Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 1 stampata da: callioni alle ore: 22.27.53 colore Mercoledì 10 marzo 2010 OPINIONI NUOVE hyphenminus Poste Italiane S.p.A. hyphenminus Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all’estero: CH hyphenminus Fr. 3.00 / MC & F hyphenminus € 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR( DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO ANNO XLV NUMERO 58 EURO 1,20* * Con: “LE BATTUTE DEL CINEMA PIÙ BELLE DI TUTTI I TEMPI” € 6,00; “IL CANE IN CITTÀ” (solo Milano città) € 12,00; “IL PRIMO GIORNO DEL RESTO DELLA MIA VITA” € 6,0 0 IL DISCORSO DEL CAV AI FEDELISSIMI: SCENDO IN CAMPO S. BERLUSCONI a pag. 2 ORA BASTA, VOTIAMO Il tribunale boccia ancora la lista del PdL a Roma, infischiandosene del governo e di Napolitano Silvio ci metta la faccia: campagna elettorale contro lo scippo della sinistra. Il 20 tutti in piazza di MAURIZIO BELPIETRO Che nel pasticcio delle liste il Popolo della Libertà ci abbia messo del suo, dando un contributo essenziale alla propria esclusione, non lo abbiamo mai nascosto. Anzi, fummo tra i primi a dare dei fessi a quei dirigenti che a causa di un panino hanno impedito agli elettori di poter scegliere in tutta libertà per chi votare. Siamo stati per la verità anche portati a sospettare che il pasticcio non fosse solo frutto di dabbenaggine di funzionari inesperti, ma pure dell’inten zione di tener fuori sia la Polverini che Formigoni, e proprio per questo abbiamo sollecitato il governo a fare un decreto che rimettesse in gioco i due candidati di centrodestra, consentendo elezioni regolari, dove entrambi gli schieramenti fossero rappresentati. Tutto ciò premesso, oggi però ci sentiamo di dire che non si può continuare una battaglia politica a colpi di ricorsi o di rinvii. Dopo l’enne sima bocciatura da parte del tribunale della lista del PdL nel Lazio, non si può pensare di tirare per le lunghe una vicenda che l’elettore non comprende e non apprezza. Probabilmente i giudici hanno sbagliato a non applicare il decreto, negando il diritto (...) segue a pagina 3 SALVATORE DAMA a pagina 2 La toga nell’urna Queste sentenze sono programmi di partito di MATTIAS MAINIERO Diceva Pirandello, più o meno: la vita è una tragica farsa, una concatenazione di errori, un primo errore che determina il secondo, un secondo che provoca il terzo e così via. Terminati gli errori, non c’è più nulla. Un po’ pessimista. E Pirandello non aveva avuto a che fare con i giudici di oggi nè aveva assistito a questa campagna elettorale formato 2010. Se ne avesse avuto modo, forse avrebbe scritto che la vita è una farsa, e la tragedia è doverla affrontare in compagnia della giustizia italiana. Calma, signori giudici: qui nessuno vuole offendere. Si prega vivamente di non sporgere querele, anche perché, se c’è (...) segue a pagina 2 Vanacore suicida accusa i giudici In Italia basta un sospetto e si è colpevoli per sempre di MARIA GIOVANNA MAGLIE «Il paese gli voleva bene ma lui ormai si sentiva un uomo braccato. Gli è stato negato il diritto all’oblio. Voleva la libertà di dimenticare, non gli è stata concessa», dice l’avvocato di Pietrino Vanacore, e si dispera perché né lui né la famiglia (...) segue a pagina 17 di ROBERTA CATANIA Benedetto dalla City, Giulio promette meno tasse Tremonti premier. All’estero di FRANCESCO DE DOMINICIS Mentre in Italia è impegnato a sistemare una complessa ragnatela di alleanze con l’industria finanziaria, Giulio Tremonti incassa l’appoggio della City. Che attraverso le colonne del Financial Times e non senza sorprese fa da sponda al ministro dell’Economia sia sul piano internazionale sia per quanto riguarda la politica economica di casa nostra. Qualcuno, peraltro, ipotizza che il professore di Sondrio possa giocarsi la successione alla guida del Pdl e del governo. Difficile, per ora, immaginare un centrodestra senza il leader naturale, Silvio Berlusconi. Fatto sta che ieri e non si tratta certo (...) segue a pagina 20 Il terrorista rosso latitante dal 1981 Il trucco del Brasile per non darci Battisti ::: FAUSTO CARIOTI La condanna a due anni di reclusione per uso di documenti falsi, emessa il 5 marzo da un tribunale di Rio de Janeiro, può rivelarsi la migliore delle notizie possibili per il terrorista rosso Cesare Battisti, condannato in Italia per quattro omicidi. Nascosta tra (...) segue a pagina 18 di LUIGI SANTAMBROGIO Vabbè, Georg, il fratello del Papa, non sapeva delle violenze sessuali ma come la mettiamo (...) segue a pagina 19 Ma sono imperdonabili gli occhi chiusi sul resto di FILIPPO FACCI Non stiamo parlando di questo. Un tempo lo scolaro indisciplinato si beccava uno (...) segue a pagina 19 ::: ALL’INTERNO E il pm torchiò Scaglia «Parla che sei ricco» di SANDRO IACOMETTI a pag. 15 Un telefono azzurro per imprenditori in crisi di CLAUDIO ANTONELLI a pag. 22 Lo scandalo dei preti tedeschi I sacrosanti schiaffoni del fratello del Papa INCRIMINATO (E ASSOLTO) PER IL DELITTO DI VIA POMA ::: LIBERO PENSIERO La sfida ai matti di Allah si vince a colpi d’ironia di ROGER SCRUTON L’Occidente oggi è coinvolto in una lotta contro le forze più radicali dell’islam. Un conflitto intenso sia per il fanatismo dei nemici della civiltà occidentale, sia per l’enor me cambiamento culturale avvenuto in Europa e in America dalla fine della guerra del Vietnam. In parole semplici, i cittadini degli Stati occidentali hanno perso ogni interesse per le guerre all’estero; hanno perso la speranza di ottenere una qualche (...) segue a pagina 30 a pagina 17 +"!z!%!#!z
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 2 stampata da: callioni alle ore: 22.28.08 colore 2 Mercoledì 10 marzo 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it REPULISTI Per il Cavaliere il vertice capitolino del PdL è da commissariare: via dalla catena di comando chi è colpevole del casotto romano Silvio facci votare Silvio va in piazza «Basta carte bollate al popolo parlo io» Berlusconi lancia una manifestazione il 20 marzo: «Il tribunale ha ignorato Napolitano. Spiegherò come sono andate veramente le cose. Siamo noi le vittime di un colpo di Stato» ::: SALVATORE DAMA ROMA «Devo parlare direttamente io al popolo. Spiegare agli italiani come sono andate realmente le cose». E cioè che ci sono dei «magistrati puntigliosi» che impediscono al Popolo della Libertà di presentare la propria lista a Roma per «colpa di un cavillo», di un timbro, di una firma: «E poi saremmo noi quelli che vogliono ordire un golpe...», osserva sarcastico Silvio Berlusconi. Semmai è la mancata ammissione del partito azzurro il caso che testimonia «un deficit di democrazia». Subìto e non imposto. «Siamo noi le vittime di un sopruso violento». Il capo del governo arriva a Roma nel primo pomeriggio. Sul suo tavolo a Palazzo Grazioli ci sta sempre il fascicolo “Lazio”, quello che sperava di aver risolto la scorsa settimana con il decreto interpretativo. Ancora? Berlusconi non ne può più. Di questi giudici, di questa sinistra, del suo partito. Riceve nella propria residenzaufficio i coordinatori del PdL. Con loro la candidata governatore Renata Polverini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il coordinatore del partito nella capitale Vincenzo Piso. È quest’ultimo il primo a finire sul barbecue del Cavaliere. Ce l’ha anzitutto con i suoi, Berlusconi, quelli che hanno fatto il «pasticcio delle liste», i piantatori della grana che Silvio cerca di risolvere da più di una settimana. Invano. Il vertice capitolino del PdL sarà commissariato: su questo non ci piove. Il leader è stato categorico nel voler vedere rotolare le teste di chi, a vario titolo, è colpevole del casotto romano. Tanto che i colleghi dell’ex An avrebbero consigliato a Piso di presentarsi con le dimissioni in mano. Almeno per fare bella figura. Ma i conti, quelli veri, verranno regolati nel partito dopo le elezioni regionali. Nel frattempo Silvio vuole una cosa soltanto: «Dobbiamo vincere le elezioni, ribaltare questo pasticcio a nostro favore». Per fare questo va mobilitato il popolo di centrodestra. Soprattutto vanno tranquillizzati quegli elettori, e sono tanti, che non hanno gradito l’atteggiamento del “loro” governo: approvare un decreto per rimediare alla fantozziana vicenda romana. Lui, Berlusconi, quel provvedimento non voleva neanche approvarlo, sono stati i suoi a convincerlo: «E che bella figura che mi avete fatto fare!», si sarebbe lamentato il Cavaliere. A metà pomeriggio non è ancora nota la decisione della Corte d’Appello (arriverà in serata e sarà contraria all’ammissione del PdL Roma), ma chi se ne frega: «Basta carte da bollo, basta ricorsi», ma soprattutto basta affidare le sorti del partito unico nelle mani dei giudici. «Dobbiamo tornare a fare politica», arringa Silvio, «entriamo nel vivo della campagna elettorale, bisogna spiegare bene alla gente che noi siamo le vittime di una manovra fatta da chi non ci vuole far vincere le elezioni. A Roma abbiamo subìto una duplice ingiustizia». Le solite scorciatoie: il presidente del Consiglio va forte nei sondaggi e allora la sinistra quella politica e quella giudiziaria, Silvio non distingue trova mezzucci per sbarrargli la strada in tutti i modi. L’operazioneverità del capo del governo si svolgerà in due tappe. La prima già oggi, con un conferenza stampa in cui il presidente del PdL ha intenzione di spiegare la sua versione dei fatti. E il motivo per cui i cittadini romani non troveranno il tondino azzurro sulla liste elettorale: «Non vogliono che la gente voti per noi». D’altronde, ragiona un ex dirigente forzista, «quando Silvio si trova a essere la vittima dei giudici dà il meglio di se stesso». Il piano B del Cavaliere, invece, è la piazza. L’aveva evocata al Quirinale, facendo brutto con Napolitano, per convincere il Capo dello Stato circa la necessità del decreto interpretativo. Solo una minaccia. Adesso Silvio fa sul serio. In serata registra in tutta fretta un messaggio web per il sito dei promotori della libertà, quelli della Brambilla, annunciando «una grande manifestazione in difesa del nostro diritto al voto, della nostra democrazia e della nostra liberta». Fini? Vero, i rapporti con il Cavaliere rimangono complessi, ma sulla piazza Gianfranco è allineato. Negano infatti, gli ex An, che il cofondatore goda della sconfitta nel Lazio, immaginando che indebolisca Berlusconi: «Sarebbe», spiega un finiano, «come il classico marito che se lo taglia per fare un dispetto alla moglie....». Analisi È una campagna elettorale in toga (...) qualche euro di troppo, preferiremmo andare a cena al ristorante e non versarlo al togato di turno. Diamine, però, vi sembra normale ciò che sta succedendo? Ricapitolando. Si vota e questo lo sanno pure i bambini per le elezioni regionali. Domanda: avete sentito qualche candidato parlare di Regioni, federalismo, tributi locali, sanità, viabilità e in genere tutte quelle cose che accompagnano e distinguono una campagna elettorale? Avete capito qual è il programma del centrodestra e quale quello del centrosinistra, della Polverini e della Bonino? La parola più pronunciata nelle piazze e nei salotti, in tv, alla radio, al bar e pure al Polo Nord è: Tar, che è il Tribunale amministrativo regionale, e che sembra l’unico candidato in gara. In subordine, come direbbero i legulei: Consiglio di Stato, Corte di Appello, ricorsi e controricorsi. Giorni e giorni di dispute e carte bollate. E il futuro non promette nulla di buono. Forse voteremo nel giorno fissato, forse no, almeno nel Lazio. Forse ci sarà la lista con il simbolo del Pdl, forse la Polverini senza PdL. Forse i giudici ci faranno la cortesia e ci concederanno, in un modo o nell’altro, le urne, forse no. Ammettiamolo: comunque andrà a finire e ancora oggi nessuno sa con precisione come, quando e dove andrà a finire la farsa queste non sono più elezioni. Sono una sentenza di condanna al codicillo perpetuo, un supplizio giuridico per chi deve essere votato e per chi dovrebbe votare. Principio fondamentale di qualsiasi sana democrazia: una testa, un voto. Principio fondamentale della democrazia all’italiana: una testa, una proposta. Tutti hanno qualcosa da dire e suggerire. E tutti puntualmente fanno fiasco perché la testa che decide, alla fine, è una sola: quella del togato di turno. Avrebbero fatto prima a farci scegliere tra la lista del Tar e quella del Consiglio di Stato. Una sfida a colpi di commi. Le idee, i programmi elettorali, si sa, sono un optional. Magari, ne riparleremo a cose fatte, quando i giudici, fra una trentina d’anni, avranno stabilito se la presentazione delle liste regionali va fatta con la mano destra o la mano sinistra, con il piede alzato o abbassato. Esageriamo? E allora sentite questa. Il Tar del Lazio (sempre sia lodato nella speranza che mai nessuno quereli) martedì ha sentenziato che essere presente in tempo utile laddove le liste vanno depositate non è sufficiente ai fini di una corretta procedura. Bisogna essere presenti in tempo utile e anche dimostrare di essere in possesso della relativa documentazione. Il Tar del Lazio, martedì, ha involontariamente suggerito che in Italia ci sono anche rappresentanti politici che vanno laddove devono andare e anzichè portare le liste elettorali portano la lista della spesa. Candidato numero uno: spaghetti alle vongole. Numero due: bistecca e patate. Il numero tre, ovviamente, è un bel pasticcio di ricorsi e controricorsi, specialità elettoralculinaria di cui nessuno sentiva la mancanza. Giudici onnipresenti, onniscienti, universali. Con tutto il rispetto: non vi pare che siano un po’ troppo invadenti, troppo fiscali, troppo decisi a non cedere il passo? E sempre con tutto il rispetto: non vi sembra che i politici si rivolgano un po’ troppo ai giudici? Disse una volta Berlusconi, e continua a dirlo: i giudici, certi giudici, non me la contano giusta. Ridisse Berlusconi: nella magistratura ci sono molte cose che non vanno. Lo disse lui, lo ridisse e in tanti altri lo hanno ripetuto. E che fa Silvio Berlusconi? Emana, con il suo governo, un decreto interpretativo per aiutare i giudici a decidere. I giudici di cui lui non si fida. Eh no, caro Cavaliere, mettiamoci d’accordo: se uno si fida, si fida. Se non si fida, non si fida. E se non si fida non emette decreti interpretativi, non ricorre al Tar, ::: segue dalla prima MATTIAS MAINIERO . ::: SILVIO BERLUSCONI Cari promotori della Libertà, presto Vi darò appuntamento per una grande manifestazione nazionale per difendere il nostro diritto al voto e quindi la nostra democrazia e le nostra libertà. Come sapete si è cercato di estrometterci dal voto per le regionali in Lombardia, nella città di Roma e nella sua provincia. Vogliono impedire a milioni di persone di votare per il Popolo della Libertà. È un sopruso violento e inaccettabile, che in parte abbiamo respinto. A Milano, sia pure con un ritardo di una settimana, la nostra correttezza è stata pienamente riconosciuta. A Roma, invece, abbiamo subìto una duplice ingiustizia. Ai nostri incaricati, che erano presenti in orario nell’ufficio preposto, prima è stato impedito di consegnare le liste del Popolo della Libertà da coloro che hanno il dovere di ritirarle. Poi il Tribunale Amministrativo ha completato l’opera, respingendo non solo il nostro ricorso, ma anche l’in vito che il Presidente della Repubblica aveva lanciato con una propria lettera, affinché il diritto di voto, attivo e passivo fosse garantito nei confronti di tutti i contendenti, compresa la maggiore forza politica in Italia: il Popolo della Libertà. Così le elezioni del 28 e 29 marzo ci vedono contrapposti a una sinistra che, invece di misurarsi democraticamente con il voto, scende in piazza seminando menzogne, invidia e odio. Non abbiate timore, sfidate a viso aperto l’arroganza della sinistra: impegnatevi, datevi da fare, scendete in campo, sensibilizzate le forze sane del Paese e convincete tutti a schierarsi dalla parte del buongoverno, dalla parte della democrazia, dalla parte della libertà. Ai tantissimi che vogliono impegnarsi sul territorio per i nostri candidati, rivolgo un caldo invito: iscrivetevi al sito www.promotoridellaliberta.it e convincete tutte le Vostre amiche e tutti i Vostri amici a far parte di questa grande forza di libertà. Cari promotori, state pronti Torno in campo Il messaggio
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 3 stampata da: callioni alle ore: 22.28.08 colore 3Mercoledì 10 marzo 2010PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it PROVA DI FORZA Serve uno sforzo di funzionari e colonnelli per rimettere in corsa il centrodestra anche se il centrodestra è escluso dalla corsa nel Lazio Silvio facci votare La misura è colma Andiamo al voto contro la sinistra Il PdL non può continuare una battaglia politica a colpi di ricorsi. L’elettore non accetterebbe eventuali rinvii. Molto meglio pensare alle elezioni anche in Lazio rinunciando alla lista del partito non chiede lumi al Consiglio di Stato. Non spera nel ricorso e neppure nel controricorso. Se uno non si fida, e pensa di aver ragione a non fidarsi, rompe gli indugi, se ne strafrega del Tar e va a votare, anche senza il simbolo Pdl. Il candidato governatore del Lazio c’è. Gli elettori pure. Le urne sono pronte. E allora basta con gli indugi. Avrà avuto pure ragione Pirandello a sostenere che la vita è una somma di errori. Però, se uno gli errori non li va a cercare, forse riesce a vivere meglio. E riesce anche a votare come si deve. Cavaliere, ce lo fa questo piacere? E visto che si trova ci faccia pure sapere, con tanto di nomi e cognomi, chi ha sbagliato. Tutti quelli che hanno sbagliato. A noi piacerebbe punirli. Pensiamo anche a lei. Se poi i signori chiedessero pure scusa sarebbe meglio. ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO . (...) a essere rimesso in lizza del Popolo della Libertà. Non sappiamo se nella decisione togata vi sia un banale errore o del calcolo politico: lasciamo ad altri la valutazione. Per quel che ci riguarda al punto in cui siamo ci si deve fermare. Inutile continuare una sfida a colpi di carte bollate, sperando in una revisione in seconda istanza da parte del Consiglio di Stato. Addirittura dannosa l’idea lanciata da Marco Pannella e carezzata da qualche esponente del centrodestra di far slittare le elezioni laziali di un mese. Gli elettori non capirebbero questo continuo tira e molla e penserebbero davvero che il PdL è incapace di presentare le proprie liste e perfino di riammetterle per decreto, e, allo stesso tempo, l’opposizione avrebbe gioco facile nel continuare ad accusare l’esecutivo di stravolgere le leggi a proprio uso e consumo. Proseguire la battaglia legale o altro è una strada sbagliata su cui il PdL non si deve incamminare. Meglio, molto meglio, a questo punto pensare alle elezioni e alla campagna elettorale, rinunciando alla lista del partito per puntare tutto su quella della candidata. Se Silvio Berlusconi spiegasse agli elettori ciò che è accaduto e i tentativi di inquinamento della competizione elettorale e chiamasse tutti alla mobilitazione, il Lazio potrebbe non essere perduto. Serve uno sforzo di funzionari e colonnelli per rimettere in corsa il centrodestra anche se il centrodestra è escluso. Serve soprattutto il carisma di un leader il quale faccia sentire che il PdL c’è ed è unito intorno al suo candidato. Se il Cavaliere vuole, la Polverini ce la può fare. Basta mettere da parte i consigli degli avvocati e i veleni dei cortigiani, che in questa faccenda di danni ne hanno fatti già troppi. maurizio.belpietro@liberonews.it ALL’ATTACCO Anche ieri il capo del governo ha dovuto lavorare sul fascicolo Lazio con i coordinatori Verdini, La Russa, Bondi e la Polverini. Sperava di aver risolto la pratica con il decreto e invece è ancora tutto in alto mare. Olycom ::: ANDREA SCAGLIA Dice l’ottimista berlusconiano: tanto il popolo azzurro, il popolo della libertà, il popolo di Silvio, quello figurati se mai farà mancare l’appoggio al suo adorato Cavaliere. E su questo dubbi ce n’è pochi, lo zoccolo duro rimane. Ma insomma, pasdaran a parte, i segnali che fra l’elettorato di centrodestra la pazienza sta calando si moltiplicano. Questi misteriosi ritardi da appetiti improvvisi, questi decreti concordati e approvati d’urgenza epperò inutili, questi ricorsi bocciati: un disastro, con gli elettori lì a osservare basìti. Mica per niente qualche giorno fa, sul Corriere della Sera, il consueto sondaggio di Mannheimer testimoniava un calo di gradimento per il governo, ché com’è ovvio le percepite inefficienze della maggioranza si riverberano anche sull’esecutivo. Tanto che tra gli stessi elettori del PdL si è passati dal 93% di fiducia di inizio febbraio al 76% di inizio marzo, e ce ne sarebbe da dire anche sul crollo di fiducia da parte di coloro che votano Lega circa uno su quattro s’è dichiarato deluso dal governo. Per la verità, non è poi raro che gli “esperti della statistica” vengano poi clamorosamente smentiti, negli ultimi anni è accaduto più o meno regolarmente. Ma insomma, persino Bossi ha confermato che «’sto casino ci fa perdere voti». E, stando ai restroscenisti più in voga, è lo stesso Berlusconi a mostrarsi preoccupato, per lo meno in privato, proprio per via delle intenzioni di voto in costante calo: c’è chi parla addirittura di tre punti in meno, e la tendenza sarebbe ancora al ribasso. Ragion per cui, l’ha confermato ieri, sarà come al solito proprio il premier a indossare la maglia da centravanti, per poi andare di persona a ritemprare gli elettoralmente depressi Il fatto è che il tempo stringe, per la maggioranza. Certo, i rivali del Partito Democratico restano inchiodati a percentuali di parecchio inferiori rispetto al già scarso risultato delle ultime Europee, costretti a nuotare nei due centimetri d’acqua che gli vengono concessi da Di Pietro tinto di viola. Ma, tornando al centrodestra, in questo momento pare ormai lontana l’aspirazione a rifilare un cappotto regionale ai rivali, che soltanto un annetto fa sembrava possibile. E più si va avanti con questo stillicidio di percepite inefficienze e figuracce, più gli elettori soprattutto quelli che già tendono a vivere con insofferenza l’attuale confusa situazione politica nostrana s’allontana no. Giorni fa, il sito Internet dei Club delle Libertà ha lanciato un sondaggio on line, in cui si chiedeva ai frequentatori di esprimersi sul pasticciaccio delle liste e conseguente esclusione di quelle legate al PdL. La cosa è stata ripresa anche da diversi blog. E dunque, la stragrande maggioranza aveva scelto l’opzione “le regole sono regole”, così bocciando quell’altra che sottolineava come fosse necessario garantire in ogni caso il diritto di voto a tutti. La consultazione virtuale era poi stata chiusa prima del termine. Anche la bacheca virtuale chiamata Spazio Azzurro, quella ospitata all’interno del sito Internet del PdL, è stata tempestata da messaggi di simpatizzanti furiosi: in particolare, subito dopo la contemporanea esclusione delle liste lombarde e laziali, erano davvero parecchi gli inviti sul genere “Silvio, caccia quegli incompetenti” e“...non è possibile fare figure del genere!” e insomma, il tono era questo. Poi è anche vero che adesso in molti son tornati a far fronte comune contro i giudici, soprattutto per via di sentenze che ai loro occhi appaiono contraddittorie e incomprensibili. Ma i numeri restano preoccupanti, per il partitone unico conservatore. Tanto per dire, il Sole 24 Ore ha disaggregato gli ultimi dati relativi alle intenzioni di voto, evidenziando come nel Nord Ovest il calo rispetto alle Politiche del 2006 mettendo naturalmente a confronto l’at tuale PdL con le diverse componenti che allora erano divise il calo, dicevamo, è di oltre 5 punti, addirittura 9 in Veneto. Tutto fieno che è finito e continua a finire, come si sa, più che altro nella cascina del Carroccio. Che tra l’altro non ha perso occasione, in questa vicenda di firme in ritardo e timbri latitanti, per rimarcare la sua inattaccabile efficienza a fronte del dilettantismo altrui. Lo stesso sta facendo Casini, pronto a offrire alternativa ai moderati delusi dalla maggioranza. D’altronde le stime dicono che, se si andasse adesso alle urne, la percentuale di votanti non arriverebbe al 60 per cento. E gli indecisi sarebbero attualmente ancora fra il 25 e il 30 per cento. Ecco, questa è l’aria che tira: aria di sfiducia. Mal di pancia tra gli elettori La battaglia dei cavilli fa perdere consensi Il popolo azzurro chiede un atto di forza Popolo della Libertà Olycom TOR CERVARA INDUSTRIA ALIMENTARI SPA AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE/IPPC ANNUNCIO PUBBLICO Ai sensi dell’art. 5, comma 7, del d.lgs. : 59/2005. La Ditta Tor Cervara Ind. Alim. SPA, ai sensi del D. Lgs. 59/05, informa che in data 07032008 ha presentato alla Provincia di Roma – Servizio 3° “Tutela dell’Aria ed Energia “ domanda per l’ottenimento dell’ Autorizzazione Integrata Ambientale (IPPC). A tale proposito rende noto che: 1. l’Impianto in oggetto è sito in ROMA 2. il Gestore dell’ impianto è il Sig. CORBELLI ARTURO 3. l’autorità Competente al rilascio dell’autorizzazione è la Provincia di Roma – Dipartimento IV, 4. la documentazione è depositata presso: Provincia di Roma Dip. IV Servizio 4 “Controlli e Sanzioni“ – Via Tiburtina, 691 – 00159 Roma – Orario apertura: lunedì e giovedì h. 09:30/13:00 5. presso lo stesso ufficio è possibile, previo accordo, prendere visione degli atti e far pervenire eventuali osservazioni sulla domanda entro 30 giorni dalla data odierna di pubblicazione. (il gestore dell’Impianto)
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 4 stampata da: zulin alle ore: 21.45.54 colore 4 Mercoledì 10 marzo 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it LE REAZIONI I finiani: limitiamo i danni, ma dopo le elezioni servirà un chiarimento. Maroni potrebbe accorpare le amministrative del Lazio e Bologna città Silvio facci votare Ex An in ansia: pagheremo noi I finiani vogliono posticipare il voto e denunciano: azzurri contro la Polverini per colpire Gianfranco ::: GIANLUCA ROSELLI ROMA «Ora bisogna stare uniti e cercare di risolvere la situazione limitando il più possibile i danni. Poi, dopo le Regionali, ci sarà bisogno di un chiarimento e di una resa dei conti nel PdL». Ieri, durante le votazioni alla Camera, un finiano doc fa il punto della situazione alla luce dello stallo sulla lista del Popolo della Libertà nella provincia di Roma. E dai suoi ragionamenti traspare lo stato d’animo dei parlamentari vicini al presidente della Camera. Il quale in queste ore è molto nervoso. Per due motivi. Innanzitutto e questo lo accomuna al Cavaliere Gianfranco Fini non è affatto contento della figuraccia che il suo partito sta facendo davanti agli italiani. La mancata presentazione della lista del PdL a causa di faide interne dell’ultimo minuto e l’intervento del governo col decreto interpretativo, secondo l’exleader di An, è stato vissuto dagli italiani come l’ennesima furbata della casta che vuole salvare se stessa. Lui, quel decreto, pur avallandolo, lo ha considerato il male minore. Poi c’è tutta una partita che si gioca all’in terno del PdL. E al presidente della Camera non sono sfuggite in queste ore alcune frecciatine da parte dei colleghi azzurri sulla situazione romana. «Una volta risolto il caso Formigoni, i forzisti e la Lega della Polverini se ne fregano», continua a ragionare il deputato finiano, «anzi, qualcuno di loro gongola, perché una debacle di Renata nel Lazio verrà addebitata totalmente a Fini, che sarà messo sul banco degli imputati sia per il caos liste sia per la possibile sconfitta». Lo stesso Roberto Formigoni, ad esempio, negli ultimi giorni non ha mai perso occasione per distinguere il suo caso da quello dell’exsegretaria dell’Ugl. Per questo il sospetto è che gli azzurri, attraverso il caso Polverini, vogliano rifilare una polpetta avvelenata all’inquilino di Montecitorio. Se poi ci mettiamo anche le dichiarazioni di qualche azzurro che imputano a Fini di avere già nel cassetto un nuovo partito, ecco spiegato il motivo del nervosismo del presidente della Camera. Che però ora non vuole lasciarsi andare a dichiarazioni di cui potrebbe pentirsi. L’ordine di scuderia dato ai suoi fedelissimi è uno solo: in questo momento bisogna fare quadrato e cercare di uscire indenni da questo marasma, poi, dopo il voto, ci sarà tempo e modo per chiarire tutto, anche a muso duro. «Tra ricorsi e controricorsi ci siamo ficcati in un groviglio inestricabile, una matassa di cui non si riesce a trovare il bandolo. A questo punto l’unica soluzione è rinviare il voto nel Lazio, altrimenti non ne veniamo più fuori. E rimandare il redde rationem tra di noi a dopo le Regionali», spiega Carmelo Briguglio. «Sicuramente dopo il voto ci vorrà un chiarimento nel partito», concorda Amedeo Laboccetta, «ora però con queste sciatterie e inefficienze si rischia di avere ripercussioni negative anche nelle altre regioni. Abbiamo ancora tempo per rimediare, ma dobbiamo sbrigarci». Ma che l’imbarazzo la faccia da padrone lo si intuisce anche leggendo il corsivo di Filippo Rossi ieri su Fare Futuro web magazine. «Non chiamatela politica», scrive il giornalista finiano, «chiamatela “pasticcia” o magari “raffazzona” o anche “rabbercia”. Perché lo spettacolo di queste ore non può assomigliare nemmeno da lontano all’arte magnifica di governare la città». Ieri, intanto, Fini ha avuto un breve colloquio con Giorgio Napolitano. I due si sono incrociati a Montecitorio in occasione di una cerimonia per ricordare Mario Pannunzio. Pochi minuti in cui il presidente della Camera ha ringraziato il capo dello Stato per il comportamento tenuto sul decreto del governo. E poi, parlando di Pannunzio, l’exleader di An sottolinea come «il sogno di un’Italia moderna e connotata da comportamenti virtuosi non appare ancora come una realtà totalmente acquisita e sufficientemente interiorizzata». Chi ha orecchie per intendere... TERZA CARICA E MINISTRO Gianfranco Fini e Umberto Bossi non si sono mai amati fino in fondo, nonostante la legge sull’immigrazione che porta i loro nomi. Dopo il ribaltone del 1994, l’ex leader di An promise: «Con Bossi non berrò più neanche un caffè». Poi il lento riavvicinarsi, con l’accordo tra l’attuale ministro del Federalismo e il Cavaliere (era il 2000). Dopo aver dato il via libera al PdL, Fini è diventato presidente della Camera LaPresse Bossi corre solo: tempo di comizi Sciolto il nodoLombardia, Umberto fa spallucce sul Lazio. Bricolo: siamo disinteressati alle beghe ::: MATTEO PANDINI MILANO Bossi tace e si affida a la Padania, che ieri titolava “Fanno ricorso contro la democrazia”. Dopo aver difeso il Capo dello Stato, definito dal Senatur «ottimo presidente» per la firma del decreto interpretativo, il leader leghista evita di tornare sul pasticcioliste e continua a farsi passare per agnellino. D’altronde, il nodo Lombardia è stato risolto. Sul tappeto resta il pesante interrogativo del PdL a Roma, che ai padani interessa assai poco. O meglio: più va avanti la polemica, più il Popolo della Libertà rischia di irritare gli elettori. E la Lega è pronta ad accogliere i delusi, come indicano alcuni sondaggi. A testimoniare la linea moderata del Carroccio, le parole del capogruppo al Senato Federico Bricolo. «La Lega Nord si chiama fuori dalle liti da palazzo» tuona «non ci interessano, le lasciamo volentieri agli altri e ci concentriamo invece a realizzare riforme e programmi che servono al territorio e alla nostra gente». Bricolo parlava dell’ostruzionismo con cui l’opposizio ne ha cercato di fermare il legittimo impedimento. Però dà la misura di quanto i seguaci di Bossi abbiano scelto il basso profilo, soprattutto per temi che non li riguardano direttamente. Vale per le liste nel Lazio, così come per le faccende giudiziarie care al Cavaliere. La strategia è così evidente che anche gli alleati lanciano pubblicamente l’allarme. «Come al solito Bossi ha capito tutto», sottolinea il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, PdL di provenienza An. «Scendere in piazza contro il Capo dello Stato è un grande errore. Bossi, che sembra il più estremista, in tutta questa vicenda si è dimostrato molto accorto e molto attento». Resta da capire come si comporterà Roberto Maroni, il ministro che per forza di cose deve maneggiare la granaliste. Settimana scorsa, quando il premier e il Capo dello Stato avevano cominciato la trattativa per cercare una via d’uscita costituzionalmente accettabile, il Senatur si era incontrato in Transatlantico con Massimo D’Alema. Bossi va più d’accordo con lui che con Pierluigi Bersani, ma nel faccia a faccia non avevano affrontato seriamente la faccenda del voto. I due, però, potrebbero riparlarne: l’ex premier si era detto d’accordo a una soluzione politica, ma la strada scelta dalla maggioranza ha cambiato le cose. La linea del movimento resta quella concordata col Cavaliere: lasciare il pallino al premier e chiudere la questione in fretta, permettendo al centrodestra di tornare in pista. Si sussurra che alla Lega possa andare bene anche il rinvio del voto nel Lazio, magari accorpandolo con quello di Bologna città come vorrebbe il Pd. L’opposizione, però, potrebbe anche alzare il prezzo e cercare di inserire nella trattativa lo stop ai talkshow politici deciso dalla Rai. E figlio della par condicio voluta a suo tempo proprio dalla sinistra. Al momento, quello che è certo è che l’opposizione parla lingue diverse. Ieri, nel tardo pomeriggio, i radicali tifavano per il rinvio, Bersani diceva il contrario. Un vero rebus. Il rischio è che, a forza di voler rammendare, si rischia di allargare lo strappo o di aprirne altri. Quindi il Senatur se ne tiene alla larga, tanto che già oggi sarà in Lombardia. Previsto un comizio a Parabiago, a due passi da Milano, in attesa di concentrarsi sul Veneto da settimana prossima. I sondaggi volano. Le polemiche del voto nel Lazio, nella Padania leghista, sono molto lontane... LOMBARDIA Riammessa la Destra di Storace Dopo una giornata febbrile per i dirigenti de La Destra e di Gioventù Italiana, «la lista dei candidati alla Regione Lombardia per Milano e provincia è stata accettata dal Tribunale di Milano». A renderlo noto è lo stesso partito. «Giustizia è fatta! La nostra posizione ha spiegato il segretario regionale de la Destra, Roberto Perticone è stata chiarita: alcuni amministrazioni comunali della provincia di Milano, nonostante la nostra richiesta di certificati elettorali fosse pervenuta per tempo, non li avevano consegnati nei tempi previsti, e così La Destra si era trovata in difficoltà. Ora siamo davvero felici di poter partecipare alla tornata elettorale». Se la Destra ride, i radicali rosicano. Tanto da annunciare un ricorso contro la decisione del Tar della Lombardia, che ha riammesso il governatore uscente in lizza per le prossime regionali. Marco Cappato, della lista Bonino Pannella, lo ha annunciato dopo la decisione di merito presa dal tribunale amministrativo.
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 5 stampata da: grafici04 alle ore: 19.50.30 colore 5Mercoledì 10 marzo 2010
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 6 stampata da: zulin alle ore: 21.31.34 colore 6 Mercoledì 10 marzo 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it IL RAGIONAMENTO Senza PdL, Pier Luigi si sente in tasca il successo: «Andiamo davanti agli elettori, andiamoci sicuri, tranquilli, andiamoci per vincere» Silvio facci votare Alleati improbabili: Bersani e Pannella litigano pure sul voto Inspiegabilmente, dopo aver vinto il ricorso il leader radicale chiede di posticipare le urne di un mese, per tutte e undici le regioni. Ma il segretario Pd dice no: la gente non capirebbe ::: ELISA CALESSI ROMA Dopo aver usato tutti, ma proprio tutti gli argomenti dal «io ho sempre pensato che siete persone serie» a «quando è venuta fuori l’idea di Emma, io ho detto subito: andiamo!», da «si può avere opinioni diverse, ma anche un terreno condiviso» a «avete ragione sulla democrazia, sulla legalità, avete ragione su tutto» a un certo punto, quando ormai è dieci minuti che parla e qualcuno dalla platea comincia a chiedere «sì, ma se fanno ricorso?», «sì ma la Rai?», «sì ma la Consulta?», Pier Luigi Bersani, con una variazione del morettiano “Non facciamoci del male”, conclude così: «E comunque abbiamo ottime ragioni. Non indeboliamocele da soli!». Proporre «il rinvio di un mese in tutte le regioni perché altrimenti la campagna elettorale non è legale», come ha chiesto il leader radicale Marco Pannella l’unico vincitore della battaglia sulle liste , significherebbe, per il segretario del Pd, condannarsi alla sconfitta o comunque dare un aiuto decisivo al centrodestra. Quindi, la risposta del segretario dei democratici è “no”. Poco prima aveva detto: «Andiamo davanti agli elettori, andiamoci sicuri, tranquilli, andiamoci per vincere. Noi abbiamo mobilitato un popolo. Andiamo con il popolo. Andiamo a votare e a vincere». Per spiegare il suo no, per convincere i Radicali a non far mattate, a giocarle, queste elezioni, Bersani va di persona nel pomeriggio al teatro di Santa Chiara, dove il partito di Marco Pannella è in assemblea già da sette ore. Il dibattito è stato teso, difficile. La voglia di «non giocare coi bari», come dice Emma Bonino, c’è eccome. «A questo livello di impazzimento del gioco che può aprire le strade a mille contestazioni successive al voto», dice l’ex commissario europeo riassumendo a Bersani la discussione finora svolta, «ci chiediamo se non sia più serio azzerare la situazione», annullare un «processo elettorale ampiamente ipotecato». La risposta di Bersani è netta. No. Per varie ragioni. Si finirebbe per rinviare le elezioni, ma solo nel Lazio. «Verrebbe fuori uno che direbbe: perché creare problemi a undici regioni? Ce n’è una che ha avuto dei guai, rinviamo lì». Ma soprattutto perché «la gente non capirebbe». C’è una parte dell’opinione pubblica, spiega, che «ha percepito la disparità di trattamento tra le liste del presidente e le altre». Poi ce n’è un’altra che non capisce perché «io, cittadino, sono sottoposto a delle regole e tu, politico, no». Infine ci sono quelli che provano «un senso di spaesamento e di repulsione» di fronte a una «discussione che non tocca mai la vita dei cittadini». Riconosce che i problemi di legalità posti dai Radicali sono sacrosanti. Come quelli sull’accesso alla Rai. Si impegna a fare di tutto per cambiare la legge elettorale regionale, per modificare i meccanismi di presentazione delle candidature da parte dei partiti minori. Ma non è che rinviando le elezioni questi problemi si risolvono. Si affrontino, allora, tutte le battaglie giuridiche, si facciano ricorsi e controricorsi. «Non abbiamo in mano tutti i passaggi, lo so». La Consulta o il Consiglio di Stato potrebbe annullare le elezioni. «Ma siamo sicuri delle nostre buone ragioni anche sotto il profilo giuridico, siamo sicuri della possibilità di fare una grande battaglia anche sotto il profilo democratico». In realtà la tentazione di cambiare il gioco non è solo dei Radicali. Ieri nel Pd alcuni parlamentari, i più vicini a Giorgio Napolitano, rilanciavano l’ipotesi di una «soluzione politica» che passasse dal rinvio. «Maggioranza e opposizione», chiedeva Gianni Pittella, «trovino un accordo che permetta il sereno svolgimento delle elezioni regionali salvaguardando la normativa in vigore e il diritto degli elettori a esprimere liberamente il proprio orientamento politico». Ma sono posizioni isolate. Franceschiniani, veltroniani e mariniani non ne vogliono sapere. E nemmeno Bersani. Che, almeno in questo, sembra pensarla come Silvio Berlusconi. ABBAIA MA NON MORDE Telenovela finita: la Bonino correrà per il dopoMarrazzo Niente Aventino. La telenovela è finita. È finita come chiunque in primis la protagonista sapeva fin dall’inizio. Emma Bonino non ritirerà la propria candidatura alla presidenza della Regione Lazio. La conferma è arrivata ieri mattina all’assemblea nazionale dei Radicali. «Coi bari non si gioca», ha detto la Bonino, «ma non propongo alcun Aventino». Rinvio o meno, la Bonino resta in corsa e i Democratici hanno una gatta da pelare in meno. Certo, fosse per lei il rinvio sarebbe la scelta migliore: «C’è una questione di legalità», ha spiegato, «non solo per le liste del PdL respinte nel Lazio e in Lombardia. C’è una mancanza di decenza istituzionale che ha caratterizzato l’intera vicenda nazionale della presentazione delle liste». Poi, dato che sempre di Radicali si tratta, arriva il calcetto negli stinchi agli alleati del Pd: «Non si può far finta di nulla», butta lì, «non è accettabile che si dica vinciamo, poi si vedrà. È molto difficile continuare in una situazione nella quale la campagna elettorale prosegue come se niente fosse successo. Questa sarebbe una risposta inadeguata». Ci mette del suo anche il dominus radicale Marco Pannella. Ad un attonito Bersani, che in materia ha già i suoi grattacapi, il leader di Torre argentina ha chiesto di inserire nella piattaforma della manifestazione di sabato anche il tema del rinvio delle elezioni: «Il corteo di sabato», ha invitato Pannella, «non sia solo contro il cattivo Berlusconi, ma serva anche a rientrare nel massimo di legalità e di ragionevolezza possibili». Lì per lì Bersani non ha risposto, ma l’espressione che aveva non era delle migliori. A. V. ::: Commento L’ennesimo successo boomerang dei radicali ::: IURI MARIA PRADO Ora Marco Pannella chiede che le elezioni siano rinviate, ma prima di discutere di questa “soluzione”, già messa da parte dallo stesso partito, il Pd, che ha candidato Emma Bonino alla presidenza della regione Lazio, facciamo un passo indietro. Su un punto tutti saranno d’accordo: e cioè che i radicali hanno ottenuto di farsi vedere e sentire. Ci si potrà dividere nella considerazione della bontà o no delle loro ragioni e denunce, con alcuni (più di quanti credano i radicali) convinti della pretestuosità delle iniziative messe in campo da Marco Pannella ed Emma Bonino e con altri (più di quanti credano gli avversari dei radicali) persuasi invece che almeno qualcosa non fili proprio per il verso giusto se le regole sulla presentazione di liste e candidati diventano la materia passiva dei pasticci di partito, con un decreto approvato in fretta e furia per “interpretare” una legge che evidentemente fino a prima era chiarissima nel senso che la si poteva violare senza problemi. La realtà che dovrebbe onestamente essere riconosciuta anche da parte di chi in modo legittimo avversa i radicali è che il problema da loro posto è effettivo, e non è risolto degradandolo a questione di “cavilli”. Specie se a pretendere che la questione sia sbrigata in questa maniera è chi si appresta a fare leggi, a governare, a imporre tasse e adempimenti vincolanti per tutti i cittadini: ai quali non pare sia consentito sottrarsene usando lo stesso argomento e cioè che il timbro o la firma mancante, o il giorno di ritardo nella presentazione di una pratica, dovrebbero essere lasciati correre appunto perché si tratta di “formalità”. E oltretutto questi “cavilli“ qualcuno li avrà ben voluti e mantenuti, senza mai obiettare nulla appunto perché andavano benissimo così: tanto se ne fregavano tutti. In questo quadro, le iniziative di contestazione dei radicali risultano vittoriose (a prescindere dai “ver detti” via via intervenuti) perché hanno prodotto attenzione verso un partito, il loro, che ancora una volta con scarsi mezzi e poca rappresentanza istituzionale (oddio, la Bonino è pur vicepresidente del Senato, mica una partigiana a cui s’è chiusa la bocca) ha saputo imporsi in un’agenda politica altrimenti stracca. Questa “vittoria” è tuttavia molto poco spendibile politicamente, e da un punto di vista comunicazionale è persino controproducente per chi la impugna. Lo hanno forse capito (e in caso contrario farebbero bene a capirlo in fretta) i radicali stessi, ai quali è facile (non giusto, ma facile) che sia ora imputato di aver voluto mandare tutto in vacca restando fuori dalla competizione e proprio perché restavano fuori (come in Lombardia), o perché avevano meno possibilità di vittoria dove pur disponevano di liste o persino (come nel Lazio) di un notevole candidato alla presidenza della regione. Ed eccoci alla richiesta di rinvio delle elezioni. È molto semplice: una simile soluzione, se pure fosse in teoria praticabile, a dir poco improbabilmente potrebbe effettivamente realizzarsi. E sarà allora l’occasione, per i radicali, di denunciare l’ennesima illegalità come premessa di un ulteriore scadimento democratico. La politica e i politici “normali” continueranno però per conto loro: e i cittadini voteranno per quelli. Perché la politica (bella o brutta) è un’altra cosa. ALLEATI La radicale Emma Bonino, vicepresidente del Senato, è l’aspirante governatrice del Lazio che il Pd ha deciso di sostenere dopo lo scandalo che ha travolto Piero Marrazzo, il presidente che ha lasciato la carica dopo il coinvolgimento in una storiaccia a base di ricatti, coca e trans. La Bonino dovrà vedersela con Renata Polverini, leader del sindacato Ugl e finiana di ferro che però, almeno a Roma, rischia di non avere il sostegno del PdL causa pasticci al momento di presentare le liste. Ora la sfida è a colpi di carte bollate: Bersani dice no a ogni ipotesi di rinvio del voto, ipotesi su cui Emma ha un’idea diversa. Olycom
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 7 stampata da: grafici04 alle ore: 19.50.13 colore 7Mercoledì 10 marzo 2010
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 8 stampata da: callioni alle ore: 23.49.51 colore 8 Mercoledì 10 marzo 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it L’IRA DEL CAVALIERE Durissimo Berlusconi con i responsabili di una situazione che rischia di far perdere consensi. Ma non ha dubbi: si va avanti Silvio facci votare PdL bocciato ancora in Lazio ma la Polverini pensa ai voti No alla lista anche dall’ufficio elettorale. In attesa dell’ennesimo ricorso, Silvio convoca un vertice a palazzo Grazioli per preparare la campagna. E spinge Renata: non mollare ::: Controcorrente La politica è sconfitta quando i tribunali determinano le urne ::: FRANCESCO PERFETTI La democrazia liberale dovrebbe garantire, a livello di consultazione elettorale, la libera concorrenza per un voto libero in una situazione di uguaglianza nei punti di partenza. È, questo, il succo di una teorizzazione che, partendo dalle intuizioni di Alexis De Tocqueville nel saggio sulla democrazia americana, giunge fino alle analisi di un fine economista e studioso dei fenomeni politici come Joseph A. Schumpeter contenuto nel volume da lui dedicato al socialismo, al capitalismo e alla democrazia. Quello che sta avvenendo oggi sembra contraddire questi semplici, elementari e chiari principi. Gli uffici elettorali, per esempio, sembrano ormai trasformati in quegli alberghi del libero scambio tipici delle commedie degli equivoci di Feydeau nei quali, invece delle coppie più o meno clandestine, entrano ed escono e rientrano e (forse) riescono le liste elettorali in un susseguirsi di scene che sarebbero ridicole se non fossero tragiche. In una situazione del genere, il solo provvedimento serio e responsabile in grado di garantire la forma e la sostanza della democrazia liberale sarebbe quello di rinviare il voto di marzo. I motivi ci sono. E sono diversi. PIÙ POLITICHE CHE AMMINISTRATIVE In primo luogo, c’è il fatto che, nelle attuali circostanze, non v’è possibilità di svolgere realmente e responsabilmente campagna elettorale a parità di condizioni fra i soggetti politici in competizione, in particolare fra quelli non contestati e quelli riammessi: non ci sono neppure i tempi previsti dalla legislazione elettorale per consentire ai votanti il sereno confronto fra programmi contrapposti e alternativi. In secondo luogo, c’è il fatto che i giornali e, più in generale, tutti i mezzi di comunicazione di massa influiscono in maniera surrettizia, consapevolmente o inconsapevolmente, sull’esito e sulla stessa partecipazione al voto fornendo letture degli avvenimenti che finiscono per influenzare gli elettori e vengono meno al ruolo e al compito di neutrale e corretta informazione. In altre parole essi finiscono per alterare o «taroccare» le elezioni. In terzo luogo, c’è il fatto che l’attuale consultazione elettorale amministrativa si sta trasformando in una consultazione politica sulle regole della democrazia, sul confronto fra diverse visioni della politica, su questioni, in sostanza, che nulla, o ben poco, hanno a che vedere con la buona amministrazione a livello locale. E, quel che è più grave, lo slittamento della natura della consultazione elettorale da una dimensione amministrativa a una dimensione politica investe, ormai, tutte le regioni nelle quali si vota. RISCHIO RICORSI Inoltre, come se tutto ciò non bastasse, c’è il fatto che, quali che fossero i risultati, l’esito delle elezioni sarebbe pur sempre a rischio di una qualche sentenza della magistratura ordinaria o addirittura della Consulta che finirebbe per invalidare la consultazione elettorale con la conseguenza di determinare uno spreco di pubblico denaro e una ulteriore delegittimazione del sistema politico e persino delle istituzioni democratiche. E che non si tratti di un pericolo puramente accademico lo dimostra il fatto che, accanto a ricorsi presentati o in via di presentazione, altri se ne annunciano, come quelli del Pd a Milano, del tutto pretestuosi. Il rinvio della consultazione elettorale amministrativa – e non solo nel Lazio, ma dappertutto perché le vicende in corso hanno finito per alterare la serenità del confronto ovunque – sarebbe una decisione ispirata al buon senso. E, soprattutto, metterebbe al riparo da un possibile grave conflitto istituzionale dovuto ai pruriti interventisti di certa magistratura. Quando le carte bollate entrano nel gioco della politica, allora la politica è finita. Il rinvio delle elezioni servirebbe anche a questo: a segnare le differenze e i limiti invalicabili tra la sfere di competenza della magistratura e quelle di pertinenza della politica. Sentenza definitiva Secondo sì del Tar lombardo: la candidatura di Formigoni è salva Ai lettori Nella tabella pubblicata ieri a pagina 8, Formigoni è stato indicato come appartenente al centrosinistra mentre Penati come del centrodestra. Naturalmente si è trattato di un errore di cui ci scusiamo con i lettori e gli interessati. ::: BRUNELLA BOLLOLI ROMA Silvio Berlusconi sta con Renata Polverini. La parola d’ordine è: non mollare. La lista del PdL è stata bocciata anche dall’Ufficio elettorale presso il tribunale di Roma e non resta, quindi, che il Consiglio di Stato. Se fosse stata ammessa l’incubo sarebbe (quasi) finito, invece anche stavolta i togati hanno respinto le carte presentate da Alfredo Milioni e Giorgio Polesi. Motivo ufficiale: la documentazione è incompleta, mancano degli allegati. I due delegati del PdL, sabato 27 febbraio, non erano neppure riusciti ad arrivare all’interno della stanza 23 e avevano lasciato il famoso plico rosso incustodito in corridoio, poi requisito dai carabinieri. Lunedì ci ha pensato il Tar del Lazio: ricorso respinto, nonostante il decreto legge del 5 marzo che, di fatto, allarga le maglie e i tempi della burocrazia per questa tornata elettorale. Ieri sera, il colpo di grazia. L’en nesima mazzata, dopo la decisione del tribunale amministrativo, per il PdL romano un’agonia senza fine, la depressione. In verità, il ministro dell’Interno Roberto Maroni era stato chiaro nella sua brutalità: se il Tar respinge il ricorso del centrodestra, la lista è out. Come dire: non c’è ufficio elettorale che tenga. E infatti, così è stato. Morale a terra per tanti consiglieri che speravano di rientrare in partita. In fumo 4 milioni di euro in rimborsi elettorali. Sebbene qualcuno, come Luca Malcotti tra i 41 della lista, ammetta: «Ce lo aspettavamo. Speriamo nel Consiglio di Stato». LA PIAZZA STORICA Tuttavia, mentre la Commissione era riunita, il premier ha convocato un vertice a Palazzo Grazioli con la candidata del centrodestra. Presenti, i tre coordinatori nazionali, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, Fabrizio ::: LORENZO MOTTOLA MILANO «I giudici ci hanno dato straragione», il casoLombardia si può considerare chiuso. Roberto Formigoni è salvo. Dopo il primo provvisorio pronunciamento di sabato, il Tar della Lombardia ha definitivamente riammesso la lista del governatore alle prossime regionali. «Una sentenza tombale», ha detto il presidente, che può gioire soprattutto per le motivazioni addotte dai magistrati per ribaltare quanto scritto all’inizio della scorsa settimana dalla Corte d’Appello. Innanzi, si legge nelle carte del Tar, l’ufficio elettorale che ha depennato il nome di Formigoni dalle elezioni non avrebbe neppure potuto mettere le mani sulla pratica: una volta ammesse le liste al voto, ogni istanza di riesame è inammissibile per legge. Secondo punto: le toghe hanno escluso Formigoni fuori tempo massimo, ovvero oltre le ventiquattr’ore previste. Una questione di mera forma che, però, può risultare fondamentale se si considera che la richiesta era quella di escludere il PdL dalle elezioni per un problema di timbri usati impropriamente. Altro fatto degno di nota: il decreto «salvaFormigoni», come il candidato Pd Filippo Penati continua a chiamarlo, non è stato neanche preso in considerazione dal Tar, mettendo così la Lombardia al riparo da eventuali contestazioni sul voto dopo le elezioni del 2829 marzo. Secondo gli avvocati di Penati, infatti, se la Consulta dovesse dichiarare incostituzionali le norme varate dal governo venerdì scorso, l’esito delle elezioni potrebbe essere messo in discussione «da un qualsiasi elettori». Un pericolo che ora non esiste più. Per Formigoni ora la priorità è una sola: archiviare più rapidamente possibile la vicenda e fare in modo che anche i suoi smettano di parlarne prima possibile. «Siamo soddisfatti, è andato tutto come avevamo previsto, ma ora parliamo di politica». Il caos liste ormai riguarda solo il Lazio, «un caso molto, molto diverso dal nostro». E anche la resa dei conti interna al partito, dove in molti continuano a lamentarsi per come è stata gestita questa emergenza, si aprirà solo dopo le regionali. Al PdL lombardo resta un solo problema: il Partito Democratico non ha nessuna intenzione di arrendersi. Come già ampiamente minacciato nei giorni scorsi, Penati presenterà un ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar e aspetta solo che il PdL faccia lo stesso nel Lazio per andare in Tribunale. Per il Pd far correre Formigoni è inaccettabile e perfino i giudici che hanno scritto la sentenza sono stati pesantemente criticati da Penati. Secondo il piddino «Formigoni non sarebbe mai stato riammesso senza il decreto salvaliste» e, di conseguenza, i giudici mentono quando dicono che non l’hanno letto: «Noi non ci crediamo». Il presidente della quarta sezione del Tar, infatti, «già sabato mattina era entrato nell’aula del Consiglio con una copia del decreto sotto il braccio, prima ancora che fosse pubblicato. Appare davvero strano che non abbia voluto nemmeno leggerlo». Il magistrato, tuttavia, continua ad affermare il contrario. Questa vicenda, tuttavia, non sembra preoccupare affatto gli azzurri, sicurissimi che un ricorso al Consiglio di Stato si risolverebbe con un nuovo nulla di fatto. GOVERNATORE Roberto Formigoni (Olycom)
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 9 stampata da: callioni alle ore: 23.49.52 colore 9Mercoledì 10 marzo 2010PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it SONDAGGIO Nonostante tutto la candidata del centrodestra resiste: secondo gli ultimi sondaggi la pubblicità le ha giovato e resta avanti di 1,5 punti Silvio facci votare La saga degli errori Governo, giudici, ricorsi, Quirinale: il pasticcio delle elezioni è la somma degli sbagli e delle cantonate di tutti i protagonisti. E così si affossa diritto e politica ::: DAVIDE GIACALONE Assistiamo all’eclissi del diritto e della politica, con un crescendo rossiniano di misfatti e strappi. Sembra d’essere dentro ad un gioco infernale, dove vince il soggetto il cui avversario ha commesso il maggior numero d’errori. Il tutto davanti ad un pubblico di cittadini che rimane, al tempo stesso, attonito e indifferente. Si osserva la veemenza degli scontri, ma si ha l’impressione che politici e magistrati sappiano animarsi solo per se stessi. Le liste escluse per ragioni formali sono sempre esistite, quel che non s’era mai visto è una simile gazzarra. In Lombardia l’ufficio elettorale ha accettato un ricorso avverso la presentazione di una lista, quando, invece, la legge prevede che possano essere presentati solo ricorsi avverso l’esclusio ne. Se così non fosse, difatti, ogni volta, in ogni collegio, tutti presenterebbero ricorsi contro le liste di tutti gli altri. Nel Lazio un cancelliere rifiuta di ricevere una lista, benché in ritardo, quando, al contrario, la legge gli impone di fare il contrario. Le regole sono state infrante alla prima casella. Il che, sia chiaro, non giustifica le leggerezze, o l’inqualificabile condotta dei vertici PdL di Roma, ma, per avere ragione in diritto, occorre che si rispetti la forma. A quel punto, comunque, poteva già vedersi la via d’uscita: in Lombardia la cosa si sarebbe sanata da sola, mentre nel Lazio era la destra a dovere ammettere l’er rore e la sinistra a rendere possibile la via d’uscita. Invece ci s’è infilati in un tunnel degli orrori. Il governo s’è mosso verso il decreto prima di avere chiesto la testa dei responsabili, dando, così, l’impressione di volersi autoassolvere. Sgradevole, molto. Poi è entrato in scena il Quirinale. In questi giorni è tutto un fiorire di devoti al Colle, con parole di miele. Invece credo che quello sia stato uno dei passaggi più pericolosi. Giorgio Napolitano ha assunto su di sé la rappresentanza dell’opposizio ne, altrimenti persa appresso all’estremismo viola, e ha iniziato una trattativa sul contenuto del decreto. Scusate, ma dove sta scritto, nella Costituzione, che il presidente della Repubblica negozia il contenuto della potestà governativa? E non è finita, perché una volta emanato il decreto Napolitano ha preso la decisione di difenderne la forma e la sostanza, rispondendo pubblicamente a due cittadini. Ma, nella nostra Costituzione, il presidente non solo non cerca consensi, non solo è silente e parla solo al Parlamento (con adeguata controfirma del ministro guardasigilli), ma non fa le veci del governo, quando c’è da spiegare un provvedimento d’ur genza. Colpevole, naturalmente, anche il governo, che non ha provveduto in anticipo e in proprio. Colpevoli gli amici della maggioranza, che ci tengono a ricordare che “il decreto legge porta la firma di Napolitano”. Ma come fate a non capire? Tutti i decreti portano la firma del presidente, ovviamente, mentre sottolinearne una in particolare, per intimorire l’opposizione, equivale a mettere il governo sotto tutela. Autogol, insomma, con successivo esultare. E arriviamo alle sentenze. Il decreto, dopo i tira e molla, esce “in terpretativo”. Già è fastidioso che il governo del Paese finisca in mano ad un comitato di legulei e consiglieri di Stato, figuriamoci quando, inoltre, fanno cilecca. Il Tar, infatti, stabilisce che la legge regionale è prevalente. Fenomenale, considerato che a noi avevano insegnato il contrario e, per giunta, che il secondo e terzo comma del primo articolo della legge elettorale laziale (la numero 2 del 2005) stabilisce che per tutto quello che non si trova qui scritto si deve fare riferimento alla legge nazionale. Il pasticcio, insomma, arriva al punto d’esplosione quando dimostra che il diritto non esiste più perché i giudici stessi, quando non sono animati da faziosità, si sono smarriti nella giungla delle leggi, senza neanche saper consultare la bussola. Il Consiglio di Stato potrebbe manifestare diverso avviso, ma, a quel punto, celebrate le elezioni, comincerà la discussione sulla loro legittimità. Inabissando quel che resta della credibilità istituzionale. Questo, non altro, dovrebbe essere il centro della discussione. Invece ci sono due schieramenti, opposti, che puntano di continuo alla piazza. Sperano di riempirla, ma non sanno contro chi protestare. Il centro destra potrebbe sfilare sotto le finestre dei propri dirigenti romani, maledicendoli. Il centrosinistra potrebbe dare l’as salto a chi modificò il titolo quinto della Costituzione e, oggi, lo costringe ad accodarsi ad un gruppo di estrema destra, ovvero ai propri dirigenti di ieri e di oggi, che sono i medesimi. Quale delle due piazze radunerà più gente? Quesito avvincente, sfida affascinante. Intanto la democrazia, trafitta per anni dalla giustizia penale, langue nei corridoi di quella amministrativa. Nella più totale incertezza del diritto, ma con una nuova e grottesca certezza: il sonno della politica genera ricorsi. www.davidegiacalone.it La sfida giuridica Il costituzionalista: subito al Consiglio di Stato ::: TOMMASO MONTESANO ROMA Adesso il Popolo della Libertà ha davanti a sé due strade per comparire in extremis sulla scheda elettorale nella provincia di Roma: impugnare la nuova pronuncia dell’ufficio elettorale circoscrizionale in corte d’appello prima e davanti al Tar e al Consiglio di Stato poi; oppure puntare direttamente sull’ultimo grado della giustizia amministrativa, come già annunciato dai vertici locali del PdL, insistendo nella richiesta di sospendere l’esclusione della lista. Iter, questo, che secondo Achille Chiappetti, ordinario di Diritto pubblico all’università “La Sapienza” di Roma, avrebbe ottime possibilità di successo, nonostante la richiesta, due giorni fa, sia stata bocciata dal Tar. «I tempi ci sarebbero: se il ricorso è presentato entro oggi, è possibile, come hanno detto i difensori del PdL, che sia discusso nella camera di consiglio di venerdì». E i motivi per essere ottimisti, per il centrodestra, ci sono tutti. «Intanto perché non è vero che la materia elettorale che riguarda le Regioni, come affermato dal Tar, sia di esclusiva competenza regionale. Si tratta, invece, di materia concorrente, come afferma l’articolo 122 della Costituzione», osserva il costituzionalista. «Non è neppure detto che spetti alle Regioni l’intera disciplina del procedimento elettorale, dato che l’articolo in questione concede alle Regioni la competenza legislativa solo sul “sistema di elezione”». Ancora. Secondo Chiappetti, «i criteri interpretativi fissati dal decreto del governo sono veri e propri principi che competono allo Stato e valgono per tutte le Regioni». Se non bastasse, inoltre, «basta leggere il testo per rendersi conto che tali criteri sono riferiti a leggi dello Stato». Argomentazioni, tira le somme il costituzionalista, che «davanti al Consiglio di Stato alla lunga dovrebbero garantire un esito positivo. Sempre che siano utilizzate dalla difesa del PdL». Anche nel caso di nuovi round presso Tar e Consiglio di Stato, tuttavia, lo scontro sul Lazio è destinato a restare tale anche dopo il 28 e 29 marzo, giorni in cui è prevista l’apertura delle urne. Questo perché il primo grado della giustizia amministrativa ha fissato per il 6 maggio l’esame, nel merito, della richiesta di sospensiva bocciata lunedì scorso. Non solo: una volta chiusa la partita per l’elezione del governatore e del nuovo consiglio, resteranno da sbrogliare altri due nodi. Il primo: la conversione in legge del decreto “salva liste”, approdato in commissione Affari costituzionali della Camera. Il secondo: il conflitto di attribuzione sollevato davanti alla Corte costituzionale dalle Regioni Lazio, Piemonte e Toscana. Ecco perché in subordine, per evitare di lasciare a lungo sub judice l’esito della competizione elettorale, sul tappeto resta l’ipotesi di rinviare la tornata amministrativa nel Lazio. «Questo potere, del resto, spetta all’esecutivo», precisa Chiappetti. «Basterebbe, per capirlo, ricordarsi che è stato il consiglio dei ministri a fissare la data delle elezioni regionali per tutta l’Italia. La tesi di Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale, secondo cui sarebbe Esterino Montino, presidente facente funzioni della Regione Lazio, a decidere il rinvio, è un assurdo giuridico. Non può spettare alla Regione modificare una data fissata dal governo nazionale». Una manifestazione di sostenitori del PdL a favore del voto in Lazio (Emmevi) Cicchitto e il coordinatore regionale Vincenzo Piso. Il confronto è stato teso, il Cavaliere era furente. Il pasticcio che sta facendo perdere consensi al Popolo della Libertà in una regione cruciale come il Lazio è sotto gli occhi di tutti. I sondaggi fotografano una situazione niente affatto tranquilla. La Polverini, però, è in vantaggio rispetto alla sfidante Emma Bonino: un punto e mezzo in più, perché il caos delle liste le ha dato popolarità. Silvio è stato chiaro: al di là del verdetto dei giudici, la campagna elettorale va avanti senza se e senza ma. Dobbiamo fare vincere Renata. Una prova è la grande mobilitazione del 20 marzo, forse a piazza San Giovanni, la piazza storica che ha già portato fortuna all’allora Casa delle Libertà nel 2006. Al Campidoglio, cioè ad Alemanno, è stata chiesta la disponibilità anche di altre sedi centrali: piazza del Popolo o largo Bocca della Verità. Ci sarà Renata, ovviamente, ma si preannuncia una kermesse con tutti i candidati del centrodestra alle elezioni del 28 e 29 marzo. Un modo per dire alla gente che il PdL c’è, soprattutto nella Capitale, con o senza lista. Nessun rinvio, come auspicano Marco Pannella e parte del Pd, nessun ritiro dal campo di battaglia. Il premier ha messo in riga i suoi coordinatori, ma ha anche deciso che non può essere ammissibile questo accanimento dei giudici contro il maggiore partito di governo. Oggi ci sarà il deposito dell’appello al Consiglio di Stato contro il Tar. I legali del PdL intendono chiedere una fissazione celere dell’udienza entro sabato 13. Per il ministro Rotondi, però, «se il Consiglio di Stato riammette la lista è scontato che il voto nel Lazio sarà rinviato per dare al PdL i 30 giorni di campagna previsti della legge». LA DENUNCIA DI MILIONI Di sicuro, di fronte alla raffica di stop al centrodestra, la sinistra ride. Ieri sono stati gli avvocati del Pd a portare all’ufficio elettorale le motivazioni del Tar. Ufficio che ha impiegato 11 ore per pronunciarsi sulla lista PdL. Con un presidente, Anna Argento, costretta ad ammettere di avere una foto del Che nello studio «non mia, ma dei miei predecessori». Contro di lei si è scagliato anche Alfredo Milioni, l’uo mo del “panino” (ieri in fuga dai cronisti fuori da piazzale Clodio). «Giovedì andrò a Perugia a denunciarla, perché con il suo atteggiamento mi ha impedito di consegnare la lista». Chissà se oggi Berlusconi in conferenza stampa parlerà anche di questo. IN CORSA Renata Polverini, candidata del centrodestra alla presidenza del Lazio, è nata a Roma il 14 maggio 1962. È stata leader del sindacato Ugl (Ansa)
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 10 stampata da: cervo alle ore: 21.37.40 colore 10 Mercoledì 10 marzo 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it Fiducia sulla salvaSilvio L’opposizione si scatena Blindato il voto sul legittimo impedimento contro l’ostruzionismo della sinistra Ennesima replica del Csm al Cav: «Denigra i magistrati e rovina la democrazia» AUTOTUTELA Per la prima volta nella storia spunta nella pratica di autotutela una frase pronunciata dal Cav nel corso di un’assemblea di partito Silvio facci votare ::: Commento “Ostruzione a singhiozzo” pur di penalizzare il Paese SOSTIENE MICROMEGA Tabucchi, la Tunisia e non so chi ::: GENNARO MALGIERI ::: ENRICO PAOLI Il Consiglio superiore della magistratura che attacca il capo del governo, Silvio Berlusconi, accusandolo di «denigrare i magistrati» e di «mettere a rischio la democrazia». L’opposizione che costringe la maggioranza a porre la fiducia al Senato, unica strada percorribile per evitare che un’ondata di emendamenti, 1780 quelli presentati, seppellisca il decreto che introduce il legittimo impedimento. Insomma, il tema della giustizia torna ad essere l’ar ma preferita dalla sinistra per attaccare il presidente del Consiglio. E che si tratti di una operazione combinata, anche se non studiata a tavolino, lo testimonia la pretestuosità delle ragioni addotte, tanto dal Csm quanto dall’oppo sizione, per contestare governo e maggioranza. Il Csm, che ieri ha approvato un documento a tutela dei magistrati accusati di agire «per finalità politiche», si è spinto sino al punto da considerare «denigranti» persino le dichiarazioni fatte da Berlusconi al congresso del Partito popolare europeo. In quella circostanza il premier aveva affermato che «nella sinistra si è formato un partito dei giudici e se queste leggi non piacciono al partito dei giudici della sinistra, questo si rivolge alla Corte costituzionale che ha undici componenti su quindici che appartengono alla sinistra». Un intervento politico, quello di Berlusconi, condivisibile o meno, ma che appare difficile giudicare denigratorio come sostiene il Csm. Eppure quel discorso è finito nel fascicolo, ed è la prima volta che questo accade, trattandosi delle parole di un leader politico. Il documento, approvato all’unanimità, sarà discusso questo pomeriggio dal plenum del Csm e contiene anche «un pressante appello a tutte le Istituzioni perchè sia ristabilito un clima di rispetto dei singoli magistrati e dell’intera magistratura, che è condizione imprescindibile di un’ordinata vita democratica». E sempre oggi un altro tema legato alla giustizia caratterizzerà la giornata politica. Al Senato si vota per il legittimo impedimento, provvedimento sul quale la maggioranza ha posto la fiducia per aggirare l’ostruzionismo dell’op posizione, che aveva presentato più di 1.700 emendamenti. A determinare la scelta del governo ha contribuito la bagarre in aula, con le senatrici del Pd che hanno indossato una maglietta con su scritto «Etiam si omnes, ego no», «se anche tutti, io no». «È il motto dei giovani universitari tedeschi della Rosa bianca usato come forma di protesta durante il nazismo», ha spiegato la senatrice Emanuela Baio, «per dire no a un sistema dittatoriale». Vista la situazione, che ha rischiato di degenerare ulteriormente, è intervenuto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, che ha annunciato il ricorso alla fiducia. Dai banchi dell’opposizione si sono levate urla di protesta. «Basta. Vi siete sfogati? Adesso basta», ha detto il presidente dell’assemblea di Palazzo Madama, Renato Schifani, sospendendo la seduta e convocando immediatamente la conferenza dei capigruppo. Il voto finale sul provvedimento è previsto per questo pomeriggio. Scontate le posizioni di Pd e PdL, mentre l’Udc, che alla Camera di era astenuto, è pronto a votare no. Come aveva annunciato il deputato del PdL, finiano doc, Fabio Granata, dopo l’approvazione alla Camera. Il cinismo delle opposizioni spesso ha messo in crisi le democrazie. Potrebbe accadere anche questa volta, in Italia. Per come si stanno atteggiando, in seguito al disastro provocato dall’inettitudine nel presentare le liste, non è difficile ipotizzare che esse puntino alla dissoluzione della legittimità del potere e, di conseguenza, alla paralisi istituzionale. La prova più evidente e drammatica è la presa in ostaggio del Parlamento che da ieri è limitato, in ambedue le Camere, nell’espletare le proprie funzioni a causa di un originale “ostruzionismo a singhiozzo”, orchestrato dal Pd e dall’Italia dei Valori, con il quale ci si vuole sostanzialmente “vendicare” del decreto “interpretativo” (che, peraltro, non sembra aver sortito gli effetti sperati), sulla riammissione delle liste elettorali. LA PRIMA VOLTA È la prima volta nella storia repubblicana che si ricorre ad un espediente regolamentare, ancorché discutibile, prescindendo dal contenuto di un provvedimento che si intende contestare. Le opposizioni, infatti, non si applicano nell’im pedire la conversione in legge del decreto che gli ha fatto saltare i nervi, ma contestano in blocco tutto il possibile e l’immaginabile per dare un segnale “forte”, a loro giudizio, all’opinione pubblica già esasperata dalla confusione dominante. Per di più stanno organizzando una manifestazione che dovrebbe avere luogo sabato prossimo contro la la necessaria misura del governo, avallata dal capo dello Stato con grande senso di responsabilità, tesa a mettere tutti i cittadini nelle condizioni di esprimere il loro diritto a votare, al di là dei pur importanti formalismi su cui si è sviluppata la contesa politica. Nella giornata di ieri, complice anche l’assenza di molti deputati della maggioranza, l’opposizione è riuscita a far modificare l’ordine del giorno, rimandando il voto finale sul decreto che concerne gli interventi urgenti in materia di enti locali e regioni (ostruzionismo accettabile, in fondo), ed ha votato a favore della legge sulle cure palliative approvata quasi all’unanimità: non per questo il clima è cambiato. Infatti, al Senato le procedure ostruzionistiche non sono state fatte cadere; alla Camera è stata respinta ogni ipotesi di accordo avanzata dal PdL e si va avanti (per modo di dire) attendendo il momento buono, su qualsiasi argomento, per bloccare i lavori. Con l’aggra vante che nessuno dei democratici oppositori ha intenzione di annunciare come e quando la loro spregiudicata pratica verrà messa in atto, quando cesserà, fino a che punto si spingerà. La chiamano perciò a “sin ghiozzo”: ogni momento è buono per votare, ogni momento è opportuno per riprendere a monologare sulla fava e sulla rava. Anche chi non è particolarmente versato nelle procedure parlamentari, capisce che questo filibustering è inammissibile in una democrazia aperta, anche se di questi tempi poco “dialo gante”: tende ad espropriare le Camere delle loro funzioni legislative. La Repubblica è in fibrillazione: sarà bene non sottovalutare questo aspetto che si nasconde nelle pieghe delle polemiche connesse alla presentazione ed alla bocciature delle liste. Quel che si è visto negli ultimi dieci giorni più che rianimare un’opposizione moribonda la quale incoerentemente, come si capisce, dà addosso al governo, ma salva Napolitano, immaginando che tutti gli italiani siano imbecilli getta una luce sinistra sulle pubbliche istituzioni che mai sono sembrate così distanti dai cittadini tra i quali cresce la tentazione di astenersi dal partecipare alle prossime elezioni regionali visto il contesto nel quale si svolgono. INTERESSE COMUNE Dovrebbe essere interesse di tutti, a cominciare dalle opposizioni, stemperare le tensioni. Invece proprio da chi pensava di vincere al tavolino la partita, si cerca di approfondire i contrasti. Le inequivocabili parole di Di Pietro, tanto per citare un campione della demagogia, e gli atteggiamenti contraddittori dei radicali i quali pensano addirittura di ritirarsi dalla competizione inficiandone l’esito, testimoniano che la democrazia italiana se non è al capolinea ci è vicina. Dall’ostru zionismo strumentale all’invocazione della piazza può passare la delegittimazione della politica, con esiti indubbiamente devastanti. Sostiene Antonio Tabucchi, sul Fatto, che riprende Micromega, che Napolitano ha fatto un erroraccio. Non doveva, naturalmente, firmare il decreto vergogna, scempio e rovina risultato in effetti perfettamente inutile tanto ai fini del ricorso di Formigoni (premiato a prescindere dalla norma) quanto di quello della Polverini (bocciata a prescindere dalla norma). Ma insomma «Napolitano in questo momento è garante di Berlusconi». Addirittura. Ma il meglio (chi vuole può pure sentire tutto sul sito di Micromega) viene leggermente dopo. Sostiene Tabucchi che «Siccome il referente principale di Berlusconi riposa in Tunisia, dove è deceduto fuggiasco dalle leggi italiane, e Berlusconi ha una nostalgia di Craxi, vedrei molto bene Berlusconi in Tunisia». Dunque, ricapitolando, pare di capire che, nell’ordine: 1) Napolitano è al servaggio politico di Silvio Berlusconi, il che già è un ardimento da alta letteratura fantasy. 2) Berlusconi merita il destino politico e umano di Bettino Craxi, che come dire non è finito benissimo. Casomai ci fossero dubbi, Tabucchi avanza tetragono parlando così a proposito del famigerato e inutilissimo decreto: «Come tutte le leggi di natura totalitaria, ha valore retroattivo e dunque condona, ma si proietta anche nel futuro: d’ora in poi ogni irregolarità sarà tollerata a discrezione di Berlusconi o della P2 o di non so chi». Soprattutto non so chi, la cui discrezione in effetti fa paura a molti.
