Anno II - Numero 118 - Martedì 21 maggio 2013 Direttore: Francesco Storace Roma, via Filippo Corridoni n. 23 di Igor Traboni Mai avuto dubbi sul colore rosso delSalone del Libro, la kermesse torinesead uso e consumo degli autori e delle case editrici di sinistra (anche se poi i primi fi- niscono per farsi pubblicare dalla berlusconiana Mondadori, mentre le seconde restano a guardare con invidia ai fatturati della sora Marina). Ma un paio di fatterelli accaduti giusto ieri, e riportati dalle agenzie di stampa con la solita enfasi, confermano il nostro pensiero: la ministra Kyenge ha definito la kermesse torinese un modello italiano da esportare. Certo: riduciamo pure i fondi per i programmi di sviluppo (lo ha deciso il governo tre giorni fa, ma Cecile e la sua collega terzomondista Emma Bonino non hanno battuto ciglio), però mandiamo nel terzo mondo i libri della Feltrinelli e magari l'impre- scindibile tomo del latitante no-Tav, pure pre- sentato in quel di Torino. Secondo fatterello: la signorina Coop, in arte Luciana Littizzetto, sempre a Torino ha annunciato quello che ser- virebbe per l'Italia: un nuovo ministero, con delega alla Speranza. A parte il fatto che, se non altro per omonimia, bisognerebbe poi affidarlo al capogruppo Pd Roberto Speranza (anche perché troppi sarebbero nello stesso partito quelli che… sperano ancora in una poltrona governativa), è chiaro che ‘Lucianina' ha fatto ancora un po' di pubblicità al suo fido compare televisivo Fabio Fazio, l'uomo con le canzoni di Sanremo (e i milioni di cachet) al posto dei cro- mosomi. La speranza di molti scrittori italiani, infatti, è quella di finire nel programmino Fazio(so)-littizzesco su Rai Tre, per tirar su qualche copia in più. Ma a veder scorrere gli ospiti al Salone del libro di Torino, sappiamo già chi meriterà la comparsata e chi no. Volete che non vada lì per l'ennesima volta Valter Veltroni con il suo ultimo (speriamo…) libro? E la Concita De Gregorio, dove la mettiamo, se non sul trespolo tv meno traballante di quella della sua ex Unità? E la moglie d'arte Daria Bi- gnardi? E la Serena Dandini in crisi d'astinenza di copie e di auditel? E volete che, dopo un salto da Maria, il buon Matteo Renzi non indossi di nuovo il giubbotto da Fonzie per planare da Lucianina vostra gagliarda e tosta? E l'aspirante teologo Vito Mancuso che al massimo gli danno retta Corrado Augias e Ignazio Marino (almeno fino alle elezioni di Roma)? Poi ci sarebbero Roberto Saviano (già stato, lui seduto e Fazio ai suoi piedi), barbapapà Eugenio Scalfari e Umberto Eco, giusto il tempo di mettere a posto la revisione del suo ‘Pendolo'. Loro, tra l'altro, come l'uomo del dopobarba, non devono chiedere mai: il salotto rosso è casa loro. O liver Burton è un bambinoinglese, che pochi giornifa ha compiuto 10 anni. Il piccolo purtroppo è affetto da sindrome di Down a da un cancro terminale alla spina dor- sale e al midollo osseo. Ma per il suo compleanno non ha chie- sto soldatini. Voleva incontrare la Regina Elisabetta. Purtroppo, non è stato possibile. Ma la fa- miglia ha deciso di rimediare in modo un po' particolare. Al posto della Regina si è presen- tata Helen Mirren, travestita di tutto punto. L'attrice britannica ha addirittura insignito il bimbo con il titolo di cavaliere. Insom- ma, una giornata davvero par- ticolare per Oliver, convinto che davanti a lui ci fosse realmente la Regina Elisabetta. Ed è rimasto di questa idea anche dopo aver assistito, da dietro le quinte, allo show dell'attrice. Federico Campoli Gran Bretagna La Mirren si finge regina per il bambino down Il Salone del libro peggio della festa dell'Unità. Ma poi si pubblica con il Cav Da Torino a Fazio,viaggio di sola andata di Francesco Storace D omani, 22 maggio, saranno venticinque anni che piangiamo la scomparsa di Gior- gio Almirante. E il no- stro giornale dedichera' ampio spazio al ricordo del piu' grande leader della destra italiana. Lo ricorderemo con la famiglia alle 19,30 presso la chiesa degli Ar- tisti, nella “sua” piazza del Po- polo. Per lui ci saremmo fatti ammazzare; e parecchi nostri giovani furono assassinati per militare nel partito che guidava, il Msi. Con Almirante, il 21 mag- gio, se ne ando' Pino Romualdi. Al funerale li salutammo insieme, in una piazza Navona che stra- boccava di folla arrivata a Roma da tutta Italia. Fu l'ultima piazza riempita da Almirante. 