. Meglio ragionare in proprio, caro mio, rimanendo ancorati non alle teorie ma al buonsenso. E veniamo a noi: togliere la ghiaia dall'alveo dei fiumi può essere estremamente pericoloso e anche estremamente utile. Dipende dalla quantità di ghiaia che si toglie e da come si toglie. Un po' come il disboscamento. Tagliare i boschi è un bene. Per i boschi stessi, che dopo la pulizia crescono meglio. Per il sottobosco, che d'estate e con le grandi siccità, o con i signori che gettano mozziconi di sigarette dappertutto, brucia più difficilmente. Per l'eco nomia, visto quello che costa la legna. Per l'estetica, dal momento che un bosco pulito e ordinato è sicuramente più bello di un bosco lasciato a se stesso. Utile per tutti. Se però si pelano intere montagne, il minimo che può capitare è la frana con conseguente tragedia. Est modus in rebus, dicevano gli antichi. Ma pare che in Italia debbano per forza vincere gli estremismi: o mulattiere o mega-autostrade, o boschi abbandonati o colline rapate a zero. Quando, per vivere in un Paese moderno e non pericoloso, basterebbe semplicemente lavorare con un po' di sale in zucca, senza scomodare i geologi e senza costringere la protezione civile al superlavoro. mattias.mainiero@libero-news.eu A tu per tu DISTRIBUTORE PER L'ITALIA E L'ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl - Via Aldo Moro, 2 - Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl - Via Carlo Pesenti, 130 - Roma S.t.s. S.p.A. - Strada V zona industriale, 35 - Catania L'UNIONE EDITORIALE S.p.A. - Viale Regina Elena, 12 - Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. - Viale delle Magnolie - Modugno (BA) CENTRO SERVIZI EDITORIALI Srl - Via del Lavoro, 18 - Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 270 anno XLVI Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH - Fr. 3.00; MC & F - 2.00. di MATTIAS MAINIERO EDITORIALE LIBERO s.r.l. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Arnaldo Rossi CONSIGLIERI: Maurizio Belpietro - Sergio De Benedetti DIRETTORE RESPONSABILE Maurizio Belpietro VICE DIRETTORI Massimo de' Manzoni (vicario) - Franco Bechis Fausto Carioti - Pietro Senaldi DIRETTORE GENERALE: Stefano Cecchetti REDAZIONE MILANO 20129 - Viale L. Majno, 42 Telefono: 02.999.666 - Fax: 02.999.66.264 REDAZIONE ROMA 00187 - Via Barberini, 50 Telefono: 06.999.333 - Fax: 06.999.33.443 UFFICI AMMINISTRATIVI: Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano SEDE LEGALE: Via dei Valeri, 1 - 00184 Roma LA SFIDA DI SILVIO/1 Bisogna dire no a ogni ribaltone Non fosse altro che per lo spettacolo di deputati e senatori che abbandonano il Cavaliere ribadisco il no a ribaltoni e inciuci di una classe politica inetta e indegna di rappresentare il mio Paese. Ho sottoscritto una quota di Bot con lo scopo di rendere tangibile la mia fiducia nell'Italia. Giuseppe Zanandrea Merano (Bz) LA SFIDA DI SILVIO/2 Con i traditori l'Italia è alla deriva Tutta la giornata di ieri con il fiato sospeso in attesa del voto in Parlamento, a sperare che, magari all'ultimo minuto, prevalessero dignità e responsabilità, invece così non è stato e adesso dobbiamo ringraziare le serpi in seno al Pdl, i traditori se il Paese rischia di precipitare in una condizione ben più grave. Come ha detto Crosetto al telefono con il direttore Belpietro, certo Berlusconi non merita di essere tradito dopo tutto quello che ha fatto per l'Italia e anche per quelli che gli hanno girato le spalle. Rita Muscardin e.mail LA SFIDA DI SILVIO/3 Pensano solo alle loro poltrone Dire che è incredibile quello che sta succedendo nella politica italiana suona male. In Italia non c'è più niente che possa definirsi incredibile. In una situazione economica mondiale così drammatica i politici pensano soltanto ai loro interessi e questa è l'unica ragione per la quale stanno mettendo in piedi tutti i giochi di palazzo al fine di scalzare Berlusconi e la sua maggioranza dalle poltrone del potere per poi prenderne il posto. Dei problemi dei cittadini italiani a loro, i politici, non gliene frega niente anche se vorrebbero far credere il contrario. Valentino Castriota Trepuzzi (Le) LA SFIDA DI SILVIO/4 L'ingratitudine ha vinto ancora L'ingratitudine è sempre puntuale. Quanto è successo duemila anni fa a Gerusalemme si sta puntualmente ripetendo, nell'uomo di Arcore. Anche allora riguardava un uomo speciale, perché dotato di particolari carismi. Vi sembrerà ridicolo collegare un così eclatante fatto storico con questo, quasi insignificante. Ma credo sia necessario fare una riflessione per capire quanto ingrati siamo noi uomini... Giovanni Bizzotto Vicenza LA SFIDA DI SILVIO/5 Proposta per evitare le transumanze Una proposta semplice per eliminare il mercato dei buoi, vacche, malpancisti ecc. Non mi riconosco più nel partito che mi ha eletto? Benissimo, mi dimetto e vado a casa. Al mio posto il primo dei non eletti. Punto e basta. È semplicemente vergognoso che io utilizzi i voti degli elettori che mi hanno eletto in una lista per poi remare contro (Fini docet). Gino Crociani Montepulciano (Si) LA SFIDA DI SILVIO/6 È arrivata l'ora dei voltagabbana In un momento così delicato per il Paese devo, purtroppo, riscontrare che in sostegno alla sinistra disfattista del “tanto peggio tanto meglio”, si assiste al proliferare degli ingrati voltagabbana, irresponsabili, del centro destra in aggiunta ai finiani e ai terzopolisti, abili registi e manovratori delle defezioni in atto, tutti uniti nelle congiure per disarcionare Berlusconi. In ragione di questa grave situazione per il Paese e per la tenuta del governo, voglio esprimere sostegno e solidarietà al presidente Berlusconi, eletto democraticamente da milioni di persone. Ivaldo Casali Reggio Emilia LA SFIDA DI SILVIO/7 La nave affonda e i topi scappano Quando la nave rischia di affondare i topi scappano, ma gli uomini veri restano al loro posto. Bruno Masetti Pratovecchio (Ar) LA SFIDA DI SILVIO/8 Siamo sottomessi agli stranieri L'Italia, dopo l'impero romano, è sempre stata terra di conquista. Le invasioni barbariche si sono susseguite regolarmente. Oggi con questa Unione Europea squinternata, Francia e Germania continuano a fare il buono e il cattivo tempo. Siccome il problema dell'Italia non è Berlusconi (parola di Obama) conveniva a tutti fare quadrato e raggiungere la coesione auspicata dal presidente della Repubblica. Probabilmente è nel dna degli italiani essere sottomessi. Giancarlo Testi e.mail LA SFIDA DI SILVIO/9 L'invidia malcelata della Marcegaglia A quanto pare il vertice di Confindustria sembra ricredersi sulle qualità dirigenziali del Premier. La Marcegaglia ha detto che «con o senza Berlusconi le riforme vanno fatte», ammettendo così che tutte quelle pessimistiche manifestazioni contro Berlusconi erano nient'altro che dichiarazioni pretestuose. Se non semplicemente frutto di manifesta invidia imprenditoriale. Giuseppe Forastiero e.mail LA SFIDA DI SILVIO/10 Se la sinistra canta vittoria Dalla crisi di fiducia al massimo della fiducia, con l'i mpegno e il sacrificio della grande famiglia progressista. In questo progetto, l'Italia riprende la propria grandezza, dopo un periodo tetro. New Bersani, Super Vendola, Maxi Di Pietro, Prodi semper virens, i cinesini Ferrero & Diliberto, Bindi major e D'Alema minor gli aspiranti leader: varietà adatte per la rinascita d'ogni nazione. Grande protagonista del restauro è la luce. Tutto è strappato all'ombra e restituito al pieno sole. La nostra eccitazione non tradisce alcun timore... Pierpaolo Vezzani Correggio (Re) LA SFIDA DI SILVIO/11 Continua il balletto delle Borse Da Vespa Letta ha dichiarato che la Borsa è salita grazie all'ipotesi di dimissioni di Berlusconi ed è subito scesa non appena è arrivata la smentita. Può essere che sia salita all'annuncio delle dimissioni, perchè ogni novità scatena la speculazione, ma il motivo del successivo peraltro lieve calo è molto più banale. È successo infatti che i corsi di Wall Street siano passati in negativo e, così come succede sempre, anche Milano si è adeguata. A meno che non si voglia sostenere il contrario e cioè che un calo a Milano sia in grado di condizionare Wall Street. Bruno Ghigi e.mail LA SFIDA DI SILVIO/12 Una Costituzione antidemocratica Fino a quando l'articolo 67 della Costituzione non verrà cambiato non potremo mai avere né democrazia né governi che governano. L'art. 67 recita: «Ogni membro del parlamento esercita la sue funzioni senza vincolo di mandato». Questo vuole chiaramente dire che uno eletto in un partito può naturalmente passare in un altro anche di segno opposto. Il vincolo di mandato ci deve essere. Fino a che sarà in vigore l'articolo 67 è inutile andare a votare. Ma solo una forte richiesta popolare potrà tentare di eliminarlo, perché nessuno dei parlamentari lo proporrà mai: è troppo comodo. Daria De' Bernardis e.mail segui la rubrica anche su www.