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 11 stampata da: cervo alle ore: 21.37.41 colore 11Mercoledì 10 marzo 2010PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it De Magistris dà del piduista a Napolitano L’ex magistrato aizza il popolo viola contro il Capo dello Stato e si smarca ancora da Di Pietro che prova a smorzare i toni: «La manifestazione di sabato è contro il governo e basta» TENDENZE Nonostante i timidi tentativi del Pd e di Tonino, appare evidente che i manifestanti se la prenderanno anche con il Presidente della Repubblica Silvio facci votare . VIOLA DI VERGOGNA La maglietta che il popolo viola indosserà per la manifestazione di sabato. Sul davanti la foto di Sandro Pertini con la scritta “non l’avrebbe firmato” (il decreto salvavoto), sul retro la dedica a Napolitano: “il peggior capo dello stato degli ultimi 150 anni” Par condicio Floris peri(patetico): Ballarò va in piazza IL LEADER DI RC Ferrero non si tiene: «Questa destra è come la camorra» «La destra è un po’ come la camorra che, perché ha la pistola, non rispetta le regole». Non usa mezzi termini Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, per attaccare il governo in carica. Forse, sentendosi scavalcato a sinistra dal rampante IdV di Tonino Di Pietro, Ferrero è corso ai ripari e da Lodi, mentre presentava il candidato sindaco della città Lorenzo Guerrini e quello alle Regionali lombarde Agnoletto, si è lasciato andare ad una disamina un poco sopra le righe. «La destra ha la visione di chi è forte: chi è al potere non deve rispettare le regole, solo i più deboli dovrebbero farlo». Ferrero ha poi proseguito il suo intervento spiegando che «la destra si preoccupa dello scudo fiscale per gli evasori, mentre la gente non riesce ad arrivare alla fine del mese». Poi la sparata finale, tutta dedicata alla maggioranza di governo: «È un po’ come la camorra che, perché ha la pistola, non rispetta le regole». ::: MARCO GORRA Totò e Luigino, atto centomillesimo. Di Pietro e De Magistris, l’un contro l’al tro armati. Nel mezzo Giorgio Napolitano, all’orizzonte la manifestazione viola di sabato e la domanda: ma la sinistra in piazza ci andrà contro il presidente del Consiglio o contro quello della Repubblica? Dopo i fulmini dei giorni scorsi quando Di Pietro era arrivato ad invocare la messa in stato d’accusa per Napolitano la situazione sembrava essersi calmata. Il Pd nel ruolo del pompiere, il corteone del week end era stato vagamente sterzato, complice un certo annacquamento della piattaforma, su tematiche più generali e meno lesive del rapporto tra opposizione e Colle. I segnali che erano arrivati ieri mattina erano stati dei più confortanti, con Tonino che decisivo il forsennato pressing di Bersani propalava distensione a piene mani: «L’Idv sabato vuole fare sapere a tutti che in Italia c’è un massacratore di legaliatà, un gerarca che vuole stracciare la Costituzione e cambiare le regole mentre si è in gioco, così come faceva Benito Mussolini... Da Benito Mussolini a Benito Berlusconi». «Parole positive», commentava pochi minuti dopo lo stesso Bersani, visibilmente sollevato, «Di Pietro sa che la manifestazione è solo contro il governo». Un paio d’ore, e la situazione precipita di nuovo. Perché se Di Pietro dice bianco De Magistris avrà da dire nero, con buona pace della celebre tregua interna: «Napolitano», va giù piatto l’eurodeputato dell’Idv, «sta avallando l’at tuazione del piano di rinascita democratica ideato da Gelli ed oggi realizzato dal premier piduista Berlusconi». Apriti cielo. Contro De Magistris partono raffiche di fuoco nemico («Qui siamo al vilipendio in forma di raglio» attacca Giancarlo Lehner, PdL) e amico («Le dichiarazioni di oggi di De Magistris sono inaccettabili e richiedono una reazione in difesa del Capo dello Stato» incalza Riccardo Nencini, Psi). E, nonostante i generosi tentativi di Tonino, le previsioni sul tono della manifestazione di sabato non paiono essere delle più ottimistiche. Un segnale su tutti: il layout delle magliette “ufficiali” che il popolo viola ha ideato e messo su facebook. Il colore è, prevedibilmente, il viola. Fronte: scritta «Pertini»; sotto, immagine in bianco e nero del primo presidente socialista della Repubblica italiana nella ormai consueta postura benedicente, tipo Wojtyla con gli occhialoni; altra scritta: «Non l’avrebbe firmato», sottinteso il decreto salvaliste. Retro: scritta «Napolitano, il peggior capo dello stato degli ultimi 150 anni». Da cui si deducono due cose: che sabato dalla piazza uscirà roba da far venire i capelli dritti a un calvo. E che il popolo viola difenderà la Costituzione, ma quanto a storia patria ne sa davvero pochino (l’Italia unita conta quindici capi tra monarchia e repubblica, una buona metà dei quali indiscutibilmente inferiori all’attuale inquilino del Colle). Ah, e poi Stato si scrive con la esse maiuscola. DAL QUIRINALE «Sui giornali ricostruzioni fantasiose» Sono ricostruzioni «inconsistenti» e «fantasiose» quelle che riferiscono dell’incontro al Quirinale tra il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lo scorso 4 marzo, alla vigilia dell’ap provazione del dl salvaliste. Il Colle interviene con un comunicato stampa per smentire le cronache sul faccia a faccia. «Si continuano a leggere su alcuni giornali e agenzie di stampa, con ripercussioni anche nel dibattito politicoistituzionale, ricostruzioni per tanti aspetti inconsistenti, se non fantasiose, dell’incontro svoltosi nella sera del 4 marzo al Quirinale», è scritto nella nota dell’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica, che aggiunge «Il presidente della Repubblica, nella risposta a due cittadini pubblicata sabato scorso sul sito web del Quirinale, ha esposto i termini corretti degli eventi e delle relative problematiche, proprio per non alterare la serena e consapevole valutazione della intera vicenda». ::: ROMA L’idea non è troppo originale: portare la tv a casa dei telespettatori. Più o meno il copione degli spot mandati in onda dalla Rai per indurre gli utenti a pagare il canone. Siccome a Giovanni Floris, protagonista della pubblicità e conduttore di Ballarò, una delle trasmissioni sospese dai vertici di viale Mazzini, stare con le mani in mano non piace affatto, visto poi come si sta evolvendo la campagna elettorale, ha deciso di far proprio quel copione. E così, a giorni, prenderà il via un vero e proprio talkshow itinerante, a beneficio dei candidati. Perché «se non possono venire in televisione, andremo noi da loro». Floris, conduttore di Ballarò, ha lanciato l’idea durante la sua partecipazione, come ospite, al programma di Rai Tre “Cominciamo bene”. Ha annunciato di aver già contattato gli staff di alcuni candidati e gli altri saranno avvisati nei prossimi giorni, proponendo loro di ospitare nei capoluoghi di regione un talkshow. «Si potrebbe fare in un teatro», ha spiegato il giornalista della Rai, «o in un qualsiasi luogo pubblico, dovunque insomma, visto che non possiamo andare in onda. Potremmo chiedere di organizzare questi confronti all’Ordine dei giornalisti o alla Fnsi, magari a Genova, oppure a Torino, oppure a Bari o in altre città». Il sindacato unico dei giornalisti, ovviamente, ha dato subito la propria disponibilità, come se questa fosse la “vera” emer genza della categoria. Floris ha poi spiegato le ragioni di questa scelta: «Non rinunciamo al nostro ruolo di giornalisti», dice il conduttore di Rai Tre, «assicureremo come sempre obiettività e parità di trattamento ai partecipanti. Lo avremmo voluto fare in studio, ma non possiamo. Se i candidati che abbiamo contattato saranno disponibili, lo faremo a casa loro. Ci teniamo a lavorare, tanto più in un momento cruciale della vita democratica come sono le elezioni». Michele Santoro, nel frattempo, sta «lavorando» alla puntata speciale del 25, quando tenterà di «bucare» lo stop imposto dal cda della Rai ai programmi di approfondimento. ENRICO PAOLI SCALPITANTE Luigi De Magistris COS’È IL CSM Il Consiglio Superiore della Magistratura è composto da 27 membri, dei quali 24 sono nominati dai circa novemila magistrati (i 16 togati) e dal Parlamento (gli 8 laici). Gli altri tre membri sono nominati di diritto e sono: il Capo dello Stato (che del Csm è anche il presidente), il primo presidente e il procuratore generale della Cassazione. Al suo interno il Csm è diviso in 10 Commissioni che deliberano su materie di loro competenza Olycom Giovanni Floris Olycom
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 12 stampata da: grafici04 alle ore: 19.49.49 colore 12 Mercoledì 10 marzo 2010 ADRIANO Coniazione: 117/138 D.C. Materiale: argento Peso: circa gr. 3,4 Diametro: circa mm. 19 TRAIANO Coniazione: 98/117 D.C. Materiale: argento Peso: circa gr. 3,4 Diametro: circa mm. 19 Due autentici denari d’argento dell’antica Roma LE MONETE DEGLI IMPERATORI Collezionare monete antiche originali significa saper apprezzare il valore del passato scegliendo una forma di risparmio capace di rivalutarsi nel tempo, con le garanzie che solo Bolaffi può offrire. Lo spirito dell’antica Roma, oggi rivive nelle monete d’argento che riportano l’effigie dei gloriosi imperatori che la resero grande, Traiano e Adriano. I due splendidi esemplari, risalenti a quasi 2.000 anni fa, sono assolutamente autentici, realmente circolati ai tempi dell’Impero, perfettamente conservati e corredati dall’elegante cofanetto con capsule protettive e certificato di autenticità. a soli 390 euro w w w .mar co rossidir ec t.c om Le monete sono disponibili anche nei negozi Bolaffi di: • Torino, via Cavour 17 • Milano, via Manzoni 7 • Verona, largo Gonella 1 • Roma, via Condotti 23 scissorscutting Nome e cognome via n. CAP città prov. telefono cell. professione data di nascita firma data square6 Sì, desidero acquistare i denari d’argento degli Imperatori con cofanetto e certificato di autenticità, per E 390,00 complessivi con spese di spedizione gratuite. Scelgo la seguente modalità di pagamento: square6 anticipato con inviando il pagamento a paypal@bolaffi.it square6 in contrassegno, in contanti alla consegna del pacco square6 con carta di credito: n. scad. 463 2 A V INFORMATIVA. I dati personali da Lei forniti saranno trattati ai sensi del D. Lgs. 196/2003 solo per adempiere alle Sue richieste e per la comunicazione di informazioni commerciali o l’invio di materiale pubblicitario su prodotti e/o servizi della Bolaffi S.p.A. e a fini contabili, fiscali e amministrativi. Il trattamento dei dati personali avviene mediante strumenti cartacei, informatici e telematici. I dati personali forniti potranno essere comunicati in ambito nazionale solo a società del nostro gruppo oppure a società alle quali la nostra società abbia affidato l’esecuzione parziale o totale degli obblighi contrattuali verso di Lei. In ogni momento Lei potrà richiedere la cancellazione, l’aggiornamento o la rettificazione dei dati personali ovvero esercitare gli altri diritti previsti dall’art. 7 del D. Lgs. 196/2003. Il conferimento dei dati personali è obbligatorio per poter adempiere alle Sue richieste. Titolare e responsabile del trattamento dei dati è la Bolaffi S.p.A. Per ogni comunicazione potete scrivere a Bolaffi S.p.A., Via Cavour n. 17, 10123 Torino (ITALIA); telefono: 0039+011+5576300 fax: 0039+011+5178025. Con riferimento ai trattamenti dei dati personali ed alla loro comunicazione, nel rispetto dell’informativa sopra riportata, di cui ho preso visione: square6 Do il mio consenso square6 Non do il consenso Telefoni allo 011.55.76.340 (tutti i giorni h 8.30/18.00) o invii un fax allo 011.51.78.025, oppure spedisca il coupon a: Bolaffi, via Cavour 17, 10123 Torino. Per ulteriori informazioni consulti il sito www.monete.it Ogni cofanetto è accompagnato dalla GARANZIA BOLAFFI che certifica l’autenticità del contenuto.
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 13 stampata da: cervo alle ore: 21.23.48 colore 13Mercoledì 10 marzo 2010ITALIA @ commenta su www.liberonews.it ::: I NODI DEL CENTRODESTRA ::: Commento Salviamo il sogno del PdL O si torna alla partitocrazia ::: ANTONIO MARTINO Le strane vicende che sono sotto i nostri occhi in questi giorni si prestano forse a qualche riflessione non banale. Non c’è alcun dubbio che siamo in presenza di una serie di manifeste assurdità: responsabili di partito tanto poco accorti da vanificare la presentazione delle proprie liste, finendo con l’attribuire ai magistrati il potere di decidere chi possa o meno prendere parte ad una tornata elettorale; il tentativo senza precedenti, forse destinato ad avere successo, di escludere dalle elezioni il maggior partito d’Italia (e soltanto quello!); ed un gran numero di inossidabili “democratici” che, invece di denunciare l’insensatezza di una rappresentazione del capolavoro di Shakespeare senza la presenza di Amleto, farfuglia sciocchezze sull’importanza delle regole. In molti casi, i più accaniti nello strepitare queste scempiaggini sono proprio quelli che non hanno mai perso occasione di denunciare l’assurdità proprio delle regole che ora appaiono loro sacre e inviolabili! Considerare sensata l’esclusione di un partito dalla competizione elettorale per un ritardo nel deposito delle firme significa ritenere più importante un cavillo amministrativo della completezza della rappresentanza popolare. Detto questo, tuttavia, occorre anche aggiungere che delle due l’una: o il caso è senza precedenti perché in passato i presentatori di liste erano meno sprovveduti, oppure nelle passate elezioni della nostra repubblica eventuali piccole scorrettezze formali sono state considerate meno importanti del regolare svolgimento della tornata elettorale. Un chiarimento Forse entrambe le ipotesi sono vere, il che dovrebbe spingerci a cercare di capire come e perché i responsabili degli adempimenti preelettorali siano improvvisamente divenuti così manifestamente incapaci. Il quesito è importante e non riguarda soltanto un piccolo numero di addetti ai lavori, riguarda milioni di persone che, avendo affidato la propria rappresentanza a un partito, hanno il sacrosanto diritto di sapere se esso meriti di essere considerato affidabile. Il chiarimento s’impone e con urgenza, possibilmente prima delle prossime elezioni. I cospirazionisti, sempre numerosi anche in Italia, si dicono convinti che non si sia trattato di banali anche se imperdonabili episodi d’in capacità ma che l’accaduto sia la conseguenza evidente della frettolosità con cui si è dato vita ad un nuovo soggetto politico, il Pdl, senza preoccuparsi di dotarlo di strutture interne adeguate alle sue dimensioni e senza avere prima sanato le divergenze fra le componenti provenienti dai due partiti fondatori. Non sono in grado di dire se l’ipotesi dietrologica sia fondata ma, anche prendendola per buona, a me sembra che sarebbe un grave errore cercare di rimediare tornando alle passate divisioni. Il compromesso Il compromesso politico che più mi è costato è stato votare a favore dell’attuale sistema elettorale che considero assolutamente nefasto. Mi lasciai dominare dalla disciplina di partito e contribuii col mio voto a questo scempio. Dico questo perché, come ho più volte ribadito su queste colonne, sono convinto che non solo “la democrazia comincia da due”, come sostenuto da Bertinotti, ma che finisca anche con due. I sistemi pluripartitici non sono a mio avviso democratici perché in essi la scelta del governo del paese viene sottratta al popolo ed affidata alle alleanze postelettorali decise dai capi dei vari partiti. La legge attuale ci ha allontanato da quel po’ di maggioritario che eravamo riusciti ad ottenere e, se non cambiata, rischia di farci finire in una versione ancora peggiore dei vizi della “prima repubblica”. Se Berlusconi decidesse di lasciare la politica, verrebbe meno il collante che tiene assieme sia l’at tuale maggioranza sia l’op posizione, il numero di partiti aumenterebbe enormemente e sarebbe il ritorno all’ingovernabilità e al caos. Per queste ragioni sono convinto che la lezione da trarre dalle vicende attuali sia di sforzarci di salvare il salvabile, rafforzando le strutture del Pdl in modo da metterlo in condizione di rappresentare degnamente quel 3540% di elettori disposti a sostenerlo. Essendo stato uno dei fondatori di Forza Italia, sostenere che non si debba resuscitare mi costa, ma credo che il sacrificio sia necessario per il bene del Paese. Trovo quindi lugubremente umoristici i boatos di qualche malinformato secondo cui sarei in procinto di abbandonare il Pdl per fondare un mio non meglio specificato gruppo parlamentare o partito politico. ::: ANDREA VALLE ROMA Che la sua nomina a sottosegretaria non sia piaciuta a molti era cosa nota. Ma ieri se n’è avuta la prova provata. Daniela Santanchè si è beccata una bordata di fischi da deputati del centrodestra. Specialmente dagli exesponenti di Alleanza nazionale. Sono quasi le cinque e mezza del pomeriggio quando la neosottosegretaria all’Attua zione del programma arriva a Montecitorio insieme a Melania Rizzoli e Micaela Biancofiore, fa il suo ingresso in Aula e si siede sui banchi del governo, sotto la presidenza. Appena prende posto, però, parte una bordata di fischi dai banchi del PdL. E il sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia, finiano, si alza e va a sedersi tra i banchi dei semplici deputati. MENIA LA SNOBBA All’inizio qualcuno rimane spiazzato. Come Roberto Giachetti del Pd che, credendo si tratti di una contestazione al suo collega di partito Franco Narducci, che sta parlando in quel momento, chiede alla presidenza di far svolgere l’in tervento senza contestazioni. Poi, però, qualcuno del PdL racconta a Giachetti la vera natura di quei fischi. E capisce che non erano affatto per Narducci, ma per la Santanché. Che, se da una parte è stata contestata, dall’altra ha ricevuto la solidarietà di molti colleghi di partito e coalizione, tra cui Mario Landolfi, Giancarlo Giorgietti e Davide Caparini. Ma anche dai finiani Italo Bocchino e Carmelo Briguglio. Sono però proprio gli exAn a contestarla di più. E qualche “buuu” arriva anche dalle donne del PdL. Del resto, proprio qualche giorno fa, Alessandra Mussolini era intervenuta in Aula per definire la futura collega «una super patata ogm». Il ritorno della Santanchè nella maggioranza, infatti, non è piaciuto affatto agli exAn, e ai finiani in particolare. Con il suo vecchio partito, infatti, Daniela si era lasciata molto male: un’uscita traumatica con scambi di accuse reciproche e l’ingresso nella Destra di Francesco Storace, di cui è stata candidata premier alle Politiche del 2008. Due anni in cui Daniela non ha certo lesinato critiche all’attuale presidente della Camera. Ma anche negli ultimi mesi della sua permanenza in An i rapporti con Fini erano ai minimi termini. Con lei hanno mantenuto buoni rapporti il suo ex mentore Ignazio La Russa e pochi altri. Mentre affetto e stima reciproca sono rimasti con Silvio Berlusconi. IL GELO DI FINI Daniela poi si è distaccata anche da Storace per fondare il Movimento per l’Italia, una nuova forza politica che da poco è confluita all’interno del PdL. Ma Fini è stato sempre contrario al ritorno della Santanché. Per questo motivo la decisione di Berlusconi è stata letta come uno schiaffo nei confronti del presidente della Camera. Che, per compensare, ha preteso la nomina di uno dei suoi, Andrea Augello, a sottosegretario alla Funzione pubblica. Il ritorno La Santanchè in Aula E gli ex An la fischiano Il neo sottosegretario accolto da urla e “buu” al suo arrivo alla Camera. Solidarietà dal resto del partito AL GOVERNO Il neo sottosegretario all’At tuazione del programma Daniela Santanchè, tornata al fianco di Berlusconi dopo un’esperienza con La Destra di Francesco Storace. Dopo essere stata accolta alla Camera dei deputati dai fischi e dai “buu” dei suoi ex compagni di partito di Alleanza nazionale, la Santanchè ha ricevuto la solidarietà di alcuni colleghi della maggioranza, tra i quali Davide Caparini, Giancarlo Lehner e Mario Landolfi. LaPresse IL PRESIDENTE DELLA LAZIO Pass non regolamentare Lotito espulso dal Transatlantico Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è stato espulso dal Transatlantico, il salone antistante l’aula della Camera. Lotito si stava intrattenendo con politici e giornalisti quando è stato invitato dai commessi a lasciare il posto, perché il badge in suo possesso consentiva l’accesso unicamente alla “Corea”, il corridoio parallelo a dove sedeva, sul retro dell’aula. Lotito ha accolto l’invito senza proteste. «Non mi fate dire nulla, non parlo di politica, solo di sport...». Mentre in aula si esaminavano alcuni decreti di ratifica dei trattati internazionali, il presidente della Lazio non si staccava dal cellulare. Ne teneva due contemporaneamente, poi si è accorto dei cronisti e ha chiesto di non essere costretto a rilasciare commenti sul caos liste regionali. Ha accettato di parlare solo della sua squadra spiegando: «Sono tante le cose che non ci sono favorevoli. Tra queste, la concentrazione della squadra. L’organico di qualità c’è, ma non riusciamo ad esprimere tutte le nostre potenzialità al 100 per cento». Allontanandosi, ha poi detto di confidare nel nuovo allenatore Edy Reja: «L’ho scelto io...». S.R.
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 14 stampata da: zulin alle ore: 20.15.15 colore 14 Mercoledì 10 marzo 2010 ITALIA @ commenta su www.liberonews.it . CROCIATA PER LA CATTEDRALE Nei progetti la moschea doveva sorgere a duecento metri dalla cattedrale di Grosseto (foto a sinistra). Nel tondo in sindaco Pd Emilio Bonifazi ha promesso che si opporrà al progetto e che i musulmani andranno a pregare in periferia. Scontro di civiltà a Grosseto Bloccata la moschea accanto al Duomo Il sindaco Pd: compriamo noi il cinema che vorrebbero i musulmani, così andranno a pregare in periferia ::: dall’’inviato a Grosseto CATERINA MANIACI «Ma se la immagina, una moschea proprio qui, in centro, all’ombra del Duomo?». Franco guida il taxi in mezzo ad una vera e propria bufera di neve, che tormenta Grosseto. Neve, vento, freddo polare, in una giornata di marzo che assomiglia sempre più a dicembre inoltrato, mentre i pochi passanti lottano con gli ombrelli rovesciati e la città appare avvolta in un velo scuro. Franco insiste: «No, per carità! La moschea è un diritto, ma si può fare fuori città. In centro, poi, con queste stradine strette, e tutta la gente che potrebbe arrivare per la preghiera che fanno tutti insieme, sa che caos si scatenerebbe... E guardi che quasi tutti, qui, la pensano così». Attraversiamo di corsa il piazzale davanti al Duomo, le strade sono deserte; la gente è tutta dentro i bar, dove, oltre a ingurgitare tazze di the e di caffè, sfoglia i giornali. COLPO DI SCENA Quelli locali riservano molte pagine al “caso della moschea” di cui ieri ha parlato ampiamente anche Libero: quella che la comunità islamica vorrebbe costruire laddove, fino a qualche anno fa, c’era il cinema storico di Grosseto, il Marracini, che era anche un teatro e dove tanto per far capire ci veniva anche Alberto Sordi. Ora ecco l’ultimo “colpo di scena”: nelle trattative tra la società che gestisce i locali del vecchio cinema e i musulmani che vogliono comprare pronta cassa intervengono il Comune e la Provincia, con una controproposta per disinnescare la “bomba” e per scongiurare l’ipotesi di una moschea che spunta nel cuore della città. Annuncia il sindaco Pd Emilio Bonifazi che «abbiamo riaperto le trattative con il proprietario, proponendone l’acquisto», pensando di trasformare i locali in un centro che possa essere utilizzato per convegni, conferenze, magari per mostre d’arte. Ma siccome né il Comune né la Provincia hanno i soldi che vengono richiesti (tra i 3 e i 4 milioni di euro) l’acquisto dell’immobile potrebbe avvenire attraverso delle permute, cedendo al proprietario del Marracini (gli eredi dell’antica famiglia l’hanno ceduta alla società Autodemi srl) beni che gli enti locali intendono dismettere. E la moschea, che potrebbe essere utilizzata dai circa 1500 musulmani che vivono in città e provincia, che fine farebbe? Si potrebbe costruire fuori dal centro storico, magari nello spazio dell'ex Forio Boario. E, per carità, il dialogo con loro non ne soffrirà: perché, insiste il sindaco, «la nostra proposta non è mica un dispetto nei loro confronti». Intanto il PdL, che qui è all’opposizione, non ci sta. Ha promosso una raccolta di firme contrarie alla presenza di un luogo di culto musulmano nel centro storico cittadino: in tremila hanno già firmato. Il centrodestra, dopo le parole del sindaco, convoca una conferenza stampa. Luca Agresti, consigliere regionale PdL, dichiara che si intende andare avanti. Perché non si tratta di negare ai musulmani il diritto di avere un luogo dove andare a pregare, ma dell’opportunità del luogo prescelto. E poi ci sono le “borda te” contro il primo cittadino: «Siamo contenti che il sindaco si sia ricreduto: ci aveva accusato di spacciare bufale, di creare un clima di tensione, ma ora non solo conferma la realtà ma segue anche le nostre indicazioni». Il pressing continuerà anche perché, spiega il capogruppo Luca Montemaggi, «non ci bastano i proclami, vogliamo vedere i fatti». Continua a nevicare su Grosseto. All’albergo Bastiani, dove ci rifugiamo, un bell’edificio dall’aria fin de siècle, la vicenda viene commentata filosoficamente: «Che cambierebbe? Certo, se la moschea diventasse un centro per militanti di Al Qaeda...», spiegano alcuni impiegati. Torniamo davanti al Duomo, nella piazza spazzata dal vento. Per chiedere lumi sulla strada da prendere per arrivare all’ex cinema Marracini rimane solo l’edicolante che tenta di proteggere giornali e riviste con lunghe strisce di cellophane. «Mi chiedo che succederebbe se noi costruissimo una chiesa laggiù da loro...», chiosa le sue indicazioni. Via, allora, lungo portici deserti, negozi vuoti, ragazzini che corrono con i cappucci calati sulla faccia. Ed eccolo, il vecchio cinema, gli ingressi sbarrati, ma con le insegne ancora ben visibili, persino rimasugli di vecchie locandine... REAZIONE DELLA CHIESA Tutto così vicino alla mole imponente del Duomo, tanto che davvero la sua ombra potrebbe arrivare sin qui. La Curia, a cominciare dal vescovo Franco Agostinelli, non vuole intervenire ufficialmente. Ma nell’ambiente della diocesi, e nel mondo della chiesa locale, il giudizio è chiaro: «Nessuno nega ai musulmani il diritto di avere un luogo di culto, ma non a duecento metri dalla nostra cattedrale. Sembrerebbe una provocazione. Ci sono altri spazi più adeguati, in periferia, come prevede il Piano urbanistico, che ha individuato aree da concedere non solo ai musulmani, ma anche ortodossi, valdesi, evangelici e di altre confessioni», si dice, e poi si ricorda che per anni la Curia aveva tentato di acquistare quei locali, magari per trasferirci qualche sezione del Museo diocesano di arte sacra, che possiede collezioni ricchissime e che avrebbero bisogno di più ampi spazi. Ma non se ne è fatto nulla. Il Museo rimane dov’è, il Duomo anche, ovvio. La moschea, per ora, resta un progetto, non più all’ombra della chiesa secolare, ma a quella delle colline maremmane.
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 15 stampata da: callioni alle ore: 23.22.25 colore 15Mercoledì 10 marzo 2010ITALIA @ commenta su www.liberonews.it ::: ITALIA SOTTO INCHIESTA Coinvolte Telecom Sparkle e Fastweb Di Girolamo ammette: ci sono fondi neri L’ex senatore conferma tutto durante l’interrogatorio: finto traffico telefonico per fare girare il denaro L’interrogatorio “classista” Il magistrato nel 2007 torchiò Scaglia «Parla che sei ricco, non un impiegato» Conferme sulla illiceità di operazioni legate a servizi telefonici, in particolare quelle denominate Phuncard e Traffico Telefonico, sono arrivate dall’ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, interrogato per oltre due ore dagli inquirenti romani nell’ambito dell’in chiesta sul presunto maxi riciclaggio di due miliardi di euro che sarebbe ruotato intorno ad iniziative commerciali riconducibili a Fastweb e Telecom Sparkle. Di Girolamo è detenuto a Regina Coeli con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, violazione della legge elettorale e scambio elettorale aggravato dal metodo mafioso. Nel corso dell’atto istruttorio è stato affrontato solo l’aspetto legato al riciclaggio e non anche le circostanze dell’elezione di Di Girolamo nel collegio estero ed i suoi presunti legami con esponenti della 'ndrangheta. Questi ultimi due aspetti saranno oggetto di un prossimo interrogatorio. Per il procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo e i sostituti Giovanni Bombardieri, Francesco Passaniti e Giovanni Di Leo, è intanto arrivata una prima e importante conferma dell'impianto accusatorio. Phuncard e Traffico telefonico sono operazioni commerciali fittizie che, secondo quanto emerso dalle indagini, hanno permesso al sodalizio di cui faceva parte il senatore di realizzare profitti per centinaia di milioni di euro in favore di Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Sono le famigerate frodi messe in atto per creare ingenti fittizi crediti Iva e che hanno arrecato all’erario un danno complessivo quantificato in 370 milioni di euro. Ma soprattutto un sistema per trasformare denaro sporco in traffico telefonico da far emergere in paradisi fiscali. La prima truffa avrebbe riguardato la commercializzazione di schede prepagate, denominate appunto Phuncards, recanti un codice che avrebbe dovuto consentire l’accesso tramite un sito internet a contenuti tutelati da diritto d’autore, in realtà inesistenti. La seconda fittizia operazione ha avuto per oggetto la commercializzazione di «servizi a valore aggiunto» da realizzare mediante l’acquisto e la veicolazione dei contenuti attraverso servizi di interconnessione internazionale per il trasporto di traffico telematico. Anche in questo caso l’og getto stesso della prestazione (il traffico telematico) si è rilevato inesistente e ha consentito alle società debitrici dell’Iva nei confronti dello Stato di non versare il tributo, trasferendo ingenti somme all’estero e facendo girare in circolo i flussi finanziari. C.A. TRONCHETTI PROVERA DAL GIUDICE . «Mai spiato mia moglie La security agiva da sola» Marco Tronchetti Provera, sentito ieri come testimone assistito nell’udienza preliminare per la vicenda dei dossier illegali, ha ammesso di non aver mai avuto alcun interesse a far spiare la moglie Afef (nella foto) e i suoi familiari. ::: SANDRO IACOMETTI «Un povero impiegatuccio» che lotta «contro i mulini a vento». E per giunta con «la trattenuta fiscale alla fonte». Può sembrare strano, ora che i “dra ghi” e i “giganti” sono finiti dietro le sbarre, ma a dipingersi come un povero e tartassato Don Chisciotte è il sostituto procuratore di Roma, Giovanni Di Leo. E davanti a lui, tre anni fa, c’era proprio Silvio Scaglia, il fondatore di Fastweb da un paio di settimane detenuto a Rebibbia. È interessante rileggere i verbali di quell’interrogatorio, che si è tenuto al Tribunale di Roma il 13 marzo 2007, con l’inchiesta sulla maxi frode carosello partita da pochi mesi. Chissà se Scaglia ci ha ripensato quando, alcuni giorni fa, si è ripresentato davanti alle stesse toghe e poi ha dichiarato che «la giustizia inglese è meglio di quella italiana». Chissà se gli è tornato alla mente il duro alterco di tre anni fa con i titolari della pubblica accusa (oltre a Di Leo era presente anche il pm Francesca Passaniti e un ufficiale di pg), il tentativo di spiegare gli aspetti tecnici delle operazioni incriminate, le incomprensioni e, alla fine, lo sfogo del magistrato. ATMOSFERA BOLLENTE L’atmosfera si surriscalda quando Scaglia tenta di spiegare che se i pm avessero chiesto alla società i dettagli sul traffico telefonico oggetto dell’indagine, Fastweb sarebbe stata in grado di fornire tutti gli elementi. Anche i numeri telefonici di chi avrebbe usufruito dei presunti servizi fittizi intorno ai quali le società coinvolte avrebbero effettuato la girandola di transazioni commerciali per evadere l’Iva. Di Leo già inizia ad irritarsi: «Se noi avessimo i numeri di telefono delle persone che chiamano per collegarsi ai siti porno, non avremmo neanche il processo». Poi, il crescendo: «Cioè, io attivo un’archiviazione se mi fornite questi dati degli utenti finali nel resto d’Europa, io questa cosa, glielo prometto, mi ci metto e la scrivo in non più di 35 minuti». Scaglia torna a dire che l’atteg giamento della magistratura è stato sbagliato. E Di Leo torna all’attacco: «Non ci è stato fornito alcun numero di telefono, ma neanche un numero di centralino». Poi, di fronte alla frase di Scaglia, «ci siamo andati di mezzo tutti», il pm sbotta: «Allora si metta nei panni di noi, che siamo dei poveri impiegatucci, che si vedono lo stipendio già trattato alla fonte e non hanno altre cose, che vedono una persona del genere (il riferimento è al presunto direttore d’orchestra di tutta la truffa, Focarelli, ndr), che fa queste cose, e che le fa con il primo gestore telefonico in Italia e poi con voi... Perché c’è il vostro nome sui giornali, io non ci posso fare niente». La calma, malgrado lo sfogo, non ritorna. Ma il magistrato ci tiene a dire che non c’è alcun accanimento. «Non siamo partiti prevenuti», spiega a Scaglia. Anzi, prosegue, «siamo anche partiti con un notevole senso di responsabilità, perché visto il tipo di risposta che abbiamo avuto, dopo il 26 di novembre (del 2007, giorno della perquisizione in Fastweb, ndr) noi saremmo dovuti tornare, il giorno successivo, con un decreto di sequestro della struttura operativa, interrompendo tutto il traffico di Fastweb». Scaglia, prudentemente, lascia parlare il legale... IL SOSPETTO DI SCAGLIA Un’operazione mediaticofinanziaria. È questo il sospetto di Scaglia, che nella trama ai danni di Fastweb trascina anche Repubblica. «Un incidente». Così viene definito nell’interrogatorio tenuto dal fondatore del gruppo di tlc nel marzo del 2007, di fronte ai pm titolari dell’inchiesta, l’articolo pubblicato il 23 gennaio dello stesso anno dal quotidiano romano. Nel servizio, a firma Giovanni Pons, si dava notizia per la prima volta della maxi inchiesta a carico dei vertici di Fastweb per false fatturazioni. «C’è fiducia da parte nostra in voi», dice Scaglia ai magistrati. Poi il manager aggiusta il tiro: «Ho più dei dubbi sul giornalista, sulla buonafede, sul fatto che abbia dei legami diversi». Buonafede o meno. L’articoli sta è sicuramente bene informato.
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 16 stampata da: callioni alle ore: 22.56.28 colore 16 Mercoledì 10 marzo 2010 ITALIA @ commenta su www.liberonews.it La polemica Denuncia animalista: «Ha un canilelager e fa il consulente in Provincia» Flop ambientalisti La sinistra ecologista ora è nemica del verde Toscana, Puglia, Sardegna: le giunte progressiste che si volevano l’energia pulita, adesso sono contro l’eolico ::: MATTEO ORSUCCI L’ultima fregatura della green economy, accendere le lampadine quando girano le pale, viene dalla Toscana. L’ammini strazione di Pontedera, nel pisano, è stata messa sotto accusa dalla comunità scientifica che ha installato una di quelle megamacchine complicatissime per l’au scultazione del cosmo e dei suoi segreti. Il progetto scientifico in questione è “Virgo” nato una decina di anni fa, in sinergia con le menti francesi e quelle della facoltà di Fisica dell’Università pisana, 200 milioni d’euro spesi all’attivo, compito trovare le onde gravitazionali teorizzate da Einstein come dicono loro “ascoltare i buchi neri” e che per adesso non ha portato a chissà che cosa visto che pare le stelle stiano zitte. IL CASO PONTEDERA Al di là degli aspetti fisicotecnici, qui l’aspetto divertente è un altro. L’amministrazione pontederese, guidata da Simone Millozzi, quota Pd, ha investito soldi nelle fonti rinnovabili. Quattro torri eoliche fuori dalla città che adesso vengono messe in discussione dagli scienziati stessi. «Le pale eoliche perturbano Virgo», ha detto alla stampa locale Francesco Fidecaro docente di Fisica all’Uni versità e responsabile del progetto. La soluzione non è impossibile: «Basta non installare nuovi aerogeneratori spiega ancora Fidecaro poiché le vibrazioni emesse dalle torri anche se impercettibili compromettono il lavoro di anni». Mica ci si ferma qui. Siccome Virgo è una megamacchina che costa soldi, la Regione assieme al Comune, sta vagliando tutte le possibili opzioni. «Non possiamo abbandonare la strada delle fonti rinnovabili dice a Libero Massimiliano Sonetti, vicesindaco di Pontedera solo perché abbiamo trovato qualche intoppo. Sapevamo che Virgo avrebbe creato un vincolo occulto sul territorio, ma stiamo tentando di risolvere la questione in commissione a Firenze». L’allergia alle fonti rinnovabili per le amministrazioni “ros se” non è nuova. Caso eclatante è quello sardo. Il Partito d’Azione attacca in ogni momento l’ex governatore proprio in materia ambientale. L’ex amministrazione regionale del Pd fu al centro di uno strano caso che riguardava da una parte l’eolico, dall’altra il fotovoltaico. In soldoni: per l’eolico Soru aveva stipulato una convezione in esclusiva con Enel, per l’elettro voltaico invece avrebbe limitato molto la possibilità di dotarsi di pannelli fotovoltaici da parte di chi interessato in modo da agevolare il prodotto di Sorgenia. Proprio su questo attaccano gli oppositori di Soru. È recente, dello scorso mese, una furibonda lite verbale in consiglio regionale tra l’ex governatore e i consiglieri del Partito sardo d’Azione che puntarono il dito sulla malagestione dell’ap palto poi sfumato in favore di Sorgenia, azienda dell’ingegner De Benedetti, amico di Soru. Per la cronaca: nel 2008 due sentenze del Tar del Lazio hanno bocciato le politiche dell’allora giunta Soru in materia di energia rinnovabile, qualcosa che non andava c’era…. SALENTO SFREGIATO Al sud, nelle Puglie, Nichi Vendola e la sua giunta hanno deciso che le torri in grado di produrre fino a un Mega possono nascere come funghi. Come? «Semplice legge regionale che prevede la presentazione di un’altrettanto semplice Dia ricorda Roberto Ruocco, capogruppo del PdL alla Regione cosa grave che peraltro ha fatto sfuggire di mano la pratica delle torri ai Comuni per ciò che le riguarda le royalties ottenute dalla produzione dell’eolico, ma soprattutto è stato il controllo ambientale a venire meno, con un Salento ormai selvaggiamente violentato. Percorrendo l’Adriati ca si capisce di cosa parlo…». L’ITALIA DEI VALORI Non lo fanno con malizia, solo che lo fanno quelli del Pd. Quando hanno per le mani la patata bollente del rinnovabile succede un patatrac. Come in Calabria, dove i fondi sono stati stanziati e i soldi erogati, per carità, solo che nel periodo dal 2005 al 2008 le concessioni per le torri sono aumentate tra il catanzarese e il cosentino, anche grazie a Diego Tomasi, ex assessore regionale in quota Verdi recentemente uscito da “Why Not?” e adesso di nuovo al centro della bufera con un avviso di garanzia per la faccenda Energopoli: a Scandale, 40 chilometri quadri per tremila abitanti, ovvero il deserto dei tartari, si è voluto puntare sulle centrali a turbogas. E il risultato è che se ne interessa la magistratura. L’ Italia dei Valori non si distanzia in meriti: i bene informati dicono che a Montenero di Bisaccia il candidato di Tonino alle scorse amministrative abbia garantito agli elettori che mai avrebbero visto una torre eolica a deturpare il paesaggio. Nello stesso periodo, in Toscana, a Pisa, fuori dalla stazione centrale c’erano i manifesti elettorali con un altro candidato di Tonino e lo slogan: No al nucleare sì all’eolico. Un bel casino e la risposta giusta chissà dov’è. Come cantava Dylan: blowin’ in the wind. E lui manco aveva la menata delle pale. . PALE COME FUNGHI A sinistra, pale eoliche. Nel tondo, il governatore della Puglia Vendola che, con la giunta, ha deciso che le torri in grado di produrre fino a un Mega possono nascere come funghi. Risultato: il controllo ambientale è venuto meno. Olycom ::: SIVIA CRIVELLA MILANO Venti di protesta soffiano sul Nord Italia animalista. Pomo della discordia la possibile nomina del nuovo responsabile dell’ufficio tutela dei diritti degli animali della provincia di Milano. Il candidato più nominato degli ultimi giorni è stato Achille Abbiati, segretario regionale della Dc lombarda e non molto amato dalle associazioni locali, che lo accusano di essere proprietario di un canile lager. «Sarebbe come nominare Dracula presidente dell’AVIS», dichiara Rosanna Marani, vicepresidente dell’associazio ne “Chi li ama ci segua”. Sono loro a guidare la campagna antiAbbiati. Catene di email sono piovute addosso ai vertici degli enti locali e alle testate nazionali. Il canile in questione si chiama Dogmar, a San Genesio Uniti, in provincia di Pavia. «A Podestà credo che saranno arrivate almeno 5mila email dice Rosanna orgogliosa Le proteste sono numerose, soprattutto tra Milano e Pavia. È il nostro metodo, la battaglia di email. Dal settembre 2008 segnaliamo tramite dossier le situazioni critiche, collaboriamo anche con Striscia la Notizia». Il fuoco incrociato di proteste e polemiche ieri spinto addirittura gli esponenti dell’Udc in Provincia a chiedere un’interrogazio ne in Consiglio provinciale. «Dietro questa candidatura ha detto il capogruppo Enrico Marcora potrebbe esserci uno scambio di favori: la stessa Dc in una nota ha sottolineato di aver contribuito a portare Guido Podestà a Palazzo Isimbardi. Ora dal Presidente della Provincia arriva questa candidatura». Achille Abbiati dichiara: «Sono a dir poco esterrefatto. Non riesco a capire tutto questo bailamme». Dal Palazzo milanese la risposta è arrivata, breve e concisa: «Tanto rumore per nulla: Abbiati non è il garante dei diritti degli animali dicono dall’ufficio stampa La Provincia di Milano ha contrattualizzato a tempo determinato in data 8 febbraio 2010 il signor Achille Abbiati non nel ruolo di Garante dei diritti degli animali, ma in quello di collaboratore nel settore Ambiente, dopo aver compiuto le opportune e approfondite verifiche sui suoi requisiti». Gli animalisti non si arrendono, da Freccia 45 a “Chi li ama ci segua”, fino a “Il cercapadrone”, e solo la possibilità che Achille Abbiati, segretario regionale della Dc, diventi personaggio di spicco nel loro mondo li manda in bestia. «Piuttosto ci incateniamo!», dice Rosanna. Basta andare su www.chiliamacisegua.org per vedere le foto e le ricette di veterinari che hanno verificato le condizioni critiche dei cani ospitati nel canile di proprietà di Abbiati. «Sul sito il materiale è aggiornato all’agosto 2008 precisano dall’associazione ma possiamo fornire documentazione più recente». Abbiati si difende: «Tutte le accuse fatte via internet me le devono spiegare. Il web è un’arma a doppio taglio, spesso usata per calunniare e diffamare le persone. Ci sono decine di esposti che certificano che il mio ex canile era in regola». L’attuale titolare, signora Cinzia risponde alle accuse così: «Venite qui a vedere prima di dire queste cose, veniteci a trovare». Il match animalisti politici sembra concludersi con un pareggio. Anche perché ancora non è stato fatto il nome del difensore dei diritti degli animali. «Se il nominato è una persona che si occupa del benessere degli animali saremo al suo fianco dichiara Lorenzo Croce, presidente AIDAA. Se il nominato come pare è un lottizzato politico lo prenderemo a calci nel sedere!». PISTA MAFIOSA Nuovo indiziato per il massacro di Enzo Fragalà Un nuovo sospettato entra nell’inchiesta sulla morte del penalista palermitano Enzo Fragalà, massacrato a bastonate davanti al suo studio il 23 febbraio scorso. L’indiziato non sarebbe ancora formalmente iscritto nel registro degli indagati ma i carabinieri, nei giorni scorsi, gli hanno sequestrato un giubbotto e lo scooter per controllare se ci sono tracce del sangue della vittima. L'uomo, 32 anni, alle spalle numerosi precedenti per rapina, non sarebbe organico all’associazione mafiosa, ma recentemente, si sarebbe avvicinato al gruppo criminale che sta tentando di prendere il controllo della ”famiglia” di Porta Nuova, decimata dopo gli ultimi arresti. Il sospetto è che possano essere state le cosche ad armare la mano del killer, che non aveva mai avuto rapporti con Fragalà e non ne era stato cliente. A portare i carabinieri sulle tracce del rapinatore sarebbe stato un dettagliato anonimo giunto in Procura. Le foto dell’uomo, alto più di un metro e novanta e con una corporatura compatibile con quella dell'assassino, sono state mostrate a uno dei testimoni oculari del delitto; ma il riconoscimento non sarebbe stato risolutivo. Resta ancora iscritto a registro, invece, nonostante l’esito degli esami fatti dai carabinieri del Ris il commerciante di 50 anni che, nei giorni scorsi, era stato sospettato dell’omicidio. L’uomo, un ex cliente della vittima protagonista di una lite furiosa con il legale a cui rimproverava una difesa inefficace è stato scagionato dalle analisi eseguite sulle scarpe e su una mazza di legno sequestrate nella sua abitazione dai carabinieri. Su entrambi gli oggetti sono state trovate piccole tracce di sangue e sudore che non sarebbero dell’avvocato. «Continuiamo a indagare a tutto campo precisano gli investigatori Non ci sono piste privilegiate rispetto ad altre».
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 17 stampata da: zulin alle ore: 21.03.02 colore 17Mercoledì 10 marzo 2010ITALIA @ commenta su www.liberonews.it Il giallo del delitto Cesaroni Il portiere di via Poma suicida contro i giudici Trovato in mare il corpo di Vanacore: venerdì doveva essere sentito come teste. In due biglietti accusa la giustizia Accanimento e persecuzione In Italia basta un sospetto e si è colpevoli per sempre . LA TRAGEDIA E IL MISTERO Il recupero del cadavere del suicida Pietro Vanacore (nel tondo) portiere in via Poma dove il 7 agosto del ’90 fu trovata uccisa Simonetta Cesaroni. A destra, uno dei biglietti che ha lasciato. ansa (...) del portiere diventato tristemente famoso a via Poma a Roma, sono riusciti a fermarlo. Quale libertà? Qui da noi di giustizia e di ingiustizia si muore, dopo aver vissuto troppi anni sbattuti sui nostri giornali, l’onore perduto per sempre, personaggi pubblici senza averlo chiesto. Non ce l’ho con il nostro mestiere, ci mancherebbe, già è lo sport nazionale sparare sui giornalisti, ma ce l’ho con la nostra incapacità cronica di far luce su delitti e delittacci, che diventano così tormentoni, leggende metropolitane, fantasmi ingombranti da tirar fuori ogni tanto senza preoccuparsi di tornare a strapazzare la vita di chi ci era finito dentro e già ne era uscito malconcio. Fatevi due conti, il caso Cesaroni, Filo Della Torre, ma anche il caso Marta Russo. Sono rimasti irrisolti, e nessuno ci toglie dalla testa che insipienza, fretta di successo, conflitti tra corpi dello Stato, ostinazione irragionevole su una sola pista, siano all’origine del fallimento, come di sentenze di condanna che non convincono nessuno. Il portiere di via Poma è rimasto per anni il povero pupazzo che ha unito la cronaca e la chiacchiera, i reportage e i procedimenti giudiziari. Il suo silenzio è stato interpretato come prova occulta di colpevolezza o almeno di senso di colpa, magari si faceva solo i fatti suoi, come fingono di fare tutti i portieri del mondo, magari aveva solo il timore dei semplici di fronte all’autorità. Le piccole macchie di sangue sul cavallo dei pantaloni erano dovute alle emorroidi di cui soffriva e non erano tracce dell’omicidio; è questo un particolare pietoso in più della vicenda, pare che all’inizio non ne avesse parlato perché si vergognava, e finì accusato del delitto. Dopo l'archiviazione definitiva dell’accusa di favoreggiamento, sancita anche dalla Cassazione, Vanacore avrebbe potuto chiedere un risarcimento, preferì tornarsene in Puglia, al paese, e sperare di essere dimenticato. No, da noi la giustizia non funziona così, un colpevole magari non lo trova, ma uno dichiarato tre volte innocente lo perseguita. Fortunate quelle nazioni dove il sistema tutela la persona, e una volta sola che ti hanno dichiarato innocente, resti innocente per tutta la vita, anche se dovessero scoprire la tua colpevolezza con prove schiaccianti. Noi siamo campioni di inefficienza e di accanimento. Non sappiamo neanche che cosa significhi sul serio la parola garantismo, anche se ci riempiamo la bocca delle ingiustizie degli altri, e ci strappiamo i capelli pensando alla pena di morte. L’ul tima perquisizione subìta da Vanacore è nell’ottobre del 2008, per una ipotesi di concorso in omicidio volontario, sempre per il caso Cesaroni. Anche nel 2008 non uscì nessuna prova per andare avanti. Ma non era finita.. Ora restava il processo a Busco, l’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, un sospetto venuto fuori con vent’anni di ritardo. L’ex portiere era atteso all’udienza di venerdì, aveva fatto capire che avrebbe scelto ancora il silenzio, unico strumento per difendersi , unico appiglio che potesse aiutarlo a chiudere una volta per tutte una storia maledetta. Stavolta Vanacore ha deciso di parlare, fragorosamente, a modo suo, una pietra legata al collo e giù a mare. Io non so al pari di voi lettori se davvero quel poveruomo qualcosa avesse visto e sentito, perfino che qualcosa avesse pulito e occultato, come dal suo mestiere si richiedeva. So però che tra incapacità degli inquirenti e ondivaghezza dei giudici nessuno è stato in vent’anni in grado di rendere giustizia a una ragazza massacrata, di restituire pace alla sua famiglia, di punire, se opportuno, un complice, magari solo di silenzio, ma di evitare, di non permettere che finisse morto in violenza lui pure. Questo sistema riesce ad essere inefficiente e crudele. ::: ROBERTA CATANIA Ormai era solo un testimone, Pietrino Vanacore, eppure si è ucciso proprio perché non sopportava l’idea di tornare in un’aula di tribunale per rispondere (ancora) a domande sul delitto Cesaroni. E così il portiere di via Poma, che per primo vent’anni fa fu accusato dell’omicidio di Simonetta, ieri mattina si è stordito ingerendo un potente veleno (probabilmente un diserbante), ha usato una lunga corda per legare i propri piedi a un albero (evitando che la corrente trascinasse il cadavere a largo) e si è buttato in mare. Lo hanno trovato due amici. Poco prima delle 13, in una pozza d’acqua salata a Marina di Maruggio, hanno riconosciuto i jeans, la camicia e il maglione descritti dalla moglie rimasta a casa in attesa di notizie. E , ancora prima di trascinare il corpo a riva, i due uomini hanno compreso che non ci sarebbe stato più niente da fare. E che, con la vita di Pietrino, se n’era appena andato un groviglio di misteri che da 19 anni e mezzo si sposta da un personaggio all’altro dell’asse VanacoreValleBrusco. L’autopsia (già disposta per stamattina) fugherà ogni dubbio, ma nel tarantino gli inquirenti si sbilanciano in anticipo, convinti da una ricostruzione fatta fin dalle prime ore. Del resto i cartelli lasciati dalla vittima parlano chiaro. Due cartoni, uno posizionato sul lunotto posteriore e l’altro su quello anteriore, da dietro i vetri della vecchia Citroen Ax grigia dell’ex portiere annunciano l’esa sperazione di Vanacore: «Venti anni di sofferenze e di sospetti ti portano al suicidio» e «20 anni perseguitati senza nessuna colpa». In più c’è una bottiglia di diserbante trovata sugli scogli, sul fondo della confezione sono rimaste solo poche gocce di un liquido blu di cui l’esame tossicologico cercherà traccia nell’organi smo della vittima. Eppure, dopodomani, Pietrino avrebbe dovuto testimoniare in un “nuovo” processo. Sempre per quella vecchia storia, ma questa volta il portiere era stato chiamato a parlare come testimone mentre sul banco degli imputati si sarebbe seduto un nuovo sospettato, Raniero Busco, l’ex fidanzato di Simonetta. Il pm voleva sapere dal suicida di una sua vecchia agendina rossa trovata sulla scrivania della segretaria assassinata, nonostante Vanacore avesse sempre giurato di non avere mai messo piede nell’ufficio. E lui, che era stato il primo indiziato del delitto Cesaroni, anche se in qualità di teste si sarebbe potuto avvalere della facoltà di non rispondere. Invece ha scelto di abbassare il sipario una volta per tutte, uccidendosi pur di non tornare di fronte alla Corte d’Assise di Roma. Un tribunale che, a sentire il figlio di Pietro, Mario Vanacore, «ha condannato mio padre senza un processo». Da Torino, dove ha appreso la notizia del genitore, l’uomo ha spiegato: «Lo hanno distrutto. Hanno reso la vita di mio padre un inferno. Aveva tanti progetti, voleva comperare una casa, ma ha dovuto utilizzare tutti i risparmi che aveva per pagarsi gli avvocati». La sua agonia era iniziata tre giorni dopo la sera del 7 agosto ::: LA SCHEDA L’OMICIDIO Simonetta Cesaroni, 21 anni, il 7 agosto 1990 viene uccisa con 29 colpi di tagliacarte nell’uffi cio in via Poma 2 a Roma dove lavorava come segretaria I SOSPETTATI Per l’omicidio il 10 agosto viene arrestato il portiere dello stabile, Pietro Vanacore, prosciolto nel ’93 dal gip perché "il fatto non sussiste". La decisione è confermata nel ’95 in Cassazione. Si sospetta di Federico Valle, si seguono altre piste, da quella della videochat e a quella dei servizi segreti, ma l’assassino non si trova NUOVA INDAGINE Nel 2004 si riaprono le indagini: grazie a nuove tecnologie si spera di trovare il colpevole. Nel 2008 si perquisisce la casa di Vanacore, senza risultati. I test portano invece a Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta: suo il Dna delle tracce ematiche e di saliva sugli indumenti della ragazza, e suo il morso sul corpo della giovane. Il 3 febbraio 2010, contro Busco si apre il processo al quale Vanacore avrebbe dovuto testimoniare il 12 marzo 1990, quando fu ritrovato il corpo della segretaria di 21 anni. Vanacore fu arrestato, prima come presunto omicida e poi, quando si scoprì che il sangue sui pantaloni era il suo (poiché all’epoca soffriva di emorroidi), era rimasto in carcere in qualità di fiancheggiatore del giovane Federico Valle, che pur scalzando il portiere dal ruolo di assassino lo manteneva sulla scena del crimine come complice. Le ricostruzioni dell’epoca, andate avanti fino al proscioglimento (nel 1993) e alla Cassazione (1995), ipotizzavano che il nonno del ragazzo, l’architetto Cesare Valle, avesse pagato Vanacore per pulire l’ufficio al terzo piano della scala B di via Poma 2, quello in cui Simonetta era stata massacrata con 29 coltellate. Caduta quest’altra ipotesi, Pietro si era trasferito in Puglia, a quaranta chilometri da Taranto, dove ieri si è ucciso. Il processo andrà comunque avanti. Venerdì prossimo sono in programma molte audizioni. Tra queste quelle dell’ex datore di lavoro di Simonetta, Salvatore Volponi, e del figlio Mario. Il nome di Pietrino sarà depennato, ma c’è un altro Vanacore atteso in aula: l’altro figlio dell’ex portiere, Luca. ::: segue dalla prima MARIA GIOVANNA MAGLIE .
