Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 1 stampata da: callioni alle ore: 22.37.39 colore Giovedì 29 luglio 2010 OPINIONI NUOVE hyphenminus Poste Italiane S.p.A. hyphenminus Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all’estero: CH hyphenminus Fr. 3.00 / MC & F hyphenminus € 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR( DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO ANNO XLV NUMERO 179 EURO 1,20* * Con: ”LA CUCINA DALLA A ALLA Z” Vol. 17 Crostacei & Frutti di mare € 4,00; ”LA CUCINA DALLA A ALLA Z” Vol. 16 Grigliate di verdure € 4,0 0. AFFARI DI FAMIGLIA ::: I CONTI DI TREMONTI Giulio vince contro tutti La manovra ha la fiducia ::: IL VERTICE PER LA FIAT Marchionne detta legge ai politici e ai colleghi segue a pagina 13 segue a pagina 24 di GIULIANO ZULIN Mastrolindo Giulio Tremonti ha vinto il braccio di ferro della vita. Dopo due mesi di accuse, insulti e attacchi, il superministro dell’Economia (...) di DAVIDE GIACALONE C’era una volta l’Italia in cui il contratto dei metalmeccanici, la sua discussione e il suo rinnovo, in un contorno di riflessioni operaiste (...) FINI NON SPIEGA LA CASA DEI MISTERI Il fratello della Tulliani ha la residenza nell’immobile a cinque stelle di Montecarlo lasciato ad An da una fan di Almirante come «contributo per la buona battaglia» segue a pagina 2 MATTEO PANDINI a pagina 3 Un divorzio che s’ha da fare Gianfranco fa retromarcia. Troppo tardi Silvio deciso a espellerlo dopo che sugli indagati ha parlato come un pm Colpo di teatro Scurdammece o’ passat La sceneggiata estrema dell’ex leader di An segue a pagina 6 Condanna lampo per Brancher Berlusconi: riformo tutta la giustizia L’assedio giudiziario servizi alle pagine 89 segue a pagina 7 Sfida animalista della Catalogna a Madrid Finalmente vince il toro Barcellona abolisce la corrida di IURI MARIA PRADO C’è poco da dire contro la corrida. C’è da fare: abolirla. Come sta facendo la Catalogna. Da dire c’è poco perché non sarà mai l’argomento ragionevole quello che convincerà gli “appassionati” che è ora di farla finita (...) segue a pagina 16 I nostri in prima linea in Afghanistan Muoiono altri due soldati italiani E la sinistra parla di Vietnam di CARLO PANELLA Notizia non nuova, ma ogni volta dolorosa, cupa: due soldati italiani, altri due, un sottufficiale e un caporalmaggiore del 32° Reggimento Genio sono morti ieri pomeriggio a una decina di chilometri a nord di Herat. (...) segue a pagina 15 A LIPPI È ANDATA BENE Figuraccia ai Mondiali La Nord Corea li mette alla pubblica gogna di A. CARLINI a pagina 23 IL TRIONFO DELL’IPOCRISIA Belen a Sanremo anche se ha sniffato Tanto lo fan tutti di FILIPPO FACCI a pagina 20 L’EDITORIALE ::: IL RE DELLE GIRAVOLTE STAVOLTA NON RIESCE A GIRARE LA FRITTATA di MAURIZIO BELPIETRO Per giustificare la guerra a Berlusconi, Gianfranco Fini ha rispolverato il suo passato giustizialista, messo in soffitta 15 anni fa per ragioni di convenienza, e lo ha sbattuto sul tavolo della maggioranza. All’oc correnza è stata recuperata anche una lettera che il giovane segretario del Msi scrisse a Sandro Pertini e ad altri due padri della patria come Benigno Zaccagnini e Leo Valiani, nel 1988. In essa il futuro presidente della Camera proponeva addirittura una commissione d’inchiesta sugli illeciti arricchimenti della classe politica, sull’esempio di quella istituita il 27 luglio del 1944 per indagare chi tra i gerarchi si era riempito le tasche di soldi pubblici. Ripescata come uno scoop dal Corriere della Sera di ieri, in realtà la lettera è talmente nota da essere addirittura (...) segue a pagina 3 di FRANCO BECHIS GIANLUCA ROSELLI Il giorno in cui aprirono il testamento della contessa Anna Maria Colleoni c’era un solo grande assente: l’apparta mento di Montecarlo, tre stanze, bagno e cucina che oggi valgono più di 3 milioni di euro. La contessa aveva inviato il suo testamento con un pony della Speedy boys allo studio del notaio romano Giuseppa Spadaro. Dentro (...) di MARCO GORRA Dal grande patto strategico tra cofondatori a “scurdammece ’o passato”. La parabola delle possibili exit strategy dal conflitto BerlusconiFini passata nel breve volgere di una decina di giorni dalle suggestioni di una nuova Yalta pidiellina alla disperata profferta finiana recapitata oggi dal Foglio è la dimostrazione più plastica di come la soluzione incruenta (...) di MARIO GIORDANO In principio fu un alleato scomodo, e Berlusconi abbozzò. Poi divenne un alleato irritante, e Berlusconi abbozzò. Poi divenne il leader dell’opposizione, e Berlusconi abbozzò ancora. E se adesso le possibilità di abbozzare sono diventate men che nulle, non dipende da un fattore psicologico o caratteriale, come dice qualcuno, ma da un evento storicoumano che nessuno avrebbe mai potuto ipotizzare: perché se già era difficile pensare all’ex camerata Gianfranco Fini come leader della sinistra postcomunista, riverito e coccolato da tutti coloro che un tempo volevano tenerlo nelle fogne, (...) +"!"!/!?!}
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 2 stampata da: cervo alle ore: 22.45.53 colore 2 Giovedì 29 luglio 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it IL MISTERO Il legale di Giancarlo Tulliani: è lì in affitto. Ma nel partito nessuno dei responsabili economici dà spiegazioni adeguate la casa dei misteri Nella casa lasciata ad An vive il “cognato” di Fini La storia del testamento della discendente dei Colleoni che donò il patrimonio all’ex Msi. I parenti rivolevano i cimeli fascisti ma i dirigenti del partito li avevano buttati (...) una sola volontà. “Io sottoscritta Anna Maria Coleoni dichiaro liberamente di nominare erede universale dei beni mobili e immobili che mi apparterranno al momento del mio decesso il partito Alleanza Nazionale nella persona del suo attuale presidente onorevole Gianfranco Fini, come contributo per la buona battaglia”. La contessa non aveva figli, e in via ereditaria restavano solo due nipoti, Paolo e Aurora a cui lasciava qualche legato mobile e immobile. Tutto il resto ad An e al suo presidente. Una sorpresa, perché sostanzialmente i due non si conoscevano, appena sfiorati per caso a una cena di molti anni prima. Oltretutto fino a pochi giorni dal suo decesso (aveva un tumore, e quando ha inviato il testamento sapeva che le sarebbe restato pochissimo tempo da vivere) la contessa Colleoni aveva detto a tutti che la ricca eredità sarebbe finita a qualche associazione che si fosse presa cura dei gatti randagi. Lei ne aveva raccolti a decine per strada e li aveva portati nelle sue residenze a Roma e Monterotondo. Si sapeva che era ricca e un po’ svitata, ma nessuno conosceva l’entità esatta del suo patrimonio, che discende addirittura dal capostipite di una delle più antiche famiglie italiane, Bartolomeo Colleoni, celebre capitano di ventura che all’epoca lasciò molti dei suoi beni in eredità alla Chiesa e alle associazioni di carità. Quando si è aperto il testamento davanti al rappresentante legale di An, Francesco Pontone, la sorpresa è stata grande. E gli occhi si sono sgranati censendo le proprietà che Fini e An avrebbero dovuto accettare: alloggi e terreni nella capitale e anche quell’appartamento a Montecarlo. Ma l’appartamento fuori confine non figurò nell’elenco dei beni accettati in eredità. Un partito politico non poteva prendere un immobile fuori confine, e fu studiato successivamente un veicolo societario per riceverlo finalmente in eredità. Per evitare impugnazioni da parte degli eredi legittimi, Pontone censì il patrimonio. Disse loro che valeva circa 3400 milioni di lire dell’epoca e che era disposto a una transazione di qualche decina di milioni a patto che i due nipoti si impegnassero a non avviare azioni giudiziarie. E così fu. Anche se firmata la transazione, An non ebbe grandi riguardi per gli eredi. Loro chiesero di acquistare qualche proprietà di famiglia, almeno i terreni di Monterotondo, e fu risposto picche. Poi chiesero di acquistare almeno qualche ricordo della zia, compresi i cimeli fascisti che per anni aveva raccolto da collezionista. Ma fu loro risposto che il giorno dopo il testamento qualcuno di An fece pulizia della casa buttando via cimeli e mettendo alla porta gli amati gatti. Scarsa riconoscenza, dunque. Ma si era capito fin dal giorno dei funerali della povera contessa: nessuno di An si presentò, Fini non inviò nemmeno una corona di fiori. Incamerati gli immobili mai nessuno è andato a posare nemmeno un fiore sulla tomba, salvo naturalmente gli eredi legittimi che a quella zia un po’ pazze rella sono restati sempre affezionati. Questa storia era iniziata in una calda serata del giugno del 1991. A Monterotondo si è da poco votato per le elezioni e al ristorante Villa Ramarini il popolo missino sta festeggiando l’elezione di Roberto Buonasorte (oggi consigliere regionale per il partito di Francesco Storace), primo uomo della destra a fare il suo ingresso in un consiglio comunale da sempre dominato dalla sinistra, tanto che la cittadina alle porte di Roma si era meritata la fama di “Sta lingrado del centro Italia”. In quella cena di un centinaio persone, tra un brindisi e una forchettata di fettuccine, a un certo punto in una saletta riservata si appartano la contessa Anna Maria Colleoni, nobildonna discendente dal condottiero italiano del XV secolo, il segretario del Msi, Gianfranco Fini, e l’avvocato e militante missino Marco Di Andrea. E qui la contessa, che non ha figli, manifesta a Fini la volontà di lasciare tutto il suo patrimonio, beni mobili e immobili, al Movimento sociale per portare avanti la sua battaglia politica. Fini, un po’ imbarazzato, ringrazia e dice: «Cara contessa, non si preoccupi, tanto lei camperà altri cento anni...». Poi il tempo passa, nel 1995 c’è la svolta di Fiuggi e la nascita di An e nel 1997 la Colleoni decide di mettere nero su bianco quella volontà espressa a Fini sei anni pri“ . ma. E così scrive di suo pugno quel testamento in cui ha dichiarato di «nominare erede il partito di Alleanza Nazionale nella persona del suo presidente Gianfranco Fini come contributo per la buona battaglia». La contessa morirà due anni dopo, il 12 giugno del 1999. Il testamento viene aperto nello studio nel notaio romano Giuseppa Spadaro e a quel punto i beni entrano concretamente in possesso del partito. A quanto si apprende, gli immobili ammontavano alla grande casa di Monterotondo, dove la contessa ha vissuto fino alla sua dipartita, un terreno edificabile nei dintorni della cittadina laziale, un appartamento a Roma e uno a Ostia, un terreno a Terni e, appunto, l’ap partamento a Montecarlo di circa 80 metri quadri dove oggi vive Giancarlo Tulliani, fratello della compagna del presidente della Camera. Quasi tutti gli immobili, compreso l’appartamento monegasco, sono stati venduti in modo da far quadrare i conti del partito. La casa del principato fu trasferita a una società a capitale anonimo, impossibile quindi sapere se tra i soci c’è anche il fratello della Tulliani. «In tutto questo non c’è nulla di illegale», precisa l’avvocato Di Andrea, oggi consigliere comunale de La Destra a Monterotondo, «bisogna però vedere se l’uso che si è fatto di questa casa rispecchia la volontà della contessa Colleoni, che aveva lasciato tutto al partito per fini politici e non per utilizzi di altro tipo. Spero comunque che si tratti di un grosso equivoco e che il presidente della Camera possa chiarire la vicenda». «Lascio tutto ad Alleanza Nazionale e a Gianfranco Fini come contributo per la buona battaglia» TESTAMENTO DI ANNAMARIA COLLEONI Il testamento olografo della contessa Annamaria Colleoni ::: LA STORIA L’EREDITÀ La contessa romana Annamaria Colleoni muore nel 1999 e lascia il suo patrimonio, compresa una casa a Montecarlo, ad An. OFF SHORE Per anni l’appartamento monegasco resta sfitto nonostante le proposte di acquisto. Poi, due anni e mezzo fa, la proprietà dell’immobile passa a una società off shore. IL FRATELLO Il Giornale scopre che l’ap partamento è occupato da Gian Carlo Tulliani, fratello di Elisabetta, compagna di Fini. Assunta Almirante «Con Giorgio nessuno toccava i beni del Msi» L’elegante strada su cui si affaccia la casa donata dalla contessa Colleoni ad An ::: CATERINA MANIACI ROMA «Mio marito, quando guidava il Movimento sociale, ha ricevuto in eredità da fedeli seguaci del partito un bel numero di proprietà, di case, di appartamenti. Eppure, mai ne abbiamo visto uno, mai messo le mani sopra. Un appartamento a Montecarlo… Per carità, ogni cosa andava esclusivamente ad uso del partito». Si accalora, com’è nel suo carattere, donna Assunta Almirante, quando gli chiediamo se avesse mai saputo di un’eredità ricevuta dalla nobildonna Anna Maria Colleoni, eredità le cui peripezie sono fatto del giorno, coinvolgendo Gianfranco Fini, la sua compagna Elisabetta Tulliani, il fratello di lei Giancarlo Tulliani. Insomma, lei non ha mai saputo nulla della eredità, della casa a Montecarlo, della nobildonna Colleoni… «No, sinceramente non ne so nulla. Di nobili ne ho conosciuti tanti, e anche di fedelissimi che hanno lasciato cospicue eredità, quando mio marito Giorgio era segretario dell’Msi. Ma di questa signora Colleoni non so nulla e non me ne sono interessata». E della famiglia Tulliani che dice? «Ho conosciuto la Tulliani ai funerali della madre di Gianfranco Fini, di cui ero molto amica. E del fratello, Giancarlo, non so niente. Certo, questo signore deve avere un bel conto in banca, o chissà quali altre garanzie, per ottenere la residenza nel Principato». Ai tempi di Giorgio Almirante, come erano gestite le eredità o i lasciti dei “benefattori”? «Era semplice: tutto quel che veniva lasciato al partito restava al partito, perché diventava automaticamente proprietà degli iscritti, non si trattava di un “regalo” ad personam, al singolo deputato o allo stesso segretario». E voi familiari ne sapevate ancor meno... Si figuri! Se neppure mio marito ne sapeva qualcosa... Ricordo che si parlava di tre o quattro appartamenti lasciati a Verona, ma si dimenticavano persino di pagare le tasse di successione e capitavano certi pasticci... Lo dico sempre: l’unica casa che ha avuto in eredità Giorgio Almirante è stata l’ultima. Intendo dire, la sua tomba, al Verano, donata dal Comune, quando c’era una giunta di sinistra. E sa quanti soldi aveva sul conto mio marito, quand’è morto?» Probabilmente pochi... «Quattro milioni di vecchie lire, tondi tondi. Certo, era un deputato, e come tale godeva di certi privilegi, come me che ne sono la vedova. Tutti i parlamentari dovrebbero avere l’one stà di riconoscere i privilegi che hanno rispetto ai tanti italiani che non sanno come sbarcare il lunario. Ieri ho trovato due ragazzine che frugavano tra gli scarti di un supermercato, ho fatto io la spesa per loro... E’ un’indecenza». Sono indecenti tutti politici o qualcuno più degli altri? «C’è poco da stare allegri. Penso che non voterò più. Si rende conto che ora stiamo per assistere alla divisione del PdL, che qui si litiga ogni giorno per sciocchezze, per un po’ di potere in più e che intanto la gente fruga tra le immondizie?». Si litiga per un po’ di potere o per una casa a Montecarlo... «Ancora con Montecarlo! Non è mica un granché, è un posto noioso, un po’ triste. Il mare è brutto, sporco. E i negozi sono gli stessi che si trovano dappertutto, con i prezzi più alti.... Meglio Roma, persino d’agosto». ::: segue dalla prima FRANCO BECHIS GIANLUCA ROSELLI
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 3 stampata da: cervo alle ore: 22.42.29 colore 3Giovedì 29 luglio 2010PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it CANONI Sarà di certo tutto regolare, ma sarebbe meglio precisare a quanto ammonta il canone e perché tra tante offerte è stata scelta quella del signor Tulliani la casa dei misteri Un pasticcio difficile da giustificare Nel corso della sua carriera il presidente della Camera ci ha abituato a continue contraddizioni. Ma questa volta Gianfranco, che si è innalzato a bandiera della moralità politica, deve chiarire tutto su questa eredità monegasca Viaggio in Boulevard de la principesse Charlotte 14 Un trilocale da oltre 3 milioni nella zona più chic ::: dall’inviato a Montecarlo MATTEO PANDINI Eccola, la casa del mistero. Gian Carlo Tulliani, fratello della compagna di Gianfranco Fini, Elisabetta, abita qui. Montecarlo. Due passi dal cosiddetto quadrato d’oro, la zona più in del Principato. Boulevard de la principesse Charlotte. Civico 14. Palazzo signorile. Qui accanto ci sono il lussuosissimo Novotel e il Residence Monte Carlo. A due passi ecco uffici e agenzie immobiliari. Sull’altro lato della strada, edifici eleganti circondati da palme. Lui vive al piano terra, in fondo al corridoio. Ottanta metri quadri più altri dieci di terrazzo. I vicini raccontano che la signora Tulliani s’era fatta vedere quattro mesi fa, quando dovevano partire i lavori per ristrutturare quella casa ormai vuota da un annetto. Un visita rapida. Poi via alla sistemazione di pareti e pavimenti. E alla disinfestazione. Gianfranco Fini no, lui non l’hanno mai incrociato. Neanche in qualche bar vicino, dove fino a qualche anno fa passavano anche Mike Bongiorno e Luciano Pavarotti. Nei ristoranti, dove parecchi parlano italiano, mostrano orgogliosi le fotografie scattate con Andrea Bocelli, Monica Bellucci, Massimo Boldi. PALME E MACCHINE DI LUSSO D’altronde, è una zona per gente ricchissima. E dove case con tre stanze – del tutto simili a quella di Tulliani, che recentemente ha preparato un programma musicale per la Rai e che è andato maluccio , case simili alla sua vengono vendute anche a 3 milioni e 200mila euro. Se si è fortunati, si possono sborsare poco più di 3 milioncini. Per un monolocale in affitto, raccontano in un’agenzia immobiliare, non si pagano meno di 3.500 euro al mese. Tanti soldi, ma in cambio si vive in un rione chic, tra verde e macchine di lusso. A due passi c'era quello che qualcuno chiamava quartiere dei fiori, prima che iniziassero a costruire palazzoni e alberghi. Anche qui è garantita la massima riservatezza. Basti pensare che da ore, a Montecarlo, è scattata la caccia al cronista. L’altro giorno, il collega del Giornale Gian Marco Chiocci è stato portato in gendarmeria per accertamenti. La sua colpa? Aver suonato al campanello di Gian Carlo per avere chiarimenti dall’interessato: perché lui vive lì, in quell’appartamen to che la vedova Anna Maria Colleoni aveva lasciato in eredità all’allora An guidata da Fini? E poi. Come mai quella casa, dopo essere stata messa a bilancio dal partito, nel 2001, è finita alla società off shore Timara Ltd? E ancora. Perché è stata affidata proprio a lui, cognato della terza carica dello Stato, nonostante da tempo ci fossero succulente proposte d’acquisto, tutte puntualmente rifiutate? Gian Carlo Tulliani non ha risposto, sbattendo la porta in faccia al giornalista. E ieri non s’è fatto trovare. Nessuna risposta né al citofono né alla porta: in entrambi i casi, il suo cognome è ben impresso su una targhetta. L’ab biamo cercato dalla tarda mattinata al tramonto. Le imposte sono chiuse. Sul retro, dove c’è il terrazzino, si notano una scala, un condizionatore e un letto ancora imballato. Silenzio assoluto anche da parte dei vicini di casa, che tengono sotto controllo l’esterno del palazzo con un sistema di videosorveglianza. GUAI A TV E GIORNALI Qui, la gendarmeria non scherza per davvero. I colleghi di una tv, armati di telecamera, sono stati sul posto pochi minuti e poi hanno levato le tende, temendo guai. Nelle ultime ore gli agenti hanno controllato gli alberghi della zona, per assicurarsi non ci fossero più ficcanaso. Quando un ragazzino entra a passo svelto nell’edificio, neanche si gira per rispondere ai pochi giornalisti a caccia di informazioni. Sapremo solo più tardi che è scattato una sorta di passaparola tra gli inquilini, che hanno deciso di tenere la bocca chiusa, negandosi anche al citofono. Mentre le forze dell’ordine del Principato sono impegnate a scovare i cronisti, da Roma arriva la precisazione degli avvocati di Gian Carlo Tulliani, Michele Giordano e Carlo Guglielmo Izzo. Annunciano querele contro Libero e il Giornale, che ieri hanno scritto della faccenda. E spiegano: «Il signor Gian Carlo Tulliani ha la disponibilità dell'immobile in forza di un regolare contratto di locazione registrato presso le autorità competenti e versa regolarmente il canone indicato nel contratto». Non si sa di più, a partire dai soldi versati ogni mese per occupare quell’appartamento così elegante. «Molti sono in vacanza, la zona si è parecchio svuotata» raccontano in un locale nei paraggi. Anche lì, nessuno conosce il genero di Fini. Possibile? «Eccerto» allarga le braccia un immigrato siciliano. «Se si viene ad abitare qui, è perché si vuole stare tranquilli e non farsi troppa pubblicità». È quasi il tramonto. Davanti al 14 di Boulevard de la principesse Charlotte sfrecciano tre motociclette della polizia. Ce l’han no con noi? No. Poco più avanti c’è un ingorgo da sbrogliare. Colpi di clacson e moccoli. Macchine ferme in coda. Anche se sono Porsche, a Montecarlo. . IN CENTRO A MONTECARLO Da sinistra l’ingresso della casa in boulevard de la Principesse Charlotte, 14 e la foto aerea dell’immobile (...) contenuta in un libro che fa le pulci al cofondatore, pubblicato da Kaos edizioni anni fa e riedito con qualche aggiornamento il giorno in cui Fini si accomodò sulla poltrona più alta di Montecitorio. Il libro, ad essere sinceri, contiene anche altri documenti sul tema, per esempio una lettera di totale plauso a Borrelli oltre a innumerevoli sperticate lodi ad Antonio Di Pietro. Certo, per avere un quadro completo del Finipensiero sulla questione morale ci vorrebbero anche i discorsi successivi, quelli, per intenderci, più recenti, in cui il leader di An attaccava la magistratura politicizzata e difendeva gli amici suoi, come ieri ha ricostruito il nostro Marco Gorra, citando ad esempio i commenti alle inchieste del pm Woodcock che coinvolgevano portaborse e portavoce del capo aennino. Ma per capire il camaleontismo del presidente della Camera di cui si è avuta conferma anche ieri, con l’inter vista a Giuliano Ferrara è utile la rilettura di un discorso in cui Fini parlava della Nuova Repubblica, un progetto missino voluto da Almirante e sostenuto dal cofondatore del PdL fino ai primi anni Novanta, periodo in cui, anziché difendere la Costituzione, la voleva buttare, spiegando che serviva «qualcosa di assolutamente originale, in grado di superare il “vizio d’origine” della Costituzione: la partecipazione delegata ai partiti, e, quindi, la partitocrazia». Altro che partiti più democratici, fosse stato per lui li avrebbe aboliti per ricreare l’Italia delle corporazioni. Perché, per il futuro numero uno di Montecitorio, la Carta che oggi cita con tanta frequenza ergendosene a difensore, all’epoca la considerava roba vecchia. «Questi partiti (Dc e Pds) non vogliono prendere atto che la Costituzione nata dalla resistenza è fallita». L’abilità dialettica di riciclare le parole è sempre stata, del resto, la sua forza. Lui che non esitò nel 1993 a bollare gli altri di «trasformismo disgustoso», è stato un campione di giravolte, e pur di rendersi accettabile agli occhi della sinistra, si è rimangiato ad una ad una le proposte sulla pena di morte, contro la ibrida società meticcia, sull’immigrazione e sul Duce. Inutile naturalmente chiedergli conto delle contraddizioni: risponderebbe con un silenzio carico di disprezzo. Che è lo stesso usato ieri, quando è venuta a galla la strana storia della casa di Montecarlo, donata da una anziana elettrice del Msi e finita, a quanto pare, nelle disponibilità del cognato del presidente della Camera. Con tanto di regolare contratto d’affit to, hanno spiegato ieri i legali del parente di Fini, già noto per aver recentemente ottenuto alcuni contratti in Rai. Le cose saranno senza dubbio regolari, come dicono gli avvocati. Ma visto che c’è di mezzo un’eredità e il patrimonio lasciato a un importante partito, forse sarebbe meglio precisare a quanto ammonta il canone, spiegando perché tra le tante possibili offerte di locazione che si potevano ottenere, in quanto si tratta di un appartamento nel centro di Montecarlo, si è scelta quella del signor Tulliani. A una persona come il presidente della Camera, che della questione morale intende fare una bandiera, il silenzio non si addice. Chi reclama per gli altri la trasparenza, farebbe bene ad applicarla prima a se stesso. Così, tanto per fugare i dubbi... maurizio.belpietro@liberonews.it ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO . “ . «A una persona come il presidente della Camera, che della questione morale intende fare una bandiera, il silenzio non si addice. Chi reclama per gli altri la trasparenza, farebbe bene ad applicarla per primo a se stesso. Così, per fugare i dubbi»
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 4 stampata da: trasmissione alle ore: 22.37.52 colore 4 Giovedì 29 luglio 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it FANNO BIS Mamma Francesca ha raddoppiato i gruppi di produzione tv: insieme alla nuova Giant è nata nel 2009 anche la Absolute television media srl la resa dei conti L’impero Tulliani punta al mattone ma perde la Rai Giancarlo ed Elisabetta hanno acquistato un appartamento e un villino in zona Aurelia. La famiglia, però, ha perso i contratti con la tv di Stato Elisabetta Tulliani, la compagna del presidente della Camera Gianfranco Fini Olycom Intervista a Storace «Ho chiesto a un legale di revocare la casa di Montecarlo» Francesco Storace Olycom ::: FOSCA BINCHER I Tulliani sono una famiglia molto unita, tanto che vivono tutti nello stesso palazzo a Val Cannuta, a due passi dall’Aurelia. Lì hanno comprato casa all’inzio del nuovo millennio allo stesso numero civico papà Sergio e mamma Francesca Frau. Lì ha comprato casa il figlio Giancarlo. E lì ha fatto un colpaccio immobiliare il 31 luglio 2001 anche la figlia Elisabetta: due appartamenti da 6 e da 4,5 vani, cantine, posti auto e pertinenze varie. Stanno tutti uniti, e quando è iniziata la storia d’amore, anche Gianfranco Fini è andato ad abitare con la famiglia Tulliani allo stesso numero civico di via Raffaele Conforti. Stessa casa, stesso ufficio. Perché anche quando si sono messi in affari i Tulliani’s hanno fatto e disfatto le loro società allo stesso indirizzo, in viale Mazzini a non molta distanza dalla sede centrale della Rai. Lì hanno portato la sede della Wind Rose srl, società immobiliare dei Tulliani messa in liquidazione nel 2005. Lì è nata l’im mobiliare (in portafoglio terreni al catasto di Roma e di Rieti, dove passa un’acquedotto dell’Acea) successiva, la Wind Rose International srl. Nella stessa sede sono nate, morte e rinate anche le società di famiglia che realizzavano il sogno principale dei Tulliani’s: la televisione. Elisabetta ha lavorato per un po’ fra una trasmissione e l’altra di “Rai Uno” e “Rai Due” prima di conoscere Fini. Gli altri membri della famiglia hanno scoperto la passione in tempi più recenti, quando già tutti conoscevano da vicino il presidente della Camera. Giancarlo ha aperto in viale Mazzini il primo dicembre 2008 il suo Giant Entertainment group srl, che qualche fortuna in quella stagione in Rai ha avuto. Ma formalmente la società è vissuta un solo mese, con cessazione di attività alla data del 31 dicembre dello stesso anno. Le è succeduta allo stesso indirizzo la Giaint Entertainment srl, iscritta formalmente nel registro della Camera di commercio di Roma il 29 maggio 2009. Con la sua nascita, due novità. La prima è stata che Giancarlo non è più il principale azionista del gruppo, avendo lasciato la maggioranza delle azioni a mamma Francesca. La seconda novità è stata nel cambio di residenza del figliolo dei Tulliani: via da Valcannuta per la assai più prestigiosa residenza in boulevard Princesse Charlotte 14 a Montecarlo, proprio nella casa lasciata in eredità ad Alleanza Nazionale dalla contessa Anna Maria Colleoni nel lontano 1999. Mamma Francesca si è messa al lavoro e da una gruppo di produzione tv ne ha ricavati due: insieme alla nuova Giant è nata nel maggio 2009 anche la Absolute television media srl. Manco il tempo di crescere, e le è arrivato il primo contratto di peso in Rai per selezionare gli ospiti a una delle trasmissioni di punta del pomeriggio di “Rai Uno”, condotta da Caterina Balivo. Le affidano 183 puntate ognuna dietro pagamento di 8.120 euro per ciascuna. In tutto fanno 1 milione e 485 mila euro e non è niente male per un’esordiente. Solo che il contratto viene alla luce e naturalmente qualche problema nasce. Il direttore di “Rai Uno”, Mauro Mazza, ha spiegato di non averne saputo nulla e proprio ieri Dagospia ha annunciato che le polemiche hanno finito con il penalizzare i Tulliani’s: non ci sarà rinnovo nella prossima stagione televisiva. Se il business principale è a rischio, l’unità della famiglia non è messa in discussione dall’eredità Colleoni. Il giovane Giancarlo ha preso la residenza a Montecarlo, ma non ha perso di vista il nido familiare a Valcannuta. Così a luglio prima lui e poi la stessa sorella Elisabetta hanno deciso di ingrandire le proprietà nello stesso in via Conforti dove hanno investito in questi anni. Elisabetta ha acquistato allo stesso numero civico dove abita con Fini un altro appartamento da 4,5 vani. Giancarlo ha comprato qualche numero civico più in là una abitazione in villino da 9 vani. Così i Tulliani’s resteranno felici e uniti circondando (di reciproco affetto) il presidente della Camera. ::: GIANLUCA ROSELLI ROMA «Voglio andare in fondo a questa storia. Per questo ho incaricato un avvocato di fare luce su tutti i beni immobili che appartenevano al Msi e ad Alleanza nazionale. E con me c’è anche Assunta Almirante». Francesco Storace, oggi leader de La Destra e consigliere regionale nel Lazio, conosce Gianfranco Fini come le sue tasche. Ma la storia della casa a Montecarlo appartenuta ad An e oggi abitata dal fratello della compagna di Fini è riuscito a sorprenderlo. Storace, che idea si è fatto della vicenda? «Se quello che scrivono i giornali è vero, è stato tradita la volontà della contessa Anna Maria Colleoni che, quando morì, lasciò tutti i suoi beni al partito “per la buona battaglia”. Ma l’erede del Msi non si può certo chiamare Giancarlo Tulliani. Quindi ora stiamo valutando se conferire a un avvocato l’incari co di procedere alla revoca dei patrimoni del partito finiti laddove non sarebbero dovuti finire. Sul nostro sangue non sono ammessi scippi». Vuole farsi ridare i beni di An? «C’è un problema di trasparenza. Qui parliamo di un appartamento del partito ceduto a una società off shore che ora è nella disponibilità del fratello della donna del presidente della Camera. Insomma, se i fatti sono veri, siamo di fronte a un uso personale del patrimonio del partito. E mi chiedo: la casa in questione è stata venduta secondo il normale prezzo di mercato del principato di Monaco oppure è stata svenduta?». Però il segretario del partito può decidere la vendita di un immobile. O no? «Certo. Però tutto deve avvenire nella massima chiarezza e trasparenza. E mi sembra che in questo caso manchino entrambe. Questa è davvero una brutta storia, mi sembra la P4!». Sembra che Berlusconi e Fini siano arrivati all’ultimo capitolo. Se il presidente della Camera esce dal PdL, che fine faranno i beni di An? «L’ingente patrimonio immobiliare appartiene alla fondazione Alleanza nazionale. Bisogna vedere cosa dice lo statuto. Però Fini non può prendersi tutto: dovrà dividere con gli ex An che scelgono di restare nel PdL, a cominciare dai suoi ex colonnelli La Russa, Gasparri, Matteoli e Alemanno». Lei quando è uscito da An cosa si è portato via? «Nulla. Me ne sono andato senza nemmeno un tavolino o un computer. Ma Fini ha sempre gestito il partito in modo assolutamente padronale, altro che Berlusconi. E chi non era d’ac cordo veniva cacciato, come il sottoscritto». Vuole ricordare ai nostri lettori la sua uscita da An? «Nel novembre del 2007 sono stato estromesso dall’esecutivo del partito dalla sera alla mattina solo perché avevo osato dire che ero contrario a concedere il voto agli immigrati alle amministrative. Ma lui non mi ha detto nulla, sono venuto a saperlo dal sito internet del partito. Ho resistito fino alle elezioni, poi nel luglio del 2008 me ne sono andato e, solo dopo essere uscito, ho creato la Destra. Non come lui che sta fondando un nuovo partito, Generazione Italia, stando ancora nel PdL. La legge del contrappasso è che Fini oggi non vuole subire quello che lui ha sempre fatto ai dissidenti: essere epurato». Secondo lei come andrà a finire tra Berlusconi e Fini? «Credo che ormai una separazione sia nell’ordine delle cose. Bisogna solo vedere in che modo avverrà. Berlusconi può fare un documento politico per dire che chi non si riconosce nelle sue posizioni è fuori dal partito. E poi non dovrebbe rinnovare la carica di presidente della commissione Giustizia a Giulia Bongiorno. Insomma, costringerli ad andarsene». Quanti seguiranno il presidente della Camera? «Pochissimi. Oserei dire non più di quattro o cinque deputati. Comunque a quel punto senza Fini cambia lo scenario politico e sarebbe meglio tornare alle urne». VITTORIA DI LIBERO E ora Granata si dimette da Cinesicilia ROMA Fabio Granata, vicepresidente finiano della commissione Antimafia, ha annunciato le proprie dimissioni da Cinesicilia a cui lo aveva chiamato il governo della Regione. «Nonostante l’incarico sia a titolo gratuito», argomenta Granata, «non voglio speculazioni sul mio nome. Ringrazio il governo della Regione che aveva voluto puntare sulla mia esperienza per la gestione del patrimonio culturale siciliano come elemento qualificante e positivo per una gestione lungimirante». Il deputato finiano poi ha aggiunto: «Nonostante abbia dal primo minuto rinunciato volontariamente ad ogni indennità come condizione per accettare, ho deciso a malincuore di rinunciare all’in carico per non prestare il fianco a ignobili speculazioni giornalistiche da parte in particolare da due testate, Il Giornale e Libero, verso le quali non ho nè il tempo nè la voglia di intavolare polemiche. Auguro un futuro importante alla produzione e Cinematografica in Sicilia e al Presidente Rampello». Le dimissioni di Granata da Cinesicilia arrivano dopo una settimana in cui il deputato è stato al centro delle polemiche politiche tra Berlusconi e Fini con l’attacco al PdL sulla questione morale e la legalità all’interno del partito.
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 5 stampata da: callioni alle ore: 20.03.27 colore 5Giovedì 29 luglio 2010
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 6 stampata da: callioni alle ore: 23.54.47 colore 6 Giovedì 29 luglio 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it GLI ULTRÀ «Il problema del centrodestra è che ci sono troppi estremisti che vanno dal Capo a riferire cose inventate per farci litigare» la resa dei conti Fini indietro tutta «Ricominciamo senza risentimenti» Intervistato dal Foglio il presidente della Camera tende la mano al premier: «La mia collocazione politica non è mai stata in dubbio. E con la guerra ci perde solo il PdL» (...) non sia futuribile. Perché un conto è proporre un armistizio, negoziare la pace, trattare la resa. Un altro è offrire la smobilitazione unilaterale e scommettere sulla voglia di quieto vivere della controparte. Controparte che, per inciso, di tutto ha voglia ora come ora tranne che di rinfoderare l’artiglieria. La sortita di Fini col quotidiano diretto da Giuliano Ferrara largamente anticipata dalle agenzie ieri sera appare pertanto destinata a lasciare il tempo che trova. Non che l’impian to, d’altra parte, fosse dei più convincenti: «Resettare tutto, senza risentimenti», esordisce il presidente della Camera, e per non pensare a “chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato” bisogna compiere uno sforzo non irrilevante. Esaurita la premessa, Fini sostanzia: «Vuol dire che Berlusconi ed io non abbiamo il dovere di essere e nemmeno di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale con gli italiani. Per questo ci tocca il compito, anche in nome di una storia comune non banale, di deporre i pregiudizi, di mettere da parte carattere e orgoglio, di eliminare le impuntature e qualche atteggiamento gladiatorio delle tifoserie». Strategia di respiro non amplissimo, tanto che lo stesso Fini avverte la necessità di renderla appetibile mediante prefigurazione dell’apocalisse venturo: «È l’unica via», avverte, «per evitare che una deflagrazione senza senso si porti via, tra le macerie di un partito e di una esperienza di governo, la credibilità del centrodestra. Non ci sarebbero né vinti né vincitori, alla fine della mattanza». Dopo di noi, il diluvio. E non ci sono personalismi che tengano: «Quando dico che si deve chiudere una pagina conflittuale e aprirne una nuova, non faccio appello ai sentimenti, di cui non nego l’esisten za e che hanno la loro importanza per molti di noi; non esibisco né chiedo ipocrisie, faccio invece appello alla ragione, ai fatti, all’analisi politica e alle basi pubbliche e discorsive, intessute di dialogo e di capacità di riflessione comune, di qualunque possibile fiducia tra diverse leadership». ::: SALVATORE DAMA ROMA «Votiamo la manovra e poi è finito tutto». Arriva a Montecitorio, Silvio Berlusconi, e si trova ad affrontare una massa di deputati famelici di notizie. Tutti con un punto interrogativo disegnato in faccia. «Tranquilli, state tranquilli. La legislatura va avanti non si torna a votare. Ma», adesso l’espressione del volto berlusconiano si indurisce, «alcune posizioni non sono più sopportabili». Finora Silvio è stato zitto: «Siamo stati responsabili, i mercati internazionali sono pieni di speculatori pronti a tutto» e la politica italiana non poteva dare di sé una immagine debole, spaccata. «Ma ora basta». Il premier è determinatissimo, anche se dalle colonne del “Foglio” il presidente della Camera gli tende una mano che Silvio rifiuta («Non mi fido di lui»). Berlusconi ha convocato l’uffi cio di presidenza per domani e all’ordine del giorno c’è un solo punto: cacciare Gianfranco Fini dal PdL. E, potendo, da Montecitorio. Intimamente sente che è la cosa giusta da fare. E anche gli ultimi sondaggi gli dicono questo: alla fine non è una grossa perdita. Anzi, rassicura Berlusconi, minima: «Un partito di Fini oggi varrebbe l’1,4 per cento. Con lui ci sono una decina di parlamentari, niente più di questo». Poi, per stemperare un po’ il clima pesante, il premier si congeda con una battuta hard: «Ci sono rimasto malissimo quando ho scoperto che Bocchino era un deputato e non un punto del nostro programma...». Risate. Per rendere altrimenti la risolutezza del Cavaliere: «Silvio? L’umore di Silvio?», Giuseppe Ciarrapico cammina in Transatlantico aggrappato al suo bastone, «stavolta Berlusconi sta a cazzo dritto!». Esatto: Ciociaria batte Oxford, 1 a 0. Ma la convinzione non basta. Per “cucinarsi” Fini serve un piano. E si lavora tutto il giorno alle ipotesi più varie, mentre tra i deputati azzurri, girano leggende metropolitane: «Silvio molla il PdL a Fini e si fa un altro partito». «No, no, voteremo un documento politico di sfiducia». «Macché, i capigruppo diserteranno la Conferenza dei presidenti finché Gianfranco non si dimette». Poi l’acqua calda: la soluzione potrebbe essere più facile del previsto. Perché cacciare uno dal partito al quale non è mai stato iscritto? Già. Fini, terza carica istituzionale, non ha mai preso la tessera del PdL. Allora non va allontanato, ma ecco l’ideona semplicemente diffidato dal condizionare la vita di un movimento al quale non è tesserato. Certo, un po’ debo luccia come tesi, visto che sulle carte notarili il leader di An figura come cofondatore del PdL. Ma in mancanza d’altro, questa è la via più realistica per licenziare il socio attaccabrighe. E comunque si continua a lavorare. Fino a tarda serata, a Palazzo Grazioli, Berlusconi ha riunito i vertici azzurri. E oggi, per tutto il giorno, si ritornerà sulla pratica. L’altra parte del piano riguarda i finiani dissidenti: «Dobbiamo espellere Granata, Bocchino e Briguglio», ha ordinato il premier. A via dell’Umiltà gli esperti che poi sono gli stessi che hanno scritto lo statuto qualche mese fa ristudiano le carte e tirano le somme: vanno applicati gli articoli 45 e 46, quelli che meglio si adattano alla prima linea finiana. Ma i descamisados della terza carica non ci credono, non danno peso alle minacce berlusconiane. «Con le epurazioni il Cavaliere si esporrebbe a una figuraccia mondiale. E anche Ghedini gli ha spiegato che cacciare Fini è una follia», rivela Italo Bocchino. Che aggiunge: «Se l’ufficio di presidenza sfiduciasse Fini, Gianfranco risponderebbe con tre righe di comunicato: “Prendo atto, chiederò chiarimenti”». Insomma nessun risultato pratico: «Noi non lasciamo il PdL». La strategia «della goccia cinese» e la «battaglia per la legalità» vanno avanti, annuncia Bocchino, funzionano: Berlusconi soffre sia l’una che l’altra. Questa volta Berlusconi è deciso a chiudere i conti: «Votiamo la finanziaria e poi cacciamo Gianfranco e i suoi, tanto se fa un partito non va oltre l’1.4%» E fin qui la lettura del Finipensiero è poco meno che obbligata. Resosi conto che il Cav fa sul serio e che le sue pur capienti tasche sono piene zeppe, Gianfranco rincula e offre la resa incondizionata. Poi però leggi la seconda parte dell’anticipazio ne dell’intervista e ti rendi conto che forse non è così. Capitolo questione morale: «Garantismo e legalità non sono in conflitto. A Napoli ho parlato della stranezza del comportamento di un sottosegretario che si dimette senza avvertire l’op portunità di dimettersi anche da coordinatore regionale: ho invece letto il giorno dopo sul giornale di famiglia che avevo chiesto la testa di Silvio Berlusconi. Certo che se poi gli ultras, sempre nemici di ogni buon compromesso politico, riportano al capo che io voglio fare un repulisti giustizialista, allora prevale la logica degli anatemi». Anche perché «non è possibile equivocare la mia posizione: io ho radici e appartenenza culturali e politiche chiare. Qui sto e qui resto, in ogni senso». E letto questo ti viene il dubbio. Il dubbio che la resa tanto incondizionata non sia, e che anzi la sua accettazione questi i termini comporti quasi un’am missione di corresponsabilità. Come a dire: ripartire da zero conviene a entrambi perché entrambi abbiamo di che farci perdonare ed entrambi abbiamo i nostri ultrà nell’armadio. Perché in ogni coda c’è il veleno, anche in quella della pelle del leone. ::: segue dalla prima MARCO GORRA . “ . SEMBRARE AMICI Resettare tutto, senza risentimenti. Vuol dire che Berlusconi ed io non abbiamo il dovere di essere e nemmeno di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale con gli italiani. SFIDA Non ci sarebbero né vinti né vincitori. Quando dico che si deve chiudere una pagina conflittuale e aprirne una nuova, non faccio appello ai sentimenti, ma alla ragione, ai fatti e alle basi pubbliche e discorsive, intessute di dialogo e di capacità di riflessione comune La grande rottura LA TUA CASA IN SARDEGNA TI ASPETTA A VILLASIMIUS IN VENDITA A PARTIRE DA 180.000 EURO. INVESTIMENTI CONCRETI, AD ALTO REDDITO STABILE GARANTITO. TELEFONA 3400092988
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 7 stampata da: callioni alle ore: 22.42.41 colore 7Giovedì 29 luglio 2010PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it la resa dei contiGAME OVER L’ex leader di An ha posto lo scontro suun piano diverso, travagliesco: io sono la legalità, quindi chi mi si oppone è contro la legalità Il futuro di Gianfranco Generazione Italia si trasformerà in partito Troppo tardi per fare pace Ormai pare il capo dei pm Finché Gianfranco era solo un alleato irritante o il leader dell’opposizione, Berlusconi poteva tollerarlo. Ma ora che guida il partito delle procure il divorzio è inevitabile (...) beh, era praticamente impossibile immaginare che potesse fare un passo oltre, più in là di Di Pietro, accanto a BarbacettoGomezTravaglio, in grembo a Gherardo Colombo e Edmondo Bruti Liberati. Era impossibile immaginare che diventasse il nuovo portavoce dell’Anm, il gran capo del partito delle Procure. «Berlusconi e Fini si separeranno», annuncia con toni da guru Umberto Bossi. Venerdì dovrebbe essere il gran giorno. «Ognuno andrà per la sua strada». E come tutti i divorzi, anche questo si porta dietro la sua guerra domestica, i piatti rovesciati, i vetri infranti, le frasi che non si dovrebbero dire. La guerra dei Roses, al confronto, fu un’amichevole bicchierata. Ieri, tanto per dire, Bocchino è arrivato a mettere in dubbio le condizioni psicologiche di Verdini, che è un po’ come consigliargli una visita dallo psichiatra. In effetti, stanno diventando tutti matti. Avanti di questo passo e, proprio come nelle separazioni tra coniugi inaciditi, arriveranno a rinfacciarsi suocere e ex fidanzate, mentre distruggono quel che resta della cristalleria di casa. Fini si dev’essere spaventato. Adesso dice che bisogna evitare la «deflagrazione», sostiene che sarebbe una «mattanza». Cerca di correre ai ripari, vista la malaparata, e rilascia al Foglio un’intervi sta, i cui contenuti sono stati diffusi ieri a tarda sera. Possibilità di recupero in extremis? Sembra troppo tardi, ormai. Il tiramolla ha stancato, il gioco a rimpiattino con l’allure istituzionale di Montecitorio risulta persin stucchevole. «Chiudere una pagina conflittuale», come dice il presidente della Camera, a questo punto è impresa ardua per un semplice motivo: il conflitto di cui si parla è uscito dai confini della politica ed è entrato in quelli giudiziari. O, peggio, giustizialisti. Da tempo Fini non si poneva più nei confronti di Berlusconi come un alleato, ma da qualche settimana ormai non si pone nemmeno più come un avversario politico: si pone come un censore morale, tribunale monocratico, travagliesca Cassazione, una specie di linea di confine sull’orlo dell’er mellino, giudice in terra del bene e del male. Come un Palamara al cubo, insomma, un nipotino di Borrelli. E allora che trattativa ci può ancora essere? Finché Fini era il leader della sinistra travestita, poteva sussistere la speranza di confronto politico. Si poteva cercare il dialogo, un’operazione recupero, restava la possibilità, come dice ora il presidente della Camera, di «aprire una nuova pagina facendo appello alla ragione, ai fatti, all’analisi politica e alle basi pubbliche e discorsive» ( se qualcuno nel frattempo avesse avuto modo di spiegare che diavolo sono le «basi pubbliche e discorsive»...). Al di là delle contorsioni verbali, restava un terreno comune su cui confrontarsi. Tanto è vero che Berlusconi ha abbozzato, ha resistito, ha sopportato: dopo averlo tirato fuori dalle catacombe della storia, dopo avergli dato voti e sostegni per raggiungere onori politici che mai avrebbe immaginato (e che mai avrebbe raggiunto), ha scoperto che Fini stava usando tutto ciò per fotterlo, per sottrargli consensi, per indebolire la leadership, per scavargli la fossa. Eppure ha accettato la situazione, ha accettato di pagare un prezzo elevatissimo in termini di immagine, ha messo a rischio la stessa vita del partito e persino del governo. Perché? Perché c’era ancora un lumicino acceso, una speranziella, seppur piccolo, per un’intesa. Fare accordi politici con un alleato che si trasforma in capo dell’opposizione è molto difficile, ma non impossibile. Quello che è impossibile è fare un accordo politico con il capo dell’Anm. Ora, nonostante le interviste al Foglio, non c’è più possibilità d’intesa, non c’è più possibilità di dialogo perché Fini ha posto lo scontro su un piano diverso, travagliesco, appunto: io sono la legalità, quindi chi mi si oppone è contro la legalità. Io rappresento la questione morale, quindi chi mi si oppone è immorale. È la logica delle Procure che entra dentro il centrodestra, è il braccio violento della toga che perfora il PdL e lo vuol trasformare da partito della libertà a partito del linciaggio. Un’operazione, evidentemente, contronatura. Quando Fini dice che per tutti gli indagati si devono dimettere fa un passo decisivo, irrevocabile, micidiale: e come mai per anni ha sostenuto candidati che erano indagati? Come mai li ha appoggiati senza esitazioni, a cominciare dal medesimo presidente del Consiglio? Non partiva forse dal presupposto liberale che una persona è innocente fino a quando non è stata condannata? Non ha sempre pensato che gli organigrammi di partito, fino a prova contraria, non li può decidere la magistratura? Provate a prendere le ultime dichiarazioni di Fini, provate a prendere quelle dell’Anm: sono uguali. Identiche. Speculari. Che è successo all’ex numero due del PdL? Come mai ha scelto di entrare partito delle Procure? Perché ha scelto di uscire dal campo della battaglia politica per entrare in quella giudiziaria? Nel colloquio con il “Foglio”, accorgendosi di avere la coda di paglia, ha cercato di giustificarsi: «Mai pensato a un repulisti giustizialista, garantismo e legalità non sono in conflitto». Troppo tardi, troppo poco. ‘Acca nisciuno è fesso, caro Gianfranco. Nel frattempo Berlusconi stava annunciando l’arrivo della grande riforma della giustizia penale. Speriamo sia la volta buona. E speriamo che preveda finalmente la separazione delle carriere: speriamo che chi fa il presidente della Camera d’ora in avanti non possa più fare il capo delle Procure. Il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini. Il loro rapporto è al capolinea (Olycom) Campagna acquisti I deputati del gruppo misto in fila per passare col Cav . PRESENTI Da sinistra Daniela Melchiorre, Italo Tanoni e Riccardo Villari ::: BARBARA ROMANO ROMA «Fini è uno che mena da fermo», ride amaro uno dei suoi ultras a Montecitorio, in attesa dello rush finale del Cavaliere che ormai tutti danno per imminente. È questa la tattica adottata dal presidente della Camera: calma e gesso. Alle brutte, sventola bandiera bianca dalle colonne del Foglio di oggi per scongiurare una crisi che ha visto arrivare troppo precipitosamente col rischio di far saltare tutto il suo progetto. Perciò, prima ha imposto la consegna del silenzio ai suoi. Ma poi si è accorto che il low profile non bastava, quando ha visto che è stato effettivamente messo in calendario, domani alle 14,30, quell’ufficio di presidenza del PdL che Berlusconi ha convocato apposta per espellere lui, Fabio Granata, Italo Bocchino e Carmelo Briguglio. Ma loro ieri continuavano a ostentare serenità, consapevoli che Fini non ha affatto rimesso nel cassetto il progetto già bell’e fatto di un partito nuovo di zecca. Il simbolo c’è già e pure il nome. Qual è? «Questo qui», mostra il finiano di ferro Enzo Raisi sollevando il bavero della giacca da cui ammicca il logo di Generazione Italia. La creatura non è stata ancora battezzata, «ma è naturale che alla fine sarà questo il simbolo e il nome del partito di Fini», assicura il deputato ispanobolognese. «Ci stiamo strutturando in modo sempre più capillare su tutto il territorio nazionale. Solo in Emilia Romagna abbiamo già quattrocinque circoli per città in tutte le province, nessuna esclusa», racconta Raisi, che è il coordinatore emiliano di GI. E assicura che in Veneto e al Sud la neopost An è ancora più forte. «Il PdL su questo è a zero. Berlusconi ha allestito un comitato, Fini sta costruendo un partito strutturato. Berlusconi ha imbarcato tutti derivati della Prima Repubblica, mentre Fini a quel passato c’ha dato un taglio». È talmente pensata e già strutturata come un partito, Generazione Italia, da avere persino una sua sezione giovanile, Generazione giovani. Quindi, colto dalla disperazione, Fini ufficialmente corre ai ripari. Ma dietro le quinte continua a coltivare una leadership alternativa a Berlusconi, nell’orticello del suo partito personale che ha già messo in piedi. ::: ROMA Silvio Berlusconi è avanti, già pensa al dopo Fini. E a come sostituire i parlamentari ex An che rimarranno fedeli al presidente della Camera. Per farlo, il presidente del Consiglio deve guardare verso il centro, nella terra di mezzo del gruppo misto, dove si collocano un tot di onorevoli che magari hanno mollato le proprie liste di appartenenza facendosi un partitino. È mattina e a Palazzo Grazioli arrivano i Liberaldemocratici di Lamberto Dini. Sono i deputati Daniela Melchiorre e Italo Tanoni. Eletti con il Popolo delle Libertà, i due avevano mollato la maggioranza per fare corsa solitaria alle elezioni europee. Adesso? Non c’è da attendere la fine dell’incontro per capire che il Cavaliere ha intenzione di riprendere il sodalizio. Come si fa a dire di no alla Melchiorre, balconata strizzatissima nel suo tubino bianco? Infatti. Poco prima, invece, era stato il turno del senatore Riccardo Villari, ex Pd ed ex presidente della Vigilanza Rai, accompagnato dal coordinatore campano del PdL Nicola Cosentino. Ma i coinvolti nell’operazione sarebbero molti di più e un esponente del PdL che ha partecipato alle riunione assicura: «Siamo già in doppia cifra». Oltre ai tre ricevuti nella residenza del premier, ci sono altri due deputati Liberaldemocratici, Antonio Merlo e Maurizio Grassano, e sarebbero infatti stati contattati anche altri parlamentari, in particolare dell’Api: un sostegno esplicito del gruppo di Francesco Rutelli (alla Camera sono in otto) viene escluso da fonti parlamentari del PdL, ma singoli esponenti potrebbero entrare in maggioranza. Anche se dall'Api smentiscono: «Noi lavoriamo al terzo polo, saremmo disponibili solo ad un nuovo governo istituzionale», spiega Pino Pisicchio. In ogni caso una decina di nuovi innesti potrebbero bastare. Anche perché il Cavaliere è ottimista: i deputati e i senatori che lasceranno il PdL per andare con Fini si conteranno sulle dita di due mani. A dire tanto. A.V. ::: segue dalla prima MARIO GIORDANO .