24 Mercoledì 9 novembre 2011 ATTUALITÀ @ commenta su www.libero-news.it ::: Stile & stiletto Tubino giallo, cappa e maglieria over I must di stagione Femminile, elegante e grintosa. È la donna che ama vestire la giovane stilista Francesca Severi, sempre attenta ai cambiamenti e concentrata sulla ricerca di nuovi stili. «Una donna che chiede di essere elegante e sexy al tempo stesso», spiega Francesca Severi, figlia d'arte. Rappresenta la seconda generazione di una famiglia di imprenditori da vent'anni nel settore dell'abbigliamento e degli accessori femminili di qualità. Al fianco della madre Maria Grazia, Francesca è l'anima creativa dell'azienda modenese che si presenta sul mercato con una prima linea “Maria Grazia Severi”, e una seconda “22 maggio”. Griffe amata per la sartorialità e il made in Italy. E attenta alle più giovani, a cui la stilista rivolge un appello: «Evitare di apparire tutte uguali come soldatini in divisa, scoprite la vostra personalità e trovate un vostro stile». E lo stile Francesca Severi che prevede? «Tubino colorato, magari giallo, appena sopra il ginocchio che le più giovani potranno mettere con un golfino, mentre le signore con una giacca grigia costruita. Anche se il vero must è la maglieria stratificabile, per le temperature ancora molto incerte». Il cappotto? «Direi che la mantella ne ha preso il posto. In tessuto con bordi di pelliccia colorata. Io consiglio la cappa che arriva fino alla vita per un look sportivo, e quella lunga con collo importante di pelo per la sera». Il tubino giallo anche per la sera... «Certo, con accessori rigorosamente neri, mantella, scarpa tacco 12 o stivale in camoscio aderente, sempre con tacco alto. Agli accessori va dedicata molta attenzione, i guanti per esempio devono essere in pelle rifiniti in pelliccia. Pelliccia anche per il cappello, color cacao, nero o neutro, che rende la donna molto chic. Per la sera trovo molto elegante anche il bianco e nero». Le fantasie e i fiori? «Solo per il giorno». Cos'è vietato? «I colori pastello, li riprendiamo in primavera. Il rosso. Sì invece a blu e verde. Basta con i leggins, basta con i pantaloni aderenti sotto le gonne, sono così volgari». Pantaloni? «Slim o larghi, non esistono mezze misure, con una camicia bianca iperfemminile di pizzi e ruches e con sopra la giacca lunga e morbida. Oppure la maglia over». E poi? «C'è una parte etnica che non va sottovalutata, fatta di tinte arancio, cacao e color olio. Gilet, frange e tanti bracciali e collane insieme. Ma per la sera solo punti luce». di DANIELA MASTROMATTEI L'azienda è parte lesa Arrestati tre dipendenti Mediaset per spaccio di cocaina DEA BENDATA Una brutta notizia per gli amanti delle scommesse. Nei prossimi giorni, Superenalotto, Win for Life e gli altri giochi (escluse le scommesse sportive) saranno tassate del 6 per cento. Un duro colpo per gli amanti della dea bendata. La stilista Francesca Severi A VERONA Posti auto riservati a chi scaccia il diavolo ::: MONICA GIAMBERSIO MILANO Tre dipendenti Mediaset sono stati arrestati stamattina con l'accusa di spaccio di stupefacenti. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state attuate nell'am bito di un'inchiesta della procura di Milano che ha coinvolto ben tredici persone. Tuttavia gli inquirenti hanno subito precisato che il gruppo è totalmente estraneo alla vicenda e che anzi è parte lesa. Secondo le indagini, coordinate dal pm Antonio Sangermano, lo stesso del caso Ruby, i tre, che a Mediset lavoravano come tecnici, avrebbero fatto circolare droga tra le sedi aziendali di Segrate e Cologno Monzese. Durante le perquisizioni, effettuate nelle abitazioni degli arrestati e all'interno degli uffici Mediaset, sono stati rinvenuti sessanta grammi di hashish, ma secondo gli inquirenti non ci sarebbero elementi tali da far pensare a un reato associativo. Antonio Bolognani, comandante del nucleo investigativo dei Carabinieri di Milano, ha puntualizzato che «si trattava di una rete di spaccio al minuto» e che «gli arrestati si procuravano la droga all'esterno, cocaina e hashish, per poi spacciarla anche all'interno degli uffici Mediaset». L'inchiesta si è estesa anche ad alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, ma i nomi degli interssati non sono stati divulgati, in quanto tutti secretati per ragioni di privacy. L'accusa per i tre tecnici, Domenico Molle, Damiano Foschi e Niccolò Ghinzani (l'ultimo dei quali colto in flagranza di reato con addosso sessanta grammi di hashish), è quella di aver gestito una rete di spaccio all'interno dell'azienda «conclamata e ripetuta nel tempo». Tuttavia reastano ancora tanti gli elementi da chiarire visto che la maxi-operazione antidroga non si è ancora conclusa. Sono, infatti, previste ancora numerose perquisizioni a Milano e nell'hinterland milenese. (...) della fortuna che le ha storicamente contraddistinte. Quel luccichio che per anni ha inchiodato alle poltrone di casa, la sera della Befana, milioni di famiglie in attesa del numero della Lotteria Italia. Sbavando per un miraggio. Perché quel biglietto avrebbe cambiato la vecchia vita in una nuova. Se ci metti su le tasse che nuova vita è. Come mollare tutto per una spiaggia caraibica, ma tutte le mattine devi fare due ore di coda in tangenziale per arrivarci. Eppure è così. Da dicembre tutte le vincite superiori ai 500 euro saranno tassate al 6% e avranno la stessa fragranza di un bollettino della tassa dei rifiuti. Di quelli che vai in Posta a saldare perchè ti tocca. Anche se sai che ci deve pagare sopra pure l'Iva. Cioè un'imposta su una tassa, unico esempio al mondo di abuso di logica e di portafoglio. Ma tanto ci passavi sopra perché magari domani faccio un «gratta e vinci» e mando a quel paese chi mi pare, perché per 20 anni mi mantiene lo Stato senza lavorare e mi versa alla fine pure il Tfr. Invece, niente. Illusione infranta. Anzi tassata. Non bastava aumentare di cinque centesimi le accise della benzina in meno di sei mesi. Non bastava, l'Irpef, l'Irap, il canone Rai, i rincari sulle bollette per sostenere la misteriosa efficienza energetica. Era proprio necessario ammazzare la fortuna? Certo c'è la crisi. Ma i cittadini vogliono illudersi che non ci sia. In fondo paghiamo pure 35 euro (più costo del bollettino postale) per il certificato che dimostra che siamo morti e se facciamo il 6+1 lo Stato ha il coraggio di soffiarci in anticipo il 6%. E non è un'indiscre zione di quelle che circolano in questi giorni attorno ai decreti legge del governo. È roba fatta. Lo ha confermato il direttore degli ex Monopoli, Raffaele Ferrara, durante l'audizione in Commissione Finanze alla Camera, precisando che attualmente la raccolta del settore si aggira intorno ai 71-72 miliardi. E le uniche vincite tassate finora «sono quelle del lotto, la cui tassazione è pari al 6% senza limite di importo». Se il prelievo fosse stato applicato alla più alta vincita di sempre in Italia, i 178 milioni al Superenalotto nell'ottobre dello scorso anno, la trattenuta sarebbe stata pari a 10,6 milioni di euro. Applicata al jackpot in gioco in questi giorni, oltre 30 milioni di euro, si aggirerebbe su 1,8 milioni. Sui 5 milioni in palio per la Lotteria Italia la tassa sarebbe di 300 mila euro. Analoga cifra per il biglietto Gratta e Vinci più ricco, il “MaxiMiliardario” da 5 milioni: anche in questo caso, 300 mila euro sarebbero trattenuti alla fonte. Win for Life oggi assegna al vincitore di prima categoria un premio da 6 mila euro al mese per 20 anni, che scenderà a 5.640 euro (-360 euro). Per la versione Gold, saranno invece trattenuti 600 euro. Turista per sempre, non sarà mai più un turista perché gli toccherà pagare le tasse. A oggi l'Erario sulle somme raccolte incassa giù quasi 9 miliardi. non bastavano? No perché le indicazioni fornite da Giulio Tremonti sono state semplici: dai Monopoli di Stato ogni anno 1,5 miliardi di euro in più. E quindi. Ecco la tassa al 6% e dal 2012 una nuova eurolotteria con trattenuta alla fonte del 4%. C'è pure un rischio. Che gli ex Monopoli a fine anno raccolgano molto più del miliardo e mezzo. Magari due o addirittura tre. Senza di sicuro dovere restituire un cent agli scommettitori. D'altronde tutte le tassazioni sono progressive e in questo caso più gli italiani saranno fortunati più tasse pagheranno. Ma una domanda resta indigesta. Per 3 miliardi in più valeva la pena ammazzare la tradizione tutta tricolore di sognare e illudersi? Posti auto riservati a chi vuole scacciare il diavolo dalla propria anima. La richiesta è dell'esorcista veronese don Gino Oliosi che, con una lettera indirizzata al sindaco di Verona Flavio Tosi, chiede che i fedeli, in occasione della “preghie ra di liberazione”- ogni secondo giovedì del mese fino a giugno - «per evitare ingorghi e malcontenti» possano parcheggiare anche dove solitamente la sosta è vietata. La notizia, in città, sta suscitando malumori. Da una parte ci sono i residenti che già alle prese con i problemi di parcheggio, temono di non saper più dove posteggiare l'auto a causa di queste funzioni religiose, dall'altra ci sono gli esponenti dell'opposizione, Pd in testa, secondo cui, in una zona a forte carattere multietnico, richieste e cerimonie simili, «legate all'integralismo cattolico», potrebbero creare tensioni e disordini. Alla richiesta di don Oliosi potrebbero seguirne altre. A Verona pare che il diavolo abbia preso casa e che non se ne voglia andare. Su piazza, tra città e provincia, sono presenti ben 13 esorcisti, più di quanti ve ne siano in Germania, Svizzera, Portogallo e Austria messi insieme. Naturale che di fronte ad una presenza così forte del Maligno, che i veronesi temano ogni giorno di più per il proprio posto auto. (al.gon.) Cattive trovate NON TASSATE LA FORTUNA Imposta del 6% sulle vincite superiori a 500 euro Con la scusa della crisi ci levano pure le illusioni ::: segue dalla prima CLAUDIO ANTONELLI .