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 18 stampata da: zulin alle ore: 20.59.09 colore 18 Mercoledì 10 marzo 2010 ESTERI @ commenta su www.liberonews.it Non capitava da 58 anni A Barcellona in 250mila al buio per una nevicata di 20 centimetri L’ex terrorista rosso Il trucco per tenere Battisti in Brasile La condanna appena ricevuta per passaporti falsi consente di evitare l’estradizione in Italia NUOVA ZELANDA Cattura due fantasmi e li vende Forse in Nuova Zelanda sono riusciti a determinare il prezzo dell’anima, tanto più se inquieta. Una donna era stanca e impaurita dagli “scherzi” provocati da due fantasmi che, a suo dire, vivevano in casa sua. E così li ha messi in vendita su internet dopo averli catturati e racchiusi in due ampolle con l’aiuto di un esorcista: l’annuncio ha attirato un gran numero di curiosi e alla chiusura dell’asta i due spiriti sono stati acquistati per la somma di 2.083 euro. L’incredibile vicenda è accaduta a Christchurch, la più grande città dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda. Avie Woodbury voleva liberarsi dei due fantasmi un anziano che aveva abitato nella sua stessa casa 90 anni fa e una ragazzina dispettosa che continuavano a spaventarla. «Capitava che la caraffa bollisse da sola, che mi sentissi toccare dietro le spalle, ma sentivo anche voci nelle altre camere e gli oggetti scomparivano per poi ricomparire in altri posti», ha raccontato la signora. E ancora: «Il mio cane si rifiutava di entrare in certe stanze e mia nipote sosteneva di parlare con una ragazzina». Lo scorso luglio è intervenuto l’esorcista di una chiesa locale, che avrebbe racchiuso i due spiriti nelle ampolle piene di acqua santa per togliere loro «energia». La situazione a quel punto è tornata alla normalità e la Woodbury ha deciso di vendere i due contenitori sul sito di aste TradeMe. «A me facevano paura, ma ho pensato che qualcuno potesse invece giocarci», ha detto. Ora i due “fantasmi” po trebbero essere rimessi in libertà, ricordando così la trama del film Ghostbusters. ALESSANDRO CARLINI ::: ROBERTO PELLEGRINO Quando Jordi Hereu, rubicondo sindaco socialista di Barcellona, comunicò lo scorso autunno al mondo che la sua "ciudad encantadora" si sarebbe candidata per i Giochi Olimpici Invernali del 2022, la rivale Madrid che sorge a 667 metri sull'altopiano della Meseta, a un tiro di schioppo dalle montagne innevate della Castilla y León, sorrise mellifluamente. Ma da ieri, con le immagini di Barcellona imbiancata da 20 centimetri di neve la Capital si è accorta che anche in una città dal clima mediterraneo può nevicare. Se poi Barcellona sia in grado di affrontare tale emergenza, questo è un altro discorso. I fatti dicono di no. Perché proprio l'intensa nevicata di ieri, suggestiva per gli scorci delle Sagrada Famiglia, ma deleteria per i catalani, ha praticamente messo in ginocchio trasporti, traffico e rete elettrica. Ieri nella città dove tutti in Europa vorrebbero vivere, proprio per il suo clima piacevole tutto l'anno e la qualità dei servizi, si sono ripetute le scene viste nel 2006. All'epoca era estate e un blackout di 36 ore mandò in tilt Barcellona, scatenando uno scaricabarile tra municipalità ed Endesa. In queste ore di delirio, invece, la città è stretta da una morsa di gelo che ha sconvolto la sua famosa perfezione. Era dal 1962 che non nevicava così, con una bufera di neve che ha chiuso il porto e l'aeroporto di El Prat, bloccando gli automobilisti e levando il servizio elettrico a interi quartieri. Non solo le difficoltà di accedere alla città vissuta per buona parte del pomeriggio dai 600mila pendolari che ogni giorno raggiungono Barcellona, poi il blocco progressivo delle strade intorno ha paralizzato il centro. E se i bambini correvano a giocare sulla spiaggia di Barceloneta con la sua inedita coltre bianca a marzo, la Diagonal e le grandi arterie andavano in tilt e, soprattutto, il trasporto pubblico smetteva letteralmente di funzionare. La città si è così trovata nell'ora di punta senza i suoi 500 autobus, con la neve che continua a scendere e gli spazzaneve che non arrivavano. In migliaia sono rimasti intrappolati: il Municipio ha deciso di lasciare aperta a oltranza la rete metropolitana per smaltire il collasso degli autobus. Ma i disagi sono arrivati anche per chi non è uscito di casa: interi quartieri sono rimasti senza corrente elettrica fino ieri sera, coinvolgendo 250mila abitanti. Passata la bufera, ora si attende la tormenta di critiche all'amministrazione. In attesa di ritornare a sognare le Olimpiadi. Le ramblas innevate (...) gli articoli del trattato bilaterale siglato da Italia e Brasile, infatti, vi è la possibilità di differire l’estradizione qualora il detenuto sia ancora alle prese con procedimenti penali non conclusi e condanne da scontare nel Paese che deve concedere l’estradizione. I difensori di Battisti avranno così l’op portunità di presentare ricorso contro la condanna appena ricevuta, con il risultato di allungare i tempi di conclusione del procedimento penale e quindi la permanenza in Brasile del loro assistito. Si tratta di una mossa che fonti diplomatiche italiane ritengono assai probabile. Tanto che le certezze manifestate nei giorni scorsi dai legali che rappresentano il nostro governo («Quando e se il presidente brasiliano Lula autorizzerà l’estradizione, Battisti potrà venire in Italia», aveva assicurato l’avvocato Ricardo Vasconcelos subito dopo la condanna rimediata da Battisti in Brasile) hanno lasciato il posto a un’enorme cautela. Tutto dipende dall’articolo 15 degli accordi bilaterali di estradizione ItaliaBrasile, che furono siglati nel 1989 e convertiti in legge due anni dopo. Esso prevede che «se la persona da estradare è sottoposta a procedimento penale o deve scontare una pena nel territorio della Parte richiesta per un reato diverso da quello che motiva la domanda di estradizione», anche in caso di accoglimento di questa domanda, la consegna «potrà essere differita finché il procedimento penale non sia concluso o la pena non sia stata scontata». Il nodo vero, ovviamente, è politico, non tecnico: i cavilli servono solo a giustificare una decisione che, secondo diversi media brasiliani, Lula ha già preso: quella di non estradare Battisti. ::: LA VICENDA LA CONDANNA L’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo Cesare Battisti è stato condannato all’ergastolo in Italia per quattro omicidi, commessi fra il 1978 e il 1979. Arrestato nel 1979, nel 1981 riesce a fuggire in Francia. Riparato in Brasile, viene arrestato a Copacabana il 18 marzo 2007 L’ESTRADIZIONE Lo scorso novembre, la massima corte brasiliana aveva approvato l’estradi zione di Battisti, sollecitata dall’Italia, ma rimandato la decisione finale al Presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva LA DECISIONE Lula dovrebbe annunciare la decisione finale entro aprile Ufficialmente, il nostro governo attende la risposta favorevole di Lula entro aprile, cioè subito dopo che il Supremo tribunale brasiliano avrà pubblicato le motivazioni della sentenza con cui, a metà dicembre, aveva stabilito che Lula non potrà comportarsi in modo discrezionale, ma dovrà rispettare gli accordi di estradizione. Intanto, però, non è affatto detto che Lula si attenga ai tempi auspicati. Il suo secondo mandato, che in base alla costituzione sarà anche l’ultimo, scade a fine anno, e molti indizi lasciano credere che il presidente brasiliano intenda far scorrere questi dieci mesi senza prendere alcuna decisione su Battisti. Alla luce degli ultimi fatti, poi, anche se Lula concederà l’estradizione in primavera, la consegna del prigioniero potrà essere rimandata a quando si sarà concluso l’intero procedimento penale per i passaporti falsi con cui Battisti entrò in Brasile. Insomma, sarà cosa che riguarderà il successore di Lula. Inoltre, almeno in teoria, Battisti oggi rinchiuso nel carcere di Papuda, nel distretto di Brasilia potrebbe scontare la pena che gli è stata appena inflitta svolgendo lavori socialmente utili, e cioè in un regime di semilibertà, perché così ha deciso il giudice che lo ha condannato. E di certo i suoi legali spingeranno per questa soluzione. Inutile dire che una simile ipotesi renderebbe concreta la possibilità di fuga da parte del terrorista. Agli avvocati che rappresentano l’Italia sarebbe stato comunque assicurato che nessuna concessione del genere sarà fatta a Battisti fino a quanto su di lui penderà la richiesta di estradizione del nostro governo. A dicembre, dopo che il Supremo tribunale federale brasiliano sembrava aver inchiodato Lula alle sue responsabilità, autorità diplomatiche italiane avevano assicurato a Libero che il nostro governo manteneva, nei confronti di quello brasiliano, un atteggiamento «di fiducia e fermezza». Adesso, ufficialmente, la fermezza c’è ancora, ma la fiducia in Lula è diminuita assai. Intanto, come noto, il viaggio che Berlusconi doveva fare in Brasile nei giorni scorsi è stato annullato. Gli sherpa delle due diplomazie stanno lavorando per organizzare la trasferta brasiliana di Berlusconi durante la prima settimana di aprile, subito dopo le elezioni regionali. Ma la data non è ancora stata fissata, ed è probabile che anche stavolta non se ne faccia nulla. Col risultato di rendere ancora più misterioso lo stato reale dei rapporti tra i due Paesi. CARRIERA CRIMINALE Battisti, l’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo circondato dagli amici LaPress ::: segue dalla prima FAUSTO CARIOTI . Consorzio per le Autostrade Siciliane Contrada Scoppo 98122 Messina (tel. 090.37111) AVVISO DI PUBBLICO INCANTO È indetto per il 31 marzo 2010 pubblico incanto per l’esecuzione dei lavori di intervento, di ripristino e consolidamento del rivestimento delle gallerie Tracoccia e Scinina lungo le liste per Palermo della A/20 MEPA. Importo complessivo a abse d’asta e 2.887.242,49. Il bando di gara è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 24 dell’1 marzo 2010. Informazioni possono essere richieste all’Ufficio Gestione Gare e Appalti dell’Ente. IL DIRIGENTE GENERALE Avv. Olivia Dimabona
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 19 stampata da: cervo alle ore: 20.48.05 colore 19Mercoledì 10 marzo 2010ESTERI @ commenta su www.liberonews.it Lo scandalo sui preti tedeschi Sui casi di pedofilia il Vaticano si assolve Il fratello del Papa ammette schiaffi ai coristi ma nega di aver saputo di abusi. Roma: episodi isolati, emersi grazie a noi L’educazione di una volta Meglio due ceffoni che il lassismo di oggi Statistiche allarmanti Lo scappellotto passi Il problema è la violenza rantennale rettorato tra i “passe rotti”. Nel proprio armamentario, come risulta da una testimonianza venuta fuori adesso, c’erano anche le bacchettate sulle mani (da cinque a dieci colpi) e addirittura il “pugno di ferro”, vale a dire lo sganassone sferrato con un mazzo di chiavi impugnato tra le dita. I fantasmi del passato incombono da ieri anche sui “can tori bambini” (Singknaben) del Duomo di Limburgo (Assia). Un ex corista ormai adulto ha denunciato al vescovo TebartzVan Elst abusi sessuali avvenuti tra il 1967 e il 1973. Manco a dirlo, il direttore del coro accusato del misfatto è morto da un pezzo. A questo punto, i ministri della Giustizia e della Famiglia, due donne, sollecitano una tavola rotonda governochiesascuola sulla violenza sessuale contro i minori. Da più parti, la responsabilità del silenzio che ha lungamente occultato il problema, viene scaricata sul Vaticano, per via di una direttiva emanata dalla Congregazione della dottrina della fede nel 2001 sotto la direzione dell’allora cardinale Joseph Ratzinger. Tra i provvedimenti in discussione c’è anzitutto la modifica dei termini di prescrizione per i relativi reati, che dovrebbero essere prorogati dagli attuali tre anni fino a trent’anni. IL VATICANO Dal canto suo, dopo le accuse di violenze, anche sessuali, nei confronti dei bambini in Germania e in Olanda, il Vaticano si difende: la Chiesa ha «affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e decisione» e «concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva», ha sottolineato il portavoce vaticano. Intanto la Chiesa olandese ha ordinato un’inchiesta indipendente sulle 200 denunce di abusi. Le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte, ha osservato padre Lombardi, «hanno dato prova di volontà di trasparenza», anzi, «in un certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa». «Nuove indicazioni operative» giungeranno presto per «mettere a fuoco» la «strategia di prevenzione» affinchè «simili gravissimi fatti non abbiano a ripetersi», ha assicurato il portavoce vaticano. La pedofilia è però un problema che riguarda anche altri ambienti ed «è bene preoccuparsi anche di questi», ha avvertito il portavoce che come esempio ha citato l’Austria, dove in un certo periodo di tempo «i casi accertati in istituzioni riconducibili alla Chiesa sono stati 17, mentre ve ne sono stati altri 510 in altri ambienti». A smorzare la polemica è intervenuto anche il cancelliere tedesco, Angela Merkel, che ha assicurato che «la Chiesa cattolica prende la questione» degli abusi «molto seriamente» e ne ha accolto positivamente «l’apertura e la presa di responsabilità». La Chiesa cattolica olandese ha promesso un’inchiesta «ad ampio raggio, esterna e indipendente» per far luce sulle 200 denunce di abusi sessuali compiuti da preti su minorenni negli anni ’60 e ’70. ::: ENZO PIERGIANNI BERLINO Qualche sberla l’ha presa pure lui da piccolo («perché avevo dato al maestro il quaderno sbagliato») e poi gli è scappata da grande quando qualcuno dei suoi “passerotti” dell’ultramillenario coro di Ratisbona stonava durante le prove. Georg Ratzinger ha ammesso di essere stato un po’ ma nesco quando i coristi in erba gli facevano perdere la pazienza: «In quell’epoca lo schiaffo era la reazione più immediata per una prestazione negativa o una negligenza. La forza del colpo variava a seconda del carattere dell’educatore e del nervosismo causato dalla presenza di molti bambini». Però, nel corso della sua direzione musicale dei Regensburger Spatzen (19641994) «non si è mai parlato del problema degli abusi sessuali, di cui adesso si è venuti a conoscenza». Il fratello anziano (86 anni) di Benedetto XVI ha chiesto di nuovo scusa e sbobinato i suoi ricordi in una lunga intervista alla Neue Passauer Presse, il quotidiano di casa a Ratisbona dove lui vive tuttora in precarie condizioni di salute. «Oggi naturalmente si giudica in tutt’altro modo e qualsiasi comportamento brutale viene percepito come spaventoso ha affermato anch’io ora giudicherei diversamente la cosa». In passato, quando da parte sua volava qualche ceffone «provavo sempre rimorso e fui felice quando nel 1980 una legge vietò le pene corporali. Mi sono sempre attenuto strettamente alla nuova norma». E se finora nessuno si era fatto sentire sulle violenze negli istituti religiosi in Germania, spiega Ratzinger senior, «è perché non ha taciuto solo la Chiesa, tutta la società lo ha fatto. Non si voleva amplificare queste cose che ciascuno nel proprio intimo condannava». Lui stesso rivela di avere saputo che il rettore del convitto di Etterzhausen dove andavano a scuola i suoi coristi era un violento, «ma quel collegio era un’istituzione assolutamente autonoma e il suo capo non tollerava interferenze». Per essere chiari, testuale: «Io in pratica ero un re senza reame». LE CRITICHE La critica laica sostiene che monsignor Georg così si è impartito l’assoluzione. Il nome del “mostro di Etterzhausen” è trapelato ieri: si chiama Johann Meier. Lo rivela in un articolo autobiografico sul suo giornale, Rudolf Neumaier, che fu alunno del collegio nell’anno scolastico 198182. «Il rettore Meier ha appena celebrato la messa mattutina in cui il chierichetto David ha fatto uno sbaglioèla scena raccontata dall’ex alunno Meier urla come un ossesso contro il ragazzo. Non osiamo voltarci, ma sentiamo il ceffone di Meier sul viso di David. Meier poi gli strappa la sedia da sotto il sedere e la usa come oggetto contundente rompendogliela contro la schiena. Nessuno osa reagire, le suore presenti rimangono in silenzio». Meier, nel frattempo defunto, concluse nel 1992 il suo quasi quaALLA GUIDA DEI “PASSEROTTI” Georg Ratzinger, fratello di papa Benedetto XVI e direttore del coro dei Piccoli cantori del Duomo di Ratisbona, i celebri “Domspatzen”, in un’immagine d’archivio del 22 ottobre 2005. Ansa ::: segue dalla prima LUIGI SANTAMBROGIO . ::: segue dalla prima FILIPPO FACCI . (...) con i ceffoni che volavano a raffica tra le voci bianche di Ratisbona? Era forse all’oscuro degli abusi ma delle punizioni corporali usate per mantenere la disciplina tra quei mocciosi, bravi a cantare ma ribelli all’obbedienza, monsignor Ratzinger sapeva, eccome. Lo confessa nell’intervista al settimane Passauer Neue. Pare già di sentirli i laiconi moralizzatori e gli accusatori novatican, quelli che sulla scia del doloroso scandalo dei preti pedofili, caricano a testa bassa la Chiesa cattolica, mirano al cuore cercando di coinvolgere lo stesso Pontefice per interposto fratello. Crollato il castello di sabbia delle calunnie pedofile contro Georg Ratzinger, ora si metteranno a cianciare di inaccettabili intimidazioni, schiaffoni e percosse corporali, contro i più scalmanate della prestigiosa corale di Domspatzen di Ragensburg. Ma in che consistevano quelle nuove “violenze”? È lo stesso monsignor Georg a raccontarle nell’intervista al settimanale: «All’epoca era usuale», precisa, «impartire qualche schiaffetto ai ragazzi per mantenere la disciplina. All’inizio l’ho fatto anch’io, ma ho sempre avuto problemi di coscienza per questo». «Sapevo», continua monsignor Ratzinger, «che l’ex direttore dell’internato dava dei ceffoni molto forti, spesso per motivi futili», aggiungendo tuttavia che al tempo era una pratica comune nelle scuole. Oggi non più perché «la gente è divenuta più sensibile». Monsignor Georg precisa tuttavia che se avesse saputo che qualcuno usava una violenza eccessiva sarebbe sicuramente intervenuto, e tuttavia chiede umilmente «scusa alle vittime di allora». Ecco: così stanno le cose, almeno quelle di cui è a conoscenza il fratello del Papa, ben lontane, come si può constatare, da quell’«ingegnoso sistema di punizioni sadiche connesse al piacere sessuale», denunciato dai giornali all’indomani delle rivelazioni. Certo, per qualche nostro pseudo educatore del laissez faire e ideologo del libero scatenamento istintuale, il ricorso a disciplina e ordine potrebbe scatenare una crisi di orticaria cerebrospinale. Ma tant’è: ai maestri del pensiero debole e freakettone ogni panzana è buona per dipingere corali, seminari, oratori e scuole cattoliche come infernali lager diretti da sadici aguzzini. Così, lo schiaffo e il castigo si trasformano in pratica sadomaso. Chissà, forse soffrono di una sorta di shock di ritorno, dovuto al ricordo di quando maestri e maestre impugnavano la bacchetta per aggiustare memorie troppe corte e animi troppi inquieti. O stimolavano l’apprendimento con “buffetti” fuori ordinanza e oltre misura, manrovesci ben assestati sulla guancia del tontolone pizzicato a trafficare sotto il banco. Nessun educatore o pedagogista riteneva allora questi metodi simili alle torture dei colonnelli argentini, né i genitori scrivevano indignati al capo dello Stato o invocavano l’intervento dei caschi blu dell’Onu a difesa dei loro pupilli perseguitati dalla ferocia degli insegnanti. Ma oggi, come dice monsignor Georg, «la sensibilità è cambiata». E si vede, senza dubbio. Ricordate quel professore di liceo che si fece filmare li mentre fumacchiava in compagnia dei suoi discepoli uno spinello? Oppure, l’inse gnante in tacchi a spillo che permetteva ai suoi esuberanti allievi di allungare le innocenti manine sul suo fondoschiena? L’edificante scenetta finì, come d’obbligo, su Youtube. O ancora, quel docente picchiato da una mandria di mamme infuriate perché aveva osato sequestrare alle loro creature i telefonini? Beh, se questa è “la sensibilità” cambiata dei nostri tempi, di genitori e ragazzi delle nostre scuole, forse c’è motivo per rimpiangere (ma solo un pochino) i metodi ruvidi e i ceffoni della corale di Ratisbona. Ma solo quelli, però. Chiedendo in anticipo, come ha fatto padre Georg, scusa se qualche sberla arriva destinazione con troppa forza. (...) scappellotto dal professore e poi uno scappellotto anche a casa: oggi invece se vola un buffetto arriva il Tg1, i giornali, venti associazioni, la scuola chiuderebbe e il professore girerebbe con la scorta. Ma non stiamo parlando di questo, la disputa non verte sul consueto confronto tra educatori reazionari e pedagoghi progressisti. Non ci stiamo stupendo nello scoprire che nella Germania del dopoguerra la Curia tedesca toh guarda, era ancora un pizzico conservatrice e dispensava qualche bacchettata. Si parla d’altro. Nella scuola elementare legata al celebre coro di Etterzhause, così come nel liceo e nel convitto di Ratisbona, le punizioni corporali erano quotidiane. Si picchiava sulle mani con un bastone mi rifaccio a interviste e documenti letti in questi giorni e spesso i bambini di nove o dieci anni venivano colpiti sul sedere nudo. Si parla di pedofilia conclamata e di abusi sessuali per i quali il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, ha dovuto scusarsi pubblicamente: dopodiché, di che cosa fosse precisamente al corrente Georg Ratzinger, a me importa poco. Il punto non è che gli ecclesiastici sono esseri umani come gli altri e che le mele marce capitano anche lì: il punto, sottaciuto e terribile, è che la percentuale di preti pedofili è superiore a qualsiasi altra categoria. Il cardinale Claudio Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero, nel giugno 2009 ha ammesso che i casi di pedofilia acclarata tra i sacerdoti sfiora mediamente il 5 per cento; Silvano Tomasi, arcivescovo osservatore della Santa Sede all’Onu, è giunto a conclusioni analoghe esattamente come uno studio statunitense del 2004, organizzato dalla conferenza episcopale. Sembran pochi? Ebbene, le accuse di pedofilia normalmente riguardano una persona su duemila, cioè lo 0,005 del totale. Non il 5 per cento. Ecco perché non stiamo parlando di educazione più o meno rigida ma del corollario più classico e «corporale» della pedofilia e della pederastia. Parliamo di casi documentati a migliaia in tutto il mondo a fronte della censura a oggi più formidabile tra quelle disponibili su piazza. Soprattutto nella nazione, questa, che nel maggio 2007 visse uno psicodramma nazionale solo perché Annozero tentò di mandare in onda un documentario della Bbc sull’argomen to: e pazienza se lo stesso Benedetto XVI, l’anno precedente, sul tema aveva detto parole durissime. Del resto Monsignor Giuseppe Betori, segretario della Cei, nel maggio 2002 aveva liquidato tutto così: «I preti pedofili sono un fatto assolutamente marginale ed estremamente limitato». E, ancora ieri, il portavoce della Santa Fede Federico Lombardi minimizzava: «La pedofilia non è solo nella Chiesa». No, ma lo è soprattutto. Ecco perché il non voler ammettere la verità sta portando la Chiesa a una crisi d’immagine spaventosa.
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 20 stampata da: zulin alle ore: 20.50.12 colore no la residenza all’estero. Saranno inoltre «valutate ulteriori misure» per semplificare gli adempimenti e per assicurare la liquidità alle imprese medie e piccole. Ma sulla scrivania del ministro c’è anche il fascicolo nomine. E il quotidiano inglese si è infilato pure in questo dossier. Tremonti ha i fari puntati sul rinnovo dei vertici di Intesa, Mediobanca, Cassa depositi e prestiti, Assogestioni, Abi. Senza dimenticare le Generali. E proprio stuzzicando la partita per il Leone di Trieste, il Financial TiGli indici Borsa MilanoFTSE Mib Borsa LondraFTSE 100 Borsa ParigiCAC 40 Petrolio al barile Euro/Dollaro 0,77% +0,17% 0,08%0,19% 22.355,80 3.910,01 1,35575.602,30 80,42$ +1,06% Alleanze internazionali La City vota Tremonti premier Il Financial Times lo promuove a pieni voti e per agevolarlo propone il trasloco di Draghi alle Generali Il ministro per allinearsi annuncia meno tasse alle famiglie e l’intensificazione della caccia agli evasori Grecia sotto esame Sarkozy non ci sta Il salvagente europeo per Atene non c’è più Gli Stati Uniti plaudono al piano della Grecia per risanare i conti pubblici. Ma l’Unione europea gela Atene. Sulle misure varate dal governo ellenico per uscire dall’emergenza finanziaria è arrivato ieri il giudizio positivo di Washington: che elogia le «audaci» misure già prese, il cui obiettivo è quello di «ripristinare la stabilità di bilancio e spingere la crescita». Mentre Bruxelles tira il freno a mano sollevando una serie di dubbi sull’inasprimento delle regole fiscali. La giornatara cominciata male. Con l’ondata di gelo arrivata da Parigi sulla proposta tedesca di creare un Fondo monetario europeo proprio per salvare i paesi in ginocchio. La ministra francese Christine Lagarde ha detto chiaro e tondo che la creazione dell’Fme è una proposta interessante, ma non è la priorità del momento. Come dire: inutile gettare il cuore oltre l’ostacolo. La priorità del momento è la Grecia. Che dovrà essere aiutata nel momento in cui dovrà chiedere al mercato di sottoscrivere titoli pubblici per oltre venti miliardi di euro (accadrà in aprile e maggio). Ieri il premeri greco Giorgio Papandreou ha incontrato il presidente Usa Barack Obama. Secondo l’amministrazione americana «l’obiettivo centrale per il governo greco è quello di continuare ad andare avanti con i piani per riportare la stabilità fiscale e far crescere l’economia». La Ue, invece, non è convinta. E mette nero su bianco in un rapporto diffuso ieri tutte le sue perplessità: gli aumenti delle tasse programmati da Atene per far fronte all’allarme deficit potrebbero non essere in grado di generare tanti introiti aggiuntivi quanti ne sono stati stimati dallo stesso governo di Atene. Nel documento della Commissione Ue, che sarà discusso dai ministri europei la settimana prossima, è scritto che, mentre le misure aggiuntive di emergenza per 4,8 miliardi di euro annunciate lo scorso 5 marzo «appaiono sufficienti per salvaguardare gli obiettivi di bilancio del 2010», restano invece dei rischi sul fatto che gli aumenti dell'Iva e delle tasse sui carburanti potrebbero generare entrate minori rispetto a quanto preventivato dal governo. F.D.D. (...)di una cattiva notizia il titolare di via Venti Settembre ha trovato un inedito alleato nel quotidiano britannico che ha apertamente elogiato il suo operato. Dando una certa evidenza alla guerra agli evasori e agli speculatori all’estero: Tremonti, si legge, «apre il fuoco» contro «i covi anglosassoni della speculazione». L’endorsement arrivato da Londra va ancora decifrato, ma di sicuro non può essere derubricato come casualità. È il risultato di una lunga attività diplomatica di Tremonti. Arriva, peraltro, nel momento in cui l’agenda del responsabile dell’Economia è fitta di impegni e di dossier che scottano. E arriva proprio mentre lo stesso ministro tenta di conquistare spazio in vista delle nomine per Banca centrale europea ed Eurogruppo. L’Italia cerca il salto di qualità. Così l’Ft ricorda la posizione di Tremonti. Che difende il nostro Paese e invita a smettere di parlare «di pigs i paesi con deficit alto tra cui Portogallo, Italia, Grecia e Spagna e di spostare il fuoco sui covi anglosassoni della speculazione che hanno causato la crisi». Perchè i cosiddetti «pigs», scrive ancora il quotidiano britannico, «sono divenuti le vittime di ciò che Tremonti ha definito i paesi «fire» acronimo per tutti i problemi legati alla globalizzazione del libero mercato: finanza, assicurazioni e real estate». Il Financial Times ricorda poi che Tremonti è anche uno tra i ministri delle finanze europei «non convinto su un nuovo Fondo monetario europeo», optando per un ruolo attivo del Fmi col Vecchio continente. Quanto all’Italia, Tremonti non sta certo a guardare. E annuncia aiuti alle famiglie e alle piccole imprese per sostenere la ripresa dell’economia. Rafforzerà la lotta all’evasione fiscale con una particolare attenzione proprio per i cittadini e le società italiane che hanmes butta nella mischia la candidatura del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. La City non dimentica l’ipotesi dell’arrivo al gruppo assicurativo dell’attuale presidente di piazzetta Cuccia, Cesare Geronzi. A questa candidatura si potrebbero tuttavia opporre il finanziere francese Vincent Bollorè e Dieter Rample, presidente di Unicredit. E quest’ultimo, azionista importante di Mediobanca, secondo il quotidiano è «preoccupato per un possibile passaggio di Geronzi a Trieste» perchè non vuole l’instabilità alla guida della banca d’affari milanese. Ma ad opporsi all’ipotesi Geronzi, potrebbe esserci anche Tremonti, che «apprezza la stabilità che ha caratterizzato l’at tuale management nella crisi». In questo contesto, tra le forti perplessità degli addetti ai lavori, viene inserito Draghi tra i i candidati alla guida delle Generali. Se il governatore «fallisse nel suo tentativo di diventare il prossimo governatore della Bce», la via di Trieste potrebbe essere l’alternativa giusta tenuto conto che sia Tremonti sia Bernheim non avrebbero difficoltà ad appoggiare la mossa. Anche perché il ministro col trasloco di Draghi alle Generali potrebe giocarsi altre carte per l’Eurotower e avrebbe strada spianata per piazzare un nuovo governatore in Bankitalia. Un po’ più graditodell’attuale inquilino di palazzo Koch. In un commento dal titolo «Mario Draghi può essere la polizza assicurativa di Generali?» il Financial Times “vede” il governatore al Leone di Trieste. . CANDIDATURA INEDITA ::: segue dalla prima FRANCESCO DE DOMINICIS .
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 21 stampata da: zulin alle ore: 20.37.29 colore 21 @ commenta su www.liberonews.it Mercoledì 10 marzo 2010 Rotelli verso presidenza Corsera Murdoch punta al mercato arabo Rupert Murdoch invita le autorità del Medio oriente a liberalizzare il mercato dei media se vogliono attirare i gruppi internazionali. Aprendo i lavori dell'Abu Dhabi Media Summit, Murdoch mette in guardia riporta il Financial Times contro «il protezionismo creativo. Con i giusti incentivi le aziende arabe cresceranno più velocemnte dei vostri moderni palazzi». Dopo aver invitato le autorità a non lasciarsi tentare dalla censura, Murdoch ha constatato come l'emirato potrebbe diventare una «capitale della creatività moderna e globale, e intermanente araba». «Per qualunque ruolo non mancherò l’ap puntamento». Così l’imprenditore della sanità privata Giuseppe Rotelli a proposito di un suo impegno in Rcs. Rotelli, che ha parlato a margine del tavolo salute organizzato in vista dell'Expo dalla Camera di Commercio di Milano, da Promos e voluto da Bruno Ermolli, è considerato, secondo indiscrezioni, uno dei possibili candidati alla presidenza di Rcs Quotidiani. La decisione, secondo quanto riporta Radiocor, potrebbe essere presa il 18 marzo nel corso della riunione del patto di sindacato Rcs La verde a quota 1,4 euro La bolla della benzina ci costa 170 euro Petrolio come 4 mesi fa, il carburante vale il 15 cent in più. Intanto Benetton prende 80 stazioni Esso ::: LA CORSA SLALOM ALLA POMPA Nell’agosto scorso il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, aveva convocato i rappresentanti dell’Unione petrolifera per costringerli a far scendere i prezzi L’INDAGINE Scajola ha suggerito all’An titrust di appurare se tra le compagnie petrolifere esista una sorta di accordo di cartello per far lievitare i prezzi dei carburanti. LE ACCISE Secondo i petrolieri, però, non sono le compagnie a speculare ma dovrebbe essere il governo a ridurre le imposte sui prodotti petroliferi (quasi il 65%) MERCATINO Banche d’affari Prima Banca Imi MERCATI Soddisfatto gaetano Miccichè, amministratore delegato di Banca Imi. Ieri il cda ha approvato il bilancio 2009 chiuso con un utile di 508 milioni (+73%). Ma soprattutto l’istituto ha raggiunto il primato in classifica tra le banche d’affari italiane. In base ai dati illustrati dallo stesso Miccichè nel fra negli ultimi dieci anni Banca Imi ha chiuso 65 operazioni. Mediobanca, che sta al secondo posto, è ferma a venticinque. Il primato non dovrebbe resistere anche per quest’anno. Sul tavolo di Miccichè ci sono tutte le più grosse operazioni in programma: il collocamento della divisione energie rinnovabili di Enel, Giochi Preziosi, Ansaldo Energia e, ovviamente, la cugina Banca Fideuram. «L’obiettivo ha concluso Miccichè è la sostenibilità nel tempo dei nostri risultati». ::: ANTONIO CASTRO Basta un colpo di freddo siberiano per dare la scossa al prezzo dei carburanti. E così la verde torna a sfiorare la quota psicologica di 1,40 euro al litro facendo scattare l’ira delle associazioni dei consumatori che parlano di un doppio binario: prezzi rapidi in salita (quando si apprezza il petrolio) e troppo lenti a scendere quando il greggio fa retromarcia. Da ieri mattina i prezzi “consiglia ti” per la rete Agip sono arrivati a toccare i 1,394 euro/litro per la benzina (+1 cent) e a 1,221 per il gasolio (+0,5 cent). Cresce il prezzo della benzina anche negli impianti a marchio Q8 a 1,395 euro/litro (+1,3), mentre per Shell il rialzo è su entrambi i prodotti: +0,2 centesimi sulla benzina a 1,397 e +1,2 centesimi sul gasolio a 1,234. Tamoil, invece, ha ritoccato solo il prezzo del gasolio a 1,219 euro (+0,4 centesimi). Normali rialzi di mercato? Secondo i consumatori qualcosa non torna, visto che il prezzo al barile galleggia da tempo intorno agli 80 dollari senza grandi variazioni (ieri a Wall Street il future con scadenza ad aprile si attestavano a 81,20 dollari al barile, in calo di 67 centesimi rispetto alla chiusura di lunedì). L’Unione petrolifera si scherma dietro motivi tecnici per spiegare i continui ritocchi: «I prezzi della benzina in Italia», spiega una nota, «si sono mossi assolutamente in linea con quelli internazionali». Insomma, per i petrolieri nostrani «tali aumenti sono conseguenza del deciso apprezzamento, non solo del petrolio, ma anche e soprattutto delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati rilevati quotidianamente dal Platts». Che, secondo l’Up, può andare in direzione diversa da quello del greggio. Polemica finita? Neppure per idea. C’è chi si è preso la briga di contabilizzare quanto potrebbe pesare questo ritocco sul bilancio familiare: secondo le stime di Adusbef e Federconsumatori «a causa di queste speculazioni gli automobilisti, per costi diretti ed indiretti, continuano a pagare 171 euro annui in più». Senza dimenticare che il confronto con il prezzo medio europeo vede l’Italia gravata da un rincaro di 3, 4 centesimi rispetto agli altri Paesi. L’on data di freddo ha fatto crescere anche i prezzi del gasolio per riscaldamento e quello per la trazione agricola. Ieri la benzina ha subito un rincaro di 9 euro per 1.000 litri, il gasolio agricolo, artico e motopesca) di 10, il gasolio riscaldamento di 8 e il denso Btz di 6 euro per mille chili. A guidare la pattuglia dei rialzi è la compagnia Agip (Eni), società controllata dal ministero del Tesoro. Lapidario il giudizio del presidente della Commissione per il controllo dei prezzi e delle tariffe del Senato, Sergio Divina: «È inaccettabile», dice, «che Agip faccia da apripista sui rincari di carburante». E invita l’ad Paolo Scaroni «a rivedere tali aumenti». La cosa fa infuriare le associazioni che si chiedono cosa «aspetti il governo ad intervenire. V isto che siamo in tempi di decreti», ironizzano, «chiediamo di predisporne tre: uno per bloccare le speculazioni; uno per istituire una Commissione di controllo e uno per avviare la liberalizzazione della rete». Mentre Mister Prezzi tace, qualcosa si muove sul fronte della rete di distribuzione. Ieri Autogrill e Esso Italiana hanno sottoscritto un accordo per la gestione di un’ottantina di aree di servizio in Italia. E così la Nuova Sidap (Autogrill) assumerà la gestione di una rete di punti di vendita oggi condotti da Se.Stra. (gruppo Esso). Palazzi “verdi” per l’Expo IMMOBILI Sorgeranno a Pero e a Lambrate due edifici a basso impatto ambientale. Permetteranno di tagliare tanta anidride carbonica quanto quattro giornate di blocco totale del traffico. Il tutto con un incremento della spesa finale pari al 5%. I due palazzi, che saranno realizzati dal gruppo Galotti che fa capo a Luigi Marchesini (nella foto) e al fratello Alberto uno nell’area Expo e l’altro nel quartiere destinato a diventare la nuova zona direzionale della città, rispetteranno tutti i requisiti ambientali più avanzati. Dal 1 aprile la vostra impresa nascerà con un dito. Allenatevi. Arriva comunica, la Comunicazione Unica per iscrivere o modificare la tua impresa con un solo invio online alla Camera di Commercio, che inoltrerà ad Inps, Inail e Agenzia delle Entrate le informazioni di loro competenza. Comunica ti semplifica la vita. Scoprila su www.registroimprese.it È un servizio realizzato da
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 22 stampata da: callioni alle ore: 22.56.45 colore 22 @ commenta su www.liberonews.it Mercoledì 10 marzo 2010 La riforma degli studi di settore ha fatto calare il gettito fiscale Dopo una ventina di suicidi Telefono azzurro per gli imprenditori in crisi A Padova e Prato il call center per sostenere chi ha dovuto chiudere l’azienda e licenziare. Sportelli anche a Milano Il caso della bresciana Paghera Il Fisco perde la sua pratica Costretto a fallire il re dei giardini ::: CLAUDIO ANTONELLI Se di fronte al fallimento economico ha il sopravvento il senso di fallimento sociale il piccolo imprenditore si convince di aver perso la faccia. Così anche se ha chiuso i battenti per colpa dei clienti improvvisamente evaporati, si convince di essere portatore di una falsa colpa e pensa al gesto estremo. In alcune regioni d’Italia più che in altre. Negli ultimi sedici mesi, dall’ottobre 2008 a oggi, sono stati quattordici, solo in Veneto, gli imprenditori che si sono tolti la vita per la crisi. L’ultimo a Camposanpiero è un impresario edile di origine istriana che si è tolto la vita domenica scorsa per un debito di centomila euro. Due imprenditori si sono uccisi a Prato l’estate scorsa. Sempre per debiti. Altrettanti in Friuli dopo Natale, mentre soltanto due settimane fa a Ragusa un commerciante in difficoltà ha tentato di darsi fuoco in prefettura. Per questo il numero azzurro anticrisi attivato ieri dalla Camera di commercio di Padova (in collaborazione con Comune e Provincia) per dare sostegno ai piccoli imprenditori in difficoltà ha esordito con 15 chiamate in meno di cinque ore di attività. Drammaticamente stessa mole di lavoro a Prato. Dove è stata da poco creata una linea di pronto soccorso pronta ad accogliere anche i dipendenti. “S.O.S. Famiglia e Lavoro" in un mese ha raccolto sei richieste d’aiuto. Fra queste, quella di un uomo di poco meno di 60 anni definito «a grave rischio di suicidio», dallo psichiatra Piero Bardazzi, che ha collaborato alla nascita del progetto. A promuoverlo l’assessore Dante Mondanelli, per aiutare tutti: dai piccoli imprenditori ai dipendenti in età avanzata che soffrono le ripercussioni psicologiche di un fallimento o della perdita di lavoro. A Milano la Camera di Commercio ha dato il via nei giorni scorsi a meeting anti crisi dedicati ai manager. Per i quali, stando ai dati forniti da Unioncamere, la probabilità di rientrare nel mondo del lavoro è calata quasi del 5% rispetto al 2008. La crisi, osserva il direttore scientifico della Fondazione Nord Est Daniele Marini, ha colpito soprattutto le micro imprese: «Sono casi ed esperienze personali diverse», spiega «tuttavia le difficoltà riguardano soprattutto le piccole e piccolissime imprese. Ma a rendere più grave la situazione sono anche fattori sociali e culturali: «Spesso i piccoli imprenditori si tolgono la vita perché non riescono a pagare i propri dipendenti sottolinea Marini . Loro stessi sono stati ex dipendenti e nella piccola impresa si instaura un rapporto stretto con chi lavora, aumenta così il senso di responsabilità che grava sull'imprenditore». In Veneto già un leghista e due deputati del Pd hanno sottoscritto mozioni per sostenere soprattutto gli artigiani. I più coinvolti dalla crisi e i meno preparati al tracollo. Basti pensare che per la prima volta nel 2009 il saldo tra le nuove imprese artigiane e quelle che hanno chiuso i battenti è stato negativo per oltre 26 mila unità. Con una media di 60 mila famiglie coinvolte e trascinate nel baratro della disoccupazione. Dopo una sorta di mea culpa del presidente di Unindustria Veneto Andrea Tomat, «Non abbiamo saputo sostenerli come avremmo dovuto», e la rabbia di tutte le associazioni artigiane: «Non un euro è arrivato dal governo», il Veneto sta svegliando le proprie coscienze. Il problema è che la propensione al suicidio si sta allargando. Da quarant’anni sul mercato internazionale la Paghera holding ha curato il design dei giardini di Dubai e Abu Dhabi. Ha disegnato l’Autopista del Sol di Buenos Aires e l’intero sviluppo del verde di Istanbul. Solo in Italia undici milioni di fatturato e quasi un centinaio di dipendenti, la società di Lonato in provincia di Brescia è ora tecnicamente fallita. E non proprio per colpa della crisi, sebbene la recessione globale abbia influito, ma della burocrazia italiana. Dopo un lungo contenzioso per pareggiare i debiti e i crediti dell’azienda con la pubblica amministrazione la pratica col nome Paghera all’ufficio della locale commissione tributaria è letteralmente sparito. Andato perduto. «Ci siamo così trovati spiazzati e con un improvviso debito verso lo Stato di 4 milioni di euro, cui sono stati aggiunti quasi 3 milioni di mora», commenta a Libero il fondatore Gianfranco Paghera. «A quel punto non è stato possibile far fronte ai 3 milioni di debiti ipotecari verso le ::: CAUSA CREDITI Un credito di 9 milioni nei confronti dell'Erario non viene riconosciuto e l'Esatri ne esige immediatamente 7 per altre pendenze. Alcune società di Paghera chiudono LA CRISI Oltre alla situazione tributaria l'azienda vanta 2,5 milioni di euro di crediti per lavori svolti in Egitto e Russia. Altri 90 milioni di euro sono stati considerati inesigibili dopo le commesse realizzate in Mali, Costa d'Avorio e Burkina Faso, divenuti inadempienti dopo la crisi finanziaria mondiale. banche e ai cinquecento mila euro verso i fornitori e abbiamo dovuto avviare le pratiche per il fallimento». Il paradosso sta nel fatto che dopo circa trenta giorni di accertamenti la guardia di finanza ha messo in chiaro, attraverso le ricevute che la società effettivamente vantava un credito verso lo Stato di circa 7 milioni e 300 mila euro. «L’unico consiglio che ci è stato dato», continua Paghera, «è quello di far causa al ministero delle Finanze, ma tutto alla fine dipenderà dal curatore. Noi avremmo voluto semplicemente evitare questa situazione kafkiana». La vicenda ricorda il “Castello” dello scrittore di Praga. Nonostante l’Erario abbia di fatto (involontariamente) cancellato i propri debiti, Paghera avrebbe potuto sopperire l’improvviso buco di bilancio (quasi 11 milioni di euro) avendo vinto le cause in corso, alcune da nove anni, con una serie di clienti insolventi. «Peccato che nel frattempo i clienti citati in giudizio hanno chiuso i battenti», continua l’imprenditore bresciano, «e non è stato possibile incassare nemmeno un euro». Oltre alla situazione tributaria l'azienda vanta, secondo quanto rivelato dal titolare: 2,5 milioni di euro di crediti per lavori svolti in Emirati arabi, Egitto e Russia, e altri 3,5 milioni di crediti attivi. Altri 90 milioni di euro sono stati considerati inesigibili dopo le commesse realizzate in Mali, Costa d’Avorio e Burkina Faso, divenuti inadempienti dopo la crisi finanziaria mondiale. A questo punto, salvi i brevetti, intestati alla persona fisica, è stato possibile tramite alcune società della holding e una nuova azienda creata dai figli di Gianfranco portare avanti i progetti e i contratti sparsi per il mondo. Il problema è per almeno 75 dei circa cento dipendenti che rischiano di perdere il posto. Potrebbero essere riassorbiti nella nuova società, ma non è automatico. CLA. ANT. IL VERDE NEL DESERTO Gianfranco Paghera da quaranta anni porta il suo design di giardini e di verde in giro per il mondo da Dubai a Buenos Aires L’ERARIO NON RICONOSCE IL CREDITO VERSO L’AZIENDA PERCHÉ È SCOMPARSO IL FASCICOLO, MA ESIGE SUBITO IL PAGAMENTO DEI 7 MILIONI DI DEBITO: COSÌ PARTE LA PROCEDURA FALLIMENTARE La Corte dei conti pur con un freddo linguaggio sembra sostenere sugli studi di settore le tesi delle categorie del commercio e dell’artigianato. In pratica: studi di settore uguale strumento per fare gettito. «Va ricordato», scrivono i magistrati contabili, «che con la finanziaria 2007 era stata adottata una complessiva revisione degli studi di settore, stimandone un maggior gettito di 3,3 miliardi per il 2007, 3,4 miliardi per il 2008 e 4,9 miliardi per il 2009». Con la crisi economica, è stata adottata una “revisione congiunturale speciale” di tutti gli studi di settore in vigore. «Tale revisione», prosegue la Corte dei Conti, «ha evidentemente già essa comportato effetti finanziari inferiori a quelli attesi», ma soprattutto «la disposizione in argomento implica riflessi negativi sul gettito, sia per quanto riguarda l’attività di controllo, sia per gli effetti sulle dichiarazioni che potranno tenere conto dei più favorevoli studi approvati». C’è solo da sperare che per questo motivo la lenta e difficile revisione in corso non venga interrotta. VOTO BIPARTISAN Cassa integrazione prolungata fino a 18 mesi Altri sei mesi di cassa integrazione ordinaria: dalle attuali 52 settimane a 78 settimane. È quanto prevede un emendamento approvato in commissione Lavoro della Camera con un sì bipartisan (Pdl, Pd e Lega, assenti Idv e Udc). La norma è a firma del relatore Giuliano Cazzola e modifica il testo base sugli ammortizzatori sociali. Le misure adottate, spiega Cazzola, sono limitate «al biennio 20102011 in attesa di una complessiva riforma del sistema degli ammortizzatori sociali» e prevedono che «il trattamento di cassa integrazione e guadagni ordinaria, può essere corrisposto per un periodo massimo complessivo di 78 settimane». Per coprire l’allungamento si attingerà al fondo di 8 miliardi stanziato dal governo per gli ammortizzatori. Soddisfatti a metà i sindacati, per i quali «l’emendamento approvato è una prima risposta a una richiesta da noi sempre sostenuta, ovvero il raddoppio del periodo di cig», osserva la segretaria della Cgil Susanna Camusso. L’emendamento secondo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, «non introduce una protezione maggiore del lavoro perché già oggi il sostegno al reddito può essere corrisposto attraverso la cassa integrazione ordinaria, quella straordinaria e la possibilità della successiva cassa in deroga senza limiti temporali, e senza causali specifiche di crisi aziendale come pure senza la prefigurazione di esuberi strutturali».