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 8 stampata da: cervo alle ore: 22.26.26 colore 8 Giovedì 29 luglio 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it DELL’UTRI «Non l’ho scaricato, non ho mollato nessuno. Marcello rimane un amico fraterno», ha detto l’azzurro, coinvolto nell’inchiesta sull’eolico la resa dei conti Grana Brancher C’è la condanna Sentenza sul caso Antonveneta: l’ex ministro prende due anni. I difensori: «Uscirà pulito» IL SOTTOSEGRETARIO Caliendo si difende Lunedì in procura arriva Formigoni L’iscrizione nel registro degli indagati proprio non se l’aspettava, il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. E a chi ne chiede le dimissioni, risponde piccato: «E perché mai? Non ho commesso nulla». Finito nell’in chiesta perché di lui si parla in quelle ormai note intercettazioni telefoniche, respinge qualsiasi accusa. Lombardi, Carboni e Verdini li conosceva, certo, ma con loro non ha mai fatto alcun affare. Lombardi, dice, «era una specie di segretario dell’associazione che avevo contribuito a fondare nel '99, il Centro studi per il diritto e la libertà. E comunque, non gli ho mai presentato nessuno». Carboni lo incontrò a una cena a casa di Verdini. «Mi telefona Pasquale Lombardi e mi dice: vieni da Verdini? E io che ne sapevo che ci sarebbe stato pure Carboni? Dopodiché, mai avuto rapporti con lui». Caliendo sarà sentito in procura a Roma domani. Lunedì, invece, sarà il turno del governatore lombardo Roberto Formigoni. FAB. FER. ::: SIMONE SAVOIA L’ex ministro per la sussidiarietà Aldo Brancher, PdL, è stato condannato ieri dal giudice milanese Annamaria Gatto in primo grado con rito abbreviato a due anni di reclusione e 4.000 euro di multa per appropriazione indebita e ricettazione nell’ambi to di un filone dell’inchiesta sulla mancata scalata della Banca Popolare Italiana all’An tonveneta. Il politico del PdL è stato però assolto per due dei quattro episodi di ricettazione contestati. Luana Maniezzo, moglie di Branchèr, sarà invece processata a Lodi con rito ordinario per appropriazione indebita. In particolare l’accusa riguardava 420 mila euro che i coniugi avrebbero intascato tra novembre e dicembre 2003, somma frutto di plusvalenze su azioni Tim e Autostrade ottenute grazie alla Popolare di Lodi, allora guidata da Gianpiero Fiorani. La ricettazione, invece, riguarda 600 mila euro che Branchèr avrebbe ricevuto da Fiorani in diversi versamenti. A chiamarlo in causa era stato proprio il banchiere, dopo che nelle carte dell'inchiesta erano emersi i nomi di Branchèr ma anche di Roberto Calderoli, su cui c’è stata un’indagine poi archiviata. Dunque Fiorani, interrogato in passato dai magistrati milanesi, ha fatto mettere a verbale i versamenti in denaro fatti a Branchèr. La sentenza di ieri ha accolto la richiesta del pubblico ministero Eugenio Fusco per quanto riguarda gli anni di reclusione, due appunto, ma ha alleggerito la multa, che il pm voleva di 6.000 euro. «Rispetto la sentenza ma non la condivido. Ci sono ragioni per ritenere che in appello avremo piena soddisfazione»: così ha commentato il verdetto Filippo Dinacci, uno degli avvocati difensori di Aldo Branchèr. Il pm Fusco aveva detto durante la sua requisitoria dell’altroieri: «L’unica persona che poteva fornire una versione diversa da quella fatta da Fiorani era Branchèr, ma non l’ha fatto». L’accusa ha proseguito ricordando che «il coinvolgimento del politico, come quello di Calderoli, era emerso dalle indagini. Ma io non ho il rimorso di non averlo convocato», ricordando come, invece, sia Calderoli che la moglie di Branchèr, Luana Maniezzo, si siano presentati per fornire la loro ricostruzione dei fatti. Branchèr invece non si è presentato all’udienza di ieri adducendo a giustificazione dell’assenza la necessità di tutelare la sua famiglia. Lo scorso 5 luglio Branchèr aveva annunciato le dimissioni da ministro proprio nell’aula di tribunale dove compariva come imputato. Il 18 giugno si era presentato al Quirinale per giurare davanti al Capo dello Stato Giorgio Napolitano accompagnato dai ministri Giulio Tremonti e Roberto Calderoli. Il suo primo e unico atto di governo è stato usufruire il 24 giugno del legittimo impedimento per non presentarsi all’udienza del 26 giugno al processo che lo vedeva imputato. La decisione di Branchèr fu sepolta dalle critiche dei vertici istituzionali dello Stato e del mondo politico. La tempistica con cui il neoministro chiedeva per sè uno scudo (seppur legale), in un momento in cui Tremonti chiedeva sacrifici economici ai cittadini, fu un clamoroso autogol per la maggioranza e per il governo. Come detto, Branchèr, “ufficiale di collegamento” tra PdL e Lega, è stato condannato per un filone secondario della cosiddetta Bancopoli. La mancata scalata di Bpi ad Antonveneta è stata una delle partite finanziarie più controverse della storia recente. Era il 2005. Il banchiere lodigiano Fiorani aveva trasformato con spregiudicate operazioni contabili una piccola banca di provincia come la Popolare di Lodi in Popolare Italiana e aveva tentato la scalata a un gigante come Banca Antonveneta. Erano intervenuti il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, sponsor di Fiorani e convinto assertore dell’italianità delle banche, e la Lega Nord, desiderosa di far nascere un grande polo settentrionale del credito e di salvare Credieuronord, la banca del Carroccio che stava navigando in pessime acque finanziarie. Sull’altro fronte dello schieramento politico l’Unipol, gruppo assicurativo vicino ai Democratici di Sinistra, cercò invano di scalare la Banca Nazionale del Lavoro per creare un polo di “finanza rossa”. Da Tangentopoli in poi ogni partito cerca un modo organico per finanziarsi con un proprio braccio bancario. «Abbiamo una banca» non è solo la frase che Piero Fassino da segretario Ds rivolse al presidente di Unipol Giovanni Consorte. Ma resta il sogno proibito di molta parte dello schieramento politico. Sfogo Verdini «Fini mi delude» Il coordinatore PdL: «È triste che sia il presidente della Camera a chiedere le mie dimissioni» ::: ENRICO PAOLI «Domani mi iscrivo a questa benedetta P3», sibila il deputato del PdL Giorgio Stracquadanio, seduto in prima fila a seguire la conferenza stampa del coordinatore del partito, Denis Verdini, finito nel tritacarne mediatico per l’inchiesta della Procura di Roma sulla presunta associazione segreta ribattezzata P3. «Voglio vedere se poi qualche giudice mi convoca per interrogarmi», chiosa Stracquadanio, prima di prendersela con la collega dell’Unità, provocando la sua reazione e quella del direttore del Foglio, Giuliano Ferrara. Già, sarebbe interessante capire se la provocazione di Stracquadiano finisse davvero in Procura, visto che di questa fantomatica P3 nessuno sa nulla. «Io non so cosa sia, non ho mai saputo nulla, non sono mai stato invitato a parteciparvi e non ne conosco neanche le finalità», dice Verdini, «evidentemente è così segreta da far diventare tutto così paradossale». «Semmai», chiosa l’esponente azzurro, «esiste la 3P, visto che tre sono le procure che indagano su di me». E di paradossi, in questa storia fatta di assegni versati e girati, pale eoliche, giornali, cene e incontri a casa di Verdini, rapporti con Flavio Carboni e alcuni magistrati, candidati e veleni, di amici scaricati e difesi in conferenza stampa «Marcello Dell’Utri è e resta un amico fraterno, non ho mollato nessuno» ce ne sono tanti, troppi per non pensare che pescare nel torbido sia più facile che fare chiarezza. A suo modo Verdini ci prova, replicando punto per punto alle domande dei cronisti, sotto l’attenta regia di Daniela Santanché, con la quale ha passato due ore a colloquio con il premier, Silvio Berlusconi. Una full immersion dalla quale è emersa anche la linea di condotta da tenere nei confronti del presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale ha già processato e mollato e il coordinatore azzurro. Verdini vorrebbe “aggredire”, e da toscanaccio sanguigno e verace ne sarebbe capace, ma l’ordine di scuderia è quello di non superare l’asticella. A farlo ci penserà il premier, al momento opportuno. «È triste che chieda le mie dimissioni la terza carica dello Stato, che peraltro ho anche votato, visto che sono un membro della Camera», dice Verdini, «tra l’altro ho visto sui giornali cose equivoche che lo riguardano (il riferimento è al caso della casa monegasca in uso al fratello della compagna ndr). Chiedere le dimissioni mentre uno viene interrogato l’ho trovato molto sgarbato. Molto». Con Fini, dunque, misura per misura. Con Bocchino no. Con il delfino del presidente della Camera Verdini usa la clava. «Non accetto da lui richieste di dimissioni» dice Verdini, ricordando che «quando capitò a lui di essere coinvolto in un’inchiesta, noi decidemmo senza esitazioni di sostenerlo». Bocchino, a stretto giro di posta, rincara la dose, smentendo l’inchiesta e negando la solidarietà. «Verdini, con la sua conferenza stampa, ha confermato di non essere più in condizioni, anche psicologiche», afferma Bocchino, «di fare il coordinatore del PdL e sarebbero peraltro ancor più opportune le sue dimissioni». «E già, dopo vado dallo psichiatra. Anzi», ironizza Verdini, «magari me ne consiglia uno Bocchino ». Insomma, la parola dimissioni non fa parte del vocabolario di Verdini. «Lui è uno che ha le palle vere, non le palle di velluto», chiosa Daniela Santachè. «Non capisco perché mi dovrei dimettere da coordinatore», dice con forza Verdini, «avendo spiegato che non so di cosa si tratta quando si parla di P3 e delle altre cose, non vedo perché dovrei lasciare il mio incarico». A chi gli chiede perché allora dal vertice della banca abbia ritenuto di doversi dimettere replica così: «Perché la pressione mediatica avrebbe rischiato di creare problemi seri all’isti tuto, mentre gli elettori del PdL sono ormai smaliziati e sanno che c’è anche un problema di rapporti tra magistratura e politica e che quando noi vinciamo le elezioni, e da un po’ di tempo le vinciamo tutte, c’è qualcuno che cerca di cambiare con altri mezzi il risultato». Una stoccata che non riguarda solo l’opposizione. «Se non si trovano bene nel partito, vadano via», dice il coordinatore azzurro riferendosi ai finiani, «la situazione è molto difficile ed è una roba incomprensibile per gli elettori». Talmente incomprensibile che Verdini parla di «pericolo per la democrazia», considerando pericolosissima la tendenza che si sta delineando «perché lo si è già visto con la P2, quando molte persone vennero coinvolte senza avere avuto alcuna responsabilità». Attenti al lupo, dunque, . NEL MIRINO A sinistra, l’ex ministro Aldo Brancher (foto Olycom). A destra, il coordinatore del PdL Denis Verdini (foto Ansa). Nella pagina a fianco, in alto, il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo (foto Olycom) ESTRATTO AVVISO DI GARA Si comunica che questa Azienda, in esecuzione della deliberazione n. 479 del 29 giugno 2010, ha indetto appalto pubblico, mediante procedura aperta, ai sensi D. Lgs. N. 163/2006 e ss.mm.ii., per la fornitura in service quinquennale di una gamma camera computerizzata con dispositivo tomoscintigrafico e total body per le esigenze del Servizio di Medicina Nucleare dell’ A.O.U.P. Durata dell’appalto: anni cinque dalla data del collaudo. Importo complessivo presunto della fornitura nel quinquennio è pari a Euro 350.000,00 IVA esclusa, oltre a Euro 160,00 per oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso. Responsabile del procedimento Dott. Luigi Di Piazza. Scadenza presentazione offerte: ore 13.00 del 08 settembre 2010. Le modalità di partecipazione e di aggiudicazione sono contenute nel bando di gara che è stato pubblicato sulla GURI 5° serie speciale n. 80 del 14 luglio 2010. Sul sito http://www.policlinico.pa.it è disponibile il capitolato speciale d’appalto. Palermo, lì 26 luglio 2010 F.TO IL DIRETTORE GENERALE Ing. Mario La Rocca Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone Palermo
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 9 stampata da: cervo alle ore: 22.26.26 colore 9Giovedì 29 luglio 2010PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it INTERCETTAZIONI Berlusconi: «La legge sulla privacy è stata massacrata dalle modifiche. Sono addirittura tentato di ritirarla» la resa dei conti E Silvio: ribalto la giustizia Il premier annuncia le prossime mosse: «In tre anni libererò l’Italia dall’oppressione fiscale e giudiziaria». E di sé dice: «Sono eroico, le procure mi perseguitano da 16 anni» L’Elefantino contro la penna dell’Unità Ferrara smaschera l’antiCav finita nei guai con il Sismi Denis Verdini risponde con calma a tutte le domande che gli vengono poste, concedendosi solo una battuta all’in dirizzo della cronista del Corriere della sera Fiorenza Sarzanini: «Non c’è? Mi offendo, scrive di me e poi non viene...». Il tono, ma soprattutto il modo, è quello tipico dei toscani, sagace, ma senza astio. Insomma, fa parte del gioco, visto che il quotidiano di via Solferino lo ha attaccato a testa bassa, senza esclusione di colpi. Meno calmi, invece, il deputato del PdL Giorgio Stracquadanio e il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, presenti in sala a seguire la conferenza stampa. A far scattare la molla, che dà vita al fuori programma, l’in sistenza con la quale la cronista dell’Unità, Claudia Fusani, chiede conto a Verdini di alcuni versamenti emersi nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta loggia segreta. Mentre Verdini risponde argomentando le sue tesi, il primo a reagire è Stracquadanio, che attacca la giornalista: «Sta dicendo una montagna di cazzate, apra un conto corrente in una banca prima di dire tutte queste cazzate». La Fusani, fiorentina anche lei, tiene testa, rivendicando il suo diritto a porre le domande che ritiene giuste. Ma a quel punto a sbottare è Giuliano Ferrara: «La Fusani che dà lezioni di moralità...», dice urlando alzandosi dalla sedia «chiedetele perché è passata da Repubblica a l’Unità in circostanze tutte da chiarire». Breve flashback. Claudia Fusani inizia ad incrociare la penna con Verdini a Firenze. Da redattrice della cronaca fiorentina di Repubblica segue i casi che riguardano il coordinatore azzurro. Poi passa al nazionale. Sbarca a Roma, dove si occupa di giudiziaria. A furia di seguire piste e pistaroli finisce nella rete del Sismi, quello di Pio Pompa e Renato Farina. L’ex vice direttore di Libero, oggi parlamentare azzurro, finisce sotto inchiesta, lei sotto pressione. Secondo gli elementi emersi passava informazioni sui colleghi agli 007 di casa nostra. Farina viene condannato, lei lascia Repubblica per approdare all’Unità. Ferrara si è limitato a “evocare” que sti dettagli, mai del tutto chiariti. Ferrara, oltre allo show, ottiene anche il risultato di riapparire in televisione. Intervistato dal Tg1 se la prende con la categoria dei giornalisti «che ha molte responsabilità» e con la magistratura che ha prodotto «inchieste finite nel nulla». Insomma, attenti al lupo, questo «è uno Stato di polizia». Va detto che di giornali e giornalisti Verdini, nella conferenza stampa, ne parla a lungo. Inevitabile per uno che è finito nel girone dantesco delle intercettazioni e dei verbali sbattuti in prima pagina ancor prima di essere archiviati. Ma ne parla anche perché Verdini, coordinatore azzurro e editore, di giornali ne sa qualcosa. Dentro all’inchiesta sulla P3 c’è un intero capitolo dedicato al Giornale della Toscana, di cui è l’edi tore di riferimento. Una premessa fondamentale per capire i piccoli screzi, come quello con il cronista di Repubblica che, secondo il coordinatore PdL, prima della domanda aveva fatto una «lunga premessa». Ovviamente alla cronista dell’Unità è arrivata la solidarietà dalla Federazione nazionale della stampa. «Che ci sia qualcuno che replica le “grandi direttive”, come fa l’onorevole Stracquadanio, farà forse piacere ai suoi capi ai quali non piace sentirsi porre delle domande», afferma la Fnsi in una nota, «ma sia lui che altri dovranno abituarsi, sempre di più, a sentirsi chiedere conto di quanto della loro attività non riescono a rendere chiaro e, talvolta, addirittura risulta coperto da dense nubi». «Sono io che mi rivolgo all’ordine dei giornalisti», afferma il deputato azzurro, «registrazione della conferenza stampa alla mano, perché riesamini come mai una persona tanto ignorante abbia superato l’esame o se sia stata raccomandata e per quali meriti». E i lettori stanno a guardare. ENRICO PAOLI ::: ANDREA VALLE ROMA «Entro tre anni libererò l’Italia dall’op pressione fiscale e giudiziaria». Ecco, se Silvio Berlusconi aveva bisogno di motivazioni per avere fretta di liberarci dall’oppressione giudiziaria, gli eventi degli ultimi giorni gliene hanno fornite in quantità: la P3, i giudici che mettono nel mirino pezzi di governo e di PdL, la condanna di Brancher e chi più ne ha più ne indaghi. Ebbene, ieri il premier ha approfittato della conferenza degli ambasciatori alla Farnesina per levarsi qualche macigno dalle scarpe. A partire dalla giustizia. Anzi, il Cavaliere si definisce, senza neppure tanti giri di parole, «eroico» rispetto alla sua battaglia contro i magistrati. Sempre alla Farnesina dichiara: «È molto difficile per chi viene perseguitato da 16 anni dai giudici su fatti non commessi e spesso nemmeno conosciuti. Io resisto per il grande senso di responsabilità. È già di per sé una cosa desueta, anonima ed un certo senso eroica». Il premier va avanti imperterrito. Manovra, intercettazioni, mafia, presidenza Ue... Parla di tutto e trova anche il modo di esibirsi in una gag, subito diffusa in ogni dove. La manovra, ammette il presidente del Consiglio, «comporta sacrifici», ma «era necessario approvarla», anche perché così è stato evitato per l’Italia il rischio default come in Grecia. C’è poi il continuo riproporsi di situazioni in cui il governo deve «lottare per delle leggi che sembrano giuste» e a questo proposito ecco il caso delle intercettazioni: «Abbiamo fatto una legge sulle intercettazioni, è stata massacrata da tutti gli interventi e io sono addirittura tentato di ritirarla. Questa legge migliorerà qualche cosa, ma non ridà al cittadino l’inviolabili tà delle comunicazioni», principio sancito «dalla Costituzione». Il commento amaro del premier è: «Stiamo a lavorare delle notti intere, concepiamo un bel cavallo e viene fuori un ippopotamo....». Per gli scossoni che scuotono il PdL nessuna angoscia. Forse sarà possibile arrivare «a una divaricazione» all’interno del partito, ma «non ci saranno cambiamenti di maggioranza o di governo». Governo che è e resta saldo, ribadisce Berlusconi, «anche se i giornali danno un’altra versione. Mai come negli ultimi tempi la realtà del governo e del Paese è diversa da quella rappresentata dai giornali». Di nuovo spazio allo scenario internazionale. Per il ruolo di presidente dell’Ue e di ministro degli Esteri, ricorda il premier, «sono state scelte persone certo molto brave, ma che non avevano il carisma, il fascino e la storia che avrebbe avuto il ticket costituito da Tony Blair alla presidenza e Franco Frattini alla guida della diplomazia». E non manca la gag sul saluto romano. Finito il suo intervento, il premier ha chiesto in platea se ci fossero delle domande. Dopo aver visto un braccio alzato, il Cavaliere scherza: «È un saluto fascista quello che vedo o una domanda di intervento? Entrambe le cose». Giuliano Ferrara Ansa Il camoufl age più costoso del mondo Lula Soap (ritratta nuda qui sopra) è famosa per le sue performance di mimetismo. Un biglietto in prima fi la per poterla non vedere arriva anche a 2000 dollari. L’orologio più Toy del mondo Collezione Jelly Army, modello Hunter Green. Prezzo al pubblico consigliato: Euro 180 Milano, Roma, Venezia, Porto Cervo, Londra, Hong Kong. toywatch.it
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 10 stampata da: cervo alle ore: 22.35.16 colore 10 Giovedì 29 luglio 2010 ITALIA @ commenta su www.liberonews.it ::: NUOVI EQUILIBRI I piani della Lega Bossi benedice l’addio «Dopo il federalismo si può andare al voto» Il Senatur: «Se Silvio e Fini non si trovano, ognuno vada per la sua strada». E indirettamente apre alle urne ::: FABIO RUBINI MILANO «Prima delle elezioni voglio far passare il federalismo». Umberto Bossi è lapidario nel tracciare il piano politico del Carroccio, così come nel profetizzare quello che accadrà nel PdL: «se Fini e Berlusconi non si incontrano, se non si trovano vuol dire che non vogliono trovarsi, quindi è chiaro che alla fine ognuno andrà per la propria strada». Questo indipendentemente dalle mezze retromarce di Fini, che questa volta potrebbero trovare Berlusconi poco disposto al dialogo, dato il legame sempre più stretto col Senatur. E la Lega? Per il momento Bossi mette tutti tranquilli: «se c’è spaccatura nella maggioranza non vuol, dire che si andrà a votare. Prima si deve approvare la riforma federale, la stessa che per volere della Lega si sta avvicinando a tutta velocità. «Oggi al ministero ricorda Bossi c’è una riunione per cominciare a scrivere i decreti attuativi, poi ci sarà il Consiglio dei ministri ed altre tappe». Insomma, secondo l’Umberto «la strada (verso le elezioni) è ancora tanta...», ma non tantissima. Il Senatur, è noto, vuol chiudere la partita del federalismo per settembre. Per farlo è disposto (quasi) a tutto, perfino a digerire qualche boccone amaro per assecondare il premier e la sua maggioranza. Anche a votare una finanziaria che certo non premia comuni e province del Nord, spesso governate da uomini del Carroccio ai quali lo stesso Bossi in persona ha più volte chiesto lacrime e sangue in vista del traguardo finale: il federalismo, appunto. Una volta ottenuta la riforma però Bossi lascerà mano libera al Cavaliere di scegliere la strategia elettorale più consona alla maggioranza. E la sentenza di ieri «i due non s’incon trano perché non vogliono farlo» suona come un via libera all’asse sempre più stretto tra la Lega di governo e il Partito della Libertà a guida berlusconiana, senza finiani, ma anche senza centristi, che il Carroccio sta facendo fuori da tutti i governi locali di coalizione. Del resto una volta ottenuto il federalismo Lega e PdL potrebbero stringere un nuovo patto sul modello di quello tedesco che lega la Cdu della Merkel e la Csu bavarese. In questo modo il Cavaliere sarebbe libero di agire a Roma (con una finestra sempre aperta verso il Colle) e gli uomini del Carroccio che avrebbero in cambio sindaci e dirigenti per avere molto più peso di quello che già hanno a livello locale. Per Silvio questo sarebbe anche il modo più semplice per spegnere, almeno nel breve periodo, le velleità di premierato di Giulio Tremonti, l’altro uomo forte dell’attuale governo, e oltretutto grande amico della Lega, tanto da essere stato considerato in molteplici occasioni una sorta di “lumbard aggiunto” nella compagine governativa. Prima di tutti questi discorsi, però, si deve arrivare all’approvazione del federalismo. In caso contrario Bossi è pronto a far saltare il banchetto. FUMATA GRIGIA PER L’ELEZIONE DEI LAICI Vietti verso la vicepresidenza del Csm Sesta fumata nera dal Parlamento per l’elezione degli otto membri laici del Csm. Come martedì, anche ieri nessun candidato ha raggiunto il quorum dei tre quinti del Parlamento in seduta comune, ovvero 572 voti. Domani dovrebbe essere il giorno buono per l’elezione dei laici del Csm, di sicuro è l’ultima occasione per rispettare il termine del 31 luglio indicato come perentorio dal capo dello Stato e dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Oggi dovrebbe essere il giorno buono per l’elezione dei laici del Csm, Di sicuro è l’ultima occasione per rispettare il termine del 31 luglio. Per la vicepresidenza del Csm è tornato in pole position Michele Vietti dell’Udc, che già aveva ottenuto il placet del Pd, dopo che il capogruppo del PdL al Senato ha fatto un passo indietro sul candidato della maggioranza da lui lanciato, Annibale Marini. Si va definendo anche la rosa degli altri sette consiglieri laici. Per la maggioranza, sono in pista Marini, Lorenzo D’Avack, vicepresidente del comitato nazionale di bioetica, il finiano Nino Lo Presti, Vincenzo Scordamaglia e la leghista Mariella Ventura Sarno. Per il Pd, l’avvocato Ds Guido Calvi e il cattolico Glauco Giostra o Pietro Carotti. Ma Calvi sconta resistenze dentro e fuori il Pd e la scelta potrebbe ricadere su Luca Petrucci. Stamane si riuniranno i gruppi parlamentari Pd di Camera e Senato per fissare i due nomi da eleggere. Il leader della Lega Umberto Bossi Fotogramma
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 11 stampata da: cervo alle ore: 22.28.21 colore 11Giovedì 29 luglio 2010ITALIA @ commenta su www.liberonews.it ::: NUOVI EQUILIBRI Il candidato premier della sinistra Bersani troppo bravo. La base Pd sceglie Nichi Sondaggio Ipr: gli elettori giudicano il segretario più affidabile e preparato. Però alle primarie voterebbero Vendola «IL MIO CASO È APERTO» La Annunziata fa il Santoro: «Tornerò in Rai? Non si sa» «Anche il mio caso è aperto, non so se tornerò a condurre In mezz’ora in Rai». Lo ha sottolineato Lucia Annunziata, intervenendo ieri mattina a 24 Mattino su Radio 24. «Io non ho fatto conferenze stampa in merito, ma il mio caso è aperto», ha spiegato la giornalista. «Non si sa se vedremo ancora In mezz’ora. Almeno con me». Quanto alla possibilità che il format abbia un nuovo conduttore, Annunziata ha aggiunto: «No, non lo so. Io devo rinnovare totalmente il contratto e vediamo che succede. Uno non si sposa con la Rai come si dice, o no?». ::: ELISA CALESSI ROMA È considerato più onesto e più sincero. Più affidabile e più determinato. Persino più capace di risolvere i problemi. Eppure, se ci fossero le primarie, Pier Luigi Bersani verrebbe battuto da Nichi Vendola. E quasi un elettore su due crede abbia meno chance di battere Silvio Berlusconi. Almeno secondo un sondaggio di Ipr Marketing per Repubblica.it. Il profilo di Bersani, da quanto emerge, è quello di un leader competente e affidabile. Contro un Vendola ritenuto più moderno, capace di comunicare e di stare vicino alla gente. Persino in termini di fiducia, il segretario del Pd batte il governatore della Puglia (77% degli interpellati dice di avere fiducia in lui, mentre Vendola si ferma al 63%). Interessante anche la mappa dei consensi: Bersani pesca molto tra gli elettori del Pd (86%), abbastanza tra i sostenitori dell’Idv (58%), mentre va benissimo tra coloro che si dicono indecisi (80%) o elettori di altri partiti del centrosinistra (72%). Vendola, invece, spopola tra gli elettori dell’Idv (76%), cattura il 67% di chi vota Pd, ma stenta tra chi è fuori dal recinto storico della sinistra (solo il 52% degli indecisi). Alla domanda, però, su chi ha più possibilità di vincere contro Berlusconi, la maggioranza degli elettori di centrosinistra risponde Vendola (il 49% contro il 31% del segretario del Pd, mentre il 20% non ha un’opinio ne). Stesso risultato alla domanda su cosa si voterebbe in caso di primarie: il governatore vince con il 51% contro il 49% di Bersani. Il sondaggio di Repubblica entra a gamba tese nel dibattito che comunque è partito nel centrosinistra sul candidato premier. E che trova linfa nell’accelerazione dello scontro interno al PdL. Bersani vorrebbe sottrarsi, per ora, a una competizione con Vendola («Oggi siamo sul ring con Berlusconi», ha ripetuto). Ma è un tentativo impossibile. Da qui l’irrita zione che traspariva anche ieri. Parlando in Transatlantico, se l’è presa con «il solito teatrino» secondo cui «ci sarebbe chi vuole le primarie e chi viene tirato per la giacca». Falso: «A me non c’è bisogno di tirarmi per la giacca, visto che sono stato eletto con le primarie. Applicherò lo statuto e per statuto le primarie sono di coalizione». La gara ci sarà, ma sappia Vendola che non sarà solo interna alla sinistra. «Bisognerà capire che coalizione avremo». NEL LAZIO NO PRIMARIE Intanto, però, nel Lazio, dove in questi giorni dovrà essere eletto il segretario regionale, dopo che Alessandro Mazzoli è stato sfiduciato, i fedelissimi di Bersani stanno facendo di tutto per evitare le primarie. Per non farle, occorre che la maggioranza dell’assem blea regionale trovi l’accordo sul nome del sostituto di Mazzoli. Ma i bersaniani non hanno la maggioranza in assemblea. Perciò è cominciata una forsennata trattativa con le altre correnti. L’accordo sembra fatto con l’area vicina a Ignazio Marino, che si è detta disponibile a sostenere Pietro Latino, nemico storico di Nicola Zingaretti e Walter Veltroni. Sebbene anche da quella parte, ieri, si accusava i bersaniani di voler fare «sotterfugi in violazione dello Stauto». Ma la trattativa è in corso anche con i popolari, a cui si sarebbe offerta la presidenza del Pd. Insomma, tutto pur di non fare le primarie. TRANSIZIONE SÌ O NO? Contraddizioni a parte, ai piani alti del Nazareno l’attenzione è concentrata sulla crisi del centrodestra e su come comportarsi. Bersani, ieri alla Camera, è tornato a offrire la disponibilità del Pd a «un governo di transizione» che abbia come primo punto all’ordi ne del giorno la riforma elettorale. Durante il voto di fiducia sulla manovra, si è rivolto alla maggioranza per chiedere di «prendere atto» che il governo Berlusconi è alla fine. «Siamo pronti», ha scandito, «a una fase di transizione che consenta una corretta democrazia parlamentare». Una stagione, ha spiegato, che deve permettere «di creare, in primo luogo, una corretta democrazia parlamentare a partire dalla riforma elettorale» e di «riflettere sulle forme del sistema politico». Non ha pronunciato il nome di Gianfranco Fini, ma era un appello a lui quello rivolto alla maggioranza perché, chi ha capito che non si può andare avanti così, si assuma delle «responsabilità». Si tratta, ha scandito, di prendere una decisione: «Vogliono andare avanti così per tre anni? Vogliono fare uno strappo arrogante? Si prendano le responsabilità di capire che siamo alle colonne d’Ercole del berlusconismo». E «se c’è qualcuno pronto a riflettere», sappia che «siamo pronti ad una ipotesi di transizione». Per quanto una larga parte del Pd non condivide affatto questa linea, come ha subito messo in chiaro il veltroniano Giorgio Tonini: «C’è da chiedersi in quale sede di partito o parlamentare si è discussa e decisa una posizione così impegnativa, al punto da mettere in gioco la strategia e l’identità stessa del Partito democratico». Perplessità ribadite da Stefano Ceccanti, senatore del Pd e teorico della stagione del Lingotto: «Si discute di improbabili governi di transizione», ha scritto su Facebook, «su cui il Pd non si è mai pronunciato in modo ufficiale». Come restano lontane, nel Pd, le posizioni su una possibile riforma elettorale. Fuori tempo Chi ha ucciso il bandito Giuliano? L’ultima battaglia della procura antiCav ::: NINO SUNSERI «Di sicuro c’è solo che è morto: il mistero della morte di Salvatore Giuliano». Con questo titolo l’Europeo consegnava agli annali del buon giornalismo l’articolo di Tommaso Besozzi sulla morte del bandito che voleva guidare l’indipendenza della Sicilia. Era l’alba del 5 luglio 1950. Sessant’anni dopo la procura di Palermo ha deciso che quel mistero (il primo fra i tanti da quel giorno in avanti) va chiarito. Così ha aperto un fascicolo su un episodio che, ormai, è più d’interesse della storia che non della cronaca. Per carità. Forse Salvatore Giuliano è stato il padre putativo di Totò Riina e l’ispiratore di Bernardo Provenzano. Magari Luciano Liggio, e Leoluca bagarella sono stati suoi lontani eredi. Ma non ci sono evidenze al riguardo. Si può escludere, invece, che il movente della sua lupara fosse Silvio Berlusconi. Allora aveva solo quattordici anni. Difficile pensare che pensasse già ad avere raporti con la mafia. E questo, forse, è l’aspetto che più dispiace al magistrato che conduce le indagini. Si tratta del Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia che da tanti anni conduce la sua personale crociata contro il Cavaliere. La squadra di pm coodinata che coordina ha sentito lo storico Giuseppe Casarrubea, il ricercatore argentino Mario Josè Cereghino, il giornalista dell'Ansa Paolo Cucchiarelli e il dottor Alberto Bellocco, il medicolegale che ha comparato le foto del cadavere del bandito. A che cosa servano esattamente queste indagini non è chiarissimo. Fra l’altro all’inizio del mese è morto l’ultimo testimone oculare di quella tragedia. Era l’avvocato Gregorio De Maria, proprietario della casa di Castelvetrano, paesone fra Palermo e Trapani, dove i carabinieri avevano fatto ritrovare il cadavere di Salvatore Giuliano. Un set molto improvvisato e allestito in tutta fretta. Tanto che attorno al corpo del bandito siciliano non era stata trovata nemmeno una goccia di sangue. Un’assenza sospetta visto il gran numero di proiettili che avevano abbattuto quello che si definiva il capo dell’Esercito per l’indipen denza della Sicilia) Il particolare che aveva suggerito a Besozzi l’ inizio del suo reportage: «Di sicuro c’è solo che è morto». Da quella afosa alba di luglio sono passati diversi decenni. Molti processi e anche qualche decesso sospetto come quello di Gaspare Pisciotta, luogotenente di Giuliano. Era morto in carcere aprendo, a sua volta, un filone horror destinato ad un certo successo. Era rimasto vittima di un caffè avvelenato bevuto in cella. Qualche anno più tardi il medesimo incidente sarebbe capitato ad un altro siciliano assai noto alle cronache giudiziarie come Michele Sindona. Ma la squadra di pm guidata da Ingroia che cosa vuole dimostrare. Alla base dell’inchiesta c’è la denuncia di Giuseppe Casarrubea, storico, 56 anni che non ha mai fatto mistero delle sue simpatie per i partiti del radicalismo di sinistra. Casarrubea vuole che la magistratura dia, finalmente, un nome ai mandanti della prima strage compiuta in Italia dopo la guerra. Anche in questo caso una prima assoluta. Si tratta dell’eccidio di Portella della Ginestra, una motagna alle spalle di Palermo. Il Primo maggio 1947 su quella spianata si erano dati appuntamenti alcune centinaia di contadini. All’ombra delle banidiere rosse chiedevano terra e libertà. Per tutta risposta ricevettero una cospicua sventagliata di mitragliatrice. A terra rimasero 11 persone. I feriti erano stati 57. Chi era stato a sparare? La ricostruzione più accreditata addossa tutte le responsabilità a Salvatore Giuliano e alla sua banda. A dare l’ordine la mafia e gli agrari locali spaventati dalle rivolte contadine. Secondo Casarrubea le cose non andarono così. Giuliano, pur essendo sul luogo del delitto, non sparò. Le armi stavano in mano ad un gruppo di agenti segreti americani. Forse volevano davvero che la Sicilia si staccasse dall’Italia e diventasse un’avamposto Usa nel cuore del Mediterraneo. Tesi non proprio nuovissima che, tuttavia non ha mai trovatoriscontri ufficiali. Solo una cosa è certa. Con gli 007 Usa il Cavaliere non c’entra. E questo a certi magistrati un po’ dispiace. MORTO NEL 1950 Il bandito Salvatore Giuliano in montagna. Giuliano è morto il 5 luglio 1950 Olycom ::: LA STORIA UMILI ORIGINI Figlio di un emigrato siciliano ritornato in patria dopo l’acquisto di alcuni terreni, Salvatore Giuliano lavora nei campi. Diventa latitante nel 1943, in seguito all’omicidio di un carabiniere. LOTTA PER L’INDIPENDENZA Unitosi al Movimento per l’indipen denza Siciliana (Miv) e poi, attraverso i servizi segreti americani all’Esercito volonatario per l’indipendenza Siciliana, operò contro l’esercito italiano fra il 1945 e il 1946. LA STRAGE Il 1° maggio del ’47 si rende protagonista della strage di Portella della Ginestra, sparando su di una folla di contadini riunitisi per manifestare contro il latifondismo. Dietro la strage, come scrisse Giuliano nel ’49, il tentativo delle frange reazionarie dello Stato di contrastare l’avanzata delle sinistre in Italia. UN TESTIMONE SCOMODO Divenuto scomodo anche per chi lo aveva usato, Giuliano fu trovato morto il 5 luglio 1950 a Castelvetrano. Ancora oggi la sua morte e il suo effettivo ruolo all’interno della nascente Repubblica Italiana sono oggetto di indagine.
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 12 stampata da: cervo alle ore: 21.40.02 colore 12 Giovedì 29 luglio 2010 ITALIA @ commenta su www.liberonews.it ::: ECONOMIA E POLITICA FIDUCIA ALLA MANOVRA Meno sprechi e più responsabilità agli enti locali Via libera della Camera alla Finanziaria da 25 miliardi. Ora Comuni, Regioni e Province dovranno rispondere dei criteri di spesa ::: NINO SUNSERI La manovra da 25 miliardi è diventata legge. Alla Camera i voti favorevoli sono stati 329. Contrari 275. Era presente in aula Silvio Berlusconi. Le entrate contribuiranno per 10,5 miliardi. Le minori spese per 14,5 miliardi. I testo, già approvato dal Senato, sarà pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale. Il cammino del provvedimento è stato tutt’al tro che semplice. Particolarmente accese le resistenze degli enti locali che vedranno i trasferimenti diminuire in maniera sensibile. Sono previsti tagli per 8,5 miliardi a carico delle Regioni. Altri 4 miliardi per i Comuni e 800 milioni per le Province. Le proteste sono state fortissime. Non sono bastate a far cambiare idea a Tremonti. Da questo punto di vista la manovra di bilancio porterà grandi innoovazioni nel costume politico. Gli enti locali, infatti, verranno responsabilizzati sui criteri di spesa. Finora sindaci, governatori, e presidenti delle provincia erano assolutamente indenni. Potevano spendere a volontà. Tanto a incassare pensava lo Stato. Godevano di dividendi della generosità senza pagare pegno all’impopolarità del fisco. Ora la situazione cambia radicalmente. I più penalizzati saranno certamente gli amministratori del sud. Ma la lezione vale anche per gli altri. Danno un bel segnale di austerità anche la riduzione dei costi della politica (sforbiciata del 10% sugli stipendi dei parlamentari e sulle auto blu), il tetto ai rimborsi elettorali e agli stipendi dei manager pubblici. Tuttavia elementi che caratterizzano la manovra sono due: il nuovo intervento sulle pensioni e il congelamento degli stipendi nella pubblica amministrazione. Bisogna tornare al 1992 o al 1994, all’Italia della liretta o al primo Berlusconi in lite con Bossi, per raccontare di una mazzata così forte sul fronte delle indennità per raggiunti limiti d’età. Allora successe un putiferio per il blocco di un anno delle pensioni d’anzianità e per tagli che in parte finirono per restare lettera morta. Il menù questa volta è molto più salato. Dal 2011 per andare a riposo non saranno più sufficienti i 40 anni di contributi. Scatta infatti la cosidetta ”finestra mobile” che dà un’indicazione semplice: si va a riposo 12 mesi dopo il raggiungimento del requisito. Traduzione: con 40 anni di contributi si raggiunge il diritto per andare in pensione ma per poter lasciare effettivamente il lavoro bisogna lavorare un anno in più. Con un’avvertenza: contributi versati non fanno crescere la pensione. Dal 2015 lasciare il servizio sarà ancora più difficile. C’è una norma che cambierà la vita di milioni di italiani poiché lega l’età pensionabile all’aspettativa di vita. In questo modo è già certo che fra poco più di 4 anni l’età pensionabile salirà di altri 3 mesi. Il regolamento prevede che il conteggio venga rifatto ogni 3 anni e questo vuol dire che con gli aumenti pressocché certi del 2018 e del 2021, nel 2024 gli italiani andranno in pensione a 67 anni. Non va meglio alle donne. Per loro l’aumento a 65 anni (dall’attuale 61) dell’età pensionabile sarà raggiunto nel 2016 e non più nel 2018. Ovviamente anche per queste lavoratrici scatta la finestra mobile e dunque va previsto un’ulteriore anno di lavoro. Infine i trattamenti di invalidità. Il limite torna al 74% contro l’85% iniziale. Tuttavia l’Inps ha annunciato che intensificherà i controlli portandoli da 200 a 250 mila l’anno. La manovra colpisce pesantemente i dipendenti statali. I loro stipendi, infatti, vengono congelati. Nel corso dei prossimi tre anni, secondo le stime, le retribuzioni della pubblica amministrazione perderanno in media 1.700 euro lordi. Nessun adeguamento, dunque, al costo della vita. I più colpiti saranno i magistrati, che accusano una perdita fino a picchi di 18.000 euro lordi in busta paga. Facile immaginare che l’irritazione delle toghe verso il governo salirà ancora.
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 13 stampata da: cervo alle ore: 21.41.16 colore 13Giovedì 29 luglio 2010ITALIA @ commenta su www.liberonews.it ::: ECONOMIA E POLITICA La vittoria contro tutti Giulio conquista il Palazzo Ora è pronto per il popolo Tremonti ha neutralizzato Fini, convinto il Colle e tenuto a bada Bossi e Berlusconi. Non è più solo un tecnico, ma un vero politico Il buco del Lazio Marrazzo ha nascosto altri due miliardi di debiti regionali ::: CHIARA BUONCRISTIANI ROMA L’ultimo regalo di Piero Marazzo è una cifra a nove zeri scritta in rosso: altri due miliardi e rotti di buco che la precedente amministrazione aveva pensato bene di nascondere tra le pieghe del bilancio di previsione 2010. Quando gli uomini di Renata Polverini hanno cominiciato a verificare i conti uno per uno, però, la voragine ereditata è venuta alla luce. Nel bilancio di previsione approvato dalla precedente giunta il disavanzo era di 3..223.362.341,18 euro. Ora la legge di assestamento proposta dall’assessore Cetica parla di un disavanzo accertato di 5.810.833.378,68 euro, pari cioè un maggiore disavanzo di ben 2.577.471.037,50 con un aumento percentuale dell’80% rispetto a quanto preventivato. Se questi sono i numeri, assume un connotato surreale l’apertura di un Pd che proprio due giorni fa ha plaudito alla Polverini per la cancellazione degli enti inutili. Enti, consigli d’ammi nistrazione e stipendi dirigenziali che la giunta Marrazzo ha continuato a foraggiare durante tutta la scorsa legislatura. Scorrendo ancora il testo dell’assestemen to di bilancio, di cui Li bero è venuto in possesso, si scopre anche che la giunta Marrazzo ha autorizzato il ricorso all’indebitamento con mutui per investimenti per la somma di 1.511.471.976,74 e ha rinviato al 2010 l’autorizzazione all’eventuale contrazione di un mutuo di altri 2.753.362.341,18 euro finalizzato al formale riequilibrio del saldo finanziario negativo. Risultato: alla Polverini ora tocca autorizzare nuovi mutui per coprire le spese pazze del passato. In tutto si tratta di 5.090.833.378,68 euro, con un incremento del 237%. Ma attenzione: per la parte relativa ai nuovi investimenti l’autorizzazione a contrarre mutui è pari solamente a 1.342.423.520,73 euro, il resto va a coprire il buco del passato. Quanto alla “cassa” la situazione è anche peggiore: i residui passivi arrivano a 10.885.705.823 euro, mentre quelli attivi sono inferiori di un miliardo: 9.314.135.522 euro. La giacenza di cassa super di poco i 111 milioni di euro. Purtroppo non finisce qui. Come se non bastasse sulla Regione Lazio pesano 3,8 miliardi di euro di mandati di pagamenti autorizzati e mai resi bancabili ai creditori ai quali vanno aggiunte esposizioni bancarie per far fronte alle emergenze, pari a 1,9 miliardi di euro. Significa che Comuni e Province, ma anche enti e associazioni o semplici fornitori hanno avuto la garanzia di pagamenti in denaro pubblico attraverso specifiche delibere. Sulla scorta di queste, sono stati emesse richieste di pagamento alle quali la Regione ha replicato con i “mandati”. Prima però che le banche trasferissero fisicamente i soldi, i mandati hanno dovuto essere bloccati e quindi il denaro non è transitato. Anche perché in cassa non c’era rimasto nulla. (...) è riuscito a imporre la sua manovra ricca di sacrifici. Ha spezzato le reni al bipolarismo. Ha mandato in fumo decenni di abitudini fiscali, colpevoli di aver affossato i conti pubblici italiani. Ha imposto a Gianfranco Fini il silenzio. Ha convinto il Colle sulla bontà degli interventi sugli stipendi e le spese degli enti locali. Ha frenato le insofferenze di Berlusconi, che avrebbe voluto inserire nella finanziaria alla greca pure dei provvedimenti di sviluppo. Ha addirittura tenuto a bada l’amico Umberto Bossi, in difficoltà coi suoi sindaci virtuosi, taglieggiati sulle spese vive, incapaci di spiegare ai cittadinielettori che dovranno aumentare le rette dell’asilo e del trasporto anziani. Con i governatori, di qualunque colore politico, pronti a consegnare le deleghe, sembrava inevitabile il cortocircuito istituzionale e costituzionale. Con gli statali, i giudici e le forze dell’ordine pronte a scioperare ad oltranza, si poteva temere una paralisi del Paese. Tutti invocavano l’intervento del Cavaliere, perché Tremonti non era più considerato un interlocutore serio. Il ministro ha fatto allora qualche battutina – soprattutto nei confronti di Roberto Formigoni – ma niente più. Silvio però non ha fatto molto. Giulio l’ha convinto che bastava una retromarcia per far cadere l’impalcatura della manovra, basata sul ritorno alla responsabilità degli amministratori locali. Soprattutto del Sud. Ha ripetutamente minacciato di andarsene, legando le mani al premier. E così i presidenti di Regione hanno sotterrato l’ascia di guerra e gli statali si sono arresi ai giri di vite sulle tredicesime e i superstipendi. Addirittura la stangatina sulle assicurazioni ha costretto Mediolanum, l’istituto partecipato dallo stesso Berlusconi, ad accantonare 4 milioni di euro in vista del nuovo fisco sulle polizze. Poca roba, ovvio, ma significativa della rivoluzione tremontiana. La bontà della manovra darà i suoi frutti nel prossimo biennio. Come ha detto lo stesso ministero “danneggerà” il Pil di uno 0,5%, visto che la finanziaria è nata dopo il weekend di paura di maggio. Quando sembrava che l’euro zona dovesse soccombere per colpa di Grecia, Spagna, Portogallo e, forse, Italia. In realtà l’impatto dovrebbe essere annullato dal vento della ripresina che sta lambendo le coste del made in Italy, grazie al recupero del dollaro sull’euro e alla forte domanda proveniente dall’Asia. Tremonti per agevolare la ripartenza dell’economia ha introdotto una liberalizzazione degli schemi burocratici. Meno controlli per chi apre un’azienda, forte detassazione per chi investe in nuovi insediamenti produttivi al Sud, nuova accelerata sugli evasori per recuperare gettito da mettere in cascina per la madre di tutte le riforme. Quella fiscale. L’orizzonte della manovra però non si dovrebbe fermare al 2011: pronti a partire ci sono i decreti attuativi sul federalismo demaniale, sui costi delle Regioni e sulla tassa comunale (che compenserà sulla carta i tagli dei trasferimenti da Roma). Il progetto dunque è di lungo respiro. E non sembra curarsi delle fibrillazioni (per non dire di peggio) che attraversano la maggioranza, al punto da evocare insistentemente elezioni anticipate. La fiducia sulla manovra alla Camera, diventata un vero Vietnam per il governo (vedi intercettazioni), dimostra così la forza di Tremonti all’in terno dell’arco politico. Forse perché non è protagonista nel suo partito, forse perché tiene il piede in due staffe (Lega e PdL), forse perché non è finito nel vortice delle correnti, forse perché non ha mai smesso di dialogare con Napolitano... Sta di fatto che l’uomo indicato per guidare il governissimo o per essere l’erede di Berlusconi ha passato l’esame di maturità. Non è più un semplice professorino, tecnico e magari antipatico. È diventato un politico. Ha vinto la sfida nel Palazzo. Ora gli resta quella popolareelettorale. Passata la “Paura” (della sua cacciata) è pronto per la “Speranza” (la leadership politica). SE LA RIDE Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti ha portato a casa anche la fiducia al governo sulla manovra. Con 329 sì e 275 no, infatti, l’aula della Camera ha dato il via libera al provvedimento di correzione dei conti per il 2011 e il 2012. Sul decreto da circa 25 miliardi di euro l’esecutivo ha già incassato la fiducia di palazzo Madama. Il via libera definitivo di Montecitorio è atteso per oggi dopo l’esame degli ordini del giorno. Olycom REGIONI IN RIVOLTA Il Cavaliere rassicura gli ambasciatori «I tagli della manovra sono a tempo» «Questa manovra è necessaria, non ha messo le mani nelle tasche degli italiani e ci è stata imposta dalla Ue, ma ci sono segnali di ripresa». A ribadirlo, nel gior no in cui la Camera ha dato il via libera alla finanziaria con il voto di fiducia, è Silvio Berlusconi, nell’intervento alla Farnesina per la settima Conferenza degli ambasciatori d’Italia nel mondo. Il premier assicura che verrà incontro alle richieste degli ambasciatori. «Non sono tagli ma congelamenti. Dentro di me», spiega, «penso che prossimamente possiamo tornare su questa cosa e fare cambiamenti nella direzione da voi auspicata. È un impegno che prendo». Meno cordiale è l’atmosfera coi governatori, che oggi si preparano a dare battagli nella Conferenza StatoRegioni. «Non possiamo che ribadire che la manovra è insostenibile: i tagli sono pesanti e gravi e ricadranno pesantemente su servizi e imprese», ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. Piero Marrazzo Oly ::: segue dalla prima GIULIANO ZULIN .
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 14 stampata da: callioni alle ore: 20.03.39 colore 14 Giovedì 29 luglio 2010
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 15 stampata da: callioni alle ore: 23.49.54 colore 15Giovedì 29 luglio 2010ITALIA @ commenta su www.liberonews.it Attacco ai nostri militari in Afghanistan Trappola letale: due italiani uccisi a Herat Mentre cercavano di disinnescare un ordigno i soldati del genio sono stati massacrati da un’altra bomba ::: ANDREA DALLA ROVERE Altri due militari italiani sono stati uccisi in Afghanistan, colpiti forse da una trappola esplosiva congegnata dai talebani. Si tratta del primo maresciallo Mauro Gigli, 41 anni, in forza al 32° Reggimento Genio della Brigata Taurinense e del caporalmaggiore Pierdavide De Cillis, 33 anni, appartenente al 21° Reggimento Genio di stanza a Caserta. I due specialisti, che facevano parte di un team IEDD (Improvised Explosive Device Disposal) specializzato nella rimozione di ordigni esplosivi improvvisati, erano intervenuti ieri sera nel villaggio di Injil, otto chilometri a sud di Herat, per disinnescare un ordigno improvvisato individuato sul ciglio della strada dalla polizia afghana. Hanno neutralizzato la bomba, ma nella successiva perlustrazione della zona, i militari sono stati investiti da una forte esplosione che ha ucciso anche due soldati afghani e ferito lievemente il capitano Federica Luciani, del 2° Reggimento Pontieri di Piacenza. Potrebbe essersi trattato di un'esplosione accidentale, ma l'ipotesi della trappola orchestrata dagli insorti con un primo ordigno in funzione di esca per attirare gli italiani e un secondo fatto esplodere con radiocomando per uccidere i genieri sembra essere la pista più credibile anche se dal comando di Herat il portavoce del contingente italiano, capitano Mario Renna, ha annunciato che «sono in corso i rilievi» ma «al momento è presto per trarre conclusioni». Il primo maresciallo Gigli, originario di Sassari, viveva da anni a Villar Perosa, a pochi chilometri da Torino, dove lascia due figli, di 19 e 7 anni. Pochi giorni fa aveva rilasciato un’intervista al Tg1 nella quale raccontava i rischi del suo lavoro e la settimana prossima avrebbe dovuto tornare a casa in licenza. De Cillis, invece, è il secondo militare originario di Bisceglie, in Puglia, a cadere in Afghanistan: il suo concittadino Carlo De Trizio era infatti morto il 27 aprile 2006 nella strage di Nassiriya. NEMICI DEI “BOMBAROLI” Gli specialisti della IEDD sono i nemici più temibili dei “bombaroli” talebani. Conoscono le tecniche utilizzate dagli insorti, sono in grado di riconoscere la presenza di una bomba anche solo osservando il terreno sul ciglio della strada e dispongono di mezzi avanzatissimi per rimuoverle, disinnescarle e neutralizzarle. Salgono così a 29 i caduti italiani dall'inizio della missione afghana nel 2002, un numero che include anche i militari morti in incidenti o per cause non dovute al fuoco nemico. Quest'anno, il più sanguinoso per le forze alleate in Afghanistan che hanno superato i 400 caduti da gennaio, sono ben sette i caduti italiani compresi altri due genieri del 32° reggimento, il sergente Massimiliano Ramadù e il caporalmaggiore Luigi Pascazio uccisi il 17 maggio a bordo del loro veicolo Lince da una bomba ad alto potenziale a pochi chilometri da Bala Murghab, a nord di Herat. L'attacco compiuto a pochi chilometri da Herat (città dive ha sede il comando regionale Ovest della Nato a guida italiana, capoluogo dell'omonima provincia dove sicurezza e ricostruzione sono affidate al contingente italiano) dimostra come la minaccia talebana sia in grado di colpire ovunque. ZONA CONSIDERATA “SICURA” La provincia di Herat è considerata una delle più sicure dell'Afghanistan al punto che il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nei giorni scorsi aveva ipotizzato che possa essere una delle prime a subire la transizione dei compiti di sicurezza dalle forze alleate a polizia ed esercito afghano. Nella provincia molti capi talebani sono stati uccisi l’anno scorso e altri si sono arresi ma resta molto calda la zona compresa tra Shindand e la Zerko Valley dove le milizie narcos e talebane hanno piazzato sulle strade numerosi ordigni diretti a colpire gli italiani. Proprio in questa zona il 20 luglio i genieri del 32° reggimento avevano distrutto una bomba improvvisata ed erano intervenuti in soccorso alla polizia afghana che aveva perso un veicolo su un altro ordigno. L'attacco colpisce gli italiani nel momento in cui iniziano ad affluire nell’Ovest afghano i rinforzi previsti dal piano di potenziamento del contingente destinato a salire dagli attuali 3.300 a circa 3.800 militari. Non si tratta solo di istruttori per esercito e polizia afghani ma anche di reparti da combattimento come gli alpini del 7° reggimento arrivati ieri a Herat per costituire una quarta task force destinata a schierarsi nella provincia di Farah dove rimpiazzerà i marines statunitensi nel settore di Bakwa. LA CONTA Morti in 27 dall’inizio della missione Sono 27 i militari italiani caduti in missione in Afghanistan. Non tutti sono morti per degli attacchi dei talebani: alcuni per incidenti con il proprio mezzo, mentre tre per cause naturali. Il 25 luglio un soldato si è suicidato con un colpo d’arma da fuoco, unico caso. Il primo militare a morire in Afghanistan è stato – il 3 ottobre del 2004 – il caporal maggiore Giovanni Bruno, a causa dell’uscita di strada del mezzo su cui viaggiava. Le prime vittime di un ordigno esplosivo sono state il tenente Manuel Fiorito e il maresciallo Luca Polsinelli, che persero la vita il 5 maggio del 2006. Per un attacco kamikaze a pochi chilometri da Kabul, il 24 novembre 2007, è morto il maresciallo capo Daniele Paladini, mentre in uno scontro a fuoco con gli insorti è caduto, il 13 febbraio 2008, il 1° maresciallo Giovanni Pezzulo. Per il contingente italiano l’anno peggiore è stato finora il 2009, durante il quale hanno perso la vita nove militari italiani. L’episodio più grave è quello del 17 settembre del 2009, dove – per l’esplosio ne di un’autobomba al passaggio di un convoglio italiano a Kabul – sono morti sei militari dell’Esercito: il capitano Antonio Fortunato, il sergente maggiore capo Roberto Valente, il caporal maggiore capo Massimiliano Randino, il caporal maggiore scelto Matteo Mureddu, il caporal maggiore scelto Giandomenico Pistonami e il caporal maggiore scelto Davide Ricchiuto. Quest’anno sono sei i militari morti in Afghanistan. L’ultimo episodio di fuoco nemico risale al 17 maggio, quando nell’esplosione di un ordigno sono morti il sergente maggiore Massimiliano Ramadù e il 1° caporal maggiore Luigi Pascazio. A loro vanno aggiunte le morti dell’agente del Sismi Lorenzo D’Auria, nel 2007, e del funzionario dell’Aise Pietro Antonio Colazzo, a febbraio. SIM. VER. ::: Il commento Wikileaks conferma la pochezza della nostra sinistra (...) Sono morti come molti altri militari italiani e di altre nazioni, ma dando particolare prova di abnegazione e di capacità di sacrificio. I due infatti erano due artificieri di un team Iedd (Improvised Explosive Device Disposal), specializzato nella rimozione di apparecchiature esplosive improvvisate, ed erano accorsi sul posto intorno alle 20 locali, su segnalazione dei poliziotti afgani di un paesino per disinnescare una bomba rudimentale che avevano individuato. L’hanno disinnescata e hanno iniziato a perlustrare i dintorni per accertarsi che non ve ne fossero altri. Erano quindi perfettamente consci del pericolo e delle insidie dell’operazione, ma sapevano che se non l’avessero portata a termine, altri soldati, o civili, sarebbero morti. Purtroppo, mentre perlustravano la zona con i sensori, non si sono accorti di un altro ordigno rudimentale (probabilmente il primo era solo una trappola per attirare i militari sul secondo) e sono stati investiti e dilaniati da un’esplosione. Potrebbero essere rimasti feriti anche altri soldati ma la notizia non è ancora stata confermata. Dolore, corale, in Italia non appena è arrivata la notizia – Camera e Senato hanno subito osservato un minuto di silenzio, per una tragedia su cui Silvio Berlusconi è riuscito a trovare le parole in cui molti si riconoscono: «Quando arrivano queste notizie così drammatiche, ci si domanda se ne vale la pena. Ma proprio in queste situazioni, bisogna rafforzare l’idea che ne vale la pena. Le parole non hanno senso, non possono lenire il dolore. C’è solo il fatto di apprezzare chi compie la scelta personale di andare in missione; la carriera di un soldato espone a certi rischi; chi è andato in Afghanistan lo ha fatto per scelta personale; queste notizie creano dolore ma è giusto fare quello che facciamo». Non tutti sono d’accordo. Non lo è Di Pietro, che come al solito ha chiesto il ritiro del nostro contingente in Afghanistan: «Oggi è un giorno di lutto per tutto il Paese e ogni polemica sulla nostra presenza in Afghanistan risulterebbe strumentale. Tuttavia a tempo debito, ribadiremo le ragioni per le quali l’IdV è contraria a una missione che è risultata fallimentare». Sulla stessa linea sono i dirigenti di Sinistra e Libertà (di Nichi Vendola, che aspira a diventare il candidato premier del Pd alle prossime elezioni), come di Rifondazione e il segretario dei Verdi Angelo Bonelli: «L’Afghanistan non può diventare il Vietnam italiano. Ormai siamo in presenza di una guerra senza fine che porta solo alla perdita dolorosa di vite umane tra militari italiani e i civili». Si ricompone dunque lo stesso schieramento di sinistra che durante il governo Prodi del 20062008 impose una ipocrita cappa di silenzio sia al premier sia al Pd (che la accettarono supinamente), come confermano oggi i documenti segreti del Pentagono Usa resi noti da WikiLeaks che dimostrano che il governo di centrosinistra accettava le richieste di incremento dell’impegno in Afghanistan, ma solo a patto che non se ne parlasse, che restasse “coperto” come dimostra un inequivocabile documento Nato del 2007: «Vista la sensibilità politica dell’Italia sulla missione Isaf, va sottolineato che la discussione di altri contributi italiani non dovrebbe essere resa pubblica, ma dovrebbe essere mantenuta a livello di canali tecnici». ::: segue dalla prima CARLO PANELLA . Soldati italiani in perlustrazione sulle strade afghane Lapresse AVVISO DI GARA PER ESTRATTO n. 12 AMA S.p.A. comunica di indire una gara ad evidenza pubblica mediante Procedura Aperta suddivisa in due lotti, per l’affidamento del servizio di recupero e riciclaggio dei rifiuti in legno provenienti dalla raccolta differenziata, dalle Isole Ecologiche e/o dalle AIA, per un periodo di 24 mesi, suddiviso in quattro lotti, da aggiudicare ai sensi dell’art.82 comma 2 lett.a) del D.lgs 163/2006 e ss.mm.ii. Importo presunto complessivo massimo di spesa: Euro 500.000,00 oltre IVA, di cui Euro 2.000,00 per oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso, suddiviso in quattro lotti. Il bando di gara integrale è stato inviato, per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, all’Ufficio delle Pubblicazioni Ufficiali della Gazzetta in data 15/07/2010 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, parte 5a Serie Speciale “Contratti pubblici” n. 84 del 23/07/2010. Tale bando è consultabile sul sito www.amaroma.it nonché sui siti informatici di cui all’art.66, comma 7 del D. Lgs.n.163/2006 e s.m.i. Le offerte, corredate dalla documentazione prevista dal bando di gara integrale, dovranno pervenire, entro le ore 13:00 del giorno 06/09/2010. Per informazioni rivolgersi a AMA S.p.A., Direzione Centrale Acquisti e Approvvigionamenti inviando una mail a direzione.acquisti@amaroma.it. L’Amministratore Delegato Dott. Franco Panzironi
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 16 stampata da: cervo alle ore: 20.42.51 colore 16 Giovedì 29 luglio 2010 ATTUALITÀ @ commenta su www.liberonews.it ::: Il commento Per una volta ha vinto il toro Va vietata ovunque Sciopero delle divise L’esercito spagnolo incrocia le baionette contro le riforme di Zapatero (...) una buona volta con questa tortura organizzata e spettacolare. Loro ti obiettano che è una tradizione, e che le tradizioni bisogna rispettarle. Gli dici che non tutte le tradizioni sono buone? Non serve, perché ti spiegano che questa è buona. Gli dici che era tradizione sacrificare persino gli esseri umani, e che questo non è bastato (per fortuna) a preservare nella legittimità quella pratica? È inutile, perché ti replicano che una bestia è una bestia. Provi dunque ad accennare al fatto che le bestie non sono fatte per essere torturate in quel modo? Fanno spalluce, e magari aggiungono che sei tu a non capir nulla perché c’è addirittura della poesia, dell’arte vera in quel lento macello. E puoi lasciar perdere allora di ribattere che una specie d’arte la puoi trovare in qualsiasi sopraffina organizzazione tecnica della violenza, in ogni applicazione sistematica della più oscena crudeltà. Non serve a niente. Non li convinci. Così come non serve far leva su motivazioni diciamo così più sentimentali (“an che le bestie soffrono”, “pensa se lo facessero a te”, e simili). O hai quella sensibilità, e allora non si pone nemmeno il problema, perché una cosa come la corrida ti ripugna immediatamente, naturalmente; oppure quella sensibilità non ce l’hai, e non ti viene giusto perché qualcuno sta lì a menartela con i diritti degli animali, le creature di Dio e via di questo passo sulla strada di una civiltà decente. Quindi: fare. Cioè abolire. Senza la pretesa che l’iniziativa sia benvenuta presso i tradizionalisti o quelli che in ogni caso non vedono dopotutto niente di sbagliato, niente di male in questo esercizio di gratuita ferocia che fa spettacolo di un animale che finisce in quel modo, dopo un circo di terrificante di terrore e sofferenza. Bisogna metterlo nelle leggi, che certe cose agli animali non si fanno. Bisogna metterlo nelle leggi perché l’uomo altrimenti non trova in sé ragioni per non fare quelle cose. E perché, come scriveva qualcuno, ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati. Che esistano esseri umani “trattati come animali” è possibile perché gli animali sono trattati anche così. Verosimilmente nemmeno questo argomento sarebbe compreso dai sostenitori della corrida, ma è questo argomento che in fondo deve presiedere, imponendosi con la forza della legge, al necessario lavoro di riforma sul trattamento degli animali. Organizzarne la riproduzione e lo sterminio per il nostro nutrimento, spesso eccessivo, è almeno per oggi inevitabile. Impedire (impedirci) di massacrarli in un festoso teatro di sangue si può e si deve subito. I militari di Spagna scendono sul piede di guerra. Ma il nemico non è un belligerante stato straniero o una falange di temibili terroristi alqaedisti: il nemico è il loro stesso ministero della Difesa, il loro datore di lavoro nella persona della “mujer de hierro” Carme Chacón, la prima donna nominata a capo di quel dicastero. La Chacon non si è mai fatta particolarmente amare dai soldati spagnoli, per la sua voglia di scardinare il secolare assetto della gerarchia militare in onore dell’eguaglianza tra i sessi, la vera ossessione del Governo Zapatero. E dopo una serie di probizioni e parificazioni, ora i marmittoni ne hanno le tasche piene della ministra tanto che hanno convocato per il 16 ottobre lo sciopero. Un fatto inedito nella storia della giovane democrazia spagnola: tempo fa a imbarazzare Zapatero fu la protesta della polizia per i tagli agli stipendi. Ma la Asociación Unificada de Militares Españoles (AUME) non demorde: con la grande manifestazione del prossimo autunno vuole chiedere l’eliminazione della “Ley Orgánica de Derechos y Deberes de los miembros de las Fuerzas Armadas”. È un progetto di legge, già sdoganato dal Consiglio di Stato che, secondo quanto denuncia l’Aume avrà un effetto deleterio sulla professione dei militari: «Non si tratta di un adeguamento dei diritti dei soldati, ma di una mera restrizione che riduce i membri delle Forze Armate a “cittadini di terza classe”». La protesta del 16 ottobre coinvolgerà tutti i rappresentanti dei corpi militari spagnoli e non è escluso che molti decideranno, addirittura, di manifestare indossando le proprie divise. Un altro punto che infervora i militari è la “Ley de Carrera Militar”, che stabilisce l’avanzamento nei gradi militari sia dovuto al merito e alla capacità del soldato e non alla sua anzianità di servizio. ROB. PEL. Militari spagnoli in piazza Lapresse DAL 2012 IN POI La Catalogna diventa la prima regione spagnola a proibire le tradizionali manifestazioni nazionali dei tori. La norma entrerà in vigore nel gennaio 2012 e fino ad allora la Plaza Monumental, l’are na di Barcellona, potrà ancora programmare le corride. La decisione arriva al termine di una lunga stagione di polemiche Ansa ::: ROBERTO PELLEGRINO MADRID Tredici affilatissimi voti, taglienti e pungenti come le banderillas hanno incornato definitivamente i matadores scrivendo un nuovo capitolo nella storia della Spagna. La Catalogna ieri ha detto “no” alla corrida, votando in Parlamento la sua abolizione con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astenuti. Una differenza di tredici voti che getta nella polvere secoli di tradizione e di eterne polemiche. Per mesi il movimento anticorrida catalano ha sostenuto la legge di iniziativa popolare che, ha preso una prima forma su centinaia di banchetti sparsi per la Catalogna, e poi sugli scranni del Parlamento di Barcellona. Per lunghe settimane la corrida è stata oggetto di discussione, è stata eviscerata in ogni sua forma, analizzata in ogni suo particolare con l’inter vento di medici, scienziati e filosofi. Jorge Wagensberg, docente di “Teoria dei processi irreversibili” all’Universi tà di Barcellona ha sfilato l’arma dal fodero senza l’enfasi del matador che “a las cinco de la tarde” infiamma l’arena. Con i suoi toni pacati il professor Wagensberg ha esaminato la punta aguzza di una banderilla come fosse quella di un ombrello rotto, simulando il gesto dell’infilzare e chiedendo, garbatamente ma retorico alle nutrite file di deputati, scrittori, allevatori di tori e matadores convocati quale giuria popolare: «Questo fa o non fa male?». Ieri la maggioranza dei deputati con il voto ha detto “sì”, che fa male, che il toro prova un dolore atroce, prima di trovare la morte con l’ultima stoccata al cuore. Non sono bastati anni di polemiche e strumentalizzazioni nel nome del nazionalismo. Sono valsi a poco i migliaia di appelli caduti nel vuoto, per non parlare delle innumerevoli e teatrali manifestazioni di corpi imbrattati di sangue. Ci voleva lo sguardo gentile di questo quasi anonimo professore di Fisica, capace di provare compassione per i tori, a disintegrare in un attimo lunghi e insopportabili panegirici in difesa della corrida, recitati da altrettante schiere di poeti, storici, filosofi e persino economisti. Il dibattito andato in scena per mesi nel Parlamento di Barcellona non ha risparmiato nulla. Scambi di virulente accuse di cinismo e di ipocrisia, fino ai retorici appelli alla tradizione che si ripete in terra iberica dal XIV, quando da un recente sondaggio della Doxa spagnola emerge che all’81% degli intervistati di età compresa tra i 18 e i 40 anni non frega proprio nulla della corrida e di tutto quel sangue versato nelle arene. E il dibattito è arrivato inevitabilmente fino a Madrid, dove nella Comunità Autonoma, la roccaforte del Partito popolare, davanti a tale funesta minaccia, la si è subito consacrata come un «bene di interesse culturale» e quindi intoccabile come fosse la Sagrada Familia. Lo stesso presidente del partito popolare, quel Mariano Rajoy, sconfitto alle elezioni per due volte da Zapatero, aveva scimmiottato gli animalisti che paragonavano i soprusi perpetrati contro i tori a quelli, «non meno tradizionali in Spagna», contro le donne. A parte le chiacchiere dal gennaio 2012 la corrida non farà più parte della Catalogna. Il voto nel Parlamento autonomo Barcellona sfida Madrid Corrida messa al bando La capitale l’ha promossa a bene culturale, la Catalogna la vieta ::: segue dalla prima IURI MARIA PRADO .