25 anni paiono un tempo enor- me; eppure, chi ha amato Almi- rante ricorda i suoi comizi come se fosse ieri; su youtube ce n'e' un'intera galleria; sulla rete, mi- gliaia e migliaia di profili per- sonali recano la sua fotografia come immagine personale. Oggi, lo celebra persino chi ne contrasto' le idee in vita. Ed e' incredibile quella sorte che lego' Romualdi al destino di Giorgio. Anche Pino era un grande uomo politico, me lo ritrovai pure come direttore del Secolo d'Italia, ma non riusci' mai a superare la seconda posizione. Persino nel- l'ora del trapasso… Almirante, dunque. Non credo che ci siano molti uomini politici scomparsi da tanti anni e ricor- dati con la stessa intensita' d'af- fetto. Ad esempio, Enrico Ber- linguer, scomparso nel 1984: chi ne parla piu'? Eppure, an- ch'egli fu un leader amato dal suo popolo. Larga parte del merito del ricordo attuale di Al- mirante e' probabilmente dovuto a vari fattori. Da una parte, l'as- senza di ricambio nelle file della destra italiana, che ha la carat- teristica di una straordinaria lon- gevita' delle sue leadership (lo stesso Fini ne e' stato al timone per decenni); e poi, Assunta. E' grazie alla vedova che dal 1988 ad oggi in ogni angolo della penisola e' stata resa viva la memoria incancellabile di Gior- gio. E vederla cosi' attiva ogni giorno rende davvero fortissimi i battiti del cuore di ciascuno di noi. E' questa donna straordinaria l'artefice del miracolo della pre- senza del leader piu' grande che abbiamo avuto nel secondo dopoguerra. Di Almirante resta la grande fede nel popolo e nella Nazione italiana, la battaglia per il presi- denzialismo, la volonta' di sot- trarre alla sinistra la sfida sociale. Il suo insegnamento lo porte- remo avanti per tutta la vita. Egli ci insegno' a vivere onestamente la politica e non saremo mai di- sponibili a tradirne gli ideali. ALMIRANTE, UN ESEMPIO CHE NON MUORE Il suo insegnamento politico resta incancellabile per tutti noi DOMANI IL VENTICINQUESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DEL GRANDE LEADER DELLA DESTRA ITALIANA LEGGE ANTI-GRILLO di Robert Vignola No, non gliene riesce propriouna. La proposta di leggepresentata in Senato dal capogruppo Zanda, dalla Finoc- chiaro e firmata pure dai colleghi di partito Latorre, Casson e Pe- gorer è riuscita ad attirare sul Pd le ennesime critiche e al con- tempo a rianimare un soggetto politico, il MoVimento 5 Stelle, che cominciava a segnare pe- santemente il passo nei sondaggi. Se le truppe grilline sembravano insomma logorate dai perpetui dissidi interni sugli stipendi e gli scontrini, se persino la Ga- banelli gli voltava le terga bom- bardandoli sull'utilizzo spregiu- dicato del blog e dei suoi contatti per fare soldi, ora il comico ge- novese ha avuto servito su un piatto d'argento l'argomento buono per serrare le fila e provare a risalire la china della popolarità. Così, quando ieri è montata la marea dell'indignazione, sul solito blog di proprietà della Casaleggio Associati è comparso il comu- nicato che sa di comunicazione di guerra: “Il MoVimento 5 Stelle non è un partito, non intende diventarlo e non può essere co- stretto a farlo. Se la legge anti MoVimento di Finocchiaro e Zan- da del pdmenoelle sarà approvata in Parlamento il M5S non si presenterà alle prossime elezioni. I partiti si prenderanno davanti al Paese la responsabilità di la- sciare milioni di cittadini senza alcuna rappresentanza e le con- seguenze sociali di quello che comporterà”. Insomma, tutta colpa della Costituzione. Che sarà pure la più bella del mondo, come amano dire quelli della si- nistra, ma spesso procura loro più guai che altro. Nella fattispecie la proposta Zanda-Finocchiaro, qualora fosse approvata, impe- direbbe a tutte le associazioni senza personalità giuridica e senza uno statuto pubblicato in Gazzetta Ufficiale di candidarsi a qualsiasi livello alle elezioni. Il problema non riguarda peraltro il solo MoVimento 5 Stelle. Dal Pd hanno provato timidamente a difendere merito, metodo e tempistica della proposta di leg- ge, ricordando che analogo do- cumento era già stato presentato dall'ex segretario Pierluigi Bersani nella passata legislatura e mira all'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione. Peccato però che la stessa Costituzione, all'articolo 39, preveda l'obbligo di registra- zione da parte dei sindacati, ed è clamorosamente inattuato. Di qui, un'accusa dalla quale non ci si potrà proprio difendere. E il dubbio, a questo punto legittimo: sarà pure sinistra, ma pare – in- nanzitutto – maldestra. Pd, più che “de sinistra”, maldestro Cassazione Giorgio Santacroce Primo Presidente a pag. 2 Economia Aumento dell'Iva, disastro in arrivo a pag. 3 Esteri Egitto nel caos, rapiti sette militari a pag. 5 Calcio Valzer delle panchine Benitez verso Napoli Federico Colosimo a pag. 11 Da destra, Almirante, Donna Assunta e Pino Romualdi Uno degli indimenticabili “bagni di folla” in Piazza del Popolo a Roma
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