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 23 stampata da: zulin alle ore: 21.04.47 colore 23Mercoledì 10 marzo 2010 DALLA BORSA Ubs bacchetta le banche italiane Unicredit scende sotto quota 2 euro ::: In breve ALLA VITTORIA ASSICURAZIONI MENO UTILI MA RESTA LA CEDOLA Vittoria Assicurazioni ha chiuso il 2009 con un utile netto consolidato di 16,9 milioni di euro in calo dell'16,1%. Il dividendo sarà di 0,17 euro per azione, in linea con l'esercizio precedente. La raccolta ammonta a 671,3 milioni (+6,4%). Per il 2010, è previsto un utile consolidato di 27 milioni. IL FONDO PPP INVESTE NELLE ENERGIE ALTERNATIVE Il Fondo PPP Italia, fondo infrastrutturale gestito da Fondaco Sgr ha effettuato il secondo investimento in partnership con Infrastrutture SpA per la realizzazione di impianti fotovoltaici in Sud Italia per una potenza complessiva pari a 5 MW. Il costo complessivo degli impianti è pari a circa 23 milioni di euro. ::: Credito DA BNL PRESTITI E LIQUIDITÀ IN PIÙ PER I 5MILA FORNITORI DI FINCANTIERI Bnl Bnp ParibaS, Ifitalia e Fincantieri hanno firmato ieri un accordo di reverse factoring che consente alle imprese che lavorano con Fincantieri di ottenere lo smobilizzo dei crediti e la possibilità di avere liquidità aggiuntiva. La convenzione avrà una durata iniziale di 3 anni e coinvolge oltre 5mila aziende, per un giro d'affari complessivo di circa 2 miliardi ogni anno per acquisto materiali e prestazioni d'opera. L’intesa prevede che Ifitalia, società di Bnl specializzata nel factoring, acquisisca i crediti delle aziende che forniscono prodotti e servizi a Fincantieri, anticipandone gli importi; Bnl, invece, provvederà a mettere a disposizione delle stesse aziende, ulteriori linee di credito per il rilascio di garanzie commerciali e l'erogazione di anticipi sui contratti, prima dell'emissione delle fatture. Banche sotto pressione a Piazza Affari nel giorno in cui Ubs ha tagliato i target price su diversi titoli dei principali istituti italiani. «Bassa redditività» e «deterioramento della qualità degli asset» anche nel quarto trimestre 2009, con una previsione per il 2010 di calo degli utili per azione in media del 9%, addirittura del 21% per il Banco Popolare: sono questi gli elementi evidenziati dagli analisti della banca svizzera in un report di ieri sugli istituti di credito italiani. Meglio, spiega Ubs, mantenersi «selettivi» se si vuole investire sulle banche della Penisola. Ubs, così, ha rivisto al ribasso i prezzi obiettivi di Unicredit (da 2,5 a 2,15 euro), Intesa Sanpaolo (da 3,5 a 3,4), Mps (da 1,4 a 1,25), Ubi Banca (da 10,5 a 10,3) e Banco Popolare (da 6 a 5,2). Riguardo Unicredit, secondo Ubs la valutazione di Borsa rimane «attraente» anche se occorrerà osservare l’anda mento degli utili ordinari. Così con tutta Piazza Affari in affanno Unicredit ha chiuso a meno 1,31% (sotto i 2 euro a 1,996 euro), IntesaSanpaolo ha perso lo 0,97%, Ubi lo 0,88%, Bpm lo 0,8%, Mps lo 0,78%, Mediobanca lo 0,62%. Contrastate le chiusure dei listini del Vecchio continente al termine di sedute incerte. Le principali piazze finanziarie europee hanno virato in positivo con Wall Street, dopo aver perso oltre mezzo punto percentuale a metà giornata. Chiudono in territorio negativo Londra (0,08%) e Milano, con il Ftse Mib in flessione dello 0,19%. In positivo Francoforte (+0,17%), Parigi (+0,17%) e Amsterdam (+0,27%). Gli indici internazionali FTSE Italia All Share Mib Star HONG KONG Hang Seng DAX Zurigo SMI New York DOW JONES Cross Rates Euro G.Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia Usa Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA FTSE Mib Titolo Rif. in Var. % Titoli di Stato ultima rilev.ultima rilev.Titolo Var. % Titolo Var. % ultima rilev.Titolo Var. % Oro e monete Euribor Titolo Titolo 360 365Denaro Lettera TTS TTSFT FTSE Italia Mid Cap Gli indici di Milano 09/0308/0305/0304/0303/0302/03 09/0308/0305/0304/0303/0302/03 09/0308/0305/0304/0303/0302/03 09/0308/0305/0304/0303/0302/03 09/0308/0305/0304/0303/0302/03 09/0308/0305/0304/0303/0302/03 09/0308/0305/0304/0303/0302/03 09/0308/0305/0304/0303/0302/03 22.850,94 0,15 22.355,80 0,19 11.204,29 +0,16 24.717,66 0,14 21.207,55 +0,05 5.885,89 +0,17 6.868,32 +0,25 10.597,56 +0,43 dato di metà pomeriggio valore var. % valore var. % quantità var. % Il maggior rialzo Il maggior ribasso L'azione più scambiata Arena 0,03 +14,05 Ratti 0,28 5,33 Unicredit 200.798.223 1,31% Chiusura Var. %Titolo Gli altri indici di Milano ChiusuraChiusur Var. %Var %Titolo grafica a cura di centimetri.it DJ It Titans 30 Mediobanca Generale Comit Globale Comit Globale R Comit Globale R 1040 Comit Performance R Comit Performance R 1040 Assicurazioni Banche TLC e Servizi Finanziarie Immobiliari Trasporti e tempo libero Industriali 0,15 0,34 0,33 0,06 0,14 0,07 0,14 +0,01 1,31 +0,17 0,80 +0,26 1,14 +0,05 2.397,05 60,87 1.108,91 1.111,01 67,21 3.433,37 74,89 4.531,13 1.254,07 1.365,64 255,13 224,08 1.635,58 527,05 09/0308/0305/0304/0303/03 09/0308/0305/0304/0303/03 09/0308/0305/0304/0303/03 ANSALDO STS 14,4 0,55 ATLANTIA 17,7 1,06 AUTOGRILL 8,825 0,56 A2A 1,34 0,75 B M.PASCHI SIENA 1,141 0,78 B POP MILANO 4,655 0,8 BANCO POPOLARE 4,88 0,05 BULGARI 5,98 0,17 BUZZI UNICEM 9,7 0,31 CAMPARI 7,86 1,09 CIR 1,654 0,24 ENEL 4,13 0,24 ENI 17,69 0,8 EXOR 12,51 0,08 FIAT 8,955 0,28 FINMECCANICA 9,91 0,45 FONDIARIA SAI 11,22 0,09 GENERALI 17,54 0,23 GEOX 5,2 0,78 IMPREGILO 2,375 0,53 INTESA SANPAOLO 2,82 0,97 ITALCEMENTI 8,72 0,46 LOTTOMATICA 14,04 0,14 LUXOTTICA GROUP 18,9 0,11 MEDIASET 5,875 0,42 MEDIOBANCA 7,985 0,62 MEDIOLANUM 4,255 0,64 MONDADORI 2,995 2,22 PARMALAT 1,945 0,56 PIRELLI E C. 0,41 0,12 PRYSMIAN 13,7 0,07 SAIPEM 25,98 0,7 SNAM RETE GAS 3,5675 0,28 STMICROELECTRONICS 6,735 0,22 TELECOM ITALIA 1,067 0,09 TENARIS 16,23 0,5 TERNA 3,13 0,32 UBI BANCA 9,595 0,88 UNICREDIT 1,996 1,31 UNIPOL 0,8775 1,56 BOT BOT 15.03.2010 (364) 99,996 3,41 BOT 31.03.2010 (182) 99,981 0,34 BOT 15.04.2010 (365) 99,969 0,33 BOT 15.04.2010 (90) 99,971 0,32 BOT 30.04.2010 (182) 99,951 0,35 BOT 14.05.2010 (364) 99,939 0,35 BOT 31.05.2010 (182) 99,917 0,36 BOT 15.06.2010 (365) 99,906 0,35 BOT 30.06.2010 (177) 99,889 0,37 BOT 15.07.2010 (365) 99,842 0,45 BOT 30.07.2010 (182) 99,806 0,5 BOT 16.08.2010 (367) 99,761 0,55 BOT 31.08.2010 (186) 99,737 0,55 BOT 15.09.2010 (365) 99,701 0,57 BOT 15.10.2010 (365) 99,641 0,61 BOT 15.11.2010 (364) 99,564 0,63 BOT 15.12.2010 (365) 99,492 0,68 BOT 14.01.2011 (364) 99,42 0,69 BOT 15.02.2011 (365) 99,236 0,83 BTP BTP 15.6.2010 2,75% 100,612 0,4 BTP 01.08.2010 4,5% 101,56 0,53 BTP 01.11.2010 5,5% 103,088 0,65 BTP 01.02.2011 3,75% 102,599 0,83 BTP 15.3.2011 3,5% 102,5 0,92 BTP 01.08.2011 5,25% 105,68 1,13 BTP 01.09.2011 4,25% 104,446 1,16 BTP 15.9.2011 3,75% 103,866 1,16 BTP 01.11.2011 1,9% 101,64 0,89 BTP 01.02.2012 5% 106,802 1,35 BTP 01.03.2012 3% 103,127 1,38 BTP 15.04.2012 4% 105,29 1,44 BTP 01.07.2012 2,5% 102,12 1,56 BTP 15.10.2012 4,25% 106,4 1,71 BTP 15,12,2012 2% 100,58 1,81 BTP 01.02.2013 4,75% 108,1 1,84 BTP 15.04.2013 4,25% 106,83 1,97 BTP 1.8.2013 4,25% 107,12 2,05 BTP 15.12.2013 3,75% 105,2 2,29 BTP 01.06.2014 3,5% 104,06 2,47 BTP 1.8.2014 4,25% 107,27 BTP 1.2.2015 4,25% 107,09 2,69 BTP 15.04.2015 3% 101,12 2,79 BTP 1.8.2015 3,75% 104,53 2,81 BTP 1.08.2016 3,75% 104,18 3,03 BTP 01.02.2017 4% 105,29 3,15 BTP 1.8.2017 5,25% 112,91 3,28 BTP 01.02.2018 4,5% 107,37 3,41 BTP 01.08.2018 4,5% 106,8 3,56 BTP 1.2.2019 4,25% 104,62 3,66 BTP 01.03.2019 4,5% 106,26 3,68 BTP 01.09.2019 4,25% 103,78 3,78 BTP 1.2.2020 4,5% 105,11 3,89 BTP 01.03.2020 4,25% 102,85 3,93 BTP 1.8.2021 3,75% 98,11 3,98 BTP 01.08.2023 4,75% 104,58 4,33 BTP 15.09.2023 2,6% 103,01 2,34 BTP 1.11.2023 9% 147,76 4,37 BTP 01.03.2025 5% 106,03 4,49 BTP 1.11.2026 7,25% 130,9 4,61 BTP 1.11.2027 6,5% 122,36 4,67 BTP 1.11.2029 5,25 107,34 4,74 BTP 01.05.2031 6% 116,91 4,79 BTP 1.2.2033 5,75% 113,2 4,85 BTP 01.08.2034 5% 103,2 4,83 BTP 1.2.37 4% 88,95 4,79 BTP 01.08.2039 5% 103,04 4,86 BTP 01.09.2040 5% EUR 102,34 4,93 BTP 15.09.2041 2,55% 101 2,54 CCT CCT 1.6.2010 100,13 0,43 CCT 1.12.2010 100,216 0,49 CCT 1.5.20042011 100,1 0,63 CCT 1.11.2011 100,04 0,69 CCT 1.3.20052012 100,02 0,75 CCT 1.11.2012 99,92 0,74 CCT 1.7.20062013 99,83 0,81 CCT 1.3.2014 IND 99,61 0,84 CCT 1.12.2014 99,43 0,85 CCT 01.09.2015 99,22 0,87 CCT 01.07.2016 IND 98,8 0,94 CCT 1.03.2017 98,2 1 CTZ CTZ 30.04.2010 99,951 0,43 CTZ 30.09.2010 99,662 0,59 CTZ 31.03.2011 99,036 0,91 CTZ 30.06.2011 98,614 1,07 CTZ 30.09.2011 98,136 1,21 CTZ 29.02.2012 97,368 1,4 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2010 0,95% 100,92 BTPI 15.9.2012 1,85% 104,3 0,11 BTPI 15.9.2014 2,15% 105,83 0,86 BTPI 15.9.2017 2,10% 103,8 1,57 BTPI 15.09.2019 2,35% 103,55 1,95 BTPI 15.9.2035 2,35% 101,2 2,3 ORO FINO (EURO/GR) 24.79 26.47 ARGENTO (EURO/KG) 346.03 423.49 LONDRA ($/ONCIA) 1122.9 1123.55 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 17.35 17.4 STERLINA V.C. 177.51 197.29 STERLINA N.C. (ANT.73) 177.56 197.54 STERLINA (POST.74) 177.56 197.54 KRUGERRAND 733.37 846.99 MARENGO ITALIANO 138.93 160.10 MARENGO SVIZZERO 136.34 154.94 MARENGO FRANCESE 136.34 154.94 MARENGO BELGA 136.34 154.94 MARENGO AUSTRIACO 136.34 154.94 20 MARCHI 172.75 196.25 10 DOLLARI LIBERTY 433.82 480.30 1,000 1,103 0,822 0,684 0,134 0,716 0,124 0,103 0,738 0,906 1,000 0,745 0,620 0,122 0,649 0,113 0,093 0,669 121,720134,289 100,000 0,832 0,164 0,872 0,151 0,125 89,784 1,463 1,614 1,202 1,000 0,197 1,048 0,182 0,150 1,079 7,442 8,210 6,114 5,088 10,000 5,330 0,925 0,765 5,489 1,396 1,540 1,147 0,955 0,188 1,000 0,174 0,144 1,030 8,041 8,872 6,606 5,498 1,081 5,759 10,000 0,827 5,931 9,728 10,733 7,992 6,651 1,307 6,968 1,210 10,000 7,176 1,356 1,496 1,114 0,927 0,182 0,971 0,169 0,139 1,000 1 SETT. 0.343 0.348 2 SETT. 0.358 0.363 3 SETT. 0.375 0.38 1 MESE 0.411 0.417 2 MESI 0.512 0.519 3 MESI 0.652 0.661 4 MESI 0.755 0.765 5 MESI 0.846 0.858 6 MESI 0.956 0.969 7 MESI 0.993 1.007 8 MESI 1.041 1.055 9 MESI 1.091 1.106 10 MESI 1.13 1.146 11 MESI 1.17 1.186 12 MESI 1.216 1.233 IL SENSO DELLE CASE Via S.Marta 1/3 20059 Vimercate (MI) T. 039.608.08.22 F. 039.691.73.26 info@classre.com www.classre.com
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 24 stampata da: callioni alle ore: 21.02.29 colore 24 Mercoledì 10 marzo 2010 A ACEA 7,54 1,34 7,5094 7,21 7,85 0,8 18/05/09 1.605,8 ACEGASAPS 3,94 0,9 3,9173 3,8 4,175 3,61 06/07/09 216,6 ACOTEL GROUP 64 0,31 63,9484 59,02 72,81 7,11 26/05/03 266,9 ACQUE POTABILI 1,667 0,77 1,6587 1,6 1,915 14,47 02/05/06 60 ACSM 0,866 1,03 0,8725 0,84 1,089 17,99 14/07/08 66,4 ACTELIOS 3,69 1,93 3,6234 3,4075 3,88 2,5 27/04/09 249,7 AEDES 0,2505 0,79 0,2502 0,2048 0,2525 22,49 07/05/07 182,7 AEFFE 0,428 3,82 0,4268 0,426 0,5375 18,16 18/05/09 46 AEGON 4,85 0,78 4,8082 4,165 5,05 4,64 25/04/08 765,4 AEROPORTO DI FIRENZE 13,94 0,21 13,94 13,51 14,55 3,06 11/05/09 125,9 AHOLD KON 9,17 9,17 8,86 9,39 4,09 30/04/08 1.093 AICON 0,308 0,16 0,3067 0,2645 0,325 0,33 33,6 ALCATELLUCENT 2,5 0,1 2,4882 1,943 2,63 6,84 04/06/07 5.793,8 ALERION 0,57 0,87 0,5766 0,489 0,65 10,47 16/05/05 250,9 ALLIANZ 88,15 0,06 87,5733 78,12 89,7 1,38 30/04/09 40.011,3 AMPLIFON 3,7375 0,33 3,6798 2,91 3,8175 23,15 12/05/08 741,6 ANSALDO STS 14,4 0,55 14,3982 13,09 14,93 8,19 11/05/09 1.440 ANTICHI PELLETTIERI 0,6485 1,25 0,6412 0,575 0,7845 16,97 26/05/08 29,5 APULIA PRONTOP 0,3985 0,38 0,3942 0,375 0,458 5,46 27/04/09 94 ARENA 0,0349 14,05 0,0338 0,0263 0,0369 5,93 24/07/00 44,6 ARKIMEDICA 0,65 2,85 0,6406 0,6105 0,74 10,9 56,2 ASCOPIAVE 1,574 0,13 1,5684 1,483 1,574 4,52 11/05/09 369 ASTALDI 5,345 0,19 5,3362 4,75 6,195 10,69 04/05/09 526,1 ATLANTIA 17,7 1,06 17,7798 16,7 19 3,01 23/11/09 10.119,3 AUTOGRILL 8,825 0,56 8,8038 8,445 9,435 0,06 21/07/08 2.245,1 AUTOS MERIDIONALI 18,94 0,21 18,8717 16 19,07 18,82 14/04/09 82,9 AUTOSTR TOMI 9,405 0,74 9,4103 8,99 11,02 8,87 14/12/09 827,6 AXA 15,73 0,7 15,6285 14,14 17,32 5,86 07/05/09 32.862,5 AZIMUT 9,17 0,22 9,1238 7,875 9,93 2,24 25/05/09 1.313,6 A2A 1,34 0,75 1,334 1,247 1,469 8,59 22/06/09 4.198,1 B B CARIGE 1,948 0,21 1,9291 1,7967 1,948 5,28 04/05/09 3.148 B CARIGE RSP 2,8625 0,26 2,8674 2,795 2,9745 1,79 04/05/09 499 B DESIO BRIA RSP 4 0,74 4,0084 4 4,125 0,25 04/05/09 52,8 B DESIO E BRIANZA 4,06 0,67 4,0612 3,9775 4,345 3,33 04/05/09 475 B IFIS 6,81 0,96 6,715 6,465 7,54 6,84 20/04/09 233,6 B INTERMOBILIARE 4,295 0,59 4,277 3,1325 4,295 36,24 05/05/08 670,2 B ITALEASE 0,795 0,06 0,7947 0,7555 0,795 4,54 23/04/07 1.472,7 B M.PASCHI SIENA 1,141 0,78 1,1429 1,082 1,331 7,08 18/05/09 6.267,5 B P DI SONDRIO 7,405 0,54 7,34 6,545 7,63 3,49 06/04/09 2.281,8 B P EMILIA ROMAGNA 10,2 0,87 10,1498 9,25 11,3197 1,1 27/04/09 2.587,7 B POP ETRURIA E LAZIO 4,16 4,1409 3,81 4,21 5,38 11/05/09 312,9 B POP MILANO 4,655 0,8 4,6415 4,2475 5,455 6,53 21/05/09 1.932 B POP SPOLETO 4,55 2,05 4,5222 4,26 4,8 6,57 27/04/09 135,4 B PROFILO 0,615 3,15 0,6242 0,555 0,679 6,53 02/06/08 416,4 B SANTANDER 10,35 0,77 10,344 9,125 12 11,39 02/02/09 85.168,4 B SARDEGNA RSP 10,66 0,37 10,6766 10 10,98 1,81 04/05/09 70,4 BANCA GENERALI 8,11 1,5 7,983 6,805 8,65 4,59 18/05/09 902,7 BANCO POPOLARE 4,88 0,05 4,8488 4,3099 5,4542 3,91 19/05/08 3.125,6 BANCO POPOLARE 2010 W 0,035 20,69 0,0283 0,029 0,0839 37,5 19/05/08 3.125,6 BASF 43,48 42,3495 39,57 44,77 0,09 04/05/09 40.137,6 BASICNET 2,08 1,19 2,0633 1,915 2,1825 6,67 25/05/09 126,9 BASTOGI 2,08 1,65 2,0786 2,02 2,24 1,19 37 BAYER 52,2 0,27 52,1751 47,05 56,42 6,79 13/05/09 39.898,6 BB BIOTECH 51,9 0,87 51,453 49 51,92 3,18 31/03/09 945,9 B&C SPEAKERS 2,7 2,7 2,5 2,73 7,57 04/05/09 29,7 BCA FINNAT 0,56 0,54 0,559 0,553 0,619 6,35 18/05/09 203,2 BEE TEAM 0,449 0,45 0,442 0,437 0,5 10,11 06/05/02 31,1 BEGHELLI 0,6775 0,37 0,6757 0,65 0,753 1,88 18/05/09 135,5 BENETTON 6,1 0,91 6,1269 5,54 6,7 2,24 27/04/09 1.114,3 BENI STABILI 0,722 0,41 0,7193 0,587 0,725 25,57 11/05/09 1.383,2 BEST UNION COMPANY 1,379 0,73 1,346 1,35 1,617 2,54 12,9 BIALETTI INDUSTRIE 0,511 1,54 0,5139 0,497 0,64 3,34 38,3 BIANCAMANO 1,418 2,74 1,4146 1,345 1,565 4,51 07/07/08 48,2 BIESSE 6,27 2,34 6,2916 5,51 6,61 17,75 12/05/08 171,8 BIOERA 1,05 1,94 1,0506 1,03 1,7 36,33 26/05/08 9,4 BMW 31,97 0,09 31,9534 28,87 32,95 0,69 15/05/09 19.245,8 BNP PARIBAS 56,97 0,4 56,5415 47,52 59,8 1,73 20/05/09 51.962,1 BOERO 20,9 20,9 19 20,9 4,5 28/04/08 90,7 BOLZONI 1,42 1,65 1,3898 1,388 1,48 4,03 18/05/09 36,9 BON FERRARESI 31,3 1,29 31,0872 30,01 35,2 10,57 18/05/09 176,1 BORGOSESIA 1,282 1,16 1,2842 1,253 1,411 6,29 19/08/81 87,5 BORGOSESIA RSP 1,329 1,329 1,299 1,396 1,92 04/02/08 1,2 BREMBO 4,87 0,05 4,841 4,45 5,33 6,7 04/05/09 325,2 BRIOSCHI 0,2223 0,09 0,2192 0,2016 0,2257 1,97 19/05/03 175,1 BULGARI 5,98 0,17 5,9691 5,335 6,47 3,91 18/05/09 1.801,8 BUONGIORNO 1,052 0,57 1,054 0,989 1,2 9,31 111,9 BUZZI UNICEM 9,7 0,31 9,6573 9,105 12,12 14,01 18/05/09 1.603,9 BUZZI UNICEM RSP 6,135 1,05 6,0781 5,685 7,67 15,2 18/05/09 249,8 C CAD IT 5,35 3,08 5,3647 5,05 5,875 2,37 11/05/09 48 CAIRO COMMUNICATION 2,81 1,72 2,7962 2,65 3,2225 9,35 11/05/09 220,1 CALEFFI 1,014 2,97 1,0221 0,951 1,075 5,06 19/05/08 12,7 CALTAGIRONE 2,165 0,58 2,1641 2,1525 2,45 11,45 18/05/09 260,1 CALTAGIRONE EDITORE 1,88 0,53 1,8911 1,752 1,91 7,61 18/05/09 235 CAMFIN 0,277 1,95 0,2771 0,2465 0,313 9,62 19/05/08 186 CAMPARI 7,86 1,09 7,8479 7,02 7,86 7,75 18/05/09 2.282,5 CAPE LIVE 0,39 2,9 0,3846 0,329 0,42 19,27 19,8 CARRARO 2,4775 1,69 2,4629 2,25 2,65 12,1 05/05/08 113,9 CARREFOUR 36,3 0,38 36,3 33,4 37 8,33 04/05/09 25.588 CATTOLICA ASSICURAZIONI 22,8 0,09 22,7181 21,4 24 3,92 05/05/08 1.233,2 CDC 2,16 4 2,1876 1,85 2,25 4,1 23/05/05 26,5 CELL THERAPEUTICS 0,805 3,36 0,7916 0,439 0,848 0,06 495,1 CEMBRE 4,55 0,16 4,5008 4,455 4,82 2,36 18/05/09 77,4 CEMENTIR HOLDING 3,05 0,08 3,033 2,79 3,345 9,76 18/05/09 485,3 CENTRALE DEL LATTE TO 2,665 1,39 2,6632 2,35 2,7025 11,16 05/05/08 26,7 CHL 0,1541 3,02 0,1528 0,145 0,1906 16,7 22,9 CIA 0,285 0,2821 0,272 0,3275 13,64 11/05/09 26,3 CICCOLELLA 0,853 3,01 0,8575 0,8085 0,9835 10,12 21/05/01 154 CIR 1,654 0,24 1,6362 1,533 1,918 8,87 12/05/08 1.310,2 CLASS EDITORI 0,578 1,2 0,5752 0,545 0,697 14,24 12/05/08 59,3 COBRA 1,825 0,98 1,8259 1,689 2,17 8,29 38,4 COFIDE 0,71 0,92 0,697 0,628 0,725 7,58 12/05/08 510,6 COGEME SET 0,806 1,35 0,8046 0,77 0,96 16,04 46 CONAFI PRESTITO’ 1,11 1,33 1,103 0,9155 1,2 3,48 08/06/09 51,6 CR ARTIGIANO 1,795 0,11 1,7945 1,783 1,909 2,6 27/04/09 511,2 CR BERGAMASCO 23,03 0,17 23,0634 22,8 24,5 1,16 04/05/09 1.421,6 CR VALTELLINESE 4,935 1,2 4,9531 4,6975 5,72 11,88 27/04/09 1.027,4 CREDEM 5,265 0,96 5,207 4,685 5,755 2,32 19/05/08 1.750 CREDIT AGRICOLE 11,53 1,45 11,4231 10,08 13,41 6,79 27/05/09 25.669,7 CRESPI 0,1986 0,1949 0,1919 0,245 3,12 19/05/03 11,9 CSP INTERNATIONAL 0,7755 0,06 0,7808 0,756 0,8175 2,65 01/06/09 25,8 D DADA 5,075 0,88 5,0181 4,83 6,055 14,06 82,3 DAIMLER 32,86 0,87 32,86 30,34 37,5 12,42 09/04/09 31.696 DAMIANI 0,9305 2,87 0,9341 0,917 1,067 12,87 76,9 D’AMICO 1,25 1,26 1,2481 1,097 1,378 14,16 27/04/09 187,4 DANIELI & C 18,7 0,43 18,5048 16,28 20,11 7,53 09/11/09 764,4 DANIELI & C RSP 9,745 0,78 9,6283 8,75 10,22 5,92 09/11/09 393,9 DANONE 44,05 2,16 43,8524 40,21 44,97 2,44 30/04/09 22.633 DATALOGIC 3,93 2,36 3,9601 3,8975 4,1175 3,44 04/05/09 229,7 DEA CAPITAL 1,2 0,83 1,2026 1,16 1,275 4,91 367,9 DE’LONGHI 3,01 0,66 3,0452 2,8 3,24 4,82 04/05/09 450 DEUTSCHE BANK 51,06 0,27 50,7196 43,33 53,28 1,83 27/05/09 29.148,1 DEUTSCHE TELEKOM 9,76 0,36 9,7753 9,24 10,55 4,31 04/05/09 42.566,5 DIASORIN 24,75 0,16 24,729 23,31 25,83 0,52 15/06/09 1.361,3 DIGITAL BROS 2,15 0,94 2,1222 2,08 2,335 4,66 08/12/08 30,3 DMAIL GROUP 5,365 4,71 5,4084 5,035 5,75 2,48 19/05/08 41 DMT 16,96 0,35 16,8595 13,2 17,6 6 191,7 E EDISON 1,07 1,04 1,0649 0,9705 1,151 0,75 14/04/09 5.543,8 EDISON RSP 1,39 0,72 1,3872 1,285 1,394 7,75 14/04/09 153,7 EEMS 1,291 6,26 1,2689 1,028 1,291 3,95 54,9 EL EN 11,79 1,67 11,8873 11,23 13,12 1,34 18/05/09 56,9 ELICA 1,822 0,66 1,8083 1,691 1,97 5,2 04/05/09 115,4 EMAK 3,8475 3,8296 3,54 3,9 10,4 01/06/09 106,4 ENEL 4,13 0,24 4,1231 3,73 4,1975 2,04 23/11/09 38.835,9 ENERVIT 1,35 1,4583 1,325 1,47 3,57 01/06/09 24 ENGINEERING 25,45 3,46 25,0088 24,56 27,8 7,79 09/06/08 318,1 ENI 17,69 0,8 17,6596 16,01 18,56 0,62 21/09/09 70.854,8 ENIA 5,845 0,52 5,8049 5,215 5,845 10,49 22/06/09 630,5 E.ON 26,87 0,26 26,8636 25,69 29,45 7,88 07/05/09 53.766,9 ERG 9,8 0,51 9,7882 9,18 9,985 1,24 18/05/09 1.473,1 ERG RENEW 0,795 2,45 0,7841 0,6645 0,977 22,31 10/05/99 105,5 ERGYCAPITAL 0,855 4,36 0,8608 0,501 1,192 78,31 63 ESPRESSO 2,225 1,11 2,2255 1,805 2,39 0,89 21/04/08 911,3 ESPRINET 7,91 1,31 7,9036 7,54 9,87 12,93 04/05/09 414,5 EUROTECH 2,6425 2,03 2,6398 2,435 2,91 7,2 93,9 EUTELIA 0,221 0,05 0,2198 0,2139 0,389 36,86 14,5 EVEREL GROUP 0,0955 0,0874 0,0955 0,0955 10/07/00 7,3 EXOR 12,51 0,08 12,4789 10,86 14,13 7,88 11/05/09 2.004,8 EXOR PRV 7,1 0,35 7,0145 6,075 7,78 3,34 11/05/09 545,3 EXOR RSP 8,97 0,5 8,9809 8,17 10,16 10,3 11/05/09 82,2 EXPRIVIA 1,154 0,69 1,1587 1,075 1,26 5,8 22/06/09 58,6 F FASTWEB 14,4 1,84 14,4357 13,67 19,45 25,39 22/10/07 1.144,9 FIAT 8,955 0,28 8,9239 7,73 10,87 12,63 21/04/08 9.781,1 FIAT P 5,55 1,16 5,5259 4,735 6,345 7,5 21/04/08 573,3 FIAT RSP 5,835 0,34 5,8028 5,02 6,655 7,31 20/04/09 466,3 FIDIA 4,1875 0,12 4,1488 3,95 4,7 9,46 20/05/02 21,5 FIERA MILANO 4,1625 2,8 4,1851 4,02 4,5875 7,5 04/05/09 175,4 FILATURA DI POLLONE 0,473 0,84 0,4727 0,4025 0,506 20,05 29/04/02 5 FINARTE CASA D’ASTE 0,1775 2,01 0,1772 0,1662 0,2049 11,47 10/05/99 8,9 FINMECCANICA 9,91 0,45 9,9414 9,205 11,32 11,44 18/05/09 5.729,5 FNM 0,5065 2,22 0,5087 0,5065 0,5915 12,75 125,9 FONDIARIA SAI 11,22 0,09 11,1832 10,61 12,1 0,99 18/05/09 1.396,7 FONDIARIA SAI RSP 7,75 0,26 7,755 7,44 8,235 1,46 18/05/09 329,8 FORTIS 2,7275 0,55 2,7099 2,395 2,905 5,72 02/05/08 6.414,2 FRANCE TELECOM SA 17,65 0,79 17,706 16,3 17,79 0,63 02/06/09 46.143,3 FULLSIX 1,175 1,175 1,15 1,232 5,85 13,1 G GABETTI 0,467 8,48 0,4414 0,416 0,655 25,58 15/05/06 41,3 GAS PLUS 5,995 0,42 5,9265 5,855 6,48 1,96 25/05/09 269,2 GDF SUEZ 27,9 2,2 27,8958 26,3 30,5 7 06/05/09 61.202,7 GEFRAN 2,05 1,74 2,0573 2,015 2,29 8,28 04/05/09 29,5 GEMINA 0,633 1,86 0,6355 0,579 0,656 11,05 18/06/07 930 GEMINA RSP 1,518 2,44 1,5048 1,466 1,72 12,25 18/05/09 5,7 GENERALI 17,54 0,23 17,5194 16,04 19,19 6,8 18/05/09 27.307,6 GEOX 5,2 0,78 5,172 4,3925 5,375 7,83 18/05/09 1.347,9 GEWISS 2,76 0,36 2,7602 2,605 2,81 1,47 18/05/09 331,2 GRANITIFIANDRE 3,5075 3,01 3,4995 3,335 3,815 0,21 25/05/09 129,3 GREENVISION 5,72 1,38 5,8117 5,39 7,35 10,69 25/05/09 33,5 GRUPPO COIN 4,87 2,6 4,8973 3,99 5 6,33 682,2 GRUPPO MINERALI MAFFEI 4,77 0,21 4,7733 4,5525 4,8875 2,65 28,6 H HERA 1,742 0,81 1,7337 1,605 1,742 7,6 01/06/09 1.942,4 I I GRANDI VIAGGI 0,948 2,27 0,9499 0,92 1,001 1,25 07/04/08 42,7 IGD 1,539 1,03 1,5411 1,445 1,594 1,28 18/05/09 475,9 IL SOLE 24 ORE 1,745 1,34 1,7376 1,661 1,969 9,07 28/04/08 75,6 IMA 13,57 0,29 13,457 12,89 13,61 5,52 25/05/09 462,7 IMMSI 0,8775 0,29 0,8805 0,771 0,887 4,46 26/05/08 301,2 IMPREGILO 2,375 0,53 2,3605 2,1625 2,5875 4,62 18/05/09 955,8 IMPREGILO RSP 8,285 8,1205 7,945 8,75 4,61 18/05/09 13,4 INDESIT 9,1 1,36 9,0647 7,91 9,715 16,59 19/05/08 1.034 INDESIT RSP 8,245 1,26 8,1786 7,69 8,56 5,71 18/05/09 4,2 ING GROEP 7,3 0,27 7,2524 6,17 7,82 5,11 14/08/08 15.047,5 INTEK 0,352 0,57 0,3529 0,2961 0,3675 19,08 11/05/09 122,4 INTEK R 0,6085 0,25 0,629 0,594 0,65 1,1 11/05/09 9,2 INTERPUMP 3,645 1,39 3,6387 3,145 3,9 1,75 12/05/08 352,7 INTESA SANPAOLO 2,82 0,97 2,8048 2,5575 3,2025 10,48 19/05/08 33.415,1 INTESA SANPAOLO RSP 2,18 0,46 2,1701 1,937 2,485 7,04 18/05/09 2.032,8 INV E SVIL 2012 W 0,0102 2 0,0102 0,009 0,0143 8,51 18/05/09 2.032,8 INVEST E SVILUPPO 0,0638 0,16 0,0632 0,0631 0,089 5,34 18/06/01 15,5 IRCE 1,368 0,22 1,3524 1,365 1,59 11 04/05/09 38,5 IRIDE 1,4 0,21 1,3945 1,294 1,427 5,26 22/06/09 1.032,6 ISAGRO 3,3875 0,22 3,3612 3,2525 3,705 2,34 08/05/06 59,5 IT HOLDING 0,1761 0,1844 0,1761 0,1761 04/06/01 43,3 IT WAY 3,5425 0,21 3,5209 3,4025 3,7925 1,6 02/02/09 15,6 ITALCEMENTI 8,72 0,46 8,6764 7,915 10,25 8,93 18/05/09 1.544,5 ITALCEMENTI RSP 4,8475 0,57 4,8151 4,46 5,445 4,76 18/05/09 511,1 ITALMOBILIARE 28,5 28,4375 26,91 33 7,92 19/05/08 632,2 ITALMOBILIARE RSP 20,27 0,65 20,2967 19,38 23,48 8,78 19/05/08 331,3 IW BANK 1,882 1,73 1,8728 1,802 2 5,43 20/04/09 138,6 J JUVENTUS FC 0,837 0,84 0,8284 0,829 0,928 6,43 04/11/02 168,7 K KERSELF 7,58 1,07 7,527 7,23 9,1 13,37 25/05/09 132,1 KINEXIA 2,7475 1,38 2,7568 2,17 2,88 25,46 17/07/91 58,6 KME GROUP 0,3505 0,43 0,3474 0,3128 0,3635 13,61 11/05/09 123,8 KME GROUP RSP 0,5875 0,5875 0,5602 0,6185 5,44 11/05/09 16,8 KME GROUP 2011 W 0,024 0,024 0,0236 0,039 14,29 11/05/09 16,8 K.R.ENERGY 0,1126 1,75 0,1144 0,0901 0,199 25,38 105,5 L LA DORIA 2,445 0,81 2,4535 2,15 2,465 13,33 29/05/06 75,8 LANDI RENZO 3,51 0,85 3,5277 3,22 3,99 2,86 04/05/09 394,9 LAZIO S.S. 0,3365 0,3366 0,3335 0,374 0,3 22,8 L’OREAL 79,99 79,3258 71,52 79,99 2,16 21/04/09 48.187 LOTTOMATICA 14,04 0,14 14,0046 13,13 14,64 0,07 18/05/09 2.415,1 LUXOTTICA GROUP 18,9 0,11 18,8386 17,91 19,71 4,71 23/11/09 8.781,3 LVMH 84 85,6617 75,52 85,54 5,41 27/11/09 41.154,7 M MAIRE TECNIMONT 2,5775 0,87 2,5801 2,2675 2,765 4,35 18/05/09 831,2 MANAGEMENT E C 0,134 0,07 0,133 0,129 0,1448 6,94 62,8 MARCOLIN 1,494 1,06 1,5037 1,311 1,51 12/05/03 92,8 MARIELLA BURANI F.G. 2,5225 2,5739 2,5225 2,5225 26/05/08 75,4 MARR 6,46 1,65 6,4507 5,885 6,46 8,57 25/05/09 429,8 MEDIACONTECH 2,9975 2,9911 2,93 3,395 9,17 22/04/02 55,6 MEDIASET 5,875 0,42 5,8903 5,27 5,9 2,44 18/05/09 6.939,7 MEDIOBANCA 7,985 0,62 7,9769 7,34 8,83 3,97 24/11/08 6.875,8 MEDIOLANUM 4,255 0,64 4,2412 3,78 4,5475 2,46 23/11/09 3.112,1 MEDITERRANEA ACQUE 2,52 0,4 2,4951 2,38 2,715 8,28 04/05/09 193,2 MERIDIANA FLY 0,1405 1,08 0,1374 0,1289 0,1572 9,82 49,8 MERIDIE 0,549 3,58 0,5294 0,4995 0,6 8,27 27,8 MID IND C 2010 W 0,03 25 0,03 0,03 0,179 79,85 27,8 MID INDUSTRY CAPITAL 13,5 3,91 13,5 13,5 15,49 11,76 11/05/09 51,3 MILANO ASS 2,0675 0,49 2,0531 1,954 2,1475 0,85 27/04/09 1.152,5 MILANO ASS RSP 2,25 2,04 2,2377 2,13 2,265 0,78 27/04/09 69,2 MITTEL 3,395 0,37 3,348 3,25 4,16 14,7 16/02/09 239,4 MOLMED 1,741 0,46 1,7237 1,638 1,88 1,3 182,2 MONDADORI 2,995 2,22 2,9895 2,5925 3,22 3,31 19/05/08 777 MONDO HE 0,1554 0,19 0,1545 0,143 0,176 7,11 3,2 MONDO TV 7,37 1,86 7,4094 6,8 8,365 0,81 28/02/05 32,5 MONRIF 0,46 3,14 0,4517 0,4405 0,485 2,22 22/05/06 69 MONTEFIBRE 0,1249 0,32 0,1233 0,1215 0,1514 10,91 20/05/02 16,2 MONTEFIBRE RSP 0,31 6,9 0,2985 0,255 0,31 19 19/05/03 8,1 MONTI ASCENSORI 1,289 3,23 1,3098 1,27 1,46 8,19 21/09/09 17,2 MUNICH RE 116,18 1,2 116,188 106,3 117,59 5,83 23/04/09 23.980 MUTUIONLINE 5,7 5,7017 5,19 5,76 0,88 04/05/09 225,2 N NICE 2,615 0,38 2,6262 2,5 3 12,83 25/05/09 303,3 NOEMALIFE 5,6 0,72 5,674 5,45 5,88 1,82 24,3 NOKIA CORPORATION 10,39 0,1 10,3363 8,985 10,4 16,28 24/04/09 39.491,9 NOVA RE 1,19 1,19 1,15 1,19 3,48 04/06/07 16,1 O OLIDATA 0,475 2,36 0,4724 0,457 0,557 4,23 10/05/04 16,2 OMNIA NETWORK 0,299 0,2969 0,299 0,299 7,8 P PANARIAGROUP 1,909 1,01 1,9107 1,714 2,24 1,17 11/05/09 86,6 PARMALAT 1,945 0,56 1,9436 1,724 1,99 0,41 21/09/09 3.359,6 PARMALAT 2015 W 0,889 1,22 0,8856 0,74 0,99 6,47 21/09/09 3.359,6 PHILIPS 23,23 0,13 23,0521 20,87 23,3 11,15 30/03/09 22.589,1 PIAGGIO 2,24 0,34 2,2329 1,778 2,36 12 18/05/09 887,1 PIERREL 4,47 0,45 4,4759 4,26 5,6 5,92 66,8 PININFARINA 2,78 3,72 2,7923 2,675 3 0,09 23/05/05 83,9 PIQUADRO 1,097 0,18 1,094 1,029 1,205 4,19 27/07/09 54,9 PIRELLI E C. 0,41 0,12 0,4071 0,3675 0,4595 2,38 19/05/08 2.145,6 PIRELLI E C. RSP 0,4435 0,34 0,4425 0,432 0,475 1,44 19/05/08 59,8 PIRELLI REAL ESTATE 0,4575 5,29 0,4535 0,3785 0,5395 10,64 21/04/08 384,8 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 11,66 13,31 11,2504 10,12 12,24 0,6 08/05/00 13,9 POLIGRAFICI 0,447 3,59 0,4393 0,4215 0,4705 0,78 21/05/07 59 POLTRONA FRAU 0,76 0,764 0,667 0,85 8,98 26/05/08 106,4 PPR 87,59 87,59 81,5 89,89 8,81 11/05/09 11.085 PRAMAC 1,622 2,87 1,6316 0,995 2,28 62,36 30/06/08 49,5 PREMAFIN 1 0,9977 0,97 1,075 5,66 26/05/08 410,3 PREMUDA 0,959 0,42 0,9406 0,933 1,054 4,1 04/05/09 135 PRIMA INDUSTRIE 7,54 2,01 7,5758 7,2 9,45 4,19 26/05/08 65,1 PRYSMIAN 13,7 0,07 13,6098 12,17 13,77 12,39 20/04/09 2.482,9 R RATTI 0,284 5,33 0,2819 0,2198 0,3 7,33 18/05/98 66,6 RCF GROUP 0,892 2,41 0,9048 0,892 1 5,61 11/05/09 28,5 RCS MEDIAGROUP 1,241 0,72 1,2458 1,03 1,282 2,13 19/05/08 909,2 RCS MEDIAGROUP RSP 0,781 0,06 0,7795 0,71 0,789 0,64 22,9 RDB 2,04 0,99 2,04 2 2,32 5,12 12/05/08 93,6 REALTY VAILOG 2,11 1,86 2,11 2,11 2,485 11,9 52,2 RECORDATI 5,58 0,18 5,5622 5,065 5,59 7,31 20/04/09 1.166,9 RENAULT 32,01 3 32,1973 29,5 39,99 11,57 15/05/08 9.120,8 RENO DE MEDICI 0,2105 1,03 0,2081 0,196 0,256 14,43 13/05/02 79,4 REPLY 15,65 0,51 15,5446 15,15 16,06 2,19 01/06/09 144,3 RETELIT 0,42 0,84 0,4164 0,385 0,465 4,55 67 RICCHETTI 0,405 0,61 0,4033 0,399 0,573 18,18 19/05/08 21,7 RICHARD GINORI 1735 0,0821 1,44 0,0825 0,0815 0,111 18,79 27/05/02 37,9 RISANAMENTO 0,401 2,2 0,4031 0,364 0,4335 4,75 19/06/06 110 ROMA A.S. 0,782 0,06 0,7878 0,7595 0,866 7,4 103,6 ROSSS 1,21 0,08 1,1992 0,9555 1,288 1,22 14 RWE 63,42 63,2933 61,6 69 8,09 18/04/08 33.194,3 S SABAF 16 15,987 15,17 16,94 1,78 25/05/09 184,5 SADI SERVIZI INDUSTR 0,4115 0,6 0,4053 0,399 0,513 12,45 01/06/09 38,1 SAES GETTERS 6,005 1,72 6,0455 5,8 6,15 0,66 27/04/09 91,7 SAES GETTERS RSP 5,285 0,09 5,2702 5,135 5,6 2,13 27/04/09 39,4 SAFILO GROUP 0,3365 0,88 0,3361 0,3045 0,4132 15,05 12/05/08 332,2 SAIPEM 25,98 0,7 25,78 23,16 25,98 7,8 18/05/09 11.464,1 SAIPEM RCV 27 27 23 27 12,41 18/05/09 3,9 SANOFIAVENTIS 56,29 0,82 56,1332 51,79 57,86 1,55 23/04/09 74.050,9 SAP 33,9 33,9585 31,5 35,4 2,73 20/05/09 41.553,4 SARAS 1,865 1,853 1,664 2,305 14,74 18/05/09 1.773,6 SAT 9,2 0,54 9,1069 9,2 10,72 13,37 25/05/09 90,7 SAVE 6,5 0,31 6,4995 5,78 6,5 10,26 27/04/09 359,7 SCREEN SERVICE 0,663 3,07 0,669 0,663 0,7385 3,56 02/03/09 91,8 SEAT PAGINE GIALLE 0,1674 0,65 0,1678 0,157 0,2063 3,02 21/05/07 322,6 SEAT PAGINE GIALLE RSP 1,183 1,183 1 1,241 7,55 19/05/08 0,8 SERVIZI ITALIA 5,23 0,19 5,2383 5,08 5,52 0,19 04/05/09 84,7 SIAS 6,62 0,38 6,6162 6,235 6,865 1,22 16/11/09 1.506,1 SIEMENS 66,92 0,34 66,7957 61,98 68,14 2,95 28/01/09 61.178,5 SNAI 2,585 0,98 2,5924 2,21 3,01 14,12 24/07/00 302 SNAM RETE GAS 3,5675 0,28 3,5637 3,3775 3,5775 2,81 19/10/09 12.738,7 SNIA 0,0892 3,84 0,0887 0,08 0,1357 26,28 30/06/03 12,6 SNIA 2010 W 0,0023 4,55 0,0023 0,0021 0,006 59,65 30/06/03 12,6 SOCIETE GENERALE 43,34 2,3 43,1436 38,63 52,5 11,64 27/05/09 25.168,7 SOCOTHERM 1,425 1,4518 1,425 1,425 28/05/07 54,9 SOGEFI 2 1,9866 1,81 2,2 5,21 28/04/08 232,3 SOL 3,945 1,87 3,8882 3,69 4,39 0,75 11/05/09 357,8 SOPAF 0,1193 0,33 0,1196 0,1065 0,1296 6,8 25/05/08 50,3 SORIN 1,378 0,86 1,3785 1,19 1,404 3,22 648,2 STEFANEL 0,311 2,81 0,3108 0,277 0,35 12,52 08/05/06 16,9 STEFANEL RSP 3,39 3,39 3,075 3,45 10,24 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 6,735 0,22 6,7323 5,775 6,775 6,57 23/02/09 6.131 T TAMBURI 1,282 0,77 1,2799 1,2136 1,3989 4 05/05/08 142,4 TAS 13,97 1,82 13,7825 12,8 14,9 0,43 05/05/03 24,8 TELECOM ITALIA 1,067 0,09 1,0662 1,014 1,146 1,93 20/04/09 14.277,4 TELECOM ITALIA RSP 0,805 0,25 0,8058 0,76 0,8655 4,14 20/04/09 4.851 TELECOM ITALIA MEDIA 0,0824 0,12 0,0813 0,0785 0,1008 17,93 24/04/06 271,5 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,0864 2,37 0,0841 0,0835 0,105 13,69 24/04/06 4,7 TELEFONICA 17,94 1,1 17,9224 16,46 19,9 8,98 12/05/09 84.407,6 TENARIS 16,23 0,5 16,136 15,06 17,37 8,06 23/11/09 19.160,1 TERNA 3,13 0,32 3,1272 2,865 3,13 4,33 23/11/09 6.262,8 TERNIENERGIA 3,92 2,85 3,9188 1,909 4,9 129,91 97,3 TISCALI 0,1617 1,4 0,1619 0,1514 0,1814 2,41 301 TOD’S 50,01 1,36 50,2486 45,83 54,43 3,59 18/05/09 1.530,8 TOSCANA FINANZA 1,46 0,41 1,4613 1,234 1,466 16,99 44,7 TOTAL 42,5 0,09 42,5325 40,38 46,25 5,64 13/11/09 100.801,8 TREVI 12,15 0,66 12,0752 11,07 12,2 10,15 13/07/09 777,6 TREVISAN COMETAL 0,7185 0,7221 0,7185 0,7185 13/06/05 20,3 TXT ESOLUTIONS 6,74 0,66 6,9056 6,3 7,155 1,35 08/05/06 17,6 U UBI BANCA 9,595 0,88 9,6136 9,02 10,5 4,43 18/05/09 6.201,1 UNI LAND 0,7965 1,85 0,8041 0,748 0,947 14,86 12/05/08 127,2 UNICREDIT 1,996 1,31 1,9921 1,83 2,31 10,72 19/05/08 38.467,7 UNICREDIT RSP 2,61 0,19 2,611 2,56 2,9 4,51 18/05/09 63,3 UNILEVER 21,91 22,8659 20,11 23,5 3,48 18/11/09 37.569,7 UNIPOL 0,8775 1,56 0,8681 0,811 0,976 8,55 19/05/08 1.298,6 UNIPOL P 0,581 1,75 0,5746 0,536 0,641 5,83 19/05/08 529,6 V VALSOIA 4,25 4,2115 4,25 4,68 4,28 11/05/09 44,4 VIAGGI DEL VENTAGLIO 0,1376 0,1386 0,1376 0,1376 04/03/02 20 VIANINI INDUSTRIA 1,358 0,15 1,358 1,3 1,469 2,3 18/05/09 40,9 VIANINI LAVORI 4,26 4,2253 4,23 4,7375 9,31 18/05/09 186,6 VITTORIA ASS 3,6275 0,07 3,6179 3,56 3,86 6,45 11/05/09 238,6 VIVENDI 19 0,78 19,4948 17,41 21,4 9,09 12/05/09 22.233,9 W W CAMFIN 11 0,037 0,8 0,0375 0,0349 0,0555 28,98 12/05/09 22.233,9 W GABETTI 13 0,1245 0,1245 0,1202 0,1431 10,56 12/05/09 22.233,9 W INTERPUMP 12 0,245 6,31 0,2493 0,2295 0,27 5,06 12/05/09 22.233,9 W MEDIOBANCA 11 0,094 1,26 0,0932 0,089 0,1451 13,2 12/05/09 22.233,9 W PRI 2013 2,55 1,8 2,55 1,573 2,75 12/05/09 22.233,9 W RGINORI 2011 0,0317 13,21 0,0319 0,011 0,05 12/05/09 22.233,9 W TISCALI 14 0,0039 0,0039 0,0038 0,0049 20,41 12/05/09 22.233,9 WARR AEDES 20092014 0,0849 2,97 0,0861 0,0618 0,0875 42,69 12/05/09 22.233,9 WARR BPM 0913 3,8725 0,77 3,8911 3,7325 5,18 13,99 12/05/09 22.233,9 WARR CREVAL 2010 0,315 0,63 0,3126 0,288 0,39 12/05/09 22.233,9 WARR CREVAL 2014 0,4505 1,53 0,4582 0,386 0,519 12/05/09 22.233,9 WARR ERGYCAPITAL 11 0,17 2,3 0,1689 0,1038 0,2402 77,08 12/05/09 22.233,9 WARR IKF 1014 12/05/09 22.233,9 WARR INTEK 2011 0,031 5,2 0,031 0,0295 0,034 5,08 12/05/09 22.233,9 WARR KRE 0912 0,0649 0,15 0,0612 0,06 0,0879 25,74 12/05/09 22.233,9 WARR MERIDIE 11 0,018 7,69 0,0183 0,017 0,0265 34,07 12/05/09 22.233,9 WARR PIERREL 0812 0,31 4,62 0,2985 0,2 0,35 44,19 12/05/09 22.233,9 WARR RETELIT 0811 0,1235 0,1154 0,105 0,1375 19,32 12/05/09 22.233,9 WARR UBI 0911 0,038 4,11 0,0378 0,0315 0,0502 22,61 12/05/09 22.233,9 Y YOOX 5,48 5,18 5,4002 5,095 5,91 4,98 279,3 YORKVILLE BHN 0,15 12,78 0,1434 0,112 0,1877 19,27 18/03/93 10,2 Z ZIGNAGO VETRO 3,9 0,7 3,9478 3,78 4 18/05/09 312 ZUCCHI 0,43 2,02 0,4254 0,389 0,475 5,29 01/08/05 10,5 ZUCCHI RSP 0,5295 0,56 0,5217 0,4755 0,592 11,68 19/05/08 1,8 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2009/2010 2009/2010 DAL 30/12/09 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2009/2010 2009/2010 DAL 30/12/09 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2009/2010 2009/2010 DAL 30/12/09 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario A AAA Expert ART 400 AAA Master Az America AAA Master Az Europa AAA Master Az Internaz AAA Master Az Italia AAA Master Bil Obbl AAA Master Bilanciato Abis Flessibile 5,61 5,93 Agora Cash 5,562 6,21 Agora Risk 4,063 65,9 Agora Selection 4,829 16,9 Agora Valore Protetto 95 6,345 9,6 Agoraflex 6,83 9,6 Alarico Re 4,54 70,81 Alboino Re 6,035 45,04 Alleanza Obbligazionario 5,567 3,13 Allianz Az. America T 13,018 48,03 Allianz Az. America L 13,12 46,92 Allianz Az. Globale L 2,963 33,47 Allianz Az IT All Stars 4,156 40,74 Allianz Azioni Europa L 15,778 50,6 Allianz Azioni Europa T 15,575 50,61 Allianz Azioni Globale T 2,914 33,18 Allianz Azioni Italia L 20,631 48,98 Allianz Azioni ItaliaT 20,296 48,49 Allianz Azioni Pacifico L 5,17 44,21 Allianz Azioni Pacifico T 5,077 43,91 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC Alto Bilanciato 15,675 12,86 Alto Internaz Azionario 4,037 38,02 Alto Internaz Obbl 6,152 0,1 Alto Monetario 7,082 1,48 Alto Obbligazionario 8,75 5,86 Alto Pacifico Azionario 5,365 55,19 Americhe 8,486 39,25 Amundi Azioni QEuro 12,272 49,04 Amundi QBalanced 8,573 12,7 Amundi QReturn 5,582 24,65 Anfiteatro Bond Corporate 4,982 Anfiteatro Bond Plus 7,409 Anfiteatro Conservative Flex 5,279 Anfiteatro Corp Abs Ret 5,629 Anfiteatro Corporate BT 5,163 Anfiteatro Global Bond 5,673 Anfiteatro Global Equity 4,295 Anfiteatro Tesoreria 5,681 Anfiteatro Total Return 3,308 Anima America 4,078 65,5 Anima Asia 5,991 43,6 Anima Convertibile 6,101 42,81 Anima Emer Markets 9,145 71,22 Anima Europa 3,837 39,58 Anima Fondattivo 13,497 34,15 Anima Fondimpiego 19,612 31,03 Anima Fondo Trading 12,415 50,96 Anima Liquidita’ 6,613 2,85 Anima Obb Euro 7,144 18,02 Allianz Azioni Paesi Em.T 8,761 61,08 Allianz Az.Paesi Em. L 8,874 60,99 Allianz F100 L 4,103 35,46 Allianz F100 T 4,032 35,08 Allianz F15 L 5,382 9,57 Allianz F15 T 5,309 9,33 Allianz F30 L 5,186 13,98 Allianz F30 T 5,114 13,67 Allianz F70 L 27,486 27,38 Allianz F70 T 26,94 27,02 Allianz Liquidita’ A 5,595 0,58 Allianz Liquidit‡ AT 5,07 Allianz Liquidita’ B 5,714 0,92 Allianz Monetario 15,865 2,24 Allianz Multi Europa 7,009 39,4 Allianz Multi Pacifico 6,646 42,22 Allianz MultiAmerica 5,009 40,47 Allianz Multi20 5,783 13,44 Allianz Multi50 4,789 23,87 Allianz Multi90 3,598 38,12 Allianz Reddito Euro L 32,359 4,6 Allianz Reddito Euro T 31,723 4,32 Allianz Reddito Glob. L 15,464 2,85 Allianz Reddito Glob.T 15,174 2,58 Alpi Obbl Internaz 7,245 0,98 Alpi Risorse Naturali 5,906 28,06 Alto America Azionario 4,294 31,27 Alto Azionario 14,17 20,07 Aqqua 4,955 Arca Az America 15,763 45,82 Arca Az Europa 9,223 46,79 Arca Az Far East 5,545 39,99 Arca Az Italia 19,7 56,82 Arca Az Paesi Emerg 9,144 66,47 Arca BB 31,009 27,24 Arca Bond 12,398 1,87 Arca Bond Corp 6,999 13,97 Arca Bond Dollari 8,665 4,15 Arca Bond Paesi Em. 13,171 24,74 Arca BT 8,758 0,95 Arca BT Tesoreria 5,772 1,26 Arca Cap.Garantito dic 2013 5,193 3,14 Arca Capitale Gar 06/13 5,121 3,23 Arca Cedola Corp. Bond 5,31 Arca Cedola Corp. Bond II 5,009 Arca Cedola G Eur Bnd II 5,01 Arca Cedola Gov. Euro Bond 5,135 Arca Cinque S Comp A 5,407 19,25 Arca Cinque S Comp C 4,56 30,43 Arca Cinque S Comp E 3,373 43,84 Arca Corporate BT 5,53 9,81 Arca MM 14,812 2,9 Arca Obbl Europa 8,299 7,53 Arca Rend Assoluto T3 5,179 11,4 Arca Rend Assoluto T5 4,907 15,81 Arca RR 9,007 6,84 Arca TE 16,256 15,99 Arca 27 10,868 43,42 Aureo Azioni Globale 8,909 45,03 Aureo Cash Dynamic 5,228 1,2 Aureo Defensive 5,07 3,74 Aureo FF 1Classe Crescita 3,748 35,01 Aureo FF 1Classe Dinamico 3,964 24,38 Aureo FF 1Classe Flesse 5,407 8,79 Aureo FF 1Classe Valore 4,957 13,93 Aureo Finanza Etica 6,091 Aureo Flex Euro 9,705 38,11 Aureo Flex Italia 17,265 47,29 Aureo Flex Opportunity 4,833 8,85 Aureo Liquidita’ 5,716 0,63 Aureo Obbl Globale 7,996 1,78 Aureo Plus 5,982 3,98 Aureo Rend Assoluto 5,626 11,8 Azimut Bilanciato 23,692 20,57 Azimut Formula 1 Conserva 6,55 3,31 Azimut Formula 1 High Risk 6,987 15,97 Azimut Formula 1 Low Risk 6,727 2,55 Azimut Formula 1 Risk 6,62 10,48 Azimut Garanzia 12,327 0,95 Azimut Redd Usa 5,793 0,99 Azimut Reddito Euro 15,65 2,82 Azimut Scudo 7,569 12,35 Azimut Solidity 7,889 6,35 Azimut Strategic Trend 5,045 30,23 Azimut Trend 19,216 60,72 Azimut Trend America 8,814 44,82 Azimut Trend Europa 12,231 40,12 Azimut Trend Italia 15,305 40,58 Azimut Trend Pacifico 6,293 29,19 Azimut Trend Tassi 8,933 3,08 B Banco Posta Azion. Euro 4,369 53,35 Banco Posta Extra 5,238 4,16 BancoPosta Az Internaz 3,404 45,91 BancoPosta Centopiu’ 5,284 1,67 Bancoposta Centopiu’ 2007 5,255 BancoPosta Inv Protetto 90 5,457 2,58 BancoPosta Mix 1 5,842 8,33 BancoPosta Mix 2 5,964 17,66 BancoPosta Monetario 6,195 1,62 BancoPosta Obbl Euro 6,853 3,57 BG Focus Azionario 22,309 41,21 BG Focus Monetario 16,37 3,91 BG Focus Obbligazionario 6,697 4,89 Bim Azionario Europa 9,692 52,82 Bim Azionario Glob 3,893 51,48 Bim Azionario Italia 7,008 48,22 Bim Azionario Smal Cap 7,003 30,95 Bim Azionario Usa 5,813 68,59 Bim Bilanciato 22,051 27,46 Bim Corporate Mix 5,484 7,51 Bim Flessibile 3,909 17,39 Bim Obbl Euro 6,854 3,85 Bim Obbl Globale 5,77 0,45 Bim Obblig BT 6,535 2,01 Bipiemme Valore Globale 19,326 47,39 Bnl Azioni America 14,199 31,66 Bnl Azioni E. Dividendo 2,822 38,74 Bnl Azioni Emergenti 9,195 68,99 Bnl Azioni Europa Cr. 11,371 46,1 Bnl Azioni Italia 17,509 52,11 Bnl Azioni Italia PMI 5,299 50,28 Bnl Cash 22,198 1,97 Bnl Euro Obbligazioni 6,781 6,64 Bnl Obbl Dollaro MLT 5,982 4,04 Bnl Obbl Emergenti 21,687 26,47 Bnl Obbl Euro BT 7,488 2,74 Bnl per Telethon 5,842 7,59 Bnl Protezione 22,608 10,09 Bnl Strategia Rendimento 5,019 10,62 Bnl Target Return Dinamico 12,514 15,55 Bnl Target Return Liquidita’ 9,969 4,1 BNPP Equipe Attacco 4,497 15,01 BNPP Equipe Centrocampo 4,796 7,8 BNPP Equipe Difesa 5,432 4,91 BNPP 100% e Piu’ Gr Asia 5,422 5,4 BNPP 100% e Piu’ Gr Eur 5,088 4,48 BPVi Az Europa 3,829 51,28 BPVi Az Internazionale 3,41 40,68 BPVi Az Italia 4,79 52,89 Fondi d’Investimento
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 25 stampata da: callioni alle ore: 21.02.40 colore 25Mercoledì 10 marzo 2010 BPVi Breve Termine 6,301 2,27 BPVi Obbl Europa 6,68 4,15 BPVi Obbl Internazionale 5,785 1,79 C CAAM Absolute 5,22 4,23 CAAM Azionario Trend 97,236 CAAM Breve Termine 7,469 1,91 CAAM Corporate Giugno 2012 5,106 CAAM Corporate 3 anni 102,598 CAAM Dynamic Allocation 5,17 9,37 CAAM Eonia 101,984 CAAM EQUIPE 1 5,253 2,92 CAAM EQUIPE 2 5,189 4,2 CAAM EQUIPE 3 5,133 6,87 CAAM EQUIPE 4 4,749 11,66 CAAM Eureka B Ripresa 14 5,12 CAAM Eureka China dbl wine 5,555 CAAM Eureka Double Call 5,378 CAAM Eureka Double Win 5,561 CAAM Eureka Dragon 6,11 CAAM Eureka DW 2013 4,996 CAAM Eureka Ripr DUE 2014 4,922 CAAM Eureka Ripresa 2014 5,2 CAAM EUROPE EQUITY 4,083 40,74 Caam For Gar EmM Eq R 2014 4,973 5,74 CAAM For.Euro Eq.Op Due 2013 4,48 15,79 CAAM For.Euro Eq.Op.2013 4,468 17,95 CAAM For.Gar. Due 2013 4,894 2,69 CAAM For.Gar. 2012 5,056 3,35 CAAM For.Garant. 2013 4,883 2,11 CAAM For.Gar.Em.M.Eq.R.2013 4,973 4,61 CAAM For.Gar.Eq.R. Due 2013 4,859 2,04 CAAM For.Gar.Eq.R. 2013 4,853 1,23 CAAM For.Gar.Eq.R. 2014 5,189 7,37 CAAM For.Gar.High Div. 2014 4,86 3,43 CAAM For.Gar.Mer.Emer. 5,682 3,57 CAAM For.Priv.Div.Opp. 4,958 0,67 CAAM GLOBAL EM.EQUITY 4,687 61,9 CAAM GLOBAL EQUITY 4,093 39,69 CAAM Liquidita’ 8,961 1,29 CAAM MultiCorp. Dic. 2012 4,978 CAAM Obbligazionario Euro 5,486 3,63 CAAM PACIFIC EQUITY 4,475 37,27 CAAM PIU’ 5,603 3,43 CAAM Private Alfa 4,791 4,68 CAAM Soluzione Azioni 4,746 CAAM Soluzioni Tassi 4,94 CAAM Strategia 95 4,954 CAAM USA EQUITY 4,261 41,7 Capital Italia 71,32 40,78 Carige Azionario America B 2,435 35,81 Carige Azionario America cl.A 2,392 33,33 Carige Azionario Europa B 5,646 51,57 Carige Azionario Europa cl.A 5,415 45,41 Carige Azionario Intern B 6,038 39,25 Carige Azionario Intern cl.A 5,892 35,6 Carige Azionario Italia B 5,352 54,59 Carige Azionario Italia cl.A 5,286 53 Carige Bilanciato Euro B 5,926 29,02 Carige Bilanciato Euro cl.A 5,827 27,81 Carige Corporate Euro B 6,528 28,96 Carige Corporate Euro cl.A 6,469 28,02 Carige Flessibile 5,19 6,97 Carige Flessibile B 5,19 Carige Flessibile Piu’ 4,527 2,26 Carige Flessibile Piu’ B 4,571 Carige Liquidita’ Euro B 6,368 5,33 Carige Liquidita’ Euro cl.A 6,311 4,8 Carige Monetario Euro B 11,354 1,63 Carige Monetario Euro cl.A 11,592 4,17 Carige Mosaico 10 5,49 10,22 Carige Mosaico 30 5,188 12,76 Carige Obbl Eur LT B 5,64 15,93 Carige Obbl Eur LT cl.A 5,551 15,19 Carige Obbl Internaz.B 5,817 0,22 Carige Obbl Internaz.cl A 5,714 0,73 Carige Obblig Euro B 10,859 6,52 Carige Obblig Euro cl.A 10,746 5,88 Carismi Absolute Perf. Cl.A Carismi Absolute Perf. Cl.B Carismi Bond Euro Cl.A Carismi Bond Euro Cl.B Carismi Bond Internaz. Cl.A Carismi Bond Internaz. Cl.B Carismi Dynamic American Carismi Dynamic Europe Cl.A Carismi Dynamic Europe Cl.A Carismi Dynamic Italia Cl.A Carismi Dynamic Italia Cl.B Carismi Dynamic Pacific Carismi Liquidita’ Cl.A Carismi Liquidita’ Cl.B Carismi Pratico Cl.A Carismi Pratico Cl.B Civ. Forum Iulii Azione Cl.A 4,673 47,88 Civ. Forum Iulii Azione Cl.B 4,703 49,21 Civ Forum Iulii Prud ClA 5,488 3,1 Civ Forum Iulii Prud ClB 5,536 3,63 Civ Forum Iulii Rend ClA 5,546 17,77 Civ. Forum Iulii Rendita Cl.B 5,664 19,44 Civ Forum Iulii Strat ClA 5,668 39,4 Civ Forum Iulii Strat ClB 5,779 41,61 Consultinvest Alto Div. 3,178 40,06 Consultinvest Azione 8,63 53,91 Consultinvest Bilanciato 5,144 37,39 Consultinvest Breve Termine 5,002 Consultinvest Global 4,054 45,62 Consultinvest High Yield 5,573 32,5 Consultinvest Mercati Em 4,993 27,24 Consultinvest Monetario 5,486 13,68 Consultinvest Multi Flex 4,935 30,76 Consultinvest Obbligaz. M T 5,125 Consultinvest Obbligazion 5,209 Consultinvest Plus 5,237 Consultinvest Reddito 7,355 23,49 Corporate Bond 7,346 21,66 Cr. Cento Misto Best Cr. Cento Monetario Plus Cr. Cento Premium Cr Suisse Mon Cl. B 7,767 2,2 Cr Suisse Mon Cl. I 7,822 2,56 E Emerging Markets Bond 6,013 23,14 Emerging Markets Equity 6,763 68,07 Epsilon Cash 6,27 1,88 Epsilon DLongRun 6,146 21,29 Epsilon QEquity 4,394 49,35 Epsilon QIncomeEuro 7,451 6,12 Epsilon QReturn 6,337 25,49 Epsilon QValue 5,097 45,88 Etica Val Resp Azionario 4,695 54,59 Etica Val Resp Bil 6,582 36,13 Etica Val Resp Monet 5,86 1,33 Etica Val Resp Obbl Misto 6,051 7,54 Eurizon Az Alto Divid E 25,101 50,7 Eurizon Az Asia Nuov Econ 9,697 62,56 Eurizon Az En Mat Prime 8,907 34,89 Eurizon Az Europa Multim 5,421 39,21 Eurizon Az Internaz Etico 5,627 45,85 Eurizon Az Italia 130/30 16,504 56,24 Eurizon Az Mondo Multi 3,167 42,85 Eurizon Az PMI Am 18,937 62,56 Eurizon Az PMI Europa 7,629 61,56 Eurizon Az PMI Italia 4,605 46,84 Eurizon Az Salute e Amb 14,843 27,68 Eurizon Az Tecno Avanz 3,814 45,74 Eurizon Azioni Finanza 17,24 85,32 Eurizon Bil Euro Multi 34,72 20,3 Eurizon Div Etico 7,931 10,77 Eurizon Focus Az America 8,282 47,24 Eurizon Focus Az Eur 13,083 42,05 Eurizon Focus AZ Europa 7,967 47,35 Eurizon Focus Az Internaz 7,084 46,3 Eurizon Focus Az Italia 11,748 54,15 Eurizon Focus Az Pacif 3,762 41,86 Eurizon Focus Az Paesi Em 8,421 69,71 Eurizon Focus Cap. Prot 12/2014 5,005 Eurizon Focus Gar I sem 06 5,292 2,12 Eurizon Focus Gar I trim 07 5,172 2,09 Eurizon Focus Gar II sem 06 5,252 1,65 Eurizon Focus Gar II trim 07 5,134 2,41 Eurizon Focus Gar III t07 5,019 1,05 Eurizon Focus Gar IV trim 07 5,201 2,64 Eurizon Focus Gar 03/13 5,167 4,55 Eurizon Focus Gar 06/2012 5,141 3,61 Eurizon Focus Gar 09/12 5,116 3,65 Eurizon Focus Gar 12/12 5,128 4,33 Eurizon Focus Ob Ced 6,117 7,9 Eurizon Focus Ob Em 11,044 27,02 Eurizon Focus Ob Eur Br T 15,281 0,61 Eurizon Focus Ob Eur Co 5,59 16,26 Eurizon Focus Ob Eur H Y 7,07 40,36 Eurizon Focus Ob Euro 14,06 5,84 Eurizon Focus Pr Din 5,146 20,63 Eurizon Focus Pr Prud 5,444 4,27 Eurizon Focus Prof Mod 5,265 10,28 Eurizon Focus Rend Ass 2y 5,222 2,13 Eurizon Focus Rend Ass 3y 5,483 3,49 Eurizon Focus Rend Ass 5y 4,848 1,42 Eurizon Focus Tes Dollaro 12,205 6,34 Eurizon Focus Tes Eur B 7,698 1,4 Eurizon Focus Tesorer Dol 16,708 1,28 Eurizon FocusTes Eur A 7,661 1,12 Eurizon Liquidita A 7,303 1,21 Eurizon Liquidita B 7,474 1,48 Eurizon Ob E Corp Breve T 7,492 10,84 Eurizon Ob Intern 8,388 2,16 Eurizon Obbl Etico 5,387 7,08 Eurizon Obiettivo Rend 8,034 0,59 Eurizon Rendita 5,991 5,59 Eurizon Soluz 10 6,901 5,73 Eurizon Soluz 40 6,075 19,87 Eurizon Soluz 60 23,767 28,14 Eurizon Team 1 5,971 2,77 Eurizon Team 1 G 5,971 Eurizon Team 2 5,639 6,98 Eurizon Team 2 G 5,639 Eurizon Team 3 4,688 13,73 Eurizon Team 3 G 4,702 Eurizon Team 4 3,901 20,1 Eurizon Team 4 G 3,916 Eurizon Team 5 3,745 27,99 Eurizon Team 5 G 3,76 Euroland 4,419 51,44 Eurom America Eq Fund Eurom Asian Opportunities Eurom Az Italia 19,857 52,06 Eurom Bilanciato 26,519 23,61 Eurom Conservativo 11,104 0,9 Eurom Contovivo Eurom Dinamico 32,249 18,49 Eurom Em Mark Bond 6,843 22,59 Eurom Europe Equity 13,587 42,93 Eurom Glob Emerg Mkts Eurom Intern Bond 8,569 1,03 Eurom Moderato 6,446 3,82 Eurom Prudente 8,478 1,98 Eurom Real Assets 4,149 10,17 Eurom Reddito 15,404 3,74 Eurom Strategic Eurom Total Return Flex 2 6,569 3,96 Eurom Total Return Flex 3 4,587 4,68 Eurom Total Return Flex 4 Euromobiliare Az Internazionali11,443 39,57 Euromobiliare Strategic Flex 13,384 8,65 Europa 12,654 49,34 Europe Bond 7,462 5,22 F Federico Re 5,195 Fideuram Azione 12,572 46,02 Fideuram Moneta 14,617 0,23 Fideuram Performance 11,786 21,26 Fideuram Security 9,566 0,77 Flessibile 2,828 13,85 FMS Absolute Return 9,21 4,49 FMS Equity Asia 8,623 45,86 FMS Equity G Em Mk 11,774 71,31 FMS Equity Gl Resources 10,709 33,95 FMS Equity New World 15,448 72,28 FMS Equity Usa 7,814 44,89 FMS Equty Europe 8,728 47,18 Fondaco Absolute Return 94,522 22,8 Fondaco Eu Sri Eq. Beta 86,349 54,4 Fondaco Euro Cash 116,192 2,78 Fondaco Eurogov Beta 119,883 5,29 Fondersel 45,468 21,67 Fondersel America 9,407 36,47 Fondersel Cash Fondersel Dollaro Fondersel Duemila Fondersel Euro 8,013 4,23 Fondersel Europa 12,871 49,47 Fondersel Int 13,936 10,31 Fondersel Italia 19,255 67,38 Fondersel Oriente 6,464 54,94 Fondersel P M I 15,319 66,89 Fondersel Reddito 14,206 2,76 Fonditalia B Glob Em MK 10,186 26,08 Fonditalia B Global HY 13,901 45,47 Fonditalia Bond Euro H Y T 13,955 Fonditalia Bond Glob Em M T 10,224 Fonditalia Bond Usa 8,115 8,4 Fonditalia Bond USA T 8,168 Fonditalia Core 1 10,409 19,11 Fonditalia Core 1 T 10,477 Fonditalia Core 2 10,043 30,43 Fonditalia Core 2 T 10,114 Fonditalia Core 3 9,969 40,84 Fonditalia Core 3 T 10,055 Fonditalia Eq. Europe T 9,003 Fonditalia Eq G Em MK 10,535 76,05 Fonditalia Eq. Glob Emerg M T 10,628 Fonditalia Eq. Italy T 11,209 Fonditalia Eq. Japan T 2,599 Fonditalia Eq Pac ex Japan 3,734 81,79 Fonditalia Eq. Pac ex Jp T 3,76 Fonditalia Eq Usa B Chip 8,517 47,92 Fonditalia Eq. USA Blue C T 8,585 Fonditalia Equity Europe 8,931 51,35 Fonditalia Equity Italy 11,118 58,67 Fonditalia Equity Japan 2,577 29,3 Fonditalia Euro B Short T 7,902 2,34 Fonditalia Euro Bd M T T 10,94 Fonditalia Euro Bd Sh.Term T 7,937 Fonditalia Euro Bond L T 7,218 5,8 Fonditalia Euro Bond L T T 7,271 Fonditalia Euro Bond M T 10,879 3,82 Fonditalia Euro C Bond 8,372 13,09 Fonditalia Euro Corp Bond T 8,412 Fonditalia Euro Crncy 7,862 0,29 Fonditalia Euro Currency T 7,89 Fonditalia Euro Cyclicals 10,52 58,67 Fonditalia Euro Cyclicals T 10,618 Fonditalia Euro Defensive 11,434 38,95 Fonditalia Euro Defensive T 11,54 Fonditalia Euro Financials 5,88 93,8 Fonditalia Euro Financials T 5,914 Fonditalia Euro T.M.T. 5,502 31,56 Fonditalia Euro T.M.T. T 5,537 Fonditalia Flex. Emerging Mkts R 2,45 33,59 Fonditalia Flex. Emerging Mkts T2,471 Fonditalia Flex Opportunity T 7,869 Fonditalia Flexe Multim T 9,559 Fonditalia Flexible Dynamic T 6,334 Fonditalia Flexible Growth 8,842 10,41 Fonditalia Flexible Growth T 8,911 Fonditalia Flexible Income 8,512 0,47 Fonditalia Flexible Income T 8,543 Fonditalia Flexible M Manag 9,488 4,26 Fonditalia Flexible Opportunity 7,833 0,31 Fonditalia Global 108,452 32,47 Fonditalia Global T 109,283 Fonditalia Inflation Linked 13,479 7,27 Fonditalia Inflation Linked T 13,548 Fonditalia U.S.Defensive 6,337 44,88 Fondo Liquidita’ 7,597 2,75 Formula 1 Alpha Plus 20 6,539 5,43 Fucino Dynamic 4,574 6,3 G Generali Institutional Bond Generali Institutional Equity Gestielle America cl A 7,347 35,45 Gestielle America cl B 7,521 37,27 Gestielle Bond $ cl A 8,713 5,82 Gestielle Bond $ cl B 8,821 5,15 Gestielle Brasile 5 Gestielle Bt Euro cl A 7,577 1,9 Gestielle Bt Euro cl B 7,627 2,21 Gestielle Cash Euro cl A 7,053 1,06 Gestielle Cina cl A 9,873 51,31 Gestielle Cina cl B 10,117 53,59 Gestielle East Europe cl A 14,645 91,14 Gestielle East Europe cl B Gestielle Em Markets B cl A 10,039 25,88 Gestielle Em Markets B cl B 10,198 27,05 Gestielle Em Mkt cl A 14,135 61,69 Gestielle Em Mkt cl B 14,504 64,09 Gestielle Etico per AIL A 6,376 3,95 Gestielle Etico per AIL B 6,422 4,42 Gestielle Europa cl A 6,832 44,47 Gestielle Europa cl B 6,979 46,13 Gestielle Global Asset Plus 5,293 6,93 Gestielle Global Asset 1 8,859 7,94 Gestielle Global Asset 2 12,31 10,84 Gestielle Harmonia Dinamico 5,34 5,62 Gestielle Harmonia Moderato 5,288 3,99 Gestielle Harmonia Vivace 5,403 7,05 Gestielle India cl A 6,084 90,6 Gestielle India cl B Gestielle Internaz cl.A 16,242 35,6 Gestielle Internaz cl.B 16,601 37,4 Gestielle Italia cl A 12,846 52,64 Gestielle Italia cl B 13,148 54,7 Gestielle LT Euro cl A 8,242 5,42 Gestielle LT Euro cl B 8,321 5,93 Gestielle MT Cedola 6,395 1,65 Gestielle MT Euro cl.A 15,091 3,11 Gestielle MT Euro cl.B 15,223 3,56 Gestielle Obb Corporate A 7,081 20,55 Gestielle Obb Corporate B 7,177 21,5 Gestielle Obbl Internaz cl A 6,315 0,41 Gestielle Obbl Internaz cl B 6,401 1,22 Gestielle Pacifico cl A 12,134 47,85 Gestielle Pacifico cl B 12,412 49,72 Gestielle Tecnologia cl.B Gestielle Tot Ret Obiettivo PIU 5 Gestielle Total Return 14,102 4,29 Gestnord Asset Allocation 4,753 4,07 Gestnord Az Trend Settoriali 2,508 33,55 Gestnord Azioni America 10,682 37,25 Gestnord Azioni Europa 8,346 50,49 Gestnord Azioni Italia 10,341 53,54 Gestnord Azioni P Emerg 9,032 71,39 Gestnord Azioni Pacifico 6,802 47,68 Gestnord Bil Euro 14,791 28,02 Groupama Italia Bond Sel F 5,764 2,58 Groupama Italia Eq Sel F 5,933 33,6 I IGM Bilanciato Azion. A 4,455 IGM Bilanciato Azion. B 4,501 IGM Flessibile A 4,028 IGM Flessibile B 4,062 Imi Bond 15,656 0,93 Imi Capital 30,386 24,53 Imi East 6,052 41,01 Imi Europe 18,038 52,32 Imi Italy 22,063 67,31 Imi Rend 9,343 2,77 Imi West 16,931 47,32 Imi 2000 16,876 0,11 Imindustria 12,337 34,24 Iniziativa Europa 6,503 58,11 Interf Inflation Linked 13,334 8,04 Interf Int Sec New Economy 32,437 38,51 Interfund System 100 9,513 4,61 Interfund System 40 11,124 2,67 Internazionale 12,207 24,11 Intesa Casse C. Pr Dinam 5,681 6,61 Intra Assoluto 5,72 10,54 Intra Az Area Euro 5,644 44,42 Intra Azionario Internaz 5,157 47,09 Intra Flessibile 6,212 3,73 Intra Obb Euro 5,939 5,13 Investitori America 3,48 39,53 Investitori Europa 4,951 44,01 Investitori Far East 4,9 36,34 Investitori Flessibile 6,372 9,43 Italia 15,559 58,43 K Kairos Partners 5,72 26,6 Kairos Partners Income 6,691 0,62 Kairos Partners Small Cap 9,441 26,32 L Laurin Eurostock 3,72 48,8 Laurin Money 6,932 1,09 Leonardo Euro 5,35 35,65 Leonardo Italian Opportunity 8,882 53,59 Leonardo Monetario 6,086 4,16 Leonardo Obbligaz 7,57 5,29 Leonardo 80/20 6,1 8,56 M M. Gestion Trend Global 4,913 18,19 Macro F.0. 4,104 Managers & Co. Comp. 30 5,228 18,82 Managers & Co. Comp. 50 4,957 27,04 Managers & Co. Comp. 70 4,381 33,4 Managers & Co. Comp. 90 3,99 43,37 MC G FdF Flx. Med. Vol. A 5,727 9,31 MC G FdF Flx. Med. Vol. B 3,796 8,71 MC G FdF Flx.HighVol. A 4,419 6,58 MC G FdF Flx.HighVol. A 3,758 6,01 MC G.FdF America A 5,436 48,73 MC G.FdF America B 4,277 47,43 MC G.FdF Asia A 6,572 36,29 MC G.FdF Asia B 3,702 35,51 MC G.FdF Bilanciato A 6,125 19,93 MC G.FdF Bilanciato B 4,549 19,15 MC G.FdF Europa A 6,305 39,03 MC G.FdF Europa B 3,575 37,98 MC G.FdF Flx Low Vol A 5,202 0,33 MC G.FdF Flx Low Vol B 5,193 0,31 MC G.FdF Global Bond A 5,296 2,81 MC G.FdF Global Bond B 5,245 2,62 MC G.FdF High Yield A 7,077 22,4 MC G.FdF High Yield B 5,12 21,82 MC G.FdF Megatr.Wide A 7,13 38,42 MC G.FdF Megatr.Wide B 4,159 37,67 MC G.FdF Paesi Emerg A 8,705 61,86 MC G.FdF Paesi Emerg B 4,08 60,95 Mediolanum Am. Vespucci 5,686 39,77 Mediolanum America 2000 8,894 41,11 Mediolanum Az. Top 100 11,568 38,64 Mediolanum Borse Internaz 14,063 41,29 Mediolanum Crist. Colombo 11,864 41,96 Mediolanum Elite 30 L 5,165 18,06 Mediolanum Elite 30 S 9,933 17,15 Mediolanum Elite 60 L 5,098 30,82 Mediolanum Elite 60 S 9,751 29,93 Mediolanum Elite 95 L 5,013 48,53 Mediolanum Elite 95 S 9,722 47,24 Mediolanum Euromoney 6,415 1,47 Mediolanum Europa 2000 14,627 41,76 Mediolanum F. Magellano 4,633 34,48 Mediolanum Intermoney 6,359 0,97 Mediolanum Italmoney 6,578 2,29 Mediolanum Oriente 2000 6,893 34,76 Mediolanum Risp. Corrente 13,832 2,36 Mediolanum Risp Italia Cres. 16,487 53,6 Mediolanum Risp. Monetario 5,482 0,6 Mediolanum Risp. Reddito 10,914 11,49 Mediolanum V. de Gama 10,078 11,27 Mix 5,728 13,25 Monetario 12,155 3,18 MS Symphonia C Adagio 5,808 13,99 MS Symphonia C America 3,827 39,47 MS Symphonia C Asia 5,008 36,42 MS Symphonia C Europa 5,286 47,32 MS Symphonia C Largo 5,561 27,63 MS Symphonia C P Emerg 11,984 63,27 MS Symphonia C Vivace 5,003 46,46 N Nextam Az. Europa 4,878 43,89 Nextam Bilanciato 6,091 25,48 Nextam Flessibile 4,728 20,37 Nextam Liquidita’ 5,836 2,84 Nextam Obbl. Misto 6,009 6,81 Nordest Sicav 4,13 30,7 Nordfondo Etico Obb Misto 6,638 9,54 Nordfondo Liquidita’ 6,209 2,04 Nordfondo Obb Conv 5,386 32,33 Nordfondo Obb Dollari 13,695 5,43 Nordfondo Obb Euro Corp 7,591 15,31 Nordfondo Obb Euro MT 17,335 4,07 Nordfondo Obb Paesi Emerg 8,513 24,04 Nordfondo Obbl Euro BT 8,993 1,7 NorVega Az. America A 3,708 43 NorVega Az. America B 3,761 44,88 NorVega Az. Asia A 4,799 39,75 NorVega Az. Asia B 4,859 41,7 NorVega Az. Europa A 4,651 49,74 NorVega Az. Europa B 4,699 52,17 NorVega Az. Italia A 6,217 47,67 NorVega Az. Italia B 6,265 48,81 NorVega Flessibile A 7,366 9,81 NorVega Flessibile B 7,368 NorVega Mobiliare RE A 4,154 34,04 NorVega Mobiliare RE B 4,154 34,04 NorVega Monetario A 5,864 1,81 NorVega Monetario B 5,9 2,18 NorVega Obb. Euro A 6,502 4,22 NorVega Obb. Euro B 6,57 4,78 NorVega Obb. Euro Breve Termine A5,849 3,01 NorVega Obb. Euro Breve Termine B5,887 3,48 NorVega Obb. Internazionale A 5,691 0,76 NorVega Obb. Internazionale B 5,748 1,27 NorVega Obb. Paesi Emergenti A 7,2 15,9 NorVega Obb. Paesi Emergenti B7,293 16,91 NorVega Rendimento A 5,36 1,98 NorVega Rendimento B 5,367 Norvega Sintesi Audace 5,539 9,14 NorVega Sintesi Dinamico 5,669 12,41 NorVega Sintesi Moderato 5,509 5,37 O Obbiettivo Rendimento 5,819 15,92 Open Fund Rit. Assoluto Var 2 Open Fund Rit. Assoluto Var 2 Optima Az America 3,937 41,82 Optima Az Europa 2,885 45,19 Optima Az Far East 3,291 39,86 Optima Az Internaz 4,355 41,72 Optima Azionario Italia 5,562 55,58 Optima Money 6,156 0,95 Optima Obbl E M 7,25 18,72 Optima Obbl Euro Global 6,922 3,01 Optima Obblig Euro 6,984 5,37 Optima Reddito B.T. 6,689 2,64 Optima Riserva Euro 5,295 1,61 Optima Small Caps Italia 5,571 44,74 Optima Tecnologia 2,63 40,64 P Pacifico 4,719 45,33 Paritalia Orch Allegro C 72,928 1,69 Passadore Mon 7,145 1,65 Pepite 3,571 17,97 Pepite Bric 3,977 Pepite Fondi 2,684 24,5 Pianeta 9,403 2,22 Pioneer Ob Eur C Etico Dist 4,738 20,41 Pioneer Az America 6,573 38 Pioneer Az Crescita cl.A 13,112 49,41 Pioneer Az Europa cl.A 14,507 32,48 Pioneer Az Europa dist cl.A 6,638 44,49 Pioneer Az Giappone cl.A 3,682 33,7 Pioneer Az P Emerg cl.A 10,335 60,86 Pioneer Liquidita’ Euro A 5,062 Pioneer Monetario Euro cl.A 13,164 2,59 Pioneer Ob Euro Gov dist 6,502 3,12 Pioneer Ob Paesi Emerg Dist 9,536 49,16 Pioneer Obbl Piu’ Dist 8,097 5,35 Pioneer Target Controllo 5,32 9,13 Pioneer Target Equilibrio 5,296 8,7 Pioneer Target Sviluppo 22,222 5,78 Piu’ Comp.Azionario 4,589 44,54 Piu’ Comp.Bilanc.15 5,26 15,17 Piu’ Comp.Bilanc.30 5,023 23,02 Piu’ Comp.Obbligaz. 5,445 Premium 6,493 1,98 PRIMA Fix Emergenti A 12,707 21,87 PRIMA Fix Emergenti Y 12,951 22,91 PRIMA Fix High Yield A 7,699 53,06 PRIMA Fix High Yield Y 7,832 54,33 PRIMA Fix Imprese A 6,456 14,29 PRIMA Fix Imprese Y 6,53 14,9 PRIMA Fix Monetario A 8,522 4,4 PRIMA Fix Monetario I 8,615 4,74 PRIMA Fix Monetario Y 8,598 4,82 PRIMA Fix Obb Globale 8,843 0,76 PRIMA Fix Obbligazionario BT 10,167 1,45 PRIMA Fix Obbligazionario MLT 5,836 2,17 PRIMA Forza 1 A 5,052 0,78 PRIMA Forza 1 Y 5,084 1,09 PRIMA Forza 2 A 4,571 8,45 PRIMA Forza 2 Y 4,615 8,95 PRIMA Forza 3 A 4,873 15,15 PRIMA Forza 3 Y 4,948 15,99 PRIMA Forza 4 A 4,198 25,99 PRIMA Forza 4 Y 4,267 27,03 PRIMA Forza 5 A 3,745 34,13 PRIMA Forza 5 Y 3,805 35,31 PRIMA Geo America A 4,068 33,64 PRIMA Geo America Y 4,181 35,31 PRIMA Geo Asia A 6,072 64,51 PRIMA Geo Asia Y 6,265 66,89 PRIMA Geo Euro A 6,039 44,68 PRIMA Geo Euro Y 6,209 46,54 PRIMA Geo Europa A 10,434 51,66 PRIMA Geo Europa PMI A 18,881 60,25 PRIMA Geo Europa PMI Y 19,405 62,1 PRIMA Geo Europa Y 10,734 53,56 PRIMA Geo Globale A 22,962 43,98 PRIMA Geo Globale Y 23,618 45,88 PRIMA Geo Italia A 13,379 52,97 PRIMA Geo Italia Y 13,714 54,44 PRIMA Geo Paesi Emerg A 5,431 57,69 PRIMA Geo Paesi Emerg Y 5,597 59,87 PRIMA Strat Eur Alto Potenz Y 2,228 26,3 PRIMA Strat Eur PMI Alto Pot A13,747 32,3 PRIMA Strat Eur PMI Alto Pot Y13,769 30,83 PRIMA Strat IT Alto Potenz Y 4,737 28,41 PRIMA Strategia ART 100 5,132 1 PRIMA Strategia ART 200 4,901 1,89 PRIMA Strategia ART 50 16,379 0,21 PRIMA Strategia Eur Alto Pot A 2,215 27,15 PRIMA Strategia Italia Alto Pot A4,696 28,98 Profilo Best Funds 5,874 11,82 Profilo Elite Flessibile 5,542 23,48 R Ras Lux Bond Europe Ras Lux Equity Europe Ras Lux Sh.T. Europa Risparmio 7,739 5,15 Ritorni Reali 5,993 S Sai America 11,11 39,03 Sai Bilanciato 3,575 23,32 Sai Eurobbligazionario 12,85 3,67 Sai Europa 10,271 42,06 Sai FdF Pacifico 3,38 35,91 Sai FdF Paesi Emergenti 5,593 58,31 Sai Globale 8,264 41,77 Sai Italia 17,319 47,23 Sai Linea Aggressiva 3,537 29,13 Sai Linea Dinamica 4,41 19,45 Sai Linea Prudente 4,861 10,08 Sai Liquidita’ 11,545 3,08 Sai Obb Internazionale 7,882 0,38 Sai Obbl Corporate 6,555 11,37 Sai PERFORMANCE 17,17 9,43 Sforzesco 9,885 13,83 Sofia Flex 0,695 Soprarno Contrarian B 3,701 36,87 Soprarno Contrarian Cl.A 3,696 36,84 Soprarno DJ Euro Stoxx 50 3,865 50,45 Soprarno Global Macro A 4,865 8,55 Soprarno Global Macro B 4,916 9,15 Soprarno Inflaz +1.5% Cl.A 5,457 4,88 Soprarno Inflazione +1.5% B 5,483 5,18 Soprarno Nikkei 225 Fund 3,148 39,85 Soprarno Pronti Termine 5,129 0,14 Soprarno Relative Value B 5,372 4,07 Soprarno Relative Value Cl.A 5,323 3,58 Soprarno S&P 500 3,934 55,31 Soprarno S&P/Mib Soprarno 0 Rit Ass 6 Cl.A 5,125 4,49 Soprarno 0 Ritorn Ass 6 B Soprarno 1 Rit Ass 5 Cl.A 5,17 4,32 Soprarno 1 Ritorn Ass 5 B 5,184 4,05 Symphonia Asia Fless 5,76 28,66 Symphonia Az Italia S Cap 3,652 31,75 Symphonia Bil Eq Italia 5,434 21,92 Symphonia Bond Fless 5,101 2,74 Symphonia C Az Euro 5,635 55,23 Symphonia C Az Internaz 6,325 54,42 Symphonia C Az Italia 11,061 50,18 Symphonia C Fortissimo 2,589 45,69 Symphonia C Monetario 7,43 1,46 Symphonia C Obb Ar Eur 9,395 5,61 Symphonia C Patr G Red 7,082 5,7 Symphonia C Patr Glob 5,145 26,69 Symphonia Italia Fless 5,075 20,49 Synergia Az Europa 6,061 Synergia Az Globale 6,052 Synergia Az Italia 6,043 Synergia Az Small Cap Italia 5,713 Synergia Az Usa 6,149 Synergia Bilanciato 15 5,275 Synergia Bilanciato 30 5,448 Synergia Bilanciato 50 5,648 Synergia Monetario 5,025 Synergia Obb Corporate 5,384 Synergia Obb Euro B.T. 5,062 Synergia Obb Euro M.T. 5,161 Synergia Tesoreria 5,049 Synergia Total Return 5,223 T Talento comp America 82,345 31,52 Talento comp Asia 102,211 41,62 Talento comp Europa 116,622 33,91 Teodorico Monetario 7,484 1,71 Tesoreria Fondo per le imprese 6,906 3,07 Total Return 2,289 27,47 Total Return Obbl 4,323 9,1 U UBI Active Beta 4,727 4 UBI Active Duration 5,679 4,14 UBI Alpha Equity 5,105 0,55 UBI Az Merc Emergenti 9,85 73,66 UBI Azionario Etico 5,033 55,53 UBI Azioni Euro 5,555 56,88 UBI Azioni Globali 4,249 47,64 UBI Azioni Italia 4,982 61,7 UBI Azioni Pacifico 6,084 46,04 UBI Azioni USA 3,944 42,02 UBI Bil Euro R Controllato 5,872 10,19 UBI Bond T Return 10,529 3,7 UBI Euro B.T. 6,74 3,25 UBI Euro Cash 7,29 1,17 UBI Euro Corporate 7,756 16,23 UBI Euro Medio Lungo T 6,891 5,9 UBI Obbl Glob Alto Rend 8,444 39,89 UBI Obbl Globali Corp 6,675 18,88 UBI Obbligazioni Dollari 4,869 2,61 UBI Obbligazioni Globali 5,626 1,06 UBI Portafoglio Aggressivo 5,209 41,9 UBI Portafoglio Dinamico 5,49 28,9 UBI Portafoglio Moderato 5,84 15,48 UBI Portafoglio Prudente 6,048 8,02 UBI Privilege 1 5,544 11,57 UBI Privilege 2 5,509 18,24 UBI Privilege 3 5,368 24,32 UBI Privilege 4 5,13 31,88 UBI Privilege 5 4,862 40,32 UBI Total Return Dinamico 4,996 0,87 UBI Pra. Tot.Ret.Moderato A 5,129 0,14 UBI Pra. Tot.Ret.Moderato B 5,146 0,06 UBI Pramerica Azioni Europa 5,524 68,41 Unibanca Azionario Europa 5,845 54,43 Unibanca Monetario 5,749 1,79 Unibanca Obbl Euro 5,815 2,52 UNIBANCA PLUS 5,244 4,19 V Vegagest Az Area Euro Cl.A Vegagest Az Area Euro Cl.B Vegagest MB Absolut 3,016 Vegagest MB Strategic 2,972 Vegagest Obb. Euro LT Cl.A Vegagest Obb. Euro LT Cl.B Vegagest Obbl Flessibile Visconteo 34,277 20,6 Volterra Dinamico 5,304 Volterra TR Glob. 5,47 2,47 Volterra TR Obblig. 5,167 1,35 VRG Coro Reddito 5,644 VRG Coro Rendimento 5,351 VRG Coro Tesoreria 5,641 VRG Coro Valore Z Zenit Absolute Return Cl.l 5,583 19,58 Zenit Absolute Return Cl.R 5,515 18,53 Zenit Azionario Cl.I 9,418 60,77 Zenit Azionario Cl.R 9,307 59,86 Zenit Eurostoxx 50 Plus Cl.l Zenit Eurostoxx 50 Plus Cl.R Zenit High Tech Zenit Monetario Cl.l 7,565 3,77 Zenit Monetario Cl.R 7,526 3,49 Zenit Obbligazionario Cl.l 8,229 8,89 Zenit Obbligazionario Cl.R 8,187 8,35 Zenit S&P 100 Plus CL.l Zenit S&P 100 Plus CL.l Zenit Zerocento FdF 4,592 0,02 8 8a+ Eiger 4,56 80,45 8a+ Gran Paradiso 5,213 8a+ Latemar 5,089 17,8 8a+ Monviso 5,073 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 08/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC Fondi d’Investimento