23Mercoledì 9 novembre 2011ESTERI @ commenta su www.libero-news.it Inaugurato Nord Stream Germania e Francia festeggiano «Finalmente schiavi di Mosca» Col nuovo gasdotto Berlino dipende per l'80% delle forniture dalla Russia. Quando lo faceva Silvio gli davano dell'amico dei dittatori Com'è intollerante la nuova Libia Profanata la tomba della madre di Gheddafi ::: MAURIZIO STEFANINI L'amicizia tra Berlusconi e Putin è stata una delle ragioni per cui in Occidente hanno iniziato a guardarlo storto, lo attestano le intercettazioni di Wikileaks; anche da questa «perdita di immagine» sono infine derivati gli ultimi diktat francotedeschi; ma la Germania a sua volta ha ieri inaugurato il gasdotto che la lega mani e piedi alla Russia, e l'Europa assieme a essa; e proprio questo nuovo giro geopolitico della Germania potrebbe spiegare la sempre maggior freddezza verso i Paesi del Mediterraneo. Grecia e Spagna e Italia e Portogallo (anche se tecnicamente quest'ultimo si affaccia sull'Atlan tico…). È un giro logico per molti versi abbastanza sconcertante. Ma tant'è. NOSTALGIA DDR? Nord Stream si chiama il gasdotto inaugurato ieri da Angela Merkel, che essendo cresciuta nella ex-Ddr parla il russo perfettamente, e Dmitri Medvedev. Già il 6 settembre a Vyborg, città che l'Urss strappò alla Finlandia con la guerra del 1940, Vladimir Putin aveva celebrato l'immissione del primo gas nelle condotte che collegano direttamente la Russia all'Europa Occidentale, assieme a Gerhard Schröder: excancelliere oggi presidente di quel consorzio Gas Stream in cui la russa Gazprom (51% di un pacchetto azionario da 7 miliardi di euro) sta assieme alle tedesche Wintershall (15,5%) e E.On Ruhrgas (15,5%), alla francese Gdf Suez (9%) e all'olandese Gasunie (l'altro 9%). Insomma: tutto il club nord-europeo, tant'è che assieme alla Merkel e a Medvedev ieri alla cerimonia di apertura del rubinetto della rete europea c'erano anche il primo ministro francese François Fillon e quello olandese Mark Rutte. Oltre al commissario europeo all'Energia Gunther Oettinger, che comunque è tedesco pure lui. Il gasdotto parte dalla regione di Leningrado (la città di san Pietroburgo ha ripreso il vecchio nome ma il circondario ha ancora il nome sovietico), per attraversare 1224 chilometri in fondo al Baltico e arrivare alle coste della Germania del Nord. In effetti ci siamo anche noi italiani, ma solo da esecutori. Saipem ha infatti posato i tubi in mare, Snamprogetti ha fatto la parte ingegneristica e PetrolValves ha dato le valvole. Ma nessun nostro rappresentante stava alla cerimonia. Le conseguenze di Nord Stream? Finora, il 40% del gas consumato in Germania veniva dalla Russia, per un equivalente di 32 miliardi di metri cubici all'anno. Ma il nuovo gasdotto è in grado di fornire da subito 27,5 miliardi addizionali, destinati a raddoppiarsi entro un anno. La Germania potrà così risolvere il problema di sostituire quel 22% di energia da centrali nucleari cui dopo Fukushima ha deciso di rinunciare entro il 2022. UCRAINA INDIFESA La Russia potrà ora tagliare il rifornimento a Ucraina, Bielorussia ed Estonia ogni volta che vuole, senza più correre il rischio di rinunciare anche al suo business con l'Europa. Ma la Germania compra dai russi anche il 33% del petrolio da essa consumato e Gazprom ha appena firmato con l'elettrica Rwe un accordo per negoziare nuovi contratti di collaborazione. Insomma, è la Russia che fornisce alla Germania il retroterra energetico che le permette di essere ancora il secondo Paese esportatore al mondo dietro la Cina, con la Russia che però uno dei pochissimi Paesi ad avere con essa una bilancia dei pagamenti attiva. La Germania in cambio le dà tecnologia, appoggia l'ingresso della Russia nel Wto e il conferimento di uno status di socio preferenziale della Nato, e ha aiutato Putin e Medvedev a scompaginare il fronte europeo, in modo che Mosca ha potuto negoziare con i singoli Paesi piuttosto che con Bruxelles. Oltre a Germania, Francia e Olanda, anche Belgio, Danimarca e Regno Unito dovrebbero ricevere il gas di Nord Stream. Mentre i Paesi del Mediterraneo aspettano Sud Stream: il gasdotto Eni-Gazprom che dovrebbe pure bypassare l'Ucraina, attraverso il Mar Nero e la Penisola Balcanica. Per il domani, poi, chi sa se anche la Merkel da ex-cancelliera non potrà sbarcare il lunario in modo simile al suo predecessore? Il russo, lo abbiamo ricordato, lo parla già. ::: SIMONA VERRAZZO La nuova Libia senza il Colonnello si presenta democratica a parole, ma nei fatti è intollerante persino coi cadaveri, perché il rispetto per i morti andrebbe portato per tutti, anche i membri della famiglia Gheddafi. Invece le tombe di alcuni di loro, presso il cimitero di Sirte, sono state profanate. A riferire la notizia è il quotidiano algerino An-Nahar, secondo il quale alcuni esponenti di un movimento jihadista vicino alla rete terroristica di Al Qaeda hanno distrutto quattro sepolcri: quello della madre di Gheddafi, quello di uno zio e quelli di altri due parenti. I resti dei cadaveri sono stati rimossi dalle tombe e dati alle fiamme. Sui muri del cimitero il gruppo si è firmato “Comi tato per la demolizione delle statue”. Intanto il cammino verso la democratizzazione, quella vera, è ancora lungo, soprattutto per Misurata, la città simbolo della guerra civile libica, contesta per mesi tra i ribelli di Bengazi e i lealisti al regime di Tripoli. Il terzo centro del Paese sarebbe diventato «una spina nel fianco» della nuova Libia, uno «Stato nello Stato». Lo ha dichiarato al sito web di informazione Seven Days un responsabile dei miliziani del capoluogo della Cirenaica, coperto da anonimato. «Tutta la Libia condivide l'odio per la gente di Misurata»!, che secondo il responsabile «eccede in superbia e si impone» sulle altre tribù. Su questo punto «c'è unanimità», ha detto. Emergono le rivalità tenute a freno quando c'era Gheddafi. «I seguaci (del Colonnello, ndr) li odiano, il Consiglio nazionale di transizione li odia, così come il Consiglio militare di Tripoli e i miliziani delle altre città e gli abitanti di Tawergha, che oggi vivono nei campi profughi». Questa cittadina, che dista poche decine di chilometri da Misurata, è stata anch'essa teatro nei mesi scorsi di intensi scontri tra le forze pro-Gheddafi e i ribelli. Una volta conquistata, Tawergha è stata ribattezzata la “Nuova Misurata”. E ieri un tribunale tunisino ha dato il via libera all'estradizione dell'ex premier libico Baghdadi al Mahmudi, colpito da un mandato di arresto in patria e detenuto in Tunisia. La richiesta è stata accolta malgrado le preoccupazioni sui rischi che l'ex premier subisca violazioni dei diritti umani, violazioni già riscontrate in altri situazioni da Amnesty International e da Human Rights Watch. Sul fronte diplomatico, il vice presidente del Cnt, Abdel Hafiz Ghoga, in un'intervista all'agenzia iraniana Fars ha sottolineato che la Libia negli ultimi mesi «ha ricevuto consistenti aiuti umanitari dall'Iran e ne ha apprezzato il sostegno». Perciò una delegazione libica sarà presto in visita a Teheran. IL PARTITO ISLAMICO TUNISINO Gli Usa ci cascano: aiutiamo Ennadha Hillary c'è cascata. Gli Stati Uniti sono pronti a collaborare con il partito islamico se dicente moderato Ennadha, uscito vincitore alle recenti elezioni in Tunisia per l'As semblea Costituente. Lo ha detto ieri il segretario di Stato Usa nel corso di un intervento davanti a un gruppo di difesa della democrazia (Ndi). I funzionari del partito islamico «dovranno convincere i partiti laici a lavorare con loro. Anche gli Usa collaboreranno con loro», ha affermato la Clinton, ricordando che gli islamici in campagna elettorale hanno promesso di rispettare la libertà religiosa e i diritti delle donne. Il capo della diplomazia statunitense ha quindi elencato i criteri che devono essere soddisfatti in una democrazia, facendo riferimento al rifiuto della violenza, l'adesio ne allo stato di diritto, il rispetto per la libertà e i diritti delle donne e delle minoranze e il rifiuto di alimentare tensioni religiose. Il presidente del Cnt Mustafa Abdel Jalil LaPr. . GIRA LA RUOTA... François Fillon, Angela Merkel e Dmitri Medvedev aprono la condotta del gasdotto Nord Stream. Con loro anche il premier olandese Rutte e il commissario Ue Öttinger [Ap]