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 17 stampata da: cervo alle ore: 21.41.36 colore 17Giovedì 29 luglio 2010ATTUALITÀ @ commenta su www.liberonews.it Approvato il nuovo Codice della Strada Fino ai 21 anni zero alcol per chi guida Per gli autisti pubblici l’ebbrezza è giusta causa di licenziamento e le multe notificate dopo 90 giorni saranno nulle Il “guru” De Adamich «Finalmente un rimedio alla tolleranza da italiani» Portalettere all’europea Il postino fa la settimana corta: niente lettere di sabato ::: TOMMASO LORENZINI Ex pilota di F1, volto noto di Mediaset e direttore del Centro Internazionale Guida Sicura di Varano de’ Melegari, Andrea De Adamich accoglie con favore le novità, anche se sottolinea come «nel Codice della Strada ci sono già norme precise, che se fatte rispettare sarebbero perfette». Intanto le esercitazioni di scuola guida potranno essere fatte anche di notte e in autostrada o strade extraurbane. «Mi sembra logico, un allargamento di obbligo di esperienza preventiva prima di lasciare qualcuno andare da solo. Si tratta di un passo importante anche se sui “neo patentati” c’è ancora da fare». Fra le novità, è stato introdotto l’esame di guida pratica per ciclomotori e minicar. «Ottimo, ma il problema minicar è più complesso. È innanzitutto di concetto, un quadriciclo equiparato a una due ruote: quindi non esiste crash test, non esistono protezioni e sicurezza a livello di automobile, previste invece per le city car. Bisognava intervenire anche sulle specifiche di costruzione». Per lo meno si sono inasprite le sanzioni sul tuning. «Ma dovevano essere più duri. Si trucca sempre per aumentare la velocità, ma non si pensa mai a freni e sospensioni: una vetturetta costruita per i 45 all’ora finisce per andare ai 90». Anche gli ultraottantenni, per ottenere il rinnovo della patente, ma pure per il certificato per ciclomotore, dovranno sottoporsi a una visita medica biennale. «Qui bisogna essere chiari. La visita medica è basilare, che si tratti di diciottenni, ultraottantenni o gente in età “non sospetta”. Sarebbe naturale che più si va avanti con gli anni più la visita fosse a regola d’arte; chi non è in grado di guidare effettivamente non riceve più il rinnovo. Punto. Ma anche chi non è in condizione di guidare, a qualsiasi età, deve essere appiedato: ecco il vero discrimine per guidare o meno. Il fatto è che oggi rinnovare la patente è come andare a comprare il giornale». È stato reso obbligatorio anche il test antidroga per prendere la patente, per il rinnovo e per chi guida mezzi pubblici, taxi o camion. «Mossa molto valida. È vero, chi trasporta persone a livello professionale ha la stessa responsabilità di chi trasporta merci, ma in caso di incidente, spesso le conseguenze delle azioni chi trasporta persone finiscono sui trasportati». Spicca il paradosso tolleranza zero sull’alcol, mentre viene approvato in parallelo il cosiddetto “emendamento grappino”. «È un’integrazione della legge, che da un lato è molto drastica ma dall’altro tiene aperto uno spiraglio per delle situazioni particolari. Vediamo spesso, in ambito civile o penale, che l’er rore alle volte non porta a conseguenze pesanti pur essendo grave. È giusto che, per chi ha un’at tività basata sull’automobile, il giudice possa esaminare caso per caso. L’importante è che lo spiraglio non diventi un portone per deroghe totali. Si torna al solito discorso: regole ce ne sono e buone, qualcuno dovrebbe applicarle». ::: ANTONIO SANFRANCESCO Se non è rivoluzione, poco ci manca. Dopo quasi un anno di dibattito in Parlamento, ieri il Senato ha approvato in via definitiva il pacchetto che modifica circa 80 articoli del Codice della strada. Il primo banco di prova per le nuove norme sarà il prossimo weekend, quello del grande esodo estivo considerato per la circolazione stradale da bollino nero. I voti favorevoli (Pdl e Lega) sono stati 145, gli astenuti (Pd, Idv, Udc) 122, nessun voto contrario. Molte le novità. Tra le più importanti, tolleranza zero su alcol e droghe, stretta sulle minicar, perdita maggiore di punti, notifiche più veloci della multe con la possibilità di pagarle anche a rate. Se guidi, non puoi bere. Questo il criterio base della riforma. I neopatentati e i giovani da 18 a 21 anni, infatti, non potranno bere nemmeno un goccio prima di mettersi alla guida. Devono fare un test obbligatorio e per i successivi tre anni, se vengono beccati alla guida in stato di alterazione anche lieve, saranno multati e privati dei punti. Ancora più severa la norma che riguarda gli autisti di professione (bus, camion, taxi). Per costoro, la guida in stato di ebbrezza diventa giusta causa di licenziamento. Per chi, ubriaco, provoca un incidente in cui l’investi to subisce gravi lesioni scatta la revoca della patente. Per il rinnovo della quale, infine, è obbligatorio sottoporsi al test antidroga. Stretta anche sui locali che vendono alcolici. Dopo le tre di notte, nessun locale potrà più farlo. In autostrada il divieto scatta alle 10 di sera per i superalcolici alle 2 del mattino per birra e vino. Ogni bar, inoltre, dovrà avere a disposizione un etilometro per i clienti che prima di mettersi in viaggio vogliono misurare il proprio tasso alcolemico. A parte pochi casi, come il mancato rispetto dei limiti di velocità, si perderanno più punti per alcune infrazioni, come quella di ostacolare l’attraversa mento di pedoni e disabili, parlare al telefonino, guidare sulle corsie preferenziali e non lasciare strada libera a polizia e ambulanze. Infine, scatta la revoca della patente (prima c’era solo la penalizzazione di 10 punti) per chi guida contromano. Se in un anno si perdono 15 punti per aver commesso tre volte la stessa infrazione non basterà pagare solo le multe ma si dovrà cominciare tutto daccapo: scuola guida ed esami. Chi non si ferma a prestare soccorso a un cane o a un gatto investito rischia una multa di 1.559 euro. Cambia tutto anche per le multe. Gli introiti, divisi al 50 per cento, andranno allo Stato e agli enti locali con l’obbligo per entrambi di destinarli alla sicurezza stradale. La novità più importante riguarda i tempi di notifica: dai 150 attuali si passa a 90 giorni come limite massimo, dopo di che la multa scade. Se l’importo supera 200 euro si potrà pagare a rate. Dopo gli stupefacenti, l’altra stretta riguarda le minicar. Diventa obbligatorio per conducente e passeggero guidarle con la cintura di sicurezza, le multe per chi trucca il motore aumentano, fino a 1556 euro per il meccanico e fino a 594 euro per il proprietario. Chi ha la patente revocata non potrà conseguire il patentino per minicar e ciclomotori. Gli over 80 possono tirare un sospiro di sollievo: niente ritiro della patente ma l’obbligo per ottenerne il rinnovo di sottoporsi a una visita medica specialistica biennale che attesti il possesso dei requisiti fisici e psichici. Resta, contestato, l’«emenda mento grappino» che prevede a chi ha avuto la patente sospesa una deroga di tre ore al giorno per andare a lavorare o per assistere un familiare disabile. Soddisfatto il premier Berlusconi secondo il quale con il nuovo codice «diminuirà ulteriormente il numero degli incidenti e la mortalità sulle strade». Per il ministro della salute Fazio si tratta invece di «un grande passo in avanti per la prevenzione dei rischi». A RIPOSO NEL WEEKEND Settimana corta per i postini italiani: anche i sindacati hanno dato il via libera alla proposta dell’azienda Fotogramma. Andrea De Adamich ::: EDOARDO CAVADINI Poste Italiane ristruttura l’offerta e si allinea agli standard di big player europei. A partire da settembre in una decina di località Boario e Lovere in Lombardia; Caluso in Piemonte; Modica e Vittoria in Sicilia; Fabriano nelle Marche; Prato in Toscana e il quartiere Bravetta a Roma verrà sperimentata la nuova architettura dei servizi che entrerà a regime dall’1 gennaio 2011 e avrà due architravi: la specializzazione delle prestazioni e la settimana corta, ovvero la sospensione delle consegne il sabato. Il nuovo corso, che ha il placet dei sindacati (sono state sei le sigle che hanno firmato l’accordo con l’azienda), va verso l’accettazione di un mercato più liberalizzato e nel quale si fa pressante la concorrenza di operatori privati. In primis si assisterà a una rimodulazione degli orari di lavoro per i quasi 35mila portalettere che ogni anno recapitano sei miliardi di “pezzi” in case e uffici: la consegna della posta prioritaria, raccomandata e commerciale sarà da lunedì a venerdì dalle 8 alle 16; dalle 14 alle 20 verranno invece erogati i servizi su misura (come recapito telegrammi, messo notificatore, ritiro a domicilio, ritiro posta registrata) che intendono assecondare le esigenze particolari della clientela e sui quali l’amministratore delegato del gruppo, Massimo Sarni, punta per contrastare l’emorragia della corrispondenza, in calo del 2% l’anno. Questi servizi saranno disponibili anche il sabato dalle 8 alle 14. «Non siamo noi i pionieri della settimana corta sottolinea Sarni . In Europa il postino è già feriale. Anche Deutsche Post è pronta a seguire il nostro esempio e negli Stati Uniti Us Postal Service è in attesa del via libera del Congresso per allinearsi. L’azienda deve differenziarsi, seguire il cliente». Così ad esempio con “Aspettami” il cliente in vacanza che non vuole che la corrispondenza rimanga incustodita nella cassetta può concordare il giorno di consegna una volta che sarà tornato. Invece per razionalizzare la vita di condominio, semplificare quella aziendale o per comodità personale, tramite “Dimmi quando”, si può scegliere il giorno nel quale si desidera ricevere la posta, in modo da evitare la scocciatura di una coda all’ufficio postale perché la raccomandata è arrivata ma non ha trovato nessuno. CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO ED AGRICOLTURA DI MONZA E BRIANZA AVVISO DI GARA Amministrazione aggiudicatrice: Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Monza e Brianza, Piazza Cambiaghi 9, cap 20052 Monza, c. f. 94607690156, tel. 039/2807486, Fax 039/2807508, email risorse.patrimonio@mb.camcom.it; Oggetto dell’appalto: affidamento del servizio di cassa per il periodo 01.01.201131.12.2014. Procedura e criteri di aggiudicazione: procedura aperta con aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi degli artt. 54, 55 e 83 del D.Lgs. 163/2006; Forma e categoria dell’appalto: Appalto di servizio. Categoria 6 servizi bancari e finanziari. CPV 66600000; Durata del contratto: 4 anni; Valore stimato: Il servizio sarà svolto a titolo gratuito Luogo di esecuzione appalto: Comune di Monza; Termine ultimo per la ricezione delle offerte: ore 12:30 del giorno 15/09/2010; Pubblicazione bando GUUE: 2010/S 134206515 in data 14/07/2010; Pubblicazione rettifica bando GUUE: 2010/S 136208136 in data 16/07/2010; Informazioni utili: Il bando integrale e tutta la documentazione di gara sono integralmente disponibili all’indirizzo internet della Camera di Commercio di Monza e Brianza www.mb.camcom.it/appalti/. Eventuali richieste di chiarimenti potranno essere inviate via fax al n. 039/2807508, oppure via email all’indirizzo risorse.patrimonio@mb.camcom.it entro il 03/09/2010. La Dirigente dell’Area Risorse Patrimonio e Personale Irene Caramaschi
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 18 stampata da: callioni alle ore: 20.03.53 colore 18 Giovedì 29 luglio 2010
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 19 stampata da: callioni alle ore: 20.03.53 colore 19Giovedì 29 luglio 2010
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 20 stampata da: cervo alle ore: 22.20.30 colore 20 Giovedì 29 luglio 2010 ATTUALITÀ @ commenta su www.liberonews.it Contro l’italietta moralista Belen a Sanremo anche se ha sniffato Tanto lo fan tutti Oscurare la showgirl non ha senso: la droga è ovunque Con questa logica “sparirebbero” tranvieri e maestre ::: POLVERE BIANCA::: FILIPPO FACCI Non so se Belen Rodriguez debba andare o no a Sanremo, me ne importa zero, non so neppure se la ragazza sia intrisa di quella «contrizione operosa» descritta da Alessandro Meluzzi in un suo articolo su Libero, ieri che pare scritto da un gesuita. È un problema morale, non penale: in Italia il singolo consumo di cocaina non è neppure considerato reato e non è detto che il sindaco di Sanremo che non vuole Belen al Festival ne fosse al corrente. Il caso Morgan, l’anno passato, fu un’altra cosa: lo stralunato cantante aveva inneggiato pubblicamente alle droghe come fonte creativa, mica ne aveva parlato a verbale davanti a un magistrato come ha fatto Belen. PROPOSTE RIDICOLE Ma il punto non è neanche questo. E non può bastarci neppure il bollare come oggettivamente ridicola la proposta del solito Carlo Rienzi (Codacons) che vorrebbe introdurre un test antidroga per tutti i cantanti e i presentatori e le vallette che parteciperanno a Sanremo. Anche perché il problema non è il drogarsi prima di Sanremo, ma non drogarsi dopo averlo visto. Detto questo, resta spettacolare l’ipocrisia con cui questo Paese seguita a nascondere la portata autentica del problema cocaina. Ci si ostina a dividere il mondo tra bianco e nero, buoni e cattivi, drogati e normali. Ci si scanna come se la droga riguardasse ancora e solamente spacciatori e devianti, mentre è un’industria che interviene secondo format di consumo ormai consolidati: ci si veste in un certo modo, si ha una certa auto, si appartiene a un certo ambiente e si hanno certe sostanze da consumare. Il modello di riferimento, purtroppo, non è Belen o un inarrivabile star system: il mercato degli stupefacenti ormai è in grado di incidere sulle scelte di vita, e i consumatori persone che si credono informate in virtù di questo imprinting si illudono di aver fatto una scelta. Antiproibizionismo o repressione non c’entrano più: potremmo buttarla su frasi a effetto e sentenziare, classicamente, che se eliminassimo tutti i cocainomani del Paese andrebbe sguarnita una buona fetta della classe dirigente e imprenditoriale e finanziaria, questo prima ancora che i palinsesti televisivi si svuotino. PILOTI E DOCENTI Ma non è la verità. Il cocainomane interagisce con noi, è il chirurgo, il pilota, l’investitore dei nostri soldi, la maestra dei nostri figli, persino si è scoperto di recente il tranviere meneghino. A fermare tutto questo non basterà escludere Belen e non basterà purtroppo neppure la legge, o una diversa legge. C’è moltissimo da fare, ma la nostra classe politica e giornalistica ama esibire soltanto crociate, contrasti caricaturali, referendum morali, tesi sociologiche su uomini perdenti e derelitti. Perché, era un perdente Lapo Elkann? E l’attore Paolo Calissano? E la modella Kate Moss? E Fiorello, che facciamo con Fiorello, che pure ha ammesso di esserci caduto e pure di brutto? Cacciamo tutti perché non diano il cattivo esempio? Ci raccontiamo che la droga è il famoso spazzino dell’umanità che ammalia i perdenti? Certo, non mancano eserciti di menomati mentali che assumono droghe perché sono deboli e non ce la fanno, dunque la sera non reggono se stessi e hanno bisogno di stemperare la realtà, stordirsi in una devianza da discoteca. IL COCAINOMANE Ma il dramma vero è la straordinaria compatibilità della cocaina col nostro modello di sviluppo: chi pippa non ha una doppia vita, ha una vita sola e intera che la cocaina accelera e concentra, chi la prende non vuole fuggire la realtà ma abbracciarla, lavorare come un pazzo, socializzare come mai riuscirebbe, essere brillante nonostante la stanchezza. La cocaina è la droga di chi ufficialmente non ne ha bisogno, di chi racconta la gestirà senza problemi. Una sola è la regola non scritta: ciascuno è artefice del proprio destino, se lo beccano cazzi suoi. Basterebbe avere il coraggio di dire questo: la IL CONSUMO IN EUROPA Secondo un rapporto dell’osservatorio di Bruxelles, in tutta Europa sono 13 milioni i cittadini che hanno fatto uso, almeno una volta, di cocaina. Di questi, 7,5 milioni hanno tra i 15 e i 34 anni. E, tra i paesi europei, l’Italia sarebbe al quinto posto tra i consumatori LE CITTÀ DA RECORD È Milano la città italiana dove si consuma più cocaina. La città menegghina batte anche Londra: nella capitale inglese, infatti, ogni giorno vengono consumate 6,9 dosi di polvere di bianca. A Milano, invece, si arriva addirittura a 9,1. Trezo posto epr Lugano, dove ogni 24 ore sono “sniffate” 6,1 dosi LA COCA IN ITALIA L’Istituto Mario Negri di Milano ha analizzato le acque reflue delle città per scoprire quandi residui di polvere bianca esse contengono. Il capoluogo lombardo è risultato in cima anche alla classifica italiana. Non solo: la Lombardia guida (secondo i dati del Cnr) la graduatoria delle Regioni che consumano più cocaina: 3,4% delle persone fra i 15 e i 64 anni ne ha fatto uso. Seguono il 3,2% del Lazio, il 3% del Piemonte e il 2,6% della Liguria AVVISO AL PUBBLICO RICHIESTA DI PRONUNCIA DI COMPATIBILITA' AMBIENTALE AL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DI CONCERTO CON IL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI La Società Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A., con sede legale in Viale E. Galbani, 70 – 00156 ROMA PREMESSO • che, con Decreto del Ministro dell’Ambiente di concerto con il Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali n. 3062 del 19/06/1998, è stato espresso giudizio positivo circa la compatibilità ambientale dell’elettrodotto a 380 kV, in doppia terna, tra la S.E. di Laino (CS) e quella di Rizziconi (RC); • che tale pronuncia prevede, tra le altre, le seguenti prescrizioni: “1. Entro un anno dalla entrata in esercizio del nuovo elettrodotto dovrà essere dismessa la linea elettrica a 380 kV LainoRossano (terna 322) tra la stazione di Laino ed un punto da individuare tra le località Colle Vigilante e Vallone Volpone” “2. Entro un anno dall’inizio dei lavori di costruzione del nuovo elettrodotto dovrà essere presentato al Ministero dell’Ambiente il progetto sull’ipotesi di riassetto delle linee a 150 kV e 220 kV delle stazioni elettriche di Rotonda e di Laino”. Tale progetto dovrà prevedere una diminuzione della lunghezza di linee elettriche di circa 40÷50 km all’interno del Parco del Pollino, come prescritto dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali. • che la TERNA S.p.A., con nota in data 8.3.2007 richiedeva al Ministero dell’Ambiente la revisione della prescrizione n. 1 di cui sopra; • che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – D.G. Salvaguardia Ambientale, con nota 21436 del 30.07.2007, ribadiva la validità di tale prescrizione, significando che una richiesta di revisione poteva essere oggetto di valutazione solo a seguito di specifica istanza di V.I.A.; • che la TERNA S.p.A., con domanda in data 24.12.2008 (sostenendo la necessità di mantenere in esercizio il tratto di linea a 380 kV oggetto di prescrizione di demolizione) richiedeva al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – D.G. Salvaguardia Ambientale, di avvalersi della fase preliminare dello studio di impatto ambientale di cui al disposto dell’art. 21 del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.; • che la stessa Direzione Generale, con nota prot. 23757 del 10.09.2009, trasmetteva alla TERNA, a conclusione del procedimento di cui sopra, il parere della Commissione di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA/VAS del 28.04.2009; • che tale parere, richiamando la nota della D.G. Salvaguardia Ambientale del 30.07.2007 di cui sopra, forniva una serie di indicazioni utili alla redazione dello Studio di Impatto Ambientale; • che il Piano di Sviluppo della Rete Elettrica Nazionale prevede il riassetto e razionalizzazione della rete a 220 e 150 kV ricadente nel territorio del Parco stesso, inclusa la necessità di un potenziamento della dorsale a 380 kV; • che la TERNA S.p.A. ritiene che tale potenziamento della dorsale a 380 KV non può che essere il mantenimento del tratto di linea a 380 kV in s.t. “LainoRossano”, oggetto di prescrizione di demolizione, da porsi quindi a richiesta di valutazione di impatto ambientale, al fine di mantenerlo in esercizio; • che tale tratto, dipartendosi dalla Stazione Elettrica di Laino, termina dopo un percorso di circa 30 km in località Colle Vigilante in Comune di San Basile (CS), interessando i Comuni di Laino Borgo (CS), Viggianello (PZ), Rotonda (PZ), Morano Calabro (CS), San Basile (CS); • che le altre caratteristiche tecniche dell’elettrodotto, così come a suo tempo realizzato sono: Frequenza nominale 50 Hz Tensione nominale 380.000 V Potenza nominale 1000 MVA Tipo sostegno Traliccio semplice terna a delta rovescio Num. Conduttori per fase 3 Diam. conduttori 31,5 mm • che, pertanto, la TERNA S.p.A. ha presentato domanda di pronuncia di compatibilità ambientale prot. n. TE/P20100006389 del 17/05/2010 al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, • che, finalizzata alla valutazione di cui sopra, si associa la realizzazione dei seguenti interventi, soggetti anch’essi a valutazione di impatto ambientale, realizzazione di una variante di circa 3,4 Km della linea 150kV in s.t. RotondaMucone interessante unicamente il Comune di Rotonda; realizzazione di un breve raccordo 220 kV in s.t. della linea TuscianoRotonda verso la Stazione 380 kV di Laino della lunghezza di circa 3.1 km interessante i Comuni di Laino Borgo e Castelluccio Inferiore; realizzazione di un breve raccordo 150 kV in d.t.come entraesce della linea Mucone 2Rotonda (da declassare a 150kV) verso la C.P. Castrovillari, della lunghezza di circa 0.2 km interessante unicamente il Comune di Castrovillari; • che gli interventi di cui sopra, unitamente agli altri non soggetti a VIA ma comuque presenti negli elaborati progettuali, incluse le demolizioni, interessano i SIC n. IT9310025 (Valle del Fiume Lao), IT9210040 (Bosco Magnano), IT9210075 (Lago Duglia, Casino Toscano e piana di S.Francesco), IT9310014 (FagosaTimpa Dell’orso) e IT9210220 (Murgia S.Lorenzo) e le ZPS n. IT9310303 (Pollino e Orsomarso), IT9210275 (Massiccio del Monte Pollino e Monte Alpi) e IT9210271 (Appennino Lucano, Valle Agri, Monte Sirino, Monte Raparo) e debbono pertanto essere anche assoggettati a Valutazione di Incidenza di cui all’art. 5 del D.P.R. 8/9/1997 n. 357 così come modificato dall’art. 6 del D.P.R. 12 Marzo 2003 n. 120 e pertanto con la domanda di pronuncia di compatibilità ambientale di cui sopra è stata anche richiesta la Valutazione di Incidenza; COMUNICA CHE: • il tratto dell’elettrodotto a 380 kV da mantenersi in esercizio, da tempo realizzato ed oramai parte integrante del paesaggio, non costituendone particolare criticità; i nuovi interventi da realizzare, oggetto anch’essi di valutazione di impatto ambientale, non comportano particolare impatto sul territorio salvo che eventualmente per l’aspetto paesaggistico legato alla presenza dei sostegni e dei conduttori che, nella specie, sono stati oggetto comunque di attente ed approfondite valutazioni al fine di una collocazione, per quanto possibile, meno invasiva. Per le zone tutelate di cui sopra, alcune appena lambite, ed altre assolutamente inevitabili, la particolare attenzione posta, i benefici apportati dalla proposta di razionalizzazione delle linee esistenti e le misure di mitigazione previste nella Relazione per la Valutazione di Incidenza, rendono gli interventi compatibili; • copia del progetto degli elettrodotti, lo studio completo di impatto ambientale, la sintesi non tecnica e la relazione per la valutazione di incidenza sono depositati presso i seguenti Uffici a disposizione del pubblico per consultazione: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali Via Cristoforo Colombo, 44 – 00147 Roma; Ministero per i Beni e le Attivitá Culturali Direzione Generale per la Qualità e la Tutela del Paesaggio, l’Architettura e l’Arte Contemporanee Via di S. Michele, 22 – 00153 Roma; Regione Calabria Dipartimento N.14 “Politiche dell'Ambiente” Servizio n. 7 Sviluppo Sostenibile, Educazione Ambientale, Lotta alla desertificazione, Valutazione di Impatto Ambientale, Autorità Regionale Ambientale (ARA) Viale Isonzo, n. 414 88100 Catanzaro Regione Basilicata – Dipartimento Ambiente, Territorio, Politiche della Sostenibilità –Ufficio "Compatibilità ambientale" – Viale Vincenzo Verrastro, 5 – 85100 Potenza (PZ) Provincia di Cosenza Settore Ambiente e Demanio Idrico Via Romualdo Montagna, 13 Cosenza (CS) Provincia di Potenza Ufficio Ambiente Piazza delle Regioni, 1 85100 Potenza (PZ) e presso le Segreterie Comunali di: Comune di Laino Borgo Viale Biagio Longo, 2 – 87014 Laino Borgo (CS); Comune di Castrovillari Piazza Municipio, 1 – 87012 Castrovillari (CS); Comune di Morano Calabro Piazza Giovanni XXIII 87016 Morano Calabro (CS) Comune di San Basile Piazza Paolo Bellizzi, 2 87010 San Basile (CS) Comune di Rotonda Via Roma, 56 85048 Rotonda (PZ); Comune di Castelluccio Inferiore Largo Marconi, 1 – 85040 Castelluccio Inferiore (PZ); Comune di Viggianello Corso Senatore De Filpo, 22 – 85040 Viggianello (PZ); • ai sensi dell’art. 24 comma 4 del richiamato D. Lgs. 152/2006, entro il termine di 60 (sessanta) giorni dalla presente pubblicazione, chiunque abbia interesse può prendere visione del progetto e del relativo studio ambientale, presentare proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi a: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali Via Cristoforo Colombo, 44 – 00147 Roma; Ministero per i Beni e le Attivitá Culturali Direzione Generale per la Qualità e la Tutela del Paesaggio, l’Architettura e l’Arte Contemporanee Via di S. Michele, 22 – 00153 Roma. Il presente Avviso costituisce inoltre titolo ai fini della “Partecipazione al Procedimento Amministrativo, ai sensi dell’art. 7 e seguenti della Legge 7 agosto 1990, n. 241 TERNA S.p.A. Sede in Roma Viale Egidio Galbani, 70 Capitale sociale Euro 440.199.936 (al 31 dicembre 2009) interamente versato Registro delle Imprese di Roma, Codice Fiscale e Partita I.V.A. n. 05779661007 R.E.A. di Roma n. 922416 Libero 29/07/2010
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 21 stampata da: callioni alle ore: 22.22.06 colore 21Giovedì 29 luglio 2010ATTUALITÀ @ commenta su www.liberonews.it Carneficina a Loreto Mollato dalla fidanzata le ammazza madre e sorella Irrompe in casa e spara alla cieca: grave la ex, morte sul colpo le due parenti droga piace, la gente la prende da millenni proprio per questo. Ma ha un difetto, uno solo: che non riguarda la moralità o il moralismo di certi maestrini all’italiana. È un altro, il difetto. ANTICHE RADICI La cocaina era nella Coca Cola sino al 1901 ed era reclamizzata proprio per questo, la prendevano i gesuiti in America Latina, la prendevano Pio X e Leone XIII e così pure gli Zar delle Russie, i principi del Galles, i sovrani di Svezia e di Norvegia, Thomas Alva Edison, i fratelli Lumière, persino Sigmund Freud che scrisse “L’in terpretazione dei sogni” assu mendo cinque grammi al giorno; non parliamo della cocaina elargita agli eserciti canadese e tedesco, degli Anni settanta quando la cocaina era celebrata sul New York Times (pur proibita) e quando a sostenere la liberalizzazione della cocaina e della marijuana non era Bob Marley, ma una lobby in cui primeggiava la Fondazione Ford. Nella classificazione statunitense delle droghe pericolose, datata 1971, la cocaina neppure c’era: è lo stesso anno in cui Peter Burne, lo psichiatra incaricato di dirigere il programma statale per la lotta alla droga, fu visto sniffare pubblicamente a una festa ufficiale con seicento invitati: che cosa è cambiato? Sono cambiati il progresso scientifico, gli studi, le verità non sommarie che andrebbero pacatamente spiegate anziché mascherarle da predica generica, è cambiato ciò che ha trasformato la nocività di certe droghe in una sentenza della scienza medica: andrebbe spiegato questo, altro che generici predicozzi contro una valletta. È questo l’unico e terribile difetto della cocaina: fa male, fa molto male, e su questo andrebbe fatta informazione seria e una politica seria. Nella scarsa credibilità dei pedagoghi nostrani, poco scientifici e molto apocalittici, sguazzano intanto le Belen e gli assuntore fintooccasionali, quelli che in tutte le discoteche e cessi d’Italia si raccontano che sono tutte balle, non è vero niente, la cocaina farà anche male e però insomma, sai com’è. E mentre gli specialisti e gli esperti e i medici si fanno un mazzo così, in televisione a parlare del problema invitano la modella deficiente, il giornalista reazionario contro quello capellone, la solita poltiglia inutile. Se Belen ha assunto cocaina mica si parla della cocaina: si parla di Belen. I SUOI CONTRATTI La fiction Rai la conferma La Tim forse MILANO Belen ha sniffato due volte tre anni fa, dice lei. Peccati di gioventù (aveva 22 anni), dunque nessuna “puni zione”. Sanremo non è in forse perché Sanremo non c’è mai stato. Il suo nome circolava ma né lei né il suo agente hanno mai ricevuto proposte ufficiali. La Rai, d’altra parte, non disdegna, pur se trasgressivo, il “personaggio” Belen: lei in questi giorni andrà in Sicilia a girare un episodio della fiction Montalbano che la vede protagonista. Destinazione: la prima serata della tv di Stato. Poi c’è il cinema. Oggi la Rodriguez è a Roma per scattare le foto della locandina del prossimo cinepanettone, in uscita a Natale. La Puglia, poi, l’aspetta per gli scatti della campagna mondiale Miss Sixty. Girerà un film con Eugenio Cappuccio. La vuole Pupi Avati. La ragazza è un tantino sovraesposta ma oggi se non appari non esisti. Un po’ di vacanza (ha affittato una barca, girerà l’Egeo con la famiglia) poi ancora lavoro. È appena stata in Spagna, nel parco naturale di Bardenas Reales, vicino a Saragozza, per girare lo spot Tim che vedremo in autunno. O forse no. Abbiamo chiesto a Telecom se è vero che l’azienda potrebbe non utilizzare più il suo volto e la risposta non è stata un “no”. Carlo Fornaro, responsabile Relazioni Esterne Telecom, dichiara a Libero: «Valuteremo. Se un personaggio funziona lo teniamo, se non funziona no. E lo valutiamo attraverso strumenti di gradimento come internet su campioni rappresentativi della popolazione. Utilizziamo indicatori: se il pubblico proietta valori positivi su un personaggio, questo funziona. Se invece è percepito come negativo, per noi non va più bene. Il gradimento di Belen non è mai era cambiato. Ma in questi giorni stiamo facendo valutazioni». Ma il contratto tra Tim e Belen, da quanto apprendiamo, durerà ancora un anno; alcuni spot sono stati già girati. «Il contratto con l’artista viene certamente onorato», spiega Fornaro, «ma non è automatico che gli spot girati vadano in onda. Gli spot vanno in onda se servono». Ma la bella argentina dovrebbe stare tranquilla. Il lavoro non le manca. E ora che è single si concentrerà solo su quello. Forse. Fabrizio Corona ieri ha dichiarato che tra lui e Belen non è ancora «scritta la parola fine». ALESSANDRA MENZANI ::: FABIANA FERRI LORETO (AN) Folle di gelosia, si è presentato a casa della sua ex per chiarire, per tentare di recuperare una storia ormai finita. Tra le dita stringeva però una calibro 22. E quella pistola ha continuato a farsela girare tra l’in dice e il medio anche mentre aspettava che gli aprissero la porta. Poi ha premuto il grilletto e ha fatto fuoco. Alla cieca. Senza neanche rendersi conto che nessuna di quelle due donne che stava crivellando a colpi di proiettili erano la sua Vincenzina, la ragazza di trentuno anni più giovane che aveva deciso di lasciarlo. A lei, l’uomo, è arrivato più tardi, quando il caricatore era ormai quasi vuoto. Quando i corpi della madre, Rita Pulvirenti, 54 anni e della sorella Silvana, 30 anni, erano ormai riversi a terra, in un lago di sangue. Convinto a portare a termine la sua missione omicida, il carnefice non si è però fermato davanti a niente, neanche davanti alle urla disperate della donna che amava, neanche davanti al suo corpo raggomitolato nel tentativo di salvarsi. E ci è riuscita Vincenza Benilda Mannino. I proiettili ne hanno infatti trapassato il corpo, ma quando sul posto sono arrivati gli operatori del 118, la 28enne era ancora viva, e i medici dicono che dovrebbe farcela. Il suo carnefice Claudio Alberto Sopranzi, 59 anni, nato in Argentina ma per anni vissuto in Sicilia, tra Catania e Siracusa, e da qualche anno nelle Marche dove lavorava come guardiano in un campeggio di Numana non deve però essersene accorto. Altrimenti forse, invece di scappare in sella alla sua bicicletta, avrebbe finito di massacrarla. In un’estate torrida il caldo torna dunque a dare alla testa, l’amore non corrisposto torna ad uccidere. E stavolta l’ha fatto anche davanti agli occhi innocenti di un bambino, Salvatore, il figlio più piccolo di Silvana. Che ieri pomeriggio, quando intorno alle 15. 30 è iniziata la mattanza, era lì. In quella villetta rossa a due piani, in frazione Grotte, quasi al confine fra Loreto e Porto Recanati, in provincia di Ancona, dove da tempo si erano trasferite la mamma, la nonna e la zia. Una famiglia tranquilla, raccontavano i vicini, anche se le liti tra Claudio Alberto e Vincenza erano frequenti. Così frequenti e accese che più di una volta i dirimpettai si erano ritrovati a mormorare «prima o poi si ammazzano». E non si sbagliavano. E anche ai carabinieri che hanno trovato i tre corpi massacrati, il quadro della situazione è apparso subito molto chiaro: ad uccidere le due donne, e a ferire la terza, non poteva che essere stato Sopranzi. I vicini lo avevano visto allontanarsi in bicicletta, e la sua gelosia per quella ragazza tanto più giovane di lui era ormai diventata leggendaria. Gli inquirenti lo hanno cercato per ore con battute di caccia e posti di blocco in tutta la regione. Il ritrovamento del biciclo qualche metro più in là della villetta li aveva infatti convinti che l’as sassino potesse essersi allontanato con un altro mezzo, una macchina, ma anche un treno. La sua fuga è invece durata pochissimo, molto meno di quanto si aspettassero gli investigatori. Intorno alle 19 l’uomo si è infatti consegnato ai carabinieri di Numana, a un passo dal suo posto di lavoro. Dove forse aveva pensato di recarsi per scacciare i sospetti che si erano, nel frattempo, creati intorno a lui. La consapevolezza di essere stato visto, e soprattutto il grosso numero di carabinieri e polizia sparsi per la città deve però averlo fatto desistere. Quando ha citofonato alla caserma dei carabinieri per costituirsi, l’uomo era disarmato. La calibro 22, che teneva legalmente perché pare avesse un permesso sportivo, non era infatti più nelle sue tasche. In fuga verso la libertà, e convinto a non lasciare tracce, il 59enne deve averla lanciata chissà dove. Gli inquirenti ora la stanno cercando, anche se sulla sua colpevolezza non sembrano esserci dubbi. Vittima un pescatore cagliaritano Difende ragazza in una lite, senegalese lo sgozza ::: PAOLO CABONI CAGLIARI Difendeva una sua amica ed è stato ucciso. Sgozzato con una bottiglia di birra rotta. Vittima un commerciante di prodotti ittici di Monserrato, Simone Naitana, di 29 anni. L’omicida è una cittadino del Senegal, che aveva avuto poco prima una discussione con la vittima proprio per via di una ragazza contesa e che è stato arrestato dai carabinieri; ora si trova rinchiuso nella Casa Circondariale cagliaritana di Buoncammino con l’accusa d’omicidio e, nei prossimi giorni, sarà interrogato dal gip. Il fatto è accaduto intorno alle 22 di martedì davanti alla pizzeriapaninoteca “Cip & Ciop” di Pirri, grosso centro dell’hinterland di Cagliari. L’africano, molto probabilmente in preda ai fumi dell’alcol, comincia ad importunare una giovane. La ragazza respinge le avances, una prima volta e poi una seconda. Interviene anche il titolare del locale, che prega il senegalese di allontanarsi. Intanto, nella pizzeria entra Simone Naitana. Il giovane, che i conoscenti descrivono come un ragazzo tranquillo anche se con qualche piccolo precedente penale, saluta l’amica, che gli racconta delle molestie subite ad opera dell’immigrato. In un attimo Naitana esce dal locale e raggiunge il senegalese. Tra i due nasce un acceso diverbio, culminato in schiaffi e spintoni. È a questo punto che l’afri cano prende una bottiglia di birra dal cestino dei rifiuti, la spezza e con un un coccio gli recide la giugulare della gola. Naitana stramazza al suolo in una pozza di sangue. La prima a chiedere aiuto è proprio la ragazza, che in compagnia del titolare del locale, Salvatore Atzori, chiama il 118. In pochi minuti arrivano i paramedici che cercano in tutti i modi di rianimare il giovane. Per il ragazzo, però, la situazione è veramente gravissima e cessa di vivere ancor prima di arrivare al Pronto Soccorso. Nel frattempo i carabinieri arrestano l’omicida. Lo trasferiscono in caserma, dove viene sottoposto a un lungo interrogatorio. L’uomo racconta la sua versione: «Sono stato aggredito dice e mi sono difeso perché rischiavo di essere linciato». Nulla da fare, il senegalese viene arrestato e portato in carcere. La salma di Naitana si trova, invece, all’obito rio. Oggi sarà eseguita l’autopsia. Il ragazzo, dopo aver scontato in passato dei piccoli guai giudiziari per droga, era riuscito a rifarsi una vita e lavorava nell’azienda di famiglia dove si occupava della vendita di prodotti ittici. La ragazza che ha difeso è affranta dal dolore e ancora non sa spiegarsi come possa essere successo tutto questo. Tutto in pochi minuti. Il killer è Carlo Alberto Sopranzi, di 59 anni Ansa NELL’OCCHIO DEL CICLONE La showgirl argentina Belen Rodriguez, 25 anni, è diventa famosa in Italia partecipando all’Isola dei Famosi. Nel corso dell’inchiesta denominata “Vallettopoli” ha ammesso, rispondendo a specifiche domande dei pm, di aver assunto cocaina. Parte della pubblica opinione ritiene che per questo debba essere estromessa dal mondo della tv Olycom
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 22 stampata da: cervo alle ore: 21.27.45 colore 22 Giovedì 29 luglio 2010 ESTERI @ commenta su www.liberonews.it Da che pulpito... New York ci sfotteva ma con la munnezza fa peggio di Napoli Gli stessi Usa che misero l’Italia alla berlina per i rifiuti hanno sacchi neri ammassati in strada e puzze asfissianti ::: LUIGI SANTAMBROGIO Tutto il mondo è paese ma New York lo è ancora di più. Nel senso di Belpaese. Quello che tra il beffardo e il caseario (la definizione viene dal noto formaggio) i critici del sopracciò usano per fare la morale e rimenare il torrone all’Italia stracciona e furbetta. Si mettano il cuore in pace e stiano comodi: c’è una notizia che li tramortirà e farà strazio delle loro snobistiche certezze. Per noi, invece, gente di sottoscala e dall’arrangio in nero, la news vale quanto la coppa non vinta del mondo, il jackpot centrato del Superenalotto, la seconda vendita (dopo quella di Totò) del Colosseo a qualche tontolone americano di passaggio a Roma. In breve: sui marciapiedi di New York i sacchetti della spazzatura si moltiplicano come conigli, tanto che pare di stare a Napoli ai tempi dell’emergenza Bassolino. TONNELLATE DI ROBACCIA Una montagna puzzolente e in continua crescita perché i newyorchesi producono11mila tonnellate al giorno di rifiuti e riciclano pochissimo. Solo la metà della carta e del cartone, per esempio, finisce negli appositi contenitori. E sulla strada finisce invece di tutto: dalle poltrone ai forni a microonde. Come i napoletani, appunto. Fine della notizia, ma qui comincia il bello. Ricordate quelle foto che nell’estate di due anni fa fecero il giro del mondo a testimoniare la lazzaronaggine della gente italica ridotta con le pezze al culo e le buccia di banana ai piedi da una classe politica di mandolinari e fanigottoni? Pareva che Napoli e la Campania fossero diventati la discarica del pianeta, un inferno di puzzo e rifiuti con quei sacchi neri a copre le bellezze monumentali, i cassonetti dati alle fiamme e i camion della raccolta fermi nei depositi. Emergenza nazionale ma che Berlusconi in combutta con la “cricca” di Bertolaso & C riuscì a domare in meno di un mese. Vennero aperte nuove discariche che la camorra aveva chiuso, qualche tonnellata di pattume venne aviotrasportata al Nord, fu riacceso l’inceneritore bloccato dai verdi di Pecoraro Scanio (chissà dov’è finito lo sciagurato?). Ora, quell’estate di vergogna e schifezze on the road, appare meno “italiana” e sciamannata di allora. E davanti ai guai di New York, ci consoliamo a pensare che quegli sbruffoni di americani, sempre pronti a esportare le loro sorti magnifiche e progressive non potranno più salire in cattedra e impartire lezioni agli stupidotti del mondo. Almeno sul ruffo. Capiamo e compatiamo i poveri newyorkesi: da oggi la loro proverbiale puzza sotto il naso non sarà più solo metafora. Pure gli sciccosi yankee del Village si dovranno rassegnare al sacco maleodorante: proprio lì, sull’uscio di casa, dove per quasi un secolo i capataz di Hollywood ci hanno fatto credere che c’erano solo bianche bottiglie di latte e giornali arrotolati lanciati dal ragazzo in bici. Sciò, passi lunghi e ben distesi verso la discarica, cari antipaticoni metropolitani, tutti mister Woody Allen e strafighi di Wall Street. LA GRANDE MELA (MARCIA) L’avete fatta franca per 30 anni: caricavate di notte la vostra monnezza sulle chiatte e poi giù, un grande tuffo dove l’acqua è più blu. Basta, la festa è finita: oggi la Grande Mela è arrivata al torsolo e non sa più dove nasconderlo. Il sindaco Bloomberg si rassegni: faccia una telefonata al Cavaliere che gli spiegherà come applicare il modello Napoli. Spazzatura a parte, è già da qualche anno che gli americani non azzeccano più e toppano da par loro quando c’è da fare sul serio. Ricordate Katrina e il disastrosa straripamento che affogò New Orleans sotto 6 metri d’acqua? Completa devastazione, nessun piano di emergenza, caos pazzesco, soccorsi alla viva il parroco e in ritardo di una settimana. E i marines sbarcati da Obama ad Haiti ad aiutare la popolazione sepolta sotto le macerie? Tutti a far tutto, baraonda generale e casino da caserma, tanto che Bertolaso si permise di schiaffeggiare l’elite militare degli States, definendoli dilettanti allo sbaraglio e senza cervello, buoni solo a sparare e a divertirsi con la dinamite. E ancora: che dire della marea nera uscita dalle trivelle della Bp? Meglio stendere un ideale oceano di pietà su quello reale e mortale di petrolio: è stata la fine del mito dell’ef ficienza tecnologica dell’impero americano. Tu vuo’ fa l’americano, cantava Carosone negli anni Cinquanta, a nome di un’Italia che rimpiangeva il cioccolato made in Usa, le jeep e le sigarette Lucy Strike. Un consiglio, please: non fatevi più venire quei cattivi pensieri. NESSUN SOPRAVVISSUTO Areo si schianta in Pakistan: 152 vittime Centocinquantadue morti. Sono le vittime del disastro aereo di ieri in Pakistan, vicino la capitale Islamabad. Tra le vittime, 146 erano passeggeri (tra cui venti donne e sei bambini) e sei, invece, membri dell'equipaggio. La sciagura è avvenuta verso 6.43 ora italiana: l’Airbus 321 della compagnia privata Airblue era in volo da Karachi, città meridionale del Pakistan. Il veivolo ha perso i contatti con la torre di controllo dell'aeroporto internazionale e si è schiantato, per cause ancora da accertare, sulle colline di Maragalla. Alcuni testimoni hanno detto di averlo visto volare molto basso prima di cadere. Il ministro della Difesa pachistano ha escluso qualsiasi ipotesi di sabotaggio o di attentato. Al momento dello schianto, Islamabad e le colline di Margalla erano immerse in una fitta nebbia e pioveva a dirotto e proprio le cattive condizioni meteo potrebbero essere all'origine della sciagura aerea. NY O BASSA ITALIA? Pile di immondizia nella metropoli americana: nessuno ricicla e per strada finisce di tutto
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 23 stampata da: cervo alle ore: 21.24.13 colore 23Giovedì 29 luglio 2010ESTERI @ commenta su www.liberonews.it Dopo la sconfitta ai Mondiali I giocatori della Corea del Nord messi alla gogna in piazza Tenuti in piedi per ore davanti alla folla insultante. Il ct spedito in un cantiere ::: ALESSANDRO CARLINI I nostri Azzurri e Lippi se la sono cavata senza grossi problemi dopo la figuraccia rimediata ai mondiali africani: qualche polemica, una vignetta un po' forte con undici bare in un campo di calcio, qualche fischio all'aeroporto (nessun ortaggio) e poi sono tornati alla vita di sempre, fra locali e veline. Anche i francesi, come noi eliminati al primo turno, stanno superando la burrasca delle polemiche. Chi invece ha pagato più di tutti la scarsa prestazione, pur essendo una squadra che ben poco poteva fare contro il resto del mondo, sono stati i giocatori della Corea del Nord. Il loro nuovo incubo, oltre a quello di vivere in quel "regno delle tenebre", si è trasformato però nel sogno di ogni tifoso arrabbiato, che urla “andate a lavorare” ai Cultura popolare di Pyongyang, appena tre giorni dopo il rientro dal Sudafrica, ed è stata sottoposta a una feroce critica ideologica di sei ore. Niente a che vedere con un processo televisivo in stile Aldo Biscardi. Unici a sfuggire alla “gogna”, i due giocatori nati e residenti in Giappone, An Yonghak e Jong Taese, l'attaccante scoppiato in lacrime alle note dell'inno nordcoreano prima del match col Brasile. Per fortuna sua, quelle lacrime sono state le uniche che ha versato. Non è stato così invece per il ct della nazionale, Kim Jonghun, che alla fine è stato veramente mandato a lavorare: in un cantiere edile, oltre ad essere stato espulso dal partito. DOPPIA SCONFITTA Gli sconfitti e il loro allenatore, Kim Jong Hun sua nazionale e ha preparato una punizione esemplare. Secondo la stampa della Corea del Sud, l'intera squadra è stata costretta a restare in piedi, il 2 luglio scorso, su un palco allestito al Palazzo della calciatori dopo una partita deludente. Qualcuno lo aveva anche detto per scherzo dopo le sconfitte della Corea del Nord: vedrai che fine faranno quelli, quando tornano a casa. L'intuizione è stata buona, il “caro” e soprattutto dittatoriale leader Kim Jongil non ha proprio mandato giù quei sette gol fatti dal Portogallo alla Ma non prima di quel processo pubblico. Circa 400 funzionari, tra cui il vice ministro del Partito dei Lavoratori e ministro dello Sport, Pak Myongchol, altri atleti e studenti hanno preso parte alla gogna, mentre a Ri Dongkyu, commentatore sportivo della tv pubblica, una sorta di Salvatore Bagni coreano, è stato affidato il compito di elencare punto per punto gli errori di ogni singolo giocatore. Il ct e i calciatori sono stati costretti a restare in piedi, mentre atleti e studenti si sono alternati a criticare i giocatori. Alla fine della sessione i giocatori hanno a loro volta criticato l'allenatore. Il tema di questa umiliazione pubblica è stato: ''il tradimento della fiducia di Kim Jongun'', il figlio di Kim Jongil, considerato il suo erede. Politica nel pallone in Argentina Il fallimento di Maradona guasta la festa ai Kirchner ::: MAURIZIO STEFANINI Silurato dal presidente della locale Federcalcio Grondona, perché pur dopo la figuraccia rifiutava ogni sia pur minima ipotesi di riduzione del suo pletorico staff, Diego Armando Maradona è stato assistito fino all’ultimo da una mobilitazione dello stesso governo di Buenos Aires, per farlo rimanere a tutti i costi. Ha iniziato la presidentessa Cristina Kirchner, che a una manifestazione si era messa a ripetere uno slogan gridato dai tifosi al momento dell’arrivo della nazionale all’aereoporto di Ezeiza. «¡Aguante Maradona, sí, aguante!». «Resisti, Maradona, resisti!». Poi è stato il capo di Gabinetto Aníbal Fernández a dire di sperare che Maradona potesse restare alla guida della nazionale argentina almeno fino alla prossima Coppa America, che si giocherà proprio in Argentina nel giugno del 2011. Infine, proprio nelle ultime convulse ore prima del siluramento definitivo ci si è ha messo anche il ministro dell’Interno Florencio Randazzo. «Io voglio che Maradona resti. Credo che ci sia da puntare sul medio e lungo termine». Ovviamente, non aveva gli strumenti per intervenire direttamente. «Quelli che devovo mettersi d’ac cordo sono Maradona e la Federazione. Noi appoggeremo qualsiasi decisione che Diego prenda, e se se ne va lo rimpiangeremo». «La presenza di Maradona alla testa della selezione non ha nessun valore politico», aveva peraltro cercato di mettere le mani avanti, con linguaggio alla Mourinho: «Zero valore politico». Ma qui non ci crede nessuno. La Coppa America del giugno prossimo viene appena un mese prima le primarie di agosto, e quattro mesi prima delle presidenziali di ottobre, in cui Cristina vorrebbe ripassare la mano al marito Néstor. Ma negli ultimi tempi l’economia non va più tanto bene, e alle ultime politiche il loro blocco ha ricevuto una severa disfatta. Per risalire la china Cristina Kirchner ha dunque strumentalizzato senza scrupoli la grande kermesse che lo scorso 25 maggio ha portato in piazza ben due milioni e mezzo di argentini, a festeggiare il bicentenario dall’indipenden za. E anche della spedizione al mondiale si pensava che avrebbe potuto servire allo scopo. L’ineffa bile Diego, dopo essere stato per la verità a suo tempo pappa e ciccia anche col radicale Raúl Alfonsín e col peronista liberista Carlos Saúl Menem, da ultimo si è messo chiasssosamente dalla parte di quel blocco ideologico di sinistra latinoamericana di cui i suoi amiconi Hugo Chávez e Fidel Castro sono i punti di riferimento, e gli stessi Kirchner i referenti argentini. Anzi, il fatto che proprio nell’in tervallo tra il ritorno in Argentina come un cane bastonato e la finale destituzione ci sia stato un pellegrinaggio a Caracas, a presenziare accanto a Chávez alla rottura in diretta tv delle relazioni diplomatiche tra Venezuela e Colombia, farebbe sospettare anche di peggio. «Non sono venuto a cercare lavori in Venezuela ma solo un consiglio dal mio amico Chávez», aveva detto. Il fatto è che Chávez ha nel suo libro paga anche i Kirchner. Primo perché ormai quasi solo il Venezuela compra i bond argentini. Secondo, perché è stato Chávez a fornire ai Kirchner i soldi per le loro campagne elettorali.
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 24 stampata da: callioni alle ore: 21.22.58 colore ::: Commento Il silenzio della politica incombe sulle trattative (...) e lotte di classe, era rivelatore dello stato di salute politico e sociale dell’intero Paese, intonando una melodia cui s’accodava il resto delle relazioni industriali. C’è, ora, l’Ita lia in cui la più grande impresa del settore metalmeccanico manda a fondo l’idea stessa del contratto, e manda a spasso i colleghi confindustriali, senza che la cosa lasci traccia profonda in un mondo politico tutto preso a perdersi in sé medesimo. Che questo fosse l’andazzo, del resto, lo avevamo segnalato nel mentre si svolgeva il surreale referendum di Pomigliano d’Arco, quando gli operai di quella fabbrica furono chiamati a esprimersi sugli effetti della globalizzazione. Come se a qualcosa serva la loro opinione. Come se possa essere rilevante in uno stabilimento e non anche in tutti gli altri, di quella e delle altre aziende. Si dice che tutto questo sia opera di Sergio Marchionne, con il suo girocollo (a proposito, va bene volere avere un’immagine originale, ma fa caldo, l’uomo non sembra gracile e denutrito, perché si ostina a volere essere “quello del maglioncino”?). Va di moda dire che un manager globalizzato deve navigare i mercati, senza inutili patriottismi. A questo si aggiunge un ulteriore concetto: la Fiat di una volta la pagavamo noi italiani, rendendo convenienti investimenti da cui la collettività ricavava un utile sociale, in termini di occupazione, se si vuole continuare a pagare si può mettere alla porta Marchionne, dopo aver tirato fuori i dobloni, ma se lo si vuole evitare, come pare saggio, allora si deve tacere quando è Marchionne a chiudere la porta in faccia alla politica e ai sindacati. È vero. In fondo ha ragione l’antico adagio partenopeo: chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdammoce o passato. Il fatto è che continuiamo a parlare del caso Fiat, più in generale del settore auto, come se si trattasse di una eccezione, quando, al contrario, sarà la regola. Oggi è Fiat a poter dire che uno stabilimento resta in piedi solo se si licenziano tutti gli operai e li si riassume a condizioni nuove, più utili all’im presa, oppure che un intero contratto di categoria è carta straccia, ma questa sarà la musica sempre più suonata e ascoltata. Una musica, ed è questo il problema, che la politica non riesce a governare, forse neanche s’accorge che dovrebbe farlo. O, almeno, provarci. Ancora oggi ci raccontiamo di avere resistito meglio di altri Paesi alla grave crisi finanziaria che ha scosso il mondo. Ed è vero, ma ci siamo riusciti grazie a istituti non necessariamente compatibili con un mondo in cui la Serbia ci fa concorrenza fiscale e sociale, creando condizioni vantaggiose per l’impresa e, quindi, attirando investimenti su di sé. Possiamo proteggere alcuni lavoratori, e per qualche tempo, dagli effetti di questo modo di procedere, ma mai e poi mai potremo proteggere tutti e per sempre. A spese di chi? Né, del resto, possiamo abbandonare i lavoratori alla concorrenza che li contrappone, spiegando ai napoletani di vedersela con i polacchi e ai torinesi di vedersela con i serbi. Se così fosse verrebbe meno la ragion d’essere della coesione sociale e della sopravvivenza istituzionale. Insomma: se il lavoratore contratta in un mercato troppo grande, sul quale non ha influenza, e se l’impresa compete in quel mercato, alle cui leggi non può sfuggire, di grazia, a che servono sindacati, partiti e istituzioni? A mantenere quelli che ci lavorano e riescono a farsi eleggere? Non è così, perché la partita non si limita al costo del lavoro e ai vantaggi fiscali, è più ampia e complessa, investendo il confronto non solo fra diversi sistemiPaese, ma anche fra diverse aree nel mondo. Quindi non solo la politica e le istituzioni servono, ma ne servono di più e di maggiore forza, capaci d’intessere alleanze internazionali (all’Expo di Shanghai si sta facendo un lavoro eccellente nei rapporti con la Cina, nel delicato e vitale settore dell’innovazione, ma di questo si parla poco e niente, come fossero dettagli per cultori della materia). Solo che, per servire, la politica e il sindacalismo devono essere capaci di parlare la lingua del mondo reale, facendo i conti con i problemi di tutti. Se oggi si ha la netta sensazione di una collettiva inutilità è perché i sindacati parlano di se stessi e la politica parla delle stesse identiche cose da sedici anni, senza essere riuscita a cavare un ragno dal buco. Non si chiedano, poi, di chi è la colpa se diventano numerosi i cittadini che li considerano mangiapane a tradimento. ::: FRANCESCO DE DOMINICIS Le partite in corso sono tante: il futuro di Fabbrica Italia, le prospettive di Mirafiori, il contratto, l’accordo per Pomigliano. E l’equi librio è decisamente precario. La tensione attorno al caso Fiat sta salendo vetiginosamente e Sergio Marchionne continua a mostrare i muscoli. Nessuno strappo (per ora). Ieri, però, l’ad Fiat ha lanciato l’ultimatum: dire sì o no perchè senza un sì convinto ci saranno meno investimenti nel nostro Paese. Un aut aut, quello di Marchionne, messo sul tavolo ai sindacati nel corso del tavolo che si è svolto ieri a Torino sul futuro degli investimenti del Lingotto dopo la decisione dell’azienda di trasferire la produzione della monovolume in Serbia. Un trasferimento che, ha chiarito Marchionne, «non toglie prospettive a Mirafiori: per la gamma alta esistono altre alternative». Il numero uno della casa automobilistica torinese ha confermato il piano «Fabbrica italia», ma in cambio ha chiesto certezze sulla gestione e il funzionamento degli impianti. E sulle voci di una disdetta del contratto nazionale per Pomigliano l’ad ha spiegato che «è una strada praticabile». Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, non ha indugiato e subito ha annunciato che partiranno tavoli bilaterali azienda per azienda sull’attuazione del progetto «Fabbrica Italia» il 15 settembre si parlerà di Termini Imerese. Sacconi, però, ha messo le mani avanti: «Sarebbero inopportuni atti unilaterali». Il top manager Fiat ha tentato di impostare la trattativa innestandola su un respiro assai ampio. Roba da sistemaPaese, che in teoria dovrebbe appartenere più al ministero dell’Industria (da oltre due mesi senza titolare). «C’è solo una cosa su cui è necessario pronunciarsi ha detto Marchionne al tavolo ed è di decidere se avere una forte industria dell’auto in Italia oppure lasciare questa prerogativa ad altri paesi. Non servono fiumi di parole per questo. Ci sono solo due parole che, al punto in cui siamo, richiedono di essere pronunciate. Una è si, l’altra è no». Poi l’autaut alle controprati: «Se in Italia non è possibile contare sul fatto che chi assume un impegno lo porta avanti fino in fondo dovremo andare altrove. Non ci sono alternative. Chi interpreta questa come una minaccia non ha la minima idea di che cosa significhi competere sul mercato». Di nuovo in ordine sparso i sindacati. Da Cisl e Uil è arrivato un «sì» secco. La Cgil, sempre più isolata, non ci sta e torna a chiedere di riaprire il confronto: ad oggi non c’è ancora «alcuna certezza. Non ci sono rassicurazioni», ha detto il leader Guglielmo Epifani, che ha chiesto di «cercare una mediazione e non usare i carri armati». È un «sì senza se e senza ma», quello espresso dal leader Cisl, Raffaele Bonanni: «E questo vale anche per l’accordo su Pomigliano», ha spiegato, ma ha avvertito che la discussione deve restare «tassativamente» nel perimetro delle «regole contrattuali vigenti». L’aumento della produzione auto in Italia «è così importante», ha osservato il numero uno Uil, Luigi Angeletti, che «non andiamo a cercare alibi o scuse per non raggiungerlo». Oggi, invece, è il giorno di Pomigliano. Se ne parlerà nell’incontro tra azienda e sindacati a Torino, quando sarà affrontata la questione della newco costituita dalla Fiat. Marchionne chiede che sia garantito da tutti, senza distinzioni, il rispetto dell’accordo firmato con la maggioranza delle organizzazioni sindacali. Sullo sfondo la questione del contratto. Fiat è pronta a uscire da Federmeccanica, stracciando il vecchiocontratto di lavoro. Su questo punto, ieri pomeriggio, Marchionne ha incontrato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. «Con Marchionne ha detto Marcegaglia c’è l’impegno a trovare una soluzione comune» che non preveda l’uscita di Fiat da Confindustria. L’ad Fiat è aperto, vuole trattare. Ma in tasca, come lui stesso ha ammesso, ha «il piano B». Una giornata convulsa, quella di ieri, che, comunque, non ha avuto particolari effetti sui listini azionari. Il titolo del Lingotto è rimaasto sostanzialmente invariato in Borsa, con un rialzo dello 0,05 per cento. Il Lingotto tratta, ma in realtà dà l’ultimatum: senza l’ok dei sindacati sulla gestione degli impianti basta investimenti in Italia. Coro di «sì», tranne la Cgil ATTENZIONI ELETTORALI Inedito fronte comune di Cota e Chiamparino per difendere Mirafiori Il tavolo Fiat e le paure sulle sorti di Mirafiori, stabilimento simbolo del gruppo, tengono banco a Torino. Con gli enti locali compatti a difesa dell’occupazione. Il dossier, del resto, vale parecchio anche in vista di un possibile ritorno alle urne per le regionali. «Soddisfatto», in ogni caso, si è detto ieri il governatore del Piemonte Roberto Cota, «per un tavolo che ha riaffermato la centralità della Regione nelle vicende Fiat», mentre il sindaco di Torino Sergio Chiamparino era felice che i suoi dubbi sull’incontro fossero «stati smentiti». «È stato un incontro positivo ha detto Cota perchè Marchionne ha riaffermato le previsioni contenute nel piano di Fabbrica Italia: crescita della produzione di auto sul nostro territorio per il quale ha delineato un futuro industriale». Meno ottimista il presidente della provincia Antonio Saitta: «Non sono tranquillo». Gli indici Borsa MilanoFTSE Mib Borsa LondraFTSE 100 Borsa ParigiCAC 40 Petrolio al barile Euro/Dollaro 0,31% +0,11% 0,86%0,36% 21.082,06 3.670,36 1,29925.319,68 +0,32% 75,94 $ ::: segue dalla prima DAVIDE GIACALONE . Marchionne detta legge