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 26 stampata da: grafici02 alle ore: 20.54.20 colore 26 Mercoledì 10 marzo 2010 ::: le lettere Le lettere via email vanno inviate sottolineando nell’oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero viale L. Majno 42 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. lettere@liberonews.eu @ www.liberonews.it Attenzione: una “signorina” chiede amicizia Ho letto, a proposito dell’inchiesta sugli appalti, le relative intercettazioni telefoniche. Bene, caro Mainiero: solito giro di trans, soliti intrallazzi sessuali, solite descrizioni più o meno intime. Ma che c’entra tutto questo con l’inchiesta in corso, con la corruzione, i favoritismi e dunque i reati veri e propri da perseguire? Attilio Pascucci e.mail Non c’entra nulla, caro Pascucci, assolutamente nulla. Un signore organizza incontri di tipo sessuale (tipo particolare) per conto di un altro signore. Cerca in giro ragazzi, e soprattutto uomini adulti, disponibili. Offre, a quanto pare, il suo appartamento affinché questi incontri possano essere consumati in tutta tranquillità. Trattasi, è evidente, di fatti personali. Criticabili ma personali. Una pagina di malcostume da basso impero: potenti che ne approfittano, poveracci che subiscono, sesso e favori. E il tutto finisce nelle intercettazioni telefoniche relative a casi di supposta corruzione. Da notare: nessun giudice ha elevato l’ac cusa di sfruttamento della prostituzione. Nessun giudice ha detto che quegli incontri erano reato. Tutti i giudici continuano a parlare di corruzione. Però gli incontri compaiono nelle intercettazioni e i relativi colloqui sono finiti sui giornali, tutti i giornali. Credo che ci sia poco da aggiungere, se non un piccolo particolare curioso. Giorni fa, controllando la mia mail, ho scoperto che una tizia (tal Veronica o Alessandra o Alessia Love o qualcosa del genere) chiedeva la mia amicizia su Facebook. Non ho mai conosciuto signore o signorine Love. Incuriosito, ho cercato di capirne di più. Ho guardato la foto: una giovane carina, sui trent’anni, capelli biondi a caschetto. A me sconosciuta. Ho letto le poche note biografiche: residente a Milano, appassionata di non ricordo più quale gruppo musicale eccetera. Ancora sconosciuta. Ho approfondito la ricerca indagando su Google. E sul mio computer si sono aperti siti porno a non finire: la signorina che chiedeva l’amicizia era in realtà un signorino, un trans argentino con tanto di pubblicità su Internet, annunci, foto, numeri telefonici. La richiesta di amicizia (non concessa) è ancora lì, sulla mia mail. Forse un giorno, controllando per chissà quale motivo il mio computer, un giudice mi accuserà di strane frequentazioni, farà intercettare le mie conversazioni e io mi ritroverò sotto accusa per corruzione. Nulla di male: vorrà dire che sono diventato importante. CAOS LISTE / 1 Prodi ha paura? Anche noi, di lui Non poteva mancare il commento, mai così poco richiesto, di Romano Prodi sul caos delle liste. Dice di aver paura e lo capiamo: anche noi eravamo terrorizzati dall’essere governati dalla sua accozzaglia, soprattutto al pensiero di chi, contestandolo ai comizi, veniva portato via di peso dai Carabinieri. Cosa che quei “fascisti” del centrodestra non hanno mai fatto. Basta guardare certi elementi come Pietro Ricca, coccolati e protetti dalla magistratura dopo aver offeso il premier ed i suoi elettori, e per questo considerati eroi della resistenza anziché individui socialmente pericolosi e disturbati. Gerry Bardack e.mail CAOS LISTE / 2 Senza il PdL sarebbe un’oligarchia Vorrei ricordare al caro Di Pietro, che si dichiara tanto difensore della democrazia in Italia, che l’esclusione delle liste del Pdl alle Regionali verrebbe a formare non più una democrazia, bensì un’oligarchia, ovvero un governo di pochi. Enrico Montatti e.mail CAOS LISTE / 3 Bersani, Pannella e l’esempio iracheno Perché i tre compari di merende Pannella, Di Pietro e Bersani non imparano dagli iracheni che votare vuol dire democrazia e libertà, mentre loro vogliono impedire agli italiani di votare? Se vogliono, possiamo fare una colletta per un viaggio di studio da quelle parti. Renato Nicodemo Nocera Inferiore (Sa) CAOS LISTE / 4 A cambiare le regole fu il centrosinistra Non si cambiano le regole durante il gioco. Vero. Peccato che a violarle per primi sono stati proprio gli idolatri della repubblica cavillocratica, quelli che definiscono golpista Napolitano. Secondo lo Statuto, nel Lazio, le elezioni si sarebbero dovute tenere 135 giorni dopo le dimissioni di Marrazzo: grazie al buon senso maggioranza ed opposizione le hanno spostate di 20 giorni, al 28 marzo. Quanto alle dimissioni, quelle di Marrazzo sono una patacca: infatti si è fatto cucire un certificato medico ad personam, falso nella sostanza ma ineccepibile nella forma, con tutti i timbri a posto, davanti, dietro, in alto, di traverso ecc. Meglio un decreto di buon senso, discutibile formalmente, ma che garantisce il voto a milioni di cittadini, o un certificato palesemente falso per garantire la “paghetta” al finto dimissionario Marrazzo? Antonio Pochesci e.mail CAOS LISTE / 5 Repubblica odia e nega l’evidenza Ritengo che molti di coloro che, in relazione al Dl “salva liste” scendono in piazza, fomentati da facinorosi, non abbiano letto il decreto in questione: è di una semplicità e di una chiarezza sconcertanti. Anche a sinistra molti potrebbero capirlo, ma non vogliono. E così andiamo avanti di questo passo, sempre più allo sbando, anzi andiamo indietro! Repubblica ha riportato, una volta tanto uno spazio utilizzato in modo serio, il decreto nel testo integrale. Certamente sarà comparso su altri quotidiani, ma ho l’abitudine di dare online un'occhiata all’“opinario” (nel senso di opinabile, non opinione) fondato da Scalfari. Oggi ho trovato il testo, ma i commenti ad esso erano tutt’altro che conseguenti: il livore e l’odio verso l’avversario politico, il nemico, presume sempre battaglie, mai ragionamenti! Di questo passo, andremo lontano? Leopoldo Chiappini Guerrieri Roseto degli Abruzzi (Te) CAOS LISTE / 6 Emma predica bene ma razzola male Delusa di non poter vincere facile, Emma Bonino minaccia di ritirarsi dalla competizione elettorale (tanto non lo farà mai), spiegando che non ha senso lottare contro i bari. Mentre impedire all’avversario di candidarsi e diffidare i tribunali è massima dimostrazione di correttezza, vero Emma? Poveri radicali! A forza di frequentare sinistri e dipietristi hanno perso la cognizione della democrazia e son diventati anche loro maestri dello sport caro all’opposizione: predicar bene e razzolare male. Antonio Filippo e.mail ETICA I matrimoni gay e l’ordine naturale Il 23 marzo la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sul matrimonio gay, se passa vuol proprio dire che la legge è un inganno, non si possono confondere le acque a comodo, che ne sarà di noi se ci lasciamo fare di ogni cosa a seconda di come ci gira? La più grande follia umana è scombussolare l’ordine universale, voglio vedere come andrà a finire quando qualcuno vorrà sposarsi un canguro, salteremo tutti in aria! Claudia Mazzola Brescia ELEZIONI Centrodestra in calo? La colpa è di Fini Sondaggi più recenti registrano un sensibile calo popolare dei partiti del centrodestra, dal 50 al 40%, certamente dovuto anche alle recenti cialtronerie commesse nella presentazione delle liste, ma soprattutto dovuto al nichilismo dell’onorevole Gianfranco Fini, che ha infranto il mito di quanto Berlusconi aveva faticosamente costruito: l’unità e la concordia sono ormai completamente dissolte e, con loro, la prospettiva di riforma istituzionale e della giustizia. Il Cavaliere doveva rompere subito con il signor Fini voltagabbana, quando il momento era giusto e la gente avrebbe capito. Poiché il significato delle vicine Regionali è marcatamente politico, per A tu per tu REDAZIONE MILANO 20129 Viale L. Majno, 42 Telefono: 02.999.666 Fax: 02.999.66.264 REDAZIONE ROMA 00187 Via Barberini, 50 Telefono: 06.999.333 Fax: 06.999.33.443 Consulente del direttore per la cronaca di Roma: Giovanni Tagliapietra UFFICI AMMINISTRATIVI: Viale L. Majno, 42 20129 Milano SEDE LEGALE: Via dei Valeri, 1 00184 Roma DISTRIBUTORE PER L’ITALIA E L’ESTERO PRESSDI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl Via Aldo Moro, 2 Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl Via Carlo Pesenti, 130 Roma S.t.s. S.p.A. Strada V zona industriale, 35 Catania L’UNIONE EDITORIALE S.p.A. Viale Regina Elena, 12 Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. Viale delle Magnolie Modugno (BA) CENTRO STAMPA EDITORIALE Srl Via del Lavoro, 18 Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 58 anno XLV Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH Fr. 3.00; MC & F € 2.00. di MATTIAS MAINIERO EDITORIALE LIBERO s.r.l. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Arnaldo Rossi CONSIGLIERI: Maurizio Belpietro Sergio De Benedetti DIRETTORE RESPONSABILE Maurizio Belpietro VICE DIRETTORI Franco Bechis Fausto Carioti Pietro Senaldi DIRETTORE GENERALE: Stefano Cecchetti VISTI DA VASINCA LA CARICATURA DI OGGI È PER SILVANA Siete curiosi di vedere le vostre facce simpaticamente rifatte? Inviate le vostre foto e Vasinca vi cambierà i connotati. La prossima caricatura sarà pubblicata nella pagina delle lettere di venerdì e sul sito www.liberonews.it. Buona visione! Inviate le vostre foto a vistidavasinca@libero.it oppure vistidavasinca@tmedia.it
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 27 stampata da: grafici02 alle ore: 20.54.20 colore 27Mercoledì 10 marzo 2010 @ www.liberonews.it pate e magari vincerle, sarà un gioco da ragazzi. Giovanni Bertei La Spezia FIORENTINA Il Popolo Viola è quello del Franchi Quale tifoso della Fiorentina sono veramente frastornato a veder circolare questi personaggi con i colori viola. Nel Popolo Viola si riconoscono da sempre coloro che seguono le vicissitudini della Fiorentina. Mi sembra inverosimile che si sia arrivati a comicità del genere. Continuino pure a manifestare (mentre altri lavorano) ma lo facciano con il colore che da sempre li contraddistingue: il rosso! Massimo Bardelli e.mail EX PRESIDENTE USA Se a Bagdad si vota il merito è di Bush Jr. Le elezioni in Iraq che si sono svolte nei giorni scorsi, assieme alle più disparate dichiarazioni positive nei confronti del fatto che il popolo iracheno abbia potuto finalmente votare per scegliere da chi farsi governare nonostante la situazione ancora difficile, mi ha fatto sorgere una riflessione. Questa grande possibilità di democrazia della quale adesso può usufruire chi vive in quel Paese martoriato da anni di dittatura è stata resa possibile grazie alla dura iniziativa di un personaggio che durante il suo operato, sia pur in certe occasioni discutibile, è stato sempre additato come una sorta di genio del male: l’ex presidente americano George Bush. Le guerre di Bush sono state sempre considerate massacri dettati da volontà di occupazione, mentre le guerre del novello presidente Obama, già Nobel per la pace grazie alla più discutibile assegnazione di sempre, appaiono beneficiarie della più consolatoria approvazione da parte di chi, prima, sbraitava e manifestava per lo scandaloso operato del guerrafondaio Bush. In tutto ciò vedo una colossale ipocrisia nell’opinione pubblica di sinistra, che riesce a far brillare di luce propria anche le cose che non avvengono per merito del suo operato. Ma avrà possibilità di riscattarsi in modo più efficace. In fondo anche Obama, novello Nobel per la pace, sta conducendo alcune guerre. Enrico Rolli Guastalla (Re) CAPRO ESPIATORIO Emanuele Filiberto vittima come Silvio Ormai è accertato, più uno viene “sputtanato” sui giornali e in tv, più gli italiani (forse per un comprensibile istinto di protezione) stravedono per lui. È accaduto con Berlusconi e ora con Emanuele Filiberto. Tutti addosso solo perché il giovanotto è un Savoia, non ha alcuna intenzione di cambiare cognomeeiSavoia, si sa, devono scontare fino all’ennesima generazione il male che fecero all’Italia. Luigi Fassone Camogli (Ge) CRISI Il crack Islanda è la truffa del secolo Il sistema islandese pare essere stato congegnato alla perfezione. Si prendono alcuni finanzieri di quelli tanto spregiudicati da riuscire a vendere i tango bond anche alla propria madre, si offre loro di diventare azionisti di una banchetta anonima in un posto come l’Islanda, sperduta nell’Atlantico, per operare indisturbati senza dare nell’occhio. Se si muove Goldman Sachs tutti se ne accorgono, se si muove la Icesave Bank nessuno ci fa caso. Così questa banchetta ha le mani libere e inizia a fare operazioni altamente speculative, che se vanno a buon fine riempiono le tasche di chi le ha congegnate, mentre se vanno male si chiede agli islandesi di farsi carico dei debiti nei confronti degli investitori stranieri che ci hanno rimesso i soldi. Meglio rendere pubblici i nomi di chi c’era dietro a questa banca sconosciuta. Grazie al sistema delle scatole cinesi potrebbe risultare che la vera proprietà della banca non era per nulla islandese e che questa non è stata altro che la più grande rapina del secolo. Oriano Lannuso e.mail Droga in Parlamento: se fosse una bufala? Teoria interessante. Ma lei è sicuro che quel deputato positivo al controllo ci sia davvero? Scusi se mi permetto, sa, ma a pensare male, come insegna uno che il Parlamento lo conosce benissimo, magari si fa peccato però si rischia di indovinare. In effetti le confesso che quando è saltata fuori quella notizia di un parlamentare positivo all’antidoping ho avuto la classica sensazione della bufala creata ad arte da un buon ufficio stampa. Lei ci pensi: che sarebbe successo se tutti quelli che si sono sottoposti al test fossero risultati illibati come dei neonati? Il test sarebbe stato ritenuto poco credibile e i giornali avrebbero ignorato la notizia oppure al massimo avrebbero pubblicato velenosi commenti dal titolo: “Così la casta si autoassolve”. Invece salta fuori la notizia che ce n’è uno positivo. Toh, guarda un po’. Proprio uno, uno solo. Quel che basta per rendere il medesimo test credibile. E per far sì che i quotidiani possano sparare grandi titoli in prima pagina, accompagnati da commenti, polemiche e dibattiti. D’altra parte, di fronte a questa notizia la gente come reagisce? Mica si stupisce più di tanto. Che ci fosse qualche parlamentare tossico lo si sospettava, che siano pochi è già un sollievo. Che sia uno soltanto, pare quasi una vittoria al Totocalcio. Uno solo: che male fa? Il gioco è fatto: tanto il nome del “col pevole” non lo conoscerà mai nessuno. E se il colpevole non esiste nemmeno, pazienza. Chi se ne accorge? Chi se ne importa? L’unica cosa che conta è che il presunto onorevole tossico svolga fino in fondo la sua funzione, che assolva il compito di “notiziabilità”, come si dice oggi con un’orrenda parola. Notiziabilità: ecco la vicenda della droga in Parlamento alla fine per i parlamentari è stata una grande occasione per fare notizia, per guadagnare palcoscenici e riflettori, per mostrarsi in Tv e ottenere spazi sui giornali. La campagna contro la droga, il test contro la droga, la diretta Tv contro la droga. In questo, come vede, la sua teoria e confermata: i parlamentari sono intelligenti e scaltri anche perché prendono una tragedia nazionale, un problema serio del Paese, una piaga sociale e la trasformano nel loro personale show. Ma si capisce: la comunicazione, prima di tutto. L’immagine, prima di tutto. E a volte ho l’im pressione che per loro sia una droga peggiore persino della cocaina… Posta prioritaria di MARIO GIORDANO Numero verde 800 984824CERTIFICATO N. 6623 DEL 01/12/2009 ISSN 15910423 La tiratura di mercoledì 10 marzo 2010 è di 182.811 copie WebSystem Gruppo24Ore Concessionaria per la pubblicità sul quotidiano Corso Garibaldi n. 99 20121 Milano Tel. 02.36586750 Fax 02.36586774 Via della Purificazione n. 94/95 00187 Roma Tel. 06.95213200/01/02 Fax 06.95213233 email: info@visibilia.eu Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Monte Rosa, 91 20149 Milano Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 email: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l’attivazione si prega di inviare i dati precisi dell’intestatario dell’abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 email: abbonamenti@liberonews.eu Orario: 10.0012.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell’ultimo anno. € 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall’importo in valori bollati, indirizzata a Libero Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano 1 5 7 10 11 14 18 21 26 31 32 40 43 45 54 68 70 77 82 84 LOT TO Estrazione del 9/3/2010 S U P E R E N A LOTTO BARI CAGLIARI FIRENZE G E N O VA MILANO NAPOLI PA L E R M O ROMA TORINO VENEZIA NAZIONALE La combinazione vincente: 26 hyphenminus 28 hyphenminus 48 hyphenminus 52 hyphenminus 55 hyphenminus 90 Numero jolly: 64 Numero SuperStar: 49 QUOTE SUPERENALOTTO • Nessun ”6” (jackpot € 43.685.714,43) • Nessun ”5+1” • Ai 18 ”5” vanno € 29.521,92 • Ai 1.648 “4” vanno € 322,44 • Ai 65.129 ”3” vanno € 1 6 , 3 1. QUOTE SUPERSTAR • Nessun “5 stella” • Agli 8 “4 stella” vanno € 32.244,00 • Ai 245 “3 stella” vanno € 1.631,00 • Ai 4.020 “2 stella” vanno € 10 0,0 0 • Ai 26.431 “1 stella” vanno € 10,00 • Ai 56.696 “0 stella” vanno € 5,0 0. • Montepremi: € 3.542.629,98 31 27 46 76 90 70 60 53 19 90 64 63 77 82 22 61 15 36 67 89 9 46286426 13 45 50 10 37 81 86 63 69 22 74 3 263727 71 10 57 37 69 47 70 81 55 56 11 57 34 75 72 10 e LOTTO Abbonamenti nazionali 12 mesi: 6 giorni .................................. € 290 6 mesi: 6 giorni .................................. € 155 3 mesi: 6 giorni .................................. € 85 12 mesi: 5 giorni .................................. € 250 6 mesi: 5 giorni .................................. € 130 3 mesi: 5 giorni .................................. € 70 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 20129 Milano Modalità di pagamento: versamento su C/C Postale n. 41953050 bonifico banc. Banco di Brescia Ag. 5, via V. Veneto, Roma IBAN: IT67Y0350003205000000034492 Carta di credito sul portale www.liberonews.it ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 4 1 8 0 4 3 2 1 1 0 9 9 0 2 2 4 2 0 1 1 7 2 13 1 11 8 5 4 7 3 11 13 7 8 5 10 1 1 4 2 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: precipitazioni diffuse, principalmente nevose. In serata torna a prevalere la pioggia su est Emilia, Romagna e basso Triveneto; si attenuano i fenomeni sulla Liguria. Temperature in ulteriore calo, massime tra 1 e 4. CENTRO: nubi prevalenti con piogge sparse in attenuazione serale. Neve a bassa quota sulla Toscana, oltre i 7001000m altrove. Temperature in lieve ascesa, massime tra 5 e 8. SUD: piogge e temporali diffusi al mattino in graduale attenuazione serale. Temperature in ascesa, massime tra 8 e 13. NORD: nuvoloso con residue nevicate mattutine su Friuli orientale e Prealpi. Migliora in serata con parziali schiarite. Temperature in lieve ascesa, massime tra 4 e 6. CENTRO: precipitazioni sparse su Sardegna, tirreniche e dorsale, nevose oltre i 200500m; asciutto sulle Marche. Migliora in serata. Temperature in lieve calo, massime tra 4 e 8. SUD: instabile con piogge ed acquazzoni sparsi e nevicate oltre i 500800m. Fenomeni in attenuazione dalla sera. Temperature in contenuta flessione, massime tra 8 e 12. NORD: nubi sparse con maggiori addensamenti su Mantovano, Emilia Romagna e Liguria. Nottetempo foschie o banchi di nebbia nelle pianure. Temperature in ascesa, massime tra 6 e 9. CENTRO: nuvolosità sparsa su Appennino e medioalta Toscana con nevischio oltre 700m. Poche nubi altrove. Temperature in aumento, massime tra 8 e 12. SUD: poche nubi ma con tendenza a nuovo peggioramento serale ad iniziare dalla Sicilia, con iniziali deboli piogge. Temperature in lieve aumento, massime tra 10 e 14. questa opposizione, maestra della disinformazione, far cadere il governo e chiedere (e ottenere) nuove elezioni politiche anticiSui parlamentari ci sono due teorie. Secondo la prima devono essere intelligenti e scaltri per fare gli interessi della comunità che li ha eletti, per la seconda teoria devono essere intelligenti e scaltri per fare i propri interessi. Secondo entrambe le teorie il parlamentare che si è sottoposto volontariamente a controllo antidoping ed è stato riscontrato positivo dovrebbe essere espulso dal Parlamento. Non solo perché si è drogato, ma soprattutto per manifesta idiozia. ANNIBALE BERTOLLO Cittadella (Pd)
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 28 stampata da: zulin alle ore: 20.14.49 colore 28 Mercoledì 10 marzo 2010 CAVALLI @ commenta su www.liberonews.it Cavalli&Business a cura di Milo Goj Per ulteriori informazioni inviate una mail a: lettere@liberomercato.eu Campagna sociale Snai Il gioco è bello se non è autodistruttivo Presentato un nuovo brand firmato da Oliviero Toscani per evitare che i giocatori diventino compulsivi Gioca per vincere. Con questo nuovo brand, sviluppato da Oliviero Toscani, la Snai conferma il proprio ruolo guida nel mercato dei giochi e delle scommesse. Come convengono i guru del marketing, solo le vere aziende leader hanno infatti il coraggio di caricarsi sulle spalle battaglie, anche difficili e delicate, che coinvolgono tutto il loro settore. Come è appunto quella contro il gioco compulsivo. Un fenomeno antico, oggetto di una letteratura alta, sublimata dal capolavoro di Fedor Dostoevskiy “Il giocatore”, scritto nel 1866. Ma la forza potenzialmente autodistruttiva del gioco trova un altro grande protagonista letterario persino due secoli e mezzo prima, nel Riccardo terzo di Shakespeare (1592), in cui la storia del sovrano inglese può essere letta come una metafora del gusto per l'azzardo autodistruttivo. Tanto che la tragedia si conclude con Riccardo che (nella traduzione di Salvatore Quasimodo) ammette: “Ho giocato la mia vita su un colpo di dadi e accetto il rischio del gioco”. Un rischio che, alla fine, lo porta a perdere tutto. Nel cinema la leggenda del giocatore che in fondo al cuore ama perdere è altrettanto ricca. Oltre alla trasposizione del libro di Dostoeviskij, realizzata nel 1949 da Robert Sidmark (“Il grande peccatore”, con Gregory Peck), gli appassionati ricordano “Black Jack”, in cui il protagonista Burt Reynolds chiede carta anche avendo in mano un 19 (su 21, quindi con buone possibilità di vincere, se non tira e altissime di “sballare” se tira). E pure il cult di Robert Altman “Califor nia poker” (1974) racconta, in fondo, di una pulsione masochista. Dopo una notte magica in cui vincono 82mila dollari, i due attori, interpretati da George Segal ed Elliot Gould, al posto di essere euforici cadono in preda all’amarezza. E non si tratta certo di finzioni narrative. Nella vita reale gli esempi, anche illustri, non mancano di certo. Nell'ambiente giornalistico uno dei casi più noti (che chi scrive ha seguito a fondo e in prima persona) è quello del compianto Marco Borsa, fondatore e primo direttore del quotidiano Italia Oggi, e alla guida per sei anni, fino alla morte, nel dicembre del 1994, dei periodici di business del gruppo Mondadori. Borsa, potenzialmente il più grande giornalista economico della sua generazione, “si buttò via” perché vittima di un “cupio dissolvi” (desiderio di autodistruzione) che si manifestava nel gioco, in particolare quello dei casinò. Nell’ambien te restò celebre quanto successe un pomeriggio dell'antivigilia di Natale del 1993, quando Borsa a Campione d'Italia, giocò la finale 25 (ndr: tutti i numeri della roulette che finiscono, appunto per 2 o per 5). La finale uscì e Borsa rigiocò la vincita sugli stessi numeri. Per una, due, tre, quattro volte, senza mai ritirare una parte del guadagno, diventato nel frattempo, maestoso, fino a quando, inesorabilmente, la pallina finì sul 29. Ma se fino a qualche anno fa l’offerta era limitata e i giocatori compulsivi si potevano sfogare appunto nei casinò o puntando sui cavalli (anche se non manca chi si rovinò con il Lotto), con la crescita esponenziale del mercato dei giochi, le occasioni si sono moltiplicate. Lo scorso anno il settore ha superato un giro d'affari di 54 miliardi di euro, oltre il 3% del pil italiano, il 14% in più rispetto all'anno precedente. Un andamento oltretutto anticongiunturale rispetto al resto dell'economia, che ha visto quasi tutti i comparti scendere in territorio negativo. In questo scenario, i giocatori affetti da chasing, una forma patologica che porta all'autolesionismo si sono moltiplicati, sfiorando il 2% della popolazione (qualcuno azzarda una percentuale persino maggiore), pari a circa 700 mila individui. Di fronte a un quadro così allarmante e a un fenomeno in forte crescita, la Snai, come accennato, si è fatta carico di una campagna di sensibilizzazione. Ricalcando le orme di società leader di altri settori con problemi analoghi. Primo tra tutti quello dell'alcol. Dove già da anni si susseguono campagne che invitano sostanzialmente a bere di meno e a bere meglio. Anche qui una dei protagonisti è una società leader, di grande reputazione, la Heineken, che, il 7 marzo del 2004 mandò in onda uno spot dedicato al consumo responsabile, indirizzato prevalentemente ai giovani, vittime preferite delle stragi del sabato sera. L’invito era quello alla moderazione. Lo slogan “ Know the sign” (ndr: “Conosci il tuo limite”) intendeva condannare gli abusi e riportare l'attenzione sul ruolo sociale, positivo delle bevande alcoliche, quando prese a dosi acettabili (appunto entro il limite). Perché il problema comunicativo, in questi casi, è quello di scoraggiare i comportamenti degenerativi, senza dare un messaggio negativo sull'attività in cui si opera. Per questo, anche in questa occasione, Snai si è affidata a un maestro come Oliviero Toscani, creatore del brand, che connoterà tutte le campagne Snai. «Un marchio tipo “divieto di perdere” sareb be stato troppo negativo», ha commentato il presidente di Snai, Maurizio Ughi, durante la presentazione, lo scorso 3 marzo alla Sala del Tempio di Adriano, a Roma, «abbiamo deciso di veicolare invece un messaggio ottimistico». Lo slogan, è definibile un “social brand”, in quanto si fa carico di un problema sociale, e mira a invitare verso un attaggiamento cosciente e consapevole, sostenendo le motivazioni ricreative, ludiche, aggregative del gioco. Il concept è stato visualizzato graficamente in un bersaglio (un target, un autentico obiettivo) con i classici colori dei segnali di pericolo (rosso, bianco e nero), proprio per ricordare al giocatore di tenere alta l'attenzione e riconoscere il momento in cui è necessario smettere, in relazione ale proprie possibilità. Un concetto vicino al “Conosci il tuo limite” di Heineken. «Il compulsivo», ha aggiunto Ughi, «contrariamente a quanto si potrebbe pensare, danneggia il settore, perché se è vero che gioca tanto, è altrettanto vero che rovina l'immagine e spaventa gli altri giocatori». L’esatto contrario del nuovo posizionamento del gioco. A conferma del fatto che il gioco è ormai un fenomeno articolato, interpretabile da tanti punti di vista, la presentazione del nuovo brand Snai è avvenuta nel corso di un talk show presentato da Bruno Vespa, in cui sono intervenuti, oltre a Ughi e Toscani, personaggi di estrazioni diverse come Don Mazzi, il neurologo Rosario Sorrentino, docente dell'Università Pio XI, Gianni Ippoliti e il giocatore compulsivo pentito Pupo. Il brand non è l'unica iniziativa di Snai a favore del gioco consapevole. La società proporrà anche un sito per le giocate telematiche in cui agli utenti verrà data la possibilità di porsi dei limiti, stabilendo quanto puntare, per quanto tempo e con quale frequenza. Parla Masella (Scuola di Palo Alto) Ma i migliori manager sono quelli che accettano il rischio . NON PERDERE TUTTO Il talk sow condotto da Bruno Vespa (sopra e a destra) organizzato per la presentazione del nuovo marchio Snai “Gioca per vincere”. All’evento, oltre a Oliviero Toscani è intervenuto il cantante Pupo (ex giocatore incallito) «Il gioco dal punto di vista formativo ha un ruolo importante, positivo e consolidato». Parola di Marco Masella, presidente della prestigiosa Scuola di Palo Alto, centro di eccellenza per la gestione delle risorse umane. Dottor Masella, ci spieghi meglio. «La simulazione di scommesse o altri tipi di gioco è utilizzata soprattutto per la preparazione ai processi decisionali, dove la corretta valutazione del rischio rappresenta una dote essenziale». Quindi un bravo giocatore diventa facilmente un buon manager? «Il discorso va articolato. Quando ci si trova a dover prendere decisioni è sempre presente una dose di rischio. Questa non va certo affrontata in modo compulsivo. Tuttavia si deve tenere presente che non si può ragionare nemmeno soltanto in termini cartesiani. Come nel gioco, chi riesce a mixare il calcolo statistico delle probabilità con una dose di intuizione e di capacità psicologica nel capire i concorrenti, si trova in netto vantaggio». Come si capisce chi vince? «Organizziamo vere e proprie partite, in cui si gioca con danaro virtuale, i “palo alto”, che corrispondono agli euro». Tra i partecipanti ai corsi c'è anche chi sceglie di non puntare mai? «Sì, e di solito alla fine sono quelli che ottengono i risultati più deludenti». Insomma, si potrebbe quasi dire che nel lavoro saper puntare bene e in modo responsabile è meglio che tirarsi indietro. A proposito di gioco, la Scuola di Palo Alto organizza per il pomeriggio del 18 marzo, nella sua sede milanese, un evento culturale in cui i principi formativi del talento e dell'assessment vengono interpretati attaverso film, a loro volta tradotti in immagini pittoriche da due artisti, Antonello Arena e Antonello Zecca. E tra le pellicole spicca “Ocean's eleven”, ambientato appunto nel mondo del gioco. «Certo, il gioco, metafora della ricerca dei talenti non poteva mancare. E non manca nemmeno l'ippica, sia pure con un taglio diverso . Tra i film c'è anche “My fair lady”. Il professor Higgins, novello Pigmalione, interpretato da Rex Harrison scommette che riuscirà a trasformare l'umile fioraia Audrey Hepburn in una dama di classe. E l’esame finale si svolge durante le corse di Ascott. Insomma, l'ippodromo come tempio dell'eleganza. Ma le corse dei cavalli, questa volta come prova per la con sacrazione di un eroe, si possono vedere anche in un’altro tra i film che abbiamo scelto, Avatar». “My fair lady”, interpreatato da Arena: l’ippodromo come status symbol
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 29 stampata da: zulin alle ore: 20.38.04 colore 29Mercoledì 10 marzo 2010 @ commenta su www.liberonews.it Scomparso a 90 anni Addio a Todisco, inviato speciale e scrittore d’amore Il giornalista e scrittore Alfredo Todisco, autore di romanzi nei quali ha dipinto complesse situazioni psicologiche e sentimentali, è morto lunedì al Policlinico di Milano all’età di 90 anni. Lo ha annunciato la famiglia precisando che per rispettare la sua volontà non ci sarà cerimonia funebre. Nato a Melfi, in Basilicata, nel 1920, Todisco era cresciuto a Trieste, dove aveva stretto un intenso rapporto con il poeta Umberto Saba. Aveva esordito nel giornalismo a Roma nel 1949 collaborando con Il Mondo di Mario Pannunzio. Successivamente entrò nella redazione dell’Europeo di Arrigo Benedetti, per diventare in seguito corrispondente e inviato speciale della Stampa e del Corriere della Sera. Fortemente influenzato dall’opera dello scrittore triestino Italo Svevo e dalla psicoanalisi, in particolare grazie all’amicizia con Cesare Musatti, Alfredo Todisco ha fatto dell’amore l’eterno tema dei suoi romanzi. Fra questi ricordiamo Il corpo (Rusconi, 1972, finalista al Premio Viareggio), Storia naturale di una passione (Rizzoli, 1976), Ri medi per il mal d’amore (Mondadori, 1991). GOOGLE AVANZA Lasciate che i libri vengano al web Oggi l’accordo tra il motore di ricerca e il MiBac per la digitalizzazione dei testi italiani. Un cambiamento epocale e inevitabile. Nonostante i dubbi degli editori ::: L’EVENTO BONDIARORA Questa mattina alle 12.30, presso il ministero per i Beni e le Attività culturali (via del Collegio Romano 27) si terrà la conferenza stampa di presentazione dello storico accordo con Google. Interverranno il ministro Sandro Bondi, il direttore generale per la Valorizzazione del Patrimonio culturale Mario Resca e il presidente di Google (Global Sales Operations and Business Development) Nikesh Arora. LETTORI ONLINE Presto si potrà scaricare libri online grazie Google oly ::: PAOLO BIANCHI Oggi a Roma, un dirigente del colosso Google, il principale motore di ricerca internet al mondo, Nikesh Arora, il ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi e il direttore generale per la Valorizzazione del patrimonio culturale Mario Resca, parlano alla sede del ministero e alzano il velo su quello che hanno già definito uno «storico accordo». Vedremo di che si tratta. Ma la questione in gioco è talmente fluida che rischia di sfuggire da tutte le parti come una cesta di anguille rovesciata. Innanzitutto: che cos’è Google? «Un algoritmo, uno straordinario sistema di ricerca d’in formazioni che ne permette lo scambio a livello planetario», spiega Alberto Mingardi, direttore dell’Istituto Bruno Leoni, un think tank con sede a Torino e a Milano, di chiara impronta economica liberista, e che in questi giorni ha preso le difese del gruppo statunitense, i cui tre responsabili in Italia sono stati condannati dal tribunale di Milano per la divulgazione tramite YouTube di un filmato che mostrava violenze di ragazzini su un coetaneo disabile. Un filmato su cui i tre non avevano tuttavia nessun controllo, non avendolo né girato né messo online né visionato preventivamente. Ora, Google fa paura. Ma per altre ragioni. Prendiamo il campo editoriale. Google, si sa, da anni sta “digitalizzando” migliaia di libri, li trasferisce cioè dalla carta al formato elettronico, un formato che ne permette la diffusione, la consultazione e lo scambio in tempi rapidissimi. È come se stesse creando una specie di biblioteca universale, copia digitale di tutte quelle cartacee al mondo. La prospettiva ha spaventato gli editori, che si sono sentiti a rischio di assalti pirateschi, un po’ come è capitato all’industria discografica. La Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) ha citato in giudizio la compagnia per abuso di posizione dominante. Il presidente dell’Associazione italiana editori Marco Polilloha fatto notare come Google Books abbia «accelerato le sue operazioni seguendo il principio: cominciamo a fare il più possibile, poi vediamo che cosa succede. È come non prendere in considerazione l’esistenza del diritto d’autore». L’Aie ha partecipato a una class action negli Stati Uniti, al tribunale di New York. Ma le questioni tecniche si confrontano con lacune legislative. «Il punto cruciale», spiega ancora Mingardi, «sta nel fatto che Google non è un’impresa editoriale. Svolge una straordinaria opera di divulgazione, un’operazione fantastica che aumenta la libertà di accesso ai libri. E poi si può sempre distinguere fra le opere coperte da diritto d’autore e le altre». Il libro cartaceo rischia qualcosa? Il formato digitale è compatibile, almeno in parte, con nuovi strumenti tecnologici come l’ebook, l’ultimo modello del quale, Kindle, permette di scaricare i volumi direttamente dalla gigantesca libreria virtuale amazon.com, o come l’Ipad (appena lanciato dalla Apple), senza contare i personal computer. Una moltiplicazione dei mezzi attraverso i quali leggere i libri. La pirateria Secondo un editore molto all’avanguardia, Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol (Gems, di cui fanno parte marchi come Longanesi, Garzanti, Salani, Guanda e così via) «la pirateria è un inconveniente. Ma l’ebook e relativi lettori sono più che altro una curiosità che stimola i giovani e chi ama le novità». Insomma, il libro di carta non rischia. «Anzi, gli autori sarebbero avvantaggiati dalla digitalizzazione delle loro opere», sostiene un acuto osservatore dei media come Gianluca Nicoletti, scrittore, conduttore radiofonico di Radio24 (la trasmissione quotidiana “Melog”) e ora autore, con il filosofo della scienza Stefano Moriggi, del saggio Perché la tecnologia ci rende umani (Sironi editore). «I libri in libreria ci restano poco, poi vanno al macero. Perciò, meglio che vadano in Rete. La pirateria? Un falso problema. I libri che vendono tanto sono stampati comunque illecitamente, è successo anche con Roberto Saviano. Magari, essere piratati! Vuol dire che si hanno tanti lettori. E poi, per quanto tutti restiamo legati al fascino dell’oggetto libro, ci sono in casa problemi di spazio e catalogazione. Io stesso, grazie a Facebook, ho trovato chi è venuto a prendere quelli che non potevo più tenere, salvandoli. Così come la digitalizzazione può salvare dall’oblio le opere. E permetterci di stivarne migliaia in piccoli spazi, salvo consultarle rapidamente al bisogno». Marco Aime, antropologo, ha appena scritto per Einaudi, insieme con Anna Cossetta Il dono al tempo di Internet, un saggio che mette in luce come la Rete promuova una nuova cultura dello scambio di quei beni cosiddetti «non rivali», cioè quelli «di cui una persona può fare uso senza ridurne la disponibilità per un’altra». Sfida democratica Quello che conta veramente, ci dice Aime «è il fatto che Internet crea reti di contatti tra le persone, e che questi contatti possono diventare anche momenti di socialità vera, cioè produrre relazioni autentiche. O almeno dovrebbero. Perché il rovescio della medaglia è che la tecnologia isoli l’uomo. Però è un dato di fatto che Sergej Brin e Larry Page, i fondatori di Google, hanno favorito la democrazia. Sono le dittature che avversano il web, vedi il caso Cina». La Rete, e tutto quello che la percorre, non ammette filtri. Perlomeno, non li ama. In compenso arriva quasi dappertutto. È, dunque, uno straordinario veicolo di pubblicità, dal potenziale ancora inespresso. E questo è un altro snodo cruciale del tema. I tre relatori di oggi non potranno fare a meno di tenerne conto. www.pbianchi.it
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 30 stampata da: cervo alle ore: 20.49.21 colore 30 Mercoledì 10 marzo 2010 CULTURA @ commenta su www.liberonews.it Poeta giordano Arriva in Italia Samhan condannato a morte dai fondamentalisti La sfida all’islam estremista si vince solo con l’ironia Ridere di sé e fare autocritica sono grandi qualità dell’Occidente. Sfruttandole, possiamo difenderci da chi ci odia. A patto di non eccedere nel senso di colpa SCONTRO DI CIVILTÀ ::: Politiche dell’immigrazione Le (inutili) strategie europee per far convivere le culture Pubblichiamo, per gentile concessione dell’editore, ampi stralci dell’articolo Islam e Occidente divisi da ironia e autocritica del filosofo britannico Roger Scruton contenuto nel prossimo numero della rivista “Vita e Pensiero”, bimestrale culturale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in uscita la prossima settimana. Tra gli ultimi libri pubblicati in Italia da Scruton, che i lettori di Libero conoscono bene, Manifesto dei conservatori (Raffaello Cortina) e La cultura conta (Vita e Pensiero). (...) vittoria temporanea; hanno perso la fiducia nel loro stile di vita. Allo stesso tempo si trovano di fronte un nuovo elemento di contrapposizione, che crede che il modo di vivere occidentale sia profondamente errato e addirittura rappresenti un’offesa contro Dio. Le società occidentali hanno poi permesso a esso di stabilirsi al proprio interno; alcune volte, come in Francia, Inghilterra e Olanda, ciò è avvenuto in veri e propri ghetti che nutrono relazioni molto deboli e notevolmente antagoniste con l’ordine politico circostante. E sia in America che in Europa c’è stato un crescente desiderio di appeasement: un’abi tudine alla contrizione pubblica; un’accettazione, sebbene a malincuore, degli editti censori dei mullah; un’escalation nel ripudio della nostra eredità culturale e religiosa. Il primo elemento di tale eredità è, secondo me, la cittadinanza. Le nazioni occidentali concordano sul fatto che la legge sia resa legittima dal consenso di quanti vi devono obbedire. Questo consenso viene ottenuto tramite un processo politico in cui ciascun cittadino partecipa a creare e decretare la legge. Il diritto e il dovere di partecipazione è quanto intendiamo con la parola «cittadinanza» e la distinzione tra le comunità politiche e quelle religiose può essere riassunta nel fatto che le prime sono composte da cittadini, mentre le seconde sono formate da soggetti che si devono «sottomettere» (questo è il significato primario della parola islam). Se noi cerchiamo una definizione semplice di cosa sia oggi l’Occidente, potrebbe essere saggio prendere in considerazione questo concetto di cittadinanza come punto di partenza. Infatti è quello che cercano milioni di migranti che vagano nel mondo: un ordine che conferisca sicurezza e libertà in cambio di consenso. Comandi di Dio La tradizionale visione islamica, per contro, vede la legge come un sistema di comandi e raccomandazioni che discendono da Dio. Questi editti non possono essere emendati, sebbene la loro applicazione in casi particolari possa coinvolgere argomenti giurisprudenziali. La legge, come l’islam la concepisce, è un comando per la nostra coscienza e il suo autore è Dio. Questo è l’op posto del concetto di legge che abbiamo ereditato in Occidente. La legge per noi è garanzia delle nostre libertà. Essa non è creata da Dio, bensì dall’uomo, che segue l’istinto della giustizia inerente alla condizione umana. Essa non consiste in un sistema di ordini divini, bensì nel risultato di accordi umani. (...) Per noi, ad esempio, una legge che punisce l’adulterio non è solo assurda, ma anche oppressiva. Noi disapproviamo l’adul terio, ma pensiamo anche che non è affatto compito della legge punire il peccato solo perché esso è peccato. Nella sharia, invece, non esiste distinzione tra moralità e legge. Entrambe derivano da Dio e vengono imposte dalle autorità religiose in obbedienza al suo volere divino. Una durezza che viene mitigata da una tradizione che permette alcune raccomandazioni nel regolamentare la legge santa. Nondimeno, non esiste alcuno spazio nella sharia per la privatizzazione degli aspetti morali della vita, ancor meno per quelli religiosi. La maggior parte dei musulmani non vive sotto la sharia. Essa esiste solo qui e là, per esempio in Iran, Arabia Saudita e Afghanistan. Altrove è stato adottato il codice civile e penale occidentale, in seguito a una tradizione iniziata al principio del XIX secolo dagli ottomani. Ma questo riconoscimento accordato dagli Stati islamici alla civiltà occidentale ha i suoi pericoli. Esso provoca inevitabilmente l’idea che la legge dei poteri laici non sia realmente una legge; che, in verità, essa non abbia una reale autorità e anzi possa contenere una sorta di blasfemia. (...) Infatti, è facile giustificare la ribellione contro i poteri laici quando la loro legge viene vista come un’usurpazione dell’auto rità sovrana di Dio. Dalle sue oriIslam Samhan, 29 anni, il poeta giordano condannato a morte dall’estre mismo islamico, arriva in Italia: i suoi testi sotto fatwa sono stati tradotti per la prima volta in Occidente da Interlinea. La casa editrice ha pubblicato la raccolta “A chi porti la rosa?”, che Samhan presenterà di persona lunedì prossimo a Novara (ore 21, presso il Conservatorio). All’incontro interverranno anche la traduttrice Valentina Colombo e l’editore Roberto Cicala. Islam Samhan è stato accusato dalle autorità musulmane di essere «un apostata e un nemico della religione» per aver scritto rime d’amore che in alcuni casi ricordano o ricalcano sure del Corano, mentre in altri si rivolgono a Dio stesso. Per questo motivo il 21 giugno scorso un tribunale della Giordania ha condannato il poeta a un anno di reclusione e a un’ammenda di 10.000 dinari giordani (circa 10 000 euro). «Il poeta purtroppo non è stato né la prima né sarà l’ultima vittima della censura islamica, ma grazie alla scelta coraggiosa di Interlinea il lettore italiano potrà leggere i suoi versi nella versione originale potendone ammirare l’intensità e la bellezza», scrive nella prefazione al libro la traduttrice Valentina Colombo. ::: LUCA GALANTINI Appare evidente che il processo di immigrazione in Europa, che dà luogo a una società multietnica, debba essere affrontato come un problema di politica estera della Ue, e non già un mero affare interno dei singoli Stati. L’immigrazione è un problema che richiama altri problemi: di convivenza o frattura religiosa, di integrazione, di controllo e sicurezza sociale, di identità nazionale, di concorrenza sul mercato del lavoro, con evidenti connessioni politiche. La centralità della politica migratoria evidenzia però la fragilità strategica dell’Europa. In mancanza di un’autonoma determinazione comunitaria, il criterio del rinvio agli ordinamenti statali è parso come la soluzione più sbrigativa: la cittadinanza europea è corollario della cittadinanza di uno Stato membro, si acquista e si perde con quest’ulti ma, e quindi è il singolo Stato a decidere se e come uno straniero possa divenire cittadino. Va da sé che il principale ostacolo al processo di integrazione sorge dalla cultura islamica, assai difficile da assimilare su punti fondamentali. Appare dunque una sciocchezza affermare l’indifferenza del fattore religioso nei processi di integrazione. Nelle risposte dei singoli Paesi europei si possono distinguere tre blocchi omogenei di casi nazionali, come afferma il “Rapporto 2009 sull’integrazione europea”. Vi è il blocco dei Paesi mediterranei, Italia, Spagna, Grecia, che non ha ancora elaborato un piano organico di lungo periodo per la regolamentazione dei meccanismi di ingresso legale, e perciò sconta il frequente ricorso a regolarizzazioni di massa, le famigerate “sanatorie”, causa dell’insediamento di milioni di stranieri incapaci di garantirsi stabilità economica, e dunque inclini a ripiegare su attività criminali. Vi è poi il blocco anglosassone, in cui la formula del cosidetto meltingpot ha creato una pericolosa breccia nella certezza del diritto inglese. Infatti le comunità islamiche che identificano legge religiosa e civile hanno avanzato la pretesa di disapplicare la legge britannica a favore della sharia, con le conseguenti grave forme di discriminazione in materia di diritti fondamentali della persona. Un terzo blocco, assai più conservatore di quanto possa apparire, è dato dal motore francotedesco dell’Europa. In Francia la legislazione laicista ha determinato una forma di integralismo secolarista che, negando ogni valenza sociale alla dimensione religiosa, non ha garantito l’integrazione della più grande comunità islamica d’Europa. Tanto che i cittadini francesi di fede islamica, ormai giunti alla terza generazione, sono stati comunque contagiati dal fondamentalismo. Appare legittimo chiedersi se la disciplina della cittadinanza italiana tenga il passo con le altre legislazioni, e se la proposta della Fondazione Farefuturo per la concessione della cittadinanza in virtù del fatto di nascere sul territorio italiano (ius soli) sia ragionevole. La Francia si conferma sulla carta modello di liberalità. Lo ius soli francese assume una duplice accezione: dalla nascita sul territorio nazionale discende l’acquisto della cittadinanza, alla maggiore età, per lo straniero residente Oltralpe ovvero, a titolo originario, in forza della discendenza da genitore straniero nato egli stesso in Francia. La naturalizzazione dello straniero poi è prevista, nell’ipotesi più gravosa, dopo soli 5 anni di residenza. Parrebbe una formula molto aperta, ma si ricordi che l’ideologia della laicitè presuppone che lo straniero può diventare francese solo se accetta le regole laiche della Repubblica, che escludono ogni rilevanza alla valenza religiosa, etnica, culturale di origine dello straniero. Altrettanto significativa è l’esperienza tedesca. Tradizionalmente fondata sul criterio della discendenza etnica, la cittadinanza tedesca coniuga oggi, dopo la riforma del 1999, il principio di filiazione con un’applicazione ampia del principio dello ius soli. In virtù della nascita sul territorio lo straniero diventa cittadino, se almeno uno dei genitori è residente in Germania da 8 anni e ha un permesso di soggiorno temporaneo o illimitato da almeno 3. Epperò la Germania è irremovibile sul criterio della cittadinanza unica: si rifiuta di ammettere che il proprio cittadino abbia due cittadinanze, come in Francia o Italia. Quindi lo straniero che intenda ottenere la cittadinanza tedesca deve rinunziare alle proprie origini nazionali. Non a caso la comunità turca preferisce la qualifica di “lavoratori ospiti” pur di mantenere il legame con la madrepatria. L’esperienza maturata da questi Paesi dovrebbe dissuaderci dall’affrettare il passo verso una facile naturalizzazione dello straniero. ::: segue dalla prima ROGER SCRUTON .