29Mercoledì 9 novembre 2011 A ACEA 5,86 4,27 5,7786 5,025 8,2927 -28,02 23/05/11 1.248 ACEGAS-APS 3,748 - 3,7317 3,228 4,64 1,02 11/07/11 206,1 ACOTEL GROUP 24,95 - 25,3075 20,44 44,14 -43,69 26/05/03 104 ACQUE POTABILI 0,7955 -0,13 0,7953 0,76 1,477 -43,34 02/05/06 28,6 ACSM 0,78 0,52 0,7773 0,759 1,192 -28,96 04/07/11 59,8 AEDES 0,0763 0,39 0,0765 0,076 0,2309 -59,13 07/05/07 55,7 AEFFE 0,5585 -5,18 0,5705 0,477 1,477 13,75 18/05/09 60 AEGON 3,304 -0,18 3,302 2,69 5,64 -28,87 25/04/08 521,4 AEROPORTO DI FIRENZE 10 2,72 9,9986 8,555 12,5 -10,71 09/05/11 90,3 AGEAS 1,43 2,8 1,419 1,101 2,495 -16,62 02/05/08 3.362,9 AHOLD KON 9,55 - 9,55 8,04 9,9 -2,55 26/04/11 1.138,3 AICON 0,122 - 0,1197 0,1182 0,281 -32,11 13,3 ALCATEL-LUCENT 1,538 -0,26 1,5439 1,538 4,432 -29,85 04/06/07 3.564,3 ALERION 4,202 -4,2 4,3963 3,27 5,82 -20,72 18/04/11 184,9 ALLIANZ 75,7 0,4 76,8884 57,65 108,43 -14,87 05/05/11 34.360,2 AMPLIFON 3,316 -0,48 3,3344 3,18 4,502 -11,22 09/05/11 731,6 ANSALDO STS 7,27 0,28 7,2774 5,385 9,6 -20,88 23/05/11 1.017,8 ANTICHI PELLETTIERI 0,32 -9,6 0,3235 0,2721 0,596 -33,68 26/05/08 14,6 APULIA PRONTOP 0,2059 -2,23 0,2048 0,18 0,3835 -42,96 27/04/09 48,6 ARENA 0,0093 -2,11 0,0094 0,0089 0,0285 -63,39 24/07/00 11,9 ARKIMEDICA 0,11 -5,98 0,112 0,0831 0,4525 -75,66 9,5 ASCOPIAVE 1,445 0,49 1,4493 1,299 1,718 -8,31 09/05/11 338,7 ASTALDI 4,318 -0,69 4,3515 3,638 5,96 -12,28 02/05/11 425 ATLANTIA 10,93 -1,89 11,0212 9,365 16,0972 -24,85 21/11/11 6.889,3 AUTOGRILL 8,31 -0,48 8,3489 7,315 10,97 -21,38 23/05/11 2.114,1 AUTOS MERIDIONALI 18,69 1,58 18,6849 18,4 24,38 -19,09 18/04/11 81,8 AUTOSTR TO-MI 7,39 1,79 7,4312 6,695 11,4 -26,47 09/05/11 650,3 AXA 10,51 2,04 10,6328 8,25 16,16 -15,92 29/04/11 21.957,1 AZIMUT 5,525 -0,63 5,5587 4,39 8,3489 -15,77 23/05/11 791,5 A2A 0,935 0,27 0,937 0,825 1,231 -9,14 20/06/11 2.929,3 B B CARIGE 1,306 -0,68 1,3162 1,24 1,812 -16,71 23/05/11 2.110,6 B CARIGE RSP 2,048 2,4 2,0438 1,86 2,78 -26,2 23/05/11 357 B DESIO BRIA RSP 2,484 -0,16 2,3916 2,42 3,75 -32,73 02/05/11 32,8 B DESIO E BRIANZA 3,006 0,87 3,0055 2,98 4,12 -25,96 02/05/11 351,7 B IFIS 4,02 0,5 4,0031 3,952 5,585 -23,28 09/05/11 216,3 B INTERMOBILIARE 3,25 -1,22 3,2528 3,2 4,388 -22,25 05/05/08 507,7 B M.PASCHI SIENA 0,2946 1,24 0,2963 0,291 0,8589 -59,05 18/05/09 3.194,7 B P DI SONDRIO 5,395 -0,09 5,3881 4,922 6,6 -12,28 18/04/11 1.662,5 B P EMILIA ROMAGNA 5,84 -0,68 5,8488 5,41 9,895 -37,54 26/04/11 1.698,5 B POP ETRURIA E LAZIO 1,374 0,59 1,3697 1,311 3,0967 -53,53 11/05/09 103,4 B POP MILANO 0,3651 -0,9 0,3708 0,3651 1,025 -57 23/05/11 151,5 B POP SPOLETO 2,2 2,33 2,2002 2,15 3,455 -35,01 09/05/11 65,4 B PROFILO 0,2644 -2,07 0,2637 0,2644 0,44 -40,92 09/05/11 179 B SANTANDER 5,72 - 5,7208 5,295 9,3 -28,23 01/08/11 49.004,6 B SARDEGNA RSP 5,16 -1,34 5,2357 5,16 9,95 -45,51 02/05/11 34,1 BANCA GENERALI 7,32 -0,54 7,413 6,265 11,56 -19,25 16/05/11 817,5 BANCO POPOLARE 1,007 -0,49 1,0209 0,983 2,7525 -59,04 23/05/11 1.775,9 BASF 51 1,09 51,3858 43,35 69,45 -18,06 09/05/11 47.079,6 BASICNET 2,178 -3,8 2,2367 1,854 3,1 -21,37 13/06/11 132,8 BASTOGI 1,129 -0,09 1,129 1,07 1,66 -29,3 20,1 BAYER 46,9 1,96 46,9852 36,58 59,25 -14,73 02/05/11 35.847,6 BB BIOTECH 44,9 2,35 45,1636 39,3 55 -9,29 23/03/11 736,5 B&C SPEAKERS 3,082 - 3,0221 2,5 4,08 -18,47 03/05/10 33,9 BCA FINNAT 0,31 - 0,3051 0,31 0,522 -38 23/05/11 112,5 BEE TEAM 0,3046 -6,45 0,3029 0,3046 0,541 -24,13 06/05/02 21,1 BEGHELLI 0,4635 -0,75 0,4642 0,4296 0,732 -29,98 23/05/11 92,7 BENETTON 3,95 0,15 3,9936 3,944 5,725 -19,76 23/05/11 721,6 BENI STABILI 0,4093 -0,17 0,4098 0,3761 0,7645 -35,34 09/05/11 784,3 BEST UNION COMPANY 1,179 - 1,1367 1,13 1,45 -18,13 11 BIALETTI INDUSTRIE 0,2645 -1,96 0,2633 0,235 0,4245 -28,32 19,8 BIANCAMANO 1,379 1,7 1,3717 1,286 2,012 3,68 04/07/11 46,9 BIESSE 3,426 -1,61 3,5036 2,3 7,81 -36,96 12/05/08 93,8 BIOERA 0,4665 1,46 0,4665 0,4488 0,675 -6,7 26/05/08 16,8 BMW 58,9 2,43 59,2826 44,97 73,65 - 13/05/11 35.457,5 BNP PARIBAS 31,41 1,91 31,7354 23,3 59,48 -34,93 20/05/11 28.648,9 BOERO 20 - 20 20 21 - 26/04/10 86,8 BOLZONI 1,641 -1,2 1,6733 1,641 2,35 -24,55 18/05/09 42,7 BON FERRARESI 23,04 1,5 23,0241 20,77 31,43 -21,69 23/05/11 129,6 BORGOSESIA 0,939 - 0,9393 0,89 1,349 -26,87 19/08/81 42,2 BORGOSESIA RSP 1,33 - 1,33 1,25 1,456 -1,41 04/02/08 1,2 BREMBO 7,36 -1,47 7,4667 6,075 10,31 -4,72 09/05/11 491,5 BRIOSCHI 0,1141 -0,78 0,1141 0,1129 0,1729 -19,93 19/05/03 89,9 BUONGIORNO 1,175 5,19 1,1665 0,737 1,46 0,34 125 BUZZI UNICEM 7,125 -1,25 7,228 5,655 10,76 -16,57 24/05/10 1.178,1 BUZZI UNICEM RSP 3,898 2,04 3,8523 3,08 6,09 -28,35 23/05/11 158,7 C CAD IT 3,022 -2,52 3,054 3,022 4,4475 -27,18 10/05/10 27,1 CAIRO COMMUNICATION 2,918 0,69 2,8876 2,464 3,29 7,28 09/05/11 228,6 CALEFFI 1,295 - 1,295 1,14 1,399 15,63 17/05/10 16,2 CALTAGIRONE 1,449 -0,07 1,4185 1,402 2,118 -18,09 23/05/11 174,1 CALTAGIRONE EDITORE 1,245 1,8 1,2291 1,223 1,945 -26,76 23/05/11 155,6 CAMFIN 0,296 1,02 0,2976 0,229 0,4291 -19,57 19/05/08 199,3 CAMPARI 5,605 -0,18 5,6107 4,438 5,935 15,09 23/05/11 3.255,4 CAPE LIVE 0,0765 -4,49 0,0757 0,0765 0,411 -70,58 3,9 CARRARO 2,214 2,12 2,202 2,064 4,4675 -43,16 05/05/08 101,8 CARREFOUR 19,96 5,05 19,7019 14,79 36,3 -36,68 07/05/10 14.069,9 CATTOLICA ASSICURAZIONI 15,9 0,25 15,9029 15,12 20,31 -16,4 09/05/11 860 CDC 1,11 -2,63 1,1175 1,081 1,939 -32,81 25/07/11 13,6 CELL THERAPEUTICS 0,844 0,48 0,8362 0,739 1,932 -48,85 162,8 CEMBRE 6,82 0,59 6,8456 5,965 8,715 9,21 16/05/11 115,9 CEMENTIR HOLDING 1,715 -0,41 1,7287 1,549 2,34 -18,91 23/05/11 272,9 CENTRALE DEL LATTE TO 1,93 0,05 1,9142 1,91 4,1 -19,75 05/05/08 19,3 CHL 0,0886 -0,11 0,0881 0,0697 0,1497 -33,03 14,4 CIA 0,27 - 0,27 0,238 0,34 -7,06 11/05/09 24,9 CICCOLELLA 0,432 -1,37 0,432 0,432 0,777 -34,55 21/05/01 78 CIR 1,42 0,14 1,4207 1,316 1,789 3,35 23/05/11 1.126,4 CLASS EDITORI 0,33 3,13 0,3269 0,263 0,52 -26,09 10/05/10 34,8 COBRA 0,818 - 0,8097 0,6975 1,44 -38,96 33,1 COFIDE 0,604 -0,98 0,6106 0,5795 0,784 -8,35 23/05/11 434,4 COGEME SET 0,079 -6,51 0,0805 0,079 0,371 -78,65 4,9 CONAFI PRESTITO' 0,625 5,84 0,6015 0,5905 1,07 -36,55 10/05/11 29,1 CR ARTIGIANO 0,8625 0,29 0,8648 0,86 1,461 -32,56 26/04/11 271,9 CR BERGAMASCO 19,84 0,2 19,69 19,4 24,77 -2,94 02/05/11 1.224,7 CR VALTELLINESE 1,961 -1,75 1,9879 1,954 3,695 -40,49 26/04/11 529,8 CREDEM 2,89 0,63 2,8998 2,622 5,505 -37,55 16/05/11 960,6 CREDIT AGRICOLE 5,155 2,08 5,1809 4,254 12,82 -46,16 20/06/11 11.476,8 CRESPI 0,037 -3,65 0,0366 0,0353 0,161 -62,36 19/05/03 5,9 CSP INTERNATIONAL 0,844 -0,53 0,8324 0,844 1,295 -19,77 06/06/11 28,1 D DADA 2,358 -1,67 2,3576 1,96 5,02 -51,28 38,2 DAIMLER 34,22 -0,58 34,9213 31,19 58,58 -32,24 14/04/11 33.007,8 DAMIANI 0,9895 2,33 0,9765 0,84 1,26 20,82 81,7 D'AMICO 0,55 -0,45 0,5498 0,55 1 -43,68 27/04/09 82,5 DANIELI & C 18,31 1,05 18,2769 14,34 24,58 -23,55 07/11/11 748,5 DANIELI & C RSP 9,64 -0,87 9,7391 7,705 13,69 -25,39 07/11/11 389,7 DANONE 49,5 0,94 49,4504 41,76 53 3,13 10/05/11 25.433,2 DATALOGIC 5,55 0,91 5,4603 5,42 6,54 -8,34 02/05/11 324,4 DEA CAPITAL 1,486 -0,87 1,4738 1,125 1,6 30,58 455,6 DE'LONGHI 7,9 -2,47 8,0816 5,82 9,3 34,35 26/04/11 1.181,1 DEUTSCHE BANK 28,52 1,06 28,969 21,52 48,57 -26,87 27/05/11 16.280,9 DEUTSCHE TELEKOM 9,03 1,18 9,0888 7,945 11,33 -6,04 13/05/11 39.382,7 DIASORIN 23,25 0,56 23,28 22,73 36,09 -27,82 20/06/11 1.295 DIGITAL BROS 1,248 -0,79 1,2347 0,936 1,573 -17,35 08/12/08 17,6 DMAIL GROUP 2,092 4,5 2,0484 1,987 3,265 -28,36 19/05/08 16 DMT 16,4 -2,21 16,5236 14,87 23,51 8,61 185,4 E EDISON 0,84 -0,24 0,8418 0,736 0,9585 -2,33 12/04/10 4.352,1 EDISON RSP 0,948 7,79 0,9417 0,858 1,287 -22,61 12/04/10 104,8 EEMS 0,723 1,9 0,7214 0,62 1,539 -45,92 31,5 EL EN 10,33 3,3 10,1242 8,56 15,14 -18,53 23/05/11 49,8 ELICA 0,959 -0,1 0,9478 0,9515 1,768 -33,17 23/05/11 60,7 EMAK 2,35 -2,08 2,3561 2,174 4,6 -47,07 06/06/11 65 ENEL 3,33 - 3,3692 2,9 4,832 -10,96 21/11/11 31.313,2 ENEL GREEN POWER 1,687 1,14 1,6811 1,492 2,048 6,7 23/05/11 8.435 ENERVIT 1,85 2,78 1,85 1,217 2,398 48,71 23/05/11 32,9 ENGINEERING 23,25 -2,31 22,9351 19,27 24,32 9,98 13/06/11 290,6 ENI 15,98 1,08 16,1111 12,17 18,42 -2,2 19/09/11 64.005,6 E.ON 16,84 0,84 16,8211 13,05 25,05 -27,07 07/05/09 33.696,8 ERG 9,1 0,5 9,1087 7,9 10,44 -12,92 23/05/11 1.367,9 ERGYCAPITAL 0,3171 0,13 0,3171 0,2901 0,498 -34,01 30,1 ESPRESSO 1,275 -1,24 1,2887 1,094 2,104 -24,82 23/05/11 523 ESPRINET 2,814 -0,64 2,8189 2,79 6,275 -49,11 02/05/11 147,5 EUROTECH 1,643 0,31 1,6367 1,563 2,44 -12,84 58,4 EXOR 15,58 -0,19 15,7801 13,44 25,76 -36,87 23/05/11 2.496,8 EXOR PRV 14,76 0,27 15,0044 12,51 21,3 -20,65 23/05/11 1.133,6 EXOR RSP 13,86 -0,43 14,0066 10,85 20,1 -25,32 23/05/11 127,1 EXPRIVIA 0,7175 -0,62 0,7096 0,68 1,155 -24,63 02/05/11 37,2 F FALCK RENEWABLES 0,8335 2,58 0,8408 0,6855 1,7576 -50,24 23/05/11 242,9 FIAT 4,22 -0,94 4,2977 3,598 8,05 -36,98 18/04/11 4.611,1 FIAT INDUSTRIAL 6,36 -0,86 6,4662 4,888 10,66 - 6.947,2 FIAT INDUSTRIAL PRV 4,318 0,28 4,3775 2,61 7,415 - 446 FIAT INDUSTRIAL RSP 4,49 0,49 4,555 2,738 7,395 - 358,8 FIAT P 3,59 -1,27 3,6627 2,53 6,385 -32,82 18/04/11 370,8 FIAT RSP 3,7 -0,54 3,7657 2,582 6,375 -30,51 18/04/11 295,7 FIDIA 2,87 -2,38 2,9157 2,7 4,14 -22,38 20/05/02 14,7 FIERA MILANO 3,786 2,16 3,7485 3,45 4,916 -13,41 04/05/09 159,6 FINMECCANICA 4,564 -0,74 4,6438 4,468 9,865 -46,34 23/05/11 2.638,7 FNM 0,336 0,9 0,3403 0,333 0,515 -34,12 83,5 FONDIARIA SAI 1,455 -2,41 1,4885 1,16 4,3675 -59,77 24/05/10 534,1 FONDIARIA SAI RSP 0,688 -2,06 0,701 0,67 2,9414 -72,72 24/05/10 87,8 FRANCE TELECOM SA 12,7 1,2 12,7 11,41 16,44 -22,09 10/06/11 33.202,2 FULLSIX 2,052 - 2,0501 1,071 3,262 88,95 22,9 G GABETTI 0,0638 1,27 0,063 0,0585 0,2451 -70,48 15/05/06 16,3 GAS PLUS 6,65 -3,62 6,7384 2,23 7,15 67,3 24/05/10 298,6 GDF SUEZ 20,73 -0,81 20,73 18,7 30 -24,23 04/05/11 45.474,2 GEFRAN 2,824 -0,91 2,8452 2,824 5,25 -33,86 16/05/11 40,7 GEMINA 0,6435 0,78 0,6473 0,54 0,7655 21,07 18/06/07 945,4 GEMINA RSP 0,849 - 0,8454 0,79 1,17 -10,49 18/05/09 3,2 GENERALI 12,66 0,96 12,7685 10,65 16,99 -10,91 23/05/11 19.710 GEOX 2,722 -1,02 2,7788 2,59 4,95 -20,47 23/05/11 705,6 GREENVISION 5,045 0,7 5,034 4,29 5,41 4,02 25/05/09 29,6 GRUPPO MINERALI MAFFEI 4,002 -2,86 4,0027 2,9 4,49 -10,47 24 H HERA 1,177 0,26 1,181 1,02 1,76 -24,02 06/06/11 1.312,4 I I GRANDI VIAGGI 0,7 1,23 0,6968 0,6915 1,08 -14,27 07/04/08 31,5 IGD 1,047 3,56 1,0403 1,011 1,755 -28,14 23/05/11 323,8 IL SOLE 24 ORE 0,91 9,44 0,8776 0,75 1,51 -34,2 28/04/08 39,4 IMA 13,87 -0,22 13,9615 12,57 15,2 -5,26 23/05/11 510,8 IMMSI 0,617 -0,48 0,6113 0,5305 0,91 -24,34 24/05/11 211,8 IMPREGILO 2,046 -1,54 2,0694 1,52 2,4625 -3,38 18/07/11 823,4 IMPREGILO RSP 7,8 - 7,8 7,05 8,2 -1,2 18/07/11 12,6 INDESIT 4,4 -1,35 4,4698 4,36 9,015 -45,21 17/05/11 