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 25 stampata da: callioni alle ore: 21.22.19 colore 25 @ commenta su www.liberonews.it Giovedì 29 luglio 2010 ::: Analisi Il recupero delle tasse evase è il passo obbligato per il rilancio ::: BRUNO VILLOIS In vista della Camusso Epifani si spaventa e s’allunga il mandato ::: TOBIA DE STEFANO Il problema è il confronto con il passato. Otto anni fa, quando Sergio Cofferati lasciò la segretaria della Cgil lo fece da vincente. Aveva alle spalle “il trionfo” sindacale sulla difesa dell’articolo 18. La mobilitazione di circa tre milioni di persone al Circo Massimo per blindare lo Statuto dei lavoratori e quel fascino da mister “no” che all’epoca faceva ancora gran presa sulle masse di sinistra. Morale della favola: “il cinese” si fece un po’ vezzeggiare dal suo popolo e poi passò all’incasso politico salendo sullo scranno più alto del Comune di Bologna. Oggi, Epifani è in scadenza. La data ufficiale al termine degli otto anni recita 22 settembre. Mancano insomma poche settimane alla fine e il suo consuntivo è scarno di soddisfazioni. È rimasto fuori dallo storico accordo sulla riforma del modello contrattuale, è riuscito nell’impresa, altrettanto storica, di far compattare pubblico impiego e metalmeccanici (due sigle da sempre rivali) contro la sua mozione al congresso e dulcis in fundo si trova spiazzato nella partita di Pomigliano. Insomma, una debacle. Se non fosse che quella di Pomigliano non è una vertenza come le altre, ma quella che potrebbe cambiare il destino delle relazioni industriali nel Paese. Ed ecco che il segretario vorrebbe correre ai ripari. Prima di lasciare all’erede designata, Susanna Camusso, vorrebbe mettere a segno un colpo importante. Pensa di procrastinare il suo addio. Non più a settembre, ma ai primi di dicembre. Può farlo, le regole glielo consentono. E di rientrare, nell’affaire Fiat. Quello di ieri è stato un passo interlocutorio. «La cosa migliore prima di avventurarci su strade che non si sa dove portano – spiegava è andare al confronto e lavorare per trovare una mediazione». Si può fare? Il problema è che forse la Cgil e la Fiom si sono spinte troppo avanti. E il prezzo da pagare, anche in termine di iscritti, per l’eventuale dietrofront potrebbe essere troppo alto. Il futuro della Marcegaglia Mister Bombassei fermo al bivio tra Emma e i freni Se Fiat esce da Federmeccanica, i big di Confindustria sono costretti a schierarsi. Primo il patron di Brembo Le vacanze di agosto sono ormai prossime, gli stress test bancari sono stati superati dalle banche italiane, la manovra straordinaria sta per giungere in porto e …..tutto va come prima, cioè non bene. Dire, però che va tutto male sarebbe troppo. Abbiamo passato una delle fasi più critiche di ogni tempo e grazie a un’attenta azione del governo sono stati evitati scontri sociali, la disoccupazione è sì salita, ma in misura inferiore a quella dei nostri partner europei, la ripresa delle esportazioni sta andando meglio delle previsioni, eppure la situazione resta critica. Manca un piano industriale per il Paese, lo scontro Fiatpoliticasindacati ne è la riprova, gli investimenti per la realizzazione delle opere, indispensabili per la modernizzazione sono al palo, la disoccupazione giovanile e femminile resta un emergenza irrisolta e le casse dello Stato piangono non solo a causa per del debito pubblico e di una spesa corrente che non accenna a diminuire, ma anche per la più elevata evasione fiscale a livello globale. Ogni categoria economica ritiene la sua attività fondamentale e irrinunciabile per il paese, ognuno pensa a se e a tutto il resto deve pensare lo Stato. Gli annunci contro la finanziaria straordinaria hanno attraversato in lungo e largo l’Italia e non vi è istituzione o categoria che non si sia lamentata. Per far fronte alla metà delle esigenze attese e dichiarate da ogni categoria o istituzione basterebbe recuperare annualmente il 20% di quanto evaso (pari all’incirca a 50 miliardi di euro annuali), il che darebbe un impulso alla realizzazione di un vero progetto Paese. Un piano articolato in poche ma fondamentali tematiche: grandi opere, manifatturiero ed export, ricerca, innovazione e formazione. Questo consentirebbe di rilanciare l’econo mia ben oltre le attese di crescita del Pil, previste di 1 punto percentuale per il 2010, destinando l’intero recupero agli investimenti. Coinvolgendo gli investitori nazionali ed esteri si arriverebbe ad un effetto leva pari ad almeno il doppio dell’importo pubblico, in dieci anni si raggiungerebbero i 1000 miliardi di euro necessari a rendere l’Italia uno dei paesi forti dell’Europa. L’obiettivo primario, quindi, deve essere il recupero di almeno un quinto di evasione. Utilizzare un modello tipo Usa, con l’agente delle tasse che funziona contemporaneamente da tutor fiscale e da acerrimo controllore, è una componente a cui fare riferimento per mettere ogni contribuente nella condizioni di sapere che periodicamente sarà controllato direttamente dal suo tutor. Ma senza un coinvolgimento delle forze economiche del paese non si va da nessuna parte. I dati Istat sugli imponibili fanno rabbrividire: tutti hanno almeno una casa, in molti ne hanno più di una, i conti correnti e le forme di risparmio sono tra le più copiose del globo, se i redditi dichiarati sono reali da dove viene tutto questo ben di Dio? Basterebbe che ogni categoria o ordine professionale invitasse i propri aderenti a fornirgli il rapporto tra incassi e tasse, lo Stato a sua volta dovrebbe dare incentivi solo a quei comparti che risultano essere virtuosi. Il paese soffre di individualismo, una malattia diffusa che risale a prima dell’unità d’Italia, ogni periodo di vacche magre viene scaricato sull’esecutivo in carica, il quale per mantenere consenso invia molti ni, ma e forse. Adesso questo post tsunami di economia e finanza impone una linea del rigore che durerà almeno un lustro o forse più, solo riuscendo ad investire in modo costante si riuscirà a evitare di trascinarsi a rimorchio di altri stati con la S maiuscola. ::: CLAUDIO ANTONELLI La sciabolata di Marchionne arriva a scuotere un Paese addormentato che si trova a un bivio. O cullarsi nella mediocrità di una crisi economica trascinata nel tempo. O ridare i giusti equilibri ai diritti e doveri non solo dei lavoratori. Per questo i sindacati hanno i loro problemi e Confindustria entra in un periodo delicato. Forse il più delicato dei suoi 100 anni di vita. Ci sono fratture verticali e altre orizzontali. La presidente Emma Marcegaglia deve prendere in mano la situazione e ha di fatto un anno per quagliare in termini di contratti di lavoro e rapporti con la pubblica amministrazione. La prossima assemblea in via dell’Astronomia sarà l’ultima per lei e poi, da ottobre 2011, inizierà il semestre bianco. E quattordici mesi non sono poi tanti. Mentre Marchionne non ha alcuna fretta. Ha tutto il tempo di stare ad aspettare. Sia su Pomigliano dove al primo passo falso della Fiom potrà levare le tende, sia su Mirafiori dove non ci sono a breve termine nuovi modelli da mettere in produzione. E pure su Federmeccanica. Dove sono ormai partite le crepe verticali. E a trovarcisi in equilibrio è il vice di Emma che ha sempre dimostrato profonda amicizia per Montezemolo: Alberto Bombassei. Il suo è un bivio altrettanto delicato. Da un lato rappresenta l’associazione, ne cura le relazioni industriali e dall’altro produce freni con la Brembo. Il cui principale cliente è proprio la Fiat di Marchionne che vuole rompere coi metalmeccanici e creare un nuovo contratto di lavoro di stampo globalizzato. Se si consumasse la frattura, con chi starà Mr Brembo? Con la Fiat o con Emma? Ecco perchè in pochi mesi la Marcegaglia dovrà trovare la quadratura del cerchio. Lasciare a Bombassei la scelta significherebbe sgusciare Confindustria. O anche solo correrne il rischio. E gli italiani preferirebbero di no. Adesso i sindacati quelli che fanno rima con improduttività sono in un angolo e sembrano spianare finalmente la strada alle certezze industriali. Non sarà la Confindustria a dispensare incertezze? Siamo sicuri di no. Alberto Bombassei ed Emma Marcegaglia imago E tu… cosa aspetti ?? www.zucchetti.it Per 3 volte consecutive la Comunità Europea ha assegnato a Zucchetti IL PRIMO PREMIO IN ITALIA PER L’INNOVAZIONE Abbiamo realizzato una nuova, unica e completa offerta di soluzioni web 2.0 per governare in modo semplice ed innovativo i processi di aziende di ogni dimensione e settore: credito, assicurazione, pubblica amministrazione, sanità pubblica e privata, aziende manifatturiere, di distribuzione, di servizi, nonchè per i commercialisti, i consulenti del lavoro, gli avvocati ecc. I prodotti Zucchetti sono disponibili anche in modalità SaaS ERP e Gestionali CRM e Portali Web Gestione del personale Soluzioni contabili, fi scali e legali Business intelligence Gestione documentale Conservazione sostitutiva Sicurezza e automazione Robotica
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 26 stampata da: cervo alle ore: 21.29.58 colore 26 @ commenta su www.liberonews.it Giovedì 29 luglio 2010 Semestrale boom L’Eni continua a correre Anche la Cdp festeggia Moda Bancarotta e falso in bilancio Arrestati Burani padre e figlio Scattano le manette a 5 mesi dal fallimento dopo i tentativi di prendere casa all’estero invece di salvare l’azienda. Il gip: «Ingannati risparmiatori e autorità» ::: LORENZO DILENA La smania per la finanza sta costando cara a Walter Burani e al figlio Giovanni. Del crac da 700 milioni che ha risucchiato l’omo nimo gruppo di moda, si sapeva. Da ieri mattina si sono aggiunte anche le manette: per padre e figlio. Il primo per riguardo all’età, 77 anni resterà ai domiciliari, l’al tro è nel carcere milanese di San Vittore. La prima accusa per entrambi è di bancarotta fraudolenta per avere dissipato il patrimonio della Bdh, capofila del gruppo di moda. L’attività industriale nell’abbigliamento scrive il gip di Milano Fabrizio D’Arcangelo «è stata semplicemente travolta dalla smania finanziaria di alcuni membri della famiglia Burani». Anziché impiegare risorse nella produzione e commercializzazione nei settori propri, i due amministratori (Walter presidente, Giovanni amministratore delegato) «hanno disperso la maggior parte delle risorse per sostenere i titoli», in particolare Mbfg, che era quotata a Piazza Affari dal 2000. Titolo che, per l’accusa, sarebbe stato gonfiato anche tramite bilanci non veritieri. Da qui la seconda accusa, quella di falso in bilancio: i Burani operavano «con lo scopo di procurarsi ingiusto profitto e di recare pregiudizio ai creditori, falsificavano i libri sociali e le scritture contabili». Nel calderone anche altri manager: risultano indagati Ettore Burani, Giuseppe Gullo, Kevin Tempestini e Stefano M. Setti. «Emerge che i più recenti bilanci di Mbfg sono stati falsificati attraverso una serie di operazioni di una malizia qualitativa e di una dimensione quantitativa non ricorrenti nella più spregiudicata pratica d’impresa», scrive Giuseppe de Palma, consulente tecnico della Procura di Milano. Tutti hanno perseguito con continuità «il disegno criminale di trarre in inganno risparmiatori e creditori, nonché le autorità di controllo dei mercati (...) allo scopo di drenare risorse» in Borsa e alle banche. L’indagine prende di mira anche l’Opa parziale lanciata da Bdh sul 15% del capitale di Mbfg a metà 2008 attraverso la subholding Mbfh. Operazione per la quale Bdh pagò 17,5 euro per azione. «Il prezzo realistico non sarebbe stato quello che fu pagato né quello di circa euro 15 (prezzo medio di borsa nel periodo) ma un prezzo che non avrebbe dovuto superare la forbice tra 6,81 e 7,95 euro». Per finire, al danno si aggiunge la beffa. Mentre era in corso la trattativa con le banche per il salvataggio, i Burani non hanno mai avuto la reale intenzione di immettere liquidità nel gruppo, al contrario di quanto dichiaravano pubblicamente. Secondo il gip, i Burani avevano «ampie disponibilità patrimoniali»: dalle intercettazioni è emersa l’esistenza di un conto da 20 milioni presso la Ubs. Più che al salvataggio erano interessati «all’acquisto in contanti» di appartamenti a Montecarlo, nascondendo nel frattempo le proprie Ferrari ai creditori. ::: SANDRO IACOMETTI La barca continua a procedere spedita, malgrado il mare in burrasca. Con grande soddisfazione della Cassa depositi e prestiti, che si appresta a diventare il principale azionista dell’Eni dopo il riassetto delle partecipazioni del Tesoro. Paolo Scaroni lo aveva annunciato e promesso chiudendo il primo trimestre dell’anno. «In un 2010 ancora incerto», aveva detto lo scorso aprile, «Eni continuerà a generare risultati al top del settore». Parole più che confermate dalla semestrale diffusa ieri, con l’utile operativo balzato del 47,9% a 4,05 miliardi (+29,5% a 3,45 miliardi quello adjusted) e quello operativo adjusted cresciuto del 34,2% a 8,46 miliardi. Bene anche la produzione di greggio, salita nel secondo trimestre dell’1% a 1,57 milioni di barili al giorno. Numeri che diventano addirittura migliori considerando solo il secondo trimestre dell’anno. Periodo in cui l’utile operativo adjusted è salito del 61,9% a 4,13 miliardi e quello netto è più che raddoppiato, attestandosi a 1,82 miliardi (+119,2%). Il cash flow è a quota 4,59 miliardi di euro nel trimestre e 9,14 miliardi nel semestre. Risultati, si legge in una nota, «sostenuti dalla crescita organica registrata in particolare in Nigeria e Congo». Per il 2010, «in uno scenario energetico ancora caratterizzato da elevata volatilità, Eni prevede una leggera ripresa dei consumi mondiali di petrolio ed un prezzo medio del marker Brent di 76 dollari al barile». Per quanto riguarda la domanda europea ed italiana di gas, dopo la rilevante flessione dei consumi industriali e termoelettrici registrata nel 2009, il management ha rivisto al rialzo lestime di crescita per il 2010. Ma la notizia che più ha interessato gli azionisti ieri riguarda la politica dei dividendi. Scaroni ha annunciato che non si prevedono cambiamenti rispetto all’anno passato. Di qui la decisione di distribuire un acconto di 0,50 euro a settembre per arrivare poi ad un euro con la chiusura dell’esercizio, esattamente come nel 2009. Una cedola che si preannuncia particolarmente succulenta per la Cdp se il passaggio delle quote dal Tesoro dovesse concretizzarsi entro l’anno. Nel 2009, infatti, la Cassa controllata al 70% dall’Econo mia e al 30% dalle Fondazioni bancarie ha incassato circa 400 milioni grazie al suo 9,9% di capitale detenuto nel Cane a sei zampe. Se, come previsto dalla delibera di fine giugno, la Cassa riceverà azioni Eni in cambio delle quote in Enel, Poste ed Stm, la partecipazione potrebbe crescere di più del doppio e così il dividendo. Ma le antenne dei vertici di Cdp, Franco Bassanini e Giovanni Gorno Tempini, si sono drizzate anche di fronte all’an nuncio di Scaroni sul piano di dismissioni. L’ad ha spiegato che per migliorare la leva finanziaria il gruppo ha in cantiere cessioni per 3 miliardi entro il 2010. Circa 700 milioni potrebbero riguardare la vendita del gasdotto Tag, che in seguito alle pressioni di Bruxelles l’Eni dovrebbe cedere proprio alla Cdp. Le parole del manager sembrano lasciare intendere che il nodo del prezzo, che finora ha bloccato l’operazione, possa finalmente essersi sciolto. Per quanto riguarda eventuali acquisizioni da Bp, che ha annunciato cessioni per 30 miliardi di dollari, il direttore Claudio Descalzi ha spiegato che il gruppo è interessato solo ad asset detenuti in comune, situati in Egitto e Indonesia. Sempre ieri, infine, Eni ha annunciato l’avvio della produzione del giacimento Arcadia in Egitto, scoperto solo 45 giorni fa. In ballo il futuro di Tim Brazil Telefonica conquista Vivo con un assegno da 7,5 miliardi Guarguaglini resta in sella. Il calo dell’utile non cambia i piani di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini tranquillizza i mercati e i “gufi”. A quest’ultimi, in particolare, l’ad di Finmeccanica ha voluto annunciare che non sono previsti cambiamenti ai vertici. «Il cda», ha spiegato, «scadrà nel 2011 con gli attuali consiglieri». Quanto ai conti, il gruppo ha chiuso il semestre il linea con le attese. L’utile netto scende del 19,8% a 194 milioni, l’ebita adjusted del 3,1% a 586 milioni. I ricavi invece crescono dell’1,5% a 8,65 miliardi mentre gli ordini calano del 3,3% a 8,05 miliardi. L’indebitamento finanziario netto è di 4,62 miliardi, in linea con quello del primo semestre 2009. «Le principali voci che hanno contribuito» alla flessione dell’utile netto, si legge in una nota, sono riconducibili al peggioramento dell’ebit (32 milioni) e degli oneri finanziari (31 milioni), parzialmente assorbito dalla riduzione delle imposte (15 milioni). I risultati sono comunque «in linea con le previsioni e consentono il rispetto delle guidance per l’anno 2010». Sulle notizie relative alle vicende giudiziarie coperte dal segreto ma pubblicate dai giornali, infine, la società ha deciso di mettere in campo gli avvocati per evitare «il ripetersi di episodi che hanno assunto una frequenza preoccupante». S.IAC. Alla fine Cesar Alierta ce l’ha fatta. Si è aggiudicato l’operatore brasiliano di telefonia mobile Vivo. Telefonica ha annunciato di aver raggiunto un’intesa preliminare con Portugal Telecom per l’acquisto di metà del capitale azionario di Brasilcel, la holding che controlla il 60% di Vivo (le due compagnie europee detengono una partecipazione paritaria del 50%) per 7,5 miliardi. L’annuncio ha messo le ali a Telecom Italia che ha guadagnato il 2,2 per cento. Il balzo, secondo gli operatori, ha ragioni comparative. Tim Brazil, controllata dal gruppo italiano, appare piuttosto sottovalutata visto quanto Telefonica ha speso per Vivo. C’è però un interrogativo: dopo aver investito tante risorse per estromettere Portugal Telecom che cosa farà Alierta? Avrà ancora intenzione di insistere su Telecom, di cui è grande azionista attraverso Telco? Oppure, viste le difficoltà, giudicherà la partita italiana definitivamente chiusa. È abbastanza evidente che Vivo e Tim Brazil non possono avere lo stesso azionista di controllo. Già così bisognerà vedere le risposte dell’antitrust brasiliano: accetterà la situazione che si andrà a determinare? Telefonica unico proprietario di Vivo (primo operatore del Paese) e grande azionista di Tim Brazil (secondo a poca distanza). Una situazione che corre sul filo delle regole. Certamente d’ora in avanti una riflessione dovrà aprirsi anche fra gli altri azionisti italiani di Telecom. Tanto più che Alierta ha fortemente voluto l’acquisto di Vivo. Il governo di Lisbona aveva messo il veto. Non voleva che Portugal Telecom si privasse della sua ricca provincia sudamericana. E’ dovuta intervenire la Corte di Giustizia Europea per rimuovere l’ostacolo. Nel frattempo Telefonica ha dovuto arricchire il piatto. I precedenti tentativi erano falliti nonostante un’offerta a 7,15 miliardi. Oggi si parla di 350 milioni in più La notizia era stata diffusa da El Pais. Secondo il giornale di Madrid l'operatore portoghese userà i proventi per acquistare una partecipazione tra il 20 e il 25% in Oi, un altro operatore mobile brasiliano. Le fonti citate da El Pais rivelano che l’accordo sarebbe stato raggiunto nella notte, intesa che i rispettivi consigli di amministrazione, però, non hanno ancora ratificato. Alierta ha raggiunto così il suo obiettivo al quarto tentativo: entrambe le compagnie, in trattative ormai da diversi mesi, vedono l’operatore brasiliano come la chiave per la crescita, dal momento che i loro ricavi continuano a calare, penalizzati dalla recessione. N.SUN. ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA DIREZIONE GENERALE AVVISO DI GARA L’Istat indice una procedura aperta ai sensi del D.Lvo n. 163/2006 e s.m.i. per la fornitura di apparati per la gestione remota dei CED della stessa tipologia Avocent di quelli attualmente in uso alla rete Istat, servizi complementari (consegna, installazione, configurazione, messa in esercizio) e manutenzione per 36 mesi. Importo stimato del contratto: € 120.000,00= (IVA esclusa). Le offerte dovranno pervenire entro le ore 12:00 del giorno 06.09.2010. Il bando e gli altri documenti necessari per partecipare alla gara sono disponibili sul sito www.istat.it e possono essere ritirati presso la sede ISTAT di Via Depretis, 77 – 00184 – Roma – Stanza 503/B (Tel. 06/4673.3345 06/4673.3478) nei giorni feriali, escluso il sabato, dalle ore 9:00 alle ore 13:00. IL DIRETTORE GENERALE Ad interim dott. Giovanni Fontanarosa
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 27 stampata da: cervo alle ore: 21.25.55 colore 27Giovedì 29 luglio 2010 DALLA BORSA I mercati riprendono fiato Ansaldo delude ancora ::: In breve IMPREGILO VINCE LA CONCESSIONE PER UN’AUTOSTRADA IN COLOMBIA Impregilo si è aggiudicata la concessione del terzo lotto autostradale del progetto «Ruta del Sol» in Colombia. Il valore complessivo dell'investimento è di circa 1,3 miliardi di dollari. Il contratto di concessione prevede ricavi complessivi pari a circa 3,7 miliardi di dollari (di cui il 40% in quota Impregilo). L’ADNKRONOS PUNTA SUL MEDITERRANEO ALLO STUDIO PARTNERSHIP CON LA TUNISIA L’obiettivo è arrivare ad una vera e propria partnership. «Stiamo lavorando in questa direzione», ha spiegato il direttore dell’Agence Tunisienne de Communication (Atce), Mongi Zidi, dopo un incontro col presidente del gruppo Adnkronos, Giuseppe Marra. L’idea è di sviluppare sinergie con Adnkronos International, che già diffonde un notiziario in arabo. ::: Listini BORSA SPA PRONTA AD ACQUISTARE L’INTERO CAPITALE DI MAC Il Mac, Mercato alternativo dei capitali rivolto alle pmi, si prepara a passare, a tre anni dalla partenza (settembre 2007), sotto il cappello di Borsa Italiana. La società di Piazza Affari, secondo quanto risulta a Radiocor, ha fatto un’offerta intorno a 5 milioni per rilevare la Pro Mac, società di promozione del Mac, esercitando in anticipo di due anni l'opzione per rilevare dagli altri azionisti le quote della società, di cui Borsa spa è azionista con il 5% circa. I soci Pro Mac, tra cui figurano una quindicina di banche e alcune istituzioni tra cui Abi, Assosim, Confindustria, Infocamere, Assonime, avranno tempo per aderire fino al 3 agosto e, a meno di imprevisti dell'ultima ora, l'offerta dovrebbe essere accolta all'unanimità. Battuta d’arresto per le Borse europee dopo sei rialzi consecutivi. A influenzarle negativamente il dato deludente sugli ordini di beni durevoli in Usa che a giugno sono scesi dell’1%. Le previsioni indicavano una crescita dell’1%. In Piazza Affari l’indice è calato dello 0,3%. Londra ha perso lo 0,9%, Francoforte lo 0,5%. Fra le blue chip milanesi ha chiuso in forte rialzo Telecom Italia +2,2%, dopo che Telefonica ha raggiunto l’ac cordo per comprare da Portugal Telecom il 50% di Vivo. Il prezzo esprime multipli molto più alti di quelli a cui tratta in Borsa Tim Brazil. Prosegue il calo di Ansaldo che ha perso il 4,1% che si aggiunge alla caduta dell’8% del giorno prima. Alla base c’è la delusione degli investitori di fronte all’annuncio che la raccolta ordini del 2010 sarà inferiore alle precedenti indicazioni fornite dalla società. Partite bene, le banche hanno chiuso in maniera contrastata: Banco Popolare è salita dello 0,7%, MontePaschi +1,3%, Unicredit è scesa dello 0,3%, Intesa 1,2%. Nel settore costruzioni si sono messe in luce Impregilo +1,9% e Buzzi +1,1%. Ribassi fra i titoli legati ai consumi: Parmalat 2,3%, Campari 1,8% e Autogrill 2,5%. Fra le società mediopiccole, Saras è scesa del 3,1%. Forte rialzo, invece, di Snai (+6,8%) sulle voci di una possibile Opa sulla società da parte di fondi di private equity. Rcs è salita del 5,7% dopo avere annunciato buoni risultati trimestrali. nino.sunseri@liberonews.it Gli indici internazionali FTSE Italia All Share Mib Star HONG KONG Hang Seng DAX Zurigo SMI New York DOW JONES Cross Rates Euro G.Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia Usa Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA FTSE Mib Titolo Rif. in Var. % Titoli di Stato ultima rilev.ultima rilev.Titolo Var. % Titolo Var. % ultima rilev.Titolo Var. % Oro e monete Euribor Titolo Titolo 360 365Denaro Lettera Chiusura Var. %Titolo Gli altri indici di Milano ChiusuraChiusur Var. %Var %Titolo grafica a cura di centimetri.it DJ It Titans 30 Mediobanca Generale Comit Globale Comit Globale R Comit Globale R 1040 Comit Performance R Comit Performance R 1040 Assicurazioni Banche TLC e Servizi Finanziarie Immobiliari Trasporti e tempo libero IndustrialiTTS TTSFT FTSE Italia Mid Cap Gli indici di Milano 0,29 +0,12 +0,07 0,23 0,20 0,23 0,20 0,66 +0,80 +0,47 0,14 +0,08 0,94 0,33 2.258,84 57,45 1.048,58 1.045,19 63,57 3.323,3 72,29 3.927,5 1.219,42 1.271,77 250,56 188,02 1.500,58 502,91 28/0727/0726/0723/0722/0721/07 28/0727/0726/0723/0722/0721/07 28/0727/0726/0723/0722/0721/07 28/0727/0726/0723/0722/0721/07 28/0727/0726/0723/0722/0721/07 28/0727/0726/0723/0722/0721/07 28/0727/0726/0723/0722/0721/07 28/0727/0726/0723/0722/0721/07 21.531,70 0,32 21.082,06 0,36 10.493,87 0,83 23.424,09 0,28 21.091,18 +0,56 6.178,94 0,46 6.277,49 +0,04 10.518,62 0,18 dato di metà pomeriggio valore var. % valore var. % quantità var. % Il maggior rialzo Il maggior ribasso L'azione più scambiata Le Buone Società 0,52 +10,64 Sap 36,04 7,3 Unicredit 299.095.555 0,3528/0727/0726/0723/0722/07 28/0727/0726/0723/0722/07 28/0727/0726/0723/0722/07 ANSALDO STS 10,32 4,18 ATLANTIA 15,07 0,07 AUTOGRILL 9,72 2,56 AZIMUT 7,385 0,27 A2A 1,152 0,78 B M.PASCHI SIENA 1,013 1,3 B POP MILANO 4,0675 0,73 BANCO POPOLARE 4,9125 0,72 BULGARI 6,3 1,1 BUZZI UNICEM 8,355 1,15 CAMPARI 4,1025 1,85 CIR 1,45 0,42 ENEL 3,7175 0,2 ENI 15,74 0,63 EXOR 14,8 0,34 FIAT 9,815 0,05 FINMECCANICA 8,8 0,23 FONDIARIA SAI 8,415 4,15 GENERALI 15,56 1,46 GEOX 4,01 0,12 IMPREGILO 2,06 1,98 INTESA SANPAOLO 2,5675 1,25 ITALCEMENTI 6,41 0,7 LOTTOMATICA 11,12 2,03 LUXOTTICA GROUP 20,03 0,35 MEDIASET 5,04 0,3 MEDIOBANCA 6,91 0,51 MEDIOLANUM 3,355 1,97 PARMALAT 1,934 2,37 PIRELLI E C. 5,46 0,18 PRYSMIAN 13,04 1,06 SAIPEM 27,27 0,84 SNAM RETE GAS 3,5575 0,99 STMICROELECTRONICS 6,315 0,72 TELECOM ITALIA 0,997 2,26 TENARIS 15,3 0,86 TERNA 3,175 1,36 UBI BANCA 8,17 1,27 UNICREDIT 2,155 0,35 UNIPOL 0,5785 1,67 BOT BOT 16.08.2010 (367) 99,969 0,6 BOT 31.08.2010 (186) 99,941 0,61 BOT 15.09.2010 (365) 99,92 0,62 BOT 15.09.2010 (92) 99,924 0,64 BOT 30.09.10 (183) 99,875 0,68 BOT 15.10.2010 (365) 99,841 0,72 BOT 28.10.2010 (182) 99,8 0,73 BOT 15.11.2010 (364) 99,75 0,83 BOT 31.05.2010 (183) 99,697 0,89 BOT 15.12.2010 (365) 99,677 0,86 BOT 31.12.2010 (184) 99,601 0,92 BOT 14.01.2011 (364) 99,572 0,98 BOT 31.01.2011 (185) 99,481 1,02 BOT 15.02.2011 (365) 99,416 1,04 BOT 15.03.2011 (365) 99,289 1,1 BOT 15.04.2011 (365) 99,162 1,15 BOT 16.05.2011 (367) 99,05 1,21 BOT 15.06.2011 (365) 98,931 1,23 BOT 15.07.2011 (365) 98,702 1,37 BTP BTP 01.11.2010 5,5% 101,138 0,86 BTP 01.02.2011 3,75% 101,301 4,84 BTP 15.3.2011 3,5% 101,499 1,1 BTP 01.08.2011 5,25% 103,741 4,1 BTP 01.09.2011 4,25% 103,022 1,48 BTP 15.9.2011 3,75% 102,5 1,47 BTP 01.11.2011 1,9% 100,78 1,22 BTP 01.02.2012 5% 104,94 3,29 BTP 01.03.2012 3% 102 1,64 BTP 15.04.2012 4% 103,85 1,65 BTP 01.07.2012 2,5% 101,514 1,69 BTP 15.10.2012 4,25% 105,05 1,83 BTP 15.12.2012 2% 100,32 1,88 BTP 01.02.2013 4,75% 106,73 2,95 BTP 15.04.2013 4,25% 105,9 2,07 BTP 01.01.2113 2% 99,91 2,07 BTP 1.8.2013 4,25% 106,04 2,88 BTP 15.12.2013 3,75% 104,76 2,28 BTP 01.06.2014 3,5% 103,79 2,41 BTP 1.8.2014 4,25% 106,6 3,04 BTP 1.2.2015 4,25% 106,73 3,1 BTP 15.04.2015 3% 101,64 2,66 BTP 15.06.2015 3% 101,31 2,73 BTP 1.8.2015 3,75% 104,86 3,14 BTP 1.08.2016 3,75% 104,35 3,29 BTP 01.02.2017 4% 104,89 3,52 BTP 1.8.2017 5,25% 111,85 3,72 BTP 01.02.2018 4,5% 106,71 3,86 BTP 01.08.2018 4,5% 106,36 3,95 BTP 1.2.2019 4,25% 104 4,02 BTP 01.03.2019 4,5% 105,64 3,74 BTP 01.09.2019 4,25% 103,6 3,81 BTP 1.2.2020 4,5% 105,03 4,2 BTP 01.03.2020 4,25% 102,91 3,92 BTP 01.09.2020 4% 100,63 3,96 BTP 1.8.2021 3,75% 98,94 4,13 BTP 01.08.2023 4,75% 104,85 4,55 BTP 15.09.2023 2,6% 99,8 3,69 BTP 1.11.2023 9% 146,5 4,41 BTP 01.03.2025 5% 105,99 4,5 BTP 1.11.2026 7,25% 128,36 4,7 BTP 1.11.2027 6,5% 120,71 4,8 BTP 1.11.2029 5,25 106,64 4,79 BTP 01.05.2031 6% 114,56 4,91 BTP 1.2.2033 5,75% 111,28 5,15 BTP 01.08.2034 5% 102,82 5,05 BTP 1.2.37 4% 88,82 4,96 BTP 01.08.2039 5% 102,25 5,09 BTP 01.09.2040 5% EUR 101,98 4,95 BTP 15.09.2041 2,55% 95,73 3,86 CCT CCT 1.12.2010 100,2 0,95 CCT 1.5.20042011 99,981 1,28 CCT 1.11.2011 99,706 1,53 CCT 1.3.20052012 99,451 1,67 CCT 1.11.2012 99,1 1,73 CCT 1.7.20062013 98,93 1,73 CCT 1.3.2014 IND 98,05 1,89 CCT 1.12.2014 97,88 1,89 CCT 01.09.2015 97,09 1,95 CCTEU 15.12.2015 100,16 1,92 CCT 01.07.2016 IND 96,14 2,02 CCT 1.03.2017 95,26 2,11 CTZ CTZ 30.09.2010 99,861 0,84 CTZ 31.03.2011 99,257 1,09 CTZ 30.06.2011 98,84 1,31 CTZ 30.09.2011 98,358 1,47 CTZ 29.02.2012 97,39 1,63 CTZ 30.04.2012 97,073 1,74 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2010 0,95% 99,874 1,97 BTPI 15.9.2012 1,85% 102,68 1,78 BTPI 15.9.2014 2,15% 103,17 2,28 BTPI 15.9.2017 2,10% 100,41 3,15 BTPI 15.09.2019 2,35% 99,85 3,69 BTPI 15.9.2021 2,1% 95,55 3,93 BTPI 15.9.2035 2,35% 98,98 3,21 ORO FINO (EURO/GR) 26.86 28.79 ARGENTO (EURO/KG) 335.70 436.41 LONDRA ($/ONCIA) 1160.4 1160.9 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 17.47 17.53 STERLINA V.C. 201.42 225.69 STERLINA N.C. (ANT.73) 201.42 225.69 STERLINA (POST.74) 201.42 225.69 KRUGERRAND 826.33 970.94 MARENGO ITALIANO 157.52 184.89 MARENGO SVIZZERO 156.49 182.31 MARENGO FRANCESE 156.49 182.31 MARENGO BELGA 156.49 182.31 MARENGO AUSTRIACO 156.49 182.31 20 MARCHI 201.42 226.21 10 DOLLARI LIBERTY 459.65 552.61 1,000 1,199 0,877 0,727 0,134 0,747 0,125 0,105 0,770 0,834 1,000 0,731 0,606 0,112 0,623 0,104 0,088 0,642 114,010136,711 100,000 0,829 0,153 0,851 0,143 0,120 87,754 1,376 1,650 1,207 1,000 0,185 1,028 0,172 0,145 1,059 7,452 8,936 6,536 5,416 10,000 5,565 0,934 0,786 5,736 1,339 1,606 1,175 0,973 0,180 1,000 0,168 0,141 1,031 7,981 9,570 7,000 5,800 1,071 5,960 10,000 0,842 6,143 9,480 11,368 8,315 6,889 1,272 7,079 1,188 10,000 7,297 1,299 1,558 1,140 0,944 0,174 0,970 0,163 0,137 1,000 1 SETT. 0.585 0.593 2 SETT. 0.605 0.613 3 SETT. 0.619 0.628 1 MESE 0.64 0.649 2 MESI 0.719 0.729 3 MESI 0.896 0.908 4 MESI 0.959 0.972 5 MESI 1.047 1.062 6 MESI 1.143 1.159 7 MESI 1.189 1.206 8 MESI 1.232 1.249 9 MESI 1.287 1.305 10 MESI 1.321 1.339 11 MESI 1.364 1.383 12 MESI 1.416 1.436 IL SENSO DELLE CASE CLASS Officina delle idee s.r.l. 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Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 28 stampata da: callioni alle ore: 20.37.31 colore 28 Giovedì 29 luglio 2010 A ACEA 8,755 1,04 8,7252 7,21 8,755 17,05 18/05/09 1.864,5 ACEGASAPS 4,23 1,2 4,1979 3,7 4,75 3,49 05/07/10 232,6 ACOTEL GROUP 50,02 1,84 50,6865 49,81 72,81 27,4 26/05/03 208,6 ACQUE POTABILI 1,681 0,72 1,6848 1,479 1,915 13,75 02/05/06 60,5 ACSM 0,97 2,65 0,9732 0,84 1,089 8,14 05/07/10 74,3 ACTELIOS 2,78 0,36 2,8047 2,61 3,88 22,78 17/05/10 188,2 AEDES 0,2034 0,2 0,2039 0,1778 0,2525 0,54 07/05/07 148,3 AEFFE 0,324 0,31 0,3261 0,2865 0,5375 38,05 18/05/09 34,8 AEGON 4,675 1,58 4,7328 4,165 5,41 0,86 25/04/08 737,8 AEROPORTO DI FIRENZE 12,4 0,48 12,1341 12,01 14,55 13,77 10/05/10 112 AGEAS 2,15 0,46 2,1444 1,711 2,905 16,67 02/05/08 5.056,1 AHOLD KON 10,18 10,18 8,86 10,5 15,55 30/04/08 1.213,3 AICON 0,272 1,12 0,2684 0,251 0,351 11,4 29,6 ALCATELLUCENT 2,1 2,21 2,1259 1,908 2,63 10,26 04/06/07 4.866,8 ALERION 0,599 0,67 0,5958 0,4808 0,6392 18,05 03/05/10 263,6 ALLIANZ 89,46 0,16 90,0171 77,15 95,11 2,89 30/04/09 40.605,9 AMPLIFON 3,8 0,26 3,8477 2,91 4,19 25,21 10/05/10 754 ANSALDO STS 10,32 4,18 10,4609 9,95 12,8667 6,96 24/05/10 1.238,4 ANTICHI PELLETTIERI 0,558 2,19 0,546 0,444 0,7845 28,55 26/05/08 25,4 APULIA PRONTOP 0,4195 0,36 0,414 0,369 0,458 0,47 27/04/09 99 ARENA 0,0289 0,0291 0,0238 0,0394 22,1 24/07/00 36,9 ARKIMEDICA 0,485 1,02 0,4945 0,3825 0,74 33,52 41,9 ASCOPIAVE 1,545 1,5357 1,483 1,7 2,59 10/05/10 362,2 ASTALDI 4,62 0,54 4,6359 3,9575 6,195 22,81 03/05/10 454,7 ATLANTIA 15,07 0,07 15,0847 13,6762 18,0952 13,3 24/05/10 9.046,5 AUTOGRILL 9,72 2,56 9,7899 8,16 10,48 10,2 21/07/08 2.472,8 AUTOS MERIDIONALI 22,5 0,04 22,3732 16 24,41 41,15 12/04/10 98,4 AUTOSTR TOMI 10,42 0,76 10,4326 8,99 11,59 0,97 10/05/10 917 AXA 14,41 0,77 14,6852 11,9 17,57 13,76 07/05/09 30.104,8 AZIMUT 7,385 0,27 7,3741 6,4 9,701 19,41 24/05/10 1.057,9 A2A 1,152 0,78 1,1552 1,108 1,469 21,42 21/06/10 3.609,1 B B CARIGE 1,739 0,46 1,7413 1,477 2,0225 6,02 03/05/10 2.810,2 B CARIGE RSP 2,7 1,31 2,6791 2,51 2,99 7,37 03/05/10 470,6 B DESIO BRIA RSP 3,7325 0,07 3,7148 3,6 4,125 6,92 03/05/10 49,3 B DESIO E BRIANZA 3,94 0,9 3,8983 3,6 4,345 6,19 03/05/10 461 B IFIS 5,145 0,98 5,1023 4,9057 6,0326 7,25 03/05/10 194,1 B INTERMOBILIARE 4,165 0,18 4,1602 3,1325 4,295 32,12 05/05/08 650,6 B M.PASCHI SIENA 1,013 1,3 1,0195 0,8305 1,331 17,51 18/05/09 5.564,4 B P DI SONDRIO 6,955 1,21 6,9826 6,285 7,63 2,8 06/04/10 2.143,2 B P EMILIA ROMAGNA 9,445 0,84 9,453 7,945 11,3197 8,42 27/04/09 2.396,1 B POP ETRURIA E LAZIO 3,2775 0,38 3,2852 3,05 4,21 16,97 11/05/09 246,5 B POP MILANO 4,0675 0,73 4,1009 3,17 5,455 18,32 24/05/10 1.688,2 B POP SPOLETO 4,1375 0,18 4,1756 3,8 4,8 15,04 10/05/10 123,1 B PROFILO 0,5025 0,2 0,5064 0,43 0,679 23,63 02/06/08 340,2 B SANTANDER 10,42 0,29 10,4548 7,325 12 10,79 01/02/10 85.744,4 B SARDEGNA RSP 9,77 9,8142 9,465 10,98 6,69 03/05/10 64,5 BANCA GENERALI 8,45 0,18 8,4385 6,805 8,65 0,59 10/05/10 940,6 BANCO POPOLARE 4,9125 0,72 4,8946 4,0875 5,4542 3,27 24/05/10 3.146,4 BANCO POPOLARE 2010 W 0,0166 5,14 0,0172 0,0098 0,0839 70,36 24/05/10 3.146,4 BASF 46 46,5 39,57 48,59 5,7 04/05/09 42.463,9 BASICNET 2,95 3,87 2,9156 1,915 3,205 51,28 14/06/10 179,9 BASTOGI 1,79 1,7705 1,646 2,24 14,96 31,8 BAYER 43,87 1,3 43,9229 43,87 56,42 21,66 13/05/09 33.531,7 BB BIOTECH 40,75 1,09 40,906 39,88 52,18 18,99 31/03/10 742,7 B&C SPEAKERS 3,07 0,66 3,0423 2,5 3,1 22,31 03/05/10 33,8 BCA FINNAT 0,529 0,76 0,522 0,488 0,619 11,54 24/05/10 192 BEE TEAM 0,364 0,14 0,3677 0,352 0,5 27,13 06/05/02 25,2 BEGHELLI 0,6555 0,83 0,6552 0,603 0,753 5,07 24/05/10 131,1 BENETTON 5,4 0,64 5,4154 5,37 6,7 13,46 03/05/10 986,5 BENI STABILI 0,6375 0,78 0,635 0,5375 0,7275 10,87 06/04/10 1.221,3 BEST UNION COMPANY 1,19 0,58 1,1909 1,07 1,617 15,9 11,1 BIALETTI INDUSTRIE 0,411 2,14 0,412 0,35 0,64 16,89 30,8 BIANCAMANO 1,401 0,5 1,4025 1,254 1,565 5,66 05/07/10 47,6 BIESSE 5,45 0,74 5,4483 4,745 6,61 2,35 12/05/08 149,3 BIOERA 1,012 1,012 1,01 1,7 38,63 26/05/08 9 BMW 40,73 3,02 40,73 28,87 42,49 28,28 15/05/09 24.519,3 BNP PARIBAS 54,89 2,01 55,0684 41,4 59,8 1,98 20/05/09 50.065 BOERO 20,05 20,0088 19 21,5 0,25 26/04/10 87 BOLZONI 1,98 1,9511 1,388 2,09 45,05 18/05/09 51,5 BON FERRARESI 28,98 0,17 28,8132 27,8 35,2 17,2 18/05/09 163 BORGOSESIA 0,99 0,9825 0,881 1,411 27,63 19/08/81 67,5 BORGOSESIA RSP 1,099 1,0562 1,08 1,396 18,89 04/02/08 1 BREMBO 5,21 1,42 5,2493 4,45 5,95 0,19 03/05/10 347,9 BRIOSCHI 0,17 1,96 0,1707 0,165 0,2391 22,02 19/05/03 133,9 BULGARI 6,3 1,1 6,3273 5,335 6,9 9,47 24/05/10 1.898,5 BUONGIORNO 0,92 1,08 0,918 0,798 1,2 20,69 97,9 BUZZI UNICEM 8,355 1,15 8,3251 7,67 12,12 25,93 24/05/10 1.381,5 BUZZI UNICEM RSP 4,875 1,77 4,8103 4,585 7,67 32,62 24/05/10 198,5 C CAD IT 4,19 0,06 4,182 3,865 5,875 23,54 10/05/10 37,6 CAIRO COMMUNICATION 2,535 2,53 2,5175 2,15 3,2225 18,23 10/05/10 198,6 CALEFFI 1,025 0,49 1,025 0,951 1,149 4,03 17/05/10 12,8 CALTAGIRONE 2,12 0,93 2,11 1,919 2,45 13,29 24/05/10 254,7 CALTAGIRONE EDITORE 1,869 0,48 1,872 1,752 2,18 6,98 24/05/10 233,6 CAMFIN 0,313 1,88 0,3162 0,2404 0,319 2,12 19/05/08 210,2 CAMPARI 4,1025 1,85 4,1303 3,51 4,3 12,47 24/05/10 2.382,7 CAPE LIVE 0,3225 5,15 0,3209 0,295 0,42 1,38 16,4 CARRARO 2,3475 0,53 2,3565 2,25 2,7 6,22 05/05/08 108 CARREFOUR 36,89 35,974 32,38 39,49 10,09 04/05/09 26.003,9 CATTOLICA ASSICURAZIONI 20,87 1,46 21,0043 18,61 24,33 12,05 10/05/10 1.128,8 CDC 1,899 3,77 1,8373 1,55 2,47 8,48 23/05/05 23,3 CELL THERAPEUTICS 0,314 0,48 0,3138 0,2545 0,848 60,97 224 CEMBRE 4,9475 1,18 4,9198 4,4275 5,2 6,17 17/05/10 84,1 CEMENTIR HOLDING 2,295 3,06 2,3405 2,1125 3,345 32,1 24/05/10 365,2 CENTRALE DEL LATTE TO 2,375 2,3758 2,35 2,7825 0,94 05/05/08 23,8 CHL 0,1289 0,129 0,1197 0,1906 30,32 19,7 CIA 0,302 0,82 0,2977 0,272 0,3275 8,48 11/05/09 27,9 CICCOLELLA 0,74 0,82 0,7437 0,7 1,042 22,02 21/05/01 133,6 CIR 1,45 0,42 1,4472 1,339 1,918 20,11 12/05/08 1.148,6 CLASS EDITORI 0,485 2,61 0,4893 0,445 0,697 28,04 10/05/10 50,5 COBRA 1,33 1,04 1,3217 1,112 2,17 33,17 28,3 COFIDE 0,668 1,04 0,6585 0,6 0,794 1,21 12/05/08 480,4 COGEME SET 0,54 1,98 0,5356 0,49 0,96 43,75 33,3 CONAFI PRESTITO’ 0,84 0,48 0,837 0,772 1,2 26,96 10/05/10 39,1 CR ARTIGIANO 1,47 0,27 1,4703 1,303 1,909 20,24 26/04/10 418,6 CR BERGAMASCO 22,3 0,76 22,3066 21,16 25,8 4,29 03/05/10 1.376,5 CR VALTELLINESE 3,8225 0,33 3,841 3,695 5,72 31,74 26/04/10 900,8 CREDEM 4,9 3,35 4,9488 4,0425 5,755 9,09 17/05/10 1.628,7 CREDIT AGRICOLE 10,74 1,9 10,8621 7,94 13,68 13,18 27/05/09 23.910,9 CRESPI 0,1694 0,1602 0,1404 0,245 17,37 19/05/03 10,2 CSP INTERNATIONAL 0,936 1,47 0,9437 0,75 1,119 23,89 07/06/10 31,1 D DADA 4,2725 0,58 4,2707 3,26 6,055 27,65 69,3 DAIMLER 41,51 1,07 41,5355 30,34 44,33 10,63 09/04/09 40.039,6 DAMIANI 0,919 1,04 0,9147 0,7955 1,067 13,95 75,9 D’AMICO 1,108 0,36 1,1115 1,09 1,378 1,19 27/04/09 166,1 DANIELI & C 14,99 1,25 15,054 13,93 20,46 13,8 09/11/09 612,8 DANIELI & C RSP 8,45 0,76 8,4488 7,57 11,12 8,15 09/11/09 341,6 DANONE 44 2,98 44,313 39,75 47,92 2,33 30/04/09 22.607,3 DATALOGIC 4,035 0,37 4,0214 2,98 4,1175 0,86 04/05/09 235,8 DEA CAPITAL 1,19 1,57 1,2046 1,129 1,374 5,71 364,9 DE’LONGHI 3,6175 2,1 3,6701 2,8 3,6975 14,39 03/05/10 540,8 DEUTSCHE BANK 53,2 0,49 53,1781 43,33 60,15 6,1 27/05/09 30.369,7 DEUTSCHE TELEKOM 10,26 0,29 10,327 8,655 10,55 0,59 04/05/09 44.747,1 DIASORIN 28,88 0,76 29,0809 23,31 34,17 16,08 21/06/10 1.588,4 DIGITAL BROS 1,338 0,6 1,3307 1,219 2,335 40,67 08/12/08 18,9 DMAIL GROUP 4,045 0,25 3,9632 3,7325 5,75 22,73 19/05/08 30,9 DMT 13,52 1,82 13,6367 11,01 17,6 15,5 152,8 E EDISON 0,9135 0,33 0,917 0,885 1,151 13,98 12/04/10 4.732,9 EDISON RSP 1,268 0,16 1,268 1,233 1,551 1,71 12/04/10 140,2 EEMS 1,46 1,4632 1,028 1,719 17,55 62,1 EL EN 11,54 1,23 11,4116 11,04 13,12 3,43 18/05/09 55,7 ELICA 1,69 0,65 1,7015 1,49 2 12,07 04/05/09 107 EMAK 4,22 2,43 4,1726 3,54 4,39 21,09 07/06/10 116,7 ENEL 3,7175 0,2 3,7254 3,4325 4,23 8,15 21/06/10 34.957 ENERVIT 1,212 3,81 1,212 1,103 1,48 13,43 17/05/10 21,6 ENGINEERING 19,95 0,15 19,9626 19,72 27,8 27,72 14/06/10 249,4 ENI 15,74 0,63 15,8109 14,61 18,56 11,57 24/05/10 63.044,3 E.ON 22,85 0,87 22,85 21,7 29,45 21,67 07/05/09 45.722,9 ERG 10,24 0,1 10,2183 9,18 10,79 5,79 16/04/10 1.539,3 ERG RENEW 0,807 1,22 0,8151 0,6645 0,977 24,15 10/05/99 107,1 ERGYCAPITAL 0,546 2,41 0,5472 0,4825 1,1479 18,23 41,4 ESPRESSO 1,598 0,44 1,5954 1,422 2,4275 28,82 21/04/08 654,6 ESPRINET 7,26 2,55 7,2956 6,14 9,87 20,09 03/05/10 380,5 EUROTECH 2,07 2,0774 1,757 2,91 27,3 73,5 EUTELIA 0,215 0,215 0,1 0,389 38,57 14,1 EXOR 14,8 0,34 14,7156 10,86 14,95 8,98 24/05/10 2.371,8 EXOR PRV 11,36 0,62 11,3361 6,075 11,36 54,66 24/05/10 872,5 EXOR RSP 12,4 1,97 12,3213 8,17 12,44 24 24/05/10 113,7 EXPRIVIA 0,9435 0,37 0,9289 0,785 1,26 22,98 26/04/10 49 F FASTWEB 12,12 12,166 11,64 19,45 37,2 22/10/07 963,6 FIAT 9,815 0,05 9,8004 7,73 10,87 4,24 19/04/10 10.720,4 FIAT P 5,81 1,93 5,7587 4,6475 6,47 3,17 19/04/10 600,1 FIAT RSP 6,14 0,74 6,134 4,9325 6,785 2,46 19/04/10 490,7 FIDIA 3,53 1,4 3,5633 3,11 4,7 23,68 20/05/02 18,1 FIERA MILANO 4,125 0,84 4,1641 3,8 4,5875 8,33 04/05/09 173,9 FINARTE CASA D’ASTE 0,1225 2,08 0,1229 0,119 0,2049 38,9 10/05/99 6,1 FINMECCANICA 8,8 0,23 8,7996 8,405 11,32 21,36 24/05/10 5.087,7 FNM 0,5275 1,25 0,5208 0,48 0,5995 9,13 131,1 FONDIARIA SAI 8,415 4,15 8,3676 7,365 12,1 24,26 24/05/10 1.047,5 FONDIARIA SAI RSP 5,195 5,16 5,114 4,41 8,235 33,95 24/05/10 221,1 FRANCE TELECOM SA 15,17 0,46 15,15 14,16 17,85 13,51 02/06/09 39.659,7 FULLSIX 1,148 0,44 1,1124 1,05 1,232 8,01 12,8 G GABETTI 0,3655 0,69 0,3691 0,307 0,655 41,75 15/05/06 32,3 GAS PLUS 5,075 2,78 5,1196 5,015 6,48 17,01 24/05/10 227,9 GDF SUEZ 25,5 0,63 25,025 23 30,5 15 06/05/09 55.937,9 GEFRAN 2,455 0,2 2,4156 2,015 2,53 9,84 04/05/09 35,4 GEMINA 0,5225 1,46 0,5205 0,493 0,67 8,33 18/06/07 767,7 GEMINA RSP 1,31 3,07 1,2924 1,222 1,72 24,28 18/05/09 4,9 GENERALI 15,56 1,46 15,6335 13,89 19,19 17,32 24/05/10 24.224,9 GEOX 4,01 0,12 4,0071 3,6575 5,375 16,85 24/05/10 1.039,4 GEWISS 4,295 0,23 4,2783 2,605 4,295 57,9 17/05/10 515,4 GRANITIFIANDRE 2,98 0,5 3,0256 2,6175 3,815 14,86 24/05/10 109,9 GREENVISION 5,735 2,71 5,809 4,275 7,35 10,46 25/05/09 33,6 GRUPPO COIN 6,24 0,24 6,1798 3,99 6,25 36,24 874,1 GRUPPO MINERALI MAFFEI 4,725 0,05 4,7587 4,5525 5,51 3,57 28,4 H HERA 1,46 2,96 1,4617 1,343 1,746 9,82 07/06/10 1.627,9 I I GRANDI VIAGGI 0,865 2,37 0,8504 0,8105 1,049 9,9 07/04/08 38,9 IGD 1,168 1,43 1,1754 1,046 1,594 25,08 24/05/10 361,2 IL SOLE 24 ORE 1,33 0,76 1,3285 1,32 1,969 30,69 28/04/08 57,6 IMA 13,95 0,72 13,8872 12,89 15,18 8,48 24/05/10 475,7 IMMSI 0,8 0,99 0,7998 0,688 0,9465 4,76 24/05/10 274,6 IMPREGILO 2,06 1,98 2,0442 1,813 2,6 17,27 18/05/09 829,1 IMPREGILO RSP 7,91 2,1 7,91 7,6 8,75 8,92 19/07/10 12,8 INDESIT 9,165 0,6 9,125 7,91 10,39 17,42 17/05/10 1.041,7 INDESIT RSP 7,38 1,6 7,38 7,165 8,56 5,38 17/05/10 3,8 INDUSTRIA E INNOVAZIONE 2,0875 1,83 2,121 1,77 2,485 12,84 48,9 ING GROEP 7,545 0,2 7,6741 5,595 7,86 8,64 14/08/08 15.552,5 INTEK 0,435 1,92 0,4439 0,3155 0,629 38,1 11/05/09 56,7 INTEK R 0,719 0,83 0,7014 0,6039 0,97 17,48 10/05/10 4,1 INTERPUMP 4,3875 0,34 4,4356 3,145 4,3875 18,26 12/05/08 424,6 INTESA SANPAOLO 2,5675 1,25 2,5932 1,968 3,2025 18,49 24/05/10 30.423,2 INTESA SANPAOLO RSP 2,0175 0,88 2,0105 1,555 2,485 13,97 24/05/10 1.881,3 INV E SVIL 2012 W 0,0069 4,17 0,0071 0,0069 0,0143 26,6 24/05/10 1.881,3 INVEST E SVILUPPO 0,0522 1,88 0,0529 0,0415 0,089 22,55 18/06/01 12,6 IRCE 1,377 1,3636 1,3 1,59 10,41 14/06/10 38,7 IREN 1,241 1,51 1,2437 1,229 1,522 6,69 21/06/10 1.466,5 ISAGRO 2,82 0,09 2,7991 2,36 3,705 14,8 08/05/06 49,5 IT HOLDING 0,1761 0,1844 0,1761 0,1761 04/06/01 43,3 IT WAY 3,2975 1,23 3,2474 3,2575 3,7925 8,4 02/02/09 14,6 ITALCEMENTI 6,41 0,7 6,4298 5,875 10,25 33,05 24/05/10 1.135,3 ITALCEMENTI RSP 3,6175 0,56 3,5912 3,36 5,445 28,93 24/05/10 381,4 ITALMOBILIARE 25,01 0,68 25,0749 20,38 33 19,19 24/05/10 554,8 ITALMOBILIARE RSP 16,84 0,6 16,7186 15,31 23,48 24,21 24/05/10 275,2 IW BANK 1,524 0,07 1,5266 1,49 2 23,42 19/04/10 112,2 J JUVENTUS FC 0,8235 0,3 0,8217 0,77 0,928 7,94 04/11/02 166 K KERSELF 4,45 1,98 4,4823 3,88 9,1 49,14 24/05/10 77,5 KINEXIA 2,26 2,59 2,2829 2,17 2,88 3,2 17/07/91 48,2 KME GROUP 0,2865 0,35 0,2873 0,257 0,3635 7,13 11/05/09 109,3 KME GROUP RSP 0,512 0,39 0,5101 0,5 0,6847 5,5 10/05/10 18,8 KME GROUP 2011 W 0,0114 2,7 0,0112 0,0103 0,039 59,29 10/05/10 18,8 K.R.ENERGY 0,0765 2,55 0,077 0,0484 0,199 49,3 71,6 L LA DORIA 1,927 0,26 1,9049 1,78 2,48 10,68 10/05/10 59,7 LANDI RENZO 3,4575 1,47 3,3979 2,65 3,99 1,32 03/05/10 389 LAZIO S.S. 0,31 0,3123 0,3 0,374 7,6 21 LE BUONE SOCIET‡ 0,52 10,64 0,5087 0,4025 0,748 31,98 29/04/02 5,5 L’OREAL 83 0,12 81,5441 71,5 84,3 6 21/04/09 50.000,3 LOTTOMATICA 11,12 2,03 11,2323 10,48 14,79 20,74 24/05/10 1.912,8 LUXOTTICA GROUP 20,03 0,35 20,1059 17,91 21,89 10,97 24/05/10 9.315,5 LVMH 93,74 94,3296 75,52 96,46 17,63 27/11/09 45.926,7 M MAIRE TECNIMONT 2,89 4,9 2,8739 2,2675 3,275 17 17/05/10 932 MANAGEMENT E C 0,1648 0,78 0,1658 0,129 0,1699 14,44 78,1 MARCOLIN 2,85 1,72 2,875 1,311 2,9925 90,76 12/05/03 177,1 MARIELLA BURANI F.G. 2,5225 2,5739 2,5225 2,5225 26/05/08 75,4 MARR 6,66 0,15 6,7099 5,885 7,135 11,93 24/05/10 443,1 MEDIACONTECH 3,1975 3,56 3,1436 2,465 3,395 3,11 22/04/02 59,4 MEDIASET 5,04 0,3 5,0125 4,41 6,485 12,12 24/05/10 5.953,4 MEDIOBANCA 6,91 0,51 6,9357 5,765 8,83 16,9 24/11/08 5.950,2 MEDIOLANUM 3,355 1,97 3,3943 3,1525 4,5475 23,09 23/11/09 2.457,6 MEDITERRANEA ACQUE 2,995 0,08 2,9936 2,38 2,995 9,01 03/05/10 229,7 MERIDIANA FLY 0,0731 6,28 0,0743 0,071 0,12 35,65 49,7 MERIDIE 0,37 3,64 0,3682 0,327 0,6 38,18 18,8 MID INDUSTRY CAPITAL 11,7 11,2681 10 15,49 23,53 11/05/09 44,5 MILANO ASS 1,518 2,08 1,5087 1,339 2,1775 25,95 26/04/10 846,2 MILANO ASS RSP 1,635 0,37 1,626 1,457 2,4 26,76 26/04/10 50,3 MITTEL 3,225 2,86 3,2376 3,1 4,16 18,97 01/02/10 227,4 MOLMED 0,549 1,96 0,5523 0,549 1,2937 54,77 57,8 MONDADORI 2,5625 0,19 2,5602 2,305 3,22 17,27 19/05/08 664,8 MONDO HE 0,139 3,65 0,1354 0,1051 0,176 16,92 2,9 MONDO TV 6,865 0,65 6,8411 6 8,365 7,6 28/02/05 30,2 MONRIF 0,43 2,14 0,4264 0,411 0,485 4,44 22/05/06 64,5 MONTEFIBRE 0,1622 0,49 0,1608 0,1215 0,201 15,69 20/05/02 21,1 MONTEFIBRE RSP 0,33 0,3384 0,255 0,523 26,68 19/05/03 8,6 MONTI ASCENSORI 1,075 1,38 1,0824 1,03 1,46 23,43 20/09/10 14,3 MUNICH RE 108,5 1,4 108,5 98,98 122,85 1,17 23/04/09 22.394,8 MUTUIONLINE 5,39 1,03 5,3211 4,72 5,6057 1,6 03/05/10 213 N NICE 3,05 0,33 3,0493 2,5 3,18 1,67 24/05/10 353,8 NOEMALIFE 6 1,52 5,9687 5,45 6,3 9,09 26 NOKIA CORPORATION 7,21 0,56 7,1532 6,59 11,7 19,31 24/04/09 27.404,8 NOVA RE 1,19 1,19 1,15 1,19 3,48 04/06/07 16,1 O OLIDATA 0,345 0,88 0,3524 0,34 0,557 30,44 10/05/04 11,7 OMNIA NETWORK 0,299 0,2969 0,299 0,299 7,8 P PANARIAGROUP 1,762 1,45 1,754 1,67 2,24 6,62 11/05/09 79,9 PARMALAT 1,934 2,37 1,9469 1,724 2,1275 0,97 19/04/10 3.342,7 PARMALAT 2015 W 0,947 3,32 0,9508 0,74 1,084 0,37 19/04/10 3.342,7 PHILIPS 23,51 3,61 24,0402 20,87 26,99 12,49 30/03/09 22.861,4 PIAGGIO 2,055 2,75 2,0427 1,778 2,53 2,75 17/05/10 764 PIERREL 3,7075 2,13 3,6867 3,4 5,6 12,14 55,4 PININFARINA 1,647 0,06 1,6428 1,63 3 40,7 23/05/05 49,7 PIQUADRO 1,47 2 1,4972 1,029 1,5 28,38 26/07/10 73,5 PIRELLI E C. 5,46 0,18 5,4412 4,0425 5,475 18,18 24/05/10 2.597,5 PIRELLI E C. RSP 5,1 0,29 5,091 4,7135 6,1765 3,03 24/05/10 62,5 PIRELLI REAL ESTATE 0,377 2,31 0,3756 0,3125 0,5395 26,37 21/04/08 317,1 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 10,29 1,88 10,2344 9,85 12,24 11,22 08/05/00 12,3 POLIGRAFICI 0,5195 6,02 0,5031 0,4215 0,54 15,32 21/05/07 68,6 POLTRONA FRAU 0,78 2,23 0,7784 0,667 0,8885 6,59 26/05/08 109,2 PPR 101,48 102,7136 81,5 110,43 26,06 11/05/09 12.842,8 PRAMAC 1,255 1,03 1,2576 0,995 2,28 25,63 30/06/08 38,3 PREMAFIN 0,856 2,17 0,8564 0,856 1,075 19,25 26/05/08 351,3 PREMUDA 0,753 1,35 0,7391 0,7 1,054 24,7 10/05/10 106 PRIMA INDUSTRIE 7,27 1,62 7,3553 6,565 9,45 7,62 26/05/08 62,8 PRYSMIAN 13,04 1,06 13,022 11,27 15,81 6,97 19/04/10 2.373,6 R RATTI 0,1741 3,81 0,1757 0,1699 0,3 34,2 18/05/98 47,6 RCF GROUP 0,74 1,33 0,7513 0,731 1 21,69 10/05/10 23,7 RCS MEDIAGROUP 1,107 5,73 1,0916 0,905 1,437 12,7 19/05/08 811,1 RCS MEDIAGROUP RSP 0,648 1,33 0,6373 0,612 0,8215 16,49 19 RDB 1,873 1,3 1,8253 1,849 2,4 12,88 12/05/08 85,9 RECORDATI 5,74 0,09 5,7514 5,065 6,1 10,38 26/04/10 1.200,4 RENAULT 34,3 3,3 34,3778 27 39,99 5,25 15/05/08 9.773,3 RENO DE MEDICI 0,1941 1,62 0,1916 0,1705 0,256 21,1 13/05/02 73,3 REPLY 15,21 2,19 15,2522 14,94 17,57 4,94 31/05/10 140,3 RETELIT 0,3525 3,37 0,3474 0,328 0,465 19,89 56,2 RICCHETTI 0,308 2,99 0,3104 0,2818 0,5303 32,77 19/05/08 16,5 RICHARD GINORI 1735 0,0495 1,98 0,0503 0,0495 0,111 51,04 27/05/02 22,8 RISANAMENTO 0,3265 0,76 0,3267 0,2975 0,4335 22,45 19/06/06 89,6 ROMA A.S. 0,9435 3,43 0,9533 0,679 1,029 11,72 125 ROSSS 1,54 0,96 1,5371 0,65 1,86 25,71 17,8 RWE 54,95 2,73 54,67 52,39 69 20,36 18/04/08 28.761,1 S SABAF 16,8 0,12 16,8269 15,17 18 3,13 24/03/10 193,8 SADI SERVIZI INDUSTR 0,408 2,28 0,4104 0,399 0,513 13,19 01/06/09 37,8 SAES GETTERS 5,77 0,61 5,743 4,74 6,24 4,55 27/04/09 84,7 SAES GETTERS RSP 4,2 0,71 4,2408 3,76 5,6 22,22 27/04/09 31 SAFILO GROUP 8,44 0,48 8,451 6,09 9,76 6,54 12/05/08 479,6 SAIPEM 27,27 0,84 27,5136 23,16 30,15 13,15 24/05/10 12.033,3 SAIPEM RCV 26,2 26,2 23 29,93 9,08 24/05/10 3,8 SANOFIAVENTIS 45,49 0,98 45,4074 45,05 57,86 17,93 23/04/09 59.843,3 SAP 36,04 7,3 36,1317 31,5 38,88 9,21 20/05/09 44.176,5 SARAS 1,519 3,13 1,5355 1,519 2,305 30,56 18/05/09 1.444,6 SAT 9,42 0,21 9,4215 8,46 10,72 11,3 24/05/10 92,9 SAVE 7,09 0,28 7,0435 5,78 8 20,27 03/05/10 392,4 SCREEN SERVICE 0,61 0,08 0,6077 0,55 0,7385 11,27 01/03/10 84,5 SEAT PAGINE GIALLE 0,1359 0,3 0,136 0,1257 0,2063 16,37 21/05/07 261,9 SEAT PAGINE GIALLE RSP 1,05 1,87 1,05 1 1,75 4,55 19/05/08 0,7 SERVIZI ITALIA 5,21 5,1684 4,77 5,565 0,19 26/04/10 84,4 SIAS 7,27 0,62 7,2453 6,205 7,475 11,16 03/05/10 1.653,9 SIEMENS 75,72 1,82 76,6344 61,98 78,69 16,49 28/01/09 69.223,5 SNAI 3,06 6,81 3,0574 2,2 3,07 1,66 24/07/00 357,5 SNAM RETE GAS 3,5575 0,99 3,5447 3,2225 3,8125 2,52 24/05/10 12.703 SNIA 0,0994 0,1002 0,08 0,1357 17,85 30/06/03 14,1 SNIA 2010 W 0,0025 0,0024 0,0021 0,006 56,14 30/06/03 14,1 SOCIETE GENERALE 44,97 0,38 45,3979 30,31 52,5 8,32 27/05/09 26.115,3 SOCOTHERM 1,425 1,4518 1,425 1,425 28/05/07 54,9 SOGEFI 1,97 1,3 1,9871 1,791 2,45 6,64 28/04/08 229,3 SOL 4,78 1,29 4,789 3,69 4,87 20,25 17/05/10 433,5 SOPAF 0,067 0,59 0,0671 0,062 0,1296 47,66 25/05/08 28,3 SORIN 1,487 0,07 1,4901 1,19 1,57 11,39 699,5 STEFANEL 0,65 1,07 0,6584 0,65 5,61 68,07 08/05/06 2,1 STEFANEL RSP 170 170147,5248170,5905 15,05 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 6,315 0,72 6,3363 5,775 7,91 0,08 23/08/10 5.748,7 T TAMBURI 1,265 1,25 1,2782 1,149 1,3989 2,62 24/05/10 140,5 TAS 10,1 4,72 10,1 10 14,9 28,01 05/05/03 17,9 TELECOM ITALIA 0,997 2,26 0,9962 0,8865 1,146 8,36 24/05/10 13.340,8 TELECOM ITALIA RSP 0,7955 1,4 0,7954 0,7145 0,898 2,91 24/05/10 4.793,8 TELECOM ITALIA MEDIA 0,1855 0,27 0,1853 0,1679 0,5285 64,76 24/04/06 268,3 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,385 0,385 0,305 0,78 36,86 24/04/06 2,1 TELEFONICA 17,05 0,71 16,9264 14,8 19,9 13,5 12/05/09 80.220,2 TENARIS 15,3 0,86 15,2569 13,85 17,37 1,86 21/06/10 18.062,2 TERNA 3,175 1,36 3,1606 2,865 3,23 5,83 21/06/10 6.363,6 TERNIENERGIA 3,3625 1,68 3,379 1,909 4,9 97,21 10/05/10 83,5 TESMEC 0,64 0,16 0,6377 0,56 0,64 68,5 TISCALI 0,1118 0,54 0,1121 0,1084 0,186 32,53 208,1 TOD’S 58,02 0,74 58,2621 45,83 60,33 11,86 24/05/10 1.776 TOSCANA FINANZA 1,476 1,476 1,234 1,49 18,27 45,2 TOTAL 38,75 1,12 38,666 35,78 46,25 13,97 13/11/09 91.907,6 TREVI 12,45 1,97 12,3608 11,05 13,2 12,87 12/07/10 796,8 TXT ESOLUTIONS 5,33 1,75 5,436 5,33 7,155 19,85 08/05/06 13,9 U UBI BANCA 8,17 1,27 8,2189 6,7 10,5 18,63 24/05/10 5.280,2 UNI LAND 0,635 0,71 0,6359 0,5215 0,947 32,12 12/05/08 101,4 UNICREDIT 2,155 0,35 2,165 1,56 2,31 3,61 24/05/10 41.534,1 UNICREDIT RSP 2,3375 1,79 2,3537 2,2525 2,9 14,48 24/05/10 56,7 UNILEVER 23,67 3,58 23,67 20,11 24,69 4,27 18/11/09 40.587,6 UNIPOL 0,5785 1,67 0,5767 0,528 0,8644 31,93 24/05/10 856,1 UNIPOL P 0,3795 2,15 0,3778 0,343 0,5702 30,85 24/05/10 345,9 V VALSOIA 3,9425 2,14 3,8002 3,8475 4,68 11,2 10/05/10 41,2 VIAGGI DEL VENTAGLIO 0,1376 0,1386 0,1376 0,1376 04/03/02 20 VIANINI INDUSTRIA 1,375 0,07 1,375 1,28 1,478 1,08 24/05/10 41,4 VIANINI LAVORI 4,3375 0,52 4,3418 3,9975 4,7375 7,66 24/05/10 190 VITTORIA ASS 3,665 1,1 3,6375 3,4275 4,0325 5,48 10/05/10 243,8 VIVENDI 17,4 17,4 16,7 21,4 16,75 12/05/09 20.361,6 W W CAMFIN 11 0,0485 1,04 0,0485 0,0292 0,0555 6,91 12/05/09 20.361,6 W GABETTI 13 0,103 14,57 0,0918 0,0812 0,1431 26,01 12/05/09 20.361,6 W INTERPUMP 12 0,694 2,21 0,6771 0,2295 0,694 197,6 12/05/09 20.361,6 W MEDIOBANCA 11 0,0306 2,24 0,031 0,0245 0,1451 71,75 12/05/09 20.361,6 W PRI 2013 1,95 2,52 1,976 1,573 2,9975 12/05/09 20.361,6 W RGINORI 2011 0,0229 23,78 0,0229 0,011 0,05 12/05/09 20.361,6 W TISCALI 14 0,0027 0,0026 0,0026 0,0049 44,9 12/05/09 20.361,6 WARR AEDES 20092014 0,0594 2,24 0,0592 0,0551 0,0875 0,17 12/05/09 20.361,6 WARR BPM 0913 2,94 3,29 2,9587 2,22 5,18 34,7 12/05/09 20.361,6 WARR CREVAL 2014 0,3185 1,27 0,3175 0,305 0,519 12/05/09 20.361,6 WARR ERGYCAPITAL 11 0,0785 2 0,0789 0,0785 0,2402 18,23 12/05/09 20.361,6 WARR IKF 1014 12/05/09 20.361,6 WARR INTEK 2011 0,0375 1,35 0,0375 0,035 0,096 12/05/09 20.361,6 WARR KME 0911 0,0104 0,0104 0,0102 0,0255 12/05/09 20.361,6 WARR KRE 0912 0,029 0,029 0,023 0,0879 66,82 12/05/09 20.361,6 WARR MERIDIE 11 0,0168 8,39 0,0157 0,0101 0,0265 38,46 12/05/09 20.361,6 WARR PIERREL 0812 0,2099 0,197 0,2 0,35 2,37 12/05/09 20.361,6 WARR RETELIT 0811 0,074 6,21 0,0754 0,069 0,1375 28,5 12/05/09 20.361,6 WARR UBI 0911 0,0144 4,64 0,0151 0,0115 0,0502 70,67 12/05/09 20.361,6 WARR UNIPOL PRV 2013 0,0246 30,16 0,0227 0,007 0,0246 12/05/09 20.361,6 WARR UNIPOL 2013 0,0282 28,77 0,0262 0,0106 0,0282 12/05/09 20.361,6 Y YOOX 6,145 1,05 6,1844 5,095 7,25 17,72 313,9 YORKVILLE BHN 0,085 2,63 0,0861 0,0794 0,1877 54,25 18/03/93 5,9 Z ZIGNAGO VETRO 4,1 4,1148 3,78 4,5425 5,13 10/05/10 328 ZUCCHI 0,516 1,98 0,5116 0,389 0,6445 13,66 01/08/05 12,6 ZUCCHI RSP 0,5095 2,39 0,5093 0,4695 0,65 15,01 19/05/08 1,7 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2009/2010 2009/2010 DAL 30/12/09 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2009/2010 2009/2010 DAL 30/12/09 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2009/2010 2009/2010 DAL 30/12/09 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario A Abis Flessibile 5,724 2,53 Agora Cash 5,556 1,04 Agora Risk 4,06 14,59 Agora Selection 4,846 5,81 Agora Valore Protetto 95 6,346 1,54 Agoraflex 6,782 0,95 Alarico Re 4,422 7,54 Alboino Re 5,539 4,75 Alleanza Obbligazionario 5,426 0,73 Allianz Az. America T 13,097 18,7 Allianz Az. America L 13,215 18,05 Allianz Az. Globale L 2,961 13,54 Allianz Az IT All Stars 4,066 4,9 Allianz Azioni Europa L 16,205 20,19 Allianz Azioni Europa T 16,002 20,32 Allianz Azioni Globale T 2,909 13,28 Allianz Azioni Italia L 19,996 4,27 Allianz Azioni ItaliaT 19,658 4,05 Allianz Azioni Pacifico L 5,129 12,8 Allianz Azioni Pacifico T 5,03 12,55 Allianz Azioni Paesi Em.T 9,19 23,37 Allianz Az.Paesi Em. L 9,317 23,39 Allianz F100 L 4,051 11,32 Allianz F100 T 3,977 11,06 Allianz F15 L 5,398 4,73 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC Alto Monetario 7,054 0,14 Alto Obbligazionario 8,806 2,61 Alto Pacifico Azionario 5,697 17,61 Americhe 8,702 21,32 Amundi Azioni QEuro 12,338 10,63 Amundi QBalanced 8,512 4,79 Amundi QReturn 5,418 3,99 Anfiteatro Bond Corporate 4,972 Anfiteatro Bond Plus 7,406 Anfiteatro Corporate BT 5,158 Anfiteatro Global Equity 4,393 Anfiteatro Tesoreria 5,668 Anfiteatro Total Return 3,327 Anima America 3,996 15,06 Anima Asia 6,031 5,53 Anima Convertibile 6,161 6,91 Anima Emer Markets 9,799 24,86 Anima Europa 3,943 15,77 Anima Fondattivo 13,614 8,21 Anima Fondimpiego 19,975 10,07 Anima Fondo Trading 12,514 13,36 Anima Liquidita’ 6,611 0,78 Anima Obb Euro 7,108 5,44 Aqqua 4,864 Arca Az America 16,057 19,65 Arca Az Europa 9,248 12,31 Allianz F15 T 5,319 4,5 Allianz F30 L 5,208 7,32 Allianz F30 T 5,13 7,03 Allianz F70 L 27,304 10,67 Allianz F70 T 26,747 10,42 Allianz Liquidita’ A 5,583 0,13 Allianz Liquidita’ AT 5,054 Allianz Liquidita’ B 5,709 0,21 Allianz Monetario 15,853 0,96 Allianz Multi Europa 6,995 11,24 Allianz Multi Pacifico 6,736 15,76 Allianz MultiAmerica 5,084 17,99 Allianz Multi20 5,884 8,42 Allianz Multi50 4,855 11 Allianz Multi90 3,626 14,24 Allianz Reddito Euro L 32,901 4,92 Allianz Reddito Euro T 32,222 4,65 Allianz Reddito Glob. L 16,437 14,45 Allianz Reddito Glob.T 16,113 14,16 Alpi Obbl Internaz 7,169 2,04 Alpi Risorse Naturali 5,71 4,37 Alto America Azionario 4,408 17,61 Alto Azionario 14,085 1,92 Alto Bilanciato 16,242 9,6 Alto Internaz Azionario 4,118 12,82 Alto Internaz Obbl 6,5 12,03 Arca Az Far East 5,472 13,43 Arca Az Italia 19,293 7,03 Arca Az Paesi Emerg 9,634 24,74 Arca BB 30,874 7,32 Arca Bond 12,905 10,2 Arca Bond Corp 7,081 6,43 Arca Bond Dollari 9,228 12,91 Arca Bond Paesi Em. 13,664 13,73 Arca BT 8,725 0,18 Arca BT Tesoreria 5,754 0,07 Arca Cap.Garantito dic 2013 5,194 2 Arca Capitale Gar 06/13 5,001 2,02 Arca Cedola Corp. Bond 5,265 Arca Cedola Corp. Bond II 5,009 Arca Cedola G Eur Bnd II 4,945 Arca Cedola Gov. Euro Bond 5,091 Arca Cinque S Comp A 5,454 8,69 Arca Cinque S Comp C 4,572 10,43 Arca Cinque S Comp E 3,348 11,04 Arca Corporate BT 5,517 1,68 Arca MM 14,728 0,4 Arca Obbl Europa 8,403 4,58 Arca Rend Assoluto T3 5,107 2,43 Arca Rend Assoluto T5 4,899 6,62 Arca RR 8,998 3,39 Arca TE 16,318 8,16 Arca 27 10,946 15,94 Aureo Azioni Globale 8,665 8,6 Aureo Cash Dynamic 5,2 0,06 Aureo Defensive 5,073 1,46 Aureo Finanza Etica 6,101 Aureo Flex Euro 9,625 4,61 Aureo Flex Italia 16,897 3,11 Aureo Flex Opportunity 4,847 2,54 Aureo Liquidita’ 5,714 0,12 Aureo Obbl Globale 8,095 3,44 Aureo Plus 5,92 0,14 Aureo PrimaClasse Crescita 3,729 10 Aureo PrimaClasse Dinamico 3,977 8,34 Aureo PrimaClasse Flessibile 5,385 3,1 Aureo PrimaClasse Valore 4,976 5,63 Aureo Rend Assoluto 5,542 1,63 Azimut Bilanciato 23,169 2,52 Azimut Formula 1 Conserva 6,418 0,74 Azimut Formula 1 High Risk 6,716 0,28 Azimut Formula 1 Low Risk 6,63 0,69 Azimut Formula 1 Risk 6,456 0,23 Azimut Garanzia 12,291 0,11 Azimut Redd Usa 6,093 11,78 Azimut Reddito Euro 15,656 0,4 Azimut Scudo 7,652 4,97 Azimut Solidity 7,878 1,63 Azimut Strategic Trend 5,097 7,69 Azimut Trend 19,093 12,86 Azimut Trend America 8,896 18,99 Azimut Trend Europa 11,911 4,43 Azimut Trend Italia 14,836 0,69 Azimut Trend Pacifico 6,287 9,76 Azimut Trend Tassi 8,923 0,25 B Banco Posta Azion. Euro 4,369 12 Banco Posta Extra 5,272 2,29 BancoPosta Az Internaz 3,449 14,74 BancoPosta Centopiu’ 5,29 Bancoposta Centopiu’ 2007 5,257 BancoPosta Inv Protetto 90 5,441 0,2 BancoPosta Mix 1 5,903 4,66 BancoPosta Mix 2 6,014 6,67 BancoPosta Monetario 6,192 0,57 BancoPosta Obbl Euro 6,903 2,88 BG Focus Azionario 22,227 2,6 BG Focus Monetario 16,36 1,6 BG Focus Obbligazionario 6,709 1,34 Bim Azionario Europa 9,566 10,54 Bim Azionario Glob 3,915 13,64 Bim Azionario Italia 6,717 2,16 Bim Azionario Smal Cap 6,821 0,32 Bim Azionario Usa 5,91 22,97 Bim Bilanciato 22,072 8,09 Bim Corporate Mix 5,512 4,12 Bim Flessibile 3,789 1,04 Bim Obbl Euro 6,942 4,31 Bim Obbl Globale 5,983 8,8 Bim Obblig BT 6,543 1,16 Bnl Azioni America Bnl Azioni E. Dividendo Bnl Azioni Emergenti Bnl Azioni Europa Cr. Bnl Azioni Italia Bnl Azioni Italia PMI Bnl Cash Bnl Euro Obbligazioni Bnl Obbl Dollaro MLT Bnl Obbl Emergenti Bnl Obbl Euro BT Bnl per Telethon Bnl Protezione Bnl Strategia Rendimento Bnl Target Return Dinamico Bnl Target Return Liquidita’ BNPP Equipe Attacco BNPP Equipe Centrocampo BNPP Equipe Difesa BNPP 100% e Piu’ Gr Asia Fondi d’Investimento