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 31 stampata da: cervo alle ore: 20.49.25 colore 31Mercoledì 10 marzo 2010CULTURA @ commenta su www.liberonews.it “ . gini, quindi, l’islam ha trovato difficile da accettare il fatto che il genere umano abbia bisogno di un’altra legge, o di un’altra sovranità, rispetto a quella rivelata nel Corano. (...) Noi tutti partecipiamo al processo di creazione della legge: a partire da ciò possiamo vedere le altre persone come cittadini liberi, i cui diritti devono essere rispettati e le cui vite private sono di loro proprio interesse. Questo è stato reso possibile dalla separazione fra religione e politica nelle società occidentali e dallo sviluppo degli ordini politici nei quali i doveri del cittadino hanno la precedenza sulle direttive religiose. (...) Questo mi porta a una seconda caratteristica che identifico come centrale nella civiltà europea: la nazionalità. (...) La lealtà nazionale mette in secondo piano le lealtà alla famiglia, alla tribù e alla fede, e in primo piano il cittadino come focus del proprio sentimento patriottico; non una persona o un gruppo, ma un Paese. Questo Paese è definito da un territorio, e dall’insieme di storia, cultura e legge che hanno reso questo territorio il nostro. (...) È questa forma di lealtà territoriale che ha reso capaci i popoli nelle democrazie occidentali di esistere fianco a fianco, rispettando i diritti degli altri come cittadini nonostante differenze radicali in termini di fede e senza che altri legami di famiglia, parentele, o costumi locali di lunga tradizione, sostenessero la solidarietà tra loro. Nazioni fallite Una tale lealtà nazionale non è conosciuta ovunque nel mondo e certamente non in quei Paesi dove gli islamisti sono radicati. (...) Anche se, come nel caso del Pakistan, questi Paesi funzionano come Stati, essi hanno spesso fallito come nazioni. Non hanno avuto successo nel generare quel tipo di lealtà territoriale che rende persone di fedi, reti di parentela e tribù differenti capaci di vivere pacificamente fianco a fianco, e anche di combattere insieme in nome di una patria comune. La storia recente di questi Paesi dovrebbe portarci a domandare se, alla fine, non vi sia un autentico e profondo conflitto tra la concezione islamica della comunità e i concetti che hanno nutrito la nostra idea di governo nazionale. Forse quella dello Statonazione è veramente un’idea antiislamica. (...) Il terzo elemento fondamentale della civiltà europea è il cristianesimo. Non ho dubbi che sia la dominazione cristiana di diversi secoli in Europa ad aver gettato le basi della lealtà nazionale, sulla quale possono essere fondati una giurisdizione laica e un ordine di cittadinanza. Può suonare paradossale identificare una religione come la forza più grande dietro lo sviluppo di un governo secolare. Ma dovremmo ricordare le peculiari circostanze con le quali il cristianesimo è entrato nel mondo. Gli ebrei della Giudea del I secolo erano una comunità chiusa, stretta in una forte rete di legalismo ma nondimeno governata da Roma tramite una legge che non faceva nessun riferimento ad alcun Dio e che offriva un ideale di cittadinanza al quale poteva aspirare ogni soggetto libero dell’Impero. Gesù entrò in conflitto con il legalismo della tradizione ebraica in aperta simpatia con l’idea di un governo laico. Da qui derivano le sue famose parole nella parabola del tributo: «Date a Cesare quel che è di CesareeaDioquel che è di Dio». Dopo la sua morte la fede cristiana venne plasmata da Paolo per le comunità all’in terno dell’Impero romano che cercavano solo la libertà di perseguire il proprio culto, e non avevano intenzione di sfidare i poteri laici. Questa idea di una doppia lealtà continuò dopo Costantino e fu rafforzata da papa Gelasio I nel V secolo con la sua «dottrina delle due spade» date per il governo del genere umano: una che preserva l’ordinamento politico e l’altra l’anima individuale. Questo endorsement della legge laica da parte della prima Chiesa ebbe conseguenze sul pensiero politico in Europa, dalla Riforma e dall’Illuminismo fino alla legge territoriale che prevale nell’Occi dente attuale. Il cristianesimo viene talvolta descritto come una sintesi della metafisica ebraica e dell’idea greca di libertà politica. (...) E forse l’input greco nel cristianesimo è fondamentale per il quarto argomento che io credo sia davvero significativo quando confrontiamo l’Occidente con l’islam: l’ironia. (...) Per quanto si sia convinti della correttezza delle proprie azioni e della verità delle proprie opinioni, occorre guardare a esse come azioni e pensieri di qualcun altro, e riformularli di conseguenza. Definita in questo modo, l’ironia è una cosa abbastanza distinta dal sarcasmo. È un modo per accettare, piuttosto che per rifiutare. (...) L’ironia è strettamente collegata con la quinta, notevole, caratteristica propria della civiltà occidentale: l’autocritica. Fa parte della nostra “natura” permet tere a qualcuno di argomentare contro quanto di volta in volta affermiamo per illustrare le nostre tesi. Il metodo del contraddittorio nel deliberare è rafforzato dalla nostra legge, dalle nostre forme di educazione, e dai sistemi politici che abbiamo costruito per portare avanti i nostri interessi e risolvere i nostri conflitti. Pensate a quei corifei critici della civiltà occidentale, quali l’ultimo Edward Said e Noam Chomsky. Said ha parlato in termini davvero velenosi in nome del mondo islamico contro quella che lui considera la persistente visione dell’imperialismo occidentale. Come conseguenza, è stato premiato con una prestigiosa cattedra in una delle università più importanti degli Usa e con molte opportunità di interventi pubblici in America e in tutto il mondo occidentale. Le conseguenze per Chomsky sono state in larga parte le stesse. L’abitudine di premiare i nostri critici, penso, è una cosa unica della civiltà occidentale. (...) Il nostro successo Le caratteristiche alle quali mi sono riferito non spiegano solo l’unicità della civiltà occidentale; esse danno anche conto del suo successo nell’aver guidato gli enormi cambiamenti che sono avvenuti tramite il perfezionamento della tecnologia e della scienza, così come spiegano la stabilità politica e l’ethos democratico dei suoi Statinazione. Questi argomenti, inoltre, distinguono la civiltà occidentale dalle comunità islamiche nelle quali vengono “coltivati” i terroristi. E possono aiutare a spiegare il grande risentimento di quei terroristi che non riescono a far fronte alla competenza con cui i cittadini d’Europa e d’America sanno rapportarsi al mondo moderno. Se le cose stanno così, come si dovrebbe difendere l’Occidente dal terrorismo islamista? Vorrei suggerire una breve risposta a questa domanda. Primo, dovrebbe essere chiaro quel che stiamo o non stiamo difendendo. Non stiamo difendendo, per esempio, il nostro benessere o il nostro territorio. Piuttosto, stiamo difendendo la nostra eredità politica e culturale, rappresentata nelle tematiche che ho fin qui presentato. Secondo, ci dovrebbe essere chiaro che non possiamo vincere il risentimento sentendoci sempre e solo colpevoli. Detto questo, dobbiamo riconoscere che non è solo l’invidia ad animare i terroristi, ma appunto anche il risentimento. L’invidia consiste nel desiderio di possedere quel che l’altro ha; il risentimento è il desiderio di distruggerlo. Come comportarci con il risentimento? Questa è una questione a cui pochi leader del genere umano sono stati capaci di rispondere. I cristiani, comunque, sono fortunati nell’essere eredi di uno dei grandi tentativi di risposta sinora realizzati. Gesù ci ha detto che si può superare il risentimento perdonando. Essere animati dallo spirito del perdono non significa accusare se stessi, bensì fare un dono all’al tro. È qui, mi sembra, che abbiamo preso una strada sbagliata negli ultimi decenni. L’illusione che siamo noi che dobbiamo essere rimproverati e confessare le nostre colpe, tutto questo ci espone a un odio ancor più determinato. La verità è che noi non siamo da rimproverare; che l’odio dei nostri nemici è interamente ingiustificato; che la loro implacabile inimicizia non può essere disinnescata dal nostro batterci il petto. Vi è comunque un azzardo nel realizzare tale verità. Sembra che noi siamo del tutto impotenti. Ma non è vero. (...) Nella sfera pubblica, possiamo cercare di proteggere le buone cose che abbiamo ereditato. Questo significa non fare concessioni a chi vuole scambiare la cittadinanza con l’asservimento, la nazionalità con la conformità in nome della religione, la legge laica con la sharia, la tradizione ebraicocristiana con l’islam, l’ironia con la solennità, l’auto critica con il dogmatismo o la rappresentanza con la sottomissione. Dobbiamo rispondere alla loro violenza con quella forza che è richiesta per contenerla. I cristiani dovrebbero poi seguire il cammino tracciato per loro da Gesù: ovvero, guardare con sguardo fermo e in spirito di perdono ai colpi che ricevono e mostrare, con l’esempio, che quei colpi non raggiungono nessuno scopo se non quello di screditare coloro che li assestano.Questo è un duro compito da realizzare, difficile da portare a termine, da sostenere e da raccomandare agli altri. Nondimeno si tratta di un obiettivo che non possiamo fallire. Nella foto a fianco, due combattenti afghani. Sopra, il filosofo britannico Roger Scruton LaPresse Ricorso degli eredi Archivio Giorgio Vasari Asta sospesa in extremis ma la vendita va avanti È stata sospesa all’ultimo minuto l’asta, fissata per ieri ad Arezzo, per la vendita dell’Archivio Vasari. Il giudice per le esecuzioni immobiliari, Agnese Di Girolamo, ha infatti accolto il ricorso degli eredi Festari, proprietari delle carte del pittore e scrittore rinascimentale Giorgio Vasari (15111574), presentato per contestare il prezzo base dell’asta fissato in 2,6 milioni di euro, ritenuto dagli interessati eccessivamente basso. Nello stesso tempo è stato sospeso anche il pagamento del debito pregresso degli eredi Festari dovuto a Equitalia per tasse non pagate per circa 800.000 euro. L’udienza davanti al Tribunale di Arezzo sul merito del ricorso degli eredi Festari, per annullare l’asta dell’Archivio Vasari, si terrà mercoledì 17 marzo. All’asta di questa mattina era presente anche Luciano Scala, direttore generale degli archivi del ministero dei Beni culturali, in rappresentanza del ministro Sandro Bondi, che già la scorsa settimana aveva assicurato che lo Stato avrebbe partecipato alla vendita. Intanto per gli eredi Festari la vendita dell’Archivio Vasari alla società russa Ross Engineering di Mosca va avanti. La holding russa ha concordato con la proprietà la somma di 150 milioni di euro. LA CULTURA DEL PIAGNISTEO La verità è che noi non siamo da rimproverare; che l’odio dei nostri nemici è interamente ingiustificato; che la loro implacabile inimicizia non può essere disinnescata dal nostro batterci il petto. SEMPRE COLPEVOLI Non possiamo vincere il risentimento sentendoci sempre e solo colpevoli. L’illusione che siamo noi che dobbiamo essere rimproverati e confessare le nostre colpe, tutto questo ci espone a un odio ancor più determinato . I GUERRIGLIERI E IL PENSATORE “ . I CONTESTATORI Pensate a quei corifei critici della civiltà occidentale, quali l’ultimo Edward Said e Noam Chomsky. Said ha parlato in termini velenosi in nome del mondo islamico contro l’imperialismo occidentale. Come conseguenza, è stato premiato con una prestigiosa cattedra. Le conseguenze per Chomsky sono state in larga parte le stesse
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 32 stampata da: zulin alle ore: 20.40.09 colore ::: Spettacoli 32 Mercoledì 10 marzo 2010 @ commenta su www.liberonews.it La guerra del secolo Due ore per raccontare la seconda guerra mondiale stasera a “Dixit” su Rai Storia (ore 21). Dalla guerra lampo di Hitler allo scoppia della bomba di Hiroshima. RAI STORIA ORE 21 L’italian stallion da Chiambretti Stanotte al suo “Night” (Italia 1 ore 23.50).Piero Chiambretti intervista Rocco Siffredi, la porno star maschile più famosa nel mondo, noto negli Usa come “ Italian Stallion. ITALIA 1 ORE 23.50 L’imparzialità dei giornalisti Cosa ne pensa Emilio Fede Esistono ancora le regole? L'informazione è imparziale o i giornalisti sono tutti partigiani? Questi i temi di 'Tetris'alle 21.10 su La7. Tra gli ospiti, Roberto Arditti, direttore editoriale del Tempo. In collegamento da Milano, Paolo Mieli. Nel corso della puntata, un'intervista di Vittorio Zincone a Emilio Fede. LA7 ORE 21.10 “ . ::: DONATELLA ARAGOZZINI ROMA Sembrava di ghiaccio, greve, maschilista. E ora si scopre che Mauro Marin, il trionfatore del “Grande fratello 10” – ha vinto con l’80% delle preferenze, nella finalissima seguita da 7.460.000 spettatori e il 34,5% di share – è in fondo un romanticone. Uno che usa la tv per cercare di riconquistare la sua ex. Che cerca davvero l’amore. E che si commuove, fino a piangere come un bambino, ricordando il nonno che non c’è più. Una persona genuina ma anche uno stratega, che da un lato si racconta senza reticenze (purché non si parli di politica, perché l’ufficio stampa vigila che venga rispettata la par condicio), dall’altro spiega di aver giocato il tutto per tutto per vincere, come in una partita di poker. Il punto è che ha fregato tutti. Sembrava un po’ stupidotto, e invece è geniale. Nella casa l’abbiamo vista scherzare, burlarsi dei suoi compagni anche in maniera pesante, urlare, commuoversi. Ma quale è il vero Mauro Marin? «Quello spensierato dell’ultima settimana, più rilassato e divertente. All’inizio ho fatto da elemento di disturbo perché ero in netto svantaggio, essendo entrato una settimana dopo gli altri, quando il gruppo era già formato. Ho fatto “all in”, come nel Texas Hold’em. E il mio gioco si è ritorto contro tutti quando hanno iniziato ad attaccarmi. Partito con una coppia di due, sono uscito con una coppia d’assi!». Quindi è stata tutta una strategia? «Mi sono divertito a giocare. Al secondo casting, mi sono presentato vestito tutto di bianco per far credere di essere discendente di un Doge. Per alcune gag mi sono ispirato ad Alvaro Vitali in “Pierino colpisce ancora”. E lo scherzo a Giorgio, quando ho finto di essere gay, l’ho pensato di notte. Ma in quattro mesi non ho sempre recitato, spesso sono stato me stesso». Il momento più difficile nella casa? «L’ultima settimana di Veronica, perché mi ha fatto cadere in fallo, è stata brava. Sono pentito di quello che le ho detto («sei una troia», ndr) ma venivo da due settimane di insulti e schiaffi. E poi era una considerazione tra me e me, poi il buon Alberto, che mi aveva sentito, invece di fare da paciere l’ha detto a tutti...». La vittoria l’ha dedicata a suo nonno, dicendo che è stato lui ad insegnarle tutto. A cosa si riferiva? «All’amore per la vita (e per le donne). Ero legatissimo a mio nonno paterno, Giuseppe, detto “Bepi Profeta” per distinguerlo dagli altri Marin. Quando ero piccolino volevo un cavallino, lui me ne ha comprato uno ma mi ha detto: devi però lavarlo, pulire la stalla. Mi ha insegnato a rimboccarmi le maniche. Oggi sarebbe fiero di me». Il suo fanclub, su Facebook, ha quasi 390.000 iscritti. Cosa ama di lei la gente? «Forse la mia istintività e il fatto che sono una persona media». La Gialappa’s l’ha definita «un intelligente mascherato da imbecille». «In realtà sono solo imbecille!». Qualcuno le ha dato anche del provinciale. «Sarò anche ottuso, qualche volta, ma mi sento un cittadino dell’Europa. Sono estremamente tollerante perché l’Erasmus mi ha dato una grande apertura mentale». Però i baci saffici tra Sarah e Veronica non li tollerava proprio... «Un po’ era la gelosia, perché ho preso un’infatuazione per entrambe. E poi perché dovevano farlo davanti a tutti? Alberto, quando faceva l’amore con Mara, si chiudeva in una stanza...». La accusano anche d’essere maschilista. «In realtà sono anche una persona romantica: la poesia per Sarah l’ho scritta con il cuore. Anche il pensiero dell’anello era sincero. E cerco la donna che faccia per me. Le motivazioni per venire al “Gf” sono state due. La prima è quella economica, perché volevo riscattare il salumificio di mio nonno, che è sotto ipoteca». E la seconda? «Per riconquistare la mia ex. Ho fatto il casting per “Stranamore” ma non mi hanno preso, allora ci ho provato con il “Grande fratello” ». Ha funzionato? ::: CAMILLA COSTANZO Così è finita anche la decima edizione del Grande Fratello(34,47% di share). Se si va avanti così sarà il Gf l’Anno Domini, il segno del tempo che passa. Ci si troverà a dire: «Saranno stati cinque anni fa.. era la il Grande Fratello quindici, se non ricordo male...». In ogni modo è finita e, come spesso accade, ha vinto quello più odiato dai ragazzi della casa, quello che hanno tentato di fare fuori da quando è entrato, quello su cui nessuno avrebbe scommesso due lire. Mauro Marin, salumiere veneto, si è aggiudicato i 250 milioni e la certezza di essere il più amato dal pubblico. Quelli della Gialappa’s (che ieri hanno ottenuto un 44,47%) lo avevano capito che Marin non era un cretino e che, fin dal primo momento, ha preso in giro gli abitanti della casa. Ha fatto credere a George di essere bisessuale e di essersi invaghito di lui, per attirare le attenzioni di Veronica si è finto depresso. Lei ci è caduta con tutte le scarpe e lui, per non ridere, si copriva il viso con un cuscino. E andando avanti così, fino alla fine, non si è preso sul serio una sola volta. Non si può dire sia simpatico, Mauro Marin, né che non si sia comportato, alle volte, da carogna, ma sul fatto di non prendersi sul serio ha fondato la sua vittoria. Non credo fosse una tattica, non è così furbo. È stato sé stesso ma, al Grande Fratello come nella vita, sapersi prendere in giro è un atteggiamento vincente. George Leonard, che a Mauro si è sempre sentito superiore, si prende talmente sul serio, che l’idea di essere un idiota totale non l’ha mai sfiorato una volta. Si batte il pugno sul petto e si auto proclama principe come se fosse la cosa più normale del mondo. E Gli altri non solo non gli dicono niente, ma un po’ ci credono anche loro. Per questo è meritata la vittoria di Mauro. Lo spettacolo ha le sue regole, ma la più importante è saper ridere di sé. Saper fare dell’au to ironia una forza. Ma è una regola che in pochi capiscono. Per questo il vincitore del Gf è sempre qualcuno tanto odiato nella casa e tanto amato fuori, dal pubblico. Ho fatto “all in”, come nel Texas Hold’em. Il mio gioco si è ritorto contro tutti quando hanno iniziato ad attaccarmi. IL POKER Alberto Ronchey usava firmare “Diverso parere”. Mi ci ritrovo. Nella Casa sono andato controcorrente. ALBERTO RONCHEY Per alcune gag mi sono ispirato ad Alvaro Vitali in “Pierino colpisce ancora”. Ho giocato ma a tratti sono stato me stesso. ALVARO VITALI Al secondo casting, mi sono presentato vestito tutto di bianco per far credere di essere discendente di un Doge. IL TRUCCHETTO DEL CASTING VINCITORE CON L’80 PER CENTO Mauro Marin, 30 anni, il salumiere veneto che ha vinto il “Grande Fratello 10”. Contro Giorgio ha avuto l’80 per cento dei televoti. Marin a tutto campo IL MAURO CHE NON T’ASPETTI «Ho fatto il Gf per riconquistare la mia ex. È andata male...» ::: Il commento Ha vinto l’unico che non si è preso sul serio E gli ascolti vanno oltre ogni record «No, lei mi ha detto: Mauro, io ormai ho la mia vita, tu la tua...». Si dice che Lele Mora abbia già dei progetti per lei. «Mi lusinga. Vedremo, valuterò. Se mi offrono qualcosa, non mi tiro certo indietro!». Politicamente come la pensa? «Sono artisticamente apolitico». E ieri sera, intervistato al Tg5, ha fatto un appello: «Restituitemi il cappello di mio nonno che ho perso nella foga della vittoria»...
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 33 stampata da: zulin alle ore: 20.38.51 colore 33Mercoledì 10 marzo 2010SPETTACOLI @ commenta su www.liberonews.it Quarto grado, il piacere troppo Sottile del delitto Complimenti per la trasmissione di FRANCESCO SPECCHIA «Non sempre ciò che appare è ciò che è…». Ha ragione il neoconduttore Salvo Sottile quando presenta l’ap profondimento di cronaca nera “Quarto Grado” (su Rete 4) in un contesto alla Carlo Lucarelli: scenografia con scrivania da interrogatorio americano, mimica e pathos, enormi foto verticali. Solo che questo non è Lucarelli. E neanche “Chi l’ha visto”. E neppure, a dire il vero, “Real tv”. Il problema è che “Quarto grado” non si capisce ancora bene cos’è. Il programma nasce come il lato B, l’off theatre dei grandi delitti. E mentre sviscera il caso della piccola Matilda morta per percosse nel 2005, in cui presunti colpevoli erano ora la madre Elena Romani, ora il di lei amante Antonio Cangialosi, sembra d’essere in una docufiction alla “Blu notte”. Video splittato, tono romanzesco (frasi tipo: «Era una fredda mattina di luglio…», «questa bimba bellissima i cui occhi sgranati chiedono giustizia»). Poi, però, i registri narrativi s’ingarbu gliano. All’improvviso la telecamera ritorna su Sottile in salottino che intervista la sorella della madre. Un minuto dopo ecco la telegenica Sabrina Scampini che legge gli atti processuali. Altra inquadratura su Massimo Picozzi sempre vestito come David Copperfield che esamina l’ “anestesia emotiva della madre” glaciale come la Franzoni a Cogne. Spunta la buona intervista vecchio stile di Enrico Fedocci alla madre stessa che dice «si è spento il sole, e il sole era la mia bimba»”. Intervengono gli avvocati che affermano (in tv) di non volere spettacolarizzare i processi in tv. Poi, sulle note di una canzone di Clapton, appare Lory Del Santo che rievoca la morte del figlioletto e la propria difficile infanzia. Altra intervista “esclusi va” di Ilaria Cavo all’amante, che però aveva già parlato in Rai. Colpo di scena finale: la madre interviene in diretta come Silvio a Ballarò. La seconda parte di “Quarto grado”, più lenta, riguarda la misteriosa scomparsa di una ragazza a Perugia. Non sempre ciò che appare è: e qui non appare il baricentro. Sottile regge. Ma, da cronista, temendo l’horror vacui dei tempi morti esagera nel mettersi al centro degli eventi («Io vi sto raccontando…», «Io non voglio fare un processo») dai quali dovrebbe lasciarsi far avvolgere. Ci si può lavorare di più. LOST La saga senza fine diventa un film Il 23 maggio l’Abc trasmette l’ultimo episodio in tv, ma la storia continua al cinema I progetti di Tarantino Quentin pigliatutto «Prequel di Bastardi e sequel di Kill Bill» ::: LOS ANGELES Reduce da una serata non proprio trionfale agli Oscar (ha vinto uno dei suoi attori Christoph Waltz, ma lui magari s’aspettava qualcosa di più), Quentin Tarantino ha annunciato due cose sensazionali: un seguito (anzi un prequel) di “Bastardi senza gloria” e il suo ritiro dalla professione di regista. La prima promessa la manterrà a breve. Per la seconda ci sarà da aspettare qualche anno. Quentin conta di andare in pensione appena compiuti i 60 anni. Ora però ne ha 47 e da qui al 2023 s’è già preso un mucchio d’impegni. Prima “Bastardi 2”, che sarà tutto imperniato sulla giovinezza del personaggio di Christoph Waltz (da carognetta nazista a carognone anti semita). Poi ci darà un seguito di “Kill Bill”, dove dovrà scovare nuovi nemici per Uma Thurman che nei “Bill” precedenti aveva fatto a pezzi ogni avversario. E poi avanti tutta con “Le Iene 2” e due generi mai toccati prima: il western e la commedia romantica. Mai sfiorati da lui, ma accostati spesso dal regista più amato da Tarantino, l’italiano Fernando Di Leo (sceneggiatore del “Pugno di dollari” e regista di “Milano calibro 9” il film che convinse Quentin che da grande avrebbe fatto il regista). Insomma un totale di cinque film che dovrebbero occupare tutto il tempo che separa Tarantino dalla pensione (i suoi ritmi sono una pellicola ogni tre anni). Ma poi chi ci crede a un Quentin pensione? Finché avrà respiro, quello mangerà cinema. E lo farà mangiare agli altri. G.CAR. IN ITALIA SU SKY In Italia dal 17 marzo alle ore 21.10 su Fox (Sky canale 110) va in onda l’ultima stagione di Lost. Olycom ::: FABRIZIO BIASIN Il mistero più misterioso della serie del mistero non riguarda i misteriosi protagonisti dell’Isola misteriosa, né le loro peripezie. O meglio: mentre tutti quanti noialtri fanatici dei naufraghi (non quelli della Ventura, quella è un’altra storia) ci chiediamo «ma porca miseria, cari autori di “Lost”: dateci delle risposte!», sulla terra ferma si fanno tintillare le mammelle della vacca grassa per la serie «incameriamo più quattrini che si può prima che il latte del mammifero evapori per sempre». E, dunque, i furbacchioni della Disney e del marketing ABC proprietari del cucuzzaro Lost rilanciano l’idea più astuta per fregare i fan dei vacanzieri forzati e riempire le tasche di dollaroni (le loro, of course). L’inghippo suona più o meno così: il serial più innovativo dai tempi del bianco e nero non finirà come previsto il 23 maggio con la messa in onda negli Usa dell’ul tima puntata della sesta serie, ma lascerà aperti quei 23 mila misteri da sciogliere davanti allo schermo del vostro cinema preferito. Faranno un filmone, insomma. La cosa non è ancora certa perché i misteri che avvolgono la produzione sono fitti quanto quelli che spaccano i cervelli dei vari John Locke e fratellastri. A guardar bene, non solo non si sa come finirà la serie attualmente in onda, ma nemmeno è dato sapere se le ultime puntate siano già state girate oppure no. «Nessuno sa niente dice Leo Damerini, direttore artistico del Telefilm Festival ma la cosa più probabile è che contro ogni promessa gli autori decidano di realizzare un finale non completamente esaustivo». E cioè: si gira un’ultima puntata con poche certezze e tanti dubbi, si lascia passare un po’ di tempo e poi si lancia il kolossal. In passato la cosa era già successa con serie come XFiles o Star Trek, ma questa è un’altra storia e i fan pare non siano molto contenti della cosa. Non solo loro, tra l’altro: Damon Lindelof e Carlton Cuse, produttori esecutivi della baracca, preferirebbero mantenere le promesse fatte ai milioni di spettatori e chiudere tutto a maggio. A conti fatti toccherà alla “divinità” J.J. Abrams, deus ex machina della serie, mettere tutti d’accordo. Non sarà semplice, ma intanto non piange nessuno se è vero che, film o non film, la “mac china Lost” prevede l’imminente costruzione di un parco di attrazioni a tema, la produzione di un sequel, la messa in vendita di dvd con le scene tagliate, videogames, fumetti e merchandising vario che a contare gli incassi si fa più fatica che a lasciare l’Isola maledetta (o benedetta, chi lo sa?). Siamo, in definitiva, al caos totale, con le avventure dei disperati che si accavallano a quelle di chi li ha inventati. A mischiare ancor più gli ingredienti ci pensa tal Mike Benson, vicepresidente del marketing dell’Abc. Dice il tizio: «Vogliamo far continuare il mito, ma nello stesso tempo preservare l’integri tà del format». Una paraculata principesca. Benson si fa più onesto quando favoleggia sul finale della serie: «Vogliamo farlo diventare il più chiacchierato della storia della tv come è successo con “Seinfeld” o “Mash”, quando la gente avrebbe fatto qualsiasi cosa per vedere come andava a finire». Tutto chiaro: vogliono farci impazzire a suon di mix tra finzione e realtà, che qui tra fumi misteriosi, realtà presenti, passate e future, produttori assetati di denaro, personaggi vivi e morti e mezzi vivi e mezzi morti, autori strampalati, “attori marionetta” e albergatori pronti a costruire il loro 4 stelle nei pressi della nuova Disneyland lostiana, non si capisce più una mazza. Ma una certezza, una sola, mannaggia a voi, ce la volete dare o no? L’AMORE NON HA ETÀ Pippo Baudo arzillo a 74 anni Potrebbe fare tranquillamente il tronista della nuova versione di “Uo mini e donne” per vecchietti. Pippo Baudo a 74 anni è arzillo come quando ne aveva 20. Lo confessa lui stesso. «Ho 74 anni ma con l’amo re tutto funziona ancora, è tutto regolare, tutto perfetto», dice durante la trasmissione di Pupo “Attenti a Pupo”, in onda su Radio 1 Rai, in una puntata incentrata su uno studio che dimostra come la curva della felicità cresce dopo i 45 anni e raggiunge il suo apice a 74. «La ricetta è la serenità. Se tu sei nevrotico, allora il tuo pensiero bolle», prosegue, «alimentazione sana, equilibrio psicofisico e sonno. Ad una certa età non si può fare tutte le notti le 3! E non bisogna neanche esagerare con lo sport. A 74 anni non puoi fare il pazzarellone come a 20». Uma Thurman in “Kill Bill” Webphoto
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 34 stampata da: zulin alle ore: 20.13.40 colore 34 Mercoledì 10 marzo 2010 6.45 Unomattina. Condotto da Michele Cucuzza, Eleonora Daniele 10.00 Verdetto Finale. Condotto da Veronica Maya 10.50 Appuntamento al cinema 11.00 Occhio alla spesa. Condotto da Alessandro Di Pietro 11.25 Che tempo fa TG1 12.00 La prova del cuoco. Condotto da Elisa Isoardi 13.30 TG1 TG1 Focus 14.00 TG1 Economia 14.10 Bontà sua Incontri tra contemporanei 14.30 Festa Italiana “Ospite: Massimo Lopez” 16.15 La vita in diretta. Condotto da Lamberto Sposini TG Parlamento TG1 Che tempo fa (all’int.) 18.50 L’eredità 20.00 TG1 20.30 Rai Sport 20.45 Calcio, UEFA Champions League 2009/2010 Ottavi di finale gara di ritorno Manchester United Milan (Diretta) 22.45 90° Minuto Champions 23.25 TG1 23.30 Il Commissario Rex “Ombre cinesi” Rex “Impara l’arte” con Kaspar Capparoni 1.10 TG1 Notte TG1 Focus 1.40 Che tempo fa 1.45 Appuntamento al cinema 1.50 Sottovoce Rai 4 17.20 L’isola dei Famosi 18.45 Streghe “La spada nella roccia” 19.35 Angel “I confini dell’inferno” 20.25 L’isola dei Famosi. Condotto da Rossano Rubicondi 21.05 The Village (Fantastico, 2004) con Joaquin Phoenix,Adrien Brody. Regia di M. Night Shyamalan. 22.55 Swingtown “Giochi di coppia” con Molly Parker 23.40 Weeds “Trovate le dita del piede!” “Drug Free Zone” 0.40 Kissing Jessica Stein (Commedia, 2001) con Jennifer Westfeldt, Tovah Feldshuh. Regia di Charles HermanWurmfeld. 2.15 Angel “I confini dell’inferno” con David Boreanaz Iris 19.10 Anica Flash 19.13 C.S.I. “La notte della boxe” 20.00 Amici 20.59 TGCom TGCom Cinema e dintorni 21.08 Prison Break “Uno di troppo” “Mai i bambini” con Wentworth Miller 22.42 Assatanata (Commedia, 2002) con Jason Biggs, Steve Zahn. Regia di Dennis Dugan. 0.19 Anica Flash TGCom 0.23 Scemo più scemo Iniziò così... (Commedia, 2003) con Derek Richardson, Eric Christian Olsen. Regia di Troy Miller. 7.00 News 7.05 Biorhythm 9.00 America’s Best Dance Crew 10.00 Only Hits 12.00 Lovetest 13.05 Room Raiders 13.30 Busted 14.00 MTV News 14.05 Scrubs 15.05 My TRL Video 16.00 Only Hits 18.00 Lovetest 19.05 Room Raiders 19.30 Fist of Zen 20.05 Scrubs 21.00 The City “Un comportamento sleale” “Whitney mi dispiace” con Whitney Port, Olivia Palermo 22.00 Paris Hilton’s My New BFF 23.00 South Park 23.30 Speciale MTV News “Story of the Day” 0.00 Busted 1.00 Brand: new videos Deejay Tv 6.00 Coffee & Deejay 9.30 Deejay Hits 10.00 Deejay chiama Italia 12.00 Deejay Hits 13.30 The Club 13.45 Via Massena 13.55 Deejay TG 14.00 The Player 14.30 M2.0 15.00 Deejay TVuole 15.30 50 Songs 16.55 Deejay TG 17.00 Rock Deejay 18.00 The Flow 19.00 The Life & Times of Tim 19.30 The Player 20.00 Deejay TVuole 20.30 Deejay TG 20.35 Nientology 21.15 Deejay Today 21.45 Via Massena 22.00 Deejay chiama Italia 23.30 Via Massena 23.40 Nientology 0.10 Deejay Today 0.40 The Club 1.30 The FlowOnly Video 7 Gold 7.50 TG7 12.30 TG7 TG7 Sport 14.05 Viaggiando TV 14.20 Pomeriggio con Casalotto 18.00 Ai confini dell’Arizona 19.00 TG7 19.30 Diretta Stadio... Speciale Champions League 20.00 Casalotto 20.30 Diretta Stadio... Speciale Champions League 23.30 CNR TV News Odeon 7.00 Odeon 24: Odeon24 News 7.30 Odeon 24: Copertina 8.00 Odeon 24: Rebus, questioni di conoscenza 9.00 Odeon 24: Missione relitti 9.25 Odeon 24: Videocommunity 13.45 QSVS News 14.35 Shopping in Poltrona 18.00 Io tubo TL Sera 19.00 Pillole di Tuttaunaltramusica 19.15 TGL 19.45 Qui Studio A Voi Stadio 23.00 Io tubo 23.30 Eros graffiti Antenna 3 7.00 Speciale Sport 8.00 Telemattina 9.00 Shopping in Poltrona 12.04 Orario continuato 13.00 Shopping in Poltrona 18.30 Io tubo 19.15 TGL TG Economia 19.45 A3 per te 20.30 Forte & Chiaro 23.00 Azzurro Italia Notte TelePadania 20.30 TG Nord 21.07 TG Sport 21.15 Da Nord a Nord 21.28 TG Politica 21.58 TG Mondo RAI UNO 6.25 L’isola dei Famosi 6.55 Quasi le sette 7.00 Cartoon Flakes 9.45 Crash Files “Roma by night Crudo di Parma” Meteo 2 10.00 TG2punto.it 11.00 I Fatti Vostri 13.00 TG2 Giorno 13.30 TG2 Costume e Società 13.50 Medicina 33 14.00 Il fatto del giorno 15.00 Dalla Camera dei Deputati Question time Interrogazioni a risposta immediata (Dir.) 15.40 Secondo Canale 16.10 La Signora del West “Il compleanno” 16.55 Cuore di mamma. Condotto da Amadeus con Laura Tecce Meteo 2 (all’interno) 18.05 TG2 Flash L.I.S. 18.10 TG Sport TG2 18.50 L’isola dei Famosi. Condotto da Rossano Rubicondi 19.40 Squadra Speciale Cobra 11 “Vecchie ferite” con Erdogan Atalay 20.30 TG2 20.30 21.05 L’Isola dei Famosi. Condotto da Simona Ventura con Rossano Rubicondi 0.00 TG2 0.15 ERing “Linea di confine” 1.00 TG Parlamento 1.10 RaiSport Reparto Corse 1.40 Almanacco 1.50 Meteo 2 1.55 Appuntamento al cinema RAI DUE 7.30 TGR Buongiorno Regione 8.00 RAI News 24 Morning News 8.15 La Storia siamo noi “Belli e Buoni” 9.15 FIGU 9.20 Tribune Elezioni Regionali e Amministrative 2010 10.15 Cominciamo bene “Come si può ‘sopravvivere’ a questo momento economico negativo?” 12.00 TG3 Rai Sport Notizie Meteo 3 Agritre 12.45 Le storie Diario italiano “Roberto Alajmo e la sua Sicilia” 13.10 Julia 14.00 TG Regione Meteo TG3 Meteo 3 14.50 TGR Leonardo Neapolis TG3 Flash L.I.S. 15.15 Ciclismo, Tirreno Adriatico 1a tappa (D) 16.15 TG3 GT Ragazzi 16.30 Trebisonda 17.00 Cose dell’altro Geo 17.50 Geo & Geo 19.00 TG3 TG Regione TG Regione Meteo 20.00 Blob 20.15 Il principe e la fanciulla 20.35 Un posto al sole 21.05 TG3 21.10 Medicina Generale 2 Ultimi Episodi “Una giornata particolare” “Se son rose...” con Nicole Grimaudo, Andrea Di Stefano 23.00 Parla con me “Ospiti: Enrico Mentana e Stefano Bollani” 0.00 TG3 Linea notte RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico 7.57 Meteo 5 7.58 Borsa e Monete 8.00 TG5 Mattina 8.40 Mattino Cinque. Condotto da Federica Panicucci e Paolo Del Debbio TG5 Ore 10 (all’interno) 11.00 Forum 13.00 TG5 13.39 Meteo 5 13.41 Beautiful 14.07 CentoVetrine 14.45 Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi 16.15 Amici 16.55 Pomeriggio Cinque. Condotto da Barbara D’Urso TG5 Minuti (all’interno) 18.50 Chi vuol essere milionario 20.00 TG5 20.30 Meteo 5 20.31 Striscia la Notizia. Condotto da Michelle Hunziker ed Ezio Greggio 21.11 Il mistero delle pagine perdute (Avventura, 2007) con Nicolas Cage, Jon Voight. Regia di Jon Turteltaub. 23.40 Due imbroglioni e... mezzo! 2 “Specialità della casa: spigola al bidone”. Con Sabrina Ferilli, Claudio Bisio (Replica) 1.00 TG5 Notte Meteo 5 1.30 Striscia la Notizia (Replica) CANALE 5 6.05 Degrassi “Il segreto di Emma” 6.40 Cartoni animati 8.40 Friends “Non gridare, siamo in clinica” 9.10 Polpette 10.40 Capogiro 11.45 Jekyll La vera faccia della TV. Condotto da Gianluca Nicoletti 12.15 Nella rete di Jekyll 12.25 Studio Aperto Meteo 13.02 Studio Sport 13.40 American dad 14.05 I Griffin 14.35 I Simpson “Radio Bart” 15.00 Smallville “La bestia” con Tom Welling 16.00 Zack e Cody al Grand Hotel 16.50 Zoey 101 17.25 Cartoni animati 18.30 Studio Aperto Meteo 19.00 Studio Sport Sport Mediaset Web 19.30 La vita secondo Jim “Indovina chi prepara la cena?” 20.05 I Simpson “Ciao Maggie, ciao!” 20.30 CentoxCento 21.10 Le Iene Show “Tra i servizi: Mercato di bambini ad Haiti; Gigi Buffon vittima di uno scherzo; Intervista doppia tra Gerry Scotti e Carlo Conti”. Condotto da Luca e Paolo e Ilary Blasi 0.00 Chiambretti Night Solo per numeri uno. Condotto da Piero Chiambretti 1.40 Studio Aperto La Giornata ITALIA UNO 6.35 Mediashopping 7.05 Bianca 7.35 Vita da strega “Il disco volante” con Elizabeth Montgomery 8.05 Nash Bridges “Un poliziotto all’asilo” 9.00 Hunter “Il ritorno di Typhoon Thompson” 10.12 Ieri e oggi in tv 10.20 Carabinieri 3 “Il gioco dell’oca” con Alessia Marcuzzi 11.30 TG4 Meteo 12.00 Vie d’Italia notizie sul traffico 12.02 E.R. “Un nababbo tra noi” 12.55 Un detective in corsia “Attentati in corsia” con Dick Van Dyke 13.50 Il tribunale di Forum Anteprima 14.05 Sessione pomeridiana: il tribunale di Forum 15.10 Wolff Un poliziotto a Berlino “La ragazza di tutti” con Jurgen Heinrich 16.15 Sentieri 16.30 Sciarada (Thriller, 1963) con Cary Grant, Audrey Hepburn. Regia di Stanley Donen. 18.55 TG4 Meteo 19.35 Tempesta d’amore 20.30 Walker Texas Ranger “Gli intoccabili” con Chuck Norris 21.10 Tempesta d’amore 23.05 I bellissimi di Rete 4 23.10 Silent Trigger (Thriller, 1996) con Dolph Lundgren, Gina Bellman. Regia di Russell Mulcahy. 1.05 TG4 Rassegna Stampa RETE QUATTRO 6.00 TGLa7 Meteo Oroscopo Traffico Informazione 7.00 Omnibus 9.15 Omnibus Life. Condotto da Tiziana Panella, Enrico Vaime 10.10 Punto TG 10.15 2’ Un Libro 10.25 Matlock “Giornalisti pericolosi 1a parte” “Giornalisti pericolosi 2a parte” 12.30 TG La7 Sport 7 13.05 J.A.G. “Muro di pietra” con David James Elliott 14.05 Infedelmente tua (Commedia, 1948) con Rudy Vallee, Barbara Lawrence. Regia di Preston Sturges. 16.00 Atlantide storie di uomini e di mondi “La Roma dei Papi: tra intrighi e peccati”. Condotto da Greta Mauro 18.00 Relic Hunter “Il lupo mannaro” con Tia Carrere 19.00 Crossing Jordan “Ossa da puzzle” con Jill Hennessy 20.00 TG La7 20.30 Otto e mezzo. Condotto da Lilli Gruber 21.10 Tetris “Valgono ancora le regole?”. Condotto da Luca Telese 23.40 Victor Victoria Niente è come sembra “Ospiti: Albano e Luisa Ranieri”. Condotto da Victoria Cabello 0.45 TG La7 1.10 25ª ora Il cinema espanso LA 7 LE ALTRE EMITTENTI 9.30 Odeon 24: Safe Drive 10.00 Odeon 24: Il campionato dei campioni 12.25 Odeon 24: Videocommunity 12.30 Odeon 24: Odeon24 News 13.00 Odeon 24: Il campionato dei campioni 15.10 Odeon 24: Odeon24 News 15.25 Odeon 24: Videocommunity 15.30 Odeon 24: Odeon Shopping 18.00 Odeon 24: Samp TV 20.00 Skionline tv 20.30 Safe Drive 21.00 Copertina 21.30 Sessolosapessi 22.30 Skionline tv 23.00 Odeon 24: Safe Drive 23.30 Odeon 24: Copertina Telelombardia 7.00 Buongiorno Lombardia 9.00 Shopping in Poltrona 13.03 Orario continuato SPETTACOLI TV Rete 4 ore 16.30 Sciarada Una vedovella rischia la vita a causa di un grisbì imboscato dal defunto marito. Per fortuna c’è Cary Grant. Giallo rosa colla grazia di un musical e la suspense di un Hitchcock. I PROGRAMMI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone Canale 5 ore 21.11 Il mistero delle pagine perdute Uno scrittore ricerca le pagine mancanti del diario dell’assassino di Lincoln. Uno dei pochi veri successi di Nicolas Cage (foto). Una trama per ragazzi speditamente condotta. Raidue ore 21.05 L’isola dei famosi Terza puntata del reality condotto da Simona Ventura (foto). Con una novità: l’ingresso nel gioco di figli di “famosi”. Partecipa, tra gli altri, Manuela Boldi, figlia di Massimo. Italia 1 ore 21.10 Le Iene show Argomenti seri e meno seri nello show condotto da Ilary Blasi (foto). Tra i primi un’inchiesta sul commercio dei bambini a Haiti. Tra i secondi uno scherzo a Gigi Buffon.
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 35 stampata da: zulin alle ore: 20.13.52 colore 35Mercoledì 10 marzo 2010 CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE I FILM LO SPORT TELEFILM SHOW E DOCUMENTARI RAGAZZI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Channel HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F FR Fox HD Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geographic HD RSP Rai Sport Più SC1 Sky Cinema 1 HD SCF Sky Cinema Family SCH Sky Cinema Hits HD SCMa Sky Cinema Mania SCM Sky Cinema Max HD SP1 Sky Sport 1 HD SP23 Sky Sport 2 HD 3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione 9.15 Sci alpino, Coppa del Mondo Garmisch (Germania): Discesa maschile (Dir.) ES/RSP 11.15 Sci alpino, Coppa del Mondo Garmisch (Germania): Discesa femminile (Diretta) ES/RSP 12.30 Studio di continuità (Dir.) RSP 15.10 Ciclismo, Tirreno Adriatico 2010 1a tappa: Livorno Rosignano Solvay (Diretta) RSP 15.15 Ciclismo, Parigi Nizza 2010 3a tappa (Diretta) ES 16.20 Ciclismo, Tirreno Adriatico 2010 Post gara (Diretta) RSP 16.55 Studio di continuità (Dir.) RSP 17.15 Ciclismo, Tirreno Adriatico 2010 1a tappa: Livorno Rosignano Solvay (Differita) ES 19.00 Rubrica Wrestling WWE Superstars Episodio 36 (Repl.) SP2 19.00 Studio di continuità (Dir.) RSP 19.30 Rubrica Speciale Euro Calcio Show (Diretta) SP1 19.30 90° Minuto Champions RSP 19.45 Sci alpino, Coppa del Mondo Garmisch: Discesa F (Sint.) ES 20.00 Sky Calcio Prepartita (Dir.) SP1 20.00 Rugby Terzo tempo SP2 20.00 Sky Calcio Prepartita (Dir.) SP3 20.30 Eurosport for the Planet ES 20.30 Basket, All Star Game Eurolega 2010 (Differita) RSP 20.31 Rugby, Sei Nazioni 2010 Italia Scozia (Sintesi) SP2 20.41 Calcio, UEFA Champions League Manchester United Milan (Diretta) SP1 20.41 Calcio, UEFA Champions League R. Madrid Lione (Diretta) SP3 21.00 All Sports ES 21.10 Rubrica Riders Club ES 21.15 Golf, U.S. PGA Tour 2010 Honda Classic a Palm Beach, Stati Uniti (Highlights) ES 21.30 Rubrica Il favoloso mondo degli Azzurri Episodio 4 SP2 22.00 Rubrica Nissan the quest Snow Episodio 19 SP2 22.15 Rubrica Golf Club ES 22.16 Wrestling WWE Domestic Raw Episodio 37 (Repl.) SP2 22.20 Rubrica Yacht Club ES 22.25 Boxe, Campionato Italiano Pesi Superwelter Bottai vs Nicchi (Differita) RSP 22.30 Avventura In Abu Dhabi, Emirati Arabi ES 22.45 Sky Calcio Postpartita (D) SP1 22.45 SNAI Pokershow Ep. 2 (R) SP3 23.00 Rubrica Test drive ES 23.15 TG Sport RSP 23.30 Speciale Goal deejay Episodio 3 (Repl.) SP1 23.30 90° Minuto Champions RSP 1.30 Basket, NBA 2009/2010 Detroit Utah (Diretta) SP2 Joi 19.30 Angela’s Eyes “Occhio fraterno” con Abigail Spencer 20.15 My Own Worst Enemy “Il Falcon” con Christian Slater 21.00 The Forgotten “Il diamante di Allison” con Christian Slater 21.41 Ultra “La nuova frontiera dell’indagine” 21.54 The Black Donnellys “Un cuore di pietra” 22.44 V “Episodio pilota: Veniamo in pace” con Elizabeth Mitchell 23.29 Ultra “Il primo contatto” 23.40 Joi Extra “Quando il cielo ci conquista” 23.54 The District “Il fantasma del Vietnam” con Jonathan LaPaglia 0.41 Detective Monk “Il sig. Monk e il cane” “Il sig. Monk va in campeggio” con Tony Shalhoub Mya 18.37 Voce del verbo amore (Commedia, 2007) con Giorgio Pasotti, Stefania Rocca. Regia di Andrea Manni. 20.12 Close to home “La paura del testimone” con Jennifer Finnigan 21.00 Gossip Girl “Eva contro Eva” 21.46 The Vampire Diaries “Ragazze perdute” con Nina Dobrev 22.33 Skins “Tony” 23.22 The Burning Plain Il confine della solitudine (Drammatico, 2008) con Charlize Theron, Kim Basinger. Regia di Guillermo Arriaga. Steel 18.10 Distretto di Polizia 7 “Un grido d’aiuto” “Il volo della colomba”. con Massimo Dapporto, Simone Corrente 20.05 Sanctuary “Sanctuary rifugio per tutti prima parte” con Amanda Tapping 21.00 Decameron Pie (Drammatico, 2007) con Hayden Christensen, Mischa Barton. Regia di David Leland. 22.45 The West Wing Tutti gli uomini del Presidente “Transition” “The last hurrah” con Allison Janney 0.35 4400 “Influenza del mondo” con Patrick Flueger 1.25 Robocop “I pirati dell’informatica” con Richard Eden 2.20 Distretto di Polizia 7 “Il lungo addio” “Un caso di coscienza”. con Massimo Dapporto Premium Cinema 19.20 Indiavolato (Commedia, 2000) con Brendan Fraser, Elizabeth Hurley. Regia di Harold Ramis. 21.00 We are Marshall (Drammatico, 2006) con Matthew McConaughey, Matthew Fox. Regia di Joseph McGinty Nichol. 23.16 Psycho (Thriller, 1998) con Vince Vaughn, Julianne Moore. Regia di Gus Van Sant. 1.05 Frost/Nixon Il Duello (Storico, 2008) con Frank Langella, Michael Sheen. Regia di Ron Howard. 3.12 Colpo di stadio (Commedia, 1998) con Emma Suarèz, Nicolás Montero. Regia di Sergio Cabrera. Premium Calcio 20.00 Studio Champions League (Dir.) 20.45 Calcio, UEFA Champions League 2009/2010 Ottavi di finale gara di ritorno Manchester United Milan (Diretta) € 8 22.39 Studio Champions League (Dir.) Premium Calcio 1 20.45 Calcio, UEFA Champions League 2009/2010 Ottavi di finale gara di ritorno Real Madrid Olympique Lione (Diretta) € 8 Premium Calcio 2 20.45 Calcio, Diretta Champions League 2009/2010 (Diretta) € 8 Studio Universal 18.20 Aracnofobia (Thriller, 1990) con Harley Jane Kozak, Jeff Daniels. Regia di Frank Marshall. 20.25 Under the Influence “Laurence Fishburne” 21.00 Paura d’amare (Drammatico, 1991) con Al Pacino, Michelle Pfeiffer. Regia di Garry Marshall. 23.10 Il letto racconta... (Commedia, 1959) con Rock Hudson, Thelma Ritter. Regia di Michael Gordon. 1.05 Lost in La Mancha (Documentario, 2006) con Tony Grisoni, Philip A. Patterson. Regia di Keith Fulton, Louis Pepe. 20.30 La tata “Il misterioso Lenny” FL 20.40 La vita secondo Jim “Il grande gesto” F 21.00 Private Practice “Best Laid Plans” FL 21.00 Law & Order “Compassione” FC 21.00 Baywatch “La bocca del Diavolo prima parte” FR 21.10 Lost “Sundown” F 21.20 Chiamatemi Giò “Cadute e ricadute” DY 21.35 Fiore e Tinelli “Halloween” DY 21.53 Baywatch “La bocca del Diavolo seconda parte” FR 21.55 Grey’s Anatomy “I Like You So Much Better When You’re Naked” FL 21.55 Law & Order “Merce umana” FC 22.03 Lie to Me “Serial Killer” F 22.30 The Sleepover Club “Una lite in famiglia” DY 22.46 I Jefferson “My Maid, Your Maid” FR 22.50 Cougar Town “Mi hai “rotto” il record” FL 22.55 The Sleepover Club “Il rifiuto della divisa” DY 22.59 Dr. House “Linee nella sabbia” F 23.20 Modern Family “La pace ritrovata” FL 23.20 My Spy Family CN 23.22 Il mio amico Arnold “Cheers to Arnold” FR 18.00 Dubai: miracolo o miraggio? NGC 18.00 La storia dell’Universo “Il lato oscuro della Luna” THC 18.10 10 anni più giovane UK SKU 18.30 Effetto Rallenty “Colpi di frusta” D 19.00 Come è Fatto D 19.00 Mega: Strutture “Superpetroliera” NGC 19.00 A caccia di mostri “Incubo bovino” THC 19.05 Dimagrire con gusto Usa SKU 19.30 Cash Taxi SKU 19.30 Come è Fatto D 19.55 Regia Nave Roma Le ultime ore THC 20.00 David Letterman Show SKU 20.00 Top Gear D 20.00 Indagini ad alta quota “Un tragico equivoco” NGC 21.00 Cirque du Soleil: Kooza SKU 21.00 Effetto Rallenty D 21.00 Live Curious Experience “Venezia a Macao” NGC 21.00 All’ultimo sangue “Vichinghi vs. Samurai” THC 21.55 P47, Missing in Action THC 22.00 Lavori sporchi “Episodio 15” D 22.00 Viaggio ai confini dell’universo NGC 23.00 David Letterman Show (Replica) SKU 17.53 Futurama “Università marziana” F 18.20 Ben 10 CN 18.21 I Simpson “Indovina chi viene a criticare” F 18.45 Bakugan CN 18.48 American dad “Scambio difficile” F 19.10 Ben 10: Forza Aliena CN 19.35 Le nuove avventure di Scooby Doo CN 19.44 I Simpson “L’erba del vicino è sempre più verde” “Sete di gloria, fame d’amore” F 20.45 Pinguini di Madagascar NCK 20.55 Le nuove avventure di Scooby Doo CN 21.10 Bruno The Great DY 21.15 Spongebob NCK 21.20 ShinChan CN 21.40 Spongebob NCK 21.45 Gli amici immaginari di casa Foster CN 22.05 Spongebob NCK 22.10 Titeuf CN 22.30 Johnny Test NCK 22.35 Hero 108 CN 22.55 Avatar NCK 23.00 Casper scuola di paura CN 23.15 Mix Master NCK 23.20 Pucca DY 23.40 Mimì e la nazionale di pallavolo NCK 17.05 Manuale d’infedeltà per uomini sposati Con Chris Rock SCF 17.20 American Trip Con John Cho SCMa 17.20 Il tempo delle mele 2 Con Claude Brasseur C 17.30 Feel the Noise Con Omarion Grandberry SC1 17.40 Ricetta per un disastro Con John Larroquette MGM 18.42 Sognando Beckham Con Keira Knightley SCF 18.48 La fiera della vanità Con Reese Witherspoon SCH 18.55 Maial College 2 Con Kal Penn SCMa 19.00 Senza via di scampo Con Kevin Costner SCM 19.05 La Pantera Rosa 2 Con Steve Martin SC1 19.15 Il padrone e l’operaio Con Renato Pozzetto MGM 19.15 Keep Cool Con Jiang Wen C 21.00 L’ispettore Tibbs Il giudice Walker Con Carroll O’Connor MGM 21.00 End Game Con Cuba Gooding Jr. SCM 21.00 Due Partite Con Margherita Buy SC1 21.00 L’imbalsamatore Con Ernesto Mahieux C 21.02 Drive me crazy Con Melissa Joan Hart SCF 21.05 Incontri ravvicinati del Terzo Tipo (Director’s Cut) Con Richard Dreyfuss SCMa 21.18 Water Horse La leggenda degli abissi Con Emily Watson SCH 22.35 Navy Seals Con Charlie Sheen MGM 22.40 Indiana Jones e l’ultima crociata Con Harrison Ford SCF 22.45 E venne il giorno Con Mark Wahlberg SCM 22.45 La coniglietta di casa Con Anna Faris SC1 22.49 Il chirurgo inglese C 22.50 Whitechapel 2o episodio Con Rupert PenryJones FC 23.15 Scelte d’onore Wisegirls Con Mira Sorvino SCH 23.25 Proposta indecente Con Robert Redford SCMa 0.27 La moglie del soldato Con Miranda Richardson C 0.30 Cuba Con Sean Connery MGM 0.30 Viaggio al Centro della Terra Con Brendan Fraser SC1 0.35 Starship Troopers Fanteria dello spazio Con Casper Van Dien SCM SPETTACOLI TV Universal ore 21 Paura d’amare Un cuoco (Pacino) e una cameriera (Michelle Pfeiffer, foto) si amano ma esitano, perché scottati da delusioni precedenti. Ma con Al e Michelle il pubblico non è mai deluso. I PROGRAMMI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone Cinema Max ore 22.45 E venne il giorno Perché l’America sembra presa da mania suicida? Un paterfamilias (Mark Wahlberg) prende la prole e scappa. Quinto film di Night Shyamalan. Non all’altezza degli altri. Cinema Mania ore 23.25 Proposta indecente Un riccone (Redford) offre a una donna sposata un milione di dollari in cambio di una notte con lui. Film fintamente trasgressivo, del tutto sprovvisto della necessaria ironia. Premium Cinema ore 23.16 Psycho Una ragazza (Anne Heche) ruba una forte somma, poi fa tappa in un motel. Due cattive idee. Idiota remake (scena per scena) del film di Hitchcock. L’unica aggiunta è il colore.