500,1 INDESIT RSP 4,74 3,27 4,593 4,382 7,34 -30,95 17/05/11 2,4 INDUSTRIA E INNOVAZIONE 2,098 4,9 2,098 1,671 2,89 -10,72 49,2 ING GROEP 6,085 5 6,1023 4,48 9,375 -15,95 14/08/08 12.543 INTEK 0,3819 -0,78 0,3811 0,2714 0,54 -3,07 20/06/11 49,8 INTEK R 0,695 2,96 0,688 0,66 0,815 -0,71 20/06/11 4 INTERPUMP 4,818 2,77 4,7817 3,88 6,175 -15,4 09/05/11 470,5 INTESA SANPAOLO 1,2 3,54 1,2153 0,868 2,3294 -34,27 23/05/11 18.601,5 INTESA SANPAOLO RSP 1 3,63 1,0144 0,766 1,978 -36,35 23/05/11 932,5 INV E SVIL 2012 W 0,0025 - 0,0025 0,0015 0,0068 -13,79 23/05/11 932,5 INVEST E SVILUPPO 0,47 0,34 0,4684 0,4684 1,87 -62,4 18/06/01 5,9 IRCE 1,94 0,57 1,9263 1,528 2,708 24,76 09/05/11 54,6 IREN 0,823 0,24 0,8312 0,7665 1,407 -34,32 23/05/11 972,6 ISAGRO 2,93 1,74 2,917 2,53 4,034 -13,7 16/05/11 51,4 IT WAY 1,259 2,36 1,2316 1,166 2,7643 -51,87 02/02/09 10 ITALCEMENTI 4,68 -2,5 4,7067 4,178 7,65 -26,01 23/05/11 828,9 ITALCEMENTI RSP 2,112 -2,49 2,1734 1,924 3,886 -39,31 23/05/11 222,7 ITALMOBILIARE 19,15 -0,57 19,3279 18,75 29,9 -23,71 06/06/11 424,8 ITALMOBILIARE RSP 12,24 0,33 12,0905 11,93 19,73 -30,96 06/06/11 200 ITALY1 INVESTMENT 9,85 1,55 9,859 8,7681 10,08 - 147,8 J JUVENTUS FC 0,58 - 0,5745 0,5675 0,986 -39,36 04/11/02 116,9 K KERSELF 1,668 0,48 1,6623 1,242 3,7 -53,67 24/05/10 29,1 KINEXIA 1,217 3,14 1,1968 1,18 2,135 -41,77 17/07/91 26 KME GROUP 0,3214 1,16 0,3199 0,2475 0,391 -3,34 09/05/11 143,8 KME GROUP RSP 0,546 -5,62 0,5466 0,546 0,7235 -5,86 09/05/11 23,9 KME GROUP 2011 W 0,002 - 0,0019 0,002 0,0219 -88,57 09/05/11 23,9 K.R.ENERGY 0,0266 -0,37 0,0263 0,0237 0,0737 -61,62 25,9 L LA DORIA 1,618 - 1,618 1,468 2,068 -14,35 23/05/11 50,2 LANDI RENZO 1,436 -0,28 1,4415 1,421 3,015 -51,89 23/05/11 161,6 LAZIO S.S. 0,695 -4,92 0,7088 0,4101 0,9095 -4,92 47,1 LE BUONE SOCIETA' 0,333 - 0,315 0,3 0,755 -16,33 29/04/02 3,5 L'OREAL 79,05 - 78,1969 71 90,4 -7,22 29/04/11 47.620,7 LOTTOMATICA 12,99 -2,48 13,1849 8,925 15,44 40,05 24/05/10 2.236,1 LUXOTTICA GROUP 20,99 2,19 20,8588 18,73 23,49 -7,94 23/05/11 9.804,7 LVMH 116 1,49 116,3656 97,1 130,8 -8,65 29/11/10 56.832,7 M MAIRE TECNIMONT 1,085 0,93 1,0971 0,5595 3,6375 -67,05 16/05/11 349,9 MARCOLIN 3,85 5,48 3,8259 3,226 5,47 -11,9 09/05/11 239,2 MARR 7,435 -0,6 7,4981 7,01 9,46 -14,29 23/05/11 494,6 M&C 0,2071 -3,67 0,2076 0,205 0,23 -3,31 98,2 MEDIACONTECH 1,662 0,79 1,6077 1,57 2,47 -29,65 22/04/02 30,9 MEDIASET 2,508 -2,94 2,5325 2,142 4,9225 -44,61 23/05/11 2.962,5 MEDIOBANCA 5,715 0,18 5,7644 5,4 8,01 -14,19 21/11/11 4.921,4 MEDIOLANUM 2,694 -1,61 2,756 2,218 4,084 -12,89 23/05/11 1.976,8 MERIDIANA FLY 0,0449 -1,32 0,0446 0,0434 0,0918 -0,44 62,6 MERIDIE 0,0926 -7,86 0,0986 0,0926 0,3575 -73,54 4,7 MID INDUSTRY CAPITAL 10,35 - 10,35 9,11 10,73 3,5 11/05/09 39,3 MILANO ASS 0,2835 -1,36 0,2846 0,2334 0,8951 -62,39 26/04/10 522,3 MILANO ASS RSP 0,25 -1,69 0,2512 0,2315 0,8676 -67,93 26/04/10 25,6 MITTEL 2,1 -1,69 2,1295 1,624 3,1975 -32,42 28/02/11 148,1 MOLMED 0,4969 0,4 0,4945 0,381 0,7665 22,09 104,6 MONDADORI 1,432 0,14 1,4353 1,413 2,868 -45,96 23/05/11 352,9 MONDO HE 0,42 16,41 0,3975 0,1566 0,72 144,9 8,7 MONDO TV 4,19 0,05 4,1045 4,18 7,2 -11,88 28/02/05 18,5 MONRIF 0,3457 -6,54 0,3513 0,334 0,46 -14,64 22/05/06 51,9 MONTEFIBRE 0,1239 1,98 0,12 0,103 0,175 -18,22 20/05/02 16,1 MONTEFIBRE RSP 0,2021 -7,17 0,2024 0,196 0,33 -31,95 19/05/03 5,3 MONTI ASCENSORI 0,2099 2,89 0,2025 0,1942 0,848 -75,58 20/09/10 2,8 MUNICH RE 93,7 -0,85 93,5833 78,65 125 -17,88 21/04/11 19.340 MUTUIONLINE 3,99 1,27 3,9919 3,934 5,59 -17,39 02/05/11 157,7 N NICE 2,78 -1,07 2,7692 2,33 3,4 -8,55 23/05/11 322,5 NOEMALIFE 5,5 - 5,5 5,335 6,39 -13,18 23,8 NOKIA CORPORATION 4,876 -0,2 4,9569 3,462 8,45 -36,96 04/05/11 18.533,4 NOVA RE 1,09 - 1,09 1,09 1,175 -6,84 04/06/07 14,7 O OLIDATA 0,3438 - 0,3488 0,342 0,67 -42,7 10/05/04 11,7 P PANARIAGROUP 1,007 -1,76 1,0142 1,007 1,622 -34,31 11/05/09 45,7 PARMALAT 1,577 0,45 1,5723 1,479 2,64 -23,07 18/04/11 2.767,4 PARMALAT 2015 W 0,5695 0,09 0,5725 0,4912 1,56 -45,55 18/04/11 2.767,4 PHILIPS 15,22 - 15,2425 12,12 25,5 -33,54 04/04/11 14.800,1 PIAGGIO 2,42 0,83 2,4514 2,138 3 2,87 16/05/11 899,7 PIERREL 1,408 0,57 1,3914 1,338 3,8125 -58,59 21 PININFARINA 2,984 2,75 2,9757 2,894 7,1 -15,65 23/05/05 90 PIQUADRO 1,85 -0,54 1,8936 1,742 2,91 -1,49 25/07/11 92,5 PIRELLI E C. 6,48 1,41 6,5211 4,912 7,675 7,11 23/05/11 3.082,8 PIRELLI E C. RSP 4,82 3,3 4,7936 3,898 6,31 -14,08 23/05/11 59,1 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 5,035 0,7 4,8731 5 10,11 -45,77 08/05/00 6 POLIGRAFICI EDITORIALE 0,37 1,65 0,3544 0,3591 0,4949 -22,43 21/05/07 48,8 POLTRONA FRAU 0,816 -2,68 0,8267 0,7795 1,468 -15 26/05/08 114,5 PPR 113,9 4,98 113,9 94,7 132,1 -5,59 21/05/10 14.414,7 PRAMAC 0,957 -0,16 0,9595 0,72 1,205 -9,46 30/06/08 29,2 PRELIOS 0,1963 -3,25 0,1992 0,1935 0,5925 -55,99 21/04/08 165,1 PREMAFIN 0,1997 -0,25 0,2 0,1997 0,792 -73,07 26/05/08 81,9 PREMUDA 0,46 1,08 0,4576 0,4551 0,766 -39,35 20/06/11 86,3 PRIMA INDUSTRIE 6,97 0,8 7,0016 5,88 10,03 -3,8 26/05/08 60,2 PRYSMIAN 10,6 -0,66 10,7422 9,415 15,95 -16,86 18/04/11 2.272,6 R RATTI 1,748 - 1,7362 1,618 2,42 1,45 18/05/98 47,8 RCF GROUP 0,66 - 0,6645 0,615 0,8865 -24,57 09/05/11 21,1 RCS MEDIAGROUP 0,6905 -2,68 0,7036 0,635 1,354 -32,83 19/05/08 505,9 RCS MEDIAGROUP RSP 0,5795 1,49 0,5738 0,527 0,8795 -20,56 17 RDB 0,3984 -1,7 0,3949 0,3984 2,0775 -80,08 12/05/08 18,3 RECORDATI 6,015 0,33 6,0331 5,955 7,805 -14,74 18/04/11 1.257,9 RENAULT 29,93 -1,55 29,8753 23 49,34 -31,16 11/05/11 8.528,2 RENO DE MEDICI 0,1666 -2,52 0,1664 0,1655 0,2485 -31,55 13/05/02 62,9 REPLY 16,08 0,82 16,1623 15,95 21,49 -18,71 30/05/11 148,3 RETELIT 0,365 -0,82 0,3658 0,279 0,607 2,67 58,3 RICCHETTI 0,1689 - 0,1627 0,16 0,305 -35,04 19/05/08 13,8 RICHARD GINORI 1735 0,2902 -4,22 0,2936 0,29 0,584 -35,94 27/05/02 13,4 RISANAMENTO 0,1145 0,53 0,1142 0,1052 0,2925 -48,82 19/06/06 92,9 ROMA A.S. 0,565 -4,32 0,5701 0,565 1,249 -46,45 74,9 ROSSS 0,94 - 0,9409 0,93 1,392 -33,62 10,9 RWE 28,8 -1,97 29,9602 21,77 55,22 -44,5 21/04/11 15.074,1 S SABAF 14,07 -1,47 14,0442 12 25,3 -44,8 23/05/11 162,3 SADI SERVIZI INDUSTR 0,29 0,35 0,2905 0,2348 0,4 -15,82 06/06/11 26,9 SAES GETTERS 5,995 0,42 5,981 5,29 8,8 -13,62 26/04/11 88 SAES GETTERS RSP 4,2 0,53 4,1829 3,85 6,18 -16 26/04/11 31 SAFILO GROUP 5,135 -7,73 5,2505 5,135 13,72 -61,42 12/05/08 291,8 SAIPEM 32,18 1,96 32,4302 23,55 38,52 -12,65 23/05/11 14.200,2 SAIPEM RCV 31 - 31 30,85 39,25 -15,07 23/05/11 4,2 SALVATORE FERRAGAMO 12,18 2,01 12,1871 8,705 13,7 - 2.051,2 SANOFI 49,85 1,73 49,6583 45,45 56,15 2,55 16/05/11 65.578,9 SAP 44,63 -0,42 44,3896 33,54 45,93 16,56 26/05/11 54.705,8 SARAS 1,076 1,32 1,0843 0,965 2,0225 -31,68 18/05/09 1.023,3 SAT 9,65 2,12 9,3216 8,77 10,7 -5,58 23/05/11 95,1 SAVE 6,8 2,26 6,7718 6,34 8,1 -11,46 02/05/11 376,3 SCREEN SERVICE 0,3075 -6,82 0,3227 0,3075 0,6395 -52,47 28/02/11 42,6 SEAT PAGINE GIALLE 0,0354 0,57 0,0357 0,0349 0,095 -57,19 21/05/07 68,2 SEAT PAGINE GIALLE RSP 0,88 3,53 0,88 0,725 1,7 7,32 19/05/08 0,6 SERVIZI ITALIA 4,89 - 4,8691 4,562 7,35 -17,54 02/05/11 79,2 SETECO INTERNATIONAL 0,299 - 0,299 0,299 0,299 - 7,8 SIAS 5,63 0,45 5,647 5,435 8,78 -22,13 31/10/11 1.280,8 SIEMENS 74,1 2,07 74,0263 64,35 99,2 -20,32 26/01/11 67.742,5 SNAI 1,98 -4,35 2,0039 1,77 2,7725 -26,8 24/07/00 231,3 SNAM RETE GAS 3,412 -1,1 3,4259 3,182 4,286 -8,28 24/10/11 12.184,9 SOCIETE GENERALE 18,63 6,7 18,7772 15,5 52,1 -54,44 31/05/11 10.818,9 SOGEFI 2,322 -1,28 2,3864 1,93 2,95 -5,99 26/04/11 270,9 SOL 4,394 1,01 4,3572 4,35 6,05 -10,87 23/05/11 398,5 SOPAF 0,0384 -3,03 0,0386 0,0371 0,0958 -49,67 25/05/08 16,2 SORIN 1,372 -4,26 1,3897 1,372 2,102 -20,23 656,8 STEFANEL 0,3648 2,18 0,3629 0,319 0,66 -25,63 08/05/06 30,8 STEFANEL RSP 167,5 - 167,5 166,7 167,5 0,48 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 5,375 1,51 5,3968 4,028 9,645 -31,66 28/11/11 4.894,3 T TAMBURI 1,46 -0,95 1,4476 1,402 1,59 4,29 09/03/11 198,6 TAS 0,5045 0,5 0,5111 0,4932 1,45 -23,21 05/05/03 21,1 TELECOM ITALIA 0,8675 -0,57 0,8753 0,725 1,144 -10,29 18/04/11 11.639,1 TELECOM ITALIA RSP 0,7395 -0,14 0,7437 0,6645 1,025 -8,93 18/04/11 4.456,3 TELECOM ITALIA MEDIA 0,1664 2,09 0,1651 0,1495 0,2397 -30,03 24/04/06 240,7 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,204 - 0,204 0,204 0,4 -36,74 24/04/06 1,1 TELEFONICA 14,2 0,71 14,2812 12,61 18,61 -16,62 08/11/10 66.811 TENARIS 12,85 0,08 13,0831 9,055 18,51 -29,97 20/06/11 15.169,9 TERNA 2,782 -0,14 2,801 2,424 3,476 -11,96 20/06/11 5.591,8 TERNIENERGIA 2,732 0,81 2,7693 2,096 3,78 -21,94 09/05/11 76 TESMEC 0,419 7,44 0,3978 0,341 0,712 -35,04 23/05/11 44,9 TISCALI 0,0467 2,19 0,0466 0,0415 0,0896 -41,92 86,9 TOD'S 71 2,45 70,5794 61,05 96,55 -3,92 23/05/11 2.173,3 TOSCANA FINANZA 1,42 -5,96 1,4234 1,42 1,72 -2,61 43,4 TOTAL 37,85 2,3 37,3422 30,5 45,62 -5,96 23/05/11 89.772,9 TREVI 7,29 -2,61 7,4023 6,83 11,34 -32,37 11/07/11 466,6 TXT E-SOLUTIONS 11,36 -0,35 11,3736 5,37 12 111,94 08/05/06 29,8 U UBI BANCA 2,662 0,53 2,6994 2,2 7,3746 -56,6 23/05/11 2.400,4 UNI LAND 0,504 - 0,5019 0,49 0,53 -0,88 12/05/08 80,5 UNICREDIT 0,808 2,08 0,817 0,6505 1,997 -47,8 23/05/11 15.573,6 UNICREDIT RSP 1,396 - 1,3882 1,3 2,15 -25,78 23/05/11 33,8 UNILEVER 24,5 - 24,5 20,96 25,24 3,11 09/02/11 42.010,8 UNIPOL 0,29 0,03 0,2916 0,2576 0,5475 -37,16 24/05/10 613,1 UNIPOL P 0,21 0,05 0,2111 0,1908 0,419 -41,59 24/05/10 273,5 V VALSOIA 4 - 4,0694 4 4,78 -4,76 09/05/11 41,8 VIANINI INDUSTRIA 1,285 2,72 1,2673 1,15 1,52 0,31 23/05/11 38,7 VIANINI LAVORI 3,744 0,54 3,7004 3,658 4,64 -5,93 23/05/11 164 VITTORIA ASS 3,116 0,52 3,0909 2,594 4,11 -12,23 16/05/11 210 VIVENDI 15,71 3,29 15,7701 