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 29 stampata da: callioni alle ore: 20.37.46 colore 29Giovedì 29 luglio 2010 BNPP 100% e Piu’ Gr Eur BPVi Azionario Europa A 3,797 11,78 BPVi Azionario Italia A 4,647 5,37 BPVi Breve Termine A 6,276 0,34 BPVi Obblig. Euro Medio Term A 6,71 2,82 BPVi Obblig. Internazionale A 6,023 9,47 BPVi Obiettivo Reddito B 5,715 BPVi Obiettivo Rendimento B 5,293 BPVi Obiettivo Valore A 3,387 13,51 BPVi Tesoreria B 5,643 C CAAM Absolute 5,208 1,78 CAAM Azionario Trend 94,891 CAAM Breve Termine 7,431 0,38 CAAM Corporate 06/2012 5,029 CAAM Corporate 3 anni 101,405 CAAM Dynamic Allocation 5,237 3,56 CAAM Eonia 102,148 CAAM EQUIPE 1 5,242 1,94 CAAM EQUIPE 2 5,177 2,54 CAAM EQUIPE 3 5,152 4,46 CAAM EQUIPE 4 4,794 6,63 CAAM Eureka B Ripresa 14 5,223 CAAM Eureka China dbl wine 5,585 CAAM Eureka Double Call 5,424 CAAM Eureka Double Win 5,596 CAAM Eureka Dragon 6,178 CAAM Eureka DW 2013 4,848 CAAM Eureka Ripr DUE 2014 4,94 CAAM Eureka Ripresa 2014 5,197 CAAM EUROPE EQUITY 4,2 16,34 Caam For Gar EmM Eq R 2014 5,065 4,65 CAAM For.Euro Eq.Op Due 2013 4,509 3,99 CAAM For.Euro Eq.Op.2013 4,473 4,19 CAAM For.Gar. Due 2013 4,935 2,28 CAAM For.Gar. 2012 5,069 2,2 CAAM For.Garant. 2013 4,948 2,21 CAAM For.Gar.Em.M.Eq.R.2013 5,037 3,47 CAAM For.Gar.Eq.R. Due 2013 4,906 1,64 CAAM For.Gar.Eq.R. 2013 4,908 1,78 CAAM For.Gar.Eq.R. 2014 5,207 2,99 CAAM For.Gar.High Div. 2014 4,904 3,81 CAAM For.Gar.Mer.Emer. 5,713 2,04 CAAM For.Priv.Div.Opp. 4,985 1,03 CAAM GLOBAL EM.EQUITY 5,056 26,81 CAAM GLOBAL EQUITY 4,248 18,33 CAAM Liquidita’ 8,944 0,48 CAAM MultiCorp. Dic. 2012 5,046 CAAM Obbligazionario Euro 5,505 2,84 CAAM PACIFIC EQUITY 4,666 13,83 CAAM PIU’ 5,601 1,71 CAAM Private Alfa 4,774 1,57 CAAM Soluzione Azioni 4,577 CAAM Soluzioni Tassi 4,834 CAAM Strategia 95 4,915 CAAM USA EQUITY 4,218 9,62 Capital Italia 72,14 16,88 Carige Azionario America B 2,446 16,31 Carige Azionario America cl.A 2,392 14,56 Carige Azionario Europa B 5,58 15,03 Carige Azionario Europa cl.A 5,326 10,52 Carige Azionario Intern B 6,361 25,02 Carige Azionario Intern cl.A 6,162 21,85 Carige Azionario Italia B 5,227 5,02 Carige Azionario Italia cl.A 5,138 3,92 Carige Bilanciato Euro B 5,931 7,64 Carige Bilanciato Euro cl.A 5,807 6,59 Carige Corporate Euro B 6,675 12,17 Carige Corporate Euro cl.A 6,589 11,19 Carige Flessibile 5,202 2,28 Carige Flessibile B 5,221 Carige Flessibile Piu’ 4,494 0,47 Carige Flessibile Piu’ B 4,558 Carige Liquidita’ Euro B 6,384 2,62 Carige Liquidita’ Euro cl.A 6,321 2,15 Carige Monetario Euro B 11,443 3,12 Carige Monetario Euro cl.A 11,655 2,19 Carige Mosaico 10 5,528 5,76 Carige Mosaico 30 5,177 5,52 Carige Obbl Eur LT B 5,819 11,26 Carige Obbl Eur LT cl.A 5,701 10,31 Carige Obbl Internaz.B 6,208 14,33 Carige Obbl Internaz.cl A 6,082 13,24 Carige Obblig Euro B 11,04 5,76 Carige Obblig Euro cl.A 10,89 5,04 Civ. Forum Iulii Azione Cl.A 4,732 14,91 Civ. Forum Iulii Azione Cl.B 4,784 16,2 Civ Forum Iulii Prud ClA 5,475 1,39 Civ Forum Iulii Prud ClB 5,533 1,92 Civ Forum Iulii Rend ClA 5,494 5,92 Civ. Forum Iulii Rendita Cl.B 5,634 7,21 Civ Forum Iulii Strat ClA 5,721 16,52 Civ Forum Iulii Strat ClB 5,869 18,26 Consultinvest Alto Div. 3,236 12,24 Consultinvest Azione 8,621 13,21 Consultinvest Bilanciato 5,162 11,66 Consultinvest Breve Termine 4,981 Consultinvest Global 4,075 12,26 Consultinvest High Yield 5,708 16,11 Consultinvest Mercati Em 5,061 8,03 Consultinvest Monetario 5,448 3,61 Consultinvest Multi Flex 4,823 7,2 Consultinvest Obbligaz. M T 5,13 Consultinvest Obbligazion 5,175 Consultinvest Plus 5,2 Consultinvest Reddito 7,183 5,66 Corporate Bond 7,39 8,26 Cr Suisse Mon Cl. B 7,77 0,82 Cr Suisse Mon Cl. I 7,829 1,07 E Emerging Markets Bond 6,335 14,85 Emerging Markets Equity 7,115 25,09 Epsilon Cash 6,282 0,98 Epsilon DLongRun 6,109 6,88 Epsilon QEquity 4,43 11,11 Epsilon QIncomeEuro 7,476 3,49 Epsilon QReturn 6,146 4,17 Epsilon QValue 5,264 16,77 Etica Val Resp Azionario 4,842 19,91 Etica Val Resp Bil 6,779 15,6 Etica Val Resp Monet 5,866 0,96 Etica Val Resp Obbl Misto 6,14 6,03 Eurizon Az Alto Divid E 25,194 6,98 Eurizon Az Asia Nuov Econ 10,543 22,48 Eurizon Az En Mat Prime 8,812 9,33 Eurizon Az Europa Multim 5,565 15,36 Eurizon Az Internaz Etico 5,666 13,12 Eurizon Az Italia 130/30 16,325 6,35 Eurizon Az Mondo Multi 3,274 17,81 Eurizon Az PMI Am 20,204 28,88 Eurizon Az PMI Europa 8,141 27,22 Eurizon Az PMI Italia 4,535 3,8 Eurizon Az Salute e Amb 14,287 10,63 Eurizon Az Tecno Avanz 3,932 17,94 Eurizon Azioni Finanza 17,81 15,13 Eurizon Bil Euro Multi 35,505 10,16 Eurizon Div Etico 7,943 3,63 Eurizon Focus Az America 8,498 18,97 Eurizon Focus Az Eur 13,16 6,67 Eurizon Focus AZ Europa 8,102 14,63 Eurizon Focus Az Internaz 7,144 14,98 Eurizon Focus Az Italia 11,652 6,31 Eurizon Focus Az Pacif 3,821 12,91 Eurizon Focus Az Paesi Em 9,022 26,31 Eurizon Focus Cap. Prot 12/2014 5,062 Eurizon Focus Gar I sem 06 5,287 1,73 Eurizon Focus Gar I trim 07 5,165 0,72 Eurizon Focus Gar II sem 06 5,245 0,44 Eurizon Focus Gar II trim 07 5,128 0,96 Eurizon Focus Gar III t07 4,964 1,86 Eurizon Focus Gar IV trim 07 5,213 1,62 Eurizon Focus Gar 03/13 5,173 2,4 Eurizon Focus Gar 06/2012 5,137 1,66 Eurizon Focus Gar 09/12 5,118 1,89 Eurizon Focus Gar 12/12 5,133 2,27 Eurizon Focus Ob Ced 6,125 1,58 Eurizon Focus Ob Em 11,479 12,42 Eurizon Focus Ob Eur Br T 15,192 0,85 Eurizon Focus Ob Eur Co 5,642 6,43 Eurizon Focus Ob Eur H Y 7,267 15,85 Eurizon Focus Ob Euro 14,029 2,81 Eurizon Focus Pr Din 5,253 9,55 Eurizon Focus Pr Prud 5,452 1,66 Eurizon Focus Prof Mod 5,323 5,2 Eurizon Focus Rend Ass 2y 5,226 0,81 Eurizon Focus Rend Ass 3y 5,462 0,76 Eurizon Focus Rend Ass 5y 4,855 1 Eurizon Focus Tes Dollaro 12,761 8,12 Eurizon Focus Tes Eur B 7,698 0,52 Eurizon Focus Tesorer Dol 16,569 1,29 Eurizon FocusTes Eur A 7,653 0,25 Eurizon Liquidita A 7,275 0,08 Eurizon Liquidita B 7,453 0,17 Eurizon Ob E Corp Breve T 7,496 3,54 Eurizon Ob Intern 8,717 9,74 Eurizon Obbl Etico 5,472 3,4 Eurizon Obiettivo Rend 8,061 0,66 Eurizon Rendita 6,015 0,72 Eurizon Soluz 10 6,86 1,09 Eurizon Soluz 40 6,082 6,68 Eurizon Soluz 60 23,722 8,31 Eurizon Team 1 5,98 1,15 Eurizon Team 1 G 5,98 Eurizon Team 2 5,676 3,48 Eurizon Team 2 G 5,67 Eurizon Team 3 4,751 5,86 Eurizon Team 3 G 4,773 Eurizon Team 4 3,986 8,73 Eurizon Team 4 G 4,008 Eurizon Team 5 3,837 10,96 Eurizon Team 5 G 3,861 Euroland 4,382 10,91 Eurom Asian Opportunities Eurom Az Italia 19,19 4,01 Eurom Bilanciato 27,03 6,85 Eurom Conservativo 11,088 0,19 Eurom Dinamico 32,796 6,94 Eurom Em Mark Bond 7,291 19,92 Eurom Europe Equity 13,438 8,92 Eurom Moderato 6,554 4,63 Eurom Prudente 8,475 0,86 Eurom Real Assets 4,168 4,86 Eurom Reddito 15,508 3,68 Eurom Total Return Flex 2 6,623 2,46 Eurom Total Return Flex 3 4,573 1,96 Euromobiliare Az Internaz 11,6 16,1 Euromobiliare Euro Corp BT 8,805 8,41 Euromobiliare Strategic Flex 13,373 5,28 Europa 12,775 14,86 Europe Bond 7,607 5,83 F Federico Re 5,198 Fideuram Azione 12,679 16,56 Fideuram Moneta 14,605 0,14 Fideuram Performance 12,206 14,8 Fideuram Security 9,536 0,1 Flessibile 2,806 7,88 FMS Absolute Return 9,07 0,29 FMS Equity Asia 8,534 13,17 FMS Equity G Em Mk 12,46 28,16 FMS Equity Gl Resources 10,531 11,56 FMS Equity New World 16,324 24,42 FMS Equity Usa 7,889 18,67 FMS Equty Europe 8,806 15,35 Fondaco Absolute Return 97,716 13,66 Fondaco Eu Sri Eq. Beta 86,662 14,07 Fondaco Euro Cash 116,398 1,27 Fondaco Eurogov Beta 121,378 4,95 Fondersel 45,843 8,44 Fondersel America 9,643 16,76 Fondersel Duemila 93,001 2,32 Fondersel Euro 8,072 3,45 Fondersel Europa 12,994 14,11 Fondersel Int 14,666 14,99 Fondersel Italia 18,443 4,97 Fondersel Oriente 6,908 22,81 Fondersel P M I 15,08 9,62 Fondersel Reddito 14,082 0,09 Fonditalia B Glob Em MK 10,686 15,57 Fonditalia B Global HY 14,141 16,74 Fonditalia Bond Euro H Y T 14,21 Fonditalia Bond Glob Em M T 10,736 Fonditalia Bond Usa 8,726 13,06 Fonditalia Bond USA T 8,798 Fonditalia Core 1 10,4 6,97 Fonditalia Core 1 T 10,486 Fonditalia Core 2 10,079 10,73 Fonditalia Core 2 T 10,171 Fonditalia Core 3 10,045 14,43 Fonditalia Core 3 T 10,154 Fonditalia Eq. Europe T 9,042 Fonditalia Eq G Em MK 11,065 26,43 Fonditalia Eq. Glob Emerg M T 11,191 Fonditalia Eq. Italy T 10,972 Fonditalia Eq. Japan T 2,549 Fonditalia Eq Pac ex Japan 3,745 26,56 Fonditalia Eq. Pac ex Jp T 3,78 Fonditalia Eq Usa B Chip 8,525 18,35 Fonditalia Eq. USA Blue C T 8,612 Fonditalia Equity Europe 8,95 12,83 Fonditalia Equity Italy 10,859 7,94 Fonditalia Equity Japan 2,523 8,7 Fonditalia Euro B Short T 7,95 2,32 Fonditalia Euro Bd M T T 11,097 Fonditalia Euro Bd Sh.Term T 7,995 Fonditalia Euro Bond L T 7,419 7,79 Fonditalia Euro Bond L T T 7,484 Fonditalia Euro Bond M T 11,021 4,49 Fonditalia Euro C Bond 8,459 5,92 Fonditalia Euro Corp Bond T 8,511 Fonditalia Euro Crncy 7,853 0,17 Fonditalia Euro Currency T 7,89 Fonditalia Euro Cyclicals 11,044 20,11 Fonditalia Euro Cyclicals T 11,175 Fonditalia Euro Defensive 10,903 6,37 Fonditalia Euro Defensive T 11,032 Fonditalia Euro Financials 5,844 6,24 Fonditalia Euro Financials T 5,893 Fonditalia Euro T.M.T. 5,447 12,08 Fonditalia Euro T.M.T. T 5,496 Fonditalia Flex. Emerg Mkts R 2,488 7,8 Fonditalia Flex. Emerg Mkts T 2,514 Fonditalia Flex Opportunity T 7,799 Fonditalia Flexe Multim T 9,41 Fonditalia Flexible Dynamic T 6,052 Fonditalia Flexible Income 8,467 0,39 Fonditalia Flexible Income T 8,51 Fonditalia Flexible M Manag 9,343 0,12 Fonditalia Flexible Opportunity 7,75 1,27 Fonditalia Global 109,077 11,91 Fonditalia Global T 110,155 Fonditalia Inflation Linked 13,691 5,39 Fonditalia Inflation Linked T 13,78 Fonditalia U.S.Defensive 6,032 3,32 Fondo Liquidita’ 7,582 0,46 Formula 1 Alpha Plus 20 6,374 0,98 Fucino Challenger 4,672 8,35 G Generali Institutional Bond Generali Institutional Equity Gestielle America cl A 7,499 16,68 Gestielle America cl B 7,715 18,31 Gestielle Bilanciato Internaz 12,31 6,69 Gestielle Bond $ cl A 9,506 15,03 Gestielle Bond $ cl B 9,65 15,83 Gestielle Brasile 5,01 Gestielle Bt Euro cl B Gestielle Cash Euro cl A 7,046 0,41 Gestielle Cina cl A 10,249 9,36 Gestielle Cina cl B 10,561 10,97 Gestielle East Europe cl A 14,88 33,27 Gestielle Em Markets B cl A 10,447 14,11 Gestielle Em Markets B cl B 10,648 15,14 Gestielle Em Mkt cl A 14,571 19,93 Gestielle Em Mkt cl B 15,036 21,69 Gestielle Etico per AIL A 6,31 2,89 Gestielle Etico per AIL B 6,367 3,36 Gestielle Europa cl A 6,845 12,38 Gestielle Europa cl B 7,027 13,67 Gestielle Global Asset Plus 5,306 4,26 Gestielle Harmonia Dinamico 5,34 4,44 Gestielle Harmonia Moderato 5,295 3,34 Gestielle Harmonia Vivace 5,378 5,16 Gestielle India cl A 6,398 24,62 Gestielle Internaz cl.A 16,488 15,75 Gestielle Internaz cl.B 16,939 17,29 Gestielle Italia cl A 12,297 2,29 Gestielle Italia cl B 12,649 3,6 Gestielle LT Euro cl A 8,201 4,48 Gestielle LT Euro cl B 8,294 4,96 Gestielle MT Cedola 6,371 2,45 Gestielle MT Euro cl.A 15,039 2,13 Gestielle MT Euro cl.B 15,193 2,52 Gestielle Obb Corporate A 7,165 11,76 Gestielle Obb Corporate B 7,284 12,63 Gestielle Obbl Internaz cl A 6,59 10,11 Gestielle Obbl Internaz cl B 6,7 10,96 Gestielle Pacifico cl A 11,879 9,76 Gestielle Pacifico cl B 12,213 11,21 Gestielle Tot Ret Obiettivo PIU 5,001 Gestielle Total Return 13,872 1,25 Gestnord Asset Allocation 4,715 1,75 Gestnord Az Trend Settoriali 2,507 12,57 Gestnord Azioni America 10,75 16,37 Gestnord Azioni Europa 8,272 12,73 Gestnord Azioni Italia 9,988 4,67 Gestnord Azioni P Emerg 9,395 23,68 Gestnord Azioni Pacifico 6,903 15,55 Gestnord Bil Euro 14,596 4,17 Groupama Italia Bond Sel F 5,808 3,2 Groupama Italia Eq Sel F 5,953 12,02 I IGM Bilanciato Azion. A 4,409 IGM Bilanciato Azion. B 4,466 IGM Flessibile A 4,019 IGM Flessibile B 4,063 Imi Bond 16,498 11,78 Imi Capital 30,243 6,09 Imi East 5,984 13,01 Imi Europe 18,304 14,54 Imi Italy 21,614 9,3 Imi Rend 9,359 1,07 Imi West 17,278 19,55 Imi 2000 16,831 0,47 Imindustria 12,316 9,44 Iniziativa Europa 6,746 20,51 Interf Inflation Linked 13,62 6,51 Interf Int Sec New Economy 33,228 17,67 Interfund System 100 9,498 3,51 Interfund System 40 11,162 1,79 Internazionale 12,453 13,29 Intesa Casse C. Pr Dinam 5,695 2,23 Intra Assoluto 5,901 0,19 Intra Az Area Euro 5,524 4,54 Intra Azionario Internaz 5,162 9,72 Intra Flessibile 6,169 1,82 Intra Obb Euro 6,049 47,32 Investitori America 3,57 19,2 Investitori Europa 4,929 11,29 Investitori Far East 4,811 11,11 Investitori Flessibile 6,174 0,79 Italia 15,162 7,57 K Kairos Global 5,632 4,65 Kairos Income 6,69 0,18 Kairos Small Cap 9,149 4,8 L Laurin Money 6,909 0,29 Leonardo Italian Opportunity 8,568 3,85 Leonardo Monetario 6,05 0,95 Leonardo Obbligaz 7,562 2,2 Leonardo Trend 6,032 0,84 M M. Gestion Trend Global 4,965 5,91 Macro F.0. 3,976 Managers & Co. Comp. 30 5,365 11,79 Managers & Co. Comp. 50 5,061 13,27 Managers & Co. Comp. 70 4,509 17,27 Managers & Co. Comp. 90 4,071 18,27 MC G FdF Flx. Med. Vol. A 5,693 6,29 MC G FdF Flx. Med. Vol. B 3,766 5,73 MC G FdF Flx.HighVol. A 4,362 7,31 MC G FdF Flx.HighVol. A 3,701 6,72 MC G.FdF America A 5,256 11,57 MC G.FdF America B 4,128 10,7 MC G.FdF Asia A 6,552 6,05 MC G.FdF Asia B 3,686 5,43 MC G.FdF Bilanciato A 6,117 8,13 MC G.FdF Bilanciato B 4,535 7,54 MC G.FdF Europa A 6,315 10,79 MC G.FdF Europa B 3,574 10,1 MC G.FdF Flx Low Vol A 5,235 0,71 MC G.FdF Flx Low Vol B 5,226 0,71 MC G.FdF Global Bond A 5,34 3,23 MC G.FdF Global Bond B 5,283 2,98 MC G.FdF High Yield A 7,184 11,99 MC G.FdF High Yield B 5,188 11,45 MC G.FdF Megatr.Wide A 7,15 13,4 MC G.FdF Megatr.Wide B 4,164 12,72 MC G.FdF Paesi Emerg A 8,846 18,93 MC G.FdF Paesi Emerg B 4,138 18,3 Mediolanum Fless Obb. Glob 9,975 3,88 Mediolanum Fless Strategico 6,313 4,31 Mediolanum Flessibile Glob14,06513,56 Mediolanum Flessibile Italia 16,032 6,1 Mediolanum Risp. Dinamico 5,443 0,78 Mix 5,659 4,74 Monetario 12,105 0,77 MS Symphonia C Adagio 5,929 7,39 MS Symphonia C America 3,915 16,48 MS Symphonia C Asia 5,157 14,3 MS Symphonia C Europa 5,418 15,94 MS Symphonia C Largo 5,672 11,59 MS Symphonia C P Emerg 12,771 27,74 MS Symphonia C Vivace 5,111 15,87 N Nextam Az. Europa 4,854 12,21 Nextam Bilanciato 6,051 7,71 Nextam Flessibile 4,72 6,12 Nextam Liquidita’ 5,783 0,02 Nextam Obbl. Misto 6,008 3,11 Nordest Sicav 3,97 1,53 Nordfondo Etico Obb Misto 6,623 2,59 Nordfondo Liquidita’ 6,181 0,02 Nordfondo Obb Conv 5,341 8,91 Nordfondo Obb Dollari 14,672 13,05 Nordfondo Obb Euro Corp 7,648 6,67 Nordfondo Obb Euro MT 17,311 2,14 Nordfondo Obb Paesi Emerg 8,961 19,19 Nordfondo Obbl Euro BT 8,957 0,01 NorVega Az. America A 3,77 18,14 NorVega Az. America B 3,843 19,72 NorVega Az. Asia A 4,855 13,43 NorVega Az. Asia B 4,941 15,01 NorVega Az. Europa A 4,519 10,68 NorVega Az. Europa B 4,59 12,28 NorVega Az. Italia A 6,085 4,32 NorVega Az. Italia B 6,148 4,83 NorVega Flessibile A 7,301 3,37 NorVega Flessibile B 7,334 NorVega Mobiliare RE A 4,198 14,45 NorVega Mobiliare RE B 4,198 14,45 NorVega Monetario A 5,859 0,34 NorVega Monetario B 5,903 0,68 NorVega Obb. Euro A 6,588 4,34 NorVega Obb. Euro B 6,673 4,92 NorVega Obb. Euro Breve Ter. A 5,832 0,9 NorVega Obb. Euro Breve Ter. B 5,88 1,36 NorVega Obb. Internazionale A 5,973 11,15 NorVega Obb. Internazionale B 6,049 11,69 NorVega Obb. Paesi Emer A 7,541 14,54 NorVega Obb. Paesi Emer B 7,666 15,56 NorVega Rendimento A 5,324 1,22 NorVega Rendimento B 5,349 Norvega Sintesi Audace 5,562 6,12 NorVega Sintesi Dinamico 5,694 9,8 NorVega Sintesi Moderato 5,543 4,84 O Obbiettivo Rendimento 5,824 5,87 Open Fund Rit. Assoluto Var 2 Open Fund Rit. Assoluto Var 2 Optima Az America 3,999 16,69 Optima Az Europa 2,876 11,21 Optima Az Far East 3,24 12,85 Optima Az Internaz 4,39 15,22 Optima Azionario Italia 5,437 6,71 Optima Money 6,133 0,2 Optima Obbl E M 7,805 20,99 Optima Obbl Euro Global 6,962 2,97 Optima Obblig Euro 6,954 2,36 Optima Reddito B.T. 6,66 0,42 Optima Riserva Euro 5,28 0,34 Optima Small Caps Italia 5,422 4,13 Optima Tecnologia 2,723 19,53 P Pacifico 4,804 16,12 Paritalia Orch Allegro C 72,152 0,65 Passadore Mon 7,109 0,06 Pepite 3,446 2,9 Pepite Bric 3,883 Pepite Fondi 2,709 14,73 Pianeta 9,975 13,16 Pioneer Ob Eur C Etico Dist 4,813 4 Pioneer Az America 6,536 14,43 Pioneer Az Crescita cl.A 12,77 5,76 Pioneer Az Europa cl.A 14,329 10,36 Pioneer Az Europa dist cl.A 6,646 13,98 Pioneer Az Giappone cl.A 3,602 3,8 Pioneer Az P Emerg cl.A 10,801 24,49 Pioneer Liquidita’ Euro A 5,065 Pioneer Monetario Euro cl.A 13,21 1,52 Pioneer Ob Euro Gov dist 6,641 4,58 Pioneer Ob Paesi Emerg Dist 10,156 26,57 Pioneer Obbl Piu’ Dist 8,299 3,71 Pioneer Target Controllo 5,356 3,56 Pioneer Target Equilibrio 5,34 4,42 Pioneer Target Sviluppo 22,35 2,46 Piu’ Comp.Azionario 4,646 15,95 Piu’ Comp.Bilanc.15 5,289 5,8 Piu’ Comp.Bilanc.30 5,053 7,92 Piu’ Comp.Obbligaz. 5,471 Premium 6,532 1,29 PRIMA Fix Emergenti A 13,278 12,99 PRIMA Fix Emergenti Y 13,581 14,01 PRIMA Fix High Yield A 7,949 20,53 PRIMA Fix High Yield Y 8,114 21,58 PRIMA Fix Imprese A 6,539 6,15 PRIMA Fix Imprese Y 6,63 6,76 PRIMA Fix Monetario A 8,498 0,81 PRIMA Fix Monetario I 8,598 1,08 PRIMA Fix Monetario Y 8,586 1,19 PRIMA Fix Obb Globale 9,241 9,93 PRIMA Fix Obbligaz BT 10,142 0,35 PRIMA Fix Obbligaz MLT 5,772 0,49 PRIMA Forza 1 A 5,102 3,7 PRIMA Forza 1 Y 5,14 4,05 PRIMA Forza 2 A 4,638 5,91 PRIMA Forza 2 Y 4,69 6,37 PRIMA Forza 3 A 4,943 7,6 PRIMA Forza 3 Y 5,028 8,25 PRIMA Forza 4 A 4,294 11,01 PRIMA Forza 4 Y 4,376 11,86 PRIMA Forza 5 A 3,86 14,1 PRIMA Forza 5 Y 3,935 15,09 PRIMA Geo America A 4,172 17,09 PRIMA Geo America Y 4,311 18,66 PRIMA Geo Asia A 6,289 24,04 PRIMA Geo Asia Y 6,523 25,78 PRIMA Geo Euro A 6,149 9,45 PRIMA Geo Euro Y 6,355 10,87 PRIMA Geo Europa A 10,716 16,74 PRIMA Geo Europa PMI A 19,798 26,5 PRIMA Geo Europa PMI Y 20,454 28,2 PRIMA Geo Europa Y 11,083 18,29 PRIMA Geo Globale A 23,78 17,41 PRIMA Geo Globale Y 24,589 18,98 PRIMA Geo Italia A 13,248 6,77 PRIMA Geo Italia Y 13,652 7,83 PRIMA Geo Paesi Emerg A 5,828 22,98 PRIMA Geo Paesi Emerg Y 6,037 24,65 PRIMA Strat Eur Alto Potenz Y 2,246 8,98 PRIMA Strat Eur PMI Alto Pot A 13,92 12,29 PRIMA Strat Eur PMI Alto Pot Y13,921 11,09 PRIMA Strat IT Alto Potenz Y 4,661 4,04 PRIMA Strategia ART 100 5,127 0,81 PRIMA Strategia ART 200 4,892 0,99 PRIMA Strategia ART 50 16,288 0,67 PRIMA Strat Eur Alto Pot A 2,224 8,86 PRIMA Strat Italia Alto Pot A 4,608 4,32 Profilo Best Funds 5,863 5,58 Profilo Elite Flessibile 5,59 10,32 R Ras Lux Bond Europe 58,186 5,7 Ras Lux Equity Europe 39,359 12,84 Ras Lux Sh.T. Europa 65,554 0,98 Risparmio 7,763 1,4 Ritorni Reali 5,916 S Sai America 11,335 19,54 Sai Bilanciato 3,661 14,12 Sai Eurobbligazionario 12,818 2,26 Sai Europa 10,033 9,47 Sai FdF Pacifico 3,304 6,2 Sai FdF Paesi Emergenti 5,97 26,54 Sai Globale 8,335 15,62 Sai Italia 16,612 2,41 Sai Linea Aggressiva 3,495 7,18 Sai Linea Dinamica 4,406 7,2 Sai Linea Prudente 4,936 6,77 Sai Liquidita’ 11,468 0,81 Sai Obb Internazionale 8,16 8,74 Sai Obbl Corporate 6,62 6,14 Sai PERFORMANCE 17,319 5,8 Sforzesco 10,066 8,43 Sofia Flex 0,71 Soprarno Contrarian B 3,678 Soprarno Contrarian Cl.A 3,667 7,76 Soprarno DJ Euro Stoxx 50 3,828 8,07 Soprarno Global Macro A 4,921 3,58 Soprarno Global Macro B 4,976 3,97 Soprarno Inflaz +1.5% Cl.A 5,442 2,52 Soprarno Inflazione +1.5% B 5,472 2,68 Soprarno Nikkei 225 Fund 2,857 4,93 Soprarno Pronti Termine 5,122 1,29 Soprarno Relative Value B 5,406 2,43 Soprarno Relative Value Cl.A 5,348 1,96 Soprarno S&P 500 3,879 12,43 Soprarno S&P/Mib Soprarno 0 Rit Ass 6 Cl.A 5,155 1,84 Soprarno 1 Rit Ass 5 Cl.A 5,18 2,01 Soprarno 1 Ritorn Ass 5 B 5,205 Symphonia Asia Fless 5,978 9,85 Symphonia Az Italia S Cap 3,55 0,06 Symphonia Bil Eq Italia 5,36 3,53 Symphonia Bond Fless 5,184 4,47 Symphonia C Az Euro 5,535 8,76 Symphonia C Az Internaz 6,421 16,47 Symphonia C Az Italia 10,441 0,51 Symphonia C Fortissimo 2,616 13,15 Symphonia C Monetario 7,429 0,55 Symphonia C Obb Ar Eur 9,569 5,76 Symphonia C Patr G Red 7,056 1,82 Symphonia C Patr Glob 5,163 8,95 Symphonia Italia Fless 4,878 0,31 Synergia Az Europa 6,004 6,89 Synergia Az Globale 6,111 10,49 Synergia Az Italia 5,708 0,46 Synergia Az Small Cap Italia 5,527 0,02 Synergia Az Usa 6,225 13,16 Synergia Bilanciato 15 5,301 3,49 Synergia Bilanciato 30 5,466 4,59 Synergia Bilanciato 50 5,647 5,85 Synergia Monetario 5,012 0,06 Synergia Obb Corporate 5,412 4,44 Synergia Obb Euro B.T. 5,063 1,06 Synergia Obb Euro M.T. 5,218 4,3 Synergia Tesoreria 5,042 0,3 Synergia Total Return 5,214 2,66 T Talento comp America 81,723 10,68 Talento comp Asia 105,656 15,63 Talento comp Europa 118,581 12,95 Teodorico Monetario 7,449 0,15 Tesoreria Fondo per le imprese 6,885 0,81 Total Return 2,096 23,75 Total Return Obbl 4,146 10,61 U UBI Active Beta 4,718 0,15 UBI Active Duration 5,644 2,14 UBI Alpha Equity 5,122 2,4 UBI Az Merc Emergenti 10,439 28,51 UBI Azionario Etico 4,933 11,78 UBI Azioni Euro 5,462 12,41 UBI Azioni Globali 4,274 15,42 UBI Azioni Italia 4,813 6,91 UBI Azioni Pacifico 6,165 15,91 UBI Azioni USA 3,938 17,48 UBI Bil Euro R Controllato 5,847 3,76 UBI Bond T Return 10,538 1,98 UBI Euro B.T. 6,737 1,61 UBI Euro Cash 7,272 0,04 UBI Euro Corporate 7,835 7,23 UBI Euro Medio Lungo T 6,969 4,91 UBI Obbl Glob Alto Rend 8,774 19,73 UBI Obbl Globali Corp 6,864 10,8 UBI Obbligazioni Dollari 5,254 17,43 UBI Obbligazioni Globali 5,902 11 UBI Portafoglio Aggressivo 5,158 11,43 UBI Portafoglio Dinamico 5,521 11,11 UBI Portafoglio Moderato 5,917 8,59 UBI Portafoglio Prudente 6,111 5,05 UBI Privilege 1 5,591 6,54 UBI Privilege 2 5,574 8,68 UBI Privilege 3 5,44 10,52 UBI Privilege 4 5,156 10,98 UBI Privilege 5 4,886 12,61 UBI Total Return Dinamico 4,97 1,47 UBI Pra. Tot.Ret.Moderato A 5,118 1,73 UBI Pra. Tot.Ret.Moderato B 5,138 1,57 UBI Pramerica Azioni Europa 5,678 17,48 Unibanca Azionario Europa 5,999 17,26 Unibanca Monetario 5,719 0,05 Unibanca Obbl Euro 5,819 1,43 UNIBANCA PLUS 5,238 1,75 V Valore Globale 19,824 21,27 Vegagest MB Absolut Vegagest MB Strategic Visconteo 34,763 9,6 Volterra Dinamico 5,325 Volterra TR Glob. 5,333 0,71 VRG Coro Valore Z Zenit Absolute Return Cl.l 5,689 5,16 Zenit Absolute Return Cl.R 5,601 4,24 Zenit Azionario Cl.I 8,955 4,61 Zenit Azionario Cl.R 8,823 3,97 Zenit Monetario Cl.l 7,531 1,36 Zenit Monetario Cl.R 7,484 1,07 Zenit Obbligazionario Cl.l 8,162 3,32 Zenit Obbligazionario Cl.R 8,104 2,8 Zenit Zerocento FdF 4,394 6,05 8 8a+ Eiger 4,561 15,7 8a+ Gran Paradiso 5,246 4,21 8a+ Latemar 5,12 5,31 8a+ Monviso 5,092 1,84 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/07 VAR. % EURO 12 MESI PREC Fondi d’Investimento
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 30 stampata da: callioni alle ore: 20.21.12 colore 30 Giovedì 29 luglio 2010 ::: le lettere Le lettere via email vanno inviate sottolineando nell’oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero viale L. Majno 42 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. lettere@liberonews.eu @ www.liberonews.it Ecco il club giusto per i politici Ho letto che Antonio Ricci, padre di “Striscia la notizia”, ha fondato il “Club dei Coglioli”. Mi è venuto spontaneo lanciare l'idea della fondazione del “Club degli orchiclasti” (parola dotta per definire i rompicoglioni). Secondo me resterebbe da risolvere un problema: a chi assegnare la tessera numero 1? Angelo Trotta e.mail Innanzitutto, caro Trotta, una precisazione: Coglioli, con la C maiuscola, non è un refuso. Insomma, la seconda “l” è proprio una “l”, non una “n”. Deriva da Cogliolo, Giuseppe Cogliolo, pubblicitario, acerrimo critico di Antonio Ricci, secondo il quale “Drive In” avrebbe inventato “l’oggettizzazione” della donna in tv. Ricci non l’ha presa bene e a Cogliolo ha idealmente consegnato la tessera onoraria del nascente club, «associazione che raccoglie la parte nobile di quegli oratori onniscienti che non sanno distinguere la parodia dall'originale, la satira dalla realtà, il varietà dalla verità». Secondo me, il club di Ricci fra poco farà il tutto esaurito. E veniamo a noi: orchiclasti, altrimenti e gentilmente detti rompiscatole. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Un rompiscatole unico e irraggiungibile è Antonio Di Pietro. Tonino è un frantumatore costante e instancabile. Ti prende per sfinimento: ce l’ha con Berlusconi e di nuovo con Berlusconi e ancora con Berlusconi e sempre con Berlusconi. E querela, querela, querela. Un riflesso condizionato. E che dire di Walter Veltroni? Perennemente buonista, perennemente americano, perennemente africano, perennemente identico a se stesso. E Nichi Vendola? Lui è l’Oba ma bianco, il poeta della politica. E ormai su queste storie non scrive più poesie: direttamente poemi. E poi Visco e le tasse, Fini e la questione morale, Bocchino e le sue critiche, Travaglio e la giustizia, Santoro e tanti altri. Sa che le dico? La politica italiana vive di ruoli fissi, perenni, immutabili. Le uniche sorprese che ci riserva sono Tonino che cambia idea e anziché avercela con Berlusconi querela Berlusconi, Vendola che si abbronza e diventa un Obama un po’ meno bianco, Travaglio che non attacca più il Cavaliere ma se la prende con il presidente del Consiglio. Qui, più che il Club degli Orchiclasti, bisognerebbe fondare il Club dei Noiosi, con la tessere numero uno, la uno bis, la uno tris e così via. Stop alla millesima tessera numero uno. Se nel frattempo non avremo preso sonno. mattias.mainiero@liberonews.eu FINI...AMOLA/1 Silvio non conceda compromessi balneari Caro Silvio, sono un tuo elettore di Agrigento e avendo in te grande fiducia, sento l’obbligo di dirti che devi avere il coraggio di sbattere fuori Fini e camerati. Il Presidente della Camera è un uomo senza riconoscenza, invidioso, arrivista anche se non arriverà dove lui vorrebbe… Non scendere a compromessi o a governi allargati, peggio se balneari. Fino a che è possibile, vai avanti. Altrimenti: elezioni. G.B. Moschitta Agrigento FINI...AMOLA/2 L’ex leader di An verso la pensione A dimostrazione della inanità politica di Fini c'è pure il fatto che forse per una riemersione effettuata senza rispettare i tempi di risalita egli non riesca a rendersi conto di come, caduto Berlusconi, non sarà più necessario il suo ruolo da “utile idiota” (termine da intendersi in senso storicopolitico) di complemento. Forse sarebbe anch'egli esposto alle indagini di qualche pm con la conseguenza che, se fosse coerente con se stesso, dovrebbe lasciare gli incarichi che inadeguatamente ricopre! Mauro Tombesi e.mail FINI...AMOLA/3 Questa destra ha perso un’occasione Le giravolte “moderniste” di Fini & co. hanno solo causato la perdita d’identità culturale e politica che un’autentica destra dovrebbe rappresentare senza vergogna e anzi rivendicare con orgoglio. Questa “destra”, invece, ha solo consumato timide scopiazzature accompagnate da una certa sindrome di Peter Pan. Ha ottenuto non poche comodità istituzionali ed è stata anche stupidamente ingrata. Infine, l’ultimo guizzo moralista megafonato dal vice presidente dell’Antimafia, Fabio Granata, sintetizza la pochezza politica, forse anche umana, di un ex partito che ha svenduto un patrimonio d’idee e tradito le attese di una comunità, ingannata troppe volte e scaraventata nella dura prova delle piazze per difendere il “bottino politico” di questi usurai della politica. Davide Martinez e.mail FINI...AMOLA/4 Gianfranco dissidente per opportunismo In questi giorni i mezzi di informazione danno risalto alle inchieste della magistratura su presunte irregolarità nella gestione del denaro pubblico e sulla presenza di logge segrete. A vario titolo sono implicati rappresentanti del governo e responsabili di partiti politici, in particolare del PdL. L’Onorevole Fini sostiene che i politici implicati devono dimettersi dalla carica occupata. Il ragionamento non farebbe una grinza se l’onorevole Fini non ricoprisse il suo ruolo istituzionale, che impone imparzialità. Il dubbio sulla sua buona fede sorge dall’interesse personale essendo un dissidente in aperto contrasto con il suo stesso partito. Approfitta del coinvolgimento di “pezzi grossi” del PdL, per procurarsi opportunità politiche, usando la clava della questione morale. Michele Russi Padova ONOREVOLI TAGLI Deve esserci un errore nella manovra Ci deve essere un errore nel testo della manovra, una semplice lettera che deve essere scappata a chi ha scritto il testo. Si parla infatti di un «taglio da 1000 euro al mese», c'è una «d» di troppo perché secondo la volontà popolare il testo corretto dovrebbe recitare «riduzione a 1000 euro al mese», equiparando gli onorevoli e i senatori a tutti gli altri lavoratori che, sebbene facendo i salti mortali, riescono a campare lo stesso con quella cifra. Guido Lanciarelli e.mail POLEMICHE Bisogna cambiare il diritto di voto Nessuno può guidare una macchina o un tir semplicemente compiendo 18 anni. Un atto importantissimo qual è la scelta di chi ci governerà, passa anche da chi ha semplicemente raggiunto l’età matura. Il voto così concepito offende chi si reca alle urne e degrada chi si impegna in politica. Perché conduce verso elezioni incoscienti ed umorali. Andrebbe cambiato il modo per ottenere il diritto di voto. Annaluisa De Fermo Loreto Aprutino (Pe) FEDERALISMO Basta chiacchiere passiamo ai fatti In questi mesi si ritorna a parlare e a scrivere del Mezzogiorno, dei suoi gap e della sua povertà rispetto al resto del Paese. Per contro alcuni parlamentari calabresi si riuniscono a Roma in una sala d’albergo a dire che ci vorrebbe un federalismo che parta dal Sud. Continuando così la politica dell’ipotetico e delle pie fantasticherie. Roberto Pizzi Guardavalle (Cz) MALAGIUSTIZIA/1 Dobbiamo arginare le toghe rosse Fino a quando avremo settori della magistratura immersi nella ricerca spiritica di reati in cerca di autore, quest’Italia continuerà a morire in una sorte di barbarie giuridica. Ci lamentiamo e ci indigniamo per le cervellotiche accuse che spesso diventano sentenze di morte politica, con l'amplificazione della stampa complice ed istigatrice. Ce ne lamentiamo e stupiamo, ma non facciamo proprio nulla per uscire da questo feudalesimo giudiziario. È necessario contrastare certa stampa diffamatrice e convincere anche i più increduli che tanti processi e sentenze sono solo il parto della deformazione politica della mente di taluni che occupano impropriamente posto e funzioni di magistrato. Enzo Esposito e.mail MALAGIUSTIZIA/2 I giovani magistrati non vanno in Africa Nel commentare le riduzioni stipendiali che coinvolgono i magistrati si è detto che questi iniziano la carriera in sedi disagiate e poi spesso la continuano lontano da casa… In verità i giovani magistrati non vengono mandati nell’Africa nera ad operare in un tucul, ma in cittadine italiane che avendo una Procura ed un Tribunale, sono già di un certo livello civile. Non si capisce allora perché chiamarle “disagiate”. D’altra parte ogni funzionario dello Stato viene destinato, come è giusto, dove è necessario. Si pensi ai militari che devono subire frequenti cambi di sede e conseguenti disagi familiari. Senza piagnistei e con molti meno privilegi. Giulio Corvetti La Spezia FIAT Finalmente se ne va dal nostro Paese Si prospetta un'occasione più unica che rara: la Fiat potrebbe abbandonare la produzione in Italia. Dopo un secolo di dipendenza dal colosso torinese, lo Stato sarebbe finalmente libero di attuare politiche indipendenti. I denari risparmiati per i continui incentivi e le casse integrazione, potrebbero venire destinati ad altri settori. Se Fiat diventasse una vera multinazionale separando la sua storia da quella del nostro paese, ne avrebbero da guadagnare entrambi. Stefano Colombo Cantello (Va) PROVOCAZIONE Voglio vedere Belen santa subito Propongo la santità immediata per una ragazzetta che ha scelto la strada più facile per arrivare nelle A tu per tu DISTRIBUTORE PER L’ITALIA E L’ESTERO PRESSDI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl Via Aldo Moro, 2 Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl Via Carlo Pesenti, 130 Roma S.t.s. S.p.A. Strada V zona industriale, 35 Catania L’UNIONE EDITORIALE S.p.A. Viale Regina Elena, 12 Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. Viale delle Magnolie Modugno (BA) CENTRO SERVIZI EDITORIALI Srl Via del Lavoro, 18 Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 179 anno XLV Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH Fr. 3.00; MC & F € 2.00. di MATTIAS MAINIERO EDITORIALE LIBERO s.r.l. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Arnaldo Rossi CONSIGLIERI: Maurizio Belpietro Sergio De Benedetti DIRETTORE RESPONSABILE Maurizio Belpietro VICE DIRETTORI Franco Bechis Fausto Carioti Pietro Senaldi DIRETTORE GENERALE: Stefano Cecchetti VISTI DA VASINCA Siete curiosi di vedere le vostre facce simpaticamente reinterpretate? Inviate le vostre foto e Vasinca vi rifarà i connotati. La prossima caricatura sarà pubblicata nella pagina delle lettere di domani e sul sito www.liberonews.it. Buon divertimento! Inviate le vostre foto a vistidavasinca@libero.it REDAZIONE MILANO 20129 Viale L. Majno, 42 Telefono: 02.999.666 Fax: 02.999.66.264 REDAZIONE ROMA 00187 Via Barberini, 50 Telefono: 06.999.333 Fax: 06.999.33.443 UFFICI AMMINISTRATIVI: Viale L. Majno, 42 20129 Milano SEDE LEGALE: Via dei Valeri, 1 00184 Roma
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 31 stampata da: callioni alle ore: 20.04.13 colore 31Giovedì 29 luglio 2010 @ www.liberonews.it Benvenuti nella teocrazia giudiziaria italica Posta prioritaria di MARIO GIORDANO Numero verde 800 984824CERTIFICATO N. 6623 DEL 01/12/2009 ISSN 15910423 La tiratura di giovedì 29 luglio 2010 è di 172.290 copie WebSystem Gruppo24Ore Concessionaria per la pubblicità sul quotidiano Corso Garibaldi n. 99 20121 Milano Tel. 02.36586750 Fax 02.36586774 Via della Purificazione n. 94/95 00187 Roma Tel. 06.95213200/01/02 Fax 06.95213233 email: info@visibilia.eu Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Monte Rosa, 91 20149 Milano Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 email: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l’attivazione si prega di inviare i dati precisi dell’intestatario dell’abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 email: abbonamenti@liberonews.eu Orario: 10.0012.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell’ultimo anno. € 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall’importo in valori bollati, indirizzata a Libero Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano Abbonamenti nazionali 12 mesi: 6 giorni .................................. € 290 6 mesi: 6 giorni .................................. € 155 3 mesi: 6 giorni .................................. € 85 12 mesi: 5 giorni .................................. € 250 6 mesi: 5 giorni .................................. € 130 3 mesi: 5 giorni .................................. € 70 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 20129 Milano Modalità di pagamento: versamento su C/C Postale n. 41953050 bonifico banc. Banco di Brescia Ag. 5, via V. Veneto, Roma IBAN: IT67Y0350003205000000034492 Carta di credito sul portale www.liberonews.it Ma certo, Mesture, siamo proprio su quella china. Potere teocratico giudiziario. Ci ha fatto caso? C’è l’ayatollah Caselli, con il mullah Palamara e fedayn dell’Anm, ci sono la Guida Togata suprema e il gran consiglio dei guardiani della Costituzione, ci sono gli sciiti della Corte d’Appello, la sharia in salsa ambrosiana e i pasdaran palermitani, tutti intenti a seguire non più il codice ma il Corano giudiziario nel tentativo di poter salire sul minareto della Cassazione e annunciare la nascita della Repubblica islamica dell’ermellino. Che dice? Un incubo? Sì, ma in effetti non è che ci siamo così lontani: si continua a parlare di equilibri, ma c’è un potere che da quasi vent’anni detta legge su tutti gli altri, impedendo ogni riforma della giustizia e tenendo sotto scacco l’intero sistema politico. Allah è grande, anzi è Grosso. E Travaglio è il suo profeta. Lei cita il caso della Rai. Ed in effetti la vicenda fa un po’ impressione. Avevamo già scoperto che i magistrati possono decidere i palinsesti di una Tv, da quando Santoro riebbe la sua prima serata in seguito a regolare sentenza. Adesso scopriamo che un direttore generale non può nemmeno più nominare i direttori di rete e i dirigenti della sua azienda. E il prossimo passo quale sarà? I magistrati sceglieranno anche il regista della Domenica Sportiva? La ballerina di fila per lo show della Cuccarini? Il microfonista di Domenica In? L’operatore Rvm di “Protestantesimo Oggi”? L’assistente di studio di Marzullo? Ci vorrà una sentenza per lanciare la pubblicità? Vorranno fare un’ordinanza per stabilire la scaletta degli ospiti di Unomattina? D’altra parte la deriva non può stupirci. Abbiamo assistito in questi ultimi mesi al tentativo della magistratura di intervenire direttamente nelle elezioni (da Roma alla Lombardia, finendo ora in Piemonte), nascondendo dietro presunti rigori formali il desiderio di sovvertire l’esito delle consultazioni popolari. Altro che sentenze sulla Rai: siamo arrivati davvero allo scontro diretto, al sovvertimento democratico. Che cosa si deve ancora aspettare? Di quali altre prove c’è bisogno? All’ultracasta, come l’ha chiamata Stefano Livadiotti, non basta più difendere i suoi privilegi e i suoi poteri, i suoi vizi e le sue comodità. L’ultracasta vuole dettare i tempi alla politica, vuole decidere chi e come può governare, se ne fotte allegramente dei risultati elettorali e della volontà popolare, tiene sotto schiaffo entrambi gli schieramenti e continua (e purtroppo continuerà) a spiare a man bassa l’intero Paese. Da almeno vent’anni gli ayatollah della toga rossa cercano di instaurare la Repubblica teocratica dell’Ermellino, ma lei ha ragione: mai il tentativo è stato così spudorato. Non resta che fare come dicevano loro: resistere, resistere, resistere. ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 21 15 21 18 20 17 18 23 13 20 20 22 16 14 18 19 18 16 19 18 27 28 30 25 31 26 27 26 27 26 28 29 26 25 28 28 27 23 22 24 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: acquazzoni e temporali più diffusi e intensi su Triveneto, est Lombardia ed Emilia Romagna. Fenomeni più localizzati al Nordovest con ampie schiarite entro sera. Temperature in calo, massime tra 23 e 28. CENTRO: peggiora sulle tirreniche con piogge e temporali sparsi, in recrudescenza nella notte; locali fenomeni anche su adriatiche; asciutto e più soleggiato su Sardegna ed est Abruzzo. Temperature in calo, massime tra 26 e 31. SUD: bel tempo su tutti i settori. Temperature in rialzo, massime tra 28 e 33. NORD: piogge e temporali sparsi su Triveneto, est Lombardia ed Emilia Romagna. Bello altrove. Temperature in ascesa al Nordovest; massime tra 25 e 30, inferiori al Nordest. CENTRO: acquazzoni e temporali sparsi sulle regioni peninsulari, sporadici sulle coste tirreniche. Qualche fenomeno anche su nord Sardegna. Temperature in calo, massime tra 24 e 29. SUD: acquazzoni tra Campania, alta Puglia e Lucania, locali anche su Sicilia tirrenica e Calabria. Più sole altrove. Temperature stabili, massime tra 28 e 33. NORD: bel tempo prevalente, salvo nuvolosità mattutina tra Emilia Romagna e alto Adriatico con residui piovaschi, nonchè isolati temporali su est Alpi. Temperature in ripresa, massime tra 26 e 31. CENTRO: nubi sparse e schiarite con qualche acquazzone sui settori interni, specie Marche. Rasserena nella notte. Temperature in rialzo, massime tra 25 e 30. SUD: sole prevalente su Metaponto, Sicilia e bassa Calabria salvo fenomeni serali; nubi e acquazzoni sparsi altrove. Temperature in calo, massime tra 25 e 30. È inconcepibile e dà la misura dell'assurda invadenza del potere giudiziario nella vita del nostro Paese, che un direttore generale, nella fattispecie quello della Rai, non possa procedere ad un avvicendamento alla direzione di una Rete televisiva senza che intervenga una sentenza che reintegri nell'incarico il dirigente sostituito. L'Italia è su una brutta china perché si è messa sullo stesso piano di certi Paesi dove, mutatis mutandis, vige il primato assoluto del potere teocratico, primato che da noi vorrebbe essere assunto dal potere giudiziario. ALBERTO MESTURE Pesaro nostre case: privé, coca e scandali. Dimenticandoci delle tante “Caterina” (ho letto il libro di Socci e sono sconvolta), preferiamo le sciaquette straniere da idolatrare. Daniela Gagliardi e.mail ISTRUZIONE Valutare i bambini sin dalle elementari Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini vuole far valutare dall’Invalsi gli alunni delle medie, dimenticando così i cinque anni precedenti delle elementari che, come tutti sanno, gettano le fondamenta non solo della cultura, ma anche della formazione umana e sociale della persona. Al contrario, nella scuola elementare non vi è più al centro il bambino, ma i tanti saperi ed una pluralità di insegnanti con il compito di trasmetterglieli. Insegnanti che spesso fanno a gara per coccolarlo e rassicurarlo senza valutare obiettivamente il lavoro svolto. Iniziare la valutazione dalle medie è troppo tardi perché il bambino va valutato a partire dai sei anni come presupposto perché possa apprendere e maturare. Maria Pia Pellegrinelli Milano RELIGIONE Perché Dio si scopre negli ultimi anni? Perché Dio si scopra negli anni del “tramonto” io non saprei dirlo. La cosa mi commuove: è il segno che Dio non smette un attimo di bussare al cuore dell'uomo e nello stesso tempo è il segno del grande mistero della libertà. E' affascinante constatare che noi non siamo la conseguenza di ciò che abbiamo vissuto, che non è un rapporto di causaeffetto a determinare la nostra vita, ma una sempre presente possibilità di libertà e di scelta. Questo ci testimoniano le conversioni di Foa o della Fallaci: Dio punta sulla nostra libertà. E questo è affascinante! Gianni Mereghetti Abbiategrasso (Mi) NUOVE GUERRE Più libertà sul web e meno menzogne La vicenda Wikileaks fornisce una prova abbastanza evidente del perché si vuole un controllo più stringente su internet e su tutto quello che viaggia in rete. Le notizie confidenziali che sono state pubblicate e che rappresenterebbero un pericolo per la sicurezza delle truppe alleate, in realtà sono un grave pericolo per la reputazione delle forze armate. Se ai tempi della seconda guerra del golfo ci fosse stato un Wikileaks si sarebbe capito che le armi di distruzione di massa erano solo nella testa dei soliti banchieri ai quali l’unica cosa che interessa veramente è da sempre che ci sia una guerra da finanziare, proprio come disse Rotschild. Ermanno Trovato e.mail DIGITALE TERRESTRE Obbligati al decoder, che non funziona La bella canzone di Antonello Venditti In questo mondo di ladri sembra stata scritta per ricordarci questo Paese. Negli anni Novanta ci fu Giorgio Mendella a truffare migliaia di risparmiatori in buona fede; seguirono i bot argentini e poi il caso Parmalat. L’ultima truffa che ci ha coinvolti è quella del decoder. Mentre tutto andava a meraviglia con la tv analogica, ora con il digitale i programmi Mediaset vanno e vengono, a volte spariscono. Mi chiedo perché dopo avere enfatizzato il digitale terrestre, non ci spieghino perché era meglio il vecchio metodo di trasmissione. Obbligandoci al passaggio, speravo che tutto fosse stato perfetto, così da dimenticare, almeno per una volta, la canzone di Venditti. Franco Solito Castegnato (Bs) CALCIO La Rai sbaglia ad abolire la moviola È del tutto anacronistica la decisione della Rai di abolire la moviola, specie ora che tutti invocano la sua introduzione direttamente sul terreno di gioco. È fuori tempo perché siamo nel 2010 e perché ora non c'è solo la tv di Stato a trasmettere i programmi, ma il monopolio televisivo è caduto da tempo. Completamente fuori luogo questa decisione: non sono più i tempi in cui per fare la moviola occorreva un videoregistratore a bobine (in gergo si chiamavano Ampex) grosso come due lavatrici, che solo la Rai poteva permettersi. Ora chiunque può (con un computer, un lettore dvd, un decoder per il digitale terrestre o satellitare che sia in grado di registrare su hard disk o su chiavetta) vedere e rivedere fotogramma per fotogramma le azioni che interessano di più, a un costo che è alla portata di tutti. Casimira Colosi e.mail
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 32 stampata da: cervo alle ore: 22.19.18 colore 32 Giovedì 29 luglio 2010 ANIMALI @ commenta su www.liberonews.it Fido e Micio parenti a tutti gli effetti 4 ZAMPE IN FAMIGLIA È la proposta Aidaa antiabbandoni Piaga che coinvolge 700mila animali ::: ALESSANDRA CORICA Dieci milioni. Sono i cani, famosi come “migliori amici dell’uomo”, di proprietà in Italia: una popolazione in grado di riempire tutta la Lombardia. A Milano una famiglia su due accudisce un animale domestico. Accanto a questi, però, sono più di 700 mila i randagi abbandonati nelle nostre città. E un milione e mezzo i cani costretti a vivere legati alla catena, segregati in piccoli recinti o costretti sotto il sole che picchia in un balcone. Di questi, addirittura 700mila si possono definire prigionieri di veri e propri “lager domestici”. Sono i dati raccolti dal Tribunale degli animali di Aidaa, l’Asso ciazione italiana difesa animali e ambiente. L’organizzazione, nei giorni scorsi, ha lanciato una nuova proposta per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei cani durante l’estate: inserirli nello stato di famiglia. Una proposta, ha spiegato il presidente Lorenzo Croce, che «ha lo scopo di rendere ancora più vincolante il rapporto tra i componenti della famiglia e gli animali domestici». E che viene sposata in pieno dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, da sempre impegnata in moltissime battaglie a favore di Fido. «Sono assolutamente favorevole: comporterebbe uno sforzo minimo e sarebbe un modo in più per impegnarsi nella tutela dei nostri piccoli amici». La proposta di Aidaa sarebbe un ulteriore passo avanti rispetto alla costituzione, nel 2002, dell’Anagrafe Canina. Nella quale i migliori amici dell’uomo, per legge, dovrebbero essere “sche dati” grazie ai microchip minuscoli, non più grandi di un chicco di riso inseriti loro sottopelle al momento dell’acquisto. Microchip nei quali viene inserito il codice fiscale del padrone che, così, è sempre riconducibile all’ani male. La competenza su questi database è regionale. «Sì, ma in alcune regioni del Sud, come Calabria, Campania e Puglia, le anagrafi canine non sono mai state neanche realizzate», denuncia il sottosegretario Martini. «Inserire gli animali domestici, a partire dai cani, nello stato di famiglia, non comporterebbe nessun tipo di “sforzo” in più rispetto a quanto non sia già previsto per legge». Neanche dal punto di vista fiscale? «No, sarebbe un passaggio più che altro “formale”. Che però confermerebbe che l’animale, già presenza viva all’interno del nucleo familiare, è davvero parte di esso. Certo, c’è da dire aggiunge Fracnesca Martini che si tratta di temi da trattare a livello locale e poi, dopo, nella Conferenza StatoRegioni. Il problema, però, dovrebbe essere affrontato in tutta la penisola: purtroppo, ad oggi, al Sud si è ancora indietro riguardo a queste tematiche». Un’analisi, quella del sottosegretario, che fa il paio con una a denuncia presentata proprio ieri da Aidaa. Denuncia contro 72 primi cittadini meridionali. Le accuse: violazione della legge su norme e doveri dei sindaci nella prevenzione e nella lotta al randagismo (la legge è la 281/1991) e per maltrattamento di animali (in base all’articolo 544 del Codice Penale). Le motivazioni? Nei comuni denunciati 11 calabresi, 23 siciliani, 26 pugliesi e 12 campani non sarebbero stati rispettati gli obblighi legislativi che prevedono l’istituzione di un servizio di raccolta dei cani randagi. Non solo: nelle città in questione, secondo Aidaa, non vi sarebbero nè canili nè sarebbero stati adottati provvedimenti contro il randagismo. Non solo: sempre secondo l’associazione, in tutta Italia sarebbero più di 2 mila i comuni sprovvisti di un servizio di accalappiamento cani. Di questi, ben 1.800 sarebbero nel CentroSud. «È una questione di civiltà», ribadisce il sottosegretario Martini. «E la questione dello stato di famiglia sarebbe un passo in più in questa direzione». Alla fine del Settecento il filosofo Immanuel Kant scriveva che si può giudicare il cuore di un uomo dal modo in cui tratta gli animali. E questo più di due secoli e mezzo dopo, nel frenetico decennio Zero vale più che mai. In Italia sono 10 milioni i cani di proprietà: 700mila vivono legati alla catena o in balcone Olycom L’ok del ministro Brambilla «Anche loro provano sentimenti Meritano maggiore dignità» ::: BENEDETTA VITETTA MILANO Da animalista convinta, ce la sta mettendo tutta. Molteplici le campagne e le iniziative che ha realizzato per produrre un profondo cambiamento culturale nel Paese. Cambiamento che passa da una nuova coscienza nei confronti degli animali. Non solo di cani e gatti che, a milioni vivono nelle nostre case, ma anche di una maggiore tutela nei confronti di tartarughe, maialiani, conigli e furetti. Senza dubbio, la campagna più complicata da portare avanti è quella contro l’abbandono degli animali. Fenomeno che, nonostante sia in calo, resta una piaga sociale che coinvolge ogni anno circa 700mila amici “pelosi”. Ministro Michela Vittoria Brambilla, quella degli abbandoni sembra una sfida impossibile da vincere. È sempre convinta di riuscirci? «I cambiamenti culturali richiedono tempi fisiologici per essere compresi ed assorbiti. L’importante è cominciare a scalfire quei muri granitici che col tempo sono stati eretti. Sono certa che i risultati arriveranno: del resto basta vedere quel che è accaduto in queste ore in Catalogna dove la corrida è stata vietata per legge. Penso che l’abbandono degli animali sia una delle azioni più incivili che si possa compiere. Da tempo stiamo lavorando per creare, specie nel Mezzogiorno, una nuova cultura d’amore e tutela degli animali che sia anche capace di valorizzare il Belpaese». In che senso, si spieghi meglio. «Episodi legati al randagismo come quelli avvenuti di recente in Sicilia danneggiano non solo l’Italia, ma anche la nostra immagine nel mondo. All’estero si vien giudicati anche per come si trattano gli animali». Che fare quindi? «Creare anche qui, come già avviene in altri Paesi europei, una coscienza forte tutela nei confronti degli animali. Realizzando, nel contempo, un’of ferta turistica che accolga nei luoghi di villeggiatura padroni e animali insieme». Parla del progetto “Turista a quattro zampe”. «Certamente: visitando il sito www.turista4zampe.it, i viaggiatori che vogliono trascorrere le vacanze in compagnia di cani e gatti troveranno tutte le strutture (ristoranti, alberghi ed agriturismi) che accolgono animali. Oltre al sito, il progetto, ideato dal ministero del Turismo, prevede anche spot tv». Oltre a questo, giorni fa ha anche presentato l’ordi nanzatipo per creare tratti di spiaggia libera “ani mal friendly”. «Penso sia necessario garantire ai proprietari di animali la possibilità di portarli in spiaggia. Questo è solo uno degli obiettivi che il Comitato per la creazione di un’Italia “animal friendly”, istituito presso il ministero, che vada incontro alle esigenze di milioni di italiani e aumenti la competitività dell’offer ta turistica. Il testo, elaborato in collaborazione con l’Anci, sarà inviato dall’associazione agli oltre 600 sindaci di comuni costieri italiani». Che ne pensa dell’idea lanciata dall’Aidaa di inserire gli animali all’interno dello stato di famiglia? Oltre al microchip già previsto per legge, potrebbe essere un modo per far calare il numero degli abbandoni? «Non posso che essere d’accordo. Ma direi che innanzitutto, dovremmo iniziare a riconoscere gli animali come esseri senzienti. Difatti, se di recente abbiamo introdotto il carcere per il maltrattamento di un animale, è altrettanto vero che la legge italiana (189/2004) riconosce e punisce la sofferenza provocata al proprietario e non quella dell’animale». ANIMALISTA CONVINTA Il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 33 stampata da: callioni alle ore: 22.05.59 colore 33Giovedì 29 luglio 2010 @ commenta su www.liberonews.it COSTUME & SOCIETÀ vissimi così, all’improvviso e senza un perché, non permettete allo stronzo/a di pensare di conoscervi; 5) La stronzaggine del ballerino di tango: la più romantica, palleggiatevi le stronzate come ballerini, fate in modo che il disprezzo che tiene in piedi il vostro matrimonio sia come una danza, colpite e incassate la reazione meditando il prossimo affondo. Mandate sms all’amante... Illudersi che tutto vada bene, recitare la parte degli innamoratini di fronte agli amici, ai familiari, alle altre coppie conosciute durante queste vacanze è dannosissimo, crea sacche di isterie destinate a esplodere in maniera incontrollata, reazioni psicosomatiche, immagini deliranti di divorzi. Fidatevi, mettete Una perfetta coppia di stronzi nel vostro bagaglio. Rilassatevi. Mandate serenamente sms all’amante mentre siete a tavola con i suoceri, rispondete sgarbatamente a chi vi chiede con un sorriso idiota a chi state scrivendo, insultate ripetutamente vostro marito e vostra moglie, guardate gli altri e le altre con plateale desiderio sessuale incuranti degli sguardi di disapprovazione, fate piedino sotto ai tavoli, e se venite scoperti reagite rinfacciando a vostra moglie le sue scappatelle facendola così passare davanti alla comitiva come una stronza ninfomane dai facili costumi, o inventandovi l’impotenza di vostro marito per chiudergli ogni possibilità con quelle stronze delle altre mogli... Certo, ogni tanto vi sembrerà che Samuelson abbia scoperto l’acqua calda e che le coppie maritate si comportano così da sempre, ma almeno qui è tutto catalogato, e se qualcuno vi obietta che insultare vostro marito dopo che vi ha scoperti copulare con il bagnino potrebbe essere un comportamento discutibile, voi tirate fuori dalla borsa l’agile libretto e spiegate, prove alla mano, che non state facendo altro che cercare di salvare il vostro matrimonio. Vale anche nel caso in cui siano i mariti a essere scoperti mentre copulano col bagnino. Nemici intimi VINCE LA COPPIA DI STRONZI Litigi, ostilità, egoismi, bugie e qualche cornino Così si salvano storie d’amore e matrimoni L’altro va tenuto sempre sotto schiaffo La migliore strategia è nell’Arte della guerra ::: DANIELA MASTROMATTEI Il Sun Tzu, più conosciuto come L’Arte della guerra, è un libro di strategia militare antichissimo, ma le sue teorie sono ancora attuali e utilizzate dalle multinazionali per mettere a punto strategie manageriali. Alcune, apparentemente banali, risultano però molto efficaci: in guerra occorre vincere, ma per vincere bisogna pianificare tutto; è necessario ottenere il massimo del risultato nel minor tempo possibile; sarebbe meglio non combattere per ridurre al minimo le perdite; è consigliato pianificare le proprie mosse in un contesto mutevole, restando sul chivalà e aggiustando la mira a seconda della situazione, cercando di confondere e ingannare il nemico. Insomma, secondo il Sun Tzu l’importante è destabilizzare il nemico senza attaccarlo direttamente, proprio come fanno i partner di Una perfetta coppia di stronzi. La guerriglia amorosa di coppia non è una guerra totale. L’altro serve vivo, ma sotto schiaffo. La competizione psicologica va condotta a bassa intensità, alternando qualche compromesso con l’avversario ad atti di ostilità, scorrettezze, egoismi e sgambetti. E guai a pensare che con il passare degli anni ci si addolcisca e si depongano le armi. La stronzaggine è come il vino buono, col tempo migliora e si fa più pregiata. Ci sono meno energie fisiche e meno agilità mentali, è vero, ma c’è l’esperienza di anni di battaglie perse e vinte. Si ha molto più tempo a disposizione, lontani dal lavoro. Si trascorrono più ore in casa o in viaggio con il partner, i dispettucci sono all’ordine del giorno come appetitosi scaccianoia. E sono pure economici. Se Danny Samuelson è convinto che gli stronzi si accoppiano e la bastardaggine aiuta l’amore, Alberto De Martino nel suo libro edito da Mondadori spiega Perché gli uomini sono stronzi e le donne rompicoglioni. È nel loro dna e si allenano fin da bambini. Non c’è nulla di più adatto di uno stronzo per consentire a una rompicoglioni di esprimersi egregiamente, e non c’è nulla meglio di una rompicoglioni per indurre uno stronzo a dare il meglio di sé. Sulla diversità dei sessi si è ben espresso John Gray nel suo Gli Uomini vengono da Marte, le donne da Venere: pensano diversamente, vivono diversamente e soprattutto parlano linguaggi diversi. All’uomo piace sentirsi esperto e apprezzato, ma spesso ha bisogno di solitudine, mentre la donna vuole sentirsi amata e adorata e le piacciono i superlativi. De Martini rincara la dose e mette giù la lista delle aspettative. Lei chiede: aprimi la portiera, stammi vicino, pensami, ricordati l’anniversa rio, scrivimi, ama i miei difetti, apprezza le mie qualità, dimostra interesse per il mio lavoro, fammi sentire una regina, portami al cinema, condividi con me i tuoi sogni... (giuste, ragionevoli richieste). Lui, sintetico: dammela, fammi da mangiare. Forse è in questa piccola opera d’arte la differenza tra uomo e donna nelle coppie dei “non stronzi” che durano appena una stagione. Ma l’uomo è davvero messo così male? Vera Slepoj racconta l’evolu zione o l’involuzione (dipende dai punti di vista) del maschio nel suo libro (Cairo, edizione riveduta e aggiornata) Le nuove ferite degli uomini. Un tempo sicuri del proprio potere, certi del proprio ruolo all’inter no del sistema sociale, confortati dai loro privilegi. Poi sono intervenute le trasformazioni epocali che hanno mutato l’identità femminile, e di conseguenza anche l’identità del maschio ha subìto pesanti contraccolpi. Come dire: lei è andata avanti, lui è regredito. ::: REGOLE NOI DUE Ti chiamerò stronzo/stronza, sempre, tanto non cambierai mai. E tu non cercare di far cambiare me. Qualche cornino ci può stare in trent’anni di storia, ma al centro del mondo siamo sempre noi due COMPLEANNO Mi ricorderò del tuo compleanno, ma farò del tutto per rovinartelo RAPPORTO DI FORZA Ti onorerò se tu mi onorerai. Non ci picchiamo mai sul serio, ma qualche lancio di piatti è nella norma FIGLI Se avremo dei figli, dovranno essere intelligenti come me e belli come te. Guai se venissero scemi come te e brutti come me BUGIE Dirò bugie per far durare la relazione. La sincerità, spesso è un veleno devastante TI ODIO, TI LASCIO, TI... Il film di Peyton Reed con Vince Vaughn e la bellissima Jennifer Aniston (webphoto) ::: OTTAVIO CAPPELLANI Se volete che il vostro matrimonio sopravviva alle ferie estive, ricordatevi di mettere nel bagaglio Una perfetta coppia di stronzi Perché la bastardaggine aiuta l’amore (Aliberti Castelvecchi, pp. 138, euro 12,50) di Danny Samuelson, psicoanalista già conosciuto per Il metodo antistronze, che ci aveva illuminato su centouno categorie di stronze in circolazione e ufficializzando finalmente una delle stronze più diffuse: la stronzagroupie intellettuale. Adesso Samuelson fa sul serio, con un libromanuale nel quale si occupa dei due tipi di stronzi più diffusi al mondo: lo stronzomarito e quella stronza di sua moglie. Obiettivo: rendetevi conto di essere una coppia di stronzi, soltanto così potrete salvare il vostro matrimonio. La tesi di Samuelson è la seguente: dato che sia tu che lei siete stronzi (e lo dimostra il fatto stesso che vi siete sposati: «Gli stronzi raramente sono single: vanno a multipli di due»), è inutile raccontarvi balle, ma cercate di usare la vostra stronzaggine come un’arma costruttiva e non distruttiva. Innanzitutto, basta con il mitizzare il vostro partner, non potrete che andare incontro a una tremenda delusione. Così, al posto di aspettare inermi che il «Giorno della Grande Delusione» arrivi sulla vostra ingenua cecità di innamorati, deludetevi scientificamente, consapevolmente e a poco a poco, prendete confidenza che vostro marito non è il principe azzurro ma uno stronzo come un altro, e voi, maschietti, studiate e applicatevi affinché vostra moglie smetta di apparirvi come una dea scesa dal cielo per farvi felice e prendetela per quello che è: una sconosciuta instabile. Mai dirsi tutto Regola numero uno, dunque, è tenersi a distanza: «Per anni abbiamo vissuto con un mito psicologico, che non si doveva mettere in discussione, ma era evidentemente insostenibile: quello dell’intimità completa nella vita di una coppia. La vicinanza, la coesione perfetta di tutti i punti di vista, la sincerità totale, l’assenza di zone d’ombra in una storia d’amore venivano considerate un obiettivo ambizioso, ma irrinunciabile. Poi piano piano, ci siamo messi a riflettere su film duri, ma dotati di un grande potere rivelatorio, come quelli di Ingmar Bergman. O su libri della coppia di “nemici intimi” più famosa del novecento, i filosofi Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir. Poi sono arrivati gli studi di molti colleghi psicologi, sempre più avanzati. Così il mito ha cominciato a sgretolarsi, e siamo faticosamente arrivati a una conclusione diversa: l’eccesso di intimità, di prossimità, di intrusione danneggia la vita di coppi più di tanti silenzi e piccoli segreti. Anzi, se sentite qualcuno dire “per me mia moglie non ha segreti”, oppure “mio marito è come un libro aperto, lo conosco come le mie tasche”, cominciate a preoccuparvi». Tenetevi a distanza e mentite per custodire i vostri spazi: «Qualche cornino ci può stare, ma il centro del mondo siamo sempre noi due», essere due stronzi cornuti, consapevoli e felici è fondamentale per una sana ed equilibrata vita di coppia. La stronzaggine, però, avverte l’autore, non è solo una forma di conoscenza di quello stronzo di vostro marito, o solo la consapevolezza di essere voi soltanto repellenti stronze: la stronzaggine come metodo salva matrimonio va applicata giorno per giorno. Samuelson indica cinque tipi di stronzaggine per tenere a galla il vostro rapporto: 1) La stronzaggine preventiva: mettete subito in chiaro che siete degli stronzi colpendo per primi; 2) La stronzaggine reattiva: non fatene passare una, anzi, raddoppiate ogni volta la posta, a una bastardata reagite facendo male il doppio; 3) La stronzaggine elusiva: la meno dolorosa e la più proficua, bisogna mentire, non solo sugli amanti, ma anche sul tempo libero e sulle abitudini alimentari, non permettete a quello/a stronza di venire a conoscenza degli affari vostri; 4) La schizostronzaggine: la più divertente, ogni tanto siate cattiLa copertina del libro Le copertine dei libri di Alberto De Martini e Vera Slepoj