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 36 stampata da: trasmissione alle ore: 22.34.37 colore ::: Sport 36 Mercoledì 10 marzo 2010 @ commenta su www.liberonews.it La Fiorentina vince 32 contro il Bayern Monaco nel ritorno degli ottavi ma esce dall’Europa dopo il furto dell’andata. Inutili i gol di Vargas e Jovetic (doppietta) ::: TOMMASO LORENZINI FIRENZE Il vento gelido che precipita giù da Fiesole si porta dietro la neve ed è tremendo quanto il calore che esplode dalla Curva Fiesole. Ma tutti e due sembrano voler sospingere la Fiorentina verso il successo contro il Bayern, l’unico risultato contemplato e contemplabile per raggiungere i quarti e continuare il sogno di 400mila anime. Vittoria che arriva ma non basta: l’amico norvegese all’andata l’ha fatta davvero grossa. Per la prima emozione bisogna attendere il quarto d’ora, quando Montolivo aggiusta la mira e serve in corsa Vargas: palla al centro ma Butt c’arriva. I viola pressano, ma «senza fretta», come aveva chiesto Cesare Prandelli, tiratissimo, strattonato per la giacca da Juventus e Nazionale. Il Bayern è un po’ nervoso, Schweinsteiger rimedia un giallo per una manata volontaria in faccia a Jovetic (Ovrebo che avrebbe fatto?), ma sembra avere il pallino in mano. Sembra, perché al 28’ Marchionni prende palla a 25 metri dalla porta, la inquadra e fa partire la botta; Butt, già con l’avviso di sfratto da Monaco, combina un pasticcio (complice il terreno bagnato) e respinge corto. Vargas crede nella ribattuta, brucia van Buyten e in diagonale da posizione defilatissima fa secco l’allibito portiererigorista. Uno a zero, i viola respirano, i bavaresi sbuffano: con questo risultato sono fuori dall’Europa. Al 33’ giallo in area tedesca; dopo una serie di rimpalli, van Buyten addomestica la sfera con un braccio ma per Mallenco è involontario e sul ribaltamento di fronte, dopo un batti e ribatti, velo di Ribery e Robben si trova a tu per tu con Frey: miracolo. Ecco la differenza con Butt, ecco perché Rummenigge sta insistendo con i viola per avere il francese. Il Bayern alza il baricentro però è sterile, intenso ma con poche idee. Robben viene sempre triplicato, Ribery trova un muro in De Silvestri; i due cervelli diventano pericolosi solo quando riescono ad accentrarsi o tagliare fra le linee ma la difesa viola, quella che prende gol da 17 gare consecutive, è attenta. Klose, il matchwinner dell’andata, entrato per l’infortu nato Mario Gomez, riceve solo uno sbilenco cross a fine frazione. La ripresa parte con l’occasio nissima. Marchionni sfugge al giovane Alaba e serve Gilardino che si impappina e grazia l’incre dulo Butt. Ma i viola hanno l’im peto giusto e tre minuti dopo ancora Marchionni mette rasoterra in mezzo: assist di Gila con la suola, Jovetic arriva come un treno e insacca. Due a zero e delirio. I panzer si svegliano, ma prima prima Klose non aggancia sotto misura, poi lo stesso attaccante viene stoppato dal gladiatorio Kroldrup. È il prologo al 21: Ribery sfugge a De Silvestri e Natali e serve al millimetro van Bommel che con un colpo di biliardo la mette là dove Frey nulla può. È tutto da rifare e ci pensa JoJo. Discesa sulla sinistra, triangolo volante con Gilardino che lo lancia davanti porta: il montenegrino resiste a van Buyten e la mette fra le gambe a Butt. Un numero alla Savicevic. Ma Firenze non fa in tempo a esaltare il suo gioiello (quattro gol in quattro partite) che un altro diamante del calcio mondiale decide che può bastare: Robben prende palla sulla destra, carica il petardo e da 25 metri la mette là dove non batte il sole. Tre a due, Franchi ammutolito. I viola reagiscono ma non basta, la stanchezza sega le gambe e la testa; si arriva al triplice fischio senza più occasioni pulite e con in testa il grandissimo rammarico per la rapina dell’andata. Europa arrivederci. FIORENTINABAYERNMONACO 32 RETE: 28’ pt Vargas, 9’ st, 19’ st Jovetic, 15’ st van Bommel, 20’ st Robben. FIORENTINA(4231): Frey; De Silvestri, Kroldrup, Natali, Felipe (35’ st Pasqual); Montolivo, Zanetti; Marchionni, Jovetic, Vargas (36’ st Keirrison); Gilardino. All. Prandelli. BAYERNM.(442): Butt; Lahm, van Buyten, Badstuber, Alaba; Robben, van Bommel, Schweinsteiger, Ribery (46’ st Pranjic); Muller, Gomez (30’ pt Klose). All. van Gaal. ARBITRO: Mallenco (Spa). NOTE: ammoniti Kroldrup, Schweinsteiger, van Bommel. Pagelle Gilardino uomo assist Robben spezza il sogno FIORENTINA 4231 ::: FREY 7: ma che parata fa su Robben, da due passi, al 34’? Incredibile. Incredibile! Decisivo nelle uscite, forse in ritardo sul tiro di Van Bommel. Poi alterna paratone a indecisioni. ::: DE SILVESTRI 6.5: spinge e copre Marchionni. Non si ferma mai, su e giuù a destra. ::: KROLDRUP 7: perfetto. Aggressivo, deciso, e miracoloso in un paio di tackle in area. Molto preciso anche quando c’è da far ripartire l’azione, si esibisce in una paio di lanci da applauso. ::: NATALI 6.5: reattivo, devastante di testa: sono tutte sue. ::: FELIPE 6: sta là dietro, coperto, per paura di Robben. ::: MONTOLIVO 5.5: troppo impreciso, a volte frettoloso. ::: ZANETTI 6: diga centrale e qualche buona palla in avanti. ::: MARCHIONNI 8: semplicemente devastante. Si inventa il tiro da lontanissimo a favore di vento dal quale nasce il gol del vantaggio. Mette Gilardino in porta a inizio secondo tempo (tiro parato). Crossa la palla che permette a Jovetic di raddoppiare. ::: JOVETIC 7.5: diciamoci la verità: non la prende mai per quasi un’ora. Poi si sveglia: gol del 20 e poco dopo doppietta (JoJo). ::: VARGAS 7: spinge a sinistra e fa male, perchè ha corsa, sta bene e quando tira fa sempre paura. Bravo a seguire il tiro di Marchionni e arrivare primo per la ribattuta dell’10. ::: GILARDINO 6.5: si divora un gol pazzesco a due metri dal portiere a inizio secondo tempo, errore stile Calloni. Come dire, ”scia gurato Gila”. Si fa perdonare con il doppio assist a Jovetic, di tacco e di testa. BAYERN 442 ::: BUTT 5: dorme sul tiro di Marchionni e con la respinta goffa regala il gol a Vargas. ::: LAHM 5: bloccato da Vargas, soffre. ::: VAN BUYTEN 6: sicuro di testa, veloce a chiudere. ::: BADSTUBER 6: reattivo, sempre pronto a raddoppiare. ::: ALABA 5.5: diciassette anni (24 giugno 1992) e personalità. Ma dalla sua fascia nascono le azioni viola migliori. ::: ROBBEN 8: sempre pericoloso, dribbling e scatti. Si mangia un gol davanti a Frey. Poi inventa la rete da fenomeno: ne dribbla quattro, rientra e la mette all’incrocio. Clap clap. ::: VAN BOMMEL 7: geometrie e precisione. Grande coordinazione per il tiro del 21. ::: SCHWEINSTEIGER 5.5: tanta corsa, ma poca qualità. ::: RIBERY 7: quando si sveglia lui, il Bayern rinasce. La prima rete dei tedeschi nasce da un suo ghirigoro in mezzo a tre. ::: MULLER 5: sponde e duelli fisici. Poca roba. ::: GOMEZ SV: si fa male subito (dal 30’ Klose 6: lotta e ci prova sempre. Fastidioso). ALESSANDRO DELL’ORTO ILLUSIONE Il peruviano Vargas abbracciato da mister Prandelli dopo il gol dell’10. Nella ripresa girandola di emozione con la Fiorentina qualificata fino alla rete di Robben, al 66’ Ansa LA PANCHINA DEI TOSCANI Prandelli lascerà il posto ad Allegri Juve o Nazionale? Dipende da Lippi FIRENZE Panchine che scottano in Serie A. Molte le ipotesi, due le certezze: Zaccheroni e Prandelli cambiano squadra. Se Lippi lascia la Nazionale, l’attuale tecnico viola sarà il nuovo ct dell’Italia: accordo raggiunto un mese fa per un biennale fino agli Europei di PoloniaUcraina, con opzione di altri due anni sino ai Mondiali 2014. Nel caso Prandelli cambi idea e scelga un club, c’è su di lui l’opzione della Juventus: 3 milioni a stagione fino al 2013, più l’ingaggio di Vargas e Gilardino. L’alternativa bianconera era il ritorno del ct dell’In ghilterra Fabio Capello, libero però da settembre. A Firenze Prandelli verrà sostituito da Gigi Del Neri (900mila euro a stagione alla Sampdoria) oppure Massimiliano Allegri (500mila euro a Cagliari). Infine Zaccheroni: il suo contratto di 450mila euro alla Juve scade a giugno. Tornerà all’Udinese, che lo preferirebbe a Giampaolo. [F. Sant.] L’ALTRO OTTAVO Tutto facile per l’Arsenal: Porto travolto 50 L’Arsenal travolge 50 il Porto all’Emirates Stadium, ribalta il ko 21 in Portogallo e si qualifica in scioltezza ai quarti di Champions League. A Londra, tutto facile per gli uomini di Wenger, che passano al 9’ con Bendtner. Il danese raddoppia al 25’ dopo uno straordinario numero del russo Arshavin. Nella ripresa, i Gunners arrotondano con Nasri (63’) e Eboué (66’) e ancora Bendtner su rigore al 90’. 50 32 Bayern Monaco Arsenal CHAMPIONS Sfortuna Viola
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 37 stampata da: callioni alle ore: 21.21.38 colore 37Mercoledì 10 marzo 2010 @ commenta su www.liberonews.it figli in un club, giocavo a tennis con Marcello, lucchese trapiantato in Gran Bretagna: nei primi due mesi mi fece da tutor, purtroppo non c’è più». Taibi emigrò dopo l’unica salvezza del Venezia in serie A, dal ’63 a oggi. «Con Novellino in panchina e Recoba trascinatore. La mia avventura si esaurì in sei mesi». Rientrò alla Reggina e lì bissò l’impresa di Michelangelo Rampulla in CremoneseAtalanta. «Segnai un gol di testa, soddisfazione straordinaria. Al Milan ero arrivato nel ’90, come terzo portiere, dal Trento. Ritornai dopo le promozioni e salvezze in A con il Piacenza». La rovesciata di Pasquale Luiso, a Sebastiano Rossi, 32 nel ’96, provocò l’esonero di Tabarez e il ritorno di Sacchi al Milan. «Io arrivai la stagione successiva, con Capello. Ho avuto il privilegio di giocare con Leonardo, sono contento che stia facendo bene, da allenatore. Le possibilità di passare il turno sono del 25%. L’unica speranza è segnare subito, perlomeno entro l’intervallo, e poi sperare di schiacciarli nella loro metà campo. A Old Trafford i Diavoli Rossi aggrediscono sempre, è complicato imporre il gioco». Lei vinse quattro campionati di serie B, dove a 40 anni è ancora protagonista Francesco Antonioli. Oggi fra i pali sembra esserci crisi. «E io, per scovare giovani talenti io ho aperto una scuola, nel Modenese». IL PALLONE UFFICIALE DEL BIG MATCH . SPORT Produzione bloccata Fabbrica cinese sfrutta gli operai: a rischio la mascotte dei Mondiali ::: JOHANNESBURG Il Mondiale di calcio in Sudafrica rischia di rimanere senza mascotte ufficiale. Ad una fabbrica cinese incaricata della produzione del pupazzotestimonial, il leopardo Zakumi, è stato ordinato di fermarne la produzione a causa delle precarie condizioni di lavoro. Global Brand Group (Gbg), la società che gestisce il marchio per conto della Fifa, ha infatti comunicato che la fabbrica, con sede a Shanghai, prima di poter riprendere la produzione della mascotte avrebbe dovuto apportare modifiche alle condizioni di lavoro. Nella fabbrica cinese, gli operai sarebbero stati costretti a lavorare in condizioni degradate e con salari minimi. “Un piano d’azione correttivo è stato concordato con l’azienda per colmare le lacune e apportare i necessari miglioramenti”, afferma il comunicato del Gbg. I sindacati sudafricani il mese scorso hanno minacciato di boicottare il torneo a causa di tali accuse. E intanto Zakumi, il leopardo dai capelli verdi, aspetta di conoscere il suo destino. Il leopardo Zakumi LA RIMONTA Il Milan si mette nei piedi di Ronaldinho Stasera a Manchester Leo punta tutto sul “favorito” del Cavaliere. Tridente con Borriello e Huntelaar, l’ex Beckham in panca ::: DARIO MAZZOCCHI MANCHESTER Gli è bastato scendere dall’aereo per sentirsi a casa. David Beckham a Manchester ha costruito il suo futuro da calciatore e un marchio che vale soldi e il tornaconto non gli manca, come testimoniano le scene di ieri, all’ae roporto dove è atterrato con il Milan. Ragazze in delirio, tifosi dello United che hanno allungato taccuini e palloni in cerca di un autografo, polizia al lavoro per allentare la morsa. Lui ha risposto dicendo che se dovesse segnare non esulterà, anche se Leonardo dovrebbe farlo partire dalla panchina nella partita che per i rossoneri vale la Champions, dopo il 32 strappato dagli uomini di Sir Alex Ferguson all’andata degli ottavi a San Siro. AMICI E NEMICI Il tecnico rossonero non rinuncerà al tridente BorrielloHuntelaarRonaldinho e tra i convocati c’è Pato, clinicamente guarito dalla distrazione al flessore della coscia destra. A centrocampo Pirlo e Ambrosini sono inamovibili, mentre Flamini è favorito su Beckham e Gattuso. David, però, può essere utile al Milan, lo sa bene il suo padrino calcistico Ferguson che in conferenza stampa ha dichiarato: «I suoi traversoni sono famosi in tutto il mondo. Avrà una grande accoglienza, poi dimenticheremo l’amicizia». Quale? Nel 2003 il centrocampista approdò al Real Madrid in seguito anche ai burrascosi rapporti con il manager scozzese, che arrivò a tirargli addosso le scarpette, con tanto di segno tangibile sul sopracciglio del giocatore. L’altro spifferò qualche segreto sul conto di Sir Alex, detto anche “hair dryer”, asciugacapelli, perché quando urla in faccia lui, il phon diventa superfluo. La vendetta d’altronde va servita fredda. GALLIANI OTTIMISTA Cambi di fronte e superiorità numerica: Beckham potrebbe creare spazi nel Milan tutto attacco dell’Old Trafford, mettendo in mezzo dal fondo la palla per uno dei tre là davanti. Conosce bene gli spazi che possono concedere i club inglesi e i difensori con i quali avrà a che fare, prima di tutti Rio Ferdinand, la pertica della retroguardia Reds. La mina vagante rimane però Wayne Rooney, che Ferguson ha riaccolto con gioia tra i convocati: «Sarà dei nostri», ha detto smentendo le voci che lo davano indisponibile. In casa Milan si respira ottimismo: «Credo che possiamo farcela, d’altronde quest’anno abbiamo già vinto a Marsiglia e in casa del Real Madrid che è arrivato primo nel girone», ha affermato l’ad Adriano Galliani, che si è augurato di rivedere il Milan «che a Roma non si è fatto intimidire». Per ribaltare la sconfitta dell’andata occorrerà certamente un gruppo «indiavolato»: parola di Silvio Berlusconi per il quale «il Milan ce la può fare se ci crede. E il Milan ci crede perché non teme nessuna squadra al mondo Sono gli altri che devono temere noi». Nel frattempo i tifosi del Manchester hanno fatto sapere che potrebbero boicottare i primi dieci minuti della partita non presentandosi allo stadio, in segno di protesta contro la famiglia Glazer, proprietaria del club. Ieri pomeriggio si parlava di diecimila supporter aderenti all’iniziativa, ma la risposta la si avrà solo al fischio d’inizio. Il brasiliano del Milan Ronaldinho, atteso protagonista questa sera all’Old Trafford. L’ex Beckham partirà dalla panchina LaPresse Il doppio ex Taibi non rimpiange i Red Devils: «Con loro ho fatto la papera più bella di sempre» ::: VANNI ZAGNOLI MODENA Massimo Taibi, 40 anni, ha chiuso la carriera nel 2009, rescindendo in anticipo il contratto con l’Ascoli, in serie B. «Non avevo più motivazioni». Palermitano, nell’ultimo ventennio è stato uno dei portieri migliori d’Italia, si è stabilito a Modena. «Sono direttore generale della Rubierese, squadra di Promozione, in provincia di Reggio». Al Manchester è stato compagno di Beckham. Ci dica la verità sul suo “pacco”: ha ragione Elena Di Ciocco, de Le Iene, che “testandolo” l’ha trovato piccolo, oppure Victoria? «Non me lo ricordo, vi giuro. Quando gioco non bado certo a quello». È stato per due anni al Milan e sei mesi al Man United. In Inghilterra la ricordano come il “Cieco di Venezia, 11 gol subiti in 4 partite. «Ho trovato un modo originale per farmi ricordare sorride , anzichè per le parate sono passato alla storia per l’errore considerato la più grande papera di sempre, nella Premier League». Era il ’992000 e al Manchester c’erano già Brown, Giggs, Gary Neville e Scholes: immortali come l’alle natore Alex Ferguson, 68 anni e 24 stagioni in uno dei club più prestigiosi al mondo. «Ha l’ufficio sopra il campo di allenamento, alle volte non veniva neppure giù, si affacciava di là e lasciava le redini della squadra a Steve McLaren». Nel tempo libero qualche trasgressione? «Nessuna. Solo due party, ci vedemmo in centro con tutta la squadra, a bere qualcosa. Era solo un modo per stare insieme. Di Manchester ricordo soprattutto il verde. E la domenica mattina portavo i Finale Madrid al Bernabeu MADRID Si chiama “Fi nale Madrid”, il pallone che verrà utilizzato nella finale di Champions League del 22 maggio al Bernabeu, nella capitale spagnola. È il decimo pallone ufficiale creato da Adidas per le finali di Champions. Il design è caratterizzato dai pannelli dorati a forma di stelle con bordi rossi.Massimo Taibi, 40 anni LaPresse
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 38 stampata da: grafici04 alle ore: 19.49.04 colore 38 Mercoledì 10 marzo 2010
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 39 stampata da: cervo alle ore: 20.53.41 colore 39Mercoledì 10 marzo 2010SPORT @ commenta su www.liberonews.it ::: MASSIMO ROSSI In coda al successo dei nostri in Coppa Davis lo scorso fine settimana contro l’inconsistente Bielorussia, il presidente della Federtennis Angelo Binaghi ha rilasciato un paio di interviste i cui contenuti appaiono significativi per capire quanto confuso sia ancora il progetto azzurro in coppa, l’unica manifestazione che riesce a portare i nostri giocatori sui giornali, in un panorama mondiale dove invece la coppa non interessa più a nessuno. Alla domanda d’obbligo sul caso Seppi il presidente ha risposto che pazienza se negli anni Gaudenzi, Volandri, Bolelli e Seppi hanno detto di no alle convocazioni, per sposarsi bisogna essere in due. Con ciò lasciando intendere un nuovo quanto apprezzabile atteggiamento accondiscendente rispetto alle scelte individuali dei giocatori convocati. Salvo aggiungere che per chi non risponde alla convocazione e non rispetta il suo dovere (non doveva essere un onore?) sono inevitabili le sanzioni. Insomma un matrimonio dell’obbligo, quasi un ratto delle Sabine. Per i reprobi c’è però una speranza, smettere di essere brocchi, perché se diventano bravi come la Pennetta e Schiavone in Fed Cup possono anche decidere liberamente di rifiutare la maglia azzurra. Per quanto riguarda Seppi, che ha dichiarato di non voler giocare in Davis per tutto l’anno, Barazzutti monitorerà costantemente la sua situazione. In linea con la diagnosi già espressa a Cagliari l’anno scorso, secondo Binaghi capitan Corrado dovrà di volta in volta verificare quanto Andreas si trovi “in stato confusionale”. Finché non si siederanno intorno a un tavolo tutti gli interessati per costruire un progetto condiviso, la nostra Davis non tornerà in A. Merita un cenno anche il riferimento alla promozione del tennis in Italia, di stretta competenza della Fit. Sorprende che il presidente consideri il canale satellitare della federazione il miglior veicolo di propaganda attraverso l’incremento di milioni di spettatori: nessuno se n’era accorto. Preoccupa, invece, una iniziativa che non si ripaga da sola ma va a prosciugare i fondi federali provenienti dal tesseramento, dagli incassi del Foro Italico e dalle scuole di tennis. Fondi che dovrebbero andare ai giovani promettenti e non a una tv che manda in onda vecchi tennisti. [ IL PROCESSO] Biscardi conferma i grandi ascolti L’accesa lotta scudetto, la ripresa della Juventus, il momento magico del Palermo e i tanti errori arbitrali sono stati fra i temi della puntata di lunedì del “Processo di Biscardi”, in onda su 7 Gold. Confermato il grande trend di ascolti stagionale, superati spesso picchi di ascolto di oltre 360.000 spettatori e del 2.60% di share. [ FREGATO DALLE IENE] Buffon cornuto. Ma solo per scherzo Nuovo scherzo da parte delle “Iene” a Gigi Buffon, vittima di un falso scoop secondo cui la sua compagna Alena Seredova avrebbe un flirt con un altro compagno di squadra juventino. Dopo il gossip di qualche settimana fa sul falso flirt con Amauri, questa volta il partner scelto dalle Iene è stato Chiellini. Questa sera la messa in onda. [ FORMULA 1] Ecclestone sicuro: «Nel 2013 Gp a Roma» «Roma entrerà in calendario nel 2013. Avremo 20 gare e i team saranno soddisfatti». Così Ecclestone, patron della F1, al magazine tedesco Speedweek. Ma la Lega Nord non ci sta e per bocca del viceministro Castelli fa sapere che «non sarà votato alcun provvedimento che preveda di erogare fondi straordinari per il Comune di Roma» I N T E R C E T TAT I Inghilterra spiata: un piano per far fuori Capello? Schemi tecnicotattici e accordi sui premi mondiali registrati prima dell’amichevole con l’Egitto: ct infuriato ::: Terra rossa In Coppa Davis un ratto delle Sabine . LEONI ASCOLTATI ::: FRANCESCO PERUGINI LONDRA (REGNO UNITO) I giocatori della Nazionale inglese come i dipendenti della Coop: spiati. Anzi, intercettati. L’ultima amara sorpresa per il ct dei Leoni, Fabio Capello, è arrivata ieri dalle pagine del Times. Il quotidiano britannico ha rivelato che, da alcuni giorni, personaggi ambigui stanno facendo il giro delle redazioni del Regno Unito nel tentativo di vendere i nastri delle riunioni tecniche della nazionale inglese. Vere “inter cettazioni” di qualunque tipo di discussioni, tattiche o personale, tenutesi tra i giocatori e gli uomini dello staff di Capello prima dell’ami chevole di Wembley con l’Egitto della scorsa settimana. Dall’hotel The Grove, che ospita l’Inghilterra da oltre tre anni, negano ogni accusa e ricordano come la squadra sia sempre accompagnata da un team di addetti alla sicurezza. Le microspie sono, però, sfuggite ai controlli oppure le registrazioni sono state effettuate da qualcuno dei presenti, che ora sta cercando di “piazzarle”. Il materiale, definito «dinamite» perché riguarderebbe anche i premi che i giocatori avrebbero richiesto in caso di vittoria al Mondiale in Sudafrica, non ha ancora trovato un compratore. Nessuno si è azzardato ad acquistare i nastri bollenti. Nemmeno i tabloid, solitamente interessatissimi alle vicende interne alla nazionale. Le registrazioni sono illegali e Oltremanica la privacy ha ancora un valore. A ribadirlo è stato l’avvocato della Football Association, Charles Russell, che con una lettera ha diffidato i media dal rivelare il contenuto delle cassette prodotte in modo illecito. IL PRECEDENTE Media che finora non hanno violato l’“embargo”, mentre la Federcalcio inglese ha aperto un’inchiesta per individuare chi abbia violato in modo così clamoroso il ritiro della Nazionale. Dopo gli anni di Sven Goran Eriksson, assalito mediaticamente per la sua relazione con Nancy Dell’Olio, il tecnico di Pieris sa bene quale trattamento possono riservare i tabloid a un ct straniero. Perciò, soprattutto dopo lo scoppio dello scandalo di John Terry, Capello ha raccomandato ai suoi giocatori di fare i bravi e mantenere un comportamento esemplare, tanto che ha loro proibito l’uso del telefonino per gran parte dei ritiri. IL COMPLOTTO L’ex allenatore di Milan, Real Madrid, Roma e Juventus, però, non si sarebbe mai aspettato di dover fronteggiare una situazione del genere. Un complotto, ordito con l’obiettivo di minare gli equilibri dello spogliatoio dell’Inghilterra forse per far fuori il ct italiano. Gli unici problemi che dovrebbero impensierire Capello sono invece i tanti malanni dei suoi difensori: Wayne Bridge è ancora deciso a non accettare la convocazione dopo aver scoperto il tradimento dell’amico Terry, vittima a sua volta di alti e bassi preoccupanti. Al meglio non è nemmeno Rio Ferdinand, fresco di nomina a capitano dopo la revoca dei gradi a Terry. Il difensore del Manchester Utd da inizio stagione sta lottando con il mal di schiena: avrebbe bisogno di quel riposo che Alex Ferguson non può concedere al leader della sua difesa. Inutilizzabili al momento sono anche Ashley Cole e Wes Brown. Il giocatore dei Red Devils dovrà star fermo 46 settimane per una frattura al piede. Se non dovesse recuperare, Capello potrebbe essere costretto a richiamare come terzino uno dei due fratelli Neville, Gary (poco utilizzato nello United) o Phil (lontano dalla nazionale dal 2007). La vicenda Terry e la revoca dei gradi al calciatore del Chelsea non è dunque bastata a soddisfare la vocazione all’autodistruzione che ispira il mondo del calcio inglese quando si avvicinano i grandi eventi. A malincuore Capello lo ha dovuto punire per le sue scappatelle, ma il sacrificio del giocatore non è bastato a preservare la tranquillità dell’ambiente. Ora il ct può solo sperare che i suoi giocatori traggano da questi scandali la forza giusta per lottare verso la vittoria in Sudafrica. Insomma, che diventino per una volta un po’ italiani. ::: IL CASO GLI SPIONI Prima di InghilterraEgitto di mercoledì scorso, le riunioni della nazionale inglese sono state ascoltate con microspie. I TABLOID Il materiale è stato offerto ai media britannici, che non lo hanno acquistato perché illegale e perciò non pubblicabile. L’ALLENATORE Capello non ha rilasciato dichiarazioni, ma dopo lo scandalo Terry ha chiesto ai suoi giocatori comportamenti irreprensibili “antigossip”. Fabio Capello e, nel tondo, l’ex capitano inglese Terry[LaP, Ap]
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 40 stampata da: grafici04 alle ore: 19.48.38 colore 40 Mercoledì 10 marzo 2010
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 41 stampata da: zulin alle ore: 20.36.11 colore Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966291; email: milanocronaca@liberonews.eu; Pubblicità: VISIBIL!A, Corso Garibaldi 99, 20121 Milano; telefono 02.36586750, fax 02.36586774 [COMO] Antifurto al fumogeno per terrorizzare i ladri DARIO ALEMANNO a pagina 51 [BRESCIA] «I negozi agli italiani» Kebab vietati in centro BEATRICE RASPA a pagina 53 I NUMERI DI IERI ::: 13 Persone arrestate ::: 180 Opere di Goya a Palazzo Reale ::: 14 Furti d’auto ::: 80 Giorni di mostra ::: 42 Borseggi ::: 62 Enti prestatori ::: 14 Truffe ::: 15 Paesi coinvolti L’EDITORIALE ::: TUTTA UNA BUFALA, MA IL PD È RIUSCITO AD ACCENDERE LA PIAZZA di RENATO BESANA Se il giudizio di merito sulla riammissione del listino collegato a Formigoni è arrivato in tempi brevissimi, vuol dire che i giudici del Tar hanno lavorato alacremente e che il caso non presentava asperità di sorta: liscio come l’olio. La sentenza ribadisce l’ordinanza emessa nel pomeriggio di sabato: la corte d’appello, dopo averla accettata, non poteva escludere alcuna lista né accogliere il ricorso dei radicali, che non avevano titolo per presentarlo. Lo stabilisce la legge del 1968 che disciplina la materia elettorale, la stessa nella quale sono contenute le disposizioni su timbri e firme. C’è da chiedersi a questo punto come mai la Corte d’appello ne abbia applicata una parte con eccesso di scrupolo e ignorata un’altra, la più importante. A meno d’una svista clamorosa, s’è trattato di un atto politico, in mirabile sintonia con le posizioni della sinistra, che continua a sbraitare rovesciando la realtà dei fatti: invoca infatti il rispetto della legalità per difendere un provvedimento illegittimo, cioè l’esclusione di PdL e Lega dalle elezioni regionali, e tuona contro il decreto governativo salva liste, che nella vicenda lombarda c’entra come i cavoli a merenda e nessuno ha mai tirato in ballo, tanto meno il Tar. Non si può tuttavia negare che Penati abbia segnato due punti a suo favore: ha sparso il seme della sfiducia tra gli elettori moderati, insinuando l’infondato sospetto che una torma d’incapaci neppure sia riuscita a imbroccare un timbro; soprattutto, ha trovato un argomento di mobilitazione, riuscendo a contenere le tentazioni astensioniste che serpeggiavano nel suo schieramento. La campagna elettorale del Pd, sinora moscia da far paura, ha finalmente una parola d’ordine. Cordone, compagni: le piazze democratiche ora possono allegramente reclamare la cancellazione dell’avversario. Da quando, nel ’94, la gioiosa macchina da guerra s’inceppò nelle urne, sentiamo ripetere in tutte le possibili varianti che il centro destra è illegittimo in sé, un’anomalia che nel Paese normale immaginato da D’Alema neppure dovrebbe esistere. Questa sembrava la volta buona per ristabilire l’ordine. Che smacco però essere smentiti, e per giunta da un tribunale, a un passo dal traguardo. Elezioni sotto processo Formigoni archivia Penati «Basta con le chiacchiere» Il Tar dà di nuovo ragione al governatore. La sinistra alla frutta attacca pure i giudici Filippo Penati se la prende con i giudici. Per il piddino, dire che la sentenza del Tar che dà il via libera definitivo alla corsa di Formigoni non c’entra con il decreto salvaliste è un’assurdità e, quindi, le toghe mentono. La ragione: qualcuno di quei magistrati deve aver letto per forza sui giornali il contenuto delle nuove norme. Il ricorso del Pd, quindi, è praticamente scontato e arriverà nelle prossime ore. Una ritorsione rispetto a quello presentato dal PdL del Lazio per salvare le liste di Renata Polverini. La cosa non preoccupa affatto Roberto Formigoni, che viste le motivazioni fornite dal Tribunale, ha deciso di non perdere altro tempo a commentare la vicenda per concentrarsi su altri argomenti. La vittoria al Consiglio di Stato, infatti, è più che scontata. La campagna elettorale del governatore può finalmente cominciare. LORENZO MOTTOLA a pagina 43 Si parte da Niguarda e Quintosole Radiobus di quartiere, periferie più sicure Comodo come un taxi, prenotabile come un radiobus, rapido come un autobus libero dal traffico. La rivoluzione dei trasporti in periferia si chiama “bus di quartiere”, il sistema di navette che ruoterà nelle zone più decentrate dalle dieci di sera alle due di notte. Obiettivo: permettere ai milanesi di arrivare a casa evitando lunghe (e pericolose) attese alle fermate dopo il tramonto. «Non esistono esperimenti simili in tutta Europa» sorride entusiasta il sindaco Letizia Moratti. «Ogni quartiere avrà 30 fermate e 67 corse in più ogni notte». Si parte sabato sera da ComasinaBruzzano e QuintosoleNoverasco, dove debutteranno i bus speciali “Q34” e “Q52”. Da settembre i nuovi servizi notturni invaderanno tutta Milano con altri 11 linee “personalizzate”. MASSIMO COSTA a pagina 42 La traduzione «Vergogna». Striscione del centrosinistra in Consiglio comunale Cioè: «Le sentenze in Lombardia e Lazio provano che il decreto non tocca la democrazia, non sia mai che quei beoni dei nostri elettori se ne accorgano!». IDROSCALO BALNEABILE DA MAGGIO Podestà restituisce il mare ai milanesi di DINO BONDAVALLI Dopo due anni e una riqualificazione costata 6 milioni di euro, l’Idroscalo torna balneabile. L’inaugurazione è prevista per il 29 maggio. a pagina 45 Milano da buttare Le macerie sui binari In quelche momento, lungo viale Ca’ Granda a Niguarda, devono aver fatto dei lavori stradali. Magari hanno rifatto l’asfalto del viale, oppure i marciapiedi. A giudicare dalla foto devono aver anche sostituito qualche bordura di pietra dei marciapiedi, rimuovendo i vecchi lastroni. Che però, sempre che quella sia la loro vera origine, sono poi rimasti lì, ammucchiati a fianco delle rotaie del tram. [Sicki] Aggressione in corso Italia Portalettere scippato di scooter e posta Smascherato dopo cinque anni Il portinaio della casa chic era un assassino ::: FRANCO NICOLETTI Come tutte le mattine era a bordo del suo scooter d’ordinanza. I cestoni colmi di lettere attaccate alla sella, la divisa delle Poste ben allacciata. Arrivato in corso Italia per una consegna, però, il portalettere è stato aggredito improvvisamente da un uomo con un casco integrale, che lo ha atterrato con una spallata e si è impossessato del motorino aziendale. Il povero postino, cinquantuno anni, non ha potuto far altro che guardare i pacchi di lettere allontanarsi rapidamente insieme al ladro. Insieme alle due ruote, infatti, il malvivente si è portato a casa una valanga cartacea di bollette, giornali, cartoline e pubblicità. «Stiamo rintracciando i nomi di tutti i destinatari del carico» dicono dalla sede di Poste Italiane, «al più presto comunicheremo ai diretti interessati il furto delle lettere». Può darsi che il ladro, preso dalla fretta, non abbia pensato a gettare a terra la corrispondenza una volta sottratto lo scooter. Oppure, ipotesi più affascinante, il furfante ha rubato intenzionalmente il pacco sperando di fermare una lettera prima che giungesse a destinazione. Questioni di debiti o di cuore? I giallisti, partendo da un semplice furto di scooter ai danni di un portalettere, si potrebbero sbizzarrire. ::: MARCO FERRARI Da più di cinque anni faceva il custode in un palazzo signorile di via Pecchio, una traversa di viale Abruzzi. Vasiline Ivanov Kirilov, trentatreenne bulgaro ricercato in 192 paesi con un mandato di arresto per violenza sessuale e omicidio di un omosessuale spagnolo, è finito in manette ieri mattina. L’uomo, latitante da otto anni, ha bevuto il suo ultimo caffè da uomo libero in un bar a pochi metri dallo stabile dove era impiegato come portiere e addetto alle pulizie. Il tempo di appoggiare la tazzina vuota sul bancone del bar e i carabinieri della Compagnia Duomo hanno fatto irruzione per arrestarlo. Rispettato da tutti i condomini, Kirilov si è consegnato senza reagire. La magistratura spagnola, il 14 agosto 2002, aveva emesso nei suoi confronti un mandato di cattura internazionale per la violenza sessuale e l’omici dio del gestore di un chiosco di bevande, noto negli ambienti omosessuali di Castillon, trovato morto nel suo appartamento il 17 luglio dello stesso anno. Kirilov, aveva fatto perdere le proprie tracce rifugiandosi prima in Perù e, cinque anni fa, a Milano, dove aveva cambiato identità invertendo il nome con il cognome.
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 42 stampata da: zulin alle ore: 20.18.11 colore 42 Mercoledì 10 marzo 2010 CRONACA @ commenta su www.liberonews.it ::: RICCARDO DE CORATO * Sulla questione dei sequestri agli appartamenti affittati a clandestini si è fatta confusione («La furia di Maroni, ignorate le leggi per i clandestini»). Che c’entra il Comune? Da chi o cosa dovrebbe difendersi? Chiariamo. Il sequestro di appartamenti locati a clandestini non li fa il sindaco. Ma nemmeno la Polizia Locale, che può solo avanzarne richiesta. Li dispone e li convalida l’autorità giudiziaria. Tanto per fare un esempio, per 7 appartamenti di via Clitumno 11, noto stabile del degrado del quartiere via Padova, controllato ben 6 volte dai vigili, attendiamo ancora il decreto del gip per mettere i sigilli. Dunque la questione riguarda i giudici e non il Comune. Giudici che però applicano semplicemente la legge. Se non scattano i sequestri, ci deve essere qualche difficoltà di interpretazione di un provvedimento che ha dato comunque ottimi risultati ma che deve essere calibrato meglio. Tanto che il sindaco, d’accordo con il prefetto, ha ritenuto di proporre alcune modifiche sulla questione delle confische. E io stesso avanzerò, come deputato, delle proposte di revisione della normativa. E vengo nello specifico alle problematiche. Punto primo. La norma prevista dal «pacchetto sicurezza» punisce chi cede o dà in affitto a «titolo oneroso un immobile a uno straniero irregolare al fine di trarre ingiusto profitto». Bene. Ma quando è «ingiusto»? Come lo si monetizza? Riscuotere sei euro a notte per far dormire cinquanta persone in un appartamento di 60 metri quadri è «ingiusto» o lecito guadagno? Con quel termine poco chiaro (non sarebbe bastato scrivere semplicemente «profitto»?) si pongono degli ostacoli. Dal 23 maggio 2008, data in cui è entrato in vigore il primo decreto sicurezza, i vigili hanno per esempio scovato ben 18 appartamentidormitorio nel quartiere Sarpi. Ma i clandestini non parlano o al più dichiarano di essere ospiti o di pagare cifre irrisorie al locatario. Guadagni, dunque, non sufficientemente «ingiusti» per determinare i sequestri. Punto secondo. Va poi appurato, dice la norma, che la proprietà non appartenga a persona estranea al reato. Altrimenti niente confisca. Ma spesso, e ritorno a Sarpi, c’e il sistema del subaffitto. Italiani che cedono in locazione dei locali a cinesi che a loro volta affittano a clandestini. E la legge viene aggirata. Punto terzo, i controlli. Le Forze dell’ordine possono violare il domicilio senza consenso solo in caso di perquisizione alla ricerca di armi o droga o nel caso di ricerca di latitante. Qualche strumento in più per agevolare i controlli sarebbe utile. * vicesindaco di Milano I veri poteri del Comune contro gli abusivi La lettera ::: MASSIMO COSTA Comodo come un taxi, prenotabile come un radiobus, rapido come un autobus libero dal traffico. La rivoluzione dei trasporti in periferia si chiama “bus di quartiere”, il sistema di navette che ruoterà nelle zone più decentrate dalle dieci di sera alle due di notte. Obiettivo: permettere ai milanesi di arrivare a casa evitando lunghe (e pericolose) attese alle fermate dopo il tramonto. Il presidente di Atm Elio Catania lo definisce il primo «trasporto pubblico personalizzato». I nuovi bus viaggeranno soltanto all’interno dei quartieri, aggiungendo alle fermate tradizionali anche le fermate dei radiobus. Un punto di raccolta e discesa ogni cento metri. ESPERIMENTO UNICO I percorsi, a differenza delle linee canoniche, sono tagliati a misura di cliente: si può prenotare il viaggio al telefono (chiamando lo 02.4803.4803) oppure comunicare sul momento la propria destinazione all’autista. Il prezzo è quello di una corsa ordinaria (1 euro), ma il tempo massimo di attesa si dimezza rispetto agli orari notturni (da 30 minuti a 15). «Non esistono esperimenti simili in tutta Europa» sorride entusiasta il sindaco Letizia Moratti. «Ogni quartiere avrà 30 fermate e 67 corse in più ogni notte». Si parte sabato sera da ComasinaBruzzano e QuintosoleNoverasco, dove debutteranno i bus speciali “Q34” e “Q52”. Da settembre, poi, i nuovi servizi notturni invaderanno tutta Milano con altri 11 linee personalizzate. Da Niguarda al Gallaratese, da Baggio al Forlanini. Via i bus tradizionali, dentro i radiobus di quartiere. Il capolinea di partenza incrocerà sempre le linee di collegamento verso il centro, potenziate d’ora in avanti dopo le 22. Il biglietto per le navette, senza sovrapprezzo, si potrà comprare anche a bordo della vettura. PIÙ SICUREZZA Per Andrea Mascaretti, assessore comunale al Decentramento, è una conquista che renderà più sicuri i cittadini delle periferie: «Fino alle due di notte non si dovrà più aspettare né fare lunghi percorsi a piedi. Sarà un vantaggio sia per i lavoratori sia per chi torna dal teatro o dal ristorante». Il bus di quartiere è una delle novità che Atm sta introducendo insieme al Comune per rendere più efficiente il trasporto pubblico. In centro, ad esempio, verranno deviati i tram che formano gli imbuti storici di piazza Cordusio e via Broletto. Le linee 2 e 3 saranno accorciate per evitare ritardi e sovrapposizioni. Intorno ai Bastioni si elimineranno gli incolonnamenti di tram e bus. «La rete in superficie è rimasta uguale per 25 anni» osserva Catania «ora la miglioreremo sistemando i punti più critici». LINEE PER PENDOLARI Il centro, le periferie, l’hin terland. Atm ha già vinto i bando per i trasporti provinciali dei Comuni a ovest e a nordest di Milano: l’ambi zione futura è quella di creare nell’hinterland un servizio sempre più “integrato” con i mezzi del capoluogo. Come le periferie di Londra o Parigi. «I sindaci ci chiedono collegamenti punto a punto con Milano» dice il numero uno di Atm, « non escludo in futuro linee dirette per i pendolari». I primi contatti con Monza e Piacenza sono già avviati. Alessandria, Novara e Bergamo potrebbero accodarsi in un secondo momento. Il modello, in questo caso, è il Linate Express che collega direttamente il centro di Milano allo scalo del Forlanini senza fermate. Ci si lancia nella concorrenza ai treni? «Noi pensiamo a fare gli interessi dei cittadini» taglia corto la Moratti, «lavoriamo solo a offrire servizi migliori». Annuncio del ministro Alfano Tre milioni e mezzo al Tribunale per tagliare gli arretrati ::: CARLO SALA Tre milioni e mezzo dal governo al tribunale di Milano, per snellire le procedure giudiziarie, anzitutto nel settore civile, attraverso l’adozione di sistemi informatici, sono stati annunciati ieri dal guardasigilli Angelino Alfano, accanto al sindaco Letizia Moratti, al sottosegretario per l’Economia Luigi Casero, al presidente del tribunale Livia Pomodoro e al presidente della corte d’appello Alfonso Marra. Reperita attraverso un emendamento al decreto “milleproroghe”, la somma consentirà secondo la Pomodoro «un programma di riorganizzazione degli uffici giudiziari al fine di consentire al Tribunale e a alla Corte d’appello di arrivare preparati all’appuntamento con l'Expo». «Sarà un esperimento pilota a livello nazionale. Il ministero dell’Economia si è detto disponibile e ci ha consentito di affermare il principio del premio al merito e il principio dell’attivazione del governo a migliorare il sistema in caso di situazioni eccezionali come l’Expo. Questo darà una marcia in più di efficienza al sistema giudiziario milanese» ha spiegato Alfano, lodando le iniziative già adottata «dall’atti vissima» Pomodoro per rendere più efficiente l’apparato giudiziario e ricordando di converso che «oggi abbiamo 5,6 milioni di procedimenti civili arretrati accumulati negli ultimi 30 anni. Ora ogni anno smaltiamo i procedimenti che entrano, ma nessuna riforma può risolvere il problema dello zaino di piombo dell'arretrato. Da questa premessa muove la scelta di riformare la procedura civile e di incentivare la conciliazione stragiudiziale». Mentre la Moratti scommetteva che quella col ministero di via Arenula «sarà una collaborazione vincente perché si potranno mettere in rete i contributi che ciascuno di noi può dare, è un vantaggio per tutti e per il nostro sistema di giustizia. Questa scelta premia le politiche attuate dal Comune di Milano a favore della centralità della persona e dei suoi bisogni. Il nostro obiettivo, infatti, è rendere più accessibili i servizi alla persona e questo lo facciamo già grazie a «Milano Semplice e tante altre iniziative per la sicurezza», il sottosegretario Casero ha prefigurato per Milano un ruolo di apripista anche nel settore giudiziario. «Il governo ha deciso di finanziare questo esperimento che se dovesse riuscire potrebbe essere trasferito. Speriamo possa portare a innalzare il livello di efficienza in tutto il Paese» ha dichiarato. Dalle 22 alle 2 del mattino Gira di notte il radiobus di quartiere Più sicurezza e meno attese col servizio su chiamata. Si parte a Comasina e a Quintosole Angelino Alfano Ftg. PREALLERTATI GLI SPALATORI . Allarme neve: attesi 15 centimetri Quindici centimetri di neve entro questa sera, con temperature fisse attorno agli zero gradi per tutta la giornata. È quanto prevede il preallarme neve scattato ieri pomeriggio in città. Palazzo Marino e Amsa hanno predisposto il piano di interventi per le prossime ore. I mezzi per la salatura e la spalatura già posizionati e pronti a intervenire sono in tutto 356, con 690 operatori Amsa operativi e 400 spalatori avventizi allertati già da questa mattina. «Ciò che ci preoccupa ha detto l’assessore comunale all’Ambiente Paolo Massari, sono le temperature basse per tutti i prossimi giorni, che potrebbero far gelare la neve caduta al suolo». [Fotogramma] Fabio Scaletti Caravaggio La vita del grande artista raccontata attraverso i suoi quadri Il libro riunisce il fascino di una biografia letteraria e il rigore di una monografia scientifica. Viene analizzata l’intera produzione autografa del grande pittore, composta da 76 dipinti; a ogni quadro viene dedicata una scheda che si avrebbe quasi la tentazione di ritagliare e, volta per volta, portare con sé a una mostra. Pagg. 134 € 16,00 Tel. 02.58.31.28.11 www.grecoegrecoeditori.it
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 43 stampata da: zulin alle ore: 20.23.42 colore 43Mercoledì 10 marzo 2010CRONACA @ commenta su www.liberonews.it STEFANO MAULLU «La battaglia è vinta, ora torniamo a parlare di politica» «Ora torniamo a parlare di politica». Per l’assessore regionale PdL Stefano Maullu la priorità è archiviare subito questa vicenda. La sentenza del Tar non lascia spazio a dubbi: gli azzurri sono pronti a correre. «Siamo molto soddisfatti», spiega il dirigente azzurro, «questa sentenza cancella ogni dubbio su di noi, sempre che ce ne fossero». Anche per quanto riguarda il partito la situazione è destinata a migliorare. «Non c’è nessuna tensione», spiega Maullu, «e se c’è stata ora si scioglierà come neve al sole. C’è un partito assolutamente pronto a sostenere Roberto Formigoni, che per quindici anni è stato il vero motore per lo sviluppo di questa regione». Il caos liste, per altro, non sembra aver particolarmente intaccato l’immagine del partito agli occhi degli elettori, anzi. «Io credo che in questo momento ci sia la voglia e la possibilità di fare, di recuperare qualche giorno perso. E alla fine il PdL confermerà e saprà migliorare i suoi numeri». I rapporti con la Lega, che nelle ultime settimane non ha risparmiato critiche, anche pesanti, per come era stata gestita la raccolta delle firme, non si sono incrinati: «I nostri alleati ci hanno abituato a questi eccessi, ma non abbiamo dubbio che in campagna elettorale la competizione sarà basata sui contenuti, non sulle polemiche». Per quanto riguarda i ricorsi di Penati, la cosa ora non preoccupa più. «Il Tar è stato molto chiaro, non credo ci siano spazi per ricorsi». Mentre l’ex presidente della provincia si avvia a una sconfitta: «Bisogna ricordare che si tratta di un candidato “me tropolitano”, che si concentra su una parte limitata della regione. Fa campagna sulla provincia di Milano, mentre nel resto della regione continua a non essere conosciuto da nessuno. Non ha nessuna possibilità di vincere queste elezioni». Pronto il nuovo esposto contro gli azzurri Penati fa ricorso Il Celeste lo archivia «Basta chiacchiere» Il Tar conferma l’ammissione del listino di Formigoni Il Pd: i giudici mentono. Ma per il PdL «il caso è chiuso» ::: LORENZO MOTTOLA L’agenda è già pronta. Oggi il PdL del Lazio presenterà ricorso al Consiglio di Stato per tentare di riportare in corsa le sue liste. Poco dopo, per ritorsione, Filippo Penati contrapporrà un suo esposto con l’obiettivo di far fuori Roberto Formigoni dalle regionali Lombarde. Solo in questo modo, dicono a sinistra, si saprà se le firme presentate dagli azzurri sono effettivamente regolari. Il tutto nonostante il Tar ieri abbia ribadito che il governatore ha tutti i diritti per tentare la scalata al Pirellone. I giudici hanno emesso una sentenza che, parole di Formigoni, «dà straragione» al centrodestra. Primo: la Corte d’Appello non aveva i poteri necessari per escludere le liste del presidente delle elezioni. Secondo: l’atto è stato emesso oltre il tempo massimo consentito, ovvero dopo le 24 ore previste per presentare istanze di riesame. Terzo: il contestatissimo decreto legge emanato venerdì dal governo per porre fine al caos elettorale non ha assolutamente influito sulla decisione delle toghe. Quarto: visto che il salvaliste non c’entra, il risultato delle regionali lombarde non potrà assolutamente essere contestato dopo il voto. Esattamente il contrario di quanto sostenuto dal Partito Democratico in questi giorni. La vittoria è completa e, di conseguenza, Formigoni ha deciso di cambiare linea. Si torna alla normalità, basta parlare di carte bollate, è tempo di programmi. Una scelta maturata anche in base a una certezza: viste la sentenza del Tar, appare del tutto scontato che il ricorso alla Consiglio di Stato del Pd finirà in nulla. «Ai politici», ha detto Formigoni, «conviene tornare a svolgere il proprio ruolo altrimenti la gente si stanca e non è che si stancano prima quelli di una parte o dell’altra». Per di più, «noi veniamo meno alla nostra funzione fondamentale a servizio della democrazia che è quella di fare proposte e governare coerentemente». Il Pd, come detto, non sembra aver alcuna intenzione di raccogliere l’invito del governatore, anzi. La battaglia a colpi di carte bollate continua. Per Penati, infatti, le motivazioni fornite dai giudici sono del tutto insufficienti: «Quando si esagera si esagera. Noi siamo abituati a rispettare le sentenze e i giudici che le emettono, ma appare davvero strano che il Presidente della quarta sezione del Tar, il dottore Adriano Leo, affermi ancora oggi di non aver ”nemmeno voluto ancora leggere il decreto”». L’obiettivo del Pd è chiaro: collegare le polemiche sul salvaliste a Roberto Formigoni. Cosa finora impossibile: «Eppure già sabato mattina il Presidente era entrato nell’aula del Consiglio con una copia del decreto sotto il braccio, prima ancora che fosse pubblicato. Noi naturalmente non crediamo che il dottor Leo non abbia letto il decreto perché è da giorni che non si fa altro che parlare di questo. Perché se dovessimo credere alle sue parole, il suo comportamento sarebbe forse da censurare». Il risultato è che, come detto, il ricorso del Pd arriverà a breve: «Ho parlato con i miei legali, gli estremi ci sono. Senza il decreto legge “Salvaformigoni” non ci sarebbe la sua candidatura». Anche il consigliere provinciale Roberto Caputo, infine, se la prendono coi giudici, ma per una ragione diversa: «Hanno contraddetto i loro colleghi del Lazio». «Questa ultima sentenza», ha aggiunto il piddino, «non chiarisce minimamente se le firme raccolte dalle liste Formigoni siano sufficienti e regolari. Questo è il dubbio che rimane ai cittadini milanesi che si dovranno recare alle urne». L’appiglio polemico, quindi, è dato dal fatto che il Tar non è dovuto neanche arrivare all’esame delle firme, ritendendo inutile e illecita perfino l’idea di effettuare un controllo. Formigoni, comunque, non sembra affatto intimorito: «Non abbiamo nessun problema se Penati fa ricorso, noto soltanto da diversi giorni che Penati aveva detto che non l'avrebbe fatto, se lo fa sono scelte sue». Agnoletto: «Nessuno mi parla» La sinistra torna alla normalità: il Prc insulta i democratici ::: FRANCESCO CAMBRIA Il succo del discorso è che con Vittorio Agnoletto, candidato di Rifondazione e Pdci alle prossime regionali, nessuno vuole neanche parlare. È questa la scintilla che, dopo giorni di “santa alleanza” contro Roberto Formigoni, ha fatto tornare il centrosinistra alla normalità, ovvero agli insulti tra ex alleati. Così Filippo Penati è stato definito dal compagno «un candidato fantasma» che «copia Berlusconi» e che quindi «scappa da ogni confronto». Il tutto perché l’ex presidente della Provincia non si era presentato a un dibattito su RaiTre. Un fatto «inaccettabile» che ha fatto scattare la lezione di politica di Agnoletto: «Il sale della democrazia è il confronto tra posizioni diverse». E invece, «Penati ha paura del confronto, in particolare quando deve confrontarsi con il sottoscritto». L’unico altro politico che si comporta così, continua l’attivista noglobal, «è Berlusconi, che Penati, in un delirio di onnipotenza o in preda ad una crisi di panico, sembra aver deciso di prendere a modello». La risposta di Penati si rifà allo scarso appeal di Rifondazione in questo particolare momento storico: per Agnoletto attaccare Penati è l’unico modo per guadagnarsi un po’ di visibilità, «per avere due righe sui giornali». Il candidato dei democratici «era a un confronto a Confindustria e non si è mai sottratto a incontri». I nervi sono tesi, ma per il centrosinistra lombardo c’è ancora speranza. Sabato il “popolo viola”, Pd e Prc scenderanno contemporaneamente in piazza per protestare contro il decreto salvaliste. E ovviamente anche in questo caso è scoppiata la polemica. Rifondazione intende partecipare al corteo con i viola e l’associazione dal grottesco nome “Adesso Basta”. Il Pd, in teoria, dovrebbe essere emarginato in un corteo a parte, ma alcuni consiglieri stanno lavorando per rientrare nel gruppo. «La manifestazione di sabato prossimo a Milano contro il decreto salvaliste sia unitaria», tuonano i consiglieri regionali Monguzzi «è meglio un unico grande concentramento a Cairoli, dove c'è peraltro più spazio, che due ritrovi diversi, uno a Cairoli, come propone il PD, l'altro in Piazza Mercanti, proposto dal Popolo viola. Filippo Penati Ftg. La protesta, per fortuna, è durata pochi minuti. I consiglieri comunali del Pd si sono presentati ieri in aula con una serie di cartelli destinati a formare la scritta ”vergogna”. L’obiettivo, naturalmente, era contestare la decisione del governo di varare il decreto salvaliste. [Fotogramma] . SCENEGGIATA INUTILE A PALAZZO MARINO ::: ROBERTO POLETTI Se fosse vera questa storia che il sindaco di Brescia Adriano Paroli e i suoi della giunta di centrodestra avrebbero speso cinquantamila euro dei cittadini in diciotto mesi tra ristoranti e gozzovigliamenti vari senza neppure presentare al Comune adeguata documentazione giustificativa, ci sarebbe quantomeno da mettersi le mani nei capelli per la disperazione. E poi agire senza indugi. Costringere il primo cittadino (che tra l’altro conserva anche l’in carico di onorevole a Roma) e gli assessori a restituire i soldi e azzerare tutto. Unica nota positiva, se mi permettete, il comportamento dell’asses sore della Lega Nord Massimo Bianchini, che non ha speso un solo euro del contribuente. Attendiamo spiegazioni convincenti. rpoletti@hotmail.com Rimborsi spese Il PdL bresciano spieghi tutto Grane
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 44 stampata da: grafici04 alle ore: 19.47.53 colore 44 Mercoledì 10 marzo 2010 I NOSTRI PUNTI VENDITA: TORINO Corso Siracusa, 13 Tel. 011 352836 Orario: dal lunedì al sabato 08,30 19,20 continuato TORINO Corso Moncalieri, 283 Tel. 011 6618219 Orario: lunedì 15,45 19,15 / dal martedì al sabato 09,00 12,30 / 15,45 19,15 CORSICO (MI) Via Cellini, 1/A (Lorenteggio) Tel. 02 48602117 Orario: dal lunedì al sabato 09,00 19,30 continuato CINISELLO BALSAMO (MI) V.le Brianza, 95 Tel. 02 61294032 Orario: dal lunedì al sabato 09,00 19,30 continuato Troverete ulteriori offerte nei nostri punti vendita Offerte valide dal 10/03/2010 al 06/04/2010 e comunque sino ad esaurimento delle scorte NUO VE PROMOZIONI dal 07/04/2010 Richiedetealle casse laTES SER A FEDEL TÀ Le PROMOZIONI del mese Sensible 33 € 72,90 Sconto 10% € 65,61 Fit 32 € 64,40 Sconto 10% € 58,41 Indoor 27 € 66,90 Sconto 10% € 60,21 ROYAL CANIN gatto kg. 10 HILL’S SP CANE kg. 15 Puppy Adult Agnello/Tonno Mature € 72,50 Sconto 22,90% € 55,90 OFFERTA SCORTA 2 sacchi Sconto 26,65% € 107,80 € 53,90 cad. EUKANUBA cane kg. 15 Adult Medium dult Large Breed € 64,90 Sconto 30,82% € 44,90 OFFERTA SCORTA 2 sacchi Sconto 33,89% € 85,80 € 42,90 cad. HILL’S cane Scatolette gr. 370 Ogni 10 scatolette + 1 scatolette OMAGGIO € 24,20 Sconto 9% € 22,00 € 2,00 cad. ROYAL CANIN kg. 15 ADULT MEDIUM ADULT € 64,90 Sconto 10% € 58,41 GIANT ADULT € 64,90 Sconto 10% € 58,41 NUTRO CHOICE Maintenance cane Kg. 15 € 65,00 Sconto 23,23% € 49,90 OFFERTA SCORTA +Chiavetta USB OMAGGIO 2 sacchi Sconto 30,92% € 89,80 € 44,90 cad. to % 0 HILL’S SP CANE kg. 12 Adult POLLO LARGE BREED € 52,90 Sconto 24,57% € 39,90 OFFERTA SCORTA 2 sacchi Sconto 28,35% € 75,80 € 37,90 cad. ROYAL CANIN Maxi Adult Kg. 15 Kg. 15+3 € 64,90 Sconto 10% € 58,41 OFFERTA SCORTA 2 sacchi Sconto 20% € 103,84 € 51,92 cad. GOURMET GOLD gr. 85 € 0,74 cad. Sconto 20% 1 cart. (24 pz) € 14,16 € 0,59 cad. GOURMET Perle Buste gr. 85 € 0,89 cad. Sconto 16% 1 cart. (24 pz) € 18,00 € 0,75 cad. DIAMANT gatto gr. 85 € 1,05 cad. Sconto 16% 1 cart. (24 pz) € 21,36 € 0,89 cad. GOURMET gatto gr.195 € 1,05 cad. Sconto 16% 1 cart. (24 pz) € 21,36 € 0,89 cad. NUTRO CHOICE Maintenance Lamb & Rice cane Kg. 15 € 75,00 Sconto 24,13% € 56,90 OFFERTA SCORTA +Chiavetta USB OMAGGIO 2 sacchi Sconto 30,80% € 103,80 € 51,90 cad. 15 to % 0 INODORINA Lettiera Silicio 5,3 lt. € 5,90 Sconto10% € 5,30 OFFERTA SCORTA 2 sacchetti Sconto 16,10% € 9,90 L S O S 2 S € 4,95 cad. Cappottini e Maglioncini Vari modelli e taglie € 15,90 NUTRO CHOICE Maintenance Large Breed cane Kg. 15 € 69,50 Sconto 23,88% € 52,90 OFFERTA SCORTA +Chiavetta USB OMAGGIO 2 sacchi Sconto 31,07% € 95,80 € 47,90 cad. ROYAL CANIN kg. 12 Pastore Tedesco Labrador € 69,40 Sconto 10% € 62,46 OFFERTA SCORTA 2 sacchi Sconto 20% € 111,04 € 55,52 cad. FLIPPY DELUXE Guinzaglio estensibile Sconto 20% Flippy Deluxe Medium: € 20,10 € 16,08 Flippy Deluxe Large: € 25,20 € 20,16 CATSAN Lt. 10 Lettiera igienica € 9,90 Sconto 15,15% € 8,40 OFFERTA SCORTA 4 sacchetti Sconto 30,30% € 27,60 € 6,90 cad. SHEBA gatto gr. 100 € 0,94 cad. Sconto 15,95% 1 cart. (32 pz) € 25,28 € 0,79 cad. gCESAR cane gr. 150 € 1,24 cad. Sconto 20,16% 1 cart. (24 pz) € 23,76 € 0,99 cad. WHISKAS multipack gatto gr. 100 x 12 bustine (Flash 8+4 omaggio) € 7,40 Sconto 33,33% 1 confezione (12 pz) € 4,93 OFFERTA SCORTA 4 conf. (48 bustine) Sconto 43,92% € 16,60 prezzo a confezione € 4,15 € 0,35 singola bustina € 42,90 cad. HILL’S SP CANE kg. 12 Puppy Adult light Mature € 58,00 Sconto 22,58% € 44,90 OFFERTA SCORTA 2 sacchi Sconto 26,03% € 85,80 € 39,90 cad. PRO PLAN cane kg. 15 Adult ckiken Adult ROBUST ATHLETIC € 65,50 Sconto 31,16% € 44,90 OFFERTA SCORTA +Bidone portacrocchette OMAGGIO 2 sacchi Sconto 39,08% € 79,80 39 909 AN ca S O p O 2 S 3 ATLAS CAR Sconto 30% Mini € 92,80 € 64,96 Mis. 80 € 132,30 € 92,61 Mis. 100 € 173,30 € 121,31 Maxi € 258,10 € 180,67 TRASPORTINO ATLAS Sconto 20% Atlas 30: € 45,60 € 36,48 Atlas 40: € 90,40 € 73,32 Atlas 50: € 199,90 € 159,92 Atlas 60: € 239,60 € 191,68 Atlas 70: € 312,20 € 249,76 ATLAS trasportino Sconto 20% Atlas 10: € 18,90 € 15,12 Atlas 20: € 27,00 € 21,60 ALMO HOLISTIC gatto gr. 400 Kitten Mantenimento (escluso Alta digeribilità) € 5,20 cad. Sconto 15% € 4,42 OFFERTA SCORTA 2 sacchetti Sconto 25% € 7,80 € 3,90 cad. ALMO Cuisine Dog gr. 340 € 2,30 cad. Sconto 17,83% 1 cart. (12 pz) € 22,68 € 1,89 cad. HILL’S DIET cane sacchi kg. 101214 T/D kg. 10 € 69,90 Sconto 10% € 62,91 Z/D kg. 10 € 97,90 Sconto 10% € 88,11 W/D kg. 12 € 83,00 Sconto 10% € 74,70 R/D kg. 10 € 97,00 Sconto 10% € 87,30 J/D Reduced Calorie kg. 12 € 87,90 Sconto 10% € 79,11 D/D I/D J/D K/D PD kg. 14 € 98,90 Sconto 10% € 89,01
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 45 stampata da: zulin alle ore: 20.17.04 colore 45Mercoledì 10 marzo 2010CRONACA @ commenta su www.liberonews.it Grandi opere per l’Expo Podestà restituisce il mare ai milanesi Dopo due anni l’Idroscalo torna balneabile: sei milioni per riqualificarlo, inaugurazione il 29 maggio ::: DINO BONDAVALLI L’Idroscalo riapre le porte ai bagnanti. E, a oltre due anni di distanza dall’ordinanza con cui l’ex presidente della Provincia, Filippo Penati, aveva imposto il divieto di balneazione in seguito alla morte di due cuginetti egiziani, si prepara ad accogliere i milanesi nel corso dei mesi estivi. Il progetto di rilancio di quello che nei piani di Guido Podestà tornerà a essere “il grande parco dei milanesi” partirà infatti con la riapertura ai bagni del tratto di bacino intorno alla Punta dell’Est, dove si trova a una delle spiagge più frequentata dell’Idroscalo. Ad annunciarlo la presidente della Commissione provinciale ai Giovani, Sport e Idroscalo, Roberta Capotosti, che ieri a Palazzo Isimbardi ha illustrato il piano di riqualificazione del parco e delle sue strutture in vista di Expo 2015. «La riapertura alla balneazione della zona intorno alla Punta dell’Est già entro questa estate, rappresenta la prima fase del progetto di rilancio con cui vogliamo fare dell’Idroscalo il secondo centro dell’Expo» ha spiegato la Capotosti. Una fase che si è già aperta con le valutazioni tecniche sul fondale, «necessarie per garantire che la balneazione si svolga in tutta sicurezza» ha sottolineato la presidente della Commissione, e che proseguirà con la discussione su come delimitare l’area balneabile e dove sistemare le postazioni dei bagnini, attraverso una serie di passaggi che dovrebbero comunque svolgersi in tempi piuttosto rapidi. L’intenzione della Provincia che ha già fissato al 29 maggio il giorno di apertura della stagione dei bagni è infatti quella di definire tutti i dettagli dell’operazio ne già nelle prossime settimane, in modo da non dover trasformare l’intervento in una corsa contro il tempo. A confermarlo anche il fatto che Palazzo Isimbardi stia già lavorando con la Federazione italiana nuoto (Fin) per stringere gli accordi che consentiranno di reclutare i bagnini che presidieranno l’Idroscalo, la cui presenza sarà indispensabile per garantire la sicurezza dei bagnanti. Ma nel progetto per la riqualificazione del centro, per cui sono previsti sei milioni d’investi mento finanziati a metà dalla Provincia e dalla Regione, c’è molto di più. «La seconda fase dell’operazione, che dovrebbe concludersi prima del 2015 ha proseguito la Capotosti prevede la realizzazione di un Centro per la medicina sportiva, in cui una particolare attenzione verrà dedicata alla riabilitazione e alla valutazione fisica dei ragazzi che s’avvicinano a una disciplina sportiva, di un orto botanico e di aree per gli anziani, le famiglie e i bambini». Tutto senza dimenticare la sicurezza, che sarà aumentata «rinnovando le apparecchiature e l’impianto di videosorveglianza che sotto la gestione Penati non erano stati aggiornati», conclude la Capotosti. Occhi elettronici che offriranno un aiuto in più alle forze dell’ordine e ai City Angels che svolgono il “servizio di cortesia” all’Idroscalo. Buona sanità Bisturi senza cicatrici: un centro al Niguarda IMPRONTE DIGITALI Al via oggi i passaporti elettronici I cittadini della provincia di Milano potranno, a partire da oggi, ottenere il nuovo passaporto elettronico con le impronte digitali. I passaporti elettronici, secondo quanto previsto dalla normativa europea, devono contenere la fotografia e le impronte digitali del titolare. Il passaporto non cambierà il suo aspetto esterno, ma il microchip conterrà foto ed impronte rilevati al titolare. Dall’acquisizione delle impronte sono esentati i minori fino a dodici anni. Tutti i passaporti rilasciati prima del 10 marzo rimarranno validi sino alla loro naturale scadenza. Con la nuova procedura, solo le Questure e i Commissariati saranno abilitati alla rilevazione delle impronte, mentre rimarranno invariate le competenze di Comuni, Carabinieri e Poste per l’accet tazione delle istanze e la consegna dei relativi passaporti. MALA SANITÀ L’ex Santa Rita risarcisce quattro pazienti L’ex clinica Santa Rita ha risarcito con 200 mila euro totali quattro pazienti costituitisi parti civili nel processo a carico dell’ex primario, Pier Paolo Brega Massone e altri, per interventi chirurgici “inutili” ef fettuati solo per gonfiare i rimborsi che, secondo l’accusa, avrebbero provocato lesioni. I quattro pazienti, dopo i risarcimenti ottenuti, hanno revocato la costituzione di parte civile, mentre il processo è ancora in corso e si avvicina la data della requisitoria dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, che non è stata ancora fissata. Intanto, però i giudici della quarta sezione penale di Milano decideranno il 16 marzo se accogliere o meno una “superperizia” chiesta dalle difese per verificare paziente per paziente l’intero operato dell’equipe di Brega. Dei risarcimenti dati, il più cospicuo (73mila euro) è andato a un uomo di 61 anni, operato inutilmente, secondo l’accusa, da Brega a un polmone. Anche gli altri tre pazienti avevano subito interventi ai polmoni. SPIAGGIA CITTADINA Una foto scattata all’Idrosca lo nell’estate 2006, l’ultima in cui s’è potuto fare il bagno. Dopo un grave incidente, infatti, l’accesso alle acque è stato vietato dalla precedente amministrazione di centrosinistra. Fotogramma ::: SARA PEZZI Si tratta di una sorta di “palestra hitech” per allenare i chirurghi e i camici verdi del futuro ad usare il bisturi senza lasciare cicatrici. Ospita sofisticati laboratori di simulazione e moderni robot, compreso l’ultimo modello a quattro braccia e due console per interventi “in tandem”, il nuovo centro d’adde stramento inaugurato ieri all’ospedale Niguarda. Si chiama Accademia Aims (Advanced international miniinvasive surgery) è costata ben 13 milioni di euro ed è stata realizzata, in meno di tre anni, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. Oltre al ministero ad investire nella nuovissima struttura, la Regione Lombardia, l’azienda ospedaliera Niguarda, la Fondazione Cariplo e aziende del settore biomedico e tecnologico. «Questo centro è il primo in Italia, il secondo o al massimo il terzo in Europa», ha annunciato ieri con soddisfazione il governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Visto le avanzate tecnologie di cui dispone il centro già operativo da ieri pomeriggio ospiterà medici e studenti italiani e stranieri. «L’obiettivo spiega Antonello Forgione, direttore scintifico dell’Aims è imporlo come punto di riferimento internazionale per la microchirurgia, e in particolare della microchirurgia senza cicatrici. Qui gli allievi impareranno i segreti della chirurgia “soft” da esperti italiani e stranieri, specializzandosi, mossa dopo mossa, su computer e modelli animali». L’ideatore e fondatore dell’Accademia Aims è manco a dirlo Raffaele Pugliese, direttore del dipartimento chirurgico polispecialistico del Niguarda nonché il pioniere in Italia della cosiddetta chirurgia ”in visibile”. «Formazione ha spiegato ma anche ricerca e sviluppo sono le missioni della struttura». Il nuovo centro «sarà utilizzato per l’addestra mento in varie branche della medicina ha precisato il direttore generale del Niguarda, Pasquale Cannatelli e si inserisce perfettamente nella tradizione di Niguarda: noi non siamo un ospedale universitario nè un Irccs, eppure puntiamo non solo alla cura dei pazienti, ma anche alla formazione dei giovani e alla ricerca».