14,59 22 -21,92 05/05/11 18.383,9 W W CAMFIN 11 0,0235 12,44 0,0241 0,0175 0,0838 -63,28 05/05/11 18.383,9 W ERGYCAPIT 16 0,0981 - 0,0918 0,07 0,1478 -23,36 05/05/11 18.383,9 W GABETTI 13 0,0249 - 0,0249 0,021 0,0982 -71,05 05/05/11 18.383,9 W INTERPUMP 12 0,47 2,2 0,4491 0,4598 0,853 -25,28 05/05/11 18.383,9 W PRI 2013 1,45 - 1,3491 1,2 3,2 -7,94 05/05/11 18.383,9 W RGINORI 2013 0,0085 -12,37 0,0085 0,005 0,0265 -37,04 05/05/11 18.383,9 W TISCALI 14 0,0014 - 0,0014 0,0013 0,0025 -36,36 05/05/11 18.383,9 W UAI 2011-2015 - - - - - - 05/05/11 18.383,9 WARR AEDES 2009-2014 0,0138 13,11 0,0149 0,0122 0,0489 -66,26 05/05/11 18.383,9 WARR BPM 09-13 0,203 -24,79 0,2236 0,203 1,2 -83,07 05/05/11 18.383,9 WARR CREVAL 2014 0,1034 2,38 0,1013 0,095 0,275 -56,92 05/05/11 18.383,9 WARR ERGYCAPITAL 11 0,0025 -28,57 0,0025 0,0025 0,0295 -90,91 05/05/11 18.383,9 WARR FIRST CAPITAL 2013 - - - - - - 05/05/11 18.383,9 WARR IKF 10-14 - - - - - - 05/05/11 18.383,9 WARR INTEK 2011 0,0019 5,56 0,0018 0,0016 0,029 -92,24 05/05/11 18.383,9 WARR ITALY1 0,51 - 0,51 0,37 0,789 - 05/05/11 18.383,9 WARR KME 09-11 0,0019 -5 0,0019 0,0013 0,0174 -86,62 05/05/11 18.383,9 WARR KRE 09-12 0,0079 - 0,0079 0,007 0,024 -66,38 05/05/11 18.383,9 WARR MADE IN ITALY 1 - - - - - - 05/05/11 18.383,9 WARR MERIDIE 11 0,0011 - 0,0011 0,0011 0,0179 -93,82 05/05/11 18.383,9 WARR PIERREL 08-12 0,07 -15,66 0,07 0,04 0,25 -68,04 05/05/11 18.383,9 WARR RETELIT 08-11 0,0872 -7,14 0,0872 0,0303 0,1711 81,67 05/05/11 18.383,9 WARR TAMBURI 2013 0,11 - 0,0816 0,0731 0,51 -50 05/05/11 18.383,9 WARR UNIPOL PRV 2013 0,0102 5,15 0,0101 0,009 0,0249 -54,87 05/05/11 18.383,9 WARR UNIPOL 2013 0,0092 -1,08 0,0089 0,0079 0,0243 -60,34 05/05/11 18.383,9 Y YOOX 10,53 0,57 10,4613 8,15 13,32 9,46 558,8 YORKVILLE BHN 1,73 0,06 1,6977 1,7 5,35 -68,37 18/03/93 1,7 Z ZIGNAGO VETRO 4,944 0,2 4,9762 4,552 5,69 3,43 09/05/11 395,5 ZUCCHI 0,2264 19,98 0,2264 0,1074 0,3791 101,42 01/08/05 5,5 ZUCCHI RSP 0,1485 19,95 0,1485 0,0769 0,1884 79,35 19/05/08 0,5 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario
19Mercoledì 9 novembre 2011 Goditi la vita!e vai gratis in vacanza Goditi la vita! Scegli Chateau d'Ax. SCEGLI LA CASA CHATEAU D'AX CON: DIVANO COMPONIBILE LITERIE (5 elementi da 1 posto) + MOBILE LIVING KUADRA (cm 330) + CUCINA LERICI (cm 360) COMPLETA DI: LAVELLO, MISCELATORE E CAPPA + LETTO LITT + 2 COMODINI + COMÒ + ARMADIO 2 ANTE SCORREVOLI MAXI = FAI IL CONTO UN SOGNO DI CASA CON 11.708 LITT IL LETTO DEL GF 12 1.458 LETTO CON RETE ORTOPEDICA E CONTENITORE CHE RIALZA IL PIANO DEL LETTO PER RIFARLO FACILMENTE. RIVESTIMENTO A SCELTA TRA I COLORI DELLA CATEGORIA SPECIAL. LERICI LA CUCINA DEL GF 12 2.374 CUCINA (CM 360) COME FOTO. BIANCO LUCIDO ABBINATO A 14 FINITURE LEGNO. COMPLETA DI: LAVELLO, MISCELATORE E CAPPA. Acquista da Chateau d'Ax e raccogli i punti per andare gratis in vacanza! Per verificare i termini e le condizioni vedi il regolamento sul sito http://travelcard.iperclub.it/travelcard/regolamento.asp Quote iscrizioni escluse. Offerta valida solo nei negozi che aderiscono all'iniziativa. Acquisto minimo 1.000.
54 Mercoledì 9 novembre 2011 ALLA SCALA VIA FILODRAMMATICI, 2 - 02/88791 Il 10/11, Filarmonica della Scala Direttore: Daniel Barenboim. ore 20.00 ARSENALE VIA CESARE CORRENTI, 11 - 02/8321999 Un'ora con Dante: in Paradiso ore 21.00 AUDITORIUM DI MILANO LARGO G. MAHLER - 02/83389201 LaVerdi Barocca Direttore: Ruben Jais. ore 20.30 CARCANOCORSO DI PORTA ROMANA, 65 - 02/55181377 Per non morire di mafia Regia di Alessio Pizzech. ore 10.30 Il berretto a sonagli Regia di Mauro Bolognini ripresa da Sebastiano Lo Monaco. ore 20.30 CRT SALONE VIA ULISSE DINI, 7 - 02/89512220 Dal 10/10, Manichini Regia di Rosario Palazzolo. ore 21.00 ELFO PUCCINIC.SO BUENOS AIRES, 33 - 02/00660606 Sala Bausch: Iancu, un Paese vuol dire Regia di Salvatore Tramacere. ore 20.00 Sala Bausch: La colonna sonora ore 9.30-10.45 Sala Fassbinder: The History Boys Regia di F. Bruni e E. De Capitani. ore 20.30 Sala Shakespeare: Il racconto d'inverno Regia di F. Bruni e E. De Capitani. ore 21.00 FRANCO PARENTI VIA PIER LOMBARDO, 14 - 02/59995206 Sala 3: La mite Regia di Monica Conti. ore 20.45 Sala A come A: La belle joyeuse Regia di Gianfranco Fiore. ore 20.30 Sala Grande: Roman e il suo cucciolo Regia di Alessandro Gassman. ore 19.30 LIBERO VIA SAVONA, 10 - 02/8323126 Dal 10/11, La Confessione ore 21.00 LITTA CORSO MAGENTA, 24 - 02/86454545 Non si sa come Regia di Pasquale Marrazz. ore 20.30 Sala La Cavallerizza: Marilyn mon... amour Regia di C. Petruzzelli e S. G. Mendola. ore 21.00 MANZONI VIA MANZONI, 42 - 02/7636901 Stanno suonando la nostra canzone Regia di Gianluca Guidi. ore 20.45 MENOTTI - TIEFFE VIA CIRO MENOTTI, 11 - 02/36592544 Teresa la ladra Regia di Francesco Tavassi. ore 19.30 NUOVO PIAZZA SAN BABILA - 02/76000086-02/794026 Aria Precaria Regia di Leo Muscato. ore 20.45 PICCOLO TEATRO GRASSI VIA ROVELLO, 2 - 848/800304 Arlecchino servitore di due padroni Regia di Giorgio Strehler messa in scena da Ferruccio Soleri. ore 15.00-20.30 PICCOLO TEATRO STREHLER LARGO GREPPI, 1 - 848/800304 I mercoledi' del Touring ore 16.30 Marco Paolini - ITIS Galileo ore 20.30 PICCOLO TEATRO STUDIO VIA RIVOLI, 6 - 848/800304 Dal 10/11, Gnam Gnam, Grunf Grunf, Slap Slap, Tic Tic. Cibo Sensibile Regia di Antonio Catalano. ore 9.30 SAN BABILA CORSO VENEZIA 2/A - 02/795469 Gin Game Regia di Francesco Macedonio. ore 21.00 SALA FONTANA VIA BOLTRAFFIO, 21 - 02/69015733 Dal 12/11, Gian Burrasca Regia di Valentina Buttafarro. ore 16.00 TEATRO SMERALDO PIAZZA XXV APRILE, 10 - 02/29006767 Snow on the Mesa ore 20.45 TEATRO DAL VERME VIA SAN GIOVANNI SUL MURO, 2 - 02/87905 il 10/11, Sala Piccola: Music Club # 4 (John Gran) ore 18.30 TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI VIALE DELL'INNOVAZIONE, 20 - 02/641142200 Ivano Fossati ore 21.00 TEATRO FILODRAMMATICI VIA FILODRAMMATICI, 1 - 02/36727550 Frammenti di me. Virginia Woolf Regia di Corrado Accordino. ore 19.30 TEATRO LEONARDO DA VINCI VIA AMPERE, 1 - 02/26681166 Io me ne frego! Uno spettacolo sul bullismo Regia di V. Cavalli, C. Intropido. ore 10.00 TEATRO NAZIONALE PIAZZA PIEMONTE, 12 - 02/48007700 Sister Act - Il Musical ore 20.30 TEATRO OSCAR VIA LATTANZIO, 58 - 02/36503740 I parenti terribili Regia di Annig Raimondi. ore 21.00 TEATRO VERDI VIA PASTRENGO, 16 - 02/60736060 IF-OFF incontri e suggestioni intorno ad IF festival ore 19.30-21.15 ::: TEATRI ::: CINEMA MILANO LEGENDA: = DA EVITARE = COSÌ COSÌ = BELLO = DA NON PERDERE ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 - 026597732 Faust SALA CINQUANTA Drammatico. Di Aleksander Sokurov con Johannes Zeiler EURO 5,00-5,50 15.00-17.30-20.00-22.30 This Must Be the Place SALA CENTO Drammatico. Di Paolo Sorrentino con Sean Penn EURO 5,00-5,50 15.10-17.30-20.00-22.30 Una separazione SALA DUECENTO Drammatico. Di Asghar Farhadi con Sareh Bayat EURO 5,00-5,50 15.00-17.30-20.00-22.30 La kryptonite nella borsa SALA QUATTROCENTO Commedia. Di Ivan Cotroneo con Valeria Golino EURO 5,00-5,50 14.40-16.35-18.30-20.30-22.30 APOLLO SPAZIOCINEMAGALL. DE CRISTOFORIS 3 - 02780390 Quando la notte SALA GEA Drammatico. Di Cristina Comencini con Claudia Pandolfi EURO 5,50-5,50 13.00-15.00-17.20-19.40 Pina 3D SALA FEDRA Musicale. Di Wim Wenders con Pina Bausch EURO 10,00-10,00 13.00-15.20-17.30-19.40-21.50 Tomboy SALA ELETTRA Drammatico. Di Celine Sciamma con Zoe' Heran EURO 5,50-5,50 13.00-15.00-16.40-18.20-20.00-21.50 Colazione da Tiffany SALA DAFNE Commedia. Di Blake Edwards con Audrey Hepburn EURO 5,50-7,50 15.30-17.30-19.40-21.50 L'amore all'improvviso - Larry Crowne SALA URANIA Sentimentale. Di Tom Hanks con Tom Hanks EURO 5,50-5,50 13.00-15.20-22.00 Carnage SALA URANIA Commedia. Di Roman Polanski con Jodie Foster EURO 5,50 17.50-20.00-21.50 ARCOBALENO FILMCENTER VIALE TUNISIA 11 - 0229406054-199199166 Colazione da Tiffany SALA 1 Commedia. Di Blake Edwards con Audrey Hepburn EURO 4,50-7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 La peggior settimana della mia vita SALA 2 Commedia. Di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi EURO 4,50-5,50 15.00-17.30-22.30 Le avventure di Tintin 3D SALA 3 Animazione. Di Steven Spielberg EURO 8,50 15.00-17.30 This Must Be the Place SALA 3 Drammatico. Di Paolo Sorrentino con Sean Penn EURO 5,50 20.00-22.30 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 - 0248.003901 Melancholia Drammatico. Di Lars Von Trier con Kirsten Dunst EURO 5,00 15.40-18.20-21.00 ARLECCHINO VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 - 0276001214-199445668 Una separazione Drammatico. Di Asghar Farhadi con Sareh Bayat 15.15-17.40-20.05-22.30 CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 - 02874826 Io sono Li SALA 1 Drammatico. Di Andrea Segre con Zhao Tao EURO 4,50-5,50 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 Missione di pace SALA 2 Commedia. Di Francesco Lagi con Silvio Orlando EURO 4,50-5,50 14.30-22.30 L'amore che resta SALA 2 Drammatico. Di Gus Van Sant con Henry Hopper EURO 4,50-5,50 16.30-18.30-20.30 COLOSSEO V.LE MONTE NERO, 84 - 0259901361-199445668 La peggior settimana della mia vita SALA VENEZIA Commedia. Di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 I soliti idioti SALA CANNES Commedia. Di Enrico Lando con Fabrizio Biggio 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 This Must Be the Place SALA BERLINO Drammatico. Di Paolo Sorrentino con Sean Penn 15.00-17.30-20.00-22.30 Le avventure di Tintin 3D SALA SUNDANCE Animazione. Di Steven Spielberg 15.00-17.30-20.00 Melancholia SALA SUNDANCE Drammatico. Di Lars Von Trier con Kirsten Dunst 22.00 La kryptonite nella borsa