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 34 stampata da: cervo alle ore: 21.42.31 colore 34 Giovedì 29 luglio 2010 @ commenta su www.liberonews.it «Ho scatenato l’inferno per nulla» In scena a Villa Torlonia il 25 luglio 1943 immaginato da Pingitore. Con il capo del fascismo circondato dai fantasmi della propria mente ::: FRANCESCO SPECCHIA «Il destino dei capi è la solitudine: al sole della gloria ci si riscalda in tanti, al buio della sconfitta si marcisce da soli». È con voce (la sua bella voce tonante alla Denzel Washington o alla John Malkovich, di cui fu doppiatore) appena avvolta dal rimpianto, col volto nella penombra dannunziana e con la grande uniforme del Littorio; è così che Luca Biagini, nei panni del Duce, accoglie lo spettro di Bruno Mussolini. La scena è estratta da “Quel venticinque luglio a Villa Torlonia” pièce che Pierfrancesco Pingitore, capocomico d’una generazione perduta diceva Conrad dietro a un’acuta coscienza dell’onore, sta mettendo in scena nella romanissima Villa Torlonia. Poteva essere solo una fascisteria nostalgica, quest’ennesima Mussolini story , nella casa che fu di Benito. Poteva scivolare nella farsa, nel revisionismo defeliciano senza De Felice o peggio nell’apolo gia, quest’allestimento immaginario sulla capitolazione del Duce sfiduciato dal Gran Consiglio del Fascismo. Nessuno sa, d’al tronde, come andarono davvero le cose; né quali pensieri affollassero la mente dell’uomo nella «notte più lunga della sua vita». Applausi nella notte Eppure, in mezzo agli applausi di un pubblico eterogeneo (signori borghesi, studenti, giovani liftate, storici incuriositi) che riempie ogni sera la platea, Pingitore, sotto la luna, ha trovato la chiave interpretativa. Da scettici soprattutto verso il suo Bagaglino non l’avremmo mai detto. Eppure, con una capacità di scrittura rara che bordeggia il dramma scespiriano, la scarnificazione affettiva di Eduardo e, talora l’ “Affabulazio ne” pasoliniana, il guitto Pingitore ha restituito dignità a un periodo controverso. Il dramma s’ac cende negli interni della villa, dove Donna Rachele, interpretata da Lucianna De Falco, accoglie il Duce («Com’è andata?». «Male, il peggio che potesse capitare»), lo riveste del ruolo maritale, lo consola coi ricordi della provincia romagnola e gli consiglia di non presentarsi a Vittorio Emanuele, finto amico in attesa di vendetta: «Se vai dal re, sarà come se un tacchino s’infilasse da solo nel forno il giorno di Natale». ::: LA SCHEDA IL DRAMMA IN SCENA “Quel venticinque luglio a Villa Torlonia” è in scena proprio negli ambienti interni ed esterni di Villa Torloni, ex residenza della famiglia Mussolini. Il Duce l’aveva affittata al prezzo simbolico di 1 lira l’anno. Il dramma è scritto e diretto da Pierfrancesco Pingitore. IL PROTAGONISTA Luca Biagini nei panni del Duce. È un noto attore teatrale e doppiatore (tra le sue voci quella di Denzel Washington, John Malkovich e Michael Keaton). REPLICHE A TEATRO In programmazione fino a domenica 1 agosto a Villa Torlonia. È prevista una probabile ripresa invernale in tournée teatrali. IL CAST TECNICO Rachele è interpretata da Lucianna De Falco. Bruno Mussolini il figlio morto da un anno è Andrea Marrocco. Nel ruolo dell'intellettuale ebrea Margherita Sarfatti c’è Laura Troschel. Il fratello Arnaldo morto dieci anni prima lo fa Mauro Mandolini. Nei panni di Claretta Petacci l’ex “Non è la Rai” Karin Proia. Da lì, l’anima tormentata di Mussolini si consegna a una dimensione onirica, nella quale la realtà storica s’intreccia col simulacro in carne e rimorsi del Duce che immagina il regista. Trattasi di un escamotage che rende fluida la scena e sdrammatizza, perfino, l’enfasi fascista: «È il destino del capo: coloro che più gli debbono, più lo detestano», sussura il Duce... Ed è in quest’istante che entrano i fantasmi, le «povere ombre evocate dalla disperazione». Si materializza, appunto, il figlio Bruno (Andrea Marrocco), aviatore perito in battaglia, il quale rivela i sentimenti che animavano, ingenuamente, la gioventù fascista: «Nessun giovane ha paura di morire perché la morte è dei vecchi»; mentre il padre, sospirando, si rimprovera la scelta della guerra dopo aver visto i suoi soldati «poveri ragazzi, male armati, mal vestiti, soprattutto mal comandati... allora il mio interrogativo è uno solo: è stato per nulla che ho scatenato l’inferno, bruciato tante vite?». Al mea culpa corrispon de scoramento per la gloria mal riposta: «Puoi usare parole altisonanti, retoriche, false per chiamare il popolo a una grande impresa, a patto che tu vinca. Tra il sublime e il ridicolo di una frase storica passa il filo della fortuna. La verità è un lusso che lasciamo ai filosofi». Poi, via via, in un’escalation bella e dolorosa, compare il fratello, vecchio consigliere, Arnaldo Mussolini (Mauro Mandolini), morto anch’egli anzitempo, che spiega a Benito i delicati rapporti con la Chiesa, evocandone lo spiritaccio da mangiaprete romagnolo: «Hai sbagliato, Benito: uno Stato che ha il suo centro nella Chiesa non potrà mai essere totalitario. La Chiesa, come tutti gli italiani, s’organizza sempre per il “dopo”»; e s’avvicina Margherita Sarfatti (Laura Troschel), amante del Duce, «col talento maieutico della levatrice d’ingegni», la quale gli rinfaccia l’entrata nei salotti della Roma bene fatti di banchieri ebrei, di borghesi semiti, e dei più «smaglianti intelletti d’Europa»; e appare, infine, Claretta Petacci (Karin Proia), simbolo d’un amore così tenero, profondo, visceralmente invulnerabile da incutere rispetto con lo scorrere della Storia anche al più antifascista degli uomini. Qua, tra l’altro affiora l’unica battuta da Bagaglino: «Peccato che non si possa nominare ministre donne. Non ancora, almeno». Una scivolatina. Delicatezza disperata A legare e allietare i singoli capitoli di un viaggio freudiano nella mente del Duce, ecco i balletti. Su musiche dell’epoca, da “Mille lire al mese” alla mitica Lilì Marleen di Hans Leip, il soldato partito per la Prima guerra mondiale che rese guerriero il pacifismo. La danzatrice in scena è una sola e vivaddio non ha le forme della Marini o della Yespica. Interpreta la versione femminile della Morte del “Settimo sigillo” bergma niano: «Mussolini, il tuo tempo non è ancora concluso, ma da oggi tu cominci a morire», sussurra. E cala il sipario sulla delicatezza disperata di un dittatore. Cose che non avresti mai detto. IL DRAMMA DEL DUCE . CON LA MORTE Il Duce, impersonato da Luca Biagini, nel giardino di Villa Torlonia con una ballerina che, intervallando i capitoli del dramma, rappresenta la Morte Olycom La nemesi geografica che ha riportato DonMondo piccolo di EGIDIO BANDINI Questo è un articolo serio, destinato a fare chiarezza su una situazione ambigua. E che questo sia un articolo serio, lo provo subito, evocando non solo la nemesi storica, ma soprattutto, direbbe Peppone, la «nemesi geografica». Mi spiego meglio, utilizzando una famosa frase di Guareschi: «Mondo piccolo non è qui» e il “qui” cui mi riferisco è il luogo che per moltissimi è, invece, proprio il Mondo piccolo guareschiano: Brescello. So di dare una delusione ai tanti fan di Fernandel e Gino Cervi, ma il Mondo piccolo, l’ambiente delle storie di don Camillo e Peppone, non è il paese della Bassa reggiana. Al contrario di ciò che avviene sul grande schermo, le favole di Giovannino Guareschi, quelle scritte sul “Candido”, sono ambientate sì nella Bassa, ma in quella parmense. Ed è qui che entra in gioco la «nemesi geografica». Le storie di don Camillo e Peppone sono ambientate a Roccaverde (Roccabianca), Solagna (Soragna), Fontanile (Fontanelle), Trecaselli (Trecasali), Torricella (Torricella), Piolo (Diolo) e via discorrendo. Tutti toponimi che Giovannino inventa, modificando i veri nomi dei paesi e delle
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 35 stampata da: cervo alle ore: 20.43.11 colore 35Giovedì 29 luglio 2010 «Il mondo islamico ha perso la ragione già mille anni fa» Il politologo Usa spiega il suicidio culturale dei musulmani con l’estirpazione della filosofia greca ROBERT REILLY “ . Per i musulmani la realtà è solo una serie di atomi spaziotemporali configurati da Dio in ogni singolo istante affinché siano qualsiasi cosa in quel momento a Dio garba. Gli atti dell’uomo non sono dunque buoni o cattivi in se stessi, giacché proprio l’idea di un “in se stessi” non esiste. ROBERT R. REILLY o Don Camillo nella Bassa parmense frazioni (che trovate fra parentesi), tutti immancabilmente collocati nella Bassa parmense. E allora, il vero Mondo piccolo grazie alla «nemesi geografica» si è riappropriato dei suoi eroi e delle loro vicende: a Fontanelle di Roccabianca, paese natale di Giovannino, nell’edificio delle ex scuole elementari, è nato un museo, di fronte al quale ad attendere i visitatori c’è addirittura lui, Giovannino Guareschi, a cavalcioni della bicicletta, senza piedistalli, poggiato delicatamente sul suolo natale. Un museo davvero originale, fatto di immagini su grande schermo, di carte geografiche a tutta parete, di audioracconti con sottofondo di musiche popolari. All’ingres so ci si ritrova (e per davvero) al centro di un bosco, nel mezzo di uno di quei pioppeti che sulle rive del Po si trasformano in foreste sconfinate; nelle sale si incontrano i vecchi mestieri della Bassa: gli scariolanti che portavano ghiaia e sabbia dal fiume, i cestai che intrecciavano i vimini, creando le classiche sporte per la spesa e i cestini per il pane o per i fiori, gli zolfanellai che fabbricavano in gran copia i fiammiferi di legno, sopravvissuti anche agli accendini piezoelettrici, i carrettieri, che infilavano qualche parola in mezzo ai loro rosari di bestemmie, i lavoranti delle fornaci che, a un tiro di schioppo da qui, produssero le migliaia di mattoni che restituirono a Venezia il campanile di San Marco. Tutti insieme. E, accanto, il loro più strenuo difensore: Giovanni Faraboli, il socialista dai baffi ad ala di rondone che creò le prime cooperative per sostenere chi non trovava lavoro. Faraboli, nel ritratto del quale non stentiamo a riconoscere Peppone, l’inventore della «nemesi geografica» che ha riportato il Mondo piccolo al posto giusto. CULTURA ::: MARCO RESPINTI L’islam è un vero e proprio suicidio. Robert R. Reilly lo afferma con piglio da gran filosofo nel libro The Closing of the Muslim Mind: How Intellectual Suicide Created the Modern Islamist Crisis (ISI Books). Devastante. Senior Fellow all’American Foreign Policy Council e membro del direttivo del Middle East Media Research Institute di Washington, ex direttore di “Voice of America” e consigliere alla Casa Bianca nonché al ministero della Difesa, il cattolico Reilly è una delle vere teste pensanti della destra statunitense, capace di coniugare erudizione e senso dell’azione. Il suo libro, che nel titolo ricalca un bestseller del filosofo straussiano Allan D. Bloom (19301992), La chiusura della mente americana. I misfatti dell’istruzione contemporanea (Lindau), ha convinto pezzi da novanta come Edwin J. Feulner jr., presidente della Heritage Foundation, il viceammiraglio John M. Poindexter, i filosofi Michael Novak e George Weigel, il politologo James V. Schall. E il fuoriclasse Roger Scruton, che ne firma la premessa. Suicidio. Ma non le pare un po’ trop po, dottor Reilly? «Il suicidio di cui parlo è intellettuale. L’Europa occidentale sta morendo culturalmente perché ha perso la fede nel culto che la anima, il cristianesimo. Ma non così l’islam, il cui problema è invece il tipo di fede che lo contraddistingue, o, più precisamente, la concezione di Dio che alberga nel sunnismo. La maggioranza abbraccia infatti una teologia deformata che concepisce Dio come pura volontà in assenza totale di ragione, ovvero di logos». Le nostre radici greche... «La deellenizzazione dell’islam è il suo suicidio intellettuale. Fu con il califfato dell’abbaside Ja’afar alMutawakkil (847861) che iniziò l’estir pazione cosciente, forzata e violenta, della filosofia greca dall’islam, il cui colpo di grazia fu forse il rogo dei libri di Averroè sulla piazza di Cordova, in Spagna, nel 1195. Da quel momento la decadenza della vita intellettuale islamica è stata agghiacciante». Anche perché assieme alla filosofia ellenica è saltato completamente ogni riferimento al diritto naturale… «Sì, quello è assolutamente il punto più importante. Peraltro, senza il principio di causalità dell’ordine naturale da una cosa può venirne qualsiasi altra e nulla consegue necessariamente secondo logica. E così il mondo diventa incomprensibile. Al contrario, nella cultura cristiana che ha metabolizzato la filosofia greca, Tommaso d’Aquino afferma che l’uomo è capace di comprendere il mondo giacché esso è stato prima “pensato” da Dio; l’universo è cioè il prodotto di una ragiona creativa. L’islam risponderebbe invece che la cosa più comprensibile del mondo è che esso è del tutto incomprensibile, e ciò poiché esso viene direttamente dell’azione insindacabilmente volontaristica di Dio, non dalla sua ragione. Nell’islam non vi è insomma ragione per gli atti di Dio; ciò che Dio fa l’uomo non può comprenderlo. L’uomo islamico capisce solo che Dio stabilisce leggi a cui si deve obbedire ciecamente. E chi islamico non è o accetta questo per fede o quella fede lo conquisterà. Ben difficile, come vede, “ragionare” a queste condizioni...». Immagino che lei sappia bene che nel famoso discorso di Ratisbona Benedetto XVI sostenne le medesime cose, ma che il mondo intero all’udirlo si ribellò. «Il pontefice non sbagliò. La maggior parte dell’islam sunnita discredita la ragione, e questo per due motivi. Uno è l’idea che la ragione sia troppo corrotta dall’egoismo umano per potere conoscere la realtà, come sostenne per esempio AlGhazali (10581111), e quindi l’uo mo è tenuto unicamente a conformarsi alla shari’a. L’altro motivo è che per l’islam non vi è nulla da conoscere. Per i musulmani la realtà è solo una serie di atomi spaziotemporali configurati da Dio in ogni singolo istante affinché siano qualsiasi cosa in quel momento a Dio garba. Punto. Gli atti dell’uomo non sono dunque buoni o cattivi in se stessi, giacché proprio l’idea di un “in se stessi” non esiste. Insomma, Dio non condanna l’omicidio perché è male; l’omicidio è male perché Dio lo vieta. E ovviamente Dio può cambiare idea in ogni momento e rendere, se lo vuole, obbligatorio persino l’assassinio». Ma perché l’islam usa la violenza per affermare questa teologia? «Perché la sua è la teologia del potere, dove il diritto è solo quello del più forte. Non vi è soluzione di continuità fra il concetto di un Dio che è pura volontà e mero potere e le parole dell’influente teologo sunnita palestinese Abdullah Yusuf Azzam (19411989), che il suo discepolo Osama bin Laden citò nel video diffuso nel novembre 2001: “Nella religione di Allah il terrorismo è un obbligo”». Pensa che l’islam sia riformabile? «Non si può riformare la cultura se non si riforma il culto. L’unica strada è la riellenizzazione, l’unica soluzione è la rieducazione a quella ragione che in quel contesto strutturalmente ora manca. Ma non accadrà mai. E l’affannata ricerca da parte islamica di un senso per l’arretra tezza del mondo musulmano genererà sempre e solo nuova disperazione, quindi ulteriore violenza. Tenga inoltre presente che l’islami smo odierno è una versione totalitaria dell’islam prodotta dall’assimi lazione dentro la fede coranica di alcune perversioni tipiche dei totalitarismi occidentali del Novecento. Per questo l’islamismo è oggi particolarmente letale». . LE CROCIATE DI DORÉ Le crociate viste dal celebre illustratore francese Gustave Doré (18321883). Sopra, le copertine dei libri di Allan D. Bloom (tradotto in italiano da Lindau nel 2009) e del conservatore Robert R. Reilly, appena uscito negli Stati Uniti
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 36 stampata da: cervo alle ore: 21.35.19 colore ::: Spettacoli 36 Giovedì 29 luglio 2010 @ commenta su www.liberonews.it 30 anni fa, strage a Bologna Per la serie “La Storia Siamo Noi” stasera alle 0.05 su Raidue va in onda una rievocazione della strage di Bologna del 1980. Alle 10.25 una bomba esplose alla stazione uccidendo 85 persone. RAIDUE ORE 0.05 Quando Jerry Calà era “mitico” Stasera alle ore 21.10 su Italia 1 quarto appuntamento con “Mitici ’80” condotto da Sabrina Salerno. Uno strepitoso Jerry Calà racconta i suoi mitici anni ’80. ITALIA 1 ORE 21.10 Il futuro degli impianti italiani della Fiat La parola al segretario Uil Angeletti Le prospettive per gli impianti italiani della Fiat e le strategie industriali del Lingotto sono al centro della puntata odierna di “SkyTg24 Economia” (ore 18.35). Gli ospiti stavolta sono il segretario generale della Uil Luigi Angeletti e il responsabile delle relazioni istituzionali della Fiat Ernesto Auci. SKY TG24 ORE 18.35 Dalla Monroe a “Gola profonda” CACCIA AI CLONI Film e fiction su Callas, Thatcher, Marilyn ::: Palcoscenico Gli ebrei giudicano Gesù e dopo duemila anni finalmente lo assolvono ::: CARLO MARIA PENSA “Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”: per duemila anni l’invocata maledizione ha perseguitato il popolo ebreo. Il quale si macchiò dunque di un esecrabile deicidio o assolse un dovere di giustizia? A questo interrogativo ha dato una pacificata risposta il Concilio Vaticano secondo; ma già qualche anno prima, nel 1955, uno scrittore aveva portato il problema in palcoscenico con una commedia, “Processo a Gesù”, che allarmò le coscienze e suscitò scandalo soprattutto in certi ambienti cattolici: forse, allora, non si capì che, nonostante le apparenze, Diego Fabbri, l’au tore, poneva la sua intelligenza di scrittore al servizio della sua fede di cristiano. Riportata ora in scena dall’Istituto del Dramma Popolare per la tradizionale Festa del Teatro di San Miniato, la commedia ci ha sorpreso con una carica intatta di emozione, svelando risvolti e significati nuovi. Dal tempo di quella prima rappresentazione sono cambiate molte cose: nel nostro modo di sentire e di capirci, nella misura delle nostre libertà e perfino nell’atteggiamento della Chiesa di fronte a quell’evento che, dalle pendici del Calvario, sconvolse il mondo. Con un vago richiamo ad un procedimento giudiziario tenuto in Inghilterra negli Anni ’30, Fabbri creando un gioco drammatico tanto scopertamente finto quanto abilmente sincero propone il caso di una compagnia di attori ebrei che il loro capo, Elia, già autorevole docente universitario di critica biblica, porta in tournée, di teatro in teatro, per celebrare, ogni sera, e ogni sera in un modo diverso, un dibattimento sul “caso” dell’Uomo di Nazareth, accusato di magia e mandato sulla croce. Tra le maglie della finzione teatrale, noi entriamo così nella immaginaria realtà di un processo per il quale, ogni sera, si estraggono a sorte le parti degli attori: Caifa, Pilato, Giuseppe, Maria, gli Apostoli, Lazzaro… insomma coloro che della straziante tragedia furono protagonisti o spettatori o vittime. Manca da tempo un attore, Daniele, morto in campo di concentramento, ed è perciò sostituito, ogni volta, da qualcuno del pubblico: quel pubblico “reci tante”, ovviamente, dal quale usciranno poi altri personaggi “veri”: un prete, un intellettuale che dalla vita religiosa si staccò, accompagnato da una sua vistosa amica, e un figlio prodigo. La sentenza sarà la solita sentenza di condanna; perché, dice Elia, “è difficile staccarsi da un mondo per entrare in un altro…”. Ma qualcosa si è spezzato, tra quella gente, una macchia scura s’è allargata sulla compagnia… Ed ecco, ora che il processo sta per essere chiuso, ora che per la prima volta Elia potrà proclamare Cristo “innocente e martire e guida”, ecco farsi avanti una povera donna, la donna delle pulizie, madre di un sovversivo ucciso ma per lei ancora vivo perché l’amore è vita. L’alta spiritualità dell’opera di Fabbri è filtrata con appassionato fervore dalla regia di Maurizio Panici, che nella asciutta, austera scenografia di Daniele Spisa ha creato uno spettacolo di intensa suggestione, al quale dànno perentoria sincerità umana Massimo Foschi, che di Elia rende con pienezza il tormento del dubbio e l’ansia della ricerca; con lui dobbiamo ricordare l’eccellenza di Roberto Ciufoli, Angiola Baggi, Dely De Maio, Renato Campese, Marco Balbi, Massimiliano Franciosa. Sull’eco degli applausi che hanno salutato la rappresentazione di San Miniato, “Processo a Gesù” riprenderà in ottobre e le repliche termineranno a Roma in aprile. ::: GIORGIO CARBONE “Biopic”. Termine gergale americano che sta per “biographic picture”, film biografico, pellicola sulla vita di personaggi più o meno illustri. Il “biopic” fu uno dei “meriti culturali” della Hollywood degli anni d’oro (tante persone nel mondo vennero a sapere che Thomas Alva Edison aveva inventato la lampadine elettrica solo grazie a un film con Spencer Tracy). Il biopic, a quanto pare, conoscerà un poderoso revival nei prossimi venti mesi, tra cinema e tv. Pensate, Meryl Streep sarà (anzi è, sta già lavorandoci su) l’ex primo ministro inglese Margaret Thatcher; Michelle Williams interpreterà Marilyn Monroe, Lindsay Lohan (una volta definitivamente a piede libero) Lin da Lovelace, Robert Pattinson (doppiato naturalmente) Kurt Cobain. Per non parlare della biografia del bandito Renato Vallanzasca (con Kim Rossi Stuart diretto da Michele Placido) che sarà la prima a raggiungere le sale (tra poco più di un mese, in contemporanea col festival di Venezia). Questa l’offerta cinema. Quella televisiva è anche più ambiziosa (e terrificante). Nell’anno 2011 le nostre domeniche televisive saranno intasate dai biopic. Il produttore Guido De Angelis sta lavorando alacremente a ben tre birbonate: le stories di Anna Magnani (at trice Valentina Lodovini), Maria Callas (Eva Green) e Gabriella Ferri (Micaela Ramazzotti). Che dobbiamo dirvi? Che davanti a questa offensiva la nostra attesa è già mista a raccapriccio? In effetti i produttori che si stanno indaffarando sui biopic sembrano spinti dalle peggiori intenzioni. La Thatcher raffigurata dalla Streep pare poco somigliante all’immagine della “lady di ferro” come è stata tramandata per i posteri dall’Inghilterra più conservatrice. Altro che ferro. La sceneggiatura, opera di Brian Fillis che nutre per l’ex premier britannica sentimenti analoghi a quelli di Marco Travaglio per Berlusconi, mostra una Thatcher depressa sull’orlo del suicidio, salvata dalla follia e dalla rovina politica dalla vittoriosa guerra della Falklands. E sorte migliore forse non toccherà alla povera Marylin, vista dagli occhi di Laurence Olivier che non l’amò certamente durante la lavorazione del “Principe e la ballerina” (Olivier avrà come interprete Kenneth Branagh, che anche da poppante sognava di essere lord Laurence). Ma le previsioni più cupe riguardano la trilogia televisiva italiana per la quale il miscasting (cioè la designazione di un attore per un personaggio sbagliato) è portato ai livelli della black fantasy. Valentina Ludovini è poi quella brunetta, magretta e gentile che qualcuno ha visto in “La giusta distanza” di Mazzacurati. E quel cosino mite sarebbe la sconcia debordante Anna Magnani? Sconcia, esagerata, però una vera forza della natura (oltreché formidabile cantante) fu Gabriella Ferri. Ma chi a parte De Angelis l’ha potuta vedere col volto pulito e la magrezza sinuosa di Micaela Ramazzotti (un David di Donatello per “La prima cosa bella” non al di sopra di ogni sospetto)? E la bellissima Eva Green (se poi sarà lei Maria Callas) appare ancora più miscast di Luisa Ranieri in un precedente biopic sulla “divina”. Una facile previsione? Le tre fiction Rai saran tutte bruttissime e di grandissima audience. Più arduo prevedere i destini delle biografie anglo americane. Anche se siamo certi che Meryl sarà bravissima anche come Thatcher in salsa laburista. Che le fan di Robert Pattinson sono ormai disposte ad accettarlo come tossico, osceno divo rock, e non solo nei panni di romantico vampiretto attanagliato da sentimenti anche troppo nobili. . LE ATTRICI Sopra, Lindsay Lohan e Linda Lovelace (nel tondo). A sinistra, dall’alto: Meryl Streep sarà Margareth Thatcher; Valentina Lodovini e Anna Magnani; Eva Green e Maria Callas Oly; LaPr
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 37 stampata da: cervo alle ore: 21.34.59 colore 37Giovedì 29 luglio 2010SPETTACOLI @ commenta su www.liberonews.it Moggi lupo di mare, Corona senza denti La pagella dei famosi di ALESSANDRA MENZANI • 10 «A’ birra e il Calippo», il tormentone dell’esta te di Sky Tg24. •9 L’onorevole Francesco Barbato canta Venditti a “Mitici 80” con Melita e ci riporta agli anni della politicapianobar di Gianni De Michelis. •8 Il ritorno in tv di Giuliano Ferrara. Il direttore del “Foglio”, imprecando contro una giornalista dell’Unità, ha abbandonato la conferenza stampa del coordinatore del PdL Denis Verdini trasmessa in diretta da Sky Tg24. •7 Traghetto FormiaPonza, sabato 24 luglio: i ventenni della Romabene partono per le vacanze e sull’imbarcazione incontrano Luciano Moggi. E mentre tutti stanno male a causa di un forte mare mosso, Big Luciano resta impassibile. «Sono un lupo di mare», spiega ai ragazzi. •6 (Di incoraggiamento) a Fabrizio Corona che per lo stress dopo la rottura con Belen ha perso un dente. Ma se l’è subito fatto riattaccare. •5 “Nasalis”: il soprannome di Elisabetta Canalis dopo le rivelazioni sul suo uso di cocaina. •4 Volo MilanoBari, metà luglio. Checco Zalone sfoggia in aereo orridi sandali da tedesco. •3 Il sindaco di Sanremo sul caso di Belen che sniffa cocaina. «A Sanremo la voglio». «Anzi, no». «Anzi sì». Si decida. •2 Gianni Minà dichiara: «Se Sky me lo chiede, torno in televisione». Speriamo che Sky non glielo chieda. •1La tristezza di “Ricchi di energia”, il nuovo programma di Raidue con il principe Filiberto. •0 Le unghie dei piedi viola di Raffaella Fico esibite in “Mitici 80”. MIDNIGHT IN PARIS Carlà al primo ciak E Sarkozy la controlla La Bruni sul set con Woody Allen. Con marito al seguito ::: GIOVANNI LUCA MONTANINO Jeans, golf bianco e capelli raccolti: sembra una bella turista, una ragazza “normale”, mentre cammina per le strade di Parigi. Ma il suo portamento leggiadro, la sua naturale eleganza non possono certo sfuggire a un osservatore attento. Appena un velo di trucco e ballerine ultrabasse ai piedi: così Carla Bruni Sarkozy è apparsa nelle strade della capitale francese per il primo ciak del nuovo film di Woody Allen “Midnight in Paris”. La pellicola è una commedia romantica e racconta la storia di una giovane coppia americana che, in viaggio di lavoro nella capitale francese, si renderà conto che la vita può essere meglio di quella che è realmente. Oltre a Carla Bruni, fanno parte del cast Owen Wilson, Kathy Bates e il premio Oscar Marion Cotillard. La premiere dame, musicista e soprattutto ex top model, è al suo esordio cinematografico, ma sembra già muoversi sul set con disinvoltura. Interpreta il ruolo della direttrice di un museo parigino. Il suo ruolo è molto piccolo e recita con Wilson, il protagonista della pellicola. Il regista newyorkese Woody Allen deve aver colto il suo talento innato e per questa ragione l’ha voluta ad ogni costo. Allen non perde di vista la sua nuova musa durante le riprese: sono in un piccolo ristorante di quartiere della Sorbona, nel quinto arrondissement. Il regista la segue con sguardo attento, mentre lei gli indica strade e luoghi che ormai conosce bene. Prima per lavoro: come top model conquistava le passerelle più prestigiose del mondo, tra cui appunto Parigi. Poi per amore: nel 2007 Carla Bruni ha sposato il presidente di Francia Nicolas Sarkozy. Lui, padre di tre figli nati da due matrimoni diversi, l’ultimo con la fredda Cecilia, che subito dopo la vittoria elettorale lo ha mollato per un pubblicitario. Lei, storica protagonista di relazioni tormentate tra cui quella con la rock star Mick Jagger e madre del piccolo Aurelien. “Midnight in Paris” di Woody Allen è in assoluto la prima volta di Carla Bruni davanti alla macchina da presa. Sarà forse per questo che il premuroso marito decide di organizzare un vero e proprio blitz presidenziale e in serata la raggiunge sul set, pronto a incoraggiarla. Circondato da un manipolo di guardie del corpo, Sarko si avvicina subito alla sua Carlà: è abbronzato e decisamente sciolto senza la cravatta di rito. I due parlano a lungo nelle pause dalle riprese notturne. Mentre i bodyguard sorvegliano con discrezione l’an damento dei lavori, Carla si cambia d’abito: i jeans vengono sostituiti da un fresco vestitino a fiori. Ai piedi sandali francescani, anch’essi rigorosamente bassi. Ormai i tacchi sembrano essere per l’ex modella un vago ricordo. Dal giorno delle nozze presidenziali, Carlà così la chiamano Oltralpe è sempre presente accanto al marito nelle occasioni ufficiali. Fin troppo impegnata, secondo alcuni, nelle relazioni diplomatiche ha suscitato polemiche, per esempio, il suo incontro con il leader spirituale tibetano Dalai Lama, non rinuncia alle sue aspirazioni artistiche. Come cantante ha già all’attivo due dischi e si è esibita anche per la regina d’Inghilterra Elisabetta II. I PALINSESTI Non solo musica Mtv tra news e serie televisive Un palinsesto «più ricco che mai» basato su news, serie tv (da “Hard times”, che racconta la rivincita di un “nerd”, ai vampireschi “Valemont” e “True blood”), iniziative sociali e produzioni originali. È quello della stagione autunnale di Mtv. «Certamente Mtv non è più solo musica» ha detto Gian Paolo Tagliavia, ad di Mtv Italia. Per quanto riguarda le notizie, ogni settimana verrà scelto un tema vicino ai ragazzi e ogni giorno raccontata una storia, come quella di un gruppo di soldati alla vigilia della partenza per l’Afghani stan o il viaggio tra i giovani simpatizzanti della Lega Nord. SAM WORTHINGTON Il divo di Avatar «Sono pronto per il 2 e il 3» Il suo nome viene accostato a tanti film in preparazione ma «la maggior parte delle volte sono speculazioni». Così Sam Worthington, l’attore australiano di “Avatar”, smentisce al Giffoni molti dei titoli che gli vengono attribuiti. Dopo “Last Night” e “The Debt”, già realizzati, «a novembre inizio “Scontro tra Titani 2”». Poi farà la trasposizione del cartoon “The Last Days of American Crime”. Tra i progetti ce n’è anche uno che «va oltre il cinema», ovvero una collana di fumetti. E del sequel di “Avatar” dice: «Si parla di fare il 2 e anche il 3, ma solo se Cameron riuscirà a superarsi». (d.ara.) AFFIATATI Carla Bruni sul set di “Midnight in Paris” con il regista Woody Allen. Di spalle, Owen Wilson. Nel tondo, la Bruni con Sarkozy. Info Anas. Per partire col piede giusto. Esodo 2010, A3 SalernoReggio Calabria. Questa estate, niente passi falsi. Soprattutto in viaggio. Nelle giornate di esodo e nei weekend il traffico potrà aumentare sensibilmente, ma sul sito www.stradeanas.it trovi tutte le informazioni per pianificare le partenze evitando eventuali disagi. E se viaggi sulla A3 SalernoReggio Calabria puoi anche chiamare il numero verde 800 290 092, attivo 24 ore su 24. Partire col piede giusto è facile. Viaggia informato, parti con Anas.
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 38 stampata da: callioni alle ore: 20.38.21 colore 38 Giovedì 29 luglio 2010 SPETTACOLI TV Rete 4 ore 16.30 I dannati non piangono Joan Crawford in un suo personaggio tipico: la self made woman destinata alla sconfitta (qui è l’amante di un boss). Negli anni ’40 Hollywood questi melodrammoni li sapeva fare. I PROGRAMMI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone Raiuno ore 21.20 Superquark Piero Angela stasera lancia un grido di dolore in difesa dei leoni bianchi, rara specie di felini (ricordate “Kimba” il cartone della tv?) negli ultimi tempi minacciata di estinzione. Canale 5 ore 21.20 Women’s murder club La serie tutta al femminile (le eroine sono una poliziotta, un’avvocatessa e una giornalista) chiude alla grande con una maratona di quattro ore (cinque episodi uno in fila all’altro). 7 gold ore 23.15 Oltre Rangoon Patricia Arquette, l’eroina di “Medium”, ha un ruolo anche più eroico in questo drammone del grande John Boorman. Patricia è un’americana braccata dagli sgherri del regime birmano. SPETTACOLI 6.45 Unomattina Estate. Condotto da Georgia Luzi e Pierluigi Diaco 10.40 Verdetto Finale. Condotto da Veronica Maya 11.30 Appuntamento al cinema 11.35 TG1 Che tempo fa 11.45 La signora in giallo “Un incubo che ritorna” “L’ultima scena” con Angela Lansbury 13.30 TG1 14.00 TG1 Economia 14.10 Don Matteo 2 “Il marchio sulla pelle” con Terence Hill 15.00 Capri “Ottava puntata”. Con Gabriella Pession, Kaspar Capparoni 16.50 TG Parlamento TG1 Che tempo fa 17.15 Le sorelle McLeod “Misure drastiche” con Aaron Jeffery 17.55 Il Commissario Rex “L’ultimo caso di Stockinger” con Tobias Moretti 18.50 Reazione a catena 20.00 TG1 20.30 DA DA DA 21.20 Superquark “Il ritorno del leone bianco”. Condotto da Piero Angela 23.35 TG1 23.40 Da Piazza Unità di Trieste, Ravenna Festival in collaborazione con Raiuno e Raitrade presenta Le Vie dell’amicizia: Italia Slovenia Croazia 1.00 TG1 Notte 1.30 Che tempo fa Rai 4 17.15 Streghe “Witchstock” con Holly Marie Combs 18.00 Roswell “Alieni e umani” con Jason Behr 18.45 Battlestar Galactica “Fuoco amico” 19.35 4400 “Virus” con Patrick Flueger 20.20 Alias “Il dire” con Jennifer Garner 21.10 La foresta dei pugnali volanti (Azione, 2004) con Zhang Ziyi, Takeshi Kaneshiro. Regia di Zhang Yimou. 23.05 Eureka 7 23.30 Code Geass Lelouch of the rebellion 0.25 Cypher (Fantascienza, 2002) con Jeremy Northam, Lucy Liu. Regia di Vincenzo Natali. Iris 19.10 Anica Flash 19.15 24 “Stagione 5: dalle 22.00 alle 23.00” 20.05 The Shield “Missione a Koreatown” con Michael Chiklis 20.50 TGCom TGCom Cinema e Dintorni 21.00 La schivata (Drammatico, 2003) con Osman Elkharraz, Sara Forestier. Regia di Abdel Kechiche. 23.05 C.S.I. Miami “Innocente” “Tutto per un figlio” con David Caruso 0.35 Anica Flash TGCom 0.40 Salento Finibus Terrae “Los que lloran solos” “The Red Hood” “Un grande spettacolo stasera” 1.10 Prison Break “L’ora X” “Fuoco e fiamme” 8.00 TRL on the Road “Riccione” (Repl.) 9.00 Daddy’s Girls 10.00 Summer Hits 12.30 MTV The Summer Song 13.05 The Hills 14.05 16 & Pregnant 15.05 Nana “Hachiko gravidanza” 15.30 Nabari 16.00 MTV The Summer Song 16.30 Summer Hits 18.00 Lovetest 19.05 Taking The Stage 20.05 The Hills 21.00 MTV The Summer Song 22.00 Jessica Simpson’s The Price Of Beauty 22.30 Mtv Exiled 23.00 My super sweet 16 Deejay Tv 14.00 Via Massena 14.30 Summer Love 15.55 Deejay TG 16.00 Summer Days 18.55 Deejay TG 19.00 Via Massena 19.30 Deejay Music Club 20.30 School of Surf 21.00 I.D. 22.00 Senza Palla “Best of” 22.30 Via Massena 23.00 The lift 1.00 Rock Deejay by Night Canale Italia 6.00 Notizie Oggi 9.00 Meteo 9.05 Mattino Italia 11.40 Meteo 11.45 CantaItalia 13.00 Pomeriggio Italia 18.00 Le Comiche 18.30 Canale Italia News 20.00 Le Comiche 20.30 TG Canale Italia 20.50 Meteo 21.00 Cantando e Ballando 23.25 Meteo 23.30 Seratissima 7 Gold 7.00 Il mondo segreto di Alex Mack 8.00 TG7 12.30 TG7 TG7 Sport 14.05 Viaggiando TV 14.20 Pomeriggio con Casalotto 17.55 Ai confini dell’Arizona con Leif Erickson 19.00 TG7 TG7 Sport Casalotto (all’int.) 21.10 RepliKate (Commedia, 2001) con Alli Landry, James Roday. Regia di Frank Longo. 23.05 CNR TV News 23.15 Oltre Rangoon (Drammatico, 1995) con Patricia Arquette, U Aung Ko. Regia di John Boorman. Odeon 6.00 Odeon Shopping 8.00 Odeon 24: Zoom 9.30 Shopping in Poltrona 13.03 Orario continuato 13.45 QSVS News 14.35 Shopping in Poltrona 19.00 TGL 19.45 QSVS News 20.30 Iceberg Lombardia 23.00 Lombardia nera Antenna 3 7.00 Speciale Sport 8.00 Shopping in Poltrona 12.04 Orario continuato 13.00 Shopping in Poltrona 18.30 Io tubo 19.00 Azzurro Italia news 19.45 TG Economia 19.50 Le ricette di Giorgia 20.15 Calciomercato Flash 20.30 Azzurro Italia Speciale Calciomercato 23.00 Azzurro Italia Notte TelePadania 20.30 TG Nord TG Sport 21.15 Da Nord a Nord 21.28 TG Politica 21.45 TG Mondo 21.58 TG Nord II Edizione RAI UNO 7.00 Cartoon Flakes 10.00 Da Barcellona Atletica leggera, Campionati Europei 2010 (Diretta) TG2 Mattina Meteo 2 (all’interno) 13.00 TG2 Giorno TG2 E... state con costume TG2 Sì, Viaggiare 14.00 Ghost Whisperer “La cerimonia” con Jennifer Love Hewitt 14.50 Army Wives “Goodbye Stranger” con Catherine Bell 15.35 Squadra Speciale Colonia “L’uomo di pietra” con John Batchelor 16.20 La Signora del West “La tempesta” 17.10 Ricchi di Energia 17.40 Art attack 18.00 Meteo 2 TG2 Flash L.I.S. Rai TG Sport TG2 18.45 Da Barcellona Atletica leggera, Campionati Europei 2010 (Diretta) 20.30 TG2 20.30 21.05 Da Barcellona Atletica leggera, Campionati Europei 2010 (Diretta) 22.00 Largo Winch (Avventura, 2008) con Tomer Sisley, Kristin Scott Thomas. Regia di Jérôme Salle. 23.50 TG2 0.05 La Storia siamo noi “Bologna, 2 agosto 1980. La strage” 1.10 TG Parlamento 1.20 Rai Educational BIG La via del cuore la via della ragione “Ospite Cesare Romiti” 1.55 Almanacco RAI DUE 8.00 La Storia siamo noi 9.00 L’idolo delle donne (Commedia, 1961) con Jerry Lewis, Helen Traubel. Regia di Jerry Lewis. 10.35 Cominciamo bene Estate “(S)profondo Sud La situazione economica nel Meridione” TG3 Rai Sport Notizie Meteo 3 (all’interno) 13.00 Cominciamo bene Estate Condominio Terra 13.10 Julia 14.00 TG Regione Meteo TG3 Meteo 3 14.45 Cominciamo bene Estate Condominio Terra 14.55 TG3 Flash L.I.S. 15.00 La TV dei ragazzi 16.30 Pallavolo, World League Finale: Brasile Russia (Differita) 17.15 Doc Martin 18.00 GEOMagazine 2010 “Le cinque terre” “Le montagne del Nord” 18.55 Meteo 3 TG3 TG Regione Meteo 20.00 Blob 20.15 Seconde chance 21.05 TG3 21.10 Alice Nevers Professione giudice “Un delitto troppo perfetto” con Marine Delterme 22.55 TG Regione 23.00 TG3 Linea notte Estate meteo 3 23.35 Medium “Pagare il fio” 0.15 Appuntamento al cinema RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico Meteo 5 Borsa e Monete 8.00 TG5 Mattina 8.40 Miracoli degli animali “Chelsea, cucciola coraggiosa” 8.55 La banda Olsen alla ricerca dell’oro nero (Commedia, 2009) con Thor Michael Aamodt, Regine Anthonessen. Regia di Arne Lindtner Næss. 11.00 Forum 13.00 TG5 Meteo 5 13.40 Giffoni Festival “Ospite Emma Marrone”. Condotto da Michela Coppa 13.45 Beautiful 14.10 CentoVetrine 14.45 Alisa Segui il tuo cuore 16.40 Rosamunde Pilcher: Sogno di un’estate (Commedia, 2004) con Antje Schmidt, Stephan Schwartz. Regia di Dieter Kehler. 18.50 I Cesaroni “127 Rustica” con Claudio Amendola, Elena Sofia Ricci 20.00 TG5 Meteo 5 20.30 Velone. Condotto da Enzo Iacchetti 21.20 Women’s Murder Club “Afferrare o trattenere seconda parte” “Kiss me not” “La festa del papà” “E la verità vincerà” “Mai dire mai” con Angie Harmon 1.00 TG5 Notte Meteo 5 1.30 Velone (Replica) CANALE 5 6.45 Beverly Hills, 90210 “Un amore disperato” 7.30 Dibu nello spazio (Fantasy, 2002) con Alberto Anchart. Regia di Raúl Rodríguez Peila.. 9.10 Scooby Doo “Il demone del baseball” 9.40 Duffy Duck “Arredamento moderno” 9.45 Raven “Faccia blu” 10.20 Summer dreams 11.25 Summer crush 12.20 Giffoni Il sogno continua 12.25 Studio Aperto Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 Camera Cafè 14.05 One Piece Tutti All’Arrembaggio 14.35 Futurama 15.00 H2O “Sorpresa” 15.30 Champs 12 “L’addio di Toribia” 16.30 Blue Water High “Local vs Turisti” 17.00 Chante! “Rivelazioni” 17.30 Capogiro Junior 18.30 Studio Aperto Meteo 19.00 Studio Sport Sport Mediaset Web 19.30 Tutto in famiglia “In troppi a tavola seconda parte” 20.05 I Simpson “Le ragazze vogliono solo sommare” 20.30 Mercante in fiera 21.10 Mitici ‘80 “In questa puntata uno strepitoso Jerry Calà racconta i suoi mitici anni ‘80”. Condotto da Sabrina Salerno 0.00 Passion 1.05 Buffy “Ragazze sporche” ITALIA UNO 6.40 Mediashopping 7.10 Balko “Il sesto giorno” con Ludger Pistor 8.10 T. J. Hooker “La talpa” con William Shatner 9.05 Nikita “Amnesia” con Peta Wilson 10.30 Agente speciale Sue Thomas “La protezione” con Deanne Bray 11.30 TG4 Meteo Vie d’Italia notizie sul traffico 12.00 Carabinieri 2 “Fantasmi del passato” con Manuele Arcuri 13.05 Distretto di Polizia “L’informatore” con Isabella Ferrari 14.05 Forum Il Meglio di 15.10 Detective Monk “Il Sig. Monk viene licenziato” con Tony Shalhoub 16.15 Sentieri 16.30 I dannati non piangono (Drammatico, 1950) con Kent Smith, Joan Crawford. Regia di Vincent Sherman. TGCom Vie d’Italia notizie sul traffico (all’interno) 18.55 TG4 Meteo 19.35 Tempesta d’amore 20.30 Renegade “Il seme cattivo” con Lorenzo Lamas 21.10 Robin Hood “Messaggero del Re” “Sceriffo vagabondo” con Jonas Armstrong 23.25 Il coraggio delle aquile (Drammatico, 2006) con Jules Sitruk, Damien Jouillerot. Regia di JeanFrançois Davy. 1.15 TG4 Rassegna Stampa RETE QUATTRO LA 7 LE ALTRE EMITTENTI 8.30 Odeon 24: Videocommunity Il Sole24Ore 9.00 Odeon 24: Con i piedi per terra 9.40 Odeon 24: Col Baffo alla scoperta di... 10.20 Odeon 24: Zoom 10.40 Odeon 24: Videocommunity Il Sole24Ore 11.10 Odeon 24: VParty 11.20 Odeon 24: Odeon News 12.00 Odeon 24: Odeon Shopping 20.00 Superbike TV 20.45 Palle in campo 22.55 Videocommunity 23.00 Odeon 24: Blu Sport 23.30 Odeon 24: Superbike TV 0.15 Odeon 24: Safe Drive “Motorsport” Telelombardia 7.00 Buongiorno Lombardia 6.00 TGLa7 Meteo Oroscopo Traffico Informazione 7.00 Omnibus Estate 9.15 Omnibus Life Estate 10.10 Punto TG 10.15 2’ Un Libro “Ospite Nino Lo Bianco” 10.25 La7 Doc “Timewatch Omaha Beach: la spiaggia insanguinata” 11.30 L’Ispettore Tibbs “Anniversario” con Carroll O’Connor 12.30 TG La7 12.55 Sport 7 13.00 Hardcastle and McCormick “Un campione mancato” con Brian Keith 14.05 Killer commando Per un pugno di diamanti (Avventura, 1975) con Telly Savalas, Christopher Lee. Regia di Val Guest. 16.05 Star Trek Classic “Dominati da Apollo” “La sfida” 18.00 Relic Hunter “La scintilla della magia” 19.00 NYPD Blue “Un Gentleman a New York” 20.00 TG La7 20.30 In Onda. Condotto da Luisella Costamagna e Luca Telese 21.10 Medical Investigation “Alienation” “Mutation” con Neal McDonough 23.05 Leverage “Una banda di onesti ladri” con Timothy Hutton 0.00 Cuork Viaggio al centro della coppia (Repl.) 1.15 TG La7
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 39 stampata da: cervo alle ore: 21.27.59 colore 39Giovedì 29 luglio 2010SPETTACOLI TV Premium Cinema ore 21 Open Range Terra di confine Due cowboy incappano in un proprietario terriero che non vuole intrusi sulle sue terre. Ed è presto guerra. Kevin Costner s’incaponisce a girare i western. E secondo noi fa benissimo. I PROGRAMMI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone Universal ore 21 Allucinazione perversa Un reduce dal Vietnam (Tim Robbins) crede di essere vittima di una cospirazione. E l’incontro con alcuni compagni pare una conferma. Finale atroce. Dal regista di “Attrazione fatale”. Cinema 1 ore 21 District 9 Centinaia di alieni sbarcano sulla Terra. Ma sono pacifici. I terrestri invece no e li sbattono in campi di concentramento. Uno dei migliori fantascientifici degli ultimi anni. Da vedere. Cinema Max ore 21 Passengers Una dottoressa assiste i superstiti di un disastro aereo. Ma forse anche lei ha bisogno d’aiuto. Falso thriller che parte male e finisce sulle ginocchia (finale non bello né inatteso). CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE I FILM LO SPORT TELEFILM SHOW E DOCUMENTARI RAGAZZI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Channel HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F FR Fox HD Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geographic HD SC1 Sky Cinema 1 HD SCF Sky Cinema Family SCH Sky Cinema Hits HD SCMa Sky Cinema Mania SCM Sky Cinema Max HD SP1 Sky Sport 1 SP23 Sky Sport 2 HD 3 HD RSP12 Raisport 12 SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione 10.00 Atletica leggera, Campionati Europei 2010 Giorno 3 (Diretta) ES 15.00 Beach volley, Campionato Italiano Cesenatico: finale M (R) SP2 15.00 PGA European Tour Weekly Magazine Episodio 30 SP3 15.00 Calcio, Serie A Posticipo 12a giornata Inter Roma (Sintesi) SP1 15.30 Momenti di Golf SP3 15.30 Calcio, Campionato del Mondo F U20 2010 Semifinale Germania Corea del Sud (Diretta) ES 15.30 Calcio, Serie A 7a giornata ritorno Napoli Roma (Sintesi) SP1 16.00 Beach volley, SwatchFIVB 2010 Stavanger (Replica) SP2 16.00 Golf, PGA European Tour The Irish Open: 1a giornata (Dir.) SP3 16.00 Calcio, Serie A 6a giornata Livorno Fiorentina (Sintesi) SP1 16.15 Rubrica Eurogoals Flash ES 16.25 Calcio, Campionato del Mondo F Under 20 Semifinale Germania Corea del Sud (Diretta) ES 16.30 Il favoloso mondo degli Azzurri (Repl.) SP2 16.30 Calcio, Serie A 14a giornata ritorno Juventus Cagliari (S) SP1 17.00 Rugby, Tri Nations 2010 Nuova Zelanda Sud Africa (Sint.) SP2 17.00 Milan, un anno di gol (R) SP1 17.30 Atletica leggera, Campionati Europei 2010 Giorno 3 (Diretta) ES 17.30 Calcio, Serie A 4a giornata ritorno Inter Cagliari (Sintesi) SP1 18.00 Basket, Serie A M 10a giornata Cantù V. Bologna (Sintesi) SP2 18.00 Inter, un anno di gol (R) SP1 18.30 Premier League World SP1 19.00 Rubrica Wrestling WWE Experience Episodio 4 (Repl.) SP2 19.00 Rubrica Golf Highlights Nordea Scandinavian Masters (Repl.) SP3 19.00 Calcio, FIFA World Cup 2010 Brasile Cile (Sintesi) SP1 19.30 Beach Soccer Tour 2010 3a tappa Margherita di Savoia prima parte SP1 20.00 Motori, IndyCar Toronto (R) SP2 20.00 PGA European Tour Weekly Magazine Ep. 30 (Repl.) SP3 20.30 Rubrica Momenti di Golf Episodio 26 (Repl.) SP3 20.30 Calcio, MLS All Star Game All Star Manchester Utd (R) SP1 21.00 MotorSport Episodio 23 SP2 21.00 Golf, PGA European Tour The Irish Open: 1a giornata (R) SP3 21.30 Splash Episodio 8 (Repl.) SP2 22.00 Rubrica Speciale Volley femminile 2009/2010 (Repl.) SP2 22.30 Pro Wrestling O. Hart Mr. Perfect R. Rey Mysterio (Replica) ES 22.30 Roma, un anno di gol (R) SP1 23.00 Rubrica Speciale Calciomercato (Dir.) SP1 Joi 19.00 E alla fine arriva mamma! “Strategie di rimorchio” 19.25 Friday Night Lights “Se facessimo l’amore?” con Kyle Chandler 20.15 The Mentalist “Rosso d’amore” con Simon Baker 21.00 The Cleaner “Un filo di speranza” “L’amore per la famiglia” con Benjamin Bratt 22.35 First Years “Morte procurata” “Segreti imbarazzanti” con Bruce Winant 0.10 Law & Order Criminal Intent “Regolamento di conti” con Vincent D’Onofrio 0.55 E.R. Medici in prima linea “L’amore è un campo di battaglia” “Un lungo strano viaggio” con George Clooney Mya 18.15 Anna non sa 18.35 Taking 5 Una rock band in ostaggio (Commedia, 2007) con Alona Tal, Daniella Monet. Regia di Andrew Waller. 20.10 The Vampire Diaries “La storia si ripete” con Nina Dobrev 21.00 Sai che c’è di nuovo? (Commedia, 2000) con Madonna, Rupert Everett. Regia di John Schlesinger. 22.45 Mya Mag “10 Cose che odio di te 2” 23.05 Grey’s Anatomy “Custodi della nostra umanità” con Ellen Pompeo 23.50 Dirt “Legami che non tengono” con Courteney Cox 0.35 The Vampire Diaries “La storia si ripete” con Nina Dobrev 1.25 Harem Suare (Storico, 1999) con Valeria Golino, Marie Gillain. Regia di Ferzan Ozpetek. Steel 17.35 The West Wing Tutti gli uomini del Presidente “Lo scambio” 18.25 Intelligence Servizi & Segreti “Quarta puntata” con Raoul Bova, Ana Caterina Morariu 20.10 Psych “Uno sparo nel buio” con James Roday 21.00 Fight Club (Drammatico, 1999) con Brad Pitt, Edward Norton. Regia di David Fincher. 23.15 Fringe “Unearthed” con John Noble 0.00 Supernatural “Malleus Maleficarum” con Jared Padalecki 0.45 Warehouse 13 “Episodio pilota: Benvenuti al Magazzino 13 seconda parte” Premium Cinema 19.10 Il sogno di una estate (Commedia, 2001) con Freddie Prinze Jr., Jessica Biel. Regia di Michael Tollin. 21.00 Open Range Terra di Confine (Drammatico, 2003) con Robert Duvall, Kevin Costner. Regia di Kevin Costner. 23.25 RocknRolla (Azione, 2008) con Gerard Butler, Tom Wilkinson. Regia di Guy Ritchie. 1.25 La terra degli uomini rossi Birdwatchers (Drammatico, 2008) con Chiara Caselli. Regia di Marco Bechis. Premium Calcio 18.15 Serie A Highlights “11a giornata ritorno” 18.40 Calcio, Serie A 2009/2010 13a giornata Napoli Lazio (Replica) 20.30 Studio UEFA Europa League (Dir.) 20.45 Calcio, UEFA Europa League Shamrock Rovers Juventus (Diretta) € 10 22.35 Studio UEFA Europa League (Dir.) 23.00 Calcio, Serie A 2009/2010 Posticipo 2a giornata ritorno Inter Milan (Replica) 0.45 Calcio, Serie A 2009/2010 16a giornata ritorno Genoa Lazio (Replica) Studio Universal 18.40 Zoolander (Comico, 2001) con Ben Stiller, Owen Wilson. Regia di Ben Stiller. 20.25 Talk of Fame “Jon Voight” 21.00 Allucinazione perversa (Drammatico, 1990) con Tim Robbins, Elizabeth Peña. Regia di Adrian Lyne. 22.55 1 Film 1 Storia “Giulio Cesare” 23.05 Giulio Cesare (Storico, 1953) con Louis Calhern, Marlon Brando. Regia di Joseph L. Mankiewicz. 1.10 2001: Odissea nello spazio (Fantascienza, 1968) con Keir Dullea, Gary Lockwood. Regia di Stanley Kubrick. 19.50 La vita secondo Jim F 19.50 Il mio amico Arnold “Sogni”FR 19.55 Jake & Blake DY 20.00 The Naked Brothers BandNCK 20.05 Will & Grace “Figli e amanti prima parte” FL 20.05 Criminal Minds “Schiavo del dovere” FC 20.20 ICarly NCK 20.20 Il mondo di Patty DY 20.25 I Jefferson FR 20.25 Teen Angels CN 20.30 Dharma & Greg “Concorrenza sleale” FL 21.00 Hazzard “Cletus innamorato” FR 21.00 Cold Case “Partita finale” FL 21.00 C.S.I. “Regalo d’amore” FC 21.10 Greek La confraternita “L’ultimo dei Kappa Tau” F 21.45 I maghi di Waverly DY 21.55 Hazzard “L’abito non fa il monaco” FR 21.55 Castle “La battuta finale” FL 21.55 Flics “Di nuovo a caccia” FC 22.00 Vita segreta di una teenager americana “Matrimoni e altri affari” F 22.10 Jinx DY 22.35 Quelli dell’intervallo DY 22.45 Medium “Mia, per sempre” FL 22.45 Quelli dell’intervallo DY 22.50 C.S.I. Miami “Punto di non ritorno” FC 18.55 Speciale “30 Rock Tutti pazzi in tv” SKU 19.00 Come è Fatto D 19.00 Un pieno di... “Energia dallo zucchero” NGC 19.00 In principio era la Terra “La terra dei laghi” THC 19.30 Come è Fatto D 19.30 Mega: Strutture “Tritaacciaio” NGC 19.35 Sky Scherzando? SKU 20.00 David Letterman Show SKU 20.00 Top Gear “Episodio 6” D 20.00 Ai confini della scienza “Le origini della vita” NGC 20.00 La battaglia delle Nazioni THC 21.00 QPGA “Questi piccoli grandi anni Le storie di Claudio” SKU 21.00 Top Gear “Speciale Polo Nord” D 21.00 Indagini ad alta quota “Il jet scomparso” NGC 21.00 Nati per uccidere “La vendetta degli spartani” THC 22.00 America’s Next Top Model “11ma stagione: Speciale Confidential” (Replica) SKU 22.00 Top Gear “Episodio 5” D 22.00 Quei secondi fatali NGC 22.00 Anatomia di un disastro “L’umiliazione di Pearl Harbor” THC 22.45 Speciale “30 Rock Tutti pazzi in tv” SKU 23.00 David Letterman Show (R) SKU 16.35 Leone il cane fifone CN 16.45 Avatar NCK 17.00 Perché a me? CN 17.20 Super Hero Squad Show NCK 17.35 American dad “Il gusto di stenderti” F 17.50 Bakugan Battle Brawlers CN 17.50 Fan Boy e Chum Chum NCK 18.00 I Simpson “Dalle stelle alle stalle” F 18.10 Spongebob NCK 18.15 My Giant Friend CN 18.30 I Simpson “Homer figlio dei fiori” F 18.40 Star Wars: The Clone WarsCN 19.05 Ben 10: Forza Aliena CN 19.30 Batman the brave and the bold CN 19.55 Il laboratorio di Dexter CN 20.20 I Simpson “Lisa dieci e lode” “Homer Simpson in: problemi di reni” F 20.45 I pinguini di Madagascar NCK 21.10 Spongebob NCK 21.15 Star Wars: The Clone WarsCN 21.30 Spongebob NCK 21.40 ShinChan CN 21.55 Spongebob NCK 22.05 Titeuf CN 22.25 Johnny Test NCK 22.30 Hero 108 CN 22.50 Avatar NCK 22.55 I Fantastici 4 CN 17.05 L’Isola del Tesoro Seconda e ultima parte Con François Goeske SC1 17.10 Vicky Cristina Barcelona Con Rebecca Hall SCMa 17.15 Attrici Con Valeria Bruni Tedeschi C 17.25 Great balls of fire Con Alec Baldwin MGM 17.40 Minaccia sotto il mare Con Casper Van Dien SCH 17.40 Mega Shark vs Giant Octopus Con Deborah Gibson SCM 17.50 Son of Rambow Con Zofia Brooks SCF 18.50 I diari della motocicletta Con Gael García Bernal SCMa 18.55 Piede di Dio Con Emilio Solfrizzi SC1 19.10 Bull Durham Con Tim Robbins C 19.15 Non desiderare la donna d’altri Con Montgomery Clift MGM 19.20 Piccolo grande eroe SCH 19.20 Solo Con Barry Corbin SCM 19.30 La figlia del mio capo Con Ashton Kutcher SCF 21.00 Beethoven Con Charles Grodin MGM 21.00 Ex Con Claudio Bisio SCF 21.00 My Zinc Bed Ossessione d’amore Con Paddy Considine SCMa 21.00 Passengers Con Anne Hathaway SCM 21.00 Prima visione District 9 Con Sharlto Copley SC1 21.00 Sogni Con Akira Terao C 21.15 Frankenstein Junior Con Gene Wilder SCH 22.30 La trappola del coniglio Con Ernest Borgnine MGM 22.30 The Hours Con Meryl Streep SCMa 22.40 Fermate Ottobre Nero Con Dolph Lundgren SCM 23.00 Lezioni d’amore Con Penélope Cruz SC1 23.00 Una commedia sexy in una notte di mezza estate Con Woody Allen C 23.05 Air bud 2 Eroe a quattro zampe Con Gregory Harrison SCF 23.05 Oltre le linee nemiche Con Thomas Ian Griffith SCH 23.45 Per amore e per vendetta Con John Lithgow MGM 0.20 Imago Mortis Con Alberto Amarilla SCM 0.30 Fratellastri a 40 anni Con Will Ferrell SCMa