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 46 stampata da: grafici04 alle ore: 19.47.39 colore 46 Mercoledì 10 marzo 2010
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 47 stampata da: zulin alle ore: 20.16.04 colore 47Mercoledì 10 marzo 2010 @ commenta su www.liberonews.it ::: le lettere TuttoMilano Le lettere via email vanno inviate a: milanolettere@liberonews.eu sottolineando nell’oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano viale L. Majno 42 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.291. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. APPUNTAMENTI MERCATI Oggi ■ CALATAFIMI Via Calatafimi zona 1 ■ CALVI Via Melloni zona 4 ■ CESARIANO Viale Elvezia zona 1 ■ DE PREDIS Via Jacopino da Tradate zona 8 ■ ORBETELLO Via Orbetello zona 3 ■ OSOPPO Via Osoppo zona 7 ■ ROMBON Via Rombon zona 3 ■ SAN MARCO Via San Marco zona 1 ■ SEGNERI Via SegneriVia Reccaro zona 6 ■ TONEZZA Via Tonezza zona 7 ■ TRAVERSI Via F.lli Antona Traversi zona 8 ■ UNGHERIA Viale Ungheria zona 4 ■ VAL MAIRA Via Val Maira zona 9 Domani ■ AMPERE Via Ampère zona 3 ■ ARCANGELI Via Arcangeli zona 7 ■ ARDISSONE Via Ardissone zona 8 ■ ASMARA Via Asmara zona 9 ■ BENDETTO M. Via Benedetto M. zona 3 ■ BORDIGHERA Via Bordighera zona 5 ■ DARSENA Zona Darsena zona 1 ■ DELLA RONDINE Via Della Rondine zona 6 ■ FALK Via Falk zona 8 ■ FAUCHE’ Via Faucheè zona 8 ■ GARIGLIANO Piazzale Minniti zona 9 ■ MARTESANA Piazzale Martesana zona 2 ■ OGLIO Via Oglio zona 4 ■ OLMI Via degli Ulivi zona 7 ■ OSOPPO Via Osoppo zona 7 ■ PAPINIANO Piazza S. Agostino zona 1 ■ P.TA NUOVA Bastioni di Porta Nuova zona 1 ■ TABACCHI Via Tabacchi zona 5 ■ TRASIMENO Via Trasimeno zona 2 ■ V. PERONI Via Pascal zona 3 Chiusura al traffico: via P.Sarpi (tratto da l.go Gadda a via Lomazzo): chiusura al traffico veicolare per posa nuova tubazione acqua potabile (MM). 31 marzo 2010. via San Bernardo (tratto dal Quartiere Chiaravalle al confine col comune di San Donato): chiusura al traffico della carreggiata in entrambi i sensi di marcia per cedimento del muro di sostegno. Durata del provvedimento 90 giorni. Sottopasso ferroviario Lunigiana Brianza chiuso al traffico in direzione p.le Loreto in orario notturno dalle ore 22.00 alle ore 06.00, per 25 notti, dal lunedì al venerdì, per lavori di riqualificazione. via Patroclo all'intersezione con via Achille: chiusura al traffico in direzione Autostrade Nord per lavori A2A Teleriscaldamento. Durata prevista dei lavori 45 giorni. Itinerario alternativo Via Pinerolo Via Ippodromo Proseguono i lavori stradali in: Proseguono i lavori stradali in: p.za Meda, p.za Sant'Ambrogio, v.le Umbria x p.za Cappelli, p.za Novelli, p.za Piemonte, p.za XXV Aprile, via Rosales (tratto da via De Cristoforis a via Don Sturzo), via Volturno, viale Testi, p.le Istria, viale Zara, via Comasina (tratto da cav. Senigallia a via Teano), via Adriano, via Cimabue, p.za Argentinae viale Renato Serradove si possono creare problemi alla circolazione dovuti alla presenza dei cantieri. LAVORI IN CORSO FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) K6E CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magenta): V. Bassano Porrone, 4; p.za Lega Lombarda, 5; l.go Augusto, 8; Corso Porta Ticinese, 24. K6E NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Garibaldi): v. Cogne, 9; v. Varesina, 121; p.za Bausan, 3; p.le Archinto, 1; v. Murat, 85 ang. p.za Nizza. K6E SUD (Ticinese, Vigentina, Rogoredo, Barona, Gratosoglio): v. Bellezza, 2; v. Rogoredo, 113; v. Bonghi, 22; v. Mazzolari Primo, 35. K6E EST (Venezia, Vittoria, Romana, Loreto, Città Studi, Lambrate, Ortica, Forlanini, Mecenate): v. P. Castaldi, 29; v.le Brianza, 23; v. Ponte Nuovo, 40; v. Stradella, 1; v.le Rimembranze di Lambrate, 18; p.za Tricolore, 2; c.so XXII Marzo, 37; v.le Ungheria, 4; v. Venosa, 4, v.le Corsica, 42. K6E OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sempione, S. Siro): v.le Coni Zugna, 56; v.le Caterina da Forlì, 3; p.za Velasquez, 7; v. delle Betulle, 10; v. Mascheroni, 16; p.za Zavattari, ang. v.le Murillo, 33; v. Ugo Betti, 159/b; p.za Caneva, 3. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; v. Larga, 16; p.za Clotilde, 1; v.le Zara, 38; v.le Testi, 74; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v.le Corsica, 42; v.le Lucania, 10; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico polizia........................113 Carabinieri ................................................112 Vigili del fuoco ..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap ...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica ............................02.66982478 OrtopedicaTraumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Cittadinanzattiva........................02.73950559 Lac Lombardia ...........................02.58306583 Linea Amica (ore 2024)............02.39325273 Sordomuti DTS. .........................02.48204247 SOS Usura. ................................02.72022521 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga .......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali ................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità AEM ...................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda IRONIE Dopo Formigoni rischia pure il Milan? Una supplica a nome dei tifosi milanisti di tutta la Lombardia al presidente Berlusconi: viste le vicende delle liste Pdl, caro Cavaliere, segua lei personalmente l’iscri zione del Milan al prossimo campionato. Non vorremmo correre rischi... Roberto Bellia Vermezzo AUTOVELOX Automobilisti tartassati in zona Ripamonti Via Ripamonti, zona Sud di Milano, è assediata dal degrado: prostituzione, campi rom abusivi e rifiuti assediano l’area, che oramai pare totalmente fuori controllo! E nella vicina via Ferrari la situazione non cambia di una virgola: le prostitute nigeriane adescano clienti alla luce del giorno e la polizia locale, invece che multarle e riportare un po’ di decenza, preferisce tartassare gli automobilisti con l’autovelox! Perché questa totale indifferenza delle Istituzioni? Christian Romano Milano POLITICA I guai della Provincia dalle scuole alle strade Vorrei dire la mia a proposito sulla polemica riguardo alle Province indispensabili, rilanciata dalla lettera di un lettore che decantava il loro ruolo di “baluardo della democrazia”. Pur premettendo che le Provincie sono effettivamente indispensabili, è pur vero che debbano funzionare in maniera decorosa. Faccio un semplice esempio: le strade della Provincia di Milano. Insicure, brutte da guardare, desolanti, con le manutenzioni ordinarie assenti da anni, sporche, anzi sempre più sporche un anno dopo l’altro. Lo stesso discorso, tra l’altro, vale per le scuole provinciali. Inutile proseguire. Il presidente Podestà le ha ereditate così, un suo intervento potrà fare quella differenza che ancora non vediamo. Altrimenti cosa dirà di noi l’Europa? Livio D’Attoma e.mail La Locandiera secondo Quelli di Grock RIVISITAZIONE Torna fino al 28 marzo al Teatro Leonardo “La locandiera”, un classico di Quelli di Grock. Andrea Ruberti è lo straordinario interprete en travesti di Mirandolina, l’eroina di Carlo Goldoni dall’ironica e travolgente femminilità. La regia, come sempre, è di Valeria Cavalli e Claudio Intropido. Spettacoli alle 20.45, giovedì alle 19.45, domenica alle 16. Biglietti: 20/10 euro. ___________________________ Fino al 28/03, Teatro Leonardo Via Ampère 1, biglietti 20/10 euro La “rossa” La Roux rivelazione elettropop SOLD OUT Grazie al suo look bizzarro e alla voce riconoscibilissima, la londinese La Roux è stata la rivelazione dell’elettropop nel 2009. La rossa cantante inglese è questa sera ai Magazzini Generali, alle 20.45 per un concerto sold out da giorni. ___________________________ Questa sera, Magazzini Generali Via Pietrasanta 14, biglietti esauriti Il Candido di Voltaire in versione commedia TEATRO Il francese Voltaire è autore scomodo, chiacchierato e controcorrente, oggi come nel Settecento. La pubblicazione del suo “Candido” fu un caso controverso, ripercorso a teatro da “La commedia di Candido” di Stefano Massini, per la regia di Sergio Fantoni e la presenza, tra i protagonisti, della brava Ottavia Piccolo. Non una ricostruzione storica, ma una divertente spy story in costume. In scena al Carcano fino al 21 marzo, alle 20.30 (festivi alle 15). Biglietti: 34/25 euro. ___________________________ Fino al 21/03, Teatro Carcano Corso Porta Romana 63, 34/25 euro Il paesaggio Russo a Villa San Carlo PITTURA “Tesori della Russia. Il cielo, il mare, la terra” è la mostra ospitata fino al 12 settembre al Museo di Villa San Carlo Borromeo, a Senago. Esposte una cinquantina di opere di maggiori paesaggisti russi del Novecento, da Antipov a Tereshenko. Da martedì a domenica, dalle 10 alle 20. Ingresso: 8/5,50 euro. ___________________________ Fino al 12/09, Villa S. Carlo Borromeo Senago (Mi), p.za Borromeo 20, 8/5,50 euro Open Stage e le band emergenti LIVE Nuova tappa per l’Open Stage Tour di Freesky Music, rassegna riservata ad alcune delle migliori band emergenti della scena milanese. Questa sera dalle 22 sul palco del Mi Cantino di Monza si alterneranno Xanax, Sincrono, Le Cose Buone di Raione, BBQ e Krisp. Ingresso: 9 euro con prima consumazione compresa. ___________________________ Questa sera, Mi Cantino, Monza Via Dante Alighieri 6, ingresso 9 euro Vallanzasca, Turatello e gli altri Così la vecchia mala diventa “romantica” Sono sinceramente scandalizzato per la leggerezza con cui si è trattato il caso della scarcerazione di Renato Vallanzasca. Quarant’anni di carcere, non so quanti ergastoli e altre decine d’anni di pena da scontare, evasioni a profusione tanto da farmi perdere il conto. In fondo, però, è tutto regolare, perché dietro alla decisione dei giudici c’è l’articolo 21 dell’ordina mento penitenziario e una condotta in carcere, almeno negli ultimi anni, irreprensibile. Si sarà redento, Vallanzasca? Avrà messo la testa a posto? Lo scopriremo presto: se al posto di rientrare in cella, ogni sera dopo aver lavorato in pelletteria, l’ex bandito sceglierà di squagliarsela ancora una volta, avremo conferma del cervellotico sistema giudiziario italiano. Ma in effetti, non è tanto questo l’aspetto da condannare, quanto l’aureola di parasantità che circonda il bel René. Film, incontri, mostre, una sensazione diffusa di nostalgia e romanticismo intorno alle gesta di un malvivente, un assassino senza scrupoli. Altro che Robin Hood, Vallanzasca rubava per i propri comodi e se necessario uccideva a sangue freddo. Purtroppo però si sta cercando di far passare il periodo della mala milanese e dei suoi eredi negli anni Settanta, da Francis Turatello a Epaminonda fino appunto a Vallanzasca, come un’epopea fatta di belle donne, lusso, riscatto sociale, avventure di cavalieri senza paura e qualche macchia, ma non troppo ingombrante. E così, magari, chi cresce oggi alla Comasina potrebbe finire per pensare che Vallanzasca era, ieri, un ras del quartiere soltanto un po’ manesco e, oggi, un simpatico vecchietto con tante cose da raccontare. Osvaldo Bartoli Milano risponde Renato Besana Caro Bartoli, il bel René è circondato da un’aura leggendaria, che non implica però alcun giudizio di assoluzione: è un eroe negativo, come altri banditi prima di lui, dal Passatore a Luciano Lutring, “il solista del mitra”; a testimoniarlo ci sono molti libri e film. Certo che i Vallanzasca, i Turatello, e con loro i protagonisti della vecchia mala milanese, a paragone della criminalità odierna sembrano quasi bravi ragazzi. MILANO E LOMBARDIA
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 48 stampata da: grafici04 alle ore: 19.47.25 colore 48 Mercoledì 10 marzo 2010
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 49 stampata da: zulin alle ore: 20.05.15 colore 49Mercoledì 10 marzo 2010METROPOLI @ commenta su www.liberonews.it Segrate Ora gli ex carabinieri fanno la guardia ai rom Proteggeranno le aziende di via Galvani dai furti ::: FABRIZIO ARNHOLD SEGRATE I carabinieri in congedo faranno la guardia ai rom di Segrate. Saranno gli ex ufficiali in pensione, organizzati in turni di quattro ore dalle 20 alle 4 di mattina, a “pat tugliare” via Galvani, dove circa sessanta rom sono stati sistemati da due settimane in due capannoni dismessi di proprietà comunale. Nessuno li vuole. Almeno non vicino alla propria casa. Il rischio di furti, con loro nei paraggi, aumenta esponenzialmente. E chi lavora nella zona si lamenta. La vicenda inizia con lo sgombero del campo di via Rubattino, a Milano. Smantellate le baracche, i rom non sapevano più dove andare e il Comune ha deciso di ospitarli. Una sorta di emergenza umanitaria tanto che neppure la Lega cittadina ha aperto bocca, ingoiando il boccone amaro. «Rimarranno solo fino al 31 marzo», ha assicurato il sindaco, Adriano Alessandrini, nei giorni scorsi. Ma i proprietari delle ditte non ne vogliono sapere: “Via gli zingari dai nostri cancelli”. I problemi sono sempre gli stessi. Bivacchi, sporcizia, chiasso e qualche furto. Qui, per fortuna, di case non ce ne sono, ma chi finisce di lavorare tardi la sera, ha paura. L’asso ciazione nazionale carabinieri potrebbe essere una soluzione. A patto che i controlli siano assidui e capillari. I militari in pensione daranno una mano a vigili e carabinieri, senza volersi sostituire a loro. «Il nostro compito è quello di osservare» spiega Alvise Gorla, presidente associazione «per poi chiamare i nostri “fratelli maggiori” (ovvero le forze dell’ordine, ndr), nel caso ci fosse qualcosa di sospetto». I volontari che prestano servizio sono quindici, su circa 150 iscritti alla sezione segratese. Ma cosa fanno precisamente? «Verifichiamo che non ci siano tafferugli dentro il campo o fuori. Stiamo attenti che gli zingari non entrino nei capannoni e soprattutto che nessuno scavalchi i cancelli delle aziende vicine». E proprio dalle ditte sono piovute le critiche più pesanti. «Il vero problema è quello dei rifiuti» si lamenta un titolare «perché ogni mattina mi trovo di tutto davanti all’ingresso della mia azienda. Senza contare le numerose liti tra rom e Polizia locale accompagnate da urla. Il clima è comunque teso». Il primo cittadino di Segrate accusa il Comune di Milano. «Milano fa sgomberi su sgomberi – spiega Adriano Alessandrini – e noi che siamo a due passi, ci siamo trovati sul territorio oltre 150 rom. Una situazione che non abbiamo potuto ignorare, anche perché molti figli delle famiglie di nomadi frequentano le nostre scuole». Una decisione quasi obbligata ma che, assicura Alessandrini, «vede la legalità garantita. Abbiamo deciso di accogliere, provvisoriamente e non oltre fine mese, dodici nuclei familiari, con 38 bambini, nei nostri capannoni. Ogni ospite è stato fotosegnalato e chi ha commesso reati non può fermarsi. In questo modo su 150 nomadi sparsi, abbiamo dato asilo a meno della metà». Gli altri sono stati allontanati. Ma a fine mese, dove finiranno tutti? «In collaborazione con la comunità di Sant’Egidio, l’idea è quella di inserirli in un contesto abitativo», conclude il sindaco. PIOLTELLO . L’autodifesa veste in rosa PIOLTELLO (f. arn.) La sicurezza delle donne prima di tutto. Il Comune, a tutela del “gentil sesso”, ha organizzato dei veri e propri corsi di autodifesa. L’iniziativa, nata in collaborazione con Cernusco e Vimodrone, si chiama “Prenditi per mano” ed è rivolta a tutte le donne tra i 20 e 59 anni. Dieci lezioni costeranno 35 euro. «L’ini ziativa – sottolinea Fiorenza Pistocchi, assessore alle Pari opportunità – non è finalizzata solo all’appren dimento fisico, ma vuole promuovere soprattutto l’autostima». Ftg PARABIAGO Rapina in villa: pugni e schiaffi al gioielliere PARABIAGO È stata una domenica di terrore quella vissuta dalla famiglia di un noto gioielliere di Parabiago. Giampiero Fiorini, titolare in un’omonima azienda che esporta preziosi in tutto il mondo, si trovava nella sua villetta di via Aristotele, stava aspettando il figlio per cena, quando è stato sorpreso da quattro malviventi. I ladri hanno atteso l’arrivo del giovane, in modo da riuscire ad eludere gli allarmi, e con il volto coperto lo hanno bloccato riuscendo ad entrare nell’abita zione. La banda ha costretto Fiorini e la moglie a farsi dire dove si trovava la cassaforte prendendoli a pugni e a schiaffi. Nel parapiglia, è anche partito accidentalmente un colpo di pistola che fortunatamente non ha ferito nessuno. Prima di darsi alla fuga con gli orologi e le pietre preziose, per un valore di circa 20 mila euro, hanno legato con del nastro adesivo tutta la famiglia ad alcune sedie. Le vittime, solo dopo diverse ore, sono riuscite a liberarsi e a chiamare i carabinieri. Sul posto sono giunte le pattuglie di Monza e Legnano. M. PIZ. Adriano Alessandrini Ftg.
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 50 stampata da: grafici04 alle ore: 19.46.56 colore 50 Mercoledì 10 marzo 2010
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 51 stampata da: zulin alle ore: 20.13.25 colore 51Mercoledì 10 marzo 2010LOMBARDIA @ commenta su www.liberonews.it CREMONA Ora il Carroccio si autotaglia pure i gettoni CREMONA Anche se il gettone di presenza è poca cosa, la Lega ha deciso di far risparmiare il Comune di Cremona partecipando con un solo consigliere alle commissioni. «In questo modo spiega il segretario del Carroccio Emiliano Ferrari l’amministrazione spenderà in meno 60 euro (che diventeranno 42 per effetto del mancato rispetto del patto di stabilità, ndr) a seduta per cinque anni». Per una somma finale che si aggirerà intorno ai 40 mila euro. Le commissioni comunali sono nove e i consiglieri della Lega sei, il che consentirebbe ai lumbard di mandare in ogni commissione due suoi rappresentanti. «Invece ci siamo fermati a uno». Una sola presenza uguale un solo gettone. «Un piccolo sacrificio che però facciamo volentieri. A differenza di altri partiti che in commissione di persone ne mandano tre». Riferimento esplicito a Pd e PdL (rispettivamente 13 e 14 consiglieri), che però respingono al mittente il messaggio. Maura Ruggeri, capogruppo dei Democratici, ne fa una questione di principio: «È vergognoso scambiare la riduzione dei costi della politica con l’esercizio doveroso delle nostre prerogative. Disponibilissimi a discutere degli sprechi, ma giù le mani dalla partecipazione». Invece il capogruppo del PdL, Domenico Maschi, è più pragmatico. «Con un solo consigliere, se si ammala lui e pure il suo sostituto, significherebbe non partecipare alla commissione. Con tre questo rischio non c’è». G. BAZ. VARESE La gastronomia di lusso vendeva alimenti scaduti BUSTO ARSIZIO (VA) Ragna tele, presenza di escrementi di roditori, volatili morti e insetti. È questo lo scenario che si è presentato ai carabineri del Nas di Milano che, insieme a personale dell’ispetto rato controllo qualità del Ministero delle Politiche agricole e dell’Asl provincia di Varese, hanno ispezionato, due giorni fa, una nota gastronomia di Busto Arsizio. Per il titolare del negozio F. G., 64 anni, è scattata una denuncia per frode nell’eserci zio del commercio, detenzione di alimenti vari in cattivo stato di conservazione, in stato alterazione e invasi da parassiti, per aver venduto funghi porcini comuni fregiandoli impropriamente della denominazione “igp borgotaro”. E ancora: per aver venduto prodotti alimentari vari (carnei, ittici e prodotti da forno), arbitrariamente congelati, per l’uso di prodotti privi della corretta etichettatura, per la presenza all’inter no del deposito degli alimenti di escrementi di animali e materiali non attinente l’atti vità (auto e attrezzature varie). Nel corso dell’operazioni sono stati sequestrati 400 forme di formaggio, 500 confezioni di prodotti carnei, ittici e da forno, 200 salumi, per un importo complessivo di circa euro 250mila euro. A causa delle precarie condizioni igienico sanitarie, strutturali e gestionali riscontrate è stata disposta l’immediata chiusura esercizio e sono state contestate violazioni amministrative per 6mila euro. Merone (Co) Antifurto al fumogeno per terrorizzare i ladri Appena scatta, riempie i locali di un fumo al peperoncino ::: DARIO ALEMANNO MERONE (CO) Contro la raffica di furti negli ultimi mesi nelle zone di Merone, Monguzzo e Lambrugo, c’è chi ha deciso di difendersi in modo quanto meno originale: con un antifurto che emette fumo. Si tratta del bar ristorante “Curi tiba” di Ponte Nuovo di Merone (Como). La titolare, Emy Macyszyn, 37 anni, di origine brasiliana, ha fatto installare un sofisticato sistema di allarme notturno che una volta entrato in funzione, in meno di un minuto riempie i locali con un fumo denso che impedisce ai ladri di vedere a un palmo dal naso. In questo modo i malviventi non riescono a trovare l’uscita. Ma non è tutto. La titolare dell’esercizio ha fatto richiesta alle autorità di Polizia di poter mischiare alle sostanze che formano il fumo (tutte innocue e a norma di legge) anche un prodotto derivato dal peperoncino. In questo modo i ladri oltre a non trovare più l’uscita, verrebbero storditi dal bruciore agli occhi. Un espediente in più per trattenerli sul posto fino all’arrivo delle forze dell’ordine. «Sono in attesa che mi rilascino il permesso anche per il peperoncino – ha spiegato la signora Emy –, che viene usato già in altri Paesi dove sono in funzione dei simili allarmi fumogeni». La titolare del “Curitiba” già da molto tempo aveva intenzione di installare un sistema di allarme che fosse diverso dai soliti. Si è finalmente decisa in queste ultime settimane dopo che il suo locale è stato “visitato” dai ladri per ben due volte nel giro di un mese. A gennaio, infatti, il locale ha subìto un tentativo di furto (sventato all’ul timo momento dalla stessa donna che ha lanciato l’allarme), dopo pochi giorni il furto, purtroppo, è andato a segno. I ladri si sono dileguati con il bottino prelevato dalle quattro macchinette videopoker. «Per potere ridurre ulteriormente i rischi di saccheggio, ho fatto legare tutte insieme le slot machines, fissandole alla parete, così da non poterle portar via». Chi ha assistito alle prove di funzionamento del nuovo allarme fumogeno, assicura che l’ef fetto è sorprendente. «Posso confermarlo – ha tenuto a dire la signora Macyszyn – in un attimo il negozio si è riempito di fumo. Eventuali ladri non avrebbero neanche il tempo di scappare. Inoltre, oltre che a essere completamente innocue le sostanze usate per fare fumo, non lasciano neanche il minimo residuo sui tavoli o sul pavimento. Spero, però, che non ci sia mai bisogno che l’al larme entri in funzione». La preoccupazione per i ripetuti furti tocca, come detto, anche altri paesi della zona. Il Circolino di Monguzzo, gestito dalla famiglia Corti, dopo quasi cento anni di attività, ha subìto il primo furto alla fine del 2009. I titolari si sono decisi così a installare per la prima volta un allarme volumetrico. Segno che anche in questi paesini, sperduti nella Brianza, dove il tempo sembra essersi fermato, qualcosa in realtà è cambiato. Non si vive più così tranquilli. PERLEDO (LC) . Paese isolato da una frana PERLEDO (LC) Una frana di circa cento metri cubi di roccia ha bloccato la strada comunale di Perledo, isolando le due frazioni di Campallo e Vezio. La strada dovrebbe essere riaperta al traffico oggi. Sandonini Emy Macyszyn Bartesaghi
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 52 stampata da: grafici04 alle ore: 19.46.23 colore 52 Mercoledì 10 marzo 2010
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 53 stampata da: zulin alle ore: 20.17.33 colore 53Mercoledì 10 marzo 2010LOMBARDIA @ commenta su www.liberonews.it Brescia/1 Kebab e fastfood sfrattati dal centro Il Comune blocca l’invasione dei negozi stranieri ::: BEATRICE RASPA BRESCIA Stop a nuove kebabberie nelle zone “critiche” di Brescia, centro storico, via Milano e la stazione ferroviaria. Una delibera di giunta votata lunedì dalla maggioranza di centrodestra ha decretato il divieto di apertura di negozi non in linea con la tradizione nei quartieri bisognosi di restyling. Il provvedimento, voluto dall’assessore al Commercio Maurizio Margaroli (PdL) e ora in via di approvazione definitiva manca il via libera del Consiglio comunale mette nero su bianco il Testo unico sul Commercio liquidato in Regione il mese scorso, sulla scorta del quale alle aree di pregio devono corrispondere appunto attività consone. Il giro di vite, se vedrà il semaforo verde così com’è, riguarda anche rosticcerie, pizze al taglio, friggitorie da asporto, piadinerie. E ancora: niente più distributori automatici di bevande e cibo (cui il Comune ha già imposto una apertura “ra zionata” a 13 ore) né tantomeno sexy shop (confinati dall’ammini strazione a sorgere ad almeno 150 metri da scuole, chiese e ospedali). «Sono stufo di sentire la gente che non ne può più del caos commerciale sbotta Margaroli . Dirigismo non è una bella parola, ma è vero che se non si dirige un minimo si sprofonda nella confusione. La liberalizzazione seguita alla legge Bersani ha prodotto uno sfascio: chiunque, senza arte né parte, può aprire quello che vuole dove vuole, e le autorizzazioni sono dovute. Non esiste. Il Comune non può limitarsi a fare da passacarte. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Kebab e bazar ovunque. Parrucchieri cinesi a raffica. Pizze al taglio che sono kebbabberie travestite». Ora sarà possibile una inversione di tendenza: le attività già aperte rimarranno tali. Quelle future, invece, dovranno dimostrare caratteristiche di conformità con il territorio circostante. Nascerà una sorta di lista delle attività tradizionali, oppure una per le attività off limits, ancora non stato deciso: «Siamo in una fase dove siamo aperti a tutte le proposte, dell’opposizione e della città precisa Margaroli . Non è questione di razzismo, ma di opportunità. Qui da noi servono sarti, falegnami, calzolai, restauratori di mobili. Basta bazar. Se un domani arriva un immigrato che vuole darsi a questo tipo di commercio, benvenga. Vogliamo la qualità. E il negoziante com'era una volta». La regolamentazione, in questo senso, trova consensi tra i rappresentanti di categoria: «Ogni BRESCIA/2 In bilancio non c’è più un euro Rischio tagli per i bus pendolari provvedimento che va a favore della qualità è benvenuto dice Carlo Massoletti, Ascom . L’Italia, e Brescia è in testa, è sempre più ricettacolo di commercio di scarso livello. All’estero è pieno di ristoranti etnici frequentati da gente del luogo. Da noi è il contrario. Regolamentare non fa rima con razzismo. Se un imprenditore aprisse un ristorante thailandese di qualità saremmo lieti di ospitarlo». BERGAMO . Dieci chili di mimose in auto Supermulta a un pachistano BERGAMO (m. mag.) Di sicuro adesso inizierà a maledire le donne. Stiamo parlando del pachistano di 36 anni che è stato multato di 4mila euro dalla Polizia locale di Bergamo. Motivo? Il bagagliaio dell’auto pieno di mimose impacchettate (circa 10 chili) pronte per la vendita, tramite decine di connazionali, agli incroci del capoluogo orobico. [Fotogramma] BRESCIA Tempi di coperta corta in vista del bilancio del Broletto, la cui approvazione impegnerà il consiglio provinciale a fine aprile. Talmente corta che qualche tratta del trasporto pubblico locale leggi autobus e corriere al servizio di pendolari e studenti rischia di surgelare, ovvero di essere sacrificata per colpa della razionalizzazione. Lo stato dell’arte un grido di dolore e un appello anche all’oppo sizione è da parte dell’assessore provinciale ai Trasporti, Corrado Ghirardelli (PdL) che lunedì nel corso di una commissione ha annunciato senza mezzi termini: «O si trovano 3,5 milioni o qualcosa nel 2010 salterà». Il “la”, d’altro canto, è già stato dato con la soppressione della linea BresciaMilano: «Ben 260mila euro l’anno per 10 persone a corsa dice Ghirardelli un costo che non ci si poteva permettere». In questo caso i tempi bui sono aggravati dai finanziamenti regionali ridotti: «Quando nel 2005 fu sottoscritto il contratto che le società erogatrici del servizio il Pirellone si faceva carico di più spese, Iva compresa. Ora non è più così». La rete pubblica provinciale costa quasi 28 milioni e la Regione ne passerebbe 24. Non solo. I chilometraggi aggiuntivi, in esubero rispetto agli standard (quest’anno ne sono stati percorsi 455mila in più) sono una spesa della Provincia. Anche qui, serve mettervi mano: «Stiamo eseguendo un monitoraggio su percorrenze e utenti continua l’assessore per ricalibrare la situazione entro il 2012, quando vi saranno i contratti in scadenza». Chiaro, dunque, il messaggio a quanti avevano chiesto delucidazioni sulle “grandi opere” in agenda, dalla metropolitana provinciale al traforo del Mortirolo. Al momento, pare di capire, si può ragionare in termini di ”ordinaria amministrazione”. Per riparlarne in un’ottica di più ampio respiro si dovrà attendere il via libera della legge regionale che sancirebbe la nascita di una società consortile di settore tra Provincia, Comune e Comuni di Mantova e Cremona. B. RAS. Via G. Deledda 2, Bulgarograsso (Co) Questa residenza aderisce alla promozione MutuoLeggero Regolamento completo sul sito: wwwmeravigliaspa.com CASTELLANZA (VA) Via Ponchielli al confine con Legnano “I Giardini di Michelangelo”, in moderna palazzina ecosostenibile, APPARTAMENTI a basso consumo energetico Classe “A”, alimentati da fonti di energia alternativa. Bilocali, trilocali, quadrilocali con giardino privato o ampi terrazzi; particolari soluzioni su due livelli dotati di solarium privato con giardino pensile a partire da € 12.000,00 VENDITA DIRETTA Per informazioni ed appuntamenti Te l . 800.96.44.33
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 54 stampata da: zulin alle ore: 20.16.29 colore 54 Mercoledì 10 marzo 2010 ALLA SCALA PIAZZA SCALA 0272003744 Conferenza Prima delle Prime ore 18.00 ARSENALE VIA C. CORRENTI 028321999 Il banchiere anarchico ore 21.00 AUDITORIUM DI MILANO L.GO GUSTAV MAHLER 0283389201202203 Dall’11/3: Stagione Sinfonica ore 20.30 Musiche di Sostakovic, Schubert, Haydn CARCANO C.SO DI P.TA ROMANA, 65 0255181377 La commedia di Candido ovvero Avventura teatrale di una gran donna, tre grandi e un grande libro (con tutto lo scompiglio che seguì) con Ottavia Piccolo ore 20.30 CIAK WEBANK.IT VIA PROCACCINI, 4/C (C/O) FABBRICA DEL VAPORE Lampi accecanti di ovvietà ore 21.00 di e con Enrico Bertolino CRT SALONE VIA DINI, 7 0289011644 La Borto ore 21.00 di con e diretto da Saverio La Ruina ELFO PUCCINI CORSO BUENOS AIRES, 33 0200660606 La caccia ore 20.45 con Luigi Lo Cascio e Pietro Rosa. FRANCO PARENTI VIA PIER LOMBARDO, 14 0259995206 Sala Grande: Vivien Leigh l’ultima conferenza stampa ore 21.00 con e regia Catherine Spaak. Sala Anima: Morso di luna nuova con Giovanni Esposito ore 20.30 LIBERO VIA SAVONA, 10 028323126 Previsioni meteo diluvio universale (The Rise and Fall of Gianpy) ore 21.00 di con e diretto da Eugenio De’ Giorgi. LITTA CORSO MAGENTA, 24 028055882 Riposo MANZONI VIA MANZONI, 42 027636901 L’oro di Napoli ore 20.45 con con Gianfelice Imparato, Luisa Ranieri NAZIONALE PIAZZA PIEMONTE, 12 La bella e la bestia ore 20.30 NUOVO PIAZZA SAN BABILA 0276000086 Bothanica ore 20.45 di Moses Pendleton OUT OFF VIA MAC MAHON, 16 0234532140 King Richard II (studio per autoritratto) ore 20.45 con e regia di Roberto Trifirò PICCOLO TEATRO GRASSI VIA ROVELLO, 2 848800304 Arlecchino servitore di due padroni regia di Giorgio Strehler, messa in scena da Ferruccio Soleri ore 15.00 (scuole) 20.30 PICCOLO TEATRO STRHELER LARGO GREPPI, 1 0272333222 Romeo & Juliet (are dead) ore 9.4511.15 14.00 Sogno di una notte di mezza estate ore 15.00 Piero Mazzarella racconta e interpreta Bertoldo in lingua e dialetto ore 20.30 PICCOLO TEATRO STUDIO VIA RIVOLI, 6 0272333222 Milano incontra la Grecia ore 20.30 M.U.S.A. SAN BABILA CORSO VENEZIA, 2/A 02795469 Die panne ovvero la notte più bella della mia vita ore 21.00 con Gianmarco Tognazzi, Bruno Armando TEATRIDITHALIA ELFO VIA CIRO MENOTTI, 11 02716791 Frankenstein ossia Il Prometeo moderno ore 20.45 con Luisa Cattaneo TEATRO CABOTO VIA CABOTO, 2 0270605035 Lo strano caso del dottor Jekyll e di mister Hyde con Gianluca Frigerio ore 21.00 TEATRO DAL VERME VIA SAN GIOVANNI SUL MURO, 2 0287905 L’11/3: Stagione Sinfonica ore 21.00 Direttore: Marco Angius. Musiche di Schubert, Mendelssohn, Berio, Clementi.. TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI VIA DELL’INNOVAZIONE, 2 0236508343 Il 13/3: Lupus in Fabula ore 20.30 TEATRO DERBY VIA PIETRO MASCAGNI, 1 0276016352 L’11/3: Derby happy hour ore 19.00 TEATRO LEONARDO DA VINCI VIA AMPÈRE, 1 0226681166 La locandiera ore 20.45 VENTAGLIO SMERALDO PIAZZA XXV APRILE, 10 0229006767 Riposo VERDI VIA PASTRENGO, 16 026880038 Elena ore 21.00 ::: TEATRI ::: CINEMA MILANO LEGENDA: ★ = DA EVITARE ★★ = COSÌ COSÌ ★★★ = BELLO ★★★★ = DA NON PERDERE ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 026597732 Soul Kitchen ★★ SALA CINQUANTA Commedia. Di Fatih Akin con Adam Bousdoukos EURO 4,505,00 15.0016.5018.4020.3522.30 L’uomo che verra’ ★★★ SALA CENTO Drammatico. Di Giorgio Diritti con Alba Rohrwacher EURO 4,505,00 15.1017.4020.1022.30 Il concerto ★★★ SALA DUECENTO Commedia. Di Radu Mihaileanu con Aleksei Guskov EURO 4,505,00 15.0017.3020.0022.30 Invictus ★★★ SALA QUATTROCENTO Drammatico. Di Clint Eastwood con Matt Damon EURO 4,505,00 15.0017.3020.0022.30 APOLLO SPAZIOCINEMAGALL. DE CRISTOFORIS 3 02780390 Invictus ★★★ SALA GEA Drammatico. Di Clint Eastwood con Matt Damon EURO 5,005,50 13.0015.4019.0021.30 Tra le nuvole ★★★ SALA FEDRA Commedia. Di Jason Reitman con George Clooney EURO 5,005,50 13.0015.2017.3019.4021.50 Wolfman ★★★ SALA ELETTRA Horror. Di Joe Johnston con Anthony Hopkins EURO 5,00 15.30 Nord ★★★ SALA DAFNE Drammatico. Di Rune Denstad Langlo EURO 5,005,50 13.0015.3017.1519.0020.3022.00 La prima cosa bella ★★★ SALA URANIA Commedia. Di Paolo Virzi’ con Valerio Mastandrea EURO 5,005,50 13.0015.1017.3019.4021.50 ARCOBALENO VIALE TUNISIA 11 0229406054199199166 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 1 Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska EURO 8,50 15.0017.3020.0022.30 Invictus ★★★ SALA 2 Drammatico. Di Clint Eastwood con Matt Damon EURO 4,505,50 15.0017.3020.0022.30 Il figlio piu’ piccolo ★★★ SALA 3 Commedia. Di Pupi Avati con Christian De Sica EURO 4,505,50 15.0017.3020.0022.30 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 0248.003901 Lourdes ★★★ SALA 1 Drammatico. Di Jessica Hausner con Sylvie Testud EURO 5,00 15.0017.0019.0021.00 CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 02874826 Invictus ★★★ SALA 1 Drammatico. Di Clint Eastwood con Matt Damon EURO 4,505,50 14.3017.1019.5022.30 La bocca del lupo ★★ SALA 2 Docufiction. Di Pietro Marcello con Vincenzo Motta EURO 4,505,50 14.3016.3018.3020.3022.30 COLOSSEO V. LE MONTE NERO, 84 0259901361199445668 Invictus ★★★ SALA VENEZIA Drammatico. Di Clint Eastwood con Matt Damon EURO 5,005,70 14.4517.2019.5522.30 Il concerto ★★★ SALA CANNES Commedia. Di Radu Mihaileanu con Aleksei Guskov EURO 5,005,70 15.1517.4020.0522.30 Shutter Island ★★★ SALA BERLINO Thriller. Di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio EURO 5,005,70 14.3017.1019.5022.30 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA SUNDANCE Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska EURO 9,00 15.3017.5020.1022.30 Codice: Genesi ★★★ SALA LOCARNO Fantascienza. Di Albert e Allen Hughes EURO 5,005,70 15.0017.3020.0022.30 DUCALE MULTISALA PIAZZA NAPOLI 27 0247719279199199166 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 1 Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska EURO 10,00 15.0017.3020.0022.30 Codice: Genesi ★★★ SALA 2 Fantascienza. Di Albert e Allen Hughes EURO 4,505,50 15.0017.3020.0022.30 Avatar 3D ★★★ SALA 3 Fantascienza. Di James Cameron con Sam Worthington EURO 10,00 15.3019.0022.15 Invictus ★★★ SALA 4 Drammatico. Di Clint Eastwood con Matt Damon EURO 4,505,50 15.0017.3020.0022.30 ELISEO MULTISALA VIA TORINO 64 0272008219199445668 L’amante inglese ★★★ SALA KUBRICK Drammatico. Di Catherine Corsini EURO 5,005,70 15.0016.5018.4020.3022.30 Il figlio piu’ piccolo ★★★ SALA OLMI Commedia. Di Pupi Avati con Christian De Sica EURO 5,005,70 15.3017.5020.2022.30 Il concerto ★★★ SALA SCORSESE Commedia. Di Radu Mihaileanu con Aleksei Guskov EURO 5,005,70 15.1517.4020.0522.30 A Single Man ★★★ SALA TRUFFAUT Drammatico. Di Tom Ford con Colin Firth EURO 5,005,70 15.3017.5020.3022.30 GLORIA MULTISALA CORSO VERCELLI 18 0248008908 Avatar 3D ★★★ SALA MARILYN Fantascienza. Di James Cameron con Sam Worthington EURO 8,00 15.0018.1021.20 Soul Kitchen ★★ SALA MARILYN Commedia. Di Fatih Akin con Adam Bousdoukos EURO 3,00 10.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA GARBO Commedia. Di Giovanni Veronesi con Michele PlacidoEURO 4,505,50 15.1517.3020.1522.30 MEXICO VIA SAVONA, 57 0248951802 L’uomo che verra’ ★★★ SALA 1 Drammatico. Di Giorgio Diritti con Alba Rohrwacher EURO 5,00 15.3017.4520.0022.15 ODEON THE SPACE CINEMA VIA SANTA RADEGONDA, 8 892111 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 01 Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska EURO 10,0010,00 12.3015.0017.3020.0022.30 Shutter Island ★★★ SALA 05 Thriller. Di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio EURO 6,006,00 13.0016.0019.0022.00 Codice: Genesi ★★★ SALA 06 Fantascienza. Di Albert e Allen Hughes EURO 6,006,00 12.0014.4017.2020.0022.40 Avatar ★★★ SALA 09 Fantascienza. Di James Cameron con Sam Worthington EURO 6,00 11.50 Il figlio piu’ piccolo ★★★ SALA 09 Commedia. Di Pupi Avati con Christian De Sica EURO 6,006,00 15.1020.05 Scusa ma ti voglio sposare ★★ SALA 09 Sentimentale. Di Federico Moccia con Raoul Bova EURO 6,006,00 17.3522.30 ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 0289403039 Avatar 3D ★★★ SALA BLU Fantascienza. Di James Cameron con Sam Worthington EURO 8,00 15.1518.4522.15 Shutter Island ★★★ SALA VERDE Thriller. Di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio EURO 4,505,50 14.3017.1019.5022.30 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA ROSSA Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska EURO 8,00 15..0017.3020.0022.30 PALESTRINA VIA PALESTRINA, 7 026702700 Revanche Ti uccidero’ ★★ SALA 1 Drammatico. Di Gotz Spielmann con Johannes Krisch EURO 4,50 16.3018.4521.00 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 0229531103 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 1 Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska EURO 10,00 15.3017.5020.1022.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 2 Commedia. Di Giovanni Veronesi con Michele PlacidoEURO 4,505,50 15.0017.3020.0022.30 Shutter Island ★★★ SALA 3 Thriller. Di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio EURO 4,505,50 15.3018.3021.30 Invictus ★★★ SALA 4 Drammatico. Di Clint Eastwood con Matt Damon EURO 4,505,50 15.3018.3021.30 Avatar 3D ★★★ SALA 5 Fantascienza. Di James Cameron con Sam Worthington EURO 10,00 15.0018.1521.30 Che fine hanno fatto i Morgan? ★★ SALA 6 Commedia. Di Marc Lawrence con Hugh Grant EURO 4,505,50 15.3017.5020.1022.30 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 892960 L’amante inglese ★★★ SALA 1 Drammatico. Di Catherine Corsini con Kristin Scott Thomas EURO 6,10 14.2016.3018.3020.3522.45 Alice in Wonderland ★★★ SALA 2 Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska EURO 6,10 15.0017.3520.1522.50 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 3 Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska EURO 9,00 14.4517.2520.0022.35 Genitori & Figli : Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 4 Commedia. Di Giovanni Veronesi con Michele Placido EURO 6,10 14.5017.2520.0522.45 Avatar 3D ★★★ SALA 5 Fantascienza. Di James Cameron con Sam Worthington EURO 9,00 14.5018.2021.50 Che fine hanno fatto i Morgan? ★★ SALA 6 Commedia. Di Marc Lawrence con Hugh Grant EURO 6,10 14.4017.4020.0522.35 Il figlio piu’ piccolo ★★★ SALA 7 Commedia. Di Pupi Avati con Christian De Sica EURO 6,10 19.50 Il Mi$$ionario ★★★ SALA 7 Commedia. Di Roger Delattre con JeanMarie Bigard EURO 6,10 22.25 Maga Martina e il libro magico del draghetto ★★ SALA 7 Fantastico. Di Stefan Ruzowitzky con Alina Freund EURO 6,10 14.5017.20 Codice: Genesi ★★★ SALA 8 Fantascienza. Di Albert e Allen Hughe EURO 6,10 14.2017.0019.3522.10 Shutter Island ★★★ SALA 9 Thriller. Di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio EURO 6,10 15.1018.2021.30 Alice in Wonderland ★★★ SALA 10 Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska EURO 6,10 14.0016.3019.0021.40 Wolfman ★★★ SALA 11 Horror. Di Joe Johnston con Anthony Hopkins EURO 6,10 15.0017.3019.5022.10 Crazy Heart ★★★ SALA 12 Drammatico. Di Scott Cooper con Jeff Bridges EURO 6,10 14.3517.2020.0022.35 Alvin Superstar 2 ★★ SALA 13 Commedia. Di Betty Thomas con Zachary Levi EURO 6,10 15.0017.25 Amabili resti V.M. 14 ★★★ SALA 13 Drammatico. Di Peter Jackson con Mark Wahlberg EURO 6,10 19.45 Wolfman ★★★ SALA 13 Horror. Di Joe Johnston con Anthony Hopkins EURO 6,10 22.45 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 14 Commedia. Di Giovanni Veronesi con Michele Placido EURO 6,10 15.2518.1021.30 Invictus ★★★ SALA 15 Drammatico. Di Clint Eastwood con Matt Damon EURO 6,10 14.1017.0019.5022.45 Codice: Genesi ★★★ SALA 16 Fantascienza. Di Albert e Allen Hughes con EURO 6,10 15.0017.3520.1022.45 Shutter Island ★★★ SALA 17 Thriller. Di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio EURO 6,10 16.0019.1022.30 Invictus ★★★ SALA 18 Drammatico. Di Clint Eastwood con Matt Damon EURO 6,10 15.3018.3021.30 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 892960 Avatar 3D ★★★ SALA 1 Fantascienza. Di James Cameron con Sam Worthington EURO 8,00 18.2021.45 Shutter Island ★★★ SALA 2 Thriller. Di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio EURO 6,10 16.4519.4022.40 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 3 Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska EURO 8,00 17.3020.0022.30 Codice: Genesi ★★★ SALA 4 Fantascienza. Di Albert e Allen Hughes EURO 6,10 17.3020.0022.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 5 Commedia. Di Giovanni Veronesi con Michele Placido EURO 6,10 17.4020.1522.50 Alice in Wonderland ★★★ SALA 6 Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska EURO 6,10 17.4520.1522.45 Invictus ★★★ SALA 7 Drammatico. Di Clint Eastwood con Matt Damon EURO 6,10 17.4020.1022.30 Wolfman ★★★ SALA 8 Horror. Di Joe Johnston con Anthony Hopkins 17.4022.30 Che fine hanno fatto i Morgan? ★★ SALA 8 Commedia. Di Marc Lawrence con Hugh Grant 20.00 AUDITORIUM DON BOSCO VIA M. GIOIA, 48 0267071772 Cineforum Ingresso con tessera SALA 1 21.00 AUDITORIUM SAN CARLO CORSO MATTEOTTI 14 0276020496 Vincere ★★★ SALA 1 Drammatico. Di Marco Bellocchio con Filippo Timi 15.15 AUDITORIUM SAN FEDELE VIA HOEPLI, 3/B 0286352231 Cineforum Ingresso con tessera SALA 1 15.00 GNOMO MILANO CINEMA VIA LANZONE 30/A 02804125 Sguardi altrove SALA 1 GREGORIANUM VIA SETTALA 27 0229529038 Riposo ORIONE VIA FEZZANANG. V.LE C. DA FORLI, 1 024294437 Riposo ORIZZONTE PIAZZA DAMIANO CHIESA 0233603133 Riposo OSCAR VIA LATTANZIO, 58 0289072444 Riposo OSOPPO VIA OSOPPO, 2 0240071325 Riposo ROSETUM VIA PISANELLO, 1 0248707203 Riposo S.M.BELTRADE VIA OXILIA, 10 0226820592 Riposo SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 0277406300 Sguardi altrove SALA 1 dalle 15.00 alle21.00 WAGNER PIAZZA WAGNER, 2 02473723 Riposo I FILM a cura di Giorgio Carbone L’amante inglese Regia: Catherine Corsini Cast: K. Scott Thomas Genere: dramm Dove: Eliseo Una bella signora, moglie e madre, è travolta da basic instinct per un operaio... Storia vecchia. Ma regia e interpreti molto ma molto convinti. Shutter Island Regia: Martin Scorsese Cast: Leonardo Di Caprio Genere: thriller Dove: Odeon Un agente FBI arriva in un’isola per indagare su un’assassina evasa dal manicomio. Thriller che parte benissimo, ma zoppica strada facendo. Alice in Wonderland Regia: Tim Burton Cast: Anne Hathaway Genere: fant Dove: Arcobaleno Per sfuggire a nozze sgradite la giovane Alice si rifugia in un mondo di fiaba. L’immaginifico Burton ci dà dentro, ma non evita i colpi di sonno. Codice: Genesi Regia: fratelli Hughes Cast: Denzel Washington Genere: fant Dove: Colosseo Terra del dopo apocalisse: un uomo cammina con un prezioso libro nello zaino. Mix di “Mad Max” e “Fahre nheit 451”. Abbastanza riuscito.
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 55 stampata da: zulin alle ore: 20.03.42 colore 55Mercoledì 10 marzo 2010 HINTERLAND ASSAGO UCI CINEMAS MILANOFIORI VIALE MILANO FIORI TEL. 892960 Codice: Genesi 17.1019.5022.25 Invictus 19.3522.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.1019.4522.20 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.4020.10 Shutter Island 22.45 Alice in Wonderland 3D 17.1519.5022.30 Avatar 18.2021.50 Shutter Island 18.4021.40 Wolfman 18.0520.2522.45 Alvin Superstar 2 17.50 Che fine hanno fatto i Morgan? 20.2022.40 Alice in Wonderland 17.3520.1022.45 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA TEL. 02954164445 Shutter Island 17.3020.3022.00 Alice in Wonderland 20.0022.25 Che fine hanno fatto i Morgan? 17.4520.05 Invictus 17.2021.00 Alice in Wonderland 3D 17.1020.1522.45 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.2520.1022.30 Avatar 3D 17.5021.15 Shutter Island Wolfman 17.2020.2022.35 Alvin Superstar 2 17.05 Codice: Genesi 17.4020.0522.40 Maga Martina e il libro magico del draghetto 17.15 Revanche Ti uccidero’ 17.3521.10 CERNUSCO S. NAVIGLIO AGORA` VIA MARCELLINE 37 TEL. 029245343 Terra Madre 21.15 CERRO MAGGIORE MEDUSA THE SPACE CINEMA VIA TURATI, 62 TEL. 892111 Alice in Wonderland 16.2019.1022.00 Che fine hanno fatto i Morgan? 15.1519.55 Il Mi$$ionario 17.4522.20 Alice in Wonderland 3D 14.4017.2020.0022.40 Wolfman 14.5017.1019.4022.10 Alice in Wonderland 15.4018.20 Avatar 21.00 Shutter Island 16.1519.2022.25 Codice: Genesi 19.3022.30 Shutter Island 18.1521.20 Scusa ma ti voglio sposare 20.1022.45 Codice: Genesi 17.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.1519.4522.15 Invictus 19.2522.20 CINISELLO BALSAMO MARCONI VIA LIBERTA’ 108 TEL. 0266015560 Segreti di famiglia 21.15 CINISELLO BALSAMO PAX VIA FIUME, 19 TEL. 026600102 Riposo COLOGNO MONZESE CINETEATRO VIA VOLTA TEL. 0225308292 Invictus 21.15 COLOGNO MONZESE CINETEATRO SAN MARCO VIA DON P. GIUDICI 19/21 TEL. Riposo GARBAGNATE AUDITORIUM S. LUIGI VIA VISMARA, 2 TEL. 029956978 Riposo GARBAGNATE ITALIA VIA VARESE, 29 TEL. 029956978 Riposo LEGNANO GALLERIA P.ZZA S. MAGNO TEL. 0331547865 Gli amici del Bar Margherita 21.00 LISSONE EXCELSIOR VIA DON CARLO COLNAGHI, 3 TEL. 0392457233 Riposo LISSONE UCI CINEMAS LISSONE VIA MADRE TERESA TEL. 892960 Invictus 17.0019.5522.40 Shutter Island 16.5022.40 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 19.45 Alice in Wonderland 17.00 Invictus 19.3022.15 Codice: Genesi 17.2019.5022.20 Alice in Wonderland 3D 17.3020.0022.30 Alice in Wonderland 17.4020.1022.40 Shutter Island 18.4521.40 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.3020.1022.40 Che fine hanno fatto i Morgan? 18.0522.30 Scusa ma ti voglio sposare 20.15 Wolfman 17.4020.0022.20 Alvin Superstar 2 16.45 Avatar 18.5022.20 MELZO ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA ` TEL. 0295416444 Invictus 17.2020.1022.45 Alice in Wonderland 3D 18.0020.2021.1022.30 Codice: Genesi 18.1022.50 Shutter Island 17.1019.5022.40 Avatar 3D 17.0021.00 MEZZAGO BLOOM VIA CURIEL 39 TEL. 039623853 L’uomo che verra’ 21,30 MONZA MULTISALA CAPITOL VIA A. PENNATI 10 TEL. 039324272 Invictus 21.15 L’amante inglese 21.15 MONZA MULTISALA METROPOL VIA CAVALLOTTI 124 TEL. 039740128 Alice in Wonderland 3D 20.0022.30 Brothers 21.15 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 20.1022.30 MONZA MULTISALA TEODOLINDA VIA CORTELONGA 4 TEL. 039323788 Avatar 3D 21.00 Shutter Island 21.15 OPERA EDUARDO VIA GIOVANNI XXIII, 5/F TEL. 0257603881 Il nastro bianco 21.15 PADERNO DUGNANO AREA METROPOLIS VIA OSLAVIA, 8 TEL. 029189181 Shining 21.00 PADERNO DUGNANO LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 TEL. 0291084250 Avatar 3D 18.1021.30 Wolfman 18.4020.4022.50 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 19.1021.20 Shutter Island 17.4020.50 Alice in Wonderland 3D 17.4520.2022.45 Invictus 17.4020.2022.50 Codice: Genesi 18.0021.00 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.5020.2022.40 Scusa ma ti voglio sposare 17.30 Il figlio piu’ piccolo 19.5022.30 Alvin Superstar 2 17.40 Che fine hanno fatto i Morgan? 20.0022.15 Alice in Wonderland 3D 18.5021.10 Shutter Island 19.5022.30 Alice in Wonderland 18.0020.3022.50 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 TEL. 892960 Codice: Genesi 18.3021.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 18.0021.00 Invictus 16.4019.4022.30 Shutter Island 18.3021.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.0019.4522.20 Invictus 19.0022.00 Alice in Wonderland 17.3520.1022.35 Codice: Genesi 17.1019.5022.25 Alice in Wonderland 19.0021.40 Avatar 18.0021.20 Alice in Wonderland 3D 17.3020.0022.30 Shutter Island 16.4519.4522.45 Wolfman 17.4020.3022.45 Che fine hanno fatto i Morgan? 17.3020.1022.30 ROZZANO FELLINI V.LE LOMBARDIA, 53 TEL. 0257501923 L’uomo nero 21.15 ROZZANO MEDUSA THE SPACE CINEMA VIA EUGENIO CURIEL TEL. 0257773711 Alice in Wonderland 3D 15.0017.3020.0022.30 Codice: Genesi 16.4519302230 Avatar 3D 15.4519.0022.15 Scusa ma ti voglio sposare 14.4517.3020.00 Wolfman 22.30 Alice in Wonderland 16.1519.3021.40 Wolfman 16.0018.3021.30 Alta infedelta’ 13.45 Codice: Genesi 16.0018.0021.30 Shutter Island 15.0018.1521.30 Che fine hanno fatto i Morgan? 15.1520.15 Il Mi$$ionario 17.4522.40 Invictus 16.1519.3022.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 15.0017.3020.0022.30 Shutter Island 16.0019.1522.30 Alice in Wonderland 15.1517.4520.1522.45 SAN DONATO MILANESE TROISI PIAZZA DALLA CHIESA, 1 TEL. 0255604225 L’uomo nero 16.0021.15 Invictus 21.30 SEREGNO ROMA VIA UMBERTO I , 14 TEL. 0362231385 L’uomo che verra’ 21.30 SEREGNO S. ROCCO VIA CAVOUR, 83 TEL. 0362230555 Riposo SESTO SAN GIOVANNI CINELANDIA SKYLINE MULTIPLEX C/O CENTRO SARCA TEL. 0224860547 The hurt locker 21.45 Tra le nuvole 17.0519.25 La prima cosa bella 17.0519.25 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.3021.30 Shutter Island 17.3021.30 Wolfman 21.45 Alice in Wonderland 18.0021.00 Avatar 3D 18.1521.30 Codice: Genesi 18.3021.40 Invictus 18.0021.30 Alice in Wonderland 3D 17.3019.0020.3021.35 SESTO SAN GIOVANNI RONDINELLA VIALE MATTEOTTI, 425 TEL. 0222478183 Welcome 15.30 Invictus 21.15 SETTIMO MILANESE AUDITORIUM VIA GRANDI, 4 TEL. 023282992 Riposo VIMERCATE WARNER VILLAGE TORRIBIANCHE VIA TORRI BIANCHE, 16 TEL. 892111 Alvin Superstar 2 17.40 Shutter Island 16.3517.5019.3020.5522.25 Che fine hanno fatto i Morgan? 17.0019.2021.45 Alice in Wonderland 17.2019.5022.15 Alice in Wonderland 3D 16.3019.0021.30 Alice in Wonderland 18.3021.00 Wolfman 16.5019.0521.25 Wolfman 20.1522.30 Invictus 16.4019.2522.20 Invictus 18.0020.50 Avatar 18.2021.40 Il figlio piu’ piccolo 19.4522.10 Maga Martina e il libro magico del draghetto 18.10 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.1519.4022.05 Scusa ma ti voglio sposare 16.5519.1521.50 Codice: Genesi 16.4518.1519.2520.4522.00 VITTUONE CINEMA TEATRO TRESARTES PIAZZA ITALIA 5 TEL. 0290119352 Riposo BERGAMO ALBABLOB HOUSE VIA BIAVA, 4 TEL. 035576080 Il figlio piu’ piccolo 21.00 CONCA VERDE VIA MATTIOLI, 1 LOC. LONGUELO TEL. 035251339 La prima linea 21.00 DEL BORGO PIAZZA S. ANNA 51 TEL. 035270760 Alza la testa 21.00 MULTISALA SAN MARCO P.LE REPUBBLICA 2 TEL. 035240416 La bocca del lupo 20.00 Invictus 20.0021.1522.30 STUDIO CAPITOL VIA TASSO, 41 TEL. 035248330 L’amante inglese 22.30 Shutter Island 20.0022.30 Il concerto 20.0022.30 ALBINO NUOVO CINETEATRO PIAZZA SAN GIULIANO TEL. 035751490 Nel mio amore 21.00 CLUSONE GARDEN VIA S.NARNO 1 TEL. 034622275 Riposo CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA VIA TRIESTE, 15 TEL. 0363992244 Wolfman 20.0022.30 Invictus 20.0022.35 Che fine hanno fatto i Morgan? 20.20 Diamond 13 22.25 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 20.2022.35 Codice: Genesi 20.2522.40 Shutter Island 20.1022.45 Alice in Wonderland 20.1022.20 COSTA VOLPINO IRIDE VIA TORRIONE, 2 TEL. 035971717 Il concerto 21.00 COSTA VOLPINO VEGA VIA TORRIONE, 2 TEL. 035971717 Alice in Wonderland 20.0022.00 CURNO UCI CINEMAS CURNO VIA LEGA LOMBARDA 39 TEL. 892960 Shutter Island 19.1522.25 Scusa ma ti voglio sposare 20.00 Che fine hanno fatto i Morgan? 17.2022.30 Invictus 19.4022.40 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.2520.0022.40 Alice in Wonderland 17.3020.1022.45 Alice in Wonderland 3D 17.2020.0022.35 Avatar 18.3022.00 Wolfman 17.3020.0022.25 Codice: Genesi 17.2020.0022.40 MOZZO CINE TEATRO AGORA VIA S.GIOVANNI BATTISTA 6 TEL. 035461699 Bastardi senza gloria 21.00 ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO S.S. SONCINESE TEL. 0363903818 Alice in Wonderland 20.3022.40 Codice: Genesi 20.3022.40 Invictus 20.3023.00 Shutter Island 20.3023.00 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 20.3022.40 SUISIO SALA DELLA COMUNITA’ NUOVA ALBA VIA SS. NAZARIO E CELSO, 10 TEL. 0354933425 Riposo TREVIGLIO ARISTON MULTISALA VIALE MONTEGRAPPA TEL. 0363419503 Welcome 21.15 Avatar 3D 21.40 Alice in Wonderland 3D 20.0022.30 Alice in Wonderland 20.20 Shutter Island 19.4022.20 Invictus 19.5022.20 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 19.3022.30 URGNANO TEATRO CAGNOLA VIA ROMA, 82 TEL. 0354872228 Riposo ZANICA CINETEATRO NUOVO VIA ROMA 46 TEL. Riposo BRESCIA METROPOL VIA GALILEO GALILEI, 56 TEL. 030/305828 L’amante inglese 21.15 MORETTO VIA S. ALESSANDRO TEL. 03048383 Il figlio piu’ piccolo 21.15 MULTISALA WIZ VIALE ITALIA ANG. VIA F.LLI UGONI TEL. 0302889211 Alice in Wonderland 14.4017.0019.1521.30 Shutter Island 15.3018.3521.30 Alvin Superstar 2 14.3016.4019.15 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 14.4517.0019.1521.30 Invictus 15.3018.3021.30 Avatar 3D 15.0018.0021.15 NUOVO EDEN VIA NINO BIXIO 9 TEL. 0308379404 Persepolis 20.45 OZ IL REGNO DEL CINEMA VIA SORBANELLA 12 TEL. 0303507911 Invictus 15.0017.3520.1022.40 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 15.0017.2020.2022.40 Codice: Genesi 15.0017.3020.1522.40 Wolfman 14.2016.2518.3020.3522.40 Che fine hanno fatto i Morgan? 20.4022.40 Avatar 14.3017.35 Alice in Wonderland 14.3015.1516.4517.30 Alice in Wonderland 19.1520.1521.3022.30 Alice in Wonderland 3D 15.3017.4520.2022.40 Shutter Island 14.4017.2020.0022.40 Shutter Island 15.3018.3021.30 PICCOLO CINEMA PARADISO VIA FRANCESCO LANA, 15 TEL. 030280010 Riposo SOCIALE VIA CAVALLOTTI, 20 TEL. 03041140 Il concerto 21.15 CAPRIOLO GEMINI VIA PALAZZOLO TEL. 0307460530 Alice in Wonderland 20.1022.30 Il riccio 21.15 La prima cosa bella 21.15 CORTE FRANCA MULTIPLEX NEXUS VIA ROMA 78 TEL. 030986060 Alice in Wonderland 3D 17.1019.3021.50 Alice in Wonderland 18.1020.50 Avatar 3D 17.1020.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.3021.10 Invictus 18.0021.00 Codice: Genesi 17.5021.00 Wolfman 21.20 Shutter Island 17.4020.40 Alvin Superstar 2 17.20 COLLEBEATO SAN FILIPPO VIA BORGHINI 7 TEL. 0302511139 Riposo DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 TEL. 0364529101 Alice in Wonderland 3D 20.0022.30 Shutter Island 20.0022.30 Invictus 20.0022.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 20.0022.30 ERBUSCO MULTIPLEX PORTE FRANCHE VIA ROVATO 44 TEL. 0307717644 Invictus 17.4021.00 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.3020.1022.20 Shutter Island 17.0019.5022.40 Codice: Genesi 17.5020.2022.50 Alice in Wonderland 3D 18.30 Avatar 3D 21.15 Alice in Wonderland 3D 17.1020.0022.30 LONATO MULTISALA KING VIA FORNACE DEI GORGHI TEL. 0309913670 Alice in Wonderland 3D 20.0022.40 Avatar 3D 20.40 Shutter Island 21.00 Invictus 20.1022.40 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 20.2022.35 ORZINUOVI STARPLEX VIALE LOMBARDIA 26/28 TEL. 030943605 Shutter Island 20.1022.45 Invictus 20.0022.35 Codice: Genesi 20.2522.40 Avatar 21.30 Wolfman 20.15 Diamond 13 22.35 Alice in Wonderland 3D 20.1022.25 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 20.0022.20 SALO’ CINEMA TEATRO CRISTAL L.GO DANTE ALIGHIERI 4 TEL. 0365521555 Riposo COMO ASTRA V.LE GIULIO CESARE, 3 TEL. 031261234 Invictus 21.00 GLORIA VIA VARESINA, 72 TEL. 0314491080 Promettilo! 20,45 BELLAGIO VITTORIA VIA VALASSINA, 13 TEL. 031950114 Riposo CANTU’ CINELANDIA MULT. CANTU’ 2000 CORSO EUROPA 23 TEL. 031710039 Alice in Wonderland 20.1522.40 Shutter Island 21.00 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 20.1022.40 CANTU’ LUX VIA MANZONI, 8 TEL. 031714759 Hachiko Il tuo migliore amico 21.15 MONTANO LUCINO UCI CINEMAS COMO VIA VARESINA TEL. 892960 Codice: Genesi 17.2020.0022.40 Invictus 18.3021.30 Alice in Wonderland 3D 17.3020.0022.30 Alice in Wonderland 19.30 Scusa ma ti voglio sposare 22.20 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.3020.0522.35 Alice in Wonderland 17.4020.1022.40 Shutter Island 19.2022.25 Che fine hanno fatto i Morgan? 17.4020.1522.35 Alvin Superstar 2 17.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 19.45 Invictus 22.20 Wolfman 17.3020.0022.25 CREMONA CINEMA CHAPLIN VIA ANTICHE FORNACI 58 TEL. 0372453005 Shutter Island 21.00 FILO P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 TEL. 0372411252 L’amante inglese 16.3018.3020.3022.30 SPAZIOCINEMA CREMONA PO VIA CASTELLEONE, 108 TEL. Shutter Island 15.3018.3021.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 15.3017.5020.1522.30 Alice in Wonderland 15.4018.0020.30 Wolfman 22.40 Invictus 15.0017.3020.0022.30 Che fine hanno fatto i Morgan? 15.0017.30 Codice: Genesi 20.0022.30 Alice in Wonderland 3D 15.0017.3020.0022.30 Avatar 3D 15.0018.1521.30 TOGNAZZI VIA VERDI, 8 TEL. 0372458892 Invictus 20.0022.30 Alice in Wonderland 20.1022.30 CREMA MULTISALA PORTA NOVA VIA INDIPENDENZA TEL. 0373218411 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 15.0017.2020.2022.40 Codice: Genesi 15.1017.4020.1022.40 Shutter Island 15.30 Invictus 18.3021.15 Alice in Wonderland 3D 15.2017.4020.2022.35 Invictus 15.30 Shutter Island 18.3021.30 LECCO MIGNON V.LE COSTITUZIONE, 27 TEL. 0341366331 Invictus 19.5022.30 NUOVO V.LE COSTITUZIONE, 27 TEL. 0341366331 Shutter Island 19.5022.30 PALLADIUM VIA FIUMICELLA 12 TEL. 0341361533 Gi˘ al nord 21.00 CASATENOVO AUDITORIUM VIALE PARINI 1 TEL. 0399202855 Il tempo delle scelte 21.00 OSNAGO SALA SIRONI VIA GORIZIA 6 TEL. 03958093 Amelia 21.00 LODI DEL VIALE VIALE RIMEMBRANZE, 10 TEL. 0371426028 Io, loro e Lara 16.0021.00 FANFULLA V.LE PAVIA, 4 TEL. 0371/30.740 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 21.15 MODERNO MULTISALA CORSO ADDA 97 TEL. 0371420017 Alice in Wonderland 21.30 Invictus 21.15 CASALPUSTERLENGO COMUNALE PIAZZA DEL POPOLO, 15 TEL. 0377919024 Riposo PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE S.S. N 235 TEL. 0371237012 Alice in Wonderland 3D 20.0022.30 Shutter Island 19.5022.40 Avatar 3D 21.00 Alice in Wonderland 20.15 Wolfman 22.40 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 20.1022.40 Codice: Genesi 20.1022.45 MANTOVA ARISTON MULTISALA VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 TEL. 0376328139 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 20.1022.30 Invictus 19.5022.30 L’amante inglese 20.3022.30 CINECITY MULTIPLEX PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 TEL. 0376340740 Alice in Wonderland 3D 19.4522.30 Alice in Wonderland 20.10 Shutter Island 19.4021.1522.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 20.1022.30 Codice: Genesi 22.40 Avatar 3D 20.50 Wolfman 22.40 Che fine hanno fatto i Morgan? 20.20 MIGNON VIA BENZONI, 22 TEL. 0376366233 La prima cosa bella 21.15 CURTATONE STARPLEX CURTATONE VIA G. MONTANELLI N. 31 TEL. 0376348395 Alice in Wonderland 20.1022.20 Shutter Island 20.1022.45 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 20.2022.30 Invictus 20.0022.35 Codice: Genesi 20.2522.40 Wolfman 20.00 Diamond 13 22.30 Scusa ma ti voglio sposare 20.1522.25 PAVIA CORALLO VIA BOSSOLARO, 15 TEL. 0382539224 Riposo POLITEAMA C.SO CAVOUR, 18/20 TEL. 0382530343 Alice in Wonderland 20.1522.30 MONTEBELLO MEDUSA THE SPACE CINEMA VIA MIRABELLA, 6 TEL. 0383894920 Alice in Wonderland 16.3019.0521.40 Wolfman 15.0517.3520.0522.30 Codice: Genesi 14.4517.2520.0522.45 Invictus 15.3018.3021.30 Alice in Wonderland 3D 14.4517.2520.0022.35 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 14.5017.2019.5522.25 Shutter Island 15.1518.1521.15 Shutter Island 16.1519.1522.15 Scusa ma ti voglio sposare 15.0017.3020.0022.30 PARONA MOVIE PLANET STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 TEL. 0384296728 Alice in Wonderland 3D 21.30 Avatar 3D 21.15 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 21.30 Shutter Island 21.30 Invictus 21.30 Alice in Wonderland 21.15 Codice: Genesi 21.30 SONDRIO EXCELSIOR VIA C. BATTISTI TEL. 0342215368 Passion 21.00 MORBEGNO CINEMA TEATRO PEDRETTI PIAZZA MATTEI 1 TEL. 0342610161 Alice in Wonderland 21.15 MORBEGNO CINEMA TEATRO IRIS VIALE AMBROSETTI 27 TEL. 0342611711 Lo spazio bianco 21.15 MORBEGNO CINEMA 3 VIALE AMBROSETTI, 25 TEL. 0342610161 Shutter Island 21.15 TIRANO CINEMA TEATRO MIGNON PIAZZA MARINONI 1 TEL. 0342705454 Dieci inverni 21.15 VARESE MULTISALA IMPERO VIA BERNASCONI 13 TEL. 0332284004 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.3020.0022.30 Codice: Genesi 17.0019.4022.20 Invictus 19.2022.10 Alice in Wonderland 3D 17.3020.0022.30 Avatar 18.1021.40 Wolfman 17.4020.1022.30 Shutter Island 19.0022.00 Il figlio piu’ piccolo 17.3022.30 Scusa ma ti voglio sposare 20.00 Che fine hanno fatto i Morgan? 17.3520.0022.30 NUOVO VIA DEI MILLE, 39 TEL. 0332237325 Il concerto 17.30 L’uomo nero 20.00 SALA FILMSTUDIO 90 VIA DE CRISTOFORIS 5 TEL. 0332830053 Tra le nuvole 16.0021.00 BUSTO ARSIZIO MANZONI VIA CALATAFIMI 5 TEL. 0331677961 Basta che funzioni 16.0021.00 BUSTO ARSIZIO SOCIALE P.ZZA PLEBISCITO, 1 TEL. 0331632912 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 21.15 GALLARATE CINELANDIA MULTIPLEX VIALE LOMBARDIA, 51 TEL. 0331268017 Codice: Genesi 20.1022.45 Welcome 21.15 Shutter Island 19.5022.40 Alice in Wonderland 3D 20.0022.30 Avatar 3D 21.00 Invictus 20.0022.40 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 20.1022.40 Alice in Wonderland 20.15 Wolfman 22.45 :::LOMBARDIA
Edizione: 10/03/2010 Libero LIB_mercoledi pagina 56 stampata da: grafici04 alle ore: 19.46.01 colore Mercoledì 10 marzo 2010 TM da mobile a fi sso 0 euro da mobile a mobile 0 euro da fi sso a mobile 0 euro Finalmente puoi chiamare i tuoi numeri aziendali a cuor leggero e senza preoccuparti dei costi. Con “TraNoi” di Impresa Semplice, da oggi, con 5 euro* al mese per linea, parli a zero euro con i tuoi colleghi, soci, collaboratori. Sono 1000 minuti/mese da fi sso e ben 2000 minuti/mese da mobile, sempre a zero euro, e senza scatto alla risposta. Vuoi saperne di più? Chiama il 191: il meglio di Tim e Telecom Italia per il business. Impr esa Semplice è un mar chio T elecom Italia. * Costo aggiuntivo a quelli dei servizi attivati; escluse le chiamate da fi sso a fi sso; i prezzi sono IVA esclusa; per maggiori dettagli dell’offerta chiama il 191 o vai su impresasemplice.it chiama il Impresa Semplice. Il braccio destro che fa per me. TraNoi
.
Devi aggiornare Flash Player
Per sfogliare Virtual Newspaper hai bisogno di Adobe Flash Player versione 8 o successive.
Clicca sotto per scaricare la versione aggiornata:
Stai acquistando l'edizione del
10/03/2010
al prezzo di
€ 1,00