SALA LOCARNO Commedia. Di Ivan Cotroneo con Valeria Golino 15.30-17.50-20.20-22.30 DUCALE MULTISALA PIAZZA NAPOLI 27 - 0247719279-199199166 Colazione da Tiffany SALA 1 Commedia. Di Blake Edwards con Audrey Hepburn EURO 4,50-7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 I Puffi SALA 2 Animazione/fantasy. Di Raja Gosnell con Hank Azaria EURO 4,50 15.00 This Must Be the Place SALA 2 Drammatico. Di Paolo Sorrentino con Sean Penn EURO 4,50-5,50 17.30-20.00-22.30 I soliti idioti SALA 3 Commedia. Di Enrico Lando con Fabrizio Biggio EURO 4,50-5,50 15.00-17.30-20.00-22.30 La peggior settimana della mia vita SALA 4 Commedia. Di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi EURO 4,50-5,50 15.00-17.30-20.00-22.30 ELISEO MULTISALA VIA TORINO 64 - 0272008219-199445668 Quando la notte SALA KUBRICK Drammatico. Di Cristina Comencini con Claudia Pandolfi 15.30-17.50-20.10-22.30 Pina SALA OLMI Musicale. Di Wim Wenders con Pina Bausch 15.30-17.50-20.20-22.30 Faust SALA SCORSESE Drammatico. Di Aleksander Sokurov con Johannes Zeiler 15.00-17.30-20.00-22.30 Carnage SALA TRUFFAUT Commedia. Di Roman Polanski con Jodie Foster 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 GLORIA MULTISALA CORSO VERCELLI 18 - 0248008908 Le avventure di Tintin 3D SALA MARILYN Animazione. Di Steven Spielberg EURO 8,00 15.20-17.40-20.00-22.30 Precious SALA MARILYN Drammatico. Di Lee Daniels con Mo'Nique EURO 3,00 10.30 Amici di letto SALA GARBO Commedia. Di Will Gluck con Justin Timberlake EURO 4,50-5,50 15.30-17.50-20.10-22.30 MEXICO VIA SAVONA, 57 - 0248951802 Piazza Garibaldi Drammatico. Di Davide Ferrario con Salvatore Cantalupo EURO 5,00 16.00-18.00-20.00-22.00 ODEON - THE SPACE CINEMA VIA SANTA RADEGONDA, 8 - 892111 I soliti idioti SALA 1 Commedia. Di Enrico Lando con Fabrizio Biggio EURO 6,50 13.10-15.30-17.50-20.10-22.30 La peggior settimana della mia vita SALA 2 Commedia. Di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi EURO 6,50 12.30-14.50-17.20-19.40-22.00 Le avventure di Tintin 3D SALA 3 Animazione. Di Steven Spielberg EURO 11,00 12.00-14.30-17.00-19.30-22.00 This Must Be the Place SALA 4 Drammatico. Di Paolo Sorrentino con Sean Penn EURO 6,50 11.55-14.25-17.05-19.45-22.25 I tre Moschettieri 3D SALA 5 Avventura. Di Paul WS Anderson con Logan Lerman EURO 11,00 12.05-17.05 I tre Moschettieri SALA 5 Avventura. Di Paul WS Anderson con Logan Lerman EURO 6,50 14.35-19.40 Il domani che verra' SALA 5 Azione. Di Stuart Beattie con Caitlin Stasey EURO 6,50 22.15 Matrimonio a Parigi SALA 6 Commedia. Di Claudio Risi con Massimo Boldi EURO 6,50 19.50-22.20 Il domani che verra' SALA 6 Azione. Di Stuart Beattie con Caitlin Stasey EURO 6,50 12.10-14.40-17.10 Warrior SALA 7 Azione. Di Gavin O?Connor con Joel Edgerton EURO 6,50 12.20-15.35-18.50-22.05 Colazione da Tiffany SALA 8 Commedia. Di Blake Edwards con Audrey Hepburn EURO 6,50 12.00-14.30-17.10-19.50-22.25 Insidious SALA 9 Horror. Di James Wan con Patrick Wilson EURO 6,50 16.35-19.05-21.30 Arrietty SALA 9 Animazione. Di Hiromasa Yonebayashi EURO 6,50 12.00-14.15 La peggior settimana della mia vita SALA 10 Commedia. Di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi EURO 20,00 19.30-22.00 ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 - 0289403039 This Must Be the Place SALA BLU Drammatico. Di Paolo Sorrentino con Sean Penn EURO 4,50-5,50 15.00-17.30-20.00-22.30 Johnny English - La Rinascita SALA VERDE Commedia. Di Oliver Parker con Rowan Atkinson EURO 4,50-5,50 15,20-17,45-20,10-22,30 I soliti idioti SALA ROSSA Commedia. Di Enrico Lando con Fabrizio Biggio EURO 4,50-5,50 14.45-16.40-18.35-20.30-22.30 PALESTRINA VIA PALESTRINA, 7 - 026702700 Io sono Li Drammatico. Di Andrea Segre con Zhao Tao EURO 4,50 16.30-18.45-21.00 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 - 0229531103 I soliti idioti SALA 1 Commedia. Di Enrico Lando con Fabrizio Biggio EURO 4,50-5,50 15.00-17.30-20.20-22.30 Johnny English - La Rinascita SALA 2 Commedia. Di Oliver Parker con Rowan Atkinson EURO 4,50-5,50 15.00-17.30-20.10-22.30 Il domani che verra' SALA 3 Azione. Di Stuart Beattie con Caitlin Stasey EURO 4,50-5,50 15.30-17.50-20.20-22.30 This Must Be the Place SALA 4 Drammatico. Di Paolo Sorrentino con Sean Penn EURO 4,50-5,50 15.00-17.30-20.10-22.30 A Dangerous Method SALA 5 Drammatico. Di David Cronenberg con M. Fassbender EURO 4,50-5,50 15.30-17.50-20.10-22.30 L'amore all'improvviso - Larry Crowne SALA 6 Sentimentale. Di Tom Hanks con Tom Hanks EURO 4,50-5,50 15.30-17.50-20.20-22.30 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 - 892960 Quando la notte SALA 01 Drammatico. Di Cristina Comencini con Claudia Pandolfi EURO 6,50 19.50 Sexlist SALA 01 Commedia. Di Mark Mylod con Anna Faris EURO 6,50 14.20-17.05-22.25 I soliti idioti SALA 02 Commedia. Di Enrico Lando con Fabrizio Biggio EURO 6,50 14.00-16.10-18.20-20.30-22.40 Il domani che verra' SALA 03 Azione. Di Stuart Beattie con Caitlin Stasey EURO 6,50 14.40-17.15-19.50-22.25 Le avventure di Tintin 3D SALA 04 Animazione. Di Steven Spielberg EURO 10,50 14.00-16.50-19.40-22.15 Pina 3D SALA 05 Musicale. Di Wim Wenders con Pina Bausch EURO 9,00 16.05-19.20-22.25 L'amore all'improvviso - Larry Crowne SALA 06 Sentimentale. Di Tom Hanks con Tom Hanks EURO 6,50 20.10-22.30 Le avventure di Tintin SALA 06 Animazione. Di Steven Spielberg EURO 6,50 14.40-17.15 La kryptonite nella borsa SALA 07 Commedia. Di Ivan Cotroneo con Valeria Golino EURO 6,50 14.50-17.20-20.00-22.35 Bar Sport SALA 08 Commedia. Di Massimo Martelli con Claudio Bisio EURO 6,50 19.50-22.10 I tre Moschettieri SALA 08 Avventura. Di Paul WS Anderson con Logan Lerman EURO 6,50 14.20-17.10 Johnny English - La Rinascita SALA 09 Commedia. Di Oliver Parker con Rowan Atkinson EURO 6,50 14.35-17.10-19.45-22.15 La peggior settimana della mia vita SALA 10 Commedia. Di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi EURO 6,50 15.00-17.25-20.00-22.15 Maga Martina 2 SALA 11 Commedia. Di Harald Sicheritz con Alina Freund EURO 6,50 14.10 Warrior SALA 11 Azione. Di Gavin O?Connor con Joel Edgerton EURO 6,50 16.10-19.20-22.30 This Must Be the Place SALA 12 Drammatico. Di Paolo Sorrentino con Sean Penn EURO 6,50 14.40-17.20-20.00-22.35 Amici di letto SALA 13 Commedia. Di Will Gluck con Justin Timberlake EURO 6,50 20.15 I soliti idioti SALA 13 Commedia. Di Enrico Lando con Fabrizio Biggio EURO 6,50 15.00-17.15 Paranormal Activity 3 SALA 13 Horror. Di Ariel Schulman, Henry Joost con Katie Featherston EURO 6,50 22.40 Johnny English - La Rinascita SALA 14 Commedia. Di Oliver Parker con Rowan Atkinson EURO 6,50 15.00-17.40-20.10-22.40 I soliti idioti SALA 15 Commedia. Di Enrico Lando con Fabrizio Biggio EURO 6,50 15.30-17.40-19.50-22.10 Insidious SALA 16 Horror. Di James Wan con Patrick Wilson EURO 6,50 14.45-17.10-20.05-22.30 La peggior settimana della mia vita SALA 17 Commedia. Di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi EURO 6,50 13.50-16.05-18.15-20.25-22.40 Colazione da Tiffany SALA 18 Commedia. Di Blake Edwards con Audrey Hepburn EURO 8,20 15.00-17.30-20.00-22.30 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 - 892960 Johnny English - La Rinascita SALA 1 Commedia. Di Oliver Parker con Rowan Atkinson EURO 6,50-8,20 17.25-20.00-22.30 La peggior settimana della mia vita SALA 2 Commedia. Di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi EURO 6,50-8,20 17.40-20.20-22.40 I soliti idioti SALA 3 Commedia. Di Enrico Lando con Fabrizio Biggio EURO 6,50-8,20 18.10-20.30-22.45 Le avventure di Tintin 3D SALA 4 Animazione. Di Steven Spielberg EURO 10,50 17.30-20.00 Matrimonio a Parigi SALA 4 Commedia. Di Claudio Risi con Massimo Boldi EURO 8,20 22.35 La kryptonite nella borsa SALA 5 Commedia. Di Ivan Cotroneo con Valeria Golino EURO 6,50-8,20 17.30-20.00-22.30 Colazione da Tiffany SALA 6 Commedia. Di Blake Edwards con Audrey Hepburn EURO 6,50-8,20 17.45-20.10-22.45 Warrior SALA 7 Azione. Di Gavin O?Connor con Joel Edgerton EURO 6,50-8,20 18.00-21.00 Il domani che verra' SALA 8 Azione. Di Stuart Beattie con Caitlin Stasey EURO 6,50-8,20 17.45-20.10-22.45 AUDITORIUM DON BOSCO VIA M. GIOIA, 48 - 0267071772 Cineforum Ingresso con tessera. 21.00 AUDITORIUM SAN CARLO CORSO MATTEOTTI 14 - 0276020496 La versione di Barney Commedia. Di Richard J Lewis con Paul Giamatti 15.15 AUDITORIUM SAN FEDELE VIA HOEPLI, 3/B - 0286352231 This is England Drammatico. Di Shane Meadows con Thomas Turgoose EURO 6,00 15.15 GNOMO MILANO CINEMA VIA LANZONE 30/A - 02804125 Aleksandr Nevskij Drammatico. Di Sergej M Ejzenstejn con N.Cerkasov EURO 3,00-5,00 18.30 Sciopero Drammatico. Di Sergej M Ejzenštejn EURO 3,00-5,00 21.15 SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 - 0277406300 Good Bye Lenin! Commedia drammatica. Di W Becker 21.00 I FILM a cura di Giorgio Carbone I soliti idioti Regia: Enrico Lando Cast: Fabrizio BiggioGenere: comm Dove: Odeon Un padre bauscione trascina il figlio bamba in giro per l'Italia. Biggio e Mandelli sul grande schermo: per i fan è il massimo. Per altri, mah... (S)ex list Regia: Mark Mylod Cast: Anna FarisGenere: comm Dove: Bicocca Una biondassa cerca tra i molti ex l'uomo fatto apposta per lei. Veicolo (loffio) per Anna Faris, la reginetta della commedia porcellona Usa. Il domani che verrà Regia: Steven Beattie Cast: Rachel Hurd WoodGenere: azione Dove: Odeon 4 fanciulle e 3 maschietti vanno al campeggio. Quando tornano trovano la guerra. Come in “Twilight” le coppie non copulano. Ma perché? Warrior Regia: Gavin O'Connor Cast: Nick NolteGenere: azione Dove: Odeon 2 fratelli si fronteggiano in un massacrante torneo di arti marziali. E menandosi riscoprono l'amor fraterno. Molto sangue e tanta commozione.