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 40 stampata da: callioni alle ore: 22.29.56 colore ::: Sport 40 Giovedì 29 luglio 2010 @ commenta su www.liberonews.it FRANCIA Ribery ammette orgia con escort Zahia Il centrocampista francese Franck Ribery ha confermato davanti agli inquirenti di aver avuto rapporti sessuali con la giovane escort Zahia e un’altra ragazza, ma di non essere a conoscenza del fatto che la Dehar fosse minorenne. ARGENTINA Ct cercasi: il candidato è Sabella La nazionale argentina cerca il sostituto di Diego Armando Maradona. Si punta su Alejandro Sabella, mister dell'Estudiantes de la Plata. I cronisti parlano anche di Sergio Batista, allenatore delle nazionali giovanili, e che sarà alla guida della Seleccion ad interim. CAGLIARI Sospesa per rissa amichevole col Bastia Amichevole caldissima tra Cagliari e Bastia: l'arbitro ha sospeso la partita per una zuffa scoppiata in campo e che ha coinvolto molti giocatori. I rossoblù sono tornati negli spogliatoi in vantaggio per 30 al momento dello stop. Poi la comunicazione della sospensione del match. ::: FABRIZIO BIASIN MILANO L’unica cosa certa è che tutti giocheranno contro tutti. Ne siamo sicuri. Per il resto tocca affidarsi al cervellone, controllato da quei geniacci di Sky, che di denaro ne hanno cacciato a volontà e giustamente si sono autoproclamati organizzatori della seratona in praimtaim. Tutti presenti nell’affascinante Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa: presidenti, conduttori, giornalisti, belle figliole vestite a puntino. Alle 20.45 circa dopo i convenevoli si dà via al sorteggione: parte una versione pane & salame de “L’anno che verrà” di Dalla e dopo venti secondi eccola lì, bella e pronta, la prima giornata della stagione 20102011. La Juve va a Bari, il Milan ospita il Lecce, l’Inter è in trasferta a Bologna nel primo succulento mondaynight del calcio italiano, la Roma ri ceve la matricola Cesena, le altre vi invitiamo a guardarle in tabella. Già che ci siete studiate anche il secondo turno: forti contro deboli e solo un big match (JuventusSampdoria). Totale: ci hanno fatto una testa così per spiegarci i criteri del sorteggio, ci hanno detto che non c’erano le teste di serie, ci hanno sussurrato che probabilmente avremmo fatto i conti con “prime giornate” da brividi e invece nulla. Sembra un’inizio oldstyle, tipico dei campionati di dieciquindici anni fa: le squadre col blasone contro quelle meno luccicanti. Ci si interroga tra presidenti: Cellino è contento perché il Cagliari parte in trasferta (Palermo) e con 15 giorni in più a disposizione può sperare in qualche abbonamento extra, De Laurentiis è felice perché va a Firenze e «lì ci ho girato “Amici Miei”», Paolillo (ad Inter) è preoccupato perché tre giorni prima dell’esordio c’ha la Supercoppa contro l’Atletico Madrid (27 agosto a Montecarlo), gli altri parlottano tra loro e se la ridono e dicono le solite cose di tutti gli anni («tanto poi le devi incontrare tutte ... Peccato, giochiamo l’ultima in trasferta ... Abbiamo il calendario facile ... Abbiamo il calendario difficile ... Non esiste il calendario facile o difficile»). Che fantasia. E allora diamo un’occhiata al calendario, che poi è il protagonista della serata più degli imbellettati. La prima partitona è alla quinta: RomaInter tra i due club che negli ultimi anni se le sono suonate più di tutti. Paolillo mette il broncio, ma solo perché alla sesta gli tocca InterJuve e tra le due partite di campionato gli tocca pure la Champions. Sul palco procedono le analisi e le domande a questo e quel patron. Il computer invece va a scatti. O meglio, dal palco ti svelano le giornate a caso: la settima, poi la dodicesima, poi la quarta, poi una partita, poi quell’altra. Si capisce poco e ci tocca aspettare che finisca il sorteggione tra una chiacchiera di Galliani (sorridente), un monologo di Laurentiis (e quello dietro di lui si addormenta), una frecciata di Lotito (che ormai non sorprende più), una serie infinite di pacche sulle spalle e “volemose bene” detti tra compari prima che inizi il tenzone (prima giornata al via sabato 28 con i classici due anticipi). A un bel punto facciamo “il punto”. Sappiamo che: ci sarà una partita al venerdì (per le italiane che giocano la Champions), due al sabato (o una se una di quelle che disputano l’Europa League gioca di lunedì), il resto alla domenica tra anticipo delle 12.30 (ma non alla prima giornata), le classiche partite delle 15 e il posticipo serale. Sappiamo anche che i big match non si giocano nei quattro turni infrasettimanali (tre di mercoledì e uno all’Epifania), che le ultime quattro giornate vige la legge della perfetta alternanza (casatrasfertacasatrasferta), che tutto il cucuzzaro terminerà il 22 maggio. Un gran casino insomma, e se non ti piace il calcio ti conviene buttare la televisione dal terrazzo. Per il resto diamo un senso allo spettacolone messo in scena alla Borsa: RomaInter alla quinta (già detto), InterJuve alla sesta (idem) con NapoliRoma, Mi lanJuve alla nona (31 ottobre), primo derby alla decima con LazioRoma, secondo il 14 novembre con InterMilan (nel medesimo 12° turno c’è anche JuveRoma), SampGenoa alla 17ª (ultima giornata prima di Natale) con MilanRoma, ultimo turno con la Juve che può festeggiare lo scudetto ospitando il Napoli, l’Inter che può fare la stessa cosa in casa con il Catania,la Roma che può fare la stessa cosa in casa con la Sampdoria, il Milan che può fare la stessa cosa a Udine. Poi magari vince il Chievo... RomaInter 5ª giornata (26/9, 6/2) MilanJuve 9ª giornata (31/10, 6/3) MilanInter 12ª giornata (14/11, 3/4,) IL CALENDARIO DI SERIE A 20102011 Estate fredda, autunno rovente Nel primo campionato“spezzatino” inizio agevole per le grandi. Emozioni a partire da fine settembre con RomaInter. Derby Capitale il 7 novembre, quello di Milano una settimana dopo E ALLEGRI VUOLE TRATTENERE GATTUSO Berlusconi scherza sul Milan: «I miei figli vogliono interdirmi...» ROMA «I miei figli mi vogliono interdire dal Milan se continuo a spendere tutti questi soldi...». Una battuta, certo, quella di Silvio Berlusconi durante l’incontro con gli ambasciatori alla Farnesina, ma che delinea tra le righe la situazione della società rossonera. Perdite, tante, che il patron innamorato di quella maglia continuerebbe a coprire senza problemi, mentre i figli attenti ai conti di famiglia non vogliono più ripianare. Il Milan è da sempre una questione più di sentimenti che di testa, anche nella gestione della squadra. E così ieri è arrivata anche l’ultima attesa decisione “di cuore”: Gennaro Gattuso resta fino alla fine del campionato. Se “Rin ghio” vorrà, ovviamente, anche se è difficile immaginare il giocatore che sbatte la porta alla sua seconda famiglia dopo dieci anni di militanza. L’annuncio l’ha dato Adriano Galliani: «Su Rino la schiarita c’è stata ieri sera (martedì, ndr) con Allegri. Direi che è tornato il sereno», ha detto l’ad rossonero. Galliani ha parlato anche delle strategie di mercato: «Non credo che cercheremo rinforzi, ma vedremo», ha spiegato, «Honda ha un problema, è difficile ingaggiarlo perché ha il passato extracomunitario. Chiedete alla Figc». Il riferimento chiaro è alla decisione della federazione di limitare a uno il numero di extracomunitari ingaggiabili per ogni stagione. Chissà se cambierà qualcosa di fronte all’offerta del Real Madrid di 25 milioni per Thiago Silva, rivelata ieri dal procuratore del giocatore. Anche per questo sembra che la società di via Turati sia sulle tracce di due giovani centrocampisti italiani per il futuro: sono Andrea Poli della Sampdoria e Antonio Candreva dell’Udinese, non riscattato lo scorso anno dalla Juventus a fine stagione. E sulla nuova stagione ieri ha parlato a Milanello Clarence Seedorf: «Allegri ha bisogno di tempo. C'è molto entusiasmo e sono felice di notare questa grande voglia di fare bene», ha detto l’olan dese sulla gestione dell’ex tecnico del Cagliari, «ci sta facendo lavorare molto bene, la sua filosofia è chiara, stiamo cercando di assorbire il prima possibile i suoi pensieri sul gioco». Intanto il Milan prosegue con la sua linea verde e deposita in Lega il contratto del 17enne Mattia Elia Desole, terzino sinistro nazionale svizzero Under17 (ha anche il passaporto italiano). Un altro ragazzo proveniente dalle giovanili dell’Inter che ha spiegato così la sua scelta: «Mi ha convinto il progetto dei rossoneri: tra cinque anni vogliono avere cinquesei titolari provenienti dalla Primavera». FRANCESCO PERUGINI
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 41 stampata da: callioni alle ore: 22.29.56 colore 41Giovedì 29 luglio 2010 @ commenta su www.liberonews.it SPORT Sul digitale con Caputi e nuovi “talent” Dahlia schiera otto squadre di A, tutta la B e si tiene la moviola Massimo Caputi ::: MILANO Gran galà di presentazione della stagione 2010/2011 per Dahlia Tv. La televisione del digitale terrestre trasmetterà tutte le partite di otto squadre di Serie A (Sampdoria, Cagliari, Chievo, Cesena, Udinese, Lecce, Catania e Parma) e può vantare l’esclusiva di tutto il campionato di Serie B. La redazione sportiva godrà oltre all’esperienza di Massimo Caputi e Maurizio Biscardi, anche della presenza di numerosi “ta lents” tra i quali Di Livio, Bettarini e Gentile. Nel giorno della presentazione Dahlia non si è sottratta dal dibattito che sta infiammando le televisioni: moviola sì o no? Ha parlato Massimo Caputi, vicedirettore dei programmi sportivi: «Noi faremo la moviola. Continueremo perchè la si può fare in tanti modi ha spiegato e noi svolgeremo un’analisi seria». Non solo calcio, ma anche tanti altri sport per questa isola felice del digitale: pugilato, rugby, la pallavolo femminile, tutto il campionato Nfl e la diretta delle gare Superbike. EUROPA LEAGUE L’ultima chance di Diego alla “prima” di Del Neri A Dublino esordio ufficiale della Juventus nel preliminare di Coppa. Contro lo Shamrock oltre al brasiliano si giocano il futuro bianconero De Ceglie e Sissoko ::: MARCO CAPIZZI DUBLINO (IRLANDA) Sembra incredibile ma è già tempo di esami in casa bianconera. Incredibile perché è il 29 luglio, incredibile perché la Juve gioca i preliminari di Europa League, incredibile perché è solo la prima partita ufficiale di Del Neri sulla panchina della Signora. È messo alla prova innanzitutto il tecnico friulano. Dopo un mese di ritiro, stasera nel terzo turno preliminare di Europa League contro il club irlandese degli Shamrock Rovers si dovrebbero iniziare a vedere i frutti dei duri metodi usati da Del Neri, e del nuovo modulo tattico. La Juve torna al vecchio e caro 442: Storari, titolare almeno fino a ottobre quando tornerà Buffon, tra i pali; la linea difensiva composta da Motta, Bonucci (Legrottaglie è influenzato e non dovrebbe essere del match, intanto ci si muove per il messicano Marquez), Chiellini e De Ceglie. A centrocampo Lanzafame (in vantaggio su Martinez che deve ancora adattarsi al ruolo e trovare la condizione), Sissoko, Marchisio e Pepe (Krasic è in arrivo secondo la stampa russa); in avanti dovrebbe prevalere la coppia DiegoTrezeguet su Del PieroAmauri. Sotto la lente d’ingrandimento non c’è solo il nuovo allenatore della Bianca e neira. Prima di tutti l’osservato speciale è Diego. Domenica è stato il mattatore nella amichevole di Cosenza contro i francesi del Lione. È risaputo però che il fantasista non è mai rientrato nei piani di Del Neri, perché un trequartista non c’azzecca proprio con la nuova filosofia juventina. Infatti, l’ex calciatore del Werder Brema in questa prima parte di stagione è stato utilizzato avanzato in tandem con Trezeguet con il quale ha dimostrato di avere una buona intesa. Ora però è una partita “vera” e Diego deve far vedere di poter giocare in quel ruolo per tutta la stagione. L’alternativa sarà quella di metterlo in vetrina o di usarlo come contropartita per arrivare al bosniaco del Wolfsburg Edin Dzeko. Il brasiliano ha parlato prima della partenza per Dublino e sembra avere le idee chiare: «Voglio restare alla Juventus, lo ripeto, per riscattarmi insieme alla squadra, con una grande stagione. Questo sarà l’anno del riscatto, vogliamo cominciare bene e finire a testa alta». Non solo Diego, ma anche altri due giocatori sono già alla prova del nove in questa partita. Paolo De Ceglie e Momo Sissoko. Il terzino sinistro non ha convinto in questo inizio di stagione e Marotta è da un pezzo alla ricerca di un suo sostituto (Aogo e Drenthe i nomi più quotati): con una prova di lusso stasera potrebbe ritagliarsi ancora del tempo per far cambiare idea a Marotta. Il maliano, invece, è partito molto bene: Del Neri preferiva Melo a tal punto che si era pensato di cedere il numero 5 della Juve, ma Momo non è il tipo da farsi mettere i piedi in testa e si sta guadagnado la maglia da titolare, importante sarà dunque il match di stasera. Gli irlandesi puntano tutto sull’attaccante Twigg, capocannoniere del campionato. Il ritorno sarà il 5 agosto a Modena. Dal prossimo turno entreranno in gioco Napoli e Palermo con le escluse dai preliminari di Champions. A settembre al via i gironi eliminatori. IL PEZZO DI CARTA DELLA SIGNORA Dottor Chiellini Alla fine Giorgio Chiellini il primo titolo l’ha ottenuto. Non è il più ambito, quello di “campione d’Italia”, ma quello non più semplice da raggiungere di Dottore in Economia e Commercio. Laurea conquistata all’Università di Torino con il voto di 109/110, un ottimo risultato per un calciatore sempre in viaggio e impegnato pure nella trasferta sudafricana per i Mondiali. Il difensore della Juventus ha dato l’an nuncio tramite la sua pagina personale sul social network Twitter, ma per i suoi fans questa non è stata l’unica bella notizia della giornata. «Da oggi si riparte a correre, con tanta voglia di riscatto!», ha scritto il numero 3 bianconero dopo l’annuncio della laurea, «l’obiettivo da centrare è la qualificazione in Champions League». «Riguardo la mia permanenza alla Juventus», spiega in un altro post, «ho ribadito che non ho intenzione di lasciare questa società alla quale sono legatissimo». Auguri dottor Juve. AFFARE BALOTELLI In Inghilterra il ragionier Raiola tratta i dettagli MILANO Si avvicina il giorno dell’addio di Mario Balotelli all’Inter. Ieri Mino Raiola è volato a Manchester per definire gli ultimi dettagli del contratto del 19enne bresciano. Già noti invece i gli accordi tra Inter e inglesi: 30 milioni più bonus. Qualche difficoltà in più sul fronte MaiconReal Madrid, con il brasiliano che non si decide ad abbassare le sue pretese (7 milioni al’anno) e rischia di far saltare la trattativa. Intanto, Moratti pensa già a come spendere i soldi: gli obiettivi restano Kuyt e Mascherano e si profila già l’importo della somma da offrire al Liverpool, 25 milioni più Muntari. Chi invece non vuole lasciare la sua casa è Riccardo Montolivo, appena arrivata nel ritiro della Fiorentina. Da Cortina d’Ampezzo il centrocampista azzurro ha fatto di essere pronto a restare a lungo in viola di essere pronto a rinnovare anche fino al 2015. La Roma stringe per l’ex laziale Behrami, ora al West Ham: se lo svizzero accetterà un triennale da 1,5 milioni, i giallorossi passeranno all’attacco offrendo lo scambio alla pari con Doni. SI INIZIA Gigi Del Neri, 60 anni ad agosto
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 42 stampata da: cervo alle ore: 22.35.47 colore 42 Giovedì 29 luglio 2010 SPORT @ commenta su www.liberonews.it ottimo lanciare. Ha già dichiarato di voler arrivare a Londra prima di staccare definitivamente. Ci arriverà da vicecampione d’Europa in attesa di confermarsi tra un anno quando a Daegu si assegneranno le medaglie mondiali. In fondo la concorrenza sarà praticamente la stessa. «E’ una sensazione bellissima, quest’anno ci ho sempre creduto anche quando il mio allenatore diceva che saremmo venuti qui a vincere una medaglia. La mia famiglia sa cosa ho passato in questi anni, la dedico solo a loro». Complessivamente una giornata da ricordare per gli azzurri che quasi in toto hanno risposto a quanto veniva chiesto come minimo sindacale ma che troppo spesso negli ultimi anni era mancato: qualificarsi laddove era alla portata, lottare per farlo nelle altre specialità. E’ successo così che ci saranno due donne nella finale dei 400 perché accanto all’attesissima Libania Grenot c’è anche la bergamasca Marta Milani, al miglior risultato in carriera. Barberi e Vistalli sono finiti fuori nell’omologa distanza maschile ma offrendo ottime impressioni soprattutto in prospettiva staffetta. Da dimenticare invece la giornata di Manuela Levorato: imballata e spenta, è arrivata ultima nella sua batteria dei 100 con un insignificante 11”80 che mortifica lei e boccia chi l’ha convocata. Oggi tra gli altri ci sarà Gibilisco nelle qualificazione dell’Asta, tornerà in pista Daniele Meucci nelle semifinali dei 5.000 e in serata Donato e Schembri si giocano una medaglia nel Triplo. Oro in 10”11. Per l’Italia Di Gregorio 7° È bianco e francese il re dei 100 metri La star del nuoto si confessa a “Gioia” “Mamma” Pellegrini: «Per un figlio rinuncerei ai Giochi» ::: FABRIZIO BIASIN MILANO Federica Pellegrini è speciale come una mozzarella morsicata a Capua da un amante della bufala. Non è come quei campioni dello sport che parlano e annoiano a prescindere. Lei, se apre bocca, ti dà un colpo secco nel bene o nel male. Ieri la nuotatrice azzurra più forte che c’è ha tirato la mazzata: a Marin suo collega e fidanzato da qualche anno , ai suoi fan, a Laure Manaudou (ex nemica, ex rivale, ex fidanzata del bel Marin). Dice così, Federica, in un’inter vista rilasciata a “Gioia”: «Rinuncerei a Londra. Rovinerebbe i miei piani, ma sarebbe lo stesso la cosa più bella del mondo». E parla di “rinuncia” in caso di eventuale, improvvisa maternità. E glielo dice in faccia al suo uomo: «Lui è sempre stato innamorato di me, fin da bimbo, ma a me non piaceva. Poi si sono invertite le parti, finchè non ci siamo ritrovati con gli stessi sentimenti. Il matrimonio e i figli dopo Londra. Se sarà... La convivenza mi spaventa, ma non perchè non mi fidi di Luca. Stiamo insieme da due anni e sarebbe anche l’ora. È che non so come reagirei alla quotidianità». Capiterà anche quello e sarà l’ennesi ma mazzata per la Manaudou, che aveva un fidanzato italiano (e la Fede se l’è preso), che era la più forte (e la Fede l’ha battuta), che ha avuto un figlio lo scorso 5 aprile (e la Fede medita di imitarla). Noialtri fan della sirena veneta speriamo che il pargolo arrivi fra un po’, di sicuro dopo gli Europei di nuoto in programma a Budapest dal prossimo 4 agosto dove tenterà l’avventura anche negli 800 stile. «Era il progetto di Alberto (l’ex tecnico Castagnetti, scomparso lo scorso ottobre ndr). Voleva che a Londra portassi quattro specialità dello stile libero, dai 100 agli 800. Finora non me la sono sentita, ma stavolta ci provo». Per chiudere un’altra piccola frecciata alle compagne di nuotata, giudicate un po’ “sciatte”: «Odio l’idea della sportiva che se ne va in giro in scarpe da ginnastica, tuta e maglietta. Io prima di tutto sono una donna: amo il mio sport, ma un’atleta non deve essere un maschiaccio. Io mi dipingo le unghie e mi metto i tacchi alti». Per il pargolo c’è tempo... Accuse di doping Di fronte agli inquirenti Petacchi fa scena muta Ora lo aspetta il Coni ::: FIRENZE Giù dal podio di Parigi, dentro alle aule giudiziarie. Alessandro Petacchi è arrivato ieri mattina alle 10 nella sede dei Nas a Firenze (nell’ambito dell’inchiesta della procura di Padova sul doping), accompagnato dal suo legale e dal compagno di squadra Bernucci, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere in occasione dell’interrogatorio sull’utilizzo di sostanze e pratiche vietate. Poco prima di partire per il Tour, dove poi ha conquistato la prestigiosa maglia verde della classifica a punti, a Petacchi è stato notificato un avviso di garanzia. L’accusa della Procura di Padova è pesante: violazione della legge antidoping, in specifico doping ematico con utilizzo di Pfc (Perfluorocarburo) e albumina umana. Lui ha sempre negato tutto, ieri ha tenuto la bocca chiusa, su consiglio dell’avvocato Virginio Angelini, difensore dello sprinter spezzino. Per tutta risposta la Procura Antidoping del Coni ha convocato Petacchi per il 3 agosto alle 12. Ma per AleJet le preoccupazioni sono anche altre. All’in chiesta penale farà probabilmente seguito quella sportiva. Ed incombe il rischio di radiazione per recidività: nel 2008, infatti, Petacchi ha già scontato un anno di stop per la positività al salbutamolo. ::: BARCELLONA(SPAGNA) Il primo bianco sotto i 10 secondi contro uno dei dopati più discussi nella storia recente dell’atletica. Doveva finire per forza così, doveva essere per forza Christophe Lemaitre ad interrompere il dominio dei colored nei 100, a cancellare tutti i sospetti su Dwain Chambers e sul suo fisico troppo scolpito per sembrare vero. In fondo con quel 9”98 d’inizio luglio gli aveva lanciato un messaggio chiaro. Anche a Barcellona avrebbe potuto ripetersi, trovando le condizioni giuste. Ed è stato così, con il 20enne francesino che ha avuto la fortuna di correre in una corsia lontana dall’inglese e la sfrontatezza di fare corsa di testa sin dai primi appoggi. Una corsa che l’ha portato in 10’11 sul trono d’Europa mentre il suo avversario si scopriva terribilmente fragile perdendo tutto, persino il podio in un fotofinish allucinante con quattro atleti accreditati dello stesso crono, a cinque centesimi dal vincitore. Impossibile pensare ad un Lemaitre in grado di battersi alla pari con Powell e Gay, figuriamoci con Bolt. Ma pensare che un bianco regga il passo dei neri consola. Potranno pensarci anche Emanuele Di Gregorio e Simone Collio, rispettivamente 7° e ritirato dopo due passi, a causa di un indurimento già patito in semifinale: meglio pensare alla staffetta, dove le nostre chance ce le giochiamo eccome. F.DAN. ::: FEDERICO DANESI BARCELLONA Dieci anni dopo, ma lui è ancora lì, ancora d’argento. A dimostrare che non si è capitani per caso, a demolire con un urlo dei suoi le critiche che troppo spesso lo hanno accompagnato nelle ultime stagioni quando, dimenticandosi dei problemi fisici che ne hanno minato l’esplosione definitiva, Nicola Vizzoni era stato messo in un canto. Buono per le qualificazioni, per portare punti pesanti in Coppa Europa e nulla di più. Un po’ di suo ce l’ha messo anche il gigante di Pietrasanta che dopo l’ar gento olimpico di Sidney e il quarto posto ai Mondiali di Edmonton un anno dopo non si era più espresso a quei livelli. Un sesto posto quattro anni fa a Goteborg, poco altro da segnalare. Eppure la sua gara in quello che è stato stadio olimpico è stata quanto di meglio gli si sia visto fare da molto tempo a questa parte. Un primo lancio in sicurezza, a dargli la sensazione di essere in serata buona, e poi una serie impressionante a cavallo dei 78 metri, superati di poco in stagione come miglior risultato. Non si è scomposta nemmeno quando il bielorusso Viatokha con l’ultimo lancio lo ha buttato giù da un podio che lo vedeva terzo superandolo di 16 centimetri. Il tempo di ricaricare batterie e mirino, lo ha demolito arrivando ad un 79.12 che per la sua età e per gli acciacchi è un FUTURA MADRE Federica Pellegrini Lap EUROPEI ATLETICA L’immortale Vizzoni ha un martello d’argento A Barcellona il 37enne livornese conquista il secondo posto all’ultimo lancio: è la nona medaglia in carriera SECONDO POSTO COL SORRISO Nicola Vizzoni, campione italiano in carica del lancio del martello Ap ::: GIGANTE CAMPIONE TRICOLORE Nicola Vizzoni (4 novembre 1973 Pietrasanta) è il fenomeno indiscusso del martello italiano: il 30 giugno 2010 ha conquistato a Grosseto il suo 21° titolo di campione tricolore. SYDNEY In carriera ha vinto 9 medaglie: il suo massimo risultato è l’argento alle Olimpiadi di Sydney 2000. Il suo record personale è di 80,50 metri. Christophe Lemaitre, 20 anni vince l’oro nei 100 Ap
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 43 stampata da: cervo alle ore: 21.22.52 colore 43Giovedì 29 luglio 2010 @ commenta su www.liberonews.it uomini&cavalli [ TROTTO] Sfida ItaliaFrancia stasera a Tor di Valle Questa sera all’ippodromo romano di Tor di Valle si deciderà l’esito della 21esima edizione della sfida in sulky ItaliaFrancia. In pista 7 concorrenti nel Memorial Carlo Biffi, giornalista ideatore della sfida, nel convegno conclusivo prima della lunga pausa estiva (la ripresa è prevista per settembre). In lizza 4 italiani contro 3 francesi, vincitori a Cagnes sur Mer. [ LIVORNO] Top Experience idea per il Quartè In attesa del convegno clou dell’anno, la 70esima Coppa del Mare di domenica, il Caprilli di Livorno manda in scena stasera un convegno spettacolare incentrato sulla trisquarte nazionale. Prova molto incerta, tra i papabili al successo proviamo a indicare Top Experience, che dopo le prove di rodaggio dovrebbe aver raggiunto la forma ottimale. Equitazione Il salto di Sanpa brilla nella luce di Romagna Da domani a domenica torna il prestigioso Csio 5 stelle a “casa Muccioli”: un luogo dove i miracoli esistono ::: ANTONIO TERRANEO Fate finta di essere seduti dentro un film. Persi nei vostri pensieri più intimi, state guidando la vostra automobile. Terminata la sigla iniziale, lo schermo va a nero, come il colore della notte che avvolge le colline romagnole, tranquille spettatrici della vita follemente sfrenata della riviera. Salendo, a parte le stelle e la luna, l’unica luce che si scorge è quella del campo gara che da lumicino iniziale diventa bagliore man mano che la distanza da Sanpa diminuisce. Ognuno di voi può tranquillamente prendere questa immagine, realmente vissuta ed adattarla come meglio crede alla missione che il centro di recupero alla vita degli uomini caduti, svolge da tanti anni. Non è questo lo scopo di queste righe. Le battaglie della famiglia Muccioli sono troppo grandi per noi, troppo complesse da rinchiudere in questo angolo, troppo elevate per poterle sporcare con il nostro inchiostro. Non vogliamo di certo sfruttarle per toccare l’anima del lettore. Questo sarebbe un giornalismo volgare che non ci appartiene. Probabilmente non ne siamo neppure degni e per questo ci limitiamo a ricordarvi che esistono, che si combattono tutti i giorni. Punto. Quello che invece ci compete è di riconoscere in questo miracolo quotidiano il ruolo dei cavalli. Loro sono gli attori protagonisti di questo centro. Lo sono per genesi, qualità, e risultati. Lo diventano come simbolo del rispetto che da un lato godono e che dall’altro, attraverso la loro essenza, come specchi di vita aiutano gli abitanti di Sanpa a recuperare il proprio. INTUIZIONE Vincenzo Muccioli, il fondatore della comunità scomparso nel 1995, era un grande appassionato di animali e ne aveva sempre riconosciuto lo straordinario potere terapeutico. Oggi il figlio Andrea, responsabile del centro di recupero riminese, prosegue sulla via intrapresa dal padre. Negli anni, infatti, sul colle di Ospedaletto sono approdati – oltre a bovini e suini – anche cani e gatti. E soprattutto cavalli. Campioni del salto ostacoli e riproduttori portatori delle migliori linee di sangue al mondo che hanno gettato le basi per un allevamento di primo piano nel panorama italiano ed europeo. Oggi le scuderie ospitano i cavalli da salto in lavoro, i giovani e una decina fattrici – tra le quali ritroviamo, tra le altre, le campionesse internazionali delle passate stagioni come la due volte iridata Weihaiwej, la famosa cavalla dagli occhi azzurri, Kyhra, S.P. Baby, ex Babouchka campionessa italiana con Emilio Puricelli, Ilissa, Indira, Lancerina e lo stallone grigio Nadir, un figlio dell’Hol steiner Corrado I e di S.P. Lancerina. Negli ultimi anni l’impostazione dell’allevamento di Sanpa è parzialmente mutata: mentre un tempo si tendeva a vendere solo cavalli di cinquesei anni, già avviati alla carriera agonistica, oggi a Sanpa si possono acquistare anche i puledri. Lo fanno in molti sia in Italia che all’estero. «Però, ben oltre l’aspetto commerciale – spiega Francesco Carbone dal 1991 responsabile della scuderia – gli animali di San Patrignano sono soprattutto terapeuti preziosi e insostituibili. Il cavallo, in particolare, con la sua forte carica immaginifica è affascinante, rappresenta da sempre il punto di incontro ideale tra realtà e sogno, una fonte di ispirazione. Specie per i ragazzi con difficoltà di comunicazione il contatto con queste creature costituisce il primo passo verso l’ester no». San Patrignano non dimentica i suoi “anziani”. Le grandi fattrici come Sri Lanka, Deka, Ara, Nikita, solo per citarne alcune, che tanto lustro hanno dato in gara e come madri, trascorrono oggi serenissime giornate sui prati della Normandia grazie ad una collaborazione della comunità con La Bassetta, Proprio in questi ultimi mesi San Patrignano ha aperto il suo circolo ippico. Ci sono 2 istruttori federali e 14 pony. Ci si può imparare a montare, così come muovere i primi passi nell’agonismo. Lo frequentano 40 tra bambini e ragazzi e la metà di loro arriva da Rimini, Riccione, San Marino. Ci sono pure una quindicina di persone che tengono i loro cavalli a pensione. Niente male per un posto che vent’anni fa veniva ancora considerato “un comunità di drogati”. Un posto da cui stare alla larga e dove oggi, invece, la gente “normale” porta i suoi figli a fare uno sport straordinario. A insegnarlo sono proprio i ragazzi di Sanpa. È questo il regalo più bello che i cavalli potevano fare a San Patrignano. Vincenzo Muccioli lo aveva capito per primo. I cavalli non servono solo a vincere qualche gara, ma ti aiutano a sentirti e essere meno solo e a incontrare e conoscere gli altri. Esattamente quello che serve per uscire dalla droga. LE GARE Il “Challenge Vincenzo Muccioli” in TV. Raisport: venerdì 30 luglio Premio Deutz–Fahr 22.15 23.30; sabato 31 luglio Grande Chasse Mediaset 22.00 23.30; domenica 1 agosto Gran Premio Acqua Uliveto “Challenge Vincenzo Muccioli” 22.30 24.00); Class Horse TV: dirette di ognuna delle 9 gare da venerdì 30 luglio a domenica 1 agosto. VERONA Anche quest’anno Fieracavalli Verona International Horse Festival e la Comunità di San Patrignano si ritrovano nuovamente unite in nome della solidarietà, promuovendo lo sport come mezzo per rafforzare le relazioni tra gli individui. Al 14° “Challenge Vincenzo Muccioli”, Fieracavalli attesta il proprio impegno scendendo in campo con l’ostaco lo di Jumping Verona, il concorso internazionale che si svolge durante i quattro giorni della manifestazione veronese e che da anni concilia tecnica, talento e spettacolarità. Jumping Verona rappresenta l’unica tappa italiana della Rolex FEI World CupTM, la massima competizione di salto ad ostacoli indoor che riunisce da dieci anni il gotha dell’equitazione internazionale. Proprio durante la Rolex FEI World Cup San Patrignano consacrerà il sodalizio con il proprio ostacolo, simbolo della Comunità. SODALIZIO Insieme a Fieracavalli per un obiettivo comune STORICA PARTNERSHIP Rinnovata per due stagioni la collaborazione con Rolex SAN PATRIGNANO (RN) La novità dell’edizione 2010 del CSI5* di San Patrignano è il rinnovo della collaborazione tra Rolex e la comunità riminese. Il debutto della maison ginevrina nello sport è datato 1927, quando la nuotatrice Mercedes Glietze attraversa il canale della Manica con al polso un Rolex Oyster, primo orologio veramente resistente all’acqua. «Avere con noi per i prossimi 2 anni un partner così importante è la conferma del successo raggiunto», spiega l’olandese Emile Hendrix dal 2001 consigliere tecnico della manifestazione e ci consente di diffondere ancora di più il messaggio umano che lo anima». Opinione condivisa anche da Gian Riccardo Marini, ad di Rolex Italia: «Apprezziamo molto il significato sociale del concorso e ne condividiamo i valori fondamentali come il lavoro di gruppo, l’intraprendenza, lo spirito di sacrificio e la ricerca della perfezione». . SUGGESTIONE Una intensa immagine del concorso San Patrignano 2009 (lo svizzero Beat Mandli, in sella al suo Luis; si sono classificati al secondo posto). Sopra, Francesco Carbone, “direttore” delle scuderie e capo dei 23 ragazzi impegnati nel delicato impiego I partecipanti I binomi azzurri di Fuchs sfidano l’élite mondiale ::: SAN PATRIGNANO (RN) Saranno 40 i cavalieri, in rappresentanza di 22 nazioni, a presentarsi al via della 14esima edizione del Concorso Ippico Internazionale di Salto Ostacoli (CSI5*), dal 30 luglio al 1 agosto. Tra loro 6 tra i primi undici atleti del ranking mondiale: il tedesco Marcus Ehning (n° 4), l’irlandese Jessica Küerten (n° 6), l’australiana Edwina Alexander (n° 7) gli altri tedeschi Ludger Beerbaum (n° 9) e Marco Kutscher (n° 10) e l’olandese Albert Zoer (n° 11). Presente anche il belga Leon Thijssen (36) una cui foto, scattata durante l’Europeo del 2005 svoltosi proprio a Sanpa, rappresenta immagine ed headline del concorso di quest’anno: “Change your prespective”. Undici gli italiani al via, con il commissario tecnico, Markus Fuchs, in cerca di indicazioni utili in vista dei mondiali Lexington (USA) del prossimo ottobre. A comandare il gruppo i tre azzurri meglio piazzati nella classifica FEI: il modenese Gianni Govoni (n° 23), Natale Chiaudani (n° 41) e Juan Carlos Garcia (n° 69). A completare il lotto saranno Giuseppe D’Onofrio, uno dei magnifici quattro vincitori della medaglia d’argento a squadre all’Europeo di Windsor, Emilio Bicocchi, Roberto Cristofoletti, Emanuele Gaudiano, Gabriele Grassi, Emanuele Fiorelli. Con loro Luca Marziani e Fabio Maiorchini, invitati direttamente dal comitato organizzatore. Incomprensibile l’ennesima mancata convocazione (dopo Piazza Di Siena) di Giuseppe Rolli, palesemente discriminato nonostante il quinto posto tra gli azzurri nella ranking List Fei parametro ignorato nelle scelte nonostante il regolamento sia chiaro. Il concorso mette in palio un montepremi di 350mila euro, di cui 100 mila riservati al solo Gran Premio Acqua Uliveto “Challenge Vincenzo Muccioli”, gara conclusiva della tre giorni d’equi tazione di San Patrignano.
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 44 stampata da: callioni alle ore: 19.50.03 colore 44 Giovedì 29 luglio 2010 Cod. 192013C1 Tommaso, 42 anni, celibe, ingegnere. Intelligenza vivace, un bel sorriso, caratterialmente allegro e generoso, aspetto curato e piacevole. Cerca la donna giusta con la quale condividere le gioie di una quotidianità serena e ricca di stimoli. Tel . 02.36556800 Cod. 21498B9 Lui è Maurizio ha 45 anni, è separato, ed è un imprenditore. Ama la dolcezza e l’eleganza ed è spesso spiritoso. Da qualche tempo è stanco della sua casa vuota, della sua vita piena di cose da fare e con poche emozioni nel cuore. Cerca una donna matura e sincera per stabile e briosa relazione. Tel. 02.36556800 Cod. 47344B0 Silvano 48 anni, alto, magro, brizzolato. Lavora nell’impresa di famiglia che gli consente una sicurezza economica. E’ single e desidera trovare una compagna sensibile, gioiosa e femminile con cui scrivere, a due mani, il capitolo piu’ importante. Tel. 02.36556800 Cod. 384059 Roberto, 50 anni, geometra, ottima posizione economica. Sono un tipo giovanile e dinamico, alto, moro, aspetto curato e piacevole. Adoro il dialogo e avere tanti amici, mi manca però una dolce metà... Se anche tu sei sola perchè non proviamo a conoscerci? Tel. 02.36556800 Cod. 236633 Francesco, 52 anni, libero professionista. Sono una persona dinamica, dal carattere deciso, in amore mi ritengo romantico e passionale. Vorrei incontrare una donna fine e sensuale per condividere interessi e passioni, in una relazione di coppia duratura e stimolante. Tel. 02.36556800 Cod. 236558 Flavio, 55 anni, funzionario. Dicono di me che sono un bell’uomo, intelligente, carismatico. In amore generoso, comprensivo, fedele. Cerco una donna introspettiva, capace di guardare oltre l’effimera esteriorità. Io lo faccio. E la mia compagna sarà la mia regina. Tel. 02.36556800 Cod. 236611 Paolo 58 anni, manager, divorziato. Riesco a conciliare lavoro e hobbies. Sono un uomo fisicamente gradevole, propositivo, posato e concreto. Vorrei accanto a me una donna che condividesse anche la mia passione per gli animali, la natura e i viaggi. Vuoi conoscermi? Tel. 02.36556800 Cod. 118277C0 Cerchi un uomo giovanile, passionale, forte e leale? Ignazio, 61 anni, avvocato, divorziato. Riservato caratterialmente, ma con la persona giusta si apre facilmente. Conduce una vita agiata, ama la barca a vela. Vorrebbe conoscerti quanto prima, ti cerca allegra e sincera per una seria unione affettiva. Chiama e chiedi di lui! Tel . 02.36556800 Cod. 76812B1 E’ un uomo distinto, appassionato di musica classica, cinema e teatro. Giuliano, 62enne, dirigente, divorziato. Capelli brizzolati, occhi verdi, e bel fisico. Cerca una Lei dolce e raffinata per un iniziale amicizia con possibili risvolti. Tel. 02.36556800 Cod. 236671 – Corrado 63 anni, vedovo, industriale. Sono un uomo distinto e dinamico con uno spiccato senso dell’humor. Ho viaggiato sia per lavoro che per passione. Vorrei avere al mio fianco una donna fine, sensuale, affettuosa e costruire con lei un rapporto basato sull’amore, sulla stima e la fiducia reciproca. Tel. 02.36556800 Cod. 47330B8 Armando, vedovo, ex dirigente. Uomo eclettico, affidabile e deciso. Piace per il suo aspetto e per il suo carattere. Ha 68 anni, ma nessuno lo direbbe. Realizzato, benestante, è alla ricerca di una donna da amare, coccolare, viziare. Chiama e chiedi di lui. Tel. 02.36556800 Cod. 97618C0 Se al mattino, appena sveglio, il tuo primo pensiero é sorridere, allora non esitare a contattarmi, sei come me: solare e positivo. Ciò che cerco, infatti, è un uomo che sappia darmi serenità e regalarmi i suoi sorrisi. Io lo riempirò d’amore e di coccole! Milena, 35 anni, nubile, ottima professione. Tel . 02.36556800 Cod. 13428B9 Lara, 44 anni, nubile: “Non mi sono mai sposata per scelta e tutt’ora non è una priorità. Ciò che conta è avere un compagno accanto con cui condividere l’amore e le cose della vita, anche quelle brutte se accadono, ma in due ogni cosa sembra diversa!” Cerca un compagno max 57 anni. Tel. 02.36556800 Cod. 192018C1 Per Letizia, 45 anni, l’amore è passione, complicità, non necessariamente occorre avere gli stessi interessi; venirsi vicendevolmente incontro è stimolante e arricchisce. Aperta, solare, sensuale, una vera donna alla ricerca del vero amore. Tel. 02.36556800 Cod. 118279C1 Si chiama Isabella, ha 48 anni. Una donna solare, frizzante, intelligente, molto carina. Vorrebbe incontrare un uomo ricco di classe e sensibilità, motivato ad una seria e duratura relazione di coppia. Tel . 02.36556800 Cod. 236632 Il mio nome è Silvia, ho 50 anni, una professione appagante, una vita serena. Mi manca solamente la vicinanza di un compagno intelligente e sensibile, che sappia colmare il vuoto del mio cuore. Sogno un uomo ricco di valori, sincero, di buona cultura, che ami l’idea di stare con una donna graziosa, ma non solo, qualcuno con cui poter parlare e con cui poter condividere una quotidianità senza noia. Tel. 02.36556800 Cod. 118308C1 “Laurearmi e fare il medico sono stati traguardi fondamentali per me, ma non mi hanno dato la possibilità di creare dei rapporti importanti e duraturi. Ora voglio rimediare”. Giovanna, 52 anni, nubile. Tel . 02.36556800 Cod. 236638 Mariangela, 54 anni. Chi mi conosce mi definisce una donna passionale, intelligente e grintosa, ma anche tanto dolce e comprensiva. Il mio desiderio è quello di avere accanto un uomo sincero, propositivo ed affettuoso, da coccolare e viziare. Tel. 02.36556800 Cod. 236666 Ciao sono Gloria, ho 57 anni. Dicono di me che sono una donna piacevole e femminile. Cerco sempre di mantenere serenità ed equilibrio anche nelle situazioni piu’ difficili. Sarebbe bello incontrare un uomo romantico e distinto per riscoprire la strada degli affetti e dei sentimenti. Tel. 02.36556800 Cod. 118235C1 Se sei un uomo serio e credi nei veri valori della vita, se stai cercando una persona che sappia ancora ascoltare, che sappia apprezzare anche le piccole cose, che apprezzi l’idea di una bella iniziale amicizia da approfondire e magari trasformare in qualcosa di più, senza fretta, chiama e chiedi di Marta. Lei ha 60 anni, vedova, economicamente indipendente, carina, curata, caratterialmente solare e molto dolce. Tel. 02.36556800 Cod. 118217C1 Lei è Letizia 62 anni: bionda, solare, fisicamente somiglia ad una conduttrice televisiva. Caratterialmente affettuosa, dolce, espansiva. Vedova da anni, vorrebbe poter amare ancora, sta cercando un compagno di bella presenza, intelligente, corretto, per poter costruire con lui un rapporto di coppia sereno e gratificante. Tel. 02.36556800 Cod. 236604 Bianca 67 anni, vedova, ex insegnante. Sono una donna coinvolgente e brillante, curo molto il mio aspetto e sono molto giovanile. Cerco un uomo sincero e leale che desideri una serena vita di coppia. Tel . 02.36556800
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 45 stampata da: callioni alle ore: 21.26.07 colore Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: milanocronaca@liberonews.eu; Pubblicità: VISIBIL!A, Corso Garibaldi 99, 20121 Milano; telefono 02.36586750, fax 02.36586774 [VARESE] Vola la scuola di lady Bossi Apre il liceo linguistico MARCO TAVAZZI a pagina 53 I NUMERI DI IERI ::: 8 Arresti ::: 338 Tonn. tv riciclate da maggio ::: 31 Borseggi ::: 92% In più rispetto al 2009 ::: 16 Furti d’auto ::: 162 Tonn. tv riciclate in più ::: 7 Truffe ::: 219 Tonnellate tv in più da gennaio [RHO (MI)] Stop alle liste d’attesa Posti anche nei nidi privati MARIA LUIGIA PIZZULO a pagina 51 L’EDITORIALE ::: SIAMO TUTTI CALABRESI? IL GURU VITALE SCORDA L’ARCOBALENO di LUIGI SANTAMBROGIO Mancava solo lui a dire che Milano pare diventata una succursale della Locride e a stralunare di una Lombardia capitale di malavitosi e ‘ndranghetisti. Non se ne sentiva il bisogno, ma lui l’ha fatto lo stesso: ha preso mouse e computer e finalmente, ieri sul Corrierone, ha dettato la sua. Lui è il professor Marco Vitale: economista d’impresa, ex assessore nella prima giunta leghista di Milano, super consulente, opinionista bipartisan e bestia nera degli amministratori milanesi del centrodestra. Solo qualche mese fa, si è tolto lo sfizio di dire (su Repubblica) che Palazzo Marino è prigioniero di una banda di cretini, che Milano è ostaggio delle sette lobbistiche e che è in atto il sacco delle città da parte di costruttori e urbanisti criminali. Ieri la scomunica (sul Corriere) della classe dirigente lombarda per aver imposto alla regione il modello Calabria. Le prove? Violenza e corruzione che impazzano nella pianura padana come i lupi in Aspromonte e, soprattutto, il fatto che il direttore sanitario di una delle Asl più importanti, quella di Pavia, è un tizio «con inquietanti legami con la ‘nadrangheta e condannato per esercizio abusivo di professione sanitaria». Chiara l’allusione no? Pavia, uguale Abelli, Asl uguale Formigoni. Vitale fa lo gnorri, finge scandali inesistenti per alzare fumo e imbastire processi sommari: alla sua età e nella sua posizione, servirebbe un po’ di saggezza in più e tanto e rancore in meno. A tutti può capitare di imbattersi in cattive compagnie e il professore lo sa bene. Ricordate la missione Arcobaleno? Vitale fu incaricato dal governo D’Ale ma (con una mano bombardava, con l’altra faceva beneficienza) di gestire i miliardi di fondi privati raccolti nelle sottoscrizione a favore dei profughi albanesi in Kosovo. Sappiamo in che mare di scandali, sprechi e ruberie affondò la missione, soprattutto la parte pubblica affidata all’allora capo della protezione civile Barberi, accusato di associazione per delinquere finalizzata a peculato, concussione, corruzione. Certo, le due missioni avevano strutture e gestioni diverse e il professore poteva anche non sapere. Basterebbe questo “incidente” perché il guru della nuova morale meneghina abbassi il piedistallo e sia più cauto nel fare di ogni (mala) erba lombarda una Calabria. Raffica di controlli in Sarpi Blitz dei vigili contro i cartelli solo in cinese ::: MARCO FERRARI Guerra ai cartelli cinesi. Dopo l’affondo leghista di Matteo Salvini, che qualche giorno fa chiedeva al sindaco di «multare» chiunque esponga in città una scritta straniera, ieri il vicesindaco Riccardo De Corato ha promesso un giro di vite sulle vetrine di chinatown. «Intorno a via Sarpi proliferano insegne e manifesti stampati soltanto in lingua cinese» ha detto il numero due di Palazzo Marino. «Ho scritto al comandante dei vigili Tullio Mastrangelo affinché i controlli dei vigili riguardino anche i cartelli». Lo sancisce l’articolo 87 del regolamento comunale di polizia urbana: ogni insegna deve essere obbligatoriamente tradotta in italiano. Una norma completamente ignorata dai commercianti cinesi, che espongono invece ogni giorno una quantità industriale di scritte in mandarino. Bar, ristoranti, negozi di abbigliamento. Aggiunge De Corato: «L’insegna in cinese crea confusione, incertezza e disagio tra i residenti non cinesi. Se i testi degli annunci sono incomprensibili, è impossibile anche capire se una semplice casa è in vendita». Fingeva di curarlo: in manette Disabile picchiato e derubato da finto amico ::: FABRIZIO ARNHOLD Si spacciava per un amico, una persona fidata in grado di prendersi cura del vicino disabile. Eppure, tra le mura del suo appartamento in via degli Etruschi, una traversa di viale Molise, avveniva di tutto. Luca R., 35 anni, con diversi precedenti di Polizia, picchiava e derubava il vicino di casa, M. M., schizofrenico di 48 anni, fingendo di accudirlo da buon amico e dirimpettaio di sani principi. L’uomo è stato arrestato martedì alle 22.30 dalla Polizia per maltrattamenti e lesioni personali. Gli agenti hanno anche scoperto che l’uomo senza pietà derubava il disabile della pensione di invalidità di 800 euro mensili e subaffittava a un extracomunitario l’alloggio Aler assegnato alla vittima grazie al sostegno di un’associa zione di volontariato. Il disabile, infatti, era stato costretto a trasferirsi nell’appartamento dell’arrestato, liberando così il proprio alloggio a favore dell’affit tuario straniero. Quando la Polizia ha fatto irruzione nella casa dell’uomo, ha trovato il disabile immobile e sotto shock, seduto su un divano in cucina. Pieno di lividi ed echimosi, sporco e con il respiro affannato, è stato trasportato in codice giallo all’ospedale San Paolo, dove è stato medicato per le violenze subite. Mazzette & cocaina Volano gli stracci nel PdL «Fini vuole il caos pure qui» Polemica sul caso discoteche. Corsaro: «Chi straparla di legalità impari da De Corato» «Vogliono solo portare anche a Milano un po’ del casino che hanno fatto a Roma». Il PdL milanese replica così ai coordinatori lombardi di Generazione Italia (la corrente finiana del Popolo della Libertà) che, in seguito allo scandalo di droga e mazzette che ha portato nei giorni scorsi alla chiusura di due note discoteche cittadine, hanno sollevato la questione morale in città, chiedendo più controlli sull’operato dei funzionari della pubblica amministrazione e una presa di distanza più netta da parte del partito nei confronti dei politici coinvolti in indagini giudiziarie. «Questa gente, prima di riempirsi la bocca di parole come legalità e questione morale, vada a lezione dal vicesindaco De Corato» dice il vicecoordinatore regionale del partito, Massimo Corsaro. MATTEO LEGNANI a pagina 47 Milano da buttare Il carrello con gli stivali Chissà se Charles Perrault, autore dell’indimenticabile fiaba “Il gatto con gli stivali”, avrebbe speso due righe anche sul carrello con gli stivali. Il carrello non li indossa, gli stivali. Ma ci convive. Tant’è che i calzari gialli e il loro compagno a rotelle stanno lì, in mezzo al marciapiede di via Gluck e, infondo, sembrano sereni. [Sicki] Nuovo scontro sulle aree Veleni Expo: Formigoni smentisce Moratti e Cabassi MARCHIO CITTADINO Milano diventa brand Una tshirt per i turisti di FEDERICA DATO Milano, finalmente, ha il suo brand. È nata infatti una linea di accessori e abbigliamento marchiata con lo stemma del Comune. A settembre la presentazione di tutta la linea, e in alcuni negozi le anteprime. a pagina 49 La traduzione «L’Expo è ridotto all’asilo Mariuccia. Comune e Regione continuano a farsi dispetti e ripicche» Matteo Mauri consigliere provinciale Pd Cioè: «Noi, al tempo del governo Prodi, almeno litigavamo per le poltrone del governo. Non per gli orti biologici». E’ guerra aperta sui terreni di Expo 2015. A 24 ore dal faccia a faccia tra Letizia Moratti e Silvio Berlusconi, ieri Roberto Formigoni ha smentito il via libera del premier all’ipotesi del comodato d’uso (ipotizzato invece dal sindaco). «Parliamo in tanti con il capo del governo» ha detto ieri il governatore lombardo, «senza per questo ogni volta sventolare pareri. Abbiamo informazioni diverse su quello che l’esecutivo pensa realmente». Ai Cabassi, che sostengono di aver firmato un’intesa con gli enti locali già dal 2008, Formigoni replica con uguale durezza: «Nessuna firma. Abbiamo avviato la procedura, ma non potrò mai firmare accordo condizionato da interessi privati». Domani si riunirà il cda di Expo: ironia della sorte, dovrebbero essere approvati i primi bandi di gara per il sito. Intanto alla newco per l’acquisto delle aree, ha aggiunto Formigoni, potrebbe partecipare anche FieraMilano. MASSIMO COSTA a pagina 46 Via De Amicis, 29/31 MILANO Tel. 02.8321130 APERTO AD AGOSTO www.cadoroarredamenti.it ARREDA CON IL MASSELLO
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 46 stampata da: trasmissione alle ore: 23.19.35 colore 46 Giovedì 29 luglio 2010 CRONACA @ commenta su www.liberonews.it Il tormentone aree Expo Formigoni stoppa Letizia: Silvio non sta con te L’ira del governatore: «Nessun via libera del premier al comodato d’uso. L’accordo con i Cabassi? Mai firmato» OTTO DENUNCE Un altro covo di clandestini in Porta Genova Undici egiziani, di cui otto clandestini, sono stati scoperti da nove agenti della Polizia Locale in un magazzino in disuso all’interno di un’area dismessa della Stazione di Porta Genova, di proprietà delle Ferrovie dello Stato. In nove stanze, probabili exuffici, tra topi, liquami e quintali di immondizia, sono stati trovati anche cinque televisioni, due frigoriferi, due pc portatili, tutti in funzione grazie ad allacciamenti abusivi alla rete elettrica. I nordafricani sono stati tutti denunciati per occupazione abusiva dell’area in base e per furto di energia. Gli otto irregolari, inoltre, sono stati anche segnalati all’au torità giudiziaria per violazione alla legge sull’immigrazio ne. Le Ferrovie delle Stato, dietro richiesta del Comune, si sono impegnate a mettere in sicurezza l’area per scongiurare nuove intrusioni. Il vice sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato ha ricordato che «l’intervento è scattato su segnalazione dei cittadini. Il sospetto era che quel posto venisse utilizzato anche per spacciare. Visto che era stato notato unostrano via vai di persone in quell’area. Un ringraziamento dunque ai milanesi che continuano a collaborare, indicandoci situazioni illecite e abusive. Il repentino intervento della Polizia Locale è la migliore risposta dell’am ministrazione alla loro richiesta di sicurezza». È importante continua De Corato che anche i privati e gli enti proprietari di aree, come in questo caso, «partecipino all’azione di legalità e di sicurezza del Comune contro le occupazioni abusive di aree ed edifici in disuso. Lo prevede tra l’altro una circolare prefettizia. L’amministrazione da parte sua mantiene costante l’impegno su questo fronte, che si tratti di rom o di extracomunitari». ::: MASSIMO COSTA Prima una bordata alla Moratti, rea di «tirare in ballo Berlusconi». Poi un siluro ai fratelli Cabassi, «con i quali non ho mai firmato nessun accordo sulle aree». Roberto Formigoni non molla la presa sull’Expo: a ventiquattrore dalla visita del sindaco a Palazzo Grazioli, ieri il governatore lombardo ha smentito con decisione l’ipotesi fatta trapelare dal sindacoche il premier abbia dato il via libera all’acquisizione in comodato d’uso per i terreni di RhoPero. «Siamo in diversi a parlare con il capo del governo o con i ministri» ha detto ieri Formigoni, «senza per questo ogni volta sventolare pareri. Noi abbiamo informazioni diverse su quello che l’esecutivo pensa realmente». E’ l’ennesima puntata dello scontro aperto da mesi tra Comune e Regione: da una parte il sindaco, spalleggiato da Provincia e ministero del Tesoro, favorevole al “noleggio non oneroso” delle aree private; dall’altra l’inquilino del Pirellone, pronto ad aprire il portafoglio per acquistare i terreni forte dell’ap poggio bipartisan del consiglio regionale. Ieri la Moratti ha definito «confortante» il summit di due giorni fa con il premier: «E’ stato un incontro positivo, dal quale sono uscita confortata sulla linea che ho preso su Expo». Secondo alcuni, però, dal colloquio non ci sarebbe stata nessuna benedizione di Berlusconi alla Moratti. Anzi, il premier avrebbe detto chiaro e tondo di non volersi immischiare nella faccenda. «Risolvetevela voi». Ieri, tanto per gettare benzina sul fuoco, è arrivata anche la scadenza dell’ultimatum lanciato dalla Moratti a Formigoni per formulare una proposta di acquisto. «Vedremo quale sarà la proposta del governatore» ha detto il sindaco, «valuteremo l’offerta e il prezzo». Dal Pirellone, però, è arrivato soltanto un lungo e argomentato attacco nei confronti di Palazzo Marino e del Gruppo Cabassi. I proprietari di parte delle aree ritengono che Regione Lombardia aveva firmato due anni fa l’accordo di programma per il comodato d’uso? «Nessuna firma» ribatte Formigoni. «Abbiamo partecipato nel 2008 all’avvio della procedura, ma ciò non implica l’esito del percorso. Non firmerò un accordo di programma condizionato da intese separate con i privati». Se Cabassi ha raggiunto un’intesa con Palazzo Marino, insomma, «venga allo scoperto e ci riveli i contenuti». Da qui l’ulteriore affondo alla Moratti: «Se il Comune non stabilisce un valore alle aree, i soci non possono formulare nessuna offerta. La trattativa va aperta tutti insieme, non su tavoli separati». Nella newco, ha aggiunto Formigoni, potrebbe entrare anche «FieraMilano». Un’eventuali tà che complicherebbe ancor di più il rebus: il futuro sito dell’Expo, infatti, appartiene parzialmente proprio a Fondazione Fiera. La rottura totale, comunque, è sancita anche dallo spettro dell’esproprio, una soluzione respinta da Moratti e Cabassi ma prevista dall’odg votato in consiglio regionale a larghissima maggioranza. «Altro che provocazione» dice Formigoni, «il consiglio è democrazia». Domani è previsto il cda dell’Expo, che ironia della sorte dovrebbe avviare i bandi per la progettazione del sito: a questo punto, però, è impossibile che lo strappo tra gli enti locali venga ricucito nel giro di poche ore. Ieri l’ex presidente della Provincia Filippo Penati è tornato ad attaccare il sindaco: «Se i Cabassi dicono che c’è un accordo, sono stato tenuto all’oscuro per anni». In serata hanno parlato anche i Cabassi: «Il percorso di cessione è stato avviato con il Comune e approvato dal consiglio regionale. Auspichiamo la massima collaborazione di tutti». DUELLO INFINITO Comune e Regione stanno litigando da mesi sui terreni di Expo 2015 [Ftg.] Censimento “telefonico” I pendolari in città: mezzo milione al giorno ::: DINO BONDAVALLI Sono oltre mezzo milione, praticamente gli abitanti di un’altra città di dimensioni mediograndi, i pendolari che ogni giorno si riversano su Milano. Nei giorni feriali, infatti, la popolazione milanese durante le ore diurne è circa il 50% più alta di quella ufficialmente censita. Nel corso della giornata in città, dove nel 2009 sono stati registrati 1 milione e 307 mila abitanti, si arrivano così a sfiorare i 2 milioni di presenze, quasi un terzo delle quali “svanisce” nelle ore notturne per fare ritorno alle proprie abitazioni. Il dato, eclatante se si pensa all’impatto che questo aumento quotidiano della popolazione ha sui servizi che la città deve fornire, emerge da una ricerca condotta dal Politecnico di Milano e da Telecom Italia attraverso l’utilizzo dei dati di traffico telefonico dei cellulari. Uno studio che, dividendo il territorio in celle quadrate di 250 metri per lato e analizzando la quantità di traffico scambiato ogni 15 minuti, consente di rilevare la presenza di persone ed i loro spostamenti sul territorio con un altissimo grado di precisione, e che ha permesso di verificare che su tre persone presenti in città nei giorni feriali, due sono residenti a Milano e la terza vive altrove. Non deve quindi stupire se il picco delle telefonate con il cellulare in città, dove il periodo di minore utilizzo del telefonino è la mattinata, si registra intorno alle 19, quando il traffico telefonico è circa il doppio rispetto alla media oraria giornaliera. Se chi vive in città può anche programmare la serata una volta arrivato a casa, per chi deve affrontare un’ora d’au to o di treno prima di arrivare a destinazione, sentirsi con gli amici o i famigliari rappresenta una necessità, oltre che un modo per far passare più velocemente il tempo. Ma la ricerca del Politecnico consente anche di verificare i flussi del turismo straniero a Milano. Nei giorni del Salone del mobile, ad esempio, «il numero di presenze straniere a in città aumenta del 63%. spiega Paola Pucci, docente di Urbanistica al Politecnico di Milano e curatrice dell’indagine e questo aumento ha riflessi evidenti non solo nella zona della Fiera, ma anche in centro, sui Navigli, in via Tortona e a Lambrate, sedi di importanti iniziative del Fuori Salone». Una serie di eventi che hanno attratto soprattutto francesi e inglesi, visto che se la loro presenza in città è normalmente superata da quella dei turisti e uomini d’affari tedeschi, nei giorni del Salone il censimento degli stranieri condotto grazie al roaming degli operatori esteri sulle linee telefoniche italiane ha evidenziato un picco di visitatori provenienti proprio da Francia e Inghilterra. Fatto perlopiù di tedeschi è invece il popolo degli appassionati di Formula 1 che a settembre invade Monza e le province limitrofe, facendo aumentare addirittura di sette volte la presenza di stranieri nell’area rispetto a quella che si registra negli altri weekend di fine estate. ELEZIONI Automobile Club Carlo Valli neopresidente Si è insediato ieri il nuovo consiglio direttivo dell’Automobi le Club Milano, in carica per il quadriennio 20102014, che ha eletto quale presidente Carlo Edoardo Valli e vicepresidenti Simonpaolo Buongiardino e Geronimo La Russa. Il consiglio direttivo dell’Auto mobile Club Milano, eletto dall’assemblea dei soci dello scorso 22 luglio, è inoltre composto dai consiglieri Massimiliano Ermolli, Bruno Longoni, Eros Maggioni, Gian Galeazzo Monarca, Michele Nappi, Enrico Radaelli. Carlo Edoardo Valli ricopre attualmente la carica di presidente della Camera di Commercio di Monza Brianza, è membro del Consiglio direttivo dell’Università Cattolica di Milano e per molti anni è stato autorevole presidente di Confindustria di Monza e Brianza. È il quattordicesimo presidente nella storia dell’Automobile Club Milano, fondato il 3 giugno 1903 che oggi conta 55 mila soci. «Ringrazio il commissario Massimiliano Ermolli e il direttore Fabrizio Turci per il lavoro svolto ha dichiarato Valli . Lavorerò con serietà confortato dal supporto di tutto il consiglio direttivo e della struttura dell’Associazione». CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO ED AGRICOLTURA DI MONZA E BRIANZA AVVISO DI GARA Amministrazione aggiudicatrice: Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Monza e Brianza, Piazza Cambiaghi 9, cap 20052 Monza, c. f. 94607690156, tel. 039/2807486, Fax 039/2807508, email risorse.patrimonio@mb.camcom.it; Oggetto dell’appalto: affidamento del servizio di cassa per il periodo 01.01.201131.12.2014. Procedura e criteri di aggiudicazione: procedura aperta con aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi degli artt. 54, 55 e 83 del D.Lgs. 163/2006; Forma e categoria dell’appalto: Appalto di servizio. Categoria 6 servizi bancari e finanziari. CPV 66600000; Durata del contratto: 4 anni; Valore stimato: Il servizio sarà svolto a titolo gratuito Luogo di esecuzione appalto: Comune di Monza; Termine ultimo per la ricezione delle offerte: ore 12:30 del giorno 15/09/2010; Pubblicazione bando GUUE: 2010/S 134206515 in data 14/07/2010; Pubblicazione rettifica bando GUUE: 2010/S 136208136 in data 16/07/2010; Informazioni utili: Il bando integrale e tutta la documentazione di gara sono integralmente disponibili all’indirizzo internet della Camera di Commercio di Monza e Brianza www.mb.camcom.it/appalti/. Eventuali richieste di chiarimenti potranno essere inviate via fax al n. 039/2807508, oppure via email all’indirizzo risorse.patrimonio@mb.camcom.it entro il 03/09/2010. La Dirigente dell’Area Risorse Patrimonio e Personale Irene Caramaschi FACCHI GIOVANNI CAMINETTI E RIVESTIMENTI CONTRO LA RECESSIONE ECONOMICA CONTRO IL RIALZO CONTINUO E COSTANTE DELLE MATERIE PRIME E FONTI ENERGETICHE, PETROLIO, ENERGIA ELETTRICA, GAS PORTEREMO STUFE A PELLET A PARTIRE DA € 880,00 nelle nelle vostre case calore attraverso le fonti rinnovabili a biomasse, legna o pellet info@facchigiovanni.it www.facchigiovanni.it 24023 CLUSONE (BG) Via Ing.Balduzzi,11 Tel.0346/22116 Fax 0346/22646
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 47 stampata da: cervo alle ore: 20.33.47 colore 47Giovedì 29 luglio 2010CRONACA @ commenta su www.liberonews.it APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE Tariffe dell’acqua, dodici euro l’anno in più a famiglia Approvato dal consiglio comunale l’aggior namento del Piano d’ambito dell’Ato Città di Milano, con le modifiche tariffarie per l'acqua potabile. Il provvedimento ha ottenuto 25 voti a favore, della maggioranza e dei consiglieri Giuseppe Landonio (Sel) e Enrico Fedrighini dei Verdi, e 10 voti contrari del resto dell’opposizione, con nessun astenuto. Con il provvedimento, la tariffa dell’acqua passa da 0,54 euro a 0,60 euro al metro cubo per il 2010, e a 0,62 euro al metro cubo nel 2011, con la prospettiva di arrivare gradualmente a 0,76 euro al metro cubo nel 2007. Una tariffa, recita la delibera «inferiore a quella già applicata oggi in molti Ato e derivante da un incremento composto annuo dell’1,95%». Si prevede inoltre una «differente ripartizione dell’incremento» con «l’invarianza della tariffa relativa al primo scaglione, nel quale ricadono la gran parte dei consumi delle famiglie milanesi». Secondo le stime del Comune, considerando di 200 metri cubi il consumo annuo medio di una famiglia milanese, l’aumento di dovrebbe tradurre in 12 euro l’anno per famiglia. Si tratta di «un adeguamento ha spiegato l'assessore al Bilancio Giacomo Beretta funzionale al piano di investimenti, che la tariffa attuale non consente di fare». Di 805 milioni di euro il piano degli interventi programmati fino al 2027, per tre quarti coperti appunto grazie all’aumento della tariffa e per un quarto da indebitamenti. Questo, a fronte di investimenti che nell’ultimo biennio si sono limitati a 10 milioni su 2 anni, e che «per un’impostazione prudenziale» potranno essere «estremamente ridotti nei primi anni, in particolare pari a 10 milioni nel 2010 e a 15 milioni nel 2011», si legge nella delibera. G. MIG. ::: MATTEO LEGNANI «Vogliono solo portare anche a Milano un po’ del casino che hanno fatto a Roma». Il PdL milanese replica così ai coordinatori lombardi di Generazione Italia (la corrente finiana del Popolo della Libertà) che, in seguito allo scandalo di droga e mazzette che ha portato nei giorni scorsi alla chiusura di due note discoteche cittadine, hanno sollevato la questione morale in città, chiedendo più controlli sull’operato dei funzionari della pubblica amministrazione e una presa di distanza più netta da parte del partito nei confronti dei politici coinvolti in indagini giudiziarie. Per Alberto Garocchio, decano dei consiglieri comunali milanesi, il senatore Giuseppe Valditara, l’eruparlamen tare Cristiana Muscardini, l’assessore Giampaolo Landi Di Chiavenna e l’onorevole Benedetto Della vedova «sono paracadutisti finiani sulla Madonnina. Gente che di Milano sa poco e niente e che si inventa balle per avere visibilità. Qui noi abbiamo il sindaco Moratti che è una garanzia assoluta sul piano della legalità, e il suo vice De Corato che è un mastino. Cosa volgiono di più?». Che il richiamo alla questione morale sia stato «pilotato da Roma» è convinto il capogruppo del PdL in Consiglio comunale, Giulio Gallera, che proprio sulla vicenda drogamazzette aveva avuto nei giorni scorsi un battibecco con l’assessore Landi Di Chiavenna. «Quello di Generazione Italia spiegaèil tentativo di portare a livello milanese la tensione che c’è a livello nazionale. E dalla Capitale c’è stato sicuramente un input in questa direzione. Ma chi vive a Milano sa che da parte del PdL c’è grandissima attenzione sui temi della legalità: Pennisi e Prosperini sono stati immediatamente allontanati dai loro incarichi istituzionali e di partito e a Ponzoni è stato chiesto di fare un passo indietro dal suo ruolo di coordinatore anche se non era nemmeno indagato». Per Gallera, però, il tentativo di spaccare il PdL a Milano com’è capitato nei palazzi romani è destinato a fallire: «Il partito qui è unito come forse da nessun’altra parte in Italia. E noi speriamo che questi nostri colleghi, coi quali abbiamo fin qui lavorato con profitto, scelgano di continuare a farlo anzichè scimmiottare i vari Bocchino e Granata». Per Carlo Fidanza, europarlamentare ed esponente del PdL di area larussiana, «il tentativo di questi sedicenti finiani è quello di far passare come un problema endemico del partito casi isolati nei confronti dei quali si è sempre intervenuti in modo molto tempestivo. Ma il loro mi sembra un tentativo velleitario e destinato a non attecchire qui a Milano». Il collega di Consiglio (ma di area ex Forza Italia) Fabrizio De Pasquale sottolinea come «i quattro di Generazione Italia stanno solo sfruttando la situazione per far sapere che esistono». Massimo Corsaro, vicecoordinatore regionale del PdL di area ex An, dice di non voler nemmeno rispondere «a persone che fanno fatica a rappresentare loro stesse». Ma poi aggiunge che «il loro è solo un bluff che a Milano non avrà seguito perchè gli elettori non sono così polli da ascoltare gente che ormai da tempo rinnega i valori sui quali si fonda il Popolo della Libertà». E attacca: «Il comportamento del Comune e delle amministrazioni di centrodestra in Lombardia nei confronti di chi ha sbagliato è sempre stato esemplare. Questa gente, prima di riempirsi la bocca di parole come legalità e questione morale, vada a lezione dal vicesindaco De Corato». . I GESTORI: MAI VISTO NESSUNO DROGARSI «Non ho mai visto clienti fare uso di droga all'interno del locale, altrimenti li avrei sbattuti fuori». Così l’ex direttore del privé dell’Hollywood, Andrea Gallesi, nell’interrogato rio davanti al gip di Milano. Gallesi è accusato di avere agevolato l'uso di droga.[Ftg.] ::: FRANCO NICOLETTI Massimo rigore con tutti, compreso il suo ex braccio destro a Palazzo Marino. Letizia Moratti promette di fare piazza pulita dei funzionari comunali invischiati nell’inchiesta sul giro di mazzette che ha portato al sequestro dell’Hollywood e del The Club. Il nome più illustre finito sotto la lente d’ingrandimen to della magistratura è quello di Rita Amabile, indagata per abuso d’ufficio dalla procura per i suoi contatti con l’ex leader del sindacato discoteche “Rudy” Citterio. «Abbiamo avviato un’indagine interna e avrò massimo rigore nei confronti di tutti» ha detto ieri il sindaco. «I fatti devono essere analizzati, ma la linea è la stessa per tutti». La Amabile, quando gli inquirenti hanno avviato l’inchiesta (2007,) era vicedirettore generale di Palazzo Marino. Poi il risiko dei dirigenti l’ha portata a diventare capo di gabinetto del sindaco, nel gennaio 2009, e infine direttore generale di Milanosport. Il suo rapporto d’amicizia con Citterio, agli arresti domiciliari per aver chiesto tangenti in cambio di licenze, sono finiti nelle carte dei pm: il figlio della Amabile, infatti, gestirebbe insieme a Citterio il ristorante milanese “Al 115”. La Moratti ieri ha promesso che userà lo stesso metro di giudizio riservato all’ex comandante dei vigili Emiliano Bezzon, invitato a dimettersi l’anno scorso dopo i primi spifferi dell’inchiesta: «Bezzon ha lasciato l’incarico su mia richiesta perché avevo delle perplessità sul fatto che il suo lavoro potesse essere inquinato da certe frequentazioni». Ora, se i sospetti venissero confermati dall’audit interno, ci sarà lo stesso epilogo con la Amabile. Nel pomeriggio, il Pd ha presentato una mozione urgente in consiglio comunale per invitare il sindaco «a garantire personalmente sull’onestà dei funzionari oppure a disporre l’immediata sospensione dagli incarichi». Il centrodestra, però, ha bocciato la richiesta di discutere subito il documento. «E’ una posizione strumentale» ha replicato il capogruppo PdL Giulio Gallera, «figuriamoci se la Moratti può garantire per persone che conosce a malapena. Il sindaco ha già agito verso le persone coinvolte». Sempre ieri sono iniziati gli interrogatori dei 5 arrestati (3 gestori e 2 componenti della commissione comunale di vigilanza). Cocaina, tangenti, prostitute, bodyguard violenti. Una “Milano da sniffare” che coinvolge vip e starlette. La questura, intanto, smentisce ogni telefonata tra Citterio e Ignazio La Russa. Dopo il caso droga e mazzette Il PdL alza lo scudo «Fini non riuscirà a fare caos pure qui» I coordinatori regionali di Generazione Italia: «Più trasparenza e controlli». Il partito: «La smettano di scimmiottare Bocchino» Indagata l’ex capo di gabinetto Amabile Disco e tangenti, operazione piazza pulita in Comune Rita Amabile [Ftg.] ::: ROBERTO POLETTI Di fronte alla corruzione che a Milano pare aver raggiunto il livello di guardia, la soluzione più stupida, forse, è anche la più efficace. Se fossi al posto del sindaco mobiliterei i cittadini. Chiederei alla gente di collaborare con la parte onesta della politica per assicurare alla giustizia tutti i marci. Una bella campagna di affissioni, un numero verde per denunciare le richieste di mazzette e le piccole porcherie quotidiane, un pool di persone fidate e discrete a gestire gli accertamenti interni all’amministra zione. A tutti noi è capitato di avere a che fare con piccole ingiustizie e favori ad amici ed amici degli amici. Ha quasi sempre prevalso la rassegnazione. Sapere che il sindaco non ha intenzione di chiudere un occhio, potrebbe aiutare i cittadini a sentirsi meno soli. rpoletti@hotmail.com Ora mobilitiamo tutti i cittadini contro i corrotti Grane
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 48 stampata da: callioni alle ore: 19.50.27 colore 48 Giovedì 29 luglio 2010
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 49 stampata da: cervo alle ore: 21.36.29 colore 49Giovedì 29 luglio 2010CRONACA @ commenta su www.liberonews.it Già in vendita in centro Borse e tshirt, Milano diventa una griffe È una vera e propria linea di accessori, dalle tazze al mouse, rigorosamente marchiati con lo stemma del Comune In trenta scuole La Provincia arruola i falchi antipiccioni ::: FEDERICA DATO Immaginate un ragazzotto americano per le strade di New York. Immaginate indossi una maglietta con il logo di Milano. Questo l’auspicio di chi ha siglato la linea milanese. Già, la città della Madonnina ha ufficialmente un suo brand. Poco a che fare con le magliette parigine con tanto di Tour Eiffel, Palazzo Marino sul bianco cotone ci ha voluto il simbolo della città (come hanno fatto a Tokyo, pare). A settembre la presentazione di tutti i modelli della collezione, anche se tre negozi del centro storico stanno facendo da apripista nella vendita dei prodotti: Algani (in piazza della Scala), Mc Kenzy (corso Vittorio Emanuele) e Football Carner (in piazza Duomo/Loggia dei Mercanti). E se souvenir deve essere souvenir sia. Non mancano infatti carte da gioco (6,90 euro), matite e gomme (euro 2), tazze e mouse (rispettivamente 10 e 6 euro) e tutto quel che gli appassionati del gadget possono desiderare. Obiettivi puntati sulle magliette, punto forte della linea. Due i modelli presentati dai testimonial d’eccezione, Letizia Moratti e l’assessore al Turismo Alessandro Morelli. Il primo cittadino ha scelto di sfoggiare la tshirt in cui viene riprodotto lo skyline milanese, immancabile lo stemma del Comune. Decisamente più colorata è invece l’opzione di Morelli. L’assesso re infatti ha proposto la versione più colorata dei “modelli Milano”, in cui scudo bianco e croce rossa vengono circondati da cubi colorati. Il tutto per 18 euro a capo. Mentre, per turiste e omaggi, largo alle borse. Di tela hanno impresse le stesse due immagini, al prezzo di 8 euro. Un iniziativa che rappresenta la volontà di Milano «di investire su se stessa come centro di attrazione, per promuovere e far conoscere la metropoli nel mondo ha sottolineato il sindaco Moratti, che ha continuato . Come in tutte le grandi città, i turisti potranno acquistare una serie di souvenir originali di buona qualità e a prezzi accessibili». Solo un inizio, questo. Il brand Milano crescerà, o perlomeno è questo l’obiettivo. Tra meno di due mesi dovrebbe marchiare anche orologi e biciclette. Una sfida che secondo Morelli si potrebbe «allargare anche alle moto. Finalmente, come accade in tutte le mete turistiche di rilievo, i visitatori potranno portare con sé un pezzo di Milano. Attraverso il marchio meneghino speriamo di risvegliare l’orgoglio di essere milanesi dei nostri cittadini». Altro aspetto a cui l’ammini strazione guarda, è poi quello che vede i turisti come mezzo di promozione della metropoli, che siano proprio loro, indossando o regalando uno degli oggetti siglati Milano, a trasferire la bellezza della città. Da settembre i punti vendita cresceranno, espandendosi a diverse zone della città. ::: ROSSELLA PINTO Dopo essere stati ingaggiati per liberare la Stazione Centrale da uccelli e piccioni, i falchi ora hanno un nuovo datore di lavoro: la Provincia di Milano. Obiettivo, questa volta, risolvere il problema dei piccioni negli edifici scolastici meneghini. Niente reti, aghi o metodi inquinanti. Saranno i rapaci a intervenire, durante le ore notturne, sui lontani e molesti parenti, che verranno semplicemente spaventati e allontanati dalla zona interessata. Un iniziativa a “impatto zero” che interesserà una trentina di istituti superiori provinciali, otto quelli a cui dare la priorità. A giugno la prima sperimentazione al Bellisario di Inzago, dove dopo soli cinque interventi la colonia di 300 piccioni è stata ridotta del 90%. Primo della lista è ora l’istituto Caterina da Siena di viale Lombardia. «L’idea è nata proprio in occasione del centenario di questa struttura spiega l’assessore provinciale all’Edilizia scolastica Marina Lazzati , parlando con i tecnici in merito agli interventi eseguiti, e in previsione, è emerso che uno dei problemi principali era proprio quello dei piccioni, ed eccoci qui». Per circa duemila euro a bonifica, una quindicina di falchi operano quattro ore consecutive. Difficile definire quante “retate” siano necessarie per liberare l’area, da un minimo di cinque a un massimo di dieci. Un metodo che garantisce buoni risultati, anche se non è escluso che gli animali dopo un paio di anni si ripresentino. A collaborare con il progetto sono i Falconieri di sua Maestà, associazione di Cologno Monzese già impegnata con aziende e multinazionali private. Un operazione innocua per gli animali, i falchi infatti vengono addestrati fin da piccoli a non recare danno alle prede, ma unicamente a spaventarle. «La provincia di Milano ha il compito di garantire sicurezza e buona vivibilità delle scuole superiori continua l’asses sore Lazzati , la nidificazione dei piccioni , che causa danni agli edifici e può anche comportare rischi di carattere igienicosanitario alle persone che li frequentano, non va trascurata». Uno degli addestratori non perde infine occasione per ribadire che l’impiego di falchi per la bonifica di aree metropolitane equivale al riequilibrio del territorio, dal momento in cui i piccioni spopolano proprio per l’assenza del loro maggior predatore naturale. . SINDACO MODELLA Il sindaco Letizia Moratti e l’assessore al Turismo Alessandro Morelli con le magliette del brand Milano [Ftg.]
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 50 stampata da: cervo alle ore: 21.34.19 colore ::: le lettere 50 Giovedì 29 luglio 2010 @ commenta su www.liberonews.it TuttoMilano Le lettere via email vanno inviate a: milanolettere@liberonews.eu sottolineando nell’oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano viale L. Majno 42 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. APPUNTAMENTI MILANO E LOMBARDIA MERCATI Oggi ■ AMPERE Via Ampère zona 3 ■ CALATAFIMI Via Calatafimi zona 1 ■ CALVI Via Melloni zona 4 ■ CESARIANO Viale Elvezia zona 1 ■ DE PREDIS Via Jacopino da Tradate zona 8 ■ DI RUDINì Via Antonio di Rudinì zona 6 ■ ORBETELLO Via Orbetello zona 3 ■ OSOPPO Via Osoppo zona 7 ■ ROMBON Via Rombon zona 3 ■ SAN MARCO Via San Marco zona 1 ■ SEGNERI Via SegneriVia Reccaro zona 6 ■ TONEZZA Via Tonezza zona 7 ■ TRAVERSI Via F.lli Antona Traversi zona 8 ■ UNGHERIA Viale Ungheria zona 4 ■ VAL MAIRA Via Val Maira zona 9 Domani ■ BENACO Via Benaco zona 4 ■ BONOLA Via Cechov zona 8 ■ CANALETTO Via Canaletto zona 3 ■ CATONE Via Catone zona 9 ■ CITTADINIARSIA V. CittadiniV. Arsia zona 8 ■ CREMA Via Crema zona 5 ■ CURIEL Via Curiel zona 6 ■ DEI GUARNIERI Via Dei Guarnieri zona 5 ■ FRATELLI DI DIO Via Fratelli di Dio zona 7 ■ GRATOSOGLIO NORD Via Baroni zona 5 ■ MARCO AURELIO Via Marco Aurelio zona 2 ■ NEERA Via Neera zona 5 ■ PAGANO Largo V Alpini zona 1 ■ PISTOIA Via Pistoia zona 7 ■ STRESA Via Stresa zona 2 Chiusura al traffico: corso Sempione x via Procaccini: per lavori ATM di sostituzione binari. Durata prevista fino al 13 agosto 2010.agosto. via Fabio Filzi (tratto da via Galvani a p.za IV Novembre): per lavori ATM di sostituzione dei binari. Termine previsto dei lavori 2 agosto 2010. Via Padova (tratto dal cavalcavia Mulino del Dosso a via Olgettina): chiusura al traffico per lavori di ristrutturazione stradale Durata prevista dei lavori fino al 30 novembre 2010. via Rucellai (tratto da via Pericle a via Martin Lutero): per realizzazione opere di urbanizzazione. Durata prevista dei lavori fino al 12 settembre 2010. via Sant'Arialdo (tratto da via Ripamonti a bivio per Poasco): per posa di tubazione gas. Durata prevista dei lavori fino al 21 settembre. via Patroclo: per lavori A2A, con deviazione del traffico. Durata prevista dei lavori fino al 6 agosto. via Sant'Arialdo (tratto da via Ripamonti a bivio per Poasco): posa di tubazione gas. Durata prevista dei lavori fino al 21 settembre.Traffico difficoltoso in: Foro Buonaparte x via Ricasoli: per lavori ATM di sostituzione binari. Durata prevista fino al 18 agosto 2010 via Buonarroti (tratto da p.za Buonarroti a p.za Wagner): per lavori di realizzazione parcheggio pubblico sotterraneo. viale De Gasperi (carreggiata direzione Autostrade tratto da viale Serra a piazza Kennedy): per consentire le opere di costruzione. Termine previsto 31 agosto 2010. largo Greppi x Foro Buonaparte: per lavori ATM di sostituzione binari. Termine previsto dei lavori 21 settembre 2010. via Cristina Belgioioso (tratto da via G.B. Grassi alla rotatoria direzione supercarcere): per lavori di ristrutturazione del ponte sulle Autostrade Nord. Durata dei lavori fino al 31 agosto 2010. cavalcavia Corvetto (direzione centro città): con restringimento della carreggiata. Durata prevista fino al 3 settembre 2010. via Rombon (tratto in corrispondenza della Tangenziale Est): traffico difficoltoso con restringimento della carreggiata in direzione Segrate (SP 103 Cassanese) per lavori di rifacimento dello svincolo; il cantiere comporterà la chiusura dell'entrata in Tangenziale Est Durata dei lavori fino al 31 dicembre 2010. via Teodosio (tratto da via Porpora a Casoretto): per lavori ATM di sostituzione binari. Durata prevista dei lavori fino all' 11 settembre 2010. viale Espinasse x via Palizzi: per lavori ATM di sostituzione dell'armamento. Durata dei lavori fino al 10 agosto. LAVORI IN CORSO FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) ■ CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magenta): p.za Missori, 3; v. Broletto, 30; v. Cesare Correnti, 2; v. Vincenzo Monti, 56; p.za Principessa Clotilde, 1; v.le Montenero, 37. ■ NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Garibaldi): v.le Certosa, 282; v. T. di Ravel, 19; v. Astesani, 43; v. Ornato 13/a; v. Arbe, 65. ■ SUD (Ticinese, Vigentina, Rogoredo, Barona, Gratosoglio): p.za Angilberto II, 10; v. Pezzotti, 61; v. G. Govone, 29; v. Saponaro, 34. ■ EST (Venezia, Vittoria, Romana, Loreto, Città Studi, Lambrate, Ortica, Forlanini, Mecenate): v. Spallanzani, 15/2; v. F.lli Lumière, 2; v. Celentano, 1; v.le Abruzzi angolo v. Sansovino, 1; v. Pordenone, 1; v. Modena, 25; v. Cima, 7; c.so. XXII Marzo, 52/7; v.le Monte Nero, 37. ■ OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sempione, S. Siro): c.so Colombo, 1; v. Lorenteggio, 22; v. Inganni, 81; v. San Michele del Carso, 26; p.za de Angeli, 1; p.za Rosa Scolari, 3; v. Vigevano, 45 (p.za Stazione Porta Genova); v. Canonica, 6. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; p.za S. Maria Beltrade, 1; p.za Clotilde, 1; p.le Sempione, 8; v.le Zara, 38; v.le Testi, 90; Ripa Ticinese, 33; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); Stazione Garibaldi; v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v. Celentano, 1; v.le Lucania, 6; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v Vigevano, 45; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico polizia........................113 Carabinieri ................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap ...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica ............................02.66982478 OrtopedicaTraumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Cittadinanzattiva........................02.73950559 Lac Lombardia ...........................02.58306583 Linea Amica (ore 2024)............02.39325273 Sordomuti DTS. .........................02.48204247 SOS Usura. ................................02.72022521 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga .......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità AEM ...................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda SANITÀ Ospedali lombardi e poteri forti Rispondo alla marea di critiche che mi sono piovute addosso per aver criticato Cl, alla sanità lombarda. Non mi riferivo certo all’as sistenza pratica dei malati, anche se ho prenotato una visita per mio marito a gennaio e me l’hanno fissata a settembre, quindi anche qui ci sono anni di attesa, non solo a Roma o in Abruzzo. Forse è proprio l’immagine positiva della sanità lombarda (che secondo me non corrisponde al vero) a fare accorre gente da tutta Italia, specialmente dal sud. Ho detto che la facciata è bellissima come la Villa Reale di Monza, ma dentro ci sono scandali a ripetizione. La clinica Santa Rita e l’arresto del direttore Asl di Pavia non li ho inventati io, e poi altri fatti che non trovano rilevanza sui mezzi d’informazione ma che accadono degli ospedali lombardi. Potrei citare le minacce di querela incassate da un malato grave, richiamato dal direttore di un Asl della provincia di Milano perché si era permesso di criticare Comunione e Liberazione. Lisetta Alberti Milano ANIMALI Se l’Asl pretende gabbie con comfort da suite A Brescia il ricovero Hotel Casa Gatta rischia la chiusura perché i mici depositati dai vacanzieri vivono in gabbie di 70 per 70 centimetri invece che in “alloggi” di 100 per 100. Alla signora che gestisce l’hotel, impossibilitata a cambiare le gabbie per la tardiva decisione dell’Asl, consiglierei di non aumentare le dimensioni delle stesse. L’Asl pretende le gabbie neanche fossero come suite. Luigi Lampugnani Gottolengo (Bs) AL GIAMBELLINO L’assistenza agli anziani migliora la società Ho letto dei volontari (i personal shopper) che nel quartiere del Giambellino assisteranno gli anziano per tutta l’estate. È un piccolo gesto che a molti costa pazienza ma che migliora la società. Simonetta Giustini Milano La Triennale ci spiega “Quali cose siamo” MOSTRE La terza edizione per il ciclo di mostre del Triennale Design Museum presenta “Quali cose siamo”. L'esposizione racconta la duplice natura del design italiano. Da martedì a domenica dalle ore 10.30 alle ore 20.30; giovedì aperto sino alle ore 23. Chiuso il lunedì. ___________________________ Fino al 27/02, Triennale Design Viale Emilio Alemagna 6, da 6 a 8 euro “Milano arte musica” oggi ne compie quattro RASSEGNE La IV edizione di “Milano arte e musica” viene inaugurata oggi alla basilica di Santa Maria. All’occasione parteciperanno l’Accademia Bizantina e il soprano Sandine Piau. Per informazioni sui prossimi appuntamenti (in scena fino al 27 agosto): www.lacappellamisicale.com. ___________________________ Stasera, Basilica Santa Maria Via Conservatorio 16, ore 21 In scena Salinger e la cronaca di un’epoca TEATRO “Il giovane Holden” ha formato la generazione di giovani americani degli anni '50. Il suo autore dopo questo successo abbandonò la vita pubblica, morendo come uno degli autori più importanti ma meno noti del Novecento. Al Teatro di Verdura uno spettacolo unisce scritti, fotografie, cronaca dell'epoca, musica e voci per scoprire tutto quello che avreste sempre voluto sapere su J. D. Salinger. Ingresso libero, prenotando al numero 02 76020794. ___________________________ Stasera, Teatro di Verdura Via Senato 14, ore 21, ingr. libero Un festa bizzarra fatta di note e cantautori CONCERTI Stasera va in scena “Zona d’ombra”. Un appuntamento poco convenzionale che proporrà sul palco quattro tra artisti e gruppi. Il microfono passerà infatti dalle mani di Edda, Triste colore rosa, Sakee sed e Nagaila (cantautrice bergamasca). ___________________________ Stasera, impianti sportivi Via circonvallazione nord, ore 21 Paci conquista Milano Il siciliano è in città LIVE Roy Paci, con la sua band, gli Aretuska, stasera anima il Carroponte con il nuovo album: “La tinista”. Il disco realizzato con la collaborazione di alcuni artisti, tra i quali Jovanotti, Caparezza e Eugene Hutz dei Gogol Bordello, è la nuova tappa del percorso artistico del musicista siciliano, tra innovazione e maturità. ___________________________ Stasera, Carroponte Via Granelli 1, ore 21.30, euro 10 I Navigli come la Senna Un bel sogno fermo alle chiacchiere Caro Besana, le buone condizioni economiche e ambientali dei Paesi del centro Europa sono legate anche all’uso dei fiumi e dei canali come vie d’acqua per il turismo e per trasporti commerciali. Seguendo il loro esempio, sarebbe certamente lodevole un progetto teso a rendere navigabili i Navigli lombardi, sia per viaggi turistici, per esempio dalla Svizzera al Mare Adriatico (ossia Canton TicinoVenezia), passando per Milano, con la creazione di un porto turistico nella vecchia darsena della città. L’uso dei Navigli sarebbe positivo anche per i trasporti commerciali e l’istituzio ne di linee urbane per i numerosissimi pendolari che attualmente usano ogni giorno l’automobile per recarsi al lavoro a Milano e che provengono dalle zone attraversate dai Navigli. Si favorirebbero in tal modo un miglioramento delle condizioni di inquinamento atmosferico e acustico della città, perché le vie d’acqua non inquinano l’aria e sui Navigli non si incontrano i numerosi incroci, semaforizzati e no, che rallentano il traffico veicolare. Recarsi a Milano, per il pendolare, sarebbe un gradevole e silenzioso viaggio, che gli permetterebbe di arrivare in città e tornare a casa servendosi dei battelli senza subire stress eccessivi, tipo i bateauxmouches parigini. Virginio Sala Milano risponde Renato Besana Caro Sala, all’inizio di gennaio fu istituito, a titolo sperimentale, un servizio di battelli per il trasporto passeggeri da Trezzano alla Darsena e ritorno. L’ini ziativa riscosse un successo incoraggiante, ma per ora non ha avuto seguito. Le possibilità dunque ci sono; come sempre mancano i denari. Qualche positiva novità potrebbe venire dall’Expo, grazie alle vie d’acqua di cui tanto si è parlato. Neppure mancano i progetti per incrementare il trasporto fluviale sul modello nordeuropeo. Del canale navigabile MilanoCremonaPo si cominciò a discutere nel 1902; dal 1960 al 1984 si realizzò il porto di Cremona e 15 chilometri di canale fino a Pizzeghettone. Poi tutto si è insabbiato. Un paio d’anni fa il progetto è tornato d’attualità, ma siamo ancora alle chiacchiere.
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 51 stampata da: cervo alle ore: 21.33.22 colore 51Giovedì 29 luglio 2010LOMBARDIA @ commenta su www.liberonews.it Rho (Mi) Basta liste d’attesa Posti nei nidi privati Esperimento della Regione: rette parificate per chi resta fuori ::: MARIA LUIGIA PIZZULO RHO (MI) Liste d’attesa troppo lunghe agli asili nido comunali e così la Regione Lombardia ha deciso di avviare un progetto sperimentale che porterà, nel giro di qualche anno, a bilanciare l’attuale gap tra domanda e offerta. L’iniziativa prenderà il via a settembre nei nove Comuni del Piano di zona del Rhodense e prevede l’acquisi zione di posti nelle strutture private, compresi i micronidi, che aderiranno ad una convenzione stipulata con il Comune. Per i genitori aumenta in questo modo la possibilità di inserire il proprio figlio a scuola pur tenendo invariata la retta, che comunque sarà valutata solo sui redditi Isee. L’obiettivo è quello di sostenere la capacità di acquisto delle famiglie prevedendo, mediante le risorse regionali, un abbattimento indiretto dei costi delle strutture private favorendo l’accesso alle stesse condizioni praticate dal pubblico. Un’ennesima azione per andare incontro a coloro che non possono sostenere la spesa per un nido privato e sono costrette a rimedi di fortuna tra turni di lavoro estenuanti e tate occasionali. Sulla base delle indicazioni regionali, che ha messo a disposizione 630mila euro, è stato costituito il tavolo di lavoro guidato da Sercop, Consorzio servizi comunali alla Persona, che ha coinvolto tutti gli attori principali per poter sviluppare il progetto. Per l’anno 20102011 si ipotizza di poter acquistare, nella sola Rho, almeno quindici posti nido; nei due anni successivi dovrebbero essere ventiquattro all’anno. La Regione coprirà il costo per un importo non superiore al cinquanta per cento, la differenza spetterà ad utenti e Comune. L’idea è quella, in un futuro prossimo, di riuscire ad azzerare le liste di attesa. «Riequilibrare la domanda e l’offerta di posti presso gli asili nido è uno degli obiettivi che si pone il Piano per la Prima infanzia, che risponde a esigenze concrete da parte di molte famiglie della nostra zona ha detto l’assessore all’Istruzione di Rho, Roberto Giovanatti, presentando il Piano . Poter garantire le stesse condizioni offerte dal servizio pubblico presso strutture private accreditate è una conquista importante. La possibilità di coprire le differenze tra il sistema privato e quello pubblico contribuirà a ridurre i costi sostenuti da molte famiglie, con conseguenze positive anche sulla loro capacità di spesa. In periodo di crisi economica ci sembra un risultato non di poco conto». Il responsabile del Piano di Zona del Rhodense, Carolina Pellegrini commenta: «Questo progetto dà una grossa possibilità agli utenti, è stato fatto bene e velocemente, e tutti i Comuni del piano sociale lo hanno condiviso all’unanimi tà». «L’obiettivo finale del Piano è arrivare a liste di attesa uniche», ha detto Guido Ciceri, presidente Sercop, «anche se per quest’anno le modalità di accesso avverranno attraverso le liste comunali e i cittadini poi potranno scegliere a quali strutture convenzionate iscrivere i propri figli, sulla base delle disponibilità dei posti. Per quanto riguarda le condizioni economiche, il Piano Nidi è stato importante, sia per distribuire le risorse, sia per fare il punto per la prima volta sul sistema nidi, finora sconosciuto». LEGNANO (MI) . Triste addio al mito Lilla LEGNANO (MI) (m. piz.) Dalle stelle all’oblio. È questo l’amaro destino per la squadra dell’Ac Legnano che solo un mese fa disputava la finale per accedere alla serie C e oggi scompare dagli stadi perché i dirigenti non sono riusciti ad iscriverla a nessun campionato. Con i Lilla, società fondata nel 1913, si dissolve uno dei simboli della città del Carroccio. I piccoli imprenditori, che hanno sempre sostenuto il team, non sono stati in grado di versare il milione e mezzo di euro necessari alla gestione. MONZA Il Gran Premio non si tocca, nasce il Comitato MONZA (l. mar.) La difesa del Gran Premio di Monza passa da ieri ufficialmente per la Brianza e per le sue istituzioni. L’atto costitutivo davanti ad un notaio del Comitato Uniti per l’Autodromo, promossa dalla Provincia di Monza, ha sigillato la convenzione che l’unico Gp possibile in Italia è a Monza. Oltre alla Provincia socio fondatore con il presidente Dario Allevi e l’assessore all’Autodromo Andrea Monti hanno siglato il patto il sindaco di Monza Marco Mariani e il presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza Carlo Edoardo Valli. Quest’ultimo, tra l’altro proprio ieri è appena stato nominato ai vertici di Aci Milano. «Avere un brianzolo doc nella stanza dei bottoni è senza dubbio una grande garanzia per noi ha detto Allevi . Sono certo che, anche grazie a questa nomina, riusciremo a potenziare il lavoro di squadra per difendere e rilanciare il nostro circuito». Lo scopo dell’associazione, che durerà 10 anni, è «promuovere, incentivare, proteggere e sostenere l’Autodromo di Monza come sede del Gran Premio d’Italia di Formula 1 e di tutte quelle iniziative, agonistiche e non, che siano direttamente collegate alle attività motoristiche a due e quattro ruote».
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 52 stampata da: callioni alle ore: 19.51.00 colore 52 Giovedì 29 luglio 2010
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 53 stampata da: cervo alle ore: 21.33.02 colore 53Giovedì 29 luglio 2010LOMBARDIA @ commenta su www.liberonews.it Varese La scuola di Lady Bossi vola Aperto pure il liceo linguistico Non solo asilo, elementari e medie: ora alla “Bosina” ci si diplomerà in inglese e tedesco ::: MARCO TAVAZZI VARESE Gli studenti della Scuola Bosina diventano più grandi. Nel senso che nell’istituto privato di Varese, creato dalla Lega Nord per lo studio della cultura locale e diretto dalla moglie di Umberto Bossi, Manuela Marrone, si potrà proseguire nel percorso di studi fino alle superiori. Dall’anno prossimo infatti la scuola ha aperto le iscrizioni per il primo anno del liceo linguistico. Finora l’istituto, situato a Varese nel quartiere di Masnago, offriva l’asilo, le elementari e le medie. Ma la corsa a farne una scuola completa è solo all’inizio. L’istituto, che viene scelto per la qualità dell’istruzione anche da non leghisti, offre accanto alle normali materie previste dal Ministero, lo studio della cultura locale, con tanto di dialetto. Il liceo linguistico inizierà invece con lo studio di solo due lingue straniere, l’inglese e il tedesco, e non tre come avviene negli altri istituti. Ma in più sarà aumentato il numero delle ore dedicate alle materie e sono previsti stage all’estero in Irlanda e in Inghilterra. Ed alcune materie, come a geografia, saranno insegnate non solo in italiano, ma anche in inglese. «Resta la vocazione territoriale della nostra scuola dice il presidente della fondazione Bruno Specchiarelli che punterà sempre sulla cultura, la storia e le tradizioni locali». Specchiarelli, esponente della Lega Nord fin dagli inizi del movimento ed assessore provinciale all’Agricoltura, dirige la fondazione, mentre la Marrone è preside della scuola. E proprio la moglie di Bossi è finita recentemente al centro delle polemiche per un finanziamento, erogato direttamente dal Ministero, di 800 mila euro alla scuola. Ma Specchiarelli respinge le critiche. «Abbiamo fatto grandi investimenti garantendo rette basse e un livello di istruzione elevato dichiara il lumbard lo Stato per la scuola pubblica spende ottomila euro l’anno a studente. Per fortuna esistono scuole come la nostra che al massimo chiedono di accedere, per una volta, ad un finanziamento». La scuola è stata fondata nel 1998 dalla Marrone, maestra di scuola elementare di lunga esperienza, in opposizione alla riforma, allora attuata e tuttora in vigore, che prevede fino a sette insegnanti diversi a partire dal primo anno della scuola elementare invece della maestra unica. È intitolata a Giuseppe Talamoni, pittore, attore, commediografo, scenografo, poeta e ideatore della maschera varesina Pin Girometta, oltre che fondatore del gruppo bosino. La filosofia è quella di tenere i ragazzi ancorati alle tradizioni del territorio. Usare quindi un collegamento anche con la natura. Ed incentivare i momenti di laboratorio. Il motto appare anche sul sito. “Gli uomini sono come gli alberi, se non hanno radici sono foglie al vento e i bambini sono i semi che devono trovare il nutrimento dalla terra in cui vivono per diventare querce secolari, di quelle che affrontano le tempeste della vita rimanendo sempre salde al terreno. Va da sé che solo chi è padrone del proprio passato è padrone del proprio futuro”. CAMPIONE (CO) “Prestano” soldi ai giocatori Presi otto usurai CAMPIONE D'ITALIA (CO) Praticavano tassi di usura fino al 10% al giorno e fino al 5mila per cento l’anno. Due uffici cambi di Campione Italcambi e Cambio Italia sono finiti nei guai. Per otto persone, tra titolari e soci, è stato eseguito il provvedimento di custodia cautelare. Nella loro rete sono finiti un centinaio di imprenditori con il vizio del gioco che dopo serate sfortunate ai tavoli verdi del Casinò si recavano ai due uffici situati a pochi metri dalla casa da gioco. Lì iniziava l’incubo che poteva durare anni: la firma di assegni in bianco segnava la loro rovina. Gli uffici cambi minacciavano di protestare gli assegni e così scattava, di fatto, l’estor sione a tassi da usura. Soltanto dopo la denuncia di un imprenditore esasperato è partita l’indagine dei carabinieri di Campione, durata undici mesi. M. ALE. . IN LOMBARDIA I CAMPIONATI DEI CANI DA SALVATAGGIO Si svolgeranno a Nembro (Bg) e Ospitaletto (Bs) dal 18 al 22 agosto i campionati mondiali dei cani da soccorso. Si sfideranno nelle varie specialità di ricerca 80 cani provenienti da 11 Paesi, dall’Argen tina al Giappone. L’iniziativa, dice l’as sessore alla Protezione civile Romano La Russa, «mette in evidenza le eccellenze delle nostre unità cinofile che si contraddistinguono per abilità e coraggio». [Ftg.] Vizzola Ticino (Va) Al terminal 2 sbarca l’hotel low cost COMO Scontri a catena Dieci feriti in autostrada COMO (m. ale) Uno spaventoso tamponamento a catena ha letteralmente bloccato l’autostrada A9 nella tarda mattinata di ieri a pochi passi dal confine con la Svizzera, in località Ponte Chiasso (Como). La dinamica dell’incidente, avvenuto vicino a una galleria sulla carreggiata che va verso nord, non è stata ancora chiarita del tutto. Gli agenti della Stradale di Busto Arsizio hanno lavorato tutto il giorno per i rilievi. Sul posto sono intervenute anche diverse squadre del 118 per soccorrere i feriti (nessuno grave) e trasportarli negli ospedali di Como. La lunga coda sull’autostrada non è stata l’unica conseguenza in termini di viabilità. Anche le strade urbane hanno risentito dell’incidente e sono rimaste in tilt per gran parte del pomeriggio. ::: VIZZOLA TICINO (VA) Da “fratello minore” e un po’ sfigato del nuovo Terminal 1 a motore trainante della rinascita di Malpensa, il Terminal 2 si arricchirà tra pochi mesi anche di una struttura alberghiera. E se al T1 entro l’anno aprirà uno Sheraton cinque stelle completo di Spa, al T2 il profilo dell’hotel sarà in linea con il segreto del successo del terminal: cioè low cost, come a basso costo è Easyjet la compagnia che oggi domina il terminal e che con il 30 per cento del traffico è anche la prima per passeggeri a Malpensa. Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, ha lanciato il bando di gara la scorsa settimana. L’albergo avrà circa 150 stanze e sorgerà su un’area di circa 3.500 metri quadrati a poche decine di metri tanto dal salone partenze quanto da quello degli arrivi, vicino all’area merci del Terminal 2. La scadenza per le adesioni al bando è stata fissata a ottobre 2010 e la durata dei lavori entro i nove mesi. Per cui, se tutto andrà come previsto, il nuovo albergo dovrebbe aprire porte e camere ai viaggiatori entro la fine del 2011. «L’hotel rientra nel piano di sviluppo dello scalo, insieme ad altre grandi opere come il terzo satellite del Terminal 1 e la terza pista» fanno sapere dalla Sea. Insieme allo Sheraton (che aprirà entro il 2010), l’hotel del T2 renderà l’aeroporto “auto sufficiente” sul piano della ricettività di quei passeggeri in partenza con voli molto presto la mattina o che facciano scalo per una notte. Tutto grasso che cola per Easyjet, la compagnia low cost britannica che con 14 Airbus e 44 rotte ha fatto di Malpensa la sua principale base continentale. Per Thomas Meister, Direttore Marketing di EasyJet in Italia, «i miglioramenti infrastrutturali che stanno interessando tutta l’area aeroportuale di Malpensa e in particolare il Terminal 2, rappresentano uno stimolo per il commercio e il turismo lombardi e per lo sviluppo del territorio». M. LEG.
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 54 stampata da: cervo alle ore: 21.33.55 colore 54 Giovedì 29 luglio 2010 ALLA SCALA PIAZZA SCALA 0272003744 Il 29/8: Orchestra e Coro del Teatro alla Scala ore 20.00 DirettoreDaniel Barenboim, Maestro del CoroBruno Casoni. Programma: Giuseppe Verdi, Aida ARSENALE VIA C. CORRENTI 028321999 Arsenale lab per le Colonne ore 21.00 con i giovani attori di Arsenale lab coordinamento di Lorena Nocera, Presso le colonne di San Lorenzo AUDITORIUM DI MILANO L.GO GUSTAV MAHLER 0283389201202203 Riposo CARCANO C.SO DI P.TA ROMANA, 65 0255181377 Riposo CIAK WEBANK.IT VIA PROCACCINI, 4/C (C/O) FABBRICA DEL VAPORE Riposo CRT SALONE VIA DINI, 7 0289011644 Riposo ELFO PUCCINI CORSO BUENOS AIRES, 33 0200660606 Riposo FRANCO PARENTI VIA PIER LOMBARDO, 14 0259995206 Riposo LIBERO VIA SAVONA, 10 028323126 Riposo LITTA CORSO MAGENTA, 24 028055882 Riposo MANZONI VIA MANZONI, 42 027636901 Riposo NAZIONALE PIAZZA PIEMONTE, 12 Riposo NUOVO PIAZZA SAN BABILA 0276000086 Riposo OUT OFF VIA MAC MAHON, 16 0234532140 Riposo PICCOLO TEATRO GRASSI VIA ROVELLO, 2 848800304 Riposo PICCOLO TEATRO STREHLER LARGO GREPPI, 1 0272333222 Riposo PICCOLO TEATRO STUDIO VIA RIVOLI, 6 0272333222 Riposo PIM SPAZIO SCENICO VIA TERTULLIANO, 68 0254102612 Riposo SAN BABILA CORSO VENEZIA, 2/A 02795469 Riposo TEATRO CABOTO VIA CABOTO, 2 0270605035 Riposo TEATRO DAL VERME VIA SAN GIOVANNI SUL MURO, 2 0287905 Il 16/09: MITO settembre Musica ore 20.30 TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI VIA DELL’INNOVAZIONE, 2 0236508343 Il 17/09: Elton John e Ray Cooper in concerto ore 21.00 TEATRO DELLA COOPERATIVA VIA HERMADA,82 0264749997 026420761 Riposo TEATRO DERBY VIA PIETRO MASCAGNI, 1 0276016352 Riposo TEATRO LEONARDO DA VINCI VIA AMPÈRE, 1 0226681166 Riposo VENTAGLIO SMERALDO PIAZZA XXV APRILE, 10 0229006767 Riposo VERDI VIA PASTRENGO, 16 026880038 Chiusura estiva ::: TEATRI ::: CINEMA MILANO LEGENDA: ★ = DA EVITARE ★★ = COSÌ COSÌ ★★★ = BELLO ★★★★ = DA NON PERDERE ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 026597732 La nostra vita ★★★ SALA CINQUANTA Commedia. Di Daniele Luchetti con Elio Germano EURO 4,507,50 17.4020.3022.30 Il padre dei miei figli ★★ SALA CENTO Drammatico. Di Mia HansenLove con Chiara Caselli EURO 4,507,50 17.5020.1522.30 Fish Tank ★★ SALA DUECENTO Drammatico. Di Andrea A. con Michael Fassbender EURO 4,507,50 17.3020.0022.30 Il segreto dei suoi occhi ★★★ SALA QUATTROCENTO Drammatico. Di Juan J. Campanella con R. Darin EURO 4,507,50 17.3020.0022.30 APOLLO SPAZIOCINEMA GALL. DE CRISTOFORIS 3 02780390 The Box ★★ SALA GEA Thriller. Di Richard Kelly con Cameron Diaz EURO 5,007,50 17.0019.1521.30 Bright Star ★★★ SALA FEDRA Drammatico. Di Jane Campion con Ben Whishaw EURO 5,00 16.30 Soul Kitchen ★★ SALA FEDRA Commedia. Di Fatih Akin con Adam Bousdoukos EURO 7,50 18.40 La faccia della terra SALA FEDRA Musicale. Di Vinicio Capossela con Vinicio Capossela EURO 7,50 21.30 Il solista ★★ SALA ELETTRA Drammatico. Di Joe Wright con Robert Downey Jr EURO 5,007,50 17.0019.1521.30 Affetti & Dispetti (La Nana) ★★★ SALA DAFNE Drammatico. Di Sebastian S. con Catalina Saavedra EURO 5,007,50 16.3018.30 L’uomo nell’ombra ★★★ SALA URANIA Thriller. Di Roman Polanski con Ewan McGregor EURO 5,007,50 16.3019.0021.30 ARCOBALENO FILMCENTER VIALE TUNISIA 11 0229406054199199166 Toy Story 3 La grande fuga 3D ★★★ SALA 1 Animazione. Di Lee Unkrich EURO 10,00 17.3020.0022.30 Il concerto ★★★ SALA 2 Commedia. Di Radu Mihaileanu con Aleksei Guskov EURO 4,507,50 17.3020.0022.30 Basilicata Coast to Coast ★★ SALA 3 Commedia. Di R. Papaleo con A. Gassman EURO 4,507,50 17.3020.0022.30 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 0248.003901 Chiuso per lavori ARLECCHINO VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 0276001214199445668 Chiuso per lavori CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 02874826 Il concerto ★★★ SALA 1 Commedia. Di Radu Mihaileanu con Aleksei Guskov EURO 4,507,00 15.0017.3020.0022.30 Il tempo che ci rimane ★★★ SALA 2 Commedia. Di Elia Suleiman con Elia Suleiman EURO 4,507,00 15.0017.3020.0022.30 COLOSSEO V. LE MONTE NERO, 84 0259901361199445668 The Box ★★ SALA VENEZIA Thriller. Di Richard Kelly con Cameron Diaz EURO 7,50 20.0022.30 Departures ★★ SALA CANNES Drammatico. Di Yojiro Takita con Masahiro Motoki EURO 5,70 20.0022.30 The Twilight Saga Eclipse ★★ SALA BERLINO Fantastico. Di David Slade con Kristen Stewart EURO 7,50 20.0022.30 Toy Story 3 La grande fuga 3D ★★★ SALA SUNDANCE Animazione. Di Lee Unkrich EURO 9,00 20.1022.30 Bright Star ★★★ SALA LOCARNO Drammatico. Di Jane Campion con Ben Whishaw EURO 7,50 20.00 City Island ★★ SALA LOCARNO Commedia. Di Raymond De Felitta con Andy Garcia EURO 7,50 22.30 DUCALE MULTISALA PIAZZA NAPOLI 27 0247719279199199166 Toy Story 3 La grande fuga 3D ★★★ SALA 1 Animazione. Di Lee Unkrich EURO 10,00 16.0017.3020.00—22.30 Basilicata Coast to Coast ★★ SALA 2 Commedia. Di R. Papaleo con A. Gassman EURO 4,507,50 17.3020.0022.30 Mine vaganti ★★★ SALA 3 Commedia. Di Ferzan Ozpetek con Riccardo Scamarcio EURO 7,50 20.0022.30 Perdona e dimentica ★★ SALA 4 Drammatico. Di Todd Solondz con Ally Sheedy EURO 4,507,50 17.3020.0022.30 ELISEO MULTISALA VIA TORINO 64 0272008219199445668 Il solista ★★ SALA KUBRICK Drammatico. Di Joe Wright con Robert Downey Jr EURO 7,50 20.0022.30 Fratellanza Brotherhood ★★★ SALA OLMI Drammatico. Di Nicolo Donato con Thure Lindhardt EURO 7,50 20.2022.30 Che fine ha fatto Osama Bin Laden? ★★SALA SCORSESE Documentario. Di Morgan Spurlock con Morgan Spurlock EURO 7,50 20.2022.30 Il segreto dei suoi occhi ★★★ SALA TRUFFAUT Drammatico. Di Juan Jose’ Campanella con Ricardo Darin EURO 7,50 20.0022.30 GLORIA MULTISALA CORSO VERCELLI 18 0248008908 Toy Story 3 La grande fuga 3D ★★★ SALA MARILYN Animazione. Di Lee Unkrich EURO 10,00 15.2017.3019.4021.50 Il solista ★★ SALA GARBO Drammatico. Di Joe Wright con Robert Downey Jr EURO 4,507,50 15.3017.5020.1022.30 MEXICO VIA SAVONA, 57 0248951802 Perdona e dimentica ★★ SALA 1 Drammatico. Di Todd Solondz con Ally Sheedy EURO 4,506,00 15.2017.4020.0021.50 ODEON THE SPACE CINEMA VIA SANTA RADEGONDA, 8 892111 Toy Story 3 La grande fuga 3D ★★★ SALA 01 Animazione. Di Lee Unkrich EURO 11,00 12.0017.0022.00 Toy Story 3 La grande fuga 3D ★★★ SALA 02 Animazione. Di Lee Unkrich EURO 11,00 14.3019.30 The Twilight Saga Eclipse ★★ SALA 03 Fantastico. Di David Slade con Kristen Stewart EURO 6,008,00 11.5014.3017.1019.5022.30 Solomon Kane SALA 04 Fantastico. Di Michael J Bassett con James Purefoy EURO 6,008,00 12.2014.5017.2019.5022.30 The Twilight Saga Eclipse ★★ SALA 05 Fantastico. Di David Slade con Kristen Stewart EURO 6,008,00 14.0016.4019.20 ATeam ★★ SALA 05 Azione. Di Joe Carnahan con Liam Neeson EURO 8,00 22.25 Predators SALA 06 Fantascienza. Di Nimrod Antal con Adrien Brody EURO 6,008,00 12.2014.5017.2019.5022.30 Toy Story 3 La grande fuga ★★★ SALA 07 Animazione. Di Lee Unkrich EURO 6,008,00 12.3515.0517.3520.05 Un microfono per due SALA 07 Commedia. Di Todd Louiso con Jason Schwartzman EURO 8,00 22.30 The Twilight Saga Eclipse ★★ SALA 08 Fantastico. Di David Slade con Kristen Stewart EURO 6,008,00 13.2018.40 The Twilight Saga Eclipse ★★ SALA 09 Fantastico. Di David Slade con Kristen Stewart EURO 6,008,00 16.0021.20 ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 0289403039 Predators SALA BLU Fantascienza. Di Nimrod Antal con Adrien Brody EURO 4,507,50 15.1517.4020.0522.30 Solomon Kane SALA VERDE Fantastico. Di Michael J Bassett con James Purefoy EURO 4,507,50 15.3017.5020.1022.30 The Box ★★ SALA ROSSA Thriller. Di Richard Kelly con Cameron Diaz EURO 4,507,50 15.0017.3020.0022.30 PALESTRINA VIA PALESTRINA, 7 026702700 Chiusura estiva PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 0229531103 Toy Story 3 La grande fuga 3D ★★★ SALA 1 Animazione. Di Lee Unkrich EURO 10,00 17.3021.00 The Box ★★ SALA 2 Thriller. Di Richard Kelly con Cameron Diaz EURO 7,50 17.3020.0022.30 Il solista ★★ SALA 3 Drammatico. Di Joe Wright con Robert Downey Jr EURO 7,50 17.3020.0022.30 Toy Story 3 La grande fuga ★★★ SALA 4 Animazione. Di Lee Unkrich EURO 7,50 17.3020.0022.30 The Twilight Saga Eclipse ★★ SALA 5 Fantastico. Di David Slade con Kristen Stewart EURO 7,50 17.3020.0022.30 Un microfono per due SALA 6 Commedia. Di Todd Louiso con Jason Schwartzman EURO 7,50 17.5020.1022.30 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 892960 The Losers ★★ SALA 1 Azione. Di Sylvain White con Zoe Saldana EURO 6,108,00 17.2020.2022.40 Toy Story 3 La grande fuga ★★★ SALA 2 Animazione. Di Lee Unkrich EURO 6,108,00 17.4020.2022.45 Toy Story 3 La grande fuga 3D ★★★ SALA 3 Animazione. Di Lee Unkrich EURO 10,50 17.2020.0022.35 The Twilight Saga Eclipse ★★ SALA 4 Fantastico. Di David Slade con Kristen Stewart EURO 6,108,00 18.0021.00 Toy Story 3 La grande fuga 3D ★★★ SALA 5 Animazione. Di Lee Unkrich EURO 10,50 16.3019.0021.30 Fish Tank ★★ SALA 6 Drammatico. Di A. Arnold con Michael Fassbender EURO 6,108,00 17.0020.0022.40 ATeam ★★ SALA 7 Azione. Di Joe Carnahan con Liam Neeson EURO 8,00 22.40 5 appuntamenti per farla innamorare ★★ SALA 7 Commedia. Di Nia Vardalos con Nia Vardalos EURO 6,108,00 17.2020.00 Matrimonio in famiglia ★★ SALA 8 Commedia. Di Rick Famuyiwa con America Ferrera EURO 6,108,00 16.0518.2020.3522.50 Solomon Kane SALA 9 Fantastico. Di Michael J Bassett con James Purefoy EURO 6,108,00 17.3520.0022.40 Predators SALA 10 Fantascienza. Di Nimrod Antal con Adrien Brody EURO 6,108,00 17.0020.0022.30 Prince of Persia: Le sabbie del tempo ★★ SALA 11 Avventura. Di Mike Newell con Jake Gyllenhaal EURO 6,108,00 17.1520.0022.45 Butterfly Zone Il senso della farfalla ★★ SALA 12 Thriller. Di Luciano Capponi con Pietro Ragusa EURO 8,00 22.40 The Book of Masters ★★ SALA 12 Commedia. Di V. Sokolovsky con Mariya Andreeva EURO 6,108,00 17.1019.50 Il solista ★★ SALA 13 Drammatico. Di Joe Wright con Robert Downey Jr EURO 6,108,00 17.1020.0022.40 Poliziotti Fuori Due sbirri a piede libero ★★ SALA 14 Azione. Di Kevin Smith con Bruce Willis EURO 6,108,00 17.3520.00 Robin Hood ★★★ SALA 14 Drammatico. Di Ridley Scott con Russell Crowe EURO 8,00 22.35 The Twilight Saga Eclipse ★★ SALA 15 Fantastico. Di David Slade con Kristen Stewart EURO 6,108,00 17.3020.30 The Box ★★ SALA 16 Thriller. Di Richard Kelly con Cameron Diaz EURO 6,108,00 17.2020.0022.30 The Twilight Saga Eclipse ★★ SALA 17 Fantastico. Di David Slade con Kristen Stewart EURO 6,108,00 16.3019.3022.30 Un microfono per due SALA 18 Commedia. Di Todd Louiso con Jason Schwartzman EURO 6,108,00 16.2518.3020.3522.40 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 892960 Toy Story 3 La grande fuga 3D ★★★ SALA 1 Animazione. Di Lee Unkrich EURO 10,00 21.00 The Twilight Saga Eclipse ★★ SALA 2 Fantastico. Di David Slade con Kristen Stewart EURO 8,00 21.30 Toy Story 3 La grande fuga 3D ★★★ SALA 3 Animazione. Di Lee Unkrich EURO 10,00 21.30 The Box ★★ SALA 4 Thriller. Di Richard Kelly con Cameron Diaz EURO 8,00 21.20 Solomon Kane SALA 5 Fantastico. Di Michael J Bassett con James Purefoy EURO 8,00 21.10 Predators SALA 6 Fantascienza. Di Nimrod Antal con Adrien Brody EURO 8,00 21.20 Un microfono per due SALA 7 Commedia. Di Todd Louiso con Jason Schwartzman EURO 8,00 21.10 The Losers ★★ SALA 8 Azione. Di Sylvain White con Zoe Saldana EURO 8,00 21.30 ARIANTEO CONSERVATORIO VIA CONSERVATORIO 12 02/6597732 Concerto ARIANTEO CONSERVATORIO 21.00 EURO 6,50 A Serious Man ★★★ ARIANTEO CONSERVATORIO Drammatico. Di Joel Coen, Ethan Coen con Michael Stuhlbarg 22.00 ARIANTEO P.TA VENEZIA BASTIONI DI P. TA VENEZIA, 3 02/65.97.73.2 Himalaya L`infanzia di un capo ARIANTEO P.TA VENEZIA . Di E Valli con T Lhoudup EURO 6,50 21.30 ARIANTEO UMANITARIA VIA SAN BARBANA, 48 02/65.97.73.2 Lourdes ★★★ ARIANTEO UMANITARIA Drammatico. Di Jessica Hausner con Sylvie Testud EURO 6,50 21.30 AUDITORIUM DON BOSCO VIA M. GIOIA, 48 0267071772 GNOMO MILANO CINEMA VIA LANZONE 30/A 02804125 Chiusura estiva SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 0277406300 Moulin Rouge SALA 1 Musicale. Di B Luhrmann con N Kidman 19.00 les demoiselles de Rochefort SALA 1 Musciale. Di J Demy 21.15 WAGNER PIAZZA WAGNER, 2 024817443 Chiusura estiva I FILM a cura di Giorgio Carbone Il solista Regia: Joe Wright Cast: R. Downey jr Genere: dramm Dove: Apollo, Eliseo Un musicista di talento vive come un barbone, ma un giornalista lo toglie dal guano. Downey jr e Jamie Foxx sono grandiosi. Il resto è così così. The Losers Regia: Sylvain White Cast: Zoe Saldana Genere: azione Dove: Bicocca, Certosa Una pattuglia di agenti speciali in missione in Bolivia. Ma tra gli speciali c’è un traditore. Da un noto fumetto, un action movie che non delude. Fish Tank Regia: Andrea Arnold Cast: M. Fassbender Genere: dramm Dove: Anteo, Bicocca Una quindicenne s’innamora dell’amico della madre. L’avvio sembra da fumetto, ma la regia “sporca”, dura, realistica è esemplare. Matrimonio in famiglia Regia: Rick Famuyiwa Cast: America Ferrera Genere: comm Dove: Bicocca Nozze vicine per un nero e una latinoamericana. Le famiglie rompono. Storia già vista (“Il mio grasso matrimonio greco”) ma vista meglio.
Edizione: 29/07/2010 Libero LIB_giovedi pagina 55 stampata da: cervo alle ore: 21.33.38 colore 55Giovedì 29 luglio 2010 HINTERLAND ASSAGO UCI CINEMAS MILANOFIORI VIALE MILANO FIORI TEL. 892960 The Lose