Rossi: «Tutto me stesso per la Fiorentina» Delio Rossi in conferenza con Corvino ricorda l'esonerato Mihajlovic: «Chi non è abituato a cadere non sa cosa significa rialzarsi». Nessuna promessa ai tifosi: «L'unica cosa che posso vendere è la mia professionalità. Io darò tutto me stesso per portare in alto questi colori». Mihajlovic: «Mi dispiace tremendamente» Lunedì l'esonero, ieri le scuse. Sinisa Mihajlovic, lascia Firenze, ma da vero professionista chiede scusa a tutti: «Quello che avevo l'ho messo sul campo. Non è bastato. Scusate, mi dispiace tremendamente. Ora analizzerò i miei errori, perchè certamente ne avrò commessi». Cagliari, esonerato Ficcadenti Massimo Ficcadenti non è più l'allenatore del Cagliari. A comunicare la decisione è stata ieri sera la stessa società sarda. Tra i candidati alla successione di Ficcadenti c'è in pole position l'ex Davide Ballardini, stimato da gran parte del gruppo. Commento Hanno ignorato un mare di prove ::: FABRIZIO BIASIN Ci sono sentenze che sorprendono e altre che non sorprendono. Quella partorita dopo un lustro di chiacchiere e colpi di scena nell'aula 216 del tribunale di Napoli ha sbalordito tutti quanti: non colpevolisti, colpevolisti, menefreghisti, informatissimi. Si può essere amici di Moggi o acerrimi nemici, si può tifare la Juve, l'Inter, l'Oratorio Mariuccia, si puo amare il calcio o detestarlo, ma quel che è accaduto ieri deve far riflettere tutti quanti. Il processo Calciopoli è un suffle che s'è sgonfiato sul più bello. Appena messo in forno eravamo tutti convinti: Moggi è colpevole, gli altri imputati forse. Poi il suffle ha preso forma e le cose son cambiate di molto: la difesa di big Luciano ha prodotto prove, testimonianze, ha smontato accuse, ha dimostrato in maniera insindacabile che il calcio pre-2006 era un mare di fango e porcherie dove tutti (ma proprio tutti) si muovevano nel sottobosco secondo la legge del «io faccio così, perché lui fa cosà. Se io non mi cautelo, quello là me la mette in quel posto e buonanotte». Abbiamo ascoltato intercettazioni di ogni genere e anche i commentatori più intransigenti alla fine si son convinti: «Ma quale Cupola, al massimo Moggi era quello cui piaceva far credere di contare più degli altri». La sentenza di ieri dice una cosa più di altre: sforzarsi di dimostrare la propria innocenza a volte non basta. Succede quando l'opinione pubblica vive di un imprinting vecchio cinque anni. Nel 2006 per tutti Moggi era un Padrino, chissenefrega se il suo lavoro e quello dei suoi avvocati ha stravolto le carte. C'è di che preoccuparsi, soprattutto quando ti accorgi che, calcio o “vita”, certe consuetudini non cambiano. Ieri la Juve ha prodotto un comunicato per scaricare Moggi in tre minuti netti. Probabilmente era già pronto. In ambito giornalistico li chiamano “coccodrilli”. Servono per dire addio a qualcuno che ha lasciato il segno. Moggi ha fatto diventare la Juve il club n° 1 al mondo, la Juve ricambia con una badilata sulla schiena. Mah. Sentenza Calciopoli: 5 anni a Moggi (associazione a delinquere), tre a Bergamo. Condannati anche i Della Valle, Lotito e Meani. «Estranea» la Juventus. De Santis: «Tutto già scritto». La Figc tace Nuove rivelazioni dal libro di Ibrahimovic «Vidi Luciano piangere, all'Inter ruppi quei c... di gruppetti» ::: LE CONDANNE LUCIANO MOGGI 5 anni e 4 mesi, interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. Daspo di 5 anni. PAOLO BERGAMO 3 anni e 8 mesi. INNOCENZO MAZZINI 2 anni e 2 mesi. P. PAIRETTO-M. DE SANTIS 1 anno e 11 mesi. SALVATORE RACALBUTO 1 anno e 8 mesi. PASQUALE FOTI 1 anno e 6 mesi. P. BERTINI-A. DATTILO 1 anno e 5 mesi. A. E D. DELLA VALLE 1 anno e 3 mesi. C. LOTITO-S. MENCUCCI 1 anno e 3 mesi. L. MEANI- C. PUGLISI 1 anno. STEFANO TITOMANLIO 1 anno. ASSOLTI Rodomonti, Fazi, Fabiani, Mazzei, Scardina, Ambrosino, Ceniccola e Gemignani. ::: FRANCESCO PERUGINI NAPOLI Duemilasedici giorni di dopo, niente è cambiato. La giustizia penale - in primo grado conferma le conclusioni della giustizia sportiva su Calciopoli: il pallone italiano tra il 2004 e il 2005 era nelle mani di un'asso ciazione a delinquere. Dopo tre anni di udienze con telefonate ascoltate, supposte (quelle tra le schede svizzere) e scoperte per caso, il collegio presieduto dalla giudice Teresa Casoria ribadisce l'esistenza di una “cupola” guidata da Luciano Moggi. Cinque anni e 4 mesi per l'ex dg della Juventus per nove frodi sportive (su 17) e per «promozione dell'associazione a delinquere» insieme con l'ex designatore Paolo Bergamo (3 anni e 8 mesi) e l'ex dirigente Figc Innocenzo Mazzini (2 anni e 2 mesi). In più per il “capo” la beffa del Daspo. Condanne anche per l'altro designatore Pairetto (16 mesi), quattro arbitri (De Santis, Dattilo, Racalbuto e Bertini), due guardalinee (Puglisi e Titomanlio) e quattro patron: 15 mesi per Diego e Andrea Della Valle (Fiorentina, condannato anche l'ad viola Mencucci) e Claudio Lotito (Lazio), 18 per Lillo Foti (Reggina). Un anno infine all'ex collaboratore del Milan, Leonardo Meani. Confermato quindi l'impian to accusatorio, nonostante qualche riduzione rispetto alle richieste di pena e otto assoluzioni (tra cui la segretaria Can Fazi e il vicedesignatore Mazzei). Nulla sembra cambiato dal 2 maggio 2006, quando le prime intercettazioni apparirono sui giornali, e dalla prima sentenza sportiva che aveva tratto le stesse conclusioni su carte ben diverse. Le contraddizioni di Nucini e Auricchio insieme con le “altre” chiamate svelate dalla difesa di Moggi hanno cambiato negli anni la percezione di quello scandalo, ma non sono bastate a rovesciare il processo. E rimarranno come l'ultimo regalo dell'ex dg alla sua Juve, «assolta» da ogni responsabilità civile: gioia sul sito della società per l'affermazione della «estraneità» ai fatti, ma non una parola sulle condanne. «Non è stata “farsopoli”», ha commentato l'ultimo pm Stefano Capuano (Beatrice è all'Anti mafia, Narducci nella giunta De Magistris con l'investigatore Auricchio). In mattinata aveva aperto la sua requisitoria ricordando le palline che si aprivano durante i sorteggi. Fatti lontani, ma evidentemente ancora efficaci. «Dovevamo smontare le accuse, non coinvolgere altri», la critica di Bergamo ai legali di Moggi. «Era tutto scritto», il commento di Massimo De Santis. Solo una parola da parte di Big Luciano: «Sono amareggiato, non ho voglia di fare battute». Nessuna reazione invece dalla Figc che - forse temendo un'assoluzione - aveva annunciato il silenzio fino alle motivazioni. Non ci metteranno molto a trarre le loro conclusioni invece l'Alta Corte del Coni (sulla radiazione di Moggi) e soprattutto il Tnas, chiamato a dirimere la questione dello scudetto 2006. Vinto sul campo dalla Juve - a quanto dicono i giudici senza l'aiuto di Moggi. Calciopoli non finisce qui. ::: ZLATAN IBRAHIMOVIC* Come sempre, quando qualcuno domina, altri vogliono tirarlo nel fango. Ma erano balle, almeno per la gran parte. Arbitri che ci favorivano? Ma andiamo! Io dalla mia parte non li ho avuti proprio mai, detto in tutta franchezza. Sono troppo grosso. La Juventus organizzò una riunione di crisi nella nostra saletta fitness, in palestra, e non la dimenticherò mai. Moggi all'apparenza sembrava quello di sempre, ben vestito e forte. Ma era un altro Moggi. Cominciò a piangere, proprio lì, davanti a tutti noi. Non l'avevo mai visto debole prima. Il mondo si era rovesciato L'ARRIVO IN ITALIA Portarmi a Torino non sarebbe stato semplice. Io e Mino Raiola riuscimmo a incontrare Moggi in segreto una mezz'ora a Montecarlo. Mino non si era certo fatto bello per l'incontro: indossava degli shorts hawaiani, una maglietta e scarpe da jogging. Luciano Moggi, in un completo elegantissimo, era alle prese con un grosso sigaro; si capiva subito che era un individuo di potere. Fissò Mino: «Ma come ti sei conciato?». «Sei qui per dare consigli di stile o per parlare di affari?» sibilò Mino di rimando, e fu lì che tutto cominciò. MORATTI E I CLAN La vera sfida era rompere quei cazzo di gruppetti. Li odiai fin dal primo giorno. Andai da Moratti, e fui più chiaro possibile. L'Inter non vinceva il campionato da secoli. Dovevamo essere dei perdenti solo perché la gente non aveva voglia di parlarsi? LO SCUDETTO AL MILAN L'arbitro fischiò la fine dell'incontro, avevamo vinto lo scudetto. Ci furono delle cazzate tipo «fai qualcosa a Cassano laggiù!». «Tipo cosa?». «Tiragli un calcio, tu sei quello del kung fu, no?». Eravamo tutti su di giri, e Cassano era un bel tipo. Un calcio poteva anche fargli piacere... *testo raccolto da Francesco Perugini Pubblichiamo per gentile concessione dell'editore Rizzoli stralci di “Io Ibra” (pp. 396+40, euro 18,50), l'autobiografia di Ibrahimovic in libreria da venerdì. Lo svedese racconta i giorni di Calciopoli, l'arrivo alla Juve, le impressioni sull'In ter e l'ultima festa-scudetto con il Milan. Zlatan Ibrahimovic (30) Luciano Moggi, 74 anni, ex dg della Juventus, è stato condannato in primo grado dal tribunale di Napoli. (LaPresse)
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